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Costa Rica

Costa Rica

Il Costa Rica è una nazione (51.100 km², 3.835.000 abitanti, capitale San José) dell'America centrale istmica. Terra di foreste, vulcani, spiagge, natura incontaminata, paradiso delle biodiversità, è uno dei pochi luoghi del nostro pianeta dove la natura e gli ecosistemi non hanno ancora subito l'aggressione dell'uomo. Il Costa Rica è situato fra gli 8° 03’ e gli 11 ° 13’ di latitudine nord e gli 82° 32’ e gli 85° 57’, di longitudine est. Includendo l'area insulare (Isola del Coco) vanta una superficie di 51.100 chilometri quadrati. È uno degli stati più piccoli del Centro America Insieme al Belize e a El Salvador. Confina a
- nord: Nicaragua
- est: Mar dei Caraibi e Panamá
- sud: Oceano Pacifico
- ovest: Oceano Pacifico Le coste si estendono per 1.228 km, dei quali 1.016 si affacciano sul versante del Pacifico e 212 km sul Mare dei Caraibi. La costa pacifica è caratterizzata da numerosi promontori e penisole che danno luogo a golfi e baie, spiagge di sabbia bianca che hanno favorito l'installazione, seppure in maniera non aggressiva per l'ambiente, di infrastrutture turistiche. La costa atlantica, al contrario, sebbene sia più regolare, è meno adatta allo sviluppo del turismo balneare. Il Costa Rica è una repubblica presidenziale. La lingua ufficiale è quella spagnola.

Storia

L'origine della colonizzazione umana del Costa Rica risale probabilmente al periodo delle glaciazioni del Pleistocene, quando probabilmente lo Stretto di Bering si congelò e iniziarono le prime migrazioni provenienti dal continente eurasiatico. I primi abitanti si dedicavano alla caccia e alla pesca e alla raccolta dei frutti, ma ben presto si andarono sviluppando due tipi di agricultura di sussistenza: la prima basata sulla coltivazioni dei tuberi (yucca) e l'altra, che prevalse nell'area centroamericana, basata sulla coltivazione del mais e dei fagioli. Grazie a questo tipo di coltivazioni fioriscono nel continente americano le due grandi civiltà Maya e Azteca (Messico, Guatemala) e Inca (Perù.

La scoperta

Viene scoperta da Cristoforo Colombo nel 1502, che la chiama Costa Rica y Castillo de Oro.
Fu costituita in governo (1540), con capitale Cartago.

Colonia spagnola

Lo sviluppo della regione fu ritardato da una cattiva amministrazione e dalla rivalità tra Spagna e Inghilterra.
Le sue coste furono infestate a lungo da pirati, mentre tutta la regione fu invasa dai filibustieri americani di William Walker.

Indipendenza

Nel 1821 il Costa Rica si proclamò indipendente e nel 1823 entrò a far parte della Repubblica Federale dell'America Centrale, uscendone nel 1838.
Le lotte tra indipendentisti e unionisti si protrassero fino al 1842.

Storia moderna

Nel 1910 si aprì un periodo di tensione con il Panamá, a causa dei confini tra i due paesi: la definizione definitiva avvenne solo nel 1944. Dopo la seconda guerra mondiale, a cui aveva partecipato contro il Tripartito, con un colpo di stato salì al potere J. Figueres (1948-1949), il quale come primo atto abolisce l'esercito: finora è l'unico caso al mondo. Nel 1953 Figueres viene eletto presidente; nel 1955 avvengono gravi scontri di frontiera con il Nicaragua: l'intervento dell'OAS portò alla ricomposizione dei rapporti diplomatici tra i due paesi (febbraio 1955).

Storia contemporanea

Nel 1986 viene eletto presidente O. Arias Sánchez, che vara un piano di pace centroamericano. Riceverà per questo il Premio Nobel per la pace.

Geografia

Geografia fisica

Il territorio è percorso da una cordigliera che separa i due versanti, caraibico e pacifico, che comunque comunicano agevolmente grazie a solchi trasversali.
Nella parte centrale si eleva un potente complesso di vulcani (Irazú, Turrialba 3.300 m).
Le coste caraibiche sono alquanto uniformi, quelle del Pacifico formano la penisola di Nicoya e il golfo omonimo, la baia Coronada e la sporgenza del capo Matapalo.
I fiumi sono brevi ma il paese ottiene da questi il 75% dell'elettricità.

Morfologia

Il Costa Rica è in gran parte montuoso e corrisponde strutturalmente alla dorsale istmica, bordata su entrambi i versanti da pianure costiere.
Il territorio è percorso da un sistema di rilievi, che possono essere suddivise da nord a sud in tre cordigliere: Cordigliera di Guanacaste, Cordigliera Centrale, Cordigliera di Talamanca. Il territorio è di recente formazione, originatosi nel Cenozoico, quando emerse l'intera regione istmica. La zone interna è costituita da rocce mesozoiche e cenozoiche che affiorano nella Cordigliera di Talamanca, altrove sono ricoperte da coltri vulcaniche, con coni vulcanici che ancora le sovrastano.
Tra i vulcani presenti, sono da ricordare: Irazu (3.432 m), Turrialba (3.329 m), Poas (2.704), Barba (2.604 m), Miravalle (2.028 m), Tenorio (1.920 m), Rincón de la Vieja (1.895 m), Orosi (1.487 m). Le massime cime del paese appartengono però alla Cordigliera di Talamanca: Chirripó (3.820 m), Terbi (3.761 m), Blanco (3.554 m), Kamok (3.549 m). Sul lato pacifico, si allungano dorsali secondarie, che formano l'ossatura delle penisole di Nicoya e di Osa.
Tra la Cordigliera Centrale e quella di Talamanca si apre una depressione tettonica, la Meseta o Valle Central, altopiano con altitudine media di 1.000 m. Lungo il Mar delle Antille, si estende una pianura relativamente vasta, formata da terreno alluvionale del Neozoico, che termina con coste basse e rettilinee. Più esigue sono le pianure sulla costa del Pacifico, a causa della vicinanza delle catene montuose, risultando più accidentate (penisola di Sant'Elena, baia di Coronado, penisola di Osa, golfo Dulce, ecc.).
Abbastanza estesa è la piana di Tempisque, che separa la Cordigliera di Guanacaste dai rilievi della penisola di Nicoya.

Idrografia

Fiumi
Il sistema idrografico nazionale è formato da fiumi brevi, ma di portata relativamente elevata; i maggiori corsi d'acqua sono in parte navigabili.
- Río Corobicí
- Diquis
- Rio Grande
- Reventazón
- San Juan
- Sarapiqui

Clima

La sua posizione geografica (tra gli 8° e gli 11° di latitudine nord), dà al Costa Rica un clima caldo e umido; le precipitazioni sono abbondanti, grazie all'aliseo di N-E, praticamente quotidiane sul versante atlantico (4.000 mm annui), meno frequenti su quello pacifico, con un'alternanza di stagioni (piovosa da giugno a novembre, secca da dicembre a maggio). Le temperature sono uniformemente elevate, con medie annue di 26°-29° C. Nella parte interna il clima è condizionato dall'altitudine: tra gli 800 e i 1.600 m si hanno le tierras templadas con medie tra i 12° e 22° C, oltre i 1.600 m le tierras frías con temperature media fra i 5° e i 14°, con forti escursioni termiche giornaliere.

Temperatura e precipitazioni

Geografia umana

Popolazione

Densità: 75,05 per km²

Etnie

La popolazione è composta da ladinos (discendenti degli europei), da meticci e da amerindi indigeni che parlano lingue ricollegabili alla lingua chibcha.

Religione

Cattolica 76%, altri 24%.

Geografia politica

Il Costa Rica è suddiviso in 7 province, a loro volta divise in 81 cantoni e questi in 459 distretti.

Geografia economica

Un tempo l'economia nazionale si basava sulle ricchezze minerarie, oggi è invece prevalentemente agricola. Prodotto Nazionale Lordo: 2.680$ pro capite (85° posto della classifica mondiale).
Bilancia dei pagamenti: -254 milioni di $.
Inflazione: 13,2%.
Disoccupazione: 6,00%. Punti di forza. Grandi esportazioni di caffè, carne e banane. Crescita turistica. Forti investimenti esteri. Punti di debolezza. Le esportazioni dipendono dai mercati internazionali delle materie prime. Dipendenza dal petrolio importato. chibcha

Risorse

Produzione di energia elettrica: 1.200.000 kw.
Pesca: 27.928 tonnellate.
Petrolio: non produttore, raffinazione 15.000 b/g.
Allevamento: bovini 1,5 milioni, suini 280.000, cavalli 115.000.
Minerali: oro, bauxite, argento, manganese, mercurio. Agricoltura L'agricoltura interessa il 23,8% della popolazione, l'arativo occupa il 13% della superficie nazionale. Le colture più redditizie sono quelle del caffè (nelle terre templadas) e delle banane (nelle terre calientes ). La caduta dei prezzi dei due prodotti, ha causato una notevole crisi, che è andata attenuandosi dal 1986. Tra le colture industriali e d'esportazioni seguono cacao, canna da zucchero, tabacco e cotone; altre colture riso e manioca. Nonostante la grande estensione forestale, lo sfruttamento è alquanto limitato. Allevamento Importante il settore zootecnico con bovini, suini e volatili da cortile. Pesca Ridotta è l'attività della pesca, praticata prevalentemente sull'Oceano Pacifico, ben organizzata è solo la pesca del tonno, in gran parte detenuta da aziende a capitale statunitense. Risorse minerarie Le risorse minerarie sono limitate e comunque l'attività estrattiva non è molto sviluppata. I prodotti principali sono: oro, argento, minerali ferrosi, zolfo, manganese, bauxite, sale marino. Industria Il settore industriale nazionale è composto per lo più da piccole e medie aziende, con attività principali basate sulla lavorazione dei prodotti agricoli, zootecnici e forestali: zuccherifici, manifatture di tabacchi, conservazione di carni e pesci, birrifici, mobilifici, stabilimenti tessili e dell'abbigliamento.

Trasporti

Guida a destra. Rete stradale: 5.814 km.
Rete autostradale: 663 km (panamericana).
Rete ferroviaria: 400 km.
Rete navigabile: 730 km. Aeroporto internazionale: Juan Santamaria di San José Flotta naz.: 14 navi (5.900 tsl)

Turismo

1 visitatore l'anno ogni 4,5 abitanti. Provenienza: USA 35%, Nicaragua 14%, Panamá 7%, altri 44%.

Esportazioni

USA 53%, Germania 5%, Nicaragua 4%, Belgio-Lussemburgo 3%, Canada 3%, altri 32%.

Importazioni

USA 59%, Messico 6%, Venezuela 3%, Giappone 3%, Colombia 3%, altri 26%.

Cultura

Alfabetizzazione

Tasso di alfabetizzazione: 95%.
Studenti universitari: 88.324.

Istruzione

Obbligo scolastico fino a 18 anni.

Sanità

Sistema sanitario pubblico.

Ambiente

Il 25,0% del territorio è protetto.

Flora

Il territorio è abbondantemente coperto da una ricca foresta tropicale.

Fauna

Il Costa Rica ha una fauna straordinaria: 864 specie di uccelli, (quasi il dieci per cento delle specie del mondo). 250 specie di mammiferi, di cui piu o meno la meta sono pipistrelli. 230 specie di rettili, 215 specie di anfibi, e 1522 specie di pesci.

Arte

Architettura

Pittura e scultura

Letteratura

Poesia

Romanzo

Teatro

Musica

Politica

Il potere esecutivo è esercitato dal presidente eletto ogni 4 anni.
Il potere legislativo è esercitato dall'Assemblea Legislativa (57 membri) viene eletta ogni 4 anni.

Politica interna

Politica estera

Bibliografia

Collegamenti esterni

Altre voci

Città


- Alajuela
- Alajuelita
- Aserri
- Atenas
- Bagaces
- Barba
- Calle Blancos
- Cartago
- Cinco Esquinas
- Curridabat
- Desamparados
- Escazú
- Esparta
- Filadelfia
- Golfito
- Grecia
- Guadalupe
- Guápiles
- Heredia
- Juan Viñas
- Las Cañas
- Las Juntas
- Liberia
- Limón
- Mercedes
- Miramar
- Naranjo
- Nicoya
- Orotina
- Pacayas
- Palmares
- Paraiso
- Puerto Cortés
- Puntarenas
- Quepos
- San Antonio
- San Francisco
- San Ignacio
- San Isidro
- San Isidro de Coronado
- San Joaquin
- San José
- San Juan
- San Marcos
- San Mateo
- San Pablo
- San Pablo de Turrubares
- San Pedro de Montes de Oca
- San Pedro de Poás
- San Rafael
- San Rafael de Oreamuno
- San Ramón
- San Vicente
- Santa Ana
- Santa Bárbara
- Santa Cruz
- Santa Maria
- Santiago
- Santo Domingo
- Sarchi
- Siquirres
- Tejar
- Tilarán
- Tres Rios
- Turrialba
- Ureña
- Villa Colón
- Villa Quesada
- Zarcero

Montagne


- Blanco (3.554 m)
- Cerro Chirripó Grande
- Chirripó (3.820 m)
- Cordigliera di Guanacaste
- Cordigliera di Talamanca
- Kamok (3.549 m)
- Sierra de Tilarán
- Terbi (3.761 m)

Vulcani


- Arenal (1.657 m) - attivo
- Barba (2.604 m)
- Irazu (3.431 m) - ultima eruzione 1963/1965
- Miravalle (2.028 m)
- Orosi (1.487 m)
- Poas (2.704 m) - attivo
- Rincón de la Vieja (1.916 m) - ultima eruzione 2000
- Tenorio (1.920 m)
- Turrialba (3.329 m)

Fiumi


- Cañas
- Diquis
- Río Corobicí
- Rio Grande
- Reventazón
- San Juan
- Sanapiqui

Laghi


- Laguna de Arenal

Mari


- Oceano Atlantico (Mar dei Caraibi)
- Oceano Pacifico

Isole


- Caños
- Coco
- Chira ja:コスタリカ ko:코스타리카 ms:Costa Rica simple:Costa Rica th:สาธารณรัฐคอสตาริกา zh-min-nan:Costa Rica

America Centrale

L'America Centrale è la porzione centrale del continente americano. Oltre alla stretta fascia istimica. Caratteristica unica di quest'area è il fatto di essere un ponte fra le due Americhe e nello stesso tempo un'area di passaggio fra i due oceani, l'Atlantico e il Pacifico grazie alla presenza del canale di Panamá.

Storia

La dominazione europea

Questa regione, in cui anticamente prosperarono civiltà evolute come quelle dei Maya è stata sottoposta per tre secoli (dall'inizio del Cinquecento alla fine dell'Ottocento) alla dominazione spagnola. La lingua e la religione dei conquistatori si sono così imposte nell'area: in gran parte dei paesi dell'America centrale si parla correntemente lo spagnolo e la religione più diffusa è quella cattolica. Anche la composizione della popolazione si è profondamente modificata: agli originari amerindi si sono sovrapposti e mescolati i bianchi europei (spagnoli, inglesi, francesi e olandesi) e i neri importati dall'Africa come schiavi per lavorare nelle piantagioni.

L'egemonia degli USA

Il raggiungimento dell'indipendenza, nei primi decenni dell'Ottocento, non ha portato nella regione stabilità e democrazia. La storia di gran parte dei paesi centroamericani è stata infatti segnata, anche nel Novecento, da regimi autoritari, colpi di stato e guerre civili. A partire dal XIX secolo si è affermata nell'area l'influenza dei vicini Stati Uniti d'America, che hanno forti interessi economici, politici e militari nella regione. Gli USA hanno costruito il canale di Panamà e sono intervenuti più volte, militarmente e economicamente, per condizionare le politiche di molti paesi dell'area.

Economia

Negli stati più poveri le risorse (in primo luogo terreni agricoli) appartengono a poche grandi famiglie, nelle cui mani si concentra la maggior parte della ricchezza. L'agricoltura, specialmente quella di piantagione, svolge ancora un ruolo primario. I prodotti sono destinati per la maggior parte all'esportazione. Poiché queste attività sono gestite da imprese straniere, i vantaggi economici per le popolazioni locali sono molto ridotti. Lo stesso avviene del resto per le attività industriali e turistiche (particolarmente sviluppate nei paesi delle Antille), settori in gran parte controllati da imprese straniere. Un settore importante dell'economia di alcuni stati dell'America centrale è l'esportazione di materie prime, principalmente verso il continente nord americano. Gli stati appartenenti all'America centrale sono:
- Belize (Belmopan)
- Costa Rica (San Josè)
- El Salvador (San Salvador)
- Guatemala (Città del Guatemala)
- Honduras (Tegucigalpa)
- Nicaragua (Managua)
- Panamá (Panamá) ja:中央アメリカ simple:Central America zh-min-nan:Tiong Bí-chiu

Latitudine

La latitudine (o latitudine geografica) è la coordinata geografica pari all'altezza del polo celeste sull'orizzonte. La latitudine è pari all'angolo che la verticale, di punto sulla superficie della Terra (o di un pianeta), forma con il piano equatoriale. Tale angolo viene misurato in gradi sessagesimali e può assumere valori nell'intervallo da 0 a 90° N e da 0 a 90° S. I punti la cui latitudine è un angolo retto sono detti poli. Il polo dal quale la rotazione del pianeta è vista come antioraria è detto polo nord, l'altro polo sud. La latitudine nell'emisfero centrato sul polo nord si indica come latitudine nord, l'altra come latitudine sud, e i rispettivi emisferi come boreale e australe. I punti che hanno la stessa latitudine si trovano sullo stesso parallelo. A causa dello schiacciamento dei poli terrestri i meridiani non sono dei cerchi perfetti, bensì delle ellissi. Questo implica che i gradi di latitudine non hanno lunghezze uguali.

Misura

La latitudine si calcola con la misura dell'altezza della Stella Polare sull'Orizzonte, in gradi. Si può utilizzare un sestante per tale operazione. Nell'emisfero australe si deve prendere come riferimento l'altezza del polo sud celeste, trovato tramite la Croce del Sud, sull'Orizzonte.

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- Longitudine
- Tropici
- Tropico del Cancro
- Tropico del Capricorno
- Circolo polare Categoria:Geografia ja:緯度

Centro America

L'America Centrale è la porzione centrale del continente americano. Oltre alla stretta fascia istimica. Caratteristica unica di quest'area è il fatto di essere un ponte fra le due Americhe e nello stesso tempo un'area di passaggio fra i due oceani, l'Atlantico e il Pacifico grazie alla presenza del canale di Panamá.

Storia

La dominazione europea

Questa regione, in cui anticamente prosperarono civiltà evolute come quelle dei Maya è stata sottoposta per tre secoli (dall'inizio del Cinquecento alla fine dell'Ottocento) alla dominazione spagnola. La lingua e la religione dei conquistatori si sono così imposte nell'area: in gran parte dei paesi dell'America centrale si parla correntemente lo spagnolo e la religione più diffusa è quella cattolica. Anche la composizione della popolazione si è profondamente modificata: agli originari amerindi si sono sovrapposti e mescolati i bianchi europei (spagnoli, inglesi, francesi e olandesi) e i neri importati dall'Africa come schiavi per lavorare nelle piantagioni.

L'egemonia degli USA

Il raggiungimento dell'indipendenza, nei primi decenni dell'Ottocento, non ha portato nella regione stabilità e democrazia. La storia di gran parte dei paesi centroamericani è stata infatti segnata, anche nel Novecento, da regimi autoritari, colpi di stato e guerre civili. A partire dal XIX secolo si è affermata nell'area l'influenza dei vicini Stati Uniti d'America, che hanno forti interessi economici, politici e militari nella regione. Gli USA hanno costruito il canale di Panamà e sono intervenuti più volte, militarmente e economicamente, per condizionare le politiche di molti paesi dell'area.

Economia

Negli stati più poveri le risorse (in primo luogo terreni agricoli) appartengono a poche grandi famiglie, nelle cui mani si concentra la maggior parte della ricchezza. L'agricoltura, specialmente quella di piantagione, svolge ancora un ruolo primario. I prodotti sono destinati per la maggior parte all'esportazione. Poiché queste attività sono gestite da imprese straniere, i vantaggi economici per le popolazioni locali sono molto ridotti. Lo stesso avviene del resto per le attività industriali e turistiche (particolarmente sviluppate nei paesi delle Antille), settori in gran parte controllati da imprese straniere. Un settore importante dell'economia di alcuni stati dell'America centrale è l'esportazione di materie prime, principalmente verso il continente nord americano. Gli stati appartenenti all'America centrale sono:
- Belize (Belmopan)
- Costa Rica (San Josè)
- El Salvador (San Salvador)
- Guatemala (Città del Guatemala)
- Honduras (Tegucigalpa)
- Nicaragua (Managua)
- Panamá (Panamá) ja:中央アメリカ simple:Central America zh-min-nan:Tiong Bí-chiu

El Salvador

El Salvador è lo stato meno esteso ma anche il più densamente popolato dell'America centrale. Dopo 12 anni di guerra civile, nel 1993 è iniziato il processo di pacificazione e democratizzazione del paese. La struttura economica è basata in gran parte su una fiorente agricoltura di piantagione (caffè, cotone, canna da zucchero). La maggior parte delle terre è concentrata nelle mani di pochi latifondisti. Confina a nord con il Guatemala e l'Honduras e si affacccia a sud all' Oceano Pacifico.

Etnie


- Meticci 90%
- Americani 1%,
- Bianchi 9%,

Religioni


- Cattolici 83%,
- Protestanti evangelici 1.000.000 (stime) ja:エルサルバドル ko:엘살바도르 ms:El Salvador th:ประเทศเอลซัลวาดอร์ zh-min-nan:El Salvador

Mar dei Caraibi

Il Mare Caraibico (o Mare Caribico o Mar dei Caraibi o Mar delle Antille) è un mare (2.754.000 km², lungh. 3.000 km, larg. 1.800 km) dell'Oceano Atlantico. Il mare è limitato a ovest dall'istmo di Panamá e a sud dall'America meridionale, a est ed a nord è bordato dalle isole Antille. Attraverso il canale dello Yucatan si collega al Golfo del Messico. Attraverso diversi stretti e canali tra le Antille si collega all'Oceano Atlantico: Canale Sopra vento, Canale de la Mona, Passaggio Anegada, Canale di Guadalupe, Canale di Martinica. È un bacino di sprofondamento, con una profondità massima di 7.680 m, nella Fossa delle Cayman. È suddiviso in 3 bacini:
- Bacino dello Yucatan
- Bacino Colombiano
- Bacino Venezuelano Ai suoi bordi numerosi i golfi e le insenature: Golfo di Batabano, Golfo di Guacanayabe, Golfo di la Gonavé, Golfo del Venezuela, Golfo del Darién, Golfo de Los Mosquitos, Golfo di Honduras, Baia di Chetumal, Baia di Ascension. L'area è soggetta a frequenti cicloni ed uragani. Caraibico ja:カリブ海

Panamá

Il Panamá è uno stato (78.200 km², 2.845.647 abitanti, capitale Panamá) dell'America centrale, situato nella parte più stretta della regione istmica . Confina a
- nord: Mar delle Antille
- est: Colombia
- sud: Oceano Pacifico
- ovest: Costa Rica. Il Panamá è una repubblica presidenziale. La lingua ufficiale è quella spagnola; parlato anche il chibcha, diffuso l'inglese.

Storia

Esplorato e colonizzato dagli spagnoli fra il 1501 e il 1512, costituì la base per l'espansione nell'America centrale. Più volte saccheggiato dai corsari nella guerra tra Spagna e Inghilterra, il paese perse parte della sua importanza passando sotto il governo della Colombia (1739). Rimase unito alla Colombia fino al 1903, divenendo indipendente con l'aiuto degli Stati Uniti d'America, interessati alla costruzione del Canale di Panamá. La storia nazionale fu turbata da conflitti di frontiera con i paesi limitrofi, particolarmente con il Costa Rica, e dai continui interventi statunitensi nella politica interna, che portarono al trattato del 1936 in cui gli USA rinunciarono ad interferire negli interessi nazionali panamensi ed accettarono un aumento dell'affitto del Canale. Un continuo succedersi di colpi di stato portò ad una situazione instabile (nel 1968 un colpo di stato militare sospese la costituzione). Dal 1968 al 1981 il governo fu agli ordini del colonnello Herrera. Nel 1979 la sovranità sulla Zona del Canale di Panamá ritorna ai panamensi. Nel 1989 il generale Noriega annullò le elezioni, rimanendo al potere, sebbene accusato di traffico di droga. Gli USA invasero il paese; alla presidenza Guillermo Endera. Le elezioni del 1994 vengono vinte dal partito PRD di Ernesto Balladares. La presidenza della repubblica viene assunta da Moscoso del partito PA (1999), il 31 dicembre dello stesso anno scade il contratto d'affitto sul Canale di Panamá a favore degli USA.

Geografia

Geografia fisica

Morfologia

L'interno è montuoso, nella parte occidentale si trova la Cordillera do Chiriquí (Monte Chiriquí, 3.480 m) e quella di Veraguas, che si abbassano nella parte centrale in una profonda depressione ricca di laghi, utilizzati nella costruzione del canale.
canale A est si snoda la Cordillera de San Blas e la Serranía del Darién. Il Panamá ha coste frastagliate con ampi golfi (nel Mare delle Antille: Golfo di Mosquitos, Darién; nell'Oceano Pacifico: Golfo di Chiriqui e di Panamá). Nella parte centrale è attraversata dal Canale di Panamá. Il territorio panamense sorge su una piattaforma continentale poco profonda, particolarmente estesa sotto le acque del Pacifico, soprattutto in corrispondenza del Golfo di Panamá.
Durante la fase di emersione, sulla fine del Cenozoico, l'area emersa era molto più ampia e costituita da potenti serie di rocce sedimentarie mesozoiche e cenozoiche, poggianti su un basamento di rocce cristalline e metamorfiche antiche, e interessate da un'intensa attività vulcanica.
Alcuni edifici vulcanici sono attivi ancora oggi, come il Barú e Chiriquí (3.475 m), la cima più elevata dello stato. Durante il Pliocene la regione ha risentito di intensi movimenti epirogenetici, l'ultimo dei quali, avvenuto nel Pleistocene, ha dato la conformazione attuale: l'abbassamento di circa 200 m della parte meridionale della piattaforma istmica ha comportato una notevole ingressione marina, dando luogo al Golfo di Panamá e alla sommersione di un allineamento vulcanico, i cui ultimi lembi emersi sono rappresentati dalla penisola di Azuero (Cerro Canajagua), dall'arcipelago de Las Perlas e dalla Serrania del Sapo.
Rilievi
L'ossatura occidentale è data dalla Cordigliera de Veraguas (prosecuzione della costaricense Cordigliera di Talamanca) e dalla Serrania del Tabasará, con cime che superano i 2.500 m (Cerro Santiago 2.826 m), che insieme formano un unico allineamento montuoso, la Cordigliera Centrale.
Gli edifici vulcanici sono quasi tutti intaccati dall'erosione. I fianchi del Chiriquí sono incisi dai barranchi e si aprono su vasti pianori che digradano a terrazze, il più vasto dei quali è il David, che affaccia sul Golfo di Chiriquí.
Verso nord la Cordigliera lascia poco spazio alla cimosa costiera, mentre a sud, tra la Cordigliera e la penisola di Azuero, si estende un corridoio di terre basse, rivestito da foreste.
Oltre la penisola di Azuero, la Cordigliera va spegnendosi verso la zona depressionaria del canale. La sezione orientale è molto meno elevata, con un arco montuoso che corre prevalentemente a ridosso della costa caraibica, formato dalla Cordillera de San Blas e dalla Serrania del Darién; le cime non superano i 1.000, salvo nella parte più orientale, al confine con la Colombia (Cerro Tacarcuna 1875 m).
Coste
La costa del Pacifico è molto articolata, ricca di isole, con uno sviluppo di 1.600 km circa.
Il solo arcipelago de Las Perlas è composto da 39 isole maggiori e 144 isolotti: la più estesa è l'isola del Rey (o San Miguel), vasta 32 km².
Numerosi banchi ed isolotti affiorano durante la bassa marea, visto che le ampiezze di marea lungo la costa pacifica sono rilevanti (oscillano tra i 5 e i 6 m), intensa è quindi anche l'erosione sulla costa. La costa caraibica è più uniforme, con uno sviluppo di circa 1.200 km.
Diverse isole rinserrano la laguna di Chiriquí, all'estremità occidentale, numerosi piccoli arcipelaghi di origine corallina fronteggiano la costa di San Blas.

Idrografia

L'idrografia è semplice, con fiumi brevi (specialmente quelli che sfociano nel Mar dei Caraibi), ma a regime regolare e ricchi d'acqua. Il fiume principale è il Chagres che, sbarrato artificialmente, forma il lago di Gatun; altri fiumi importanti il Chepo e il Tuira (182 km), che scendono dalle alture al confine con la Colombia.

Clima

Il clima è spiccatamente equatoriale, con caldo umido e precipitazioni abbondanti (2.500 mm annui), soprattutto sul versante caraibico, influenzato dagli alisei di nord-est.
Si hanno comunque sensibili differenze di regime termico in funzione dell'altitudine e di piovosità in rapporto all'esposizione agli alisei.
Il versante caraibico è costantemente piovoso (2.500-3.600 mm annui), mentre la regione pacifica è molto meno piovosa (1.400-2.000 mm annui, nelle zone più riparate anche meno). Possono essere distinte due stagioni: una secca da gennaio ad aprile, una piovosa da maggio a dicembre (le differenze stagionali sono meno sensibili nell'area caraibica). L'influenza altimetrica è notevole e permette di distinguere le tipiche fasce climatiche andine:
- tierras calientes (fino a 600-700 m), con temperature medie superiori a 18°
- tierras templadas (700-1.500 m), con temperature tra i 15° e i 18°
- tierras frías (oltre i 1.500 m), con temperature inferiori a 15°, ma comunque mai sotto zero.

Temperatura e precipitazioni

Geografia umana

Popolazione

Densità: 37 per km²

Etnie

La popolazione è formata da mestizo (60%), bianchi (14%), neri (12%), amerindi (8%), asiatici (4%), altri (2%).

Religione

Cattolica (80%), Evangelica (15%), altri (5%)

Geografia politica

Geografia economica

Prodotto Nazionale Lordo: 2.670$ pro capite (92° posto della classifica mondiale).
Bilancia dei pagamenti: -1.209 milioni di $.
Inflazione: 1,2%.
Disoccupazione: 12,50%. Punti di forza. La zona di libero scambio di Colón è la seconda del mondo per importanza. Forti i settori bancario, assicurativo e finanziario. Esportazione di banane e gamberi. Profitti dalle navi battenti bandiera panamense. Punti di debolezza. Instabilità politica e corruzione. Alto debito con l'estero. Alta disoccupazione. Le infrastrutture sono scarse.

Risorse

Produzione di energia elettrica: 957.000 kw.
Pesca: 181.781 tonnellate.
Petrolio: non produttore, raffinazione 100.000 b/g.
Allevamento: bovini 1,4 milioni, suini 245.000, cavalli 165.000.
Minerali: rame, carbone, oro, argento, manganese, sale, argilla. Agricoltura Il Panamá è essenzialmente agricolo, anche se il numero degli addetti è in rapida diminuzione e l'arativo corrisponde solo al 7,5% del territorio nazionale; i prodotti principali sono: mais, riso, manioca, patate, patate dolci, pomodori, cacao, caffè, canna da zucchero, tabacco, banane, agrumi (soprattutto arance). La foresta tropicale produce legnami pregiati: mogano, caucciù. Allevamento L'allevamento è in via di sviluppo: bovini, suini, equini, caprini, animali da cortile. Pesca Importante anche la pesca, sia costiera che d'alto mare. Prodotto d'esportazione sono i gamberi e le aragoste. Porti pescherecci sono: Pedregal, Pueblo Nuevo, Chimán. Praticata la raccolta delle perle nel Golfo di Panamá e nel Golfo di Chiriquí Risorse minerarie Pur non mancando, le risorse minerarie sono scarsamente sfruttate. Queste sono rappresentate da: zolfo, bauxite, carbone, rame. Industria L'industria è poco sviluppata: birrifici, zuccherifici, oleifici, saponifici, calzaturifici, distillerie, cementifici, tabacchifici, industrie alimentari. Importanti per il paese le attività derivanti dal traffico commerciale nel Canale.

Trasporti

La guida è a destra. La flotta mercantile, grazie alle esenzioni fiscali concesse agli armatori stranieri, è la più ricca del mondo, specialmente nel settore delle petroliere. Rete stradale: 3.441 km.
Rete autostradale: 545 km (Panamamericana).
Rete ferroviaria: 485 km.
Rete navigabile: 800 km.
Flotta: 6.105 navi (82,13 milioni tsl). Aeroporto internazionale: Tocumen Inti di Panamá.

Turismo

1 visitatore l'anno ogni 6,9 abitanti. Provenienza: USA 28%, Colombia 17%, Costa Rica 9%, altri 46%.

Esportazioni

USA 49%, Svezia 8%, Costa Rica 6%, Belgio-Lussemburgo 5%, Honduras 4%, altri 28%.

Importazioni

Giappone 39%, Corea del Sud 11%, USA 9%, Hong Kong 8%, Cina 6%, altri 27%.

Cultura

Alfabetizzazione

Tasso di alfabetizzazione: 91%.
Studenti universitari: 80.962.

Istruzione

Obbligo scolastico fino a 15 anni. Università:
- Università di Panamá (1935)
- Università di Santa Maria La Antigua (1965)

Sanità

Sistema sanitario pubblico.

Ambiente

Il 19,0% del territorio è protetto.

Flora

La flora è costituita da foreste tropicali, con liane, orchidee e piante epifite; sulle coste predominano mangrovie e palme; le aree forestali coprono più del 52% del territorio nazionale. La foresta sul versante dell'Oceano Pacifico si presenta più degradata, sostituita dalla savana e nelle zone più aride dal matorral, una sterpaglia tropicale xerofila. Lungo i corsi d'acqua si addensano le foreste a galleria. Oltre i 700 m alle foreste si sostituisce il bosco ceduo.

Fauna

Arte

Architettura

Pittura e scultura

Letteratura

Poesia

Romanzo

Teatro

Musica

Politica

Il potere esecutivo è esercitato dal presidente della repubblica eletto a suffragio universale ogni 4 anni.
Il potere legislativo è esercitato dall'Assemblea legislativa (71 membri) eletti ogni 4 anni a suffragio universale.

Politica interna

Politica estera

Bibliografia

Voci correlate


- Aziende
- Città
- Montagne
  - Bruja
  - Cerro Echandi
  - Cordillera de San Blas
  - Santa Rita
  - Serrania del Darién
  - Serrania de Tabasará
- Vulcani
  - Barú (3.478 m)
  - Chiriquí
- Fiumi
  - Boquerón
  - Caimito
  - Chagres
  - Chepo
  - Chucunaque
  - Ciri
  - Río Grande
  - Indio
  - Pequení
  - Tuira
- Laghi
  - Gatun
  - Madden
- Mari
  - Mare Caraibico
  - Oceano Pacifico
- Isole
  - Cebaco
  - Coiba
  - Jicaró
  - Arcipelago Las Perlas
  - Montuosa
  - Rey
  - San José
  - Soboya
  - Toboga

Collegamenti esterni


- [http://numismondo.com/pm/pan/ Numismondo] - Banconote panamensi ja:パナマ ko:파나마 ms:Panama th:ประเทศปานามา zh-min-nan:Panamá

Oceano Pacifico

L'Oceano Pacifico, il più grande oceano del mondo, occupa circa un terzo della superficie terrestre, con un'area di 179 milioni di chilometri quadrati. Si estende da nord a sud per circa 15.500 chilometri, dal Mar di Bering nell'Artico fino ai margini ghiacciati del Mare di Ross nell'Antartide. La maggior larghezza in senso est-ovest viene raggiunta a circa 5 gradi di latitudine nord, con una distanza di 19.800 chilometri dall'Indonesia alle coste della Colombia. Il limite occidentale dell'oceano è in genere posto presso lo Stretto di Malacca. Il luogo più basso della superficie terrestre si trova nel Pacifico, presso la Fossa delle Marianne. Il Pacifico contiene circa 25.000 isole (più di quante ce ne siano in tutti gli altri oceani messi insieme), la maggior parte nell'emisfero sud. Lungo i bordi del Pacifico si trovano molti mari. I più grandi sono il Mar Cinese orientale, il Mar del Giappone, il Mar di Sulu, il Mar di Tasmania e il Mar Giallo. Lo Stretto di Malacca unisce il Pacifico con l'Oceano Indiano ad ovest, mentre lo Stretto di Magellano lo unisce con l'Oceano Atlantico ad est. L'esploratore portoghese Ferdinando Magellano chiamò questo oceano Pacifico, a causa del mare molto calmo che trovò durante la sua traversata dallo Stretto di Magellano fino alle Filippine. Ma l'oceano non è sempre fedele al suo nome. Molti tifoni ed uragani tormentano le isole del pacifico, e le terre che lo circondano sono piene di vulcani e spesso scosse da terremoti. Gli tsunami, causati da terremoti sottomarini, hanno devastato molte isole e cancellato intere città.

Il fondo oceanico

Il fondo oceanico del bacino centrale del Pacifico è relativamente uniforme, con una profondità media di 4.270 metri. Le irregolarità più grandi sono in genere montagne sottomarine estremamente ripide, con una cima piatta. La parte occidentale del fondo consiste di archi montagnosi che emergono dalla superficie dell'acqua come gruppi di isole, come le Isole Salomone e la Nuova Zelanda, e di profonde fosse, come la Fossa delle Marianne e la Fossa delle Filippine. La maggior parte delle fosse profonde si trova accanto ai margini della larga piattaforma continentale del Pacifico occidentale. Lungo il margine orientale del bacino del Pacifico si trova il Rialzo Est del Pacifico, che è parte del sistema mondiale di dorsali sottomarine. Largo circa 3.000 km, il rialzo si trova a circa 3 km di altezza rispetto al fondo marino adiacente. Poiché il bacino idrografico del Pacifico è relativamente piccolo, e a causa dell'immensità di questo oceano, la maggior parte dei sedimenti sono di origine autogenica o pelagica. I sedimenti terragenici, originatisi dall'erosione delle masse terrestri, sono confinati in piccole zone vicine alla terraferma.

Caratteristiche dell'acqua

La temperatura dell'acqua nel Pacifico varia da poco più del punto di congelamento nelle zone polari fino a circa 29°C vicino all'equatore. Anche la salinità varia con la latitudine. l'acqua vicina all'equatore è meno salata di quella alle medie latitudini, a causa delle abbondanti precipitazioni equatoriali durante tutto l'anno. Più a nord delle latitudini temperate la salinità torna a scendere. La circolazione di superficie delle acque del Pacifico si svolge generalmente in senso orario nell'emisfero nord, e in senso antiorario nell'emisfero sud. La Corrente Equatoriale Nord, guidata verso ovest alla latitudine 15° nord dai venti, gira verso nord vicino alle Filippine e parte delle sue acque si muovono a nord con il nome di Corrente Auletiana, mentre il resto ritorna verso sud per riunirsi alla Corrente Equatoriale Nord. La Corrente Aleutiana si divide quando raggiunge il Nordamerica e forma la base della circolazione in senso antiorario nel Mare di Bering. Il suo braccio meridionale diventa la Corrente della California, che si muove lentamente verso sud. La Corrente Equatoriale Sud, scorrendo verso ovest lungo l'equatore, si sposta verso sud ad est della Nuova Guinea, gira ad est alla latitudine di 50 gradi sud, e si unisce alle correnti principali del Pacifico del Sud, tra cui la Corrente Circumpolare Antartica che compie l'intero giro del globo. Quando si avvicina alle coste cileni, la Corrente Equatoriale Sud si divide: un ramo sorpassa il Capo Horn e finisce nell'Atlantico, mentre l'altro gira a nord per formare la Corrente del Perù (o di Humboldt).

Clima

Solo le zone più interne delle masse terrestri dell'Australia, della Nuova Guinea e della Nuova Zelanda evitano l'influenza climatica del Pacifico. Esistono cinque differenti regioni climatiche: la zona ovest, the trades, la regione dei monsoni, la regione dei tifoni, e the doldrums. A latitudini intermedie, sia a nord che a sud, flussi d'aria che si spostano verso ovest portano grandi variazioni stagionali di temperatura. Più vicino all'equatore, dove si trovano la maggior parte delle isole, venti stabili permettono di avere temperature relativamente costanti tutto l'anno, tra 21 e 27 gradi Celsius. La regione dei monsoni si trova nel Pacifico occidentale, tra il Giappone e l'Australia. Le caratteristiche di questa regione climatica sono venti che soffiano dall'interno del continente verso l'oceano in inverno, e in direzione opposta d'estate. A causa di questo comportamento, la copertura nuvolosa e le precipitazioni sono molto influenzate dalla stagione. I tifoni causano spesso estesi danni nelle parti occidentali e sudoccidentali del Pacifico. Anche se meno definite rispetto alle altre, due grandi aree di bonaccia si estendono nell'oceano, una al largo delle coste occidentali dell'America Centrale, e l'altra nelle acque equatoriali del Pacifico occidentale. Entrambe si distinguono per la loro alta umidità, notevole copertura nuvolosa, deboli venti e frequenti bonacce.

Geologia

La Linea dell'Andesite è la principale caratteristica geologica del Pacifico. Separa le rocce profonde ed ignee del Bacino del Pacifico Centrale, per lo più basiche, dalle zone continentali parzialmente sommerse composte da rocce ignee acide. La Linea dell'Andesite segue il bordo occidentale delle isole al largo della California e passa a sud delle Isole Aleutine, lungo il bordo est della penisola della Kamchatka, le Isole Kurili, il Giappone, le Isole Marianne, le Isole Solomon, e la Nuova Zelanda. La discontinuità prosegue in direzione nordest lungo il bordo occidentale della Cordigliera degli Albatros dal Sudamerica al Messico, ritornando alle isole al largo della California. Tutte le estensioni orientali dei continenti dell'Asia e dell'Australia (Indonesia, Filippine, Giappone, Nuova Guinea, Nuova Zelanda) si trovano fuori dalla Linea dell'Andesite. Lungo l'anello chiuso della Linea dell'Andesite si trovano la maggior parte delle fosse profonde, delle montagne vulcaniche sottomarine, e delle isole oceaniche vulcaniche che caratterizzano il Bacino del Pacifico Centrale. È qui che le lave basaltiche scorrono lentamente dalle fratture per formare enormi montagne vulcaniche a forma di cupola, la cui sommità erosa forma isole in archi, catene e gruppi. Fuori dalla Linea dell'Andesite, i fenomeni vulcanici sono invece di tipo esplosivo, e il cosiddetto cerchio di fuoco ha la maggior concentrazione mondiale di vulcani esplosivi.

Terraferma

L'estensione più grande di terra all'interno dell'Oceano pacifico è il continente australiano, che ha un'area leggermente più piccola di quella dell'Europa. Ad una distanza di 3.200 chilometri, in direzione sudest, si trova il grande gruppo di isole della Nuova Zelanda. Quasi tutte le altre isole del Pacifico si trovano tra 30 gradi di latitudine nord e 30 di latitudine sud, dall'Asia sudorientale all'Isola di Pasqua. Il resto del Bacino del Pacifico non contiene in pratica terraferma. Il grande triangolo della Polinesia, che unisce le Hawaii, l'Isola di Pasqua e la Nuova Zelanda, contiene al suo interno i gruppi delle Marchesi, le Samoa, Tonga. A nord dell'equatore e ad ovest della linea di cambio di data si trovano le numerose piccole isole della Micronesia, incluse le Kiribati, le Isole Caroline, le Isole Marshall, e le Isole Marianne. Nell'angolo sudovest del Pacifico si trovano le isole della Melanesia, dominate dalla Nuova Guinea. Altri gruppi importanti nella Melanesia includono le Isole Bismarck, le Figi, la Nuova Caledonia, le Isole Salomone e Vanuatu. Questa suddivisione in Polinesia, Micronesia e Melanesia, vecchia del 1831 (Jules Dumont d'Urville), non corrisponde alle realtà bio-geografiche: le due zone ora riconosciute dagli scienziati sono l'Oceania vicina e l'Oceania lontana, zone che corrispondono a realtà diverse dal punta di vista botanico, zoologico e anche umano e culturale. Le isole del Pacifico sono di quattro tipi fondamentali: isole continentali, isole alte, barriere coralline, e piattaforme coralline rialzate. Le isole continentali si trovano fuori dalla Linea dell'Andesite e includono la Nuova Guinea, le isole della Nuova Zelanda e le Filippine. Queste isole sono fisicamente associate con i continenti vicini. Le isole alte sono di origine vulcanica, e possono contenere dei vulcani attivi. Tra queste le Hawaii e le Isole Solomon. Gli altri due tipi di isole sono il risultato del lavoro dei coralli. Le barriere coralline sono strutture subacquee che sono state costruite dai corali sopra la lava basaltica sotto la superficie dell'oceano. Una delle più grandi è la Grande Barriera Corallina, al largo dell'Australia nordorientale. Un secondo tipo è quello di una piattaforma corallina rialzata, che è in genere un po' più grande. Ne sono esempi Banaba e Makatea nel gruppo di Tuamotu nella Polinesia Francese.

Storia ed economia

In tempi preistorici vi furono importanti migrazioni umane nel Pacifico, prima tra tutte quella dei Polinesiani da Tahiti fino alle Hawaii e la Nuova Zelanda. L'oceano fu visto per la prima volta dagli Europei all'inizio del XVI secolo, prima da Vasco Nunez de Balboa (1513) e poi da Ferdinando Magellano, che attraversò il Pacifico durante la sua circumnavigazione (1519-22). Per il resto del XVI secolo, l'esplorazione fu condotta principalmente dalla Spagna, con navi che raggiungevano le Filippine, la Nuova Guinea e le Isole Solomon. Durante il XVII secolo la scena fu dominata dagli olandesi; Abel Janszoon Tasman scoprì nel 1642 la Tasmania e la Nuova Zelanda. Il XVIII secolo vide l'esplorazione russa in Alaska e nelle Isole Aleutine, i francesi in Polinesia, e gli inglesi con tre viaggi del capitano James Cook. L'imperialismo crescente del XIX secolo risultò nell'occupazione della maggior parte del Pacifico da parte delle potenze occidentali. La nave esploratrice HMS Beagle portò importanti contributi scientifici negli anni 1830, con a bordo Charles Darwin. Un'altra nave famosa fu la HMS Challenger. Anche se gli Stati Uniti presero le Filippine nel 1898, arrivati al 1914 il Giappone controllava la maggior parte del Pacifico occidentale, ed occupò molte altre isole durante la Seconda guerra mondiale. Alla fine della guerra, l'oceano era dominato dalla marina militare americana. Il pacifico comprende diciassette stati indipendenti: Australia, Fiji, Giappone, Kiribati, le Isole Marshall, Micronesia, Nauru, Nuova Zelanda, Palau, Papua Nuova Guinea, Filippine, Samoa, le Isole Salomone, Taiwan (disputata dalla Repubblica Cinese), Tonga, Tuvalu e Vanuatu. Undici di queste nazioni sono totalmente indipendenti solo dal 1960. Le Isole Marianne del Nord hanno un proprio governo, ma dipendono dagli Stati Uniti per la politica estera, e le Isole Cook e Niue hanno una relazione simile con la Nuova Zelanda. Inoltre nel Pacifico si trova lo Stato americano delle Hawaii e numerosi territori e possessioni di Australia, Cile, Francia, Giappone, Nuova Zelanda, Gran Bretagna e Stati Uniti. Lo sfruttamento delle risorse minerarie del Pacifico è ostacolato dalle grandi profondità dell'oceano. Nelle acque basse al largo delle coste australiane e neozelandesi, vengono estratti gas naturale e petrolio, mentre le perle vengono raccolte o coltivate lungo le coste di Australia, Giappone, Nuova Guinea, Nicaragua, Panama e Filippine, anche se si tratta di un industria in declino. La risorsa maggiore del Pacifico sono i suoi pesci. Le acque costiere dei continenti e delle isole più temperate forniscono salmone, sardine, pesce spada e tonno, più numerosi crostacei. Nel 1986, le nazioni che fanno parte del Forum del Sud Pacifico hanno dichiarato l'area libera dal nucleare, nel tentativo di fermare gli esperimenti nucleari e di prevenire lo stoccaggio delle scorie nucleari nel pacifico.

Bibliografia


- Barkley, R.A., Oceanographic Atlas of the Pacific Ocean (1969)
- Cameron, I., Lost Paradise (1987)
- Couper, A., Development in the Pacific Islands (1988)
- Crump, D.J., ed., Blue Horizons (1980)
- Gilbert, John, Charting the Vast Pacific (1971)
- Lower, J. Arthur, Ocean of Destiny: A Concise History of the North Pacific, 1500-1978 (1978)
- Oliver, D.L., The Pacific Islands, 3d ed. (1989)
- Ridgell, R., Pacific Nations and Territories, 2d ed. (1988)
- Soule, Gardner, The Greatest Depths (1970)
- Spate, O.H., Paradise Found and Lost (1988)
- Stanley, David, Moon Handbooks South Pacific (2004)
- Terrell, J.E., Prehistory in the Pacific Islands (1986). Basato su testi di pubblico dominio del US Naval Oceanographer Categoria:Oceani Categoria:Ecosistemi ja:太平洋 ko:태평양 simple:Pacific Ocean th:มหาสมุทรแปซิฟิก zh-min-nan:Thài-pêng-iûⁿ

Oceano Pacifico

L'Oceano Pacifico, il più grande oceano del mondo, occupa circa un terzo della superficie terrestre, con un'area di 179 milioni di chilometri quadrati. Si estende da nord a sud per circa 15.500 chilometri, dal Mar di Bering nell'Artico fino ai margini ghiacciati del Mare di Ross nell'Antartide. La maggior larghezza in senso est-ovest viene raggiunta a circa 5 gradi di latitudine nord, con una distanza di 19.800 chilometri dall'Indonesia alle coste della Colombia. Il limite occidentale dell'oceano è in genere posto presso lo Stretto di Malacca. Il luogo più basso della superficie terrestre si trova nel Pacifico, presso la Fossa delle Marianne. Il Pacifico contiene circa 25.000 isole (più di quante ce ne siano in tutti gli altri oceani messi insieme), la maggior parte nell'emisfero sud. Lungo i bordi del Pacifico si trovano molti mari. I più grandi sono il Mar Cinese orientale, il Mar del Giappone, il Mar di Sulu, il Mar di Tasmania e il Mar Giallo. Lo Stretto di Malacca unisce il Pacifico con l'Oceano Indiano ad ovest, mentre lo Stretto di Magellano lo unisce con l'Oceano Atlantico ad est. L'esploratore portoghese Ferdinando Magellano chiamò questo oceano Pacifico, a causa del mare molto calmo che trovò durante la sua traversata dallo Stretto di Magellano fino alle Filippine. Ma l'oceano non è sempre fedele al suo nome. Molti tifoni ed uragani tormentano le isole del pacifico, e le terre che lo circondano sono piene di vulcani e spesso scosse da terremoti. Gli tsunami, causati da terremoti sottomarini, hanno devastato molte isole e cancellato intere città.

Il fondo oceanico

Il fondo oceanico del bacino centrale del Pacifico è relativamente uniforme, con una profondità media di 4.270 metri. Le irregolarità più grandi sono in genere montagne sottomarine estremamente ripide, con una cima piatta. La parte occidentale del fondo consiste di archi montagnosi che emergono dalla superficie dell'acqua come gruppi di isole, come le Isole Salomone e la Nuova Zelanda, e di profonde fosse, come la Fossa delle Marianne e la Fossa delle Filippine. La maggior parte delle fosse profonde si trova accanto ai margini della larga piattaforma continentale del Pacifico occidentale. Lungo il margine orientale del bacino del Pacifico si trova il Rialzo Est del Pacifico, che è parte del sistema mondiale di dorsali sottomarine. Largo circa 3.000 km, il rialzo si trova a circa 3 km di altezza rispetto al fondo marino adiacente. Poiché il bacino idrografico del Pacifico è relativamente piccolo, e a causa dell'immensità di questo oceano, la maggior parte dei sedimenti sono di origine autogenica o pelagica. I sedimenti terragenici, originatisi dall'erosione delle masse terrestri, sono confinati in piccole zone vicine alla terraferma.

Caratteristiche dell'acqua

La temperatura dell'acqua nel Pacifico varia da poco più del punto di congelamento nelle zone polari fino a circa 29°C vicino all'equatore. Anche la salinità varia con la latitudine. l'acqua vicina all'equatore è meno salata di quella alle medie latitudini, a causa delle abbondanti precipitazioni equatoriali durante tutto l'anno. Più a nord delle latitudini temperate la salinità torna a scendere. La circolazione di superficie delle acque del Pacifico si svolge generalmente in senso orario nell'emisfero nord, e in senso antiorario nell'emisfero sud. La Corrente Equatoriale Nord, guidata verso ovest alla latitudine 15° nord dai venti, gira verso nord vicino alle Filippine e parte delle sue acque si muovono a nord con il nome di Corrente Auletiana, mentre il resto ritorna verso sud per riunirsi alla Corrente Equatoriale Nord. La Corrente Aleutiana si divide quando raggiunge il Nordamerica e forma la base della circolazione in senso antiorario nel Mare di Bering. Il suo braccio meridionale diventa la Corrente della California, che si muove lentamente verso sud. La Corrente Equatoriale Sud, scorrendo verso ovest lungo l'equatore, si sposta verso sud ad est della Nuova Guinea, gira ad est alla latitudine di 50 gradi sud, e si unisce alle correnti principali del Pacifico del Sud, tra cui la Corrente Circumpolare Antartica che compie l'intero giro del globo. Quando si avvicina alle coste cileni, la Corrente Equatoriale Sud si divide: un ramo sorpassa il Capo Horn e finisce nell'Atlantico, mentre l'altro gira a nord per formare la Corrente del Perù (o di Humboldt).

Clima

Solo le zone più interne delle masse terrestri dell'Australia, della Nuova Guinea e della Nuova Zelanda evitano l'influenza climatica del Pacifico. Esistono cinque differenti regioni climatiche: la zona ovest, the trades, la regione dei monsoni, la regione dei tifoni, e the doldrums. A latitudini intermedie, sia a nord che a sud, flussi d'aria che si spostano verso ovest portano grandi variazioni stagionali di temperatura. Più vicino all'equatore, dove si trovano la maggior parte delle isole, venti stabili permettono di avere temperature relativamente costanti tutto l'anno, tra 21 e 27 gradi Celsius. La regione dei monsoni si trova nel Pacifico occidentale, tra il Giappone e l'Australia. Le caratteristiche di questa regione climatica sono venti che soffiano dall'interno del continente verso l'oceano in inverno, e in direzione opposta d'estate. A causa di questo comportamento, la copertura nuvolosa e le precipitazioni sono molto influenzate dalla stagione. I tifoni causano spesso estesi danni nelle parti occidentali e sudoccidentali del Pacifico. Anche se meno definite rispetto alle altre, due grandi aree di bonaccia si estendono nell'oceano, una al largo delle coste occidentali dell'America Centrale, e l'altra nelle acque equatoriali del Pacifico occidentale. Entrambe si distinguono per la loro alta umidità, notevole copertura nuvolosa, deboli venti e frequenti bonacce.

Geologia

La Linea dell'Andesite è la principale caratteristica geologica del Pacifico. Separa le rocce profonde ed ignee del Bacino del Pacifico Centrale, per lo più basiche, dalle zone continentali parzialmente sommerse composte da rocce ignee acide. La Linea dell'Andesite segue il bordo occidentale delle isole al largo della California e passa a sud delle Isole Aleutine, lungo il bordo est della penisola della Kamchatka, le Isole Kurili, il Giappone, le Isole Marianne, le Isole Solomon, e la Nuova Zelanda. La discontinuità prosegue in direzione nordest lungo il bordo occidentale della Cordigliera degli Albatros dal Sudamerica al Messico, ritornando alle isole al largo della California. Tutte le estensioni orientali dei continenti dell'Asia e dell'Australia (Indonesia, Filippine, Giappone, Nuova Guinea, Nuova Zelanda) si trovano fuori dalla Linea dell'Andesite. Lungo l'anello chiuso della Linea dell'Andesite si trovano la maggior parte delle fosse profonde, delle montagne vulcaniche sottomarine, e delle isole oceaniche vulcaniche che caratterizzano il Bacino del Pacifico Centrale. È qui che le lave basaltiche scorrono lentamente dalle fratture per formare enormi montagne vulcaniche a forma di cupola, la cui sommità erosa forma isole in archi, catene e gruppi. Fuori dalla Linea dell'Andesite, i fenomeni vulcanici sono invece di tipo esplosivo, e il cosiddetto cerchio di fuoco ha la maggior concentrazione mondiale di vulcani esplosivi.

Terraferma

L'estensione più grande di terra all'interno dell'Oceano pacifico è il continente australiano, che ha un'area leggermente più piccola di quella dell'Europa. Ad una distanza di 3.200 chilometri, in direzione sudest, si trova il grande gruppo di isole della Nuova Zelanda. Quasi tutte le altre isole del Pacifico si trovano tra 30 gradi di latitudine nord e 30 di latitudine sud, dall'Asia sudorientale all'Isola di Pasqua. Il resto del Bacino del Pacifico non contiene in pratica terraferma. Il grande triangolo della Polinesia, che unisce le Hawaii, l'Isola di Pasqua e la Nuova Zelanda, contiene al suo interno i gruppi delle Marchesi, le Samoa, Tonga. A nord dell'equatore e ad ovest della linea di cambio di data si trovano le numerose piccole isole della Micronesia, incluse le Kiribati, le Isole Caroline, le Isole Marshall, e le Isole Marianne. Nell'angolo sudovest del Pacifico si trovano le isole della Melanesia, dominate dalla Nuova Guinea. Altri gruppi importanti nella Melanesia includono le Isole Bismarck, le Figi, la Nuova Caledonia, le Isole Salomone e Vanuatu. Questa suddivisione in Polinesia, Micronesia e Melanesia, vecchia del 1831 (Jules Dumont d'Urville), non corrisponde alle realtà bio-geografiche: le due zone ora riconosciute dagli scienziati sono l'Oceania vicina e l'Oceania lontana, zone che corrispondono a realtà diverse dal punta di vista botanico, zoologico e anche umano e culturale. Le isole del Pacifico sono di quattro tipi fondamentali: isole continentali, isole alte, barriere coralline, e piattaforme coralline rialzate. Le isole continentali si trovano fuori dalla Linea dell'Andesite e includono la Nuova Guinea, le isole della Nuova Zelanda e le Filippine. Queste isole sono fisicamente associate con i continenti vicini. Le isole alte sono di origine vulcanica, e possono contenere dei vulcani attivi. Tra queste le Hawaii e le Isole Solomon. Gli altri due tipi di isole sono il risultato del lavoro dei coralli. Le barriere coralline sono strutture subacquee che sono state costruite dai corali sopra la lava basaltica sotto la superficie dell'oceano. Una delle più grandi è la Grande Barriera Corallina, al largo dell'Australia nordorientale. Un secondo tipo è quello di una piattaforma corallina rialzata, che è in genere un po' più grande. Ne sono esempi Banaba e Makatea nel gruppo di Tuamotu nella Polinesia Francese.

Storia ed economia

In tempi preistorici vi furono importanti migrazioni umane nel Pacifico, prima tra tutte quella dei Polinesiani da Tahiti fino alle Hawaii e la Nuova Zelanda. L'oceano fu visto per la prima volta dagli Europei all'inizio del XVI secolo, prima da Vasco Nunez de Balboa (1513) e poi da Ferdinando Magellano, che attraversò il Pacifico durante la sua circumnavigazione (1519-22). Per il resto del XVI secolo, l'esplorazione fu condotta principalmente dalla Spagna, con navi che raggiungevano le Filippine, la Nuova Guinea e le Isole Solomon. Durante il XVII secolo la scena fu dominata dagli olandesi; Abel Janszoon Tasman scoprì nel 1642 la Tasmania e la Nuova Zelanda. Il XVIII secolo vide l'esplorazione russa in Alaska e nelle Isole Aleutine, i francesi in Polinesia, e gli inglesi con tre viaggi del capitano James Cook. L'imperialismo crescente del XIX secolo risultò nell'occupazione della maggior parte del Pacifico da parte delle potenze occidentali. La nave esploratrice HMS Beagle portò importanti contributi scientifici negli anni 1830, con a bordo Charles Darwin. Un'altra nave famosa fu la HMS Challenger. Anche se gli Stati Uniti presero le Filippine nel 1898, arrivati al 1914 il Giappone controllava la maggior parte del Pacifico occidentale, ed occupò molte altre isole durante la Seconda guerra mondiale. Alla fine della guerra, l'oceano era dominato dalla marina militare americana. Il pacifico comprende diciassette stati indipendenti: Australia, Fiji, Giappone, Kiribati, le Isole Marshall, Micronesia, Nauru, Nuova Zelanda, Palau, Papua Nuova Guinea, Filippine, Samoa, le Isole Salomone, Taiwan (disputata dalla Repubblica Cinese), Tonga, Tuvalu e Vanuatu. Undici di queste nazioni sono totalmente indipendenti solo dal 1960. Le Isole Marianne del Nord hanno un proprio governo, ma dipendono dagli Stati Uniti per la politica estera, e le Isole Cook e Niue hanno una relazione simile con la Nuova Zelanda. Inoltre nel Pacifico si trova lo Stato americano delle Hawaii e numerosi territori e possessioni di Australia, Cile, Francia, Giappone, Nuova Zelanda, Gran Bretagna e Stati Uniti. Lo sfruttamento delle risorse minerarie del Pacifico è ostacolato dalle grandi profondità dell'oceano. Nelle acque basse al largo delle coste australiane e neozelandesi, vengono estratti gas naturale e petrolio, mentre le perle vengono raccolte o coltivate lungo le coste di Australia, Giappone, Nuova Guinea, Nicaragua, Panama e Filippine, anche se si tratta di un industria in declino. La risorsa maggiore del Pacifico sono i suoi pesci. Le acque costiere dei continenti e delle isole più temperate forniscono salmone, sardine, pesce spada e tonno, più numerosi crostacei. Nel 1986, le nazioni che fanno parte del Forum del Sud Pacifico hanno dichiarato l'area libera dal nucleare, nel tentativo di fermare gli esperimenti nucleari e di prevenire lo stoccaggio delle scorie nucleari nel pacifico.

Bibliografia


- Barkley, R.A., Oceanographic Atlas of the Pacific Ocean (1969)
- Cameron, I., Lost Paradise (1987)
- Couper, A., Development in the Pacific Islands (1988)
- Crump, D.J., ed., Blue Horizons (1980)
- Gilbert, John, Charting the Vast Pacific (1971)
- Lower, J. Arthur, Ocean of Destiny: A Concise History of the North Pacific, 1500-1978 (1978)
- Oliver, D.L., The Pacific Islands, 3d ed. (1989)
- Ridgell, R., Pacific Nations and Territories, 2d ed. (1988)
- Soule, Gardner, The Greatest Depths (1970)
- Spate, O.H., Paradise Found and Lost (1988)
- Stanley, David, Moon Handbooks South Pacific (2004)
- Terrell, J.E., Prehistory in the Pacific Islands (1986). Basato su testi di pubblico dominio del US Naval Oceanographer Categoria:Oceani Categoria:Ecosistemi ja:太平洋 ko:태평양 simple:Pacific Ocean th:มหาสมุทรแปซิฟิก zh-min-nan:Thài-pêng-iûⁿ

Spagnolo

Il castigliano più comunemente detto spagnolo, è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. È la seconda lingua (la quarta secondo un’altra classificazione) più parlata al mondo dopo il cinese (mandarino). L’importanza dello spagnolo è cresciuta notevolmente negli ultimi anni. Ciò grazie all’alto tasso di natalità di molti paesi in cui è parlato, allo sviluppo economico di vari stati latino-americani, alla crescita della comunità ispanofona negli Stati Uniti e, da ultimo, all’espansione del mercato musicale in tale lingua. Si usa il termine castigliano per mettere in evidenza che è la lingua della Castiglia e che in Spagna si parlano altre lingue (le maggiori sono il catalano, il basco e il galiziano).

"Spagnolo" o "Castigliano"

Gli spagnoli sono soliti chiamare la loro lingua español quando questa viene citata insieme a lingue di altri stati (per esempio in un elenco dove figurino anche il francese o l'inglese) ma si preferisce utilizzare il termine castellano quando si citano anche le altre lingue della Spagna (come il galiziano, il catalano e il basco). Per quanto riguarda il resto del mondo ispanofono, in molte aree si preferisce il termine español, mentre castellano prevale in Argentina, Cile, Peru e Uruguay .

Storia

Lo spagnolo si è evoluto dal latino "volgare" e ha poi subito, nel nord del paese, l'influenza del celtiberico, del basco e dell'arabo. Caratteristiche tipiche della fonologia diacronica spagnola sono la lenizione (latino vita, spagnolo vida), la palatilizzazione (latino annum, spagnolo año), la trasformazione in dittonghi delle vocali latine brevi e/o (latino terra, spagnolo tierra; latino novus, spagnolo nuevo). Fenomeni simili si possono trovare anche nelle altre lingue romanze, benché lo spagnolo presenti una influenza celtica più forte del francese e dell'italiano, specie nella lenizione. Con la Riconquista il dialetto del nord si diffuse anche nelle regioni meridionali. Il primo dizionario dal latino allo spagnolo (Gramática de la Lengua Castellana) fu realizzato a Salamanca nel 1492 da Elio Antonio de Nebrija. Quando tale lavoro fu presentato a Isabella I di Castiglia, la regina chiese ¿Para qué quiero una obra como ésta si ya conozco el idioma? (Per quale motivo dovrei volere un'opera come questa, se già conosco la lingua?), al che l'autore rispose Señora, la lengua es el instrumento del Imperio (Signora, la lingua è lo strumento dell'Impero). A partire dal XVI secolo lo spagnolo fu introdotto in America, Micronesia, Guam, Isole Marianne, Palau e Filippine (anche se in tutte queste isole ben poco è rimasto di tale colonizzazione, se non alcuni pidgin). Nel XX secolo il castigliano si diffuse anche nelle colonie africane della Guinea Equatoriale e del Sahara occidentale (all'epoca noto come Río de Oro).

Fonologia

Entro il XVI secolo il Castigliano subì delle trasformazioni nell'uso delle consonanti che determinarono la definitiva differenziazione rispetto alle lingue neolatine confinanti, quali il portoghese e il catalano. Per esempio la /f/ a inizio di molte parole fu trasformata in /h/.
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Variante latinoamericana

Nei paesi latinoamericani si parla lo spagnolo, ma con inflessioni linguistiche particolari:
- Non esiste la seconda persona plurale: il vosotros è sostituito con dallustedes, e i verbi si pongono alla terza persona plurale; questo implica che il pronome personal ustedes deve essere usato più frequentemente che nello spagnolo di Spagna, per evitare ambiguità.
- A livello fonetico assume varie caratteristiche che si incontrano anche nel sud della Spagna (Andalusia):
  - Ha il fenomeno del
seseo: il suono interdentale (c seguita da e o i, e z) diventa sempre il suono s aspro.
  - Ugualmente presenta il fenomeno del
yeismo, per il quale il suono della ll palatale si confonde con quello della y.
- Mantengono arcaismi. Particolarmente diversa ed arcaica, anche nel vocabolario, risulta essere la versione argentina in cui:
- valgono le regole di cui sopra per gli altri paesi latinoamericani anche se il suono risulta molto più pulito e cantilenato
- è stato mantenuto, al posto del
, il vos, e conseguentemente la relativa forma verbale in seconda persona singolare è stata mantenuta nella forma arcaica; nel castigliano di Spagna lo troviamo in Cervantes.
- i suoni di
ll e y si interconfondono e suonano come lo sc italiano di sci tranne che nelle zone della Provincia di Corrientes.

Distribuzione geografica

Lo spagnolo è una delle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e dell’Unione Africana. Gran parte dei parlanti risiede nell’emisfero occidentale (Europa, America centrale e meridionale, territori spagnoli in Africa). Con circa 106 milioni di parlanti (sia come prima che come seconda lingua), il Messico è lo stato con la più numerosa popolazione ispanofona del mondo. Seguono poi la Colombia e la Spagna (entrambe con 44 milioni), l’Argentina (39 milioni) e gli Stati Uniti (30 milioni, paese dove lo spagnolo non è lingua ufficiale ma è usato da una folta comunità di immigrati). Lo spagnolo è la lingua ufficiale di più di 20 paesi: #Argentina #Bolivia (insieme al quechua e all’aymará) #Cile #Colombia #Costa Rica #Cuba #Ecuador #El Salvador #Guatemala #Guinea Equatoriale (insieme al francese) #Honduras #Messico #Nicaragua #Panamá #Paraguay (insieme al guaraní) #Porto Rico #Perù (insieme al quechua e all’aymará) #Repubblica Dominicana: caratteristiche proprie #Sahara occidentale (insieme all’arabo) #Spagna (insieme al catalano, al basco e al galiziano) #Uruguay #Venezuela Lo spagnolo riveste inoltre una certa importanza nei seguenti paesi: #Andorra #Belize, dove l'inglese rappresenta la lingua ufficiale, con lo spagnolo che però è largamente diffuso per ragioni storiche e geografiche #Brasile (lingua di studio) #Filippine (ormai lingua di cultura in disuso) #Gibilterra #Israele e Marocco (in questi due paesi sono presenti importanti comunità di ebrei sefarditi che parlano sia lo spagnolo che il ladino). #Stati Uniti, dove rappresenta la seconda lingua più diffusa dopo l'inglese #Trinidad and Tobago (per ragioni storiche e geografiche) Nel territorio britannico di Gibilterra, rivendicato dalla Spagna, l’inglese rimane l’unica lingua ufficiale. Lo spagnolo, tuttavia, rappresenta la lingua madre di quasi tutti i residenti. Nella zona si parla inoltre lo yanito, misto di inglese e spagnolo. Negli Stati Uniti lo spagnolo è parlato da circa ¾ della popolazione ispanica. Sta inoltre diventando un’importante lingua di studio, con un numero sempre più grande di non-ispanici che lo apprendono per ragioni commerciali, politiche o turistiche. Il castigliano è la lingua ufficiale del New Mexico (insieme all’inglese) e del territorio americano di Porto Rico. In Brasile, dove il portoghese è lingua ufficiale, lo spagnolo sta diventando sempre più lingua di studio. Ciò è dovuto a diversi fattori. Innanzitutto, il fatto che il Brasile negli ultimi anni ha visto diminuire i suoi scambi commerciali con Stati Uniti ed Europa e aumentare invece quelli con i vicini paesi ispanofoni (in particolar modo quelli del Mercosur). A ciò si aggiungono i continui scambi culturali con molti paesi dove il castigliano è lingua ufficiale e la forte somiglianza tra i due idiomi (cosa che, ovviamente, facilita l’apprendimento). Per tutta questa serie di ragioni il Congresso Nazionale del Brasile, il 17 luglio 2005, ha approvato un provvedimento con cui lo spagnolo diventa la seconda lingua delle scuole primarie sia pubbliche che private. In Brasile esiste inoltre una piccola comunità di madre lingua spagnola: si tratta di ebrei sefarditi (parlanti sia il castigliano standard che il ladino) sia di immigrati da altri paesi sudamericani. Infine, in molti centri lungo i confini (soprattutto con l’Uruguay) si parla un misto di spagnolo e portoghese noto come portuñol. In Europa, al di fuori di Spagna e Andorra, lo spagnolo viene parlato da comunità di immigrati in Italia (soprattutto nelle grandi città, dove le comunità sudamericane sono in continuo aumento), Francia, Paesi Bassi, Germania e Regno Unito (con un’importante comunità a Londra). In Asia l’uso della lingua spagnola è invece in costante declino. Dal 1987 lo spagnolo non è più lingua ufficiale nelle Filippine e, ormai, è usato quotidianamente solo dallo 0,01% della popolazione (2.658 persone stando al censimento del 1990). Tuttavia, lo 0,4% dei filippini usa un creolo-spagnolo noto come chabacano (292.630 persone nel 1990); a ciò si aggiungono i numerosi prestiti presenti nelle varie lingue filippine e l’importanza storica del castigliano (basti pensare che gran parte della letteratura e dei documenti storici del paese fino agli inizi del Novecento furono redatti in questa lingua). Esistono poi piccolissime comunità di “ex-immigrati” in vari paesi asiatici che possono vantare una certa conoscenza della lingua: si tratta di cinesi nati in Messico e poi deportati in Cina e di giapponesi di terza o quarta generazioni nati in Perù e ritornati in Giappone. Anche in Oceania lo spagnolo non riveste grande importanza. E’ parlato da circa 3.000 persone nelle Isole Orientali (un possedimento territoriale cileno) ed è la settima lingua più diffusa in Australia (97.000 par