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Concilio Di Trento

Concilio di Trento

Il Concilio di Trento (svoltosi dal 1545 al 1563, con interruzioni) è stato il XIX Concilio ecumenico della Chiesa cattolica. Con esso si definì la reazione alle dottrine del calvinismo e luteranesimo e la riforma della Chiesa. Il Concilio si sarebbe dovuto tenere a Vicenza, ma la famiglia appertenente al ceto aristocratico che si era proposta ad allestire l'evento, si scoprì successivamente essere troppo legata all'imperatore, motivo per cui fu abbandonato il progetto. Il concilio venne richiesto soprattutto da Carlo V e dai tedeschi, per rispondere alle richieste di riforma coagulatesi intorno a Lutero. Si proponeva che il concilio avesse luogo dove erano avvenute le maggiori perturbazioni nella chiesa, cioè nel territorio del Sacro Romano Impero. La convocazione fu ritardata soprattutto a causa dell'opposizione, spesso mascherata, della Curia romana, che temeva che le esigenze di riforma potessero sfociare in una ripresa del conciliarismo come era già avvenuto a Costanza. Alla fine venne scelta la sede di Trento, poiché pur essendo una città italiana era entro i confini dell'Impero. Il concilio contò inizialmente pochissimi prelati, quasi tutti italiani, e fu quasi sempre controllato dai delegati pontifici. Furono presenti anche alcuni prelati legati al cosiddetto evangelismo, come il Cardinale Reginald Pole. Venne trattata una parte dogmatica, sugli argomenti controversi del tempo, che portò a delle definizioni contrapposte a quelle luterane, come nel decreto sulla giustificazione. Non fu pertanto possibile risolvere il problema dell'accordo con la religione riformata che nel frattempo era stata tollerata nell'impero con l'Interim di Augusta. Venne riconosciuta come ufficiale la versione della Bibbia detta Vulgata, evitando l'uso del volgare per le Sacre Scritture nel culto. Tra le deliberazioni più importanti dal punto di vista disciplinare ci fu l'obbligo di residenza dei vescovi nelle loro diocesi. Avveniva infatti che i benefici ecclesiastici e i vescovati venissero assegnati generalmente ai nobili, senza che corrispondesse effettivamente l'obbligo di residenza e lo svolgimento dell'incarico. Al termine del concilio diverse questioni che non erano state trattate vennero demandate al papa e alla curia romana, che negli anni successivi emise altri importanti documenti sulla riforma della chiesa. Fra questi le revisioni del Breviario e del messale, con la conseguente uniformità liturgica della chiesa occidentale con l'adozione universale del rito romano, con l'unica eccezione del rito ambrosiano per la diocesi di Milano, e la scomparsa di tutti gli altri riti occidentali. Furono inoltre pubblicati in seguito il Catechismo Tridentino e l'Indice dei libri proibiti (Index librorum prohibitorum).

Elenco dei decreti dogmatici

Papi coinvolti nel concilio e nella sua preparazione


- Leone X: Durante il suo pontificato ebbe luogo la ribellione di Lutero
- Clemente VII Questi due papi di formazione rinascimentale, della famiglia dei Medici, sottovalutarono la portata della Riforma e non convocarono, come da più parti richiesto, il concilio per la riforma della chiesa.
- Adriano VI: i suoi progetti di riforma non poterono avere luogo a causa della durata troppo breve del suo pontificato
- Paolo III Farnese. Convocò il concilio
- Giulio III
- Paolo IV Carafa
- Pio IV : Sotto il suo pontificato ha termine il Concilio (4 dicembre 1563)

Papi "post tridentini"

I papi eletti successivamente alla chiusura del concilio si occuparono di renderne operativi i decreti conciliari nei vari stati europei e attuarono diverse riforme applicative:
- Pio IV
- Pio V
- Gregorio XIII
- Sisto V
- Clemente VIII

Giudizi storici

Il nuovo attivismo che derivò nei confronti del protestantesimo viene indicato in ambito storiografico col termine di Controriforma, mentre l'applicazione dei decreti del concilio relativamente alla organizzazione interna del cattolicesimo viene talvolta definita come Riforma cattolica. Sebbene il concilio emanasse soltanto principi generali sulla liceità dell'uso delle immagini, l'arte del XVII secolo risentì dei cambiamenti religiosi. Il Barocco viene generalmente considerato l'espressione artistica delle chiesa post tridentina, sebbene ultimamente il termine viene esteso a tutte le espressioni dell'arte europea del Seicento, comprendendo anche quella dei paesi riformati. Paolo Sarpi, teologo veneziano contemporaneo al concilio e autore dellIstoria del Concilio Tridentino, dà un giudizio negativo del concilio, affermando che ebbe gli effetti opposti rispetto alle ragioni per le quali fu convocato, e cioè portò la mancata ricomposizione dello scisma protestante e alla ulteriore centralizzazione della chiesa attorno al papato, il quale raggiunse una potenza esorbitante a scapito dell'autorità dei vescovi. "Questo concilio, desiderato e procurato dagli uomini pii per riunire la Chiesa che comminciava a dividersi, ha così stabilito lo schisma et ostinate le parti, che ha fatto le discordie irreconciliabili; e maneggiando da li prencipi per riforma dell'ordine ecclesiaastico, ha causato la maggior deformazione che sia mai stata da che vive il nome cristiano, e dalli vescovi sperato per racquistar l'autorità episcopale, passata in gran parte nel sol pontefice romano, l'ha fatta loro perdere tutta intieraemnte, riducendoli a maggior servitù: nel contrario temuto e sfugito dalla corte di Roma come efficace mezzo per moderare l'essorbitante potenza, da piccioli principii pervenuta con vari progressi ad un eccesso illimitato..." Categoria:Storia Categoria:Cristianesimo Categoria:Diritto canonico ja:トリエント公会議

1545

Eventi


- Il 15 marzo inizia il Concilio di Trento

Nati


- Alessandro Farnese duca di Parma e Piacenza

Morti


- settembre Hans Baldung, pittore tedesco (n. 1484 o 1485) 045 ko:1545년


Concilio Ecumenico

Il Concilio Ecumenico è una riunione solenne di tutti i vescovi della cristianità per definire argomenti controversi di fede o indicare orientamenti generali di morale. Il numero e l'autorità dei concili varia a seconda delle chiese cristiane. La Chiesa cattolica, oltre ai concili del primo millennio del cristianesimo avvenuti prima dello Scisma d'Oriente, considera ecumenici anche quelli convocati, nel secondo millennio, solo dalla Chiesa latina. Alcuni fanno risalire la prassi conciliare al cosiddetto Concilio di Gerusalemme, riportato negli Atti degli Apostoli (15,1-29), in cui si stabilirono le norme da seguire con i convertiti dal paganesimo.

Lista dei Concili Ecumenici


- I. Primo concilio di Nicea (325): vide la condanna delle dottrine di Ario sulla divinità di Cristo e una prima formulazione del Credo
- II. Primo concilio di Costantinopoli, (381); si ebbe un ampliamento del Credo che divenne quello attualmente riconosciuto da tutte le Chiese Cristiane.
- III. Concilio di Efeso, (431) condanna del nestorianesimo e adozione del titolo di Madre di Dio in riferimento a Maria madre di Gesù.
- IV. Concilio di Calcedonia (451); ripudio della dottrina di Eutiche (monofisismo) e affermazione delle due nature in Cristo, umana e divina. Adozione del Credo calcedoniano. Questo concilio ed i seguenti non sono riconosciuti dalle Chiese ortodosse d'Oriente
- V. Secondo concilio di Costantinopoli(553) vengono riaffermate le dottrine trattate nei precedenti concili, condanna dei nuovi testi ariani, nestoriani e monofisiti
- VI. Terzo concilio di Costantinopoli, (660-681); condanna del monotelismo, si afferma che Cristo possiede volontà umane e divine.
  - Quinisext Concilio (= Quinto e Sesto) o Concilio in Trullo, (692); si tratta di un concilio a carattere amministrativo che stabilì alcuni canoni di importanza locale e principi di disciplina ecclesiastica. Non è cosiderato un vero e proprio concilio ecumenico poiché non ebbe carattere dottrinale. Questo concilio è accettato dagli ortodossi come parte del VI Concilio ecumenico, ma è rifiutato dai cattolici.
- VII. Secondo concilio di Nicea, (787); ripristino del culto delle immagini e fine dell'iconoclastia. I due successivi concili sono cosiderati ecumenici da una parte dell'ortodossia, mentre un'altra parte li considera importanti concili locali.
- VIII. Quarto concilio di Costantinopoli (879-880); ristabili Fozio come patriarca di Costantinopoli e anatemizzò le alterazioni al Credo niceno-costantinopolitano. Condanna del Filioque. Questo Concilio venne inizialmente riconosciuto ecumentico dall'Occidente ma poi rifiutato in favore di un precedente concilio che aveva deposto Fozio.
- IX. Quinto concilio di Costantinopoli, (1341-1351); viene accettata la teologia esicastica secondo Gregorio Palamas e condannato il filosofo occidentalizzante Barlaam di Calabria.

Elenco dei Concili riconosciuti dalla Chiesa di Roma

Oltre ai precedenti, se non indicato diversamente:
- VIII. Quarto concilio di Costantinopoli, (869-870) Deposizione del patriarca Fozio di Costantinopoli. La deposizione non fu riconosciuta dalle chiese orientali. Questo concilio e quelli seguenti non sono accettati dalle chiese ortodosse.
- IX. Primo concilio Laterano, (1123)
- X. Secondo concilio Laterano, (1139)
- XI. Terzo concilio Laterano, (1179)
- XII. Quarto concilio Laterano, (1215)
- XIII. Primo concilio di Lione, (1245)
- XIV. Secondo concilio di Lione, (1274)
- XV. Concilio di Vienne, (1311-1312)
  - Concilio di Pisa, (1409) non venne riconosciuto ufficialmente poiché non era stato convocato da un papa.
- XVI. Concilio di Costanza, (1414-1418) soluzione dello scisma d'Occidente, conciliarismo
  - Concilio di Siena, (1423-1424): fu il punto più alto del conciliarismo.
- XVII. Concilio di Basilea, Ferrara e Firenze, (1431-1445); riunione con le chiese ortodosse, che in seguito non accettarono l'unione. Vennero trattata l'unione anche con altre chiese orientali.
- XVIII. Quinto concilio Laterano (1512-1517): tentativo di riforma della Chiesa.
- XIX. Concilio di Trento, (1545-1563, con interruzioni): reazione alle dottrine del calvinismo e luteranesimo, riforma della Chiesa.
- XX. Concilio Vaticano I, 1870: infallibilità papale
- XXI. Concilio Vaticano II, (1962-1965); rinnovamento della liturgia romana e uso delle lingue moderne; decreti pastorali sulla natura della Chiesa e la sua relazione con il mondo moderno; teologia di comunione, studi biblici, ecumenismo.

Voci correlate


- Cristologia
- Ortodossia categoria:Cristianesimo categoria:Gerarchia cattolica categoria:Diritto canonico ja:公会議 ko:공의회

Calvinismo

Il calvinismo è una forma di cristianesimo sorta nel XVI secolo nell'ambito della Riforma protestante a seguito dell'opera e della predicazione di Giovanni Calvino. Le chiese che seguono la dottrina calvinista sono spesso chiamate "Chiese riformate", sebbene il termine sia talvolta utilizzato per indicare l'insieme più vasto delle chiese protestanti Le aree europee dove il calvinismo ha avuto la maggiore diffusione sono la Svizzera (con Ginevra come centro più importante), la Francia (dove però non riuscì a prevalere), l'Olanda, la Scozia e alcuni principati della Germania, sebbene nei territori dell'Impero divenne religione ammessa, al pari del luteranesimo, solo dopo la guerra dei trent'anni.

Teologia

le chiese calviniste condividono le principali dottrine del cristianesimo e delle altre chiese, in particolare per quano riguarda l'unità e trinità di Dio e la natura divina di Gesù, così come formulate nei primi concili ecumenici. Le dottrine più caratteristiche e distanti dalla tradizione cattolica sono invece quelle della cosiddetta doppia predestinazione e della natura totalmente corrotta dell'uomo naturale. Secondo Calvino la stirpe degli uomini è totalmente malvagia e meritevole di distruzione. Dio però ha fatto sì che fra questa massa dannata vi fossero alcuni eletti, non per meriti propri ma per suo imperscrutabile volere, ai quali viene applicata la redenzione operata da Gesù Cristo, il quale con il suo sacrificio si è sostituito nella condanna che avrebbe dovuto toccare anche gli eletti. L'umanità è quindi divisa in due categorie nette, da un lato i predestinati alla dannazione, e dall'altra i predestinati alla salvezza. Le opere degli uomini che non appartengono alla categoria degli eletti, anche se apparentemente virtuose, non sono altro che detestabili vizi, poiché il cuore di costoro è intimamente corrotto. Questa dottrina, in questa formulazione così netta, divenne poi nei secoli successivi oggetto di disputa teologica all'interno delle chiese riformate.

Vicenza

Vicenza (VI), soprannominata la città del Palladio, è un comune di ca. 110.000 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e sede episcopale.

Storia

Città d'arte tra le più importanti non solo del Veneto ma d'Italia, Vicetia ha origini romane ed è nominata per la prima volta nel 135 AC. È possibile tracciare la sua fondazione da parte degli Euganei attorno al II-III secolo AC: i Galli certamente la occuparono in epoca successiva, dominandola fino al 157 AC, anno in cui fu annessa a Roma. Fu chiamata Vicetia o Vincentia e ottenne la cittadinanza nel 49 AC. Sotto la dominazione romana, Vicenza si trasforma da insediamento a città, crocevia importante nella via tra Mediolanum e Aquileia. Durante l'impero, prosperò sotto Adriano. Fu devastata successivamente dai Barbari (in particolare Eruli), ma risorse coi Goti nel 489 e fiorì sotto i Longobardi prima, e i Franchi poi. Vi trovarono sede molti benedettini che si occuparono, tra l'altro, della bonifica del territorio. In epoca medievale, nel 899, subì la devastazione da parte degli Ungari. Nel 1001 divenne principato vescovile; si istituì comune libero e mosse varie guerre alle città vicine (particolarmente accesa la rivalità con la vicina Padova) e partecipò attivamente alla fondazione della Lega veronese del 1164 nonché della Lega lombarda (tra 1164 e 1167). Dal XII al XIV secolo cadde di signoria in signoria: dopo una travagliato lotta contro la signoria di Ezzellino III da Romano, capitolò contro i padovano, infine passò dal dominio degli Scaligera di Verona a quello dei Visconti di Milano, finchè nel 1404 si consegnò a Venezia. In età moderna, fino al 1797, il lungo dominio della Repubblica di Venezia garantì quattro secoli di pace e benessere, le arti raggiunsero livelli eccelsi e l'economia prosperò. Vicenza fu candidata ad ospitare il Concilio di Trento (correva il 1545), ma fu scartata (come Mantova) per l'eccessivo attaccamento all'Impero. Il Cinquecento fu il secolo del grande architetto tardo-rinascimentale Andrea Palladio, che lasciò in eredità a Vicenza e al mondo intero un insostituibile patrimonio di architetture. Tra le opere principali la Basilica Palladiana nella centrale Piazza dei Signori, il Teatro Olimpico, Villa Capra detta la Rotonda posta appena fuori dall'abitato. La tradizione palladiana venne continuata da Vincenzo Scamozzi e da altri architetti fino al XVIII secolo. Nell'Ottocento, dopo la caduta di Napoleone, la città passò all'Impero Austro-Ungarico. Nel 1848 i vicentini insorsero presso Monte Berico, esprimendo con la forza il dissenso nei confronti del dominio asburgico. Successivamente prese parte al Regno Lombardo-Veneto, per unirsi nel 1866 al Regno d'Italia, in seguito alla terza guerra d'indipendenza. Se durante la Prima guerra mondiale si combatté in gran parte nella provincia, la Seconda guerra mondiale colpì anche la città, che fu gravemente danneggiata dai bombardamenti alleati. A partire dagli anni 1950 un forte sviluppo economico ed industriale ne ha fatto una delle città più ricche d'Italia. Per i suoi tesori artistici, Vicenza Città del Palladio è stata nominata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.

Cultura

Monumenti

patrimonio dell'umanità]]

Edifici palladiani

patrimonio dell'umanità patrimonio dell'umanità
- Basilica Palladiana
- Palazzo Barbaran Da Porto
- Palazzo Chiericati
- Palazzo Da Porto Breganze
- Palazzo Thiene
- Teatro Olimpico
- Villa Capra detta la Rotonda

Musei


- Museo naturalistico ed archeologico di S. Corona (Museo naturalistico)
- Museo del risorgimento e della resistenza (Museo storico)
- Pinacoteca civica (Museo artistico)
- Gallerie di Palazzo Leoni Montanari (Museo artistico, privato)
- Museo della Real Casa di Portogallo (Museo artistico, privato)
- Piccolo museo della moneta (Museo specializzato, su prenotazione)

Economia

Nel territorio sono presenti industrie metalmeccaniche, chimiche, farmaceutiche, cartarie ed editoriali. Particolarmente attivo è l'artigianato ed il settore orafo, di cui Vicenza è considerata la capitale. La manifestazione fieristica VicenzaOro è tra le più importanti al mondo nel settore. Il quotidiano più rilevante della provincia, il Giornale di Vicenza, ha qui la sua sede.

Trasporti

Strada

Vicenza è da secoli un'importante crocevia del Nordest italiano e pertanto ben servita soprattutto sotto il profilo stradale: esistono due autostrade che servono la città, la A4 (con due caselli, Vicenza Est e Vicenza Ovest) e la A31 (con il casello di Vicenza Nord). Quest'ultima è stata argomento di grandi diatribe visto che inizialmente era previsto un prolungamento sia a nord fino a Trento, che a sud fino a Rovigo, dando un'ulteriore spinta alla viabilità nel territorio e fornendo la città di un quarto casello a sud. Per Vicenza passa inoltre la SS11, la vecchia via romana Postumia, molto trafficata nel tratto per Padova, la SS52 diretta a Treviso e la SS 248 proveniente da Bassano del Grappa. La viabilità nel centro storico è limitata alle vetture con il bollino blu, oltre che ai mezzi autorizzati. Tendenzialmente l'amministrazione comunale predilige il trasporto privato, preferendo l'installazione di numerosi parcheggi a ridosso dal centro, molti dei quali collegati per mezzo di bus navetta. La città è in proporzione una delle più trafficate d'Italia e come conseguenza è risultata per diversi periodi dell'anno la più inquinata del Belpaese, costringendo il Comune a misure straordinarie, dalla circolazione a targhe alterne al blocco totale del traffico (con opportune deroghe).

Aereo

La città è servita da un piccolo aeroporto, prima militare, poi aperto al traffico civile. L'aeroporto civile Tommaso Dal Molin ha collegamenti settimanali con l'aeroporto di Roma-Ciampino e il Franz Joseph Strauss International Airport di Monaco di Baviera. L'aeroporto è stato inaugurato nell'estate 2005 ed è gestito dalla società "Aeroporti vicentini Spa".

Treno

Vicenza è posizionata sull'asse ferroviario Torino-Trieste ed è quindi ben servita e facilmente raggiungibile in treno. Una volta giunti alla stazione di Vicenza (di dimensioni media), da qualunque città di provenienza, esistono semplici e rapidi collegamenti ferroviari che uniscono la città del Palladio alle altre venete. In termini temporali, dista da Milano due ore, una ora e mezza da Bologna e soltanto venti minuti da Padova e Verona, città dalle quali esistono frequenti collegamenti con l'asse ferroviario da e verso Roma (la stessa Vicenza ha due corse per e dalla capitale, la prima mattutina, la seconda serale). La stazione di Vicenza è stata recentemente ristrutturata ed è previsto un nuovo, sesto, binario entro il 2006.

Servizi pubblici

Nel territorio operano due società di trasporti, l'una per il trasporto urbano, l'AIM, e la seconda per il trasporto extraurbano, la FTV. La prima è un'azienda municipale quotata in borsa a partire dal 2000, che gestisce il traffico fino a una decina di km dal centrocittà; la seconda invece è una società privata che si estende a gran parte della provincia e ha collegamenti giornalieri con Padova.

Educazione

La città presenta la più alta densità scolastica di tutto il Veneto e una delle più alte d'Italia, soprattutto sotto il profilo delle scuole medie superiori (per confronto, la Regione istituisce ben dodici borse di studio per la mobilità europea nella sola provincia di Vicenza, più di ogni altra provincia veneta). Vicenza è anche sede staccata dell'Università di Padova, per la facoltà di Ingegneria sono attivati i corsi di ingegneria gestionale (anche magistrale), ingegneria meccanica e ingegneria meccatronica mentre per la facoltà di Medicina veterinaria è attivato il corso di sicurezza alimentare. È anche sede staccata dell'Università di Verona, dove per la facoltà di Economia sono attivati i corsi di economia del commercio internazionale (anche magistrale) e economia e amministrazione delle imprese.

Personalità legate a Vicenza

imprese (in ordine alfabetico)
- Roberto Baggio, calciatore
- Giuseppina M. Bakhita, santa
- Fernando Bandini, poeta
- Maria Bertilla Boscardin, santa
- Ottavio Bertotti Scamozzi, architetto
- Gelindo Bordin, maratoneta
- Roberto Busa, religioso e informatico
- Luigi Da Porto, scrittore
- Otello De Maria, pittore
- Federico Faggin, scienziato informatico ed inventore
- Antonio Fogazzaro, scrittore e poeta
- Antonio Giuriolo, partigiano
- Fedele Lampertico, economista, scrittore e uomo politico
- Niccolò Leoniceno, medico
- Paolo Lioy, naturalista
- Luigi Meneghello, scrittore
- Andrea Palladio, architetto
- Goffredo Parise, scrittore
- Antonio Pigafetta, scrittore e navigatore che completò la circumnavigazione del Globo di Magellano
- Guido Piovene, giornalista e scrittore
- Orlando Pizzolato, maratoneta
- Sergio Romano, storico e diplomatico
- Paolo Rossi, calciatore
- Mariano Rumor, politico
- Flo Sandon's, cantante
- Vincenzo Scamozzi, architetto
- Gian Antonio Stella, giornalista e scrittore
- Tiziano Treu, politico
- Vitaliano Trevisan, scrittore e attore
- Gian Giorgio Trissino, umanista
- Giacomo Zanella, poeta e sacerdote

Sport

Calcio

La principale squadra di calcio della città è il Vicenza Calcio, è detentrice di una Coppa Italia e di una Coppa Italia di Serie C.

Pallacanestro

La squadra di pallacanestro femminile vanta una lunga tradizione, con 12 Scudetti, 5 Coppe dei Campioni, e 1 Coppa Ronchetti nel proprio palmares.

Pallavolo

La squadra di pallavolo femminile, promossa in serie A1 nella stagione 1997-98 ha vinto 1 Coppa Cev, 2 scudetti di Beach volley 4x4, e 4 Coppa Italia di Beach volley 4x4.

Curiosità


- Nel capoluogo vicentino fu sparato nel 1379 il primo fuoco d'artificio europeo, in occasione della riconciliazione tra Scaligeri e Visconti. Il primato mondiale spetta invece alla Cina, dove è nata e si è sviluppata l'industria della polvere da sparo.
- Vicenza è l'unico comune italiano a poter fregiarsi di due medaglie d'oro al valor militare sulla propria bandiera: la prima attribuita dal re Vittorio Emanuele II il 18 novembre 1866 in onore della resistenza agli austriaci nel 1848; la seconda assegnata dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro l'11 marzo 1995 per le sofferenze subite dalla popolazione durante la guerra di liberazione (1943 - 1945.
- I cittadini di Vicenza sono noti con l'epiteto di Magnagati (mangia-gatti) accompagnato dal detto "finchè ghe xe gati se magna" (finchè ci sono i gatti, si mangia) o anche "Veneziani gran signori, padovani gran dottori, vicentini magnagatti, veronesi tutti matti": si riteneva infatti che la povertà fosse in questo territorio tanto diffusa da indurre la popolazione affamata a cibarsi dei felini randagi che frequentavano le vie della città.

Amministrazione


- Sindaco: Enrico Hüllweck.
- Comune: 0444 221111


- [http://www.sitiunesco.it/index.phtml?id=54 Vicenza Patrimonio UNESCO]
- [http://www.basilicapalladiana.it/vicenza/guida8.htm Guida a Vicenza] Categoria:Comuni della provincia di Vicenza Categoria:Comuni del Veneto Categoria:Comuni italiani Categoria:Patrimoni dell'umanità in Italia Categoria:Vicenza ja:ヴィチェンツァ

Carlo V

Il nome Carlo V viene utilizzato per riferirsi a diversi personaggi storici:
- Re:
  - Carlo V del Sacro Romano Impero
  - Carlo V di Francia
  - Carlo V di Napoli
  - Carlo V di Svezia ja:カール5世

Martin Lutero

Martin Lutero (Eisleben, 10 novembre 1483 - Eisleben, 1546), in tedesco Martin Luther, fu l'eminente figura - punto cardine religioso tedesco - che diede inizio alla Riforma protestante.

Biografia

Nacque il 19 novembre 1545 praga (Sassonia) da Giovanni Luder minatore, e da Margherita Lindemann. La sua famiglia era modesta, non povera, religiosa e severissima nell'educazione dei figli.

Monaco agostiniano

Nel 1497 Lutero frequentò la scuola di latino a Magdeburgo presso i "Fratelli della vita comune". Attirato dagli studi universitari si iscrisse all'Università di Erfurt (1501) dove conseguì il titolo di Baccalaureus artium. Durante la frequenza universitaria il giovane fu indotto a meditare sull'ira divina a causa della morte prematura di un giovane compagno di studi e per un forte spavento causatogli da un fulmine durante un temporale. Queste paure fecero maturare nella mente di Lutero un'improvvisa scelta, dettata più dall'impeto che dalla vocazione, ed entrò nel convento agostiniano di Erfurt. Fu consacrato sacerdote nel 1507, nonostante i rimproveri del padre, non convinto della sua vocazione. Il giovane monaco si dedicò agli studi teologici ed alla pratica delle virtù monastiche a cominciare dall'umiltà. Staupitz il vicario generale dell'Ordine, fu attratto dalle capacità e dalla disciplina del giovane e lo segnalò al principe elettore Federico di Sassonia che aveva appena fondato l'Università di Wittenberg e cercava nuovi insegnanti. Nel 1508 Lutero iniziò l'insegnamento della dialettica e della fisica leggendo e commentando l'Etica a Nicomaco di Aristotele all'Università di Wittenberg, indi diresse le disputationes degli studenti. Proseguì poi i suoi studi di teologia e delle scritture. Nel 1510 fu inviato a Roma in rappresentanza del convento agostiniano di Erfurt per questioni interne all'Ordine. Il 19 ottobre dell'anno seguente si laureò in teologia. Nel 1513 iniziò le lezioni sui Salmi all'Università di Wittenberg, e papa Leone X concesse l'Indulgenza plenaria nel 1514 ad ogni fedele che dopo la confessione e la comunione avesse fatto un'offerta per la costruzione della basilica di San Pietro a Roma. Nel Württemberg scoppiò la rivolta dei contadini denominata del Povero Corrado. Nell'anno 1515 Lutero fu nominato, dal capitolo degli Agostiniani, vicario generale dei numerosi conventi del distretto della Misnia e della Turingia, e consuetudine volle che Staupitz lo invitasse ad accompagnarlo in visita a molti di questi importanti monasteri. Staupitz Nello stesso anno iniziò le lezioni sull'Epistola ai Romani. Il 31 marzo 1515 papa Leone X con la bolla Sacrosancti Salvatoris et Redemptoris nominò quale commissario delle indulgenze il principe Alberto di Brandeburgo per un tempo di otto anni. I redditi ricavati dalle indulgenze dovevano essere devoluti per metà alla "fabbricazione" di San Pietro, mentre l'altra metà veniva lasciata all'arcivescovo per estinguere un debito contratto con la curia per la conferma all'elezione vescovile di Magonza. Nel 1516 Lutero iniziò le lezioni sull'Epistola ai Galati, e nello stesso anno visitò le comunità dell'Ordine di Dresda, Neustadt, Orla, Erfurt, Gotha, Langensalza e Nordhausen.

Le 95 tesi

L'anno successivo il monaco domenicano Johann Tetzel, commissario generale dell'arcivescovado di Magonza, fu incaricato da Alberto di Brandeburgo di predicare le indulgenze, ed egli giunse a Jüteborg nelle vicinanze di Wittenberg. La vendita delle indulgenze era accompagnata da stravaganti asserzioni, di cui Lutero ne cita una alla tesi n° 27: “come il soldino ha tintinnato nella cassa, l'anima se ne vola via". Anche se il principe di Lutero, Federico il Saggio, ed il principe dei territorio confinante, Duca Giorgio di Sassonia, vietarono la vendita nelle loro terre, i parrocchiani di Lutero si misero in viaggio per acquistarle. Quando queste persone andarono a confessarsi, presentarono l'indulgenza, sostenendo che non dovevano più pentirsi dei loro peccati, poiché il documento glieli perdonava tutti. Questa predicazione grossolana fu oggetto delle critiche di Lutero. Il 31 ottobre 1517, Lutero inviò all'arcivescovo Alberto di Magonza 95 tesi riguardanti il valore e l'efficacia delle indulgenze. In questo periodo storico, l'interesse per la cultura superiore e per gli studi universitari era molto sentito fra le popolazioni tedesche, ed alle vicende di Wittenberg partecipavano tutti i cittadini, gli artigiani, gli studenti, i professori, il Principe elettore ed i monaci dei vari monasteri. Nel gennaio del 1518 arrivò a Roma l'annuncio della discussione proposta con le tesi sulle quali discutere. Papa Leone X fece trasmettere l'incartamento al generale vicario dell'Ordine degli Eremitani Agostiniani con l'annotazione di tenere tranquillo Lutero. Johann Tetzel attaccò duramente il Sermone sull'indulgenza e la grazia scritto in tedesco dal grande pensatore; ma il sermone ebbe subito un notevole successo con ben ventuno ristampe prima del 1520. Il popolo prestò ascolto alla nuova teologia che si diffuse con rapidità sorprendente. Nell'aprile del 1518 Lutero fu citato a comparire davanti al capitolo dell'Ordine ad Heidelberg. Successivamente inviò le Risoluzioni, cioè le dimostrazioni delle sue 95 tesi a papa Leone X. A maggio si svolse il processo romano contro di lui, e gli fu intimato di presentarsi a Roma entro sessanta giorni per discolparsi dell'accusa di aver diffuso idee erronee. Della parte teologica del procedimento fu incaricato Silvestro Mazzolini, e grazie all'intervento del principe Elettore di Sassonia, Lutero ottenne di poter comparire ad Augusta di fronte al cardinale legato Caietano. A metà ottobre si svolse il primo interrogatorio dell'illustre pensatore. Il cardinale Caietano con un'azione diplomatica cercò di ottenere da Lutero una pubblica e completa ritrattazione, in modo tale da ridurlo al silenzio, farlo arrestare ed inviarlo a Roma per essere esaminato e giudicato. Lo scomodo teologo fu condannato, ma poiché non si considerava eretico, con coraggio scrisse al papa invocandone la protezione contro i calunniatori ed i nemici. Questa richiesta fu un espediente tattico. Lutero dopo tre mesi pubblicò a Wittenberg le lettere inviate al papa. Nel frattempo entrò in polemica con un altro domenicano, il Maestro dei sacri palazzi Silvestro Mazzolini. Questi ingiunse al teologo di ritrattare per evitare di incorrere nell'eresia di quanti negavano il buon diritto della Chiesa Cattolica Romana di amministrare le indulgenze. Il 31 agosto Lutero pubblicò il suo sermone De virtute excommunicationis opponendo il proprio testo autentico ad una serie di estratti che avevano pubblicato i Domenicani. Federico il Saggio scrisse al monaco consigliandolo di rinunciare alla stampa, ma l'opuscolo stampato cominciò a circolare cinque giorni prima dell'invio della lettera con il consiglio del sovrano. Il teologo fu convocato a Roma per i primi di luglio, ma scrisse al Principe ed ai consiglieri comunicando la sua intenzione di non partire per la capitale del Cattolicesimo, in quanto ne sarebbe andato di mezzo l'onore dell'Università di Wittenberg, e chiedendo l'intervento del principe elettore affinché il processo si tenesse in Germania. In agosto il papa dichiarò Lutero eretico, e scrisse al Principe Elettore che lo facesse arrestare. A Wittenberg, in quel periodo giunse Filippo Melantone, e l'Università offrì aiuto a Lutero. Cosicché quando arrivò l'ordine di presentarsi al Legato alla Dieta d'Augusta, il monaco si decise a partire, e ad ottobre fu nel convento degli Agostiniani ad Augusta. Alla fine di ottobre lasciò Augusta di nascosto, ed agli inizi di novembre fu nuovamente in viaggio. L'episodio fu una vittoria non solo del monaco Lutero che poté evitare di ritrattare, ma anche della politica di Federico il Saggio, il quale aveva ottenuto che l'umanista fosse giudicato in terra tedesca. Mentre il teologo pubblicava l'Appello del dottor M. Lutero a un Concilio Ecumenico, da Roma alla fine del 1518 arrivò, con il pretesto della consegna della "Rosa d'oro", il giovane sassone Carl von Miltitz, con l'incarico di convincere Lutero a rinunciare alla polemica pubblica. Il monaco agostiniano accettò di essere giudicato da una commissione presieduta da un vescovo tedesco, e promise di pubblicare uno scritto per invitare tutti a rimanere obbedienti e sottomessi alla Chiesa cattolica. Questo testo fu intitolato l'Istruzione su alcune dottrine (1519). Nel marzo del 1519, Carl von Miltitz ricevette una breve citazione con la quale Lutero veniva invitato a Roma con l'assicurazione di indulgenza e benevolenza nei suoi confronti. In seguito si tenne fra il monaco e Giovanni Eck una appassionata discussione pubblica a Lipsia. Insoddisfatto, però, Lutero scrisse l'opuscolo Resolutiones Lutherianae super propositionibus suis Lipsiae disputatis. Nel gennaio del 1520 si riunì il primo Concistoro contro di lui, ed in giugno fu emanata la Bolla Exsurge Domine che intimava a Lutero di ritrattare ufficialmente o di comparire a Roma per fare altrettanto. Il monaco teutonico replicò pubblicando, ad agosto, la lunga lettera "Alla nobiltà cristiana di nazionalità tedesca, sulla riforma della cristianità", con la quale invitò i nobili, i capi, i tutori della Germania alla lotta contro il giogo pontificio e romano. Ad essa seguì, nell'ottobre dello stesso anno, il trattato più dottrinale e teologico De captivitate babylonica ecclesiae, scritto dopo la diffusione della notizia inerente la scomunica solenne pontificia. Lutero dichiarò che i suoi scritti sulle indulgenze erano pieni di superstizioni romane, criticò la celebrazione dell'eucaristia nella Messa cattolica, criticò i voti, la dottrina ed il modo di amministrare i sacramenti.

La rottura con Roma

Nel dicembre del 1520, dopo aver avvisato la cittadinanza e gli studenti di Wittenberg, bruciò la Bolla papale, ed agli inizi del 1521 pubblicò una Difesa di tutte le proposizioni condannate dalla nuova Bolla. Acché, Lutero venne formalmente scomunicato il 3 gennaio 1521 con la Bolla Decet Romanum Pontificem. Sempre nel gennaio del 1521 si aprì la Dieta di Worms, e di fronte all'assemblea il monaco rifiutò di ritrattare. In maggio con l'Editto di Worms fu emesso un bando imperiale contro Lutero ed i suoi seguaci, e furono bruciati i suoi scritti. Lutero venne condotto in salvo nel famoso castello di Wartburg per ordine del principe Elettore di Sassonia, ed a dicembre iniziò la traduzione del Nuovo Testamento. Frattanto, ad Erfurt iniziarono violente agitazioni anticlericali. L'umanista tedesco allora si recò di nascosto a Wittenberg travestito da cavaliere. Di ritorno al castello scrisse Una fedele esortazione a tutti i Cristiani a guardarsi dai tumulti e dalle rivolte. Nel 1521 morì papa Leone X e gli successe papa Adriano VI. La prima edizione del Nuovo Testamento, tradotto da Lutero in tedesco, fu pubblicata nel 1522, e nello stesso anno i Ritter (cavalieri) si gettarono sulle terre dell'elettorato di Treviri, guidati da Franz von Sickingen ed Ulrich Hutten, per "aprire una breccia nel Vangelo", ma furono sconfitti dalle forze del reggimento imperiale. Lutero pubblicò il libro Sull'autorità secolare, fino a che punto si sia tenuti a prestarle obbedienza (1523) contro gli anabattisti. Nel maggio del 1524 si ebbe la prima insurrezione di contadini a Forchheim ed il movimento si diffuse in tutta la Germania meridionale e centrale. Nell'aprile del 1525 pubblicò l'Esortazione alla pace, oltre ai Dodici articoli dei contadini di Svevia, in tedesco. A maggio dello stesso anno morì Federico il Saggio, e gli successe il fratello Giovanni. Tommaso Münzer fu sconfitto nella battaglia di Frankenhausen da Filippo d'Assia e dai principi di Sassonia, ed a fine giugno fu giustiziato. L'illustre monaco allora pubblicò Una terribile storia e un giudizio di Dio sopra Tommaso Münzer. Il 13 giugno 1525 Lutero sposò Caterina von Bora, e pubblicò il De servo arbitrio contro il De libero arbitrio di Erasmo da Rotterdam. Nel giugno 1530 venne presentata la Confessione Augustana. Ad ottobre dello stesso anno Ulrico Zwingli fu sconfitto ed ucciso nella battaglia di Kappel. Nel febbraio del 1531 venne conclusa tra i nobili e le città protestanti la Lega Smalcaldica. Nello stesso anno il monaco teutonico pubblicò l'Avvertimento del dottor M. Lutero ai suoi cari Tedeschi. Nel 1534 uscì la Bibbia completamente tradotta in tedesco da Lutero. Intanto veniva eletto papa Alessandro Farnese con il nome di Papa Paolo III. Gli anabattisti presero il potere a Münster in Westfalia, ma nel giugno del 1535 la città fu riconquistata dal vescovo Francesco di Waldeck con l'aiuto di Filippo d'Assia. Lutero dettò le linee generali per l'organizzazione della Chiesa evangelica della Sassonia, fornendo il modello fondamentale alle altre chiese luterane. Lutero morì a Eisleben il 18 febbraio 999999.

Scritti citati


- 95 tesi
- Appello del dottor M. Lutero a un Concilio Ecumenico (1518)
- Resolutiones Lutherianae super propositionibus suis Lipsiae disputatis (1519)
- Nuovo Testamento traduzione
- Una fedele esortazione a tutti i Cristiani a guardarsi dai tumulti e dalle rivolte (1521)
- Una terribile storia e un giudizio di Dio sopra Tommaso Münzer (1525)
- De servo arbitrio (1525)
- Sull'autorità secolare, fino a che punto si sia tenuti a prestarle obbedienza
- Avvertimento del dottor M. Lutero ai suoi cari Tedeschi

Voci correlate


- Luteranesimo

Collegamenti esterni


- Le "95 tesi di Martin Lutero" su Wikisource
- [http://www.archiv-vegelahn.de/nachschlagwerke_luther.html Martin Luther - Eine Bibliographie (German)] Lutero, Martin Lutero, Martin Lutero, Martin Lutero, Martin ja:マルティン・ルター ko:마르틴 루터 ms:Martin Luther simple:Martin Luther

Curia Romana

:Per il luogo di riunione del Senato romano vedi Curia (storia di Roma) ---- La Curia Romana è il complesso di organi ed autorità che costituiscono l'apparato amministrativo della Santa Sede, che coordina e fornisce l'organizzazione necessaria per il corretto funzionamento della Chiesa Cattolica Romana e il raggiungimento dei suoi obiettivi. Viene generalmente considerato rappresentare il governo della Chiesa. Curia nel latino medioevale e dell'epoca successiva, significava "corte", nel senso di "corte reale" piuttosto che in quello di "corte legislativa" (anche se i due siginficati sono storicamente correlati). La Curia Romana, quindi, e la Corte Papale, ed assiste il Papa nello svolgimento delle sue funzioni. In questo senso la Curia Romana è cresciuta poco per volta nella storia della Chiesa Cattolica, raggiungendo l'apogeo della sua importanza durante l'ultimo periodo del potere temporale del Papato, cessato de facto nel XIX secolo con l'unificazione all'Italia dello Stato Pontificio e formalmente con i Patti Lateranensi del 1929.

Scopi

: "Nell'esercizio della sua suprema, piena ed immediata potestà sopra tutta la Chiesa, il romano Pontefice si avvale dei dicasteri della curia romana, che perciò compiono il loro lavoro nel suo nome e nella sua autorità, a vantaggio delle Chiese e al servizio dei sacri pastori." (CHRISTUS DOMINUS, 9)

Strutture

I seguenti organi o cariche, secondo il sito web ufficiale del Vaticano ([http://www.vatican.va/roman_curia/index_it.htm]), compongono la Curia:
- La Segreteria di Stato (Secretaria Apostolica) - creata nel XV secolo, è il dicastero dei più stretti assistenti del Papa. È guidato dal Cardinal Segretario di Stato.
  - Sezione per gli affari generali
  - Sezione per i rapporti con gli stati
- Le Congregazioni
  - La Congregazione per la dottrina della fede (un tempo la Sacra Congregazione dell'Inquisizione Universale, in seguito la Sacra Congregazione del Sant'Uffizio)
  - La Congregazione per le chiese orientali (un tempo la Congregatio de Propaganda Fide pro negotiis ritus orientalis)
  - La Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti
  - La Congregazione per le cause dei santi
  - La Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli (meglio nota come Congregatio de Propaganda Fide)
  - La Congregazione del clero (originata dal Concilio di Trento come Sacra Congregatio Cardinalium Concilii Tridentini Interpretum)
  - La Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica
  - La Congregazione per l'educazione cattolica (dei seminari e degli istituti di studi) (nata come Congregatio pro universitate studii romani, e successivamente come Congregatio de Seminariis et Studiorum Universitatibus)
  - La Congregazione per i vescovi (Congregatio pro Episcopis)
- I tribunali
  - La penitenzeria apostolica
  - Il supremo tribunale della segnatura apostolica
  - Il tribunale della Rota Romana (meglio noto come Sacra Rota)
- I Pontifici Consigli
  - Il pontificio consiglio per i laici
  - Il pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani
  - Il pontificio consiglio per la famiglia
  - Il pontificio consiglio per giustizia e pace
  - Il pontificio consiglio per Cor Unum
  - Il pontificio consiglio per la cura pastorale per i migranti e gli itineranti
  - Il pontificio consiglio per la cura pastorale della salute
  - Il pontificio consiglio per i testi legislativi
  - Il pontificio consiglio per il dialogo inter-religioso
  - Il pontificio consiglio per la cultura
  - Il pontificio consiglio per le comunicazioni sociali
- Il Sinodo dei vescovi
- Gli uffici
  - La camera apostolica
  - L'amministrazione del patrimonio della Santa Sede
  - La prefettura per gli affari economici della Santa Sede
  - La prefettura per la casa pontificia
  - L'ufficio delle celebrazioni liturgiche pontificie
- Le pontificie commissioni
  - La Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa
  - La Pontificia Commissione di archeologia sacra
  - La Pontificia Commissione biblica
  - La Pontificia Commissione per la revisione della Vulgata
  - La Commissione Teologica Internazionale
  - La Pontificia Commissione per i congressi eucristici internazionali
  - Il Comitato Pontificio di scienze storiche
  - La Pontificia Commissione Ecclesia Dei
  - La Pontificia Commissione per lo stato della Città del Vaticano
  - La Pontificia Commissione per l'America Latina
  - La Pontificia Commissione della Curia Romana
- La Guardia Svizzera
- Le Accademie Pontificie
- L'ufficio del lavoro della sede apostolica
- Altre istituzioni collegate con la Santa Sede Si deve notare che è normale per ogni diocesi Cattolica Romana avere una curia nella sua amministrazione. Per la Diocesi di Roma, queste funzioni non sono gestite dalla Curia Romana, ma dal Vicariato generale di Sua Santità per la Città di Roma, come previsto dalla costituzione apostolica Ecclesia in Urbe. Il Vicario Generale, tradizionalmente un cardinale, e il vicereggente, che detiene il titolo personale di arcivescovo, supervisionano il governo della diocesi facendo occasionale riferimento al Papa stesso.

Voci correlate


- Curia (storia di Roma) Categoria:Vaticano Categoria:Cristianesimo Categoria:Diritto canonico Categoria:Organismi della Santa Sede ja:ローマ教皇庁 ko:로마 교황청

Costanza

Il termine Costanza può riferirsi a:
- Costanza è un nome femminile di persona
- Costanza è il nome di una città della Germania
- Costanza è il nome di una città della Romania
- Costanza è il nome di una città della Repubblica Dominicana

Trento

Trento è un comune di 99.000 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia nonché della regione Trentino-Alto Adige.

Geografia

È situato sul fondovalle dell'Adige, 55 km a sud di Bolzano e 100 km a nord di Verona. A occidente è dominato dal Monte Bondone (cima Palon 2091 m), a nordovest dalla Paganella (2125 m), a nordest dal Monte Calisio (1096 m), a est dalla Marzola (1738 m) e a sudest dalla Vigolana (Becco di Filadonna, 2150 m).

Territorio e popolazione

Il Comune di Trento è molto vasto e presenta estreme diversità territoriali e di popolazione. La popolazione comunale non è presente solo in città, ma anche in numerosissimi centri sparsi (sobborghi), estremamente diversi l'uno dall'altro e che conservano ancora una propria identità che sia paesana, rurale o montana. La città vera e propria conta 55.197 abitanti (Ottobre 2004). Tra i sobborghi, quello più popoloso è Gardolo (a nord della città, 12.449 abitanti la circoscrizione), mentre quello meno popolato è Sardagna (solo 1.084 abitanti). La maggioranza dei sobborghi è distribuita sul fondovalle dell'Adige o sulle colline a est della città, mentre il paesino di Sardagna, posto a ovest è situato su un piano roccioso a 560 metri s.l.m. ed è collegata al fondovalle da una piccola funivia; i paesi del Bondone sono invece situati tra i 490 metri s.l.m. di Vigolo Baselga e i 1650 metri di Vason e fanno tutti parte della stessa circoscrizione comunale. La vastità del territorio comunale fa derivare quindi una densità di popolazione non caratteristica di città compatte e a forte concentrazione di popolazione (668 ab./kmq contro, per esempio, i 1.869 ab./kmq di Bolzano).

Toponomastica

Secondo la tradizione latina il nome Trento deriva da Tridentum (nome assegnato dai Romani) per via dei tre colli (Monte Verruca o Doss Trento, Sant'Agata e San Rocco) che circondano la città. In realtà il nome è ben più vecchio e di origine retica e deriva da "trent", ovvero guado (questo a causa del letto irregolare del fiume adige). Nonostante tutto la tradizione latina ha avuto la meglio, al punto che sul vecchio municipio si legge ancora l'iscrizione latina Montes argentum mihi dant nomenque Tridentum (i monti mi danno l'argento e il nome di Trento), dovuta a Fra' Bartolomeo da Trento (+1251).

Storia

Trento si sviluppò come insediamento retico di fondovalle. Nonostante non esistano a tutt'oggi certezze sull'influsso che le tribù autoctone retiche subirono da altre popolazioni antiche, è molto probabile che la Valle dell'Adige, sentiero di transito Nord-Sud, abbia favorito influenze con Veneti, Etruschi, Cimbri e quasi certamente Galli, popolazione celtica. La conquista romana, dopo diversi scontri con le tribù retiche, avvenne verso la fine del primo secolo a.C.. Trento, sorta già prima della conquista come accampamento militare romano, venne battezzata Tridentum. Nel 1027 l'imperatore del Sacro Romano Impero Corrado II istituisce il Principato Vescovile di Trento, che durerà fino al periodo napoleonico. Nel 1814 Trento e tutta la sua attuale provincia vengono annesse all'Impero Asburgico. Durante tutto il XIX secolo Trento fu oggetto di trasformazioni di notevole rilevanza. Fra queste va ricordata la costruzione della ferrovia del Brennero, che collegava cosi' Verona con il resto dell'impero absburgico. Lo spostamento del corso del fiume Adige dal suo secolare decorso che attraversava la citta' medievale. La costruzione di palazzi di grande prestigio sedi di scuole pubbliche, caserme e della Banca Austro-ungarica. Trento ed il resto della contea principesca tirolese a sud dello spartiacque alpino passeranno all'Italia nel 1918, alla fine della prima guerra mondiale. Durante la prima guerra mondiale Trento fu dichiarata citta' fortezza e divenne il caposaldo del fronte meridionale austro-ungarico. La città era coronata da una rete formidabile di forti difensivi che ancor oggi sono visibili ed in parte visitabili. Alla fine del´anno 1915 la Fortezza di Trento era il più grande e più potente capo saldo del Fronte, la maggior parte del sistema difensivo era sparito sotto la roccia. Anche questi fortificazioni sotterannee sono in gran parte visitabili. L´ideatore della nuova Fortezza di Trento che venne costruita in meno di una anno con l´impiego di migliaia di operai e soldati e con grande participazione della popolazione era il maggiore generale Steinhardt. Il primo conflitto mondiale rappresentò per Trento, come per il resto della zona di confine, una tragedia di proporzioni immani, caratterzzata dall'evacuazione ai fini della sicurezza della maggior parte della popolazione. In questo contesto rimane il dubbio circa le fotografie della "popolazione in festa" che accolse l'arrivo delle truppe italiane il 4.11.1918, visto che di Trentini in citta' non ne erano rimasti molti, data appunto l'evacuazione. La citta' fu intorno al 1200 un centro minerario (argento, proveniente dal Monte Calisio) di discreta importanza, tanto che emanò il primo statuto minerario dell'arco alpino, dovuto al principe vescovo Federico Vanga. Trento divenne famosa per il Concilio (1545-1563) col quale ebbe inizio la Controriforma.

Sport

Trento è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
- 1989 (4 giugno): due semitappe della 15^ tappa, la prima, in linea, vinta dall'olandese Jean-Paul Van Poppel, la seconda, a cronometro, vinta dal polacco Lech Piasecki.
- 1992 (6 giugno): 13^ tappa, conclusa al Monte Bondone e vinta da Giorgio Furlan.

Circoscrizioni


- Bondone; formato dai paesi di Sopramonte, Cadine, Vigolo Baselga, Baselga del Bondone, Candriai, Vaneze, Norge, Vason, Viote
- Gardolo; formato dai paesi di Gardolo, Melta, Roncafort, Canova, Spini, Ghiaie
- Meano; formato dai paesi di Meano, Vigo Meano, Cortesano, Gazzadina, S. Lazzaro, Gardolo di Mezzo
- Sardagna; formato dai paesi di Sardagna e Candriai fino all'incrocio con la SPbis bel Bondone
- Ravina-Romagnano; formato dai paesi di Ravina, Romagnano, Belvedere
- Argentario; formato dai paesi di Cognola, Martignano, Maso Bolleri, Montevaccino, Tavernaro, Villamontagna, Moià, S. Donà, S. Vito
- Povo; formato dai paesi di Povo (Sprè, Panté, Salé), Oltrecastello, Passo Cimirlo, Gabbiolo, Mesiano
- Mattarello; formato dai paesi di Mattarello e Valsorda
- Villazzano; formato dai paesi di Villazzano, Grotta, S. Rocco, Maranza, Bindesi
- Oltrefersina; formato dai quartieri di Bolghera, Clarina, S. Bartolomeo, Madonna Bianca, Man, Villazzano Tre, Casteller
- San Giuseppe-Santa Chiara, formato dai quartieri di San Giuseppe, Santa Chiara, S. Croce, Laste, Cervara e Spalliera (num. pari), S. Maria
- Centro Storico-Piedicastello, formato dai quartieri del Centro Storico (Androne, Contrada Todesca, S. Pietro, Duomo, Sass, ecc...), Piedicastello, Cristo Re, S. Martino, Centochiavi, Solteri, Piazzina, Vela, Cervara e Spalliera (n. dispari)

Amministrazione


- Sindaco: Alberto Pacher, dal 05/1999 (riconfermato in data 08/05/2005 con 64,33% di preferenze).
- Comune: Centralino 0461 88.41.11
- Classificazione climatica: zona F, 3001 GR/G

Manifestazioni

La città di Trento è sede di numerose manifestazioni che, durante l'anno, contribuiscono a rendere frizzante ed originale il panorama culturale locale. Le manifestazioni più importanti, che coinvolgono il maggior numero di persone e che richiamano molti turisti sono:
- Trento FilmFestival
- [http://www.festevigiliane.it Feste vigiliane] (nella settimana che comprende il 26 giugno, festa di San Vigilio, santo patrono della città)
- Autunno trentino

Frazioni

Povo, Villazzano, Gardolo, Roncafort, Mattarello, Martignano, Cognola, Ravina, Romagnano, Montevaccino, Vela, Meano, Sopramonte, Vigo Meano, Gazzadina, Candriai, Vaneze


- [http://www.cultura.tn.it/ Portale della cultura a Trento]
- [http://www.trentogiovani.it/ Trentogiovani, portale dedicato alla gioventù trentina]
- [http://www.trentofestival.it Sito ufficiale del Trento FilmFestival] Categoria:Comuni della provincia di Trento Categoria:Comuni del Trentino-Alto Adige Categoria:Comuni italiani ja:トレント

Dogma

Il dogma è un principio assoluto, affermato come verità indiscutibile da una religione, o da qualunque genere di organizzazione dotata di autorità più o meno indiscussa. In Teologia, il dogma è verità contenuta nelle fonti della rivelazione divina e come tale proposta ai credenti dal magistero della chiesa.

Dogma, fede e logica

Esistono alcune similitudini concettuali tra i dogmi e gli assiomi usati come punto di partenza della matematica. Gli assiomi possono essere pensati come concetti o "dati di fatto" così fondamentali che metterli in discussione sarebbe inimmaginabile; anche i dogmi sono fondamentali (ad esempio "Dio esiste") e comprendano anche un grande numero di conseguenze nel campo del pensiero religioso (ad esempio "Dio ha creato l'universo"). Sia gli assiomi che i dogmi sono proposizioni non soggette a prova o a confutazione o sono dichiarazioni accettate per le loro proprietà. Filosofi e teologi cercano le strade per valutare tutte le dichiarazioni siano esse classificate come dogmi o come assiomi. I dogmi religiosi propriamente detti si rifanno alla fede. Forse il vertice dell'esposizione organizzata del dogma teologico è la Summa Theologica di San Tommaso d'Aquino, che propone questa relazione tra fede e obiezione: "Se il nostro avversario non crede alla rivelazione divina, non vi è più alcun mezzo di provare gli articoli di fede col ragionamento, ma solo di rispondere alle sue obiezioni — se ne ha — contro la fede" ([http://newadvent.org/summa/100108.htm I 1 8]).

Il dogma nella religione

In religioni come il cristianesimo e in parte per l'islam per dogma si intende una affermazione che deriva da una rivelazione di Dio, e che può essere esplicita o implicita nella rivelazione. Il termine dogma viene assegnato a punti fermi teologici che sono considerati parte di un patrimonio dottrinale definitivo, talvolta a seguito di controversie, al punto che una loro proposta di discussione o revisione significa che la persona non accetta più una certa religione come sua, o che è entrata in un periodo di crisi personale. Il dogma è distinto dalle opinioni teologiche nel senso che queste ultime non sono state oggetto di definizione da parte dell'autorità. Nel cristianesimo un criterio tradizionale per stabilire se una dottrina è verità di fede è che essa sia stata creduta "da tutti, da sempre, ovunque", stabilendo quindi come parametri validi l'antichità e il consenso universale di tutte le chiese (oriente e occidente). I dogmi possono essere ulteriormente chiarificati e elaborati, ma non negati. Il rifiuto del dogma è considerato eresia e può portare alla scomunica, anche se l'esercizio di tale pratica è variato notevolemnte a seconda dei periodi e delle comunità religiose.

I dogmi nel cristianesimo

Nella definizione e nello sviluppo del dogma cristiano hanno avuto grande importanza le controversie e i dibattiti sorti su vari aspetti della fede. Dopo che il cristianesimo ebbe ottenuto libertà di culto queste controversie portarono alla convocazione di concili ecumenici per definire l'ortodossia e porre fine agli scismi nella chiesa. Talvolta venivano redatte formulazioni sintetiche di confessioni di fede, di cui la più nota è il cosidetto simbolo niceno-costantinopolitano. Altre definizioni dogmatiche sono presenti nei canoni dei concili ecumenici, sebbene non tutti i canoni hanno carattere dogmatico ma spesso solamente disciplinare. Per gran parte della Cristianità orientale, vengono considerati autorevoli i primi due, tre o sette concili ecumenici (a seconda che uno sia Nestoriano, Monofisita o Cristiano ortodosso). I cattolici considerano autorevoli e con valore dogmatico anche le decisioni dei 14 concili ecumenici successivi e alcune definizioni promulgate dai Papi nell'esercizio dell'infallibilità papale (si veda ad esempio Maria madre di Gesù). I protestanti in varie forme accettano parte di queste dichiarazioni, e spesso si affidano a "Confessioni di fede" specifiche per ogni chiesa, che riassumono i dogmi più importanti o controversi (si veda, ad esempio, il Liber Concordiae luterano).

Il dogma al di fuori della religione

Molti credi non religiosi sono spesso descritti come dogmi, ad esempio nel campo della politica o della filosofia, così come all'interno della società stessa. Il termine dogmatismo reca con se l'implicazione che le persone sostengano le proprie convinzioni in modo conformista e non ragionato. I dogmi sono visti come un anatema per la scienza e l'analisi scientifica, e vengono fortemente rigettati da filosofie come razionalismo e scetticismo, anche se le considerazioni metafisiche di norma non sono esplicite in quei campi. Tuttavia, il termine "dogma", antichissimo, non ha sempre avuto un'accezione così negativa: se accettiamo la definizione di Pierre Hadot (presente nell'opera La cittadella interiore), secondo la quale il dogma è «un principio universale che fonda e giustifica una certa condotta pratica e che si può formulare in una o più proposizioni», non ci sarà niente di scandaloso nello scoprire che le razionalissime e logicissime dottrine stoiche, ad esempio, fossero basate su dogmi riguardanti la natura delle cose. L'avanzare del cosiddetto "libero pensiero" ha portato progressivamente a negativizzare il senso del termine "dogma" (secondo la pretesa di un pensiero che non dovrebbe appoggiarsi a niente di scontato, e che in questa considerazione trascura il fatto che una simile posizione, volendo essere realmente conseguente, dovrebbe portare sempre ad un regressus ad infinitum). Ciò nonostante, Victor Hugo (che non è certo l'esponente di un'epoca oscurantista e superstiziosa) poteva ancora scrivere che «libertà, uguaglianza e fraternità sono dogmi di pace e di armonia. Perché conferire a essi un'accezione spaventosa?».

Idealismo e dogmatismo

Distinzione elaborata dal filosofo tedesco romantico Johann Gottlieb Fichte. Per dogmatismo egli intende un sistema filosofico che abbia al centro la cosa in sé o noumeno (vedi Immanuel Kant) e dove il soggetto sia in secondo piano nella conoscenza. Invece l'idealismo considera il soggetto in posizione predominante. A questi due sistemi egli associa un diverso atteggiamento morale: passività e materialismo per il dogmatismo, libertà per l'idealismo. Essendo Fichte idealista, non può che prediligere questo sistema. Infatti non c'è alcun motivo per cui si debba preferire il dogmatismo all'idealismo: è solo una questione di inclinazioni personali. Tuttavia egli ritiene che solo l'idealismo garantisca all'uomo la piena realizzazione del suo essere attraverso la libertà ed è l'unico sistema a garantire una conoscenza teoretica vera. Categoria:Religione Categoria:Filosofia ja:教義

Bibbia

La Bibbia (dal greco βιβλία, o biblìa, che significa libri) è il libro sacro della religione ebraica e di quella cristiana. È un testo formato da diversi libri differenti per origine e composizione, scritti in un lungo periodo di tempo. Il canone, cioè l'elenco dei libri da considerare ispirati, è stato oggetto di discussione nei secoli passati e ha portato a risultati diversi a seconda delle comunità religiose. L'insieme dei libri che compongono la Bibbia è conosciuto anche con il termine di Sacre Scritture.

Bibbia ebraica e samaritana

Vedi l'articolo principale Tanach La Bibbia ebraica, in ebraico Tanach, è divisa in 3 grandi parti:
- Torah
- Neviim (Profeti) a loro volta divisi in profeti anteriori e posteriori
- Ketuvim (Agiografi) Tutti i libri sono stati scritti principalmente in ebraico con alcune piccole parti in aramaico. Nell'ambito dell'ebraismo antico alcune correnti consideravano come sacra la sola Torah, e dall'antichità i samaritani hanno mantenuto una posizione simile, considerando canonici solo il pentateuco e il libro di Giosuè. Le comunità ebraiche di lingua greca seguivano invece un canone più ampio dell'attuale, il cosiddetto canone alessandrino, derivato dalla versione dei Settanta della Bibbia. Nel I secolo d. C. per l'ebraismo venne considerato come definitivo il canone palestinese, più ristretto di quello alessandrino, privilegiando come testo di riferimento il testo masoretico, cioè quello ebraico annotato dai rabbini in un processo continuato per diversi secoli.

Bibbia cristiana

La Bibbia cristiana comprende l'Antico Testamento, che corrisponde alla Bibbia Ebraica, ed il Nuovo Testamento, cioè la parte relativa a Gesù Cristo e alla Chiesa apostolica. La maggior parte delle chiese protestanti, seppure con differenze a seconda dei periodi, segue per l'Antico Testamento il canone ebraico. La chiesa cattolica e quelle ortodosse seguono invece il canone alessandrino (con qualche differenza). I libri che non appartengono al canone della Bibbia ebraica sono detti deuterocanonici dai cattolici e apocrifi dai protestanti, i quali il più delle volte li inserivano a parte fra i due testamenti. L'ordine e i titoli dei libri per tutte le confessioni cristiane sono tradizionalmente quelli della versione greca, mentre in ebraico i libri vengono chiamati con le parole iniziali e l'ordine è differente, ma è comune anche chiamarli con i nomi di origine greca. Anche per il Nuovo Testamento, in età antica, vi erano state differenze fra le varie chiese sul numero dei libri da recepire come ispirati. In particolare erano sorti dubbi sulle epistole non attribuite a Paolo di Tarso e sull'Apocalisse. Alcuni libri controversi non compresi nel canone furono chiamati antilegomena.

Contenuto

La Bibbia contiene generi letterari diversi fra loro. Non è casuale che la parola di origine (biblia) sia un plurale per indicare questa varietà di generi letterari. La scrittura del testo cominciò al tempo della prima deportazione babilonese degli Ebrei, quando la trasmissione fino ad allora orale rischiava di disperdersi. In particolare si intrecciano insieme due tradizioni orali, quelle del Nord e del Sud della Palestina; non è trascurabile neanche l'influenza delle culture orientali con cui vennero a contatto i primi scrittori in terra babilonese.

Antico Testamento

Vedi l'articolo principale Antico Testamento. L'Antico Testamento è la raccolta degli scritti epici del popolo ebraico. comprende al suo interno diversi generi letterari, con il racconto della creazione del mondo, le vicende dei patriarchi e del popolo ebraico, la legislazione mosaica, la predicazione dei profeti, i libri sapienziali e i salmi. Una possibile suddivisione in base al contenuto può essere quella in quattro parti, cioè il Pentateuco, i Libri Storici, i Libri Sapienziali e i Libri Profetici.

Nuovo Testamento

Vedi l'articolo principale Nuovo Testamento. Il Nuovo Testamento, facente parte della sola bibbia cristiana, redatto originariamente in greco, è composto dei quattro Vangeli, delle lettere dell'apostolo Paolo delle Lettere cattoliche, degli Atti degli Apostoli e dell'Apocalisse di San Giovanni apostolo ed evangelista, per un totale di ventisette scritti.

Lettura e interpretazione

L'interpretazione della Bibbia ha dato luogo a diverse scuole esegetiche, talvolta note a seconda delle regioni geografiche in cui sono sorte o delle lingue con cui venivano scritti i commenti.

Esegesi antica

ESEGESI EBRAICA
- Alessandrina: la scuola esegetica alessandrina rappresenta un punto di contatto del mondo ebraico con quello greco. Il tipo di lettura predominante era quello allegorico, con il quale veniva dato un significato etico e psicologico a molte parti della scrittura, come ad esempio alle leggi rituali ecc. Il maggiore esponente di questa scuola fu Filone di Alessandria, il quale a sua volta venne ripreso da teologi cristiani alessandrini dei secoli successivi.
- Le diverse scuole talmudiche (halakah e haggadah) vedi testi sacri ebraici. Esse hanno un forte interesse prevalentemente per la Toràh, dato il suo ruolo primario nell'ebraismo, e quindi privilegiano una lettura halakhika (legalista). ESEGESI CRISTIANA
- Scuola cristiana di Alessandria: il maggior esponente di questa scuola fu Origene. Come per l'omonima scuola giudaica ebbe un grande rilievo l'allegorismo e veniva data una lettura tipologica dell'Antico Testamento rispetto al Nuovo, cioè gli avvenimenti e i personaggi della Bibbia ebraica erano una figura e una prefigurazione del Nuovo Testamento.
- Scuola di Antiochia e Sira: in opposizione a quella alessandrina, veniva dato grande rilievo al senso letterale e storico, mantenendo un metodo esegetico sobrio e rigoroso. I maggiori esponenti di questa scuola furono Teodoro di Mopsuetia, Teodoreto di Ciro, Giovanni Crisostomo, che divenne patriarca di Costantinopoli, Diodoro di Tarso, Efrem Siro.
- Scuola Latina: fra coloro che scrivevano in latino sono da annoverare, tra i maggiori commentatori della Bibbia, Ambrogio, Agostino di Ippona, Girolamo, quest'ultimo autore anche della famosa traduzione latina della Vulgata.

Medioevo

Esegesi ebraica


- Salomone Rashi
- Moshe ben Maimonide

Esegesi cristiana


- Scolastica: nell'interpretazione più diffusa del medioevo alla Scrittura vengono dati solitamente quattro sensi: letterale, allegorico, morale e anagogico. Per la Chiesa cattolica l'organicità della ispirazione divina è sancita dalla tradizione (vedi anche enciclica Dei Verbum).

Fonti e versioni

Le versioni della Bibbia possono essere suddivise in due categorie: quelle antiche, importanti soprattutto per la critica testuale, e quelle moderne, che spesso hanno avuto un influsso considerevole nella letteratura e nella lingua in cui furono tradotte. Qui di seguito sono elencate le principali versioni (abbreviazioni: BE Bibbia ebraica, DC Deuterocanonici, NT Nuovo Testamento):

versioni antiche


- Rotoli del Mar Morto (BE +DC) È la versione più antica in ebraico dell'Antico Testamento, ritrovata nel XX secolo, e non presenta grosse differenze col Testo masoretico
- Testo masoretico (BE) Tra l'800 e il 1400 studenti ebrei di scuole rabbiniche, detti Masoreti, fecero l'enorme sforzo di comparare i testi di tutti i manoscritti biblici conosciuti allo scopo di creare un testo unico, la versione che nacque dal loro lavoro è detta testo masoretico. I masoreti inserirono anche vocali al testo, visto che i testi originali erano formati soltanto di consonanti, queste aggiunte hanno implicato a volte anche l'interpretazione di quanto era scritto, in quanto alcune parole avevano significati differenti a seconda della vocale usata.
- Pentateuco samaritano (Torah e Giosuè)
- Versione dei Settanta (o Septuaginta, o LXX) (BE+DC) È l'antica versione greca, scritta ad Alessandria d'Egitto ed usata dagli ebrei di lingua greca.
- Peshitta
- Vetus latina (BE+DC+NT) La più antica versione della Bibbia in latino è detta Vetus latina ed è la traduzione della versione dei Settanta, il traduttore non è noto ma si ipotizza che non sia opera di una sola persona e che sia stata scritta in diversi periodi di tempo.
- Vulgata (BE+DC+NT) San Girolamo fece una traduzione in latino, detta Vulgata a partire dai testi in lingua ebraica, in quanto aveva dei dubbi sulla versione dei Settanta, comunque per volere della Chiesa del tempo inserì anche i testi deuterocanonici mantenendo per questi la versione della Vetus latina.
- Gotica di Ulfila

Versioni moderne

La Bibbia è stata tradotta in quasi 400 lingue. Di seguito si riportano le versioni moderne più importanti in alcune lingue europee.

Italiano

Le traduzioni in italiano più antiche, manoscritte e parziali, risalgono al XIII secolo. Si segnalano di seguito solo quelle a stampa:
- Bibbia del Malermi (1471).
- Bibbia di Antonio Brucioli (1530).
- Bibbia di Giovanni Diodati (1641) realizzata sia sulla Vulgata che sui testi originali. Questa traduzione e le successive versioni rivedute sono il testo tradizionale del protestantesimo italiano.
- Bibbia di A. Martini (1778) (BE+DC+NT), dalla vulgata. Tra le traduzioni recenti, che a differenza delle precedenti e di quasi tutte le anteriori sono fatte sui testi originali, segnaliamo:
- Bibbia in 3 volumi, Marietti editore, a cura di Salvatore Garofalo.
- La Bibbia Concordata: 1968 Mondadori, curata da un gruppo di biblisti ebrei, cattolici, ortodossi e protestante che hanno 'concordato' il testo.
- Bibbia CEI (1971): viene usata nella liturgia cattolica.
- Nuovissima versione della Bibbia, Edizioni Paoline, curata da un gruppo di biblisti (1980).
- Bibbia in lingua corrente (1985), frutto di un lavoro di collaborazione interconfessionale tra cattolici e protestanti.
- Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture (versione dei testimoni di Geova).
- I libri di Dio, Oscar Mondadori, 2000. Divisa in sei volumi, è caratterizzata dall'assenza di note al testo, alla quale però si contrappone la presenza di ampi apparati introduttivi e brevi introduzioni esplicative ai vari brani. È opera di un gruppo di giovani docenti e ricercatori di varie università pontificie, che ha tradotto in un italiano moderno i testi originali.

Francese

La più famosa è la Bible de Jérusalem (1973), realizzata dalla celebre École Biblique de Jérusalem. È rinomata soprattutto per le sue introduzioni, per le dotte note a fondo pagina, e per la ricchezza di rimandi a margine. È stata tradotta, con il testo biblico o solo nella parte di commento e introduzione, in molte altre lingue. L'edizione italiana traduce tutto il materiale, a eccezione del testo biblico, per il quale adotta la traduzione ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana del 1974, approvata per l'uso liturgico.

Tedesco


- Bibbia di Lutero (1545).

Prescrizioni alimentari

Tra i molti precetti contenuti nell'Antico Testamento si trovano anche precetti che difficilmente sono ritenuti comprensibili oggi per chi non è ebreo o non sa nulla della religione ebraica, come la proibizione di mangiare tutti quegli animali acquatici che non hanno pinne né squame (Levitico, 11, 9-12). Considerando tali proibizioni alla lettera, nell'ebraismo ortodosso vige come conseguenza il divieto di mangiare aragoste, polpi, e calamari.

Voci correlate


- Antico Testamento
- Canone della Bibbia
- Libri deuterocanonici
- Nuovo Testamento
- Testi sacri ebraici
- Vangeli
- Vangeli apocrifi
- Vangeli gnostici

Collegamenti esterni


- [http://www.vatican.va/archive/bible/index_it.htm La bibbia ufficiale della Chiesa Cattolica in inglese, italiano e latino]
- [http://www.laparola.net La bibbia online]
- [http://www.watchtower.org/languages/italian/bibbia/index.htm La bibbia dei Testimoni di Geova.]
- [http://camcris.altervista.org/contrad.html Il cammino cristiano] - Esistono contraddizioni nella Bibbia?
- [http://www.mchiarello.homepage.t-online.de/chiarello Cronologia biblica] ja:聖書 ko:성서 ms:Bible simple:Bible zh-min-nan:Sèng-keng

Lingua volgare

La lingua volgare non ha una data di nascita precisa, tuttavia dal secolo VIII in poi si possono trovare numerosi documenti che comprovano la necessità, per chi volesse essere compreso al di fuori della cerchia dei chierici, di adoperare, anche per iscritto, la lingua volgare.

Le origini

La maggioranza della popolazione era a quel tempo costituita da laici letterati che, senza distinzione di condizione sociale, parlavano una lingua volgare che si allontanava sempre più dal latino, finché questo divenne incomprensibile a chi non lo avesse studiato (il latino era sentito come coincidente con la grammatica), mentre un’élite di uomini di cultura (i chierici), quasi tutti appartenenti alla cerchia ecclesiastica, parlava in volgare, ma era capace di leggere e scrivere in latino. Con il passare del tempo diventò necessario rivolgersi ai laici in volgare, prima oralmente e poi, quando si fu costituito un pubblico di laici avente una certa cultura, anche per iscritto. Tutti coloro che sapevano scrivere, usavano il medio-latino, ossia una lingua che, pur con modificazioni profonde, era una continuazione diretta del latino scritto antico mentre l'analfabetismo tra i laici, nobili e sovrani compresi, era pressoché totale ed essi usavano esclusivamente le parlate locali, ossia i volgari, sempre più lontani dal latino e sempre più differenziati tra loro, ciò incoraggiò l’uso scritto del volgare. Dall’VIII secolo in poi, l’uso scritto del volgare fu avvertito come necessario per soddisfare le necessità di una larga parte della popolazione. Nell’813 un capitolare impose l’uso del volgare nella predicazione. Per il francese d’oïl ed il tedesco francone il primo documento ufficiale in volgare risale all’842, è il Giuramento di Strasburgo, redatto da Nitardo in lingua colta. Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico, alleandosi, giurarono l’uno nella lingua dell’altro, alla presenza dei rispettivi eserciti (Ludovico il Germanico in romanzo, Carlo il Calvo in germanico).

I primi documenti in volgare

Dall'VIII al XII secolo, il volgare fu adoperato sempre più largamente e scritto con frequenza sempre maggiore. Il documento più antico che si conosca è l’indovinello veronese della fine del VIII secolo o del principio del IX, forse opera di un chierico, in cui l'atto dello scrivere è paragonato a quello del contadino che ara un campo bianco lasciandosi dietro un seme nero. L’indovinello è in una lingua nella quale il latino è al tramonto e il volgare già si delinea: :Se pareba boves, alba pratalia araba :Albo versorio teneba, negro semen seminaba :::(spingeva davanti a sé i buoi [dita], arava un bianco prato [pagine] :::teneva un bianco versorio [penna] e seminava una semente nera [lettere]) Il volgare appare ormai vitale in quattro placiti cassinesi, ossia quattro testimonianze giurate, registrate tra il 960 e il 963, sull'appartenenza di certe terre ai monasteri benedettini di Capua, Sessa e Teano. Sono importanti soprattutto perché non sono la stesura per iscritto di frasi improvvisate dai testimoni, bensì la ripetizione di formule che il giudice aveva preparate in volgare, perché fossero intese anche da coloro che non erano in grado di comprendere un giuramento in latino. Documenti simili divennero sempre più frequenti, documentando il diffondersi e rafforzarsi progressivo del volgare e l’intenzione di usarlo con scopi o con caratteri differenti finora usati. Tuttavia, il latino, grazie al carattere conservatore della chiesa, restò ancora, per tutto il Duecento e oltre, Lingua della cultura ed occorsero parecchi secoli perché il volgare italiano, divenuto ormai lingua letteraria e culturale, raggiungesse tutti i settori del sapere.

Il volgare nel '200 e nel '300

Nel corso del Duecento e del Trecento in latino scrissero regolarmente i teologi, i giuristi, i retori, quasi tutti gli scienziati e molti storici. Dante compose in volg