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Democrazia Cristiana

Democrazia Cristiana

thumb La Democrazia Cristiana (DC) era un partito politico italiano, di ispirazione cristiana, moderato, fondato nel 1942.

Storia

Il partito fu fondato nell’ottobre 1942 da esponenti del disciolto Partito Popolare Italiano (PPI) di Don Luigi Sturzo e Alcide De Gasperi, del Movimento Guelfo d’Azione di Piero Malvestiti e da intellettuali provenienti dalle organizzazioni cattoliche, come l'Azione Cattolica e la Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI). Tra i fondatori, oltre a Sturzo e De Gasperi, si ricordano: Mario Scelba, Attilio Piccioni e Giovanni Gronchi del PPI, Aldo Moro e Giulio Andreotti dell'Azione Cattolica e Amintore Fanfani e Giuseppe Dossetti della FUCI. La DC ha fatto parte di tutti i governi italiani dal 1946 al 1992. È stato sempre il primo partito nelle consultazioni politiche nazionali, ad eccezione delle elezioni europee del 1984 in cui, di poco, fu superata dal Partito Comunista Italiano. Ha espresso numerosi presidenti del Consiglio dei ministri e della Repubblica.

Dal 1946 al 1962

Dal 1946 al 1948, nell'Assemblea Costituente, partecipò alla stesura della Costituzione italiana, impegnandosi ad evitare un ritorno al passato fascista e contemporaneamente ad evitare una deriva social-comunista. Riuscì, quale partito di maggioranza relativa, a dialogare con tutti gli altri partiti dell'arco costituzionale, assicurando, così al Paese una Carta Costituzionale ampiamente condivisa. Esempio di questo impegno è l'art. 1 della Costituzione, che nel definire l'Italia "una repubblica democratica fondata sul lavoro", evitò il riferimento tanto alla "repubblica di lavoratori" di stampo decisamente marxista, quanto il riferimento ad uno Stato di impostazione liberal-capitalista. Alle elezioni politiche del 1948, dopo una durissima campagna elettorale contro il Fronte Democratico Popolare (composto da comunisti e socialisti), la DC ottenne il 48.5% dei suffraggi, assicurando così la nascita di un governo di centro, insieme a PLI, PRI e PSDI, e l'ancoraggio dell'Italia al Patto Atlantico ed alla futura Unione Europea. In questi anni, la DC fonda governi con PSDI, PRI e PLI, e al III congresso la linea di partito si sposta verso sinistra. È il periodo dei governi guidati da Alcide De Gasperi. Il partito rafforza la sua organizzazione, cerca di occupare lo Stato e distribuire le risorse in modo da risultare più indipendente dalla Chiesa, si collega all'industria statale. Riceve anche l'appoggio del MSI. Guidano le formazioni di governo Giuseppe Pella, Amintore Fanfani, Mario Scelba, Mario Segni, Adone Zoli, Fernando Tambroni.

Dal 1963 al 1978

In questo periodo si apre la tradizione del centrosinistra italiano, con il governo Fanfani V che riceve l'appoggio condizionato del PSI: i governi introducono la programmazione economica per una più equa distribuzione dei beni e attuano progetti di riformismo. Vengono istituite le Regioni, nazionalizzata l'industria elettrica, istituita la scuola media unica obbligatoria, portato l'obbligo scolastico a 14 anni, varata la legge sul divorzio e fondato lo statuto dei lavoratori. Si susseguono governi guidati da Aldo Moro, Giovanni Leone, Mariano Rumor, Emilio Colombo, Giulio Andreotti. È un periodo di profondi cambiamenti sociali: nascono il movimento studentesco e quello operaio, vengono istituite le USL, chiusi i manicomi e istituita la cassa integrazione (1975). Scoppia il fenomeno del terrorismo. Nel marzo 1978 le Brigate Rosse rapiscono e uccidono Aldo Moro.

Dal 1979 al 1994

A partire dal 1980 si inaugura la stagione del "Pentapartito", costituito dalla Dc insieme a PSI, PSDI, PRI e PLI, formalizzato prima con guida socialista (nel 1983), poi con guida democristiana (nel 1988). Guidano il governo Francesco Cossiga, Arnaldo Forlani, Giovanni Spadolini, Amintore Fanfani, Giovanni Goria, Ciriaco De Mita, Giulio Andreotti. Nel 1992 scoppia lo scandalo di tangentopoli e, dopo oltre cinquant'anni di attività, dopo la crisi dovuta all'inchiesta giudiziaria denominata Mani pulite, il 18 gennaio 1994 il partito deliberò di mutare nome riprendendo quello del partito fondato da Sturzo nel 1919: Partito Popolare Italiano (PPI). Tale decisione comportò, di fatto, la fine della esperienza politica della DC. Alcuni esponenti più conservatori del partito diedero, infatti, vita al Centro Cristiano Democratico (CCD) guidato da Pier Ferdinando Casini; altri esponenti della sinistra del partito, invece, fondarono i Cristiano Sociali, poi confluiti nei Democratici di Sinistra. La DC si vide così divisa in tre tronconi: il PPI che mantenne la collocazione centrista, il CCD che si collocò nel centro-destra ed i CS che si posizionarono a sinistra. Mario Segni e Leoluca Orlando, deputati DC ed araldi di una moralizzazione del sistema politico, diedero invece vita, rispettivamente, a due movimenti politici: il Patto Segni, movimento centrista, e La Rete, movimento di centro-sinistra.

Gli eredi della tradizione democristiana

I principali eredi della tradizione politica democristiana sono, oggi: La Margherita, partito nato dall'aggregazione del PPI e di altre forze politiche di centro (I Democratici e Rinnovamento Italiano) e guidato da Francesco Rutelli; i Popolari-UDEUR, guidati da Clemente Mastella; l'UDC, guidata da Casini, Buttiglione e Follini. I primi due sono situati nel centrosinistra e parte integrante dell'Unione. Il terzo è situato nel centrodestra, nella coalizione della Casa delle Libertà.

Segretari


- Alcide De Gasperi (luglio 1944 - settembre 1946)
- Attilio Piccioni (settembre 1946 - gennaio 1949)
- Giuseppe Cappi (gennaio - giugno 1949)
- Paolo Emilio Taviani (giugno 1949 - aprile 1950)
- Guido Gonella (aprile 1950 - settembre 1953)
- Alcide De Gasperi (settembre 1953 - giugno 1954)
- Amintore Fanfani (giugno 1954 - marzo 1959)
- Aldo Moro (marzo 1959 - gennaio 1964)
- Mariano Rumor (gennaio 1964 - gennaio 1969)
- Flaminio Piccoli (gennaio - novembre 1969)
- Arnaldo Forlani (novembre 1969 - giugno 1973)
- Amintore Fanfani (giugno 1973 - luglio 1975)
- Benigno Zaccagnini (luglio 1975 - febbraio 1980)
- Flaminio Piccoli (febbraio 1980 - maggio 1982)
- Ciriaco De Mita (maggio 1982 - febbraio 1989)
- Arnaldo Forlani (febbraio 1989 - ottobre 1992)
- Mino Martinazzoli (ottobre 1992 - gennaio 1994)

Congressi


- I Congresso - Roma, 24-27 aprile 1946
- II Congresso - Napoli, 15-19 novembre 1947
- III Congresso - Venezia, 2-6 giugno 1949
- IV Congresso - Roma, 21-26 novembre 1952
- V Congresso - Napoli, 26-29 giugno 1954
- VI Congresso - Trento, 14-18 ottobre 1956
- VII Congresso - Firenze, 23-28 ottobre 1959
- VIII Congresso - Napoli, 27-31 gennaio 1962
- IX Congresso - Roma, 12-16 settembre 1964
- X Congresso - Milano, 23-26 novembre 1967
- XI Congresso - Roma, 27-30 giugno 1969
- XII Congresso - Roma, 6-10 giugno 1973
- XIII Congresso - Roma, 18-24 marzo 1976
- XIV Congresso - Roma, 15-20 febbraio 1980
- XV Congresso - Roma, 2-6 maggio 1982
- XVI Congresso - Roma, 24-28 febbraio 1984
- XVII Congresso - Roma, 26-30 maggio 1986
- XVIII Congresso - Roma, 18-22 febbraio 1989

Cariche istituzionali

Presidenti della Repubblica
- Francesco Cossiga
- Giovanni Gronchi
- Giovanni Leone
- Antonio Segni
- Oscar Luigi Scalfaro Presidenti del Senato
- Vittorino Colombo
- Francesco Cossiga
- Amintore Fanfani
- Tommaso Morlino
- Giovanni Spagnolli
- Ennio Zelioli-Lanzini Presidenti della Camera
- Brunetto Bucciarelli-Ducci
- Giovanni Gronchi
- Giovanni Leone
- Oscar Luigi Scàlfaro Presidenti del Consiglio
- Giulio Andreotti
- Emilio Colombo
- Francesco Cossiga
- Alcide De Gasperi
- Ciriaco De Mita
- Amintore Fanfani
- Arnaldo Forlani
- Giovanni Goria
- Giovanni Leone
- Aldo Moro
- Giuseppe Pella
- Mariano Rumor
- Mario Scelba
- Antonio Segni
- Fernando Tambroni
- Adone Zoli Categoria:Partiti politici italiani (passato)

Partito politico

Un partito politico è un'organizzazione la cui attività si esplica nello spazio della vita pubblica e che, nelle attuali democrazie rappresentative ha per "ambito prevalente" quello elettorale.

In sintesi

Un partito politico è un'organizzazione di cittadini accomunati da quella che reputano una comune visione politica riguardo a questioni fondamentali dello gestione dello Stato e della società civile o su temi specifici e particolari. Negli Stati dove si svolgono elezioni rappresentative, i partiti politici organizzano le liste di candidati e concorrono per l'elezione (o scelta) delle persone che andranno a svolgere attività legislativa o amministrativa.

Cenni storici

I partiti politici si ditinguono generalmente in partiti di centro, destra e sinistra. Questa distinzione trova la sua origine nella collocazione dei deputati negli emicicli parlamentari. Già dal tempo della Rivoluzione Francese, il centro era sinonimo di "moderazione", la destra di "conservazione" e la sinistra di "progresso". Nella storia politica europea, ed in particolare quella italiana, dalla metà dell'800 agli inizi del '900 la scena politica era dominata da partiti politici tutti di stampo "liberale". Tali partiti, in quanto espressione dei ceti sociali medio-alti, erano attenti, in particolar modo, a ridurre il potere statale ed ad accentuare la libera iniziativa locale. In alcuni casi, come nell'Italia della legge delle guarentigie, "liberale" era anche sinonimo di "anticlericale", mentre i partiti "conservatori" erano "clericali", cioè contrari a ridurre l'ingerenza della Chiesa negli affari temporali. I "liberali" erano comunemente espressioni delle elite cittadine e della nascente classe borghese, i "conservatori" dei latifondisti e propietari terrieri. Con la crescita del c.d. "proletariato", composto soprattutto da piccoli artigiani ed operai, cominciano a diffondersi le ideologie "socialiste" che troveranno, poi, in Karl Marx il loro più compiuto teorizzatore. Nasce così l'idea di uno Stato laico, se non ateo, svincolato dalla "tradizione borghese", unico detentore del potere e attento ad assicurare la più completa uguaglianza tra i cittadini. Ben presto i marxisti si distnguono in una componente socialista o social-democratica ed una comunista. La prima più rispettosa delle scelte dell'individuo nella sfera personale (famiglia, scuola, religione) e più attenta al coinvolgimento democratico dei cittadini, la seconda più convinta del ruolo indispensabile dello Stato e del Partito di guida dei cittadini. Tanto gli uni quanto gli altri si sono fatti convinti assertori della distribuzione delle terre ai contadini, della netta separazione tra Chiesa e Stato, della "collettivizzazione" delle imprese e di un continto "internazionalismo". Negli stati di tradizione cattolica, come l'Italia, accanto ai partiti liberale, conservatore, socialista, socialdemocratico e comunista, sono nate formazioni politiche variamente denominate (cristiano-democratico, cristiano-sociale, popolare), ma tutte accomunate da una politica ispirata alla dottrina sociale della Chiesa cattolica. Tali partiti, soprattutto nella seconda metà del XX secolo, sono stati, spesso, al governo ( Italia, Francia, Belgio, Lussemburgo, Germania, Olanda, Austria ). Si sono caratterizzati per una politica conservatrice in campo morale (contrari all'aborto, alla legalizzazione delle droghe), liberale in campo economico e politica estera (favorevoli al libero mercato, all'Unione Europea, alla Nato), ma hanno saputo, anche dimostrare, al fine di contenere i partiti socialisti e comunisti, una marcata attenzione alle questioni sociali. Sul finire del XX secolo, in Italia, come nel resto d'Europa, sono andate diffondendosi nuove "culture politiche". La "rivoluzione giovanile"degli anni '60-'70 ha imposto le problematiche femminili e dell'ambiente. Le "femministe", convinte sostenitrici dell'emancipazione delle donne, hanno provato facile accoglienza nei partiti liberali e socialdemocratici, un pò meno in quelli conservatori, cristiano-democratici e comunisti. La "cultura ambientalista" ha trovato sbocco nelle associazioni ambientaliste (WWF, Greenpeace, Legambiente) e in nuovi partiti politici, spesso denominati Verdi. Nel frattempo, il tentativo di resistere al potere statale ed imprenditoriale ha determinato la nascita di partiti autonomisti e federalisti. Alcuni di questi (come la Südtiroler Volkspartei) sono nati per rappresentare di minoranze linguistiche o etniche.

Organizzazione

I partiti si distinguono a livello organizzativo a secondo di una struttura più o meno verticistica, più o meno movimentista. I partiti di stampo socialista e comunista, nonchè quelli post-fascisti, si sono, nel corso degli anni, contraddistinti per la presenza di ampi organi assembleari e ristretti gruppi dirigenziali. Spesso i vertici del partito non venivano scellti direttamente dagli iscritti o dalle assemblee congressuali, ma dagli uffici di presidenza. Altri partiti, invece, hanno fatta propria una prassi più "democratica", attenta cioè a favorire il coinvolgimento della base nelle decisioni di vertice.

L'organizzazione secondo Duverger

Un categorizzazione tradizionale, ma sempre efficace, delle forme di organizzazione partitica risale al costituzionalista e politologo Maurice Duverger, che ne distingue quattro:
- comitato: i partiti di comitato, come sono ancora i partiti degli Stati Uniti, sono spesso considerati i diretti discendenti dei "partiti dei notabili" ottocenteschi. I comitati sono strutture flessibili e non permanenti che si attivano per raccogliere fondi e voti in vista di tornate elettorali o altre occasioni di questa rilevanza .
- sezione: la sezione è tipica dell'organizzazione territoriale stabile dei partiti socialisti; munita di propri quadri e collegamenti, la sezione serve ad ampliare la base del partito, finanziarlo mediante la quota d'iscrizione dei militanti, curare la propaganda e l'indottrinamento.
- milizia: la milizia è la forma organizzativa peculiare dei partiti generalmente detti fascisti, caratterizzata dalla struttura fortemente gerarchica e paramilitare, facilmente mobilitabile per l'attacco violento contro eventuali avversari.
- cellula: la cellula è lo strumento classico dei partiti comunisti, che mediante le cellule disseminate nelle industrie saldano la propria organizzazione al mondo degli operai e ne diventano parte integrante.
- circoli: anche se non rientrante nella classificazione di Duverger, molti partiti contemporanei, soprattutto quelli di stampo moderato, liberale o centrista fanno uso dei c.d. "circoli", strutture presenti sul territorio, ma con una presenza meno strutturata ed onnicompremsiva di quella delle sezione, spesso, ifatti, si occupano non dell'intero agire politico, ma solo di singole tematiche. Possono essere considerati uno stadio intermedio tra sezione e comitato.

Internazionali politiche

I partiti politici, nel corso del '900, haano stretto alleanze sovranazionali, in modo da potere sostenere in modo più convinto i propri valori e assicurarne la diffusione anche in altri paesi.
- Le "internazionali" più grandi sono:
- # Internazionale socialista;
- # Internazionale democratico-cristiana;
- # Internazionale liberale;
- # Internazionale dei conservatori;

Partiti politici italiani

I più importanti partiti politici italiani attualmente sono: ----
- nella coalizione Casa delle Libertà:
- # Forza Italia
- # Alleanza Nazionale
- # Lega Nord
- # UDC
- # Partito Repubblicano Italiano : In precedenza alcuni di questi partiti avevano dato vita ad altre coalizioni: Polo delle Libertà e Polo del Buon Governo (nel 1994), Polo per le Libertà (nel 1996) ----
- nella coalizione L'Unione:
- # Democratici di Sinistra
- # La Margherita
- # Socialisti Democratici Italiani
- # Verdi
- # Rifondazione Comunista
- # Partito dei Comunisti Italiani
- # UDEUR
- # Movimento Repubblicani Europei
- # Italia dei Valori : In precedenza alcuni di questi partiti avevano dato vita ad altre coalizioni: Progressisti (nel 1994), l'Ulivo (nel 1996). ----
- non formalmente "apparentati" (hanno stretto alleanze "tattiche" con le due maggiori coalizioni in differenti elezioni):
- # Partito Radicale
- # Südtiroler Volkspartei (SVP) - Partito Popolare Sudtirolese
- # Nuovo PSI

Collegamenti esterni


- [http://www.idc-cdi.org internazionale democratico-cristiana e centrista]
- [http://www.idu.org internazionale conservatrice]
- [http://www.socialistinternational.org internazionale socialista]
- [http://www.liberal-international.org internazionale liberale] Categoria:Politica ja:政党 ko:정당 simple:Political party

1942

Eventi


- Italia - Entra in vigore il nuovo Codice Civile
- 10 febbraio: USA- Glenn Miller riceve il primo Disco d'oro della storia
- Giugno - Italia: si costituisce, tra le forze antifasciste, il Partito d'Azione. Due sono le correnti che lo compongono, una liberalsocialista, l'altra di Giustizia e Libertà. Si elabora un programma per la costruzione di uno Stato postfascista, mirato a una economia mista e alla nazionalizzazione dei grandi monopoli industriali e finanziari. Fra i massimalisti Pietro Nenni, fra i riformisti Sandro Pertini.
- 20 settembre - Göteborg, Svezia: Gunder Hägg infrange la barriera dei 14 minuti sui 5000 metri, fermando il cronometro a 13.58,20.
- 3 ottobre - USA: White Christmas raggiunge il 1° posto nelle classifiche. In seguito ne verranno vendute oltre 30 milioni di copie in tutto il mondo.

Seconda Guerra Mondiale e Shoah


- gennaio
  -
  - Gli eserciti italiano e tedesco, sotto il comando di Rommel, iniziano la seconda offensiva verso l'Egitto.
  - 1 gennaio - Viene utilizzata ufficialmente per la prima volta la dicitura Nazioni Unite per indicare il patto tra gli Alleati.
  - 2 gennaio - Manila viene catturata dalle forze giapponesi.
  - 7 gennaio - Inizia l'assedio della penisola di Bataan.
  - 11 gennaio - Il Giappone dichara guerra ai Paesi Bassi e invade le Indie Orientali olandesi e la Birmania.
  - 11 gennaio - Kuala Lumpur viene catturata dalle forze giapponesi.
  - 19 gennaio - Il Giappone invade la Birmania.
  - 20 gennaio - Shoah: alla Conferenza di Wannsee di Berlino viene predispota la "soluzione finale della questione ebraica".
  - 25 gennaio - La Thailandia dichiara guerra agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna.
- febbraio
  - 11 febbraio - Operazione Cerberus: una flottiglia di navi della Kriegsmarine con partenza da Brest, Francia, raggiungono i porti sicuri in Germania e Danimarca, attraverso la Manica, senza nessuna perdita.
  - 15 febbraio - Singapore viene presa dalle forze giapponesi.
  - 19 febbraio - Circa 150 aeroplani giapponesi bombardano Darwin, in Australia.
- aprile
  - 2 aprile - Giunge al premier inglese Winston Churchill una lettera del presidente F.D. Roosevelt in cui si preannuncia l'arrivo nella capitale britannica di Harry Hopkins, eminenza grigia del presidente sul piano della politica estera, e del generale George Marshall, capo di stato maggiore dell'esercito. "Essi vi sottoporranno" scrive Roosevelt "un piano che, spero, sarà accolto con entusiasmo dalla Russia..." Si tratta del progetto di aprire un secondo fronte in Francia.
  - 3 aprile - Le forze giapponesi iniziano l'assalto finale contro le forze americane e filippine arroccate nella penisola di Bataan.
  - 9 aprile - Caduta di Bataan e inizio della Marcia della morte di Bataan.
- maggio
  - 6 maggio - A Corregidor, le ultime forze americane e filippine si arrendono alle forze giapponesi.
  - 8 maggio - La Battaglia del Mar dei Coralli giunge alla fine.
  - 9 maggio - Seconda Battaglia di Kharkov: in Ucraina le forze sovietiche catturano la città di Kharkov.
  - 27 maggio - Opezione Anthropoid: viene assassinato Reinhard Heydrich a Praga.
- giugno
  - Gli eserciti tedesco e italiano in Africa rioccupano Tobruk e penetrano in Egitto. Arrivano ad El Alamein, ad un centinaio di chilometri da Alessandria d'Egitto, ma si fermano per la resistenza britannica.
  - 4 giugno - A Praga muore Reinhard Heydrich.
  - 4 giugno-7 giugno - Battaglia delle Midway tra le forze americane e quelle giapponesi.
  - 7 giugno - Forze giapponesi invadono le Isole Aleutine.
  - 9 giugno - Il villaggio di Lidice viene distrutto e tutti i suoi abitanti massacrati come risposta della morte di Reinhard Heydrich.
- luglio
  - I tedeschi occupano la Crimea.
  - 1 luglio-31 luglio - Prima battaglia di El Alamein tra le forze italo-tedesche e quelle britanniche.
  - 13 luglio - Gli U-Boot tedeschi affondano tre mercantili nel Golfo di San Lorenzo.
  - 16 luglio - Shoah: per ordine di Pierre Laval, primo ministro del governo della Francia di Vichy, la polizia francese arresta 13.000-20.000 ebrei.
  - 19 luglio - Battaglia dell'Atlantico: il Grandammiraglio Karl Dönitz ordina ai propri U-Boot di ritirarsi dalle coste americane.
  - 22 luglio - Shoah: inizia la sistematica deportazione degli ebrei dal Ghetto di Varsavia.
- agosto
  - 7 agosto - Inizio della Battaglia di Guadalcanal: i marines americano iniziano la prima azione offensiva della guerra nel Pacifico, sbarcando a Guadalcanal, nelle Isole Salomone.
  - 19 agosto - Raid su Dieppe da parte delle forze Alleate.
  - 22 agosto - Il Brasile dichiara guerra alla Germania e all'Italia.
- ottobre
  - 11 ottobre - Battaglia di Capo Esperance: a nord-est di Guadalcanal la flotta americana intercetta la flotta giapponese con rifornimenti e truppe destinate alla difesa dell'isola.
  - 23 ottobre - Inizio della Seconda battaglia di El Alamein.
- novembre
  - 3 novembre - Seconda battaglia di El Alamein: Rommel ordina il ripiegamento delle truppe superstiti verso il confine egiziano-libico, poi lo attraversa e si stabilisce in Cirenaica.
  - 8 novembre - Operazione Torch: truppe americane sbarcano in Marocco e Algeria. In risposta, truppe italo-tedesche occupano la Tunisia francese.
  - 10 novembre - La Wehrmacht invade la Francia di Vichy dopo la firma dell'armistizio da parte dell'Ammiraglio François Darlan con gli Alleati nel Nord Africa.
  - 12 novembre-15 novembre - Inizia la Battaglia navale di Guadalcanal tra le forze americane e quelle giapponesi.
  - 19 novembre - Battaglia di Stalingrado: le forze sovietiche di Georgy Zhukov lanciano l'Operazione Urano e circondano la VI. Armata tedesca, e parte della IV. Armata, a Stalingrado.
  - 27 novembre - A Tolone, la flotta francese autoaffonda le proprie navi e sottomarini per non farle cadere in mano tedesca.
- dicembre
  - 11 dicembre - Operazione Saturno: due armate sovietiche attaccano il settore tenuto dall'VIII. armata italiana; inizia la tragica ritirata nella neve.

Nati


- 5 gennaio - Maurizio Pollini, pianista e direttore d'orchestra italiano
- 28 febbraio - Dino Zoff, calciatore italiano
- 17 marzo - John Wayne Gacy
- 14 aprile - Mario Brenta, regista e sceneggiatore italiano
- 8 giugno - Rudi Dornbusch, economista
- 16 giugno - Giacomo Agostini, campione di motociclismo
- 18 giugno - Paul McCartney, cantante inglese, membro del mitico gruppo dei Beatles
- 13 luglio
  - Harrison Ford, attore statunitense
  - Giancarlo Giannini, attore italiano
- 18 luglio - Giacinto Facchetti, calciatore e dirigente sportivo italiano
- 2 agosto - Isabel Allende, scrittrice cilena
- 7 agosto - Caetano Veloso, cantautore brasiliano
- 17 agosto - Nelson Piquet, pilota brasiliano
- 12 settembre - Delme Thomas, giocatore di rugby gallese
- 29 settembre - Felice Gimondi, ciclista italiano
- 27 novembre - Jimi Hendrix, musicista americano
- 3 dicembre - Mike Gibson, giocatore di rugby irlandese

Morti


- Axel Johann Einar Lönnberg, zoologo svedese (n. 1865)
- 6 gennaio - Tina Modotti, fotografa e rivoluzionaria
- 22 gennaio - Walter Sickert, pittore inglese (n. 1860)
- 7 febbraio - Dorando Pietri, maratoneta italiano
- 12 febbraio - Grant Wood, pittore statunitense (n. 1891)
- 22 febbraio - Stefan Zweig, scrittore austriaco
- 9 agosto - Edith Stein, filosofa ebrea, poi convertita al cattolicesimo e monaca carmelitana con il nome di Suor Teresa Benedetta della Croce
- 28 dicembre - Alfred Flatow, ginnasta tedesco (n.1869)

Premi Nobel

non sono stati assegnati 042 ja:1942年 ko:1942년 ms:1942 simple:1942 th:พ.ศ. 2485

1942

Eventi


- Italia - Entra in vigore il nuovo Codice Civile
- 10 febbraio: USA- Glenn Miller riceve il primo Disco d'oro della storia
- Giugno - Italia: si costituisce, tra le forze antifasciste, il Partito d'Azione. Due sono le correnti che lo compongono, una liberalsocialista, l'altra di Giustizia e Libertà. Si elabora un programma per la costruzione di uno Stato postfascista, mirato a una economia mista e alla nazionalizzazione dei grandi monopoli industriali e finanziari. Fra i massimalisti Pietro Nenni, fra i riformisti Sandro Pertini.
- 20 settembre - Göteborg, Svezia: Gunder Hägg infrange la barriera dei 14 minuti sui 5000 metri, fermando il cronometro a 13.58,20.
- 3 ottobre - USA: White Christmas raggiunge il 1° posto nelle classifiche. In seguito ne verranno vendute oltre 30 milioni di copie in tutto il mondo.

Seconda Guerra Mondiale e Shoah


- gennaio
  -
  - Gli eserciti italiano e tedesco, sotto il comando di Rommel, iniziano la seconda offensiva verso l'Egitto.
  - 1 gennaio - Viene utilizzata ufficialmente per la prima volta la dicitura Nazioni Unite per indicare il patto tra gli Alleati.
  - 2 gennaio - Manila viene catturata dalle forze giapponesi.
  - 7 gennaio - Inizia l'assedio della penisola di Bataan.
  - 11 gennaio - Il Giappone dichara guerra ai Paesi Bassi e invade le Indie Orientali olandesi e la Birmania.
  - 11 gennaio - Kuala Lumpur viene catturata dalle forze giapponesi.
  - 19 gennaio - Il Giappone invade la Birmania.
  - 20 gennaio - Shoah: alla Conferenza di Wannsee di Berlino viene predispota la "soluzione finale della questione ebraica".
  - 25 gennaio - La Thailandia dichiara guerra agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna.
- febbraio
  - 11 febbraio - Operazione Cerberus: una flottiglia di navi della Kriegsmarine con partenza da Brest, Francia, raggiungono i porti sicuri in Germania e Danimarca, attraverso la Manica, senza nessuna perdita.
  - 15 febbraio - Singapore viene presa dalle forze giapponesi.
  - 19 febbraio - Circa 150 aeroplani giapponesi bombardano Darwin, in Australia.
- aprile
  - 2 aprile - Giunge al premier inglese Winston Churchill una lettera del presidente F.D. Roosevelt in cui si preannuncia l'arrivo nella capitale britannica di Harry Hopkins, eminenza grigia del presidente sul piano della politica estera, e del generale George Marshall, capo di stato maggiore dell'esercito. "Essi vi sottoporranno" scrive Roosevelt "un piano che, spero, sarà accolto con entusiasmo dalla Russia..." Si tratta del progetto di aprire un secondo fronte in Francia.
  - 3 aprile - Le forze giapponesi iniziano l'assalto finale contro le forze americane e filippine arroccate nella penisola di Bataan.
  - 9 aprile - Caduta di Bataan e inizio della Marcia della morte di Bataan.
- maggio
  - 6 maggio - A Corregidor, le ultime forze americane e filippine si arrendono alle forze giapponesi.
  - 8 maggio - La Battaglia del Mar dei Coralli giunge alla fine.
  - 9 maggio - Seconda Battaglia di Kharkov: in Ucraina le forze sovietiche catturano la città di Kharkov.
  - 27 maggio - Opezione Anthropoid: viene assassinato Reinhard Heydrich a Praga.
- giugno
  - Gli eserciti tedesco e italiano in Africa rioccupano Tobruk e penetrano in Egitto. Arrivano ad El Alamein, ad un centinaio di chilometri da Alessandria d'Egitto, ma si fermano per la resistenza britannica.
  - 4 giugno - A Praga muore Reinhard Heydrich.
  - 4 giugno-7 giugno - Battaglia delle Midway tra le forze americane e quelle giapponesi.
  - 7 giugno - Forze giapponesi invadono le Isole Aleutine.
  - 9 giugno - Il villaggio di Lidice viene distrutto e tutti i suoi abitanti massacrati come risposta della morte di Reinhard Heydrich.
- luglio
  - I tedeschi occupano la Crimea.
  - 1 luglio-31 luglio - Prima battaglia di El Alamein tra le forze italo-tedesche e quelle britanniche.
  - 13 luglio - Gli U-Boot tedeschi affondano tre mercantili nel Golfo di San Lorenzo.
  - 16 luglio - Shoah: per ordine di Pierre Laval, primo ministro del governo della Francia di Vichy, la polizia francese arresta 13.000-20.000 ebrei.
  - 19 luglio - Battaglia dell'Atlantico: il Grandammiraglio Karl Dönitz ordina ai propri U-Boot di ritirarsi dalle coste americane.
  - 22 luglio - Shoah: inizia la sistematica deportazione degli ebrei dal Ghetto di Varsavia.
- agosto
  - 7 agosto - Inizio della Battaglia di Guadalcanal: i marines americano iniziano la prima azione offensiva della guerra nel Pacifico, sbarcando a Guadalcanal, nelle Isole Salomone.
  - 19 agosto - Raid su Dieppe da parte delle forze Alleate.
  - 22 agosto - Il Brasile dichiara guerra alla Germania e all'Italia.
- ottobre
  - 11 ottobre - Battaglia di Capo Esperance: a nord-est di Guadalcanal la flotta americana intercetta la flotta giapponese con rifornimenti e truppe destinate alla difesa dell'isola.
  - 23 ottobre - Inizio della Seconda battaglia di El Alamein.
- novembre
  - 3 novembre - Seconda battaglia di El Alamein: Rommel ordina il ripiegamento delle truppe superstiti verso il confine egiziano-libico, poi lo attraversa e si stabilisce in Cirenaica.
  - 8 novembre - Operazione Torch: truppe americane sbarcano in Marocco e Algeria. In risposta, truppe italo-tedesche occupano la Tunisia francese.
  - 10 novembre - La Wehrmacht invade la Francia di Vichy dopo la firma dell'armistizio da parte dell'Ammiraglio François Darlan con gli Alleati nel Nord Africa.
  - 12 novembre-15 novembre - Inizia la Battaglia navale di Guadalcanal tra le forze americane e quelle giapponesi.
  - 19 novembre - Battaglia di Stalingrado: le forze sovietiche di Georgy Zhukov lanciano l'Operazione Urano e circondano la VI. Armata tedesca, e parte della IV. Armata, a Stalingrado.
  - 27 novembre - A Tolone, la flotta francese autoaffonda le proprie navi e sottomarini per non farle cadere in mano tedesca.
- dicembre
  - 11 dicembre - Operazione Saturno: due armate sovietiche attaccano il settore tenuto dall'VIII. armata italiana; inizia la tragica ritirata nella neve.

Nati


- 5 gennaio - Maurizio Pollini, pianista e direttore d'orchestra italiano
- 28 febbraio - Dino Zoff, calciatore italiano
- 17 marzo - John Wayne Gacy
- 14 aprile - Mario Brenta, regista e sceneggiatore italiano
- 8 giugno - Rudi Dornbusch, economista
- 16 giugno - Giacomo Agostini, campione di motociclismo
- 18 giugno - Paul McCartney, cantante inglese, membro del mitico gruppo dei Beatles
- 13 luglio
  - Harrison Ford, attore statunitense
  - Giancarlo Giannini, attore italiano
- 18 luglio - Giacinto Facchetti, calciatore e dirigente sportivo italiano
- 2 agosto - Isabel Allende, scrittrice cilena
- 7 agosto - Caetano Veloso, cantautore brasiliano
- 17 agosto - Nelson Piquet, pilota brasiliano
- 12 settembre - Delme Thomas, giocatore di rugby gallese
- 29 settembre - Felice Gimondi, ciclista italiano
- 27 novembre - Jimi Hendrix, musicista americano
- 3 dicembre - Mike Gibson, giocatore di rugby irlandese

Morti


- Axel Johann Einar Lönnberg, zoologo svedese (n. 1865)
- 6 gennaio - Tina Modotti, fotografa e rivoluzionaria
- 22 gennaio - Walter Sickert, pittore inglese (n. 1860)
- 7 febbraio - Dorando Pietri, maratoneta italiano
- 12 febbraio - Grant Wood, pittore statunitense (n. 1891)
- 22 febbraio - Stefan Zweig, scrittore austriaco
- 9 agosto - Edith Stein, filosofa ebrea, poi convertita al cattolicesimo e monaca carmelitana con il nome di Suor Teresa Benedetta della Croce
- 28 dicembre - Alfred Flatow, ginnasta tedesco (n.1869)

Premi Nobel

non sono stati assegnati 042 ja:1942年 ko:1942년 ms:1942 simple:1942 th:พ.ศ. 2485

Partito Popolare Italiano

Con la denominazione di Partito Popolare Italiano (PPI) si sono identificati due diversi partiti politici, entrambi di ispirazione cattolica.

Partito Popolare Italiano (1919-1926)

Il Partito Popolare Italiano (PPI) fu fondato il 18 gennaio 1919 su iniziativa del sacerdote siciliano Luigi Sturzo, aggregando le diverse componenti del movimento cattolico. Il PPI ottenne subito ottimi risultati alle elezioni del 16 novembre 1919 (le prime dopo la riforma elettorale in senso proporzionale), conseguendo il 20,5% dei voti e 100 deputati, come pure in quelle svoltesi il 19 maggio 1921, con il 20,4% dei voti e 108 deputati. Fece quindi parte dei vari governi succedutosi in quegli anni: Giolitti, Bonomi e Facta. L'avvento del fascismo produsse una lacerazione tra la destra favorevole a collaborare con Mussolini e il resto del partito nettamente contrario, così che nel primo governo Mussolini dell'ottobre 1922, contro il parere del partito, parteciparono alcuni popolari, come Vincenzo Tangorra (ministro del Tesoro, sino al dicembre 1922) e Stefano Cavazzoni (ministro del Lavoro e Previdenza Sociale, sino all'aprle 1923). Nelle elezioni del 6 aprile 1924, svoltesi in un clima di violenze e brogli elettorali perpetrati dai fascisti, il PPI riuscì comunque ad ottenere il 9,0% dei voti e 39 deputati. Nel 1924, dopo il delitto Matteotti, il PPI assunse una ferma posizione antifascista e partecipò alla secessione dell’Aventino, contro la volontà delle gerarchie ecclesiastiche. Soppresso dal regime fascista il 5 novembre 1926, come tutti i partiti, i suoi dirigenti emigrarono all'estero, come don Sturzo (in esilio già dal 1924) o si ritirarono dalla vita politica attiva, come il segretario del partito Alcide De Gasperi, ma nel 1942 essi costituirono il nucleo fondamentale della nascente Democrazia Cristiana (DC).

Segretari


- Luigi Sturzo (1919 - 1923)
- Alcide De Gasperi (1923 - 1926)

Congressi


- I Congresso - Bologna, 14-16 giugno 1919
- II Congresso - Napoli, 8-11 aprile 1920
- III Congresso - Venezia, 20-23 ottobre 1921
- IV Congresso - Torino, 12-13 aprile 1923
- V Congresso - Roma, 28-30 giugno 1925

Partito Popolare Italiano (1994-2002)

Alcide De Gasperi Il nuovo Partito Popolare Italiano (PPI) fu fondato il 22 gennaio 1994, sotto la guida di Mino Martinazzoli, dalla maggioranza della disciolta Democrazia Cristiana (DC), che volle con questo nome testimoniare un chiaro richiamo alle radici del partito. Nel 1994, volendo rappresentare un'alternativa di centro rispetto ai due schieramenti di destra e di sinistra, partecipò alle elezioni politiche nell'ambito della coalizione del Patto per l'Italia, ottenendo risultati inferiori alle aspettative. A partire dal febbraio 1995, alla linea politica di Rocco Buttiglione (eletto segretario al I Congresso del partito), favorevole a una intesa con Forza Italia, si contrappose quella della componente di sinistra, orientata invece a sostenere la candidatura dell'economista cattolico Romano Prodi a leader del centro-sinistra contro Silvio Berlusconi. Nel marzo 1995 la crisi del partito raggiunse il culmine quando il Consiglio Nazionale, sconfessando l'alleanza elettorale con Forza Italia, annunciata da Buttiglione, lo dichiarò decaduto eleggendo segretario Gerardo Bianco. Buttiglione rifiutò di lasciare la carica e sospese il Consiglio Nazionale. Una sentenza della magistratura confermò Buttiglione nella carica di segretario, obbligandolo però ad attuare la linea politica fissata dal Consiglio Nazionale. La frattura non si ricompose tanto che, alle elezioni regionali del 23 aprile 1995, le due componenti parteciparono separatamente: l'ala del partito fedele a Buttiglione presentò liste comuni con Forza Italia, con la denominazione di Forza Italia - il Polo Popolare, mentre quella guidata da Gerardo Bianco, favorevole all'alleanza con le forze di centro-sinistra, si presentò con proprie liste, con il nome di Popolari, e in alcune regioni (Toscana e Lazio) in coalizione con il Patto dei Democratici. Il 24 giugno 1995, venne finalmente raggiunta un'intesa tra Buttiglione e Bianco: i due settori si separeranno, ottenendo il primo il simbolo (lo scudo crociato) e il secondo il nome (Partito Popolare Italiano) del partito. Nel luglio successivo, Buttiglione diede vita a una nuova formazione politica: i Cristiani Democratici Uniti (CDU). Il PPI partecipò alle elezioni politiche del 21 aprile 1996 nell'ambito della coalizione dell'Ulivo e alla Camera, nel proporzionale, presentò liste comuni con SVP, PRI, l'Unione Democratica (UD) di Antonio Maccanico e i Comitati per l'Italia che vogliamo di Romano Prodi: la cosiddetta lista "Popolari per Prodi", che ottenne il 6,8% dei voti e 4 deputati nel proporzionale, e nel maggioritario, sotto il simbolo dell'Ulivo, furono invece eletti 66 deputati e 32 senatori popolari. Il partito fece parte della maggioranza che espresse i governi della XIII Legislatura (1996-2001), in cui suoi esponenti assunsero importanti cariche governative, come Beniamino Andreatta, Sergio Mattarella, Rosa Russo Jervolino, Rosy Bindi. Il 18 ottobre 2000, quando segretario del partito era l'on. Pierluigi Castagnetti, il PPI è confluito nella Margherita, insieme agli altri partiti di centro "ulivisti": I Democratici, Rinnovamento Italiano e UDEUR. L'attività politica del partito è stata sospesa a livello nazionale e locale , quando la Margherita, oltre che un alleanza elettorale, è diventata un vero e proprio partito. A partire dalle elezioni europee successive il partito (divenuto nel suo ultimo Congresso Nazionale del 2002 un’associazione politico-culturale denominata "I Popolari") non presentò più proprie liste come partito membro del PPE.

Segretari


- Mino Martinazzoli (gennaio 1994 - luglio 1994)
- Rocco Buttiglione (luglio 1994 - luglio 1995)
- Gerardo Bianco (luglio 1995 - gennaio 1997)
- Franco Marini (gennaio 1997 - ottobre 1999)
- Pierluigi Castagnetti (ottobre 1999 - ottobre 2000)

Congressi


- I Congresso - Roma, 27-29 luglio 1994
- II Congresso - Roma, 29 giugno - 1 luglio 1995
- III Congresso - Roma, 9-12 gennaio 1997
- IV Congresso (straordinario) - Rimini, 30 settembre - 2 ottobre 1999
- V Congresso - Roma palazzo dell'Eur 2002 Categoria:Partiti politici italiani (passato)

Luigi Sturzo

Don Luigi Sturzo (Caltagirone, 26 novembre 1871 - Roma,8 agosto 1959), politico italiano. Ordinato sacerdote nel 1894, ottenne la laurea in Teologia a Roma nel 1896. Fondò il giornale di orientamento politico-sociale "La croce di Costantino" nel 1897. Nel 1900 fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana Italiana, guidata da don Romolo Murri. Tuttavia si distaccò da Murri nel 1906 e nel 1919 fondò il Partito Popolare Italiano, del quale divenne segretario politico. Si oppose al fascismo e dovette per tale motivo lasciare gli incarichi nel partito e rifugiarsi (dal 1924) prima a Londra e poi a New York. Difese la libera iniziativa con l'argomento della economicità e della libertà ma non poté mai commentare il Paradosso di Amartya Sen che 11 anni dopo la sua morte dimostrò alcune difficoltà teoretiche gravi nel conciliare efficienza e diritti inviduali. Dopo la Seconda Guerra Mondiale non svolse un ruolo dominante nella scena politica italiana, ma venne nominato senatore a vita nel 1953 dal Presidente Einaudi per altissimi meriti scientifico-sociali. Sturzo, Luigi Sturzo, Luigi Sturzo, Luigi

Azione Cattolica

L'Azione Cattolica Italiana (abbrev. ACI) è la più ampia e diffusa tra le associazioni cattoliche laicali della Penisola.

Storia

Le origini dell'Azione Cattolica possono essere fatte risalire al 1867, quando Mario Fani e Giovanni Acquaderni fondano la Società della Gioventù Cattolica Italiana che, con il motto "Preghiera, Azione, Sacrificio" sintetizza la fedeltà a quattro principi fondamentali che sono la devozione alla Santa Sede, lo studio della religione, la vita secondo i principi del cristianesimo e l'esercizio della carità. La costituzione dell'associazione viene approvata nel 1868 da Papa Pio IX con il breve pontificio Dum filii Belial e nel 1874 si tenne a Venezia il primo congresso dei cattolici italiani, iniziativa da cui nacque l'Opera dei Congressi e dei Comitati cattolici in Italia. Nel 1896 durante il XIV Congresso dei cattolici italiani viene ufficializzata la Federazione Universitari Cattolici Italiani (FUCI), idea nata nel 1894 alla fondazione del circolo universitario di Roma. Nel 1908 viene fondata lUnione fra le Donne Cattoliche Italiane ad opera di Maria Cristina Giustiniani Bandinim con la collaborazione di Adelaide Coari e nel 1918, per iniziativa di Armida Barelli con il sostegno di Papa Benedetto XV prima e di Papa Pio XI poi, nasce all'interno dell'Unione Donne la Gioventù Femminile di Azione Cattolica. La nascita del Partito Popolare Italiano di Don Luigi Sturzo nel primo dopoguerra impone una riorganizzazione del laicato cattolico con una migliore definizione di compiti tra Azione Cattolica, Partito Popolare e sindacato. Nel 1922 le opere degli adulti vengono raggruppate nell'Unione Uomini Cattolici, organizzata da Augusto Ciriaci e monsignor Domenico Tardini su volontà di Pio XI, il quale nel 1923 promuove nuovi statuti per l'Azione Cattolica, che viene organizzata in quattro sezioni:
- Federazione Italiana Uomini Cattolici;
- Unione Femminile Cattolica Italiana;
- Federazione Universitari Cattolici Italiani;
- Società Gioventù Cattolica Italiana. L'attività formativa religiosa esercitata nei circoli dell'Azione Cattolica diventa motivo di scontro con il governo fascista, che nel 1931 ordina ai Prefetti la loro chiusura, contravvenendo agli accordi previsti nei Patti Lateranensi del 1929. A quest'azione il Papa Pio XI risponde con l'enciclica "Non abbiamo bisogno" in cui afferma che il laicato cattolico non necessita di garanzie diverse da quelle della Chiesa, della fede e del rapporto con il Papa. L'Azione Cattolica conosce un momento di grande espansione nel secondo dopoguerra grazie all'impegno di Papa Pio XII. I primi impegni elettorali successivi alla proclamazione della Repubblica Italiana, poi, aumentano l'impegno nel sociale dell'associazione, fino alla nascita nel 1948 dei
Comitati Civici, organizzazioni collaterali all'associazione finalizzata a mobilitare le forze cattoliche per l'impegno elettorale. Lo spirito di rinnovamento seguito al Concilio Vaticano II del 1962 porta nel 1964 alla nomina di Vittorio Bachelet a Presidente della Giunta Centrale di Azione Cattolica. In questo contesto l'Associazione, pur rimando impegnata nel sociale, torna a riscoprire le proprie origini religiose e l'impegno all'annuncio della Parola come strumento di trasformazione sociale. Sulla base di queste nuove prospettive, nel 1969 viene emanato un nuovo statuto secondo il quale l'Associazione viene organizzata in due Settori, uno per i giovani e uno per gli adulti, al posto dei precedenti quattro Rami (Gioventù Maschile, Gioventù Femminile, Unione Donne, Unione Uomini), mentre le Sezioni minori sono sostituite con l'unica struttura dell'Azione Cattolica dei Ragazzi (ACR).

Movimenti legati all'Azione Cattolica


-
Movimento Studenti di Azione Cattolica (MSAC)
-
Movimento Lavoratori di Azione Cattolica (MLAC)
-
Movimento di impegno educativo di Azione Cattolica
-
Movimento ecclesiale di impegno culturale (MEIC)
-
Federazione Cattolica degli universtitari italiani (FUCI)
-
Centro Sportivo Italiano (CSI)

Collegamenti esterni


- [http://www.azionecattolica.it/ Sito ufficiale dell'Azione Cattolica Italiana]
- [http://www.fuci.it/ Sito della FUCI Federazione universitaria cattolica italiana] categoria:Associazioni cattoliche


Federazione Universitaria Cattolica Italiana

La Federazione Universitaria Cattolica Italiana, nota soprattutto con l'acronimo di FUCI, è una federazione di gruppi di studenti universitari cattolici. È stata uno dei capisaldi della formazione degli intellettuali cattolici italiani del Novecento. La FUCI nacque nel 1896 sull'onda di una nuova enfasi alla partecipazione sociale dei cattolici alla società civile ed alla politica, che culminerà con la fine del "non expedit" di lì a pochi anni. Un gruppo di studenti universitari di diverse città, tra cui Acireale, Bergamo, Pavia, Torino e Fiesole ne costituirono il nucleo, nell'alveo dell'Azione Cattolica italiana. Scopi statutari furono una rinascita della cultura cattolica nell'università; una formazione "integrale" (per citare il successivo Maritain); un approccio non supino alla realtà alla luce di una fede viva e consapevole. Ben presto, grazie alla capacità dei suoi componenti (tra cui Romolo Murri) e degli Assistenti ecclesiatici (tra cui Mons. Franco Costa), la FUCI elaborò un'identità ed una visione della realtà ritenuta progressista. Quest'atteggiamento valse l'accusa di modernismo a molti dei suoi aderenti. Il grande balzo che la fece diventare la fucina della élite cattolica in Italia fu l'azione dell'Assistente ecclesiatico nazionale Giovanbattista Montini, futuro Papa Paolo VI. Montini introdusse, tra l'altro, la consuetudine delle settimane teologiche di Camaldoli (storico Monastero benedettino, che con il Priore P. Benedetto Calati fu alfiere della modernità nella Chiesa cattolica). La FUCI fu molto attiva durante il periodo fascista, combattendo contro l'ideologia dittatoriale e fungendo da resistenza culturale in un'Italia "a senso unico". Dalle sue fila provengono molti dei politici di primo piano del secondo dopoguerra, da Guido Gonella a Giulio Andreotti fino ad Aldo Moro (questi ultimi anche presidenti nazionali). La FUCI ebbe, in quel periodo storico, un atteggiamento tiepido nei confronti di Luigi Gedda e dei suoi Comitati civici, e in politica fu vicina alle posizioni di dialogo della sinistra democristiana. All'interno dei gruppi FUCI di Milano (dai quali provengono, tra gli altri il ministro Bassanini, il presidente della Corte Costituzionale Onida e molti politici ed imprenditori di rilevante peso nell'immediata contemporaneità) si visse la scissione più grave all'interno del corpo di Azione Cattolica, quella da cui nacque Comunione e Liberazione nel 1969. La FUCI fu protagonista della gestione del cambiamento dell'Università dell'era pre-Berlinguer. All'impegno nell'università si affiancò una critica sempre più marcata dell'unità dei cattolici in politica, che portò alcuni politici, che in gioventù avevano avuto ruoli di responsabilità all'interno della Federazione, a dare vita con Carlo Donat Cattin alla compagine dei Cristiano Sociali (poi confluiti nel PDS e quindi nei Democratici di Sinistra). Nel corso della sua storia, la FUCI è stata alternativamente accusata di politicizzazione dei suoi aderenti, di eccessiva democratizzazione dell'università e di essere stata promotrice di iniziative controproducenti (come l'appoggio alla campagna per il sistema elettorale maggioritario negli anni novanta). categoria:associazioni cattoliche categoria:università

Mario Scelba

Mario Scelba (Caltagirone, 5 settembre 1901 - Roma, 29 ottobre 1991) fu Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano nel periodo: 10 febbraio 1954 - 22 giugno 1955 È considerato l'uomo simbolo della repressione poliziesca del dissenso negli anni '50.

Scelba e la strage di Portella della Ginestra

Dopo la strage di Portella della Ginestra, avvenuta il 1 maggio 1947, il suo nome venne fatto da Gaspare Pisciotta, luogotenente di Salvatore Giuliano, e da altri banditi in relazione ai gravissimi fatti avvenuti in Sicilia. Da diversi storici è stato investigato quale elemento chiave delle connessioni di potere che in un modo o in un altro contribuirono alla strage medesima e che, al fine di eliminare definitivamente ogni traccia, decretarono poi l'uccisione del capobanda di Montelepre, avvenuta il 4 giugno 1950. Ricostruzioni e ipotesi attendibili su quei fatti risultano nell'opera Il binomio Giuliano-Scelba di Carlo Ruta (1995) e in Salvatore Giuliano di Giuseppe Casarrubea (2001). Scelba, Mario

Giovanni Gronchi

Giovanni Gronchi (Pontedera, 10 settembre 1887 - 17 ottobre 1978), è stato il terzo Presidente della Repubblica Italiana, eletto il 29 aprile 1955 (al quarto scrutinio con 658 voti su 833): ha prestato giuramento l'11 maggio 1955. Scaduto il mandato divenne Senatore a vita in quanto ex Presidente della Repubblica.

Voci correlate


- Democrazia Cristiana
- Filatelia
  - Gronchi rosa

Collegamenti Esterni


- [http://www.quirinale.it/ex_presidenti/Gronchi.htm Biografia] dal sito del Quirinale Gronchi, Giovanni Gronchi, Giovanni Gronchi, Giovanni ja:ジョヴァンニ・グロンキ

Aldo Moro

Aldo Moro (Maglie (LE), 23 settembre 1916 - Roma, 9 maggio 1978) è stato un importante statista italiano, uomo politico e presidente del partito della Democrazia Cristiana. Venne rapito il 16 marzo 1978 ed ucciso il 9 maggio successivo da esponenti del gruppo terrorista delle Brigate Rosse .

Biografia

Moro è stato considerato un mediatore intelligente ed incredibilmente paziente, fine, particolarmente abile nella gestione e nel coordinamento politico delle cosiddette "correnti" all'interno del suo partito. Fu un convinto assertore della necessità di un centrosinistra, da raggiungersi in forma di coalizione.

La carriera

Conseguita la Maturità Classica al Liceo "Archita" di Taranto, si iscrisse presso l'Università di Bari alla Facoltà di Giurisprudenza, dove conseguì la laurea con una tesi su "La capacità giuridica penale". Durante la successiva carriera accademica, fondò nel 1943 il periodico "La Rassegna". Nel 1945 diventò presidente del Movimento Laureati dell'Azione Cattolica e direttore della rivista "Studium". Insieme a Giulio Andreotti, aderì alla Federazione Universitaria Cattolici Italiani che successivamente sarebbe confluita nella Democrazia Cristiana. Nel 1946 fu vice-presidente della Democrazia Cristiana e fu eletto all'Assemblea Costituente, ove entrò a far parte della Commissione che si occupò di redigere il testo costituzionale. Eletto deputato al parlamento nelle elezioni del 1948, fu nominato sottosegretario agli esteri nel gabinetto De Gasperi. Divenne professore ordinario di diritto penale presso l'Università di Bari e nel 1953 fu rieletto alla Camera, ove fu presidente del gruppo parlamentare democristiano. Nel 1955 fu ministro di Grazia e Giustizia nel governo Segni e l'anno dopo risultò tra i primi eletti nel consiglio nazionale del partito durante il VI congresso nazionale del partito. Ministro della Pubblica Istruzione nei due anni successivi (governi Zoli e Fanfani, introdusse lo studio dell'educazione civica nelle scuole. Nel 1959 ebbe affidata la segreteria del partito durante il VII congresso nazionale. Nel 1963 ottenne il trasferimento all'Università di Roma, in qualità di titolare della cattedra di Istituzioni di Diritto e Procedura penale presso la Facoltà di Scienze Politiche. Fino al 1968 ricoprì la carica di presidente del consiglio alla guida di ministeri di coalizione con il Partito Socialista Italiano. Dal 1970 al 1974, assunse l'incarico di ministro degli Esteri, per divenire nuovamente presidente del consiglio fino al 1976. Nel 1975 il Governo Moro-Rumor conclude il Trattato di Osimo, con cui fu ceduta definitivamente alla Yugoslavia la Zona B dell'Istria. Nel 1976 fu eletto presidente del consiglio nazionale del partito.

Il "Compromesso storico"

Durante gli anni '70, fu uno dei leader politici che maggiormente prestarono attenzione al progetto berlingueriano del cosiddetto "Compromesso storico". Il leader del Partito Comunista Italiano aveva infatti proposto una innovativa solidarietà politica fra i Comunisti, Socialisti e Cattolici, in un momento di profonda crisi economica, sociale e politica in Italia. Moro, allora presidente della Democrazia Cristiana fu l'esponente politico più importante e prestigioso fra coloro che erano riusciti ad individuare una strada percorribile per un governo di "solidarietà nazionale".

Il rapimento e l'uccisione

A Roma, il 16 marzo 1978, il giorno che il governo appena nominato a guida di Giulio Andreotti sarebbe dovuto andare davanti al Parlamento per ottenere la "fiducia" (approvazione parlamentare), l'auto che trasportava Moro dalla sua casa alla Camera dei Deputati fu intercettata in via Mario Fani da un "gruppo di fuoco" (commando) delle Brigate Rosse, organizzazione terroristica di sinistra, che dopo un breve ma feroce conflitto a fuoco massacrò i 5 agenti della sua scorta. Il rapimento fu rivendicato con il primo dei nove comunicati che le Brigate Rosse inviarono durante i 55 giorni del sequestro. Moro fu rapito, e il 9 maggio dello stesso anno, dopo 55 giorni di detenzione, al termine di un presunto processo del popolo, fu assassinato per mano di Mario Moretti. Durante il periodo della sua detenzione, Moro scrisse diverse lettere ai principali esponenti della Democrazia Cristiana, alla famiglia ed all'allora Papa Paolo VI (che avrebbe poi celebrato personalmente la solenne messa funebre nella basilica di San Giovanni in Laterano). È stato ipotizzato che in queste lettere Moro abbia inviato messaggi criptici alla sua famiglia ed ai suoi colleghi di partito. Dubbi sono stati avanzati circa la completa pubblicazione di queste lettere; il generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa (successivamente ucciso dalla mafia) trovò copie di alcune lettere ancora non note in una casa che i terroristi utilizzavano a Milano (il c.d. covo di via Montenevoso) e, per qualche altrettanto ignoto motivo, questo recupero non fu conosciuto fino a molti anni dopo. Le Brigate Rosse proposero di scambiare la vita di Moro con la libertà di alcuni terroristi imprigionati. La politica si divise in due fazioni: il c.d. "fronte della fermezza", che rifiutava qualunque ipotesi di trattativa, ed il c.d. "fronte possibilista" (che comprendeva anche Bettino Craxi), per il quale un eventuale avvicinamento analitico all'ipotesi di trattativa non avrebbe svilito la dignità dello Stato. Prevalse il primo, anche in considerazione del gravissimo rischio di ordine pubblico e di coesione sociale che si sarebbe corso presso la popolazione e, in particolare, presso le forze dell'ordine, che in quegli anni avevano pagato un tributo di sangue già insostenibile a causa dei terroristi. L'epilogo anticipò comunque una presa di posizione definitiva dei governanti. Bettino Craxi Durante la detenzione, si è detto poi, pare probabile che molti sapessero dove Moro fosse imprigionato (si parlò dell'appartamento di Roma in via Gradoli usato da Mario Moretti e Barbara Balzerani). Perfino Romano Prodi (ex presidente della Commissione Europea) ebbe un ruolo mai del tutto chiarito nel reperimento delle indicazioni su un possibile luogo di detenzione e resta tuttora alquanto oscura la vicenda della sua presunta seduta spiritica con il famoso "pendolino", da cui sarebbe scaturito il nome di "Gradoli", che coincideva con il nome della strada in cui si trovava la prigione dello statista, ma che fu equivocato con l'omonima città sul Lago di Bolsena. Pare che in alcune fasi della detenzione, Moro sia stato anche nella prigione del popolo di via Montalcini. Il suo corpo fu ritrovato il 9 maggio nel cofano di una Renault 4 rossa a Roma, in via Caetani, emblematicamente a metà strada e a poca distanza da Piazza del Gesù (dov'era la sede nazionale della Democrazia Cristiana) e via delle Botteghe Oscure (dove era la sede nazionale del Partito Comunista Italiano), come un'ultima simbolica sfida alle forze di polizia ed alle istituzioni, che mantenevano tutta la nazione, e Roma in particolare, sotto una sorveglianza rigorosa e severa. Per segnare il decennale della morte di Moro, nell'aprile del 1988, quando già sembrava ormai sconfitto il partito armato, le Brigate Rosse colpirono ancora, uccidendo, nella sua casa di Forlì il senatore democristiano Roberto Ruffilli, consigliere di Ciriaco De Mita sul tema delle riforme istituzionali.

Le ipotesi, le indagini e i processi

La strage, il sequestro, la detenzione, i coinvolgimenti e le manovre intorno alle cause ed ai metodi della sua eliminazione, ancora non sono chiaramente identificabili in tutti i loro dettagli, malgrado parecchi processi e numerose indagini separate, condotte sia all'interno del paese che a livello internazionale. Anche, ad esempio, le indagini esperite per verificare eventuali contatti e collegamenti con l'omologa organizzazione tedesca RAF (Rote Armee Fraktion), che non molto tempo prima aveva realizzato un'azione analoga e dalle inquietanti similitudini (sequestro dell'industriale tedesco Schleyer e massacro della sua scorta), non ebbero seguito, e nemmeno si sa se furono concluse, in un senso o nell'altro. Molto di ciò che circonda la morte di Moro è di fatto tuttora coperto da un fitto mistero. Qualcuno ha ipotizzato che l'omicidio di Moro possa essere stato in qualche modo ordinato dalla discussa loggia massonica P2, o che nelle Brigate Rosse si possano essere infiltrati membri dell'intelligence degli Stati Uniti (CIA). Molta di questa teoria si basa sull'ipotesi che il lavoro duro che Moro aveva prodotto per ammettere i membri del Partito Comunista Italiano in un governo di coalizione, stava profondamente disturbando quegli interessi (la c.d. Pax Americana). Molti ritengono che le Brigate Rosse siano state efficacemente strumentalizzate da alcuni poteri nascosti (le loro azioni dimostrerebbero che effettivamente non hanno realmente combattuto per la pretesa causa comunista), ma nessuna prova concreta di questa ipotesi è stata mai trovata.

Le analisi

Si è detto che "l'affaire" Moro segni profondamente la storia italiana del dopoguerra, alcuni politologi spingendosi ad affermare che la cosiddetta Prima Repubblica sia morta il 9 maggio di quel tragico 1978, e non qualche anno più tardi con Tangentopoli. Di certo, conclusasi la vicenda umana e ristabilita una certa ordinarietà della vita politica, di lì a poco naufragò definitivamente l'ipotesi del compromesso storico e dei "governi di solidarietà nazionale", con ciò dissolvendosi l'antico anelito del PCI di pervenire al governo centrale. La figura di Moro fu in seguito appannata dalle risultanze di alcune indagini circa malversazioni riguardanti importanti società petrolifere. Uno dei principali collaboratori di Moro, Sereno Freato, fu pesantemente coinvolto in ciò che sarebbe stato poi chiamato lo "scandalo dei petroli", che portò addirittura all'arresto dell'allora comandante generale della Guardia di Finanza (in armi), ed in contestazioni minori circa appalti di ditte di trasporti e costruttori pugliesi.

Film su Aldo Moro


- Il caso Moro di Giuseppe Ferrara, 1986
- Piazza delle Cinque Lune di Renzo Martinelli, 2003
- Buongiorno, notte di Marco Bellocchio, 2003

Bibliografia


- Giovanni Acquaviva, Un italiano diverso: Aldo Moro, 1968
- Gianni Baget Bozzo e Giovanni Tassani, Aldo Moro : il politico nella crisi, 1983
- Francesco Biscione, Il delitto Moro: strategie di un assassinio politico, 1998
- Carlo Bo, Aldo Moro. Delitto d'abbandono, 1988
- Giorgio Bocca e Silvia Giacomoni, Moro: una tragedia italiana, 1978
- Anna Maria Braghetti e Paola Tavella, Il prigioniero, 1998
- Giovanni Di Capua, Aldo Moro: il potere della parola (1943-1978), 1988
- Eugenio Cutolo, Aldo Moro: La vita, l'opera, l'eredità, 1980
- Giuseppe De Lutis, Perché Aldo Moro, 1988
- Sergio Flamigni, La tela del ragno. Il delitto Moro, 1988
- Antonio Ghirelli e Franco Angeli, Moro tra Nenni e Craxi. Cronaca di un dialogo tra il 1959 e il 1978, 1991
- Aldo Moro, La democrazia cristiana per il governo del paese e lo sviluppo democratico nella società italiana, 1962
- Roberto Pantanelli, Ammazzate Moro, 1987
- Leonardo Sciascia, L'affaire Moro, 1994
- Vittorio Vettori, Diario apocrifo di Aldo Moro prigioniero, 1982
- Carlo Alfredo Moro, Storia di un delitto annunciato, 1998
- Marco Clementi, La 'pazzia' di Aldo Moro, 2001
- Maria Fida Moro, La nebulosa del caso Moro, 2004

Collegamenti esterni


- [http://www.apolis.com/moro Moro punto DOC] - Un archivio online completo di materiali sul caso Moro
- [http://www.misteriditalia.com/casomoro/86-lettere/ Una trascrizione delle lettere di Moro scritte durante la prigionia].
- [http://www.apolis.com/moro/moro/memoriale/indicef.htm Una trascrizione completa del memoriale Moro]
- [http://www.apolis.com/moro/br/comunicati/indicef.htm I comunicati delle BR] Moro, Aldo Moro, Aldo Moro, Aldo Moro, Aldo ja:アルド・モーロ

Amintore Fanfani

Amintore Fanfani (Pieve Santo Stefano (AR), 6 febbraio 1908 - Roma, 20 novembre 1999), celebre uomo politico italiano del dopoguerra, figura storica del partito della Democrazia Cristiana e storico dell'economia. Si laurea in Economia e Commercio nel 1930 e diventa professore di Storia Economica all'Università Cattolica di Milano nel 1936. Dopo un periodo di adesione intellettuale al fascismo , periodo che lo vede firmatario del Manifesto in difesa della Razza italiana e scrittore sulla Difesa della Razza, rivista ufficiale del razzismo italiano, la sconfitta di Stalingrado impone a lui, come a molti altri italiani, una nuova analisi politica: ad inizio '43 si trova vicino alle posizioni antifasciste della sinistra cattolica di Giuseppe Dossetti e di Giorgio La Pira. Dopo il 24 Luglio 1943 ( deposizione di Mussolini) e fino alla Liberazione si rifugia in Svizzera dove organizza corsi universitari per i rifugiati italiani. Collaboratore di Alcide de Gasperi fin dal 1945, entra nella Direzione della Democrazia Cristiana nel 1946. Partecipa ai lavori dell'Assemblea Costituente, facendo parte della Commissione che ha redatto il testo della nuova Costituzione repubblicana. Sua è la formula 'L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro'.

Carriera politica

Ricopre l'incarico di Ministro del Lavoro nel quarto Governo De Gasperi (1947-1950) e di Ministro dell'Agricoltura nel quinto governo De Gasperi (1951-1953), di Ministro degli Interni nel sesto ed ultimo governo De Gasperi (1953-1954). Nel 1954 forma il suo primo governo che non riesce a ottenere la fiducia. Fa parte invece del Governo Pella ancora come Ministro degli Interni. Sempre nel 1954 viene nominato segretario della Democrazia Cristiana in quanto leader della corrente Iniziativa Democratica. Come segretario si adopera per dotare la DC di una fitta rete di sezioni. Nel 1958 a seguito del successo elettorale della DC riceve l'incarico di Primo Ministro per la seconda volta (governo DC-PSDI nel quale Fanfani ricopre anche la carica di Ministro degli Esteri). Si verifica però una spaccatura della sua corrente che porta alla nascita delle correnti contrapposte di Nuove Cronache e della corrente 'dorotea'. La crisi del partito comporta la caduta del suo governo. Nel 1960 Fanfani forma il suo terzo governo, monocolore. Nel 1962 forma il suo quarto governo, con la coalizione DC - PSDI - PRI e l'appoggio esterno del PSI) iniziando l'esperienza delle maggioranze di centro-sinistra, su una base programmatica che prevede in particolare la nazionalizzazione dell'energia elettrica e la istituzione della scuola media unica. A seguito della sconfitta elettorale del 1963 si dimette. Dal 1964 al 1965 è ministro degli Esteri nel secondo governo Moro, carica che ricopre anche nel 1966 nel quarto governo Moro. Viene eletto Presidente dell'assemblea dell'ONU nel 1965-1966. Dal 1968 al 1973 è Presidente del Senato; il 10 marzo 1972 è nominato senatore a vita. Nel 1973 è Segretario politico della Democrazia Cristiana e guida il partito nella campagna per il referendum sulla abrogazione del divorzio su posizioni di forte contrapposizione allo schieramento laico. La sconfitta nel referendum sul divorzio ne provoca le dimissioni; a lui succede Benigno Zaccagnini. Dopo l'insuccesso della DC nelle elezioni amministrative del 1975 assume una posizione critica nei confronti della segreteria Zaccagnini. Diventa presidente della DC nel 1976 e dal 1976 al 1982 ritorna alla presidenza del Senato. Dal 1982 al 1983 è Presidente del Consiglio per la quinta volta guidando un governo DC - PSI -PSDI - PLI con l'appoggio del PRI. Dal 1985 al 1987 è ancora Presidente del Senato. Nel 1987 riceve l'incarico di formare un nuovo governo, ma la sua proposta di governo monocolore viene respinta. Nel 1987, Fanfani è Ministro dell'Interno nel governo Goria; dal <