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Castiglia E León

Castiglia e León

La Castiglia e León (in spagnolo Castilla y León) è una comunità autonoma della Spagna, la più grande della nazione — in effetti, è la più grande suddivisione politica subnazionale dell'Unione Europea. È composta dall'unione di due antichi regni: l'Antica Castiglia e il Regno di León, che si separarono e riunirono diverse volte nel corso del medioevo. La Castiglia e León confina a nord con le Asturie e la Cantabria, a est con i Paesi Baschi, La Rioja e l'Aragona, a sud-est con la comunità autonoma di Madrid e la Castiglia-La Mancia, a sud con l'Estremadura, e a ovest con Portogallo (regioni Centro e Nord) e Galizia. La Castiglia e León è composta dalle province di Ávila, Burgos, León, Palencia, Salamanca, Segovia, Soria, Valladolid e Zamora. La capitale della Castiglia e León è Valladolid, e le sue città più note sono Burgos, Salamanca, León e Segovia. Lo spagnolo è la lingua principale.

Collegamenti esterni


- [http://www.jcyl.es/ Junta de Castilla y León (Governo regionale)]
- [http://www.ccyl.es/ Cortes de Castilla y León (Parlamento regionale)]
- [http://www.turismocastillayleon.com/ Informazioni turistiche]
- [http://usuarios.lycos.es/komunero81 Castellanoleoneses.tk - Portal de Castilla y León] Categoria:Comunità autonome spagnole ja:カスティーリャ・レオン州

Lingua spagnola

Il castigliano più comunemente detto spagnolo, è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. È la seconda lingua (la quarta secondo un’altra classificazione) più parlata al mondo dopo il cinese (mandarino). L’importanza dello spagnolo è cresciuta notevolmente negli ultimi anni. Ciò grazie all’alto tasso di natalità di molti paesi in cui è parlato, allo sviluppo economico di vari stati latino-americani, alla crescita della comunità ispanofona negli Stati Uniti e, da ultimo, all’espansione del mercato musicale in tale lingua. Si usa il termine castigliano per mettere in evidenza che è la lingua della Castiglia e che in Spagna si parlano altre lingue (le maggiori sono il catalano, il basco e il galiziano).

"Spagnolo" o "Castigliano"

Gli spagnoli sono soliti chiamare la loro lingua español quando questa viene citata insieme a lingue di altri stati (per esempio in un elenco dove figurino anche il francese o l'inglese) ma si preferisce utilizzare il termine castellano quando si citano anche le altre lingue della Spagna (come il galiziano, il catalano e il basco). Per quanto riguarda il resto del mondo ispanofono, in molte aree si preferisce il termine español, mentre castellano prevale in Argentina, Cile, Peru e Uruguay .

Storia

Lo spagnolo si è evoluto dal latino "volgare" e ha poi subito, nel nord del paese, l'influenza del celtiberico, del basco e dell'arabo. Caratteristiche tipiche della fonologia diacronica spagnola sono la lenizione (latino vita, spagnolo vida), la palatilizzazione (latino annum, spagnolo año), la trasformazione in dittonghi delle vocali latine brevi e/o (latino terra, spagnolo tierra; latino novus, spagnolo nuevo). Fenomeni simili si possono trovare anche nelle altre lingue romanze, benché lo spagnolo presenti una influenza celtica più forte del francese e dell'italiano, specie nella lenizione. Con la Riconquista il dialetto del nord si diffuse anche nelle regioni meridionali. Il primo dizionario dal latino allo spagnolo (Gramática de la Lengua Castellana) fu realizzato a Salamanca nel 1492 da Elio Antonio de Nebrija. Quando tale lavoro fu presentato a Isabella I di Castiglia, la regina chiese ¿Para qué quiero una obra como ésta si ya conozco el idioma? (Per quale motivo dovrei volere un'opera come questa, se già conosco la lingua?), al che l'autore rispose Señora, la lengua es el instrumento del Imperio (Signora, la lingua è lo strumento dell'Impero). A partire dal XVI secolo lo spagnolo fu introdotto in America, Micronesia, Guam, Isole Marianne, Palau e Filippine (anche se in tutte queste isole ben poco è rimasto di tale colonizzazione, se non alcuni pidgin). Nel XX secolo il castigliano si diffuse anche nelle colonie africane della Guinea Equatoriale e del Sahara occidentale (all'epoca noto come Río de Oro).

Fonologia

Entro il XVI secolo il Castigliano subì delle trasformazioni nell'uso delle consonanti che determinarono la definitiva differenziazione rispetto alle lingue neolatine confinanti, quali il portoghese e il catalano. Per esempio la /f/ a inizio di molte parole fu trasformata in /h/.
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Variante latinoamericana

Nei paesi latinoamericani si parla lo spagnolo, ma con inflessioni linguistiche particolari:
- Non esiste la seconda persona plurale: il vosotros è sostituito con dallustedes, e i verbi si pongono alla terza persona plurale; questo implica che il pronome personal ustedes deve essere usato più frequentemente che nello spagnolo di Spagna, per evitare ambiguità.
- A livello fonetico assume varie caratteristiche che si incontrano anche nel sud della Spagna (Andalusia):
  - Ha il fenomeno del
seseo: il suono interdentale (c seguita da e o i, e z) diventa sempre il suono s aspro.
  - Ugualmente presenta il fenomeno del
yeismo, per il quale il suono della ll palatale si confonde con quello della y.
- Mantengono arcaismi. Particolarmente diversa ed arcaica, anche nel vocabolario, risulta essere la versione argentina in cui:
- valgono le regole di cui sopra per gli altri paesi latinoamericani anche se il suono risulta molto più pulito e cantilenato
- è stato mantenuto, al posto del
, il vos, e conseguentemente la relativa forma verbale in seconda persona singolare è stata mantenuta nella forma arcaica; nel castigliano di Spagna lo troviamo in Cervantes.
- i suoni di
ll e y si interconfondono e suonano come lo sc italiano di sci tranne che nelle zone della Provincia di Corrientes.

Distribuzione geografica

Lo spagnolo è una delle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e dell’Unione Africana. Gran parte dei parlanti risiede nell’emisfero occidentale (Europa, America centrale e meridionale, territori spagnoli in Africa). Con circa 106 milioni di parlanti (sia come prima che come seconda lingua), il Messico è lo stato con la più numerosa popolazione ispanofona del mondo. Seguono poi la Colombia e la Spagna (entrambe con 44 milioni), l’Argentina (39 milioni) e gli Stati Uniti (30 milioni, paese dove lo spagnolo non è lingua ufficiale ma è usato da una folta comunità di immigrati). Lo spagnolo è la lingua ufficiale di più di 20 paesi: #Argentina #Bolivia (insieme al quechua e all’aymará) #Cile #Colombia #Costa Rica #Cuba #Ecuador #El Salvador #Guatemala #Guinea Equatoriale (insieme al francese) #Honduras #Messico #Nicaragua #Panamá #Paraguay (insieme al guaraní) #Porto Rico #Perù (insieme al quechua e all’aymará) #Repubblica Dominicana: caratteristiche proprie #Sahara occidentale (insieme all’arabo) #Spagna (insieme al catalano, al basco e al galiziano) #Uruguay #Venezuela Lo spagnolo riveste inoltre una certa importanza nei seguenti paesi: #Andorra #Belize, dove l'inglese rappresenta la lingua ufficiale, con lo spagnolo che però è largamente diffuso per ragioni storiche e geografiche #Brasile (lingua di studio) #Filippine (ormai lingua di cultura in disuso) #Gibilterra #Israele e Marocco (in questi due paesi sono presenti importanti comunità di ebrei sefarditi che parlano sia lo spagnolo che il ladino). #Stati Uniti, dove rappresenta la seconda lingua più diffusa dopo l'inglese #Trinidad and Tobago (per ragioni storiche e geografiche) Nel territorio britannico di Gibilterra, rivendicato dalla Spagna, l’inglese rimane l’unica lingua ufficiale. Lo spagnolo, tuttavia, rappresenta la lingua madre di quasi tutti i residenti. Nella zona si parla inoltre lo yanito, misto di inglese e spagnolo. Negli Stati Uniti lo spagnolo è parlato da circa ¾ della popolazione ispanica. Sta inoltre diventando un’importante lingua di studio, con un numero sempre più grande di non-ispanici che lo apprendono per ragioni commerciali, politiche o turistiche. Il castigliano è la lingua ufficiale del New Mexico (insieme all’inglese) e del territorio americano di Porto Rico. In Brasile, dove il portoghese è lingua ufficiale, lo spagnolo sta diventando sempre più lingua di studio. Ciò è dovuto a diversi fattori. Innanzitutto, il fatto che il Brasile negli ultimi anni ha visto diminuire i suoi scambi commerciali con Stati Uniti ed Europa e aumentare invece quelli con i vicini paesi ispanofoni (in particolar modo quelli del Mercosur). A ciò si aggiungono i continui scambi culturali con molti paesi dove il castigliano è lingua ufficiale e la forte somiglianza tra i due idiomi (cosa che, ovviamente, facilita l’apprendimento). Per tutta questa serie di ragioni il Congresso Nazionale del Brasile, il 17 luglio 2005, ha approvato un provvedimento con cui lo spagnolo diventa la seconda lingua delle scuole primarie sia pubbliche che private. In Brasile esiste inoltre una piccola comunità di madre lingua spagnola: si tratta di ebrei sefarditi (parlanti sia il castigliano standard che il ladino) sia di immigrati da altri paesi sudamericani. Infine, in molti centri lungo i confini (soprattutto con l’Uruguay) si parla un misto di spagnolo e portoghese noto come portuñol. In Europa, al di fuori di Spagna e Andorra, lo spagnolo viene parlato da comunità di immigrati in Italia (soprattutto nelle grandi città, dove le comunità sudamericane sono in continuo aumento), Francia, Paesi Bassi, Germania e Regno Unito (con un’importante comunità a Londra). In Asia l’uso della lingua spagnola è invece in costante declino. Dal 1987 lo spagnolo non è più lingua ufficiale nelle Filippine e, ormai, è usato quotidianamente solo dallo 0,01% della popolazione (2.658 persone stando al censimento del 1990). Tuttavia, lo 0,4% dei filippini usa un creolo-spagnolo noto come chabacano (292.630 persone nel 1990); a ciò si aggiungono i numerosi prestiti presenti nelle varie lingue filippine e l’importanza storica del castigliano (basti pensare che gran parte della letteratura e dei documenti storici del paese fino agli inizi del Novecento furono redatti in questa lingua). Esistono poi piccolissime comunità di “ex-immigrati” in vari paesi asiatici che possono vantare una certa conoscenza della lingua: si tratta di cinesi nati in Messico e poi deportati in Cina e di giapponesi di terza o quarta generazioni nati in Perù e ritornati in Giappone. Anche in Oceania lo spagnolo non riveste grande importanza. E’ parlato da circa 3.000 persone nelle Isole Orientali (un possedimento territoriale cileno) ed è la settima lingua più diffusa in Australia (97.000 parlanti stando al censimento del 2001). A Guam, Palau, nelle Marianne, nelle Isole Marshall e negli Stati Federati di Micronesia, un tempo possedimenti spagnoli, il castigliano è ormai estinto e la sua influenza si limita ad alcuni pidgin e prestiti nelle lingue locali. In Antartide, lo spagnolo è usato nelle stazioni scientifiche di Argentina, Cile, Perù e Spagna.

Voci correlate


- Ortografia spagnola Spagnola, lingua Spagnola, lingua Spagnola, lingua ja:スペイン語 simple:Spanish


Comunità autonome della Spagna

Comunità Autonoma è il termine designato per indicare le suddivisioni territoriali spagnole, basate sul Titolo VIII della Costituzione del 1978, che incita il passaggio ad una forma di stato più democratica decentralizzata di quanto non fosse stata la dittatura franchista. La Costituzione, sottolinea l'uguaglianza tra le Comunità Autonome, che non potranno avere privilegi le une sulle altre. La federazione delle Comunità Autonome è vietata dallo Stato spagnolo, mentre non è proibita la cooperazione tra esse. Il concetto di Comunità Autonoma, nasce dal fatto che in Spagna convivono molti popoli e culture diversi, e l'unificazione progressiva di uno Stato spagnolo, è sempre stato un processo molto cauto, che ha dovuto scontrarsi nella storia con tendenze opposte, come il "Carlismo", che reclamava il riconoscimento del diritto dei Regni preesistenti alla formazione dello Stato spagnolo. L'esplosione dei nazionalismi, all'inizio del Novecento, portò in Spagna all'avvento di forze nazionaliste in Catalogna e nei Paesi Baschi, e la Costituzione del 1931 cercò di risolvere il problema creando lo Stato Integrale, compatibile con l'autonomia delle regioni. Il frutto di questo esperimento fu la concessione alla Catalogna di un regime di autonomia, che venne più tardi, durante la guerra civile, conquistato anche dai Paesi Baschi. Per la Galizia fu avviato lo stesso processo, ma con l'avvento del regime politico dittatoriale di Franco, ogni diritto di autogoverno fu represso, e i movimenti autonomistici, perseguitati. Dal 1978, esistono 17 Comunità Autonome: Andalusia, Aragona, Asturie, Baleari, Canarie, Cantabria, Castiglia-La Mancia, Castiglia e Leon, Catalogna, Comunità Valenciana, Estremadura, Galizia, La Rioja, Madrid, Murcia, Navarra e Paesi Baschi. Vi sono inoltre due Città Autonome: Ceuta e Melilla. Entro i limiti della Costituzione, alle Comunità Autonome è lasciato un ampio margine di libertà, che consente ad ognuna di esse di adottare le competenze ritenute necessarie. Sono, quindi, riservate allo Stato, tutte quelle materie che non siano state assunte espressamente da ognuna delle Comunità Autonome nel proprio Statuto di Autonomia. In settori, come la Sanità, le Assicurazioni Sociali, i contratti e le concessioni amministrative, l'ordinamento del credito, della banca e le assicurazioni, allo Stato corrisponde soltanto la legislazione di base. In questi casi le Comunità Autonome possono assumere, oltre alle funzioni esecutive, quelle legislative che sviluppino la legislazione statale di base. In ogni Comunità Autonoma esiste un organo esecutivo, o governo, ed un parlamento autonomo, che legifera nelle materie che siano state trasferite dal governo centrale a quello regionale. Vi è anche, in ogni Comunità Autonoma, un Tribunale Superiore di Giustizia. In alcune occasioni si sono verificati conflitti di competenza fra le Autonomie ed il Governo centrale: tali conflitti vengono risolti dalla Corte Costituzionale dello Stato spagnolo.

Voci correlate


- Spagna
- Municipio
- Province spagnole Categoria:Spagna ja:スペインの地方行政区画 ko:에스파냐의 자치 지방 simple:Autonomous communities of Spain

Unione Europea

L'Unione Europea (UE) è un'organizzazione internazionale, di tipo sovranazionale e intergovernativo, che dal 1 maggio 2004 raggruppa 25 paesi europei. Nasce dal Trattato di Maastricht (dal nome della città olandese in cui fu stipulato l'11 dicembre 1991), al quale gli stati aderenti sono giunti dopo il lungo cammino delle precedenti Comunità Europee fino ad allora esistenti. L'Unione Europea non è un'organizzazione tra governi (come le Nazioni Unite) né una federazione di stati (come gli Stati Uniti d'America), ma un organismo unico nel suo genere, nel quale gli stati membri delegano alcuni dei loro poteri decisionali alle istituzioni comuni da loro stessi create. Il 29 ottobre 2004 i 25 paesi membri hanno determinato, firmando la Costituzione europea di ridefinire il ruolo dell'Unione, rafforzandone il peso con i paesi terzi e con le organizzazioni internazionali e prevedendo la possibilità di cooperazioni rafforzate per la promozione di iniziative di integrazione tra gruppi di paesi.

Istituzioni

La composizione dell'Unione Europea è articolata in 5 istituzioni principali (art. 7, Trattato CE), più un certo numero di altri organi con funzioni specializzate:
- il Parlamento Europeo, che rappresenta i cittadini dell'UE e viene eletto direttamente dai cittadini stessi
- il Consiglio dell'Unione Europea (
Consiglio dei Ministri), che rappresenta i singoli Stati membri
- la Commissione Europea, che rappresenta gli interessi generali dell'UE
- la Corte di giustizia delle Comunità europee, che fa rispettare le leggi europee
- la Corte dei conti europea, che verifica il finanziamento delle attività dell'UE

Altri organi


- Consiglio Europeo
- Banca Centrale Europea
- Comitato economico e sociale
- Comitato delle regioni
- Banca Europea degli Investimenti
- Mediatore Europeo

Membri

Attualmente sono 25 gli stati membri, di cui sei membri fondatori dal 1952:
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- Altri nove sono stati ammessi successivamente:
- 1973:
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- 1981:
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- 1986:
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- 1995:
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  - Infine, con delibera del 13 dicembre 2002, a partire dal 1 maggio 2004 sono entrati a far parte della UE:
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- Altri tre paesi, la Bulgaria, la Romania e la Turchia (associata dal 1963 ed in unione doganale dal 1996), sono ufficialmente candidati ad entrare nell'Unione Europea, ma pur essendo tutti e tre in fase di pre-adesione, mentre per i primi due si prevede l'ammissione nel 2007 (il 1 gennaio — la firma del trattato di adesione è avvenuta il 25 aprile 2005), per la Turchia i negoziati per l'entrata nell'UE sono cominciati nell'autunno 2005. Nel Consiglio europeo di Copenaghen del giugno 2004 anche alla Croazia è stato conferito lo status di paese candidato. La Macedonia ha anch'essa deposto la domanda ma questa non è ancora stata discussa dalla Commissione europea per l'opposizione della Grecia. Al fine di adattare le istituzioni europee ad un Unione con 25 stati e più, sono state previste idonee modifiche nel Trattato di Nizza. Il territorio dell'UE è inoltre cresciuto dopo la riunificazione tedesca del 1990 mentre in precedenza era diminuito di molto (in superficie) con il ritiro della Groenlandia (parte della Danimarca) nel 1985, dopo un referendum assai contestato.

Storia

Dichiarazioni, convenzioni, atti, trattati e accordi


- Dichiarazione Schuman
- Trattato di Parigi (1951)
- Trattati di Roma
- Trattato di Lussemburgo
- Atto Unico Europeo
- Accordi di Schengen
- Trattato sull'Unione Europea (TUE) noto come Trattato di Maastricht
- Trattato di Amsterdam
- Trattato di Nizza
- Costituzione europea
- Storia dell'integrazione europea

Cronologia dell'integrazione europea

Per maggiori dettagli si veda Cronologia dell'integrazione europea
- 1950
  - 9 maggio: Dichiarazione di Schuman che porterà alla Comunità europea del carbone e dell'acciaio
- 1951
  - 18 aprile: Parigi - I sei stati fondatori firmano il Trattato di Parigi che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio
- 1952
  - 23 luglio: entrata in vigore della Comunità europea del carbone e dell'acciaio
- 1955
  - dal primo al tre di Giugno si svolge la fondamentale Conferenza di Messina
- 1957: il Trattato di Roma fonda la Comunità Economica Europea (CEE)
- 1968: entrata in vigore dell'unione doganale
- 1970
  - 22 aprile: Lussemburgo - I 6 stati della CEE firmano il Trattato di Lussemburgo
- 1973
  - 1 gennaio: Repubblica d'Irlanda, Regno Unito e Danimarca entrano nella CEE
- 1975
  - 1 dicembre: Roma - Il Consiglio Europeo decide la data della prima elezione a suffragio universale diretto del Parlamento Europeo, che avverrà nel mese di giugno 1978.
- 1978
  - giugno: Europa - Nei 9 stati della CEE si svolgono le prime elezioni a suffragio universale diretto del Parlamento Europeo
- 1981
  - 1 gennaio: La Grecia entra nella CEE
- 1985
  - 14 giugno: Schengen - Cinque Stati membri della CEE firmano gli Accordi di Schengen: Belgio, Francia, Lussemburgo, Germania e Paesi Bassi.
- 1986
  - Spagna, Portogallo entrano nella CEE
  - 28 febbraio: I 12 stati della CEE firmano l'Atto Unico Europeo
- 1987
  - 1 luglio: Europa - entra in vigore l'Atto Unico Europeo
- 1990
  - 27 novembre: Parigi - L'Italia firma gli Accordi di Schengen
- 1991
  - 25 giugno: Bonn - Il Portogallo e la Spagna firmano gli Accordi di Schengen
- 1992
  - 7 febbraio: Maastricht - I 12 stati della CEE firmano il Trattato sull'Unione Europea, meglio noto come Trattato di Maastricht.
  - 6 novembre: Madrid - La Grecia firma gli Accordi di Schengen
- 1993
  - 1 novembre: Europa - Nasce l'Unione Europea con l'entrata in vigore il Trattato di Maastricht. L'espressione Comunità Economica Europea (CEE) viene sostituita con Comunità Europea (CE). A fianco di questa nasce la PESC (Politica estera e di sicurezza comune) e la CGAI (Cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni) che assieme alla CE formano i Tre pilastri dell'Unione Europea.
- 1994
  - 24 giugno: Europa - Austria, Finlandia, Svezia e Norvegia siglano l'adesione all'Unione Europea prevista per il 1° gennaio 1995. Solo la Norvegia non ratificherà tale adesione.
  - 28 novembre: Norvegia - In seguito ad un referendum popolare, la Norvegia non aderisce all'Unione Europea.
- 1995
  - 1 gennaio: Europa - Allargamento dell'Unione Europea a tre nuovi paesi: Finlandia, Austria e Svezia.
  - 26 marzo: Europa - In sette paesi dell'UE entrano in vigore gli Accordi di Schengen che tra l'altro abolisce i controlli sistematici delle persone alle frontiere interne dell'Unione.
  - 28 aprile: Bruxelles - L'Austria firma gli Accordi di Schengen
- 1996
  - 19 dicembre: Lussemburgo - I contenuti degli Accordi di Schengen vengono applicati pure alla Norvegia e all'Islanda che non fanno parte dell'Unione Europea.
- 1997
  - 2 ottobre: Amsterdam - I 15 stati dell'Unione Europea firmano il Trattato di Amsterdam
  - 26 ottobre: Europa - Anche per l'Italia entrano in vigore gli Accordi di Schengen
  - 1 dicembre: Europa - Anche per l'Austria entrano in vigore gli Accordi di Schengen
- 1999
  - 1 maggio: Unione Europea - Entrata in vigore del Trattato di Amsterdam
- 2000
  - 1 gennaio: Europa - Anche per la Grecia entrano in vigore gli Accordi di Schengen
- 2001
  - 26 febbraio: Nizza - I 15 stati dell'Unione Europea firmano il Trattato di Nizza
  - 25 marzo: Europa - Gli Accordi di Schengen entrano in vigore anche per la Danimarca, la Finlandia e la Svezia, nonché Islanda e Norvegia (che non fanno parte dell'UE).
  - dicembre: Europa - Nei 12 paesi facenti parte dell'Unione Economica e Monetaria (UEM) vengono distribuiti gli Euro-Kit (sacchetti con monete di Euro), in previsione della messa in circolazione ufficiale che avverrà il 1° gennaio 2002.
- 2002
  - 1 gennaio: Europa - Nei 12 paesi facenti parte dell'Unione Economica e Monetaria (UEM) entra legalmente in circolazione l'Euro con le monete e i biglietti di banca. I paesi sono tutti quelli dell'Unione Europea con esclusione del Regno Unito, Danimarca e Svezia. Di fatto entra in vigore pure a San Marino, Città del Vaticano, Andorra e Principato di Monaco.
- 2003
  - 4 ottobre: Roma - Inizia la conferenza per la Costituzione dell'Unione Europea.
- 2004
  - 1 maggio: Allargamento dell'UE con dieci nuovi stati: Polonia, Slovenia, Ungheria, Malta, Cipro, Lettonia, Estonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia.
  - 29 ottobre: Roma - Firma della Costituzione europea

Voci correlate


- Simboli europei
- Elenco delle organizzazioni europee
- Lingue dell'Unione Europea
- Eurodicautom

Collegamenti esterni


- [http://europa.eu.int/comm/index_it.htm Sito ufficiale] della Commissione Europea
- [http://www.puntoeuropa.it/index.php Sito ufficiale del] Punto Europa, ente che fa divulgazione sull'Unione Europea
- [http://www.liberliber.it/biblioteca/u/unione_europea/index.htm Testo della Costituzione europea] Categoria:Diritto comunitario Unione Europea Categoria:Stato fiu-vro:Õuruupa Liit ja:欧州連合 ko:유럽 연합 ms:Kesatuan Eropah simple:European Union th:สหภาพยุโรป zh-min-nan:Europa Liân-bêng


Medioevo

In una rappresentazione schematica della Storia d'Europa che preveda tre ere, classica, medioevale e moderna, il Medioevo (termine coniato da Flavio Biondo) è il periodo intermedio, il cui inizio viene collocato, per l'intera Europa, nel 476, cioè nell'anno che segna, secondo una convenzione fissata dagli storici, la fine dell'Impero Romano d'Occidente. Diversamente, la conclusione di questa era viene collocata in ciascun paese in date diverse, che coincidono con la nascita delle rispettive monarchie nazionali ed il periodo rinascimentale. Alcune date comunemente utilizzate sono il 1453, con la caduta di Costantinopoli in mano ai Turchi o la fine della Guerra dei Cent'Anni tra Inghilterra e Francia, il 1492, con la fine del periodo islamico in Spagna e la scoperta delle Americhe da parte di Cristoforo Colombo, ed il 1517, con la Riforma protestante. Una suddivisione comunemente utilizzata del medioevo è tra:
- "Alto Medioevo" (da qualcuno detto dei "secoli bui"), che va dal V al X secolo ed è caratterizzato da condizioni economiche disagiate e da continue invasioni da parte di Slavi, Arabi, Vichinghi e Magiari;
- "Basso Medioevo", un periodo intermedio, che vede lo sviluppo di forme di governo basate su signorie e vassallaggio, con la costruzione di castelli e la rinascita della vita nelle città; poi un crescente potere reale e la rinascita di interessi commerciali, specie dopo la peste del XIV secolo. Dal punto di vista sociale, dopo il collasso dell'Impero Romano d'Occidente, si assistette ad una prima fase con la lotta tra le popolazioni del nord e dell'est europeo per la ricostruzione a livello locale dell'organizzazione amministrativa, militare, economica e giuridica; questa fase fu poi seguita, verso la fine del medioevo, da una nuova fase di accentramento dei poteri a livello nazionale. Cruciale in questa organizzazione fu la struttura feudale che, se da un lato permetteva una certa stabilità grazie all'organizzazione continentale del sistema, non fu mai sufficientemente forte da togliere completamente autonomia alle realtà locali, che così poterono gestire la transizione tra l'uniformità dell'Impero romano e la nascita degli stati nazionali. Una realtà in grado di dare uniformità al panorama europeo fu la comune radice religiosa basata sul cristianesimo, ereditata dall'ultimo periodo romano e proseguita fino al IX secolo con la separazione della Chiesa ortodossa dalla Chiesa cattolica nel 1054. Questa radice comune portò da una lato ad una commistione tra potere temporale e religioso che ebbe nella Riforma protestante l'espressione di dissenso più acuto, ma dall'altra permise di mantenere un'identità culturale a livello continentale che permise dei momenti di coesione, come nel caso delle crociate. Filosoficamente, il Medio Evo si caratterizza per una grande fiducia nella ragione umana, che si esprime nella corrente della scolastica, il cui maggior esponente è Tommaso d'Aquino. La crisi di questa corrente filosofica, con autori come Duns Scoto e soprattutto Guglielmo di Occam, segnata da un crollo di fiducia nella ragione e da un conseguente crescente fideismo, portò alla fine del pensiero medioevale ed alla nascita del pensiero moderno.

Voci correlate


- Occidente medievale dal 500 al 1500
- Storia, Storia Antica, Storia Moderna
- Sacro romano impero
- Elenco dei Papi categoria:medioevo ja:中世 simple:Middle Ages

Cantabria

La Cantabria è una comunità autonoma della Spagna, che contiene una provincia (in precedenza chiamata Provincia di Santander). Confina ad est con i Paesi Baschi (provincia di Biscaglia), a sud con la Castiglia e Leon (province di León, Palencia, e Burgos), ad ovest con le Asturie, e a nord con il Golfo di Biscaglia. La sua capitale è Santander. Vedi anche Lista di comunità della Cantabria. La Cantabria condivide il Parco Nazionale del Picos de Europa (sulla catena montuosa del Picos de Europa) con le Asturie e la Provincia di León. León Categoria:Comunità autonome spagnole Categoria:Province spagnole ja:カンタブリア州

Paesi Baschi

I Paesi Baschi (in basco Euskadi, in spagnolo País Vasco, precedentemente Provincias Vascongadas) sono una comunità autonoma della Spagna. La loro capitale è Vitoria (in basco Gasteiz). Confinano con la Francia (Aquitania) a nord-est, con la Navarra a sud-est, con La Rioja a sud, con la Castiglia e Leon a sud-ovest e la Cantabria a ovest. Le coste settentrionali sono bagnate dal Golfo di Biscaglia. Essi comprendono i seguenti territori storici, che sono equivalenti alle province spagnole:
- Álava (in basco Araba), capitale Vitoria (Gasteiz)
- Biscaglia (Bizkaia), capitale Bilbao (Bilbo)
- Guipúzcoa (Gipuzkoa), capitale San Sebastián (Donostia) La più grande Nazione Basca (in basco Euskal Herria) è composta da sette regioni storiche (o territori), corrispondenti più o meno alle aree storiche della lingua basca. Il tipico slogan basco Zazpiak Bat significa "Sette fanno uno". Le Regioni Basche Spagnole (o Meridionali) (le tre province della Comunità Autonoma Basca più la Navarra) formano l'Hegoalde. Le Regioni Basche Francesi (o Settentrionali) formano l'Iparralde. Le Regioni Basche Francesi sono tutte parte del dipartimento del Pirenei atlantici, e sono:
- Labourd (Lapurdi)
- La Soule (Zuberoa)
- Bassa-Navarra (Nafarroa Behera)

Voci correlate


- Popolo basco
- Euskera, lingua basca
- Ikurriña, bandiera basca Categoria:Comunità autonome spagnole ja:バスク国 zh-min-nan:Euskadi

La Rioja

Il nome La Rioja può indicare:
- La Rioja provincia e comunità autonoma della Spagna
- La Rioja provincia dell'Argentina.
- La Rioja, città capoluogo della provincia argentina. Rioja è anche il nome di un vino.

Aragona

L' Aragona (in aragonese, Aragón) è una comunità autonoma del nord-est della Spagna. Ha una superficie di 47.719 km², con una popolazione di 1.217.514 abitanti (2003). L'Aragona confina a nord con la Francia (regioni Aquitania e Midi-Pirenei), ad est con la Catalogna, a sud con Valencia, e ad ovest con Castiglia-La Mancia, Castiglia e Leon, La Rioja, e Navarra. La capitale è Saragozza, che è anche il centro maggiormente abitato della regione. In aggiunta alle sue tre provincie, l'Aragona è divisa in 33 comarcas (contee).

Lingua

In aggiunta allo spagnolo, esiste una lingua aragonese originale, ancora parlata in alcune vallate dei Pirenei, che è differente dal dialetto aragonese dello Spagnolo Castigliano. Il Catalano è anch'esso parlato in alcune comarques (contee) adiacenti alla Catalogna, in particolare: il dialetto Ribagorzano nella Ribagorza (capitale Benabarre) e nella Litera (capitale Tamarite de Litera), e un dialetto simile a quello della Terra Alta nella Matarraña (capitala Valderrobres) e nel Bajo Cinca (capitale Fraga).

Storia

Dal 1035 al 1479 Aragona fu anche il nome di un regno indipendente che governava, oltre all'attuale regione amministrativa, anche, a partire dal 1137, la Catalogna, e successivamente le Isole Baleari, Valencia, Sicilia, Napoli e Sardegna (si veda impero Catalano-Aragonese). Il vero centro di questo regno era Barcellona, in quanto furono i conti catalani che ereditarono la corona Aragonese e non il contrario. Gli storici moderni di solito chiamano il regno la "confederazione Catalano-Aragonese" o, in alcuni casi, semplicemente "Catalogna-Aragona". Barcellona fu il centro di quello che fu per molti aspetti un "impero mediterraneo", che governava il Mar Mediterraneo e imponeva regole per tutto il mare (ad esempio, nel Llibre del Consolat del Mar (in Catalano). Vedi Elenco di monarchi aragonesi. L'unione dinastica di Castiglia e Aragona, nel 1479, quando Ferdinando II d'Aragona sposò Isabella I di Castiglia, portò alla formale creazione della Spagna come entità singola nel 1516.
Vedi anche: Elenco di monarchi spagnoli e Albero genealogico dei Re di Spagna

Amministrazione

L'Aragona è divisa in 3 province:
- Saragozza
- Huesca
- Teruel Le principali città dell'Aragona sono:
- Saragozza
- Huesca
- Teruel
- Calatayud
- Ejeia de los Caballeros

Voci correlate


- Fiume Aragona
- Aragonite
- Caterina d'Aragona, prima moglie di Enrico VIII d'Inghilterra

Collegamenti esterni


- [http://www.aragob.es Governo dell'Aragona]
- [http://portal.aragob.es/servlet/page?_pageid=2885,591&_dad=portal30&_schema=PORTAL30&cuerpo.est=ITPG_EHE_IAEST_001DB03_0%2CITPG_EHE_IAEST_001DB03_1%2CITPG_EHE_IAEST_001DB03_2&menu.est=ITM_EHE_IAEST_inicio_menu Dati statistici di base dell'Aragona] Categoria:Comunità autonome spagnole ja:アラゴン州

Castiglia-La Mancia

La Castiglia-La Mancia (in Spagnolo Castilla-La Mancha) è una comunità autonoma della Spagna. La Castiglia-La Mancia confina con la Castiglia e Leon e con Madrid a nord, con l'Aragona e la Comunità Valenciana a est, con Murcia e l'Andalusia a sud e con l'Estremadura a ovest. La Castiglia-La Mancia è composta dalle province di Toledo, Ciudad Real, Cuenca, Guadalajara, e Albacete. La capitale della Castiglia-La Mancha è Toledo. La Castiglia-La Mancia era stata in precedenza raggruppata assieme alla provincia di Madrid nella Nuova Castiglia, ma con l'avvento del sistema delle autonomie venne separata a causa della grande disparità economica tra la capitale e le restanti province della Nuova Castiglia. È un errore comune assimilare la Castiglia-La Mancia alla sua regione interna, La Mancia. Categoria:Comunità autonome spagnole ja:カスティーリャ・ラ・マンチャ州

Estremadura

L' Estremadura è una comunità autonoma della Spagna. Comprende le province di Cáceres e Badajoz. Alcune tra le città più importanti sono: Cáceres, Badajoz, e Mérida, la capitale della comunità autonoma. Per le altre municipalità si vedano le liste per provincia:
- Lista di municipalità di Badajoz
- Lista di municipalità di Cáceres L'Estremadura confina con la Castiglia e Leon a nord, la Castiglia-La Mancia a est, l'Andalusia a sud ed il Portogallo (regioni Alentejo e Centro) ad ovest. È una zona importante per la vita selvatica, in particolare per la grande riserva naturale di Montfragüe Bajadoz e Cáceres sono, la prima e la seconda tra le province spagnole per dimensioni. Montfragüe

Curiosità

Il Governo Regionale dell'Estremadura è autore di una propria distribuzione Linux, chiamata LinEx. Categoria:Comunità autonome spagnole ja:エストレマドゥーラ州

Centro (Portogallo)

La regione Centro (Região Centro in portoghese) è una regione portoghese che comprende la totalità dei distretti di Coimbra e di Castelo Branco, la maggior parte dei distretti di Aveiro, Viseu e Guarda, circa tre quarti del distretto di Leiria e un terzo del distretto di Santarém. Confina a nord con la regione Nord, a est con la Spagna (Castiglia e Leon e Estremadura), a sud con l'Alentejo e la regione di Lisbona e a ovest con l'Oceano Atlantico. La superficie è di 28.405 km² (31% del Portogallo continentale), la popolazione (2001) è di 2.347.035 (25% del Portogallo continentale). Comprende 12 subregioni statistiche:
- Basso Mondego (Baixo Mondego)
- Basso Vouga (Baixo Vouga)
- Beira Interna Nord (Beira Interior Norte)
- Beira Interna Sud (Beira Interior Sud)
- Cova da Beira
- Dão-Lafões
- Medio Tago (Médio Tejo)
- Ovest (Oeste)
- Pinhal Interno Nord (Pinhal Interior Norte)
- Pinhal Interno Sud (Pinhal Interior Sul)
- Pinhal Litorale (Pinhal Litoral)
- Serra da Estrela La regione Centro comprende 78 comuni (25,2% del totale nazionale). Categoria:Portogallo

Galizia

La Galizia (in Galiziano: Galiza o Galicia, in Spagnolo: Galicia, in Portoghese: Galiza) è una comunità autonoma nel nord-ovest della Spagna (pop. circa 2,8 milioni; nel 1900 la popolazione era di circa 1.980.515, secondo l' Enc. Brit.). Storicamente, la Galizia è erede della Gallaecia romana, che comprendeva parti di quelle che oggi sono la Spagna occidentale e il Portogallo settentrionale. Le lingue ufficiali della Comunità Autonoma sono il Galiziano, o galego (in Spagnolo gallego) e il Castigliano. Lo Spagnolo o Castigliano è spesso parlato come prima lingua dai giovani urbani, mentre il Galego è spesso la prima lingua tra la popolazione rurale più anziana. Entrambi i linguaggi hanno uno status ufficiale e vengono insegnati nelle scuole. Mentre non tutta la popolazione parla Galego (a La Coruña solo il 72%), molti la comprendono (a Ourense il 95%). Secondo il censimento dell'IGE del 1991, meno del 40% dei Galiziani è in grado di scrivere nel loro linguaggio. Il Portoghese deriva da un antico idioma Galiziano-Portoghese. L'influenza del Castigliano, comunque, ha reso il Gallego una specie di via di mezzo tra il Portoghese e il Castigliano. Tra le città principali troviamo Vigo, La Coruña, Pontevedra, Lugo, Ferrol, Ourense, e Santiago de Compostela, la capitale e sede dell'arcivescovado, punto di arrivo del più famoso percorso di pellegrinaggio dell'Europa medioevale. A partire dal 1833, la Galizia è stata divisa in quattro province: La Coruña, Ourense, Pontevedra, e Lugo. La Galizia confina con le Asturie e la Castiglia e Leon a est e con il Portogallo (regione Nord) a sud. A nord e a ovest è bagnata dall'Oceano Atlantico. Geograficamente, la caratteristica più importante della Galizia è la presenza di una costa frastagliata, tipo fiordi, a nord e a ovest, formata da estuari che vennero sommersi con il crescere del livello del mare, dopo l'era glaciale. Questi "fiordi" vengono chiamati rias e sono divisi in Rias Altas e Rias Baixas. Gran parte della popolazione vive vicino ai Rias Baixas, dove sorgono diversi grossi centri urbani, come Vigo, Pontevedra, e La Coruña. I rias sono importanti per la pesca, specialmente dei frutti di mare, e rendono la costa Galiziana una delle più importanti aree di pesca del mondo. Il panorama spettacolare della costa e le molte spiagge attraggono anche un gran numero di turisti. left La regione interna è meno popolata e soffre per la migrazione verso la costa e verso le principali città spagnole. Le città sono poche e distanziate (Ourense, Lugo, Verín, Monforte de Lemos, A Rua) e ci sono molti piccoli villaggi. Il terreno è composto da numerose basse catene montuose, attraversate da molti piccoli fiumi, che non sono navigabili, ma forniscono energia idroelettrica attraverso numerose dighe. Infatti, la Galizia ha così tanti fiumiciattoli, che è stata soprannominata la "terra dei mille fiumi". I più importanti tra questi sono il Miño e il Sil, che scorrono in spettacolari canyon. Le montagne della Galizia non sono molto alte, ma sono servite a isolare la popolazione rurale e a scoraggiare lo sviluppo dell'interno. Esiste una stazione sciistica a Manzaneda nella provincia di Ourense. La vetta più alta è il Trevinca (2.000 m), vicino al confine orientale con León. La Galizia è una terra di contrasti economici. Mentre la costa occidentale, con i suoi grossi centri urbani, e le industrie della pesca e della manifattura, è prosperosa e incrementa la sua popolazione; l'hinterland rurale - le provincie di Ourense e Lugo - soffre per i difetti di una popolazione che invecchia e non è specializzata, il terreno povero e piccoli e inviolabili appezzamenti terrieri chiamati minifundios. Gli abitanti della Galizia vengono chiamati galegos (in Spagnolo "gallegos"). L'emigrazione Galiziana verso il Sud America fu così grande, particolarmente verso Brasile e Argentina, che ancor oggi in Brasile, chiunque sia biondo e con la carnagione chiara viene chiamato "galego". Nelle nazioni dell'America Latina di lingua spagnola, gli spagnoli vengono talvolta chiamati gallegos, e sono soggetto di numerose barzellette. Nella Madrid del XIX secolo, gallegos divenne un sinonimo per lavoratori non specializzati, ma forti e onesti; il termine veniva però usato anche in senso spregiativo. L'eredità celtica della Galiza viene celebrata spesso, e si sostiene talvolta che l'ultima persona che parlava il Celtico Galiziano morì nel XV secolo. Infatti, il nome Galizia (Galiza) deriva dal nome di un'antica tribù celtica che risiedeva in quest'area, i Gallaeci. Come per molte altre regioni montagnose d'Europa, che non sono facilmente accessibili, la Galizia godette di diversi periodi di indipendenza culturale. La regione venne invasa per la prima volta dalle legioni romane di Decio Iunio Bruto, nel 137/136 AC. (Livio lv., lvi., Epitomi); ma la provincia venne romanizzata solo superficialmente all'epoca di Augusto. Con le invasioni del V secolo, la Galizia cadde sotto gli Suevi, nel 411, che la tennero fino a quando venne annessa ai domini Visigoti di Leovigildo nel 585. I Mori occuparono brevemente la galizia, fino a quando vennero scacciati nel 739 da Alfonso I delle Asturie. Durante il IX e X secolo i Conti di Galizia diedero una "fluttuante" obbedienza ai loro sovrani, e i Normanni razziavano occasionalmente le coste. Quando Ferdinando I divise il suo regno tra i suoi figli, nel 1063, la Galizia fu la porzione assegnata a Garcia, il più giovane dei tre. Nel 1072 venne riannessa con la forza dal fratello di Garcia, Alfonso VI di Castiglia, e da quel momento la Galiza rimase parte integrante del Regno di Castiglia e Leon. Il titolo onorario di Conte di Galizia, è stato frequentemente portato dal figlio più giovane dei sovrani spagnoli.

Collegamenti esterni


- [http://www.crtvg.es/camweb/priportadaeleccion.htm Galizia webcams] Categoria:Comunità autonome spagnole ja:ガリシア

Avila (provincia)

Ávila è una provincia della comunità autonoma di Castiglia e Leon, nella Spagna centrale. Confina con le province di Salamanca a ovest, di Valladolid a nord, di Segovia a nord-est, con la comunità autonoma di Madrid a est, con la Castiglia-La Mancia (provincia di Toledo) a sud e l'Estremadura (provincia di Cáceres) a sud-ovest. La superficie è di 8.050 km², la popolazione nel 2003 era di 166.108 abitanti. Il capoluogo è Ávila, altri centri importanti sono Arévalo e Arenas de San Pedro. Avila

León (provincia)

León è una provincia della comunità autonoma di Castiglia e Leon, nella Spagna nord-occidentale. Confina con le Asturie a nord, con la Cantabria e la provincia di Palencia a est, con le province di Valladolid e Zamora a sud e con la Galizia a ovest (province di Ourense e Lugo). La superficie è di 15.581 km², la popolazione nel 2002 era di 496.655 abitanti. Il capoluogo è León, altri centri importanti sono Ponferrada e San Andrés del Rabanedo. Categoria:Province spagnole

Salamanca (provincia)

Salamanca è una provincia della comunità autonoma di Castiglia e Leon, nella Spagna occidentale. Confina con le province di Zamora a nord, di Valladolid a nord-est, di Ávila a est, l'Estremadura (provincia di Cáceres) a sud e il Portogallo (distretti di Guarda e Bragança) a ovest.
La superficie è di 12.350 km², la popolazione nel 2003 era di 350.984 abitanti.
Il capoluogo è Salamanca, altri centri importanti sono Béjar e Ciudad Rodrigo. Categoria:Province spagnole

Soria (provincia)

Soria è una provincia della comunità autonoma di Castiglia e Leon, nella Spagna centrale. Confina con La Rioja a nord, con l'Aragona (provincia di Saragozza) a est, con la Castiglia-La Mancia (provincia di Guadalajara) a sud e con le province di Segovia a sud-ovest e di Burgos a nord-ovest.
La superficie è di 10.287 km², la popolazione nel 2002 era di 91.487 abitanti.
Il capoluogo è Soria, altri centri importanti sono Almazán e Burgo de Osma-Ciudad de Osma. Categoria:Province spagnole

Zamora (provincia)

Zamora è una provincia della comunità autonoma di Castiglia e Leon, nella Spagna occidentale. Confina con la Galizia (provincia di Ourense) a nord-ovest, con le province di León a nord, di Valladolid a est e di Salamanca a sud e con il Portogallo (distretto di Bragança) a ovest.
La superficie è di 10.561 km², la popolazione nel 2003 era di 198.524 abitanti.
Il capoluogo è Zamora, altri centri importanti sono Benavente e Toro. Categoria:Province spagnole

Valladolid

Valladolid è una città spagnola posta al centro della Comunità Autonoma di Castiglia e Leon, di cui è la capitale. Si trova a 41º 38' latitudine nord e 4º 43' longitudine ovest. è il capoluogo della provincia di Valladolid.

Storia

Il Nome

L'origine del nome della città non è del tutto chiaro, anticamente si riteneva che provenisse da Valledolit o Valle de Olit, un Moro che si riteneva comandasse la città, però questa teoria è stata abbandonata. Un'altra origine possibile potrebbe essere Vallis olivetum, ovvero Valle degli Olivi, anche se, visto il clima estremo della città non è molto probabile che ci fosse una grande quantidà di olivi nella zona. L'origine più probabile della parola sembra l'espressione celtica Vallis tolitum (Valle delle Aque), poiché il luogo si trova alla confluenzia di due fiumi, il Pisuerga e l'Esgueva, che prima di essere canalizzati si dividevano in diversi rami. Un'altra teoria, più probabile per il nome degli abitanti detti "vallisoletanos", è che il termine stia per "valle del sole" o "valle soleggiata" (nel medioevo era chiamata "Vallisoletum"), per la grande quantità di ore di sole che riceve la valle tanto in inverno quanto in estate.

Fondazione

I primi insediamenti noti nell'area di Valladolid risalgono all'antichità. Infatti esistono ritrovamenti di oggetti di popoli celtiberici e resti di un accampamento romano, Pincia. Il nucleo iniziale della città si trovava nella zona della piazza di san Miguel y el Rosarillo, nei pressi della chiesa di San Pelayo, ed era circondato da una palizzata.

Conquista musulmana

Valladolid è stata conquistata dai Mori nel X secolo.

Espansione

La crescita di importanza della città iniziò quando Alfonso VI ne concede la signoria al conte Pedro Ansúrez nel 1072. Il conte fece costruire un palazzo per se e la sua sposa, la contessa Eylo, che è andato perduto. Edificò anche la Colegiata de Santa María e la chiesa de La Antigua. Durante i secoli XII e XIII Valladolid ebbe una rapida crescita, favorita dai privilegi commerciali concessi dai re Alfonso VIII e Alfonso X Il Saggio e dalla ripopolazione dopo la Reconquista. In questi secoli la città veniva abitualmente utilizzata come residenza reale e sede delle Corti. LAlcazarejo fu trasformato in Alcázar Reale e la regina Maria de Molina si fece edificare nella città un palazzo che fu la sua residenza abituale. Il 14 ottobre del 1469 Isabella I di Castiglia e Fernando V di Aragona celebrano il loro matrimonio in segreto nel Palacio de los Vivero. Nel secolo XI, durante il ripopolamento dell'altopiano,il re di Castiglia Alfonso VI ordinó conti don Pedro Ansúrez e la moglie, donna Eylo

Secoli XVI-XVIII

Nel 1489 viene istituito definitivamente il tribunale di Chancillería e nel 1500 quello dell'Inquisizione, per giudicare atti di eresia, dando luogo alla celebrazione degli
Auto de Fe. Nel 1506 muore a Valladolid Cristoforo Colombo, il suo corpo fu sotterrato nella città ma fu traslato posteriormente. In quel periodo Valladolid era la capitale della parte spagnola dell'impero di Carlo I di Spagna e V di Germania, figlio di Giovanna la Pazza e di Filippo il Bello e noto agli italiani come Carlo V, e raggiunse grande importanza politica, giudiziaria e finanziaria. La città perse tutti i suoi privilegi, ritirati da Carlo I per rappresaglia contro i comuneros che se opposero alla sua incoronazione. Il 21 maggio 1527 nasce colui che diventerà Filippo II. Nel 1561 la città fu distrutta da un pauroso incendio. Filippo II si impegnò a ricostruire la città, facendo edificare la prima vera e propria piazza "mayor" di Spagna. La sua decisione di trasferire la corte di Valladolid a Madrid non solo provocò l'interruzione dei lavori della cattedrale, ma anche lo smantellamento di tutto l'apparato amministrativo e commerciale che dipendeva dalla presenza della corte in città, dando così inizio ad un' epoca di decadenza dalla quale la città non riuscirà a riaversi fino al XIX secolo. Allora si verificò una espansione limitata, culminata con la concessione del titolo di Città, ma che non poteva essere in alcun modo paragonata a quella avvenuta negli anni durante i quali Valladolid era capitale dell'Impero sul quale "il sole non tramonta mai". Nel 1601 Filippo III trasferì di nuovo la corte a Valladolid, ma cambiò di nuovo idea nel 1606.

Secolo XIX

Durante questo secolo la città comincia a risorgere. Fu presa nel 1808 dal Generale francese Dupont, e liberata dall'esercito comandato da Wellington nel luglio del 1812.
A partire dal 1830, con la confisca ed il riordino in provincie del territorio spagnolo si riattiva timidamente il commercio e l'amministrazione. Quando Mendizábal trasferisce gli immensi orti e giardini dei conventi e relativi immobili si sfrutta questa opportunità per aprire nuove strade e creare servizi pubblici nei nuovi edifici. L'arrivo della ferrovia a Valladolid porta un grande impulso allo sviluppo e decide le direzioni di espansione della città. Durante questo secolo la città non cresce molto ma subisce importanti modifiche nella struttura visto che si creano nuove vie, piazze e giardini, come quello di
Ponente, si risistema il Campo Grande, si incanala e devia il fiume Esgueva in modo da mettere fine alle inondazioni. Tutto questo è possibile grazie alle grandi capacità amministrative di sindaci come Miguel Íscar.

Secolo XX

La città di Valladolid ha sperimentato l'instabilità caratteristica della politica spagnola durante le prime decadi del secolo scorso. La popolazione salutò l'instaurazione della Repubblica nel 1931, regime al quale venne poi posta fine in modo sanguinoso con la Guerra Civile (1936-39), durante la quale, in un primo momento, Valladolid (dove nel 1934 la Falange si era unita al JONS) ed il resto della Vecchia Castiglia, fecero parte della "
zona nacional". Dopo le difficoltà gravissime dei primi anni del dopo guerra, a partire dai primi anni '50, Valladolid vive un decisivo cambiamento dovuto principalmente all'istallazione di industrie autonobilistiche (come la FASA - Renault) e di altri settori (Endasa, Nicas). L' assorbimento di migliaia di emigranti, arrivati in città dalle campagne della Castiglia, provoca un notevole aumento demografico e urbanistico. Quest'ultimo si sviluppa fuori da ogni controllo, nascono nuovi sobborghi ("barrios") di operai (ad es. La Rondilla) e nei vecchi quartieri ("el casco viejo") si produce una perdita irreparabile di patrimonio urbanistico: edifici antichi, compresi decine di palazzi rinascimentali, furono demoliti per far posto a blocchi di condomini, che deturpano l'armonia architettonica della città. Con l'arrivo della democrazia in Spagna, Valladolid continua la sua crescita. Nelle prime elezioni municipali democratiche (1979) viene eletto sindaco il socialista Tomás R. Bolaños, che manterrà la carica fino al 1995, anno in cui il partito conservatore P.P.E. vince le elezioni. Negli anni '80 vengono edificati nuovi quartieri residenziali che portano ad un aumento dell'estensione della città. Valladolid è cresciuta oltre i propri limiti e ingloba i comuni limitrofi. Questa trasformazione urbanistica è stata definita dal docente emerito di geografía urbana Jesús García come il passo «dalla città all' agglomerazione».

Clima

Il clima di Valladolid è mediterraneo continentale: probabilmente l'antico detto castigliano
"Nove mesi di inverno e tre di inferno" (Nueve meses de invierno y tres de infierno) lo caratterizza alla perfezione. Le temperature sono relativamente basse, con una media annuale di 12,3º; gli inverni sono freddi, con nebbia e gelate (61 giorni di gelate all'anno, in media), anche se le grandi nevicate sono poco frequenti per la particolare situazione geografica della cittá. Le estati sono in genere caldi e secchi, con temperature massime intorno ai 30º, ma con minime fresche. I record di temperature sono i 40,2º del 19 luglio 1995 ed i -11,5º del 14 febbraio 1983. Presso l'osservatorio di Villanubla le temperature registrate sono piú basse. Le precipitazioni, anche se scarse in quanto Valladolid si trova nella regione piú arida della Meseta del nord, sono ripartite in modo abbastanza regolare nel corso dell'anno; sono peró registrabili due minimi: uno coincidente con l'estate, ed un altro a marzo. Complessivamente, in media in un anno di sono 2.534 ore di sole e 71 giorni di pioggia.

Demografia

La città ha una popolazione di 321.713 abitanti (dati del 2004). Secondo il censimento si è verificato un trasferimento della popolazione da Valladolid alle aree limitrofe al comune, dove hanno avuto una forte espansione le zone residenziali. Il rincaro delle abitazioni nella capitale, la mancanza di una adeguata politica di pianificazione urbanistica e, come conseguenza di ciò, l'incremento di problemi associati al traffico, hanno portato al fenomeno di massicci trasferimenti verso zone suburbane. Le coppie giovani tendenzialmente optano per l'acquisto di una abitazione nei comuni limitrofi, il cui aumento demografico deriva dallo svuotamento della città (dai 330.700 abitanti del 1991 ai 321.713 del 2004) e dall'insediamento di famiglie provenienti, in minor misura, da altri comuni della provincia.

Patrimonio e cultura

La città possiede un patrimonio turistico importante: la Settimana Santa, con le sue statue colorate di grande valore artistico, attrae ogni anno un gran numero di visitatori da tutta la Spagna e dal resto del mondo. Valladolid è una città di musei: il Museo Nazionale della Scultura, di importanza internazionale, è in piena fase di ampliamento (processo che include la restaurazione dello storico Colegio de San Gregorio), e sono degni di nota anche i musei di recente costruzione, come quello della Scienza ed altri attualmente in progetto, tra i quali il Museo del Cinema e della Comunicazione. La città fa anche parlare di sé per le notevoli iniziative in campo culturale. Annualmente si celebra la 'Seminci', il secondo festival del cinema più importante di Spagna dopo quello di San Sebastian, e ben 4 premi Cervantes (la massima onoreficenza letteraria in lingua castigliana) sono legati a Valladolid: Miguel Delibes, Jorge Guillén, Francisco Umbral y José Jiménez Lozano (i primi due sono cittadini naturalizzati. Un altro scrittore nato a Valladolid è Gustavo Martín Garzo.

Futuro

L'interramento della ferrovia, che si spera sarà realizzato entro il 2007 con l'arrivo della linea ad alta velocità (
Tren de Alta Velocidad o TAV) che collegherà Valladolid con Madrid, porterà un cambiamento importante della struttura urbana in tutta l'area attualmente occupata dalle strutture ferroviarie. La scomparsa dei binari eliminerà finalmente una linea che divide la città, lasciando spazio disponibile per aree pubbliche e residenziali. Le aspettative che derivano dalla nuova rete ferroviaria, che includono la possibile rivitalizzazione dell'economia della città, si scontrano con una situazione demografica caratterizzata dall'invecchiamiento della popolazione e una dinamica naturale negativa, sebbene in misura minore che nel resto della Comunità Autonoma. L'aumento del numero di immigrati dalla fine del XX secolo mitiga in parte questa situazione, anche se le politiche restrittive nei confronti dei lavoratori stranieri dall'anno 2002, stanno pregiudicando gravemente gli interessi dei settori imprenditoriali, specialmente quelli dell'industria alberghiera, dell'edilizia e del lavoro domestico.

Collegamenti esterni


- [http://www.ava.es Municipio de Valladolid]
- [http://www.uva.es Università de Valladolid]
- [http://www.fmcva.org Fondazione Municipale di Cultura]
- [http://www.nortecastilla.es El Norte de Castilla (giornale)]
- [http://www.realvalladolid.es Real Valladolid C. F. scuadra di calcio]
- [http://www.auvasa.es Trasporto Pubblico (autobus)] --------------------- Esiste una città di nome Valladolid (20º 40' latitudine nord e 88º 11' longitudine ovest) in Yucatan, Messico fondata nel 1543 da Francisco de Montejo; si trova nella parte orientale dello Stayo dello Yucatan, a 160 km dalla città di Merida, che è la capitale dello Stato. Un'altra città che quando è stata fondata si chiamava Valladolid è l'attuale città di Morelia, chiamata così in onore di José María Morelos y Pavón, generalissimo dell'esercito indipendentista, che vi è nato. Categoria:Città della Spagna Categoria:Comuni della comunità di Castiglia e Leon Categoria:Comuni della provincia di Valladolid


Burgos (Spagna)

frame Burgos è un comune spagnolo di 166.187 abitanti situato nella comunità autonoma di Castiglia e Leon.

Storia

Esistono, all'interno delle mura dell'attuale castello che domina la città, prove di un insediamento umano già dal neolitico (4500 AC) e nella prima età del ferro (850 AC). Senza dubbio, la città di Burgos è stata fondata come tale da un conte castigliano, tal Diego Rodriguez "Porcelos" nel 884. Alfonso III, nel tentativo di frenare l'avanzata saracena, ordinò al conte di fondare un borgo cintato di mura sulla sponda dell'Arlanzon: l'origine della città è, pertanto, militare. Burgos, popolata per mandato reale e sottomessa direttamente all'autorità dei re di Leon fino al 930, si trasformò in capitale del contado di Castiglia quando questi ottenne l'indipendenza dal regno di Leon con l'aiuto di Fernan Gonzalez.

Monumenti e luoghi di interesse

Tra i suoi monumenti si distingue la cattedrale, massimo esponente dell'architettura gotica. Altri monumenti e luoghi degni di interesse sono:
- la certosa gotica di Miraflores.
- la chiesa gotica di san Nicola di Bari, con un'imponente pala d'altare in marmo.
- il monastero di las Huelgas Reales, pantheon dei re di Castiglia.
- le chiese gotiche di san Lesmes, santo Stefano, san Gil e altre.
- l'ospedale reale.
- le mura medievali.
- i resti del castello.
- l'arco di santa Maria.

Voci correlate


- [http://www.ubu.es/ l'università]
- [http://www.camaraburgos.com/ la Camera di Commercio e Industria]
- [http://www.conoceburgos.com/ notizie e teatri]
- [http://www.burgoscity.com/ Burgoscity: portale della città]
- [http://castellanoleoneses.tk Castellanoleneses: portale di Castilla e Leon] Categoria:Comuni della comunità di Castiglia e Leon Categoria:Città della Spagna Categoria:Comuni della provincia di Burgos

Salamanca

frame Salamanca è una città spagnola, capoluogo della provincia omonima. Si trova nella Comunità Autonoma di Castiglia e Leon. È stata dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1985. È famosa per la sua Università, che è la più antica di Spagna (fondata nel XIII secolo) ed ha raggiunto il punto di massimo splendore nel XVI secolo.

Storia

I primi insediamenti nella zona risalgono a una fortezza (Salamantica) creata da popolazioni iberiche attorno alla quale si sviluppa gradatamente un insediamento abitato. La città fu prima conquistata da Annibale nel III secolo AC e successivamente passo sotto il controllo dei Romani. All'epoca romana risale il ponte (I secolo) sul fiume Tormes tuttora esistente. Con La fine dell'Impero Romano la città passa prima sotto il controllo degli Alani, poi dei Goti ed infine dei Visigoti. Nel 712, nel periodo dell'invasione musulmana, Muza-ben-Nuseir conquista la città. Per tutto il periodo moresco la valle del Duero è una zona di confine, il che causa spopolamento, scorrerie degli eserciti di entrambe le parti e un generale sfacelo. Dopo La Reconquista vi furono due insediamenti per la ripopolazione. Il primo nel 1102, guidato da Raimondo di Borgogna; il secondo nel XIII secolo in base agli ordini del monarca Alfonso IX di Castiglia. Alfonso IX di Castiglia Categoria:Città della Spagna Categoria:Comuni della comunità di Castiglia e Leon Categoria:Comuni della provincia di Salamanca

Segovia

frame Segovia è una città spagnola, capoluogo della provincia omonima. Si trova nella Comunità Autonoma di Castiglia e Leon. È stata dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1985. 1985 1985 Categoria:Città della Spagna Categoria:Comuni della comunità di Castiglia e Leon Categoria:Comuni della provincia di Segovia ja:セゴビア

Categoria:Comunità autonome spagnole

Categoria che raggruppa gli articoli riguardanti le comunità autonome spagnole. Categoria:Spagna ja:Category:スペインの自治州

Brebis de Bersend

De Brebis de Bersend is een kaas uit de Savoie, uit de Rhône-Alpes. De kaas dankt haar naam aan het dorpje Bersend, waar de kaas vandaan komt. De Brebis de Bersend werd vroeger (tot de 19e eeuw) veel vaker gemaakt, toen er in die tijd nog veekl meer schapen gehouden werden. De schapen zijn in de tussentijd grotendeels verdreven, maar komen nu toch langzaam weer terug in beeld. De kaas wordt gemaakt van rauwe schapenmelk. De kaas wordt niet geperst en heeft na een rijping van zo’n twee maanden een natuurlijke korst. De kaasmassa is dan halfhard, voor het type kaas nog vrij soepel. Categorie:Franse kaas

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