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Corinto

Corinto

Corinto Città della Grecia (23.000 ab.) Capoluogo della Corinzia e porto del Peloponneso. la Città moderna è Situata allo sbocco occidentale del canale omonimo. E' tutta di recente costruzione ricostruita dopo un forte Terremoto avvenuto nel 1958. Vicino vi sono i resti dell'antica città greca fondata circa nel 2000 a.C. , sul canale omonimo. Secondo le leggende Greche, vi regnarono Giasone e Sisifo. La posizione, a cavallo tra il golfo omonimo e il golfo Saronico, rese la città un importante emporio commerciale. Nel 146 AC, per supposte trame eversive delle città greche, venne distutta dai Romani del console Lucio Mummio Acaico, che poi dichiararono tutta la Grecia una provincia Romana. Dopo che per un secolo rimase un cumulo di rovine, Giulio Cesare nel 45 AC fi fondò una colonia con il nome di Colonia Iulia Corinthus. Fu devastata nel 395 dai Goti di Alarico e decadde irrimediabilmente.

Collegamenti esterni

[http://www.miti3000.it/mito/grecia/grecia.htm?http://www.miti3000.it/mito/grecia/corinto.htm Articolo sulla città] [http://www.einaudiscuola.it/enciclopedia_antico/lemmi/corinto.html Note su Corinto] ja:コリントス

Grecia

La Grecia (in greco : Ελλάδα,oppure: Ελλάς, Hellas), nome ufficiale Repubblica Ellenica (in greco: Ελληνική Δημοκρατία, Ellinikí Dimokratía) è uno stato europeo situato nel Mare Mediterraneo nell'estremo Sud della penisola Balcanica ed è considerata la culla della democrazia del pensiero e della civiltà occidentale. Essa confina a Nord con Albania Macedonia Bulgaria e Turchia nel Nord-Est. Giovane democrazia la Grecia è riuscita ad entrare nell'Ue nel 1981, ad adottare l'Euro nel 2001 e ad ospitare le Olimpiadi estive di Atene 2004.

Nome

Il nome ufficiale della Grecia in lingua greca è Ελλάς = Ellás . Tale nome è reso in italiano con ‘Hellas’ seguendo le antiche convenzioni politoniche. Meno formalmente, ma più comunemente, è chiamata Ελλάδα = Elláḏa . Nel mito antico, l'eponimo Hellen era l'antenato di tutti i greci. Il termine utilizzato nelle lingue europee (italiano: Grecia, inglese: Greece, francese: Grèce, tedesco: Griechenland, russo: Греция, serbo-croato: Grčka, ...) deriva da una radice diversa, Γραικός = Graikos (attraverso il latino Graecus) che, secondo Aristotele, era un antico nome per designare i greci. Nelle lingue mediorientali, invece, (turco Yunanistan, arabo يونان, ebraico יוון, persiano antico Yaunâ) si utilizza la radice Ιωνία = Ionia.

Bandiera

Le nove strisce rappresentano le nove sillabe del motto nazionale:"Libertà o Morte". La croce simboleggia il trionfo del cristianesimo sull'oppressore turco.

Storia

Ai primissimi abitanti della Grecia viene dato spesso il nome di Pelasgi, il "popolo del mare". Questi erano stati cacciati verso sud, da invasori nordici durante le loro migrazioni. Nel corso di ondate successive occuparono la penisola greca e si sparsero nelle isole dell'arcipelago.
I nuovi abitanti, arrivati tra il 3200 a.C., portarono con se la lingua indoeuropea, che, fondendosi con i dialetti cretesi, diede luogo alla lingua greca.

Storia dell'Antica Grecia

Storia moderna della Grecia

Storia Contemporanea Della Grecia

Colonie greche in Italia

Geografia

lingua greca
- Superfice:131.957 kmq
- 15.021 kmq di coste e 1.500 isole.(106.778 Kmq. terraferma - 25.166 Kmq isole - pianura 20%). La Grecia confina a Nord-Ovest con l'Albania, a Nord con la Macedonia e la Bulgaria e ha Nord-Est con la Turchia. La lunghezza totole dei confini terrestri è di 1.215,5 Km. La Grecia è formata dalla fine della penisola balcanica e da 2000 isole nei mari Ionio ed Egeo. Lo stato greco si affaccia interamente sul mare, non esiste parte del territorio nazionale che disti più di 137 Km dalla costa. La parte continentale della Grecia è formata da un insieme di penisole, quali: la penisola Calcidica,dell'Attica e del Peloponesso La conformazione delle coste è piuttosto irregolare con numerose frastagliature,tra le quali spiccano i golfi di Corinto ed Egina divisi dall' Istmo di Corinto ,Patrasso,Salonicco,Messenia,Laconia,Argolide,Cassandra,Hagiu òruse diOrfani. La costa ionica è bassa e paludosa.Quella egea e meridionale,invece sono alte e rocciose le isole greche si dividono in arcipelaghi, quali:quello delle Isole ionie(Corfù,Zante,Leucas,Itaca e Cefalonia) a sud Creta-la più grande -;nell'Egeo;Eubea vicino all'Attica ,le Sporadi settentrionali e meridionali, le Grandi Egee (Lemnos,Lesbos,Kios Samos e Rodi)di fronte alle coste della Turchia Turchia L'entroterra è montagnoso all'80% con una catena- il Pindo- prolungamento delle Alpi dinariche che nasce in Albania e si staglia in direzione sud-est,e la catena dei Rodopi posta nel Nord-est che si staglia da Ovest ad'Est divisi dal confine tra Grecia e Bulgaria. e vari massicci isolati, come il Monte Olimpo,Monte Parnaso e il Monte Taigeto. Siccome il territorio greco è montuoso le pianure sono scarse; tuttavia la pianura più importante è composta dal Bacino Pianeggiante della Tessaglia. I fiumi greci hanno un percorso breve e tortuoso è sono di carattere torrentizio,la portata dipende dalla piovosità e dalla stagione. I fiumi più importanti sono il Peneiòs che nasce dalla catena montuosa del Pindo è il principale fiume della Tessaglia ,l'Axios,l'Achelòosil secondo fiume per lunghezza che si getta nell'Egeo,l'Arachthosl'Alfeiòs,l'Evròtas,il Néstos,il'Marizzao Hebros che funge da confine con la Turchia e l'Aliakmonas il fiume più lungo della Grecia.

Monti principali

Aliakmonas Vedere Lista delle Montagne della Grecia
- Monte Olimpo 2917 m

Laghi


- Laghi principali:
- Lago Trichonida 96 Km².
- Lago Volvi 70 Km².
- Lago Vegoritis 54 Km².
- Lago di Prespa 39 Km². (parte greca, totale 3,28 Km²)

Principali Città

Elenco delle città greche che superano i 100.000 abitanti.
- Atene (greco: Αθήνα, Athína) Capitale.
- Salonicco o Thessaloniki (greco Θεσσαλονίκη)
- Pireo (greco moderno: Πειραιάς Peiraiás o Pireás, greco antico / Katharevousa: Πειραιεύς Pireéfs).
- Patrasso (greco moderno: Πάτρα;greco antico: Πάτραι,Pátrai).
- Peristeri (greco, Περιστέρι)
- Herakliono Iraklion (greco: Ηράκλειο).
- Larissa (greco: Λάρισα, Lárisa).
- Kallithea (greco: Καλλιθέα). Salonicco.Città con quasi 1.400.000 abitanti al Nord del paese. Prese suo nome da Kassandros (genero di Alessandro Magno e suo successore) in onore della sorella di Alessandro Thessaloniki.

Demografia

Sulla base del censo del 2001, la Grecia ha una popolazione di 10.964.020 abitanti. Di questi, il 58,8% vive nelle aree urbane, mentre solo il 28,4% in quelle rurali. Ben 4 milioni di greci vivono nelle due maggiori città, Atene e Salonicco. Sebbene la popolazione continui a crescere, la Grecia affronta oggi un serio problema demografico: per la prima volta, nel 2002, il numero dei decessi ha superato quello delle nascite. Nel paese vivono numerose comunità di immigrati (forse più di un milione). Di essi, ben il 65% proviene dall' Albania. L'immigrazione albanese in Grecia divenne massiccia in seguito alla caduta del comunismo in Albania, causando una disputa fra il governo di Atene e quello di Tirana: i confini, infatti, furono aperti senza che le autorità greche fossero veramente pronte ad affrontare la situazione. Attualmente, gli albanesi formano circa il 10% della popolazione che abita in Grecia - nella loro maggioranza però vivono in Grecia come clandestini : alcuni di essi sono spesso coinvolti in attività criminali che trovano largo spazio nei media. Ciò fa sì che in molti casi gli albanesi siano malvisti dai greci e, addirittura, discriminati o sfruttati. Vi sono poi piccoli nuclei di persone immigrate da Bulgaria, Serbia, Romania, Pakistan, Ucraina, Bielorussia, Polonia, Egitto, Palestina, Etiopia, Bangladesh, Cina, Georgia e Russia che principalmente abitano ad Atene. Il loro preciso ammontare rimane sconosciuto, visto che molti di essi sono entrati in Grecia illegalmente. Infine, negli anni Novanta molti sportivi albanesi e georgiani di origine greca hanno preferito migrare in Grecia. Come risultato della presenza di numerosi clandestini, la xenofobia e il razzismo hanno assunto dimensioni preoccupanti. Attualmente, le forze nazionaliste di destra chiedono un maggiore controllo delle frontiere e l'espulsione degli immigrati illegali.Nelle ultime elezioni la destra "patriotica" greca - in alcune periferie - abbia ottenuto oltre il 3,5% dei voti. Storicamente, la Grecia è abitata da secoli da molte minoranze linguistiche e religiose. Fra gli altri, vi sono bulgari, vari gruppi rom, turchi, slavi, valacchi (aromuni e megleno-rumeni) e arvaniti. Fra le minoranze religiose, la comunità più rilevante è quella islamica. Una minoranza - religiosa - in particolare, quella dei musulmani della Tracia, possiede diritti speciali che le furono concessi soprattutto in seguito al Trattato di Losanna, in contraposizione con la minoranza greca di Turchia che veniva riconosciuta dal Trattato di Losanna come minoranza etnica e non religiosa.

Feste della Grecia

:'Ci sono anche altre feste, pricipalmente festività ortodosse.

Politica

Assetto Istituzionale

La Grecia è una repubblica parlamentare in base al referendum del 8 Dicembre 1974. La costituzione del 11 Giugno 1975;amendata nel Marzo 1986 e nella primavera del 2001 include specifiche garanzie delle libertà civili. Il presidente della Repubblica è scelto da una maggioranza qualificata del Parlamento per un mandato di cinque anni rinnovabili una seconda volta,ed è formalmente il capo di stato. Tuttavia, è il primo ministro con il suo governo che svolge il ruolo centrale nel processo politico, mentre il presidente svolge funzioni governative molto limitate,oltre che le funzioni ceremoniali e di rappresentanza. I greci eleggono i 300 membri del Parlamento unicamerale del paese ( Vouli di Ellinon ) con suffraggio universale e scrutinio elettorale segreto dai maggiorenni di 18 anni d'ambo i sessi; per un massimo di quattro anni, ma le elezioni possono accadere a intervalli più frequenti. La Grecia usa un complesso sistema elettorale ha rappresentanza proporzionale rinforzato che prevede uno sbarramento al 3%,che svantaggia i partiti minori specialmente il secondo partito alle elezioni e si accerta che il partito che vince nel voto nazionale avrà una forte maggioranza nel parlamento. Un partito deve ricevere 3% del voto nazionale totale per guadagnare il diritto alla rappresentanza parlamentare. Le politiche parlamentari greche muniscono il principio del "dedilomeni", "della riservatezza dichiarata" del Parlamento al primo ministro e della sua gestione. Ciò significa che il presidente della Repubblica è limitato nella nomina del primo ministro a una persona che sarà approvata dalla maggioranza dei membri del parlamento(cioè 151 voti). Con l'attuale sistema elettorale, è il capo del partito che ha vinto l'elezioni parlamentari, a essere nominato primo ministro. Una amministrazione può, in qualunque momento, chiedere "un voto di riservatezza"; per contro, un certo numero di membri di parlamento può chiedere quello che è un voto di rimprovero" . Entrambi sono casi rari con i risultati solitamente prevedibili poichè votare fuori della linea di partito accade molto raramente.

Capi dello Stato


- Re della Grecia
- Presidenti della Grecia

Primi Ministri


- Primi Ministri della Grecia

Partiti

La Grecia ha un sistema multipartitico dominato da due partiti politici. Lista dei Partiti:
- Coalizione della sinistra, di Muovementi e Ecologia (greco: Συνασπισμος) - SYN (Estrema Sinistra).
- Organizzazione comunista di Grecia (greco: Κομμουνιστική Οργάνωση Ελλάδας) - ΚΟΕ (Sinistra comuinsta).
- Partito comunista di Grecia (greco: Κομμουνιστικο Κομμα Ελλαδας) - KKE (Comunisti).
- Muovimento socialdemocratico (greco: Δημοκρατικο Κοινωνικο Κινημα) - DI.K.KI (Socialisti democratici).
- Ecologisti greci (greco: Οικολόγοι Ελλάδας) - EG (Verdi).
- Ecologisti verdi (greco: Οικολόγοι Πράσινοι) - OP (Verdi).
- Fronte ellenico (greco: Ελληνικό Μέτωπο) - (Estrema destra).
- Marxisti-leninisti partito comunista di Grecia (Greek: Μαρξιστικο - Λενινιστικο Κομμουνιστικο Κομμα Ελλαδας) - M-L KKE (Sinistra maoista).
- Nuova democrazia (greco: Νεα Δημοκρατια) - ND (Destra conservatrice).
- Muovimento socialista panellenico (greco: Πανελληνιο Σοσιαλιστικο Κινημα) - PA.SO.K(Socialisti).
- Raduno popolare ortodosso (greco: Λαϊκός Ορθόδοξος Συναγερμός) - LA.O.S.
- Fronte radicale di sinistra (greco: Μετωτο Ριζοσπαστικης Αριστερας)- MERA (Estrema Sinistra).
- Partito Arcobaleno (greco: Oυράνιο Tόξο; Slavo-Macedone: Виножито)- OT (RP)(partito regionalista espressione politica per gli indigeni greco macedoni_minoranza slava).
- Partito dei lavoratori socialisti (greco: Σοσιαλιστικό Εργατικό Κόμμα) - SEK (Sinistra Rivulazionaria).
- Unione di Centro(greco: Ένωση Κεντρώων) - EK (UC) (Centristi Social Democratici).

Politica Interna

Politica Estera

Le Questioni prominenti nella politica estera della Grecia comprendono il problema di Cipro, il confine delle acque territoriali Greco-Turche nel mare Egeo,e la disputa sul nome della Macedonia e il rapporto con gli Stati Uniti.

Suddivisione amministrativa

Amministrativamente la Grecia è suddivisa in 13 perifereies e 1 regione autonoma (Monte Athos).(περιφέρειες) nove sulla terraferma e 4 consistenti in gruppi di isole. Le perifereies sono a loro volta divise in 51 prefetture chiamate singolarmente nomos; in greco νομοί, νομός)). nomos
- Elenco perifereies: #Attica #Grecia Centrale #Macedonia Centrale #Creta #Macedonia Orientale e Tracia #Epiro #Isole Ionie #Egeo Settentrionale #Peloponneso #Egeo Meridionale #Tessaglia #Grecia Occidentale #Macedonia Occidentale

- Elenco prefetture:
  1. Attica
  2. Euboea
  3. Evrytania
  4. Phocis
  5. Phthiotis
  6. Boeotia
  7. Chalcidice
  8. Imathia
  9. Kilkis
  10. Pella
  11. Pieria
  12. Serres
  13. Thessaloniki
  14. Chania
  15. Heraklion
  16. Lasithi
  17. Rethymno
  18. Drama
  19. Evros
  20. Kavala
  21. Rhodope
  22. Xanthi
  23. Arta
  24. Ioannina
  25. Preveza
  26. Thesprotia
  1. Corfu
  2. Kefallinia
  3. Lefkada
  4. Zakynthos
  5. Chios
  6. Lesbos
  7. Samos
  8. Arcadia
  9. Argolis
  10. Corinthia
  11. Laconia
  12. Messinia
  13. Cyclades
  14. Dodecanese
  15. Karditsa
  16. Larissa
  17. Magnesia
  18. Trikala
  19. Achaea
  20. Aetolia-Acarnania
  21. Elis
  22. Florina
  23. Grevena
  24. Kastoria
  25. Kozani
a Monte Athos
Image:GreekPrefecturesNumbered.png
La regione autonoma del Monte Athos (agio Oros - montagna sacra),è una nazione monastica sotto la sovranità greca. I nomoi sono suddivisi a loro volta in 147 eparchies (eparchia singolare), che contengono 1.033 comuni e Comunità: 900 comuni urbani (demoi) e 133 Comunità rurali (koinotetes). Prima di 1999, la struttura di ente amministrativo territoriale della Grecia era caratterizzato 5.775 autorità locali: 457 demoi e 5.318 koinotetes, suddivisi in 12.817 località (oikosmoi).

Forze Armate della Grecia

Le Forze armate greche consistono nel:
- Esercito Ellenico (In greco,Ελληνικός Στρατός)
- Marina Militare Ellenica (In greco, Ελληνικό Πολεμικό Ναυτικό)
- Areunautica Militare Ellenica (In greco,Ελληνική Πολεμική Αεροπορία)
- Guardia Costiera Ellenica (In greco,Ελληνικό Λιμενικό Σώμα);amministrata dal Ministero della marina mercantile(Υπουργείο Εμπορικής Ναυτιλίας). L'autorità civile per le forze armate greche è il Ministero della difesa nazionale,(in greco,Υπουργός Εθνικής Άμυνας) (Υ.ΕΘ.Α.). Attualmente In Grecia vige il servizio militare obbligatorio universale per i maschi di 18 anni; tuttavia, questo sistema è probabile che presto sara cambiato. Le donne possono servire nelle forze armate greche, ma non possono essere coscritte. Il Presidente della repubblica è il comandante in capo delle forze armate,e presiede il consiglio di difesa (In greco,Συμβούλιο Άμυνας) (ΣΑΜ)

Servizi Segreti

Il servizio segreto Nazionale Ellenico (NIS o EYP) (greco: Ethniki Ypiresia Pliroforion, Εθνικη Υπηρεσια Πληροφοριων, ΕΥΠ) è il servizio segreto nazionale greco. Le relative sedi sono situate ad' Atene.

Voci correlate


- Greci celebri
- Aziende greche
- Isole greche

Collegamenti esterni


- [http://www.statistics.gr/ Ufficio greco di statistica]
- [http://www.gnto.gr/?langID=2/ Sito ufficiale del turismo greco]
- [http://www.greece-museums.com Greece Museums/ Musei greci]
- [http://dmoz.org/Regional/Europe/Greece/ DMOZ.org Progetto aperto: Grecia]
- [http://ozhanozturk.com/content/view/374/1/ Storia della Grecia Ottomana]
- [http://www.ert.gr/radio/liveradioTritovraxea.asp Una radio greca dal vivo]
- [http://www.hri.org HR-Net Hellenic Resources Network]
- [http://www.phigita.net/ Blogs e Notizie in greco]
- [http://www.balkanforums.com Greece and the Balkans] Forum di discussione Grecia fiu-vro:Kriika ja:ギリシャ ko:그리스 ms:Yunani roa-rup:Gârţii simple:Greece th:ประเทศกรีซ zh-min-nan:Hi-lia̍p


Peloponneso

Il Peloponneso (Moréa) è una regione storica e geografica (21.379 km²) della Grecia meridionale, che forma una penisola tra il Mar Ionio e il Mare Egeo. La penisola è unita al continente dall'istmo di Corinto, che è stato tagliato nel 1893 da un canale lungo 6,3 km. Il clima è molto arido e permette un utilizzo agricolo proficuo del terreno solo nelle pianure irrigue costiere. All'interno prevale l'allevamento degli ovini. Città principali: Argo, Calamata, Patrasso, Pirgo. Nella parte nord-orientale si trovano i siti archeologici di Epidauro, Corinto e Micene, raggiungibili da Nauplia.

Storia

La regione era abitata fin dal Neolitico. Nel 2000 a.C. circa fu invaso da popolazioni ariane. Fuono seguiti dai Dori all'incirca otto secoli dopo. Tra il X secolo a.C. e l'VIII secolo a.C., la città di Sparta unificò la regione, che perdurò fino alla penetrazione macedone (366 a.C circa). I romani presero possesso della regione nel 140 a.C..

Voci correlate


- Guerra del Peloponneso Categoria:Grecia ja:ペロポネソス半島 ko:펠로폰네소스 반도 simple:Peloponnese

1958

Eventi


- 1 gennaio - Entra in vigore il Trattato di Roma, istitutivo delle Comunità Economica Europea (CEE) e Comunità Europea dell'Energia Atomica (EURATOM) e firmato da sei paesi europei: Italia, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo
- 4 gennaio - Unione Sovietica: il satellite artificiale Sputnik 1 si decompone a causa dell'attrito al rientro nell'atmosfera
- 24 settembre - Mina, cantante dilettante diciottenne, viene scoperta da Natalino Otto e Flo Sandon's

Nati


- 20 gennaio - Lorenzo Lamas, attore statunitense
- 25 gennaio - Alessandro Baricco, scrittore italiano
- 18 febbraio - Oscar Schmidt, cestista brasiliano
- 27 febbraio - Naas Botha, giocatore di rugby
- 10 marzo - Sharon Stone, attrice statunitense
- 21 marzo - Gary Oldman, attore britannico
- 20 aprile - Viacheslav Fetisov, hockeista russo
- 4 maggio - Keith Haring, artista grafico americano
- 7 giugno - Prince, cantante
- 8 giugno - Keenen Ivory Wayans, regista, attore e sceneggiatore statunitense
- 17 giugno - Pierre Berbizier, giocatore di rugby francese
- 27 giugno - Magnus Lindberg, compositore di musica contemporanea finlandese
- 17 luglio - Wong Kar-Wai, regista cinese
- 29 luglio - Piero Marrazzo, giornalista e politico
- 30 luglio
  - Kate Bush, cantante britannica
  - Daley Thompson, decatleta britannico
- 16 agosto - Madonna, cantante ed attrice statunitense
- 20 ottobre - Ivo Pogorelić, pianista croato
- 6 novembre - Urs Freuler, ex ciclista svizzero
- 8 novembre - Jeff Speakman, artista marziale ed attore statunitense
- 10 dicembre - Loredana Domeneghini, attrice italiana
- 26 dicembre - Ade Capone, autore di fumetti

Morti


- 13 febbraio - Georges Rouault, pittore francese (n. 1871)
- 17 marzo - John Pius Boland, tennista irlandese, campione olimpico alla I Olimpiade (n.1870)
- 27 giugno - Amedeo Agostini, matematico italiano
- 8 ottobre - Frank Kramer, ciclista statunitense
- 10 ottobre - Maurice de Vlaminck, pittore francese (n.1876)
- 15 dicembre - Wolfgang Ernst Pauli, fisico, Premio Nobel per la fisica nel 1945

Premi Nobel


- per la Pace: Georges Henri Pire
- per la Letteratura: Boris Leonidovich Pasternak
- per la Medicina: George Wells Beadle, Joshua Lederberg, Edward Lawrie Tatum
- per la Fisica: Pavel Alekseyevich Cherenkov, Il'ja Mikhailovich Frank, Igor Yevgenyevich Tamm
- per la Chimica: Frederick Sanger 058 ja:1958年 ko:1958년 simple:1958

Giasone (mitologia)

Giasone è una figura della mitologia greca conosciuto anche nella mitologia etrusca con il nome di Easun, era figlio di Esone re di Iolco.
Giasone è il mitico eroe conquistatore del vello d'oro, tramandatoci da Apollonio Rodio, anche se la sua storia è molto più antica, tanto da essere citata anche nellOdissea di Omero.

La nascita e l'infanzia

Omero (1865), Musée d'Orsay di Parigi]] Pelia, fratellastro di Esone, gli usurpò il trono, con l'intenzione di uccidere tutti i rappresentanti della casa reale: un oracolo gli aveva predetto che sarebbe morto per mano di un discendente di Eolo, fondatore del regno.
Ma Pelia cedette alle suppliche della madre Alcimede e risparmiò Esone, imprigionandolo. La madre nascose il piccolo Giasone, affidandolo alle cure del centauro Chirone.
Giasone divenne adulto, mentre Pelia regnava sicuro, finché un oracolo gli predisse di guardarsi dall'uomo che calzava un solo sandalo.

Il ritorno a Iolco

Proprio in quel tempo, Giasone tornava a Iolco per riconquistare il suo trono. Il fiume Anauro era in piena e lui doveva attraversarlo, sulla riva c'era una vecchia che gli chiese di aiutarla ad attraversare. Giasone acconsentì, ma nell'attraversare il corso d'acqua, perse un sandalo. La vecchia celava in realtà Era, la dea protettrice di Giasone.
Pelia lo vide arrivare e riconobbe in lui il nemico preannunciato dall'oracolo. Giasone rivendicò il suo trono, ma Pelia lo mandò alla ricerca del vello d'oro.

Le Argonautiche

Partenza

Giasone raggruppa attorno a se un manipolo di uomini, gli Argonauti e parte con la nave " Argo" per la Colchide, alla ricerca del vello d'oro.
Il vello è la pelle di un montone alato, grazie al quale Frisso era riuscito a sfuggire alla morte. Il vello si trovava in un bosco consacrato ad Ares, appeso ad una quercia, ed era custodito da un drago mostruoso.

Isola di Lemno

La nave parte verso l'isola di Lemno, sospinta da un vento favorevole.
Quando gli Argonauti arrivano all'isola, le donne si armano, temendo un'invasione di traci. Ma una volta sentito l'araldo di Giasone, si mostrano ospitali accogliendoli tutti nell'isola, tranne Eracle e pochi altri. Il loro soggiorno è talmente felice da far dimenticare loro il motivo del loro viaggio ed Eracle li deve richiamare alla ragione; alla fine le donne di Lemno, acconsentono alla loro partenza.

Cizico

Gli argonauti attraversano senza fatica l'Ellesponto e il Propontide (il Mar di Marmara), approdando nel paese dei dolioni, nell'isola di Cizico.
Il re li accoglie e li invita a gettare l'ancora nel porto di Cito.
Cizico si è appena sposato ed è preoccupato da una profezia che gli indica di non usare mai la violenza nei confronti di nobili navigatori che approdassero alla sua isola.
Li accoglie quindi con benevolenza, organizzando per loro un banchetto. Risponde a tutte le loro domande sul Propontide, ma confessa di non sapere niente sui paesi che si estendo ad est, al di la' del mare.
Mentre si preparano per la partenza, dalle montagne scendono dei mostri con sei braccia, che attaccano la nave e che cercano di impedirne la partenza, accatastando grandi rocce all'imbocco del porto.
Gli Argonauti sconfiggono i mostri e ben presto possono ripartire. Venti contrari impediscono di proseguire e così gli Argonauti sono costretti a tornare all'isola, sbarcandovi di notte.
Re Cizico crede di essere stato attaccato da pirati e non riconoscendo gli ospiti del giorno prima, prende le armi e alla testa dei suoi soldati attacca gli invasori, rimanendo ucciso nel corso della battaglia, compiendo la profezia dell'oracolo.

Ritorno in Tracia

Gli argonauti rimangono nell'isola per dodici giorni, facendo celebrare con solennità le esequie del re e attendendo venti favorevoli.
Mopso vede un martin pescatore svolazzare intorno alla nave, l'uccello rimane per pochi istanti sulla testa di Giasone e quindi si posa a prua. Mopso, che ne capisce il linguaggio, ascolta il cinguettio dell'uccello.
Mopso racconta a Giasone che occorre un sacrificio per la dea Rea, madre di Zeus e sovrana della terra, dei venti e dei mari.
Gli argonauti ritornano in Tracia, dove si trova il monte Didimo, con il santuario consacrato alla dea. Salendo verso il tempio, Argo scorge un tralcio di vite secco e lo utilizza per fare una statua della dea.
Il sacrificio viene effettuato e la statua deposta nel santuario: Rea dimostra la sua soddisfazione facendo sgorgare una fonte dal fianco della montagna, a cui verra' dato il nome di "fonte di Giasone".

Boschi di Pagea

Tornati a Cizico, i venti sono cambiati e possono riprendere il viaggio immediatamente.
Arrivati alla foce del Rindaco, il remo di Eracle si spezza, che scende a terra per cercare un albero con cui farne uno nuovo, mentre il suo scudiero Ila, va alla ricerca di una sorgente di acqua dolce.
Entrambi trovano quello che cercano: Eracle un pino e Ila una fonte nei boschi di Pegea.
La ninfa della fonte trova io giovane molto bello, quanto Ila si china per raccogliere l'acqua, la ninfa lo trascina nel suo regno.
Il giorno successivo si alza una brezza e Tifi, pilota della nave, sollecita i compagna ad imbarcarsi.

Abbandono di Eracle

La nave è già in alto mare, quando il gruppo si accorge della mancanza a bordo di Eracle e Ila. Telamone accusa Giasone e Tifi di aver abbandonato volontariamente i due, per gelosia nei confronti di Eracle.
Glauco, portavoce di Poseidone, esce dai flutti e annuncia che Eracle sarebbe rimasto a terra alla ricerca di Ila e che quindi la nave poteva continuare sulla sua rotta.

Bitinia

L'Argo arriva nel paese dei berici in Bitinia .
Polluce entra in contesa con il re Amico e l'uccide, ne segue una battaglia tra gli argonauti e i berici che, sconfitti, fuggono.
Gli argonauti si impadroniscono del bottino ed ascoltano Orfeo cantare le lodi di Polluce.
Il giorno successivo si inoltrano nel Bosforo, attraversandolo senza problemi grazie all'abilità di Tifi.
Fanno scalo nel regno di Fineo, il re cieco che regna sulla riva occidentale del Bosforo.
Fineo ha il dono della profezia, ma ha avuto l'impudenza di rivelare i segreti degli dei e Zeus l'ha punito.
Ogni volta che si appresta a mangiare, due Arpie si precipitano sul cibo, glielo strappano di mano, insudiciandolo: il re sta così morendo di fame.
Fineo spiega agli argonauti che potrà essere liberato da questa maledizione dai figli del vento di settentrione e chiede aiuto a Zete e Calais. I figli di Borea cacciano le Arpie, permettendo al re di nutrirsi.
L'indovino svela loro i pericoli che li minacciano e li consiglia di portarsi dietro una colomba, per poter attraversare le Simplegadi, scogli tra i quali le navi vanno a sfracellarsi.
Seguendo il volo della colomba, la nave riesce a superare gli scogli, grazie anche all'abilità di Tifi e alla vigilanza di Atena.

Nel Mar Nero

L'Argo prosegue nel Mar Nero, lungo la rotta indicata da Fineo, arrivando all'isola di Tinia.
Qui incontrano il dio Apollo in viaggio nel paese degli iperborei. Gli argonauti gli costruiscono un tempio ed Orfeo canta un inno in suo onore.
Riprendono quindi il viaggio, arrivando al paese dei mariandini, dove li accoglie il re Lico. Il re ringrazia gli argonauti, che lo hanno liberato dalle continue irruzioni nel suo paese da parte di Amico.
La felicità di questi momenti è offuscata dalla morte improvvisa di due argonauti: Idmone, ucciso da un cinghiale, e Tifi, colpito da una malattia fulminante.
Anceo, sostituisce Tifi al timone, e l'Argo riparte alla volta di Sinope, dove si uniranno a loro tre nuovi compagni: i tre figli di Deimaco, che avevano preso parte alla spedizione di Eracle con le amazzoni ma che non furono in grado di tornare con lui.

Aria, l'isola di Ares

Proseguendo il viaggio arrivano ad Aria, l'isola di Ares, dove gli avvoltoi, gli uccelli del dio con le piume di bronzo, assalgono gli argonauti.
Usciti da questa avventura, hanno appena il tempo di piantare le tende, che si scatena una violenta tempesta. Quattro naufraghi vengono gettati dalle onde sulla spiaggia e vengono subito soccorsi da Giasone e dai suoi amici: sono Argo, Frontide, Melante e Citissoro (figli di Frisso e Calciope).
Essi stavano tornando a Orcomeno, patria del loro padre, appena morto. I quattro, seppure esitanti, decidono di unirsi al gruppo e di affrontare Eete .

Arrivati in Colchide

Due giorni dopo raggiungono la Colchide, chiudono le vele e al crepuscolo risalgono a remi il fiume Fasi: a destra si estende il bosco sacro di Ares, mentre a sinistra si trova la città di Eea e i monti del Caucaso.
Su consiglio di Argo, la nave viene ancorata fra le canne di una palude. Atena ed Era che hanno seguito tutte le fasi del viaggio, si concertano per trovare il modo di aiutare Giasone. Chiedono consiglio anche ad Afrodite, che invia Eros ad ispirare amore per Giasone in Medea, figlia del re Eete.
Giasone decide di presentarsi ad Eete, chiedendogli di consegnarli il vello d'oro, lo accompagnano Frisso, Telamone e Augia.

Accoglienza di Eete

Gli argonauti vengono accolti dal re Eete, da sua moglie Idia e dai figli Apsirto e Calciope. Calciope corre incontro ai figli, piena di gioia nel vederli tornare.
A loro si unisce, in un secondo momento, la figlia minore del re, Medea. Appena vede Giasone, infiammata da Eros, se ne innamora.
Come portavoce è stato scelto Argo, figlio di Frisso, che spiega ad Eete la richiesta e le ragioni di Giasone.
Poiché la spedizione è stata ordinata da un oracolo, in cambio del vello d'oro, Giasone conquisterà per Eete, le terre dei sarmati, i suoi bellicosi vicini.
Il re si infuria, li insulta in quanto abusano della sua ospitalità: loro non voglio altro che il suo regno.
Giasone lo rassicura, dicendo che È sua volontà, come gli ha appena detto, di ingrandirglielo. Eete quindi decide di mettere alla prova Giasone.

Eete mette alla prova Giasone

Nella piana di Ares, ci sono due tori mostruosi, con zoccoli di bronzo e che sbuffano fuoco dalle narici: Giasone dovra' aggiogarli ed attaccarli ad un aratro. Fatto questo dovra' arare un campo e seminarvi dei denti di drago. Da questi semi nasceranno degli uomini armati, che dovra' uccidere prima che si faccia notte.
Giasone accetta e Medea si ritira, tremando di paura al pensiero della dura prova che il suo amato dovra' affrontare.
Giasone ritorna sulla nave ed informa i suoi compagni della prova, Argo (figlio di Frisso) lo informa che in suo aiuto potrebbe venire Medea, sacerdotessa di Ecate.
Argo ritorna al palazzo, Medea gli rivela che un sogno l'ha avvertita che il padre non ha intenzione di mantenere la parola; Argo va dalla madre, che temendo per la vita dei figli, va da Medea e la trova disposta ad aiutare Giasone.

Il tradimento di Eete

Medea si dirige al santuario di Ecate, Giasone, accompagnato da Mopso, si fa condurre al tempio da Argo.
Nella pianura avanza da solo incontra a Medea, anch'essa sola, la giovane suggerisce a Giasone il sacrificio da offrire alla dea Ecate nella notte, gli consegna anche un balsamo da spalmarsi sul corpo prima di affrontare i tori che sbuffano fuoco, infine gli chiede di non dimenticarsi di le quando lascerà la Colchide.
Giasone le risponde che non la dimenticherà mai e che, se lei si unirà agli argonauti alla loro partenza, lui la sposerà. L'indomani Giasone supera la prova. Il re Eete è testimone del suo trionfo.
L'amarezza gli riempie il cuore e decide di far massacrare gli argonauti con il favore della notte.

Medea aiuta Giasone

Medea si rende conto dell'impossibilità di rimanere nella Colchide ed esce dal palazzo correndo al porto. Rivela agli Argonauti che il re Eete ha scoperto tutto e che se Giasone terrà fede alla promessa sarà lei ad andare a prendere il vello d'oro. Giasone rinnova il giuramento e Medea lo conduce al bosco sacro di Ares .
L'altare È posto ai piedi di una quercia sacra sulla quale pende il vello d'oro. Al loro avvicinarsi il drago si lanciò su di essi; Medea invoca il Dio del sonno e la luna vagabonda, così il drago, vinto dai suoi sortilegi, si addormenta.
Giasone si impossessa del vello d'oro mentre Medea spalma sulla testa del drago un unguento che ne prolungherà il sonno, quindi tutti e due fuggono verso l'Argo.

Gli Argonauti lasciano la Colchide

Gli argonauti issano le vele, armati e pronti a fronteggiare i prossimi pericoli. Era manda una brezza favorevole, che li fa ridiscendere verso il mare, con Giasone e Medea accanto al timoniere.
Al palazzo viene notata l'assenza di Medea, Eete raduna il suo esercito e sale sul suo carro, guidato dal figlio Apsirto, precipitandosi verso la riva per impedire che la nave prenda il largo.
La nave è ormai lontana ed il re ordina a tutte le imbarcazioni del suo regno, che si lancino all'inseguimento della nave sulla quale si trova la figlia infedele.
L'indovino Fideo consiglia agli Argonauti di seguire una rotta diversa per tornare in Grecia.
Argo propone di seguire il fiume Istro (odierno Danubio) e poi, attraverso i suoi affluenti, arrivare al Mar Ionio ed effettuare il periplo della Grecia per arrivare ad Iolco.

Apsirto impedisce la fuga a Giasone

Giunti alla foce si accorgono che il fratello di Medea, Apsirto, li ha preceduti, impedendogli di entrare nel Ponto Eusino (il Mar Nero).
Gli Argonauti cercano di parlamentare, Apsirto riconosce il merito di Giasone ma Medea deve ritornare nella Colchide.Gli Argonauti propongono che Medea si ritiri nel santuario di Artemide affich‚ la sua sorte venga discussa con imparzialità.
Medea irritata minaccia di dare fuoco alla nave se Giasone si azzarderà ad accettare queste condizioni. Niente al mondo la farà ritornare sui suoi passi e per nessun motivo al mondo lo abbandonerà.
Medea dichiara anche che provvederà personalmente ad Apsirto, permettendo agli Argonauti di battere facilmente un esercito privo di capo: spaventato da questa violenza, Giasone acconsente.

Giasone uccide Apsirto

Approfittando della tregua Medea da appuntamento al fratello, il giovane accetta ma ad aspettarlo c’è Giasone, che lo uccide.
Ripartiti, ne dilaniano il corpo, gettando le membra una dopo l'altra in mare costringendo Eete a rallentare per raccogliere i resti del figlio: grazie a questo rivoltante stratagemma Giasone e Medea riescono a sfuggirgli.

Gli dei chiedono la purificazione di Giasone

La morte di Apsirto chiede vendetta agli dei, l'Argo procede a forza di remi quando si sente la voce dell'oracolo di Zeus.
Dall'alto della polena dice che il sangue di Apsirto macchia le mani di Giasone e Medea: se non si purificheranno nessuno di loro, Argonauti compresi, riuscirà a rimettere piede in Grecia.
Castore e Polluce invocano gli dei dell'Olimpo che scatenano un uragano che spingerà l'Argo sull'Eridano (odierno Po).
La nave segue poi il corso del Rodano per riguadagnare il Mediterraneo, rifugiandosi nell'isola di Eea lungo la costa orientale dell'Italia .
Questo È il regno della maga Circe, sorella di Eete e zia di Medea. La maga purifica Giasone e Medea ma si rifiuta di dar loro ospitalità.

Scilla e Cariddi

Col cuore tremante gli Argonauti risalgono a bordo e si preparano ad affrontare le sirene oltre ai terribili pericoli di Scilla e Cariddi .
Orfeo salva gli Argonauti dal canto delle sirene traendo dalla sua lira una musica ancora più sinuosa della loro.
Nello stretto di Messina si trovava il vortice di Cariddi davanti al quale era posto uno scoglio temibile, sorvegliato da un mostro. I marinai che si trovavano in quel luogo spesso evitavano il primo e, credendo di essere in salvo, si facevano divorare dal secondo. Ma in loro aiuto, Era, Teti e le Nereidi guidano la nave per farle attraversare lo stretto senza danni.

Gli argonauti arrivano a Corfù

Gli Argonauti approdano all'isola di Corcira (Corfù), accolti calorosamente dal re Alcinoo. Non fanno in tempo a sbarcare, che anche un contingente di soldati della Colchide arriva all'isola, chiedendo ad Alcinoo di consegnare loro Medea, in caso di rifiuto distruggeranno Corcida.
Alcinoo temporeggia e Medea ricorda agli Argonauti i suoi servigi, quindi si reca dalla regina Arete, pregandola di intervenire in suo favore.
Alcinoo prende la decisione di rendere Medea ai colchidi in quanto non sposata a Giasone; Arete esce da palazzo e si reca al campo degli Argonauti, consigliando Giasone e Medea di sposarsi immediatamente.

Matrimonio tra Medea e Giasone

I due si sposano, nonostante il loro desiderio di celebrare le nozze nel regno di Giasone.
Alcinoo rende noto ai colchici che Medea È sposa di Giasone e che quindi non può consegnarla a loro, anche se con frasi minacciose i colchici si arrendono alle ragioni del re, ma lo supplicano di lasciare che si stabiliscano nell'isola, sicuri che Eete li ucciderebbe se ritornassero in patria senza sua figlia.
Alcinoo accetta e gli Argonauti riprendono il mare.

La Libia

Mentre stanno per doppiare il Peloponneso una tempesta li fa deviare dalla rotta. La tempesta dura nove giorni e li porta fino in Libia, sulla riva delle Sirti. La nave si incaglia nella sabbia ed il mare, ritirandosi, li lascia in mezzo ad un arido deserto, senza speranze e senza forze. In molti perdono la vita, tra gli altri Mopso.
Le ninfe della riva libica e le Espiree vengono in aiuto degli eroi, dando loro cibo e raccontando ad essi di come Eracle abbia rubato i pomi d'oro del loro giardino.
Addolorati per la perdita dei compagni, gli Argonauti tirano la loro barca fino al mare con l'alzaia, ma ignorano la loro posizione. Orfeo ricorda a Giasone che egli possiede uno dei tripodi dell'oracolo di Delfi consegnatoli da Apollo. Arrivati alla riva gli Argonauti vi depongono il tripode: subito appare Tritone che indica loro la rotta da seguire.
Giasone gli offre il tripode sacro ed in suo onore sacrifica anche un montone, in ringraziamento, Tritone rimorchia l'Argo fino in mare aperto.
Giasone si dirige verso Creta dove li attendono altri pericoli.

Creta e il gigante Talo

Creta È custodita da Talo un gigante di bronzo creato da Efesto. La sua vita è legata ad un'unica vena che dalla testa arriva al tallone.
Il gigante cerca di staccare delle rocce da scagliare sull'Argo, ma in quel momento Medea gli manda visioni malefiche, che gli fanno perdere l'equilibrio, scalfendosi la caviglia: la vena si rompe ed il sangue gli sgorga a fiotti. Talo si abbatte morto sulla riva.

Apollo li aiuta a tornare a Iolco

Apollo concede loro una luce affinché non si perdano nella notte, conducendoli in mezzo alle isole del Mare Egeo. Giasone ed i suoi compagni ritornano infine a Iolco, con il vello d'oro.

Morte di Pelia

Tornati a Iolco, la moglie Medea pensò di uccidere l'usurpatore Pelia. Medea mostro alle figlie del re un metodo per poter ridare la giovinezza, taglio un montone in tredici parti e lo mise a bollire in un pentolone con delle erbe magiche: ne uscì un agnello.
Le principesse impressionate, vollero fare lo stesso con il padre, lo tagliarono a pezzi e lo misero a bollire, ma le erbe di Medea non erano le stesse e il padre non tornò in vita.
Questo delitto sconvolse il popolo e soprattutto il figlio di Pelia, Acasto, che ebbe modo di far bandire dalla città Giasone e la moglie.

La fuga da Iolco

La coppia si diresse verso Efira, nelle vicinanze di Corinto, dove Giasone fece incagliare la nave Argo, offrendola a Poseidone. Il vello d'oro venne appeso nel tempio di Zeus a Orcomeno.
Per un certo tempo i due vissero a Corinto, con i loro due figli.
Giasone non poteva più sopportare di essere un proscritto e si decise ad abbandonare la moglie, per sposare la principessa corinzia Glauce. Quando Medea lo seppe, cercò di convincere Giasone a non abbandonarla, ma vedendosi respinta senza pietà, uccise i suoi due figli e la principessa Glauce, fuggendo ad Atene, sotto la protezione di re Egeo. Categoria:Personaggi della mitologia greca


Sisifo

Sisifo è una figura della mitologia greca, era figlio di Eolo e di Enarete. Fondò la città di Corinto, divenendone il primo re. Fu il più scaltro e furbo tra i mortali. La città sulla quale regnava era in una posizione splendida, ma scarseggiava l'acqua e gli abitanti erano costretti a lunghi viaggi per rifornirsi del prezioso liquido. Mentre meditava su una possibile soluzione, Sisifo dalla rocca di Corinto vide Zeus con una bella ninfa. Corinto]] Zeus era innamorato di Egina, figlia del dio fluviale Asopo, la rapì e la porto in un'isola.
A Sisifo si presentò il dio fluviale nelle sembianze di un vecchio e gli chiese se aveva visto Egina. Sisifo disse di sì e aggiunse che gli avrebbe rivelato il nome del rapitore solo dietro promessa di una fonte d'acqua. Sisifo raccontò tutto al padre della ninfa e Asopo gli donò Pirene, una sorgente perenne. Zeus, adirato, ordinò ad Ade di mandare Tanato, per condurlo nel Tartaro. Sisifo lo accolse cordialmente, gli dette da bere e, fattolo ubriacare lo legò con catene di ferro e lo imprigionò. Con il dio della morte incatenato, sulla terra nessuno più moriva. Sisifo era convinto che gli dei si sarebbero sicuramente mossi, ordinò così alla sua sposa, Merope, di non seppellire il suo corpo. Zeus mandò Ares a liberare Tanato e ad imprigionare Sisifo.
Arrivato all'Ade, si lamentò dal signore degli inferi (o da Persefone), dell'empietà di Merope, che osava lasciare il suo corpo senza sepoltura. Per spirito di Giustizia, Ade gli permise di ritornare nel mondo dei vivi per tre giorni, per punire la propria sposa, obbligandola ai riti funebri.
Sisifo torno quindi dalla sua sposa felicissimo, senza alcuna voglia di ritornare negli inferi. Sisifo si guardò bene dal mantenere la promessa e visse fino a tarda età. Quando la sua ora sopraggiunse e dovette scendere nel regno delle ombre, lì lo aspettava la punizione di Zeus.
Sisifo fu condannato a spingere un masso enorme fino in cima ad una montagna, ma raggiunta la vetta, il masso rotolava a valle, rendendo il supplizio eterno. Dalla pena a cui fu sottoposto, deriva l'espressione fatica di Sisifo, ad indicare un'impresa molto gravosa che porta a risultati effimeri.

Collegamenti esterni


- [http://www.google.com/search?sourceid=mozclient&ie=utf-8&oe=utf-8&q=mito+di+sisifo Pagine web sul mito di Sisifo] Categoria:Personaggi della mitologia greca ja:シシュポス ko:시시포스

146 AC

Eventi


- Fine della Terza Guerra Punica e distruzione di Cartagine

Nati

Morti

055

Romani

I romani sono una popolazione indo-europea dell'antichità, aventi origine nel Lazio centrale (circa VIII secolo A.C.), fondatori della città di Roma. Romani vengono, quindi, chiamati tutt'oggi anche gli abitanti dell'attuale capitale della Repubblica italiana. Per voci riguardanti la storia dei romani e dell'antica Roma, vedi:
- Roma
- Storia di Roma
- Repubblica Romana
- Impero Romano
- Impero Romano d'Occidente
- Impero Romano d'Oriente Oltre alla storia, il termine romano identifica molte persone, oggetti, costruzioni e idee che traggono la propria origine dall'antica civilità capitolina.
- Imperatori romani
- Re di Roma
- Ville romane
- Strade romane
- Numeri romani Categoria:Popoli dell'Italia antica Categoria:Roma antica als:Römer simple:Roman

Provincia romana

Una provincia romana era la più grande unità amministrativa dei possedimenti stranieri dell'antica Roma (al di fuori della penisola italiana). (L'odierno termine di uso generale provincia venne introdotto dai Romani). provincia Le province erano governate da politici di grado senatoriale, generalmente ex-consoli o ex-pretori. Il governatore di una provincia veniva nominato per un periodo di un anno. All'inizio dell'anno, le province venivano distribuite ai governatori per sorteggio o nomina diretta. Tipicamente, le province dove ci si aspettavano più problemi, sia per le invasioni barbariche che per le ribellioni interne, venivano affidate ad ex-consoli. La distribuzione delle legioni romane tra le province era anch'essa dipendente dal pericolo che esse rappresentavano. Quindi nel 14 DC, ad esempio, la Lusitania non aveva una legione permanente, ma la Germania Inferior, dove la frontiera del Reno non era ancora stata pacificata, aveva una guarnigione di quattro legioni. Queste province problematiche erano le più ambite dai futuri governatori. I problemi significavano guerra, e la guerra portava sempre bottino, schiavi da vendere e abbondanza di opportunità di arricchimento. La Sicilia fu la prima provincia romana, conquistata durante la Repubblica nel 241 AC, dopo la Prima Guerra Punica. Il numero e la dimensione delle province cambiava in base alla politica interna romana. Durante l'Impero, le province più grandi o con più guarnigioni (ad esempio la Pannonia e la Moesia) venivano suddivise in province più piccole allo scopo di evitare che un unico governatore avesse troppo potere nelle sue mani, trattenendolo quindi dal cercare di sfruttare le sue possibilità di prendersi il trono imperiale per se. Quando Augusto prese il potere, scelse le province in cui aveva da solo il diritto di nominare i governatori. Le province con la collocazione più strategica, lungo i confini dell'Impero, divennero Province Imperiali. Le province restanti erano Province Senatoriali, nelle quali il Senato aveva il diritto di nominare un governatore. La maggioranza delle province romane erano imperiali.

Province romane

Province romane nel 14 d.C.:
- Achaea
- Aegyptus
- Africa
- Alpes Cottiae
- Alpes Maritimae
- Alpes Poeninae
- Asia
- Cilicia
- Creta et Cyrene
- Cyprus
- Dalmatia
- Galatia
- Gallia Narbonensis
- Gallia Aquitania
- Gallia Belgica
- Gallia Lugdunensis
- Germania Inferior
- Germania Superior
- Hispania Baetica
- Hispania Tarraconensis
- Lusitania
- Macedonia
- Moesia
- Noricum
- Pannonia
- Pontus et Bithynia
- Raetia
- Sardinia et Corsica
- Sicilia
- Syria
- Thracia

Giulio Cesare

Il nome Giulio Cesare può essere riferito a:
- Gaio Giulio Cesare, console e dittatore romano
  - Giulio Cesare, l'alter-ego a fumetti del celebre dittatore nella serie Asterix il gallico
- Giulio Cesare, nome proprio di persona maschile
- Giulio Cesare, tragedia di William Shakespeare
- Giulio Cesare, opera lirica di G.F.Handel
- Giulio Cesare, film di Giovanni Pastrone (1909)
- Giulio Cesare (noto anche con il titolo di Cajus Julius Caesar), film di Enrico Guazzoni (1916)
- Giulio Cesare (Julius Caesar), film di Joseph L. Mankiewicz (1953)
- Giulio Cesare (Julius Caesar), film di Uli Edel (2002)

45 AC

Eventi


- Primo anno bisestile secondo il calendario Giuliano (vedi anche 30 febbraio);
- 1° gennaio - entra in vigore il nuovo calendario Giuliano. Questo è talvolta chiamato l'anno della confusione, in quanto si dovettero aggiungere 85 giorni per compensare gli errori accumulati;
- 17 marzo - Battaglia di Munda - Nella sua ultima vittoria, Giulio Cesare sconfigge le truppe di Tito Labieno e Gneo Pompeo (il giovane), Labieno è ucciso nella battaglia e il giovane Pompeo catturato e giustiziato;
- Finisce la guerra civile romana (vedi anche Elenco delle guerre e Repubblica Romana);
- Giulio Cesare - Dopo esser stato nominato Dittatore per 10 anni nel 46 AC, viene fatto Dittatore e Console a vita, e fu chiamato Padre della Patria (Pater Patriae)(vedi anche Presidenti a vita);
- Marco Tullio Cicerone dopo la morte della figlia, inizia la composizione di numerose opere filosofiche, mentre il dominio di Giulio Cesare lo teneva lontano dalla politica. Fra le opere ricordiamo: De horatore ; Hortensius; Academica; Tusculanae disputationes; De natura deorum. Sempre di questo anno le due opere perdute Consolatio; Laus Catonis;
- Per ordine di Giulio Cesare Publilio Siro gareggiò come attore - superandone la bravura e aggiudicandosi la palma del migliore - con Decimo Laberio.
- Marco Giunio Bruto – ottenuto il perdono di Cesare (47 AC), già governatore della Gallia (46 AC), viene nominato pretore; fu uno degli assassini di Giulio Cesare (44 AC);

Nati


-

Morti


- 056

395

Eventi


- Nasce l'Impero Romano d'Oriente
- Teodosio muore, lasciando l'Impero d'Oriente al figlio Arcadio e quello d'Occidente al figlio Onorio, sotto la tutela del generale vandalo Stilicone.

Nati

Morti


- Ausonio Decimo Magno, poeta italiano (n. 310)
- Teodosio I il grande, imperatore bizantino 095 ko:395년

Goti

ritrae i Goti come cavalieri.]] I goti erano una delle tribù germaniche orientali, secondo le loro stesse tradizioni originaria dell'attuale isola svedese di Gotland e la regione di Götaland. Ad ondate sbarcarono nelle coste del Mar Baltico e da qui si diressero a meridione spingendo a sud o conquistando le popolazioni che trovarono sul loro cammino. Due tribù strettamente a parte, i Gutar e i Götar, che rimasero in Scandinavia, sono anche chiamati Goti, trattati separatamente come Gotlandi e Geati rispettivamente. Arrivati a contatto con il mondo romano furono a più riprese nemici dei vari imperatori e a volte alleati contro altre popolazioni barbariche. Si divisero in Visigoti, Ostrogoti e Getuli. Nel IV secolo e V secolo furono spinti ad occidente dagli Unni e - dopo la fine dell'Impero Romano (476) - fondarono diversi regni romano-barbarici: il regno dei Visigoti, corrispondente grosso modo all'attuale Spagna, e il regno degli Ostrogoti, che comprendeva l'Italia.

Storia

La nostra unica fonte per la storia antica dei Goti è l'opera "Getica" di Iordanes (pubblicata nel 551), una condensazione dei dodici volumi di storia dei Goti, andati perduti, scritti in Italia da Cassiodoro. Forse neanche Iordanes ebbe modo di consultare questo lavoro, per cui queste informazioni sulla storia antica andrebbero trattate con cautela. Cassiodoro era in una buona posizione per scrivere dei Goti, in quanto era un importante ministro di Teodorico il Grande, che si dice avesse sentito alcuni canti gotici che raccontavano delle loro tradizionali origini. I bardi gotici si accompagnavano con uno strumento a corde che gli scrittori latini associavano alla chitara, più familiare a loro. Si stabilirono per qualche tempo nel Bacino della Vistola (chiamato Gothiscandza da Iordanes), da dove migrarono verso sud-est. Combatterono, e temporaneamente soggiogarono, gli antenati degli Slavi, che vivevano tra il mar Baltico e il mar Nero, e si stabilirono poi in 'Scitia', una vasta regione non bene definita che include le moderne Ucraina e Bielorussia (chiamata Oium da Iordanes). Restarono una tribù unita fino al III secolo, quindi si divisero in Goti dell'est o Ostrogoti e Goti dell'ovest o Visigoti. Sebbene molti dei guerrieri nomadi che li seguirono provarono di essere più sanguinari, i Goti erano temuti perché i prigionieri che catturavano in battaglia venivano sacrificati al loro dio della guerra, Tyz (Týr, il dio con una sola mano), e le loro braccia venivano appese ad alberi come offerte. I loro re e sacerdoti venivano da un'aristocrazia separata, e i loro mitici antichi re erano venerati come dei. Il loro mitico legislatore, chiamato Deceneo, tradizionalmente datato attorno al I secolo a.C. stabilì le loro leggi, che dal VI secolo vennero scritte e chiamate belagines. Una spedizione di Goti lanciò una delle prime maggiori invasioni barbariche all'Impero Romano nel 267 (Ermanno Contratto, citando Eusebio, "263: Macedonia, Graecia, Pontus, Asia et aliae provinciae depopulantur per Gothos"). Un anno dopo, subirono una devastante sconfitta alla Battaglia di Naisso, e i superstiti vennero respinti di nuovo oltre il Danubio nel 271. Questo gruppo si stabilì sulla sponda non romana del fiume e stabilì un regno indipendente centrato sulla provincia abbandonata dai Romani della Dacia, il regno dei Visigoti. Contemporaneamente, i Goti rimasti in Ucraina stabilirono un vasto e potente regno sul mar Nero. Questo gruppo veniva chiamato degli Ostrogoti. I Goti vennero per breve tempo riuniti sotto un'unica corona nel primo VI secolo dal re Ostrogoto Teodorico il Grande, che fu reggente del regno Visigoto per quasi un ventennio. Per la storia successiva, vedi Visigoti e Ostrogoti.

Origini

Spiegando le origini dei Goti, Iordanes racconta: Lo stesso potente mare ha anche nella sua regione artica, che è a nord, una grande isola chiamata Scandza, dalla quale la mia storia (per grazia di Dio) comincerà. La razza delle cui origini hai chiesto di sapere, si mosse come uno sciame di api dal centro di questa isola alle terre d'Europa. [...] Da questa isola di Scandza, come da un alveare di razze o un utero di nazioni, si dice che i Goti siano usciti, guidati dal loro re di nome Berig. Appena sbarcarono dalle loro navi e misero piede a terra, diedero immediatamente il loro nome al posto. E ancora oggi, esso è conosciuto come Gothiscandza. Presto però si mossero da qui alle terre abitate dagli Ulmerugi [ Rugi ], che in seguito si sarebbero spostati verso le sponde dell'oceano, scacciati dalle loro case. Nel I secolo, Tacito ubica i Gothones nella Polonia settentrionale: Al di là dei Lugii abitano i Gothones, sotto il governo di un re, che li tiene in una soggezione più stretta che tutti gli altri popoli germanici, non così stretta tuttavia da estinguere la loro libertà. Immediatamente confinanti sono i Rugi e i Lemovii sulle coste dell'oceano, e di queste nazioni le caratteristiche sono uno scudo rotondo, una spada corta e un re al governo. A causa del ruolo centrale che i Goti giocarono nella storia, le loro origini sono state discusse a lungo. Sebbene non siano state proposte teorie alternative alla loro apparenza di tribù germaniche della Polonia settentrionale, alcuni storici hanno espresso dubbi sul fatto che i Goti abbiano avuto origini in Scandinavia. Questo perché, ignorando Iordanes, la più antica evidenza letteraria dei Goti (Tacito e Plinio il Vecchio) li pone nella Vistola nel I secolo. D'altra parte, lo studioso tedesco Wenskus, ha osservato che se Iordanes avesse voluto inventare un passato fittizio per i Goti, li avrebbe reclamati discendenti di locazioni prestigiose come Troia o Roma. Non avrebbe piazzato le loro origini nel barbarico nord. Al di là dei racconti di Iordanes, c'è un supporto sia linguistico che archeologico per le origini scandinave.

Archeologia

Roma. L'area rossa è l'estensione della Cultura di Wielbark nel primo III secolo, e l'area arancione è la Cultura di Chernyakhov, nel primo IV secolo. L'area blu scuro è l'Impero Romano]] In Polonia, la più antica cultura materiale identificata con i Goti è la cultura di Wielbark, che ha rimpiazzato la cultura di Oksywie nel I secolo. Comunque, tra la tarda età del bronzo nordica e l'antica età del ferro pre-romana (ca 1300 a.C. - ca 300 a.C.), quest'area era influenzata dalla bassa Scandinavia. Infatti, l'influenza scandinava sulla Pomerania e la Polonia settentrionale circa dal 1300 a.C. in poi fu così considerevole che la regione a volte è inclusa nella cultura dell'età del bronzo nordica (Dabrowski 1989:73). Durante il periodo 600 a.C. - 300 a.C. il clima mite e asciutto della Scandinavia meridionale (di 2-3 gradi più caldo di oggi) si deteriorò considerevolmente, non solo cambiando drammaticamente la flora, ma forzando la gente a cambiare stile di vita e lasciare le abitazioni. Si crede che i Goti abbiano attraversato il mar Baltico tra la fine di questo periodo, nel 300 a.C. e il 100, e nella tradizionale provincia di Ostrogothia, in Svezia, evidenze archeologiche mostrano che ci fu un generale depopolamento in questo periodo. Lo spostamento in Polonia corrisponderebbe probabilmente all'introduzione delle tradizioni funerarie scandinave come i cerchi di pietre e i menhir, che indicano che gli antichi Goti preferivano seppellire i loro morti secondo le tradizioni scandinave. L'archeologo polacco Tomasz Skorupka dichiara che una migrazione dalla Scandinavia è un dato di fatto: Tomasz Skorupka A dispetto di molte controverse ipotesi riguardanti la locazione di Scandia (per esempio, l'isola di Gotlandia e le province di Västergötland e Östergötland), il fatto che i Goti siano giunti in terra polacca dal nord dopo aver attraversato il mar Baltico con delle barche è certo. Comunque, la cultura gotica sembra anche essere in continuità con le culture della regione, suggerendo che gli immigranti si siano mescolati con la popolazione, forse creando aristocrazie separate. Lo studioso di Oxford Heather, suggerisce che fu una migrazione relativamente piccola quella dalla Scandinavia (1996:25). Questo scenario renderebbe la loro migrazione sul Baltico simile a molti altri movimenti di popolazioni nella storia, come l'invasione Anglo-Sassone, in cui i migranti hanno imposto la loro cultura e linguaggio agli indigeni. La cultura di Wielbark si è poi spostata a sud-est verso il mar Nero dalla metà del II secolo, e fu la parte più antica della cultura di Wielbark, locata ad ovest della Vistola, quella che aveva tradizioni funerarie scandinave, che si mosse. In Ucraina, si imposero come governatori alla locale, probabilmente slava, cultura di Zarubintsy, formando la nuova cultura di Chernyakhov (ca 200 - ca 400). Ci sono evidenze archeologiche e storiche dei continui contatti tra Goti e scandinavi durante la migrazione.

Linguistica

Secondo almeno una teoria, ci sono connessioni linguistiche più strette tra il gotico e l'antico norvegese che con le lingue germaniche occidentali. Inoltre, ci sono due tribù probabilmente legate molto strettamente ai Goti che rimasero in Scandinavia, i Gotlandi e i Geati; queste tribù erano considerate Goti da Iordanes (vedi Scandza). La parola "Geati" (anglosassone Geatas) e la parola svedese "Götar" (norvegese orientale Gøtar) rappresentano entrambe il risultato del proto-germanico Gauta. Questa forma è della stessa origine, anche se non identica, della forma Gut che sembra essere all'origine sia di Gotland che di "Goti", e appare in forme ancora più antiche come "Gutthones" nell'etnografia greca. I filologi hanno ricostruito Gut-þjuda, il "popolo dei Goti" come una probabile forma originaria del nome. Questa forma appare anche nel Calendario gotico (aikklesjons fullaizos ana gutþiudai gabrannidai). Al di là dei Goti, questo modo di dare un nome a una tribù è comune solo in Svezia (vedi Suiones e Suiþioð). La radice ricostruita di Gut è uguale a quella di Gotland, un'isola nel Mar Baltico, e ai suoi abitanti, i Gutar (Gotlandi). Il numero di somiglianze che esistono tra la lingua gotica e l'antico gutnico ha fatto considerare all'importante linguista Elias Wessén l'antico gutnico come una forma del gotico. Il più famoso esempio è che sia il gutnico che il gotico usano la parola lamb sia per le pecore giovani che quelle adulte. Tuttavia, alcuni affermano che il gutnico non è più vicino al gotico di ogni altro dialetto germanico. Il fatto è che tutte quelle caratteristiche che distinguono le lingue germaniche settentrionali come una branca separata della famiglia linguistica germanica (senza contare gli aspetti che distinguono molti dialetti norvegesi) sembrano dimostrare che queste lingue si siano evolute ad uno stadio successivo da quello preservato nel gotico. Il gotico, pur essendo una forma estremamente arcaica del germanico in molti aspetti, ha comunque sviluppato un certo numero di caratteri unici che non condivide con nessuna altra lingua germanica. Comunque, questo non esclude la possibilità che i Goti, i Gotlandi e i Geati fossero collegati come tribù. Similarmente, i dialetti sassoni della Germania sono molto più vicini all'anglosassone che ad ogni altra lingua germanica occidentale che non abbiano subito la prima rotazione consonantica (vedi Legge di Grimm), ma le tribù sono identiche. Gli Iuti (danese Jyder) dello Jutland (danese Jylland, nella Danimarca occidentale) sono almeno etimologicamente identici agli Iuti che spostandosi dalla regione invasero la Gran Bretagna insieme agli Angli e ai Sassoni nel V secolo. Ciò nonostante, non ci sono fonti scritte rimaste tali da associare gli Iuti dello Jutland con qualcosa che non siano i dialetti germanici settentrionali, o gli Iuti della Gran Bretagna con qualcosa che non siano i dialetti germanici occidentali. Perciò la linguistica non è sempre il miglior criterio per stabilire la tradizione e la continuità etnica. E' interessante che i Gotlandi (Gutar) preservano tradizioni orali di una migrazione di massa verso l'Europa meridionale trascritte nella Gutasaga. Se i fatti sono collegati, sarebbe un caso unico di una tradizione sopravvissuta più di un millennio e che precede la maggior parte delle divisioni nella famiglia linguistica germanica.

Significati simbolici

Nella Spagna medievale e moderna, i Visigoti erano considerati l'origine della nobiltà spagnola (da comparare a Gobineau per una simile idea in Francia). Qualcuno con arroganza avrebbe "haciéndose de los godos" (detto di discendere dai Goti). Per questo, in Cile, Argentina e nelle Isole Canarie, godo è un insulto etnico usato contro gli spagnoli europei, che nei primi tempi del colonialismo si sentivano superiori ai Creoli. Il reclamo di origini gotiche, portò a uno scontro con una delegazione svedese al Concilio di Basilea nel 1434, durante il quale gli spagnoli e gli svedesi si contesero la vera discendenza dai Goti. Gli spagnoli conclusero affermando che era meglio discendere dagli eroici Visigoti che da coloro che rimasero nelle loro case. categoria:Popoli antichi Categoria:Popoli dell'Italia antica ja:ゴート族 ko:고트족

Захарија Првослављевић

Захарија Прибислављевић (923-924) се непосредно по преузимању власти одлучује да пређе на страну Византије, вероватно из истих разлога који су и двојицу његових претходника подстакли на то и на крају крајева коштали власти. Симеона су ове брзе промене политике врховних кнезова Србије вероватно увериле да ће Срби бити на његовој страни докле год је његова војска у Србији, а како он није био у могућности да држи војску у Србији решио је да једном за свагда покори Србе и шаље војску на Захарију, али се не спомиње постојање неког претендента који је послат са њом. Пошто су приликом свих претходних похода бележена и имена претендената, чак и ако они нису успели да освоје власт може се закључити да овом приликом Симеон није имао намеру да постави марионету на српски престо. Овај поход војске из Бугарске завршава се њиховим поразом. Није познато да ли је Захарија овом приликом добио неку јачу помоћ из Византије и уз њену помоћ успео да се одбрани или је добро проценио своје снаге и могућности Бугарске у то доба. Да је Захаријина војска тешко поразила противника говори и чињеница да су главе и оружје двојице бугарских војвода,који су или погинули или били заробњени у борбама, стигли на Златни Рог као трофеји. Симеон 924. године шаље на Захарију већу војску која овог пута води са собом и Клонимировог сина Часлава. Када је Захарија сагледао надолазећу војску одлучио је да побегне у Хрватску и тако спасе главу на раменима. После овог бекства врховног кнеза Бугари су позвали српске жупане да дођу у њихов табор да се поклоне новом кнезу, међутим није им се указала прилика да виде будућег врховног кнеза Србије јер су били похватани и побијени на лицу места. После тога у Србији није било никога коме би положај омогућио да организује неку озбиљнију одбрану што је искористила војска из Бугарске и тешко опустошила Србију, а Часлава вратила у Бугарску. Категорија:Историја Србије Категорија:Српска историја

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