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Croazia
La Croazia è uno stato (56.542 km², 4.422.248 abitanti, capitale Zagabria) dell'Europa meridionale.
Confina a nord con la Slovenia, a nord-est con l'Ungheria, a est con Serbia e Montenegro, a sud con la Bosnia ed Erzegovina, mentre a ovest è bagnata dal mare Adriatico.
La Repubblica di Croazia è una democrazia parlamentare. La sua lingua ufficiale è il croato. L'italiano è parlato in Istria ed è lingua ufficiale della Regione insieme al croato.
Storia
Geografia
La Croazia è collocata tra l'Europa centrale, meridionale e orientale, avendo una forma che può ricordare un boomerang o uno sperone. Il clima va dal continentale al mediterraneo:
- nell'entroterra il clima è decisamente continentale con estati secche e calde, inverni miti e umidi;
- nelle regioni alpine: estati secche e inverni rigidi con molta neve;
- nelle regioni costiere il clima è mediterraneo, caratterizzato da estati secche e caldi, inverni miti e umidi.
Il terreno è variegato, e presenta:
- pianure, laghi e colline nelle regioni continentali del nord (Croazia centrale e Slavonia);
- verdi montagne nelle regioni di Lika e Gorski Kotar, cioè una porzione delle Alpi Dinariche.
Monti principali
- Dinara 1831 m
Fiumi principali
- Sava 562 km (relativi al tratto croato: la lunghezza totale è di 947 km)
- Drava 505 km (tratto croato. Totale 707 km)
- Mura 438 km
- Kupa 296 km
- Danubio (Dunav) 188 km (tratto croato. Totale 2860 km)
Laghi principali
- Vransko jezero 30,7 km²
- Dubravsko jezero 17,1 km²
Isole principali
La Croazia possiede ben 1.185 isole, di cui 67 abitate.
- Veglia (Krk) 409,90 km²
- Cherso (Cres) 405,78 km²
- Brazza (Brač) 394,57 km²
- Lesina (Hvar) 299,66 km²
- Pago (Pag) 284,56 km²
- Curzola (Korčula) 276,03 km²
- Isola Lunga (Dugi otok) 114,44 km²
- Meleda (Mljet) 100,41 km²
- Lussino (Lošinj) 74,68 km²
Fari in Croazia
La Croazia è anche famosa per i suoi fari, molti dei quali possono essere anche visitati.
Contee
La Croazia è divisa in 20 contee (županije), mentre la capitale - costituisce una propria entità:
# Zagrebačka
# Krapinsko-zagorska
# Sisačko-moslavačka
# Karlovačka
# Varaždinska
# Koprivničko-križevačka
# Bjelovarsko-bilogorska
# Primorsko-goranska
# Ličko-senjska
# Virovitičko-podravska
# Požeško-slavonska
# Brodsko-posavska
# Zadarska
# Osječko-baranjska
# Šibensko-kninska
# Vukovarsko-srijemska
# Splitsko-dalmatinska
# Istarska
# Dubrovačko-neretvanska
# Međimurska
# Grad Zagreb -
Città
fari
Articolo principale: Elenco di città della Croazia
La Croazia conta ufficialmente 123 città (grad) e 424 municipalità (općina). Le città principali sono:
- Zagabria (Zagreb) 779.145 abitanti
- Spalato (Split) 188.694 ab.
- Fiume (Rijeka) 144.043 ab.
- Osijek 114.616 ab.
- Zara (Zadar) 72.718 ab.
- Slavonski Brod 64.612 ab.
- Velika Gorica 63.517 ab.
- Karlovac 59.395 ab.
- Pola (Pula) 58.594 ab.
- Sisak 52.236 ab.
- Sebenico (Šibenik) 51.553 ab.
- Varaždin 49.075 ab.
- Ragusa (Dubrovnik) 43.770 ab., la cui famosa città vecchia è stata ricostruita dopo la guerra contro i serbi e montenegrini del 1991-95.
- Samobor 36.206 ab.
- Vinkovci 35.912 ab.
- Kaštela 34.103 ab.
- Vukovar 31.670 ab.
- Čakovec 30.455 ab.
- Đakovo 30.092 ab.
Cultura
Croazia - eventi culturali
"Dubrovačke ljetne igre" (Il "Festival estivo di Dubrovnik") - con rappresentazioni di gruppi teatrali e musicali (luglio-agosto)
"Đakovački vezovi" (I ricami di Đakovo) - festival centrato sul patrimonio culturale folclorico della regione della Slavonia (luglio)
Serate musicali di Grožnjan/Grisignana
"Picokijada" - festival di folclore
"Festival estivo di Krk/Veglia" (luglio-agosto)
Serate musicali di Osor sull'isola di Cres/Cherso (luglio-agosto)
"Sinjska alka" ("L' Alka" di Sinj) - giostra/torneo cavalleresco
"Splitsko ljeto" (L'estate di Split) - Festival di Split/Spalato con gruppi teatrali e musicali (luglio-agosto)
Festival internazionale del bambino di Sibenik (luglio-agosto)
"Barokne večeri" (Serate barocche) di Varaždin (settembre-ottobre)
Festival dell'attore - regione di Vukovar-Srijem (maggio)
"Vinkovačke jeseni" ("Gli "Incontri autunnali di Vinkovci") - rassegna di folclore della Slavonia (settembre)
"Eurokaz" - festival internazionale di teatro alternativo, Zagreb/Zagabria (giugno-luglio)
"Međunarodna smotra folklora" (Rassegna internazionale di folclore)- Zagreb/Zagabria (luglio)
Biennale di musica contemporanea - Zagreb/Zagabria (aprile)
Festival del teatro di burattini "PIF" - Zagreb/Zagabria (agosto-settembre)
Festival mondiale di animazione - Zagreb/Zagabria (giugno)
I carnevali delle città dell'Istria e del litorale (febbraio)
Motovun Film Festival - Motovun/Montona (luglio)
Jazz is Back - Grožnjan/Grisignana (agosto)
"Glumci u Zagvozdu" (Gli attori nel Zagvozd) - Zagvozd (vicino a Makarska)
"Špancir-fest" - festival in Varaždin
"Brodsko kolo" - rassegna di folclore della Slavonia a Slavonski Brod (giugno)
Politica
Sin dall'adozione della sua Costituzione nel 1990, la Croazia è sempre stata una democrazia parlamentare.
Il presidente della repubblica (Predsjednik Republike) è il capo dello Stato e viene eletto ogni cinque anni. Oltre a essere il capo dell'esercito, il presidente propone il primo ministro, nominato comunque col consenso del parlamento.
Il parlamento croato (Hrvatski Sabor) è un organismo legislativo unicamerale con 160 rappresentanti, eletti dal popolo per periodi di quattro anni. Il Sabor si riunisce per due periodi annuali--dal 15 gennaio al 15 luglio, e dal 15 settembre al 15 dicembre.
Il governo (Vlada) ha il suo capo nella persona del primo ministro, il quale ha due vice primi ministri e 14 ministri veri e propri, con mansioni relative a particolari settori o attività. Il ramo operativo del governo si occupa di proporre le leggi e del bilancio, del potere esecutivo, nonché della politica interna ed estera del Paese.
La Croazia ha un sistema giuridico consistente in: Corte Suprema, tribunali delle varie contee, e tribunali di città. La Corte Costituzionale si occupa di questioni relative alla Costituzione.
Economia
L'economia croata si basa prevalentemente sul terziario e sull'industria leggera. Il turismo riveste un'importanza crescente negli anni. Il PIL pro-capite del 2002 era di 9.800 dollari americani, pari al 42,7% della media UE.
L'organizzazione economica croata è attualmente post-comunista. Alla fine degli anni Ottanta, all'inizio del processo di transizione verso il capitalismo, il sistema versava in buone condizioni, poi seriamente peggiorate a causa della de-industrializzazione e dei danni della guerra.
A peggiorare lo stato delle cose contribuirono una forte disoccupazione e l'insufficienza delle riforme economiche. In particolare, preoccupanti erano la stasi del sistema giudiziario e l'inefficienza della pubblica amministrazione (soprattutto in materia di proprietà privata della terra).
Negli ultimi anni il paese ha conosciuto una forte crescita economica e si è preparato all'ingresso nell'Unione Europea, la quale rappresenta il suo principale partner commericiale.
Nel febbraio 2005, la Croazia ha sottoscritto il Patto di Stabilità, Crescita e Sviluppo dell'UE e ha fatto sostanziali passi in avanti verso la completa adesione. Le autorità di Zagabria prevedono una forte crescita economica nei prossimi anni, considerando che attualmente il paese soffre a causa del deficit della bilancia commerciale e del debito pubblico. Alcune grandi compagnie commerciali hanno già beneficiato della liberalizzazione del mercato croato, mentre si attende una forte espansione della produzione grazie ad un incremento degli investimenti.
Demografia
La popolazione croata nell'ultimo decennio ha conosciuto una fase di stasi, se non di vero declino. Il tasso di crescita della popolazione è molto basso, se non addirittura negativo (tra il +1% e il -1%). L'aspettativa di vita alla nascita è di circa 75 anni, il tasso di alfabetizzazione è attorno al 98,5%.
Il paese è abitato in prevalenza da croati (89,6%). Fra le minoranze vi sono serbi (4,5%), bosniaci (musulmani) (0,5%), ungheresi (0.4%) e circa 35.000 italiani sparsi tra l'Istria, Moslavina e Dalmazia.
La religione predominante è la cristiano-cattolica (87,8%), seguita da quella cristiano-ortodossa (4,4%) e dall'islamismo sunnita (1,3%).
La lingua ufficiale è il croato, una lingua slava del gruppo meridionale che utilizza l'alfabeto latino. Le altre lingue (serbo, ungherese e italiano in Istria) sono parlate da meno del 5% della popolazione.
Musica e balli popolari
Cucina
Piatti Antichi
Gastronomia Croata
La cucina croata è molto variopinta ed è proprio per questo, conosciuta di più sotto le sue denominazioni regionali. Le sue radici le ha già nel periodo pre-slavo ed antico. La differenza nella scelta degli ingradienti e della preparazione di essi viene accentuata soprattutto se si paragona la parte continentale con quella maritima. Per la cucina continentale, le basi sono state gettate dalla cucina pre-slava e dai contatti, molto più recenti, con cucine più conosciute e rinomate - quella ungara, viennese e turca. Le regioni della costa sono caratterizzate dagli influssi dei Greci, Romani, Illiri e più tardi anche dalle cucine italiana e francese.
Collegamenti esterni
- [http://it.croatia.hr/ Ente Nazionale per il Turismo Croato]
-
fiu-vro:Horvaatia
ja:クロアチア
ko:크로아티아
th:ประเทศโครเอเชีย
zh-min-nan:Hrvatska
Zagabria
Zagabria (in croato Zagreb) è la capitale della Croazia. È situata a 120 m s.l.m., tra le pendici meridionali del monte Medvednica e la sponda nord della Sava.
La sua posizione favorevole, nella parte sud-occidentale della pianura della Pannonia, che si estende fino alle Alpi, ai Monti Dinarici, al Mare Adriatico e alle altre regioni della Pannonia, la rendono un punto importante di scambio per il traffico tra l'Europa centrale e l'Adriatico.
L'importanza per i commerci, la concentrazione di industrie (siderurgia, apparati elettrici, tessile, chimica, farmaceutica, lavorazione della pelle, del legno e della carta ecc.), le istituzioni scientifiche e la tradizione industriale ne determinano la predominante posizione economica.
Zagabria è sede degli organi centrali dello stato (Parlamento, Governo, Corte Suprema) e praticamente di tutti i ministeri.
Popolazione
Zagabria è la città più popolata della Croazia e la sua area metropolitana è l'unica, nel paese, a superare il milione di abitanti.
Nel 2001, anno dell'ultimo censimento, la popolazione zagabrese ammontava a 779.145 persone e l'area metropolitana, che comprende anche città più piccole, come Samobor, Velika Gorica e Zaprešić, raggiungeva i 1.088.841 abitanti.
Sempre secondo il censimento del 2001, i croati costituiscono il gruppo etnico di gran lunga maggioritario in città (sono il 91,94% della popolazione). Altri 40.066 residenti appartengono a minoranze etniche: 18.811 serbi (2,41%), 6.204 bosniaci (0,80%), 3.389 albanesi (0,43%), 3.225 sloveni (0,41%), 1.946 rom (0,25%), 1.315 macedoni (0,17%), 1.131 montenegrini (0,17%) e, a seguire, altre etnie minori.
Storia
L'area di Zagabria è stata abitata sin dal Neolitico. All'epoca romana risalgono le ben conservate vestigia di Andautonia. La storia moderna della città ricorre però solo dall' XI secolo. Nel 1094, infatti, il re d'Ungheria Ladislao eresse una sede vescovile sulla collina di Kaptol. Sulla vicina collina di Gradec si sviluppò, nel contempo, un'altra comunità, indipendente dal vescovo. I due insedimanti soffrirono l'invasione dei Mongoli del 1242. Quando il pericolo mongolo ebbe termine, il re Bela IV fece di Gradec una città regia, ossia non soggetta a signorie feudali, per attirarvi artigiani forestieri.
Bela IV
Durante il XIV secolo e quello successivo, Gradec e Kaptol cercarono costantemente di danneggiarsi a vicenda. Durante queste lunghe dispute, la città vescovile poteva scomunicare Gradec, che rispondeva incendiando la rivale. I due centri collaboravano solo per motivi commerciali, come le tre grandi fiere, della durata di due settimane, che si svolgevano nel corso dell'anno. Gradec e Kaptol divennero un'unica città, Zagabria, all'inizio del XVII secolo. Insieme costituiscono ora il centro culturale della capitale croata, mentre il polo cittadino degli affari e del commercio si è spostato più a sud. Dalla sede vescovile di Kaptol ha avuto origine l'odierno Arcivescovato di Zagabria.
Economia
Gran parte dell’industria croata è concentrata a Zagabria. Nell’area cittadina sono presenti, tra l’altro, industrie metallurgiche, chimiche e farmaceutiche (Pliva), tessili, delle apparecchiature elettriche, del legno e della carta.
Essendo Zagabria la capitale del paese, una percentuale notevole della popolazione è impiegata nei servizi amministrativi.
La città è relativamente ricca, considerando la condizione media dell’Europa Orientale. Redditi e prezzi sono però ancora bassi, anche se paragonati ai minimi livelli occidentali.
Nel 2005, il tasso di disoccupazione a Zagabria è attestato attorno all’ 8%, la metà di quello nazionale.
Amministrazione Cittadina
La Città di Zagabria costituisce una Contea. L’amministrazione è guidata dal sindaco, eletto dall’Assemblea Cittadina.
Il sindaco in carica è Milan Bandic (SDP).
L’Assemblea Cittadina è formata da 51 rappresentanti.
A seguito delle elezioni tenutesi nel 2005, la ripartizione tra gruppi politici è la seguente:
- Partito Socialdemocratico (SDP) 19
- Unione Democratica Croata (HDZ) 7
- Partito Croato dei Diritti (HSP) 6
- Partito del Popolo Croato (HNS) 4
- Partito Croato dei Pensionati (HSU) 3
- Partito Croato dei Contadini (HSS) 3
- Partito Croato Social Liberale (HSLS) 1
- Centro Democratico (DC) 1
- Indipendenti 7
Presidente dell’Assemblea è Tatjana Holjevac (ind.)
Collegamenti esterni
Tatjana Holjevac
- [http://www.informagiovani-italia.com/zagabria.htm Visitare Zagabria]
- [http://www.croaziainfo.it/Zagabria.html Informazioni turistiche]
- [http://www.zagreb.hr/ Sito su Zagabria]
Categoria:Capitali di stato
Categoria:Città della Croazia
ja:ザグレブ
ko:자그레브
simple:Zagreb
th:ซาเกร็บ
Ungheria
L'Ungheria (Magyar Köztársaság) è una repubblica dell'Europa centrale e confina a nord con la Slovacchia, ad est con l'Ucraina e la Romania, a sud con Serbia e Montenegro e la Croazia e ad ovest con l'Austria e la Slovenia.
- Superficie: ca. 93.030 km²
- Abitanti: ca. 9,9 Milioni (1999)
- Capitale: Budapest
- Principali città: Debrecen, Miskolc, Szeged, Pécs, Győr
- Moneta: Fiorino ungherese (Forint)
- Lingua ufficiale: ungherese
- Feste nazionali: 15 marzo, 20 agosto, 23 ottobre
- Religione: cattolicesimo, minoranze di calvinisti, di luterani e ebrei.
Economia e trasporti
L'economia ungherese si appoggia molto sul settore industriale, soprattutto nell'area di Budapest. Ma è anche un paese agricolo, qui si coltivano legumi, cereali, frutta, ortaggi e peperoni rossi, da cui si ricava la paprika. Si allevano, inoltre, cavalli.
La rete dei trasporti è ben sviluppata.
Le autostrade e le linee ferroviarie si estendono a stella a partire dalla capitale.
Budapest è l'unica città ungherese dotata di aeroporto internazionale, con i due Terminal Ferihegy 1 e 2. La compagnia di bandiera è la Malév; recentemente hanno aperto collegamenti con Budapest numerose compagnie low-cost (fra cui l'ungherese Wizzair), incrementando notevolmente l'afflusso turistico. [http://web.axelero.hu/badamik/budapest.html Le visite a Budapest]
Storia
Alle fine del 1 secolo a.C. le legioni romane conquistarono la parte a occidente del Danubio dell'attuale Ungheria,la quale divenne la provincia romana della Pannonia. In seguito alle invasioni barbariche , nel VI secolo d.C. il territorio venne occupato dagli Avari.
Nel 896 i Magiari, un popolo proveniente dagli Urali con altre tribù del ceppo ugrofinnico si insedia nelle pianure del Danubio medio.
Nel 1000 viene incoronato il primo re cristiano Stefano I. (1000-1038) che tra l'altro costrinse il popolo magiaro alla religione cattolica. Durante il suo regno riuscí a stabilire lo stato feudale e costruire un paese potente in Europa Centrale. Dopo la sua morte venne canonizzato nel 1083, da allora é venerato e stimato come Santo Stefano il fondatore dell'Ungheria. I suoi discendenti -i sovrani della dinastia Arpadiana- regnarono fino al 1301.
Durante i moti rivoluzionari del 1848 l'Ungheria dichiara la propria indipendenza dall'Impero Austro-Ungarico e si vuole creare Repubblica.
La rivolta fallisce e solo nel 1867 l'Impero austro-ungarico concede un'ampia autonomia trasformando l'Ungheria in regno.
Nel 1918, con la dissoluzione dell'Impero (in seguito alla sconfitta della Prima Guerra Mondiale), l'Ungheria ottiene l'indipendenza e viene proclamata la repubblica.
Nel 1919 comunisti e socialisti instaurano la Repubblica ungherese dei Soviet,
il 31 luglio dello stesso anno viene proclamata la monarchia che da vita ad un regime totalitario fascista.
Il 21 giugno 1941 entrà in guerra (Seconda Guerra Mondiale) a fianco della Germania nazista e l'Italia fascista e viene sconfitta.
Successivamente entra nell'area d'influenza dell'Unione Sovietica.
Il 1 novembre 1956 l'Ungheria esce deal Patto di Varsavia e tre giorni dopo l'Armata rossa entra nel Paese e i moti rivoluzionari vengono sedati con l'intervento delle forze armate sovietiche..[http://web.axelero.hu/badamik/storia.html Le foto dal 1956]
Con la caduta della Cortina di ferro (scioglimento del Patto di Varsavia e dissoluzione dell'Unione sovietica) il paese si orienta verso modelli economici e politici dell'Europa occidentale.
Nel vertice UE di Copenaghen svoltosi il 13 dicembre 2002,
venne deciso che dal 1 maggio 2004 l'Ungheria (assieme ad altri 9 stati) fa parte dell'Unione Europea, decisione che venne confermata il 12 aprile 2003 con un referendum al quale partecipa il 45% degli aventi diritto al voto e l'84% dei votanti vota a favore dell'UE.
Suddivisione amministrativa
L'Ungheria è suddivisa in 19 regioni dette "comitati" (in ungherese al singolare megye, plur. megyék). Budapest è un distretto a sé stante.
- Bács-Kiskun
- Baranya
- Békés
- Borsod-Abaúj-Zemplén
- Csongrád
- Fejér
- Györ-Moson-Sopron
- Hajdú-Bihar
- Heves
- Jász-Nagykun-Szolnok
- Komárom-Esztergom
- Nógrád
- Pest
- Somogy
- Szabolcs-Szatmár-Bereg
- Tolna
- Vas
- Veszprém
- Zala
Gastronomia
Il Gulasch
Un piatto tipico della cucina magiara è il gulasch, una zuppa cremosa che i gulyás (mandriani) cucinavano dentro un grande paiolo messo sopra un fuoco di legna all'aperto quando trasportavano i pregiati manzi grigi dalle lunga corna dalla pianura della Pustza ai mercati di Moravia, Vienna, Norimberga e Venezia.
Questo piatto sostanzioso a base di carne, lardo, soffritto di cipolla e carote, patate e paprika era l'ideale per riscaldare i robusti bovari discendenti di una razza di cavalieri che era scesa in Europa verso il 1100 dalla steppa asiatica.
Ma fu solamente verso la fine del XVIII secolo che il gulyásleves (la minestra dei mandriani) dalla prateria arrivò ad essere conosciuta dalle famiglie borghesi, per poi apparire sulla tavola del popolo insieme ad altri stufati di carne, di solito bovina, come i paprikás aggiustati con la farina, la paprica e la panna acida, o il pörkölt, chiamata anche la "rosolata della Puszta". A varcare però i confini nazionali per entrare nei menù di tante nazioni fu solamente il gulasch.
Un antico detto ungherese dice che:
"Un uomo può desiderare la fama, un altro la ricchezza, ma chiunque desidera un gulasch alla paprika".
La paprika si ottiene dal peperone fatto seccare e macinato, è una delle spezie comunemente usate nella preparazione dei cibi. Il peperone, importato dai Turchi, che a loro volta lo avevano preso in India dove era arrivato verso la metà del XVI secolo a bordo dei galeoni portoghesi che provenivano dal Brasile, venne accolto in Ungheria con molto entusiasmo, cambiando così la cucina ungherese.
Una leggenda dice che una giovane contadina ungherese che era stata costretta con la forza a vivere nell'harem del pascià turco di Buda, avesse spiato a lungo i giardini del palazzo mentre coltivavano i peperoni e che, una volta liberata, avesse insegnato ai contadini del suo villaggio a coltivare la paprika.
Nel secolo XIX i fratelli Pálfi di Szeged togliendo, al momento della raccolta, le venature interne del frutto, dove si concentra la Capsicina, il principio attivo che dà il sapore piccante al peperoncino, ottennero della paprika con un sapore più dolce.
Il chimico Albert Szent-Györgyi, Premio Nobel nel 1937, ha contribuito a valorizzare questo vegetale scoprendo, proprio nel peperoncino, la fonte dell' acido ascorbico che ha fermato le morti per scorbuto, una malattia che aveva ucciso migliaia di marinai.
Il momento del raccolto viene vissuto come un rito gioioso. L' 8 settembre le donne, vestite con costumi sgargianti, raccolgono i peperoni nei campi e dopo averli infilzati con ago e filo fanno delle lunghe ghirlande che appendono a speciali sostegni di legno o ai muri delle case.
Zsigmond Moricz, romanziere ungherese della fine Ottocento così descriveva in un suo romanzo:
"Sotto le gronde, sopra gli steccati, sugli alberi e sulle colombaie, ovunque ghirlande di paprika. Bella! Incredibilmente bella è la piazza del villaggio in questa stagione..."
Voci correlate
- Paesi ex-comunisti
als:Ungarn
fiu-vro:Ungari
ja:ハンガリー
ko:헝가리
ms:Hungary
simple:Hungary
th:ประเทศฮังการี
zh-min-nan:Magyar-kok
Bosnia ed Erzegovina
La Bosnia e Erzegovina (comunemente indicata come Bosnia-Erzegovina) è una nazione montagnosa nei Balcani occidentali. La sua capitale è Sarajevo ed era precedentemente parte della Jugoslavia. È divisa in due entità: Federazione di Bosnia ed Erzegovina e la Republika Srpska.
Storia
Durante i primi secoli dell'età cristiana, la Bosnia fu parte dell'Impero Romano. Dopo la caduta di Roma, la Bosnia venne contesa da Bisanzio e dai successori occidentali di Roma. Gli Slavi si insediarno nella regione nel VII secolo, e i Regni di Serbia e Croazia si divisero il controllo della Bosnia nel IX secolo. L'XI e il XII secolo videro la regione sotto il dominio del Regno di Ungheria. Il regno medioevale di Bosnia ottenne l'indipendenza attorno al 1200, e la mantenne fino al 1463, quando i Turchi Ottomani conquistarono la regione.
Durante il dominio Ottomano, molti bosniaci abbandonarono i loro legami con la Cristianità in favore dell'Islam. La Bosnia fu sotto il controllo Ottomano fino al 1878, quando venne data all'Austria-Ungheria come colonia. Mentre coloro che abitavano in Bosnia furono dal 1908 ufficialmente all'interno dell'Impero Austro-Ungarico, gli Slavi del sud in Serbia e altrove, iniziarono a richiedere uno stato slavo meridionale; la prima guerra mondiale iniziò quando un nazionalista serbo, Gavrilo Princip, assassinò l'Arciduca Ferdinando a Sarajevo. Dopo la "Grande Guerra", la Bosnia divenne parte del Regno di Jugoslavia, solo per essere ceduta alla Croazia controllata da un governo fantoccio nazista durante la seconda guerra mondiale. La Guerra Fredda vide l'istituzione della Repubblia Federale Socialista di Jugoslavia guidata da Tito, e il ristabilimento della Bosnia come repubblica, con i suoi confini medioevali.
La dichiarazione di sovranità bosniaca, nell'ottobre del 1991, venne seguita da un referendum per l'indipendenza dalla Jugoslavia nel febbraio del 1992. I Serbo-Bosniaci, appoggiati dalla confinante Serbia, risposero con la resistenza armata, che aveva come obbiettivo il partizionamento della repubblica su base etnica e l'unificazione delle aree controllate dai serbi. Nel marzo 1994, Bosniaci e Croati ridussero il numero di fazioni in lotta da tre a due, firmando un accordo e creando una Federazione di Bosnia e Erzegovina. Il 21 novembre 1995, a Dayton (Ohio), le parti belligeranti firmarono un accordo di pace che portò alla fine di tre anni di guerra civile interetnica (l'accordo finale venne firmato a Parigi il 14 dicembre 1995). L'Accordo di Dayton divise Bosnia e Erzegovina in maniera grossomodo uguale tra la Federazione di Bosnia ed Erzegovina e la Republika Srpska Serbo-Bosniaca.
Politica
La poltrona della Presidenza della Bosnia-Erzegovina ruota tra tre membri (bosniaco, serbo e croato), ognuno eletto per un mandato quadriennale. I tre membri della presidenza sono eletti direttamente dal popolo (voti della Federazione per il bosniaco e il croato, della Republika Srpska per il serbo). La poltrona del Consiglio dei Ministri viene assegnata dalla presidenza e approvata dalla Camera dei Rappresentanti. Il Primo Ministro è responsabile della nomina del Ministro degli Esteri, del Commercio, e di altri.
L'Assemblea Parlamentare è il corpo legislativo della Bosnia-Erzegovina. Consiste di due Camere: La Camera dei Popoli e la Camera dei Rappresentanti. La Camera dei Popoli è composta da 15 membri, due terzi dalla Federazione (5 croati e 5 boniaci) e un terzo dalla Republika Srpska (5 serbi). La Camera dei Rappresentanti è composta da 42 membri, suddivisi con lo stesso principio di quella del Popolo.
La Corte Cosittuzionale della Bosnia-Erzegovina è l'arbitro supremo e finale delle questioni legali. È composta da nove membri: quattro scelti dalla Camera dei Rappresentanti della Federazione, due dall'Assemblea della Republika Srpska, e tre dal Presidente della Corte Europea per i Diritti Umani dopo consultazione con la Presidenza.
Divisioni politiche
La Bosnia-Erzegovina è divisa in Federazione di Bosnia ed Erzegovina e Republika Srpska. Il distretto di Brčko non appartiene a nessuna delle due.
La Federazione è ulteriormente divisa in 10 cantoni:
- Una-Sana
- Posavina
- Tuzla
- Zenica-Doboj
- Podrinje Bosniaca
- Bosnia Centrale
- Herzegovina-Neretva
- Erzegovina Occidentale
- Sarajevo
- Bosnia Occidentale
La Republika Srpska è composta da 5 regioni:
- Banja Luka
- Doboj
- Bijeljina
- Sarajevo-Romanija
- Trebinje
I cantoni e le regioni sono ulteriormente divisi in municipalità.
Geografia
La Bosnia si trova nei Balcani Occidentali, confina con la Serbia e Montenegro ad est e con la Croazia a nord e sud-ovest. La città portuale di Neum nel Cantone di Erzegovina-Neretva è l'unico accesso al mare.
Economia
Assieme alla Repubblica di Macedonia, la Bosnia-Erzegovina era la repubblica più povera della Jugoslavia. In larga parte l'agricoltura era in mani private, ma le fattorie erano piccole e inefficenti, e il cibo è stato tradizionalmente importato più che esportato nella repubblica. L'economia a pianificazione centralizzata ha prodotto delle eredità nell'economia. L'industria ha più impiegati delnecessario, il che riflette la rigidità della pianificazione economica. Sotto Josip Broz Tito, nella repubblica vennero spinte le industrie militari; la Bosnia ospitava una grossa fetta dell'industria jugoslava della difesa.
Tre anni di lotta tra etnie ha distrutto l'economia e le infrastrutture della Bosnia, provocando un incremento della disoccupazione e un crollo della produzione dell'80%, oltre a causare la morte di un numero di persone tra le 60 e le 200mila e aver reso profuga metà della popolazione. Con una pace instabile in vigore, la produzione riprese nel 1996-98 con alti tassi percentuali ma su una base ridotta; ma la produzione rallentò apprezzabilmente nel 1999, e il PIL rimane molto al di sotto dei livelli del 1990.
Demografia
Secondo il censimento del 1991, la Bosnia e per il 44% etnicamente bosniaco-musulmana (all'epoca dichiarati musulmani), per il 31% serba, e per il restante 17% croata, con il 6% delle persone che si dichiarano jugoslave, queste comprendedo le persone provenienti da matrimoni misti cos'come alcuni irriducibili patrioti jugoslavi. Esiste anche una forte correlazione tra identità etnica e religione; l'88% dei croati è cattolico, il 90% dei musulmani etnici pratica l'Islam, e il 99% dei serbi sono ortodossi.
Secondo i dati del 2000 del CIA World Factbook, La Bosnia è etnicamente al 48% bosniaca, 37,1% serba, 14,3% croata, 0,6% altro.
Le città principali sono la capitale Sarajevo, Banja Luka a nord-ovest, Tuzla a nord-est e Mostar, la capitale dell'Erzegovina.
Vedi anche: elenco di città della Bosnia-Erzegovina
Cultura
Vedi anche:
- Chiesa cattolica in Bosnia-Erzegovina
- Nazioni della Bosnia-Erzegovina
- Musica della Bosnia-Erzegovina
- Elenco di parchi nazionali della Bosnia-Erzegovina
- Festività della Bosnia-Erzegovina
Argomenti vari
- Targhe automobilistiche bosniache
- Comunicazioni della Bosnia-Erzegovina
- Trasporti della Bosnia-Erzegovina
- Air Srpska
- Air Bosna
- Esercito della Bosnia-Erzegovina
- Relazioni estere della Bosnia-Erzegovina
Collegamenti esterni
- [http://www.ohr.int/ Ufficio dell'Alto Rapresentante in Bosnia-Erzegovina]
fiu-vro:Bosnia ja Hertsegoviina
ja:ボスニア・ヘルツェゴビナ
ko:보스니아 헤르체고비나
ms:Bosnia dan Herzegovina
th:ประเทศบอสเนียและเฮอร์เซโกวีนา
zh-min-nan:Bosna kap Hercegovina
Lingua croata
Il croato è una lingua che appartiene al sottogruppo slavo meridionale del ramo slavo delle lingue indoeuropee.
E' parlata da circa 5 o 6 milioni di persone come lingua madre. In Croazia, dove è lingua ufficiale, in occasione del referendum del 2001 4.265.081 persone (il 96,12% degli abitanti) avevano dichiarato di parlare il croato come lingua madre.
La lingua standard croata si basa sul dialetto štokavo con influssi kajkavi e čakavi e utilizza l'alfabeto latino.
Fondamentalmente è simile al serbo e al bosniaco nella lingua standard, siccome tutte e tre si sono sviluppati su base Neoštokava. Nell'Ex-Jugoslavia venivano tutte e tre raggruppate nella lingua "serbocroato". Nella stessa Croazia questa denominazione fu usata raramente. Se al tempo della Jugoslavia si doveva considerare la vicinanza col serbo per definire il croato, regolarmente l'espressione onnivalente e presente sin dal 1974 nella costituzione croata utilizzata era "lingua croata o serba". La denominazione "serbocroato" ("srpskohrvatski") aveva già da tempo una connotazione negativa in Croazia.
Dall'indipendenza politica della Croazia la lingua standard croata venne ampiamente riconosciuta anche all'estero.
La scienza che si occupa della lingua croata è la croatistica.
Estensione e dialetti
Il croato viene parlato da circa 4,8 milioni di persone in Croazia e in parte in Bosnia Erzegovina, particolarmente in Erzegovina, nella Bosnia centrale e nella Posavina bosniaca come lingua madre. E' lingua ufficiale in Croazia e (insieme al bosniaco e al serbo) in Bosnia Erzegovina.
Viene inoltre parlato come lingua minoritaria in Molise, nel Burgenland austriaco e in Vojvodina. Il croato del Burgenland è tuttavia dotato di proprie norme ortografiche, che si fondano contrariamente alla lingua standard croata prevalentemente sul dialetto čakavo ed ha anche sviluppato una propria terminologia specialistica.
I dialetti croati sono suddivisi in dre grandi gruppi, denominati secondo la forma corrispondente del pronome interrogativo cosa (ča, kaj, što): Čakavo (croato giuliano, istriano, costiero dalmata centro-settentrionale e della maggior parte delle isole, del Burgenland), Kajkavo (a nord della linea tra Kupa e l'alto corso della Sava) e lo Štokavo (dalmata meridionale, Bosnia Erzegovina e slavone). Lo Štokavo viene parlato anche dai Bosniaci e dalla maggioranza dei Serbi e pone le basi della lingua scritta croata, bosniaca e serba .
Il codice linguistico è hr (secondo ISO 639); il codice per il "serbocroato" era sh (ritirato il 18/02/2000).
Alfabeto e pronuncia
La lingua si scrive con l'alfabeto latino con l'aggiunta di segni diacritici particolari.
L'alfabeto croato ha 34 lettere:
a, b, c, č, ć, d, dž, đ, e, f, g, h, i, j, k, l, lj, m, n,, nj, o, p, q, r, s, š, t, u, v, w, x, y, z, ž.
Le lettere q, w, x, y compaiono soltanto in prestiti stranieri. I digrammi dž, lj e nj vengono trattati come lettere singole nel loro rispettivo ordine alfabetico. Esiste solo un numero molto basso di parole nelle quali questi gruppi caratterizzano due suoni diversi e devono perciò essere trattati come due lettere diverse.
I segni speciali possono essere compilati con i seguenti caratteri (Attenzione, il Đ non deve essere confuso con il Ð islandese):
La maggior parte delle lettere si pronunciano tali e quali come in italiano.
Grammatica
Il croato ha sette (casi): oltre al Nominativo, al Genitivo, al Dativo e all' accusativo vi sono anche: il Vocativo, lo strumentale e il locativo.
Storia
Medioevo
Una lingua scritta croata cominciò a svilupparsi nel IX secolo parallelamente al paleoslavo, lingua nella quale si teneva la liturgia, in seguito cominciò a svilupparsi una lingua standard su base Čakava.
Una delle testimonianze scritte più significative di quest'epoca è Bašćanska ploča del 1100. Questa iscrizione su lastra di pietra trovata nella cappella romanica di St. Lucija vicino alla cittadina di Besca sull'isola di Veglia riporta un'iscrizione alfabeto glagolitico. Viene descritta qui la svoranità del re croato Zvonimir come donatore della chiesa.
I testi medievali croati sono scritti in due alfabeti differenti: ilglagolitico, il cirillico (precedentemente definito in alcune parti della Croazia e della Bosnia come Bosančica/Poljičica/Arvatica) e l' alfabeto latino. A partire dal XVI secolo l'alfabeto latino si impone sempre più grazie alla chiesa.
Differenze tra serbo e croato
Grammatica
In croato si scelgono le costruzioni all'infinito nella stragrande maggioranza secondo i verbi servili modali che in serbo e in bosniaco vengono spesso parafrasati con da (che). In serbo però sostanzialmente entrambe le varianti potrebbero essere accettabili.
Esempi:
- Croato: Moram raditi (devo lavorare)
- Serbo: Moram da radim ("devo che lavoro")
- Croato: Moram vam kazati (devo dirlo a lei)
- Serbo: Moram da vam kažem ("devo che dico a lei")
- Croato: Želim vas informirati (vorrei informarla)
- Serbo: Želim da vas informišem ("vorrei che la informo")
Lessico
Alcuni esempi di differenze lessicali tra serbo e croato nel lessico:
- Croato: tjedan, Serbo: nedjelja/sedmica (settimana)
- Croato: tisuća, Serbo: hiljada [dal greco] (mille)
- Croato: zrak, Serbo: vazduh (aria),
- Croato: hlače, Serbo: pantalone (pantaloni),
- Croato: sigurnost, Serbo: bezbednost (sicurezza).
- Croato: grah, Serbo: pasulj (fagioli),
- Croato: časnik, Serbo: oficir (ufficiale),
- Croato: nožice, Serbo: makaze (forbici),
- Croato: kruh, Serbo: hleb (pane),
- Croato: susjed, Serbo: komšija (vicino),
- Croato: svemir, Serbo: vasiona (spazio),
- Croato: opušak, Serbo: pikavac (mozzicone di sigaretta),
- Croato: šaka, Serbo: pesnica (pugno)
- Croato: glazba, Serbo: muzika (musica)
- Croato: juha, Serbo: supa (zuppa)
- Croato: povijest, Serbo: istorija (storia)
- Croato: deka, Serbo: ćebe (copertura)
- Croato: žlica, Serbo: kašika (cucchiaio)
- Croato: cjepivo, Serbo: vakcina (vaccino)
- Croato: komadić, Serbo: parče (pezzettino)
- Croato: rezati, Serbo: seći (tagliare)
- Croato: sjeći, Serbo: seći
- Croato: osoba, Serbo: lice (persona)
- Croato: ručnik, Serbo: peškir (fazzoletto)
- Croato: sat e dialettale: ura, Serbo: čas (ora)
- Croato: otok, Serbo: ostrvo (isola)
- Croato: ulje, Serbo: zejtin (olio)
- Croato: vlastit, Serbo: sopstven (proprio)
Alcuni concetti si differenziano per quanto riguarda il genere e vengono conseguentemente declinati anche in modo diverso.
Esempi:
- Croato: minuta (f), Serbo: minut (m) (Minuto)
- Croato: osnova (f), Serbo: osnov (m) (Fondamento)
- Croato: planeta (f), Serbo: planet (m) (Pianeta)
- Croato: večer (f), Serbo: veče (n) (Sera)
Accanto alle diverse parole nel lessico di base ci sono soprattutto differenze significative per quanto riguarda l'assunzione di parole straniere:
#Sostanzialmente in croato esistono meno parole straniere, al loro posto si preferiscono nuove creazioni. Questa tendenz è sempre stata presente, ma è stata rafforzata per ragioni politiche conformemente alle ragioni politiche negli anni 90:
zrakoplov - avion (Aeroplano), odrezak - šnicla (Cotoletta),... Nella lingua colloquiale esistono tuttavia anche in croato più parole straniere che nella lingua scritta (germanismi e ungarismi nel nord, italianismi veneziani sulla costa)
#Nelle parole di origine greca risultano differenze, poichè queste parole sono state prese in prestito dal latino medio, mentre il serbo invece le ha prese direttamente dal greco bizantino.:
ocean - okean, barbar - varvar, kemija - hemija, Betlehem - Vitlejem, demokracija - demokratija
#Nel croato odierno le nuove parole straniere con radice latina prendono quasi sempre il suffisso -irati, in serbo compaiono a questo posto anche i suffissi -ovati e -isati: identificirati - identifikovati, informirati - informisati
Letteratura
- Miro Kačić: Kroatisch und Serbisch, Irrtümer und Falsifizierungen, ISBN 953-6602-01-6
- Ivo Frangeš: Die Geschichte der kroatischen Literatur, ISBN 3-412-08995-8
Collegamenti esterni
- [http://www.hr/darko/etf/baska.html Die Steininschrift von Baška (Engl.)]
- [http://mirror.veus.hr/darko/etf/lika.html Mittelalterliche Dokumente (Engl.)]
- [http://www.ihjj.hr/index.aspx Institut für Kroatische Sprache und Linguistik, Kroat.]
- [http://www.ffzg.hr/kroat/ Universität Zagreb, Fachbereich Kroatistik, Kroat.]
- [http://eleaston.com/croatian.html Umfassende Linksammlung]
- [http://www.lin-cro.hr/njemnaslovna.htm Internationale Kroatischkurse]
- [http://www.hr/hrvatska/language/ Phrasen]
- [http://www.ids-mannheim.de/prag/sprachvariation/fgvaria/magisterarbeit_grcevic.pdf Mario Grčević: Die Entstehung der kroatischen Literatursprache, 1997]
- [http://www.ids-mannheim.de/prag/sprachvariation/fgvaria/kroatische_sprachver%E4nderungen.pdf Mario Grčević: Über die kroatischen Sprachveränderungen der 90-er Jahre]
Categoria:Lingue slave
Sava (fiume)
La Sava è un fiume dei Balcani che attraversa le città di Zagabria e Belgrado dove confluisce nel Danubio.
Categoria: fiumi della Croazia
Categoria: fiumi della Serbia e Montenegro
Categoria: fiumi della Slovenia
Drava
La Drava (ted.:Drau, ung.:Dráva) è un affluente del Danubio, che nasce nelle vicinanze di Dobbiaco (BZ) nelle Alpi Orientali e scende verso est. Pochi chilometri a valle della sorgente entra in territorio austriaco. La Drava attraversa poi la Slovenia, la Croazia e segna per un lungo tratto il confine tra quest'ultima e l'Ungheria, sino a sfociare nel Danubio sul confine tra Croazia e Serbia e Montenegro, dopo un percorso di 749 km.
Questo importante fiume viene spesso addotto come esempio di incoerenza nel definire i nuovi confini tra Austria e Italia nel primo dopoguerra. Infatti, l'Italia aveva chiesto ed ottenuto i territori tirolesi a sud dello spartiacque del fiume, mentre tutti i comuni ad est di Dobbiaco (in ted. Toblach) sarebbero dovuti, secondo questa logica, permanere sotto dominio austriaco, cosa non avvenuta nei fatti.
Categoria:Fiumi dell'Austria
Categoria:Fiumi della Croazia
Categoria:Fiumi dell'Italia
Categoria:Fiumi della Slovenia
Categoria:Fiumi dell'Ungheria
Isola di BrazzaBrač è la denominazione serbocroata dell'isola di Brazza in Croazia.
Croazia
Con una superficie di 396 km² è la terza isola in ordine di grandezza del Mare Adriatico e la più grande della Dalmazia. Il monte più alto dell'isola, il Vidova Gora, con la sua altezza di 778 m rappresenta il punto più alto nel Mare Adriatico.
L'isola ha una popolazione complessiva di circa 13.000 abitanti,divisa nei centri principali San Pietro di Brazza, San Giovanni di Brazza e Milna, oltre alla località turistica di Bol presso la Punta d'oro.
La popolazione dell'isola decrebbe notevolmente nel XX secolo a causa della massiccia emigrazione, in special modo verso il Sud America. Oggi i residenti vivono soprattutto di turismo ma anche di agricoltura (vino e olive specialmente) e pesca.
L'isola è anche famosa per la produzione di pietra bianca, usata anche per le costruzioni del Palazzo di Diocleziano a Spalato e fornito anche per la costruzione della Casa Bianca a Washington DC.
Collegamenti esterni
- [http://www.islandbrac.com Galleria di foto dell'isola]
Brazza
Isola di Lesina
L'isola di Lesina (Hvar in croato) è l'isola più lunga fra le isole della Dalmazia, con un'area di 299,66 km2, una lunghezza di costa di 269,2 km e un'altitudine massima di 628 m. Grazie al suo clima mite, alla sua natura intatta e ai suoi monumenti storici è stata presto scoperta dai turisti di tutto il mondo.
Centri principali sono Lesina, Jelsa, Stari Grad, Vrboska e Sućuraj.
Collegamenti esterni
- [http://www.adria-island.org/island_text.php?id=03HVAR Isola di Hvar]
Lesina
Isola di Curzola
L'isola di Curzola, in croato Korčula, è un'isola della Dalmazia (Croazia) con una superficie di 279 km², 46,8 km di lunghezza e 7,8 km di larghezza.
km²
La città omonima ne è il capoluogo, tra gli altri centri da menzionare Lombarda, Blato e Vela Luka, per una popolazione complessiva dell'isola di 17.038 abitanti nel 2001.
Situata nel basso Mare Adriatico gode di un clima tipicamente mediterraneo con temperature miti anche in inverno.
Curzola si vanta di avere dato i natali a Marco Polo, la cui famiglia secondo gli abitanti locali era appunto originaria della Dalmazia. Esistono dei documenti di qualche decennio posteriori alla vita del narratore del Milione in cui viene menzionata una famiglia Depolo: nella città di Korčula si può visitare la "casa natale di Marco Polo".
Presso l'isola si svolse inoltre la nota Battaglia di Curzola tra genovesi e veneziani l'8 settembre 1298.
Tra i palazzi di Korčula sono degni di menzione la cattedrale, di stile romanico-gotico e dedicata a San Marco, e la Porta Meridionale che dà accesso al centro storico, con a fianco la torre Veliki Revelin.
Collegamenti esterni
- [http://www.apartments-vela-luka.com/korcula.asp Korcula - Guida turistica e storia]
- [http://www.korcula.net/mpolo/index.html Korčula - Luogo natale di Marco Polo]
- [http://www.korculainfo.com/ Korcula Info]
Curzola
Isola Lunga
Isola Lunga (in croato Dugi Otok), è un'isola della Croazia, situata di fronte alla costa dalmata a nord di Zara. Appartiene alla contea di Zadarsko-Kninska.
È la più grande delle Isole Zaratine e quella più esterna rispetto alla costa. Deve il suo nome alla caratteristica forma allungata (circa 45 km di lunghezza contro 5 km di larghezza). L'elevazione raggiunge i 300 m s.l.m. e l'interno è coperto dalla macchia mediterranea, con boschi di pino marittimo. La costa occidentale è alta, mentre su quella orientale sono presenti diverse insenature e isole più piccole (tra cui quelle di Rava e di Lavdara).
Su un promontorio all'estremità nord-occidentale si trova il faro di Veli Rat, costruito nel 1849, mentre nella parte meridionale, si trova il Parco naturale di Telašćica, nella baia omonima, con un lago salato di circa 2 km di lunghezza.
È abitata da circa 3000 residenti divisi in dieci località, la più grande delle quali è Sali, che deve il nome alle sue saline. Altri centri sono Božava, Brbinj, Luka, Savar, Zaglav, Žman. È collegata da linee di traghetto e aliscafo alla città di Zara. Oggigiorno è un'importante meta turistica.
Collegamenti esterni
- [http://maps.google.com/maps?ll=44.022940,15.057449&spn=.295973,.536201&t=k&hl=en Immagine satellitare su Google Maps]
Lunga
Lussino]
Lussino (in croato: Lošinj) è un'isola della Croazia nell'alto Adriatico. Situata nella parte meridionale del golfo del Quarnero fa parte della contea Primorje-Gorski Kotar (in croato: Primorsko-goranska županije), con capoluogo Fiume (in croato: Rijeka).
Coordinate geografiche
44°35′nord, 14°24′est
Centri abitati
I principali centri abitati dell'isola sono (da nord a sud e con il corrispettivo nome croato tra parentesi): Neresine (Nerezine), San Giacomo Lussignano (Sveti Jakov), Chiusi Lussignano (Čunski), Artatore (Artaturi), Lussinpiccolo (Mali Lošinj), Lussingrande (Veli Lošinj), Rovensca(Rovenska).
I nomi di Lussingrande e Lussinpiccolo non debbono trarre in inganno: il primo (nato per primo) è oggi, per le strane ragioni della storia, un centro minore per dimensione ed importanza rispetto al secondo (di puù recente fondazione ma di maggior sviluppo, ed ora capoluogo dell' isola).
Collegamenti
Un'unica strada carrozzabile percorre l'isola per tutta la lunghezza, con poche brevi deviazioni laterali.
L'isola di Lussino è collegata a nord con quella di Cherso (Cres) da un ponte girevole sul canale della Cavanella (scavato in epoca romana, quando le due isole erano collegate da una sottile e minuscola lingua di terra); appena al di la del ponte si trova il borgo di Ossero (Osor). Da qui la strada prosegue attraverso l'isola di Cherso fino all'omonima città dove si biforca in direzione di Faresina (Porozina) e di Smergo (Merag), attracco delle due linea di traghetti di collegamento alla terraferma.
Via mare vi sono collegamenti stagionali tra il capoluogo Lussinpiccolo e Venezia con aliscafo; e Lussinpiccolo e Pola e Zara con la nave traghetto "Marina" (anno di costruzione 1936!).
Una linea "postale" effettua giornalmente il servizio circolare di collegamento tra il capoluogo e alcune isole minori dell' arcipelago: Sansego (Susak), San Pietro (Ilovik) e Unie (Unije).
In prossimità della località di Artatore (Artaturi) si trova l'aeroporto (coordinate: ARP 44 33 57 N 014 23 35 E RWYs 02/20 2953 FT ), con un'unica pista in tartan, abilitato al traffico nazionale ed internazionale di piccoli velivoli. Esiste un unico servizio costante di trasporto di linea per la vicina isola di Unie (Unije); sporadici collegamenti con aerei da turismo e privati con Italia, Austria, Slovenia.
Popolazione
L'isola di Lussino, da sempre abitata prevalentemente da italiani, ha visto nel 1945 un vertiginoso cambiamento etnico; nonostante la maggior parte degli italiani abbia lasciato la città ne soppravvive una piccola parte, riunita nella comunità degli italiani di Lussinpiccolo (Zajednica talijana Mali Losinj).
L'isola di Lussino conta 8.334 abitanti; nell'ultimo censimento gli italiani risultano 624 (7,5% della popolazione) anche se alcuni ritengono che tale dato sia ancora sottostimato. Prima dell'indipendenza della Croazia la comunità italiana risultava, secondo i censimenti ufficiali, costituita dall'1,5% della popolazione (1991) e ancora prima dall'1,0% (1981).
Categoria:Isole della Croazia
Faro
Un faro è una struttura di varia complessità tecnologica finalizzata ad allertare naviganti di vari elementi sull'esistenza di un ostacolo o di un rischio.
La sua caratteristica primaria è di essere una fonte che emette informazioni. Ed è così univoca, questa caratteristica, che la parola faro, se ci si pensa bene, non ha sinonimi...
Il nome deriva dall'isola di Pharos, di fronte ad Alessandria d'Egitto, dove nel III secolo AC era stata costruita una torre sulla quale ardeva costantemente un gran fuoco, in modo che i naviganti su quei fondali potessero districarsi dalla retrostante palude Mareotide.
L'uso di accendere fuochi in un punto prominente della costa, ad indicare ai naviganti punti critici (o anche punti d'approdo), è comunque intuitivo e di certo anteriore al faro di Alessandria. E siccome è assai antico, i fari antichi venivano dedicati agli dei, che erano considerati gli artefici finali e gli unici veri garanti della salvezza dei marinai.
I segnali emessi erano in origine esclusivamente luminosi, e stabili.
L'applicazione di uno specchio (e poi di una lente) alla fonte luminosa, in modo da estendere la portata luminosa del manufatto, fu per lungo tempo la sua unica evoluzione sostanziale.
Si aggiunsero poi meccanismi di rotazione, lenti per la colorazione della luce e così via.
Il salto tecnologico si ebbe con l'aggiungersi, ai fari luminosi, di altri "ausili alla navigazione", in particolare dei c.d. "ausili radioelettrici" - radiofari e risponditori radar.
Ogni faro luminoso ha delle caratteristiche la cui sommatoria ne rende univoca l'identità.
Tra le altre: il colore, il tipo di luce (fissa, a fasci o scintillante), il periodo di intermittenza.
L'evoluzione estrema del faro può essere considerata la torre di controllo di un aeroporto, che però, essendo un sistema interattivo di comunicazioni, cambia in modo sostanziale la natura del sistema iniziale.
Voci correlate
- Lampada
- Lente di Fresnel
- Radiofaro
- Navigazione
Collegamenti esterni
- [http://www.marina.difesa.it/fari/storia.htm il sito della Marina Militare dedicato ai fari, assolutamente esaustivo]
- [http://www.isolapiana.com/cultura/lilla/ilfarodicapocaccia.htm Storie di fari e di mare]
Categoria:Nautica
ja:灯台
simple:Lighthouse
Elenco di città della CroaziaUn insediamento abitato della Repubblica di Croazia ha lo status di città (grad) se:
- è il capoluogo di una contea (županija), o
- ha più di 10.000 abitanti, o
- viene dichiarato tale in eccezione a quanto sopra
Dal 1997, ci sono in totale 122 città ufficialmente registrate in Croazia:
Collegamenti esterni
Dal World Gazetteer:
- [http://www.world-gazetteer.com/s/p_hr.htm Mappe delle principali città croate]
- [http://www.world-gazetteer.com/c/c_hr.htm Popolazione di città e paesi della Croazia]
- [http://www.photocroatia.com/clickmap/clickmap.htm Immagini di città della Croazia]
-
ja:クロアチアの都市
Zagabria
Zagabria (in croato Zagreb) è la capitale della Croazia. È situata a 120 m s.l.m., tra le pendici meridionali del monte Medvednica e la sponda nord della Sava.
La sua posizione favorevole, nella parte sud-occidentale della pianura della Pannonia, che si estende fino alle Alpi, ai Monti Dinarici, al Mare Adriatico e alle altre regioni della Pannonia, la rendono un punto importante di scambio per il traffico tra l'Europa centrale e l'Adriatico.
L'importanza per i commerci, la concentrazione di industrie (siderurgia, apparati elettrici, tessile, chimica, farmaceutica, lavorazione della pelle, del legno e della carta ecc.), le istituzioni scientifiche e la tradizione industriale ne determinano la predominante posizione economica.
Zagabria è sede degli organi centrali dello stato (Parlamento, Governo, Corte Suprema) e praticamente di tutti i ministeri.
Popolazione
Zagabria è la città più popolata della Croazia e la sua area metropolitana è l'unica, nel paese, a superare il milione di abitanti.
Nel 2001, anno dell'ultimo censimento, la popolazione zagabrese ammontava a 779.145 persone e l'area metropolitana, che comprende anche città più piccole, come Samobor, Velika Gorica e Zaprešić, raggiungeva i 1.088.841 abitanti.
Sempre secondo il censimento del 2001, i croati costituiscono il gruppo etnico di gran lunga maggioritario in città (sono il 91,94% della popolazione). Altri 40.066 residenti appartengono a minoranze etniche: 18.811 serbi (2,41%), 6.204 bosniaci (0,80%), 3.389 albanesi (0,43%), 3.225 sloveni (0,41%), 1.946 rom (0,25%), 1.315 macedoni (0,17%), 1.131 montenegrini (0,17%) e, a seguire, altre etnie minori.
Storia
L'area di Zagabria è stata abitata sin dal Neolitico. All'epoca romana risalgono le ben conservate vestigia di Andautonia. La storia moderna della città ricorre però solo dall' XI secolo. Nel 1094, infatti, il re d'Ungheria Ladislao eresse una sede vescovile sulla collina di Kaptol. Sulla vicina collina di Gradec si sviluppò, nel contempo, un'altra comunità, indipendente dal vescovo. I due insedimanti soffrirono l'invasione dei Mongoli del 1242. Quando il pericolo mongolo ebbe termine, il re Bela IV fece di Gradec una città regia, ossia non soggetta a signorie feudali, per attirarvi artigiani forestieri.
Bela IV
Durante il XIV secolo e quello successivo, Gradec e Kaptol cercarono costantemente di danneggiarsi a vicenda. Durante queste lunghe dispute, la città vescovile poteva scomunicare Gradec, che rispondeva incendiando la rivale. I due centri collaboravano solo per motivi commerciali, come le tre grandi fiere, della durata di due settimane, che si svolgevano nel corso dell'anno. Gradec e Kaptol divennero un'unica città, Zagabria, all'inizio del XVII secolo. Insieme costituiscono ora il centro culturale della capitale croata, mentre il polo cittadino degli affari e del commercio si è spostato più a sud. Dalla sede vescovile di Kaptol ha avuto origine l'odierno Arcivescovato di Zagabria.
Economia
Gran parte dell’industria croata è concentrata a Zagabria. Nell’area cittadina sono presenti, tra l’altro, industrie metallurgiche, chimiche e farmaceutiche (Pliva), tessili, delle apparecchiature elettriche, del legno e della carta.
Essendo Zagabria la capitale del paese, una percentuale notevole della popolazione è impiegata nei servizi amministrativi.
La città è relativamente ricca, considerando la condizione media dell’Europa Orientale. Redditi e prezzi sono però ancora bassi, anche se paragonati ai minimi livelli occidentali.
Nel 2005, il tasso di disoccupazione a Zagabria è attestato attorno all’ 8%, la metà di quello nazionale.
Amministrazione Cittadina
La Città di Zagabria costituisce una Contea. L’amministrazione è guidata dal sindaco, eletto dall’Assemblea Cittadina.
Il sindaco in carica è Milan Bandic (SDP).
L’Assemblea Cittadina è formata da 51 rappresentanti.
A seguito delle elezioni tenutesi nel 2005, la ripartizione tra gruppi politici è la seguente:
- Partito Socialdemocratico (SDP) 19
- Unione Democratica Croata (HDZ) 7
- Partito Croato dei Diritti (HSP) 6
- Partito del Popolo Croato (HNS) 4
- Partito Croato dei Pensionati (HSU) 3
- Partito Croato dei Contadini (HSS) 3
- Partito Croato Social Liberale (HSLS) 1
- Centro Democratico (DC) 1
- Indipendenti 7
Presidente dell’Assemblea è Tatjana Holjevac (ind.)
Collegamenti esterni
Tatjana Holjevac
- [http://www.informagiovani-italia.com/zagabria.htm Visitare Zagabria]
- [http://www.croaziainfo.it/Zagabria.html Informazioni turistiche]
- [http://www.zagreb.hr/ Sito su Zagabria]
Categoria:Capitali di stato
Categoria:Città della Croazia
ja:ザグレブ
ko:자그레브
simple:Zagreb
th:ซาเกร็บ
Rijeka
Fiume (in croato Rijeka e nei dialetti locali Rika e Reka) è il principale porto della Croazia, situato nel Golfo del Quarnero, una rientranza del Mare Adriatico. Ha 144.043 abitanti (2001), ed è la terza città della Croazia.
È il capoluogo della regione Litoraneo-montana (Primorsko-goranska) e sede universitaria.
regione
La popolazione
All'ultimo censimento del 2001, la maggiorità della popolazione sono i croati con 80,39%. Il 4,76% (6850 persone) della popolazione si è dichiarata di nazionalità italiana (i fiumani, da distinguere dai riječani, ossia i cittadini di origine croata o slava in generale). I serbi rappresentano il 6,21% dei residenti. L'1,45% si è dichiarato "altro" e gli indecisi sono ben il 5,02%. Altri gruppi nazionali rilevanti sono i bosniaci (1,37%) e gli sloveni (1,09%). Gli altri gruppi etnici sono presenti in numeri irrilevanti.
Storia
Dai Romani agli Asburgo
Fondata prima o durante, il periodo dell'Impero Romano con il nome di Tarsatica. L'antica Tarsatica fu conquistata nel 600 circa dai croati che nei pressi della foce del fiume Rečina (Eneo in italiano e Fiumara in fiumano, il dialetto veneto parlato dai fiumani di etnia italiana) fondarono un borgo detto Rijeka. La città passò sotto il successivo controllo Franco, Croato e Ungherese, prima di finire all'Austria degli Asburgo durante il XV secolo.
La Repubblica di Venezia, che fu una forza importante nella zona, non ne ebbe mai il controllo, ma la distrusse due volte. Tra le tante lingue parlate in città si usò, fino alla fine della Seconda guerra mondiale, il fiumano, ossia il veneziano "de mar", di cui esiste anche un dizionario fiumano/italiano, ed è una lingua tutt'ora parlata (in prevalenza dai fiumani over 50, le generazioni successive quando usano l'idioma materno, si servono prevalentemente dell'italiano standard).
Costituita come porto franco nel 1719, Fiume passò durante il XVIII e il XIX secolo sotto mano Austriaca, Croata, e Ungherese, finché venne unita a quest'ultimo regno per la terza ed ultima volta nel 1870.
Il notevole sviluppo portuale, l'espansione generale dei commerci internazionali e il collegamento della città (1873) alle ferrovie austriache e ungheresi, contribuirono alla rapida crescita demografica, dai 21.000 abitanti del 1880 fino ai 50.000 del 1910.
La prima guerra mondiale e la Questione di Fiume
La sconfitta dell'Impero Austro-Ungarico nella prima guerra mondiale, e la sua conseguente disintegrazione, portarono alla costituzione di due amministrazioni rivali (italiana e croata), in quanto sia l'Italia che il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (la futura Jugoslavia) rivendicavano la sovranità sulla città.
Dopo una breve occupazione italiana, una forza internazionale Anglo-Franco-Statunitense occupò la città (novembre 1918), mentre il suo futuro della città venne discusso alla Conferenza di Pace di Parigi nel corso del 1919.
L'Italia avanzava le sue pretese sulla base del fatto che gli italiani erano in maggioranza all'interno della città, anche se erano una minoranza nella zona. I croati componevano gran parte della restante popolazione cittadina ed erano la maggioranza nell'area circostante, compresa la vicina città di Sušak (oggi parte integrante di Fiume/Rijeka).
La "Reggenza Italiana del Carnaro" e l'annessione all'Italia
I negoziati si interruppero bruscamente con la presa della città, il 12 settembre 1919, da una forza irregolare di nazionalisti italiani, guidata dal celebre scrittore Gabriele d'Annunzio, i quali fondarono uno stato (che faceva intravedere aspetti del successivo sistema dell'Italia Fascista). Va ricordato che l'italianità di Fiume era rivendicata con orgoglio dagli stessi abitanti della città, i quali erano per la maggior parte italiani (46,9%, secondo il criterio della lingua d'uso, nei risultati del censimento alla vigilia della guerra).
La ripresa del governo italiano, da parte del liberale Giovanni Giolitti, nel giugno 1920, indicò un indurirsi dell'atteggiamento ufficiale nei confronti dello stato D'Annunziano. Il 12 novembre, Italia e Jugoslavia conclusero il Trattato di Rapallo, che rendeva Fiume uno stato indipendente sotto un regime accettabile a entrambe le parti.
La risposta di D'Annunzio fu tipicamente stravagante: la sua dichiarazione di guerra all'Italia provocò un bombardamento da parte delle forze italiane che lo condusse a consegnare la città alla fine dell'anno. Le truppe italiane presero Fiume nel gennaio 1921.
L'elezione di un'assemblea costituente guidata dagli autonomisti non pose fine alla contesa: una breve presa del potere da parte di nazionalisti italiani venne terminata dall'intervento di un questore reale italiano, e una breve occupazione da parte di fascisti locali, nel marzo 1922, finì con una terza occupazione militare italiana. Sette mesi dopo l'Italia cadde sotto il regime fascista.
Un periodo di acrimonia diplomatica si chiuse con il Trattato di Roma (27 gennaio 1924), che assegnò Fiume all'Italia e Sušak alla Jugoslavia, con una amministrazione portuale congiunta. La formale annessione italiana (16 marzo 1924) inaugurò 20 anni di governo italiano, seguiti da 20 mesi di occupazione militare nazista.
L'annessione alla Jugoslavia
L'epilogo della seconda guerra mondiale vide ancora una volta il destino della città determinato da una combinazione di forza e diplomazia. Questa volta, le truppe jugoslave avanzarono (ai primi di maggio del 1945) fino a Trieste, nella loro campagna contro gli occupanti tedeschi di entrambe le nazioni: Fiume divenne infine croata (fino al giugno 1991, jugoslava), una situazione formalizzata dal Trattato di Pace di Parigi tra Italia e le Forze Alleate del 10 febbraio 1947.
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Nacque a Fiume, città davvero multi-culturale, anche Janos Kadar, il leader comunista ungherese che prese il potere dopo la rivoluzione fallita del 1956, e lo mantenne fino alla fine (morì poco prima della caduta del Muro di Berlino).
Gli Italiani
Gran parte della popolazione italiana della città scelse allora la dolorosa via dell'esodo, e si sparpagliò in tutta l'Italia (soprattutto a Trieste, Venezia, Roma e Genova) e anche oltre oceano (Australia, Canada, Argentina, Uruguay). Tra le persone nate a Fiume che si sono distinte dopo l'esodo, ricordiamo il politico Leo Valiani, gli sportivi Abdon Pamich (marciatore), Ezio Loik e Giovanni Udovicich (calciatori), la regista Luciana d'Asnasch Veschi, la scrittrice Marisa Madieri.
Oggi la Comunità degli Italiani di Fiume comprende circa 7000 persone, ed ha sede nell'antico Palazzo Modello, a pochi passi dalla Torre Civica, uno dei simboli storici della città.
Gli italiani rappresentano quasi il 5% della popolazione totale di Fiume.
La comunità degli italiani di Fiume è guidata da Alessandro Lecovich
Categoria:Città della Croazia
ja:リエカ
Zara
Zara (in croato Zadar) è una città della Croazia che si affaccia sul Mar Adriatico e che conta 72718 abitanti (al 2001); è la capitale storica della Dalmazia, pur essendo stata superata oggigiorno da Spalato.
Spalato
La città, già colonizzata dai veneti e per lungo tempo facente parte della Repubblica di Venezia, fu italiana dal 1919 al 1947, per passare poi alla Jugoslavia al termine della seconda guerra mondiale.
Ancora oggi è presente in città una piccola minoranza italiana.
Curiosità
La città di Zara, a dispetto della posizione geografica, è stata culturalmente più vicina all'Italia di quanto si pensi.
Non solo la sua popolazione, fino al 1947 era compattamente italiana, ma essa ha dato i natali a celebri personaggi ed è stata sede di altrettanto celebri iniziative.
È originaria di Zara la famiglia Luxardo, famosa in tutto il mondo per la produzione di liquore al maraschino.
Zaratini sono Aldo Duri, compilatore dell'Enciclopedia Treccani, e lo stilista Ottavio Missoni.
Sempre di Zara è stata la celebre società di canottaggio Società Canottieri Diadora, vincitrice di numerosi titoli italiani.
Collegamenti esterni
- [http://www.dalmaziaeu.it/StoriaCitta.aspx?city=622&norender=1 Sito in Italiano]
- [http://www.vogaveneta.it/remiere/diadora/ Sito sulla Società Canottieri Diadora]
ja:ザダル
Pola
Pola (in croato e serbo Pula) è la principale città dell'Istria, la penisola situata a cavallo tra tre stati (Italia, Slovenia e Croazia). Nel 2001 la popolazione cittadina era di 58.594 abitanti. È sempre stata una città portuale importante. Tra le attività industriali prevalenti, l'industria alimentare, i cantieri navali e i cementifici. Il monumento più importante è l'Arena (anfiteatro romano).
La storia della città è complessa e affascinante. Fu città romana e, successivamente, bizantina. Nel 1177 si costituì in libero comune; successivamente, fece parte della Serenissima Repubblica di Venezia per quasi cinque secoli; subì anche un terribile assedio da parte dei genovesi nel 1379.
Dopo il Congresso di Vienna fu assegnata all'Impero Austriaco, che ne fece un porto navale militare di primaria importanza e permise una pacifica convivenza degli italiani (che costituivano la maggioranza in città) e i croati (che abitavano prevalentemente nelle campagne). Dopo la Prima Guerra Mondiale passò sotto la sovranità italiana fino all'8 settembre 1943. Per due anni fu di fatto annessa alla Germania nazista, fino alla fine del conflitto, quando fu conquistata dall'esercito di Tito. Nel 1947 venne assegnata alla Jugoslavia, e dal 1991 fa parte della Repubblica croata.
Prima della seconda guerra mondiale Pola era prevalentemente abitata da italiani (85% della popolazione), ma a seguito dei numerosi eventi bellici e dell' avvento del comunismo titino la meggior parte degli italiani ha lasciato la città per trasferirsi a Trieste e nel resto dell' Italia Secondo il censimento del 2001 la popolazione di Pola è pari a 58594 di cui 5850 italiani (10% della popolazione totale) , la comunità degli italiani di Pola, che a sede in via Carrarina è il punto di ritrovo per tutti gli italiani del comune.
Anche gli esuli da Pola hanno continuato a ritrovarsi e hanno costituito un'associazione denominata "Libero Comune di Pola in esilio". Tra i polesani che si sono fatti strada si possono ricordare le attrici Alida Valli e Laura Antonelli, il cantante Sergio Endrigo, lo scrittore Giovanni Arpino.
Pola, dopo numerose richieste è ufficialmente diventata una città ed un comune bilingue : Grad Pula - Città di Pola.
Il dialetto italiano di Pola è una varietà di veneto, piuttosto simile al triestino ma con una cadenza caratteristica.
Monumenti
- L'Arena di Pola
- Il tempio di Augusto
- La port'Aurea
- Il teatro romano
- La porta di Ercole
Sport
Il 23 maggio 2004 la 14^ tappa del Giro d'Italia 2004 si è conclusa a Pola con la vittoria di Alessandro Petacchi.
Categoria:Città della Croazia
Sibenik
Sebenico (in croato Šibenik) è una città croata situata sulla costa adriatica nella regione della Dalmazia.
È il capoluogo della provincia di Šibenik-Knin (in croato: Šibensko-kninska županija) e ha 51.553 abitanti (dato del 2001).
La città è situata presso la foce del fiume Krka in un porto naturale collegato al mare da un canale naturale lungo 2,5 km.
Monumenti
Krka
È notevole la cattedrale di San Giacomo (Sv. Jakov), la cui costruzione venne iniziata nel 1431 su un edificio preesistente ed affidata a Giorgio Orsini.
Edificata con pietre provenienti dalle isole di Brazza, Curzola, Arbe e Veglia, fu terminata nel 1536 da Nicolò Fiorentino.
Attorno alla cattedrale, esternamente alle absidi, corre un fregio scolpito con teste raffiguranti 71 abitanti della città, all'epoca della costruzione della chiesa.
All'interno vi è un notevole fonte battesimale sorretto da tre angeli disegnati dall'Orsini e realizzati da Andrea Alessi.
Nel 2000 la cattedrale di San Giacomo è stata inclusa nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
A lato della cattedrale si trova la Loggia Grande, sede del consiglio comunale in epoca veneziana, originariamente costruito tra 1533 e 1546 da Michele Sammicheli, ma completamente ricostruito fedelmente dopo la distruzione nel 1943 a seguito di un bombardamento.
La città è dominata dai resti della Fortezza di San Nicola, su una altura alla quale si arriva salendo per la città vecchia.
Personaggi illustri
- Faust Vrančić (Faustus Verantius, o Fausto Veranzio) (1551-1617), scienziato, matematico, inventore ed autore di un dizionario in cinque lingue (latino, italiano, tedesco, croato ed ungherese);
- Nicolò Tommaseo (1802-1874), letterato e linguista insigne, autore fra l'altro del "Dizionario della lingua italiana".
Collegamenti esterni
- [http://www.croatia.hr/destinations/destinations.aspx?id_destination=140 Ente per il turismo della Croazia]
- [http://whc.unesco.org/sites/963.htm La cattedrale di San Giacomo]
categoria:Città della Croazia
Categoria:Patrimoni dell'umanità in Croazia
ja:シベニク
Dubrovnik
Ragusa (in croato Dubrovnik) è una città della Croazia che si trova sulla costa della Dalmazia. La città prese il nome dal latino Ragusium. Quando, a seguito della dissoluzione della repubblica marinara di Ragusa, la città fu unita alla Dalmazia (in cui dopo il 1880 il croato era stato aggiunto all'italiano come seconda lingua) si dovette darle un nome croato, ma non esistendone uno, si prese il nome di un villaggio vicino abitato da popolazione slava e lo si estese alla città.
italiano
Per decenni, dopo il 1918, è stato tacitamente vietato, anche parlando o scrivendo in italiano, di utilizzare il nome Ragusa, ma ora tale divieto pare superato e anche i siti web croati hanno iniziato ad usarlo. La repubblica ragusea (abrogata per decreto napoleonico il 31 gennaio 1808) aveva per lingua ufficiale l'italiano. La bandiera era costituita dall'immagine di San Biagio (protettore della Repubblica) rappresentato in paramento vescovile con tiara e pastorale, nell'altra mano sorreggendo un'immagine della città; colori predominanti rosso e oro, campo bianco.
Collegamenti esterni
- [http://www.dubrovnik-guide.net/homeIT.htm Guida a Dubrovnik]
- saggio storico [http://www.nobiliragusei.it Né Turchi né Ebrei ma Nobili Ragusei]
- breve articolo storico "Medioevo Biagino" su [http://www.medioevo.ws Medioevo WS]
- [http://dubrovnik.visittown.com Dubrovnik, VisitTown.com]
Categoria:Città della Croazia
Categoria:Patrimoni dell'umanità in Croazia
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Kalde krigen
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Nijefurd
Nijefurd is in gemeente yn it súdwesten fan Fryslân, mei 10.913 ynwenners (1 jannewaris 2003), en in gebiet fan 289,17 km2, wêrfan 192,11 km2 wetter.
De gemeente Nijefurd is yn de gemeentlike weryndieling fan 1984 foarme út in grut part fan de eardere gemeente Himmelumer Aldefurd, en de stêden Wymbritseradiel, mei 3.229 ynwenners, en leit yn it súdwesten fan Fryslân, sa'n 5 km. fan Snits, dêr't it oer it wetter fia de Geeu mei keppele is.
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