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Bologna

Bologna

Bologna (Bulåggna in bolognese) è un comune di 369.955 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia nonché della regione Emilia-Romagna. Antichissima città universitaria, ancora oggi è meta di moltissimi studenti che le conferiscono una ricchezza culturale e di idee nuove ed alternative, invidiabile per molte città del mondo. Famosa anche per le sue torri. Grande nodo ferroviario, con le due stazioni principali seguenti:
- Bologna Centrale (stazione viaggiatori di passaggio),
- Bologna San Donato (scalo di smistamento di testa, situato nel nord-est della città alla cintura ferroviaria merci).

Geografia

Bologna è situata in zona pianeggiante e collinare presso lo sbocco della valle del Reno.
Il territorio provinciale si estende dai margini meridionali della Pianura Padana ai monti degli Appennino tosco-emiliano, spaziando dai 54 m s.l.m. del centro città, ai 300 m s.l.m. di Sabbiuno e del Colle della Guardia (sempre in territorio comunale) ai 1945 m s.l.m. del Corno alle Scale. Il comune si suddivide amministrativamente in nove circoscrizioni di decentramento, a cui lo statuto attribuisce il nome di "quartieri": Borgo Panigale, San Donato, San Vitale, Sàvena, Navile, Porto, Saragozza, Santo Stefano, Reno. Il quartiere Navile corrisponde a parte del quartiere Lame e ai quartieri Corticella e Bolognina della suddivisione amministrativa precedente alla revisione statutaria, il quartiere Saragozza corrisponde all'ex quartiere Costa-Saragozza, il quartiere Reno agli ex quartieri Barca e Santa Viola, il quartiere Porto agli ex quartieri Marconi e Saffi e a parte dell'ex quartiere Lame, il quartiere Savena agli ex quartieri San Ruffillo, Murri e Mazzini.

Clima

Bologna presenta un clima continentale. Gli inverni sono rigidi e non mancano le precipitazioni nevose. Le estati calde e particolarmente afose a causa dell'umidità dell'aria. Le mezze stagioni sono miti e molto piovose.

Storia

circoscrizioni di decentramento La zona di Bologna risulta abitata fin dal IX secolo AC, come risulta dagli scavi effettuati a partire da metà '800 nella vicina Villanova, frazione di Castenaso. In questo periodo, e fino al VI secolo AC, l'insediamento appartiene alla fase indicata appunto come villanoviana ed è sparso in vari nuclei. Nel VII-VI secolo AC abbiamo testimonianze di un'apertura ai modelli artistici della vicina Etruria: anche la composizione etnica della popolazione cambia, passando dagli umbri agli Etruschi che la battezzarono Felsina. Successivamente (V-IV secolo AC), con la discesa dei Galli nella penisola gli Etruschi vengono progressivamente messi in minoranza, e il dominio gallico sulla zona durerà fino al 196 AC, anno in cui i Galli Boi vengono scacciati dai Romani. Nel 189 AC questi ultimi fondarono sul sito una colonia di diritto latino a cui diedero il nome di Bononia. Bononia Dopo la caduta dell'Impero, fu soggetta ad Odoacre, a Teodorico (493-526), a Bisanzio e infine, nel 727, ai Longobardi, nella cui ottica era solo un centro militare. Nel 774 la città capitola davanti a Carlo Magno, che la consegna al papa Adriano I. Ripopolatasi nel X secolo, Bologna inizia a nutrire aspirazioni comunali, che riuscirà ad affermare alla morte di Matilde di Canossa, nel 1115, ottenendo l'anno successivo una serie di concessioni giurisdizionali ed economiche dall'imperatore Enrico V. Il comune partecipò alla lotta contro il Barbarossa, conclusasi con la pace di Costanza nel 1183, dopo la quale conobbe una forte espansione, anche edilizia (periodo delle case-torri): fu uno dei principali centri di scambio commerciale grazie a canali che permettevano il transito di grandi quantità di merci. Il complesso sistema di approvvigionamento idrico di cui era dotata la città, mediante una sviluppata rete di canali tra le più avanzate in Europa, si riforniva d'acqua dai torrenti Savena e Aposa e dal fiume Reno. Questa energia idraulica serviva ad alimentare numerosi mulini per la fiorentissima industria tessile serica e per il trasporto di merci. Dei canali di Bologna (ora quasi tutti interrati) rimangono oggi tracce nella toponomastica. Nel 1088 fu fondata a Bologna quella che è riconosciuta come la prima università del mondo occidentale (Alma mater studiorum). Nel XIII secolo, Bologna fu coinvolta nelle lotte tra guelfi e ghibellini, con alterne fortune. Ad esempio: se, nel 1249, i bolognesi riuscirono addirittura a catturare Re Enzo, figlio di Federico II del Sacro Romano Impero; nel 1275, invece, dopo un tentativo, fallito, della guelfa Bologna di attaccare la ghibellina Forlì, le truppe ghibelline di Guido da Montefeltro, di Maghinardo Pagani e di Teodorico degli Ordelaffi, misero in fuga i bolognesi presso il fiume Senio, al ponte di San Procolo. La rotta fu tanto grave che il carroccio dei bolognesi venne portato in trionfo a Forlì. Forlì Nel 1337 ha inizio la signoria dei Pepoli, definita da alcuni studiosi una "criptosignoria" perché la famiglia cerca di governare ponendosi come primi tra pari piuttosto che come veri e propri signori della città. La signoria presenta forti elementi di continuità col passato, e resisterà fino al 28 marzo 1401 quando diventeranno signori di Bologna i Bentivoglio. Nel 1500 passa allo Stato Pontificio fino al 1796 quando arrivano a Bologna le truppe francesi ma, dopo il Congresso di Vienna (1815) la città ritorna alla Chiesa. Vi si stabiliranno gli Austriaci, per essere poi annessa al Regno d'Italia nel 1860. 1860 Gravemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale, protagonista nella resistenza, dal dopoguerra la città è stata sempre un baluardo e fiore all'occhiello delle amministrazioni di sinistra (da cui l'appellativo Bologna la rossa). Bologna è stata fra le prime a sperimentare il concetto di trasporto pubblico gratuito e a istituire una rete civica con la fornitura di connessione Internet gratuita per i cittadini. Durante l'amministrazione di Renato Zangheri, il 2 agosto 1980 alle ore 10.25 una bomba esplose alla stazione centrale di Bologna causando 85 morti, per quella che passerà alla storia come Strage di Bologna. Nel 1999, con grande sorpesa, il centro sinistra perse le elezioni comunali a favore della coalizione di Giorgio Guazzaloca, ma dal 2004 il governo della città è di nuovo nelle mani del centro sinistra con Sergio Cofferati.

Monumenti e luoghi di interesse

Sergio Cofferati

I portici, le mura e l'architettura

Sergio Cofferati Bologna è la città dei portici. Li si trova in quasi tutte le vie del centro e la loro origine è da attribuirsi alla forte espansione che ebbe la città nel tardo medioevo, quando la città e la fiorente università divennero un polo ambito per studiosi e letterati di tutta l'Europa, ma anche per la popolazione proveniente dalla campagna. Di qui la necessità di sfruttare al meglio gli spazi e aumentare la capienza delle case espandendo i piani superiori al piano terra, dapprima con la creazione di sporti in legno sorretti da travature, e successivamente da portici sorretti da colonne. Peraltro i portici, come anche in altre città vicinanti, costituirono anche un sistema pressoché spontaneo di camminamenti coperti, consentendo perciò di percorrere buona parte delle strade al riparo da pioggia e neve. La struttura romana della città non è più visibile dato che la fisionomia attuale del vasto centro storico si è sviluppata nel XI e XII secolo. Bologna ebbe tre cerchie di mura: la più antica era costruita in selenite e risale all'epoca di Teodorico. Queste furono distrutte per ordine di Federico Barbarossa e al loro posto vennero costruite le più ampie mura dei Torresotti (XII secolo). La terza e ultima più grande cerchia di mura risale al XIII e XIV secolo: e non ebbe mai una efficacia difensiva. Di essa - dopo il discutibile abbattimento avvenuto all’inizio del XX secolo - sono rimaste le dodici porte e alcuni piccoli tratti. Entro il tracciato di queste mura il tessuto urbano della città è rimasto in gran parte intatto: è questo che lo rende particolare, con i suoi 37 chilometri di portici.

Le torri

XX secolo Le torri gentilizie di Bologna di origine medioevale sono uno dei tratti più caratteristici della città. Nel medioevo si contavano più di 180 torri (una enormità rispetto all'estensione della città di allora). Di esse purtroppo se ne sono salvate solo diciassette. Fra le torri superstiti si possono citare la Torre Altabella (61 metri di altezza), la Torre Prendiparte (60 m), e le ben più note Torre degli Asinelli e Garisenda.
Le due torri sono i monumenti simbolo della città: la Torre degli Asinelli (alta 97 metri) e la Torre della Garisenda (in origine alta 60 metri, ora 48) edificate per volere di nobili ghibellini nel XII secolo. La più pendente delle due, la Garisenda, fu citata più volte da Dante, nella Divina Commedia (Inferno, XXXI, 136-140) e nelle Rime, a riprova del suo soggiorno a Bologna.

Le chiese

Divina Commedia In Piazza Maggiore si trova la gotica e imponente (è la quinta chiesa più grande del mondo) basilica di San Petronio (costruita fra il 1390 ed il 1659), che presenta un portale decorato da bassorilievi di Jacopo della Quercia: all'interno vi si trova una meridiana progettata da Giovanni Domenico Cassini.
Nella stessa area si trovano la fontana del Nettuno, opera del Giambologna; il Palazzo del Podestà (riedificato nel 1845); il duecentesco Palazzo di Re Enzo ed il Palazzo Comunale (XIII e XV secolo). Di notevole interesse le chiese di San Francesco (del XIII secolo, primo esempio di gotico francese in Italia, con adiacenti i monumenti funebri dei glossatori), e la chiesa di San Domenico (del XIII secolo, con la preziosa arca in cui sono conservate le spoglie del santo, realizzata da Nicola Pisano e recante statue di Michelangelo). Molto suggestivo il complesso di Santo Stefano, noto anche come "le Sette Chiese" (il nucleo originale fu edificato nel VIII secolo su un tempio pagano dedicato ad Iside; qui erano conservate fino al 2000 le spoglie di San Petronio, ora traslate nella omonima basilica). 2000 Notevoli anche la cattedrale San Pietro (ricostruita al XVII secolo); San Giacomo Maggiore (gotica, del 1263, con elegante portico rinascimentale); Santa Maria dei Servi (eretta tra il XIV ed il XVI secolo, con una Maestà di Cimabue e un suggestivo quadriportico); Santa Maria della Vita (è la chiesa del primo ospedale di Bologna, fondato nel 1260, al cui interno si trovano le preziosissime terracotte delle Marie Piangenti (il Compianto sul Cristo morto) realizzate da Niccolò dell'Arca nel 1463). Sul Colle della Guardia (a circa 300 m s.l.m. a sud-ovest del centro storico), si trova il caratteristico santuario della Madonna di San Luca (del 1723), che si raggiunge per una via porticata (del XVII e XVIII secolo) di 666 archi, che con i suoi 3,7 km pare essere il portico più lungo al mondo.

L'Archiginnasio

L'Archiginnasio di Bologna è uno dei palazzi più significativi della città: fu sede dell'antica Università, dal 1563 al 1803. Il palazzo fu costruito nel 1562 su progetto di Antonio Morandi (detto il Terribilia), ed è ricchissimo di storia e opere d'arte. Citiamo il complesso araldico murale (che si compone di più di 6000 stemmi studenteschi), ed il teatro anatomico (che risale al 1637, sala dedicata allo studio dell'anatomia a forma di anfiteatro, costruita in legno d'abete, soffitto a cassettoni, e decorata con statue). Dal 1838 è sede della Biblioteca Comunale.

Cultura

Nel 2000 Bologna è stata Capitale europea della cultura.

Musei e biblioteche

Bologna è una città dal sistema museale molto attivo ed espanso, costituito da ben 43 musei (per lo più Comunali e Universitari) sempre curati ed aggiornati e nei quali, accanto alle ricche collezioni permanenti, stazionano spesso importanti e interessanti mostre.
I pricipali musei sono: le Collezioni Comunali d'Arte, il Museo Civico Archeologico (con collezioni di epoca romana, etrusca e preistorica), il Museo Civico Medievale, la Pinacoteca Nazionale di Bologna (con opere dei Carracci, Giotto, Vitale da Bologna, Raffaello, Guido Reni, Parmigianino), il Museo Morandi, il Museo Civico d'Arte Industriale Davia Bargellini, il Museo del Patrimonio Industriale alla Fornace Galotti, la Galleria Comunale d'Arte Moderna di Bologna. L'Università ha un numero elevatissimo di propri musei e biblioteche, quasi uno per ogni facoltà, a cui si aggiungono i musei religiosi.
Fra le biblioteche si segnalano la Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio e la moderna Biblioteca Sala Borsa (inaugurata nel 2001).
Di notevole interesse è anche la Cineteca di Bologna, istituzione comunale dedicata al cinema ed alla filmografia.
Cineteca di Bologna ]] Di recente costituzione è anche l'interessante Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, che, insieme al Conservatorio Giovanni Battista Martini detiene un notevole insieme di collezioni musicali (libri, strumenti musicali, quadri).

Teatri

Il teatro è stata una forma di intrattenimento molto diffusa a Bologna fino dal Cinquecento. Il primo teatro pubblico fu il Teatro della Sala, attivo a partire dal 1547 nel Palazzo del Podestà. Una figura molto importante del teatro bolognese e italiano fu Alfredo Testoni, il commediografo autore del "Cardinale Lambertini", grande successo teatrale sin dal 1905, riproposto poi sullo schermo dall'attore bolognese Gino Cervi. Nel 1998 il Comune di Bologna ha dato vita al progetto "Bologna dei Teatri", un'associazione che riunisce le principali strutture teatrali della città. Si tratta di un circuito di teatri dall'offerta culturale variegata, che spazia dalla commedia dialettale bolognese alla danza contemporanea, ma con una strategia di comunicazione e promozione unitaria. In concreto, gli spettacoli in cartellone nei vari teatri aderenti al progetto vengono pubblicizzati settimanalmente attraverso una locandina unica. I principali teatri di Bologna sono:
- Arena del Sole, dotato di due sale, con un repertorio generalista popolare e internazionale
- Teatro Alemanni, il tempio della commedia dialettale bolognese
- Teatro delle Celebrazioni, con un cartellone dedicato ai comici e alla danza contemporanea
- Teatro Comunale di Bologna, che ospita spettacoli musicali di opera lirica e musica sinfonica
- Teatro Dehon, che offre il cartellone più ampio, come generi teatrali e durata della stagione, e ospita le produzioni della compagnia del teatro
- Teatro Duse, teatro di prosa
- Teatro Testoni, dedicato agli spettacoli per i bambini e i ragazzi Altri teatri o luoghi di spettacolo:
- Europauditorium
- Humusteater
- Teatro Manzoni, che ospita il programma di balletto organizzato dal Teatro Comunale
- Teatro Medica Palace
- Teatro del Navile
- Teatro delle Moline
- Teatro Polivalente Occupato (T.P.O.)
- Teatro San Leonardo, laboratorio permanente di ricerca e sperimentazione affidato a Leo de Berardinis
- Teatro Ridotto
- Teatri di Vita, teatro-danza contemporaneo

Università

Teatri di Vita, antica sede dell'Ateneo]] L'Alma mater studiorum - Università di Bologna è considerata la più antica università del mondo occidentale. La data della sua fondazione è stata fissata convenzionalmente nell'anno 1088 da una commissione composta, tra gli altri, da Giosuè Carducci. Attualmente conta più di 100.000 studenti (che su meno di 400.000 abitanti sono un numero considerevole) e 23 facoltà. La vita della città e quelle dall'Università sono intimamente connesse fin dal medioevo, facendole meritare l'appellativo di Bologna la dotta.

Sport

Lo sport di vertice a Bologna è la pallacanestro. Negli anni Novanta la città si è guadagnata l'appellativo di Basket City ("la città della pallacanestro") grazie alla contemporanea militanza ai vertici della Serie A1 delle due squadre bolognesi Virtus e Fortitudo. Anche il calcio, come in tutte le città italiane, è molto popolare. Il Bologna Football Club 1909, la principale squadra della città, nel corso della sua storia ha vinto 7 scudetti; tuttavia, a causa della retrocessione avvenuta nella stagione 2004/2005, attualmente milita in Serie B. Bologna ha, e ha avuto in passato, squadre di vertice in altri sport. La Fortitudo Baseball ha vinto sette campionati italiani (l'ultimo nel 2005), quattro Coppe Italia e due Coppe dei Campioni. Tra le personalità bolognesi dello sport, si ricordano la velocista Ondina Valla (la prima donna italiana a vincere un oro olimpico), il calciatore Giacomo Bulgarelli, lo sciatore Alberto Tomba, l'arbitro di calcio Pierluigi Collina, il pilota automobilistico Alex Zanardi Bologna è stata sede delle due semitappe della 1^ tappa del Giro d'Italia 1994 (22 maggio), una prova in linea vinta da Endrio Leoni ed una cronometro individuale vinta dal francese Armand De Las Cuevas.

Gastronomia

Armand De Las Cuevas La fama gastronomica di Bologna risale al medioevo: erano presenti in città potenti famiglie signorili, presso le cui corti servivano i cuochi più celebrati. Ma la tradizione gastronomica bolognese è strettamente legata all'Università: la mescolanza di numerosissimi studenti e professori di nazionalità diverse arricchì la cultura gastronomica, e rese necessaria una buona organizzazione dell'approvvigionamento alimentare. Nel trecento si contavano in città ben 150 osterie e 50 alberghi, che venivano riforniti dalle fertili campagne circostanti ma anche da lontano, per vie d'acqua (tramite i canali della città, che erano collegati al Po e di qui al mare).
Il detto Bologna la grassa va quindi a braccetto con il detto Bologna la dotta.
La cucina Bolognese (così come la cucina emiliana in genere) è nota per la sua varietà ed opulenza: i piatti tipici sono a base di carne (in particolare maiale) e pasta all'uovo. Sono particolarmente famosi i saporiti la mortadella, i tortellini, le lasagne, il ragù (tipicamente usato per condire le tagliatelle).
La leggenda racconta che i tortellini siano stati modellati sulla forma dall'ombelico di Venere. Le tagliatelle, sempre secondo la leggenda, furono create a somiglianza dei lunghi capelli biondi di Lucrezia Borgia in occasione delle sue nozze con il Duca di Ferrara, Alfonso I d'Este. L'Accademia Italiana della Cucina e l'associazione Confraternita del Tortellino hanno depositato a partire dagli anni 70 le ricette ufficiali di alcuni piatti tipici presso la Camera di Commercio di Bologna. Si tratta di:
- La tagliatella di Bologna
- Ripieno dei tortellini di Bologna
- Ragù bolognese
- Certosino di Bologna
- Lasagne verdi alla bolognese
- Il friggione
- Spuma di mortadella
- Galantina di pollo (o di cappone)
- Cotoletta alla bolognese
- Gran fritto misto alla bolognese

Amministrazione


- Sindaco: Sergio Gaetano Cofferati, dal giugno 2004.
- Comune: Centralino 051 20.31.11
- Classificazione climatica: zona E, 2259 GR/G

Voci correlate


- Aeroporto di Bologna
- Dialetto bolognese
- Processo di Bologna
- Scuola bolognese dei cantautori


- [http://maps.google.com/maps?q=Bologna,+Italy&ll=44.494286,11.344113&spn=0.023157,0.035306&t=k&hl=en Googlemap: Mappa satellitare del centro di Bologna]
- [http://sit.comune.bologna.it/turismo/ricerca.htm Mappa turistica di Bologna]
- [http://www.bibliotecasalaborsa.it/home.php Biblioteca Sala Borsa]
  - [http://www.bibliotecasalaborsa.it/content/percorsi/raccontoresistenza.html Episodi di guerra e resistenza a Bologna]
- [http://www.cinetecadibologna.it/ Cineteca di Bologna]
- [http://www.museomusicabologna.it/info.htm Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna]
- [http://www.bookfair.bolognafiere.it/ Mostra degli Illustratori di Libri per Ragazzi]
- [http://www.bulgnais.com/fotobologna.html Foto di Bologna]
- [http://www.bolognalacittadelcibo.it/ Bologna la città del cibo]
- [http://www.itineraribologna.it Itinerari Bologna]
- [http://www.bologna-in.com Alla Scoperta di Bologna]
- [http://www.bolognaracconta.com/ bolognaracconta.com]
- [http://www.amicidelleacque.com/ Associazione amici delle vie d'acqua e dei sotterranei di Bologna]
-
Categoria:Comuni della provincia di Bologna Categoria:Comuni dell'Emilia-Romagna Categoria:Comuni italiani ja:ボローニャ

Dialetto bolognese

Il dialetto bolognese è una varietà linguistica dialettale del gruppo emiliano, parlato principalmente nella provincia di Bologna, nel circondario di Castelfranco in provincia di Modena e, in sottovarianti locali, nei comuni di Sambuca Pistoiese e Cento. Viene anche denominato Emiliano sud-orientale e appartiene al più vasto gruppo linguistico gallo-italico.

Grammatica

:"... ciò che fa più meraviglia è che perfino quelli che risiedono nella stessa città mostrano delle differenze, come i bolognesi di Borgo San Felice e quelli della Strada Maggiore. Perché esistano tutte queste diversità e varietà del parlare apparirà chiaro da questa sola ragione: diciamo che nessun effetto supera la sua causa, in quanto è effetto, e nessuna cosa può produrre ciò che non è. Ed essendo il nostro linguaggio (tranne quello creato da Dio per il primo uomo) conformato a nostro piacimento dopo quella confusione che non fu altro se non dimenticanza della lingua precedente, ed essendo l’uomo un animale instabilissimo e mutevolissimo, questo non può essere né durevole né immobile, ma come ogni altra nostra cosa – vedi gli usi e i vestiti – è portato a mutare col mutare dei tempi e dei luoghi"
(Dante Alighieri, De Vulgari Eloquentia)
Il bolognese, come gli altri dialetti del gruppo gallo-italico, appartiene al più vasto gruppo linguistico romanzo occidentale e differisce in vari aspetti dall´italiano standard, che è invece un idioma del gruppo romanzo orientale.

Fonetica e ortografia

Il sistema fonetico bolognese è assai più ricco dell´italiano standard, sia per le vocali che per le consonanti.

Vocali

Alle sette vocali dell'italiano standard si aggiungono nel bolognese due suoni vocalici tipici del gruppo gallo- italico: ä e å (che si pronunciano rispettivamente come la a e la o delle parole inglesi hand e bottle), nonché la sostanziale differenza tra vocale breve e vocale lunga. In bolognese avremo dunque dodici suoni vocalici diversi: a â e ê i î o ô u û å ä. Le vocali ä e å cosí come quelle lunghe sono sempre toniche. La distinzione tra vocale breve e vocale lunga è importante perché costituisce una coppia minima dal punto di vista fonetico: si confrontino infatti le due parole omofone sacc (secco) e sâc (sacco). Caratteristico del bolognese è anche la presenza diffusa di dittonghi fonologici, che sono sempre tonici: ai åu come in fiåur (fiore) o maila (mela).

Consonanti

Per quanto riguarda le consonanti, quelle che presentano diversità sostanziali dall´italiano standard nella loro pronuncia sono la n, la s e la z. In bolognese esistono tre tipi di suoni nasali: la m la n, la gn e la ń. I primi tre si trovano anche in italiano, l´ultimo (nasale velare) corrisponde grosso modo al gruppo ng dell´inglese ring. Si avrà una n velare tutte le volte che questa si trova prima di qualsiasi suono consonantico e in fine di parola: scaldén ganba uślén dmanndga rånper cónza (scaldaletto, gamba, uccellino, domenica, rompere, ragù). Per convenzione questo suono viene sempre trascritto con n tranne che quando ricorre nel frequente nesso consonantico ńn come in galéńna (gallina). Quando il segno n segue un´altra n, allora si avrá un suono alveolare come nell´italiano standard: galén (galline). Il suono nasale gn inoltre può essere presente anche a fine parola: Raggn (Reno). Per convenzione l´accento tonico viene posto sulle vocali delle parole non piane: avremo dunque cuśén (cugino) ben distinto da cûśen (essi cuociono). La s e la z bolognesi si presentano in due timbri distinti: sorde (s e z) e sonore (ś e ź). Sono piuttosto peculiari. La s è infatti cacuminale e viene pronunciata arrotolando la lingua in modo che la punta tocchi il palato. È spesso accompagnata da un arrotondamento delle labbra e assomiglia vagamente alla spirante italiana "sc" davanti a e o i. La z non è affricata come in italiano, ma è al contrario una spirante dentale simile al th inglese di thing o alla c spagnola di cierro. Le varianti sorda e sonora di ognuna di queste due vocali funge da morfema distintivo per le coppie minime: zänt (cento) e źänt (gente). Altra caratteristica tipica del bolognese è la presenza del gruppo consonantico s-ć, che viene pronunciato distintamente, come la c dell´italiano "cera": s-ciavvd (tiepido).

Morfo-sintassi

Il bolognese distingue due generi (maschile e femminile) e due numeri (singolare e plurale). Per la formazione del femminile negli aggettivi e nella maggior parte dei sostantivi si aggiunge il suffisso -a al maschile: defizänt defizänta (deficiente m/f) påndg påndga (ratto m/f). Complicata è la formazione del plurale. Infatti, a differenza dell´italiano, in molti casi non si aggiungono suffissi vocalici ma si produce un´alternanza vocalica nella radice del sostantivo, in un modo che ricorda le lingue germaniche. Così avremo per esempio:
- å - ó biånnd (biondo) - biónnd (biondi)
- ô - û źnòć (ginocchio) - źnûć (ginocchia)
- parole terminanti per -èl o -ôl terminano al plurale per î e û martèl (martello) - martî (martelli); fiôl (figlio) - fiû (figli) MA: sàntel (padrino) rimane invariato al plurale (parola piana). Le parole maschili terminanti in consonante rimangono immutate al plurale e il numero è quindi individuabile solo tramite l´articolo: al râm (il ramo) - i râm (i rami). Le parole femminili non derivate da parole maschili perdono la -a finale e subiscono un allungamento sulla vocale tonica: la rôda (la ruota) - äl rôd (le ruote). Talvolta è possibile l´aggiunta di vocali eufoniche: fammna (femmina) - fammen (femmine) Le parole femminili derivate da parole maschili formano il plurale invece aggiungendo -i: biånnda (bionda) - biånndi (bionde) ziéńna (zia) - ziéńni (zie) Gli articoli sono: Determinativo : al (il - maschile singolare, usato davanti a tutti i nessi consonantici: al scumpartimänt); la (femminile singolare); l´(maschile o femminile singolare davanti a vocale); i (maschile plurale); äl (femminile plurale); äli (femminile plurale davanti a vocale: äli ôv - le uova). Indeterminativo: ón (uno - maschile singolare); ónna (femminile singolare) Assai complesso è il sistema verbale, che comprende tre classi verbali (verbi che terminano per èr, er, îr) spesso irregolari soprattutto nel sistema del presente indicativo. Particolarità del dialetto bolognese è la presenza di due forme personali soggetti: una atona e una tonica. Come in francese, il pronome soggetto nella forma atona deve essere sempre espresso. I pronomi soggetto sono: Forma atona: a (io); t (tu); al,la,l (lui,lei); nuèter (noi); vuèter (voi); i (loro) Forma tonica: ; ; ló, lî; nuèter ; vuèter ; låur Coniugazione affermativa del verbo èser (essere)
- (mé) a sån
- (té) t î
- (ló) l é
- (lî) l'é
- (nuèter) a sän
- (vuèter) a sî
- (låur) i én Coniugazione interrogativa del verbo èser (derivata dalla sincope del pronome personale, posposto come in francese)
- såggna ?
- ît ?
- êl, êla ?
- saggna ?
- sîv ?
- êni ? Coniugazione del verbo magnèr (mangiare)
- a mâgn
- t mâgn
- al, la mâgna
- nuèter a magnän
- vuèter a magnè
- låur i mâgnen Coniugazione interrogativa del verbo magnèr
- mâgna ?
- mâgnet?
- mâgnel? mâgnla?
- magnaggna?
- magnèv ?
- mâgn-ni ?

Lessicografia

La tradizione lessicografica del bolognese è abbastanza antica: il primo vocabolario della lingua bolognese risale infatti al 1820 ed è stato redatto da Claudio Ermanno Ferrari. Il primo dizionario moderno del bolognese compare tuttavia nel 1901, compilato da Gaspare Ungarelli, che tenta di dare una grafia unitaria al dialetto, che fino ad allora veniva trascritto utilizzando la grafia italiana, assai deleteria per un idioma foneticamente così distante dal toscano. Per arrivare alla grafia attuale si dovrà attendere il 1964, quando Alberto Menarini pubblica il saggio Sulla grafia del bolognese e introduce l´uso degli accenti grave, acuto e circonflesso, come anche i segni ä å ń ś ź. Questa grafia è in uso anche nei vocabolari stampati attualmente

Curiosità

Lessico informatico in bolognese


- banner - bandirån
- chiudi- métt vî
- computer - conpiûter, zarvlån, calcolatåur
- cursore - frazza dal pundghén
- cancella - dscanzèla
- file - documänt
- font - carâter
- guestbook - lîber di visitadûr
- home page - prémma pâgina
- Internet - la Raid däl Raid
- link - ligâm
- mailing list - léssta ed distribuziån; zircolèr eletrònica
- Millennium Bug - Bigât dal Milenèri
- mouse - pundghén
- navigare - snadrazèr
- apri - tû fòra
- pixel - pónt
- salva - rigésstra
- invia - spedéss
- spam - róssc eletrònic
- webmaster - padrunâz dal sît
- World Wide Web - Gran Tlarè Mundièl (GTM)

Voci correlate


- Dialetto emiliano

Collegamenti esterni


- [http://www.bulgnais.com/ Al Sît Bulgnais: sito dedicato al dialetto bolognese] Bolognese Categoria:Bologna

Provincia di Bologna

Geografia

La provincia di Bologna comprende l'Emilia sud-orientale e sei comuni il cui territorio è in parte o interamente ricompreso nella regione storico-geografica della Romagna: Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Dozza, Fontanelice, Imola. Confina a nord con la Provincia di Ferrara, a est con la Provincia di Ravenna, a sud con la Toscana (Provincia di Firenze, Provincia di Prato e Provincia di Pistoia) e a ovest con la Provincia di Modena. Il territorio provinciale si estende principalmente in pianura e in collina (la montagna occupa il 21,3% della provincia, contro una media regionale del 25%). I fiumi che maggiormente interessano il territorio provinciale sono il Reno, il Samoggia, il Setta, il Savena, l'Idice, il Sillaro e il Santerno. Nell'esteso sistema collinare spiccano due dorsali che si pongono trasversalmente alle valli principali: il Contrafforte pliocenico e la Vena del gesso.

Natura

Economia

I settori trainanti dell'economia regionale sono: l'agricoltura (ortaggi e cereali), l'allevamento (suini e bovini) e la piccola e media industria nei settori alimentari, meccanici, della ceramica e dell'elettronica. Di rilievo l'attività della Fiera di Bologna e l'infrastruttura dell'Iterporto per il carico e lo scarico delle merci provenienti in containers dal porto di Ravenna.

Collegamenti esterni


- [http://www.provincia.bologna.it/piano/capitolo1.html Generalità sulla Provincia di Bologna] Categoria:Provincia di Bologna ja:ボローニャ県

Ferrovia

Una ferrovia (o strada ferrata) è una infrastruttura di trasporto su terra, costruita per essere usata da treni per trasportare viaggiatori e/o merci. La ferrovia consiste in due guide metalliche chiamate rotaie, appoggiate su traversine in legno o cemento armato che le sorreggono e le mantengono parallele l'una all'altra esattamente alla stessa distanza (scartamento). ---- La prima ferrovia italiana fu la Napoli - Portici, nel Regno delle Due Sicilie, che fu inaugurata il 3 ottobre 1839 dal re Ferdinando II di Borbone. Essa costituiva il primo tratto della Napoli - Nocera - Castellammare. La lunghezza di questo primo tronco era di circa 7640 metri (altre fonti danno 7250 m). La locomotiva raggiungeva la velocità di 60 Km/h (50 Km/h trainando un convoglio ferroviario). ----
- Ferrovia del Moncenisio

Ferrovie in concessione

Le ferrovie in concessione, pur rivestendo un ruolo marginale nella rete ferroviaria nazionale, sono spesso importanti in alcuni settori, quali:
- il trasporto pendolare intorno alle grandi città
- la loro potenziale, anche se spesso poco sfruttata, valenza turistica. Si stima che le ferrovie in concessione, a volte poco conosciute perché non indicate su molti orari ferroviari tradizionali, o indicate male sull'orario ufficiale di Trenitalia, siano almeno una decina. Si riportano alcuni esempi di ferrovie in concessione presenti sul territorio italiano.
- Ferrovia Genova Casella
- Ferrovie Nord Milano

Voci correlate


- Trasporto ferroviario

Lavori Ferroviari


- Costruzioni ferroviarie
- Manutenzione diretta Categoria:Ferrovie Categoria:Infrastrutture ja:鉄道 th:ทางรถไฟ zh-min-nan:Thih-lō· ūn-su

Stazione ferroviaria

Una stazione ferroviaria è un impianto ferroviario per l'accesso dei viaggiatori e delle merci alla ferrovia. Una stazione ferroviaria possiede almeno due binari ed uno scambio, con la possibilità di comporre e scomporre i convogli ferroviari. Altri punti di accesso dei viaggiatori alla ferrovia, senza scambi, sono detti fermate. In base alla costruzione, si distinguono due tipi di stazioni ferroviarie
- stazioni (intermedie o nodali) di passaggio, che costituiscono la maggioranza delle stazioni;
- stazioni di testa ferrovia In base alla funzione, si distinguono inoltre questi tipi di stazioni ferroviarie
- per il trasporto dei viaggiatori:
  - stazione viaggiatori
  - appartenenti alle grandi stazioni viaggiatori: rimessa delle carrozze viaggiatori
- per il trasporto delle merci:
  - scalo merci
  - scalo industriale (nei grandi stabilimenti industriali)
  - scalo portuale o stazione marittima
  - scalo di smistamento o stazione di smistamento (per la scomposizione e composizione dei treni merci)
- per l'esercizio ferroviario:
  - impianto dove si effettuano incroci e precedenze (cfr. Regolamento Circolazione Treni - FS)
- stazione di confine (anche stazioni viaggiatori e/o scali merci o di smistamento). Spesso in un'unica stazione sono presenti più funzioni tra queste, per esempio nelle stazioni nodali di Piacenza o Foggia lo scalo merci è situato accanto della stazione viaggiatori. I più gradi nodi ferroviari, invece, possiedono generalmente stazioni separate, ciascuna dedicata ad una propria funzione. Un esempio è Milano:
- Milano Centrale (stazione viaggiatori di testa, la più importante del nodo ferroviario milanese),
- Milano Porta Garibaldi e Milano Lambrate (principali stazioni viaggiatori di passaggio),
- Milano Smistamento (scalo di smistamento, situato nel est della città accanto della linea ferroviaria per Venezia), nonché altre stazioni viaggiatori, scali merci e parchi di materiale rotabile. categoria:ferrovie ja:鉄道駅

Scalo di smistamento

Uno scalo di smistamento (o una stazione di smistamento) è un impianto ferroviario per la scomposizione e composizione dei treni merci composti dei carri isolati invece che quelli in blocco. Questo piazzale ferroviario usualmente è composto dei seguenti fasci dei binari e parti che sono percorsi in successione dai carri smistati per l'esecuzione della manovra:
- fascio arrivi
- sella di lancio (un binario su una collina artificiale dove sono lanciati i carri smistati per gravità ed eventualmente con regolazione della velocità mediante freni di rotaia)
- fascio direzioni (per manovrare i carri dopo le loro stazioni di destinazione)
- eventualmente un fascio riordini
- fascio partenze. La maggioranza degli scali di smistamento è del tipo di passaggio con uno o talvolta due sistemi di smistamento (uno per ogni direzione), ma esistono anche pochi del tipo di testa specialmente in Italia. Attualmente i più importanti scali di smistamento italiani sono quelli di (con indicazione del numero dei binari nel fascio direzioni):
- Cervignano Smistamento (32, nel scalo: fermata di Strassoldo)
- Milano Smistamento (48, situato ad est della città accanto alla linea per Venezia)
- Torino Orbassano (40, in testa)
- Alessandria Smistamento (37, in testa)
- Bologna San Donato (42 + 22, in testa, situato nel nord-est della città alla cintura merci del nodo ferroviario bolognese)
- Marcianise Smistamento (32; per il nodo ferroviario napoletano, situato al sud di Caserta lungo di una linea merci separata) Il più grande scalo di smistamento del mondo è quello di Bailey Yard vicino a North Platte in Nebraska, Stati Uniti, con due sistemi di smistamento (di 64 e 50 binari nei fasci direzioni). Il più grande d'Europa è quello di Maschen a sud di Amburgo, Germania, anch'esso con due sistemi di smistamento (di 64 e 48 binari nei fasci direzioni). A causa della riduzione del trasporto merci su rotaia (specialmente quello effettuato mediante carri isolati) in favore di quello su gomma, oggi molti scali di smistamento sono stati abbandonati.

Bibliografia


- Piciocchi Dott. Antonio: Le nuove stazioni di smistamento: Osservazioni - Considerazione - Problemi. In: Ingegneria ferroviaria XI/1979, pp. 733-755.
- Vicuna Giuseppe: Organizzazione e tecnica ferroviaria. Seconda edizione. Roma: Collegio degli Ingegneri Ferroviari (CIFI) 1986.
- Fortini Dott. Mario: Le stazioni di smistamento. Problematiche d'esercizio e programmi per la rete FS. In: Ingegneria ferroviaria V/1988, pp. 243-256.
- Cesari F./ Rizzo V./ Lucchetti S.: Elementi generali dell'esercizio ferroviario (Tradizione, evoluzione, prospettive). Roma: Collegio degli Ingegneri Ferroviari (CIFI) 1999.
- Bonora Giovanni/ Focacci Carlo: Funzionalità e progettazione degli impianti ferroviari. Roma: Collegio degli Ingegneri Ferroviari (CIFI) 2002. categoria:ferrovie categoria:Trasporto di merci

Pianura Padana

La Pianura Padana (da Padus; nome latino per il fiume Po), detta anche Val Padana o Bassopiano Padano è la più vasta pianura italiana, formata dai detriti trasportati dal fiume Po e dai suoi affluenti. Il delta del Po continua ad avanzare ogni anno verso l'Adriatico, anche se tale processo è reso molto più limitato dalla presenza di sbarramenti che limitano la portata solida dei fiumi. Un tempo era ricoperta da foreste nella parte più umida (bassa pianura) e da brughiere in quella più arida (alta pianura). Di fatto costituisce un tutt'uno con la Pianura veneta, detta Pianura padano-veneta. brughiere Categoria:Territori italiani

Appennino tosco-emiliano

L'Appennino tosco-emiliano è una porzione della catena degli Appennini e si estende nell'Emilia meridionale e nella Toscana settentrionale. Assieme all'Appennino ligure e all'Appennino tosco-romagnolo costituisce l'Appennino settentrionale. I monti principali che si trovano in questo territorio sono: Monte Cimone (2165 m), Monte Cusna (2121 m s.l.m.), Alpe di Succiso (2017 m s.l.m.) Monte Casarola (1978 m s.l.m.) e Corno alle Scale (1945 m s.l.m.). Interessante per la sua forma è la Pietra di Bismantova.

Suddivisioni provinciali e regioni storiche

Versante emiliano


- Appennino reggiano
- Appennino modenese
- Appennino parmense
- Frignano (territorio)

Versante toscano


- Garfagnana Categoria:Montagne dell'Italia Categoria:Regione Emilia-Romagna Categoria:Regione Toscana Categoria:Montagne degli Appennini

XIX secolo

I millennio | II millennio | III millennio

XVI secolo | XVII secolo | XVIII secolo | XIX secolo | XX secolo | XXI secolo | XXII secolo
Anni 1800 | Anni 1810 | Anni 1820 | Anni 1830 | Anni 1840
Anni 1850 | Anni 1860 | Anni 1870 | Anni 1880 | Anni 1890
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Avvenimenti


- Secolo della colonizzazione europea in Asia e in Africa.
- In Europa, dopo le guerre imperiali e la ristrutturazione delle frontiere delle nazioni europee, secolo della seconda rivoluzione industriale.
- Risorgimento d'Italia
- Restaurazione Meiji in Giappone.
- Great famine in Irlanda.

Personaggi significativi


- Napoleone Bonaparte (Ajaccio, 1769 - Sant'Elena, 1821), imperatore di Francia.
- Charles Darwin (1809 - 1882), naturalista inglese, autore dell' Origine delle specie, introduce il concetto di selezione naturale.
- Victor Hugo (Besançon, 1802 - Parigi, 1885), scrittore francese.
- Claude Monet, pittore francese.
- Otto von Bismarck, politico tedesco
- Giuseppe Garibaldi, rivoluzionario e militare italiano
- Klemens von Metternich, statista austriaco
- Franz Liszt, compositore ungherese

Invenzioni, scoperte, innovazioni


- La locomotiva a vapore, costruita nel 1821 da Stephenson
- La lampadina e il fonografo, entrambe invenzioni di Edison
- Il grammofono
- Il cinema, inventato dai fratelli Lumiere
- La dinamite inventata da Alfred Nobel
- Il motore elettrico
- Il motore a scoppio Categoria:XIX secolo als:19. Jahrhundert ja:19世紀 ko:19세기 simple:19th century th:คริสต์ศตวรรษที่ 19 zh-min-nan:19 sè-kí

Frazione (diritto amministrativo)

In Italia la frazione è il livello amministrativo minimo attribuibile a un centro abitato. Le frazioni possono godere di autonomia amministrativa nell'ambito del comune di appartenenza: in particolare, possono avere un prosindaco, cioè un consigliere del comune di appartenenza delegato dal sindaco a svolgere in loco le sue funzioni; il prosindaco è normalmente posto a capo di un'apposita sezione comunale che detiene i registri della popolazione (anagrafe della popolazione residente e stato civile), di norma separati ed enumerati a parte rispetto a quelli del capoluogo e delle altre frazioni. Il prosindaco non è nominabile qualora il comune sia suddiviso in circoscrizioni o municipi derivanti dalla fusione di più comuni, limitatamente ai territori circoscrizionalizzati o municipalizzati. Tali disposizioni non si applicano alle regioni a statuto speciale che hanno potestà normativa assoluta in materia amministrativa. Nella Repubblica di San Marino le frazioni sono i centri abitati sottoposti alla giurisdizione del castello viciniore.

Voci correlate


- Comune
- Capoluogo Categoria:Diritto_amministrativo

VI secolo AC

II millennio AC | I millennio AC | I millennio

IX secolo AC | VIII secolo AC | VII secolo AC | VI secolo AC | V secolo AC | IV secolo AC | III secolo AC

Anni 590 AC | Anni 580 AC | Anni 570 AC | Anni 560 AC | Anni 550 AC
Anni 540 AC | Anni 530 AC | Anni 520 AC | Anni 510 AC | Anni 500 AC
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Avvenimenti

Europa

Asia

Personaggi significativi

Invenzioni, scoperte, innovazioni

Categoria:VI secolo AC ja:紀元前6世紀 ko:기원전 6세기

Civiltà villanoviana

La cultura villanoviana è il nome convenzionale e moderno di una "cultura" preistorica, identificata sulla base delle caratteristiche dei resti materiali che ci ha lasciato. Il nome deriva dalla cittadina di Villanova, vicino Bologna, dove fra il 1853 ed il 1856 Giovanni Gozzadini ritrovò i resti di una necropoli. Con l'età del ferro, tra il X e l'VIII secolo AC la civlità villanoviana si estese in parte dell'Emilia Romagna, in tutta l'Italia centrale, (Toscana, Umbria occidentale, parte delle Marche, Lazio settentrionale) e in Campania, preceduta dal "protovillanoviano" della fase finale dell'età del bronzo.

Caratteristiche

La sua principale caratteristica è l'utilizzo di sepolture ad incinerazione, nelle quali le ceneri del defunto sono ospitate in urne biconiche: la pratica funeraria ha somiglianze con la cultura dei campi d'urne nella pianura danubiana, mentre le popolazioni indoeuropee praticano in genere il rito dell'inumazione. Le tombe, a sepoltura singola (per un solo defunto) sono scavate "a pozzetto", con rivestimento in ciotoli, o "a cassetta", con rivestimento in lastre di pietra. Le urne biconiche sono chiuse da ciotole, o a volte da elmi per le sepolture maschili. Il corredo funerario può comprendere morsi di cavallo, rasoi lunati (con la lama a forma di crescente lunare) e "fibule" (spille chiuse per le vesti) "serpeggianti" per gli uomini, oppure elementi di cinturoni, fibule "ad arco" e elementi del telaio per le donne. Le case sono capanne a pianta circolare, costruite con legno e fango, mentre edifici rettangolari sono adibiti alle attività comuni. La ceramica mostra forme molto varie, con le pareti spesse (per cui è necessaria una cottura ad alte temperature, che comporta una specializzazione artigianale accentuata). La decorazione è prevalentemente geometrica La società è inizialmente poco differenziata, dedita all'agricoltura e all'allevamento, ma progressivamente le attività artigianali specializzate (specialmente la metallurgia e la ceramica) generano accumulo di ricchezza e gli inizi di una stratificazione sociale.

Insediamenti

Non sono chiari i rapporti della cultura villanoviana e protovillanoviana con quella delle terramare, sviluppatasi nell'età del bronzo (seconda metà del II millennio AC) nella pianura padana, che ugualmente praticava il rito dell'incinerazione, ma con cui manca ogni continuità negli insediamenti (i villaggi terramaricoli vengono abbandonati nel XII secolo AC per ragioni ancora non riconosciute, mentre gli insediamenti villanoviani risalgono al IX secolo AC). Rispetto alla cultura appenninica e subappennica, diffusa in tutto il resto della penisola, i dati archeologici sembrano indicare una discontinuità negli insediamenti, con una generalizzata distruzione dei villaggi dell'età del bronzo, contemporanea al passaggio dall'inumazione all'incinerazione (XII secolo AC), mentre nella ceramica sembra avvertirsi una trasformazione più graduale. Nella regione emiliana gli insediamenti prosperano anche grazie al commercio con le regioni più settentrionali (in particolare l'ambra dal mar Baltico). Il centro più importante sembra essere Verucchio, in Romagna. Tracce di insediamenti sono presenti a Carpi, a Bologna e nella zona di Modena (Castelfranco, Cognento e Savignano). In Toscana e nel Lazio settentrionale la progressiva crescita demografica porta alla creazione di grandi centri abitati per "sinecismo" (aggregazione) di villaggi vicini tra loro. A partire dal X secolo AC si vanno formando quelle che saranno le grandi città etrusche di epoca storica, come Volterra, Chiusi, Vetulonia, Orvieto, Vulci, Tarquinia. Cerveteri, Veio. Con il IX secolo AC si accentua la concentrazione della popolazione in questi grandi centri "protourbani", ancora formati da nuclei abitati distinti, ciascuno con la propria necropoli (la zona di sepoltura al di fuori dei limiti dell'abitato). Sorgono su pianori contigui, in prossimità di importanti nodi di comunicazione, e controllano territori piuttosto vasti, spesso con piccoli abitati satelliti in corrispondenza dei confini. Un simile fenomeno di formazione urbana tramite sinecismo si riscontra anche nel Lazio, dove dà origine anche alla fondazione di Roma, culminata nell'VIII secolo AC. In Campania insieme alla cultura villanoviana ('"villanoviano meridionale") si sviluppa agli inizi dell'età del ferro la cultura delle tombe a fossa, caratterizzata dal rito dell'inumazione.

Villanoviani ed Etruschi

Sulla base della diffusione nello stesso territorio sul quale si svilupperà poi la civiltà etrusca, la cultura villanoviana è stata riconosciuta come una fase iniziale di questa (Massimo Pallottino). Tuttavia più recentemente (Renato Peroni), date le forti differenze tra i diversi ambiti locali, è stata negata un'identità etnica, ipotizzando delle comunità di diversa origine e miste al loro interno, che acquisirono un'unità nella fase protourbana e nella quale l'elemento etrusco prese, in molti casi, il sopravvento.

Voci correlate


- Civiltà etrusca
- Terramaricoli
- Necropoli della Banditaccia

Collegamenti esterni


- [http://archeo4.arch.unipi.it/antiquarium/fotanti13.html Immagine di ceramiche e urne biconiche villanoviane] (sul sito dell'università di Pisa) Categoria:Archeologia Categoria:Popoli dell'Italia antica

VII secolo AC

II millennio AC | I millennio AC | I millennio

X secolo AC | IX secolo AC | VIII secolo AC | VII secolo AC | VI secolo AC | V secolo AC | IV secolo AC

Anni 690 AC | Anni 680 AC | Anni 670 AC | Anni 660 AC | Anni 650 AC
Anni 640 AC | Anni 630 AC | Anni 620 AC | Anni 610 AC | Anni 600 AC
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Avvenimenti

Personaggi significativi


- Talete, filosofo greco

Invenzioni, scoperte, innovazioni

Categoria:VII secolo AC ja:紀元前7世紀 ko:기원전 7세기

Etruschi

Gli Etruschi sono un popolo dell'Italia antica affermatosi, in un'area denominata Etruria corrispondente alla Toscana, all'Umbria fino al fiume Tevere e al Lazio settentrionale, con propaggini in Campania e nella zona padana, a partire dall'VIII secolo AC. Nella loro lingua si chiamavano Rasena o Rasne, in greco Tyrsenoi (ionico ed attico antico: Τυρσηνοί, Tiursenòi; dorico: Τυρσανοί, Tiursanòi, entrambi col significato di "Tirreni" e poi "Etruschi", abitanti della Τυρσηνίη, Tiursenìe, "Etruria").

Origini

VIII secolo AC Sulla loro origine e provenienza non ci sono notizie sicure. Secondo il racconto di Erodoto, sarebbero emigrati in Toscana dall'Asia Minore (Lidia) a causa di una carestia. Questa tradizione sembra avvalorata da una possibile identificazione dei Tereš o Turša, citati tra i popoli del mare nei documenti egiziani con i Tirsenoi o "Tirreni". Secondo il resoconto di Livio, sarebbero invece arrivati dal nord e secondo una terza tradizione, appoggiata dallo storico Dionigi di Alicarnasso, sarebbero invece autoctoni. Gli studiosi hanno valorizzato l'una o l'altra tradizione. Probabilmente c'è del vero in ognuna, nel senso che dall'Asia Minore si effettuò un'immigrazione in Toscana di gruppi isolati, apportatori di una civiltà evoluta, attratti dalle ricche miniere della regione. Questo spiegherebbe l'improvviso esplodere della civiltà etrusca tra l'VIII e il VII secolo AC, e le molte affinità che si rilevano nei costumi, nella lingua, nell'arte e nella religione degli Etruschi con il mondo egeo-anatolico, mentre molto diverso era il costume nei rapporti col mondo femminile: si sa infatti che presso gli Etruschi le donne partecipavano ai banchetti con gli uomini. In Toscana tali gruppi si sovrapposero agli elementi villanoviani, che, conoscitori del ferro, vi erano giunti dal nord, o dall'opposta sponda adriatica, all'alba del 1000 AC ca., sovrapponendosi a loro volta agli abitanti insediati nella regione fin dall'età neolitica. In altre parole, gli Etruschi possono essere risultati dalla fusione di tre componenti etniche, quella orientale, quella nordica e quella autoctona, fino a costituire un popolo del tutto nuovo, che però non arrivò mai a formare un'unità politica compatta.

Insediamenti

età neolitica Numerose erano le città etrusche, tra le quali erano importanti, nella zona meridionale, Cere, Tarquinia (all'epoca chiamata Tarchna), Vulci, Veio, Volsini; in quella centrale Chiusi, Cortona, Arezzo, Perugia, Roselle, Vetulonia, Populonia; in quella settentrionale Pisa, Fiesole, Volterra, governate prima da re, poi da oligarchie. Tali città si raggruppavano talora in confederazioni o leghe di natura religiosa. Arricchendosi poi col tempo grazie ai prodotti delle terre circostanti, coltivate specialmente a frumento e ai fiorenti allevamenti animali, e sfruttando le miniere e i traffici, riuscirono ad affermarsi rapidamente, espandendosi, tra il VII e il V secolo AC, a nord nella valle Padana, dove si affermarono specialmente le città di Felsina (Bologna) e Marzabotto, collegate, verso l'Adriatico, con Spina, mediatrice degli influssi del mondo greco, e propizianti da nord il ricco commercio dell'ambra e dello stagno; a sud nel Lazio e con una forte presenza in Campania; sul mare, invece, serrata fu la competizione con le marinerie cartaginesi e greche. Anche se Roma non fu mai in stabile dominio etrusco, tuttavia la dinastia dei Tarquini, re di provenienza etrusca, riflette il prestigio e l'importanza delle città etrusche meridionali, con numerose tracce incancellabili lasciate nella religione, negli usi, in istituti ed edifici di Roma, largamente confermate anche dall'archeologia.

Espansione e declino

Roma Il massimo di prosperità e di espansione fu raggiunto dagli Etruschi verso la metà del VI secolo AC, tanto che, nel 535 AC, alleati dei Cartaginesi, sconfissero, nella battaglia di Alalia, davanti la Corsica, i Focesi di Marsiglia, potentissimi sul mare. L'arresto della loro espansione cominciò invece sul finire del secolo e fu seguito da declino nel V secolo AC. Prima fu Roma a liberarsi dalla loro supremazia con la cacciata, verso il 510 AC, dei Tarquini; poi se ne liberarono i Latini, che, sostenuti da Aristodemo di Cuma, ad Aricia, nel 506 AC, li sconfissero in battaglia. In questo modo, gli avamposti degli Etruschi in Campania rimasero isolati e si indebolirono dopo la sconfitta navale che essi subirono a Cuma nel 474 AC, andando del tutto perduti nel 423 AC con la conquista di Capua da parte dei Sanniti. Al nord la discesa dei Galli travolse i centri etruschi della pianura Padana all'inizio del V secolo AC. Nel 396 AC Roma conquistava Veio estendendo la sua influenza su tutta l'Etruria meridionale. Per più di due secoli gli Etruschi, su iniziativa dell'una e dell'altra città, ostacolarono l'ulteriore espansione romana. Nel 295 AC, coalizzati con gli Umbri, i Galli e i Sanniti, furono sconfitti dai Romani nella battaglia di Sentino: nel giro di qualche decennio furono completamente assoggettati da Roma che li incluse, mediante trattati particolari, nella serie dei suoi alleati nella penisola, finché non concesse loro la cittadinanza romana dopo la Guerra Sociale del 90 AC, mediante la lex Julia dell'89 a.C.

Aspetti culturali

La famiglia ed il ruolo della donna

90 AC La famiglia etrusca era composta da un padre, una madre, i figli e i nipoti. La donna etrusca, al contrario di quella greca o romana, non era tenuta in disparte della vita sociale, ma vi partecipava attivamente prendendo parte ai banchetti, ai giochi ginnici e alle danze. La donna inoltre aveva una posizione di rilievo tra gli aristocratici etruschi poiché quest'ultimi erano pochi e spesso impegnati in guerra: per questo gli uomini scarseggiavano. Spettava alla donna, in caso di morte dell'uomo, il compito di assicurare la conservazione delle ricchezze e la continuità della famiglia: attraverso di lei avveniva anche la trasmissione dell'eredità.

L'alimentazione di base

L'ingrediente base per l'alimentazione etrusca fu per molto tempo la farina di farro, un tipo di grano facilmente coltivabile. Prima di essere usati come cibo, i chicchi di farro dovevano essere torrefatti, per togliere loro la gluma (una specie di pellicina che li ricopre) ed eleminare l'umidità. Con la farina di farro venivano preparate pappe e farinate, bollite con acqua e latte. L'alimentazione degli Etruschi prevedeva, oltre ai cereali, anche varie specie di legumi, come lenticchie, ceci e fave. Un'alimentazione basata soltanto su cereali e legumi aveva un valore nutritivo molto ridotto e doveva perciò essere integrata con cibi con maggiori calorie, come la carne di maiale, la selvaggina, il cinghiale, la carne di pecora e tutti i prodotti derivati dal latte. Molto apprezzato era anche il pesce, in particolar modo presso Populonia e Porto Ercole. Una curiosità: gli etruschi conoscevano la forchetta, ne sono state rinvenute identiche a quelle odierne, cioè con i 4 denti incurvati ma con un fusto sottile cilindrico e una pallina in cima. Si suppone però che l'uso non fosse individuale bensì servisse a fermare la carne per tagliarla nel piatto di portata.

L'abbigliamento

Nell'abbigliamento etrusco, i principali tessuti erano la lana, generalmente molto colorata, e il lino, usato nel suo colore naturale. Gli Etruschi usavano abiti unisex accanto ad altri tagliati espressamente per uomo o per donna. Un indumento solamente maschile era il perizoma, simile a dei calzoncini, mentre sia uomini che donne, specialmente se avanti negli anni, indossavano indifferentemente lunghe tuniche, talvolta abbinate ad un cappello. Gli etruschi inoltre mostravano particolare interesse per le calzature, realizzate in cuoio o in stoffa ricamata. Molto eleganti erano dei sandali con la punta all'insù dall'aspetto orientale. Il sandalo con base in legno aveva una snodatura al centro che permetteva di piegare il piede. L'eleganza degli etruschi era proverbiale, il motto "vestire all'etrusca" fu in voga fra i romani per indicare grande raffinatezza. Dai rinvenimenti si sa che ricamassero tessuti a filo d'oro. Le donne, ma anche gli uomini, impreziosivano l'acconciatura e l'abito con gioielli di raffinata fattura (diademi, orecchini, braccialetti, anelli e fibule). I gioielli erano di bronzo, d'argento, d'elettro e d'oro. L'elettro era una lega molto usata d'argento e oro.

Eredità

Nonostante la perdita dell'autonomia politica, gli Etruschi continuarono però a esercitare anche in seguito una grande influenza in Italia, sul piano culturale, religioso e artistico. Roma, che sotto Augusto aveva fatto dell'Etruria la settima regione d'Italia, subì fortemente la loro influenza, che si fece sentire nelle istituzioni, nei modi di vita, nella lingua, nei gusti, nell'amore per il lusso e per i banchetti, le danze e la musica, come si trova attestato nelle pitture tombali. Lo spirito creativo del popolo etrusco (l'abile artigianato, la tecnica approfondita) riemergerà dopo molti secoli nella Toscana dell'età rinascimentale. I romani si valsero della cultura etrusca soprattutto per gli auruspici, i sacerdoti capaci di interpretare il destino attraverso la lettura delle viscere degli animali, del volo degli uccelli, e dei fulmini. Inoltre i maestri degli alunni romani furono etruschi e greci, considerati i più colti.

Bibliografia


- Banti, Luisa, Il mondo degli Etruschi, Roma 1969.
- Camporeale, Giovannangelo, Gli Etruschi. Storia e civiltà, Torino 2000.
- Cristofani, Mauro, Etruschi. Cultura e società, Novara 1978.
- Heurgon, Jacques, Vita quotidiana degli Etruschi, Milano 1973.
- Pallottino, Massimo, Etruscologia, Milano 1984.
- Staccioli, Romolo, Gli Etruschi. Mito e realtà, Roma 1980.
- Torelli, Mario, Storia degli Etruschi, Roma-Bari 1982.
- Semerano, Giovanni, Il Popolo che sconfisse la morte, Gli Etruschi e la loro lingua, Milano 2003.

Voci correlate


- Terramaricoli
- Civiltà villanoviana
- Necropoli della Banditaccia
- Lingua etrusca
- Mitologia etrusca Etrusca, civiltà categoria:Storia della Toscana categoria:Storia dell'Umbria ja:エトルリア

V secolo AC

II millennio AC | I millennio AC | I millennio

VIII secolo AC | VII secolo AC | VI secolo AC | V secolo AC | IV secolo AC | III secolo AC | II secolo AC

Anni 490 AC | Anni 480 AC | Anni 470 AC | Anni 460 AC | Anni 450 AC
Anni 440 AC | Anni 430 AC | Anni 420 AC | Anni 410 AC | Anni 400 AC
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Avvenimenti

Il V secolo AC è da molti ritenuto un secolo straordinario della storia dell'umanità: vissero a cavallo di questo periodo molti tra i maggiori pensatori della storia, si sviluppa la prima Repubblica, la Repubblica di Roma che svilupperà le leggi delle dodici tavole, nascono il buddhismo, il jainismo e il confucianesimo. In Cina vengono probabilmente scritti il più antico trattato di matematica conosciuto, il Chou Pei Suan Ching o Zhoubi suanjing (trad. Il libro classico dello gnomone e delle orbite circolari del cielo), e il Tao Te Ching di Lao Tzu. In India, il matematico indiano Aryabhatta scrive del bija-ganitam (tr. la seconda matematica): alcuni studiosi, intendendo il termine bija nel senso di seme, ipotizzano che l'algebra fu il primo e più antico sistema di calcolo indiano. In Palestina gli Ebrei ricostruiscono il Tempio di Salomone distrutto dai Babilonesi. Ad Atene si costruisce l'Acropoli con il suo Partenone.

Europa


- Ad Atene vivono all'incirca 500.000 persone, di queste, circa 300.000 sono schiavi

Asia


- In Cina, emergono 7 reami che si combatteranno per 180 anni anni (403 AC - 221 AC), fino alla vittoria finale di Ts'in (Qin) e all'unificazione della Cina nel 221 AC.

Personaggi significativi


- Nell'Antica Grecia:
  - Pericle (ca. 495 AC - 429 AC)
  - Zenone di Elea (ca. 495 AC - ca. 430 AC)
  - Socrate (470 AC - 399 AC)
  - Platone (427 AC - 347 AC)
- In India
  - Buddha (558 AC - 478 AC o 487 AC)
- In Cina
  - Confucio (551 AC - 479 AC)
  - Mo Tzu (ca. 490 AC - 403 AC)

Invenzioni, scoperte, innovazioni

Categoria:V secolo AC ja:紀元前5世紀 ko:기원전 5세기

IV secolo AC

II millennio AC | I millennio AC | I millennio

VII secolo AC | VI secolo AC | V secolo AC | IV secolo AC | III secolo AC | II secolo AC | I secolo AC

Anni 390 AC | Anni 380 AC | Anni 370 AC | Anni 360 AC | Anni 350 AC
Anni 340 AC | Anni 330 AC | Anni 320 AC | Anni 310 AC | Anni 300 AC
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Avvenimenti


- Antico Egitto
  - Conquista dell'Egitto da parte di Alessandro Magno
  - Inizio della dinastia tolemaica

Personaggi significativi


- In Grecia:
  - Alessandro Magno
  - Platone (Atene, 427 AC - 347 AC)
  - Aristotele (384 AC - 322 AC)
- In Egitto:
  - Nefertiti (399 AC ~ 393 AC)

Invenzioni, scoperte, innovazioni


- In Cina :
  - Invenzione della balestra.
  - Numerosi stati del nord iniziano a costruire delle cinte murarie alle loro frontiere. Questa pratica troverà la sua massima espressione con la costruzione della Grande Muraglia edificata nel 221 AC su più di 1.600 km. Categoria:IV secolo AC ja:紀元前4世紀 ko:기원전 4세기

Galli

I Galli furono una popolazione celtica che abitò in epoca antica la regione della Gallia. Il nome Gallia indicava per gli antichi Romani la regione dell'Europa occidentale occupata dalle attuali Francia, Belgio, Svizzera occidentale, da parte dei Paesi Bassi e dalla parte di Germania sulla riva orientale del Reno. Ma all'epoca dei Romani i Galli erano diffusi in Europa, e parlavano lingue celtiche che si sono divise in due gruppi. Oltre a quelli dell'odierna Francia, i Galli si stabilirono anche nelle pianure dell'Italia settentrionale, nella provincia romana conosciuta come Gallia Cisalpina. Altri Galli migrarono in Spagna attraverso i Pirenei, dove si mischiarono alla popolazione indigena degli Iberici, diventando i "Galloiberici" (o Celtiberi). I Galli guidati da Brenno saccheggiarono Roma nel 390 AC (o, più probabilmene, nel 386 AC), distruggendo tutte le registrazioni storiche romane fino a quell'epoca. Nel mondo egeo, una larga migrazione di Galli orientali apparì in Tracia, a nord della Grecia, nel 281 AC. Un'altro condottiero gallo di nome Brenno, alla testa di una grossa armata, rinunciò all'ultimo minuto a dissacrare il Tempio di Apollo a Delfi, allarmato da portentosi tuoni e fulmini. Allo stesso tempo, una banda di Celti migranti, forte di 10.000 combattenti accompagnati dalle loro donne, bambini e schiavi, si muoveva attraverso la Tracia. Tre tribù di Galli passarono dalla Tracia all'Asia Minore su espresso invito di Nicomede I di Bitinia, che richiese il loro aiuto nella lotta dinastica contro suo fratello. In seguito si stabilirono nella Frigia orientale e nella Cappadocia, in Anatolia centrale, in una regione per questo conosciuta come Galatia. Il dominio romano in Gallia venne stabilito da Giulio Cesare, che sconfisse le tribù celtiche in Gallia 58-51 AC e descrisse le sue esperienze nel De Bello Gallico (it. Della Guerra Gallica). La guerra costò la vita a più di un milione di Galli, e un altro milione venne fatto schiavo. La regione venne in seguito governata come un numero di province, le principali delle quali erano: Gallia Narbonensis, Gallia Lugdunensis, Gallia Aquitania e Gallia Belgica. La capitale della Gallia era Lione (Lugdunum). Il 31 dicembre 406 i Vandali, gli Alani ed i Suebi attraversarono il Reno, cominciando l'invasione della Gallia. Dopo essere stato sottoposto alla crescente pressione da parte delle tribù germaniche a partire dalla meta del III secolo, il dominio romano in Gallia finì con la sconfitta del governatore romano Siagrio da parte dei Franchi nel 486.

Continuità Gallo-Romana

Nel VI secolo, l'ex Gallia continuava ad essere divisa in tre parti, come già era stata descritta da Cesare. I Franchi occupavano la maggior parte del territorio. Un regno visigoto venne fondato nella regione sudoccidentale che sarebbe divenuta l'Aquitania, mentre nelle aree che sarebbero divenute la Provenza e la Linguadoca una cultura gallo-romana continuò fino all'epoca di Gregorio di Tours.

Vedi anche


- Ambiorix
- Vercingetorige
- Aedui
- Asterix
- Gaulish
- Impero delle Gallie
- Lista di genti della Gallia Categoria:Popoli antichi Categoria:Storia

Galli Boi

Boi, popolazione celtica, stabilitasi nell'Italia settentrionale. Penetrati in territorio romano insieme agli Insubri, ai Lingoni, ai Taurini e ai transalpini Gesati, furono duramente sconfitti nel 225 AC dall'esercito romano, guidato dal console Emilio Papo, nella località di "Campo Regio" presso il promontorio di Talamone. Categoria:Popoli dell'Italia antica

189 AC

Eventi


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Nati


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Morti


- 012

Teodorico

Teodorico è un nome maschile d'origine gotica (Thiudareiks, re del popolo), frequente nel medioevo, spesso per sovrani goti :
- Teodorico I († 451), re dei Visigoti.
- Teodorico II († 466), figlio del precedente, re dei Visigoti.
- Teodorico il Grande (455526), re degli Ostrogoti di Ravenna e re d'Italia.

493

Eventi

Gli Ostrogoti guidati da Teodorico sconfiggono definitivamente gli Eruli di Odoacre.

Nati

Morti


- Odoacre, Re d'Italia
- Qi Wu Di, sovrano cinese della dinastia Qi 093 ko:493년 nb:493

Bisanzio

Bisanzio (poi Costantinopoli, attualmente Istanbul) è stata un'antica città greca, fondata da coloni di Megara nel 667 AC e chiamata così in onore del loro re Byzantas. Il nome "Bisanzio" è una traduzione del latino Byzantium, a sua volta la forma latinizzata del nome greco originale Βυζαντιον (Byzántion). Dopo essersi schierata con Pescennio Nigro contro il vittorioso Settimio Severo la città fu assediata e largamente distrutta fra il 193 e il 195. Bisanzio fu ricostruita dallo stesso Settimio Severo, divenuto Imperatore e riottenne rapidamente la sua precedente prosperità. La localizzazione di Bisanzio attrasse Costantino che, l'11 maggio 330 la rifondò come "Noua Roma" (che presto prese invece il nome di Costantinopoli), dopo un sogno profetico nel quale gli veniva indicato il posto dove stabilire la città. Certamente la combinazione dello spirito imperialista di Costantino e la sua posizione strategica avrebbero giocato un ruolo importante come punto di passaggio fra due continenti (Europa e Asia), e successivamente un polo d'attrazione per l'Africa ed altri paesi, commercialmente, culturalmente, diplomaticamente e strategicamente. Con la sua posizione strategica, Costantinopoli controllò per lungo tempo le rotte fra Asia ed Europa, così come il passaggio dal Mar Mediterraneo al Pontus Euxinos (Mar Nero). Nel 1453 la città cadde in mano ai turchi ottomani ed è tuttora parte della Turchia. Solo nel 1926 prese il nome attuale di Istanbul, derivato dall'espressione greca εις την πóλιν (eis tēn pólin), "alla città".

Voci correlate


- Impero romano
- Imperatori romani
- Impero bizantino
- Imperatori bizantini Categoria:Turchia Categoria:Città antiche ja:コンスタンティノポリス

Longobardi

I Longobardi (Langobardi in latino) erano una popolazione germanica, forse originaria della Scandinavia, che prese parte alle invasioni barbariche dell'impero romano.

Storia

Origini

Popolazione germanica proveniente dalla Scandinavia, erano chiamati originariamente Winniler e temuti per il loro grande valore (nonostante lo scarso numero, come riporta Tacito), essi raggiunsero inizialmente la costa baltica. Durante il I secolo d.C. abbandonarono le foci dell'Elba, dove si erano stanziati, si mossero verso sud e si stabilirono in Pannonia (Ungheria).

Invasione dell'Italia

Nel 568 i Longobardi, guidati da Alboino, invasero l'Italia cercando terre più fertili. Dopo tre anni di assedio, nel 571, Alboino prese Pavia e ne fece la capitale del suo regno. I Longobardi scesero poi nell'Italia centro–meridionale, fondarono i ducati di Spoleto e Benevento. I Bizantini non riuscirono ad opporsi agli invasori e riuscirono a conservare solamente alcune zone costiere, l'Esarcato (Romagna), con capitale Ravenna, le Pentapoli (comprendenti i territori costieri dell’Emilia-Romagna e delle Marche e le cinque città di Ancona,