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Cina

Cina

La Cina (中国/中國 Zhōngguó, letteralmente «Paese di Mezzo») è uno stato dell'Asia Orientale (9.596.960 km²,1.350.000.000 abitanti, capitale Pechino). Confina a nord con Russia, Mongolia, Corea del Nord, a est con il Mar Cinese orientale, il Mar Cinese occidentale ed il Mar del Giappone, a sud con il Vietnam, la Birmania, il Laos, il Bhutan e il Nepal, a ovest con l'India, il Pakistan, il Kazakistan, il Tagikistan e il Khirghizistan. La lingua ufficiale è il Cinese mandarino, che però presenta vari dialetti importanti, come lo Yue (Canton e provincia), il Wu (Shanghai), il Minbei (Fuzhou), il Minnan (Taiwan): oltre a questi, altri dialetti sono lo Hakka, il Gan, lo Xiang. Sopravvivono anche alcuni linguaggi Miao nelle zone abitate da questa minoranza.

Storia

La Cina è stata abitata dall'uomo fin da tempi antichissimi: si sono trovate prove di insediamenti umani in cina risalenti al Pleistocene medio, circa 500.000 anni fa: i resti umani ritrovati sono stati classificati come specie ominide a sé, il Sinanthropus pekinensis o uomo di Pechino. Ulteriori studi su altri siti preistorici indicano che intorno a 10.000 anni fa la società cinese era prevalentemente a struttura matriarcale, ma che a partire da circa 5.000 anni prima di Cristo si era già sviluppata una società patriarcale che praticava l'agricoltura e l'artigianato. Di questo periodo non restano documenti scritti, ma solo miti e leggende tramandate oralmente: le tre grandi figure di questi miti sono Huang Di, l'Imperatore Giallo, il primo a unificare la Cina, Lei Zu, sua moglie, che introdusse la coltivazione del baco da seta, e il Grande Yu che introdusse l'uso delle armi di bronzo. Successivamente una serie di dinastie regna sulla Cina, che però è costantemente scossa da lotte intestine: l'unificazione definitiva si ha soltanto nel 221 a.c., con la fondazione della dinastia Qin. Da questo momento in poi la storia della Cina si identifica dapprima con l'impero Han, in seguito con le varie dinastie ufficiali, fino allo scoppio della Guerra dell'oppio fra Cina e Inghilterra, che apre il periodo delle concessioni agli stranieri. Dopo un secolo di rivolte e turbolenze, sedate solo con l'aiuto esterno di potenze straniere europee e poi del Giappone da una autorità imperiale sempre più debole, nel 1949 Mao Zedong proclama la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, unificando nuovamente il paese e dandogli l'assetto geopolitico che, in linea di massima, conserva ancora oggi.

La prima unificazione

La prima dinastia nota di imperatori cinesi è la dinastia Xia夏, in parte leggendaria, fondata dal Grande Yu che lasciò il trono al figlio Qi e ai suoi discendenti, approssimativamente nel 2200 a.c.: l'ultimo Xia fu Jie, che venne detronizzato dai fondatori della successiva dinastia Shang商 nel 1766 a.c. Durante la dinastia Shang (o Yin, dal nome della nuova capitale eretta da Pangeng) nascono i primi pittogrammi, incisioni su dorsi di tartaruga a scopo augurale e divinatorio, che in seguito divennero gli ideogrammi della scrittura cinese: questa venne poi codificata durante il regno della dinastia successiva, gli Zhou周, che regnarono dal 1122 al 770 a.c. In questo periodo l'impero è sempre più diviso e iniziano le prime lotte fra province, una tendenza che si accentua durante il successivo periodo Chunqiu春秋 (delle primavere e degli autunni, 770 - 476 a.c.), che segna l'ingresso della cina nell'età del Ferro: in questo periodo nasce e insegna Confucio. Alla fine la litigiosità dei principi locali smembra l'impero e si apre il periodo Zhanguo战国, o dei Regni Combattenti, in cui la cina è frammentata in una decina di regni continuamente in lotta fra loro.

La Cina imperiale

Confucio Nel 221 a.c. il principe Qin Shihuangdi秦始皇, che regnava su quella che oggi è la provincia dello Shaanxi unifica definitivamente la Cina e fonda la prima dinastia imperiale moderna, la dinastia Qin秦, che dura solamente undici anni in tutto. In questo periodo inizia la costruzione della Grande Muraglia, vengono unificate in tutto l'impero le unità di misura e la lunghezza dell'asse dei carri. Viene codificata per la prima volta la scrittura cinese, ad opera del primo ministro Li Si, che pubblica il primo catalogo ufficiale con 3.300 caratteri. Dopo un periodo di turbolenza seguito alla morte di Qin Shihuangdi, si consolida il potere della dinastia Han, che regna per circa quattro secoli, fino al 220 d.c.: sotto gli Han 汉 si apre la via della seta e inizia il commercio con le provincie romane d'oriente. L'impero comincia ad espandersi nell'Asia continentale, mentre il confucianesimo儒家 si afferma come ideologia della classe dirigente cinese. Viene inventata la carta, nel 105 a.c. Al cadere della dinastia Han, l'impero si spezza di nuovo in tre stati (periodo dei Tre Regni, 220-265)三国: regno Wei魏 a nord, regno Shu 蜀 nell'attuale provincia del Sichuan, regno Wu 吴 a sud. la divisione viene favorita dall'introduzione in Cina del Buddismo. Segue la dinastia Jin denominata "occidentale" nel periodo tra il 265 e il 316, durante la quale si verifica una riunificazione per un breve periodo, e "orientale" nel periodo tra il 317 e il 420 che vede Nanchino come capitale; dal 420 al 589 circa la Cina resta divisa tra le dinastie del Nord e del Sud, una nuova riunificazione avviene sotto la Dinastia Sui (581 - 618) durante la quale la capitale diventa Xi'an; succede la Dinastia Tang dal 618 al 907; mentre il periodo dal 907 al 960, detto "delle Cinque Dinastie e Dieci Regni", porta alla Dinastia Song dal 960 al 1279. Il periodo successivo è segnato dall'influenza dell'impero mongolo, sotto la dinastia Yuan dal 1279 al 1366, all'inizio del quale risalgono i viaggi di Marco Polo in Cina, segue la dinastia Ming dal 1368 al 1644 e la Dinastia Qing dal 1644 al 1911.

Geografia

Geografia fisica

1911 La Cina è il terzo paese del mondo per estensione (dopo Russia e Canada); di conseguenza offre una grande varietà di climi e paesaggi. Il territorio è a maggioranza montagnoso, anche se il paese ha 14.500 km di coste, essendo bagnato a sud e a est dall'Oceano_Pacifico. Ad est, lungo le coste del Mar Giallo e del Mar Cinese Orientale, si estendono vaste piane alluvionali molto densamente popolate; le coste del Mar Cinese Occidentale sono più montagnose e la Cina meridionale è dominata da vallonamenti e catene montuose di scarsa altitudine. Nel centro-est si trovano i delta dei due fiumi principali della Cina: il fiume Giallo (Huang He) e il fiume Lungo (Chang Jiang o Yangtze). L'ovest è dominato da importanti catene montuose, in particolare l'Himalaya con la sua vetta pi&ù alta, il monte Everest, ma anche da altipiani dal paesaggio molto arido (deserti del Takla Makan e del Gobi). Il sud è diviso tra l'altopiano dello Yunnan-Guizhou, con un'altitudine che parte dai 2000 m per arrivare ai 500 m e i bacini dei grandi fiumi che lo attraversano. Il punto più elevato della Cina è il monte Everest (8850 m).
Il punto più basso è la depressione di Turpan Pendi (-154 m).

Idrografia

La Cina ha un gran numero di fiumi. Più di 1500 di questi hanno un bacino di drenaggio di più di 1.000 km2 ciascuno. I principali fiumi cinesi sono: il fiume Azzurro (il più lungo fiume dell'Asia: percorre 6300 km dal Tibet al mar Cinese Orientale), il fiume Giallo-Huang He-, lo Xijang, il Mekong, lo Heilung, il fiume delle Perle (Zhujiang). Circa il 50% dei fiumi della Cina, compresi i tre più lunghi Chang jiang, Huanghe e Xijiang, scorre da ovest a est e sfocia nei mari cinesi aperti all'Oceano Pacifico; circa il 10% sfocia nel Mar Glaciale Artico, mentre il rimanente 40% è privo di sbocco sul mare e quindi si getta negli aridi bacini occidentali e settentrionali, dove le acque filtrano nel sottosuolo formando profonde e importanti riserve d'acqua. Le piene dei grandi fiumi portano inondazioni che hanno sovente conseguenze disastrose sugli insediamenti umani e sulle coltivazioni.

Clima

Il clima cinese, vista l'estensione e la varietà dei territori, è estremamente differente da luogo a luogo: varia dal clima subartico del nord a quello tropicale di Hong Kong: ci sono deserti caldi, deserti freddi, e zone a clima continentale nell'interno.

Geografia umana

Popolazione

Densità: 135 abitanti per km2, per un totale di 1.300.000.000 persone.

Etnie

La popolazione cinese è composta per il 91,8% da cinesi Han. Il resto è costituito da Mongoli, Manciù, Miao, Tibetani, Uiguri, Coreani, Yi, Hui e Zhuang.

Religione

La Repubblica Popolare di Cina è ufficialmente atea. La popolazione religiosa si suddivide in:
- Taoista e Buddista 95%
- Islamica 1,5%
- Cristiana 3,5%

Geografia politica

La Cina confina:
- a Nord con Mongolia e Russia
- a Ovest con Kirghizistan, Tagikistan, Afghanistan e Pakistan
- a Sud con India, Nepal, Bhutan, Birmania, Laos e Vietnam
- a Est con la Corea del Nord La suddivisione amministrativa della Cina è basata su tre livelli: provincie, contee e comuni. Il paese è suddiviso in provincie o regioni autonome. Una provincia o una regione autonoma è a sua volta suddivisa in prefetture, contee e città. Una contea è divisa in cittadinanze, comuni e città. I comuni direttamente sotto il controllo del governo centrale e le grandi città sono suddivise in distretti e contee; le prefetture autonome sono suddivise in contee, contee autonome e città. La Costituzione permette di creare, quando necessario, una regione amministrativa speciale, direttamente sotto l'autorità del governo centrale. Attualmente la Cina è divisa in 23 provincie, 5 regioni autonome, 4 municipalità e 2 regioni amministrative speciali (dati del 2004). suddivisione amministrativa della Cina

Geografia economica

Prodotto Nazionale Lordo (PNL): 1.240.621 milioni di dollari (2002);
PNL pro capite: 970,4 dollari (2002).
Inflazione: 1,5%.
Disoccupazione: 10%. Punti di forza. Punti di debolezza.

Cultura

Alfabetizzazione

Tasso di alfabetizzazione: 76,9%.
Studenti universitari: 1,4%; 18 milioni (2003).

Arte

Arte Contemporanea

Architettura

Grande Muraglia

Politica

La Repubblica Popolare Cinese è stato un paese comunista per gran parte del ventesimo secolo, e da molti è ancora considerato tale, ma non tutti sono concordi con questa visione. Tentare di caratterizzare la struttura politica Cinese in una categoria precisa non è molto semplice. Ciò è dovuto alla storia politica cinese: per oltre duemila anni, fino al 1949, il paese è stato governato da una monarchia imperiale centralista, con forti influenze confuciane, che ha lasciato una profonda traccia nelle strutture politiche e sociali cinesi. Questo è stato seguito da una caotica serie di governi estrememente autoritari e nazionalisti, sino alla prima rivoluzione cinese del 1912 (anche detta rivoluzione xinai, da non confondere con la Rivoluzione culturale cinese). Il regime cinese è stato variamente definito come autoritario, comunista, socialista e varie combinazioni di questi termini. Negli ultimi anni la Cina sta lentamente trasformando il suo sistema politico/economico in un sistema capitalistico. Il governo cinese ha recentemente rilasciato delle dichiarazioni ufficiali, sostenendo che lo stato debba essere governato da strutture democratiche. Il governo cinese è controllato dal Partito comunista cinese. Viene utilizzata la censura come routine, e il Partito comunista cinese reprime ogni protesta e opposizione che ritiene possa essere o divenire pericolosa, rimane famosa la repressione della protesta di Piazza tianamen. C'è comunque un limite alla repressione che il Partito comunista cinese riesce a sopportare. I media continuano ad evidenziare sempre più i problemi sociali causati dalla corruzione e l'inefficienza degli alti livelli del governo. Il Partito ha tentato inizialmente di controllare l'informazione, ma non sempre ha avuto successo ed è stato quindi, a volte, costretto a ridimensionare le repressioni. Non vengono inoltre tollerate le organizzazioni che si oppongono al Partito, mentre manifestazioni sono a volte consentite. Hu Jintao, il segretario generale del Partito popolare cinese, viene sempre più spesso accusato di repressione nei confronti di giornalisti e reporters, anche di paesi stranieri.

Politica interna

giornalisti Forma di governo: repubblica socialista. Tutte le cariche dello stato provengono dal Partito Comunista Cinese

I diritti umani in Cina

La situazione dei diritti umani nella Repubblica Popolare Cinese continua a subire numerose critiche da vari organismi internazionali che riportano abusi ben documentati in violazione delle norme internazionali. Da un lato il governo ammette le deficienze, dall’altro parla della situazione dei diritti umani come la migliore di tutti i tempi. Il sistema legale è stato spesso criticato come arbitrario, corrotto e incapace di fornire la salvaguarda delle libertà e dei diritti fondamentali. Viene fatto largo uso da parte del governo dei cosiddetti campi di rieducazione chiamati Laogai, che in realtà si tratta di campi di concentramento. Amnesty International ha recentemente rilasciato i seguenti dati: nel 2003 l’84% delle esecuzioni capitali del mondo sono state eseguite in Cina, Iran, Usa e Vietnam. In Cina solo in quell’anno (nonostante i dati limitati e incompleti) vennero eseguite 726 esecuzioni capitali riconosciute, anche se varie fonti parlano di un numero molto più alto (alcuni parlano anche di 10.000 esecuzioni l’anno). Viene praticata metodicamente la repressione verso minoranze etniche, minoranze religiose, dissidenti politici, non è riconosciuta la libertà di parola ne di movimento.

Città della Cina


- Pechino, capitale
- Aba
- Abag Qi
- Abagnar Qi
- Canton
- Hong Kong
- Kai Feng
- Shanghai

Voci correlate


- Omosessualità in Cina

Collegamenti esterni


- [http://www.tuttocina.it Tuttocina, il portale sulla Cina] (in italiano)
- [http://www.cinaoggi.it Cina Oggi Portale molto completo sulla Cina] (in italiano)
- [http://schiller.dartmouth.edu/chinese/ Collezione di links sulla Cina] (in inglese)
- [http://www.cinaoggi.com/china-map/ Cartina Interattiva della Cina] (in inglese)
- [http://www.hrichina.org/ Human Rights In China] (in inglese) - organizzazione non governativa, con sede a New York e Hong Kong als:Volksrepublik China ja:中華人民共和国 ko:중화인민공화국 ms:Republik Rakyat China simple:People's Republic of China th:สาธารณรัฐประชาชนจีน zh-min-nan:Tiong-hoâ Jîn-bîn Kiōng-hô-kok

Russia

La Federazione Russa è, fra tutti, lo stato più grande nel mondo e va dall'Europa all'Asia. La Russia confina con Norvegia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Bielorussia, Lituania, Polonia, Ucraina, Georgia, Azerbaijan, Kazakistan, Cina, Mongolia e Corea del Nord. È bagnata sulle coste esterne dal Mare Glaciale Artico fino all'Oceano Pacifico, sulle coste interne è bagnata dal Mar Baltico, il Mar Nero ed il Mar Caspio. Come principale successore dell'Unione Sovietica, la Russia è ancora uno stato con una forte influenza politica, specialmente all'interno della CSI, che comprende molti stati della ex Unione Sovietica.

Storia

Il primo stato della regione fu quello del Granducato di Kiev (Rus' di Kiev) fondato intorno all'anno 850 da genti normanne provenienti da Novgorod. Nei secoli che seguono il Granducato estende le sue frontiere giungendo ad interagire con altri stati dell'Europa del tempo. Nel 1132, alla morte del figlio di Vladimiro II Monomaco, il potere centrale si disgrega. Allo stato unitario si sostituiscono tre centri di potere: Volinia, Novgorod e Vladimir. Nel 1237 i Tartari irrompono nella Russia Europea suggellando la loro conquista nel 1240 con la distruzione di Kiev. Dal quel momento e per più di due secoli tutti i principi russi agiscono come vassalli e tributari dell'Orda d'Oro . Nel frattempo altre nazioni rivolgono i loro interesse alle terre russe: Svedesi, Livoni (Cavalieri Teutonici), Lituani. Una delle figure più famose della storia russa del periodo è Alessandro detto Nevskij granduca di Vladimir e principe di Novgorod (sconfigge gli Svedesi sulla Neva ed i Livoni sul Lago Peipus).Nel 1280 Daniele, figlio di Alessandro, assume il titolo di Granduca di Mosca. Con Ivan I (1332 - 1341) il granducato di Mosca si avvia a divenire il più importante principato russo. Nel 1380 Dimitrij, principe di Mosca (1358-1389), sconfigge i Tartari al "Campo delle Queglie" ponendo così fine al tabù della loro imbattibilità. Figura di spicco in questo periodo è IvanIV (detto il terribile, 1533-1584), primo a fregiarsi del titolo di Zar, dal latino Caesar, che ridimensionando il potere dei Boiari, ossia dei signori feudali, pose le basi dello stato autocratico in cui si evolse il granducato di Mosca. Sotto Ivan IV la Russia si estese verso est a scapito dei Tartari occupando Kazan ed Astrakan. Alla sua morte seguì un periodo di turbolenze dovute ai tentativi dei boiari di recuperare il potere perduto ed anche all'ingerenza polacca. Nel 1613, con la salita al trono del primo dei Romanov inizia una nuova fase di potenziamento dello stato russo. Sotto il regno degli Zar, la Russia divenne una delle maggiori potenze europee, conosciuta come Russia Imperiale, ammodernata e sempre più espansa a ovest, a partire dal XVIII secolo. Comunque, all'inizio del XX secolo il potere della Russia stava scemando e nel contempo montava lo scontento fra la popolazione, a questo si aggiunga anche la sconfitta militare subita durante la prima guerra mondiale. Tutti questi eventi precipitarono drammaticamente nel 1917 quando la rivoluzione di febbraio, d'ispirazione borghese, spazzò via il regime zarista di Nicola II e la seguente Rivoluzione d'Ottobre portò al potere il partito bolscevico sotto la guida di Vladimir Ulianov detto Lenin. Nel 1918 venne fondata l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche abbreviata in URSS, in cui entrò a far parte anche la Repubblica Russa. Gli anni che seguirono, fino al 1922, videro lo scontro tra l'esercito sovietico, la cosiddetta Armata Rossa, organizzato e comandato da Troskji ed i vari eserciti che si rifacevano al potere zarista, le Armate Bianche. Lenin soffrì una serie di infarti che portarono alla sua morte nel 1924. Dopo una breve lotta per il potere, la guida dell'Unione Sovietica venne consolidata nelle mani del dittatore Josif Dzugasvili, detto Stalin. Il regno brutale di Stalin costò milioni di vittime, tra le quali oppositori politici, noti o sospettati, e ufficiali militari che vennero giustiziati o esiliati in Siberia durante le Grandi Purghe degli anni '30. A seguito della vittoria Sovietica sulla Germania Nazista, durante la seconda guerra mondiale, l'Unione Sovietica si sarebbe sviluppata in una delle due potenze dominanti della Guerra Fredda, fungendo da principale avversario ideologico degli Stati Uniti. Le due nazioni ingaggiarono una lunga lotta geopolitica per il controllo dei cuori e delle menti del Terzo Mondo a partire dalla Crisi di Suez del 1956. I sovietici crearono il Patto di Varsavia per opporsi alla NATO, e le due parti si imbarcarono in una lunga e costosa corsa per accumulare il maggior numero possibile di armi nucleari. Nel 1962 con la crisi dei missili di Cuba, il leader sovietico Nikita Khruščёv quasi fece scoppiare una guerra con gli Stati Uniti, quando fece posizionare delle armi atomiche offensive a Cuba. I sovietici diedero anche il via alla corsa allo spazio lanciando lo Sputnik 1, il primo satellite a orbitare attorno alla Terra, e rendendo il Colonnello Yuri Gagarin, il primo uomo a viaggiare nello spazio. Alla fine degli anni '80, il leader sovietico Mikhail Gorbačëv introdusse delle riforme come la glasnost e la perestroika, ma queste misure non furono in grado di di prevenire il collasso dell'Unione Sovietica, dopo un fallito colpo di stato militare nel 1991. La RSFS Russa dichiarò la sua indipendenza il 24 agosto dello stesso anno come Federazione Russa. In quanto principale erede dell'Unione Sovietica, ha da allora cercato di mantenere la sua influenza globale, ma è stata ostacolata da difficoltà economiche.

Politica

La Federazione Russa è una democrazia federativa con un presidente, eletto direttamente per un mandato di quattro anni, che detiene un notevole potere esecutivo. Il presidente, che risiede al Cremlino, nomina le più alte cariche ufficiali dello stato, compreso il primo ministro, che deve essere approvato dalla Duma, la camera bassa del parlamento. Se la Duma respinge per tre volte la candidatura proposta, il presidente può decretarne lo scioglimento. La Duma può approvare una mozione di sfiducia al governo a maggioranza assoluta, ma il presidente può manifestare il suo dissenso; se la Duma approva entro tre mesi un'altra mozione di sfiducia, il presidente può optare tra l'accettazione delle dimissioni del governo e lo scioglimento dell'assemblea. Il presidente può far passare dei decreti, senza il consenso del parlamento; è il capo delle forze armate e del consiglio nazionale di sicurezza. I forti poteri di cui è titolare hanno determinato una definizione della forma di governo russa come "presidenzialistica". La Russia ha un parlamento bicamerale. L'Assemblea Federativa o Federalnoye Sobraniye consiste in una camera alta conosciuta come Consiglio Federativo (Soviet Federatsii), composta da 178 delegati che prestano un servizio quadriennale (ognuna delle 89 suddivisioni amministrative ne nomina due), e in una camera bassa conosciuta, appunto, come Duma di Stato (Gosudarstvennaya Duma) che comprende 450 deputati, anch'essi in carica per quattro anni, dei quali 225 sono eletti dal voto popolare diretto su base maggioritaria, mentre gli altri 225 sono eletti con il sistema proporzionale da liste di partito a base nazionale.

Presidenti della repubblica Russa


- Boris Eltsin 1991 - 2000
- Vladimir Putin 2000 - in carica

Suddivisioni

La Federazione Russa consiste di un grande numero di differenti suddivisioni politiche, che formano un totale di 89 componenti costituenti. Ci sono 21 repubbliche all'interno della federazione, che godono di un alto livello di autonomia su vari argomenti, e che corrispondono ad alcune delle minoranze etniche russe. I rimanenti territori sono 49 provincie, conosciute come oblast e 6 regioni (krai), nelle quali si trovano 10 distretti autonomi e 1 oblast autonomo. Oltre a queste ci sono due città federali, Mosca e San Pietroburgo. Recentemente, sette estesi distretti federali sono stati aggiunti come nuovo strato tra le suddivisioni di cui sopra e il livello nazionale. Tutte le suddivisioni sono elencate di seguito, raggruppate sotto a questi distretti, con le repubbliche indicate da un
- :

Geografia

La Federazione Russa si estende su gran parte dell'area settentrionale del supercontinente Eurasiatico e per questo motivo conosce una grande varietà di paesaggi e climi. Gran parte del paesaggio consiste di vaste pianure, sia nella parte europea che in quella asiatica. Queste pianure sono predominantemente steppa nella parte meridionale, foresta a nord, e tundra lungo la costa settentrionale. Le catene montuose si trovano lungo i confini meridionali, come il Caucaso (che contiene il Monte Elbrus, il punto più elevato della Russia, a 5.633 m) e i monti Altai, e nella parte orientale, come il massiccio di Verkhoyansk o i vulcani della Kamchatka. Degna di nota è anche la più centrale catena degli Urali, che forma la principale linea di demarcazione tra Europa e Asia. La Russia ha una linea costiera di oltre 37.000 km, lungo il Mare Glaciale Artico e l'Oceano Pacifico, così come lungo i mari interni, come il Baltico, il Mar Nero e il Mar Caspio. Bacini più piccoli fanno parte degli oceani; Mare di Barents, Mar Bianco, Mare di Kara, Mare di Laptev e Mare Siberiano Orientale sono parte dell'Artico, mentre Mare di Bering, Mare di Okhotsk e Mar del Giappone appartengono al Pacifico. Le isole principali che vi si possono trovare comprendono: Novaya Zemlya, la Terra di Francesco-Giuseppe, le Nuove Isole Siberiane, Wrangel, le Isole Kurili e Sakhalin. Molti grandi fiumi scorrono attraverso le pianure per finire nei mari e negli oceani. In Europa ci sono il Volga, il Don, la Kama, la Oka e la Dvina Settentrionale, mentre molti altri fiumi hanno le sorgenti in Russia ma scorrono attraverso altre nazioni, come il Dnepr e la Dvina Occidentale. In Asia si trovano: Ob, Irtysh, Yenisei, Angara, Lena e Amur. I laghi principali comprendono il Lago Baikal, il Lago Ladoga e il Lago Onega.
- Città della Russia

Economia

Un decennio dopo il collasso dell'Unione Sovietica del 1991, la Russia sta ancora lottando per stabilire una moderna economia di mercato e ottenere una forte crescita economica. La Russia ha visto la sua economia contrarsi per cinque anni, mentre l'esecutivo e la legislatura tentennavano di fronte all'implementazione delle riforme e la base industriale russa affrontava un serio declino. La Russia ottenne una leggera ripresa nel 1997. La crisi finanziaria del 1998 culminò ad agosto nel deprezzamento del rublo, nel default del debito governativo, e in un netto deterioramento degli standard di vita per la gran parte della popolazione. L'economia è in seguto rimbalzata, crescendo con una media annuale di oltre il 6%, nel periodo 1999-2002, supportata da un più alto prezzo del petrolio e dal rublo debole. Questa ripresa, unita a un rinnovato sforzo governativo, nel 2000 e 2001, per portare avanti le riforme strutturali lasciate indietro, hanno innalzato la confidenza della finanza e degli investitori sulle prospettive della Russia nel secondo decennio di transizione. La Russia rimane pesantemente dipendente dall'esportazione di materie prime, specialmente petrolio, gas naturale, metalli, e legno, che rappresentano l'80% dell'export, lasciando la nazione vulnerabile alle oscillazioni dei prezzi mondiali.

Demografia

La Russia è scarsamente popolata a causa della sua enorme estensione; La densità della popolazione è maggiore nella parte europea della Russia, nella zona delle Montagne degli Urali, e nella parte sud-orientale della Siberia. La Federazione Russa ospita molti differenti gruppi etnici e popolazioni indigene. Più dell'80% della popolazione è composta da Russi etnici, il resto comprende Bashkiri, Ceceni, Chuvasci, Cosacchi, Evenki, Tedeschi, Ingushezi, Inuit, Ebrei, Calmucchi, Careliani, Coreani, Mordvini, Osseziani, Taimyri, Tatari, Tuvani, Yakutzi e molti altri. La lingua russa è l'unica lingua ufficiale di stato, ma le singole repubbliche hanno spesso reso il loro linguaggio nativo co-ufficiale con il russo. La Chiesa Russa Ortodossa è la confessione cristiana dominante nella Federazione, altre religioni comprendono: Islam, diverse chiese protestanti, Cattolici Romani, Buddhismo ed Ebraismo. Vedi anche: Crisi demografica della Russia

Cultura


- Russi celebri
- Letteratura russa
- Poeti russi

Altri argomenti


- Comunicazioni in Russia
- Trasporti in Russia
- Esercito della Russia
- Relazioni estere della Russia
- Turismo in Russia
- Legge della Federazione Russa
- Targhe automobilistiche russe als:Russland ja:ロシア ko:러시아 ms:Russia roa-rup:Rusii simple:Russia th:สหพันธรัฐรัสเซีย zh-min-nan:Lō·-se-a

Mongolia

La Mongolia è uno stato dell'Asia, confinante a nord con la Russia e a sud con la Cina. Non ha accesso al mare. Centro dell'Impero mongolo del XIII secolo, fu dominata dalla Dinastia Qing cinese dalla fine dal 1691 fino al XX secolo, quando - nel 1921 - un governo indipendente fu formato con l'aiuto della Russia. Con l'indipendenza si instauro un regime comunista filo sovietico che termino con il dissolvimento dell'URSS. La Mongolia è una democrazia dal 1992. Solo una piccola percentuale del terreno è utilizzabile a scopo di agricoltura: per la maggior parte, infatti, il territorio è costituito da una prateria circondata dalle montagne del nord e dal deserto di Gobi a sud. La parte prevalente della popolazione è composta da nomadi di etnia mongola. In Mongolia vivono anche gli Tsaatan, un antichissimo popolo nomade oggi a rischio di estinzione.

Storia

Geografia

Province

Mongolia è divisa in 21 province (aimag), Ulaanbaatar (la capitale) è una muncipalita con lo status di provincia.
- Arhangay
- Bayan-Ölgiy
- Bayanhongor
- Bulgan
- Darhan-Uul
- Dornod
- Dornogovĭ
- Dundgovĭ
- Govĭ-Altay
- Govĭsümber
- Hentiy
- Hovd
- Hövsgöl
- Ömnögovĭ
- Orhon
- Övörhangay
- Selenge
- Sühbaatar
- Töv
- Ulaanbaatar (municipalita)
- Uvs
- Zavhan

Esterno deportazione


- [http://www.mongoliaphoto.com/ Foto Mongolia] Mongolia foto
- [http://www.altaimongolia.com/ Turismo in Mongolia] Turismo in Mongolia ja:モンゴル国 ko:몽골 ms:Mongolia th:ประเทศมองโกเลีย zh-min-nan:Bông-kó·

Mar del Giappone

Il Mar del Giappone è uno dei più estesi mari dell'oceano Pacifico. Su di esso si affaccia la dorsale occidentale del Giappone, quella orientale delle due Coree, e parte della Russia. Le coste del mar del Giappone sono caratterizzate da forti perturbazioni portate dai venti gelidi provenienti dalla Siberia, che irrigidiscono il clima. Le coste sono poco densamente popolate, e non vi sorge nessuna città di grandi dimensioni. Il mar del Giappone vanta, tuttavia, grandi porti di pesca (Wakkanai è il principale); l'isola maggiore e quella di Sado. Giappone, Mar del Categoria:Giappone ja:日本海 ko:동해 zh-min-nan:Ji̍t-pún-hái

Birmania

L'Unione di Myanmar, nota anche come Birmania, è una nazione del Sud-Est asiatico. Dal 1988, a seguito di un colpo di stato, la nazione è governata dai militari. Myanmar è uno dei paesi in via di sviluppo. Ha una popolazione approssimativa di circa 43 milioni di abitanti. Stato dell’Asia sudorientale, si trova nella parte occidentale della penisola d’Indocina. Si affaccia sul golfo del Bengala e sul mar delle Andamane e confina con Cina, Laos, Thailandia, Bangladesh e India. La denominazione di Birmania, legata ad un’etnia particolare e come tale sgradita alle minoranze spesso in lotta con il potere centrale, è stata abbandonata per assumere il nome ufficiale di Myanmar, etnicamente neutro.

Geografia

Morfologia

Il territorio puo essere diviso in cinque parti dal punti di vista fisico: le montagne del nord, quelle dell’ovest, l’altopiano dell’est, il bacino centrale e la zona costiera. Al nord le vette sono aspre ed elevate e si innestano direttamente nell’Himalaya, di cui costituiscono l’estremo contrafforte. Nella zona occidentale invece le catene sono meno elevate. A est si estende l’altopiano di Shan, arido e incolto nella sua parte settentrionale, ricco di foreste tropicali in quella meridionale. Verso ovest l’altopiano scende a strapiombo mentre verso Sud esso si prolunga in rilievi che formano la zona costiera del Tenasserim. La zona costiera procedendo da nord verso sud presenta coste alte e frastagliate, bagnate del golfo del Bengala; seguono il delta dell’Irrawaddy e le pianure costiere che si affacciano sul golfo di Martaban. Infine nella parte più meridionale le coste ridivengono alte, rocciose e importuose.

Idrografia

L’idrografia è dominata dal fiume Irrawaddy, navigabile per circa 1450 km, che sfocia con un ampio delta nel golfo di Martaban, dove sbocca anche il Sittang.

Clima

Il clima dipende dal regime monsonico sulla costa, con temperature abbastanza alte e piogge abbondanti durante le stagione estiva. Nelle pianure centrali e sull’altopiano il clima è di tipo continentale, con scarse precipitazioni. Sulle coste le piogge raggiungono anche 5000 mm annui.

Geografia umana

Popolazione

La popolazione birmana è molto composita, cosa che rende difficile l’integrazione dei vari gruppi etnici. I birmani costituiscono il 69% della popolazione; abbastanza consistente è anche l’immigrazione di commercianti cinesi, pakistani, thailandesi e indiani. La popolazione ha subito un notevole incremento passando dai 13 milioni del 1921 ai 24 del 1964 ai 44.596.000 del 1993, ai 45.976.000 stimati nel 2001. L'aspettativa di vita è di 61 anni, la mortalità infantile è del 79%, dati che portano il Myanmar nella fascia dei paesi a basso sviluppo umano. Grazie all’impegno per l’istruzione l’analfabetismo è stato ridotto al 15,3%, e quasi il 75% della popolazione vive in villaggi.

Geografia economica

L’economia si basa soprattutto sull’agricoltura e in particolare sulla risicoltura. Negli ultimi anni ci sono stati lievi segni di crescita, ma il reddito pro capite resta uno dei più bassi al mondo.
Le terre coltivate sono il 14% del totale, sui 2/3 delle terre arabili è praticata la risicoltura e la meccanizzazione dell’agricoltura è solo agli inizi.
Nella parte orientale del paese, nel cosiddetto “triangolo d’oro” è molto comune la coltivazione di oppio. L’allevamento riguarda soprattutto i bovini e gli animali da cortile; ha un ruolo notevole nell’economia anche la pesca. L’industria si occupa soprattutto della lavorazione dei prodotti agricoli locali, ma vi sono anche industrie tessili per la lavorazione del cotone. In crescita il turismo attirato da un patrimonio artistico di prim’ordine costituito da templi, monasteri e monumenti funerari. als:Myanmar ja:ミャンマー ko:미얀마 ms:Myanmar th:ประเทศพม่า zh-min-nan:Myanmar

Laos

La Repubblica popolare democratica del Laos è uno stato del sud-est asiatico. Confina con la Cina, il Vietnam, la Cambogia, la Thailandia e la Birmania.

Storia

Articolo principale: Storia del Laos La storia del Laos risale ai tempi precedenti la nostra era, come dimostrano le vestigia della "Pianura delle giare". Nel V secolo si fece sentire l'influenza dei primitivi regni khmer e, tramite essi, quella della civilizzazione indù e quindi della civiltà "Dvaravati", buddista. Il sito di "Vat Phou", a sud del paese, risale a quest'epoca. Verso il XII secolo arrivarono nel paese le popolazioni thai, originarie della Cina meridionale. Nel 1353 venne fondato il "Lane Xang" ("Paese del milione di elefanti") e si stabilì definitivamente il buddismo. Il reame si consolidò e Vientiane ne diventò la capitale nel 1520. Con l'annessione del regno di "Chiang Maï" il Lane Xang raggiunse il suo apogeo, ma nei secoli XVII e XVIII si iniziò a sfaldare e le sue province passarono sotto la dominazione birmana, cinese e thaï. Nel 1778 il regno thaï conquistò Ventiane e il Siam (Thailandia dominò il paese fino all'arrivo dei Francesi. Nel 1893 il vice-console francese a Luang Pragang, Auguste Pavie, e un blocco delle coste, obbligarono il Siam a cedere la riva sinistra del fiume Mekong e quindi a firmare trattati (nel 1902 e nel 1904 in cui si riconosceva il protettorato francese sul Laos. Il paese fu infine integrato nell'Unione dell'Indocina francese nel 1899. Nel 1904 iniziò il lungo regno di Sisavang Vong, che restò sul trono fino al 1959. Tra il 1940 e il 1945 fu occupato dalle forze dell'Impero giapponese, che al loro ritiro fecero proclamare al re Sisavang Vong l'indipendenza. Nel 1975 il movimento comunista del Pathet Lao prese il potere rovesciando il re Savang Vatthana. Venne creata la repubblica popolare democratica del Laos (RPDL) e circa un 10% della popolazione è costretta all'espatrio.

Geografia

Il paese è percorso dal fiume Mekong (1898 km nel Laos su un percorso totale di 4200 km), poco navigabile a causa della sua irregolare portata, che segna per un lungo tratto i confine con la Thailandia. Lo stato si estende in lunghezza da nord a sud per circa 1000 km, mentre la larghezza raggiunge a tratti appena un centinaio di chilometri. Il territorio è costituito prevalentemente di montagne e altopiani. La vetta più alta è il Phou Bia (2820 m) nella regione di Xieng-Khouang. La cordigliera Annamitica segna verso est il confine con il Vietnam (la vetta più alta è il monte Rao Co, di 2286 m). Il clima è tropicale e monsonico, distinto in due stagioni: quella secca, da ottobre ad aprile, e quella delle piogge da maggio a settembre. Tra dicembre e gennaio la media delle temperature è di 15-20°, mentre tra marzo e aprile è di 30°. Le foreste ricoprono poco meno del 53% della superficie.

Gruppi etnici

Sulla base del censimento del 1995, nel territorio del paese risiedono 47 diverse tribù, che hanno differenti tradizioni e costumi. Le tribù fanno parte di tre principali gruppi (Lao Lum, ossia abitanti delle terre basse, Lao Song, abitanti delle montagne e Lao Teung o Lao Kang, abitanti degli altopiani). Sulla base della lingua parlata possono inoltre essere suddivise in sei gruppi (Lao-Tai, Mon-Khmer, Mong-Yao, Tibe-Myanmar, Viet-Mouang, Han o Hor). I nomi delle 47 tribù sono: Alak, Bit, Chere, Ha-nhi, Haw, Hmong, Jri, Kaw, Katang, Katu, Khmer, Khmu, Kri, Kui, Lamet, Lao, Lavae, Laven, Lavi, Lolo, Lue, Makong, Mon, Museu, Ngae, Nguon, Nhaheun, Nhuon, Oi, Pakoh, Phong, Phu-Noi, Phu Thai, Sadang, Saek, Sila, Samtao, Singmun, Souei, Taliang, Ta-oi, Thin, Tum, Yae, Yang, Yao, Yumbri. ja:ラオス ko:라오스 ms:Laos simple:Laos th:ประเทศลาว

Bhutan

Il Regno del Buthan è una piccola nazione montagnosa del Sud Asia, localizzata nella catena himalayana tra India e Cina, vicino al Tibet. Storicamente conosciuto come Lho Mon (terra meridionale delle tenebre), Lho Tsendenjong (terra meridionale del cipresso), Lhomen Khazhi (terra meridionale delle quattro vie d’accesso), e molti altri nomi, questo Stato è chiamato dal mondo esterno “Bhutan”– il cui significato si perde nel mito e nel mistero. La gente chiama se stessa Drukpa e chiama la propria patria Druk Yul, che significa "terra del drago" oppure Druk Tsendhen, "terra del drago del tuono", dal momento che la tradizione vuole che il tuono sia il ruggito dei draghi cinesi, la creatura che decora la bandiera nazionale.

Ubicazione

Il Bhutan è situato alle pendici meridionali della parte orientale della catena dell’Himalaya, il regno è racchiuso fra due importanti civiltà asiatiche, il Tibet (Cina) a nord e gli Stati indiani dell’Assam, di Arunachal Pradesh, del Sikkim e del Bengala Occidentale ad est, ovest e sud. La superficie è pari a 46,500 kmq. La capitale è Thimphu. È una affascinante città di 50.000 abitanti. Il suo profilo ha poche probabilità di cambiare perché lo sviluppo edilizio è strettamente monitorato e gli edifici non possono superare determinate altezze e devono essere costruiti rispettando lo stile bhutanese. È l’unica capitale del mondo priva di semafori.

Storia

Secondo le tradizioni bhutanesi la storia inizia nel 600 con il re tibetano Songtsen Gampo. Nell'VIII secolo Guru Rinpoche ( visto come un secondo Buddha ), un mistico buddhista, diffuse nel paese la forma tantrica del buddhismo Mahayana, tutt'ora la religione più professata in Bhutan. In quegli stessi anni popolazioni di origine tibetana si stabilirono nell'area modificando radicalmente la cultura del paese. Fino al 1600 circa, il paese fu governato da varie famiglie nobili e clan; nel 1616 Shabdrung Ngawang Namgyal, un monaco tibetano della scuola buddhista Drukpa, unificò il paese, dotandolo di una struttura amministrativa che sopravvive tutt'oggi in alcune istituzioni. Nei due secoli successivi alla morte di Shabdrung il paese fu vittima di contrasti interni e guerre civili, e i governatori locali divennero progressivamente più influenti e indipendenti dal potere centrale. Nel 1865, il Regno Unito e il Bhutan siglarono il Trattato di Sinchulu, in base al quale il Bhutan avrebbe ricevuto un sussidio annuale in cambio della cessione di alcune terre di confine. Nel 1907, sotto l'influenza britannica, Ugyen Wangchuck primo re del Bhutan, insediò la monarchia; tre anni più tardi, si arrivò ad un trattato stando al quale i britannici non avrebbero interferito negli affari interni del Bhutan e quest’ultimo avrebbe lasciato al Regno Unito la gestione dei suoi affari esteri. Questo ruolo fu poi assunto dall'India a partire dal 1947. Due anni più tardi, un accordo formale restituì al Bhutan le aree annesse dai britannici, formalizzò il sussidio annuale che il paese riceveva e definì le responsabilità dell'India in merito alla difesa e alle relazioni internazionali del piccolo paese. Il monarca attuale, Jigme Singye Wangchuck, salì al trono nel 1972 ad appena 17 anni assumeno il titolo di "Druk Gyalpo", "il Re drago"; le sue idee innovatrici portarono il paese verso una graduale modernizzazione. Fra le linee guida della sua politica è importante ricordare gli sforzi per conservare ed omogeneizzare la cultura nel paese; ciò portò, negli anni 1990, all'espulsione di migliaia di bhutanesi di origine nepalese, risiedenti soprattutto nel sud del paese, costretti a rifugiarsi in campi profughi in Nepal e India ed assistiti dall'UNHCR.

Caratteristiche fisiche

Il Bhutan è caratterizzato per la maggior parte da montagne ripide ed elevate attraversate da una rete di rapidi fiumi che formano vallate prima di esaurirsi nelle pianure dell’India. Il nord del paese è caratterizzato dalle alte vallate e montagne della catena Himalayana che si elevano sopra i 4000 mila metri, fino a raggiungere i 7553 metri del Kula Kangri, la vetta più alta. Verso sud le montagne digradano in ampie vallate più densamente abitate e coltivate, sopratutto nella parte occidentale del paese, dove sono anche situate le tre città principali: Thimphu ( 2300 metri s.l.m ), Punakha ( 1300 metri s.l.m ) che fu capitale estiva fino al 1962 quando Thimphu divenne sede permanente del governo e Paro ( 2200 metri s.l.m ) sede dell'unico aeroporto. I Monti neri, alti oltre 5000 metri, tagliano il paese da nord a sud, creando una barriera tra Bhutan occidentale ed orientale. Il 72.5% della superficie è caratterizzato da foreste e la legge impone che le foreste coprano, in futuro, almeno il 60% del territorio. La biodiversità è molto ricca a tal punto che il Bhutan è considerato una delle dieci aree Mondo caratterizzate dall’ambiente globale.

Clima

Il clima è estremamente vario e risente fortemente delle diversità di altitudine presenti nel paese e dell'influsso dei monsoni. La parte più meridionale del paese, o che comunque rimane al di sotto dei 2000 metri, è caratterizzata da clima di tipo tropicale; al di sopra dei 2000 metri sino ai 3500 circa il clima è temperato ( in questa fascia sono situate la maggior parte delle aree coltivate ed abitate ). Infine al di sopra dei 3500 metri il clima è alpino. Gli insediamenti umani si trovano per la maggior parte nelle valli interne dei fiumi e nelle pianure del Sud; nomadi ed altre tribù vivono nel Nord allevando pecore, yak e altri bovini.

Demografia

Il tasso di crescita della popolazione stimato nel 2000 si attesta sul 2.4%, in calo rispetto al 3.1% del 1994.

Società

La società era tradizionalmente divisa in zhung (aristocrazia e burocrazia), dratshang (comunità religiose), e misey (popolo) pur non essendoci un sistema di caste. Durante il periodo medioevale, quando prevaleva una forma di feudalesimo, la gente che lavorava per i re e per i signori nei diversi dzong (fortezze) era distinta secondo la professione esercitata. La divisione però non era molto rigida al punto che ciascuno poteva raggiungere le posizioni più elevate. Tutti pagavano le tasse.

Gruppi etnici

Ci sono tre gruppi etnici principali. Il gruppo Sharchop vive soprattutto nella parte orientale e il gruppo Ngalop del Bhutan occidentale è composto da discendenti delle popolazioni tibetane che immigrarono nel 5° secolo. Le popolazioni di origine nepalese, chiamate Lhotsampa, si stabilirono nella parte meridionale verso la fine del 19° secolo. Le divisioni etniche stanno progressivamente scomparendo a causa dell’aumento dei matrimoni interetnici e delle migrazioni. Il popolo bhutanese è amichevole e ospitale.

Lingua

In Bhutan si parlano 19 dialetti oltre allo Dzongkha, la lingua nazionale. L’Inglese è la lingua ufficiale. Il Nepali si parla in alcuni distretti meridionali.

Politica

Il Bhutan è una monarchia costituzionale. Il re, chiamato Druk Gyalpo (Re Drago), è Jigme Singye Wangchuck, salito al trono nel 1972. E' coadiuvato nell'esercizio del potere dal Consiglio consultivo reale, i cui membri sono di nomina regia. Fino all’inizio del 20° secolo, il Bhutan era governato da un doppio sistema amministrativo introdotto da Shabdrung Ngawang Namgyal, leader spirituale del 17° secolo, il quale unificò il Paese e sviluppò l’identità bhutanese. Nel 1907, il clero, i Consiglieri dello Stato e i rappresentanti di tutti i distretti unitamente alla popolazione elesse il Trongsa Penlop (govenatore), Ugyen Wangchuck, primo re ereditario. Il Bhutan è ancora un regno di cui l’attuale re, Jigme Singye Wangchuck, è Capo di Stato. Tuttavia, in seguito ad un Decreto Reale adottato dall’Assemblea Nazionale nel 1998, il re non è più il capo del Governo; questa carica è ricoperta dal Presidente del Consiglio dei Ministri (dal 5 settembre 2005, Lyonpo Sangay Ngedup), posizione assegnata per un anno a turno a ciascuno dei cinque Ministri eletti con il maggior numero di voti. L’Assemblea Nazionale, il Consiglio reale, il Consiglio dei Ministri e ciascun Ministro costituiscono le unità organizzative che svolgono i ruoli più importanti nel governo del Paese. L’Assemblea Nazionale è composta di 150 membri, dei quali 105 sono eletti dal popolo per un periodo di tre anni. I rappresentanti dei monaci sono 10 e durano in carica un anno, mentre i rimanenti 35 membri sono i rappresentanti del Governo e sono nominati dal re. A livello subnazionale, il Paese è suddiviso in 20 Dzongkhag (distretti) e 201 Geogs (quartieri), che stanno sempre di più diventando i punti focali degli sforzi per il decentramento e lo sviluppo.

La Monarchia

L'attuale dinastia ereditaria dei Wangchuck fu istituita nel 1907. Sua Maestà Ugyen Wangchuck divenne il primo sovrano ereditario del Bhutan il 17 dicembre 1907. L'attuale re, Jigme Singye Wangchuck è il quarto re della successione dinastica. L'istituzione della monarchia ha costituito una pietra miliare nella storia dello Stato.

Dinastia dei Wangchuck


- Re Ugyen Wangchuck (1907-1926)
- Re Jigme Wangchuck (1926-1952)
- Re Jigme Dorji Wangchuck (1952-1972)
- Re Jigme Singye Wangchuck (1972- )

La famiglia reale

Sua Maestà il Re ha quattro sorelle
- Sua Altezza Reale la Principessa Ashi Sonam Choden Wangchuck, (1953)
- Sua Altezza Reale la Principessa Ashi Dechen Wangmo Wangchuck, (1954)
- Sua Altezza Reale la Principessa Ashi Pem Pem Wangchuck, (1959)
- Sua Altezza Reale la Principessa Ashi Kesang Wangmo Wangchuck, (1961) Nel 1979, il Re ha sposato quattro sorelle, figlie di Yab Ugen Dorji and Yum Thuiji Zam. la cerimonia pubblica del matrimonio però ebbe luogo il 31 ottobre 1988. Durante il matrimonio fu nominato Pricipe ereditario, Sua Altezza Reale il Principe Dasho Jigme Khesar Namgyal Wangchuck. Le quattro Regine sono:
- Sua Maestà Ashi Dorji Wangmo Wangchuck (1955)
- Sua Maestà Ashi Tshering Pem Wangchuck (1957)
- Sua Maestà Ashi Tshering Yangdön Wangchuck (1959)
- Sua Maestà Ashi Sangay Choden Wangchuck (1963 da esse il Re ha avuto 10 figli che sono:
- La Principessa Ashi Chimi Yamgzam, figlia di Ashi Tshering Pem Wangchuck (1980)
- Il Principe ereditario Dasho Jigme Khesar Namgyal Wangchuck, figlio di Ashi Tshering Yangdön Wangchuck (1980)
- La Principessa Ashi Sonam Dechen, figlia di Ashi Dorji Wangmo Wangchuck (1981)
- La Principessa Ashi Dechen Yangzam, figlia di Ashi Tsering Yangdon Wangchuck (1981)
- La Principessa Ashi Kesang Choden, figlia Ashi Tshering Pem Wangchuck (1982)
- Il Principe Dasho Jigyel Ugyen Wangchuk, figlio di Ashi Dorji Wangmo Wangchuck (1984)
- Il Principe Dasho Khamsum Singhye Wangchuk, figlio di Ashi Sangay Choden Wangchuck (1985)
- Il Principe Dasho Jigme Dorji Wangchuk, figlio di Ashi Tshering Yangdön Wangchuck (1986)
- La Principessa Ashi Euphelma Choden Wangchuk, figlia di Ashi Sangay Choden Wangchuck (1993)
- Il Principe Dasho Ugyen Jigme Wangchuk, figlio di Ashi Tshering Pem Wangchuck (1994)

Distretti (Dzongkhag)

Nella logica del decentramento dei poteri nei confronti delle popolazioni, i Distretti (Dzongkhag) hanno, sul territorio di competenza, ampi poteri politici, amministrativi e finanziari. Lo Stato è suddiviso in 20 unità amministrative chiamate “Dzongkhag”. Gli Dzongkhag più vasti sono a loro volta suddivisi in sub-distretti chiamati dungkhag. I villaggi sono raggruppati in unità chiamate “gewog” e amministrate dal “gup” che viene eletto dal popolo. I Distretti sono 20:
- Bumthang
- Chukha (anticamente chiamato Chhukha)
- Dagana
- Gasa
- Haa
- Lhuntse (anticamente chiamato Lhuntshi)
- Mongar
- Paro
- Pemagatshel (anticamente chiamato Pemagatsel)
- Punakha
- Samdrup Jongkhar
- Samtse (anticamente chiamato Samchi)
- Sarpang
- Thimphu
- Trashigang (anticamente chiamato Tashigang)
- Trashiyangste
- Trongsa (anticamente chiamato Tongsa)
- Tsirang (anticamente chiamato Chirang)
- Wangdue Phodrang (anticamente chiamato Wangdi Phodrang)
- Zhemgang (anticamente chiamato Shemgang)

Religione

Drukpa Kagyue che fa parte del Buddhismo Mahayana è la religione di stato. Il Bhutan è l'unico paese a professare come religione ufficiale la forma del buddhismo detta Mahayana. Il buddhismo ha giocato un ruolo fondamentale nella storia e nello sviluppo delle strutture sociali; tutt'ora riveste un importante ruolo sia per il grande peso del clero all'interno della società ( fino a pochi decenni fa monopolista della cultura, in quanto unicamente nei monasteri era possibile ricevere l'istruzione ) sia per l'importanza assegnata ai valori religiosi anche nell'azione politica. Hindu è la fede dominante dei territori meridionali. In alcune parti limitate del Paese si professa ancora il Buddhismo Bon, l’animismo e lo sciamanismo.

Istruzione

L’istruzione occidentale moderna è stata introdotta solo nei primi anni ’50. Prima di allora era predominante l’educazione monastica trasmessa attraverso la tradizione orale. Il tasso di iscrizione alla scuola è pari al 72 % mentre il tasso di alfabetizzazione è pari al 54%. Il governo assicura l’istruzione gratuita.

Economia

L'economia del Bhutan è basata sull'agricoltura. Gran parte della terra coltivata è lavorata e irrigata grazie al sistema dei terrazzamenti; le coltivazioni principali sono quelle del riso, del frumento, del mais e delle patate. Il cardamomo e la frutta (mele, pere, prugne) sono coltivati per l'esportazione. L'allevamento si basa sui bovini (fra i quali gli yak, o buoi tibetani) e gli ovini. L'industria poggia sul settore tessile, sulla produzione di cemento, fiammiferi e bevande alcoliche. Durante il 2001 il Bhutan ha prodotto circa 1,9 miliardi di kWh, dei quali il 99,9% ottenuti grazie allo sfruttamento dell'energia idroelettrica. Le risorse minerarie includono: rame, gesso idrato, minerale di ferro, calcare litografico, piombo, carbone e dolomite, ma il loro sfruttamento commerciale è irrilevante. Il maggiore partner commerciale è rappresentato dall'India. Con il sesto piano di sviluppo economico (1987-1992) sono stati stanziati investimenti per lo sfruttamento delle foreste e delle risorse minerarie e per l'estensione delle strutture sanitarie. Nel 2002 il prodotto interno lordo ammontava a 591 milioni di dollari USA, pari a un PIL pro capite di 690 dollari. Nel 1974 il paese ha aperto le frontiere al turismo; nel 2002 6.000 turisti hanno visitato il paese e il turismo ha rappresentato la voce principale negli scambi con l'estero. Data l'assenza di linee ferroviarie, il sistema di comunicazioni si basa su una rete stradale (3.690 km nel 1999) che collega molte zone del paese. I collegamenti con l'India, con il Bangladesh, con il Nepal e con la Thailandia sono garantiti anche da voli di linea. L'unità monetaria nazionale è il ngultrum.

Approccio allo sviluppo

Il caratteristico approccio bhutanese della massimizzazione della Felicità Interna Lorda (Gross National Happiness), proposto dal re Jigme Singye Wangchuck negli anni ’70, costituisce il principio guida dello sviluppo. Forma la base per individuare la direzione da preferire alle altre e ha governato gli sforzi per il miglioramento degli standard di vita, incluso il benessere spirituale e la preservazione dei valori culturali e dell’ambiente fisico. Il concetto proposto dal re indica che lo sviluppo è costituito da più dimensioni rispetto a quelle associate al Prodotto Interno Lordo, e che lo sviluppo dovrebbe essere considerato come un processo che cerca di aumentare la felicità piuttosto che la crescita economica. La Felicità Interna Lorda pone la persona al centro dello sviluppo riconoscendo che l’individuo ha bisogni di natura materiale, spirituale ed emozionale. Sono cinque le tematiche o gli obiettivi che vengono considerati come potenti strumenti per dirigere il processo di cambiamento; essi includono: lo sviluppo umano, la governance, lo sviluppo equilibrato ed equo, il patrimonio culturale e la conservazione dell’ambiente. I cinque obiettivi principali non solo rendono il concetto di Felicità Interna Lorda più concreto, ma contengono anche il principio guida a cui è stata data grande importanza per assicurare nel futuro al Paese indipendenza, sovranità e sicurezza.

Sanità

La medicina occidentale allopatica fu introdotta nei primi anni ’50. La popolazione si è sempre basata sulla medicina tradizionale che nel tempo ha avuto un importante sviluppo. Essa è conosciuta come “sowai rigpa” e affronta gli aspetti di prevenzione e quelli di cura. Sia i rituali buddhisti che gli sciamani del villaggio (paw e pamo) hanno giocato un ruolo rilevante. La medicina tradizionale viene coltivata insieme alla medicina occidentale. Il Bhutan ha conosciuto, nel settore della sanità, un considerevole sviluppo. Le malattie trasmissibili, come la diarrea e le infezioni respiratorie acute sono le maggiori cause di mortalità. Si stanno peraltro diffondendo anche le malattie non trasmissibili. Circa il 90% della popolazione ha accesso ai servizi di assistenza sanitaria primaria. Il 78% della popolazione ha accesso all’acqua potabile e l’88% della popolazione è collegata al sistema fognario. I servizi sanitari sono gratuiti per tutta la popolazione. La speranza di vita alla nascita è di 60 anni. Lo sviluppo della sanità del Bhutan ha subito un’accelerazione negli anni ’60 con l’istituzione del Dipartimento di Sanità Pubblica e con l’apertura di nuovi ospedali e farmacie in tutto il Paese. Agli inizi degli anni ’90, l’assistenza sanitaria era fornita da 29 ospedali generali (inclusi 5 ospedali per la cura della lebbra, 3 ospedali militari e 1 ospedale mobile), 64 farmacie, 67 unità di cure primarie, 4 farmacie di prodotti farmaceutici tradizionali e 15 centri per l’eradicazione della malaria. Gli ospedali più complessi erano ubicati a Thimphu, Geylegphug, and Tashigang. I posti letto ospedalieri erano poco meno di 1.000. C’era una significativa carenza di personale sanitario. Le statistiche ufficiali parlavano di 142 medici e di 678 infermieri: 1 professionista ogni 2.000 persone, 1 medico ogni 10.000 abitanti. Per la formazione degli assistenti sanitari, del personale infermieristico, delle ostetriche è stata istituita nel 1974 la Scuola dell’Ospedale Generale di Thimphu. I diplomati dalla Scuola costituiscono il cuore del sistema sanitario pubblico e forniscono supporto agli operatori delle unità di assistenza sanitaria di base. Ulteriori risorse di supporto vengono reclutate fra i volontari nei villaggi per aiutare a svolgere le attività di assistenza sanitaria primaria. Con il successo dei programmi di assistenza sanitaria primaria, il livello dell’assistenza sanitaria va spinto verso un livello superiore. Con la rapida transizione della popolazione da una società prevalentemente agraria ad un’economia di mercato, l’epidemiologia sta cambiando altrettanto rapidamente. Mentre ci stiamo ancora dibattendo con i problemi delle fognature, dell’igiene e delle malattie infettive, dobbiamo anche affrontare i problemi di salute legati agli stili di vita. In modo simile a quanto accade in altre zone del Mondo, le malattie croniche, quali il cancro, gli incidenti stradali, gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali stanno assumendo grande importanza. Per affrontare i bisogni futuri, il Governo sta esaminando la infrastruttura esistente e la sua adeguatezza ai bisogni emergenti. Allo stesso tempo dopo un periodo di espansione dell’assistenza sanitaria primaria, il Paese deve sempre più focalizzare la propria attenzione all’assistenza di secondo e terzo livello. Al fine di ridurre il carico delle malattie si stanno si stanno intensificando le campagne di informazione. Si stanno affrontando problemi quali il bisogno di attività fisica, la moderazione nel consumo di alcol e la prevenzione dell’uso di sostanze mediante l’educazione dei genitori e dei bambini. Fortunatamente riguardo al tema delle droghe il Bhutan non è produttore di sostanze narcotiche. Attualmente la promozione di stili di vita salutari è diventata una importante componente dei servizi sanitari. Per mantenere l'assistenza sanitaria primaria gratuita è stato costituito, con il sostegno dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, un apposito Fondo Fiduciario. Nel 2004, il Bhutan è stato il primo Paese al mondo a vietare completamente il fumo nei luoghi pubblici. I cittadini Bhutanesi possono fumare all'interno delle loro case. È stata proibita la vendita di tabacco, ma i cittadini possono importare una certa quantità annua di sigarette per uso personale. Questa legge non si applica agli stranieri i quali devono pagare multe salate se sorpresi a vendere tabacco ai residenti.

Trasporti e Comunicazioni

La rete stradale è di 3.700 km. Sono stati programmati 782 km di nuove strade: 134 km per autostrade e 648 km di strade rurali. L’aeroporto di Paro serve tutto il Paese e la compagnia aerea nazionale (Drukair) assicura I collegamenti con New Delhi, Bangkok, Kathmandu, Calcutta e Rangoon.

Telecomunicazioni

La telefonia mobile è stata introdotta l'11 novembre 2003. La densità dei telefoni è del 15% nelle zone urbane e dell’1% nelle zone rurali.

Relazioni estere

Nel 2004, il Bhutan mantiene relazioni diplomatiche con 22 Stati (inclusa l’Unione Europea), con Ambasciate in India, Bangladesh, Thailandia, Kuwait. Ha due Uffici presso le Nazioni Unite a New York e a Ginevra. Ha Consolati Onorari in 10 Paesi. È membro di 45 organizzazioni internazionali. Solo l’India e il Bangladesh hanno Ambasciate in Bhutan.

Cultura

Simboli nazionali

Il giorno di festa nazionale è il 17 dicembre, commemorazione dell'ascesa al trono del primo re del Bhutan Ugyen Wangchuck nel 1907, mentre il 2 giugno si celebra l’anniversario dell’incoronazione del re attuale Jigme Singye Wangchuck. L'uccello nazionale è il corvo (Corvus corax), che adorna anche la corona del re. L'animale nazionale è il takin (Budorcas taxicolor tibetana), un particolare e raro tipo di bovino. Il fiore nazionale è il papavero blu (Meconopsis grandis) e la pianta nazionale è il cipresso (Cupressus torolusa).

Arte ed Artigianato

Il Bhutan è conosciuto per i prodotti artigianali realizzati in bronzo, argento e altri metalli. È molto praticata la scultura di figure religiose e in tutti i templi sono presenti grandi statue di Buddha dorate e dipinte in colori brillanti.

Architettura

Gli dzong, edifici simili ai castelli, con le mura digradanti, con le linee classiche, gli ampi cortili e le meravigliose sale sono fra gli esempi più belli dell’architettura bhutanese. Gli dzong ospitano grandi monasteri e sono collocati in posizioni dominanti in cima alle colline o alla confluenza di fiumi. Essi sono anche il centro amministrativo dei distretti di appartenenza. Gli edifici più comuni sono i “chorten” o “stupa”, piccoli templi costruiti per ospitare reliquie sacre.

Cibo

Alimenti principali sono il riso, il grano, il frumento, il mais, la carne di maiale, di manzo, di gallina e di yak, il formaggio e il peperoncino.

Abbigliamento

Gli uomini vestono il gho, una veste lunga legata alla vita da una cintura di stoffa che si chiama kera. Le donne indossano un vestito lungo fino alle caviglie che si chiama kira ed è fatto di stoffe colorate e ornate con decorazioni tradizionali.

Sport

Lo sport nazionale è il tiro con l’arco. Cominciano a diventare popolari anche gli sport internazionali, calcio, basket, volley, tennis e tennis tavolo.

Media

Il giornale indipendente nazionale [http://www.kuenselonline.com Kuensel] viene pubblicato settimanalmente in tre lingue, Dzongkha, Inglese e Nepali, e la televisione nazionale [http://www.bbs.com.bt BBS TV] trasmette quattro ore di programmi nazionali in Dzongkha e Inglese. I programmi si ricevono solo nella capitale Thimphu. La radio nazionale è molto più popolare e costituisce un efficace mezzo di informazione soprattutto nelle aree rurali. Le trasmissioni vengono effettuate in Dzongkha, Inglese, Nepali e nel dialetto Sharchop.

Collegamenti esterni


- [http://www.bhutan.gov.bt Portale del Governo del Bhutan]
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- [http://dzong-architecture.wikiverse.org/ Architettura degli Dzong ( in inglese ) ] Categoria:Monarchie ja:ブータン ms:Bhutan th:ประเทศภูฏาน

Nepal

Il Nepal (नेपाल in nepalese) è un paese dell'Asia meridionale situato all'incirca a 28° di latitudine Nord e 84° di longitudine Est, confinante a Nord con la Cina (Tibet) ed a Sud con l' India. È una regione del subcontinente indiano compresa tra la pianura del Gange e la catena Himalayana. Il territorio è prevalentemente montuoso e presenta un dislivello notevole (da 100 a 8.848 m). La capitale è Kathmandu (काठमाडौं), situata a 1.300 m d'altitudine.

Storia

Storia antica

La storia antica del Nepal non presenta documenti storiografici largamente attendibili, e si perde nella leggenda. Si narra che in tempi remoti la valle di Kathmandu fosse un lago, ed il dio Manjushri con un colpo di spada fendette il terreno facendone defluire le acque. Intorno all’ottavo secolo a.C. i Kirati (o Kiranti) furono i primi abitanti della valle a darsi un’embrionale organizzazione politica. In questo periodo il Buddha nacque vicino a Lumbini, città situata nella parte meridionale del paese, ai confini con l’India: l’avvenimento è testimoniato da una colonna commemorativa fatta qui erigere nel II secolo a.C. dall’imperatore buddista indiano Ashoka, della dinastia Maurya. Nel IV secolo d.C. il territorio fu invaso dal Licchavi, che introdussero l’Induismo ed il relativo sistema sociale, unitamente alla suddivisione della popolazione in caste. Dal IX al XII secolo i Thakuri ebbero la supremazia politica, seguiti nel XIII secolo dai Malla. A quel tempo il Nepal non era un regno unito, ma un insieme di città-stato costantemente in guerra fra loro. Nella stessa valle di Kathmandu vi erano alcune città-stato indipendenti, ciascuna con il proprio re. Spesso i governanti delle singole città erano legati da vincoli di parentela, ma all’occasione non esitavano a dichiararsi reciprocamente guerra. I Malla furono grandi mecenati: la maggioranza delle vestigia storiche ed artistiche del paese (in particolare nella valle di Kathmandu) risale a quel periodo.

L'unificazione

L’unità politica nepalese è un fatto relativamente recente: verso il XVIII secolo, al declino della stirpe dei Malla, si assistette all’affermazione degli Shah, l’attuale famiglia regnante. Costoro, a partire dal regno di Gorkha, sottomisero progressivamente gli altri regni locali finché nel 1768 Prithvi Narayan Shah non conquistò la capitale e fu il primo re del Nepal unificato. Gli Shah non dimostrarono però grande interesse verso l’arte, e rispetto al periodo precedente non apportarono in questo campo importanti contributi, preferendo dedicarsi più che altro al consolidamento del potere politico, all’espansionismo territoriale ed alle lotte fratricide.

Il governo dei Rana

Nella notte del 14 settembre 1846 ebbe luogo un evento che avrebbe influenzato la vita politica del paese per oltre un secolo. Un ufficiale dell’esercito, Jung Bahadur Kunwar, fece assassinare a tradimento numerosi membri della Corte e dell’esercito mentre erano radunati nel cortile di Kot. Grazie a questo espediente, alla sua scaltrezza, nonchè alla debolezza del re Rajendra, riuscì ad accentrare su di sé il potere, riuscendo addirittura a farsi nominare Maharaja dal sovrano, con garanzia di trasmissione del titolo ai suoi discendenti. Si creò così una diarchia nella quale il re era esautorato di ogni potere, mentre il governo era in mano alla famiglia Rana (il nuovo e prestigioso cognome adottato da Jung Bahadur). Il periodo dei Rana presenta, oltre alle ombre, anche le luci: essi abolirono la schiavitù ed il sati, l’usanza indù di gettare la vedova (viva) sulla pira funeraria del marito. Furono i primi a confrontarsi con i costumi europei, e sotto il loro governo venne introdotta l'architettura neoclassica a Kathmandu. A loro si devono i primi tentativi di modernizzazione del Paese.

Restaurazione della monarchia

Una svolta si ebbe nel 1947 con la fondazione del Nepal Congress Party ad opera di Bisheshwar Prasad Koirala, su ispirazione del Congress Party indiano. Grazie a questa nuova forza politica, coadiuvata dal governo Indiano, re Tribhuvan riuscì a fuggire in esilio in India. Come risposta, i Rana intronizzarono suo nipote Gyanendra (l’attuale re), che allora era un bambino di soli tre anni. Tribhuvan ritornò dall’esilio nel gennaio del 1951 e fu riconosciuto a furor di popolo come legittimo regnante. Nel 1955 morì, e la corona passò al figlio Mahendra. Costui indisse le elezioni, che si tennero nel 1959 e furono vinte dal Nepal Congress Party, e B.P. Koirala assunse la carica di Primo Ministro. Nel 1962 il re abolì il sistema partitico e decise di reinstaurare l’antico sistema indiano dei panchayat, ovvero delle assemblee locali. Questo sistema rappresentativo dalla struttura piramidale rimase in vigore fino al 1991 e risultava essere completamente apartitico. Nel 1972, a Mahendra successe il figlio Birendra, che non volle mutare l’assetto istituzionale del paese. Dopo l’inasprirsi della violenza e della protesta popolare fu costretto ad indire, nel 1981, un referendum sul sistema politico in vigore: una debole maggioranza si espresse ancora per il mantenimento dei panchayat.

Gli anni recenti (1990-2005)

Nel 1990, in un clima di aperta rivolta, il re dichiarò decaduto il vecchio sistema, e si accinse ad assumere il ruolo di sovrano costituzionale. Nel decennio 1991-2001 vi fu una successione di governi di coalizione senza maggioranze sufficientemente forti, e generalmente senza un preciso indirizzo politico. Nel 1996, dopo un ultimatum al governo, iniziò l’attività della guerriglia maoista. Il primo giugno 2001, secondo i resoconti ufficiali, il principe ereditario Dipendra compì una strage nel palazzo reale quale furiosa risposta al rifiuto dei suoi genitori di accettare la sposa da lui scelta. Dipendra sparò ed uccise il re Birendra e la regina Aishwarya, oltre ad una decina di cugini reali, prima di spararsi a sua volta. Il suo tentativo di suicidio tuttavia fallì e, nonostante fosse in coma, venne proclamato re sul letto dell'ospedale. Morì pochi giorni dopo. Al suo posto, il 4 giugno, Gyanendra fu proclamato re (un fratello di Birendra, e già re dal novembre 1950 al gennaio 1951). Il primo febbraio 2005 Gyanendra ha destituito il governo guidato da Sher Bahadur Deuba, dichiarando lo Stato d’emergenza, assumendo su di sé il potere esecutivo e nominando un Consiglio dei ministri di sua fiducia.

Geografia

Geografia fisica

Pur essendo uno stato di dimensioni medio-piccole, il Nepal presenta una notevole varietà di climi ed ambienti naturali, comprendendo territori che spaziano dalla pianura gangetica alla catena Himalayana.

Clima

Il paese è localizzato in una zona caratterizzata da un clima subtropicale, che presenta principalmente due fasi stagionali: la stagione dei monsoni (piovosa, da giugno a fine settembre), e la stagione secca (il resto dell’anno). Vi possono comunque essere delle forti escursioni termiche tra estate ed inverno, ma vista la variabilità del territorio, è anche assai facile che una certa zona presenti un microclima diverso da un'altra.

Geologia

microclima L’origine della catena himalayana, insieme all’altopiano del Tibet ed alle catene montuose minori, va ricercata nella collisione che avvenne all’incirca 60 milioni di anni fa tra la zolla indiana e la zolla euroasiatica (convergenti con subduzione dell’India). Durante questo processo i due continenti intrappolarono un intero mare, ed i sedimenti organici in esso presenti vennero coinvolti nel processo orogenetico, al punto che ancora oggi è possibile rinvenire ammoniti fossili nel letto del fiume Kali Gandaki, a 3000 m di altitudine. Si possono inoltre notare altri fenomeni quali la presenza di sacche di gas naturale ad un’altitudine di 3800 m (il fuoco di Muktinath). La teoria della collisione continentale risulta anche suffragata dal ritrovamento sulla catena Himalayana della tipica sequenza di rocce di tipo ofiolitico.

Zone morfologiche e climatiche

Il Nepal è percorso longitudinalmente da alcune catene montuose, intervallate da valli e conche, e seguendo l’andamento del dislivello si possono anche genericamente definire le zone climatiche. ofiolitico La pianura gangetica (Terai), a 100 m s.l.m., è caratterizzata da un clima tropicale. Le colline Chure (o Siwalik), presentano un'altitudine media di circa 1000 m e sono ricoperte dalla foresta pluviale. Le colline Mahabharat invece (circa 2000 m) sono assai sfruttate per il terrazzamento e la coltivazione di riso. Nella fascia intermedia di Pahar (circa 1500 m) vi sono numerosi insediamenti umani, fra i quali Pokhara e la stessa valle di Kathmandu. Le montagne dell’Himalaya sono coltivate fino all’altitudine in cui il clima lo consente, poi seguono i boschi e per finire, intorno ai 4000 m, vi è l’ultima vegetazione erbacea. valle di Kathmandu Il Trans-Himalaya è infine situato nella caratteristica zona in cui la linea dello spartiacque non coincide con quella delle creste della catena montuosa: geograficamente si è già a nord dell’Himalaya, ma si è ancora nel bacino idrografico del Gange (e non, come dovrebbe teoricamente essere, del Brahmaputra). Culturalmente e paesaggisticamente la zona transhimalayana appartiene al Tibet, e risulta notevolmente più secca di altre zone del Nepal perché le montagne sono in grado di fermare le nubi monsoniche. Quassù si trova anche il Mustang, un piccolo regno interno al Nepal costituito unicamente da montagne brulle, pietraie e villaggi con i propri monasteri buddhisti, ed è situato interamente sopra i 2800 metri di quota.

Geografia umana

Etnie e caste

Chhetri, Brahman, Magar, Tharu, Tamang, Newari, Bhote, Rai/Kiranti, Gurung, Limbu, Bhote/Sherpa, Thakali, ed altri gruppi etnici minori.

Lingue e dialetti

Nepali (Gorkhali), Maithili, Bhojpuri, Tharu, Avadhi, Rajbanshi, Hindi, Urdu, Tamang, Newari (Nepal Bhasa), Magar, Rai/Kiranti, Gurung, Limbu, Bhote/Sherpa, Sunuwar, Danuwar, Thakali, Satar, Santhal ed altre lingue minori.

Religioni


- Induisti 80,62%,
- Buddhisti 10,74%
- Mussulmani 4,2%
- Kiranti 3,6%
- Jainisti 0,45%
- Cristiani 0,02%
- Altri 0,39% Il Nepal è l’unico Stato al mondo ad adottare l’Induismo come religione ufficiale, ed il sovrano medesimo è considerato una manifestazione del dio Vishnu. Anche se la maggioranza della popolazione professa l’Induismo, risulta diffuso anche il Buddismo, in particolare della corrente tibetana Vajrayana. In alcune aree rurali si praticano anche il Bön (sciamanesimo) e l’animismo.

Geografia politica

Statistiche

Divisione amministrativa

Il Nepal è diviso amministrativamente in cinque regioni. Le regioni sono a loro volta suddivise in 14 zone amministrative e 75 distretti animismo

Politica

I principali partiti politici nepalesi sono:
- Nepal Congress Party, di orientamento socialdemocratico
- Communist Party of nepal (United Marxist-leninist), partito comunista marxista-leninista
- Rastriya Prajatantra Party, partito conservatore

Geografia economica

Risorse

animismo
- Agricoltura: La principale attività economica del paese è l’agricoltura. Sotto i 2000 m si coltivano in particolar modo: riso, lenticchie, miglio, colza, grano. Ad altitudini più elevate si possono invece trovare l’orzo e le patate.
- Allevamento: I bovini, non potendo essere macellati perché animali sacri, vengono allevati prevalentemente per la produzione di latte e yogurt. Per i bufali invece non esistono divieti religiosi, e vengono allevati per il consumo delle carni. Nelle zone di montagna si alleva talvolta lo Yak.
- Industria: Il Nepal non è un paese industrializzato perché mancano le stesse infrastrutture che potrebbero permettere l’industrializzazione: neppure l’esiguo fabbisogno interno di energia elettrica è pienamente soddisfatto, anche se è in corso la costruzione di alcune centrali idroelettriche sui fiumi Kali Gandaki e Bhote Kosi, progetti finanziati perlopiù da imprese cinesi e indiane.

Trasporti

Il Nepal non dispone di porti, autostrade o di una rete ferroviaria sviluppata, e le strade denominate “highways” non sono che semplici strade extraurbane. L’unico aeroporto internazionale è quello di Kathmandu; vi sono inoltre numerosi aeroporti locali (specie in montagna) perché alcune località sono raggiunte solo dalle mulattiere. I servizi di trasporto mediante autobus sono molto diffusi ed utilizzati. Le Strade Statali sono:
- Tribhuvan Highway: porta al confine con l’India (Birganj)
- Prithvi Highway: Pokhara-Kathmandu
- Mahendra Highway: percorre tutto il Terai (la pianura) in senso longitudinale
- Arniko Highway: da Kathmandu al confine con il Tibet (Kodari)
- Siddharta Highway: da Pokhara al confine indiano (Bhairahawa) Nel settembre 2005 il re ha proposto la costruzione di un collegamento ferroviario Birganj-Tatopani, che dovrebbe attraversare il Nepal dal confine indiano a quello cinese (Tibet), con la futura prospettiva di collegarsi eventualmente alla ferrovia tibetana Lhasa-Golmud.

Turismo

Il turismo è una risorsa economica fondamentale per il paese, che dispone di ingenti vestigia storico-artistiche (l’intero centro storico di Bhaktapur è tutelato dell’UNESCO), e di un ambiente naturale ancora incontaminato.

Sanità

Il sistema sanitario pubblico nepalese è praticamente inesistente. Esistono alcune cliniche private a pagamento.

Ambiente

Dal punto di vista naturalistico sono tutelate le seguenti aree:
- Area di Conservazione dell’Annapurna
- Reale Parco nazionale di Bardia
- Reale Parco nazionale di Chitwan
- Riserva di caccia di Dhorpatan
- Area di Conservazione del Kanchenjunga
- Parco nazionale di Khaptad (Baba)
- Riserva faunistica di Koshi Tappu
- Parco nazionale ed Area di Conservazione del Makalu-Barun
- Parco Nazionale del Langtang
- Area di Conservazione del Manasalu
- Area di Conservazione del Mustang
- Riserva faunistica di Parsa
- Parco nazionale di Rara
- Reale riserva faunistica di Suklaphanta
- Parco nazionale del Sagarmatha (Everest)
- Parco nazionale di Shey-Phoksundo

Cultura

Arte

Everest Le prime testimonianze artistiche Nepalesi risalgono all'epoca dei Lichhavi (secoli IV-VI d.C.), ma la maggior parte delle vestigia della valle di Kathmandu risale al periodo Malla (XIV-XVIII secolo d.C.), ed i centri storici di Kathmandu, Patan e Bhaktapur sono buoni esempi della corrente artistica di quel periodo. Generalmente le figure spesso flessuose, floreali, tondeggianti e quasi "barocche" secondo l'occhio europeo, sono rigidamente codificate e si ispirano alla stile Gupta indiano.

Architettura

La struttura della pagoda è comune a molti paesi dell’Asia orientale: dal Nepal alla Cina al Giappone. Si tramanda che il suo inventore fu l’architetto nepalese