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| Autobianchi |
Autobianchi
L'Autobianchi è stata una fabbrica italiana di automobili dal 1955 al 1995.
1995
Storia
La società Autobianchi nasce l'11 Gennaio 1955 per volontà del direttore generale della Bianchi, ingegnere Ferruccio Quintavalle, il quale, al fine di risollevare dalle difficoltà del dopoguerra la Bianchi, coinvolge FIAT e Pirelli in questa nuova società.
La Pirelli avrebbe in tal modo ampliato il proprio mercato mentre la FIAT avrebbe avuto a disposizione un marchio più esclusivo con cui commercializzare un proprio prodotto, nonché la possibilità di sperimentare nuove soluzioni tecniche senza ripercussioni dirette sulla propria immagine.
La fabbrica sarà quella di Desio, di proprietà della Bianchi, della superfice di 140.000 mq, opportunamente ristrutturata e riammodernata. Solo dal 1958 la proprietà dello stabilimento di Desio sarà anche formalmente della Autobianchi, nel momento in cui la Bianchi cede le sue quote agli altri 2 soci.
Grazie alla presenza di macchinari molto moderni per l'epoca, soprattutto nel campo della verniciatura, lo stabilimento riusciva a produrre 200 vetture al giorno, oltre che continuare, fino al 1959 a costruire anche un autocarro, il Visconteo.
Nel 1960 la sede della società viene trasferita nel nuovo Grattacielo Pirelli appena terminato di costruire.
Nel 1968 la Autobianchi verrà completamente assorbita da FIAT S.p.A. e per qualche anno nello stabilimento di Desio verranno trasferite parti di lavorazione di alcuni modelli Fiat, la 126 e la Panda. L'azienda torinese manterrà comunque in uso, sul territorio nazionale, il marchio fino al 1995; l'ultimo modello prodotto, la Y10, fu commercializzato all'estero con il marchio Lancia, più conosciuto e prestigioso. Nel 1992 lo stabilimento di Desio venne definitivamente chiuso e nel 2002 ha avuto inizio lo smantellamento totale dell'area dell'ex stabilimento. È rimasta in piedi solamente una piccola palazzina uffici e la torre piezometrica che mostra ancora il vecchio e glorioso marchio.
Produzione
- anni di produzione: 1957 - 1969
- versioni:
- Trasformabile pre-serie: 1957
- Trasformabile 1^ serie A/B, 2^ e 3^ serie: 1957 - 1962
- Trasformabile Special: 1959 - 1962
- Trasformabile versione "esportazione"
- Cabriolet: 1960 - 1968
- Panoramica (giardinetta): 1960 - 1969
- Berlina 4 posti normale: 1962 - 1969
- Berlina 4 posti special: 1962 - 1969
- Furgoncino tetto normale
- Furgoncino tetto alto
- Giardiniera (negli ultimi anni di produzione della FIAT 500 giardiniera la societa' trasferi' a Desio la catena di produzione e vennero immessi sul mercato esemplari praticamente identici alla prima, recanti pero' il marchio Autobianchi)
- motorizzazione: Fiat 500 da 15 CV e FIAT Nuova 500 Sport da 21 CV per le versioni Special
- meccanica: FIAT 500
- carrozzeria: originale Autobianchi - Ing. Luigi Rapi (reparto carrozzerie speciali FIAT)
- anni di produzione: 1963 - 1965
- motorizzazione: Fiat 600D, posteriore 4 cilindri raffreddato ad acqua, 29 CV, cilindrata 767 cc
- meccanica: Cambio a 4 marce più retromarcia, freni a tamburo, sospensioni a ruote indipendenti
- carrozzeria: in fibra di vetro, era la vera particolarità del modello e, insieme al motore poco potente, rappresentò uno dei motivi del fallimento commerciale del progetto. Fu la prima autovettura italiana con carrozzeria in fibra di vetro. La fibra di vetro presentava indiscutibili vantaggi, in particolar modo la semplicità costruttiva e la mancanza completa di ruggine, ma la diffidenza verso questa soluzione, anche in rapporto al prezzo relativamente elevato del modello, fu pressoché totale, nonostante venisse anche fornito con l'autovettura un kit per la riparazione rapida della carrozzeria - forse nel tentativo di dimostrare la semplicità con cui sarebbe stato possibile riparare tale materiale. Ne furono prodotti in totale solo 502 esemplari.
- anni di produzione: 1964 - 1970
- versioni:
- Berlina 2, 3 e 4 porte 1964 - 1970
- Coupè 1965 - 1970
- motorizzazione:
- Berlina 1964 - 1968: Fiat 1100D, cilindrata 1221cc., 57 CV.
- Coupè 1965 - 1968: stesso motore ma con 65 CV.
- Berlina 1968 - 1970: motore della FIAT 124, cilindrata 1197cc., 65CV.
- Coupè 1968 - 1970: motore della FIAT 124 Sport e Spider, cilindrata 1438cc., 75 CV.
- meccanica: molto originale, trazione anteriore, (la prima "FIAT" a trazione anteriore), servofreno.
- carrozzeria: Fu la prima "fastback", cioè con portellone, soluzione molto apprezzata dal pubblico, che indusse la FIAT a riproporre pochi anni dopo questa soluzione sulla 127. Esistevano varie versioni: 2 porte (senza portellone), 3 porte (2 porte + portellone), 4 porte (senza portellone), 5 porte (4 porte + portellone) e coupè.
- anni di produzione: 1969 - 1972
- motorizzazione: trazione anteriore, 4 cilindri, 1438cc.
- carrozzeria originale Autobianchi
- anni di produzione: 1969 - 1986
- versioni:
- I serie 1969 - 1973
- normale - 903cc., 44 CV. - fin dal 1969
- E - versione più rifinita - 903cc., 44 CV. - 1971 - 1973
- Abarth - 982cc. 58 CV. - 1971 - 1973
- II serie 1973 - 1974
- Normale - 903cc., 47 CV.
- E - 903cc., 47 CV.
- Abarth - 982cc. 58 CV.
- III serie 1974 - 1977
- Normale - 903cc., 47 CV, abbassati a 42 nel 1975.
- E - 903cc., 47 CV.
- Abarth - 982cc. 58 CV. disponibile fino all'inizio del 1976, oppure 1050cc., 70CV.
- IV serie 1977 - 1979
- normale - 903cc., 42 CV
- E - 965cc., 48CV.
- Abarth - 1050cc., 70CV.
- V serie 1979 - 1982
- Junior - 903cc., 42 CV
- Elegant - 965cc., 48CV.
- Elite - 965cc., 48CV.
- Abarth - 1050cc., 70CV.
- VI serie 1982 - 1984
- Junior - 903cc., 42 CV
- Elite - 965cc., 48CV.
- LX - 965cc., 48CV.
- Abarth - 1050cc., 70CV.
- VII serie 1984 - 1985
- Junior - 903cc., 42CV.
- Elite - 965cc., 48CV.
- LX - 965cc., 48CV.
- Abarth - 1050cc., 70CV.
- VIII serie 1985 - 1986
- versione unica "A112"
- motorizzazione: Fiat 127, 903cc. per tutti gli anni di produzione, affiancato in seguito dal 965cc.per i modelli E, Elegant, Elite, LX.
- carrozzeria originale Autobianchi, 3 porte. Omologata per 4 persone fino alla seconda serie, per 5 dalla terza serie in poi.
- anni di produzione: 1985 - 1995
- versioni:
- I serie 1985 - 1989
- fire - 999cc., 45 CV. - 1985 -
- touring - 1049cc., 55CV. - 1985 -
- turbo - 1049cc., 85CV. versione turbo - 1985 -
- fire LX - 999cc., 45 CV. versione più lussuosa del fire - 1986 -
- 4WD - 999cc., 50 CV. - quattro ruote motrici - 1986 -
- Fila - 999cc., 45 CV. colore bianco o nero. - 1987 -
- Martini - turbo 1049cc., 55CV. livrea rally Lancia - 1987-1988 -
- Missoni - 999cc., 45 CV. con logo e interni Missoni - 1988 -
- II serie - 1989 - 1992
- Fire - 999cc., 45 CV. - 1989 -
- Fire i.e. LX - 1108cc., 50 CV., iniezione elettronica - 1989 -
- 4WD - 1108cc., 50 CV.quattro ruote motrici - 1989 -
- 1.3 i.e. GT - 1301cc., 76CV. - 1989 -
- LX selectronic - versione con cambio automatico a variazione continua - 1990 -
- Mia - 999cc., 45CV. - 1991 -
- Ego - 1108cc., 50CV. - 1991 -
- Fire catalitica - 1108cc. marmitta catalitica - 1991 -
- Avenue - 1108cc. marmitta catalitica, Interni in Alcantara e portellone stesso colore della carrozzeria, ma tono più scuro. - 1992 -
- III serie 1992 - 1995
- 1.1 i.e. - 1108cc., 50CV. - 1992 -
- 1.1. Elite - 1108cc., 50CV. - 1992 -
- 1.1. Avenue - 1108cc., 50CV.- Interni in Alcantara e portellone stesso colore della carrozzeria, ma tono più scuro. - 1992 -
- 4WD Sestrieres - 1108cc., 50CV.quattro ruote motrici - 1992 -
- 1.3 Elite - 1297cc., 72CV. - dal 1992 al 1994 -
- Igloo - 1108cc., 50CV. con condizionatore di serie - 1994 -
- Junior - 1108cc., 50CV. - 1994 -
- Mia - 1108cc., 50CV.con portellone posteriore a chiazze come la tappezzeria interna. - 1994 -
- Selectronic Ville - 1108cc., 50CV.- con cambio automatico - 1994 -
- IV serie 1995
Sono le versioni della III serie ad esclusione della 1300. -
Y10 CEE fase 2, 1108 i.e. 55 c.v.
Rispondono tutte alla normativa antinquinamento EURO2
- escono di produzione la Mia e l'Elite
Nel Dicembre 1995 esce di produzione l'ultima delle Autobianchi, una Y10 quarta serie.
Voci correlate
- Fiat
Collegamenti esterni
- [http://www.autobianchi.org/ Il registro Autobianchi]
- [http://www.y10club.it/ Sito Italiano sulle Y10]
categoria:aziende italiane
categoria:Case automobilistiche
Categoria:Gruppo Fiat
ja:アウトビアンキ
1955
Eventi
- 11 gennaio - Viene fondata la Autobianchi
- 18 aprile-24 aprile - Indonesia: promossa dal presidente Sukarno, si svolge la Conferenza di Bandung. Vi partecipano i rappresentanti di 29 stati africani e asiatici, determinati a difendere la propria indipendenza negli affari internazionali sfuggendo alla logica bipolare della Guerra fredda. I dieci punti della Dichiarazione finale, sulla pace e la cooperazione tra i popoli, sono alla base del movimento dei paesi non allineati.
- 1 giugno - Messina: I 6 stati della CECA delineano le tappe per la creazione del Mercato Europeo Comune (MEC) e dell'energia atomica (EURATOM)
- 22 giugno - Antonio Segni forma un nuovo governo
- 17 luglio - Anaheim (Los Angeles) - Apre Disneyland, il primo di una serie di parchi a tema sui personaggi ideati da Walt Disney
- 7 agosto: a 37 anni, Fanny Blankers-Koen vince la sua ultima gara ufficiale (e il 58° titolo nazionale olandese).
- 1 dicembre - Stati Uniti: a Montgomery, in Alabama, Rosa Parks, 42 anni, di colore, rifiuta di cedere il posto sull'autobus a dei bianchi. E' il primo atto di un'azione di protesta studiata con l'associazione per i diritti civili di cui Rosa fa parte. I neri sono il gruppo etnico che possiede meno automobili e che quindi utilizza di piu' i mezzi pubblici. Ecco perché la protesta viene effettuata nel settore dei trasporti. La seconda parte del piano prevede che i neri smettano di utilizzare i mezzi pubblici. E così sarà per un anno intero, fino al pronunciamento della Corte Suprema il 13 novembre 1956.
- 11 dicembre: in un convegno svoltosi al cinema Cola di Rienzo di Roma, a seguito di una scissione della sinistra del Partito Liberale Italiano, nasce il Partito Radicale.
- 20 dicembre - La firma dell'accordo bilaterale per il reclutamento della manodopera italiana apre la strada all'emigrazione di massa in Germania. Nei decenni successivi partiranno dall'Italia 4 milioni di connazionali, in gran parte meridionali.
Nati
- 22 febbraio - Alexander Popov, biatleta bielorusso
- 24 febbraio - Steve Jobs, co-fondatore di Apple
- 9 marzo - Ornella Muti, attrice italiana
- 31 marzo - Angus Young, musicista scozzese
- 3 maggio - Colin Deans, giocatore di rugby scozzese
- 16 maggio - Olga Korbut, ginnasta russa
- 20 maggio - Diego Abatantuono, attore italiano
- 8 giugno - Tim Berners-Lee, co-inventore del World Wide Web
- 3 luglio - Walter Veltroni, politico italiano
- 18 agosto - Stefano Tamburini, autore di fumetti italiano
- 31 agosto - Edwin Moses, atleta statunitense
- 1 settembre - Billy Blanks, artista marziale ed attore statunitense
- 25 settembre - Adelmo Fornaciari, più conosciuto come Zucchero, cantautore
- 9 ottobre - Steve Ovett, mezzofondista britannico
- 4 dicembre - Maurizio Bianchi, musicista sperimentale italiano
Morti
- 21 gennaio - Archibald Hahn, velocista statunitense
- 17 febbraio - Fernand Léger, pittore francese
- 11 marzo - Alexander Fleming, batteriologo inglese Premio Nobel per la medicina
- 18 aprile - Albert Einstein, fisico tedesco
- 10 giugno - Margaret Abbott, prima campionessa olimpica statunitense
- 26 giugno - Max Pechstein, pittore e incisore tedesco (n. 1881)
- 12 agosto - Thomas Mann, romanziere tedesco, vincitore del Premio Nobel per la letteratura 1929
- 5 novembre - Maurice Utrillo, pittore francese
- 12 novembre - Alfréd Hajós, sportivo poi architetto ungherese (n.1878)
- 25 novembre - Louis Lachenal, alpinista francese
- per la Pace: non è stato assegnato
- per la Letteratura: Halldor Kiljan Laxness
- per la Medicina: Axel Hugo Theodor Theorell
- per la Fisica: Polykarp Kusch, Willis Eugene Lamb
- per la Chimica: Vincent Du Vigneaud
055
ja:1955年
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th:พ.ศ. 2498
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Eventi
- 11 gennaio - Viene fondata la Autobianchi
- 18 aprile-24 aprile - Indonesia: promossa dal presidente Sukarno, si svolge la Conferenza di Bandung. Vi partecipano i rappresentanti di 29 stati africani e asiatici, determinati a difendere la propria indipendenza negli affari internazionali sfuggendo alla logica bipolare della Guerra fredda. I dieci punti della Dichiarazione finale, sulla pace e la cooperazione tra i popoli, sono alla base del movimento dei paesi non allineati.
- 1 giugno - Messina: I 6 stati della CECA delineano le tappe per la creazione del Mercato Europeo Comune (MEC) e dell'energia atomica (EURATOM)
- 22 giugno - Antonio Segni forma un nuovo governo
- 17 luglio - Anaheim (Los Angeles) - Apre Disneyland, il primo di una serie di parchi a tema sui personaggi ideati da Walt Disney
- 7 agosto: a 37 anni, Fanny Blankers-Koen vince la sua ultima gara ufficiale (e il 58° titolo nazionale olandese).
- 1 dicembre - Stati Uniti: a Montgomery, in Alabama, Rosa Parks, 42 anni, di colore, rifiuta di cedere il posto sull'autobus a dei bianchi. E' il primo atto di un'azione di protesta studiata con l'associazione per i diritti civili di cui Rosa fa parte. I neri sono il gruppo etnico che possiede meno automobili e che quindi utilizza di piu' i mezzi pubblici. Ecco perché la protesta viene effettuata nel settore dei trasporti. La seconda parte del piano prevede che i neri smettano di utilizzare i mezzi pubblici. E così sarà per un anno intero, fino al pronunciamento della Corte Suprema il 13 novembre 1956.
- 11 dicembre: in un convegno svoltosi al cinema Cola di Rienzo di Roma, a seguito di una scissione della sinistra del Partito Liberale Italiano, nasce il Partito Radicale.
- 20 dicembre - La firma dell'accordo bilaterale per il reclutamento della manodopera italiana apre la strada all'emigrazione di massa in Germania. Nei decenni successivi partiranno dall'Italia 4 milioni di connazionali, in gran parte meridionali.
Nati
- 22 febbraio - Alexander Popov, biatleta bielorusso
- 24 febbraio - Steve Jobs, co-fondatore di Apple
- 9 marzo - Ornella Muti, attrice italiana
- 31 marzo - Angus Young, musicista scozzese
- 3 maggio - Colin Deans, giocatore di rugby scozzese
- 16 maggio - Olga Korbut, ginnasta russa
- 20 maggio - Diego Abatantuono, attore italiano
- 8 giugno - Tim Berners-Lee, co-inventore del World Wide Web
- 3 luglio - Walter Veltroni, politico italiano
- 18 agosto - Stefano Tamburini, autore di fumetti italiano
- 31 agosto - Edwin Moses, atleta statunitense
- 1 settembre - Billy Blanks, artista marziale ed attore statunitense
- 25 settembre - Adelmo Fornaciari, più conosciuto come Zucchero, cantautore
- 9 ottobre - Steve Ovett, mezzofondista britannico
- 4 dicembre - Maurizio Bianchi, musicista sperimentale italiano
Morti
- 21 gennaio - Archibald Hahn, velocista statunitense
- 17 febbraio - Fernand Léger, pittore francese
- 11 marzo - Alexander Fleming, batteriologo inglese Premio Nobel per la medicina
- 18 aprile - Albert Einstein, fisico tedesco
- 10 giugno - Margaret Abbott, prima campionessa olimpica statunitense
- 26 giugno - Max Pechstein, pittore e incisore tedesco (n. 1881)
- 12 agosto - Thomas Mann, romanziere tedesco, vincitore del Premio Nobel per la letteratura 1929
- 5 novembre - Maurice Utrillo, pittore francese
- 12 novembre - Alfréd Hajós, sportivo poi architetto ungherese (n.1878)
- 25 novembre - Louis Lachenal, alpinista francese
- per la Pace: non è stato assegnato
- per la Letteratura: Halldor Kiljan Laxness
- per la Medicina: Axel Hugo Theodor Theorell
- per la Fisica: Polykarp Kusch, Willis Eugene Lamb
- per la Chimica: Vincent Du Vigneaud
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Pirelli
La Pirelli Spa è stata fondata a Milano nel 1872 dall'ingegner Giovan Battista Pirelli, e dal 1992 è guidata dal presidente ed amministratore delegato Marco Tronchetti Provera.
È uno dei principali gruppi economici italiani, attivo nei settori della lavorazione della gomma (pneumatici, cavi per telecomunicazioni, articoli per la casa, abbigliamento), immobiliare (con la Pirelli Real Estate e la Pirelli RE) e dal 2001 della telefonia fissa e mobile, dopo l'acquisizione di Telecom Italia. Nell'ottobre 2005,la fabbrica Pirelli si ingrandisce sviluppandosi anche in Cina.
Categoria:aziende italiane
ja:ピレリ
Mright
La M è la tredicesima lettera dell'alfabeto latino.
Mike rappresenta la M nell'alfabeto fonetico NATO.
In Codice Morse la lettera M è rappresentata da: - -
In Braille la lettera M è rappresentata come:
··
·
In Unicode il codice per la M è U+004D, quello per la m è U+006D.
Il codice ASCII per la M è 77, per la m è 109; o in binario 01001101 e 01101101, rispettivamente.
Il codice EBCDIC per la M è 212, per la m è 148.
In HTML e XML si usano i codici "M" per la M e "m" per la m.
Storia
XML]
La lettera M rappresenta il suono di una consonante nasale bilabiale [m], nelle lingue clasiche come in quelle moderne. Deriva la suua forma dalla lettera greca Μ o μ. La lettera semitica Mem in origine rappresentava molto probabilmente l'acqua.
- M è il simbolo che abbrevia "Messier" nelle designazioni per i Messier Deepsky Objects.
Nella codifica degli amminoacidi ordinari, M è l'abbreviazione della metionina.
- M è il simbolo della molarità delle soluzioni.
- m è il simbolo della molalità delle soluzioni.
- M è il titolo di un film del 1931 diretto da Fritz Lang, su un serial killer che uccide bambini; si veda M - Il mostro di Dusserdorf.
- M è il titolo di un film meno noto del 1951; si veda M (film 1951).
- Nei film (e nei libri) di James Bond, M è il nome in codice del capo dell'MI6; si veda M (James Bond).
- m è il simbolo utilizzato per denotare una massa
- me denota spesso la massa dell'elettrone.
- La teoria M è una soluzione proposta per i problemi della teoria delle superstringhe.
- M è il nome di un membro dei "Generation X", una squadra di giovani mutanti affiliati agli "X-Men".
- M è il titolo di un'opera del Mangaka Masakazu Katsura
- M è simbolo che abbrevia un prefisso binario che esprime il fattore 220 = 1.048.576.
- M è un nome alternativo per il linguaggio di programmazione MUMPS.
- m è il simbolo utilizzato per denotare la pendenza di una retta o la pendenza puntuale di una curva (v. forma pendenza-intercetta).
- M è il simbolo utilizzato tipicamente per denotare una matrice
- M in teoria dei gruppi viene usata per denotare i gruppi di Mathieu.
- Un M-set è l'opposto di un insieme di unicità.
- m è il simbolo del metro, l'unita di misura SI della lunghezza.
- M è il simbolo che abbrevia mega, il prefisso SI che esprime il fattore 106 = 1.000.000.
- m è il simbolo che abbrevia milli, il prefisso SI che esprime il fattore 10-3 = 1/1000.
- M è il nome assunto dall'artista Robin Scott, interprete della canzone "Pop Muzik" (1979).
- -M- è il nome d'arte del cantante francese Matthieu Chédid.
- "M" è lo pseudonimo di un cantante jazz che ha lavorato con Yoko Kanno (si veda M (cantante))
- M indica il valore 1000.
- M è uno dei prefissi ITU allocati al Regno Unito.
- M è la Sigla automobilistica internazionale di Malta.
- M è un simbolo usato dall'ESRB per classificare i videogiochi (M sta per Mature, ovvero Adulto).
- M è l'abbreviazione di Mario, un personaggio della Nintendo.
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Combinazioni di due lettere che iniziano per M:
- ma mb mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz
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M
ja:M
simple:M
1958
Eventi
- 1 gennaio - Entra in vigore il Trattato di Roma, istitutivo delle Comunità Economica Europea (CEE) e Comunità Europea dell'Energia Atomica (EURATOM) e firmato da sei paesi europei: Italia, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo
- 4 gennaio - Unione Sovietica: il satellite artificiale Sputnik 1 si decompone a causa dell'attrito al rientro nell'atmosfera
- 24 settembre - Mina, cantante dilettante diciottenne, viene scoperta da Natalino Otto e Flo Sandon's
Nati
- 20 gennaio - Lorenzo Lamas, attore statunitense
- 25 gennaio - Alessandro Baricco, scrittore italiano
- 18 febbraio - Oscar Schmidt, cestista brasiliano
- 27 febbraio - Naas Botha, giocatore di rugby
- 10 marzo - Sharon Stone, attrice statunitense
- 21 marzo - Gary Oldman, attore britannico
- 20 aprile - Viacheslav Fetisov, hockeista russo
- 4 maggio - Keith Haring, artista grafico americano
- 7 giugno - Prince, cantante
- 8 giugno - Keenen Ivory Wayans, regista, attore e sceneggiatore statunitense
- 17 giugno - Pierre Berbizier, giocatore di rugby francese
- 27 giugno - Magnus Lindberg, compositore di musica contemporanea finlandese
- 17 luglio - Wong Kar-Wai, regista cinese
- 29 luglio - Piero Marrazzo, giornalista e politico
- 30 luglio
- Kate Bush, cantante britannica
- Daley Thompson, decatleta britannico
- 16 agosto - Madonna, cantante ed attrice statunitense
- 20 ottobre - Ivo Pogorelić, pianista croato
- 6 novembre - Urs Freuler, ex ciclista svizzero
- 8 novembre - Jeff Speakman, artista marziale ed attore statunitense
- 10 dicembre - Loredana Domeneghini, attrice italiana
- 26 dicembre - Ade Capone, autore di fumetti
Morti
- 13 febbraio - Georges Rouault, pittore francese (n. 1871)
- 17 marzo - John Pius Boland, tennista irlandese, campione olimpico alla I Olimpiade (n.1870)
- 27 giugno - Amedeo Agostini, matematico italiano
- 8 ottobre - Frank Kramer, ciclista statunitense
- 10 ottobre - Maurice de Vlaminck, pittore francese (n.1876)
- 15 dicembre - Wolfgang Ernst Pauli, fisico, Premio Nobel per la fisica nel 1945
- per la Pace: Georges Henri Pire
- per la Letteratura: Boris Leonidovich Pasternak
- per la Medicina: George Wells Beadle, Joshua Lederberg, Edward Lawrie Tatum
- per la Fisica: Pavel Alekseyevich Cherenkov, Il'ja Mikhailovich Frank, Igor Yevgenyevich Tamm
- per la Chimica: Frederick Sanger
058
ja:1958年
ko:1958년
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Autocarro
L'autocarro, come si evince dal nome stesso, è un veicolo in grado di trasportare merci autonomamente. Nell'idioma corrente è quello che viene anche definito genericamente come camion.
Si tratta di un mezzo di trasporto singolo e differisce da ogni altro veicolo adibito al trasporto ma non fornito di motricità propria, come i rimorchi o i semirimorchi; la denominazione di autocarro è valida solo nel caso che non sia accoppiato ad uno di essi poiché i convogli così venutosi a formare vengono definiti rispettivamente autotreno o autoarticolato e sono regolamentati in maniera differente.
Questo articolo tratta solo del camion di normale uso e circolazione, non considerando né gli automezzi ad uso speciale, come ad esempio quelli destinati al servizio antincendio, né i mezzi d'opera e di cantiere, solitamente non soggetti alla stessa legislazione.
Descrizione generale della categoria
Poiché lo scopo degli autocarri è il trasferimento su strada di merci, sono dotati di cassoni o di furgonature e, in certi casi, di particolari apparecchiature da lavoro (come gru caricatrici e sponde montacarichi, per rendere più facili le operazioni di carico e scarico).
In generale il veicolo è dotato di uno o due sedili di fianco al conducente per eventuali passeggeri. Negli ultimi anni, però, le case costruttrici hanno omologato dei modelli idonei a trasportare un maggior numero di persone, fino a sette posti totali. Bisogna comunque tenere in debita considerazione il fatto che la legge italiana prevede che a bordo dell'autocarro possano trovarsi solamente le persone addette alla guida o direttamente collegate alle operazioni di carico e scarico delle merci trasportate, pertanto i passeggeri suindicati non possono essere assimilati a quelli delle autovetture.
Il posto di guida di un autocarro deve sempre essere protetto da eventuali spostamenti degli oggetti trasportati. Questo risultato viene ottenuto mantenendo separata la cabina dal vano di carico, oppure applicando un divisorio di protezione alle spalle del conducente in caso di carrozzeria ad unico vano.
Il codice della strada italiano ne fa questa classificazione:
- categoria N: veicoli a motore destinati al trasporto di merci, aventi almeno quattro ruote;
- categoria N1: veicoli destinati al trasporto di merci, aventi massa massima non superiore a 3,5 t;
- categoria N2: veicoli destinati al trasporto di merci, aventi massa massima superiore a 3,5 t ma non superiore a 12 t;
- categoria N3: veicoli destinati al trasporto di merci, aventi massa massima superiore a 12 t;
La storia dell'autocarro
italia
Per quanto esistano tentativi per far muovere autonomamente dei veicoli per trasporto merce tramite dei motori a vapore già nella seconda metà del XVIII secolo, quello che può essere definito il primo autocarro della storia vide la luce nel 1896.
Costruito dalla Daimler, si può notare che il progetto iniziale era derivato dai carri del tempo, semplicemente eliminando la parte anteriore destinata all'aggancio degli animali da traino e con il montaggio tra gli assi delle ruote di un motore bicilindrico da circa 2.200 cc che sviluppava 6 cv di potenza e riusciva a spingere il veicolo alla velocità di 16 km/h. Si può notare che le ruote erano rigorosamente di legno con il cerchione esterno in metallo e anche l'impianto frenante era lo stesso utilizzato per le carrozze.
metallo
Ben presto l'estetica, seguendo di pari passo l'evoluzione delle autovetture, migliorò con l'adozione di una carrozzeria chiusa che proteggeva il guidatore, con il motore che venne posizionato davanti all'abitacolo ed il moto che veniva trasferito alle ruote tramite una catena. Un'altra miglioria importante riguardò il passaggio alle ruote in gomma piena e alla presenza della prima diversificazione dei vani di carico, ora anche chiusi.
Nei primi due decenni del XX secolo l'importanza del camion aumentò sempre più, diversi costruttori si immisero sul mercato, come ad esempio la Fiat che fornì i primi autocarri al Regio Esercito, i Fiat 15. Come in altri casi, l'impiego ai fini bellici durante la prima guerra mondiale diede un impulso alla progettazione di nuove soluzioni tecniche e, verso la fine degli anni '20 si videro i primi autocarri dotati di trasmissione ad albero e con i primi pneumatici forniti di camera d'aria. I motori continuavano ad essere a benzina e non riuscivano ad avere delle potenze particolarmente elevate; di conseguenza anche i carichi utili che si potevano trasportare erano di entità ridotta, raramente superiori alle 3 tonnellate. Anche gli ingombri, se paragonati ai mezzi odierni erano quasi risibili, la lunghezza totale giungeva intorno ai 5 metri mentre la larghezza e l'altezza non superavano i 150 e 250 cm.
benzina
Le novità introdotte negli anni '30 furono molto importanti anche per il proseguio della storia del camion. Innanzitutto il motore, fino allora posizionato subito dietro l'asse anteriore venne portato molto più avanti, davanti e sopra l'asse stesso, ottenendo una immediata migliore distribuzione del peso sull'automezzo ed un aumento considerevole nella portata di carico. Le ruote in legno venivano nel frattempo completamente abbandonate in favore di cerchi in metallo e i freni, sino ad allora limitati di norma alle ruote anteriori, si ampliarono anche all'asse posteriore del veicolo. Nelle città si vedevano sempre più autocarri ad effettuare le consegne e diventava sempre più diffusa la soluzione delle furgonature, cioè delle carrozzerie interamente in metallo e senza una divisione esterna tra abitacolo e vano di carico.
Anche le motorizzazioni si stavano spostando sempre più da quelle a benzina verso quelle diesel.
Il decennio successivo vide nuovamente l'autocarro al centro dell'attenzione soprattutto per la sua attività in campo bellico, durante la seconda guerra mondiale fu il mezzo principale per il trasferimento di truppe e salmerie sui vari fronti e tutte le aziende del ramo furono impegnate in uno sforzo enorme per soddisfare l'imponente domanda di questo tipo di veicolo.
seconda guerra mondiale
Nel primo dopoguerra si tornò nuovamente a progettare automezzi per uso civile e si videro uscire sul mercato i primi camion forniti di motore diesel ad iniezione diretta, un passo avanti notevole nel campo dell'efficenza, che permise l'erogazione di potenze molto più elevate, a regimi di giri più bassi e con una coppia più elevata che in precedenza. Anche le misure esterne aumentatarono, diventando molto più simili a quelle odierne. La conformazione più classica era ancora quella con un muso anteriore molto pronunciato e con il cofano motore apribile dai lati per consentire un agevole accesso alle parti meccaniche.
Negli anni '50 si videro i primi motori provvisti di turbocompressore e le potenze ebbero così una impennata arrivando mediamente intorno ai 200 cv. Forse l'unica cosa che non aveva fatto grandi passi da gigante era la cura dell'allestimento interno delle cabine, soprattutto per quanto riguarda l'insonorizzazione dell'abitacolo e l'isolamento termico dello stesso dal comparto motore. Con i primi spostamenti del guidatore direttamente sopra il vano motore le condizioni di guida non erano certamente favorevoli, soprattutto nei mesi più caldi dell'anno.
L'importanza dell'autista venne presa in seria considerazione solo negli anni successivi con lo studio di nuove soluzioni atte a rendere le ore di guida il più confortevoli possibili. Tra le soluzioni trovate vi furono quelle di un maggior isolamento termico ed acustico, una progettazione di sedili più ergonomici, l'inserimento di supporti antivibrazioni (poi sostituiti da un impianto di sospensioni) tra cabina e telaio e, con l'affermarsi delle cabine tutto avanti che presero il posto dei musoni, della presenza di un vano letto dietro i sedili di guida atto ad alloggiare il guidatore nelle soste notturne.
anni '50
Gli anni anni '70 e '80 videro la ricerca indirizzata in principal modo alla sicurezza dell'autocarro con studi approfonditi in merito alla visibilità verso l'esterno del guidatore, all'introduzione di barre rigide sui fianchi e al posteriore per impedire agli altri veicoli di potersi infilare al di sotto dell'autocarro in caso di incidente, all'introduzione di freni a disco sempre più potenti e con la presentazione delle prime sospensioni ad aria che migliorarono nettamente l'assetto di marcia.
Sempre in questi stessi anni si sviluppava anche una tecnologia che permetteva ai trasportatori di rimanere sempre in contatto tra di loro e a volte anche con le loro sedi e che era molto utile ad esempio per segnalare problemi di viabilità: sulla quasi totalità degli autocarri destinati a lunghi viaggi fu installlato un ricetrasmettitore ad onde radio, il famoso CB.
L'ultimo decennio del secolo vide una sempre maggiore importanza data all'impatto ecologico e le case costruttrici dedicarono gran parte delle loro capacità alla messa in produzione di motori con sempre minor numero di emissioni inquinanti e che consentissero contemporaneamente una riduzione generalizzata dei consumi, uno dei problemi da sempre più sentiti da chi guida un automezzo pesante.
L'autocarro classico di oggi
inquinanti
L'autocarro classico, e contemporaneamente il più diffuso sulle strade, è quello in cui il vano di carico, sia esso di tipo telonato che furgonato, è completamente diviso dalla cabina di guida.
Gli autocarri possono essere interamente prodotti dalla stessa casa costruttrice oppure ottenuti in più fasi; molti degli autocarri in circolazione derivano da autotelai o cabinati (veicoli provvisti di cabina ma senza carrozzeria) sui quali aziende specializzate hanno installato in un secondo tempo le attrezzature da lavoro idonee al tipo di trasporto effettuato dal cliente. L'allestimento più diffuso è quello con una centinatura composta da un telaio in metallo provvisto di traversine (stecche) per fermare il carico e ricoperto da un telone in materie plastiche; questa soluzione è quella che consente il più agevole carico e scarico dei materiali essendo facilmente apribile su tutti i lati.
Un'alternativa è l'allestimento con una furgonatura, solitamente coibentata se non frigorifera, che consente un migliore stivaggio delle merci grazie alle pareti piene che bloccano il carico trasportato. La tera soluzione di uso comune è quella di applicare sul telaio dell'autoveicolo un impianto idraulico di sollevamento e l'impianto di aggancio per poter disporre, nella parte destinata al carico, un container o una cassa mobile.
container
Le norme del codice della strada specificano molte delle regole a cui l'autocarro deve sottostare, in particolare per quelle di ingombro che non può, nella circolazione normale, superare i cm 255 in larghezza, i cm.400 in altezza e i 12 metri in lunghezza.
Anche le classificazione dei vari tipi in base al PTT (Peso totale a terra, tara + carico) sono specificate nel codice stesso: la prima divisione avviene tra i mezzi sino a kg 3.500 classificati alla stregua di normali autovetture e quelli che superano tale limite. In quest'ultimo caso la guida è consentita solo a chi è in possesso di patente di guida di categoria superiore (la C in Italia).
Italia
Una seconda divisione in classi avviene al traguardo dei kg.7.500 di PTT dove avviene la distinzione tra i mezzi di media portata e i veri mezzi pesanti.
Sono questi ultimi quelli il cui transito è spesso limitato, sia nell'accesso alle aree urbane, sia nell'applicazione del divieto di circolazione nelle giornate festive e in determinate giornate, quelle definite di esodo.
Sempre secondo il nostro codice della strada il peso massimo a terra di un automezzo isolato, pur variabile in base anche al numero di pneumatici e ad altri parametri, non può superare le 32 tonnellate, raggiungibili nel caso di veicolo a 4 assi con sospensioni pneumatiche.
Naturalmente oltre al peso totale è da tenere in considerazione una corretta distribuzione dei pesi tra i vari assi del camion: su ognuno di essi non deve in alcun caso gravare un peso superiore alle 12 tonnellate.
Conformazione della cabina
Mentre in passato le cabine erano normalmente di carattere allungato per ospitare il motore davanti ad essa, la continua evoluzione della tecnica ha permesso di accorciarla continuamente, posizionandola al di sopra del vano motore che rimane raggiungibile per gli interventi meccanici grazie alla possibilità di alzare e spostare in avanti la cellula abitativa tramite martinetti idraulici. In questo modo si è ottenuta una maggiore lunghezza utilizzabile per il vano di carico retrostante senza andare ad aumentare l'ingombro complessivo del veicolo.
Anche l'aerodinamica è sempre più considerata e la cabina moderna presenta delle linee molto più arrotondate rispetto al passato ed è anche usuale l'apposizione al di sopra di essa di appositi spoiler per deflettere l'aria al di sopra del vano di carico guadagnando nel coefficiente di penetrazione.
coefficiente di penetrazione
Per gli autocarri destinati ad un uso prettamente locale la cabina è relativamente ridotta e spartana ma per quelli destinati a lunghi viaggi l'allestimento interno comprende almeno un letto posizionato dietro (e/o sopra) il guidatore ed è molto spesso fornita di tutti i confort necessari durante le soste notturne e nelle lunghe ore trascorse alla guida. Oltre all'impianto di riscaldamento invernale (spesso funzionante in maniera totalmente autonoma dal veicolo) e a quello di climatizzazione estiva è molto facile trovarvi frigorifero ed impianto televisivo; come è diventata usuale anche la possibilità di modificare la disposizione interna dei sedili in modo da trasformare l'ambiente di guida in un confortevole salotto, o in un funzionale ufficio viaggiante, durante le soste.
Un'altra caratteristica che si rileva spesso sulle cabine degli autocarri moderni è la fondamentale presenza, ai fini della sicurezza, di vetri molto ampi e di un gran numero di specchi esterni, diversamente orientati, per agevolare il controllo da parte dell'autista di tutti i vari ingombri dell'automezzo, sia in sede di manovra sia nell'uso su strada dello stesso.
impianto televisivo
Tra le norme di sicurezza che riguardano gli autocarri di peso superiore ai 3.500 kg vi è quella fondamentale in merito alle velocità e ai tempi di guida. A questi controlli è delegato il cronotachigrafo, obbligatoriamento installato a bordo del veicolo, solitamente a fianco della normale strumentazione di controllo, che annota su appositi dischi di carta giornalieri le velocità raggiunte dal camion e le ore di effettivo utilizzo alla guida.
Il mancato rispetto delle pause di riposo, previste almeno ogni 4 ore di guida, e la non osservanza delle obbligatorie 8 ore di fermo consecutivo dell'automezzo ogni giorno, fanno incorrere il guidatore in pesantissime sanzioni amministrative e al ritiro temporaneo della patente.
Anche l'elettronica è oggi molto presente nelle cabine dei camion, sia attraverso i computer di bordo forniti di sempre più funzioni destinate al monitoraggio del motore e dei consumi, sia con la presenza dei recenti navigatori satellitari GPS o attraverso evoluti sistemi di telefonia in viva voce che hanno affiancato se non sostituito gli apparati di ricetrasmissione (i famosi CB) di una volta.
Telaio e motore
I telai dell'autocarro sono forniti di un numero di assi variabile, solitamente 2 o 3 per gli usi più comuni, e quello motore è in genere dotato di ruote gemellate. I più moderni sono corredati di sospensioni pneumatiche che provvedono ad un livellamento ottimale del mezzo indipendentemente dal carico trasportato e consentono anche un maggior confort di marcia, non raggiungibile dalle soluzioni precedentemente adottate con sospensioni a balestre.
Al telaio sono fissati il serbatoio del carburante, la ruota di scorta e le attrezzature accessorie destinate alla sicurezza, come gli estintori o i fermi da apporre sotto le ruote per evitare movimenti del mezzo. Inoltre sono quasi sempre presenti uno o più vani chiusi dove si possono stivare attrezzi di uso comune e accessori per il fissaggio dei carichi (cavi d'acciaio, cinghie ecc.).
I motori della produzione attuale sono rigorosamente diesel di varia cubatura, spazianti da quelli utilizzati sui veicoli leggeri (che derivano da quelli per la produzione automobilistica di serie) sino ai grossi motori che superano i 15.000 cc ed erogano potenze superiori ai 500 cv. Di questi tipi di propulsore esistono varie conformazioni, sia in linea che a V e la maggior parte sono dotati di turbocompressore.
I cambi montati sono abitualmente meccanici, multimarcia con la presenza delle marce ridotte per superare più facilmente le asperità.
Vani di carico
I vani di carico dell'autocarro di uso comune sono caratterizzati da una larghezza che consenta di caricare agevolmente le merci su pallet, tipicamente 240 cm, con un fondo livellato e fabbricato in legno o in alluminio. L'altezza utile per il carico si aggira intorno ai 250 cm sui mezzi più moderni, forniti di telaio ribassato e sospensioni pneumatiche. L'automezzo medio ha una lunghezza del vano intorno ai 6 metri utili ma, arrivando al limite complessivo massimo ammesso, sono stati predisposti anche cassoni con lunghezze fino ai 9 metri.
Anche per il trasporto di merci pericolose (ADR) si pongono sempre maggiori attenzioni e per essere omologato il vano di carico deve sottostare a determinate condizioni: devono essere presenti materiali ignifughi sia per il fondo che per i teloni esterni e devono essere presenti all'esterno delle tabelle indicanti il tipo di merce trasportata e il carattere della pericolosità. Tabelle dello stesso tipo devono essere riportate anche ai lati e sul davanti dell'automezzo, all'esterno della cabina.
Altri tipi di autocarro
Le immagini che seguono illustrano le altre forme più diffuse degli autocarri, per ciascuna delle quali, comunque, esistono diverse varianti.
Autocarro con cassone e gru dietro la cabina
ADR
Il cassone può essere fisso oppure di tipo ribaltabile (per il trasporto di materiali sfusi) e la gru può avere il braccio raccolto dietro la cabina oppure disteso sul cassone o ancora, sebbene più raramente, montata sullo sbalzo posteriore.
Per la stabilità e la sicurezza durante il sollevamento dei materiali attraverso la gru, che deve essere effettuato rigorosamente da fermo, è dotato di 4 piedi stabilizzatori indipendenti, comandati idraulicamente, per potersi adattare ad ogni conformazione di terreno ed impedire pericolosi spostamenti del carico movimentato.
L'utilizzo più comune è quello per il carico di mezzi d'opera (scavatrici, ruspe, carrelli elevatori) e per le consegne di materiali pesanti in luoghi dove non si trovano banchine di carico e attrezzature idonee (cantieri edili ad esempio).
L'autoveicolo da cui viene ricavato può avere da due a quattro assi in base alla portata massima della gru che vi si vuole installare.
Autocarro con furgone e sponda montacarichi posteriore
sicurezza
Si tratta dell'automezzo classico in uso nel trasporto di consistenti quantità di beni verso i pubblici esercizi. Soprattutto nelle grandi città difficilmente gli esercizi commerciali dispongono di aree attrezzate specificatamente al carico scarico, di conseguenza l'uso della sponda idraulica consente di portare le merci, spesso disposte su pallet, dal cassone dell'autoveicolo al livello strada risparmiando su tempi e fatica.
La furgonatura dell'automezzo può essere più o meno coibentata ed in vari casi specificatamente frigorifera per non interrompere la catena del freddo nel trasporto dei prodotti alimentari e la sponda caricatrice, in ordine di marcia, può essere verticale (come nel caso rappresentato) oppure ripiegata sotto lo sbalzo. Questo tipo di autoveicolo difficilmente ha più di 3 assi, nonostante l'incremento della tara dovuto alla presenza della furgonatura e della sponda aggiuntiva, in virtù del fatto che di norma deve raggiungere delle destinazioni cittadine dove l'ingombro eccessivo è fonte di problematiche aggiuntive.
Autocarri silos e cisterna
catena del freddo
Si tratta dell'automezzo destinato al trasporto di liquidi, cioè di un autotelaio su cui è montata una cisterna con caratteristiche particolari in base al tipo di liquido contenuto, sia esso alimentare come il latte, sia per il trasporto di prodotti chimici che per quello molto usuale dei derivati del petrolio.
La stessa ingegneria di base viene utilizzata anche per la realizzazione dei camion destinati al trasporto delle polveri, dove la cisterna viene sostituita da un silos adatto sia al trasporto ad esempio di mangimi animali che per il trasporto di ogni altro prodotto polverizzato.
Sono di solito attrezzati con accessori come impianti di scarico del contenuto a pressione, contatori di precisione del quantitativo di merce scaricato ecc.
Autocarro con cabina allungata (tipo "pick-up")
petrolio
Questi autoveicoli, in genere, hanno una massa complessiva non maggiore di 3.500 kg consentendone l'uso con la patente di guida B, cioè quella della normale autovettura.
Si tratta dell'autoveicolo classico utiizzato per lavoro dalle imprese edili dato che il tipo di cabina, allungata, permette di ospitare dei passeggeri anche dietro il conducente. Viene così agevolato contemporaneamente il trasferimento degli operai e delle loro attrezzature di base. Il cassone può essere occasionalmente coperto con un telone atto a proteggere le merci trasportate o con una scocca rigida rimovibile.
Nello stesso tempo fa oggi parte anche dei veicoli alla moda, specialmente negli Stati Uniti, dove gli allestimenti interni non sono più improntati alla massima utilità bensì sono identici a quelli delle normali autovetture d'alta classe.
Autocarro con cabina incorporata nella carrozzeria
Stati Uniti
Questo tipo di carrozzeria è propria dei cosiddetti autoveicoli commerciali (come FIAT Ducato, Renault Kangoo, Citroën Berlingo, Ford Transit etc.). Negli ultimi tempi, tuttavia, presentano una morfologia simile anche gli autocarri derivanti da autoveicoli multiuso (o monovolume) e fuoristrada, dotati di posti a sedere anche dietro il conducente.
Per poter essere considerato un mezzo da puro trasporto di merci e non come un mezzo da uso promiscuo, la protezione degli occupanti dagli spostamenti del carico deve essere assicurata da una paratia metallica, montata fra l'abitacolo e il vano delle merci. Sono degli autocarri con un peso totale non superiore a kg.3.500, pertanto utilizzabili con la semplice patente di guida delle autovetture.
Gli ingombri di questo mezzo sono nettamente inferiori a quelle dell'autocarro classico per consentire degli agevoli spostamenti anche nelle zone interdette al traffico pesante.
Maggiori costruttori di autocarri
Tra i maggiori costruttori di telai per autocarri e di autocarri completi, ancora oggi in attività in Europa si possono citare (alfabeticamente):
- DAF
- Iveco
- MAN
- Mercedes-Benz
- Renault
- Scania
- Volvo
- Astra
Voci correlate
- Codice della strada
- Autoveicolo
- Autotreno
- Autoarticolato
- Trasporto nazionale su gomma
- Trasporto internazionale su gomma
Curiosità
- Nel 1997 sono iniziate le avventure di Overland, con l'utilizzo di autocarri Iveco specificatamente attrezzati e patrocinate dall'UNICEF sono state delle spedizioni geografiche esplorative su varie rotte che hanno toccato tutti i continenti e da cui è stata tratta una serie di documentari televisivi.
- Non sempre l'autocarro viene utilizzato nel modo che conosciamo abitualmente e si possono incontrare, per le strade del mondo anche situazione come quelle sotto illustrate
Bibliografia
- Guarda come funziona l'autocarro di Tony Potter. Editrice Rizzoli ISBN 8817242837
- Viaggio al mondo nuovo. 1.Da Roma alla Siberia all'Alaska. 2.Dall'Alaska a New York alle grandi praterie (2 vol.) di Francesca Boggio Robutti, Giuseppe Tenti Editr. CISCRA ISBN: 8873280102 (le prime due spedizioni Overland).
Collegamenti esterni
- [http://www.trasportale.it/index.php Un portale sui trasporti]
- [http://www.cms.daimlerchrysler.com/emb_classic/0,,0-195-78718-1-84526-1-0-0-0-0-0-4276-78641-0-0-0-0-0-0-1,00.html Il primo camion Daimler]
- [http://www.lkw-infos.net/ Foto e caratteristiche degli autocarri europei]
Categoria:Trasporto di merci
Categoria:Mezzi di trasporto
categoria:Codice della strada
ja:貨物自動車
nb:lastebil
Grattacielo Pirelli
Il Grattacielo Pirelli, chiamato comunemente Pirellone, è il palazzo che ospita la giunta, la sala consiliare e alcuni uffici della Regione Lombardia. Si trova a Milano, in piazza Duca D'Aosta, dove sorge anche la Stazione Centrale. Fu costruito tra il 1956 ed il 1960 su progetto di Gio Ponti, Pier Luigi Nervi, Fornaroli, Rosselli, Valtolina e Dell'Orto. Con i suoi 127 metri di altezza è uno degli edifici in cemento armato più alti al mondo ed uno dei più eleganti per la caratteristica forma a estremità rastremate.
È uno dei più celebri simboli di Milano ed è il grattacielo più alto d'Italia.
Originariamente il palazzo fu costruito per ospitare gli uffici della celebre azienda italiana di pneumatici Pirelli, ma successivamente il grattacielo venne acquistato dalla Regione Lombardia, per farne la propria sede principale.
Il 18 aprile 2002 un aereo da turismo pilotato dall'italo-svizzero Gino Fasulo, 64 anni, si schiantò contro il 26° piano del palazzo, danneggiando gravemente la struttura esterna. Oltre a Fasulo, le vittime furono due dipendenti della Regione Lombardia. Oggi il 26° piano ospita un memoriale del grave incidente dedicato alle due vittime.
Il palazzo, dopo un completo restauro delle facciate esterne e degli spazi interni, è stato riaperto e da fine maggio 2005 è tornato ad ospitare la Giunta regionale e le sedute del Consiglio Regionale, che rimarranno qui fino alla costruzione della nuova sede della Regione nella zona Garibaldi-Repubblica. L'ultimo piano (31°) del grattacielo, che verrà prossimamente aperto al pubblico, ospiterà un belvedere e delle mostre temporanee.
Cronologia
Consiglio Regionale
- 12 luglio 1956: posa ufficiale della prima pietra - inizia la costruzione del grattacielo
- 4 aprile 1960: terminano i lavori - inaugurazione ufficiale
- giugno 1978: il grattacielo viene acquistato dalla Regione Lombardia
- 2 giugno 1980: prima seduta del Consiglio Regionale nel grattacielo
- 18 aprile 2002: incidente aereo - il palazzo viene gravemente danneggiato e viene chiuso
- Primavera 2003: iniziano i lavori di restauro
- 18 aprile 2004: il palazzo viene inaugurato con le sue facciate restaurate - viene inaugurato il rinnovato auditorium sotterraneo intitolato a Giorgio Gaber
- 18 maggio 2005: prima seduta della Giunta regionale nel grattacielo restaurato
- 31 maggio 2005: terminati i lavori interni, il palazzo viene occupato nuovamente dagli uffici regionali
Voci correlate
- Milano
- Lombardia
Collegamenti esterni
- [http://www.regione.lombardia.it Regione Lombardia]
- [http://www.consiglio.regione.lombardia.it/ Consiglio Regionale della Lombardia]
- [http://www.gioponti.com/ Gio Ponti]
categoria:Architetture di Milano
1995
Eventi
- 1 gennaio - Unione Europea: L'Austria, la Finlandia e la Svezia diventano stati membri dell'Unione Europea (che passano da 12 a 15)
- 2 gennaio - Nigeria: muore l'ex dittatore della Somalia Syaad Barre, a lungo protetto dai governi italiani ed in esilio in Nigeria dal 1992.
- 16 gennaio - Giappone: un violento terremoto colpisce la regione del Kansai, provocando più di 4 mila morti.
- 25 gennaio - Italia: a Fiuggi Gianfranco Fini scioglie il MSI-DN e apre il congresso nazionale di fondazione di Alleanza Nazionale.
- 16 febbraio - USA: a San Francisco viene arrestato Kevin Mitnick, famoso cracker e ingegnere sociale che da anni rubava segreti miliardari a banche e ad istituti di ricerca.
- 20 febbraio - Bologna, Italia: dopo un lungo restauro, riapre l'Arena del Sole.
- 25 febbraio - Italia: Alla 45° edizione del Festival di Sanremo vince Giorgia con Come saprei, seguita da Gianni Morandi insieme a Barbara Cola con In amore, terza Ivana Spagna con Gente come noi.
- 13 marzo - A Copenhagen viene firmato il manifesto del movimento cinematografico Dogma 95.
- 20 marzo - Giappone: i fanatici della setta "Sublime verità" liberano gas nervino nella metropolitana di Tokyo, provocando 8 decessi e più di 3 mila intossicazioni.
- 26 marzo - Europa: In sette paesi dell'UE entrano in vigore gli Accordi di Schengen che tra l'altro abolisce i controlli sistematici delle persone alle frontiere interne dell'Unione
- 27 marzo - Italia: a Milano viene assassinato Maurizio Gucci, erede della casa di moda fiorentina.
- 12 aprile - Italia: sospende le pubblicazioni il giornale "La voce", fondato e diretto da Indro Montanelli: le cause sono da ricondurre allo scarso interesse del pubblico ed ai debiti accumulati.
- 19 aprile - USA: un gruppo neo-nazista statunitense tramite un'autobomba distrugge la sede dell'FBI di Oklahoma City, capitale dello Stato dell'Oklahoma. Fino a quel momento è il più grave attentato subìto dagli Stati Uniti.
- 28 aprile - Bruxelles: L'Austria firma gli Accordi di Schengen
- 11 luglio - Jugoslavia: militari serbobosniaci entrano nell'enclave di Srebrenica, deportano e trucidano circa 7000 bosniaci musulmani: è il cosiddetto massacro di Srebrenica
- 18 luglio
- Francia: durante il Tour de France in un incidente muore il ciclista venticinquene Fabio Casartelli.
- Gran Bretagna: il cantante Robbie Williams si separa dalla band "Take That" per intraprendere la carriera di solista.
- Sull'isola caraibica di Montserrat, il vulcano di Soufriere Hills erutta. Nel corso di diversi anni, devasterà l'isola, distruggendo la capitale e costringendo gran parte della popolazione a scappare.
- 24 agosto - Redmond (USA): Dalla Microsoft esce Windows 95, il primo sistema operativo della microsoft a 32 bit concepito per il grande pubblico
- 30 agosto - Stati Uniti: dopo 18 anni viene ripristinata la pena di morte nello Stato di New York.
- 3 ottobre - USA: i giudici di Los Angeles giudicano innocente il campione di football ed attore O.J. Simpson, accusato di aver ucciso la moglie ed il di lei amante. Tutta l'America si ferma per assistere in diretta al verdetto.
- 6 novembre - presentata alla fiera COMDEX la prima Voodoo 1 della 3dfx. Inizia per i computer l'era del 3d.
- 21 novembre - Dayton (USA): firma dell'intesa di pace fra serbi, croati e bosniaci
Nati
Morti
- 2 gennaio - Syaad Barre, dittatore somalo
- 17 gennaio - Tino Carraro, attore teatrale italiano
- 4 febbraio - Patricia Highsmith, scrittrice statunitense
- 8 febbraio - Renato Santini, pittore italiano
- 13 febbraio - Alberto Burri, pittore italiano
- 15 marzo
- Alessandro Cutolo, conduttore italiano
- Florence Chadwick, nuotatrice statunitense
- 25 marzo - Eriprando Visconti, 62 anni, regista italiano, discendente della nobile famiglia lombarda dei Visconti
- 4 aprile - Paola Borboni, attrice (n. 1900)
- 5 aprile - Emilio Greco, scultore italiano
- 9 aprile - Edda Ciano Mussolini, prima figlia di Benito Mussolini
- 15 aprile - Liala, scrittrice italiana
- 25 aprile - Ginger Rogers, ballerina ed attrice statunitense
- 3 maggio - John Warren Aldrich, ornitologo statunitense
- 14 maggio - Mia Martini, cantante italiana
- 12 giugno - Arturo Benedetti Michelangeli, pianista italiano
- 29 giugno - Lana Turner, attrice statunitense
- 17 luglio
- Juan Manuel Fangio, pilota argentino
- Stephen Harold Spender, poeta
- 18 luglio - Fabio Casartelli, ciclista italiano
- 9 agosto - Jerry Garcia, leader del gruppo rock "Grateful Dead"
- 10 agosto - Aldo Protti, cantante lirico italiano
- 12 agosto - Achille Togliani, cantante italiano
- 18 agosto - Julio Caro Baroja, antropologo spagnolo (n. 1914)
- 20 agosto - Hugo Pratt, autore fumetti e scrittore italiano
- 21 agosto - Nanni Loy, regista ed attore italiano
- 13 settembre - Francesco Messina, scultore italiano
- 15 settembre - Gunnar Nordahl, calciatore svedese
- 15 ottobre - Henry Roth, scrittore statunitense
- 19 settembre - Vincenzo Muccioli, fondatore della comunità di San Patrignano.
- 26 ottobre - Gorni Kramer, compositore, musicista e direttore d'orchestra italiano
- 5 novembre - Gilles Deleuze, filosofo francese
- 24 novembre - Luis Malle, regista francese
- 10 dicembre - Bonvi, disegnatore e vignettista italiano
- 16 dicembre - Mariele Ventre, Direttrice del Piccolo Coro "Mariele Ventre" dell'Antoniano.
- 25 dicembre - Dean Martin, attore e cantante statunitense di origine italiana
- per la Pace: Pugwash Conferences On Science And World Affairs, Joseph Rotblat
- per la Letteratura: Seamus Heaney
- per la Medicina: Edward B. Lewis, Christiane Nusslein-Volhard, Eric F. Wieschaus
- per la Fisica: Martin L. Perl, Frederick Reines
- per la Chimica: Paul Crutzen, Mario Molina, F. Sherwood Rowland
- per l'Economia: Robert Lucas
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Lancia (industria)
La Lancia è una delle più famose e antiche case automobilistiche italiane, nata a Torino nel 1906, tuttora in attività e facente parte del Gruppo Fiat
Fiat
La Lancia dalle origini alla prima guerra mondiale
Gli inizi
L'atto costitutivo della Lancia reca la data del 29 novembre 1906: quel giorno, in Torino, il regio notaio Ernesto Torretta formalizza la costituzione di una società in nome collettivo, da parte di Vincenzo Lancia e Claudio Fogolin: la denominazione dell'azienda era Lancia & C.
Il numero di repertorio dell'atto (su carta da Bollo da 1 Lira) era il 1304
Il capitale iniziale era di modesta entità (100.000 Lire) ed i due soci vi avevano partecipato con un 50% a testa.
Vincenzo Lancia era già molto noto nell'ambiente automobilistico (non solo italiano) in virtù delle prestigiose affermazioni sportive colte, a partire dal 1900, al volante di vetture Fiat.
Claudio Fogolin era invece, più semplicemente, un buon amico del Lancia: i due si erano conosciuti alla Fiat, dove entrambi prestavano la loro opera.
Ritenendo - non a torto - di poter sfruttare il suo nome per ottenere un sicuro successo commerciale, il Lancia aveva deciso da tempo di passare al ruolo di costruttore: tuttavia, prudentemente, non aveva affrettato i tempi, preferendo restare ancora qualche anno in seno alla Fiat per incrementare la sua popolarità e accumulare i capitali minimi necessari per avviare la sua impresa.
La neonata società prendeva in affitto una prima officina (un vecchio capannone occupato sino a qualche mese prima da un'altra fabbrica automobilistica torinese, la Itala) , in via Ormea angolo via Donizetti.
Il primo modello
Malgrado gli inevitabili ritardi determinati da un incendio che, nel febbraio 1907, aveva distrutto disegni e modelli di fonderia danneggiando il macchinario, il primo prodotto (o meglio prototipo) Lancia usciva nel settembre di quello stesso 1907.
Pare che lo stabilimento di via Ormea avesse però la porta troppo stretta e che si sia dovuto procedere ad un frettoloso allargamento a colpi di piccone per consentire alla prima Lancia di poter effettivamente lasciare l'officina e lanciarsi finalmente lungo la strada aperta.
La produzione vera e propria iniziava comunque nel 1908, anno in cui questo primo chassis Lancia veniva esposto all'VIII Salone dell'automobile di Torino (18 gennaio-2 febbraio) con la denominazione di 12 HP: da notare che la denominazione d'officina era "tipo 51" e che la vettura sarà ribattezzata Alfa quando, nel 1919, il fratello del costruttore, Giovanni (studioso di lingue classiche), suggerirà a Vincenzo di utilizzare le lettere dell'alfabeto greco per contraddistinguere i diversi modelli, a partire da quello iniziale.
Come del resto si poteva prevedere, la 12 HP era un prodotto abbastanza fuori degli schemi: aveva uno chassis piuttosto basso e leggero, munito di trasmissione a cardano (anziché le "solite" catene) e dotato di un motore a 4 cilindri biblocco di 2545 cc rotante ad un regime di circa 1800 giri al minuto (un valore decisamente elevato per l'epoca) capace di spingere la vettura sino a circa 90 chilometri all'ora.
La rivista inglese Autocar, dopo aver effettuato una sorta di “prova su strada” della 12 HP nell’autunno del 1907, definiva la vettura silenziosa, elastica, ben progettata e superbamente rifinita.
Produzione dal 1908 al 1914
Nell'estate del 1908 alla 12 HP si affiancava la 18/24 HP (tipo 53, successivamente ribattezzata Dialfa), una vettura ancora più ardita della sorella minore, azionata da un motore a 6 cilindri (tre blocchi da 2 cilindri) che le consentiva di raggiungere una velocità massima prossima alle 70 miglia orarie (110 chilometri orari)
Malgrado qualche critica venuta soprattutto dagli ambienti tecnici, la 12 HP otteneva un bel successo e, visto che se ne venderanno 108 esemplari (alcuni esportati in Inghilterra e negli Stati Uniti d'America).
Come prevedibile, il successo della 18/24 HP é numericamente meno eclatante, giacché se ne produrranno appena 23 unità.
I locali in cui la Casa aveva iniziato l’attività risultavano subito insufficienti e già nel 1908 veniva preso in affitto un secondo edificio (sempre in corso Dante) da utilizzarsi per le messe a punto ed i collaudi: poco più di due anni dopo, nel gennaio 1911, la sede della Lancia veniva definitivamente trasferita in Via Monginevro (Borgo San Paolo) e l’area occupata dallo stabilimento risultava di quasi 27.000 metri quadrati.
Ma intanto la produzione di vetture proseguiva, aggiornandosi anno dopo anno.
Dal punto di vista tecnico, una svolta di una certa importanza si aveva nel 1909, quando usciva la 15/20 HP (Tipo 54, poi Beta), caratterizzata dall'adozione del motore monoblocco e da un (voluto) abbassamento del regime di rotazione (limitato a 1500 giri al minuto).
Al Tipo 54 faceva seguito, nel 1910, la 20 HP (tipo 55, Gamma), che si differenziava dal modello precedente per un ulteriore incremento della cilindrata, che passava da 3119 a 3456 cc. con il conseguente aumento della potenza (e delle prestazioni velocistiche).
Nel nuovo stabilimento di Via Monginevro vedevano la luce, già nel 1911, la 20/30 HP (tipo 56, Delta) affiancata, pare, da un tipo spinto (Didelta, probabilmente tipo 57) costruito in pochissimi esemplari e destinato all’impiego sportivo.
Sotto il profilo tecnico, la Delta offriva, oltre ad un incremento di potenza davvero sostanzioso, una interessante innovazione : l'alimentazione mediante pompa (anziché a caduta).
Seguivano poi: una nuova 20/30 HP (tipo 58, Epsilon) prodotta nel 1911/12, molto simile alla Delta, dalla quale differiva per poche modifiche di dettaglio e per le dimensioni del telaio e la 35/50 HP (tipo 60, Eta) prodotta nel triennio 1911/13 che si affiancava alla 20/30 HP e che era caratterizzata da un telaio corto e leggero e che portava con sè, come innovazione, la frizione "a secco" (anziché a bagno d'olio).
Malgrado la cilindrata più contenuta (2614 cmc) scarso successo incontrava invece la 12/15HP (tipo 59,Zeta) costruita nel trienno 1912/14: da osservare che la vettura montava un curioso ed inedito sistema di trasmissione (un cambio a due rapporti accoppiato ad un doppio rapporto pignone-corona).
Ed eccoci al primo modello Lancia di vero, inconfutabile successo internazionale, la 25/35 HP (tipo 61, Theta) che veniva lanciata nel 1913 e che era destinata a sopravvivere alla Prima Guerra Mondiale restando in produzione sino al 1918 (per un totale, non da poco per l’epoca, di 1696 unità). Questo apprezzatissimo modello, potente e veloce, passava poi alla storia quale prima autovettura commercializzata con impianto elettrico completo, incorporato e comprensivo di motorino d’avviamento.
Le Lancia nelle corse dal 1908 al 1913
Sin dai primi anni di vita, le vetture Lancia si distinguevano nelle competizioni di velocità anche se il patron - malgrado i trascorsi da corridore professionista - non riteneva opportuna una partecipazione diretta alle corse nel timore che l'impegno tecnico ed economico derivante dall'attività agonistica nuocesse alla qualità della produzione di serie.
Egli stesso conduceva raramente le sue creature: il 5 aprile 1908 si aggiudicava comunque il primo posto di classe sui 20 chilometri del tratto rettilineo Padova-Bovolenta con una media (nei 10 Km del tratto di ritorno) di quasi 89 Km all’ora, mentre due anni dopo, l’8 maggio 1910 a Modena, otteneva la miglior prestazione nella propria categoria (vetture con alesaggio da oltre 95 a 100mm) spiccando un ottimo tempo (49”2/5 sul miglio lanciato, corrispondenti a 117,280 Km di media oraria).
Nel 1908, suo primo anno di attività sportiva, la Lancia coglieva due significative affermazioni negli Stati Uniti per merito di William Hilliard che si piazzava al terzo posto assoluto a Long Island nella Meadowsbrook Sweepstakes del 10 ottobre e faceva sua, il 25 novembre, la International Light Car Race a Savannah.
Nel 1909, nella IV edizione della Targa Florio (il 2 maggio), Guido Airoldi chiudeva al 3° posto assoluto mentre una settimana dopo, in una gara sul miglio lanciato indetta a Modena, Gerolamo Radice era primo nella III categoria (12° assoluto) a 90,951 Kmh di media; nella stessa occasione si distingueva anche un’altra Lancia, con Armando Bacchi, quarto di categoria e 13° assoluto.
Il 5 settembre 1909, nella famosa salita al Mont Véntoux in terra di Francia, Tangazzi si aggiudicava la propria classe (la III) impiegando 20’15”2/5 per percorrere i 21600 metri di salita, ottenendo quindi la media di Kmh 63,978: una prestazione eccezionale, che lo proiettava al quarto posto della classifica assoluta.
Tra le affermazioni del 1909, da registrare quelle ottenute in Inghilterra dove il concessionario locale, F.L. Stewart, iscriveva alcune Lancia a diverse gare: una vettura, (probabilmente una 12 HP) vinceva una corsa in salita ad handicap nel Galles, poi, in maggio, all'autodromo di Brooklands, lo stesso Stewart era primo assoluto nella Regent’s Cup.
Seguivano, in giugno, un secondo posto di Ward nella corsa in salita di Rivington Park ed una vittoria di Stewart nello Scottish AC Trial.
Nel 1910 oltre al già citato successo di Modena ottenuto da Vincenzo Lancia, si aveva la decisamente più importante affermazione di Billy Knipper nel Tiedmann Trophy (Savannah, 12 novembre).
Nel 1911 Mario Cortese otteneva una onorevolissima piazza d’onore nella impegnativa VI edizione della Targa Florio che si disputava, il 14 maggio, su 3 giri del circuito delle Madonie per una distanza totale di quasi 447 chilometri.
Ancora nel 1911, Tangazzi si piazzava al 3° posto di classe al Mont Ventoux mentre in ottobre R. Gore Browne otteneva il 2° posto in una gara a Brooklands (Easter Meeting).
Altra prestazione degna di rilievo era ottenuta dalla Lancia dell’equipaggio Agostino Garetto-Ernesto Guglielminetti nel massacrante 1° Giro di Sicilia del maggio 1912 (un migliaio di chilometri da percorrersi senza frazionamenti): i due si piazzavano al 2° posto assoluto, mentre una seconda Lancia (Norman Olsen-Travaglia) giungeva in 7a posizione.
Anche la 2a edizione del Giro di Sicilia del maggio 1913, che si disputava sullo stesso percorso dell’anno precedente (ma in due tappe) vedeva una Lancia in evidenza: era quella del focoso Pietro Bordino, il quale, dopo un avvio decisamente brillante (era terzo assoluto al termine della prima frazione) nel corso della seconda tappa usciva di strada ritrovandosi con la vettura malconcia ed il serbatoio forato; otturato il serbatoio alla meno peggio grazie ad un tappo di sughero avuto da contadini accorsi sul luogo dell’incidente, Bordino riusciva a proseguire ma, inevitabilmente, la sua posizione in classifica crollava paurosamente e finiva col piazzarsi all’ottavo posto.
La Corsa del chilometro lanciato organizzata a Vercelli nel luglio 1913 era l’ultima manifestazione anteguerra che vedeva in gara una Lancia: la vettura otteneva un buon piazzamento (secondo o terzo posto tra le vetture da “turismo”, il dato è incerto) ma misteriosa rimane l’identità del conduttore (talune fonti riportano addirittura il nome di Vincenzo Lancia).
Gli autocarri militari – il periodo bellico
A partire dal 1912 la Casa torinese costruiva (in 91 esemplari, sino al 1916) il suo primo autocarro militare l’1Z, subito utilizzato con piena soddisfazione dall’Esercito Italiano nella guerra in Libia.
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, la Lancia veniva decretata Stabilimento ausiliare di guerra per cui tutte le energie della fabbrica dovevano essere indirizzate allo sforzo bellico della nazione: si accantonava il progetto di un motore ad 8 cilindri a V appena brevettato e si ridimensionava il programma produttivo della Tipo 61 (25/35 HP-Theta), che però continuava a venir costruita soprattutto per i servizi dei comandi militari.
Dovendosi dedicare agli autocarri militari, la Lancia – già fornitrice all’esercito dell’1Z – non aveva difficoltà ad aggiungere due nuovi modelli e, nel 1915, all’1Z affiancava lo Jota e il Diota, con uguale motore a 4 cilindri di 4942 cmc, ma con telaio di passo diverso (mt 3,35 l’1Z, mt 3,60 lo Jota, mt 3,00 il Diota)
Statistiche produttive 1907-1918
- 1907-1908: 131 (sole autovetture)
- 1909: 150 (sole autovetture)
- 1910: 258 (sole autovetture)
- 1911: 357 (sole autovetture)
- 1912: 405 (402 autovetture, 3 autocarri)
- 1913: 447 (390 autovetture, 57 autocarri)
- 1914: 462 (457 autovetture, 5 autocarri)
- 1915: 511 (393 autovetture, 118 autocarri)
- 1916: 686 (415 autovetture, 271 autocarri)
- 1917: 855 (392 autovetture, 463 autocarri)
- 1918: 894 (35 autovetture, 859 autocarri)
Totale periodo 1907-1918 : 5156 unità (3380 autovetture e 1776 autocarri)
Questa la ripartizione per modello:
Vetture (3380 in tutto)
- 12 HP (tipo 51)(Alfa) : 108
- 18/24 HP (tipo 53)(Dialfa) : 23
- 15/20 HP (tipo 54)(Beta) : 150
- 20 HP (tipo 55)(Gamma) : 258
- 25/30 HP (tipo 56 e forse 57)(Delta-Didelta) : 303
- 20/30 HP (tipo 58)(Epsilon) : 351
- 35/50 HP (tipo 60)(Eta) : 491
- 25/35 HP (tipo 61)(Theta) : 1696
Per la precisione, occorre rilevare che mancano all’appello una quarantina di unità, e precisamente : i pochissimi esemplari (probabilmente 5 o forse 6) di 12 HP da corsa e quelli (si dice 34 in tutto) della vettura modello 12 HP (tipo 59, Zeta): questi ultimi, tuttavia, sono probabilmente compresi nei 91 esemplari attribuiti all' autocarro 1Z.
Autocarri (1776 in tutto)
- 1Z : 91
- Jota : 1517
- Diota : 168
La Lancia tra le due guerre
Dalla Kappa alla Lambda
motore
Negli anni del primo conflitto mondiale i veicoli Lancia destinati all'impiego militare ottenevano un notevole successo : gli autotelai Jota, Diota e 1Z vengono carrozzati (soprattutto dagli Stabilimenti Farina) come autocarri e per trasporto artiglierie; in collaborazione con l'Ansaldo venivano altresì realizzate alcune autoblinde armate.
Conseguentemente anche gli impianti industriali erano stati oggetto di potenziamento: nel 1919 l'area occupata dagli stabilimenti nel Borgo San Paolo raggiungeva circa 60 mila metri quadri.
Nell'agosto 1918, intanto, il socio di Vincenzo Lancia - Claudio Fogolin - si ritirava (pare a causa di un dramma familiare) consolidando peraltro un consistente capitale.
Vincenzo Lancia era preoccupato: consapevole che si rendeva necessaria la riconversione degli impianti (che dovevano evidentemente tornare a produrre automobili per usi civili) temeva di non poter garantire la piena occupazione agli operai, a meno di non intraprendere la produzione e la vendita di vetture in quantità significativamente maggiori rispetto all'anteguerra.
Il primo modello che andava in quella direzione era la nuova Kappa, lanciata nel 1919; si trattava di una 4 cilindri chiaramente derivata dalla sperimentata 25/35 HP Theta, quindi potente (70 HP) e veloce (125 Kmh) ma anche caratterizzata da almeno tre innovazioni degne di menzione : il motore con testata separata (anziché fusa in blocco col corpo cilindri), il comando del cambio con leva posizionata al centro (tra i due sedili anteriori) e l'abbandono delle ruote in legno (erano disponibili, di serie, le ruote a disco in lamiera oppure, a richiesta, a raggi)
In quello stesso 1919, ai Saloni di Parigi e di Londra, la Lancia esponeva uno superbo chassis munito di un motore con basamento fuso in blocco unico, a 12 cilindri a V (due bancate, ciascuna di 6 cilindri, con apertura di 20°) di notevole cubatura (due le cilindrate previste, una di 6031,86 cmc data da un alesaggio di mm 80 ed una corsa di mm 100,ed una di 7841,41 cmc data da una corsa portata a mm 130) con distribuzione a valvole in testa ed erogante una potenza stimata, per il 7,8 litri, in 150 HP a 2200 giri.
Interessante la genesi di questo prodotto Lancia: nel 1914-15, quasi in concomitanza con lo scoppio della prima guerra mondiale, la casa torinese era costretta ad accantonare il progetto per un motore ad 8 cilindri a V che stava elaborando (brevettato comunque nel giugno 1915): l'idea del motore con cilindri a V veniva ripresa nel 1918 e dava origine a due progetti (settembre 1918) relativi ad un 8 cilindri con apertura a V di 45° e ad un 12 cilindri con l'apertura a V di 30°, dal quale derivava, l'anno successivo, l'esemplare di 7,8 litri.
Nonostante i lusinghieri commenti della stampa specializzata, la 12 cilindri Lancia non avrà seguito produttivo: motivi fiscali e la consapevolezza di dover fare i conti con un mercato nazionale ancora poco ricettivo per un prodotto dal costo verosimilmente proibitivo, indurranno Vincenzo Lancia a desistere dalla produzione in serie di questo modello (il cui propulsore, peraltro, pareva affetto da seri problemi di carburazione).
Il 1919, comunque, non era per la Lancia un anno fortunato: per la prima volta dalla fondazione, la produzione diminuiva rispetto all'anno precedente (il calo era del 20%, da 894 a 717 unità) e, soprattutto, l'esercizio si chiudeva con una perdita sostanziosa (un milione e mezzo di Lire) | | |