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Cernobyl

Cernobyl

Chernobyl (Чорнобиль in lingua ucraina, Чернобыль in russo) è il nome di una città dell'Ucraina settentrionale, situata circa 100 km a Nord di Kiev, con una popolazione di circa 44000 abitanti. È stato un importante centro industriale e commerciale in particolare nel XIX secolo. Il suo nome in ucraino significa Artemisia Il nome di Chernobyl divenne famoso in tutto il mondo il 26 aprile del 1986 quando, in seguito ad un incidente, esplose il reattore numero 4 della locale centrale nucleare (vedi disastro di Chernobyl). Nei giorni seguenti una nube radioattiva contaminò buona parte dell'Europa, Italia compresa. Nelle settimane successive gran parte dell'area di Chernobyl dovette essere evacuata dalla popolazione residente. Le conseguenze sulla popolazione locale furono molto forti nelle prime fasi dell'incidente e dureranno ancora per decenni. Più di 100.000 persone furono evacuate dalla città e dalle zone adiacenti. Nonostante la radiazioni emesse durante quella catastrofe, la città, con 800 anni di vita, riuscì a sopravvivere, anche se mutilata. Allo stato attuale, vi risiedono ancora operai governativi, impegnati nella rimozione delle scorie nucleari. Circa 700 persone, per lo più anziani, hanno scelto di tornare alle loro case, incuranti del pericolo.

Voci correlate


- disastro di Chernobyl
- centrale nucleare
- fissione nucleare Categoria:Ucraina ja:チェルノブイリ

Lingua ucraina

La lingua ucraina o украї́нська мо́ва (ukrajins’ka mova) è una lingua appartenente al sottogruppo orientale delle lingue slave. È lingua ufficiale dello stato ucraino. Viene scritta in una versione particolare dell'alfabeto cirillico. Condivide la maggior parte del suo vocabolario con le altre lingue slave, e in maggior parte con il russo, il bielorusso, il polacco e lo lingua slovacca. L'ucraino trova le sue origini nell'antico stato della Rus' di Kiev. L'ucraino viene considerato una delle lingue più melodiche d'Europa che ha sofferto molte interferenze da parte dei russi. L'ucraino è sopravvissuto soprattutto grazie alla sua grande diffusione tra il popolo ucraino, alle canzoni folkloristiche, e a poeti come Taras Shevchenko e Lesja Ukrainka.

Caratteristiche della lingua

Fonetica

La lingua ucraina ha sei vocali () ed una semivocale [j]. LA combinazione di [j] con alcune delle vocali viene rappresentata da singoli grafemi ([ja] = я, [je] = є, [ji] = ї, [ju] = ю). [jo] e [jɪ] vengono scritte utilizzando due lettere ( è utilizzata solo in alcuni dialetti). La maggior parte delle consonanti esiste in tre forme: dura, debole (palatalizzata e lunga, ad esempio, [l], [lʲ], [ll] o [n], [nʲ], [nn]. Scrivendo le vocali si cambiano le vocali in precedenze o viceversa. In casi speciali, per esempio alla fine della parola, viene usato uno speciale segno debole per indicare che la consonante è debole. Un apostrofo viene usato per indicare la durezza diuna consonante, nei casi in cui la vocale da sè addolcirebbe la consonante precedente. La lettera viene ripetuta per indicare che la consonante è lunga. Gli ucraini così tendono a pronunciare un suono lungo se viene scritto due volte in altre lingue, come in inglese ed in russo. I suoni non hanno un grafema unico per esprimerli nell'alfabeto ed entrambi vengono resi con due lettere (дз e дж). Comunque sono due fonemi unici piuttosto che suoni separati . è come l'italiana g in giacca, viene pronunciata come z in zio. La divergenza nella pronuncia della lettera ucraina e la russa [g] (in cirillico г) è già stata discussa sopra. Un'altre divergenza fonetica delle due lingue è la pronuncia di [v] (in cirillico в). Mentre in Ucraina centrale ed orientale viene pronunciata come in russo, nell'Ucraina occidentale viene pronunciata come una via di mezzo tra il suono di [v] in "vittoria" e il suono di [w] inglese in "water". Кава ("caffè") si pronuncia vicino a [kawa] nell'Ucraina nell'Ucraina occidentale (specialmente nei distretti sui monti Carpazi), mentre nelle altre regioni viene pronunciato [kava]. La versione ucraina dell'alfabeto cirillico è per lo più fonetica con l'eccezione di tre suoni che non hanno dei grafemi per sè, sono complesse ma intuitive (per un nativo) le regole di indebolimento o di durezza delle consonanti a causa delle vocali che le seguono.

Morfologia

L'Ucraino possiede sette casi (відмінки):
- Nominativo (називний відмінок)
- Genitivo (родовий відмінок)
- Dativo (давалний відмінок)
- Accusativo (знахідний відмінок)
- Strumentale (орудний відмінок)
- Locativo (місцевий відмінок)
- Vocativo (клична форма) Il vocativo è una forma particolare usata per rivolgersi a qualcuno, per chiamare, e non viene considerata come un complemento della frase. I sostantivi, gli aggettivi ed i pronomi vengono flessi oltre che per i sette casi anche per tre generi, maschile, femminile e neutro, e per due numeri, singolare e plurale. A seconda del genere e della desinenza i sostantivi vengono spesso suddivisi in varie declinazioni (відміна), come in latino. L'Ucraino riconosce solo tre categorie di tempo (Passato, Presente, Futuro) del verbo, ma grande importanza riveste la categoria dell’aspetto, come nelle altre lingue slave. Ogni verbo esiste in due aspetti, l’imperfettivo ed il perfettivo. Nel significato lessicale queste coppie aspettualiI sono identiche. La forma imperfettiva del verbo esprime un'azione nel passato, nel presente, o nel futuro, che si attua in uno spazio di tempo indefinito, che riguarda la durata stessa dell'azione o che non è conclusa. La forma perfettiva del verbo presenta solamente la forma verbale del passato e del presente (che ha però un valore di futuro). Questa caratteristica del verbo permette di esprimere diverse funzioni, nonostante la scarsa quantità di informazioni temporali.

Alfabeto Cirillico Ucraino

Note:
1: cade solo prima di o
2: solo dopo consonante; non esiste una versione maiuscola; palatalizza la precedente consonante; „j“ prima di „o“, altrove „’“
3: solo tra consonanti labiali e „j“ + vocale; nella trascrizione si può anche non trovare
ja:ウクライナ語 ko:우크라이나어

Lingua russa

Il russo (русский язык ) è una lingua indoeuropea appartenente al ceppo slavo orientale. Si tratta della lingua madre della maggioranza della popolazione della Russia, e di parte della popolazione in quasi tutti i paesi ex-Sovietici. Si stima che il russo sia parlato da 160 milioni di persone come lingua madre, e da altri 120 milioni come seconda lingua. Si tratta quindi di una delle lingue più parlate nel mondo. Le lingue ad essa più affini sono la lingua ucraina e la lingua bielorussa, entrambe appartenenti al sottogruppo orientale delle lingue slave

Caratteristiche della lingua

Come appartenente al gruppo slavo orientale, il russo possiede tutte le caratteristiche fonetiche, morfologiche e sintattiche delle lingue slave, più alcune peculiarità del gruppo Orientale. Una di queste è la forzata intromissione di vocali tra due o più consonanti in modo da non far comparire il meno possibile due consonanti appaiate: golovà “testa” vs glavà “testa” in bulgaro. Il fenomeno ha però subito vari ridimensionamenti nel tempo.

Fonetica

Vocali

Il russo, come la quasi totalità delle lingue Slave, possiede uno scarno sistema di vocali (solo 6), tra cui spicca però la “ы” trascritta foneticamente come //, e ritrascritta in italiano come y poiché non esiste nella lingua italiana e generalmente è di difficile pronuncia al di fuori del mondo slavo; si può pronunciare sistemando lingua e bocca per dire una “i”, e spostando la lingua leggermente indietro lasciandola nella parte alta della cavità orale.

Consonanti

Il sistema consonantico è invece molto ricco, poiché quasi ogni consonante esiste in coppia con una compagna “palatalizzata”. La palatalizzazione è un fenomeno tipico delle lingue slave ma accade in tutte le lingue del mondo, per cui la pronuncia di una consonante può essere palatalizzata alzando la lingua verso il palato mentre la si pronuncia, ottenendo così la versione palatalizzata di quella consonante. Generalmente nei gruppi germanico e neolatino non riveste un ruolo importante, mentre nel russo è un segno distintivo: brat “fratello” vs brat’ “prendere” (in trascrizione ‘ indica la palatalizzazione della consonante precedente in fine di parola, “j” all’interno). (Quasi ogni consonante, sonora e non, possiede una controparte palatalizzata, segnata al di sotto di essa, marcata con una piccola )

Riduzione

Un fenomeno tipico che riguarda le vocali è la riduzione: quando su una vocale cade l’accento questa si pronuncia chiaramente e come l’alfabeto richiede. Se sulla vocale non cade l’accento la sua pronuncia cambia: generalmente il cambiamento è troppo leggero per distinguersi chiaramente (come nel caso della “je” che tende ad assomigliare ad una “i” ma non marcatamente), mentre invece la “o” subisce una grande riduzione e suona come una a di poco più chiusa di quella italiana. La parola свобода “libertà”, va trascritta svobòda ma va letta “svabòda”

Morfologia

La differenza maggiore del russo dalle lingue Germaniche e dalle lingue Neolatine, appare subito: il russo possiede 6 casi (падежи)(ovvero la capacità di un nome, aggettivo o pronome di modificarsi a seconda del ruolo che rivestono nella frase): La maggior parte di essi sono gli stessi casi del latino, altri invece sono tipici della lingue slave. La morfologia per i casi si limita ad aggiungere vocali che marchino i casi per il maschile, mentre femminile e neutro modificano le loro desinenze vocaliche: nom, друг (drug) “amico” – gen друга (drùga), мама (màma) “mamma” – acc маму (màmu). Generalmente è facile individuare il genere di un nome: se termina per consonante è maschile, se termina per –a o –я è femminile, se termina per –o o –е è neutro. Il genere dei sostantivi che terminano in ь è invece certamente non neutro, ma non è dato stabilire a priori - salvo qualche regola meno generale - se è maschile o femminile. Al caso Accusativo, nasce una differenza nei nomi maschili. I nomi indicanti esseri viventi animati si comportano diversamente dagli oggetti inanimati. Questo accade in quasi tutte le lingue slave. Generalmente i maschili animati prendono all’Accusativo la desinenza del Genitivo, mentre gli inanimati rimangono come al Nominativo. Gli altri generi possiedono desinenze precise a sé stanti. La presenza dei pronomi personali viene sempre richiesta nella lingua scritta, mentre nella parlata si tendono ad omettere con i verbi al presente e al futuro, che come in italiano, presentano desinze differenti a seconda della persona, mentre sono sempre richiesti al passato, dove i verbi cambiano solo a seconda del genere del soggetto: я взял (ja vzjàl) “ho preso (maschile)” - я взяла (ja vzjalà) “ho preso (femminile)”. Un’altra peculiarità del russo (e delle lingue slave in generale) riguarda il sistema verbale: Un verbo si coniuga solo in due modi, l’indicativo e l’imperativo e solo in tre tempi: passato, presente e futuro. Una forma di condizionale esiste ma non costituisce una forma verbale strettamente a sé. Il sistema verbale appare così molto scarno e semplice, ma possiede un altro sistema per differenziarsi: l’aspetto. Questa è una proprietà verbale molto precisa. Esiste l’aspetto imperfettivo e l’aspetto perfettivo: il primo qualifica un’azione non conclusa, il perdurare dell’azione, o il ripetersi dell’azione stessa, il secondo indica un’azione conclusa, terminata, non ripetuta nel tempo in cui il verbo si esprime (passato o futuro, il presente non può essere perfettivo). Il verbo russo non può prendere i due aspetti, ma può “essere” di un solo aspetto. L’altro aspetto verrà esplicitato da un altro verbo, generalmente derivato dal primo per mezzo di prefissi o cambiamenti di radice: я писал письмо (ja pisàl pis’mò) “scrivevo, stavo scrivendo una lettera” - я написал письмо (ja napisàl pis’mò) “ho scritto, scrissi una lettera”. Il sistema aspettuale supplisce perfettamente alla scarsa espressività di quello temporale, che si limita ad indicare solo se l’azione è avvenuta nel passato, nel presente o nel futuro. Declinazione singolare dei sostantivi
maschile
neutro
femminile

Declinazione plurale dei sostantivi
maschile
neutro
femminile

Sintassi

Un’altra particolarità del russo è che l’ordine dei suoi costituenti è completamente libero. Nonostante la forma a cui si attiene nella maggior parte delle frasi sia quella Soggetto-Verbo-Oggetto, spesso possono capitare frasi dove l’ordine è modificato a seconda dell'enfasi che si vuol dare alle diverse parti della frase: эту девушку увидел Антон (etu djevušku uvidjel Anton) si traduce “Anton ha visto questa ragazza”. Ciò avviene perché la presenza dei casi rende quasi totalmente inutile l’ordine delle parole per stabilire la funzione della parole nella frase. Nonostante ciò il russo viene considerato una lingua SVO.

Storia della lingua

Il russo deriva dal proto-Slavo, lingua originaria dei popoli slavi. La fase primaria e media della lingua russa risente dell’influsso dell’Antico Slavo Ecclesiastico, lingua di koiné creata dai Santi Cirillo e Metodio per evangelizzare i popoli slavi. Questa lingua chiamata, anche proto-Bulgaro, apparteneva al sottogruppo delle lingue Slave Meridionali, ciononostante influenzò molto la lingua russa che ne assorbì il sistema di scrittura, l’alfabeto glagolitico da cui deriverà il moderno alfabeto cirillico. Il russo rimase come lingua orale fino al XVII secolo quando Pietro il Grande adottò una nuova politica linguistica che portò alla nascita del Russo moderno, che prese finalmente la dignità di lingua scritta. Chiunque però volesse scrivere temi letterari, filosofici, scientifici, ecc.. chiunque volesse scrivere a livello medio e alto, doveva ancora però usare l’Antico Slavo Ecclesiastico. Solo nei secoli successivi il russo allargò il suo dominio sulla lingua della Chiesa Ortodossa. L’ultimo grande “svecchiamento” del russo moderno che lo avvicina a quello contemporaneo avviene dopo la Rivoluzione d’Ottobre. L’ortografia venne riformata e semplificata: dapprima le lettere che terminavano in consonante non palatalizzata dovevano posporre un segno preciso che lo indicasse, il твёрдый знак (tvjordyj znak) “ъ”, che perse questa funzione e rimane oggi solo all’interno di pochissime parole; inoltre l’alfabeto cirillico dapprima usato possedeva per esprimere il fonema “i” la stessa lettera dell’alfabeto latino che fu rimpiazzata da una lettera più moderna e più “russa”: “и”. La vittoria dell’Unione Sovietica nella Seconda Guerra Mondiale, nonché del suo ruolo primario nella Guerra Fredda, fecero del russo una lingua ad alto livello internazionale. Per via della grande influenza politica che aveva l'Unione Sovietica, il russo è una delle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, e fino a poco tempo fa era ampiamente studiato e conosciuto in tutti i paesi dell'Europa Orientale. Le lingue dei paesi dell’Europa Orientale sottoposti al regime sovietico e sotto il Patto di Varsavia hanno subito dal dopoguerra in poi una forzata russificazione, con l’introduzione quasi forzata di termini dalla lingua russa, in forza anche del comune ceppo linguistico, specialmente per le lingue slave. Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, tutte le lingue orientali si sono sottoposte ad un processo di accelerata derussificazione, che li portasse ad una completa autonomia dalla lingua di Mosca. Il russo ha pagato per questa politica linguistica apparendo sempre di più come una “lingua di regime”, che lo ha screditato agli occhi dei popoli dell’Europa Orientale a favore della lingua inglese e della lingua tedesca. Rimane la lingua principale della tecnica e delle arti in tutta l'ex Unione Sovietica.

Alfabeto Cirillico Russo

Questo è l’alfabeto oggi in uso nella Federazione Russa (in altri paesi che ricorrono all’alfabeto cirillico per scrivere la propria lingua, questo appare leggermente modificato)

Padre nostro

Esistono due versioni del Padre nostro, una prettamente ortodossa in slavo ecclesiastico, ed una corrispondente al Padre nostro cattolico.

Padre nostro ortodosso

Oтче наш
иже еси на небесех
да святится имя Твоё
да приидёт царствие Твоё
да будет воля Твоя
яко на небеси и на земли
хлеб наш насущный даждь нам днесь
и остави нам долги наша
якоже и мы оставляем должником нашим
и не введи нас во искушение
но избави нас от лукавого
Аминь
Trascrizione fonetica: Otče naš
iže jesi na njebjesjekh
da svjatitsja imja tvojo
da priidjot tsarstvije tvojo
da budjet volja tvoja
jako na njebjesi i na zjemli
khljeb naš nasuščnyj dažd‘ nam dnjes‘
i ostavi nam dolgi nàša
jakože i my ostavljajem dolžnikòm našim
i nje vvjedì nas vo iskušenije
no izbavi nas ot lukavogo
Amin'

Padre nostro cattolico

Отче наш, сущий на небесах
да святится имя Твоё
да приидёт царствие Твоё
да будет воля Твоя
и на земле как на небе
хлеб нас насущный дай нам на сей день
и прости нам долги наши
как и мы прощаем должникам нашим
и не введи нас в искушение
но избавь нас от лукавого
ибо Твоё царство и сила и слава во веки
Аминь
Trascrizione latina: Otče naš, sušij na njebjesakh
da svjatitsja imja tvojo
da priidjot tsarstvije tvojo
da budjet volja tvoja
i na zjemlje kak na njebje
khljeb naš nasuščnyj daj nam na sjej djen‘
i prosti nam dolgi naši
kak i my prošajem dolžnikam našim
i nje vvjedì nas vo iskušenije
no izbav' nas ot lukavogo
ibo tvojo tsarstvo i sila i slava vo vjeki
amin' Categoria:Russia Categoria:Lingue slave ja:ロシア語 ko:러시아어 ms:Bahasa Russia simple:Russian language th:ภาษารัสเซีย

Ucraina

L'Ucraina è un paese dell'Europa dell'Est. Ha uno sbocco sul Mar Nero a Sud e confina con la Russia ad Est, la Bielorussia a Nord e con Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Moldavia ad Ovest.

Storia

Il primo popolo ad insediarsi sul territorio dell'attuale Ucraina furono gli sciti dal dal VII al IV secolo AC a cui seguirono invasioni di altri popoli (tra cui ostrogoti, unni e i kazari turco-iraniani) La prima unificazione del territorio risale all'invasione di un popolo scandinavo, i Rus che conquistarono la città di Kiev nel 882 e ne fecero il centro di un regno chiamato Rus' di Kiev la cui estensione andava dalle rive del Volga al Danubio fino al Mar Baltico.
Nel 988 il sovrano del regno di Rus' di Kiev si convertì al cattolicesimo di Costantinopoli, iniziò un periodo di forte influenza bizantina sulla cultura del regno. Intorno alla fine del XV secolo vi fu un'imponente ondata immigratoria da parte di esuli e rifugiati ortodossi, genericamente definiti kazaks, cosacchi (parola che in turco significava fuorilegge) che diedero vita ad uno stato relativamente autonomo pur essendo prima sotto la dominazione polacca e in seguito sotto quella russa, lo stato venne poi smembrato e diviso fra questi due paesi. Da questa divisione nacque, intorno al 1840 un forte movimento nazionalista ucraino che spinse i russi a vietare l'uso della lingua.
In seguito alla caduta dello zar, dopo la prima guerra mondiale, l'Ucraina perse l'occasione per ottenere l'autonomia, nessuna delle fazioni in campo fu in grado di ottenere sufficiente sostegno popolare.
Vi fu un lungo periodo di guerra civile e di anarchia con continui cambi di fazioni al potere. Ponendo termine ad un periodo di aspre lotte la Polonia infine si appropriò di alcune zone dell'Ucraina occidentale, i sovietici ottennero il resto del paese e nel 1922 l'Ucraina entrò ufficialmente a far parte dell'URSS. Stalin utilizzò in Ucraina una politica tesa a dimostrare i pericoli del nazionalismo e quindi a confermare la sua ideologia. A partire dal 1929 operò una sistematica nazionalizzazione delle piccole imprese agrarie che in Ucraina erano numerosissime (la cosiddetta dekulakizzazione, dal termine Kulaki, piccolo proprietario terriero) e una politica di collettivizzazione dei terreni. Sedò con numerose deportazioni la ribellione degli agricoltori e nel 1932 procedette ad un sistematico ammasso delle derrate e dei raccolti il cui risultato fu una carestia che costò al paese circa 7 milioni di morti (il cosiddetto cholodomor ucraino). Ulteriori perdite avvennero in seguito a deportazioni ed esecuzioni. Vennero distrutte oltre 250 chiese e cattedrali. La seconda guerra mondiale fu causa di altre devastazioni e di morte (oltre 6 milioni di persone vi persero la vita). A partire dal 1990 si diffuse nel paese un movimento nazionalista, il Movimento del Popolo Ucraino per la Ricostruzione e nel luglio del 1990 il parlamento proclamò la repubblica. Nel 1991 il partito comunista ucraino venne dichiarato fuorilegge e la popolazione votò all'unanimità per l'indipendenza.
Il primo presidente fu Leonid Kravčuk. I rapporti con la Russia furono inizialmente molto tesi, restavano da risolvere la questione degli armamenti nucleari sul territorio ucraino e il controllo della flotta del Mar Nero ancorata a Sebastopoli. L'economia del paese conobbe un periodo di crisi dovuto alla mancanza di riserve energetiche, si ebbero tassi elevatissimi di inflazione e le tensioni interne aumentarono. Kravčuk fu sconfitto nel 1994 da Leonid Kučma, riformatore filo-russo rieletto poi nel 1999. Alla fine degli anni '90 i rapporti fra Ucraina e NATO furono causa di nuove tensioni con la Russia.
Nel 2000 viene formato un governo riformista con a capo Viktor Juščenko. Nell'aprile 2001 la maggioranza parlamentare si discioglie e il primo ministro Viktor Yushchenko, viene destituito, inizia un periodo di instabilità. Dopo il breve mandato di Anatoliy Kinakh, dal 21 novembre 2002 fu nominato primo ministro Viktor Fëdorovič Janukovič. I risultati delle elezioni presidenziali dell'ottobre/novembre 2004, dopo proteste popolari per sospetti di brogli a favore del primo ministro Yanukovych (sostenuto dal presidente uscente Kučma) e la cosiddetta "Rivoluzione arancione" da parte dei sostenitori di Yushchenko sono stati sospesi dalla Corte Suprema.
Le elezioni si sono ripetute il 26 dicembre 2004 e il nuovo presidente è Viktor Juščenko che è entrato in carica il 23 gennaio.

Regioni

Articolo principale: Regioni dell'Ucraina L'Ucraina è divisa in 24 province (oblasti, singolare - oblast), una repubblica autonoma (avtonomna respublika) nella Crimea e due comuni (mista, singolare - misto) con statuti speciali, Kiev e Sebastopoli.

Geografia

Le città più importanti sono : Kiev (Kyiv; 2,6 milioni di abitanti), Charkiv (1,5 milioni), Dnipropetrovsk (1,2 milioni), Odessa (1,2 milioni), Doneck (1,1 milioni), Leopoli (0,8 milioni). Il paesaggio ucraino consiste prevalentemente di fertili pianure o steppe attraversate da diversi fiumi, tra cui il Dnepr, il Donec ed il Dniester, che vanno a gettarsi nel Mar Nero e nel più piccolo Mar d'Azov. Nella parte sudoccidentale il delta del Danubio costituisce il confine con la Romania. Le poche catene montuose presenti sono ad ovest le propaggini dei Carpazi (la cui cima più alta è l'Hora Hoverla con 2061 m) e nella penisola di Crimea. Il clima è temperato continentale.

Economia

Un paese grande con 47 milioni di abitanti e con un vasto mercato interno. Non è stato sempre così. Per valutare giustamente il percorso che l’Ucraina ha compiuto dall’indipendenza basti confrontare la situazione economica di 10 anni fa con quella attuale. Nel 1994, il livello di iperinflazione in Ucraina superava il 10.650 %. Il denaro non valeva la carta sulla quale veniva stampato. Solo nel 1993 i redditi della popolazione sono diminuiti del 44 %. D’allora abbiamo scelto la strategia delle riforme economiche radicali. All'inizio sono state prese misure urgenti per stabilizzare il sistema finanziario. È seguita quindi una vasta privatizzazione. L’Ucraina vanta una radicale riforma agraria che ha restituito la terra a coloro che la lavorano, sono stati sciolti dei kolchoz e sono state create cooperative sulla base della proprietà privata. Al tempo stesso, lo Stato ha continuato a sostenere lo sviluppo dei settori strategici di alta tecnologia, come l’ingegneria aeronautica, l’industria spaziale, la costruzione di macchine utensili. I primi risultati sono apparsi già negli anni 1996-97. Tuttavia la crisi finanziaria globale del 1998 ha notevolmente deprezzato questi progressi e la crescita economica è ripresa solo nel 2000. I risultati parlano chiaro. Negli ultimi quattro anni il prodotto interno lordo è cresciuto di un terzo, la produzione industriale – del 60 %. Solo nei primi sette mesi del 2004 l'incremento del Pil ha raggiunto il 13,5%. Nei primi sette mesi del 2004 il volume dei crediti bancari è poi aumentato del 19,2 %, mentre l’inflazione si è attestata al 4,4%. Una crescita record è stata raggiunta nell’industria metalmeccanica, nella poligrafia, nella costruzione di automobili, nella siderurgia: ritmi di crescita non raggiunti con i proventi dal settore petrolifero (l’Ucraina non ha peraltro risorse sufficienti), ma grazie allo sviluppo dell’industria di trasformazione. La crescita economica ha determinato un impatto positivo sulla situazione nel settore sociale. Siamo consapevoli che il tenore di vita degli ucraini è ancora lontano dagli standard europei, ma i redditi e i salari crescono a ritmi sostenuti. Nel primo semestre del 2004 il reddito pro capite della popolazione è cresciuto del 15,5%, triplicandosi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il progresso dell’Ucraina nel settore della stabilizzazione macroeconomica e finanziaria è stato valutato positivamente dalla comunità internazionale. L’anno scorso il rating creditizio è stato migliorato due volte. L’economia ucraina è una delle più aperte fra i paesi post-sovietici. Negli ultimi quattro anni le esportazioni quasi sono raddoppiate. Secondo le stime dell' “Economist Intelligence Unit”, entro il 2008 il Pil dell’Ucraina dovrebbe più che raddoppiare. Non a caso alcuni osservatori hanno iniziato ad annoverare il Paese tra le nuove “tigri” dell’Europa orientale, e molti giudicano favorevole il clima per gli investimenti. Tuttavia non ci fermiamo ai risultati ottenuti. In Ucraina esiste già l’economia di mercato, funzionano i suoi meccanismi. Ma abbiamo il compito di riformarla strutturalmente, il che significa uno sviluppo accelerato dell’industria meccanica, innanzitutto dei settori spaziale e aeronautico. L’Ucraina risolverà questi compiti impegnativi in stretta collaborazione con i suoi partner europei, con l’Italia in primis. Per l’Ucraina l’Italia è un partner strategico. Da alcuni anni è il secondo partner commerciale dell’Ucraina e il primo importatore nell’Europa Occidentale. Ciononostante sono convinto che le enormi opportunità del mercato ucraino non siano appieno utilizzate dalle due parti. Le aziende ucraine ed italiane potrebbero realizzare congiuntamente progetti tecnologici, agire insieme sui mercati europeo ed internazionale. Desta particolare preoccupazione il fatto che il livello della collaborazione economica tra i nostri due paesi resti indietro rispetto allo sviluppo dei contatti politici. Tra i miei compiti principali vedo lo sviluppo e l’approfondimento di una collaborazione economica al livello delle nostre vere potenzialità. Un altro compito importante è l’attenzione verso la problematica dei numerosi migranti ucraini in Italia. Credo che sia il tempo di concludere un appropriato accordo tra Ucraina e Italia sul lavoro e sulla protezione sociale dei cittadini ucraini, nonché su un reciproco riconoscimento dei diplomi di laurea.

Popolazione


- Ucraini : 77 %
- Russi : 17 %
- Bielorussi : 1 %
- Altri : 5 %

Cultura

L'ucraino è la lingua ufficiale ma 13 altre lingue minoritarie sono riconosciute (tra cui il russo, dominante all'Est del paese e in Crimea)

Religione

In Ucraina esistono diverse Chiese cristiane:
- Chiesa cattolica ucraina
- Chiesa greco-cattolica ucraina (comprende anche eparchie al di fuori dell'Ucraina) als:Ukraine fiu-vro:Ukraina ja:ウクライナ ko:우크라이나 ms:Ukraine simple:Ukraine th:ประเทศยูเครน zh-min-nan:Ukrayina

Kiev

Per l'omonima regione vedi Kiev (regione) ---- Kiev (regione) Kiev, ufficialmente Kyiv (in ucraino: Київ) è la capitale e la più grande città dell'Ucraina. Conta ufficialmente 2,6 milioni di abitanti, anche se il grande numero di immigrati interni non registrati può probabilmente portare la cifra a circa 4 milioni. La città dispone di tre linee della metropolitana (lunghezza totale 54,8 km). Chi visita Kiev in maggio può assistere al [http://www.uazone.net/Kiev.html festival della primavera]. La 'città vecchia' è costruita sulle colline che sovrastano il fiume Dnepr (o Dnipro). Nei fine settimana, le strade di Kreshchatyk (il centro della città) vengono chiuse al traffico automobilistico, e riservate ai pedoni.

Storia

Kiev venne probabilmente fondata nel V secolo, e funzionò come snodo commerciale tra Costantinopoli e la Scandinavia. Lo storico gotico Giordano registrò la città commerciale di
Danapirstadir. Quando la regione finì sotto l'influenza slava, la città divenne nota come Kyiv (la leggenda parla di una figura fondatrice di nome Kyi). Dall'882 al 1169 Kiev fu la capitale del principale stato Variago/Slavo orientale, noto come Rus' di Kiev. Devastata dall'invasione dei Mongoli nel 1240, passò successivamente sotto il governo dello stato di Halych-Volynia (prima del 1264) e quindi a Lituania (1362), Polonia (1569), uno stato Cosacco Ucraino di breve durata (1648), e alla Russia (1654-1667). Il 19 settembre 1941, durante la seconda guerra mondiale, nell'ambito dell'Operazione Barbarossa, la Germania Nazista occupò Kiev, distruggendo una grossa divisione dell'Armata Rossa che controllava la zona e prendendo più di 650.000 prigionieri. il 29 e il 30 settembre a Babi Yar, nei pressi di Kiev, un Einsatzgruppen delle SS eseguì l'omicidio di massa di 33.771 Ebrei. La città rimase in mano tedesca fino a quando venne ripresa dall'Armata Rossa sovietica il 6 novembre 1943. Per il suo eroismo durante la guerra, la città venne in seguito premiata con il titolo di Città eroina. Dopo 57 anni passati come capitale della RSS Ucraina dell'Unione Sovietica, Kiev nel 1991 divenne la capitale dell'Ucraina indipendente. La chiesa di Hagia Sophia a Kiev, iniziata nel 1037, venne disegnata per emulare lo splendore delle chiese bizantine, riflettendo la percezione della cristianità dell'Impero Bizantino. Anche se è dedicato alla "Santa Sapienza", come la grande Cattedrale di Hagia Sophia a Costantinopoli, l'edificio ha una forma nettamente differente - invece che una singola cupola semisferica che si innalza dal corpo dell'edificio, l'Hagia Sophia di Kiev ha 13 cupole a cipolla montate su tamburi. La cupola centrale è più grande delle altre (e nel più recente rinnovo, dorata), ma non di molto.

Disputa sul nome

La città in italiano e in altre lingue è stata chiamata
Kiev almeno a partire dal XIX secolo. Nel 1995, il governo ucraino fece una dichiarazione sul nome della città, favorendo l'uso di Kyiv rispetto a Kiev, sostenendo tra l'altro: #Per riconoscere che la traslitterazione in alfabeto latino di Kiev non ricrea le caratteristiche fonetiche e scritturali del nome geografico in lingua ucraina. #Per confermare la traslitterazione in Kyiv, come corrispondenza standard in caratteri latini del nome geografico in lingua ucraina di Київ. #Sulla base del punto 7 delle disposizioni della Commissione Ucraina per la Terminologia Legale, si determina come obbligatoria la traslitterazione standard in caratteri latini di Kyiv, per l'uso in atti legislativi ed ufficiali. Questo atto ha giurisdizione legale solo sulla traslitterazione del nome della città utilizzata dal governo ucraino. Comunque, molte altre persone o enti hanno adottato il termine Kyiv nelle loro pubblicazioni. Ciononostante, Kiev rimane la traslitterazione più diffusa, anche perché molti non accettano che l'autorità del governo ucraino imponga come si deve scrivere il nome della città, in base al fatto che è normale per molte città avere un nome diverso nelle varie lingue. Alcuni ritengono che scrivere Kiev sia offensivo, perché credono che rifletta la traslitterazione adottata dagli ex padroni coloniali dell'Ucraina, i russi.

Collegamenti esterni


- [http://wek.kiev.ua/ Sito ufficiale della città (in Ucraino)]
- [http://www.uazone.net/Kiev_Kyiv.html Risoluzione n.5 della Commissione Ucraina per la Terminologia Legale]
- [http://www.sensus.ws/eco.htm Inquinamento ambientale a Kiev]
- [http://www.kyivpost.com Kyiv Post, quotidiano in inglese]
- [http://guide.kyiv.ru, Guida di Kiev] Categoria:Capitali di stato categoria:Ucraina ja:キエフ ko:키예프


XIX secolo

I millennio | II millennio | III millennio

XVI secolo | XVII secolo | XVIII secolo | XIX secolo | XX secolo | XXI secolo | XXII secolo
Anni 1800 | Anni 1810 | Anni 1820 | Anni 1830 | Anni 1840
Anni 1850 | Anni 1860 | Anni 1870 | Anni 1880 | Anni 1890
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Avvenimenti


- Secolo della colonizzazione europea in Asia e in Africa.
- In Europa, dopo le guerre imperiali e la ristrutturazione delle frontiere delle nazioni europee, secolo della seconda rivoluzione industriale.
- Risorgimento d'Italia
- Restaurazione Meiji in Giappone.
- Great famine in Irlanda.

Personaggi significativi


- Napoleone Bonaparte (Ajaccio, 1769 - Sant'Elena, 1821), imperatore di Francia.
- Charles Darwin (1809 - 1882), naturalista inglese, autore dell' Origine delle specie, introduce il concetto di selezione naturale.
- Victor Hugo (Besançon, 1802 - Parigi, 1885), scrittore francese.
- Claude Monet, pittore francese.
- Otto von Bismarck, politico tedesco
- Giuseppe Garibaldi, rivoluzionario e militare italiano
- Klemens von Metternich, statista austriaco
- Franz Liszt, compositore ungherese

Invenzioni, scoperte, innovazioni


- La locomotiva a vapore, costruita nel 1821 da Stephenson
- La lampadina e il fonografo, entrambe invenzioni di Edison
- Il grammofono
- Il cinema, inventato dai fratelli Lumiere
- La dinamite inventata da Alfred Nobel
- Il motore elettrico
- Il motore a scoppio Categoria:XIX secolo als:19. Jahrhundert ja:19世紀 ko:19세기 simple:19th century th:คริสต์ศตวรรษที่ 19 zh-min-nan:19 sè-kí

1986

Eventi


- 1 gennaio - Unione Europea: La Spagna e il Portogallo diventano stati membri della CEE (che passano da 10 a 12).
- 28 gennaio - Lo Space Shuttle Challenger esplode nella fase di decollo, tutti e sette gli astronauti muoiono nell'incidente.
- 25 febbraio - Italia: Alla 36° edizione del Festival di Sanremo vince Eros Ramazzotti con Adesso tu, seguito da Renzo Arbore con Il clarinetto, terza Marcella con Senza un briciolo di testa.
- 16 marzo - Dopo un referendum, la Svizzera rifiuta l'ingresso nelle Nazioni Unite. Entrerà solo nel 2002.
- 28 febbraio - Bruxelles: I 12 stati della CEE firmano l'Atto Unico Europeo
- 26 aprile - Cernobyl (Unione Sovietica): esplode la centrale nucleare. Nei giorni seguenti una nube radioattiva contaminerà buona parte dell'Europa, Italia compresa. Le conseguenze sulla popolazione locale dureranno per decenni.
- 1 dicembre - Inaugurazione del Musée d'Orsay di Parigi.

Nati


- 20 marzo - Rok Benkovič, saltatore con gli sci sloveno
- 23 marzo - Andrea Dovizioso, motociclista italiano
- 1 maggio - Marinella Falca, ginnasta italiana
- 3 giugno - Rafael Nadal, tennista spagnolo
- 25 giugno - Nadia Fanchini, sciatrice italiana
- 6 settembre - Thomas Lüthi, motociclista svizzero
- 30 ottobre - Thomas Morgenstern, saltatore con gli sci austriaco

Morti


- 24 gennaio - LaFayette Ronald Hubbard, fondatore di Scientology
- 11 febbraio - Frank Herbert, scrittore statunitense di fantascienza
- 22 aprile - Mircea Eliade, storico delle religioni rumeno (n. 1907)
- 7 maggio - Herma Szabo, pattinatrice austriaca
- 15 maggio - Elio De Angelis, pilota di Formula 1 italiano
- 26 maggio - Gunnar Björnstrand, attore svedese
- 14 giugno - Jorge Luis Borges, scrittore argentino
- 8 novembre - Vyacheslav Mikhailovich Molotov, rivoluzionario, politico e diplomatico sovietico
- 14 novembre - Fumiko Enchi, scrittrice giapponese
- 29 novembre - Cary Grant, attore americano
- 28 dicembre - Andrej Tarkovskij, regista e sceneggiatore russo
- 27 settembre- Cliff Burton, bassista MetallicA

Premi Nobel


- per la Pace: Elie Wiesel
- per la Letteratura: Wole Soyinka
- per la Medicina: Stanley Cohen, Rita Levi-Montalcini
- per la Fisica: Gerd Binnig, Heinrich Rohrer, Ernst Ruska
- per la Chimica: Dudley R. Herschbach, Yuan T. Lee, John C. Polanyi
- per l'Economia: James MacGill Buchanan 086 als:1986 ja:1986年 ko:1986년 simple:1986

Centrale nucleare

Le centrali nucleari sono simili in molti aspetti alle centrali termoelettriche; la differenza sostanziale sta nel tipo di combustibile e di processo tecnologico che viene utilizzato per fornire calore e formare il vapore da inviare alle turbine. Il calore viene generato da una reazione nucleare (fissione) controllata che avviene in appositi reattori e che è in grado di produrre una enorme quantità di energia; questo calore viene poi trasferito ai generatori di vapore tramite dei grandi scambiatori di calore. A seconda dei dettagli del sistema di trasporto del calore generato dal reattore, le centrali nucleari si suddividono in molti tipi diversi (PWR, BWR, HWR ecc.). L'impiego di materiali radioattivi rende necessaria una attenzione particolare in tutti i processi correlati al funzionamento di una centrale nucleare, dalla fornitura, lavorazione, stoccaggio, smaltimento dei residui radioattivi; durante l'esercizio, la centrale rilascia nell'ambiente una quantità di radiazioni del tutto trascurabile: circa 7 microsievert/anno, a fronte di una radioattività naturale (per la maggior parte di origine cosmica e solare) che varia dai 700 ai 1000 microsievert/anno a seconda dell'altitudine e della geologia del territorio considerato.
Le centrali nucleari seguono standard di sicurezza di livello molto elevato e normalmente condensano al loro interno un bagaglio tecnologico molto avanzato per la gestione di tutti i processi. Una normale centrale nucleare genera potenze dell'ordine di 1000 MW (un GW).

Vantaggi

Le centrali nucleari producono una quantità di energia molto elevata e possono raggiungere potenze dell'ordine del GW al pari delle grandi centrali termoelettriche e di fatto rappresentano oggi l'unica reale alternativa ad esse in termini di quantità di energia prodotta. I costi di costruzione di una centrale nucleare sono molto elevati, ma una volta costruita produce energia a costi molto competitivi, dato il basso costo dell'uranio che presenta una variabilità significativa nel lungo periodo. Inoltre non sono legate alle logiche economiche e speculative che avvolgono il comparto petrolifero. Le centrali nucleari, a differenza delle termoelettriche, non hanno emissione di fumi perché non sfruttano un principio di combustione e non provocano quindi nessun inquinamento atmosferico. La fissione sfrutta 15 barre d'uranio immerse in una vasca di acqua pesante(con isotopi dell'idrogeno che ne controllano la stabilità).

Svantaggi

idrogeno idrogeno Gli svantaggi maggiori di una centrale nucleare sono il combustibile nucleare residuo, le famose scorie radioattive; una volta esaurito l'elemento fissile del combustibile, restano i suoi sottoprodotti, che non sono fissili ma radioattivi. Questi sottoprodotti sono una gamma di isotopi con tempo di dimezzamento molto vario, ma che può arrivare ad alcune migliaia di anni. Quindi è necessario prevedere sia delle aree di stoccaggio in cui gli isotopi più radioattivi abbiano il tempo di decadere, sia dei siti di immagazzinamento definitivo in cui riporre il restante materiale radioattivo a lunga vita (almeno per alcuni secoli). scorie radioattive Oltretutto, le strutture in muratura della centrale accumulano, negli anni, isotopi trasmutati a causa di occasionali neutroni vaganti che sfuggono agli schermi antiradiazioni: nel giro di alcuni decenni, gli stessi muri in cemento armato della struttura centrale iniziano a diventare debolmente radioattivi, imponendo un limite alla vita produttiva della centrale stessa; oltre questo tempo limite la centrale deve essere chiusa e smantellata, e i laterizi utilizzati nella costruzione smaltiti come scorie a bassa pericolosità. Un altro problema che accomuna questo tipo di centrali con quelle termoelettriche è l'elevata quantità di acqua necessaria per il raffreddamento, acqua che dopo il processo viene rilasciata a temperature più elevate rispetto a quella dell'ambiente creando uno sbilanciamento termico con impatti ambientali rilevanti soprattutto sulla fauna e flora dei fiumi. In quanto allo spettro di possibili incidenti, le centrali nucleari sono di fatto tra gli impianti più sicuri in uso odiernamente e storicamente si sono verificati pochi casi rilevanti e sempre in situazioni discutibili. Prendendo in esame il problema dal punto di vista puramente tecnico, una moderna centrale nucleare integra sistemi di protezione (ad esempio di caduta del nocciolo) e di verifica tali da mitigare ogni possibile problema.

Centrali a fusione

scorie radioattive In questa sede accenniamo anche all'altro tipo di centrale nucleare, ovvero la centrale a fusione nucleare, che si basa su un principio differente ovvero quello della fusione di due atomi leggeri, generalmente trizio e deuterio ottenendo dal processo una enorme quantità di energia. È lo stesso processo utilizzato dal Sole e nelle bombe termonucleari. Questo tipo di centrali è da anni allo studio di diversi gruppi di scienziati e tecnici, ma sembra non aver ancora dato risultati apprezzabili, in quanto pur essendo riusciti ad avviare la reazione di fusione a oggi non si è in grado di mantenerla stabile per tempi significativi. Attualmente si attende la realizzazione del progetto ITER la prima centrale elettrica a fusione nucleare che dovrebbe essere in grado di produrre più energia elettrica di quanta ne consumi.

Vantaggi

Le centrali a fusione nucleare produrrebbero, come unico tipo di scoria, elio 4 che è un gas inerte e assolutamente non radioattivo, inoltre non userebbero sistemi a combustione e quindi non inquinerebbero l'atmosfera (di fatto non avrebbero emissioni di pericolosità rilevante). Inoltre dovrebbero essere in grado di ottenere grandi quantità di energia, anche superiori rispetto alle centrali a fissione odierne.

Svantaggi

La fusione richiede temperature di lavoro elevatissime, tanto elevate da non poter essere contenuta in nessun materiale esistente. Il plasma di fusione viene quindi trattenuto grazie all'ausilio di elevatissimi campi magnetici, e le alte temperature vengono raggiunte con l'utilizzo di potenti laser. Il tutto rende il processo difficile, tecnologicamente dispendioso e complesso. Altro problema è il materiale di ingresso in quanto trizio e deuterio non sono materiali facilmente reperibili in natura. Inoltre rimane per queste, come per le centrali nucleari tradizionali, il problema della limitata vita operativa a causa della radioattività indotta nelle strutture.

Voci correlate


- centrale elettrica
- ITER Categoria:Tecnologia e scienze applicate categoria:Ingegneria Centrale nucleare ja:原子炉

Italia

L'Italia è una repubblica dell'Europa meridionale, che si distende a sud delle Alpi, lungo una penisola tradizionalmente chiamata stivale per la sua forma, e con due isole principali: Sicilia (che costituisce un'estensione peninsulare con la Calabria) e Sardegna. La capitale della Repubblica italiana è Roma, che divenne tale nel 1870, durante il Regno d'Italia; le precedenti capitali furono Torino (dal 1861 al 1865), e Firenze (dal 1865 al 1870). L'Italia conta circa 58 milioni di abitanti (stime ISTAT del 2005), con due milioni in più di donne, per una densità di quasi 196 abitanti per km2. L'Italia è amministrativamente suddivisa in 20 regioni (di cui 5 a statuto speciale) e 110 province (una senza ente associato), alcune delle quali in fase di creazione.

Storia

La storia dell'Italia ha pesantemente influenzato la cultura e lo sviluppo sociale in Europa e nel resto del mondo. In Italia sono stati trovati importanti resti archeologici di attività umane risalenti alla preistoria. Molte civiltà sono nate in Italia: in particolare è importante lo sviluppo che si è avuto nelle zone del Lazio, della Toscana, della Basilicata e delle zone definite Magna Grecia. La civiltà più importante che è nata e si è sviluppata in Italia è ovviamente la civiltà Romana che con il suo Impero ha conquistato gran parte dell'Europa e del nord Africa e tutte le regioni che si affacciavano sul Mare Mediterraneo. Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, in Italia si assistette a un lungo interregno dove moltissime forze locali si combatterono per centinaia d'anni per cercare di ottenere la supremazia. Durante questo periodo si formarono le signorie e i vari stati che costellavano il suolo italiano. Sotto le signorie ebbe inizio il Rinascimento, un periodo storico costellato da relativa pace tra i vari stati e da un'esplosione delle arti che permisero ad artisti come Michelangelo, Raffaello, Tiziano, Palladio, ecc. di realizzare dei capolavori per abbellire le corti dei principi. L'Italia moderna nacque come stato quando il 17 marzo 1861 la maggior parte degli stati della penisola e le due isole principali vennero unite sotto il re Vittorio Emanuele II della dinastia dei Savoia. Architetto dell'unificazione dell'Italia è il primo ministro del Re, Camillo Benso Conte di Cavour che dando mezzi e supporto (seppur non riconoscendolo direttamente) a Giuseppe Garibaldi consentì l'annessione del regno delle Due Sicilie all'Italia. Dall'unificazione rimaneva esclusa Roma e i territori limitrofi, che erano sotto il controllo del Papa; ma grazie a una rapida guerra il 20 settembre 1870 anche Roma venne annessa all'Italia. In seguito, con i Patti lateranensi del 1929, il Papa ottenne il possedimento di un'enclave dentro Roma che divenne lo Stato del Vaticano. Un'altra entità autonoma all'interno dei confini italiani è la citta di San Marino. Dopo la prima guerra mondiale si affermò in Italia il partito Fascista che con l'appoggio delle classi agiate e con intimidazioni e colpi di mano prese il governo della nazione. Dopo la fine della seconda guerra mondiale il 2 giugno 1946 un referendum stabilì l'abbandono della monarchia come forma di governo e l'adozione della Repubblica parlamentare. La nuova costituzione venne resa operativa il 1 gennaio 1948. L'Italia è un membro fondatore della NATO e dell'Unione Europea e ha partecipato a tutti i principali trattati di unificazione europea compreso l'ingresso dell'Euro nel 1999. L'Italia è l'unica regione geografica che nonostante i cambiamenti apportati dalle varie rivoluzioni che si sono svolte nei millenni di storia abbia sempre mantenuto lo stesso nome: fin dal tempo dei Romani questa regione veniva chiamata Penisola Italica.

Geografia

L'Italia è una vasta penisola che si estende nel Mare Mediterraneo. Il suo territorio comprende anche la Sardegna e la Sicilia, due isole di grandi dimensioni, oltre a una serie di isole minori. Il mare che si trova a est della penisola è il mar Adriatico, a sud-est si estende il mar Ionio, a ovest, lungo tutta la penisola, si trova il mar Tirreno mentre a nord-ovest della penisola si estende il mar Ligure. Le catene montuose coprono buona parte della nazione. Del sistema alpino appartiene all'Italia tutto il versante meridionale per una lunghezza di circa 1.000 km. Le vette più elevate si trovano nelle Alpi Occidentali, dove numerose sono le cime che superano i 4.000 m tra cui il Monte Rosa (4.637 m.), il Cervino (4.476 m.) e il Monte Bianco che con i suoi 4.810 m è la montagna più alta d'Italia. A sud delle Alpi si trova la Pianura Padana, una grande distesa alluvionale formata dal Po e dai suoi affluenti. La catena degli Appennini percorre tutta la lunghezza della penisola, dalla Liguria alla Sicilia, fino a concludersi nelle Madonie in quest'ultima regione, raggiungendo l'altezza massima con il Gran Sasso (2.912 m). L'Italia è famosa anche per la presenza di numerosi vulcani: i più famosi sono il Vesuvio vicino a Napoli, l'Etna vicino Catania che con i suoi 3.323 m. è il vulcano più alto d'Europa, e lo Stromboli.

Regioni italiane

L'Italia è suddivisa in venti regioni, cinque di queste (con asterisco) sono a statuto speciale. regioni
- Valle d'Aosta / Vallée d'Aoste
-
- Piemonte
- Liguria
- Lombardia
- Trentino - Alto Adige / Trentino-Südtirol
-
- Veneto
- Friuli-Venezia Giulia
-
- Emilia-Romagna
- Toscana
- Umbria
- Marche
- Lazio
- Abruzzo
- Molise
- Campania
- Puglia
- Basilicata
- Calabria
- Sicilia
-
- Sardegna
-

Principali aree metropolitane italiane

Clima

La regione italiana (compresa tra il 47° ed il 36° parallelo nord) si trova quasi al centro della zona temperata dell'emisfero boreale. Da punto di vista climatico è, inoltre, favorita dalla grande massa d'acqua dei mari mediterranei che la circondano quasi da ogni lato. Tali mari costituiscono soprattutto per la nostra penisola (meno per quelle ellenica, iberica ed anatolica) un benefico serbatoio di calore e di umidità. Determinano infatti, nell'ambito della zona temperata, un clima particolare detto temperato mediterraneo.

Montagne

In quanto stretta tra la placca africana e la placca euroasiatica, l'Italia è territorio soggetto a terremoti. La pressione delle due placche ha provocato con il trascorrere dei millenni le formazioni rocciose che attraversano tutto il territorio Italiano. Per fare un esempio, le rocce che formano le Dolomiti in realtà sono dei minuscoli molluschi che per millenni hanno vissuto sul fondo del mare; la pressione della placca africana ne ha prodotto il sollevamento del fondo del mare.

Pianure

Solo 1/4 della superficie della regione italiana è occupato da pianure vere e proprie: tali infatti non possono essere considerate le conche appenniniche dell'Italia centrale, le strisce costiere dei golfi del mar Tirreno, le maremme, o le foci pianeggianti dei fiumi appenninici lungo l'Adriatico. Le vere e proprie pianure italiane sono: # la Pianura padana # la Pianura pisana (val d'Arno inferiore) # la Campagna romana (che si prolunga in direzione sud est nella bonifica pontina) # la Pianura campana che si estende dal Golfo di Gaeta fino a sud del Vesuvio, verso Nocera e Torre Annunziata # il Tavoliere delle Puglie retrostante al Golfo di Manfredonia # la Piana di Catania in Sicilia, a sud dell'Etna # il Campidano (Sardegna, che si estende dal Golfo di Cagliari a quello di Oristano)

Mari e arcipelaghi

quello di Oristano]] Mar Mediterraneo
- Mar Adriatico
- Canale d'Otranto
- Mar Ionio (Stretto di Messina)
- Canale di Malta
- Stretto di Sicilia
- Mar Tirreno (Stretto di Messina), (Bocche di Bonifacio)
- Mar di Sardegna (Bocche di Bonifacio)
- Mar Ligure

Isole italiane


- Isole maggiori
  - Sicilia
  - Sardegna
- Arcipelago Toscano
  - Gorgona, Capraia, Isola d'Elba, Pianosa, Isola di Montecristo, Isola del Giglio, Giannutri
- Isole Ponziane (o Pontine)
  - Ponza, Palmarola, Ventotene
- Isole Flegree
  - Ischia, Procida
- Capri
- Isole Eolie (o Lipari)
  - Lipari, Vulcano, Salina, Stromboli, Panarea, Alicudi, Filicudi
- Ustica
- Isole Egadi
  - Levanzo, Favignana, Marettimo
- Pantelleria
- Isole Pelagie
  - Lampedusa, Linosa (v.a. Malta)
- Isole Tremiti
  - Caprara, Cretaccio, Pianosa, San Domino, San Nicola
- Arcipelago della Maddalena
  - Sant'Antioco, San Pietro, Asinara, La Maddalena, Caprera, Tavolara

Fiumi

Tavolara La conformazione fisica dell'Italia, con un elevato numero di montagne, fa sì che sia attraversata da molti fiumi, anche se nessuno di essi è estremamente lungo. Il maggiore come lunghezza e portata è il Po. Il Po attraversa la pianura padana e con i suoi affluenti l'ha creata, essendo la pianura padana di origine alluvionale (cioè prodotta dai detriti trascinati a valle dai fiumi). Come si può notare dalla cartina a destra la maggior parte delle montagne dotate di ghiacciai si concentrano nel nord del paese. Infatti la parte centrale del paese è attraversata dagli Appennini, montagne relativamente basse e quindi di norma dotate di fiumi dalla ridotta portata, tanto che nelle regioni meridionali spesso durante le estati si assiste in molte zone a una parziale mancanza d'acqua che crea notevoli disagi alla popolazione e alle coltivazioni.

Laghi e Lagune


- Laghi alpini e prealpini: Lago d'Orta (Cusio), Lago Maggiore (Verbano), Lago di Como (Lario), Lago di Lugano (Ceresio), Lago d'Iseo (Sebino), Lago d'Idro (Eridio), Lago di Garda (Benaco)
- Laghi dell'Italia centrale: Lago Trasimeno, Lago di Bolsena, Lago di Vico, Lago di Bracciano, Lago Albano, Lago di Nemi
- Laghi della penisola flegrea e del litorale domitio: Averno, Fusaro, Lucrino, Miseno, Patria
- Lagune e laghi costieri: Laguna di Grado, Laguna di Marano, Laguna di Venezia, Valli di Comacchio, Lago di Lesina, Lago di Varano Mare Piccolo di Taranto, Mare Grande di Taranto, Laguna di Sabaudia, Laguna di Orbetello, Stagno di Cagliari, Stagno di Marceddi, Stagno di Santa Giusta

Vulcani

Il numero dei vulcani, sia attivi che spenti, è una caratteristica della regione italiana. I principali vulcani tuttora attivi sono almeno quattro: # il maggiore è l'Etna, che domina la Sicilia nord-orientale con il suocratere principale (3279m). Esso mantiene attivi pure altri crateri secondari, i quali si aprono sul lento declivio delle sue pendici. # il Vesuvio (1277m) domina la città di Napoli ed il golfo omonimo, di cui costituisce un elemento paesaggistico noto in tutto il mondo. Famosa è la sua erezione avvenuta nel 79 a.C., quando venne completametne sepolta sotto la lava e le ceneri la regione di Ercolano e Pompei. # Lo Stromboli eleva direttamente dal mare il suo cono eruttivo e fa parte delle isole Eolie. Nel medesimo arcipelago vi è pure Vulcano, oggi mediocramente attivo, dal quale hanno preso nome tutti i vulcani del genere. Più numerosi, anche se meno grandiosi, sono invece i vulcani spenti ormai da molti secoli. Sono specialmente disseminati in tutta la fascia dell'antiappennino toscano, dove le numerose sorgenti termali ed i famosi soffioni boraciferi (Larderello) non sono che le postume manifestazioni del vulcanesimo locale. I Monti Amiata, nelle cui viscere abbondano i minerali, i monti Vulsini, Cimini e Sabatini situati sulla destra del fiume Tevere, ed i colli Albani, sulla sinistra del medesimo, sono anchessi residui di grandi vulcani, che hanno un tempo largamente profuso intorno le loro lave; attualmente perciò hanno pendici molto fertili.In cima a questi colli, entro gli antichi crateri, si trovano i maggiori laghi della penisola: lago di bolsena, (monti Vulsini), Lago di Vico (monti Cimini), lago di Bracciano (monti Sabatini), lago di Albano e lago di Nemi (colli Albani). Nell'Antiappennino Campano, oltre al Vesuvio, una manifestazione postuma di attività vulcanica si incontra nei Campi Flegrei, situati poco a nord di Napoli; tali sono anche le solfatare di Pozzuali e di Agnano. I monti di Roccamorfina (tra il Volturno ed il Liri), l'Epomeo nell'isola d'Ischia e gli isolotti vicini dell'arcipelago campano hanno pure origine vulcanica; cosìdicasi del monte Vulture, sulla destra dell'Ofanto in Basilicata, ed in parte dei colli Euganei e dei colli Berici della pianura veneta tra Verona e Padova.

Terremoti

I fenomeni sismici costituiscono, purtroppo, un primato italiano in Europa. Essi sono per lo più connessi a fenomeni vulcanici. Non tutte le regioni italiane vanno però egualmente soggette ai moti sismici; ma anche là dove il fenomeno si manifesta più volte in un anno, i danni non sono in genere gravi. La regione alpina è quella che meno ne va soggetta, eccettuate le zone di Belluno, della Carnia e delle Alpi Marittime. Dovuti spesso a a movimenti rapidi di enormi masse rocciose situate in profondità sotto la superficie terrestre, sono invece i frequenti e spesso disastrosi terremoti che avvengono nella zona degli Appennini. Fra i più rovinosi terremoti si ricordano:
- 1908: terremoto di Messina
- 1915: Terremoto di Avezzano
- 1930: terremoto di Bologna
- 1932: terremoto dell'Abruzzo
- 1976: terremoto del Friuli
- 1980: terremoto dell'Irpinia
- 1997: terremoto in Umbria e Marche
- 2002: Terremoto di San Giuliano di Puglia

Ambiente

Protezione e Preservazione

Trasporti

Economia

L'Italia ha un'economia industriale, con una diversificazione comparabile a quella della Francia o del Regno Unito. La maggior parte delle grandi aziende sono concentrate nel nord e nel centro del paese, mentre la parte meridionale del paese risulta più orientata verso una produzione di tipo agricolo e turistica: i tentativi di industrializzazione del meridione hanno generalmente avuto scarsi risultati. Queste attività comunque non riescono a impiegare la totalità della forza lavoro. La disoccupazione nel sud Italia è mediamente del 20%, mentre nel nord Italia esistono zone con disoccupazione al 4%. L'economia italiana è prevalentemente formata da piccole e piccolissime imprese: le poche grandi imprese sono gestite quasi sempre dalle famiglie dei fondatori o da gruppi stranieri, e il modello di public company non ha mai attecchito. Anche in campo finanziario, nonostante una tendenza alla concentrazione, le banche hanno dimensioni modeste rispetto ai grandi gruppi europei. La maggior parte delle materie prime e il 75% dell'energia deve essere importato, dato che l'Italia non dispone di elevati giacimenti di materie prime. Negli ultimi anni l'Italia è stata spesso invitata dall'Unione Europea a prendere misure incisive per ridurre il suo debito pubblico (uno dei più elevati in Europa) e le sue spese previdenziali. L'economia italiana attualmente affronta un periodo di recessione. Le azioni intraprese, basate soprattutto sul reperimento di risorse una tantum e sulla riduzione delle imposte per i contribuenti più ricchi, non hanno prodotto i risultati di rilancio dell'economia sperati.
- Lista dell'Imprese Italiane

Politica

Demografia

Lista dell'Imprese Italiane

Cultura

L'Italia è conosciuta nel mondo per l'arte la cultura e i monumenti che abbelliscono l'intera nazione. La torre di Pisa, il Colosseo, le città di Venezia e Firenze sono simboli Italiani conosciuti in tutto il mondo. L'Italia è famosa in tutto il mondo anche per cucina (pasta, pizza, ecc...) il vino, lo stile di vita, l'eleganza, il design, il teatro, la letteratura, la poesia, la musica (l'Opera in particolare), le sue caratteristiche feste e più in generale per il gusto. Il rinascimento europeo nacque in Italia tra il XIV e il XV secolo. La letteratura fiorì e poeti come Dante, Petrarca, Torquato Tasso, Ludovico Ariosto, Giovanni Boccaccio e altri produssero capolavori di tale bellezza che influenzarono la cultura europea. Non solo la letteratura si sviluppò, ma grazie alla generosità dei principi (smaniosi di aumentare la loro influenza tramite l'arte) in quel periodo tutte le arti ebbero uno sviluppo notevole. Artisti come Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello, Botticelli, ecc... permisero alla scultura, alla pittura e all'architettura di toccare nuove vette di bellezza e eleganza. L'influenza di compositori italiani come Palestrina, Corelli, Monteverdi e Vivaldi fu epocale. Nel XIX secolo compositori come Gioacchino Rossini, Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini fecero fiorire l'Opera romantica. L'Italia continua a contribuire alla cultura occidentale con artisti, scrittori, registri, architetti, compositori e designer. Il calcio è indubbiamente lo sport nazionale e gli Italiani sono famosi per la loro passione per questo sport. La nazionale Italiana ha vinto 3 Campionati mondiali di calcio, il primo nel 1934, il secondo nel 1938 e l'ultimo nel 1982. :Per le arti vedi anche: Cinema italiano, Musica italiana

Lingue

Religioni

Festività

Voci correlate


- Repubblica Italiana
- Nascita della Repubblica Italiana
- Costituzione della Repubblica Italiana
- Parlamento Italiano
- Stati italiani preunitari (elenco degli stati italiani prima dell'unificazione)
- Italiani celebri
- Regioni d'Italia (da questa pagina si giunge agli elenchi dei comuni, suddivisi per provincia)
- Lista delle province italiane
- Made in Italy
- Targhe automobilistiche italiane
- Coste italiane

Collegamenti esterni


- [http://www.governo.it Governo Italiano]
- [http://www.parlamento.it Parlamento]
- [http://www.senato.it Senato]
- [http://www.enit.it Ente Nazionale per il Turismo Italiano]
- [http://www.atlanteitaliano.it Atlante Italiano] Portale dedicato alla visione on-line della Cartografia a base Nazionale dell'intero territorio italiano.
- [http://en.wikipedia.org/wiki/Portal:Italy Portale Italia su en.wiki]
- [http://fr.wikipedia.org/wiki/Portail:Italie Portale Italia su fr.wiki]
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Centrale nucleare

Le centrali nucleari sono simili in molti aspetti alle centrali termoelettriche; la differenza sostanziale sta nel tipo di combustibile e di processo tecnologico che viene utilizzato per fornire calore e formare il vapore da inviare alle turbine. Il calore viene generato da una reazione nucleare (fissione) controllata che avviene in appositi reattori e che è in grado di produrre una enorme quantità di energia; questo calore viene poi trasferito ai generatori di vapore tramite dei grandi scambiatori di calore. A seconda dei dettagli del sistema di trasporto del calore generato dal reattore, le centrali nucleari si suddividono in molti tipi diversi (PWR, BWR, HWR ecc.). L'impiego di materiali radioattivi rende necessaria una attenzione particolare in tutti i processi correlati al funzionamento di una centrale nucleare, dalla fornitura, lavorazione, stoccaggio, smaltimento dei residui radioattivi; durante l'esercizio, la centrale rilascia nell'ambiente una quantità di radiazioni del tutto trascurabile: circa 7 microsievert/anno, a fronte di una radioattività naturale (per la maggior parte di origine cosmica e solare) che varia dai 700 ai 1000 microsievert/anno a seconda dell'altitudine e della geologia del territorio considerato.
Le centrali nucleari seguono standard di sicurezza di livello molto elevato e normalmente condensano al loro interno un bagaglio tecnologico molto avanzato per la gestione di tutti i processi. Una normale centrale nucleare genera potenze dell'ordine di 1000 MW (un GW).

Vantaggi

Le centrali nucleari producono una quantità di energia molto elevata e possono raggiungere potenze dell'ordine del GW al pari delle grandi centrali termoelettriche e di fatto rappresentano oggi l'unica reale alternativa ad esse in termini di quantità di energia prodotta. I costi di costruzione di una centrale nucleare sono molto elevati, ma una volta costruita produce energia a costi molto competitivi, dato il basso costo dell'uranio che presenta una variabilità significativa nel lungo periodo. Inoltre non sono legate alle logiche economiche e speculative che avvolgono il comparto petrolifero. Le centrali nucleari, a differenza delle termoelettriche, non hanno emissione di fumi perché non sfruttano un principio di combustione e non provocano quindi nessun inquinamento atmosferico. La fissione sfrutta 15 barre d'uranio immerse in una vasca di acqua pesante(con isotopi dell'idrogeno che ne controllano la stabilità).

Svantaggi

idrogeno idrogeno Gli svantaggi maggiori di una centrale nucleare sono il combustibile nucleare residuo, le famose scorie radioattive; una volta esaurito l'elemento fissile del combustibile, restano i suoi sottoprodotti, che non sono fissili ma radioattivi. Questi sottoprodotti sono una gamma di isotopi con tempo di dimezzamento molto vario, ma che può arrivare ad alcune migliaia di anni. Quindi è necessario prevedere sia delle aree di stoccaggio in cui gli isotopi più radioattivi abbiano il tempo di decadere, sia dei siti di immagazzinamento definitivo in cui riporre il restante materiale radioattivo a lunga vita (almeno per alcuni secoli). scorie radioattive Oltretutto, le strutture in muratura della centrale accumulano, negli anni, isotopi trasmutati a causa di occasionali neutroni vaganti che sfuggono agli schermi antiradiazioni: nel giro di alcuni decenni, gli stessi muri in cemento armato della struttura centrale iniziano a diventare debolmente radioattivi, imponendo un limite alla vita produttiva della centrale stessa; oltre questo tempo limite la centrale deve essere chiusa e smantellata, e i laterizi utilizzati nella costruzione smaltiti come scorie a bassa pericolosità. Un altro problema che accomuna questo tipo di centrali con quelle termoelettriche è l'elevata quantità di acqua necessaria per il raffreddamento, acqua che dopo il processo viene rilasciata a temperature più elevate rispetto a quella dell'ambiente creando uno sbilanciamento termico con impatti ambientali rilevanti soprattutto sulla fauna e flora dei fiumi. In quanto allo spettro di possibili incidenti, le centrali nucleari sono di fatto tra gli impianti più sicuri in uso odiernamente e storicamente si sono verificati pochi casi rilevanti e sempre in situazioni discutibili. Prendendo in esame il problema dal punto di vista puramente tecnico, una moderna centrale nucleare integra sistemi di protezione (ad esempio di caduta del nocciolo) e di verifica tali da mitigare ogni possibile problema.

Centrali a fusione

scorie radioattive In questa sede accenniamo anche all'altro tipo di centrale nucleare, ovvero la centrale a fusione nucleare, che si basa su un principio differente ovvero quello della fusione di due atomi leggeri, generalmente trizio e deuterio ottenendo dal processo una enorme quantità di energia. È lo stesso processo utilizzato dal Sole e nelle bombe termonucleari. Questo tipo di centrali è da anni allo studio di diversi gruppi di scienziati e tecnici, ma sembra non aver ancora dato risultati apprezzabili, in quanto pur essendo riusciti ad avviare la reazione di fusione a oggi non si è in grado di mantenerla stabile per tempi significativi. Attualmente si attende la realizzazione del progetto ITER la prima centrale elettrica a fusione nucleare che dovrebbe essere in grado di produrre più energia elettrica di quanta ne consumi.

Vantaggi

Le centrali a fusione nucleare produrrebbero, come unico tipo di scoria, elio 4 che è un gas inerte e assolutamente non radioattivo, inoltre non userebbero sistemi a combustione e quindi non inquinerebbero l'atmosfera (di fatto non avrebbero emissioni di pericolosità rilevante). Inoltre dovrebbero essere in grado di ottenere grandi quantità di energia, anche superiori rispetto alle centrali a fissione odierne.

Svantaggi

La fusione richiede temperature di lavoro elevatissime, tanto elevate da non poter essere contenuta in nessun materiale esistente. Il plasma di fusione viene quindi trattenuto grazie all'ausilio di elevatissimi campi magnetici, e le alte temperature vengono raggiunte con l'utilizzo di potenti laser. Il tutto rende il processo difficile, tecnologicamente dispendioso e complesso. Altro problema è il materiale di ingresso in quanto trizio e deuterio non sono materiali facilmente reperibili in natura. Inoltre rimane per queste, come per le centrali nucleari tradizionali, il problema della limitata vita operativa a causa della radioattività indotta nelle strutture.

Voci correlate


- centrale elettrica
- ITER Categoria:Tecnologia e scienze applicate categoria:Ingegneria Centrale nucleare ja:原子炉

Fissione nucleare

La fissione nucleare è una reazione nucleare in cui atomi di uranio o di altri elementi pesanti adatti vengono divisi in frammenti in un processo che libera energia. È la reazione nucleare più facile da ottenere, ed è comunemente utilizzata nei reattori nucleari e nei tipi più semplici di bombe atomiche.

Storia

In seguito ai primi studi sul bombardamento di atomi di Uranio con neutroni lenti da parte di un gruppo di fisici romani guidato da Enrico Fermi, due fisico-chimici tedeschi, Hahn e Strassmann, riuscirono ad evidenziare che un nucleo di uranio, colpito da un neutrone, può rompersi in due frammenti secondo un processo chiamato fissione nucleare.

Descrizione

right Nella fissione nucleare, l'urto neutrone-nucleo pone il bersaglio in rapida vibrazione. Il nucleo, può talvolta rompersi in due frammenti radioattivi che sfuggono in direzioni opposte. L'energia liberata dalla rottura di 1 nucleo di U235 è di 211,5 MeV, una quantità elevatissima calcolabile tramite la formula E=mc2 in cui m è la differenza di massa tra l'atomo originale di uranio e la somma delle masse dei due frammenti rimanenti, mentre c è la costante che rappresenta la velocità della luce del vuoto (300.000 Km/s). In un comune processo di combustione, l'ossidazione di un atomo di carbonio fornisce un'energia di circa 4 eV. Fermi e altri fisici notarono che la scissione di un nucleo forma due elementi di massa atomica inferiore all'elemento originale ed è accompagnata dall'emissione di neutroni (in media 2,5) secondo la reazione . I nuovi neutroni si comportano a loro volta come proiettili che colpiscono gli atomi vicini di uranio, dando origine ad una reazione a catena. La fissione nucleare è il procedimento su cui si basano i reattori nucleari e le bombe atomiche (o, meglio, nucleari). Affinché una reazione, una volta innescata, possa automantenersi è necessario che per ogni nucleo fissionato almeno uno dei neutroni prodotti vada a provocare un'altra fissione. La più piccola quantità di materiale fissile necessaria per autosostenere una reazione a catena, per cui risulta R=\frac = 1, è detta massa critica. L'uranio si trova in natura come miscela di due isotopi: U238 e U235 in rapporto di 150 a 1, e solo il secondo è fissile. È quindi necessario considerare che, in una reazione, la presenza di impurità e di alcuni atomi di U238 può bloccare alcuni neutroni e se R < 1 la reazione tende a fermarsi. Al contrario, se risulta R > 1, si stabilisce una catena incontrollata di reazione nucleari il cui sviluppo energetico porta ad una forte azione esplosiva.

Residui della reazione

La fissione nucleare ha il difetto, particolarmente sentito nell'ambito della produzione energetica, di rilasciare scorie radioattive, derivate dalla fissione dell'uranio. Tuttavia, per eliminare del tutto questo problema, i fisici stanno studiando un nuovo metodo per ottenere energia dalla manipolazione degli atomi: la fusione. Il reattore nucleare a fusione più promettente è quello del progetto ITER.

Vedi anche


- fusione nucleare
- energia nucleare
- reattore nucleare a fissione Fissione nucleare ja:核分裂反応 ko:핵분열 th:ปฏิกิริยานิวเคลียร์ฟิซชัน

Categoria:Ucraina

L'Ucraina è un paese dell'Europa dell'Est. Ha uno sbocco sul Mar Nero a Sud e confina con la Russia ad Est, la Bielorussia a Nord e con Polonia, Slovacchia, Romania e Moldavia ad Ovest. Categoria:Europa Categoria:Stati ja:Category:ウクライナ ko:분류:우크라이나 simple:Category:Ukraine

Kategori:Britiske sportsutøvere

Sportsutøvere Sportsutøvere Kategori:Sportsutøvere etter nasjonalitet ja:Category:イギリスのスポーツ選手 ko:분류:영국의 스포츠인

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