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Filippo Brunelleschi
Filippo di Ser Brunellesco Lippi, detto Filippo Brunelleschi (Firenze 1377 - 1446) fu un architetto, ingegnere, scultore e pittore italiano del Rinascimento. Le sue opere architettoniche sono tutte a Firenze, dove costruì sia edifici laici che ecclesiastici commissionati da organismi pubblici cittadini e da grandi committenti privati. Realizzò inoltre congegni idraulici e di orologeria.
Sua è l'invenzione della prospettiva a punto unico di fuga, derivata dai principi dell'ottica medievale legati alle proprietà degli specchi, questa permetteva di creare spazio continuo in cui poter misurare oggettivamente la diminuzione in profondità dei corpi inseritovi, grazie al convergere delle ortogonali verso un unico punto di fuga, questa tecnica venne adottata anche dagli altri artisti perché si accordava con la nuova visone del mondo rinascimentale, infatti creava spazi finiti e misurabili in cui l'uomo è posto come misura di tutte le cose:a questi studi si riferiscono le due tavole raffiguranti due paesaggi urbani fiorentini: il battistero fiorentino con alcune case circostanti, visto dalla porta del Duomo, e il Palazzo della Signoria e parte della Loggia vista dall'angolo nord-occidentale della piazza della Signoria, oggi perdute ma conosciute attraverso descrizioni, le tavole andavano guardate da dietro, attraverso un foro in esse, e riflesse in uno specchio, così che l'occhio dello spettatore coincide con il punto di fuga: il metodo prospettico, basato su regole e relazioni numeriche, venne utilizzato dal Brunelleschi nelle sue costruzioni architettoniche, insieme al recupero dei modi antichi, sia nei tipi, da cui riprende gli ordini e l'uso dell'arco a tutto sesto, elementi indispensabili per la creazione di strutture modulari e per la razionalizzazione geometrica delle piante e degli alzati, sia nei modi di costruzione, organizzando in modo nuovo il cantiere e il lavoro edilizio, con lui la figura dell'architetto mutò non più un sovrintendente ai lavori, alla pari con maestranze in larga misura operanti su un piano autonomo, ma un un intellettuale, che concepiva il progetto sia nella sua struttura generale che nei suoi particolari a cui dovevano sottostare tutti gli addetti ai lavori, fondando in questo modo la sua arte sulla matematica e sulla geometria che sono Arti Liberali.
La sua architettura si caratterizzò come realizzazione di opere monumentali di ritmata chiarezza, costruite partendo da una o più misure di base corrispondenti a numeri interi, espressi in braccia fiorentine, da cui ricava multipli e sottomultipli per proporzionare l'edificio, sottolineata dall'uso della pietra serena grigia per le membrature su intonaco chiaro, in cui viene abolita la sovrastruttura dei particolari decorativi.
Biografia
Un sacrificio con tre volontà
Brunelleschi nasce a Firenze nel 1377, sappiamo che la sua formazione si svolse in un bottega come orefice e scultore. Nel 1398 si immatricolò all'Arte della Seta. Nel 1399 circa lavora all'altare d'argento di San Jacopo per il Duomo di Pistoia, con due busti di Profeti e due figure di Padri della Chiesa. Nel 1401 l'Arte della Lana indice il concorso per la realizzazione della seconda porta bronzea del battistero fiorentino, esso prevedeva la costruzione di una formella col tema del sacrificio di Isacco, disponendovi le figure di Abramo nell'atto di sacrificare il figlio su un'ara, l'angelo che interviene per fermarlo, l'ariete che dovrà essere immolato al posto di Isacco e infine il gruppo con l'asino e i due servitori. Brunelleschi divide in due la scena in basso l'asino al centro con accanto i servitori, che tendendo a debordare fuori dalla cornice, quello di sinistra è una citazione dello Spinario, questo gruppo forma la base per la costruzione piramidale della parte superiore della formella con al vertice lo scontro delle tre volontà dei protagonisti della scena che culmina nel nodo delle mani di Abramo, con il corpo all'indietro sottolineato dal fluttuare del suo manto mentre stringe il collo di Isacco, con il corpo deformato dal terrore e piegato in senso contrario a quello paterno e posto sopra un'ara con un rilievo bizantineggiante sulla fronte, e quella dell'angelo che ferma Abramo afferrandogli il braccio; a sinistra è l'ariete. Nella competizione, vinse alla pari con Lorenzo Ghiberti, però si rifiutò di collaborare con lui, tanto i loro stili erano differenti. Fra il 1402 e il 1404 è a Roma con Donatello per studiare l'antico, Brunelleschi si concentra soprattuto nello studio delle proporzioni degli edifici e nel recupero delle tecniche di costruzione antiche. Nel 1404 fu ammesso come maestro nella corporazione degli orafi, nello stesso anno gli venne richiesta una consulenza a proposito di un contrafforte per il Duomo fiorentino. Nel 1415 ristrutturò il Ponte a mare a Pisa, ora distrutto. Nel 1417 diede un primo parere per la cupola del Duomo di Firenze. Dal 1418 lavora alla cappella a cupola per Schiatta Ridolfi in San Jacopo Soprarno, opera distrutta e alla cappella Barbadori in Santa Felicita, in parte distrutta
Ospedale degli Innocenti
1418
Nel 1419 iniziò a lavorare, su commissione dall'Arte della Seta all'Ospedale degli Innocenti, il primo edificio costruito secondo canoni classici, esso era un orfanotrofio, formato da un porticato rettilineo, che dà accesso a un cortile quadrato e a due edifici rettangolari di uguali dimensioni, rispettivamente la chiesa e l'abituro, cioè il dormitorio, nel piano seminterrato i saloni per l'officina e la scuola. La facciata è scandita dal ritmo del porticato, che funge da cerniera fra l'Ospedale e la piazza, con archi a tutto sesto su colonne corinzie, la cui distanza costituisce la modularità metrica che regola l'intero edificio, a nove capate a pianta quadrata e con copertura di volta a vela poggiante sugli archi esterni e anche sugli archi perimetrali del muro. Per sottolineare il gioco geometrico e ritmico Brunelleschi fa ricorso alla bicromia, data dal grigio della pietra serena usata nelle strutture portanti, cioè capitelli e ghiere degli archi, e dal bianco dei supporti murari.
Cupola
modularità
Dal 1417 sino alla morte si occupò della cupola di Santa Maria del Fiore. Nel 1367 Arnolfo di Cambio aveva concluso la grande tribuna absidale della Chiesa di Santa Maria del Fiore e nel 1413 era stato eretto il tamburo ottagonale con muri spessi quattro metri, a questo punto si poneva il problema di concludere la cattedrale con un'enorme cupola, già prevista dall’originario progetto di Arnolfo. Nel 1418 l'Opera del duomo bandisce un concorso per la cupola vinto da Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti, con un modello frutto della loro collaborazione e soprattuto con un piano preciso per la pianificazione dei lavori, nel 1420 iniziarono i lavori e i dissidi fra i due artisti, nel 1426 Brunelleschi, ritiratosi Ghiberti, si assunse l'intera responsabilità della direzione dei lavori. Brunelleschi utilizzò per la cupola una forma a sesto acuto, forma obbligata da esigenze pratiche, infatti le dimensioni non permettevano d'impiegare una forma semisferica, ma a doppia calotta, cioè due cupole una interna e una esterna, facendo poggiare quella esterna, ch'è parallela alla prima, su ventiquattro supporti posti sopra gli spicchi di quella interna, in modo che quella esterna, ch'è mattonata, con cotto rosso inframezzato da otto costoloni bianchi, protegge dall'umido la costruzione e fa sembrare la cupola più ampia di quanto non sia. Per la realizzazione del suo progetto usò una struttura portante in ogni fase del lavoro, poiché a tale distanza dal suolo non era possibile usare le centine, cioè armature in legno secondo i modi di procedere tradizionali : all'inizio dell'opera dove la parete della cupola era pressoché verticale, il ponteggio era realizzato con travi infilate nel muro all'interno e all'esterno della costruzione, mentre per l’ultimo tratto, in cui la calotta si curvava fino a convergere verso il centro, Brunelleschi progettò un ponteggio sospeso nel vuoto al centro della cupola, forse appoggiato, con lunghe travi, a piatteforme poste a quote inferiori, che servivano da depositi di materiali e di strumenti, questi ultimi servivano per alzare i pesanti blocchi di laterizio ed erano argani e carrucole per lo più di epoca gotica, Brunelleschi miglioro questi applicandovi il sistema dei moltiplicatori, usato per la fabbricazione degli orologi, in grado di aumentare l'efficacia della loro forza, il principio si basava sul movimento circolare, dato da una coppia di cavalli, a un albero verticale, questo, a sua volta, lo imprimeva a un albero orizzontale da cui si arrotolavano e srotolavano le funi che sorreggevano le carrucole con i carichi, inoltre per migliorare il lavoro aveva approntato un sistema di illuminazione delle scale e dei passaggi che corrono, a vari livelli, tra l'involucro interno e quello esterno della cupola e con punti d'appoggio in ferro, inoltre per non interrompere i lavori visto che si svolgevano ad altezze sempre più alte, secondo quanto scrive il Vasari: "Era già cresciuta la fabbrica tanto alto, che era uno sconcio grandissimo, salito che uno vi era, inanzi si venisse in terra; e molto tempo perdevano i maestri nello andare a desinare e bere, e gran disagio per il caldo del giorno pativano. Fu adunque trovato da Filippo ordine che si aprissero osterie nella cupola con le cucine, e vi si vendesse il vino, e così nessuno si partiva del lavoro se non la sera. Il che fu a loro commodità, et all'opera utilità grandissima". Inoltre aveva disposto i punti di sostegno per i ponteggi di un'eventuale decorazione pittorica o musiva della calotta, per l'esterno progettò sia un sistema di scolo delle acque piovane; sia un sistema di "buche e diversi apertoi, acciò che i venti si rompessino, et i vapori, insieme con i tremuoti, non potessino far nocumento", sempre secondo quanto scrive il Vasari. La presenza di Brunelleschi al cantiere fu una costante: "egli stesso andava alle fornaci dove si spianavano i mattoni, e voleva vedere la terra, et impastarla, e cotti che erano, gli voleva scerre di sua mano con somma diligenza. E nelle pietre a gli scarpellini guardava se vi era peli dentro, se eran dure, e dava loro i modelli delle ugnature e commettiture di legname e di cera, così fatti di rape; e similmente faceva de' ferramenti ai fabbri". La struttura principale venne finita per il 1434 e quindi completata con la lanterna di Andrea del Verrocchio nel 1436 e consacrata solennemente il 25 marzo dello stesso anno da papa Eugenio IV, mentre nel 1438 si realizzarono quattro tribune a semi-cupola nell'abside. La cupola assurgerà a simbolo oltre che religioso anche cittadino, in quanto come la cupola che ridefinisce e riproporziona l'edificio sottostante originariamente gotico, così la città di Firenze ridisegna e sottomette il territorio a lei vicino. Mentre la costruzione procedeva, Brunelleschi attese ad altri progetti.
A te è conceduto fare i Cristi, et a me i contadini
Tra il 1420 e il 1425 può essere datato il Crocifisso ligneo, ora nella chiesa di Santa Maria Novella. Narra il Vasari: "Fece [Donatello] con straordinaria fatica un Crucifisso di legno, il quale quando ebbe finito, parendogli aver fatto una cosa rarissima, lo mostrò a Filippo di ser Brunellesco suo amicissimo, per averne il parere suo; il quale Filippo, che per le parole di Donato aspettava di vedere molto miglior cosa, come lo vide sorrise alquanto. Il che vedendo Donato, lo pregò, per quanta amicizia era fra loro, che gliene dicesse il parer suo; per che Filippo, che liberalissimo era, rispose che gli pareva che egli avesse messo in croce un contadino e non un corpo simile a Gesù Cristo, il quale fu delicatissimo, et in tutte le parti il più perfetto uomo che nascesse già mai. Udendosi mordere Donato, e più a dentro che non pensava, dove sperava essere lodato, rispose: “Se così facile fusse fare come giudicare, il mio Cristo ti parrebbe Cristo, e non un contadino: però piglia del legno e pruova a farne uno ancor tu”. Filippo, senza più farne parola, tornato a casa, senza che alcuno lo sapesse, mise mano a fare un Crucifisso, e cercando d'avanzare, per non condannar il proprio giudizio, Donato, lo condusse dopo molti mesi a somma perfezzione. E ciò fatto, invitò una mattina Donato a desinar seco, e Donato accettò l'invito. E così, andando a casa di Filippo di compagnia, arivati in Mercato Vecchio, Filippo comperò alcune cose, e datole a Donato, disse: “Aviati con queste cose a casa, e lì aspettami, che io ne vengo or ora”. Entrato dunque Donato in casa, giunto che fu in terreno, vide il Crucifisso di Filippo a un buon lume, e fermatosi a considerarlo, lo trovò così perfettamente finito, che vinto e tutto pieno di stupore, come fuor di sé, aperse le mani che tenevano il grembiule. Onde cascatogli l'uova, il formaggio e l'altre robe tutte, si versò e fracassò ogni cosa; ma non restando però di far le maraviglie e star come insensato, sopragiunto Filippo, ridendo disse: “Che disegno è il tuo, Donato? Che desinaremo noi avendo tu versato ogni cosa?”. “Io per me”, rispose Donato, “ho per istamani avuta la parte mia, se tu vuoi la tua, pigliatela. Ma non più, a te è conceduto fare i Cristi, et a me i contadini". A differenza del Cristo in croce di Donatello, Brunelleschi realizza una figura dalle perfette proporzioni in cui il dolore è nascosto dalla bellezza del corpo.
A San Lorenzo
Tra il 1422 e il 1428 lavora alla Sagrestia vecchia di San Lorenzo, accosta due vani a base quadrata di diversa dimensione e altezza, la sacrestia vera e propria e la piccola scarsella con l'altare, sopra la sagrestia innesta una cupola a ombrello, suddivisa in dodici spicchi, sorretta da pennacchi a triangolo sferico, forse derivati da alcune chiese medievali toscane o forse dal battistero di Padova.
PadovaDopo di questa è la ristrutturazione della chiesa di San Lorenzo a croce latina e tre navate, spartite da un colonnato che regge archi a tuttosesto, con transetto sul cui lato di fondo si aprono cinque cappelle con la centrale larga quanto la navata maggiore, le laterali quanto le navate minori; altre sei cappelle si aprono sui bracci del transetto e dodici si aprono lungo le campate della chiesa, tutte precedute da un arco a tuttosesto. La copertura è piana nella navata centrale, a vela nelle navate laterali e a botte nelle cappelle laterali, la luce data sia dagli oculi nelle navate laterali sia dalle finestre di quella centrale cresce man mano che si procede dall'entrata al capocroce.
Palazzi
Del 1425 è la ristrutturazione del Palazzo di Parte Guelfa, opera molto alterata nel corso dei secoli, in esso la superficie muraria è formata da paramenti di pietraforte non spartiti da membrature verticali, il palazzo è diviso in due da una fascia marcapiano, nella parte superiore si aprono le grandi finestre con archi a tutto sesto sovrastate da occhi tondi con mondature antiche.
Secondo il Vasari Brunelleschi avrebbe realizzato un modello di palazzo per Cosimo il Vecchio: "Cosimo de' Medici voleva far fare il suo palazzo, e così ne disse l'animo suo a Filippo; che posto ogni altra cura da canto, gli fece un bellissimo e gran modello per detto palazzo, il quale situar voleva dirimpetto a S. Lorenzo su la piazza intorno intorno isolato. Dove l'artificio di Filippo s'era talmente operato, che, parendo a Cosimo troppo sontuosa e gran fabbrica, più per fuggire l'invidia che la spesa, lasciò di metterla in opera".
Cappella de' Pazzi
Del 1429 è il progetto per la Cappella de' Pazzi nel chiostro della chiesa di Santa Croce, costruzione iniziata nel 1433 circa e terminata nel 1444, commissionata dall'omonima famiglia fiorentina, a pianta quadrata, coperta con cupola a ombrello su archi e pennacchi, con due brevi ali sormontate da volte a botte, all'interno sulle pareti intonacate spiccano le membrature grigie in pietra serena, formate da paraste verticali e delimitate dalla trabeazione orizzontale, sulle pareti tondi con gli apostoli in terracotta invetriata di Luca della Robbia, l'architrave ha fregi dipinti, nei pennacchi della cupola tondi con i quattro Evangelisti di Andrea della Robbia, la struttura si conclude nella raggiera delle nervature della cupola e nel suo oculo centrale. Brunelleschi per costruire la cappella parte dal cubo e attraverso i suoi multipli crea l'ordine e il ritmo di estremo rigore geometrico.
Pianta centrale
Nel 1433 è a Roma per un ulteriore studio dell'antichità classica, in special modo i suoi interessi si diressero verso lo studio degli edifici a pianta centrale. Tornato a Firenze tra il 1434 e il 1436 lavorò alla rotonda di Santa Maria degli Angeli su commissione dell'Arte di Calimala, il progetto brunelleschiano, che si rifa ai modelli classici a pianta centrale, prevedeva una pinta ottagonale all’interno, circondata da una corona di cappelle comunicanti tra loro che moltiplicavano a sedici il numero dei lati all'esterno, i lavori vennero bloccati dopo tre anni
di lavori e non proseguito oltre la parte inferiore delle murature. Il resto dell'edificio è stato realizzato tra il 1934 e il 1940, secondo un progetto attribuito al Brunelleschi.
Santo Spirito e ultimi anni
La ristrutturazione della chiesa di Santo Spirito, progettata dal 1428, venne realizzata maggiormente tra il 1440 e il 1465, la chiesa è a croce latina e a tre navate con abside e transetto con all'incrocio incrocio dei bracci la cupola, il perimetro murario della chiesa è circondato da quaranta cappellette di larghezza pari alle campate delle navate.
Morì a Firenze nel il 16 aprile 1446. Secondo Antonio Manetti: "Gli fu fatto tanto onore d'essere seppellito in Santa Maria del Fiore, e postovi l'effigie sua al naturale, secondo che si dice, scultura di marmo a perpetua memoria, con uno tanto epitaffio":" D.S. QUANTUM PHILIPPUS ARCHITECTUS ARTE DAEDALEA VALUERIT CUM HUIUS CELEBERRIMI TEMPLI MIRA TESTUDO TUM PLURES ALIAE DIVINO INGENIO AB EO ADINVENTAE MACHINAE DOCUMENTO ESSE POSSUNT. QUAPROPTER OB EXIMIAS SUI ANIMI DOTES SINGULARESQUE VIRTUTES EIUS B. M. CORPUS XV CALEND. MAIAS ANNO MCCCCXLVI HAC HUMO SUPPOSITA GRATA PATRIA SEPELIRI IUSSIT". scritto da Carlo Marsuppini.
La sua tomba venne persa nel corso dei secoli e riscoperta solo nel 1972.
La sua vita venne descritta da Giorgio Vasari nel suo Vite.
Bibliografia
- M. Fondelli, Gli "oriuoli mechanici" di Filippo di Ser Brunellesco Lippi. Documenti e notizie inedite sull'arte dell'orologeria a Firenze, Firenze, 2000.
Collegamenti Esterni
- [http://brunelleschi.imss.fi.it/genscheda.asp?appl=LST&xsl=luogo&chiave=700145 Struttura della cupola del Duomo di Firenze.]
- [http://www-gap.dcs.st-and.ac.uk/~history/Mathematicians/Brunelleschi.html Biografia Mac Tutor]
Brunelleschi Brunelleschi
ja:フィリッポ・ブルネレスキ
1377
Eventi
Fine della cattività avignonese
Nati
Morti
077
ko:1377년
Rinascimento
Il Rinascimento è un movimento culturale ed un periodo della Storia d'Europa, considerato comunemente come la fine del Medioevo e l'inizio dell'Età moderna. Come inizio del Rinascimento si stabilisce convenzionalmente il XV secolo in Italia ed il XVI secolo in Europa settentrionale.
Origine del termine
Il termine Rinascimento venne usato per la prima volta nel 1855 dallo storico francese Michelet in riferimento alla "scoperta del mondo e dell'uomo" nel XVI secolo. Lo storico svizzero Burckhardt, nel 1860, ampliò il concetto di Michelet, che caratterizzò l'epoca come quella in cui vennero alla luce l'umanità e la coscienza moderne dopo un lungo periodo di decadimento. Il termine è da considerare in opposizione a quello di Medioevo (Anni Bui), coniato da Petrarca, in quanto denoterebbe la ripresa degli studi sulla letteratura e cultura della Grecia e di Roma antica.
Nell'ultimo quarto del XX secolo, però, si è diffusa la convinzione dell'esistenza di un insieme di movimenti di "rinascita" tra loro simili fin dal Medioevo, invece di un'unica realtà limitata al XV-XVI secc. grazie al lavoro di storici come Charles H. Haskins. Sono nati, quindi, concetti come Rinascimento del XII secolo, Rinascimento carolingio, Rinascimento italiano, Rinascimento inglese, ecc.. Questa terminologia è particolarmente utile per evitare la necessità di inserire il Rinascimento in una cronologia che lo vede preceduto dal Medioevo e seguito dalla Riforma, il che è ormai considerato assai discutibile. L'intero periodo è a volte indicato come Pre moderno..
Origini
Il rinnovamento culturale e scientifico iniziò nel XV secolo in Italia, dove uno dei centri principali fu Firenze, per poi diffondersi in tutta Europa. Nella scienza, teologia, letteratura nell'arte, il Rinascimento iniziò con la riscoperta di testi greci e latini conservati nell'Impero Bizantino e nei principali monasteri europei, testi che, una volta scoperti, incoraggiarono tutta una serie di nuovi studi ed invenzioni nel secolo successivo.
Alcuni storici pongono la fine del Rinascimento al 6 maggio 1527, quando le truppe spagnole e tedesche saccheggiarono Roma, mentre nella storia della musica la conclusione si situerebbe tra il 1600 ed il 1620.
Il rinascimento vide l'affermarsi di un nuovo ideale di vita e il rifiorire degli studi umanistici e delle belle arti, con la fine di una società frammentata di tipo feudale basata soprattutto sull'economia agricola e su una vita intellettuale e culturale ispirata al pensiero religioso. Tale struttura politica decentralizzata si trasformò in una società dominata da istituzioni politiche controllate da una capitale, che privilegiavano un'economia di tipo urbano ed il patrocinio laico nell'arte e nella letteratura.
È luogo comune ritenere il Medioevo un'epoca chiusa al rinnovamento: in realtà esso fu comunque ricco di conquiste tecniche ed intellettuali. I pensatori rinascimentali elaborarono e svilupparono, su scala maggiore e con una prospettiva del tutto rinnovata, i frutti dei vari "rinascimenti" medioevali. I sistemi di Platone e di Aristotele cari al Medioevo si rivelarono fondamentali per gli sviluppi del pensiero filosofico dei secoli successivi. I progressi delle discipline matematiche, inclusa l'astronomia, non avrebbero potuto realizzarsi senza i precedenti medioevali. Le scuole di Salerno in Italia e di Montpellier in Francia rappresentarono centri di importanza fondamentale per gli studi di medicina nel Medioevo.
Il Rinascimento italiano fu, come già accennato, essenzialmente un fenomeno urbano, un prodotto delle più ricche città italiane, quali Firenze, Roma, Napoli, Ferrara, Milano e Venezia. Fu proprio la ricchezza di queste città, dovuta al periodo di grande espansione economica del XII e del XIII secolo, a rendere possibili le conquiste culturali di quest'epoca. I mercanti che operavano in tali città controllavano i flussi commerciali e finanziari di tutta Europa e ne favorirono perciò la fioritura. A questa società mercantile faceva da contrasto quella rurale ancora legata alle tradizioni dell'Europa medioevale.
Influenza del Rinascimento
Storia e letteratura
Una delle rotture più significative con la tradizione si produsse nel campo della storia.Gli storici, tra i quali furono insigni Flavio Biondo nel Quattrocento e Machiavelli e Guicciardini nel Cinquecento, abbandonarono la visione dei medioevali, legata a un concetto di tempo segnato dall'avvento di Cristo, per sviluppare un'analisi degli avvenimenti che ha origine da una concezione laica e dall'atteggiamento critico verso le fonti. La storia divenne una branca della letteratura e non più della teologia e si rifiutò la convenzionale divisione cristiana che doveva avere inizio con la Creazione, seguita dall'Incarnazione di Gesù Cristo e dal Giudizio Finale. La visione rinascimentale esalta invece il mondo greco-romano, condanna il Medioevo come un'era di barbarie e proclama la nuova epoca come era di luce e di rinascita del mondo classico. Il fervido interesse per l'antichità si concretò nella ricerca e nel restauro dei manoscritti dei grandi autori greci e latini: i Dialoghi di Platone, le Storie di Erodoto e Tucidide, le opere dei drammaturghi e dei poeti greci, riscoperti e pubblicati dopo la caduta di Costantinopoli, nel 1453, fecero nascere in Europa un nuovo fervore filologico che portò ad una migliore conoscenza del greco antico.
Arte
Vedi articolo principale: Arte del Rinascimento. Per articolo specifico sull'architettura vedi Architettura del Rinascimento
L'arte del rinascimento vede lo studio e la riscoperta dei modelli antichi, sia in architettura che in scultura. La prima fase dell'arte rinascimentale è incentrata a Firenze. In seguito, nel passaggio fra Quattrocento e Cinquecento, Roma diventerà il centro indiscusso dell'arte, che acquisterà un linguaggio maturo grazie particolarmente a Michelangelo e Raffaello. Nell'Italia del nord la frammentazione politica e la presenza di numerose corti sarà uno sprone per la promozione dell'arte, in Lombardia, Emilia e nel Veneto.
Scienze
Gli intellettuali provenienti da Bisanzio, dopo la conquista della città compiuta dai turchi ottomani insegnarono a Firenze, a Ferrara e a Milano, diffondendo lo studio del greco tra il XV e il XVI secolo. Gli studi umanistici furono incoraggiati e sostenuti dalle famiglie dei Medici di Firenze, degli Este di Ferrara, degli Sforza di Milano, dei Gonzaga di Mantova e dei duchi di Montefeltro di Urbino, dei nobili di Venezia e della Roma papale.
Il Rinascimento fece inoltre notevoli progressi nel campo della medicina e dell'anatomia, scienze per le quali venne redatta anche, tra il XV e il XVI secolo, la prima traduzione delle opere di Ippocrate e Galeno, opere che pur contenendo in sé poco di scientificamente applicabile, incoraggiarono lo studio della sperimentazione medica e dell'anatomia umana. Inoltre, sempre per l'anatomia viene ricordato Andrea Vesalio, che la studiò attraverso la dissezione dei cadaveri.
Alcuni dei più noti trattati greci di matematica furono tradotti nel XVI secolo, mentre erano date alle stampe le opere di astronomia di Copernico, Tycho Brahe e Keplero. Verso la fine del XVI secolo, Galileo applicò i modelli matematici alla fisica. Lo studio della geografia fu trasformato dalla nuove informazioni ricavate dalle grandi esplorazioni geografiche.
Tecnologia
In campo tecnologico, l'invenzione della stampa a caratteri mobili nel XV secolo da parte di Gutenberg rivoluzionò la diffusione del sapere e la circolazione delle informazioni. La nuova invenzione aumentò notevolmente la quantità di libri in circolazione, aiutò a eliminare gli errori di trascrizione e trasformò lo sforzo intellettuale in un'attività di confronto e di scambio piuttosto che di studi solitari e isolati. Le migliorie nella tecnologia navale aprirono alle flotte europee le rotte oceaniche, l'impiego della polvere da sparo rivoluzionò le tattiche militari tra il 1450 e il 1550, favorendo lo sviluppo dell'artiglieria che rivelò i suoi effetti devastanti contro le mura di castelli e città distruggendo il mito atavico della cavalleria.
Diritto
Nel campo del diritto si tendeva a confutare il metodo dialettico dei giuristi medievali mediante l'interpretazione storico-filologica delle fonti del diritto romano. Per quanto concerne il pensiero politico, il principio medievale secondo cui la preservazione della libertà, del diritto e della giustizia doveva costituire l'obiettivo centrale della vita politica fu ridimensionato dai giuristi rinascimentali, per i quali il compito primario del governo è di mantenere la pubblica sicurezza e la pace interna.
Politica
Le principali città-stato italiane diedero vita a stati regionali, ognuno dei quali cercò di espandersi a spese degli altri senza peraltro arrivare alla realizzazione dell'unità nazionale a causa degli interessi particolaristici di ciascuno. L'unificazione territoriale su dimensione nazionale si realizzò invece in Spagna, in Francia e in Inghilterra. Il processo portò allo sviluppo della moderna diplomazia; entro il XVI secolo, l'istituzione di ambasciate permanenti si diffuse dagli stati italiani anche in Francia, in Inghilterra e nel Sacro Romano Impero.
Religione
Gli uomini di Chiesa del Rinascimento, soprattutto se di rango elevato, modellarono il proprio comportamento sull'etica della società laica. Le attività di papi, cardinali e vescovi si distinguevano ben poco da quelle dei grandi mercanti e dei principi. Il cristianesimo rimase comunque un elemento vitale nella cultura rinascimentale.
Conclusione
Il Rinascimento fu un periodo di fermento intellettuale, che aprì nuove vie ai pensatori e gli scienziati del secolo successivo. L'idea rinascimentale secondo la quale l'uomo domina la natura accrebbe la fiducia nella scienza e nella tecnologie moderne, che fecero ora i primi grandi progressi. Le nozioni di repubblica e libertà, preservate e difese dai pensatori come Machiavelli sul modello degli statuti delle città-stato greche di Roma antica, ebbero un impatto indelebile sul corso della teoria costituzionale dello stato moderno. Infine, il Rinascimento ha lasciato in eredità capolavori d'arte e monumenti destinati ad incarnare l'identità stessa della cultura occidentale.
Protagonisti del Rinascimento
Artisti
Machiavelli, Kraków]]
- Beato Angelico
- Hieronymus Bosch
- Pieter Brueghel il Vecchio
- Pieter Brueghel il Giovane
- Jan Brueghel il Vecchio
- Jan Brueghel il Giovane
- Filippo Brunelleschi
- Donatello
- Sandro Botticelli
- Albrecht Durer
- Michelangelo Buonarroti
- Raffaello Sanzio
- Leonardo da Vinci
- Jan van Eyck
- Rogier van der Weyden
Autori
- Andrea Alciato
- Ludovico Ariosto
- Leonardo Bruni
- Giovanni Boccaccio
- Erasmo da Rotterdam
- Michel de Montaigne
- Francesco Petrarca
- Baldassare Castiglione
- Coluccio Salutati
- François Rabelais
- William Shakespeare
- Thomas More
Compositori
- Josquin Des Prez
- Johann Fux
Danzatori
- Domenico da Piacenza
- Fabritio Caroso
- Thoinot Arbeau
Filosofi
- Nicola Cusano
- Marsilio Ficino
- Niccolò Machiavelli
- Francesco Guicciardini
Politici
Rinascimento Italiano
- Leonardo Bruni
- Isabella d'Este
- Beatrice d'Este
- Francesco Foscari
- Cosimo de' Medici
- Lorenzo de' Medici (noto anche come Lorenzo il Magnifico)
- Coluccio Salutati
- Francesco Sforza
Rinascimento Nord Europeo
- Francesco I di Francia
- Enrico VIII D'Inghilterra
- Carlo V, Imperatore del Sacro Romano Impero
Religiosi
- Papa Niccolò V
- Papa Pio II
- Papa Sisto IV
- Papa Alessandro VI
- Papa Giulio II
- Papa Leone X
- Girolamo Savonarola
- Martin Lutero
- Calvino
- Ulrich Zwingli
Scienziati
- Tycho Brahe
- Copernico
- Giovanni Keplero
- Paracelso
- Galileo Galilei
Voci correlate
- Sviluppo storico del Rinascimento
Categoria:Letteratura
Categoria:Storia
ja:ルネサンス
ko:르네상스
th:ยุคฟื้นฟูศิลปวิทยา
Firenze
Firenze (già Florentia e Fiorenza) è un comune di 352.227 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e della regione Toscana. A questa popolazione si aggiungono gli oltre duecentomila residenti nel comprensorio extra-urbano, cosicché la popolazione cittadina ammonta ad oltre mezzo milione di abitanti.
Attraversata dal fiume Arno (che nel 1966 straripò causando lalluvione di Firenze,disastro che comportò danni non quantificabili soprattutto a livello artistico,oltre alla morte di 35 persone), capitale d'Italia per un breve periodo dopo l'unificazione dell'Italia (1865-1871) e a lungo sotto il dominio della famiglia dei Medici (1434-1494, 1512-1527 e 1530-1737), Firenze era nell'Europa medievale un importante centro commerciale e finanziario.
medievale]
È considerata il luogo di nascita del Rinascimento ed è conosciuta in tutto il mondo per essere, per molti aspetti, una delle culle dell'arte e dell'architettura, con i suoi numerosi e ricchi musei (tra cui la Galleria degli Uffizi, la Galleria Palatina, il Bargello e il Giardino di Archimede, museo della matematica).
Il centro storico è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
Firenze e il Rinascimento
Firenze è spesso indicata come la culla del rinascimento: la città
è ovunque caratterizzata da quello straordinario sviluppo letterario, artistico e scientifico che ebbe luogo nel XIV-XVI secolo. Tra i fatti antecedenti questo periodo di splendore troviamo la crisi della Chiesa Cattolica (specialmente la controversia sul Papato di Avignone in Francia e il Grande scisma) e i disastrosi effetti della peste nera, che portarono ad un riesame critico dei valori medioevali, risultando in una rivalutazione di quelli dell'antichità classica. Firenze beneficiò sia materialmente che culturalmente di questo grande cambiamento sociale.
Storia
La storia conosciuta di Firenze comincia nel 59 AC, con la fondazione di un villaggio ("Florentia") per ex-soldati romani. Sede di una diocesi a partire dal IV secolo, la città passò attraverso periodi di dominazione Bizantina, Ostrogota, Longobarda e Franca, durante i quali la popolazione a volte scese fino ad appena 1000 persone.
Franca
Franca
A partire dal X secolo la città si sviluppò, e dal 1115 si rese un Comune autonomo. Nel XIII secolo fu divisa dalla lotta intestina tra i Ghibellini, sostenitori dell'imperatore del Sacro Romano Impero, e i Guelfi, a favore del Papato romano. Questi ultimi vinsero e si divisero internamente in "bianchi" e "neri".
La conflittualità politica interna non impedì alla città di svilupparsi fino a diventare una delle più potenti e prospere in Europa, assistita dalla sua propria valuta in oro, il fiorino (introdotto nel 1252), dall'eclisse della sua rivale Pisa (sconfitta da Genova nel 1284 e conquistata da Firenze nel 1406), e dalla sua potenza mercantile risultante da una costituzione anti-aristocratica (1293).
A fronte di una popolazione stimata di 80.000 persone prima della peste nera del 1348, 25000 lavoravano nell'industria della lana. Nel 1345 Firenze fu teatro di un tentato sciopero da parte dei ciompi, che nel 1378 organizzarono una breve rivolta contro il dominio oligarchico della città. Dopo la repressione, la città cadde sotto il dominio della famiglia Albizi (1382-1434), acerrimi nemici ma anche precursori dei Medici.
Il primo periodo del dominio dei Medici finì con il ritorno di un governo repubblicano, influenzato dagli insegnamenti del radicale priore Domenicano Girolamo Savonarola (che fu giustiziato nel 1498 e che prima di morire lasciò un [http://www.liberliber.it/biblioteca/s/savonarola/ trattato] sul governo di Firenze), nelle cui parole si ritrovano spesso argomenti che saranno oggetto di controversie religiose dei secoli seguenti.
Un altro personaggio di acutezza inusuale fu Niccolò Machiavelli, le cui indicazioni per il governo di Firenze da parte di una figura forte sono spesso lette come una legittimizzazione delle tortuosità e anche degli abusi dei politici. I fiorentini estromisero i Medici per una seconda volta e ristabilirono una repubblica il 16 maggio 1527.
Rimessi al loro posto per due volte, col supporto sia dell'Imperatore che del Papa, i Medici diventarono nel 1537 duchi ereditari di Firenze, e nel 1569 granduchi di Toscana, regnando per due secoli.
L'estinzione della dinastia dei Medici e l'ascensione nel 1737 di Francis Stephen, duca di Lorraine e marito di Maria Teresa d'Austria, portò all'inclusione della Toscana nei territori della corona austriaca. Il regno degli austriaci finì per mano della Francia e del regno di Sardegna e Piemonte nel 1859, e la Toscna diventò una provincia nel Regno d'Italia unito nel 1861.
Firenze prese il posto di Torino come capitale d'Italia nel 1865, ospitando il primo parlamento della nazione, ma la capitale fu trasferita a Roma sei anni dopo, quando questa fu annessa al regno. Nel XIX secolo la popolazione di Firenze raddoppiò, e triplicò nel XX con la crescita del turismo, del commercio, dei servizi finanziari e dell'industria. Durante la Seconda guerra mondiale la città fu occupata per un anno dai Tedeschi (1943-1944). Il 4 novembre 1966 gran parte del centro fu alluvionato dall'Arno, danneggiando molti tesori d'arte.
Monumenti
Arno, scultura di Baccio Bandinelli Piazza della Signoria]]
Baccio Bandinelli
Baccio Bandinelli
Nel cuore della città si trova la Fontana di Nettuno, un capolavoro di scultura del marmo posta allo sbocco di un acquedotto romano ancora funzionante. Il fiume Arno, che passa in mezzo alla parte vecchia della città, occupa un posto nella storia fiorentina alla pari con la gente che ci vive. Storicamente, la popolazione locale ha una relazione di odio-amore con l'Arno, il quale ha portato alternativamente i vantaggi del commercio, e i disastri delle alluvioni.
Uno dei ponti, in particolare, è unico: il Ponte Vecchio, caratteristico per la moltitudine di piccoli negozi costruiti su di esso. Realizzato per la prima volta dagli Etruschi in tempi molto antichi, questo ponte è l'unico della città ad essere passato indenne attraverso la Seconda guerra mondiale.
Il palazzo più famoso della città è Palazzo Vecchio, che è diventato un monumento alla famiglia de' Medici che dominò la città durante il XV secolo. Vicino ad si trova la Galleria degli Uffizi, uno dei musei d'arte più rinomati al mondo. Oltre agli Uffizi, Firenze conta altri musei che sarebbero l'attrazione artistica principale di quasi ogni altra grande città del mondo: il Bargello si concentra sulla scultura, e ospita molti capolavori di Donatello, Giambologna e Michelangelo. La collezione dell' Accademia ospita il David di Michelangelo e i suoi Schiavi.
Sull'altra riva dell'Arno (oltrarno per i fiorentini) si trova il grande Palazzo Pitti, decorato con la collezione privata dei Medici. Accanto al Palazzo si trova il Giardino di Boboli, elaboratamente decorato con molte interessanti sculture.
La chiesa di Santa Croce contiene tra i molti, le tombe monumentali di Galileo, Michelangelo ed un cenotafio a Dante (In realtà seppellito a Ravenna) e altre persone famose della storia fiorentina.
La gemma architetturale di Firenze è la cattedrale di Santa Maria del Fiore, conosciuta semplicemente come "il Duomo". La magnificente cupola fu progettata da Filippo Brunelleschi, e il vicino campanile da Giotto. Anche l'adiacente battistero è degno di nota, con le porte bronzee formate da formelle trilobate che premiarono il Gioberti, nel concorso del 1401 che vide come partecipanti anche Donatello e Brunelleschi.
Da segnalare anche la chiesa di Santa Maria Novella e Orsanmichele ed il Museo di San Marco.
Vedi anche Ponti di Firenze.
Personaggi celebri
Demografia
Come molte altre città in Italia la popolazione di pensionati è di molto superiore a quella dei minori di 14 anni ed in costante invecchiamento.
Struttura di età
- 0-14: 11.0%
- 15-64: 63.2%
- 65+: 25.8%
Profilo etnico
- 91.5% Italiano
- 1.0% Cinesi
- 1.0% Albanesi
Sport
Firenze è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
- 1989 (11 giugno): 22^ e ultima tappa, cronometro individuale vinta dal polacco Lech Piasecki.
- 2005 (15 maggio): 8^ tappa, cronometro individuale vinta dallo statunitense David Zabriskie.
La squadra calcistica che rappresenta Firenze nel campionato italiano è la Fiorentina.
Bibliografia
- Girolamo Savonarola: [http://www.liberliber.it/biblioteca/s/savonarola/ Trattato sul governo di Firenze in e-text]
Amministrazione comunale
- Classificazione climatica: zona D, 1821 GR/G
Elenco dei sindaci repubblicani (da completare)
- 1945-1951 Mario Fabiani PCI
- 1951-1964 Giorgio la Pira DC
- 1964-1965 Lelio Lagorio PSI
- 1965-1969 Piero Bargellini e Luciano Bausi DC
- 1970-1975
- 1975-1983 Elio Gabbugiani PCI
- 1983-1984 Alessandro Bonsanti
- 1984-1989 Lando Conti
- 1989-1995 Giorgio Morales
- 1995-1999 Mario Primicerio DS
- 1999-corrente Leonardo Domenici DS
Gemellaggi
La Città di Firenze è gemellata con numerose città.
- Europa:
- Dresda (Germania)
- Edimburgo (Scozia, Regno Unito)
- Reims (Francia)
- Turku (Finlandia)
- Atene (Grecia)
- Altre città del mondo:
- Aaiun (Sahara Occidentale)
- Asmara (Eritrea)
- Esfahan (Iran)
- Fez (Iran)
- Philadelphia (Stati Uniti)
- Kiev (Ucraina)
- Kyoto (Giappone)
- Kuwait City (Kuwait)
- Nanchino (Cina)
- Nazareth (Israele)
- Riga (Lettonia)
- Salvador Bahia (Brasile)
- Tirana (Albania)
Voci correlate
- Galleria fotografica
- Sindrome di Stendhal
- [http://www.firenzeturismo.it Turismo a Firenze]
- [http://www.uffizi.firenze.it/welcome.html Galleria degli Uffizi]
- [http://www.math.unifi.it/archimede Il giardino di Archimede]
- [http://www.accademiadellacrusca.it/ Accademia della Crusca]
- [http://www.firenze.net/ Eventi, arte e spettacoli a Firenze]
- [http://www.aboutflorence.com/firenze/ About Florence: guida non commerciale a Firenze e dintorni]
- [http://statistica.comune.fi.it/ Statistiche su Firenze]
- [http://www.flickr.com/groups/firenze/ Gruppo Firenze su Flickr]
- [http://www.firenze.linux.it FLUG - Firenze Linux User Group]
Categoria:Comuni della provincia di Firenze
Categoria:Comuni della Toscana
Categoria:Comuni italiani
Categoria:Patrimoni dell'umanità in Italia
ja:フィレンツェ
ko:피렌체
Pietra serenaLa pietra serena è una pietra arenaria di colore grigio particolarmente usata per la pavimentazione stradale. Viene lavorata in diversi modi: scalpellato, levigato, fiammato, bocciardato, rigato, sabbiato.
Siena, ad esempio, è una di quelle città pavimentata in gran parte di pietra serena.
Categoria:Materiali
Firenze
Firenze (già Florentia e Fiorenza) è un comune di 352.227 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e della regione Toscana. A questa popolazione si aggiungono gli oltre duecentomila residenti nel comprensorio extra-urbano, cosicché la popolazione cittadina ammonta ad oltre mezzo milione di abitanti.
Attraversata dal fiume Arno (che nel 1966 straripò causando lalluvione di Firenze,disastro che comportò danni non quantificabili soprattutto a livello artistico,oltre alla morte di 35 persone), capitale d'Italia per un breve periodo dopo l'unificazione dell'Italia (1865-1871) e a lungo sotto il dominio della famiglia dei Medici (1434-1494, 1512-1527 e 1530-1737), Firenze era nell'Europa medievale un importante centro commerciale e finanziario.
medievale]
È considerata il luogo di nascita del Rinascimento ed è conosciuta in tutto il mondo per essere, per molti aspetti, una delle culle dell'arte e dell'architettura, con i suoi numerosi e ricchi musei (tra cui la Galleria degli Uffizi, la Galleria Palatina, il Bargello e il Giardino di Archimede, museo della matematica).
Il centro storico è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
Firenze e il Rinascimento
Firenze è spesso indicata come la culla del rinascimento: la città
è ovunque caratterizzata da quello straordinario sviluppo letterario, artistico e scientifico che ebbe luogo nel XIV-XVI secolo. Tra i fatti antecedenti questo periodo di splendore troviamo la crisi della Chiesa Cattolica (specialmente la controversia sul Papato di Avignone in Francia e il Grande scisma) e i disastrosi effetti della peste nera, che portarono ad un riesame critico dei valori medioevali, risultando in una rivalutazione di quelli dell'antichità classica. Firenze beneficiò sia materialmente che culturalmente di questo grande cambiamento sociale.
Storia
La storia conosciuta di Firenze comincia nel 59 AC, con la fondazione di un villaggio ("Florentia") per ex-soldati romani. Sede di una diocesi a partire dal IV secolo, la città passò attraverso periodi di dominazione Bizantina, Ostrogota, Longobarda e Franca, durante i quali la popolazione a volte scese fino ad appena 1000 persone.
Franca
Franca
A partire dal X secolo la città si sviluppò, e dal 1115 si rese un Comune autonomo. Nel XIII secolo fu divisa dalla lotta intestina tra i Ghibellini, sostenitori dell'imperatore del Sacro Romano Impero, e i Guelfi, a favore del Papato romano. Questi ultimi vinsero e si divisero internamente in "bianchi" e "neri".
La conflittualità politica interna non impedì alla città di svilupparsi fino a diventare una delle più potenti e prospere in Europa, assistita dalla sua propria valuta in oro, il fiorino (introdotto nel 1252), dall'eclisse della sua rivale Pisa (sconfitta da Genova nel 1284 e conquistata da Firenze nel 1406), e dalla sua potenza mercantile risultante da una costituzione anti-aristocratica (1293).
A fronte di una popolazione stimata di 80.000 persone prima della peste nera del 1348, 25000 lavoravano nell'industria della lana. Nel 1345 Firenze fu teatro di un tentato sciopero da parte dei ciompi, che nel 1378 organizzarono una breve rivolta contro il dominio oligarchico della città. Dopo la repressione, la città cadde sotto il dominio della famiglia Albizi (1382-1434), acerrimi nemici ma anche precursori dei Medici.
Il primo periodo del dominio dei Medici finì con il ritorno di un governo repubblicano, influenzato dagli insegnamenti del radicale priore Domenicano Girolamo Savonarola (che fu giustiziato nel 1498 e che prima di morire lasciò un [http://www.liberliber.it/biblioteca/s/savonarola/ trattato] sul governo di Firenze), nelle cui parole si ritrovano spesso argomenti che saranno oggetto di controversie religiose dei secoli seguenti.
Un altro personaggio di acutezza inusuale fu Niccolò Machiavelli, le cui indicazioni per il governo di Firenze da parte di una figura forte sono spesso lette come una legittimizzazione delle tortuosità e anche degli abusi dei politici. I fiorentini estromisero i Medici per una seconda volta e ristabilirono una repubblica il 16 maggio 1527.
Rimessi al loro posto per due volte, col supporto sia dell'Imperatore che del Papa, i Medici diventarono nel 1537 duchi ereditari di Firenze, e nel 1569 granduchi di Toscana, regnando per due secoli.
L'estinzione della dinastia dei Medici e l'ascensione nel 1737 di Francis Stephen, duca di Lorraine e marito di Maria Teresa d'Austria, portò all'inclusione della Toscana nei territori della corona austriaca. Il regno degli austriaci finì per mano della Francia e del regno di Sardegna e Piemonte nel 1859, e la Toscna diventò una provincia nel Regno d'Italia unito nel 1861.
Firenze prese il posto di Torino come capitale d'Italia nel 1865, ospitando il primo parlamento della nazione, ma la capitale fu trasferita a Roma sei anni dopo, quando questa fu annessa al regno. Nel XIX secolo la popolazione di Firenze raddoppiò, e triplicò nel XX con la crescita del turismo, del commercio, dei servizi finanziari e dell'industria. Durante la Seconda guerra mondiale la città fu occupata per un anno dai Tedeschi (1943-1944). Il 4 novembre 1966 gran parte del centro fu alluvionato dall'Arno, danneggiando molti tesori d'arte.
Monumenti
Arno, scultura di Baccio Bandinelli Piazza della Signoria]]
Baccio Bandinelli
Baccio Bandinelli
Nel cuore della città si trova la Fontana di Nettuno, un capolavoro di scultura del marmo posta allo sbocco di un acquedotto romano ancora funzionante. Il fiume Arno, che passa in mezzo alla parte vecchia della città, occupa un posto nella storia fiorentina alla pari con la gente che ci vive. Storicamente, la popolazione locale ha una relazione di odio-amore con l'Arno, il quale ha portato alternativamente i vantaggi del commercio, e i disastri delle alluvioni.
Uno dei ponti, in particolare, è unico: il Ponte Vecchio, caratteristico per la moltitudine di piccoli negozi costruiti su di esso. Realizzato per la prima volta dagli Etruschi in tempi molto antichi, questo ponte è l'unico della città ad essere passato indenne attraverso la Seconda guerra mondiale.
Il palazzo più famoso della città è Palazzo Vecchio, che è diventato un monumento alla famiglia de' Medici che dominò la città durante il XV secolo. Vicino ad si trova la Galleria degli Uffizi, uno dei musei d'arte più rinomati al mondo. Oltre agli Uffizi, Firenze conta altri musei che sarebbero l'attrazione artistica principale di quasi ogni altra grande città del mondo: il Bargello si concentra sulla scultura, e ospita molti capolavori di Donatello, Giambologna e Michelangelo. La collezione dell' Accademia ospita il David di Michelangelo e i suoi Schiavi.
Sull'altra riva dell'Arno (oltrarno per i fiorentini) si trova il grande Palazzo Pitti, decorato con la collezione privata dei Medici. Accanto al Palazzo si trova il Giardino di Boboli, elaboratamente decorato con molte interessanti sculture.
La chiesa di Santa Croce contiene tra i molti, le tombe monumentali di Galileo, Michelangelo ed un cenotafio a Dante (In realtà seppellito a Ravenna) e altre persone famose della storia fiorentina.
La gemma architetturale di Firenze è la cattedrale di Santa Maria del Fiore, conosciuta semplicemente come "il Duomo". La magnificente cupola fu progettata da Filippo Brunelleschi, e il vicino campanile da Giotto. Anche l'adiacente battistero è degno di nota, con le porte bronzee formate da formelle trilobate che premiarono il Gioberti, nel concorso del 1401 che vide come partecipanti anche Donatello e Brunelleschi.
Da segnalare anche la chiesa di Santa Maria Novella e Orsanmichele ed il Museo di San Marco.
Vedi anche Ponti di Firenze.
Personaggi celebri
Demografia
Come molte altre città in Italia la popolazione di pensionati è di molto superiore a quella dei minori di 14 anni ed in costante invecchiamento.
Struttura di età
- 0-14: 11.0%
- 15-64: 63.2%
- 65+: 25.8%
Profilo etnico
- 91.5% Italiano
- 1.0% Cinesi
- 1.0% Albanesi
Sport
Firenze è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
- 1989 (11 giugno): 22^ e ultima tappa, cronometro individuale vinta dal polacco Lech Piasecki.
- 2005 (15 maggio): 8^ tappa, cronometro individuale vinta dallo statunitense David Zabriskie.
La squadra calcistica che rappresenta Firenze nel campionato italiano è la Fiorentina.
Bibliografia
- Girolamo Savonarola: [http://www.liberliber.it/biblioteca/s/savonarola/ Trattato sul governo di Firenze in e-text]
Amministrazione comunale
- Classificazione climatica: zona D, 1821 GR/G
Elenco dei sindaci repubblicani (da completare)
- 1945-1951 Mario Fabiani PCI
- 1951-1964 Giorgio la Pira DC
- 1964-1965 Lelio Lagorio PSI
- 1965-1969 Piero Bargellini e Luciano Bausi DC
- 1970-1975
- 1975-1983 Elio Gabbugiani PCI
- 1983-1984 Alessandro Bonsanti
- 1984-1989 Lando Conti
- 1989-1995 Giorgio Morales
- 1995-1999 Mario Primicerio DS
- 1999-corrente Leonardo Domenici DS
Gemellaggi
La Città di Firenze è gemellata con numerose città.
- Europa:
- Dresda (Germania)
- Edimburgo (Scozia, Regno Unito)
- Reims (Francia)
- Turku (Finlandia)
- Atene (Grecia)
- Altre città del mondo:
- Aaiun (Sahara Occidentale)
- Asmara (Eritrea)
- Esfahan (Iran)
- Fez (Iran)
- Philadelphia (Stati Uniti)
- Kiev (Ucraina)
- Kyoto (Giappone)
- Kuwait City (Kuwait)
- Nanchino (Cina)
- Nazareth (Israele)
- Riga (Lettonia)
- Salvador Bahia (Brasile)
- Tirana (Albania)
Voci correlate
- Galleria fotografica
- Sindrome di Stendhal
- [http://www.firenzeturismo.it Turismo a Firenze]
- [http://www.uffizi.firenze.it/welcome.html Galleria degli Uffizi]
- [http://www.math.unifi.it/archimede Il giardino di Archimede]
- [http://www.accademiadellacrusca.it/ Accademia della Crusca]
- [http://www.firenze.net/ Eventi, arte e spettacoli a Firenze]
- [http://www.aboutflorence.com/firenze/ About Florence: guida non commerciale a Firenze e dintorni]
- [http://statistica.comune.fi.it/ Statistiche su Firenze]
- [http://www.flickr.com/groups/firenze/ Gruppo Firenze su Flickr]
- [http://www.firenze.linux.it FLUG - Firenze Linux User Group]
Categoria:Comuni della provincia di Firenze
Categoria:Comuni della Toscana
Categoria:Comuni italiani
Categoria:Patrimoni dell'umanità in Italia
ja:フィレンツェ
ko:피렌체
1377
Eventi
Fine della cattività avignonese
Nati
Morti
077
ko:1377년
1398
Eventi
Nati
Morti
098
ko:1398년
1401
Eventi
Nati
- 21 dicembre - Tommaso Masaccio, pittore
Morti
001
ko:1401년
1402
Eventi
Nati
Morti
- Pino II Ordelaffi, signore di Forlì
- 3 settembre - Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano (n. 1351)
002
ko:1402년
1404
Eventi
Nati
- 14 febbraio - Leon Battista Alberti, architetto, pittore, matematico, poeta, linguista, filosofo, musicista e archeologo italiano († 1472)
Morti
- Eleonora d'Arborea, giudice del giudicato di Arborea
004
ko:1404년
DonatelloDonato di Niccolò di Betto Bardi, detto Donatello (Firenze 1386 circa - 1466 circa). Scultore italiano.
Lavorò a Firenze, Prato, Siena e Padova ricorrendo a varie tecniche (tuttotondo, bassorilievo, stiacciato), con varie materie (marmo, bronzo, legno). Si staccò definitivamente dal gotico riallacciandosi e superando l'arte greca e romana sia formalmente sia stilisticamente; particolare fu la sua capacità di infondere umanità e introspezione alle opere.
Biografia
Formazione (1386-1428)
romana]
Nasce a Firenze nel 1386, figlio di Niccolò di Betto Bardi, cardatore di lana, secondo il Vasari venne educato nella casa di Roberto Martelli.
Dal 1402 al 1404 è a Roma assieme al Brunelleschi, a studiare l' Antico.
Dal 1404 al 1407 è aiuto di Lorenzo Ghiberti ai lavori della porta nord del Battistero.
Dal 1408 lavora per l'Opera del Duomo di Firenze, per cui realizza, nello stesso anno, il David marmoreo per uno dei contrafforti esterni, il volto inespressivo, con corona di amaranto (simbolo profano, qui usato da Donatello su un patriarca biblico) e le membra allungate: sono di origine tardo gotica ma la posa di contrapposto, con il punto di appoggio su una sola gamba, a cui corrisponde un'opposta torsione del busto, e le mani, realisticamente atteggiate, indicano un attento studio dal vero dell'anatomia umana. Nel 1416 venne trasportato a Palazzo Vecchio e assunto come emblema della città, ora conservato al Bargello.
Tra il 1409 e il 1411 esegue il San Giovanni Evangelista per una nicchia collocata a lato del portale centrale del Duomo, con altri tre evangelisti il san Marco di Pietro Lamberti, il san Luca di Nanni di Banco e il san Matteo di Bernardo Ciuffagni. Donatello, nel suo evangelista reagisce al manierismo tardogotico: non solo riallacciandosi alla nobile compostezza della statuaria antica ma ricercando brani di autentica umanità e verità: il volto del santo con la fronte corrucciata (forse ripreso da una testa di Giove Capitolino) è però basato ancora su un principio dell'idealizzazione, le spalle e il busto sono semplificate geometricamente secondo una calotta semicircolare, nelle parti inferiore della figura la stilizzazione recede a vantaggio di una maggiore naturalezza: le mani sono realistiche e i panneggi che avvolgono le gambe esaltano le membra, senza nasconderle; la statua con la sua carica di forza trattenuta costituirà un importante modello per il Mosè di Michelangelo.
Dal 1411 lavora per il cantiere della chiesa di Orsanmichele: tra il 1411 e il 1412 realizza il San Marco.
Nel 1417 completa il San Giorgio commissionata dall'Arte dei Corazzai, La scelta iconografica dipese dal fatto che i committenti volessero una figura in cui fossero presenti le armi e la corazza. la figura, leggermente ruotata intorno all'asse centrale, che fa perno sulle gambe a compasso, è costruita su tre ovali sovrapposti: il volto con le sopracciglia aggrottate, il busto e lo scudo, lo scatto della testa in direzione opposto al corpo serve all'artista ad animare maggiormente la statua.
Il bassorilievo in pietra della base, forse di due anni posteriore,è costruito con la tecnica dello stiacciato; è uno dei primi esempi di prospettiva centrale a punto unico di fuga, le orizzontali convergono verso il gruppo centrale con la rappresentazione di San Giorgio che lotta con il drago con a destra la grotta e la principessa, desunta dai sarcofagi romani, e a sinistra il porticato costruito in prospettiva; se le linee del mantello, l'armatura preziosa del Santo e il profilo delle ali aperte del drago che tendono a focalizzare lo sguardo dello spettatore, sono particolari di gusto tardo-gotico, nuova è la concezione dello spazio, che sembra espandersi oltre la cornice del bassorilievo, pur tuttavia perfettamente definito da sicuri punti di riferimento, nuova è anche la funzione della luce che sbalza il punto focale dell'azione.
Del 1423 circa è il San Ludovico di Tolosa, ora al Museo dell'Opera di Santa Croce, originariamente inserito in un tabernacolo, sempre di mano di Donatello a ordine corinzio; il tabernacolo apparteneva alla parte guelfa, quando l'importanza di questa decadde venne messo in vendita e acquistato tra il 1459 e il 1460 dall'Arte dei Mercanti che vi collocarono il gruppo con L' Incredulità di san Tommaso di Andrea Verrocchio.
Tra il 1415 e il 1426 scolpisce cinque statue per il campanile del Duomo: il Profeta imberbe, il Profeta barbuto (entrambi del 1415), il Sacrificio di Isacco (1421) il Profeta Abacuc detto lo "Zuccone" (1423-1425) per il cranio calvo e il Profeta Geremia detto "Francesco Soderini" (1423-1426]. Donatello caratterizza i profeti del campanile secondo il modello classico dell’oratore. In queste statue, veri ritratti non idealizzati con i lineamenti contratti e disarmonici, l'imponenza e la dignità sono date dai gesti pacati e dal forte effetto chiaroscurale dei mantelli.
Del 1422 è la Madonna Pazi di Berlino.
Nel 1425 circa realizza il Crocifisso ligneo di Santa Croce a Firenze. In questo il Cristo è colto nel momento dell'agonia: occhi semiaperti, bocca dischiusa, corpo sgraziato. Narra il Vasari "Fece con straordinaria fatica un Crucifisso di legno, il quale quando ebbe finito, parendogli aver fatto una cosa rarissima, lo mostrò a Filippo di ser Brunellesco suo amicissimo, per averne il parere suo; il quale Filippo, che per le parole di Donato aspettava di vedere molto miglior cosa, come lo vide sorrise alquanto. Il che vedendo Donato, lo pregò, per quanta amicizia era fra loro, che gliene dicesse il parer suo; per che Filippo, che liberalissimo era, rispose che gli pareva che egli avesse messo in croce un contadino e non un corpo simile a Gesù Cristo, il quale fu delicatissimo, et in tutte le parti il più perfetto uomo che nascesse già mai. Udendosi mordere Donato, e più a dentro che non pensava, dove sperava essere lodato, rispose: “Se così facile fusse fare come giudicare, il mio Cristo ti parrebbe Cristo, e non un contadino: però piglia del legno e pruova a farne uno ancor tu”. Filippo, senza più farne parola, tornato a casa, senza che alcuno lo sapesse, mise mano a fare un Crucifisso, e cercando d'avanzare, per non condannar il proprio giudizio, Donato, lo condusse dopo molti mesi a somma perfezzione. E ciò fatto, invitò una mattina Donato a desinar seco, e Donato accettò l'invito. E così, andando a casa di Filippo di compagnia, arivati in Mercato Vecchio, Filippo comperò alcune cose, e datole a Donato, disse: “Aviati con queste cose a casa, e lì aspettami, che io ne vengo or ora”. Entrato dunque Donato in casa, giunto che fu in terreno, vide il Crucifisso di Filippo a un buon lume, e fermatosi a considerarlo, lo trovò così perfettamente finito, che vinto e tutto pieno di stupore, come fuor di sé, aperse le mani che tenevano il grembiule. Onde cascatogli l'uova, il formaggio e l'altre robe tutte, si versò e fracassò ogni cosa; ma non restando però di far le maraviglie e star come insensato, sopragiunto Filippo, ridendo disse: “Che disegno è il tuo, Donato? Che desinaremo noi avendo tu versato ogni cosa?”. “Io per me”, rispose Donato, “ho per istamani avuta la parte mia, se tu vuoi la tua, pigliatela. Ma non più, a te è conceduto fare i Cristi, et a me i contadini."
Dal 1425 al 1427 Donatello collabora con Michelozzo al monumento funebre dell'Antipapa Giovanni XXIII, al secolo Baldassarre Cossa, nel Battistero (1425-1427); sicuramente di Donatello è la figura bronzea del defunto disteso, sotto una conchiglia che racchiude una Madonna con il Bambino, la parte superiore è inquadrata da un baldacchino aperto, mentre sotto il cenotafio è una lastra con rilievi di geni alati e il nome e le cariche del defunto, ancora più sotto tre rilievi raffiguranti le Virtù.
Nel 1427 è a Pisa dove con esegue i pannelli marmorei del monumento funebre per il cardinale Rainaldo Brancacci della chiesa di Sant'Angelo a Nilo a Napoli.
Per il fonte battesimale del Battistero di Siena tra il 1425 e il 1427 fornisce il rilievo con il Banchetto di Erode e le statue della Fede e della Speranza. Il rilievo è costruito con la tecnica dello stiacciato eccetto le figure del proscenio, fuse a bassorilievo, in modo da creare un più forte stacco rispetto ai piani arretrati, la scena è costruita su una serie di arcate a cannocchiale, in primo piano il moto di orrore che si propaga tra gli astanti alla vista della testa recisa del Battista, presentata a Erode, le arcate aperte servono ad introdurre ad altri ambienti che, a loro volta, si aprono su altri ambienti ancora più arretrati, allo stesso modo non serrando ai lati la scena e coprendo dai bordi del rilievo alcuni personaggi del proscenio fa in modo che il tutto sembra espandersi indefinitamente ai lati e verso il fondo, aggiungendo un tipo di spazio diverso da quello rinascimentale, finito e misurabile, che qui è presente grazie al pavimento regolare, uno spazio indefinito, tipico della pittura fiamminga.
Grandi commissioni nella Firenze Medicea (1428-1443)
Tra il 1428 e il 1438 esegue il Pulpito esterno del Duomo di Prato.
Del 1430 circa è il David bronzeo del Bargello. Opera realizzata per il cortile di palazzo Medici su commissione di Cosimo de' Medici, la statua può rappresentare sia l'eroe biblico simbolo delle virtù civiche, sia il Dio Mercurio che contempla la testa recisa di Argo. Donatello qui dà un'interpretazione intellettualistica e raffinata della figura umana, il fregio con putti dell'elmo di Golia deriva forse da un cammeo delle raccolte Medicee. La statua del David fu progettata per poter essere vista da più punti; si ispira all'arte ellenistica: corpo nudo (non più raffigurato dopo l'età classica), con sbandamento dell'asse, daga come terzo appoggio, piede sulla testa di Golia; volto molto pensoso, corpo morbido e vivace, come ritratto dal vivo; allegoricamente rappresenta la ragione che trionfa sulla forza bruta e sull'irrazionalità.
Sempre di quegli stessi anni e dello stesso clima culturale è la statuetta con l'ambiguo e inquietante Amore-Atys ora conservata al Bargello.
Dal 1431 al 1433 è a Roma dove realizza il Tabernacolo del Sacramento per San Pietro e lastra tombale del Crivelli all'Aracoeli.
Del 1432 è il busto-ritratto di Niccolò da Uzzano in terracotta dipinta, ora al Bargello.
Tornato a Firenze realizza tra il 1433 e il 1438 la Cantoria per il Duomo, cioè la balconata per l'organo che si trovava sopra la porta della Sagrestia dei Canonici, nell'angolo sud-est della crociera; la vasca è sorretta da cinque mensole a cui corrisponde nella vasca una coppia di colonnine che sorreggono un architrave, questa architettura è staccata dal fondo, decorato con un mosaico a tessere distanziate, creando così una specie di palcoscenico occupato da una danza di putti, costruita su linee diagonali, in contrasto con le linee verticali della struttura, dando al complesso un forte senso di movimento, le figure dei putti sono raffigurati nelle posizioni più varie, in accordo con la teoria della varietas di Leon Battista Alberti. Nel complesso l'opera si ispira sia a sarcofagi antichi che a cofani eburnei bizantini, in particolare la disposizione delle colonne ricorda sarcofagi paleocristiani, mentre la loro decorazione e quella del fondale ricorda opere toscane del dugento.
Nel 1435 circa esegue lAnnunciazione per l'altare Cavalcanti di Santa Croce, l'incorniciatura architettonica del tabernacolo, nascosta dall'esuberante decorazione all'antica e dal colore, inscrive la scena con l'Annunciazione, che si ricollega a un'iconografia trecentesca, dove alla composizione pacata fa da centro il vuoto in cui si iscrivono gli sguardi della Vergine e dell'angelo.
Tra il 1437 e il 1443 lavora nella Sagrestia Vecchia in San Lorenzo realizzando la porta con Apostoli, Dottori della Chiesa e santi e la porta dei Martiri sormontate rispettivamente da lunettoni con i santi Cosma e Damiano, patroni dei Medici e i santi-protomartiri Stefano e Lorenzo, infine otto tondi in stucco a rilevo policromo sotto la cupola, quattro con scene della vita di san Giovanni: san Giovanni evangelista immerso nell'olio bollente, san Giovanni evangelista a Patmos, san Giovanni evangelista resuscita Drusiana, morte e ascensione di san Giovanni evangelista e altri quattro con gli Evangelisti: Giovanni, Matteo, Luca e Marco.
Nel 1438 realizza la statua lignea di San Giovanni Battista per la chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia.
Del 1440 circa è il Busto di giovane con cammeo ora al Bargello, in quest'opera per la prima volta dall'età classica il busto ritratto veniva impiegato non più come un reliquiario, ma come un monumento profano, nel caso specifico, non si trattava del ritratto di un individuo distinto ma di un tipo ideale, sul petto ha un cammeo, copiato da uno antico della collezione di Medicee in cui è raffigurata un'allegoria della mente, rappresentata dall'auriga, che guida l’anima, rappresentata dal carro, trainato da due cavalli, rispettivamente simboli della ragione e della passione.
Dopo il 1440 realizza il sarcofago di Niccolò e Fioretta Martelli.
A Padova (1443-1453)
Nel 1443 è a Padova chiamato dagli eredi del capitano di ventura Erasmo da Narni, detto il Gattamelata, morto nel 1443, per realizzare il monumento equestre del condottiero, morto in quell'anno, nella piazza antistante la basilica del Santo, in bronzo e completato nel 1450; l'opera, prima di essere iniziata necessitò di un beneplacito concesso dal Senato veneto, poiché l'opera venne concepita come un cenotafio, cioè un monumento funebre per qualcuno sepolto altrove, volto a celebrare la fama del morto. Non si hanno precedenti per questi tipi di monumenti: le statue equestri del Trecento, nessuna in bronzo, sormontavano di solito le tombe; si hanno precedenti in pittura, tra questi il Guidoriccio da Fogliano di Simone Martini e il Giovanni Acuto di Paolo Uccello, Donatello probabilmente più che a questi si ispira ai modelli classici: la statua del Marc'Aurelio a Roma, il Regisole e i Cavalli di San Marco, da cui riprende il modo del cavallo che avanza al passo col muso rivolto verso il basso; nell'opera, posta su una alto basamento, la figura dell'uomo è idealizzata, infatti non è un ritratto dal vero, ma una ricostruzione ideale, basata su ritratti romani, con le gambe tese sulle staffe, mentre fissa un punto lontano tiene in mano il bastone del comando in posizione obliqua che con la spada nel fodero, sempre in posizione obliqua, fa da contrappunto alle linee orizzontali del cavallo e alla verticale del condottiero accentuandone il movimento in avanti. Il monumento fece da prototipo per tutti i successivi monumenti equestri eretti in Italia, poi in Europa occidentale e in tutto il mondo, sino al Novecento.
Per la Basilica del Santo realizza la recinzione del Coro e un Crocifisso bronzeo. Tra il 1446 e il 1450 realizza l'altare maggiore della Basilica del Santo con sette statue a tuttotondo: Madonna col Bambino, i santi Francesco, Antonio, Giustina, Daniele, Ludovico e Posdocimo, e quattro rilievi con episodi della vita di Sant'Antonio. (aiuti Bartolomeo Bellano e il Riccio), l'altare scompaginato nel 1591 per la risistemazione del presbitero è stato arbitrariamente ricomposto da Camillo Boito nel 1895, l'assetto originario doveva apparire come una Sacra Conversazione in cui la Vergine col Bambino e i sei santi erano collocati su un baldacchino poco profondo, posto a sua volta su un basamento ornato sulla fronte e sul retro con rilevi fra cui i quattro con le scene della vita di sant'Antonio. La Madonna col Bambino, fulcro della scena, è colta nel momento in cui sta per alzarsi e mostrare il Bambino ai fedeli, il trono è fiancheggiato da due sfingi, allegorie della conoscenza, sullo schienale del trono è rilievo con Adamo ed Eva: la Vergine è una seconda Eva che, generando il Redentore libera dal peccato originale. Donatello ambienta le scene dei quattro rilievi, in aperture paesistiche e fondali architettonici imponenti, con al centro ben distinguibile l'episodio miracoloso di cui il santo rappresenta il centro focale con attorno la folla di figure che assiste agli eventi e reagisce agli eventi amplificandoli e sottolineandoli, alcuni temi sono desunti da monumenti antichi, come sarcofagi o colonne a rilievo, ma per la prima volta la folla di figure diventa parte integrante della rappresentazione. Nel rilievo con la Presentazione dell'ostia alla mula, lo spazio è spartito da tre archi in scorcio non proporzionati con le dimensioni dei gruppi delle figure, in modo da sottolineare la solennità del momento. Nel rilievo con la Guarigione del giovane posseduto dall'ira, la scena è inserita davanti a un grandioso proscenio paesistico-architettonico. Gli altri due rilievi sono la Guarigione del cuore dell'avaro e il Miracolo del figlio pentito. Nella Deposizione in pietra, sempre per l'altare del Santo, rielabora il modello antico della morte di Meleagro, lo spazio viene annullato della composizione rimangono solo il sarcofago e le figure in modo da accentuare la drammaticità dell'episodio, anche grazie alla mimica facciale e alla gestualità esasperate, che stravolgono i personaggi rendendoli singolarmente irriconoscibili, tanto da creare uno schermo unitario di figure dolenti sconvolte nei lineamenti che riduce i volti a maschere di dolore e costruisce i corpi e le vesti con angoli acuti.
Del 1450 circa è la Madonna Chellini.
Ultimi anni (1453-1466)
Rientra a Firenze nel 1453.
Tra il 1453 e il 1455 realizza la Maddalena lignea del Museo dell'Opera del Duomo, in cui la bellezza fisica è negata, privilegiando i valori espressionistici; il corpo scheletrico è reso informe dalla massa di capelli; traspare dal volto inciso la fatica, il dolore, l'animo stanco. Soprattutto in età avanzata, egli lascia ogni modello precostituito per rappresentare i sentimenti più profondi dell'animo umano.
Del 1455 circa è il gruppo con Giuditta e Oloferne. Il gruppo bronzeo rappresenta Giuditta velata, che dopo aver fatto ubriacare Oloferne, si appresta a decapitarlo, nel basamento vi sono tre bassorilievi con putti vendemmianti e scene di ebbrezza, forse il gruppo statuario era impiegato come fonte da vino; infatti agli angoli del cuscino si trovano quattro fori. La statua, iniziata per la Cattedrale di Siena, venne posta nel giardino del palazzo Medici in via Larga, infine sistemata a palazzo Vecchio. Forse venne realizzato su commissione di Piero de' Medici detto il Gottoso, in memoria di Cosimo il Vecchio. L'opera è firmata OPUS DONATELLI FLO sul cuscino, ruotato rispetto al basamento in modo che i loro angoli non coincidono, creando un effetto di movimento. La struttura dell'opera è piramidale, con al vertice il volto della ieratica Giuditta e la lama della spada retta dal braccio destro dell'eroina piegato a novanta gradi, altro punto focale del gruppo è la testa di Oloferne in cui convergono le diagonali del gruppo. L'opera è attraversata da diversi valori simbolici: come simbolo religioso (la continenza che abbatte la lussuria), come celebrazione della potenza dei Medicea e infine come emblema comunale (la repubblica che abbatte i tiranni).
È a Siena fino al 1461, dove realizza il San Giovanni Battista per il Duomo e i modelli (perduti) per le non eseguite porte.
Ultima commessa fiorentina sono i due pulpiti bronzei per la chiesa di San Lorenzo, opera realizzata con la partecipazione di aiuti (Bartolomeo Bellano e Bertoldo di Giovanni), ma da lui progettata in tutte le sue parti, in quest'opera si accentuata la carica religiosa che spinge le figure verso un'estrema drammaticità, realizzata attraverso la tecnica del non finito, in cui alcune parti delle figure sono appena sbozzate. Nel cosiddetto Pulpito della Resurrezione, con episodi della vita di Cristo e santi, tra un fregio rilievo con motivi decorativi vegetali e eroti vi sono cinque formelle a rilievo: quella col Martirio di san Lorenzo , di mano di Donatello e situato al centro, è costruita con un punto di vista ribassato, per drammatizzare maggiormente l'evento; mentre le restanti scene, a cui collaborarono sia il Bellano che Bertoldo di Giovanni sono: Pie donne al sepolcro, Discesa di Cristo al Limbo, Resurrezione di Cristo e Ascensione di Cristo. Il Pulpito della Passione, con episodi della passione di Cristo entro un fregio a rilievo con motivi decorativi, presenta le scene della Crocifissione, realizzato in collaborazione col Bellano, la scena della Deposizione dalla croce, sicuramente autografa, dove la Maria dolente è un richiamo alle pleurant francesi, la Deposizione di Cristo nel sepolcro, eseguita da Bertoldo di Giovanni su progetto di Donatello, l' Orazione di Cristo nell'orto eseguita da Bartolomeo Bellano su progetto di Donatello e il rilievo con Cristo davanti a Pilato e Cristo davanti a Caifa, aiutato qui da Bartolomeo Bellano.
Muore a Firenze nel 1466.
Opere
- David, bronzetto (1440)
- Monumento equestre al Gattamelata, Bronzo in onore di Erasmo da Narni detto il Gattamelata (1453)
Galleria immagini
Immagine:Sangiovannievangelista.jpg|San Giovanni Evangelista
Immagine:Donatello david plaster replica front 1000px wide.jpg|David bronzeo
Immagine:Gattamelata.jpg|Monumento equestre al Gattamelata
Immagine:Donatello pulpito san lorenzo.jpg|Pulpito della Resurrezione di San Lorenzo
Donatello
Donatello
ja:ドナテッロ
1404
Eventi
Nati
- 14 febbraio - Leon Battista Alberti, architetto, pittore, matematico, poeta, linguista, filosofo, musicista e archeologo italiano († 1472)
Morti
- Eleonora d'Arborea, giudice del giudicato di Arborea
004
ko:1404년
Contrafforte
In architettura il contrafforte è un ispessimento di un muro perimetrale o un setto murario trasversale che serve a rafforzare il muro stesso, soprattutto per assorbire la componente orizzontale di un carico permanente o accidentale. Viene utilizzato a partire dalla tarda antichità per la costruzione di basiliche (p.e. Basilica di Costantino) e ha raggiunto il suo culmine nella costruzione delle chiese gotiche.
Originariamente il contrafforte consisteva soltanto di pilastri rafforzati, ad angolo rettto e sporgenti sulla parete esterna in sporgenze murarie regolari che stabilizzano lateralmente la parete. Nell'architettura gotica, che rinunciava ampiamente nella costruzione delle chiese a muri portanti e che progettava al suo posto una costruzione a lisca di pesce, i pilastri rafforzati sono un elemento portante ed essenziale. Per deviare le forze laterali dalle pareti della navata centrale sui pilastri rafforzati, vennero collegate ulteriormente ad archi rafforzati con le loro capriate. Le parti laterali superiori delle arcate portavano ulteriormente l'acqua piovana dal tetto nello scolo dell'acqua dei pilastri rafforzati. Per la stabilizzazione questi furono caricati verticalmente al di sopra delle arcate con fiale, perlopiù torrette ampiamente ornate che sottolineano ulteriormente il rafforzamento delle chiese gotiche. Nelle chiese a doppia navata laterale questa prescrizione dei pilastri rafforzati viene spesso ripetuta. Per questo vi sono pilastri rafforzati sottili e supplementari tra le navate laterali che livellano soltanto le forze verticali sopra i pilastri all'interno delle chiese.
Nelle chiese gotiche i pilastri rafforzati sono spesso invisibili dall'esterno, ma si trovano all'interno delle mura esterne e suddividono le navate laterali in cappelle. Esempi sono St. Martin ad Amberg o la Frauenkirche di Monaco.
Categoria:Elementi architettonici
1415
Eventi
- Federico I di Hohenzollern ottiene il principato del Brandeburgo.
- 14 marzo - Jan Hus si reca al Concilio di Costanza per proporre delle riforme della Chiesa.
- 5 maggio - Il Con | | |