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| Artemide |
Artemide
Artemide è una figura della mitologia greca, figlia di Zeus e di Leto e sorella di Apollo.
È l'equivalente di Diana, riconosciuta dalla mitologia romana. Talvolta è chiamata anche Cinzia, secondo la leggenda mitologica che la vorrebbe nata sulle pendici del monte Cinzio (o Cinto), nell'isola di Delo.
Esiodo racconta che Artemide era figlia di Zeus e Leto, a sua volta figlia di Ceo e Febe (ma alcune fonti la vogliono figlia di Demetra. Stando ad Esiodo, comunque, Leto fu vittima della gelosia di Era e nessun luogo poteva dirsi sicuro per far nascere i propri figli. Finalmente le fu offerto rifugio nell'isola galleggiante di Ortigia, fino a quel momento incolta. Quando Artemide e Apollo nacquero, l'isola si fissò al fondo del mare. Fin dalla nascita, Artemide poté aiutare la madre nel mettere al mondo Apollo; in suo onore l'isola prese il nome di Delo (la brillante).
Omero definisce Artemide come "Signora delle bestie selvagge", "Sovrana degli animali" e "Leone fra le donne". Viene ricordata anche come Eileithya, "colei che soprintende ai parti felici".
Questa sua varietà di attribuzione, rende la sua origine più antichi, a tempi pre-ellenici, un'epoca in cui sulle sponde del Mediterraneo orientale una unica divinità incarnava tutte le funzioni delle maternità e della fertilità, suddivise in seguito tra diverse dee.
Nella Ionia il culto di Artemide combaciava in alcuni punti con quello della Grande Madre, di cui prende l'eredità.
Il suo santuario più famoso si trovava nel porto di Efeso e il suo tempio era così magnifico da essere annoverato tra le sette meraviglie del mondo. Qui Artemide era venerata come dea della fertilità e la sua immagine efesina con molte mammelle, risulta molto diversa dalla sua raffigurazione di vergine cacciatrice.
I greci della Focide, portarono il suo culto a Massilia (oggi Marsiglia), da lì arrivò a Roma, dove assorbi rapidamente quello della Diana italica.
Delle sue antiche origini, venne conservato un antico culto, nel corso del quale i suoi adoratori si travestivano da orso (la trasformazione in orsi si ritrova nel mito di Callisto). Il centro principale di questo culto era a Braurone, nell'Attica e sull'Acropoli si ergeva un recinto sacro dedicato ad Artemide Brauronia.
Artemide appare nell'Iliade (libro XXI) in modo poco glorioso, quando Era, offesa da un suo scherzo fuori luogo, le ribatte che finché si limita ad uccidere animali feroci va bene, ma quando tenta di togliere potere ai suoi superiori, merita soltanto una buona lezione. Detto ciò, prende la faretra di Artemide e gliela dà sulla testa.
Artemide era molto venerata dalle donne, in particolari dalle madri di famiglia, che la onoravano sotto la sua forma originale.
Categoria:Divinità greche dell'Olimpo
ja:アルテミス
ko:아르테미스
ZeusZeus (in greco Ζεύς) è una figura della mitologia greca, era figlio di Crono e di Rea
Il suo nome deriva dalla radice indoeuropea dieu (splendere), ricollegato al culto naturalistico solare dei primitivi.
Zeus nacque a Creta, secondo Omero era il figlio primogenito, mentre Esiodo lo indica come terzogenito; venne nascosto dalla madre in una grotta del monte Ditte, in quanto Crono era solito mangiare i propri figli, per evitare l'avverarsi della profezia che lo voleva destituito da un proprio figlio.
Versioni posteriori indicano la sua nascita in Arcadia, quindi trasferito a Creta e nascosto sul monte Ida.
Fu nutrito dalla capra Amaltea e custodito dai Cureti, che fecero in modo che i suoi vagiti non potessero essere uditi.
Divenuto adulto, detronizzò il padre, con l'aiuto della madre Rea, nel corso di una guerra durata dieci anni. A lui si allearono i Giganti e gli Ecatonchiri. Divise in sorte il regno del padre tra i fratelli: Ade ottenne il mondo sotterraneo, Poseidone le acque interne e del mare, mentre Zeus ebbe il potere sul cielo. Tutti e tre erano interessati alla Terra e all'Olimpo.
La prima sposa di Zeus fu Metide, la prudenza (secondo Esiodo). Appena rimase incinta, Urano e Gea avvisarono Zeus che, se fosse nato un maschio, questo avrebbe detronizzato il padre.
Zeus ingoiò immediatamente Metide, ma il figlio di lei nacque comunque: fu la dea Atena.
La seconda sposa fu Temi, la legge, che gli diede le Moire e le Ore.
La terza moglie fu Eurinome, madre delle Grazie. Successivamente Zeus si unì a sua sorella, Demetra, che diede al mondo Persefone.
Quindi fu la volta di Mnemosine, che diede alla luce le Muse, quindi toccò a Leto, da cui nacquero Apollo e Artemide.
Alla fine fu Era a divenire moglie di Zeus. Questo è l'ordine dei matrimoni di Zeus, o almeno quello che ci è stato tramandato da Esiodo.
Omero, invece, indica Era come prima moglie di Zeus, aggiungendo alla lista anche Dione, che generò Afrodite.
Altre tradizioni aggiungono alla liste delle spose di Zeus, Maia, che fu la madre di Ermes.
I figli di Zeus ed Era furono: Ares, Ebe e Ilizia.
In origine Zeus era il dio dei fenomeni atmosferici, che ripuliva il cielo o che lo copriva di nuvole, dispensava la pioggia e scagliava i fulmini.
In una regione come la Grecia, prevalentemente agricola, questo potere aveva una importanza di primissimo piano: Zeus acquistò pian piano la sua personalità, imponendosi come il primo degli dei e il signore supremo dei mortali.
Zeus non era un dio creatore, ma un dio padre (pater familias), capo e protettore della famiglia degli uomini.
Nella Grecia antica, divenne lo sposo di dee autoctone, affinché in Grecia si creasse l'ordine, dando alla famiglia il ruolo primario.
Grecia]
Il nome di Zeus era associato a molti attributi:
- Zeus Soter, padre e salvatore dell'umanità
- Zeus Herkeios, protettore della casa
- Zeus Xenios, custode delle leggi dell'ospitalità
- Zeus Ktesios, custode della proprietà
- Zeus Hamelios, protettore del matrimonio
- Zeus Chtonios, dio della terra e della fertilità
- Zeus Meilichios, venerato sotto forma di serpente
- Zeus Eleutherios, custode della libertà
- Zeus Poleios, la suprema divinità civica
- Zeus Bulaios, protettore dello stato e delle adunanze
- Zeus Efestios, difensore del focolare domestico
- Zeus Nephelegeretes, "colui che raduna le nuvola", signore del bello e del brutto tempo.
Il culto più antico era quello tributatogli a Dodona, dove era presente anche un suo famoso oracolo. Da Dodona il culto passò ad Egina e da qui a tutta la Grecia.
La festa di Zeus, si celebrava con i Giochi olimpici. In Olimpia era presente il tempio più sontuoso, dove era custodita la gigantesca statua del dio opera di Fidia, in avorio e oro (Statua di Zeus a Olimpia).
La figura di Zeus si identifica in molte altre mitologie: Giove presso i romani, il Dyaus Pitar degli ariani che scesero nell'India, il Thor germanico, il Deypatyros degli illirici.
::Zeus, signore del fulmine, inizio e principio, è la forza e il signore di tutto. È l'unico corpo regale in cui si muove l'universo, il fuoco, la terra, l'acqua, la paura ancestrale e l'amore dai cento piaceri ...
::::(Inno orfico)
Collegamenti esterni
categoria:Divinità greche dell'Olimpo
ja:ゼウス
ko:제우스
Leto
Leto è una figura della mitologia greca, era una divinità della prima generazione, figlia del titano Ceo.
Era famosa per la sua dolcezza. Fu amata da Zeus e dalla loro unione nacquero Apollo e Artemide.
La gelosia di Era la costrinse a vagare per nove giorni prima di poter dare alla luce i propri figli.
Categoria:Divinità greche
ja:レト
Diana (mitologia)]
Diana è una figura della mitologia romana, era la dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.
In alcune versioni viene indicato il suo concepimento quale unione tra Giove e Latona nella piccola isola di Renea). Il suo mito ricorda una divinità originaria del Lazio venerata in tempi primitivi.
Diana era venerata nei boschi e nei luoghi selvaggi, ma ciò che mostra meglio il carattere originale di Diana ed il suo culto italico è il mito del ramo d'oro.
Il maggiore tempio dedicato a questa dea si trovava al tempo dell'antica Roma sul colle dell'Aventino. Sulla sponda orientale del lago Nemi (Colli Albani), sorgeva un bosco di querce consacrato a Diana Nemorensis (Diana dei boschi). Al centro di questo, un particole albero produceva il vischio. Se uno schiavo fuggitivo, riusciva ad arrivare fino a quell'albero strappandone un ramo "d'oro", aveva il diritto di battersi col sacerdote della dea. Se fosse riuscito ad ucciderlo, regnava in sua vece col titolo di re del bosco, rex nemorensis. Il vincitore non ereditava soltanto il titolo, ma anche l'attesa di un nuovo pretendente, che a sua volta strappasse un ramo d'oro per sfidarlo.
Diana veniva anche chiamata Diana Lucifera (portatrice di luce), dea della luce.
In alcuni contesti è possibile vedere anche una associazione della figura di Diana con quella della divinità lunare Selene: in molti riti dei romani, inoltre, Diana venerata come divinità trina, punto di congiunzione della Terra e della Luna per personificare il Cielo (in contrasto a Ecate cui era riservato il Regno dei Morti).
Diana corrisponde alla dea Artemide della mitologia greca, anche se la somiglianza tra le due è molto superficiale. Il suo carattere di protettrice della partorienti è molto più accentuato.
Diana nell'arte
In molte rappresentazioni pittoriche e in letteratura, Diana cacciatrice - la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l'aspetto fiero e quasi virile del viso - viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina.
Pittura
- Bagno di Diana di Rembrandt Harmenszoon Van Rijn.
- Diana al bagno di François Boucher (1742)
- Diana e Atteone di Tiziano (1556-1559 circa).
- Diana e Callisto di Pieter Paul Rubens (1637-1638)
- La Camera di San Paolo di Correggio (1519-1520)
Categoria:Divinità romane
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Voci correlate
- Religione romana
- Mitologia
- Mitologia greca
ja:ローマ神話
ko:로마 신화
Cinzio
Cinzio (o Cinto) è un monte dell'isola di Delo.
La mitologia greca lo ha reso famoso, in quanto, sulle sue pendici, nacquero Apollo e Artemide.
Categoria:Montagne della Grecia
Categoria:Luoghi della mitologia greca
Esiodo
Esiodo è un poeta greco, le sue opere risalgono al periodo tra la fine dell'VIII secolo e l'inizio del VII secolo a.C..
La sua opera è quindi nettamente posteriore a quella di Omero.
Biografia
Nacque ad Ascra, in Beozia, figlio di un commerciante, originario di Cuma eolica, costretto a trasformarsi in agricoltore a causa della povertà.
Sulle orme del padre, divenne anche lui agricoltore, tanto che la sua Opere e giorni, dà una dettagliata descrizione della vita contadina del tempo.
Plutarco ci riporta della sua morte violenta, ucciso dai fratelli di una donna che sedusse o tentò di sedurre.
Attività
Esiodo -si narra- vinse il primo premio agli agoni poetici di Calcide in Eubea, superando lo stesso Omero.
Oltre alle Opere e giorni, Esiodo è sicuramente anche autore della Teogonia, il primo poema religioso greco. Quest'opera contiene numerose informazioni sulle origini dell'universo e sugli dei che contribuirono alla sua formazione.
Opere
- Le opere e i giorni
- Teogonia
Categoria:Biografie
Categoria:Poeti greci
ja:ヘシオドス
ko:헤시오도스
Leto
Leto è una figura della mitologia greca, era una divinità della prima generazione, figlia del titano Ceo.
Era famosa per la sua dolcezza. Fu amata da Zeus e dalla loro unione nacquero Apollo e Artemide.
La gelosia di Era la costrinse a vagare per nove giorni prima di poter dare alla luce i propri figli.
Categoria:Divinità greche
ja:レト
Ceo (mitologia)Ceo è una figura della mitologia greca, era figlio di Urano e di Gea.
Era uno dei titani.
Sposò Febe, con la quale generò Leto e Asteria.
Categoria:Titani
ja:コイオス
Febe (Urano)Febe è una figura della mitologia greca, era una titanide.
Secondo Esiodo era figlia di Urano e Gea.
Sposa di Ceo, fu madre di Asteria e di Leto e quindi nonna di Artemide, alla quale viene spesso associata.
Categoria:Titani
Era (mitologia)
Era è una figura della mitologia greca, era la regina degli dei dell'Olimpo.
Figlia di Crono e di Rea, sorella ed anche sposa di Zeus.
Generò Ares, Ebe, Efesto e Ilizia.
La sua origine è molto antica: era venerata prima dell'epoca delle migrazioni, ma come divinità autonoma, senza marito.
Nella religione olimpica, era la protettrice del matrimonio, presiedeva a tutte le attività delle donne e vegliava sui bambini.
Era non è un vero nome (rimasto sconosciuto), ma un titolo, "la Signora".
Sembra che il culto originale fosse così importante, da costringere gli invasori venuti dal nord ad inserirlo nella loro religione nel rango più elevato: fu così che Era divenne sposa di Zeus.
La mitologia ci racconta di un matrimonio non felice. Era non dimostrò il minimo affetto per i figli, tutte le leggende la mostrano come sposa bisbetica ed infelice, in continuo contrasto con un marito che non ha scelto, resa continuamente gelosa dalle continue infedeltà di Zeus, persecutrice crudele delle rivali e dei loro figli.
Un giorno Zeus incontrò Era e se ne innamorò. Per sedurla si trasformò in cuculo, si lasciò infradiciare da un temporale da lui stesso scatenato sulle pendici della montagna in cui Era amava passeggiare.
Dopo la pioggia, la dea uscì per la sua passeggiata e si sedette ai piedi di un albero. Un uccellino tutto bagnato andò a posarsi sulle sue ginocchia, la dea lo raccolse tra le mani per riscaldarlo.
Fu a quel punto che Zeus riassunse la sua forma normale e la sedusse, promettendole di sposarla.
Una volta sposati, le liti si susseguirono senza fine. LIliade ci mostra i due coniugi schierati sui fronti opposti della guerra di Troia.
Era sostiene apertamente gli achei in quanto Elena e Paride le hanno recato offesa. Zeus cerca di rimanere neutrale, pur avendo degli obblighi nei confronti della madre di Achille, Teti. Questo suo atteggiamento è considerato da Era come ostile.
I santuari dedicati ad Era di epoca storica si trovano ad Argo e sull'isola di Samo. L'isola rivendicava a se l'onore di aver dato i natali alla dea e di essere stata testimone dell'idillio con Zeus (come indicato da Omero nellIliade, libro XIV).
Anche Argo rivendicava il ruolo di città natale della dea, giustificandola con la presenza dell'antico santuario a lei dedicato, lo Heraion, che si ergeva a circa 10 km dalla città.
La festa a lei dedicata era detta Heraia, si svolgeva ad Argo ed era accompagnata da giochi atletici.
Categoria:Divinità greche dell'Olimpo
ja:ヘラ
ko:헤라
OrtigiaOrtigia (o Ortygia) è il nome di un'isola che si trova nella città di Siracusa. Ad essa è legato il mito di Aretusa.
Era anche il nome arcaico dell'isola di Delo
Era anche il soprannome di Artemide derivato appunto dall'antico nome di Delo o dall'isola di Siracusa (Ovidio Metamorfosi I 694). La dea portava questo nome in vari posti, ma sempre in riferimento all'isola in cui era nata. (Strabone X )
Categoria:Siracusa
Apollo (mitologia greca)]
Apollo è una figura della mitologia greca, dio della medicina, della musica e della profezia.
Apollo è anche l'arciere divino, protettore delle greggi (Nomios), il Brillante (Phoebos), viene associato al culto del sole, mentre più propriamente, deve essere associato a quello della luce.
È eternamente giovane, saggio e giusto.
Possono essere trovati suoi omologhi nella mitologia egizia (Horus) e in quella indiana (Rama).
Prese posto nell'Olimpo relativamente tardi, ma è considerato un dio essenzialmente greco.
La sua divinità pastorale, si riallaccia ai culti indoeuropei, che seguirono le migrazioni in Grecia.
L'attribuzione di oracolo di Delfi, non è dovuta ad una tradizione prestabilita, ma bensì ad una serie di avvenimenti. Il suo santuario divenne il più importante in tutta la Grecia e l'oracolo di Delfi era considerata l'autorità suprema in ambito religioso e politico.
Questo fatto creò un notevole influsso calmierante, aumentando la tolleranza: da una parte furono screditate le dispute familiari, dall'altra fu ammesso il concetto di espiazione dei delitti, a qualunque livello fossero stati commessi.
Esiodo racconta che Apollo era figlio di Zeus e Leto, a sua volta figlia di Ceo e Febe.
Leto fu vittima della gelosia di Era e nessun luogo poteva dirsi sicuro per far nascere i propri figli.
Finalmente le fu offerto rifugio nell'isola galleggiante di Ortigia, fino a quel momento incolta.
Quando Artemide e Apollo nacquero, l'isola si fisso al fondo del mare. Fin dalla nascita, Artemide poté aiutare la madre nel mettere al mondo Apollo; in suo onere l'isola prese il nome di Delo (la brillante).
Apollo fu nutrito da Temi con i cibi divini, nettare e ambrosia, che gli permisero di divenire adulto in quattro giorni.
Temi
La prima cosa che fece, fu di ricercare il serpente Pitone, che era stato creato da Era per far soffrire Leto. Riuscì a trovarlo sul monte Parnaso, ma Pitone riuscì a sfuggire alle frecce di Apollo, rifugiandosi al santuario dell'Alma Terra di Delfi.
Apollo lo inseguì e lo uccise, proprio vicino alla fenditura dalla quale usciva la voce dell'oracolo.
In questo modo, Apollo profanò un luogo sacro e di questa offesa, la Terra, gli chiese riparazione.
Zeus lo mandò in Tessaglia, nella valle di Tempe, per ottenere la purificazione. Secondo un'altra versione, la sua penitenza, fu assolta presso Admeto, che lo tenne con sé come pastore.
Secondo un'altra versione, Apollo venne inviato per punizione a fare da schiavo ad Admeto perchè aveva ucciso i Ciclopi che avevano donato il fulmine a Zeus dopo che Zeus lo aveva usato per fulminare suo figlio AsclepioAsclepio
Dopo la purificazione, Apollo organizzò i giochi pitici, anche se non è chiaro se i giochi volessero onorare la morte di Pitone o la sua vittoria sul serpente.
Apollo ritornò a Delfi e si impossessò dell'oracolo.
Il ruolo di Apollo come divinità profetica è estremamente antico.
Viene definito Apollo Pitio (in ricordo del serpente), Apollo Delio (dal nome della località in cui nacque) ed anche Apollo Licio (sterminatore dei lupi).
Quest'ultimo nome si aggiunge ai già numerosi indizi del suo arrivo in Grecia, rafforzando il suo legame con gli iperborei.
Gli iperborei erano un popolo che vivevano oltre il confine settentrionale della Grecia, veneravano Apollo e ogni anno mandavano a Delo delle spighe di grano in offerta.
Forse erano primizie, primi frutti di una colonia greca al di là del Danubio.
Erodoto li localizza oltre il paese degli sciti, descrivendo il loro regno come circondato dal mare.
Moltissimi gli amori di Apollo, il più famoso è quello con Coronide, la principessa lapita, che gli diede il figlio Asclepio, dio della medicina.
Celebre è anche l'amore con Dafne, che per sfuggirgli chiese al padre di essere trasformata in una pianta di alloro. Per questo motivo, Apollo appare spesso adornato da foglie di alloro.
Apollo nell'arte
- Parnaso - Affresco di Raffaello (1511).
Voci correlate
Apollo nella mitologia romana.
Categoria:Divinità greche dell'Olimpo
ja:アポロン
ko:아폴론
Omero
Omero (pronuncia: o-mé-ro) - Con questo nome viene tradizionalmente identificato l'autore di due capisaldi della letteratura di ogni tempo, l'Odissea e l'Iliade. Le più antiche notizie che si hanno su di lui lo indicano come nato a Chio. E di Chio lo riteneva il poeta Semonide di Amorgo, tenendo conto che Pindaro menziona Chio accanto a Smirne.
La nascita
Non è improbabile che l'indicazione di questa patria tradizionale, si fondi sull'attribuzione che gli antichi fecero ad Omero di un inno ad Apollo Delio ("Inni omerici"), nel quale l'autore, senza indicare il proprio nome, si descriveva come cieco e vivente nella rocciosa Chio. Inoltre, in Chio, si trovava una società di poeti chiamata Omerici, che si vantava di discendere da lui. Ma ben presto altre città si contesero l'onore di paese natale del poeta: Colofone, Cuma, Pilo, Itaca, Argo e Atene; furono comunque tutte attribuzioni arbitrarie.
Sono giunte ai nostri giorni ben sette "Vite" di Omero, tutte romanzate e fantastiche.
Biografia attribuita a Erodoto
La più antica e particolareggiata, falsamente attribuita dagli antichi ad Erodoto, risale al V secolo a.C. In essa si racconta che Creteide, un'orfana di Cuma eolica, fu sedotta ed abbandonata, ed il suo tutore per sfuggire alla vergogna la condusse a Smirne. Creteide si recò ad una festa sacra alla foce del fiume Meles e qui partorì un bambino che chiamò Melesigene (dal nome del fiume).
Un maestro elementare, Femio, prese a servizio Creteide, vivendo con lei e crescendo il bambino, che, col passare degli anni, dimostrò le proprie attitudine artistiche.
I viaggi
Ben presto Melesigene divenne oggetto di ammirazione, oltre che per i cittadini di Smirne, per tutti i frequentatori stranieri della città; fra gli altri un armatore, un certo Mente, lo prese in viva simpatia, dimostrandogli quanto gli sarebbe stato utile viaggiare e conoscere nuovi paesi e nuove genti. Il poeta si lasciò convincere ed andò in giro per il mondo. Ovunque andasse, osservava, interrogava, s'informava su tutto, prendendo appunti.
Arrivò ad Itaca, di ritorno dall'Iberia e dall'Italia, e si ammalò agli occhi e Mente, costretto dagli affari a proseguire il viaggio, lo affidò ad un amico, Mentore, uomo ricco ed ospitale. Qui apprese molti particolari che riguardavano le avventure di Odisseo e ne fece tesoro. Guarito dalla malattia, si riunì a Mente, continuando il suo girovagare, finché a Colofone, si ammalò nuovamente perdendo la vista.
La cecità
Fu costretto quindi a rinunciare ai viaggi e si stabilì a Smirne, dedicandosi alla poesia. Non riusciva però ad guadagnare abbastanza per vivere e dovette trasferirsi a Cuma. Durante il viaggio, presso la bottega di un calzolaio a Neotico, improvvisò i versi «Abbiate riguardo per chi ha bisogno di ospitalità, voi che abitate l'eccelsa città, figlia di Cuma dai begli occhi, all'estremo piede di Sedene pieno di selve, voi che bevete l'ambrosia acqua del fiume divino, dell'Ermo vorticoso, di cui fu padre Zeus immortale». Tichio, il calzolaio, fu mosso da pietà ed ospito il poeta, che compose altre opere, "La spedizione di Amfiarao contro Tebe" ed altri inni agli dei.
Cuma
Melesigene si accorse che i guadagni diminuivano, si spostò a Cuma e compose il famoso epigramma per Mida: «Finché l'acqua fluisca e fioriscano i grandi alberi e il sole sorgendo risplenda e la fulgida luna, io qui restando sul lacrimato sepolcro annunzierò ai passanti che questa è la tomba di Mida».
A Cuma ottenne grande successo quindi chiese di essere mantenuto dalla città, per renderla gloriosa con la sua poesia; perorò la sua causa all'assemblea, ma un principe si oppose, rilevando che se la città si fosse data a mantenere tutti i ciechi, avrebbe attirato su di sé tutti i disutili dei dintorni.
Il nome Omero
Ecco nascere il nome che lo renderà famoso per sempre: in lingua cumana "cieco" si diceva ομηρος. Ho mè Orôn, infatti, significa "Il non vedente".
Altri studiosi attribuiscono alla parola ομηρος il senso di "ostaggio".
Da quel giorno, non fu più chiamato Melesigene ma Omero.
Omero abbandonò Cuma e riprese la sua vita errante, incontrando a Focea un maestro di scuola, Testoride, che si offrì di mantenerlo a sue spese purché Omero gli concedesse una copia di tutto ciò che aveva composto e che avrebbe composto in futuro.
L'Odissea
Omero accettò, componendo subito "La piccola Iliade" e la "Focide". Ma Testoride lo abbandonò, trasferendosi a Chio, dove si affermò con le poesie di Omero. Il poeta, informato dell'indegno comportamento, si recò immediatamente a Chio. Il viaggio fu avventuroso e dopo varia peripezie, riuscì a sbarcare nei pressi della città, a Bolisso, dove fu ospitato dal pastore Glauco. Glauco parlò di lui al suo padrone, che gli affidò l'educazione dei figli.
Finalmente Omero riuscì a trascorrere un periodo di vita sereno, accumulando anche una certa sostanza, sposandosi, ed avendo due figlie.
È questo il periodo in cui compose lOdissea.
La morte
Intanto, non appena a Chio arrivarono le opere di Omero che lo resero famoso, Testoride decise di allontanarsi dalla città.
Da tutta la Grecia accorreva gente per vedere Omero. Decise così di trasferirsi sul continente, trascorse l'inverno a Samo, quindi partì per Atene, ma a Ios si ammalò e morì.
Le altre biografie
Le altre "Vite", attribuite a Plutarco, a Proclo o anonime, non aggiungono molto di più e non meritano di maggiore fede.
Neanche il "Certame di Omero e di Esiodo" ci dà ulteriori particolari, giunto a noi in una redazione di età adrianea, ma avente un nucleo molto più antico. In quest'opera si immagina che i due poeti si siano incontrati per caso per onorare le esequie di Anfidamante, re dell'Eubea, dando luogo ad una competizione poetica vinta da Esiodo, premiato dal re in quanto esaltatore di agricoltura e pace in contrasto di chi aveva cantato di guerre e stragi.
Le vere notizie biografiche
In realtà, tutto il contenuto delle vite è leggendario. Del poeta sappiamo con certezza soltanto il nome, Omero, che può significare "cieco", "schiavo", od "ostaggio". Quale sia la sua reale valenza, però, è del tutto ignoto.
Tutti gli storici moderni sono concordi, inoltre, nel giudicare assai incerto il luogo di nascita; la maggioranza propende per Chio o Smirne.
Un dato della leggenda è verosimile, ovvero la sua vita errabonda. Le sue opere dimostrano la conoscenza di paesi e popoli che non può non essere diretta.
Povertà, cecità e ambiente plebeo, sono elementi della sua vita che molti critici rifiutano, in quanto vedono, specialmente nell'Iliade, opere cortigiane.
Il passo dell'Iliade in cui si presagisce che la discendenza di Enea regnerà un giorno sui troiani, sembra essere profezia ex eventu, dimostrando come Omero vivesse nella Troade nella corte di una dinastia che vantasse Enea come proprio iniziatore.
L'età in cui visse il poeta, per gli antichi non è chiara, Erodoto riteneva che fosse vissuto prima di lui di almeno quattro secoli (IX secolo a.C.).
La questione omerica
La paternità della "questione omerica" viene attribuita a François Hédelin abate d'Aubignac (1604-1676), a Giambattista Vico (1668-1744) e a Friedrich August Wolf (1759-1824).
Hédelin, è in alcune "Congetture accademiche sull'«Iliade»" (pubblicate postume nel 1715), dava un giudizio negativo della poesia dell'Iliade e riteneva che il poema fosse un centone (richiamando l'etimologia corrente della rapsodia "canti cuciti insieme"): un esprit ingénieux, tra l'enorme mole di canti eseguiti nelle feste e nelle corti principesche, ne avrebbe raccolto una quarantina, apportandovi tagli, aggiunte, adattamenti e correzioni, spiegando così le ineguaglianze e le contraddizioni contenute.
Vico, che non conosceva l'opera di Hédelin, scrisse nella seconda edizione della "Scienza nuova" (1730) la sua convinzione che i poemi omerici fossero « per più mani lavorati e condotti » e mettendo in dubbio l'esistenza di Omero, lo presentava come un simbolo.
Nei "Prolegomena ad Homerum", Wolf si ispira a Hédelin, ma con un'indagine più profonda ed un maggiore rigore critico, sosteneva che all'epoca di Omero non si conoscesse la scrittura e che quindi un solo poeta non avrebbe potuto comporre e tramandare a memoria tante migliaia di versi: i poemi omerici erano una raccolta di poemetti popolari, raccolti in un secondo tempo, per un'opera commissionata da Atene (forse Pisistrato) nel VI secolo. Le prime due teorie rimasero quasi sconosciute, mentre quella di Wolf fece scalpore e segnò l'inizio della "questione omerica", iniziando una serie enorme di studi sull'opera di Omero.
Nonostante una delle teorie di Wolf si dimostrò infondata (ricerche archeologiche dimostrarono l'esistenza della scrittura già alcuni secoli prima di Omero), la tesi di Omero simbolo fu ancora sostenuta.
Le ipotesi di Lachmann trovano una certa analogia con quelle di Hédelin, secondo lui l'Iliade sarebbe composta da 16 canti popolari riuniti e poi trascritti per ordine di Pisistrato (Kleinliedertheorie). Opposta la tesi di Herrmann: i due poemi omerici deriverebbero da due nuclei originali ("Ur-Ilias" e "Ur-Odyssee"), a cui sarebbero state fatte aggiunte ed ampliamenti.
La questione omerica è lontana dall'essere risolta, perché in realtà è insolubile.
I dati che si possono considerare assodati sono:
- Iliade ed Odissea non sono opera dello stesso autore, rispecchiano civiltà, usi e costumi assai diversi
- uno fu il poeta autore dell'Iliade o, meglio, della gran parte dell'opera, che ebbe in seguito degli ampliamenti e l'aggiunta di qualche canto (sono sicuramente posteriori il catalogo delle navi nel libro II e il libro X)
- nessun motivo impedisce di pensare che l'autore di questa si chiamasse Omero, il quale forse fu di Smirne e visse nella Troade alla corte di un principe.
I poemi omerici presuppongono la preesistenza di brevi poemi epici esametrci, preceduti da canzoni (probabilmente eoliche) composte in strofe di brevi versi, talvolta anche con la rima.
categoria:biografie
categoria:poeti greci
ja:ホメロス
ko:호메로스
ms:Homer
simple:Homer
th:โฮเมอร์
Grande MadreLa Grande Madre è una divinità femminile primordiale, presente in quasi tutte le mitologie note, in cui si manifestano la terra, la generatività, il femminile come mediatore tra l'umano e il divino.
Alcuni la considerano sorta durante una mitica (e mai dimostrata) fase matriarcale, che le società di cacciatori-raccoglitori avrebbero condiviso.
Mitologia
Il culto della Grande Madre risale al Neolitico e forse addirittura al Paleolitico, se si leggono in questo senso le numerose figure femminili steatopige (c.d. "Veneri") ritrovate in tutta Europa, di cui naturalmente non conosciamo il nome.
image:VenusWillendorf.jpg|Venere di Willendorf (Austria, circa XXII millennio AC)
image:Inanna.jpg|Inanna (Sumeri, IV millennio AC)
image:Snake Goddess Crete 1600BC.jpg|La dea dei serpenti (Creta, II millennio AC)
image:Stone image LGPU 08.jpg|(Lugansk, Ukraina, datazione ignota)
Lungo le generazioni, con gli spostamenti di popoli e la crescita di complessità delle culture, le "competenze" della Grande Madre si moltiplicarono in diverse divinità femminili. Per cui la Grande Dea, pur continuando ad esistere e ad avere culti propri, assumerà personificazioni distinte, per esempio, per sovrintendere all'amore sensuale (Ishtar-Astarte-Afrodite pandemia-Venere), alla fertilità delle donne (Ecate triforme, come 3 sono le fasi della Luna), alla fertilità dei campi (Demetra-Persefone-Proserpina), alla caccia (Artemide-Diana).
Inoltre, siccome il ciclo naturale delle messi implica la morte del seme, perché esso possa risorgere nella nuova stagione, la grande dea è connessa anche a culti legati al ciclo morte-rinascita e alla Luna, che da sempre lo rappresenta (i più arcaici di questi riti sono riservati alle donne, come quello di Mater matuta o della Bona Dea).
Ad esempio, nelle feste e nei misteri in onore del gruppo Demetra-Persefone-Proserpina, il suo culto segna il volgere delle stagioni, ma anche la domanda dell'uomo di rinascere come il seme rinasce dalla terra.
L'evoluzione teologica della figura della Grande Madre (giacché nulla va perduto, nel labirinto della mitologia) venne costantemente rappresentata da segnali di connessione tra le nuove divinità e quella arcaica.
Finché le religioni dominanti ebbero carattere politeistico, un segno certo di connessione consisteva nella parentela mitologica attestata da mitografi e poeti antichi (ad esempio, Ecate è figlia di Gea; Demetra è figlia di Rea).
Altro carattere che permette di riconoscere le tracce della Grande Dea nelle sue più tarde eredi, è poi la ripetizione di specifici attributi iconologici e simbolici che ne richiamano l'orizzonte originario. Ad esempio:
- il dominio sugli animali, che accomuna i leoni alati che accompagnano Ishtar, la cerva di Diana e il serpente ctonio della dea cretese;
- l'ambientazione tra rupi (o in caverne, a ricordare il carattere ctonio della divinità originale) e boschi, o presso acque;
- il carattere e i culti notturni.
Anche nel mutare delle religioni, la memoria della divinità arcaica, "signora" di luoghi o semplicemente di bisogni umani primari, si mantenne e si trasmise lungo le generazioni, dando luogo a culti forse inconsapevolmente sincretistici (le cui ultime propaggini possono essere considerate, ad esempio, le molte "Madonne nere" venerate in Europa).
Nell'area mediterranea ne conosciamo i nomi e le storie, nelle diverse civilizzazioni in cui si impose, dall'epoca protostorica:
- in area mesopotamica (V millennio AC): Inanna-Ishtar
- in area anatolica (II millennio AC): Cibele, Rea
- in area greca: Gaia (o Gea);
- in area etrusca: Mater Matuta
- in area romana: Bona Dea o Magna Mater
La variante nordica della Grande Madre, portata fino alle Isole britanniche da migrazioni di popoli pre-achei verso nord ovest, è secondo Robert Graves la Dea Bianca della mitologia celtica (colei che a Samotracia si chiamava Leucotea e proteggeva i marinai nei naufragi).
I compagni della Grande Madre
L'universo cultuale della Grande Madre prevedeva anche, benché non sempre, figure maschili, inizialmente descritte come figure plurime o collettive (come i Dattili di Samotracia).
L'evoluzione di tali figure e la loro progressiva personificazione individuale sembrano confermare per sottrazione l'idea di un'origine matriarcale della civilizzazione, sia per la forte accentuazione di "figlio della dea" - e la dea rimanda alla Grande Madre, anche se ha un altro nome - che viene attribuita a talune divinità maschili particolarmente legate alla terra (Dioniso, per tutte); sia perché la modifica e l'individuazione in senso patriarcale del Pantheon sono attestate in epoca relativamente tarda, quando gli uomini avevano preso coscienza della propria potestà generatrice; sia, infine, per il rapporto misterioso che corre tra la Grande Dea e il suo compagno, caratterizzato dall'essere minore di lei, per età e per poteri, e che spesso si presenta, almeno inizialmente, come una figura di giovane amante, assai simile ad un figlio (si veda in proposito la coppia Cibele-Attis).
Psicologia e simbolismo
- Nella psicologia di Jung la Grande Madre è una delle potenze numinose dell'inconscio, un archetipo di grande ed ambivalente potenza, distruttrice e salvatrice, nutrice e divoratrice.
- In Erich Neumann, che più di tutti gli allievi di Jung dedicò i propri studi ai vari aspetti del femminile, l'archetipo della Grande Madre (tendenzialmente conservativo e nemico della differenziazione) è il principale ostacolo allo sviluppo del Sè individuale, che per conquistare la propria parte femminile deve sviluppare le proprie capacità di separazione ed autoaffermazione.
- Più in generale, la figura (o l'archetipo) della Grande Madre riappare non di rado nelle opere creative: dalla figura di Medea, che ha attraversato i secoli da Euripide a Pasolini, alla Regina della Notte del Flauto Magico di Mozart, a certe battute e immagini del cinema di Woody Allen.
Bibliografia
- Robert Graves, La Dea Bianca, Adelphi, 1992
Voci correlate
- Mito degli agricoltori
- Religioni misteriche
- Santuario dei grandi dei di Samotracia
- Gea
- Artemide
- Venere di Willendorf
- Madre Terra
- Eos
Collegamenti esterni
- [http://www.templaricavalieri.it/grande_madre_madonne_nere.htm le Madonne nere]
- [http://www.sullacrestadellonda.it/mitologia/matermatuta.htm la Mater Matuta]
- [http://www.riccardobrunetti.it/grandmadr.htm La Grande Madre testimonianza della fecondità]
Categoria:Mitologia
ja:地母神
Efeso
Efeso è un'antica città sulla costa dell'Asia Minore (Turchia), situata alla foce del fiume Caistro (odierno Küçük Menderes), le sue rovine si trovano presso la città di Selçuk.
Selçuk
Una delle più note località archeologiche del Mediterraneo, fondata dagli Ioni, faceva parte della Ionia.
Fece parte dell'impero di Alessandro Magno e nel 129 la città divenne il capoluogo della provincia romana di Asia.
Sotto i Romani, così come molte altre città di frontiera dell'Impero, conobbe grande prosperità, e a ricordarci quel periodo restano le imponenti rovine della biblioteca di Celso
Ebbe un ruolo importante per la cristianità e fu sede anche di alcuni concili.
Nel 263 venne saccheggiata dai Goti, per passare successivamente sotto Bisanzio. Fu nuovamente saccheggiata nel 655 dagli Arabi. Fu occupata dai Turchi nel 1308 e ridotta ad un cumulo di rovine.
Era provvista di un porto, oggi interrato, e ospitava il Tempio di Artemide, una delle sette meraviglie del mondo.
Voci correlate
- Concilio di Efeso (431)
- Concilio di Efeso (449)
Categoria:Turchia
Categoria:Città antiche
ja:エフェソス
ko:에페소스
Sette meraviglie del mondoNel 200 AC Filone di Bisanzio propose una lista dei più famosi monumenti del tempo, che divennero noti come la sette meraviglie del mondo.
Si tratta di strutture architettoniche, sculture ed edifici che i Greci ed i Romani ritennero essere le più belle e straordinarie opere dell'intera umanità.
Sono tutte situate in quello che allora era il mondo conosciuto: Egitto, Grecia, Mesopotamia, Turchia.
Tutte costruite più di 2000 anni fa, furono contemporaneamente visibili solo nel periodo fra il 250 AC ed il 226 AC; successivamente andarono ad una ad una distrutte per cause diverse; solo l'imponente e misteriosa Piramide di Cheope sopravvive ancora oggi.
Vengono anche chiamate le sette meraviglie classiche oppure le sette meraviglie antiche per distinguerle dalle sette meraviglie moderne proposte in tempi più recenti.
Spesso si attribuisce ad un'opera architettonica l'appellativo di ottava meraviglia del mondo, per evidenziare che essa è talmente bella da potersi considerare alla pari con le preesistenti sette meraviglie. Qualcuno, con una notevole dose di campanilismo, annovera il proprio monumento direttamente tra le sette meraviglie, senza specificare quale delle sette dovrebbe sostituire.
Le sette meraviglie antiche
- I Giardini pensili di Babilonia
- Il Colosso di Rodi
- Il Mausoleo di Alicarnasso
- Il Tempio di Artemide ad Efeso
- Il Faro di Alessandria in Egitto
- La statua di Zeus ad Olimpia
- La Piramide di Cheope a Giza
Meraviglie del mondo
Meraviglie del mondo
ja:世界の七不思議
ko:세계의 7대 기적
th:เจ็ดสิ่งมหัศจรรย์ของโลก
Marsiglia
Marsiglia è una città della Francia, che conta quasi un milione d'abitanti.
È il capoluogo della provincia (département) delle Bouches-du-Rhône (Foci del Rodano), sigla 13.
Fondata da Greci provenienti da Focea (Phocée), in Anatolia, circa 2.600 anni fa è la più vecchia città sul territorio attuale francese.
Anatolia
Grande città situata nel Sud della Francia, capoluogo della regione Provence-Alpes-Côte d'Azur e del département delle Bouches-du-Rhône, Marsiglia (Marseille) ( in latino: Massilia; in greco: Massalia) è il primo porto della Francia, e può essere chiamata una capitale del Sud. È soprannominata in francese la cité phocéenne (la città focea), perché è stata fondata nel 600 a.C. da marinai greci originari di Focea. Chiamata all'inizio Phokaia come l'antica capitale dei Focei, il suo nome diventa in seguito Massilia durante il periodo romano.
Storia
I Focei si sono rapidamente integrati nel territoro e vi hanno costruito un nucleo urbano orientato verso il mare e il commercio. Infatti, è il commercio (e i commercianti) a caratterizzare la lunga storia della Città di Marsiglia ed è sempre il commercio che ne decide le sorti: guerre, momenti di pace e alleanze. La leggenda dell'incontro e dell'unione fra il marinaio Protis (focese) e la bella Gyptis (figlia del re della città) rafforza la sua tradizione di città commerciale.
Un'altra caratteristica della città è la sua indipendenza nei confronti delle altre città e del potere (inteso come potere centrale francese, del Re e di Parigi): Marsiglia è una città che cambia bandiera (e sovrano) in base ai suoi interessi. Per molto tempo ha avuto una propria amministrazione. Solo con la Rivoluzione francese, con l'intento di unificazione della Francia sotto un'unica moneta, un'unica lingua e con gli stessi diritti e doveri per tutti, Marsiglia perderà questa tendenza autonoma che ha sempre cercato di mantenere.
Amministrazione
Marsiglia è divisa in 16 arrondissements municipali, anche essi divisi in quartieri (111 in totale). Gli arrondissements sono raggruppati due a due in settori, e ognuno degli 8 settori ha il proprio consiglio e il proprio sindaco, come gli arrondissements di Paris o di Lione.
Le elezioni municipali si svolgono per settore. Ogni settore elegge i suoi consiglieri (303 in totale), di cui un terzo saranno consiglieri municipali.
Numero di consiglieri eletti per settore:
Ultimi sindaci di Marsiglia:
- 1953-1986 : Gaston Defferre (già sindaco dal 1944 al 1946, rieletto nel 1959, 1965, 1971, 1977, 1983)
- 1986-1995 : Robert Vigouroux (rieletto nel 1989)
- 1995- : Jean-Claude Gaudin (rieletto nel 2001)
Da luglio 2000, Marsiglia si è associata con dei comuni limitrofi per formare la Communauté Urbaine Marseille Provence Métropole (Comunità Urbana Marsiglia Provenza Metropoli). Questa struttura intercomunale conta 18 membri:
Allauch,
Carnoux-en-Provence,
Carry-le-Rouet,
Cassis,
Ceyreste,
Châteauneuf-les-Martigues,
La Ciotat,
Ensuès-la-Redonne,
Gémenos,
Gignac-la-Nerthe,
Marignane,
Marsiglia,
Plan-de-Cuques,
Roquefort-la-Bédoule,
Le Rove,
Saint-Victoret,
Sausset-les-Pins,
Septèmes-les-Vallons
Nel consiglio provinciale Bouches-du-Rhône, Marsiglia rappresenta 25 dei 58 posti, dal febbraio 2003. I 25 cantoni sono:
- Marseille-La Belle-de-Mai (25 878 abitanti);
- Marseille-Belsunce (27 992 ab.);
- Marseille-La Blancarde (30 168 ab.);
- Marseille-Le Camas (27 506 ab.);
- Marseille-La Capelette (34 292 ab.);
- Marseille-Les Cinq-Avenues (29 846 ab.);
- Marseille-Les Grands-Carmes (29 060 ab.);
- Marseille-Mazargues (35 890 ab.);
- Marseille-Montolivet (33 644 ab.);
- Marseille-Notre-Dame-du-Mont (31 102 ab.);
- Marseille-Notre-Dame-Limite (33 472 ab.);
- Marseille-Les Olives (26 945 ab.);
- Marseille-La Pointe-Rouge (31 116 ab.);
- Marseille-La Pomme (38 701 ab.);
- Marseille-La Rose (33 206 ab.);
- Marseille-Saint-Barthélemy (37 629 ab.);
- Marseille-Sainte-Marguerite (36 868 ab.);
- Marseille-Saint-Giniez (34 607 ab.);
- Marseille-Saint-Just (32 749 ab.);
- Marseille-Saint-Lambert (26 218 ab.);
- Marseille-Saint-Marcel (29 981 ab.);
- Marseille-Saint-Mauront (40 816 ab.);
- Marseille-Les Trois Lucs (25 324 ab.);
- Marseille-Vauban (29 668 ab.);
- Marseille-Verduron (35 752 ab.)
Luoghi celebri
- Il vecchio porto dove sbarcarono i Greci
- La canebière, il viale centrale della città, il più affollato e ricco di negozi, che un tempo collegava i campi a nord della città con il porto
- Notre-Dame-de-la-Garde
- Il Château d'If, ex carcere situato su un'isola, dove nel romanzo di Alexandre Dumas il Conte di Montecristo viene incarcerato
- L'Unité d'habitation n° 1 realizzata dall'architetto svizzero Le Corbusier
- Le spiagge
- Le calanques (piccole insenature di mare nella roccia)
Cultura
- Patrick Dupond per la danza, Fernandel, Raimu, Robert Guédiguian per il cinema , Marcel Pagnol per la letteratura, IAM (gruppo rap) per la musica. La musica reagge è molto presente,soprattutto grazie al Massilia Sound System. Ma anche Élie Kakou e Patrick Bosso, comici locali diventati famosi in tutta la Francia. E fra i tanti luoghi di spettacolo cittadini si devono ricordare i teatri: La Criée, Le Gymnase, La Friche,...
- Sport: Il calcio (Olympique de Marseille, le cui partite si svolgono allo stade Vélodrome) e la pétanque
- Cucina: Pastis (bevanda alcolica speziata a base di anice bevuto come aperitivo), aïoli (salsa a base di aglio), tapenade (antipasto a base di acciughe, olive, capperi e aglio), bouillabaisse (zuppa di pesce, con salse e verdure), Panisse (sottile galetta di farina di ceci).
Persone celebri nate a Marsiglia
- Antonin Artaud (1896-1948), poeta e attore
- Maurice Béjart (nato lì 1° gennaio 1927)
- Jean Bouin (1888-1914), atleta francese
- Alexandre Bussy (1794-1882), polytechnicien
- César Baldaccini (1921-1998), scultore
- Albert Dubout (1905-1976), caricaturista
- Jean-Claude Izzo (1945-2000), scrittore
- Darius Milhaud (1892-1974), musicista, membro dei Les Six
- Adolphe Monticelli (1824-1886), pittore
- Edmond Rostand (1868-1918), dramaturga
- Adolphe Thiers (1797-1877), uomo politico
- Zinedine Zidane capitano della squadra nazionale di calcio fino al 2004
Collegamenti esterni
- [http://marseille.indymedia.org/ Indymedia Marseille]
- [http://www.marseille-provence.com/ Communauté Urbaine]
- La pagina su [http://www.wikitravel.org/fr/article/Marseille Marsiglia] su Wikitravel
categoria:Marsiglia
Marseille
Marseille
ja:マルセイユ
Marsiglia
Marsiglia è una città della Francia, che conta quasi un milione d'abitanti.
È il capoluogo della provincia (département) delle Bouches-du-Rhône (Foci del Rodano), sigla 13.
Fondata da Greci provenienti da Focea (Phocée), in Anatolia, circa 2.600 anni fa è la più vecchia città sul territorio attuale francese.
Anatolia
Grande città situata nel Sud della Francia, capoluogo della regione Provence-Alpes-Côte d'Azur e del département delle Bouches-du-Rhône, Marsiglia (Marseille) ( in latino: Massilia; in greco: Massalia) è il primo porto della Francia, e può essere chiamata una capitale del Sud. È soprannominata in francese la cité phocéenne (la città focea), perché è stata fondata nel 600 a.C. da marinai greci originari di Focea. Chiamata all'inizio Phokaia come l'antica capitale dei Focei, il suo nome diventa in seguito Massilia durante il periodo romano.
Storia
I Focei si sono rapidamente integrati nel territoro e vi hanno costruito un nucleo urbano orientato verso il mare e il commercio. Infatti, è il commercio (e i commercianti) a caratterizzare la lunga storia della Città di Marsiglia ed è sempre il commercio che ne decide le sorti: guerre, momenti di pace e alleanze. La leggenda dell'incontro e dell'unione fra il marinaio Protis (focese) e la bella Gyptis (figlia del re della città) rafforza la sua tradizione di città commerciale.
Un'altra caratteristica della città è la sua indipendenza nei confronti delle altre città e del potere (inteso come potere centrale francese, del Re e di Parigi): Marsiglia è una città che cambia bandiera (e sovrano) in base ai suoi interessi. Per molto tempo ha avuto una propria amministrazione. Solo con la Rivoluzione francese, con l'intento di unificazione della Francia sotto un'unica moneta, un'unica lingua e con gli stessi diritti e doveri per tutti, Marsiglia perderà questa tendenza autonoma che ha sempre cercato di mantenere.
Amministrazione
Marsiglia è divisa in 16 arrondissements municipali, anche essi divisi in quartieri (111 in totale). Gli arrondissements sono raggruppati due a due in settori, e ognuno degli 8 settori ha il proprio consiglio e il proprio sindaco, come gli arrondissements di Paris o di Lione.
Le elezioni municipali si svolgono per settore. Ogni settore elegge i suoi consiglieri (303 in totale), di cui un terzo saranno consiglieri municipali.
Numero di consiglieri eletti per settore:
Ultimi sindaci di Marsiglia:
- 1953-1986 : Gaston Defferre (già sindaco dal 1944 al 1946, rieletto nel 1959, 1965, 1971, 1977, 1983)
- 1986-1995 : Robert Vigouroux (rieletto nel 1989)
- 1995- : Jean-Claude Gaudin (rieletto nel 2001)
Da luglio 2000, Marsiglia si è associata con dei comuni limitrofi per formare la Communauté Urbaine Marseille Provence Métropole (Comunità Urbana Marsiglia Provenza Metropoli). Questa struttura intercomunale conta 18 membri:
Allauch,
Carnoux-en-Provence,
Carry-le-Rouet,
Cassis,
Ceyreste,
Châteauneuf-les-Martigues,
La Ciotat,
Ensuès-la-Redonne,
Gémenos,
Gignac-la-Nerthe,
Marignane,
Marsiglia,
Plan-de-Cuques,
Roquefort-la-Bédoule,
Le Rove,
Saint-Victoret,
Sausset-les-Pins,
Septèmes-les-Vallons
Nel consiglio provinciale Bouches-du-Rhône, Marsiglia rappresenta 25 dei 58 posti, dal febbraio 2003. I 25 cantoni sono:
- Marseille-La Belle-de-Mai (25 878 abitanti);
- Marseille-Belsunce (27 992 ab.);
- Marseille-La Blancarde (30 168 ab.);
- Marseille-Le Camas (27 506 ab.);
- Marseille-La Capelette (34 292 ab.);
- Marseille-Les Cinq-Avenues (29 846 ab.);
- Marseille-Les Grands-Carmes (29 060 ab.);
- Marseille-Mazargues (35 890 ab.);
- Marseille-Montolivet (33 644 ab.);
- Marseille-Notre-Dame-du-Mont (31 102 ab.);
- Marseille-Notre-Dame-Limite (33 472 ab.);
- Marseille-Les Olives (26 945 ab.);
- Marseille-La Pointe-Rouge (31 116 ab.);
- Marseille-La Pomme (38 701 ab.);
- Marseille-La Rose (33 206 ab.);
- Marseille-Saint-Barthélemy (37 629 ab.);
- Marseille-Sainte-Marguerite (36 868 ab.);
- Marseille-Saint-Giniez (34 607 ab.);
- Marseille-Saint-Just (32 749 ab.);
- Marseille-Saint-Lambert (26 218 ab.);
- Marseille-Saint-Marcel (29 981 ab.);
- Marseille-Saint-Mauront (40 816 ab.);
- Marseille-Les Trois Lucs (25 324 ab.);
- Marseille-Vauban (29 668 ab.);
- Marseille-Verduron (35 752 ab.)
Luoghi celebri
- Il vecchio porto dove sbarcarono i Greci
- La canebière, il viale centrale della città, il più affollato e ricco di negozi, che un tempo collegava i campi a nord della città con il porto
- Notre-Dame-de-la-Garde
- Il Château d'If, ex carcere situato su un'isola, dove nel romanzo di Alexandre Dumas il Conte di Montecristo viene incarcerato
- L'Unité d'habitation n° 1 realizzata dall'architetto svizzero Le Corbusier
- Le spiagge
- Le calanques (piccole insenature di mare nella roccia)
Cultura
- Patrick Dupond per la danza, Fernandel, Raimu, Robert Guédiguian per il cinema , Marcel Pagnol per la letteratura, IAM (gruppo rap) per la musica. La musica reagge è molto presente,soprattutto grazie al Massilia Sound System. Ma anche Élie Kakou e Patrick Bosso, comici locali diventati famosi in tutta la Francia. E fra i tanti luoghi di spettacolo cittadini si devono ricordare i teatri: La Criée, Le Gymnase, La Friche,...
- Sport: Il calcio (Olympique de Marseille, le cui partite si svolgono allo stade Vélodrome) e la pétanque
- Cucina: Pastis (bevanda alcolica speziata a base di anice bevuto come aperitivo), aïoli (salsa a base di aglio), tapenade (antipasto a base di acciughe, olive, capperi e aglio), bouillabaisse (zuppa di pesce, con salse e verdure), Panisse (sottile galetta di farina di ceci).
Persone celebri nate a Marsiglia
- Antonin Artaud (1896-1948), poeta e attore
- Maurice Béjart (nato lì 1° gennaio 1927)
- Jean Bouin (1888-1914), atleta francese
- Alexandre Bussy (1794-1882), polytechnicien
- César Baldaccini (1921-1998), scultore
- Albert Dubout (1905-1976), caricaturista
- Jean-Claude Izzo (1945-2000), scrittore
- Darius Milhaud (1892-1974), musicista, membro dei Les Six
- Adolphe Monticelli (1824-1886), pittore
- Edmond Rostand (1868-1918), dramaturga
- Adolphe Thiers (1797-1877), uomo politico
- Zinedine Zidane capitano della squadra nazionale di calcio fino al 2004
Collegamenti esterni
- [http://marseille.indymedia.org/ Indymedia Marseille]
- [http://www.marseille-provence.com/ Communauté Urbaine]
- La pagina su [http://www.wikitravel.org/fr/article/Marseille Marsiglia] su Wikitravel
categoria:Marsiglia
Marseille
Marseille
ja:マルセイユ
Roma
Roma (RM) è la capitale d'Italia, comune capoluogo della provincia omonima e della regione Lazio. È tra le metropoli più grandi d'Europa, con circa due milioni e ottocentomila abitanti.
__TOC__
Geografia
Il nucleo urbano sorse sulle alture fiancheggianti il Tevere in corrispondenza dell'ansa in cui si trova l'isola Tiberina.
Sia a destra che a sinistra del fiume si trovano rilievi di modesta entità, che rappresentano i resti dell'antico apparato vulcanico complessivamente denominato Vulcano Laziale, come i monti Tiburtini e i monti Prenestini, mentre i più vicini sono i Castelli romani tra i quali svetta il Monte Cavo.
La valle del Tevere è in genere larga circa 3 km, ma, in prossimità dell'isola Tiberina, si restringe a meno di 1 km.
I pendii dei colli anticamente erano più scoscesi, rendendoli facilmente fortificabili. Oggi i colli, tranne alcune pendici del Campidoglio e dell'Aventino, sono molto più dolci e il fondovalle è stato colmato sia dai detriti fluviali sia artificialmente.
Roma è attraversata anche da un altro fiume, l'Aniene, che confluisce nel Tevere in territorio urbano.
Territorio
Il comune comprende molte borgate e frazioni, tra cui Ostia cresciute insieme alla città nel '900 . Roma, al contrario di altre grandi città europee, ha un'area metropolitana modesta se paragonata con il suo stesso comune. Infatti, la superficie comunale è vastissima, inglobando alcune zone urbane che in seguito al fenomeno spontaneo dell'abusivismo crebbero dal nulla grazie all'immigrazione che non trovava spazi abitativi ufficiali nella città.
Ne risulta, quindi, che l'effettiva area metropolitana della capitale italiana supera di poco i 3.600.000 abitanti. Il vantaggio che, però, deriva da una tale vastità di superficie è notevole; infatti, dove altre città hanno difficoltà a trovare accordi con le altre municipalità dell'area metropolitana, questo problema è totalmente assente a Roma, dove un'unica amministrazione comunale governa un'area che per dimensione è paragonabile alla provincia di Milano o a quella di Napoli.
Conosciuta universalmente come l'Urbe o la Città eterna, Roma sorge sulle rive del fiume Tevere ed il suo centro storico comprende i sette colli: Palatino, Aventino, Campidoglio, Quirinale, Viminale, Esquilino e
Celio.
Storia
Celio
Popolazione e lingua
La popolazione ha sempre parlato il romanesco che però, come la maggior parte dei dialetti italiani, non ha alcuna ufficialità.
Il romanesco, come tutte le lingue, si è evoluto negli anni, tanto che, per esempio, il Belli (prima metà del 1800) usa delle forme linguistiche che non vengono utilizzate da Trilussa (inizio '900). Questa evoluzione non ha alterato profondamente il dialetto almeno fino agli anni cinquanta, a partire dai quali Roma fu meta di ingenti migrazioni dalle altre regioni italiane. Il dialetto subì allora contaminazioni soprattutto dall'italiano formando la parlata che spesso si sente : il cosiddetto "romano moderno".
Oramai il dialetto romanesco come era quello del Belli è praticamente scomparso, poiché ha perso molte delle sue parole e modi di dire a favore dell'italiano, ma su di esso si è sviluppato un tipo di dialetto che, se è utilizzato correttamente in tutte le sue caratteristiche piú tipiche, è una parlata allegra e vivace di cui i romani vanno molto fieri.
La forte immigrazione degli anni Cinquanta, oltre a riflettersi sul linguaggio, ha cambiato le componenti della popolazione: al "romano de Roma", di origine romana, si sono affiancati i nuovi arrivati. Capita così che spesso nelle famiglie oggi più che il romano si parli l'italiano o, al più la lingua nazionale con leggere influenze dialettiche.
Amministrazione, suddivisioni e quartieri
- Sindaco: Walter Veltroni, dal 05/2001.
- Comune: Centralino 06 06 06
- Sindaci di Roma
- Classificazione climatica: zona D, 1415 GR/G
Suddivisioni
Per scopi amministrativi e per aumentare la decentralizzazione, il grande territorio del comune di Roma è stato ufficialmente diviso in 19 Municipi. Ogni Municipio riunisce parti di diversi quartieri. I rioni invece sono le ripartizioni in cui è suddiviso il centro storico.
L'istituzione dei rioni risale all'Antica Roma, e il loro numero è cresciuto con la crescita della città. Tutti tranne uno (Prati) si trovano all'interno delle Mura aureliane.
Il comune di Roma utilizza sia la divisione in quartieri che in zone.
Città Gemellate
- Parigi, Francia 20px, dal 1956
- New York, Stati Uniti 20px
Trasporti e mobilità urbana
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Come recita il noto proverbio, "Tutte le strade conducono a Roma". E sono molte e varie, queste strade.
Trasporto su strada
La città è al centro di una struttura radiale di vie di comunicazione che ricalcano le direttrici delle antiche vie consolari, che partendo dal Campidoglio congiungevano Roma antica a tutti gli angoli dell'impero.
Il punto di partenza delle strade che partono da Roma - il km 0 fisico - rimane il miliarium, la colonna un tempo dorata e posta nel Foro, ora di marmo e posta in cima alla Cordonata.
Lo spazio urbano, un tempo delimitato dalle mura, è oggi definito dall'anello esterno di raccordo tra le vie di penetrazione, il Grande Raccordo Anulare.
Trasporto su ferro
Essendo posta al centro della penisola, Roma è anche il principale nodo ferroviario dell'Italia centrale. Le direttrici di traffico sono 4 e ricalcano - almeno nella parte iniziale del percorso - il tracciato delle principali consolari: quella tirrenica (Roma-Genova, lungo la via Aurelia), quella verso nord (Roma-Firenze-Bologna, lungo la via Salaria), quella adriatica (Roma-Pescara, lungo la via Tiburtina) e quella meridionale (Roma-Napoli, lungo la via Appia).
Le principali stazioni sono Roma Termini (che è la stazione ferroviaria più grande e trafficata d'Europa con più di 600'000 transiti giornalieri, con al suo interno un centro commerciale, chiamato "Forum Termini", di oltre cento negozi), Roma Tiburtina (dove è previsto l'arrivo della nuova linea ad alta capacità), Roma Ostiense, Roma Trastevere, Roma Tuscolana, Roma S. Pietro.
Trasporto aereo
La città è servita attualmente da tre aeroporti:
- Aeroporto intercontinentale Leonardo da Vinci (più noto semplicemente come Fiumicino, nome del comune che lo ospita, dopo essere stato scorporato dal comune di Roma nel 1992, a cui era stato aggregato sotto il Fascismo);
- Aeroporto internazionale Giovan Battista Pastine (più noto come Ciampino), situato ancora in territorio romano nei pressi del confine tra Roma e Ciampino (già frazione di Marino). È un areoporto sia civile che militare lungo la Via Appia, che riceve molti voli di linea da tutt'Europa inclusi voli di compagnie a basso costo.
- Aeroporto dell'Urbe, situato sulla via Salaria a soli 6 km dal centro e utilizzato come scalo secondario e come eliporto.
L'Aeroporto di Centocelle, nella parte orientale di Roma tra la Via Tuscolana e Via Casilina, fino a qualche anno fa in funzione, adesso è stato abbandonato, e verrà riadattato come un grande parco pubblico.
Trasporti pubblici urbani
Roma è attualmente dotata di due linee di metropolitana, aperte nel 1955, che servono gli assi di traffico est-ovest (linea A) e nord-sud (linea B). Altre linee sono in costruzione (linea B1 e linea C) e in progettazione (linea D). La lunghezza totale attuale è di 38 km. Le due linee si intersecano solo in un punto, alla stazione di Roma Termini.
Il sistema dei trasporti pubblici urbani integra anche una ventina di stazioni urbane della rete ferroviaria. Le più utilizzate sono Roma Tuscolana, Roma Trastevere, Roma San Pietro, Roma Nomentana, Roma Nuovo Salario, Roma Magliana, Roma Muratella, Roma Aurelia.
Nelle stazioni interne fermano sia i treni a media percorrenza (lunga nelle stazioni Termini, Ostiense e Tiburtina) che i treni metropolitani (detti "trenini effeemme"), che sono parte integrante del trasporto urbano e si possono prendere con il relativo biglietto ATAC. Esiste inoltre una linea espressa che collega la città all'aeroporto di Fiumicino.
L'altro ramo del servizio di trasporti pubblici urbano è costituito dalla rete ATAC di autobus, tram e filobus (ritornati in uso nel 2005).
La forte presenza di macchine negli ultimi decenni hanno portato alla creazione di una zona a traffico limitato nella parte centrale del centro nei giorni lavorativi dalle 6 alle 18. Il traffico anche durante la notte ha poi portato alla creazione di un'altra zona a traffico limitato notturna in Trastevere e S. Lorenzo, e ci sono progetti per allargarla al quartiere di Testaccio. I parcheggi sono sempre più spesso convertiti a pagamento, e allo stesso tempo sono pochi,ma si continuano a costruirne di sotterranei.
La situazione del traffico romano è comunque difficile per molte cause, come ad esempio:
- la scarsità della rete di trasporto pubblico su ferro (dovuta alla difficoltà di realizzazione di metropolitane per la conformazione del territorio) e, secondo alcuni, anche per decenni di mancanza di investimenti nel trasporto pubblico;
- l'altissima densità di automobili (si pensi che il Lazio è la seconda regione d'Italia per automobili ogni 100 persone) insieme alla carenza di parcheggi;
- la strutturazione dei quartieri creati o rimodellati nel dopoguerra, destinati ad edilizia intensiva ma con sistema viario inadeguato;
- l'assenza di sufficienti direttrici interne (sebbene di recente siano state aperte nuove strade di scorrimento nel settore nord-orientale);
- la frequenza quasi giornaliera di manifestazioni di vario tipo e ragione, dovuta ai ruoli istituzionali e simbolici di Roma (scioperi, manifestazioni, eventi religiosi, visite di stato, eventi sportivi o di spettacolo e altro); la creazione di nuovi insediamenti abitativi distanti dal centro e difficili da servire con la rete pubblica.
Economia
Roma, sviluppatasi inizialmente intorno all'artigianato dei rioni e successivamente allaamministrazione pubblica (statale, regionale, provinciale, comunale) e agli enti parastatali storicamente presenti nella città e , possiede oggigiorno un'economia dinamica e diversificata che produce il 6,5% del PIL nazionale (più di ogni altra città della nazione) e continua a crescere con un tasso superiore alla media nazionale.
Oltre ai servizi ed all'indotto generato dalla presenza delle strutture amministrative, è l'edilizia a rappresentare il settore economico più importante per la città. Questa, da un lato ha comportato la crescita scriteriata delle periferie romane (dando luogo alla figura "professionale" dei palazzinari) e dall'altro ha favorito lo sviluppo di alcuni tra i più grossi gruppi nazionali del settore.
Ovviamente, anche il turismo rappresenta una delle voci più importanti per il bilancio cittadino, perché l'offerta culturale di Roma ha pochi eguali nel mondo.
La città è anche il centro di molte istituzioni finanziarie (banche ed assicurazioni), di centri di produzione televisiva e cinematografica (tra cui spicca la cittadella artistica di Cinecittà), di aziende operanti nella moda e nella pubblicità.
La presenza di tre poli universitari insieme ai dieci a carattere privato recentemente ha favorito lo sviluppo di attività legate alla ricerca e ai servizi tecnologici avanzati.
Forse inaspettatamente, a Roma è presente una forte realtà industriale, costituita di aziende di medio-piccole dimensioni, che si è sviluppata intorno ad alcuni poli di sviluppo, come la via Tiburtina o Acilia tanto da scavalcare Torino nel ruolo di secondo polo industriale.
L'agricoltura e l'allevamento (soprattutto la pastorizia) stanno sempre più perdendo d'importanza, stante la connotazione sempre più urbana assunta dal territorio comunale, anche se non è infrequente ancor'oggi trovare greggi pascolare nelle zone periferiche della città ma la città. Roma è il comune d'Europa maggiore per le attività agricole.
Educazione e cultura
pastorizia
Roma continua ad essere il più grande centro di istruzione italiano con molte delle maggiori università del territorio:
- Università degli studi di Roma "La Sapienza" (fondata nel 1303), è uno dei centri più prestigiosi e anche la più grande università d'Europa con quasi 150.000 studenti. Anche detta Roma 1 [http://www.uniroma1.it/]
- Università degli studi di Roma "Tor Vergata", anche conosciuta come Roma 2 [http://www2.uniroma2.it/index.shtml]
- Università degli studi Roma Tre [http://www.uniroma3.it/]
- Istituto universitario di scienze motorie. [http://www.iusm.it/]
Anche molte università private si trovano a Roma, come:
- LUISS - Libera università internazionale degli studi sociali "Guido Carli", probabilmente la più prestigiosa università privata di Roma; [http://www.luiss.it/]
- Università Cattolica del Sacro Cuore, molto rinomata in tutta Italia;
- Università Campus bio-medico di Roma [http://www.unicampus.it/]
- Università John Cabot, un'università privata americana;
- LUMSA - Libera università Maria Ss. Assunta [http://www.lumsa.it/]
- Università di Malta, un'università internazionale;
- Leonardo da Vinci Libera Università di Roma;
- Libera Università Degli Studi S. Pio V;
- Università UPTER;
- Università I.S.S.A.S.
Sempre a Roma si trova l'Accademia di Santa Cecilia, la più antica accademia di musica al mondo (fondata nel 1584).
La facoltà di Medicina e chirurgia "Agostino Gemelli" dell'Università Cattolica del Sacro Cuore è anche la prima facoltà di Medicina italiana ad essersi dotata di un policlinico proprio.
Inoltre sono presenti sedi di enti che hanno finalità (esclusiva o meno) di ricerca (lista da completare):
- Consiglio Nazionale delle Ricerche [http://www.cnr.it]
- ISTAT [http://www.istat.it]
- Istituto Superiore di Sanità [http://www.iss.it]
- Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente (IsIAO) [http://www.isiao.it/]
- Istituto per l'Oriente Carlo Alfonso Nallino (IPOCAN) [http://www.ipocan.it/]
ed alcuni IRCCS
- Istituto per lo Studio e la Cura dei Tumori Regina Elena - Istituto Dermatologico Santa Maria e San Gallicano
- Istituto per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani (Istituto Nazionale Malattie Infettive)
- Ospedale pediatrico Bambin Gesù (territorio dello Stato della Città del Vaticano)
- Fondazione Santa Lucia
- Istituto Dermopatico dell'Immacolata (IDI).
Ricorrenze, Feste e Fiere
Stato della Città del Vaticano
- Epifania, il 6 gennaio, che si festeggia a Piazza Navona tra le caratteristiche bancarelle;
- San Giuseppe, il 19 marzo, con i classici "Bignè di San Giuseppe" preparati un tempo nei friggitori per le strade;
- Natale di Roma, il 21 aprile; è la data tradizionale di fondazione della città;
- Primo maggio, la festa dei lavoratori: i sindacati unitari organizzano un concerto gratuito in Piazza San Giovanni, a cui assistono centinaia di migliaia di spettatori;
- Festa della Repubblica, il 2 giugno, con parata militare in via dei Fori Imperiali;
- San Giovanni, il 24 giugno, con la famosa notte "di streghe ed incantesimi"; festività antichissima e mitologica di cui si è persa la memoria;
- San Pietro e Paolo; sono i patroni della città e sono festeggiati il 29 giugno;
- Festa de' Noantri, è la festa che si svolge a Trastevere, forse il più caratteristico tra i quartieri di Roma. Si festeggia il primo sabato dopo il 16 luglio (Festa del Carmelo) con una processione tra le vie del quartiere, tra canti, balli, mercatini e fuochi;
- Estateromana, inventata dall'allora assessore comunale Nicolini, rappresenta, nelle sue varie forme, un appuntamento fisso per i romani. Il comune organizza, per tutta l'estate, una serie di eventi culturali e di spettacoli;
- La Madonna della Neve, il 5 agosto, con nevicata artificiale ricreata a Santa Maria Maggiore per ricordare la celebre leggenda della nevicata estiva;
- Notte Bianca alla fine dell'estate, mutuata dall'analoga festa parigina;
- 20 settembre, a Porta Pia, commemorazione dell'episodio della Breccia e dell'annessione di Roma all'Italia;
- 31 dicembre a Piazza del Popolo, tradizionale punto di ritrovo dei Romani in attesa del nuovo anno.
Monumenti e luoghi d'interesse
31 dicembre
Nel corso della sua storia, più di due volte millenaria, Roma ha accumulato notevoli tesori d'arte ed un patrimonio archeologico che non ha uguali nel resto del mondo. Questo aspetto della città è costituito da due caratteri principali storicamente e culturalmente differenti:
- la Roma antica
- la Roma papale
Innumerevoli sono i resti archeologici, gli edifici monumentali, le chiese, le biblioteche, musei e gli istituti culturali.
I monumenti, nel loro insieme, permettono di ricostruire la storia della città.
Nel periodo regio, e in particolare nel VI secolo, periodo di grande prosperità per la città sotto l'influenza etrusca, si realizzano le prime importanti opere pubbliche: il tempio di Giove sul Campidoglio, il santuario arcaico dell'area di S.Omobono, la costruzione della Cloaca Massima, che permise la bonifica dell'area del Foro Romano e la sua prima pavimentazione.
Dopo l'invasione gallica (390 AC) venne costruita una grande cinta muraria, tuttora conservata in alcuni tratti, e nota con l'erroneo nome di Mura serviane. La città venne rapidamente ricostruita e a questa rapida ricostruzione gli storici romani attribuirono l'aspetto disordinato dell'urbanistica della città; in effetti questo si dovette alla sua crescita continua, che non seguì alcun piano preordinato, con gli edifici e le vie che si adattavano all'orografia. All'età repubblicana risale la fondazione di diversi edifici pubblici e templi, soprattutto nell'area del Foro Romano, che conosciamo solo nelle loro fasi successive. Si creano le prime strade consolari e i loro ponti sul Tevere e i primi acquedotti.
acquedotti
Solo a partire dal II secolo AC si vanno sviluppando le prime trasformazioni monumentali inserite in piani urbanistici coerenti (per esempio i templi repubblicani dell'area sacra di Largo Argentina, costruiti separatamente e unificati dall'inserimento in un grande portico. Nascono i tipi edilizi della basilica civile e dell'arco onorario. Per la prima volta viene applicata la tecnica edilizia del cementizio, che consentirà all'architettura romana di avere un suo originale sviluppo, e inizia l'importazione del marmo come ornamento degli edifici. Il primo tempio interamente in marmo | | |