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Caracas
Caracas è la capitale del Venezuela. Ha circa cinque milioni di abitanti e si trova nella zona centro-settentrionale del paese, a circa 15 chilometri dal mare (il Mare Caraibico) dal quale è separata dal Parque Nacional El Ávila. Il fiume Guaire attraversa la città da ovest a est. A causa dell'orografia movimentata del territorio, l'altitudine della città varia dagli 870 ai 1.043 metri sul livello del mare, con 900 m. nel centro storico.
Storia
Guaire
Guaire
Caracas è stata fondata nel 1567 da Diego de Losada, esploratore spagnolo nato nei pressi di Zamora; il nome iniziale era Santiago de León de Caracas, in cui il termine Caracas deriva dal nome della popolazione indigena che abitava la valle.
La città è nota per essere il luogo natale di Simón Bolívar. Ora la sua casa natale è un museo. Ha dato i natali anche ad un altro importante rivoluzionario sudamericano: Francisco de Miranda.
Caracas è diventata uno dei centri economici dell'America Latina per via della rapida crescita del Venezuela dovuta all'impulso del petrolio (il paese fa parte anche dell'OPEC)
Categoria:Venezuela
Categoria: Capitali di stato
Categoria: Città del Venezuela
ja:カラカス
Venezuela
Il Venezuela è una nazione (912.050 km², 24.287.000 abitanti, capitale Caracas) dell'America meridionale.
Confina a
- nord: Mare delle Antille
- est: Oceano Atlantico, Guyana
- sud: Brasile
- ovest: Colombia
Il Venezuela è una repubblica federale presidenziale.
La lingua ufficiale è quella spagnola.
Storia
La scoperta degli occidentali
Il territorio di questo paese fu scoperto da Cristoforo Colombo nel suo terzo viaggio (1498), che arrivò al golfo di Paria e al delta dell'Orinoco.
La spedizione di Alonso de Ojeda, Amerigo Vespucci e Juan de la Cosa (1499), che le diede il nome di piccola Venezia, esplorò il litorale settentrionale, scoprendo il lago di Maracaibo. Il primo insediamento spagnolo fu Nueva Cadiz (1522).
L'esplorazione dell'interno si svolse per merito dei banchieri di Augusta, i Welser, a cui Carlo V affidò l'amministrazione del paese (1528-46). Ai Welser succedette il governatore Juan de Tolosa (1546), che pose la capitale a Tocufo, moderò gli eccessi dei conquistatori e instaurò il regime delle encomiendas.
Nel 1657 fu fondata Caracas; nel 1731 si creò la capitaneria generale del Venezuela e nel suo territorio vennero incorporate progressivamente nuove regioni.
L'economia del paesi si stabilì sull'estrazione mineraria, con il conseguente sfruttamento degli indigeni e l'importazione di schiavi neri, seguita poi dalla coltivazione di tabacco, caffè, cacao e indaco.
Nel 1779-81 scoppiò una violenta rivolta dei Comuneros, repressa sanguinosamente dagli spagnoli e nel 1797 i cittadini di Caracas insorsero, mentre Francisco de Miranda svolgeva la sua opera per l'indipendenza nazionale attraverso alleanze con l'Inghilterra e gli USA.
Indipendenza
Durante il periodo napoleonico, il dominio spagnolo nel paese entrò in crisi, nel 1810 venne dichiarata l'autonomia, che nel corso del 1811, su trasformò in indipendenza: alla fine dell'anno il primo Congresso Nazionale approvava la Costituzione, sul modello americano.
La controffensiva spagnola fu bloccata da Simon Bolivar, proclamato nel 1813 "el Libertador", che vinse la battaglia decisiva a Carabobo (1821). Con la successiva vittoria a Ayacucho (1824), occupò l'Ecuador e parte del Perù, ponendo fine al dominio spagnolo nell'America meridionale.
Il tentativo di Bolivar di unire tutti gli stati in una grande federazione fallì di fronte ai movimenti separatisti, quello venezuelano era capeggiato da Josè Antonio Paez, che nel 1829 proclamò l'indipendenza del Venezuela, divenendo capo del paese.
Primi governi indipendenti
Si delinearono due partiti, uno governativo e conservatore, l'altro liberale e di opposizione, ma il loro scontro politico venne spesso interrotto dall'intervento dei militari, come José Tadeo Monagas e José Gregorio Monagas, che riformarono la costituzione in senso federale (1857).
Ciò provocò la reazione degli oligarchici e una guerra civile di cinque anni (1858-63), conclusasi con l'approvazione della costituzione federale.
Ma le province federate cercarono di ottenere una totale indipendenza, ribellandosi ed estendendo, alla quasi totalità del paese, una agitazione politica e sociale che venne domata dalla dittatura di Antonio Guzmán Blanco, più volte eletto presidente, che promulgò la legge sull'istruzione gratuita e obbligatoria (1870) e costruì la prima ferrovia.
Altra dittatura fu quella del generale Cipriano Castro (1899-1908) e anche il suo successore, Juan Vicente Gómez, governò con metodi autoritari. Riuscì a mantenere il paese fuori dalla prima guerra mondiale, lo fece aderire alla Società delle Nazioni (1920) e risolse le questioni di confine con Colombia e Brasile.
Nel 1936 una rivolta degli Indi e nel 1937 il colpo di stato del presidente Eleazar López Contreras, che sciolse tutti i partiti, agitarono nuovamente la vita politica e sociale del paese.
Seconda guerra mondiale
La seconda guerra mondiale colpì duramente le esportazioni petrolifere nazionali, provocando una crisi monetaria; nel 1941 il Venezuela dichiarava guerra alle potenze dell'Asse.
Nonostante alcune riforme di avanzato liberalismo, nel 1945 salì al potere il socialista Romulo Betancourt, mentre le elezioni della costituente dell'anno seguente, davano la maggioranza assoluta al partito di Azione Democratica.
Nel 1948 un colpo di stato dei conservatori, alleatisi con i militari, portava al potere una giunta militare presieduta dal colonnello Carlos Delgado, che sciolse il Parlamento e instaurò un governo autoritario.
Da allora, il paese ha attraversato continue fasi di irrequietezza, poiché i governi oligarchici e conservatori che si sono succeduti non hanno saputo appianare il contrasto fra le grandi ricchezze di pochi e la grave miseria di molti.
Nel 1958 una rivoluzione riportava al potere Betancourt; un riformismo progressivo, il controllo dei giacimenti petroliferi, la difesa dei principi democratici e una parziale riforma agraria, non furono sufficienti alla sua rielezione, attaccato dalla destra e dalle forze di sinistra castriste e comuniste.
Le elezioni del 1963, diedero la presidenza a Raoul Leoni, candidato dell'Azione Democratica.
Nel 1969 viene eletto a presidente Rafael Caldera, che prosegue la politica del suo predecessore.
Nel 1973 viene eletto alla presidenza Carlos Andrés Pérez. Vengono nazionalizzate le industrie del petrolio e dell'acciaio (1975).
Le elezioni del 1978 vengono vinte da Luis Herrera Campíns, che porta avanti disastrosi progetti economici.
Le elezioni del 1983 vedono la vittoria di Jaime Lusinchi, il crollo del prezzo del petrolio provoca tagli nella politica assistenziale.
Gli anni recenti
Nel 1988 viene rieletto alla presidenza Carlos Andrés Pérez. Rivolte a Caracas per la scarsità di generi alimentari provocano 1.500 morti. Nel 1993 Pérez viene destituito per corruzione, viene rieletto Caldera, seguito nel 1998 da Hugo Chávez.
Nel 1999 viene riscritta e approvata la Costituzione, convalidata successivamente da un referendum popolare; in dicembre il Venezuela viene sconvolto da frane e alluvioni con migliaia di morti.
Geografia
Geografia fisica
Il territorio si estende dall'equatore fino a circa il 10° parallelo nord.
Tutti i centri di maggiore importanza sono situati lungo le coste.
Le coste sono basse, escluse quelle della fascia centrale, dove le montagne giungono a picco sul mare.
Sono incise profondamente dal Golfo del Venezuela, in fondo al quale si apre il lago Maracaibo, il più grande dell'America meridionale.
Le sue acque dolci non si mescolano con quelle del mare, in quanto lo stretto passaggio che li collega, è profondo solo tre metri.
Il sottofondo del lago è ricchissimo di petrolio e centinaia di torri di estrazione si elevano dalle sue acque.
Attorno si alzano le catene montuose più importanti del Venezuela, come la Cordigliera di Mérida.
Alle spalle della Cordigliera di Mérida, si apre una lunga e ampia pianura, attraversata dal fiume Orinoco.
Nella stagione delle piogge, il fiume straripa, coprendo di acqua fangosa tutte le terre circostanti.
A sud del fiume si innalza il Massiccio della Guayana.
Morfologia
Il paesaggio del Venezuela è vario e discontinuo, risultando costituito da sezioni caratterizzate da un diverso sviluppo delle vicende geologiche.
Si va dalle catene montuose, con cime che superano i 5.000 m, del sistema andino, all'ampia depressione occupata dal lago Maracaibo, dalle ondulazioni della superficie peneplanata dello scudo precambriano della Guyana alle piatte distese del bassopiano compreso tra la catena andina e il Massiccio della Guayana.
Esistono aree di recente formazione, coinvolte nelle complesse vicende dell'orogenesi andina e il cui assestamento non è ancora definitivo, come testimonia l'intensa attività sismica, ma anche aree antichissime, già emerse nel precambriano.
Nel complesso il territorio venezuelano può essere distinto in tre fondamentali sezioni:
- la regione montuosa del sistema andino a ovest e nord-ovest
- le pianure del bassopiano continentale llanos al centro, attraversate dal fiume Orinoco
- il penepiano dello scudo della Guyana a est.
Regione andina
Le Ande locali costituiscono l'appendice nord-orientale del sistema montuoso, qui si assottiglia e si smembra in diverse catene minori.
L'erezione di queste catene è avvenuta per fasi successive: le prime risalgono alla fine del Paleozoico, ma quelle più importanti sono quelle iniziate alla fine del Cretaceo, con un massimo nel Pliocene e nel Pleistocene, quando si ebbero i sollevamenti di potenti serie sedimentarie mesozoiche e cenozoiche e la risalita di grandi masse intrusive di natura granitiche, come quella del Pico Bolivar, che con i suoi 5.007 m è la montagna più alta.
I due principali allineamenti montuosi sono la Sierra di Perijá, lungo il confine colombiano, e la Cordigliera di Mérida che si estende in direzione sudovest-nordest, per poi proseguire verso oriente con il nome di Cordigliera della Costa. Tra la Sierra di Perijá e la Cordigliera di Mérida, si apre una depressione vasta 70.000 km² e in gran parte sommersa dalle acque del lago di Maracaibo, che è il residuo di un vasto golfo marino, parzialmente colmato dal materiale alluvionale dei fiumi delle alture circostanti.
Questa depressione si è impostata in un bacino subsidente, invaso a più riprese dal mare, riempito da sedimenti sia marini che continentali per una potenza complessiva superiore a 5.000 m e in cui si sono formati giacimenti di idrocarburi.
Pianure
La regione dei llanos è ampia 300.000 km² (35% del territorio nazionale); questo bassopiano, piatto e monotono, corrisponde strutturalmente a una subsidenza tettonica instauratasi la l'orogenesi andina e il massiccio della Guayana.
Alluvioni cenozoiche e neozoiche, hanno riempito gradatamente quello che nel Cenozoico era un ampio golfo marino: ancora oggi l'Orinoco e i suoi affluenti depositano enormi quantità di materiale alluvionale, in particolare sabbie (il vasto del delta del fiume progredisce di 45 m ogni anno).
Penepiano
Al di là del corso dell'Orinoco, c'è la regione del penepiano, profondamente incisa dagli affluenti di destra del fiume. È alto in media 600-700 m, composto da rocce cristalline e sedimentarie, spesso profondamente metamorfosate, che risalgono in gran parte al Precambriano; nel tratto a sud è parzialmente ricoperto da formazioni sedimentarie e da intrusioni cristalline mesozoiche.
L'altopiano raggiunge le massime elevazioni col Pico de Neblina (3.014 m) e col Pico Roraima (2.875 m); lungo il confine con il Brasile, troviamo la Serrania de Pacaraima, che si affaccia sul bassopiano amazzonico.
Le coste sono basse e paludose ad occidente, tra le penisole di Guajira e Paraguaná, mentre a oriente si fanno sempre più rettilinee ed elevate, per l'allungarsi della Cordigliera della Costa parallelamente alla linea di costa.
In seguito al movimento di immersione verificatosi nel Pliocene, pieghe marginali della cordigliera hanno dato origine alla doppia penisola di Araya e di Paria e a formazioni insulari, tra cui l'isola Margarita.
Idrografia
La gran parte del territorio tributa nell'Oceano Atlantico tramite l'Orinoco (2.140 km, bacino di 948.000 km²), che è il terzo fiume dell'America meridionale; nasce presso il confine con il Brasile, attraversa interamente il Venezuela formando un vasto arco a causa della presenza del Massiccio della Guayana; assai ricco d'acqua, anche per il numero elevato di affluenti, e interrotto nel suo alto corso da rapide e cascate, che ne impediscono la navigazione.
Un suo tributario di destra, il Caroní, forma la cascata più alta della Terra, il Salto Angel, di 982 m.
Corsi d'acqua più modesti sono il Tocuyo, che si getta nel Mare delle Antille e il Catatumbo, che sfocia nel lago di Maracaibo, vasto 14.000 km² e profondo non più di 50 m, che comunica con il Golfo del Venezuela, tramite uno stretto passaggio.
Laghi
(Nota: questa lista potrebbe non essere completa)
- Gúanoco
- Maracaibo
Clima
Data la posizione del paese, il paese presenta un clima equatoriale; le temperature sono relativamente uniformi, almeno nelle zone più basse, con deboli escursioni termiche annue. Variazione notevoli si hanno in corrispondenza alle aree più elevate, come a Caracas (1.000 m) o Mérida (1.600 m).
Le precipitazioni rientrano nelle caratteristiche del clima equatoriale solo per l'area meridionale guyanense (2.000-2.500 mm annui, equamente distribuite in tutti i periodi dell'anno); i llanos hanno un clima tropicale a due stagioni, piovosa quella estiva, asciutta quella invernale, con piogge complessivamente meno abbondanti (1.000 mm annui).
Valori e caratteristiche simili a quelle dell'area guyanense si hanno nelle zone costiere.
Temperatura e precipitazioni
Geografia umana
Le prime popolazioni del Venezuela furono: Arauachi, indios del llanos, Caribi, ma non raggiunsero notevoli livelli di civiltà e non ebbero la capacità di creare un apparato statale; furono così facilmente colonizzati dai nuovi arrivati spagnoli.
Popolazione
Densità: 27 per km²
Etnie
Meticci 69%, bianchi 20%, neri 9%, amerindi 2%.
Religione
Cattolici 96%, protestanti 2% e altri 2%.
Geografia politica
Il Venezuela è diviso in 23 stati, più il Distretto della capitale (Distrito Capital) e le 11 dipendenze federali (Dependencias Federales) costituite da un'insieme di isole ed isolotti al largo della costa caraibica venezuelana e per lo più disabitati. Le isole raggruppate nelle dipendenze sono 72.
Geografia economica
Prodotto Nazionale Lordo: 3.480 US$ pro capite (40° posto della classifica mondiale).
Bilancia dei pagamenti: 6 miliardi di US$.
Inflazione: 50,0%.
Disoccupazione: 10,00%.
Punti di forza: possiede i maggiori depositi petroliferi noti al di fuori di Russia e Medio Oriente. Massicce riserve di carbone, bauxite, ferro e oro. Lo sviluppo di un nuovo combustibile estratto dal bitume ha attratto capitali stranieri, che hanno portato benefici anche a banche, telecomunicazioni e acciaierie. Mercato del lavoro flessibile.
Punti di debolezza: notevole burocrazia statale. Servizi pubblici non adeguati. Il rinnovamento delle infrastrutture è in forte ritardo. Forte evasione fiscale e valuta debole.
Risorse
Produzione di energia elettrica: 20.000.000 kw.
Pesca: 490.194 tonnellate.
Petrolio: 3.130.000 b/g.
Allevamento: pecore 0,82 milioni, capre 3,2 milioni, bovini 15,4 milioni, suini 4,8 milioni.
Minerali: petrolio, bauxite (alluminio), ferro, gas naturale, carbone, oro.
Agricoltura
La produzione vegetale del Venezuela è data da: caffè, cacao, tabacco, canna da zucchero, cotone, vaniglia.
Allevamento
L'allevamento è in forte progresso nei llanos.
Pesca
Risorse minerarie
È la parte più importante dell'economia nazionale, soprattutto con l'estrazione del petrolio.
Industria
Presenti industrie alimentari, calzaturifici e tessili.
Trasporti
Rete stradale: 29.954 km.
Rete autostradale: 2.690 km.
Rete ferroviaria: 402 km.
Rete navigabile: 7.100 km.
Caracas: aeroporto internazionale Simón Bolivar (6.940.000 passeggeri l'anno)
Turismo
1 visitatore ogni 29 abitanti.
Provenienza: USA 25%, Italia 9%, Spagna 8%, Germania 7%, Paesi Bassi 6%, altro 45%.
Esportazioni
USA 51%, Colombia 6%, Suriname 5%, Brasile 4%, Repubblica Dominicana 3%, altri 31%.
Importazioni
USA 45%, Colombia 6%, Brasile 5%, Messico 5%, Giappone 4%, altri 35%.
Cultura
Alfabetizzazione
Tasso di alfabetizzazione: 92%.
Studenti universitari: 550.783.
Istruzione
Obbligo scolastico fino a 15 anni.
Sanità
Sistema sanitario pubblico.
Ambiente
Il 36,0% del territorio è protetto.
Partecipe alla convenzioni ambientali di:
- Convenzione di Ramsar (protezione aree umide)
- Protocollo di Montreal (emissione di CFC)
- CITES (specie in pericolo d'estinzione)
- CBD (biodiversità)
- Basile (rifiuti tossici)
Flora
Le differenti condizioni climatiche e morfologiche giustificano l'esistenza di paesaggi contrastanti.
Dove esistono condizioni di umidità, come nell'area del bacino amazzonico, nel sud-ovest del massiccio della Guayana e nel delta dell'Orinoco, troviamo una densa foresta equatoriale; nella zona settentrionale della Guyana si estende il chaparral, una formazione di transizione tra la foresta e la savana arborea o arbustiva.
La maggior parte dei llanos è formata da una continua distesa erbosa con radi alberi che si infittiscono lungo il corso dei fiumi; dove la precipitazione scende sotto gli 800 mm annui, la vegetazione diventa xerofila: in talune zone assume aspetti stepposi o di predeserto.
Caratterizzate da una vegetazione xerofila sono anche le aree vicino ai litorali marini, dove spesso compare la foresta secca e rada, con grandi cactus a candelabro.
Nell'area andina la successione delle fasce altitudinali determina una sovrapposizione di ambienti diversi; fino a 1.500 m si stende la foresta umida, con abbondanza di epifite, diradandosi progressivamente fino a 3.000 m (limite della vegetazione arborea); l'ambiente diviene steppico, con formazioni arbustive come il senecio: questa è la fascia del páramos, che giunge fin quasi a 5.000 m, dove cominciano le nevi perenni.
Politica
Il potere legislativo spetta all'Assemblea Legislativa (165 membri); il potere esecutivo è esercitato dal presidente della repubblica (eletto per 5 anni), con l'ausilio dei ministri da lui nominati.
Voci correlate
- Aziende
- Città
- Montagne
- Vulcani
- Fiumi
- Laghi
- Mari
- Isole
Collegamenti esterni
- [http://www.gobiernoenlinea.ve Gobierno en Línea] - Sito ufficiale del Governo Venezuelano (in spagnolo)
- [http://numismondo.com/pm/ven/ Venezuela Banknotes] - Banconote del Venezuela (in inglese)
- [http://www.marceloanelli.com/xoom/ Venezuela en fotografías] - Immagini dal Venezuela (in spagnolo)
ja:ベネズエラ
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ms:Venezuela
simple:Venezuela
th:ประเทศเวเนซุเอลา
zh-min-nan:Venezuela
Mare CaraibicoIl Mare Caraibico (o Mare Caribico o Mar dei Caraibi o Mar delle Antille) è un mare (2.754.000 km², lungh. 3.000 km, larg. 1.800 km) dell'Oceano Atlantico.
Il mare è limitato a ovest dall'istmo di Panamá e a sud dall'America meridionale, a est ed a nord è bordato dalle isole Antille.
Attraverso il canale dello Yucatan si collega al Golfo del Messico.
Attraverso diversi stretti e canali tra le Antille si collega all'Oceano Atlantico: Canale Sopra vento, Canale de la Mona, Passaggio Anegada, Canale di Guadalupe, Canale di Martinica.
È un bacino di sprofondamento, con una profondità massima di 7.680 m, nella Fossa delle Cayman.
È suddiviso in 3 bacini:
- Bacino dello Yucatan
- Bacino Colombiano
- Bacino Venezuelano
Ai suoi bordi numerosi i golfi e le insenature: Golfo di Batabano, Golfo di Guacanayabe, Golfo di la Gonavé, Golfo del Venezuela, Golfo del Darién, Golfo de Los Mosquitos, Golfo di Honduras, Baia di Chetumal, Baia di Ascension.
L'area è soggetta a frequenti cicloni ed uragani.
Caraibico
ja:カリブ海
1567
Eventi
Nati
- 15 maggio - Claudio Monteverdi, compositore italiano
Morti
067
ko:1567년
nb:1567
Zamora (Spagna)
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Zamora è una città spagnola, capoluogo della provincia di Zamora. Si trova a nord ovest del paese, vicino alla frontiera con il Portogallo. Si trova nella comunità autonoma della Castiglia e Leon, ed è attraversata dal fiume Duero. Ha una popolazione di circa 65000 abitanti.
Da un punto di vista artistico Zamora è importante per i numerosi esempi di arte romanica. Particolarmente significativa la Cattedrale, costruita tra il 1151 ed il 1174, con il suo caratteristico ciborio di influenza bizantina.
Storia
Non si hanno notizie certe sulla sua fondazione che potrebbe essere dovuta all'antica popolazione dei vaccei, sicuramente era abitata al tempo dell' Impero Romano e nota con il nome di "Occelum Durii", cioè occhio del Duero. Allo stesso periodo risalgono le lotte dell' eroe locale Viriato contro l'invasione romana.
Il suo nome attuale potrebbe derivare sia dall'epoca dell'invasione dei visigoti "Semure" che dai termini arabi "Azemur" (oliveto silvestre) o "Semurah" (città dei turchesi).
Nel Medio Evo fu sia sotto la dominazione araba che sotto quella cristiana, gli arabi la tennero dall'VIII secolo
al XI, dopo la riconquista cristiana iniziò il periodo di maggior splendore
politico, architettonico ed economico.
Nel XII acquisì grande importanza a causa della sua posizione privilegiata tra le due fazioni in lotta
nella penisola iberica. Durante uno degli assedi alla città, avvenne un episodio raccontato nei poemi epici
spagnoli, la morte di Sancho II di Castiglia mentre tentava di riconquistare la città controllata dalla
sorella Urraca, davanti agli occhi del Cid.
Il valore della città durante l'assedio di Sancho è ricordato dal detto castigliano: No se ganò Zamora en una hora, cioè
Zamora non è caduta in un'ora.
Nei secoli successivi con lo spostamento verso sud della zona di lotta tra arabi e cristiani
la città iniziò a perdere importanza tanto dal punto di vista strategico che economico.
Dopo la scoperta dell'America, molti abitanti di Zamora si videro obbiligati a emigrare a causa
della povertà. Questa massiccia emigrazione è la causa della presenza in Sud America di numerose
città con questo nome.
Collegamenti esterni
- [http://www.guiazamora.com/ Guida di Zamora]
Zamora
Categoria:Comuni della comunità di Castiglia e Leon
Categoria:Comuni della provincia di Zamora
Simón Bolívar
Simón Bolívar (24 luglio 1783 - 17 Dicembre 1830) generale e patriota sud americano.
Bolivar da giovane
Bolívar nacque a Caracas (Venezuela) da una famiglia aristocratica, venne educato da diversi insegnanti, tra i quali Simón Rodríguez, la cui influenza fu notevole in termini di ideali e di stile.
In seguito alla morte dei genitori, si trasferì nel 1799 in Spagna per completare gli studi. In Spagna sposò María Teresa Rodríguez del Toro y Alaysa nel 1802 ma, in occasione di un breve ritorno in Venezuela nel 1803, ella si ammalò di febbre gialla e morì. Bolívar ritornò in Europa nel 1804 e per un periodo fece parte della scorta di Napoleone.
El Libertador
Bolívar ritornò in Venezuela nel 1807 e, quando Napoleone incoronò Giuseppe Bonaparte Re di Spagna e delle sue colonie nel 1808, egli partecipò alla giunta per la resistenza in America.
La Giunta di Caracas dichiarò l'indipendenza nel 1810, rifiutando l’autorità
del Consiglio di Reggenza spagnolo e Bolívar fu inviato in Inghilterra in missione diplomatica.
Bolívar ritornò in Venezuela nel 1811.
Nel luglio del 1812, il comandante della Giunta, Francisco de Miranda, si arrese e Bolívar dovette fuggire a Cartagena de Indias.
Da lì, Bolívar scrisse il Manifesto di Cartagena.
Nel 1813 guidò l'invasione del Venezuela. Entrò a Merida il 23 maggio e fu proclamato El Libertador ("il liberatore").
Caracas fu ripresa il 6 agosto e venne proclamata la Seconda Repubblica Venezuelana. Bolívar allora prese il comando di una formazione nazionalista, l'Armada Nacional de Colombia e nel 1814 conquistò Bogotá. Comunque, dopo qualche rovescio militare, Bolívar fuggì in Giamaica nel 1815 dove chiese aiuto ad Haiti a Alexander Sabes Petión.
Nel 1816, con l'aiuto di Haiti, Bolívar ritornò a combattere, conquistando Angostura (adesso Ciudad Bolívar).
La vittoria di Boyacá nel 1819 liberò la Colombia dal dominio spagnolo e, in dicembre Bolívar creò la Gran Colombia (una federazione che si estendeva sulla maggior parte dei territori di Venezuela, Colombia, Panama, ed Ecuador) e se ne proclamò il presidente.
Le ulteriori vittorie a Carabobo nel 1821 e a Pichincha nel 1822 consolidarono il suo ruolo.
Nel 1822 conquistò il Perù, che era stato in parte liberato dalla Spagna dal generale argentino José de San Martín nel luglio 1821.
Bolívar fu nominato presidente il 10 settembre.
Bolívar, con l'aiuto di Antonio José de Sucre sconfisse definitivamente gli spagnoli nell'agosto del 1824 a Junín. Sucre distrusse il resto delle forze spagnole ad Ayacucho in dicembre.
Nell'agosto del 1825, la Repubblica di Bolivia fu creata in onore di Bolívar.
Ma nel 1827, le divisioni interne provocarono dei conflitti e la fragile coalizione Sud Americana si ruppe.
Bolívar si dimise dalla presidenza nel 1828 e morì di tubercolosi il 17 dicembre 1830.
Collegamenti esterni
- [http://www.bolivarmo.com/history.htm Storia di Simon Bolivar]
- [http://www.crystalbeach.com/history.htm La vita di Simon Bolivar]
Bolívar, Simón
ja:シモン・ボリバル
simple:Simón Bolívar
Venezuela
Il Venezuela è una nazione (912.050 km², 24.287.000 abitanti, capitale Caracas) dell'America meridionale.
Confina a
- nord: Mare delle Antille
- est: Oceano Atlantico, Guyana
- sud: Brasile
- ovest: Colombia
Il Venezuela è una repubblica federale presidenziale.
La lingua ufficiale è quella spagnola.
Storia
La scoperta degli occidentali
Il territorio di questo paese fu scoperto da Cristoforo Colombo nel suo terzo viaggio (1498), che arrivò al golfo di Paria e al delta dell'Orinoco.
La spedizione di Alonso de Ojeda, Amerigo Vespucci e Juan de la Cosa (1499), che le diede il nome di piccola Venezia, esplorò il litorale settentrionale, scoprendo il lago di Maracaibo. Il primo insediamento spagnolo fu Nueva Cadiz (1522).
L'esplorazione dell'interno si svolse per merito dei banchieri di Augusta, i Welser, a cui Carlo V affidò l'amministrazione del paese (1528-46). Ai Welser succedette il governatore Juan de Tolosa (1546), che pose la capitale a Tocufo, moderò gli eccessi dei conquistatori e instaurò il regime delle encomiendas.
Nel 1657 fu fondata Caracas; nel 1731 si creò la capitaneria generale del Venezuela e nel suo territorio vennero incorporate progressivamente nuove regioni.
L'economia del paesi si stabilì sull'estrazione mineraria, con il conseguente sfruttamento degli indigeni e l'importazione di schiavi neri, seguita poi dalla coltivazione di tabacco, caffè, cacao e indaco.
Nel 1779-81 scoppiò una violenta rivolta dei Comuneros, repressa sanguinosamente dagli spagnoli e nel 1797 i cittadini di Caracas insorsero, mentre Francisco de Miranda svolgeva la sua opera per l'indipendenza nazionale attraverso alleanze con l'Inghilterra e gli USA.
Indipendenza
Durante il periodo napoleonico, il dominio spagnolo nel paese entrò in crisi, nel 1810 venne dichiarata l'autonomia, che nel corso del 1811, su trasformò in indipendenza: alla fine dell'anno il primo Congresso Nazionale approvava la Costituzione, sul modello americano.
La controffensiva spagnola fu bloccata da Simon Bolivar, proclamato nel 1813 "el Libertador", che vinse la battaglia decisiva a Carabobo (1821). Con la successiva vittoria a Ayacucho (1824), occupò l'Ecuador e parte del Perù, ponendo fine al dominio spagnolo nell'America meridionale.
Il tentativo di Bolivar di unire tutti gli stati in una grande federazione fallì di fronte ai movimenti separatisti, quello venezuelano era capeggiato da Josè Antonio Paez, che nel 1829 proclamò l'indipendenza del Venezuela, divenendo capo del paese.
Primi governi indipendenti
Si delinearono due partiti, uno governativo e conservatore, l'altro liberale e di opposizione, ma il loro scontro politico venne spesso interrotto dall'intervento dei militari, come José Tadeo Monagas e José Gregorio Monagas, che riformarono la costituzione in senso federale (1857).
Ciò provocò la reazione degli oligarchici e una guerra civile di cinque anni (1858-63), conclusasi con l'approvazione della costituzione federale.
Ma le province federate cercarono di ottenere una totale indipendenza, ribellandosi ed estendendo, alla quasi totalità del paese, una agitazione politica e sociale che venne domata dalla dittatura di Antonio Guzmán Blanco, più volte eletto presidente, che promulgò la legge sull'istruzione gratuita e obbligatoria (1870) e costruì la prima ferrovia.
Altra dittatura fu quella del generale Cipriano Castro (1899-1908) e anche il suo successore, Juan Vicente Gómez, governò con metodi autoritari. Riuscì a mantenere il paese fuori dalla prima guerra mondiale, lo fece aderire alla Società delle Nazioni (1920) e risolse le questioni di confine con Colombia e Brasile.
Nel 1936 una rivolta degli Indi e nel 1937 il colpo di stato del presidente Eleazar López Contreras, che sciolse tutti i partiti, agitarono nuovamente la vita politica e sociale del paese.
Seconda guerra mondiale
La seconda guerra mondiale colpì duramente le esportazioni petrolifere nazionali, provocando una crisi monetaria; nel 1941 il Venezuela dichiarava guerra alle potenze dell'Asse.
Nonostante alcune riforme di avanzato liberalismo, nel 1945 salì al potere il socialista Romulo Betancourt, mentre le elezioni della costituente dell'anno seguente, davano la maggioranza assoluta al partito di Azione Democratica.
Nel 1948 un colpo di stato dei conservatori, alleatisi con i militari, portava al potere una giunta militare presieduta dal colonnello Carlos Delgado, che sciolse il Parlamento e instaurò un governo autoritario.
Da allora, il paese ha attraversato continue fasi di irrequietezza, poiché i governi oligarchici e conservatori che si sono succeduti non hanno saputo appianare il contrasto fra le grandi ricchezze di pochi e la grave miseria di molti.
Nel 1958 una rivoluzione riportava al potere Betancourt; un riformismo progressivo, il controllo dei giacimenti petroliferi, la difesa dei principi democratici e una parziale riforma agraria, non furono sufficienti alla sua rielezione, attaccato dalla destra e dalle forze di sinistra castriste e comuniste.
Le elezioni del 1963, diedero la presidenza a Raoul Leoni, candidato dell'Azione Democratica.
Nel 1969 viene eletto a presidente Rafael Caldera, che prosegue la politica del suo predecessore.
Nel 1973 viene eletto alla presidenza Carlos Andrés Pérez. Vengono nazionalizzate le industrie del petrolio e dell'acciaio (1975).
Le elezioni del 1978 vengono vinte da Luis Herrera Campíns, che porta avanti disastrosi progetti economici.
Le elezioni del 1983 vedono la vittoria di Jaime Lusinchi, il crollo del prezzo del petrolio provoca tagli nella politica assistenziale.
Gli anni recenti
Nel 1988 viene rieletto alla presidenza Carlos Andrés Pérez. Rivolte a Caracas per la scarsità di generi alimentari provocano 1.500 morti. Nel 1993 Pérez viene destituito per corruzione, viene rieletto Caldera, seguito nel 1998 da Hugo Chávez.
Nel 1999 viene riscritta e approvata la Costituzione, convalidata successivamente da un referendum popolare; in dicembre il Venezuela viene sconvolto da frane e alluvioni con migliaia di morti.
Geografia
Geografia fisica
Il territorio si estende dall'equatore fino a circa il 10° parallelo nord.
Tutti i centri di maggiore importanza sono situati lungo le coste.
Le coste sono basse, escluse quelle della fascia centrale, dove le montagne giungono a picco sul mare.
Sono incise profondamente dal Golfo del Venezuela, in fondo al quale si apre il lago Maracaibo, il più grande dell'America meridionale.
Le sue acque dolci non si mescolano con quelle del mare, in quanto lo stretto passaggio che li collega, è profondo solo tre metri.
Il sottofondo del lago è ricchissimo di petrolio e centinaia di torri di estrazione si elevano dalle sue acque.
Attorno si alzano le catene montuose più importanti del Venezuela, come la Cordigliera di Mérida.
Alle spalle della Cordigliera di Mérida, si apre una lunga e ampia pianura, attraversata dal fiume Orinoco.
Nella stagione delle piogge, il fiume straripa, coprendo di acqua fangosa tutte le terre circostanti.
A sud del fiume si innalza il Massiccio della Guayana.
Morfologia
Il paesaggio del Venezuela è vario e discontinuo, risultando costituito da sezioni caratterizzate da un diverso sviluppo delle vicende geologiche.
Si va dalle catene montuose, con cime che superano i 5.000 m, del sistema andino, all'ampia depressione occupata dal lago Maracaibo, dalle ondulazioni della superficie peneplanata dello scudo precambriano della Guyana alle piatte distese del bassopiano compreso tra la catena andina e il Massiccio della Guayana.
Esistono aree di recente formazione, coinvolte nelle complesse vicende dell'orogenesi andina e il cui assestamento non è ancora definitivo, come testimonia l'intensa attività sismica, ma anche aree antichissime, già emerse nel precambriano.
Nel complesso il territorio venezuelano può essere distinto in tre fondamentali sezioni:
- la regione montuosa del sistema andino a ovest e nord-ovest
- le pianure del bassopiano continentale llanos al centro, attraversate dal fiume Orinoco
- il penepiano dello scudo della Guyana a est.
Regione andina
Le Ande locali costituiscono l'appendice nord-orientale del sistema montuoso, qui si assottiglia e si smembra in diverse catene minori.
L'erezione di queste catene è avvenuta per fasi successive: le prime risalgono alla fine del Paleozoico, ma quelle più importanti sono quelle iniziate alla fine del Cretaceo, con un massimo nel Pliocene e nel Pleistocene, quando si ebbero i sollevamenti di potenti serie sedimentarie mesozoiche e cenozoiche e la risalita di grandi masse intrusive di natura granitiche, come quella del Pico Bolivar, che con i suoi 5.007 m è la montagna più alta.
I due principali allineamenti montuosi sono la Sierra di Perijá, lungo il confine colombiano, e la Cordigliera di Mérida che si estende in direzione sudovest-nordest, per poi proseguire verso oriente con il nome di Cordigliera della Costa. Tra la Sierra di Perijá e la Cordigliera di Mérida, si apre una depressione vasta 70.000 km² e in gran parte sommersa dalle acque del lago di Maracaibo, che è il residuo di un vasto golfo marino, parzialmente colmato dal materiale alluvionale dei fiumi delle alture circostanti.
Questa depressione si è impostata in un bacino subsidente, invaso a più riprese dal mare, riempito da sedimenti sia marini che continentali per una potenza complessiva superiore a 5.000 m e in cui si sono formati giacimenti di idrocarburi.
Pianure
La regione dei llanos è ampia 300.000 km² (35% del territorio nazionale); questo bassopiano, piatto e monotono, corrisponde strutturalmente a una subsidenza tettonica instauratasi la l'orogenesi andina e il massiccio della Guayana.
Alluvioni cenozoiche e neozoiche, hanno riempito gradatamente quello che nel Cenozoico era un ampio golfo marino: ancora oggi l'Orinoco e i suoi affluenti depositano enormi quantità di materiale alluvionale, in particolare sabbie (il vasto del delta del fiume progredisce di 45 m ogni anno).
Penepiano
Al di là del corso dell'Orinoco, c'è la regione del penepiano, profondamente incisa dagli affluenti di destra del fiume. È alto in media 600-700 m, composto da rocce cristalline e sedimentarie, spesso profondamente metamorfosate, che risalgono in gran parte al Precambriano; nel tratto a sud è parzialmente ricoperto da formazioni sedimentarie e da intrusioni cristalline mesozoiche.
L'altopiano raggiunge le massime elevazioni col Pico de Neblina (3.014 m) e col Pico Roraima (2.875 m); lungo il confine con il Brasile, troviamo la Serrania de Pacaraima, che si affaccia sul bassopiano amazzonico.
Le coste sono basse e paludose ad occidente, tra le penisole di Guajira e Paraguaná, mentre a oriente si fanno sempre più rettilinee ed elevate, per l'allungarsi della Cordigliera della Costa parallelamente alla linea di costa.
In seguito al movimento di immersione verificatosi nel Pliocene, pieghe marginali della cordigliera hanno dato origine alla doppia penisola di Araya e di Paria e a formazioni insulari, tra cui l'isola Margarita.
Idrografia
La gran parte del territorio tributa nell'Oceano Atlantico tramite l'Orinoco (2.140 km, bacino di 948.000 km²), che è il terzo fiume dell'America meridionale; nasce presso il confine con il Brasile, attraversa interamente il Venezuela formando un vasto arco a causa della presenza del Massiccio della Guayana; assai ricco d'acqua, anche per il numero elevato di affluenti, e interrotto nel suo alto corso da rapide e cascate, che ne impediscono la navigazione.
Un suo tributario di destra, il Caroní, forma la cascata più alta della Terra, il Salto Angel, di 982 m.
Corsi d'acqua più modesti sono il Tocuyo, che si getta nel Mare delle Antille e il Catatumbo, che sfocia nel lago di Maracaibo, vasto 14.000 km² e profondo non più di 50 m, che comunica con il Golfo del Venezuela, tramite uno stretto passaggio.
Laghi
(Nota: questa lista potrebbe non essere completa)
- Gúanoco
- Maracaibo
Clima
Data la posizione del paese, il paese presenta un clima equatoriale; le temperature sono relativamente uniformi, almeno nelle zone più basse, con deboli escursioni termiche annue. Variazione notevoli si hanno in corrispondenza alle aree più elevate, come a Caracas (1.000 m) o Mérida (1.600 m).
Le precipitazioni rientrano nelle caratteristiche del clima equatoriale solo per l'area meridionale guyanense (2.000-2.500 mm annui, equamente distribuite in tutti i periodi dell'anno); i llanos hanno un clima tropicale a due stagioni, piovosa quella estiva, asciutta quella invernale, con piogge complessivamente meno abbondanti (1.000 mm annui).
Valori e caratteristiche simili a quelle dell'area guyanense si hanno nelle zone costiere.
Temperatura e precipitazioni
Geografia umana
Le prime popolazioni del Venezuela furono: Arauachi, indios del llanos, Caribi, ma non raggiunsero notevoli livelli di civiltà e non ebbero la capacità di creare un apparato statale; furono così facilmente colonizzati dai nuovi arrivati spagnoli.
Popolazione
Densità: 27 per km²
Etnie
Meticci 69%, bianchi 20%, neri 9%, amerindi 2%.
Religione
Cattolici 96%, protestanti 2% e altri 2%.
Geografia politica
Il Venezuela è diviso in 23 stati, più il Distretto della capitale (Distrito Capital) e le 11 dipendenze federali (Dependencias Federales) costituite da un'insieme di isole ed isolotti al largo della costa caraibica venezuelana e per lo più disabitati. Le isole raggruppate nelle dipendenze sono 72.
Geografia economica
Prodotto Nazionale Lordo: 3.480 US$ pro capite (40° posto della classifica mondiale).
Bilancia dei pagamenti: 6 miliardi di US$.
Inflazione: 50,0%.
Disoccupazione: 10,00%.
Punti di forza: possiede i maggiori depositi petroliferi noti al di fuori di Russia e Medio Oriente. Massicce riserve di carbone, bauxite, ferro e oro. Lo sviluppo di un nuovo combustibile estratto dal bitume ha attratto capitali stranieri, che hanno portato benefici anche a banche, telecomunicazioni e acciaierie. Mercato del lavoro flessibile.
Punti di debolezza: notevole burocrazia statale. Servizi pubblici non adeguati. Il rinnovamento delle infrastrutture è in forte ritardo. Forte evasione fiscale e valuta debole.
Risorse
Produzione di energia elettrica: 20.000.000 kw.
Pesca: 490.194 tonnellate.
Petrolio: 3.130.000 b/g.
Allevamento: pecore 0,82 milioni, capre 3,2 milioni, bovini 15,4 milioni, suini 4,8 milioni.
Minerali: petrolio, bauxite (alluminio), ferro, gas naturale, carbone, oro.
Agricoltura
La produzione vegetale del Venezuela è data da: caffè, cacao, tabacco, canna da zucchero, cotone, vaniglia.
Allevamento
L'allevamento è in forte progresso nei llanos.
Pesca
Risorse minerarie
È la parte più importante dell'economia nazionale, soprattutto con l'estrazione del petrolio.
Industria
Presenti industrie alimentari, calzaturifici e tessili.
Trasporti
Rete stradale: 29.954 km.
Rete autostradale: 2.690 km.
Rete ferroviaria: 402 km.
Rete navigabile: 7.100 km.
Caracas: aeroporto internazionale Simón Bolivar (6.940.000 passeggeri l'anno)
Turismo
1 visitatore ogni 29 abitanti.
Provenienza: USA 25%, Italia 9%, Spagna 8%, Germania 7%, Paesi Bassi 6%, altro 45%.
Esportazioni
USA 51%, Colombia 6%, Suriname 5%, Brasile 4%, Repubblica Dominicana 3%, altri 31%.
Importazioni
USA 45%, Colombia 6%, Brasile 5%, Messico 5%, Giappone 4%, altri 35%.
Cultura
Alfabetizzazione
Tasso di alfabetizzazione: 92%.
Studenti universitari: 550.783.
Istruzione
Obbligo scolastico fino a 15 anni.
Sanità
Sistema sanitario pubblico.
Ambiente
Il 36,0% del territorio è protetto.
Partecipe alla convenzioni ambientali di:
- Convenzione di Ramsar (protezione aree umide)
- Protocollo di Montreal (emissione di CFC)
- CITES (specie in pericolo d'estinzione)
- CBD (biodiversità)
- Basile (rifiuti tossici)
Flora
Le differenti condizioni climatiche e morfologiche giustificano l'esistenza di paesaggi contrastanti.
Dove esistono condizioni di umidità, come nell'area del bacino amazzonico, nel sud-ovest del massiccio della Guayana e nel delta dell'Orinoco, troviamo una densa foresta equatoriale; nella zona settentrionale della Guyana si estende il chaparral, una formazione di transizione tra la foresta e la savana arborea o arbustiva.
La maggior parte dei llanos è formata da una continua distesa erbosa con radi alberi che si infittiscono lungo il corso dei fiumi; dove la precipitazione scende sotto gli 800 mm annui, la vegetazione diventa xerofila: in talune zone assume aspetti stepposi o di predeserto.
Caratterizzate da una vegetazione xerofila sono anche le aree vicino ai litorali marini, dove spesso compare la foresta secca e rada, con grandi cactus a candelabro.
Nell'area andina la successione delle fasce altitudinali determina una sovrapposizione di ambienti diversi; fino a 1.500 m si stende la foresta umida, con abbondanza di epifite, diradandosi progressivamente fino a 3.000 m (limite della vegetazione arborea); l'ambiente diviene steppico, con formazioni arbustive come il senecio: questa è la fascia del páramos, che giunge fin quasi a 5.000 m, dove cominciano le nevi perenni.
Politica
Il potere legislativo spetta all'Assemblea Legislativa (165 membri); il potere esecutivo è esercitato dal presidente della repubblica (eletto per 5 anni), con l'ausilio dei ministri da lui nominati.
Voci correlate
- Aziende
- Città
- Montagne
- Vulcani
- Fiumi
- Laghi
- Mari
- Isole
Collegamenti esterni
- [http://www.gobiernoenlinea.ve Gobierno en Línea] - Sito ufficiale del Governo Venezuelano (in spagnolo)
- [http://numismondo.com/pm/ven/ Venezuela Banknotes] - Banconote del Venezuela (in inglese)
- [http://www.marceloanelli.com/xoom/ Venezuela en fotografías] - Immagini dal Venezuela (in spagnolo)
ja:ベネズエラ
ko:베네수엘라
ms:Venezuela
simple:Venezuela
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Petrolio
Il petrolio (dal latino petrus–roccia e oleum–olio), anche detto oro nero, è un liquido infiammabile, denso di colore marrone scuro o verdognolo, che si trova in alcuni punti negli strati superiori della crosta terrestre. È composto da una mistura di vari idrocarburi, in prevalenza alcani, ma possono esserci variazioni nell'aspetto nella composizione e nelle proprietà del petrolio.
Formazione
La teoria biogenica, supportata dalla maggior parte dei geologi petroliferi, dice che il petrolio deriva da materia organica rimasta sepolta, che si scompone in un materiale ceroso noto come kerogene, che sotto l'influenza di elevato calore e pressione si trasforma in idrocarburi.
La differenza di densità e la ridotta viscosità consentono agli idrocarburi di migrare dalla roccia madre, più profonda, alla roccia serbatoio dove permane per effetto di trappole sedimentarie dando luogo ai giacimenti petroliferi attuali.
Teorie alternative o complementari
Queste teorie sono complementari e non mutualmente esclusive. C'è generale accordo sul fatto che i giacimenti di origine abiotica, se esistenti, siano comunque minoritari.
La teoria dell'origine abiotica del petrolio prevede che al momento della formazione della Terra si siano formati dei significativi depositi di carbonio, ora preservati solo nel mantello superiore. Questi depositi, trovandosi in condizioni di elevata temperatura e pressione, catalizzerebbero molecole elementari di metano a formare idrocarburi complessi.
Una variante di questa teoria prevede l'idrolisi di peridotiti di mantello allo scopo di formare un fluido ricco in idrogeno che, risalendo, dilaverebbe le rocce carbonatiche superiori generando idrocarburi.
Composizione
Il petrolio deriva da depositi di materia organica esposti ad elevate pressioni e ad elevato calore. Sia la fase liquida oleosa (petrolio) che la fase gassosa (gas naturali) tendono a migrare attraverso le rocce porose finchè incontrano strati impermeabili del terreno dove tendono a raccogliersi. Dopo il processo di estrazione, il petrolio greggio viene raffinato attraverso la distillazione. Il prodotto finale include cherosene, benzene, benzina, paraffina, asfalto, ecc...
Propriamente parlando, il petrolio consiste per la maggior parte di idrocarburi alifatici sia lineari che ramificati e di idrocarburi aromatici (mono-, bi- e poli- ciclici) composti quasi esclusivamente da idrogeno e carbonio.
Sono tuttavia presenti quantità di composti solforati (solfuri e disolfuri), azotati (chinoline e piridine) e ossigenati (acidi grassi, acidi naftenici e fenoli) anche se la loro percentuale, complessivamente, difficilmente supera il 7 %.
I quattro idrocarburi più leggeri -- CH4 (metano),
C2H6 (etano), C3H8
(propano) e C4H10 (butano) -- sono gas, hanno una temperatura di ebollizione rispettivamente di -107°C, -67°C, -43°C, e -18°C.
Le catene molecolari nel range di C5-7 sono nafte leggere, evaporano facilmente. Vengono usate come solventi, fluidi per pulizia a secco, e altri prodotti ad asciugatura rapida. Le catene da C6H14 a C12H26 sono miscelate insieme e usate per la benzina.
Il cherosene è composto da catene nel range da C10 a C15, seguito dal combustibile diesel e per riscaldamento (da C10 a C20) e combustibili più pesanti come quelli usati nei motori delle navi. Questi derivati del petrolio sono liquidi a temperatura ambiente.
Gli olii lubrificanti e grassi semi solidi (come la vaselina®) sono nel range da C16 fino a C20.
Le catene da C20 in avanti sono solidi, cominciando dalla "paraffina", poi catrame e bitume per asfalto.
Intervalli di temperature di ebollizione delle frazioni di distillazione del petrolio a pressione atmosferica in gradi Celsius:
- etere di petrolio: 40 - 70 (usato come solvente)
- benzina leggera: 60 - 100 (combustibile per automobili)
- benzina pesante: 100 - 150 (combustibile per automobili)
- cherosene leggero: 120 - 150 (solvente casalingo e carburante)
- cherosene: 150 - 300 (carburante per motori jet)
- gasolio: 250 - 350 (carburante per motori Diesel / riscaldamento)
- olio lubrificante: > 300 (olio per motori)
- frazioni rimanenti: catrame, asfalto, residual fuel
Storia del petrolio
Il petrolio accompagna la storia dell'uomo da secoli e fin dall'antichità il greco "naphtha" richiamava il fiammeggiare tipico delle emanazioni petrolifere. I popoli dell'antichità avevano già ben noti i giacimenti di petrolio superficiali che utilizzavano per produrre medicinali e bitume o per illuminare le lampade.
Non mancarono anche gli usi bellici del petrolio.
Già ai tempi di Troia dell'Iliade, Omero narra di un "fuoco perenne" lanciato contro le navi greche.
Il "fuoco greco" dei Bizantini era la più nota e temuta arma dell'antichità tratta dal petrolio, una miscela di olio, zolfo, resina e salnitro in grado di prendere fuoco a contatto con l'aria. La micidiale miscela era comparsa sulle frecce o lanciata verso le navi nemiche incendiandole.
La conoscenza del petrolio ha pertanto origini antiche soprattutto in Medio Oriente.
Venne introdotto in occidente soprattutto come medicinale tramite l'espansionismo arabo. Le sue doti terapeutiche si diffusero con grande rapidità e alcune fonti d'olio a cielo aperto, come l'antica Petralia in Sicilia, divennero noti centri termali dell'antichità.
Il valore del petrolio come fonte di energia trasportabile e facilmente utilizzabile, (usata dalla la maggioranza dei veicoli (automobili, camion, treni, navi, aeroplani) e come base di molti prodotti chimici industriali lo rende una delle materie prime più importanti del mondo. L'accesso al petrolio è stato uno dei principali fattori in molti conflitti militari, compresi la Seconda guerra mondiale e la guerra del golfo. La maggior parte delle riserve facilmente accessibili è collocata nel Medio Oriente, una regione politicamente instabile.
Medio Oriente
L'industria petrolifera nacque negli Stati Uniti per l'iniziativa di Edwin Drake negli anni 1850, nei pressi di Titusville, Pennsylvania. L'industria crebbe lentamente durante il 1800 e non diventò di interesse nazionale (USA) fino agli inizi del ventesimo secolo; l'introduzione del motore a combustione interna fornì la domanda che ha largamente sostenuto questa industria fino ai giorni nostri. I primi piccoli giacimenti "locali" in Pennsylvania e in Ontario sono stati velocemente esauriti, portando ai " boom petroliferi" in Texas, Oklahoma, e California. Altre nazioni avevano considerevoli riserve petrolifere nei loro possedimenti coloniali, e incominciarono ad utilizzarli a livello industriale.
Sebbene negli anni 50 il carbone fosse ancora il combustibile più usato nel mondo, il petrolio cominciò a soppiantarlo. Oggigiorno circa il 90% del fabbisogno di combustibile è coperto dal petrolio. In conseguenza della crisi energetica del 1973 e della crisi energetica del 1979 si è sollevato l'interesse nella pubblica opinione sui livelli delle scorte di petrolio, portando alla luce la preoccupazione che essendo il petrolio una risorsa limitata essa sia destinata ad esaurirsi (almeno come risorsa economicamente sfruttabile).
Esistono e sono continuamente allo studio fonti alternative e
rinnovabili di energia, sebbene la misura in cui queste possano rimpiazzare il petrolio e i loro eventuali effetti negativi sull'ambiente sono attualmente oggetto di dibattito.
Studi intorno alle riserve di petrolio
Nel 1972 uno studio autorevole, commissionato al MIT dal Club di Roma (il famoso Rapporto sui limiti dello sviluppo), affermò che nel 2000 sarebbero state esaurite circa il 25% delle riserve mondiali di oro nero. Purtroppo il rapporto fu frainteso, e i più pensarono invece che predicesse la fine del petrolio entro il 2000.
La situazione oggi appare ben più grave di quanto il MIT avesse predetto, come si rileva dai dati pubblicati annualmente dalla BP: la quantità di petrolio già utilizzata è prossima al 50% di quello inizialmente disponibile, in altre parole si avvicina il momento del raggiungimento del "picco" dell'estrazione. Secondo la BP, il petrolio disponibile è sufficiente per circa 40 anni a partire dal 2000, supponendo di continuarne l'estrazione al ritmo attuale, quindi senza tenere conto della continua crescita della domanda mondiale, che si colloca intorno al 2% annuo. Ma al momento dell'estrazione dell'ultima goccia di petrolio, l'umanità dovrà già da tempo aver smesso di contare su questa risorsa, in quanto man mano che i pozzi si vanno esaurendo la velocità con cui si può continuare ad estrarre decresce, costringendo a ridurre i consumi o utilizzare altre fonti energetiche.
Diversi altri studi hanno in tutto o in parte confermato queste conclusioni; in particolare sono da menzionare quelli del geologo americano Marion King Hubbert (vedi anche picco di Hubbert) e in seguito, a partire da questi, quelli di Colin Campbell e Jean Laherrère.
Secondo questi studi la quantità di petrolio estratto da un giacimento segue una curva a campana e la massima estrazione di greggio per unità di tempo la si ha quando si è prelevato metà di tutto il petrolio estraibile dal giacimento. Come ha dimostrato il caso USA i cui giacimenti storici si sono esauriti, il numero di barili prodotto ogni giorno ha avuto un massimo e poi un declino come in una curva a campana.
Altri studi di diversa matrice (in gran parte di economisti) sostengono che la tecnologia continuerà a rendere disponibili per l'industria idrocarburi a basso costo e che sulla Terra ci sono vaste riserve di petrolio "non convenzionale" quali le sabbie bituminose, gli scisti bituminosi, e i gas liquefatti (NGL) che consentiranno nel futuro l'uso del petrolio per un periodo di tempo ancora molto lungo.
Impatti ambientali del petrolio
La presenza dell'industria petrolifera ha significativi impatti sociali e ambientali, da incidenti e da attività di routine come l'esplorazione sismica, perforazioni e scarti inquinanti. L'estrazione petrolifera è costosa e spesso danneggia l'ambiente. La ricerca e l'estrazione di petrolio offshore disturbano l'ambiente marino circostante. L'estrazione può essere preceduta dal dragaggio che danneggia il fondo marino e le alghe, fondamentali nella catena alimentare marina. Il greggio e il petrolio raffinato che fuoriescono da navi petroliere incidentate, hanno danneggiato fragili ecosistemi in Alaska, nelle Isole Galapagos, in Spagna e in molti altri posti. Infine, la combustione, su tutto il pianeta, di enormi quantità di petrolio (centrali elettriche, mezzi di trasporto) risulta essere tra i maggiori responsabili dell'incremento riscontrato delle percentuali di anidride carbonica nell'atmosfera, con fortissima incidenza sul problema dell'effetto serra.
Lista di alcune compagnie petrolifere
- Anadarko, USA
- British Petroleum, Gran Bretagna
- ChevronTexaco, USA
- Eni, Italia
- Exxon Mobil, USA
- Gulf Oil, USA
- Irving Oil, Canada
- Marathon, USA
- Norsk Hydro, Norvegia
- PDVSA, Venezuela
- Petrobras, Brasile
- Petroleos Mexicanos, Messico
- Petro Canada, Canada
- Petronas, Malesia
- Pride Offshore, Stati Uniti
- Qatar Petroleum, Qatar
- Repsol, Spagna
- Shell Oil, Paesi Bassi, Gran Bretagna
- Sonangol, Angola
- Statoil, Norvegia
- Total, Francia
- YPF, Argentina
- YPFB, Bolivia
- YUKOS, Russia
Voci correlate
- Greggio
- Crisi energetica
- Crisi energetica (1973)
- Crisi energetica (1979)
- Gas serra
- Storia dell'industria petrolifera
- Combustibili fossili
- Lista di stati produttori di petrolio
- Raffineria
- Petroldollari
- OPEC
- Disastri petroliferi
- Crisi petrolifera
- Energie rinnovabili (vedi anche biodiesel)
- Fonti di energia rinnovabili
- Petroliera
Collegamenti esterni
- [http://www.assomineraria.org/ Assomineraria: industria minerale e petrolifera in Italia]
categoria:composti chimici
categoria:fonti energetiche
categoria:ambiente
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ko:석유
ms:Petroleum
Categoria:VenezuelaCategoria:America meridionale
Categoria:Stati
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ko:분류:베네수엘라
Categoria:Città del Venezuela Venezuela
Categoria:Venezuela Wieruszów
Wieruszów, miasto w południowo-zachodniej części województwa łódzkiego (powiat wieruszowski) nad rzeką Prosną oraz Niesobem i Brzeźnicą.
Położenie geograficzne
Wieruszów położony jest w strefie przejściowej, od pasa starych gór i wyżyn do krainy wielkich dolin, na tzw. Progu Wieruszowskim. Moża przyjąć, że Próg Wieruszowski łączy Wyżynę Śląską ze Wzgórzami Ostrzeszowskimi, oddzielając jednocześnie Kotlinę Śląską od Wysoczyzny Kaliskiej.
Przez Wieruszów biegną dwie ważne arterie komunikacyjne z zachodu na wschód - droga nr 8 Wrocław-Warszawa, z południa na północ - droga nr 450 Opatów k. Kępna-Grabów nad Prosną.
Informacje administracyjne
Obecnie Wieruszów jest miastem powiatowym liczącym ok. 9 tys mieszkańców. Gmina i miasto Wieruszów obejmują powierzchnię 9731 ha, tj. 97,31 km² (w tym miasto 598 ha, tj. 5,98 km²). Zamieszkuje ją 14500 mieszkańców, w tym miasto 9300. Struktura użytkowania gruntów: użytki rolne - 6700 ha, tj. 68,8% powierzchni gminy; lasy - 2030 ha, tj. 20,9% powierzchni gminy; pozostałe grunty - 1000 ha, tj. 10,3% powierzchni gminy (tereny osiedlowe, komunikacyjne, wody, nieużytki).
Historia
Osadnictwo nad rzeką Prosną sięga około 10 tys. lat. Świadczą o tym wykopaliska, stanowiska archelogiczne, a także pewne dowody materialne. W widłach rzek Niesób i Prosny znajdują się wały obronne grodziska z czasów kultury łużyckiej. Ptolemeusz Klaudiusz w dziele "Nauka geograficzna" (II w n. e.), nanosząc szlak bursztynowy biegnący z południa Europy nad Bałtyk dochodzi z terenu Śląska do rzeki Prosny i dalej w dół rzeki w kierunku północnym, zaznaczył na tej prowizorycznej mapie dwie miejscowości na linii rzeki Prosny, są to Arsonium i Calisia. Tę pierwszą miejscowość stanowił zapewne wspomniany wyżej gród, na bazie którego powstał późniejszy Wieruszów. Przez wiele wieków miejscowość ta była prywatną własnością wielu bogatych rodów. Nazwa Wieruszów wywodzi się od rodu Wieruszów przybyłego na te tereny najprawdopodobniej ze Śląska w czasie bliżej nieokreślonym, gdyż istnieje ogromna luka historyczna pomiędzy funkcjonowaniem wspomnianego grodziska a pierwszą datą z użyciem nazwy Wieruszów (1368 r.).
Z racji położenia, przez Wieruszów zawsze biegły ważne szlaki komunikacyjne, co było przyczyną częstych napaści, grabieży i palenia miasta głównie przez książąt śląskich. Poważne straty poniósł Wieruszów w czasie wojny północnej, kiedy to przez miasto przechodziły różne armie. W 1815 roku na podstawie decyzji Kongresu Wiedenskiego ustalona na rzece Prośnie i Niesobie granica rozdzieliła miasto na dwie części, część zachodnia zwana Podzamczem znalazła sie w zaborze pruskim, a część wschodnia w Królestwie Polskim. W okresie powstania listopadowego i styczniowego przez miasto były organizowane przerzuty broni i emisariuszy.
Wielkich zniszczen dokonały I i II wojna światowa. W 1919 roku zniszczony został przez oddziały Grenzschutzu zamek wieruszowski. W 1945 roku zniszczone były w 60% zabudowania miasta, a liczba mieszkanców wynosiła niewiele powyżej 2000 osób.
W 1816 roku Wieruszów na kilkadziesiąt lat stał się powiatem. W 1870 roku utracił prawa miejskie, które odzyskał w roku 1919. W latach 1955-75 znów był miastem powiatowym, dzięki czemu jego ranga wzrastała i nastąpił znaczny rozwój przemysłu oraz budownictwa jedno- i wielorodzinnego.
W 1990 roku nastąpiło odrodzenie samorządu terytorialnego. Kolejne samorządy postawiły na dynamiczny i harmonijny rozwój infrastruktury technicznej, ochrony środowiska, rozwój działalności kulturalnej i oświatowej.
Zobacz też
- Miasta w Polsce, Związek Miast Polskich
- Podział administracyjny województwa łódzkiego
- Powiat wieruszowski
Linki zewnętrzne
- [http://www.wieruszow.pl/ Serwis Starostwa Powiatowego Wieruszów]
- [http://www.wieruszow.info.pl/menu.htm Internetowy Informator Wieruszowski]
Kategoria:Powiat wieruszowski
Kategoria:Miasta Polski
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