:: wikimiki.org ::
| Antonio Stradivari |
Antonio Stradivari
Antonio Stradivari (Cremona, 1644? - 18 dicembre 1737), è stato il più prominente liutaio della storia. Il nome latino Stradivarius viene usato spesso per identificare questi strumenti.
Nacque presumibilmente a Cremona nel 1644, data desunta dalle etichette dei suoi strumenti (alcune fonti indicano anche il 1649 o il 1650), da Alessandro Stradivari e Anna Moroni. È considerato apprendista dal 1667 al 1679 dell'illustre liutaio Nicola Amati, ma solo per via della similitudine dei suoi strumenti con quelli del predecessore.
Nel 1680 Stradivari aprì la propria bottega in Piazza San Domenico, dove costruì la maggior parte dei suoi strumenti, con l'aiuto dei figli Francesco ed Omobono. Egli cominciò a mostrare la sua originalità modificando i modelli originali di Amati: migliorò la curvatura, uniformò lo spessore e l'inclinazione del legno e intensificò il colore della vernice. Sapeva leggere come pochi altri il legno da usare per i suoi strumenti. Secondo Ferdinando Sacconi (uno trai i massimi liutai del novecento) la caratteristica del suono dei suoi strumenti è dovuta dal composto di silicato di potassio e calcio usato per la preparazione dei legni. I suoi strumenti si possono riconoscere dalla iscrizione in Latino: Antonius Stradivarius Cremonensis Faciebat Anno [data] (Antonio Stradivari, Cremona, costruito nell'anno...). Si crede che i suoi migliori strumenti furono costruiti dal 1698 al 1725, raggiungendo l'apice della manifattura tra il 1725 ed il 1730. Dopo il 1730, molti strumenti portano la firma sub disciplina Stradivarii, probabilmente costruiti dai suoi figli. Oltre ai violini, Stradivari creò anche arpe, chitarre, viole, violoncelli, liuti e tiorbe, si stima oltre 1100 strumenti musicali in tutto. Circa 650 di questi strumenti sono ad oggi esistenti. Antonio Stradivari morì il 18 dicembre 1737 a Cremona, venne sepolto nella Basilica di San Domenico, che sorgeva nell'area degli attuali giardini pubblici di Piazza Roma, dove è posta una lastra tombale a ricordo del famoso liutaio.
Basilica di San Domenico
I suoi strumenti sono tuttora considerati i migliori strumenti a corda mai creati, e gli esemplari perfettamente integri (50 circa) sono stimati a prezzi altissimi e suonati dai migliori esecutori del mondo. Solo un altro liutaio, Giuseppe Guarnieri del Gesù, ottenne la stessa reputazione fra i violinisti.
Vari studi indicano anche un motivo secondario all'alto pregio degli strumenti costruiti da Stradivari: la piccola era glaciale che permise la crescita soltanto degli alberi più sani e con anelli proporzionati fra loro. Questa materia prima quasi priva di imperfezioni, o meglio molto regolare, permise all'eccellente liutaio di ottenere strumenti partendo da materiali perfetti attualmente non più disponibili.
Stradivari si recava personalmente nella "Magnifica Comunità di Fiemme, in Trentino, per scegliere gli abeti adatti per i suoi violini. La zona è ancora molto famosa per la qualità del legno, una delle migliori al mondo per la produzione di casse armoniche di strumenti a corda.
Il prezzo più alto pagato per uno Stradivari è stato di 947.500 sterline (oltre 1,3 milioni di euro) per il "Kreutzer Strad" al Christie's di Londra, nel 1998.
Le più grandi collezioni di strumenti Stradivari appartengono al Re di Spagna in mostra al museo degli strumenti musicali del Palazzo Reale di Madrid, comprendenti due violini, due violoncelli ed una viola, e alla U.S. Library of Congress statunitense, una collezione di tre violini, una viola ed un violoncello.
Stradivari, Antonio
Stradivari, Antonio
ja:アントニオ・ストラディバリ
ko:안토니오 스트라디바리
1644
Eventi
Nati
- 14 ottobre - William Penn, fondatore della colonia della Pennsylvania
- giorno ignoto - Antonio Stradivari, liutaio († 1737)
Morti
- 29 luglio - papa Urbano VIII, al secolo Maffeo Barberini
044
ko:1644년
1737
Eventi
In Gran Bretagna il governo whig di Robert Walpole promulga Licensing Act.
Nati
- 20 luglio - Giustiniana Wynne, avventuriera e scrittrice italiana († 1791)
Morti
- 18 dicembre - Antonio Stradivari, liutaio
037
ko:1737년
Latino
Secondo la leggenda sull'origine dei Romani da Enea, particolarmente coltivata sotto i Giulio-Claudi, Latino era il re eponimo dei Latini, antico popolo dell'Italia centrale.
Secondo l'Eneide di Virgilio, per esaltare il nuovo Impero Romano e in particolare Augusto, Latino ospitò Enea e Anchise in fuga da Troia, quando approdarono sul litorale dell'attuale Lazio (la regione ne deriverebbe pertanto il nome).
Categoria:Mitologia romana
Cremona
Cremona (Cremuna in cremonese) è un comune della Lombardia di 69.444 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia.
È nota come la "città delle tre T", ossia turoon, Turàs, tetas" (torrone, Torrazzo, tettone).
omonima provincia
Storia della città
Periodo romano
Fondata dai romani nel 218 a.C. come castrum, insieme con la città di Placentia (Piacenza), in riva al Po. Fu un importante centro dell'area padana durante tutto il periodo repubblicano. Nel 69 d.C. fu assediata e distrutta dalle truppe di Vespasiano e successivamente riedificata con l'aiuto dello stesso imperatore. Per un lungo periodo la città scompare dalle cronache della storia, citata solo in pochi documenti, o nominata per la provenienza di qualche personaggio storico.
Periodo alto medievale
Nel 603 d.C. Cremona, baluardo bizantino, fu conquistata dai longobardi che ne smembrano il territorio, forse già in parte conquistato in precedenza. La città retta dal Vescovo non divenne sede di ducato e anche dopo la conquista carolingia il Vescovo Conte manterrà e amplierà il suo controllo sulla città e sul contado.
Tra il novecento e il mille la città accresce il suo potere con importanti concessioni ai vescovi rettori della città tra gli altri si distinguono Liutprando che fu chiamato alla corte imperiale in Sassonia, pur rimanendo vescovo, e Olderico che riuscì ad ottenere importanti privilegi per la città dall'imperatore Ottone III.
Furono i vescovi Lamberto e Ubaldo a creare dissidi con la popolazione cremonese per la gestione delle proprietà del Monastero di S.Lorenzo con la mediazione dell'imperatore Corrado II che nel 1037, stabilitosi in città, diede rifugio a papa Benedetto IX (il papa ragazzino).
Periodo medievale
Con l'imperatore Enrico IV la città si rifiutò di pagare gli oppressivi balzelli che l'impero richiedeva e che il vescovo conte imponeva ai cittadini. Nacque cosi la narrazione del leggendario scontro tra il principe Enrico e Giovanni Baldesio (Zanén de la Bàla) gonfaloniere maggiore della città. Zanén disarcionò il principe risparmiando alla città il pagamento della palla d'oro di circa tre chili che tutti gli anni la città doveva all'imperatore e che per quell'anno fu donata a Berta, la fidanzata del cavaliere, come dote per il suo matrimonio.
A questa leggenda si aggiunge una notizia storica pochi anni dopo. Nel 1093 si formò una alleanza militare anti imperiale capeggiata da Matilde di Canossa, che aveva numerosi possedimenti a cavallo del Po, con l'alleanza di Lodi, Milano, Cremona, Piacenza. Il conflitto si risolse con il giuramento di obbedienza dell'imperatore Enrico IV a papa Urbano II e con la donazione nel 1098 dellInsula Fulcheria (l'area di Crema) alla città di Cremona che con questo atto si costituì in libero comune.
1098
A partire da questa data il comune lottò con i comuni vicini per ampliare o difendere il proprio territorio. Le guerre furono numerose e spesso vittoriose come nel 1107 per il possesso di Tortona o nel 1111 che segnò la sconfitta nei pressi di Bressanoro. In questo periodo la città ebbe forti divisioni interne fra la parte di città legata ai ghibellini, città vecchia, e quella legata a guelfi, città nuova. Il conflitto giunse al punto di creare due palazzi comunali con l'edificazione del Palazzo Cittanova, ancora esistente.
Con la discesa del Barbarossa la città si alleò all'imperatore che appoggio Cremona contro la rivolta di Crema aiutata dai milanesi nelle loro rivendicazioni d'indipendenza. La vittoria e la fedeltà all'impero permise al comune di battere moneta e quindi di creare una zecca con la realizzazione di una bolla imperiale.
Nel 1160 Cremona riconquistò Crema e dando appoggio all'imperatore da l'assalto a Milano distruggendola (1162), alla città fu affidata l'area di Porta Romana in Milano.
E’ solo nel 1167 che la città si schiera con gli altri comuni italiani contro l'impero entrando a far parte della Lega Lombarda che il 29 maggio 1176 sconfisse le truppe imperiali a Legnano. L'unione durò poco e le città tornarono a scontrarsi nel 1213 a Castelleone dove i cremonesi sconfissero una lega milanese composta dai comuni di Lodi, Piacenza, Crema, Novara, Como e l'appoggio dei bresciani. Nel 1232 inizia il legame tra Cremona e l'imperatore Federico II chiamato in causa in una disputa di potere interno alla città. La nuova alleanza con l'impero portò alla vittoria nella battaglia di Cortenuova contro la Lega Lombarda. Federico II portò spesso la sua corte nella città e l'unico episodio spiacevole fu la sconfitta ad opera dei parmigiani a Vittoria, città creatura di Federico II, che portò alla cattura di più di duemila cremonesi.
Alcuni anni dopo la ritorsione nei confronti dei parmigiani fu molto dura con una sconfitta militare ad opera di Umberto Pallavicino (o Pelavicino) durante la quale sottrassero il carroccio nemico e i pantaloni che in segno si scherno rimasero appesi alle volte del duomo per secoli.
Periodo delle signorie
Il 1 novembre 1266 Umberto Pallavicino venne cacciato dalla città e con esso cadde il governo ghibellino. Al suo posto prese il potere Buoso da Dovara, anch’egli ghibellino, il quale lo cedette al Consorzio di Pace e Fede il quale lo gestì sino al 31 dicembre 1270.
L'anno seguente fu istituita la figura del Capitano del Popolo che assunse, per parte guelfa, i poteri comunali.
Questa fase durò sino al 1276 quando Cremona passò alla signoria del marchese Cavalcabò Cavalcabò, che ne diresse indirettamente le sorti sino al 1305 e il figlio Guglielmo Cavalcabò ne ereditò i poteri sino al 1310.
In questo periodo furono costruite numerose opere edilizie: la cella campanaria del Torrazzo e la ghirlanda ottagonale con cuspide conica, la chiesa romanica di S.Francesco, i transetti della cattedrale e la costruzione della Loggia del Militi. Sempre nello stesso periodo vi furono numerose sistemazione agrarie tra le quali si può menzionare la realizzazione di importanti canali irrigui nel territorio a vocazione agricola; un esempio per tutti fu la costruzione del Dugale Delmona databile agli inizi del XIV sec.
A partire dal 1311 la signoria dei Cavalcabò si alternò con signori esterni alle famiglie cremonesi di partito guelfo. Tra questi vi furono Arrigo VII di Lussemburgo ghibellino nel 1311, Gilberto da Correggio nel 1312 e Roberto di Puglia nel 1313.
Con la fine della signoria di Giacomo Cavacabò il 29 novembre 1322 entro in scena un'altra influente famiglia lombarda i Visconti, con Galeazzo I, che influenzeranno la storia della città per i successivi centocinquanta anni.
La città fu retta dai Visconti in alternanza con importanti figure politiche nel panorama europeo del tempo, come Ludovico il Bavaro imperatore nel 1327 o Giovanni di Lussemburgo re di Boemia nel 1331, sino al 1403. In quell'anno vi fu la riconquista della signoria da parte della famiglia Cavalcabo che non durò a lungo. Il 25 luglio del 1406 Cabrino Fondulo, capitano delle truppe di Ugolino Cavalcabò, uccise con un inganno i maschi della famiglia Cavalcabò assumendola signoria della città. Impossibilitato a gestire il potere si ritirò a Castelleone in cambio di 40000 fiorini d'oro pagati dalla famiglia Visconti.
Nel 1406 la signoria passò definitivamente Filippo Maria Visconti che la rese ereditaria. Cremona con questo atto entrò definitivamente nel Ducato di Milano e ne seguì le sorti sino all'unità d'Italia.
Sotto i Visconti prima e gli Sforza poi Cremona ebbe un intenso sviluppo culturale e religioso. Nel 1411 Palazzo Cittanova divenne sede dell'Università dei Mercanti di fustagno. Nel 1441 la città fu scelta per celebrare le nozze tra Francesco I Sforza e Bianca Maria Visconti il 25 ottobre nel tempietto eretto dai Benedettini, oggi sostituito dalla chiesa di S. Sigismondo costruita in un periodo di poco successivo. Per l'occasione fu realizzato un dolce che darà vita al tradizionale torrone di Cremona la cui ricetta di tramanda dall'epoca.
Anche Ludovico il Moro finanziò importanti opere cittadine per la cattedrale, come il sopralzo del frontone e la realizzazione del porticato denominato la Bertazzola, il battistero, rivestito parzialmente in marmo, il rifacimento della facciata della chiesa di S.Agata e del Palazzo Comunale.
Nel 1446, Cremona è accerchiata dalle truppe di Francesco Piccinino e di Luigi dal Verme. I Veneziani inviano in suo soccorso Scaramuccia da Forlì, che riesce a superare l'assedio: l'impresa dei due condottieri fallisce. La città è libera.
Occupazioni straniere
Con la guerra tra Ludovico il Moro e la Francia di Luigi XI Cremona passò per un breve periodo sotto la Repubblica di Venezia, dal 1499 al 1509. La vittoria della lega a Agnadello riportò Cremona al Ducato di Milano retto dai francesi di Luigi XII l'11 maggio del 1509.
Le alterne vicende che vedono opporsi Spagna, Francia, Repubblica di Venezia e Ducato di Milano, nella persona di Massimiliano Sforza, hanno termine con il Trattato di Noyon del 1513 che sancisce l'esilio del duca di Milano. La conquista definitiva della città ad opera degli spagnoli avvenne nel 1524 con la presa del Castello di Santa Croce. La sconfitta francese e l'espulsione delle truppe dal Ducato di Milano viene sancita nel 1526 dal Trattato di Madrid. La città assopita e rassegnata alle continue scorribande e ai cambiamenti delle truppe vincitrici non interrompe, anche in questo periodo, l'interesse per l'abbellimento artistico della città. Un esempio ne è la costruzione della loggia realizzata, in stile bramantesco, sul porticato posto in facciata al Duomo (Bertazzola) ad opera di Lorenzo Trotti.
Nel 1546 il ducato passa a Filippo II re di Spagna e futuro erede del titolo imperiale inizia per Cremona e la Lombardia in generale un lungo periodo di dominazione che tenderà a sottrarre risorse senza reinvestire nelle opere infrastrutturali e produttive del territorio. Le opere artistiche continueranno ad essere commissionate sia per gli edifici religiosi che per i palazzi della nuova aristocrazia spagnola, oltre che per la vecchia aristocrazia cremonese. Nel 1550 Lorenzo Trotti termina la loggia sul lato destro della Cattedrale, nel 1614 fu ricostruita la chiesa dei Santi Siro e Sepolcro su disegno di Antonio Gialdini.
Alla fine del seicento l'incapacità spagnola di gestione del territorio, dopo la carestia (1628) e la peste (1630) unito all'interesse della casata d'Austria per l'Italia settentrionale portò prima alla conquista francese il 9 febbraio 1701 e successivamente alla conquista austriaca del 10 aprile 1707. La conquista fu sancita dalla Pace di Utrecht nel 1714.
Economia
L'economia della città è legata al sistema produttivo provinciale a prevalenza agricola. Oltre alle aziende agricole sono presenti industie alimentari: salumi (Negroni), dolciumi (Sperlari) (Vergani) ( Barilla - Mulino Bianco ), oli vegetali (Oleificio Zucchi), formaggi (Auricchio).
Vi è inoltre la presenza di un'industria metalmeccanica ([acciaieria]]Arvedi), petrolifera (Raffineria Tamoil), energetica (AEM).
L'artigianato è rinomato per la produzione di strumenti ad arco ed in particolare di violini, di dolciumi con il torrone, materiale in cotto ed altri oggetti.
Altrettanto famosa è la mostarda Cremonese compasta da frutta candita in bagni di senape.
La presenza del porto canale è utile all'approdo delle chiatte che percorrono il fiume Po . Il canale, che da Cremona avrebbe dovuto raggiungere Milano, si ferma a Pizzighettone dopo soli 20 km.
Cultura
Ricorrenze
Feste e fiere
Musei e monumenti
- Duomo di Cremona
- Torrazzo di Cremona
- Loggia dei Militi
- Palazzo Cittanova
- Palazzo Fodri
- Palazzo del Comune
- Chiesa di San Michele
- Chiesa di San Luca
- Chiesa di San Sigismondo
- Chiesa di Sant'Agostino
- Chiesa di Sant'Agata
- Chiesa di San Marcellino
- Chiesa di Santa Lucia
- Chiesa di Santa Rita
- Battistero di Cremona
- Teatro Ponchielli
- Museo Civico Ala Ponzone
- Museo Stradivariano
- Museo della Civiltà Contadina
- Museo Berenziano
Personalità celebri
- Amilcare Ponchielli
- Antonio Stradivari
- Sofonisba Anguissola
- Ugo Tognazzi
- Sant'Omobono
- Nicolò Sfodrati (Papa Gregorio XIV)
- Claudio Monteverdi
- Giulio Campi
- Arcangelo Ghisleri
- Aldo Protti
- Guido Grandi
- Luigi Voghera
- Anna Mina Mazzini
Sport
Calcio
Come gran parte delle città italiane lo sport più seguito è il calcio con la Cremonese. Altre società calcistiche sono lo Sporting Cremona, il Marini Boschetto, il Torrazzo Cremona.
Pallacanestro
E' uno sport molto seguito ed amato a Cremona.
La squadra cittadina è la JU-VI Sorini.
Pallanuoto
La Pallanuoto Bissolati milita in Serie A1 ed ha al suo attivo una Coppa Italia.
Altri sport
Sono molto seguiti anche il canottaggio con le società canottieri, le bocce, il ciclismo, la pallavolo e l'equitazione.
Amministrazione comunale
- [http://www.e-cremona.it Portale cittadino]
Categoria:Comuni della provincia di Cremona
Categoria:Comuni della Lombardia
Categoria:Comuni italiani
ja:クレモナ
ko:크레모나
1667
Eventi
- 12 giugno - La prima trasfusione di sangue su un umano viene eseguita dal Dottor Jean Baptiste. Egli trasfuse con successo del sangue di pecora in un ragazzo di 15 anni.
- Robert Hooke costruì il primo anemometro
Nati
- Johann Bernoulli, matematico svizzero
- 26 maggio - Abraham de Moivre, matematico francese
Morti
- Antonio Abati, poeta italiano
- 3 agosto - Francesco Borromini, architetto italiano
067
ko:1667년
ms:1667
1698
Eventi
- Thomas Savery inventa la prima macchina a vapore per uso pratico.
Nati
- 13 gennaio - Pietro Metastasio, poeta italiano († 1782)
Morti
4 novembre - Rasmus Bartholin, fisico danese.
098
ko:1698년
1725
Eventi
Nati
- 2 aprile - Giacomo Casanova, scrittore e avventuriero veneziano († 1798)
Morti
025
ko:1725년
ViolinoIl violino è uno strumento musicale della famiglia dei cordofoni, composto da quattro corde, accordate ad intervalli di quinta.
Si tratta del più piccolo tra i membri della famiglia degli strumenti a corde, capace di riprodurre i toni più alti rispetto agli altri strumenti che sono la viola, il violoncello e il contrabbasso. La corda più bassa (e quindi la nota più bassa ottenibile) è il Sol2 subito sotto il Do centrale (Do3), poi in ordine crescente il Re3, il La3 e il Mi4.
Le partiture per violino utilizzano quasi sempre la chiave di Sol, detta comunemente chiave di violino.
Chi suona il violino è indicato come violinista.
Colui che costruisce o ripara gli strumenti a corde è il liutaio.
Nei paesi di lingua inglese il violino viene comunemente chiamato fiddle.
Le parti del violino
lingua inglese
Il violino è una scatola in legno cavo costruita con grande accuratezza e precisione sia per quanto riguarda i materiali, sia per le finiture. Ha quattro corde tese su un ponticello che poggia su di una pancia, che funge da cassa armonica e da cui dipende in gran parte la qualità del suono derivante dal violino: il materiale, le forme e la vernice hanno un ruolo importante nella personalità dello strumento. Le corde sono tese da una cordiera e dai piroli tiracorde su di una tastiera. I lati del violino, curiosamente, sono chiamati costole. La pancia è rinforzata da una catena interna che passa verticalmente attraverso lo strumento. Inoltre all'interno è presente una piccola asticella detta anima. I contorni in rilievo sulla superficie del violino sono chiamati filetti.
Alla fine della tastiera, le corde attraversano, il capotasto, un secondo ponte molto piccolo, montato appena sopra alla tastiera. Le corde entrano poi nella cavigliera (anche tiracorde o paletta), dove vengono avvolte intorno ai piroli per l'accordatura, che sono montati lateralmente attraverso dei fori molto precisi nella cavigliera. La punta della paletta è ornata con un ricciolo intagliato nel legno.
Il ponticello del violino ha due funzioni. Prima di tutto, mantiene le corde in una configurazione arcuata, permettendo all'archetto di toccarne un sola. Il ponticello inoltre trasmette le vibrazioni sonore alla cassa armonica, dove vengono amplificate e riflesse per mezzo delle aperture.
Materiali del violino
Generalmente il corpo, la cassa, e la catena (che è un asse di rinforzo nella parte interna) vengono costruiti con l'abete rosso, un legno leggero ma molto resistente. La parte posteriore, le coste, il manico, la paletta, il riccio e il ponticello sono in legno d'acero, un legno duro. La scelta del legno è praticamente la stessa del pianoforte, dove un ponte è attaccato ad una tavola di risonanza in abete rosso, montata su una struttura di legno duro.
La tastiera del violino è fatta di ebano. Alcuni violini molto antichi hanno la tastiera in avorio.
Le corde un tempo erano fatte utilizzando le budella degli animali. Tali stringhe sono ancora utilizzate nelle esecuzioni dove si ricerca la fedeltà nella rappresentazione storica della musica del XVIII secolo o anteriore. Purtroppo hanno una tendenza accentuata a perdere l'accordatura e a rompersi con maggior facilità rispetto alle corde moderne, realizzate in metallo. Le moderne corde del La, Re e Sol sono normalmente dotate di un'anima in metallo (acciaio temprato) circondata da un avvolgimento realizzato sempre in metallo per conferire un maggiore massa all'insieme, così da permettere delle vibrazioni con un tono più basso. La corda del Mi (la più alta, detta il cantino) è sempre costituita da un unico filamento di acciaio. Le corde con un'anima sintetica (avvolte sempre con metallo) sono utilizzate abbastanza frequentemente al giorno d'oggi, dal momento che permettono di unire alcuni dei benefici delle corde di budello, quali una maggiore pastosità del suono e minore effetto metallico, con una maggiore durata e stabilità nell'accordatura.
Tradizionalmente l'archetto è realizzato con crine di cavallo, sebbene molti archetti economici utilizzino ormai materiale sintetico. Il crine deve essere spalmato di frequente con la colofonia (pece) per poter provocare quell'attrito necessario a mettere in vibrazione le corde.
Fisica dell'acustica del violino
È noto da molto tempo che lo spessore del legno e le sue proprietà fisiche incidono grandemente sul suono prodotto da uno strumento a corde come il violino. Il suono e la tonalità del violino è determinata da come la pancia e schiena del violino stesso si comportano da un punto di vista acustico, secondo i modi e gli schemi determinati dal fisico tedesco Ernst Chladni. Gli schemi dei nodi (che corrispondo ai punti dove non si ha movimento) prodotti dai granelli di sabbia sparsi sulle placche, mentre queste vibrano a certe frequenze, corrispondono a quello che viene chiamato "schema di Chladni". Questo procedimento di controllo e verifica delle vibrazioni e della risonanza viene utilizzato dai liutai per verificare il lavoro prima di terminare il montaggio dello strumento. Una [http://www.phys.unsw.edu.au/~jw/chladni.html spiegazione scientifica] (in inglese) comprende una dimostrazione sulle proprietà del legno e sui punti dove si formano i nodi, a seconda se le piastre si muovono con i punti terminali o diagonalmente opposti che si sollevano insieme o nelle varie modalità possibili.
Dimensioni del violino
I bambini che imparano il violino di solito utilizzano dei violini di dimensioni ridotte, spesso denominati con i valori delle frazioni anglosassoni: quarter, half, three-quarter. Pur avendo le varie parti proporzionalmente più piccole, sono funzionalmente identici ai violini di dimensioni normali.
A volte, la tastiera riporta degli intarsi o dei segni indicanti la diteggiatura; mai però dei capotasti come avviene per la chitarra o altri strumenti a corde. Spesso si utilizzano delle strisce adesive in alcuni punti della tastiera.
Suonare il violino
Il violino viene suonato utilizzando la mano destra per far scorrere l'archetto perpendicolare ad una delle corde, in prossimità del ponticello, mettendo in vibrazione la corda. Il tono è controllato per mezzo della mano sinistra, regolando la lunghezza della parte di corda che viene fatta vibrare con la pressione di un dito sulla tastiera. Inoltre è possibile scegliere una delle quattro corde, in base all'altezza del suono desiderato, semplicemente variando l'inclinazione dell'archetto.
Diteggiatura e posizioni
chitarra
Il posizionamento delle dita della mano sinistra sulle corde non può far affidamento su aiuti tattili quali ad esempio le barrette che delimitano i tasti su altri strumenti a corda. L'esecutore deve ottenere la posizione ottimale basandosi unicamente sulla propria abilità, altrimenti il suono risultante sarà stonato. I violinisti si esercitano per molte ore, in parte per addestrare le dita a raggiungere automaticamente la posizione corretta, in parte per migliorare l'abilità nel correggere il più rapidamente possibile eventuali scostamenti tra il tono desiderato e quello ottenuto dallo strumento ogni volta che la posizione delle dita della mano sinistra varia.
Le dita sono numerate convenzionalmente dal "primo" (l'indice) al "quarto" (il dito mignolo). Le cifre dall'1 al 4 a volte compaiono sulle partiture per violino, specialmente nelle edizioni a carattere didattico, per indicare quale dito deve essere usato.
Per il principiante, la nota più alta ottenibile sul violino viene realizzata con la pressione del quarto dito sulla corda del Mi cantino, producendo un Si. Tuttavia questa è la nota più alta ottenibile nella cosiddetta prima posizione, che viene insegnata come primo passo ai principianti. Le note ancora più alte si ottengono facendo scorrere il polso della mano sinistra verso il collo del violino (in direzione del viso dell'esecutore) e utilizzando la nuova posizione per la pressione delle dita sulla tastiera. Così, ad esempio, il primo dito sul Mi cantino dà un Fa#, quando la pressione del primo dito dà un Sol abbiamo la seconda posizione. La terza posizione è raggiunta quando il primo dito ottiene un La, e così via. Il limite delle note alte raggiungibili dal violino è determinato in gran parte dall'abilità dell'esecutore. Un buon violinista può facilmente suonare più di due ottave su di una singola corda, e raggiungere un'estensione di quattro ottave con l'intero strumento.
I violinisti spesso cambiano posizione su una corda più bassa, anche se ciò a prima vista sembrerebbe superfluo. Spesso, viene fatto per eseguire un brano che altrimenti richiederebbe un cambio repentino di corde, ma anche per produrre un timbro particolare: una nota viene riprodotta dal violino in modo sensibilmente diverso a seconda di quale corda viene utilizzata per ottenerla.
Corda vuota
Un timbro particolare è quello risultante dal suono della cosiddetta corda vuota, ossia della corda senza che vi si trovi alcun dito della mano sinistra. La corda vuota dà il suono della nota corrispondente (Sol, Re, La, Mi), con una connotazione particolare, derivante dall'assenza dell'azione di smorzamento di un dito e dal fatto che non è possibile l'azione del vibrato (vedi oltre). A parte il Sol2 (che non può essere ottenuto in altro modo), le corde vuote vengono generalmente utilizzate per produrre un effetto particolare.
Un effetto abbastanza singolare che viene ottenuto per mezzo della corda vuota è il barriolage. Per realizzarlo, il violinista esegue la stessa nota di una delle corde vuote (necessariamente il Re, il La o il Mi) sulla corda immediatamente più bassa, quindi sposta l'archetto con un movimento rapido ondeggiante, a mo' di serpente, provocando alternativamente la vibrazione della corda vuota e di quella che riporta la pressione del dito della mano sinistra. Il suono ottenuto ha la stessa altezza, ma il timbro di una corda aperta rispetto a quella dove si trova il dito è diverso, inoltre si verifica il fenomeno dei battimenti. Il barriolage era un accorgimento particolarmente utilizzato da Franz Joseph Haydn, che lo ha impiegato, ad esempio nel suo quartetto d'archi Opera 50 no. 6, e nella Sinfonia n. 45 "Farewell".
Il suono simultaneo di due corde aperte (raddoppio, vedi oltre) produce a suono simile a quello della cornamusa, spesso utilizzato dai compositori nella musica folk.
Raddoppio
Il raddoppio, in inglese double-stop è ottenuto suonando due corde simultaneamente, eseguendo quindi un accordo. Per realizzare un raddoppio è necessaria una grande coordinazione di movimenti e un'elevata precisione nella posizione della mano sinistra e della relativa diteggiatura: l'azione di più di un dito della mano sinistra richiede uno sforzo maggiore e grande esattezza per evitare di produrre un suono stonato. A volte è necessario spostarsi su una posizione più alta, per poter posizionare correttamente le dita sulle corde. Il raddoppio è possibile anche su tre o su tutte e quattro le corde, ed è detto dagli inglesi triple o quadruple stopping, che chiamano queste tecniche, collettivamente, multiple stopping.
Pizzicato
Quando nella partitura viene indicato pizzicato sopra una o più note, il violinista non utilizza l'archetto ma pizzica la corda col dito della mano destra, sollevandola e lasciandola d'un tratto. Il pizzicato comporta l'ottenimento di un suono ben diverso da quello prodotto con l'archetto, breve e rapido, non sostenuto. Nella partitura, il ritorno all'uso dell'archetto viene indicato con la parola arco.
Vibrato
Il Vibrato è un accorgimento utilizzato molto comunemente dai violinisti e consiste nella variazione di tono molto rapida ma alquanto contenuta. Ciò viene ottenuto spostando il dito che preme sulla corda leggermente in avanti e indietro lungo la direzione della tastiera. Il Vibrato spesso viene percepito come un suono più commovente, ed è stato largamente impiegato nella musica del periodo del romanticismo. Ci sono diversi stili nell'esecuzione del vibrato, iniziando dall'uso delle sole dita, o utilizzando il polso, o in alcuni casi con il movimento dell'intero avanbraccio. Ciascuna tecnica produce un effetto diverso ed è prediletta da diversi esecutori anche in base allo stile o alla musica. Alcuni generi musicali richiedono un uso limitato del vibrato, se non addirittura lo escludono del tutto.
Spesso si pensa che il vibrato possa in qualche modo nascondere una leggera stonatura della nota, dal momento che se il tono varia leggermente l'orecchio umano non dovrebbe afferrare eventuali imprecisioni. In realtà alcune ricerche a carattere sperimentale hanno dimostrato che le cose non stanno così (v. Collegamenti esterni). L'orecchio umano riconosce la frequenza media di una nota eseguita con il vibrato con la stessa precisione con cui riconosce il tono di una nota ferma. Non è detto che i risultati ottenuti in condizioni sperimentali siano sempre del tutto compatibili con quanto risulta nelle esecuzioni dal vivo, l'effetto del vibrato quando i tempi sono rapidi, può comunque mascherare alcune imperfezioni nella posizione e quindi nel tono delle singole note. Queste considerazioni hanno una certa importanza nell'ambito dell'insegnamento, che ora mette in guardia l'allievo del fatto che le note stonate non necessariamente vengono nascoste con il vibrato. Del resto, il vibrato viene insegnato come qualcosa di necessario e dato per assunto a meno che la notazione musica non richieda espressamente il contrario.
Armoniche
Le armoniche possono essere create toccando la corda con un dito, senza premere sulla tastiera. Il risultato è un tono più alto, dal momento che la presenza del dito blocca la fondamentale della corda; per questo la corda deve essere toccata esattamente in uno dei nodi, una divisione esatta della corda stessa. Per esempio, a metà esatta, o un terzo: quando il dito tocca il nodo in uno di questi punti la corda vibra in modo diverso, in questi due esempi, rispettivamente, nelle due metà uguali e nelle due suddivisioni di un terzo e due terzi in cui si divide, risultando in un suono più alto di un'ottava nel primo caso e i due suoni distanti una quinta nell'altro caso.
Le armoniche sono segnate nella partitura con un piccolo cerchietto sopra la nota, che determina il tono dell'armonica stessa. Esistono due tipi di armoniche, quelle naturali e quelle artificiali.
Le armoniche naturali sono del tipo descritto nel primo paragrafo, si ottengono semplicemente toccando la corda con un dito in un punto nodale. Questa tecnica è relativamente facile, quindi adatta sia ai principianti, sia agli studenti di livello intermedio.
Le armoniche artificiali, invece, sono molto più difficili da ottenere, normalmente sono alla portata soltanto dei violinisti che hanno già raggiunto un buon livello di padronanza con lo strumento e con questa tecnica in particolare. Questo metodo di realizzazione dell'armonica prevede che un dito prema normalmente la corda in un certo punto, per esempio la corda del Re per ottenere un "Mi", con un altro dito che tocchi la corda una quarta più in alto, in questo caso sulla posizione della nota "La". Quando il violinista preme la corda in un punto e la tocca leggermente con il quarto dito nella maniera descritta, viene toccato il nodo che si trova ad un quarto della lunghezza della parte della corda che vibra, provocando la vibrazione della corda in quattro parti, producendo un suono due ottave più in alto della note che viene suonata (nel caso descritto un "Mi"). La distanza tra le due dita deve essere assolutamente precisa, altrimenti l'armonica non suona. Inoltre, anche la pressione dell'archetto, oltre a quella delle due dita deve essere esattamente calibrata, pena la perdita dell'armonica. Questo è il motivo della maggiore difficoltà della realizzazione delle armoniche artificiali rispetto a quelle naturali.
La notazione musicale delle armoniche artificiali utilizza di norma due note sulla stessa astina: la nota più bassa utilizza una nota normale che indica dove la corda viene tenuta premuta con il primo dito, mentre la nota più alta utilizza una nota a forma di diamante, che indica la posizione dove la corda viene leggermente toccata con il quarto dito.
Brani assai elaborati con l'utilizzo delle armoniche artificiali si trovano nelle composizioni di tipo virtuosistico per violino, specialmente del XIX secolo e dell'inizio del XX.
La sordina
Il tono del violino può anche essere alterato per mezzo della "sordina", un piccolo inserto che può essere in gomma, in legno o in metallo, e che viene attaccato al ponticello, di solito in mezzo alle due corde del Re e del La. Smorzando le vibrazioni del ponticello stesso, provoca l'emissione di un suono più dolce e delicato, con minori armoniche sopra ogni nota che viene suonata. Viene spesso utilizzato anche per far pratica con un suono di volume più basso, ma anche nelle esecuzioni, dove sia richiesto un suono più smorzato.
Tecnica dell'archetto
Il violino emette un suono più forte quando l'esecutore sposta l'archetto più velocemente o esercita una maggiore pressione sulla corda. I due metodi non sono equivalenti, dal momento che producono suoni con timbri diversi: la pressione sulle corde tende a provocare un suono più aspro e più intenso.
Anche la posizione in cui l'archetto mette in vibrazione la corda influenza molto il timbro. Suonando vicino al ponticello (sul ponticello nella partitura) si ottiene un suono più intenso del solito, con un'enfasi sulle armoniche più alte; suonando invece spostandosi con l'archetto verso la parte opposta, in direzione del manico, fino al limite o sopra la tastiera (sul tasto) produce un suono più etereo e delicato, con un'enfasi sulla fondamentale.
Saltuariamente le corde possono essere percosse con la parte posteriore dell'archetto (col legno). Ciò produce un suono più percussivo, molto d'effetto quando realizzato dall'intera sezione orchestrale dei violini, dal momento che il volume ottenuto è molto basso.
Una seconda tecnica percussiva, più moderna, è chiamata "chop": in questo caso i crini vicini alla parte bassa dell'archetto colpiscono le corde. È utilizzata da alcuni musicisti jazz, tra cui il Turtle Island String Quartet.
Accordatura
Il violino viene accordato ruotando i piroli nella paletta, dal momento che le corde sono avvolte intorno ad essi ed il loro movimento aumenta o diminuisce la tensione. La corda con del La viene accordata per prima, generalmente a 440 Hz (vedi tono), utilizzando un corista o un diapason. Le altre corde vengono accordate in base alla prima, ad intervalli di quinta, utilizzando la tecnica del raddoppio. Alcuni violini inoltre hanno delle regolazioni fini che permettono di agire sulla tensione della corda per mezzo di una demoltiplica. Questo tipo di accordatura è normalmente più semplice di quanto non lo sia l'uso dei piroli, quindi viene utilizzato per i giovani e per la strumentazione didattica in genere. In genere le demoltipliche funzionano meglio e sono più utili per le corde in metallo, dal momento che la tensione è più alta. Su molti violini questo ausilio viene utilizzato solo per il cantino.
Spesso delle piccole modifiche all'accordatura vengono fatte tirando una corda con la mano.
L'accordatura Sol-Re-La-Mi è utilizzata per la stragrande maggioranza dei violini, tuttavia esistono altri sistemi che vengono impiegati occasionalmente, per esempio accordando la quarta corda in La, sia nella musica classica (dove questa tecnica è nota come scordatura) sia in alcuni stili folk.
Manutenzione
musica classica
Ciascun violinista porta con sé le corde di riserva, per sostituirle nel caso in cui una si rompa. È necessario avere il ricambio di tutte le quattro corde, dal momento che le dimensioni differiscono, essendo più spesse le corde corrispondenti alle note più gravi. Anche se le corde non si rompono, normalmente è opportuno sostituirle a distanza di un anno. Il costo delle corde varia, così come la qualità della corda influenza il timbro del suono prodotto dallo strumento.
Si dice che Niccolò Paganini indebolisse di proposito alcune delle corde del suo violino, per far sì che si rompessero durante l'esibizione. A quel punto, continuava a suonare il resto del brano sulle corde rimanenti, a volte andando con la mano sinistra in posizioni molto alte sulla tastiera, in modo da impressionare il suo uditorio.
Man mano che si suona il violino, l'archetto tende a perdere dei crini, per usura degli stessi durante lo sfregamento contro le corde, rendendone necessario un controllo periodico. La sostituzione dei crini naturali, detta incrinatura, andrebbe effettuata una volta l'anno circa. Si può inoltre agire sulla tensione dei crini per mezzo di una vite sul nasetto, che è la parte terminale dell'archetto.
Il violino di per sé non richiede manutenzione, ma dovrebbe ogni tanto essere controllato da un tecnico e pulito con delicatezza. Inoltre, le parti in legno non verniciato, quali l'ebano della tastiera o il legno sul collo, dovrebbero ogni tanto essere strofinati con un panno morbido bagnato con l'alcool per eliminare le tracce di polvere e sporco.
La storia del violino
Il violino probabilmente è comparso in Italia agli inizi del XVI secolo, quando i musicisti iniziarono a suonare il liuto con l'arco utilizzato nel rebab per la musica di origine araba.
- Amati famiglia di costruttori di violini
- Guarneri famiglia di costruttori di violini
- Stradivari famiglia di costruttori di violini
A partire dal periodo Barocco, il violino è stato uno degli strumenti musicali più importanti nella musica classica, per diverse ragioni. Il tono del violino emerge chiaramente al di sopra degli altri strumenti, facendone la voce ideale per portare la melodia o sorreggere il canto. Nelle mani di un buon violinista, si comporta in maniera estremamente agile, potendo eseguire rapidamente delle sequenze di note altrimenti molto difficili da riprodurre con altri mezzi. Inoltre il virtuosismo nel violino è di grande effetto (il suo solo rivale da un punto di vista di effetto e di tecnica è il pianoforte), e quindi i violinisti più dotati hanno affascinato il loro pubblico fin dal XVII secolo.
Il violino è anche considerato uno strumento dotato di grande espressività, spesso persino ritenuto capace di avvicinarsi alla voce umana, probabilmente per le grandi possibilità offerte dal vibrato e per la capacità di intervenire con variazioni anche minime sul tono e sul timbro del suono risultante.
I violini costituiscono una gran parte di un orchestra, vengono normalmente suddivisi in due sezioni, dette primi e secondi violini. I compositori spesso assegnano la linea del canto ai violini primi, che spesso sono chiamati a suonare musica con maggiore contenuto tecnico, mentre i violini secondi normalmente suonano l'accompagnamento. Un quartetto d'archi allo stesso modo, ha generalmente parti per primi e secondi violini, a cui vanno aggiunti una viola e uno strumento più basso, come il violoncello o il contrabasso.
Il violino nella musica popolare
Analogamente a molti altri strumenti utilizzati per la musica classica, il violino discende da lontani parenti, più rozzi nella forma, che venivano utilizzati con lo scopo di suonare della musica popolare. In seguito ad un perdio di forte sviluppo nell'ultima parte del Rinascimento, principalmente in Italia, il violino migliorò, sia in termini di volume, sia di tono, sia di agilità nell'esecuzione, fino al punto di diventare uno strumento molto importante nell'espressione musicale, rimanendo al tempo stesso di piacevole utilizzo anche da parte di molti esecutori per la musica popolare.
Fiddle
Quando viene utilizzato nella musica popolare, il violino nei paesi di lingua anglosassone viene generalmente denominato fiddle.
Le differenze tra i violini classici e quelli per la musica popolare sussistono solo in America: a volte il ponticello è meno incurvato, così da rendere più semplice suonare degli accordi.
Molti musicisti convengono che la differenza tecnica tra un violino e un fiddle è il ponticello. I violinisti classici preferiscono un ponticello arrotondato, per poter articolare più facilmente le note, garantendo che rimangano staccate e abbiano la massima chiarezza possibile. I fiddler, suonatori del fiddle, spesso preferiscono ponticelli di forma meno arcuata, quasi piatti, così da poter suonare con maggior facilità raddoppi e interi accordi, anche se spesso in pratica, la maggior parte degli strumenti è comunque costruita con un ponticello arrotondato per garantire più spazio anche alla forma della tastiera.
Storicamente, il termine fiddle si riferiva al predecessore del violino attuale. Come il violino era dotato di 4 corde, ma veniva prodotto in una grande varietà di forme e di dimensioni. Un'altra serie di strumenti che ha contribuito non poco allo sviluppo del violino moderno è stata la viola, che veniva suonata trattenendola tra le gambe ed era dotata di una tastiera con dei tasti veri e propri (fret).
Virtuosi
Vedi violinisti.
Strumenti correlati
Per strumenti, vedi Strumenti a corda.
Bibliografia
- Latin Violin, by Sam Bardfeld, ISBN 0962846775.
- The Contemporary Violin: ExtENDed Performance Techniques, by Patricia and Allen Strange, ISBN 0520224094.
Collegamenti esterni
- [http://www.theviolinsite.com/it Il violino] - Metodi per imparare il violino e altre informazioni utili (in inglese e italiano)
- [http://lib.tkk.fi/Diss/2003/isbn9512263149/article5.pdf Analisi del vibrato]
- [http://www.phys.unsw.edu.au/music/violin/ Acustica del violino] (in inglese)
- [http://www.phys.unsw.edu.au/~jw/graphics/violin.jpg Anatomia di un violino] (in inglese)
- [http://library.thinkquest.org/27178/?tqskip1=1 the violin] (in francese o inglese)
Categoria:Strumenti musicali
ja:ヴァイオリン
Arpa (strumento)
]
L'arpa è uno strumento musicale cordofono a pizzico, dotato di 47 corde tese tra la cassa di risonanza e una mensola, con un'estensione di 6 ottave e mezza e intonato in do bemolle maggiore. I suoni estranei a questa tonalità si possono ottenere agendo su 7 pedali a doppia tacca; ogni corda è in grado di produrre tre note diverse ed è possibile costruire una scala cromatica. L'arpa è costituita complessivamente da 1.415 pezzi differenti che sono necessari alla sua fabbricazione.
L'arpa ha un'origine antichissima: deriva dal cosiddetto arco musicale. I primi ad avere in uso l'arpa furono gli Egiziani circa nel 3000 a.C.. Se ne conserva un esemplare che è stato datato circa al 2700 a. C. ritrovato a Ur (nell'odierno Iraq) da sir Leonard Woolley. L'arpa di cui parliamo era curvilinea e viene ancora costruita in Africa.
Presso gli Egiziani e gli Assiri venivano costruite arpe di varia foggia ed aventi un numero tra loro differente di corde (sembra che se ne avessero fino a 22).
L'uso dell'arpa probabilmente era anche conosciuto dal popolo ebraico mentre fu disdegnato dai Greci e dai Romani a tutto vantaggio della lira e della cetra.
L'arpa ricomparve in Europa, durante il IV secolo, presso le popolazioni nordiche (in particolare irlandesi ed anglosassoni) e da lì si diffuse nel resto del continente dove venne particolarmente usata nel genere musicale del Minnesang nel XII secolo.
L'arpa divenne molto comune nel XIV secolo come accompagnamento per i canti o le danze.
Questo strumento ha subito notevoli modifiche nell'arco dei secoli e, a partire dal 1607, dopo che Monteverdi la utilizzò nell'Orfeo, fu accolta nell'orchestra.
Con l'aggiunta di varie modifiche tecniche l'arpa conquistò secoli e paesi. In Francia la scuola d'arpa fu particolarmente brillante nella seconda metà del XVIII secolo ove furono fabbricate arpe decorate in modo sfarzoso, alcune delle quali sono ancora conservate presso il Museo del Conservatorio di Parigi. Nel 1811 nacque a Londra l'arpa a doppio movimento, tuttora in uso. L'arpa moderna fu poi perfezionata nel corso del medesimo secolo.
Categoria:Strumenti musicali
als:Harfe
ja:ハープ
ko:하프
ChitarraLa chitarra è uno strumento musicale a corde, suonata con le dita, con le unghie o con un plettro. Il suono è generato dalla vibrazione delle corde, che sono tese al di sopra della cassa armonica, a partire dal ponte e fissate all'altra estremità alle meccaniche poste sulla paletta. Sul manico, la tastiera consente di accorciare la lunghezza della parte di corda lasciata vibrare, così da suonare la tonalità desiderata.
La chitarra viene fatta discendere dall'antico liuto. Le chitarre hanno di solito sei corde, ma spesso esistono delle variazioni, la più nota delle quali è la chitarra a dodici corde. Vengono usate differenti tipi di accordatura.
L'accordatura più comune, nota come accordatura standard, è Mi-Si-Sol-Re-La-Mi dalla corda più acuta alla più grave. Questa accordatura, in cui l'intervallo tra due corde adiacenti è di una quarta giusta (tranne che tra seconda e terza corda, che distano di una terza minore), si è imposta per ragioni storiche e per la sua praticità nel formare accordi mediante posizioni della mano sinistra non complicatissime. Accordature diverse vengono dette accordature aperte e se ne fa uso in alcuni particolari generi musicali.
Di solito la mano sinistra preme le corde sul manico, mentre la destra pizzica le corde facendole vibrare. I suonatori di chitarra mancini impugnano la chitarra invertendo oltre che l'uso delle mani, anche la disposizione delle corde, sebbene esistano delle eccezioni (Albert King, Federico Salvatore, Gianluca Mosole).
Tipi di chitarre
Le chitarre possono essere suddivise in tre macro-categorie: acustiche, semi-acustiche ed elettriche a corpo solido (solid body). Per acustici, si intendono tutti gli strumenti che possono suonare senza l'ausilio dell'amplificazione, come la tromba, il pianoforte, e le chitarre classica e folk (quest'ultima comunemente chiamata acustica). Per elettrici, viceversa, si intendono gli strumenti che, senza un'adeguata amplificazione, non potrebbero essere uditi affatto (come nel caso della tastiera); oppure avrebbero un'intensità di suono troppo bassa per essere ascoltati, se non dall'esecutore (è il caso della chitarra elettrica), oltre che a un timbro sonoro decisamente poco armonioso e privo di corpo. Per semi-acustici, invece, si intendono quegli strumenti che possono suonare in maniera acustica (sebbene spesso l'intensità di suono sia inferiore rispetto agli strumenti acustici veri e propri), o amplificati. Nel caso della chitarra semi-acustica, il suo suono particolare dipende anche dall'unione dell'amplificazione acustica con quella elettrica (mediante pick-up).
- Chitarra classica: ha tipicamente tre corde di nylon per le note medio/alte e tre corde di nilon rivestite di metallo per quelle medio/basse e l'amplificazione è ottenuta per risonanza dal corpo vuoto, chiamato cassa armonica. Viene suonata normalmente da seduti, poggiata sulla gamba sinistra (con un poggiapiede sotto quest'ultima), o sulla gamba destra, e il contatto con le corde è: con la mano destra, dita con unghie lunghe o corte (di solito si preferiscono unghie lunghe, poiché l'attacco del suono è più diretto), e si usano pollice, indice, medio e anulare. Le dita della mano sinistra invece, si muovono sulla tastiera, schiacciando le corde per ottenere le diverse note ed i diversi accordi. Ovviamente, per la mano che si muove sulla tastiera, le unghie dovranno essere corte. Sono usate (sulla tastiera) l'indice, il medio, l'anulare ed il mignolo. Il pollice, che negli altri tipi di chitarra può spesso essere usato per arrivare (da dietro il manico), a schiacciare la corda più grave nella formazione di accordi particolarmente impegnativi, non è praticamente impiegato sulla chitarra clessica, a causa della maggiore dimensione del manico di questo strumento. Solitamente questo tipo di chitarra è usato per suonare musica classica. Si possono anche trovare chitarre classiche a spalla mancante (per facilitare lo spostamento nelle zone più alte della tastiera), ed amplificate, vale a dire munite di attacco jack, per essere collegate ad un amplificatore. Le chitarre flamenco sono molto simili per costruzione, hanno una protezione di plastica trasparente sopra e sotto la buca (detta golpeador) per garantire l'integrità del sottile legno della tavola armonica dai colpi con le dita caratteristici di questo stile (vedi golpe e rasgueados).
- Chitarra folk: detta comunemente chitarra acustica, ha una cassa più grande della classica, ed un manico rinforzato con un'asta di ferro all'interno (detta truss rod) per resistere alla maggiore tensione dovuta alle corde metalliche. Può essere impiegata in tutti i generi moderni, come il folk, il blues, il rock, la fusion, nei balli tradizionali (es.: country), eccetera. Le corde metalliche conferiscono un suono brillante e pulito. Esistono versioni con spalla mancante per consentire un migliore accesso ai tasti delle note più alte, e versioni elettrificate per amplificare il suono direttamente senza l'ausilio di microfono esterno. Appartiene a questo tipo la Chitarra battente (o chitarra italiana).
- Chitarra elettrica: ha un corpo solido, e manico rinforzato da un'anima (in genere d'acciaio, chiamata truss rod), poiché, come l'acustica, è munita di corde metalliche. Produce un suono debole senza amplificazione. I pick-up elettromagnetici convertono le vibrazioni delle corde in segnali elettrici che possono essere amplificati elettronicamente. Il suono viene frequentemente alterato da apparecchi elettronici (effetti), oppure distorto dalle valvole degli amplificatori grazie all'aumento del segnale in ingresso. Viene usata massicciamente nel blues, nel rock and roll, nel country, nel jazz, nel jazz-rock, nella fusion, nel metal ecc. (nel jazz di solito si usa la chitarra semi-acustica, chitarra amplificata simile all'elettrica nel manico, ma con un corpo acustico, più sottile però, rispetto a quello della classica e della folk).
- Chitarra a 12 corde: anch'essa con corde metalliche e manico rinforzato, ha sei "doppie corde" (sono montate a due a due, e le corde di ogni coppia sono molto vicine), e viene usata molto nel folk (p.es. nel fado), nel rock and roll, nella fusion, ma anche in tutti gli altri generi moderni, poiché il suo suono è molto intenso. Le due coppie di corde più acute vengono accordate all'unisono, le restanti con un'ottava di differenza.
Esistono anche delle variazioni che servono al chitarrista per avere a disposizione più chitarre in una o la necessità di ampliare le strutture armoniche. Fra le possibili esistono le chitarre a 7 corde, nate negli anni quaranta, usate in ambito jazz e che stanno avendo una "seconda giovinezza" negli ultimi anni, grazie al massiccio utilizzo da parte dei chitarristi di generi più aggressivi come l'Hard Rock ed il Metal. Questi strumenti aggiungono alle tradizionali 6 corde una più grave. Le accordature più usate (dalla più grave alla più acuta) sono B-E-A-D-G-B-E (bass standard) o A-E-A-D-G-B-E (7 standard). Una variazione particolarmente curiosa riguarda la chitarra elettrica a doppio manico (chitarra sei corde - basso, sei corde - dodici corde, sei corde - sei corde, con due accordature diverse) o triplo manico (sei corde - dodici corde - basso).
Voci correlate
- chitarristi celebri
- cordofoni
- lista degli strumenti musicali
Collegamenti esterni
- [http://www.delcamp.net/it/index.html Delcamp.net ] spartiti, intavolature e MP3 per chitarra classica, corsi di chitarra in linea
- [http://www.guitarbuild.com/ Guitarbuild.com]
- [http://www.guitar-poll.com Guitar-Poll.com]
categoria:strumenti musicali
ja:ギター
ko:기타
Viola (strumento musicale)
La viola è uno strumento appartenente alla famiglia degli archi, e si distingue dal violino per le dimensioni (è circa 1/7 più grande), per l'estensione e per il timbro.
Classificazione
Il timbro della viola è dolce e morbido, e si presta molto bene ad eseguire le voci interne dell'armonia. L'intonazione delle quattro corde della viola (partendo dalla più acuta) è la seguente:
- 1°corda: La
- 2°corda: Re
- 3°corda: Sol
- 4°corda: Do
Generalità
La viola è uno strumento che generalmente non richiama a sé molti suonatori: di solito i musicisti preferiscono suonare uno strumento con un suono vivace e brillante (come il violino) oppure uno strumento con un suono più caldo e penetrante (violoncello). Per questo motivo nelle orchestre c'è spesso penuria di violisti, nonostante la sezione delle viole debba essere sempre presente in un'orchestra e abbia spesso un ruolo importante.
Categoria:Strumenti musicali
ja:ヴィオラ
ko:비올라
LiutoCon il termine liuto si intende sia lo strumento musicale sia, secondo la classificazione organologica, la particolare famiglia di strumenti cordofoni composti da un manico sul quale l'esecutore preme con le dita le corde nelle posizioni opportune, e da una cassa armonica.
A seconda del modo utilizzato per produrre il suono dalle corde, si distinguono i liuti ad arco, nei quali le corde sono sfregate da un archetto (violino, viola...) dai liuti a plettro, nei quali le corde sono pizzicate dal plettro o dalle unghie dell'esecutore (chitarra, mandolino...).
I liuti, siano essi ad arco o a plettro, si possono anche classificare, in base al manico, in corti e lunghi. La conseguenza è che nei liuti lunghi si ha a disposizione su una sola corda, una sequenza di note maggiore che non sui liuti corti; pertanto sui liuti lunghi si possono eseguire contemporaneamente sia la melodia, suonata su una corda, che l'accompagnamento, suonato sulle altre corde. Cosa che invece è fortemente limitata, se non impossibile, sui liuti corti.
Storia dei liuti
Si ha prova dell'esistenza di strumenti musicali del genere dei liuti sin dall'antico Egitto. Il liuto, come lo si conosce oggi (cassa armonica convessa a forma di pera costruita con doghe incollate) appare presumibilmente intorno al IX secolo in Arabia. Anzi è proprio il nome a tradirne l'origine: il termine "liuto" deriva infatti, attraverso varie forme ("lauto", "leuto"...) dall'arabo al'ud.
Dall'Arabia il liuto fu portato, fra il XII ed il XIII secolo in Spagna e da qui nel resto d'Europa, dove lo strumento venne perfezionato sia nella tecnica costruttiva che in quella esecutiva (si abbandonò l'uso arabo del plettro per privilegiare l'esecuzione con le dita, più ricca ed espressiva).
Nel periodo di massima diffusione (sec. XVI), il liuto constava di 5 corde doppie più una, la più acuta, singola, accordate per terze o per quarte. Inoltre la necessità di disporre, negli ensemble di liuto, di strumenti a cui affidare le parti gravi dell'accompagnamento, portò allo sviluppo dell'arciliuto, di dimensioni più grandi e con un numero di corde maggiore.
Come per molti strumenti musicali, il liuto cadde in disuso dapprima in Spagna, sostituito dalla vihuela, e poi nel resto del continente (sec. XVIII).
Attualmente il liuto sta vivendo una fase di riscoperta grazie al rinnovato interesse che il pubblico prova per la musica antica, soprattutto in Inghilterra, paese dal quale provengono i maggiori e più apprezzati liutisti moderni:
- Diana Poulton
- Robert Spencer
- Julina Bream
- Hopkinson Smith
- James Tyler
- Anthony Rooley
La fortuna musicale del liuto
Nonostante il timbro ed il volume di suono del liuto non permettessero altro che esecuzioni cameristiche, le sue doti di maneggevolezza, la sua capacità di suonare accordi composti da più di tre note, il suo suono breve, particolarmente adatto nelle esecuzione di musiche di danze e nell'accompagnamento del canto solista, fecero la fortuna e l'enorme popolarità di questo strumento. Si consideri inoltre, che molto spesso la musica per il liuto era scritta non sul pentagramma musicale o secondo le altre forme di notazione, ma su tabulati i quali riportavano segnate le corde dello strumento e i tasto da premere, che rendevano l'esecuzione ancora più semplice ed intuitiva, anche da parte di un pubblico non particolarmente preparato in materia musicale.
Le prime composizioni per liuto apparvero in Italia, agli inizi del '500 ad opera di Francesco Spinacino, Giovanni Ambrosio Dalza e di Franciscus Bossinensis e soprattutto Francesco da Milano. Si tratta per lo più di trascrizioni di opere polifoniche vocali, ma anche danze in suites, frottole per una sola voce solita e ricercari.
Sempre in quel periodo vanno ricordati Alberto da Ripa, o da Mantova (noto in Francia come Albert de Rippe), Pietropaolo Borrono, Giovanni Maria da Crema, Giulio Cesare Barbetta, Vincenzo Galilei, Giacomo Gorzanis.
La stessa popolarità il liuto la godette anche in Francia, Inghilterra e soprattutto in Germania dove si ebbe la produzione di una vasta letteratura anche dopo che lo strumento era caduto in disuso nel resto dell'Europa, e che colse l'interesse di Bach che compose due suites ed altre composizioni.
categoria:Strumenti musicali
ja:リュート
ko:류트
simple:Lute
18 dicembre
Il 18 dicembre è il 352° giorno del Calendario Gregoriano (il 353° negli anni bisestili).
Mancano 13 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 1352 - Innocenzo VI viene eletto Papa.
- 1642 - Abel Tasman sbarca a Mohua Golden Bay divenendo il primo europeo a mettere piede in Nuova Zelanda.
- 1776 - La Carolina del Nord ratifica la sua Costituzione.
- 1787 - Il New Jersey è il terzo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti.
- 1865 - La schiavitù viene abolita negli Stati Uniti, con l'approvazione del XIII emendamento.
- 1890 - Londra apre la sua prima metropolitana.
- 1894 - Le donne del Sud Australia diventano le prime in Australia ad ottenere il diritto di voto e di essere elette al Parlamento.
- 1899 - viene fondato il Milan Football and cricket club
- 1912 - Viene "scoperto" l'Uomo di Piltdown: nel 1953 si scoprirà non essere altro che una truffa.
- 1916 - Fine della Battaglia di Verdun.
- 1958 - Il Niger diventa indipendente.
- 1987 - Larry Wall rilascia Perl 1.000.
- 2003 - Pier Giacomo Grampa diventa Vescovo di Lugano.
- 2004 - La rivista Archäologisches Korrespondenzblatt pubblica la notizia della scoperta in una grotta in Germania dello strumento musicale più antico del mondo: si tratta di un flauto di 35.000 anni fa costruito da una zanna d'avorio.
Nati
- 1507 - Ouchi Yoshitaka, signore della guerra giapponese († 1551)
- 1626 - Regina Cristina di Svezia († 1689)
- 1714 - Esterházy di Galántha, militare († 1790)
- 1786 - Carl Maria von Weber, compositore tedesco († 1826)
- 1835 - Lyman Abbott, scrittore statunitense († 1922)
- 1847 - Augusta Holmès, compositrice francese († 1903)
- 1863 - Francesco Ferdinando, Arciduca d'Austria († 1914)
- 1870 - Saki, scrittore († 1916)
- 1879 - Paul Klee, pittore svizzero († 1940)
- 1888 - Gladys Cooper, attrice († 1971)
- 1890 - Edwin Armstrong, inventore statunitense († 1954)
- 1897 - Fletcher Henderson, jazzista († 1952)
- 1899 - Antonio Ligabue, pittore italiano († 1965)
- 1904 - George Stevens, regista statunitense († 1975)
- 1912 - Benjamin O. Davis Jr., generale statunitense († 2002)
- 1913
- Alfred Bester, scrittore statunitense († 1987)
- Willy Brandt, politico tedesco († 1992)
- 1916 - Betty Grable, attrice († 1973)
- 1917 - Ossie Davis, attore
- 1928 - Józef Glemp, cardinale e primate di Polonia
- 1934 - Boris Volynov, astronauta
- 1939
- Sandro Lopopolo, pugile
- Michael Moorcock, scrittore
- 1943 - Keith Richards, chitarrista britannico (Rolling Stones)
- 1946
- Steven Spielberg, regista
- Steve Biko, attivista anti-apartheid sudafricano († 1977)
- 1950
- Gillian Armstrong, regista
- Leonard Maltin, critico cinematografico
- 1951 - Bobby Jones, cestista statunitense
- 1955 - Ray Liotta, attore
- 1961 - Brian Orser, pattinatore artistico
- 1963 - Brad Pitt, attore statunitense
- 1964 - Star Cullars, musicista (P Funk)
- 1966 - Gianluca Pagliuca, calciatore
- 1968 - Alejandro Sanz, musicista spagnolo
- 1969 - Riccardo Pittis, cestista italiano
- 1970 - DMX, rapper
- 1978 - Katie Holmes, attrice statunitense
- 1980 - Christina Aguilera, cantante statunitense
- 1983 - Mario Moroni, poeta
Morti
- 821 - Teodulfo, vescovo di Orléans (n. ca. 760)
- 1290 - Magnus I di Svezia, Re di Svezia (n. 1240)
- 1737 - Antonio Stradivari, liutaio italiano (n. 1644?)
- 1869 - Louis Moreau Gottschalk, compositore e pianista statunitense (n. 1829)
- 1936
- Leonardo Torres y Quevedo, matematico
- Andrija Mohorovičić, sismologo croato (n. 1857)
- 1980 - Alexei Kosygin, politico sovietico
- 1990
- Paul Tortelier, musicista francese (n. 1914)
- Orazio Orlando, attore di cinema e teatro italiano
- 1992 - Antonio Amurri, artista italiano
- 1993 - Sam Wanamaker, attore (n. 1919)
- 1995 - Konrad Zuse, ingegnere e informatico tedesco (n. 1910)
- 1997 - Chris Farley, attore comico statunitense (n. 1964)
- 1987 - Warne Marsh, sassofonista statunitense
- 1998 - Lev Demin, astronauta (n. 1926)
- 1999 - Robert Bresson, regista francese (n. 1907)
- 2000 - Kirsty MacColl, musicista britannica (n. 1959)
- 2001 - Gilbert Bécaud, cantante (n. 1927)
- 2002 - Ray Hnatyshyn, politico canadese (n. 1934)
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici:
- San Flavito, eremita e venerato
- San Graziano di Tours, vescovo
- San Malachia, profeta
- Santi Quinto, Simplicio e compagni, martiri in Africa
- San Rufo, martire
- San Wunibald di Heidenheim, abate
- San Zosimo, martire
Laiche
18
ja:12月18日
ko:12월 18일
Albero (botanica)
L'albero, in botanica, indica una pianta, un organismo capace di funzioni vitali.
La pianta, l'albero viene diviso in tre parti principali:
- le radici;
- il fusto;
- le foglie.
Ognuna di queste parti svolge vari compiti che permettono all'albero di sopravvivere.
Fin da tempi remoti le piante esistevano, ma in forma "primitiva" e perciò non sviluppata.
Delle "piante" che possono definirsi primitive sono le alghe; esse infatti non possiedono le tre parti principali che una pianta ha.
Voci correlate
- Bosco
- Disboscamento
Collegamenti esterni
- [http://digilander.libero.it/alberiitaliani/boschi.htm Alberi dei boschi italiani]
- [http://www.funghiitaliani.it/Alberi/schede.htm funghiitaliani.it: schede di alcuni alberi]
- [http://www.ardea.org/alberi.htm ardea.org: alberi monumentali]
categoria:botanica
ms:Pokok
ja:木
simple:Tree
th:ต้นไม้
Euro
L'euro (EUR o €) è la valuta comune dei Paesi dell'Unione Europea che hanno aderito all'Unione Economica e Monetaria (UEM), ovvero Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna.
È stata introdotta nel 1999, ma soltanto dal 1 gennaio 2002 sono in circolazione monete e biglietti di banca con valore legale.
Nel dicembre del 2001 i cittadini dei Paesi facenti parte dell'UEM potevano
acquistare gli Eurokit.
È stata adottata, per ovvi motivi, anche da:
San Marino, Città del Vaticano, Andorra e Principato di Monaco — ma anche dal Kosovo e dal Montenegro, e indirettamente da altri paesi con cui c'è scambio fisso, specie africani (franco CFA, franco CFP, escudo del Capo Verde, lev bulgaro, marco convertibile della Bosnia).
Il nome euro deriva dall'inizio della parola Europa, ed è stato adottato dal Consiglio europeo di Madrid del 1995 per rimpiazzare la sigla ECU (dall'inglese European Currency Unit) che era utilizzata nei trattati. Doveva essere semplice, unico e invariable. Ma già la Grecia e adesso la Lettonia e l'Ungheria hanno adottato nomi leggermente diversi. Molti altri paesi hanno inoltre deciso di usare normalmente il plurale o il partitivo del nome.
Caratteristiche
L'euro è suddiviso in 100 centesimi. La parola euro viene usata in italiano sia al singolare che al plurale. L'euro è amministrato dal sistema delle banche centrali europee, composto dalla Banca Centrale Europea (BCE) e dalle banche centrali dei paesi membri dell'Unione Europea che partecipano all'euro. La BCE (Banca Centrale Europea con sede a Francoforte, Germania) ha il compito di impostare la politica monetaria; le banche centrali nazionali si occupano della stampa e conio di banconote e monete, e del funzionamento dell'Eurozona.
politica monetaria
Tuttavia, in molti Stati si utilizzano forme alternative, specialmente nel caso degli (euro)cent(s): in Italia si dice correntemente centesimo/centesimi, in Francia centime(s), in Spagna céntimo(s) e in Portogallo cêntimo(s) o centavo(s) come si usava con le precedenti valute, almeno prima che i centesimi perdessero valore e venissero quindi ritirati. In Germania non risulta ci siano stati tentativi di riusare Pfennig.
Un caso particolare è l'Irlanda, dove le parole euro e cent sono usate in gaelico come prestiti stranieri senza cambiamenti ortografici o di pronuncia, risultando così esclusi dal naturale cambiamento di pronuncia dopo i numeri. Il nome maschile eoró (plurale eorónna) è stato coniato dalla parola Eoraip ("Europa"), e ceint (plurale ceinteanna) si trova nel vocabolario irlandese almeno dal 1959 con il significato, appunto, di "centesimo". Le parole eoró e ceint sono attestate nella stampa, ma i prestiti stranieri sono di gran lunga più frequenti, per inerzia o forse anche per mancanza di volontà da parte delle autorità competenti di fare un tentativo di pianificazione linguistica in favore del gaelico irlandese.
In Italia l'Accademia della Crusca ha stabilito che la parola "euro" è indeclinabile, e quindi di parla "degli euro". In pratica, si sente molto spesso la gente pronunciare "euri".
Transizione
L'euro venne stabilito dalle disposizioni del Trattato di Maastricht del 1992 relative alla creazione dell'Unione economica e monetaria. Per poter partecipare alla nuova valuta, gli Stati membri dovevano incontrare degli stretti criteri quali un deficit di meno del 3% del prodotto interno lordo, e un rapporto debito/PIL inferiore al 60%, combinati con un tasso di inflazione non superiore all'1.5% oltre quello medio degli altri stati membri e tassi d'interesse in linea con la media dell'Unione.
Successivamente vennero stabiliti i tassi di cambio con i quali le varie divise nazionali sarebbero state convertite in euro, i tassi erano i seguenti (1 euro uguale a):
- 13,7603 scellini austriaci (ATS)
- 40,3399 franchi belgi (BEF)
- 2,20371 fiorini olandesi (NLG)
- 5,94573 marchi (markka) finlandesi (FIM)
- 6,55957 franchi francesi (FRF)
- 1,95583 marchi tedeschi (DEM)
- 340,750 dracme greche (GRD)
- 0,787564 sterline (punt) irlandesi (IEP)
- 1936,27 lire italiane (ITL)
- 40,3399 franchi lussemburghesi (LUF)
- 200,482 scudi (escudos) portoghesi (PTE)
- 166,386 pesete (pesetas) spagnole (ESP)
I tassi furono determinati dalla BCE in base ai tassi di cambio sul mercato al 31 dicembre 1998, in modo che 1 ECU (European Currency Unit, Unità di Valuta Europea) fosse pari a 1 euro. (L'ECU era un'unità di conto usata dall'UE, basata sulle valute degli Stati membri, ma non era essa stessa una valuta).
La Grecia non rispettava i criteri stabiliti, e venne ammessa due anni dopo, il 1° gennaio 2001.
La procedura per fissare il tasso di cambio della dracma fu quindi differente da quella usata per le altre valute, poiché l'euro era già vecchio di due anni.
La valuta venne introdotta per tutte le forme di pagamento "non-fisiche" (trasferimenti elettronici, titoli, ecc.) il 1° gennaio 1999, quando le valute dei paesi partecipanti vennero bloccate ad un tasso di cambio fisso con l'euro. Le banconote e monete dell'euro entrarono in circolazione il 1° gennaio 2002, le vecchie valute coesistettero con l'euro per due mesi, fino al 28 febbraio 2002, data in cui tutte le vecchie valute persero corso legale (Per il marco tedesco il corso legale cessò il 31 dicembre 2001, ma i marchi potevano comunque essere utilizzati durante il periodo di coesistenza).
Anche se alcune nazioni non stampano le banconote più grosse (500 e 200 euro), tutte le banconote hanno valore legale nell'Eurozona. La Finlandia ha deciso di non produrre né far circolare le monete da 1 e 2 centesimi, a parte piccole quantità per il collezionismo.
Appartenenza all'Eurozona
Al momento gli stati membri che partecipano all'euro sono: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, e Spagna. Queste nazioni vengono frequentemente definite come "Eurozona" o "Eurolandia".
Andorra, Principato di Monaco, San Marino, e Città del Vaticano usano anch'esse l'euro, anche se non sono ufficialmente membri dell'UE né hanno rapporti formali con la BCE, ma usavano in precedenza valute che sono state sostituite dall'euro. Di queste: Monaco, San Marino e la Città del Vaticano coniano monete proprie con i loro simboli sul retro. Andorra usa le monete spagnole e francesi. Queste nazioni usano l'euro in virtù di accordi conclusi con gli Stati membri (l'Italia per San Marino e Città del Vaticano, la Francia nel caso di Monaco), approvati dal Consiglio dell'Unione Europea.
Montenegro e Kosovo, che usavano il marco tedesco come loro valuta, hanno adottato l'euro, anche se, contrariamente agli Stati precedenti, non hanno nessun accordo legale con l'UE. Le nazioni che avevano le proprie valute agganciate al marco, come Bulgaria ed Estonia, si sono di conseguenza agganciate all'euro. Dal 2 febbraio 2002, la lita lituana (LTL) si è agganciata all'euro invece che al dollaro statunitense.
A Danimarca e Regno Unito sono state garantite deroghe ai protocolli del Trattato di Maastricht; ad esse non è legalmente richiesto di unirsi all'euro a meno che i loro governi non decidano altrimenti. La Svezia non ha tale deroga; cionondimeno, la Svezia decise nel 1997 di non unirsi all'euro, e quindi non ha fatto alcuno sforzo per rispettare i criteri di un tasso di cambio stabile. La Svezia ha avuto un referendum sull'euro il 14 settembre 2003, e gli elettori hanno votato contro l'ingresso nell'euro con un 41,8% di sì e un 56,1% di no. Tale risultato rinvia la decisione di almeno cinque anni.
In Danimarca un referendum sull'unione all'euro si è tenuto il 28 settembre 2000, con il risultato di un 53,2% di voti contrari.
Il governo britannico del primo ministro Tony Blair si è impegnato in una procedura di tripla approvazione prima di unirsi all'euro, che coinvolge il gabinetto, il parlamento e l'elettorato tramite referendum. Contrariamente a molti altri paesi europei, dove l'euro è visto come un mattone fondamentale di un Europa più integrata politicamente, nel Regno Unito la moneta unica è vista principalmente come un beneficio economico.
Per tutti i nuovi membri dell'Unione Europea è obbligatorio aderire all'euro. Una volta soddisfatte tutte le condizioni necessarie i nuovi membri potranno adottare l'euro come moneta ufficiale.
I dieci Paesi che sono entrati a far parte dell'UE il 1 maggio 2004 (Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia, Slovenia, Malta e Cipro) adotteranno l'euro, anche se non prima del 2007 — i soli paesi a far parte del meccanismo di cambio MCEII con serpente monetario (± 15%), insieme con la Danimarca, sono l'Estonia, la Slovenia e la Lituania dal giugno 2004. Queste ultime tre nazioni dovrebbero utilizzare l'euro a partire dal 1 gennaio 2007 [http://www.lb.lt/eng/banknotes/coins_eur.html][http://www.eestipank.info/pub/en/yldine/press/pressiteated/pt2004/_20041215.html].
Le altre dovranno aspettare un po' di più.
Effetti della moneta unica
Dall'adozione di una moneta unica ci si aspetta un incremento dell'interdipendenza economica e una facilitazione del commercio tra Stati membri. Questo dovrebbe portare benefici a tutti i cittadini dell'Eurozona, in quanto l'incremento dei commerci è storicamente una delle forze guida della crescita economica. Inoltre la moneta unica si inserisce nel piano a lungo termine di un mercato unico all'interno dell'Unione.
Un secondo effetto dovrebbe essere una riduzione nelle differenze dei prezzi, ovvero un'uniformità dei prezzi in tutta l'Eurozona, che dovrebbe risultare in una maggiore competizione tra aziende, che dovrebbe aiutare a contenere l'inflazione e quindi essere a vantaggio dei consumatori. A due anni dall'introduzione il livellamento sembra però essersi orientato nell'aumento dei prezzi nei Paesi dove erano più bassi, piuttosto che con il calo dei prezzi nei paesi dove erano più alti.
Alcuni economisti sono preoccupati dei possibili pericoli dell'adozione di una moneta unica in numerose aree diverse. Poiché l'Eurozona adotta un'unica politica monetaria, impostata dalla BCE, questa non può essere regolata per le situazioni economiche delle singole nazioni. Gli investimenti pubblici e le politiche fiscali di ogni nazione sono quindi l'unico modo in cui i cambiamenti economici possono essere introdotti specificamente per ogni regione o nazione.
Altri evidenziano che l'Eurozona è simile per dimensioni e popolazione agli Stati Uniti, che hanno una valuta unica e una politica monetaria impostata dalla Federal Reserve. Comunque, i singoli stati che compongono gli Stati Uniti hanno meno autonomia regionale e un economia più omogenea delle nazioni dell'UE. Di particolare preoccupazione è il fatto che le economie dell'UE potrebbero non essere 'in sincronia', sia come ciclo economico che come pressione inflazionistica.
Si è detto che l'euro dovrebbe aggiungere grande liquidità ai mercati finanziari europei. Governi e compagnie possono prendere a prestito euro invece delle valute locali, e questo si presume che permetterà l'accesso a più fonti di finaziamento. Altri economisti considerano che la forza potenziale di Eurolandia risiederà negli sforzi coerenti di una super-economia virtuale, nella quale sarà potenzialmente più facile creare forti associazioni finanziarie, piuttosto che una mera somma di singole liquidità.
Un ultimo e decisivo effetto è sul prezzo del petrolio. Eurolandia consuma più petrolio importato degli Stati Uniti. Questo significherebbe che più euro che dollari fluiranno verso le nazioni dell'OPEC, a parte il fatto che queste nazioni prezzano il petrolio solo in dollari (l'Iraq di Saddam Hussein era un'eccezione). Ci sono state frequenti discussioni nell'OPEC sulla prezzatura del petrolio in euro, che avrebbe vari effetti, tra i quali, costringere le nazioni a tenere riserve di euro per comprare petrolio, piuttosto che le riserve di dollari che hanno attualmente.
Questo comporterebbe il trasferimento di un flottante che attualmente sussidia gli Stati Uniti e che andrebbe invece a sussidiare l'Unione europea. Il Venezuela di Hugo Chávez è stato un propositore di questo schema, nonostante il Venezuela venda la maggior parte del suo petrolio agli Stati Uniti.
Tassi di cambio dell'euro
Dopo l'introduzione dell'euro, il tasso di scambio con le altre valute, specialmente il dollaro, scese pesantemente. Alla sua introduzione nel 1999, l'euro era scambiato a $1,18. Da lì scese a fine 2000 fino a $0,85, per poi risalire all'inizio del 2001 fino a $0,95. Riprese a scendere fino al minimo storico sotto $0,84 nel luglio 2001. Alla luce degli scandali contabili delle aziende statunitensi (Enron, MCI Worldcom) le due valute raggiunsero la parità il 15 luglio 2002, e per la fine dello stesso anno l'euro raggiunse gli | | |