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| Etna (vulcano) |
Etna (vulcano) e Reggio di Calabria.]]
L'Etna è un vulcano attivo sulla costa orientale della Sicilia (Italia), tra Messina e Catania.
La sua altezza varia nel tempo a causa delle sue eruzioni, ma si aggira attualmente sui 3.340 m.s.l.m.
Vi si trovavano due stazioni sciistiche la cui particolarità è quella di poter scivolare sulla neve potendo osservare il mare. Da quella Sud del Rifugio Sapienza, nel territorio di Nicolosi, è possibile ammirare tutto il golfo di Catania e la valle del Simeto. Nelle piste a Nord, quelle di Piano Provenzana in territorio di Linguaglossa, lo scenario che si apre d'innanzi comprende Taormina.
Le piste di Nicolosi sono state ricoperte dall'eruzione dell'estate del 2001, quando una colata lavica ha distrutto la stazione d'arrivo della funivia ed il centro servizi passando a pochi metri dallo stesso "Rifugio Sapienza". Le piste di Piano Provenzana sono state colpite dalla colata dell'Autunno del 2002.
Il circondario ha caratteristiche che ne rendono le terre ottime per produzioni agricole, grazie alla particolare fertilità. Ampie parti delle sue pendici sono comprese nell'omonimo parco naturale.
Negli anni settanta del XX secolo le piste del versante sud, Nicolosi, sono state protagoniste della "Tre giorni Internazionale dell'Etna" gara di sci alpino che vedeva alla partenza i grandi nomi dello sci alla fine delle gare della coppa del mondo.Poi con il passare degli anni e con l'avvento del professionismo esasperato in tutte le discipline sportive, questa gara non ha più avuto luogo
Nome e leggende
L'Etna era conosciuto nell'età romana come Aetna, il nome deriva dalla parola greca aitho (bruciare) o ancor prima dalla parola fenicia attano. Gli arabi chiamavano la montagna Gibel Utlamat (la montagna del fuoco); questo nome fu più tardi storpiato in Mons Gibel e successivamente, nel Medio Evo, in Mongibello, che deriva dall'italiano "monte" e dall'arabo "djebel" che ha il medesimo significato, che è attualmente il nome della montagna, non del vulcano.
Le eruzioni regolari della montagna, spesso drammatiche, l'hanno reso un argomento di grande interesse per la mitologia classica e i più tardi ai suoi successori, le quali hanno cercato di spiegare il relativo comportamento, tramite vari dei e giganti della leggenda romana e greca.
Su Eolo, il re dei venti, si diceva che avesse impriggionato i venti sotto le caverne dell'Etna. Secondo il poeta Il Eschilio, il gigante Tifone fu confinato nell'Etna e fu motivo di eruzioni. Un altro gigante Encelado, si ribellò contro i dei, venne ucciso e fu bruciato nell'Etna. Su Efesto o Vulcano, il dio del fuoco e della metallurgia e fabbro degli dei, venne detto di aver avuto la sua fucina sotto l'Etna e di aver domato il demone del fuoco Adranus e di averlo guidato fuori dalla montagna, mentre i Ciclopi vi tenevano un'officina di forgiatura nella quale producevano le saette usate come armi da Zeus. Si supponeva che il mondo dei morti greco, Tartaro, fosse situato sotto l'Etna. Su Empedocle, un importante filosofo pre-Socrate e uomo politico greco del V secolo AV, venne detto che si buttò nel cratere del vulcano, anche se in realtà sembra che sia morto in Grecia. Si dice che quando l'Etna eruttò nel 252, un anno dopo al martirio di Santa Agata, il popolo di Catania, prese il velo rosso della Santa, che rimase intatto dalle fiamme del suo martirio, ed invocarono il nome della Santa e l'eruzione finì, per questo motivo i cristiani invocano il suo nome contro il fuoco e lampi.
Secondo una leggenda inglese, l'anima della regina Elisabetta I d'Inghilterra ora risiede nell'Etna; per un patto che lei fece col diavolo in cambio del suo aiuto durante il suo regno. Ciò potrebbe essere stupido e di cattivo gusto, ma è una leggenda locale.
diavolo
Sport
Il 22 maggio 1989 la 2^ tappa del Giro d'Italia 1989 si è conclusa sull'Etna con la vittoria del portoghese Acacio da Silva.
Eruzioni
Acacio da Silva.]]
Collegamenti esterni
- [http://www.ct.ingv.it/ Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia]
- [http://www.vulcanoetna.it/it.php Portale dedicato all'Etna]
- [http://www.guidetnanord.com Sito Ufficiale Guide Alpine Etna Nord]
Categoria:Vulcani italiani
categoria:Regione Sicilia
ja:エトナ火山
ko:에트나 산
Reggio di Calabria
Reggio di Calabria è capoluogo dell'omonima provincia con 180.353 abitanti.
Geografia
È situata sulla punta dello Stivale, alle pendici dell'Aspromonte, sulla sponda orientale dello stretto di Messina. Il nucleo urbano centrale e compreso tra le fiumare dell'Annunziata a nord e del Calopinace a sud. Dopo il terremoto del 1908 è stata ricostruita con una pianta a scacchiera con vie dritte e più ampie di quelle antiche. È situata al centro di una zona agricola particolarmente fertile grazie al clima mite, con produzione di olio d'oliva, vino, agrumi e ortaggi. Le industrie hanno dimensioni medie o piccole, tipica è la produzione dell'essenza di bergamotto.
Comunicazioni
Nella città convergono vie di comunicazione ferroviarie, marittime (collegamento con Messina e con Malta), e stradali (Statale 106 Ionica, Statale 18 Tirrena Inferiore, Autostrada A3) di fondamentale importanza, è inoltre dotata di un aeroporto (Tito Minniti) molto attivo.
Un tempo il porto sorgeva alcuni chilometri più a sud vicino al promontorio di Calamizzi. Questo promontorio, che ispirò a Tucidide la definizione di "acroterio d'Italia" per il suo protendersi verso la Sicilia, quasi a volersi ricongiungere, proteggeva una baia naturale che costituì l'antico porto di Reggio Calabria. Il promontorio si sarebbe inabissato per un terremoto nel 1562, privando la città di Reggio per tre secoli del suo porto, sino alla costruzione, al termine del XIX secolo dell'attuale bacino artificiale.
Storia
Storia antica
Fu fondata da coloni greci Calcidesi originari di Eubea, che lasciarono la loro città a seguito di una grave carestia e dai Messeni dopo che questi ultimi furono sconfitti nella guerra con Sparta. L'oracolo di Delfi predisse che avrebbero fondato una nuova città nel luogo in cui avrebbero incontrato una femmina avvinghiata ad un maschio. Dopo un viaggio faticoso superato il promontorio di Capo Calamizzi si fermarono alla foce del fiume Apsias (oggi Calopinace) avendo intravisto una vite aderente ad un fico selvatico nella località detta Pallantion - odierno parco a mare (730 AC) e fondarono la prima πόλις(polis) greca in Calabria dandole il nome di ?????? Reghion.
Reggio inizialmente fu retta da un governo aristocratico dei mille, modificato in senso democratico da Caronda. Questo moto democratico condusse all'alleanza con Locri contro Crotone, che fu sconfitta nel VI secolo AC. La stirpe Calcidese perdette sempre più importanza a Reggio a favore dei Messeni, ma si affermò nella dirimpettaia Zancle.
Nel 494 AC conquistò la città il tiranno Anassilao che si alleò con Imera, occupando Zancle, ribattezzandola Messena, quindi minacciato da Gela, Agrigento e Siracusa, Anassilao si alleò con i Cartaginesi, ma fu sconfitto ad Imera. Anassilao morì nel 476 AC.
Il suo successore Micito tentò di espandersi verso nord contro Taranto ma fu sconfitto e cadde nel 467 AC, i figli di Anassilao persero Messina e caddero nel 461 AC. Alleata di Atene contro Locri e Siracusa fu presa e semidistrutta da Siracusa nel 387 AC. Fu ricostruita da Dionisio II di Siracusa col nome di Febea, ma riuscì a liberarsi dal suo dominio nel 351 AC.
Nel 282 AC accolse un presidio romano e successivamente fu alleata di Roma di cui divenne socia navalis e nell'89 AC municipium. In età imperiale Reggio conobbe un florido periodo di sviluppo, Ottaviano vi stanziò dei veterani chiamandola Regium Iulium.
Nel 410 fu saccheggiata e distrutta da Alarico.
Medioevo
Caduto l'Impero Romano d'Occidente fu centro di sanguinose battaglie e fu saccheggiata più volte. Nel 549 fu conquistata da Totila, quindi si affermò il dominio Bizantino, che nel VI secolo portò un nuovo benessere economico nel capoluogo del Bruzio e sotto l'imperatore d'oriente Basilio I la sua sede vescovile fu elevata a metropoli dei possessi bizantini dell'Italia meridionale.
Fu conquistata dagli arabi all'inizio del 900 che ne massacrarono gli abitanti e uccisero il vescovo. Nel 909 fu ripresa dai bizantini che ne fecero il centro amministrativo dell'Italia meridionale, sede del duca di Calabria, Reggio divenne di nuovo florida e popolosissima.
Fu dominata dagli emiri palermitani dal 1001 al 1027 e nel 1060 Roberto il Guiscardo la tolse ai bizantini nominandosi duca di Calabria e riportando la sede vescovile nell'orbita del Pontefice di Roma.
Dopo il dominio Normanno la città seguì le alterne vicende di Angioini e Aragonesi, rimanendo sempre capoluogo regionale. Nicola Ruffo conte di Catanzaro la conquistò per conto di Luigi d'Angiò nel 1404. Nel 1411 fu presa da Ladislao di Durazzo, successivamente Alfonso Cardona la tolse agli Angioini e la città perse il titolo di capoluogo regionale (1443), ma nel 1465 Ferdinando I le restituì il primato regionale.
Dal XVI secolo sotto la dominazione spagnola cominciò un lungo periodo di decadenza, dovuto al pesante fiscalismo e alle frequenti incursioni piratesche, che culminò con le rovine del terremoto del 1783.
Secoli XIX e XX
La città fu ricostruita modernamente nel periodo napoleonico e fu elevata a ducato del generale Oudinot, fu bombardata dalla flotta inglese nel 1810. Tornata ai Borbone, fu teatro di moti risorgimentali il 2 settembre 1847 e nel 1860 fu espugnata dai garibaldini entrando a far parte del Regno d'Italia.
Il 28 dicembre 1908 fu devastata dal terremoto e dal maremoto che coinvolse anche Messina, con 12000 morti. Fu ricostruita prontamente e la città divenne molto popolosa grazie all'immigrazione dalla provincia. Nel periodo fascista fu creata la "Grande Reggio" con la fusione di comuni limitrofi: Catona, Gallico, Ortì, Podargoni, Mosorrofa, Gallina e Pellaro, ma inizialmente anche Cannitello, Villa San Giovanni, Campo Calabro e Fiumara (RC) in seguito staccatisi. Nello stesso periodo la città venne rimodernata con la costruzione di nuovi quartieri. Nel maggio del 1943 fu bombardata dagli angloamericani.
È stata capoluogo regionale della Calabria fino al 1970 (attualmente è Catanzaro), tuttavia è ancora sede del Consiglio Regionale. Ciò provocò la "Rivolta" dal luglio 1970 all'aprile 1971 con cui i cittadini di Reggio protestarono duramente a fianco dell'allora sindaco Pietro Battaglia e di Ciccio Franco, resistendo lungamente alle forze dell'ordine.
Ne seguì un periodo di grande difficoltà economica e politica, con molte promesse governative di sviluppo non mantenute. Venne aperta l'Università Statale degli Studi (1982) oggi Università degli Studi "Mediterranea" e nel 2001, nel culmine della primavera di Reggio, con sindaco Italo Falcomatà, fu completato il monumentale Lungomare.
Monumenti
- Duomo Nasce come cattedrale normanna ma fu ricostruito nel XVII secolo. Distrutto dal terremoto del 1783, fu ricostruito nel 1804. Ancora distrutto dal terremoto del 1908, fu progettato nel 1913, da Padre Carmelo Umberto Angiolini su incarico dell'Arcivescovo Rinaldo Rousset, e fu consacrata il 2 settembre 1928 dall'arcivescovo Carmelo Pujia. Ai lati della scalinata che conduce all'ampia e imponente facciata, sono situate le statue dei Ss. Paolo e Stefano di Francesco Jerace. L'interno è in stile romanico con motivi d'ispirazione classica. Le colonne a fascio, che delimitano le navate reggono le capriate scoperte che ricevono il peso del tetto. Diviso in tre navate, accoglie sepolcri seicenteschi di vescovi e degli ultimi vescovi del XX secolo Giovanni Ferro e Aurelio Sorrentino, un pulpito marmoreo sempre di Francesco Jerace, decorato con due palme in travertino provenienti dalla vecchia Cattedrale. Nel transetto a sinistra si apre la cappella del SS. Sacramento, opera di marmorai messinesi in stile barocco, le cui pareti sono totalmente rivestite di intarsi marmorei policromi, provenienti dall'antico duomo.
- Castello Aragonese Francesco JeraceLa sua costruzione si ritiene anteriore all'invasione dei Goti di Totila nel 549. Punto strategico di difesa della Città, sorto dove era situata l'acropoli della polis greca, fu conquistato anche dagli Ostrogoti, dai Longobardi, dagli Arabi, dai Normanni, dagli Svevi e dagli Angioini. È stato sempre restaurato dai suoi conquistatori e nel 1459 i sovrani Ferdinando e Giovanna d'Aragona fecero aggiungere le due torri cilindriche merlate e un rivellino. Nel 1543 fu riconquistato da Federico Barbarossa e, dopo le dominazioni spagnola, austriaca e borbonica, fu conquistato da Giuseppe Garibaldi il 21 agosto 1860. Agli inizi di questo secolo è stato demolito parzialmente (tranne le due torri) per poter congiungere la via Aschenez con la via Cimino secondo le indicazioni del piano regolatore redatto da Pietro De Nava. Ha resistito a tutti i terremoti, ma il 7 maggio 1986 durante lavori di restauro e consolidamento è crollata una parte prospiciente via Aschenez.
- Mura Greche Situate sul lungomare, risalgono al IV secolo AC e farebbero parte della ricostruzione operata da Dionisio II di Siracusa. Sono costituite da due file parallele di grossi blocchi di arenaria tenera.
- Terme Romane Anch'esse sul lungomare, sono i ruderi di alcune terme romane, con resti di pavimento musivo a piccole tessere bianche e nere.
- Chiesa degli Ottimati Dionisio II di Siracusa Sita nei pressi del Castello Aragonese, in origine riprendeva lo stile bizantino a pianta centrale, come la Cattolica di Stilo e San Marco di Rossano - in stile orientaleggiante e con cupola rossa. È stata ricostruita con elementi dei mosaici provenienti dalla Cripta della Chiesa di San Gregorio Magno o degli Ottimati del XII secolo, ma anche con fusti di colonne di spoglio in marmo greco dell'Abbazia basiliana del XII secolo di Santa Maria di Terreti, entrambe distrutte.
- Piazza Italia Su di essa si affacciano a nord il palazzo del Municipio (palazzo San Giorgio), a ovest il palazzo della Prefettura e a sud il palazzo della Provincia. Probabilmente era già la sede dell'agorà della polis greca e del foro nel periodo romano. Attualmente è in atto una campagna di scavi che a riportato alla luce resti di antiche costruzioni. Dopo il terremoto del 1783, la piazza fu prevista nel progetto del ing. G. B. Mori ed ebbe varie denominazioni fino all'attuale di piazza Vittorio Emanuele II. Nel 1869 al centro della piazza è stato collocato un monumento rappresentante l'Italia e da allora è invalso il nome di piazza Italia.
- Cippo Marmoreo Eretto nel punto dove Vittorio Emanuele III sbarcò, toccando per la prima volta il suolo nazionale da sovrano, dopo aver saputo della morte del padre il 31 luglio 1900. Progettato dal messinese Camillo Autore fu inaugurato nel maggio del 1932. La statua in bronzo, che rappresenta "Athena Promacos", è opera dello scultore messinese Bonfiglio. Nel 2001 al termine dei lavori di rifacimento del lungomare è stato posto sul pontone al centro dell'"Arena dello Stretto".
- Museo Nazionale [http://www.museodellacalabria.com/museodellacalabria/virtuale/rcmuseo.htm Museo Nazionale] Ricco di collezioni archeologiche con materiali di scavo da siti della Calabria e della Basilicata, molto importanti per avvicinarsi alla cultura antica di questa parte della Magna Grecia, vi sono custoditi anche i famosi bronzi di Riace, due grandi statue di guerrieri, originali greci della metà del V secolo AC, che rappresentano l'immagine più tipica della cultura greca classica.
Reggini illustri
Filosofi pitagorici
Il movimento pitagorico, oltre che filosofico fu anche un movimento politico che appoggiava i governi aristocratici, per questo quando cominciò ad affermarsi la corrente democratica, i pitagorici furono cacciati da Crotone e si spostarono nelle altre polis greche. A Reggio al tempo della tirannide di Anassilao sorse la scuola pitagorica che portò Reggio a primeggiare tra tutte le altre città della Magna Grecia. Questi sono i più importanti esponenti:
- Pitone vissuto al tempo del tiranno siracusano Dionigi.
- Ippone accusato di ateismo da Aristotele.
- Ippi (Hyppis) oratore, poeta e primo storico dell'occidente greco, autore di una storia sulla Sicilia, di un trattato sulle origini italiche e di tre libri di dicerie oziose.
- Astilo autore di precetti morali.
Scultori
A Reggio nacque una scuola di scultura che ebbe tra le sue fila uno dei massimi esponenti del dopo Fidia. Ecco i componenti:
- Clearco discepolo di Eurichio di Corinto fu il fondatore della scuola, le sue opere erano così note ed apprezzate da essere ospitate anche nei più impoltanti templi della Grecia. Pausania gli attribuisce una statua in bronzo, rappresentante Zeus Hypatos, conservata nel tempio di Atena Calcica a Sparta. La particolarità di quest'opera consiste nel fatto che la statua non è fusa in un unico pezzo, ma costituita da tanti pezzi in bronzo inchiodati fra loro: tecnica di lavorazione tanto arcaica da far affermare allo stesso Pausania che la statua di Clearco fosse la più antica opera realizzata in bronzo, la stessa tecnica era usata da Learco.
- Pitagora reggino discepolo di Clearco, è annoverato tra i cinque maggiori scultori ellenici del dopo Fidia. Realizzò molte opere in tante polis da Atene a Siracusa. Fu il primo a tenere in considerazione le proporzioni delle statue e ad avere molta cura di particolari come capelli, arterie e vene. Le caratteristiche della sua arte descritte dai più rinomati studiosi greci e latini gli hanno fatto attribuire molti capolavori, e supportano la tesi di molti studiosi contemporanei come il più probabile autore dei Bronzi di Riace. Tra le altre opere ricordiamo: le statue dell'atleta Astilo e del corridore Imnesco, di Eutimo, Lentisco e Cratillo Mantineo, il bronzo raffigurante il toro che trasportava Europa, figlia di Agenore, la testa di Perseo, conservata al museo di Londra e, quasi certamente, la statua dell'auriga di Delfi, commissionata da Anassilao.
- Sostrato allievo e nipote di Pitagora reggino.
Artisti più recenti:
- Umberto Boccioni, futurista
Poeti
- Teagene nato in una data imprecisata tra il 529 AC e il 522 AC, fu il primo esegeta dell'Odissea e il primo critico letterario in assoluto. Teagene curò il testo di Omero e ne diede un'interpretazione razionalistica, assolutamente nuova, assimilando gli dei alle forze della natura. Franco Mosino noto grecista reggino, cogliendo singolari coincidenze, tra le quali la contemporaneità tra l'Odissea e la fondazione di Reggio, la presenza a Reggio di Teagene, primo esegeta dell'Odissea e le incongruenze che fanno credere all'opera di due diversi autori di Iliade e Odissea, arriva ad affermare che l'Odissea non sarebbe altro che il romanzo delle avventure lungo lo Stretto di Messina dei Calcidesi che fondarono Reggio.
- Glauco di lui si conosce l'opera "Intorno agli antichi musici e poeti", di cui purtroppo conserviamo solo pochi frammenti.
- Ibico fu il più grande dei lirici reggini, i cui versi furono tenuti in così tanta considerazione da essere oggetto di studio da parte dei giovani. Visse, nella prima metà del V secolo AC e sembra avere scritto 60 libri in versi, in lingua dorica. Il contenuto della lirica di Ibico è essenzialmente erotico tanto da essere accusato corruttore della gioventù. Cantò la dea Diana, venerata a Reggio e, secondo alcuni storici, fu inventore di uno strumento musicale, di forma triangolare, chiamato ibicino.
- Cleomene fu contemporaneo e amico di Alessandro Magno. Delle sue opere non ci sono giunti frammenti, viene ricordato come autore di ditirambi, di un commento al poema di Esiodo e di biografie dello stesso.
Stilisti
- Gianni Versace
Cantanti
- Mia Martini
- Loredana Bertè
- Mino Reitano
Sport
Calcio
La locale squadra di calcio Reggina ha ottenuto nel 1999 la promozione in Serie A, dove compete tuttora.
Pallacanestro
La città ha primeggiato nel recente passato con la Viola Reggio Calabria che tuttora milita nel massimo campionato.
Pallavolo femminile
Vi sono tre squadre di pallavolo femminile (la Gallico, la Nausicaa e la Medinex che ha vinto uno scudetto, poi revocato).
Rugby
Nelle fila della Caronte Rugby Reggio hanno militato ottimi giocatori i quali hanno introdotto una tradizione rugbystica che ha lasciato una buona scuola tecnica alle future generazioni.Oggi esistono due squadre, la Polisportiva Rugby e Rugby Reggio, entrambe militano nel campionato di serie C.
Ciclismo
Il 7 maggio 2005 si è disputato il cronoprologo del Giro d'Italia 2005 con la vittoria dell'australiano Brett Lancaster.
Aeroporto
L'aeroporto dello stretto Tito Minniti, coordinate geografiche , è posizionato a sud della città di Reggio Calabria a circa quattro chilometri dal centro cittadino. Il codice ICAO è LICR codice IATA è REG. L'aeroporto dispone di due piste, la pista principale è la 15/33, la pista secondaria è la 11/29.
I collegamenti di linea attualmente presenti sono effettuati da Alitalia con Roma Fiumicino e con Milano Linate, e da Air One con Milano Linate, è inoltre disponibile, a richiesta, un collegamento con le isole Eolie effettuato con elicottero AS-350.
Amministrazioni
Reggio è sede:
- del LUG [http://rclug.linux.it Reggio Calabria Linux Users Group]
- dell' Università degli Studi "Mediterranea"
[http://www.giraitalia.it/calabria/reggio_calabria/ Informazioni su Reggio Calabria]
Categoria:Comuni della provincia di Reggio Calabria
Categoria:Comuni della Calabria
Categoria:Comuni italiani
Sicilia
La Sicilia è una regione dell'Italia meridionale di 5,1 milioni di abitanti, con capoluogo Palermo. È completamente circondata dal Mar Mediterraneo e con i suoi 25.710 km2 di superficie è la regione più estesa d'Italia.
La lingua ufficiale parlata in Sicilia è l'italiano anche se parte della popolazione locale parla anche la lingua siciliana, u Sicilianu (il Siciliano), parlato anche in Calabria e nel Salento (Puglia).
Questa regione - ritenuta unanimemente una delle più complesse ed affascinanti dell'intera Italia - è conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo ed è visitata annualmente da milioni di visitatori provenienti da ogni parte del mondo.
I suoi colori, i suoi sapori, gli aromi delle sue valli e i profumi che si irradiano dalle coste ventose hanno contribuito a perpetuare nei secoli il fascino di una terra talvolta dura ma ugualmente florida e ricca di possibilità. Per questa terra - per l'asprezza che contraddistingue chi vi vive e vi opera - è stato coniato un apposito termine, tramandato da uomini d'arte e di cultura: sicilianità.
Storia
La Sicilia, a causa della sua posizione geografica, ha svolto sempre un ruolo di una certa importanza negli eventi storici che hanno avuto come protagonisti i popoli del Mediterraneo.
L'avvicendarsi di molteplici civiltà ha arricchito la Sicilia di insediamenti urbani, di monumenti e di vestigia del passato che fanno della regione uno dei luoghi privilegiati dove la storia può essere rivissuta attraverso le immagini dei segni che il tempo non ha scalfito e ha tramandato sino ai nostri giorni
- Preistoria
- Periodo greco
- Periodo romano
- Periodo arabo
- Periodo normanno-svevo
- Periodo aragonese
Geografia
La Sicilia è la principale "isola" dell'intero Mar Mediterraneo, ma geologicamente appartiene alla stessa placca tettonica della penisola italiana, ed orograficamente è una regione appenninica come molte altre regioni italiane. Comprende - oltre all'omonima regione - anche diverse isole minori, quali il gruppo delle Eolie o Lipari, quelo delle Egadi, delle Pelagie nonché le isole di Pantelleria, Lampedusa e Ustica.
L'arcipelago in cui si trova anche l'isola di Malta è solo geograficamente parte integrante della Sicilia. Malta, peraltro, è stata unita alla Sicilia (anche politicamente) fino al 1798 quando fu occupata (per circa due anni) da Napoleone Bonaparte.
La Sicilia è separata dal continente e dall'Italia peninsulare mediante lo Stretto di Messina di soli 3 km ca., su cui si affaccia, col suo magnifico porto naturale a forma di falce la città di Messina. Il comune (e la provincia) di Messina è a suo modo associata alla provincia ed al comune di Reggio Calabria, nella regione successiva, ovvero l'unica regione con la quale confina, la Calabria, formando a loro modo un'area metropolitana integrata dello Stretto.
La regione stessa nonché le isole circostanti sono interessate da intensa attività vulcanica.
I vulcani più noti sono: Etna, Stromboli e Vulcano.
Di forma triangolare, la Sicilia ebbe nell'antichità il nome di Trinacria. Le coste settentrionali, alte e rocciose, si aprono sul Mar Tirreno con frequenti ed ampie insenature, come i golfi di Castellammare del Golfo, di Palermo, di Termini Imerese, di Milazzo e molti altri minori che ospitano ampie spiaggie coperte di finissima sabbia.
Milazzo
Ad est la costa ionica è più frastagliata verso sud, mentre il litorale meridionale - di fronte all'Africa - è sabbioso ma generalmente uniforme. Il rilievo è vario e, mentre nella Sicilia orientale si può riconoscere nei Monti Peloritani, Nebrodi e Madonie l'ideale continuazione dell'Appennino calabro, la Sicilia centrale e occidentale ospitano massicci isolati. Al centro infatti vi sono i Monti Erei su cui si trova, a 948 metri di altezza, la città di Enna.
Ad ovest sorgono altri monti dall'altezza variabile, come i Sicani, la cui cima più alta è il Monte Cammarata di 1580 metri, e i monti che circondano la Conca d'Oro, la pianura dove, affacciata sul mare, si stende Palermo, città capoluogo di questa regione.
Ad est si erge, visibile dallo Stretto di Messina, la cima dell'Aspromonte, la cima innevata del vulcano Etna, alto 3.263 metri. Con le sue frequenti eruzioni, l'Etna ha ricoperto il territorio circostante della sua lava nera che ha colmato una pianura estesa sino al mare, la piana di Catania, una delle provincie della regione, che sorge lungo il litorale.
I fiumi siciliani sono tutti di portata ed estensione limitate (a volte detti "fiumare". Sboccano nel Mar Ionio il Simeto e l'Alcantara, lungo la costa meridionale l'Imera, il Platani e il Belice.
Clima
Il clima della Sicilia è mite, ma negli ultimi decenni le estati sono divenute sempre più calde e anche nelle altre stagioni dell'anno ha fatto sentire maggiormente il proprio influsso il vento di Scirocco proveniente dall'Africa che ha creato anche improvvise variazioni di temperatura.
La piovosità è scarsa e la scarsità di tale fenomeno atmosferico si ripercuote sull'approvvigionamento idrico.
Tuttavia ciò non impedisce all'agricoltura di essere la prima risorsa economica della regione. Notevole è la produzione dei cereali - tra cui il frumento - che già rendeva la Sicilia importante per i Romani, abbondante quella delle olive, che assicura un'ottima produzione di olio.
Pesca, produzione agricola e alimentare
Ben nota è la coltura degli agrumi: aranci, limoni e mandarini, insieme a mandaranci, bergamotti e cedri. Non mancano neppure gli ortaggi, i legumi,i fichidindia e le carrube. Mandorle, nocciole e pistacchi sono infine alla base di molti prodotti dolciari caratteristici di questa terra.
La coltivazione della vite consente la produzione di ottimi vini che vengono sempre maggiormente apprezzati anche all'estero. Tra i più noti vi sono il Marsala, della provincia di Trapani, il Moscato di Pantelleria, la Malvasia di Lipari.
Ovini, caprini ed equini sono allevati in buona quantità, mentre i bovini sono presenti in numero limitato. Per contro, la pesca costituisce una risorsa preziosa per la Sicilia. Si pescano, oltre al pesce spada, il tonno, le sardine e gli sgombri, ovvero il pesce azzurro tipico del Mar Mediterraneo, che consente di fornire all'industria conserviera la materia prima necessaria alla produzione del pesce in scatola e del pesce affumicato.
A Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, si pratica l'allevamento di pesci come spigole, occhiate, gamberoni; a Ganzirri, in provincia di Messina, quello di ostriche e mitili.
Inoltre a Trapani ben note sono le saline da cui sin dall'antichità si preleva finissimo sale marino.
Energia, turismo e altre attività
Un elettrodotto che supera lo Stretto di Messina esporta dalla Sicilia una parte dell'energia elettrica che in essa è prodotta, ma soprattutto consente alla regione di ricevere oltre la metà dell'energia proveniente dal nord Europa, richiesta dai 5 milioni di abitanti siciliani. L'energia principale, più una parte di quella ausiliaria prodotta dalle centrali energetiche della regione viene utilizzata nelle città e per le FS (le linee ferroviarie elettrificate da 3 KV).
Dal sottosuolo si estrae il petrolio che proviene dai pozzi di Ragusa e di Gela e che fornisce il 90% della produzione italiana.
Le miniere di zolfo delle province di Enna, Caltanissetta e Agrigento - da cui un tempo veniva estratto il minerale - sono state chiuse perché il processo estrattivo è risultato troppo costoso e perciò scarsamente remunerativo.
Il traffico marittimo ha i suoi maggiori punti di riferimento nei porti di Messina,Palermo, Catania, Siracusa e Trapani; quello aereo negli aeroporti di Palermo e Catania. Da poco è stato riattivato anche l'aeroporto di Trapani.
L'industria del turismo è un'attività in crescita, favorita dalla presenza sul territorio di numerosi siti archeologici e di bellezze naturali che, come nel caso di Taormina, suscitano l'interesse dei visitatori.
Il cotone prodotto in Sicilia costituisce il 78% della produzione nazionale.
Trasporti
Veicoli
La Sicilia dispone di una buona rete autostradale, da metterla in esigenza al sistema trasportistico nazionale. Le autostrade sono:
- A18 Messina - Catania, che collega due città della Sicilia orientale, a pedaggio;
- A19 Palermo - Catania, che collega le due metropoli principali, non a pagamento;
- A20 Messina - Palermo, completata nel luglio 2005, importante asse autostradale a pedaggio;
- A29 Palermo - Trapani/Mazara Del Vallo, senza caselli, che collega il capoluogo con la parte occidentale della regione.
Gran parte di queste autostrade sono sopraelevate, per via della presenza dei massicci, tipici di questa regione montuosa.
Messina è il principale snodo autostradale della regione e del sud Italia, collegando la A3 Salerno - Reggio Calabria con le autostrade A18 ed A20. Gli autoveicoli sono accompagnati da una sponda all'altra dello stretto di Messina per mezzo di ferryboats, traghetti di limitata autonomia adibiti al trasporto di cabotaggio, ossia da/verso le due sponde. Questi traghetti sono in servizio anche nei laghi navigabili del paese.
Ufficialmente, la società per azioni Stretto di Messina sta provvedendo a selezionare i responsabili per la costruzione di un viadotto sullo stretto, un ponte sospeso a campata unica, entro la fine del 2005. La costruzione di questo lungo ponte, che sarà quello con la campata centrale più grande al mondo, è prevista per l'inizio del 2006. Quando sarà costruito, segnerà la storia delle vie di comunicazione, come prima volta per la Sicilia, connessa fisicamente al resto d'Italia, e d'Europa.
Treni
La Sicilia è connessa al resto della penisola dal gruppo nazionale FS (Ferrovie dello Stato) e da Trenitalia.
Aerei
La Sicilia è servita da due aeroporti internazionali (sopratutto Europei) da e verso gli aeroporti di Catania Fontanarossa e Palermo.
Esiste anche un'altro aeroporto nazionale a Trapani.
Amministrazioni
- Comuni della provincia di Agrigento (43)
- Comuni della provincia di Caltanissetta (22)
- Comuni della provincia di Catania (58)
- Comuni della provincia di Enna (20)
- Comuni della provincia di Messina (108)
- Comuni della provincia di Palermo (82)
- Comuni della provincia di Ragusa (12)
- Comuni della provincia di Siracusa (21)
- Comuni della provincia di Trapani (24)
Voci correlate
- Elenco dei Presidenti della Sicilia
- Isole italiane
- Mar Mediterraneo, Mar Tirreno, Mar Ionio, Canale di Sicilia, Stretto di Messina
- Triscele
- L'incastellamento in Sicilia nell'alto-medioevo
- Regno di Sicilia
- Regno delle Due Sicilie
- Sulla sicilitudine
Collegamenti esterni
- [http://www.sputnix.it/accessibilita Accessibilita dei siti della PA Siciliana]
- [http://www.siciliano.it Motore di ricerca esclusivo per la Sicilia]
- [http://sicilia.indettaglio.it La Sicilia in dettaglio]
Categoria:Regione Sicilia
Categoria:Isole dell'Italia
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Messina
Messina (ME) (in siciliano Missina), con circa 260.000 abitanti, è la terza città metropolitana della Sicilia e la tredicesima d'Italia e capoluogo dell'omonima Provincia.
Situata nell'angolo nord est della Sicilia, coordinate geografiche , a circa 90 Km da Catania
e circa 230 km da Palermo, stretta tra la costa ionica ed i monti Peloritani,
si affaccia con il suo porto naturale a forma di falce (militare e commerciale) in magnifica posizione sullo Stretto di Messina, di fronte a Villa San Giovanni e poco più a Nord rispetto a Reggio Calabria. La città è sede universitaria dal 1548, dell'Arcidiocesi Protometropolitana di Messina - Lipari - Santa Lucia del Mela, Archimandritato del Santissimo Salvatore e di un'antica ed importante Fiera Internazionale. Il porto è anche sede di un antico Arsenale militare.
Storia
Affacciata sul mare dell'omonimo Stretto,
famoso per comparire nell'Odissea di Omero come luogo di dimora dei mostri marini Scilla e Cariddi. Fu tra le primissime colonie greche di Sicilia, fondata sul territorio di preesistenti insediamenti siculi con il nome di Zancle ("falce", dalla singolare forma del braccio sabbioso di San Raineri, che chiude il grande porto naturale) dai calcidesi d'Eubea intorno al 730 a.C. vicino al lembo nordorientale dell'isola, in posizione strategica di primissima importanza. Grazie al suo porto divenne ben presto città ricca ed importante, al centro degli scambi commerciali del Mediterraneo. Fu presa dai Romani, con l'appoggio dei mercenari Mamertini ivi stanziati, nel 264 a.C. Passò poi all'impero bizantino ed al dominio saraceno, sotto il quale la città conobbe un periodo di decadenza. Prima città di Sicilia ad essere conquistata dai Normanni nel 1060, si riprese economicamente e demograficamente e godette da allora di un lunghissimo periodo di opulenza, che la vide patria di importanti personaggi (come il grande pittore quattrocentesco Antonello da Messina).
Antonello da Messina
La città ottenne sin da epoca normanna numerosi privilegi dai Re di Sicilia, che ne esaltarono il ruolo già rilevantissimo del porto, facendola divenire capitale economica della Sicilia e la fecero, al pari di Palermo, capitale del Regno. Messina raggiunse, nella prima metà del '600, il periodo di massimo splendore economico, tanto da poter essere annoverata tra le dieci più grandi ed importanti città d'Europa. Ciò fino al 1674, quando Messina si ribellò alla Spagna, con l'appoggio del francese Re Sole, Luigi XIV, ma la città, abbondonata dagli alleati d'Oltralpe, dovette capitolare alle armi spagnole nel 1678 e da allora cominciò un periodo di repressione e di decadenza, a causa soprattutto della soppressione punitiva, da parte degli spagnoli, dei privilegi cittadini. La ripresa fu bruscamente interrotta dal fortissimo terremoto del 1783, cui seguì la ricostruzione. Fu Messina, con i moti del 1 settembre del 1847, ad iniziare il Risorgimento Italiano; nel 1848, nuovamente ribellatasi ai Borboni, subì pesanti bombardamenti e dovette ancora una volta capitolare. Nel Luglio 1860 i Garibaldini, vittoriosi a Milazzo, entrarono in città. Messina fu rasa al suolo dal terribile terremoto e maremoto del 28 dicembre 1908, che uccise circa 70000 dei suoi abitanti e successivamente ricostruita sullo stesso sito con un nuovo razionale impianto urbanistico; fu nuovamente distrutta dagli immani bombardamenti angloamericani del 1943, che causarono migliaia di morti; per la tenacia nel resistere alle catastrofi e nel rinascere ancora una volta, la città fu decorata con una medaglia d'oro al valor militare ed una al valor civile. Oggi, nel moderno tessuto urbano di Messina, trovano posto, gelosamente conservate, le ancora numerose reliquie del suo glorioso passato.
Avvenimenti
Messina, all'epoca occupata dai Mamertini, costituì il casus belli della prima guerra punica combattuta tra romani e cartaginesi dal 264 AC al 241 AC. Dopo la conquista di Messina e della Sicilia da parte dei romani, al termine delle tre guerre puniche, la città non verrà colonizzata ma verrà dichiarata civitas foederata di Roma, uno status che la collocò in una posizione di privilegio rispetto alle altre città conquistate da Roma.
Nel 1061, con la riconquista di Messina da parte del Gran Conte Ruggero D'Altavilla, iniziò la riconquista cristiana della Sicilia, che dal 965, con la caduta di Rometta ultima roccaforte dei bizantini in Sicilia, era stata completamente occupata e sottomessa dagli Arabi.
Nel 1189, il Re inglese Riccardo Cuor di Leone, mentre si recava in Terrasanta per una Crociata, si fermò a Messina per recuperare la dote della propria sorella Joan che era stata sposata con Guglielmo II di Sicilia. I contrasti con il Re Guglielmo II indussero Riccardo ad occupare la città insediandosi nel castello di Matagrifone dal quale dominava e spadroneggiava in città. Dopo quasi un anno Riccardo raggiunse un accordo sia con Guglielmo II che con uno dei suoi stessi compagni di Crociata, il re Filippo Augusto di Francia; l'accordo comprendeva la rinuncia di Riccardo a sposarsi con la sorella di Filippo, Alice, così da poter sposare la principessa Berengaria di Navarra.
Nel 1347, nei primi giorni di Ottobre, nel porto di Messina arrivano delle navi genovesi provenienti da Caffa (oggi chiamata Teodosia) nel Mar Nero. Poco tempo dopo l'arrivo delle navi, in città si manifesta una strana epidemia, i malati presentano rigonfiamenti di colore nero sotto le ascelle e all'inguine, con perdita di sangue e presenza di pus inoltre le emorragie interne provocano dolori lancinanti e portano alla morte in pochi giorni e a volte nel giro di 24 ore. Il morbo è la famigerata peste nera o peste bubbonica e quando i messinesi capiscono che la sua origine è da ricondursi all'arrivo delle navi genovesi queste ultime vengono scacciate al largo, ma ormai l'infezione è dilagante ed in poco tempo si diffonderà in tutta Europa con effetti devastanti fino al 1350, si calcola che circa un terzo della popolazione europea sia morto per effetto dell'epidemia. La peste nera del 1347 è quella ricordata da Giovanni Boccaccio nel Decameron.
Nel 1492, all'età di 22 anni, Pietro Bembo chiede al padre il permesso di potersi recare a Messina alla famosa scuola di greco di Costantino Lascaris, che veniva ritenuto il migliore dei grecisti dell'epoca; il Bembo rimarrà a Messina fino al 1494.
Nel 1548, Ignazio de Loyola fondò a Messina il primo Collegio dei Gesuiti al mondo, il famoso Primum ac Prototypum Collegium ovvero Messanense Collegium Prototypum Societatis Iesu, primo e quindi prototipo di tutti gli altri collegi di insegnamento che i Gesuiti fonderanno con successo nel mondo facendo dell'insegnamento la marca distintiva dell'Ordine. Il Collegium in seguito si trasformerà nel Messanense Studium Generale ossia l'Università di Messina.
Nel 1571, dal porto di Messina partì la flotta cristiana, al comando di Don Giovanni D'Austria, che sconfisse i Turchi nella Battaglia di Lepanto, e sempre il suo porto accolse la flotta al rientro dalla vittoriosa spedizione. Tra le persone ferite sbarcate dalla flotta c'era Miguel de Cervantes (Miguel Saavedra de Cervantes), che rimase ricoverato nel Grande Ospedale della città per diversi mesi a causa della ferita riportata, alla mano sinistra, in battaglia.
Nel 1638, L'Università di Messina fondò l' Hortus Messanensis, il più antico della Sicilia e chiamò Pietro Castelli, da Roma, per realizzarlo. Castelli utilizzò un innovativo ed originale sistema di classificazione delle piante, che furono collocate in quattordici classi, nell'Hortus, le classi furono riunite in quattro hortuli, Castelli quindi anticipò la disposizione che oggi si darebbe ad un moderno Orto Botanico. Pietro Castelli fu sostituito da Marcello Malpighi, fondatore dell'istologia e dell'anatomia vegetale. Marcello Malpighi condusse a Messina, sulle piante dell'Hortus Messanensis, gran parte delle sue osservazioni scientifiche, che furono poi pubblicate nelle sue opere Anatomes Plantarum Idea, e poi nell' Anatome Plantarum.
Nel 1674, Messina si ribella alla Spagna ma non potendo sostenere da sola una contrapposizione alla Spagna chiede la protezione del re francese Luigi XIV riuscendo così a mantenersi indipendente dall'impero spagnolo anche se con gravissime difficoltà. Nel 1678, però, con la firma della pace di Nimega, tra Francia e Spagna, la città viene abbandonata a se stessa dai francesi e subisce una crudele riconquista da parte della Spagna che rioccupata la città la dichiara morta civilmente e la priva di tutti i privilegi storici goduti sin dai tempi di Roma, chiude l'Università, abolisce il Senato cittadino e ne distrugge il palazzo cospargendo di sale l'area in cui sorgeva in segno di disprezzo, confisca e trasferisce in Spagna alcune opere d'arte e soprattutto i preziosi documenti in pergamena contenenti le memorie storiche della città. Inoltre viene costruita una imponente imprendibile fortezza pentagonale nella zona portuale per tenere sotto stretto controllo militare la città, la Cittadella. La riconquista spagnola concluse uno dei periodi più floridi della storia di Messina.
Nel 1848, durante i moti risorgimentali di Messina, il medico chirurgo Ferdinando Palasciano nato a Capua ed ufficiale dei Borboni, si adoperò per prestare soccorso sanitario anche ai nemici nonostante fosse stato minacciato di fucilazione dal generale borbonico Filangeri. Questa esperienza esposta nelle sue successive dichiarazioni al Congresso Internazionale dell'Accademia Pontaniana di Napoli del 1861 ebbe una vasta risonanza in Europa e fu alla base della Convenzione di Ginevra del 1864 che dette vita alla Croce Rossa.
Nel 1866 Giuseppe Mazzini viene eletto alla Camera dei Deputati nel collegio elettorale di Messina. La Camera dei Deputati annulla il voto dei messinesi con 181 voti contro 107, motivando l'annullamento con la condanna a morte di Mazzini per i moti genovesi del 1858. Il Collegio elettorale chiamato ad esprimersi nuovamente rielegge per la seconda volta Mazzini come suo deputato. Mazzini il 7 febbraio 1867 rinuncia alla carica.
Nel 1884, Ilya Ilyich Mechnikov anche noto come Elias Metchnikoff scoprì a Messina, dove si era trasferito da qualche anno proveniente dalla Russia, la fagocitosi, cioè il processo di ingestione da parte della cellula, di particelle di grandi dimensioni, che fa parte anche dei meccanismi di difesa dei vertebrati contro l'infezione batterica. Per tale scoperta Mechnikov fu insignito nel 1908 del Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia.
A Messina, dal primo al tre Giugno 1955, si svolse la Conferenza di Messina, passo fondamentale e decisivo che porterà alla costituzione dell'Euratom e della CEE (Comunità Economica Europea) diventata in seguito Unione Europea.
La Madonna della Lettera, patrona della Città
Secondo la leggenda, San Paolo, nel corso delle sue peregrinazioni per il Mediterraneo alla volta di Roma per diffondere la Buona Novella, sarebbe approdato, nell'anno 41 d. C., a Messina, città già allora molto fiorente dal punto di vista economico grazie al suo porto. Qui egli, predicando la dottrina cristiana, avrebbe infiammato subito i cuori di molti messinesi e, tra essi, dei Senatori cittadini del tempo, i quali, saputo dall'Apostolo delle Genti dell'esistenza, a Gerusalemme, dell'anziana Madre del Signore, decisero subito di recarvisi per chiedere la sua benedizione sulla Città. La Madonna scrisse di suo pugno e consegnò agli ambasciatori messinesi una Lettera, in cui Ella benediceva la Città ed i suoi abitanti e si costituiva sua perpetua Protettrice. L'8 Settembre del 42 d.C. la nave recò gli ambasciatori nella città dello Stretto con la Lettera di Maria, che la stessa Celeste mittente aveva arrotolato e legato con uno dei suoi capelli. Da allora Messina divenne Città mariana per eccellenza, essendo stata scelta direttamente dalla sua Patrona. Nel Duomo è custodita la reliquia del capello della Madonna, che viene portata in processione su un artistico "Vascelluzzo" d'argento il giorno del Corpus Domini. La Città ha sperimentato innumerevoli volte nel corso della sua storia la valevole protezione di Maria.
Lo stemma della Città
L'attuale stemma della città di Messina risale al V secolo d.C. Nel 407, infatti, l'Imperatore d'Oriente Arcadio, figlio di Teodosio, dopo essere stato scacciato da Costantinopoli, capitale dell'Impero, si trovò assediato dai Bulgari all'interno delle mura della città greca di Tessalonica. All'arrivo delle richieste di aiuto da parte dell'Imperatore Messina, che già allora era tra le più fiorenti città marinare del Mediterraneo, inviò in suo aiuto quindici navi cariche di armati e provviste al comando del generale Metrodoro, riuscendo non solo a liberare Arcadio dall'assedio in Tessalonica, ma persino a riconquistare Costantinopoli, restituendola all'Imperatore. Arcadio, grato di ciò ai messinesi, donò loro in perpetuo lo stesso vessillo recante lo stemma imperiale (croce d'oro in campo rosso) che sostituì il precedente (tre torri in campo verde, che in precedenza aveva a sua volta sostituito quello raffigurante una falce, in ricordo della forma del porto) e decretò che sulle mura della torre della basilica di Santa Sofia a Costantinopoli venisse incisa la frase "Gran mirci a Messina" ("Molte grazie a Messina"), oggi presente, a lettere dorate, sui cancelli del Municipio. L'Imperatore, inoltre, insignì la città del titolo di città principale dell'Impero al pari di Costantinopoli e di Protometropoli della Sicilia e della Magna Grecia, le conferì il Comando e Governo perpetuo della Sicilia, ordinò che la nave capitolina di Messina avesse in mezzo a tutte le altre il primo posto e che l'Imperatore, dovendo navigare, non si servisse d'altra che quella.
Lo stemma ed il gonfalone della città di Messina hanno conformazione indicata nel decreto di riconoscimento dell'1 maggio 1942 ed adeguato al successivo D.L. 26 ottobre 1944 n. 313. Lo stemma della città di Messina è araldicamente così descritto: uno scudo a testa di cavallo, sovrastato da una corona e circondato da due tralci di vite con grappoli di uva. Lo scudo è ricamato nei colori: croce oro in campo rosso vermiglio.
Monumenti
La zona è altamente sismica, infatti la città fu rasa al suolo parecchie volte nell'antichità. Durante l'ultimo terremoto del 28 dicembre 1908 la città fu praticamente distrutta e morirono 60.000 persone dei 150.000 abitanti. Nonostante le devastazioni subite dalle calamità naturali, la città presenta ancora numerosi e notevoli monumenti antichi, tra i quali:
- Il Duomo, Basilica Cattedrale Protometropolitana di Messina dedicata a S. Maria Assunta, di epoca normanno-sveva (inaugurato nel 1197 alla presenza dell'Imperatore Enrico VI), ma ricostruito varie volte a seguito di incendi e terremoti che lo danneggiarono notevolmente. All'interno, nel 1930, venne installato il più grande organo d'Italia e terzo in Europa che oggi, dopo il rifacimento del 1948, presenta 16.000 canne, 50 tastiere e 170 registri.
La Cattedrale, a tre navate ripartite da eleganti colonne, custodisce, tra le principali opere d'arte, un magnifico portale maggiore marmoreo tardo gotico quattrocentesco (di Antonio Baboccio da Piperno), completato da Pietro di Bonate nel 1468; un tetto ligneo finemente decorato in pittura ed un pavimento marmoreo policromo, rifatto sul modello dell'originale di Giovanni Angelo Montorsoli; un pulpito marmoreo di Andrea Calamech e la cappella del Sacramento di Jacopo del Duca, opere entrambe cinquecentesche; sulle pareti delle navate laterali, il grande complesso marmoreo dell'Apostolato, edificato nel XVI secolo su progetto di Giovanni Angelo Montorsoli; un altare maggiore in marmi mischi con il baldacchino in legno e rame di Simone Gullì (fine XVII secolo) ed il dipinto in stile bizantino della Madonna della Lettera, patrona della Città e dell'Arcidiocesi, rifatto nel dopoguerra da Adolfo Romano; numerosi monumenti sepolcrali, tra cui quello dell'Arcivescovo Guidotto da Abbiate di Goro di Gregorio (1333), autore anche dei magnifici mosaici in stile bizantino dei catini absidali, raffiguranti il Cristo Pantocratore tra Santi (al centro), la Madonna tra S. Agata e S. Lucia (abside della cappella del Sacramento) e S. Pietro e S. Placido (abside destra); possiede un campanile, alto 60 metri alla cuspide, con l'orologio astronomico più grande del mondo, costruito negli anni '30 dalla ditta Ungerer di Strasburgo, che a mezzogiorno si anima con il movimento di diversi automi meccanici. Il ricco tesoro del Duomo, ospitato in locali adiacenti dalle belle finestre quattrocentesche in stile catalano in pietra policroma, custodisce importantissime opere dell'argenteria ed oreficeria soprattutto messinese, tra cui la preziosissima "Manta d'oro" della Madonna, di Innocenzo Mangani 1668 Il duomo di Messina è insignito del titolo di Basilica minore.
- La chiesa della SS.ma Annunziata dei Catalani, eretta tra XII e XIII secolo sotto Guglielmo il Buono, forse sui resti di un preesistente tempio pagano, e così denominata perché sede della Confraternita dei mercanti catalani. In essa, massima espressione dell'arte arabo-normanna in Sicilia, si fondono magnificamente gli stili bizantino, romanico, arabo e normanno, come appare dalla parte absidale, con transetto sormontato da una cupoletta cilindrica al arcate cieche su colonnine e strette finestre, in un gioco cromatico di geometrie armoniche e vivaci.
- Il palazzo Municipale (Palazzo Zanca), che si affaccia sulla vasta piazza "Unione Europea", edificio imponente dal basamento in pietra di Billiemi e, sul frontone, le allegorie dello scultore messinese Bonfiglio, raffiguranti la Regina del Peloro e due sirene. I due grandi bassorilievi del padiglione principale raffigurano le eroine cittadine della guerra del Vespro Dina e Clarenza.
- La chiesa Concattedrale del SS.mo Salvatore, attuale sede dell'Archimandritato, antica carica, oggi assommata in quella di Arcivescovo di Messina, che aveva potestà su moltissimi monasteri basiliani (di rito orientale) di Sicilia e Calabria; oggi essa è la seconda Cattedrale (Concattedrale) di Messina; la città quindi è una delle poche a possedere due Cattedrali.
- Il forte del SS.mo Salvatore, fatto edificare da Carlo V sul braccio estremo della falce portuale, nel luogo in cui un tempo esisteva l'antica sede dell'Archimandritato del SS. Salvatore. Sulla torre "Campana", posta all'estremità, si trova una stele di 60 metri di altezza, che sostiene una grande statua benedicente della Madonna della Lettera in bronzo dorato (alta 6 metri), opera di Tore Calabrò. La stele fu illuminata per la prima volta nel 1934 da papa Pio XI, che azionò dal Vaticano un radiocomando di Guglielmo Marconi; essa appare in tutto il suo splendore a chi giunge dal mare e in atto benedicente verso la prospiciente città.
- La Galleria "Vittorio Emanuele", opera eclettica del messinese Camillo Puglisi Allegra (1939), opera unica nel suo genere nel Meridione d'Italia, se si fa eccezione per quella di Napoli; la belle decorazioni di Bonfiglio e Lovetti, su disegno dell'Allegra, si ispirano al '700 siciliano.
- Il Monte di pietà, edificato in via XXIV Maggio (un tempo "via dei Monasteri") nel 1616 dall'architetto Natale Masuccio su incarico dell'Arciconfraternita degli Azzurri e collegato, attraverso una scenografica scalinata, ai resti della chiesa della Pietà, di cui, a seguito dei danni del terremoto del 1908, rimane soltanto la bellla facciata. La magnifica scalinata è opera di P. Campolo e A. Basile; al suo centro si trova le bella "fontana dell'Abbondanza" di Ignazio Buceti (1741).
- Il forte Gonzaga, uno dei tanti forti e castelli di Messina, progettato dal Ferramolino nel '500, nell'ambito del progetto di costruzione di nuove possenti mura e fortificazioni per la città di Messina, voluto da Carlo V, che resero la piazzaforte la più munita del bacino del Mediterraneo.
- La Cittadella, imponente costruzione militare a forma di stella con cinque punte, costruita dopo la rivolta della città dagli Spagnoli (1674 - 1678) a freno della cittadinanza, situata all'imboccatura della falce del porto. Di essa rimangono ancora imponenti resti.
- Il Sacrario di Cristo Re, che possiede la più grande campana d'Italia, costruito sui resti del castello di Matagrifone di cui resiste, inglobata, una delle torri; progettato da Giovan Battista Milani nel 1937, troneggia sulla città con la sua grande cupola e le forme richiama l'architettura del messinese Filippo Juvara (in particolare, la Basilica di Superga a Torino); custodisce i resti di migliaia di caduti del I conflitto mondiale. Dal belvedere antistante si gode un ineguagliabile panorama dello Stretto e della Città.
- La chiesa della Madonna di Montalto, sita in posizione preminente sul colle della Caperrina, fu il primo edificio di culto ricostruito nel dopo terremoto; è legata all'apparizione della Madonna in difesa dei messinesi assediati dai Francesi nel corso della guerra del Vespro (Madonna delle Vittorie); il bel prospetto, rivolto verso il mare, fu rifatto nel 1930 con due campanili a cuspide che affiancano la facciata. Anche dalla piazza antistante a questa chiesa si gode di uno stupendo panorama, lodato, con parole di viva ammirazione, da S.S. Giovanni Paolo II, che ebbe modo di goderlo nel corso della sua visita alla città del 1988.
- La chiesa di S. Maria Alemanna o degli Alemanni, l'unica in stile gotico puro in Sicilia, costruita nel XII secolo da maestranze tedesche su ordine dei Cavalieri Teutonici (Alemanni), che qui posero il loro priorato ed un ospedale all'epoce delle Crociate. Abbandonata dai cavalieri, nel XIV secolo passò alla Confraternita dei Rossi. Nel 1571, dopo la battaglia di Lepanto, vi trovò ricovero il grande Miguel de Cervantes. Un accuratissimo restauro la ha restituita all'originario splendore.
- La chiesa di S. Elia, cinquecentesca, a navata unica, dagli splendidi stucchi interni.
- La chiesa di San Francesco all'Immacolata, un imponente tempio duecentesco che sorge sul viale Boccetta e le cui possenti absidi merlate sono raffigurate nel dipinto [http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/2b/433px- La Pietà con tre angeli] di Antonello da Messina che si trova al museo Correr di Venezia. Primo tempio dell'Ordine francescano in Sicilia, fu iniziato in periodo angioino (1255); vi soggiornò, al suo passaggio da Messina, S. Antonio di Padova. La sua slanciata ed imponente architettura riecheggia forme nordiche.
- La chiesa di San Giovanni di Malta, opera di Giacomo Del Duca, allievo di Michelangelo, assieme al bellissimo palazzo del Gran Priorato dei Cavalieri di Malta, che posero a Messina la residenza del loro Gran Maestro dopo la cacciata da Rodi nel 1136, prima di trasferirsi definitivamente a Malta. Nella chiesa, sede un tempo della prima Abbazia benedettina del mondo dopo quella di Montecassino, sono custodite le reliquie del santo martire messinese Placido e dei fratelli Eutichio, Vittorino e Flavia, nonché il sepolcro del grande scienziato messinese Francesco Maurolico (1494 - [[1573).
- La statua in marmo bianco dell'[[Immacolata Concezione]], che sorge su una alto basamento nella piazzetta "Immacolata di Marmo", a fianco del Duomo. È opera dello scultore messinese [[Ignazio Buceti (1758).
- Il Monumento ai caduti, in piazza "Unione Europea" (Municipio), eretto nel 1936, dallo stile sobrio ed essenziale ma severo. Sul podio, davanti ad una stele, l'imponente gruppo bronzeo raffigurante un aviere, un marinaio ed un fante.
- Il monumento alla batteria siciliana Masotto, caduta ad Adua nella campagna eritrea; il gruppo in bronzo, raffigurante tre soldati in atteggiamenti epici, fu modellato da Salvatore Buemi nel 1897.
- La "Porta Grazia", monumentale porta d'accesso alla Cittadella (XVII secolo), opera di Domenico Biondo e figli. Nel 1961 fu smontata dal luogo di origine e ricollocata nella centrale piazza "Casa Pia".
- La statua di Messina, raffigurante la Città riconoscente verso Ferdinando II di Borbone per la concessione del Porto Franco. È opera del 1859 di G. Prinzi. e si trovava, prima del 1908, all'interno del Municipio. Oggi si trova al centro della piazzetta "G. Minutoli", di fronte al porto e con, per scenografico sfondo, l'imponente mole del retrostante Municipio.
- La chiesa della Madonna delle Grazie, nell'incantevole cornice marinara del villaggio Pace. Fu voluta, nel 1622, dal Viceré di Sicilia Emanuele Filiberto di Savoia e fu costruita su progetto di Simone Gullì. Distrutta dal terremoto, essa si presenta ricostruita sul modello dell'originale del '600, con aula a pianta centrale circondata da portici e sormontata da un'imponente cupola.
- Il Teatro "Vittorio Emanuele", già teatro "S. Elisabetta", che mantiene l'originaria architettura neoclassica, essendo sopravvissuto al terremoto. Fu progettato dal napoletano P. Valente e dal messinese C. Falconieri. Sormonta il prospetto il gruppo marmoreo raffigurante "Il Tempo che scopre la Verità a Messina" di Saro Zagari. Il soffitto all'interno è decorato da un grande affresco di Renato Guttuso, raffigurante "la leggenda di Colapesce".
- La fontana di Orione, in Piazza Duomo, opera superba di Giovanni Angelo Montorsoli, discepolo di Michelangelo, voluta dal Senato messinese nel 1547 per celebrare la costruzione del primo acquedotto cittadino, che sfruttava le acque del torrente Camaro. Armoniosa, armonica, elegante è ricca di raffinati intagli; rappresenta il trionfo di Orione, mitico fondatore della Città. Sull'orlo della vasca principale le statue dei fiumi Nilo, Tevere, Ebro e Camaro; sulla balaustra significative scene mitologiche. È stata definita dal Berenson "la più bella fontana del Cinquecento europeo".
- La fontana del Nettuno, seconda opera messinese (del 1557) di Giovanni Angelo Montorsoli, in cui l'autore esprime con genialità creativa il potente stile michelangiolesco. Il dio Nettuno, come appena sorto dalle acque, calmo e invincibile, brandisce il suo temibile tridente e tiene incatenate ai suoi piedi le mostruose Scilla e Cariddi; è un'allegoria della forza fisica e morale della Città che doma le avversità. Le statue originali di Scilla e Cariddi sono custodite al Museo Regionale.
- La fontana Senatoria, collocata sul lato sud del Palazzo Municipale; si compone di una grande vasca circolare con al centro una stele che sostiene una grande tazza buccellata del 1619 recante sul bordo esterno, in sette targhe a rilievo, i nomi dei Senatori del tempo.
- La fontana Falconieri, eretta in piazza Ottagona (oggi piazza Filippo Juvara) nel 1842 per i festeggiamenti secolari in onore della Madonna della Lettera dall'architetto messinese Carlo Falconieri. Oggi si trova al centro di piazza Basicò.
- Le Quattro Fontane, tutte su disegni del romano Pietro Calcagni, poste ai quattro angoli tra via Austria (oggi via I Settembre 1847) e via Cardines, nuove arterie volute dal Senato di Messina nel 1572 per congiungere il Duomo al Palazzo Reale, furono eseguite in epoche diverse. La prima, nel 1666, da Innocenzo Mangani, la seconda, nel 1714, da Ignazio Buceti, le ultime due da ignoti artisti nel 1742. La decorazione è ispirata al mare; gli stemmi imperiali spagnoli e di Messina sormontano ciascuna fontana. Distrutte dal terremoto del 1908 ne sono state ricomposte, nel sito originario, solamente due. Le due mancanti sono custodite al Museo Regionale.
- La chiesa di S. Maria della Valle detta "Badiazza", un formidabile esempio di chiesa fortezza dell'epoca normanna nonché uno dei monumenti medievali più rari nel suo genere e più affascinanti di Sicilia; sorge in un luogo impervio ed isolato, nell'alta vallata del torrente "Ritiro", sui monti Peloritani. Il convento di monache benedettine annesso fu abbandonato nel 1347; la chiesa, un tempo ricchissima di marmi e mosaici, fu nel tempo colmata in gran parte dai detriti alluvionali del torrente; oggi, un adeguato restauro l'ha restituita alla sua originaria bellezza.
- La chiesa e l'ex monastero basiliano di S. Maria di Mili in Mili San Pietro, fondata dal Gran Conte Ruggero il Normanno nel 1092, che vi fece seppellire il figlio illegittimo Giordano, morto nello stesso anno a Siracusa. Bellissima la parte absidale, con tre cupolette in stile arabo e richiami decorativi all'arte bizantina ed a quella normanna. Le fiancate sono decorate da un motivo ad archi incrociati, tipico dell'arte normanna. La chiesa, allungata nel '500 (nel 1511 fu anche rifatto il bel soffitto ligneo), presenta una facciata con un portale in marmo e pietra rinascimentale (al centro dell'architrave, tondo con la Madonna ed il Bambino), un portone ligneo originale del '500 ed un coronamento barocco.
- Il Museo Regionale, concepito dopo il 1908 nei locali di un'antica filanda di seta per accogliere quanto di artistico era stato possibile recuperare dalle macerie della città. Le sezioni sono organizzate in modo da offrire, attraverso le testimonianze artistiche, un quadro cronologico della ricca storia culturale di Messina attraverso i secoli. Ospita, tra le opere più importanti, quelle dei numerosissimi artisti messinesi e poi [http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Antonello_da_Messina_045.jpg Il Polittico di San Gregorio] ed un'altra tavoletta di Antonello da Messina e due tele di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio La Resurrezione di Lazzaro e [http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Michelangelo_Caravaggio_004.jpg l'Adorazione dei Pastori].
È attualmente in corso il trasferimento nei moderni adiacenti locali del nuovo Museo.
Feste religiose e popolari
Messina celebra il 3 Giugno di ogni anno la Madonna della Lettera, patrona della Città e patrona principale dell'Arcidiocesi, con una partecipata processione della Varetta d'argento cesellato con la statuetta argentea della Madonna, modellata da Lio Gangeri nel 1902 e la reliquia del Capello di Maria contenuta in un prezioso ostensorio (la Lettera è andata perduta in uno dei tanti incendi che devastarono il Duomo nel corso della sua travagliata storia).
La festa più importante è però quella che si svolge a Mezzagosto di ogni anno: viene portata in processione da centinaia di fedeli vestiti di bianco ed a piedi scalzi un'antica macchina votiva, la Vara, raffigurante le fasi dell'Assunzione di Maria al cielo. La Vara, alta circa 13,50 metri, poggia su grandi scivoli metallici e presenta numerose figurazioni in materiali diversi di angeli, le due grandi sfere rotanti del Sole e della Luna e, in cima, la statua del Cristo che sorregge per una mano Maria, in atto di portarla all'Empireo; i fedeli la trascinano tirando le lunghe gomene che vi sono attaccate alla base lungo il selciato precedentemente bagnato del corso Garibaldi, da piazza Castronovo a via I Settembre e poi da via I Settembre, arteria storica della Città, fino a Piazza Duomo, dove la processione si conclude a sera. La Vara è una macchina tronfale, costruita per la prima volta nel 1535, in onore dell'Imperatore Carlo V, in quell'anno in visita a Messina; la sua processione, sicuramente la più imponente delle feste di tutta la Sicilia e la Calabria e forse di tutta Italia, richiama a Messina, nel pomeriggio del 15 Agosto, oltre centomila fedeli dalla Sicilia e dalla Calabria.
Nei giorni prima del 15 Agosto, le vie della Città sono percorse dalla processione festante dei due Giganti e del Cammello, assieme a numerosi gruppi folkloristici. In particolare, le due colossali statue a cavallo raffigurano i leggendari fondatori della Città, la messinese Mata ed il moro Grifone; di questi ultimi due apparati festivi non si hanno notizie certe sull'origine, mentre il Cammello ricorda l'ingresso trionfale a Messina, al termine della conquista della Sicilia sottratta agli Arabi, del normanno Conte Ruggero d'Altavilla, che secondo la tradizione avvenne proprio a dorso di cammello.
Quartieri (circoscrizioni municipali)
Quartieri esistenti dopo le elezioni amministrative del 27 e 28 novembre 2005:
- I
- II
- III
- IV
- V
- VI
Gli originari 14 quartieri sono stati accorpati riducendone il numero a soli 6 quartieri.
Fino alle elezioni amministrative del 27 e 28 novembre 2005 il territorio comunale di Messina era suddiviso nelle seguenti 14 circoscrizioni municipali:
- I - Pilieri
- II - Santo Stefano
- III - Normanno
- IV - Della Calispera
- V - Gazzi
- VI - Mata e Grifone
- VII - Castel Gonzaga
- VIII - Dina e Clarenza
- IX - San Leone
- X - San Salvatore Dei Greci
- XI - Peloro
- XII - Montemare
- XIII - Dei Basiliani
- XIV - San Pantaleone
Frazioni
Acqualadroni, Altolia, Annunziata, Bordonaro, Briga Marina, Briga Superiore, Camaro Inferiore, Camaro Superiore, Castanea Delle Furie, CEP, Contesse, Cumia Inferiore, Cumia Superiore, Curcuraci, Faro Superiore, Galati Marina, Galati S. Anna, Ganzirri, Gazzi, Gesso, Giampilieri Marina, Giampilieri Superiore, Granatari, Gravitelli, Larderia Inferiore, Larderia Superiore, Massa S. Giorgio, Massa S. Giovanni, Massa S. Lucia, Massa S. Nicola, Mili Marina, Mili S. Marco, Mili S. Pietro, Minissale, Molino, Ortoliuzzo, Pace, Paradiso, Pezzolo, Piano Torre, Pistunina, Ritiro, Rodia, S. Agata, S. Filippo Inferiore, S. Filippo Superiore, S. Lucia sopra Contesse, S. Margherita, S. Michele, S. Saba, S. Stefano Briga, S. Stefano Medio, Salice, Scala Ritiro, Spartà, Sperone, Tipoldo, Torre Faro, Tremestieri, UNRRA, Villaggio Aldisio, Villaggio Santo, Zafferia.
Trasporti
Messina possiede il più grande porto naturale attrezzato della Sicilia, utilizzato sia come porto commerciale che militare (nel porto ha sede uno storico Arsenale militare) e che, con il movimento annuo di circa 10 milioni di passeggeri, è il primo porto italiano nel settore.
È collegata al continente (e con essa l'intera Sicilia) con traghetti e aliscafi sia per Villa San Giovanni che per Reggio Calabria.
Soprattutto i collegamenti con Villa San Giovanni permettono il trasporto dei convogli ferroviari, sia merci che passeggeri. Il porto di Messina è anche uno dei principali per attività croceristica, con oltre 200.000 croceristi che ogni anno vi approdano.
È il più importante snodo ferroviario e stradale della Sicilia: sia con Palermo che con Catania è collegata dall'autostrada e dalla strada ferrata. Le stazioni ferroviarie principali sono quelle di Messina Centrale e Messina Marittima (per i collegamenti con la linea ferroviaria del continente).
La tangenziale autostradale di Messina (sette svincoli, di cui uno in fase di realizzazione) transita a monte del centro urbano e collega le varie parti del territorio cittadino. Essa fa parte dell'A20 Messina-Palermo. Dalla barriera di Tremestieri ha inizio, verso Sud, l'A18 Messina-Catania. Messina è sede del Consorzio per le Autostrade Siciliane.
La città è servita per circa 8 kilometri da una tramvia (18 fermate) tra i capolinea di viale Gazzi (a Sud) e di viale Annunziata (a Nord), costruita secondo le più moderne tecniche del settore e, sia nel centro che tra lo stesso e le frazioni costiere e collinari, da poche linee di bus. È in corso di costruzione una metropolitana ferroviaria che collegherà al centro urbano le frazioni costiere della zona Sud del territorio cittadino; in fase progettuale è invece la realizzazione, per le frazioni costiere della zona Nord, di una metropolitana marittima .
Durante l'intero '900 si sono susseguite polemiche per il progetto di un
ponte sullo Stretto che sarebbe una delle opere di ingegneria più inaudite mai realizzate.
Messina nella letteratura
Molti scrittori hanno ambientato le loro opere letterarie a Messina, tra questi:
- Giovanni Boccaccio - Decameron IV Giornata V Novella, Lisabetta da Messina - IV Giornata IV Novella, Gerbino ed Elissa 1351
- Matteo Bandello - Novelliere Prima Parte, novella XXII 1554
- William Shakespeare - [http://wikisource.org/wiki/Much_Ado_About_Nothing Much Ado about Nothing] 1598 (Molto rumore per nulla) - [http://wikisource.org/wiki/The_Tragedy_of_Antony_and_Cleopatra Antony and Cleopatra] 1607 (Antonio e Cleopatra)
- Molière - [http://wikisource.org/wiki/L'%C3%89tourdi_ou_les_Contretemps L'Étourdi ou les Contretemps] 1654 (Lo stordito ovvero i Contrattempi)
- Friedrich Schiller - Die Braut von Messina 1803 (La sposa di Messina / La fidanzata di Messina)
- Silvio Pellico - Eufemio da Messina 1818
- Friedrich Nietzsche - Idyllen aus Messina 1882 (Gli Idilli di Messina)
- Giovanni Pascoli - poesia L'Aquilone 1904
- Elio Vittorini - Le donne di Messina 1949 - Conversazione in Sicilia 1941
- Stefano D'Arrigo - Horcynus Orca 1975
- Julien Green - Demain n'existe pas 1985 (Non c'è domani)
Onorificenze conferite alla Città
- [http://www.quirinale.it/onorificenze/DettaglioDecorato.asp?idprogressivo=18387&iddecorato=18388 Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale]
Città di MESSINA
Data del conferimento: 22- 5- 1898
motivo del conferimento:
Per commemorare le azioni eroiche della cittadinanza palermitana nei gloriosi fatti del 1848, che iniziarono il risorgimento nazionale e la conquista dell’unità. Messina partecipò a tutti i moti rivoluzionari siciliani, da quelli del ‘20-’21 a quelli del 22 marzo 1821 e 1° settembre 1847. Nel 1848, unitasi a Palermo nell’azione rivoluzionaria antiborbonica, la città fu terribilmente bombardata per otto mesi, facendo meritare a Ferdinando II l’appellativo di «Re Bomba».
- [http://www.quirinale.it/onorificenze/DettaglioDecorato.asp?idprogressivo=4070&iddecorato=18388 Medaglia d'oro al valor civile]
Città di MESSINA
Data del conferimento: 3- 10- 1959
motivo del conferimento:
"Nobile e antica città della Sicilia duramente provata da calamità naturali e da eventi bellici, con impavida tenacia e sublime abnegazione da parte di tutta la sua popolazione, due volte risorgeva dalle macerie, mantenendo fiero ed intatto il suo amore di Patria. 1941-1943."
- [http://www.quirinale.it/onorificenze/DettaglioDecorato.asp?idprogressivo=18841&iddecorato=18388 Medaglia d'oro al valor militare]
Città di MESSINA
Data del conferimento: 31- 1- 1978
motivo del conferimento:
Già duramente provata dall’immane disastro tellurico del 1908, risorta, è stata, durante la guerra 1940 - 43, dapprima obiettivo d’incessanti bombardamenti aerei, poscia, nel periodo dell’invasione dell’Isola, campo d’aspra e lunga lotta che la martoriò e distrusse. La sua popolazione, affamata, stremata, dolorante, sopportò stoicamente la più dura tragedia ben meritando dalla Patria. - Sicilia, guerra 1940 - 43.
Sport
Messina è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
- 1989 (23 maggio): 3^ tappa, cronometro a squadre vinta dall'Ariostea.
- 1993 (28 maggio): 6^ tappa, vinta da Guido Bontempi.
- 1999 (17 maggio): 3^ tappa, vinta dall'olandese Jeroen Blijlevens.
Ha avuto, con la Pallacanestro Messina, una breve apparizione nella serie A di basket, nella stagione 2003-04. Il campionato si è però concluso con una retrocessione e la società è stata costretta a chiudere per fallimento.
Nella stagione 2004-05 il Football Club Messina, a 40 anni di distanza dall'ultima partecipazione, ha disputato il campionato di serie A di calcio, esordendo nel nuovo stadio di San Filippo (impianto che ha una capienza di 40.200 spettatori) e ottenendo la settima posizione in classifica. La società del presidente Pietro Franza punta alla salvezza nella sua seconda stagione consecutiva nel massimo campionato, apertosi lo scorso agosto.
Messinesi noti
- Dicearco da Messana,355 a.C.-285 a.C. filosofo alunno di Aristotele coetaneo di Alessandro il Grande, erede della scuola di Atene
- Evemero da Messana, IV-III sec.a.C.n. filosofo scrisse la nuova religione Panteista dei Greci
- Antonello da Messina, c.1430-1479 pittore
- Michelangelo Florio Crollalanza, da identificarsi forse con il grande William Shakespeare[http://www.granmirci.it/shakespeare.htm]
- Filippo Juvara anche noto come Filippo Juvarra, 1678-1736 architetto, scenografo
- Francesco Juvara, (fratello di Filippo), argentiere e cesellatore nella bottega di famiglia
- Francesco Maurolico, 1494-1575 umanista, matematico, astronomo
- Costantino Lascaris, 1434-1501 umanista e grecista
- Giuseppe Moleti, 1531-1588 matematico
- Antonio Maria Jaci, scienziato, matematico, astronomo
- Annibale Maria Di Francia noto come Sant'Annibale Maria Di Francia 1851-1927
- Eustochia Smeralda Calafato nota come Santa Eustochia Calafato di Messina 1434-1485
- San Placido Santo martire con i fratelli S. Flavia, S. Eutichio e S. Vittorino
- Filippo da Messina, poeta
- Stefano Protonotaro, poeta
- Odo Delle Colonne, poeta
- Guido Delle Colonne, 1210-1280 poeta
- Antonello de Saliba, pittore nipote di Antonello da Messina
- Jacobello di Antonello, pittore figlio di Antonello da Messina
- Girolamo Alibrandi, pittore
- Pino da Messina, pittore
- Scipione Errico, poeta marinista
- Filippo Tancredi, 1655-1725 pittore
- Giuseppe Migneco, 1908-1997 pittore
- Salvatore Pugliatti, umanista
- Luigi Fulci, giurista
- Giuseppe La Farina, 1815-1863 patriota e storico neoguelfo.
- Gaetano Martino, 1900-1967 politico
- Antonio Martino, economista, politico
- Giuseppe Natoli, 1815-1867 politico
- Febo Mari, pseudonimo di Alfredo Rodriguez 1881-1939 attore, regista (tra le sue regie il film Cenere l'unico film di Eleonora Duse)
- Pina Menichelli, 1890-1984 attrice (diva del cinema muto insieme a Francesca Bertini e Lyda Borelli)
- Anna Capodaglio, 1879-1961 attrice
- Enrico Fulchignoni, 1913-1988 attore, regista, scrittore
- Adolfo Celi, 1922-1986 attore, regista
- Mario Landi, attore, compositore, scrittore, regista
- Fortunato Misiano, 1899-1976 attore, produttore
- Francesco Calogero, attore, regista, scrittore
- Turi Vasile, scrittore, regista
- Oreste Palella, 1912-1969 attore, regista, scrittore
- Tano Cimarosa, attore, regista
- Giacomo Rondinella, attore, cantante
- Lucia Aliberti, cantante lirica, attrice
- Maria Grazia Cucinotta, attrice
- Anna Kanakis, attrice - Miss Italia 1977
- Nino Frassica, attore comico
- Lorenzo Crespi, attore
- Alessandro Greco, attore
- Marina La Rosa, attrice, concorren
Catania
Catania è un comune di 313.110 abitanti della provincia di Catania. È il secondo della Sicilia per densità abitativa ed è situato sulla costa orientale dell'isola, a metà strada tra le città di Messina e Siracusa), ai piedi del vulcano Etna.
Storia
Catania fu fondata nell'VIII secolo AC da coloni greci provenienti da Calcide, nell'Eubea, e guidati da Evarco; è stata ampiamente distrutta nel 1169 e nel 1693 dai terremoti e dalle colate laviche che hanno raggiunto il mare.
La città è stata sepolta dalla lava per un totale di sette volte nella storia, e sotto l'odierna città, a strati, si trovano la città Greca, quella Romana, quella Bizantina e quella Arabo-Normanna. I monumenti antichi come il teatro e l'anfiteatro sono oggi quasi interamente nel sottosuolo. Esistono numerosi tunnel sotterranei, mai interamente mappati (scendervi è pericoloso per la possibilità d'andare incontro a delle esalazioni di gas velenoso o a frane).
La prima università siciliana venne fondata a Catania nel 1434.
Cultura
Catania, inoltre, è la città a più alta densità teatrale della Sicilia. Molteplici le compagnie teatrali che vi operano, sia professionali che amatoriali. Il più importante teatro della città è il [http://www.teatromassimobellini.it/ Teatro Massimo Bellini], costruito dall'architetto Carlo Sada alla fine del secolo XIX ed inaugurato nel 1890. Oggi è teatro lirico di tradizione, vanta un'orchestra sinfonica ed un coro sta | | |