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Danza del ventre
La Danza Orientale (“Raqs sharqi”) è il nome con cui l’Egitto oggi chiama una danza che ha perso le sue origini, a causa della scarsa presenza di fonti scritte; molte sono le storie che le vengono attribuite come ad esempio, dopo alcuni ritrovamenti archeologici, un’origine sacra collegata al culto della Dea-madre delle civiltà pre-urbane: Ishtar è la Dea babilonese che rappresenta il prototipo della grande Dea, simbolo di prosperità, fertilità, amore. Le sacerdotesse la onoravano con danze sacre entrando in relazione con i ritmi della natura e imitandola: molti movimenti ricordano le onde del mare, la forma della luna, il serpente, il cammello e ancora l’atto sessuale e il parto; ma di certo si sa solo ciò che si è potuto studiare attraverso fonti scritte che si hanno a partire dal ‘700/’800 in poi.
Con l’affermarsi del patriarcato la danza viene spostata nel contesto laico venendo così richiesta in feste, banchetti, celebrazioni (rimanendo dunque centro di cerimonie importanti), come danza ufficiale presso i Re e ancora come danza popolare e civile eseguita nelle case o nei palazzi.
Nel periodo del MedioEvo, donne di particolare bellezza venivano comprate al mercato degli schiavi, portate nei palazzi e istruite in vari campi per poi poter intrattenere i padroni. Gli esperti insegnavano loro a cantare, suonare strumenti, danzare, recitare poesie, conoscere medicina, astronomia e altre scienze. Danzavano e cantavano nelle feste organizzate dai loro padroni per poi ritirarsi negli harem dove agli uomini non era permesso entrare: harem significa infatti “proibito” ed erano gli appartamenti riservati alle donne. All'interno di esso venivano condivise le gioie della danza con le altre donne. Si resero competitive in tutti i campi per poter progredire socialmente e contribuirono così al mantenimento e all’ evoluzione della danza orientale.
A partire dalla fine del ’700 in Egitto con l’insediamento delle truppe di Napoleone arrivarono anche numerosi viaggiatori europei che lasciarono vari documenti scritti, se pur non del tutto attendibili a causa della loro scarsa conoscenza delle tradizioni e della cultura di questo paese e delle soggettive considerazioni. In questi testi ci vengono descritte due figure diverse di danzatrici, anche se spesso confuse tra di loro: le almee (letteralmente significa saggia) e le ghawazy (tradotto con il termine di zingara). Le prime erano artiste complete, che si esibivano quasi esclusivamente per le donne cantando, suonando, recitando e danzando. Avevano sicuramente uno stile più raffinato, mentre le gawazy si suppone fossero appartenenti ad un popolo nomade, di bassa estrazione sociale e si esibivano per le strade, nelle feste, davanti ad un pubblico anche maschile.
Si presume che fu proprio il popolo ghawazee a tramandare la tradizione della danza Egiziana. Non si conosce comunque la provenienza di questo popolo nomade, certo è che oggi si considerano le vere discendenti della danza orientale.
Per quanto riguarda la Turchia, invece, in epoca ottomana facciamo la conoscenza delle danzatrici zingare cengi, anch’esse considerate nomadi e dalle origini misteriose.
Agli inizi del ‘900 si comincia a far conoscere la danza egiziana, attraverso apparizioni in contesti internazionali, affascinando e suscitando stupore e curiosità così da essere imitata e introdotta nei paesi occidentali in breve tempo. Anche il cinema hollywoodiano ebbe un notevole ruolo nella sua diffusione, tanto da "rilanciare" questa danza intorno agli anni’40/’50. Furono gli europei a dargli il nome di danza del ventre.
Al Cairo, presero vita luoghi di ritrovo per europei dove la danza divenne un intrattenimento molto richiesto e alcune danzatrici trovarono nuove opportunità di lavoro (prima, soprattutto le ghawazy, si esibivano in posti pubblici, all’aperto e in gruppo). Le almee tradizionali continuarono ad esibirsi in case private, per un pubblico prettamente femminile, dove continuavano a dimostrare la loro completezza, oppure nei propri saloni in presenza di ospiti e qualcuna si esibiva sulla scena. Il loro ruolo perse importanza quando, a partire dagli anni ’30, notevoli trasformazioni culturali e artistiche, soprattutto nuovi generi musicali ispirati all’occidente si diffusero sempre più con un nuovo mezzo, la radio, rendendo superflua la presenza degli artisti e creando nuove fusioni musicali adottando anche strumenti occidentali.
Il centro culturale e creativo si sviluppò nella famosa via Muhammad Alì dove si concentrò un maggiore numero di locali, spettacoli, di artisti e danzatrici.
Nel 1930 con l’apertura del primo ”Casino Badia” aperto al Cairo da Badia Masabny, una ballerina di origine siriana, si creò un nuovo tipo di danzatrice, diversa dalla alma e dalla gaziyah. Fu il primo locale in stile europeo dove si esibirono poi numerose ballerine, alcune delle quali divennero famose. Nacquero numerose sale e cabaret dove le danzatrici potevano esibirsi e, con il nuovo carattere europeo della danza orientale, cambiarono totalmente il modo di esprimersi e il significato di questa danza: in poco tempo diventò “semplice” intrattenimento, talmente richiesto da far perdere importanza alla figura delle almee che, nonostante il loro dinamismo, non potevano competere con lo sviluppo delle conoscenze tecniche e artistiche delle “nuove” danzatrici professioniste, dal momento che per loro divenne necessario cercare nuovi stili e soprattutto delle coreografie per adeguarsi al nuovo spazio scenico e adattarsi ad un pubblico nuovo. Nacque così lo stile “sharqi” che univa la danza tradizionale egiziana alle varie danze occidentali, soprattutto alla danza classica.
La danza egiziana Raqs Sharqi si divide oggi in tre forme:
- Sha’abi (folkloristico) - é lo stile folkloristico, il più antico, nel quale troviamo diverse musiche e danze a seconda delle regioni ma che mantengono e condividono lo stesso linguaggio, esprimendo così il carattere del popolo. Lo ritroviamo nelle campagne danzato con allegria e vivacità; è la forma più forte, solare e terrena
- Balady (appartenente al paese): nasce all’inizio del ’900 ed é la danza popolare urbana; ha radici nelle tradizioni più antiche ma è un insieme di tradizioni egiziane e influenze occidentali ;è più sofisticata della danza sha’abi ma ne conserva gli aspetti terreni;
- Sharqi (orientale) - è la forma classica, la danza di corte che veniva nelle corti mussulmane o ottomane. Ha dentro di sé le evoluzioni delle forme shabi e baladi ma è uno stile più raffinato e ricco con arabesque e l’espressione morbida delle braccia. Si afferma negli anni ’20 con il cabaret.
Cinema
Il Cinema è una forma d'arte moderna nata alla fine del XIX secolo, nota anche come la settima arte.
La rapida successione di immagini che contengono una ripresa frazionata della medesima azione è alla base di quella illusione ottica che noi conosciamo con il nome di cinema.
Movimento come illusione
È molto diffusa la convinzione che il fenomeno della persistenza delle immagini sulla retina consenta allo spettatore di avere l'illusione del movimento. Questa affermazione è sbagliata. Il fenomeno ora descritto consente all'occhio di percepire come un fascio di luce continuo ciò che, al contrario, è una rapida sequenza di lampi (nel cinema professionale 48 al secondo, pari a 24 fotogrammi al secondo: ogni fotogramma viene illuminato due volte); l'illusione del movimento è invece opera del cervello il quale, secondo meccanismi non ancora del tutto chiariti, "assembla" la raffica di immagini che gli vengono trasmesse in modo unitario e, ciò che più conta, in movimento.
Secondo alcuni studi la percezione del movimento si ha già con sole sei immagini al secondo, anche, se, ovviamente, la fluidità dell'azione risulta molto scarsa. I primi film muti venivano girati a circa sedici fotogrammi al secondo; lo standard dei 24 fotogrammi fu codificato solo con l'avvento del cinema sonoro onde ottenere una velocità lineare della pellicola sufficiente per una dignitosa resa sonora della traccia.
Proiezione
Le pellicole cinematografiche
vengono proiettate in apposite sale dette appunto cinematografiche o cinematografi, per lo più teatri, adattati ad ospitare uno schermo al posto del palco e un proiettore in fondo alla sala; oggi, visto il numero e la specializzazione in generi del cinema, la tendenza è di riunire più sale cinematografiche di varia capienza in una sola struttura creata appositamente, i cinema multisala o più semplicemente multisale.
I cinematografi
cinema multisala
I primi luoghi ad ospitare delle proiezioni cinematografiche furono dei teatri adattati per l'occasione con uno schermo. Inizialmente, infatti, essendo i film muti, non servivano apparecchiature per la riproduzione del sonoro, e una qualsiasi stanza si adattava alle esigenze. Spesso, i proprietari dei locali ingaggiavano dei musicisti, in genere un pianista, per accompagnare musicalmente lo spettacolo.
Con l'avvento del sonoro, anche i cinematografi dovettero adattarsi alle nuove esigenze di quello che stava comiciando a diventare un ricco business, e nacquero le prime sale cinematografiche vere e proprie, dedicate esclusivamente alla proiezione di film.
Cominciò così la prima età dell'oro del cinema, e le sale si diffusero rapidamente in tutto il mondo.
Oggi ormai le sale uniche sono una rarità, e si sono sempre più diffusi i cinema multisala, che sfruttano il richiamo di più pellicole e sale più piccole per ottimizzare i ricavi, secondo la logica ormai diffusa dello show-business.
I Drive-In
I Drive-In, Guida-Dentro tradotto letteralmente, sono una forma di cinema particolare che si diffuse soprattutto negli Stati Uniti nel corso degli anni '50 e '60, che consisteva in proiezioni cinematografiche all'aperto, dove ci si poteva recare a vedere il film in automobile, sistemandosi nelle apposite piazzole allestite di fronte allo schermo, con a lato gli altoparlanti per l'audio (in alcuni casi era trasmesso su frequenze radio su cui ci si poteva sintonizzare con l'impianto stereo della macchina).
Il cinema a casa
Betamax e VHS
Nel 1975 la Sony lanciò sul mercato un videoregistratore compatto: il Betamax. Era il primo apparecchio che consentiva di registrare un segnale televisivo a costi contenuti: nasceva così il concetto di home video. L'anno successivo fu il turno della JVC, la quale propose al mercato un altro sistema per la registrazione video amatoriale: il VHS (acronimo di Video Home System). A detta di molti il Betamax era di qualità superiore al VHS, ma la JVC riusci ad imporre il suo standard grazie ad un'intelligente mossa di mercato: consentì anche ad altre case di produrre cassette e videoregistratori nel formato VHS; insomma qualcosa di molto simile a quanto, qualche anno più tardi, avrebbe fatto la IBM con i suoi PC.
Nel 1979 anche la Philips e la Grundig mettono a punto un proprio formato: il Video 2000. Il maggior vantaggio di questo sistema era rappresentato dalla possibilità di registrare la videocassetta da entrambi i lati (come avviene per una normale musicassetta) oltre a una serie di interessanti innovazioni tecniche quali il Time Code (Codice Temporale) inciso direttamente su nastro. Il Video 2000 era dunque un temibile antagonista del VHS. Perché dunque fu abbandonato nella seconda metà degli anni '80 (oggi non si producono più neppure le cassette di questo formato)? Secondo alcuni ciò fu la conseguenza di un accordo tra le aziende interessate al mercato degli apparecchi audio e video del settore "consumer". La Philips acconsentì a rinunciare al suo Video 2000 ed in cambio le altre aziende abbandonarono i loro sistemi di registrazione digitale: in questo modo l'azienda olandese ha potuto imporre sul mercato lo standard audio "CD". Secondo altri tuttavia le ragioni della sconfitta del Video 2000 vanno ricercate nel ritardo con cui venne immesso sul mercato, quando cioè il VHS aveva ormai preso piede così da essere diventato lo standard "de facto" della videoregistrazione domestica.
Il DVD e il futuro: Hd-DVD e Blue-Ray
Il sistema VHS è ancora in uso ai giorni nostri, ma è ormai avviato sul viale del tramonto. La videoregistrazione digitale si sta imponendo per gli innegabili vantaggi che reca con sé: maggiore qualità delle immagini e dell'audio, "lavorabilità" del girato mediante computer; maggiore resistenza del supporto, il DVD (originariamente Digital Video Disk, poi modificato in Digital Versatile Disk).
Oggi l'appassionato può attrezzare nella propria abitazione una vera e propria sala cinematografica anche se di ridotte dimensioni, ove proiettare o film di edizioni compressi in un DVD, oppure opere da lui stesso girate e montate.
Il processo non sembra, però, ancora giunto alla sua fine, ed anche il DVD si prepara a diventare un supporto obsoleto, e soprattutto si profila una nuova "battaglia" tra case di produzione per la scelta del prossimo standard home video: Hd-DVD o Blue-Ray. Dalla parte di quest'ultimo, sviluppato e promosso dalla Sony, si sono attualmente schierati dei colossi della tecnologia come Dell, Hewlett-Packard, LG Electronics, Thomson, Philips, Matsushita Electric, oltre alla 20th Century Fox. L'Hd-DVD, invece, è sostenuto dalla Nec, Toshiba e Sanyo.
Film a passo ridotto
Se da un lato l'home video digitale appare, dunque, destinato a saturare il mercato, dall'altro sopravvive, come prodotto di nicchia, ancora il tradizionale cinema a passo ridotto: 16 mm e super 8 mm. Molti appassionati continuano a preferire l'immagine chimica (cioè ottenuta per mezzo di emulsioni fotografiche) rispetto a quella digitale. Invero, dopo più di una decina d'anni di oblìo, il cinema a passo ridotto sembra conoscere una seconda giovinezza: in questi ultimi anni la Kodak ha visto una ripresa delle domanda di pellicole a passo ridotto, tanto da aver messo a disposizione degli operatori non solo le tradizionali emulsioni invertibili (destinate preferibilmente all'amatore), ma anche pellicole negative eguali a quelle commercializzate in 35 mm.
Le ragioni della scelta della pellicola super 8 mm e 16 mm sono legate, soprattutto, ad una maggiore naturalezza e definizione dell'immagine, nonché ad una maggiore somiglianza del prodotto finito col "vero" cinema. Gli utilizzatori di questi formati rimproverano, infatti, all'immagine elettronica di non riuscire ad affrancarsi da quel "look" televisivo che segna (o dovrebbe segnare) lo spartiacque tra un prodotto di pregio ed uno di minor valore. Proprio per queste ragioni da parte di alcuni si adotta una tecnica "mista": le immagini vengono riprese su pellicola negativa, poi vengono riversate in un segnale video digitale ed infine montate al computer e videoproiettate.
Da ultimo v'è da segnalare che alcuni piccoli laboratori indipendenti continuano a stampare in super 8 mm o 16 mm, per i collezionisti, anche i film d'edizione di maggior successo.
Si stima che in Italia i cultori del cinema a passo ridotto siano circa 15.000.
Storia del cinema
I primi rudimentali esempi di cinematografia erano semplici sviluppi della lanterna magica e strumenti ottici simili, che potevano essere usati per proiettare immagini ferme per fare in modo che l'occhio umano percepisse il movimento tramite la loro successione rapida. Naturalmente, le immagini usate per simili strumenti dovevano essere scelte e preparate con cura per raggiungere l'effetto desiderato. Usando immagini simili tra loro, ma con lievi differenze, si poteva trasmettere alla percezione del pubblico l'effetto del movimento. Il principio è ancora oggi quello applicato nel campo dell'animazione.
Con lo sviluppo della fotografia, e in particolare della pellicola cinematografica (film) di celluloide, divenne possibile registrare le immagini. L'uso della pellicola, inoltre, era decisamente più comodo per un sistema di proiezione delle immagini ad un pubblico, quando all'epoca si usavano strumenti che potevano essere utilizzati da una persona per volta, che doveva guardare all'interno dell'oggetto.
Il 28 dicembre 1895 i fratelli Lumiere proiettarono al Grand Cafè di Parigi dieci film di circa un minuto l'uno, tra i quali un primo piano di uno dei fratelli e sua moglie che davano da mangiare a loro figlio e Arroseur et arrose (Innaffiatore e innaffiato).
Il cinema fu inizialmente pura arte visiva. Comunque, quando un film veniva proiettato in un cinematografo, per lo più teatri adattati alle esigenze, i proprietari dei locali ingaggiavano dei musicisti per accompagnare la proiezione con della musica. I musicisti, solitamente un pianista, dovevano dunque adattarsi ed accompagnare l'umore del film nei vari passaggi.
Più tardi, lo sviluppo tecnologico permise di creare una colonna sonora sincronizzata con le immagini sullo schermo, e che poteva essere registrata a parte dalle riprese del film. I film sonori vennero inizialmente conosciuti come "film parlanti".
L'ultimo decisivo gradino che ha portato il cinema alla concezione moderna fu l'introduzione del colore, che venne adottato più gradualmente rispetto al sonoro. Come la tecnologia si sviluppò, sempre più film si avvalsero del colore, ed è oggi ormai una pratica universale, diversamente dalla fotografia, dove il bianco e nero è sopravvissuto per vari motivi. In rare eccezioni, comunque, come nel film di Steven Spielberg "Schindler's List", la scelta del B/N ha a che fare con ragioni artistiche.
La produzione cinematografica
Se la proiezione di un film è una cosa tutto sommato semplice ed economica, la sua creazione invece è una vera e propria impresa che richiede la coordinazione di una troupe di centinaia di persone, l'impiego di macchinari e attrezzature molto costose, la pianificazione di molte attività diverse, a volte contemporanee, e l'investimento di grosse somme di denaro: girare (creare) un film in modo professionale, anche in economia, costa comunque cifre dell'ordine del milione di euro. A fronte di questi costi e di queste difficoltà un film riuscito, che ha successo, può rendere cifre straordinarie. D'altra parte, se il film non piace, la perdita è molto grave.
In generale, le fasi della produzione sono: lo sviluppo del progetto, la pre-produzione, la lavorazione e la post-produzione.
Gli aspetti più importanti
Regia
Soggetto e Sceneggiatura
:Articoli principali: Soggetto e Sceneggiatura
La produzione di un film parte generalmente da un'idea. Lo sviluppo di questa idea porta alla stesura del soggetto, una prima bozza di quello che potrebbe diventare il copione di un film. Il soggetto, contenente solo lo svolgimento della vicenda in linea di massima, è presentato a uno o più produttori. Se ci sono i presupposti per uno sviluppo del progetto, il soggetto viene tramutato in sceneggiatura. Questo secondo processo è decisamente più lungo e delicato del precedente, e richiede delle buone conoscenze tecniche: una buona sceneggiatura, infatti, getta le basi per una buona riuscita del prodotto finale. Lo svolgimento dell'azione narrato nel soggetto viene elaborato e raffinato, creando il copione finale del film, che comprende la suddivisione in scene, i dialoghi, le ambientazioni, indicazioni sulle azioni dei personaggi e sulle loro personalità, tutto quello che, insomma, può servire al regista per sviluppare le riprese. Il regista, se già coinvolto nel progetto durante questa fase (spesso il regista viene scelto a sceneggiatura ultimata), può fornire il suo apporto nella stesura del testo. In seguito, avrà comunque la possibilità di cambiarlo e modificarlo in itinere durante le riprese.
Fotografia
:Articoli principali: Fotografia cinematografica e Direttore della fotografia
La fotografia cinematografica ha un ruolo fondamentale nella produzione di un film, essendo la responsabile principale dell'aspetto estetico finale del prodotto. Il direttore della fotografia è uno dei collaboratori più stretti ed importanti del regista. Insieme decidono la composizione ed il taglio dell'inquadratura, a che distanza inquadrare un soggetto, con quale angolo di ripresa, etc. In base alla scena che si vuole riprendere, si deciderà, ad esempio, se effettuare una carrellata, una panoramica, un primo piano, un campo lungo, etc. La vicinanza o meno della macchina da presa può influire, infatti, sulla carica emotiva della scena. Ad esempio, inquadrando il volto di un attore, lo spettatore è coinvolto maggiormente rispetto ad un'inquadratura più ampia comprendente tutto l'ambiente circostante. Oppure, in una scena di guerra, utilizzando una steadicam ed adottando il punto di vista di un soldato, si proietta lo spettatore nel vivo dell'azione. In questo contesto, possiamo affermare che la fotografia è l'arte di "raccontare per immagini", ed è parte integrante di quello che è definito come "il linguaggio cinematografico": le immagini non sono altro che le parole (o i segni) del linguaggio, ed il montaggio ne è la grammatica (o la sintassi).
montaggio
Montaggio
Il montaggio è solitamente considerato l'anima del cinema e parte essenziale della messa in scena operata dal regista. Il primo a rendere evidenti le potenzialità del montaggio fu David W. Griffith nel film La nascita di una nazione, ove teorizzò gli elementi alla base del "linguaggio cinematografico": inquadratura, scena e sequenza.
Grande attenzione al montaggio venne riservata dai registi sovietici degli anni '20.
Kulesov ed Ejzenstejn furono i principali teorici del montaggio. Kulesov dimostrò l'importanza del montaggio nella percezione del film attraverso un famoso esperimento. Facendo seguire sempre lo stesso primo piano dell'attore Mozzuchin di volta in volta ad un piatto di minestra, un cadavere o un bambino, rese evidente che lo spettatore avrebbe letto nel volto fame, tristezza o gioia. Questo prende il nome di "Effetto Kulesov". Ejzenstejn invece teorizzò il "Montaggio delle attrazioni". Nel 1923 pubblicò un saggio in cui anticipava la pratica che avrebbe usato poi nelle sue pellicole. Nei suoi lavori, come Sciopero (1925) o La corazzata Potemkin (1925), il regista inserì varie immagini non diegetiche, cioè estranee al testo filmico rappresentato, ma che per la loro capacità di esemplificazione potevano essere associate alle scene. Ad esempio, in Sciopero, la soppressione della rivolta viene mostrata attraverso lo sgozzamento di un bue. Praticò un'estrema frammentazione delle inquadrature, per cui un unico gesto viene mostrato da più angolazioni. Questo metodo di Montaggio si contrapponeva al montaggio classico o invisibile. Hollywood infatti attraverso i campo-controcampo o i raccordi sullo sguardo cercava di rendere il montaggio il più fluente possibile.
Il montatore segue le indicazioni del regista, che supervisiona il lavoro, e procede a visionare il girato tagliando le inquadrature utili ed unendole tra loro. Tutte le scene, girate in un ordine casuale, sono poi montate nell'ordine previsto dalla sceneggiatura. Il montaggio detta, quindi, il ritmo del film ed il suo stile narrativo.
Colonna sonora
Con il termine colonna sonora ci si riferisce solitamente alle musiche di un film, ma il termine comprende l'audio completo (con dialoghi e effetti sonori). Dal punto di vista "fisico", la colonna sonora è l'area della pellicola cinematografica (il vero film) dedicata alla registrazione dell'audio.
La colonna sonora di un film accompagna e sottolinea lo svolgimento della pellicola, e le musiche possono essere "originali" e non (due categorie premiate distintamente, per esempio, agli Oscar).
Effetti speciali
Gli effetti speciali sono una delle caratteristiche peculiari del cinema fin dai tempi del regista francese Georges Méliès, inventore dei primi rudimentali effetti visivi, ottenuti tramite un sapiente montaggio e lunghe sperimentazioni. Gli effetti sono stati poi progressivamente perfezionati grazie all'introduzione di nuove tecnologie, passando attraverso diverse fasi di sviluppo, fino ad approdare ai moderni effetti basati sulla computer grafica, la quale ha rivoluzionato l'industria cinematografica liberando la fantasia di sceneggiatori e registi. Nonostante questo, molti degli effetti dipendono ancora oggi dall'estro di coreografi, controfigure, truccatori, disegnatori, etc.
Gli effetti speciali sono realizzabili sia durante le riprese sia in post-produzione, e sono classificabili in "visivi" e "sonori", ed anche in "effetti fisici" ed "effetti digitali".
Tecnologie e figure professionali
La storia del cinema è costellata di piccole e grandi invenzioni tecniche. Il progresso tecnologico non si è mai arrestato, ed ha visto anche alcune svolte epocali, come il passaggio dal muto al sonoro, dal bianco e nero al colore, e dall'analogico al digitale (quest'ultimo è tuttora in corso). Come conseguenza dello sviluppo tecnologico, è aumentato il grado di specializzazione delle maestranze impegnate sul set, e sono state create nuove figure professionali. Le grandi produzioni sono popolate da un vero e proprio esercito di assistenti, attrezzisti, direttori di reparti, disegnatori, progettisti, truccatori, controfigure, e così via. Le attrezzature utilizzate sono sempre più complesse, e permettono evoluzioni della macchina da presa controllate al millimetro. Anche la proiezione si è evoluta, specialmente con l'introduzione dei grandi formati panoramici. Per non parlare del mondo degli effetti speciali, del montaggio, dei Dvd, etc. Nel complesso, sono ormai migliaia i termini tecnici e gli acronimi oggi utilizzati dagli "addetti ai lavori".
Per un elenco approssimativo dei termini più utilizzati consultare il Glossario cinematografico.
Film
- Film
- Elenco di film
- :Categoria:Film
Scuole e movimenti cinematografici
- Dogma 95 (Danimarca, 1995-2005)
- Espressionismo (Germania, 1910-1924)
- Neorealismo (Italia, 1943-1952)
- Nouvelle Vague (Francia, anni '60)
Cinematografie nazionali
- Cinema britannico
- Cinema cileno
- Cinema cinese
- Cinema coreano
- Cinema francese
- Cinema giapponese
- Cinema indiano
- Cinema italiano
- Cinema russo
- Cinema spagnolo
- Cinema statunitense
- Cinema tedesco
Premi cinematografici
- Premi cinematografici
- Premio Oscar
- Leone d'Oro
- Palma d'Oro
- Orso d'Oro
- David di Donatello
Festival cinematografici
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- Venezia
- Cannes
- Berlino
- Giffoni Film Festival
- Gay Film Festival Torino
Voci correlate
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- Museo nazionale del Cinema a Torino
Collegamenti esterni
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Hollywood
- Hollywood quartiere della città di Los Angeles in California
- Hollywood città della Florida
- Hollywood film del 1923 diretto da James Cruze
- Hollywood film svedese del 2004 diretto da Antonio Tublen Balance (cartoon)Balance is a German animated film, released in 1989. It was directed and produced by twin brothers Wolfgang and Christoph Lauenstein.
The film depicts five individuals living on a small platform floating in space. Whenever one of them moves, the others must do so as well to ensure that the platform does not tip over.
Balance won the Academy Award for Best Animated Short of 1989.
Trivia
- The Academy Award for Balance was only the second time that twin siblings shared an Oscar. The first time that had happened was when Julius J. Epstein and Philip G. Epstein were among the winners for Academy Award for Best Writing, Screenplay for Casablanca.
External links
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- Watch [http://www.lauenstein.tv/balance_beyond/index.html Balance] at Lauenstein & Lauenstein's web site
gu Links thrifty car rental godwka snowboard w austrii narty w szwajcarii
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E.M.S. Namboodiripad
Elankulam Manakkal Sankaran Namboodiripad (June 13,1909–March 19,1998), popularly knows as EMS was an Indian communist leader and the first Chief Minister of Kerala.
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Category:Joke religions
These are parody religions or consist predominantly of jokes, and who for at least some of their followers is more a joke than a religion. Other followers believe that there is real truth hidden behind the jokes.
Category:New religious movements
Category:Religious faiths, traditions, and movements
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Muscat de Rivesaltes AOC
Muscat de Rivesaltes is an Appellation d'Origine Contrôlée for fortified wines (vin doux naturel) made in the Roussillon wine region of France. They are similar to Rivesaltes AOC wines, except for the grape varieties used.
The wines are white, and made from
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Connorsville, Wisconsin
Connorsville is an unincorporated community in Dunn County, Wisconsin, located along the South Fork of the Hay River within the town of New Haven.
According to urban legend, it is illegal for a man to shoot a gun in Connorsville while his female partner is having an orgasm.[http://www.dribbleglass.com/subpages/laws.htm] This claim is dubious, howeve
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