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Fiume

Fiume

Il fiume è un corso d'acqua dolce che scorre in un alveo naturale senza forti pendenze e con deflusso costante. acqua dolce

Geografia fisica

Esistono termini come ruscello (per indicare corsi d'acqua minore) o torrente (percorso accidentato, con notevole pendenza e regime molto irregolare) o termini di uso locale come arroyo, creek, fiumara, uadi, ecc. Un fiume è la conseguenza dello scorrimento per gravità sulle terre emerse di acque originate sia da pioggia che scioglimento delle neve o dei ghiacci, fino al livello di base che coincide con il mare, per i bacini esoreici, ma può risultare anche notevolmente inferiore, per quelli endoreici. Le acque meteoriche possono infiltrarsi nel terreno dando luogo a sorgenti. Affinché si possa creare un fiume occorrono:
- una sufficiente quantità di precipitazione
- un'evaporazione non troppo elevata
- un suolo non eccessivamente permeabile.

Bacino fluviale

Tutto il territorio che viene drenato da un fiume e dalla rete dei suoi tributari (affluenti) di ogni ordine costituisce il bacino idrografico di quel fiume; il perimetro del bacino rappresenta la linea spartiacque. Il confronto tra la superficie di un bacino idrografico e la lunghezza del fiume relativo (la distanza tra l'origine e la foce) è un parametro significativo per poter confrontare i corsi d'acqua. Le acque di varia origine che interessano un dato bacino vengono prima o poi convogliate nel collettore principale, l'alveo o letto del fiume e incanalate raggiungono il livello base, sfociando in un delta o estuario. Le rive del fiume vengono definite rispettivamente destra e sinistra, a seconda che siano a destra o a sinistra di chi guarda il fiume in direzione della corrente. Si parla perciò, anche, di affluenti di destra e di sinistra. I fiumi che entrano in un lago sono detti immissari; mentre quelli che ne fuoriescono prendono il nome di emissari.

Caratteri idrologici

emissari Il corso del fiume viene diviso in:
- superiore - dall'origine allo sbocco in pianura
- medio - il tratto in pianura
- inferiore - il tratto prossimo alla foce Elementi basilari per lo studio di un fiume sono: portata, regime, velocità della corrente. La portata è il volume d'acqua che passa, nell'unita di tempo considerata, attraverso una sezione trasversale del fiume, espresso in m³ al secondo. Significativi sono soprattutto i valori medi ricavati in base all'esame delle variazioni delle portate per periodi prolungati, desunte dagli idrogrammi: i valori estremi di portata vengono denominati piene (massimi) e magre (minimi). Il regime è l'evoluzione abituale delle portate del fiume nel corso dell'anno. La velocità della corrente fluviale dipende dalla pendenza del corso d'acqua, dalla conformazione dell'alveo e dalla sezione bagnata. In prima approssimazione la velocità varia con la radice quadrata del prodotto tra profondità e pendenza; in un dato punto la velocità non è costante su tutta la sezione in conseguenza degli attriti che si esercitano lungo le sponde e sul fondo: la corrente raggiunge le velocità più alte in corrispondenza delle massime profondità, leggermente al di sotto del pelo dell'acqua, perché in superficie interviene l'attrito con l'aria. La linea che lungo il corso di un fiume unisce i punti a massima velocità, il cosiddetto filone della corrente, non risulta necessariamente mediana, ma si sposta ora verso una sponda ora verso l'altra seguendo l'andamento delle profondità: la velocità media corrisponde all'incirca al 60/80% della massima.
In profondità la velocità varia dapprima lentamente, poi, in vicinanza del fondo, bruscamente. Da ricordare che lo scorrimento delle acque fluviali avviene per moto in parte laminare e in parte turbolento; la turbolenza cresce con la velocità e assorbe, insieme agli attriti sul fondo, sulle sponde e per contatto con l'aria, gran parte dell'energia totale della corrente, mentre la restante è assorbita dal trasporto del materiale eroso dalle rocce. I punti in cui un fiume ha uno scorrere più lento ed una minore profondità, tali da permetterne l'attraversamento, sono detti guadi. Se l'uomo interviene per modificare le caratteristiche idrologiche di un fiume, si dice che il fiume ha un regime influenzato.

Modellamento fluviale

L'attività modellatrice di un corso d'acqua si esplica attraverso molteplici processi connessi alla propria azione erosiva, di trasporto e di deposizione. Esiste, inoltre, una vasta gamma di effetti morfologici dovuti al diverso interferire, nello spazio e nel tempo, di questi tre aspetti fondamentali dell'attività modellatrice di tutte le acque incanalate, ora eminentemente distruttrice (erosione), ora costruttrice (deposizione). L'erosione è il risultato del processo distruttivo, dovuto essenzialmente all'azione fisica (corrasione) e, in parte, chimica (corrosione) delle correnti. Essa ha sempre andamento regressivo, nel senso che a valle si sposta progressivamente verso monte. L'intensità del fenomeno, oltre che dalla portata e dalla velocità del fiume e dalla natura delle rocce attraversate, è determinata dalla qualità e dalla quantità del materiale trasportato (capacità di trasporto), nel senso che gli urti di questo contro le sponde e il fondo dell'alveo possono accentuare notevolmente l'azione corrasiva della corrente stessa; un carico eccessivo di materiale però riduce notevolmente, fino ad annullarlo, il potere erosivo dei fiumi. Occorre anche tener presente che la velocità, in una stessa sezione, può variare in brevi intervalli di tempo (pulsazione della corrente) e che la massima erosione si ha dove più intensi sono i movimenti vorticosi delle acque. La capacità di trasporto di un corso d'acqua può essere riferita sia al peso massimo trasportabile (carico limite) sia alle dimensioni massime degli elementi singoli che possono essere trasportati compatibilmente alla velocità della corrente (competenza della corrente). Il tuo trasporto può essere attuato secondo diverse modalità: per trazione sul fondo, per rotolamento, per sospensione, per saltazione (cioè in parte per trazione o rotolamento, in parte per sospensione), per galleggiamento e per soluzione. Nel corso del trasporto i singoli elementi litoidi trasportati subiscono un progressivo arrotondamento, che implica altresì una graduale diminuzione del loro diametro, fenomeni questi tanto più accentuati quanto più tenera è la natura della roccia di cui sono costituiti gli elementi stessi e quanto più a lungo dura il trasporto. La deposizione, o alluvionamento, avviene per diminuzione di velocità della corrente o per eccessivo apporto di materiale; i depositi fluviali sono costituiti da materiali detritici incoerenti la cui selezione granulometrica è evidente man mano che si procede da monte a valle, anche se la gradazione non è costante e uniforme in conseguenza dell'alternarsi di piene e magre nello stesso tratto, ritmicità che è responsabile della deposizione lenticolare e quindi della caratteristica stratificazione incrociata dei depositi alluvionali. Il modellamento della acque correnti, esplicato attraverso i fenomeni predetti, ha la sua più tipica espressione nella genesi e nell'evoluzione delle valli fluviali, che di esso rappresentano anche una delle forme più appariscenti.

Planimetria fluviale

L'andamento planimetrico dei corsi d'acqua si traduce quasi sempre, soprattutto se in fase giovanile, in un tracciato tortuoso. Spesso tale andamento è dovuto alle accidentalità topografiche o strutturali preesistenti all'instaurarsi dei fiumi stessi, all'esistenza di ostacoli particolarmente resistenti all'erosione, che li hanno obbligati a deviare il primo percorso, all'intervento di fenomeni tettonici vari, che hanno modificato l'andamento planimetrico delle regioni attraversate, a brusche deviazioni per avvenute catture, ecc.
Nei casi citati, tuttavia, solo eccezionalmente o casualmente l'andamento assunto dal fiume presenta la sinuosità a forma geometrica regolare e ripetuta, caratteristica dei meandri, che, pur risultando ancora connessi a fenomeni di erosione, rappresentano forme tipiche delle fasi di maturità o vecchiaia. L'andamento meandreggiante prevale infatti nelle regioni pianeggianti e, in particolare, nelle pianure, dove cioè il potere erosivo delle correnti fluviali è estremamente debole. Qualunque sia l'andamento planimetrico di un fiume è sempre possibile definire una curva che va dalla sorgente alla foce (profilo longitudinale), regolata dalla posizione del livello di base locale o, in termini più ampi, dal livello di base generale corrispondente al livello medio del mare. Nell'ambito di questo profilo longitudinale si distinguono quasi sempre due parti, una, ubicata nella zona a monte, a prevalente erosione, e una, a valle, a prevalente deposizione, separate da una sezione particolare, nella quale la corrente esercita esclusivamente una attività di trasporto: pertanto nel tratto superiore si verifica un progressivo infossamento e allargamento dell'alveo, mentre in quello inferiore si esercita un'azione eminentemente costruttrice, della quale i conoidi di deiezioni, le pianure alluvionali, i delta o le pianure deltizie rappresentano le forme più significative. L'andamento di ciascun profilo longitudinale è, in ogni caso, tanto più regolare quanto più avanzato è lo stadio evolutivo raggiunto dall'attività fluviale. Il profilo longitudinale di un fiume è molto simile a quello teorico, detto di equilibrio, lungo il quale il fiume non dovrebbe esercitare alcuna attività, né erosiva, né di deposizione. Quando i corsi d'acqua costituenti il reticolato idrografico di una determinata regione sono prossimi alla realizzazione del profilo di equilibrio, ciò significa che detta regione è stata sottoposta ad una pressoché totale spianamento e che inoltre i fiumi hanno ormai quasi completamente cancellato quelle irregolarità e rotture di pendenza, tipiche lungo il profilo longitudinale nella fase di giovinezza (laghi, cascate, cateratte, rapide, ecc.).
La realizzazione di una simile situazione indica, infine, che i corsi d'acqua maggiori hanno potuto far arretrare, fino al limite loro consentito, la propria testata operando tutta la gamma di catture possibili.

Ciclo fluviale

Difficilmente i corsi d'acqua riescono ad assumere profili longitudinali prossimi o coincidenti con quello di equilibrio, in quanto è altrettanto difficile che le condizioni altimetriche e climatiche delle regioni attraversate rimangano costanti per il tempo necessario a consentire questa evoluzione; quasi tutti i cicli fluviali infatti hanno subito, o presumibilmente, subiranno complicazioni nella loro normale evoluzione in conseguenza della variazioni più o meno sensibili del livello medio del mare. Ogni abbassamento del livello del mare, provoca normalmente, a causa dell'incremento del dislivello fra foce e sorgente, un aumento della pendenza dei corsi d'acqua e, di riflesso, della loro velocità, con conseguente ripresa o accentuazione dell'attività erosiva (ringiovanimento); ogni innalzamento del livello del mare implica a sua volta, per opposte ragioni, un brusco rallentamento dell'attività stessa, con conseguente intensificarsi e prevalere dei fenomeni di deposizione (invecchiamento). Ad analoghe conseguenze possono dar adito tutti quei fenomeni tettonici (epirogenesi, bradisismi, corrugamenti, faglie, ecc.) che comportino innalzamenti o abbassamenti differenziati di parti più o meno estese delle regioni attraversate dai fiumi, anche senza che ciò implichi variazioni del livello del mare. Complicazioni sostanziali nella normale evoluzione di un ciclo fluviale possono infine essere dovute a cambiamenti climatici che implichino notevoli variazioni delle precipitazioni e quindi delle portate fluviali. Anche l'analisi dei profili trasversali delle valli risulta significativa per ricostruire l'evoluzione di un ciclo fluviale: infatti la classica forma a V di questi è tanto più aperta quanto più avanzato è il grado evolutivo raggiunto dal ciclo fluviale e tende progressivamente ad appiattirsi, fino ad avvicinarsi all'orizzontale, nella fase di vecchiaia. Eventuali complicazioni del ciclo lasciano peraltro tracce evidenti anche in detti profili.
Per esempio la presenza di un fondo piatto alluvionato e tuttora sede di deposizione, indica che i fiume è stato sottoposto, almeno in corrispondenza del tratto considerato, agli effetti di un precoce invecchiamento; l'esistenza di terrazzi, siano essi orografici, alluvionali o poligenici, testimonia che il fiume è passato attraverso successive fasi di invecchiamento, indicate dalla presenza dei ripiani dei terrazzi, e di ringiovanimento, indicate dall'incisione dei ripiani stessi, con formazione delle scarpate dei terrazzi, fasi dipendenti, nella maggior parte dei casi, da variazione del livello di base (terrazzi eustatici o di tipo eustatico) o a variazioni della portata (terrazzi climatici).

Fiumi sotterranei

Oltre ai fiumi che scorrono in superficie, esistono anche fiumi sotterranei che scorrono nelle cavità della terra. Esistono casi in cui, ad un fiume in superficie, ne è associato uno sotterraneo.

Diritto

Gli interessi economici che si accentrano sui fiumi internazionali, sono enormi, ragion per cui da tempo le nazioni interessate hanno affrontato il problema della regolamentazione del traffico che comporta una limitazione di sovranità sul tratto di fiume di propria competenza. Il 5 maggio 1795 fu firmata la convenzione franco-olandese relativa ai fiumi Mosa, Schelda e Reno. Negli atti del Congresso di Vienna erano indicate le linee generali a cui dovevano attenersi le convenzioni internazionali. Lo sfruttamento dei fiumi internazionali fu quindi regolato nei decenni seguenti da numerosi trattati che in linea di massima prevedevano la libera navigazione, il cabotaggio locale, la pesca da parte di tutti gli stati interessati. Spesso si sono create commissioni autonome internazionali come ad esempio quella del Danubio. Le linee principali del diritto fluviale sono state fissate dalla Convenzione di Barcellona del 20 settembre 1921.

Voci correlate


- Fiumi italiani

Collegamenti esterni


- [http://www.fiumi.com/ Guidanatura] - Acque interne dell'Italia suddivise per regioni (compresi i fiumi)
- [http://www.fiumi.marche.it/ Osservatorio sui Fiumi delle Marche] - Raccolta dati ed educazione ambientale Categoria:Geografia categoria:Ecosistemi Categoria:Idrografia Categoria:Fiumi ja:川 ko:강 ms:Sungai simple:River th:แม่น้ำ zh-min-nan:Hô

Fiumara (idrografia)

Fiumara è un termine con il quale, specialmente nell'Italia meridionale, si indicano i fiumi o torrenti a letto largo e ciottoloso, che sono impetuosi in inverno, ma sono secchi per il resto dell'anno.

Voci correlate


- Bacino idrografico
- Fiume
- Lago
- Ruscello
- Torrente Categoria:Geografia Categoria:Ecosistemi Categoria:Idrografia

Uadi

Lo uadi (plurale: uidian) è un torrente generalmente secco, quasi un canyon o canalone vuoto. Si trova generalmente nelle regioni desertiche, presenti ad esempio nel Sahara. In occasione di forti piogge - a sviluppo prevalentemente locale - lungo il suo bacino idrografico oppure alla sorgente, l'alveo del torrente si riempie in breve tempo di acque che assumono un regime accidentato e tumultuoso per un periodo determinato dall'esaurimento della scorta d'acqua prodotta dalle condizioni climatiche originanti il fenomeno.

Voci correlate


- Geografia Categoria:Geografia

Pioggia

La pioggia è una forma di precipitazione atmosferica. La pioggia si forma quando gocce separate di acqua cadono al suolo da delle nuvole. Non tutta la pioggia che cade dalle nuvole raggiunge comunque la superficie: una certa quantità evapora nell'aria mentre cade attraverso aria secca, un tipo di precipitazione chiamato virga. La pioggia gioca un ruolo importantissimo nel ciclo dell'acqua, nel quale il liquido che evapora dagli oceani si condensa nelle nuvole e cade di nuovo a terra, poi ritorna negli oceani con le correnti e i fiumi per ripetere di nuovo il ciclo. L'ammontare della pioggia caduta si misura in millimetri: una precipitazione di 1 mm equivale a dire che su una qualunque superficie si è depositata una quantità di acqua uniformenente alta 1 mm. La misura è indipendente dalla grandezza della superficie considerata. Le gocce di pioggia sono spesso descritte come a "forma di lacrima", tonde sul fondo e più strette verso la cima, ma questo è scorretto (solo le gocce d'acqua che gocciolano da qualche sorgente sono a forma di lacrima al momento che si formano). Le gocce di pioggia piccole sono quasi sferiche. Le gocce più grandi sono molto appiattite a forma di panino, quelle più grandi ancora sono a forma di paracadute. Le gocce di pioggia che risultano dallo scioglimento poco tempo prima di un fiocco di neve sono grandi e formano una rosellina di gocce più piccole quando arrivano al suolo. In media le gocce sono 1-2 mm di diametro, le più grosse sono state registerate in Brasile e nelle Isole Marshall nel 2004 con più di 1 cm di diametro. Questa grandezza è stata spiegata con la condensazione di grandi particelle di fumo o di collisione tra gocce in zone relativamente piccole con un contenuto d'acqua particolarmente notevole. Molte culture hanno sviluppato strategie per affrontare la pioggia e hanno creato numerosi tipi di protezione come ombrelli e impermeabili. Molte persone preferiscono stare in casa quando piove, specialmente nei climi tropicali, dove la pioggia è di solito accompagnata da temporali. Generalmente la pioggia ha un pH leggermente inferiore a 6, semplicemente per l'assorbimento di anidride carbonica che si dissocia nelle goccioline per formare quantità minime di acido carbonico. In alcune aree desertiche, il pulviscolo atmosferico contiene tanto bicarbonato di calcio da bilanciare la naturale acidità della precipitazione e quindi la pioggia può essere neutra o addirittura alcalina. La pioggia con un pH sotto 5,6 è considerata pioggia acida.

Voci correlate


- Pioviggine
- Neve
- Acqua

Collegamento esterno


- [http://www.meteo-net.it/Viaggio/Meteore.htm I vari tipi di meteore] Categoria:Meteorologia ja:雨 ko:비 ms:Hujan simple:Rain th:ฝน

Ghiacciaio

] ]] Un ghiacciaio è una grande massa di ghiaccio delle regioni montane e polari, adunata negli avvallamenti, formata dalle nevi sotto l'azione del gelo, scorrente verso il basso. I ghiacciai occupano circa il 10% delle terre emerse.

 

 

Origine

]] Un ghiacciaio si forma solitamente all'interno di un bacino collettore (o nevaio) nel quale si ha l'accumulo di masse di neve.
La neve appena caduta forma uno strato di cristalli di ghiaccio misti ad aria. La densità della neve è pari a 0,1. L'accumulo di strati di neve provoca la progressiva compressione della neve sia per il peso della neve successiva sia per i fenomeni di disgelo e successivo gelo. La compattazione elimina progressivamente l'aria lasciandone solo poche e isolate bolle e trasforma la neve in una massa granulare detta firn o "nevato". La compressione di questa massa provoca l'appiattimento dei granuli e continue e successive fusioni. Si forma così una massa di ghiaccio che raggiunge una densità pari a 0,9 e assume talvolta una colorazione azzurra o verdognola. L'esistenza di un ghiacciaio dipende dal bilancio tra l'accumulo di neve, e l'ablazione, ovvero la quantità di ghiaccio persa per fusione o per sublimazione.

Geomorfologia

sublimazione ]] La parte superiore di un ghiacciaio è il bacino collettore, mentre il suo limite inferiore è il limite delle nevi persistenti la cui quota varia a seconda del clima e della latitudine (vicino ai poli è a livello del mare, all'equatore è intorno ai 4.500 m.s.l.m.).
Le caratteristiche geomorfologiche dei ghiacciai sono dovute essenzialmente al loro scorrimento verso valle: la forza di gravità causa la spinta verso il basso e l'attrito delle roccie vi si oppone. Si formano così morene e crepacci.

Tipi di ghiacciaio

Si possono distinguere due tipi di ghiacciaio:
- calotte glaciali continentali o regionali (definiti anche con il termine norvegese inlandis)
- ghiacciai montani I ghiacciai montani a loro volta si possono sommariamente distinguere in:
- pireanici: di forma circolare o semicircolare senza una lingua glaciale evidente
- alpini: formati da un solo bacino collettore (zona di accumulo) e da una sola lingua glaciale
- himalayani: formati da due o più bacini collettori che danno luogo a lingue glaciali distinte che confluiscono in una sola lingua generalmente di notevole estensione

Voci correlate


- Crepaccio
- Ghiacciai d'Islanda
- Mari antartici
- Morena
- Piccola era glaciale Categoria:Ghiacciai Categoria:Alpinismo

Sorgente


- la sorgente da cui sgorga acqua sorgiva, eventualmente dando origine a un corso d'acqua
- il codice sorgente scritto da un programmatore in un linguaggio di programmazione ad alto livello

Evaporazione

Evaporazione (fisica)

L'evaporazione (a volte chiamata vaporizzazione o anche, impropriamente, ebollizione) è il processo fisico di cambiamento di stato da forma liquida a forma gassosa. Il cambiamento di stato avviene mediante somministrazione di energia alla massa liquida. Nei composti puri l'evaporazione è un processo isotermico; il cambiamento di stato avviene cioè a temperatura costante mediante la somministrazione di una quantità di energia dipendente dal composto, dalla sua temperatura e dalla sua pressione. Nel caso del composto liquido più comune, l'acqua, i punti di ebollizione valgono :
- a 10 kPa (chilopascal) assoluti : 45.8 °C
- a pressione atmosferica (101.3 kPa assoluti) : 100 °C
- a 200 kPa assoluti : 120.2 °C La quantità di energia da somministrare per cambiare di stato l'unità di massa del composto è detta calore latente di vaporizzazione e per l'acqua, alle stesse pressioni, vale :
- a 10 kPa (chilopascal)assoluti : 2,391.0 kJ/kg
- a pressione atmosferica (101.3 kPa assoluti) : 2,256.3 kJ/kg
- a 200 kPa assoluti : 2,199.6 kJ/kg Il fenomeno inverso all'evaporazione è detto condensazione Il punto di ebollizione varia in presenza di composti disciolti nel liquido in esame (ossia di un soluto). La differenza tra il punto di ebollizione di una soluzione e quello del composto solvente è detta innalzamento ebullioscopico e di solito indicata con la sigla BPE, acronimo inglese per Boiling Point Elevation. L'innalzamento ebullioscopico è proporzionale alla molalità della soluzione.

Evaporazione (impiantistica)

E' un processo unitario mediante il quale : a) viene rimosso, mediante somministrazione di energia termica, un componente di una soluzione o di una sospensione, ottenendo così una soluzione o sospensione più concentrata negli altri componenti. Ne è esempio il distillatore d'acqua. b) viene scambiato calore allo scopo di ottenere l'evaporazione di un liquido. Ne è esempio l'evaporatore di un ciclo frigorifero. In ambedue i casi l'apparecchiatura atta a compiere il processo unitario è detta evaporatore

Voci correlate


- Fase (chimica)
- entalpia di vaporizzazione Categoria:Proprietà chimiche Categoria:Termodinamica Categoria:Tecnologie chimiche ja:蒸発 simple:Evaporation

Bacino idrografico

Il bacino idrografico è l'area di raccolta delle acque piovane che scorrono tutte convergendo in un unico punto. Se le acque del fiume non arrivano al mare, è detto bacino chiuso (endoreismo). Le acque meteoriche scorrono tutte o verso un solco d'impluvio (fiume) o in determinato recipiente (lago, ecc.). Il limite esterno del bacino idrografico è detto spartiacque. Il bacino può contenere a sua volta bacini inferiori dipendenti e può avere condizioni morfologiche molto mutabili. La nozione di bacino fu introdotta nel XVIII secolo da Bauche. Il bacino idrografico non coincide con il bacino geologico od orografico: non è quindi delimitato da un preciso limite di colline o di montagne. Il limite potrebbe essere posto in una zona paludosa o non essere definito affatto.
La linea di spartiacque che delimita il bacino non è immutabile: le reti idrografiche più attive si estendono a detrimento delle reti vicine.
Il tracciato del bacino idrografico ha notevole importanza sulle piene: un bacino allungato, a forma di spina di pesce, è meno soggetto alle piene di uno con bacino circolare con reticolato a ventaglio. Il bacino idrografico può essere suddiviso in bacino torrentizio e bacino fluviale. Tra i grandi bacini idrografici della terra:
- Rio delle Amazzoni-Ucayalli 7.050.000 km²
- Congo 3.690.000 km²
- Mississipi-Missouri 3.328.000 km²
- Rio de la Plata-Parana 3.140.000 km²
- Nilo 2.867.000 km²
- Volga 1.360.000 km²
- Danubio 817.000 km²
- Huang He 752.000 km²
- Po 74.970 km²

Voci correlate


- Bacino montano
- Bacino torrentizio Categoria:Idrografia ja:分水界 simple:Watershed

Foce

Foce è un comune francese di 94 abitanti situato nel dipartimento della Corsica del Sud nella regione della Corsica. Foce Foce

Delta (fiume)

Quando i fiumi giungono alla fine del loro corso e sfociano in altri bacini, siano essi mari o laghi, l'insieme dei materiali trasportati dalle acque può formare depositi a forma di ventaglio o della lettera greca delta definiti foci a delta. Il delta può essere costituito da vari rami diversi più o meno stabili. In Italia hanno la foce a delta sia il fiume Po (naturale), sia il fiume Tevere (due soli rami di cui uno artificiale). Sul delta del Tevere sorgono Ostia (ramo naturale) e Fiumicino (ramo artificiale). Nell'ampio delta del Tevere sorge l'Isola Sacra (frazione di Fiumicino). Categoria:fiumi

Lago

Un lago è una grande massa d'acqua dolce raccolta nelle cavità terrestri. I laghi di grosse dimensioni sono alle volte chiamati "mari interni", mentre talvolta i piccoli mari sono chiamati laghi. Due esempi sono: il Great Salt Lake ed il Mar Morto. Il lago più grande è il Mar Caspio ed il più profondo è il lago Baikal in Siberia. In realtà ci sono differenti tipi di laghi: laghi di superficie (comunemente chiamati soltanto laghi), laghi sotterranei, laghi stagionali. Un esempio di lago sotterraneo è il lago Vostok che si trova sotto i ghiacci dell'Antartide; mentre un esempio di lago stagionale è il lago Eyre in Australia che è riempito quando le piogge stagionali sono abbondanti. La Finlandia è conosciuta come la terra dei mille laghi, mentre il Minnesota è conosciuta come la terra dei diecimila laghi. Sulla Luna sono presenti delle pianure basaltiche che per il loro colore più scuro si sono chiamati laghi, perché si era pensato in antichità che potessero essere dei bacini d'acqua. Di più del 60% dei laghi di superficie sono situati in Canada. Il più grande lago artificiale è il Kielder Water in Gran Bretagna.

Origine dei laghi

Una classificazione dei laghi viene fatta in base al tipo di evento geologico che ha portato alla loro formazione.
- oceanici, come il Mar Caspio o il Lago d'Aral;
- tettonici, dovuti allo sprofondamento di tratti della superficie terrestre, come il Tanganica, il Malawi e il Vittoria;
- vulcanici
  - craterici come il Lago Albano o il Lago di Nemi;
  - policraterici o intercraterici, come il Lago di Bolsena o il Lago di Bracciano;
- alluvionali, quando un corso d'acqua, ad es. il Brenta trova dei depositi alluvionali sul proprio corso, creando così il Lago di Levico e il Lago di Caldonazzo;
- glaciali, dovuti all'erosione glaciale, come i laghi della zona prealpina come i Cento Laghi
- morenici, quando il materiale di riporto o il materiale di deposito si comportano come vasca di raccolta, come nel canavese Lago di Candia
- carsici, dovuti a fenomeni di erosione e spesso molto piccoli;
- artificiali, dovuti alle opere costruite dall'uomo, spesso dighe per la produzione di energia elettrica, p.es. il Lago di Corbara.

Equilibrio idrico

I laghi sono solitamente alimentati da fiumi (detti immissari) o da sorgenti o da ghiacciai. L'acqua defluisce naturalmente dai laghi tramite fiumi (detti emissari) ed evaporazione. I laghi sono una grossa riserva di acqua dolce utilizzate dall'uomo per l'irrigazione dei campi, come fonte di acqua potabile ed in alcuni casi anche per produrre energia elettrica.

Le correnti d'acqua

L'acqua nei laghi non è ferma, come spesso erroneamente si pensa: oltre alle correnti derivanti dalla presenza di immisari ed emissari (anche sotterranei), possono formarsi dei gorghi o delle onde dovute a varie cause, tra le quali l'azione del vento sulla superficie. Inoltre i laghi sono soggetti ad una serie di movimenti, detti sesse, veri e propri spostamenti periodici di acqua da una parte all'altra del bacino, osservabili come veri e propri dislivelli tra una parte e l'altra della costa. Nel Lago di Bolsena sono state registrate sesse anche di 50 cm.

Attività sportive

Nei laghi, oltre alla pesca, vengono praticate numerose attività sportive, tra le quali il canottaggio, vela e windsurf, gite in barca o in battello e le immersioni subacquee. Piuttosto diffusa la balneazione estiva, anche se i laghi rappresentano un pericolo mediamente più alto rispetto alle coste marittime, per diversi motivi: l'acqua è più fredda, possono essere presenti correnti o vortici inaspettati, sono spesso senza sorveglianza, non c'è un bagnino né alcun attrezzo di salvataggio.

Voci correlate


- elenco dei laghi
- palude
- stagno
- laguna
- laghi sotterranei
- laghi stagionali
- laghi italiani

Collegamenti esterni


- [http://www.guidanatura.com/dinamico/ Guidanatura] - Acque interne dell'Italia suddivise per regione (compresi i laghi) categoria:Geografia categoria:Idrografia categoria:Ecosistemi ja:湖 simple:Lake

Emissario

Un emissario è un fiume che da solo o assieme ad altri fa defluire l'acqua di un lago, solitamente naturale. Ci sono casi in cui l'immissario, un fiume che versa l'acqua in un lago, e l'emissario hanno nomi diversi. In Italia il lago più grande ha l'immissario principale (il Sarca) e l'unico emissario (il Mincio) con un nome diverso. Il secondo lago italiano, il Lago Maggiore, ha un unico immissario ed emissario: il fiume Ticino. Categoria:Geografia

Portata

La portata è la quantità di fluido che attraversa una sezione con area "A" nell'unità di tempo. Data una sezione si può definire una portata ponderale (o massica) se riferita alla massa di fluido e una portata volumetrica se riferita al volume. La portata ponderale, nel Sistema Internazionale si misura in kg/s, mentre quella volumetrica in metri cubi al secondo. In questo secondo caso, la portata "q" di fluido che transita in un tubo la cui sezione ha un area "A", sarà: : q = A \cdot v \cdot \cos \theta. dove "v" rappresenta la velocità del fluido, considerata uniforme e con un certo angolo rispetto alla perpendicolare della sezione. Nel caso particolare di flusso perpendicolare all'area sarà: : q = A \cdot v. Per passare da questa alla portata ponderale, tale formulazione deve essere moltiplicata per la densità del fluido. Nel caso di velocità o densità non uniformi sulla sezione, tali grandezze devono essere raccolte sotto integrale di superficie. In un tubo in cui si abbiano due sezioni di diversa ampiezza, per la legge di conservazione della massa, la portata entrante ed uscente deve rimanere costante e quindi accadrà che ove ci fosse un restringimento, lì di conseguenza aumenterà la velocita del fluido.

Voci correlate


- effetto Venturi
- equazione di Bernoulli
- fluidodinamica categoria:fluidodinamica

Velocità

Velocità media e istantanea

In fisica, la velocità indica la rapidità di moto e la direzione di un corpo in movimento. Si calcola in metri al secondo, in base al Sistema Internazionale. Generalmente si fa distinzione tra :
- velocità media: rapporto tra lo spostamento e la durata dell'intervallo di tempo impiegato a percorrerlo. :\vec = \frac = \frac dove \Delta\vec =\vec -\vec è lo spostamento, \vec e \vec sono i vettori posizione e = è l'intervallo di tempo impiegato ad effettuare lo spostamento;
- velocità istantanea: limite della velocità media per intervalli di tempo molto brevi. :\vec = \frac dove gli intervalli di distanza e tempo sono stati sostituiti dai rispettivi differenziali, che rappresentano variazioni infinitesime di spazio e tempo, onde si evince che la velocità istantanea è la derivata della posizione rispetto al tempo.

Rapidità

Talvolta, per analogia con la lingua inglese, si usa il termine rapidità per indicare la velocità in valore assoluto (ovvero il modulo del vettore velocità). In inglese si indica infatti con speed la rapidità e con velocity la velocità in senso vettoriale.

Grafico spazio-tempo e velocità-posizione

Per studiare dal punto di vista geometrico la velocità è comodo ricorrere a due tipi di grafici, quello spazio-tempo e quello velocità tempo: Immagine:Spazio_tempo_velocita.gif L'esempio mostra un grafico di uno spostamento unidimensionale e si può notare come i due grafici siano tra di loro correlati.

Velocità in due dimensioni

Utilizzando uno spazio bidimensionale la velocità media e quella istantanea si possono scomporre. :\vec = \frac \vec + \frac \vec Lo stesso modulo del vettore velocità è scomponibile nei suoi componenti e si può ricavare da questi: :v = \sqrt ove v_x = \frac e v_y = \frac . L'angolo formato dal vettore v con l'asse temporale sarà dato da: :tg\alpha\ = \frac mentre ogni componente, usando una tecnica tipica dei vettori, si calcola come: :v_x = vcos\alpha \,\! :v_y = vsen\alpha \,\! ---- In caso di caduta di un oggetto immerso in un campo gravitazionale, la velocità può essere determinata utilizzando la conservazione dell'energia, ottenendo così una semplice espressione: :v = \sqrt dove h è la differenza di quota tra il punto di caduta e quello in cui l'oggetto si ferma. In quest'ultimo caso si parla di velocità di fuga.

Velocità limite

Il fatto, implicito nelle equazioni di Maxwell per la propagazione delle onde elettromagnetiche e verificato sperimentalmente agli inizi del '900, che la velocita' di un fotone (o di un'onda elettromagnetica) nel vuoto è identica per tutti i sistemi di riferimento (e pari a 2.9979458 E 8 m/s) ha portato alla necessità di modificare le equazioni del moto e della dinamica. Una delle conseguenze di queste modifiche (teoria della relatività ristretta o particolare - A. Einstein) è che la velocità massima raggiungibile al limite da un qualunque oggetto è quella della luce nel vuoto.

Composizione delle velocità

Considerando ad esempio una barca che si muove con una velocità v rispetto all'acqua di un canale che a sua volta si muove con una velocità u rispetto alla riva. Si prende un'osservatore O è solidale con la riva e l'osservatore O' è solidale cona barca. Abbiamo che v = v_ + u Quindi per l'osservatore fisso le velocità della corrente e della barca si compongono sommandosi quando la barca va nel verso della corrente e sottraendosi quando va controcorrente. Va sottolineato che O' coni suoi strumenti misura sempre la velocità v della barca rispetto all'acqua e può anche misurare la velocità con la quale l'acqua scorre davanti O. Questo misuira anch'esso la velocità con la quale si muove l'acqua e a differenza di O' misura pure la velocità di O' rispetto alla sponda del canale. Una situazione del tutto analoga si verifica pure quando la barca si muove trasversalmente alla corrente. Questo tipo di composizione delle velocità introdotta da Galilei, nella teoria della relatività galileiana, era già nota a Leonardo da Vinci che fa l'esempio di un arciere che lancia una freccia dal centro della Terra verso la superficie. L'esempio è ripreso in maniera più formare da Galilei. Qui un oservatore esterno allaTerra vede comporsi il moto rettilineo della freccia lungo un raggio e il moto rotatorio della Terra. Il moto risultatnte è una spirale di Archimede. La freccie si muove con il moto rettilineo uniforme. Lo spazio percoso risulta allora s = v t Le proiezioni di s sui due assi è quindi come visto per il moto circolare x = v t cos(w t) y = v t sen(w t)

Voci correlate


- velocità media
- velocità istantanea Velocità ja:速度 ko:속도 simple:Velocity

Aria

L'aria è il miscuglio di gas costituenti l'atmosfera terrestre. In un contesto non scientifico, l'aria è uno dei quattro elementi "classici" (aria, acqua, terra, fuoco).

Composizione dell'aria

L'aria secca al suolo è composta all'incirca per il 78% di azoto, per il 21% di ossigeno e per l'1% di argon, più altri componenti in quantità minori. L'aria cosiddetta umida può contenere fino a un 7% di vapore acqueo; tale percentuale dipende dal tasso di umidità relativa dell'aria e dalla temperatura ed è limitata dalla pressione di vapore saturo dell'acqua. Il tasso di diossido di carbonio risulta molto variabile negli ultimi tempi. In particolare le attività umane (industria, inquinamento, combustione, deforestazione, ecc...) hanno prodotto un grosso incremento di questa percentuale nell'ultimo secolo, passata da circa 280 ppm nel 1900 a 315 ppm nel 1970 fino a 350 ppm (0.035%) negli ultimi anni. La concentrazione di tale componente sembra essere (insieme a quella del metano ed altri gas) uno dei responsabili principali dell'effetto serra. Infine, la composizione e la pressione dell'aria cambiano fortemente con l'altitudine.
Nota: 1 ppm (parte per milione) = 0,0001 %

Indice di rifrazione dell'aria

L'espressione per l'indice di rifrazione dell'aria alle condizioni standard è: ns = 1 + 643.28e-7 + 294981.e-7 / (146. - sigma^2) + 2554.e-7 / (41. - sigma^2) dove sigma è il reciproco della lunghezza d'onda in nanometri, ed è valida per aria secca con 0.03% di anidride carbonica ad una pressione di 101325 Pa e temperatura di 15°C. Esistono delle formule di correzione per ottenere l'indice di rifrazione a diverse temperature o pressioni.

Voci correlate


- gas
- fluido
- aeriforme
- aerodinamica Categoria:meteorologia Categoria:meccanica e dinamica dei fluidi ja:空気 ko:대기 ms:Udara simple:Air

Erosione

L'erosione è la rimozione di suolo o roccia ad opera di agenti quali il vento, l'acqua o il ghiaccio oppure per effetto di movimenti gravitativi o infine, per digestione da parte di organismi viventi (bioerosione). L'erosione è contemporanea o successiva all'alterazione generata da processi chimici o fisici. L'erosione può avere effetti negativi sulle attività antropiche, in particolare sull'agricoltura perché può sottrarre terreno utile alle coltivazioni ma non solo: la torbidità delle acque cariche di sedimenti possono alterare alcuni ecosistemi. Per prevenire l'erosione generata dal ruscellamento diffuso è possibile intervenire con progetti di fitosistemazione, piantando arbusti o alberi con un ampio apparato radicale in grado di ancorare il terreno. L'erosione del suolo da parte dell'acqua è detta anche dilavamento.

Voci correlate


- Pedologia Categoria:Geologia

Montagna

Una montagna è un rilievo della superficie terrestre che si estende sopra il terreno circostante in un area limitata. La sua altezza deve essere di almeno 600 metri ed apparire impervia. Una montagna è generalmente molto più alta e ripida di una collina, ma talvolta i due significati di sovrappongono, e l'uso di un termine piuttosto che dell'altro dipende anche dai costumi locali; vedi anche Duna. Una montagna viene usualmente prodotta dal movimento delle placche litosferiche, sia per movimento orogenetico che per movimento epirogenetico. Le forze compressive, il sollevamento isostatico e l'intrusione di materiale igneo, forzano le rocce superficiali verso l'alto, creando una massa più elevata che nel territorio circostante. A seconda dell'altezza si ottiene una collina o, se più alta e ripida, una montagna. L'altezza assoluta di montagne e colline varia a seconda della topografia dell'area. Le montagne più alte tendono a presentarsi in lunghi archi lineari, indicando attività e confini delle placche tettoniche. La creazione delle montagne tende ad avvenire in periodi di tempo definiti, detti orogenie. Due tipi di montagne vengono formati a seconda di come le rocce reagiscono alle forze tettoniche - per sollevamento o per ripiegamento. Alcune montagne isolate vengono prodotte da vulcani, comprese alcune isole, apparentemente piccole, che raggiungono una notevole altezza rispetto al fondale oceanico. Le montagne vengono create per sollevamento quando larghe zone vengono rotte da faglie che creano grandi dislocamenti verticali. I blocchi sollevati costituiscono le montagne. I blocchi che cadono da queste possono essere piccoli o formare estesi sistemi di fosse tettoniche. Questo tipo di paesaggio si può vedere in Africa orientale, sui Vosgi, nella valle del Reno e nella zona del Basin and Range nel Nord America occidentale. Quando la roccia non si sfaglia si ripiega, simmetricamente o assimmetricamente. Le pieghe possono essere antiformi o sinformi. Nel ripiegamento asimmetrico possono esserci pieghe giacenti o rovesciate. Le montagne del Giura sono un esempio di ripiegamento. Con il passare del tempo, l'erosione può portare a un inversione del rilievo, le rocce leggere, spinte più in alto vengono trascinate via e l'antiforma diventa più bassa della sinforma, che è composta da rocce più dure. L'altezza di una montagna viene calcolata sopra il livello medio del mare. Quindi una montagna può essere più alta di un'altra, anche se il suo picco è più vicino al centro della terra. La più alta montagna della Terra è il Monte Everest, che si trova nella più importante catena montuosa del pianeta, l'Himalaya. Un altro competitore per questo titolo è il Mauna Loa, che è più alto dell'Everest se lo si misura a partire dalla sua base sul fondale oceanico ma non se si misura la sua vetta a partire dal livello del mare. Il Monte Chimborazo, in Ecuador, è 2.150 m più lontano dell'Everest rispetto al centro della Terra, in quanto la Terra si rigonfia all'equatore, ma con 6.272 m non è nemmeno il picco più alto delle Ande. La più alta montagna del sistema solare è il Monte Olimpo, che si trova su Marte, con circa 24.000 m. Alcune montagne sono molto difficili da scalare, e offrono viste spettacolari. Per questo alcune persone apprezzano lo sport dell'alpinismo. Le montagne sono anche il luogo dove si praticano alcuni sport invernali.

Voci correlate


- Elenco di montagne
  - Elenco di montagne italiane
- Nomi latini di montagne
- Catena montuosa e Elenco di catene montuose
- Elenco di montagne su Venere
- Elenco di montagne sulla Luna
- Luoghi di villeggiatura in montagna Categoria:Montagna ja:山 ko:산 ms:Gunung simple:Mountain

Delta

Il termine delta può riferirsi a:
- Δ o δ, La quarta lettera dell'alfabeto greco. Vedi delta (lettera)
- Un tipo di foce dei fiumi detta foce a delta
- Il nome di un'auto, Lancia Delta
- Una compagnia aerea, Delta Air Lines
- il nome di un vettore della NASA
- La lettera D nell'Alfabeto fonetico NATO
- Un tipo di connessione negli impianti elettrici trifase
- Una greca nella teoria della valutazione delle opzioni finanziarie. Vedi Delta (opzioni).
- Delta è inoltre uno stato della Repubblica federale di Nigeria. Vedi anche:
- ala a delta
- funzione delta di Dirac
- codifica Delta
- modulazione Delta
- the Delta Works ja:デルタ ko:델타

Lago

Un lago è una grande massa d'acqua dolce raccolta nelle cavità terrestri. I laghi di grosse dimensioni sono alle volte chiamati "mari interni", mentre talvolta i piccoli mari sono chiamati laghi. Due esempi sono: il Great Salt Lake ed il Mar Morto. Il lago più grande è il Mar Caspio ed il più profondo è il lago Baikal in Siberia. In realtà ci sono differenti tipi di laghi: laghi di superficie (comunemente chiamati soltanto laghi), laghi sotterranei, laghi stagionali. Un esempio di lago sotterraneo è il lago Vostok che si trova sotto i ghiacci dell'Antartide; mentre un esempio di lago stagionale è il lago Eyre in Australia che è riempito quando le piogge stagionali sono abbondanti. La Finlandia è conosciuta come la terra dei mille laghi, mentre il Minnesota è conosciuta come la terra dei diecimila laghi. Sulla Luna sono presenti delle pianure basaltiche che per il loro colore più scuro si sono chiamati laghi, perché si era pensato in antichità che potessero essere dei bacini d'acqua. Di più del 60% dei laghi di superficie sono situati in Canada. Il più grande lago artificiale è il Kielder Water in Gran Bretagna.

Origine dei laghi

Una classificazione dei laghi viene fatta in base al tipo di evento geologico che ha portato alla loro formazione.
- oceanici, come il Mar Caspio o il Lago d'Aral;
- tettonici, dovuti allo sprofondamento di tratti della superficie terrestre, come il Tanganica, il Malawi e il Vittoria;
- vulcanici
  - craterici come il Lago Albano o il Lago di Nemi;
  - policraterici o intercraterici, come il Lago di Bolsena o il Lago di Bracciano;
- alluvionali, quando un corso d'acqua, ad es. il Brenta trova dei depositi alluvionali sul proprio corso, creando così il Lago di Levico e il Lago di Caldonazzo;
- glaciali, dovuti all'erosione glaciale, come i laghi della zona prealpina come i Cento Laghi
- morenici, quando il materiale di riporto o il materiale di deposito si comportano come vasca di raccolta, come nel canavese Lago di Candia
- carsici, dovuti a fenomeni di erosione e spesso molto piccoli;
- artificiali, dovuti alle opere costruite dall'uomo, spesso dighe per la produzione di energia elettrica, p.es. il Lago di Corbara.

Equilibrio idrico

I laghi sono solitamente alimentati da fiumi (detti immissari) o da sorgenti o da ghiacciai. L'acqua defluisce naturalmente dai laghi tramite fiumi (detti emissari) ed evaporazione. I laghi sono una grossa riserva di acqua dolce utilizzate dall'uomo per l'irrigazione dei campi, come fonte di acqua potabile ed in alcuni casi anche per produrre energia elettrica.

Le correnti d'acqua

L'acqua nei laghi non è ferma, come spesso erroneamente si pensa: oltre alle correnti derivanti dalla presenza di immisari ed emissari (anche sotterranei), possono formarsi dei gorghi o delle onde dovute a varie cause, tra le quali l'azione del vento sulla superficie. Inoltre i laghi sono soggetti ad una serie di movimenti, detti sesse, veri e propri spostamenti periodici di acqua da una parte all'altra del bacino, osservabili come veri e propri dislivelli tra una parte e l'altra della costa. Nel Lago di Bolsena sono state registrate sesse anche di 50 cm.

Attività sportive

Nei laghi, oltre alla pesca, vengono praticate numerose attività sportive, tra le quali il canottaggio, vela e windsurf, gite in barca o in battello e le immersioni subacquee. Piuttosto diffusa la balneazione estiva, anche se i laghi rappresentano un pericolo mediamente più alto rispetto alle coste marittime, per diversi motivi: l'acqua è più fredda, possono essere presenti correnti o vortici inaspettati, sono spesso senza sorveglianza, non c'è un bagnino né alcun attrezzo di salvataggio.

Voci correlate


- elenco dei laghi
- palude
- stagno
- laguna
- laghi sotterranei
- laghi stagionali
- laghi italiani

Collegamenti esterni


- [http://www.guidanatura.com/dinamico/ Guidanatura] - Acque interne dell'Italia suddivise per regione (compresi i laghi) categoria:Geografia categoria:Idrografia categoria:Ecosistemi ja:湖 simple:Lake

Cascata

Una cascata è generata da un fiume in quel punto in cui l'acqua, a causa del dislivello, precipita invece di scorrere. Generalmente le cascate si formano lungo i corsi dei fiumi perché, in un tratto del loro corso, la parte del terreno su cui scorrono è meno resistente all'erosione rispetto alla parte sovrastante; con l'andare del tempo si forma un dislivello tra le due parti e viene così generata una cascata che può crescere in altezza adagio adagio con il passare degli anni. Alcune cascate si formano nell'ambiente montano dove l'erosione è più rapida e il corso della corrente può essere soggetto a cambiamenti repentini. In questi casi per la formazione della cascata non sono necessari svariati anni di erosione. In altri casi la formazione di una cascata può essere "istantanea" a causa di processi geologici molto violenti come terremoti od eruzioni vulcaniche. Le cascate possono anche essere artificiali, fatte per abbellire giardini o il paesaggio o dovute a chiuse e a dighe costruite per creare un lago artificiale durante il corso del fiume. lago In ogni caso le cascate sono dei fenomeni "temporanei" destinate a lungo andare ad essere distrutte dalla forza di erosione delle acque. Con il passare degli anni gli estremi delle rocce che formano la cascata sono destinati a rompersi ed a spostarsi sempre più in alto verso le sorgenti. Alle volte sotto allo strato di terreno più duro vi è un terreno più soffice che può essere a sua volta eroso formando una caverna sotto la cascata stessa. Spesso sotto la cascata il corso del fiume rallenta e forma un piccolo laghetto scavato dalla forza cinetica dell'acqua, la cui profondità dipende dall'altezza del salto. caverna Le cascate sono state da sempre un grosso ostacolo per il trasporto fluviale. In molti casi il problema è stato risolto costruendo canali artificiali che aggirano l'ostacolo. In altri casi sono state costruite delle vasche che vengono chiuse e riempite d'acqua ogni volta che un'imbarcazione vi entra, in questo modo è possibile innalzare il natante fino al livello del fiume sopra la cascata; lo stesso principio applicato al contrario permette alle navi di discendere il fiume oltre la cascata. La massima altezza conosciuta di una cascata è di 979 metri, record detenuto dalla cascata dell'Angelo in Venezuela nell'America del sud.

Voci correlate


- Elenco cascate
- Elenco cascate italiane Categoria:Geografia ja:滝

Rondings

The Reudigni were one of the Nerthus-worshipping Germanic tribes mentioned by Tacitus in Germania. Schütte [http://www.northvegr.org/lore/sagabook/n002.php] suggests that the name should be read Rendingi or Randingi and then the name would be the same as the Rondings of Widsith. They have otherwise been lost to history, but they may have lived in Denmark prior to the arrival of the Daner recorded by Jordanes. Schütte suggests that their name lives on in the name Randers and Randsfjord, Denmark. :After the Langobardi come the Reudingi, Auiones, Angli, Varni, Eudoses, Suarines and Nuithones all well guarded by rivers and forests. There is nothing remarkable about any of these tribes unless it be the common worship of Nerthus, that is Earth Mother. They believe she is interested in men's affairs and drives among them. On an island in the ocean sea there is a sacred grove wherein waits a holy wagon covered by a drape. (Germania by Tacitus) Category:Ancient Germanic peoples Category:History of the Germanic peoples Category:Ethnic groups of Europe

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