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Disney Italia
The Walt Disney Company Italia è la divisione italiana della Disney. In ambito fumettistico, la Disney Italia è sicuramente la divisione più produttiva del mondo all'interno della propria corporation.
Le riviste
Forte di una attività che copre l'intera seconda metà del Novecento, annovera alcune tra le migliori iniziative editoriali nel mondo:
- Topolino
- Paperino
- I Classici Disney
- I Grandi Classici
- Le Imperdibili
- Zio Paperone
- I Maestri Disney
- Mega 3000
- Gli Albi di Topolino
- Paperinik
Recentemente ha anche realizzato dei nuovi albi nel formato tipicamente americano dei comic book:
- Mickey Mouse Mystery Magazine (chiusa)
- Monster Allergy
- PKNA - Paperinik New Adventures (chiusa)
- PK2 (chiusa)
- PK - Pikappa (chiusa)
- X-Mickey (chiusa)
- W.i.t.c.h.
- Kylion (Chiusa)
- Paperino Paperotto
Esistono, poi, delle pubblicazioni storiche, ormai chiuse, alcune delle quali ereditate dai precedenti editori Disney italiani (Mondadori e Nerbini):
- Albi d'Oro
- Albi della Rosa\di Topolino
- GM Magazine e GM - Giovani Marmotte
- Grandi Parodie
- Paper Fantasy
- Topo Mistery
Vedi anche
- The Walt Disney Company
- Banda Disney
- Fumetto
- Elenco di personaggi dei fumetti
- Elenco autori di fumetti
- Elenco di cartoonist Disney
- Elenco di cartoonist Disney italiani
Disney Italia
Italia
L'Italia è una repubblica dell'Europa meridionale, che si distende a sud delle Alpi, lungo una penisola tradizionalmente chiamata stivale per la sua forma, e con due isole principali: Sicilia (che costituisce un'estensione peninsulare con la Calabria) e Sardegna.
La capitale della Repubblica italiana è Roma, che divenne tale nel 1870, durante il Regno d'Italia; le precedenti capitali furono Torino (dal 1861 al 1865), e Firenze (dal 1865 al 1870). L'Italia conta circa 58 milioni di abitanti (stime ISTAT del 2005), con due milioni in più di donne, per una densità di quasi 196 abitanti per km2.
L'Italia è amministrativamente suddivisa in 20 regioni (di cui 5 a statuto speciale) e 110 province (una senza ente associato), alcune delle quali in fase di creazione.
Storia
La storia dell'Italia ha pesantemente influenzato la cultura e lo sviluppo sociale in Europa e nel resto del mondo. In Italia sono stati trovati importanti resti archeologici di attività umane risalenti alla preistoria. Molte civiltà sono nate in Italia: in particolare è importante lo sviluppo che si è avuto nelle zone del Lazio, della Toscana, della Basilicata e delle zone definite Magna Grecia. La civiltà più importante che è nata e si è sviluppata in Italia è ovviamente la civiltà Romana che con il suo Impero ha conquistato gran parte dell'Europa e del nord Africa e tutte le regioni che si affacciavano sul Mare Mediterraneo. Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, in Italia si assistette a un lungo interregno dove moltissime forze locali si combatterono per centinaia d'anni per cercare di ottenere la supremazia. Durante questo periodo si formarono le signorie e i vari stati che costellavano il suolo italiano. Sotto le signorie ebbe inizio il Rinascimento, un periodo storico costellato da relativa pace tra i vari stati e da un'esplosione delle arti che permisero ad artisti come Michelangelo, Raffaello, Tiziano, Palladio, ecc. di realizzare dei capolavori per abbellire le corti dei principi.
L'Italia moderna nacque come stato quando il 17 marzo 1861 la maggior parte degli stati della penisola e le due isole principali vennero unite sotto il re Vittorio Emanuele II della dinastia dei Savoia. Architetto dell'unificazione dell'Italia è il primo ministro del Re, Camillo Benso Conte di Cavour che dando mezzi e supporto (seppur non riconoscendolo direttamente) a Giuseppe Garibaldi consentì l'annessione del regno delle Due Sicilie all'Italia. Dall'unificazione rimaneva esclusa Roma e i territori limitrofi, che erano sotto il controllo del Papa; ma grazie a una rapida guerra il 20 settembre 1870 anche Roma venne annessa all'Italia. In seguito, con i Patti lateranensi del 1929, il Papa ottenne il possedimento di un'enclave dentro Roma che divenne lo Stato del Vaticano. Un'altra entità autonoma all'interno dei confini italiani è la citta di San Marino.
Dopo la prima guerra mondiale si affermò in Italia il partito Fascista che con l'appoggio delle classi agiate e con intimidazioni e colpi di mano prese il governo della nazione. Dopo la fine della seconda guerra mondiale il 2 giugno 1946 un referendum stabilì l'abbandono della monarchia come forma di governo e l'adozione della Repubblica parlamentare. La nuova costituzione venne resa operativa il 1 gennaio 1948.
L'Italia è un membro fondatore della NATO e dell'Unione Europea e ha partecipato a tutti i principali trattati di unificazione europea compreso l'ingresso dell'Euro nel 1999.
L'Italia è l'unica regione geografica che nonostante i cambiamenti apportati dalle varie rivoluzioni che si sono svolte nei millenni di storia abbia sempre mantenuto lo stesso nome: fin dal tempo dei Romani questa regione veniva chiamata Penisola Italica.
Geografia
L'Italia è una vasta penisola che si estende nel Mare Mediterraneo. Il suo territorio comprende anche la Sardegna e la Sicilia, due isole di grandi dimensioni, oltre a una serie di isole minori. Il mare che si trova a est della penisola è il mar Adriatico, a sud-est si estende il mar Ionio, a ovest, lungo tutta la penisola, si trova il mar Tirreno mentre a nord-ovest della penisola si estende il mar Ligure.
Le catene montuose coprono buona parte della nazione. Del sistema alpino appartiene all'Italia tutto il versante meridionale per una lunghezza di circa 1.000 km. Le vette più elevate si trovano nelle Alpi Occidentali, dove numerose sono le cime che superano i 4.000 m tra cui il Monte Rosa (4.637 m.), il Cervino (4.476 m.) e il Monte Bianco che con i suoi 4.810 m è la montagna più alta d'Italia. A sud delle Alpi si trova la Pianura Padana, una grande distesa alluvionale formata dal Po e dai suoi affluenti. La catena degli Appennini percorre tutta la lunghezza della penisola, dalla Liguria alla Sicilia, fino a concludersi nelle Madonie in quest'ultima regione, raggiungendo l'altezza massima con il Gran Sasso (2.912 m). L'Italia è famosa anche per la presenza di numerosi vulcani: i più famosi sono il Vesuvio vicino a Napoli, l'Etna vicino Catania che con i suoi 3.323 m. è il vulcano più alto d'Europa, e lo Stromboli.
Regioni italiane
L'Italia è suddivisa in venti regioni, cinque di queste (con asterisco) sono a statuto speciale.
regioni
- Valle d'Aosta / Vallée d'Aoste -
- Piemonte
- Liguria
- Lombardia
- Trentino - Alto Adige / Trentino-Südtirol -
- Veneto
- Friuli-Venezia Giulia -
- Emilia-Romagna
- Toscana
- Umbria
- Marche
- Lazio
- Abruzzo
- Molise
- Campania
- Puglia
- Basilicata
- Calabria
- Sicilia -
- Sardegna -
Clima
La regione italiana (compresa tra il 47° ed il 36° parallelo nord) si trova quasi al centro della zona temperata dell'emisfero boreale.
Da punto di vista climatico è, inoltre, favorita dalla grande massa d'acqua dei mari mediterranei che la circondano quasi da ogni lato. Tali mari costituiscono soprattutto per la nostra penisola (meno per quelle ellenica, iberica ed anatolica) un benefico serbatoio di calore e di umidità. Determinano infatti, nell'ambito della zona temperata, un clima particolare detto temperato mediterraneo.
Montagne
In quanto stretta tra la placca africana e la placca euroasiatica, l'Italia è territorio soggetto a terremoti. La pressione delle due placche ha provocato con il trascorrere dei millenni le formazioni rocciose che attraversano tutto il territorio Italiano. Per fare un esempio, le rocce che formano le Dolomiti in realtà sono dei minuscoli molluschi che per millenni hanno vissuto sul fondo del mare; la pressione della placca africana ne ha prodotto il sollevamento del fondo del mare.
Pianure
Solo 1/4 della superficie della regione italiana è occupato da pianure vere e proprie: tali infatti non possono essere considerate le conche appenniniche dell'Italia centrale, le strisce costiere dei golfi del mar Tirreno, le maremme, o le foci pianeggianti dei fiumi appenninici lungo l'Adriatico.
Le vere e proprie pianure italiane sono:
# la Pianura padana
# la Pianura pisana (val d'Arno inferiore)
# la Campagna romana (che si prolunga in direzione sud est nella bonifica pontina)
# la Pianura campana che si estende dal Golfo di Gaeta fino a sud del Vesuvio, verso Nocera e Torre Annunziata
# il Tavoliere delle Puglie retrostante al Golfo di Manfredonia
# la Piana di Catania in Sicilia, a sud dell'Etna
# il Campidano (Sardegna, che si estende dal Golfo di Cagliari a quello di Oristano)
Mari e arcipelaghi
quello di Oristano]]
Mar Mediterraneo
- Mar Adriatico
- Canale d'Otranto
- Mar Ionio (Stretto di Messina)
- Canale di Malta
- Stretto di Sicilia
- Mar Tirreno (Stretto di Messina), (Bocche di Bonifacio)
- Mar di Sardegna (Bocche di Bonifacio)
- Mar Ligure
- Isole maggiori
- Sicilia
- Sardegna
- Arcipelago Toscano
- Gorgona, Capraia, Isola d'Elba, Pianosa, Isola di Montecristo, Isola del Giglio, Giannutri
- Isole Ponziane (o Pontine)
- Ponza, Palmarola, Ventotene
- Isole Flegree
- Ischia, Procida
- Capri
- Isole Eolie (o Lipari)
- Lipari, Vulcano, Salina, Stromboli, Panarea, Alicudi, Filicudi
- Ustica
- Isole Egadi
- Levanzo, Favignana, Marettimo
- Pantelleria
- Isole Pelagie
- Lampedusa, Linosa (v.a. Malta)
- Isole Tremiti
- Caprara, Cretaccio, Pianosa, San Domino, San Nicola
- Arcipelago della Maddalena
- Sant'Antioco, San Pietro, Asinara, La Maddalena, Caprera, Tavolara
Fiumi
Tavolara
La conformazione fisica dell'Italia, con un elevato numero di montagne, fa sì che sia attraversata da molti fiumi, anche se nessuno di essi è estremamente lungo. Il maggiore come lunghezza e portata è il Po. Il Po attraversa la pianura padana e con i suoi affluenti l'ha creata, essendo la pianura padana di origine alluvionale (cioè prodotta dai detriti trascinati a valle dai fiumi). Come si può notare dalla cartina a destra la maggior parte delle montagne dotate di ghiacciai si concentrano nel nord del paese. Infatti la parte centrale del paese è attraversata dagli Appennini, montagne relativamente basse e quindi di norma dotate di fiumi dalla ridotta portata, tanto che nelle regioni meridionali spesso durante le estati si assiste in molte zone a una parziale mancanza d'acqua che crea notevoli disagi alla popolazione e alle coltivazioni.
Laghi e Lagune
- Laghi alpini e prealpini: Lago d'Orta (Cusio), Lago Maggiore (Verbano), Lago di Como (Lario), Lago di Lugano (Ceresio), Lago d'Iseo (Sebino), Lago d'Idro (Eridio), Lago di Garda (Benaco)
- Laghi dell'Italia centrale: Lago Trasimeno, Lago di Bolsena, Lago di Vico, Lago di Bracciano, Lago Albano, Lago di Nemi
- Laghi della penisola flegrea e del litorale domitio: Averno, Fusaro, Lucrino, Miseno, Patria
- Lagune e laghi costieri: Laguna di Grado, Laguna di Marano, Laguna di Venezia, Valli di Comacchio, Lago di Lesina, Lago di Varano Mare Piccolo di Taranto, Mare Grande di Taranto, Laguna di Sabaudia, Laguna di Orbetello, Stagno di Cagliari, Stagno di Marceddi, Stagno di Santa Giusta
Vulcani
Il numero dei vulcani, sia attivi che spenti, è una caratteristica della regione italiana.
I principali vulcani tuttora attivi sono almeno quattro:
# il maggiore è l'Etna, che domina la Sicilia nord-orientale con il suocratere principale (3279m). Esso mantiene attivi pure altri crateri secondari, i quali si aprono sul lento declivio delle sue pendici.
# il Vesuvio (1277m) domina la città di Napoli ed il golfo omonimo, di cui costituisce un elemento paesaggistico noto in tutto il mondo. Famosa è la sua erezione avvenuta nel 79 a.C., quando venne completametne sepolta sotto la lava e le ceneri la regione di Ercolano e Pompei.
# Lo Stromboli eleva direttamente dal mare il suo cono eruttivo e fa parte delle isole Eolie. Nel medesimo arcipelago vi è pure Vulcano, oggi mediocramente attivo, dal quale hanno preso nome tutti i vulcani del genere.
Più numerosi, anche se meno grandiosi, sono invece i vulcani spenti ormai da molti secoli.
Sono specialmente disseminati in tutta la fascia dell'antiappennino toscano, dove le numerose sorgenti termali ed i famosi soffioni boraciferi (Larderello) non sono che le postume manifestazioni del vulcanesimo locale.
I Monti Amiata, nelle cui viscere abbondano i minerali, i monti Vulsini, Cimini e Sabatini situati sulla destra del fiume Tevere, ed i colli Albani, sulla sinistra del medesimo, sono anchessi residui di grandi vulcani, che hanno un tempo largamente profuso intorno le loro lave; attualmente perciò hanno pendici molto fertili.In cima a questi colli, entro gli antichi crateri, si trovano i maggiori laghi della penisola: lago di bolsena, (monti Vulsini), Lago di Vico (monti Cimini), lago di Bracciano (monti Sabatini), lago di Albano e lago di Nemi (colli Albani).
Nell'Antiappennino Campano, oltre al Vesuvio, una manifestazione postuma di attività vulcanica si incontra nei Campi Flegrei, situati poco a nord di Napoli; tali sono anche le solfatare di Pozzuali e di Agnano.
I monti di Roccamorfina (tra il Volturno ed il Liri), l'Epomeo nell'isola d'Ischia e gli isolotti vicini dell'arcipelago campano hanno pure origine vulcanica; cosìdicasi del monte Vulture, sulla destra dell'Ofanto in Basilicata, ed in parte dei colli Euganei e dei colli Berici della pianura veneta tra Verona e Padova.
Terremoti
I fenomeni sismici costituiscono, purtroppo, un primato italiano in Europa. Essi sono per lo più connessi a fenomeni vulcanici. Non tutte le regioni italiane vanno però egualmente soggette ai moti sismici; ma anche là dove il fenomeno si manifesta più volte in un anno, i danni non sono in genere gravi.
La regione alpina è quella che meno ne va soggetta, eccettuate le zone di Belluno, della Carnia e delle Alpi Marittime.
Dovuti spesso a a movimenti rapidi di enormi masse rocciose situate in profondità sotto la superficie terrestre, sono invece i frequenti e spesso disastrosi terremoti che avvengono nella zona degli Appennini.
Fra i più rovinosi terremoti si ricordano:
- 1908: terremoto di Messina
- 1915: Terremoto di Avezzano
- 1930: terremoto di Bologna
- 1932: terremoto dell'Abruzzo
- 1976: terremoto del Friuli
- 1980: terremoto dell'Irpinia
- 1997: terremoto in Umbria e Marche
- 2002: Terremoto di San Giuliano di Puglia
Ambiente
Protezione e Preservazione
Trasporti
Economia
L'Italia ha un'economia industriale, con una diversificazione comparabile a quella della Francia o del Regno Unito. La maggior parte delle grandi aziende sono concentrate nel nord e nel centro del paese, mentre la parte meridionale del paese risulta più orientata verso una produzione di tipo agricolo e turistica: i tentativi di industrializzazione del meridione hanno generalmente avuto scarsi risultati. Queste attività comunque non riescono a impiegare la totalità della forza lavoro. La disoccupazione nel sud Italia è mediamente del 20%, mentre nel nord Italia esistono zone con disoccupazione al 4%.
L'economia italiana è prevalentemente formata da piccole e piccolissime imprese: le poche grandi imprese sono gestite quasi sempre dalle famiglie dei fondatori o da gruppi stranieri, e il modello di public company non ha mai attecchito. Anche in campo finanziario, nonostante una tendenza alla concentrazione, le banche hanno dimensioni modeste rispetto ai grandi gruppi europei.
La maggior parte delle materie prime e il 75% dell'energia deve essere importato, dato che l'Italia non dispone di elevati giacimenti di materie prime.
Negli ultimi anni l'Italia è stata spesso invitata dall'Unione Europea a prendere misure incisive per ridurre il suo debito pubblico (uno dei più elevati in Europa) e le sue spese previdenziali. L'economia italiana attualmente affronta un periodo di recessione. Le azioni intraprese, basate soprattutto sul reperimento di risorse una tantum e sulla riduzione delle imposte per i contribuenti più ricchi, non hanno prodotto i risultati di rilancio dell'economia sperati.
- Lista dell'Imprese Italiane
Politica
Demografia
Lista dell'Imprese Italiane
Cultura
L'Italia è conosciuta nel mondo per l'arte la cultura e i monumenti che abbelliscono l'intera nazione. La torre di Pisa, il Colosseo, le città di Venezia e Firenze sono simboli Italiani conosciuti in tutto il mondo. L'Italia è famosa in tutto il mondo anche per cucina (pasta, pizza, ecc...) il vino, lo stile di vita, l'eleganza, il design, il teatro, la letteratura, la poesia, la musica (l'Opera in particolare), le sue caratteristiche feste e più in generale per il gusto.
Il rinascimento europeo nacque in Italia tra il XIV e il XV secolo. La letteratura fiorì e poeti come Dante, Petrarca, Torquato Tasso, Ludovico Ariosto, Giovanni Boccaccio e altri produssero capolavori di tale bellezza che influenzarono la cultura europea. Non solo la letteratura si sviluppò, ma grazie alla generosità dei principi (smaniosi di aumentare la loro influenza tramite l'arte) in quel periodo tutte le arti ebbero uno sviluppo notevole. Artisti come Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello, Botticelli, ecc... permisero alla scultura, alla pittura e all'architettura di toccare nuove vette di bellezza e eleganza.
L'influenza di compositori italiani come Palestrina, Corelli, Monteverdi e Vivaldi fu epocale. Nel XIX secolo compositori come Gioacchino Rossini, Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini fecero fiorire l'Opera romantica. L'Italia continua a contribuire alla cultura occidentale con artisti, scrittori, registri, architetti, compositori e designer.
Il calcio è indubbiamente lo sport nazionale e gli Italiani sono famosi per la loro passione per questo sport. La nazionale Italiana ha vinto 3 Campionati mondiali di calcio, il primo nel 1934, il secondo nel 1938 e l'ultimo nel 1982.
:Per le arti vedi anche: Cinema italiano, Musica italiana
Lingue
Religioni
Festività
Voci correlate
- Repubblica Italiana
- Nascita della Repubblica Italiana
- Costituzione della Repubblica Italiana
- Parlamento Italiano
- Stati italiani preunitari (elenco degli stati italiani prima dell'unificazione)
- Italiani celebri
- Regioni d'Italia (da questa pagina si giunge agli elenchi dei comuni, suddivisi per provincia)
- Lista delle province italiane
- Made in Italy
- Targhe automobilistiche italiane
- Coste italiane
Collegamenti esterni
- [http://www.governo.it Governo Italiano]
- [http://www.parlamento.it Parlamento]
- [http://www.senato.it Senato]
- [http://www.enit.it Ente Nazionale per il Turismo Italiano]
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The Walt Disney Company
La Walt Disney Company (meglio nota semplicemente come "Disney") è una delle più grandi aziende del mondo nel campo dei media e dello spettacolo.
Fondata il 16 ottobre 1923 da Walter Elias Disney e suo fratello Roy Oliver con il nome di Disney Brothers Cartoon Studio, è oggi la seconda compagnia di media negli Stati Uniti. La sede centrale si trova a Burbank, in California, USA. Nel 2005 la Disney ha fatturato 31,9 miliardi di dollari, e le sue azioni fanno parte del Dow Jones Industrial Average. Dalla sua fondazione ha sempre portato il nome di Walt Disney Productions, fino al 6 febbraio 1996, quando le venne dato quello che è il nome attuale. Disney Enterprises, Inc., citata spesso nelle note aziendali ufficiali, è una controllata della "Walt Disney Company".
La società
Le principali divisioni operative della Disney sono gli Studi di Produzione Cinematografica (Studio Entertainment), i Parchi e Centri Vacanze (Parks and Resorts), i Media Networks, ed i Prodotti di consumo.
Studi di Produzione Cinematografica (Studio Entertainment)
La divisione Studio Entertainment, anche conosciuta come The Walt Disney Studios, è diretta da Dick Cook: essa comprende la Buena Vista Motion Pictures Group, un insieme di studi cinematografici che comprende Walt Disney Pictures, Touchstone Pictures, e Hollywood Pictures(che attualmente distribuisce solo titoli di catalogo. Gli studi Miramax e Dimension Films fanno anch'essi parte del gruppo, ma operano autonomamente a New York. Ai Walt Disney Studios appartiene anche la Buena Vista Music Group, che include Walt Disney Records, Mammoth Records, Lyric Street Records, e Hollywood Records. Il gruppo comprende anche Buena Vista Theatrical Productions e le compagnie di distribuzione Disney: Buena Vista Pictures Distribution, Buena Vista International, Buena Vista Home Entertainment, e Buena Vista Home Entertainment International.
Una delle controllate di maggior successo del gruppo è lo studio di animazione Walt Disney Feature Animation, responsabile per la produzione di un certo http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Disney_animated_features numero di film d'animazione di successo. Dopo il fallimento al box-office di alcuni dei suoi recenti film d'animazione e dopo aver constatato lo stellare successo dei film della Pixar, la Disney ha deciso di spostare la sua produzione dalle tradizionali animazioni a mano (che negli ultimi anni hanno comunque sfruttato molto il supporto dei computer) ad animazioni totalmente sviluppate al computer. L'ultimo film di animazione tradizionale prodotto dalla Disney è stato Mucche alla riscossa. Il suo primo film creato al computer è stato Chicken Little. La Disney è stata criticata duramente per questo cambio di direzione, soprattutto perché i fans giudicano un film d'animazione in base ai disegni ed alla storia e non in funzione della tecnologia usata.
Chicken Little
La Disney sta diventando un diretto competitore della Pixar in un mercato dominato da quest'ultima. La Disney non è riuscita a rinnovare il contratto con la Pixar che le avrebbe permesso di distribuire i film di quest'ultima con il marchio Disney, sebbene l'accordo scaduto fu molto profiquo per la Disney. Perciò ora la Pixar è libera di competere ad armi pari.
I Walt Disney Studios, gli studi principali della compagnia, sede anche della produzione televisiva e quartier generale della compagnia stessa a Burbank, California, USA, sono gli unici tra i principali studios di Hollywood che non hanno mai permesso visite al pubblico. Fino al 2003 è stata consentita una visita parziale degli studi satellite di animazione ad Orlando (Florida), ai visitatori dei Disney-MGM Studios.
Parchi e Resorts
Disney controlla nove parchi a tema presso il Disneyland Resort, il Walt Disney World Resort, il Disneyland Resort Paris e l'Hong Kong Disneyland, inaugurato nella regione autonoma cinese di Hong Kong nel settembre del 2005. Il Tokyo Disney Resort in Giappone è controllato e gestito dalla Compagnia dei Paesi Orientali (Oriental Land Company), alla quale è stata concessa una licenza dalla Disney.
La Disney possedeva anche, attraverso la Anaheim Sports, Inc. il club di hockey Mighty Ducks of Anaheim, recentemente venduto al capo della Broadcom Henri Samueli, e la squadra di Baseball Anaheim Angels, venduta al magnate della pubblicità Arturo Moreno. La Disney Cruise Line, Disney Vacation Club e la catena dei ristoranti in tema sportivo ESPN Zone sono anch'esse controllate dall'unità Parks and Resorts.
Media Networks
La divisione che si occupa di reti televisive è centrata sulla rete televisiva American Broadcasting Company (ABC), che diventò parte del gruppo nel 1996 dopo la fusione con Capital Cities/ABC. Alla Disney appartengono anche un gruppo di reti televisive via cavo comprendenti The Disney Channel, ESPN, ABC Family, Toon Disney, SOAPnet e Jetix Europe N.V.. La Disney ha anche sostanziali interessi in Lifetime, A&E, E!.
Attraverso la ABC appartengono alla Disney 10 stazioni televisive locali, 71 stazioni radio locali, e ESPN Radio, Radio Disney e ABC Radio News, con le quali collaborano personalità come Sean Hannity e Paul Harvey. La Buena Vista Television, altra compagnia della divisione Media, produce programmi in syndacation come, per esempio, Who Wants To Be a Millionaire?, Live with Regis and Kelly, e Ebert & Roeper.
La stessa divisione Media Networks gestisce la società editoriale Hyperion e la Walt Disney Internet Group (WDIC). La Hyperion ha recentemente pubblicato libri del'attore Steve Martin e dell'autore di bestseller Mitch Albom. La WDIC gestisce il portale Web Go.com, costruito sulle ceneri del motore di ricerca Infoseek che fu acquistato nel 1998, ed autorevoli siti web come Disney.com, ESPN.com e ABCNews.com.
Prodotti di consumo
La divisione Prodotti di consumo include le attività di vendita e concessione di licenze nonché il gruppo Disney Publishing Worldwide, i cui titoli comprendono la Disney Editions, Hyperion Books for Children, Disney Press, nonché la rivista per ragazzi Disney Adventures.
Questa stessa divisione comprende anche la catena europea di negozi Disney Store, di cui la società sta studiando la chiusura o la cessione. La gestione dei Disney Store del Nord America è stata invece ceduta nel 2004. Nello stesso anno sono stati acquistati dalla The Jim Henson Company i personaggi Muppets.
Cronologia
1923-1936
- 1923: The Disney Bros. studio, fondata da Walt e suo fratello Roy Oliver Disney, produce la serie Alice in Cartoonland.
- 1925: La società viene rinominata Walt Disney Studios.
- 1927: La serie Alice termina; Walt si aggiudica il contratto per animare Oswald the Lucky Rabbit.
- 1928: Walt perde la serie Oswald; primo cartone con Topolino: Steamboat Willie.
- 1929: Prima Silly Symphony: The Skeleton Dance.
- 1930: Prima apparizione di Pluto.
- 1932: Primo corto in Technicolor realizzato: Flowers and Trees; prima apparizione di Pippo.
- 1934: Prima apparizione di Paperino.
1937-1954
- 1937: Gli Studios producono il primo lungometraggio, Biancaneve e i sette nani (Snow White and the Seven Dwarfs).
- 1940: Gli Studios si trasferiscono a Burbank, California dove si trovano ancora oggi.
- 1941: Un duro sciopero degli animatori; quando gli USA entrano nella Seconda Guerra Mondiale, gli Studios iniziano a fare film di propaganda morale per il Governo.
- 1944: La compagnia è a corto di liquidi; una ri-edizione teatrale di Biancaneve e i Sette Nani genera sufficienti introiti per iniziare una risalita nel settore dei film di animazione.
- 1945: Gli Studios assoldano il primo attore in carne ed ossa per un film, James Baskett, per recitare come Zio Remo in I Racconti dello zio Remo (Song of the South).
- 1949: Gli Studios iniziano la produzione della prima vicenda interamente con veri attori, Treasure Island; inizia la fortunata serie True-Life Adventures.
- 1954: Gli Studios fondano la Buena Vista Pictures Distribution, Inc per distribuire i loro film; inizia il programma TV Disneyland.
1955-1983
- 1955: Apre Disneyland ad Anaheim, California.
- 1961: Gli Studios detengono la licenza per Winnie-the-Pooh, i cui personaggi continuano ad essere finanziariamente proficui anche oggi; viene fondata la divisione di distribuzione internazionale Buena Vista International.
- 1964: La Compagnia inizia ad acquistare terreni vicino a Orlando (Florida) per Walt Disney World - nota da allora come Disneyworld, o 'The Florida Project' (Il Progetto Florida).
- 1965: Cessa la produzione regolare di cortometraggi, vista la quasi totale assenza di richieste da parte dei cinema.
- 1966: Muore Walt Disney.
- 1967: Inizia la costruzione di Walt Disney World; il governo locale sigla l'accordo per la costruzione.
- 1971: Walt Disney World apre ad Orlando, Florida; Muore Roy O. Disney; Donn Tatum diventa amministratore delegato e Card Walker diventa presidente.
- 1977: Roy Edward Disney, figlio di Roy e nipote di Walt, si dimette dalla compagnia, denunciando una diminuzione della qualità generale dei prodotti e problemi con la direzione.
- 1978: Gli Studios rilasciano la licenza alla MCA Discovision per trasferire su laserdisc diversi titoli minori; solo alcune compilations di cartoni per la TV vedranno la luce grazie a questo accordo.
- 1979: Don Bluth e diversi suoi alleati lasciano la divisione animazione; gli Studios realizzano il primo film per la cui visione è suggerita la presenza di un genitore, The Black Hole.
- 1980: Tom Wilhite sale alla testa della divisione film con l'intento di modernizzare i prodotti degli Studios; viene creata una divisione home video.
- 1981: Viene annunciato il progetto per una rete via cavo.
- 1982: EPCOT Center apre al Walt Disney World.
- 1983: Ron W. Miller succede a Card Walker come amministratore delegato. Quando la serie antologica viene cancellata, The Disney Channel inizia a trasmettere sul sistema via cavo degli USA; Tom Wilhite rassegna le dimissioni; Tokyo Disneyland apre in Giappone.
1984-oggi
- 1984: Viene creata la Touchstone Pictures; dopo che gli Studio evitano di stretta misura un tentativo di acquisto da parte di Saul Steinberg, Roy Edward Disney e il suo socio Stanley Gold rimuovono Ron W. Miller dalla carica di amministratore delegato e presidente, sostituendolo con Michael Eisner come amministratore delegato e con Frank Wells come presidente.
- 1985: Gli Studios iniziano a produrre cartoni animati per la televisione; la versione home-video di Pinocchio è un grande successo in termini di vendite.
- 1986: La Touchstone Pictures rilascia il primo film degli Studios in cui è necessaria la presenza di un adulto per i minori di 17 anni; la serie antologica viene riproposta; il nome della compagnia viene cambiato da Walt Disney Productions a The Walt Disney Company.
- 1989: La Disney fa un'offerta per acquisire i Muppet di Jim Henson e per far lavorare il famoso creatore con le risorse Disney; i Disney-MGM Studios aprono a Walt Disney World.
- 1990: La morte di Jim Henson vanifica l'affare per l'acquisto della sua holding; la serie antologica è cancellata per la seconda volta.
- 1992: Il controverso Euro Disney Resort apre alle porte di Parigi, Francia.
- 1993: La Disney acquisisce il distributore cinematografico indipendente Miramax Films; le vendite dei gadgets di Winnie the Pooh superano quelle di Topolino per la prima volta; la politica di riproporre i film al cinema termina con Biancaneve e i sette nani, ma viene incrementata per l'home video.
- 1994:
- Frank Wells muore in un incidente di elicottero; Jeffrey Katzenberg si dimette per co-fondare il suo studio, la DreamWorks SKG.
- Euro Disneyland viene rinominato Disneyland Paris.
- 1995: In ottobre la compagnia assume il super agente di Hollywood, Michael Ovitz, come presidente.
- 1996: La compagnia assume il nome di Disney Enterprises, Inc. per le imprese non marcate Walt Disney ed acquisisce il gruppo Capital Cities/ABC, rinominandolo ABC, Inc.; in dicembre Michael Ovitz, presidente della compagnia, lascia "con mutuo consenso". Per celebrare l'unione si tiene a Walt Disney World il primo Super Soap Weekend della ABC.
- 1997: La serie antologica viene riportata in vita di nuovo; la divisione home video rilascia il primo DVD.
- 1998: Il Regno degli Animali di Disney apre a Walt Disney World.
- 2000: Robert Iger diviene presidente e COO.
- 2001: I canali TV Disney vengono estromessi per breve tempo dalla Time Warner Cable durante una disputa per l'affitto delle frequenze; Disney's California Adventure apre al pubblico; la Disney inizia a distribuire i cofanetti in DVD denominati Walt Disney Treasures destinati al mercato dei collezionisti.
- 2002: Il parco Walt Disney Studios apre vicino a Disneyland Paris (rinominato per l'occasione Disneyland Park). L'intera area è ora chiamata Disneyland Resort Parigi.
- 2003:
- Roy Edward Disney lascia di nuovo la direzione dell'animazione e il consiglio di amministrazione, citando ragioni simili a quelle di 26 anni prima; il direttore Stanley Gold abbandona con lui; fondano la "Save Disney"[http://www.savedisney.com] per esercitare una pressione pubblica per osteggiare Michael Eisner.
- La maledizione della prima luna (Pirates of the Caribbean: The Curse of the Black Pearl) è il primo film con etichetta Disney che richiede la presenza dei genitori per bambini sotto i 13 anni.
- 2004:
- Gli Studios interrompono i colloqui di rinegoziazione con la Pixar (il contratto attuale scadrà nel 2006); la Disney annuncia che convertirà lo studio di animazione in uno studio di animazione in computergrafica.
- Viene annunciata la [http://www.savedisney.com/news/se/wdfa_closure.asp chiusura del reparto di animazione in Florida ].
- La Comcast fa un'offerta di 66 miliardi di dollari per acquisire la Walt Disney Company (la Comcast ritirerà l'offerta in Aprile).
- La Disney acquista i diritti su The Muppets.
- Gli azionisti di maggioranza danno un voto di sfiducia per il 43% a Michael Eisner; il risultato è che Eisner viene rimosso dal ruolo di presidente del consiglio di amministrazione (ma resta amministratore delegato) e George J. Mitchell lo sostituisce.
- Dopo l'investimento di 6 milioni di dollari nella produzione del documentario Fahrenheit 9/11 di Michael Moore, la Walt Disney Pictures annuncia l'intenzione, già menzionata, di non distribuire il film. Il regista e la direzione della Miramax organizzano una distribuzione alternativa, e il film diventa il documentario più acclamato di tutti i tempi. Con oltre 100 milioni di dollari, il film incassa più della maggior parte dei film Disney dell'anno.
- 2005:
- Per quanto riguarda l'Italia, Umberto Virri lascia la carica di presidente Disney Italia, che aveva avuto per circa 15 anni, il 31 gennaio. Viene sostituito dal francese Philippe Laco.
- The Walt Disney Company inizia ufficialmente Happiest Homecoming on Earth il 5 maggio a Disneyland.
- L'8 luglio Roy Disney torna in azienda come Presidente Emerito e consulente riconoscendo i meriti di Michael Eisner e approvando la nomina di Iger come futuro amministratore delegato.
- Disneyland celebra il 50° compleanno il 17 luglio.
- Hong Kong Disneyland apre a Hong Kong.
- Robert A. Iger, presidente della compagnia fino al primo ottobre, sostituisce Michael Eisner come amministratore delegato.
Dati finanziari
Dirigenza, dal 1923 ad oggi
Alte cariche sociali attuali
- Presidente del Consiglio di Amministrazione - George J. Mitchell (non esecutivo)
- Presidente ed Amministratore Delegato - Robert A. Iger
- Vice Presidente e Direttore Area Finanza - Thomas O. Staggs
Consiglio di Amministrazione
- John Bryson
- John S. Chen
- Roy E. Disney Presidente emerito (senza diritto di voto)
- Judith Estrin
- Robert Iger
- Fred Langhammer
- Aylwin Lewis
- Monica Lozano
- Robert Matschullat
- George J. Mitchell
- Leo O'Donovan
- John E. Pepper, Jr. (membro a partire dal primo gennaio 2006)
- Orin C. Smith (membro a partire dal primo gennaio 2006)
- Gary L. Wilson
Cariche sociali nelle divisioni
- Walt Disney International - Andy Bird
- Walt Disney Parks and Resorts - Jay Rasulo
- Walt Disney Studios - Richard Cook
- Buena Vista Music Group - Bob Cavallo
- Buena Vista Motion Pictures Group - Nina Jacobson
- ESPN - George W. Bodenheimer
- Prodotti di consumo - Andrew P. Mooney
- Walt Disney Feature Animation - David Stainton
- Disney-ABC Television Group - Anne Sweeney
- Walt Disney Imagineering - Marty Sklar
- Walt Disney Creative Entertainment - Anne Hamburger
- Disney Publishing Worldwide -Deborah Dugan
- Walt Disney Internet Group -Stephen Wadsworth.
Presidenti del Consiglio di Amministrazione Disney
- 1923-1966: Walt Disney
- 1966-1971: Roy O. Disney
- 1971-1980: Donn Tatum
- 1980-1983: E. Cardon Walker
- 1983-1984: Raymond Watson
- 1984-2004: Michael Eisner
- 2004-oggi: George J. Mitchell
Amministratori Delegati della Disney
- 1923-1971: Roy O. Disney
- 1971-1977: Donn Tatum
- 1977-1983: E. Cardon Walker
- 1983-1984: Ron W. Miller
- 1984-2005: Michael Eisner
- 2005-oggi: Robert Iger
Presidenti della Disney
- 1945-1966: Roy O. Disney
- 1966-1971: Donn Tatum
- 1971-1977: E. Cardon Walker
- 1977-1984: Ron W. Miller
- 1984-1994: Frank Wells
- 1994-1995: Michael Eisner
- 1995-1997: Michael Ovitz
- 2000-oggi: Robert Iger
Vedi anche
- The Walt Disney Company Italia
- Walt Disney Pictures
- Nomi dei parsonaggi Disney nelle varie lingue
- Elenco dei personaggi Disney
-
Collegamenti esterni
- [http://www.disney.go.com Sito ufficiale della The Walt Disney Company] (in inglese)
- [http://www.disney.it Sito ufficiale della Disney in Italia]
- [http://www.disney.com/corporate Sito della The Walt Disney Company corporate] (in inglese)
- [http://www.ketupa.net/disney.htm Ketupa - Disney] profilo dettagliato (in inglese)
- [http://www.disneylandreport.com The Disneyland Report] - Segreti, notizie ed indiscrezioni sulla Disney (in inglese)
SEC
- [http://www.sec.gov/cgi-bin/browse-edgar?action=getcompany&CIK=0001001039&owner=include SEC - Company Information: WALT DISNEY CO/]
Walt Disney Company. The
Walt Disney Company. The
ja:ウォルト・ディズニー・カンパニー
simple:The Walt Disney Company
Topolino (fumetto)
Nel 1929 fa il suo ingresso nel mondo dei cinema un nuovo personaggio. Ideato dai giovani animatori Walt Disney e Ub Iwerks fa il suo esordio su Steamboat Willy il mitico Topolino.
Topolino giornale
Il suo successo è tale che nel 1932 viene assegnato a Disney uno speciale Oscar per la creazione del personaggio. La notizia ha ampio risalto sui principali giornali di tutto il mondo e, come ovvio, anche l'Italia da il giusto peso alla notizia. Il grande can can spinge allora Giuseppe Nerbini, edicolante ed editore fiorentino, a dedicare un intero giornale illustrato al nuovo eroe dei ragazzi.
Così, nel Natale del 1932 fa il suo ingresso nelle edicole italiane una nuova pubblicazione, dal titolo Topolino, anticipando di appena un mese la prima pubblicazione americana, il Mickey Mouse Magazine edito da Herman Kamen nel formato digest che più tardi avrebbe fatto il successo, in Italia, di una nuova iniziativa editoriale dedicata all'eroe Disney. La rivista di Kamen, però, veniva distribuita solo nei grandi magazzini o nelle sale che proiettavano i film: per la diffusione nelle edicole bisognerà infatti attendere il 1935.
Ma torniamo in Italia. Sulla falsariga del celebre Corriere dei Piccoli, anche Topolino si presenta ai lettori con periodicità settimanale e si apre con una breve storia in cui le didascalie sono scritte in rima e realizzata da Giove Toppi: in un certo senso è qui che inizia la grande scuola italiana Disney.
Sul settimanale della Nerbini, comunque, trovano spazio soprattutto le strisce e le tavole realizzate da Floyd Gottfredson, mentre il primo episodio in assoluto del Topolino dei fumetti, realizzato dai suoi creatori con la collaborazione di Win Smith e apparso in originale il 13 gennaio del 1930, verrà proposto da Nerbini solo nel 1934, sul Supplemento al giornale, con il titolo di Le audaci imprese di Topolino nell'isola misteriosa. L'edizione italiana ha, però, una particolarità rispetto all'originale: si avvale infatti dell'opera di Giorgio Scudellari, illustratore di origine cilena, che corregge alcuni errori ed incongruenze presenti nella storia.
Sul primo numero, però, fa il suo esordio Le grandi avventure di Topolino e Topolina nel West, tratte dalle tavole domenicali The Lair of Wolf Barker e scritte da Ted Osborne e disegnate da Floyd Gottfredson con le chine di Al Taliaferro e di Ted Thwaites. In queste storie vengono anche introdotte delle didascalie in rima, scritte dal primo direttore della rivista, Paolo Lorenzini, ovvero Collodi nipote, e viene anche assegnato il nome definitivo alla spalla di Topolino, ovvero quel Pippo un po' lunatico e un po' svampito che sui libri della Salani veniva ancora chiamato Medoro. La differenza di nome, però, non è solo italiana: anche negli USA Pippo ebbe due nomi: Dippy tha Dawg agli esordi, per poi diventare Dippy the Goof e finalmente Goofy.
Purtroppo Nerbini non si era assicurato correttamente i diritti di pubblicazione: quando aveva varato la sua rivista, infatti, si era rivolto al Consorzio Cinematografico E.I.A., il distributore dei cortometraggi di Topolino, quando in realtà i diritti per le riviste erano stati dati in mano al giornalista Guglielmo Emanuel dallo stesso Disney. Per cui, per un paio di numeri, la testata passò da Topolino a Topo Lino, per poi riprendere la nota testata con il n. 7.
Gli Albi di Topolino
La storica testata che presentava in un unico numero delle lunghe saghe avventurose, gli Albi di Topolino, venne varata proprio da Nerbini. Il primo formato della rivista è quello orizzontale, che consentiva di presentare le strisce in maniera fedele all'edizione originale, senza dover rimontare le vignette.
La collana fa il suo esordio con Topolino contro Wolp (vedi la [http://covers.outducks.org/it/it_ana/it_ana_001a.jpg riproduzione della prima pagina]), oggi considerato una sorta di Gronchi Rosa, di cui sembra ci siano in giro appena dieci, forse quindici esemplari in tutto.
Questa rivista, comunque, fece storia e non solo Mondadori, ma anche altri editori amatoriali, su tutti la Comic Art, spesso riproponendo le storie classiche di Topolino, scelsero proprio questo formato orizzontale.
L'era Mondadori
Il numero 137 del Topolino giornale, dell'11 agosto 1935, segna il passaggio di consegne da Nerbini alla Mondadori.
L'editore milanese non cambia la linea editoriale di Nerbini e anzi, battendo la strada già traccciata, rinforza le edizioni dedicate a Topolino e al resto della banda Disney.
Prima fra tutte è la collana Nel regno di Topolino, il primo comic book al mondo dedicato al personaggio di Disney, nato ancor prima dei veri e propri comic books all'americana. Presentava le storie quotidiane e settimanali in un unico albo e rimontate nel tipico formato di albi come Four Colors o Walt Disney's Comics and Stories, con una copertina di fattura italiana, per la precisione opera di Antonio Rubino.
Sempre Rubino era l'artefice della grafica di un'altra collana Mondadori, che esordiva il 28 marzo del 1935, appena cinque mesi prima del passaggio di consegne: I tre porcellini, ispirata all'omonimo corto animato del 27 maggio 1933, e che servì all'editore come trampolino di lancio per avvicinarsi ai diritti del personaggio principale della scuderia Disney.
In quegli stessi anni, però, le iniziative con Topolino protagonista erano molte: soprattutto gli editori Frassinelli di Torino e Salani di Firenze dedicarono alcuni volumi al famoso personaggio dalle orecchie tonde: in particolare quest'ultimo vara la versione italiana, in cinque volumi, della raccolta Big Little Books. Ogni volume, di circa 300 pagine, raccoglie dei racconti che alternano alle pagine di solo testo delle pagine di sole illustrazioni tratte dai fumetti.
La crisi sotto la guerra
Il rapporto tra Walt Disney e Arnoldo Mondadori è molto stretto (durerà oltre trent'anni), improntato sulla fiducia e il rispetto reciproco, e soprattutto è molto proficuo per entrambi. Con l'avvento del fascismo, però, iniziano i primi problemi. Dal 1938, infatti, il Min.Cul.Pop. (Ministero della Cultura Popolare) impone alla stampa una serie di dure restrizioni, prima fra tutte quella di non editare più i protagonisti del fumetto popolare americano. Il solo Topolino è risparmiato, e così il suo logo e il suo personaggio possono continuare ad esistere nelle edicole italiane, ma in piena seconda guerra mondiale, a partire dal n. 476 del 27 gennaio 1942, anche il settimanale è costretto a cedere alle restrizioni.
Lo sostituisce Tuffolino, un ragazzetto dalle medesime caratteristiche fisiche, disegnato dal grande illustratore Pierlorenzo De Vita. La crisi, e la momentanea sostituzione, però, non evita la sospensione della testata, che avviene con il n. 564 del 21 dicembre 1943, per poi riprendere a guerra conclusa il 15 dicembre 1945.
Topolino libretto
La storia e la fortuna della testata, che ha ormai superato i 2500 numeri, non è da ascriversi al formato giornale, che ha il merito di averlo fatto conoscere e diffondere nel nostro paese i personaggi Disney, ma al formato libretto, più maneggevole del primo e, all'inizio, accolto con scarso entusiasmo.
Alla fine degli anni Quaranta, infatti, i giornali a fumetti che pubblicavano storie a puntate di non più di due tavole ad episodio erano irrimediabilmente in crisi, e così lo stesso Topolino, le cui vendite erano di gran lunga calate rispetto al periodo d'oro. Mondadori, però, non poteva rinunciare alla rivista da edicola per non perdere i ricchi diritti delle pubblicazioni da libreria, così decise un doloroso ma necessario cambio di formato e periodicità.
A quel tempo, infatti, l'editore dava alle stampe la Selezione dal Reader's Digest (ottobre 1948), e utilizzava appositamente una nuovissima e costosissima macchina, che restava inutilizzata nei lunghi periodi di attesa tra un numero e l'altro. Inevitabile, quindi, l'idea di utilizzare la macchina anche per produrre il nuovo Topolino, che ne ricalcherà, così, il formato (12,5 × 18 centimetri) e tutti i successivi cambiamenti (aumenti di pochi centimetri nelle dimensioni, il passaggio dalla spillatura alla brossura, cambi nel tipo di carta impiegata).
L'aprile 1949 è così un nuovo, importante punto di inizio: ampiamente pubblicizzato sugli ultimi due numeri del giornale, il 737 e il 738, tornava nelle edicole, con un nuovo numero 1, Topolino, questa volta un mensile di 100 pagine di storie esclusivamente disneyane, al prezzo di 60 lire, anziché le 15 del precedente settimanale.
La formula, però, quando venne annunciata, fece storcere il naso ai vecchi appassionati, e anche all'allora direttore, Mario Gentilini, che però realizzò un bellissimo numero primo. Il sommario d'esordio del libretto, infatti, conteneva l'ultima puntata di Topolino e il cobra bianco, di Guido Martina e Angelo Bioletto; quindi Eta Beta l'uomo del 2000, la storia di esordio di Eta Beta, scritta da Bill Walsh per i disegni di Floyd Gottfredson; quindi ben tre storie di Carl Barks: Paperino milionario al verde, con il cugino Bambo (uno dei primi nomi italiani di Gladstone Gander prima del definitivo Gastone), Pluto salva la nave, realizzata con Nick George e Jack Hanna, e la fondamentale Paperino e il segreto del vecchio castello, ovvero la seconda apparizione barksiana di Paperon de Paperoni, che risulta ancora vagamente tratteggiato.
Il sommario viene poi completato da Le storie dello zio Remo - Coniglietto e l'arcobaleno d'oro, di George Stallings e Dick Moores, con protagonisti i personaggi animati del film I racconti dello zio Tom; Buci e le pulizie di primavera, di Don Gunn, con protagonista la coccinella Buci (Bucky Bug), che aveva esordito anche sul primo numero del Topolino giornale; Il piccolo Lupo Mannaro e Capuccetto Rosso, di Carl Buettner, dove il protagonista (ovvero il piccolo Lupo Mannaro) altri non è che Lupetto, il figlio di Ezechiele Lupo, l'avversario dei Tre Porcellini nell'omonimo cartoon; tutta una serie di rubriche, scritte principalmente da Guido Martina, a quel tempo, in pratica, unico sceneggiatore Disney a lavorare per Mondadori.
Infine la copertina: l'immagine di apertura era un Topolino in alta uniforme tratto dal Walt Disney's Comics and Stories del giugno 1941, presumibilmente in cima alla parata dei personaggi Disney al gran completo, con Minni in quarta di copertina, tratta, questa volta, da Four Color Comics e opera di Ken Hultgren; in alto a sinistra, poi, sotto l'indicazione del mese e dell'anno, c'era la dicitura Vol. I. All'inizio della sua avventura, infatti, il libretto era pensato come una raccolta di sei numeri, chiamati fascicoli, e con numerazione delle pagine continua da un numero ad un altro, realizzando, così, alla fine di un semestre, una sorta di volume disneyano.
Storie italiane
Il Topolino libretto si caratterizza, come già dal suo esordio, per presentare un sommario ricco di storie d'oltreoceano di maestri come Gottfredson e Barks, ma anche per la realizzazione di storie completamente concepite e realizzate nel nostro paese. Prima di queste, però, iniziano le copertine italiane, con Ambrogio Vergani, Michele Rubino e lo stessi Mario Gentilini, direttore della testata. Subito dopo iniziano le storie italiane, con una delle Grandi Parodie Disney: sul n. 7, infatti, per i testi di Martina e i disegni di Bioletto, inizia L'Inferno di Topolino, in cui viene fatto interpretare ai personaggi Disney l'Inferno dantesco.
Martina e Bioletto, comunque, sono solo gli apripista di una scuola che vedrà nelle sue fila artisti del calibro di Ennio Missaglia, Abramo Barosso, Luciano Bottaro, Romano Scarpa, e molti altri, e che porterà l'Italia a produrre il 75% delle storie Disney del mondo.
Nella lunga storia editoriale della testata si potranno trovare diversi modelli stilistici. Da quello di Martina, seguito da Missaglia, Barosso, Dalmasso, caratterizzato da dialoghi crudi, atmosfere da noir, a quello di Chendi, che pur riprendendo in parte lo spietato Paperone martiniano e il suo sfaticato Paperino, inizia a fare un'opera più di approfondimento, molto simile a quanto stava facendo già da alcuni anni Barks, inserendo, più spesso di Martina, delle situazioni comiche e leggere nelle sue storie. Oggi si assiste più spesso ad una svolta tendente al comico, ma le radici di quelle epiche avventure sono spesso riprese da artisti come Rudy Salvagnini, Giorgio Pezzin, Carlo Panaro, Fabio Michelini (uno dei pochi a fondere perfettamente la scuola italiana di Martina, con gli elementi classici delle storie di Barks), cui si aggiunge l'esperto Rodolfo Cimino, che ha interpretato in maniera originale e personale le grandi epopee avventurose barksiane.
Graficamente i grandi maestri sono stati Giovan Battista Carpi, che ha influenzato una gran mole di giovani artisti, Luciano Bottaro, che ha fuso nel suo personalissimo stile gli insegnamenti di Gottfredson, Braks e Biletto, Romano Scarpa, che grazie anche al suo doppio ruolo di scrittore e disegnatore ha dato un po' di respiro allo stressatissimo Martina, per arrivare ai più giovani Giorgio Cavazzano, che ha anche avuto l'onore di disegnare la copertina del n. 2000, e Massimo De Vita, figlio di Perlorenzo che, alcuni decenni prima, aveva disegnato il Tuffolino del periodo bellico: tutti insieme questi artisti hanno creato una scuola che ha influenzato giovani leve come Alessandro e Lorenzo Pastrovicchio, Giorgio Di Vita, Alessandro Barbucci, Fabio Celoni, Carlo Gentina, Gianfranco Cordara, Alberto Savini, Casty, che oggi lavorano fianco a fianco di alcuni di questi maestri e contribuiscono a realizzare uno dei più longevi settimanali italiani.
L'era Disney Italia e le altre pubblicazioni storiche
Con Topolino n. 1702 del 1988 la Disney subentra direttamente alla Mondadori con la sua divisione locale Disney Italia. Mantenendo lo stesso staff, allora diretto da Gaudenzio Capelli, prosegue, così, la tradizione italiana rinforzando un già folto parco testate.
L'Italia, infatti, ha sempre presentato un gran numero di pubblicazioni dedicate al mondo Disney. Si va dalla Collana Carosello (1957) a Gli albi tascabili di Topolino (1948) o a collane da collezionisti come Le grandi storie (1966) ed Il Topolino d'oro (1970), realizzate da editori specializzati come ANAF, Comic Art, Traverso, IF Edizioni.
Non si possono non dimenticare, poi, Nel Regno di Topolino (1935), o gli illustri Albi d'Oro, che più tardi diverranno gli Almanacco Topolino, e i simili Albi della Rosa (che più tardi diverranno Gli Albi di Topolino) e che hanno fatto da base per le successive riviste non-Disney Albi del Falco, con le storie di Superman, Batman, Hawkman (il Falco del titolo) e degli altri supereroi DC Comics, e Albi di Pecos Bill.
Non dimentichiamo, infine, la serie dei Classici di Walt Disney, con le ristampe delle storie classiche, generalmente in origine albi monotematici con tavole di raccordo tra una storia e l'altra, e la gemella Grandi Classici Disney.
Gaudenzio Capelli firma come ultimo numero Topolino n° 2000 e lascia, nel 1994, la direzione del giornale a Paolo Cavaglione che rimarrà in carica sino al novembre 1999.
Collegamenti esterni e bibliografia
Oltre al sito ufficiale ([http://www.topolino.it/ Topolino.it]), si può fare riferimento anche a [http://www.papersera.net/ Il Papersera].
Per le copertine dei vari numeri di Topolino, si può consultare [http://covers.outducks.org/pag_it/tl_0001.html Covers extravaganza - Disney Covers: Italy - Topolino libretto], ospitato da [http://eega.net/magic/pocket.html Eega Beeva's Magic Pocket], oltre all'apposita sezione de [http://www.papersera.net/galleria/copertine.php/ Il Papersera].
Topolino
Zio Paperone
Zio Paperone - Nel marzo del 1952 usciva negli USA il 386 di Four Color Comics, in pratica il primo numero di Uncle Scrooge, che solo con la sua quarta uscita (dicembre 1953) sarebbe divenuta una collana indipendente, con periodicità trimestrale.
Dopo questa prima, leggendaria testata, un po' in tutto il mondo, iniziando dalla Francia, fino al Brasile e alla Germania, sorsero riviste dedicate a Paperon de Paperoni. L'Italia, però, pur essendo stata la prima ad accreditare a Barks le sue storie, solo nel Dicembre del 1987 varò Zio Paperone, il mensile che a tutt'oggi pubblica le storie più prestigiose del panorama estero (e non solo) dedicate al papero più ricco del mondo e alla sua famiglia.
La serie Mondadori
La storia della testata è abbastanza semplice: nata in seguto alla Carl Barks Library della Another Rainbow, la prima fase della rivista dura quattordici numeri più tre numeri dello Speciale Paperino, tutti attualmente introvabili, per poi interrompersi per due anni, in seguito alla rottura del contratto tra Mondadori e la Disney. Quando, due anni dopo, nel Dicembre del 1990, la Disney Italia decise di riprendere il progetto, lo fece ripartendo proprio dal n. 15, proprio come succede negli Stati Uniti quando una rivista passa da un editore ad un altro (ad esempio il recente passaggio dei periodici Disney dalla Gladstone alla Gemstone).
La grafica della copertina, però, cambia. Viene inizialmente aggiunta una striscia in basso con la dicitura Speciale collezionisti, assente dal n. 21 in poi, mentre nella parte superiore il logo, prima molto simile a quello di Topolino, è una scritta realizzata con dei lingotti d'oro, con a destra rispetto al lettore che guarda l'immagine di un Paperone grintoso che batte un pugno sul tavolo, opera del Maestro Giovan Battista Carpi. La copertina è generalmente di Barks, salvo un paio di eccezioni di Strobl e Buettner, mentre dal numero 27 il copertinista ufficiale diventa Franco Bruna che, salvo rari casi, realizzerà tutte le copertine fino al n. 69, per un totale di ventinove copertine.
La serie bianca: Barks e i suoi eredi
Col numero 70 inizia l'attuale serie, meglio nota come serie bianca.
Perso il Paperone in alto, il logo ora è posto al centro, sopra l'illustrazione, su sfondo bianco, opera del cartoonist disneyano Marco Rota, che realizza anche l'illustrazione posta in quarta di copertina.
Altra importante caratteristica della serie bianca è quella di iniziare a pubblicare con regolarità anche storie di altri autori diversi da Barks. L'esigenza è ovviamente doppia: da un lato si stanno concludendo le storie del Maestro dell'Oregon, dall'altro ci sono molte belle storie di artisti che a lui si ispirano, iniziando proprio da Don Rosa, autore de "La Saga di Paperon de Paperoni" (The Life and Times of $crooge McDuck), che inizia proprio con il n. 70 e dura per 12 mesi, successivamente raccolta in un volume cartonato nel novembre 1997, distribuito allExpocartoon di Roma e nel solo circuito delle fumetterie. La storia avrà anche una edizione economica brossurata da edicola pochi mesi dopo.
La rivista oggi pubblica, oltre ai già citati Rosa e Rota, anche storie di illustri e abili eredi come Daan Jippes, Fred Milton, Vicar, Branca, ma anche di artisti che, contemporaneamente allUomo dei Paperi, hanno lavorato con Paperino e compagnia, come Jack Bradbury (col quale viene inaugurata, sul numero 112, una serie di articoli critici, che prosegue tutt'ora, utili ad illustrare la vita e l'opera dell'artista di turno), Strobl, Scarpa, Murry, Fallberg.
Collegamenti esterni
Sulla rivista è, ovviamente, molto difficile trovare delle ottime risorse in rete. Il primo punto di partenza è, ovviamente, l'I.N.D.U.C.K.S. con la [http://coa.inducks.org/coa/c1/magazine.php/5/it/ZP scheda della rivista], quindi le copertine della rivista stessa che possono essere trovate sia su [http://www.eega.net/magic/pocket.html Eega Beeva's Magic Pocket], sia sull'italiano [http://xoomer.virgilio.it/disneyitalia/ Copertine Fumetti Disney in Italia].
Zio Paperone
I Maestri DisneyEdita da Disney Italia, I Maestri Disney fa il suo esordio come bimestrale il 25 febbraio 1997. Dal formato simile a quello di Zio Paperone, presentava un totale di 132 pagine, copertine incluse. Oggi, con la serie I Maestri Disney serie Oro ha una edizione quadrimestrale, con una foliazione aumentata a 196 pagine.
Questa rivista dedicata ai collezionisti e agli appassionati, curata da una redazione apposita, composta principalemente da Lidia Cannatella e dai filologi Alberto Beccattini e Luca Boschi, che ne curano la maggior parte dei redazionali, presenta, alternandoli, numeri monografici dedicati a vari maestri, italiani e non, della scuola disneyana.
Il primo numero, dedicato a Giovan Battista Carpi, presentava tre storie del maestro genovese (Topolino e l'incantesimo di Fonte Argento, Paperino fornaretto di Venezia, Zio Paperone e i cavalli motore), la biografia, un'intervista e la prima parte della cronologia dell'autore. Ogni numero successivo fu poi strutturato nel medesimo modo, sostituendo le informazioni biografiche con vari articoli critico/storici sullo stile e sulle storie a fumetti presentate.
I maestri Disney che si sono fino ad ora alternati sui vari volumi sono:
- Luciano Bottaro
- Giovan Battista Carpi
- Giorgio Cavazzano
- Massimo De Vita
- Pierlorenzo De Vita
- Floyd Gottfredson
- Guido Martina
- Paul Murry
- Marco Rota
- Romano Scarpa
Collegamenti esterni
- [http://coa.inducks.org/coa/c1/magazine.php/5/it/MD I.N.D.U.C.K.S. - I Maestri Disney]
- [http://www.eega.net/magic/pocket.html Eega Beeva's Magic Pocket]
I Maestri Disney
Mega 3000L'Almanacco Topolino iniziò le sue pubblicazioni nel 1957 come spin-off degli Albi d'Oro, una rivista che proponeva, alternativamente, storie tratte dall'universo Disney e storie non-Disney.
Nei primi anni Trenta la testata Almanacco di Topolino venne utilizzata per albi speciali, stagionali o annuali come nella moda statunitense. Dall'Ottobre del 1956 l'intestazione ha affiancato e di fatto sostituito la serie degli Albi d'Oro, divenuto semplicemente una piccola dicitura in un quadratino in alto a sinistra.
Sull'Almanacco venivano preferibilmente pubblicati fumetti stranieri, principalmente a causa del suo formato più ampio che consentiva di pubblicare le storie tipicamente a quattro strisce dell'estero senza rimontarle o ridurle in dimensioni. Alcuni anni più tardi, nel Gennaio del 1970, venne adottata una nuova numerazione, partendo dal 157, ovvero contando i numeri usciti dal Gennaio 1957 in poi, che diventa così il primo numero ufficiale della serie.
Dal Gennaio 1985 la rivista ha assunto un formato ridotto e ha cambiato il suo nome in Mega Almanacco e successivamente in Mega 2000 e in Mega 3000 (dal 2000). Nel corso degli anni Novanta ha iniziato a presentare al pubblico anche storie danesi e brasiliane, oltre a quelle statunitensi e olandesi.
Riassumendo, la rivista ha avuto queste testate:
- Albi d'Oro: inizia come settimanale, presentando anche storie non-Disney, quindi diventa mensile con storie solo Disney fino al Dicembre 1956;
- Almanacco Topolino: dal Gennaio 1957 fino al Dicembre 1971;
- Mega Almanacco: partito con il numero 337, nel Gennaio 1985
- Mega 2000: partito dal numero 424, nell'Aprile del 1992;
- Mega 3000: partito nel 2000.
Tutte queste serie sono da considerarsi un'unica collana proprio a causa della numerazione continua.
L'Almanacco Topolino, comunque è stato ripreso nel corso dell'Aprile 1999 come bimestrale: presentava le ristampe delle più illustri storie mai pubblicate sulla prima serie. Si è conclusa con il numero 6 del Giugno 2000.
Oggi, comunque, buona parte delle storie classiche apparse sulla prima serie della rivista sono ristampate sulla testata Le Imperdibili, che si avvale delle copertine di Marco Rota.
Almanacco Topolino
Mickey Mouse Mystery MagazineMickey Mouse Mystery Magazine, anche conosciuto con il nome di MM, è un fumetto a cadenza bimestrale ideato dallo sceneggiatore Tito Faraci e pubblicato da The Walt Disney Company Italia tra il Maggio del 1999 ed il Marzo del 2001. In tutto sono usciti 12 numeri di questa testata (dal numero 0 al numero 11), tutti nel formato classico dei fumetti americani.
I dodici numeri della serie compongono una sola storia suddivisa in vari episodi, ambientata nella strana città di Anderville, dove Topolino si reca dopo essere stato chiamato dalla polizia locale. La polizia sostiene che lui era socio di una fantomatica società investigativa diretta da Sonny Mitchell, ex compagno di università a di Topolino a Topolinia, ora scomparso. Anche nella suggestiva Anderville Topolino si troverà implicato in indagini e misteri, e dovrà anche lottare per dimostrare la sua innocenza nei riguardi della scomparsa del suo amico.
Volumi Pubblicati
- MM Numero 0 - Maggio 1999: ANDERVILLE
- MM Numero 1 - Luglio 1999: THE LINK
- MM Numero 2 - Settembre 1999: ESTRELITA
- MM Numero 3 - Novembre 1999: LOST & FOUND
- MM Numero 4 - Gennaio 2000: MOUSETRAP
- MM Numero 5 - Marzo 2000: FIRESTORM
- MM Numero 6 - Maggio 2000: CALYPSO
- MM Numero 7 - Luglio 2000: BLACK MASK
- MM Numero 8 - Settembre 2000: VICTORIA
- MM Numero 9 - Novembre 2000: RUN RUN RUN
- MM Numero 10 - Gennaio 2001: THE DARK SIDE
- MM Numero 11 - Marzo 2001: SMALL WORLD
Topolinia
Categoria:Banda_Disney
Monster AllergyLa storia è ormai nota: quando nel 1996 Disney Italia lanciò un nuovo albo, PKNA, con un formato insolito per gli albi Disney (se si escludono lAlbo d'Oro e i suoi eredi e la rivista per collezionisti Zio Paperone), probabilmente in pochi avrebbero scommesso sul successo di questo formato, che convinse la divisione milanese della Disney a lanciare nuovi progetti, quasi tutti con personaggi umani piuttosto che i tipici personaggi antropomorfi lanciati da Walt Disney all'inizio degli anni Trenta.
Monster Allergy (primo numero del Settembre 2003) è, quindi, la seconda di queste serie (la terza, se si conta anche la miniserie Atlantis) e la prima a portare il marchio Buena Vista Comics. Ideata da Barbucci e Centomo (la coppia di Sky Doll), con Artibani e Canepa, la serie racconta le avventure di Elena Patata, da poco trasferita con la sua famiglia ad Oldmill Village, insieme con Ezechiele Zick, detto semplicemente Zick, orfano di padre e affetto da tutta una serie di allergie, la più singolare delle quali è quella ai mostri.
E proprio nelle loro caccie ai mostri che i due ragazzini si andranno a ficcare in terribili pericoli, affrontando nemici letali, con la solita incoscenza giovanile e l'insaziabile curiosità che anima la loro giovane età.
La struttura dell'albo
Prima di addentrarsi nei dettagli della storia, diamo uno sguardo alla struttura portante dell'albo. Ogni numero si apre con un sommario, nel quale c'è una brevissima trama sulle storie presentate, quindi un ampio apparato redazionale, realizzato direttamente dai mostri e che ha come intento principale quello di attirare il pubblico più giovane. Ogni numero presenta una storia lunga, generalmente di 44 pagine, e una o due autoconclusive (storie di una pagina). Nei primi 6 numeri, però, veniva affiancata alla storia principale una serie secondaria, disegnata con uno stile molto più disneyano: Un Bombak a Bibbur-Si. Dal numero 7, invece, aumenta lo spazio redazionale con Il Manuale del Domatore di Mostri, inserito al centro dell'albo. In seguito, dal numero 16, al suo posto vi è stato messo il "Manuale del Rifugiatore di Mostri", che terminava con l'Astromostro, fino al numero 21, che conteneva il "Manuale di Bombo", sempre a terminare con l'Astromostro. Vi è da notare che dal numero 8 vi sono stati inseriti uno o due corti lunghi una pagina che non sono inerenti alla trama.
Lo stile
Barbucci, già da alcuni anni, iniziando la sua collaborazione con questi progetti sperimentali di Disney Italia, aveva iniziato ad evolvere il suo stile avvicinandosi, come molti cartoonist americani, alla lezione dei mangaka. Sia in PKNA (vedi, ad esempio, Carpe Diem, il 14.mo della serie), e ancor più sulle pagine di W.I.T.C.H. uno dei più originali disney italiani svillupa uno stile che decisamente farà scuola.
Dopo aver ben disegnato il primo numero, passa poi dall'altro lato della barricata, supervisionando i disegni degli altri collaboratori alla serie: il secondo numero viene affidato a Giovanni Rigano, che, oltre ad Alessio Coppola, riuscirà ad interpretare in maniera più originale degli altri i disegni della serie. Infatti gli altri disegnatori sembrano uniformarsi diligentemente non solo alla lezione di Barbucci, ma soprattutto uno con l'altro: in elletti solo Rigano dimostra di essere all'altezza, se non superiore, a Barbucci, mentre Coppola farà valere l'esperienza accumulata sulle pagine di X-Mickey.
Per quel che riguarda le storie, scritte per la maggior parte da Artibani su soggetto della Centomo, risultano avvincenti e al tempo stesso divertenti, con dialoghi brillanti e di facile lettura. Notevole, tra le storie di questo bravo sceneggiatore, è poi Il ritorno di Zob (n.9 del Giugno 2004), in cui mentre da un lato Zick ed Elena cercano di risolvere il doppio mistero di un terribile mostro che si aggira per le strade della città e di un crescente nervosismo tra gli abitanti, i due ragazzi organizzano, anche, un divertente spettacolo, che è poi un omaggio ai fumetti dei supereroi. Nel corso della storia, che è anche un'originale rielaborazione del mito del lupo mannaro, Francesco Nardo reinterpeterà i costumi di personaggi come Robin, Flash, l'Uomo Ragno 2099, il Thor Marvel, il Punitore.
Alla serie, collaborano anche altri sceneggiatori: direttamente dalla Bonelli Luca Enoch e Lorenzo Bartoli con un numero ciascuno, mentre il maggior aiuto ad Artibani (che è anche il supervisore dei testi) è venuto dal disneyano Bruno Enna, che ha anche realizzato uno dei numeri più belli e commoventi della serie (L'anguana di Er, n.11 dell'Agosto 2004, disegni di Paolo Campinoti).
La storia
La storia è abbastanza semplice: Zick, un ragazzino chiuso e timido che soffre di un imprecisato numero di allergie, che spesso usa per tenere lontani i suoi coetanei, stringe una forte amicizia con Elena Patata, appena arrivata in città.
A questo punto la narrazione procede su due piani differenti, che però sono destinati più volte ad intrecciarsi. Da un lato il rapporto con Elena si rafforza, non senza apportare giovamenti anche al rapporto di Zick con gli altri ragazzi, soprattutto con David McMackamack ed Annie Van Mousse, che diventano due grandi amici della coppia di protagonisti. Dall'altro c'è la lotta di Zick, aiutato sempre da Elena, contro i mostri malvagi che, allontanati da Bibbur-Si, la città sopra la città, cercano di conquistare il mondo degli umani e da qui tornare da conquistatori anche in quello dei mostri.
Proprio grazie a queste sfide (la prima delle quali contro Magnacat) Zick scopre di essere un domatore di mostri, ovvero un raro individuo in possesso di particolari poteri, primo dei quali quello di vedere i mostri, che gli consentono di controllare i mostri ed assoggettarli al suo volere. Anche il padre, Zobedja Zick, detto Zob, è stato un domatore, ma durante una sfida oltre la sua portata è stato ridotto alle dimensioni di un insetto. E proprio nel tentativo di riportare Zob alle sue normali dimensioni, Zick ed Elena scoprono che, in realtà, la zia Ermelia Vermeer è in realtà un'anguana, ovvero una strega commerciante che ha scelto di sua sponte tale strada pur di vivere per secoli.
Zick
Il piccolo Zick vive con la madre, Greta Barrymore, in un'oasi di detenzione per mostri, dove vengono confinati quei mostri che, per un motivo o per un altro, hanno creato problemi a Bibbur-Si. Il controllore di questa oasi, detto tutore, è Timothy-Moth, che assunte le sembianze di un gatto, assiste Zick ed inizia ad avviarlo verso la strada del domatore. A causa, però, del suo permissivismo, verrà sostituito da Jeremy-Joth, molto più severo nei confronti del piccolo domatore e dei mostri dell'oasi, mentre Timothy v | | |