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| Appennini |
Appennini)]]
Per circa 1200 km di lunghezza, dal Colle di Cadibona fino in Aspromonte, gli Appennini costituiscono un insieme di catene montuose, di altipiani e di dorsi la cui altezza media è assai inferiore a quella delle Alpi.
Solo con il Monte Corno, nel Gruppo del Gran Sasso (Abruzzo), raggiungono i 2914metri di altitudine sul livello del mare.
L'estensione in larghezza degli Appennini varia da un minimo di 30km ad un massimo di 250km dove, tra Ancona ed il Monte Argentario, la penisola italiana si dilata maggiormente.
Il rilievo siculo può essere considerato la continuazione della catena appenninica al di là del breve tratto di mare dello Stretto di Messina; affonda nel Mediterraneo (Canale di Sicilia) per riemergere nell'Africa Settentrionale da Capo Bon (Tunisia) al Marocco, con la catena dell'Atlante.
Anche il paesaggio naturale appenninico, con la diversità delle rocce e del clima appare molto differente da quello alpino.
Gli appennini hanno un aspetto uniforme: in genere le cime appaiono tondenggianti e lonto il declivio dei due versanti, tirrenico ed adriatico.
Spiccano solo le ardite forme dei gruppi di compatta roccia calcarea d'Abruzzo (Gran Sasso) e quelle tronco-coniche dei vulcani dai crateri ormai spenti e attualmente occupate da laghi (colli laziali); o di quelli attivi (Campi Flegrei, Vesuvio) del versante tirrenico.
L'appennino è formato in prevalenza da rocce calcaree dure e da argille molli; solamente la Sila e l'Aspromonte sono costituiti da rocce granitiche.
Le vallate appenniniche sono spesso impervie, perché soggette in molte regioni a frane e scoscendimenti. Data infatti la composizione prevalentemente argillosa del suolo e in conseguenza pure del disboschimento dei tempi passati, le acque di superficie agiscono rovinosamente: scavano solchi (calanchi), rendono inabitabili vaste superfici e provocano lo slittamento di interi pendii, che nei periodi di pioggia si trasformano in pericolosi fiumi di fango.
La catena appenninica divide la superficie della Penisola in due versanti: tirrenico ed adriatico, differenti tra loro sotto molti aspetti. La più appariscente è data dall'asimmetria dei due pendii: quello adriatico è breve, quello tirrenico è ampio.
I numerosi e facili valichi che permettono di passare, ad altezze quasi sempre inferiori ai 1000m, dall'uno all'altro versante, vengono indicati nella parlata locale, secondo le loro forme caratteristiche, con i nomi di passo, bocca, forca, portella e gola.
Suddivisione secondo la latitudine
La catena appenninica viene suddivisa in tre tronchi principali: l'appennino settentrionale, centrale e meridionale.
Appennino settentrionale
L'appennino settentrionale va dal Colle di Cadibona, dove si unisce con la Catena Alpina, a quello della Bocca Serriola, per mezzo della quale l'alta valle del fiume Tevere e quella del Metauro comunicano fra loro.
Si suddivide nelle due sezioni regionali dell'Appennino Ligure e dell'Appennino Tosco-Emiliano.
L'Appennino Ligure s'interrompe al Passo della Cisa, che permette le comunicazioni tra La Spezia e Parma. Esso incombe sul Mar Ligure con diramazioni ripide e scoscese, solcate da brevi valli, per lo più trasversali, dense di popolazione. Invece, verso la Pianura Padana, presenta diramazioni e vallate più lunghe ma meno abitate.
L'Appennino Tosco-Emiliano continua a sud-est della Cisa. Spiccano in questo tratto il Monte Cimone, con la sua vetta, l'unica di tutto l'Appennino settentrionale, superiore ai 2000m (2163m); il Falterona (1655m), dal quale nasce l'Arno; il Monte Fumaiolo (1408m), dai fianchi del quale sgorgano le sorgenti del Tevere; ed il monte Titano, sede della Repubblica di San Marino, che dalla sua triplice vetta domina il retroterra adriatico della Romagna (Rimini).
Le valli che discendono verso sud sono ampie e fertili:
- la Lunigiana, che prende nome dell'antica città portuale di Luni ora distrutta, e percorsa dal torrente Magra-Vara;
- la Grafagnana, al fondo della quale tra le Alpi Apuane ed il Monte Cimone scorre il Serchio;
- il Casentino, dal quale discende il corso dell'alto Arno;
- il Mugello, percorso dall'affluente dell'Arno, il fiume Sieve, ed infine la Valdarno.
Importanti vie di comunicazione scavalcano l'Appennino settentrionale:
- il Passo del Turchino (tra Genova e Torino)
- il Passo dei Giovi (tra Genova e Milano)
I valichi della sezione tosco-emiliana sono:
- il Passo della Cisa (tra La Spezia e Parma)
- il Passo dell'Abetone (tra Lucca e Modena)
- il Passo della Porretta (tra Pistoia e Bologna)
- il Passo della Futa (tra Bologna e Firenze)
Appennino centrale
L'appennino centrale va dalla Bocca Serriola fino alla Sella Rionero (1020m), attraverso la quale si passa dalla valle del Volturno (versante tirrenico) a quella del Sangro (versante adriatico).
Questo tronco si divide in due sezioni: Appennino Umbro-Marchigiano e Appennino Abruzzese.
L'Appennino Umbro-Marchigiano va fino al Passo della Torrita (tra Rieti e Ascoli Piceno), che mette in comunicazione la valle del Tronto con quella del Velino. Esso è intersecato da valli longitudinali (che seguono cioè la direzione delle catene), la più importante delle quali è la Val Tiberina (alta valle del Tevere). Raggiunge la sua massima elevazione nei Monti Sibillini.
L'Appennino Abruzzese è formato da catene calcaree aspre e spesso rassomiglianti alle Dolomiti (Alpi Orientali), di altipiani e conche parallele alla catena.
Il Monte Corno (2914m) nel gruppo del Gran Sasso ed il Monte Amaro (2795m) in quello della Maiella sono le cime più elevate della catena appenninica.
Altri monti importanti sono i Monti della Laga dominanti la città di Teramo, il Monte Velino (2487m) ed il Monte Sirente (2349m) a sud del Gran Sasso, il Terminillo sopra Rieti ed imonti della Ciociaria (monte Viglio).
Tra un versante e l'altro e fra le varie catene, i valichi più notevoli sono:
- il Passo della Scheggia (Foligno-Fano
- il Passo di Fossato (Foligno-Ancona)
- la Sella del Corno, tra la Conca Ratina e la Conca Aquileana
- il Passo di Rionero, tra Volturno e Sangro.
Tra gli altopiani si aprono conche che prendono il nome delle città che in esse gli antichi abitanti hanno eretto: Conca Aquileana, di Sulmona, Conca di Avezzano, altrimenti chiamata Marsicana. Quest'ultima era occupata fino al XVIII secolo in gran parte dal lago Fucino, ora prosciugato.
Appennino meridionale
L'appennino meridionale va dal Passo di Rionero all'Aspromonte, il resto della Penisola è occupato da una serie di massicci e di altopiani. Questi differiscono tra loro per la natura delle rocce di cui sono costituiti (rocce calcaree o granitiche).
L'appennino meridionale si suddivide in:
- Appennino Campano che va fino alla Sella della Conza Calabrese (tra Avellino e Potenza) che collega la Valle del Sele (versante tirrenico) a quello dell'Ofanto (adriatico). L'altipiano carsico del Matese, culminante nel Monte Miletto (2050m), è il gruppo montuoso più caratteristico di questa sezione dell'appennino.
- Appennino Campano, dal quale dipende il tozzo promontorio del Cilento (Monte Cervati, 1899m), che giunge fino alla Pianura di Sibari, percorsa dal fiume Crati e dominata dal calcareo monte Pollino (2271m).
- Appennino Calabrese costituito da gruppi montuosi solcati da ampie valli. Esso si allarga nell'ampia altopiano granitico della Sila, ricco di foreste e dominato dal dorso della Botte Donato (1929m); termina nel massiccio dell'Aspromonte, dalla cui vetta (Montalto, 1950m) l'occhio spazia sul Tirreno e sullo Jonio. Tra la Sila e l'Aspromonte si eleva il Monte Pecoraro (1420m), il quale sovrasta le sponde ioniche.
L'appennino meridionale è attraversato da valiche di facile viabilità:
- la sella di Vichiaturo tra Benevento o Isernia (Molise) e Campobasso
- la Sella di Ariano tra Benevento e Foggia e la Sella Conza tra la valle del Sele e quella dell'Ofanto.
Suddivisione secondo la longitudine
I versanti tirrenico ed adriatico degli appennini sono preceduti da gruppi di monti meno elevati e ben distinti dagli appennini: questimonti costituiscono l'Antiappennino adriatico e tirrenico.
In alcuni tratti si hanno anche bassi rilievi, che sono dipendenze dell'appenino vero e proprio: costituiscono i Subappennini.
Il Subappennino è prevalentemente costituito da catene argillose, franose, di scarsa elevazione; esso forma, specie verso l'Adriatico, una lunga striscia, che inizia a nord delle colline del Monferrato e delle Langhe e termina a sud del Golfo di Taranto. E' lungo questa striscia che, in Emilia e nell'Abruzzo come in Valdarno soprattutto, il paesaggio naturale è tormentato dai cosiddetti calanchi.
L'Antiappennino è invece costituito da quel complesso piuttosto irregolare di sollevamenti montuasi, che s'incontrano più vicino alle coste, ai bordi esterni della zona subappenninica. Sul versante adriatico appartengono all'antiappennino il monte Conero, di scarso rilievo (572m), il Gargano (1056m), sperone della penisola, ed i pianeggianti tavolati calcarei delle Murge e della Penisola Salentina; su quello tirrenico i sollevamenti montuosi, che costituiscono la fascia dell'Antiappennino, spiccano maggiormente. Ricordiamo il promontorio di Piombino, il monte Argentario, il monte Circeo, il Capo Miseno, i monti Lattari della Penisola di Salerno.
Appartengono a questa fascia: le Alpi Apuane, dalle candide cave di marmo contrastanti con il verde denso della vegetazione che che ricopre le diramazioni sottostanti; tra l'Arno e l'Ombrone: le colline del Chianti e le colline Metallifere; inoltre il monte Amiata, i monti Volsini, Cimini, Sabatini ed i Colli Albani. Essi accolgono nelle conche dei loro crateri spenti le acque di ameni laghi. Si aggiungono più a sud i Monti della Ciociaria (Lepini, Ausoni, Aurunci), retrostanti alla Pianura Pontina ed al Golfo di Gaeta; infine i Capi Flegrei ed il cono del Vesuvio.
I Monti Peloritani, le Caronie (o Nebrodi), le Madonie, la Gibellina, che si stendono da Capo Faro e Capo Lilibeo, in Sicilia, sono la continuazione della catena appenninica.
Dalle Madonie in direzione sud, si elevano le catene, poco elevate, dei Monti Erei ed Iblei.
I monti di natura gessosa, calcarea ed argillosa della Sicilia sono ricchi di zolfo e di sale.
L'Etna poi si erge maestoso, quasi isolato, presso le coste nord orientali dell'Isola, fino a raggiungere, con il suo cono principale, i 3274m di altitudine. E' il monto più alto dell'isola ed il vulcano attivo più importante d'Europa.
Dalla sua vetta, spesso coperta di neve, le colate di lava si spingono in basso fino ai bordi del mare; là dove l'attività vulcanica non si sia recentemente manifestata, i fianchi di questo vulcano sono ricoperti di rigogliosa vegetazione.
Il resto dell'Isola è occupato da alture dell'andamento irregolare; soprattutto nella parte occidentale, esse costituiscono una specie di acrocoro. Ai piedi di essa è solo in prossimità delle coste si estendo brevi pianure, la più importante delle quali è la piana di Catania, a sud dell'Etna.
I monti della Sardegna sono scarsamente elevati. Essi sono raggruppati in due blocchi separati dal Campidano:
- il gruppo del Gennargentu;
- Iglesias e Sulcis.
Il blocco più aspro è quello centro-settentrionale culminato nel gruppo del Gennargentu. Esso è un vero e proprio acrocoro, sul quale si eleva la vetta più alta dell'isola: Punta Marmora (1834m). E' solcata anche da lunghe valli percorse da corsi d'acqua, nelle quali sono stati creati laghi artificiali di notevole importanza. Rasu (1259m) e dal Monte di Ala (1094m) ed al monte Limbara.
La punta Serpeddi ed il monte di Sette Fratelli sono, inoltre, le elevazioni più notevoli della parte meridionale dell'acrocoro stesso.
L'Iglesias ed il Sulcis costituiscono l'altro blocco montuoso, che occupa le regioni sud occidentali dell'isola, e culminano nel monte Linas (1236m) e nel monte Nieddu (1041m). Il Sulcis è ricco di carbone.
Da Capo Corso alle Bocche di Bonifacio, si susseguono parecchi nodi montuosi: da questi si staccano contrafforti trasversali, che scendono verso il mar Tirreno ed il mar Ligure.
I nodi montuosi aspri, dirupati e selvaggi culminano nel monte Cinto (2710m), monte Rotondo (2625m), monte Renoso (2357m) e nell'Incudine (2136m). Tra i monti Rotondo e Renoso si apre il passo più notevole che permette di passare dall'uno all'altro versante: la Focedi Vizzanova (tra Aiaccio ed Aleria).
Importanza storica
Durante la Seconda guerra mondiale, l'esercito tedesco utilizzò gli Appennini come una naturale barriera difensiva, costruendo diverse linee difensive, le più famose delle quali furono la Linea Gotica, attaccata senza successo dagli Alleati nel settembre del 1944; e la Linea Barbara nell'Italia meridionale.
Voci correlate
- Rilievi italiani
- Italia geografica
Categoria:Geografia italiana
Categoria:Catene montuose
ja:アペニン山脈
ChilometroUn chilometro (simbolo: km) è una unità di lunghezza del Sistema Internazionale di unità di misura, definita come uguale a mille metri. In italiano si usano come equivalenti i termini kilometro e chilometro; spesso invece del simbolo standard km viene utilizzato Km. Il termine deriva dalle parole greche khilia = mille e metro = conteggio o misura.
Unicode dispone di simboli per "km" (㎞), per chilometro quadrato (㎢) e per chilometro cubico (㎦); tuttavia essi risultano utili solo in testi CJK (cinesi, giapponesi e coreani), nei quali hanno la stessa estensione di un carattere cinese.
Conversioni
- 1 km = 0,6213712 miglia
- 1 km = 0,54 miglia marine
- 1 km = 1093,613 iarde
- 1 km = 3280,840 piedi
- 1 km = 39370,08 pollici
- 1 metro = 0,001 km
- 1 decametro = 0,01 km
- 1 ettometro = 0,1 km
Voci correlate
- Sistema Internazionale di unità di misura
- Kilo (prefisso)
- Ordini di grandezza
Categoria:Unità di misura SI derivate
Categoria:Unità di lunghezza
simple:Kilometre
th:กิโลเมตร
Bocchetta di Altare
Il Colle di Cadibona, è un valico di 435 m s.l.m. in provincia di Savona (Liguria, Italia) percorso dalla Strada Provinciale 39 (Savona-Acqui Terme) che tradizionalmente e convenzionalmente divide l'Appennino Ligure dalle Alpi Marittime.
Il colle è una delle propaggini che si dipartono dalla Bocchetta di Altare, a 459 m s.l.m., nell'omonimo comune in provincia di Savona.
Le sue coordinate sono 44° 20' 04" N, 8° 20' 56.1" E.
La disputa del punto esatto
Ai bambini sin dalle elementari si insegna che il punto esatto di demarcazione tra i due sistemi montuosi è segnato dai 435 m del Colle, peraltro famoso per essere stato uno dei punti di attraversamento dell'esercito francese, nella Campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte, nel 1796.
1796
In realtà, fin dalle dispute tra Cartaginesi e Romani nella Seconda guerra punica, era ben nota la massima depressione tra la catena alpina e quella appenninica, ovvero la Bocchetta di Altare.
Infatti, l'attribuzione al Colle di Cadibona della qualifica di "punto esatto di demarcazione" era un grossolano errore, come già evidenziato nel 1891 dal comandante della Fortezza di Altare, colonnello T. Antonio Gallet, il quale sosteneva l'evidente dipendenza del Colle dalla Bocchetta e non viceversa.
1891
Chi guarda verso il borgo di Cadibona (frazione di Quiliano), scendendo dal valico sulla strada sottostante, si renderà conto infatti che la cima del Colle è più bassa della Bocchetta, e che quest'ultima è davvero la minima depressione dello spartiacque tra Alpi e Appennini, compresa com'è tra due alture.
La "rivendicazione" del primato della Bocchetta è iniziata solo nel 1990, e attualmente è ancora in corso la lenta procedura burocratica con l'Istituto Geografico Militare, i cui rilevamenti detteranno l'ultima parola sulla questione.
Soprattutto nei mesi invernali, quando la copertura del fogliame è praticamente assente, si può notare con sicurezza che il luogo è sovrastato da due fortezze, in uso nella seconda metà del XIX secolo, facenti parte del complesso sistema difensivo dello sbarramento di Altare, e oggi abbandonate: Forte Tecci e Forte Cascinotto, entrambi sul versante alpino del passo.
categoria:Alpi
categoria:Savona
categoria:Regione Liguria
Categoria:Geografia italiana
AlpiLe Alpi sono la catena montuosa più importante d'Europa.
Quale centro del continente agiscono da diaframma culturale delle varie aree delimitate dalla catena stessa. La loro massima cima è costituita dal Monte Bianco che con i suoi 4.810 m è considerato anche il tetto d'Europa; seguono il Monte Rosa, il Cervino, il Gran Paradiso, il Bernina, il Monviso.
Va considerato che dal Colle di Cadibona al Passo Vrata si estende non tanto una semplice catena montuosa come può essere intesa in senso stretto, ma una serie di più catene che si possono definire sistema montuoso alpino oppure appunto, semplicemente, Alpi.
Suddivisione delle Alpi
- Alpi Occidentali (dalla Liguria alla Valle d'Aosta)
- Alpi Liguri (Marguareis, 2.651 m)
- Alpi Marittime (Argentera, 3.297 m)
- Alpi Cozie (Monviso, 3.841 m)
- Alpi Graie (Monte Bianco, 4.810 m)
- Alpi di Provenza (Trois-Évêchés, 2.927 m)
- Alpi del Delfinato (Barre des Écrins, 4.103 m)
- Prealpi di Provenza (Sainte-Baume, 1.154 m)
- Prealpi del Delfinato (Grande Tête de l'Obiou, 2.790 m)
- Prealpi di Savoia (Dents du Midi, 3257 m)
- Alpi Centrali (dalla Valle d'Aosta al Brennero)
- Alpi Pennine (Monte Rosa, 4.634 m e Cervino, 4.476 m)
- Prealpi biellesi (Massiccio del Bo, 2.500 m)
- Alpi Lepontine (Monte Leone, 3.552 m)
- Alpi Retiche (Piz Bernina, 4.050 m)
- Alpi Venoste
- Gruppo dell'Ortles
- Monti Sarentini
- Anaunia
- Gruppo dell'Adamello
- Dolomiti del Brenta (Cima Tosa, 3.159 m)
- Alpi Bernesi (Finsteraarhorn,4.274 m)
- Alpi di Glarona
- Prealpi Svizzere
- Prealpi Bavaresi
- Prealpi Lombarde
- Prealpi Orobie
- Giudicarie
- Gruppo del Baldo
- Alpi Orientali (dal Brennero alla Slovenia)
- Alpi Noriche (Grossglockner, 3.797 m)
- gli Alti Tauri
- i Bassi Tauri
- Prealpi di Stiria
- Alpi Giulie (Triglav, 2.769 m)
- Alpi Giulie Occidentali (Jof di Montasio, 2.753 m)
- Alpi Giulie Orientali
- Caravanche-Bacher/Pohorje (Grintavec, 2.258 m)
- Alpi Carniche (Monte Coglians, 2.780 m)
- Dolomiti
- Alpi di Gardena e Fassa
- Gruppo della Marmolada (Marmolada, 3.342 m)
- Alpi Ampezzane e Cadorine
- Alpi della Valsugana e di Primiero
- Prealpi Venete
- Carso
- Prealpi di Salisburgo
- Prealpi Austriache
Voci correlate
- Valico alpino
- Italia
- Francia
- Svizzera
- Liechtenstein
- Germania
- Austria
- Slovenia
- Appennini
- Alpi apuane
- Alpi australiane
- Alpi meridionali (Nuova Zelanda)
- Alpi scandinave
- Alpinismo
- Alpini
als:Alpen
ja:アルプス山脈
ko:알프스 산맥
Gran Sasso
Il Gran Sasso è il più alto massiccio montuoso degli Appennini che si trova in Abruzzo.
Il Gran Sasso ha due picchi: il Corno Grande ed il Corno Piccolo, fra i quali si trova il ghiacciaio più meridionale d'Europa.
La prima scalata al Gran Sasso fu fatta nel 1573 dal bolognese Francesco De Marchi.
Il monte da il nome al noto Parco Nazionale del Gran Sasso.
Sport
Il Gran Sasso è stato più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
- 1989 (28 maggio): 8^ tappa, vinta dal danese John Carlsen.
- 1999 (22 maggio): 8^ tappa, vinta da Marco Pantani.
Voci correlate
- Laboratori Nazionali del Gran Sasso
- Parco Nazionale del Gran Sasso
Categoria:Montagne degli Appennini
Categoria:Regione Abruzzo
ja:グラン・サッソ
Abruzzo
L'Abruzzo è una regione dell'Italia, di 1,3 milioni di abitanti, con capoluogo L'Aquila. Confina a nord con le Marche, a ovest con il Lazio, a sud col Molise ed a est col mare Adriatico.
L'Abruzzo occupa una superficie di 10798 Kmq, la popolazione al dicembre 2003 era di 1.279.000 abitanti (previsioni al 2004 di 1.286.000 ab.). È divisa in quattro provincie: L'Aquila, Pescara, Chieti e Teramo.
Geografia
Regione prevalentemente montuosa, è costituita per il 64% da montagne e per il restante 36% da colline. La pianura è costituita da una stretta fascia costiera che segue il litorale. La regione presenta le più alte vette dell'Appennino, con il Gran Sasso d'Italia alto 2914 m e il massiccio della Majella di 2791 m. I Fiumi principali sono l'Aterno-Pescara , il Sangro, il Tronto, il Trigno, il Tordino, il Vomano e l'alto corso del Liri che si getta nel Mar Tirreno.
Natura
Dal punto di vista naturalistico presenta specie rare di flora e fauna, come ad esempio l'orso bruno marsicano, il lupo appenninico e il camoscio d'Abruzzo.
Sul territorio abruzzese sono presenti i seguenti parchi:
- Parco Nazionale d'Abruzzo
- Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
- Parco Nazionale della Majella
- Parco Regionale Sirente Velino
- Zona Umida del Lago di Barrea (fa parte del Parco Nazionale d'Abruzzo)
Principali comuni
I principali comuni della regione, oltre ai 4 capoluoghi di provincia, sono: Sulmona, Avezzano, Lanciano, Montesilvano, Celano, Vasto, Giulianova, Roseto, Castel di Sangro e, più piccoli ma importanti per il turismo, vi sono Roccaraso, sede della Coppa Europa di sci alpino nell'anno 2005 e ambita meta per il turismo invernale sciistico, e Pescasseroli, capoluogo del Parco Nazionale d'Abruzzo.
Amministrazioni
L'Abruzzo è dal 1964 una regione italiana singola; precedentemente era insieme al Molise, nella regione Abruzzo-Molise.
- Comuni della provincia dell'Aquila (108)
- Comuni della provincia di Chieti (104)
- Comuni della provincia di Pescara (46)
- Comuni della provincia di Teramo (47)
Voci correlate
- Elenco dei Presidenti dell'Abruzzo
- Abruzzesi celebri
- [http://maps.google.com/maps?q=Pescara,+Italy&ll=42.297627,13.982849&spn=0.870409,1.925629&t=h&hl=en Abruzzo dal satellite]
- [http://www.olografix.org/stefano Abruzzo Home Page: Percorsi in Abruzzo]
Categoria:Regione Abruzzo
ja:アブルッツォ州
ko:아브루초 주
ChilometroUn chilometro (simbolo: km) è una unità di lunghezza del Sistema Internazionale di unità di misura, definita come uguale a mille metri. In italiano si usano come equivalenti i termini kilometro e chilometro; spesso invece del simbolo standard km viene utilizzato Km. Il termine deriva dalle parole greche khilia = mille e metro = conteggio o misura.
Unicode dispone di simboli per "km" (㎞), per chilometro quadrato (㎢) e per chilometro cubico (㎦); tuttavia essi risultano utili solo in testi CJK (cinesi, giapponesi e coreani), nei quali hanno la stessa estensione di un carattere cinese.
Conversioni
- 1 km = 0,6213712 miglia
- 1 km = 0,54 miglia marine
- 1 km = 1093,613 iarde
- 1 km = 3280,840 piedi
- 1 km = 39370,08 pollici
- 1 metro = 0,001 km
- 1 decametro = 0,01 km
- 1 ettometro = 0,1 km
Voci correlate
- Sistema Internazionale di unità di misura
- Kilo (prefisso)
- Ordini di grandezza
Categoria:Unità di misura SI derivate
Categoria:Unità di lunghezza
simple:Kilometre
th:กิโลเมตร
Ancona
Ancona è un comune di 101.797 abitanti (dati ISTAT relativi al 2004) della provincia di Ancona. È capoluogo di provincia e della regione Marche.
Slanciata verso il mare, la città dispone di un antichissimo porto disposto su un'insenatura naturale o 'gomito', in greco ankon, dal quale deriverebbe la parola 'Ancona'.
La città ha pochi residenti e molti pendolari provenienti dai popolosi paesi circostanti. Da segnalare, oltre al porto, la presenza dell'ospedale regionale e dell'università politecnica.
Ancona, che ha grandi potenzialita' per via della sua posizione, del centro ricco di storia e di architettura, di parchi semi urbani ben conservati e dei meravigliosi d'intorni è caratterizzata da problemi che la rendono poco vivibile (una vita culturale appannata e il traffico tra i primi da menzionare). Ancona è risultata 40a nella classifica 2005 sulla qualità della vita stilata da Il Sole 24 Ore e Legambiente. Tale risultato è dovuto in gran parte al peso negativo che hanno avuto i parametri relativi all'inquinamento dell'aria.
Geografia
Legambiente
La città di Ancona nasce sul mare con il più grande porto naturale del centro Adriatico, con il monte Conero (572 m s.l.m.) a Sud che forma la baia di Portonovo. Ad Ancona si vede sia sorgere il sole dal mare, come in tutta la costa adriatica, ma è l'unica in cui si può, in alcuni punti, anche vedere il tramonto del sole sul mare, grazie al 'gomito'. La spiaggia è ghiaiosa. Il territorio comunale è prevalentemente collinare, tra i più importanti colli su cui si estende la città citiamo: il Guasco, il Cardeto ed il colle Astagno. Il luogo dove sorge Ancona rientra nella zona ad alta sismicità.
Notevoli sono le infrastrutture, Ancona, infatti, è attraversata dalla rete stradale e ferroviaria che corre lungo l'Adriatico, da Venezia a Bari. Dalla citta partono anche i collegamenti che, attraversando l'Appennino, giungono a Roma.
Storia
Dagli inizi all'Impero di Roma
Le prime popolazioni della zona di cui si hanno testimonianze (circa 1000 AC) sono i Piceni, che occupavano il Sud delle Marche ed una parte dell'Abruzzo. Il nome deriva dal picchio, un uccello che consideravano sacro, ed oggi è ripreso nello stemma della regione Marche. Nel 387 AC un gruppo di greci esuli da Siracusa, attratti dal grande porto naturale, sbarcarono ad Ancona e si insediarono sul colle Guasco, dove eressero un tempio a Venere, oggi sotto il Duomo di S. Ciriaco. Facevano parte della popolazione dei Dori, da cui la città prese l'appellativo: dorica. All'arrivo dei Romani le popolazioni locali cercarono una convivenza pacifica, ma nel 276 AC dovettero rassegnarsi a diventare una colonia romana. Comprendendo l'importanza strategica e commerciale che aveva Ancona, l'imperatore Traiano fortifica la città e ne amplia il porto. Per ricordare ciò fu costruito un arco di trionfo che ancora rimane nell'area portuale, anche se spoglio di statue ed ornamenti a causa del saccheggio nel 848 d.C. ad opera dei Saraceni. In questo periodo Ancona è sede naturale dei commerci con la Dalmazia e l'oriente.
Dalla fine dell'Impero Romano al libero comune
Alla caduta dell'impero romano d'occidente Ancona, assieme alle città di Senigallia, Fano, Pesaro e Rimini, forma la pentapoli marittima per difendersi dal tentativo di conquista dei Visigoti, dei Vandali e dei Goti. Dopo un breve periodo sotto il dominio longobardo, nel 774 la città passa sotto lo Stato della Chiesa. Dopo l'anno 1000 la città fiorisce di nuovo aumentando i commerci e la propria forza militare. 1000 All'inizio del XII secolo diventa libero comune. La sua forza è tale che, nel 1149, riesce a vincere sulla flotta veneziana e respingere l'assedio di Federico Barbarossa (1167). Il suo luogotenente, l'Arcivescovo Cristiano di Magonza, ritenta l'assedio nel 1174, questa volta molto più lungo e pesante. Sono da citare le geste eroiche di Stamira (o Stamura secondo alcune fonti, tanto che la toponimastica usa entrambe le dizioni), una giovane vedova che con un gesto fulmineo incendia una botte causando l'incendio di numerose macchine d'assedio nemiche; e del sacerdote Giovanni di Chio, che in giorno di burrasca si getta in mare per tagliare le gomene della nave ammiraglia veneziana, provocandone così l'affondamento. La città ne esce vittoriosa anche questa volta, ed il periodo florido ne permette la partecipazione a diverse crociate. Il momento favorevole è testimoniato anche dal fatto che si batteva moneta propria: l'agontano; furono elaborati anche dei codici di navigazione noti sotto il nome di "Statuti del mare e di Terzenale (arsenale)" e della "Dogana". Nella lotta fra Papa ed Imperatore del XIII secolo, Ancona è nella parte guelfa.
Ancona nello Stato Pontificio
guelfa
Solo nel 1532 il comune dovette rinunciare all'indipendenza; accetta la protezione del Papa contro i Turchi ed i veneziani, ed entra nello Stato Pontificio. A causa della scoperta dell'America, il centro dei commerci si sposta dal Mediterraneo all'Atlantico e per la città inizia un periodo di recessione. Solo con Papa Clemente XII che nel 1732 concede il porto franco l'economia vede una nuova luce; inoltre finanzia le opere di un famoso architetto dell'epoca, Luigi Vanvitelli, che realizza l'ammodernamento del porto, il Lazzaretto e l'arco Clementino. Ancona ha dedicato una statua a questo Papa nella più grande piazza della città. Il 25 giugno 1796 il quadro della Madonna, conservato nel Duomo di San Ciriaco, apre gli occhi. Nonostante il miracolo, l'anno successivo Napoleone occupa la città e proclama la Repubblica Anconitana; nel 1798 viene annessa alla Prima Repubblica Romana. Nel 1799, dopo sei mesi di assedio austriaco dovette cedere. I francesi riconquistano la città nel 1801 e dal 1808 entra nel Regno Italico creato da Napoleone fino al 1815 quando ritorna nei territori dello Stato Pontificio.
L'annessione all'Italia unita
Il dominio francese aveva lasciato nella città le idee rivoluzionarie di libertà, questo permise la diffusione della Carboneria, rimase a lungo nella città anche Massimo d'Azeglio. Ancona partecipa ai moti del 1831-33 ma vengono repressi con processi e condanne a morte. Arriva il 1849, durante la prima guerra d'indipendenza Ancona resiste eroicamente, anche se invano, all'assedio Austriaco, tanto da meritarsi la medaglia d'oro al valor militare. Nel 1859 centinaia di anconetani partono alla volta del Piemonte per combattere nella seconda guerra di indipendenza. Da citare l'eroe Augusto Elia che, partito con la spedizione dei Mille salvò la vita a Garibaldi. Il 29 settembre 1860 il generale Cialdini entra vittorioso in città; nel novembre dello stesso anno un plebiscito segna l'ingresso di Ancona nel Regno d'Italia.
Il novecento
Regno d'Italia
Il 24 maggio 1915, giorno in cui l'Italia entra nella prima guerra mondiale, gli austriaci bombardano la città distruggendo in parte il cantiere navale ed il Duomo di San Ciriaco. Dal porto anconetano partono i MAS 15 e 21 del Capitano di Corvetta Luigi Rizzo e del Guardiamarina Giuseppe Aonzo per il siluramento, il 10 giugno 1918, della corazzata Santo Stefano. Ancona ha dedicato a tutti i suoi Caduti il monumento al Passetto dell'architetto Giovanni Cirilli. Durante il ventennio fascista vennero realizzati anche il Palazzo delle Poste, sempre del Cirilli, ed il Palazzo del Municipio, disegnato dall'architetto Amos Luchetti Gentiloni. Un forte terremoto scuote Ancona nel 1930, non provoca morti ma causa gravi danni alla città. Inizia la seconda guerra mondiale. Il 16 ottobre 1943 un terribile bombardamento colpisce la città provocando 165 morti e 300 feriti; ma è solo il primo di molti altri, ancora più spaventosi. La città rimane disabitata, dei 62.000 abitanti dell'inizio del 1943 l'anno dopo ne rimangono circa 4.000, quasi tutti sono sfollati, chi può fugge nelle campagne o nei paesi vicini. Finalmente il 18 luglio 1944 il generale Wladislaw Anders a capo dell'esercito polacco entra in Ancona e la libera dai tedeschi. Per le sofferenze subite, la città viene insignita della medaglia d'oro al valore civile. Finita la guerra inizia la ricostruzione pressochè totale della città. Alcune calamità naturali infliggono Ancona: l'alluvione del 1959, il sisma del 1972 e la frana del 1982. Un importante evento per l'istruzione fu la fondazione, nel 1959, della facoltà di economia dell'università di Ancona (nel 2003 cambia la denominazione in Università Politecnica delle Marche), tra i fondatori troviamo anche il famoso economista anconetano Giorgio Fuà; nel corso degli anni si aggiungono le facoltà di ingegneria, medicina, agraria e scienze. Sempre ad Ancona Giorgio Fuà fonda nel 1967 l'Istituto superiore di studi economici Adriano Olivetti (ISTAO) che si occupa della formazione professionale avanzata dei quadri nella gestione economica delle aziende. Nel 1999 si è festeggiato il millenario della costruzione del Duomo di San Ciriaco con la visita nella città di Papa Giovanni Paolo II. Il 13 ottobre 2002 riapre il teatro delle Muse dopo che i bombardamenti della seconda guerra mondiale ne distrussero il tetto e la platea, risparmiandone fortunatamente la facciata.
Economia
La città vive tipicamente di servizi, ma non solo. Grande rilevanza assume il porto con un notevole traffico soprattutto di merci, ma anche di persone; dall'estate 2005 anche alcune crociere fanno scalo nella città dorica. Considerevole è anche il mercato ittico della città. Molto importanti sono le industrie metalmeccaniche, chimiche, farmaceutiche ed i cantieri navali.
Cultura
Musei
- Pinacoteca civica Francesco Podesti, situata all'interno di palazzo Bosdari; tra le altre possiamo trovare opere del Tiziano, di Lorenzo Lotto e del Guercino.
- Museo tattile statale Omero, uno dei pochi al mondo, permette anche ai non vedenti di avvicinarsi all'arte facento toccare riproduzioni e modellini di famose opere.
- Museo diocesano
- Museo archeologico nazionale delle Marche, ospitato all'interno di palazzo Ferretti
Teatri
Guercino
Il teatro delle Muse fu costruito nel 1827 sul progetto di Pietro Ghinelli, ma ad oggi di quel progetto rimane solo la facciata. Tutti gli interni sono stati ricostruiti, in chiave moderna, dopo che furono distrutti dal bombardamento della seconda guerra mondiale. Al suo interno ospita un sipario tagliafuoco realizzato dallo scultore Valeriano Trubbiani.
Nella città è presente anche un altro teatro chiamato: teatro sperimentale.
Il teatro Metropolitan (un gioiello del XIX secolo) ubicato nel corso principale è stato recentemente sventrato per far spazio ad attivita' commerciali, un hotel, un parcheggio coperto e una saletta multifunzionale. I lavori sono in corso di realizzazione da parte di un'impresa della Lega delle Cooperative.
Ambiente
Parte del territorio di Ancona rientra all'interno del Parco naturale del Conero (caratterizzato dalla macchia mediterranea).
Sport
Stadi
- Stadio Comunale Del Conero
- Stadio Dorico
Ciclismo
Il 23 maggio 1999 la 9a tappa del Giro d'Italia 1999, una cronometro individuale, si è conclusa ad Ancona con la vittoria del francese Laurent Jalabert.
Amministrazione
- Sindaco: Fabio Sturani, dal maggio 2001
- Comune: centralino 071 2221
- E-mail: [mailto:urp@comune.ancona.it urp@comune.ancona.it]
- classificazione climatica: zona D, 1688 GR/G
Frazioni
Taglio di Barcaglione, Ghettarello, Madonna delle Grazie, Poggio, Montesicuro, Candia, Gallignano, Paterno, Casine di Paterno, Sappanico, Montacuto, Pontelungo, Varano, Angeli di Varano, Portonovo, Massignano
Da visitare
classificazione climatica
- Il Duomo di San Ciriaco
- Chiesa di Santa Maria della piazza
- Chiesa di San Francesco alle scale
- Il lazzaretto
- La loggia dei mercanti
- Palazzo degli Anziani
- La fontana del Calamo o delle 13 cannelle
- Il Passetto
- La cittadella fortificata sul colle Astagno e la caserma Villarey
- Parco del Cardeto
- Il laghetto di Portonovo (nelle vicinanze)
Voci correlate
- Associazione Calcio Ancona
- [http://www.ancona-airport.com/Default.asp Aeroporto di Ancona]
- [http://www.autoritaportuale.ancona.it Autorità portuale di Ancona]
- [http://www.parcoconero.it Parco del Conero]
- [http://www.teatrodellemuse.org Teatro delle Muse]
- [http://www.univpm.it Università Politecnica delle Marche]
- [http://www.ao-umbertoprimo.marche.it Azienda ospedaliero universitaria - Ospedali Riuniti]
- [http://www.moscioli.com Informazioni ed eventi in città]
- [http://www.anconanostra.com Sito completamente in vernacolo anconetano]
Categoria:Comuni della provincia di Ancona
Categoria:Comuni delle Marche
Categoria:Comuni italiani
ja:アンコーナ
Monte Argentario
Monte Argentario (GR) è un comune con poco più di tredicimila abitanti, dista dal Capoluogo circa 43 km.
Geografia
Il Monte Argentario è un promontorio che si protende nel Mar Tirreno in corrispondenza delle due isole più meridionali dell'Arcipelago Toscano; l'Isola del Giglio e l'Isola di Giannutri.
Anche l'Argentario nasce come isola, ma nel corso dei secoli l'azione congiunta delle correnti marine e del fiume Albegna ha creato due tomboli, il Tombolo di Giannella ed il Tombolo della Feniglia, che hanno unito l'isola alla terra ferma, formando nel contempo la Laguna di Orbetello.
Il Monte Argentario raggiunge il punto più alto in corrispondenza di Punta Telegrafo (635 m.) ed è caratterizzato da un territorio completamente montuoso, addolcito unicamente dall'opera dell'uomo che ha creato nel tempo delle terrazze dove si coltiva prevalentemente la vigna.
La costa, molto frastagliata, offre cale e calette, prevalentemenete sassose, di notevole bellezza dal punto di vista naturalistico.
In questo contesto si inseriscono i due paesi, entrambi a vocazione marinara, che formano il comune di Monte Argentario; rivolto a settentrione si trova Porto Santo Stefano, dove è posto il municipio, mentre Porto Ercole, più piccolo, è rivolto a meridione.
Il clima è di tipo mediterraneo, quindi abbastanza mite durante tutto il corso dell'anno, con un notevole aumento dell'umidità nel periodo esitivo.
Storia
tomboli
tomboli
Il promontorio, probabilmente già abitato dagli etruschi, entrò nella proprietà personale della famiglia degli Enobarbi-Domizi che la ottennero come risarcimento delle somme da loro prestate alla repubblica romana durante la seconda guerra punica; da quest'atto probabilmente deriva il nome del monte, in quanto la famiglia era anche nota anche come "degli Argentari" (nell'antica Roma così erano chiamati i prestatori di denaro), da cui il nome "Mons Argentarii".
Il monte entrò poi nella dote degli imperatori, finchè Costantino nel IV secolo la donò alla chiesa romana. Nel medioeveo, anche in conseguenza del minor traffico che si svolgeva sulla via Aurelia e del progressivo impaludamento della Maremma, questi luoghi rimasero a lungo poco abitati.
Nel basso mediovo il monte segui le sorti di Orbetello, per cui passò nei domini degli Aldobrandeschi, degli Orsini, di Ladislao re di Napoli e di Siena, per finire poi sotto il dominio degli spagnoli intorno alla metà del 1500. Questi fortificarono pesantemente il monte e i due porti, facendone il perno difensivo dello Stato dei Presidi e riattivando la vita civile di questi luoghi.
Sconfitto Napoleone, nel 1815 i possedimenti spagnoli passarono al Granducato di Toscana fino al 1860, quando furono annessi al Regno d'Italia.
Cultura
Musei e Mostre
Presso la Fortazza Spagnola è ospitato il Museo dei Maestri d'Ascia dedicato agli artigiani costruttori di navi e barche per i pescatori, e la Mostra delle Memorie Sommerse disegnata intorno ai reperti ritrovati nelle acque intorno al monte.
Palio Marinaro
Dal 1937 il 15 agosto di ogni anno (escusi gli anni di guerra) si svolge a Porto Santo Stefano il Palio Marinaro, in cui i quattro rioni del porto (Pilarella, Valle, Croce e Fortezza) si affrontano in una gara canoistica con barche a remi nelle acque del porto.
Monumenti e luoghi di interesse
Monumenti
15 agosto
Gli spagnoli all'epoca della loro dominazione su queste terre (Stato dei Presidi), costruirono sul monte, ma anche lungo tutta la costa tra Talamone ed Ansedonia, tutta una serie di fortezze e torri di avvistamento in modo da garantirsi il controllo sul Mar Tirreno. Tra queste, notevoli sono la Fortezza Spagnola a Porto Santo Stefano e Forte Filippo e Forte Stella a Porto Ercole.
Sempre a Porto Ercole, non distante dall'antica Porta Pisana da cui si accede al paese vecchio, si trova la Chiesa di Sant'Erasmo dove venivano sepolti gli antichi governanti spagnoli.
Luoghi di interesse
Il monte è molto bello dal punto di vista naturalistico; la strada panoramica, che corre tutto intorno al promontorio (per un lungo tratto si tratta di una strada bianca anche abbastanza scoscesa) permette di godere di panorami di notevole bellezza (nel periodo invernale, quando il mare è spazzato dalla tramontana, si arriva a vedere la Corsica).
Il Porto di Porto Santo Stefano, offre ai pedoni una lunga passeggiata lungomare, fino alla sua parte finale dove c'è la sua zona più caratteristica.
Il Porto di Porto Ercole è più piccolo ma forse conserva meglio l'antica struttura di un porto per pescatori.
A Porto Santo Stefano, presso il Centro Didattico di Biologica Marina, è presente l'Acquario Mediterraneo che offre uno spaccato ragionato dell'ecostistema marino presente in zona.
Corsica
Il Convento dei Frati Passionisti, su di un costone del monte, oltre ad essere un luogo di ritrovo spirituale, offre un notevole punto di osservazione della laguna di Orbetello e della costa fino a Talamone.
Struttura economica
L'economia del comune si basa essenzialmente sulle attività turistiche, molto sviluppate lungo tutta la costa e legate alla normale stagionalità delle festività italiane. Alle normali attività alberghiere e ristorative, si aggiungono quelle derivanti dalle attività diportistiche e dai collegamenti con le vicine Isola del Giglio e Isola di Giannutri.
La pesca, un tempo principale fonte di sostentamento delle popolazioni del Monte, pur rimanendo tra le voci dell'economia locale ha ormai perso la sua importanza.
Sport
Il 20 maggio 1998 la 4^ tappa del Giro d'Italia 1998 si è conclusa a Porto Santo Stefano con la vittoria di Nicola Miceli.
Amministrazione
- Sindaco: Nazzareno Alocci, dal 06/2004.
- Comune: Ufficio Relazioni con il Pubblico 0564 811.903
- Classificazione climatica: zona C, 1399 GR/G
Voci correlate
- [http://www.palioargentario.it/homepage.htm Palio Marinaro]
- [http://www.acquarioargentario.com/ Centro didattico di Biologia Marina]
- [http://www.monteargentario.info/ Elenco dei siti Internet del Monte Argentario]
- [http://www.argentario-almanacco.it/ Almanacco del Monte Argentario]
Categoria:Comuni della provincia di Grosseto
Categoria:Comuni della Toscana
Categoria:Comuni italiani
Mediterraneo
La parola Mediterraneo può riferirsi a:
- Mar Mediterraneo, mare intercontinentale che si trova tra Europa, Africa e Asia
- Mediterraneo, film di Gabriele Salvatores vincitore dell'Oscar 1992 come "miglior film straniero"
Africa
L'Africa è il terzo continente per dimensioni. Con 30.065.000 km² copre il 20,3% delle terre emerse e i suoi oltre 800.000.000 abitanti, rappresentano un settimo della popolazione terrestre. L'Africa è delimitata a Nord dal Mar Mediterraneo, a Ovest dall'Oceano Atlantico, a Sud dall'Oceano Antartico e a Est dall'Oceano Indiano. A Nord-Est è separata dall'Asia dall'artificiale Canale di Suez.
Etimologia
Gli antichi romani usarono il termine Africa terra - "terra degli Afri" (plurale, o "Afer" singolare) - per la parte settentrionale del continente, corrispondente all'attuale Tunisia. Afer può derivare dall'Arabo afer, polvere; dalla tribù degli Afridi, che viveva nei dintorni di Cartagine, dal greco aphrike, senza freddo, o dal latino aprica, soleggiato.
Geografia
Cartagine
Il continente africano è principalmente orientato su un asse nord-sud. A Nord-Ovest il continente si allarga verso l'Oceano Atlantico, formando la regione conosciuta come Africa Occidentale. Sul Mar Mediterraneo, verso nord, si affacciano due importanti golfi, gli unici nella parte settentrionale: sono il Golfo di Sirte, davanti alla Libia, e il Golfo di Gabes, davanti alla catena dell'Atlante. La Catena dell'Atlante ripara dai venti il Marocco e l'Algeria rendendo aride quelle zone. Il grande deserto del Sahara si estende nella parte settentrionale del continente: la parte a Sud è perciò detta Africa sub-sahariana. L'area geografica affacciata sul Mar Mediterraneo è detta Africa Mediterranea.
Il clima varia da mediterraneo a desertico a tropicale ed equatoriale fino a ritornare temperato (in una variante simile a quella mediterranea) nel Sudafrica.
In Egitto, troviamo il più celebre dei grandi fiumi dell'Africa e anche uno dei maggiori del mondo, il Nilo (6.671 Km di lunghezza). Il ramo più lungo del Nilo nasce nell'Altopiano del Burundi, con il nome di Nilo Kagera. Cambia nome entrando nel più grande lago africano, il Lago Vittoria. Assume la denominazione di Nilo Bianco alla confluenza con il Nilo delle Gazzelle, uno dei suoi affluenti. Presso la capitale del Sudan, Khartoum, riceve finalmente le acque del suo maggior affluente, il Nilo Azzurro e prende finalmente il nome di Nilo e con un percorso ondulato raggiunge l'Egitto.
Un altro importante corso d'acqua è il Congo (4.200 Km di lunghezza), che sfocia nell'Oceano Atlantico e dà nome alle due Repubbliche che si affacciano sulle sue rive (Repubblica del Congo e Repubblica Democratica del Congo). I numerosi affluenti del Congo (il più importante è il Kasai) formano un enorme bacino fluviale. Sebbene il Congo sia uno dei più imponenti corsi d'acqua del mondo il Congo ha avuto minore importanza per lo sviluppo delle civiltà umane del Nilo in quanto non è navigabile per un lungo tratto.
Poco più a nord del Congo troviamo il terzo grande fiume dell'Africa, il Niger (4.160 Km).
Una lunga catena di laghi corre lungo la frattura tettonica (Rift Valley) ai confini tra la Repubblica Democratica del Congo, l'Uganda, la Tanzania, il Burundi e il Ruanda: i più importanti sono il Lago Vittoria e il Lago Tanganika.
Le montagne più alte dell'Africa si trovano sempre in prossimità della Rift Valley: sono il Kilimangiaro (5895 m di altitudine) in Tanzania e il Kenya (5199 m di altitudine) nello Stato omonimo.
L'Africa ha un territorio compatto. Le coste sono uniformi con poche isole e penisole, ad eccezione del Madagascar. Alcuni altopiani si estendono fino alle coste.
Storia
:Voce principale: Storia dell'Africa
L'Africa è uno dei territori più antichi della terra e la razza umana ha iniziato la sua evoluzione proprio in questo continente. Per gran parte della storia dell'umanità, l'Africa non ha avuto Stati nazionali ma regni multietnici e nazioni tribali.
I primi contatti tra Africa ed Europa risalgono al XIV secolo con l'arrivo dei primi esploratori europei. Sfruttando la loro superiorità tecnica, in particolare in campo bellico, a partire dall'inizio del XVI secolo i marcanti europei iniziarono a catturare milioni di africani per utilizzarli come forza lavoro in tutto il mondo (quella che venne chiamata tratta degli schiavi).
A partire dall'inizio del XIX secolo l'Europa iniziò una massiccia occupazione coloniale del continente, culminata nella corsa all'Africa degli anni '80 dell''800. Questa occupazione continuò fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dopo la quale tutte le colonie ottennero progressivamente la loro indipendenza.
Politica
Dall'indipendenza, molti stati africani hanno conosciuto forti instabilità, spesso sfociate in violenti lotte per il potere e guerre civili, sia all'interno di ciascuno Stato, sia tra Stati confinanti. Parte di questi problemi possono essere considerati come eredità del periodo coloniale, con il suo lascito di governi e confini nazionali non rappresentativi delle realtà locali.
La situazione economico-sociale, specie nell'Africa sub-sahariana, è una delle più disagiate del Pianeta. Se alcuni Stati, come il Sudafrica, si affermano come dinamiche realtà economiche, seppure segnate da forti disuguaglianze sociali, altri Stati hanno addirittura visto diminuire il PIL pro capite negli ultimi anni. L'aumento massiccio della popolazione e il diffondersi dell'AIDS, oltre alle frequenti siccità e all'instabilità politica, sono alcune della cause di questo impoverimento.
Demografia
Nel nord Africa troviamo popolazioni di etnia araba e altre popolazioni bianche come i berberi in Algeria. Nell'Africa subsariana la maggior parte degli abitanti ha la pelle scura. Gli Stati dello Zimbabwe e del Sudafrica hanno una piccola, ma significativa, presenza di gruppi bianchi ed asiatici: i primi sono i cosiddetti afrikaner, i secondi immigrarono in epoca coloniale per contribuire ai lavori pubblici effettuati nei paesi. Il paese africano più popoloso è la Nigeria, la più grande città Il Cairo (capitale dell'Egitto, 13 milioni di abitanti circa)
L'Africa ospita molti differenti gruppi religiosi. In numerosi Stati alle confessioni monoteiste (Cristianesimo e Islam), portate da missionari e predicatori si affiancano religioni tradizionali africane, senza che questo crei particolari conflitti.
Nazioni
religioni tradizionali africane
In Africa esistono 53 Stati indipendenti:
- Algeria (Algeri)
- Angola (Luanda)
- Benin (Porto-Novo)
- Botswana (Gaborone)
- Burkina Faso (Ouagadougou)
- Burundi (Bujumbura)
- Camerun (Yaoundé)
- Capo Verde (Praia)
- Ciad (N'Djamena)
- Costa d'Avorio (Yamoussoukro)
- Egitto (Il Cairo)
- Eritrea (Asmara)
- Etiopia (Addis Abeba)
- Gabon (Libreville)
- Gambia (Banjul)
- Ghana (Accra)
- Gibuti (Gibuti)
- Guinea (Conakry)
- Guinea Equatoriale (Malabo)
- Guinea Bissau (Bissau)
- Isole Comore (Moroni)
- Kenya (Nairobi)
- Lesotho (Maseru)
- Liberia (Monrovia)
- Libia (Tripoli)
- Madagascar (Antananarivo)
- Malawi (Lilongwe)
- Mali (Bamako)
- Marocco (Rabat)
- Mauritania (Nouakchott)
- Mauritius (Port Louis)
- Mozambico (Maputo)
- Namibia (Windhoek)
- Niger (Niamey)
- Nigeria (Abuja)
- Repubblica Centro Africana (Bangui)
- Repubblica Democratica del Congo (Kinshasa)
- Repubblica Del Congo (Brazzaville)
- Ruanda (Kigali)
- Sao Tomè e Principe (São Tomé)
- Senegal (Dakar)
- Seychelles (Victoria)
- Sierra Leone (Freetown)
- Somalia (Mogadiscio)
- Sudafrica (Città del Capo legislativa), (Pretoria amministrativa), (Bloemfontein giudiziaria)
- Sudan (Khartoum)
- Swaziland (Mbabane)
- Tanzania (Dodoma)
- Togo (Lomé)
- Tunisia (Tunisi)
- Uganda (Kampala)
- Zambia (Lusaka)
- Zimbabwe (Harare)
2 enclave spagnole:
- Ceuta
- Melilla
e un territorio con stato legale indefinito:
- Sahara Occidentale
Collegamenti esterni
- [http://www.inafrica.it/ www.inafrica.it] sito dedicato agli africani in Italia, con un elenco di link
Siti che pubblicano articoli di attualità sull'Africa
- [http://www.equilibri.net/africa.php www.Equilibri.net] Sezione sull'Africa del sito di politica internazionale equilibri.net, in italiano.
- [http://allafrica.com/ allafrica.com] in inglese.
- [http://www.continentenero.it/ www.continentenero.it] sito dedicato all'Africa con reportage, foto, e link ai paesi africani
- [http://www.africaontheroad.it/ www.africaontheroad.it] sito di un giovane ragazzo italiano, Fabio Miggiano, in un viaggio in tutto il continente africano durato 6 mesi.
Categoria:Africa
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ko:아프리카
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th:ทวีปแอฟริกา
zh-min-nan:Hui-chiu
Tunisia
La Repubblica Tunisina (الجمهرية التونسية), o Tunisia, è una nazione araba musulmana situata sulla costa africana del Mar Mediterraneo. È la più orientale e più piccola delle tre nazioni disposta lungo la catena montuosa dell'Atlante e confina con le altre due, l'Algeria a ovest e la Libia a sud e a est. È anche uno degli stati del Maghreb, come la Mauritania, il Marocco, l'Algeria e la Libia. La sua capitale, eccentrica rispetto al resto del territorio nazionale, è Tunisi, a nord. Si crede che il suo nome abbia origine dalla lingua berbera, con il significato di promontorio, o forse "passare la notte".
Il 40% della nazione è occupato dal deserto del Sahara, mentre gran parte del territorio restante è composta da terreno particolarmente fertile e circa 1.400 km di coste facilmente accessibili. Entrambi questi fattori giocarono un ruolo importante in epoca antica, prima con la fondazione della famosa città fenicia di Cartagine, e successivamente con l'istituzione della provincia romana dell'Africa, quando divenne il granaio dell'Impero Romano.
Cenni storici
La Tunisia è stata abitata fin dalla preistoria: la presenza umana è documentata fin dal paleolitico. I suoi primi abitanti noti furono tribù berbere.
Antichità
- 814 AC: fondazione di Cartagine da parte di coloni provenienti dalla Fenicia. Mentre Roma è ai primi passi, la città diventa rapidamente un grande potenza marittima.
- 264 AC - 146 AC: 120 anni di guerra contro Roma, che l'occidente conoscerà come guerre puniche. Alla fine, i cartaginesi sono sconfitti e Cartagine viene distrutta.
- 146 AC - 439: il territorio cartaginese diventa la Provincia Africa, prima colonia romana al di là del Mediterraneo. Cartagine risorge romana, e il paese conosce una grande prosperità.
Vandali, Bizantini, Islam
- 439: i Vandali provenienti dalla Spagna conquistano Cartagine.
- 533: i Bizantini riconquistano Cartagine.
- 647 - 698: inizia il periodo arabo. Nel 670 Oqba Ibn Nafaa fonda Kairouan; Cartagine è conquistata nel 698.
- 800 - 909: espansione dell'Islam: gli Aghlabidi costruiscono la moschea Zitouna di Tunisi. In questo periodo Kairouan è il centro politico ed intellettuale del Maghreb.
- 909 - 1159: il dominio passa alle dinastie fatimida e zirida. Mahdia, fondata nel 921, diventa la capitale del paese.
- 1159 - 1230: gli Almohadi riuniscono i paesi del Maghreb e l'Andalusia musulmana.
- 1236 : gli Hafsidi, vassalli degli Almohadi, si dichiarano indipendenti e fondano a Tunisi una nuova dinastia che regnerà fino al 1574.
Epoca moderna
- 1574: la Tunisia è annessa all'Impero ottomano.
- 1705: fondazione della dinastia Husseinita, che regnerà fino al 1957.
- 1881 - 1956: protettorato francese dal 12 maggio 1881. La resistenza anticoloniale dura praticamente per tutti i 75 anni di dominazione francese. La guida il partito del Destour.
Indipendenza
- 1956, 20 marzo: la Tunisie viene dichiarata indipendente. L'assemblea costituente redige la nuova costituzione e dichiara decaduta la dinastia Husseinita.
- 1957, 25 luglio: proclamazione della Repubblica. Si elegge un consiglio costituzionale che attribuisce ad Habib Bourguiba (1903-2000), in quel momento primo ministro, le funzioni di presidente della Repubblica.
- 1959, 1 giugno: viene adottata la prima Costituzione repubblicana.
- 1963, 15 ottobre: le truppe francesi lasciano Biserta, ultima loro base nel paese.
- 1987, 7 novembre: il primo ministro Zine El-Abidine Ben Ali depone il presiente Bourguiba, per senilità, con una sorta di colpo di stato medico, e viene eletto presidente nel 1989.
Suddivisioni amministrative
Ciascun governatorato è retto da un governatore nominato dal Presidente. I governatorati sono a loro volta suddivisi in "delegazioni", che raggruppano diversi comuni o "consigli rurali". La più piccola suddivisione amministrativa è limadat.
Economia
Grazie alla stabilità politica, ai bassi costi di produzione, e ad una forte disponibilità ad accogliere investimenti stranieri, l'economia tunisina procede ad un buon tasso di crescita (+5,1% nel 2004).
Al prodotto interno lordo (PIL) l'agricoltura contribuisce per il 16%, l'industria per il 28,5%, e i servizi per il 55,5%. In particolare:
- agricoltura e industria alimentare: la Tunisia produce ed esporta cereali (mais, frumento, avena), olive e olio di oliva, frutta (in particolare aranci e datteri); possiede inoltre una notevole flotta da pesca, che entra frequentemente in concorrenza con i pescherecci italiani.
- industria: si produce molto per l'esportazione, grazie al basso costo della manodopera: i settori industriali prevalenti sono quelli di trasformazione di prodotti alimentari, il tessile e la trasformazione di prodotti petroliferi. Inoltre la Tunisia è un grande produttore di fosfati (il 6° nel mondo).
- turismo: settore d'importanza crescente, con circa 5 milioni di visitatori nel 2004. I luoghi più frequentati sono Hammamet, Monastir, Sousse, il deserto del Sahara a sud e i siti archeologici come Cartagine o Dougga.
I principali partners commerciali della Tunisia sono, nell'ordine: Francia, Italia, Libia, Germania, Belgio, Spagna (dati 2003).
Il tasso di disoccupazione è alto (13,8%, stime 2004), anche a causa dell'alta natalità (crescita annua dell'1,15%), che fa sì che la metà della popolazione abbia oggi meno di 15 anni.
Anche per questo, la Tunisia è uno dei paesi mediterranei a forte emigrazione, e l'Italia, da cui la separano solo 140 km, è la prima destinazione dei migranti tunisini, almeno in transito: in Italia i cittadini tunisini con permesso di soggiorno erano oltre 53mila al 1° gennaio 2002.
Articoli correlati
- Habib Bourguiba
- Lega Araba
Collegamenti esterni
- [http://www.diritto-internazionale.com/guide/tunisia.html#QUADRO%20GENERALE%20DELLA%20TUNISIA%20%20Territorio%20e%20demografia| informazioni economiche sulla Tunisia]
ja:チュニジア
ko:튀니지
ms:Tunisia
simple:Tunisia
th:ประเทศตูนิเซีย
zh-min-nan:Tunisia
Marocco
Il Marocco è uno stato nel nord-ovest dell'Africa Mediterranea. Buona parte delle sue coste sono bagnate dall'Oceano Atlantico, ma estendendosi anche oltre lo Stretto di Gibilterra si affacciano anche sul Mar Mediterraneo.
Storia
Prima del Marocco, la Mauretania
Antica regione dell'Africa Settentrionale, oggi divisa tra il Marocco e l'Algeria, abitata dai Mauri (nome dato dai Cartaginesi ai Berberi). Regno indipendente dal IV sec. A.c., subì l'influenza cartaginese. Fu assoggettata dai romani in seguito all'uccisione dell'ultimo re Tolomeo (40) e divenne, nel 42, la provincia della Mauretania Trigitana. Nel 429, dalla penisola iberica, passano in questa regione i Vandali, seguiti un secolo dopo dai Visigoti. Nel 681, quasi 50 anni dopo la morte del Profeta dell'Islam Muhammad, sale al potere per la prima volta una dinastia araba, quella degli Idr
Intestazione
isidi (fondata proprio in Marocco da Idris I). Tra il IX e l'XI secolo regnò, come in tutta l'Africa del Nord, la dinastia Fatimide (fondata da un discendente di ‘Alī e Fatima, figlia del Profeta.). Dal 1056 al 1147 su una parte della Spagna e sul Marocco regnò la dinastia berbera degli Almoravidi (fondata dallo Shaikh – capo spirituale – ‘Abd Allāh Ibn Yāsin). Ma, vinti gli Almoravidi, dalla seconda metà del XII alla prima metà del XIII secolo fu al potere la dinastia berbera degli Almohadi.Dal 1269 al 1421 regnò sul Marocco la dinastia berbera dei Marinidi. Nel 1554 si impone la famiglia sceriffiana dei Sadiani, sono gli anni del sultano Ahmad Al-Mansur (1578 – 1603) famoso per la sua generosità. Nel 1660 circa sale al potere la dinastia degli Alawidi. Nel corso del XIX secolo, divenuto il Marocco oggetto della cupidigia delle potenze coloniali, i sovrani Alawidi, indeboliti, giunsero ad accettare nel 1912 il protettorato francese.
Storia contemporanea
Protettorato francese dal 1912, il paese ha ottenuto l'indipendenza nel 1956. Tra il 1976 e il 1979 il Marocco ha incorporato gran parte del territorio del Sahara Occidentale (l'ex Sahara spagnolo), dando inizio a un conflitto con il movimento indipendista del Fronte Polisario, che nel 1976 ha costituito una Repubblica araba sahariana presso il confine con l'Algeria. Un piano di pace negoziato nel 1988 prevede un referendum per l'autodeterminazione della regione patrocinato dall'ONU.
Il 23 luglio 1999 muore re Hasan II (1929-1999) e gli succede il figlio Mohammed VI il giorno 30.
Il 30 luglio 2001 Mohammed VI annuncia la creazione di un istituto reale per la cultura Berbera.
Berbera
Città
- Aaiún
- Agadir
- Casablanca
- Dakhla
- Er Rachidia
- Essaouira
- Fes
- Ketama
- Larache
- Marrakech
- Meknes
- Ouarzazate
- Rabat
- Tangeri
Suddivisione amministrativa
Il Marocco è suddiviso in 37 province e in 2 wilayas (distretti cittadini):
Tre altre province (Ad Dakhla (Oued Eddahab), Boujdour) e Es Smara), a cui si aggiungono parti di Tan-Tan e di Laayoune, si trovano nella parte reclamata dal Marocco del Sahara Occidentale.
ja:モロッコ
ko:모로코
ms:Maghribi
simple:Morocco
th:ประเทศโมร็อกโก
zh-min-nan:Morocco
Atlante
- Atlante - Una delle vertebre.
- Atlante - Catena montuosa del Marocco.
- Atlante - Libro che raccoglie carte geografiche o illustrazioni attinenti alla Geografia.
- Atlante - Figura della mitologia.
Mar Adriatico
Il Mare Adriatico è una articolazione del Mar Mediterraneo,
situato tra la penisola italiana e le coste slovena,
croata, montenegrina e albanese.
È lungo circa 800km e largo mediamente 150 km, ricoprendo una superficie
di 132mila km².
È collegato al Mar Ionio con il Canale d'Otranto
(tra la provincia di Lecce e l'Albania).
I corsi d'acqua principali che si gettano nel Mar Adriatico sono i fiumi italiani Po e Adige.
L'origine del nome deriverebbe dalla antichissima città abruzzese di Hadria (attuale Atri) o dalla città veneta di Adria.
Il Mar Adriatico è articolato in
- Golfo di Venezia
- Golfo di Trieste
- Baia di Muggia (tra Muggia e Trieste)
- Golfo di Panzano (davanti Monfalcone e Duino-Aurisina)
- Laguna di Grado (dietro Grado)
- Laguna di Marano (dietro Lignano Sabbiadoro e davanti Marano Lagunare)
- Laguna Veneta (Venezia, Chioggia)
- Golfo di Manfredonia (davanti Manfredonia)
Si affacciano sul Mar Adriatico le seguenti regioni e località italiane:
- Friuli-Venezia Giulia: Lignano Sabbiadoro, Grado, Trieste, Muggia.
- Veneto: Venezia, Chioggia, Jesolo.
- Emilia-Romagna: Rimini.
- Marche: Pesaro, Fano, Senigallia, Ancona, San Benedetto del Tronto.
- Abruzzo: Pescara.
- Molise: | | |