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Contrafforte Pliocenico

Contrafforte pliocenico

Viene definito Contrafforte pliocenico l'insieme di rupi rocciose in pietra arenaria che si snodano come un bastione naturale tra le valli dei fiumi Setta, Reno, Savena, Zena e Idice, in provincia di Bologna, nei territori dei Comuni di Monzuno, Pianoro e Sasso Marconi (Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi). Esse sono il frutto di affioramenti marini risalenti al periodo del Pliocene (tra i 7 i 2 milioni di anni fa), causati da possenti forze orogenetiche che sospinsero verso l'alto i depositi sedimentari (fluviali e marini) di quello che allora era una baia. Il substrato roccioso si compone nei rilievi più elevati (ad es. Monte Adone - 655 m.s.l.m., Monte delle Formiche, Sasso della Glossina) di arenarie grossolane, mentre alla base i terreni sono composti da morbide argille, e spesso solcati da calanchi: tutte queste rocce sono ricche di fossili marini. Il Contrafforte pliocenico caratterizza un'area di grande interesse, non solo da un punto di vista geologico, ma anche faunistico e ambientale. Ciò che rende particolarmente suggestiva questa porzione dell'Appennino tosco-emiliano è la grande variabilità ambientale con una serie di habitat rocciosi, forestali e di prateria nettamente differenziati tra loro, nei quali nidificano rare specie di uccelli come il Falco pellegrino, il Lanario, il Falco pecchiaiolo, l'Albanella minore, il Succiacapre, il Tottavilla, l'Ortolano, il Calandro e l'Averla Piccola. Presto diventerà un'area protetta (Riserva del Contrafforte pliocenico), che avrà un'estensione di circa 757 ettari.

Bibliografia


- G. Marconi, D. Mongardi, C'era una volta il mare. Natura e storia tra il "Sasso" e il Monte delle Formiche (Gruppo Studi Savena Setta Sambro, 2005)

Voci correlate


- Rocce sedimentarie
- Rocce sedimentarie clastiche
- Sedimentologia
- Vena del gesso

Collegamenti esterni


- [http://www.regione.emilia-romagna.it/natura2000/aree/SIC/IT4050012/ Il Contrafforte Pliocenico (Rete Natura 2000 - Regione ER)]
- [http://www.regione.emilia-romagna.it/geologia/colline_bo/icolbo1.htm Itinerari Geologici delle Colline Bolognesi, Regione Emilia Romagna] Categoria:Geologia Categoria:Provincia di Bologna Categoria:Riserve naturali regionali Categoria:Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi

Contrafforte pliocenico

Viene definito Contrafforte pliocenico l'insieme di rupi rocciose in pietra arenaria che si snodano come un bastione naturale tra le valli dei fiumi Setta, Reno, Savena, Zena e Idice, in provincia di Bologna, nei territori dei Comuni di Monzuno, Pianoro e Sasso Marconi (Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi). Esse sono il frutto di affioramenti marini risalenti al periodo del Pliocene (tra i 7 i 2 milioni di anni fa), causati da possenti forze orogenetiche che sospinsero verso l'alto i depositi sedimentari (fluviali e marini) di quello che allora era una baia. Il substrato roccioso si compone nei rilievi più elevati (ad es. Monte Adone - 655 m.s.l.m., Monte delle Formiche, Sasso della Glossina) di arenarie grossolane, mentre alla base i terreni sono composti da morbide argille, e spesso solcati da calanchi: tutte queste rocce sono ricche di fossili marini. Il Contrafforte pliocenico caratterizza un'area di grande interesse, non solo da un punto di vista geologico, ma anche faunistico e ambientale. Ciò che rende particolarmente suggestiva questa porzione dell'Appennino tosco-emiliano è la grande variabilità ambientale con una serie di habitat rocciosi, forestali e di prateria nettamente differenziati tra loro, nei quali nidificano rare specie di uccelli come il Falco pellegrino, il Lanario, il Falco pecchiaiolo, l'Albanella minore, il Succiacapre, il Tottavilla, l'Ortolano, il Calandro e l'Averla Piccola. Presto diventerà un'area protetta (Riserva del Contrafforte pliocenico), che avrà un'estensione di circa 757 ettari.

Bibliografia


- G. Marconi, D. Mongardi, C'era una volta il mare. Natura e storia tra il "Sasso" e il Monte delle Formiche (Gruppo Studi Savena Setta Sambro, 2005)

Voci correlate


- Rocce sedimentarie
- Rocce sedimentarie clastiche
- Sedimentologia
- Vena del gesso

Collegamenti esterni


- [http://www.regione.emilia-romagna.it/natura2000/aree/SIC/IT4050012/ Il Contrafforte Pliocenico (Rete Natura 2000 - Regione ER)]
- [http://www.regione.emilia-romagna.it/geologia/colline_bo/icolbo1.htm Itinerari Geologici delle Colline Bolognesi, Regione Emilia Romagna] Categoria:Geologia Categoria:Provincia di Bologna Categoria:Riserve naturali regionali Categoria:Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi

Setta

Il termine Setta può fare riferimento a:
- Setta: un fiume emiliano-romagnolo
- Setta: termine relativo a movimenti spirituali o religiosi

Reno (Italia)

Il Reno (211 km di estensione, 4626 km² di bacino idrografico, decimo fiume italiano per lunghezza) è il più lungo corso d'acqua emiliano-romagnolo, nonché l'unico rilevante corso d'acqua dell'Emilia-Romagna che non sia un affluente del Po. Prende il nome di Reno in provincia di Pistoia a circa 740 m s.l.m, dove i due rami del Reno di Prunetta (sorgente a 1020 m s.l.m) e del Reno di Campolungo si uniscono. Inizialmente a regime torrentizio, il Reno passa per Bologna e sfocia nell'Adriatico subito a sud delle Valli di Comacchio. Lungo il suo percorso riceve numerosi affluenti (fra cui il Setta e il suo affluente Brasimone, i torrenti Limentra di Treppio, Silla, Vergatello, Limentra di Sambuca, Samoggia, Idice, Sillaro, Santerno e Senio). Allo sbocco in pianura (chiusa di Casalecchio di Reno) la portata è mediamente di 26 m3/sec. Con uno sviluppo di 124 km di arginature, il sistema idraulico del Reno è stato modificato da affluente di destra Po a bacino indipendente e le sue acque sono state deviate in canali artificiali come lo scolatore di Reno (Cavo Napoleonico), il Canale Navile (ancora funzionante) ed il Canale Savena.

Collegamenti esterni


- [http://www.prolocogalliera.it/territorio-reno.php Note storico-geografiche sul fiume Reno]
- [http://www.consorzireno-savena.it/pagg/reno_info.html Consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale di Reno] Categoria:Fiumi dell'Italia Categoria:Provincia di Bologna Categoria:Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi

Savena

Il Savena è un torrente (bacino idrografico di ca. 175 km²) che nasce nel territorio di Firenzuola da un anfiteatro di monti (Sasso di Castro a 1276 m.s.l.m., Monte bastione 1190 m.s.l.m., Monte Luario 1140 m.s.l.m., Monte Freddi 1275 m.s.l.m.) poco a nord del Passo della Futa. Dopo pochi chilometri scorre in provincia di Bologna, immettendosi nel torrente Idice presso San Lazzaro di Savena dopo circa 55 Km. Il corso del torrente è costeggiato dalla SS65 della Futa che collega Bologna a Firenze. I crinali che costeggiano il tratto iniziale è rivestito da boschi di latifoglie (faggete). Scendendo il corso d'acqua forma il lago di Castel dell'Alpi (San Benedetto Val di Sambro), causato da varie frane, la più recente nel 1951. Più a valle le latifoglie lasciano spazio a una flora meno montana (sambuchi e pioppi). Storicamente il Savena è stato utilizzato per dare energia a numerosi mulini che ne costeggiavano il corso, e forniva acqua anche a canali che passavano per la città di Bologna. Tra Bologna e San Lazzaro di Savena l'alveo non è originale ma è stato creato nel XIX secolo per proteggere la città dalle periodiche inondazioni. In origine il Savena, uscendo dal territorio di Pianoro a San Ruffillo, piegava verso occidente circondando Bologna ed andava ad alimentare le acque del canale Navile (ancora oggi ne rimangono le tracce nella toponomastica della città, mentre la chiusa di San Ruffillo ed il relativo canale di Savena, che si immette nel sotteraneo torrente Aposa a Bologna, sono ancora funzionanti). Nel 1776 si decise di convogliare le acque verso est utilizzando l'alveo del Rio Polo e dirottandolo verso l'Idice. Il territorio è sfruttato anche oggi (cave di ghiaia e sabbia) e più parti l'equilibrio ecologico è in pericolo: in particolare in località Scascoli (Loiano) dove la stretta e suggestiva gola è tormentata da una enorme frana causata in parte dalla discussa costruzione (negli anni 80) della adiacente strada fondovalle Savena (SP65). Insieme ai torrenti Zena e Idice, la valle del Savena è costeggiata dal Contrafforte pliocenico ed è interessata dalla Vena del gesso: gode di un interessante patrimonio geologico e naturalistico, con la grotta della Spipola e la sua dolina, gli affioramenti gessosi del Farneto e della Croara, che formano un complesso carsico di estremo interesse (con grotte e cavità naturali unite da un corso d'acqua ipogeo di ben 6 Km, il torrente carsico Acquafredda che nasce alle pendici del Monte Calvo e tributa nel Savena in località Ponticella). Questo patrimonio è tutelato dal Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa. Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa

Bibliografia


- Domenico Benni e Gilmo Vianello, Il torrente Savena la sua valle i suoi mulini (Gruppo Studi Savena Setta Sambro, 2001)
- AA.VV., I mulini della Valle del Savena (Provincia di Bologna, 2000)

Voci correlate


- Contrafforte pliocenico

Collegamenti esterni


- [http://www.savena.it/ Gruppo di studi Savena Setta Sambro, storia tradizione natura dell'Appennino bolognese]
- [http://www.parks.it/parco.gessi.bolognesi/ Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa]
- [http://www.idicesavenasetta.it Consorzio Idice Savena Setta]
- [http://www.consorzireno-savena.it/pagg/sruffillo.html Consorzio della Chiusa di San Ruffillo e del Canale di Savena] Categoria:Fiumi dell'Italia Categoria:Provincia di Bologna Categoria:Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi

Zena (torrente)

Lo Zena è un breve torrente che nasce nelle colline a nord del crinale situato fra Loiano (BO) e la sua frazione Quinzano. Esistono due sorgenti: quella del braccio occidentale è alle pendici del monte Bastia (792 m.s.l.m.) e quella del braccio orientale è vicino a Quinzano. I due bracci si congiungono a nord verso Bologna in località Fornace di Zena (Pianoro). Il breve corso d'acqua si immette poi nel torrente Idice dopo circa 45 Km a San Lazzaro di Savena, in località Pizzocalvo. La Val di Zena è percorsa da una strada fondovalle composta per i primi chilometri dalla S.P. 16 Val di Zena e poi da strade comunali dei comuni di Pianoro e Monterenzio che si inerpicano nell'abitato di Quinzano (frazione di Loiano). Nel suo piccolo bacino idrografico riceve acqua da piccoli corsi quali il rio di Gnazzano, rio di Laurenzano, rio dei Cani, rio di Barbarolo, rio di Caldarano, rio di Bianchini ed il rio dei Vinchi. La zona ha una natura quasi incontaminata, data la quasi totale assenza di attività produttive, ed è di notevole interesse naturalistico e storico: vi sono ritrovamenti etruschi presso il sito archeologico di Monte Bibele, vi ha sede il Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa ed è costeggiata dal Contrafforte pliocenico. Contrafforte pliocenico

Collegamenti esterni


- [http://www.parks.it/parco.gessi.bolognesi/ Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa] Categoria:Fiumi dell'Italia Categoria:Provincia di Bologna Categoria:Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi

Bologna

Bologna (Bulåggna in bolognese) è un comune di 369.955 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia nonché della regione Emilia-Romagna. Antichissima città universitaria, ancora oggi è meta di moltissimi studenti che le conferiscono una ricchezza culturale e di idee nuove ed alternative, invidiabile per molte città del mondo. Famosa anche per le sue torri. Grande nodo ferroviario, con le due stazioni principali seguenti:
- Bologna Centrale (stazione viaggiatori di passaggio),
- Bologna San Donato (scalo di smistamento di testa, situato nel nord-est della città alla cintura ferroviaria merci).

Geografia

Bologna è situata in zona pianeggiante e collinare presso lo sbocco della valle del Reno.
Il territorio provinciale si estende dai margini meridionali della Pianura Padana ai monti degli Appennino tosco-emiliano, spaziando dai 54 m s.l.m. del centro città, ai 300 m s.l.m. di Sabbiuno e del Colle della Guardia (sempre in territorio comunale) ai 1945 m s.l.m. del Corno alle Scale. Il comune si suddivide amministrativamente in nove circoscrizioni di decentramento, a cui lo statuto attribuisce il nome di "quartieri": Borgo Panigale, San Donato, San Vitale, Sàvena, Navile, Porto, Saragozza, Santo Stefano, Reno. Il quartiere Navile corrisponde a parte del quartiere Lame e ai quartieri Corticella e Bolognina della suddivisione amministrativa precedente alla revisione statutaria, il quartiere Saragozza corrisponde all'ex quartiere Costa-Saragozza, il quartiere Reno agli ex quartieri Barca e Santa Viola, il quartiere Porto agli ex quartieri Marconi e Saffi e a parte dell'ex quartiere Lame, il quartiere Savena agli ex quartieri San Ruffillo, Murri e Mazzini.

Clima

Bologna presenta un clima continentale. Gli inverni sono rigidi e non mancano le precipitazioni nevose. Le estati calde e particolarmente afose a causa dell'umidità dell'aria. Le mezze stagioni sono miti e molto piovose.

Storia

circoscrizioni di decentramento La zona di Bologna risulta abitata fin dal IX secolo AC, come risulta dagli scavi effettuati a partire da metà '800 nella vicina Villanova, frazione di Castenaso. In questo periodo, e fino al VI secolo AC, l'insediamento appartiene alla fase indicata appunto come villanoviana ed è sparso in vari nuclei. Nel VII-VI secolo AC abbiamo testimonianze di un'apertura ai modelli artistici della vicina Etruria: anche la composizione etnica della popolazione cambia, passando dagli umbri agli Etruschi che la battezzarono Felsina. Successivamente (V-IV secolo AC), con la discesa dei Galli nella penisola gli Etruschi vengono progressivamente messi in minoranza, e il dominio gallico sulla zona durerà fino al 196 AC, anno in cui i Galli Boi vengono scacciati dai Romani. Nel 189 AC questi ultimi fondarono sul sito una colonia di diritto latino a cui diedero il nome di Bononia. Bononia Dopo la caduta dell'Impero, fu soggetta ad Odoacre, a Teodorico (493-526), a Bisanzio e infine, nel 727, ai Longobardi, nella cui ottica era solo un centro militare. Nel 774 la città capitola davanti a Carlo Magno, che la consegna al papa Adriano I. Ripopolatasi nel X secolo, Bologna inizia a nutrire aspirazioni comunali, che riuscirà ad affermare alla morte di Matilde di Canossa, nel 1115, ottenendo l'anno successivo una serie di concessioni giurisdizionali ed economiche dall'imperatore Enrico V. Il comune partecipò alla lotta contro il Barbarossa, conclusasi con la pace di Costanza nel 1183, dopo la quale conobbe una forte espansione, anche edilizia (periodo delle case-torri): fu uno dei principali centri di scambio commerciale grazie a canali che permettevano il transito di grandi quantità di merci. Il complesso sistema di approvvigionamento idrico di cui era dotata la città, mediante una sviluppata rete di canali tra le più avanzate in Europa, si riforniva d'acqua dai torrenti Savena e Aposa e dal fiume Reno. Questa energia idraulica serviva ad alimentare numerosi mulini per la fiorentissima industria tessile serica e per il trasporto di merci. Dei canali di Bologna (ora quasi tutti interrati) rimangono oggi tracce nella toponomastica. Nel 1088 fu fondata a Bologna quella che è riconosciuta come la prima università del mondo occidentale (Alma mater studiorum). Nel XIII secolo, Bologna fu coinvolta nelle lotte tra guelfi e ghibellini, con alterne fortune. Ad esempio: se, nel 1249, i bolognesi riuscirono addirittura a catturare Re Enzo, figlio di Federico II del Sacro Romano Impero; nel 1275, invece, dopo un tentativo, fallito, della guelfa Bologna di attaccare la ghibellina Forlì, le truppe ghibelline di Guido da Montefeltro, di Maghinardo Pagani e di Teodorico degli Ordelaffi, misero in fuga i bolognesi presso il fiume Senio, al ponte di San Procolo. La rotta fu tanto grave che il carroccio dei bolognesi venne portato in trionfo a Forlì. Forlì Nel 1337 ha inizio la signoria dei Pepoli, definita da alcuni studiosi una "criptosignoria" perché la famiglia cerca di governare ponendosi come primi tra pari piuttosto che come veri e propri signori della città. La signoria presenta forti elementi di continuità col passato, e resisterà fino al 28 marzo 1401 quando diventeranno signori di Bologna i Bentivoglio. Nel 1500 passa allo Stato Pontificio fino al 1796 quando arrivano a Bologna le truppe francesi ma, dopo il Congresso di Vienna (1815) la città ritorna alla Chiesa. Vi si stabiliranno gli Austriaci, per essere poi annessa al Regno d'Italia nel 1860. 1860 Gravemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale, protagonista nella resistenza, dal dopoguerra la città è stata sempre un baluardo e fiore all'occhiello delle amministrazioni di sinistra (da cui l'appellativo Bologna la rossa). Bologna è stata fra le prime a sperimentare il concetto di trasporto pubblico gratuito e a istituire una rete civica con la fornitura di connessione Internet gratuita per i cittadini. Durante l'amministrazione di Renato Zangheri, il 2 agosto 1980 alle ore 10.25 una bomba esplose alla stazione centrale di Bologna causando 85 morti, per quella che passerà alla storia come Strage di Bologna. Nel 1999, con grande sorpesa, il centro sinistra perse le elezioni comunali a favore della coalizione di Giorgio Guazzaloca, ma dal 2004 il governo della città è di nuovo nelle mani del centro sinistra con Sergio Cofferati.

Monumenti e luoghi di interesse

Sergio Cofferati

I portici, le mura e l'architettura

Sergio Cofferati Bologna è la città dei portici. Li si trova in quasi tutte le vie del centro e la loro origine è da attribuirsi alla forte espansione che ebbe la città nel tardo medioevo, quando la città e la fiorente università divennero un polo ambito per studiosi e letterati di tutta l'Europa, ma anche per la popolazione proveniente dalla campagna. Di qui la necessità di sfruttare al meglio gli spazi e aumentare la capienza delle case espandendo i piani superiori al piano terra, dapprima con la creazione di sporti in legno sorretti da travature, e successivamente da portici sorretti da colonne. Peraltro i portici, come anche in altre città vicinanti, costituirono anche un sistema pressoché spontaneo di camminamenti coperti, consentendo perciò di percorrere buona parte delle strade al riparo da pioggia e neve. La struttura romana della città non è più visibile dato che la fisionomia attuale del vasto centro storico si è sviluppata nel XI e XII secolo. Bologna ebbe tre cerchie di mura: la più antica era costruita in selenite e risale all'epoca di Teodorico. Queste furono distrutte per ordine di Federico Barbarossa e al loro posto vennero costruite le più ampie mura dei Torresotti (XII secolo). La terza e ultima più grande cerchia di mura risale al XIII e XIV secolo: e non ebbe mai una efficacia difensiva. Di essa - dopo il discutibile abbattimento avvenuto all’inizio del XX secolo - sono rimaste le dodici porte e alcuni piccoli tratti. Entro il tracciato di queste mura il tessuto urbano della città è rimasto in gran parte intatto: è questo che lo rende particolare, con i suoi 37 chilometri di portici.

Le torri

XX secolo Le torri gentilizie di Bologna di origine medioevale sono uno dei tratti più caratteristici della città. Nel medioevo si contavano più di 180 torri (una enormità rispetto all'estensione della città di allora). Di esse purtroppo se ne sono salvate solo diciassette. Fra le torri superstiti si possono citare la Torre Altabella (61 metri di altezza), la Torre Prendiparte (60 m), e le ben più note Torre degli Asinelli e Garisenda.
Le due torri sono i monumenti simbolo della città: la Torre degli Asinelli (alta 97 metri) e la Torre della Garisenda (in origine alta 60 metri, ora 48) edificate per volere di nobili ghibellini nel XII secolo. La più pendente delle due, la Garisenda, fu citata più volte da Dante, nella Divina Commedia (Inferno, XXXI, 136-140) e nelle Rime, a riprova del suo soggiorno a Bologna.

Le chiese

Divina Commedia In Piazza Maggiore si trova la gotica e imponente (è la quinta chiesa più grande del mondo) basilica di San Petronio (costruita fra il 1390 ed il 1659), che presenta un portale decorato da bassorilievi di Jacopo della Quercia: all'interno vi si trova una meridiana progettata da Giovanni Domenico Cassini.
Nella stessa area si trovano la fontana del Nettuno, opera del Giambologna; il Palazzo del Podestà (riedificato nel 1845); il duecentesco Palazzo di Re Enzo ed il Palazzo Comunale (XIII e XV secolo). Di notevole interesse le chiese di San Francesco (del XIII secolo, primo esempio di gotico francese in Italia, con adiacenti i monumenti funebri dei glossatori), e la chiesa di San Domenico (del XIII secolo, con la preziosa arca in cui sono conservate le spoglie del santo, realizzata da Nicola Pisano e recante statue di Michelangelo). Molto suggestivo il complesso di Santo Stefano, noto anche come "le Sette Chiese" (il nucleo originale fu edificato nel VIII secolo su un tempio pagano dedicato ad Iside; qui erano conservate fino al 2000 le spoglie di San Petronio, ora traslate nella omonima basilica). 2000 Notevoli anche la cattedrale San Pietro (ricostruita al XVII secolo); San Giacomo Maggiore (gotica, del 1263, con elegante portico rinascimentale); Santa Maria dei Servi (eretta tra il XIV ed il XVI secolo, con una Maestà di Cimabue e un suggestivo quadriportico); Santa Maria della Vita (è la chiesa del primo ospedale di Bologna, fondato nel 1260, al cui interno si trovano le preziosissime terracotte delle Marie Piangenti (il Compianto sul Cristo morto) realizzate da Niccolò dell'Arca nel 1463). Sul Colle della Guardia (a circa 300 m s.l.m. a sud-ovest del centro storico), si trova il caratteristico santuario della Madonna di San Luca (del 1723), che si raggiunge per una via porticata (del XVII e XVIII secolo) di 666 archi, che con i suoi 3,7 km pare essere il portico più lungo al mondo.

L'Archiginnasio

L'Archiginnasio di Bologna è uno dei palazzi più significativi della città: fu sede dell'antica Università, dal 1563 al 1803. Il palazzo fu costruito nel 1562 su progetto di Antonio Morandi (detto il Terribilia), ed è ricchissimo di storia e opere d'arte. Citiamo il complesso araldico murale (che si compone di più di 6000 stemmi studenteschi), ed il teatro anatomico (che risale al 1637, sala dedicata allo studio dell'anatomia a forma di anfiteatro, costruita in legno d'abete, soffitto a cassettoni, e decorata con statue). Dal 1838 è sede della Biblioteca Comunale.

Cultura

Nel 2000 Bologna è stata Capitale europea della cultura.

Musei e biblioteche

Bologna è una città dal sistema museale molto attivo ed espanso, costituito da ben 43 musei (per lo più Comunali e Universitari) sempre curati ed aggiornati e nei quali, accanto alle ricche collezioni permanenti, stazionano spesso importanti e interessanti mostre.
I pricipali musei sono: le Collezioni Comunali d'Arte, il Museo Civico Archeologico (con collezioni di epoca romana, etrusca e preistorica), il Museo Civico Medievale, la Pinacoteca Nazionale di Bologna (con opere dei Carracci, Giotto, Vitale da Bologna, Raffaello, Guido Reni, Parmigianino), il Museo Morandi, il Museo Civico d'Arte Industriale Davia Bargellini, il Museo del Patrimonio Industriale alla Fornace Galotti, la Galleria Comunale d'Arte Moderna di Bologna. L'Università ha un numero elevatissimo di propri musei e biblioteche, quasi uno per ogni facoltà, a cui si aggiungono i musei religiosi.
Fra le biblioteche si segnalano la Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio e la moderna Biblioteca Sala Borsa (inaugurata nel 2001).
Di notevole interesse è anche la Cineteca di Bologna, istituzione comunale dedicata al cinema ed alla filmografia.
Cineteca di Bologna ]] Di recente costituzione è anche l'interessante Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, che, insieme al Conservatorio Giovanni Battista Martini detiene un notevole insieme di collezioni musicali (libri, strumenti musicali, quadri).

Teatri

Il teatro è stata una forma di intrattenimento molto diffusa a Bologna fino dal Cinquecento. Il primo teatro pubblico fu il Teatro della Sala, attivo a partire dal 1547 nel Palazzo del Podestà. Una figura molto importante del teatro bolognese e italiano fu Alfredo Testoni, il commediografo autore del "Cardinale Lambertini", grande successo teatrale sin dal 1905, riproposto poi sullo schermo dall'attore bolognese Gino Cervi. Nel 1998 il Comune di Bologna ha dato vita al progetto "Bologna dei Teatri", un'associazione che riunisce le principali strutture teatrali della città. Si tratta di un circuito di teatri dall'offerta culturale variegata, che spazia dalla commedia dialettale bolognese alla danza contemporanea, ma con una strategia di comunicazione e promozione unitaria. In concreto, gli spettacoli in cartellone nei vari teatri aderenti al progetto vengono pubblicizzati settimanalmente attraverso una locandina unica. I principali teatri di Bologna sono:
- Arena del Sole, dotato di due sale, con un repertorio generalista popolare e internazionale
- Teatro Alemanni, il tempio della commedia dialettale bolognese
- Teatro delle Celebrazioni, con un cartellone dedicato ai comici e alla danza contemporanea
- Teatro Comunale di Bologna, che ospita spettacoli musicali di opera lirica e musica sinfonica
- Teatro Dehon, che offre il cartellone più ampio, come generi teatrali e durata della stagione, e ospita le produzioni della compagnia del teatro
- Teatro Duse, teatro di prosa
- Teatro Testoni, dedicato agli spettacoli per i bambini e i ragazzi Altri teatri o luoghi di spettacolo:
- Europauditorium
- Humusteater
- Teatro Manzoni, che ospita il programma di balletto organizzato dal Teatro Comunale
- Teatro Medica Palace
- Teatro del Navile
- Teatro delle Moline
- Teatro Polivalente Occupato (T.P.O.)
- Teatro San Leonardo, laboratorio permanente di ricerca e sperimentazione affidato a Leo de Berardinis
- Teatro Ridotto
- Teatri di Vita, teatro-danza contemporaneo

Università

Teatri di Vita, antica sede dell'Ateneo]] L'Alma mater studiorum - Università di Bologna è considerata la più antica università del mondo occidentale. La data della sua fondazione è stata fissata convenzionalmente nell'anno 1088 da una commissione composta, tra gli altri, da Giosuè Carducci. Attualmente conta più di 100.000 studenti (che su meno di 400.000 abitanti sono un numero considerevole) e 23 facoltà. La vita della città e quelle dall'Università sono intimamente connesse fin dal medioevo, facendole meritare l'appellativo di Bologna la dotta.

Sport

Lo sport di vertice a Bologna è la pallacanestro. Negli anni Novanta la città si è guadagnata l'appellativo di Basket City ("la città della pallacanestro") grazie alla contemporanea militanza ai vertici della Serie A1 delle due squadre bolognesi Virtus e Fortitudo. Anche il calcio, come in tutte le città italiane, è molto popolare. Il Bologna Football Club 1909, la principale squadra della città, nel corso della sua storia ha vinto 7 scudetti; tuttavia, a causa della retrocessione avvenuta nella stagione 2004/2005, attualmente milita in Serie B. Bologna ha, e ha avuto in passato, squadre di vertice in altri sport. La Fortitudo Baseball ha vinto sette campionati italiani (l'ultimo nel 2005), quattro Coppe Italia e due Coppe dei Campioni. Tra le personalità bolognesi dello sport, si ricordano la velocista Ondina Valla (la prima donna italiana a vincere un oro olimpico), il calciatore Giacomo Bulgarelli, lo sciatore Alberto Tomba, l'arbitro di calcio Pierluigi Collina, il pilota automobilistico Alex Zanardi Bologna è stata sede delle due semitappe della 1^ tappa del Giro d'Italia 1994 (22 maggio), una prova in linea vinta da Endrio Leoni ed una cronometro individuale vinta dal francese Armand De Las Cuevas.

Gastronomia

Armand De Las Cuevas La fama gastronomica di Bologna risale al medioevo: erano presenti in città potenti famiglie signorili, presso le cui corti servivano i cuochi più celebrati. Ma la tradizione gastronomica bolognese è strettamente legata all'Università: la mescolanza di numerosissimi studenti e professori di nazionalità diverse arricchì la cultura gastronomica, e rese necessaria una buona organizzazione dell'approvvigionamento alimentare. Nel trecento si contavano in città ben 150 osterie e 50 alberghi, che venivano riforniti dalle fertili campagne circostanti ma anche da lontano, per vie d'acqua (tramite i canali della città, che erano collegati al Po e di qui al mare).
Il detto Bologna la grassa va quindi a braccetto con il detto Bologna la dotta.
La cucina Bolognese (così come la cucina emiliana in genere) è nota per la sua varietà ed opulenza: i piatti tipici sono a base di carne (in particolare maiale) e pasta all'uovo. Sono particolarmente famosi i saporiti la mortadella, i tortellini, le lasagne, il ragù (tipicamente usato per condire le tagliatelle).
La leggenda racconta che i tortellini siano stati modellati sulla forma dall'ombelico di Venere. Le tagliatelle, sempre secondo la leggenda, furono create a somiglianza dei lunghi capelli biondi di Lucrezia Borgia in occasione delle sue nozze con il Duca di Ferrara, Alfonso I d'Este. L'Accademia Italiana della Cucina e l'associazione Confraternita del Tortellino hanno depositato a partire dagli anni 70 le ricette ufficiali di alcuni piatti tipici presso la Camera di Commercio di Bologna. Si tratta di:
- La tagliatella di Bologna
- Ripieno dei tortellini di Bologna
- Ragù bolognese
- Certosino di Bologna
- Lasagne verdi alla bolognese
- Il friggione
- Spuma di mortadella
- Galantina di pollo (o di cappone)
- Cotoletta alla bolognese
- Gran fritto misto alla bolognese

Amministrazione


- Sindaco: Sergio Gaetano Cofferati, dal giugno 2004.
- Comune: Centralino 051 20.31.11
- Classificazione climatica: zona E, 2259 GR/G

Voci correlate


- Aeroporto di Bologna
- Dialetto bolognese
- Processo di Bologna
- Scuola bolognese dei cantautori


- [http://maps.google.com/maps?q=Bologna,+Italy&ll=44.494286,11.344113&spn=0.023157,0.035306&t=k&hl=en Googlemap: Mappa satellitare del centro di Bologna]
- [http://sit.comune.bologna.it/turismo/ricerca.htm Mappa turistica di Bologna]
- [http://www.bibliotecasalaborsa.it/home.php Biblioteca Sala Borsa]
  - [http://www.bibliotecasalaborsa.it/content/percorsi/raccontoresistenza.html Episodi di guerra e resistenza a Bologna]
- [http://www.cinetecadibologna.it/ Cineteca di Bologna]
- [http://www.museomusicabologna.it/info.htm Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna]
- [http://www.bookfair.bolognafiere.it/ Mostra degli Illustratori di Libri per Ragazzi]
- [http://www.bulgnais.com/fotobologna.html Foto di Bologna]
- [http://www.bolognalacittadelcibo.it/ Bologna la città del cibo]
- [http://www.itineraribologna.it Itinerari Bologna]
- [http://www.bologna-in.com Alla Scoperta di Bologna]
- [http://www.bolognaracconta.com/ bolognaracconta.com]
- [http://www.amicidelleacque.com/ Associazione amici delle vie d'acqua e dei sotterranei di Bologna]
-
Categoria:Comuni della provincia di Bologna Categoria:Comuni dell'Emilia-Romagna Categoria:Comuni italiani ja:ボローニャ

Pianoro

Pianoro è un comune di 16.141 abitanti della provincia di Bologna. È uno degli otto comuni membri della Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi. ----

Geografia

Nell'Appennino a sud-est di Bologna, percorrendo la strada della Futa in direzione di Firenze e passando per la frazione di Rastignano, troviamo Pianoro. Il territorio è articolato lungo due vallate poste sul torrente Zena e sul Savena, collegate fra loro da un reticolo di strade di circa 300 km che mano a mano si elevano verso l'appennino. La natura è particolarmente varia: da Bologna, lungo la prima parte della valle del Savena si scorgono prospettive paesaggistiche notevoli, su zone calanchive e costoni di arenaria di suggestiva bellezza (il Contrafforte pliocenico). Lungo lo Zena si trova il Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa, mentre sul punto più alto a 638 m. di altezza svetta il Monte delle Formiche con il suo particolare santuario. Il Santuario del Monte delle Formiche è di origine medioevale, e venne ricostruito nel 1297 dopo i danni subiti nella guerra fra Bologna e Ferrara, ma è stato oggetto di diversi rimaneggiamenti anche nel Settecento, nell'Ottocento, e poi nel 1955 per le deturpazioni subite durante la seconda guerra mondiale. Il Monte delle Formiche, da cui si gode una bellissima vista, deve il suo nome a un curioso fenomeno naturale: intorno all'8 settembre, giorno della festa della Madonna, sciami di formiche volanti raggiungono la vetta e qui muoiono. È tradizione che gli insetti vengano benedetti e donati ai fedeli (la credenza popolare vuole che curino alcuni malanni). Nelle sue vicinanze è ancora visibile la grotta dove visse un eremita di nome Barberius nel XVI secolo. Alla base del Monte delle Formiche, nei pressi del torrente omonimo, si trova il Castello di Zena. L'edificio è di origini medioevali, ma la sua architettura ha elementi compositi del XIV e XVII secolo.

Storia

Secondo notizie leggendarie, visse in questa zona un re etrusco di nome Ocno di Pianoro. Del passaggio di Etruschi e Celti nel territorio vi sono prove presso il sito archeologico di Monte Bibele (Monterenzio e Loiano). Segni del passaggio successivo dei Romani si trovano nei toponimi ancora esistenti, per esempio Sesto. Bonifacio di Canossa, proprietario di gran parte del territorio nell' XI secolo, risiedeva nel castello di Pianoro, distrutto poi dai bolognesi nel 1377 che accusavano i pianoresi di cospirare contro Bologna.
Dal XII secolo la storia di Pianoro segue quella di Bologna.
Durante la seconda guerra il paese fu distrutto quasi completamente (case, chiese, ponti, ferrovia, le numerose ville patrizie situate lungo la valle del Savena). Nel 1974 furono trovati in località "il Pero" (Rastignano) 23 cadaveri attribuibili ad un eccidio effettuato dalle forze nazifasciste in ritirata, ancora da indagare pienamente. Il nuovo centro di Pianoro (Pianoro Nuovo, costruito a partire dagli anni Cinquanta) sorge tre chilometri a nord rispetto a quello antico (Pianoro Vecchio).
È in fase di attuazione il progetto la ristrutturazione del centro di pianoro, con demolizione delle vecchie e fatiscenti case costruite dopo la guerra, nell'ambito di una trasformazione urbanistica del paese. anni Cinquanta

Sport

Pianoro ha numerosi impianti sportivi fra cui una piscina comunale, campi da tennis, basket, pallavolo, palestre e calcetto, con un nuovo Palazzetto dello Sport (inaugurato nel 1999). A Pian di Macina e nel Centro sportivo di Pianorello è possibile praticare calcio, baseball e softball, mentre a Rastignano ha sede la Pianoro Tecnessenze che da anni è ai vertici assoluti nazionali ed europei di cricket. A Pianoro Nuovo è stato recentemente costruito un velodromo scoperto per praticare ciclismo, inoltre ogni anno si disputa, in un circuito cittadino, la gara ciclistica destinata ai dilettanti G.P. Liberazione.

Amministrazione


- Sindaco: Simonetta Saliera, dal 06/2004.
- Comune: Centralino 051 65.29.111
- Classificazione climatica: zona E, 2441 GR/G


- [http://maps.google.com/maps?q=Bologna,+Italy&ll=44.388242,11.345572&spn=0.023157,0.035306&t=k&hl=en Googlemap: Mappa satellitare di Pianoro Nuovo]
- [http://www.parks.it/parco.gessi.bolognesi/ Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa]
- [http://www.stu-pianoro.it Società di trasformazione urbana]
- [http://civiltadeimestieri.comune.pianoro.bo.it Associazione territorio e civiltà dei mestieri]
- [http://www.pianoro.com/index.html il sito di pianoro] Categoria:Comuni della provincia di Bologna Categoria:Comuni dell'Emilia-Romagna Categoria:Comuni italiani Categoria:Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi

Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi

La Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi si trova in provincia di Bologna e comprende le valli dei fiumi Savena, del Sambro, del Setta, del Reno e dell'Idice. È costituita dai comuni di:
- Castiglione dei Pepoli
- Loiano
- Monghidoro
- Monterenzio
- Monzuno
- Pianoro
- Sasso Marconi
- San Benedetto Val di Sambro La comunità confina a nord con i comuni di Casalecchio di Reno e Bologna; a sud con le Provincia di Firenze e Prato; a est con la Comunità Montana Valle del Santerno; a ovest con la Comunità Montana Alta e Media Valle del Reno e con la Comunità Montana Valle del Samoggia. Il territorio è interessato dai lavori del progetto ferroviario del treno ad alta velocità (TAV) e dal progetto di potenziamento dell'autostrada del sole, noto come "variante di valico". È in corso l'iter per la costituzione della riserva naturale del Contrafforte pliocenico, che avrà un'estensione di circa 757 ettari nei territori della comunità montana.

Collegamenti esterni


- [http://www.cinquevallibolognesi.bo.it Sito ufficiale]
- [http://www.savena.it Gruppo di studi Savena Setta e Sambro]
- [http://www.idicesavenasetta.it Consorzio Idice Savena Setta] Categoria:Comunità montane Categoria:Liste Categoria:Provincia di Bologna

Fossile

Il termine Fossile (dal latino: fodere = scavare) indica una qualsiasi testimonianza di vita geologicamente passata (antecedente all'epoca attuale), come resti di organismi o tracce della loro esistenza ( orme, spore, pollini, ambre). ambre Il processo di trasformazione di un organismo vivente in un fossile può durare diversi milioni di anni. La fossilizzazione è un processo estremamente improbabile. Infatti non appena gli animali o le piante muoiono ne inizia la decomposizione. Sebbene le parti più resistenti, come conchiglie, ossa e denti degli animali o il legno delle piante, resistono più a lungo dei tessuti molli, spesso questi elementi vengono disgregati da agenti naturali esterni (fisici e chimici), come vento e acqua corrente, ma anche dall'azione di animali necrofagi (biologici).
Alcuni fossili possono essere considerati come una porzione di materia (e quindi di energia) imprigionata che, sfuggendo alla decomposizione e trasferendosi dalla biosfera alla litosfera, viene sottratta all'ecosistema del passato. Questa energia viene, ad esempio, sfruttata dall'uomo mediante l'impiego dei combustibili fossili (carbone e petrolio) nelle varie attività industriali. Generalmente, per subire un processo completo di fossilizzazione, un organismo deve essere sepolto rapidamente, prima che ne subentri la decomposizione o venga aggredito dagli agenti demolitori. Nella maggior parte dei casi questo lavoro viene svolto dai sedimenti come la sabbia o il fango trasportati dall'acqua.
Lo studio di tutti i processi che vanno dalla morte dell' organismo alla sua fossilizzazione è compito della Tafonomia, quel ramo della Paleontologia che cerca appunto di ripercorrere tutte le tappe che hanno contribuito alla formazione di un fossile.

Dove si rinvengono i fossili


- Rocce sedimentarie In esse si trova la quasi totalità dei fossili.
- Rocce eruttive o vulcaniche In esse sono totalmente assenti in fossili tranne in alcuni casi speciali.

Datazione dei fossili

Il criterio di datazione dei fossili si basa sulla stratigrafia, la quale afferma che gli strati più bassi del terreno sono più antichi di quelli superiori; insieme a questo criterio è necessario confrontare l’organismo in questione con altri fossili rinvenuti nello stesso strato per vedere se l’epoca a cui sono attribuiti concorda. Con il metodi degli isotopi radioattivi e del carbonio 14 si può avere un notevole contributo.

Argomenti correlati


- Fossilizzazione

Collegamenti esterni


- [http://www.forestafossile.it La Foresta Fossile di Dunarobba]
- [http://www.lessiniamusei.it/templates/musei/sterlizia/museo.asp?idMuseo=7&lingua=ITA Il Museo dei Fossili di Bolca (VR)]
- [http://www.fossilmuseum.net/index.htm Il museo di fossili virtuale] Categoria:Paleontologia ja:化石 ko:화석 simple:Fossil th:ซากดึกดำบรรพ์

Contrafforte

In architettura il contrafforte è un ispessimento di un muro perimetrale o un setto murario trasversale che serve a rafforzare il muro stesso, soprattutto per assorbire la componente orizzontale di un carico permanente o accidentale. Viene utilizzato a partire dalla tarda antichità per la costruzione di basiliche (p.e. Basilica di Costantino) e ha raggiunto il suo culmine nella costruzione delle chiese gotiche. Originariamente il contrafforte consisteva soltanto di pilastri rafforzati, ad angolo rettto e sporgenti sulla parete esterna in sporgenze murarie regolari che stabilizzano lateralmente la parete. Nell'architettura gotica, che rinunciava ampiamente nella costruzione delle chiese a muri portanti e che progettava al suo posto una costruzione a lisca di pesce, i pilastri rafforzati sono un elemento portante ed essenziale. Per deviare le forze laterali dalle pareti della navata centrale sui pilastri rafforzati, vennero collegate ulteriormente ad archi rafforzati con le loro capriate. Le parti laterali superiori delle arcate portavano ulteriormente l'acqua piovana dal tetto nello scolo dell'acqua dei pilastri rafforzati. Per la stabilizzazione questi furono caricati verticalmente al di sopra delle arcate con fiale, perlopiù torrette ampiamente ornate che sottolineano ulteriormente il rafforzamento delle chiese gotiche. Nelle chiese a doppia navata laterale questa prescrizione dei pilastri rafforzati viene spesso ripetuta. Per questo vi sono pilastri rafforzati sottili e supplementari tra le navate laterali che livellano soltanto le forze verticali sopra i pilastri all'interno delle chiese. Nelle chiese gotiche i pilastri rafforzati sono spesso invisibili dall'esterno, ma si trovano all'interno delle mura esterne e suddividono le navate laterali in cappelle. Esempi sono St. Martin ad Amberg o la Frauenkirche di Monaco. Categoria:Elementi architettonici

Appennino tosco-emiliano

L'Appennino tosco-emiliano è una porzione della catena degli Appennini e si estende nell'Emilia meridionale e nella Toscana settentrionale. Assieme all'Appennino ligure e all'Appennino tosco-romagnolo costituisce l'Appennino settentrionale. I monti principali che si trovano in questo territorio sono: Monte Cimone (2165 m), Monte Cusna (2121 m s.l.m.), Alpe di Succiso (2017 m s.l.m.) Monte Casarola (1978 m s.l.m.) e Corno alle Scale (1945 m s.l.m.). Interessante per la sua forma è la Pietra di Bismantova.

Suddivisioni provinciali e regioni storiche

Versante emiliano


- Appennino reggiano
- Appennino modenese
- Appennino parmense
- Frignano (territorio)

Versante toscano


- Garfagnana Categoria:Montagne dell'Italia Categoria:Regione Emilia-Romagna Categoria:Regione Toscana Categoria:Montagne degli Appennini

Falco Pecchiaiolo


Falco pecchiaiolo detto dialettalmente anche Adorno (Pernis apivorus, fam. Accipitridi). Il Falco pecchiaiolo si nutre soprattutto di insetti, anche se in inverno (ma non solo) non disdegna piccoli rettili e anfibi, uova, piccoli uccelli e piccoli mammiferi. È grande più o meno quanto una poiana e il suo piumaggio è assai variabile. Caratteristiche sono le tre bande scure sulla coda. L'Adorno è un uccello migratore di lunga distanza che trascorre l'inverno a sud del Sahara e arriva in Europa a primavera per nidificare; passando soprattutto dallo stretto di Gibilterra, la Sicilia e lo Stretto di Messina e la Turchia (a ovest e est del Mar Nero). La concentrazione di migliaia di rapaci sullo Stretto di Messina, durante la migrazione primaverile, ha determinato nel passato il nascere di una forma di caccia tradizionale al falco pecchiaiolo. Con il divieto della caccia primaverile, introdotto nei primi anni settanta, tale caccia è diventata una forma di bracconaggio contrastata dagli organi competenti dello Stato italiano. Il Corpo Forestale dello Stato compie ogni primavera un apposito servizio antibracconaggio, denominato "Operazione Adorno", che vede impegnato il reparto speciale NOA. Categoria:Specie (uccelli)

Ortolano

Ortolano è un nome proprio di persona italiano maschile, di cui esiste anche la variante femminile Ortolana.

Etimologia

Il nome deriva dal latino hortolanus e significa "lavoratore dell'orto".

Onomastico

Viene festeggiato il 28 novembre in ricordo di San Ortolano.

Santi e Beati

San Ortolano vescovo e martire

Persone

Giovanni Battista Benvenuti pittore del '500 di Ferrara detto l'Ortolano.

Curiosità

Categoria:Antroponimi

Ettari

L'ettaro (simbolo ha) è un'unità di misura della superficie, corrispondente a 100 are. Un ettaro è equivalente a:
- l'area di un quadrato di 100 metri per lato
- 10.000
- 0,01 km²

Equivalenze internazionali

Un ettaro è equivalente a:
- 11959,9 iarde quadrate
- 0,003861021585424458 miglia quadrate Categoria:Unità di superficie als:Hektar ja:ヘクタール

Rocce sedimentarie clastiche

Le rocce clastiche derivano da sedimenti clastici. Secondo l'ambiente di deposizione presentano diverse facies (continentale, di estuario, desertica, etc.). In base alla granulometria si dividono in:
- conglomerati, derivanti da ghiaie;
- arenarie, derivanti da sabbie;
- siltiti, derivanti da fanghi;
- argilliti, derivanti da argille.

Conglomerato

Sinonimo: rudite; Sono rocce sedimentarie formate da un insieme di clasti arrotondati, con diametro superiore a 2 mm.
I singoli clasti, detti comunemente "ciottoli" possono raggiungere diametri superiori al metro: in tal caso solitamente la roccia viene definita un megaconglomerato. I vari elementi sono cementati da materiale più fine, detto matrice, come una sabbia o un'argilla, o da un cemento, ad esempio calcite o ematite. Se i singoli clasti sono a contatto tra loro il conglomerato viene chiamato anche ortoconglomerato o conglomerato clasto-sostenuto, mentre se tra essi è interposta abbondante matrice viene chiamato paraconglomerato o conglomerato matrice-sostenuto.

Puddinga

È un conglomerato nel quale i ciottoli (clasti) sono arrotondati.

Breccia

È un conglomerato nel quale i clasti hanno spigoli vivi, non arrotondati.

Morene glaciali

Sono formate da elementi di dimensioni e forma qualsiasi, inglobati in sabbie e argille, abbandonati sui fianchi montuosi od in pianura, sono residui di un antico ghiacciaio ormai sciolto.

Arenarie

Sono costituite da sabbie cementate di taglia arenitica (dimensione dei clasti compresa tra 1/16mm e 2mm). I granuli sono di quarzo feldspati o frammenti litici (di altra roccia); tenuti insieme da una matrice costituita da granuli più piccoli di altri minerali o da un cemento formatosi dalla precipitazione di minerali in soluzioni sovrassature (silice, calcite).
Generalmente stratificate, hanno aspetto ruvido e colore variabile a seconda dei costituenti.

Quarzoareniti

È una arenaria composta in gran prevalenza (sino al 90%) da granuli di quarzo arrotondati. Hanno colore biancastro, sono ben cementate ed hanno una elevata durezza e resistenza.

Arcose

È una arenaria contenente circa il 25% di granuli feldspatici, oltre a quarzo e miche. È dovuta alla sedimentazione di materiale di origine granitica o gneissica, dopo un breve trasporto.
presenta taglia arenitica e colore biancastro o rossiccio; è mal stratificata e spesso con scarsa coerenza perché poco cementata.

Grovacche

Sono arenarie dove i granuli di quarzo, feldspato e frammenti di altre rocce (frammenti litici), sono immersi in una matrice detritica (oltre il 70%).
Si presentano compatte, di colore grigio scuro, ben stratificate e con intercalazioni argillose.

Argilliti

Si tratta di rocce clastiche a grana estrememente fine che presentano spesso sottili stratificazioni. Testimoniano ambienti a ridotta energia idrodinamica in quanto le argille che la compongono sono facilmente trasportate in sospensione anche da leggerissime correnti; alcuni ambienti tipici di formazione sono: laghi, fondali oceanici, lagune.
Dal punto di vista mineralogico è caratterizzata dalla presenza dei minerali delle argille, quali la caolinite, la montmorillonite e la halloysite (silicati di alluminio).

Argilla calcarea

È una argilla nella quale il carbonato di calcio arriva al 25%. Categoria:Geologia

Categoria:Geologia

Articolo principale: Geologia Categoria:Scienze_della_terra ja:Category:地質学 ko:분류:지질학 th:Category:ธรณีวิทยา

Categoria:Provincia di Bologna

La provincia di Bologna è una delle 9 province dell' Emilia-Romagna. Questa categoria contiene:
- Una sottocategoria con l'elenco dei comuni della provincia
- Un articolo principale sulla provincia
- Altri eventuali articoli inerenti la provincia Bologna Bologna

Categoria:Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi

Cinque Valli Bolognesi

Michelle Pfeiffer

Michelle Pfeiffer (29 de abril de 1957) actriz y cantante estadounidense. Nacida en Santa Ana, Orange County, California. Hija de Dick y Donna Pfeiffer, tiene tres hermanos; un hermano mayor y dos hermanas menores. Tiene ascendencia Holandesa, Alemana, Irlandesa, Sueca y Suiza. En 1981 se casó con el actor Peter Horton, pero más tarde se divorciaron. En 1993, Pfeiffer adoptó a una niña, Claudia Rose Pfeiffer, más tarde ese año se casó con el productor David E. Kelley, creador de las series para televisión "Chicago Hope" y "Ally McBeal", juntos tuvieron un hijo en 1994. Su primer papel protagónico fue en el musical de 1982 "Grease 2" ("Vaselina 2"), el cual difícilmente podría haber predecido su ilustre carrera con fantásticas actuaciones en películas como "Married to the Mob", "Batman Returns" ("Batman Regresa") y "What Lies Beneath", entre otras. Su trabajo más reciente incluye papeles en las peliculas: "Sinbad: Legend of the Seven Seas", "What Lies Beneath", "White Oleander" y "I Am Sam" ("Yo Soy Sam"). Fue nominada al Oscar como mejor actriz secundaria por "Las amistades peligrosas" y ganó un globo de oro por su papel en "Los fabulosos Baker Boys". Durante el rodaje de "Las amistades peligrosas" mantuvo una relación con John Malkovich y vivió durante tres años con el actor Fisher Stevens. Como cantante se le conoció por su papel en The Fabulous Baker Boys. Su hermana menor Dedee Pfeiffer también es actriz, pero principalmente en la televisión. ja:ミシェル・ファイファー Aquí inserta texto sin formato

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Primary and Secondary divisions A and B' Ethniki


- Skoda Xanthi FC

Fa

Mizoram
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