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Baghdad

Baghdad

Baghdad (in arabo بغداد) è la capitale dell'Iraq e dell'omonima provincia. È la seconda città più grande dell'Asia sud-occidentale, dopo Teheran, nel 2003 la popolazione era stimata in 5.772.000. Situata sul fiume Tigri a 33°20 nord e 44°26 est.

Storia

La città di Baghdad fu fondata sulla riva occidentale del Tigri tra il 762 e il 767 dalla dinastia degli Abbasidi, per volere del califfo al-Mansūr. L'insediamento fu probabilmente realizzato sul sito di un preesistente villaggio persiano. persiano La città sorse nei pressi di Ctesifonte, capitale dell'Impero Persiano dei Sasanidi e sostituì Damasco come capitale del califfato islamico che si estendeva dal Nord Africa alla Persia. Il nome della città ha origine incerta: secondo alcuni deriverebbe dal persiano "Dio [ha] dato" - da bagh (Dio) e dad (dato) - mentre per altri deriverebbe dall'espressione in aramaico "recinto per pecore". Un muro circolare sorgeva attorno alla residenza califfale e agli uffici ad essa connessi, così Baghdad divenne conosciuta anche come "Città circolare". Alcune generazioni dopo la fondazione, Baghdad divenne un importante centro commerciale e culturale. Secondo alcune fonti la città, al suo acme, avrebbe contato più di un milione di abitanti. Una larga parte della popolazione era originaria dell'Iran, in particolare della zona di Khorasan. Molte delle storie narrate nelle Mille e una notte sono ambientate nella Baghdad di quel periodo, governata dal Califfo Hārūn al-Rashīd. Baghdad fu anche per tutto il periodo califfale fra le città maggiormente cosmopolite. In essa vivevano musulmani, cristiani, ebrei, zoroastriani e pagani provenienti da tutto il Vicino e Medio Oriente nonché dall'Asia Centrale. La rapida crescita della popolazione rallentò con lo spostamento della capitale a Sāmarrā', cui seguirono la perdita delle province occidentali e orientali con la fine del centralismo abbaside, la "tutela" buyide e la dominazione dei Selgiuchidi (1055-1135). La città rimase comunque uno dei principali centri culturali e commerciali del mondo islamico fino al 10 febbraio 1258, quando fu saccheggiata dai Mongoli guidati da Hulagu, nipote di Gengis Khan. I Mongoli massacrarono 800.000 cittadini, fra cui il califfo abbaside al-Mustasim e distrussero vaste zone della città e i canali di irrigazione. Il sacco di Baghdad mise fine al califfato abbaside, un colpo da cui la civiltà arabo-islamica non si sarebbe mai più ripresa completamente. Nel 1401, Baghdad fu nuovamente saccheggiata dai Turco-Mongoli, capeggiati da Tamerlano. Nel 1534, Baghdad venne conquistata dagli Ottomani. Sotto l'Impero Ottomano Baghdad cadde in un periodo di declino. Baghdad fu parte dell'Impero Ottomano fino alla fondazione del Regno dell'Iraq, sotto controllo britannico, nel 1921, seguita da una formale indipendenza nel 1932 e da totale indipendenza nel 1946. La popolazione della città crebbe da 145.000 abitanti stimati nel 1900 a 580.000 nel 1950. Durante gli anni '70, Baghdad visse un periodo di crescita e prosperità grazie all'aumento del prezzo del petrolio, la principale risorsa esportata dall'Iraq. Durante questo periodo furono costruite nuove infrastrutture, come nuovi impianti fognari, idrici e autostrade. La guerra Iran-Iraq (1980-1988) fu un periodo difficile per la città e molte risorse economiche furono destinate alle forze armate e migliaia di cittadini morirono nel conflitto. L'Iran lanciò alcuni attacchi missilistici contro Baghdad, ma essi causarono relativamente poche vittime e lievi danni. La Guerra del Golfo del 1991 causò maggiori e più seri danni a Baghdad, in particolare al suo sistema di trasporti, alle infrastrutture energetiche e sanitarie. 1991)]] Nel Marzo e Aprile 2003, durante l'invasione dell'Iraq, Baghdad venne pesantemente bombardata, e le prime forze statunitensi entrarono in città fra il 7 e il 9 Aprile. Ulteriori danni furono causati dai gravi saccheggi avvenuti nei giorni successivi alla fine della guerra. Con la deposizione del regime di Saddam Hussein, la città fu occupata dalle truppe americane. La Coalition Provisional Authority creò nel cuore della città un'area fortificata di 8 km² chiamata "Zona Verde" eretta a propria sede e a quella del successivo governo provvisorio. La Coalition Provisional Authority ha ceduto il potere al governo ad interim alla fine di Giugno 2004, dopo le elezioni politiche svoltesi nel Gennaio di quello stesso anno. Molti abitanti di Baghdad sono diventati insofferenti nei confronti delle forze occupanti perché i servizi essenziali come l'elettricità e la distribuzione dell'acqua, a più di un anno dall'invasione, sono ancora insufficienti e occasionali. Nella calda estate 2004, l'energia elettrica era disponibile solo ad intermittenza nella maggior parte della città. Un ulteriore motivo di scontento è la mancanza di sicurezza. Il coprifuoco imposto immediatamente dopo l'invasione è stato rimosso nell'inverno 2003, ma la città, che un tempo aveva una vivace vita notturna, quando si fa buio viene ancora considerata troppo pericolosa da molti cittadini. Fra i pericoli ci sono rapimenti, violenze sessuali e il rischio di rimanere coinvolti in combattimenti tra forze di sicurezza e ribelli. Alla storia recente di Baghdad è legata la vicenda venuta alla luce nella primavera del 2004 riguardo a torture e sevizie perpetrate da soldati degli eserciti statunitense ed inglese ai danni di reclusi nella prigione di Abu Ghraib (Abū Ghurayb).

Geografia

Baghdad si trova sul fiume Tigri e a 50 km dall'Eufrate in una zona prevalentemente pianeggiante. Nonostante la posizione vicina al fiume e i numerosi spazi verdi, l'influenza del deserto, situato a sud e a ovest, si fa sentire con tempeste di sabbia. Nella parte occidentale della città ci sono larghi viale, le residenze più lussuose e molti edifici governativi, le case più economiche si trovano generalmente nella parte orientale. Storicamente Baghdad era un centro di grande importanza per il commercio internazionale. Vie commerciali dall'India, dalla Persia e dall'Europa si incontravano nella città. Oggi il ricco quartiere di Kerrada è il principale distretto commerciale cittadino. Baghdad è ancora un nodo importante del traffico stradale aereo e ferroviario. Il maggiore aeroporto cittadino è il Baghdad International Airport.

Cultura

Baghdad ha sempre svolto un ruolo importante nella vita culturale araba ed è stata la casa di famosi scrittori, poeti, musicisti e di altri artisti.

Istituzioni

Fra le più importanti istituzioni culturali cittadine ci sono:
- l'Orchestra Nazionale Irachena - Le prove e i concerti sono stati brevemente interrotti dall'ultimo conflitto ma da allora sono ritornati alla normalità.
- il Teatro Nazionale Iracheno - Il teatro fu saccheggiato alla fine dell'invasione del 2003, ma è in corso di ristrutturazione. Il teatro ricevette un grande impulso negli anni '90 quando le sanzioni ONU limitarono l'importazione di film stranieri. Più di 30 film furono convertiti in esibizioni dal vivo con un vasto assortimento di produzioni drammatiche e commedie. Fra le istituzioni che offrono un'educazione culturale a Baghdad ci sono il conservatorio, l'Istituto delle Belle Arti e la Scuola di Musica e Danza Classica. Baghdad è anche la sede di numerosi musei che ospitavano reperti archeologici delle civiltà antiche; molti di essi furono rubati e i musei saccheggiati nel caos che seguì l'ingresso delle truppe americane nella città.

Monumenti e luoghi d'interesse

Fra i punti d'interesse ci sono:
- il Museo Nazionale Iracheno, la cui inestimabile collezione archeologica fu saccheggiata durante l'invasione del 2003
- l'arco delle Mani della Vittoria, costruito durante il regime di Saddam Hussein
- lo zoo di Baghdad
- la Biblioteca Nazionale, di cui molti antichi manoscritti andarono bruciati nell'incendio dell'edificio durante l'invasione del 2003
- la moschea di Kazimayn (dei due Kāzim), dalla caratteristica cupola dorata, a nord-ovest di Baghdad, uno dei più importanti luoghi di culto sciiti, completata nel 1515
- il Palazzo Abbàside (al-Qasr al-'Abbāsī), uno dei più antichi edifici cittadini, risalente al XII secolo.
- la Mustansiriyya, risalente al 1234, centro d'istruzione superiore fondato dal califfo al-Mustansir (1226-1242) e tuttora usato come centro d'insegnamento islamico.

Collegamenti esterni


- [http://www.globalsecurity.org/military/world/iraq/baghdad-monuments.htm I monumenti di Baghdad]
- [http://www.baghdadmuseum.org/ Museo Nazionale Iracheno] categoria:Capitali di statocategoria:Iraq ja:バグダード ko:바그다드

Lingua araba

La lingua araba è una lingua del gruppo semitico. Il suo alfabeto consiste di 28 consonanti più un grafema particolare (hamza). Tre di queste consonanti hanno un valore semi-consonantico (o semi-vocalico, se si preferisce), servendo anche a indicare l'allungamento degli unici tre suoni vocalici esistenti nell'arabo classico (fusha): a , u , i ------> ي , و , ا In realtà nei vari dialetti ( amma ) i suoni vocalici "e" e "o" trovano appieno accoglienza. Questo rende particolarmente ardua la soluzione della traslitterazione in alfabeto latino perché, se in arabo classico il nome "Muhammad" prescriverebbe l'uso appunto delle vocali "u" e "a", nel parlato ciò non è detto avvenga. Si avrà allora (in modo perfettamente legittimo) "Mohammed" o, addirittura (rispettando la realtà fonetica di certe aree arabofone) "M'hammed". Meno corretto - ma non in maniera dirimente - mescolare le cose e creare ad esempio "Muhammed" o "Mohammad". Sarebbe auspicabile, per uniformità, usare con coerenza il sistema "classico". Questo per evitare le varietà fonetiche che si presentano numerose, a seconda delle nazioni arabofone. La stessa cosa vale per l'articolo determinato arabo "al-" che, con circa metà delle lettere dell'alfabeto, assimila la prima consonante che incontra mentre resta invariato con le restante lettere. Auspicabile, per coerenza e maggior facilità di omogeneizzazione, evitare tale "assimilazione" e mantenere sempre l'articolo "al-", perché se è vero che questo non corrisponde alla realtà fonetica, corrisponderà invece in pieno a quella grafica. Le vocali brevi (a, u, i) sono indicate da tre diversi segni posti sopra o sotto la consonante che precede immediatamente quella vocale, con un piccolo tratto obliquo soprastante la "a", con uno identico ma sottostante la "i" e con una sorta di soprastante piccolo nove, con svolazzo però più accentuato, la "u". In arabo non esistono sillabe che iniziano con una vocale breve per cui, per rendere un suono vocalico iniziale, si dovrà usare la corrispondente semi-consonante (ad esempio, per rendere in caratteri arabi la parola "Franco" si dovrà traslitterarla "Ifrankū" o, semmai, "firānkū"). La lingua araba è la lingua ufficiale nei Paesi che aderiscono alla Lega Araba ed è considerata lingua sacra per essere stata impiegata nel Corano, testo sacro della religione islamica a cui aderisce più di un miliardo di musulmani. Araba ja:アラビア語 ko:아랍어 ms:Bahasa Arab simple:Arabic language th:ภาษาอาหรับ

Iraq

L'Iraq (talvolta anche Irak) è uno stato dell'Asia. Confina con Turchia a nord, Arabia Saudita e Kuwait a sud, Siria a nordovest, Giordania a ovest e Iran verso est. Discende dall'antica Mesopotamia. La capitale e la città più grande è Baghdad. Il presidente è stato per circa 25 anni Saddam Hussein, dal 9 aprile 2003 l'Iraq è stato un protettorato militare americano, e dal gennaio 2005 un governo locale di transizione sta gestendo la nazione. Possiede le seconde riserve di petrolio mondiali.

Storia

L'area fertile della Mesopotamia, situata fra i fiumi dell'Eufrate e del Tigri, ha visto nascere alcune delle civiltà più antiche del mondo come i Sumeri, i Babilonesi e gli Assiri. Dopo essere stato a lungo parte dell'Impero Persiano fu conquistato nel 656 dagli Arabi e nel 762 il Califfato fu spostato nella nuova città di Baghdad (vicino all'antica Babilonia). La città è rimasta a lungo il centro più importante del mondo Arabo fin quando è stata incorporato dall'Impero Ottomano nel 1534. Nel 1915 truppe Inglesi occupavano l'odierna Iraq e stabilirono un mandato della Società delle Nazioni che ebbe fine nel 1932 quando l'Iraq ottenne l'indipendenza. Il partito di ispirazione socialista Ba'ath è arrivato al potere nel 1968 ed ha instaurato un controllo molto stretto, soprattutto dopo l'arrivo al potere di Saddam Hussein nel 1979. Dal 1980 fino al 1988 l'Iraq è stato in guerra con il suo vicino Iran. In seguito all'occupazione del Kuwait nel 1990 e la conseguente espulsione da parte di una coalizione internazionale, che agiva su mandato delle Nazioni Unite, l'Iraq è stato isolato internazionalmente, fino all'anno 2003, in cui ha inizio la Seconda guerra del golfo.

Politica

Province

L'Iraq è divisa in 18 province (muhafazat, singolare - muhafazah):
- Al Anbar
- Al Basrah
- Al Karbala
- Al Muthanna
- Al Qadisyah
- An Najaf
- Arbil
- As Sulaymaniyah
- At Ta'mim
- Babil
- Baghdad
- Dahuk
- Dhi Qar
- Diyala
- Maysan
- Ninawa
- Salah ad Din
- Wasit

Geografia

Superficie: 435.168 Km² Abitanti: 40.662.000 (stime 2003) Densità: 54 ab/Km² Forma di governo: Governo di transizione Capitale: Baghdad (4.365.000 ab.) Altre città: Arbil 1.745.000 ab., Mosul 879.000 ab., Bassora 600.000 ab., Kirkuk 250.000 ab. Gruppi etnici: Arabi 80%, Curdi 15%, Turchi 2% Paesi confinanti: Turchia a NORD, Siria e Giordania ad OVEST, Arabia Saudita e Kuwait a SUD, Iran ad EST Monti principali: Keli Haji Ibrahim 3600 m Fiumi principali: Tigri 1450 Km (tratto iracheno, totale 1950 Km), Eufrate 1100 Km (tratto iracheno, totale 2760 Km) Laghi principali: Hawr al Hammar 1950 Km², Buhayrat ath Tharthar 1500 Km², Bahr al Milh 1000 Km² Isole principali: - Clima: Continentale

Economia

Demografia

Wasit

Cultura

Collegamenti esterni


- [http://www.iraqigovernment.org/ Sito web del governo di transizione]
- [http://www.HavenWorks.com/world/iraq Iraq News.] ja:イラク ko:이라크 ms:Iraq simple:Iraq th:ประเทศอิรัก zh-min-nan:Iraq

Teheran

Teheran (scritto anche Tehran, تهران in Persiano) è la capitale e la città più grande dell'Iran. Essa conta oltre 11 milioni di abitanti (e la sua area metropolitana arriva a 15 milioni) ed è il più importante centro industriale del paese. Categoria:Capitali di statocategoria:Iran ja:テヘラン ko:테헤란

Tigri

Il fiume Tigri (dall'arabo Digla; turco Dicle) è lungo 1950 km, nasce in Turchia presso il Tauro Armeno, scorre in Siria e Iraq prima di unirsi all'Eufrate e sfociare nel Golfo Persico. Gran parte del suo corso si svolge in territorio iracheno dove riceve alcuni affluenti prima di raggiungere la grande pianura alluvionale della Mesopotamia meridionale. Bagna importanti città irachene come Mosul, Baghdad e Bassora, ed il suo regime è sempre soggetto a forti variazioni stagionali, creando le condizioni per piene catastrofiche in primavera, contrastate con la costruzione di diverse dighe lungo il suo corso. Categoria:fiumi dell'Iraq Categoria:fiumi della Siria Categoria:fiumi della Turchia

762

Eventi

Nati

Morti


- Li Po poeta cinese 062 ko:762년 nb:762

Abbasidi

Quella degli Abbasidi fu una dinastia di califfi (750 - 1258) succeduta agli Omayyadi. Il nome deriva da al-‘Abbās b. ‘Abd al-Muttalib , zio di Muhammad e trisavolo del fondatore. Il primo califfo, Abū l-‘Abbās al-Saffāh, arrivò al potere nel 750, raccogliendo intorno agli Abbasidi, che al tempo godeva di un forte seguito in Khorāsān, le speranze degli Alidi e le simpatie delle masse che diventeranno poi sciite iraniane, oltre che di tutti gli scontenti degli Omayyadi; cosicché, quando al-Saffāh si mise in marcia, la rivolta divampò in tutto il mondo arabo e persiano. La dinastia, grazie anche al suo secondo rappresentante al-Mansur), seppe validamente affermarsi e mantenere la suprema magistratura islamica per ben cinque secoli, anche se dopo al-Mutawakkil il suo potere si ridusse a essere sempre più formale. Al-Mansur (754 - 775) fondò Baghdad. L'apice della loro potenza fu toccato nel periodo che da lui arriva a suo nipote Hārūn al-Rashīd (786 - 809) e al figlio di quest'ultimo, al-Ma’mūn (813 - 833), sotto i quali fu mantenuta l'integrità del califfato. L'allargamento delle aree geografiche portò tensione nel regno, causati dalle differenze etniche, dalle lotte religiose ed a problemi dinastici. Nell'VIII secolo, Spagna e Maghreb si staccarono dal califfato, seguiti dall'Egitto, dalle provincie iraniche, dalla Siria e dalla Mesopotamia (sec. IX-X). Il califfato si ridusse così al solo Iraq.
In questo periodo di smembramento, la capitale fu trasferita a Samarra (836-892).
Dopo aver subito l'effettivo governo degli iranici Buwayhidi/Buyidi (secolo X - secolo XI) e dei turchi Selgiuchidi, il califfato abbaside ebbe una breve reviviscenza di autorità nel secolo XII, ma finì con l'essere travolto alla metà del secolo XIII a opera dei Mongoli di Hülëgü che conquistarono Baghdad e misero a morte l'ultimo califfo al-Musta'sim (1258). I cinque secoli della dinastia abbaside nell'Iraq coincidono con la maggior fioritura della civiltà arabo-musulmana. L'epoca fu contrassegnata dall'affermarsi ai vertici islamici dell'elemento iranico, sul piano culturale, e di quello turco, su quello militare. Il predominio arabo andò gradualmente attenuandosi fino quasi a estinguersi allorché si spense l'ultimo rappresentante della dinastia che aveva dato all'Islam 37 califfi. I Mongoli dettero al califfato il definitivo colpo di grazia. L'importanza della dinastia nella storia islamica va ricerca nell'evoluzione che seppe assicurare allo Stato e alla società: il passaggio dalla monarchia patriarcale a quella assoluta, con gli islamizzati (iranici, curdi, berberi, aramei, turchi e spagnoli) che non furono più "clienti" ( mawālī ) ma musulmani a tutti gli effetti e, al pari degli Arabi, sudditi di uno stesso califfo. Un ramo abbaside regnò formalmente anche sull'Egitto, anche se il potere effettivo fu gestito dai Mamelucchi.

I califfi

# al-Saffāh (750-754) # al-Mansūr (754-775) # al-Mahdī (775-785) # al-Hādī (785-786) # Hārūn al-Rashīd (786-809) # al-Amīn (809-813) # al-Ma’mūn (813-833) # al-Mu‘tasim (833-842) # al-Wāthiq (842-847) # al-Mutawakkil (847-861) # al-Muntasir (861-862) # al-Musta‘īn (862-866) # al-Mu‘tazz (866-869) # al-Muhtadī (869-870) # al-Mu‘tamid (870-892) # al-Mu‘tadid (892-902) # al-Muktafī (902-908) # al-Muqtadir (908-932) # al-Qāhir (932-934) # al-Rādī (934-940) # al-Muttaqī (940-944) # al-Mustakfī (944-946) # al-Mutī ‘ (946-974) # al-Tā’ī ‘ (974-991) # al-Qādir (991-1031) # al-Qā’im (1031-1075) # al-Muqtadī (1075-1094) # al-Mustazhir (1094-1118) # al-Mustarshid (1118-1135) # al-Rāshid (1135-1136) # al-Muqtafī (1136-1160) # al-Mustanjid (1160-1170) # al-Mustadī ’ (1170-1180) # al-Nāsir (1180-1225) # al-Zāhir (1225-1226) # al-Mustansir (1226-1242) # al-Musta‘sim (1242-1258)

I califfi in Egitto

# al-Mustansir (1261) # al-Hākim I (1262-1302) # al-Mustakfī I (1302-1340) # al-Wāthiq I (1340-1341) # al-Hākim II (1341-1352) # al-Mu‘tadid I (1352-1362) # al-Mutawakkil I (1362-1383) # al-Wāthiq II (1383-1386) # al-Mu‘tasim (1386-1389) # al-Mutawakkil I (1389-1406) (secondo regno) # al-Musta‘īn (1406-1414) # al-Mu‘tadid II (1414-1441) # al-Mustakfī II (1441-1451) # al-Qā’im (1451-1455) # al-Mustanjid (1455-1479) # al-Mutawakkil II (1479-1497) # al-Mustamsik (1497-1508) e dal 1516 al 1517 come plenipotenziario del padre # al-Mutawakkil III (1508-1517)

Voci correlate


- Storia dell'Islam Categoria:Storia Categoria:Islam Categoria:Dinastie ja:アッバース朝 ms:Kerajaan Bani Abbasiyyah

Califfo

Califfo (in arabo khalīfa) è il termine impiegato per indicare il "Vicario" o "Successore" di Maometto alla guida politica e spirituale della Comunità islamica (Umma). La massima magistratura islamica non è prevista né nel Corano, né nella Sunna del profeta Maometto e fu quindi realizzata in modo del tutto originale da alcuni fra i primissimi compagni di Maometto nella stessa giornata della sua morte, l'8 giugno 632 (corrispondente al 13 rabī' I dell'11 dell'egira). Per evitare probabilmente che i musulmani di Medina scegliessero come successore politico di Maometto uno dei loro, un gruppo di musulmani meccani (i cosiddetti "Emigranti" che erano giunti con l'egira), fra cui Abu Bakr, 'Omar ibn al-Khattàb e Abū 'Ubayda ibn al-Jarrāh, riuscirono a far sì che il prescelto fosse per l'appunto Abū Bakr che, per essere stato il miglior amico di Maometto (di cui era coetaneo) e il primo uomo forse a convertirsi all'Islam, era assai apprezzato da tutti e che garantiva una linea di comportamento non dissimile da quella messa in atto dal Profeta. L'espressione usata per indicarlo fu quindi "khalīfat rasūl Allāh" (vicario, o successore, dell'Inviato di Dio). I Califfati furono diversi. I primi quattro "Successori dell'Inviato di Dio" furono: #Abū Bakr (632 - 634) #'Umar ibn al-Khattāb (634 - 644) #'Uthmān ibn 'Affān (644 - 656) #'Alī ibn Abī Tālib (656 - 661) I califfi della dinastia omayyade sufyanide di Siria furono: #Mu'āwiya ibn Abī Sufyān (661 - 680) #Yazīd ibn Mu'āwiya (680 - 683) # Mu'āwiya ibn Yazīd (683 - 684) I califfi della dinastia omayyade marwanide di Siria furono: #Marwān ibn al-Hakam (684 - 685) #'Abd al-Malik ibn Marwān (685 - 705) #al-Walīd ibn 'Abd al-Malik (705 - 715) #Sulaymān ibn 'Abd al-Malik (715 - 717) #'Umar ibn 'Abd al-'Azīz (717 - 720) #Yazīd ibn 'Abd al-Malik (720 - 724) #Hishām ibn 'Abd al-Malik (724 - 743) #al-Walīd ibn Yazīd (743 - 744) #Yazīd ibn al-Walīd ibn Yazīd (744) #Ibrāhīm ibn al-Walīd ibn Yazīd (744) #Marwān ibn Muhammad ibn Marwān (744 - 750) Da un nipote di Hishām ibn 'Abd al-Malik, 'Abd al-Rahmān ibn Mu'āwiya, si diparte la dinastia omayyade di al-Andalus. I califfi della dinastia abbaside furono: # al-Saffāh (750-754) # al-Mansūr (754-775) # al-Mahdī (775-785) # al-Hādī (785-786) # Hārūn al-Rashīd (786-809) # al-Amīn (809-813) # al-Ma'mūn (813-833) # al-Mu'tasim (833-842) # al-Wāthiq (842-847) # al-Mutawakkil (847-861) # al-Muntasir (861-862) # al-Musta'īn (862-866) # al-Mu'tazz (866-869) # al-Muhtadī (869-870) # al-Mu'tamid (870-892) # al-Mu'tadid (892-902) # al-Muktafī (902-908) # al-Muqtadir (908-932) # al-Qāhir (932-934) # al-Rādī (934-940) # al-Muttaqī (940-944) # al-Mustakfī (944-946) # al-Mutī ' (946-974) # al-Tā'ī ' (974-991) # al-Qādir (991-1031) # al-Qā'im (1031-1075) # al-Muqtadī (1075-1094) # al-Mustazhir (1094-1118) # al-Mustarshid (1118-1135) # al-Rāshid (1135-1136) # al-Muqtafī (1136-1160) # al-Mustanjid (1160-1170) # al-Mustadī ' (1170-1180) # al-Nāsir (1180-1225) # al-Zāhir (1225-1226) # al-Mustansir (1226-1242) # al-Musta'sim (1242-1258) Un califfato di grande importanza, antagonistico di quello abbaside e omayyade andaluso fu quello dei Fatimidi, anche se essi preferirono definirsi Imam, secondo la tradizione dello Sciismo cui appartenevano. In qualche misura un altro califfato fu quello degli Almohadi e quello degli Ottomani. L'ultimo califfo ottomano fu dichiarato decaduto da un'apposita Assemblea tenutasi ad Ankara nel 1924 su disposizione di Kemal Pascià, detto Atatürk). Categoria:Islam ja:カリフ

Persia

La Persia è la regione storica del Medio Oriente corrispondente all'odierno Iran. La sua storia e la sua cultura sono ricche e interessanti e narrano di una nazione ricca e militarmente preparata che ha, nei secoli passati, raggiunto anche alti livelli di potenza e splendore sotto la guida di illustri condottieri, come si andrà a scoprire nel corso di questa voce.

Cronologia


- X secolo AC : popolazioni Ariane occupano il nord dell'attuale Iran e la popolazione dei Medi ne occupa la regione occidentale.
- verso il 750 AC : Deioces fonda il primo regno dei Medi, con capitale Ecbatane.
- verso il 700 AC Achemene capo dei persiani, iniziatore della dinastica achemenide che terminerà nel 331 AC.
- verso il 650 AC Teispes figlio di Achemene, passa da una vita nomade a una vita sedentaria nel sud dell'attuale Iran e organizza il primo stato persiano.
- 612 AC : i Medi di Ciassare (Hvakhshathra) conquistano Ninive, provocando la caduta dell'Impero assiro.
- verso il 600 AC Zoroastro diffonde il proprio credo in Persia. Ben presto diventa la religione di stato. Il Zoroastrismo sorretto dalla casta sacerdotale dei Magi, diventa un elemento fondamentale della cultura persiana.
- 552 AC : La Persia diventa un regno indipendente sotto Ciro il Grande.
- 550 AC : Ciro il Grande distrugge l'Impero dei medi e fonda l'Impero persiano, che s'estenderà a tutto il Medio Oriente, dal mar Egeo all'India, dall'Egitto all'Afghanistan. Nasce Dario I, re di Persia. † 486 a.C.
- 522 AC : Dopo la morte di Cambise, il mago Gaumata usurpa il trono facendosi passare per il defunto; è assassinato da dei generali condotti da Dario. Inizio del regno di Dario I, re di Persia. (finito nel 486 AC).
- 518 AC : Una strada reale lunga 2.683 km è costruita attraverso l'Imperio persiano.
- 486 AC : Morte di Dario I, re dei Persiani. Inizio del regno di Serse (finito nel 465 AC)
- 482 AC : Pur di annientare una rivolta in Babilonia contro il dominio persiano, Serse fa distruggere tutti i templi della città.
- 480 AC : I Greci sconfiggono la flotta persiana a Salamina. Più di mille navi partecipano alla battaglia.
- 479 AC : Atene rifiuta una offerta vantaggiosa passare nel campo persiano.
- 472 AC : Nell'opera I Persiani, Eschilo presenta al pubblico la battaglia di Salamina vista da un ottica persiana..
- 465 AC : Serse è assassinato. Il figlio Artaserse I gli succede al trono di Persia.
- 459 AC : Fallisce il tentativo dei greci di aiutare gli egiziani contro il dominio persiano e i Greci, sono messi in fuga e trovano rifugio su un isola del delta del Nilo.
- 404 AC : L'Egitto si affranca dal dominio persiano.
- 401 AC : Il re Artaserse II sconfigge e uccide suo fratello Ciro il giovane a Cunaxa.
- 396 AC : Il re di Sparta Agesilao II sconfigge il satrapo persiano Tissaferne.
- 386 AC : La Grecia di Sparta firma un trattato di pace la pace d'Antalcida o pace del Re, vi si riconosceva il potere della Persia di Artaserse sull'Asia e Cipro e quello dei greci sulle isole di Skyros, d'Imbros e di Lemnos.
- 370 AC : A seguito dell'indipendenza dell'Egitto 404 AC, altre satrapie dell'impero entrano in rivolta contro il potere centrale..
- 338 AC : Morte di re Artaserse, ucciso dal suo eunuco preferito.
- 333 AC : Alessandro Magno sconfigge il re persiano Dario III nella Battaglia di Isso, Alessandro Magno fece prigioniera l'intera famiglia reale ma non Dario.
- 331 AC : Alessandro Magno sconfigge Dario III nella battaglia di Gaugamela.
- 312 AC : Inizio del regno di Seleuco I, fondatore della dinastia seleucida di Persia.
- 115 AC : I Parti occupano la parte nord dell'ex impero Persiano.
- 211 : Ardashïr (Ardachêr) diventa il re di una parte della Persia.
- 224 : La Persia è unificata sotto Ardachir.
- 226 : Ardashïr rovescia Artaban V, ultimo re dei Parti e fonda una nuova dinastia persiana, i Sassanidi.
- 227 : La Persia annette tutto l'Impero dei Parti.
- 241 : Inizio del regno di Sapore I o Chahpuhr I, re dei Persiani. (fino al 272)
- 242 : Mani inizia a predicare la sua dottrina in Persia.
- 259 : Il re persiano Sapore I fa prigioniero l'imperatore Valeriano I.
- 297 : Narsete, re sassanide di Persia vince il re Tiridates d'Armenia.
- 298 : Narsete è forzato da Diocleziano a firmare un trattato di pace con Roma.
- 310 : Inizio del regno di Sapore II o Chahpuhr II, re di Persia (fino al 272)
- 332 : Viene riaccolta la dottrina di Zoroastro (Zarathustra) in Persia (Avesta).
- 337 : Inizio della guerra persiana contro Roma. (finita nel 350)
- 348 : Donne sono arruolate in Persia nel servizio ausiliario dell'armata.
- 350 : Gli unni invadono la Persia e l'India.
- 359 : Sapore II, il re sassanide di Persia, invade la Siria e prende la città romana d'Amida dopo un aspra battaglia.
- 363 : L'imperatore Giuliano invade la Persia e sconfigge i Persiani davanti le mura della loro capitale, Ctesifonte.
- 390 : Teodosio I e il re Sapore III di Persia firmano un trattato per la spartizione dell'Armenia.
- 399 : Yazdegiro (Yezdgerd) sale al trono di Persia. È tollerane con i cristiani e intrattiene buone relazioni con i Romani.
- 420 : Inizio del regno di Bahram V (fine nel 440).
- 422 : Teodosio II di Bisanzio, e il re Bahram V di Persia firmano un trattato di pace.
- 430 : Gli Unni Eftaliti, stabilitisi in Asia centrale, attaccano la Persia.
- 506 : Dopo una contro-offensiva romana, in Mesopotamia, la pace è ristabilita tra l'impero d'Oriente e la Persia.
- 516 : Il persiano Mazdak definito filosofo proto-socialista, diffonde la sua dottrina collettivista detta Mazdakismo accolta dal re Kavadh I.
- 529 : Chiude ad Atene l'ultima scuola di filosofia in Europa. Gli ultimi maestri di filosofia emigrano in Persia.
- 531 : Il movimento collettivista di Mazdak è schiacciato in Persia. Inizio del regno di Khosrau I, re di Persia. (fine nel 579)
- 532 : Bisanzio versa alla Persia 3.548 kg d'oro per fortificare il Caucaso.
- 540 : Guerra con l'impero romano. (fine 561)
- 561 : Giustiniano I firma un nuovo trattato con Khosrau I, re di Persia fissando una frontiera tra la Persia e l'impero d'Oriente. Giustiniano I accetta da pagare un tributo annuale. La Persia garantisce a Bisanzio 50 anni de pace.
- 589 : Khosrau II fugge a Costantinopoli per chiedere aiuto, contro una rivolta.
- 590 : Inizio del regno di Khosrau II, re di Persia. (fine nel 628)
- 591 : Maurizio I di Bisanzio mette sul trono di Persia Khosrau II. In cambio, riceve concessioni territoriali. La pace è ristabilita di nuovo tra i due imperi.
- 600 : I mulini a vento sono utilizzati in Persia per l'irrigazione.
- 603 : Nuova guerra con Roma. Iniziale forte avanzata nelle regione di Siria, Palestina, Egitto, e Anatolia prima di essere nuovamente sconfitti dai romani di Eraclio I di Bisanzio. (fine nel 627)
- 627 : Eraclio alleato con Kazare e Turche, vince la battaglia di Ninive. Nonostante la sconfitta Khosrau non si arrende. Eraclio prosegue la campagna prendendo la capitele Ctesifonte.Il re sassanide viene destituito.
- 632 : Inizio del regno di Yazdegerd III, ultimo re sassanide di Persia. (fine nel 651)
- 632 : Il califfo Abou Bakr sottomette le tribù arabe in rivolta. Prosegue verso la Siria e la Persia fino al 634.
- 639 : Gli Arabi annientano l'armata persiana nella battaglia di Kadisiyya.
- 900 : I mulini a vento arrivano con gli Arabi in Spagna dalla Persia.
- 975 : Il persiano Muwaffat scrive un trattato di medicina.
- 1055 : I nomadi turchi selgiuchidi, sunniti, che erano gia numerosi nelle armate del califato abbasside conquistanoBagdad.
- 1094 : La setta degli Assassini di religione sciita viene fondata in Persia.
- 1251 : Inizia la conquista dalla Persia da parte del principe mongolo Hulagu, nipote di Gengis Khan. Terminata nel 1265
- 1447 : Con il crollo dell'impero di Tamerlano (Timour Lenk), l'India, la Persia e l'Afghanistan recuperano indipendenza.
- 1502 : Ismail I fonda la dinastia Safavide in Persia. Il chiismo diventa la religione della Persia.
- 1571 : Nasce Abbas I il Grande, scià di Persia. †1629
- 1585 : Inizio del regno di Abbas I il Grande, scià di Persia. (fino al 1622)
- 1590 : Abbas I di Persia firma la pace con i Turchi.
- 1598 : Abbas I di Perse sconfigge gli Ouzbeki a Herat. Fa di Ispahan la sua capitale.
- 1623 : Abbas I toglie Bagdad ai Turchi.
- 1629 : Abbas I il Grande, muore.
- 1709 : Gli Afgani si sollevano contro il potere persiano e fondano uno stato afgano indipendente.
- 1722 : Anizio del controllo afgano sulla Persia. (fine nel 1730)
- 1730 : Gli Afgani sono scacciati dalla Persia.
- 1736 : Inizio del regno di Nâdir Shâh, scià di Persia, fondatore della dinastia afshar, che estenderà l'influenza persiana in India. (fino al 1747)
- 1737 : Inizio dell'occupazione persiana dell'Afghanistan. (finita nel 1747)
- 1794 : Aga Muhammed fonda la dinastia Qajar (Kajar) che regnerà sulla Persia fino al 1925.
- 1811 : Guerra tra la Persia e la Russia che ottiene qualche vittoria nel Caucaso.
- 1826 : Inizio della guerra russo-persiana, la Russia si annette le province armene. finita nel 1828
- 1901 : Una compagnia britannica riceve una concessione di estrazione di petrolio per 60 anni in Persia.
- 1935 : La Persia prende il nome di Iran.

Storia

Iran Popolazioni iraniche indoeuropee occuparono la Persia probabilmente sin dal 1200 a.C.: tra esse, le tribù dei medi e dei persiani, che per lungo tempo lottarono contro l'influenza assira e l'attrazione delle civiltà dell'Indo. Queste furono sottomesse inizialmente dalla potenza dei medi, che ricacciarono Sciti e Cimmeri e, alleatisi con i Babilonesi, annientarono l'impero assiro. Con Ciro il Grande i loro vassalli achemenidi conquistarono il primato su tutta la regione (550 a.C.): Ciro fu il fondatore dell'impero persiano, che nel giro di due decenni si estese conquistando Babilonia (539 a.C.) e sottomettendo le città greche dell'Asia minore e le popolazioni dell'Iran orientale e delle steppe asiatiche, fino all'Indo. La superiorità militare persiana sui popoli occidentali derivava dall'apprendimento di tecniche di combattimento tipicamente asiatiche come gli arcieri a cavallo. Cambise II, tra il 529 e il 522, allargò ulteriormente i confini dall'impero, conquistando anche l'Egitto, ma fu il successore Dario I (521-486) che diede all'impero la massima estensione con puntate nei territori degli Sciti e dei Traci a ovest del Mar Nero.

Le guerre persiane

Sotto Dario iniziarono le guerre persiane, dettate da un'aspirazione imperialistica sulle città greche che non andò a buon fine, pur se i persiani continuarono poi per oltre un secolo a influire in modo rilevante sulle vicende politiche della Grecia.

Il periodo ellenistico

L'impero persiano classico aveva un'organizzazione burocratica (satrapìe) e una notevole capacità di esercitare il controllo politico nel rispetto di civiltà, leggi e religioni locali, pur se il mazdeismo era considerata religione di stato. La successiva involuzione dispotica e le rivolte locali ne indebolirono la struttura, che cadde sotto i colpi della nascente potenza macedone: nel 331 Alessandro Magno, dopo aver sconfitto Dario III, ultimo imperatore persiano, conquistava Persepoli. Il successivo regno ellenistico dei Seleucidi si dissolse sotto l'urto di popolazioni locali: parti e battriani, principalmente. Fu nel III secolo d.C. che Mesopotamia, Iran e Afghanistan vennero di nuovo riuniti sotto l'impero teocratico dei Sasànidi, che tenne testa all'egemonia romana e poi bizantina in Asia Minore, e raggiunse il suo apogeo anche culturale e artistico sotto Cosroe I nel sec. VI.

Il declino: verso l'Iran moderno

La civiltà iranica cadde nel 637, quando gli Arabi invasero la Persia e conquistarono Ctesifonte: di conseguenza i Persiani, sconfitti, adottarono l'Islam, ma una confessione sotterranea, esoterica e rivoluzionaria, quella di ceppo sciìta. Alla morte di Maometto, avvenuta nel 632, la sua famiglia venne privata del potere che venne conferito ai compagni del profeta. Alì, suo genero e cugino, e Hussein, figlio di Alì, che aveva sposato una principessa persiana della dinastia dei Sasànidi, furono assassinati uno dopo l'altro, e il potere rimase così nelle mani della corrente sunnita. Attraverso la fedeltà ad Alì e Hussein, nei persiani si manifestava anche la devozione alla linea sasànide e al glorioso passato del loro paese. In tal modo le feste religiose divennero in realtà dei retaggi delle antiche feste zoroastriane. La presenza del ceppo sciìta è poi accertata da un ramo dinastico di Imam discendenti di Hussein, che si succedettero fino all'874, data in cui il secondo Imam, Mohamed al-Mahdi, uscì misteriosamente di scena: i suoi sostenitori sostengono ancora che è stato nascosto e che farà la sua riapparizione per regnare fino alla fine dei tempi. L'invasione e l'occupazione araba del 642 fu, però, solo la prima di una lunga serie: la Persia, infatti, cesserà di esistere come nazione indipendente per più di otto secoli. Essa sarà dominata nel X secolo dai turchi gasnèvedi, nell'XI dai selgiuchidi, nel XII dai Khwarezmenidi e dalla fine del XII sino al XIV secolo dai Mongoli, che fonderanno la dinastia degli Ilkhan. Sul finire del XIV secolo, quindi, la Persia passa sotto il potere dei Timùridi, ma a dispetto delle molteplici invasioni e occupazioni, la cultura e la sua lingua continua a mantenersi indipendente e vitale: il suo emblema è il Libro del Re, scritto da Firdowsi nel X secolo per il sovrano turco Mahamud di Gasma. Esso racconta l'epopea dei re e degli eroi della Persia dal principio dei secoli: questa storia, pur se esclusivamente persiana, lascerà un'eco in tutta l'Asia e verrà adottata dai Khan turkmeni e uzeki, i sultani mamelucchi e ottomani, gli Ilkhan mongoli e i grandi Mogol dell'India. Dopo le molte occupazioni e vessazioni, la Persia finalmente sorge a nuova vita grazie alla dinastia turkmena dei Safàvidi all'inizio del XVI secolo: costoro lottarono per tutta la durata del loro regno contro i turchi ottomani. Nel 1795, dopo l'interregno di Nadir Shab, succede alla prima una nuova dinastia turkmena, quella dei Qagiari. La Persia, allora, si troverà divisa dalle mire della Russia, da una parte, e dell'Inghilterra dall'altra: nel XIX secolo la Persia si troverà ad essere uno stato cuscinetto tra le due superpotenze. La prima si annette il Caucaso e l'Asia centrale e la seconda prende piede in Afghanistan e in Tibet. La scoperta del petrolio e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale non fanno altro che rinforzare sempre più la presa inglese sul paese, rendendo sempre più evidenti le proprie manovre economiche in Persia. Si arriva, così, al 1925 quando un semplice ufficiale, Rezah Khan, prende il potere e detronizza l'ultimo sovrano qagiaro. Il nuovo monarca accelera nel processo di occidentalizzazione del paese con grande disappunto dei religiosi e lo nomina ufficialmente Iran. (la storia, da qui in poi, continua nelle pagine dell'Iran)

Arte

Al periodo preistorico (VI-IV millennio a.C.) risale un'abbondante produzione di ceramiche dipinte con figure geometriche e sagome di vari animali, con fitti tratteggi decorativi, provenienti dalle regioni centrali e dall'Elam, nel Sud-Ovest del paese. Largamente esposta a influenze sumere, la civiltà elamitica (III-II millennio a.C.) ha lasciato un unico monumento, l'imponente ziqqurat di Cioga Zanbil, e numerosi manufatti, ritrovati soprattutto a Susa. A essa si fanno risalire i bronzi del Luristan, mentre ad altre culture, assire ed urartee, rimandano le tazze e i bacili in oro e argento con figurazioni a sbalzo ritrovati presso Hasanlu, Ziwiye e Kalar Dasht. In epoca achemenide (550-330 a.C.) le capitali imperiali offrono il quadro di una civiltà artistica ispirata a modelli assiro-babilonesi, ma originale nelle novità architettoniche utilizzate. I palazzi di Pasargade, Susa, Persepoli, eretti su terrazze fortificate, includono portici, scalinate, ingressi monumentali e comprendono lapadana, immensa sala riservata alle udienze su decine di colonne dai fastosi capitelli decorati con figure animali. I rilievi, talora in mattonelle smaltate (Susa) ma più spesso in pietra, illustrano lunghe processioni o combattimenti. Significativi i rari templi zoroastriani a torre e le tombe rupestri dei re con prospetti scolpiti. Di particolare raffinatezza la lavorazione dei metalli e l'oreficeria. Con la conquista di Alessandro e il dominio dei Seleucidi (330-250 a.C.) la decorazione architettonica si arricchì di motivi classici: vennero coniate monete sul modello greco e si costruirono città secondo i principi urbanistici del mondo ellenistico. Alla dominazione partica (250 a.C. - 240 d.C.) risalgono i palazzi di Assur, Hatra, Warka, con grandi arcate coperte di volte a botte, i cosiddetti iwan, destinati a grande fortuna anche in epoca islamica. Nel periodo sasanide (224-632) sorgono, a Firuzabad, Bishapur e Ctesifonte, palazzi con iwan colossali e coperture a cupola, rivestiti di paramenti di stucco lavorato; la scultura è rinnovata da apporti romani (rilievi rupestri nella valle di Naqsh-i-Rustam); le arti minori sono di grande valore decorativo: ad esempio si realizzavano coppe in argento sbalzato, tessuti di seta con motivi geometrici e araldici. (per il periodo delle conquieste arabe, vedere anche Arte Islamica)

Lingua e letteratura

Il persiano appartiene alle lingue iraniche e la sua evoluzione può essere suddivisa in tre fasi: #fase antica: antico persiano delle iscrizioni e avestico dell'Avesta, #fase media: medio persiano, 300 a.C.-900 d.C., distinto in pahlavi partico o pahlavik, e pahlavi sasanide o parsik, #fase recente: neopersiano o parsi: dal sec.IX ad oggi. La letteratura neopersiana, scritta in alfabeto arabo e ricca di arabismi, ha il suo primo, grande poeta in Firdowsi (Libro dei Re, 975-1010 circa). I generi più coltivati dai poeti classici, oltre all'epica, sono la qasida, il ghazal e il masnavì: tra i massimi poeti dell'epoca (secoli XII-XIV) si annoverano Omar Khayyam, Hafiz, Gialal al-Din Rumi, Nizami e Sadi, nella cui opera si combinano spesso temi erotici e mistici, edonismo e religiosità. Il periodo classico si chiude con Giami (1414-92). Le guerre civili e le conseguenti migrazioni in India diedero vita al cosìdetto
stile indiano, che godette la protezione dei principi moghul e, riportato in Persia, influenzò poi la letteratura dell'epoca safawide (1500-1736). La produzione letteraria moderna più significativa è rappresentata dalla poesia satirica e dalla prosa: questa si ispira sia alla prosa di viaggio del medievale Nasir-i Khusraw, sia alle traduzioni di autori occidentali, mentre i poeti cercano una sintesi fra tradizione stilistica classica e modelli europei e americani. Tra gli scrittori più noti in occidente, il prosatore Sadeq Hedayat e Nima Yushij, fautore di una poetica europeizzante. (per gli scrittori moderni, consultare Iraniani illustri) Categoria:Asia ja:ペルシア ko:페르시아 제국

Sasanidi

I Sasanidi (più antiquato Sassanidi) sono stati una dinastia persiana preislamica che ha dominato nelle aree iraniche e in alcune regioni della Penisola Araba dal 224 al 661 d. C. Il nome lo si vorrebbe derivato da un mitico Sāsān che è ricordato come un "Signore" nell'iscrizione di Shāpūr I (Sapore), nella cosiddetta Ka‘ba di Zoroastro, ma esiste documentazione che rinvia a un casato "di Sāsānagān".

Damasco

Damasco (nome internazionale Damascus, in arabo Dimashq, دمشق) è la capitale della Siria e una città storica nata contemporaneamente con la Mesopotamia, nell'epoca in cui questa era abitata dai Siriaci. È considerata la più antica città del mondo fra quelle abitate in maniera continuativa. Città romana fino alla conquista araba, attuata dall'esercito musulmano guidato dal Khālid b. al-Walīd, da Abū ‘Ubayda b. al-Jarrāh, Yazīd b. Abī Sufyān, Shurahbīl b. Hasana e da ‘Amr b. al-‘Ās Damasco cedette per accordo, conservando così la libertà di culto e i titoli di proprietà dei suoi abitanti (anche se all'epoca del califfo omayyade al-Walīd b. ‘Abd al-Malik si disse che una parte della città, inconsapevole delle trattative era stata conquistata manu militari, legittimando le autorità musulmane ad espropriare del tutto l'area sacra su cui sorgeva la Basilica di S. Giovanni Battista, trasformata nella Moschea degli Omayyadi). Damasco fu dal 661 al 750 la capitale del califfato omayyade e fu solo con la vittoria degli Abbasidi che la sede califfale fu spostata a Baghdād. Declinò politicamente per tutto il periodo abbaside per riacquistare importanza nel periodo ayyubide e mamelucco. In età ottomana decadde del tutto, trasformandosi in una cittadina di nessuna rilevanza economica, pur mantenendo un certo prestigio culturale.

Geografia

Da sempre considerata paradiso del medio oriente ha un clima mite grazie ai molti corsi d'acqua che vi passano. È circondata da alcune colline.

Attrattive

Offre numerosi siti archeologici e conserva alcune fra le principali moschee storiche. Vi hanno lasciato il loro segno molte civiltà, soprattutto quella romano-bizantina e quella islamica. Nel 1979 il centro storico della città, cinto da mura di epoca romana, è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.

Moschee

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Reperti

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Popolazione

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Cultura

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Demografia

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Collegamenti esterni


- [http://www.damascus-online.com Sito in inglese con utile enciclopedia tematica]
- [http://www.syriatourism.org Sito ufficiale del Ministero del turismo siriano] categoria:Capitali di stato categoria:Città antiche categoria:Patrimoni dell'umanità in Siria Categoria:Città della Siria ja:ダマスカス

Califfo

Califfo (in arabo khalīfa) è il termine impiegato per indicare il "Vicario" o "Successore" di Maometto alla guida politica e spirituale della Comunità islamica (Umma). La massima magistratura islamica non è prevista né nel Corano, né nella Sunna del profeta Maometto e fu quindi realizzata in modo del tutto originale da alcuni fra i primissimi compagni di Maometto nella stessa giornata della sua morte, l'8 giugno 632 (corrispondente al 13 rabī' I dell'11 dell'egira). Per evitare probabilmente che i musulmani di Medina scegliessero come successore politico di Maometto uno dei loro, un gruppo di musulmani meccani (i cosiddetti "Emigranti" che erano giunti con l'egira), fra cui Abu Bakr, 'Omar ibn al-Khattàb e Abū 'Ubayda ibn al-Jarrāh, riuscirono a far sì che il prescelto fosse per l'appunto Abū Bakr che, per essere stato il miglior amico di Maometto (di cui era coetaneo) e il primo uomo forse a convertirsi all'Islam, era assai apprezzato da tutti e che garantiva una linea di comportamento non dissimile da quella messa in atto dal Profeta. L'espressione usata per indicarlo fu quindi "khalīfat rasūl Allāh" (vicario, o successore, dell'Inviato di Dio). I Califfati furono diversi. I primi quattro "Successori dell'Inviato di Dio" furono: #Abū Bakr (632 - 634) #'Umar ibn al-Khattāb (634 - 644) #'Uthmān ibn 'Affān (644 - 656) #'Alī ibn Abī Tālib (656 - 661) I califfi della dinastia omayyade sufyanide di Siria furono: #Mu'āwiya ibn Abī Sufyān (661 - 680) #Yazīd ibn Mu'āwiya (680 - 683) # Mu'āwiya ibn Yazīd (683 - 684) I califfi della dinastia omayyade marwanide di Siria furono: #Marwān ibn al-Hakam (684 - 685) #'Abd al-Malik ibn Marwān (685 - 705) #al-Walīd ibn 'Abd al-Malik (705 - 715) #Sulaymān ibn 'Abd al-Malik (715 - 717) #'Umar ibn 'Abd al-'Azīz (717 - 720) #Yazīd ibn 'Abd al-Malik (720 - 724) #Hishām ibn 'Abd al-Malik (724 - 743) #al-Walīd ibn Yazīd (743 - 744) #Yazīd ibn al-Walīd ibn Yazīd (744) #Ibrāhīm ibn al-Walīd ibn Yazīd (744) #Marwān ibn Muhammad ibn Marwān (744 - 750) Da un nipote di Hishām ibn 'Abd al-Malik, 'Abd al-Rahmān ibn Mu'āwiya, si diparte la dinastia omayyade di al-Andalus. I califfi della dinastia abbaside furono: # al-Saffāh (750-754) # al-Mansūr (754-775) # al-Mahdī (775-785) # al-Hādī (785-786) # Hārūn al-Rashīd (786-809) # al-Amīn (809-813) # al-Ma'mūn (813-833) # al-Mu'tasim (833-842) # al-Wāthiq (842-847) # al-Mutawakkil (847-861) # al-Muntasir (861-862) # al-Musta'īn (862-866) # al-Mu'tazz (866-869) # al-Muhtadī (869-870) # al-Mu'tamid (870-892) # al-Mu'tadid (892-902) # al-Muktafī (902-908) # al-Muqtadir (908-932) # al-Qāhir (932-934) # al-Rādī (934-940) # al-Muttaqī (940-944) # al-Mustakfī (944-946) # al-Mutī ' (946-974) # al-Tā'ī ' (974-991) # al-Qādir (991-1031) # al-Qā'im (1031-1075) # al-Muqtadī (1075-1094) # al-Mustazhir (1094-1118) # al-Mustarshid (1118-1135) # al-Rāshid (1135-1136) # al-Muqtafī (1136-1160) # al-Mustanjid (1160-1170) # al-Mustadī ' (1170-1180) # al-Nāsir (1180-1225) # al-Zāhir (1225-1226) # al-Mustansir (1226-1242) # al-Musta'sim (1242-1258) Un califfato di grande importanza, antagonistico di quello abbaside e omayyade andaluso fu quello dei Fatimidi, anche se essi preferirono definirsi Imam, secondo la tradizione dello Sciismo cui appartenevano. In qualche misura un altro califfato fu quello degli Almohadi e quello degli Ottomani. L'ultimo califfo ottomano fu dichiarato decaduto da un'apposita Assemblea tenutasi ad Ankara nel 1924 su disposizione di Kemal Pascià, detto Atatürk). Categoria:Islam ja:カリフ

Lingua aramaica

L'aramaico è una lingua semitica che vanta circa 3.000 anni di storia. In passato, fu lingua di culto religioso e lingua amministrativa di imperi. E' inoltre la lingua in cui furono in origine scritti il Talmud e gran parte dei libri biblici di Daniele e di Ezra. Si ritiene inoltre che fosse l'idioma parlato da Gesù. Attualmente, l'aramaico è utilizzato da alcune comunità sparse nel Medioriente e nel resto del mondo. L'aramaico appartiene alla famiglia delle lingue afro-asiatiche e alla sottofamiglia delle lingue semitiche (più precisamente, il gruppo nordoccidentale di cui fanno parte le lingue cananee, tra cui l'ebraico).

Distribuzione geografica

Durante il XII secolo a.C., gli Aramei, gli originari parlanti dell'aramaico, incominciarono a stabilirsi nelle terre che oggi fanno parte degli attuali Iraq, Siria e Turchia. L'aramaico giunse così ad essere parlato in un'area compresa tra le coste orientali del Mediterraneo e il fiume Tigri. Gli ebrei della diaspora portarono la lingua in Nordafrica ed Europa, mentre i missionari cristiani la utilizzarono predicando in Persia, India e persino Cina. Dal VII secolo tuttavia, l'arabo subentrò all'aramaico quale lingua franca del Medioriente. Ciononostante, l'aramaico rimase la lingua liturgica e letteraria di ebrei, Mandei e alcune confessioni cristiane. Oggigiorno, l'aramaico è ancora utilizzato da sparute comunità sparse nel suo antico areale di espansione. Gli sconvolgimenti degli ultimi due secoli (fra cui soprattutto le persecuzioni di cristiani ad opera dei musulmani turchi e arabi) ha portato molti parlanti dell'aramaico a cercare rifugio in vari paesi del mondo.

Dialetti e lingue dell'aramaico

L'aramaico costituisce più un gruppo di lingue imparentate piuttosto che una lingua con vari dialetti. La lunga storia dell'aramaico, la ricchezza della sua letteratura e il suo utilizzo da parte di diverse comunità religiose sono tutti fattori che hanno contribuito alla sua diversificazione (tant'è che solo alcuni "dialetti" sono mutualmente intellegibili). Alcune lingue aramaiche sono conosciute con diversi nomi: per esempio, il termine "siriaco" è usato per designare l'aramaico utilizzato da varie comunità cristiane del Medioriente. I dialetti si possono dividere tra occidentali e orientali, con l'Eufrate (o poco più ad ovest di esso) a fare da linea di confine. Inoltre è utile distinguere fra le lingue aramaiche ancora in uso (spesso definite come "neo-aramaico"), quelle utilizzate solo in ambito liturgico e letterario e quelle che sono estinte (definite rispettivamente, malgrado alcune eccezioni, come aramaico "moderno", medio" e "antico").

Sistema di scrittura

Eufrate]] Il primo alfabeto aramaico era basato sulla scrittura fenicia, ma col tempo sviluppò un proprio stile "squadrato". Gli antichi Israeliti e altri popoli di Canaan adottarono questo alfabeto per le proprie lingue, così al giorno d'oggi è più noto come alfabeto ebraico. Questo è il sistema di scrittura usato per l'aramaico biblico e per altri scritti ebraici in aramaico. L'altro principale sistema di scrittura per questa lingua fu sviluppato dalle comunità cristiane: uno stile corsivo chiamato alfabeto siriaco (le pagine a sinistra sono scritte in Serto, una delle derivazioni di questo alfabeto). Una forma molto modificata dell'alfabeto aramaico, l'alfabeto mandaico, è usata dai Mandei. In aggiunta a questi sistemi di scrittura, alcune versioni dell'alfabeto aramaico furono usate nell'antichità da alcuni popoli: i Nabatei di Petra, o nel Regno di Palmira. In tempi moderni, il Turoyo (vedi sotto) è stato scritto con un adattamento dell'alfabeto latino.

Storia

Segue una storia dell'Aramaico divisa in tre periodi maggiori:
- Aramaico antico (1100 AC200), include:
  - L'Aramaico biblico della Bibbia ebraica.
  - L'Aramaico di Gesù.
  - L'Aramaico dei Targum.
- Aramaico medio (2001200), include:
  - La lingua lettararia siriaca.
  - L'Aramaico dei Talmud e Midrashim.
- Aramaico moderno (1200–present), include:
  - Vari vernacoli moderni. Questa classificazione è basata su quella usata da Klaus Beyer.

Aramaico antico

Questa fase copre tredici secoli di storia della lingua, e comprende tutte le varietà della stessa che non sono più parlate. La svolta dell'Aramaico antico avvenne attorno al 500 AC, quando l'Aramaico arcaico (la lingua degli Aramei) divenne l'Aramaico imperiale (la lingua di potenti imperi). I vari dialetti di Aramaico acquistano importanza quando il Greco rimpiazza questo nelle sale del trono locali.

Aramaico arcaico

Col termine "Aramaico arcaico" ci si riferisce all'Aramaico degli Aramei dalle sue origini fino a quando divenne la "lingua franca" della Mezzaluna fertile. Fu la lingua di Damasco, Hamath e Arpad.

Primo Aramaico arcaico

Varie iscrizioni testimoniano l'uso delle prime forme di Aramaico fin dal X secolo AC. La maggior parte di queste sono messaggi diplomatici scambiati tra le città-stato degli Aramei. L'ortografia di quel periodo sembra basarsi su quella fenicia, e la scrittura è unita. Sembra che una nuova ortografia, più adatta alla lingua, si sia sviluppata a partire da questa nelle regioni orientali di Aram. Strano a dirsi, la conquista di Aram da parte dell'Imperatore assiro Tiglatpileser III alla metà dell'VIII secolo AC impose l'Aramaico come "lingua franca" in tutto il Medio Oriente.

Tardo Aramaico arcaico

A partire dal 700 AC circa, la lingua aramaica cominciò a diffondersi in tutte le direzioni, ma perse la sua omogeneità. Cominciarono a differenziarsi dialetti in Mesopotamia, a Babilonia, nel Medio Oriente e in Egitto. Col tempo si impose l'Aramaico (con influenze accadiche parlato in Assiria e a Babilonia. Come descritto in 2Re 18:26 Ezechia, Re di Giuda, conduce i negoziati cogli ambasciatori assiri in Aramaico, affinchè la gente comune non possa capire. Attorno al 600 AC Adone, un Re Canaanita, usa questa lingua per scrivere al Faraone egizio. L'Aramaico parlato sotto la dinastia Caldea di Babilonia veniva chiamato col termine "Caldeo" o "Aramaico Caldeo", termine usato anche per l'Aramaico della Bibbia, appartenente comunque ad uno stile più tardo. Non deve essere confuso col moderno Neo-Aramaico Caldeo.

Aramaico Imperiale

Intorno al 500 AC Dario I rese l'Aramaico lingua ufficiale della metà occidentale dell'Impero persiano Achemenide. I burocrati di Babilonia usavano già questa lingua in gran parte dei loro atti, ma l'editto di Dario diede stabilità a questa. Il nuovo "Aramaico Imperiale" era altamente standardizzato: la sua ortografia si basava più su basi storiche che su un qualche dialetto effettivamente parlato, e l'influenza del Persiano gli diede una nuova chiarezza e flessibilità. L'Aramaico Imperiale è a volte chiamato "Aramaico ufficiale" o "Aramaico biblico". Esso rimase, nella forma prescritta da Dario o in una abbastanza vicina da essere riconoscibile, la lingua principale della regione per secoli dopo la caduta dell'Impero Achemenide (331 AC). L'"Aramaico Achemenide" è quello usato dall'editto di Dario (500 AC circa) ad un secolo dopo la caduta dell'Impero (331 AC). Molte delle testimonianze scritte rimaste di questa lingua vengono dall'Egitto, e in particolare da Elefantina. Di queste la più significativa è la "Saggezza di Ahiqar", un libro di aforismi simile al Libro dei Proverbi presente nella Bibbia. L'Aramaico Achemenide è così omogeneo che è spesso difficile dedurre la provenienza di un'opera basandosi solo sul testo: solo un'analisi accurata rivela qualche paro