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Ducato di Spoleto
Antico Stato dell'Italia centrale, il Ducato di Spoleto (570-1198) comprendeva inizialmente parti delle odierne regioni Abruzzo, Lazio, Marche, Molise ed Umbria. In epoca successiva, con lo stesso nome ma in un ambito territoriale minore, venne annesso allo Stato Pontificio divenendo una sua provincia.
Istituzione
Venne costituito dai Longobardi nell'anno 570 e Faroaldo I (570-592) fu il primo duca di Spoleto, città che divenne capitale dello Stato.
Limiti
Al momento della sua costituzione confinava ad est col Mar Adriatico, a sud col Ducato di Benevento anch'esso longobardo e per il resto con l'Esarcato d'Italia, governato dai Bizantini.
Voci correlate
- card. Egidio Albornoz
- Gastaldato
- Longobardi
- papa Innocenzo III
- Spoleto
- Stati italiani preunitari
Spoleto, Ducato di
categoria:Longobardi
categoria:Province pontificie
Stato
Nella legge e nelle relazioni internazionali, uno stato è un'entità politicamente dotata di sovranità, cioè non soggetta a nessun'altra autorità politica.
Lo stato può essere definito come l'ente sociale che si forma quando, su un territorio determinato, un popolo si organizza giuridicamente e si sottopone ad una autorità centrale.
La definizione di stato col significato di ulteriore suddivisione politica di una confederazione di stati, è in relazione al possesso di particolari poteri indipendenti dal governo federale. Spesso questi stati esistevano prima della creazione di un statuto federale.
Concezione cristiana dello Stato
Per la Dottrina sociale cristiana, lasciati ai cittadini la responsabilità ed il compito di determinare, a seconda delle mutevoli esigenze, l'organizzazione politica, tecnica ed istituzionale dello Stato, questo deve rispondere, sempre e comunque, ad alcuni requisiti:
# favorire la convivenza civile
# garantire la giustizia
#perseguire il bene comunie, dell'intera comunità e non di un gruppo a detrimento delle legittime esigenze degli altri
# garantire ed assicurare le giuste libertà individuali e sociali
# rispettare la libertà religiosa ed i diritti della Chiesa.
Oggi lo Stato che maggiormente si avvicina al concetto ideale di Stato della dottrina sociale cristiana è senza dubbio lo Stato democratico.
Concezione comunista dello Stato
Per la teoria marx-leninista lo Stato è destinato a scomparire, anche se non si sa quando. Intanto, lo Stato è un'organizzazione che non tanto degenera garantendo i privilegi di pochi, quanto che non può mai, per la sua natura, perseguire il bene comune.
Lo Stato, cioé, é per il comunismo, sempre classista e si fonda, per sua natura, sulla costrizione e la violenza.
Diceva Lenin: Lo Stato é il prodotto e la manifestazione dell'antagonismo inconciliabile delle classi...
Per Engels, inoltre: Lo Stato è, per principio, lo Stato della classe più potente, della classe economicamente e politicamente dominante...
Da ciò deriva, secondo il comunismo, la inevitabilità di annientare e conquistare lo Stato borghese con la violenza (sempre Lenin affermava: Lo Stato borghese non muore, ma è annientato dal proletariato nel corso della rivoluzione...) e la necessità della dittatura del proletariato e di uno Stato ancora più forte per annientare la borghesia (...tra la Società capitalistica e la Società comunista, si pone il periodo rivoluzionario di trasformazione dalla prima nella seconda, cui corrisponde un periodo di transizione nel quale lo Stato non potrebbe essere altro se non la dittatura rivoluzionaria del proletariato di Karl Marx).
Circa la natura del nuovo stato proletario, ecco cosa ha scritto Lenin: ...esso sarà al tempo stesso democratico e dittatoriale; è, anzi, lo Stato più tirannico che la storia abbia conosciuto.
Quesa concezione spiega, al di là dei crimini commessi, quanto è accaduto nei paesi del comunismo reale per buona parte del XX secolo.
Voci correlate
- Nazione
- Paese
- Potere centrale
- Stati del mondo
- Governo
- Forme di stato e forme di governo (Approfondimento di Diritto Costituzionale)
- Stato federale
Categoria:Diritto costituzionale
ja:国家
simple:State
th:รัฐ
Italia centrale
L'Italia centrale è quella parte del territorio italiano che comprende le regioni Toscana, Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo (talvolta anche la Sardegna). L'Abruzzo e la Sardegna, però, sono considerate regioni meridionali dai principali istituti di statistica (ISTAT ed EUROSTAT).
È attraversata dagli Appennini centrali ed è bagnata ad est dal Mare Adriatico e ad ovest dal Mar Tirreno. I principali fiumi di questa porzione di territorio sono l'Arno ed il Tevere.
Voci Correlate
- Mezzogiorno
Categoria:Italia
570
Eventi
Nati
Intorno a questa data nasce a Mecca Muhàmmad ibn ‘Abd Allah, conosciuto in età medievale col nome di Maometto.
Morti
070
ko:570년
nb:570
Regioni d'Italia
L'Italia è suddivisa in 20 regioni, le quali sono qui raggruppate per grandi zone geografiche (tra parentesi il capoluogo di regione):
- Italia nord-occidentale
- Valle d'Aosta (Aosta)
- Piemonte (Torino)
- Lombardia (Milano)
- Liguria (Genova)
- Italia nord-orientale
- Trentino-Alto Adige (Trento)
- Veneto (Venezia)
- Friuli-Venezia Giulia (Trieste)
- Emilia-Romagna (Bologna)
- Italia centrale
- Toscana (Firenze)
- Umbria (Perugia)
- Marche (Ancona)
- Lazio (Roma)
- Abruzzo (L'Aquila)
- Molise (Campobasso)
- Italia meridionale
- Campania (Napoli)
- Puglia (Bari)
- Basilicata (Potenza)
- Calabria (Catanzaro)
- Italia insulare
- Sicilia (Palermo)
- Sardegna (Cagliari)
Regioni in dati
Di seguito una tabella contenente i dati di popolazione, superficie e densità abitativa, capoluogo, numero di comuni e province appartenenti alle 20 regioni italiane. Gli enti sono ordinati per popolazione.
- Province istituite e in corso di attivazione.
- Dati ISTAT - Censimento Generale della Popolazione Italiana (anno 2001)
Sigle
Voci correlate
- Costituzione della Repubblica italiana/Art.114 e Art.131
- Elenco dei Presidenti delle Regioni Italiane
- Regione autonoma a statuto speciale
- Lista delle province italiane
- Comuni d'Italia
- Province
- Regioni
Categoria:Liste
ja:イタリアの地方行政区画
ko:이탈리아의 행정 구역
simple:Regions of Italy
Abruzzo
L'Abruzzo è una regione dell'Italia, di 1,3 milioni di abitanti, con capoluogo L'Aquila. Confina a nord con le Marche, a ovest con il Lazio, a sud col Molise ed a est col mare Adriatico.
L'Abruzzo occupa una superficie di 10798 Kmq, la popolazione al dicembre 2003 era di 1.279.000 abitanti (previsioni al 2004 di 1.286.000 ab.). È divisa in quattro provincie: L'Aquila, Pescara, Chieti e Teramo.
Geografia
Regione prevalentemente montuosa, è costituita per il 64% da montagne e per il restante 36% da colline. La pianura è costituita da una stretta fascia costiera che segue il litorale. La regione presenta le più alte vette dell'Appennino, con il Gran Sasso d'Italia alto 2914 m e il massiccio della Majella di 2791 m. I Fiumi principali sono l'Aterno-Pescara , il Sangro, il Tronto, il Trigno, il Tordino, il Vomano e l'alto corso del Liri che si getta nel Mar Tirreno.
Natura
Dal punto di vista naturalistico presenta specie rare di flora e fauna, come ad esempio l'orso bruno marsicano, il lupo appenninico e il camoscio d'Abruzzo.
Sul territorio abruzzese sono presenti i seguenti parchi:
- Parco Nazionale d'Abruzzo
- Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
- Parco Nazionale della Majella
- Parco Regionale Sirente Velino
- Zona Umida del Lago di Barrea (fa parte del Parco Nazionale d'Abruzzo)
Principali comuni
I principali comuni della regione, oltre ai 4 capoluoghi di provincia, sono: Sulmona, Avezzano, Lanciano, Montesilvano, Celano, Vasto, Giulianova, Roseto, Castel di Sangro e, più piccoli ma importanti per il turismo, vi sono Roccaraso, sede della Coppa Europa di sci alpino nell'anno 2005 e ambita meta per il turismo invernale sciistico, e Pescasseroli, capoluogo del Parco Nazionale d'Abruzzo.
Amministrazioni
L'Abruzzo è dal 1964 una regione italiana singola; precedentemente era insieme al Molise, nella regione Abruzzo-Molise.
- Comuni della provincia dell'Aquila (108)
- Comuni della provincia di Chieti (104)
- Comuni della provincia di Pescara (46)
- Comuni della provincia di Teramo (47)
Voci correlate
- Elenco dei Presidenti dell'Abruzzo
- Abruzzesi celebri
- [http://maps.google.com/maps?q=Pescara,+Italy&ll=42.297627,13.982849&spn=0.870409,1.925629&t=h&hl=en Abruzzo dal satellite]
- [http://www.olografix.org/stefano Abruzzo Home Page: Percorsi in Abruzzo]
Categoria:Regione Abruzzo
ja:アブルッツォ州
ko:아브루초 주
Marche
Le Marche sono una regione italiana dell'Italia Centrale di 1,4 milioni di abitanti, con capoluogo Ancona. Confinano con l'Emilia-Romagna, la Toscana, l'Umbria, l'Abruzzo, il Lazio, ed il Mar Adriatico.
Geografia
Le Marche, regione del centro Italia, si colloca sul versante medio Adriatico e occupa 9.692 kilometri quadrati di territorio italiano. Presenta una forma caratteristica di un pentagono irregolare e si sviluppa perlopiu' in verticale da nord a sud.
La sponda del litorale possiede ampie spiagge sabbiose, ad eccezione del Monte Conero, punto piu' alto del versante marittimo. Gli altri due rilievi della costa sono i due colli che delimitano la citta' di Pesaro: il colle San Bartolo e il colle dell'Ardizio.
Man mano ch si procede verso l'interno si delinea la zona collinosa, un'area che si estende per 200 kilometri da nord a sud. La dolcezza e la grazia sono i due aggettivi che denotano la magnificenza di questo paesaggio, che l'occhio umano non puo' certo dimenticare.
Nella zona appenninica non si notano cime elevatissime, il gruppo montuoso piu- elevato e' la pittoresca catena dei Sibillini, in provincia di Ascoli Piceno, di cui il Monte Vettore(2478 m.) padroneggia. Altri monti importanti della regione sono: Monte Nerone (m.1526), Monte Catria (m.1702), Monte Pennino (m.1570), Monte Rotondo (m.2103), Monte Fema (m.1575), Monte Priore (m.2334), Monte Bove(m.2143), Monte Sibilla (m.2175), Monte Vallelunga (m.2221), Monte Porche (m.2335), Monte Argentella (m.2201).
Il clima e' mite con lievi sbalzi di temperatura da stagione a stagione: estati calde, ma rinfrescate dalla benevole brezza marina, inverni con regolari piogge di stagione. Nelle zone montuose estati fresche e inverni freddi con ampia possibilita' di neve.
Economia
L'economia marchigiana e' costituita maggiormente da una fiorente piccola-media industria distribuita equamente in tutto il suo territorio. Tra i settori di spicco possiamo trovare: l'industria delle calzature, in numerosi centri delle province di Macerata e Ascoli, l'industria mobiliera e meccanica pesarese, quelle vitivinicole dei Castelli di Jesi, patria del verdicchio; la grande industria navale di Fano e Ancona e poi quella turistica, ogni anno sempre piu' florida grazie ai tanti centri balneari e artistici, i quali attirano tanti turisti dall'Italia e dall'Europa.
Amministrazioni
- Comuni della provincia di Ancona (49)
- Comuni della provincia di Ascoli Piceno (73)
- Comuni della provincia di Macerata (57)
- Comuni della provincia di Pesaro e Urbino (67)
Voci correlate
- Elenco dei Presidenti delle Marche
Categoria:Regione Marche
ja:マルケ州
Umbria
L'Umbria è una regione dell'Italia centrale di 0,8 milioni di abitanti, con capoluogo Perugia. Confina a nord e a est con le Marche, a ovest e nord-ovest con la Toscana e a sud con il Lazio.
Amministrazioni
- Comuni della provincia di Perugia (59)
- Comuni della provincia di Terni (33)
Stemma
Lo stemma della regione rappresenta i tre ceri di Gubbio.
Voci correlate
- Cascata delle Marmore
- Ducato di Spoleto
- Elenco dei Presidenti dell'Umbria
Collegamenti esterni
- [http://penelope.uchicago.edu/Thayer/I/Gazetteer/Places/Europe/Italy/Umbria/map.html Taccuino dell' Umbria] (in inglese, con alcune parti in italiano)
- [http://www.umbrialive.it Umbrialive.it] Portale d'informazione locale
- [http://www.umbriatravel.com/indexit.asp Umbria]
- [http://www.abcumbria.com ABC Umbria]
Categoria:Regione Umbria
ja:ウンブリア州
Stato PontificioLo Stato Pontificio (detto anche Stato Ecclesiastico o Stato della Chiesa) comprendeva i territori sottoposti al potere temporale dei Papi. Questo termine originariamente si riferiva alle terre che facevano capo al Patrimonio di San Pietro, cioè alla proprietà privata della Chiesa.
Con la controversa Donazione di Costantino, dal 321 alla Chiesa Cattolica Romana di Papa Silvestro I fu permesso di trasmettere la proprietà dei suoi possedimenti, frutto di donazioni. Una delle prime fu il Palazzo del Laterano da parte dell'imperatore Costantino I. Altre donazioni si successero negli anni, fino a trasformare nel VII secolo il papato nel più grande proprietario terriero d'Italia.
Il primato papale assunse connotazioni politiche dopo la caduta dell'impero Romano d'Occidente (476). Durante il medioevo, il papato appoggiò la lotta dell'Impero Bizantino contro i Longobardi, ma si organizzò anche per proteggere la popolazione dei suoi territori creando una propria milizia. Alla fine del Regno Longobardo, la donazione di Sutri (728) da parte del Re Liutprando a favore di Papa Gregorio II costituì il nucleo dello Stato della Chiesa. Con la fine dell'Esarcato nel 751, le minacce dei Longobardi nei confronti di Roma furono neutralizzate con il supporto di Pipino il Breve, che inviò i suoi eserciti in Italia nel 754 e nel 756. Con le donazioni di Pipino, comprendenti Ravenna, Forlì, Rimini e le Marche settentrionali, si costituì un nucleo statale vero e proprio.
I papi erano, di fatto, i sovrani di Roma e dell'area circostante già nel VI secolo DC. Nel 754, tale territorio fu, formalmente ceduto a Papa Stefano II da Pipino il Breve, assieme ai territori riconquistati. Nel 781 Carlo Magno formalizzò i territori soggetti al domino della Chiesa, che includevano il Ducato di Roma, Ravenna, Forlì e il resto della Romagna, la Pentapoli (Marche, parte dell'Umbria, parte del Veneto e parte della Liguria), parte del Ducato di Benevento, la Toscana, la Corsica, la Lombardia ed altre città italiane.
Successive aggiunte territoriali vennero da donazioni, acquisti e conquiste, sino a quando gli Stati Pontifici inclusero quasi tutta l'Italia centrale e parte di quella settentrionale, raggiungendo l'apice dell'espansione intorno al XVII secolo. Nell'anno 800 Papa Leone III incoronò Carlo Magno imperatore del Sacro Romano Impero (Romano perché in parte coincideva con l'antico Impero Romano, Sacro perché cattolico). La Chiesa di Roma, intorno al Mille aveva già elaborato una struttura organizzativa, imperniata sulla figura dei vescovi e degli abati dei monasteri. L'impero cristiano si reggeva sull'equilibrio fra il potere politico dell'imperatore e l'autorità spirituale del papa, ma nel 1075, si scatenò la lotta per le investiture, fra Papa Gregorio VII ed Enrico IV. Il sovrano, infatti, rivendicava il diritto, fino allora riservato al Papa, di nominare i vescovi investendoli di un feudo (nell'877, Carlo il Calvo, con il capitolare di Kiersy aveva riconosciuto l'ereditarietà dei feudi, che quindi sfuggivano al diretto controllo del sovrano, invece i feudi dei vescovi conti, che non potevano riconoscere degli eredi legittimi, alla morte del titolare tornavano all'imperatore che poteva nuovamente disporne).
A partire dall'imperatore Enrico IV e dal Papa Gregorio VII, la lotta per le investiture oppose gli imperatori tedeschi e i papi per più di mezzo secolo e terminò nel 1122, con l'accordo raggiunto tra l'imperatore Enrico V e Papa Callisto II, sancito con il concordato di Worms, che stabilì la distinzione tra l'investitura feudale, conferita dal sovrano, e l'investitura episcopale, conferita dal Papa o da un suo rappresentante. Le crociate, intraprese dal 1095, per liberare la Terrasanta dalla dominazione musulmana portarono ad esiti fallimentari, ma stimolarono il commercio occidentale.
Il controllo del governo papale sul territorio del suo Stato fu a lungo solo nominale: le città più intraprendenti, come quelle della Romagna, si ressero ben presto a Comuni: Forlì, ad esempio, si diede un governo repubblicano già nell'889. Inoltre, anche le lotte tra Guelfi e Ghibellini furono spesso occasione di riaffermare la propria autonomia, se non indipendenza, da Roma: Forlì, appunto, fu a lungo uno dei capisaldi del ghibellinismo italiano, rapportandosi, mutatis mutandis, col governo pontificio come Milano con quello imperiale.
I secoli del Basso Medioevo furono caratterizzati dall'elaborazione di sistemi teologici estremamente dotti e raffinati, che beneficiarono della disponibilità in Occidente, attraverso traduzioni latine eseguite su versioni arabe, delle opere di Aristotele. Tommaso d'Aquino cercò di conciliare la speculazione razionale con i dati della rivelazione biblica per giungere al riconoscimento dell'esistenza di Dio. Fra il 1309 e il 1377, la sede papale fu trasferita ad Avignone ed asservita al re di Francia.
Fra il 1305 e il 1378 la sede papale fu trasferita da Roma ad Avignone dal Papa di origine francese Clemente V. Durante il papato di Clemente VI (1342-1352) si verificò a Roma il tentativo rivoluzionario di Cola di Rienzo, un popolano il quale, contro i nobili che spadroneggiavano in assenza del Papa, riuscì, nel 1347, a farsi proclamare tribuno del popolo. Dopo uno scontro con la nobiltà romana, fu costretto a fuggire a Praga dove cercò l'appoggio dell'imperatore, ma fu arrestato e consegnato al Papa. Innocenzo VI (1352–1362) pensò di avvalersi dell'opera del cardinale Egidio Albornoz e di Cola di Rienzo, nominato senatore, per preparare il ritorno del papato a Roma. Cola di Rienzo morì l'anno successivo in un tumulto. Quando nel 1377 la sede papale fu riportata a Roma, il tentativo di regolare i rapporti fra papato e Stati, portò allo scisma d'Occidente in seguito al quale lo Stato Pontificio perse il proprio primato politico. I papi dovettero riorganizzare i loro territori dove erano sorte numerosissime signorie di fatto indipendenti. Durante il '400 i papi protessero la cultura e le arti e contribuirono all'affermazione dell'umanesimo, nello stesso periodo si diffuse nella corte pontificia la consuetudine del nepotismo, consistente nell'attribuire incarichi e donazioni ai famigliari dei pontefici, contribuendo in tal modo alla corruzione dilagante.
Lo scisma d'Occidente, o Grande Scisma, causò fino al papato di Martino V nel 1417, la presenza di due – e talora anche tre – dignitari che rivendicavano contemporaneamente il diritto a essere riconosciuti come Papi.
Durante il Rinascimento lo Stato della Chiesa si estese notevolmente, in particolare con Papa Innocenzo III e Papa Giulio II. Gran parte dei territori erano, però, solo nominalmente controllati dalla Chiesa, facendo affidamento a principi locali e subendo continue contestazioni da parte dei reggenti; questo rese questi territori tra i più poveri e mal governati del paese.
Le acquisizioni del papato furono mantenute sino al 1797, quando le forze francesi, guidate da Napoleone Bonaparte, s'impossessarono di una vasta area dello Stato della Chiesa. Prima del periodo napoleonico, lo stato occupa il Lazio, l'Umbria, le Marche, la Romagna, parte dell'Emilia, Pontecorvo e Benevento, questi ultimi due persi dopo la restaurazione. Il 15 febbraio 1798 il popolo dichiarò decaduto il potere del Papa Pio VI, proclamando la Prima Repubblica Romana, ma il 17 maggio 1809 la città viene annessa all'impero napoleonico. Nel 1815 con Papa Pio VII, il congresso di Vienna ripristinò la situazione territoriale precedente le acquisizioni napoleoniche, ponendo però lo Stato Pontificio sotto la protezione austriaca. Lo Stato della Chiesa subì un nuovo colpo nel 1848-1949, quando il Papa Pio IX fu temporaneamente destituito ed venne proclamata la Seconda Repubblica Romana. Nel 1860–1861, la formazione dello Stato Italiano comportò l'annessione della maggior parte dei territori dello Stato della Chiesa al Regno d'Italia.
Lo Stato Pontificio cessò di esistere il 20 Settembre 1870, con la presa di Roma da parte di Vittorio Emanuele II di Savoia. La rottura tra Chiesa e stato italiano durò fino al 1929, quando con la firma dei Patti Lateranensi vennero creati la Santa Sede e la Città del Vaticano.
Voci correlate
- Città del Vaticano
- Ducato di Castro
- Elenco dei Papi
- Lotta per le investiture
- Motu proprio
- Patti lateranensi
- Presa di Roma
- Risorgimento
- Santa Sede
- Stati italiani preunitari
categoria:Vaticano
Categoria:Diritto canonico
Pontificio, Stato
ja:教皇領
ko:교황청령
Longobardi
I Longobardi (Langobardi in latino) erano una popolazione germanica, forse originaria della Scandinavia, che prese parte alle invasioni barbariche dell'impero romano.
Storia
Origini
Popolazione germanica proveniente dalla Scandinavia, erano chiamati originariamente Winniler e temuti per il loro grande valore (nonostante lo scarso numero, come riporta Tacito), essi raggiunsero inizialmente la costa baltica. Durante il I secolo d.C. abbandonarono le foci dell'Elba, dove si erano stanziati, si mossero verso sud e si stabilirono in Pannonia (Ungheria).
Invasione dell'Italia
Nel 568 i Longobardi, guidati da Alboino, invasero l'Italia cercando terre più fertili. Dopo tre anni di assedio, nel 571, Alboino prese Pavia e ne fece la capitale del suo regno. I Longobardi scesero poi nell'Italia centro–meridionale, fondarono i ducati di Spoleto e Benevento.
I Bizantini non riuscirono ad opporsi agli invasori e riuscirono a conservare solamente alcune zone costiere, l'Esarcato (Romagna), con capitale Ravenna, le Pentapoli (comprendenti i territori costieri dell’Emilia-Romagna e delle Marche e le cinque città di Ancona, Pesaro, Fano, Senigallia e Rimini), il Lazio e parte dell’Italia meridionale (le città della costa campana, Salerno esclusa, Puglia e Calabria).
I Longobardi posero così fine all'effimera riconquista di Giustiniano e, non riuscendo a conquistare l'intera penisola, spezzarono per la prima volta l'unità politica dell'Italia. L'Italia si trovò infatti divisa tra i Longobardi (Langobardia Major, da "Langbardaland" o "Langbard", il regno dell'Italia settentrionale, con capitale Pavia e Langobardia Minor, i ducati di Spoleto e Benevento) e la Romanìa (territorio bizantino).
Nel 572 Alboino fu assassinato; anche Clefi, il suo successore, fu ucciso (574) e seguirono dieci anni (574–584) di anarchia.
Mentre sotto i regni di Odoacre e di Teodorico l’assetto politico-amministrativo romano-italico era stato pressoché mantenuto, tanto che la stessa l’aristocrazia romano-italica aveva conservato la responsabilità dell’amministrazione civile (basti pensare a Cassiodoro), a fronte di un esercito quasi interamente germanico, nei disordini dei primi tempi, soprattutto nel decennio dell’anarchia, i Longobardi sconvolsero profondamente gli istituti giuridico-amministrativi pre-esistenti, eliminando per gran parte l’aristocrazia latina, occupandone le terre e acquisendone i patrimoni.
Regno longobardo
Nel 584, di fronte alla minaccia rappresentata dall'alleanza franco-bizantina, i duchi longobardi scelsero come re Autari (584–590) che riuscì a consolidare la monarchia, ad espandere il dominio longobardo e ad avviare lincivilimento dei Longobardi. Nel 588, Autari sposò Teodolinda, figlia del duca di Baviera. Nel 590 il sovrano morì avvelenato; Teodolinda diede alla luce una figlia postuma, Gondeberga, e sposò, legittimandone il regno, il duca di Torino, Agilulfo, cugino di Autari. Agilulfo riprese l'espansione longobarda assediando Roma. Grazie alla mediazione di Teodolinda, che era cattolica tricapitolina, Papa Gregorio Magno ed Agilulfo conclusero un accordo. Negli anni seguenti, molti Longobardi si convertirono al cattolicesimo.
Alla morte di Agilulfo, Teodolinda divenne reggente per il figlio Adaloaldo (616-625). Alla morte della regina, Arioaldo, esponente della fazione ariana conservatrice e marito di Gondeberga, figlia di primo letto di Teodolinda, assassinò il cognato ed usurpò il trono (legittimato dalla moglie). Alla sua morte (636) Gondeberga sposò Rotari (636-652).
Nel 636 salì al trono Rotari il quale, nel 643, con un Editto, diede al suo popolo le prime leggi scritte (in latino, poiché la lingua dei Longobardi non fu mai scritta). L'editto mostra l'intenzione di attenuare la brutalità di alcune consuetudini. Probabilmente, quando l'editto fu emesso nel regno operava ancora il principio della "personalità del diritto" (I latini conservavano il diritto romano ed i Longobardi il proprio), ma nell'VIII secolo la legislazione di Rotari era ormai sicuramente estesa a tutti i sudditi.
Scontri con il papato
Nonostante la conversione dei Longobardi al cattolicesimo, le loro mire espansionistiche non cessarono di costituire una minaccia per il papato. Quando però nel 712 salì al trono Liutprando (712-744), il re longobardo colse l'occasione di un dissidio fra papa ed imperatore (l'imperatore aveva proibito il culto delle immagini provocando la cosiddetta guerra iconoclastica) per proporre al papa la propria alleanza, che però il pontefice rifiutò temendo la formazione di un regno longobardo eccessivamente forte. Il papa riuscì, comunque ad ottenere il ritiro dei Longobardi dai territori bizantini occupati ed ottenne da Liutprando il territorio di Sutri. La donazione di Sutri (728) costituì il nucleo dello Stato della Chiesa (che durò fino al 1870).
Nel 749, il re Longobardo Astolfo riprese l'espansione territoriale in Lazio ed il papa chiese aiuto a Pipino il Breve, che in cambio ottenne di essere consacrato re dei Franchi. Nel 755 e nel 756, Pipino scese in Italia, sconfisse i Longobardi e donò al papa le Marche e la Romagna. Venne così a formarsi un vasto Stato della Chiesa. Fu probabilmente in questo periodo che fu steso un documento apocrifo, noto come "donazione di Costantino", col quale si cercò di dimostrare che, già nel IV secolo, Costantino aveva ceduto ai pontefici il potere su Roma e sull'Italia.
Caduta dei Longobardi
Nel 756 morì Astolfo. Il suo successore, Desiderio (756–774) tentò, con un'alleanza matrimoniale, di allearsi ai Franchi, togliendo così il loro appoggio al pontefice. Nel 771, Desiderio pose l'assedio a Roma e dettò al papa le proprie condizioni. Nel 773, Papa Adriano I chiese l'intervento di Carlo (poi Magno), re dei Franchi. Questi ripudiò la moglie Ermengarda, figlia di Desiderio, scese in Italia ed assediò Pavia che capitolò nel 774. Desiderio fu rinchiuso in convento, mentre Carlo si proclamava re dei Franchi e dei Longobardi.
Voci correlate
- Diritto longobardo
- Elenco dei Re Longobardi in Italia
- Gastaldato
Bibliografia
Paolo Diacono, Storia dei Longobardi (Historia Langobardorum), BUR, 1991
Categoria:Longobardi
Categoria:Popoli germanici
Categoria:Popoli dell'Italia antica
Categoria:Popoli antichi
ja:ランゴバルド人
570
Eventi
Nati
Intorno a questa data nasce a Mecca Muhàmmad ibn ‘Abd Allah, conosciuto in età medievale col nome di Maometto.
Morti
070
ko:570년
nb:570
Duca
Duca Dal latino Dux (dal verbo ducere, 'condurre' da cui anche la parola duce).
Titolo di origine militare, poi designante un potere politico e infine attuallmente titolo nobiliare che è compreso tra quello di marchese e quello di principe.
il termine dux indicava nell'antica Roma un condottiero di soldati, nel tardo impero romano, dopo che venne separato il potere civile da quello militare nelle provincie passo' a designare i capi delle truppe di una provincia.
Verso la metà del VII secolo vennero a concentrarsi nelle mani dei duces oltre ai poteri militari anche quelli giuduziari e civili.
Venivano ora in investiti della carica oltre che dall' Impero Bizantino anche dai vari Regni latino-germanici. Famosi erano i Duchi Longobardi.
Con l'affievolirsi del potere centrale il titolo di duca fu dato a principi che di fatto erano sovrani nei loro possedimenti (vedi per esempio:il Ducato di Spoleto ed il Ducato di Benevento).
categoria:Titoli nobiliari
simple:Duke
Spoleto
Spoleto è un comune di 38.101 abitanti della provincia di Perugia.
Sport
Il 13 maggio 2004 la 5^ tappa del Giro d'Italia 2004 si è conclusa a Spoleto con la vittoria dell'australiano Robbie McEwen.
Il migliore risultato ottenuto dalla pallavolo maschile a Spoleto è stato il raggiungimento dei quarti di finale nel Campionato di serie A 1991/1992. La squadra allora denominata Olio Venturi fu eliminata nella gara decisiva dalla Sisley Treviso che vinse per 3-2 in casa
Amministrazione comunale
- Classificazione climatica: zona E, 2427 GR/G
Spoleto fa parte di:
- Comunità Montana dei Monti Martano e Serano
- Associazione Rete Italiana Città Sane - OMS
- Associazione Nazionale Città del Vino
- [http://www.cittadellolio.it Città dell'Olio]
Voci correlate
- Ducato di Spoleto
- Longobardi
Frazioni
Acquaiola, Acquacastagna, Ancaiano, Azzano, Bazzano Inferiore, Bazzano Superiore, Beroide, Camporoppolo, Cerqueto, Cese, Collerisana, Cortaccione, Crocemaroggia, Eggi, Fogliano, Forca di Cerro, Madonna di Baiano, Messenano, Montebiblico, Monteluco, Monte Martano, Morgnano, Morro, Ocenelli, Perchia, Petrognano, Pompagnano, Pontebari, Poreta, Protte, Rubbiano, San Brizio, San Giacomo, San Giovanni di Baiano, San Martino in Trignano, San Nicolò, San Silvestro, Santa Croce, Sant'Anastasio, Sant'Angelo in Mercole, San Venanzo, Silvignano, Somma, Strettura, Terraia, Terzo la Pieve, Terzo San Severo, Uncinano, Valdarena, Valle San Martino, Vallocchia
- [http://www.spoletofestival.it/ Festival di Spoleto]
- [http://www.spoletostoria.org/home.html Spoleto Storia]
- [http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Gazetteer/Places/Europe/Italy/Umbria/Perugia/Spoleto/Spoleto/home.html sito di Bill Thayer]
Categoria:Comuni della provincia di Perugia
Categoria:Comuni dell'Umbria
Categoria:Comuni italiani
ja:スポレート
Capitale
Il termine capitale può riferirsi a:
- La città capitale, sede del governo di una nazione.
- Il capitale economico, che, in ambito economico e finanziario, può assumere diversi significati.
- Il capitale sociale, termine impiegato nelle scienze sociali per indicare la capacità degli individui di instaurare relazioni cooperative con i loro simili e di trarne vantaggio.
- In letteratura, Il Capitale è il titolo in italiano del libro Das Kapital di Karl Marx
simple:Capital
Mar Adriatico
Il Mare Adriatico è una articolazione del Mar Mediterraneo,
situato tra la penisola italiana e le coste slovena,
croata, montenegrina e albanese.
È lungo circa 800km e largo mediamente 150 km, ricoprendo una superficie
di 132mila km².
È collegato al Mar Ionio con il Canale d'Otranto
(tra la provincia di Lecce e l'Albania).
I corsi d'acqua principali che si gettano nel Mar Adriatico sono i fiumi italiani Po e Adige.
L'origine del nome deriverebbe dalla antichissima città abruzzese di Hadria (attuale Atri) o dalla città veneta di Adria.
Il Mar Adriatico è articolato in
- Golfo di Venezia
- Golfo di Trieste
- Baia di Muggia (tra Muggia e Trieste)
- Golfo di Panzano (davanti Monfalcone e Duino-Aurisina)
- Laguna di Grado (dietro Grado)
- Laguna di Marano (dietro Lignano Sabbiadoro e davanti Marano Lagunare)
- Laguna Veneta (Venezia, Chioggia)
- Golfo di Manfredonia (davanti Manfredonia)
Si affacciano sul Mar Adriatico le seguenti regioni e località italiane:
- Friuli-Venezia Giulia: Lignano Sabbiadoro, Grado, Trieste, Muggia.
- Veneto: Venezia, Chioggia, Jesolo.
- Emilia-Romagna: Rimini.
- Marche: Pesaro, Fano, Senigallia, Ancona, San Benedetto del Tronto.
- Abruzzo: Pescara.
- Molise: Termoli.
- Puglia: Manfredonia, Barletta, Trani, Bisceglie, Molfetta, Bari, Brindisi.
Sulla costa orientale i seguenti stati e località:
- Slovenia: Capodistria (Koper), Isola d'Istria (Izola), Pirano (Piran).
- Croazia: Pola (Pula), Fiume (Rijeka), Zara (Zadar), Sebenico (Šibenik), Spalato (Split), Ragusa (Dubrovnik).
- Bosnia-Erzegovina: Neum
- Serbia e Montenegro: Kotor (Cattaro), Kumbor, Bar (Antivari).
- Albania: Durrës (Durazzo), Vlorë (Valona).
Adriatico
ja:アドリア海
ko:아드리아 해
Esarcato d'Italia
L'Esarcato d'Italia venne istituito con la promulgazione a Costantinopoli il 13 agosto 554 della Prammatica Sanzione da Giustiniano (imperatore d'Oriente dal 527 al 565), sulla base delle richieste avanzate da papa Vigilio (537-555) (Pragmatica Sanctio pro petitione Vigilii).
Questa costituzione, divisa in 27 articoli, sanciva l'assoggettamento dell'Italia alla legislazione bizantina e ribadiva la separazione del potere politico, attribuito ad un governatore residente a Ravenna, l'esarca, di nomina imperiale e, quindi, fornito di ampi poteri, dalla potestà civile, prerogativa del giudice, nominato da persone rappresentative del luogo (vescovo, patrizi).
Il primo incaricato a ricoprire tale ruolo fu il generale Narsete.
Anni dopo, per arginare l'invasione dei Longobardi, vennero presi nuovi provvedimenti da parte degli imperatori bizantini nell'Esarcato d'Italia.
Dapprima intervenne Tiberio II Costantino (imperatore d'Oriente dal 574 al 582) creando cinque province nell'anno 580:
- Annonaria
- Emilia
- Urbicaria
- Campania
- Calabria.
Provvedimenti più drastici furono intrapresi nel 585 dal suo successore Maurizio I (imperatore dal 582 al 602) con una militarizzazione dei territori bizantini ed una nuova suddivisione in sette distretti, strettamente controllati e governati dall'esarca di Ravenna, Smaragdo, al suo primo mandato (585-589:
- Liguria
- Esarcato
- Pentapoli
- Istria
- Veneto
- Roma (divenne, in seguito, Ducato di Roma o Romano)
- Napoli (divenne, in seguito, Ducato di Napoli o Napoletano).
Voci correlate
- esarca
- Impero Romano d'Oriente
- Esarcato di Ravenna
categoria:Storia d'Italia
categoria:Medioevo
Cardinale
Cardinale ha i seguenti significati:
- Cardinale, comune della Calabria
- Cardinale, collaboratore del papa nel governo della chiesa universale
- Cardinale, uccello della famiglia degli Emberizidi
- Numero cardinale
- Punto cardinale
- Virtù cardinale
Egidio Albornoz
Egidio Albornoz (italianizzazione di Gil Álvarez Carrillo de Albornoz) (Cuenca, Spagna, 1310 - Viterbo, Italia, 24 agosto 1367), diplomatico spagnolo del XIV secolo, apparteneva ad una nobile famiglia aragonese.
Ben presto divenne cancelliere di Alfonso XI di Castiglia (1312-1350) e nel 1338 arcivescovo di Toledo, succedendo nella carica allo zio materno Ximenes de Luna che lo aveva avviato alla carriera ecclesiastica.
In prima persona combattè i Mori nella battaglia di Tarifa (1340) e nell'assedio di Algeciras (1344); dopo aver aspramente criticato l'operato del nuovo sovrano di Castiglia, Pietro I il Credele (1350-1369), fu costretto a rifugiarsi ad Avignone dal papa Clemente VI (1342-1352), che lo nominò cardinale il 17 dicembre 1350 e che lo apprezzò come abile diplomatico e giurista.
Fu inviato in Italia da Innocenzo VI (1352-1362), come suo legato, per ripristinare il controllo pontificio sui territori della Chiesa durante la cattività avignonese. Compì due spedizioni in Italia, nel 1353-1357 e nel 1358-1367, avvalendosi nella prima dell'esperienza e delle conoscenze di Cola di Rienzo che lo accompagnò. Soprattutto la Romagna gli riuscì difficile da domare: si ricorda, in particolare, la resistenza della città di Forlì, sotto la signoria di Francesco Ordelaffi il Grande, che portò alla predicazione di un'apposita crociata contro i forlivesi.
Da Fano nel 1357 emanò un codice di leggi, diviso in sei libri, noto come Costituzioni egidiane e più esattamente Constitutiones Sanctae Matris Ecclesiae, con il quale regolamentò e riordinò tutta la normativa inerente lo Stato della Chiesa; quest'ultimo in base al nuovo codice risultava suddiviso in cinque province:
- Campagna e Marittima
- Ducato di Spoleto
- Marca Anconetana
- Patrimonio di San Pietro
- Romagna.
Nel 1367, poco prima di spirare presso il castello di Bonriposo a Viterbo, autorizzò la costruzione sull'altura che domina Narni una fortezza che ancora oggi porta il suo nome: Rocca Albornoz, omonima della Rocca sovrastante Spoleto
Voci correlate
- Cattività avignonese
- Costituzioni egidiane
- Stato Ecclesiastico
GastaldatoNell'ordinamento longobardo, il gastaldato o gastaldia era una circoscrizione amministrativa governata da un funzionario della corte regia, il gastaldo o castaldo, delegato ad operare in ambito civile, militare e giudiziario.
L'odierno Abruzzo venne suddiviso dai Longobardi in sette gastaldati: Marsi, Amiterno, Forcona, Valva, Teate, Penne e Aprutium ripartiti nel Ducato di Spoleto e nel Ducato di Benevento.
Voci Correlate
- Diritto longobardo
- Elenco dei Re Longobardi in Italia
- gastaldo
- Longobardi
Longobardi
I Longobardi (Langobardi in latino) erano una popolazione germanica, forse originaria della Scandinavia, che prese parte alle invasioni barbariche dell'impero romano.
Storia
Origini
Popolazione germanica proveniente dalla Scandinavia, erano chiamati originariamente Winniler e temuti per il loro grande valore (nonostante lo scarso numero, come riporta Tacito), essi raggiunsero inizialmente la costa baltica. Durante il I secolo d.C. abbandonarono le foci dell'Elba, dove si erano stanziati, si mossero verso sud e si stabilirono in Pannonia (Ungheria).
Invasione dell'Italia
Nel 568 i Longobardi, guidati da Alboino, invasero l'Italia cercando terre più fertili. Dopo tre anni di assedio, nel 571, Alboino prese Pavia e ne fece la capitale del suo regno. I Longobardi scesero poi nell'Italia centro–meridionale, fondarono i ducati di Spoleto e Benevento.
I Bizantini non riuscirono ad opporsi agli invasori e riuscirono a conservare solamente alcune zone costiere, l'Esarcato (Romagna), con capitale Ravenna, le Pentapoli (comprendenti i territori costieri dell’Emilia-Romagna e delle Marche e le cinque città di Ancona, Pesaro, Fano, Senigallia e Rimini), il Lazio e parte dell’Italia meridionale (le città della costa campana, Salerno esclusa, Puglia e Calabria).
I Longobardi posero così fine all'effimera riconquista di Giustiniano e, non riuscendo a conquistare l'intera penisola, spezzarono per la prima volta l'unità politica dell'Italia. L'Italia si trovò infatti divisa tra i Longobardi (Langobardia Major, da "Langbardaland" o "Langbard", il regno dell'Italia settentrionale, con capitale Pavia e Langobardia Minor, i ducati di Spoleto e Benevento) e la Romanìa (territorio bizantino).
Nel 572 Alboino fu assassinato; anche Clefi, il suo successore, fu ucciso (574) e seguirono dieci anni (574–584) di anarchia.
Mentre sotto i regni di Odoacre e di Teodorico l’assetto politico-amministrativo romano-italico era stato pressoché mantenuto, tanto che la stessa l’aristocrazia romano-italica aveva conservato la responsabilità dell’amministrazione civile (basti pensare a Cassiodoro), a fronte di un esercito quasi interamente germanico, nei disordini dei primi tempi, soprattutto nel decennio dell’anarchia, i Longobardi sconvolsero profondamente gli istituti giuridico-amministrativi pre-esistenti, eliminando per gran parte l’aristocrazia latina, occupandone le terre e acquisendone i patrimoni.
Regno longobardo
Nel 584, di fronte alla minaccia rappresentata dall'alleanza franco-bizantina, i duchi longobardi scelsero come re Autari (584–590) che riuscì a consolidare la monarchia, ad espandere il dominio longobardo e ad avviare lincivilimento dei Longobardi. Nel 588, Autari sposò Teodolinda, figlia del duca di Baviera. Nel 590 il sovrano morì avvelenato; Teodolinda diede alla luce una figlia postuma, Gondeberga, e sposò, legittimandone il regno, il duca di Torino, Agilulfo, cugino di Autari. Agilulfo riprese l'espansione longobarda assediando Roma. Grazie alla mediazione di Teodolinda, che era cattolica tricapitolina, Papa Gregorio Magno ed Agilulfo conclusero un accordo. Negli anni seguenti, molti Longobardi si convertirono al cattolicesimo.
Alla morte di Agilulfo, Teodolinda divenne reggente per il figlio Adaloaldo (616-625). Alla morte della regina, Arioaldo, esponente della fazione ariana conservatrice e marito di Gondeberga, figlia di primo letto di Teodolinda, assassinò il cognato ed usurpò il trono (legittimato dalla moglie). Alla sua morte (636) Gondeberga sposò Rotari (636-652).
Nel 636 salì al trono Rotari il quale, nel 643, con un Editto, diede al suo popolo le prime leggi scritte (in latino, poiché la lingua dei Longobardi non fu mai scritta). L'editto mostra l'intenzione di attenuare la brutalità di alcune consuetudini. Probabilmente, quando l'editto fu emesso nel regno operava ancora il principio della "personalità del diritto" (I latini conservavano il diritto romano ed i Longobardi il proprio), ma nell'VIII secolo la legislazione di Rotari era ormai sicuramente estesa a tutti i sudditi.
Scontri con il papato
Nonostante la conversione dei Longobardi al cattolicesimo, le loro mire espansionistiche non cessarono di costituire una minaccia per il papato. Quando però nel 712 salì al trono Liutprando (712-744), il re longobardo colse l'occasione di un dissidio fra papa ed imperatore (l'imperatore aveva proibito il culto delle immagini provocando la cosiddetta guerra iconoclastica) per proporre al papa la propria alleanza, che però il pontefice rifiutò temendo la formazione di un regno longobardo eccessivamente forte. Il papa riuscì, comunque ad ottenere il ritiro dei Longobardi dai territori bizantini occupati ed ottenne da Liutprando il territorio di Sutri. La donazione di Sutri (728) costituì il nucleo dello Stato della Chiesa (che durò fino al 1870).
Nel 749, il re Longobardo Astolfo riprese l'espansione territoriale in Lazio ed il papa chiese aiuto a Pipino il Breve, che in cambio ottenne di essere consacrato re dei Franchi. Nel 755 e nel 756, Pipino scese in Italia, sconfisse i Longobardi e donò al papa le Marche e la Romagna. Venne così a formarsi un vasto Stato della Chiesa. Fu probabilmente in questo periodo che fu steso un documento apocrifo, noto come "donazione di Costantino", col quale si cercò di dimostrare che, già nel IV secolo, Costantino aveva ceduto ai pontefici il potere su Roma e sull'Italia.
Caduta dei Longobardi
Nel 756 morì Astolfo. Il suo successore, Desiderio (756–774) tentò, con un'alleanza matrimoniale, di allearsi ai Franchi, togliendo così il loro appoggio al pontefice. Nel 771, Desiderio pose l'assedio a Roma e dettò al papa le proprie condizioni. Nel 773, Papa Adriano I chiese l'intervento di Carlo (poi Magno), re dei Franchi. Questi ripudiò la moglie Ermengarda, figlia di Desiderio, scese in Italia ed assediò Pavia che capitolò nel 774. Desiderio fu rinchiuso in convento, mentre Carlo si proclamava re dei Franchi e dei Longobardi.
Voci correlate
- Diritto longobardo
- Elenco dei Re Longobardi in Italia
- Gastaldato
Bibliografia
Paolo Diacono, Storia dei Longobardi (Historia Langobardorum), BUR, 1991
Categoria:Longobardi
Categoria:Popoli germanici
Categoria:Popoli dell'Italia antica
Categoria:Popoli antichi
ja:ランゴバルド人
Papa Innocenzo III
Papa Innocenzo III, nato Lotario de' Conti (1160 - 16 giugno 1216), fu Papa dall'8 gennaio 1198 alla sua morte.
Nato nel castello di Gavignano, vicino ad Anagni, era figlio di Trasimondo Conti, Conte di Segni e nipote di Papa Clemente III. Suo padre fu membro del famoso casato dei Conti, dal quale provengono nove papi, tra cui Gregorio IX, Alessandro IV e Innocenzo XIII; sua madre, Clarissa, apparteneva alla nobile famiglia romana degli Scotti.
Venne educato a Roma, Parigi (da Pietro di Corbeil), e Bologna (da Uguccione da Pisa), venne considerato un intellettuale e uno dei più grandi avvocati di diritto canonico dei suoi tempi.
Dopo la morte di Papa Alessandro III tornò a Roma, dove resse incarichi durante i brevi papati di Lucio III, Urbano III, Gregorio VIII, e Clemente III, raggiungendo il rango di Cardinale-Diacono nel 1190. Durante il papato di Celestino III (1191-1198), un membro del casato degli Orsini, nemici dei Conti di Segni, lasciò Roma per vivere ad Anagni.
Orsini
Celestino III morì nel 1198 per complicazioni causate dalla sifilide. Nel giorno in cui venne sepolto, Lotario de' Conti venne eletto Papa e prese il nome di Innocenzo III, a soli trentasette anni. Il trono imperiale era vacante dalla morte di Enrico VI, nel 1197, e nessun successore era ancora stato individuato. Innocenzo si avvantaggiò del vuoto di potere per diminuire l'influenza tedesca in Italia. Il suo primo atto fu il ripristino del potere papale a Roma. Il Prefetto di Roma, che regnava sopra la città come rappresentante dell'Imperatore, giurò fedeltà al Papa. Innocenzo richiese a Marco di Anweiler la restituzione della Romagna e della Marca di Ancona alla Chiesa, e usò le truppe papali per far sì che ciò si avverasse. In modo simile, i Ducati di Spoleto, Assisi e Sora vennero strappati al tedesco Conrad von Uerslingen.
Nel primo anno di pontificato, dopo aver visitato tutti i suoi territori, ripartì lo Stato della Chiesa in quattro province: Patrimonio di San Pietro, Campagna e Marittima, Marca Anconetana e Ducato di Spoleto.
Il Papa approfittò della debolezza di Federico II (che all'epoca aveva quattro anni) per riasserire il potere papale in Sicilia, domandando all'Imperatrice vedova Costanza la resa dei privilegi dei Quattro Capitoli, che Guglielmo I di Sicilia aveva precedentemente ottenuto da Papa Adriano IV. Solo allora Innocenzo investì Federico II Re di Sicilia, nel novembre del 1198. Egli indusse inoltre il giovane Re a sposare la vedova di Re Emerico d'Ungheria nel 1209.
Dopo la morte del Sacro Romano Imperatore Enrico VI, nel 1197, i Ghibellini e i Guelfi avevano eletto imperatori differenti - Filippo di Swabia e Ottone di Wittelsbach. Nel 1201 il Papa appoggiò apertamente Ottone IV, annunciando che era stato approvato come Re Romano e minacciando di scomunica tutti coloro che si fossero rifiutati di riconoscerlo.
Innocenzo III rese chiaro ai principi tedeschi, attraverso il Decreto Venerabilem del maggio 1202, come egli considerasse le relazioni tra Impero e Papato (questo decreto venne in seguito incorporato nel Corpus Juris Canonici). I punti principali del decreto erano: il diritto di decidere se un Re fosse degno della corona imperiale apparteneva al Papa; in caso di doppia elezione i principi elettori dovevano chiedere al Papa di arbitrare o pronunciarsi in favore di uno dei pretendenti.
Innocenzo cambiò idea e si dichiarò a favore di Filippo nel 1207, e inviò dei Cardinali in Germania per indurre Ottone a rinunciare al trono. Ottone di Wittelsbach uccise Filippo il 21 giugno 1208 e alla Dieta di Francoforte, 11 novembre 1208, Ottone IV venne riconosciuto Re. Il Papa lo invitò a Roma per ricevere la corona imperiale. Ottone venne incoronato a Roma il 4 ottobre 1209. Prima dell'incoronazione Ottone promise di lasciare alla Chiesa il possesso di Spoleto e Ancona e di garantire la libertà delle elezioni ecclesiastiche; il diritto di appello illimitato per il Papa e la competenza esclusiva sulla gerarchia per questioni spirituali; egli promise inoltre di aiutare la distruzione dell'eresia (il Patto di Neuss, ripetuto a Speyer, nel 1209).
Ma poco dopo essere stato incoronato, Ottone prese Ancona, Spoleto e altre proprietà della Chiesa, dandole poi ai suoi vassalli. Inoltre invase il Regno di Sicilia. Ottone venne scomunicato il 18 novembre 1210.
Il Papa ottenne che la maggioranza dei principi ripudiasse l'Imperatore scomunicato ed eleggesse al suo posto Federico II di Sicilia, alla Dieta di Norimberga, nel settembre del 1211. Federico fece le stesse promesse di Ottone IV, la sua elezione venne ratificata da Innocenzo e fu incoronato ad Aquisgrana il 12 luglio 1215.
Ottone si alleò con l'Inghilterra (era nipote di Giovanni Senza Terra) per combattere Filippo Augusto di Francia, ma venne sconfitto nella Battaglia di Bouvines nella contea di Fiandre (ormai in Francia), il 27 luglio 1214, perdendo tutta la sua influenza (morì il 19 maggio 1218) e lasciando Federico II imperatore incontestato.
Innocenzo giocò un ruolo anche nella politica di Francia, Svezia, Bulgaria, Spagna e soprattutto Inghilterra.
Innocenzo fu uno strenuo avversario dell'eresia. Gli eretici manichei furono scacciati dallo Stato Pontificio e una campagna contro gli albigensi venne avviata sotto la guida di Simone di Montfort. Sotto di lui la Chiesa si incaricò dell'organizzazione delle Crociate: queste dovevano essere lanciate contro gli eretici sotto la direzione del pontefice e usate per imporre il governo della Chiesa sui miscredenti. Fu questo il preludio della legittimazione dell'Inquisizione nel 1233: l'eresia doveva essere punita per il bene spirituale dell'individuo e per la conservazione della Chiesa.
Nel 1198 Innocenzo iniziò la Quarta crociata, rivolgendosi ai cavalieri e ai nobili in Europa piuttosto che ai re (al tempo Riccardo I d'Inghilterra e Filippo II di Francia erano ancora in guerra e diversi principi tedeschi erano nemici del Papa). L'appello fu ignorato fino al 1200, quando nella Champagne venne finalmente organizzata una crociata che i Veneziani trasformarono nel sacco di Zara nel 1202 e Costantinopoli nel 1204, producendo la temporanea riunificazione delle Chiese Ortodosse con la Chiesa Cattolica (dopo lo Scisma d'Oriente del 1054). In risposta Innocenzo scomunicò i Veneziani ma, sebbene deplorasse i mezzi, accettò il risultato.
Nel novembre del 1215 Innocenzo convocò il Quarto Concilio Lateranense (il dodicesimo concilio ecumenico), che decise una crociata generale in Terra Santa (la Quinta Crociata) ed emanò settanta decreti di riforma.
Innocenzo morì a Perugia. Venne sepolto nella cattedrale di quella città, dove il suo corpo rimase fino a quando Papa Leone XIII lo fece trasferire al Laterano nel dicembre del 1891.
Prima di salire al soglio pontificio scrisse un fortunato opuscolo suddiviso in tre libri dal titolo De miseria humane conditionis, noto anche impropriamente come De contemptu mundi.
Innocenzo 03
ja:インノケンティウス3世 (ローマ教皇)
ko:교황 인노첸시오 3세
Spoleto
Spoleto è un comune di 38.101 abitanti della provincia di Perugia.
Sport
Il 13 maggio 2004 la 5^ tappa del Giro d'Italia 2004 si è conclusa a Spoleto con la vittoria dell'australiano Robbie McEwen.
Il migliore risultato ottenuto dalla pallavolo maschile a Spoleto è stato il raggiungimento dei quarti di finale nel Campionato di serie A 1991/1992. La squadra allora denominata Olio Venturi fu eliminata nella gara decisiva dalla Sisley Treviso che vinse per 3-2 in casa
Amministrazione comunale
- Classificazione climatica: zona E, 2427 GR/G
Spoleto fa parte di:
- Comunità Montana dei Monti Martano e Serano
- Associazione Rete Italiana Città Sane - OMS
- Associazione Nazionale Città del Vino
- [http://www.cittadellolio.it Città dell'Olio]
Voci correlate
- Ducato di Spoleto
- Longobardi
Frazioni
Acquaiola, Acquacastagna, Ancaiano, Azzano, Bazzano Inferiore, Bazzano Superiore, Beroide, Camporoppolo, Cerqueto, Cese, Collerisana, Cortaccione, Crocemaroggia, Eggi, Fogliano, Forca di Cerro, Madonna di Baiano, Messenano, Montebiblico, Monteluco, Monte Martano, Morgnano, Morro, Ocenelli, Perchia, Petrognano, Pompagnano, Pontebari, Poreta, Protte, Rubbiano, San Brizio, San Giacomo, San Giovanni di Baiano, San Martino in Trignano, San Nicolò, San Silvestro, Santa Croce, Sant'Anastasio, Sant'Angelo in Mercole, San Venanzo, Silvignano, Somma, Strettura, Terraia, Terzo la Pieve, Terzo San Severo, Uncinano, Valdarena, Valle San Martino, Vallocchia
- [http://www.spoletofestival.it/ Festival di Spoleto]
- [http://www.spoletostoria.org/home.html Spoleto Storia]
- [http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Gazetteer/Places/Europe/Italy/Umbria/Perugia/Spoleto/Spoleto/home.html sito di Bill Thayer]
Categoria:Comuni della provincia di Perugia
Categoria:Comuni dell'Umbria
Categoria:Comuni italiani
ja:スポレート
Stati italiani preunitariLa lista è incompleta
tra parentesi le famiglie regnanti
dopo la Pace di Lodi
- Ducato di Savoia
- Ducato di Milano
- Repubblica di Venezia o La Serenissima
- Ducato di Urbino (Montefeltro)
- Repubblica di Firenze
- Repubblica di Siena
- Stato della Chiesa
- Ducato di Sora (Cantelmo)
- Regno di Napoli e Sicilia (Aragona)
- Ducato di Savoia
- Marchesato di Saluzzo (1548 alla Francia, 1601 al Piemonte)
- Monferrato
- Contea di Asti
- Ducato di Milano
- Repubblica di Venezia
- Repubblica di Genova
- Ducato di Mantova
- Mirandola
- Carpi
- Correggio
- Dominio estense (Ferrara, Modena, Reggio) (Este)
- Massa
- Repubblica di Lucca
- Repubblica di Firenze
- Repubblica di Siena
- Stato della Chiesa
- Principato di Trento (S.R.I.)
- Vescovado di Bressanone (Impero)
- Ducato di Sora (Della Rovere)
- Regno di Napoli
- Regno di Sicilia
dopo la Pace di Cateau-Cambrésis
- Ducato di Savoia
- Saluzzo
- Marchesato del Monferrato (Gonzaga)
- Contea di Asti
- Ducato di Milano
- Repubblica di Venezia con possedimenti in Dalmazia
- Contea di Nizza
- Principato di Monaco
- Principato di Oneglia
- Repubblica di Genova
- Ducato di Mantova (Gonzaga)
- Ducato di Parma e Piacenza (Farnese)
- Mirandola
- Signoria di Correggio
- Ducato di Ferrara, Modena e Reggio (dal 1598 il Ducato di Ferrara passò allo Stato pontificio, mentre Modena e Reggio rimasero agli Este come Ducato di Modena e Reggio)
- Repubblica di San Marino
- Ducato di Urbino (Della Rovere)
- Ducato di Massa e Carrara (Cybo)
- Lunigiana
- Repubblica di Lucca
- Pietrasanta
- Ducato di Firenze (Granducato di Toscana dal 1569) (Medici)
- Stato dei Presidi
- Principato di Piombino
- Ducato di Castro (Farnese)
- Stato della Chiesa
- Principato vescovile di Trento (Impero)
- Principato vescovile di Bressanone (Impero)
- Regno di Napoli (governato da un viceré, rappresentante del re di Spagna)
- Ducato di Sora (Della Rovere)
- Regno di Sicilia (governato da un viceré, rappresentante del re di Spagna)
L'Italia nell'anno 1714
Dopo i trattati di Utrecht e Rastatt
- Principato del Piemonte e Ducato di Savoia
- Principato di Masserano
- Principato di Monaco
- Repubblica di Genova con la Corsica
- Ducato di Milano (S.R.I. dal 1708)
- Ducato di Mantova (S.R.I. dal 1708)
- Principato vescovile di Trento (soppresso nel 1803)
- Principato vescovile di Bressanone (soppresso nel 1803)
- Repubblica di Venezia (nel 1797 divisa tra Austria e Francia)
- Repubblica di Ragusa
- Ducato di Parma e Piacenza
- Ducato di Modena e Reggio (Este)
- Repubblica di San Marino
- Ducato di Massa
- Repubblica di Lucca
- Granducato di Toscana (Medici. Dal 1735 Asburgo - Lorena)
- Principato di Piombino (dal 1805 unione personale con Lucca, alla Toscana dal 1815)
- Stato della Chiesa
- Regno di Napoli (autonomo dal 1734)
- Ducato di Sora (Boncompagni)
- Regno di Sicilia col feudo di Malta
- Regno di Sardegna
L'Italia in epoca napoleonica (1796 - 1814)
- Repubblica Ligure (1796 - 1805), annessa alla Francia
- Repubblica di Alba (1796 - 1801), annessa alla Francia
- Repubblica Cispadana (1796 - 1797), divenne in seguito Repubblica Cisalpina
- Repubblica Transpadana (1797), divenne in seguito Repubblica Cisalpina
- Repubblica di Crema (1797)
- Repubblica Cisalpina (1797 - 1802) trasformata nella Repubblica Italiana
- Repubblica di Ancona (1797 - 1798), unita alla Repubblica Romana
- Repubblica Romana (1798 - 1800) capitale Roma
- Repubblica Tiberina (1798 - 1799) capitale Perugia, unita alla Repubblica Romana
- Repubblica Partenopea (1799), capitale Napoli
- Regno di Etruria (1801 - 1807) (Borbone-Parma) (nel 1807-1809 annesso all'Impero Francese)
- Granducato di Toscana (dal 1809)
- Principato di Lucca e Piombino (1805-1815)
- Repubblica Italiana (1802-1805)
- Regno d'Italia (periodo napoleonico) (1805-1814)
- Regno di Napoli (periodo napoleonico (1806-1815)
- Ducato di Sora (unito nel 1796 al Regno di Napoli)
dopo il Congresso di Vienna
- Regno di Sardegna
- Principato di Monaco
- Regno Lombardo-Veneto (Asburgo)
- Ducato di Parma
- Ducato di Modena e Reggio
- Ducato di Massa
- Ducato di Lucca
- Granducato di Toscana
- Repubblica di San Marino
- Stato della Chiesa
- Regno delle Due Sicilie (dal 1816)
- Possedimento britannico di Malta
Categoria:Liste Categoria:Antichi Stati italiani
Categoria:Antichi Stati italianiCategoria che raggruppa gli articoli relativi a tutti gli antichi Stati italiani dalla dissoluzione dell'unità politica (invasione longobarda) fino alla proclamazione del Regno d'Italia nel 1861.
categoria:Italia
categoria:Storia d'Italia
Categoria:LongobardiCategoria:Medioevo
Categoria:Popoli dell'Italia antica
Categoria:Storia d'Italia
Categoria:Province pontificieIn questa categoria sono elencate le ripartizioni dello Stato della Chiesa, che a partire dal 1198 hanno caratterizzato questo Stato italiano preunitario.
Categoria:Antichi Stati italiani DesertasDie Ilhas Desertas (portugiesisch für Wüsteninseln) sind eine portugiesische Inselgruppe, bestehend aus den Inseln Ilhéu Chão, Deserta Grande und Bugio, die zum Archipel von Madeira gehören. Auf Grund von Frischwassermangel, ihrer Trockenheit und Abgeschiedenheit sind sie unbewohnt. Sie steigen bis 500 m Höhe an. Auf Deserta Grande, der größten der Inseln, befindet sich eine
kleine biologische Forschungsstation. Besucher dürfen nur mit einer besonderen Genehmigung,
die nur an Forsch | | |