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Aosta

Aosta

Aosta (fr. Aoste) è un comune di 34mila abitanti, capoluogo della regione Valle d'Aosta.

Capoluogo

Aosta è l'unico capoluogo di regione italiano che non è contemporaneamente capoluogo di provincia, poiché lo statuto speciale per la Valle d'Aosta prevede che le funzioni della provincia siano espletate in parte dagli organi regionali e in parte direttamente dai comuni.

Storia

Già abitata in tempi protostorici da una popolazione di cultura megalitica fu insediamento della tribù Celto-Ligure dei Salassi. Giuntovi Augusto con i suoi legionari equipaggiati per l'attacco montano, li sconfisse nel 20 a.C. e fondò la città col nome di Augusta Praetoria, dopo l'11 a.C. diviene capoluogo della provincia Alpes Graies (le Alpi Grigie). Dopo il plurisecolare dominio dell'impero e la sua cristianizzazione la città, grazie alle Alpi ed alle mura riuscì a subire poche invasioni. I Franchi di Pipino il Breve giunsero da qui per scacciare il Longobardi dall'Italia Settentrionale. L'impero di Carlo Magno fece arrivare la Via Francigena che collegava Roma con Aquisgrana: questa affrontava il Col Ferret. Dopo l'888 DC sorse il regno d'Italia guidato da Arduino d'Ivrea e Berengario. La nascita della Contea dei Savoia con capitale Chambery comportò alla città di seguirne le sorti fino all'unità d'Italia.

Sport


- L'11 giugno 1992 la 18ª tappa del Giro d'Italia 1992 si è conclusa a Pila con la vittoria del tedesco Udo Bolts.
- Il 2 giugno 1996 la 15^ tappa del Giro d'Italia 1996 si è conclusa ad Aosta con la vittoria di Gianni Bugno.

Amministrazione


- Sindaco: Guido Grimod
- Telefono: 0165/3001 (centralino)
- Classificazione climatica: zona E, 2850 GR/G

Siti d'interesse storico-culturale


- Epoca romana
  - Arco di Augusto
  - Porta Praetoria
  - Teatro romano
- Epoca medievale
  - La Cattedrale
  - La Collegiata di S. Orso

[http://www.gratisweb.com/fotogian/aosta.html Foto di Aosta] La Collegiata di S. Orso Categoria:Comuni della Valle d'Aosta Categoria:Comuni italiani ja:アオスタ ko:아오스타

Valle d'Aosta

La Valle d'Aosta è una regione autonoma a statuto speciale dell'Italia Nord-Occidentale con circa 120.000 abitanti, con capoluogo Aosta. Confina a nord con la Svizzera (Canton Vallese), a ovest con la Francia (dipartimenti dell'Alta Savoia e della Savoia nella regione Rodano-Alpi), a sud ed a est col Piemonte (Provincia di Torino, Provincia di Biella, Provincia di Vercelli).

Storia

Geografia

Clima

Cultura

Anche se il francese ha uno statuto ufficiale nella regione, i dialetti parlati sono da considerarsi franco-provenzali, con la sola eccezione di quello di origine tedesca di Gressoney.

Economia

La Regione Valle d'Aosta è uno dei membri del consorzio TOP-IX.

Produzione agricola e alimentare

Energia, turismo e altre attività

Turismo naturalistico

Suddivisioni amministrative

Nella Regione Autonoma Valle d'Aosta non c'è suddivisione in province. Alcune funzioni altrove attribuite alla provincia vengono espletate da appositi organi della regione.

Voci correlate


- Elenco dei Presidenti della Valle d'Aosta

Collegamenti esterni


- [http://www.regione.vda.it/ Sito ufficiale della regione] Categoria:Regione Valle d'Aosta ja:ヴァッレ・ダオスタ州

Capoluogo

La parola capoluogo è usata per indicare, in Italia, la città sede di una divisione amministrativa. Per quel concerne i comuni e le province nella maggioranza dei casi il nome del capoluogo della circoscrizione amministrativa coincide con quello dell'istituzione stessa.

Capoluogo di Regione


- Nel capoluogo di regione hanno sede consiglio e giunta della regione stessa. Alcune articolazioni della pubblica amministrazione centrale e alcune pubbliche amministrazioni periferiche, inoltre, hanno suddivisioni regionali aventi sede nei capoluoghi di regione.
Tutte le regioni italiane hanno un solo capoluogo, normalmente ubicato nella città di maggiori dimensioni (con eccezione per la Calabria) anche se in alcuni casi determinate funzioni sono attribuite a una pluralità di centri (nel Trentino-Alto Adige il Consiglio Regionale si riunisce per metà legislatura a Trento e per il restante perioodo a Bolzano, in Friuli Venezia Giulia alcune funzioni di Trieste sono decentrate a Udine mentre in Calabria il Consiglio Regionale ha sede a Reggio Calabria e non nel capoluogo Catanzaro). I capoluoghi di regione italiani, ad esclusione di Aosta (la Regione autonoma della Valle d'Aosta / Vallée d'Aoste non è, infatti, suddivisa in province), sono tutti contemporaneamente capoluoghi di provincia.

Capoluogo di Provincia


- Nel capoluogo di provincia ha sede l'amministrazione provinciale. Numerosi segmenti della pubblica amministrazione hanno suddivisioni territoriali a carattere provinciale, aventi sede nei capoluoghi di provincia. I tribunali amministrativi regionali hanno sezioni staccate nei capoluoghi di provincia. I capoluoghi di provincia italiani, a differenza dei capoluogo di dipartimento in Francia, danno normalmente la denominazione all'ente provinciale (con l'eccezione del Verbano-Cusio-Ossola, dell'Ogliastra e del Medio Campidano) e hanno solitamente sede nei centri maggiori del territorio amministrato, anche se questo non costituisce una regola ed esistono comunque eccezioni (Imperia, Medio Campidano, Trapani, Caltanissetta).
In alcuni casi la provincia può avere un doppio o triplo capoluogo (Pesaro e Urbino, Olbia-Tempio e Barletta-Andria-Trani) mentre in altri casi si parla di doppia denominazione dell'ente provinciale (Massa-Carrara, Forlì-Cesena e Carbonia-Iglesias) ed è questo il motivo per cui a fronte di 110 ambiti provinciali in Italia, le città capoluogo di provincia sono 118, comprendendo anche Cesena, Urbino, Carrara, Tempio Pausania, Tortolì, Iglesias, Andria e Trani.
Tutti i capoluoghi di provincia italiani sono anche capoluogo di comune. A titolo di curiosità tra le numerose proposte di legge giacenti in parlamento per l'istituzione di nuove province, ce ne sono due (la 882 e la 7373 della XIV legislatura) che prevedono l'istituzione della provincia della Sibaritide - Pollino con capoluogo a Sibari, frazione del comune di Cassano allo Ionio. Nel caso in cui un capoluogo di provincia non sia contemporaneamente capoluogo di comune, il regolamento attuativo della legge istitutiva prevede se e quale debba essere il comune a cui spetti la composizione del consiglio e della giunta in base alle norme previste per i capoluoghi di provincia, presumibilmente il comune di riferimento della frazione designata quale capoluogo di provincia.
La legge sulle autonomie locali prevede che ai comuni capoluogo di provincia spetti sempre il numero di consiglieri comunali previsto per i comuni che superano i 200mila abitanti, e che tali comuni possano dotarsi del numero minimo e massimo di assessori in giunta previsto per tali comuni. Ciò ha suscitato vivaci polemiche in passato, in quanto esistono parecchi capoluoghi di provincia con popolazione rientrante nelle prime tre fasce e comunque la maggior parte dei capoluoghi di provincia non arriva a superare i 100mila abitanti. Per contro numerosi comuni non capoluogo di provincia specie nelle regioni Campania (Giugliano in Campania, Torre del Greco, Casoria, Pozzuoli, Castellammare di Stabia), Lombardia (Sesto San Giovanni, Busto Arsizio, Cinisello Balsamo) e Sicilia (Marsala, Gela) specie poste ai margini delle aree metropolitane superano abbondantemente la popolazione di un capoluogo di provincia medio.

Capoluogo di Comune


- Si parla di capoluogo di comune quando un comune è composto da più di una località. In questo caso, solitamente, il comune assume la denominazione del solo capoluogo, sede della civica amministrazione, mentre gli altri centri abitati sono detti, a seconda del livello di autonomia amministrativa, borgate o frazioni. Nel 2003, a seguito delle modifiche al titolo V della Costituzione della Repubblica Italiana, è stata approvata una riforma degli enti locali che prevede che, in caso di aggregazione di più comuni, quelli oggetto di aggregazione con il comune principale siano configurati come "municipi". Il municipio assume dunque una connotazione differente dal comune (già alcuni comuni italiani, come Roma e Venezia, avevano adottato il termine "municipio" o "municipalità" per designare le circoscrizioni). Categoria:Geografia Categoria:Diritto Categoria:Italia



Regione

Il termine regione, si può riferire ad ogni area che abbia delle caratteristiche unificatrici. In genere sono, anche se non necessariamente, più piccole di una nazione. Entità storiche subnazionali e regioni tradizionali:
- Regioni storiche dell'Europa Centrale
- Regioni storiche dei Balcani
- Regioni geografiche in Serbia e Montenegro
- Lista delle regioni tradizionali della Slovacchia Regioni geografiche:
- Lista delle regioni dell'Australia
- Lista delle regioni del Canada
- Regioni del Giappone
- Lista delle regioni degli Stati Uniti d'America Entità subnazionali correnti (regioni amministrative):
- Regioni del Cile
- Divisioni politiche della Cina
- Regioni della Repubblica del Congo
- Regierungsbezirk (regioni della Germania)
- Regioni dell'Inghilterra
- Regioni del Perù
- Regioni delle Filippine
- Regioni della Finlandia
- Comunità, regioni e province del Belgio
- Regioni della Francia
- Regioni del Mali
- Regioni della Nuova Zelanda
- Regioni della Norvegia
- Lista delle regioni della Scozia
- Lista delle regioni delle Isole Faroe
- Lista delle regioni del Quebec
- Regioni d'Italia
- Regioni dell'Ucraina
- Regioni della Somalia poi:
- Regioni autonome
- Regione (Europa)
- Euroregione
- Municipalità regionale
- Nomi latini delle regioni
- Codici regionali per DVD

Voci correlate


- Regioni (Terra di Mezzo)
- Entità subnazionale
- Regionale (Amtrak) ferrovia negli Stati Uniti Nord-Orientali

Augusto (imperatore romano)

Gaio Giulio Cesare Ottaviano (Roma, forse Velletri, 23 settembre 63 AC - Nola, 19 agosto 14) fu il primo imperatore romano. Ci si riferisce a lui, prima che divenga imperatore, come a Ottaviano. Il nome/titolo di Augusto gli fu accordato dal Senato il 27 AC, ed a lui come imperatore ci si riferisce come Cesare Augusto, Ottaviano Augusto o semplicemente Augusto.

Biografia

Apparteneva per nascita alla gens Octavia, una ricca famiglia di Velletri, e fu adottato per testamento da Giulio Cesare, suo prozio, come figlio ed erede. La madre di Ottaviano, Azia era infatti figlia della sorella di Giulio Cesare. Il suo nome era in origine Caio Ottavio Taurino, ma secondo l'usanza romana, Ottavio prese il nome dello zio come parte del suo al momento dell'adozione. Quando Giulio Cesare morì Ottaviano aveva 18 anni. Insieme a Marco Antonio e Lepido formò il Secondo Triumvirato per governare Roma. Nel 42 AC Antonio e Ottaviano si scontrarono con Cassio e Bruto, che avevano partecipato alla congiura per uccidere Cesare, e li sconfissero nella battaglia di Filippi (Macedonia orientale). Successivamente nacquero i primi contrasti: il fratello di Antonio, Lucio Antonio si ribellò ad Ottaviano e fu sconfitto a Perugia nel 40 AC (bellum perusinum) e il trattato di Brindisi definì i limiti della sfera di influenza dei triumviri: ad Antonio l'Oriente, ad Augusto l'Occidente e a Lepido l'Africa. L'accordo fu suggellato dal matrimonio di Antonio con Ottavia, sorella di Ottaviano. Nonostante il rinnovarsi degli accordi formali, i contrasti aumentarono, finché Ottaviano non sconfisse definitivamente Marco Antonio e la sua alleata Cleopatra, regina d'Egitto, nella Battaglia di Azio il 2 settembre del 31 AC. Nel frattempo Ottaviano, già marito di Claudia, figlia di prime nozze di Fulvia, in seconde nozze moglie di Antonio (ripudiata nel 41 AC), aveva sposato prima Scribonia, madre dell'unica figlia Giulia, e poi, nel 38 AC, Livia Drusilla che dovette appositamente divorziare da Tiberio Claudio Nerone, dal quale aveva già avuto i figli Tiberio, il futuro imperatore, e Druso. Dopo Azio, Ottaviano è di fatto il padrone dello stato, anche se formalmente Roma era ancora una Repubblica. Il Senato gli va man mano conferendo onori e privilegi. La svolta si ha nel 27 AC: Ottaviano restituisce formalmente i poteri straordinari, che aveva assunto per la guerra contro Marco Antonio, nelle mani del Senato e del popolo Romano. In cambio gli vengono conferiti il titolo di Augusto e limperium (comando militare) sulle province non pacificate. Da questo momento le province sono dunque suddivise tra senatorie, rette dal Senato, e imperiali, rette da Augusto.

Potere imperiale

La costituzione del potere imperiale si andrà poi rafforzando negli anni successivi. In particolare nel 23 AC (ma secondo alcuni già dal 28 AC), gli fu conferita a vita la
tribunicia potestas (gli speciali poteri dei tribuni della plebe nella costituzione repubblicana). Questa divenne la vera base costituzionale del potere degli imperatori: comportava infatti l'inviolabilità della persona e il diritto di intervenire in tutti i rami della pubblica amministrazione, e questo senza i vincoli repubblicani della collegialità della carica e della sua durata annuale. Infine, quando il Pontefice Massimo di Roma, Lepido, morì egli ne prese il titolo divenendo il capo religioso di Roma. La politica estera di Augusto fu dominata in Oriente dalla risoluzione diplomatica del conflitto con i Parti, con la restituzione nel 20 AC, da parte del re parto Fraate IV, delle insegne perdute da Crasso. In Occidente il tentativo di conquista della Germania fu fermato da Arminio che nel 9 DC annientò tre legioni guidate dal generale Varo nella Battaglia della Foresta di Teutoburgo. n

L'"optimum status"

L'ambizione di Augusto fu quella di essere fondatore di un
optimus status, facendo rivivere le più antiche tradizioni romane e nel contempo tenendo conto delle problematiche dei tempi. Il mantenimento formale delle forme repubblicane, nelle quali si inseriva il nuovo concetto della personale auctoritas del Principe, serviva a risolvere i conflitti per il potere vissuti nell'ultimo secolo della Repubblica. A questo sforzo politico si affiancò l'elaborazione in tutti i campi di una nuova cultura, di impronta classicistica, che fonde gli elementi tradizionali in nuove forme consone ai tempi. In campo letterario la rielaborazione del mito delle origini di Roma e la prefigurazione di una nuova età dell'oro trovano voce in Virgilio, Orazio, Livio, Ovidio, il circolo di letterati raccolto attorno a Mecenate. Augusto preparò per tempo la propria successione: inizialmente pensò al nipote Marcello, figlio della sorella Ottavia e del suo primo marito, Claudio Marcello, al quale diede in sposa la figlia Giulia. Alla precoce morte di Marcello nel 23 AC Giulia andò in sposa a Marco Vipsanio Agrippa, suo generale e collaboratore e nel 17 AC Augusto ne adotta i figli, Caio e Lucio Cesari. Dopo la morte prima di Agrippa, nel 12 AC e poi dei nipoti, nel 2 e nel 4 DC adottò quindi il figliastro Tiberio che effettivamente gli succederà alla sua morte, dando origine alla Dinastia Giulio-Claudia.

Atti del Divino Augusto (Res Gestae Divi Augusti)

Augusto stesso lasciò alla sua morte un dettagliato resoconto delle sue opere nel testamento. Il testo ci è giunto trascritto in un'iscrizione incisa sulle pareti del tempio di Roma e Augusto ad Ancyra in Asia Minore (Monumentum Ancyranum) sia in latino che nella traduzione greca. Secondo il volere di Augusto il testo era stato inciso in origine su tavole di bronzo all'ingresso del suo Mausoleo. Altre copie incise sulle pareti dei templi a lui dedicati sono giunte ad oggi frammentarie. In uno stile volutamente stringato e senza concessioni all'abbellimento letterario, Augusto riportava gli onori che gli erano stati via via conferiti dal Senato e dal Popolo Romano e per quali servizi da lui resi, le elargizioni e i benefici concessi con il suo patrimonio personale allo stato, ai veterani e alla plebe, e i giochi e rappresentazioni dati a sue spese, e infine gli atti da lui compiuti in pace e in guerra. Il documento non menziona il nome dei nemici e neppure di nessun membro della sua famiglia, ad eccezione dei successori designati, Agrippa, Caio e Lucio Cesari e Tiberio, Racconta Augusto che all'età di 19 anni costituì un esercito a sue spese e con la benedizione del Senato. Nello stesso anno fu eletto Console. Con questi mezzi riuscì ad esiliare e punire gli assassini di Giulio Cesare, suo padre adottivo. Si rende conto quindi delle sue conquiste militari e si ricorda l'atteggiamento verso i popoli vinti, ai quali venne concesso di continuare a seguire i propri costumi e di mantenere le precedenti forme di governo purché pagassero i tributi a Roma. Questi passi delle Res Gestae mostrano i cardini dell'ideologia augustea. Ottaviano, uscito vincitore dalle guerre civili, impone la propria lettura storica. Il suo intervento nelle guerre civili non è di parte, ma in difesa e per conto del senato e dello stato. I provvedimenti e la guerra contro gli uccisori di Cesare, da cui Ottaviano era stato adottato, sono un atto di diritto e di pietà filiale. Ottaviano insiste sulla sua opera di pacificazione e sulle donazioni di terre ai veterani, con cui cerca di riportare un ordine sociale dopo anni di guerre. L'elenco delle cariche ricoperte e di quelle offerte, ma non accettate mostra il potere di acquisto a Roma e fa luce sulla situazione di asservimento della classe dirigente. Lo scrupolo con cui elenca le cariche religiose è indice di un nascente processo di sacralizzazione del potere, che trova espressione anche nel titolo di Augustus, degno di venerazione, ottenuto dal senato. Fondamentale nell'ideologia politica del principato la differenza che Ottaviano definisce auctoritas e potestas ("autorità" e "potere"). ---- All'età di diciannove anni per mia sola deliberazione ed a mie spese formai un esercito con il quale restituii la libertà alla repubblica dominata e oppressa da una fazione. Per questo il senato con decreti mi accolse nell'ordine suo attribuendomi il diritto di esprimere fra i consolari la mia sentenza e mi conferì il comando militare; e ordinò che io provvedessi, in qualità di pretore, insieme con i consoli, affinché lo stato non patisse danno. Il popolo in quell'anno medesimo mi fece console, essendo in guerra entrambi i consoli caduti, e triumviro con l'incarico di riordinare la repubblica. Quelli che il mio padre trucidarono mandai in esilio punendo il loro delitto con procedimenti legali; e movendo poi essi guerra alla repubblica li vinsi due volte in battaglia. Guerre per terra e per mare civili ed esterne in tutto il mondo combattei spesso; e vincitore lasciai in vita tutti quei cittadini che implorarono grazia. Quasi cinquecentomila cittadini romani in armi sotto le mie insegne; dei quali più di trecentomila inviai in colonie o rimandai nei loro municipi, compiuto il servizio militare; e a essi tutti assegnai terre o donai denaro in premio del servizio. Due volte ricevette l'onore trinfale dell'ovazione e tre curili trionfi celebrai; e fui ventuno volte acclamato imperator, pur decretando altri numerosi trionfi a me il senato, ai quali tutti i rinunziai. [...] Triumviro per riordinare lo stato fui per dieci anni continui. Princeps senatus fui fino al giorno in cui scrissi queste memorie per anni quaranta. E fui pontefice massimo, augure, quidecemviro alle sacre cerimonie, settemviro degli epuloni, fratello arvale, sodale Tizio, feziale. [...] Nel mio sesto e settimo consolato, dopo di aver estinto l'avvampare delle guerre civili, avendo io per consenso universale assunto il potere supremo, trasferii dalla mia persona al senato e al popolo romano il governo della repubblica. Per questo mio atto, in segno di riconoscenza, mi fu dato il titolo di Augusto per deliberazione del senato. Dopo di allora a tutti sovrastai per autorità, ma potere non ebbi più ampio di quelli che in ogni magistratura mi furono colleghi. - Ottaviano Augusto - ----

Roma antica, un milione di abitanti

Nel resoconto della sua ascesa al potere si mette in evidenza il suo rifiuto di contrastare le regole tradizionali dello stato repubblicano e di assumere poteri arbitrari in modo illegittimo. Si narra inoltre che sotto il suo governo venne incrementato il numero dei patrizi e fu ordinato un censimento della popolazione, da cui risultò che gli abitanti di Roma sfioravano il milione. Narrando dei propri donativi, si asserisce che le elargizioni erano sempre dirette a più di 250.000 persone e che in quattro occasioni avesse aiutato la tesoreria pubblica. Vengono poi citati gli edifici costruiti, tra cui la Curia (sede del Senato) ed i Templi di Apollo e del Divo Giulio. Su alcuni di questi edifici non fece apporre il suo nome.

Collegamenti esterni


- http://classics.mit.edu/Augustus/deeds.html
- http://www.usask.ca/antharch/cnea/DeptTransls/ResGest.html
- http://www.roman-emperors.org/auggie.htm Augusto Augusto ja:アウグストゥス ko:아우구스투스


Franchi

I Franchi formavano una delle numerose tribù germaniche occidentali che entrarono nel tardo Impero Romano come foederati e stabilirono un reame duraturo, in un'area che copre parte dell'odierna Francia e della Germania, formando il nucleo storico di queste due nazioni moderne. Il regno dei Franchi fu sottoposto a varie partizioni e ripartizioni, in quanto i Franchi dividevano le loro proprietà tra i propri figli, e senza un ampio concetto di res publica, concepivano il regno come una forma estesa della proprietà privata. Questa pratica spiega in parte la difficoltà di descrivere con precisione le date e i confini fisici dei diversi regni franchi e chi ne governava le varie parti. La contrazione nell'alfabetizzazione durante il dominio dei Franchi pone altri problemi: essi produssero pochi documenti scritti. In sostanza comunque, due dinastie di regnanti si succedettero, i Merovingi e i Carolingi. La parola franchi singificava "liberi". La libertà non si applicava alle donne o alla popolazione di schiavi che si spostava assieme ai Franchi liberi. Inizialmente, all'interno dei Franchi, esistevano due suddivisioni principali: I Franchi Sali ("salati") e i Franchi Ripuari ("del fiume"). Nel IX secolo, se non prima, questa divisione era divenuta in pratica inesistente, ma continuò per un certo tempo ad avere implicazioni per il sistema legale in base al quale una persona poteva essere giudicata.

Fondazione del Regno Franco

Il primo periodo della storia dei Franchi rimane abbastanza oscuro. La fonte principale, il cronista gallo-romano Gregorio di Tours, la cui Storia dei Franchi copre il periodo fino al 594, cita fonti altrimenti perdute come Sulpicio Alessandro e Fredegario e approfitta del contatto personale con molti dei capi franchi attorno a Gergorio. Oltre alla Storia di Gregorio, esistono alcune fonti romane precedenti, come Ammiano Marcellino e Sidonio Apollinare Gli studiosi moderni del periodo delle migrazioni hanno suggerito che le genti franche emersero dall'unificazione di diversi piccoli gruppi germanici precedenti, che abitavano la valle del Reno e le terre immediatamente ad est: uno sviluppo sociale, forse legato al crescente disordine e alle sollevazioni che avvennero nell'area come risultato della guerra tra Roma e i Marcomanni, che iniziò nel 166, e i successivi conflitti della fine del II e del III secolo. Da parte sua, Gregorio sostiene che i Franchi vivevano originariamente in Pannonia ma più tardi si stabilirono sulle sponde del Reno. In una regione a nordest dei moderni Paesi Bassi -- ovvero a nord del confine romano -- che porta il nome di Salland, e potrebbe averlo ricevuto dai Franchi Sali. Attorno al 250 un gruppo di Franchi, avvantaggiandosi di un Impero Romano indebolito, penetrò fino a Tarragona in Spagna, affliggendo la regione per una decade, prima che le forze romane riscissero a sottometterli e a espellerli dal territorio romano. Circa quarant'anni dopo, i Franchi avevano la regione dello Scheldt sotto controllo e interferivano nelle vie di comunicazione acquatiche con le isole britanniche; le forze di Roma pacificarono la regione, ma non espulsero i Franchi. Nel 355 - 358 il tardo Imperatore Giuliano trovò ancora le rotte del Reno sotto il controllo dei Franchi e ancora una volta li pacificò. Roma garantì ai Franchi una fetta considerevole della Belgica. Da questo momento in poi divennero foederati dell'Impero Romano. La regione corrisponde all'incirca alle odierne Fiandre e ai Paesi Bassi a sud del Reno, e rimane ancora oggi una regione di lingua germanica. (attualmente predomina l'olandese e il fiammingo). I Franchi divennero quindi il primo popolo germanico a stabilirsi permanentemente all'interno del territorio romano. Per una mappa si veda il collegamento esterno: [http://www.roman-emperors.org/nouest4.htm Europa Nord Occidentale nel 400] Da questo territorio i Franchi conquistarono gradualmente gran parte della Gallia Romana a nord della valle della Loira e a est dell'Aquitania visigota. Inizialmente contribuirono a difendere i confini in qualità di alleati; ad esempio, quando una grossa invasione, portata principalmente da tribù della Germania orientale, attraversò il Reno (406), i Franchi combatterono contro questi invasori e la loro spinta principale si dirottò quindi a sud della Loira (nella regione di Parigi il controllo romano persistette fino al 486, ovvero un decennio dopo la caduta degli Imperatori di Ravenna, in parte proprio grazie all'alleanza con i Franchi).

I Merovingi

I regni dei primi capi franchi -- Faramondo (419 ca. - 427 ca.) e Clodio (427 ca. - 447 ca.) -- sono attribuiti più al mito che alla realtà e la loro relazione con la linea merovingia è incerta. Gregorio menziona Clodio come il primo re che iniziò la conquista della Gallia prendendo Camaracum (l'odierna Cambrai) ed espandendo il confine fino alle Somme. Questo richiese del tempo; Sidonio ci dice che i Franchi furono sorpresi da Ezio e sospinti indietro (probabilmente attorno al 431). Questo periodo segna l'inizio di una situazione che sarebbe durata per molti secoli: i Franchi germanici divennero i governanti di un numero crescente di entità gallo-romane. Nel 451 Ezio chiamò a raccolta i suoi alleati germanici sul suolo romano per aiutarlo a respingere l'invasione degli Unni. I Franchi Sali risposero alla chiamata, i Ripuari lottarono su entrambi i lati, in quanto alcuni di essi vivevano al di fuori dell'impero. A quel tempo Meroveo era re dei Franchi. Le fonti orali di Gregorio non sanno dire con certezza se Clodio fosse suo padre. Clodoveo si imbarcò in una campagna per consolidare i vari regni franchi in Gallia e in Renania, che incluse la sconfitta di Syagrius nel 486. Questa vittoria pose termine al controllo romano sulla regione di Parigi. Nella Battaglia di Vouillé (507), Clodoveo, con l'aiuto dei Burgundi, sconfisse i Visigoti, espandendo il suo reame verso sudovest fino ai Pirenei. La conversione di Clodoveo al Cristianesimo, dopo il suo matrimonio con la principessa cristiana burgunda Clotilde nel 493 può aver aiutato a mettere in luce la sua posizione agli occhi del Papa e degli altri governanti cristiani. Essendo in grado di pregare assieme ai loro vicini cristiani, gli ex-Ariani Franchi trovarono una più facile accettazione da parte della locale popolazione gallo-romana, di quanto non fosse riuscito a Visigoti, Vandali, e Burgundi. I Merovingi riuscirono quindi a costruire quello che si rivelò in seguito uno dei regni più stabili e di successo dell'Occidente. La stabilità, comunque, non fu una caratteristica quotidiana dell'era merovingia. Mentre esisteva una certa quantità di violenza casuale nella tarda epoca romana, l'introduzione della pratica germanica della faida di sangue, per ottenere giustizia personale, portò alla percezione di un'aumentata illegalità. I commerci si interruppero e la vita civica divenne sempre più difficoltosa, il che portò a una società sempre più frammentata e localizzata, basata su villaggi autosufficienti. L'alfabetizzazione, al di fuori di chiese e monasteri, in pratica scomparve. I capi merovingi aderirono alla pratica germanica di dividere le proprie terre tra i propri figli, e le frequenti divisioni, riunificazioni e ridivisioni del territorio risultavano spesso in assassinii e guerre tra le famiglie principali. Così, alla morte di Clodoveo, nel 511, il suo reame venne diviso tra i quattro figli, e nei due secoli seguenti il regno venne diviso tra i suoi discendenti. L'area dei Franchi si espanse ulteriormente sotto il figlio di Clodoveo, arrivando a coprire la gran parte della Francia odierna, ma comprendendo anche le zone a est del fiume Reno, come l'Alemannia (l'attuale Germania sudoccidentale) e la Turingia (dal 531). La Sassonia venne invece conquistata da Carlomagno solo secoli dopo. Dopo una temporanea riunificazione dei regni separati, sotto Clotario I, le terre dei Franchi vennero nuovamente divise nel 561 in Neustria (a occidente), Austrasia (a oriente) Borgogna (centrata sulla valle della Sâone) e Aquitania (a sud-ovest). Il sistema della partizioni territoriali governate da sovrani diversi, conosciute nel moderno linguaggio storiografico con il termine Teilreiche o "frazioni di regno" , divenne la regola per tutta l'età merovingia, con l'eccezione di occasionali momenti di riunificazione sotto un unico monarca, quale, ad esempio, quello verificatosi tra il 613 e il 639 con Clotario II e, sucessivamente con suo figlio Dagoberto I. Tra il V ed il VI secolo, l'aristocrazia divenne sempre più potente. Fra il VII e l'VIII secolo, gli ultimi re merovingi (detti "re fannulloni") avevano ormai perduto ogni potere e, in realtà, il Paese era governato dai potenti maestri di palazzo Maggiordomi) che avevano il comando dell'esercito e, di fatto, di tutti i territori dipendenti. Nel 687, Pipino di Hérstal, Maggiordomo di Palazzo d'Austrasia, riunificò le regioni franche, anche se la corona restò, ufficialmente, ai re merovingi. Nel 732 Carlo Martello, figlio di Pipino di Hérstal, fermò l'invasione araba (Battaglia di Poitiers del 732) e accrebbe il potere e il prestigio della propria famiglia. Per creare una cavalleria in grado di affrontare gli Arabi, Carlo Martello confiscò i beni della Chiesa e li diede in beneficio ai suoi uomini più fidati, che si impegnarono a combattere per lui. Con tale iniziativa Carlo Martello gettò le basi della società feudale. Il figlio di Carlo Martello, Pipino il Breve (anche lui un usurpatore), si riconciliò con il Papa, in seguito alla promessa di aiuto contro i Longobardi, che non piacevano al pontefice anche per via dell'"eresia" ariana che praticavano, e ottenne da lui il riconoscimento a re dei Franchi, avviando un'alleanza con la Chiesa di Roma che si vide riconosciuta la falsa Donazione di Costantino che alegittimava il potere temporale pontificio. Interessanti sono i miti che attraversano la storia delle popolazioni: i Merovingi, con l'avvicinamento alla chiesa cristiana (con la conversione di Clodoveo), per legittimare il loro lignaggio, andarono a scovare un antico discendente greco Anchise padre di Enea, da cui nacque Meroveo, e quindi i Merovingi, secondo un tragitto ideologico già compiuto dai Bretoni con Bruto, dagli Italici con Italo, dai Toscani con Tosco, tutti a vario titolo legati a Enea. In alcuni casi questi miti vengono anche legittimati: l'incoronazione la notte di Natale dell'800 di Carlo Magno da parte del papa Leone III fa sì che i Franchi diventino il popolo eletto,( Bonifacio VIII dirà che i Franchi non sono un popolo come tutti gli altri) e il territorio franco diventerà territorio sacro. All'incirca verso la fine dell'VIII secolo, i Maggiordomi di Palazzo cominciarono ad operare per gettare le fondamenta della nuova dinastia dei Carolingi.

I Carolingi

Il punto iniziale della linea carolingia viene considerata la deposizione dell'ultimo re merovingio e l'ascesa, nel 751, di Pipino il Breve, padre di Carlomagno. Pipino era succeduto al proprio padre, Carlo Martello, come Maggiore di Palazzo di un regno franco riunito e riedificato, che comprendeva le parti prima indipendenti. Pipino fu un re eletto. Anche se ciò accadeva non di frequente, una regola generale della legge germanica era che il re si affidava al sostegno dei capi. Questi si riservavano il diritto di scegliere un nuovo capo se sentivano che quello vecchio non era in grado di condurli in battaglie in grado di generare vantaggi. Mentre nella Francia più tarda, il regno divenne ereditario, i re del tardo Sacro Romano Impero non furono in grado di abolire questa tradizione e continuarono ad essere eletti fino alla fine formale dell'Impero, nel 1806. Pipino consolidò la sua posizione nel 754 alleandosi con il Papa Stefano III contro i Longobardi; questo sostegno papale fu cruciale nel mettere a tacere le obiezioni alla sua nuova posizione. Pipino donò le aree riconquistate attorno a Roma al Papa, gettando le fondamenta degli Stati Papali, dei quali solo la Città del Vaticano rimane oggi, e in cambio ricevette il titolo di patricius Romanorum, patrizio (e protettore) dei Romani. Alla sua morte nel 768, il Regno venne di nuovo diviso tra i suoi figli, Carlo e Carlomanno. Comunque, Carlomanno si ritirò in monastero e morì poco dopo, lasciando il governo a suo fratello, che sarebbe stato in seguito chiamato Carlomagno e divenne una figura quasi mitica nella successiva storia di Francia e Germania. Carlo conquistò e sconfisse i Sassoni per incorporare il loro reame nel Regno dei Franchi. Questa campagna diffuse la pratica dei governanti cristiani non-romani, di pretendere la conversione dei loro vicini con la forza delle armi; i missionari cristiani franchi, assieme ad altri dall'Irlanda e dall'Inghilterra anglo-sassone, erano entrati nelle terre sassoni fin dalla metà dell'VIII secolo, provocando un crescente conflitto con i Sassoni, che resistevano agli sforzi dei missionari e alle parallele incursioni militari. Il principale avversario di Carlo tra i Sassoni, Widukind, venne battezzato nel 785, come parte degli accordi di pace, ma altri capi sassoni continuarono a combattere. Con la sua vittoria del 787 a Verden, Carlo ordinò l'uccisione di migliaia di prigionieri sassoni pagani. Dopo molte altre sollevazioni, i Sassoni furono sconfitti definitivamente nell'804. Questo espanse il Regno dei Franchi a est verso il fiume Elba, qualcosa che l'Impero Romano aveva tentato una sola volta, fallendo, nella Battaglia della Foresta di Teutoburgo (9 d. C.). Allo scopo di cristianizzare più efficacemente i Sassoni, Carlo fondò diversi vescovadi, tra Brema (città), Münster, Paderborn, e Osnabrück. Allo stesso tempo (773-774), Carlo sconfisse i Longobardi e fu quindi in grado di includere l'Italia del nord nella sua sfera d'influenza. Egli rinnovò la donazione al Vaticano e la promessa al papato di una continuata protezione da parte dei Franchi. Nel 788, Tassilo, duce di Baviera si ribellò contro Carlo. La ribellione venne repressa e la Baviera fu incorporata nel regno di Carlo. Questo, non solo fece bene al fisco del regno, ma ridusse drasticamente il potere e l'influenza degli Agilolfingi (la famiglia di Tassilo), un'altra delle famiglie principali tra i Franchi e i rivali potenziali. Fino al 796, Carlo continuò a espandere il suo regno ancor più a sudest, nell'Austria odierna e in parti della Croazia. Carlo creò quindi un reame che si estendeva dai Pirenei a sudovest (includendo l'area della Spagna settentrionale dopo il 795), sopra quasi tutta la Francia odierna (eccetto la Bretagna, che non venne mai conquistata dai Franchi) e ad est su gran parte della Germania, il Nord Italia e l'Austria. Nella notte tra il 23 e il 24 dicembre 800, Carlo fu incoronato Imperatore da Papa Leone III a Roma, in una cerimonia che riconosceva formalmente l'Impero franco come il successore dell'Impero Romano d'Occidente. L'incoronazione diede all'Impero l'appoggio della Chiesa, e la legittimità permanente del primato carolingio sui Franchi. Questa connessione fu resuscitata dagli Ottoniani nel 962. La posizione di Carlomagno come Imperatore venne in seguito riconosciuta (812) dall'Imperatore bizantino dell'epoca, Michele I. Alla morte, avvenuta il 28 gennaio 814 ad Aquisgrana, Carlomagno fu sepolto nella sua Cappella Palatina. Carlomagno ebbe diversi figli, ma solo uno gli sopravvisse. Questo figlio, Ludovico il Pio, seguì le orme del padre come governante di un impero unito. L'essere erede unico fu una questione del caso più che della volontà. Quando Ludovico morì, nell'840, i Carolingi aderirono al costume della divisione ereditaria, e l'Impero venne diviso in tre con il Trattato di Verdun dell'843: 843] # Il figlio più vecchio di Ludovico, Lotario divenne Imperatore e governante del Regno Franco Centrale. Questo regno venne a sua volta diviso tra i suoi tre figli, in Lotaringia, Borgogna e Italia (settentrionale). Queste aree in seguito scomparevero come regni separati. # Il secondo figlio di Ludovico, Ludovico il Germanico, divenne Re dei Franchi dell'est. Quest'area è il nucleo del successivo Sacro Romano Impero, che si sarebbe evoluto nella moderna Germania. Per una lista dei successori, si veda Lista di re e imperatori tedeschi. # Il terzo figlio, Carlo il Calvo divenne re dei Franchi dell'ovest; quest'area è quella su cui venne fondata in seguito la Francia. Per i suoi successori, si veda Elenco di monarchi francesi. Sulla mappa a destra, l'area evidenziata in verde era controllata da Lotario I, l'area in giallo da Ludovico II (detto il Germanico) e la porzione in viola da Carlo (detto il Calvo).

Eredità

Per quanto incidente storico, l'unificazione di quella che ora è gran parte dell'Europa occidentale e centrale sotto un solo capo, fornì un terreno fertile per la continuazione di quello che è conosciuto come Rinascimento Carolingio. Nonostante le costanti lotte interne, l'Impero Carolingio resistette, l'estensione del dominio franco e della Cristianità Romana su un'area così vasta assicurò un'unità fondamentale a tutto l'Impero. Ogni parte dell'Impero Carolingio si sviluppò differentemente; il governo e la cultura franca erano estrememente dipendenti dal singolo governante e dai suoi obiettivi, i quali cambiavano facilmente, come facilmente cambiavano le alleanze politiche tra le famiglie dominanti dei Franchi. Comunque, queste famiglie, Carolingi inclusi, condividevano tutte le stesse convinzioni di base e idee di governo. Queste idee e convinzioni erano radicate in un retroterra che incorporava parti sia dalla tradizione romana sia di quella germanica, una tradizione che iniziò prima dell'ascesa dei Carolingi e continuò per certi aspetti anche dopo la morte di Luigi il Pio e dei suoi figli. Quando gli storici moderni (dalla fine del XVIII secolo in poi) guardano all'indietro alla ricerca di un esempio di un'Europa unita, si rivolgono all'Impero Carolingio, non a quello Romano. Se l'Impero Carolingio sia durato (o, si potrebbe arguire, sia mai esistito, come Impero per se) in un senso geografico o politico è irrilevante. Il modello di diversi regni individuali (o regna, per dar loro il nome corretto) sotto un unico governo ha una chiara risonanza al giorno d'oggi. Si può arguire se le divisioni di Verdun forniscano ancora i confini generali di Germania, Francia e Italia, ma sarebbe mal posto supporre che essi fornirono una chiara divisione culturale. Non poterono dividere l'eredità germanica e romano-cristiana che iniziò con i Carolingi.

Voci correlate


- Elenco di re franchi
- Elenco di monarchi francesi
- Elenco di re e imperatori tedeschi
- Storia della Francia
- Storia della Germania
- Sacro Romano Impero
- Regni latino-germanici categoria:Regni Romano-Barbarici categoria:storia della Francia categoria:storia della Germania Categoria:Popoli antichi Categoria:Popoli germanici Categoria:Popoli dell'Italia antica als:Franken (Volk) ja:フランク人

Longobardi

I Longobardi (Langobardi in latino) erano una popolazione germanica, forse originaria della Scandinavia, che prese parte alle invasioni barbariche dell'impero romano.

Storia

Origini

Popolazione germanica proveniente dalla Scandinavia, erano chiamati originariamente Winniler e temuti per il loro grande valore (nonostante lo scarso numero, come riporta Tacito), essi raggiunsero inizialmente la costa baltica. Durante il I secolo d.C. abbandonarono le foci dell'Elba, dove si erano stanziati, si mossero verso sud e si stabilirono in Pannonia (Ungheria).

Invasione dell'Italia

Nel 568 i Longobardi, guidati da Alboino, invasero l'Italia cercando terre più fertili. Dopo tre anni di assedio, nel 571, Alboino prese Pavia e ne fece la capitale del suo regno. I Longobardi scesero poi nell'Italia centro–meridionale, fondarono i ducati di Spoleto e Benevento. I Bizantini non riuscirono ad opporsi agli invasori e riuscirono a conservare solamente alcune zone costiere, l'Esarcato (Romagna), con capitale Ravenna, le Pentapoli (comprendenti i territori costieri dell’Emilia-Romagna e delle Marche e le cinque città di Ancona, Pesaro, Fano, Senigallia e Rimini), il Lazio e parte dell’Italia meridionale (le città della costa campana, Salerno esclusa, Puglia e Calabria). I Longobardi posero così fine all'effimera riconquista di Giustiniano e, non riuscendo a conquistare l'intera penisola, spezzarono per la prima volta l'unità politica dell'Italia. L'Italia si trovò infatti divisa tra i Longobardi (Langobardia Major, da "Langbardaland" o "Langbard", il regno dell'Italia settentrionale, con capitale Pavia e Langobardia Minor, i ducati di Spoleto e Benevento) e la Romanìa (territorio bizantino). Nel 572 Alboino fu assassinato; anche Clefi, il suo successore, fu ucciso (574) e seguirono dieci anni (574584) di anarchia. Mentre sotto i regni di Odoacre e di Teodorico l’assetto politico-amministrativo romano-italico era stato pressoché mantenuto, tanto che la stessa l’aristocrazia romano-italica aveva conservato la responsabilità dell’amministrazione civile (basti pensare a Cassiodoro), a fronte di un esercito quasi interamente germanico, nei disordini dei primi tempi, soprattutto nel decennio dell’anarchia, i Longobardi sconvolsero profondamente gli istituti giuridico-amministrativi pre-esistenti, eliminando per gran parte l’aristocrazia latina, occupandone le terre e acquisendone i patrimoni.

Regno longobardo

Nel 584, di fronte alla minaccia rappresentata dall'alleanza franco-bizantina, i duchi longobardi scelsero come re Autari (584590) che riuscì a consolidare la monarchia, ad espandere il dominio longobardo e ad avviare lincivilimento dei Longobardi. Nel 588, Autari sposò Teodolinda, figlia del duca di Baviera. Nel 590 il sovrano morì avvelenato; Teodolinda diede alla luce una figlia postuma, Gondeberga, e sposò, legittimandone il regno, il duca di Torino, Agilulfo, cugino di Autari. Agilulfo riprese l'espansione longobarda assediando Roma. Grazie alla mediazione di Teodolinda, che era cattolica tricapitolina, Papa Gregorio Magno ed Agilulfo conclusero un accordo. Negli anni seguenti, molti Longobardi si convertirono al cattolicesimo. Alla morte di Agilulfo, Teodolinda divenne reggente per il figlio Adaloaldo (616-625). Alla morte della regina, Arioaldo, esponente della fazione ariana conservatrice e marito di Gondeberga, figlia di primo letto di Teodolinda, assassinò il cognato ed usurpò il trono (legittimato dalla moglie). Alla sua morte (636) Gondeberga sposò Rotari (636-652). Nel 636 salì al trono Rotari il quale, nel 643, con un Editto, diede al suo popolo le prime leggi scritte (in latino, poiché la lingua dei Longobardi non fu mai scritta). L'editto mostra l'intenzione di attenuare la brutalità di alcune consuetudini. Probabilmente, quando l'editto fu emesso nel regno operava ancora il principio della "personalità del diritto" (I latini conservavano il diritto romano ed i Longobardi il proprio), ma nell'VIII secolo la legislazione di Rotari era ormai sicuramente estesa a tutti i sudditi.

Scontri con il papato

Nonostante la conversione dei Longobardi al cattolicesimo, le loro mire espansionistiche non cessarono di costituire una minaccia per il papato. Quando però nel 712 salì al trono Liutprando (712-744), il re longobardo colse l'occasione di un dissidio fra papa ed imperatore (l'imperatore aveva proibito il culto delle immagini provocando la cosiddetta guerra iconoclastica) per proporre al papa la propria alleanza, che però il pontefice rifiutò temendo la formazione di un regno longobardo eccessivamente forte. Il papa riuscì, comunque ad ottenere il ritiro dei Longobardi dai territori bizantini occupati ed ottenne da Liutprando il territorio di Sutri. La donazione di Sutri (728) costituì il nucleo dello Stato della Chiesa (che durò fino al 1870). Nel 749, il re Longobardo Astolfo riprese l'espansione territoriale in Lazio ed il papa chiese aiuto a Pipino il Breve, che in cambio ottenne di essere consacrato re dei Franchi. Nel 755 e nel 756, Pipino scese in Italia, sconfisse i Longobardi e donò al papa le Marche e la Romagna. Venne così a formarsi un vasto Stato della Chiesa. Fu probabilmente in questo periodo che fu steso un documento apocrifo, noto come "donazione di Costantino", col quale si cercò di dimostrare che, già nel IV secolo, Costantino aveva ceduto ai pontefici il potere su Roma e sull'Italia.

Caduta dei Longobardi

Nel 756 morì Astolfo. Il suo successore, Desiderio (756774) tentò, con un'alleanza matrimoniale, di allearsi ai Franchi, togliendo così il loro appoggio al pontefice. Nel 771, Desiderio pose l'assedio a Roma e dettò al papa le proprie condizioni. Nel 773, Papa Adriano I chiese l'intervento di Carlo (poi Magno), re dei Franchi. Questi ripudiò la moglie Ermengarda, figlia di Desiderio, scese in Italia ed assediò Pavia che capitolò nel 774. Desiderio fu rinchiuso in convento, mentre Carlo si proclamava re dei Franchi e dei Longobardi.

Voci correlate


- Diritto longobardo
- Elenco dei Re Longobardi in Italia
- Gastaldato

Bibliografia

Paolo Diacono,
Storia dei Longobardi (Historia Langobardorum), BUR, 1991 Categoria:Longobardi Categoria:Popoli germanici Categoria:Popoli dell'Italia antica Categoria:Popoli antichi ja:ランゴバルド人

Via Francigena

La Via Francigena, detta talvolta Franchigena, è il percorso di un pellegrinaggio che da Canterbury portava a Roma e costituiva una delle più importanti vie di comunicazione europee in epoca medioevale.

Storia

La relazione di viaggio più antica risale al 990 dove viene descritto in 79 tappe il viaggio di ritorno da Roma di Sigerico, arcivescovo di Canterbury. Costituì un eccezionale passaggio di segni, emblemi, culture e linguaggi dell'Occidente Cristiano. Ancora oggi sono rintracciabili sul territorio le memorie di questo passaggio che ha strutturato profondamente le forme insediative lungo il percorso e con il percorso. Un passaggio che ha permesso alle diverse culture europee di comunicare e di venire in contatto, forgiando la base culturale, artistica, economica e politica dell'Europa Moderna. A partire dal 1994 la Via Francigena è stata dichiarata "Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa" assumendo, alla pari del Cammino di Santiago, una dignità sovranazionale.

Percorso

1994 Si sviluppa su di un percorso di 1.600 chilometri che parte da Canterbury, e arriva a Dover per attraversare la Manica; da Calais, passando per Reims, Besancon e Losanna si arriva alle Alpi che vengono passate al colle del Gran San Bernardo. Dalla Valle d'Aosta si scende a Vercelli, Pavia e si attraversano gli Appennini tra le province di Piacenza e Parma. Da Pontremoli si prosegue per Lucca, San Gimignano, Poggibonsi, Siena, Viterbo per terminare a Roma. Sigerico impiegò 79 giorni a percorre, ovviamente a piedi, tutti i 1.600 chilometri del tragitto. La percorrenza media di viaggio fu quindi di 20 km circa al giorno.

Varianti

Gli ostacoli naturali che i pellegrini ed i viandanti dovevano superare erano il canale della Manica, le Alpi e gli Appennini. Mentre per i primi due non esistevano molte alternative, per attraversare gli Appennini c'erano diverse possibilità. Nel tratto delle Via Francigena che porta dalla Pianura padana alla Toscana, si registravano diverse varianti di percorso che sfruttavano i vari valichi risalendo la valle del Trebbia piuttosto che la valle del Taro od altre valli minori.

Voci correlate


- Canterbury
- pellegrinaggio
- Roma Francigena

Aquisgrana

Aquisgrana (in tedesco Aachen) è una città (248.000 abitanti, 180 m s.l.m.) della Germania situata vicino a Colonia. Grande città del Nord Reno-Westfalia, si trova al confine con Belgio e Paesi Bassi, in una pianura fertile. È dotata di un'importante Cattedrale in stile romanico voluta da Carlo Magno e consacrata attorno all'anno 800. Centro termale, famosa per le sue acque minerali, Aquisgrana è anche un importante centro medico e universitario.

Storia

Fondata dai Romani con il nome di Aquae Granni in onore del dio celtico della salute Grannus, allo scopo di formare un avamposto militare.
Nel 765 Pipino il Breve, re dei Franchi, inizia la costruzione di una grande chiesa sui resti di un tempio romano. Divenne uno dei centri amministrativi del regno dei Franchi e Carlo Magno ne fece una delle sue residenze principali, costruendovi la Cappella Palatina e il palazzo imperiale.
Vi furono incoronati Carlo il Calvo e Ottone I, che la dichiarò "città dell'incoronazione", restando tale fino al 1531.
Dopo il 1100 per la sua importanza, fino a che non fu conquistata da Guglielmo d'Olanda; Guglielmo la fece circondare da mura. Diviene città libera dell'impero nel 1336, ma solo nel 1600-1700 tornò ad avere importanza: vi furono firmate la Pace di Aquisgrana (guerre di successione tra Spagna e Francia nel 1656 e i trattati di pace alla guerra di successione austriaca (1748). Durante l'occupazione francese del 1794, viene spogliata di numerose delle sue opere d'arte, diventando successivamente parte del territorio francese, divenendo il capoluogo della Ruhr francese. I Congresso di Vienna del 1818 la fa ritornare tedesca, assegnandola ai prussiani e, nello stesso anno, vi viene firmato l'Accordo dei Tre Imperatori. Il XIX secolo la vede fiorire, con la crescita economica, dettata dal nascere di nuove industrie; di questi anni è la fondazione del Politecnico. Con la Prima guerra mondiale, viene persa la parte provinciale più occidentale, che viene occupata e tenuta militarmente dal Belgio per 11 anni. Nel 1941 (Seconda guerra mondiale), viene bombardata e distrutta quasi al 70%; alla liberazione gli abitanti rimasti erano 11.000. Nonostante i gravi danni subiti, Aquisgrana seppe riprendersi. La ricostruzione fece assumere alla città un aspetto moderno, nonostante la presenza di un nucleo storico in stile tedesco e fiammingo.

Economia

Seconda guerra mondiale L'economia locale si basa sull'industria, principalmente siderurgica, tessile, chimica e meccanica. Importante anche il turismo, sia termale che culturale.

Trasporti

I trasporti cittadini contano su 41 linee di autobus urbane.
La città è collegata al resto della Germania da due autostrade: A4 (Köln-Maastricht) e A44 (Düsseldorf-Liege).
Possiede anche due stazioni ferroviarie, la principale è la Hauptbahnhof, l'altra è la Westbahnhof. Sede anche di un aeroporto internazionale, anche se posto in territorio olandese: Aachen-Maastricht.

Premio Carlo Magno

Seconda guerra mondiale La città, ogni anno, assegna il Premio Carlo Magno, a persone o enti che si sono maggiormente impegnati per l'integrazione europea.

Voci correlate


- Cattedrale di Aquisgrana
- Diocesi di Aquisgrana

Collegamenti esterni


- [http://www.aachen.de Aachen] - Aquisgrana (in tedesco, inglese, francese e fiammingo)
- [http://www.aseag.de ASEAG] - Trasporti urbani Aquisgrana (In tedesco)
- [http://www.maa.nl Maastricht Aachen Airport] - Aeroporto di Maastricht-Aachen (In inglese) Categoria:Città del Nord Reno-Westfalia ja:アーヘン ko:아헨 th:อาเค่น

Arduino d'Ivrea

La cultura ( e finanche la storiografia) romantica hanno reso popolare la figura di Arduino di Ivrea, vedendo in lui un esponente precoce della lotta per l'affrancamento dell'Italia dal giogo della dominazione straniera, ed attribuendo un significato simbolico eccessivo alla sua nomina a Re d'Italia.
Per contro, la Chiesa, memore delle sanguinarie scorribande di Arduino contro i vescovi di Ivrea e di Vercelli, aveva teso in passato a ridimensionarne la statura politica e militare, vedendo nelle sue gesta sacrileghe la mera brama di potere e la "giacobina" mancanza di rispetto per le prerogative ecclesiastiche.
La figura di Arduino esce da tali opposte ed avventate interpretazioni, quando la si inquadri nel contesto storico del X-XI secolo e delle acerrime lotte per il potere che coinvolsero l'intera struttura feudale ai tempi dell'impero romanico-germanico degli Ottoni.

Biografia di Arduino di Ivrea

La vita di Arduino si può riassumere nelle seguenti date.
- 955 (circa). Nascita di Arduino da Dadone, conte di Pombia e da una figlia di Arduino III, conte di Torino.
- 989 Arduino venne eletto, per decreto dell'imperatore Ottone III, signore della Marca di Ivrea; marca che allora comprendeva un vasto territorio, dal Canavese alle terre del vercellese e del novarese.
- 997 - 999 Furono anni di feroce lotta contro i vescovi-conti di Ivrea e di Vercelli. Ai fini di limitare il potere dei marchesi e di impedire che il loro titolo diventasse dinastico, gli imperatori del Sacro Romano Impero avevano infatti da tempo imboccato la strada del conferimento di poteri secolari a vescovi da essi direttamente prescelti ("lotta per le investiture").
- 907 Arduino, con i suoi vassalli minori, entrò in Vercelli ed incendiò il Duomo, causando la morte del vescovo Pietro. Feroci furono in quell'anno anche gli scontri contro Warmondo, vescovo di Ivrea, che per due volte lanciò contro Arduino terribili maledizioni e scomuniche.
- 999 Il nuovo papa Sivestro II (salito al soglio pontificio per volere di Ottone III) convocò Arduino a Roma e lo scomunicò di fronte al Sinodo ed allo stesso imperatore. La ulteriore e più solenne scomunica non fiaccò tuttavia lo spirito ribelle di Arduino e le sue trame di lotta anti-imperiale.
- 1002 Approfittando della morte di Ottone III, un nutrito gruppo di vassalli, ostili al potere imperiale - nella chiesa di San Michele a Pavia - elesse Arduino Re d'Italia.
- 1002-1003 Enrico II, succeduto ad Ottone III, inviò truppe in Italia per far deporre ad Arduino lo scettro di Re d'Italia. Arduino ottenne una serie di successi militari contro le milizie dei vescovi -conti e contro le truppe imperiali (vittoria delle "Chiuse dell'Adige").
- 1004 Enrico II calò in Italia, chiamato dai vescovi-conti e dai feudatari ostili al marchese di Ivrea. Dopo aver sconfitto Arduino alle chiuse della Valsugana, costringendolo a ripiegare nella sua Marca, Enrico II gli tolse il titolo regale, facendosi a sua volta incoronare a Pavia Re d'Italia.
- 1005 Arduino donò i prorpi beni tra i fiumi Orco e Malone all'abbazia di Fruttuaria - posta nel territorio di San Benigno Canavese- la cui edificazione egli aveva appoggiato ed alla quale fu costantemente legato.
- 1007 Attaccato nelle sue terre, Arduino resistette all'assedio delle milizie imperiali, rifugiandosi nella roccaforte di Sparone, nell'Alto Canavese.
- 1014 Enrico II, sceso nuovamente in Italia, fu solennemente proclamato imperatore a Roma da papa Benedetto VIII e riuscì a domare le resistenze dei nobili romani suoi avversari (e, pertanto, alleati di Arduino).
- 1014 Tornato in Germania Enrico II, Arduino riprese le armi e si mosse alla conquista di Vercelli, Novara e Pavia. Caduto ammalato, si ritirò nell'abbazia di Fruttuaria inseguendo il proposito di una "buona morte" tra le cure dei monaci benedettini.
- 1015 Morte di Arduino nell'abbazia di Fruttuaria.

Le vicende delle spoglie mortali di Arduino

Sulle spoglie di Re Arduino si è tramanda - veri o falsi che siano i vari suoi particolari - la seguente storia (raccontata anche dallo scrittore Giuseppe Giacosa).
Verso la seconda metà del XVII secolo, il cardinal Ferrero, abate di Fruttuaria, considerava ancora indegno il fatto che le ossa di Arduino, macchiate dai tanti misfatti contro la Chiesa, fossero conservate come preziose reliquie nell'abbazia. Decise dunque di violare il sepolcro e di seppellire in terra sconsacrata le ossa che si erano conservate. Ma un pio frate si incaricò di spiare l'abate, di segnare il luogo della sepoltura e di avvisare dell'accaduto il conte Filippo di Agliè, che vantava antiche discendenze da Re Arduino.
Quest'ultimo fece allora nuovamente esumare le nobili spoglie ordino di trasporle nel suo castello in Agliè ove rimasero sin al 1764.
In quell'anno il castello passò ai Savoia, ai quali nulla importava delle ceneri di Arduino. Ma la sorte dispose che la marchesa Cristina di Saluzzo Miolans, moglie del marchese Giuseppe San Martino, ex proprietario del castello, fosse anche amante riamata del conte Francesco Valperga di Masino.
Racconta il Giacosa che:
<<Al conte di Masino coceva il pensiero di quelle poche ceneri, già tolte alla sacra volta e ai canti del- la chiesa, già rapite alla ferace terra di Fruttuaria, mal guardate e cadute ora... a tale padrone, cui non le consacrava nessun vincolo di sangue, nessuna ragione né di nome né di memorie. Però le sue alte cariche non gli permettevano aperta dimostrazione, né la remotissima agnazione potevagli attribuire il diritto di rivendicare le spoglie mortali del grande antenato. Chiudeva nell'animo la pietosa ira, alla quale era conforto l'amore della marchesa e il sapernela partecipe. Ma la pietà femminile è industre e temeraria…>> Cristina, per amore di Francesco e per dispetto verso i Savoia, fece in modo di introdursi furtivamente nel Castello di Agliè, trafugare la cassetta con i resti di Arduino e trasportarla al Castello di Masino, dai suoi legittimi discendenti.
In questo bel castello (ora di proprietà del F.A.I.) le spoglie mortali di Re Arduino riposano finalmente in pace. La storia si inscrive manifestamente nelle strategie di nobilitazione dinastica perseguite con frequenza nel passato e testimonia la grande popolarità di cui ha continuato a godere, nel Canavese, la figura di Re Arduino, ormai sospesa tra storia e leggenda.

La figura di Arduino nel folklore del Canavese

La passione per le rievocazioni storiche medievali - che ha connotato la cultura romantica e che si è tramandata sino ai nostri giorni - si manifesta nel Canavese in numerose feste in costume. Tra esse vanno ricordate:
- la Settimana Fructuariense che si celebra a San Benigno Canavese;
- il Torneo di Maggio, istituito a Cuorgnè con il proposito esplicito di celebrare la leggenda di Re Arduino;
- le manifestazioni storiche di Sparone, celebrate ai piedi dei ruderi dell'antica roccaforte di Arduino.

Voci correlate


- Beato Warmondo
- Fruttuaria

Bibliografia


- M.L. Tibone, L. M. Cardino, Il Canavese. Terra di storia e di arte, Torino, 1993
- P. Ramella, Yporegia - Ivrea e Canavese nel Medioevo, Ivrea, 1997 Arduino di Ivrea Categoria:Sovrani italiani

Chambery

Chambéry è un comune francese di 54.120 abitanti capoluogo del dipartimento della Savoia della regione del Rodano-Alpi.

Etimologia

Camefriacum, 1016 (Cart. Saint-André, Append., n° 44) Camberiacum, 1029. Secondo l'abate A. Gros, da un
- Cambariacum, possedimento di un certo
- Cambarius < Cammarus, astice (Chambero in francoprovenzale).

Personnaggi celebri


- Benoît de Boigne
- Jean-Jacques Rousseau
- Claude Favre de Vaugelas

Gemellaggi


- Torino (Italia)
- Albstadt (Germania)
- Ouahigouya (Burkina Faso)

Collegamenti esterni


- [http://www.chambery-tourisme.com/ Turismo a Chambéry] Categoria:Comuni del dipartimento della Savoia Categoria:Comuni della regione del Rodano-Alpi Categoria:Città della Francia ja:シャンベリ

11 giugno

L'11 giugno è il 162° giorno del Calendario Gregoriano (il 163° negli anni bisestili). Mancano 203 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 1184 a.C. - Guerra di Troia: Troia cade in mano agli Achei.
- 1157 - Fondazione della Marca del Brandeburgo, Alberto l'Orso sconfigge Jaxa von Köpenick.
- 1289 - Si combatte la Battaglia di Campaldino
- 1509 - Matrimonio di Enrico VIII d'Inghilterra e Caterina d'Aragona
- 1534 - Jacques Cartier e il suo equipaggio celebrano la prima messa in Nord America si cui si abbia notizia.
- 1770 - Il Capitano James Cook si arena sulla Grande barriera corallina.
- 1775 - Luigi XVI di Francia viene incoronato re di Francia.
- 1788 - L'esploratore russo Gerasim Izmailov raggiunge l'Alaska.
- 1848 - Rivolta operaia a Praga (conclusasi il 17/6)
- 1899 - Papa Leone XIII dedica l'intera razza umana al Sacro Cuore di Gesù.
- 1901 - La Nuova Zelanda si annette le Isole Cook
- 1940 - Seconda guerra mondiale: l'aviazione britannica bombarda Genova e Torino.
- 1942 - Seconda guerra mondiale: Gli Stati Uniti accettano di inviare aiuti economici (a prestito) all'Unione Sovietica.
- 1963 - Il governatore dell'Alabama, George Wallace, sta sulla soglia del Foster Auditorium dell'Università dell'Alabama, nel tentativo di impedire l'entrata di due studenti di colore.
- 2002 - Il congresso degli Stati Uniti, con la risoluzione 269, ha riconosciuto ufficialmente il fiorentino Antonio Meucci come primo inventore del telefono (e non Alexander Graham Bell).
- 2004 - La sonda Cassini-Huygens compie il passaggio più ravvicinato a Phoebe

Nati


- 1519 - Cosimo I de Medici, Duca di Firenze († 1574)
- 1572 - Ben Jonson, drammaturgo († 1637)
- 1776 - John Constable, pittore († 1837)
- 1842 - Carl von Linde, ingegnere e industriale († 1934)
- 1864 - Richard Strauss, compositore e direttore d'orchestra († 1949)
- 1867 - Charles Fabry, fisico († 1945)
- 1876 - Alfred Kroeber, antropologo statunitense († 1960)
- 1879 - Max Schreck, attore († 1936)
- 1880 - Jeannette Rankin, politica, femminista, pacifista († 1973)
- 1888 - Arthur Grimble, scrittore britannico († 1956)
- 1910 - Jacques Cousteau, esploratore, inventore († 1997)
- 1920 - Hazel Scott, cantante († 1981)
- 1925 - William Styron, scrittore
- 1932 - Athol Fugard, commediografo
- 1933 - Gene Wilder, attore
- 1939 - Jackie Stewart, pilota di Formula Uno
- 1956 - Joe Montana. giocatore di Football Americano
- 1957 - Jamaaladeen Tacuma, musicista jazz
- 1959 - Hugh Laurie, attore, comico
- 1964 - Jean Alesi, pilota automobilistico francese
- 1967 - Graeme Bachop, rugbysta neozelandese

Morti


- 1216 - Enrico di Fiandra, imperatore dell'Impero Latino (n. ca. 1174)
- 1289 - Guglielmino Ubertini, vescovo
- 1557 - Giovanni III del Portogallo, (n. 1502)
- 1727 - Giorgio I di Gran Bretagna, sovrano (n. 1660)
- 1833 - August Friedrich Wilhelm Crome, economo e statistico tedesco
- 1859 - Klemens von Metternich, statista austriaco (n. 1773)
- 1903 - Alexander Obrenovic, Re di Serbia
- 1924
  - Giacomo Matteotti, politico italiano (n. 1885)
  - Théodore Dubois, compositore e insegnante
- 1936 - Robert Ervin Howard, scrittore statunitense (n. 1906)
- 1956 - Corrado Alvaro, scrittore italiano (n. 1895)
- 1966 - Alfred Berger, pattinatore austriaco
- 1967 - Wolfgang Köhler, psicologo estone (n. 1887)
- 1979 - John Wayne, attore statunitense
- 1970 - Frank Laubach, apostolo dell'alfabetizzazione e missionario cristiano
- 1971 - John W. Campbell Jr., scrittore di fantascienza ed editore statunitense
- 1974 - Julius Evola, pensatore tradizionale (n. 1898)
- 1984 - Enrico Berlinguer, politico italiano (n. 1922)
- 1986 - Chesley Bonestell, ingegnere, architetto, artista, illustratore
- 1988 - Giuseppe Saragat, ex Presidente della Repubblica italiana (n. 1898)
- 1998 - Catherine Cookson, scrittrice britannica
- 1999 - DeForest Kelley, attore statunitense
- 2001 - Timothy McVeigh, terrorista
- 2005 - Ghena Dimitrova, cantante lirica bulgara

Feste e ricorrenze

Nazionali

Religiose

Santi cattolici:
- San Barnaba, apostolo
- San Demetrio, vescovo
- Santa Maria Rosa Molas y Vallvè, religiosa
- San Massimo di Napoli, vescovo e martire
- Santa Paola Frassinetti, vergine

Laiche


- Impero Romano
  - Matralia in onore di Mater Matuta
  - Quinto giorno dei Vestalia in onore di Vesta 11 ja:6月11日 ko:6월 11일 ms:11 Jun simple:June 11 th:11 มิถุนายน

Giro d'Italia

Il Giro d'Italia è considerata la seconda più importante corsa ciclistica a tappe del mondo dopo il Tour de France. La prima edizione del giro risale al 1909: partì il 13 maggio da Milano, consisteva in 8 tappe per complessivi 2448 chilometri, si concluse ancora a Milano e fu vinta da Luigi Ganna. A partire dal 1909 si svolge ogni anno, ad eccezione degli anni della prima e della seconda guerra mondiale, nel mese di maggio, per tre settimane, su un percorso ogni anno diverso attraverso la penisola italiana e talvolta anche nei paesi confinanti. La corsa si sviluppa sia su tappe pianeggianti, favorevoli agli sprinters, sia su tappe più dure, favorevoli a gruppi di fuggitivi, che su durissime tappe di montagna che insieme alle due tappe a cronometro decidono la corsa. Il leader della classifica generale indossa ogni giorno la maglia rosa, il cui colore è dovuto al colore del quotidiano che organizza la corsa, il miglior scalatore indossa una maglia verde mentre il primo nella classifica a punti indossa una maglia ciclamino. Il record di vittorie è condiviso da 3 ciclisti, ognuno con 5 vittorie, gli italiani Alfredo Binda, vincitore tra il 1925 e il 1933 e Fausto Coppi, vincitore tra il 1940 e il 1953 e il belga Eddy Merckx che vinse tra il 1968 e il 1974. Per quel che riguarda le vittorie di tappa il record appartiene al velocista toscano Mario Cipollini che nell'edizione del 2003 è riuscito a superare il record di 41 vittorie che dagli anni '30 apparteneva ad Alfredo Binda.

Elenco dei vincitori del Giro d'Italia

dal 1909 al 1940


- 1909: Luigi Ganna (Italia)
- 1910: Carlo Galetti (Italia)
- 1911: Carlo Galetti (Italia)
- 1912: Squadra Atala: C.Galetti, G.Michelotto ed E.Pavesi (Italia)
- 1913: Carlo Oriani (Italia)
- 1914: Alfonso Calzolari (Italia)
- 1915-1918 Sospeso a causa della prima guerra mondiale
- 1919: Costante Girardengo (Italia) Costante Girardengo
- 1920: Gaetano Belloni (Italia)
- 1921: Giovanni Brunero (Italia)
- 1922: Giovanni Brunero (Italia)
- 1923: Costante Girardengo (Italia)
- 1924: Giuseppe Enrici (Italia)
- 1925: Alfredo Binda (Italia)
- 1926: Giovanni Brunero (Italia)
- 1927: Alfredo Binda (Italia)
- 1928: Alfredo Binda (Italia)
- 1929: Alfredo Binda (Italia)
- 1930: Luigi Marchisio (Italia)
- 1931: Francesco Camusso (Italia)
- 1932: Antonio Pesenti (Italia)
- 1933: Alfredo Binda (Italia)
- 1934: Learco Guerra (Italia)
- 1935: Vasco Bergamaschi (Italia)
- 1936: Gino Bartali (Italia)
- 1937: Gino Bartali (Italia)
- 1938: Giovanni Valetti (Italia)
- 1939: Giovanni Valetti (Italia)
- 1940: Fausto Coppi (Italia)

dal 1946 al 1974


- 1941-1945 Sospeso a causa della seconda guerra mondiale
- 1946: Gino Bartali (Italia)
- 1947: Fausto Coppi (Italia)
- 1948: Fiorenzo Magni (Italia)
- 1949: Fausto Coppi (Italia)
- 1950: Hugo Koblet (Svizzera)
- 1951: Fiorenzo Magni (Italia)
- 1952: Fausto Coppi (Italia)
- 1953: Fausto Coppi (Italia)
- 1954: Carlo Clerici (Italia)
- 1955: Fiorenzo Magni (Italia)
- 1956: Charly Gaul (Lussemburgo)
- 1957: Gastone Nencini (Italia)
- 1958: Ercole Baldini (Italia)
- 1959: Charly Gaul (Lussemburgo) Charly Gaul
- 1960: Jacques Anquetil (Francia)
- 1961: Arnaldo Pambianco (Italia)
- 1962: Franco Balmamion (Italia)
- 1963: Franco Balmamion (Italia)
- 1964: Jacques Anquetil (Francia)
- 1965: Vittorio Adorni (Italia)
- 1966: Gianni Motta (Italia)
- 1967: Felice Gimondi (Italia)
- 1968: Eddy Merckx (Belgio)
- 1969: Felice Gimondi (Italia)
- 1970: Eddy Merckx (Belgio)
- 1971: Gösta Pettersson (Svezia)
- 1972: Eddy Merckx (Belgio)
- 1973: Eddy Merckx (Belgio)
- 1974: Eddy Merckx (Belgio)

dal 1975 al 1999


- 1975: Fausto Bertoglio (Italia)
- 1976: Felice Gimondi (Italia)
- 1977: Michel Pollentier (Belgio)
- 1978: Johan de Muynck (Belgio)
- 1979: Giuseppe Saronni (Italia)
- 1980: Bernard Hinault (Francia)
- 1981: Giovanni Battaglin (Italia)
- 1982: Bernard Hinault (Francia)
- 1983: Giuseppe Saronni (Italia)
- 1984: Francesco Moser (Italia)
- 1985: Bernard Hinault (Francia)
- 1986: Roberto Visentini (Italia)
- 1987: Stephen Roche (Irlanda)
- 1988: Andrew Hampsten (USA)
- 1989: Laurent Fignon (Francia)
- 1990: Gianni Bugno (Italia)
- 1991: Franco Chioccioli (Italia)
- 1992: Miguel Indurain (Spagna)
- 1993: Miguel Indurain (Spagna)
- 1994: Eugeni Berzin (Russia)
- 1995: Tony Rominger (Svizzera)
- 1996: Pavel Tonkov (Russia)
- 1997: Ivan Gotti (Italia)
- 1998: Marco Pantani (Italia)
- 1999: Ivan Gotti (Italia)

dal 2000 in poi

Ivan Gotti
- 2000: Stefano Garzelli (Italia)
- 2001: Gilberto Simoni (Italia)
- 2002: Paolo Savoldelli (Italia)
- 2003: Gilberto Simoni (Italia)
- 2004: Damiano Cunego (Italia)
- 2005: Paolo Savoldelli (Italia)

Voci correlate


- Giro d'Italia 2005 - cronaca dell'ultimo Giro d'Italia

Collegamenti esterni

[http://www.giroditalia.it Giro]
-
ja:ジロ・デ・イタリア

Germania

La Germania (denominazione ufficiale: Repubblica Federale Tedesca, in tedesco Bundesrepublik Deutschland) è una delle nazioni più industrializzate del mondo, situata nell'Europa occidentale. A nord confina con la Danimarca ed è bagnata dal Mare del Nord e dal Mar Baltico, ad est confina con la Polonia e la