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Frattura (medicina)

Frattura (medicina)

La frattura in medicina è una soluzione di continuità (rottura) in un osso.

Classificazione

Le fratture sono classificate come chiuse o aperte (esposte) e semplici o comminute. Nelle fratture chiuse la pelle è intatta e si riscontrano monconi ossei sporgenti, a differenza di quanto accade nel caso di fratture aperte o esposte. Queste ultime comportano un rischio di infezione elevato e richiedono un trattamento antibiotico oltre a quello medico-chirurgico. La diagnosi nelle fratture chiuse avviene per mezzo dei raggi x. Le fratture semplici sono caratterizzate dalla rottura dell'osso su una linea, provocando la divisione dell'osso in due parti, dette monconi, mentre la frattura comminuta presenta una rottura dell'osso in più pezzi. Un ulteriore classificazione riguarda il posizionamento dei due monconi nella frattura semplice rispetto all'asse: una frattura composta presenta i due monconi allineati, a differenza di quanto avviene nel caso di una frattura scomposta. Nel primo caso, la difficoltà del trattamento da parte del medico ortopedico è senz'altro minore, mentre nel secondo è necessaria una manipolazione per la riduzione della frattura, in alcuni casi per mezzo di un intervento chirurgico. Un'ulteriore distinzione è quella tra fratture fisiologiche e patologiche. Le prime avvengono in seguito ad un trauma e rappresentano il tipo più comune di frattura ossea. Le seconde invece avvengono a causa di una patologia in corso,quale può essere, ad esempio, un tumore che crescendo eroda pian piano l'osso fino a che si frattura.

Primo soccorso

Nella maggior parte dei casi le fratture sono dovute ad un trauma, provocano dolore acuto localizzato, la parte si gonfia, può essere presente un ematoma, se si tratta di un arto può presentarsi deformazione e disarticolazione, perdita della funzionalità (functio lesa) ed in alcuni casi l'arto si accorcia. Dal momento che i monconi ossei sono taglienti, è necessario evitare che l'infortunato si sposti, per evitare ulteriori danni. L'arto in caso di frattura deve essere immobilizzato, anche ricorrendo ad una steccatura o fasciatura di fortuna che non deve essere legata stretta, né sul punto di frattura. In caso di frattura esposta, il moncone che fuoriesce deve essere coperto con garza sterile o con tessuti puliti. Se vi è un'emorragia, può essere necessario applicare pressione nei punti di compressione a monte. In questo caso è sempre necessario allertare il soccorso qualificato, evitando movimenti e compressione sul moncone. Non bisogna MAI effettuare la riduzione della frattura, dal momento che si tratta di una manovra di esclusiva competenza medica.

Guarigione

Dopo che l'ortopedico, valendosi del supporto della radiologia, ha eseguito manovre di riduzione della frattura se necessarie, provvede ad immobilizzare la parte per mezzo di un'ingessatura o dell'applicazione di un tutore. Ciò rende possibile la formazione del callo osseo mantenendo l'allineamento dei monconi e ripristinando così in maniera naturale la funzionalità originaria dell'osso stesso. Categoria:Ortopedia categoria:Traumatismi

ja:骨折 ko:골절

Medicina

Con medicina, nella lingua italiana, si intendono vari concetti legati tra loro: # Il farmaco o medicinale o medicina; # L'insieme delle discipline scientifiche che, studiando la fisiologia e le patologie, si occupano della salute di persone o animali. # La pratica professionale dell'arte medica da parte di una persona (medico) che ha conseguito un titolo accademico riconosciuto legalmente; # Lo studio e la prevenzione di patologie legate a un particolare contesto sociale (medicina del lavoro, medicina delle comunità, medicina sportiva, medicina spaziale) # L'applicazione delle conoscenze mediche a particolari campi non direttamente correlati alla salute di individui o comunità (medicina legale) # La pratica di discipline di cura alternative, non riconosciute ufficialmente, vedi medicina alternativa;

Storia

Le origini della scienza sono molto remote, ed un esercizio, almeno primordiale, di attività finalizzate alla sanificazione del corpo attinto da malattia o da lesione, si ritrova in tutte le civiltà; spesso, nelle forme primigene, si nota una commistione, una confusione, o comunque sempre almeno una vicinanza, fra le attività medicali e quelle religiose. La medicina assume valore di scienza autonoma, almeno nella civilizzazione di ambito mediterraneo, assieme alla rilevanza culturale acquisita dalla figura di Ippocrate. Tuttora i neo-laureati nelle scienze mediche prestano il cosiddetto giuramento di Ippocrate. Con il passare dei secoli, la medicina si è suddivisa in varie specialità mediche, che trattano in maniera specifica una o una serie di patologie, di norma specifiche, di una parte della fisiologia umana, oppure una serie di specie viventi (come i veterinari)

Voci correlate


- Patologia
- Organizzazione Mondiale della Sanità
- Medicina alternativa
- Premio Nobel per la medicina
- La dichiarazione di Alma Ata
- Assistenza Infermieristica
- Operatori socio-sanitari
- Anamnesi
- Cartella clinica
- Medicina biologica Diagnosi Tecniche diagnostiche
- Active FU
- Agoaspirato del midollo emopoietico
- Biopsia
- Biopsia del midollo
- Colposcopia
- Emocromo o Esame Emocromocitometrico
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- ricerca di sangue occulto nelle feci
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- TAC Diagnostiche alternative
- Medicina alternativa
  - Medicina araba
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  - Terapie alternative psicosociali / psicosomatiche
  - Terapie alternative magiche, religiose, spirituali
- Metodo Bates als:Medizin fiu-vro:Arstitiidüs ja:医学 ko:의학 simple:Medicine th:แพทยศาสตร์ zh-min-nan:I-ha̍k

Osso

L'osso è un organo di consistenza dura, ma dotato di una certa elasticità, soprattutto nei giovani, nel loro insieme le ossa formano lo scheletro. Quando si considerano separatamente il plurale è ossi. In particolare è la parte ossea di un animale macellato (in questo caso il plurale è sempre ossi), utilizzato anche a fini alimentari. In modo figurato indica il nocciolo duro dei frutti (ad esempio quello della ciliegia).

Le ossa degli animali

Negli uccelli le ossa sono cave internamente, per alleggerire il peso dello scheletro.
Nei Condritti e nei Ciclostomi, il tessuto osseo è mancante, mentre negli Olostei (Osteitti) manca il tessuto cartilagineo.

Tipi di ossa

Le ossa si suddividono in:
- lunghe, prevale la lunghezza su larghezza e spessore (es. femore)
- brevi, le tre dimensioni sono all'incirca uguali (es. astragalo)
- piatte, lo spessore è di gran lunga inferiore rispetto alle altre misure (es. scapola).

Ossa lunghe

Nelle ossa lunghe, la parte centrale è detta diafisi e le estremità epifisi. All'interno della diafisi, vi è una cavità (cavità diafisaria) occupata interamente dal midollo osseo o tessuto emopoietico. Le pareti della cavità sono costituite da tessuto osseo compatto. Le epifisi sono costituite da tessuto osseo spugnoso, reso più resistente da trabecole ossee. Esternamente alle epifisi c'è una astuccio di tessuto osseo compatto che prosegue fino alla diafisi.

Ossa brevi

Sono costituite da tessuto osseo spugnoso circondato da uno strato sottile di tessuto osseo compatto; non contengono midollo osseo.

Ossa piatte

Sono costituite da uno strato di tessuto spugnoso frapposto tra 2 lamine di tessuto compatto. Il tessuto spugnoso può presentare delle lacune più grosse contenenti residui di tessuto emopoietico (zona considerata per le punture lombari).

Struttura e aspetto

Hanno un colore biancastro (con tendenza ad ingiallire nell'anziano), con una superficie ricca di sporgenze e di incavature, derivate dal passaggio di vasi e di nervi e dell'inserzione dei muscoli, che assumono nomi diversi: spine, processi, tubercoli, docce, ecc.
La sezione di un osso, presenterà o un aspetto omogeneo (osso compatto) o una serie di trabecole intersecantesi e delimitanti degli spazi (osso spugnoso). L'osso compatto è tipico nelle diafasi delle ossa lunghe e nelle parti periferiche delle ossa brevi e piatte, mentre l'osso spugnoso si trova nelle parti centrali delle ossa brevi e dell'epifisi delle ossa lunghe.

Il tessuto

Il tessuto osseo rappresenta una varietà del tessuto connettivo.
Esaminando l'osso, partendo dall'esterno, si incontra costantemente una membrana, detta periostale o periostio, di natura connettivale. Ha la caratteristica di essere ricca di elementi osteoformativi, che nel giovane si addensano nella formazione detta strato-cambiale.
Nei punti in cui questa membrana si articola con altre ossa il periostio scompare lasciando il posto a uno strato di cartilagine protettiva e altre strutture (capsula sinoviale, dischi intervertebrali ecc.). Il periostio si interrompe anche nei punti di inserzione della muscolatura, in cui la superficie dell'osso si fa ruvida e irregolare per favorire l'adesione delle fibre dei tendini.

Lamelle ossee

Attraverso l'utilizzo di un microscopio, lo strato osseo appare costituito da lamelle.
Ogni lamella è costituita dalla sostanza fondamentale, determinata da fibrille collagene racchiuse in una sostanza cementante che contiene sali minerali (cristalli di idrossiapatite). Le lamelle possono essere distinte in fondamentali esterne o interne ed osteoni o sistemi concentrici.
All'interno delle lamelle si trovano piccole cavità che contengono le cellule ossee e cavità maggiori che accolgono i vasi, i nervi e il midollo osseo.

Sistemi fondamentali

Nelle diafasi le lamelle sono strettamente addossate le une alle altre organizzate in sistemi diversi:
- sistema fondamentale esterno, in cui le lamelle sono disposte concentricamente all'esterno dell'osso
- sistema fondamentale interno, in cui le lamelle sono disposte intorno alla cavità midollare.

Canali di Havers, sistemi interstiziali e canali di Volkmann

Fra i due sistemi si trovano una serie di piccoli tubicini, i canali di Havers, che contengono i vasi sanguigni. Questi canali sono circondati da strati di lamelle disposti concentricamente: ogni canale con attorno il suo strato di lamelle è detto sistema di Havers e può essere considerato l'elemento strutturale dell'osso compatto.
Fra i sistemi di Havers si trovano altri gruppi di lamelle, disposte senza ordine specifico, denominati sistemi interstiziali.
Dai sistemi di Havers si dipartano, ad angolo retto, i canali di Volkmann, che contengono i vasi che vanno verso la superficie dell'osso o verso la cavità midollare.

Rinnovamento del tessuto osseo

La parte minerale della ossa viene costantemente rinnovata da due tipi di cellule: gli osteoblasti (che distruggono l'idrossiapatite) e gli osteoclasti (che generano nuovi cristalli). Un osso umano normale viene distrutto e ricostruito completamente ogni due mesi circa.

Componenti del tessuto osseo

La sostanza fondamentale delle ossa allo stato fresco è costituita da (dati forniti da Hulgen):
- sostanza inorganica, 55,28%
- sostanza organica, 26,82%
- acqua, 17%. La sostanza organica è l'osseina; per isolarla l'osso viene trattato con un acido: le sostanza inorganiche si sciolgono, ma l'osso mantiene la sua forma primitiva.
La parte inorganica è costituita da:
- fosfato di calcio, 83,89-85,90%
- carbonato di calcio, 9,06-11,00%
- fosfato di magnesio, 1,04-1,84%
- fluoruro di calcio, 3,20-0,70%.

Formazione dell'osso

In un momento della vita embrionale, cellule a forma stellata (cellula parenchimale), danno origine agli osteoblasti, elementi con molti prolungamenti, che sono deputati alla formazione del tessuto osseo. Gli osteoblasti riversano verso l'esterno una sostanza detta matrice dell'osso, formata in parte da fibre sottilissime (fibrille collagene) cementate fra loro e in parte da sostanza amorfa. Lungo l'orientamento delle fibre collagene si depositano i sali di calcio che provengono dal sangue, avviene così la calcificazione.
Gli osteoblasti, prima immersi nella sostanza, ora si trovano racchiusi in piccoli spazi detti lacune. Le cellule ritirano gran parte dei loro prolungamenti, lasciando una rete di sottili canali nel tessuto osseo, e si trasformano in osteociti, con il compito di assicurare gli scambi di sali tra sangue e osso, mantenendo in equilibro di calcio presente nell'osso.
Le aree in cui compaiono gli osteoblasti sono dette centri di formazione.

Ossa primarie e secondarie

Durante lo sviluppo, la maggior parte delle ossa sono costituite da tessuto cartilagineo, che contengono centri di ossificazione che trasformano la cartilagine in tessuto osseo (ossificazione condrale). Queste sono le ossa secondarie, in contrapposizione alle ossa primarie, che si originano direttamente dalla trasformazione del connettivo ricco di fibre collagene in osso (ossificazione membranosa), come nella volta cranica.

Processo di ossificazione

L'osso è all'inizio costituito da un abbozzo cartilagineo. Successivamente compaiono i primi centri di ossificazione nella parte centrale della diafisi, che si estendono man mano, fino ad occuparla completamente. Quindi compaiono i centri di ossificazione anche nelle epifisi, contemporaneamente alla creazione di una piccola cavità, che si allarga e si allunga a spese del tessuto osseo, che formerà il canale per il midollo osseo (diploe).
Affinché l'osso raggiunga il suo sviluppo completo, occorre che avvengano contemporaneamente la formazione di nuovi strati ossei e la distruzione di strati vecchi, che sottopongono l'osso ad un continuo rimodellamento, fino al raggiungimento della forma definitiva.
Al confine tra corpo ed estremità è presente una piccola zona di cartilagine dove si forma l'osso (metafisi). Raggiunto il termine della fase di accrescimento giovanile, questa scompare (tra i 16-18 anni nell'omero, tra i 21-25 anni nel radio).

Midollo osseo

Nel canale centrale delle diafasi delle ossa lunghe e negli spazi intertrabecolari delle ossa piatte e delle epifisi è presente il midollo osseo, distinto in:
- midollo rosso
- midollo giallo
- midollo gelatinoso.

Utilizzi economici

Gli ossi di animali vennero utilizzati già dai primi ominidi per farne attrezzi, come aghi e punte di frecce o monili.
Oltre che per utilizzi alimentari, le ossa possono essere utilizzate per preparare colle e gelatine. Le ossa vengono sgrassate con solventi volatili, quindi, operando in autoclave con acqua a temperatura superiore ai 100° C, si ottiene dalle proteine un brodo gelatinoso oppure si scioglie la sostanza minerale con acido cloridrico.
Le ossa, private della gelatina, vengono polverizzate (cenere d'ossa) ed utilizzate in agricoltura come concime fosfatico o nell'industria chimica come fonte di composti fosforati. Le ceneri d'ossa carbonizzate forniscono coloranti neri.
La sostanza dura delle ossa, può essere lavorata, formando bottoni, manici di bastoni, di ombrelli o coltelli, statuine, ecc.

Locuzioni e proverbi


- Avere le ossa dure - Resistente, avvezzo ai colpi della sorte.
- Avere le ossa rotte o peste - Essere indolenzito per la fatica, la stanchezza o per una malattia.
- Essere bagnato fino allosso - Completamente bagnato.
-
Essere un osso duro - Persona o cosa che presenta difficoltà da superare.
-
Fare losso a una cosa - Abituarsi ad una situazione negativa.
- Farsi le ossa - Fare esperienza.
- Fino allosso - Nell'intimo di una persona, profondamente.
-
Ridotto allosso - Ridotto al minimo.
- Rimetterci losso del collo - Subire un grave danno finanziario.
-
Risparmiare fino allosso - Risparmiare il massimo possibile.
- Rompere le ossa - Picchiare, colpire con violenza.
- Rompersi losso del collo - Cadere in modo rovinoso.
-
Sputa losso - Confessa quanto non osi dire.

Voci correlate


- Osso di balena - Parte cornea dei fanoni delle balene.
- Osso di seppia - Conchiglia interna della seppia.
- Ossobuco - Parte macellata ricavata dalla gamba vitello tagliata trasversalmente. categoria:Anatomia ja:骨 ko:뼈

Infezione

Un'infezione è la trasmissione, l'attaccamento e la penetrazione di microrganismi (virus, batteri, miceti, protozoi, metazoi) in un macrorganismo (pianta, animale, uomo) e la loro riproduzione in quest'ultimo. L'infezione è la premessa per una malattia infettiva. malattia infettiva Se un'infezione si evolve in una malattia infettiva dipende da vari fattori:
- dalle proprietà infettive e patogene del microrganismo (forze di attacco), cioè della sua: :
- contagiosità, :
- tenacia, :
- invasività, :
- vitalità, :
- virulenza
- e dall'altra parte dalle forze di difesa del sistema immunitario: :
- dall'immunità basilare :
- dall'immunità soggetiva momentanea dell'individuo colpito

Evoluzione delle infezioni

Un'infezione si evolve in diversi modi:
- infezione muta senza evidenti sintomi oppure
- infezione abortiva con leggeri sintomi oppure
- infezione manifesta con sintomi clinicamente marcati. Solo l'ultima delle tre elencate è chiamata malattia infettiva.

Classificazione clinica delle infezioni

sintomi Le infezioni si classificano clinicamente secondo:
- la porta d'entrata del microrganismo nel macrorganismo;
- la contagiosità del microrganismo;
- il percorso temporaneo sintomatico della malattia;
- criteri eziologici (tipo di germe responsabile);
- lo stato immunitario momentaneo dell'individuo.

Risposte immunitarie ad un'infezione

Gli effetti di una risposta immunitaria sono molto diversi se un infezione con un determinato germe:
- accade la prima volta (infezione primaria) o se
- si ripete entro un certo tempo (infezioni ripetute) Di solito, dopo una fase manifesta, in un'infezione primaria si sviluppa una certa immunità contro il germe responsabile. Da infezioni ripetute con lo stesso tipo di germe non si sviluppa più una malattia infettiva, ma l'infezione rimane muta, non apparente.

Infezione primaria

immunità Se un determinato microrganismo invade per la prima volta un macrorganismo, il sistema immunitario è confrontato con un "problema mai avuto". Dapprima mette in moto: :
- difese di emergenza non molto specifiche; :
- e poi i raffinati sistemi specifici che riescono ad identificare un determinato tipo di microrganismo e a marcarlo con deglianticorpi. Di seguito cellule specializzate neutralizzano e smaltiscono i germi (microrganismi)
Malauguratamente questo processo richiede tempo (da giorni a settimane). Se il microrganismo è molto contagioso e patogeno, l'individuo colpito ci lascia prima le penne. Se invece resiste finchè si sono formati anticorpi specifici, il sistema immunitario lo guarisce. Un'infezione primaria può quindi diventare critica.

Infezioni ripetute

Un'infezione susseguente (ripetuta), con lo stesso germe o non si nota neppure o a malapena: gli anticorpi ancora in circolazione e le cellule di memoria (stoccati nei linfonodi) per la loro rapida produzione identificano e marcano i microrganismi entro poche ore. Così possono essere distrutti e smaltiti dalle cellule specializzate in questo mestiere primo che possono danneggiare l'organismo. Questa si chiama "immunità".

Vaccinazione attiva

cellule di memoria In una vaccinazione attiva si "infetta" un macrorganismo con un determinato microrganismo (o pezzetti di questo) resi (per intervento umano) incapaci di moltiplicarsi. Il sistema immunitario fortunatamente non lo sa e mette in moto tutti i processi specifici per identificare e marcare questo germe "eunuco".
Il paziente sentirà probabilmente leggeri sintomi della reazione immunitaria (mal di testa, sovratemperatura, leggero disagio generale) ma visto che il germe non si propaga non avrà altri sintomi. In breve: la vaccinazione attiva è la simulazione di un'infezione.

Vaccinazione passiva

In una "vaccinazione passiva" si iniettano a scopo terapeutico (non preventivo) degli anticorpi specifici in un'organismo. Marcano il tipo di microrganismi per il quale sono destinati (p.es. tetano) e facilitano così la sua neutralizzazione. Per certi germi si può eseguire contemporaneamente una vaccinazione attiva (come prevenzione) e una vaccinazione passiva in caso di una sospettata infezione (p.es. tetano). Il latte materno contiene anticorpi delle infezioni e vaccinazioni che la madre ha subito. Durante il periodo di allattamento questo è un ottima protezione contro tante infezioni. Il latte materno contiene quidi un largo spettro di "vaccini passivi". Malauguratamente l'effetto di vaccinazioni passive (con anticorpi) garantisce immunità per poco tempo (settimane). Visto che non si formano cellule memoria, l'immunità sparisce con la disintegrazione degli anticorpi in circolazione.

Prevenzione e cura delle infezioni

La prevenzione e cura delle infezioni era per migliaia di anni il punto cruciale ed irrisolto della medicina. Solo poche generazioni fa, si cominciava a capire come "funzionano" quelle malattie che sin'ora erano considerate la "peste" dell'umanità.
Se come testo seguente leggete la "storia della medicina", ricordatevi che questa storia in molti paesi del terzo mondo non è ancora iniziata!

Condizioni sanitarie ed economiche della popolazione

Il cambiamento drastico nel tempo non avveniva grazie alla medicina, ma grazie a sistemi politici che erano in grado e disposti a modificare le condizioni sanitarie della popolazione:
- la cura e il controllo della distribuzione dell'acqua potabile;
- la costruzione di canalizzazioni decenti;
- l'organizzazione dello smaltimento di rifiuti;
- le leggi alimentari e i relativi controlli (p.es. ispezione delle carni macellate);
- l'istruzione della gente sulle misure igieniche fondamentali;
- il riconoscimento del bestiame produttivo, degli animali domestici e dei parassiti come vettori di infezioni;(zoonosi)
- con le migliorate condizioni economiche di una vasta popolazione, la durata della vita (come indicatore incorrompibile della sanità) salì in modo importante.

Antiparassitari

Antiparassitari Più avanti si riconobbe come misura medica l'importanza della battaglia contro i vari parassiti, specialmente contro gli artropodi così come le pulci, pidocchi, ... e i vermi intestinali, come diversi elminti.

Vaccinazioni

Rimanevano (alle nostre latitudini) le problematiche (e l'alta mortalità) delle malattie infettive infantili e di diverse malattie come p.es. la tuberculosi e il vaiolo per quanto riguardava gli adulti. In questo settore, la medicina accademica fece un grande progresso con lo sviluppo e l'introduzione delle vaccinazioni non solo degli uomini ma anche del bestiame (e recentemente anche degli animali domestici). Questo riduceva notevolmente anche le zoonosi (infezioni tramite gli animali come "vettori").

Antibiotici (battericidi)

I primi antibiotici sintetici erano dei sulfonamidi e il noto SALVARSAN contro la sifilide. Più tardi (intorno agli anni 1940) furono scoperti gli "antibiotici" a base di miceti che riuscivano (e riescono) a combattere efficacemente le infezioni batteriche.

Fungicidi, Antiprotozoici, Virostatici

Malauguratamente mancano ancora farmaci altrettanto potenti per le infezioni virali (p.es. epatite), protozoiche (p.es. malaria) e micetiche (p.es. tinea pes). Ci sono una manciata di sostanze note (virostatici, antiprotozoiche, fungicidi) ma con campi d'impiego ridottissimi.

Stimolazione immunitaria

Cominciando pian piano a capire il ruolo del sistema immunitario, si fanno anche piccoli progressi nella sua stimolazione, p.es. con gli interferoni (e grandi ridicole promesse dei produttori di "integratori alimentari" che risanano unicamente le loro casse!).

Interventi sintomatici e palliativi

Anche le capacità cliniche per interventi sintomatici e palliativi sono notevolmente migliorate e non sono da trascurare: possono spesso prolungare il tempo di resistenza dell'organismo contro una prima infezione e danno così il tempo necessario al sistema immunitario per organizzare delle difese efficaci.

Fonti


- Roy Porter: Breve ma veridica storia della medicina occidentale; Carocci, 2004
- Lawrencete W. Brew: Diagnosi e terapia delle infezioni virali; Piccin
- Valnet et al.: Cura delle malattie con piante e aromi; Giunti 2004
- Stephen Buhner Harrod: Antibiotici naturali. Alternative efficaci per combattere le infezioni batteriche - Il punto d'incontro, 2003

Pagine correlate


- Indicazioni fitoterapiche#Anaflogistici
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- Indicazioni fitoterapiche#Virostatici categoria:malattie categoria:Malattie infettive ja:感染

Diagnosi

La diagnosi (greco: dia, tramite e gnosein, conoscere, sapere) è la procedura di coordinare un fenomeno (o un gruppo di fenomeni) a una categoria. Anche il risultato di una tale classificazione si chiama diagnosi. Si usa il termine più frequentemente in medicina. Serve a riconoscere una malattia o una ferita (categoria) in base a dei sintomi o dei segni (fenomeni). Facendo questo, il diagnostico sfrutta il teorema di Bayes intuitivamente o esplicitamente. L'assieme di metodi diagnostici si chiama diagnostica. Una scelta di possibili diagnosi si chiama diagnosi differenziale. Tramite la procedura diagnostica si delimitano le possibilita, finché c'è una base sufficiente per una terapia.

Voci correlate


- Medicina
- Terapia
- Diagnostiche alternative Categoria:semeiotica

als:Diagnostik simple:Diagnosis

Raggi X

È nota come raggi X quella porzione dello spettro elettromagnetico con una lunghezza d'onda compresa approssimativamente tra 10 nanometri (nm) e 1/1000 di nanometro. Raggi X con una lunghezza d'onda superiore a 0,1 nm sono chiamati raggi X molli. A lunghezze minori, sono chiamati raggi X duri. I raggi X duri si sovrappongono con i raggi gamma meno energetici, ma vengono distinti da essi a seconda della loro origine: i fotoni X sono prodotti da elettroni energetici, mentre quelli gamma da transizioni all'interno di un nucleo atomico. I raggi X sono usati principalmente per fini medici (attraverso le radiografie) e nell'analisi della struttura dei materiali con la cristallografia a raggi X.

Storia

Tra i primi importanti ricercatori dei raggi X ci furono Sir William Crookes, Johann Wilhelm Hittorf, Eugene Goldstein, Heinrich Hertz, Philipp Lenard, Hermann von Helmholtz, Thomas Edison, Nikola Tesla, Charles Barkla, and Wilhelm Conrad Röntgen. Il fisico Johann Hittorf osservò dei tubi a vuoto che emettevano raggi energetici dall'elettrodo negativo. Questi raggi producevano una fluorescenza quando colpivano la parete di vetro dei tubi. Nel 1876 l'effetto fu chiamato "raggi catodici" da Eugene Goldstein. Più tardi, nel 1879 il fisico inglese William Crookes investigò gli effetti di scariche di energia in gas rari. Costruì quello che adesso è chiamato un tubo di Crookes. È un cilindro di vetro al cui interno è fatto il vuoto, contenente degli elettrodi per produrre correnti ad alta tensione. Trovò che, disponendo delle pellicole fotografiche vicino al tubo, alcune venivano esposte, ma non investigò questo aspetto. Nel 1892, Heinrich Hertz dimostrò che i raggi catodici potevano passare attraverso fogli di metallo molto sottile (come l'alluminio). Philip Lenard, uno studente di Hertz, continuò ad investigare. Sviluppò una nuova versione del tubo catodico e studiò la penetrazione dei raggi X attraverso vari metalli. Leonard, però, non si rese conto che stava producendo raggi X. Nell'Aprile 1887, Nikola Tesla iniziò a studiare i raggi X usando sia i propri apparecchi che i tubi di Crookes. Dai suoi resoconti tecnici, si vede che inventò e realizzò uno speciale tubo a raggi X con un singolo elettrodo. I tubi di Tesla differivano dagli altri per non avere un elettrodo di target. Spiegò tutto questo nella sua lezione sui raggi X del 1897, all'Accademia delle Scienze di New York. Il termine moderno per questo processo è bremsstrahlung, dove un'emissione secondaria di raggi X energetici viene prodotta quando particelle cariche (per esempio elettroni) passano attraverso la materia. Nel 1892 Tesla aveva compiuto numerosi esperimenti in tal senso, ma non rese pubblici i suoi risultati. I suoi esperimenti successivi lo portarono ad avvertire la comunità scientifica per primo dei rischi biologici connessi all'espozione ai raggi X. Hermann von Helmholtz formulò una descrizione matematica dei raggi X. Ipotizzò una teoria della dispersione prima che Röntgen facesse le sue scoperte ed annunci. La sua formula era basata sulla teoria elettromagnetica della luce (Wiedmann's Annalen, Vol. XLVIII). L'8 novembre 1895 Wilhelm Röntgen, uno scienziato tedesco, iniziò ad osservare raggi X mentre sperimentava con i tubi a vuoto. Röntgen scrisse il 28 dicembre 1895 un rapporto preliminare "Su un nuovo tipo di raggi: una comunicazione preliminare". Lo spedì alla rivista della Würzburg's Physical-Medical Society. Fu il primo annuncio formale e pubblico dei raggi X. Röntgen chiamò la radiazione "X", per indicare che era ancora di tipo sconosciuto. Il nome rimase, anche se molti dei suoi colleghi suggerirono di chiamarli "raggi di Röntgen" (Röntgen stesso si oppose a questa denominazione). In alcune nazioni, quest'ultimo nome è ancora usato. Röntgen ricevette il primo Premio Nobel per la fisica grazie a questa scoperta. L'uso dei raggi X per scopi medici fu iniziato da John Hall-Edwards in Birmingham, Inghilterra. Nel 1908 dovette farsi amputare il braccio sinistro a causa di una dermatite causata dai raggi X.

Voci correlate


- Cristallografia a raggi X
- Astronomia a raggi X
- Spettrometria X Raggi X ja:X線 ko:X선 ms:Sinar-X

Patologia

La patologia (da pathos = dolore, malattia e logos = studio, discorso) è la disciplina della medicina che si occupa dello studio delle malattie, delle loro basi fisiopatologiche ed eziopatogeniche, della loro classificazione e della loro epidemiologia. È specificatamente, lo sviluppo della fisiologia che, invece, studia il funzionamento normale dell'organismo. Si definisce patologia generale lo studio dei processi patologici fondamentali dell'organismo, come la febbre, la flogosi, lo stato di infezione, ecc. La patologia sistematica è invece lo studio approfondito e schematico delle singole patologie riguardanti apparati o sistemi specifici dell'organismo. La branca della patologia che si occupa dello studio delle malattie a fini diagnostici è l'anatomia patologica.

Voci correlate


- Anatomia patologica categoria:Categorie da definire (medicina)

ja:病理学

Arto

L'arto è il nome dato alle appendice del corpo degli animali che servono alla locomozione, alla presa degli alimenti e alle funzioni sensorie tattili.

Anatomia umana

Nell'uomo sono le appendici del tronco, disposte simmetricamente, in paio. Due in posizione superiore (arti superiori) e due in posizione inferiore (arti superiori
- avambraccio
- mano. L'arto inferiore è suddiviso in:
- gamba
- coscia
- piede.

Voci correlate


- Ossa dell'arto inferiore
- Ossa dell'arto superiore Categoria:Anatomia

Callo osseo

Il callo osseo è una formazione callosa fibrocartilagine che si forma quando i monconi ossei cercano di rinsaldarsi dopo una frattura. Il callo si forma grazie all'azione della membrana del periostio e delle varie fibre che compongono il tessuto osseo.

Categoria:Traumatismi

Categoria:Malattie secondo l'etiopatogenesi

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I can't figure out what this article is supposed to be about. Maybe someone can enlighten me. Deb 12:14, 22 Jul 2004 (UTC)
- this is something related to Amway, from where it's linked. Cleanup or delete. Ianb 12:21, 22 Jul 2004 (UTC)
- Delete. - Kenwarren 13:21, Jul 22, 2004 (UTC)
- Merge and delete - David Gerard 15:37, 22 Jul 2004 (UTC)
- Delete - not an article, nearly incomprehensible. -- Cyrius| 06:08, 23 Jul 2004 (UTC)
- Delete. what the flying fuck? James C. 08:03, 2004 Jul 23 (UTC)
- Delete: Ah, the Ponzy scheme that is Amway. This is a fragment from a discussion of one type of multilevel marketing done by them. It doesn't need to be a separate article. Geogre 14:01, 23 Jul 2004 (UTC)

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