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Egitto
La Repubblica Araba dell'Egitto (arabo: Jumhūriyya Misr al-‘Arabiyya, جمهوريّة مصر العربيّة, dove con Misr (مصر) s'intende l'Egitto) è una vasta nazione dell'Africa nordorientale. Include la Penisola del Sinai, da che, pure, è parte dell'Asia. La principale parte abitata del paese giace ai lati del fiume Nilo. Vaste aree dell'Egitto sono coperte dalle sabbie del Sahara e disabitate.
La capitale è Il Cairo (القاهرة).
Storia
Per approfondimenti vedi l'articolo principale: Storia dell'Egitto
La storia dell'Egitto viene convenzionalmente fatta iniziare con l'unione di Alto e Basso Egitto da parte di Narmer, primo sovrano della I dinastia, intorno al 3200 AC anche se questi eventi vennero preceduti da una fase urbana preparatoria durata alcuni secoli.
Attraverso momenti imperiali ed altri di profonda anarchia l'Egitto mantenne la sua indipendenza fino alla metà del I millennio AC quando cadde sotto il controllo persiano.
Conquistato da Alessandro di Macedonia nel IV secolo AC rimase sotto il controllo dei suoi successori, [Tolomei]], fino alla conquista romana.
Alla divisione dell'impero romano l'Egitto divenne parte dell'impero d'oriente.
Nel VII secolo d.C. fu conquistato dagli Arabi, cui seguirono i curdi Ayyubidi e successivamente i Turchi mamelucchi e infine ottomani nel XVI secolo.
Nel 1881, sfruttando l'estrema debolezza del dominio turco e giustificando il tutto con la necessità di proteggere gli investimenti europei nella zona del Canale di Suez, la Gran Bretagna occupò l'Egitto reggendolo fino al 1922 senza definirne uno stato giuridico preciso, indicandolo come un possedimento della Corona.
Nel 1922 venne riconosciuta una formale indipendenza, come monarchia, pur perdurando, di fatto, l'occupazione militare britannica.
Questo stato di cose proseguì fino al 1952 con la proclamazione della repubblica e il definitivo ritiro delle truppe britanniche e francesi, dalla penisola del Sinai.
Nel 1956, (29 ottobre), in seguito alla nazionalizzazione del canale di Suez, truppe britanniche e francesi occuparono nuovamente la zona del Canale ma i combattimenti furono arrestati dalla reazione dell'URSS e degli USA.
Il successivo mancato finanziamento del progetto dell'Alta Diga di Aswān da parte della Banca Mondiale fu una delle cause dell'avvicinamento dell'Egitto, governato da Nasser, all'URSS.
Guerre arabo-israeliane
Nella seconda metà del XX secolo l'Egitto ha combattuto tre guerre contro lo Stato d'Israele, avendo come alleati prima Siria e Giordania, poi solamente la Siria.
Il primo scontro avvenne nel 1948 al momento della costituzione dello stato d'Israele e si risolse in una sconfitta per i paesi arabi.
Il secondo confronto avvenne nel 1967 (guerra dei sei giorni) ed ancora una volta Israele occupò la penisola del Sinai di cui mantenne il controllo fino al terzo scontro nel nel 1973 (guerra del Kippur).
A quest'ultimo scontro seguirono trattative che permisero, nel 1975, la riapertura del Canale di Suez, bloccato dal 1967 e poi nel 1979 la firma del trattato di pace tra Egitto ed Israele, trattato di Camp David.
Geografia
Il territorio
Monti
trattato di Camp David
Città e località importanti
- Abu Simbel
- Abydos
- Alessandria d'Egitto
- Assuan (Aswan)
- Asyut
- Dendara/Dendara
- Deir Sant Karterin - monastero
- Edfu
- El-Mahalla
- El-Kubra
- Fayyum
- Giza
- Hurghada
- Il Cairo
- Luxor
- Karnak
- Kom Ombo
- Philae
- Port Safaga
- Port Said
- Saqqara
- Sharm el Sheikh
- Shubra-El-Khema
- Siwa
- Suez
- Zagazig
Politica
Economia
Nonostante il recente sviluppo delle attività industriali e turistiche l'economia egiziana è ancora basata sul settore primario.
- Addetti all'agricoltura: 32%
- Addetti all'industria: 22%
- Addetti al terziario: 46%
Settore primario
La maggior parte dei campi è irrigata artificialmente ma l'Alta Diga non permette ormai più al Nilo di fertilizzare i terreni e di ottenere fino ai tre raccolti tradizionali che precedentemente si potevano avere ogni anno.
Le colture sono diversificate a seconda della stagione:
- Invernali (frumento legumi)
- Estive (cotone, canna da zucchero, riso, arachidi, sesamo, mais)
- Autunnali (miglio e mais)
Industria
Grazie a petrolio e gas naturale l'industria energetica è abbastanza sviluppata. Sono importanti anche il settore siderurgico, meccanico e chimico. Il settore più sviluppato è comunque quello tessile.
Terziario
- Strade: 64.000 km
- Ferrovie: 8.600 km
- Vie navigabili interne: 3.100 km
La navigazione interna (lungo il Nilo e canali ad esso collegati) è molto intensa.
Il Canale di Suez, lungo 120 chilometri, è stato terminato nel 1869 e da allora costituisce una via di comunicazione di somma importanza strategica.
I trasporti su gomma sono sviluppati solo nella zona della valle del Nilo.
La bilancia commerciale egiziana è in passivo, anche perché le esportazioni riguardano solo il petrolio, il cotone e i datteri.
Turismo
Il turismo, attualmente l'attività più importante del settore terziario, è ripreso dopo gli attentati degli anni '90.
Anche in passato (prima della nascita di Cristo) l'Egitto era meta di pellegrinaggi dal sud del continente africano e popolazioni orientali.
Lingue
La lingua parlata nell'antichità, in Egitto, detta egiziano o egizio, costituisce un gruppo linguistico a se stante all'interno della famiglia di lingue camito-semitiche. Attualmente si ritiene che tale lingua si sia sviluppata in loco.
L'egizio ha posseduto, quasi fin dalla comparsa di documenti scritti, due forme grafiche: il geroglifico usato principalmente nelle incisioni e lo ieratico, più adatto alla scrittura con pennello e inchiostro. I due sistemi erano comunque solo forme grafiche differenti in quanto ogni glifo possedeva il suo equivalente segno ieratico.
Intorno al I millennio AC entrò in uso una forma semplificata dello ieratico: il demotico. Dalla fusione di quest'ultima forma grafica con le influenze greche ebbe origine il copto.
Con l'invasione araba tutte queste lingue e forme grafiche furono soppiantate appunto dall'arabo.
La conoscenza del copto fu salvata grazie all'azione di alcuni linguisti europei del XVI secolo mentre la decifrazione della scrittura geroglifica e ieratica fu opera di Jean-François Champollion nel 1822 grazie alla scoperta di un testo trilingue: geroglifico, demotico, greco (stele di Rosetta)...
Religioni
1822
Oltre all'Islam la Chiesa ortodossa copota (monofisita) è la più importante e rilevante minoranza cristiana del paese, e il Patriarcato di Alessandria è una delle più antiche e storicamente importanti sedi apostoliche. La Chiesa che ha il magggior numero di fedeli è la Chiesa Copta.
Cultura
Nome del linkmasika araba 4ever
Musica
Arte
Antico Egitto
Letteratura
Varia
Cucina
L'alimentazione nell'antichità
Il nutrimento principale nell'antico Egitto era il pane, fabbricato in forme e in tipi numerosi e diversi, a cui si associavano verdure come la cipolla
Le carni provenivano o dalla caccia (principalmente volatili) e pesca o dall'allevamento, bovini e uccelli da cortile.
I campi disposti lungo le rive del Nilo producevano anche varie verdure, legumi ed una grande quantità di frutta.
Essendo sconosciuto lo zucchero per dolcificare si utilizzava il miele o, talvolta, il succo dei datteri.
Il sale veniva ricavato dai depositi del Wadi Natrun, nel deserto libico, ed era usato principalmente come conservante per le carni.
L'olio, utilizzato per alimentazione, come unguento e per illuminazione veniva ricavato dai semi di varie piante, tra cui, principalmente, sesamo e ricino. Il più pregiato era ricavato dai gigli.
L’olio d’oliva era in gran parte importato dalla Siria, essendo insufficienti le piantagioni di olivi in Egitto.
Bevanda usuale, oltre l’acqua e i succhi di frutta, era la birra, che si otteneva facendo fermentare nell’acqua - e forse con datteri - pagnotte d’orzo. La birra aveva anche un valore rituale e faceva parte fissa delle offerte ai defunti ed alle divinità, insieme al pane e alle carni.
Il vino era conosciuto in Egitto dall’età più antica. I vigneti più antichi erano nel Delta, ma anche nelle oasi e in Nubia si coltivava la vite. Nella tomba di Tutankhamon furono trovate 26 giare di vino, ognuna con l'indicazione della data e del luogo di produzione, oltre al nome del produttore.
Piatti Moderni
Vita dell'egitto antico
La vita nell'Egitto antico era molto legata al gruppo sociale a cui si apparteneva.
Il Faraone (termine che andrebbe utilizzato solo dalla 16a dinastia in poi) era al vertice di tutta la società.
Tramite gli scribi il Faraone poteva controllare il buon funzionamento dell'economia del paese.
Costoro, conoscendo la scrittura e la matematica, mantenevano in ordine i registri della produzione agricola consegnata al Faraone e calcolavano la parte spettante per ogni abitante dell'Egitto in base al lavoro svolto, alle necessità della famiglia, alla parte da destinare al magazzino per far pronte alle possibili carestie.
Il popolo era per la maggior parte detito all'agricoltura. La fertilità del terreno permetteva diversi raccolti l'anno, ma durante il periodo delle esondazioni del Nilo gli agricoltori si impegnavano per la costruzione delle grandi opere, ad esempio le grandi piramidi, in cambio di un compenso
Collegamenti esterni
- [http://www.sis.gov.eg/ Sito dello Stato dell'Egitto]
Categoria:Egitto
als:Ägypten
ja:エジプト
ko:이집트
ms:Mesir
simple:Egypt
th:ประเทศอียิปต์
zh-min-nan:Ai-ki̍p
Lingua araba
La lingua araba è una lingua del gruppo semitico.
Il suo alfabeto consiste di 28 consonanti più un grafema particolare (hamza). Tre di queste consonanti hanno un valore semi-consonantico (o semi-vocalico, se si preferisce), servendo anche a indicare l'allungamento degli unici tre suoni vocalici esistenti nell'arabo classico (fusha):
a , u , i ------> ي , و , ا
In realtà nei vari dialetti ( amma ) i suoni vocalici "e" e "o" trovano appieno accoglienza.
Questo rende particolarmente ardua la soluzione della traslitterazione in alfabeto latino perché, se in arabo classico il nome "Muhammad" prescriverebbe l'uso appunto delle vocali "u" e "a", nel parlato ciò non è detto avvenga. Si avrà allora (in modo perfettamente legittimo) "Mohammed" o, addirittura (rispettando la realtà fonetica di certe aree arabofone) "M'hammed". Meno corretto - ma non in maniera dirimente - mescolare le cose e creare ad esempio "Muhammed" o "Mohammad".
Sarebbe auspicabile, per uniformità, usare con coerenza il sistema "classico". Questo per evitare le varietà fonetiche che si presentano numerose, a seconda delle nazioni arabofone.
La stessa cosa vale per l'articolo determinato arabo "al-" che, con circa metà delle lettere dell'alfabeto, assimila la prima consonante che incontra mentre resta invariato con le restante lettere.
Auspicabile, per coerenza e maggior facilità di omogeneizzazione, evitare tale "assimilazione" e mantenere sempre l'articolo "al-", perché se è vero che questo non corrisponde alla realtà fonetica, corrisponderà invece in pieno a quella grafica.
Le vocali brevi (a, u, i) sono indicate da tre diversi segni posti sopra o sotto la consonante che precede immediatamente quella vocale, con un piccolo tratto obliquo soprastante la "a", con uno identico ma sottostante la "i" e con una sorta di soprastante piccolo nove, con svolazzo però più accentuato, la "u".
In arabo non esistono sillabe che iniziano con una vocale breve per cui, per rendere un suono vocalico iniziale, si dovrà usare la corrispondente semi-consonante (ad esempio, per rendere in caratteri arabi la parola "Franco" si dovrà traslitterarla "Ifrankū" o, semmai, "firānkū").
La lingua araba è la lingua ufficiale nei Paesi che aderiscono alla Lega Araba ed è considerata lingua sacra per essere stata impiegata nel Corano, testo sacro della religione islamica a cui aderisce più di un miliardo di musulmani.
Araba
ja:アラビア語
ko:아랍어
ms:Bahasa Arab
simple:Arabic language
th:ภาษาอาหรับ
Africa
L'Africa è il terzo continente per dimensioni. Con 30.065.000 km² copre il 20,3% delle terre emerse e i suoi oltre 800.000.000 abitanti, rappresentano un settimo della popolazione terrestre. L'Africa è delimitata a Nord dal Mar Mediterraneo, a Ovest dall'Oceano Atlantico, a Sud dall'Oceano Antartico e a Est dall'Oceano Indiano. A Nord-Est è separata dall'Asia dall'artificiale Canale di Suez.
Etimologia
Gli antichi romani usarono il termine Africa terra - "terra degli Afri" (plurale, o "Afer" singolare) - per la parte settentrionale del continente, corrispondente all'attuale Tunisia. Afer può derivare dall'Arabo afer, polvere; dalla tribù degli Afridi, che viveva nei dintorni di Cartagine, dal greco aphrike, senza freddo, o dal latino aprica, soleggiato.
Geografia
Cartagine
Il continente africano è principalmente orientato su un asse nord-sud. A Nord-Ovest il continente si allarga verso l'Oceano Atlantico, formando la regione conosciuta come Africa Occidentale. Sul Mar Mediterraneo, verso nord, si affacciano due importanti golfi, gli unici nella parte settentrionale: sono il Golfo di Sirte, davanti alla Libia, e il Golfo di Gabes, davanti alla catena dell'Atlante. La Catena dell'Atlante ripara dai venti il Marocco e l'Algeria rendendo aride quelle zone. Il grande deserto del Sahara si estende nella parte settentrionale del continente: la parte a Sud è perciò detta Africa sub-sahariana. L'area geografica affacciata sul Mar Mediterraneo è detta Africa Mediterranea.
Il clima varia da mediterraneo a desertico a tropicale ed equatoriale fino a ritornare temperato (in una variante simile a quella mediterranea) nel Sudafrica.
In Egitto, troviamo il più celebre dei grandi fiumi dell'Africa e anche uno dei maggiori del mondo, il Nilo (6.671 Km di lunghezza). Il ramo più lungo del Nilo nasce nell'Altopiano del Burundi, con il nome di Nilo Kagera. Cambia nome entrando nel più grande lago africano, il Lago Vittoria. Assume la denominazione di Nilo Bianco alla confluenza con il Nilo delle Gazzelle, uno dei suoi affluenti. Presso la capitale del Sudan, Khartoum, riceve finalmente le acque del suo maggior affluente, il Nilo Azzurro e prende finalmente il nome di Nilo e con un percorso ondulato raggiunge l'Egitto.
Un altro importante corso d'acqua è il Congo (4.200 Km di lunghezza), che sfocia nell'Oceano Atlantico e dà nome alle due Repubbliche che si affacciano sulle sue rive (Repubblica del Congo e Repubblica Democratica del Congo). I numerosi affluenti del Congo (il più importante è il Kasai) formano un enorme bacino fluviale. Sebbene il Congo sia uno dei più imponenti corsi d'acqua del mondo il Congo ha avuto minore importanza per lo sviluppo delle civiltà umane del Nilo in quanto non è navigabile per un lungo tratto.
Poco più a nord del Congo troviamo il terzo grande fiume dell'Africa, il Niger (4.160 Km).
Una lunga catena di laghi corre lungo la frattura tettonica (Rift Valley) ai confini tra la Repubblica Democratica del Congo, l'Uganda, la Tanzania, il Burundi e il Ruanda: i più importanti sono il Lago Vittoria e il Lago Tanganika.
Le montagne più alte dell'Africa si trovano sempre in prossimità della Rift Valley: sono il Kilimangiaro (5895 m di altitudine) in Tanzania e il Kenya (5199 m di altitudine) nello Stato omonimo.
L'Africa ha un territorio compatto. Le coste sono uniformi con poche isole e penisole, ad eccezione del Madagascar. Alcuni altopiani si estendono fino alle coste.
Storia
:Voce principale: Storia dell'Africa
L'Africa è uno dei territori più antichi della terra e la razza umana ha iniziato la sua evoluzione proprio in questo continente. Per gran parte della storia dell'umanità, l'Africa non ha avuto Stati nazionali ma regni multietnici e nazioni tribali.
I primi contatti tra Africa ed Europa risalgono al XIV secolo con l'arrivo dei primi esploratori europei. Sfruttando la loro superiorità tecnica, in particolare in campo bellico, a partire dall'inizio del XVI secolo i marcanti europei iniziarono a catturare milioni di africani per utilizzarli come forza lavoro in tutto il mondo (quella che venne chiamata tratta degli schiavi).
A partire dall'inizio del XIX secolo l'Europa iniziò una massiccia occupazione coloniale del continente, culminata nella corsa all'Africa degli anni '80 dell''800. Questa occupazione continuò fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dopo la quale tutte le colonie ottennero progressivamente la loro indipendenza.
Politica
Dall'indipendenza, molti stati africani hanno conosciuto forti instabilità, spesso sfociate in violenti lotte per il potere e guerre civili, sia all'interno di ciascuno Stato, sia tra Stati confinanti. Parte di questi problemi possono essere considerati come eredità del periodo coloniale, con il suo lascito di governi e confini nazionali non rappresentativi delle realtà locali.
La situazione economico-sociale, specie nell'Africa sub-sahariana, è una delle più disagiate del Pianeta. Se alcuni Stati, come il Sudafrica, si affermano come dinamiche realtà economiche, seppure segnate da forti disuguaglianze sociali, altri Stati hanno addirittura visto diminuire il PIL pro capite negli ultimi anni. L'aumento massiccio della popolazione e il diffondersi dell'AIDS, oltre alle frequenti siccità e all'instabilità politica, sono alcune della cause di questo impoverimento.
Demografia
Nel nord Africa troviamo popolazioni di etnia araba e altre popolazioni bianche come i berberi in Algeria. Nell'Africa subsariana la maggior parte degli abitanti ha la pelle scura. Gli Stati dello Zimbabwe e del Sudafrica hanno una piccola, ma significativa, presenza di gruppi bianchi ed asiatici: i primi sono i cosiddetti afrikaner, i secondi immigrarono in epoca coloniale per contribuire ai lavori pubblici effettuati nei paesi. Il paese africano più popoloso è la Nigeria, la più grande città Il Cairo (capitale dell'Egitto, 13 milioni di abitanti circa)
L'Africa ospita molti differenti gruppi religiosi. In numerosi Stati alle confessioni monoteiste (Cristianesimo e Islam), portate da missionari e predicatori si affiancano religioni tradizionali africane, senza che questo crei particolari conflitti.
Nazioni
religioni tradizionali africane
In Africa esistono 53 Stati indipendenti:
- Algeria (Algeri)
- Angola (Luanda)
- Benin (Porto-Novo)
- Botswana (Gaborone)
- Burkina Faso (Ouagadougou)
- Burundi (Bujumbura)
- Camerun (Yaoundé)
- Capo Verde (Praia)
- Ciad (N'Djamena)
- Costa d'Avorio (Yamoussoukro)
- Egitto (Il Cairo)
- Eritrea (Asmara)
- Etiopia (Addis Abeba)
- Gabon (Libreville)
- Gambia (Banjul)
- Ghana (Accra)
- Gibuti (Gibuti)
- Guinea (Conakry)
- Guinea Equatoriale (Malabo)
- Guinea Bissau (Bissau)
- Isole Comore (Moroni)
- Kenya (Nairobi)
- Lesotho (Maseru)
- Liberia (Monrovia)
- Libia (Tripoli)
- Madagascar (Antananarivo)
- Malawi (Lilongwe)
- Mali (Bamako)
- Marocco (Rabat)
- Mauritania (Nouakchott)
- Mauritius (Port Louis)
- Mozambico (Maputo)
- Namibia (Windhoek)
- Niger (Niamey)
- Nigeria (Abuja)
- Repubblica Centro Africana (Bangui)
- Repubblica Democratica del Congo (Kinshasa)
- Repubblica Del Congo (Brazzaville)
- Ruanda (Kigali)
- Sao Tomè e Principe (São Tomé)
- Senegal (Dakar)
- Seychelles (Victoria)
- Sierra Leone (Freetown)
- Somalia (Mogadiscio)
- Sudafrica (Città del Capo legislativa), (Pretoria amministrativa), (Bloemfontein giudiziaria)
- Sudan (Khartoum)
- Swaziland (Mbabane)
- Tanzania (Dodoma)
- Togo (Lomé)
- Tunisia (Tunisi)
- Uganda (Kampala)
- Zambia (Lusaka)
- Zimbabwe (Harare)
2 enclave spagnole:
- Ceuta
- Melilla
e un territorio con stato legale indefinito:
- Sahara Occidentale
Collegamenti esterni
- [http://www.inafrica.it/ www.inafrica.it] sito dedicato agli africani in Italia, con un elenco di link
Siti che pubblicano articoli di attualità sull'Africa
- [http://www.equilibri.net/africa.php www.Equilibri.net] Sezione sull'Africa del sito di politica internazionale equilibri.net, in italiano.
- [http://allafrica.com/ allafrica.com] in inglese.
- [http://www.continentenero.it/ www.continentenero.it] sito dedicato all'Africa con reportage, foto, e link ai paesi africani
- [http://www.africaontheroad.it/ www.africaontheroad.it] sito di un giovane ragazzo italiano, Fabio Miggiano, in un viaggio in tutto il continente africano durato 6 mesi.
Categoria:Africa
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zh-min-nan:Hui-chiu
Asia
Il continente dell'Asia si ottiene togliendo l'Europa e l'Africa dalla grande massa dell'Eurafrasia. Il confine tra Asia ed Africa è costituito dal Canale di Suez. Il confine tra Asia ed Europa corre tra i Dardanelli, il Mare di Marmara, il Mar Nero, il Caucaso, il Mar Caspio, il fiume Ural e le montagne degli Urali.
L'Asia può essere ulteriormente suddivisa in cinque regioni, riportate nel seguito con la lista dei paesi e relative capitali:
- Asia centrale
- Afghanistan - Kabul
- Armenia - Jerevan
- Azerbaijan - Baku
- Georgia - Tiblisi
- Kazakistan - Astana
- Kirghizistan - Bishkek
- Tagikistan - Dushanbe
- Turkmenistan - Ashgabat
- Uzbekistan - Taskent
- Estremo oriente
- Giappone - Tokyo
- Corea del Nord - P'yongyang
- Corea del Sud - Seoul
- Mongolia - Ulaanbaatar
- Cina - Pechino
- Taiwan - Taipei
- Sud-Est asiatico
- Brunei - Bandar Seri Begawan
- Cambogia - Phnom Penh
- Indonesia - Giacarta
- Laos - Vientiane
- Malaysia - Kuala Lumpur
- Myanmar - Rangoon
- Filippine - Manila
- Singapore - Singapore
- Thailandia - Bangkok
- Timor Est - Dili
- Vietnam - Hanoi
- Okussi - Okussi
- Subcontinente indiano
- Bangladesh - Dhaka
- Bhutan - Punakha, Thimphu
- India - New Delhi
- Maldive - Male
- Nepal - Katmandu
- Pakistan - Islamabad
- Sri Lanka - Colombo, Sri Jayawardenepura Kotte
- Medio oriente
- Arabia Saudita - Riyadh
- Bahrain - Manama
- Emirati Arabi Uniti - Abu Dhabi
- Giordania - Amman
- Iran - Teheran
- Iraq - Baghdad
- Israele - Gerusalemme
- Kuwait - Kuwait City
- Libano - Beirut
- Oman - Masqat
- Autorità Palestinese
- Qatar - Doha
- Siria - Damasco
- Turchia - Ankara
- Yemen - San'a
Categoria:Asia
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Nilo
Il Nilo (in arabo بحر النيل, Bahr al-Nīl) è un fiume nordafricano lungo 6.671 km. È uno dei due fiumi più lunghi della Terra in quanto la contesa sull'effettiva posizione delle sorgenti e quindi sulla lunghezza del Rio delle Amazzoni è in corso da tempo.
Dalle sorgenti al delta attraversa sei paesi africani: Burundi, Ruanda, Tanzania, Uganda, Sudan ed Egitto.
Comunemente si considera il Nilo nascere dal lago Vittoria in Uganda anche se il lago stesso è alimentato da un immissario, il Kagera lungo 690 km a sua volta alimentato dal fiume Luvironza che nasce nella parte meridionale dell'altopiano del Burundi 45 km a est del lago Tanganica. Da qui il Luvironza alimenta prima il fiume Ruvuvu poi il fiume Ruvusu e infine, dopo 350 km, fluisce nel Kagera.
Uscendo dal lago Vittoria il fiume assume il nome di Nilo Vittoria scorre per circa 500 km nel corso dei quali attraversa il lago Kyoga e raggiunge il lago Alberto, ne esce con il nome di Nilo Alberto ed entra nel territorio del Sudan nel quale assume il nome di Bahr al Jabal. Alla confluenza del Bahr al Jabal con il Bahr el Ghazal, lungo 720 km, il fiume assume il nome di Bahr al Abyad, ossia Nilo Bianco. Da qui scorre verso la città di Khartoum.
Il Nilo Azzurro (Bahr al Azraq) nasce invece dal lago Tana situato negli altopiani etiopi. Il Nilo Azzurro scorre per circa 1.400 km fino a Khartoum dove si unisce al Nilo Bianco formando il Nilo.
Dopo la confluenza del Nilo Bianco e del Nilo Azzurro l'unico tributario rilevante è il fiume Atbara che nasce in Etiopia a nord del lago Tana, è lungo circa 800 km e confluisce nel Nilo 300 km circa dopo Khartoum. Il fiume scorre in direzione nord attraversando una vasta zona desertica fino a raggiungere il lago Nasser, un bacino artificiale formato dallo sbarramento della diga di Assuan. Attraversa il confine fra Sudan ed Egitto. Nella zona desertica dell'alto Egitto il Nilo forma un oasi fluviale larga dai 5 ai 20 km utilizzabile per la coltivazione.
Poco a sud del Cairo il Nilo comincia a formare il delta la cui ampiezza è di circa 24.000 km² attraverso il quale sfocia nel Mar Mediterraneo. La diga di Assuan e il conseguente blocco del trasporto di sedimenti è una delle cause del progressivo erodersi dell'ampio delta del Nilo.
right
categoria:fiumi del Burundi
categoria:fiumi dell'Egitto
categoria:fiumi del Ruanda
categoria:fiumi del Sudan
categoria:fiumi della Tanzania
categoria:fiumi dell'Uganda
ja:ナイル川
ko:나일 강
Il Cairo
Il Cairo (in arabo القاهرة; al-Qāhirah) è la capitale e la più popolosa città dell'Egitto, grazie a una popolazione stimata di 15 milioni di persone. È anche la più grande città dell'intera Africa e del Vicino Oriente e attualmente è la tredicesima metropoli in ordine di popolazione al mondo.
Nonostante al-Qāhirah sia il nome ufficiale della città, Il Cairo viene chiamata semplicemente con il nome Egitto, Misr (arabo, مصر) pronunciato Masr in dialetto locale.
Il nome al-Qahirah significa La soggiogatrice. Questo nome è stato dato alla città (al-madìnat al-qàhira, "la città soggiogatrice" ) dai Fatimidi che, dopo avere espulso la dinastia ikhshidide, la fondarono a immediato ridosso dei precedenti insediamenti arabi di Fustàt (epoca del califfato "ortodosso"), di al-‘Askar (età abbaside) e di al-Qatà’i‘ (età tulunide), con l'auspicio che la nuova dinastia che la scelse per capitale potesse assoggettare il mondo islamico e restaurare a proprio vantaggio il califfato che essa riteneva usurpato dagli Abbasidi.
Non fu l'ultima dinastia a insediarsi in questa città, perché essa divenne capitale degli Ayyubidi e dei Mamelucchi, cadendo infine sotto il controllo degli Ottomani che peraltro vi mantennero a lungo, come vassalli, gli sconfitti Mamelucchi.
Dopo la spedizione di Napoleone I in Egitto e in Vicino Oriente il Paese fu affidato dagli Ottomani a un khedivè (una sorta di vicerè), nella persona di Mehmet Ali, il cui ultimo discendente Fārūq fu deposto dal colpo di Stato dei Liberi Ufficiali di Muhammad Nagīb e di Gamāl ‘Abd al-Nāsir
Geografia
Il Cairo si trova sulla riva e sulle isole del Nilo, nel nord dell'Egitto, immediatamente a sud del punto in cui il fiume abbandona il corso del deserto e si rompe in tre branche che formano la regione del delta del Nilo.
La parte più antica della città è sorta a est del Nilo, successivamente si è sviluppata verso ovest, inghiottendo i terreni agricoli vicino al fiume. Questa parte occidentale della città è stata costruita sul modello di Parigi dal khedivè Ismā‘īl a metà del XIX secolo, ed è caratterizzata da ampi viali, giardini pubblici e spazi aperti. La zona orientale più antica è invece molto differente: è cresciuta in maniera disordinata nei secoli e presenta piccoli viuzze affollati. Mentre la parte occidentale del Cairo ospita palazzi governativi ed è contraddistinta da architetture moderne, quella orientale è disseminata di centinaia di antiche moschee di maggiore o minor grandezza.
Il vasto sistema idrico ha anche permesso alla città di espandersi a oriente oltre il deserto.
Dei ponti collegano le isole sul Nilo di Gezira e Roda, dove vi sono molti uffici e palazzi governativi. Altri ponti attraversano completamente il Nilo collegando la periferia di Ghiza con il resto della città.
La zona ovest di Ghiza, oltre il deserto, è parte dell'antica necropoli di Menphi dove sono situate le piramidi egiziane più famose, tra cui la grande Piramide di Cheope (l'unica sopravvissuta delle antiche sette meraviglie del mondo). Circa 18 km a sud della città moderna, si trova la città di Menphi e, poco distante, la necropoli di Saqqara. Queste ultime due sono le città predecessori dell'antica Cairo.
La città ospita anche il più importante museo egizio del mondo
Storia
La posizione locale del Cairo sarebbe stata troppo distante dal corso antico del Nilo per poterne trarre giovamento. Appena a sud della città odierna si trovano le rovine di Menphi, l'antica capitale dell'Egitto fondata nel 3100 AC circa da Menes dopo che egli ebbe unito i due regni dell'Alto e Basso Egitto, anche se la capitale successivamente è stata trasferita a Heliopolis, più a sud di Tebe e sotto la dinastia tolemaica, ad Alessandria d'Egitto.
Alessandria d'Egitto
Il primo insediamento nella zona dell'attuale Cairo, fu un forte romano edificato attorno al 150 d.C. e conosciuto come Forte di Babilonia e sito in prossimità di un antico canale egiziano che collegava il Nilo al Mar Rosso.
Una piccola cittadina copta cristiana crebbe lentamente attorno alla fortezza e fu contro questo insediamento che si scagliarono le armate di ‘Amribn al-‘Ās, provenienti dalla Palestina.
La battaglia portò alla capitolazione della fortezza (le cui vestigia sono osservabili al di sotto del Museo Copto della Vecchia Cairo) e il conquistatore dette presto ordine che nell'area si edificasse un accampamento militare, Fustat, che divenne la capitale del neo-governatorato del quale ‘Amr divenne immediatamente titolare per volere del califfo ‘Umar ibn al-Khattāb.
Presa per accordo la città di Alessandria d'Egitto - città importantissima della cultura ellenistica e seconda alla sola Costantinopoli, piena di simpatizzanti per l'Impero bizantino sotto il quale l'Egitto sino ad allora si era trovato a vivere - ‘Amr si limitò a godere dei privilegi connessi alla sua carica, incontrando non poche critiche fino alla sua successiva deposizione da parte di ‘Uthmān ibn ‘Affān.
Per tutto il periodo del califfato ortodosso l'Egitto non dette altra notizia di sé altro che per il forte malumore derivante dall'azione anmministrativa del suo governatore ‘Abd Allāh ibn Sa‘d, che contribuì non poco all'assassinio del califfo. Per tutto il periodo omayyade le cose non cambiarono e il Paese si avvantaggiò molto della saggia amministrazione del fratello del califfo ‘Abd al-Malik ibn Marwān, ‘Abd al-‘Azīz ibn Marwān.
Ugualmente distratta fu l'azione abbaside in Egitto e fu per dar corso alle spinte regionalistiche e alle esigenze di decentralizzazione in un califfato ormai troppo dilatato per essere ben funzionante che Ahmad ibn Tūlūn prese il potere inaugurando una felicissima rinascita del Paese, sia sotto il profilo economico sia sotto quello politico e culturale.
Voci correlate
- Storia dell'Islam
- Storia dell'Egitto
Categoria:Capitali di stato
Categoria:Città dell'Egitto
Categoria:Patrimoni dell'umanità in Egitto
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ja:カイロ (都市)
ko:카이로
ms:Kaherah
simple:Cairo
Storia dell'Egitto
L'Egitto ha una storia lunghissima, risalente ad oltre 3 millenni prima di Cristo.
La valle del Nilo forma da sempre un'unità geografica ed economica, circondata com'è da deserti ad Est e ad Ovest, al Nord dal mare e a Sud dalle cateratte del Nilo.
La necessità di avere una singola autorità che gestisse le acque del Nilo portò alla creazione di uno dei primi Stati della storia del mondo, intorno al 3000 AC.
Questa esigenza fece sì che le tribù nilotiche imparassero a vivere assieme sotto l'autorità di capi villaggio (detti, poi, dai Greci nomarchi).
Attraverso alterne vicende, sviluppatesi per circa mille anni, i nomarchi scontrandosi ed alleandosi tra loro dettero infine forma a due Regni, l'Alto Egitto al Sud e il Basso Egitto al Nord, che vennero unificati in uno solo da Narmer, considerato il fondatore della I dinastia.
Quando, infine, l'Egitto fu sottomesso dai Persiani, non riuscì più a liberarsi dal dominio straniero, e per 2.300 anni fu governato da: Persiani, Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Armeni, Curdi, Turchi e Britannici.
Il presidente Gamāl ‘Abd al-Nāser disse di essere il primo Egiziano nativo ad esercitare il potere sovrano sull'Egitto, dai tempi dell'ultimo sovrano Nectanebo II, deposto dai Persiani nel 341 AC, e non si trattava di un'esagerazione.
La storia dell'Egitto è divisibile in undici periodi:
- Antico Egitto: dal 3000 AC al 332 AC
- Egitto greco e romano: dal 332 AC al 639 DC
- Egitto arabo: dal 640 al 1517, a sua volta suddiviso nei seguenti periodi:
- Storia dell'Egitto tulunide: dall'868 al 904
- Storia dell'Egitto ikhshidide: dal 904 al 969
- Storia dell'Egitto fatimide: dal 969 al 1171
- Storia dell'Egitto ayyubide: dal 1171 al 1249
- Storia dell'Egitto mamelucco: dal 1249 al 1517
- Egitto ottomano: dal 1517 al 1805
- Mehmet Ali e i suoi successori: dal 1805 al 1882
- Storia dell'Egitto moderno: dopo il 1882
Image:Egypte louvre 066.jpg|Soprammobile in oro e lapislazzulo con voto di buon anno e il nome del faraone Psamet II
Image:Egypte louvre 106.jpg|Scena di preghiera
Image:Egypte louvre 037.jpg|Statua di faraone
Image:Egypte louvre 033.jpg|Parte di sarcofago in legno dipinto
Basso EgittoCon Basso Egitto si indica la zona settentrionale dell'Egitto, ossia la regione del delta del Nilo
Nilo
Fu nel periodo dell'Egitto protodinastico (3250 AC) che si unirono diverse tribù in un unico regno. La stessa cosa avvenne nel meridione con la costituzione del regno dell'Alto Egitto.
L'unificazione dell'Alto e Basso Egitto è attribuita a Narmer.
I distretti del Basso Egitto
Categoria:Egitto antico
I dinastia egiziaPer informazioni storiche sulla I dinastia vedi l'articolo Periodo arcaico dell'Egitto
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La I dinastia si inquadra nel periodo della storia dell'antico Egitto detto Periodo arcaico e copre un arco di tempo dal 3150 AC al 2925 AC circa.
Categoria:Dinastie egizie
ko:이집트 제 1 왕조
I millennio ACIV mill. AC III mill. AC II mill. AC I millennio AC I mill. II mill. II mill.
Secoli e decenni
Il primo millennio AC inizia il 1 gennaio dell'anno 1000 AC e finisce il 31 dicembre dell'anno 1 AC. Quindi l'ultimo anno dell'ultimo decennio di ciascuna delle righe della tabella precedente appartiene al secolo successivo, mentre il numero 0 non è stato assegnato ad alcun anno.
Avvenimenti
Europa
- Antichità
Invenzioni, scoperte, innovazioni
-
009999
ja:紀元前1千年紀
Persiani
I Persiani sono i membri di un gruppo etnico che vive principalmente in Iran, Afghanistan, Tagikistan, e Uzbekistan. In Asia Centrale vengono chiamati Tagiki.
I persiani divennero i dominatori di un grande impero con la dinastia Achemenide, nel VI secolo AC. Nel corso dei secoli la Persia venne governata da diverse dinastie; alcune di queste di etnia persiana (Sassanidi, Buwayhidi, Samanidi, e altri), mentre altre no (Seleucidi, Turchi Seljuk, Mongoli, Safavidi, e altri).
La civiltà persiana abbracciava tre religioni principali: Zoroastrismo, Mitraismo, e Manicheismo. Tutte queste riflettono l'estremo dualismo della cultura persiana.
Secondo il CIA World Factbook 2004, il 51% dell'attuale popolazione iraniana è di etnia persiana. Altre stime portano la cifra fino al 70%. Diversi altri gruppi etnici sono rappresentati in Iran, tra cui il gruppo ariano non-persiano dei Gilaki; gli azeri e i Turcmeni di discendenza turca, alcuni arabi e altre minoranze. Si veda demografia dell'Iran per ulteriori dettagli.
Categoria:Popoli
Categoria:Iran
Categoria:Afghanistan
Categoria:Tagikistan
Categoria:Uzbekistan
Alessandro Magno
Alessandro Magno, in greco Μέγας Αλέξανδρος (Pella, Macedonia, 20 luglio 356 AC - Babilonia 10 giugno 323 AC) ufficialmente Alessandro III, re di Macedonia a partire dal 336 AC, fu uno dei più celebri conquistatori e strateghi del mondo antico. È conosciuto anche come Alessandro il Grande o Alessandro il Conquistatore.
In soli dodici anni il celeberrimo condottiero - in greco Αλέξανδρος Γ' ο Μακεδών / Alexandros III o Makedôn (Alexandros, con il significato di protettore dell'uomo) - conquistò l'impero persiano, l'Egitto e altri territori spingendosi fino agli attuali Pakistan, Afghanistan e India settentrionale.
Le sue vittorie sul campo di battaglia, accompagnate da una diffusione universale della cultura greca e dalla sua integrazione con elementi culturali dei popoli conquistati, diedero l'avvio al periodo ellenistico della storia greca.
Il suo straordinario successo, già durante la sua vita, ma ancor più negli anni successivi alla sua morte, ispirò una tradizione letteraria nella quale egli appare come un eroe mitologico, assimilato ad Achille.
Dopo la sua morte il suo regno fu suddiviso tra i generali che lo avevano accompagnato nella sua spedizione e si costituirono i regni ellenistici, tra cui quello tolemaico in Egitto, quello degli Antigonidi in Macedonia e quello dei Seleucidi in Siria, Asia Minore, e negli altri territori orientali.
La vita e la figura di Alessandro Magno hanno presto assunto colorazioni mitiche. Storie a lui riferite si ritrovano non sono nelle letterature occidentali. Lo ritroviamo anche nel Corano con il nome di Dhu al-Qarnayn (il Bicorne o letteralmente Quello dalle due corna)
Educazione e famiglia
Dhu al-Qarnayn
Alessandro era figlio del re Filippo II di Macedonia e della sua seconda o terza moglie, Olimpia, principessa di origine epirota. La famiglia di Filippo vantava una discendenza da Eracle e quella di Olimpia dall'eroe Achille.
Secondo la leggenda, in parte da lui stesso alimentata dopo essere salito al trono, e riferita da Plutarco, il suo vero padre sarebbe stato tuttavia lo stesso dio Zeus.
All'epoca della nascita di Alessandro sia la Macedonia che l'Epiro erano considerati stati semibarbari, alla periferia settentrionale del mondo greco. Filippo volle dare al figlio un'educazione greca e, dopo Leonida e Lisimaco di Acarnania, scelse come suo maestro nel 343 AC il filosofo Aristotele, che gli preparò appositamente un'edizione annotata dell'Iliade e gli restò legato, come amico e confidente, per tutta la vita.
All'età di dodici o tredici anni si narra che il giovane Alessandro manifestasse la propria straordinaria natura riuscendo a domare da solo il cavallo Bucefalo: avendo infatti notato che era spaventato dalla propria ombra, lo mise col muso rivolto verso il sole prima di montargli in groppa.
Nel 340 AC, a soli sedici anni, durante una spedizione del padre contro Bisanzio gli fu affidata la reggenza in Macedonia. L'anno successivo (339 AC), tuttavia, Filippo volle divorziare dalla madre di Alessandro, Olimpia, per sposare Euridice, nipote del suo generale Attalo, che prenderà quindi il nome di Cleopatra.
Nel 338 AC Alessandro guidò la cavalleria macedone nella battaglia di Cheronea.
Nel 336 AC Filippo venne assassinato durante le nozze della figlia Cleopatra con il re Alessandro I d'Epiro, da un ufficiale della sua guardia, di nome Pausania. Si riteneva tradizionalmente, seguendo il racconto di Plutarco che della congiura fossero almeno a conoscenza, se non direttamente coinvolti, sia Olimpia, che Alessandro, venuto a contrasto con il padre a causa del suo divorzio dalla madre, ma è invece possibile che l'assassinio sia stato istigato dal re di Persia Dario III, appena salito sul trono.
Secondo Aristotele, che aveva vissuto a corte in qualità di precettore di Alessandro, Pausania, amante di Filippo, avrebbe ucciso il re macedone perché oltraggiato dai seguaci di Attalo, zio della nuova moglie Euridice.
Il fatto che esistessero complici in attesa di Pausania in fuga, depone a favore dell'esistenza di un complotto organizzato e non semplicemente di un fatto privato.
Dopo la morte di Filippo, Alessandro, all'età di 20 anni fu acclamato re dall'esercito e immediatamente si occupò di consolidare il suo trono, facendo sopprimere i possibili rivali. Perirono Aminta, il figlio di Perdicca III di cui Filippo era stato tutore, diversi fratellastri di Alessandro e Cleopatra, la giovane moglie di Filippo, il cui zio Attalo fu raggiunto da un sicario in Asia Minore.
Costrinse poi rapidamente all'obbedienza le città greche già sottomesse dal padre e si fece riconoscere a capo della Lega di Corinto. Nel 335 AC consolidò i confini settentrionali combattendo contro gli Illiri. Durante la campagna si sparse la voce in Grecia che fosse rimasto ucciso in battaglia, provocando una nuova ribellione delle città greche. Con una marcia rapidissima Alessandro raggiunse Tebe e la rase al suolo risparmiando unicamente i templi degli dei e la casa del poeta Pindaro e ottenne la sottomissione delle altre città.
La disfatta dell'impero Persiano
La prima spedizione greco-macedone inviata da Filippo II in Asia Minore, al comando del generale Parmenione, era stata respinta sulla costa dall'esercito persiano, comandato dal generale rodio Memnone e teneva la città di Abido, dove sarebbe dovuto sbarcare l'esercito greco.
Nel 334 AC Alessandro, lasciato come suo rappresentante in Macedonia e in Grecia Antipatro, sbarcò presso Abido con un esercito di circa 35.000 uomini. Il nucleo era formato dall'esercito macedone, rafforzato dagli scarsi contingenti provenienti dalle città greche. Anche la flotta di 180 o 160 navi era fornita dalle città della Lega.
La battaglia del Granico (334 AC) e la conquista dell'Asia Minore
Antipatro
Memnone sosteneva la tattica della terra bruciata, davanti alle truppe macedoni appena sbarcate, ma i satrapi persiani non vollero abbandonare i propri territori al nemico e preferirono un attacco immediato.
Presso il fiume Granico, maggio del 334, si svolse il primo contatto tra gli eserciti.
La tattica di Alessandro era chiara: aprire dei varchi nella fanteria nemica, lasciando poi spazio alla cavalleria per spezzare l'esercito persiano (che era disposto lungo le ripide rive del fiume), permettendo alla falange macedone di caricare con le sarisse e porre fine alla battaglia.
Alle prime luci dell'alba, l'armata macedone si scagliò sui Persiani. Durante l'avanzata, Alessandro fu ferito alla testa e molti degli uomini della sua guardia personale persero la vita, ma il giovane re risultò comunque vittorioso.
La battaglia si era finalmente risolta in uno scontro tra cavallerie, nel quale quella macedone ebbe la meglio, mettendo in fuga la controparte nemica. Molti dei nobili e generali persiani persero la vita nello scontro, tra di essi Farnace, il cognato di Dario. Solo 2.000 dei 20.000 mercenari greci agli ordini di Memnone furono risparmiati e mandati ai lavori forzati nelle miniere del Pangeo.
L'Asia Minore era aperta alla conquista macedone: Sardi fu consegnata senza opporre resistenza e anche Efeso fu facilmente conquistata. Mileto fu presa dopo un breve assedio per terra e per mare e infine anche Alicarnasso dove si era rifugiato Memnone. Il governo della Caria fu affidato ad Ada, ultima sorella di Mausolo, dinasta di quella regione, che aveva appoggiato Alessandro. Tutte le città greche della costa salutavano in Alessandro il restitutore della libertà, mentre i regimi oligarchici, fedeli alla corte persiana, erano rimpiazzati da istituzioni democratiche ed entravano nella Lega di Corinto.
Mentre il grosso dell'esercito svernava in Lidia al comando di Parmenione, Alessandro passava in Licia, in Panfilia, in Pisidia e in Frigia. Qui, nell'antica capitale Gordio si svolse l'episodio del celebre nodo gordiano. Pare che esistesse un antico carro il cui giogo era assicurato da un nodo inestricabile e che un oracolo avesse promesso il dominio dell'Asia a chi fosse riuscito a scioglierlo. Alessandro dopo alcuni tentativi risolse il problema estraendo la spada e tagliando il nodo con un colpo netto.
La battaglia di Isso (333 AC) e la conquista della Siria e della Fenicia
Nella primavera del 333 AC, morto il generale Memnone, e riunitosi con il grosso dell'esercito, Alessandro si accinse ad entrare in Siria. Il re persiano Dario III aveva radunato un esercito numeroso, tre o quattro volte superiore a quello greco, che aveva preso posizione nella pianura all'uscita dei passi montani delle "porte siriache" e i due eserciti si fronteggiarono per qualche tempo.
A novembre, infine, il re persiano, temendo che l'inverno lo costringesse a ritirarsi nei quartieri invernali senza aver fermato Alessandro, e fiducioso della superiorità numerica del suo esercito, si spostò alle spalle dell'esercito macedone, nella pianura costiera di Isso, l'odierna Dörtyo.
La scelta strategica di Dario non fu ottimale poiché non più di 60.000 poterono essere schierati nella ristretta pianura chiusa tra i monti del Tauro e il mare.
Tauro
Appena Alessandro caricò con la cavalleria leggera sull'ala sinistra, dove si trovava Dario con la sua guardia personale, il re persiano si diede alla fuga, compromettendo irrimediabilmente l'esito della battaglia (che pure stava volgendo a favore dei Persiani in altri punti). La battaglia si concluse con una completa disfatta dell'esercito persiano e vennero presi oltre ad un immenso bottino anche la madre, la moglie, due figlie e un figlio di Dario. Il Grande Re perse le sue migliori truppe, quasi tutti i più validi ufficiali del suo esercito e soprattutto il proprio prestigio di condottiero, distrutto dalla sua precipitosa fuga davanti al nemico.
Alessandro si dedicò quindi alle città costiere, per eliminare le ultime basi della flotta persiana. Si sottomisero senza combattere Arado, Biblo e Sidone con le loro squadre navali, mentre Tiro oppose un'accanita resistenza e fu vinta solo dopo un assedio di sette mesi nel 332 AC. Per conquistare Tiro Alessandro si è servito dei detriti dell’antica città continentale, distrutta anni prima da Nabucodonosor II, per costruire una strada rialzata lunga 800 m e raggiungere così la città insulare. Anche Gaza cedette dopo due mesi di assedio. Gerusalemme invece aprì le porte e si arrese, secondo Giuseppe Flavio (Antichità giudaiche, XI, 337 [viii, 5]), ad Alessandro fu mostrato il libro biblico di Daniele, si pensa l'ottavo capitolo, dov’è indicato che un potente re greco avrebbe assoggettato e conquistato l’impero persiano.
Alessandro aveva rifiutato le proposte di pace di Dario, preferendo la via della conquista all'accontentarsi dei numerosi territori fino a quel momento assoggettati. Invece di proseguire immediatamente verso l'Asia, Alessandro preferì entrare in Egitto al fine di coprire le spalle al suo esercito prima della spedizione successiva.
L'Egitto
Tra il 332 e il 331 AC fu accolto come un liberatore in Egitto. Infatti, era in quel paese africano che il giogo persiano era maggiormente avvertito e il meno accettato. Alessandro ricompensò gli Egiziani riordinando l'amministrazione non sul modello del satrapo persiano fino ad allora da lui adottato, ma nominando due governatori indigeni, Petisi e Doloaspi. L'amministrazione delle finanze fu invece affidata a un greco residente in Egitto, Cleomene di Naucrati. Ai macedoni e ai greci al seguito di Alessandro e ai membri della sua corte furono assegnate solo cariche militari, ma non civili.
Alessandro dimostrò inoltre grande rispetto per gli dei del paese. A Menfi fece un sacrificio al bue Api, ingraziandosi così i sacerdoti egiziani e si recò fino all'oasi di Siwa nel deserto libico, dove esisteva un celebre santuario oracolare del dio Ammone (assimilato dai Greci a Zeus). Il responso dell'oracolo lo dichiarò figlio del dio, offrendogli un punto di partenza per l'istituzione di un culto divino centrato sulla sua persona.
Nella regione del Delta del Nilo, su una stretta lingua di terra tra la palude Mareotide e il mare, dove a un miglio dalla costa sorgeva l'isola di Faro, decise la fondazione di Alessandria d'Egitto, la prima delle molte città a cui diede il suo nome.
La battaglia di Gaugamela (331 AC) e la fine di Dario
Nella primavera del 331 AC Alessandro riprese la marcia verso oriente, dove Dario aveva raccolto un esercito nelle pianure dell'Assiria, nelle quali avrebbe meglio potuto sfruttare la propria superiorità numerica. L'esercito greco-macedone passò indisturbato prima l'Eufrate e quindi il Tigri. Il contatto con l'esercito di Dario avvenne il 20 settembre presso il villaggio di Gaugamela, non lontano dalle rovine di Ninive.
La battaglia fu vinta da Alessandro, che per evitare di essere aggirato da un esercito tanto più numeroso del suo e disteso su un fronte lunghissimo, aveva schierato appositamente una seconda linea dietro il fronte di battaglia. La vittoria fu decisa dall'attacco della cavalleria all'ala destra, guidata dallo stesso re macedone, mentre il generale Parmenione teneva fronte sul lato opposto alla cavalleria nemica.
Caddero nelle mani di Alessandro i magazzini e il tesoro dell'esercito e decine di migliaia di prigionieri. Il re Dario era fuggito nei territori montuosi della Media.
Alla fine di ottobre Alessandro entrò in Babilonia dove ricevette la sottomissione del satrapo Mazeo, che fu lasciato al governo della provincia con accanto un comandante militare e un tesoriere greco.
Si spostò quindi a Susa impadronendosi del tesoro che vi si conservava. Poté anche recuperare diverse opere d'arte che Serse aveva sottratto in Grecia nel 480 AC, tra cui il famoso gruppo statuario dei Tirannicidi Armodio e Aristogitone, che fece rispedire ad Atene.
Dopo aver sconfitto un'ultima resistenza presso le porte persiane nelle attuali montagne dello Zagros entrò infine a Persepoli, la capitale del re, dove venne in possesso del tesoro reale e diede alla fiamme il palazzo di Serse, vendicando così la sua invasione della Grecia.
Nel frattempo in Grecia, Antipatro aveva sconfitto nella battaglia di Megalopoli (autunno del 331 AC) il re spartano Agide, eliminando definitivamente l'ultima opposizione delle città greche al dominio macedone.
Nel 330 AC Alessandro marciò su Ectabana, costringendo alla fuga il re Dario che vi aveva passato l'inverno. Questi, durante la fuga fu deposto dal satrapo della Bactriana, Besso, membro della famiglia reale achemenide che, poi, lo fece uccidere al sopraggiungere di Alessandro. Questi riportò indietro il cadavere del re persiano che fece seppellire con tutti gli onori nelle tombe reali.
Ad Ectabana, Alessandro congedò i contingenti delle città greche. Il compito di vendicare l'invasione della Grecia da parte di Serse si era infatti ormai concluso.
La spedizione in India
Alessandro si considerava ora il continuatore della monarchia persiana, e come tale considerò suo dovere punire l'usurpatore Besso, che aveva tradito ed ucciso Dario per dichiararsi re con il nome di Artaserse V. Besso fu inseguito attraverso le regioni dell'Ircania, della Drangiana, oggi Afghanistan occidentale, e della stessa Bactriana, dove Besso fu infine sconfitto presso il fiume Osso (oggi Amu-darja). Una corte di giustizia persiana lo dichiarò colpevole di alto tradimento e venne quindi giustiziato ad Ectabana.
In queste regioni fondò una serie di città con il nome di Alessandria, tra cui una presso l'odierna Herat e un'altra presso l'attuale Kandahar, in Afghanistan.
Assoggettò la regione della Sogdiana e giunse quindi ai confini dell'odierno Turkestan cinese, dove fondò un'altra Alessandria che chiamò Eschate, o "Ultima" (odierna Chodjend). Soggiornò ancora a Samarcanda e nella Bactriana e sposò Rossane figlia di un comandante della regione, per rafforzarvi il suo potere.
Ostilità contro Alessandro
Il proposito di Alessandro di unificare in un solo popolo Macedoni e Persiani e soprattutto la sua idea del carattere divino della monarchia, gli cominciarono ad alienare le simpatie del suo seguito. L'opposizione si manifestò soprattutto quando decise di imporre il cerimoniale della proskynesis, proprio della corte persiana, anche ai suoi sudditi occidentali. La cerimonia prevedeva infatti che chiunque comparisse davanti al re si prosternasse davanti a lui per poi rialzarsi e riceverne il bacio, e dunque andava contro all'idea greca di omaggio accettabile da parte di un uomo libero ad un altro uomo.
Nel 330 AC fu scoperta durante un soggiorno nella capitale della Drangiana una prima congiura contro Alessandro, nella quale fu coinvolto Filota, comandante della cavalleria e figlio di Parmenione, che quanto meno avendone avuta notizia non aveva avvisato il sovrano. Filota fu condannato per alto tradimento dal tribunale dell'esercito e Alessandro fece uccidere dai suoi sicari anche suo padre, il generale Parmenione, rimasto a Ectabana con una buona metà dell'esercito, per prevenirne una possibile ribellione.
A Samarcanda nel 328 AC Alessandro inoltre uccise in stato di ebbrezza nel corso di un banchetto per una piccola disputa il suo amico d'infanzia Clito che gli aveva salvato la vita nella battaglia del Granico.
Nel 327 AC fu inoltre scoperta una congiura tra i paggi del re, che furono tutti condannati a morte e giustiziati. Ne fece le spese anche Callistene, nipote di Aristotele e storiografo di corte, strenuo oppositore della cerimonia della proskynesis e maestro dei paggi, che venne tenuto per qualche tempo prigioniero e poi giustiziato, alienando ad Alessandro molte simpatie del mondo intellettuale e filosofico greco.
L'invasione dell'India
Come continuatore dell'impero achemenide, Alessandro vagheggiava un impero universale e si proponeva forse di arrivare con le sue conquiste fino al limite orientale delle terre emerse.
Gran parte dell'India settentrionale era stata sottomessa ai persiani al tempo di Dario I, che aveva fatto esplorare l'intera valle dell'Indo. In quel momento la regione era suddivisa in vari regni in lotta tra loro.
Dopo aver preparato un nuovo esercito con truppe in gran parte asiatiche (solo gli ufficiali e i comandanti erano tutti greci o macedoni), nell'estate del 327 AC Alessandro varca i confini dello stato persiano e arriva all'Indo nel 326 AC presso l'odierna Kabul, accolto come alleato dal re di Tassila. Sconfisse quindi nella battaglia dell'Idaspe il re Poro (Purushotthama) che cadde suo prigioniero. Il re macedone fondò quindi le colonie di Nicea e di Bucefala.
Alessandro aveva forse intenzione di arrivare fino alla vallata del Gange, ma l'esercito giunto sul fiume Ifasi (oggi Beas), stanco delle lunghe piogge tropicali, si rifiutò di seguirlo oltre verso est.
Il ritorno
Alessandro seguì quindi la valle dell'Indo fino alla sua foce, dove sorgeva la città di Pattala. Da qui spedì una parte dell'esercito, al comando di Cratero lungo la via dell'Afghanistan meridionale, mentre egli con un'altra parte seguiva la costa attraversando la regione desertica della Gedrosia (attuale Makran nel Pakistan meridionale). Inviò inoltre una flotta al comando del cretese Nearco per esplorare le coste del Golfo Persico sino alle foci del Tigri.
L'ultimo periodo di regno e la morte
Golfo Persico
Nel 324 AC il re con l'esercito riunito fece ritorno a Susa. Qui scoprì la cattiva amministrazione di molti dei satrapi che aveva lasciato al potere e anche di parecchi comandanti greci o macedoni. Il re procedette energicamente contro i colpevoli e sostituì molti satrapi locali con governatori macedoni.
Per perseguire il suo scopo di fare di Greci e Persiani un solo popolo spinse ottanta alti ufficiali macedoni alle nozze con nobili persiane e altri diecimila veterani si sposarono con donne della regione. Egli stesso impalmò Satira, figlia di Dario, mentre un'altra figlia del gran re persiano andava in sposa al suo amico Efestione.
Passò per la prima volta in rassegna il nuovo corpo militare di 30,000 giovani persiani, accuratamente scelti ed addestrati a formare una falange macedone. Diecimila veterani furono congedati e rimandati in Macedonia con Cratero, destinato a sostituire Antipatro venuto a contrasto in patria con la madre di Alessandro, Olimpia. Questi doveva ora recarsi in Asia con nuove reclute.
Durante l'inverno la corte si ritirò ad Ectabana, secondo il costume della corte persiana e qui morì Efestione, al quale il re fece erigere un grandioso mausoleo a Babilonia.
Nella primavera del 323 AC Alessandro condusse una spedizione contro il popolo montanaro dei Cossei ed inviò una spedizione per esplorare le coste del Mar Caspio. Intanto preparava una spedizione che egli stesso avrebbe guidato per conquistare e circumnavigare l'Arabia.
Una misteriosa malattia lo colse tuttavia durante i preparativi, portandolo alla morte il 13 giugno del 323 AC, al tramonto. Così morì Alessandro, a quasi trentatré anni, nel tredicesimo anno del suo regno.
Sulle cause della sua morte sono state proposte varie teorie, che includono l'avvelenamento da parte dei figli di Antipatro o da parte della moglie Rossane, o più probabilmente una ricaduta della malaria che aveva contratto nel 336 AC.
Ebbe due figli, uno Eracle di Macedonia nato nel 327 AC da Barsine, figlia del satrapo Artabazus di Frigia, e Alessandro IV di Macedonia figlio della moglie Rossane, nato nel 323 AC. Gli storici successivi gli attribuirono anche numerosi amanti, tra i quali l'amico Efestione e Bagoas.
La successione
Al morente Alessandro fu chiesto il nome di colui che aveva scelto come successore. Egli diede una indistinta risposta nella quale certuni compresero Eracle, il figlio di Barsine, e altri Kratisto, ossia "il migliore".
Subito dopo la sua morte l'esercito proclamò re il figlio avuto dalla moglie Rossane, Alessandro e il fratellastro Filippo Arrideo. Poiché tuttavia il primo era ancora in fasce e il secondo era infermo di mente, i comandanti del suo esercito - i Diadochi - elessero tra loro un reggente, Perdicca, che fu formalmente accettato dall'assemblea dei soldati.
Nel 322 AC tuttavia Perdicca venne a conflitto con Tolomeo, uno dei diadochi e satrapo d'Egitto e mosse contro questi, ma durante la spedizione rimase ucciso.
Successivamente i diadochi elessero come reggente Antipatro che tuttavia non fu accettato da tutti. Ne nacque una guerra civile nel corso della quale trovarono via via la morte i familiari ancora in vita di Alessandro, tra cui i due figli, la moglie Rossane, la madre Olimpia, la sorella Cleopatra e la sorellastra Euridice e il fratellastro Filippo.
Le fonti storiche e la leggenda
Le fonti storiche su Alessandro sono piuttosto numerose. Conosciamo l'esistenza di resoconti del suo storico di corte Callistene, del suo generale Tolomeo e del suo architetto militare Aristobulo, oltre che, poco dopo, di Clitarco, che sono tuttavia andati perduti.
I cinque principali storici che successivamente trattarono delle sue vicende sono:
- Arriano, storico di Nicomedia ("Anabasis Alexandri", ovvero "Le campagne di Alessandro", scritto in greco)
- Curzio Rufo, storico latino ("Historiae Alexandri Magni", biografia di Alessandro in dieci libri, di cui rimangono gli ultimi otto)
- Plutarco di Cheronea, storico greco ("Vita di Alessandro" e due orazioni "Sulla fortuna" e "Sulla virtù di Alessandro")
- Diodoro Siculo, storico greco (i libri dal XVII al XXI della sua "Bibliotecha Historia" coprono le conquiste di Alessandro e la successiva storia dei Diadochi)
- Giustino ci ha invece lasciato un'epitome (o "riassunto") con molti errori ("Epitome della Storia Filippica di Pompeo Trogo").
Ciascuno di questi ci offre una differente immagine del re macedone e, come dice Strabone, "tutti coloro che scrissero di Alessandro preferirono il meraviglioso al vero".
Alessandro divenne una leggenda mentre era ancora in vita ed episodi meravigliosi furono narrati già dai contemporanei che avevano assistito alle sue imprese.
Nel secolo successivo alla sua morte i racconti leggendari sulla sua vita furono raccolti ad Alessandria d'Egitto in un "Romanzo di Alessandro", falsamente attribuito a Callistene (l'autore è a volte citato come "pseudo Callistene"). Questo testo ebbe grande diffusione per tutta l'antichità e durante il Medioevo, con numerose versioni e revisioni.
In epoca tardo-antica venne tradotto in latino e in siriaco e da qui tradotto in moltissime lingue, compreso l'arabo, il persiano e le lingue slave, e costituisce forse la fonte della citazione di Alessandro nel Corano.
Bibliografia
Fonti storiche
- Arriano, Anabasi di Alessandro, 2 vvol., BUR, 1994 (ISBN 8817169986).
- Diodoro Siculo, Biblioteca Storica,
:ll. I-V a cura di G.F. Gianotti, A. Corcella, I. Labriola, D.P. Orsi, Introduzione di L. Canfora, Palermo Sellerio 1986 (ISBN 8838903840);
:ll. XI-XV a cura di I. Labriola, P. Martino, D.P. Orsi, Palermo Sellerio 1988 (ISBN 8838905231);
:ll. XIV-XVII, a cura di T. Alfieri Tonini, Sellerio, Palermo 1985 (ISBN 881816001X);
:ll. XVI-XX a cura di Orsi D. P., Labriola I., Martino P.A., Sellerio, Palermo 1993 (ISBN 883890801X);
:ll. XXI-XL, a cura di Martino P., Sellerio, Palermo 2000 (ISBN 8838916020).
- Plutarco, Vite parallele. Alessandro. Cesare., BUR, 2000 (ISBN 8817118818).
- Ruffo C., Storie di Alessandro Magno, Fondazione Lorenzo Valla, 1998-2000.
:vol.1 (ISBN 8804434686)
:vol.2 (ISBN 8804474084)
Saggi e biografie
- Bosworth A.B., Alessandro Magno. L'uomo e il suo impero, Rizzoli, 2004 (ISBN 8817000957).
- Citati P., Alessandro Magno, Adelphi, 2004 (ISBN 8845919137).
- Droysen J.G., Alessandro il Grande, TEA,(ISBN 978887819593).
- Faure P., La vie Quotidienne des armées d'Alexandre. Hachette, Paris, 1982 (ISBN 2010082214).
- Frediani A., Le grandi battaglie di Alessandro Magno. L'inarrestabile marcia del condottiero che non conobbe sconfitte, Newton Compton, 2004 (ISBN 8854101656).
- Fox R.L., Alessandro Magno, Einaudi, Torino 1981 (ISBN 8806172506).
- Frugoni C., La fortuna di Alessandro Magno dall'Antichità al Medioevo, La Nuova Italia, Firenze, 1978.
- Gehrke H-J., Alessandro Magno, Il Mulino, 2002 (ISBN 978881508462).
- Mossé C., Alessandro Magno. La realtà e il mito, Laterza, 2005 (ISBN 978884206829).
Narrativa
- Doherty P., trilogia edita da Newton Compton,
: Alessandro Magno e la vittoria impossibile, 2002 (ISBN 88-8289-772-9),
: Alessandro Magno e l'uomo senza Dio, 2003 (ISBN 88-8289-936-5),
: Alessandro Magno e le porte degli Inferi, 2004 (ISBN 88-541-0095-1).
- Valerio Massimo Manfredi, trilogia Alexandros
:Il figlio del sogno (ISBN 978880450968),
:La sabbia di Ammon (ISBN 978880450969),
:La fine del mondo (ISBN 978880450970).
Megalexandros nel cinema e nei media
In epoca contemporanea, la figura di Megalexandros è stata catturata e fatta propria anche dal cinema con il film distribuito nel novembre 2004 Alexander, diretto dal regista Oliver Stone ed interpretato dall'attore Colin Farrell, versione sufficientemente aderente alle biografie ufficiali.
In realtà la figura del grande condottiero era stata già portata sul grande schermo nel 1956 nel film della MGM Alessandro il Grande di Robert Rossen (titolo originale Alexander the great), con l'interpretazione di Richard Burton, Fredric March e Claire Bloom.
- Sono state prodotte numerose serie televisive che hanno come argomento Alessandro.
- Dal 1969 al 1981, Mary Renault scrisse una sceneggiatura a basi storiche per una trilogia, avente come argomento la vita di Alessandro: Fuoco dal cielo (riguardante la sua adolescenza), Il ragazzo persiano (la sua conquista della Persia, la sua spedizione in India, e la sua morte, osservata dal punto di vista di un persiano eunuco di nome Bagoa), e Giochi funerari (sugli eventi che seguirono alla sua morte).
- Il gruppo metal Inglese Iron Maiden presenta una canzone intitolata "Alessandro il Grande" nel loro album Somewhere in Time (1986). La canzone descrive la vita di Alessandro, ma contiene una inesattezza: nella canzone si dice che la sua armata non l'avrebbe seguito in India.
- Una serie animata epica chiamata Reign: The Conquerer di Peter Chung di Aeon Flux ha debuttato su Cartoon Network nello show Adult Swim nel 2003.
- Baz Luhrmann aveva pianificato un film inconsueto su Alessandro Magno, con Leonardo Di Caprio, ma la realizzazione di Oliver Stone forse lo ha dissuaso [http://www.imdb.com/news/wenn/2004-11-01#2]
- Il musicista brasiliano Caetano Veloso ha incluso nel 1998 nel suo album Livro una canzone epica su Alessandro Magno chiamata "Alexandre".
Collegamenti esterni
- [http://www.pothos.org/ Alexander the Great's Home on the Web], portale su Alessandro
- [http://perso.wanadoo.fr/buddyop/alexandre/ Alexandre III Le Grand], portale con forum
- [http://www.3dsrc.com/alexandrelegrand/multimedia.php Materiale su Alessandro] conservato al Louvre
- [http://www.1stmuse.com/frames/ Alexander from history to eternity]
- [http://www.ancientlibrary.com/wcd/Category:Alexander_the_Great Documenti relativi ad Alessandro] su [http://www.ancientlibrary.com Ancient Library]
- [http://www.geocities.com/Athens/Oracle/4168/history/din_32.htm Dinastia macedone in Egitto]
- [http://www.american-pictures.com/genealogy/persons/per01162.htm#0 Una genealogia di Alessandro]
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Avvenimenti
- Antico Egitto
- Conquista dell'Egitto da parte di Alessandro Magno
- Inizio della dinastia tolemaica
Personaggi significativi
- In Grecia:
- Alessandro Magno
- Platone (Atene, 427 AC - 347 AC)
- Aristotele (384 AC - 322 AC)
- In Egitto:
- Nefertiti (399 AC ~ 393 AC)
Invenzioni, scoperte, innovazioni
- In Cina :
- Invenzione della balestra.
- Numerosi stati del nord iniziano a costruire delle cinte murarie alle loro frontiere. Questa pratica troverà la sua massima espressione con la costruzione della Grande Muraglia edificata nel 221 AC su più di 1.600 km.
Categoria:IV secolo AC
ja:紀元前4世紀
ko:기원전 4세기
Impero romano
L'Impero romano succedette alla Repubblica Romana, controllò il mondo Mediterraneo e gran parte del Nord Europa dopo il 31 AC; entrò in crisi nel III secolo DC e si riorganizzò su basi autocratiche, spostando il proprio baricentro in oriente, dove con l'imperatore Costantino ebbe una nuova capitale. In seguito l'impero venne diviso in un impero d'oriente e un impero d'occidente, ma Roma non fu più capitale, neanche dell'occidente. L'ultimo imperatore romano nella metà occidentale dell'Impero fu deposto nel 476. La parte orientale dell'Impero sopravvisse senza interruzioni, ma con graduale perdita di territori fino al 1453 quando Costantinopoli cadde sotto il dominio dei Turchi (si veda Impero Bizantino). Gli stati successori in occidente (Regno franco e Sacro romano impero) ed in oriente (la Russia degli Zar) continuarono ad usare i titoli adottati dall'Impero romano, fino all'epoca delle rivoluzioni.
Influenze dell'Impero romano sul modo di governare, la legge, l'architettura e molti altri aspetti della vita risultano inevitabili.
L'ascesa di Augusto e gli imperatori Giulio-Claudi
Quando la Repubblica Romana (509 AC - 31 AC) arrivò alla fine, Caio Giulio Cesare Ottaviano, pronipote di Giulio Cesare e da lui adottato, rafforzò la sua posizione con la sconfitta del suo unico rivale per il potere, Marco Antonio, nella battaglia di Azio. Anni di guerra civile avevano lasciato Roma quasi senza legge. Tuttavia Roma non era ancora preparata ad accettare il controllo di un despota.
Ottaviano agì astutamente. Per prima cosa sciolse il suo esercito ed indisse elezioni. Ottaviano fu eletto alla
prestigiosa carica di console. Nel 27 AC, ufficialmente restituì il potere al
Senato di Roma, e si offrì di rinunciare alla sua personale supremazia militare ed
egemonia sull'Egitto. Non solo il Senato respinse la proposta, ma gli fu anche dato il controllo della
Spagna, Gallia e Siria. Poco dopo Il Senato gli concesse anche l'appellativo di "Augusto".
Augusto sapeva che il potere necessario per un governo assoluto non sarebbe derivato dal consolato. Nel 23 AC, rinunciò a questa carica, ma si assicurò il controllo effettivo assumendo alcuni poteri legati alle antiche magistrature repubblicane.
- Gli fu garantita a vita la tribunicia potestas, legata in origine alla magistratura di tribuno della plebe, che gli permetteva di convocare il Senato e decidere e porre questioni avanti ad esso.
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