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Capi Di Stato Francesi

Capi di stato francesi

Questa lista raccoglie i capi di stato della Francia, dalla prima repubblica francese fino ad oggi. Un articolo a parte riporta un elenco di monarchi francesi dal Medioevo al XIX secolo.

Prima Repubblica francese (1792-1804)


- Governo della Convenzione Nazionale (1792-1795)
- Governo del Direttorio Esecutivo (1795-1795)
- Governo del Consolato Provvisorio (1799-1800)
- Napoleone Bonaparte (1800-1804) - si proclama poi Imperatore come Napoleone I nel 1804

Primo Impero (1804- 1815)


- Napoleone I (1804-1814) - imperatore
- Pèrigord Charles Maurice de Talleyrand (aprile 1814) - governo provvisiorio
- Luigi XVIII (1814-1815)
- Napoleone I (1815) - imperatore
- Commissione esecutiva (1815)

Dinastia di Borbone-Orleans (1815-1848)


- Luigi XVIII (1815-1824) - re di Francia
- Carlo X (1824-1830) - re di Francia
- Luigi Filippo (1830-1848) - re di Francia

Seconda Repubblica francese (1848-1852)


- Louis-Napoleon Bonaparte (1848-1852) - si proclama poi Imperatore come Napoleone III nel 1852

Secondo Impero (1852-1870)


- Napoleone III (1852-1870) - imperatore

Governo provvisorio (1870-1871)


- Louis-Jules Trochu (1870 - 1871) - Presidente del Governo di Difesa Nazionale

Terza Repubblica francese (1871-1940)

La Terza Repubblica fu proclamata il 17 febbraio 1871.
- Adolphe Thiers (1871-1873)
- Patrice de Mac-Mahon (1873-1879)
- Jules Grévy (1879-1887)
- Marie François Sadi Carnot (1887-1894)
- Jean Paul Pierre Casimir-Périer (1894-1895)
- Félix Faure (1895-1899)
- Émile Loubet (1899-1906)
- Armand Fallières (1906-1913)
- Raymond Poincaré (1913-1920)
- Paul Deschanel (18 febbraio 1920 - 21 settembre 1920)
- Alexandre Millerand (1920-1924)
- Gaston Doumergue (1924-1931)
- Paul Doumer (1931-1932)
- Albert Lebrun (1932-1940)

Seconda guerra mondiale (1940-1944)

Lo Stato Francese (État Français) fu proclamato l'11 luglio 1940 nella Francia meridionale non occupata e fu anche noto come Governo di Vichy dal nome della città in cui venne insediata la capitale. Il governo ebbe un atteggiamento collaborazionista con le truppe di occupazione tedesche e fu in contrapposizione a quello di Francia Libera, in esilio, schierato invece con le forze alleate anglo-americane.

Francia di Vichy


- Henri Philippe Pétain (1940-1944) - "capo di stato", non presidente

Francia Libera


- Charles de Gaulle (1940-1944) - "capo della Francia Libera", non presidente

Governo Provvisorio della Repubblica (1944-1947)

Le funzioni di Capo dello Stato sono svolte dal Capo del Governo provvisorio.
- Charles de Gaulle (1944-1946)
- Félix Gouin (gennaio - giugno 1946)
- Georges Bidault (giugno - dicembre 1946)
- Léon Blum (1946-1947)

Quarta Repubblica francese (1947-1959)

La Quarta Repubblica fu proclamata il 16 gennaio 1947.
- Vincent Auriol (1947-1954)
- René Coty (1954-1959)

Quinta Repubblica francese (1959-oggi)

La Quinta Repubblica fu proclamata l'8 gennaio 1959.
- Charles de Gaulle (8 gennaio 1959-28 aprile 1969)
- Alain Poher (29 aprile 1959-20 giugno 1969) ad interim
- Georges Pompidou (20 giugno 1969-2 aprile 1974)
- Alain Poher (2 aprile 1974-19 maggio 1974) ad interim
- Valéry Giscard d'Estaing (19 maggio 1974-10 maggio 1981)
- François Mitterrand (10 maggio 1981-17 maggio 1995)
- Jacques Chirac (17 maggio 1995 - in carica)

Voci correlate


- Elenco di Primi Ministri della Francia
- Elenco di monarchi francesi
- Francia

Collegamenti esterni


- [http://www.elysee.fr/ Sito ufficiale della Presidenza della Repubblica francese] Storia della Francia Categoria:Liste di persone ja:フランス大統領の一覧

Francia

La Francia o Repubblica francese (in francese, France o République française) è una nazione dell'Europa Occidentale, confinante con Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Italia, Monaco, Andorra, e Spagna. È uno dei membri fondatori dell'Unione Europea.

Storia

I confini della Francia moderna coincidono molto con quelli dell'antico territorio della Gallia, abitata dai Galli, una popolazione celtica. I Galli vennero sottomessi nel I secolo AC dai Romani, con i quali si fusero adottandone linguaggio e cultura. Anche il Cristianesimo mise radici, nel II e III secolo DC. Le frontiere orientali della Gallia, lungo il Reno, vennero invase dalle tribú germaniche nel IV secolo, principalmente dai Franchi, dai quali deriva l'antico nome di "Francie", il nome moderno, "Francia" deriva dal nome del dominio feudale dei Re Capetingi di Francia, attorno a Parigi (vedi Île-de-France). Anche se la monarchia francese viene spesso datata al V secolo, l'esistenza continua della Francia come entità a se stante inizia con il IX secolo e la divisione dell'Impero Franco di Carlomagno in una parte orientale e una occidentale. La parte orientale può essere vista come l'inizio di quella che oggi è la Germania, quella occidentale come la Francia. I discendenti di Carlomagno governarono la Francia fino al 987, quando Ugo Capeto, Duca di Francia e Conte di Parigi, venne incoronato Re di Francia. I suoi discendenti iniziarono la dinastia dei Capetingi, che governò la Francia fino al 1792, quando la rivoluzione Francese fondò una Repubblica, in un periodo di cambiamenti sempre piú radicali che iniziò nel 1789. Napoleone Bonaparte prese il controllo della Repubblica nel 1799, autoproclamandosi Imperatore. Le sue armate si impegnarono in diverse guerre attraverso l'Europa, conquistarono molte nazioni e fondarono nuovi regni, guidati dai familiari di Napoleone. A seguito della sua sconfitta nel 1815, la monarchia venne restaurata in Francia, per essere successivamente abolita legislativamente e sostituita dalla Seconda Repubblica francese. La Seconda Repubblica finí quando il nipote del primo Imperatore, Luigi Napoleone Bonaparte, venne eletto Presidente e proclamò un Secondo Impero. Meno ambizioso dello zio, il secondo Napoleone venne anch'egli spodestato, e la Repubblica tornò per la terza volta. Anche se vincitrice nella prima e nella seconda guerra mondiale, la Francia soffrí gravi perdite in termini di vite, impero, benessere, forza lavoro e grado di nazione dominante. Dal 1958, ha costruito una democrazia presidenziale (nota come Quinta Repubblica) che non ha ceduto alle instabilità sperimentate nei precedenti regimi parlamentari. Negli ultimi decenni, la riconciliazione e la cooperazione della Francia con la Germania si è rivelata centrale per l'integrazione economica dell'Europa, compresa l'introduzione dell'Euro nel gennaio 1999. Oggi, la Francia è in prima fila tra gli stati europei che cercano di sfruttare lo slancio dato dall'unione monetaria per portare avanti la creazione d'un apparato politico, di difesa e di sicurezza europeo piú unificato ed efficace. La Francia è anche uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Politica

La costituzione della Quinta Repubblica venne approvata tramite referendum il 28 settembre 1958. Essa rafforzava fortemente l'autorità dell'esecutivo in relazione al Parlamento. In base alla costituzione, il Presidente viene eletto direttamente per un mandato di 5 anni (in origine 7 anni). L'arbitraggio presidenziale assicura il regolare funzionamento dei poteri pubblici e la continuità dello stato. Il Presidente nomina il Primo Ministro, presiede il gabinetto, comanda le forze armate e conclude i trattati. L'Assemblea Nazionale (Assemblée Nationale) è il principale corpo legislativo. I suoi deputati sono eletti direttamente con mandato di 5 anni, tutti i seggi vengono votati ad ogni elezione. I senatori vengono scelti da un collegio elettorale per un mandato di 6 anni (prima 9 anni), e un terzo del senato viene rinnovato ogni 2 anni (prima ogni 3). Il potere legislativo del Senato è limitato; l'Assemblea Nazionale ha l'ultima parola in caso di disaccordo tra le due camere. Il governo ha una forte influenza sulla stesura dell'ordine del giorno del Parlamento. Vedi anche:
- Costituzione francese
- Elenco di monarchi francesi
- Capi di stato francesi
- Elenco di Primi Ministri della Francia
- Elenco di Ministri degli Esteri della Francia

Divisioni amministrative

La Francia è divisa in 26 regioni (in francese: région), che sono ulteriormente suddivise in 100 dipartimenti (in francese départements). I dipartimenti sono numerati (principalmente in ordine alfabetico) e i numeri vengono usati ad esempio per i codici postali o le targhe automobilistiche. Tra parentesi sono indicati i capoluoghi. dipartimenti I dipartimenti sono ulteriormente suddivisi in 342 zone (in francese arrondissements). I dipartimenti d'oltremare sono ex-colonie che ora godono d'uno status simile a quello della Francia Europea o metropolitana. Sono considerati una parte della Francia (e dell'UE) piuttosto che territori dipendenti. I paesi e territori d'oltremare formano parte della Repubblica francese, ma non sono parte del territorio europeo della Repubblica o dell'area fiscale dell'UE. Continuano ad usare il Franco francese del pacifico come valuta, che non è stata influenzata dalla sostituzione del Franco francese con l'Euro nel 2002. Le collettività territoriali hanno uno status a metà tra i dipartimenti d'oltremare e i territori d'oltremare. La Francia inoltre mantiene il controllo su numerose piccole isole dell'Oceano Indiano e dell'Oceano Pacifico, comprese Bassas da India, Isola Clipperton, Isola Europa, Isole Glorioso, Isola Juan de Nova, Isola Tromelin. Si veda Isole controllate dalla Francia nell'oceano indiano e nel pacifico.

Geografia

La Francia possiede un'ampia varietà di paesaggi, che vanno dalle pianure costiere a nord e ad ovest, dove la Francia confina con il Mare del Nord e l'Oceano Atlantico, fino alle catene montuose dei Pirenei a sud e delle Alpi a sud-est; queste ultime contengono la seconda montagna piú alta d'Europa, le cui pendici orientali sono in territorio italiano: il Monte Bianco (4.810 m) (la montagna piú alta d'Europa è il monte Elbrus (5.642 m), in Russia, nella catena del Caucaso). Nel mezzo si trovano altre regioni elevate, come il Massiccio Centrale o le Montagne dei Vosgi, e vasti bacini fluviali come quelli della Loira, del Rodano, della Garonna e della Senna. Le principali città della Francia sono: :Aix-en-Provence, Ajaccio, Albi, Amiens, Angers, Angouleme, Bastia, Belfort, Besançon, Bordeaux, Brest, Caen, Calais, Cannes, Carcassonne, Charleville-Mézières, Clermont-Ferrand, Colmar, Digione, Dunkerque, Evreux, Grenoble, La Rochelle, Le Havre, Le Mans, Lilla, Limoges, Lione, Marsiglia, Metz, Montpellier, Mulhouse, Nancy, Nantes, Nizza, Nîmes, Orléans, Parigi, Perpignan, Poitiers, Quimper, Reims, Rennes, Roubaix, Rouen, Saint-Étienne, Saint-Nazaire, Strasburgo, Tarbes, Tolone, Tolosa, Tourcoing, Tours e Valence. Vedi anche:
- la lista città della Francia per le schede ancora da sviluppare
- la :categoria:Città della Francia per le schede già categorizzate.

Economia

L'economia francese combina un'estesa imprenditoria privata, con un sostanziale, ma in declino, intervento governativo. Ampi tratti di terra fertile, l'applicazione delle tecnologie moderne e i sussidi, si sono combinati per rendere la Francia il principale produttore agricolo dell'Europa Occidentale. Il governo mantiene una considerevole influenza sui segmenti chiave del settore delle infrastrutture, con quote di maggioranza in ferrovie, elettricità, aeronautica, e telecomunicazioni. Ha comunque gradualmente rilasciato il controllo su questi settori fin dai primi anni '90. Il governo sta lentamente vendendo le sue partecipazioni in France Telecom, Air France, e nei settori assicurativo, bancario e della difesa. La Francia si uní ad altri 10 paesi UE per lanciare l'Euro il 1 gennaio 1999, valuta che ha rimpiazzato completamente il franco francese all'inizio del 2002.

Demografia

la lingua ufficiale è il francese. Esistono diverse lingue locali (basco, bretone, catalano, corso, olandese (fiammingo), alsaziano, occitano), ma il governo francese e il sistema scolastico ne hanno scoraggiato l'uso fino a poco tempo fa. Le lingue regionali vengono ora insegnate in alcune scuole, anche se il francese rimane l'unica lingua ufficiale in uso dal governo, locale o nazionale.

Religione

A seguito della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, la Francia garantisce la libertà di religione come diritto costituzionale. Una legge del 1905 istituisce la separazione di chiesa e stato e proibisce al governo di riconoscere, stipendiare o sussidiare qualsiasi religione. Nella situazione precedente, stabilita nel 1801-1808 dal Concordat, lo stato appoggiava la Chiesa cattolica, la Chiesa luterana, la Chiesa calvinista e la Religione ebraica e forniva l'insegnamento scolastico delle suddette (per ragioni storiche, questa situazione vige ancora nell'Alsazia-Mosella). Il governo francese non mantiene statistiche sulla religione. Il CIA World Factbook del 2003 elenca le religioni in Francia come: Cattolici Romani 83-88%, Protestanti 2%, Ebrei 1%, Musulmani 5-10%, non affiliati 4%. Non è chiaro da dove provengano queste cifre. Comunque, in un [http://a1692.g.akamai.net/f/1692/2042/1h/medias.lemonde.fr/medias/pdf_obj/sondage030416.pdf sondaggio del 2003] il 41% dichiara che l'esistenza di Dio è "esclusa" o "improbabile". Il 33% dichiara che il termine "ateo" li descrive abbastanza o molto bene, mentre il 51% si dichiara "Cristiano". Quando interrogati sulla loro religione, il 62% ha risposto Cattolico Romano, il 6% Musulmano, il 2% Protestante, l'1% ebraico, il 2% "altre religioni" (eccetto per Ortodossi o Buddisti, che avevano percentuali trascurabili), il 26% "nessuna religione" e l'1% si è rifiutato di rispondere. La discrepanza tra il numero di "atei" (41%) e il numero di "nessuna religione" (26%) può essere attribuito a persone che si sentono culturalmente vicine a una religione, seguono i suoi valori morali e le sue tradizione, ma difficilmente credono in Dio. In Francia esiste una forte distinzione tra religione e vita civile. La religione è considerata come un fatto privato. I francesi in generale si oppongono al potere clericale ed alla sua influenza nella politica. Il fondamentalismo islamico è considerato una reale minaccia per la coesione della società francese, dove il comunitarismo non è accettato. Questo è già successo con i Cattolici prima della Rivoluzione Francese del 1789. Vedi anche:
- Chiesa cattolica francese
- Islam in Francia.

Cultura


- Académie française
- Letteratura francese
- Francesi celebri
- Cucina francese
- Cinema francese
- Musica francese Il governo sta considerando la soppressione del lunedi di Pentecoste come festività pubblica.

Voci correlate


- Comunicazioni in Francia
- Trasporti in Francia
- Esercito Francese
- Educazione in Francia
- Elenco d'università francesi
- Relazioni estere della Francia
- Turismo in Francia
- Impero coloniale francese
- Parchi Nazionali (Francia)

Classifiche internazionali


- Indice di sviluppo umano, 2003: 17a (su 175)
- [http://www.rsf.fr/article.php3?id_article=4116 indice della libertà di stampa] 11a su 139 nazioni

Collegamenti esterni


- [http://www.assemblee-nat.fr/italiano/index.asp Assemblée Nationale] - L'assemblea nazionale francese
- [http://www.elysee.fr/ Sito ufficiale dell'ufficio del Presidente francese] - Il Palazzo dell'Eliseo
- [http://www.premier-ministre.gouv.fr/fr/ Sito ufficiale dell'ufficio del Primo Ministro francese]
- [http://www.senat.fr/international/english/ Sénat] - Il senato francese
- [http://www.service-public.fr/etranger/english.html Sito ufficiale del servizio pubblico francese] - Contiene molti link a diverse istituzioni e amministrazioni als:Frankreich fiu-vro:Prantsusmaa ja:フランス ko:프랑스 ms:Perancis simple:France th:ประเทศฝรั่งเศส zh-min-nan:Hoat-kok

Elenco di monarchi francesi

Quello che segue è un elenco dei monarchi francesi che hanno governato la Francia dal Medioevo al XIX secolo. Un articolo a parte è dedicato ai capi di stato francesi dal XIX secolo ad oggi. Il reale inizio della monarchia francese è in qualche modo discutibile. Gran parte della questione origina dalla nascita della Francia come regno distinto nel Medioevo -- ovvero, diversi secoli dopo che l'Impero Romano perse il controllo sul territorio che ora costituisce gran parte dell'Europa occidentale e centrale. Molti medievalisti sostengono che l'esistenza della Francia come tale non iniziò fino all'avvento della Dinastia Capetingia nel 987 o, volendo anticipare la data, con la costituzione del Regno Occidentale de Franchi, dopo il Trattato di Verdun dell'843. Questa visione comunque è problematica per i profani, in parte a causa dell'esistenza di tradizioni secolari che collocano la nascita della Francia nel Regno Franco Merovingio fondato da Clodoveo I. Questo regno venne fondato nel V secolo, e i suoi governanti vennero deposti nell'VIII. Questa tradizione è in parte basata sul bisogno dei Re Capetingi (post-Carolingi), di rafforzare la loro pretesa al trono. Con il passare del tempo, queste pretese divennero parte dell'identità nazionale francese. Fin dagli anni '90, la questione della nazionalità, specialmente per le nazioni che considerano la loro fondazione nel perido tra il V e il IX secolo, è stata presa di mira. Questa riesaminazione ha già prodotto diversi studi interessanti, alcuni dei quali porteranno sicuramente ad un ulteriore ridefinizione del significato di nazione, e di come il concetto di nazionalità possa essere meglio definito. Alla luce di questi recenti sviluppi, questa lista inizia con la creazione nell'843 del Regno dei Franchi Occidentali da parte di Carlo il Calvo, lo stato che si sarebbe evoluto nella Francia moderna. Per i precedenti monarchi Franchi, si veda Elenco di re franchi. (I nomi dei reggenti sono inclusi per convenienza, anche se ovviamente non sono stati monarchi di Francia. Si noti che Carlomagno (768-814) viene tipicamente considerato essere "Carlo I di Francia", e suo figlio Luigi il Pio viene contato come Luigi I.)

Dinastia Carolingia (dall'843 al 987)


- Carlo II il Calvo 843-877
- Luigi II o Ludovico il Balbo 877-879
- Luigi III o Ludovico II 879-882
- Carlomanno Re dei Franchi Occidentali 882-884
- Carlo III il Grasso 884-887
- Odo 888-898
- Carlo III il Semplice 898-922
- Roberto I 922-923
- Raul 923-936
- Luigi IV d'Oltremare936-954
- Lotario 954-986
- Luigi V l'Ignavo (le Fainéant) 986-987

Dinastia Capetingia (dal 987 al 1328)

La Dinastia Capetingia, la linea di discendenza maschile di Ugo Capeto, governò la Francia con continuità dal 987 al 1792. Ai rami della dinastia che governarono dopo il 1328, comunque, viene generalmente dato il nome specifico del ramo: Valois e Borboni.
- Ugo Capeto, Conte di Parigi, incoronato Re di Francia 987 - 996
- Roberto II il Pio 996 - 1031
- Enrico I 1031 - 1060
- Filippo I il Giusto 1060 - 1108
- Luigi VI il Grosso 1108 - 1137
- Luigi VII il Giovane 1137 - 1180
- Filippo II Augusto 1180 - 1223
- Luigi VIII il Leone 1223 - 1226
- Luigi IX (San Luigi) 1226 - 1270
  - Bianca di Castiglia (reggente per Luigi IX) 1226 - 1234
- Filippo III l'Ardito 1271 - 1285
- Filippo IV il Bello 1285 - 1314
- Luigi X il Testardo 1314 - 1316
  - (Filippo, fratello di Luigi X (servì come reggente prima della nascita di Giovanni I, e durante la sua breve vita) 1316 - 1316)
- Giovanni I il Postumo 1316
- Filippo V l'Alto 1316 - 1322
- Carlo IV il Giusto 1322-1328

Dinastia Valois (1328-1589)

1589

Ramo principale (1328-1498)


- Filippo VI il Fortunato 1328-1350
- Giovanni II il Buono 1350-1364
- Carlo V il Saggio 1364-1380
- Carlo VI il Beneamato 1380-1422
  - Luigi I d'Angiò (reggente per Carlo VI) 1380-1382
  - Filippo di Borgogna l'Ardito (reggente per Carlo VI) 1380-1382
  - Giovanni di Berry (reggente per Carlo VI) 1380-1382
- Carlo VII il Vittorioso 1422-1461
- Luigi XI 1461-1483
- Carlo VIII l'Affabile 1483-1498
  - Anna di Beaujeu (reggente per Carlo VIII) 1483-1484

Ramo Valois-Orléans (1498-1515)


- Luigi XII, il Padre della sua Gente 1498-1515

Ramo Valois-Angoulême (1515-1589)


- Francesco I 1515-1547
- Enrico II 1547-1559
- Francesco II 1559-1560
  - (Caterina de' Medici (servì come reggente per Carlo IX) 1560-1563)
- Carlo IX 1560-1574
- Enrico III (Re di Polonia, 1573-1574) 1574-1589

Dinastia Borbone (1589-1792)


- Enrico IV (Re Enrico III di Navarra, 1572-1610) 1589-1610
  - (Maria de' Medici (servì come reggente per Luigi XIII) 1610-1614)
- Luigi XIII il Beneamato 1610-1643
  - (Anna d'Austria (servì come reggente per Luigi XIV) 1643-1651)
- Luigi XIV il Re Sole 1643-1715
  - (Filippo II d'Orléans (servì come reggente per Luigi XV) 1715-1723)
- Luigi XV il Beneamato 1715-1774
- Luigi XVI il Beneamato 1774-1792

Prima Repubblica (1792-1804)

Convenzione Nazionale (1792-1795) Il Direttorio (1795-1799) Il Consolato (1799-1804)
- Napoleone Bonaparte -- Primo Console (1799-1804)

Dinastia Bonaparte -- Primo Impero (1804-1814)


- Napoleone I, Imperatore dei francesi (1804-1814, I cento giorni 1815)

Dinastia Borbone (Restaurata) (1814-1848)


- Luigi XVIII (1814-1824)
- Carlo X (1824-1830)

Borboni-Orléans, La Monarchia di luglio


- Luigi Filippo il Re Cittadino (1830-1848)

Seconda Repubbica (1848-1852)


- Luigi Napoleone Bonaparte, Presidente (1848-1852)

Dinastia Bonaparte -- Secondo Impero (1852-1870)


- Napoleone III, Imperatore dei francesi (1852-1870)

Voci correlate


- Capi di stato francesi
- Franchi (storia dei regni Franchi)
- Elenco di re franchi
- Storia della Francia
- Membri delle famiglie reali francesi
- Donazione di Costantino per un esempio di documento forgiato per supportare le rivendicazioni tradizionali. Monarchi francesi Francia categoria:Francia categoria:Storia della Francia Categoria:Sovrani francesi ja:フランス君主一覧

Medioevo

In una rappresentazione schematica della Storia d'Europa che preveda tre ere, classica, medioevale e moderna, il Medioevo (termine coniato da Flavio Biondo) è il periodo intermedio, il cui inizio viene collocato, per l'intera Europa, nel 476, cioè nell'anno che segna, secondo una convenzione fissata dagli storici, la fine dell'Impero Romano d'Occidente. Diversamente, la conclusione di questa era viene collocata in ciascun paese in date diverse, che coincidono con la nascita delle rispettive monarchie nazionali ed il periodo rinascimentale. Alcune date comunemente utilizzate sono il 1453, con la caduta di Costantinopoli in mano ai Turchi o la fine della Guerra dei Cent'Anni tra Inghilterra e Francia, il 1492, con la fine del periodo islamico in Spagna e la scoperta delle Americhe da parte di Cristoforo Colombo, ed il 1517, con la Riforma protestante. Una suddivisione comunemente utilizzata del medioevo è tra:
- "Alto Medioevo" (da qualcuno detto dei "secoli bui"), che va dal V al X secolo ed è caratterizzato da condizioni economiche disagiate e da continue invasioni da parte di Slavi, Arabi, Vichinghi e Magiari;
- "Basso Medioevo", un periodo intermedio, che vede lo sviluppo di forme di governo basate su signorie e vassallaggio, con la costruzione di castelli e la rinascita della vita nelle città; poi un crescente potere reale e la rinascita di interessi commerciali, specie dopo la peste del XIV secolo. Dal punto di vista sociale, dopo il collasso dell'Impero Romano d'Occidente, si assistette ad una prima fase con la lotta tra le popolazioni del nord e dell'est europeo per la ricostruzione a livello locale dell'organizzazione amministrativa, militare, economica e giuridica; questa fase fu poi seguita, verso la fine del medioevo, da una nuova fase di accentramento dei poteri a livello nazionale. Cruciale in questa organizzazione fu la struttura feudale che, se da un lato permetteva una certa stabilità grazie all'organizzazione continentale del sistema, non fu mai sufficientemente forte da togliere completamente autonomia alle realtà locali, che così poterono gestire la transizione tra l'uniformità dell'Impero romano e la nascita degli stati nazionali. Una realtà in grado di dare uniformità al panorama europeo fu la comune radice religiosa basata sul cristianesimo, ereditata dall'ultimo periodo romano e proseguita fino al IX secolo con la separazione della Chiesa ortodossa dalla Chiesa cattolica nel 1054. Questa radice comune portò da una lato ad una commistione tra potere temporale e religioso che ebbe nella Riforma protestante l'espressione di dissenso più acuto, ma dall'altra permise di mantenere un'identità culturale a livello continentale che permise dei momenti di coesione, come nel caso delle crociate. Filosoficamente, il Medio Evo si caratterizza per una grande fiducia nella ragione umana, che si esprime nella corrente della scolastica, il cui maggior esponente è Tommaso d'Aquino. La crisi di questa corrente filosofica, con autori come Duns Scoto e soprattutto Guglielmo di Occam, segnata da un crollo di fiducia nella ragione e da un conseguente crescente fideismo, portò alla fine del pensiero medioevale ed alla nascita del pensiero moderno.

Voci correlate


- Occidente medievale dal 500 al 1500
- Storia, Storia Antica, Storia Moderna
- Sacro romano impero
- Elenco dei Papi categoria:medioevo ja:中世 simple:Middle Ages

XIX secolo

I millennio | II millennio | III millennio

XVI secolo | XVII secolo | XVIII secolo | XIX secolo | XX secolo | XXI secolo | XXII secolo
Anni 1800 | Anni 1810 | Anni 1820 | Anni 1830 | Anni 1840
Anni 1850 | Anni 1860 | Anni 1870 | Anni 1880 | Anni 1890
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Avvenimenti


- Secolo della colonizzazione europea in Asia e in Africa.
- In Europa, dopo le guerre imperiali e la ristrutturazione delle frontiere delle nazioni europee, secolo della seconda rivoluzione industriale.
- Risorgimento d'Italia
- Restaurazione Meiji in Giappone.
- Great famine in Irlanda.

Personaggi significativi


- Napoleone Bonaparte (Ajaccio, 1769 - Sant'Elena, 1821), imperatore di Francia.
- Charles Darwin (1809 - 1882), naturalista inglese, autore dell' Origine delle specie, introduce il concetto di selezione naturale.
- Victor Hugo (Besançon, 1802 - Parigi, 1885), scrittore francese.
- Claude Monet, pittore francese.
- Otto von Bismarck, politico tedesco
- Giuseppe Garibaldi, rivoluzionario e militare italiano
- Klemens von Metternich, statista austriaco
- Franz Liszt, compositore ungherese

Invenzioni, scoperte, innovazioni


- La locomotiva a vapore, costruita nel 1821 da Stephenson
- La lampadina e il fonografo, entrambe invenzioni di Edison
- Il grammofono
- Il cinema, inventato dai fratelli Lumiere
- La dinamite inventata da Alfred Nobel
- Il motore elettrico
- Il motore a scoppio Categoria:XIX secolo als:19. Jahrhundert ja:19世紀 ko:19세기 simple:19th century th:คริสต์ศตวรรษที่ 19 zh-min-nan:19 sè-kí

1792

Eventi


- Inaugurato il Teatro La Fenice di Venezia con I giochi di Agrigento (opera di Giovanni Paisiello)
- Rouget de Lisle scrive e musica la Marseillaise (La Marsigliese): l'inno nazionale francese.

Nati


- 29 febbraio - Gioacchino Rossini, compositore italiano († 1868)
- 7 marzo - John Herschel, astronomo inglese († 1871)

Morti

092 ko:1792년 ms:1792 simple:1792 th:พ.ศ. 2335

1792

Eventi


- Inaugurato il Teatro La Fenice di Venezia con I giochi di Agrigento (opera di Giovanni Paisiello)
- Rouget de Lisle scrive e musica la Marseillaise (La Marsigliese): l'inno nazionale francese.

Nati


- 29 febbraio - Gioacchino Rossini, compositore italiano († 1868)
- 7 marzo - John Herschel, astronomo inglese († 1871)

Morti

092 ko:1792년 ms:1792 simple:1792 th:พ.ศ. 2335

1795

Eventi

Nati


- Achille Baraguay-d'Hilliers, Maresciallo di Francia († 1878)
- 17 settembre - Saverio Mercadante, compositore italiano († 1870)

Morti

095 ko:1795년 ms:1795

1795

Eventi

Nati


- Achille Baraguay-d'Hilliers, Maresciallo di Francia († 1878)
- 17 settembre - Saverio Mercadante, compositore italiano († 1870)

Morti

095 ko:1795년 ms:1795

1800

Eventi


- La popolazione mondiale è di circa 920 milioni di abitanti. Quella dell'Italia di 19 milioni.
- Washington diventa la capitale degli Stati Uniti d'America.
- William Herschel scopre i raggi infrarossi.
- Febbraio - In Francia viene approvato il consolato di Napoleone.
- Marzo - Viene nuovamente ristabilita la residenza papale a Roma. Nuovo Papa è Pio VII (Barnaba Chiaramonti).
- Aprile - L'Austria conquista Genova.
- Maggio - Napoleone parte per la seconda campagna d'Italia, per liberare l'Italia dagli austriaci che da queste terre avrebbero potuto invadere la Francia.
- Giugno - L'esercito francese passa le Alpi e arriva in Lombardia. Si scontrano, il 14 giugno, francesi e austriaci a Bosco Marengo. La Francia vince, soprattutto grazie all'azione del generale Dessaix, che qui mori. Il 18 giugno Napoleone entra trionfante a Milano. Napoleone libera Liguria, Piemonte e Lombardia dagli austriaci.
- Giugno - La Gran Bretagna unisce l'Irlanda al suo regno, praticamente con la forza.
- Dicembre - L'esercito francese sale fino al Reno, occupa il Tirolo e arriva quasi fino a Vienna. Costringe cosi l'Austria alla pace. Napoleone subisce un attentato a Parigi, si salva.

Nati


- 28 marzo - Johann Georg Wagler, ornitologo tedesco († 1832)
- 31 luglio - Friedrich Wöhler, chimico tedesco († 1882)
- 23 settembre - William Holmes McGuffey, professore americano († 1873)
- 4 dicembre - Carl Ludvig Emil Aarestrup, poeta danese

Morti


- 14 giugno - Louis Charles Antoine Desaix, generale francese
- 14 luglio - Lorenzo Mascheroni, matematico italiano (n. 1750) 100 ko:1800년 ms:1800

1800

Eventi


- La popolazione mondiale è di circa 920 milioni di abitanti. Quella dell'Italia di 19 milioni.
- Washington diventa la capitale degli Stati Uniti d'America.
- William Herschel scopre i raggi infrarossi.
- Febbraio - In Francia viene approvato il consolato di Napoleone.
- Marzo - Viene nuovamente ristabilita la residenza papale a Roma. Nuovo Papa è Pio VII (Barnaba Chiaramonti).
- Aprile - L'Austria conquista Genova.
- Maggio - Napoleone parte per la seconda campagna d'Italia, per liberare l'Italia dagli austriaci che da queste terre avrebbero potuto invadere la Francia.
- Giugno - L'esercito francese passa le Alpi e arriva in Lombardia. Si scontrano, il 14 giugno, francesi e austriaci a Bosco Marengo. La Francia vince, soprattutto grazie all'azione del generale Dessaix, che qui mori. Il 18 giugno Napoleone entra trionfante a Milano. Napoleone libera Liguria, Piemonte e Lombardia dagli austriaci.
- Giugno - La Gran Bretagna unisce l'Irlanda al suo regno, praticamente con la forza.
- Dicembre - L'esercito francese sale fino al Reno, occupa il Tirolo e arriva quasi fino a Vienna. Costringe cosi l'Austria alla pace. Napoleone subisce un attentato a Parigi, si salva.

Nati


- 28 marzo - Johann Georg Wagler, ornitologo tedesco († 1832)
- 31 luglio - Friedrich Wöhler, chimico tedesco († 1882)
- 23 settembre - William Holmes McGuffey, professore americano († 1873)
- 4 dicembre - Carl Ludvig Emil Aarestrup, poeta danese

Morti


- 14 giugno - Louis Charles Antoine Desaix, generale francese
- 14 luglio - Lorenzo Mascheroni, matematico italiano (n. 1750) 100 ko:1800년 ms:1800

Imperatore

La parola Imperatore discende dal latino imperator, che vuol dire comandante dell'esercito; era il titolo di Giulio Cesare, che poi passò al capo dello stato romano, con Augusto: inizialmente, l'Imperatore di Roma non era altro che il comandante in capo dell'esercito romano, titolare del comando o imperium militare. Dopo la fine dell'impero romano d'occidente questo titolo passò a designare il capo di un Impero, cioè di un dominio composto da più stati o popoli diversi. Molti titoli simili, come Zar e Kaiser, non sono altro che la traduzione in altre lingue del latino Caesar, cioè Cesare, altro appellativo con cui i romani chiamavano gli imperatori, riferendosi alla loro discendenza da Giulio Cesare.

Voci correlate

Storia antica
- per l'Impero cinese vedi Storia della Cina con link alle diverse dinastie
- Impero persiano
- Impero romano
- Imperatori romani
- Impero delle Gallie o Impero Gallo-Romano
- Impero Romano d'Oriente o Impero bizantino
- Imperatori bizantini
- Imperatori del Giappone (vedi anche Storia del Giappone)
- Impero Ghana vedi Mali
- per l'Impero Bornu vedi Storia della Nigeria Storia medioevale
- Sacro Romano Impero
- Imperatori del Sacro Romano Impero
- Lista degli stati del Sacro Romano Impero
- per l'Impero Mongolo vedi Gengis Khan
- Impero Mali vedi Mali
- Impero di Kanem-Bornu
- impero Songhai vedi Mali
- Impero bulgaro
- Impero Ottomano
- per l'Impero azteco vedi Aztechi
- Impero Inca Storia moderna
- per l'Impero spagnolo vedi ...
- per l'Impero coloniale portoghese vedi Storia del Portogallo
- per l'Impero Fulani vedi Storia della Nigeria
- Russia imperiale o Impero russo
- Impero britannico
- per il Primo e per il Secondo impero francese vedi Storia della Francia
- per l'Impero coreano vedi Corea
- Impero austriaco
- Impero Germanico
- vedi anche Imperi Centrali
- per l'Impero dell'Africa Orientale Italiana vedi Vittorio Emanuele III di Savoia Categoria:Storia

Napoleone I

Napoleone Bonaparte (15 agosto 1769 - 5 maggio 1821) - Figura storica assai discussa ma di straordinaria importanza: di fatto impose dal 1799 una dittatura alla Francia, come Imperatore dei Francesi con il nome di Napoleone I dal 18 maggio 1804 al 6 aprile 1814. Governò inoltre sulla maggior parte dell'Europa occidentale e centrale di inizio XIX secolo. Fu il primo regnante della dinastia dei Bonaparte. Sposò in seconde nozze l'Arciduchessa Maria Luisa d'Austria l'11 febbraio 1810. Ebbe come figlio Napoleone Luigi detto il re di Roma (1811-1832). Napoleone ebbe inoltre almeno due figli illegittimi: Carlo, Conte Leone 1806 - 1881 (figlio di Catherine Eléonore Denuelle de la Plaigne 1787 - 1868) e Alessandro Giuseppe Colonna, Conte Walewski (1810 - 1868) (figlio di Maria, Contessa Walewski 1789 - 1817), ministro degli esteri di Napoleone III. La sua figura ispirò artisti, letterati, musicisti, politici e storici per tutto l'Ottocento fino ad oggi.

Primi anni e carriera nell'esercito

Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio in Corsica appena dopo la vendita dell'isola alla Francia da parte della Repubblica di Genova. La sua famiglia apparteneva alla piccola nobiltà corsa. Suo padre, di origine toscana, Carlo Maria Buonaparte (solo più tardi il cognome fu mutato in Bonaparte), organizzò l'istruzione di Napoleone, ma morì giovane nel 1785. La madre, Letizia Ramolino, sopravviverà allo stesso Napoleone, vivendo poi gli ultimi anni della sua vita a Roma. Letizia Ramolino ebbe 13 figli, di cui solo otto sopravvissero: i fratelli Giuseppe, Luciano, Luigi e Gerolamo; le sorelle Elisa, Paolina e Carolina. Ad ognuno di essi Napoleone darà poi un titolo nobiliare durante il suo impero. All'età di nove anni, il padre Carlo portò Napoleone in Francia, alla Scuola militare di Brienne, dove rimarrà per cinque anni. Napoleone inizialmente si considerava straniero ed estraneo; anzi, l'accusa di essere straniero l'avrebbe inseguito per tutta la vita. Egli era un ufficiale dell'esercito francese quando cominciò la Rivoluzione Francese nel 1789. Napoleone tornò in Corsica quando un movimento nazionalista proclamò la separazione dalla Francia. Scoppiò la guerra civile, capitanata dall'eroe nazionale Pasquale Paoli, e la famiglia di Napoleone - accusata di tradimento - dovette fuggire in Francia, stanziandosi a Nizza. Napoleone sostenne la Rivoluzione e rapidamente salì di grado. Nel dicembre 1793, col ruolo di tenente colonnello addetto all'artiglieria, liberò Tolone (Toulon) dai monarchici e dalle truppe inglesi che li sostenevano. Fu il suo primo clamoroso successo militare, che gli valse la nomina a generale di brigata e l'attenzione del futuro membro del Direttorio, Barras, che lo aiuterà nella scalata al potere. La sua amicizia con Augustin Robespierre, fratello di Maximilien, lo portò a cadere in disgrazia all'indomani della giornata del 9 Termidoro e la conseguente caduta del Terrore. Tuttavia, la fortuna gli arrise quando il 13 Vendemmiaio del 1795 Barras lo nominò improvvisamente comandante della piazza di Parigi con l'incarico di salvare la Convenzione Nazionale dalla minaccia dei monarchici, che in quella spaventosa giornata vi marciavano contro. Con l'aiuto di Gioacchino Murat al comando della cavalleria, Napoleone colpì duramente i rivoltosi salvando la Francia da un nuovo colpo di Stato. Immediatamente, Barras lo nominava generale del Corpo d'armata dell'Interno.

La Campagna d'Italia

Gioacchino MuratIl 9 marzo 1796 Napoleone sposò Joséphine de Beauharnais, vedova di un valente ufficiale della Rivoluzione ghigliottinato, e solo due giorni dopo partì per il fronte italiano al comando di 38.000 uomini malissimo equipaggiati, per una campagna che nei piani del Direttorio doveva essere semplicemente di 'diversione', perché l'attacco all'Austria sarebbe avvenuto attraverso due direttrici sul Reno. Iniziava così la campagna d'Italia che avrebbe dimostrato l'ineguagliato genio militare e politico di Napoleone che, nonostante l'inferiorità numerica e logistica, riuscì a sconfiggere ripetutamente le forze austriache. Celebri le battaglie contro le forze armate austro/piemontesi a Dego, Millesimo, Cairo Montenotte e Cosseria. Il 10 maggio 1796 sbaragliò l'ultima difesa austriaca nelle celebre Battaglia al Ponte di Lodi e il 15 maggio dello stesso anno entrò trionfalmente a Milano. Nel giugno 1796 venne proclamata la Repubblica Cisalpina (capitale Milano) e nell'Ottobre del 1796 si costituì la Legione Lombarda, prima forza armata composta da italiani ad adottare quale bandiera di guerra il Tricolore (Verde, Bianco e Rosso). Contemporanemente le ex-legazioni pontificie si costituirono in Repubblica Cispadana e adottarono (7 gennaio 1797) il tricolore quale bandiera nazionale. Le forze sabaude furono costrette a firmare il 28 aprile 1796 l'armistizio di Cherasco, che cedeva alla Francia Nizza e l'alta Savoia. Le forze austriache, comandate dall'Arciduca Carlo, terrorizzate dalla rapida marcia di Napoleone verso Vienna, dovettero accettare una tregua sfavorevole, che si concretizzò nel trattato di Campoformio il 17 ottobre 1797. Oltre all'indipendenza delle nuove repubbliche formatesi, la Francia acquisiva i Paesi Bassi e la riva sinistra del Reno, limitandosi a cedere Venezia agli austriaci. Terminava così, con uno smacco colossale all'Austria, la campagna d'Italia. Nel corso della campagna d'Italia, Napoleone, soprannominato il Piccolo Caporale, dimostrò la sua brillante capacità strategica, capace di assorbire il sostanzioso "corpo" delle conoscenze militari del suo tempo e di applicarlo al mondo reale che lo circondava. Ufficiale di artiglieria per formazione, la utilizzò in modo innovativo come supporto mobile agli attacchi della fanteria. Dipinti contemporanei del suo Quartier Generale mostrano che in queste battaglie utilizzò, primo al mondo, un sistema di telecomunicazioni basato su linee di segnalazione realizzate col semaforo di Chappe, appena implementato nel 1792.

La Campagna d'Egitto e di Siria

Nel 1798 il Direttorio, geloso della popolarità del Bonaparte, lo incaricò di occupare l'Egitto per contrastare l'accesso inglese all'India. Un indizio della devozione di Napoleone ai principi dell'Illuminismo fu la sua decisione di affiancare gli studiosi alla sua spedizione: la spedizione d'Egitto ebbe il merito di far riscoprire, dopo centinaia di anni, la grandezza di quella terra, e fu proprio l'opera di Napoleone a far nascere la moderna egittologia, soprattutto grazie alla scoperta della Stele di Rosetta da parte dei soldati al seguito della spedizione. Napoleone aveva da anni accarezzato l'idea di una campagna in oriente, sognando di seguire le orme di Alessandro Magno ed essendo dell'idea che L'Europa è una tana di talpe. Tutte le grandi cose vengono dall'Oriente. Alessandro Magno Dopo un'importante vittoria nella Battaglia delle Piramidi, Napoleone schiacciò i mamelucchi di Murad Bay ed entrando al Cairo divenne padrone dell'Egitto. Pochi giorni dopo, il 1° agosto 1798, la flotta di Napoleone in Egitto fu completamente distrutta da Orazio Nelson, nella baia di Abukir, cosicché Napoleone rimase bloccato a terra. Dopo una ricognizione sul Mar Rosso, Napoleone decise di recarsi in Siria, col pretesto di inseguire il tiranno Djezzar che aveva tentato di attaccarlo. Giunto, però, il 19 marzo 1799 dinanzi a San Giovanni d'Acri, l'antica fortezza dei crociati in Terra Santa, Napoleone perse più di due mesi in un inutile assedio e la campagna di Siria si concluse con un fallimento. Ritornato al Cairo, Napoleone sconfisse i turchi ad Abukir, proprio dove l'anno prima era stato privato di tutta la sua flotta. Preoccupato tuttavia delle terribili notizie dalla Francia - l'esercito in ripiegamento su tutti i fronti, il Direttorio ormai privo di potere - e consapevole che la campagna d'Egitto non avesse conseguito il successo sperato, Napoleone s'imbarcò in gran segreto il 22 agosto 1799 su un piccolo bastimento alla volta della Francia.

Il 18 brumaio e il Consolato

Il 9 ottobre Napoleone sbarcò a Fréjus, e la sua corsa verso Parigi fu accompagnata dall'entusiasmo dell'intera Francia, certa che il generale fosse tornato in patria per assumere il controllo della situazione ormai ingestibile. Ed in effetti era questa l'intenzione di Napoleone. Giunto a Parigi, egli riunì i cospiratori decisi a rovesciare il Direttorio. Dalla sua si schierarono il fratello maggiore Giuseppe e soprattutto il fratello Luciano, allora presidente del Consiglio dei Cinquecento, che con il Consiglio degli Anziani costituiva il potere legislativo della repubblica. Dalla sua Napoleone riuscì ad avere il membro del Direttorio Roger Ducos e soprattutto Emmanuel Joseph Sieyès, il celebre autore dell'opuscolo Che cos'è il Terzo Stato? e ideologo di punta della borghesia rivoluzionaria. Inoltre, dalla sua si schierò l'astutissimo ministro degli esteri Talleyrand e il ministro della polizia Joseph Fouché. Barras, pur membro del Direttorio, conscio delle capacità di Napoleone accettò di farsi da parte. Joseph Fouché Fatta trapelare la falsa notizia di un complotto realista per rovesciare la repubblica, Napoleone riuscì a far votare al Consiglio degli Anziani e al Consiglio dei Cinquecento una risoluzione che trasferisse le due camere il 18 brumaio (9 novembre) fuori Parigi, a Saint Cloud; Napoleone fu nominato comandante in capo di tutte le forze armate. Ciò fu fatto per evitare che durante il colpo di Stato qualche deputato potesse sollevare i cittadini parigini per difendere la Repubblica dal tentativo di Napoleone. L'intenzione di Napoleone era quella di portare le due camere a votare autonomamente il loro scioglimento e la cessione dei poteri nelle sue mani. Non fu così: il Consiglio degli Anziani rimase freddo al discorso pasticciato di Napoleone per far pressione su di essa, mentre quando Napoleone entrò nella sala del Consiglio dei Cinquecento i deputati gli si lanciarono contro chiedendo di votare per rendere Bonaparte fuorilegge (cosa che voleva significare l'arresto e la ghigliottina). Nel momento in cui sembrava che il colpo di Stato fosse prossimo alla catastrofe, a soccorrere Napoleone giunse il fratello Luciano, che nelle vesti di presidente dei Cinquecento uscì dalla sala ed arringò l'esercito schierato all'esterno, ordinando che disperdesse i deputati terroristi. Memorabile il momento in cui puntò la sua spada al collo di Napoleone e dichiarò: Non esiterei un attimo a uccidere mio fratello se sapessi che questi stesse attentando alla libertà della Francia. L'esercito entrò nella sala con le baionette spianate e disperse i deputati. In serata, le camere venivano sciolte e veniva votato il decreto che assegnava i pieni poteri a tre consoli: Roger Ducos, Sieyes e Napoleone.

Il Consolato

Nominati consoli provvisori, i tre nuovi padroni della Francia redigevano insieme a due commissioni apposite una nuova costituzione, la costituzione dell'anno VIII, che ratificata con un plebiscito popolare legittimava il colpo di Stato. Nel pensiero politico di Sieyes, il Consolato sarebbe dovuto essere un governo dei notabili, che assicurasse la democrazia attraverso un complesso equilibrio di poteri. Questo progetto fu mandato all'aria da Napoleone il quale, pur in teoria detentore del solo potere esecutivo, aveva in realtà facile gioco nello scavalcare il legislativo frammentato in ben quattro camere. Fattosi nominare Primo Console, ossia concretamente superiore a qualsiasi altro potere dello Stato, Napoleone ricostruiva la Francia con una struttura amministrativa fortemente accentratrice ma così perfetta che è rimasta tale fino ad oggi: la Francia veniva frazionata in province, distretti e comuni rispettivamente amministrate da prefetti, sottoprefetti e sindaci. Le casse dello Stato venivano risanate dalle conquiste di guerra e dalla fondazione della Banca di Francia, nonché dall'introduzione del franco d'argento che poneva fine all'era degli assegnati e dell'inflazione. La lunga lotta contro il cattolicesimo si concludeva col Concordato del 1801 ratificato dal papa Pio VII, che stabiliva il cattolicesimo "religione della maggioranza dei francesi" (benché non religione di Stato), ma non riconsegnava al clero i beni espropriati durante la rivoluzione. Nel campo dell'istruzione, Napoleone istituì i licei e i politecnici, per formare una classe dirigente preparata e indottrinata, ma tralasciò l'istruzione elementare essendo dell'idea che il popolo dovesse rimanere in una certa ignoranza per garantire un governo stabile e un esercito ubbidiente. Il consolato di Napoleone divenne "a vita" con il plebiscito del 2 agosto 1802. Si apriva la strada all'istituzione dell'Impero.

Il Codice Napoleonico

Durante l'esilio a Sant'Elena, Napoleone sottolineò più volte che la sua opera più importante, quella che sarebbe passata alla storia più delle centinaia di battaglie vinte, sarebbe stato il suo codice civile, il Codice Napoleonico. Indubbiamente, la sua frase colse nel segno. Codice Napoleonico Il Codice Napoleonico legittimò le conquiste della Rivoluzione francese, fu esportato in tutti i paesi dove giunsero le armate di Napoleone, fu preso a modello da tutti gli Stati d'Europa e ancora oggi è la base del nostro diritto. Istituita l'11 agosto 1799, la commissione incaricata di redigere il codice civile fu presieduta spessissimo dallo stesso Napoleone, il quale ne leggeva le bozze durante le campagne militari e inviava a Parigi dal fronte le sue idee sul progetto. Il 21 marzo 1804 il Codice Civile, da subito ribattezzato Codice Napoleonico, entrava in vigore. Esso eliminava definitivamente i retaggi dell'ancién regime, del feudalesimo, dell'assolutismo, e creava una società prevalentemente borghese e liberale, di ispirazione laica, in cui venivano consacrati i diritti di eguaglianza, sicurezza e proprietà. Per l'Italia, il valore del Codice Napoleonico resta fondamentale, poiché esso venne esportato nelle repubbliche fondate da Napoleone e confluì poi nel codice civile italiano del 1865.

Guerra in Europa, ascesa all'Impero

Durante l'assenza di Napoleone impegnato in Egitto, i francesi erano stati ripetutamente battuti in Italia dagli austriaci (battaglia di Novi Ligure) e sul Reno. La nuova coalizione antifrancese aveva rovesciato la Repubblica Napoletana del 1799, fondata dai francesi, e quella romana. Il 6 maggio 1800, sei mesi dopo il colpo di Stato di brumaio, Napoleone assunse nuovamente il comando dell'esercito francese. Con una marcia inarrestibile, valicò le Alpi al passo del Gran San Bernardo, un'impresa formidabile che colse di sopresa gli austriaci, i quali vennero rapidamente battuti a Montebello, mentre Napoleone ritornava a Milano. Il 14 giugno 1800 si combatté la battaglia di Marengo. Fu la più celebre della battaglie napoleoniche in Italia, la più dura ma la più definitiva. Alle tre del pomeriggio Napoleone aveva perso. Alle otto della sera il suo trionfo era completo. A rovesciare le sorti della battaglia fu il generale Desaix, che giunto sul campo con nuove truppe annientò l'intero esercito austriaco del generale Melas già certo della vittoria ma morì in battaglia. Napoleone stesso attribuì la vittoria di Marengo a Desaix, piangendone la morte. MelasLa pace in Italia venne sancita con la pace di Luneville, che in pratica riconfermava il precedente trattato di Campoformio violato dagli austriaci. Nel 1802 venne proclamato Presidente della Repubblica Italiana (vice Presidente sarà il patrizio milanese Francesco Melzi d'Eril), titolo che conserverà sino al 17 marzo 1805 quando assumerà il titolo di Re d'Italia. Con la pace di Amiens nel 1802, anche l'Inghilterra firmava la pace con la Francia. Napoleone aveva distrutto la nuova coalizione antrifrancese, assicurandosi anche l'appoggio dello zar di Russia Paolo I. Per due anni l'Europa sarà finalmente in pace. Nel 1802, Napoleone vendette una gran parte del Nord America agli Stati Uniti come parte dell'Accordo sulla Louisiana; egli aveva appena fronteggiato un grave disastro militare quando l'esercito mandato a conquistare Santo Domingo e a stabilire una base nel mondo occidentale fu distrutto da una combinazione di febbre gialla e di fiera resistenza capeggiata da Toussaint L'Ouverture. Con le forze dell'Ovest inabilitate, Napoleone capì che non avrebbe potuto difendere la Louisiana e decise di venderla.

Autoincoronazione in Notre-Dame

Louisiana Dopo che Napoleone ebbe allargato la sua influenza alla Svizzera e alla Germania, una disputa su Malta fornì all'Inghilterra il pretesto nel 1803 per dichiarare guerra alla Francia e fornire supporto ai monarchici francesi che a lui si opponevano. Infatti, la notte di Natale del 1800 Napoleone, la moglie e il suo seguito scamparono miracolosamente a un attentato dinamitardo nelle strade di Parigi, mentre si recavano all'Opera. Napoleone ne approfittò per mettere fuori legge i giacobini, molti dei quali vennero esiliati in Guyana, e disperdere i monarchici. Per dare un segnale forte ai Borboni, che ancora complottavano per ritornare sul trono francese, Napoleone fece catturare nel Brabante, sul confine francese, il duca d'Enghien, legato alla famiglia reale esiliata, accusato di cospirazione contro il Primo Console e fucilato poco dopo. Anche il generale Moreau, implicato nel complotto realista, venne giustiziato. Il ministro Talleyrand definì l'assassino del duca d'Enghien più che un delitto, un errore gravissimo. Ormai console a vita, Napoleone era in pratica sovrano assoluto della Francia. Il 18 maggio 1804 il Senato lo proclamò Imperatore dei francesi. Il 2 dicembre dello stesso anno nella Cattedrale di Parigi, Notre Dame, fu celebrata la cerimonia di incoronazione. Le voci che strappasse la corona dalle mani del Papa Pio VII durante la cerimonia per non assoggettarsi all'autorità pontificia, sono apocrife; dopo che le insegne imperiali erano state benedette dal Papa, Napoleone incoronò se stesso prima di incoronare Imperatrice la moglie Josephin Beauharnais (Josephine de Beauharnais). Josephin Beauharnais Successivamente il 26 maggio 1805 nel Duomo di Milano, Napoleone fu incoronato Re d'Italia con la Corona Ferrea, ora custodita al Duomo di Monza. Rinasceva in Francia la monarchia. Ma non era la stessa monarchia rovesciata nel 1792, e privata dei poteri già nel 1789. Napoleone non era "re di Francia e di Navarra per grazia di Dio", come citavano le formule dell'ancién regime, ma "Imperatore dei Francesi per volontà del popolo". Non veniva ricostruita la nobiltà feudale, ma rimanevano i principi di eguaglianza sanciti dalla Rivoluzione francese. Napoleone era l'imperatore rivoluzionario. Il più grande paradosso della storia.

La conquista dell'Europa

Nel 1805 si formò in Europa la terza coalizione contro Napoleone; egli aveva trascorso l'ultimo anno sulle coste della Normandia, a prepare una vasta operazione militare con l'alleanza della Spagna contro l'Inghilterra, ma comprendendo la situazione troppo sfavorevole girò improvvisamente sui tacchi e si mise al comando della Grande Armata, che con marce forzate giunse rapidamente nel cuore dell'Europa per sconfiggere le forze nemiche sul continente. Napoleone aveva fatto bene i suoi conti: il 21 ottobre, infatti, a largo di Trafalgar la flotta francese comandata dal mediocre ammiraglio Villeneuve veniva completamente annientata dagli inglesi al comando di Orazio Nelson, che morì durante la battaglia navale. Svanivano per sempre i sogni di invasione dell'Inghilterra. Le forze austriache, prussiane e russe (sotto il nuovo zar Alessandro I) coalizzate erano numericamente soverchianti. Due i fronti interessati: quello germanico ove Napoleone in persona guidava la Grande Armèe e quello italiano dove Massena guidava l'Armeè d'Italie. A nulla valsero la resa del generale nemico Mack ad Ulm (20 ottobre), la battaglia di Caldiero (30 ottobre) e la conquista di Vienna da parte di Gioacchino Murat: il grosso dell'esercito nemico rimaneva infatti intatto. Il 2 dicembre 1805, tuttavia, anniversario della sua incoronazione, Napoleone mise fine alla terza coalizione nella battaglia di Austerlitz. Rimasta nella storia come il suo capolavoro strategico, con la battaglia di Austerlitz Napoleone divenne padrone dell'Europa. Quando tornerete a casa, vi basterà dire "Io ero con lui nella battaglia di Austerlitz", e poi racconterete che in meno di quattro ore abbiamo battuto e disperso un esercito di 100.000 uomini comandato dagli imperatori di Russia ed Austria. Il giorno dopo, i sovrani d'Europa chiesero la pace. L'Austria perdeva anche Venezia, che veniva unita al regno d'Italia, e perdeva ogni controllo sulla Germania, che ora si ricostruiva come Confederazione del Reno, primo seme dell'unità tedesca sotto il controllo diretto di Napoleone. L'anno seguente, Napoleone umiliò la Prussia nella Battaglia di Jena (14 ottobre 1806). Cadeva così l'ultima resistenza al suo potere. Si racconta che, dopo aver appreso di Austerlitz, il primo ministro inglese William Pitt avesse chiesto a una nipote di arrotolare la carta dell'Europa esposta in un corridoio di casa. Non ci servirà per i prossimi sette anni. Anche l'Inghilterra riconosceva l'ineluttabile conquista dell'Europa. La quarta coalizione, comandata dalla Prussia, veniva sconfitta il 14 giugno 1807 sulle gelide pianure di Friedland, dopo i rovesci alterni della sanguinosissima battaglia di Eylau: lo zar Alessandro I fu costretto a firmare la pace, nell'incontro di Tillsit. L'Europa venne durante quell'incontro ufficiosamente divisa in zone d'influenza. Quella occidentale sotto Napoleone, quella orientale sotto lo zar. Rimaneva aperta la questione della Polonia, che Napoleone voleva rendere indipendente, contrariamente allo zar. In Polonia, Napoleone aveva incontrato un'ardente giovane nobile, Maria Waleska, che divenne sua amante e lo inconterà parecchie volte durante la sua caduta in disgrazia. Il 7 maggio 1809 Napoleone ordinò l'annessione all'Impero francese dello Stato Pontificio.

Il blocco continentale e la conquista della Spagna

Per mettere in ginocchio l'Inghilterra, unica potenza ufficialmente ancora in armi contro la Francia, Napoleone decretò il 21 novembre 1806 il blocco continentale delle merci. In pratica, tutti porti europei sarebbero rimasti chiusi alle navi inglesi e non vi sarebbe stato alcun scambio commerciale con l'Inghilterra: né importazioni, né esportazioni. Effettivamente l'Inghilterra subì notevoli disagi economici, ma peggiori effetti ebbe l'Europa: la Francia perse molto nel commercio, benché l'industria ne fu potenziata e in campo agricolo furono introdotti nuovi alimenti (il più importante fu la barbabietola da zucchero). Il fallimento del blocco fu dovuto al fatto che molti paesi europei non vi aderirono completamente, continuando ad avere scambi col nemico: per tale motivo, Napoleone per colpire il Portogallo che aveva aperto i porti invase la Spagna, mentre più tardi l'uscita dal blocco della Russia costringerà Napoleone ad imbarcarsi in una campagna catastrofica. PortogalloNel 1808, sfruttando un diverbio nella famiglia reale spagnola tra il re Carlo IV e il figlio, il principe delle Asturie Ferdinando, Napoleone costrinse entrambi ad abdicare ed annetté la Spagna all'Impero. Le truppe francesi conquistavano intanto il Portogallo, ma la situazione divenne presto problematica. Gli inglesi, infatti, sbarcarono in Portogallo truppe al comando del generale Arthur Wellesley duca di Wellington, che liberò il Portogallo e rese difficile la campagna in Spagna. Qui, infatti, la popolazione era insorta contro l'occupazione francese e aveva iniziato una durissima guerriglia che mise in gionicchio l'esercito occupante costringendo il re Giuseppe alla fuga e l'intervento diretto di Napoleone. Il 4 dicembre Madrid si arrendeva all'imperatore, ma la Spagna rimase una spina nel fianco poiché Napoleone fu raggiunto dalle notizie della nascita di una nuova coalizione. Tra il 5 e il 6 luglio 1809 Napoleone sconfisse la quinta coalizione a Wagram, dopo aver occupato Vienna e il palazzo di Schönbrunn. L'Austria subì pesantissime condizioni di pace: ilTrentino-Alto Adige, la Baviera, l'Istria e la Dalmazia furono perse. L'indennizzo di guerra fu enorme. Ma la sconfitta del nemico fu definitiva.

La nuova Europa di Napoleone

Nel 1810, l'Europa era definitivamente ridisegnata secondo il volere napoleonico. I territori sotto il diretto controllo francese si erano espansi ben oltre i tradizionali confini pre-1789; il resto degli stati europei erano o suoi satelliti o suoi alleati. Il regno d'Italia era nominalmente governato da Napoleone, ma retto dal viceré Eugenio Beauharnais (figlio della moglie Josephin); la repubblica di Lucca, e quindi buona parte della Toscana, era governata dalla sorella Elisa, andata in sposa al principe Felice Baciocchi; alla sorella Paolina Bonaparte, sposata col principe Borghese, andò il ducato di Guastalla, poi ceduto al regno d'Italia; il fratello maggiore Giuseppe riceveva il trono di Spagna; il fratello Luigi riceveva il trono d'Olanda, dopo aver sposato Hortense Beauharnais, figlia della moglie Josephin; il fratello Gerolamo ebbe il regno di Westfalia; il generale Gioacchino Murat, poi maresciallo dell'Impero, ebbe il regno di Napoli, dopo aver sposato la sorella di Napoleone, Carolina; il ma