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Brigate Rosse
:"Colpirne uno per educarne cento" - (motto da Mao Tse Tung ripreso dalle Brigate Rosse)
Le Brigate Rosse (spesso abbreviato in BR) sono una organizzazione sovversiva di estrema sinistra di ispirazione marxista-leninista, considerate il maggiore gruppo terroristico del secondo dopoguerra in Italia.
Hanno operato in Italia a partire dagli anni '70, attraverso una struttura paramilitare compartimentata e organizzata per cellule, che hanno compiuto atti di terrorismo contro persone rappresentative - a parere dei terroristi stessi- dei poteri politici, economici e sociali (che, nella logica brigatista, formavano il cosiddetto Stato Imperialista delle Multinazionali ossia S.I.M.) che intendevano abbattere.
Ideologia
L'organizzazione terroristica doveva "indicare il cammino per il raggiungimento del potere e l'instaurazione della Dittatura del Proletariato", che avveniva con gli atti terroristici e con documenti di analisi politica dette "risoluzioni strategiche", che indicavano gli obiettivi primari e come raggiungerli.
Durante il triennio iniziale, l'obiettivo da raggiungere era quello di svegliare la sopita coscienza di classe dei lavoratori contro i dirigenti e di crumiri: il come era presto detto ed esemplificato: atti di vandalismo contro le automobili dei "colpevoli".
In seguito, l'orizzonte si allargò e si fece il salto di qualità: abbattere lo stato borghese, cacciare gli occupanti statunitensi e ritirarsi dalla NATO, creare "l'uomo nuovo".
Il gruppo di comando dell'organizzazione, detta "direzione strategica", definiva la "linea politica" da seguire per un certo periodo. All'interno della linea decisa, ogni singola "colonna" definiva anche le azioni armate da compiere. Le azioni più importanti - come il sequestro del magistrato Mario Sossi, quello di Aldo Moro o del generale americano James Lee Dozier - venivano decise dal "Comitato esecutivo", composto da quei membri della "direzione strategica" che avevano la responsabilità di dirigere una "colonna".
- È da tenere presente che Le Brigate Rosse hanno sempre rifutato la definizione di "organizzazione terroristica", attribuendosi invece quella di "guerrigliera". La differenza - che proviene dalla storia delle rivoluzioni dell'Ottocento e del Novecento - è profonda: la "guerriglia" attacca soltanto i "nemici" (militari o civili con funzioni di responsabilità), mentre il "terrorismo" (di cui non esiste ancora, peraltro, una definizione univoca e condivisa a livello delle Nazioni Unite) colpisce indiscriminatamene la popolazione civile.
Storia
Non esiste un atto di fondazione delle Brigate Rosse.
Molti ritengono che la nascita dell'organizzazione sia avvenuta nel 1969, nell'albergo Stella Maris di Chiavari, dove si tenne - secondo quanto racconta uno dei capi storici, Alberto Franceschini, nel suo libro - un convegno del neonato Collettivo politico metropolitano.
Ma secondo lo stesso Franceschini in quell'occasione non si accennò alla lotta armata e alla clandestinità, che divennero in seguito tratti distinti dei militanti delle BR. I primi passi delle future Brigate Rosse si sono svolte, sempre secondo Franceschini, nell'agosto del 1970 a Pecorile, dove si riuniscono i militanti del Collettivo.
L'ideologia brigatista si riconduceva - a loro dire - ad una "incompiuta lotta di liberazione partigiana dell'Italia": come i partigiani liberarono il popolo dalla dittatura nazifascista, così il nuovo movimento rivoluzionario avrebbe liberato una volta per tutte il popolo dalla servitù alle multinazionali statunitensi. Alla logica partigiana si ispiravano i soprannomi che i brigatisti utilizzavano per celare la vera identità, nonchè la struttura verticale dell'intera organizzazione: gruppi di fuoco inquadrati in cellule, a loro volta raggruppate in colonne sotto l'egida della direzione strategica.
Nel mondo dell'ultrasinistra maoista, dei centri sociali, dei collettivi autonomi, si vedeva un nesso tra sindacalismo militante ed azione partigiana: era, a loro dire, la risposta da dare alla "Strategia della tensione" instaurata in quegli anni dai - si diceva - "servizi segreti deviati, complici della C.I.A.". "Alzare il tono dello scontro !" era lo slogan che condiva questa visione della realtà. Ed in effetti, Franceschini, uno dei fondatori del "Partito armato" apparteneva alle frange più estremiste del sindacato. Anche Mario Moretti proveniva dalle file del sindacato.
L'altra anima delle Brigate Rosse fu quella della contestazione studentesca, nella fattispecie quella sorta alla Facoltà di Sociologia dell'Università di Trento, cui appartenevano sia Renato Curcio che la moglie, Margherita ("Mara") Cagol.
I primi attentati incendiari ad opera delle BR vengono eseguiti poco tempo dopo, nel settembre del 1970; a farne le spese fu l'auto del dirigente dell'ufficio del personale della SIT SIEMENS di piazza Zavattari a Milano, tal Giuseppe Leoni. I giornali dell'epoca si riferivano ad una non meglio precisata "Formazione dell'estrema sinistra extraparlamentare".
Il simbolo delle BR è una stella asimmetrica a 5 punte inscritta in un cerchio. I primi brigatisti scelgono la stella come simbolo dell'organizzazione perché tale simbolo era stato adottato da diversi movimenti rivoluzionari dell'epoca. Non riescono tuttavia a disegnare una stella perfettamente simmetrica e vogliono che il loro simbolo sia facilmente riproducibile. Per questo motivo prendono come punto di riferimento, nei diversi tentativi di disegnare una stella simmetrica, un cerchio che si può disegnare facilmente con l'ausilio di una moneta e una stella che si può disegnare senza staccare la matita dal foglio. Si rassegnano infine all'asimmetria della loro stella, che diventa un tratto distintivo del simbolo. La stella era di color bianco su sfondo rosso e compariva in mezzo, tra la lettera "B" e la lettera "R". A volte, sotto la stella campeggiava uno slogan, il più delle volte recitante: "La rivoluzione non si processa !".
Periodo 1970-1974: la propaganda armata
Tra il 1970 e il 1974 le BR agiscono prevalentemente in ambito operaio, con piccoli gruppi che operano all'interno delle fabbriche in modo spesso clandestino. Inizialmente agiscono solo nel milanese. Successivamente estendono il proprio operato in Piemonte, Liguria, Veneto ed Emilia Romagna.
Vengono organizzati gruppi parasindacali, ognuno dei quali detto Brigata, che fa propaganda nelle fabbriche e in particolare nelle aziende soggette a piani di ristrutturazione o nelle quali il rapporto dei lavoratori con la dirigenza e la proprietà è conflittuale. I militanti delle BR, oltre a diffondere le proprie idee, prendono di mira quadri e dirigenti aziendali, incendiandone le auto o realizzando brevi rapimenti, di solito della durata di qualche ora, allo scopo di intimidire il rapito e la dirigenza dell'azienda e dimostrare la forza e la spregiudicatezza dell'organizzazione.
Ne fanno le spese tra gli altri, l'ingegnere Michele Mincuzzi dell'Alfa Romeo sequestrato per alcune ore il 28 giugno 1973, Ettore Amerio, capo del personale FIAT e l'ingegner Idalgo Macchiarini della Siemens (il primo rapito dalle BR: nel dazibao accanto al quale fu fotografato si leggeva: "Mordi e fuggi. Nulla resterà impunito. Colpirne uno per educarne cento").
Periodo 1974-1980: l'attacco al cuore dello Stato
Il lavoro di propaganda e intimidazione nelle fabbriche produce risultati modesti e la strategia cambia. Le BR decidono di attaccare lo stato colpendo quelli che ritengono esserne i rappresentanti ("I servi dello stato"): politici, magistrati, forze dell'ordine.
La prima azione in questo senso è il rapimento del sostituto procuratore Sossi, a Genova, nel 1974. Sossi, che sostiene l'accusa contro gruppi terroristici, viene rapito e sottoposto a processo dai brigatisti, che decidono di ucciderlo ("Sossi, fascista, sei il primo della lista !"). Si salva grazie all'offerta del Tribunale di Genova di rivedere la posizione dei detenuti dell'organizzazione XXII Ottobre sotto processo, sfruttando le possibilità offerte dalle norme. Sossi viene liberato a Milano, torna a Genova in treno e si consegna alla Guardia di Finanza.
Il Procuratore della Repubblica Coco non manterrà però fede all'impegno. Verrà sucessivamente ucciso insieme a due uomini della scorta (Coco fu la prima vittima delle BR, nel 1976: da allora venne inaugurato il periodo de "Gli anni di piombo").
Il livello dello scontro a partire dal 1974 dunque si alza. La risposta dello stato è altrettanto forte.
L'8 settembre 1974 vengono arrestati Renato Curcio e Alberto Franceschini, capi storici delle BR e membri, insieme a Mario Moretti, della direzione dell'organizzazione.
Curcio e Franceschini vengono arrestati grazie alle informazioni di un frate confidente delle forze dell'ordine, soprannominato frate Mitra. Moretti si salva fortunosamente. Secondo alcuni si salva perché non lo si è voluto catturare.
I brigatisti non si arrendono e il 18 febbraio 1975 riescono a fare evadere Curcio dal carcere di Casale Monferrato. Resta latitante per 11 mesi prima di essere ulteriormente arrestato. Pochi mesi più tardi mentre le forze dell'ordine intervengono per liberare l'industriale Gancia, rapito dai brigatisti, resta uccisa Mara Cagol, fondatrice dell'organizzazione e compagna di Renato Curcio. Alla sua memoria verrà dedicato il nome della colonna torinese delle BR.
Particolare rilevanza riveste la seconda fase, il cui culmine è l'eccidio di via Fani, l'azione definita "Di geometrica potenza", il rapimento del Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro ed il suo successivo assassinio dopo un "processo popolare nella prigione del popolo". Moro resterà prigioniero per 55 giorni, dal 16 Marzo all'8 Maggio 1978: durante la sua prigionia invierà diverse lettere alla moglie ed ai compagni di partito. La politica si divise tra il Fronte della fermezza (Berlinguer, Andreotti) ed il Fronte della trattativa (Craxi, Cossiga). Anche papa Paolo VI intervenne verso "Gli uomini delle Brigate Rosse" al fine di salvare la vita di Moro, ma fu tutto inutile, dal momento che lo stato non accolse le richieste dei brigatisti: l'ultimo comunicato delle BR iniziava in modo molto cupo con un gerundio: "Concludendo...". Il corpo senza vita di Moro venne ritrovato nel bagagliaio di un'automobile parcheggiata in via Caetani, simbolicamente posta a metà strada tra via delle Botteghe Oscure (sede del PCI) e piazza Del Gesù (sede della DC). Molti misteri restano tuttora insoluti circa il caso Moro. Ad esempio, pare che Moro avesse accennato ai brigatisti l'esistenza della struttura parallela ed ultrasegreta "Gladio", molti anni prima che divenisse di pubblico dominio. Così come non si conosce ancora chi effettivamente sparò allo statista. Ed infine, pare che vennero ritrovati dei gettoni telefonici nelle tasche del vestito di Moro, circostanza assai strana, in quanto le BR erano solite fornire i gettoni telefonici soltanto ai rapiti che intendevano liberare. In quegli anni, molti si tennero egualmente distanti dai terroristi, che dai politici: una frase attribuita a Leonardo Sciascia recitava: "Né con lo Stato, né con le Brigate Rosse". In seguito all'uccisione di Moro vennero varate leggi di durezza eccezionale ed anche provvedimenti a favore di eventuali terroristi dissociati. E fu proprio grazie alle confessioni di un dissociato, Patrizio Peci, che, a partire dal periodo 1979 - 1980, iniziò lo smantellamento delle BR da parte dello Stato, ad opera del generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa (poi ucciso dalla mafia nel 1982). Per punire Peci della collaborazione con lo Stato, i suoi ex compagni gli rapirono ed uccisero il fratello Roberto, nell'estate 1981. Con la cattura di Moretti e di Fenzi (Aprile 1981), emersero altre figure di spicco nella galassia brigatista: il professor Giovanni Senzani ed Antonio Savasta. Fu proprio Savasta e la colonna veneta che rapirono il generale statunitense James Lee Dozier nel suo appartamento a Verona, il 17 Dicembre 1981. Dozier venne, poi, liberato a Padova (1982)dalle squadre speciali della polizia, i NOCS. Le confessioni di Savasta diedero il colpo di grazia a quanto restava dell'organizzazione, ormai priva di una guida centralizzata. Nel frattempo, nel periodo Giugno - Luglio 1980, a causa di divergenze ideologiche, venne espulsa dall'organizzazione terroristica la colonna milanese Walter Alasia (prendeva il nome da un ventenne terrorista milanese morto in un conflitto a fuoco coi carabinieri nel Dicembre 1976). Anche il mondo del sindacato aveva, nel frattempo, voltato le spalle alle BR: le BR avevano ucciso un sindacalista genovese, Guido Rossa, nel 1979, reo d'aver denunciato un membro delle BR sorpreso a consegnar volantini nella medesima azienda di Rossa.
Gli anni ottanta: la dissoluzione e gli ultimi colpi di coda
Dopo l'epurazione della colonna milanese, per evitare che il simbolo e la denominazione del movimento terrorista potesse esser usurpato dagli ex compagni, le BR assunsero una nuova denominazione: "Brigate Rosse per la costruzione del Partito Comunista Combattente" (BR- PCC, la cosiddetta "Ala militarista"). La guida del nuovo movimento fu presa da Senzani, da Savasta e da Barbara Balzerani, la cosiddetta primula rossa delle BR (venne catturata solo nel 1985, poichè di lei si conosceva un'unica foto segnaletica risalente a vent'anni prima!). Nel frattempo, la colonna milanese ed altri militanti espulsi dal movimento fondarono un nuovo gruppo terrorista, le "Brigate Rosse per l'Unione dei Comunisti Combattenti", o "BR - UCC", la cosiddetta "Ala movimentista". L'ultima risoluzione strategica, in cui si ammetteva il fallimento della lotta armata, è del 1984 e porta significativamente il titolo: "Come uscire dall'emergenza". Il movimeto, decimato negli anni ottanta dopo la cattura di Senzani, di Savasta, della Balzerani, di Antonino Fosso (detto "Il cobra"), fu testimone delle uccisioni di Roberto Peci, fratello del pentito Patrizio, dell'ingegner Taliercio (direttore del Petrolchimico di Marghera)- entrambi nel 1981 - , del generale statunitense Leamon Hunt (1984), dell'economista Ezio Tarantelli (1985), dell'ex - sindaco di Firenze Lando Conti (1986), del generale Licio Giorgieri (1987) e del senatore Roberto Ruffilli (1988). Da segnalare anche il tentativo di uccidere il consulente economico dell'allora presidente del consiglio Craxi, Gino Giugni (1984), prontamente difeso dalle guardie del corpo che uccisero una terrorista, Wilma Monaco.
Gli anni 2000
Alcuni capi brigatisti arrestati e condannati sono attualmente inseriti in programmi di reinserimento sociale; molti di essi tuttora rilasciano interviste giornalistiche, pur senza mai aggiungere granché alle verità processualmente accertate.
Negli ultimi anni le Brigate Rosse sono tornate nella cronaca a causa della sparatoria sul treno tra due esponenti delle Nuove Brigate Rosse - Nuclei Comunisti Combattenti Mario Galesi e Nadia Desdemona Lioce e degli agenti di Polizia Ferroviaria. Galesi ed un agente, Emanuele Petri, moriranno per i colpi di arma da fuoco. Da qui prosegue un nuovo capitolo della storia di questa organizzazione terroristica, che negli ultimi anni ha ucciso due tecnici che lavoravano alle dipendenze di due Primi Ministri, Massimo D'Antona (sotto l'on. Massimo D'Alema) e Marco Biagi (sotto l'on. Silvio Berlusconi). In seguito ai file trovati nel notebook della Lioce, sono stati arrestati altri componenti del gruppo armato e dalla fine del 2004, una pentita sta collaborando con le forze dell'ordine.
I brigatisti rossi, dalla fondazione dell'organizzazione a oggi, hanno ucciso (o giustiziato, secondo il linguaggio della loro logica ideologica) una settantina di persone, oltre ai numerosi casi di ferimento.
Voci correlate
- Anni di piombo
Collegamenti esterni
- [http://www.apolis.com/moro/br/risoluzione/indicef.htm Il testo completo della risoluzione strategica del febbraio 1978]
- [http://www.archivio900.it/it/documenti/finestre-900.aspx?c=1050 Il testo completo di tutti i comunicati delle Brigate Rosse]
- [http://www.brigaterosse.org Sito web sulle Brigate Rosse]
Categoria:Organizzazioni terroristiche
Categoria:Anni di piombo
Mao Tse Tung
Mao Zedong, scritto anche Mao Tse-Tung, (26 dicembre 1893 - 9 settembre 1976) fu presidente del Partito Comunista Cinese dal 1935 alla sua morte. Sotto la sua guida, il partito salì al governo della Cina continentale, come risultato della sua vittoria nella guerra civile cinese e della fondazione della Repubblica Popolare Cinese (di cui fu presidente) nel 1949.
Mao sviluppò un Marxismo-Leninismo "cinesizzato", noto come Maoismo, parallelo all'ideologia politica nota come Stalinismo, e mentre era al potere collettivizzò l'agricoltura con il "grande balzo in avanti". Mao forgiò, e in seguito ruppe, un'alleanza con l'Unione Sovietica, e lanciò la Rivoluzione Culturale.
A Mao viene diffusamente attribuita la creazione di una Cina in gran parte unificata e libera dalla dominazione straniera, per la prima volta dalla guerra dell'Oppio, ed al tempo stesso criticato per la carestia del 1958–1961 e la violenza della Rivoluzione Culturale.
Mao Zedong viene comunemente chiamato Presidente Mao (毛主席, Mao Zhuxi). Ai vertici del suo culto della personalità, Mao era comunemente noto in Cina come il "Quattro volte grande": "Grande Maestro, Grande Capo, Grande Comandante Supremo, Grande Timoniere (伟大导师,伟大领袖,伟大统帅,伟大舵手)".
Gioventù
Ultimo di quattro figli di una famiglia di coltivatori agricoli moderatamente prospera, Mao Zedong nacque nel villaggio di Shaoshan, nella Contea di Xiangtan (湘潭縣), Provincia di Hunan. I suoi antentati vi erano migrati dalla provincia di Jiangxi, durante l'epoca della Dinastia Ming, e si erano dedicati all'agricoltura per generazioni.
Dinastia Ming
Durante la Rivoluzione del 1911 prestò servizio nell'esercito provinciale di Hunan. Negli anni '10 Mao ritornò a scuola, dove divenne un sostenitore della forma fisica e dell'azione collettiva.
Dopo essersi diplomato alla Scuola Normale di Hunan nel 1918, Mao viaggiò a Pechino con il suo insegnante delle superiori e futuro suocero, Professor Yang Changji (杨昌济), durante il "movimento del quattro maggio", quando Yang tenne delle lezioni all'Università di Pechino. Seguendo le raccomandazioni di Yang, Mao lavorò sotto Li Dazhao, direttore della biblioteca universitaria, e presenziò ai discorsi di Chen Duxiu. Mentre lavorava per la biblioteca dell'Università di Pechino come assistente bibliotecario, Mao acquistò il gusto per i libri, che mantenne negli anni successivi. Sempre a Pechino sposò la prima moglie, Yang Kaihui, una studentessa universitaria e figlia di Yang Changji. (Quando Mao aveva 14 anni, suo padre gli aveva organizzato un matrimonio con una compaesana, Luo Shi [羅氏], ma Mao non riconobbe mai quel matrimonio.)
Invece di trasferirsi all'estero come molti dei suoi compatrioti radicali, Mao spese l'inizio degli anni '20 viaggiando attraverso la Cina, e infine fece ritorno nello Hunan, dove prese a guidare la promozione delle azioni collettive e per i diritti dei lavoratori.
All'età di 27 anni, Mao partecipò al primo congresso del Partito Comunista Cinese a Shanghai (luglio 1921). Due anni dopo venne eletto nel comitato centrale del partito, nel corso del terzo congresso.
Durante il primo fronte unito Kuomintang-PCC, Mao funse da direttore dell'Istituto di Addestramento dei Contadini del Kuomintang (il Partito Nazionalista), e all'inizio del 1927 venne inviato nella Provincia di Hunan per relazionare sulle recenti sollevazioni contadine avvenute alla luce della "spedizione settentrionale". La relazione che Mao produsse da questa indagine è considerata il primo importante lavoro della teoria maoista.
Idee politiche
Articolo principale: Maoismo
Durante questo periodo, Mao sviluppò molte delle sue teorie politiche. In campo filosofico, le idee di Mao erano considerate più importanti dal punto di vista culturale che originali; eppure, le sue idee hanno avuto un enorme impatto su generazioni di cinesi ed hanno influenzato significativamente il resto del mondo.
Un concetto molto importante era la sua visione dei contadini come sorgente della rivoluzione. La teoria Marxista-Leninista tradizionale aveva visto i lavoratori urbani come forza motrice della rivoluzione, Mao invece sosteneva che nel caso della Cina era la classe contadina quella dalla quale si sarebbe sviluppata la rivoluzione. Poiché la Cina non aveva una significativa popolazione appartenente alla classe operaia urbana, ma molti contadini insoddisfatti, questa idea era necessaria per sostenere che il comunismo era applicabile in Cina.
Mao aggiunse anche alle teorie di Engels e Marx, per creare una nuova teoria del materialismo dialettico. Inizialmente applicando la teoria della dialettica ai conflitti del mondo reale, e successivamente asserendo che solo la realtà empirica del conflitto aveva importanza, Mao sviluppò un tipo di teoria dialettica che venne studiato per decenni. Comunque è difficile determinare la reale validità di questa teoria, poiché molte delle analisi fatte su di essa sono state influenzate dall'appartenenza politica.
In questo periodo, Mao sviluppò anche delle idee più pratiche, come una teoria a tre stadi della guerriglia e il concetto di "dittatura democratica del popolo".
Guerra e rivoluzione
Mao sfuggì al terrore bianco nella primavera/estate del 1927 e guidò la sfortunata rivolta del raccolto autunnale a Changsha, nello Hunan, in autunno. Mao sopravvisse a malapena a questo rovescio (sfuggì alle sue guardie mentre veniva portato ad essere giustiziato) ed assieme alla sua malandata banda di leali guerriglieri trovò rifugio nelle Montagne dello Jinggang, nella Cina sud-orientale. Li, dal 1931 al 1934, Mao aiutò a fondare la Repubblica Sovietica Cinese della quale venne eletto presidente. Fu in questo periodo che Mao sposò He Zizhen, dopo che Yang Kaihui era stata uccisa da forze del Kuomintang.
Mao, con l'aiuto di Zhu De, costruì un modesto ma efficace esercito guerrigliero, intraprese esperimenti nella riforma rurale e nel governo, e fornì rifugio ai comunisti che sfuggivano alle purghe effettuate dalla destra nelle città. Sotto la crescente attuata dalle campagne di accerchiamento del Kuomintang, ci fu una lotta di potere all'interno della dirigenza comunista. Mao venne rimosso dalla sua importante posizione e sostituito da individui (compreso Zhou Enlai) che apparivano fedeli alla linea ortodossa sostenuta da Mosca e rappresentata all'interno del PCC da un gruppo noto come i 28 bolscevichi.
Chiang Kai-shek, che aveva in precedenza assunto il controllo nominale della Cina, in parte grazie alla "spedizione settentrionale", era determinato ad eliminare i comunisti. Per sfuggire alle forze del Kuomintang, i comunisti si impegnarono nella "Lunga Marcia", una ritirata da Jiangxi, nel sud-est, a Shaanxi, nel nord-ovest della Cina. Fu durante questo viaggio, lungo 9.600 km e durato un anno, che Mao emerse come capo dei comunisti cinesi, aiutato dalla Conferenza di Zunyi e dalla defezione di Zhou Enlai che gli divenne alleato.
Dalla sua base a Yan'an, Mao guidò la resistenza comunista contro i giapponesi nella Guerra Cino-Giapponese (1937-1945).
Mao consolidò ulteriormente il potere sul Partito Comunista nel 1942, lanciando la "Cheng Feng", o campagna di "Rettifica", contro i rivali interni al PCC, come Wang Ming, Wang Shiwei, e Ding Ling. Sempre mentre era a Yan'an, Mao divorziò da He Zizhen e sposò l'attrice Lan Ping, che sarebbe divenuta nota con il nome di Jiang Qing.
Durante la guerra Cino-Giapponese, le strategie di Mao Zedong venivano avversate sia da Chiang Kai-shek che dagli Stati Uniti. Gli USA consideravano Chiang come un importante alleato, in grado di aiutarli ad abbreviare la guerra impegnando i giapponesi in Cina. Chiang, per contro, cercava di costruire l'esercito della Repubblica di Cina, in funzione di un conflitto con i comunisti di Mao dopo la fine della seconda guerra mondiale. Questo fatto non venne ben compreso dagli USA che continuarono a fornire preziosi armamenti al Kuomintang.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale, gli USA continuarono ad appoggiare Chiang Kai-shek, ora apertamente schierato contro l'Esercito di Liberazione Popolare guidato da Mao Zedong nella guerra civile per il controllo della Cina, come parte della loro politica di contenimento e sconfitta del "comunismo mondiale". Similarmente, l'Unione Sovietica diede aperto supporto a Mao e grandi forniture di armamenti ai comunisti cinesi.
Il 21 gennaio 1949, le forze del Kuomintang soffrirono enormi perdite contro l'"Armata Rossa" di Mao. All'alba del 10 dicembre 1949, l'esercito comunista aveva cinto d'assedio Chengdu, l'ultima città controllata dal Kuomintang nella Cina continentale, e Chiang Kai-shek fu costretto a trovare rifugio a Taiwan quello stesso giorno.
Alla guida della Cina
Taiwan 1949]]
Dopo aver sconfitto i nazionalisti del Kuomintang nella guerra civile, i comunisti fondarono la Repubblica Popolare Cinese il 1 ottobre 1949. Fu il culmine di oltre due decenni di lotta popolare diretta dal Partito Comunista. Dal 1954 al 1959, Mao fu Presidente della RPC e del PCC. Egli prese residenza a Zhongnanhai, un complesso vicino alla Città Proibita di Pechino, nel quale decise la costruzione di una piscina al coperto e di altri edifici. Durante la sua presidenza, Mao portò spesso avanti il suo lavoro mentre era a letto o dal bordo di una piscina, secondo quanto dichiarato dal dottor Li Zhisui, che sostenne di essere stato il suo medico. (Il libro di Li, The Life of Chairman Mao, ha suscitato molto dibattito.)
A seguito del consolidamento del potere, Mao avviò una fase di collettivizzazione rapida e forzata, che durò all'incirca fino al 1958. Il PCC introdusse un controllo dei prezzi che riuscì con ampio successo a spezzare la spirale inflattiva della precedente Repubblica di Cina, ed una semplificazione della scrittura cinese che mirava ad aumentare l'alfabetizzazione. La terra venne ridistribuite dai proprietari terrieri ai contandini poveri e vennero intrapresi progetti di industrializzazione su larga scala, che contribuirono alla costruzione di una moderna infrastruttura nazionale. Durante questo periodo la Cina sostenne incrementi annui del PIL del 4-9%, oltra a un drastico miglioramento degli indicatori della qualità della vita, quali aspettativa di vita e alfabetizzazione. Il PCC adottò inoltre delle politiche intese a promuovere la scienza, i diritti delle donne e delle minoranze, combattendo al tempo stesso l'uso di droghe e la prostituzione.
In questo periodo vennero portati avanti programmi quali la "Campagna dei Cento Fiori", nel quale Mao indicò la sua volontà di prendere in considerazione opinioni differenti su come doveva essere governata la Cina. Datagli la possibilità di esprimersi, molti cinesi iniziarono ad opporsi al Partito Comunista e a metterne in discussione la leadership. Questo venne inizialmente tollerato e addirittura incoraggiato, poiché si pensava che la critica costruttiva sarebbe stata di beneficio al Partito. Comunque, dopo pochi mesi, il governo di Mao ribaltò la sua politica: fece bloccare la campagna ed iniziò una battaglia contro il nazionalismo. L'incarico di questa offensiva venne affidato a quello che venne successivamente chiamato Movimento Anti-Destra.
Nel 1958, Mao lancia il "grande balzo in avanti", un piano inteso come modello alternativo per la crescita economica, il quale contraddiceva il modello sovietico basato sull'industria pesante che veniva sostenuto da altri all'interno del Partito. In base a questo programma economico l'agricoltura cinese sarebbe stata collettivizata e la piccola industria rurale sarebbe stata incentivata. Nel mezzo del grande balzo, Khrushchev annullò il supporto tecnico sovietico perché Mao era troppo radicale nello spingere per una rivoluzione comunista globale. Sempre in quel periodo si ebbe anche una grave siccità, che aumentò le difficoltà. Il grande balzo finì nel 1960, dopo che la scarsità di alimentari afflisse sia la città natale del presidente che la stessa Zhongnanhai. Sia in Cina che fuori, il grande balzo in avanti viene ora guardato come una politica disastrosa che contribuì alla morte di milioni di persone.
Il ritiro dell'aiuto sovietico, le dispute di confine, quelle sul controllo del comunismo mondiale, se questo dovesse essere rivoluzionario o mantenere lo status quo, e altre questioni riguardanti la politica estera, contribuirono alla scissione Cino-Sovietca negli anni '60.
A seguito di questo, altri membri del Partito Comunista, compresi Liu Shaoqi e Deng Xiaoping, decisero che Mao doveva essere privato del potere reale e rivestire solo un ruolo principalmente simbolico e cerimoniale. Essi cercarono di emarginare Mao, e nel 1959, Liu Shaoqi divenne Presidente dello stato, mentre Mao lasciò la carica, mantenendo quella di Presidente del Partito Comunista.
Davanti al fatto di non essere più ascoltato sul piano politico, Mao rispose a Liu e Deng lanciando nel 1966 la Rivoluzione Culturale, nella quale la gerarchia comunista venne scavalcata, affidando il potere direttamente alle Guardie Rosse, gruppi di giovani, spesso adolescenti, che mettevano in piedi dei tribunali propri. La rivoluzione portò alla distruzione di molto del patrimonio culturale "borghese" della Cina e all'imprigionamento di un gran numero di dissidenti cinesi, oltre ad altri sconvolgimenti sociali. Fu durante questo periodo che Mao scelse Lin Biao come suo successore, ma questi tuttavia tentò un colpo di stato militare nel 1971, che risultò fallimentare nella sua morte in un incidente aereo. Da quel momento in poi, Mao perse fiducia in molti dei vertici del PCC. La Rivoluzione Culturale ebbe un grande impatto sulla Cina ma Mao, che temeva la degenerazione del movimento, definì chiusa questa stagione nell'aprile del 1969, durante il IX congresso del PCC (anche se la storia ufficiale della Repubblica Popolare Cinese ne indica la fine nel 1976, alla morte di Mao).
1976
Negli ultimi anni della sua vita, Mao dovette affrontare una salute in declino, a causa del Morbo di Parkinson o, secondo Li Zhisui, di un'altra malattia neuro-motoria, oltre ai danni ai polmoni causati dal fumo e ai problemi cardiaci, e rimase passivo mentre diverse fazioni del Partito Comunista si mobilitavano nella lotta per il potere in previsione della sua morte. Quando Mao non potè più nuotare, la piscina coperta che aveva a Zhongnanhai venne convertita, sempre secondo Li Zhisui, in un grande salone d'accoglienza. Durante questo decennio, venne creato attorno a Mao un culto della personalità nel quale la sua immagine veniva mostrata ovunque e le sue citazioni venivano inserite in grassetto o in caratteri rossi anche nelle pubblicazioni più mondane.
Ormai stanco e malato, il "Grande Timoniere" iniziò una politica di avvicinamento all'Occidente che ebbe come risultati l'ingresso della Cina nell'ONU (1971) e la visita ufficiale nel 1972 del presidente Richard Nixon a Pechino. In seguito agli accordi SALT I dello stesso anno, iniziò anche un disgelo tra Mao e Leonid Brežnev: anche se non risolta definitivamente, la questione dei confini russo-cinesi non fu più un motivo di scontro tra le due superpotenze.
Dopo la sua morte, avvenuta il 9 settembre 1976, si svolse una lotta per il controllo del potere in Cina. Da una parte c'era la sinistra della Banda dei quattro, che voleva proseguire la politica di mobilitazione delle masse rivoluzionarie. Dall'altra la destra, che consisteva di due gruppi; i restaurazionisti guidati da Hua Guofeng, che sostenevano il ritorno ad una pianificazione centralizzata in stile sovietico, e i riformatori, guidati da Deng Xiaoping, che volevano una revisione dell'economia cinese, basata su politiche pragmatiche, e la deenfatizzazione del ruolo dell'ideologia nel determinare le regole politiche ed economiche.
Dopo l'arresto della Banda dei Quattro e l'iniziale dominio di Hua (che fino al 1980 sarebbe stato capo del governo e fino al 1981 guidò il PCC), questa lotta fu vinta da Deng Xiaoping, il quale introdusse riforme economiche che si sono rivelate di ampio successo, aiutando la Cina a sostenere il più alto tasso di crescita economica del mondo negli ultimi due decenni.
Eredità
Mao si considerava un nemico dei proprietari terrieri, degli uomini d'affari, e dell'imperialismo occidentale e statunitense, e un alleato dei contadini impoveriti, dei coltivatori e dei lavoratori. Le sue teorie militari e le sue idee filosofiche sono riassunte nelle Citazioni del Presidente Mao Zedong (note in occidente come il Libretto rosso) e nelle Opere scelte di Mao Zedong. Numerosi manifesti e componimenti musicali dell'epoca citavano Mao come "Un sole rosso al centro dei nostri cuori" (我们心中的红太阳) e un "Salvatore del popolo" (人民的大救星). Mao amava nuotare ed era un forte fumatore.
L'eredità di Mao ha prodotto un grande quantitativo di controversie. Alcuni si concentrano sui fallimenti del "grande balzo" e sui disastri della Rivoluzione Culturale, altri invece fanno notare che il gran numero di morti durante il periodo di consolidamento del potere successivo alla vittoria nella guerra civile cinese, fu piccolo in confronto al numero di morti causato da carestia, anarchia, guerra e invasione straniera, negli anni precedenti alla presa del potere da parte dei comunisti.
Il punto di vista ufficiale della Repubblica Popolare Cinese è che Mao Zedong fu un grande leader rivoluzionario, anche se commise gravi errori nell'ultima parte della sua vita. Secondo Deng Xiaoping, Mao aveva "ragione al 70% e torto al 30%", e i suoi "contributi sono importanti e i suoi errori secondari."
I sostenitori di Mao evidenziano, ad esempio, che prima del 1949 il tasso di analfabetismo in Cina era dell'80%, e l'aspettativa di vita arrivava a soli 35 anni. Alla sua morte, essi sostengono, l'analfabetismo era calato a meno del sette percento, e l'aspettativa media di vita aveva oltrepassato i 70 anni (statistiche alternative citano miglioramenti, anche se non così impressionanti). In aggiunta a questi miglioramenti, la popolazione totale della Cina aumentò del 57% a 700 milioni, dalla cifra costante di 400 milioni del periodo che va dalla guerra dell'oppio alla guerra civile cinese. I sostenitori affermano che sotto il regime di Mao, la Cina chiuse il suo "secolo di umiliazioni" e tornò allo status di grande potenza mondiale, e che Mao industrializzò la nazione in modo considerevole e assicurò la sovranità della Cina durante il suo governo. Alcuni dei sostenitori di Mao vedono il Kuomintang come un partito corrotto e danno a Mao il merito di averlo scacciato dalla Cina continentale e costretto al rifugio su Taiwan.
Essi sostengono inoltre che l'epoca maoista migliorò la condizione femminile e abolì la prostituzione, un fenomeno che sarebbe ritornato dopo che Deng Xiaoping e i leader post-Maoisti del PCC aumentarono la liberalizzazione dell'economia. In effetti, Mao una volta affermò che "le donne reggono l'altra metà del cielo".
Gli scettici osservano che simili miglioramenti nell'aspettativa di vita si sono aveute anche nelle Tigri del Sud-Est Asiatico, soprattutto a Taiwan, governata dagli avversari di Mao, il Kuomintang. Alcuni dei miglioramenti potrebbero semplicemente essere conseguenza di una nazione non più in guerra, quindi forse qualsiasi regime avrebbe potuto ottenerli. D'altra parte, il regime che governò Taiwan era composto dalle stesse persone che governarono la Cina per oltre 20 anni quando l'aspettativa di vita era così bassa. Forse fu solo la sconfitta da parte dei comunisti che creò il clima politico che rese questi miglioramenti possibili a Taiwan. Altri politici filo-statunitensi e in rapporti amichevoli con il Kuomintang, di nazioni asiatiche principalmente rurali, non ottennero tali miglioramenti - Filippine, Thailandia, e l'Indonesia di Suharto.
Le esperienze delle Tigri Asiatiche e delle riforme di Deng Xiaoping suggeriscono che la politica economica di Mao portò a risultati economici molto più poveri rispetto a quelli basati sul mercato. Comunque, Mao stesso credeva che il "socialismo è l'unica via d'uscita per la Cina", poiché gli Stati Uniti e altre nazioni imperialiste non volevano permetterle di entrare nelle fila del capitalismo avanzato. Come a supportare questa teoria, gli USA posero un embargo commerciale sulla Cina che durò fino a quando Richard Nixon decise che Mao aveva reso se e la Cina una forza con cui fare i conti. Mentre le Tigri ottennero delle condizioni commerciali favorevoli dagli Stati Uniti, gran parte delle nazioni capitaliste del terzo mondo non godettero dello stesso trattamento, e queste non videro nienete di simile ai miglioramenti sociali della Cina o alla crescita economica delle Tigri. Quindi, si ripropone la questione dell'uovo e della gallina. Fu il successo comunista a spingere gli USA a fare concessioni commerciali ai paesi anti-comunisti circostanti, o fu il comunismo cinese che fece sorgere gli ostacoli al commercio posti nei suoi confronti?
Molti, compreso il Partito Comunista Cinese, ritengono Mao largamente resopnsabile per il "grande balzo in avanti" e per la Rivoluzione Culturale, entrambe ampiamente ritenute un disastro economico e politico. Altri critici di Mao lo incolpano per non aver incoraggiato il controllo delle nascite e per aver creato il balzo demografico cui i successivi leader cinesi risposero adottando la politica del figlio unico.
Esiste un maggiore consenso sul ruolo di Mao come stratega e tattico militare durante la guerra civile cinese e la guerra di Corea. Anche tra quelli che trovano l'ideologia di Mao impraticabile o abominevole, si ha il riconoscimento che Mao fu uno dei più brillanti strateghi politici e militari del XX secolo, e gli scritti militari di Mao continuano in buona misura a influenzare quelli che cercano di creare un'insurrezione e quelli che cercano di reprimerla.
XX secolo
L'ideologia del Maoismo ha influenzato molti comunisti in tutto il mondo, compresi i movimenti rivoluzionari del terzo mondo, come i Khmer Rossi in Cambogia, Sendero Luminoso in Perù, il movimento rivoluzionario del Nepal e persino il Partito Comunista Rivoluzionario degli Stati Uniti. Ironicamente, la Cina si è distanziata nettamente dal Maoismo fin dalla morte di Mao, e molte delle persone al di fuori della Cina che si descrivono come Maoiste, considerano le riforme di Deng Xiaoping come un tradimento dell'eredità di Mao.
Nella Cina continentale molte persone considerano ancora Mao come un eroe nella prima metà della sua vita, ma sostengono che divenne un mostro dopo aver ottenuto il potere. In particolare Mao viene criticato per aver creato un culto della personalità. Comunque, in un'epoca dove la crescita economica ha provocato l'aumento della corruzione in Cina, c'è chi guarda a Mao come a un simbolo di incorruttibilità morale e di auto-sacirficio, in contrasto con l'attuale leadership.
Nella metà degli anni '90, il ritratto di Mao iniziò a comparire su tutti i nuovi renminbi, la valuta della Repubblica Popolare Cinese. La scelta era concepita principalmente come misura anti-contraffazione, poiché il volto di Mao è ampiamente conosciuto, al contrario delle figure generiche che comparivano sulle vecchie banconote.
Famiglia
Mogli:
# Yang Kaihui (杨开慧, 1901-1930) da Changsha: moglie dal 1921 al 1927, giustiziata dal Kuomintang nel 1930.
# He Zizhen (贺子珍, 1909-1984) dallo Jiangxi: moglie dal maggio 1928 al 1939.
# Jiang Qing: moglie dal 1939 alla morte di Mao.
Jiang Qing, Wen Qimei, Mao Zedong. A Changsha, 1919.]]
Parenti:
- Wen Qimei (文七妹),madre
- Mao Yichang (毛贻昌), padre, nome di cortesia Mao Shunsheng (毛顺生)
- Mao Enpu (毛恩普), nonno paterno
Fratelli e sorelle:
- Mao Zemin (毛泽民, 1895-1943), fratello minore
- Mao Zetan (毛泽覃, 1905-1935), fratello minore
- Mao Zehong, sorella (giustiziata dal Kuomintang nel 1930)
:I genitori di Mao Zedong ebbero complessivamente cinque figli e due figlie. Due dei figli ed una figlia morirono giovani. Come le tre mogli di Mao, Mao Zemin e Mao Zetan erano comunisti. Come Yang Kaihui, sia Zemin che Zetan vennero uccisi in guerra mentre Mao Zedong era in vita.
Si noti che il carattere ze (泽) appare nei nomi di tutti i figli, una comune convenzione cinese.
Figli:
- Mao Anying (毛岸英): avuto da Yang, spostatosi con Liu Siqi (刘思齐), che nacque come Liu Songlin (刘松林)
- Mao Anqing (毛岸青):avuto da Yang, sposatosi con Zhao Hua (邵华), ebbe un figlio, Mao Xinyu (毛新宇)
- Li Min (李敏): avuta da He, sposatasi con Kong Linghua (孔令华), ebbe un figlio, Kong Ji'ning (孔继宁), e una figlia Kong Dongmei (孔冬梅)
- Li Na (李讷): avuta da Jiang (il cui nome di nascita era Li), sposatasi con Wang Jingqing (王景清), ebbe un figlio, Wang Xiaozhi (王效芝)
:Alcune fonti suggeriscono che Mao ebbe altri figli durante i giorni della rivoluzione; in molti casi i figli vennero affidati a famiglie di contadini perché era difficile prendersene cura e concentrarsi sulla rivoluzione.
Opere
Mao è accreditato come autore delle Citazioni del Presidente Mao Zedong, note ad occidente come "Il libretto rosso": si tratta di una collezione di estratti dai suoi discorsi e articoli. Mao scrisse diversi altri trattati filosofici, sia prima che dopo aver assunto il potere. Questi comprendono:
- Sulla pratica; 1937
- Sulla contraddizione; 1937
- Sulla nuova democrazia; 1940
- Sulla letteratura e l'arte; 1942
- Sulla corretta gestione delle contraddizioni tra il popolo. 1957
Mao scrisse poesie, principalmente in forma ci. I suoi meriti letterari sono difficili da valutare alla luce del controverso status politico dell'autore, e sono più tenuti in cosiderazione in Cina che all'estero.
Voci correlate
- Chiang Kai-shek
- Guerra civile cinese
- Maoismo
Collegamenti esterni
- [http://art-bin.com/art/omaotoc.html Il libretto rosso]
- [http://www.etext.org/Politics/MIM/classics/mao/index.html Opere selezionate di Mao Zedong]
- [http://www.marxists.org/glossary/people/m/a.htm#mao-tse-tung L'Enciclopedia del Marxismo] da una visione Trotskyista della vita di Mao. Parti di questo articolo si basano su di essa.
- [http://marxists.org/glossary/terms/m/a.htm#maoism L'Enciclopedia del Marxismo] da una visione Marxista (Trotskyista) del pensiero di Zedong.
- [http://www.etext.org/Politics/MIM/ MIM] Movimento Maoista Internazionalista, una corrente del Maoismo
- [http://artchina.free.fr/items/creasite.php?params=Mao%20Zedong_CATEGORY_0 Mao Zedong sui manifesti propagandistici]
- [http://www.spartacus.schoolnet.co.uk/COLDmao.htm Biografia di Mao Zedong] Da Spartacus Educational
- [http://www.asiasource.org/society/mao.cfm Biografia su Asia Source]
Filmati
- [http://www.chairmanmao.org/gb/yingxiang/shikuang/002.asf Mao dichiara la fondazione della Repubblica Popolare Cinesee] - 852 Kb ASF (In cinese con sottotitoli in cinese)
Categoria:Biografie
Categoria:Politici cinesi
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Seconda guerra mondiale
Con Seconda Guerra Mondiale si intende quel conflitto cominciato nel settembre 1939 con l'invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche, allargatosi progressivamente con l'entrata in guerra di: Gran Bretagna, Francia, Italia, Unione Sovietica, Giappone, Stati Uniti e altri paesi, europei e non.
Si concluse in Europa l'8 maggio 1945 con la resa incondizionata del Terzo Reich e nell'area del Pacifico il 15 agosto dello stesso anno con la capitolazione dell'Impero giapponese (anche se la firma della resa avvenne il 2 settembre) che subì pochi giorni prima gli unici due bombardamenti atomici della storia.
- Principali paesi coinvolti (con un asterisco sono indicati i paesi dell'Asse):
- 1 settembre 1939 - 8 maggio 1945: Terzo Reich (Germania e Austria) ( - )
- 1 settembre 1939: Polonia
- 3 settembre 1939 - 8 maggio 1945: Gran Bretagna (e Australia)
- 3 settembre 1939 - 8 maggio 1945: Francia
- 17 settembre 1939 - 8 maggio 1945: Unione Sovietica
- 30 novembre 1939 - 4 settembre 1944: Finlandia
- 9 aprile 1940 - 4 maggio 1945: Danimarca e Norvegia
- 10 giugno 1940 - 25 aprile 1945: Italia ( - fino all'8 settembre 1943)
- 28 ottobre 1940 1945 - Grecia
- 21 giugno 1941 - 1945: Ungheria ( - )
- 7 dicembre 1941 - 15 agosto 1945: Giappone ( - ) e Stati Uniti
Introduzione
La Seconda Guerra Mondiale fu il più grande conflitto armato della storia, si estese virtualmente ovunque nell'intero pianeta e coinvolse più nazioni di qualsiasi altro, introducendo nuove e potenti armi, che ebbero il loro culmine nell'uso della bomba atomica. Nonostante il nome, non tutte le nazioni furono coinvolte; alcune mantennero la neutralità (come Eire, Svezia e Svizzera), altre erano insignificanti dal punto di vista strategico (come il Messico).
La guerra colpì la popolazione civile più gravemente di qualsiasi altro conflitto precedente (portando così alla ribalta il concetto di guerra totale) e servì come sfondo per l'olocausto condotto dai nazisti nei confronti degli ebrei, così come per diverse altre significative uccisioni di massa di civili inermi.
Queste comprendono il massacro di milioni di cinesi e coreani da parte dei giapponesi, e il bombardamento di obiettivi civili in Germania e Giappone da parte degli alleati, così come i bombardamenti delle città europee da parte della Germania. In totale, la seconda guerra mondiale causò circa 50 milioni di vittime (circa il 2% della popolazione del pianeta), più di ogni altra guerra.
Fasi preliminari
Il risentimento tedesco nei confronti del trattamento subito dopo la fine della prima guerra mondiale, e le susseguenti difficoltà economiche, permisero ad Adolf Hitler e al suo movimento estremista nazionalista (NSDAP) di prendere il potere in Germania e assumere il controllo totale della nazione. Ignorando i vincoli imposti dal Trattato di Versailles, egli ricostruì l'esercito tedesco. Rimilitarizzò la zona di confine con la Francia, ottenne l'unificazione di Germania e Austria, e si annesse parti della Cecoslovacchia (i Sudeti, la Conferenza di Monaco).
Nel 1922 Benito Mussolini e il suo Partito Fascista avevano preso il potere in Italia e nel maggio 1939 strinsero il famoso Patto d'acciaio con la Germania.
L'Impero giapponese invase la Cina nel settembre del 1931, usando la messa in scena del sabotaggio ferroviario di Mukden (si veda Incidente di Mukden) come pretesto per l'invasione della Manciuria. Anche se il governo giapponese si oppose all'azione, l'esercito fu in grado di agire in maniera indipendente e instaurò un governo fantoccio, creando uno stato separato: il Manchukuo.
La Germania stipulò un trattato (Patto Molotov-Ribbentrop) con l'Unione Sovietica e nel 1939 avanzò pretese territoriali su parte della Polonia (il famoso Corridoio di Danzica). La Polonia rigettò le pretese e la Germania, il 1 settembre 1939, la invase con un pretesto (Incidente di Gleiwitz). Il 3 settembre, Regno Unito e Francia inizialmente riluttanti a morire per Danzica dichiararono guerra alla Germania.
Si veda anche: Eventi precedenti alla seconda guerra mondiale sul teatro europeo
Teatro Europeo
Si veda anche: Teatro europeo della seconda guerra mondiale e Fine della seconda guerra mondiale in Europa
1939
Il periodo che va dal settembre del 1939 al maggio 1940 divenne noto come la Finta Guerra. Le forze tedesche vennero spostate a ovest dopo l'attacco alla Polonia, mentre il 17 settembre 1939 l'armata rossa sovietica metteva in atto un'invasione da est in applicazione del patto Molotov-Ribbentrop. La Francia si mobilitò lungo il suo confine, pesantemente difeso lungo la famosa Linea Maginot, mentre i britannici inviarono un corpo di spedizione in Francia. Eccetto per un breve attacco francese attraverso il Reno, ci furono poche ostilità, mentre ambo le parti ammassavano le proprie forze.
Nel frattempo, il 30 novembre 1939, l'Unione Sovietica aveva invaso la Finlandia dando il via alla Guerra d'inverno che si concluse nel marzo 1940 con la cessione di alcuni territori finlandesi all'Unione Sovietica. Come più tardi risultò chiaro, il significato di questo attacco per l'URSS fu soprattutto dovuto alla consapevolezza che presto la Germania avrebbe attaccato
e il retroterra finlandese avrebbe permesso alla Russia di difendere l'avamposto di Leningrado.
1940
Il 9 aprile 1940 la Germania invase e annientò in breve la resistenza di Norvegia e Danimarca. Nel maggio 1940 le truppe tedesche attaccarono i Paesi Bassi e il Belgio e da qui, passando per la Foresta delle Ardenne e aggirando completamente la Linea Maginot entrarono in Francia dando il via alla Battaglia di Francia. La loro tattica della blitzkrieg (guerra lampo) riuscì a sconfiggere i francesi e le armate britanniche in Francia. L'esercito britannico evacuò da Dunkerque lasciandosi dietro il proprio equipaggiamento, e il governo francese trattò la pace, che lasciò la Germania in possesso del nord e il Governo di Vichy in carica al sud.
Nel giugno 1940 l'Unione Sovietica occupò la Lituania, l'Estonia e la Lettonia.
Non trovando vie per una pace con la Gran Bretagna la Germania iniziò una campagna di bombardamenti strategici che venne chiamata dai britannici the Blitz. Quella che passò alla storia come la Battaglia d'Inghilterra (10 luglio - 31 ottobre 1940) però non ottenne i risultati sperati: se inizialmente la Luftwaffe bombardava i centri di controllo della Royal Air Force, in seguito la tattica si trasformò nel semplice bombardamento terroristico di Londra. Ciò permise alle fabbriche inglesi di produrre aerei in gran quantità e alla RAF di ottenere il dominio dei cieli indispensabile per contrastare l'Operazione Leone Marino, l'invasione della Gran Bretagna già pianificata dal comando tedesco ma mai realizzata. Allo scopo di portare la Gran Bretagna alla sottomissione la Germania attuò anche un blocco navale, la Battaglia dell'Atlantico, svolta soprattutto dai famigerati U-boat. Secondo una teoria accreditata, in realtà Hitler perseguì malvolentieri la campagna contro la Gran Bretagna, ritenendo che l'avversario inglese fosse ormai fuori combattimento e che prima o poi avrebbe chiesto un armistizio. Tutti i suoi piani erano rivolti all'Est, alla campagna contro l'Unione Sovietica, e pertanto non allocò alla Battaglia d'Inghilterra tutte le risorse che avrebbe dovuto e potuto impiegare.
Il 28 ottobre 1940 su personale iniziativa di Benito Mussolini l'Italia invase la Grecia partendo dalle basi in Albania. Sebbene in inferiorità numerica le forze greche respinsero gli invasori dando agli alleati la loro prima vittoria e costringendo Mussolini a chiedere aiuto ai tedeschi. I caduti italiani nel dissennato attacco alla Grecia furono più di 13.000.
-
1941
Lo stallo venutosi a creare in Grecia fu affrontato e risolto con l'invasione tedesca della Jugoslavia. Questa tuttavia non era nei piani di Hitler, che dovette risolversi a un tale passo vista l'inefficacia dell'attacco italiano. Dovendosi concentrare sui balcani, la Germania dovette posporre l'invasione dell'Unione sovietica, già nei piani di battaglia fin dall'inizio del conflitto, e per Hitler strategicamente ben più importante.
Il 20 maggio unità aviotrasportate tedesche iniziarono l'invasione dell'isola di Creta. La Battaglia di Creta si concluse il 1 giugno con la vittoria tedesca che però pagarono con 17.000 vittime la loro prima e unica invasione aviotrasportata. Proprio per le perdite riportate Hitler non ordinò mai l'invasione di Malta (Operazione Herkules), Cipro e del Canale di Suez.
Il 22 giugno la Germania attaccò l'Unione Sovietica, con la quale aveva un patto di non aggressione, con l'Operazione Barbarossa. I russi furono colti ampiamente di sorpresa e i tedeschi conquistarono vaste aree di territorio, catturando centinaia di migliaia di soldati nemici. I sovietici si ritirarono, e riuscirono a portarsi dietro gran parte della loro industria pesante, togliendola dalla linea del fronte e riposizionandola in zone più remote. Una tenace e sacrificale difesa impedì alla Germania di catturare Mosca prima dell'arrivo dell'inverno. La Germania , che si aspettava di finire la campagna in pochi mesi, non aveva le proprie armate equipaggiate per il combattimento nel rigido inverno russo.
Il 7 dicembre 1941 con un'operazione a sorpresa e senza preventiva dichiarazione di Guerra il Giappone bombardò il porto di Pearl Harbor distruggendo e affondando la maggior parte delle navi alla falda. La risposta Statunitense fu immediata, il giorno dopo l'esercito degli Stati Uniti d'America entrò in guerra contro il Giappone e i suoi alleati.
1942
Nella primavera del 1942 l'esercito tedesco portò nuovi attacchi, ma sembrò incapace di scegliere tra un attacco diretto a Mosca e la cattura dei pozzi petroliferi del Caucaso. Sul fronte russo combattevano anche i soldati del corpo di spedizione italiano, il CSIR che arrivò nell'estate del 1941, e che venne rinforzato dall'ARMIR giunto nell'estate del 1942, e resterà coinvolto in una disastrosa ritirata. Mosca venne ancora una volta risparmiata, e alla fine del 1942 i sovietici riuscirono a schiantare le linee del fronte dell'Asse a sud e a circondare la Sesta Armata Tedesca nella Battaglia di Stalingrado.
1943
Nel febbraio 1943, i miseri resti dell'esercito tedesco forte di 300.000 uomini si arresero a Stalingrado. Nella primavera del 1943 i tedeschi furono in grado di reagire con successo nella Terza Battaglia di Kharkov, ma la loro offensiva nella gigantesca Battaglia di Kursk (luglio 1943) fu così fallimentare che i russi furono in grado di contrattaccare e di recuperare il terreno perduto. Da quel momento in poi, l'Armata Rossa avrebbe avuto l'iniziativa ad est.
Il disastro tedesco di Stalingrado venne seguito da uno simile in Tunisia, che risultò nella perdita dell'ultimo caposaldo dell'Asse in Nordafrica e nella cattura di un quarto di milione di soldati tedeschi e italiani (maggio 1943). Subito dopo gli Alleati usarono il Nordafrica come trampolino di lancio per l'invasione della Sicilia (luglio 1943) e dell'Italia continentale (settembre 1943), che Churchill descrisse come "il ventre molle dell'Europa". Il 25 luglio Mussolini fu destituito e sostituito con il Maresciallo Pietro Badoglio. L'Italia si arrese, firmando l'armistizio il 3 settembre, reso poi pubblico l'8 settembre, ma le truppe tedesche si mossero a disarmare gli italiani e a difendersi in Italia da soli. Essi stabilirono una serie di resistenti linee difensive sulle montagne, e i progressi alleati rallentarono.
1944
Mentre l'offensiva sovietica sul fronte orientale logorava le armate tedesche facendole arretrare oltre i confini originali dell'URSS, gli Alleati invasero la Francia settentrionale con l'Operazione Overlord nel giugno 1944 e liberarono gran parte della Francia e di Belgio e Olanda per la fine dell'anno. Contemporaneamente all'invasione della Francia, gli Alleati conquistarono Roma (4 giugno) e, in poche settimane, il resto dell'Italia Centrale. Dopo una disperata reazione dell'esercito tedesco nell'Offensiva delle Ardenne del dicembre 1944, gli Alleati entrarono in Germania nel 1945.
1945
Il quadro dei rapporti internazionali sorto attorno al secondo anno del conflitto vede nella seconda metà del '45 il suo definitivo deterioramento. Gli eventi militari cominciano a delineare l'imminente revisione delle alleanze, così che mentre l'armata tedesca subisce il suo definitivo annientamento sui tre fronti europei, già si vengono chiarendo quali sono i veri interessi in gioco da parte di Stati Uniti e Unione Sovietica.
Non c'è dubbio che un ruolo importante nel cambiamento dello scenario mondiale lo ebbe il nuovo presidente degli Stati Uniti, Harry S. Truman, portatore di interessi e tendenze sociali che da anni covavano un profondo risentimento per i principi ispiratori del riformismo rooseveltiano del New Deal. E soprattutto per la sua tolleranza verso il "nemico" per antonomasia: l'URSS.
In quest'ottica, la storiografia contemporanea, avvantaggiata dalla conoscenza di documenti diplomatici solo recentemente desecretati, tende a leggere tutta la fase finale del conflitto mondiale, e soprattutto gli eventi legati alla Guerra civile in Grecia e alla liberazione dell'Italia del nord, più nell'ottica della politica di contenimento del comunismo che in quella più ideale, e finora indiscussa, di un ristabilimento incondizionato della libertà e della democrazia. I compromessi degli Alleati con la mafia siciliana, l'intolleranza nei confronti dei partigiani greci, le trattative già in atto fin dal '45 con i gerarchi nazisti minori, i bombardamenti indiscriminati operati in Italia e Germania a guerra quasi conclusa come forma di ammonimento nei confronti dell'Armata Rossa: tutto concorre a tracciare un quadro politico già definito nei termini di un confronto tra i "blocchi", per il quale tutto era considerato lecito, da entrambe le parti. Anche l'uso della bomba atomica.
Ormai è accertato, infatti, che il Giappone non costituiva più, almeno dall'inizio dell'anno, una seria minaccia per nessuno; che esso era alla disperata ricerca di uno spiraglio attraverso il quale uscire con un minimo di onore dalla guerra, e che questo spiraglio gli fu sistematicamente negato dall'apparato politico-militare statunitense. Lo scopo del presidente Truman era di impadronirsi del Giappone prima di Stalin, e a questo fine erano già pronte 10 armi nucleari.
Alla conferenza apertasi a luglio nel sobborgo berlinese di Potsdam, Truman e Stalin non avevano più nulla da dirsi: ciascuno dei due perseguiva già piani strategici e politici in netta rotta di collisione. E Churchill, forse il vero grande stratega di tutta l'immensa tragedia appena conclusa, era appena stato "licenziato" dai suoi concittadini, stanchi di guerra e di retorica.
Teatro Asiatico
Si veda anche: Teatro asiatico della seconda guerra mondiale
I giapponesi avevano già invaso la Cina nel 1937, prima che la seconda guerra mondiale iniziasse in Europa. Con gli Sati Uniti e altre nazioni che bloccavano le esportazioni verso il Giappone, quest'ultimo decise di bombardare Pearl Harbor il 7 dicembre 1941 senza una preventiva dichiarazione di guerra. Il danno per la Flotta Americana del Pacifico fu grave, anche se le portaerei scamparono perché si trovavano al largo. Le forze giapponesi invasero simultaneamente i possedimenti britannici in Malesia e Borneo e le Filippine occupate dagli americani, con l'intenzione di assediare i pozzi petroliferi delle Indie Orientali Olandesi. L'isola fortezza britannica di Singapore venne catturata in quella che Churchill considerò una delle più umilianti sconfitte britanniche di tutti i tempi.
Nel maggio 1942 l'invasione giapponese di Port Moresby, che se avesse avuto successo li avrebbe messi a portata di tiro dell'Australia, venne sventata dalle forze navali statunitensi nella Battaglia del Mar dei Coralli, divenendo sia la prima efficace opposizione ai piani giapponesi, che la prima battaglia navale combattuta principalmente tra portaerei. Un mese dopo la Marina statunitense prevenne l'invasione delle Isole Midway, questa volta distruggendo quattro portaerei, che l'industria giapponese non fu in grado di rimpiazzare, e mettendo in Giappone sulla difensiva.
I capi alleati si erano accordati, ancora prima dell'ingresso degli USA nella guerra, che la priorità andava alla sconfitta della Germania. Cionondimeno, gli Stati Uniti e altre forze, inclusa l'Australia, iniziarono a metà del 1942 a riguadagnare i territori catturati, contro l'amara e determinata difesa delle truppe giapponesi. Guadalcanal venne assalita dal mare dai Marines statunitensi, mentre l'esercito guidato dal Generale MacArthur si sforzò di riprendere le zone occupate della Nuova Guinea. Le Isole Salomone furono riprese nel 1943, Nuova Bretagna e Nuova Irlanda nel 1944. Le Filippine furono attaccate nel tardo 1944 a seguito della Battaglia del Golfo di Leyte.
La Marina statunitense attaccò anche i mercantili giapponesi, privando l'industria delle materie prime per cui il Giappone era entrato in guerra. L'efficacia di questa stretta aumentò quando gli USA catturarono le isole vicine al territorio principale del Giappone.
L'Armata nazionalista Kuomintang di Chiang Kai-shek e l'Armata Comunista Cinese di Mao Zedong si accordarono per mettere da parte le differenze e opporsi al Giappone nelle aree occupate della Cina, ma senza cooperare.
La cattura alleata di isole come Iwo Jima e Okinawa, vicine al Giappone, portò quest'ultimo nel raggio d'azione degli attacchi aerei e navali, e all'inizio del 1945, l'Unione Sovietica dichiarò guerra al Giappone, attaccando i suoi possessi in Manciuria ad agosto. Dopo il bombardamento di Tokyo con bombe incendiarie e l'attacco atomico contro Hiroshima e Nagasaki, I giapponesi si arresero.
Teatro africano e medio orientale
La campagna Nordafricana iniziò nel 1940, quando la piccola forza Britannica in Egitto fermò l'avanzata italiana dalla Libia e contrattaccò. L'avanzata britannica venne fermata nel 1941 quando le forze tedesche comandate da Erwin Rommel sbarcarono in Libia. In compenso, nel giugno 1941 l'esercito australiano e le forze alleate invasero la Siria e il Libano, catturando Damasco il 17 giugno.
L'Afrika Korps di Rommel avanzò rapidamente ad est, portando l'assedio al vitale porto di Tobruk. Le truppe, principalmente australiane, che difendevano la città, resistettero finché vennero rilevate, ma una rinnovata offensiva dell'Asse portò alla cattura della città e spinse indietro l'Ottava Armata Britannica fino alla linea di El Alamein.
La Prima battaglia di El Alamein ebbe luogo tra il 1 luglio e il 27 luglio 1942. La Germania era avanzata fino all'ultimo punto difendibile prima di Alessandria d'Egitto e del Canale di Suez. Comunque rimase a corto di rifornimenti e la difesa britannica fermò la sua spinta. La Seconda battaglia di El Alamein avvenne tra il 23 ottobre e il 3 novembre 1942 dopo che Montgomery aveva sostituito Auchinleck come comandante dell'Ottava Armata. Le forze del Commonwealth lanciarono l'offensiva e distrussero l'Afrika Korps. Rommel venne respinto indietro, e questa volta non si fermò fino a che non giunse in Tunisia.
A complemento di questa vittoria, l'8 novembre 1942, truppe americane e britanniche sbarcarono in Marocco e Algeria durante l'Operazione Torch. Le forze locali della Francia di Vichy opposero poca resistenza prima di unirsi alle forze alleate. Infine, le truppe tedesche e italiane vennero prese tra le pinze di una doppia avanzata dall'Algeria e dalla Libia. Avanzando da est e da ovest, gli Alleati spinsero le forze dell'Asse completamente fuori dall'Africa e il 13 maggio 1943, i resti delle truppe italiane e tedesche in Nordafrica si arresero. Furono presi 250.000 prigionieri; quasi tanti come a Stalingrado.
Il Nordafrica venne usato come punto di partenza per l'invasione della Sicilia e dell'Italia nel 1943.
Importanza storica
Contrariamente a quanto accadde con la prima guerra mondiale, i vincitori occidentali non chiesero compensazioni alle nazioni sconfitte. Al contrario, un piano creato dal Segretario di Stato statunitense George Marshall, il "Piano di Recupero Economico", meglio noto come Piano Marshall, chiese al Congresso degli Stati Uniti di allocare miliardi di dollari per la ricostruzione dell'Europa.
Siccome la Società delle Nazioni aveva chiaramente fallito nel prevenire la guerra, un nuovo ordine internazionale venne costruito. Nel 1945 vennero fondate le Nazioni Unite.
La porzione di Europa occupata o dominata dall'Unione Sovietica non beneficiò del Piano Marshall. Nel Trattato di Pace di Parigi, ai nemici dell'Unione Sovietica: Ungheria, Finlandia e Romania venne richiesto di pagare delle riparazioni di guerra per 300.000.000 di dollari ciascuna (in dollari del 1938) all'USSR e ai suoi satelliti. All'Italia ne furono chiesti 360.000.000, divisi principalmente tra Grecia, Jugoslavia e Unione Sovietica.
Nelle aree occupate dall'Unione Sovietica alla fine della guerra, vennero installati regimi fantoccio comunisti (Ungheria e Cecoslovacchia sono per il momento escluse dal processo), contro le obiezioni degli altri alleati e dei governi in esilio. La Germania venne divisa in due stati, con la parte orientale che divenne uno stato comunista separato. Usando le parole di Churchill, "una Cortina di ferro è calata attraverso l'Europa". Come conseguenza, ciò portò all'impegno americano di proteggere l'Europa occidentale con la formazione della NATO e alla Guerra Fredda.
Il rimpatrio, conformemente ai termini della Conferenza di Yalta, di due milioni di soldati russi che erano stati sotto il controllo delle forze armate britanniche e americane, risultò per molti di loro in una condanna a morte.
L'imponente ricerca e sviluppo coinvolti nel Progetto Manhattan, allo scopo di ottenere rapidamente un'arma atomica funzionante, ebbe un profondo effetto sulla comunità scientifica, sia dal punto di vista puramente tecnico, che dal punto di vista filosofico e morale.
Nella sfera militare, sembrò che la seconda guerra mondiale avesse marcato l'avvento dell'era della potenza aerea, principalmente a spese delle navi da guerra. Mentre il pendolo continua a oscillare in questa interminabile competizione, l'aviazione è ora una delle componenti fondamentali di ogni azione militare.
La guerra fu anche una linea di demarcazione per gli eserciti di massa. Anche se enormi eserciti composti da truppe scadenti si sarebbero visti ancora (durante la Guerra di Corea e in diversi conflitti africani), dopo questa vittoria, tutte le principali potenze si affidarono a piccoli eserciti altamente addestrati.
Dopo la guerra, molti alti esponenti della Germania Nazista vennero processati per crimini di guerra, così come per gli omicidi di massa dell'olocausto (commessi principalmente nella zona del Governatorato Generale), al Processo di Norimberga. Similarmente i capi giapponesi vennero giudicati nel Processo per crimini di guerra di Tokyo. In altre nazioni, ad esempio in Finlandia, gli Alleati chiesero che la leadership politica venisse giudicata in un "processo per le responsabilità di guerra", ovvero non per crimini di guerra. Una delle poche eccezioni è rappresentata dal'Italia, dove non si arriverà mai ad un processo contro i vari criminali di guerra.
La sconfitta del Giappone, e la sua occupazione da parte delle forze americane, portò a un'occidentalizzazione del paese che fu molto più estesa di quanto non sarebbe stato altrimenti. Il Giappone si avvicinò di più alla democrazia di stampo occidentale. Questo grande sforzo porto il Giappone del dopoguerra al miracolo economico e a diventare la seconda economia mondiale.
Anche la Germania, pur uscendo sconfitta dalla seconda guerra mondiale, riuscì a risollevarsi nel dopoguerra, diventando la principale forza economica europea.
Operazioni militari
Battaglie terrestri
- Campagna di Polonia "Piano Bianco"
- Campagna di Francia "Piano Giallo"
- Battaglia di Dunkerque "Operazione Dinamo"
- Battaglia d'Inghilterra
- Battaglia di Creta
- Operazione Barbarossa
- Battaglia di Stalingrado
- Battaglia di Kursk
- Prima battaglia di El Alamein
- Seconda battaglia di El Alamein
- Sbarco in Normandia, conosciuto anche come D-Day or Operazione Overlord
- Operazione Market Garden (Battaglia di Arnhem)
- Battaglia di Monte Cassino
- Offensiva delle Ardenne
- Battaglia della foresta di Hurtgen
- Battaglia di Berlino
- Battaglia di Leyte
- Battaglia di Luzon
- Battaglia di Mindanao
- Battaglia di Peleliu
- Battaglia di Saipan
- Battaglia di Tinian
- Battaglia di Guam
- Battaglia di Tarawa
- Conquista delle Marianne
- Battaglia di Iwo Jima
- Battaglia di Okinawa
- Battle del Ponte Lugou
- Battaglia di Tai er zhuang
- Battaglia di Changsha
- Battaglia dei Cento Reggimenti
- Guerra Unione Sovietica-Giappone
- Battaglia di Bir Hacheim
- Battaglia delle Alpi Occidentali
Battaglie navali
- Battaglia dell'Atlantico (1940)
- Battaglia di Guadalcanal
- Battaglia del Golfo id Leyte
- Battaglia di Capo Matapan
- Battaglia del Mar dei Coralli
- Battaglia delle Midway
- Prima battaglia di Narvik
- Seconda battaglia di Narvik
- Battaglia di Pearl Harbor
- Battaglia del fiume Plata
- Battaglia di Punta Stilo
Principali campagne di bombardamento
- Dresda
- Incursioni Baedeker
- Londra (The Blitz e le campagne delle V-1 e V-2)
- Hiroshima
- Nagasaki
- Tokyo
- Varsavia
- Rotterdam
- Amburgo
- Malta
- Coventry
Vedi anche: Indagine sui bombardamenti strategici per l'impatto complessivo dei bombardamenti.
Linee difensive
- Linea d'arresto Taunton
- Linea GHQ
- Linea gotica
- Linea Gustav
- Linea Maginot
- Linea Sigfrido
- Linea Stalin
- Vallo atlantico
Massacri
- Eccidio delle fosse Ardeatine
- Massacro di Marzabotto
- Massacro di Sant'Anna di Stazzema
- Massacro di Malmedy
- Massacro di Kiev (1941)
- Massacro di Katyn
Aspetti politici e sociali della guerra
Alcune considerazioni sulle dinamiche politiche in atto negli anni del conflitto
1941
Il 1941 è un anno-chiave nella storia della II Guerra Mondiale e dei suoi successivi esiti geo-politici. L'aggressione nazista contro l'Unione Sovietica e quella giapponese contro gli Stati Uniti paiono legate, alla luce degli eventi sopra riportati, da un sotterraneo filo conduttore. Alcuni dati ormai accertati sembrano confermare l'ipotesi che l'amministrazione del presidente Franklin Delano Roosevelt non solo fosse a conoscenza dei piani giapponesi per l'invasione del Pacifico, ma che addirittura abbia operato per provocare l'attacco nipponico, in un contesto sociale che vedeva l'opinione pubblica statunitense molto lontana dall'accettare la necessità di un ingresso americano nel conflitto europeo, e in un quadro internazionale di mutamenti politici ed economici che offriva agli Stati Uniti opportunità di espansione e supremazia globale mai prima verificatesi nella storia.
Solo così si spiegano le numerose iniziative politiche e legislative messe in atto da Roosevelt fin dall'inizio dell'anno, tutte mirate alla preparazione di un futuro impegno bellico mai pubblicamente ammesso fino al momento fatale.
Lo stesso si può dire per l'ambiguo comportamento di Stalin nei confronti di Hitler e del Giappone. Il dittatore sovietico firma il trattato di non aggressione con la Germania e contemporaneamente organizza la produzione del più versatile tra i mezzi corazzati - il T34 - apparsi su tutti i teatri di guerra, opponendo alla Wermacht una resistenza che stupì tutto il mondo, resa possibile anche dal fatto che egli poteva contare sulla conoscenza delle intenzioni giapponesi di spostare le ostilità dalla Russia verso le innumerevoli isole del Pacifico e le terre dell'Oceano Indiano.
In mezzo, dunque, il Giappone e i suoi nuovi interessi petroliferi e coloniali, che per meglio amministrare le proprie forze non esita a "tradire" le attese di Hitler volte all'annientamento della Russia e a scoprire le proprie carte in una sorta di romanzesco "triplo gioco".
In sostanza, sia gli USA che l'URSS sapevano che prima o poi sarebbero dovuti entrare in guerra, i primi per un preciso calcolo di convenienza (il popolo americano non dimostrò, fino all'ultimo, nessun interesse per la tragedia europea e preoccupazione nei confronti del nazismo); la seconda per una oggettiva necessità di difesa. Sia Roosevelt che Stalin apparvero, agli occhi dell'opinione pubblica, trascinati in quella che venne chiamata l'"Olimpiade della morte" contro la loro volontà. Sia l'uno che l'altro seppero dunque fare di necessità virtù, ed è presumibile che il loro accordo politico fosse basato su una reciproca esigenza di intesa e collaborazione, a prescindere dalle attese e dalle ragioni di Churchill e dell'Europa.
1942
Il 1942 passa decisamente "in sordina" sul fronte politico, mentre su quello bellico si consumano due decisivi disastri per l'esercito tedesco: la sconfitta di Rommel nell'Africa del nord e il fallimento del piano di invasione dell'URSS. E se i grandi capi di Stato, come Roosevelt e Churchill, possono cominciare a valutare seriamente la possibilità di una sconfitta dell'Asse (gli USA già pensano alla bomba atomica), i nuovi politici italiani "fiutano" in qualche modo che il vento sta cambiando, e che è giunto il momento di prepararsi al confronto diretto col nemico.
Gli USA devono ancora assorbire l'impatto disastroso con la forza d'invasione messa in campo dal Giappone e, contemporaneamente, prepararsi a una gigantesca operazione finanziaria di sostegno verso l'Unione Sovietica. A tale scopo attuano il più grande investimento industriale della loro storia, quello che avrebbe poi posto le basi della politica economica della più grande potenza del periodo post bellico. Proprio per questo, F.D. Roosevelt comincia a operare sul piano diplomatico per segnare in modo discreto ma inequivocabile la leadership del suo paese in un panorama internazionale ripulito dall'orrore nazista. L'idea di un consesso di nazioni unite sotto i valori della pace e della libertà, matura infatti nell'ambito della convinzione anglo-americana che la vittoria avrebbe insignito le grandi potenze di un'autorità non solo militare ma anche morale e politica.
Per il presidente americano il problema è stato, fin dall'inizio, non quello di vincere (chi mai avrebbe potuto fermare una potenza economica e militare come quella statunitense, resa inoltre "invulnerabile" dal suo stesso isolamento geografico?), ma di come gestire la vittoria nel modo più vantaggioso.
1943
Dal 3 gennaio del 1943 gli eventi evolvono precipitosamente verso il capovolgimento dei rapporti di forza. L'anno è infatti caratterizzato dalla rapida sconfitta dell'Italia e dall'uscita del regime fascista dal quadro militare internazionale. Proprio gli eventi italiani mettono in luce quale sarebbe stata la posta in gioco sul nuovo scenario mondiale che la sconfitta dell'Asse avrebbe determinato.
Lo schema dei fatti appare complesso, ma in realtà il filo conduttore che li lega è di per sé semplice: Churchill ha ormai compreso che la Germania non può sconfiggere la Russia, e che per la controffensiva sovietica è ormai solo questione di tempo. In previsione dell'avanzata dell'Armata Rossa verso la Germania, il premier britannico ha quindi tutto l'interesse a contrapporre una "controinvasione" anglo-americana dal Mediterraneo, per sottrarre a Stalin i territori dell'Europa dell'est. Una tale manovra avrebbe dovuto colpire i tedeschi dai Balcani, per giungere all'occupazione di Romania e Germania orientale. L'alleato comunista sta già diventando il futuro avversario.
Roosevelt, al contrario, vede ancora in Stalin un elemento di equilibrio fondamentale, sia perché Hitler è tutt'altro che finito, sia perché l'alleanza USA - URSS contro il Giappone gli sembra un fattore strategico determinante. Ed è quindi intenzionato a "giocare" la partita contro il nazismo sul fronte occidentale francese, quello più conveniente all'Unione Sovietica.
Alla conferenza di Casablanca, i due statisti si presentano dunque con idee molto diverse, ma nessuno dei due esce pienamente vincitore dal confronto; anzi: la decisione lì concordata non risulterà di particolare utilità per gli scopi di nessuna delle due grandi potenze, e neppure particolarmente dannosa per Hitler, se non nel lungo periodo. Il piano "Husky" (così fu chiamato il piano di invasione della Sicilia) si rivelò infatti una manovra più tattica che strategica, tesa ad impegnare il più a lungo possibile su un terzo fronte le forze dell'Asse dopo la loro sconfitta in Africa, per dare modo a Stati uniti e Unione Sovietica di organizzare la grande offensiva finale da est e ovest.
Dal punto di vista dell'Italia, le conseguenze dell'invasione anglo-americana sono di due tipi: da un lato la caduta del fascismo, che porterà con sé le note e drammatiche vicende della smobilitazione e della guerra di liberazione partigiana; dall'altro il determinarsi di una spaccatura ideologica tra nord e sud della Penisola, con il prevalere delle forze repubblicane di sinistra al nord e di quelle conservatrici (monarchico-cattoliche) al sud. In questo quadro si collocano le vicende, fino ad oggi negate alla conoscenza ufficiale degli storici, legate al movimento separatista siciliano, ai rapporti tra separatismo e mafia e tra mafia ed eserciti alleati. Va comunque ricordato che il lento processo di liberazione dell'Italia da parte degli anglo-americani mette progressivamente in luce il fondamentale problema dei rapporti di questi ultimi col Partito comunista italiano, se non con le forze genericamente di sinistra, che stanno progressivamente proponendosi - tra il '43 e il '46 - come forze politiche egemoni nell'Italia centro-settentronale. La politica americana del "contenimento" del comunismo ha dunque il suo battesimo non ufficiale in quel tragico contesto.
La caduta del fascismo ha generato, parallelamente agli eventi sopra ricordati, tutta una serie di problematiche e dinamiche politiche che avranno un peso decisivo nella storia della Repubblica. Gli scioperi massicci nelle fabbriche del nord nei primi mesi del 1943, e il crollo del regime poi, destano nella classe imprenditrice un profondo stato di allarme circa il destino del patrimonio industriale, a suo parere minacciato dal risorgente "pericolo rosso" (la rinnovata paura di una rivoluzione bolscevica) e dalla minaccia della ritorsione tedesca. Se pur con finalità e sensibilità politiche diverse, di nuovo si viene a creare qualcosa di molto simile a un blocco sociale tra agrari meridionali e imprenditori settentrionali (Pirelli, Valletta), teso a salvaguardare non il fascismo in quanto tale, ma la continuità istituzionale degli apparati dello Stato, per favorire un dialogo immediato, senza "soluzione di continuità", con le forze anglo-americane. Come provano i documenti recentemente desecretati sia negli Stati Uniti che in Italia, non vi è mai stata in Italia una sostanziale rottura tra monarchia e repubblica, bensì una transizione incompleta che ha conservato quasi tutta la struttura amministrativa del vecchio regime, per precisa volontà dei partiti di centro, e quindi della Democrazia Cristiana, volta ad anteporre la lotta contro il comunismo ad ogni altro valore e obiettivo politico e sociale.
Il 1943 si chiude con la Conferenza di Teheran. In contraddizione con quanto sta avvenendo in Italia, la politica estera USA conosce alla fine di quell'anno (e fino alla morte di F.D. Roosevelt) l'unico momento di vera coesistenza pacifica e unità di intenti con l'Unione Sovietica. Anche se non è possibile sapere quali fossero le vere intenzioni di Roosevelt nel lungo periodo, non c'è dubbio che le sue scelte politiche avranno come effetto di ridimensionare per sempre la già compromessa potenza inglese, a tutto vantaggio della sorgente potenza sovietica.
1944
Sul teatro bellico il 1944 è l'anno decisivo per le sorti dell'Europa. Mentre Roma viene liberata dai nazi-fascisti, gli anglo-americani sbarcano in Normandia aprendo il secondo decisivo fronte contro Hitler fortemente auspicato da Stalin. L'Armata Rossa può così dilagare incontenibile verso ovest giungendo in pochi mesi ai confini della Jugoslavia.
È proprio questo sviluppo che più preoccupa il premier inglese W. Churchill, fortemente avverso, fin dagli inizi della sua carriera politica, al regime sovietico. Mentre infatti F.D. Roosevelt vede ancora una possibilità d'intesa con l'alleato orientale, tutto l'apparato di comando inglese intraprende dal mese di luglio una serie di iniziative che porteranno ad alcune drammatiche conseguenze: la prima è l'arrogante sconfessione delle iniziative politico-diplomatiche del governo provvisorio italiano, di nuovo abbassato al rango di Stato aggressore e posto sotto un'umiliante tutela; questo a causa del dialogo apertosi tra Badoglio e Stalin e, soprattutto, per la forte influenza politica che comincia ad assumere nel panorama italiano la figura di Palmiro Togliatti, segretario del Partito Comunista.
Più incisivi ed immediati, invece, gli sviluppi militari in Grecia. Qui gli Alleati sbarcano quando già la Resistenza aveva sconfitto e cacciato i tedeschi, ma con un colpo di mano militare gli anglo-americani costringono i combattenti comunisti a ritirarsi dalla capitale Atene, e organizzano un referendum popolare che vede la vittoria della monarchia e delle forze della destra reazionaria. In questa cornice altamente precaria ed esplosiva, si inserisce la missione politica di Churchill a Mosca, durante la quale il premier inglese imposta con Stalin il quadro della futura spartizione europea, tracciando preventivamente i confini di quella che egli stesso poi chiamerà "Cortina di ferro".
Prende avvio dunque proprio negli ultimi mesi del '44 quell'atmosfera di tensione internazionale tra Occidente e Oriente comunista che potrebbe aver definitivamente convinto Togliatti a "traghettare" i comunista italiani verso i principi della democrazia occidentale, ormai consapevole del disinteresse di Stalin per le sorti della rivoluzione al di fuori dell'URSS, e del pericolo che avrebbe comportato per migliaia di italiani la contrapposizione contro le forze di occupazione alleate.
1945
Il quadro dei rapporti internazionali sorto attorno al secondo anno del conflitto vede nella seconda metà del '45 il suo definitivo deterioramento. Gli eventi militari cominciano a delineare l'imminente revisione delle alleanze, così che mentre l'armata tedesca subisce il suo definitivo annientamento sui tre fronti europei, già si vengono chiarendo quali sono i veri interessi in gioco da parte di Stati Uniti e Unione Sovietica.
Non c'è dubbio che un ruolo importante nel cambiamento dello scenario mondiale lo ebbe il nuovo presidente degli Stati Uniti, Harry S. Truman, portatore di interessi e tendenze sociali che da anni covavano un profondo risentimento per i principi ispiratori del riformismo rooseveltiano del New Deal. E soprattutto per la sua tolleranza verso il "nemico" per antonomasia: l'URSS.
In quest'ottica, la storiografia contemporanea, avvantaggiata dalla conoscenza di documenti diplomatici solo recentemente desecretati, tende a leggere tutta la fase finale del conflitto mondiale, e soprattutto gli eventi legati alla Guerra civile in Grecia e alla liberazione dell'Italia del nord, più nell'ottica della politica di contenimento del comunismo che in quella più ideale, e finora indiscussa, di un ristabilimento incondizionato della libertà e della democrazia. I compromessi degli Alleati con la mafia siciliana, l'intolleranza nei confronti dei partigiani greci, le trattative già in atto fin dal '45 con i gerarchi nazisti minori, i bombardamenti indiscriminati operati in Italia e Germania a guerra quasi conclusa come forma di ammonimento nei confronti dell'Armata Rossa: tutto concorre a tracciare un quadro politico già definito nei termini di un confronto tra i "blocchi", per il quale tutto era considerato lecito, da entrambe le parti. Anche l'uso della bomba atomica.
Ormai è accertato, infatti, che il Giappone non costituiva più, almeno dall'inizio dell'anno, una seria minaccia per nessuno; che esso era alla disperata ricerca di uno spiraglio attraverso il quale uscire con un minimo di onore dalla guerra, e che questo spiraglio gli fu sistematicamente negato dall'apparato politico-militare statunitense. Lo scopo del presidente Truman era di impadronirsi del Giappone prima di Stalin, e a questo fine erano già pronte 10 armi nucleari.
Alla conferenza apertasi a luglio nel sobborgo berlinese di Potsdam, Truman e Stalin non avevano più nulla da dirsi: ciascuno dei due perseguiva già piani strategici e politici in netta rotta di collisione. E Churchill, forse il vero grande stratega di tutta l'immensa tragedia appena conclusa, era appena stato "licenziato" dai suoi concittadini, stanchi di guerra e di retorica.
Produzione e logistica
Gli Alleati vinsero, l'Asse perse, almeno in parte, perché gli Alleati avevano più risorse produttive, e furono in grado di trasformare queste risorse in un maggior numero di soldati e di armi rispetto all'Asse. Questo fu vero soprattutto per gli Stati Uniti, la cui economia stava uscendo da una crisi di sottoconsumo. Ma a questo fattore macroeconomico di base si devono aggiungere due importanti innovazioni: lo studio teorico sistematico dei problemi logistici, che diede vita alla ricerca operativa, una scienza completamente nuova in grado di studiare ed ottimizzare una serie di fenomeni legati alla distribuzione, alla composizione, al carico merci eccetera .
Elenchi
- Lista di nazioni coinvolte nella seconda guerra mondiale
- Lista delle vittime della seconda guerra mondiale per nazione
- Lista di personaggi associati alla seconda guerra mondiale
- Lista di armi comuni della seconda guerra mondiale
- Lista di armi non ordinarie della seconda guerra mondiale
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Anni di guerra: 1939, 1940, 1941, 1942, 1943, 1944, 1945
Collegamenti esterni
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Anni 1970
Eventi, invenzioni e scoperte
In Italia
- sequestri di persona a scopo di ricatto
- terrorismo di sinistra: Brigate Rosse (B.R.), Rote Armee Fraktion (RAF)
- terrorismo di destra: Piazza Fontana, Italicus, Piazza della Loggia (Brescia), ...
- Domeniche senz'auto
- Disco music
nel Mondo
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Personaggi
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- Claudio Baglioni
08
ja:1970年代
simple:1970s
1969
Eventi
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- 24 febbraio - viene lanciata la quinta sonda diretta verso Marte, nell'ambito della missione americana Mariner 6: raggiungerà il pianeta il 31 luglio
- 17 marzo - Golda Meir è il nuovo primo ministro d'Israele
- 24 marzo - viene lanciata la sesta sonda diretta verso Marte, nell'ambito della missione americana Mariner 7: raggiungerà il pianeta il 5 agosto
- 15 giugno - Francia: Elezioni presidenziali: Georges Pompidou viene eletto con il 58,2% dei voti contro il 41,8% per Alain Poher.
- 20 luglio - l'uomo sbarca sulla Luna: Neil | | |