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| Corano |
CoranoIl Corano (in arabo Qur'an [القرآن]), che letteralmente significa "la lettura" o 'la recitazione', è il testo sacro della religione dell'Islam. Per i musulmani il Corano, così come lo si legge oggi, rappresenta il messaggio rivelato quattordici secoli fa da Allah (Dio), destinato all'intera umanità a prescindere dalla loro affiliazione religiosa. Secondo i musulmani, il testo della rivelazione coranica (nella versione originale in lingua araba) è immutabile nel corso dei secoli; conseguentemente esso viene tramandato dai musulmani parola per parola, lettera per lettera, virgola per virgola. Milioni e milioni di musulmani e musulmane in tutto il mondo (senza esagerazioni), imparano a memoria le centinaia di pagine che costituiscono la rivelazione coranica, in arabo. Questo processo è noto con il nome di 'Hifz', che significa 'conservazione'. Una persona che ha memorizzato l'intero Corano si chiama "Hafiz" (masch.) e "Hafizah" (femm.). Memorizzare il testo del Corano è un modo per garantirne la preservazione nel corso dei secoli nella sua forma autentica.
Sebbene il Corano sia stato tradotto in quasi tutte le lingue, tali traduzioni dai musulmani vengono usate solo come strumenti ausiliari per lo studio e la comprensione dell'originale in arabo; la recitazione liturgica da parte del fedele musulmano deve avvenire sempre e comunque in arabo. L'Islam professa infatti che è in questa lingua che la Rivelazione divina è stata trasmessa al profeta Maometto (italianizzazione di Muhammad) tramite l'Arcangelo Gabriele. Non bisogna quindi confondere parallelamente il Corano con la Bibbia e Maometto con Gesù. Per il Cristianesimo la parola di Dio è Gesù Stesso, per l'Islam la Parola di Dio è il Corano stesso, mentre il profeta Muhammad rappresenta lo strumento attraverso cui la rivelazione del Corano all'umanità è avvenuta.
Secondo alcune interpretazione del versetto 7 "la via di coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che [sono incorsi] nella [Tua] ira , né degli sviati." della prima sura, (al-Fàtihah, "l'Aprente"), gli "sviati" citati alla fine del versetto sarebbero gli ebrei e i cristiani che Allah rimprovera di non avere seguito propriamente il Suo messagio, ma è solo un interpretazione.
Gli ebrei non hanno riconosciuto il profeta 'Isa (Gesù) tacciandolo di falsità e mostrandogli ostilità; i cristiani (che Allah chiama fuorviati) invece trasgrediscono al Primo Pilastro dell'Islam (vedi: Cinque pilastri dell'Islam), quello dell'unicità di Allah, poiché adorerebbero la trinità, anche se secondo il Corano sarebbe composta da Dio, Gesù e Maria. +
Il Corano accusa ebrei e cristiani di avere corrotto (cioè modificato) le Sacre Scritture. Il Corano contiene diversi riferimenti ai personaggi della Bibbia e a tradizioni ebraiche e cristiane. Sulla figura di Gesù in particolare il Corano ricorda dottrine gnostiche e docetiste, sostenendo che sulla croce sarebbe stato all'ultimo minuto sostituito con un sosia.
Sure
Il Corano è diviso in 114 capitoli, detti sūre; queste sono, a loro volta, divise in versetti (āya, āyyāt), il cui numero può variare.
Sure meccane e medinesi
Le sure sono divise in sure meccane e sure medinesi, a seconda del periodo in cui furono rivelate: le prime sono state rivelate prima dell'emigrazione (Egira) del profeta Maometto da Mecca (in arabo Makkah) a Medina (in arabo Madinah), le seconde successive all'emigrazione. Questa divisione non identifica pertanto il luogo della rivelazione, ma il periodo storico. In generale le sure meccane sono più brevi e di contenuto più forte e immediato (si racconta di conversioni improvvise al solo sentire la loro predicazione); le sure medinesi risalgono invece al periodo in cui il profeta Maometto è a capo della neonata comunità islamica e le sure sono caratterizzate da norme religiose e istruzioni sulla vita della comunità (da cui deriva in gran parte la Sunna).
Ordine delle sure
Le sure - aperte tutte, salvo la sura IX, dalla basmala (cioè la formula 'Nel nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso') - non sono disposte in ordine cronologico ma secondo la lunghezza, cosa che rende complicatissima un'accettabile comprensione del Testo Sacro islamico, anche se per i musulmani esse sono state disposte nell'ordine in cui furono insegnate al profeta Maometto dall'arcangelo Gabriele e quindi come il profeta le avrebbe successivamente recitate ai fedeli durante il mese di Ramadan.
L'ordine non riflette comunque la loro importanza in quanto per i fedeli dell'Islam esse sono tutte egualmente importanti.
Risorse in rete
- [http://www.corano.it/corano.html Corano (in italiano)]
categoria:Islam
categoria:Testi sacri
ja:クルアーン
ko:코란
ms:Al-Quran
simple:Qur'an
th:อัลกุรอาน
Lingua araba
La lingua araba è una lingua del gruppo semitico.
Il suo alfabeto consiste di 28 consonanti più un grafema particolare (hamza). Tre di queste consonanti hanno un valore semi-consonantico (o semi-vocalico, se si preferisce), servendo anche a indicare l'allungamento degli unici tre suoni vocalici esistenti nell'arabo classico (fusha):
a , u , i ------> ي , و , ا
In realtà nei vari dialetti ( amma ) i suoni vocalici "e" e "o" trovano appieno accoglienza.
Questo rende particolarmente ardua la soluzione della traslitterazione in alfabeto latino perché, se in arabo classico il nome "Muhammad" prescriverebbe l'uso appunto delle vocali "u" e "a", nel parlato ciò non è detto avvenga. Si avrà allora (in modo perfettamente legittimo) "Mohammed" o, addirittura (rispettando la realtà fonetica di certe aree arabofone) "M'hammed". Meno corretto - ma non in maniera dirimente - mescolare le cose e creare ad esempio "Muhammed" o "Mohammad".
Sarebbe auspicabile, per uniformità, usare con coerenza il sistema "classico". Questo per evitare le varietà fonetiche che si presentano numerose, a seconda delle nazioni arabofone.
La stessa cosa vale per l'articolo determinato arabo "al-" che, con circa metà delle lettere dell'alfabeto, assimila la prima consonante che incontra mentre resta invariato con le restante lettere.
Auspicabile, per coerenza e maggior facilità di omogeneizzazione, evitare tale "assimilazione" e mantenere sempre l'articolo "al-", perché se è vero che questo non corrisponde alla realtà fonetica, corrisponderà invece in pieno a quella grafica.
Le vocali brevi (a, u, i) sono indicate da tre diversi segni posti sopra o sotto la consonante che precede immediatamente quella vocale, con un piccolo tratto obliquo soprastante la "a", con uno identico ma sottostante la "i" e con una sorta di soprastante piccolo nove, con svolazzo però più accentuato, la "u".
In arabo non esistono sillabe che iniziano con una vocale breve per cui, per rendere un suono vocalico iniziale, si dovrà usare la corrispondente semi-consonante (ad esempio, per rendere in caratteri arabi la parola "Franco" si dovrà traslitterarla "Ifrankū" o, semmai, "firānkū").
La lingua araba è la lingua ufficiale nei Paesi che aderiscono alla Lega Araba ed è considerata lingua sacra per essere stata impiegata nel Corano, testo sacro della religione islamica a cui aderisce più di un miliardo di musulmani.
Araba
ja:アラビア語
ko:아랍어
ms:Bahasa Arab
simple:Arabic language
th:ภาษาอาหรับ
Islam
L'Islamismo (da Islam = sottomissione, pron. "Islàm", إسلام) è una religione monoteista sorta nel VII secolo d. C. in seguito alla predicazione di Maometto (in arabo Muhammad, pronunciabile dialettalmente anche Mohammed), considerato l'ultimo e definitivo profeta inviato da Dio (in arabo Allāh) ai musulmani. L'Islamismo non ammette e non conosce clero e quindi gerarchie clericali (salvo, in parte, in ambito sciita) dal momento che non crede possa esistere alcun intermediario fra Dio e le Sue creature. Questo fa sì che il discrimine fra quanto è considerato consono all'Islam e quanto gli è contrario potrà scaturire solo dall'approfondito dibattito fra esperti "dottori" ( 'ulamā' ) delle cosiddette "scienze religiose" ( 'ulūm dīniyya ) e dalla formazione di una maggioranza di consensi che, quindi, può mutare, originando una nuova maggioranza di opinioni.
In senso letterale, la parola "Islàm" significa sottomissione, abbandono o obbedienza a Dio.
Testi fondamentali
I testi fondamentali a cui fanno riferimento i musulmani sono, in ordine di importanza:
- il Corano, considerato dai musulmani dettato parola per parola, in arabo, da Dio (Allah);
- la Sunna (lett. "consuetudine"), basata su hadīth (tradizioni). Essa raccoglie i detti di Muhammad ed è rintracciabile nei Sei libri (al-kutub al-sitta), i più importanti dei quali sono quelli di Bukhārī e di Muslim ibn al-Hajjāj mentre gli altri furono composti da Ibn Mājah, al-Nasā'ī, al-Tirmidhī e Abū Dāwūd al-Sījistānī. La Sunna raccoglie gli episodi della vita di Muhammad, le sue parole e i suoi atti.
I musulmani credono che siano d'ispirazione divina, ma corrotti dal tempo o dagli uomini:
- il Vangelo;
- i Salmi;
- la Tōrāh;
Il dilemma se trattare gli induisti come politeisti cui offrire l'opportunità fra conversione o morte fu superata grazie all'interpretazione di numerosi dotti musulmani, secondo cui anche i Veda sarebbero stati un testo d'origine divina, per quanto particolarmente corrottisi.
I musulmani ritengono che Muhammad abbia ricevuto il Corano da Dio attraverso l'Arcangelo Gabriele, che glielo avrebbe rivelato in lingua araba; è per questo che i fondamentali atti liturgici islamici sono recitati in tale idioma in tutto il mondo musulmano. Dopo la Rivelazione ricevuta da Muhammad l'Islamismo crede, per dogma, che nessun altro profeta sarà più identificato da Dio fra gli uomini.
Il primo profeta islamico sarebbe stato Adamo e, dopo di lui, si ricordano tra gli altri Nūh (Noè), Ibrāhīm (Abramo), Ishāq (Isacco), Ismā‘īl (Ismaele), Ya‘qūb (Giacobbe), Yūsuf (Giuseppe), Mūsà (Mosè), Dāwūd (Davide), Sulaymān (Salomone), Yahyà (Giovanni Battista) e, prima di Muhammad, ‘Īsà ibn Maryam, Gesù di Nazareth, figlio di Maryam, (Maria), considerata nel Corano come esempio sublime di devozione femminile a Dio.
I musulmani dichiarano che l'Islamismo discende dalle tradizioni religiose del patriarca biblico Abramo che fu considerato da Muhammad come il suo più autorevole predecessore. È per questo che, in chiave puramente religiosa, l'Islamismo viene classificato come religione abramitica, al pari dell'Ebraismo e del Cristianesimo.
Gruppi religiosi
I musulmani vengono differenziati in:
- Sunniti, che sono la grande maggioranza in quasi tutti i paesi islamici.
- Sciiti, che costituiscono la minoranza più consistente (circa il 10%). Essi si richiamano all'eredità di ‘Alī ibn Abī Tālib, cugino e genero di Muhammad, e di suo figlio al-Husayn b. ‘Alī. Gli sciiti si dividono in:
- un gruppo maggioritario (duodecimano, imamita, ithna'ashariyya),
- un gruppo minoritario (ismailita, settimano, sab‘aiyya)
- un gruppo ancor più esiguo, detto "zaydita", che teorizza la possibilità che a guidare legittimamente la Comunità Islamica (Umma) sia qualsiasi discendente del Profeta purché questi agisca con impegno militante e non si limiti a un'attività puramente teoretica.
Dominante in Persia, lo sciismo è maggioritario in Iraq, in Libano e in Bahrayn.
Gruppi di ismailiti sono presenti in India mentre lo Zaydismo è prevalente in Yemen.
Di derivazione islamica ma considerati eterodossi sono invece:
- gli Alawiti, appartenenti a una setta minoritaria d'ispirazione sciita ma con forti tratti gnosticheggianti. Esprime il gruppo dirigente in Siria dall'epoca del Presidente Hafiz al-Asad.
- i Drusi, sorti in età fatimide, all'epoca dell'Imàm al-Hākim e presenti in Libano, nella regione montagnosa dello Shuf, in Siria (Golan) e Israele.
- gli appartenenti all'Ahmadiyya di Lahore, fondata da Mirza Ghulam Ahmad, presenti in India.
- I Bahai, a loro volta gemmati dal Babismo, costretti dalla Rivoluzione Islamica dell'Iran a rifugiarsi in India e in Occidente (soprattutto Canada e Stati Uniti).
Concezione del mondo
Una parte consistente dell'Islamismo divide il mondo in tre parti:
- La Casa della Pace, "Dār al-Salām" o "Dār al-Islām", "la Casa dell'Islam", dove vivono i musulmani secondo la Legge islamica e i popoli sottomessi (dhimmi ), appartenenti a fedi diverse da quella islamica e sottoposti al pagamento di un tributo personale, la jizya, che garantisce loro la "protezione" da parte dello Stato islamico.
Le interpretazioni dei teologi musulmani differiscono sulla possibilità di accettare come dhimmi popoli con religioni differenti da quella dei cristiani, degli ebrei, degli zoroastriani e dei sabei ma, storicamente, si accettò anche l'Induismo come religione proteggibile in quanto esso poteva vantare un testo scritto (i Veda) che si considerò anch'esso ispirato divinamente.
- La Casa della Tregua, "Dār al-Hudna", dove vivono i popoli non sottomessi con i quali è stata conclusa una tregua temporanea nell'attesa di riprendere le ostilità per l'affermazione universale dell'Islamismo.
- La Casa della Guerra, "Dār al-harb", dove vivono tutti i popoli non sottomessi.
Voci correlate
- Storia dell'Islamismo
- Cinque pilastri dell'Islamismo
- Cristianesimo e Islamismo
- Egira
- Guerra santa
- Jihad
- Maometto
- Sufismo
- Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia
Collegamenti esterni
Punti di vista islamici
- [http://english.islamway.com islamway.com]
- [http://www.islam-online.it Portale italiano sull'Islam]
- [http://www.rabita.ch sito islamico svizzero]
- [http://www.alhuda.it Moschea di Roma]
Punti di vista non islamici
- [http://www.alleanzacattolica.org/acs/rapporto_98/iran.htm La libertà religiosa nei Paesi a maggioranza Islamica - rapporto 1998]
- [http://www.faithfreedom.org FaithFreedom]
- [http://www.swami-center.org/en/text/islam.html Fundamentals of the Islamic Ethics]
- [http://wwwuser.gwdg.de/~mriexin/euroislam.html L'Islam in Europa occidentale]
categoria:Islam
ja:イスラム教
ko:이슬람교
ms:Islam
simple:Islam
th:ศาสนาอิสลาม
Arcangelo GabrieleL'Arcangelo Gabriele è una figura semidivina che compare nelle tradizioni ebraiche, cristiane e islamiche.
Nella teogonia giudaico-cristiana è uno dei quattro arcangeli
Gabriele è il messaggero celeste che appare per svelare la volontà di Dio. Nell'Antico Testamento Gabriele interpreta la visione profetica del capro e del montone (Daniele 8:15-26) e spiega la predizione delle settanta settimane di anni (490 anni) dell'esilio da Gerusalemme (Daniele 9:21-27); nel Nuovo Testamento annuncia a Zaccaria la nascita del figlio (Luca 1:11-20), Giovanni Battista, e a Maria Di Nazareth la nascita di Gesù Cristo.
Nell'Islam, Gabriele è lo spirito che rivela la sacra scrittura al profeto Maometto.
Nel nome Gabriele, Kha-Vir-El, secondo l'antica pronuncia egiziana, Ga o Ka indicano desiderio, sentimento ed amore espresso; Bir o Vir indicano l'elemento acqua. Gabriele, infatti, governa l'acqua e i liquidi, che costituiscono i tre quarti del pianeta. Gabriele è il sovrintendente della totalità del regno fisico.
Categoria:Cristianesimo
Categoria:Ebraismo
Categoria:Islam
ja:ガブリエル
th:ญิบรีล
Bibbia
La Bibbia (dal greco βιβλία, o biblìa, che significa libri) è il libro sacro della religione ebraica e di quella cristiana. È un testo formato da diversi libri differenti per origine e composizione, scritti in un lungo periodo di tempo.
Il canone, cioè l'elenco dei libri da considerare ispirati, è stato oggetto di discussione nei secoli passati e ha portato a risultati diversi a seconda delle comunità religiose.
L'insieme dei libri che compongono la Bibbia è conosciuto anche con il termine di Sacre Scritture.
Bibbia ebraica e samaritana
Vedi l'articolo principale Tanach
La Bibbia ebraica, in ebraico Tanach, è divisa in 3 grandi parti:
- Torah
- Neviim (Profeti) a loro volta divisi in profeti anteriori e posteriori
- Ketuvim (Agiografi)
Tutti i libri sono stati scritti principalmente in ebraico con alcune piccole parti in aramaico.
Nell'ambito dell'ebraismo antico alcune correnti consideravano come sacra la sola Torah, e dall'antichità i samaritani hanno mantenuto una posizione simile, considerando canonici solo il pentateuco e il libro di Giosuè.
Le comunità ebraiche di lingua greca seguivano invece un canone più ampio dell'attuale, il cosiddetto canone alessandrino, derivato dalla versione dei Settanta della Bibbia.
Nel I secolo d. C. per l'ebraismo venne considerato come definitivo il canone palestinese, più ristretto di quello alessandrino, privilegiando come testo di riferimento il testo masoretico, cioè quello ebraico annotato dai rabbini in un processo continuato per diversi secoli.
Bibbia cristiana
La Bibbia cristiana comprende l'Antico Testamento, che corrisponde alla Bibbia Ebraica, ed il Nuovo Testamento, cioè la parte relativa a Gesù Cristo e alla Chiesa apostolica.
La maggior parte delle chiese protestanti, seppure con differenze a seconda dei periodi, segue per l'Antico Testamento il canone ebraico. La chiesa cattolica e quelle ortodosse seguono invece il canone alessandrino (con qualche differenza). I libri che non appartengono al canone della Bibbia ebraica sono detti deuterocanonici dai cattolici e apocrifi dai protestanti, i quali il più delle volte li inserivano a parte fra i due testamenti.
L'ordine e i titoli dei libri per tutte le confessioni cristiane sono tradizionalmente quelli della versione greca, mentre in ebraico i libri vengono chiamati con le parole iniziali e l'ordine è differente, ma è comune anche chiamarli con i nomi di origine greca.
Anche per il Nuovo Testamento, in età antica, vi erano state differenze fra le varie chiese sul numero dei libri da recepire come ispirati. In particolare erano sorti dubbi sulle epistole non attribuite a Paolo di Tarso e sull'Apocalisse. Alcuni libri controversi non compresi nel canone furono chiamati antilegomena.
Contenuto
La Bibbia contiene generi letterari diversi fra loro. Non è casuale che la parola di origine (biblia) sia un plurale per indicare questa varietà di generi letterari. La scrittura del testo cominciò al tempo della prima deportazione babilonese degli Ebrei, quando la trasmissione fino ad allora orale rischiava di disperdersi. In particolare si intrecciano insieme due tradizioni orali, quelle del Nord e del Sud della Palestina; non è trascurabile neanche l'influenza delle culture orientali con cui vennero a contatto i primi scrittori in terra babilonese.
Antico Testamento
Vedi l'articolo principale Antico Testamento.
L'Antico Testamento è la raccolta degli scritti epici del popolo ebraico. comprende al suo interno diversi generi letterari, con il racconto della creazione del mondo, le vicende dei patriarchi e del popolo ebraico, la legislazione mosaica, la predicazione dei profeti, i libri sapienziali e i salmi.
Una possibile suddivisione in base al contenuto può essere quella in quattro parti, cioè il Pentateuco, i Libri Storici, i Libri Sapienziali e i Libri Profetici.
Nuovo Testamento
Vedi l'articolo principale Nuovo Testamento.
Il Nuovo Testamento, facente parte della sola bibbia cristiana, redatto originariamente in greco, è composto dei quattro Vangeli, delle lettere dell'apostolo Paolo delle Lettere cattoliche, degli Atti degli Apostoli e dell'Apocalisse di San Giovanni apostolo ed evangelista, per un totale di ventisette scritti.
Lettura e interpretazione
L'interpretazione della Bibbia ha dato luogo a diverse scuole esegetiche, talvolta note a seconda delle regioni geografiche in cui sono sorte o delle lingue con cui venivano scritti i commenti.
Esegesi antica
ESEGESI EBRAICA
- Alessandrina: la scuola esegetica alessandrina rappresenta un punto di contatto del mondo ebraico con quello greco. Il tipo di lettura predominante era quello allegorico, con il quale veniva dato un significato etico e psicologico a molte parti della scrittura, come ad esempio alle leggi rituali ecc. Il maggiore esponente di questa scuola fu Filone di Alessandria, il quale a sua volta venne ripreso da teologi cristiani alessandrini dei secoli successivi.
- Le diverse scuole talmudiche (halakah e haggadah) vedi testi sacri ebraici. Esse hanno un forte interesse prevalentemente per la Toràh, dato il suo ruolo primario nell'ebraismo, e quindi privilegiano una lettura halakhika (legalista).
ESEGESI CRISTIANA
- Scuola cristiana di Alessandria: il maggior esponente di questa scuola fu Origene. Come per l'omonima scuola giudaica ebbe un grande rilievo l'allegorismo e veniva data una lettura tipologica dell'Antico Testamento rispetto al Nuovo, cioè gli avvenimenti e i personaggi della Bibbia ebraica erano una figura e una prefigurazione del Nuovo Testamento.
- Scuola di Antiochia e Sira: in opposizione a quella alessandrina, veniva dato grande rilievo al senso letterale e storico, mantenendo un metodo esegetico sobrio e rigoroso. I maggiori esponenti di questa scuola furono Teodoro di Mopsuetia, Teodoreto di Ciro, Giovanni Crisostomo, che divenne patriarca di Costantinopoli, Diodoro di Tarso, Efrem Siro.
- Scuola Latina: fra coloro che scrivevano in latino sono da annoverare, tra i maggiori commentatori della Bibbia, Ambrogio, Agostino di Ippona, Girolamo, quest'ultimo autore anche della famosa traduzione latina della Vulgata.
Medioevo
Esegesi ebraica
- Salomone Rashi
- Moshe ben Maimonide
Esegesi cristiana
- Scolastica: nell'interpretazione più diffusa del medioevo alla Scrittura vengono dati solitamente quattro sensi: letterale, allegorico, morale e anagogico.
Per la Chiesa cattolica l'organicità della ispirazione divina è sancita dalla tradizione (vedi anche enciclica Dei Verbum).
Fonti e versioni
Le versioni della Bibbia possono essere suddivise in due categorie: quelle antiche, importanti soprattutto per la critica testuale, e quelle moderne, che spesso hanno avuto un influsso considerevole nella letteratura e nella lingua in cui furono tradotte.
Qui di seguito sono elencate le principali versioni (abbreviazioni: BE Bibbia ebraica, DC Deuterocanonici, NT Nuovo Testamento):
versioni antiche
- Rotoli del Mar Morto (BE +DC)
È la versione più antica in ebraico dell'Antico Testamento, ritrovata nel XX secolo, e non presenta grosse differenze col Testo masoretico
- Testo masoretico (BE)
Tra l'800 e il 1400 studenti ebrei di scuole rabbiniche, detti Masoreti, fecero l'enorme sforzo di comparare i testi di tutti i manoscritti biblici conosciuti allo scopo di creare un testo unico, la versione che nacque dal loro lavoro è detta testo masoretico.
I masoreti inserirono anche vocali al testo, visto che i testi originali erano formati soltanto di consonanti, queste aggiunte hanno implicato a volte anche l'interpretazione di quanto era scritto, in quanto alcune parole avevano significati differenti a seconda della vocale usata.
- Pentateuco samaritano (Torah e Giosuè)
- Versione dei Settanta (o Septuaginta, o LXX) (BE+DC)
È l'antica versione greca, scritta ad Alessandria d'Egitto ed usata dagli ebrei di lingua greca.
- Peshitta
- Vetus latina (BE+DC+NT)
La più antica versione della Bibbia in latino è detta Vetus latina ed è la traduzione della versione dei Settanta, il traduttore non è noto ma si ipotizza che non sia opera di una sola persona e che sia stata scritta in diversi periodi di tempo.
- Vulgata (BE+DC+NT)
San Girolamo fece una traduzione in latino, detta Vulgata a partire dai testi in lingua ebraica, in quanto aveva dei dubbi sulla versione dei Settanta, comunque per volere della Chiesa del tempo inserì anche i testi deuterocanonici mantenendo per questi la versione della Vetus latina.
- Gotica di Ulfila
Versioni moderne
La Bibbia è stata tradotta in quasi 400 lingue. Di seguito si riportano le versioni moderne più importanti in alcune lingue europee.
Italiano
Le traduzioni in italiano più antiche, manoscritte e parziali, risalgono al XIII secolo. Si segnalano di seguito solo quelle a stampa:
- Bibbia del Malermi (1471).
- Bibbia di Antonio Brucioli (1530).
- Bibbia di Giovanni Diodati (1641) realizzata sia sulla Vulgata che sui testi originali. Questa traduzione e le successive versioni rivedute sono il testo tradizionale del protestantesimo italiano.
- Bibbia di A. Martini (1778) (BE+DC+NT), dalla vulgata.
Tra le traduzioni recenti, che a differenza delle precedenti e di quasi tutte le anteriori sono fatte sui testi originali, segnaliamo:
- Bibbia in 3 volumi, Marietti editore, a cura di Salvatore Garofalo.
- La Bibbia Concordata: 1968 Mondadori, curata da un gruppo di biblisti ebrei, cattolici, ortodossi e protestante che hanno 'concordato' il testo.
- Bibbia CEI (1971): viene usata nella liturgia cattolica.
- Nuovissima versione della Bibbia, Edizioni Paoline, curata da un gruppo di biblisti (1980).
- Bibbia in lingua corrente (1985), frutto di un lavoro di collaborazione interconfessionale tra cattolici e protestanti.
- Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture (versione dei testimoni di Geova).
- I libri di Dio, Oscar Mondadori, 2000. Divisa in sei volumi, è caratterizzata dall'assenza di note al testo, alla quale però si contrappone la presenza di ampi apparati introduttivi e brevi introduzioni esplicative ai vari brani. È opera di un gruppo di giovani docenti e ricercatori di varie università pontificie, che ha tradotto in un italiano moderno i testi originali.
Francese
La più famosa è la Bible de Jérusalem (1973), realizzata dalla celebre École Biblique de Jérusalem. È rinomata soprattutto per le sue introduzioni, per le dotte note a fondo pagina, e per la ricchezza di rimandi a margine.
È stata tradotta, con il testo biblico o solo nella parte di commento e introduzione, in molte altre lingue. L'edizione italiana traduce tutto il materiale, a eccezione del testo biblico, per il quale adotta la traduzione ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana del 1974, approvata per l'uso liturgico.
Tedesco
- Bibbia di Lutero (1545).
Prescrizioni alimentari
Tra i molti precetti contenuti nell'Antico Testamento si trovano anche precetti che difficilmente sono ritenuti comprensibili oggi per chi non è ebreo o non sa nulla della religione ebraica, come la proibizione di mangiare tutti quegli animali acquatici che non hanno pinne né squame (Levitico, 11, 9-12). Considerando tali proibizioni alla lettera, nell'ebraismo ortodosso vige come conseguenza il divieto di mangiare aragoste, polpi, e calamari.
Voci correlate
- Antico Testamento
- Canone della Bibbia
- Libri deuterocanonici
- Nuovo Testamento
- Testi sacri ebraici
- Vangeli
- Vangeli apocrifi
- Vangeli gnostici
Collegamenti esterni
- [http://www.vatican.va/archive/bible/index_it.htm La bibbia ufficiale della Chiesa Cattolica in inglese, italiano e latino]
- [http://www.laparola.net La bibbia online]
- [http://www.watchtower.org/languages/italian/bibbia/index.htm La bibbia dei Testimoni di Geova.]
- [http://camcris.altervista.org/contrad.html Il cammino cristiano] - Esistono contraddizioni nella Bibbia?
- [http://www.mchiarello.homepage.t-online.de/chiarello Cronologia biblica]
ja:聖書
ko:성서
ms:Bible
simple:Bible
zh-min-nan:Sèng-keng
Cristianesimo
Il Cristianesimo è la religione monoteista più diffusa al mondo.
Il cristianesimo si basa sulle rivelazioni che Dio, secondo la tradizione, avrebbe fatto al popolo di Israele (Antico Testamento, comune anche alla religione ebraica), e la predicazione e figura di Gesù di Nazareth, detto il Cristo,("Unto di Dio") dei primi cristiani e apostoli e delle prime chiese (Nuovo Testamento). Questa tradizione sarebbe rispecchiata nella Bibbia, considerata un testo ispirato. Il cristianesimo si fonda, inoltre, sulle diverse tradizioni delle Chiese che ne hanno fatto la storia.
Storia
Chiese d'occidente e Chiese d'oriente
Le chiese cristiane possono essere classificate in diversi modi. Una suddivisione abbastanza semplice è quella che distingue le chiese occidentali da quelle orientali.
- Le Chiese occidentali sono quelle derivate dalla Chiesa cattolica latina, la cui autorità si estendeva originariamente da Roma sulla parte occidentale dell'Impero Romano. Oltre alla stessa chiesa cattolica, di questo gruppo fanno parte tutte le chiese protestanti (termine che si riferisce al rapporto conflittuale di queste chiese con il cattolicesimo, ed in particolare con il papato) che da essa si sono staccate nel corso dei secoli. Fra di esse, le più importanti sono, indubbiamente, quelle nate nel XVI secolo con il movimento della Riforma (Luterani, Calvinisti, Anglicani ecc.), ma vi sono anche gruppi di origine diversa (ad es. i Valdesi).
- Ad oriente abbiamo invece le chiese ortodosse, emanazioni delle chiese di lingua greca nate originariamente nel territorio dell'Impero Romano d'Oriente. A differenza di quanto accadde in Occidente, per quanto la chiesa greca assumesse rilevanza particolare, essa non fu mai in grado di imporre la propria supremazia sulle chiese "sorelle", che rimasero autocefale. Allo stesso modo, anche le chiese fondate da missionari ortodossi (specialmente fra le popolazioni slave) si resero rapidamente autonome dalle rispettive chiese-madri, considerandosi allo stesso loro livello. Fra queste la più importante è indubbamente la Chiesa ortodossa russa.
- Infine, fra le chiese orientali vanno annoverate le cosiddette Chiese orientali antiche, derivate dalle dispute sul monofisismo e il nestorianesimo, teologicamente differenti dalle chiese ortodosse vere e proprie (entrambe nacquero durante le controversie cristologiche del V e VI secolo).
- Sono sorti pure altri culti del Cristianesimo, i quali o vogliono differenziarsi dai primi qui menzionati, oppure affermano di avere una linea storica separata. I più estesi fra questi sono i Testimoni di Geova ed i Mormoni, che, anche se ritenute derivazioni del protestantesimo anglosassone, sono fortemente caratterizzate e dalle figure individuali dei primi fondatori del XIX secolo, sia dalle convinzioni interne che le portano a ritenersi Chiese od Organizzazioni completamente nuove e/o esclusive dal punto di vista dottrinale ed organizzativo.
- Vi sono, infine, una serie di culti cristiani ormai estinti, soprattutto legati alle numerosissime eresie (variamente represse) che interessarono tutta la cristianità nella sua storia: fra gli altri, segnaliamo il cristianesimo ariano (che ebbe una grande importanza storica all'epoca delle invasioni barbariche) e l'eresia degli Albigesi (o Catari).
Classificazione secondo i Concili ecumenici
Un'altra possibile classificazione cronologica è quella basata sui Concili ecumenici riconosciuti e sugli scismi ad essi successivi.
Cristianesimo antico preniceno
Oltre alla Chiesa post apostolica, che in seguito si organizzò attorno ai cinque patriarcati di Roma, Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme, sono presenti diversi gruppi minoritari che in seguito si sono estinti, fra cui:
- Ebioniti
- Gnosticismo cristiano
Chiese dei 2 concili
Le Chiese dei 2 concili sono le cosiddette chiese nestoriane:
- Chiesa apostolica assira d'Oriente (o chiesa d'Oriente, o Chiesa persiana, o siro - orientale).
La chiesa ha due branche: un patriarca catholicos a Kotchanès (Iran), sulla frontiera turco persiana, dove vivono circa 100.000 assiro caldei; la dignità patriarcale è ereditaria da zio a nipote. Esiste anche un patriarca a Baghdad (Iraq).
- Chiesa siriana Mar Thoma di Malabar a Muvattupula.
Chiese dei 3 concili
Le Chiese dei 3 concili sono nate dal rifiuto delle conclusioni del Concilio di Calcedonia del 451. Sono anche chiamate Chiese non calcedonesi e talvolta Chiese monofisite, sebbene non tutte lo siano.
- Chiesa ortodossa copta (Patriarcato d'Alessandria al Cairo)
- Chiesa ortodossa etiopica (Patriarcato catholicos di Addis Abeba)
- Chiesa siriaco ortodossa (Giacobita) (Patriarcato d'Antiochia a Damasco)
- Chiesa ortodossa siro malankara a Kottayan (Kerala)
- Chiesa apostolica armena (o gregoriana, o ortodossa) + Catholicosato di Cilicia residente a Antéliaa (Libano) + Catholicosato d'Etchmiadzine residente a Vagharchapad, vicino ad Erevan (Armenia)
La maggior parte di queste chiese ha subito uno scisma in età moderna con la formazione di un patriarcato cattolico uniate parallelo.
Chiese dei 7 concili
Sono le chiese nate dallo scisma del 1054
- Chiesa greca o bizantina, da cui derivano le Chiese ortodosse autocefale (Chiesa russa, serba, rumena ecc)
- Chiesa cattolica, che ha considerato ecumenici i concili svolti dalla Chiesa latina anche dopo lo scisma. La Chiesa cattolica comprende anche chiese non latine che sono in comunione con Roma, le chiese orientali cattoliche.
Chiese della Riforma Protestante
Le chiese della Riforma protestante sono le chiese sorte dalla Chiesa latina nel XVI secolo in seguito alla riflessione teologica di Martin Lutero, Giovanni Calvino, Ulrich Zwingli e altri, nonché dall'appoggio politico e sociale che ebbero dai principi dell'Europa centro - settentrionale. Le chiese protestanti possono venire genericamente suddivise così:
- Chiesa Anglicana
- Chiese della Confessio Augustana o luterane
- Chiese riformate o calviniste
- Chiese Libere: Anabattista, Mennonita, Amish, Quacchera, Unitariana, ecc…
Diffusione
Nel 1993 il Vaticano stimò che il Cristianesimo fosse la religione più diffusa al mondo, con 2,1 miliardi di battezzati (1 miliardo di cattolici, 500 milioni di protestanti, 240 milioni di ortodossi, e 275 milioni d'altri), davanti all'Islam, a 1,1 miliardi, e all'Induismo, a 1,05 miliardi.
Bisogna considerare tuttavia che le statistiche si fondano su dati (ad esempio per quanto riguarda la Chiesa cattolica il battesimo per lo più dato in età infantile) che non danno informazioni sull'intensità del sentimento religioso degli adulti. E' noto che in Europa ad esempio l'aderenza alla pratica religiosa in età adulta é, ormai da parecchi anni, in forte calo, mentre negli Stati Uniti o al di fuori dell'Occidente esso appare in crescita, oppure, in certe aree del Terzo Mondo come il Sudamerica si sia avuta un'avanzata delle chiese evangeliche di tipo pentecostale a scapito del cattolicesimo tradizionale, quindi con movimenti e travasi fra le varie confessioni cristiane.
Voci correlate
- chiesa cattolica
- chiesa protestante
- chiesa ortodossa
- Chiese orientali antiche
- Dottrina cristiana
- Storia del Cristianesimo
- Musica e religione
Collegamenti esterni
- [http://www.christianismus.it/home/index.html Christianismus, sulle origini del Cristianesimo]
ja:キリスト教
ko:기독교
ms:Kristian
simple:Christianity
th:คริสต์ศาสนา
zh-min-nan:Ki-tok-kàu
Cinque pilastri dell'IslamLa religione dell'Islam consiste di fede (al-iman) e pratica (al-din). I Cinque pilastri dell'Islam (Arkàn al-Islàm) è l'espressione usata per indicare i cinque obblighi fondamentali di ogni musulmano, uomo o donna, in base alla legge religiosa (Shari'a) che il musulmano devoto è tenuto a osservare, ritenendoli atti essenziali per compiacere Dio (Allah) che li ha ordinati.
Tali obblighi sono:
# La testimonianza di fede (الشهادة Shahada)
# Le preghiere rituali (الصلاة Salàt o Namaaz)
# L'elemosina canonica (الزكاة Zakat)
# Il digiuno durante il mese di Ramadan (الصوم Sawm o Siyam)
# Il pellegrinaggio alla Mecca (الحج Hajj).
Alcuni musulmani, principalmente appartenenti alla setta kharigita, sostengono che esiste un sesto pilastro dell'Islam, il Jihad, che letteralmente significa Sforzo interiore ma della sua obbligatorietà si discute nella dottrina e nell'opinione pubblica.
Il primo pilastro è l'accettazione di Dio (Allah) (الشهادة)
Secondo il Corano, "Non esiste divinità [meritevole di adorazione] all'infuori di Dio (Allah), e Maometto è il Suo messaggero". Questa dichiarazione di fede viene detta shahada, una semplice formula che il musulmano pronuncia giornalmente. Intrinseca in questa azione è l'accettazione di Maometto, "Maometto non è padre di nessun uomo, ma è il messaggero di Dio e il Sigillo dei profeti. E Dio ha piena conoscenza di tutte le cose". [Corano: Surat al-Ahzab, 33:40].
Il secondo pilastro è la Salàt, ovvero la preghiera canonica (الصلاة)
Ci si aspetta che i musulmani eseguano le preghiere rituali, o salàt, cinque volte al giorno:
- Al mattino (al-fajr)
- A mezzogiorno (ad-zuhr)
- A metà pomeriggio (al-'asr)
- Al tramonto (al-maghrib)
- Un'ora dopo il tramonto (al-'isha)
Anche se è preferibile per gli uomini pregare insieme in una moschea, questo non è obbligatorio. Nei venerdì, la preghiera congregazionale (jumu'ah) si tiene a mezzogiorno, ed è ritenuta obbligatoria per gli uomini e facoltativa per le donne. Un musulmano può pregare praticamente ovunque, anche sul lavoro o a scuola. È anche costume rivolgersi in direzione della Mecca durante la preghiera, anche se non è un requisito rigido.
Prima della preghiera c'è il rituale dell'abluzione, una pulizia cerimoniale con acqua (o in alternativa con la sabbia). Le parti lavate comprendono: braccia, testa e i piedi fino alle caviglie. Se il lavaggio viene eseguito con acqua, il musulmano è considerato wudu, il che significa che si e ripulito dalla manifestazione fisica del peccato per il periodo che intercorre tra due preghiere. In altre parole, a meno che il musulmano non faccia qualcosa per rimuovere questa pulizia, non ci sarà bisogno di altri lavaggi prima della preghiera successiva. Quando viene usata la sabbia, la pulizia è temporanea e indipendentemente dal fatto che venga o meno commesso un atto impuro, si dovrà procedere al lavaggio rituale, immediatamente prima della prossima preghiera.
La salàt deve essere recitata in arabo (anche se la persona non lo parla o lo comprende, visto che comunque le preghiere vanno recitate a memoria), e comprende la testimonianza di fede in Dio (Allah) e nella missione profetica di Maometto (shahada) che implica una richiesta di perdono e invoca la benedizione celeste. Si recita la prima sura (al-Fatiha) e una o più parti del Corano (imparate a memoria) e, se si vuole, una preghiera personale. L'intera sessione include varie posizioni (rak'a): in pedi, inchinati, inginocchiati e prostrati. La sessione termina guardando a destra e a sinistra e dicendo "La pace sia su di te e dentro di te", in lingua araba, al fedele che siede a fianco. Questo comprende anche i due angeli che i musulmani credono stiano sulle spalle della persona (quello a destra registra le buone azioni mentre quello a sinistra registra le cattive).
Il terzo pilastro è la Zakat o l'elemosina legale (الصداقة)
Uno dei principi fondamentali dell'Islam è il credo che tutte le cose appartengano a Dio e che il benessere appartiene solo agli uomini meritevoli di fiducia. La parola zakat significa sia purificazione che crescita. Ogni musulmano calcola la sua zakàt individualmente, e nella maggior parte dei casi questo implica il pagamento annuale del 2,5 per cento del capitale in eccesso a quello necessario per i bisogni primari. Un musulmano può anche donare una somma addizionale come atto di carità volontaria (sadaqa), nella speranza di ottenere un'aggiuntiva ricompensa divina.
Il quarto pilastro è il Sawm o il digiuno del mese di Ramadan (الصوم)
L'osservanza del Siyam include l'astinenza dal mangiare, dal bere, dal fumare e dai rapporti sessuali. Alcuni non usano neanche profumi, tuttavia questa pratica non ha a che fare con la religione. Il digiuno è ordinato dal Corano, e viene osservato dai musulmani devoti puberi, durante tutto l'arco del dì, fino al calar del sole, per i 30 giorni del mese lunare di Ramadan. Ne sono esentati gli impuberi, i malati e le donne incinte o in allattamento.
Durante Ramadan i musulmani trascorrono più tempo in preghiera o ascoltando ogni giorno una parte (hizb, pl. ahzàb) del Corano letto da lettori professionisti in moschea o in luoghi allestiti allo scopo. Il Siyam mira a disciplinarsi, rafforzando le virtù della pazienza e dell'autocontrollo, sempre dedicando l'aspetto penitenziale del tutto a Dio.
Il Hajj, o pellegrinaggio a Mecca (الحج) è il quinto pilastro
L'ultimo pilastro dell'Islam è il pellegrinaggio alla Mecca eseguito durante il mese lunare di Dhu l-Hijja. L'esecuzione del Hajj almeno una volta nella vita è obbligatoria per tutti quelli che siano in grado di affrontarlo, economicamente e fisicamente, e circa due milioni di persone di recano alla Mecca ogni anno. Il pellegrino indossa una tenuta distintiva composta da due pezze di stoffa non cucite per lo più di colore bianco che non mostrino differenze di classe sociale e di cultura, perché tutti sono uguali davanti a Dio. L'esecuzione del Hajj coinvolge una serie di rituali, compresa la circumdeambulazione antioraria del più importante santuario islamico, la Ka'ba, una costruzione cubica coperta da un drappo nero (kiswa) che è situata al centro di una grande spianata sacra (matàf). Dopo aver percorso 7 volte a passo affrettato (ma non di corsa) il tragitto fra Safa e Marwà (sa'y), un altro momento essenziale è costituito dalla sosta (wuqùf) nella pianura di 'Arafa, qualche Km. a sud della Mecca, dal sacrificio di animali e dalla tonsura dei capelli che esaurisce l'intera cerimonia.
Sia pur assai meno che nei secoli scorsi, il Hajj costituisce ancor oggi una prova ardua e potenzialmente rischiosa e non sono infatti mancati negli ultimi anni gravi incidenti che hanno provocato un gran numero di morti fra i pellegrini. Comunque, con l'avvento dei moderni mezzi di trasporto e un'adeguata infrastruttura, l'Arabia Saudita ha mostrato di essere in grado di accogliere milioni di visitatori all'anno (2 milioni per il solo hajj).
Un pellegrinaggio "minore" e non obbligatorio è la visita della Mecca nei mesi diversi da quello del Pellegrinaggio "maggiore" canonico. Del pari non obbligatoria è la Ziyara, la Visita alla Moschea del Profeta a Medina.
Il discusso "sesto pilastro dell'Islam": il Jihad
Alcuni musulmani, hanbaliti e devoti della setta scismatica kharigita, credono che il Jihad, o "impegno" personale, debba essere considerata il sesto pilastro dell'Islam. Dal manifestarsi nel XX secolo del movimento fondamentalista islamico, questo punto di vista ha acquistato maggior rilevanza ma è tuttora respinta dalla maggioranza dei musulmani l'obbligatorietà del jihad offensivo, al contrario di quanto ancor oggi si crede nel mondo non musulmano. Per ulteriori informazioni si legga l'articolo sesto pilastro dell'Islam e Jihad.
I musulmani moderni e i pilastri dell'Islam
Nonostante i cinque pilastri siano obbligatori per un musulmano, non tutti i musulmani possono, o vogliono, partecipare. Ciò si deve a una serie di ragioni. Per i musulmani che vivono nelle società occidentali, impegni che consumano tempo ed energie come il Ramadan o le cinque preghiere, sono difficili da osservare. I musulmani secolarizzati smettono ovviamente di partecipare con puntualità a questi doveri religiosi, o possono scegliere di partecipare solo ad alcuni di essi. Queste scelte, non sono solo un problema di "fare" e "non fare", ma anche di "appartenenza" e "non appartenenza", poiché la cultura musulmana è una cultura di gruppo. Partecipare a tali attività religiose quindi, non è necessariamente un criterio per valutare la profondità della fede o della religiosità di un individuo.
Categoria:Islam
ja:五行 (イスラム教)
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ms:Rukun Islam
Trinità
Trinità nel Cristianesimo, o Santissima Trinità, è il termine utilizzato per riferirsi alle tre persone (o, secondo il linguaggio mutuato dalla tradizione greca, ipostasi) dell'unico Dio. Esse sono distinte come:
- Dio Padre: il creatore dell'universo.
- il Figlio: generato dal Padre prima della creazione del mondo, fatto uomo nella persona di Gesù Cristo nel seno della Vergine Maria, il redentore.
- lo Spirito Santo.
Nella dottrina cristiana tale distinzione non compromette l'unicità di Dio.
Significato cristiano
Come è possibile affermare che Dio è uno e trino? Secondo la fede cristiana la natura divina è al di la della conoscenza scientifica, ed è incomprensibile e non conoscibile se non fosse per quanto è dato sapere attraverso la rivelazione divina. Quindi la dottrina trinitaria è una dottrina "rivelata" e non una dottrina, come quella della esistenza di Dio, conoscibile attraverso la ragione umana o la speculazione filosofica.
L'unità di Dio la si conosce attraverso la ragione, poichè il principio di tutte le cose deve essere uno solo, e anche dalla Sacra Scrittura, dove si afferma ad esempio:
:Ascolta Israele, il Signore Dio nostro è uno solo, e amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza (Deuteronomio ).
Tuttavia, anche nelle primissime parole della Bibbia, si è vista una moltiplicità in Dio:
: In principio Iddio creò il cielo e la terra. La terra era inanimata e vuota e le tenebre erano sulla faccia dell'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. (Genesi ).
La rivelazione trinitaria non si è completata fino alla venuta di Gesù Cristo, che risuscitato ordinò ai suoi discepoli:
: Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo (Matteo ).
Origine del termine
La nozione della trinità è stata per la prima volta definita come articolo di fede al Concilio di Nicea (325), e sviluppata anche nei concili successivi, sebbene il termine fosse precedente e rintracciabile in scrittori ecclesiastici come Tertulliano.
Nel Nuovo Testamento il termine non è presente, tuttavia per i cattolici in più punti è stato interpretato il carattere trinitario di Dio, ad esempio quando Gesù dice "Il Padre ed io siamo una cosa sola" (Gv 10,30 cfr. anche Gv 17,11 e 17,22). Molti termini che si impiegano sono stati mutuati dalla filosofia greca e maggiormente approfonditi per evitare di esprimere concetti erronei. Tra questi si possono citare: sostanza, ipostasi, relazione, ecc. Le dottrine religiose sono state mantenute dalla maggior parte dei Protestanti, particolarmente nel protestantesimo storico (luteranesimo, calvinismo ecc.)
La controversia ariana
La causa che portò alla convocazione del primo concilio di Nicea fu la disputa ariana, che giunse a una svolta all’inizio del IV secolo dc. I principali protagonisti furono tre teologi-filosofi provenienti da Alessandria d'Egitto. Da una parte c’era Ario, e dall’altra gli ortodossi Alessandro e Atanasio. Ario affermava che il Figlio non fosse della stessa essenza, o sostanza, del Padre e che lo Spirito Santo fosse una persona ma inferiore a entrambi. Parlava di una “triade” o “trinità”, pur considerandola formata di persone ineguali, delle quali solo il Padre non era stato creato.
D’altra parte Alessandro e Atanasio sostenevano che le tre persone della Divinità fossero della stessa sostanza e che pertanto non fossero tre Dèi, ma uno solo, sebbene il Padre fosse il "primo" e la causa delle altre due. Atanasio accusò Ario di reintrodurre il politeismo, dal momento che distingueva la natura divina delle tre persone.
La controversia ariana non terminò a Nicea. L'arianesimo ebbe grande fortuna nell'Impero romano e in certi momenti presso la corte imperiale. Molte tribù germaniche che invasero l’impero romano professavano un cristianesimo ariano e lo diffusero in gran parte dell’Europa e dell’Africa settentrionale, dove continuò a prosperare fino a gran parte del VI secolo, e in alcune zone anche più a lungo.
Oriente e Occidente
L'interpretazione trinitaria nella chiesa latina si differenzia da quella greca. Se entrambe le Chiese, infatti, riconoscono l'unità delle tre Persone divine nell'unica natura indivisa, per cui ciascuna di esse è pienamente Dio secondo gli attributi (eternità, onnipotenza, onniscienza ecc...), ma ciascuna è a sua volta distinta e inconfondibile rispetto alle altre due, è altresì vero che nasce il problema di comprendere le relazioni che intercorrono fra di esse.
Con il simbolo niceno-costantinopolitano approvato col primo Concilio di Costantinopoli (381 d.C.), si afferma che il Figlio è generato dal Padre, mentre lo Spirito Santo procede dal Padre. Il Padre è dunque l'unica causa della Trinità. Col Concilio di Toledo, però, e con i suoi successivi sviluppi, la Chiesa latina stabiliva unilateralmente che lo Spirito Santo procede anche dal Figlio (la questione del cosiddetto Filioque), il che lo renderebbe concausa dello Spirito Santo. Gli ortodossi rifiutano tuttora tale sviluppo, preferendo parlare, secondo la teologia greca, di "processione dal Padre attraverso il Figlio" (proposta da grandi teologi come san Gregorio di Nissa, san Massimo il Confessore e san Giovanni Damasceno), pur non introducendolo nel Credo. La Chiesa cattolica ritiene valide entrambe le versioni, infatti le chiese cattoliche orientali utilizzano nella liturgia la versione priva del filioque.
Anche altri gruppi cristiani hanno rifiutato il Filioque; in particolare bisogna citare il caso dei vetero-cattolici, che accettano la validità dei primi sette concili ecumenici, rifiutando le dottrine cattoliche successive.
Le Chiese nate dalla riforma hanno accettato generalmmente questo dogma nella versione occidentale (comprensivo, cioè, del Filioque).
L'ebraismo
L'ebraismo non accetta la dottrina trinitaria cristiana, in particolare per quanto riguarda la divinità di Gesù. A questo proposito è interessante l'ipotesi del rabbino italiano Elia Benamozegh il quale, notando alcune affinità con la dottrina esoterica ebraica della Qabbalah delle emananzioni di Dio, ha considerano il cristianesimo uno sviluppo illegittimo derivato da tali dottrine.
Antritrinitari storici della Riforma
Dopo la riforma luterana alcuni gruppi di derivazione protestante misero in discussione la formulazione trinitaria, in particolare il teologo Michele Serveto, e poi i sociniani, con lelio e Fausto Socini. Questi ultimi in particolare professavano una forma di cristianesimo basata sulla sola razionalità e quindi rifiutavano una descrizione metafisica della relazione fra Dio e Gesù come invece appare nelle formulazioni tradizionali dogmatiche. Le teorie sociniane hanno dato origine all' unitarianesimo, diffuso soprattutto negli Stati uniti.
Testimoni di Geova e mormoni
I Testimoni di Geova non credono alla trinità ma definiscono Gesù l'unigenito figlio di Dio, creato dal Padre, distinto da lui non solo come persona ma anche di una diversa natura divina. Geova è l'Iddio onnipotente, e Gesù un dio potente. Secondo tale dottrina i due non sono coeguali quanto alla divinità, e lo spirito santo non è una "persona".
Esiste inoltre la teoria del triteismo che afferma che Padre, Figlio e Spirito Santo sono tre dèi di diversa natura, attualmente sostenuta dal Mormonismo.
Informazioni correlate
- [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/alpha/data/aud19851009it.html Catechesi di Papa Giovanni II sulla Trinità]
- [http://www.watchtower.org/languages/italian/library/w/2002/5/15/article_02.htm Punto di vista non trinitario dai testimoni di Geova]
Categoria:Cristianesimo
ja:三位一体
ko:삼위일체
ms:Tritunggal
Maria, madre di Gesù
Maria (aramaico מרים, Maryām; greco dei LXX Μαριαμ, Mariam, Μαρια, Maria; Arabo: مريم, Maryem) è, nel cristianesimo e nell'islam, la madre di Gesù.
San Luca Evangelista è quello che - nel Nuovo Testamento - ne parla più diffusamente. Da lui si sa che Maria viveva a Nazareth, in Galilea. Promessa sposa di Giuseppe, ricevette dall'angelo Gabriele l'annuncio che avrebbe partorito il Figlio di Dio "senza conoscere uomo" (Luca 1,26-38), e diede il suo sì. In ciò è considerata da tutti i cristiani modello di tutti i credenti.
Lo stesso Vangelo secondo Luca racconta la sua pronta partenza per Ain Karin, per aiutare la cugina Elisabetta, anziana, incinta di sei mesi. Da Elisabetta è chiamata "la madre del mio Signore". Maria risponde proclamando il Magnificat (Luca 1,46-55).
Trovandosi a Betlemme, in Giudea, con suo marito Giuseppe per il censimento di Augusto, partorì lì in una stalla suo figlio Gesù. Il vangelo racconta il canto degli angeli e la visita dei pastori (Luca 2,1-20).
Quando Gesù compie 12 anni Maria e Giuseppe lo portano a Gerusalemme, dove Gesù si perde nel tempio. Al ritrovarlo al terzo giorno, Maria è testimone della prima volta che Gesù ha coscienza di essere figlio del Padre (Luca 2,41-50). Il vangelo ci dice che Maria non comprende la testimonianza di Gesù.
I Vangeli ce la presentano in vari momenti vicino a Gesù nel periodo del suo ministero pubblico. Gesù approfitta della presenza di Maria per mettere in evidenza che sua madre, fratello e sorella sono quelli che lo seguono e mettono in pratica la sua parola (Marco 3,35).
In Giovanni
Nel Vangelo secondo Giovanni è chiamata sempre "la Madre di Gesù". I biblisti cattolici ritengono che lì Maria sia il simbolo dell'Israele fedele, che aspetta da Gesù il dono del vino dell'alleanza nuova (Nozze di Cana, Giovanni 2,1-12), e che sotto la croce è affidata al discepolo che Gesù amava perché lo imiti nella fede (Giovanni 19,26-27)).
Negli Atti degli Apostoli
Gli Atti degli Apostoli ce la presentano in preghiera con gli apostoli e i discepoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (1,14).
Nel primo millennio cristiano
La figura di Maria nel primo millennio del cristianesimo è stata oggetto alcune definizioni dogmatiche, comuni quindi alle Chiese orientali e occidentali, ad esempio:
- Nascita verginale: il concepimento di Gesù senza padre umano. Spesso questo dogma viene confuso con quello solo cattolico dell'immacolata concezione.
- Verginità perpetua: dopo la nascita di Gesù Maria non avrebbe avuto altri figli, rimanendo sempre vergine prima, dopo e durante il parto. I fratelli di cui si parla nel testo greco del Nuovo Testamento sarebbe un semitismo per indicare dei parenti stretti.
- "Theotokos" o Madre di Dio. Titolo dato al concilio di Efeso.
Nella Chiesa cattolica
I Cattolici si rivolgono a lei con molti titoli. In Italia viene normalmente chiamata Madonna (dal latino mea domina = mia signora).
Fra le preghiere che le vengono rivolte la più comune è l'Ave Maria, cioè viene ripetuto con alcune aggiunte quello che fu, secondo il vangelo di Luca, il saluto dell'angelo al momento dell'annunciazione. Il Rosario è per i cattolici una meditazione dei misteri della vita di Cristo al fianco di Maria.
Il magistero cattolico ha definito altri dogmi che la riguardano:
- l'Immacolata Concezione (nel 1854). (Maria è considerata priva del peccato originale fin dal concepimento). La definizione dogmatica pose fine ad una controversia che si era sviluppata a partire dal medioevo nella Chiesa latina.
- l'Assunzione (nel 1950). Maria è considerata aver partecipato anticipatamente della resurrezione che sarà di tutti i cristiani alla fine dei tempi.
Al momento della sua morte, afferma il dogma proclamato dal papa Pio XII il 1° novembre 1950, la Vergine Maria venne trasportata, anima e corpo, in Cielo (venne "assunta", ricevuta, in Cielo).
Pertanto al momento della conclusione della sua vita, momento chiamato anche "Dormizione", essa ricominciò subito a vivere, con il suo corpo risorto, nel Paradiso, accanto a suo Figlio Gesù. La riprova indiretta che questo è realmente avvenuto, secondo il magistero della Chiesa, è che non esiste in nessun punto della terra una "tomba" di Maria, che, se fosse esistita, avrebbe richiamato migliaia di fedeli. E sulla quale sarebbe stato elevato un meraviglioso santuario, tanta era la fama e le venerazione di cui era circondata la Vergine, dopo l'Ascensione di suo Figlio al Cielo.
La definizione di questo dogma non fu causata da una controversia, ma sanzionò una credenza che era già diffusa nel primo millennio, ed infatti essa è ritenuta anche nelle Chiese ortodosse (la cosiddetta dormizione di Maria, pur senza essere da esse definita come dogma.
Nel Protestantesimo
Nel protestantesimo le opinioni riguardo a Maria sono molteplici, sebbene tutte ritengano eccessiva l'enfasi che viene data alla sua figura nella chiesa cattolica e, disapprovando il culto dei santi, ritengono che la "venerazione" di Maria sia lesiva dell'unica mediazione attribuita a Gesù.
I riformatori del XVI secolo in generale mantennero i dogmi del primo millennio secondo la formulazione dell'epoca. Lutero ad esempio ha mantenuto la celebrazione delle maggiori festività di Maria rintracciabili nel vangelo secondo il calendario liturgico tradizionale, come l'annunciazione, la visitazione e la purificazione di Maria. Venne abbandonata la credenza dell'assunzione, tradizionalmente celebrata nella Chiesa cattolica, mentre l'immacolata concezione era all'epoca un'opinione non definita e non costituiva quindi motivo di conflitto con i cattolici.
In seguito, con l'illuminismo e la teologia liberale, sono stati fatti oggetto di critica diverse formulazioni tradizionali, come la verginità perpetua, sostenendo che Maria ebbe anche altri figli dopo Gesù, basandosi sul fatto che nei vangeli si parla di fratelli di Gesù. Molti teologi protestanti di indirizzo liberale ritengono che l'intera parte iniziale del vangelo di Luca, in cui si parla in termini miracolosi della nascita verginale del Cristo, sia in realtà scritta in un linguaggio mitologico e di conseguenza la figura di Maria sia stata rielaborata nel corso dei secoli secondo questo genere letterario.
Diverse chiese a indirizzo fondamentalista o letteralista e i testimoni di Geova, attenendosi strettamente alla lettera del testo evangelico, ritengono che Maria concepì virginalmente Gesù, che in seguito ebbe altri figli da Giuseppe e rifiutano i titoli e l'onore che la tradizione ecclesiastica ha dato a Maria.
Nell'Islam
I Musulmani venerano Maria e credono nella sua verginità, testimoniata nella Sura XIX del Corano, senza però considerarla Madre di Dio perché Gesù è per loro solo un profeta, il maggiore e l'ultimo prima di Maometto. Comunque, nel Corano la figura di Maria (Maryam) è preminente su tutte le altre figure femminili e viene citata molte volte; è anche l'unica donna citata nel Corano con un nome proprio. I musulmani la chiamano anche Sayyida, che vuol dire "Signora, Padrona" e corrisponde pressappoco al termine cristiano "Madonna".
Miracoli e apparizioni
Secondo la Chiesa cattolica è possibile che Maria o altri santi possano comunicare privatamente con gli uomini. Nella storia della Chiesa apparizioni di Maria sono innumerevoli. Tra le più famose si ricordano: Lourdes (11 febbraio 1858), Knock (21 agosto 1879), Fatima (1917), Medjugorje (1981), Guadalupe (1531), Rue du Bac (Parigi, 1830), La Salette (1846), Garabandal, Siracusa (1953).
Ricerche archeologiche condotte alla fine del secolo scorso, sulla base delle visioni della stigmatizzata monaca agostiniana Anna Caterina Emmerich (1774 - 1824), hanno ritrovato a circa 9 Km a sud di Efeso la casa dove la tradizione dice che abitò e morì Maria di Nazareth.
Bibliografia
Apparizioni
- "I fenomeni B.V.M. - Le manifestazioni mariane in una nuova luce" di C.Malanga e R.Pinotti (1990)
Maria
Maria
Maria
ja:イエスの母マリア
Mecca
Più correttamente Mecca (in arabo مكة المكرّمة): Makkah al-Mukarramah (Mecca l'Onoratissima). In antico Makoraba. Città dell'Arabia Saudita occidentale, situata nella regione del Hijàz. Capoluogo della provincia omonima, è per antonomasia la città santa (prima di Medina e Gerusalemme) per i musulmani. È la città in cui è nato il profeta Muhammad, ricordato come fondatore dell'Islam.
Di essa non si sa molto prima dell'Islam. Centro di importanti scambi commerciali (mawāsim) e di raduno spirituale, Mecca era dominata dalla tribù dei Banu Quraysh che l'avevano strappata ai Banu Khuza'a, a loro volta insignoritisi del centro urbano ai danni dei Banu Jurhum.
L'importanza commerciale dipendeva dal fatto che - come ricorda lo stesso Corano - i Quraysh organizzavano ogni anno almeno due gigantesche carovane che univano il meridione arabo (oasi di Najran) al settentrione siro-palestinese (centro di Ghaza). Queste carovane, che raggiungevano a volte anche quasi 2 mila dromedari, percorrevano l'intera tratta lungo la cosiddetta "via del Hijāz" in poco più di 60 giorni e sostavano lì dove era possibile fare abbeverare bestie e uomini. Una di queste soste era appunto la città di Mecca, nella spianata che ospitava il santuario preislamico della Ka'ba.
L'importanza spirituale era direttamente collegabile proprio a questo edificio sacro. Inizialmente esso custodiva la divinità tribale urbana di Hubal ma presto, per agevolare la sosta dei carovanieri e dei pellegrini, nella Ka'ba furono accolti numerosissimi altri idoli, venerati dalla maggior parte delle popolazioni arabe peninsulari, che furono distrutti nel 630 dal profeta Muhammad subito dopo aver conquistato la sua città natale.
Chiamata in epoca preislamica Bakka, Maometto aveva circa quarant'anni quando, rifugiatosi in meditazione in una grotta del vicino monte Hira, ebbe la prima esperienza profetica con l'apparizione dell'arcangelo Gabriele che gli ingiungeva - usando l'imperativo "iqrà'", ovvero "leggi!" (dal verbo arabo qara'a) - a proclamare il nuovo Messaggio divino, riassunto nellincipit della Sura 96 del Corano: "Leggi! In nome del tuo Signore che ha creato, / ha creato l'uomo da un'aderenza. / Leggi, ché il tuo Signore è il Generosissimo, / Colui che ha insegnato mediante il càlamo, / che ha insegnato all'uomo quello che non sapeva".
Mecca, come comunque continua ad essere menzionata, è meta annuale di visite da parte di pellegrini islamici (il tetto è fissato a 2 milioni) che, secondo quanto prescritto dal Corano, sono tenuti a visitarla almeno una volta nella vita per il pellegrinaggio canonico detto hajj.
Voci correlate
- Quraysh
- Ka'ba
- Medina
- Gerusalemme
- hajj
Bibliografia
- al-Azraqī, Akhbār Makka (Le notizie di Mecca), rist. dell'ediz. orig. del 1934, a cura di Rushdī al-Sālih Malhas, Beirut, 1986.
- Patricia Crone, Meccan Trade and the Rise of Islam, Princeton, Princeton University Press, 1987.
Collegamenti esterni
- [http://www.corano.it/corano.html Corano (in italiano)]
- [http://www.sufi.it/Islam/hajj.htm approfondimento]
- Categoria:Città dell'Arabia Saudita
- categoria:città antiche
- Categoria:Islam
ja:マッカ
ko:메카
ms:Makkah al-Mukarramah
simple:Mecca
th:มักกะหฺ
Medina
Medina ( المدينة المنوّرة , al-Madīna al-munawwara, "La città illuminatissima"). Città dell'attuale regione saudita del Hijàz, nella penisola araba. Sorge in un'oasi ed è nota fin dai tempi più antichi in quanto ricordata col nome di Yathrib negli Annali di epoca assira.
Medina nel VII secolo d. C. si chiamava ancora Yathrib ( يثرب ) e tale toponimo compare già nelle Cronache assire del IX secolo a. C. e come Yatrippa esso figura nelle opere geografiche romane, specialmente redatte dopo la spedizione nella penisola araba condotta all'epoca dell'imperatore Augusto dal prefetto Elio Gallo, che riuscì a penetrare (senza però poterli assoggettare) nel regno degli Homerites (Himyariti) che governavano le ambite regioni meridionali da dove giungeva il prezioso incenso.
La città-oasi fu, con ogni probabilità, a lungo dominata da tribù ebraiche (secondo alcuni, ebraizzate). Entrata in contatto fecondo con il regno dei Lakhmidi di al-Hira, Yathrib mantenne una precisa vocazione agricola anche se non le mancava un fiorente artigianato incentrato sulle complesse tecniche metallurgiche di cui erano depositari proprio gli Ebrei locali che si dedicavano con successo anche a lavori di gioielleria e alla produzione di armi e armature.
Le tre tribù ebraiche (i Banū Nadīr, i Banū Qurayza e i Banū Qaynuqā), dovettero conm l'andar del tempo cedere spazio politico all'elemento arabo che, inurbandosi, aveva lentamente modificato a proprio vantaggio gli equilibri demografici di Yathrib.
Le tribù israelitiche furono perciò costrette a confederarsi con le due tribù arabe dei Banū Khazraj e dei Banū Aws, di recente immigrazione ma di crescente peso numerico.
L'eterogeneità etnica e religiosa di Yathrib si espresse in crescenti tensioni che raggiunsero l'acme nel 620 nella cosiddetta "giornata di Bu‘āth" (yawm Bu‘āth), uno scontro che portò alla chiamata in città, in veste di arbitro (hakam) della sanguinosa contesa, di Muhammad, che incontrava notevoli difficoltà e crescenti ostilità coi suoi concittadini. Il trasferimento di Muhammad e dei suoi fedeli a Yathrib si realizzò a partire dal 16 luglio 622, data ricordata dai musulmani come inizio dell'"Egira" e i musulmani presero in breve a chiamare Yathrib Madīnat al-Nabī, "la città del Profeta": Medina, appunto.
Qui si costituì, con un patto che coinvolse anche pagani e israeliti, la prima comunità musulmana (umma) e qui si presero tutte le decisioni politiche più importanti fino all'epoca del quarto successore (califfo) di Muhammad, il cugino e genero 'Alī ibn Abī Tālib. Per questo Medina è considerata unanimemente la seconda città santa dell'Islam, dopo la sola Mecca.
Malgrado l'ostilità delle autorità saudite Medina è ancor oggi oggetto di pie visite, con la cosiddetta ziyāra, da parte di pellegrini che vogliono rendere omaggio alla tomba del Profeta e a quella dei suoi due successori, inumati in quella che è da tempo chiamata la Moschea del Profeta.
La visita avviene nel corso della ‘umra, il pellegrinaggio islamico non obbligatorio che si può compiere in tutti i mesi lunari non riservati al pellegrinaggio canonico (hajj).
Voci correlate
- Penisola araba
- Jahiliyya
- Lakhmidi
- Muhammad
- Umma
- Califfo
- Sepoltura di Maometto a Medina
- al-Baqī'
- ‘umra
- Hajj
- Wahhabismo
Categoria:Islam
Categoria:Città dell'Arabia Saudita
ja:マディーナ
ms:Madinah al-Munawwarah
Mecca
Più correttamente Mecca (in arabo مكة المكرّمة): Makkah al-Mukarramah (Mecca l'Onoratissima). In antico Makoraba. Città dell'Arabia Saudita occidentale, situata nella regione del Hijàz. Capoluogo della provincia omonima, è per antonomasia la città santa (prima di Medina e Gerusalemme) per i musulmani. È la città in cui è nato il profeta Muhammad, ricordato come fondatore dell'Islam.
Di essa non si sa molto prima dell'Islam. Centro di importanti scambi commerciali (mawāsim) e di raduno spirituale, Mecca era dominata dalla tribù dei Banu Quraysh che l'avevano strappata ai Banu Khuza'a, a loro volta insignoritisi del centro urbano ai danni dei Banu Jurhum.
L'importanza commerciale dipendeva dal fatto che - come ricorda lo stesso Corano - i Quraysh organizzavano ogni anno almeno due gigantesche carovane che univano il meridione arabo (oasi di Najran) al settentrione siro-palestinese (centro di Ghaza). Queste carovane, che raggiungevano a volte anche quasi 2 mila dromedari, percorrevano l'intera tratta lungo la cosiddetta "via del Hijāz" in poco più di 60 giorni e sostavano lì dove era possibile fare abbeverare bestie e uomini. Una di queste soste era appunto la città di Mecca, nella spianata che ospitava il santuario preislamico della Ka'ba.
L'importanza spirituale era direttamente collegabile proprio a questo edificio sacro. Inizialmente esso custodiva la divinità tribale urbana di Hubal ma presto, per agevolare la sosta dei carovanieri e dei pellegrini, nella Ka'ba furono accolti numerosissimi altri idoli, venerati dalla maggior parte delle popolazioni arabe peninsulari, che furono distrutti nel 630 dal profeta Muhammad subito dopo aver conquistato la sua città natale.
Chiamata in epoca preislamica Bakka, Maometto aveva circa quarant'anni quando, rifugiatosi in meditazione in una grotta del vicino monte Hira, ebbe la prima esperienza profetica con l'apparizione dell'arcangelo Gabriele che gli ingiungeva - usando l'imperativo "iqrà'", ovvero "leggi!" (dal verbo arabo qara'a) - a proclamare il nuovo Messaggio divino, riassunto nellincipit della Sura 96 del Corano: "Leggi! In nome del tuo Signore che ha creato, / ha creato l'uomo da un'aderenza. / Leggi, ché il tuo Signore è il Generosissimo, / Colui che ha insegnato mediante il càlamo, / che ha insegnato all'uomo quello che non sapeva".
Mecca, come comunque continua ad essere menzionata, è meta annuale di visite da parte di pellegrini islamici (il tetto è fissato a 2 milioni) che, secondo quanto prescritto dal Corano, sono tenuti a visitarla almeno una volta nella vita per il pellegrinaggio canonico detto hajj.
Voci correlate
- Quraysh
- Ka'ba
- Medina
- Gerusalemme
- hajj
Bibliografia
- al-Azraqī, Akhbār Makka (Le notizie di Mecca), rist. dell'ediz. orig. del 1934, a cura di Rushdī al-Sālih Malhas, Beirut, 1986.
- Patricia Crone, Meccan Trade and the Rise of Islam, Princeton, Princeton University Press, 1987.
Collegamenti esterni
- [http://www.corano.it/corano.html Corano (in italiano)]
- [http://www.sufi.it/Islam/hajj.htm approfondimento]
- Categoria:Città dell'Arabia Saudita
- categoria:città antiche
- Categoria:Islam
ja:マッカ
ko:메카
ms:Makkah al-Mukarramah
simple:Mecca
th:มักกะหฺ
Medina
Medina ( المدينة المنوّرة , al-Madīna al-munawwara, "La città illuminatissima"). Città dell'attuale regione saudita del Hijàz, nella penisola araba. Sorge in un'oasi ed è nota fin dai tempi più antichi in quanto ricordata col nome di Yathrib negli Annali di epoca assira.
Medina nel VII secolo d. C. si chiamava ancora Yathrib ( يثرب ) e tale toponimo compare già nelle Cronache assire del IX secolo a. C. e come Yatrippa esso figura nelle opere geografiche romane, specialmente redatte dopo la spedizione nella penisola araba condotta all'epoca dell'imperatore Augusto dal prefetto Elio Gallo, che riuscì a penetrare (senza però poterli assoggettare) nel regno degli Homerites (Himyariti) che governavano le ambite regioni meridionali da dove giungeva il prezioso incenso.
La città-oasi fu, con ogni probabilità, a lungo dominata da tribù ebraiche (secondo alcuni, ebraizzate). Entrata in contatto fecondo con il regno dei Lakhmidi di al-Hira, Yathrib mantenne una precisa vocazione agricola anche se non le mancava un fiorente artigianato incentrato sulle complesse tecniche metallurgiche di cui erano depositari proprio gli Ebrei locali che si dedicavano con successo anche a lavori di gioielleria e alla produzione di armi e armature.
Le tre tribù ebraiche (i Banū Nadīr, i Banū Qurayza e i Banū Qaynuqā), dovettero conm l'andar del tempo cedere spazio politico all'elemento arabo che, inurbandosi, aveva lentamente modificato a proprio vantaggio gli equilibri demografici di Yathrib.
Le tribù israelitiche furono perciò costrette a confederarsi con le due tribù arabe dei Banū Khazraj e dei Banū Aws, di recente immigrazione ma di crescente peso numerico.
L'eterogeneità etnica e religiosa di Yathrib si espresse in crescenti tensioni che raggiunsero l'acme nel 620 nella cosiddetta "giornata di Bu‘āth" (yawm Bu‘āth), uno scontro che portò alla chiamata in città, in veste di arbitro (hakam) della sanguinosa contesa, di Muhammad, che incontrava notevoli difficoltà e crescenti ostilità coi suoi concittadini. Il trasferimento di Muhammad e dei suoi fedeli a Yathrib si realizzò a partire dal 16 luglio 622, data ricordata dai musulmani come inizio dell'"Egira" e i musulmani presero in breve a chiamare Yathrib Madīnat al-Nabī, "la città del Profeta": Medina, appunto.
Qui si costituì, con un patto che coinvolse anche pagani e israeliti, la prima comunità musulmana (umma) e qui si presero tutte le decisioni politiche più importanti fino all'epoca del quarto successore (califfo) di Muhammad, il cugino e genero 'Alī ibn Abī Tālib. Per questo Medina è considerata unanimemente la seconda città santa dell'Islam, dopo la sola Mecca.
Malgrado l'ostilità delle autorità saudite Medina è ancor oggi oggetto di pie visite, con la cosiddetta ziyāra, da parte di pellegrini che vogliono rendere omaggio alla tomba del Profeta e a quella dei suoi due successori, inumati in quella che è da tempo chiamata la Moschea del Profeta.
La visita avviene nel corso della ‘umra, il pellegrinaggio islamico non obbligatorio che si può compiere in tutti i mesi lunari non riservati al pellegrinaggio canonico (hajj).
Voci correlate
- Penisola araba
- Jahiliyya
- Lakhmidi
- Muhammad
- Umma
- Califfo
- Sepoltura di Maometto a Medina
- al-Baqī'
- ‘umra
- Hajj
- Wahhabismo
Categoria:Islam
Categoria:Città dell'Arabia Saudita
ja:マディーナ
ms:Madinah al-Munawwarah
SunnaPer l'omonimo gruppo rock si veda Sunna
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Sunna è un termine arabo che significa "costume" o "codice di comportamento". Le sunna sono gli atti e detti del Profeta, che sono stati trasmessi negli hadith.
Dopo il Corano, la sunna costituisce la seconda fonte della legge islamica. Sunnita, cioè "seguace della tradizione del Profeta e della comunità" (ahl al-sunna wa l-giamaa), si definisce la maggioranza dei musulmani che all'incirca nell'800 d.C. diede vita alla corrente principale dell'Islam in opposizione ai kharigiti e agli sciiti (shia).
Categoria:Islam
BasmalaCol termine arabo Basmala si suole indicare la formula araba "Bi-smi 'llāhi al-Rahmāni al-Rahīmi" (بسم الله الرحمن الرحيم ) (In nome di Dio, Clemente, Misericordioso) con cui si aprono tutte le sure del Corano salvo la sura IX.
Con l'eccezione della prima sura (la Sura Fatiha, cioè "Aprente"), la basmala non è contata come versetto (āya, pl. āyyāt ).
Quando la basmala è pronunciata prima di un discorso pubblico, ciò ha il preciso fine di indicare all'auditorio che chi parla è un musulmano praticante.
Voci correlate
- Corano
Categoria:Islam
RamadanIl Ramadan è il nono mese dell'anno secondo il calendario musulmano.
È il mese dell'anno nel quale, secondo la tradizione, è iniziata la rivelazione del Corano. Per i fedeli dell'Islam è il mese della preghiera islamica e della meditazione.
Il digiuno durante il Ramadan è il quarto dei Cinque pilastri dell'Islam: durante il mese i musulmani praticanti si astengono, dall'alba al tramonto, dal bere, mangiare, fumare e dal praticare attività sessuali. Qualche musulmano si astiene anche dal profumarsi anche se ciò non ha nessuna base religiosa. In occasione del Ramadan è anche richiesto di evitare di abbandonarsi all'ira.
categoria:Islam
ja:ラマダーン
ko:라마단
ms:Ramadhan
Categoria:Testi sacriCategoria:Religione
RschewRschew (russisch Ржев) ist eine russische Stadt mit 63.000 Einwohnern (Stand: 2004) und liegt etwa 200 km westlich von Moskau an der Wolga, nahe der Stadt Twer. Die geographische Lage ist: 56,26° Nord und 34,33° Ost.
Geschichte
Die Stadt Rschew wurde erstmals 1216 erwähnt. Im 2. Weltkrieg fand im Raum Rschew eine 16-monatige Schlacht statt mit über 1 Million Opfern auf beiden Seiten, dabei wurde die Stadt vollständig zerstört. Es gelang den zahlenmässig weit überlegenen sowjetischen Kräften nicht, die deutsche Wehrmacht zurückzudrängen - andererseit blockierte die Rote Armee Hitlers Marsch auf Moskau. Von Militärhistorikern wurde Rschew "Eckpunkt der Ostfront" genannt. In Rshew finden seit 1997 alljährlich im Rahmen der Aktion "Versöhnung über den Gräbern" deutsch-russische Jugendlager statt. 2002 wurde der Park des Friedens eingerichtet, zu dem auch die beiden Soldatenfriedhöfe der russischen und deutschen gefallenen Soldaten gehören.
Verkehr
Die Stadt verfügt über die wichtigsten Verbindung Ost-West und Nord-Süd, sowohl an Eisenbahnstrecken und Fernstraßen. Anschluss an Wasserwege hat man über Twer, das über einen großen Hafen an der Wolga verfügt. Mit dem Flugzeug hat man gute nationale und internationale Verbindungen über den nur wenige Kilometer entfernt liegende Flughafen Migalowo in Twer. Über die Fernstraßen hat man gute Anbindung nach Weliki Nowgorod, Pskow, Smolensk, Brjansk sowie nach Weißrussland, Litauen, Lettland und Estland.
Wirtschaft
Die größten fünf Betriebe in der Stadt sind dem Maschinenbau zuzuordnen. Zweitwichtigster Arbeitgeber ist die Bauindustrie.
Bildung und Kultur
Rschew hat 15 Schulen, 3 Sportschulen und ein Jugendzentrum. Die Kindergruppen des Jugendzentrums waren bereits mehrmals auf Tourneen im Ausland. Zuletzt in Gütersloh uns Kassel und Tours in Frankreich.
Städtepartnerschaften
Die Stadt ist mehrere Städtepartnerschaften eingegangen. Mit Salo in Finnland, den Städten Smela und Kowel in der Ukraine, Katrineholm in Schweden und Silistra in Bulgarien. Mit Deutschland unterhält Rschew freundschaftliche Beziehungen vor allem zu Nordrhein-Westfalen mit einem regen Austausch von deutschen und russischen Jugendlichen.
Kategorie:Ort in Russland
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