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| Alarico |
Alarico
Alarico è un nome comune a diversi personaggi storici:
- Alarico I, re dei Visigoti, nato nel 370 e morto nel 410
- Alarico II, re dei Visigoti, figlio di Eurico; salì al trono nel 484 e morì nel 507
- Alarico è un nome proprio di persona maschile italiano
Alarico IAlarico I (circa 370 - 410) è stato un re visigoto.
Condottiero delle truppe di foederati che servivano l'imperatore Teodosio I, dopo la morte dell'imperatore (avvenuta nel 395) fu scelto come loro capo dalle truppe che si erano ribellate.
È ricordato per aver devastato la Tracia, la Macedonia e la Grecia.
Fermato, ma non definitivamente sconfitto, da Stilicone, si ritirò sulle montagne verso il nord dell'Epiro ottenendo un accordo con l'imperatore Onorio, il titolo di Dux e quello di Governatore dell'Epiro occupato.
Nel 401 invase l'Italia, ma - dopo aver subito alcune sconfitte non decisive a Pollenzo (402) e a Verona (403) - fu costretto a ritirarsi in Illiria.
Stilicone, accortosi dell'impossibilità di affrontare contemporaneamente i vari nemici dell'Impero Romano d'Occidente, d'accordo con l'imperatore avviò trattative con Alarico, cui promise la prefettura dell'Illirico (407).
In seguito alla condanna a morte di Stilicone, accusato di tradimento, Alarico (408) invase nuovamente l'Italia e - per la prima volta dai tempi di Brenno - pose sotto assedio Roma.
Una volta obbligato il Senato romano a consegnargli un forte tributo, levò l'assedio.
Dopo un mancato accordo con l'imperatore Onorio, trincerato a Ravenna, Alarico fece ritorno nel Lazio, occupando Ostia e chiedendo al Senato di deporre Onorio e proclamare Imperatore Prisco Attalo, prefetto della città. Il Senato romano accettò e Prisco nominò Alarico Magister Militum.
Dopo sterili trattative con Onorio, Alarico, spazienti, il 24 agosto 410, prese e saccheggiò Roma (Sacco di Roma), deponendo il fantoccio Prisco Attalo e facendo prigioniera la sorella di Onorio, Galla Placidia.
Carico di bottino, Alarico lasciò la città diretto a sud con l'intenzione di invadere l'Africa; giunto in Calabria, però, si ammalò improvvisamente e morì. Venne seppellito con i suoi tesori nel letto del fiume Busento, vicino a Cosenza, sul suolo calabrese.
Gli schiavi che lavorarono alla temporanea deviazione del corso del fiume furono uccisi perché fosse mantenuto il segreto sul luogo della sepoltura.
Ad Alarico succedette il cognato Ataulfo.
categoria:biografie
categoria:condottieri
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- Italia: Re Alarico saccheggia Roma.
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Nome proprioIn linguistica con il termine nome proprio si intende una notazione specifica adottata da una comunità o da un organismo amministrativo allo scopo di identificare e distinguere una persona (in questo caso si parla di antroponimo), un luogo o un'altra entità geografica (si tratta ora di un toponimo), una istituzione, un evento, un movimento culturale, un fenomeno sociale, un fenomeno oggetto di studio scientifico, una grandezza fisica, una entità matematica. Sul piano della denotazione, i nomi propri si distinguono, talora si giustappongono (e qualche volta si contrappongono) ai nomi comuni ed agli appellativi.
Il nome proprio di una persona viene attribuito alla nascita ed ha la funzione di identificare, da solo all'interno del nucleo familiare o in situazioni informali, insieme al cognome e ad altri dati (luogo e data di nascita), nella società civile. Recentemente a questi dati, in Italia, si è unito il codice fiscale come sistema di identificazione univoca.
In quasi tutte le religioni esistono particolari cerimonie legate all'assegnazione del nome al neonato; nella religione cristiana, ad esempio, il nome viene imposto in occasione del battesimo.
Fino alla metà del XX secolo, in Italia, l'identificazione avveniva invece che attraverso l'indicazione del luogo e della data di nascita, attraverso l'indicazione del nome proprio del padre (ed anche della madre nei documenti ufficiali) attraverso la forma di (es. Giovanni Rossi di Mario) oppure fu (es. Giovanni Rossi fu Mario) nel caso di padre già deceduto.
In Italia, i nomi propri sono, molto spesso, quelli della tradizione cattolica, ma non mancano nomi derivanti da tradizioni precedenti (ebraica, greca, romana), da culture straniere o da consuetudini locali.
I nomi più diffusi sono circa 17.000, ma sono solo 300 quelli veramente comuni, tanto che da soli sono utilizzati da oltre 3/4 della popolazione.
La consuetudine di utilizzare un nome risale probabilmente ad un'età precedente all'inizio della civiltà nell'antica Grecia, dove gli abitanti già venivano identificati dal nome proprio, da quello del padre e, a volte, dalla località d'origine.
L'onomastica in generale e le più specifiche antroponimia, toponomastica ed etno-toponomastica, studiano i nomi e le loro origini e significato, utilizzando molte delle ricerche metodologiche proprie della linguistica e le necessarie ricerche di ordine storico e antropologico. Per gli antroponimi un aiuto molto valido viene dai documenti presenti in ogni archivio quali quelli diocesani (liber baptizorum, liber matrimoniorum, liber mortuorum), quelli comunali (anagrafe) e quelli religiosi (Martyrologium romanum).
Voci correlate
- Cognome
categoria:antroponimi
ja:人名
Covelo (Pontevedra)
Covelo é um município da Espanha na província de Pontevedra, comunidade autónoma da Galiza, de área 125,69 km² com população de 3730 habitantes (2004) e densidade populacional de 29,68 hab/km².
Demografia
Covelo
Covelo
Covelo
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