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Bielorussia

Bielorussia

La Repubblica di Bielorussia (in bielorusso: Белару́сь, in russo: Белору́ссия) è una nazione dell'Europa Orientale la cui capitale è Minsk.

Nome

Storicamente, in italiano, la Bielorussia veniva a volte indicata come "Russia Bianca" o "Rutenia Bianca", una traduzione letterale del nome. Questa traduzione viene usata anche in altre lingue, ad esempio, Weißrussland in tedesco, Baltarusija (Baltarus, oggi) in lituano e Valkovenäjä in finlandese.
Il nome "Bielorussia" è considerato denigratorio da alcuni, ed è percepito come una reminiscenza dell'imperialismo russo e sovietico e delle politiche di russificazione (il titolo completo dello zar russo era "Imperatore di tutte le Russie - Grande, Minore e Bianca"). Per questo motivo viene a volte preferito il nome "Belarus". Rus' fa riferimento alla popolazione che precedette Russi, Ucraini e Bielorussi.
I nomi, Russia Bianca, Russia Alba, Russija Alba, Wit Rusland, Weiss Reussen, White Russia, Weiss Russland, possono essere trovati su vecchie mappe antecedenti l'impero Russo. Altrettanto frequentemente si possono trovare i nomi Rutenia Bianca, Ruthenia Alba, Ruthenie Blanche e Weiss Ruthenien.
Comunque esiste molta confusione sulla localizzazione del territorio: inoltre in aggiunta all'approssimazione del moderno territorio della Bielorussia, alcune mappe antiche segnano "Rutenia Alba" sul territorio della Moscovia! La spiegazione si può trovare nel Rerum Moscoviticarum Commentarii di Sigismund von Herberstein.
I primi zar moscoviti indossavano vesti bianche -- per distinguersi dagli imperatori Bizantini che usavano vesti color porpora e da quelli Persiani che vestivano in rosso -- in accordo con la dottrina della Terza Roma, degli zar russi.
Così, i governanti della Moscovia vennero chiamati "Zar Bianchi": Sunt qui principem Moscovuiae Album Regem nuncupant. Ego quidem causam diligenter quaerebam, cur Regis Albi nomine appellaretur, o Weisse Reyssen oder weissen Khünig nennen etliche unnd wöllen damit ain underscheid der Reyssen machen (dal Rerum Moscoviticarum Commentarii). Questo appellativo, assieme alla dicitura solenne "Zarato Bianco", fu in uso fino alla fine dell'Russia. Alla fine, questo colore venne trasferito al nome dell'Armata Bianca, che combattè contro l'Armata Rossa.
Non è ancora chiaro come il nome "Russia Bianca" sia infine stato applicato ai Bielorussi. Ci sono diverse ipotesi speculative, comunque nessuna conclusiva prova documentale e stata trovata per alcuna di queste. Una di queste teorie si basa sul fatto accettato che l'etnia bielorussa si sia formata principalmente dalle interazioni storiche tra etnie slave e baltiche. La radice "balt-" significa "bianco" nelle lingue e dialetti del ceppo baltico, ovvero, in lituano e lettone. Quindi "Mar Baltico" (Balta jura in Lituano) significa letteralmente "mare bianco". Quindi "Balta Rusija" potrebbe essere stata l'originale autodenominazione, piuttosto che una successiva derivata dalla "Russia". Un'altra teoria suggerisce che l'etnia bielorussa avesse capelli chiari, essendo vicina a quelle baltica e scandinava. Un'altra ancora è quella secondo cui i bielorussi sono così nominati per il colore predominante dei loro abiti tradizionali (lino non colorato). Esempi simili di nomi "colorati" nelle etnie slave sono i Serbi Bianchi e i Croati Bianchi; mentre in Cina troviamo i Miao Rossi, Neri e Verdi.

Storia

Politica

Suddivisioni amministrative

Al più alto livello amministrativo, la Bielorussia è divisa in 6 voblast e una municipalità (horad, ovvero, "città"); quest'ultima è la capitale della Bielorussia.
- Minsk, l'horad
- Voblast di Brest (Brest)
- Voblast di Homyel (Homyel')
- Voblast di Hrodna (Hrodna)
- Voblast di Mahilyow (Mahilyow)
- Voblast di Minsk (Minsk)
- Voblast di Vitsebsk (Vitsebsk)
(Nota: i centri amministrativi sono tra parentesi.) Voblasts sono ulteriormente divisi in rayons (normalmente tradotti come distretti).

Geografia

La Bielorussa si trova nell'Europa Orientale. Confina con Polonia e Lituania ad ovest, Russia ad est, Ucraina a sud e Lettonia a nord. La Bielorussia ha una superficie di 207.600 km². Benché senza sbocco al mare, ha 11.000 laghi. Viene attraversata da tre fiumi principali: il Neman, il Pripyat, e il Dnepr. La Bielorussia è relativamente piatta e ricca di paludi. Il più grande territorio paludoso è Palesse. Il suo punto più alto è la Dzyarzhynskaya Hara (Colle di Dzyarzhynsk), con 346 m, mentre il punto più basso sul fiume Neman a 90 m. Le risorse naturali della Bielorussia sono foreste, depositi di torba, piccole quantità di petrolio e gas naturale, granito, pietra calcarea dolomitica, dolomitic limestone, marna, gesso, sabbia, gihaia e argilla. Elenco di città della Bielorussia

Economia

Demografia

Cultura

Le festività civili e religiose in Bielorussia sono:
- 1 gennaio - capodanno civile
- 7 gennaio - natale ortodosso
- 8 marzo - festa della donna
- 15 marzo - festa della costituzione
- 1 maggio - festa dei lavoratori
- 9 maggio - fine della seconda guerra mondiale
- 1 giugno - festa dei bambini
- 3 luglio - celebrazione della liberazione di Minsk dai nazisti (1944) Lo scambio dei doni avviene la note del 31/12. Babbo Natale che si chiama Nonno Gelo (ded moroz) porta i doni il 31/12 la notte, l'Albero di Natale si chiama Abete di Capodanno.

Argomenti vari


- Comunicazioni in Bielorussia
- Trasporti in Bielorussia
- Esercito bielorusso
- Relazioni estere della Bielorussia
- Media bielorussi
- Bielorussi celebri
- Targhe automobilistiche bielorusse

Collegamenti esterni


- [http://www.president.gov.by/eng/ Sito ufficiale del presidente]
- http://www.belarus-misc.org/
- http://www.belarusguide.com/ fiu-vro:Valgõvinne ja:ベラルーシ ko:벨라루스 ms:Belarus simple:Belarus th:ประเทศเบลารุส zh-min-nan:Belarus

Lingua bielorussa

La lingua bielorussa o беларуская мова (bjelaruskaja mova) è la lingua ufficiale della Bielorussia e viene parlata anche nelle terre immediatamente circostanti la nazione. Appartiene al sottogruppo orientale delle lingue slave, e perciò strettamente imparentata con il russo e l'ucraino anche se è stata molto influenzata dal polacco. Può essere nominata belorusso da una trascrizione precisa della prima "e". Il nome è un composto dell'aggettivo italiano russo (bielorusso: рускiй) più l'aggettivo/avverbio bielorusso бела (trascrizione: bjela) che significa bianco. La lingua infatti viene a volte nominata russo bianco come il paese Russia Bianca.

Ortografia

Il Bielorusso viene scritto principalmente usando una versione modificata dell'alfabeto cirillico, ma si usa anche l'originale Łacinka (лацінка - "alfabeto latino"), ed in passato anche usando una versione dell'[http://www.pravapis.org/art_kitab1_en.asp Alfabeto arabo]. Oggi la scrittura araba non viene più usata, ma si continua a scrivere in Łacinka, nonostante ufficialmente solo la scrittura cirillica viene accettata. Si possono trovare più informazioni sugli alfabeti bielorussi [http://www.pravapis.org/articles.asp qui]. Si veda anche un articolo sull'unica lettera originale del bielorusso Ў.

Alfabeto Cirillico Bielorusso

Аа Бб Вв Гг Дд (ДЖдж ДЗдз) Ее Ёё Жж Зз Іі Йй Кк Лл Мм Нн Оо Пп Рр Сс Тт Уу Ўў Фф Хх Цц Чч Шш Ыы Ьь Ээ Юю Яя Inoltre si usa l'apostrofo tra una consonante e la seguente vocale debole (iotizzata)(е ё, ю, я) per indicare che la consonante precedente non viene palatalizzata, e che la vocale viene pronunciata allo stesso modo che in inizio di parola. Nel łacinka questa funzione viene svolta dalla lettera 'j'. Si compari: "Сям'я" vs "Siamja" (Da notare: due modi differensi di esprimere la lettera 'я'). Prima del 1933, oltre alla "Г,г", l'alfabeto cirillico bielorusso conteneva la lettera "Ґ,ґ" . Alcuni studiosi bielorussi sostengono l'opinione di restaurare l'uso della lettera, ma la questione non è ancora stata affrontata ufficialmente in Bielorussia.

Alfabeto Latino Bielorusso

Aa Bb Cc Ćć Čč Dd (DŽdž DZdz) Ee Ff Gg Hh Ii Jj Kk Ll Łł Mm Nn Ńń Oo Pp Rr Ss Śś Šš Tt Uu Ŭŭ Vv Yy Zz Źź Žž

Traslitterazione

Traslitterazione dei nomi geografici

Nel 2000 sono state fissate in Bielorussia le regole di traslitterazione dei nomi geografici nell'alfabeto latino. Peculiarità principali:
- Г/г → H/h, e quindi Х/х → Ch/ch.
- Е е, Ё ё, Ю ю, Я я vengono traslitterati a seconda dei due casi (questa regola elimina la necessità di usare l'apostrofo):
  - dopo consonante: iе, iо, iu, iа (rende la palatalizzazione)
  - in tutti gli altri casi (in inizio di parola, dopo vocale e separatori): Jе jе, Jо jо, Ju ju, Jа jа (rende la iotizzazione).
- Ўў → Uu con l'accento circonflesso (Û/û)
- Ч ч → Č č, Ш ш → Š š, Ж ж → Ž ž
- Ь ь → '
- Ы ы → Y y
- Э э → Е е Questa traslitterazione si avvicina all'Alfabeto Łacinka, ma differisce abbastanza da esso. Si compari: Mahiloŭ (Łacinka), Mahilioû (nuova traslitterazione).

Grammatica

Fonetica

Le caratteristiche fonetiche più importanti del bielorusso sono:
- akannie (аканьне) – la tendenza a pronunciare la "o" e "e" atone come una "a";
- dzekanie (дзеканьне) – la pronuncia della d palatalizzata come l'affricata debole dz' (dź);
- tsekanie (цеканьне) – la pronuncia della t palatalizzata come l'affricata debole ts' (ć);
- forte palatalizzazione di ś (сь) diź (зь).

Alcuni suoni bielorussi in IPA

lettera ŁacinkaLettera cirillicaIPADefinizione IPA Approssimazione italiana o ingleseEsempio
rр[r]alveolare polivibrantearenakrok (крок) – passo
śсьvoiceless alveolo-palatal fricativebetween see and sheerśnieh (сьнег) – snow
źзьvoiced alveolo-palatal fricativewhere's yourźmiena (зьмена) – change
дзьvoiced alveolo-palatal affricatewould youdźmuć (дзьмуць) – to blow
ćцьvoiceless alveolo-palatal affricatewhat's yourćvik (цьвік) – nail
джvoiced postalveolar affricatejamuradžaj (ураджай) – harvest
žжvoiced postalveolar fricativetreasurežach (жах) - horror
čчvoiceless postalveolar affricatekitchenčas (час) – time
ńньpalatal nasalel Niñokoń (конь) – horse
chх[x]voiceless velar fricativeLochchor (хор) – choir
ŭўlabial-velar semivowelwindowdaŭ (даў) – gave

Lessico

In termini di lessico, il bielorusso è più vicino all'ucraino, quindi al polacco e quindi al russo. Alcuni esempi:
- вітаю (vitaju) – ciao
- як (jak) – come
- як маесься? (jak majessia?) – come va?
- добрай раніцы (dobraj ranicy) – buon giorno
- дабранач (dabranach) – buona notte
- дзякуй (dziakuj) – grazie
- калі ласка (kali laska) – per favore, prego
- спадар / спадарыня (spadar / spadarynia) – signore / signora
- добра (dobra) – bene
- кепска / дрэнна (kiepska / drenna) – male
- выдатна (vydatna) – eccellente
- цудоўна (cudouna) – meravigliosamente
- дзе (dzie) – dove?
- адкуль (adkul) – da dove?
- чаму (chamu) – perché?
- разумею (razumieju) – capisco
- нічога не разумею (nichoha nie razumieju) – non capisco niente

Sostantivi (nazounik)

Ci sono sei casi:
- Nominativo (nazouny)
- Genitivo (rodny)
- Dativo (davalny)
- Accusativo (vinavalny)
- Strumentale (tvorny)
- Locativo (mesny) Esiste anche un settimo caso, il vocativo (klichny), ma nel bielorusso moderno viene usato raramente, così nei libri di testo contemporanei si possono trovare solo i primi sei casi menzionati. For nouns there are several types of declension:
- i-stem – feminine (feminine nouns ending in a hard consonant, soft consonant or ў: печ "stove", косьць "bone", кроў "blood")
- a-stem – mostly feminine (subdivided into four subgroups: hard stems, guttural stems, soft stems, hardened stems)
- o-stem – masculine (subdivided into hard stem and soft stem) and neuter (вясло "oar", мора "sea")
- consonantal stem – mostly neuter (ягня "lamb", бярэмя "burden", семя "seed")
- irregular nouns (for example, вока "eye" and вуха "ear")

Pronomi (zajmiennik)

In Belarusian there are eight types of pronouns (займеньнік):
- Possessive (прыналежныя): мой (my, mine); твой (your(s)familiar); яго, ягоны (his); яе, ейны (her); наш, наскі (our(s)); ваш (your(s)); іх, іхны (their(s)), свой ((one's) own).
- Personal (асабовыя): я (I), ты (you (familiar)), ён (he), яна (she), яно (it), мы (we), вы (you), яны (they);
- Negative (адмоўныя): ніхто (nobody), нішто (nothing), нічый (nobody's), ніякі (not of any kind), ніводзін, ніводны (no one);
- Definitive (азначальныя): сам (-self); самы ("the very", - self); увесь (all, whole); усё (all, everything); усе (all, every, everybody); усякі, усялякі (every, any); кожны (each); іншы (other).
- Indefinite (няпэўныя): нехта (someone); нешта (something); нейкі (some, а); нечы (somebody's, a); некаторы (some of); некалькі (a few, some, several); хтось, хтосьці (somebody); штось, штосьці (something); чыйсьці (somebody's); якісьці, які-кольвек (some, a kind of, something like); хто-небудзь, хто-кольвек (anybody); што-небудзь, што-кольвек (anything); чый-небудзь (some one's); абы-што (smth.dickey); абы-чый (a, somebody's (negative)); абы-які (dickey).
- Interrogative-comparative (пытальныя): хто (who), што (what), які (which), каторы (which), чый (whose), колькі (how much);
- Demonstrative (указальныя): той (that); гэты (this); гэны (this/that); такі (such); гэткі, гэтакі (such, of this kind); столькі, гэтулькі (that much);
- Reflexive (зваротны): сябе (-self). ja:ベラルーシ語

Lingua tedesca

Il tedesco è una lingua appartenente al gruppo nederlandese-germanico del ramo occidentale delle lingue germaniche della famiglia delle lingue indoeuropee.
È l'idioma con il maggior numero di parlanti nativi dell'Unione europea, lingua ufficiale in Germania, Austria, gran parte della Svizzera, Liechtenstein (alemanno), Alto Adige (Italia); correntemente parlato in Lussemburgo, nei cantoni orientali del Belgio e in parti della Romania, della Polonia, dell'Alsazia e della Lorena (Francia).

Storia

Per lo sviluppo storico della lingua tedesca vedere i seguenti articoli:
- Alto tedesco antico (750-1050)
- Alto tedesco medio (1050-1350)
- Alto tedesco nuovo (1350-1750)

I dialetti

(si veda l'articolo principale Dialetti della lingua tedesca) I dialetti parlati in Germania si dividono in due macrogruppi:
- alto-tedesco, (Hochdeutsch): le parlate derivate dall'antico alto-tedesco, che hanno subito la seconda rotazione consonantica agli inizi del VI secolo, comprendenti l'antico alto-tedesco, la lingua parlata fino al 1100 circa, e il moderno tedesco, con i dialetti facenti parte dei gruppi del "tedesco superiore" (Oberdeutsch) e del "tedesco medio" (Mitteldeutsch).
- basso-tedesco (Niederdeutsche): i dialetti della lingua basso-tedesca (Plattdeutsche), parlati soprattutto nella Germania settentrionale, comprendente i gruppi del basso sassone (Niedersächsisch) e del basso tedesco orientale (Ostniederdeutsch), e il gruppo del basso francone (Niederfränkisch), che comprende l'olandese dei Paesi Bassi e il fiammingo del Belgio.

Grammatica

Il tedesco è una delle lingue germaniche moderne con la grammatica più complessa, a causa della presenza dei casi e delle conseguente declinazione dei sostantivi. I casi in Tedesco sono quattro: nominativo, accusativo, dativo e genitivo. I sostantivi presentano 3 generi: maschile, femminile e neutro, con i rispettivi articoli determinativi: Der per il maschile, Die per il femminile e Das per il neutro ed indeterminativi: Ein per il maschile, Eine per il femminile ed Ein per il neutro. Il paradigma dei verbi tedeschi irregolari è costituito da tre voci come in Inglese: il Präsens (presente), il Präteritum (imperfetto/passato remoto) ed il Perfekt (passato prossimo) e ciò rende i verbi tedeschi relativamente semplici. È presente inoltre il Plusquamperfekt (trapassato prossimo/trapassato remoto), il Futur I (futuro semplice) ed il Konjunktiv II (condizionale). La lingua tedesca è una lingua flessivo-fusiva.

Pronuncia

Il tedesco è relativamente semplice dal punto di vista della pronuncia perché, come l'italiano, presenta poche differenze tra "lo scritto" ed "il parlato". Vede la forte presenza di dentali e sibilanti (ad esempio Straße si pronuncia Strasse - Zähne si pronuncia Tzene). Caratteristici sono i suoni "raddolciti" con l'Umlaut (dieresi) di alcune vocali: o, a e u che diventano ö (pron. come il francese dormeuse), ä (pron. e aperta) e ü (pron. come lu francese)

Parentela con la lingua inglese

Ci sono molte parole tedesche che sono imparentate con quelle inglesi (Ricordando che le due lingue fanno parte della stessa famiglia linguistica). Molte di esse sono facilmente identificabili ed hanno praticamente lo stesso significato. TEDESCO INGLESE TRADUZIONE :Winter Winter inverno :Sommer Summer estate :best Best migliore :grün green verde :haben (to)have avere :Finger Finger dito :Bett Bed letto :Haus House casa :lachen laugh ridere :Schiff ship nave :singen,sang,gesungen sing,sang,sung canto,cantai,cantato :gut good buono :Mann Man uomo :Buch Book libro :Schule School scuola :Kalt cold freddo :Fisch fish pesce Alcune parole hanno diverse consononanti e ciò è dovuto alla Rotazione Consonantica dell'Alto Tedesco. Per esempio in molte parole imparentate la consonante "b" del tedesco è resa dalla "v" dell'inglese. Tedesco: Liebe(amore) >> Inglese: Love Tedesco: geben(dare) >> Inglese: (to) give Questo avviene inoltre con la sibilante "ff" che nell'inglese è resa con "p" e nella "ss" che in inglese è resa con "t" Tedesco: Schiff(nave) >> Inglese: Ship Tedesco: Lassen(lasciare) >> Inglese: let Confrontando la Lingua Olandese rispetto a quella Tedesca ed a quella Inglese si può notare in essa un "grado" intermedio. Poniamo tre semplici esempi per osservare lo scambio consonantico: Tedesco: Vergessen(dimenticare) >> Olandese: Vergeten >> Inglese:(to)Forget Tedesco: Geben(dare) >> Olandese: Geven >> Inglese: (to)Give Tedesco: Helfen(aiutare) >> Olandese: Helpen >> Inglese: (to)Help

Alcuni esempi

:Ciao:
Hallo (in Baviera: Servus) :Buon giorno (dall'alba fino alle 10:00): Guten Morgen :Buon giorno (dalle 10:00 fino a sera): Guten Tag :Buona sera: Guten Abend :Buona notte: Gute Nacht :Buon viaggio: Gute Reise :Grazie: Danke, Vielen Dank, Danke schön, Tausend Dank :Ti ringrazio: Ich danke dir :La ringrazio: Ich danke Ihnen :Scusa, Scusi : Entschuldigung, Entschuldigen Sie :Come ti chiami?: Wie heißt du? :Come si chiama?: Wie heißen Sie? :Come stai?: Wie geht's dir? Bene, e tu?: Gut, und dir? :Come sta?: Wie geht es Ihnen? Bene, e Lei?: Gut, und Ihnen? :Da dove vieni?: Woher kommst du? Vengo dall'Italia: Ich komme aus Italien :Da dove viene?: Woher kommen Sie? Vengo dalla Svizzera: Ich komme aus der Schweiz :Quanti anni hai?: Wie alt bist du? :Quanti anni ha?: Wie alt sind Sie? :Che ore sono?: Wie spät ist es? Sono le undici: Es ist elf Uhr :Qual è la tua professione? Was bist du von Beruf? Sono un medico: Ich bin Arzt :Qual è la sua professione? Was sind Sie von Beruf? Sono un farmacista: Ich bin Apotheker :Parli italiano?: Sprichst du Italienisch? No, non parlo italiano: Nein, Ich spreche kein Italienisch :Parla spagnolo?: Sprechen Sie Spanisch? No, non parlo spagnolo: Nein, ich spreche kein Spanisch :Cosa fai oggi? Was machst du heute? Vado al cinema: Ich gehe ins Kino :Sai giocare a tennis?: Kannst du Tennis spielen? :Sai nuotare?: Kannst du schwimmen? :Hai un cane?: Hast du einen Hund? :Bevo volentieri caffè: Ich trinke gern Kaffee :Domani devo lavorare: Morgen muss ich arbeiten :Quest'estate vado in Italia: Diesen Sommer fahre ich nach Italien :Lasciami in pace!: Lass mich in Ruhe! :Non ho voglia di andare a scuola: Ich habe keine Lust, in die Schule zu gehen :Arrivederci: Auf Wiedersehen! :Ti amo: Ich liebe dich :Tedesco (lingua): Deutsch (abitante): Deutscher :Italiano (lingua): Italienisch (abitante): Italiener

Voci correlate


- Alto tedesco antico
- Alto tedesco medio
- Dialetti della lingua tedesca
- Lingua basso-tedesca
- Riforma ortografica tedesca

Collegamenti esterni


- [http://www.lasuperba.net/unige/depol/1998/index.htm Appunti di storia della lingua tedesca]
- [http://www.lrz-muenchen.de/~hr/lang/dt-hist.html Breve storia della lingua tedesca] (
in inglese)
- [http://www.italdict.de Dizionario Tedesco <-> Italiano] (
in tedesco)
- [http://www.goethe.de/ins/it/mai/deindex.htm Sito del Goethe Institut di Milano] (
in tedesco e italiano)
- [http://www.tedescoinrete.it Accurata grammatica tedesca] curata dall'università Ca' Foscari di Venezia
- http://www.vokabelheft.net Dizionario Tedesco Italiano Tedesco Tedesco als:Deutsche Sprache ja:ドイツ語 ko:독일어 ms:Bahasa Jerman simple:German language th:ภาษาเยอรมัน


Lingua finlandese

In lingua finlandese (o meglio finnico) il nome dell'idioma maggiormente parlato in Finlandia è suomi. Solo il 6% della popolazione finlandese parla un altro idioma, cioè lo svedese.
- È una delle lingue uraliche (alla quale appartengono pure l'Ungherese, l'Estone e il Lappone).
- È una delle due lingue ufficiali in Finlandia.
- È una lingua molto agglutinante.
  - La lingua parlata è più sintetica della lingua scritta.
- Si scrive con l'alfabeto latino.
- Relativamente di recente ha preso parole in prestito per la maggior parte dallo Svedese, un po' dal Russo e ormai dall'Inglese.
- I prestiti più antichi sono dal tedesco e dalle altre lingue germaniche parlate in Sassonia. (Il nome della Germania in finnico è Saksa). Il finnico è parlato in tutta la Finlandia, con l'eccezione delle isole Åland che sono completamente di lingua svedese. È anche parlato in Russia e nella repubblica autonoma di Carelia, dove ha uno statuto ufficiale. Si parla anche in Svezia, dove ci sono comuni del nord che parlano principalmente finnico. Il finnico comprende circa 6 milioni di locutori. È la lingua madre di circa il 93% dei Finlandesi; in Carelia russa, circa 70.000 abitanti parlano finnico. Per lingua agglutinante si intende una lingua che ricorre maggiormente a suffissi e declinazioni, anziché a preposizioni o posposizioni distinte dal vocabolo base. Ad esempio:
- kirja = libro
- kirjani = il mio libro
- kirjassa = nel libro
- kirjassani = nel mio libro
- kirjassanikin = anche nel mio libro

Grammatica

In Finlandese i sostantivi, gli aggettivi, i pronomi, i numerali e le parti nominali dei verbi vengono declinate, oltre che in base al numero (singolare o plurale) anche in base a 15 casi:
- Nominativo: è il caso del soggetto (Mario ha un libro).
Risponde alle domande: kuka? (chi?), mikä? (che cosa?).
Si forma aggiungendo la desinenza -t al plurale
- Genitivo: è il caso del complemento di specificazione (il libro di Mario è interessante).
Risponde alle domande: kenen? (di chi?), minkä? (di che cosa?).
Si forma aggiungendo la desinenza -n al singolare oppure -en, -ten, -den/-tten al plurale
- Partitivo: indica la parte di una cosa o una quantità indefinita (Sul tavolo ci sono dei libri).
Risponde alle domande: ketä? (chi?) mitä? (che cosa?).
Si forma aggiungendo le desinenze -(t)a/-(t)ä; V+ta → Va (
- kirja+ta → kirjaa
)
- Accusativo: non ha forme proprie, eccetto per i pronomi personali (es. minut, me). In tutte le altre parole è uguale al nominativo o al genitivo.
- Inessivo: è il caso del complemento di stato in luogo interno (Mario è in casa).
Risponde alla domanda: missä? (dove?).
Si forma aggiungendo la desinenza -ssa/-ssä
- Elativo: è il caso del complemento di moto da luogo interno o la provenienza (Mario si alza dal letto).
Risponde alla domanda: mistä? (da dove?).
Si forma aggiungendo la desinenza -sta/-stä
- Illativo: è il caso del complemento di moto a luogo interno (Mario mette lo zucchero nel caffè).
Risponde alla domanda: mihin? (verso dove?).
Si forma aggiungendo le desinenze -Vn, -hVn, -seen al singolare e -hin, -siin al plurale
- Adessivo: è il caso del complemento di stato in luogo esterno (Il libro è sul tavolo), oppure il mezzo con cui si svolge un'azione o il modo in cui si compie (Mario studia con un libro). Inoltre indica il possessore nell'espressione: io ho (Io ho un libro).
Risponde alla domanda: millä? (dove? in che modo? a chi?)millä paikalla? (in che posto?).
Si forma aggiungendo la desinenza -lla/-llä
- Ablativo: è il caso del complemento di moto da luogo esterno. Indica separazione o provenienza (Mario prende il libro dal tavolo).
Risponde alla domanda: miltä? (come? da dove?) miltä paikalta? (da che posto?).
Si forma aggiungendo la desinenza -lta/-ltä
- Allativo: è il caso del complemento di moto a luogo esterno (Il libro è caduto sul pavimento), oppure del complemento di termine (Mario ha scritto a Luigi).
Risponde alla domanda: kenelle? (a chi?).
Si forma aggiungendo la desinenza -lle
- Essivo: indica lo stato/la situazione in cui si trova una persona o una cosa. (Mario studia da Medico).
Risponde alla domanda: minä? (in qualità di cosa?).
Si forma aggiungendo la desinenza -na/-nä
- Translativo: esprime una trasformazione (Mario è diventato Medico).
Risponde alla domanda: miksi? (come?).
Si forma aggiungendo la desinenza -ksi
- Istruttivo: è il caso del complemento di mezzo (L'ho visto con i miei occhi).
Risponde alla domanda: miten? (come?).
Si forma aggiungendo la desinenza -n
- Comitativo: è il caso del complemento di compagnia (Mario va in Finlandia con Luigi).
Risponde alle domande: kenen kanssa? (con chi?), minkä kanssa? (con cosa?).
Si forma aggiungendo la desinenza -ne
- Abessivo: esprime la mancanza di qualcosa (Mario è senza soldi).
Risponde alla domanda: mitä ilman? (senza che cosa?).
Si forma aggiungendo la desinenza -tta/-ttä

Vocali

Le vocali finlandesi possono essere suddivise in tre gruppi:
- anteriori: ä ö y
- posteriori: a o u
- neutrali: e i Come il Turco e l'Ungherese, il Finnico è caratterizzato dal fenomeno dell'armonia vocalica: in una stessa parola, cioè, possano esserci o solo vocali anteriori o solo vocali posteriori. Se sono presenti solo vocali neutrali queste valgono come vocali anteriori. (Es: Helsingissäkö)

Collegamenti esterni


- [http://www.bifrost.it/Lingue/Finlandese.html Grammatica, letteratura e cultura finlandese su Bifrost.it] Finlandese Finlandese Finlandese ja:フィンランド語 ko:핀란드어

Imperialismo

L'imperialismo è una politica finalizzata ad estendere il controllo dell'autorità su entità straniere con metodi d'annessione e/o di mantenimento del potere, sia direttamente sul territorio sia con mezzi indirettti di esercizio del controllo sulla politica e/o l'economia di altri stati. Il termine è usato talvolta per descrivere la politica di uno stato tesa al mantenimento di colonie e dominii in terre lontane, anche se lo stato stesso non si considera un impero. In senso lato il termine imperialismo può indicare una posizione intellettuale, che implicherebbe la convinzione che la conquista e il mantenimento degli imperi hanno una valenza positiva; tale punto di vista è spesso unito al presupposto della superiorità culturale o di altro tipo intrinseca al potere imperiale.

L'origine del termine

Coniato in Francia, ai tempi del Secondo Impero, in riferimento ai disegni egemonici di Napoleone III, il termine imperialismo si affermò in Inghilterra, alla fine degli anni '70 dell'Ottocento, per indicare il programma di espansione coloniale del governo Disraeli, ed entrò poi nell'uso comune come sinonimo di politica di potenza e di conquista territoriale su scala mondiale. Lenin, nel 1916, scrisse l'opera "L'imperialismo, fase suprema del capitalismo", in cui viene descritto il significato del termine imperialismo nella sua forma più attuale.

Colonialismo ed imperialismo

Sebbene siano spesso utilizzati come sinonimi, i termini colonialismo ed imperialismo hanno in realtà un significato diverso. Infatti il colonialismo, praticato in Europa fin dai tempi delle grandi scoperte geografiche, è legato soprattutto all'iniziativa di privati e si caratterizza per una penetrazione quasi esclusivamente economica, mentre l'imperialismo, che nasce alla fine dell'Ottocento, presuppone il disegno di un governo centrale, volto ad obiettivi di assoggettamento politico e sfruttamento economico.

Cause dell'imperialismo

I fattori alla base del fenomeno dell'imperialismo sono molteplici, e variano a seconda delle diverse nazioni. In particolare, i paesi che avevano già conosciuto una intensa industrializzazione, prima fra tutti la Gran Bretagna, furono attratti da motivazioni economiche:
- Possibilità di accaparramento di materie prime a basso costo.
- Nuovi sbocchi commerciali per i propri prodotti.
- Possibilità di investire i capitali disponibili in attività ad alto profitto nei territori conquistati. Non mancarono poi le motivazioni di carattere ideologico e politico:
- Volontà di aumentare la potenza e il prestigio della nazione.
- Convinzione che la razza bianca fosse superiore alle altre e che avesse il dovere di portare la civiltà presso i popoli selvaggi (teoria sostenuta tra l'altro dallo scrittore inglese Rudyard Kipling). In particolare i paesi che si gettarno nell'avventura imperialista senza avere un solido sviluppo industriale, come ad esempio la Germania e l'Italia, lo fecero soprattutto per motivi di prestigio, anche a costo di compiere scelte non convenienti dal punto di vista economico.

Conseguenze dell'imperialismo

Quasi tutte le conquiste coloniali furono segnate dall'uso indiscriminato della forza contro le popolazioni indigene, e le frequenti rivolte che scoppiavano si concludevano spesso in veri e propri massacri.

Conseguenze economiche

Dal punto di vista economico, l'esperienza coloniale ebbe alcuni effetti positivi sui paesi che ne furono investiti, portando ad un miglioramento dell'apparato produttivo, ma questo a prezzo di un continuo depauperamento di risorse culturali ed umane. Inoltre la creazione di economie orientate essenzialmente all'esportazione stravolse in molti casi un meccanismo produttivo orientato verso il mercato interno e che garantiva almeno la sussistenza della popolazione. Fu messo in moto un processo di sviluppo, ma in funzione degli interessi dei colonizzatori, i quali del resto si appropriarono sistematicamente di gran parte dei ricavi economici dei paesi colonizzati.

Conseguenze culturali

L'effetto dell'imperialismo sulle culture dei paesi colonizzati fu dirompente. I sistemi culturali che avevano una più solida tradizione e che erano legati a strutture politico-sociali organizzate, come nei paesi dell'Asia e del Nord Africa si difesero meglio. Ben diverso fu il caso dell'Africa più arcaica, animista e pagana. Qui furono infatti alterati alle fondamenta gli equilibri delle tribù e dei villaggi, mentre interi sistemi di vita, di riti e di valori entrarono rapidamente in crisi.

Conseguenze politiche

Sul piano politico l'espansione coloniale finì per favorire la formazione o il risveglio di nazionalismi locali, ad opera soprattutto dei nuovi quadri dirigenti, che si formarono nelle scuole europee e vi assorbirono gli ideali democratici e i principi di nazionalità. L'Europa si trovò ad esportare quello che meno avrebbe desiderato: il bisogno di autogovernarsi e di decidere del proprio destino.

L'imperialismo oggi

Negli ultimi anni, le critiche all'imperialismo sono state mosse, più che sul piano politico, sul suo aspetto culturale, con particolare riguardo alla crescente influenza globale della cultura americana. Alcuni tuttavia discutono su questo significato allargato della parola sulla base che è estremamente soggettivo distinguere tra interazioni reciproche e influenza indotta. ja:帝国主義 Categoria:Storia

Zar

Zar (in bulgaro цар&#, in russo царь; czar o tzar), fu il titolo usato per i governanti dell'Impero Russo dal 1546 al 1917, anno in cui lo zar Nicola II Romanov venne spodestato e ucciso dai rivoluzionari bolscevichi. Il primo ad adottare ufficialmente il titolo fu Ivan IV, come simbolo del cambiamento della natura della monarchia russa; fino a quel momento il titolo era quello di Principe di Moscovia. Nel 1721 Pietro I adottò il titolo di imperatore con cui lui ed i suoi discendenti sono conosciuti e che era considerato interscambiabile con il termine zar.
Nelle lingue slave spesso è stato usato il termine zar per tradurre la parola imperatore; per esempio il titolo di Imperatore del Giappone veniva tradotto come Zar del Giappone.
Il termine è stato usato anche in altri stati come la Serbia e la Bulgaria.

Titolatura completa

La titolatura completa degli zar di Russia iniziava con: Per grazia di Dio, Imperatore e Autocrate di tutte le Russie seguiva poi una lista delle terre governate.
Ad esempio, in accordo con l'articolo 56 della Costituzione Russa del 23 aprile 1906, il titolo completo della Sua Maestà Imperiale è il seguente: Noi ------- per grazia di Dio, Imperatore ed Autocrate di tutte le Russie, di Mosca, Kiev, Vladimir, Norgorod, Zar di Kazan, Zar di Astrakhan, Zar di Polonia, Zar di Siberia, Zar del Chersoneso Taurico, Zar di Georgia, Signore di Pskov, Granduca di Smolensk, Lituania, Volinia, Podolia e Finlandia, Principe di Estonia, Livonia, Curlandia e Semigalia, Samogitia, Bielostock, Carelia, Tver, Jugra,Perm, Kirov, Bulgaria e altri territori, Signore e GranDuca di Novgorod, Chernigov; sovrano di Ryazan, Polotsk, Rostov, Jaroslav, Bielozero, Udoria, Odboria, Kondia, Vitebsk, Mstilav e di tutti i territori del nord; Sovrano di Iveria, Kartalinia e delle terre di Kabardinia e dei territori Armeni – sovrano ereditario e Signore della Circassia e Principe delle montagne e altro; Signore del Turkestan, erede di Norvegia, Duca di Schleswig-Holstein, Stormarn, Ditmarsch, Oldenburg, e così via, così via, così via.

Etimologia

La parola Zar deriva dal titolo latino Caesar attraverso l' antico slavo tsesar (цесарь).
Il termine è imparentato con la parola tedesca
Kaiser e con Kaisar in Goto.
La contrazione della parola deriva dall'abitudine di abbreviare i titoli nei manoscritti ecclesiastici in
antico slavo.

Titolatura della famiglia imperiale

Tsaritsa (Zarina) era il termine utilizzato per la consorte dello Zar.
Tsesarevich (letteralmente
figlio dello zar) era usato per primogenito maschio. Il titolo completo era Naslednik Tsesarevich (erede dello zar), in modo informale veniva abbreviato in Nadlednik (Erede).
Tsarevich (Zarevich) era il termine per un figlio maschio. In origine il termine veniva usato al posto di
Tsesarevich. Un figlio che non era erede al trono aveva formalmente il titolo di Velikii Kniaz (GranDuca). In seguito il termine fu anche utilizzato per i nipoti (solo per linea maschile).
Tsarevna era il termine utilizzato per indicare la figlia di uno zar, o di una zarina.
Tsesarevna era il termine per indicare la moglie dell'Erede (Tsesarevich). Categoria:Russia ja:ツァーリ


Rus' di Kiev

Rus' di Kiev (Киевская Русь) è considerato essere il più antico stato sorto in Ucraina e in Russia prima che queste regioni prendessero il nome attuale. Il termine Russia (ossia terra dei Rus) deriva da una parola, appunto rus di origine normanna, ma passata attraverso il finnico, che significa rematore. Prima dell' 860 genti provenienti dalla Svezia (indicate nelle cronache bizantine come Variaghi) si insediano nelle regioni dei lago Ladoga. La più antica cronaca russa, detta Manoscritto Nestoriano (poco precisa nelle date) cita tre fratelli Rjurik, Sineus e Truvor che governano sulle regioni intorno ai laghi Peipus, Ilmen e Beloe Ozero.
---- Dal Manoscritto Nestoriano:
Le quattro tribù, Chud, Slavi, Merian e Krivichi, che erano state obbligate a pagare tributi ai Variaghi, dopo averli respinti indietro sul mare rifiutarono di pagare loro altri tributi ed iniziarono a governarsi da sole. Ma non vi erano leggi tra esse e ogni tribù si levò contro le altre. La discordia si fece così strada ed essi iniziarono la guerra tra loro. Allora si dissero: "Andiamo a cercare un principe che possa governarci e ci giudichi secondo le usanze". Andarono così oltre il mare, dai Variaghi, detti Rus. Questi particolari Variaghi erano noti come Rus, proprio come altri erano detti Svedesi ed altri Normanni ed Angli ed altri ancora Gotland. I Clud, gli Slavi, i Krivichi e i Ved dissero ai Rus "Le nostre terre sono grandi e ricche, ma non vi è ordine in esse. Venite a regnare come principi su di noi". Tre fratelli, con i loro parenti, furono scelti. Essi riunirono tutti le loro genti e migrarono.
---- Beloe Ozero

La fondazione

A Rjurik viene attribuita la fondazione di Novgorod (con Rjurikidi vengono indicati i sovrani delle terre dei Rus fino all'avvento dei Romanov nel 1613). La penetrazione normanna avviene lungo la "grande via" ossia il fiume Dnepr. Secondo la cronaca due seguaci di Rjurik, Askold e Dir, muovendo verso Costantinopoli si fermano nella regione di Kiev, città dei Poliali slavo-occidentali e la conquistano. Una data certa della presenza dei normanni nella Russia meridionale è proprio l'860 quando attaccano Costantinopoli. Oleg, secondo sovrano di Kiev, (879 – 913?), elimina Askold e Dir e rende tributaria Novgorod. Sotto di lui Kiev assume il titolo di "madre delle città russe". Oleg batte i Khazary e rende tributarie le popolazioni slave insediate sulle rive del Dnepr. Intorno al 1000 il contrasto con la Polonia porta Kiev a cercare l'alleanza con l'imperatore tedesco. Da questo momento il Granducato di Kiev, e di conseguenza la Russia, entra a far parte del gioco politico/militare europeo.

La conversione al cristianesimo

La cristianizzazione dei russi, dopo un primo tentativo intorno al 950 (Olga si fa battezzare a Costantinopoli) attraverso contatti con la chiesa di Roma, si consolida sotto Vladimir il Santo sotto la direzione del patriarcato di Costantinopoli. Gli annali russi affermano che quando Vladimir decide di adottare una nuova fede religiosa al posto di quella tradizionale, invia alcuni dei suoi più validi consiglieri e guerrieri come emissari in differenti parti dell'Europa. Dopo aver incontrato cattolici romani, ebrei e musulmani essi finalmente giungono a Costantinopoli. Qui rimangono sbigottiti dalla bellezza della cattedrale di Santa Sophia (Hagia Sophia) e dal servizio liturgico che si svolge in essa e decidono che la fede ortodossa è quella che vorrebbero seguire. Dopo il loro ritorno a casa essi convincono Vladimir che la fede dei Greci è la migliore scelta su tutte allora Vladimir viaggia anch'egli fino a Costantinopoli e combina il matrimonio tra lui stesso e la figlia dell'imperatore bizantino.
La scelta di Vladimir di aderire alla cristianità ortodossa è sicuramente anche il riflesso degli stretti legami tra il Rus di Kiev e Costantinopoli che dominando il Mar Nero controlla lo sbocco del Dnepr, la via commerciale di vitale importanza per Kiev. Aderire alla chiesa Ortodossa ha conseguenze politiche, religiose e culturali di grande vastità. La chiesa ha una liturgia scritta in cirillico ed un corpus di traduzioni dal greco che sono state appositamente realizzate per le popolazioni Slave. L'esistenza di questa letteratura facilita la conversione al cristianesimo degli Slavi orientali ed introduce presso di essi rudimenti di filosofia greca, scienza e storiografia senza la necessità di conoscere il greco. Per contro, i pochi istruiti nell'Europa (occidentale e centrale) del medioevo, devono conoscere il latino quale che sia la loro nazionalità. Non conoscendo gli Slavi orientali ne il greco ne il latino essi rimangono in realtà isolati sia da Bisanzio che dalle culture europee degli stati confinanti verso ovest.

La società del Rus'

Nei secoli che seguirono la fondazione dello stato, i discendenti di Rurik condividono il potere sul Rus' di Kiev. Le regole di successione vanno dal fratello più anziano a quello più giovane, dallo zio al nipote ed infine da padre a figlio. I membri più giovani della dinastia di norma iniziano la loro carriera politica come governanti di località minori per poi passare, come un vero e proprio cursus honorum, al governo di città più importanti ed infine competere per occupar il trono di Kiev.
Nel secolo XI e nel secolo XII, i principi ed i loro seguiti, che sono una mescolanza di elite slave e scandinave, dominano la società del Rus. Come ricompensa per la guida degli eserciti o per il loro lavoro amministrativo o politico, i membri del seguito, ricevono, dal principe, entrate e terre. La società del Rus' manca di classi ben definite e di città autonome, caratteristiche invece del periodo feudale dell'Europa Occidentale. Nondimeno i mercanti e gli artigiani di una città talvolta riescono ad esercitare una certa influenza politica attraverso l'assemblea cittadina, detta veche (concilio), che comprende tutti i maschi adulti. In alcuni casi la veche arriva a stipulare accordi con il principe locale e perfino a scacciarlo per invitarne un altro al suo posto.
Pur mancando una estesa condizione di servitù della gleba tipica dell'Europa feudale esiste una classe di contadini tributari verso il principe.

Lo sfaldamento dello stato

Nel 1132, alla morte di Mstilav, figlio di Vladimir II, lo stato unitario inizia a sfaldarsi anche in conseguenza della mancanza di precise regole di successione.
Anche i dati storiografici si fanno meno certi, di alcuni sovrani si conosce solamente il nome o poco più. Dopo Mstilav si contano infatti più di venti sovrani nell'arco di circa un secolo; sovrani che in molti casi regnano per breve tempo (uno o due anni).
Altra prova dello sfaldamento dello stato unitario è il fatto che nel cursus honorum dei Gran Principe di Kiev scompare il titolo di Principe di Novgorod.
Uno dei maggiori problemi del Rus' di Kiev è certamente rappresentato dalla scarsa omogeneità dei suoi componenti. La classe di governo, composta per lo più di discendenti dei Variaghi giunti al seguito di Rurik, è spesso propensa adare la precedenza alle esigenze ed aspirazioni locali e del proprio clan più che a pensare alla solidità dello stato centralizzato. Così spesso i principi delle varie località si alleano l'uno contro l'altro non disdegnando neppure di cercare alleanze al di fuori del Rus' come ad esempio accade con Polovtsi, Polacchi e Ungari.
Anche le Crociate contribuiscono al declino di Kiev modificando le rotte commerciali europee; nel 1204 la conquista ed il saccheggio di Costantinopoli da parte dei partecipanti alla Quarta Crociata riducono il Dnepr ad una rotta marginale privando Kiev di buona parte dei suoi traffici.

La formazione di altri centri di potere

Al declino del Rus' come stato centralizzato fa riscontro il sorgere di centri di potere regionale. È in questa fase che si può porre la nascita delle tre etnie che caratterizzeranno il resto della storia della Russia europea: Ukraini nella parte sud occidentale e sud orientale, Bielorussi nel nord-ovest e Russi nel nord-est.
Nel nord la repubblica di Novgorod ha prosperato come parte del Rus' di Kiev con la funzione di controllo sulla rotta commerciale dal Volga al Mar Baltico. Con il declino dello stato centrale Novgorod divenne del tutto indipendente. Il governo della città viene retto da una oligarchia locale, le decisioni di maggior rilievo vengono prese da una assemblea cittadina che, in caso di bisogno, elegge un principe come comandante militare. Nel XII secolo]] diviene sede arcivescovile, segno della accresciuta indipendenza ed importanza.
Per la sua struttura politica e la predominanza delle attività commerciali Novgorod assomiglia più alle città nord europee della Lega Anseatica, che tra il XIII secolo ed il XVII secolo controllano il commercio sul Mar Baltico, che agli altri principati del Rus' di Kiev.
Nel nord-est gli Slavi hanno intanto colonizzato i territori che saranno poi conosciuti come Moscovia soppiantando le tribù Ungro-finniche presenti sull'area. La città di Rostov è il più antico centro del nord-est ma viene presto soppiantata, per importanza, prima da Suzdal e poi dalla città di Vladimir che diventa capitale del principato di Suzdal-Vladimir. Nella seconda metà del XII secolo sarà questo principato a sostituire Kiev nel dominio della Russia.
Nel 1169 il principe di Vladimir Andrey Bogolyubsky porta un grave colpo al poco stabile potere del Rus' di Kiev quando il suo esercito saccheggia la città. Dopo la vittoria Andrea pone sul trono di Kiev il suo fratello più giovane.
A partire da questo momento volendo cercare di dare una continuità alla sovranità nelle terre di Russia bisogna prendere in considerazione i Gran Principi di Vladimir-Suzdal.
Nel 1299, in piena invasione mongola, il metropolita della chiesa ortodossa si sposta da Kiev alla città di Vladimir spostando così anche il centro della vita religiosa della terre del nord.
Nel sud-ovest il principato di Galizia-Volinia si sviluppa molto rapidamente soprattutto grazie ai commerci con polacchi, ungari e lituani e si propone come un altro possibile successore del Rus' di Kiev. All'inizio del XIII secolo il Principe Roman Mstilavich unisce i due principati di Galizia e Volinia, conquista Kiev ed assume il titolo di Granduca del Rus' di Kiev. Suo figlio, il Principe Danilo (1238 – 1264) è il primo governante del Rus' ad accettare la corona dal Pontefice di Roma, senza peraltro rompere i legami con Costantinopoli. Danilo assume il titolo di "Re del Rus'".
Agli inizi del XIV secolo il patriarca della Chiesa Ortodossa di Costantinopoli accoglie le richieste dei governanti della Galizia-Volinia e concede un metropolita per compensare lo spostamento a Vladimir di quello di Kiev.
I sovrani della Lituania richiedono anch'essi un metropolita per Novagroduk e lo ottengono poco dopo. All'inizio del XV secolo questa Metropolia è ancora retta da Kiev come "Metropolia di Kiev, Halych e di tutta la Russia".
Comunque una lunga serie di insuccessi contro i Mongoli conbinata con tensioni interne ed all'intervento esterno portano allo sfaldamento del principato. Con la fine della dinastia degli Mstislavich alla metà del XIV secolo la Galizia-Volinia cessa di esistere. La Polonia conquista la Galizia mentre la Lituania si prende la Volinia incluso Kiev. I governanti Lituani vengono da allora elencati come sovrani del Rus'.

Sovrani di Kiev (Gran Principe di Kiev)

(gli anni tra parentesi indicano gli anni di regno)
- Askold e Dir (? - 879)
- Oleg ( 879 – 913) (reggente)
- Igor ( 913 – 945)
- Olga ( 945 – 964) (reggente)
- Svjatoslav I (964 – 972)
- Yaropolk (972 - 980)
- Vladimir I (980 - 1015)
- Sviatopolk I (1015 - 1019)
- Yaroslav (1019 – 1054)
- Iziaslav I (1054 - 1073)
- Sviatoslav II (1073 - 1076)
- Iziaslav I (1076 - 1078) secondo periodo di regno
- Vsevolod (1078 - 1093)
- Sviatopolk II) (1093 - 1113)
- Vladimir II (1113 – 1125)
- Mstislav I (1125 – 1132)
- Yaropolk II (1132 - 1139)
- Vesevolod II (1139 - 1146)
- Iziaslav II (1146 - 1154)
- Yuri Dolgoruki (1154 - 1157)
- Iziaslav III (1157 - 1159)
- Rostislav (1159 - 1167)
- Mstislav II (1167 - 1169)

Principi di Vladimir


- Andrea Bogoyubsky (1168 - 1174)
- Vsevolod III (1176 - 1212)
- Yuri II (1212 - 1216)
- Costantino (1216 - 1218)
- Yuri II (1218 - 1238) secondo periodo di regno
- Yaroslav II (1238 - 1246)
- Sviatoslav III (1246 - 1248)
- Mikhail Yaroslavich (1248-1249)
- Andrea II (1249 - 1252)
- Alexander Nevsky (1252 - 1263)
- Yaroslav III (1264 - 1271)
- Vassili (1272 - 1277)
- Dimitri I (1277 - 1281)
- Andrea III (1281 - 1283)
- Daniele (1283 - 1303) Principe di Mosca Categoria:Storia della Russia ja:キエフ大公国 ko:키예프 공국

Moscovia

Moscovia è lo stato che si forma in Russia nel XIII secolo dopo la disgregazione del Rus' di Kiev nel XII secolo.

Nascita della Moscovia

Quando i mongoli invadono le terre del Rus' di Kiev, Mosca è solo un insignificante avamposto commerciale appartenente al Principato di Vladimir-Suzdal. La posizione remota in una regione di foreste offre una certa protezione nei confronti dell'attacco e dell'occupazione da parte degli invasori mentre l'abbondanza di fiumi garantisce i collegamenti con il Mar Baltico a nord e con il Mar Nero nella regione del Caucaso.
Caucaso Ancora più importanti della posizione geografica, per la trasformazione di Mosca in stato della Moscovia è il ruolo giocato da numerosi suoi principi che furono ambiziosi, determinati e fortunati.
Il primo a fregiarsi del titolo di Principe di Mosca è Daniel Aleksandrovich, figlio di Alexander Nevsky che porta così sul trono una linea di quella dinastia Rurik che ha governato il Rus' di Kiev dalla sua fondazione. Suo figlio , Ivan I, conosciuto come Ivan Kalita ( Ivan borsellino), ottiene il titolo di Gran Principe di Vladimir dagli occupanti mongoli. Egli coopera strettamente con loro nella raccolta di tasse e tributi dagli altri principati russi. Questa politica permette ad Ivan di aumentare l'influenza nella regione soprattutto nei confronti della principale rivale del momento: la citta di Tver, a nord di Mosca. Nel 1327 il metropolita ortodosso trasferisce la sua residenza da Vladimir a Mosca aumentando così ulteriormente il prestigio del nuovo principato.
Nel XIV secolo i principi di Mosca sono ormai abbastanza potenti per tentare ad opporsi ai Tartari, travagliati dalla guerra civile, e li sconfiggono nel 1380 a Kulikovo. Malgrado una ripresa della potenza tartara che giungono a saccheggiare Mosca a partire da questo momento il principato di Mosca, si trasforma fino a divenire un grande stato, espandendosi lentamente, a partire dal XV secolo, sempre più ad est in Asia.

Espansione della Moscovia

Nel corso del XV secolo i gran principi di Mosca iniziano la riunificazione sotto di se tutte le terre russe che crescono in popolazione e ricchezza sotto il loro governo. Il maggior artefice di questa politica fu Ivan III ,detto il Grande, che regna dal 1462 al 1505. Ivan III conquista Novgorod, nel 1478, e Tver, nel 1485.
La Moscovia conquista la piena sovranità sulla Russia tra il 1480, quando cessa ufficialmente la sovranità del Canato dell'Orda d'Oro , e l'inizio del XVI secolo. Per eredità Ivan ottiene parte della provincia di Ryazan ed i principi di Rostov e Yaroslavl si sottomettono volontariamente. Solo la città di Tver, nel nord-ovest rimane ancora indipendente e viene conquistata poi da Vassili III, figlio di Ivan.
Ivan ha nella Lituania un potente avversario per quanto riguarda il controllo dei principati un tempo facenti parte del Rus' di Kiev nel bacino dell'alto Dnepr e del Donetz. Grazie alla defezione di alcuni principi e dopo schermaglie di frontiera ed una inconcludente guerra con la Lituania, che termina nel 1503, Ivan riesce a spingere verso ovest la sua influenza.
Alla sua morte lascia una Moscovia tre volte più estesa che al momento della sua salita al trono.
Ivan III si ispira al mito della "Terza Roma", secondo il quale, caduta la "Seconda Roma" (cioè Costantinopoli) in mano ai Turchi (1453), l'eredità ideale, politica e religiosa dell'Impero d'Oriente dev'essere raccolta dai principi di Mosca.
L'espansione territoriale continua per opera di Ivan IV il Terribile (1533-1584).
Ivan IV e i suoi successori assumono il titolo di Zar, ossia di "Cesare". Il riferimento a Costantinopoli e alla civiltà romana serve a consolidare il prestigio di Mosca, che comincia ad esercitare in Russia la stessa azione unificatrice svolta in Occidente dalle grandi monarchie. Anche le forze che ostacolano questo nuovo processo sono simili: in Occidente i re devono combattere contro i grandi feudatari; in Oriente gli zar dovono sottomettere i nobili boiari e i piccoli principi, ossia i signori locali, già indipendenti, che erano stati progressivamente subordinati al potere di Mosca, ma che pretendono di limitare l'autorità degli zar.

Evoluzione del concetto di autocrazia

Il consolidamento interno corrisponde all'espansione verso l'esterno dello stato. Nel XV secolo i governanti della Moscovia considerano tutto il territorio della Russia come loro proprietà collettiva. Svariati principi semi-indipendenti vantano ancora il controllo di spcifici territori ma Ivan III forza i principi di mimor importanza a riconoscere il Gran Principe di Mosca ed i suoi discendenti come indiscussi governanti con il completo controllo sulle questioni militari, giuridiche e di affari esteri.
Gradualmente il signore di Mosca emerge come un potente, autocratico governante, uno zar. Nell'assumere tale titolo il principe di Mosca sottolinea che egli è un governante supremo, o imperatore, alla pari con l'imperatore bizantino ed il khan mongolo.
In effetti dopo il matrimonio di Ivan III con Sophia Paleologo, nipote dell'ultimo imperatore bizantino la corte di Mosca adotta linguaggio, rituali, titoli ed emblemi di stile bizantino come ad esempio l'aquila bicipite.
Si inizia persino a riferirsi alla città di Costantinopoli come a Tzargrad ed indicando come obiettivo il suo ritorno alla cristianità.
Inizialmente il termine autotocrate ha il solo significato letterale di sovrano indipendente ma durante il regno di Ivan IV assume il generico significato di governante. Ivan IV si incorona con il titolo di zar e quindi viene riconosciuto, almeno dalla chiesa Ortodossa come imperatore.
Un monaco ortodosso predica che essendo ormai Costantinopoli in possesso dell'Impero Ottomano lo zar di Moscovia è il solo legittimo sovrano ortodosso e Mosca è la Terza Roma succedendo così a Roma e Costantinopoli come centro della cristianità.

Organizzazione dello stato

In Russia, però, non esiste una classe borghese paragonabile qualitativamente e quantitativamente alla borghesia occidentale, perciò gli zar trovano la base del loro potere non nella borghesia, ma nella cosiddetta gente di servizio, i cui componenti forniscono la loro opera come ufficiali dell'esercito, partecipano alla Duma (una specie di parlamento consultivo) e svolgono molteplici funzioni statali. Come contropartita, la gente di servizio riceve terre in possesso condizionato (pomestje), che non può vendere né trasmettere in eredità, ed esercita sui contadini dipendenti un'autorità sempre più completa ed estesa, destinata a trasformarsi in una vera e propria sovranità.
I commercianti e gli artigiani delle città sono obbligati ad iscriversi alle rispettive corporazioni, fatto che comporta per essi l'impegno a svolgere determinati compiti nel campo amministrativo e finanziario. Tutta la popolazione è ripartita in classi, ciascuna delle quali ha verso lo Stato obblighi specifici e particolari.
Malgrado tutto, nel XVI secolo, come entità statale unitaria, la Moscovia, è ancora più un'ipotesi che una realtà, e anzi all'inizio del XVII secolo, durante la fase storica detta periodo dei torbidi, esso è temporaneamente sopraffatta dagli intrighi dei boiari e dei piccoli principi, dalle ribellioni delle masse contadine, dai tentativi polacchi di penetrare nel territorio russo e di impadronirsi della stessa corona moscovita.

L'era dei torbidi

Ad Ivan IV succede il figlio Fedor, mentalmente instabile. Il potere è, in realtà, nelle mani del cognato, il boiaro Boris Godunov. L'evento di maggior importanza del regno di Fedor è l'elevazione di Mosca a patriarcato nel 1589; questo evento è il punto culminante nel processo di totale indipendenza della Chiesa Ortodossa Russa.
Nel 1598 Fedor muore senza lasciare eredi ponendo così termine alla dinastia dei Rurik. Boris Godunov allora convoca un zemskiy sobor, un'assemblea di boiari, religiosi e borghesi che lo proclama Zar benché varie fazioni si rifiutino di riconoscere tale decisione.
Tra il 1601 ed il 1603 la Moscovia è colpita da una grave carestia che provoca notevoli sconvolgimenti interni; approfittando dei quali un uomo che afferma di essere Dimitri, il figlio di Ivan IV morto nel 1591, avanza le sue pretese al trono. Questo pretendente, che è ricordato come il Falso Dimitri I, ottiene l'appoggio della Polonia e marcia su Mosca raccogliendo seguaci tra i boiari dissidenti.
Gli storici hanno a lungo speculato su come Godunov avrebbe potuto superare questa crisi in quanto la sua morte, avvenuta nel 1605, non gli permise di eseguire nessuna azione. Come risultato il Falso Dimitri I entra in Mosca ed è incoronato Zar lo stesso anno, dopo aver fatto uccidere Fedor II, figlio di Godunov
Immediatamente dopo questi fatti la Moscovia entra in un periodo di caos conosciuto come l'era dei tordibi. La guerra civile che si scatena per il controllo del trono, tra le varie fazioni dei boiari, è aggravata dalle interferenze di Polonia e Svezia e dal diffuso malcontento popolare.
Il Falso Dmitriy I e la guarnigione polacca sono rovesciati ed un boiaro, Vassili Shuyshiy, viene proclamato Zar nel 1606. Il nuovo zar, per consolidare la sua posizione, si allea con la Svezia. Come risposta la Polonia si allea con un Falso Dimitri II. Questo nuovo pretendente viene proclamato zar ed i polacchi occupano nuovamente Mosca. La presenza polacca porta ad un risorgere del nazionalismo tra i russi ed un nuovo esercito finanziato dai mercanti del nord e benedetto dalla chiesa ortodossa scaccia i polacchi. Nel 1609 la Polonia interviene ufficialmente (la precedente invasione era stata condotta con un esercito privato) e nel 1610 i boiari firmano un trattato di pace con cui riconoscono Ladislao, figlio del re di Polonia Sigismondo Vasa come zar. Le fazioni che si oppongono vengono sconfitte dell'esercito polacco nella battaglia di Kluszyn.
Nel 1612 i polacchi sono infine respinti definitivamente anche se riescono a mantenere alcuni territori compresa Smolensk. Nel 1613 una nuova assemblea proclama zar il boiaro Michele Romanov dando inizio ai 300 anni di regno di questa famiglia.

Avvento dei Romanov

Nel 1613 sale al trono Michele Romanov, iniziatore della dinastia che reggerà la Russia sino alla rivoluzione del 1917.
Il primo obiettivo della nuova dinastia è il ristabilimento dell'ordine interno. Fortunatamente per la Moscovia i suoi maggiori nemici: Polonia e Svezia, sono impegnati in un aspro conflitto tra loro cosa che le permette di sottoscrivere la pace con la Svezia nel 1617 e di raggiungere una tregua con la Polonia nel 1619.
Dopo un infruttuoso tentativo di riconquistare la città di Smolensk, nel 1632, nel 1634 la Moscovia firma la pace con la Polonia. Il re polacco Wladislaw IV, il cui padre e predecessore Sigismondo III era stato eletto zar dai boiari russi durante il periodo dei torbidi, rinuncia a tutti i diritti ed la titolo in cambio della pace.
I primi Romanov sono governanti deboli. Sotto Michele gli affari dello stato sono in mano al padre dello zar, Filarete Romanov, che nel 1619 diviene patriarca della Chiesa Ortodossa Russa. In seguito suo figlio Alessio si appoggia al boiaro Boris Morozov per governare. Questi abusa della sua posizione facendosi appoggiare dal popolino e nel 1648 Alessio lo allontana in seguito ad una sollevazione della popolazione di Mosca.

La nascita dell'aristocrazia statale

Il principio dell'autocrazia sopravvive al periodo dei torbidi ed al debole governo degli zar corrotti solo in forza della burocrazia del governo centrale. I funzionari governativi continuano a servire a prescindere dalla legittimazione del governante o da quale fazione di boiari controlli il trono. Nel corso del XVII secolo la burocrazia si espande drammaticamente. Il numero di dipartimenti governativi (prikazy) aumenta dai ventidue del 1613 agli ottanta della metà del secolo. Benché questo generi sovrapposizioni di potere e conflitti di giurisdizione, il potere centrale, attraverso i governatori provinciali, riesce comunque a controllare i vari gruppi sociali, il commercio, la produzione manifatturiera e spesso anche la Chiesa.

Il codice del 1649 e l'introduzione della servitù della gleba

Il codice civile e penale introdotto nel 1649 è un buon esempio dell'aumentato controllo che lo stato possiede sulla società russa.
Nel secolo precedente si è progressivamente ridotta la possibilità per i contadini di passare da un signore ad un altro, il codice del 1649 ufficializza il vincolo dei contadini alla terra. Con questo atto lo stato sanziona la servitù della gleba rendendo reato il lasciare le terre del proprio signore. I nobili esercitano un controllo totale sui contadini che possono essere acquistati, venduti o ipotecati. I contadini vivono organizzati in comunità responsabili, verso il signore delle terre, del pagamento delle tasse e degli altri servizi.
Anche le classi medie urbane composte da mercanti ed artigiani, sono sottoposte a tassazione ed anche i loro membri non possono liberamente cambiare residenza. Tutti gli strati della popolazione vengono assoggettati al servizio militare ed al pagamento delle tasse straordinarie. Vincolando la maggior parte della popolazione della Moscovia al domicilio il codice del 1649 subordina il popolo agli interessi dello stato.
Sotto i Romanov non si manifestano più crisi gravi come quella del periodo dei torbidi. Il potere degli zar riesce ad aver ragione della piccola nobiltà e delle jacqueries (sollevazioni contadine) contadine ed estende verso sud la propria sfera di influenza.

Prima Guerra del Nord

Nel 1653 la debolezza ed il disordine in cui si trova la Polonia a causa della guerra contro i cosacchi convincono Alessio che è giunto il tempo di recuperare i territori russi in mano ai polacchi ormai da secoli. Il 1 ottobre 1653 una assemblea nazionale si riunisce a Mosca per sanzionare la guerra e nell'aprile 1654 l'esercito è benedetto da Nikon (ora patriarca di tutta la Chiesa Ortodossa Russa). La campagna del 1654 è un trionfo initerrotto e numerose città compresa l'importante fortezza di Smolensk cadono nelle mani dei russi.
Durante la guerra l'atman ukraino Bodman Khmelnitsky chiede allo zar aiuto e protezione contro la Polonia e firma il trattato di Pereyaslav che legherà l'Ukraina alla Russia sino al 1991.
Nel gennaio 1655 la sconfitta nella battaglia di Ochmatov arresta l'avanzata russa me nell'estate dello stesso anno l'improvvisa entrata in guerra della Svezia guidata da Carlo X mette completamente fuori gioco la Polonia. I russi, senza trovare resistenza occupano tutto ciò che non è ancora stato occupato dagli svedesi e quando infine la Polonia accetta di negoziare la pace la richiesta minima di Alessio è l'intero Granducato di Lituania.
Fortunatamente per i polacchi lo zar di Russia ed il re di Svezia iniziano a questionare tra loro sulla divisione delle spoglie dello sconfitto ed alla fine del maggio 1656 Alessio, incitato dall'imperatore e da altri nemici della Svezia dichiara guerra a Carlo X.
La guerra contro la Svezia inizia con molte speranze che vengono però presto vanificate. Dorpat viene conquistata ma tutti i tentativi in direzione di Riga falliscono; nel medesimo tempo la Polonia si riprende e torna ad essere un nemico pericoloso come la Svezia.
Rendendosi conto dell'impossibilità di combattere su due fronti Alessio decise di cercare una composizione con la Svezia. Con la pace di Kardis (2 luglio 1661) la Russia rinuncia a tutte le conquiste effettuate durante la guerra.
La guerra con la Polonia si trascina ancora per sei anni per concludersi con una tregua, formalmente della durata di trent'anni, a cui seguono trattative per una pace duratura.
Con la pace di Andrusovo (11 febbraio 1667) Vitebsk, Polotsk e la Livonia polacca ritornano alla Polonia ma Smolensk e Kiev rimangono in mano ai russi insieme a tutta la riva orientale del Dnepr.
Questo trattato è una realizzazione di Athanasy Orduin-Nashchokin il primo diplomatico e cancelliere russo in senso moderno che diviene primo ministro dello zar dalla caduta in disgrazia di Nikon fino al 1670 quando viene sostituito dall'egualmente abile Artamon Matvyeev la cui influenza domina gli ultimi anni del regno di Alessio I.
L'acquisto dell'Ucraina non fu tuttavia semplice per Russia, che subito deve affrontare un grande moto di ribellione (1667-1671), guidato dal cosacco Stepan Timofeevic Razin (detto Stenka).

La rivolta di Stenka

Razin suscita l'entusiasmo delle masse contadine promettendo che, eliminati i nobili, i boiari e i funzionari governativi, avrebbe fondato una comunità egualitaria, ispirata a principi libertari. Stenka è catturato e ucciso nel 1671. Il moto di Stenka, come altri analoghi precedenti e successivi, ha la sua causa oggettiva nelle condizioni intollerabili dei contadini, sottoposti a vincoli di servaggio sempre più pesanti, per i quali non vi è speranza di libertà se non nella ribellione, o nella fuga verso le regioni periferiche dell'impero dove l'autorità effettiva degli zar è quasi inesistente. Il lavoro servile, del resto, è alla base di tutte le attività produttive ed edilizie, che solo in piccola parte sono affidate a lavoratori liberi stipendiati, e sono, per lo più, svolte dai contadini dipendenti direttamente dallo stato, da reclute dell'esercito, da criminali comuni condannati ai lavori forzati.

Verso l'impero

Rispetto all'Occidente europeo, la Russia è alla fine del '600 un Paese molto arretrato, dove il popolo è troppo ignorante per concepire un coerente programma rivoluzionario, mentre le minoranze dirigenti più illuminate mirano ad importare la cultura e le tecniche dell'Occidente, ma non si preoccupano di legare il progresso produttivo e organizzativo al miglioramento delle condizioni dei servi. Sulla strada delle riforme imposte dall'alto, che sarebbe stata percorsa con successo da Pietro il Grande, si pone per prima la sorella Sofia, reggente dal 1682 decisa ad usurpare il potere. Il disegno di Sofia era però destinato ad infrangersi di fronte alla reazione del giovanissimo zar, che nel 1689 la costringe ad abbandonare la reggenza e a ritirarsi in convento.
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Principi di Mosca

(fino al 1598; da Ivan IV Zar; tra parentesi gli anni di regno)
- Daniele(ca 1280 - 1303)
- Yuri(1303 - 1325)
- Ivan I( 1325 - 1340)
- Simeone(1340 - 1353)
- Ivan II(1353 - 1358)
- Dimitri (1358 - 1389)
- Vassili I (1389 - 1425)
- Vassili II(1425 - 1462)
- Ivan III (1462 - 1505)
- Vassili III(1505 1533)
- Ivan IV (1533 - 1584)
- Fedor I (1584 - 1598)
- Boris Godunov (1598 - 1605)
- Fedor II (1605)
- Falso Dimitri I (1605 - 1606)
- Vassili IV(1606 - 1610) ----
- Ladislao IV di Polonia (1610 - 1613) ----

I primi Romanov


- Michele III (1613 - 1645)
- Alessio I (1645 - 1676)
- Fedor III(1676 - 1882)
- Ivan V(1682 - 1689) (insieme al fratello Pietro I) Categoria:Storia della Russia ja:モスクワ大公国 ko:모스크바 대공국

Sigismund von Herberstein

Sigismund von Herberstein, diplomatico e scrittore austriaco (nato a Vipacco, Carniola, nel 1486 - e morto a Vienna 1566). Fu ambasciatore di Massimiliano I e poi di Carlo V in Danimarca, in Polonia, in Russia, nei Paesi Bassi, in Boemia e in Germania. Pubblicò nel 1549 una relazione (Rerum moscovitarum commentarii) e le sarte della Russia che appaiono in questa opera sono fra le più antiche di questo paese.

Porpora

Il colore porpora, o rosso porpora, è un colore della famiglia dei rossi dalle origini antiche e dai vasti significati.

Storia

In antichità il pigmento che dava origine al colore porpora veniva ricavato dall'essiccazione di alcuni molluschi del genere "trunculus" e "murx brandaris". I molluschi venivano tritati e lasciati essiccare al sole per tre giorni, dopodichè il ricavato veniva fatto bollire per 10 giorni in vasi di piombo. Un lavoro titanico: occorrevano circa 12.000 conchiglie per estrarre qualche paio di grammi di colore. Non è una sorpresa che le popolazioni dell'epoca considerassero la porpora un bene di lusso. I primi ad utilizzare questo metodo per la creazione del pigmento porpora furono gli abitanti di un paesino siriano di nome Ugarit, ma ad usufruirne al meglio furono i Fenici, una popolazione del Libano, che ricavarono dall'esportazione della porpora un gran vantaggio economico ed una notevole fama. Le civiltà che commerciavano con i Fenici utilizzavano la porpora per creare capi d'abbigliamento pregiati ed esclusivi tendaggi per le proprie abitazioni. I romani, in primis, utilizzarono la porpora come simbolo del potere fregiando di drappi rossi i senatori e vestendo l'imperatore di tuniche interamente tinte di questo colore.

Psicologia

Per la scienza psicologica moderna il colore porpora rappresenta l'urgenza di esprimersi. E' infatti il colore usato maggiormante. Categoria:Colori

Armata Bianca

Armata Bianca è il nome che fu dato all'esercito contro-rivoluzionario che combatté contro l'Armata Rossa bolscevica, nella Guerra Civile Russa dal 1918 al 1921. Il nucleo di ufficiali di questo esercito, la Guardia Bianca, erano monarchici. L'Armata Bianca era appoggiata da rappresentanti di molti altri movimenti politici: democratici, socialisti rivoluzionari, a altri che si opposero alla Rivoluzione d'ottobre. Il grosso della truppa era costituito sia da oppositori attivi dei Bolscevichi, come i cosacchi, che da contadini apolitici che furono semplicemente arruolati al suo interno.

Voci correlate


- Russi Bianchi (guerra civile russa) categoria:Storia della Russia ja:白軍

Armata Rossa

]] Armata Rossa è il nome dato alle forze armate dell'Unione Sovietica dopo la disintegrazione delle forze zariste nel 1917. L'aggettivo "Rossa" fa riferimento al sangue versato dalla classe operaia per la conquista della libertà. L'Armata Rossa dei lavoratori e dei contadini fu fondata su decreto del Consiglio dei Commissari del Popolo nel 1918. Leon Trotsky, il commissario per la guerra dell'Unione Sovietica dal 1918 al 1924 è spesso considerato come il suo fondatore. Al suo massimo, durante la Seconda Guerra Mondiale, l'Armata Rossa contava 11 milioni tra ufficiali e soldati. Dopo la vittoria sulla Germania Nazista il numero fu ridotto a circa 3 milioni. Nel 1946 il termine Rossa fu rimosso dal nome delle Forze Armate Sovietiche, anche se restò nell'uso comune. categoria:storia della Russia categoria:storia contemporanea europea categoria:storia contemporanea asiatica ja:赤軍 ko:붉은 군대

Lingua lettone

Il lettone è, assieme al lituano, una lingua appartamente al ramo baltico della famiglia indoeuropea. Lingua nazionale della Repubblica di Lettonia, è parlato da circa due milioni di persone. La morfologia è semplificata rispetto a quella del lituano: mancano neutro e duale, i casi della declinazione si riducono in sostanza a cinque; vi è ancora una ricca coniugazione, ma parecchi tempi sono rappresentati da un'unica forma invariabile. Il lessico è analogo, ma non identico, a quello lituano e le radici non sempre coincidono.

Letteratura

Nonostante il ricco materiale popolare (ballate, canzoni, proverbi), risalga in certi casi a una remota antichità, la letteratura lettone è piuttosto recente come quella estone. La prima pubblicazione, un catechismo, è del 1585. Ma non si può parlare di vera e propria letteratura fino alla seconda metà del '700, allorché i due Stenders, padre e figlio, utilizzarono il lettone per la poesia e il teatro. Il loro esempio fu seguito da altri autori, al cui fervore si oppose la censura zarista. Tra il 1860 e il 1890, col sorgere della coscienza nazionale, esplose il movimento letterario. Fu in questo periodo che Andrejs Pumpurs diede alla Lettonia il suo poema epico nazionale, il Lāčplēsis.

Lessico fondamentale


- Uomo Vīrietis
- Donna Sieviete
- Padre Tēvs
- Madre Māte (parentela con Mater in latino evidente)
- Cielo Debesis
- Terra Zeme
- Sole Saule
- Luna Mēness
- Acqua Ūdens
- Albero Koks

Alfabeto

L'ortografia lettone non ha una sua precisa fisionomia fino a tutto il XIX secolo, in quanto si preferisce utilizzare i sistemi ortografici tedeschi e polacchi per rendere i suoni della piccola lingua baltica. Il moderno alfabeto nasce, in sostituzione dei caratteri gotici in uso da secoli, soltanto con l'indipendenza della Lettonia, nel 1921. Una seconda e definitiva riforma ortografica viene fatta solo a metà degli anni '30 da Jānis Endzelīns e Karl Mühlenbach. Il moderno alfabeto lettone è mirabilmente preciso. Sua caratteristica principale è una ricca serie di consonanti palatilizzate, segnate con una virgola (o una cediglia) sotto il corpo della lettera. Altra particolarità, è la distinzione tra vocali brevi e lunghe, queste ultime contraddistinte da un macron.

Vocali

Vocali del lettone sono le cinque regolari: a e i o u. La loro pronuncia è la medesima dell'italiano, tranne per o che suona un po' dittongata (quasi fosse uo). Le rimanenti quattro vocali, possono essere sia lunghe che brevi. Nella forma lunga vengono distinte da un macron: ā ē ī ō ū.

Dittonghi

Il lettone ha sei dittonghi, che si pronunciano come i relativi accumuli vocalici: ai au ei ie ui iu. Tutti i dittonghi hanno intonazione discendente, cadendo l'accento sul primo elemento del dittongo. Questa è la ragione per cui ie e ui si pronunciano sempre con i ed u toniche, come in "mie" e "lui".

Consonanti

Il consonantismo lettone non diverge molto da quello slavo. Ci sono innanzitutto, comuni alla maggior parte delle lingue slave e baltiche, le tre lettere č š ž, le quali, contrassegnate dall'accento dolce, equivalgono rispettivamente ai gruppi c(i) e sc(i) dell'italiano e alla j francese. Naturalmente, c senza diacritici è una z aspra [ts]. Caratteristiche del lettone sono le cinque consonanti palatilizzate ģ ķ ļ ņ ŗ, segnate nella grafia con una virgola o una cedilla posta sotto il corpo della lettera (o sopra, per motivi tipografici, nel caso della ģ minuscola). Si pronunciano come le equivalenti g k l n r, ma seguite nella pronuncia da una subitanea [j] semiconsonante. In particolare, ģ e ķ si leggono come le iniziali delle parole italiane "chiesa" e "ghiaia", ma se possibile ancora più schiacciate; ļ è equivalente alla gl(i) italiana; ņ alla gn italiana; infine ŗ, ormai caduta in disuso, era un suono simile alla r(i) italiana della parola "aria", ma più schiacciata ancora.

Digrammi

Vi sono infine in lettone i due digrammi dz e dž. Questi gruppi, che il lettone ha in comune con altre lingue slave e baltiche, si pronunciano rispettivamente come la z dolce e la g(i) dolce italiane.

Accento

L'accento in lettone cade sempre sulla prima sillaba. Lettone Categoria:Lettonia ja:ラトビア語

Cina

La Cina (中国/中國 Zhōngguó, letteralmente «Paese di Mezzo») è uno stato dell'Asia Orientale (9.596.960 km²,1.350.000.000 abitanti, capitale Pechino). Confina a nord con Russia, Mongolia, Corea del Nord, a est con il Mar Cinese orientale, il Mar Cinese occidentale ed il Mar del Giappone, a sud con il Vietnam, la Birmania, il Laos, il Bhutan e il Nepal, a ovest con l'India, il Pakistan, il Kazakistan, il Tagikistan e il Khirghizistan. La lingua ufficiale è il Cinese mandarino, che però presenta vari dialetti importanti, come lo Yue (Canton e provincia), il Wu (Shanghai), il Minbei (Fuzhou), il Minnan (Taiwan): oltre a questi, altri dialetti sono lo Hakka, il Gan, lo Xiang. Sopravvivono anche alcuni linguaggi Miao nelle zone abitate da questa minoranza.

Storia

La Cina è stata abitata dall'uomo fin da tempi antichissimi: si sono trovate prove di insediamenti umani in cina risalenti al Pleistocene medio, circa 500.000 anni fa: i resti umani ritrovati sono stati classificati come specie ominide a sé, il Sinanthropus pekinensis o uomo di Pechino. Ulteriori studi su altri siti preistorici indicano che intorno a 10.000 anni fa la società cinese era prevalentemente a struttura matriarcale, ma che a partire da circa 5.000 anni prima di Cristo si era già sviluppata una società patriarcale che praticava l'agricoltura e l'artigianato. Di questo periodo non restano documenti scritti, ma solo miti e leggende tramandate oralmente: le tre grandi figure di questi miti sono Huang Di, l'Imperatore Giallo, il primo a unificare la Cina, Lei Zu, sua moglie, che introdusse la coltivazione del baco da seta, e il Grande Yu che introdusse l'uso delle armi di bronzo. Successivamente una serie di dinastie regna sulla Cina, che però è costantemente scossa da lotte intestine: l'unificazione definitiva si ha soltanto nel 221 a.c., con la fondazione della dinastia Qin. Da questo momento in poi la storia della Cina si identifica dapprima con l'impero Han, in seguito con le varie dinastie ufficiali, fino allo scoppio della Guerra dell'oppio fra Cina e Inghilterra, che apre il periodo delle concessioni agli stranieri. Dopo un secolo di rivolte e turbolenze, sedate solo con l'aiuto esterno di potenze straniere europee e poi del Giappone da una autorità imperiale sempre più debole, nel 1949 Mao Zedong proclama la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, unificando nuovamente il paese e dandogli l'assetto geopolitico che, in linea di massima, conserva ancora oggi.

La prima unificazione

La prima dinastia nota di imperatori cinesi è la dinastia Xia夏, in parte leggendaria, fondata dal Grande Yu che lasciò il trono al figlio Qi e ai suoi discendenti, approssimativamente nel 2200 a.c.: l'ultimo Xia fu Jie, che venne detronizzato dai fondatori della successiva dinastia Shang商 nel 1766 a.c. Durante la dinastia Shang (o Yin, dal nome della nuova capitale eretta da Pangeng) nascono i primi pittogrammi, incisioni su dorsi di tartaruga a scopo augurale e divinatorio, che in seguito divennero gli ideogrammi della scrittura cinese: questa venne poi codificata durante il regno della dinastia successiva, gli Zhou周, che regnarono dal 1122 al 770 a.c. In questo periodo l'impero è sempre più diviso e iniziano le prime lotte fra province, una tendenza che si accentua durante il successivo periodo Chunqiu春秋 (delle primavere e degli autunni, 770 - 476 a.c.), che segna l'ingresso della cina nell'età del Ferro: in questo periodo nasce e insegna Confucio. Alla fine la litigiosità dei principi locali smembra l'impero e si apre il periodo Zhanguo战国, o dei Regni Combattenti, in cui la cina è frammentata in una decina di regni continuamente in lotta fra loro.

La Cina imperiale

Confucio Nel 221 a.c. il principe Qin Shihuangdi秦始皇, che regnava su quella che oggi è la provincia dello Shaanxi unifica definitivamente la Cina e fonda la prima dinastia imperiale moderna, la dinastia Qin秦, che dura solamente undici anni in tutto. In questo periodo inizia la costruzione della Grande Muraglia, vengono unificate in tutto l'impero le unità di misura e la lunghezza dell'asse dei carri. Viene codificata per la prima volta la scrittura cinese, ad opera del primo ministro Li Si, che pubblica il primo catalogo ufficiale con 3.300 caratteri. Dopo un periodo di turbolenza seguito alla morte di Qin Shihuangdi, si consolida il potere della dinastia Han, che regna per circa quattro secoli, fino al 220 d.c.: sotto gli Han 汉 si apre la via della seta e inizia il commercio con le provincie romane d'oriente. L'impero comincia ad espandersi nell'Asia continentale, mentre il confucianesimo儒家 si afferma come ideologia della classe dirigente cinese. Viene inventata la carta, nel 105 a.c. Al cadere della dinastia Han, l'impero si spezza di nuovo in tre stati (periodo dei Tre Regni, 220-265)三国: regno Wei魏 a nord, regno Shu 蜀 nell'attuale provincia del Sichuan, regno Wu 吴 a sud. la divisione viene favorita dall'introduzione in Cina del Buddismo. Segue la dinastia Jin denominata "occidentale" nel periodo tra il 265 e il 316, durante la quale si verifica una riunificazione per un breve periodo, e "orientale" nel periodo tra il 317 e il 420 che vede Nanchino come capitale; dal 420 al 589 circa la Cina resta divisa tra le dinastie del Nord e del Sud, una nuova riunificazione avviene sotto la Dinastia Sui (581 - 618) durante la quale la capitale diventa Xi'an; succede la Dinastia Tang dal 618 al 907; mentre il periodo dal 907 al 960, detto "delle Cinque Dinastie e Dieci Regni", porta alla Dinastia Song dal 960 al 1279. Il periodo successivo è segnato dall'influenza dell'impero mongolo, sotto la dinastia Yuan dal 1279 al 1366, all'inizio del quale risalgono i viaggi di Marco Polo in Cina, segue la dinastia Ming dal 1368 al 1644 e la Dinastia Qing dal 1644 al 1911.

Geografia

Geografia fisica

1911 La Cina è il terzo paese del mondo per estensione (dopo Russia e Canada); di conseguenza offre una grande varietà di climi e paesaggi. Il territorio è a maggioranza montagnoso, anche se il paese ha 14.500 km di coste, essendo bagnato a sud e a est dall'Oceano_Pacifico. Ad est, lungo le coste del Mar Giallo e del Mar Cinese Orientale, si estendono vaste piane alluvionali molto densamente popolate; le coste del Mar Cinese Occidentale sono più montagnose e la Cina meridionale è dominata da vallonamenti e catene montuose di scarsa altitudine. Nel centro-est si trovano i delta dei due fiumi principali della Cina: il fiume Giallo (Huang He) e il fiume Lungo (Chang Jiang o Yangtze). L'ovest è dominato da importanti catene montuose, in particolare l'Himalaya con la sua vetta pi&ù alta, il monte Everest, ma anche da altipiani dal paesaggio molto arido (deserti del Takla Makan e del Gobi). Il sud è diviso tra l'altopiano dello Yunnan-Guizhou, con un'altitudine