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Basilicata

Basilicata

La Basilicata, chiamata anche Lucania, è una regione dell'Italia Meridionale di 0,6 milioni di abitanti, con capoluogo Potenza. Confina a sud est con il Mar Ionio (Golfo di Taranto), a est con la Puglia, a ovest con la Campania, a sud ovest con il Mar Tirreno e a sud con la Calabria.

Storia

Prima dell'Unità d'Italia (1861) faceva parte del Regno delle due Sicilie. Si oppose per un decennio alla conquista piemontese con una lotta partigiana denominata brigantaggio, fu teatro di sanguinosa repressione da parte delle truppe di occupazione, cosí come altre regioni dell'antico regno indipendente.
Il 23 novembre 1980 fu sconvolta da un grave terremoto che colpì buona parte di essa.

Amministrazioni


- Comuni della provincia di Matera (31)
- Comuni della provincia di Potenza (100)

Voci correlate


- Elenco dei Presidenti della Basilicata
Categoria:Regione Basilicata ja:バジリカータ州

Regioni d'Italia

L'Italia è suddivisa in 20 regioni, le quali sono qui raggruppate per grandi zone geografiche (tra parentesi il capoluogo di regione):
- Italia nord-occidentale
  - Valle d'Aosta (Aosta)
  - Piemonte (Torino)
  - Lombardia (Milano)
  - Liguria (Genova)
- Italia nord-orientale
  - Trentino-Alto Adige (Trento)
  - Veneto (Venezia)
  - Friuli-Venezia Giulia (Trieste)
  - Emilia-Romagna (Bologna)
- Italia centrale
  - Toscana (Firenze)
  - Umbria (Perugia)
  - Marche (Ancona)
  - Lazio (Roma)
  - Abruzzo (L'Aquila)
  - Molise (Campobasso)
- Italia meridionale
  - Campania (Napoli)
  - Puglia (Bari)
  - Basilicata (Potenza)
  - Calabria (Catanzaro)
- Italia insulare
  - Sicilia (Palermo)
  - Sardegna (Cagliari)

Regioni in dati

Di seguito una tabella contenente i dati di popolazione, superficie e densità abitativa, capoluogo, numero di comuni e province appartenenti alle 20 regioni italiane. Gli enti sono ordinati per popolazione.
- Province istituite e in corso di attivazione.
- Dati ISTAT - Censimento Generale della Popolazione Italiana (anno 2001)

Sigle

Voci correlate


- Costituzione della Repubblica italiana/Art.114 e Art.131
- Elenco dei Presidenti delle Regioni Italiane
- Regione autonoma a statuto speciale
- Lista delle province italiane
- Comuni d'Italia
- Province
- Regioni Categoria:Liste ja:イタリアの地方行政区画 ko:이탈리아의 행정 구역 simple:Regions of Italy

Mar Ionio

Il Mar Ionio o Mar Jonio (in greco: Ιóνιo Πελαγoς, in albanese: Deti Ion) è un bacino del Mar Mediterraneo, situato tra l'Italia meridionale, l'Albania (Canale d'Otranto) e la Grecia (Isole Ionie). Vi si affacciano le regioni italiane
- Sicilia, con il Golfo di Catania
- Calabria, con il Golfo di Squillace
- Basilicata e Puglia, con il Golfo di Taranto. È collegato al Mar Tirreno tramite lo Stretto di Messina, e al Mar Adriatico tramite il Canale d'Otranto. Ionio ja:イオニア海 ko:이오니아 해

Puglia

La Puglia è una regione dell'Italia Meridionale di 4 milioni di abitanti, con capoluogo Bari. Confina a ovest col Molise, la Campania e la Basilicata, a sud col Mar Ionio ed a est e nord col Mar Adriatico.

Geografia

È la regione più orientale d'Italia, il capo d'Otranto ([http://www.collepasso.it/salento/cartoline/ Salento]) dista circa 80 km dalle coste dell'Albania Il territorio è diviso tra il collinare e il pianeggiante, anche se vi sono singoli monti pressocchè sparsi sul Gargano, sulla Daunia e sulle Murge. Il paesaggio collinare abbraccia il Gargano, parte del preappennino Dauno, le Murge baresi, tarantine e brindisine. La restante parte pianeggiante è divisa tra il Tavoliere delle Puglie, la Terra di Bari e la Piana del Salento. La Puglia è bagnata dal Mar Adriatico e dal Mar Ionio. Le acque interne sono pressocchè scarse. Non vi è alcun fiume percorribile tranne l'Ofanto, anche se per il breve tratto finale. L'unico lago potabile, da dove attinge l'Acquedotto Pugliese è il Lago d'Occhito a metà tra Molise e Puglia.

Storia

La Puglia è una delle regioni più ricche di reperti preistorici d'Italia. Molto diffusi, soprattutto nelle provincie di Lecce, di Taranto e Bari, sono i Menhir e i Dolmen. Verso il 2000 a.C. si formarono i popoli dei Dauni, dei Peucezi e dei Messapi, e più tardi, in epoca ellenica, la Magna Grecia si espanse fino ad includere il Tarantino e il Salento. Nel panorama dell'Italia Romana la Puglia occupò un ruolo di primo piano nelle campagne belliche dell'epoca, tra cui la disfatta di Canne la conquista di Brindisi e la presa di Taranto, entrambe avvenute attorno all'anno 200 a.C. Nei secoli di massima espansione dell'Impero, la Puglia occupò posizioni di primato nella produzione del grano e dell'olio, diventando la maggior esportatrice di olio d'oliva in Oriente. Alla caduta dell'impero romano d'Occidente, molti popoli si alternarono su territorio, ma alla fine divenne dominio dell'Impero Bizantino. Bari divenne capoluogo di un territorio esteso sino all'odierna Basilicata e sottoposto all'autorità di un catapano (governatore bizantino da dove derivano il nome Capitanata e il termine dialettale bitontino "catapéune", riferto dispregiativamente ai vigili urbani). Dapprima sotto i Normanni e poi sotto gli Svevi capeggiati dagli Hohenstaufen, la Puglia conseguì un grande progresso materiale e civile, che toccò l'apice con Federico II, a cui si deve una serie di edifici laici e religiosi, alcuni di alto valore artistico, tra cui Castel del Monte in provincia di Bari. Tra il 1200 e il 1400 la Puglia fu sotto la dominazione degli Angioini, all'interno del Regno di Napoli, a cui si sostituirono gli Spagnoli: ed è proprio in questo momento che comincia a radicarsi il potere dei latifondisti sul territorio. Dopo varie prese di potere, solo sotto i Borboni, la Puglia potè rivivere la stasi e la pace che vigeva nella regione con Federico II. Tra il 1806 e il 1815, vi fu la dominazione francese che provvedette alla modernizzazione della Puglia con l'abolizione del feudalesimo e con le riforme giudiziarie. Movimenti liberali si formarono in tutta la regione nel 1820 con il dilagare della Massoneria e della Carboneria. Con il Regno d'Italia nel 1860, la Puglia fu divisa amministrativamente nelle province di Foggia, Bari e Lecce; a queste si aggiunsero nel Novecento le province di Brindisi e Taranto, affiancate nel 2005 da quella di Barletta-Andria-Trani. Con il progressivo decadere del latifondo ci fu sempre più il decadere delle antiche masserie pugliesi, proprietà di media estensione agraria. Sotto il Fascismo ci furono numerose bonifiche su territorio e con la riforma agraria del dopoguerra ci fu un grande sviluppo nella regione. Negli anni settanta/ottanta l'economia della regione passò dal settore primario a quello terziario, con il notevole sviluppo derivato dal settore turistico.

Amministrazioni


- Comuni della provincia di Bari (48)
- Comuni della provincia di Brindisi (20)
- Comuni della provincia di Foggia (64)
- Comuni della provincia di Lecce (97)
- Comuni della provincia di Taranto (29)
- Comuni della provincia di Barletta-Andria-Trani (--)

Voci correlate


- Elenco dei Presidenti della Puglia
- Cucina pugliese

Collegamenti esterni


- [http://www.regione.puglia.it/ Regione Puglia] Categoria:Regione Puglia ja:プッリャ州

Campania

La Campania è una regione dell'Italia Meridionale. Conta 5.701.931 residenti (censimento 2001 [http://dawinci.istat.it/daWinci/jsp/MD/dawinciMD.jsp?a1=o0WG&a2=m0Y01&n=1UH90T07UD32S&v=1UH08207UD3000000]) ed ha la più alta densità di popolazione tra le regioni italiane ma è la seconda, dopo la Lombardia, per numero totale di abitanti. Il suo capoluogo è Napoli. Confina a ovest, sud-ovest con il Mar Tirreno, a nord-ovest con il Lazio, a nord col Molise, a nord-est con la Puglia e ad est con la Basilicata.

Storia

Prima dell'Unità d'Italia (1861) faceva parte del Regno delle due Sicilie.
Il 23 novembre 1980 fu sconvolta da un grave terremoto che colpì buona parte di essa.

Politica

L'attuale presidente della regione è Antonio Bassolino.

Geografia

La Campania è prevalentemente collinare (51%), il 34% di essa è montuosa e il 15% pianeggiante.
Per quanto concerne il rilievo, possiamo innanzitutto distinguere, la dorsale appenninica centrale, decorrente da nord-ovest a sud-est e comprendente diversi massicci (Matese, Taburno, Avella, Terminio, Cervialto, Alburno, Cervati), seguita verso est da una zona di altopiani e conche (Benevento, Montecalvo Irpino, Ariano Irpino, ecc). Nella zona litorale troviamo massicci di origine vulcanica (Somma-Vesuvio, Campi Flegrei) e di origine sedimentaria (monti Lattari e Massico). Le pianure più importanti sono a nord quella del fiume Garigliano e quella del fiume Volturno; quest'ultima confina a sud con il solco del fiume Sarno e costituisce la Pianura Campana propriamente detta, fertile ed intensamente popolata. Ricordiamo, inoltre, la pianura del fiume Sele a sud, formante la piana di Pesto e la pianura di Salerno. Ad est dei massicci dell'Alburno e del Cervati si distende il Vallo di Diano. I fiumi si riversano per lo più nel Tirreno ed hanno un corso tortuoso, con ripide gole tra i vari massicci della regione. Le sorgenti sono copiose e sorgono ai piedi dei rilievi calcarei, nei quali sono frequenti fenomeni carsici.

Vulcani


- Vesuvio
- Roccamonfina (vulcano spento)
- Campi Flegrei (complesso vulcanico in parte in attività)
- Ischia (vulcano spento)

Isole


- Capri
- Ischia
- Nisida
- Procida
- Vivara
- Li Galli

Cultura

Canzone napoletana

La musica popolare è la canzone napoletana da Napoli.
- Luna Caprese da Capri

Amministrazioni


- Comuni della provincia di Avellino (119)
- Comuni della provincia di Benevento (78)
- Comuni della provincia di Caserta (104)
- Comuni della provincia di Napoli (92)
- Comuni della provincia di Salerno (158) Sono inoltre in attesa di approvazione l'istituzione delle province dell' Agro Aversano (Aversa), dell'Alta Irpinia (Ariano Irpino), del' Agro Nolano (Nola), della Costiera Amalfitana e Sorrentina (Sorrento), del Cilento e Vallo di Diano (Agropoli-Sapri-Sala Consilina e Vallo della Lucania), dell'Agro Nocerino-Sarnese (Nocera Inferiore) e dell'Arcipelago Campano (Ischia)

Voci correlate


- Elenco dei Presidenti della Campania

Collegamenti esterni


- [http://www.larassegnadischia.it/Rassegna2004/rassegna2/isole.htm Isole della Campania]
- [http://www.campaniatrasporti.it Trasporti in Campania]
- [http://www.parks.it/regione.campania/index.html Parchi, Riserve ed altre Aree Naturali Protette in Campania] Categoria:Regione Campania ja:カンパニア州

Mar Tirreno

Il Mar Tirreno è quella parte del Mar Mediterraneo che si estende ad occidente della penisola italiana. È compreso fra la Corsica, la Sardegna, la Sicilia, la Calabria, la Campania, il Lazio e la Toscana, è collegato al Mar Ionio tramite lo Stretto di Messina ed è diviso dal Mar Ligure dall'isola d'Elba. Geograficamente parlando il mar Ligure non è la parte settentrionale del mar tirreno, come molti erroneamente pensano, ma un mare a tutti gli effetti in quanto ha un fondale e una costiera diversa. Alcuni fanno terminare il mar Ligure alla foce del Magra che però è solamente un confine dettato dalla tradizione. Il confine morfologico è tra Piombino e l'isola d'Elba. La sua profondità massima è di 3.785 metri. Il mare si trova vicino alla faglia che divide l'Africa dall'Europa. Di conseguenza, le catene montuose sotterranee e i vulcani attivi abbondano. Prende il nome dall'antico popolo dei Tirreni, meglio noti come Etruschi. Narra infatti lo storico greco Erodoto nelle sue Storie di come il re della Lidia (attuale Turchia occidentale) dopo anni di carestia avesse deciso di far emigrare una metà del suo popolo alla ricerca di una nuova patria. Guidati dal principe Tirreno, i Lidi sbarcarono quindi sulle coste occidentali della penisola italiana e, preso possesso della nuova terra, mutarono il loro nome in "Tirreni" dal nome del principe che li aveva guidati. Costoro, secondo il racconto greco, non sarebbero altri che gli Etruschi. Dal loro nome greco fu quindi detto "Tirreno" il mare che dominarono per secoli (talassocrazia etrusca). Tirreno ja:ティレニア海



Regno delle Due Sicilie

Regno delle Due Sicilie è il nome che il re Ferdinando IV di Borbone dette al suo regno, comprendente la Sicilia, la parte meridionale della penisola italica e alcune isole minori, dopo la fine dell'era Napoleonica e la restaurazione del 1816. Il regno comprendeva i territori corrispondenti attualmente a:
- Campania (province: Napoli, Terra di Lavoro, Principato Citra, Principato Ultra);
- Calabria (province: Calabria Citeriore, Prima Calabria Ulteriore, Seconda Calabria Ulteriore);
- Puglia (province: Capitanata, Terra di Bari, Terra d'Otranto);
- Abruzzo (province: Abruzzo Citeriore, Primo Abruzzo Ulteriore, Secondo Abruzzo Ulteriore);
- Molise (Contado del Molise);
- Lucania o Basilicata (Provincia di Basilicata).
- Nota:
- :Il cassinate, parte del frusinate, Formia, Itri e Gaeta erano parte della Terra di Lavoro, come Isola del Liri, Sora, Arpino, Aquino e le isole Ponziane. Inoltre il Cicolano e i territori della valle del fiume Velino (inclusa Amatrice e Cittaducale), erano parte dell'antica provincia dell'Aquila. Questi territori oggi sono confluiti nella regione Lazio. Questi territori erano denominati anche "Reali Dominii al di qua del Faro". La Sicilia (divisa in Val Demone, Val di Noto e Val di Mazara) formava invece i "Reali Dominii al di là del Faro".
È da notare che vallo (e non "valle") è termine di origine araba e indicava le ripartizioni amministrative originarie (quelle dell'ultimo periodo pre-unitario erano i dipartimenti, le province, i distretti, i circondari e i comuni). Prima della Rivoluzione Francese del 1789 e delle successive campagne napoleoniche, la dinastia dei Borbone regnava negli stessi territori, ma questi risultavano formalmente divisi nel Regno di Napoli e nel Regno di Sicilia.
Generalmente si conviene comunque di inserire nella trattazione storica del Regno delle Due Sicilie tutto il periodo di sovranità borbonica sui regni di Napoli e Sicilia (a partire dunque dal 1734) per una evidente continuità tra le diverse entità statali.

Origine del nome

Il nome, abbastanza singolare nella storia d'Italia, trae origine dalla vicenda iniziata con l'arrivo in Italia, nel 1265, di Carlo I d'Angiò (investito, da Papa Clemente IV, del titolo di Re d'amendue le Sicilie).
In seguito alla rivolta dei Vespri Siciliani del 1282, il Regno fu diviso in due parti, l'una (l'isola siciliana, denominata Regno di Trinacria) sotto il controllo degli Aragonesi, l'altra (la parte continentale) sotto il controllo degli Angioini, entrambe rivendicanti il 'titolo' di Regno di Sicilia.
Di qui anche le denominazioni Regno di Sicilia al di qua del faro e Regno di Sicilia al di là del faro.
1282 ---- Nota: sono stati segnalati atlanti storici di autorevoli editori che indicano l'opposto (ovvero la Sicilia = al di qua del faro).
Ci si attiene qui alla versione desunta da Atti ufficiali, Leggi e Decreti del periodo borbonico (immagine a sinistra).
Per maggiori dettagli in merito si veda la voce correlata Faro di Messina. ---- La Pace di Caltabellotta, nel 1302, ufficializzò, seppur provvisoriamente, questa separazione (secondo gli accordi, alla morte del re aragonese Federico d'Aragona, l'isola sarebbe dovuta tornare agli Angioini, cosa che in realtà non avvenne). In seguito le due parti furono unificate, nel 1442, dagli stessi Aragonesi, con Alfonso V D'Aragona, che per la prima volta assunse il titolo di Rex Utriusque Siciliae. Tali si dissero anche i sovrani spagnoli che regnarono - ricorrendo a distinti Viceré - su Regno di Napoli e su Regno di Sicilia sino al 1707 (negli ultimi 27 anni sostituiti dalla Casa d'Asburgo, preceduta, in Sicilia, da una fugace apparizione dei Savoia).
I due Regni furono quindi uniti solo dalla casa regnante, rimanendo in tale stato fino al XIX secolo. Nel 1816, all'indomani del Congresso di Vienna le due parti del regno furono anche formalmente riunificate con l'antico nome di Regno delle Due Sicilie.
Nonostante ciò l'unione fu soltanto parziale, non corrispondendo, ad esempio, all'unione politica una analoga unione monetaria, per esigenze di politica interna.

Storia ed avvenimenti del Regno

Congresso di Vienna

Il XVIII secolo

Carlo di Borbone

Il 10 maggio 1734 Carlo di Borbone, figlio di Filippo V re di Spagna e di Elisabetta Farnese, fece il suo ingresso a Napoli e nel luglio 1735 fu incoronato re di Sicilia. La conquista dei due regni da parte dell'Infante fu resa possibile dalle manovre della regina di Spagna, la quale, approfittando della guerra di successione polacca nella quale Francia e Spagna combattevano l'impero austriaco, rivendicò a suo figlio le province dell' Italia meridionale. Il regno non ebbe una effettiva autonomia dalla Spagna fino alla pace di Vienna, nel 1737, con la quale si concluse la guerra di successione polacca. Nell' agosto 1744 l' esercito di Carlo, forte ancora della presenza di truppe spagnole, sconfisse a Velletri gli austriaci che tentavano di riconquistare il regno. La situazione politica ed economico-sociale del regno nella prima metà del '700 era disastrosa, ciò a causa del malgoverno avutosi durante il lungo viceregno spagnolo e nei 27 anni di dominio austriaco. Tra le prime riforme intraprese dal nuovo sovrano va ricordata la lotta ai privilegi ecclesiastici: nel 1741, con un concordato furono drasticamente ridotti il diritto d'asilo ed altre immunità; i beni ecclesiastici furono sottoposti a tassazione. Analoghi successi non si ebbero nella lotta alla feudalità: le iniziative che minacciavano maggiormente gli interessi dei ceti privilegiati furono boicottate. Durante il regno di Carlo si registrò un notevole sviluppo dell'economia, dovuto all'aumento della produzione agricola e degli scambi commerciali connessi. Il rifiorire del commercio fu reso possibile grazie anche alla conclusione di alcuni trattati commerciali ed alla lotta alla pirateria. Nel 1755 fu istituita presso l'Università di Napoli la prima cattedra di economia in Europa, denominata cattedra di commercio e di meccanica. I corsi (in italiano e non in latino), seguitissimi, furono tenuti da Antonio Genovesi. Il pensiero genovesiano influì molto sull' illuminismo dell' Italia meridionale.

Ferdinando IV e la Repubblica Napoletana

Nel 1759, alla partenza di Carlo divenuto re di Spagna, salì al trono Ferdinando all' età di soli 8 anni. Principali esponenti del Consiglio di Reggenza furono Domenico Cattaneo, principe di San Nicandro ed il marchese Bernardo Tanucci. Durante il periodo della reggenza ed in quello successivo, fu principalmente il Tanucci ad avere in mano le redini del Regno ed a continuare le riforme iniziate in età carolina. In campo giuridico, molti progressi furono resi possibili dall' appoggio dato al ministro Tanucci da Gaetano Filangieri, il quale, con la sua opera "Scienza della legislazione" (iniziata nel 1777), può essere considerato tra i precursori del diritto moderno. Nel 1768 Ferdinando sposò Maria Carolina, figlia dell'imperatrice d'Austria Maria Teresa e sorella della regina di Francia Maria Antonietta. La nuova regina partecipò attivamente, a differenza del marito, al governo del regno. Gli unici campi, infatti, in cui Ferdinando si impegnò personalmente furono le opere pubbliche, i rapporti con la chiesa e la realizzazione della colonia di San Leucio, interessante esperimento di legislazione sociale e di sviluppo manifatturiero. Nei primi anni di regno, Maria Carolina si mostrò sensibile alle istanze di rinnovamento e moderatamente favorevole alla promozione delle libertà individuali. Tale tendenza subì, però, una brusca inversione di rotta all'approssimarsi della Rivoluzione Francese e sfociò nella repressione alla notizia della decapitazione dei regnanti francesi. Le misure repressive portarono ad un insanabile frattura tra la monarchia e la fervida classe intellettuale; le pene colpirono non solo i democratici, ma anche i riformisti di sicura fede monarchica che così non esitarono ad abbracciare la causa repubblicana nel 1799. I Francesi erano già entrati in Italia con Napoleone Bonaparte nel 1796, che era riuscito facilmente ad aver ragione delle armate austriache e dei deboli governi locali. Praticamente ovunque l'avanzata delle truppe francesi portò comunque a forti tensioni tra le fazioni giacobine e quelle antigiacobine e, in alcuni casi, anche a veri e propri movimenti di rivolta popolare contro le truppe d'occupazione francesi (vedi anche: insorgenze antigiacobine). Nel 1798 i francesi occuparono Roma; un intervento di contrasto delle truppe del Regno delle Due Sicilie si risolse in un insuccesso e così i Francesi si trovarono la strada aperta verso Napoli. Il 22 dicembre 1798 il Re in fuga abbandonò Napoli per Palermo, lasciando la città praticamente indifesa; gli unici ad opporsi alle truppe francesi (dal 13 al 23 gennaio 1799) furono i cosiddetti lazzari. La resistenza fu efficace, come riconobbe lo stesso generale francese Championnet, ma inutile. I difensori furono addirittura bombardati dagli stessi giacobini napoletani che erano riusciti a prendere il forte di Castel Sant'Elmo. La difesa della città costò la vita a circa 8000 napoletani e 1000 francesi. Il 22 gennaio 1799 (per alcuni il 21), mentre i lazzari ancora combattevano contro gli invasori francesi un pugno di giacobini napoletani, tra i quali: Mario Pagano, Domenico Cirillo, Nicola Fasulo, Carlo Lauberg, Giuseppe Logoteta, rinchiusi in Castel Sant'Elmo, proclamarono la repubblica. La Repubblica Napoletana non ebbe lunga vita, mancò infatti l'adesione popolare (a Napoli, a differenza che in Francia, non esisteva un nutrito ceto borghese al quale le riforme rivoluzionarie potessero giovare) e quella delle province non occupate dall'esercito francese. Si trattava in realtà di un governo a sovranità limitata controllato dai francesi (e che non venne riconosciuto neanche dalla stessa Francia) e da questi utilizzato per dare una veste giuridica alla loro occupazione del regno e cosí spogliare il Paese di buona parte delle sue ricchezze. Il governo tentò delle innovazioni (soprattutto sull'eversione della feudalità e sull'ordinamento giudiziario) che però non riuscirono a trovare pratica attuazione nei soli cinque mesi di governo repubblicano. A nulla servirono gli incitamenti ad operare celermente provenienti dal "Monitore Napoletano", il giornale diretto da Eleonora Pimentel Fonseca (che solo qualche anno prima aveva scritto una "ode" dedicata al Re di Napoli). A questo si aggiunse una repressione spietata e sanguinaria contro gli oppositori del regime che certo non aiutò a conquistare le simpatie popolari (durante i pochi mesi della repubblica vennero condannati a morte e fucilati dopo processi politici 1563 cittadini napoletani). Il 13 giugno 1799 l'armata Sanfedista e popolare, comandata dal cardinale (laico) Fabrizio Ruffo, riconquistò la città di Napoli (che nel frattempo era stata già abbandonata dai francesi, il 7 maggio, richiamati nel settentrione d'Italia) restituendola alla monarchia borbonica (regnante, durante la Repubblica, sulla sola Sicilia). Nei mesi seguenti, una giunta nominata da Ferdinando cominciò i processi contro i repubblicani: su circa 8000 prigionieri, 105 vennero condannati a morte, di cui 6 graziati, 222 all'ergastolo, 322 a pene minori, 288 a deportazione e 67 all'esilio, da cui molti tornarono, tutti gli altri furono liberati.

Il XIX secolo

Il periodo napoleonico

Il successivo quinquennio vede il Regno seguire una politica altalenante nei confronti della Francia napoleonica che, per quanto ormai egemone sul continente, rimane sostanzialmente sulla difensiva sui mari: questa situazione non consente al Regno napoletano - strategicamente posizionato nel Mediterraneo - di mantenere una stretta neutralità nel conflitto a tutto campo fra Inglesi e Francesi. Dopo la vittoria di Austerlitz del 2 dicembre 1805, Napoleone regolerà definitivamente i conti con Napoli dichiarando decaduta la dinastia borbonica e nominando suo fratello Giuseppe Bonaparte Re di Napoli. Ferdinando, rifugiatosi in Sicilia, dovrà ben presto fare i conti con l'insidiosa politica britannica, volta a trasformare l'isola in un protettorato (come nel frattempo avvenuto con Malta, già sotto sovranità siciliana). A Giuseppe Bonaparte, nel 1808 destinato a regnare sulla Spagna (per un gioco del caso, al posto del fratello di Ferdinando, Carlo IV), succederà Gioacchino Murat, regnante sino al maggio 1815 (vedasi l'articolo Regno di Napoli nel periodo napoleonico). La lotta alla feudalità, ripresa in questo periodo con gran vigore, portò ad un taglio netto col passato ed alla nascita della proprietà borghese. Tuttavia le riforme non riuscirono a raggiungere il loro obiettivo principale: far nascere una piccola e media proprietà contadina. La fine della feudalità portò a notevoli progressi anche in campo giurisdizionale ed amministrativo.

Ferdinando I delle Due Sicilie

Il secondo ritorno di Ferdinando a Napoli non fu caratterizzato da repressioni. Il sovrano aderì a gran parte delle riforme attuate dai francesi (fu però, ad esempio, abolito il divorzio), ponendosi di fatto così a capo di una più moderna monarchia amministrativa. Unico taglio di rilievo con il periodo napoleonico si ebbe nei rapporti con la chiesa, che tornò ad occupare un ruolo di primo piano nella vita civile del Regno. Dopo il Congresso di Vienna, l'8 dicembre 1816, Ferdinando IV riunì anche formalmente i regni di Napoli e Sicilia con la denominazione di Regno delle Due Sicilie (già adottata da Murat), abbandonando per sé il nome di Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia ed assumendo quello di Ferdinando I delle Due Sicilie.
Tale atto ebbe, tra l'altro, la conseguenza di privare di fatto la Sicilia della Costituzione promulgata dallo stesso Ferdinando nel precedente decennio napoleonico sotto la spinta dell'occupazione inglese dell'isola. In contropartita, però, la più moderna legislazione, introdotta a Napoli durante il Decennio Francese, fu estesa all'isola che era uno dei pochi territori europei, unitamente all'Inghilterra, che non era stata occupata dalle Armate francesi. Il primo luglio 1820, alla notizia che in Spagna era stata ripristinata la Costituzione concessa nel 1812 da Giuseppe Bonaparte, insorse a Nola un gruppo di militari capeggiato dai sottotenenti Michele Morelli e Giuseppe Silvati. La rivolta fu appoggiata anche da alti ufficiali tra i quali si distinse il generale Guglielmo Pepe.
Ferdinando, constatata l'impossibilità di soffocare la rivolta, concesse la Costituzione spagnola e nominò suo vicario il figlio Francesco. Il primo ottobre iniziò i lavori il parlamento, eletto alla fine di agosto, nel quale prevalevano gli ideali borghesi diffusi nel decennio francese. Tra gli atti del parlamento: la riorganizzazione delle amministrazioni provinciali e comunali ed un provvedimento sulla libertà di stampa e di culto.
Le novità introdotte nelle Due Sicilie non furono gradite dai governi delle grandi potenze europee che convocarono Ferdinando a Lubiana. Alla partenza del re si oppose, tra gli altri, il principe ereditario Francesco.
In seguito al Congresso di Lubiana il Regno fu invaso dalle truppe austriache che nel marzo 1821 sconfissero l'esercito costituzionale napoletano comandato dal generale Pepe. A fiaccare lo spirito combattivo dell'esercito duosiciliano valse anche un proclama del re Ferdinando che, al seguito degli Austriaci, invitava a deporre le armi e a non combattere coloro che venivano a ristabilire l'ordine nel Regno.
Il 23 marzo 1821 Napoli venne occupata, la costituzione venne sospesa e cominciarono le repressioni: si contarono alla fine 30 condanne a morte (tra cui Pepe, Morelli, Silvati e Carascosa) e 13 ergastoli.

Francesco I delle Due Sicilie

Ai primi di gennaio del 1825 morì Ferdinando I e salì al trono Francesco I. I suoi sei anni di Regno furono caratterizzati da progressi in campo economico e tecnologico, mentre una relativa stasi si ebbe sul piano politico.

Ferdinando II delle Due Sicilie

Alla morte di Francesco I, il 7 novembre 1830, il Regno passò al figlio Ferdinando II. Il primo periodo di regno del nuovo sovrano (fino al 1847) fu caratterizzato da notevoli riforme volte a migliorare l'economia e l'amministrazione dello Stato. In particolare, in campo finanziario fu attuata una notevole diminuzione della fiscalità (che giovò soprattutto ai ceti meno abbienti), resa possibile, tra l'altro, dalla diminuzione delle spese di corte. Ferdinando provvide a richiamare in patria ed a reinserire negli incarichi numerosi esuli (tra i quali il generale Guglielmo Pepe ed il Carascosa) ed a diminuire le pene per i condannati politici. In politica estera Ferdinando cercò di mantenere il Regno fuori dalle sfere di influenza delle potenze dell'epoca. Tale indirizzo era concretamente perseguito pur favorendo l'iniziativa straniera nel Regno, ma sempre in un'ottica di acquisizione di conoscenze tecnologiche che consentissero, in tempi relativamente brevi, l'affrancamento da Francia ed Inghilterra; il che, rese il sovrano (ed il Regno) inviso agli altri Stati europei. Il regno fu nuovamente oggetto di importanti moti rivoluzionari nel 1848, moti che, peraltro, in quell'anno interessarono numerosi Stati europei, dall'Austria alla Francia alla Prussia, con risvolti anche di carattere sociale. È infatti questo anche l'anno della pubblicazione del Manifesto del Partito Comunista di Karl Marx.
Il Re ritenne opportuno concedere la Costituzione, con regio decreto del 29 gennaio, ispirandosi al modello francese, giudicato il migliore, (analogo criterio seguirà due mesi dopo il Regno di Sardegna). Paradossalmente, i moti quarantotteschi in Francia travolgevano, a fine febbraio, proprio quel miglior modello di Costituzione e il Re Luigi Filippo di Borbone - Orleans.
L'11 febbraio venne promulgata la Costituzione, giurata il 24 febbraio, nel medesimo giorno della fuga di Luigi Filippo da Parigi. Le elezioni si tennero regolarmente nel mese di aprile, ma il superamento di questa importante fase non pose termine a una disputa - che portò agli esiti infausti del 15 maggio - fra il Sovrano, che considerava la Costituzione appena concessa come base del nuovo ordinamento rappresentativo e la parte più radicale dei neoeletti che, al contrario, intendeva "svolgerla" - come si diceva con terminologia apparentemente neutra - ovvero, il primo atto del Parlamento avrebbe dovuto essere la modifica della Costituzione appena promulgata. I convulsi avvenimenti del 15 maggio, il giorno successivo all'apertura della Camera, (sbarramenti delle vie cittadine, in specie quelle prossime alla Reggia, con barricate da cui partirono fucilate in direzione dei reparti schierati) determinarono la reazione regia e lo scioglimento della Camera.
Un mese dopo, il 15 giugno, si tennero nuove elezioni ma gli eletti furono in gran parte quelli della passata elezione. Dopo la prima seduta, la riapertura della Camera fu rinviata diverse volte di mese in mese fino al 12 marzo 1849, quando fu riaggiornata "a tempo indeterminato".
Non vi fu quindi una formale revoca della Costituzione ma una sua formale "sospensione" a tempo indeterminato. Anche in questo caso vi fu un seguito di processi e condanne, tra cui quelle di Luigi Settembrini (già autore dalla Protesta del popolo delle Due Sicilie, nella quale a giuste critiche, affiancava false accuse), Filippo Agresti e Silvio Spaventa.

Francesco II e la fine del Regno

Il Regno delle Due Sicilie sopravvisse fino al 1860, quando fu conquistato da Giuseppe Garibaldi con la "Spedizione dei Mille" per conto dei Savoia, nell'ultima fase del Risorgimento. L'impresa di Garibaldi stupì i contemporanei soprattutto per la rapidità delle prime conquiste dei Mille e per l'enorme disparità (almeno iniziale) delle forze in campo. Le armate borboniche riuscirono ad organizzare una efficace resistenza solo nella parte conclusiva della campagna, con la battaglia del Volturno e l'eroica ultima resistenza dell'assedio di Gaeta, in cui l'esercito duosiciliano si trovò a fronteggiare anche le armate del Re di Sardegna, giunte nel frattempo ad 'affiancare' le armate garibaldine. Il regno delle Due Sicilie venne annesso al Regno d'Italia dopo l'esito di un plebiscito (il 21 ottobre 1860) in cui non fu generalmente garantita la segretezza del voto ed al quale partecipò solo una minima parte degli elettori. In effetti, la reale finalità del plebiscito era l'esclusione di qualsiasi ipotesi di mantenimento di uno Stato meridionale autonomo, tanto in una paventata forma repubblicana (ipotesi timidamente caldeggiata anche da Garibaldi), che monarchico-murattiana (ipotesi questa che aveva indotto la Francia ad un atteggiamento attendista). Sarebbe stato, infatti, estremamente imbarazzante per il Regno di Sardegna, accreditatosi quale paladino della libertà, annettere uno Stato plurisecolare che, attraverso proprie assemblee regolarmente elette, proclamata la decadenza della monarchia borbonica, si fosse dato ordinamenti più consoni ai tempi.
In tale ottica, se da un lato la figura di Garibaldi si ridimensiona nettamente, quanto meno sotto il profilo dell'intelligenza politica, di ben altro spessore risulta Giuseppe Mazzini e l'ideale repubblicano tenacemente perseguito. La guerriglia di resistenza combattuta da parte dei soldati del disciolto esercito 'duosiciliano', insieme a bande organizzate di contadini, è nota col termine di brigantaggio.
Il brigantaggio insanguinò le province meridionali per tutto il primo decennio di vita dello Stato unitario e i caduti furono molte migliaia in entrambi gli schieramenti. Si pensi che, almeno sino al 1865, i due terzi dei reparti del neoformato Esercito Italiano furono impiegati nel Sud.
Gli eccessi che si verificarono da ambo i lati, diversamente da quanto accaduto per la coeva guerra di secessione americana, non sono stati oggetto di una vera elaborazione critica per almeno 80 anni, in pratica sino alla fine della II guerra mondiale.
Questa rimozione ha condizionato pesantemente, insieme alle dinamiche economiche e politiche del nuovo stato italiano, il formarsi di un comune sentire nazionale.

Primati del Regno

Tra le realizzazioni del regno, principalmente in ambito scientifico e tecnologico, vanno certamente ricordate, tra le altre, la prima nave a vapore nel Mediterraneo (1818) e, nel 1839, la prima linea ferroviaria italiana, tra Napoli e Portici. Tali opere sono regolarmente citate in quanto la novità delle stesse colpì i contemporanei. Ma, pur se meno appariscenti, non vanno tralasciati altri primati che, per loro natura, denotano il carattere non episodico dei buoni livelli raggiunti dalle industrie e manifatture meridionali. Si possono ricordare, fra gli altri: Il primo ponte sospeso in ferro realizzato nell'Europa continentale (1832), la prima illuminazione a gas in Italia (1839), il primo osservatorio vulcanico del mondo, sul Vesuvio (1841). Non meno rilevante la fabbrica metalmeccanica di Pietrarsa, (1840) espressione della politica di Ferdinando II che perseguiva l'affrancamento del regno da forme di dipendenza, anche tecnologica, dall'estero. Infatti, alla fabbrica vera e propria si affiancava una scuola per macchinisti ferroviari e navali, grazie alla quale il regno potè sostituire, nel giro di pochi anni le maestranze inglesi utilizzate in precedenza. A puro titolo di paragone, il piroscafo sardo Cagliari impiegato da Carlo Pisacane nella sfortunata avventura di Sapri del 1857 imbarcava personale inglese per le macchine, il che fornì a Cavour un appiglio per ottenere, grazie alle imposizioni britanniche, la restituzione del battello. È d'altro canto da considerare che, perduta l'indipendenza, entrarono in crisi proprio quei settori industriali che avevano visto il Regno primeggiare principalmente in Italia. Infatti, finché il nuovo Stato non avviò una politica di industrializzazione (1878), i principi liberisti allora in voga segnarono la fine delle piccole e non più "protette" imprese meridionali rispetto alla concorrenza britannica e francese, in una competizione che si svolgeva sostanzialmente sul mercato interno.

Cronologia dei regnanti


- Carlo 1735-1759, (senza numerazione specifica, ascese poi al trono di Spagna con il nome di Carlo III 1759-1788)
- Ferdinando IV di Napoli (III di Sicilia) 1759-1806 (continuò a regnare in Sicilia fino al 1815, quando fu restaurato anche a Napoli; nel 1816 assunse il nome di Ferdinando I delle Due Sicilie 1816-1825
- Francesco I delle Due Sicilie 1825-1830
- Ferdinando II delle Due Sicilie 1830-1859
- Francesco II delle Due Sicilie 1859-1860

Voci correlate


- Regno di Napoli
- Regno di Sicilia
- Elenco dei monarchi di Napoli e Sicilia, cronistoria dei sovrani e delle diverse denominazioni dei regni
- Repubblica Napoletana (1799)
- Vicereame di Napoli
  - viceré spagnoli
  - viceré austriaci
- Vicereame di Sicilia
- Stati italiani preunitari
- Faro di Messina

Collegamenti esterni


- [http://www.realcasadiborbone.it/index/index.htm Sito ufficiale della casa Borbone di Napoli]
- [http://duesicilie.org/ Sito dell'Associazione Culturale Due Sicilie] Due Sicilie, Regno delle categoria:storia contemporanea europea categoria:Storia di Napoli Regno delle Due Sicilie ja:両シチリア王国 ko:양시칠리아 왕국

23 novembre

Il 23 novembre è il 327° giorno del Calendario Gregoriano (il 328° negli anni bisestili). Mancano 38 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 1499 - Il pretendente al trono inglese Perkin Warbeck viene impiccato per aver tentato di evadere dalla Torre di Londra. Nel 1497 invase l'Inghilterra sostenendo di essere il figlio dimenticato di Re Edoardo IV d'Inghilterra.
- 1644 - Viene pubblicato Areopagitica, di John Milton.
- 1863 - Guerra civile americana: Inizia la Battaglia di Chattanooga- le forze unioniste del generale Ulysses S. Grant vanno a rinforzare le truppe a Chattanooga (Tennessee) e contrattaccano i confederati.
- 1869 - A Dumbarton, in Scozia, viene varato il clipper Cutty Sark (fu uno degli ultimi clipper ad essere costruiti, e l'unico sopravvissuto ai giorni nostri).
- 1876 - Il capo corrotto di Tammany Hall, William Marcy Tweed (meglio noto come Boss Tweed) viene consegnato alle autorità di New York dopo essere stato catturato in Spagna.
- 1890 - Re Guglielmo III dei Paesi Bassi muore senza un erede maschio, e una speciale legge viene approvata per permettere alla figlia Principessa Guglielmina di diventare regina.
- 1903 - Il Governatore del Colorado, James Peabody, invia la milizia dello stato nella città di Cripple Creek per porre fine ad uno sciopero di minatori.
- 1936 - Esce il primo numero della rivista Life.
- 1955 - Il controllo delle Isole Cocos viene trasferito dal Regno Unito all'Australia.
- 1963 - Il primo episodio della serie televisiva di fantascienza Doctor Who, debutta sulla BBC.
- 1971 - La Repubblica Popolare Cinese ottiene il seggio di Taiwan nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (si veda La Cina e le Nazioni Unite)
- 1979 - A Dublino, in Irlanda, Thomas McMahon, un membro dell'IRA, viene condannato all'ergastolo per l'assassinio di Lord Mountbatten.
- 1980 - Terremoto dell'Irpinia: si verificò un sisma del settimo grado della scala Richter con epicentro nel comune di Conza della Campania (AV), che causò circa 300.000 sfollati, 10.000 feriti e 2.000 morti.
- 1981 - Scandalo Iran-Contra: Ronald Reagan firma la Decisione Direttiva per la Sicurezza Nazionale numero 17 (NSDD-17), dando alla CIA l'autorità di reclutare e aiutare i ribelli Contra in Nicaragua
- 1985 - Uomini armati dirottano il volo EgyptAir 648, mentre viaggia da Atene a Il Cairo (quando l'aereo atterra a Malta, i Commando egiziani irrompono nel jet, ma 60 persone muoiono nel corso dell'azione)
- 2003 - Circondato, il Presidente georgiano Eduard Shevardnadze si dimette dopo settimane di proteste di massa circa elezioni truccate.
- 2003 - Berkeley Breathed inizia la striscia comica Opus

Nati


- 912 - Ottone I il Grande, Sacro Romano Imperatore († 973)
- 1553 - Prospero Alpini, medico e botanico († 1617)
- 1749 - Edward Rutledge, statista statunitense († 1800)
- 1760 - François Noel Babeuf, rivoluzionario francese († 1797)
- 1804 - Franklin Pierce, 14° Presidente degli Stati Uniti († 1869)
- 1819 - Benjamin Mayberry Prentiss, militare statunitense († 1901)
- 1820 - Isaac Todhunter, matematico inglese († 1884)
- 1837 - Johannes Diderik van der Waals, scienziato olandese, Premio Nobel per la fisica 1910 († 1923)
- 1860 - Billy the Kid, bandito († 1881)
- 1860 - Hjalmar Branting, statista svedese, Premio Nobel per la pace 1921 († 1925)
- 1869 - Valdemar Poulsen, ingegnere danese († 1942)
- 1876 - Manuel de Falla, compositore († 1946)
- 1887
  - Boris Karloff, attore († 1969)
  - William H. Pratt
- 1888 - Harpo Marx, comico († 1964)
- 1890 - Girolamo Comi, poeta italiano († 1968)
- 1892 - Erté, artista († 1990)
- 1894 - Thomas Henry Potts, naturalista neozelandese († 1888)
- 1898 - Armando Chiellini, matematico italiano
- 1901 - Marieluise Fleisser, scrittore († 1974)
- 1902 - Victor Jory, attore († 1982)
- 1909 - Nigel Tranter, storico e scrittore scozzese († 2000)
- 1920 - Paul Celan, poeta († 1970)
- 1921 - Fred Buscaglione, attore e cantante italiano († 1960)
- 1923 - Renato Raffaele Martino, cardinale
- 1924 - Colin Macmillan Turnbull, antropologo scozzese
- 1925 - José Napoleón Duarte, Presidente salvadoregno († 1990)
- 1926 - Sathya Sai Baba, maestro spirituale indiano
- 1927 - Angelo Sodano, cardinale cattolico italiano
- 1928 - Pierre Etaix, attore, regista e scrittore
- 1929 - Günter Gaus, pubblicista e politico
- 1931 - Dervla Murphy, viaggiatore, scrittore
- 1933 - Krzysztof Penderecki, compositore
- 1934 - Robert Towne, scrittore, regista, produttore, attore
- 1935 - Vladislav Volkov, astronauta
- 1938 - Herbert Achternbusch, scrittore e regista
- 1941 - Franco Nero, attore italiano
- 1944
  - Joe Eszterhas, produttore, scrittore
  - James Toback, scrittore, regista
- 1945 - Steve Landesberg, attore statunitense
- 1954 - Bruce Hornsby, musicista
- 1955 - Steven Brust, scrittore
- 1956 - Steve Harvey, attore, comico
- 1957 - Andrew Toney, cestista statunitense
- 1959 - Maxwell Caulfield, attore
- 1966 - Vincent Cassel, attore francese
- 1979 - Ivica Kostelić, sciatore croato

Morti


- 955 - Edredo d'Inghilterra, sovrano (n. 923 ca.)
- 1499 - Perkin Warbeck, pretendente al trono d'Inghilterra
- 1503 - Margherita di Borgogna, moglie di Carlo il Temerario
- 1572 - Agnolo Bronzino, pittore
- 1682 - Claude Lorrain, paesaggista francese
- 1807 - Jean-François Rewbell, politico francese (n. 1747)
- 1814 - Elbridge Gerry, Vice Presidente degli Stati Uniti
- 1890 - Re Guglielmo III dei Paesi Bassi
- 1902 - Walter Reed, batteriologo
- 1955 - Shemp Howard, attore statunitense (n. 1895)
- 1965 - Regina Elisabetta del Belgio
- 1966 - Sean O'Kelly, politico irlandese
- 1973 - Sessue Hayakawa, attore giapponese (n. 1889)
- 1974 - Cornelius Ryan, scrittore britannico
- 1979 - Merle Oberon, attrice indiana (n. 1911)
- 1990 - Roald Dahl, scrittore britannico (n. 1916)
- 1991 - Klaus Kinski, attore polacco (n. 1926)
- 1992 - Roy Acuff, musicista country statunitense (n. 1903)
- 1995
  - Louis Malle, regista francese (n. 1932)
  - Junior Walker, musicista
- 2002 - Roberto Matta, pittore cileno
- 2004 - Ancel Keys, inventore delle Razioni K usate dai soldati americani
- 2005
  - Constance Cummings, attrice statunitense (n. 1910)
  - Isabel de Castro, attrice portoghese (n. 1931)

Feste e ricorrenze

Nazionali

Religiose

Santi cattolici:
- San Clemente I, Papa e martire
- San Colombano, abate
- Santa Felicita e sette fratelli martiri
- San Gregorio II di Agrigento, vescovo
- Santa Lucrezia di Merida, martire
- Santo Spes di Spoleto, vescovo
- San Trudone, sacerdote
- Santa Lucrezia , martire di Mérida

Laiche


- 2002 - Secondo LinuxDay 23 ja:11月23日 ko:11월 23일 simple:November 23

1980

Eventi


- Umberto Eco pubblica Il nome della Rosa, romanzo storico che diverrà un best-seller mondiale ed il soggetto di un film con Sean Connery
- Iran/Irak - inizio della guerra tra i due paesi, che durerà fino al 1988 causando un milione e mezzo di morti
- 9 febbraio - Italia: Alla 30° edizione del Festival di Sanremo vince Toto Cutugno con Solo noi, seguito da Enzo Malepasso con Ti voglio bene, terzo Pupo con Su di noi.
- Dal 13 al 24 febbraio - XIII Olimpiade Invernale a Lake Placid (USA).
- 17 febbraio - Prima ascensione invernale dell'Everest (di Leszek Cichy e Krysztof Wielicki)
- 22 aprile - Francia: un incendio, di origine dolosa, appiccato ad una casa di riposo di Sant-Jean-de-Losne (Costa d'oro, Nord-est del paese) causa 32 morti.
- 28 aprile - Milano: l'ex brigatista Corrado Alunni e il criminale Renato Vallanzasca guidano altri 14 detenuti in un evasione dal carcere San Vittore: armi in pugno, prendono in ostaggio un brigadiere e si fanno aprire le porte.
- 27 giugno - Un DC9 esplode nei cieli di Ustica
- 2 agosto - Italia: una bomba esplode alla stazione di Bologna causando 85 morti. Quella che sarà ricordata come la strage di Bologna è riconducibile alla cosiddetta strategia della tensione.
- 12 settembre - Colpo di stato militare in Turchia ad opera del generale Kenan Evren
- 30 settembre - debutta la prima tv commerciale, di proprietà di Silvio Berlusconi: Canale 5.
- 23 novembre - Terremoto dell'Irpinia, 2.750 morti.

Nati


- 8 gennaio - Lucia Recchia, sciatrice italiana
- 13 gennaio - Wolfgang Loitzl, saltatore con gli sci austriaco
- 10 febbraio - Gordon D'Arcy, rugbysta irlandese
- 28 febbraio - Sigurd Pettersen, saltatore con gli sci norvegese
- 6 aprile - Tanja Poutiainen, sciatrice alpina finlandese
- 10 aprile - Charlie Hunnam, Attore Inglese
- 4 maggio - Joe van Niekerk, rugbysta sudafricano
- 12 giugno - Marco Bortolami, rugbysta italiano
- 18 giugno - Immacolata Cerasuolo, nuotatrice italiana
- 20 giugno - Carlo Festuccia, rugbysta italiano
- 30 luglio - Roberto Cammarelle, pugile italiano
- 8 agosto - Luca Agamennoni, canottiere italiano
- 14 agosto - Davide Dal Maso, rugbysta italiano
- 17 agosto - Lene Marlin, cantante norvegese
- 13 settembre - Daisuke Matsuzaka, giocatore professionale giapponese di baseball
- 27 settembre - Asashoryu, lottatore di sumo mongolo
- 30 settembre - Martina Hingis, tennista svizzera
- 20 ottobre - Veronica Zorzi, golfista italiana
- 29 ottobre - Kaine Robertson, giocatore di rugby
- 18 marzo - Marco Gasparello, rugbysta italiano

Morti


- 1 gennaio - Pietro Nenni, politico italiano, senatore a vita (n. 1891)
- 15 gennaio - Herbert Olivecrona, chirurgo del cervello (n. 1891)
- 19 gennaio - Piero Ciampi, 46 anni, cantautore italiano (n. 1934)
- 26 gennaio - Peppino de Filippo, attore italiano (n. 1903)
- 1 febbraio
  - Gastone Nencini, ciclista italiano
  - Romolo Valli, attore italiano (n. 1925)
- 12 febbraio - Vittorio Bachelet, magistrato italiano
- 22 febbraio - Oskar Kokoschka, pittore austriaco (n. 1886)
- 17 marzo - Bice Valori, 52 anni, attrice italiana (n. 1927)
- 29 marzo - William G. Cochran, statistico britannico (n. 1909)
- 31 marzo - Jesse Owens, atleta statunitense (n. 1913)
- 14 aprile - Gianni Rodari, scrittore e giornalista italiano (n. 1920)
- 15 aprile - Jean-Paul Sartre, filosofo e scrittore esistenzialista (n. 1905)
- 29 aprile - Alfred Hitchcock, regista britannico (n. 1899)
- 18 maggio - Ian Curtis, 23 anni, cantante britannico (n. 1956)
- 12 giugno - Egon Pearson, statistico (n. 1895)
- 24 luglio - Peter Sellers, 54 anni, attore britannico (n. 1925)
- 25 luglio - Vladimir Vysotsky, poeta, cantante e attore russo (n. 1938)
- 30 agosto - Wanda Capodaglio, 91 anni, attrice italiana (n. 1889)
- 20 ottobre - Tino Buazzelli, 58 anni, attore italiano (n. 1922)
- 22 novembre - Mae West, attrice americana (n. 1893)
- 8 dicembre - John Lennon, 40 anni, cantante britannico (n. 1940)
- 9 dicembre - Marcello Pagliero, 73 anni, attore e regista italiano (n. 1907)

Premi Nobel


- per la Pace: Adolfo Perez Esquivel
- per la Letteratura: Czeslaw Milosz
- per la Medicina: Baruj Benacerraf, Jean Dausset, George D. Snell
- per la Fisica: James W. Cronin, Val L. Fitch
- per la Chimica: Paul Berg, Walter Gilbert, Frederick Sanger
- per l'Economia: Lawrence R. Klein 080 als:1980 ja:1980年 ko:1980년 simple:1980 th:พ.ศ. 2523

Terremoto

Un terremoto è uno scuotimento o un tremore della superficie terrestre. I terremoti sono tipicamente il risultato del movimento delle zone di deformazione delle faglie geologiche negli strati superiori. La terraferma è in lento ma costante movimento (vedi placca tettonica) e i terremoti si verificano quando la tensione risultante eccede la capacità del materiale di sopportarla. Questa condizione occorre molto spesso (e la conseguente maggior frequenza dei terremoti serve a definirli) sui confini delle placche tettoniche nelle quali la litosfera terrestre può essere divisa. Gli eventi che si verificano nei confini tra placche sono detti terremoti interplacca; quelli meno frequenti che avvengono all'interno delle placche della litosfera sono detti terremoti intraplacca. I terremoti si verificano ogni giorno sulla Terra, ma la stragrande maggioranza causa poco o nessun danno. La durata media di una scossa è molto al di sotto dei 30 secondi; per i terremoti più forti però può arrivare fino a qualche minuto. Le scosse di terremoto sono orizzontali, dette anche ondulatorie, e verticali, dette anche sussultorie. Un terremoto può essere formato da scosse di un solo tipo o di entrambi. Un terremoto può essere accompagnato da forti rumori sotterranei che possono ricordare boati, tuoni, sequenze di spari, ...; questi suoni sono più vari vicino al centro del terremoto e sono dovuti dalle vibrazioni della crosta terrestre.

Danni dei terremoti

I grandi terremoti possono causare gravi distruzioni e alte perdite in vite, attraverso una serie di agenti distruttivi, il principale dei quali è il movimento sussultorio e ondulatorio del terreno, accompagnato da effetti correlati: frattura della faglia, inondazione (ad esempio, maremoto o rottura di dighe), cedimenti del terreno (frane, smottamenti), incendi o fuoriuscite di materiali pericolosi. In un particolare terremoto, ognuno di questi agenti può essere predominante, e storicamente ognuno ha causato gravi danni o numerose vittime.

Ipocentro ed epicentro

I terremoti più grandi sono di norma accompagnati da altri più piccoli, noti come scosse di assestamento quando seguono la scossa principale. La fonte del terremoto è distribuita su un'area significativa -- nel caso dei terremoti più grossi, ha un raggio di oltre un migliaio di chilometri -- ma è normalmente possibile identificare un punto preciso dal quale le onde sismiche sono apparentemente emanate. Questo punto viene detto "fuoco", e di solito risulta essere il punto in cui si è originata la frattura della faglia. La posizione del "fuoco" è conosciuta come "ipocentro" e la proiezione dell'ipocentro sulla superficie terrestre viene detta "epicentro".

Le onde sismiche

Le onde sismiche si propagano per tutto il territorio circostante a partire dall’ipocentro, ossia il punto da dove si sprigiona l’energia. Si distinguono tre tipi di onde sismiche:

Onde longitudinali o di compressione (P)

Le onde P fanno oscillare le particelle avanti e indietro nella stessa direzione in cui si propagano. Sono le onde più veloci a propagarsi, viaggiando nella crosta con una velocità compresa tra 4 e 8 km/s, e possono propagarsi con ogni mezzo. È dovuto a loro il boato del terremoto, e probabilmente anche la presunta preveggenza in materia da parte degli animali, dotati di un finissimo udito.

Onde di taglio o trasversali (S)

Le onde S muovono le particelle perpendicolarmente alla loro direzione di propagazione. Sono più lente delle onde P, viaggando nella crosta con una velocità tra 2,3 e 4,6 km/s, e non possono propagarsi attraverso i fluidi.

Onde superficiali (R e L)

Le onde superficiali si manifestano dall’epicentro (il corrispondente verticale sulla superficie dell’ipocentro), e sono il frutto del combinarsi delle prime due. Sono perciò molto complicate. Le onde di Rayleigh, dette anche onde R, muovono le particelle secondo orbite ellittiche in un piano verticale lungo la direzione di propagazione, come avviene per le onde in acqua. Le onde di Love, dette anche onde L, muovono invece le particelle trasversalmente alla direzione di propagazione (come le onde S), ma solo sul piano orizzontale.

I maremoti

I terremoti, specialmente quelli che avvengono sotto il mare o sotto aree coperte dall'oceano, possono provocare maremoti (detti anche tsunami), sia come risultato diretto della deformazione del letto marino causata dal terremoto, sia come risultato di uno smottamento subacqueo indirettamente innescato da questo. Altri effetti dei terremoti possono essere: la formazione di crepacci dai quali alle volte possono fuoriuscire acque, fanghi o gas; abbassamento od innalzamento dei suoli; frane di parti scoscese.

Le scale di misurazione

I sismografi sono degli apparecchi speciali in grado di rilevare con precisione l'ora, la direzione e la durata di una scossa. Questi rilevano anche tutte le scosse non percepibili dall'uomo. Negli anni '30, un sismologo Californiano, Charles F. Richter sviluppò una semplice scala numerica (che chiamò magnitudine) per descrivere le dimensioni relative dei terremoti, la quale sarebbe stata in seguito chiamata Scala Richter. Dopo Richter, i sismologi hanno sviluppato diverse scale di magnitudine. La maggior parte delle scale in uso nel mondo occidentale sono mutuamente consistenti al punto da usare comunque il termine "Scala Richter" quando si riferiscono i valori al pubblico. Altre scale (e modi di descrivere la dimensione dei terremoti) sono usate in altre aree geografiche e dagli specialisti in terremoti. La stampa talvolta riporta questi valori come "magnitudine Richter", creando confusione nel pubblico. Gli effetti del terremoto sono descritti in termini di intensità in una scala che tenta di quantificare la gravità dello scuotimento in un dato punto. Esistono diverse scale di intensità, con diversi gradi di consistenza le une con le altre. La più conosciuta è la Scala Mercalli, inventata dal vulcanologo italiano Giuseppe Mercalli, ma la più consistente e analitica Scala Macrosismica Europea sta divenendo d'utilizzo sempre più frequente. Scala Macrosismica Europea, dopo il terremoto del 1989]]

Cause dei terremoti

Alcuni terremoti sono causati dal movimento magmatico all'interno di un vulcano, e possono essere indicatori di una imminente eruzione. In rarissimi casi dei terremoti sono stati associati all'accumulo di grandi masse d'acqua dietro a delle dighe, come per la Diga di Kariba in Zambia, Africa, e con l'iniezione o estrazione di fluidi dalla crosta terrestre (Arsenale delle Montagne Rocciose). Tali terremoti avvengono perché la resistenza della crosta terrestre può essere modificata dalla pressione del fluido. Infine, i terremoti (in senso molto ampio) possono essere il risultato della detonazione di esplosivi. Gli scienziati sono stati in grado di rilevare, usando strumenti sismologici, i test nucleari eseguiti dai governi che non rilasciavano informazioni sui loro programmi atomici attraverso i canali normali.

I più forti terremoti dal 1900

#Cile - magnitudo 9.5 - 22 maggio 1960 #Prince William Sound, Alaska - magnitudo 9.2 - 28 marzo 1964 #Al largo della costa nord di Sumatra - magnitudo 9.0 - 26 dicembre 2004 #Kamchatka, Russia - magnitudo 9.0 - 4 novembre 1952 #Al largo della costa dell'Ecuador - magnitudo 8.8 - 31 gennaio 1906 #Sumatra, Indonesia - magnitudo 8.7 - 28 marzo 2005 #Isole Rat, Alaska - magnitudo 8.7 - 4 febbraio 1965 #Isole Andreanof, Alaska - magnitudo 8.6 - 9 marzo 1957 #Assam, Tibet - magnitudo 8.6 - 15 agosto 1950 #Isole Kurili, Russia - magnitudo 8.5 - 13 ottobre 1963 #Mare di Banda, Indonesia - magnitudo 8.5 - 1 febbraio 1938 #Kamchatka, Russia - magnitudo 8.5 - 3 febbraio 1923

I terremoti più distruttivi nel mondo

#Shansi, Cina - 830.000 morti - 23 gennaio 1556 #Sumatra - 283.106 morti - 26 dicembre 2004 #Tangshan, Cina - 255.000 morti - 27 luglio 1976 #Aleppo, Siria - 230.000 morti - 9 agosto 1138 #Damghan, Iran - 200.000 morti - 22 dicembre 856 #Tsinghai, Cina - 200.000 morti - 22 maggio 1927 #Gansu, Cina - 200.000 morti - 16 dicembre 1920 #Ardabil, Iran - 150.00 morti - 23 marzo 823 #Kwanto, Giappone - 143.000 morti - 1 settembre 1923 #Ashgabat, URSS - 110.000 morti - 5 ottobre 1948 #Messina, Italia - tra 70.000 e 100.000 morti - 28 dicembre 1908 #Chihli, Cina - 100.000 morti - settembre 1290 #Pakistan - 80.361 morti - 8 ottobre 2005 #Caucaso - 80.000 morti - novembre 1667 #Tabriz, Iran - 77.000 morti - 18 novembre 1727 #Gansu, Cina - 70.000 morti - 25 dicembre 1932 #Lisbona, Portogallo - 70.000 morti - 1 novembre 1755 #Perù - 66.000 morti - 31 maggio 1970 #Quetta, Pakistan - tra 30.000 e 60.000 morti - 30 maggio 1935 #Sicilia, Italia - 60.000 morti - 11 gennaio 1693

Voci correlate


- Lista di terremoti
- Sismologia
- Geofisica
- Faglia di Sant'Andrea
- Terremoto del 3 gennaio 1117 categoria:sismologia ja:地震 ko:지진 ms:Gempa bumi simple:Earthquake th:แผ่นดินไหว

Categoria:Comuni della provincia di Matera

Questa categoria contiene:
- Un elenco dei 31 comuni della provincia di Matera. Categoria:Provincia di Matera Matera

Elenco dei Presidenti della Basilicata

Elenco dei Presidenti della Giunta regionale


- 1970 - 1982: Vincenzo Verrastro
- 1982 - 1985: Carmelo Azzarà
- 1985 - 1990: Gaetano Michetti
- 1990 - 1995: Antonio Boccia
- 1995 - 2000: Angelo Raffaele Dinardo

Elenco dei Presidenti della Regione


- 2000 - 2005: Filippo Bubbico
- 2005 -        : Vito De Filippo

Voci correlate


- Elenco dei Presidenti delle Regioni Italiane
- Basilicata Categoria:Liste di persone

Categoria:Regione Basilicata

La Basilicata è una delle 20 regioni italiane. Questa categoria contiene:
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Coop

Coop. Detailhandelsvirksomhed. Coop Norden Danmark A/S er et datterselskab af Coop Norden AB, der også ejer Coop Norden Sverige AB og Coop Norge AS. Coop står for "Cooperatio" en sammensætning af Con og Opera. Det er latin og betyder sam-arbejde. Coop udtales i stil med "ko-åp". Tænk evt. på det danske ord: kooperativ. I Danmark omfatter Coop butikskæderne:
- SuperBrugsen
- Dagli'Brugsen
- LokalBrugsen
- Fakta A/S
- Irma A/S
- Kvickly
- Kvickly xtra FDB ejer 38% af aktierne i Coop Norden.

Links

[http://www.coop.dk/ Coop]

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In & Out
: This article is about In & Out, the movie. For the fast-food restaurant, see In-N-Out. In & Out, the 1997 movie starring Kevin Kline and Tom Selleck, was one of Hollywood's few attempts at a comedy "Nudity (disambiguation) Nudity or nakedness is the state of wearing no clothing. It is sometimes used to refer to wearing significantly less clothing than expected by the conventions of a particular culture and situation, and in particular exposing the bare skin of intimate parts.

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