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| Civiltà Villanoviana |
Civiltà villanovianaLa cultura villanoviana è il nome convenzionale e moderno di una "cultura" preistorica, identificata sulla base delle caratteristiche dei resti materiali che ci ha lasciato. Il nome deriva dalla cittadina di Villanova, vicino Bologna, dove fra il 1853 ed il 1856 Giovanni Gozzadini ritrovò i resti di una necropoli.
Con l'età del ferro, tra il X e l'VIII secolo AC la civlità villanoviana si estese in parte dell'Emilia Romagna, in tutta l'Italia centrale, (Toscana, Umbria occidentale, parte delle Marche, Lazio settentrionale) e in Campania, preceduta dal "protovillanoviano" della fase finale dell'età del bronzo.
Caratteristiche
La sua principale caratteristica è l'utilizzo di sepolture ad incinerazione, nelle quali le ceneri del defunto sono ospitate in urne biconiche: la pratica funeraria ha somiglianze con la cultura dei campi d'urne nella pianura danubiana, mentre le popolazioni indoeuropee praticano in genere il rito dell'inumazione.
Le tombe, a sepoltura singola (per un solo defunto) sono scavate "a pozzetto", con rivestimento in ciotoli, o "a cassetta", con rivestimento in lastre di pietra. Le urne biconiche sono chiuse da ciotole, o a volte da elmi per le sepolture maschili. Il corredo funerario può comprendere morsi di cavallo, rasoi lunati (con la lama a forma di crescente lunare) e "fibule" (spille chiuse per le vesti) "serpeggianti" per gli uomini, oppure elementi di cinturoni, fibule "ad arco" e elementi del telaio per le donne.
Le case sono capanne a pianta circolare, costruite con legno e fango, mentre edifici rettangolari sono adibiti alle attività comuni.
La ceramica mostra forme molto varie, con le pareti spesse (per cui è necessaria una cottura ad alte temperature, che comporta una specializzazione artigianale accentuata). La decorazione è prevalentemente geometrica
La società è inizialmente poco differenziata, dedita all'agricoltura e all'allevamento, ma progressivamente le attività artigianali specializzate (specialmente la metallurgia e la ceramica) generano accumulo di ricchezza e gli inizi di una stratificazione sociale.
Insediamenti
Non sono chiari i rapporti della cultura villanoviana e protovillanoviana con quella delle terramare, sviluppatasi nell'età del bronzo (seconda metà del II millennio AC) nella pianura padana, che ugualmente praticava il rito dell'incinerazione, ma con cui manca ogni continuità negli insediamenti (i villaggi terramaricoli vengono abbandonati nel XII secolo AC per ragioni ancora non riconosciute, mentre gli insediamenti villanoviani risalgono al IX secolo AC).
Rispetto alla cultura appenninica e subappennica, diffusa in tutto il resto della penisola, i dati archeologici sembrano indicare una discontinuità negli insediamenti, con una generalizzata distruzione dei villaggi dell'età del bronzo, contemporanea al passaggio dall'inumazione all'incinerazione (XII secolo AC), mentre nella ceramica sembra avvertirsi una trasformazione più graduale.
Nella regione emiliana gli insediamenti prosperano anche grazie al commercio con le regioni più settentrionali (in particolare l'ambra dal mar Baltico). Il centro più importante sembra essere Verucchio, in Romagna. Tracce di insediamenti sono presenti a Carpi, a Bologna e nella zona di Modena (Castelfranco, Cognento e Savignano).
In Toscana e nel Lazio settentrionale la progressiva crescita demografica porta alla creazione di grandi centri abitati per "sinecismo" (aggregazione) di villaggi vicini tra loro. A partire dal X secolo AC si vanno formando quelle che saranno le grandi città etrusche di epoca storica, come Volterra, Chiusi, Vetulonia, Orvieto, Vulci, Tarquinia. Cerveteri, Veio. Con il IX secolo AC si accentua la concentrazione della popolazione in questi grandi centri "protourbani", ancora formati da nuclei abitati distinti, ciascuno con la propria necropoli (la zona di sepoltura al di fuori dei limiti dell'abitato). Sorgono su pianori contigui, in prossimità di importanti nodi di comunicazione, e controllano territori piuttosto vasti, spesso con piccoli abitati satelliti in corrispondenza dei confini.
Un simile fenomeno di formazione urbana tramite sinecismo si riscontra anche nel Lazio, dove dà origine anche alla fondazione di Roma, culminata nell'VIII secolo AC.
In Campania insieme alla cultura villanoviana ('"villanoviano meridionale") si sviluppa agli inizi dell'età del ferro la cultura delle tombe a fossa, caratterizzata dal rito dell'inumazione.
Villanoviani ed Etruschi
Sulla base della diffusione nello stesso territorio sul quale si svilupperà poi la civiltà etrusca, la cultura villanoviana è stata riconosciuta come una fase iniziale di questa (Massimo Pallottino). Tuttavia più recentemente (Renato Peroni), date le forti differenze tra i diversi ambiti locali, è stata negata un'identità etnica, ipotizzando delle comunità di diversa origine e miste al loro interno, che acquisirono un'unità nella fase protourbana e nella quale l'elemento etrusco prese, in molti casi, il sopravvento.
Voci correlate
- Civiltà etrusca
- Terramaricoli
- Necropoli della Banditaccia
Collegamenti esterni
- [http://archeo4.arch.unipi.it/antiquarium/fotanti13.html Immagine di ceramiche e urne biconiche villanoviane] (sul sito dell'università di Pisa)
Categoria:Archeologia
Categoria:Popoli dell'Italia antica
PreistoriaLa preistoria è la fase della storia dell'uomo antecedente alla comparsa di testimonianze scritte.
Il termine indica pure la disciplina (più precisamente paletnologia) che studia la presenza e l'attività dell'uomo nella preistoria.
La preistoria viene convenzionalmente suddivisa in tre periodi (meglio sarebbe dire fasi in quanto non in ogni regione geografica le fasi hanno la stessa dutata e termine) paleolitico, mesolitico e neolitico
Le origini
È necessario accennare, seppur brevemente, a ciò che ha permesso lo sviluppo dei mammiferi e di conseguenza l'evoluzione della specie umana: la scomparsa dei dinosauri circa 65 milioni di anni fa a seguito di una grande catastrofe ambientale.
Un brusco cambiamento delle condizioni ambientali, le cui cause sono tuttora in discussione, permise ai mammiferi primitivi, probabilmente piccoli insettivori arboricoli di evolversi occupando tutta una serie di nicchie ecologiche lasciate libere dai grandi sauri.
I più antichi progenitori degli attuali primati, gruppo a cui appartiene anche l'uomo, si possono riconoscere nelle tupaie, presenti oramai solamente nell'ecosistema del Madagascar
Attualmente si ritiene che l'antenato comune alle scimmie antropomorfe ed all'uomo sia il Ramapiteco vissuto, in Africa, circa 10 milioni di anni fa.
Dal ramapiteco si ritiene che abbiano avuto origine varie linee evolutive, una delle quali dette origine, circa quattro milioni di anni fa, al gruppo degli Australopitecidi che possono essere visti come la prima fase del processo di ominazione.
Il primo appartenente al genere Homo è l'Homo habilis i cui più antichi resti, provenienti dalle regioni intorno al lago Kenia in Africa, risalgono a circa due milioni, o forse più, di anni fa. E' convinzione attuale che, per un certo periodo l'habilis abbia convissuto con varie specie di australopiteco.
Caratteristica dell'habilis è l'utilizzo di strumenti (pietre e altro) anche se non vi sono ancora tracce della loro modifica.
Da un milione a 100 mila anni fa: l'Homo erectus
Evoluzione, sempre avvenuta in Africa, dell'Homo abilis è l'Homo erectus che presenta una postura completamente eretta, un notevole sviluppo cranico e sopratutto lo sviluppo di una primordiale tecnologia; gli strumenti dell'erectus non sono solamente ciò che la natura fornisce ma sono lavorati, modificati, adattati alle necessità.
I resti archeologici, principalmente tracce di accampamenti, ci confermano che l'erectus possiede il controllo del fuoco.
Questa maggior conoscenza tecnologica e quindi la capacità di adattarsi a diversi ambienti è forse ciò che permette all'erectus di migrare, colonizzando tutte quelle parti del mondo che sono in collegamento diretto con l'Africa: l'Europa e l'Asia
Il più antico resto fossile europeo, vero e proprio, è una mandibola trovata in Germania a Heidelberg. Da una approssimativa datazione sembra risalire a 650 mila anni fa.
Il più antico sito europeo dell'erectus è la grotta del Vallonet sulla Costa Azzurra databile tra i 950-900 mila anni fa. In questa grotta sono stati trovati strumenti in pietra e anche schegge lavorate in osso che costituiscono i resti più antichi di strumenti in Europa. Non sono ancora presenti bifacciali.
In Europa ritrovamenti di utensili bifacciali indicano la presenza di questa tecnica solo 600 mila anni fa mentre reperti di strumenti bifacciali recuperati in Etiopia vengono datati a molto prima, 1,5 milioni di anni fa.
Da 100 mila a 30 mila anni fa: l'Homo sapiens
Ulteriore stadio evolutivo dell'Homo erectus è l'Homo sapiens, ancora di origine africana.
Circa 100 mila anni fa un gruppo di sapiens migrò nell'Europa glaciale dando origine a quello che viene comunemente chiamato uomo di Neanderthal, dalla valle tedesca ove vennero effettuati i primi ritrovamenti.
Da 30 mila anni fa ad oggi: l'Homo sapiens sapiens
Circa 30 mila anni fa in Europa giunge, sempre dall'Africa quello che viene detto uomo di Cro-Magnon, dal sito del primo ritrovamento zoologicamente Homo sapiens sapiens, ossia una sottospecie del sapiens.
Negli ultimi anni si è rafforzata la teoria che vede neanderthal e Cro-Magnon come due specie diverse evolutesi in modo quasi parallelo.
L'uomo di Cro-Magnon, ovvero l'uomo moderno, sostituisce, in Europa l'uomo di neanderthal in un arco di tempo relativamente breve anche se non è possibile stabilire che tipo di relazioni (collaborazione, indifferenza, guerra) si stabiliscano tra i due.
10 mila anni fa: agricoltura e sedentarismo
Con l'irrompere di una economia fondata sull'agricoltura si dà inizio ad un venir meno al tradizionale nomadismo della specie umana per un sedentarismo che con il tempo sarà sempre più spinto e di cui il processo di urbanizzazione sarà il sintomo più eclatante.
Un'altro elemento non trascurabile e carico di conseguenze è che le comunità di agricoltori sedentari hanno la possibilità di accumulare proprietà e, di conseguenza, tendono a proteggerle.
5000 anni fa l'invenzione della scrittura
Il processo di astrazione, che nella nostra specie si era avviato con il primo strumento di lavoro e che non si era fermato ma era proseguito con la costruzione di strumenti che permettevano di realizzare a loro volta altri strumenti, ebbe ricadute non solo sulla vita concreta ma anche sullo sviluppo degli organi di fonazione, del linguaggio, della comunicazione e in ultima analisi del pensiero.
Con la nascita della scrittura, come mezzo per registrare e trasmettere informazioni, il processo di astrazione raggiunge un nuovo traguardo, anche se questo stadio dell'evoluzione umana presenta una casistica molto complessa (civiltà che pur giungendo all'organizzazione sociale dello stato non sviluppano, almeno per quanto ne sappiamo, la scrittura).
Le prime forme di registrazione scritte compaiono, quasi contemporaneamente, in varie parti del mondo: Sumer, valle del Nilo, Cina circa 5000 anni fa.
Per convenzione si usa utilizzare la datazione dei primi reperti ritrovati di documenti scritti come spartiacque tra l'epoca preistorica della specie e una nuova era che convenzionalmente viene designata con il termine più appropriato di storia.
Presso le società preistoriche la memoria dei fatti accaduti, i miti e le conoscenze tecniche erano tramandati oralmente di generazione in generazione; tale patrimonio di sapere scompariva il più delle volte con l'estinzione del gruppo. L'archeologia costituisce pertanto l'unico mezzo per ricostruire gli eventi preistorici, attraverso l'esame delle testimonianze materiali lasciate dai popoli: abitazioni, utensili, rifiuti, modificazioni del contesto ambientale, monumenti e opere d'arte.
Accanto all'analisi dei reperti portati alla luce dagli scavi archeologici, lo studio della preistoria si avvale degli apporti di altre discipline – quali la geologia, la paleontologia, l'antropologia e la paletnologia, la geomorfologia – al fine di ricostruire il contesto ambientale in cui si trovarono a vivere aggregati umani preistorici, e quindi di conoscere il loro modo di interagire con esso, sfruttando le risorse offerte. Grande importanza assumono inoltre le dinamiche di sviluppo delle civiltà, nel campo delle conquiste materiali e dei mutamenti culturali, e gli spostamenti geografici dei popoli. Occorre tuttavia specificare che il concetto di preistoria ha un significato non necessariamente cronologico, in quanto esistono ancora oggi, in alcune aree del nostro pianeta, gruppi umani che non conoscono alcuna forma di scrittura.
Periodi della Preistoria
- Età della pietra
- Calcolitico
- Età del bronzo
- Età del ferro
Voci correlate
- Paleoantropologia
- Paleontologia
- Paleolitico
- Homo neanderthalensis
- Homo heidelbergensis
- Homo sapiens
- Homo habilis
- Homo erectus
Bibliografia
- Engels F., Parte avuta dal lavoro nel processo di umanizzazione della scimmia, 1876.
Collegamenti esterni
- [http://www.artepreistorica.it/links/altamira.asp Arte preistorica]
Categoria:Archeologia
categoria:Paleontologia
ja:先史時代
th:ยุคก่อนประวัติศาสตร์
Bologna
Bologna (Bulåggna in bolognese) è un comune di 369.955 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia nonché della regione Emilia-Romagna.
Antichissima città universitaria, ancora oggi è meta di moltissimi studenti che le conferiscono una ricchezza culturale e di idee nuove ed alternative, invidiabile per molte città del mondo. Famosa anche per le sue torri.
Grande nodo ferroviario, con le due stazioni principali seguenti:
- Bologna Centrale (stazione viaggiatori di passaggio),
- Bologna San Donato (scalo di smistamento di testa, situato nel nord-est della città alla cintura ferroviaria merci).
Geografia
Bologna è situata in zona pianeggiante e collinare presso lo sbocco della valle del Reno.
Il territorio provinciale si estende dai margini meridionali della Pianura Padana ai monti degli Appennino tosco-emiliano, spaziando dai 54 m s.l.m. del centro città, ai 300 m s.l.m. di Sabbiuno e del Colle della Guardia (sempre in territorio comunale) ai 1945 m s.l.m. del Corno alle Scale.
Il comune si suddivide amministrativamente in nove circoscrizioni di decentramento, a cui lo statuto attribuisce il nome di "quartieri": Borgo Panigale, San Donato, San Vitale, Sàvena, Navile, Porto, Saragozza, Santo Stefano, Reno. Il quartiere Navile corrisponde a parte del quartiere Lame e ai quartieri Corticella e Bolognina della suddivisione amministrativa precedente alla revisione statutaria, il quartiere Saragozza corrisponde all'ex quartiere Costa-Saragozza, il quartiere Reno agli ex quartieri Barca e Santa Viola, il quartiere Porto agli ex quartieri Marconi e Saffi e a parte dell'ex quartiere Lame, il quartiere Savena agli ex quartieri San Ruffillo, Murri e Mazzini.
Clima
Bologna presenta un clima continentale. Gli inverni sono rigidi e non mancano le precipitazioni nevose. Le estati calde e particolarmente afose a causa dell'umidità dell'aria. Le mezze stagioni sono miti e molto piovose.
Storia
circoscrizioni di decentramento
La zona di Bologna risulta abitata fin dal IX secolo AC, come risulta dagli scavi effettuati a partire da metà '800 nella vicina Villanova, frazione di Castenaso.
In questo periodo, e fino al VI secolo AC, l'insediamento appartiene alla fase indicata appunto come villanoviana ed è sparso in vari nuclei. Nel VII-VI secolo AC abbiamo testimonianze di un'apertura ai modelli artistici della vicina Etruria: anche la composizione etnica della popolazione cambia, passando dagli umbri agli Etruschi che la battezzarono Felsina.
Successivamente (V-IV secolo AC), con la discesa dei Galli nella penisola gli Etruschi vengono progressivamente messi in minoranza, e il dominio gallico sulla zona durerà fino al 196 AC, anno in cui i Galli Boi vengono scacciati dai Romani. Nel 189 AC questi ultimi fondarono sul sito una colonia di diritto latino a cui diedero il nome di Bononia.
Bononia
Dopo la caduta dell'Impero, fu soggetta ad Odoacre, a Teodorico (493-526), a Bisanzio e infine, nel 727, ai Longobardi, nella cui ottica era solo un centro militare. Nel 774 la città capitola davanti a Carlo Magno, che la consegna al papa Adriano I.
Ripopolatasi nel X secolo, Bologna inizia a nutrire aspirazioni comunali, che riuscirà ad affermare alla morte di Matilde di Canossa, nel 1115, ottenendo l'anno successivo una serie di concessioni giurisdizionali ed economiche dall'imperatore Enrico V.
Il comune partecipò alla lotta contro il Barbarossa, conclusasi con la pace di Costanza nel 1183, dopo la quale conobbe una forte espansione, anche edilizia (periodo delle case-torri): fu uno dei principali centri di scambio commerciale grazie a canali che permettevano il transito di grandi quantità di merci.
Il complesso sistema di approvvigionamento idrico di cui era dotata la città, mediante una sviluppata rete di canali tra le più avanzate in Europa, si riforniva d'acqua dai torrenti Savena e Aposa e dal fiume Reno. Questa energia idraulica serviva ad alimentare numerosi mulini per la fiorentissima industria tessile serica e per il trasporto di merci.
Dei canali di Bologna (ora quasi tutti interrati) rimangono oggi tracce nella toponomastica.
Nel 1088 fu fondata a Bologna quella che è riconosciuta come la prima università del mondo occidentale (Alma mater studiorum).
Nel XIII secolo, Bologna fu coinvolta nelle lotte tra guelfi e ghibellini, con alterne fortune. Ad esempio: se, nel 1249, i bolognesi riuscirono addirittura a catturare Re Enzo, figlio di Federico II del Sacro Romano Impero; nel 1275, invece, dopo un tentativo, fallito, della guelfa Bologna di attaccare la ghibellina Forlì, le truppe ghibelline di Guido da Montefeltro, di Maghinardo Pagani e di Teodorico degli Ordelaffi, misero in fuga i bolognesi presso il fiume Senio, al ponte di San Procolo. La rotta fu tanto grave che il carroccio dei bolognesi venne portato in trionfo a Forlì.
Forlì
Nel 1337 ha inizio la signoria dei Pepoli, definita da alcuni studiosi una "criptosignoria" perché la famiglia cerca di governare ponendosi come primi tra pari piuttosto che come veri e propri signori della città.
La signoria presenta forti elementi di continuità col passato, e resisterà fino al 28 marzo 1401 quando diventeranno signori di Bologna i Bentivoglio.
Nel 1500 passa allo Stato Pontificio fino al 1796 quando arrivano a Bologna le truppe francesi ma, dopo il Congresso di Vienna (1815) la città ritorna alla Chiesa. Vi si stabiliranno gli Austriaci, per essere poi annessa al Regno d'Italia nel 1860.
1860
Gravemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale, protagonista nella resistenza, dal dopoguerra la città è stata sempre un baluardo e fiore all'occhiello delle amministrazioni di sinistra (da cui l'appellativo Bologna la rossa).
Bologna è stata fra le prime a sperimentare il concetto di trasporto pubblico gratuito e a istituire una rete civica con la fornitura di connessione Internet gratuita per i cittadini.
Durante l'amministrazione di Renato Zangheri, il 2 agosto 1980 alle ore 10.25 una bomba esplose alla stazione centrale di Bologna causando 85 morti, per quella che passerà alla storia come Strage di Bologna.
Nel 1999, con grande sorpesa, il centro sinistra perse le elezioni comunali a favore della coalizione di Giorgio Guazzaloca, ma dal 2004 il governo della città è di nuovo nelle mani del centro sinistra con Sergio Cofferati.
Monumenti e luoghi di interesse
Sergio Cofferati
I portici, le mura e l'architettura
Sergio Cofferati
Bologna è la città dei portici. Li si trova in quasi tutte le vie del centro e la loro origine è da attribuirsi alla forte espansione che ebbe la città nel tardo medioevo, quando la città e la fiorente università divennero un polo ambito per studiosi e letterati di tutta l'Europa, ma anche per la popolazione proveniente dalla campagna.
Di qui la necessità di sfruttare al meglio gli spazi e aumentare la capienza delle case espandendo i piani superiori al piano terra, dapprima con la creazione di sporti in legno sorretti da travature, e successivamente da portici sorretti da colonne. Peraltro i portici, come anche in altre città vicinanti, costituirono anche un sistema pressoché spontaneo di camminamenti coperti, consentendo perciò di percorrere buona parte delle strade al riparo da pioggia e neve.
La struttura romana della città non è più visibile dato che la fisionomia attuale del vasto centro storico si è sviluppata nel XI e XII secolo. Bologna ebbe tre cerchie di mura: la più antica era costruita in selenite e risale all'epoca di Teodorico. Queste furono distrutte per ordine di Federico Barbarossa e al loro posto vennero costruite le più ampie mura dei Torresotti (XII secolo).
La terza e ultima più grande cerchia di mura risale al XIII e XIV secolo: e non ebbe mai una efficacia difensiva. Di essa - dopo il discutibile abbattimento avvenuto all’inizio del XX secolo - sono rimaste le dodici porte e alcuni piccoli tratti.
Entro il tracciato di queste mura il tessuto urbano della città è rimasto in gran parte intatto: è questo che lo rende particolare, con i suoi 37 chilometri di portici.
Le torri
XX secolo
Le torri gentilizie di Bologna di origine medioevale sono uno dei tratti più caratteristici della città.
Nel medioevo si contavano più di 180 torri (una enormità rispetto all'estensione della città di allora).
Di esse purtroppo se ne sono salvate solo diciassette.
Fra le torri superstiti si possono citare la Torre Altabella (61 metri di altezza), la Torre Prendiparte (60 m), e le ben più note Torre degli Asinelli e Garisenda.
Le due torri sono i monumenti simbolo della città: la Torre degli Asinelli (alta 97 metri) e la Torre della Garisenda (in origine alta 60 metri, ora 48) edificate per volere di nobili ghibellini nel XII secolo.
La più pendente delle due, la Garisenda, fu citata più volte da Dante, nella Divina Commedia (Inferno, XXXI, 136-140) e nelle Rime, a riprova del suo soggiorno a Bologna.
Le chiese
Divina Commedia
In Piazza Maggiore si trova la gotica e imponente (è la quinta chiesa più grande del mondo) basilica di San Petronio (costruita fra il 1390 ed il 1659), che presenta un portale decorato da bassorilievi di Jacopo della Quercia: all'interno vi si trova una meridiana progettata da Giovanni Domenico Cassini.
Nella stessa area si trovano la fontana del Nettuno, opera del
Giambologna; il Palazzo del Podestà (riedificato nel 1845); il duecentesco Palazzo di Re Enzo ed il Palazzo Comunale (XIII e XV secolo).
Di notevole interesse le chiese di San Francesco (del XIII secolo, primo esempio di gotico francese in Italia, con adiacenti i monumenti funebri dei glossatori), e la chiesa di San Domenico (del XIII secolo, con la preziosa arca in cui sono conservate le spoglie del santo, realizzata da Nicola Pisano e recante statue di Michelangelo).
Molto suggestivo il complesso di Santo Stefano, noto anche come "le Sette Chiese" (il nucleo originale fu edificato nel VIII secolo su un tempio pagano dedicato ad Iside; qui erano conservate fino al 2000 le spoglie di San Petronio, ora traslate nella omonima basilica).
2000
Notevoli anche la cattedrale San Pietro (ricostruita al XVII secolo); San Giacomo Maggiore (gotica, del 1263, con elegante portico rinascimentale); Santa Maria dei Servi (eretta tra il XIV ed il XVI secolo, con una Maestà di Cimabue e un suggestivo quadriportico); Santa Maria della Vita (è la chiesa del primo ospedale di Bologna, fondato nel 1260, al cui interno si trovano le preziosissime terracotte delle Marie Piangenti (il Compianto sul Cristo morto) realizzate da Niccolò dell'Arca nel 1463).
Sul Colle della Guardia (a circa 300 m s.l.m. a sud-ovest del centro storico), si trova il caratteristico santuario della Madonna di San Luca (del 1723), che si raggiunge per una via porticata (del XVII e XVIII secolo) di 666 archi, che con i suoi 3,7 km pare essere il portico più lungo al mondo.
L'Archiginnasio
L'Archiginnasio di Bologna è uno dei palazzi più significativi della città: fu sede dell'antica Università, dal 1563 al 1803.
Il palazzo fu costruito nel 1562 su progetto di Antonio Morandi (detto il Terribilia), ed è ricchissimo di storia e opere d'arte.
Citiamo il complesso araldico murale (che si compone di più di 6000 stemmi studenteschi), ed il teatro anatomico (che risale al 1637, sala dedicata allo studio dell'anatomia a forma di anfiteatro, costruita in legno d'abete, soffitto a cassettoni, e decorata con statue).
Dal 1838 è sede della Biblioteca Comunale.
Cultura
Nel 2000 Bologna è stata Capitale europea della cultura.
Musei e biblioteche
Bologna è una città dal sistema museale molto attivo ed espanso, costituito da ben 43 musei (per lo più Comunali e Universitari) sempre curati ed aggiornati e nei quali, accanto alle ricche collezioni permanenti, stazionano spesso importanti e interessanti mostre.
I pricipali musei sono: le Collezioni Comunali d'Arte, il Museo Civico Archeologico (con collezioni di epoca romana, etrusca e preistorica), il Museo Civico Medievale, la Pinacoteca Nazionale di Bologna (con opere dei Carracci, Giotto, Vitale da Bologna, Raffaello, Guido Reni, Parmigianino), il Museo Morandi, il Museo Civico d'Arte Industriale Davia Bargellini, il Museo del Patrimonio Industriale alla Fornace Galotti, la Galleria Comunale d'Arte Moderna di Bologna.
L'Università ha un numero elevatissimo di propri musei e biblioteche, quasi uno per ogni facoltà, a cui si aggiungono i musei religiosi.
Fra le biblioteche si segnalano la Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio e la moderna Biblioteca Sala Borsa (inaugurata nel 2001).
Di notevole interesse è anche la Cineteca di Bologna, istituzione comunale dedicata al cinema ed alla filmografia.
Cineteca di Bologna ]]
Di recente costituzione è anche l'interessante Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, che, insieme al Conservatorio Giovanni Battista Martini detiene un notevole insieme di collezioni musicali (libri, strumenti musicali, quadri).
Teatri
Il teatro è stata una forma di intrattenimento molto diffusa a Bologna fino dal Cinquecento. Il primo teatro pubblico fu il Teatro della Sala, attivo a partire dal 1547 nel Palazzo del Podestà.
Una figura molto importante del teatro bolognese e italiano fu Alfredo Testoni, il commediografo autore del "Cardinale Lambertini", grande successo teatrale sin dal 1905, riproposto poi sullo schermo dall'attore bolognese Gino Cervi.
Nel 1998 il Comune di Bologna ha dato vita al progetto "Bologna dei Teatri", un'associazione che riunisce le principali strutture teatrali della città. Si tratta di un circuito di teatri dall'offerta culturale variegata, che spazia dalla commedia dialettale bolognese alla danza contemporanea, ma con una strategia di comunicazione e promozione unitaria. In concreto, gli spettacoli in cartellone nei vari teatri aderenti al progetto vengono pubblicizzati settimanalmente attraverso una locandina unica.
I principali teatri di Bologna sono:
- Arena del Sole, dotato di due sale, con un repertorio generalista popolare e internazionale
- Teatro Alemanni, il tempio della commedia dialettale bolognese
- Teatro delle Celebrazioni, con un cartellone dedicato ai comici e alla danza contemporanea
- Teatro Comunale di Bologna, che ospita spettacoli musicali di opera lirica e musica sinfonica
- Teatro Dehon, che offre il cartellone più ampio, come generi teatrali e durata della stagione, e ospita le produzioni della compagnia del teatro
- Teatro Duse, teatro di prosa
- Teatro Testoni, dedicato agli spettacoli per i bambini e i ragazzi
Altri teatri o luoghi di spettacolo:
- Europauditorium
- Humusteater
- Teatro Manzoni, che ospita il programma di balletto organizzato dal Teatro Comunale
- Teatro Medica Palace
- Teatro del Navile
- Teatro delle Moline
- Teatro Polivalente Occupato (T.P.O.)
- Teatro San Leonardo, laboratorio permanente di ricerca e sperimentazione affidato a Leo de Berardinis
- Teatro Ridotto
- Teatri di Vita, teatro-danza contemporaneo
Università
Teatri di Vita, antica sede dell'Ateneo]]
L'Alma mater studiorum - Università di Bologna è considerata la più antica università del mondo occidentale.
La data della sua fondazione è stata fissata convenzionalmente nell'anno 1088 da una commissione composta, tra gli altri, da Giosuè Carducci.
Attualmente conta più di 100.000 studenti (che su meno di 400.000 abitanti sono un numero considerevole) e 23 facoltà. La vita della città e quelle dall'Università sono intimamente connesse fin dal medioevo, facendole meritare l'appellativo di Bologna la dotta.
Sport
Lo sport di vertice a Bologna è la pallacanestro. Negli anni Novanta la città si è guadagnata l'appellativo di Basket City ("la città della pallacanestro") grazie alla contemporanea militanza ai vertici della Serie A1 delle due squadre bolognesi Virtus e Fortitudo.
Anche il calcio, come in tutte le città italiane, è molto popolare. Il Bologna Football Club 1909, la principale squadra della città, nel corso della sua storia ha vinto 7 scudetti; tuttavia, a causa della retrocessione avvenuta nella stagione 2004/2005, attualmente milita in Serie B.
Bologna ha, e ha avuto in passato, squadre di vertice in altri sport. La Fortitudo Baseball ha vinto sette campionati italiani (l'ultimo nel 2005), quattro Coppe Italia e due Coppe dei Campioni.
Tra le personalità bolognesi dello sport, si ricordano la velocista Ondina Valla (la prima donna italiana a vincere un oro olimpico), il calciatore Giacomo Bulgarelli, lo sciatore Alberto Tomba, l'arbitro di calcio Pierluigi Collina, il pilota automobilistico Alex Zanardi
Bologna è stata sede delle due semitappe della 1^ tappa del Giro d'Italia 1994 (22 maggio), una prova in linea vinta da Endrio Leoni ed una cronometro individuale vinta dal francese Armand De Las Cuevas.
Gastronomia
Armand De Las Cuevas
La fama gastronomica di Bologna risale al medioevo: erano presenti in città potenti famiglie signorili, presso le cui corti servivano i cuochi più celebrati.
Ma la tradizione gastronomica bolognese è strettamente legata all'Università: la mescolanza di numerosissimi studenti e professori di nazionalità diverse arricchì la cultura gastronomica, e rese necessaria una buona organizzazione dell'approvvigionamento alimentare. Nel trecento si contavano in città ben 150 osterie e 50 alberghi, che venivano riforniti dalle fertili campagne circostanti ma anche da lontano, per vie d'acqua (tramite i canali della città, che erano collegati al Po e di qui al mare).
Il detto Bologna la grassa va quindi a braccetto con il detto Bologna la dotta.
La cucina Bolognese (così come la cucina emiliana in genere) è nota per la sua varietà ed opulenza: i piatti tipici sono a base di carne (in particolare maiale) e pasta all'uovo.
Sono particolarmente famosi i saporiti la mortadella, i tortellini, le lasagne, il ragù (tipicamente usato per condire le tagliatelle).
La leggenda racconta che i tortellini siano stati modellati sulla forma dall'ombelico di Venere. Le tagliatelle, sempre secondo la leggenda, furono create a somiglianza dei lunghi capelli biondi di Lucrezia Borgia in occasione delle sue nozze con il Duca di Ferrara, Alfonso I d'Este.
L'Accademia Italiana della Cucina e l'associazione Confraternita del Tortellino hanno depositato a partire dagli anni 70 le ricette ufficiali di alcuni piatti tipici presso la Camera di Commercio di Bologna. Si tratta di:
- La tagliatella di Bologna
- Ripieno dei tortellini di Bologna
- Ragù bolognese
- Certosino di Bologna
- Lasagne verdi alla bolognese
- Il friggione
- Spuma di mortadella
- Galantina di pollo (o di cappone)
- Cotoletta alla bolognese
- Gran fritto misto alla bolognese
Amministrazione
- Sindaco: Sergio Gaetano Cofferati, dal giugno 2004.
- Comune: Centralino 051 20.31.11
- Classificazione climatica: zona E, 2259 GR/G
Voci correlate
- Aeroporto di Bologna
- Dialetto bolognese
- Processo di Bologna
- Scuola bolognese dei cantautori
- [http://maps.google.com/maps?q=Bologna,+Italy&ll=44.494286,11.344113&spn=0.023157,0.035306&t=k&hl=en Googlemap: Mappa satellitare del centro di Bologna]
- [http://sit.comune.bologna.it/turismo/ricerca.htm Mappa turistica di Bologna]
- [http://www.bibliotecasalaborsa.it/home.php Biblioteca Sala Borsa]
- [http://www.bibliotecasalaborsa.it/content/percorsi/raccontoresistenza.html Episodi di guerra e resistenza a Bologna]
- [http://www.cinetecadibologna.it/ Cineteca di Bologna]
- [http://www.museomusicabologna.it/info.htm Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna]
- [http://www.bookfair.bolognafiere.it/ Mostra degli Illustratori di Libri per Ragazzi]
- [http://www.bulgnais.com/fotobologna.html Foto di Bologna]
- [http://www.bolognalacittadelcibo.it/ Bologna la città del cibo]
- [http://www.itineraribologna.it Itinerari Bologna]
- [http://www.bologna-in.com Alla Scoperta di Bologna]
- [http://www.bolognaracconta.com/ bolognaracconta.com]
- [http://www.amicidelleacque.com/ Associazione amici delle vie d'acqua e dei sotterranei di Bologna]
-
Categoria:Comuni della provincia di Bologna
Categoria:Comuni dell'Emilia-Romagna
Categoria:Comuni italiani
ja:ボローニャ
1856
Eventi
- estate - A Neanderthal, vicino Düsseldorf, in una cava vengono trovate alcune ossa dalla strana forma, appartenenti a quello che oggi viene chiamato Uomo di Neanderthal. La scoperta verrà ufficialmente presentata il 4 febbraio 1857
Nati
- 12 gennaio - John Singer Sargent, pittore statunitense († 1925)
- 2 giugno - Andrej Andreevic Markov (padre), matematico russo
- 24 agosto - Anselmo Bassani, matematico italiano († 1911)
- 11 ottobre - Alfredo Testoni, commediografo italiano
- 22 dicembre - - Louis Zutter, ginnasta svizzero († 1946)
- 28 dicembre - Woodrow Wilson, ventottesimo presidente degli Stati Uniti
- Eugenio Spreafico, pittore italiano
Morti
- 9 luglio - Amedeo Avogadro, scienziato italiano
- 21 luglio - Carl Ludvig Emil Aarestrup, poeta danese
- 29 luglio - Robert Schumann, compositore tedesco
- 30 agosto - Gilbert Abbott a Beckett, scrittore britannico
056
ko:1856년
ms:1856
simple:1856
th:พ.ศ. 2399
Età del ferro
L'età del ferro indica originariamente un periodo della preistoria o protostoria europea caratterizzato dall'utilizzo della metallurgia del ferro.
In Europa e nel Vicino Oriente segue all'età del bronzo e precede l'ingresso della cultura considerata nel periodo storico, nel quale sono cioè presenti fonti scritte. L'età del ferro inizia intorno al XII secolo AC nel mondo mediterraneo e tra il IX e l'VIII secolo AC nell'Europa settentrionale. Come per gli altri periodi della preistoria i suoi limiti cronologici variano considerevolmente secondo il contesto geografico e culturale. Alcune civilizzazioni non hanno mai conosciuto l'età del ferro, pur avendo uno sviluppo sociale e/o tecnico notevole, come nel caso delle civiltà precolombiane.
Oggi pertanto si tende ad indicare con età del ferro non una fase cronologica o uno stadio evolutivo. ma la presenza di una tecnica che influenzò profondamente e in modo duraturo la società di alcune culture, in particolar modo in Europa. In particolare tra le civiltà che conobbero il ferro ci sono gli Achei nella Grecia arcaica, i Celti, con le culture di Hallstatt e di La Tène, o i Germani.
In mancanza di conoscenze più vaste sulle comunità politiche e culturali dell'età del ferro, è la cultura materiale che ci consente di definire in questo periodo dei grandi insiemi geografici in Europa, all'interno dei quali i materiali presentano una notevole omogeneità, sia dal punto di vista della tecnica che da quello delle decorazioni. Queste culture, che persistono per tutta l'età del ferro, pur espandendosi o contraendosi a seconda delle circostanze, comprendono:
- culture atlantiche in Gran Bretagna, regione vallone, ovest della Francia, regione basca;
- culture nordiche nelle Fiandre, in Danimarca, in Scandinavia
- culture polacche in Polonia e nei Carpazi settentrionali
- culture nord-alpine nelle regioni francesi alpine e in Svizzera
- culture iberiche nella Penisola Iberica, tranne che in Portogallo e nella regione basca;
- culture italiche in Italia a sud delle Alpi
- culture carpatiche nel bacino danubiano e nei Carpazi.
- culture greche in Grecia e nelle regioni egee, compresa Creta.
Categoria:Archeologia
Categoria:Preistoria
ja:鉄器時代
ko:철기 시대
simple:Iron Age
VIII secolo AC
II millennio AC |
I millennio AC |
I millennio
XI secolo AC |
X secolo AC |
IX secolo AC |
VIII secolo AC |
VII secolo AC |
VI secolo AC |
V secolo AC
Anni 790 AC | Anni 780 AC | Anni 770 AC | Anni 760 AC | Anni 750 AC
Anni 740 AC | Anni 730 AC | Anni 720 AC | Anni 710 AC | Anni 700 AC
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Avvenimenti
- Nascita delle prime città-stato greche
- 753 AC - Fondazione di Roma
Personaggi significativi
-
Invenzioni, scoperte, innovazioni
-
Categoria:VIII secolo AC
ja:紀元前8世紀
ko:기원전 8세기
Emilia-Romagna
L'Emilia-Romagna è una regione dell'Italia settentrionale di 4 milioni di abitanti, con capoluogo Bologna.
Confina a est con il Mar Adriatico,
a nord con il Veneto e la Lombardia,
a ovest con il Piemonte e la Liguria,
a sud con la Toscana, le Marche nonché la repubblica di San Marino. Essa è composta dall'unione di due regioni storiche, l'Emilia, che comprende le provincie di Piacenza, Parma, Reggio, Modena e parte della provincia di Bologna con il capoluogo, e la Romagna con le rimanenti provincie di Ravenna, Rimini, Forli - Cesena e la parte orientale della provincia di Bologna. La Romagna storica comprende peraltro territori nelle Marche e in Toscana.
Le aree che costituiscono la regione attuale sono popolate fin da tempi remotissimi, come ci indicano vari ritrovamenti: il caso più famoso è quello del sito di Monte Poggiolo, presso Forlì, dove sono stati rinvenuti migliaia di reperti datati a circa 800.000 anni fa, a dimostrazione che la zona era già abitata nel Paleolitico.
Cultura
Storia
L'Emilia-Romagna non ha in età moderna una storia unitaria. A partire dal XVI secolo le più grosse entità statali della regione sono, in Emilia, il Ducato di Parma e Piacenza e il Ducato di Modena e Reggio, mentre Bologna e la Romagna erano parte dello Stato della Chiesa.
Agricoltura
Amministrazioni
- Comuni della provincia di Bologna (60)
- Comuni della provincia di Ferrara (26)
- Comuni della provincia di Forlì-Cesena (30)
- Comuni della provincia di Modena (47)
- Comuni della provincia di Parma (47)
- Comuni della provincia di Piacenza (48)
- Comuni della provincia di Ravenna (18)
- Comuni della provincia di Reggio nell'Emilia (45)
- Comuni della provincia di Rimini (20)
Infrastrutture
Aeroporti civili
- Bologna-Borgo Panigale
- Aeroporto di Forlì-Ridolfi
- Aeroporto di Parma-Verdi
- Aeroporto di Rimini-Miramare/San Marino
Aeroporti militari
- Aeroporto di Piacenza-San Damiano, nel comune di San Giorgio Piacentino (PC), sede del 50° Stormo dell'Areonautica Militare Italiana.
Porti
Marittimi
- Ravenna
Fluviali
- Boretto
- Ferrara
- Porto di Piacenza (in fase di realizzazione)
Nodi logistici
- Interporto di Bologna
- Interporto di Parma
Voci correlate
- Elenco dei Presidenti dell'Emilia-Romagna
- Cucina emiliana
- Cucina romagnola
- Dialetto emiliano
- Dialetto romagnolo
Collegamenti esterni
- [http://www.culturadeuropa.it/ La Cultura dell'Emilia Romagna]
Categoria:Regione Emilia-Romagna
ja:エミリア=ロマーニャ州
Toscana
La Toscana è una delle maggiori regioni italiane per partimonio culturale e paesaggistico, il capoluogo regionale è Firenze.
Posta nell'Italia centrale, confina a nord-ovest con la Liguria, a nord con l'Emilia-Romagna, a est con le Marche e l'Umbria, a sud con il Lazio. Ad Ovest i suoi 320 km di costa sono bagnati dal Mar Ligure e dal Mar Tirreno. La Toscana amministra anche le isole dell'Arcipelago Toscano, fra cui la principale è Isola d'Elba.
Geografia
Il territorio toscano comprende vaste pianure e importanti massicci montuosi. Sia a nord che a est la Toscana è circondata dagli Appennini, ma il territorio è prevalentemente collinare. Gli altri rilievi importanti della regione sono le Colline del Chianti, che addolciscono le campagne tra Siena e Firenze, le Colline Metallifere, che separano l'entroterra meridionale pisano dalla Maremma, i Monti Pisani tra Pisa e Lucca, il Monte Amiata, antico vulcano ormai spento che svetta tra le province di Siena e Grosseto, e il Pratomagno, che è quasi completamente circondato dall'Arno e divide la parte appenninica dell'aretino, il Casentino, dal Valdarno superiore fiorentino.
Il fiume principale è l'Arno.
- Monti principali: Monte Prado 2050 m, Monte Pisanino 1946 m, Corno alle Scale 1945 m
- Fiumi principali: Arno 241 km, Ombrone 161 km, Serchio 111 km
- Laghi principali: Laguna di Orbetello 26,2 km², Lago di Massaciuccoli 6,9 km², Lago di Chiusi 3,9 km², Lago di Montepulciano 1,9 km²
- Isole: Isola d'Elba 223,5 km², Isola del Giglio 21,2 km², Isola di Capraia 19,3 km², Isola di Montecristo 10,4 km², Isola di Pianosa 10,3 km²
Storia
Vedi la Categoria:Storia della Toscana.
Antichità
Città-stato
Durante il XV secolo, importanti città toscane vennero conquistate dalla repubblica fiorentina.
Granducato di Toscana
Toscana sotto l'Italia
Nel 1860 un plebiscito svoltosi l'11 e il 12 marzo fa sí che la Toscana faccia parte del nascente Regno d'Italia.
Cultura, arte e scienza
Personalità del mondo dell'arte, della cultura, della politica e della scienza di origine toscana (in ordine alfabetico)
- Aldo Palazzeschi
- Amedeo Modigliani
- Amerigo Vespucci
- Andrea del Verrocchio
- Andrea della Robbia
- Antonio Meucci
- Baccio D'Agnolo
- Beato Angelico
- Benvenuto Cellini
- Bernardino da Siena
- Carlo Azeglio Ciampi
- Carlo Collodi
- Cecco Angiolieri
- Curzio Malaparte
- Dante Alighieri
- Donatello
- Duccio di Buoninsegna
- Filippo Brunelleschi
- Francesco Datini
- Francesco Guicciardini
- Francesco Petrarca
- Galileo Galilei
- Giacomo Puccini
- Gian Lorenzo Bernini
- Giorgio Vasari
- Giosuè Carducci
- Giotto
- Giovanni Boccaccio
- Giovanni Gronchi
- Girolamo Savonarola
- Giuseppe Ungaretti
- Jury Chechi
- Leonardo da Vinci
- Leon Battista Alberti
- Lorenzo de Medici
- Lorenzo Ghiberti
- Luca della Robbia
- Mario Monicelli
- Marsilio Ficino
- Masaccio
- Michelangelo
- Niccolò Machiavelli
- Niccolò Pisano
- Oreste Del Buono
- Piero della Francesca
- Pietro Mascagni
- Pontormo
- Roberto Benigni
- Rosso Fiorentino
- Sandro Botticelli
- Santa Caterina da Siena
- Vasco Pratolini
Cucina
- Bistecca alla Fiorentina
- Cacciucco
- Ciambellino
- Cantuccino
- Ribollita
Economia
La regione è conosciuta nel mondo grazie alle molte opere d'arte e al Chianti, uno dei vini più famosi d' Italia. Da non dimenticare i numerosi allevamenti di bovini e la produzione d'olio d'oliva.
Il turismo si riversa soprattutto nelle città d'arte, sulla costa e nelle isole.
Importanti sono anche le cave di marmo in Versilia, Garfagnana e nelle Alpi Apuane.
Amministrazioni
- Comuni della provincia di Arezzo (39)
- Comuni della provincia di Grosseto (28)
- Comuni della provincia di Firenze (44)
- Comuni della provincia di Livorno (20)
- Comuni della provincia di Lucca (35)
- Comuni della provincia di Massa-Carrara (17)
- Comuni della provincia di Pisa (39)
- Comuni della provincia di Pistoia (22)
- Comuni della provincia di Prato (7)
- Comuni della provincia di Siena (36)
Questo è l'ordine dei capoluoghi di provincia secondo il numero di abitanti: Firenze (352.000 ab.); Prato (181.892 ab.); Livorno (161.300 ab.); Arezzo (92.300 ab.); Pisa (92.000 ab.); Pistoia (85.900 ab.); Lucca (85.500 ab.); Grosseto (72.600 ab.); Massa (68.100 ab.); Siena (54.400 ab.).
Il Parlamento regionale degli studenti è un organo creato nel 2001 dalla Regione Toscana in collaborazione con la IRRE Toscana e il ministero della Pubblica Istruzione, Università e Ricerca. È formato da 60 studenti provenienti da tutte le province toscane ed ha come compito quello di garantire i diritti agli studenti avendo come interfaccia il Consiglio regionale toscano.
Voci correlate
- Elenco dei Presidenti della Toscana
- Ducato di Tuscia
- Elenco dei Signori di Toscana
- Tuscia
Collegamenti esterni
- [http://www.archeogr.unisi.it/repetti/index.html Emanuele Repetti, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana] (1835)
ja:トスカーナ州
ko:토스카나 주
Marche
Le Marche sono una regione italiana dell'Italia Centrale di 1,4 milioni di abitanti, con capoluogo Ancona. Confinano con l'Emilia-Romagna, la Toscana, l'Umbria, l'Abruzzo, il Lazio, ed il Mar Adriatico.
Geografia
Le Marche, regione del centro Italia, si colloca sul versante medio Adriatico e occupa 9.692 kilometri quadrati di territorio italiano. Presenta una forma caratteristica di un pentagono irregolare e si sviluppa perlopiu' in verticale da nord a sud.
La sponda del litorale possiede ampie spiagge sabbiose, ad eccezione del Monte Conero, punto piu' alto del versante marittimo. Gli altri due rilievi della costa sono i due colli che delimitano la citta' di Pesaro: il colle San Bartolo e il colle dell'Ardizio.
Man mano ch si procede verso l'interno si delinea la zona collinosa, un'area che si estende per 200 kilometri da nord a sud. La dolcezza e la grazia sono i due aggettivi che denotano la magnificenza di questo paesaggio, che l'occhio umano non puo' certo dimenticare.
Nella zona appenninica non si notano cime elevatissime, il gruppo montuoso piu- elevato e' la pittoresca catena dei Sibillini, in provincia di Ascoli Piceno, di cui il Monte Vettore(2478 m.) padroneggia. Altri monti importanti della regione sono: Monte Nerone (m.1526), Monte Catria (m.1702), Monte Pennino (m.1570), Monte Rotondo (m.2103), Monte Fema (m.1575), Monte Priore (m.2334), Monte Bove(m.2143), Monte Sibilla (m.2175), Monte Vallelunga (m.2221), Monte Porche (m.2335), Monte Argentella (m.2201).
Il clima e' mite con lievi sbalzi di temperatura da stagione a stagione: estati calde, ma rinfrescate dalla benevole brezza marina, inverni con regolari piogge di stagione. Nelle zone montuose estati fresche e inverni freddi con ampia possibilita' di neve.
Economia
L'economia marchigiana e' costituita maggiormente da una fiorente piccola-media industria distribuita equamente in tutto il suo territorio. Tra i settori di spicco possiamo trovare: l'industria delle calzature, in numerosi centri delle province di Macerata e Ascoli, l'industria mobiliera e meccanica pesarese, quelle vitivinicole dei Castelli di Jesi, patria del verdicchio; la grande industria navale di Fano e Ancona e poi quella turistica, ogni anno sempre piu' florida grazie ai tanti centri balneari e artistici, i quali attirano tanti turisti dall'Italia e dall'Europa.
Amministrazioni
- Comuni della provincia di Ancona (49)
- Comuni della provincia di Ascoli Piceno (73)
- Comuni della provincia di Macerata (57)
- Comuni della provincia di Pesaro e Urbino (67)
Voci correlate
- Elenco dei Presidenti delle Marche
Categoria:Regione Marche
ja:マルケ州
Lazio
Il Lazio è una regione amministrativa dell'Italia centrale di 5 milioni di abitanti, con capoluogo Roma. Confina a nord con la Toscana e l'Umbria, ad est con le Marche, l'Abruzzo ed il Molise, a sud con la Campania ed ad ovest con il Mar Tirreno.
Il Nome
Il nome della regione richiama l'antico nome dato alla regione dai Latini, progenitori degli antichi romani ed a loro volta così chiamati perché stabilitisi su di un territorio largo ("latus" in latino).
Il simbolo
Il simbolo della regione è rappresentato da un ottagono con inscritti i cinque stemmi delle province laziali.
Divisione Amministrativa
- Comuni della provincia di Frosinone (91)
- Comuni della provincia di Latina (33)
- Comuni della provincia di Rieti (73)
- Comuni della provincia di Roma (121)
- Comuni della provincia di Viterbo (60)
La Giunta regionale
Presidente
Piero Marrazzo
Vice Presidente
Massimo Pompili
Assessori
- Regino Brachetti - Affari Istituzionali
- Daniela Valentini - Agricoltura
- Angelo Bonelli - Ambiente e cooperazione tra i popoli
- Luigi Neri - Bilancio, programmazione economico - finanziaria e partecipazione
- Giulia Rodano - Cultura, spettacolo e Sport
- Bruno Astorre - Lavori pubblici e politica della casa
- Alessandra Tibaldi - Lavoro, Pari Opportunità e Politiche giovanili
- Francesco De Angelis - Piccola e Media Impresa, Commercio e Artigianato
- Alessandra Mandarelli - Politiche Sociali
- Marco Di Stefano - Risorse Umane, Demanio e Patrimonio
- Augusto Battaglia - Sanità
- Silvia Costa - Scuola, Diritto allo studio e Formazione Professionale
- Raffaele Ranucci - Sviluppo economico, ricerca, innovazione e turismo
- Fabio Ciani - Trasporti
- Mario Michelangeli - Tutela Consumatori e Semplificazione amministrativa
- Massimo Pompili - Urbanistica
Trasporti e mobilità
Sport
Natura
Articolo correlato: Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise
Cultura
Il Lazio è importante nella cultura italiana ed europea per i suoi contenuti storici, artistici, archeologici, architettonici, religiosi e genericamente culturali. L'immenso patrimonio ospitato nella città di Roma, benché forse il meglio noto, è solo uno fra i numerosi giacimenti delle centinaia di città, paesi, chiese, monasteri, monumenti, ed altri siti della regione.
Voci correlate
- Elenco dei Presidenti del Lazio
Categoria:Regione Lazio
ja:ラツィオ州
Campania
La Campania è una regione dell'Italia Meridionale. Conta 5.701.931 residenti (censimento 2001 [http://dawinci.istat.it/daWinci/jsp/MD/dawinciMD.jsp?a1=o0WG&a2=m0Y01&n=1UH90T07UD32S&v=1UH08207UD3000000]) ed ha la più alta densità di popolazione tra le regioni italiane ma è la seconda, dopo la Lombardia, per numero totale di abitanti. Il suo capoluogo è Napoli. Confina a ovest, sud-ovest con il Mar Tirreno, a nord-ovest con il Lazio, a nord col Molise, a nord-est con la Puglia e ad est con la Basilicata.
Storia
Prima dell'Unità d'Italia (1861) faceva parte del Regno delle due Sicilie.
Il 23 novembre 1980 fu sconvolta da un grave terremoto che colpì buona parte di essa.
Politica
L'attuale presidente della regione è Antonio Bassolino.
Geografia
La Campania è prevalentemente collinare (51%), il 34% di essa è montuosa e il 15% pianeggiante.
Per quanto concerne il rilievo, possiamo innanzitutto distinguere, la dorsale appenninica centrale, decorrente da nord-ovest a sud-est e comprendente diversi massicci (Matese, Taburno, Avella, Terminio, Cervialto, Alburno, Cervati), seguita verso est da una zona di altopiani e conche (Benevento, Montecalvo Irpino, Ariano Irpino, ecc). Nella zona litorale troviamo massicci di origine vulcanica (Somma-Vesuvio, Campi Flegrei) e di origine sedimentaria (monti Lattari e Massico). Le pianure più importanti sono a nord quella del fiume Garigliano e quella del fiume Volturno; quest'ultima confina a sud con il solco del fiume Sarno e costituisce la Pianura Campana propriamente detta, fertile ed intensamente popolata. Ricordiamo, inoltre, la pianura del fiume Sele a sud, formante la piana di Pesto e la pianura di Salerno. Ad est dei massicci dell'Alburno e del Cervati si distende il Vallo di Diano. I fiumi si riversano per lo più nel Tirreno ed hanno un corso tortuoso, con ripide gole tra i vari massicci della regione. Le sorgenti sono copiose e sorgono ai piedi dei rilievi calcarei, nei quali sono frequenti fenomeni carsici.
Vulcani
- Vesuvio
- Roccamonfina (vulcano spento)
- Campi Flegrei (complesso vulcanico in parte in attività)
- Ischia (vulcano spento)
Isole
- Capri
- Ischia
- Nisida
- Procida
- Vivara
- Li Galli
Cultura
Canzone napoletana
La musica popolare è la canzone napoletana da Napoli.
- Luna Caprese da Capri
Amministrazioni
- Comuni della provincia di Avellino (119)
- Comuni della provincia di Benevento (78)
- Comuni della provincia di Caserta (104)
- Comuni della provincia di Napoli (92)
- Comuni della provincia di Salerno (158)
Sono inoltre in attesa di approvazione l'istituzione delle province
dell' Agro Aversano (Aversa), dell'Alta Irpinia (Ariano Irpino),
del' Agro Nolano (Nola), della Costiera Amalfitana e Sorrentina (Sorrento), del Cilento e Vallo di Diano (Agropoli-Sapri-Sala Consilina e Vallo della Lucania), dell'Agro Nocerino-Sarnese (Nocera Inferiore) e dell'Arcipelago Campano (Ischia)
Voci correlate
- Elenco dei Presidenti della Campania
Collegamenti esterni
- [http://www.larassegnadischia.it/Rassegna2004/rassegna2/isole.htm Isole della Campania]
- [http://www.campaniatrasporti.it Trasporti in Campania]
- [http://www.parks.it/regione.campania/index.html Parchi, Riserve ed altre Aree Naturali Protette in Campania]
Categoria:Regione Campania
ja:カンパニア州
SepolturaLa sepoltura consiste nell'inumazione di un cadavere per lo più accompagnata da rito funebre.
In tutte le epoche e in tutte le civiltà è sempre stato vivo il culto dei morti; la comunità ha sempre sentito il bisogno di rendere omaggio ai propri defunti.
Etnologia
Tipi di sepoltura
Esistono diverse tipologie di sepoltura, che possono essere raggruppate in:
- abbandono
- immersione
- sopraelevazione
- seppellimento
- ignizione
- mummificazione
- scarnificazione
- cannibalismo
Abbandono
L'abbandono viene praticato da popoli di cultura agro-pastorale dell'Africa e dell'Asia.
In Africa è praticata da diverse popolazioni della foresta, ma soprattutto da quelle della savana. I Masai abbandono i loro morti in pasto agli animali selvatici, tranne i capi che vengono seppelliti.
Anche le popolazioni nilotiche lasciano i morti agli animali, ma solo quelli di sesso femminile, mentre i maschi vengono seppelliti.
Le tribù del Madagascar orientale lasciano le casse sul terreno, mentre i Bava depongono i loro morti direttamente al suolo.
Nel Tibet i poveri sono gettati nell'acqua, mentre i ricchi sono appesi agli alberi per essere mangiati dagli uccelli; è ancora praticato il semplice abbandono su una roccia. I Lama sono cremati e le ceneri conservate; per grandi dignitari viene eseguita anche la mummificazione.
Immersione
È la sepoltura che di norma viene praticata per le persone che muoiono in mare.
Viene praticata anche da alcune popolazioni che vivono lungo le coste, come in certe località del Congo, della Nuova Guinea e della Nuova Irlanda e, soprattutto, nelle isole Salomone.
Sopraelevazione
I Parsi pongono i loro cadaveri sulle "torri del silenzio" con lo scopo di facilitarne lo squartamento da parte di animali.
I Tungusi (insieme a caragassi, jukaghiri, jakuti) applicano questa forma di sepoltura con lo scopo opposto, cioè per sottrarre i corpi a lupi ed orsi.
Gli Inuit dell'ovest e gli amerindi pongono i cadaveri su piattaforme soprelevate.
Seppellimento
Il seppellimento ha due forme distinte:
- sotterramento, quando il corpo viene posto in una fossa ricoperta di terra.
- inumazione, quando il corpo viene posto in una cavità.
Nell'Africa occidentale è frequente il sotterramento in una capanna, in una nicchia nell'Africa meridionale, nelle regioni centro-orientali degli USA in tumuli speciali chiamati mounds.
Le urne-feretro sono usate in due sole regioni: nell'America meridionale presso i tupi e nell'India meridionale.
Ignizione
Con l'ignizione il corpo del defunto viene bruciato. L'incenerimento può essere parziale o completo.
Rarissimo in Africa, Australia e America meridionale. Praticata in Tasmania, nelle isole Salomone, in alcune tribù delle isole di Bismark.
Abituale in Messico e lungo le coste del Pacifico, tra ghiliaki e coriaki.
L'India è il centro dell'ignizione.
L'incenerizione, ovvero l'ignizione completa, era praticata nell'occidente greco-romano.
Mummificazione
È un tipo di sepoltura praticato nell'antichità. Era tipico di due aree culturali: dagli andini dell'America precolombiana, dagli antichi egizi.
Oggi viene utilizzato solo dagli aleuti.
Scarnificazione
È un tipo di sepoltura molto importante in Nuova Guinea, dove il corpo viene sepolto, poi dissepolto e le ossa riunite in un'urna (o anche un cesto o una stuoia), spesso il cranio viene posto in cima a tutte le altre.
Usata anche in altre aree del sud-est asiatico, insieme al culto del cranio degli antenati.
Cannibalismo
In periodo preistorico veniva praticato anche in Europa.
In tempi recenti è ancora praticato, anche se raramente, in zone remote dell'Oceania, dell'America e dell'Asia.
I cocamilla e i cocama usano arrostire e mangiare i familiari morti, abbrustolire e polverizzare le ossa e mescolarle a bevande molto forti.
Presso i cobena e i tucano il cadavere viene dissotterrato dopo 15 anni, ridotto in cenere, che viene poi mescolata a bevande consumate in particolari feste.
Diritto canonico
Il diritto canonico prevede la sepoltura ecclesiastica.
Il codice stabilisce che i cadaveri dei fedeli, prima di essere tumulati, devono essere portati in una chiesa, normalmente quella parrocchiale, nella quale si devono eseguire gli uffici funebri.
La sepoltura tra gli antichi
Greci
Ad Atene era usanza seppellire i morti in guerra nel sobborgo più ameno della città. I cadaveri vi venivano trasportati e, dopo l'elogio funebre, venivano inumati dentro bare con più cadaveri, una per ogni tribù, più una per i dispersi.
Seppellire i morti era un dovere sacro che gli dei esigevano dagli uomini.
Le anime dei morti non sepolti non potevano arrivare negli inferi, Caronte rifiutava di traghettarli al di là dello Stige. Erano così costrette ad errare eternamente, senza trovare mai riposo.
Nel caso in cui il seppellimento non era possibile, bastava gettare simbolicamente sul corpo del morto un pugno di terra.
Certi eroi avevano diritto agli onori funebri: il loro corpo veniva consumato in cima ad un rogo, le fiamme venivano spente col vino, quindi le ceneri poste in un'urna che veniva seppellita.
Romani
In epoca romana le tombe e i colombari venivano posti lungo le vie di maggior traffico. Era praticata sia l'inumazione che l'incinerazione, con una prevalenza di quest'ultima. A partire dalla seconda metà del II secolo DC si generalizza invece l'inumazione.
Etruschi
Nel VI secolo, si riscontra nell'Etruria meridionale, un tipo di tomba interamente scavata nella roccia a forma di camera rettangolare, coperta da un soffitto piano, sostenuto da pilastri e colonne.
All'esterno la tomba era segnata con un tumulo di terra cintato da un alto zoccolo in pietra.
In Cerveteri si evidenzia la concezione etrusca della sepoltura quale casa del defunto, con gli oggetti di vita familiare posti alle pareti.
Voci correlate
- Catacomba
- Cimitero
- Necropoli
Categoria:Archeologia
Categoria:Etnologia
categoria:Morte
Indoeuropei
Intorno al 2000 a.C., in diverse regioni del mondo (Asia Minore, altopiano iranico, India, Europa) avevano fatto la loro comparsa gli indoeuropei.
Chi erano, da dove provenivano e per quali ragioni essi si disseminarono in uno spazio geograficamente così vasto?
La soluzione a questi problemi è tuttora incerta, poichè non possediamo testimonianze dirette della loro esistenza e non possiamo quindi ricistruire la loro storia sulla base dei reperti di cultura materiale. Secondo l'ipotesi tradizionale, la loro patria d'origine sarebbe stata l'Europa settentrionale, tra le Alpi e il mar Baltico; altri hanno pensato che i popoli indoeuropei abitassero alcune regioni della Russia meridionale attorno al mar Nero (ed è questa l'ipotesi ritenuta più probabile); altre teorie, più recenti, collocano invece il nucleo primitivo da cui avrebbero avuto origine gli indoeuropei in alcune zone dell'Anatolia e li considerano non una popolazione di nomadi guerrieri, come si pensava un tempo, ma di agricoltori sedentari.
Ceramica
La ceramica è un materiale di antica tradizione cinese, Kaol zona con argilla purissima.
Principale componente ne è il caolino idrossisilicato di alluminio.
La preparazione è la stessa utilizzata nel corso dei secoli; impastatura, forgiatura, cottura a 1000 - 1300°C, mentre per l'impermeabilizzazione occorre smaltare e ricuocere con vetrina trasparente o con smalto opaco.
I materiali ceramici possono essere ottenuti da polveri tramite sinterizzazione, un processo chimico-meccanico che avviene in forni ad altissime temperature, dove le polveri stesse, causa le energie in gioco, si uniscono tra di loro creando appunto i materiali cosiddetti ceramici.
Negli smalti vengono aggiunti ossidi di piombo per abbassare la temperatura della seconda cottura in modo da ridurre i costi di produzione, per le porcellane, invece, la vetrina viene usata senza piombo e la ricottura è a 1500°C.
ja:セラミックス
ms:Seramik
th:เซรามิก
MetallurgiaLa Metallurgia riguarda essenzialmente lo studio dei metalli e del loro comportamento.
I metalli
metalli
Caratteristica essenziale del metallo è quello di presentare una struttura ripetitiva e regolare basata su una cella elementare. Le più comuni sono la c.c.c (cubica corpo centrato), c.f.c (cubica facce centrate; esempi: Cu e sue leghe, acciai austenitici, leghe di Al o di Ni) ed e.c.(esagonale compatto).
Sottoraffreddato dallo stato liquido un metallo si solidifica in grani, le cui dimensioni sono immagine della temperatura a cui avviene il processo e i cui bordi rappresentano un'importante zona di discontinuità della struttura metallica. Minore la temperatura al di sotto della quale avviene il sottoraffreddamento minore sarà il raggio critico al di sotto del quale si decostruiscono gli embrioni dallo stato solido e per un maggior numero di embrioni che diventano grani è minore la dimesione del grano metallico.
Difetti
La ripetitività della struttura cristallina è interrotta localmente da difetti che possono essere di vario genere.
- difetti di punto - sono le occasionali vacanze (la cui concentrazione dipende dalla temperatura secondo un legame esponenziale), o gli atomi sostituzionali o gli atomi interstiziali (questo specie quando nelle soluzioni solide è notevole la differenza nelle dimensioni degli elementi componenti) o gli atomi autointerstiziali (nel caso di atomi uguali a quelli del reticolo) o i difetti di Frenkel (uno ione positivo lascia la sua posizione reticolare, creando cosi' una vacanza cationica, per andare a formare uno ione interstiziale) e di Schottky (coppia di una vacanza anionica e cationica in un solido ionico).
- difetti di linea - separano parti che hanno subito lo slittamento da altre che non lo hanno subito. Accumulano tensione e per effetto dell'applicazione di sforzi tendono a moltiplicarsi. Sono detti dislocazioni.
- difetti di superficie - ovvero i bordi grano presso i quali cambiano interamente l'orientamento dei piani di reticolo da un grano all'altro.
- difetti di volume - le irregolarità nella sequenza ordinata dei piani cristallini nel metallo.
Poiché questi difetti influenzano enormemente il comportamento metallico sono estremamente importanti per la metallurgia.
Elasticità e plasticità del metallo
Sottoposto ad uno sforzo crescente il metallo in un primo tempo si deformerà linearmente secondo la legge di Hooke in maniera elastica, e reversibile una volta cessato il carico.
L'aumentare dello sforzo oltre un certo limite imporrà in seguito una irreversibile deformazione plastica accompagnata dall'incrudimento, cioè un aumento progressivo della resistenza alla deformazione ed un carico di rottura sempre maggiore. Se il valore teorico di energia necessario per deformare plasticamente un campione è notevolmente maggiore rispetto a quello in effetti necessario ciò è dovuto alla presenza di dislocazioni, ossia discontinuità di linea nella struttura cristallina che a seconda della forma sono dette a vite, a spigolo o mista.
La frattura si distingue a seconda della natura del metallo in duttile o fragile. Nel primo caso il metallo si deforma sensibilmente nel campo plastico, si verifica uno strizzamento a causa dei microvuoti venutisi a creare, la superficie di frattura avrà la caratteristica forma di coppa cono. Nel secondo caso la frattura è improvvisa, subito oltrepassato il limite elastico, la superficie perpendicolare alla direzione dello sforzo, di aspetto brillante e cristallino.
Fenomeni degenerativi
Un particolare tipo di frattura fragile è il cosidetto clivaggio (tipico della struttura c.c.c, e.c più raramente), frutto di sforzi elevati condotti a bassa temperatura. Il clivaggio è in genere transgranulare ma può essere anche intergranulare se a bordo grano sono presenti particolari precipitati o impurezze.
Il creep è invece un fenomeno che avviene ad alte temperature che in funzione del tempo vede prima l'aumento delle dislocazioni e l'incrudimento, fenomeno non attivato termicamente (creep primario) quindi il disancoramento delle dislocazioni (fenomeno questo si attivato termicamente) che comporterà la rottura dopo aver pareggiato l'intensità dell'incrudimento (nel creep secondario la velocità di creep diventa stazionaria) la supera, accelera la velocità di deformazione ( creep Terziario) e induce la rottura.
La fatica è quel fenomeno per il quale un metallo sottoposto ad uno sforzo ciclico può pervenire a rottura anche per valori dello sforzo molto al di sotto del suo limite limite di snervamento. Ad una prima fase di incrudimento (hardering) segue l'assestamento microstrutturale (softering), l'orientarsi delle dislocazioni presso precise bande di slittamento, il presentarsi presso la superficie di caratteristiche microintrusioni e microestrusioni. È lungo le bande di slittamento, che si presentano dopo appena il 5% della vita utile del campione, che avrà luogo la rottura il cui punto di innesco è appena al di sotto della superficie. La rugosità superficiale è un parametro importantissimo per quel che riguarda la resistenza a fatica di un metallo.
La corrosione nasce dalle iterazioni di ossidoriduzione con l'ambiente e naturalmente è particolarmente dannosa per i metalli. Si cercano espedienti per prevenire come un rivestimento in PVC, la verniciatura o utilizzare un anodo sacrificale. Variegata la casastica: la corrosione può avvenire in fessura o per aerazione differenziata, intergranulare, per pitting (superato in un punto il film protettivo), esaltata da un ambiente galvanico o dalle forti tensioni cui il pezzo è soggetto.
L'usura infine distrugge il metallo in presenza di un ambiente tribologico dove cioè vi è attrito tra il pezzo e altre componenti. L'usura può essere dovuta alle forze fluidodinamiche, è detta tribossidazione in un ambiente particolarmente aggressivo, si dice adesiva, quando è determinata da microgiunzioni venutesi a creare tra le creste di rugosità di due corpi in mutuo slittamento l'uno sull'altro, o erosiva quando semplicemente una superficie è in moto relativo contro particelle particolarmente dure. Un caso particolare risulta la corrosione-erosione, in cui un'usura superficiale non eccessiva è però sufficiente ad asportare lo strato superficiale passivato, ripresentando quindi metallo vivo agli agenti corrosivi.
rugosità
Trattamenti termici
Diversi trattamenti termici e termochimici sono imposti al metallo per modificarne le caratteristiche resistive o di lavorabilità. Molti metalli hanno infatti diverse varianti allotropiche in funzione della temperatura: tra questi il ferro passa dalla struttura c.c.c del ferro α a quella c.f.c del ferro γ per poi, aumentata ulteriormente la temperatura, presentare nuovamente struttura c.c.c con il ferro δ.
La struttura cristallina di un acciaio può variare sensibilmente se una volta portato al di sopra della temperatura di austenitizzazione quello è lasciato dopo ad una temperatura al di sotto di quella. A seconda di questa nuova temperatura potrà formarsi perlite (l'eutettoide lamellare ferrite-cementite) o per temperature inferiori bainite e financo martensite. È la Curva di Bain a descrivere la trasformazione isoterma dell'austenite.
Le leghe metalliche ferro-carbonio, cioè gli acciai (la percentuale di C è inferiore al 2%) e le ghise sono importantissimi per la Metallurgia. I trattamenti termici (leghe Fe-C) come ricottura, normalizzazione, tempra, rinvenimento casusano una modifica delle dimensioni del grano e delle tensioni interne.
In particolar modo la tempra vuole ottenere, raffreddando il metallo al di sopra una certa velocità una particolarissima struttura cristallina nota come martensite. La tempra tradizionale, che dona al metallo una grandissima durezza e resistenza a trazione a discapito di resilienza e tenacità, determina forti tensioni tra cuore e superficie del metallo. Nella bonifica la tempra è subito seguita dal rinvenimento che modifica la Martensite e riduce le tensioni.
Sfruttando la diffusione solida i trattamenti termochimici particolarmente usate sono la cementazione (che sfru | | |