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Armata Rossa

Armata Rossa

]] Armata Rossa è il nome dato alle forze armate dell'Unione Sovietica dopo la disintegrazione delle forze zariste nel 1917. L'aggettivo "Rossa" fa riferimento al sangue versato dalla classe operaia per la conquista della libertà. L'Armata Rossa dei lavoratori e dei contadini fu fondata su decreto del Consiglio dei Commissari del Popolo nel 1918. Leon Trotsky, il commissario per la guerra dell'Unione Sovietica dal 1918 al 1924 è spesso considerato come il suo fondatore. Al suo massimo, durante la Seconda Guerra Mondiale, l'Armata Rossa contava 11 milioni tra ufficiali e soldati. Dopo la vittoria sulla Germania Nazista il numero fu ridotto a circa 3 milioni. Nel 1946 il termine Rossa fu rimosso dal nome delle Forze Armate Sovietiche, anche se restò nell'uso comune. categoria:storia della Russia categoria:storia contemporanea europea categoria:storia contemporanea asiatica ja:赤軍 ko:붉은 군대

Unione Sovietica

L'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), detta anche Unione Sovietica (Сов́етский Со́юз, Sovetsky Soyuz), fu tra il 1922 e il 1991 uno stato dell'Eurasia settentrionale. La lista delle repubbliche costituenti l'Unione Sovietica è variata nel corso del tempo. Negli anni precedenti lo scioglimento dell'URSS ne facevano parte 15 Repubbliche Socialiste Sovietiche (RSS). La più grande per superficie, economia, popolazione, e la più importante sul piano politico è la Russia. Anche il territorio dell'Unione Sovietica varia nel tempo, corrispondendo, nel periodo più recente approssimativamente a quello del tardo Impero Russo, senza tuttavia Polonia e Finlandia. L'organizzazione politica del paese prevedeva un solo partito politico ufficialmente riconosciuto, il Partito Comunista dell'Unione Sovietica. (PCUS)

Storia

La Russia è uno dei pochi paesi europei a non aver vissuto nel corso del XIX secolo una trasformazione politica oltre che economica e sociale in senso democratico e borghese. Le tensioni tra le esigenze di cambiamento espresse da una parte della popolazione e un modello politico statico, basato su una monarchia autocratica sono all'origine di tre rivoluzioni. La prima, senza esito, è del 1905, successiva alla sconfitta nella guerra contro il Giappone. La seconda e la terza avvengono invece nel 1917, rispettivamente a marzo (febbraio secondo il calendario ortodosso) e novembre (ottobre), innescate da gravi problemi politico-sociali, un diffuso malcontento nei confronti della monarchia, e dalla tremenda crisi sofferta dalla Russia durante la prima guerra mondiale. La seconda rivoluzione del febbraio 1917: Pietroburgo insorge contro il regime zarista e viene costituito un governo provvisorio multipartitico presieduto dal principe L'vov, che dura meno di un anno. Il 15 marzo lo zar Nicola II è costretto ad abdicare. Il 7 maggio durante la VII conferenza panrussa del Partito operaio socialdemocratico la componente bolscevica propone di dare tutto il potere ai soviet degli operai, dei soldati e dei contadini che nel frattempo si andavano formando in tutto il paese. Si forma poi un nuovo governo guidato da Kerenskij e fallisce un tentativo controrivoluzionario del generale Kornilov. La terza rivoluzione, iniziata con la presa del Palazzo d'Inverno il 7 novembre 1917, ha successo e passa alla storia sotto il nome di Rivoluzione Russa. Viene istituita la Ceka e viene formato un governo rivoluzionario formato dai commissari dei consigli del popolo. Il 18 gennaio 1918 viene sciolta l'assemblea costituente e il 3 marzo viene firmata la pace di Brest-Litovsk, che porta il paese fuori dalla prima guerra mondiale. La decisione di firmare la pace provoca tensioni all'interno del Partito operaio, che si trasforma in Partito comunista russo, e le dimissioni dei commissari dissidenti, che in tal modo consegnano il potere ai bolscevichi. Sempre nel 1918 viene organizzata l'Armata rossa, che sostituisce il vecchio e disgregato esercito. La reazione delle forze escluse dal potere e delle potenze straniere non si fa attendere. Nella primavera del 1918 gli inglesi occupano i porti di Murmansk e Arcangelo, e i giapponesi il porto di Vladivostok. In seguito intervennero anche Francia e Stati Uniti. In Ucraina e Finlandia si instaurano regimi nazionalistici con l'aiuto tedesco, mentre in Russia nascono ben 18 governi opposti al governo sovietico. La guerra civile, che dura dal 1918 al 1921, vede l'Armata rossa combattere in particolare con gli eserciti bianchi dell'ammiraglio Kolcak in Siberia e del generale Denikin nella Russia meridionale. Dopo aver rischiato la sconfitta, a partire dal 1919 l'Armata rossa riesce a prevalere, conquistando la Crimea alla fine del 1920 e nel 1921 Caucaso, Georgia, Armenia e Azerbaijan. La guerra finì con la vittoria dell'Armata Rossa e la fondazione dell'Unione Sovietica, il primo stato socialista del mondo, il 30 dicembre 1922, guidata dal leader bolscevico Vladimir Lenin. L'Unione Sovietica fu il successore dell'Impero Russo ma era più piccolo a causa dell'indipendenza di Polonia, Finlandia e Stati Baltici. Lenin istituì una politica per la quale a queste conquiste dell'Impero Russo venne garantita l'indipendenza, e a molte altre venne concessa un'ampia autonomia. Dopo la morte di Lenin, nel 1924, ci fu una lotta per il potere all'interno della leadership del partito tra chi sosteneva la necessità di un'allargamento della rivoluzione ad altri paesi (Germania, soprattutto) e chi teorizzava la possibilità e la necessità del "socialismo in un solo paese". Il segretario del Partito Josif Stalin, fautore del socialismo nazionale, emerse come nuovo capo. Stalin avviò un programma di rapida industrializzazione e di riforma agricola forzate, utilizzando lo stato come leva dell'accumulazione capitalistica russa, mantenendo un'impalcatura ideologica socialista. Per fare ciò ampliò drasticamente la portata della polizia segreta di stato (prima NKVD, poi GPU, e infine KGB), e fece sì che durante il suo governo, decine di milioni di persone venissero uccise o mandate nei Gulag. Particolarmente famoso è il periodo 1936-1939, conosciuto come periodo delle Grandi purghe. Tra il 1938 e il 1940 l'Unione Sovietica occupò Estonia, Lettonia, Lituania, e alcuni territori di Finlandia, Polonia, Romania, Mongolia, e Ungheria. Sotto Stalin, L'Unione Sovietica emerse dalla seconda guerra mondiale (conosciuta in Unione Sovietica come la grande guerra patriottica), come una delle principali potenze mondiali, con un territorio che comprendeva gli Stati Baltici e una porzione significativa della Polonia di prima della guerra, unitamente ad una sostanziale sfera d'influenza nell'Europa orientale (vedi Impero Sovietico). Il confronto politico tra l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti persistette per molti anni e viene denominato con il termine Guerra Fredda. Dopo la morte di Stalin, occorse un'altra lotta per il potere, con Nikita Khruščёv che ne risultò il vincitore. Uno dei punti più bassi nelle relazioni USA-URSS fu la Crisi dei missili di Cuba, quando Khruščёv iniziò a installare missili nucleari a medio raggio sull'isola di Cuba, in cui era da poco stato instaurato un regime socialista, simile a quello stalinista russo. Khruščёv, che per tutto il suo periodo al potere, oscillò tra i poli opposti di una radicale destalinizzazione (conosciuta come "distensione") e di una difesa del vecchio ordine (come nel caso dell'invasione dell'Ungheria nel 1956) fu rimosso, nel 1964, da un colpo interno al partito, guidato da Leonid Brežnev, che governò fino alla sua morte nel 1982. Questo evento inaugurò quella che sarebbe stata conosciuta negli anni seguenti come "epoca della stagnazione". Il Presidente Mikhail Gorbachev, negli anni '80, riformò drasticamente la natura oppressiva del governo sovietico con il suo programma di aperture detto glasnost, sotto il quale la popolazione non veniva più gettata in prigione per aver criticato il governo. Le sue riforme economiche, perestroika (ristrutturazione), significarono la fine dell'espansionismo russo; l'esercito russo si ritirò dall'Afghanistan, negoziò con gli Stati Uniti una riduzione degli armamenti, e il governo russo cessò di interferire negli affari degli altri governi est-europei. Nel 1991, l'Unione Sovietica si dissolse, dopo un fallito colpo di stato, tentato dai vertici militari, che osteggiavano la direzione verso cui Gorbachev stava guidando la nazione. Forze politiche liberali e democratiche, guidate da Boris Yeltsin, usarono il colpo di stato per mettere in un angolo Gorbachev (che era formalmente impegnato contro gli ideali dello stalinismo), bandendo il Partito Comunista e spezzando l'Unione. L'Unione Sovietica venne sciolta formalmente dal Soviet Supremo il 26 dicembre 1991. Il giorno prima Gorbachev aveva rassegnato le proprie dimissioni da presidente dell'URSS. Già in precedenza, nel corso del 1991, singole repubbliche avevano dichiarato la propria indipendenza:
- 9 aprile - Georgia
- 20 agosto - Estonia
- 21 agosto - Lettonia
- 25 agosto - Bielorussia
- 30 agosto - Azerbaijan
- 21 settembre - Armenia Il 1 luglio venne sciolto ufficialmente il Patto di Varsavia. In ordine cronologico, i capi dell'Unione Sovietica furono: # Vladimir Il'ic Uljanov "Lenin" (1917-1924) # Josif Vissarionovic Dzhugashvili "Stalin" (1924-1953) # Georgij Malenkov (marzo - settembre, 1953) # Nikita Khruščёv (1953-1964) # Leonid Brežnev (1964-1982) # Yuri Andropov (1982-1984) # Konstantin Chernenko (1984-1985) # Mikhail Gorbachev (1985-1991)

Politica

Articolo principale: Politica dell'Unione Sovietica
Dopo la rivoluzione, il Partito Comunista dell'Unione Sovietica (PCUS) mise fuori legge tutti gli altri partiti politici. Il governo della nazione doveva, in teoria, essere portato avanti da soviet locali e regionali eletti democraticamente. In pratica, comunque, ogni livello di governo era controllato da un corrispondente gruppo del Partito (vedi centralismo democratico). Il più alto organo legislativo era il Soviet supremo. Il più alto organo esecutivo era il Politburo. (Ulteriori informazioni sulle organizzazioni politiche dell'URSS si possono trovare nell'articolo: Organizzazione del Partito Comunista dell'USSR). Il capo del Partito Comunista era il segretario generale, che era anche il capo di stato e il capo del governo dell'Unione Sovietica. Egli ricopriva talvolta anche altri incarichi, come quello di presidente, anche se non era sempre il caso. vedi anche:
- Leader dell'Unione Sovietica
- Costituzione dell'Unione Sovietica
- Collasso dell'Unione Sovietica

Repubbliche

Articolo principale: Repubbliche dell'Unione Sovietica
Nei decenni finali della sua esistenza, l'Unione Sovietica era costituita da 15 Repubbliche Socialiste Sovietiche (RSS). Tre di queste in particolare, condivisero una parte di storia comune e venivano indicate come Repubbliche Baltiche. Tutte queste Repubbliche sono ora stati indipendenti, organizzate in maniera molto blanda sotto la Comunità degli Stati Indipendenti.

Geografia

L'Unione Sovietica copriva l'area delle 15 nazioni menzionate nella sezione precedente, per una superficie totale di 22.402.200 chilometri quadrati.

Economia

Articolo principale: Economia dell'Unione Sovietica
L'Unione Sovietica fu la prima nazione a basare la sua economia sui principi del comunismo, in cui lo stato possedeva tutti i mezzi di produzione e l'agricoltura era collettivizzata.

Demografia

Articolo principale: Demografia dell'Unione Sovietica
L'Unione Sovietica fu una delle nazioni più diversificate del mondo, dal punto di vista etnico, con oltre 100 distinte etnie nazionali che vivevano all'interno dei suoi confini. La popolazione totale venne stimata a 293 milioni nel 1991. L'Unione Sovietica era talmente estesa, che anche dopo che tutte le sue repubbliche hanno ottenuto l'indipendenza, la Russia, rimane la più grande nazione per superficie, ed è ancora abbastanza differenziata dal punto di vista etnico, comprendendo, ad esempio, minoranze di Tatari, Udmurti, e molte altre etnie non russe.

Religione

Articolo principale: Religione in Unione Sovietica
La separazione tra Stato e Chiesa venne deciso in URSS il 23 gennaio 1918 dai soviet. Lo Stato divenne ufficialmente ateo (vedi ateismo di Stato) e di conseguenza per esso era come se gli ecclesiastici e la religione non esistessero: la religiosità venne ridotta a semplice scelta privata e la chiesa ortodossa costretta a rinunciare a tutti i privilegi come l'esenzione dalla tasse e dal servizio militare ecc... Con la Costituzione sovietica del 1918 venne permesso il fare "propaganda religiosa e non religiosa", ma solo quest'ultima veniva finanziata dallo Stato.
Inoltre quelli che non svolgevano lavori socialmente utili (ecclesiastici, privati ecc...) venivano esclusi dal voto e non pagati. Quindi quest'ultimi, una volta esaurite le ricchezze che avevano, dovettero lavorare per non morire di fame. Infine venne messo il matrimonio civile obbligatorio, vennero distrutte le chiese che occupavano suolo pubblico e lasciate solo quelle costruite in desolate campagne e vennero abolite tutte le feste religiose come il Natale.
Con Stalin il processo di laicizzazione dello Stato fu completato. Le costituzioni del 1924 e del 1936 non affermarono più la libertà di propaganda religiosa e antireligiosa, ma solo la libertà di culto in privato. Inoltre Stalin stabilì che il condividere "superstizioni religiose" (ovvero fare processioni, credere ai miracoli ecc...) era punito con la prigione, con la deportazione nei gulag (se si continuava a manifestare ciò) o con la fucilazione se nei gulag veniva opposta resistenza (ciò era per tutti i deportati). Infine solo in alcuni posti sperduti venne concesso di fare cerimonie religiose. Ne derivò che dalle 54.000 chiese che c'erano nel 1917, nel 1939 ne rimanevano 700. Comunque l'essere religiosi non portò mai a persecuzioni; gli ecclesiastici che vennero fucilati fecero quella fine per opposizione politica.
Con Khruscev vennero tolte le misure più restrittive verso la chiesa, ma l'ateismo di Stato rimase, e pure molto consolidato. Fino al 1990, ovvero fino a quando Gorbacev permise la libera propaganda religiosa, la situazione restò più o meno immutata. Il governo sovietico non fece mai delle ricerche sulla percentuale di gente religiosa. Risultava però in URSS che il 99,9% della popolazione era atea e il 95% lo era stata sempre. Ma uno studio occidentale disse che i non credenti erano il 69%, mentre il rimanente 31% erano religiosi.

Cultura


- Cinema Sovietico
- Grande Enciclopedia Sovietica

Scienza e tecnologia

Nel 1957 l'Unione Sovietica realizzò e mise in orbita il primo satellite artificiale dell'umanità: lo Sputnik 1.

Festività



1917

Eventi


- 16 aprile - Russia: Lenin ritorna in patria
- 27 giugno - la Grecia partecipa alla I guerra mondiale
- 7 novembre - Russia: Colpo di stato Bolscevico durante la Rivoluzione Russa.
- 6 dicembre - Finlandia: dichiarazione d'indipendenza dalla Russia

Prima Guerra Mondiale

23 e 24 ottobre - Si svolge la battaglia di Caporetto

Nati


- 5 gennaio - Adolfo Consolini, discobolo italiano
- 6 marzo - Will Eisner, cartoonist statunitense († 2005)
- 22 marzo - Irving Kaplansky, matematico
- 25 aprile - Ella Fitzgerald, cantante statunitense
- 21 maggio - Raymond Burr, attore canadese
- 7 giugno - Dean Martin, attore e cantante italo-americano
- 30 settembre - Buddy Rich, batterista jazz
- 4 ottobre - Violeta Parra, pittrice, poetessa e cantante cilena
- 10 ottobre - Thelonious Monk, jazzista statunitense
- 16 dicembre - Sir Arthur C. Clarke, scrittore di fantascienza britannico

Morti


- 14 aprile - Ludwik Lejzer Zamenhof, inventore dell'Esperanto
- 30 giugno - Antonio de la Gandara, pittore, disegnatore e pastellista francese
- 12 agosto - Eduard Buchner, chimico tedesco
- 27 settembre - Edgar Degas, pittore francese
- 3 ottobre - Giulio Monteverde, scultore italiano
- 15 ottobre - Mata Hari, ballerina esotica olandese
- 15 novembre - Emile Durkheim, pensatore francese
- 17 novembre - Auguste Rodin, scultore francese (n. 1840)

Premi Nobel


- per la Pace: International Committee Of The Red Cross
- per la Letteratura: Karl Adolph Gjellerup, Henrik Pontoppidan
- per la Fisica: Charles Glover Barkla 017 ja:1917年 ko:1917년 simple:1917

1918

Eventi


- 11 novembre - Conclusione della Prima Guerra Mondiale, con la firma dell'armistizio da parte della Germania

Prima Guerra Mondiale


- 29 ottobre - L'Italia vince la battaglia di Vittorio Veneto contro l'esercito austro-ungarico
- 4 novembre - Per l'Italia finisce la guerra con la firma della resa da parte dell'impero austro-ungarico
- 11 novembre - Con la firma dell'armistizio da parte della Germania si conclude la Prima Guerra Mondiale

Nati


  - Jader Jacobelli, giornalista ed editorialista († 2005)
- 7 gennaio - Alessandro Natta, leader politico
- 8 gennaio - Sepp Bradl, saltatore con gli sci austriaco
- 26 aprile - Fanny Blankers-Koen, atleta olandese
- 11 maggio - Richard P. Feynman, fisico statunitense
- 14 giugno - Katherine Rawls, nuotatrice, tuffatrice e aviatrice statunitense
- 18 giugno - Franco Modigliani, economista, vincitore del Premio Nobel per l'economia 1985 († 2003)
- 18 luglio - Nelson Mandela, uomo politico sudafricano
- 13 luglio - Alberto Ascari, pilota di Formula 1 († 1955)
- 14 luglio - Ingmar Bergman, regista e autore cinematografico e teatrale svedese
- 9 settembre - Oscar Luigi Scalfaro, uomo politico italiano, Presidente della Repubblica dal 1992 al 1999
- 9 novembre - Florence Chadwick, nuotatrice statunitense
- 25 novembre - Giuseppe Grezar, calciatore italiano
- 11 dicembre - Aleksandr Isaevich Solzhenitsyn, scrittore russo, vincitore del Premio Nobel per la letteratura 1970
- 25 dicembre - Anwar al-Sadat uomo politico egiziano
- 31 dicembre - Gunder Hägg, mezzofondista svedese

Morti


- 6 gennaio - Georg Cantor, matematico tedesco (n. 1845)
- 6 febbraio - Gustav Klimt, pittore austriaco
- 21 aprile - Manfred von Richthofen, aviatore tedesco conosciuto come il Barone rosso
- 10 giugno - Arrigo Boito, poeta, narratore e compositore italiano
- 17 luglio - Granduchessa Anastasia, della famiglia imperiale russa
- 31 agosto - André-Louis Cholesky, matematico francese
- 28 settembre - Georg Simmel, sociologo tedesco
- 31 ottobre - Egon Schiele, pittore austriaco (n. 1890)
- 9 novembre - Guillaume Apollinaire, scrittore francese

Premi Nobel


- per la Fisica: Max Karl Ernst Ludwig Planck
- per la Chimica: Fritz Haber 018 ja:1918年 ko:1918년 ms:1918 simple:1918 th:พ.ศ. 2461

Leon Trotsky

Lev Davidovič Trockij (in russo: Лев Давидович Троцкий; translitterato anche come Trotski, Trotsky, Trozkij, Trotskij, Trodzkij, Troskijo, Trotzki o Trotzky, mentre il nome viene spesso traslitterato anche come Leon) (25 ottobre (cal. giuliano) = 7 novembre (cal. gregoriano) 1879 - 21 agosto 1940), nato come Lev Davidovič Bronštejn (Лев Давидович Бронштейн) fu un influente politico nella neonata Unione Sovietica, dapprima come commissario del popolo per gli affari esteri e in seguito come fondatore e comandante dell'Armata rossa e commissario del popolo per la guerra. Nacque da genitori ebrei a Yanovka, Provincia di Kherson, Ucraina. La sua data di nascita nel calendario gregoriano è il 7 novembre – lo stesso giorno della Rivoluzione d'ottobre del 1917. Poiché il calendario giuliano venne rimpiazzato nel 1918, la sua data di morte è quella del calendario Gregoriano. Fu anche un membro fondatore del Politburo. A seguito di una lotta per il potere contro Stalin negli anni Venti, fu espulso dal partito e deportato; infine, venne ucciso in Messico da un agente sovietico. Le idee di Trockij formano la base della teoria comunista del trockijsmo. Venne arrestato per la prima volta nel 1898 mentre lavorava come organizzatore per l'Unione Operaia della Russia Meridionale. Nel 1900 venne condannato a quattro anni di esilio in Siberia. Fuggì dalla Siberia, prendendo il nome di Trockij da un ex-carceriere di Odessa, e raggiunse Londra per unirsi a Vladimir Lenin, all'epoca redattore capo del giornale Iskra (Scintilla), organo del Partito Social Democratico Russo dei Lavoratori. Partecipò al secondo congresso del PSDRL nell'estate del 1903, e nella disputa interna che divise il partito, si mise con i Menscevichi contro Lenin. Anche se la sua lealtà ai Menscevichi ebbe vita breve, il danno alle sue relazioni con Lenin sarebbe durato per i 14 anni successivi. Nel 1905 era tornato in Russia. Il suo coinvolgimento nello sciopero generale di ottobre, con la presidenza del Soviet di San Pietroburgo e il suo appoggio alla rivolta armata lo portarono all'arresto e a una sentenza di esilio a vita. Nel gennaio 1907, fuggì sulla strada per l'esilio e ancora una volta trovò la via di Londra, dove partecipò al quinto congresso del partito. In ottobre si spostò a Vienna. Con l'avvicinarsi della guerra si spostò nella neutrale Svizzera, e quindi in Francia. Fu espulso dalla Francia e viveva a New York quando la Rivoluzione Russa rimosse lo Zar. Fece ritorno in Russia nel maggio 1917 dove infine si unì ai Bolscevichi e divenne attivamente coinvolto negli sforzi per rovesciare il governo provvisorio guidato da Aleksandr Kerensky. Dopo la presa del potere da parte dei Bolscevichi divenne Commissario del popolo per gli Affari Esteri, con lo scopo principale di negoziare la pace con la Germania e i suoi alleati. Ma il suo ritiro dai colloqui (10 febbraio 1918) provocò l'invasione tedesca (18 febbraio), costringendo l'Unione Sovietica a firmare l'altamente penalizzante Trattato di Brest-Litovsk il 3 marzo. Trockij successivamente rassegnò la sua posizione diplomatica e divenne Commissario del popolo alla Guerra. Come fondatore e comandante dell'Armata Rossa, fu ampiamente responsabile del successo contro l'Armata Bianca e della vittoria nella Guerra Civile Russa, durante la quale decine di migliaia di persone vennero uccise in Russia e in Ucraina, a seguito dei pogrom promossi dai Bianchi. Con la malattia e la morte di Lenin, Stalin fu in grado di consolidare il proprio controllo sul Partito e sul governo. A questo punto, Trockij fu incapace (o non fu disposto) ad opporsi attivamente a Stalin. Rimanendo in silenzio al dodicesimo congresso del Partito, nel 1923, Trockij perse la sua ultima vera opportunità di opporsi a Stalin, che assieme a Lev Kamenev e Grigory Zinoviev fu in grado di prendere il controllo del Partito. Trockij avrebbe in seguito sviluppato la sua teoria della Rivoluzione Permanente, che si poneva in netto contrasto con la politica Stalinista di costruire il Socialismo in una nazione. Questa divisione ideologica, fornì gran parte delle basi per la divisione politica tra Trockij e Stalin, che culminò il 12 novembre 1927, quando venne espulso dal partito Comunista Sovietico (lasciando Stalin con il controllo indiscusso dell'Unione Sovietica). Venne esiliato ad Alma Ata (oggi nel Kazakhistan) il 31 gennaio 1929. Fu espulso e si spostò dalla Turchia alla Francia e alla Norvegia, stabilendosi finalmente in Messico su invito del pittore Diego Rivera; visse ad un certo punto nella casa di Rivera, e in un altro momento in quella di Frida Kahlo. Nel 1938, Trockij fondò un'organizzazione marxista internazionale, la quale intendeva essere un'alternativa trockijsta alla Terza Internazionale stalinista. Ebbe una discussione con Rivera e nel 1939 si spostò in una residenza sua. Il 24 maggio 1940, Trockij sopravvisse a un raid nella sua casa da parte di presunti assassini stalinisti. Mentre era a casa sua, a Coyoacán (un sobborgo di Città del Messico), il 20 agosto 1940, venne attaccato da un agente stalinista, Ramón Mercader, che gli sfondò il cranio usando una piccozza da ghiaccio, il cui manico era stato accorciato. Trockij morì il giorno seguente. Mercader in seguito testimoniò al suo processo: "Lasciai il mio impermeabile sul tavolo, in modo tale che fossi in grado di rimuovere la piccozza che si trovava nella tasca. Decisi di non mancare la meravigliosa opportunità che si presentava. Il momento in cui Trockij iniziò a leggere l'articolo mi diede la chance, estrassi la piccozza dall'impermeabile, la strinsi in pugno e, con gli occhi chiusi, sferrai un colpo terrificante alla sua testa". La casa di Trockij a Coyoacán fu preservata più o meno nelle stesse condizioni in cui si trovava il giorno del suo assassinio ed è oggi un museo. La tomba di Trockij si trova nel terreno attorno alla casa.

Voci correlate


- Trockijsmo

Ulteriori letture


- Durante la sua vita, Trockij fu uno scrittore prolifico. Molti dei suoi scritti sono disponibili on-line su: :http://www.marxists.org/archive/trotsky/index.htm (sotto licenza GFDL)
- [http://www.trotskyana.net/ The Lubitz TrotskyanaNet] dealing with Leon Trotsky, Trotskyism and Trotskyists (english) Trockij, Lev Trockij, Lev ja:レフ・トロツキー ko:레온 트로츠키 simple:Leon Trotsky

1918

Eventi


- 11 novembre - Conclusione della Prima Guerra Mondiale, con la firma dell'armistizio da parte della Germania

Prima Guerra Mondiale


- 29 ottobre - L'Italia vince la battaglia di Vittorio Veneto contro l'esercito austro-ungarico
- 4 novembre - Per l'Italia finisce la guerra con la firma della resa da parte dell'impero austro-ungarico
- 11 novembre - Con la firma dell'armistizio da parte della Germania si conclude la Prima Guerra Mondiale

Nati


  - Jader Jacobelli, giornalista ed editorialista († 2005)
- 7 gennaio - Alessandro Natta, leader politico
- 8 gennaio - Sepp Bradl, saltatore con gli sci austriaco
- 26 aprile - Fanny Blankers-Koen, atleta olandese
- 11 maggio - Richard P. Feynman, fisico statunitense
- 14 giugno - Katherine Rawls, nuotatrice, tuffatrice e aviatrice statunitense
- 18 giugno - Franco Modigliani, economista, vincitore del Premio Nobel per l'economia 1985 († 2003)
- 18 luglio - Nelson Mandela, uomo politico sudafricano
- 13 luglio - Alberto Ascari, pilota di Formula 1 († 1955)
- 14 luglio - Ingmar Bergman, regista e autore cinematografico e teatrale svedese
- 9 settembre - Oscar Luigi Scalfaro, uomo politico italiano, Presidente della Repubblica dal 1992 al 1999
- 9 novembre - Florence Chadwick, nuotatrice statunitense
- 25 novembre - Giuseppe Grezar, calciatore italiano
- 11 dicembre - Aleksandr Isaevich Solzhenitsyn, scrittore russo, vincitore del Premio Nobel per la letteratura 1970
- 25 dicembre - Anwar al-Sadat uomo politico egiziano
- 31 dicembre - Gunder Hägg, mezzofondista svedese

Morti


- 6 gennaio - Georg Cantor, matematico tedesco (n. 1845)
- 6 febbraio - Gustav Klimt, pittore austriaco
- 21 aprile - Manfred von Richthofen, aviatore tedesco conosciuto come il Barone rosso
- 10 giugno - Arrigo Boito, poeta, narratore e compositore italiano
- 17 luglio - Granduchessa Anastasia, della famiglia imperiale russa
- 31 agosto - André-Louis Cholesky, matematico francese
- 28 settembre - Georg Simmel, sociologo tedesco
- 31 ottobre - Egon Schiele, pittore austriaco (n. 1890)
- 9 novembre - Guillaume Apollinaire, scrittore francese

Premi Nobel


- per la Fisica: Max Karl Ernst Ludwig Planck
- per la Chimica: Fritz Haber 018 ja:1918年 ko:1918년 ms:1918 simple:1918 th:พ.ศ. 2461

1924

Eventi


- 27 gennaio - Annessione di Fiume all'Italia
- 2 febbraio - Nel corso della I Olimpiade Invernale, a Chamonix (Francia) viene fondata la Federazione Internazionale Sci.
- 12 febbraio - Italia: viene fondato da Antonio Gramsci il giornale l'Unità, organo del Partito Comunista Italiano
- 3 marzo - La Grande Assemblea Nazionale della costituita Repubblica di Turchia dichiara decaduto l'istituto califfale ed esilia l'ultimo califfo, l'ex-sultano ottomano Abdul Medjid ibn Abdul Aziz
- 10 giugno - Italia: Delitto Matteotti, Giacomo Matteotti viene assassinato dai fascisti
- 21 settembre - Italia: viene inaugurata a Lainate il primo tratto dell'Autostrada dei laghi, da Milano a Varese, la prima autostrada realizzata nel mondo.

Nati


- 29 gennaio - Luigi Nono, compositore italiano
- 2 marzo - Walter Chiari, attore italiano
- 16 aprile - Neville Marriner, violinista e direttore d'orchestra britannico
- 16 aprile - Henry Mancini, compositore statunitense
- 27 aprile - Cristóbal Garcés Larrea, scrittore ecuadoriano
- 2 maggio - Theodore Bikel, attore
- 22 maggio - Charles Aznavour, cantante e attore francese
- 29 giugno - Flo Sandon's, cantante italiana
- 11 luglio - Cesare Lattes, fisico brasiliano
- 15 luglio - David R. Cox, statistico britannico
- 2 agosto - James Baldwin, scrittore statunitense
- 28 settembre - Marcello Mastroianni, attore italiano
- 1 ottobre - Jimmy Carter, uomo politico statunitense, presidente degli USA dal 1976 al 1980
- 20 novembre - Benoit Mandelbrot, matematico francese

Morti


- 21 gennaio - Lenin politico russo/sovietico
- 3 febbraio - Woodrow Wilson, ventottesimo presidente degli Stati Uniti
- 25 marzo - Wong Fei Hung, medico e maestro di arti marziali cinese (n. 1847)
- 18 maggio - Corrado Segre, matematico italiano (n. 1863)
- 3 giugno - Franz Kafka, scrittore
- 10 giugno - Giacomo Matteotti, politico statista (vedi Delitto Matteotti)
- 27 agosto - Ferruccio Busoni, compositore e pianista
- 3 agosto - Joseph Conrad, scrittore
- 12 ottobre - Anatole France, scrittore francese
- 26 ottobre - Luigi Pelloux, Presidente de Consiglio dei Ministri (n. 1839)
- 29 novembre - Giacomo Puccini, musicista italiano

Premi Nobel


- per la Letteratura: Wladyslaw Stanislaw Reymont
- per la Medicina: Willem Einthoven
- per la Fisica: Karl Manne Georg Siegbahn
- per la Pace: non assegnato
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Nazismo

]] Il termine nazismo (o nazionalsocialismo) definisce l'ideologia e il movimento politico tedesco collegati all'avvento al potere in Germania nel 1933 da parte di Adolf Hitler, conclusosi alla fine della seconda Guerra Mondiale con la conquista di Berlino da parte delle truppe sovietiche (maggio 1945). Il nazismo è comunemente associato al Fascismo; benché i nazisti affermassero di sposare una forma nazionalista e totalitaria di socialismo (opposta al socialismo internazionale Marxista). Il nazismo trae origine dal partito politico fondato da Adolf Hitler, l'NSDAP, (Nationalsozialistische deutsche Arbeiterpartei, partito operaio nazionalsocialista tedesco) ed è basato sul programma politico indicato da questo nel libro Mein Kampf. Una volta raggiunto il potere tramite una regolare elezione si trasformò in dittatura, con un programma di eliminazione anche fisica sia degli avversari politici che di persone appartenenti a categorie ritenute inferiori, quali gli ebrei, i testimoni di Geova, gli zingari, gli omosessuali, i portatori di handicap e i ritardati mentali. La Germania di questo periodo viene generalmente indicata come Germania Nazista. Il nazismo veniva anche chiamato Nazionalsocialismo (in tedesco Nationalsozialismus). Gli aderenti al nazismo erano detti Nazisti. Il nazismo è fuorilegge nella Germania odierna, anche se alcuni resti, conosciuti come Neonazisti, continuano ad operare in Germania e all'estero. Alcuni revisionisti disseminano propaganda che nega o minimizza l'olocausto e altri atti dei nazisti, e cerca di dare una luce positiva alle politiche naziste e agli eventi sotto le quali si svolsero.

Ideologia

In base al "Mein Kampf" (La mia battaglia), Hitler sviluppò le sue teorie politiche, dall'attenta osservazione delle politiche dell'Impero Austro-Ungarico. Egli nacque come cittadino dell'Impero, e credeva che questo fosse indebolito dalla diversità etnica e linguistica. Inoltre, vedeva la democrazia come una forza destabilizzante, perché poneva il potere nelle mani delle minoranze etniche, che erano perciò incentivate a indebolire ulteriormente l'Impero. Secondo i nazisti, un ovvio errore di questo tipo è quello di permettere o incoraggiare il plurilinguismo all'interno di una nazione. Questo è il motivo per cui i nazisti erano così preoccupati di unificare i territori abitati da popolazioni di lingua tedesca. Il cuore dell'ideologia nazionalsocialista era il concetto di razza. La teoria nazista ipotizzò la superiorità della razza ariana come "razza dominante" su tutte le altre e in particolare sulla razza ebraica. Il concetto di "razza" non ha alcun fondamento biologico o etnico, ma l'esistenza delle "razze" è l'essenza della dottrina pseudo-scientifica nazista. Per il nazionalsocialismo una nazione è la più alta espressione della razza. Quindi una grande nazione è la creazione di una grande razza. La teoria dice che le grandi nazioni crescono con il potere militare, e ovviamente il potere militare si sviluppa da culture civilizzate e razionali. Queste culture naturalmente crescono da razze dotate di una naturale buona salute e con tratti di aggressività, intelligenza e coraggio. Le nazioni più deboli sono quelle la cui razza è impura e sono perciò divise, litigiose e quindi producono una cultura debole. Le nazioni che non possono difendere i loro confini erano quindi definite come le creazioni di razze deboli o schiave. Le razze schiave erano ritenute meno meritevoli di esistere rispetto alle razze dominanti. In particolare, se una razza dominante necessitava di "spazio vitale" (Lebensraum), si riteneva avesse il diritto di prenderlo e di eliminare o ridurre in schiavitù le razze schiave indigene. Come conseguenza, le razze senza una patria, venivano definite "razze parassite", più gli appartenenti a una razza parassitaria erano ricchi e più virulento era considerato il parassitismo. Una "razza dominante" poteva quindi, secondo la dottrina nazista, rafforzarsi facilmente eliminando le "razze parassitarie" dalla propria patria. Questa era la giustificazione teorica per l'oppressione e l'eliminazione fisica degli ebrei e degli zingari, un compito che anche molti nazisti trovavano personalmente ripugnante ma che compivano giustificando le loro azioni in nome dell'obbedienza allo Stato nazista. L'uomo che riconosce queste "verità" era detto un "capo naturale", quello che le negava era uno "schiavo naturale". Gli schiavi, soprattutto quelli intelligenti, si riteneva cercassero sempre di ostacolare i padroni promuovendo false religioni e dottrine politiche. Per iniziare a diffondere questo pensiero e farlo assimilare dalla popolazione venivano mostrati filmati di tedeschi deformi, fisicamente o mentalmente, fatti giungere adagio adagio da tutta la Germania in alcuni centri di raccolta, mettendo in evidenza i loro problemi fisici e mentali; furono questi i primi esseri umani bruciati nei forni dai nazisti. All'inizio queste operazioni di sterminio erano fatte di nascosto, solo gli abitanti del luogo si accorgevano che dopo ogni arrivo, dai camini di questi centri di raccolta usciva una grossa quantità di ceneri e forti odori.
Si usarono i mezzi di comunicazione dell'epoca, soprattutto le riprese cinematografiche, per far accettare alla gente queste pratiche come qualcosa di necessario per il bene comune. Vennero inoltre prese informazioni su molte persone per verificare se effettivamente erano originari della Germania o avevano parentele non ariane.
Venne sviluppato un ideale di persona ariana con determinate caratteristiche (colore degli occhi, dei capelli, ecc), molte donne tedesche che corrispondevano a tali caratteristiche erano costrette ad unirsi ad uomini tedeschi per generare figli di razza pura ariana. Tutto questo venne fatto in apposite strutture dove ogni bambino non aveva una madre od un padre, ma doveva essere allevato alle ideologie naziste fin da piccolissimo in modo da poter un giorno servire la patria dove meglio erano le sue attitudini. Comunque, è un fraintendimento pensare che il nazismo fosse incentrato "solo" sulla razza, ciò è probabilmente dovuto alla pessima reputazione che si è guadagnato dopo la guerra e soprattutto a causa dell'olocausto. Le radici ideologiche del nazismo sono molto più profonde e possono essere trovate nella tradizione romantica del XIX secolo. Molto spesso il pensiero del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche è indicato come principio del nazismo, soprattutto nella descrizione del "Oltreuomo", anche "Superuomo" o Übermensch in tedesco (Hitler stesso si dichiarò Oltreuomo); bisogna tuttavia ricordare che Nietzsche non solo era profondamente infastidito dagli antisemiti ma che mai nei suoi libri pubblicati prima della morte aveva lasciato intendere elementi che potrebbero essere ricondotti al nazismo (il filosofo, oltretutto, era contro la concezione di superiorità dello stato; anzi, era ben convinto che l'individuo fosse oltre alla nazione).

Nazismo e romanticismo

Secondo Bertrand Russell, il nazismo proviene da una tradizione differente da quella del capitalismo liberale o del comunismo. Quindi, per comprendere i valori del nazismo è necessario esplorare le sue connessioni, senza banalizzare il movimento come venne fatto al suo apice negli anni '30 e accantonarlo come poco più grave del razzismo. Molti storiografi dicono che l'elemento antisemita, che non esisteva nei movimenti fratelli come il fascismo italiano e spagnolo, venne adottato da Hitler per far guadagnare popolarità al movimento. Il pregiudizio antisemita era molto comune tra le masse dell'Impero Germanico. Si è sostenuto che l'accettazione di massa richiedeva l'antisemitismo, così come l'adulazione dell'orgoglio ferito delle genti tedesche dopo la sconfitta della prima guerra mondiale. Ma le origini del nazismo e dei suoi valori provengono dalla tradizione irrazionalista del movimento romantico degli inizi del XIX secolo. Forza, passione, mancanza di ipocrisia, valori tradizionali della famiglia e devozione alla comunità erano molto considerati dai nazisti.
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Il partito nazista usò la svastica come suo simbolo

Il nazismo e l'Impero britannico

Adolf Hitler ammirava l'Impero britannico. Le teorie razziste erano state sviluppate da intellettuali britannici nel XIX secolo per controllare le popolazioni indiane e gli altri "selvaggi". Questi metodi vennero spesso copiati dai nazisti. Similarmente, nei primi anni, Hitler aveva grande ammirazione per gli Stati Uniti d'America. Nel Mein Kampf, lodava gli Stati Uniti per le loro leggi anti-immigrazione. Secondo Hitler, l'America era una nazione di successo perché si manteneva "pura" dalle "razze inferiori". Ad ogni modo, con l'avvicinarsi della guerra, la sua opinione sugli Stati Uniti divenne più negativa e credette che la Germania avrebbe avuto una facile vittoria sugli USA proprio perché, nella sue ultime considerazioni erano diventati una nazione ibrida.

Teoria Economica

La teoria economica nazista era immediatamente preoccupata da problemi di economia interna e aveva separatamente delle concezioni ideologiche sull'economia internazionale. Hitler si riproponeva di risolvere tre problemi che affliggevano la Germania:
- L'eliminazione della disoccupazione
- L'eliminazione dell'iperinflazione
- L'espansione della produzione di beni di consumo per migliorare il tenore di vita delle classi medio-basse. Tutti questi obiettivi erano intesi ad indirizzare le imperfezioni percepite della Repubblica di Weimar e a solidificare il supporto popolare del partito. In questo l'NSDAP ebbe molto successo. Tra il 1933 e il 1936 il PIL della Germania Nazista crebbe con un tasso medio annuo del 9,5%, e il tasso della sola crescita industriale fu del 17,2%. Comunque, molti economisti sostengono che la crescita dell'economia tedesca in quegli anni non fu un merito del partito nazista, ma delle politiche economiche della tarda Repubblica di Weimar che iniziavano ad avere effetto. In aggiunta a ciò è stato fatto notare che mentre viene comunemente ritenuto che i nazisti misero fine all'iperinflazione, questa in realtà cessò molti anni prima dell'avvento dei nazisti. Questa espansione lanciò l'economia tedesca fuori da una profonda depressione e portò al pieno impiego in meno di quattro anni. I consumi pubblici nello stesso periodo crebbero del 18,7%, mentre quelli privati del 3,6% annuo. Siccome questa produzione era primariamente di consumo piuttosto che produttiva (pianificazione dei lavori, espansione della macchina da guerra, inizio dello schema di rimozione dei maschi in età lavorativa dalla forza lavoro), la pressione inflazionistica risollevò la testa, anche se non come durante la Repubblica di Weimar. Queste pressioni economiche, combinate con la creazione della macchina bellica (e le concomitanti pressioni per il suo utilizzo), hanno portato alcuni commentatori alla conclusione che la guerra in Europa era inevitabile solo per questi motivi. Detto in altro modo, senza un'altra guerra generale in Europa, che supportasse tali politiche economiche, il programma di economia interna nazista era ingestibile. Questo non vuol dire che altre e più importanti considerazioni politiche non siano da biasimare. Significa solo che l'economia è stata, ed è, sopratutto in riferimento alla teoria marxista-leninista, uno dei fattori primari che motivano qualsiasi società ad andare in guerra, . Sul piano internazionale, il partito nazista credeva che una cabala bancaria internazionale fosse responsabile della depressione degli anni '30. Il controllo di questa cabala venne identificato nel "gruppo etnico" dei giudei, fornendo così un altro tassello alla motivazione ideologica per la distruzione degli ebrei nell'olocausto. Comunque, l'esistenza di grosse banche internazionali o banche d'affari, era ben nota a quei tempi. Molte di queste organizzazioni erano in grado di esercitare un influenza sugli stati nazionali tramite il rifiuto o la concessione di crediti. Questa influenza non era limitata ai piccoli stati che precedettero la creazione dell'Impero Germanico come entità nazionale negli anni 1870, ma si ritrova nella storia di tutti i principali stati europei a partire dal XVI secolo. Infatti, alcune compagnie transnazionali del periodo tra il 1500 e il 1800 (la Compagnia olandese delle indie orientali ne è un buon esempio) vennero formate specificamente per ingaggiare guerra su procura di un coinvolgimento governativo, invece che essere l'opposto. Utilizzando una nomenclatura più moderna, è possibile dire che il partito nazista era contro il potere delle corporazioni transnazionali. Questa semplice posizione anti-corporativa è condivisa da molti partiti di centro-sinistra cosi come da molti gruppi politici che si rifanno al socialismo libertario. È importante notare che la concezione di "economia internazionale" del partito nazista era molto limitata. Come il termine "nazionalsocialista" della sigla NSDAP suggerisce, la motivazione primaria del partito era quella di incorporare le risorse internazionali all'interno del Reich con la forza, piuttosto che con il commercio (si confronti con il socialismo internazionale praticato dall'Unione Sovietica e con l'organizzazione per il commercio detta COMECON). Questo rende la teoria economica internazionale un fattore a supporto dell'ideologia politica, piuttosto che il piano centrale di una piattaforma, come è in molti partiti politici moderni. Dal punto di vista economico, nazismo e fascismo sono collegati. Il nazismo può essere considerato un sottoinsieme del fascismo, dove tutti i nazisti sono fascisti, ma non tutti i fascisti sono nazisti. Il nazismo condivide molti aspetti con il fascismo, il controllo completo del governo su finanza e investimenti (allocazione del credito), industria e agricoltura. Nonostante ciò, in entrambi i sistemi, il potere corporativo e i sistemi basati sul mercato, per la formazione dei prezzi esistono ancora. Citando Benito Mussolini: "Il fascismo dovrebbe più appropriatamente chiamarsi Corporativismo perché è una fusione tra Stato e potere corporativo". Piuttosto che uno Stato che richiede beni alle imprese ed alloca le materie prime necessarie alla produzione (come nei sistemi socialisti e comunisti), lo Stato paga per tali beni. Questo permette ai prezzi di giocare un ruolo essenziale nel fornire informazioni sulla scarsità dei materiali, o nel specificare le richieste in termini di tecnologia e lavoro (compresa l'educazione per il lavoro specializzato) necessarie alla produzione dei beni. Inoltre, entrambi i partiti fascisti, in Italia e Germania, cominciarono come movimenti sindacali e crebbero fino a diventare dittature totalitarie. Questa idea venne mantenuta per tutto il tempo in cui tennero il potere, con il controllo statale usato come mezzo per eliminare il presupposto conflitto nelle relazioni tra dirigenza e forza lavoro.

Effetti

Queste teorie vennero usate per giustificare un'agenda politica totalitaria di odio e soppressione razziale, usando tutti i mezzi dello Stato e soffocando il dissenso. Come altri regimi fascisti, il regime nazista enfatizzò l'anticomunismo e la supremazia del capo (Führerprinzip), un elemento chiave dell'ideologia fascista nel quale il governante viene ritenuto come incarnazione del movimento politico e della nazione. Contrariamente ad altre ideologie fasciste, il nazismo era virulentemente razzista. Alcune delle manifestazioni del razzismo nazista furono:
- Antisemitismo, che culminò nell'olocausto
- Nazionalismo etnico, incluse le nozioni di Tedeschi come Herrenvolk ("razza dominante") e Übermensch ("superuomo")
- Un credo nel bisogno di purificare la razza tedesca attraverso l'eugenetica; che culminò nell'eutanasia involontaria dei disabili Anche l'anticlericalismo faceva parte dell'ideologia nazista.

Contro effetti

Probabilmente il principale effetto intellettuale è stato che le dottrine naziste hanno screditato il tentativo di usare la biologia per spiegare o influenzare le questioni sociali, per almeno due generazioni successive alla breve esistenza della Germania Nazista.

Personaggi e storia

biologia La figura principale del nazismo fu Adolf Hitler, che governò la Germania Nazista dal 30 gennaio 1933 fino al suo suicidio avvenuto il 30 aprile 1945, guidò il Terzo Reich nella seconda guerra mondiale e fu in qualche modo responsabile dell'uccisione di oltre 40 milioni di persone. Sotto Hitler, il nazionalismo etnico e il razzismo vennero uniti assieme attraverso un'ideologia militarista per servire i suoi fini. Dopo la guerra, molti esponenti di spicco del nazismo vennero condannati per crimini di guerra e contro l'umanità al Processo di Norimberga. Il simbolo dei nazisti era la svastica (orientata in senso orario).

Nazismo e religione

La relazione tra nazismo e cristianità può essere descritta solo come complessa e controversa. Hitler e gli altri capi nazisti facevano chiaramente uso del simbolismo e delle emozioni cristiane nel propagandarsi presso il pubblico tedesco (prevalentemente cristiano), ma rimane oggetto di controversia se Hitler stesso si ritenesse cristiano o meno. Alcuni scrittori cristiani hanno cercato di tipicizzare Hitler come un ateo o un occultista (o persino un satanista), laddove gli scrittori non-cristiani hanno enfatizzato l'utilizzo esplicito della dottrina cristiana da parte del partito nazista, indipendentemente da quale fosse la sua mitologia interna. L'esistenza di un Ministero per gli Affari Ecclesiastici, istituito nel 1935 e guidato da Hanns Kerrl, venne riconosciuta a fatica da ideologi come Rosenberg e altri importanti membri del partito. Le relazioni del partito nazista con la Chiesa Cattolica sono ancor più cariche di dibattito. Molti sacerdoti e leader cattolici si opposero apertamente al nazismo sulla base di incompatibilità con la morale cristiana. Come per molti oppositori politici, molti di questi sacerdoti vennero condannati al campo di concentramento per le loro posizioni. Cionondimeno, la gerarchia ecclesiastica rappresentata da Papa Pio XII rimase largamente silente sull'argomento, e accuse di complicità del Papa sono oggigiorno comuni. Ci furono anche leader cattolici favorevoli al nazismo, come il Vescovo Alois Hudal.

Nazismo e fascismo

Il termine nazismo viene spesso (ma incorrettamente) usato in maniera intercambiabile con il termine fascismo. Mentre il nazismo utilizzò elementi stilistici del fascismo, le uniche serie similitudini tra i due furono: la dittatura, l'irredentismo territoriale, e la teoria economica di base. Ad esempio, Benito Mussolini, il fondatore del fascismo, non abbracciò l'antisemitismo fino a quando non fu sedotto dalla sua alleanza con Hitler, mentre il nazismo fu esplicitamente razzista fin dai suoi inizi. Il dittatore spagnolo Francisco Franco, spesso denominato fascista per la sua accesa opposizione al comunismo, potrebbe magari essere descritto come un "monarchico cattolico reazionario", che adotto più che altro lo stile fascista. Verso la fine del XX secolo, movimenti Neonazisti sono sorti in diverse nazioni. Il Neonazismo può includere ogni gruppo o organizzazione che esibisce un collegamento ideologico con il nazismo. Viene frequentemente, ed erroneamente, associato alla sottocultura giovanile degli skinhead. Alcuni partiti politici marginali hanno adottato idee naziste.

Quali fattori promossero il successo del nazionalsocialismo?

Una questione importante riguardo al nazionalsocialismo è quella sui fattori che promossero il suo successo negli anni '20 e '30 del secolo scorso, non solo in Germania, ma anche in altri paesi europei. Infatti movimenti nazionalsocialisti si potevano trovare in Svezia, Regno Unito, Italia, Spagna e Stati Uniti. Tra i fattori si possono includere:
- La devastazione economica in Europa dopo la prima guerra mondiale
- La perdita di orientamento di molte persone dopo il crollo delle monarchie in molte nazioni europee.
- Il percepito coinvolgimento degli ebrei, nelle speculazioni della prima guerra mondiale
- Il rifiuto del comunismo
- Il controllo e l'uso strumentale dei mezzi di comunicazione di massa

I nazisti erano socialisti?

Il Nazional-Socialismo nelle sue forme originarie, ideologicamente, è stata una particolare forma di socialismo. Il Nazismo, inteso come la corrente politica che si è diffusa in Europa dal regime totalitario di Hitler in Germania, si configura ideologicamente in una corrente sostanzialmente diversa dal nazionalismo-socialista originario, e anzi, molti storici ritengono che il nazionalismo estremo di Hitler abbia solamente pochi punti in comune con il Nazional-Socialismo che era nato in precedenza. Alcuni hanno sostenuto che il Nazismo fu anch'esso una forma di socialismo, anche se questa visione è respinta dalla maggior parte degli storici e dei socialisti moderni. Per ulteriori informazioni si veda socialismo e nazismo

Il termine "nazista" nella cultura popolare

Il termine nazista viene tutt'oggi usato in vari modi, il più delle volte in modo assolutamente a-storico ed improprio.
Ad esempio viene spesso usato per descrivere gruppi di persone che cercano di forzare l'esito del proprio volere spingendosi oltre al lecito (detto popolare: sei un nazista!). Nella quasi totalità dei casi, l'uso di questo termine continua ad avere una connotazione fortemente negativa e perciò offensiva per chi ne viene fatto oggetto.

Voci correlate


- Germania, Austria
- Storia della Germania
- Adolf Hitler, Gestapo, SS, Hitlerjugend
- Conseguenze del nazismo tedesco
- antisemitismo, Pogrom, Notte dei cristalli, campo di sterminio, campo di concentramento
- Governatorato Generale
- Führerprinzip
- seconda guerra mondiale
- Neonazismo categoria:nazismo categoria:dittature Categoria:Antisemitismo Categoria:Ideologie politiche ja:ナチズム simple:Nazism

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