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Einstein

Einstein


- per il fisico, matematico e filosofo, si veda Albert Einstein
- 2001 Einstein è il nome di un asteroide scoperto nel 1973. als:Einstein ko:아인슈타인 (동음이의)

Fisica

Fisica (dal latino physicu(m), dal greco physiké (sottointeso téchné) arte della natura, e da physis natura). È la scienza della natura nel senso più ampio. Originariamente una semplice branca della filosofia, grazie alla codifica del metodo scientifico di Galileo Galilei, negli ultimi trecento anni si è talmente evoluta e sviluppata ed ha conseguito risultati di tale importanza da avere messo in ombra la filosofia stessa, con cui però mantiene un legame profondo. I fisici studiano in generale il comportamento e le interazioni della materia attraverso lo spazio e il tempo, che sono considerati anch'essi fenomeni fisici: questa indagine viene condotta seguendo il metodo scientifico, vera pietra angolare di tutte le scienze fisiche, che garantisce l'oggettività dei risultati ottenuti. Il metodo scientifico è anche noto come metodo sperimentale, perché si basa sul concetto di esperimento e l'osservazione dei fenomeni. L'osservazione produce come conseguenza diretta le cosiddette leggi empiriche. Tramite un processo chiamato ciclo conoscitivo si giunge alla conoscenza ottimale di un modello fisico che può rappresentare il fenomeno. Cardine della fisica sono i due concetti di misura e di grandezza fisica: la fisica prende in considerazione solo ciò che è in qualche modo misurabile secondo criteri concordati (le unità e i metodi di misura), e il risultato di tale misura viene associato a ciò che è stato misurato, creando una grandezza fisica composta da un numero, che è il risultato della misura secondo l'unità di misura scelta, e da una dimensione che è l'unità di misura stessa. Per questo motivo, le teorie della fisica sono quindi generalmente espresse come relazioni matematiche fra grandezze fisiche. Le teorie ampiamente confermate vengono usualmente chiamate leggi o leggi della fisica, ma come tutte le leggi scientifiche sono sempre provvisorie, nel senso che sono considerate vere solo finché non vengono confutate, cioè se viene osservato il verificarsi di un fenomeno che esse predicono non possa mai accadere, o se le loro predizioni sui fenomeni si dimostrano errate. O più semplicemente, una nuova teoria permette di predire gli stessi fenomeni, ma con una accuratezza superiore. La fisica è strettamente connessa con tutte le altre scienze naturali, particolarmente con la chimica, la scienza delle molecole con cui si è sviluppata di pari passo nel corso degli ultimi due secoli. La chimica prende molti concetti dalla fisica, soprattutto nei campi di termodinamica, elettromagnetismo, e meccanica quantistica. Tuttavia i fenomeni chimici sono talmente complessi e variegati da costituire una branca del sapere a sé stante.

Modello fisico

Ogni osservazione di un fenomeno costituisce un caso a sé stante, una particolare istanza del fenomeno osservato. Ripetere le osservazioni vuol dire moltiplicare le istanze e raccogliere altri fatti, cioè altre misure. Le diverse istanze saranno certamente diverse l’una dall’altra nei dettagli, anche se nelle loro linee generali ci dicono che il fenomeno, a parità di condizioni, tende a ripetersi sempre allo stesso modo. Se vogliamo fare un discorso di carattere generale, occorre sfrondare le varie istanze dalle loro particolarità e trattenere solo quello che è rilevante e comune ad ognuna di esse, fino a giungere al cosiddetto modello fisico. Questo, va sottolineato, è una versione approssimata del sistema effettivamente osservato, e il suo impiego indiscriminato presenta dei rischi, ma ha il vantaggio della generalità e quindi dell’applicabilità a tutti i sistemi di quel tipo. La costruzione del modello fisico è certamente la fase meno formalizzata del processo che porta alla formulazione di leggi quantitative e di teorie. Il modello fisico ha la funzione fondamentale di ridurre il sistema reale, e la sua evoluzione, ad un livello astratto ma traducibile in forma matematica, utilizzando definizioni delle grandezze in gioco e relazioni matematiche già note fra di queste. Tale traduzione può anche avvenire automaticamente, come dimostrano i molti programmi usati per la simulazione al calcolatore dei fenomeni più disparati. Il modello matematico, che ovviamente si colloca ad un livello di astrazione ancora superiore a quello del modello fisico, al massimo livello di astrazione nel processo conoscitivo, è costituito normalmente da equazioni differenziali che, quando non siano risolvibili in maniera esatta, devono essere semplificate opportunamente o risolte, più o meno approssimativamente, con metodi numerici, al calcolatore. Si ottengono in questo modo delle relazioni analitiche o grafiche fra le grandezze in gioco che costituiscono la descrizione dell’osservazione iniziale. Tali relazioni, oltre a descrivere l’osservazione, possono condurre a nuove previsioni. In ogni caso esse sono il prodotto di un processo che comprende diverse approssimazioni # nella costruzione del modello fisico # nelle relazioni utilizzate per costruire il modello matematico # nella soluzione del modello matematico La soluzione del modello matematico va quindi controllata, per vedere con quale approssimazione riesce a rendere conto dei risultati dell’osservazione iniziale e se le eventuali previsioni si verificano effettivamente e con quale precisione. Questo può venire detto solo dall’esperienza e quindi la verifica della descrizione chiude un ciclo, chiamato ciclo conoscitivo.

Sistemi di unità di misura

Attualmente, il sistema di unità di misura universalmente accettato dai fisici di tutto il mondo è il sistema internazionale (SI); altri sistemi usati in passato sono stati il sistema CGS, il sistema MKS e quello anglosassone.

Campi fondamentali


- Meccanica classica
- Termodinamica
- Ottica
- Acustica
- Meccanica statistica
- Elettromagnetismo
- Fisica della Materia
- Fisica Medica
- Fisica Teorica
- Relatività ristretta
- Relatività generale
- Meccanica quantistica
- Teoria quantistica dei campi
- Teoria quantistica relativistica
- Fisica Nucleare e Subnucleare
- Astrofisica
- Biofisica
- Geofisica

Persone


- Fisici celebri in ordine alfabetico
- Fisici celebri in ordine cronologico
- Premio Nobel per la fisica

Tabelle


- Costanti fondamentali
- Unità di misura SI
- Lista delle particelle Fisica als:Physik ja:物理学 ko:물리학 ms:Fizik simple:Physics th:ฟิสิกส์ zh-min-nan:Bu̍t-lí-ha̍k

Filosofia

La definizione di filosofia rimane un problema filosofico di per se stesso, ed al solo scopo di introdurne il concetto (precisando che una visione più completa del variegato panorama offerto da questa parola e più fedele alla sua storia, che vanta origini antichissime, potrà scaturire soltanto dalla lettura di tutto quello che segue), possiamo dire che si tratta dello studio del significato e della giustificazione della conoscenza del più generale, od universale, aspetto delle cose, uno studio che viene compiuto formulando linguisticamente i problemi, offrendone la soluzione e giustificandola, ed usando procedure argomentative rigorose. Essa è inoltre lo studio dei principî primi e delle ragioni ultime. Per semplificare, potremmo dire che questa è la visione "attuale" della filosofia (o, meglio ancora, della parte dominante dell'attuale panorama filosofico, quello della filosofia analitica di matrice angloamericana). Ma, in origine, le cose stavano ben diversamente (si veda al riguardo la posizione di un filosofo come Raimon Panikkar o degli storici della filosofia Pierre Hadot, Christoph Horn e Giovanni Reale): la filosofia che, come riportato in seguito, nasce come "amore della saggezza", è tutt’altro che un'attività meramente intellettuale, ma è al contrario finalizzata espressamente al vivere bene (il concetto di saggezza non è mai stato qualcosa di soltanto intellettuale). La filosofia, che nasce (con la sola eccezione dei presocratici) in comunità di vita molto simili a quelli che saranno successivamente i monasteri cristiani, parte dall'accettazione e dalla condivisione di un certo modo di vivere (lettura e studio a una determinata ora, mangiare o dormire insieme al maestro, vestire in un certo modo) orientato ad un ben preciso fine, che quasi sempre ha a che fare con la giusta disposizione dell'animo (serenità, atarassia), pur se in modi apparentemente molto distanti tra loro (ad esempio, il piacere per gli epicurei, il dovere per gli stoici). Pur basata su un'attività genuinamente intellettuale (anche se l'antichità non conosceva la categorica distinzione tra intellettuale e razionale tipica della nostra epoca, per cui Platone poteva scrivere nella Lettera VII che non tutto ciò che è reale è esprimibile in parole e concetti), la filosofia aveva come scopo prioritario l'orientamento dell'esistenza. Chiaro al riguardo Aristotele quando afferma che non siamo sani fisicamente per il fatto che studiamo la medicina, ma per il fatto che la applichiamo al nostro corpo. Per contro, la filosofia non rinchiude l'uomo in un egotismo maniacale: essa, che parte dall'indagine della realtà nella quale l'uomo è immerso (l'antichità non conosce ancora neanche quella separazione tra soggetto e oggetto, tipica della modernità, che rende l'uomo estraneo al suo ambiente circostante), si pone come obiettivo l'indagine di "tutto ciò che è" (i Sette Savi avevano esortato, alle origini della filosofia, ad avere "cura del tutto"). Più che qualsiasi altra cosa, ciò che distingue la filosofia da ogni altra branca del sapere è questa pretesa di accedere al tutto, e non a questo o quell'ambito specifico; di indagare ciò che tiene insieme le cose nel loro "essere" comune. La progressiva specializzazione dei saperi (accelerata dalla nascita della scienza galileiana) ha infine condotto alla separazione degli ambiti, per cui oggi si può parlare di estetica, filosofia morale, gnoseologia: si è trattato quindi di un'evoluzione (quanto si tratti di una negazione del senso originario è attualmente oggetto di dibattito) della filosofia, spinta in buona parte (secondo l'analisi di Hadot) dal passaggio dell'insegnamento della filosofia alle istituzioni statali (passaggio che, facendo perdere l'importanza della vita in comune, ha ridotto la filosofia a dottrina intellettuale, qualcosa che può essere appreso tramite la mera lettura di alcuni libri). Al di là di queste considerazioni di ordine storico, ancora oggi la filosofia studia la formazione di concetti come quello dell'esistenza, del bene, della conoscenza, e della bellezza, e cerca di rispondere a domande come Cos'è il bene?, o Come è possibile conoscere?. Fra i più famosi filosofi troviamo Socrate, Platone, Aristotele, Plotino, Tommaso d'Aquino, Cartesio, Spinoza, John Locke, Immanuel Kant, Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Arthur Schopenhauer, Friedrich Nietzsche, Edmund Husserl, Martin Heidegger, Ludwig Wittgenstein, Voltaire. L'uso popolare della parola "filosofia" ha conservato questo aspetto originario: essa è infatti usata spesso per indicare la saggezza, o una prospettiva di vita (una "filosofia di vita"), o principi basilari dietro al metodo per raggiungere un obiettivo (come in "la mia filosofia di guida dell'auto..."). Si tratta di significati diversi da quello accademico odierno, che viene trattato nel seguito di questo articolo. Originariamente, "filosofia" significava "l'amore per la saggezza". "Philo-" deriva dalla parola greca philein, che significa amore, e "-sofia", dal greco sophia, o saggezza. Pare che l'introduzione del termine "filosofia" sia da attribuire al pensatore greco Pitagora, che avrebbe coniato questo termine per indicare la 'ricerca' del sapere da parte dell'uomo, dunque philo-sophos (mentre solo gli dei possederebbero pienamente la sofia)(vedi Diogene Laerzio: "De vita et moribus philosophorum", I, 12; Cicerone: "Tusculanae disputationes", V, 8-9). Questa attribuzione è certamente basata su un brano di un libro perduto di Eraclide Pontico, discepolo di Aristotele. È una delle note leggende pitagoriche di questo tempo. Di fatto il termine "filosofia" non venne usato molto prima di Platone. Il termine "filosofo" sostituisce il termine "sofista" (da sophoi), usato all'epoca di Socrate per descrivere gli insegnanti di retorica a pagamento, le cui tecniche oratorie erano molto richieste dalla classe politica rampante della democrazia ateniese, che ben sapeva quanto le parole possono convincere il popolo più delle azioni. Per il fatto che questi insegnanti accettassero denaro come compenso del loro insegnamento filosofico (cosa da cui tutti gli altri filosofi prendevano le distanze, accettando solo per sopravvivere offerte modestissime da parte degli allievi), oltre che per il metodo (basato spesso su sottigliezze linguistiche – cfr. eristica - finalizzate alla vittoria sull'interlocutore piuttosto che al genuino incontro filosofico), essi erano spesso mal visti (uno dei più famosi di essi Protagora, venne addirittura esiliato per le sue affermazioni "scandalose" intorno alla divinità).

Storia della filosofia

I filosofi dividono la lunga storia della filosofia occidentale in filosofia antica, filosofia medievale, filosofia moderna e filosofia contemporanea. La filosofia antica è dominata da tre filosofi: Socrate, Platone e Aristotele. La Filosofia medievale costituisce un imponente ripensamento dell'intera tradizione classica sotto la spinta delle domande poste dai tre grandi monoteismi. I nomi più importanti di questo periodo sono Avicenna e Averroè in ambito islamico, Moshe ben Maimonide in ambito ebraico, Abelardo, Tommaso d'Aquino e Duns Scoto in ambito cristiano. La Filosofia Moderna si estende dal 1600 fino al 1900 circa, e fra i Primi Filosofi Moderni i più importanti sono René Descartes, Baruch Spinoza, Thomas Hobbes, John Locke, David Hume, Immanuel Kant, e Soren Kierkegaard. La Filosofia del diciannovesimo secolo, che è spesso trattata come un periodo a se stante, è stata dominata dalla Filosofia post-kantiana tedesca e da filosofi idealisti come Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Karl Marx, e F. H. Bradley. Altri importanti pensatori del periodo sono stati John Stuart Mill, Friedrich Nietzsche e Søren Kierkegaard. Nella Filosofia del ventesimo secolo i filosofi europei e americani hanno preso strade diverse. La cosiddetta Filosofia analitica, con Bertrand Russell, G. E. Moore, e Ludwig Wittgenstein, si sviluppò soprattutto a Oxford e Cambridge, dove si riunirono anche gli empiristi logici emigrati dalla Germania e dall'Austria (ad esempio Rudolf Carnap) e altri studiosi americani (come W. V. Quine, Donald Davidson, e Saul Kripke, o comunque di lingua inglese (per esempio A. J. Ayer). In Europa (specialmente in Germania e Francia), il fenomenologo tedesco di origine ebraica Edmund Husserl e il suo allievo Martin Heidegger aprirono la strada, presto seguiti da Jean-Paul Sartre e altri esistenzialisti, ad una varietà di discipline filosofiche che portarono al postmodernismo; che domina le scuole di teoria critica e i dipartimenti di filosofia di Francia e Germania, che continuano i progetti perseguiti da questi filosofi. Per ulteriori informazioni si veda l'elenco di filosofi celebri e l'articolo Storia della filosofia.

Discipline filosofiche

Come ogni campo di studio accademico, la filosofia si suddivide in numerose sottodiscipline. La filosofia sembra avere un numero particolarmente alto di discipline, in larga parte a causa del fatto che esiste una tendenza a sviluppare una "filosofia di", per quasi tutto ciò che viene studiato. I neofiti di questa materia sono di norma invitati a prestare particolare attenzione a logica, metafisica, filosofia della mente, filosofia del linguaggio, epistemologia, filosofia della scienza, etica e filosofia politica, in quanto (certo, discutibilmente) "discipline centrali" della filosofia.
- Epistemologia: il concetto di epistemologia rimanda a due diversi significati. Da un lato, soprattutto nel mondo anglosassone, viene usato per riferirsi alla disciplina filosofica che si occupa della natura, dei limiti e della validità della conoscenza e in questo senso è sinonimo di gnoseologia o teoria della conoscenza. Dall'altro lato, in ambito italiano ed europeo, viene usato per riferirsi alla riflessione filosofica sulla scienza e in questo caso è sinonimo di filosofia della scienza.
- Estetica: lo studio delle questioni filosofiche basilari, riguardo l'arte e la bellezza. A volte si usa il termine filosofia dell'arte per descrivere solo le questioni legate all'arte, mentre "estetica" è un termine più generale.
- Etica: lo studio di ciò che rende un'azione giusta o sbagliata, e di come le teorie sull' azione giusta si applicamo a particolari problemi morali. Le sottodicipline includono, metaetica, teoria dei valori, teoria della condotta, ed etica applicata.
- Logica: lo studio delle convenzioni di corretta argomentazione. Include la logica formale, come i sillogismi aristotelici e la logica proposizionale.
- Filosofia del linguaggio: lo studio dei concetti di significato e verità.
- Filosofia della mente: lo studio filosofico della natura della mente, e la sua relazione con il resto del corpo e il resto del mondo.
- Filosofia della religione: lo studio del significato del concetto di Dio e la razionalità della credenza nell'esistenza di Dio.
- Filosofia della scienza: include, oltre alle "filosofie di" alcune scienze particolari (fisica, biologia, ecc.), le questioni circa l'induzione, il metodo scientifico, il progresso scientifico, ecc.
  - Filosofia della biologia: lo studio filosofico di alcuni concetti base della biologia, inclusa la nozione di specie e la discussione se i concetti biologici sono riducibili a concetti non biologici.
  - Filosofia della fisica: lo studio filosofico di alcuni concetti fondamentali della fisica, tra i quali: spazio, tempo e forza.
  - Filosofia della matematica: lo studio delle questioni filosofiche sollevate dalla matematica, come: cosa sono i numeri, e qual è la natura e le origini della nostra conoscenza matematica.
  - Filosofia della psicologia: lo studio di alcune questioni fondamentali circa i metodi e i concetti della psicologia e della psichiatria, come la completezza dei concetti Freudiani; questa disciplina viene a volte trattata come comprendente la filosofia della mente.
  - Filosofia delle scienze sociali: lo studio filosofico di alcuni concetti base, metodi e presupposti delle scienze sociali quali sociologia ed economia.
- Filosofia della storia: lo studio dei metodi con i quali la storia viene interpretata ed accettata.
- Filosofia politica: lo studio degli argomenti base riguardanti il governo, tra i quali, lo scopo dello stato, la giustizia politica, la libertà politica, la natura del diritto e la giustificazione della punizione.
- Gnoseologia: la riflessione filosofica sulla natura, sulla validità e sui limiti della conoscenza. Viene chiamata anche teoria della conoscenza.
- Metafisica (che comprende l'ontologia): lo studio delle fondamentali categorie delle cose, come l'esistenza, le proprietà degli oggetti, la causalità e così via. La metafisica spesso viene portata a includere problematiche ora studiate da altre sottodiscipline filosofiche, come il problema mente-corpo, il libero arbitrio e il determinismo.
- Storia della filosofia: lo studio degli scritti dei filosofi del passato, e la loro interpretazione. Sulle domande interpretative, si basa il nucleo della storia della filosofia.
- Teoria della conoscenza: vedi gnoseologia.

Come avvicinarsi alla filosofia

È una banalità (almeno per chi scrive introduzioni alla filosofia) dire che ognuno ha una filosofia, anche se non tutti sono in grado di realizzarla o di difenderla. Se si è già interessati allo studio della filosofia, può essere che si voglia migliorare il proprio modo di vivere o di pensare, o più semplicemente si desideri prendere confidenza con una delle più antiche aree del pensiero umano. D'altra parte, se non si comprende il perché di tutto ciò, può essere di aiuto scoprire cosa spinga molte persone a "filosofare ", e avere un introduzione al metodo filosofico, che è importante per comprendere come pensano i filosofi.

Filosofia applicata

La filosofia ha applicazioni pratiche. Le più ovvie sono l'etica e la filosofia politica. Le filosofie politiche di John Locke, Jean-Jacques Rousseau, Karl Marx, John Stuart Mill, e John Rawls hanno dato forma (o sono state usate per giustificare) ai governi e alle loro azioni. La filosofia dell'educazione merita anch'essa attenzione; l'educazione progressiva promossa da John Dewey ha avuto un impatto profondo sulle pratiche educative del XX secolo. Altre applicazioni importanti, ma meno immediate, si possono trovare in epistemologia, che aiuta a definire le nozioni di conoscenza, prova e credenza giustificata. La filosofia della scienza discute le fondamenta del metodo scientifico e altri argomenti utili agli scienziati. L'estetica può aiutare a interpretare l'arte. Anche l'ontologia, sicuramente la più astratta e apparentemente la meno pratica tra le branche della filosofia, ha avuto conseguenze importanti per la logica e l'informatica. In generale, le varie "filosofie di", come la filosofia del diritto, possono fornire agli specialisti dei rispettivi campi una conoscenza più profonda delle basi teoriche e concettuali della propria disciplina.

Filosofia e scienze naturali

Secondo la visione della tradizione filosofica anglo-americana e la tradizione del Circolo di Vienna, la filosofia deve emulare i metodi esatti della scienza e della matematica, ma, in senso stretto, la filosofia deve essere distinta dalla scienza. Non è compito della filosofia condurre esperimenti. Gli esperimenti giocano un ruolo irrilevante nella soluzione dei problemi filosofici. Qualcuno può obiettare a ciò, avendo conoscenza delle intersezioni tra filosofia e scienza. I filosofi fanno spesso riferimento ed interpretano il lavoro scientifico dei fisici che svolgono esperimenti sullo spazio-tempo e la meccanica quantistica (si veda: filosofia della scienza). Inoltre citano spesso il lavoro sperimentale svolto in psicologia quando discutono di filosofia della psicologia. In generale, molti filosofi che studiano filosofia della scienza hanno una formazione scientifica. Non c'è dubbio che i filosofi a volte interpretano e fanno riferimento al lavoro sperimentale svolto in vari campi, specialmente nelle filosofie delle così dette "scienze speciali". Ma ciò non è sorprendente: lo scopo di queste branche della filosofia, è di aiutare a interpretare gli aspetti filosofici del lavoro sperimentale, ma non sono i filosofi che svolgono gli esperimenti e formulano le teorie esplicative dei dati raccolti. Esiste una ragione storica fondamentale per cui la filosofia non è sperimentale. In origine, lo scopo della filosofia era quello di un'attività intellettuale completamente astratta. Fino ai tempi moderni le persone che noi oggi chiamiamo "scienziati" erano indicate come "filosofi naturali", ovvero filosofi che studiano la natura. Nel corso degli anni, il raggio d'azione della filosofia si è andato via via riducendo, mentre le diverse scienze divenivano discipline indipendenti a tutti gli effetti. Le prime scienze a distaccarsi furono la fisica e la chimica, seguite più recentemente dalla psicologia. Ci si può chiedere perché gli studiosi hanno iniziato a trattare queste scienze speciali come indipendenti dalla filosofia. La risposta, per ognuna di queste è che iniziarono ad essere studiate usando metodi di osservazione e sperimentazione rigorosi e ben definiti. La filosofia, nel suo senso più stretto, quello che resta valido ancora oggi, è essenzialmente qualcosa che chiunque deve essere in grado di fare seduto in poltrona, al limite circondato dai libri e dagli articoli scritti dagli scienziati (e da altri filosofi). Naturalmente la filosofia è lontana dall'essere totalmente non-osservativa e non-empirica. Certamente la filosofia fa un uso essenziale dell'osservazione del mondo. Ma queste osservazioni, va detto, sono molto generali, osservazioni come "Mi sembra che io possa fare delle libere scelte" e "Credo che uccidere una persona, se mai necessario, richieda un valido motivo". Osservazioni come queste devono richiedere una certa attenzione, ma nella maggior parte dei casi, non richiedono una conoscenza più specializzata di quella in possesso della persona con una normale educazione, ad eccezione della conoscenza specializzata riguardante la filosofia stessa. Alcuni principianti confondono filosofia e psicologia, che pure sono campi ben distinti. La filosofia, come la psicologia, studia la mente, ma studia anche altre cose che vanno oltre la mente, sulle quali la psicologia non ha niente da dire. I modi in cui filosofi e psicologi studiano la mente sono altresì differenti. Lo studio della mente effettuato dalla psicologia, comporta l'osservazione attenta e specifica di particolari fenomeni mentali, e anche la sperimentazione; per contro i filosofi pensano ad aspetti più generali della mente, domande come "Cos'è la coscienza?" e "Qual è la relazione tra mente e corpo?"

Filosofia e studi religiosi e classici

Cosa distingue la filosofia dagli studi religiosi, anch'essi non sperimentali? Parti della teologia, quelle che si chiedono cosa è Dio e come provarne l'esistenza, si sovrappongono chiaramente a quello che i filosofi chiamano "filosofia della religione". Questo non costituisce un problema. Similarmente, gli studi classici, si occupano dei filosofi greci, come Socrate e Platone, e quindi si sovrappongono a aree della filosofia quali la "storia della filosofia greca". Anche questo non è un problema. Nessuna di queste sovrapposizioni inquina il concetto di filosofia, o di studi religiosi o di studi classici. Ma consideriamo altre parti degli studi religiosi, la parte empirica, che spesso si concentra sullo studio comparativo delle differenti religioni mondiali. Questa parte di studi religiosi, può essere distinta dalla filosofia allo stesso modo in cui vengono distinte le altre scienze sociali. Più precisamente, vengono coinvolte osservazioni specifiche di particolari fenomeni, o particolari pratiche religiose, mentre la filosofia non se ne occupa.

Filosofia e matematica

La Matematica differisce dalla filosofia per altri motivi. Essa usa alcuni metodi di prova, molto rigorosi e specifici, che i filosofi cercano talvolta di emulare, ma raramente duplicano con lo stesso grado di rigore. Come conseguenza, i matematici difficilmente sono in disaccordo sui risultati, mentre i filosofi naturalmente discutono su di essi. A parte ciò, molti filosofi non cercano nemmeno di rendere il loro lavoro rigoroso in senso matematico. Contrariamente ai matematici, i filosofi sono in disaccordo anche sul metodo, e le differenze metodologiche possono spesso essere usate come motivazione delle differenti conclusioni. Un altro modo per distinguere la filosofia dalla matematica è il seguente. La matematica, oltre un certo livello di base, richiede una conoscenza estremamente specializzata, che può essere ottenuta solo tramite duro lavoro e concentrazione. Non è il tipo di disciplina che può essere perseguita con la conoscenza in possesso della persona di educazione media. La filosofia normalmente richiede tali sforzi, ma un filosofo può spesso spiegare i suoi argomenti, senza troppa difficoltà, ad un "nonfilosofo" intelligente in meno di dieci minuti.

Alcune generalizzazioni sperimentali su cosa è la filosofia

A quanto pare la filosofia è una disciplina che si basa sulla conoscenza in possesso della persona mediamente educata, e non fa uso della sperimentazione e dell'osservazione attenta, anche se può interpretare filosoficamente esperimenti e osservazioni. Più costruttivamente, si può dire che la filosofia è la disciplina che esamina il significato e la giustificazione di alcune delle nostre più fondamentali convinzioni, in base a un insieme di metodi generali. Ma cosa si intende con "convinzioni fondamentali"? Una convinzione è fondamentale se riguarda quegli aspetti dell'universo che si incontrano più comunemente, che si incontrano ovunque: l'aspetto universale delle cose. La filosofia studia, ad esempio, cos'è lesistenza stessa. Studia anche i valori - la giustezza delle cose - in generale. Sicuramente nella vita umana troviamo l'attinenza del valore o della giustezza ovunque, non solo la giustezza morale, anche se può essere molto importante, ma anche più in generale, la giustezza nel senso di qualsiasi cosa che sia auspicabile, il senso, ad esempio, in cui una mela, un dipinto o una persona possano essere tutte giuste. (Ovvero se esiste un unico senso in cui tutte quante possono dirsi "giuste"). Naturalmente, la fisica e le altre scienze studiano alcuni aspetti universali delle cose; ma lo fanno sperimentalmente. La filosofia studia quegli aspetti che possono essere analizzati senza sperimentazione. Quelli sono gli aspetti delle cose che sono veramente generali; per fare un altro esempio, i filosofi si chiedono cosa sono gli oggetti fisici in quanto tali, distinguendoli dalle loro proprietà e dalle relazioni tra di essi, e anche distinguendo tra corpo e mente. I fisici procedono come se la nozione di corpo fisico fosse abbastanza chiara ed elementare - e in fondo potrebbe anche essere così - ma comunque i fisici danno questo per assunto, e quindi si pongono domande su come tutti i corpi fisici si comportano, e fanno esperimenti per trovare la risposta.

Argomenti filosofici, teorie e movimenti


- Advaita Vedanta
- agnosticismo
- altruismo
- anti-realismo
- Aristotelismo
- coerentismo
- concettualismo
- Confucianesimo
- conoscenza
- consequenzialismo
- coscienza
- Cosmologia
- costruttivismo
- decostruzionismo
- determinismo
- edonismo
- egoismo
- egoismo psicologico
- empirismo
- epicureismo
- etica
- etica applicata
- esistenzialismo
- femminismo
- filosofia analitica
- filosofia buddista
- filosofia dell'azione
- fisicalismo
- fondazionalismo
- formalismo
- idealismo
- idealismo tedesco
- Intuizionismo
- irrazionalismo ed esteticismo
- irrealismo
- materialismo
- materialismo francese
- meccanicismo
- mentalismo
- memetica
- nativismo
- naturalismo
- nominalismo
- Oggettivismo Randiano
- ontologia
- operazionalismo
- paternalismo
- pessimismo filosofico
- positivismo logico
- Platonismo
- pragmatismo
- Presocratici
- probabilismo
- rafforzamento della realtà
- razionalismo
- realismo
- relativismo
- scolasticismo
- soggettivismo
- solipsismo
- stoicismo
- storicismo
- Taoismo
- teleologia
- teoria critica
- Tomismo
- Tomismo analitico
- tradizionalismo
- Trascendentalismo
- utilitarianismo
- vitalismo

Voci correlate


- La Comunicazione
- Le Scienze
- I Sensi
- L'Universo
- Filosofia ebraica
- Advaita Vedanta
- Pseudofilosofia
- Storia della filosofia
- Teologia

Liste


- Filosofi celebri
- Opere filosofiche per autore
- Siti web di interesse filosofico

Bibliografia


- La filosofia italiana nelle sue relazioni con la filosofia europea (Bertrando Spaventa - 1908) ([http://www.liberliber.it/biblioteca/s/spaventa/index.htm ebook Liber Liber])
- Wikisource:Bibliothèque philosophique

Collegamenti esterni


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Albert Einstein

Albert Einstein (Ulma, Württemberg, Germania, 14 marzo 1879 - Princeton, New Jersey, USA, 18 aprile 1955) è stato un importante e notissimo fisico e matematico, nonchè un grande pensatore ed attivista in molti altri ambiti (dalla filosofia alla politica). Per il suo complesso apporto alla scienza, e alla fisica in particolare, è indicato come uno dei più importanti studiosi del XX secolo. Conosciuto soprattutto per le sue teorie sulla relatività ristretta e sulla relatività generale, diede anche importanti contributi alla nascita della meccanica quantistica e alla critica dei suoi fondamenti, alla meccanica statistica e alla cosmologia. Fu vincitore del Premio Nobel per la Fisica nel 1922 grazie alla sua spiegazione dell'effetto fotoelettrico e "per i suoi contributi alla fisica teorica". Dopo la formulazione, nel novembre 1915, della teoria della Relatività generale la fama di Einstein dilagò in tutto il mondo. Era un successo insolito per uno scienziato e, durante gli ultimi anni della sua vita, la fama di Einstein non fece che aumentare, superando quella di qualunque altro scienziato della storia. Nella cultura popolare, il suo nome divenne ben presto sinonimo di intelligenza e di grande genio. La sua faccia rimane a tutt'oggi una delle più conosciute al mondo. Questa popolarità ha inoltre portato ad uso molto diffuso della sua immagine nel mondo della pubblicità, giungendo persino alla registrazione di "Albert Einstein" come marchio.

Biografia

Gioventù e studi liceali

sinonimo Albert Einstein nacque a Ulma nel Württemberg, in Germania; 100 km a est di Stoccarda. I suoi genitori erano Hermann Einstein, proprietario di una piccola azienda che produceva macchinari elettrici, e Pauline Koch. Si sposarono a Stuttgart-Bad Cannstatt. La famiglia era ebrea (non-osservante); Albert frequentò una scuola elementare cattolica e, su insistenza della madre, gli furono impartite lezioni di violino. All'età di cinque anni, suo padre gli mostrò una bussola tascabile, e Einstein realizzò che qualcosa nello spazio "vuoto" agiva sull'ago spostandolo in direzione del nord; descriverà in seguito quest'esperienza come una delle più rivelatorie della sua vita. Benché abbia sviluppato modelli e dispositivi meccanici per divertimento, il suo ingresso nel mondo della scienza ufficiale avvenne abbastanza tardi, forse a causa della dislessia, della semplice timidezza, o della significativa rarità e particolarità della sua struttura cerebrale (il suo cervello fu esaminato dopo la sua morte). Più tardi egli stesso attribuì lo sviluppo della teoria della relatività a questa sua lentezza, dicendo che pensando allo spazio e al tempo più tardi della maggior parte dei bambini, fu in grado di applicarvi uno sviluppo intellettuale maggiore. Un'altra, più recente, teoria riguardo il suo sviluppo mentale è che soffrisse della sindrome di Asperger, una condizione simile all'autismo. Einstein cominciò a studiare matematica all'età di dodici anni. Sembra sia stato bocciato in questa materia, ma non è vero. Due suoi zii aiutarono i suoi interessi intellettuali durante la sua tarda infanzia e l'inizio della sua adolescenza, suggerendogli e fornendogli i libri sulla scienza e sulla matematica. A causa dei continui problemi economici la famiglia Einstein dovette trasferirsi spesso, sin da quando il piccolo Albert non aveva nemmeno due mesi di vita; prima a Monaco, poi nel 1894 a Pavia, in Italia e, due anni dopo a Berna, in Svizzera. Il suo fallimento all'esame d'ingresso presso lEidgenössische Technische Hochschule (il Politecnico di Zurigo) fu una dura battuta d'arresto; fu mandato dalla sua famiglia a Aarau, in Svizzera, per concludere gli studi superiori, dove ricevette il diploma nel 1896. Nel 1898, Einstein incontrò e si innamorò di Mileva Marić, una sua compagna di studi serba (amica di Nikola Tesla). Nel 1900, gli fu garantito un diploma da insegnante dallEidgenössische Technische Hochschule e fu accettato come cittadino svizzero nel 1901. In questo periodo Einstein discuteva dei suoi interessi scientifici con un ristretto gruppo di amici, inclusa Mileva. Lui e Mileva ebbero una figlia, Lieserl, nata nel gennaio 1902. I loro genitori erano contrari ad un loro matrimonio e considerarono la piccola Lieserl una figlia illegittima. La bambina morì di scarlattina o più probabilmente fu data in adozione, ma ben presto se ne persero le tracce. Nel 1905 Einstein ottenne il dottorato mentre lavorava presso l'ufficio brevetti di Berna.

Teoria della relatività ristretta

In quell'anno pubblicò l'articolo Zur Elektrodynamik bewegter Körper (Sull'elettrodinamica dei corpi in movimento), che aveva come oggetto l'interazione fra corpi carichi in movimento ed il campo elettromagnetico vista da diversi osservatori in stati di moto differenti. Grazie a questo articolo, vennero risolte le controversie che avevano caratterizzato la fisica di fine '800 per quel che riguardava l'esistenza o meno di un sistema di riferimento assoluto. La teoria che ne scaturì fu indicata come teoria della Relatività ristretta. Nello stesso 1905, pubblicò una nota che forniva una spiegazione dell'effetto fotoelettrico utilizzando il concetto di quanto, ipotizzato qualche anno prima da Max Planck. Questo lavoro diede una grande spinta alla meccanica quantistica, la cui concezione stava formandosi proprio in quegli anni. Ancora in quello stesso annus mirabilis sviluppò una teoria del moto browniano. Dal 1908 insegnò a Berna e nel 1911 passò a Praga; nel 1914 fu nominato direttore dell'Istituto di Fisica dell'Università di Berlino, dove rimase fino al 1933. In quegli anni effettuò alcune ricerche sulla meccanica statistica e sulla teoria della radiazione, mentre stava concependo l'estensione delle teorie relativistiche.

Teoria della relatività generale

Il 1915 è un anno importante per la fisica teorica: in tale anno infatti, Einstein propose una teoria relativistica della gravitazione, indicata come Relatività generale, che descriveva le proprietà dello spazio-tempo a 4 dimensioni. In tale teoria si concludeva che i sistemi inerziali potevano avere senso solo in assenza di campi gravitazionali. Nonostante sia meno universalmente conosciuta e compresa, per le difficoltà del modello matematico usato per la descrizione, la relatività generale è una teoria molto più rivoluzionaria di quella ristretta, in quanto criticava alla base schemi universalmente accettati. Nel 1917 mostrò il legame esistente tra la legge di Bohr e la formula di Plank dell'irraggiamento del corpo nero. Nello stesso anno introdusse la nozione di emissione stimolata, che sarebbe poi stata applicata alla concezione del laser.

Nobel nel 1922

Nel 1922 ottenne il Premio Nobel per la Fisica (la nomina fu del 1921, ma fu comunicata solo nel 1922) per il suo lavoro del 1905 sulla spiegazione dell'effetto fotoelettrico. In quegli anni Einstein cominciò a dedicarsi alla ricerca di teorie del campo unificate, argomento che lo appassionò fino alla fine, assieme ai tentativi di spiegazioni alternative dei fenomeni quantistici: infatti, la sua concezione del mondo fisico mal si conciliava con le interpretazioni probabilistiche della meccanica quantistica. Si trasferì in America a causa delle persecuzioni antisemite che già imperversavano in Germania e in Europa. Nel 1933 si trasferì all'Institute of Advanced Studies a Princeton, dove proseguì con le sue ricerche, studiando anche alcuni problemi cosmologici e le probabilità delle transizioni atomiche.
Morì a Princeton nel 1955. I vari lavori di Einstein operarono una rivoluzione di tale portata da poter essere paragonata solo con quella di Isaac Newton. La sua onestà scientifica si esplicitò nel dare impulso alla meccanica quantistica, tramite lo studio sull'effetto fotoelettrico, anche se non fu mai convinto del significato di quella teoria (famosa è la sua frase in polemica con Niels Bohr secondo cui Dio non gioca a dadi), non potendone accettare l'aspetto probabilistico. Tuttavia il campo in cui si applicò non riguarda solamente la relatività e gli studi ad essa collegata; vi è una parte della personalità di Einstein collegata ad un senso più pratico della scienza. Nel 1929 infatti lavorò assieme a Leo Szilard ad un prototipo di macchina refrigerante ad assorbimento diffusione realizzando un brevetto innovativo di un refrigeratore funzionante solo con una miscela di acqua e ammoniaca senza parti in movimento e con consumi elettrici bassissimi. Il brevetto non fu commercializzato perché non venne mai costruito e fu soppiantato dal brevetto Servel-Electrolux per gli attuali frigoriferi che noi tutti usiamo.

Anche filosofo

Leo Szilard (questa sezione andrebbe ampliata) Alla figura dello scienziato si affianca quella non meno importante di uomo calato nel suo tempo e di filosofo. Quanto era intransigente come scienziato, così lo fu come persona; nel 1913 rifiutò di firmare un manifesto a favore della guerra che gli veniva proposto da un buon numero di scienziati tedeschi. Nel 1939, su sollecitazione di Leo Szilard, scrisse al presidente Roosevelt per sostenere l'opportunità che gli USA costruissero la bomba atomica, preoccupato della possibilità che il regime nazista potesse dotarsi per primo di quella terribile arma; successivamente invece non fu ascoltato quando nel 1945 si oppose al lancio della stessa bomba sul Giappone.

Visione politica

Einstein si considerò sempre un pacifista [http://www.amnh.org/exhibitions/einstein/peace/index.php] ed un umanista [http://www.amnh.org/exhibitions/einstein/global/index.php], e negli ultimi anni della sua vita, anche socialista. Descrivendo il Mahatma Gandhi, Albert Einstein disse "Le future generazioni difficilmente potranno credere che qualcuno come lui sia stato sulla terra in carne ed ossa". "Gandhi, il più grande genio politico del nostro tempo, ci ha indicato la strada da percorrere. Egli ci ha mostrato di quali sacrifici l'uomo sia capace una volta che abbia scoperto il cammino giusto." "Dovremmo sforzarci di fare le cose allo stesso modo: non utilizzando la violenza per combattere per la nostra causa, ma non-partecipando a qualcosa che crediamo sia sbagliato." Le opinioni di Einstein su altri argomenti, come il socialismo, il maccartismo ed il razzismo, furono male interpretate e la sua figura risultò molto controversa negli Stati Uniti di quegli anni (vedi Einstein e il socialismo). Einstein fu inoltre cofondatore del liberale Partito Democratico Tedesco. L'FBI raccolse un fascicolo di 1427 pagine sulla sua attività e raccomandò che gli fosse impedito di emigrare negli Stati Uniti secondo lo Alien Exclusion Act, aggiungendo che, insieme ad altri addebiti, Einstein credeva, consigliava, difendeva o insegnava una dottrina che, in senso legale, era stata ritenuta dai tribunali, in altri casi, capace di permettere all'anarchia di progredire indisturbata e che portava a un governo solo di nome. Aggiunse anche che Einstein "era stato membro, sostenitore o affiliato a 34 movimenti comunisti tra il 1937 ed il 1954" e che "inoltre lavorò come presidente onorario in tre organizzazioni comuniste."[http://foia.fbi.gov/foiaindex/einstein.htm] 1954 Solomon Mikhoels, 1943]] Einstein si oppose ai governi dittatoriali e per questo motivo (e per le sue origini ebraiche) si oppose al regime nazista e abbandonò la Germania subito dopo la presa del potere da parte del partito nazista. In principio fu favorevole alla costruzione della bomba atomica al fine di prevenirne la costruzione da parte di Hitler e per questo scrisse anche una lettera [http://hypertextbook.com/eworld/einstein.shtml] (del 2 agosto del 1939 probabilmente scritta da Leo Szilard) al presidente Roosevelt incoraggiandolo ad iniziare un programma di ricerca per creare delle armi atomiche. Roosevelt rispose creando un comitato per studiare la possibilità di usare l'uranio come arma nucleare. Successivamente il Progetto Manhattan assorbì tale comitato. Tuttavia, dopo la guerra, Einstein fece pressioni per il disarmo nucleare e per l'istituzione di un governo mondiale. Affermò: "Non so con quali armi verrà combattuta la III guerra mondiale ma la IV verrà combattuta con clave e pietre." Einstein fu un sostenitore del sionismo. Sostenne l'insediamento ebraico nell'antica sede del giudaismo e fu attivo nell'istituzione dell'università ebraica di Gerusalemme, in cui pubblicò (1930) un volume intitolato About Zionism: Discorsi e Conferenze del Professor Albert Einstein, e a cui donò i suoi scritti. D'altra parte si oppose al nazionalismo ed espresse scetticismo rispetto alla soluzione di uno stato-nazione ebraico. Forse immaginava che gli ebrei e gli arabi potessero vivere in pace nello stesso territorio. In tarda età gli fu offerto il posto di secondo capo di stato del nuovo stato di Israele ma declinò l'invito ritenendo di non avere le capacità necessarie. Einstein, insieme ad Albert Schweitzer ed a Bertrand Russell, combatté contro i test e le sperimentazioni militari della bomba atomica. Insieme a Russell firmò il Manifesto Russell-Einstein che dette vita alla Conferenza di Pugwash per la Scienza e gli Interessi del Mondo.

Un sospetto plagio storico

È risaputo che diversi fisici avevano già scoperto da tempo ciò che fu accreditato ad Einstein come scoperta. In particolare la celeberrima formula E=mc² fu già intuita da Isaac Newton che disse: "La massa e la luce sono convertibili l'uno nell'altro" e fu scritta così com'è per primo da Tolver Preston nel 1875; in questo caso non abbiamo referenze dirette alla formula, ma si deduce che il fisico la conoscesse grazie a una sua citazione: "L'energia che si può ottenere da un chicco di grano solleverebbe di 1,9 miglia un oggetto di peso di 100.000 tonnellate". Fu poi integrata da Henri Poincaré nel primo novecento, infine da Olinto De Pretto nel 1904. Proprio da quest'ultimo Einstein deve aver "ripreso" la formula, visto che il vicentino la scrisse nel suo libro "ipotesi dell'etere nella vita dell'universo", che il tedesco molto probabilmente avrà letto grazie alla sua abilità nel parlare italiano e ai contatti con il suo amico Michele Besso, originario del nord-est anche lui e con uno zio (Beniamino) che lavorava con il fratello di Olinto, Augusto. Per quanto riguarda la teoria della relatività, Henri Poincaré formulò già molte tesi su cui poi si baserà il giovane Albert. Innanzitutto stabilì che la velocità della luce fosse la velocità limite, che nessun esperimento potesse stabilire se un moto fosse uniforme o statico e che la massa di un oggetto dipendesse dalla sua velocità. Hendrik Lorentz, con la sua Trasformazione di Lorentz, fece qualcosa di più di una importante anticipazione alla teoria della relatività. Da notare il fatto che Einstein rifiniva molto poco le sue opere e che i richiami alle altre personalità che avevano costruito le basi culturali che lui diffuse con le sue capacità di sintesi e il suo grande impatto mediatico sono totalmente assenti. Egli è stato l'iniziatore della "scienza di massa" del terzo millennio, portando alla figura del fisico un rilievo enorme (forse anche per questo è stato strumentalizzato dalla scienza ormai megalomane), ha rivoluzionato, è vero, il modo di fare scienza, ma è stato un uomo che si è posto a conclusione di un discorso cominciato cento anni prima e di cui non ha fatto altro che una sintesi e rielaborazione.

Voci correlate


- Einstein e il socialismo

Collegamenti esterni


- [http://www.alberteinstein.info Il 19 maggio 2003 vennero messi on-line circa 3000 scritti]
- [http://www.nobel.se/physics/laureates/1921/einstein-bio.html Nobel e-Museum] Einstein, Albert Einstein, Albert Einstein, Albert Einstein, Albert Einstein, Albert Einstein, Albert ja:アルベルト・アインシュタイン ko:알베르트 아인슈타인 ms:Albert Einstein simple:Albert Einstein th:อัลเบิร์ต ไอน์สไตน์

Asteroide

Un asteroide (a volte chiamato pianetino o planetoide) è un oggetto simile per composizione ad un pianeta terrestre ma relativamente piccolo, che orbita all'interno del nostro Sistema Solare o (ipoteticamente) di altri; ha in genere un diametro inferiore al chilometro, anche se non mancano esempi fino a 1000 km. Si pensa che gli asteroidi siano residui del disco protoplanetario che non sono stati incorporati nei pianeti, durante la formazione del sistema. La maggior parte degli asteroidi si trovano nella Fascia Principale, e alcuni hanno degli asteroidi satelliti. Hanno spesso orbite ellittiche. Asteroidi molto piccoli (in genere frammenti derivanti da collisioni), con le dimensioni di un masso o anche meno, sono conosciuti come "meteoroidi". Gli asteroidi composti per la maggior parte di ghiaccio sono conosciuti invece come comete. Alcuni asteroidi sono il residuo di vecchie comete, che hanno perso il loro ghiaccio nel corso di ripetuti avvicinamenti al Sole, e sono adesso composti per lo più di roccia.

Sistema Solare

Sono catalogati più di 9000 asteroidi, e probabilmente altre centinaia di migliaia (alcune stime superano il milione) di piccoli asteroidi non sono stati catalogati. L'asteroide più grande del Sistema Solare interno è Cerere, con un diametro di 900-1000 km. Altri grandi asteroidi sono Pallade e Vesta, entrambi con diametri sui 500 km. Gli asteroidi Quaoar e Chirone del Sistema Solare esterno (al di fuori della fascia di asteroidi) sono più grandi di Cerere. Vedi anche Lista degli asteroidi principali per una lista degli oggetti più interessanti e degni di nota.

La fascia Principale, di Kuiper, dei Centauri e dei Troiani

La maggior parte degli asteroidi orbitano tra Marte e Giove, ad una distanza compresa tra 2 e 4 UA dal Sole, in una regione conosciuta come Fascia Principale. Questi oggetti non poterono riunirsi a formare un pianeta, a causa della forte gravità del vicino Giove. Questa produce anche le cosiddette lacune di Kirkwood, che sono zone vuote dalla fascia dove gli asteroidi non possono sostare, in quanto si troverebbero in risonanza orbitale con Giove e ne verrebbero presto espulsi. Un altro gruppo importante sono i Troiani: hanno la stessa orbita di Giove, ma sono divisi in due gruppi, uno 60 gradi davanti, e uno 60 gradi indietro. Si tratta di due dei punti Lagrangiani di Giove, dove le orbite sono stabili. Gruppi simili di asteroidi, molto più piccoli, sembrano trovarsi nei punti lagrangiani di quasi tutti i pianeti. Un altro grande gruppo è la fascia di Kuiper. Questa è la sorgente di circa la metà delle comete che arrivano nel sistema interno. Alcuni di questi asteroidi non sono molto più piccoli di Plutone o della sua luna Caronte. Questi ultimi due sono stati in effetti "declassati" ad asteroidi della fascia di Kuiper, seppure molto grandi, e comunque il rango di Plutone come pianeta viene mantenuto per tradizione. Quaoar supera i 1200 km di diametro, e ci si aspetta che prima o poi venga trovato un asteroide più grande di Plutone. Si conosce molto poco degli asteroidi della fascia di Kuiper, che appaiono come minuscoli puntini anche nei telescopi più potenti. La loro classificazione e composizione chimica è per adesso materia di speculazioni. I Centauri orbitano attorno al Sole in mezzo ai pianeti giganti, quindi oltre l'orbita di Giove. Il primo scoperto di questa categoria fu Chirone, nel 1977, un asteroide di più di 100 km di diametro, anche se gli altri conosciuti sono più piccoli. Si pensa che questi oggetti siano asteroidi o ex-comete che sono state espulse dalle loro orbite originali, e si trovano "parcheggiati" lontano dagli altri.

Ricerca degli asteroidi

Fino al 1998, e in parte ancora oggi, gli asteroidi venivano scoperti in un procedimento in quattro fasi. Per prima cosa, una regione del cielo veniva fotografata con un telescopio a grande campo. Venivano prese coppie di fotografie della stessa regione, separate in genere da un'ora di tempo. In un secondo momento, le due pellicole della stessa regione venivano osservate sotto uno stereoscopio, che permetteva di trovare ogni oggetto che si fosse mosso tra le due esposizioni. Poiché le stelle sono fisse, mentre gli oggetti del Sistema Solare si sono mossi leggermente durante l'ora di tempo trascorsa tra le due foto, ogni asteroide risalta come un punto in movimento. Terzo, una volta che un corpo in movimento fosse stato trovato, si misurava la sua posizione in modo molto preciso, usando come riferimento stelle presenti sulla fotografia, la cui posizione è conosciuta con grande precisione. Alla fine di queste tre fasi non si ha ancora una scoperta, ma solo un candidato asteroide. Il passo finale era di mandare questi risultati a Brian Marsden, capo del Minor Planets Center. Qui, a partire dalle osservazioni svolte, veniva calcolata un'orbita preliminare e venivano quindi predette le posizioni in cielo dell'asteroide per le notti successive. Una volta che l'oggetto veniva trovato grazie alle predizioni (segno che tutti i passi precedenti erano stati svolti senza errori), l'astronomo o il dilettante che aveva fatto le osservazioni era dichiarato scopritore, e aveva il diritto di dare il nome all'asteroide (con l'approvazione dell'Unione Astronomica Internazionale. Quando l'orbita di un asteroide viene confermata, esso viene numerato, e più tardi può anche ricevere un nome (per esempio, 1 Cerere o 2060 Chirone). I primi vennero chiamati con nomi derivati dalla mitologia greco-romana, ma quando questi nomi iniziarono a scarseggiare, ne vennero usati altri: persone famose, i nomi delle mogli degli scopritori, persino attori di televisione. Alcuni gruppi hanno nomi derivati da un tema comune, per esempio i Centauri sono tutti chiamati a partire da centauri leggendari, mentre i Troiani portano i nomi degli eroi delle guerre di Troia. A partire dal 1998, un gran numero di telescopi automatizzati percorrono tutte le fasi di cui sopra da soli, usando camere CCD e computers collegati direttamente al telescopio, che calcolano l'orbita e vanno a ripescare l'asteroide in seguito. Tali sistemi scoprono ormai la maggior parte degli asteroidi, ed ognuno è gestito da un gruppo di astronomi e tecnici. Ecco un elenco di alcuni di questi gruppi:
- Il gruppo Lincoln Near-Earth Asteroid Research (LINEAR)
- Il gruppo Near-Earth Asteroid Tracking
- Spacewatch ("guardia spaziale", il primo di essi)
- Il gruppo Lowell Observatory Near-Earth Object Search
- La Catalina Sky Survey
- La Japanese Spaceguard Association
- L'Asiago DLR Asteroid Survey (in Italia) Il solo sistema LINEAR, uno dei più avanzati, ha scoperto 211.849 asteroidi (il dato risale al 21 ottobre 2004, ed è probabilmente cresciuto di molto. Fonte: [http://www.ll.mit.edu/LINEAR]). Tutti insieme, i sistemi automatici hanno anche scoperto 2.298 asteroidi near-Earth, cioè potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta [http://neo.jpl.nasa.gov/missions/stats.html].

Modifica dell'orbita degli asteroidi

Negli ultimi tempi, si è sviluppato molto interesse attorno agli asteroidi la cui orbita interseca quella della Terra e che potrebbero, nel corso dei secoli, scontrarsi con essa. I due gruppi più importanti di asteroidi near-Earth sono gli asteroidi Amor e gli asteroidi Atens. Sono stati proposti molti modi per modificarne l'orbita, nel caso fosse confermato il rischio di collisione. Tuttavia la scarsa conoscenza della struttura interna di tali oggetti impedisce di prevedere nel dettaglio come reagirebbero ad un impatto o ad un'esplosione causata nelle loro vicinanze per defletterli o distruggerli. Persino i modelli che cercano di prevedere le conseguenze di un impatto catastrofico con la terra sono ancora di dubbia validità a causa dell'impossibilità di sottoporli a prova sperimentale.

Esplorazione degli asteroidi

Le prime fotografie prese da vicino di un asteroide vennero scattate dalla sonda Galileo, agli oggetti Gaspra e Ida, nel 1991. La sonda NEAR Shoemaker atterrò sull'asteroide Eros nel 2001, determinandone la densità con estrema precisione a partire dalle misure del campo gravitazionale.

Classificazione degli asteroidi

Gli asteroidi sono classificati in tipi spettrali, che corrispondono alla composizione del materiale superficiale dell'asteroide. Il numero degli asteroidi conosciuti nelle diverse classi spettrali potrebbe non corrispondere alla distribuzione effettiva, perché alcuni tipi di asteroidi sono più facili da osservare di altri, ed il loro numero viene quindi sovrastimato.
- Asteroidi di tipo C - 75% degli asteroidi conosciuti. La C sta per "carbonacei". Sono estremamente scuri (albedo 0,03), simili alle meteoriti carbonacee. Questi asteroidi hanno all'incirca la stessa composizione del Sole, tranne l'idrogeno, l'elio e altri elementi volatili. I loro spettri hanno colori relativamente blu, e sono molto piatti e senza strutture evidenti.
- Asteroidi di tipo S - 17% degli asteroidi conosciuti. La S sta per "silicio". Sono oggetti relativamente luminosi (albedo 0,1-0,22). Hanno una composizione metallica (principalmente silicati di nichel, ferro e magnesio). Lo spettro di questi asteroidi ha una forte componente rossa, ed è simile alle meteoriti ferrose.
- Asteroidi di tipo M - Questa classe comprende quasi tutti gli altri asteroidi. La M sta per "metallico". Sono asteroidi piuttosto brillanti (albedo 0,1-0,18), sembra fatti di nichel-ferro quasi puro. Ci sono altri tipi di asteroidi, molto più rari:
- Asteroidi di tipo G - Una suddivisione degli asteroidi di tipo C, spettralmente distinta per le differenze nell'assorbimento degli ultravioletti. Il principale rappresentante di questa classe è l'asteroide 1 Ceres.
- Asteroidi di tipo E - La E sta per enstatite.
- Asteroidi di tipo R - La R sta per Rossi.
- Asteroidi di tipo V - La V sta per Vesta, un grosso asteroide di cui si pensa che questi potrebbero esserne frammenti.
Immagine:433eros-thumb.jpg
Questa immagine di Eros, presa il 14 febbraio 2000 dalla sonda NEAR (in realtà un mosaico composto da due immagini), i più piccoli dettagli distinguibili sono grandi circa 35 metri. Si riconoscono massi della dimensione di case in molti posti. Uno si trova sull'orlo del cratere gigante che separa le due metà dell'asteroide. Un'area luminosa è visibile nella parte superiore sinistra, e dei solchi possono essere visti subito sotto di essa. I solchi scorrono paralleli alla dimensione maggiore dell'asteroide.

Voci correlate


- Lista degli asteroidi principali
- Lista di asteroidi

Collegamenti esterni


- [http://cfa-www.harvard.edu/iau/lists/MPNames.html Alphabetical list of minor planet names]
- [http://www.projectpluto.com/mp_group.htm List of asteroid orbital groupings and families]
- [http://www.lpl.arizona.edu/impacteffects/ Effetti della caduta di un asteroide sulla terra] Categoria:Astronomia e Astrofisica ja:小惑星 ko:소행성 ms:Asteroid simple:Asteroid th:ดาวเคราะห์น้อย

Motî:dichifråve

dichifrer / dchifrer (codjowaedje) [v.c.] loukî d' coprinde (ene sacwè d' målåjhey a lére). C' esteut ene lete ki n' esteut nén a dchifrer. F. déchiffrer. Disfondowes: d(i)chifrer, d(u)chîfrer, d(u)chifrer, dèchifrer, dèchifrè. | dichifraedje / dchifraedje [o.n.] no d' fijhaedje et no di çou k' est fwait (accion eyet si rzultat) pol viebe "dichifrer". F. déchiffrage. | dichifreu, dichifreuse u dichifrêyresse / dchifreu, euse, êyresse [o.f.n.] li ci (cene) ki dchifrêye. F. déchiffreur. Disfondowes: d(i)chifreu, d(u)chifreu. | dichifråve / dchifråve [addj.] ki pout esse dichifré (êye). F. déchiffrable. Bodje:
- chifrer

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