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Gallieno

Gallieno

Publio Licinio Egnazio Gallieno, Imperatore Romano famoso principalmente per la sua riforma dell'esercito, fu valente condottiero. Salì al potere insieme al padre nel 253 e quando questi fu catturato dai Persiani Sassanidi rimase l'unico imperatore (dal 260 al 268). Durante il suo regno ci furono molte defezioni (Impero delle gallie, Regno di Palmira) e molti aspiranti imperatori; Aureolo, suo ex generale, fu l'ultimo di questi e Gallieno, mentre lo stava assediando a Milano, avvertito che il nemico aveva accerchiato l'accampamento ed uscito da solo dalla sua tenda, fu ucciso a tradimento.

Riforma dell'esercito

Resosi conto dell'impossibilità di proteggere contemporaneamente tutte le province dell'impero con una sottile linea di uomini posizionati a ridosso della frontiera (limes), Gallieno formalizza e migliora una pratica che si era già diffusa dalla fine del II secolo d.C., ovvero una riserva strategica di soldati ben addestrati pronti ad intervenire dove serve nel minor tempo possibile. Questa riserva strategica (che sarà alla base della futura riforma dell'esercito di Diocleziano) era formata prevalentemente da cavalieri (equites), poiché questi percorrevano distanze maggiori in minor tempo della fanteria. Una volta che i barbari sfondavano il limes e s'inoltravano nelle province interne, la riserva strategica interveniva. limes.]] I generali che comandavano questa forza, quindi, avevano nelle loro mani un potere incredibile e non è un caso che futuri augusti come Claudio II il Gotico o Aureliano ricoprissero questo incarico prima di diventare imperatori. Una predisposizione per la cavalleria dunque, che riguardava non solo le forze ausiliarie ed i numeri ma anche le legioni, dove il numero di cavalieri passò da 120 a 750 per legione. Inoltre la riforma di Gallieno, toglieva ai senatori ogni carica militare; se in passato i comandanti delle legioni (Legati) provenivano dal Senato, ora provenivano dalla classe equestre (Praefecti). Gallieno però non fece altro che formalizzare una pratica che già esisteva: fu Settimio Severo il primo ad assegnare ad ufficiali equestri il comando delle legioni (I, II e III legio parthica), se si escludono le legioni d'Egitto, ed è probabile che gli stessi senatori fossero più interessati a vivere nel lusso delle loro ville in Italia, piuttosto che nelle ristrettezze che la vita militare nelle province richiedeva. Questo punto della riforma però, eliminò definitivamente ogni legame tra le legioni e l'Italia, poiché i nuovi comandanti, che erano spesso militari di carriera partiti dai gradi più bassi e arrivati a quelli più alti, erano interessati solo al loro tornaconto o al massimo alla provincia d'origine, non all'Italia e nemmeno a Roma.

Cronologia


- 253: Gallieno diventa Augusto per volontà del padre Valeriano I
- 256: Gallieno nomina Cesare suo figlio Cornelio Valeriano
- 258: Gallieno nomina Cesare suo figlio Cornelio Salonino. Scoppia la rivolta in Pannonia di Ingenuo e successivamente di Regaliano
- 260: Muore Valeriano I
- 267: Invasione dei Goti nell'Illirico
- 268: Mentre assedia Aureolo a Milano muore ucciso. Categoria:Imperatori romani Categoria:Biografie ja:ガリエヌス

Persiani

I Persiani sono i membri di un gruppo etnico che vive principalmente in Iran, Afghanistan, Tagikistan, e Uzbekistan. In Asia Centrale vengono chiamati Tagiki. I persiani divennero i dominatori di un grande impero con la dinastia Achemenide, nel VI secolo AC. Nel corso dei secoli la Persia venne governata da diverse dinastie; alcune di queste di etnia persiana (Sassanidi, Buwayhidi, Samanidi, e altri), mentre altre no (Seleucidi, Turchi Seljuk, Mongoli, Safavidi, e altri). La civiltà persiana abbracciava tre religioni principali: Zoroastrismo, Mitraismo, e Manicheismo. Tutte queste riflettono l'estremo dualismo della cultura persiana. Secondo il CIA World Factbook 2004, il 51% dell'attuale popolazione iraniana è di etnia persiana. Altre stime portano la cifra fino al 70%. Diversi altri gruppi etnici sono rappresentati in Iran, tra cui il gruppo ariano non-persiano dei Gilaki; gli azeri e i Turcmeni di discendenza turca, alcuni arabi e altre minoranze. Si veda demografia dell'Iran per ulteriori dettagli. Categoria:Popoli Categoria:Iran Categoria:Afghanistan Categoria:Tagikistan Categoria:Uzbekistan

Sassanidi

I Sasanidi (più antiquato Sassanidi) sono stati una dinastia persiana preislamica che ha dominato nelle aree iraniche e in alcune regioni della Penisola Araba dal 224 al 661 d. C. Il nome lo si vorrebbe derivato da un mitico Sāsān che è ricordato come un "Signore" nell'iscrizione di Shāpūr I (Sapore), nella cosiddetta Ka‘ba di Zoroastro, ma esiste documentazione che rinvia a un casato "di Sāsānagān".

Regno di Palmira

Dopo aver raggiunto la massima estensione territoriale sotto Traiano (98-117), l'Impero Romano entrò in una crisi irreversibile che, prima in occidente e poi anche in oriente, l'avrebbero condotto alla dissoluzione. Una prima recrudescenza di questa crisi la si visse con le rivolte militari nel III secolo sotto l'Impero di Gallieno (260-268). Lo stato di anarchia che ne scaturì favorì le spinte centrifughe da parte delle province periferiche che arrivarono a costituirsi come dei veri e propri stati ribelli: il Regno di Palmira in oriente e l'Impero delle Gallie in occidente. Nel Regno di Palmira, con capitale Palmira presso l'attuale Tadmor in Siria, al quale dal 264 i romani avevano dato giurisdizione oltre che sulla Siria anche su Palestina, Mesopotamia e parte dell'Asia Minore, la ribellione contro l'autorità Imperiale fu orchestrata da Zenobia, reggente al posto del figlio Vaballato dopo la morte del marito Odenato nel 267. Attuando una politica espansionistica molto aggressiva, nel 269-270 Zenobia riusci ad occupare anche la Bitinia e l'Egitto. Egitto.]] Ma nel 270 era divenuto Imperatore Aureliano che nel suo breve regno (solo 5 anni fino al 275)) riuscì a tamponare tutte le falle del sistema difensivo romano, restaurando l'integrità dello Stato sui vecchi confini. Il regno di Palmira fu riconquistato già nel 272 e l'anno dopo sottomise anche lImpero delle Gallie. Ritornando a Roma dopo la conquista della palmiria, Aureliano portò con se come prigioniera la stessa principessa Zenobia che espose in parata legata con delle catene d'oro. Poi, però, consentì che si ritirasse a vita privata in una villa di Tivoli lasciandola libera di partecipare alla vita mondana. I romani non si mostrarono altrettanto clementi con Tadmor, la capitale del suo regno, in precedenza ricca città crocevia dei commerci tra l'Impero e l'oriente. Essa, infatti, fu ridotta a semplice base militare per le legioni romane. Categoria:Roma antica

Milano

Milano (in dialetto milanese Milán) è la seconda città italiana, ma il più grosso agglomerato del paese, ed il capoluogo dell'omonima provincia e della Regione Lombardia, nonché la più popolosa città dell'Italia settentrionale, con quasi un milione e duecentomila abitanti.

Geografia

La città occupa una zona pianeggiante nella parte occidentale della regione Lombardia ed è bagnata da piccoli fiumi, il Lambro, l'Olona, il Seveso, e da vari canali: Naviglio Grande, Naviglio Pavese, Naviglio Martesana. Si trova a 25 km a est del fiume Ticino, a 25 km ad ovest dell'Adda, a 35 km a nord del Po ed a 50 km a sud del lago di Como e del confine svizzero. Il Comune di Milano ha una superficie estremamente piccola e quasi totalmente urbanizzata, con una densità abitativa di poco inferiore a quella di Napoli. La città vera e propria, il continuum urbano di edifici, piazze, residenze, fabbriche e servizi accessori travalica di molto i confini comunali, continuando soprattutto verso Nord ed Est per parecchi chilometri. Una prima fascia di Comuni, detta anche Prima Cintura, affianca per i 2/3 il Comune di Milano creando quindi un'unica città composta da alcune decine di municipalità, con una popolazione di circa 2,7 Milioni di abitanti. Questa è la città vera e propria, che ha una superficie comunque inferiore a quella di Roma, ma con gli stessi abitanti. Negli ultimi anni si è anche iniziato ad identificare l'Area Metropolitana che gravita intorno alla Grande Milano, di 2,7 milioni di abitanti. Questa entità (che dovrebbe già essere istituita da un decennio almeno, come previsto dalla Costituzione Italiana) vedrà difficilmente luce, dato che sarebbe sovraprovinciale, inglobando dentro di essa un'ampia fetta di Lombardia. Con le riprese satellitari notturne, e gli studi sul traffico pendolare si ottiene un'Area Metropolitana di Milano lunga circa 70 km da Ovest ad Est e alta oltre 65 km in direzione Nord Sud, partendo quindi da Novara in Piemonte e arrivando oltre Bergamo; nell'altra direzone partendo da Lugano in Svizzera (quindi anche transnazionale) scendendo a Sud sino a Pavia e Lodi. Questa Area Metropolitana ingloba anche le città di Varese, Como, Lecco, Bergamo e supera ampiamente i 6,5 milioni di abitanti, su una superficie relativamente modesta e di alta densità abitativa. Densità che aumenta enormemente scomputando al totale le centinaia di Kmq di Parchi Regionali presenti dentro questa area così come in molte città europee. Altri studi ampliano ancor di più questa enorme Area Metropolitana, usando come termini di definizione quelli utilizzati negli U.S.A. (paese ove nacquero le Aree Metropolitane e i loro organismi di gestione e guida) e in Francia per le Aree Industriali. Si otterrebbe quindi una megalopoli di oltre 8,5 milioni di abitanti che comprenderebbe anche le città di Brescia, Piacenza, Crema, Verbania e Vercelli oltre che a diverse Valli Alpine. Risulta quasi impossibile immaginare che tante città e province deleghino il loro potere ad una unica autorità, soprattutto in un Paese estremamente afflitto dalla pretesa di privilegi come l'Italia. A dimostrazione di ciò vi è la nascita continua di nuove province come Lodi e la futura Monza, forse create per ottenere dall'amministrazione centrale maggiori trasferimenti da parte dello stato. Risulta quindi che l'area metropolitana di Milano coincide con il territorio provinciale e ne ha gli stessi abitanti, nonostante che in realtà il territorio della Provincia di Milano sia la città di Milano e che la sua area metropolitana sia una dozzina di volte più vasta ed abbia quasi il quadruplo degli abitanti. A Milano confluiscono molte vie di comunicazione di importanza regionale, nazionale ed internazionale: essa è collegata con Torino, con Genova, con l'asse della Emilia-Romagna, l'asse Brescia-Veneto, Bergamo e le Valli Orobiche, le vie alpine della Valtellina (Val Venosta, Engadina e Alte valli del Reno), del Canton Ticino (San Bernardino, Lucomagno e San Gottardo) del Passo del Sempione. Questa sua collocazione strategica, insieme alla fertilità del suo territorio, ha influenzato notevolmente la storia della città ed il ruolo che ha avuto nei confronti della nazione italiana e dei paesi transalpini.

Storia

Milano fu fondata dalla popolazione celtica degli Insubri, una tribù probabilmente autoctona, che aveva fatto parte in epoca protostorica della cultura di Golasecca. La fondazione avvenne secondo la tradizione tramandata nel racconto di Tito Livio e ripresa in epoca medioevale da Bonvesin de la Riva nel De Magnalibus urbi Mediolani, attorno al 600 AC. Nel 222 AC venne conquistata dai romani, i quali le dettero il nome di Mediolanum (in mezzo alla pianura), dal probabile toponimo celtico di "Medhelan", col significato di "Terra di Mezzo" ed anche "Centro di perfezionamento", centro spirituale. Fu chiamata anche Mailand. La leggenda racconta che all'arrivo dei romani, gli Insubri prelevarono le insegne auree, poste nel tempio di Belisama (per Cesare, il tempio di Minerva, con la quale la divinità celtica veniva identificata), per portarle al sicuro, in montagna. Dal 293 al 402 d.C., ai tempi del Vescovo Ambrogio e dell'imperatore Teodosio I, la città fu capitale dell'Impero Romano d'Occidente. Impero Romano d'Occidente Dopo il periodo degli Ostrogoti e dei Longobardi, nell'XI secolo la città riacquistò una crescente importanza ed indipendenza dal Sacro Romano Impero. Distrutta nell'aprile del 1162 da Federico I Barbarossa, rinacque dopo la vittoria della Lega Lombarda nella battaglia di Legnano del 29 maggio 1176. Nel tardo medioevo e durante il rinascimento Milano fu governata dai duchi della famiglia dei Visconti e degli Sforza. In questo periodo si susseguono i seguenti arcivescovi, alcuni dei quali di significativa importanza per la città: Carlo I da Forlì (1457-1461); Stefano dei conti Nardini di Forlì (1461-1484); Giovanni IV Arcimboldi (1484-1488) e Guido Antonio Arcimboldi (1488-1497); Ottaviano Arcimboldi (1497); Ippolito I d'Este (1497-1519); Ippolito II d'Este (1519-1550). Dopo un periodo di espansione nell'Italia settentrionale nel XV secolo, all'inizio del XVI secolo Milano fu conquistata dalla Francia, per poi passare alla Spagna e nel XVIII secolo all'Austria. Dal 1796 al 1799 fu capitale della Repubblica Cisalpina, dal 1802 al 1805 capitale della Repubblica Italiana e dal 1805 al 1814 capitale del Regno Italico (Napoleonico). Regno Italico Tornata all'Austria dopo il periodo napoleonico con il Regno Lombardo-Veneto, nel 1859 in seguito alla seconda guerra d'indipendenza entrò a far parte del Regno di Sardegna e dal 1861 del Regno d'Italia. Il 18 aprile del 2002 la città è stata duramente colpita dall'incidente accorso al Grattacielo Pirelli, dove un piccolo aereo da turismo si è schiantato devastando un'intera area del palazzo regionale e uccidendo due impiegate che lavoravano al 26° piano. La voglia di riprendersi dal grande spavento (data la vicinanza all'11 settembre) ha contribuito a far rinascere il Pirellone (come viene affettuosamente chiamato da tutti i lombardi), grazie ad un restauro record, che ha permesso in un solo anno di farlo tornare agli antichi splendori.

Personalità celebri

Sono numerose e varie le personalità celebri che a Milano sono nate, hanno vissuto a lungo o comunque hanno operato significativamente ed hanno stabilito dei saldi rapporti con la città, il suo spirito ed i suoi ruoli. La consultazione dell'elenco delle Personalità legate a Milano può risultare molto utile per la comprensione dell'importanza e dei meriti di Milano.

Economia

Personalità legate a Milano Milano è la capitale economica e finanziaria del Paese, grazie anche alla presenza della Borsa (in Piazza Affari).
Milano dalla fine dell'800 agli anni intorno al 1970 è stata una città prevalentemente industriale, ma successivamente ha visto il prevalere sempre più marcato di un terziario sviluppato in diverse direzioni, dalle tradizionali alle innovative: finanza, commerci nazionali ed internazionali, direzioni aziendali, editoria, design industriale, pubblicità, intrattenimento, informatica, attività universitarie. Dagli anni 1980 è divenuta famosa come "Città della Moda". Ancora oggi, insieme a New York e Parigi, è una delle capitali mondiali della moda.

Società e Aziende celebri


- Giorgio Armani
- Dolce & Gabbana
- Prada
- Gianni Versace
- Pirelli
- Telecom Italia
- Fiera Milano
- Alemagna
- Campari
- Alfa Romeo
- Motta
- Mediaset
- RAI - Sede di Milano
- Bugatti
- Corriere della Sera/RCS
- Feltrinelli Editore
- Mondadori
- ENI
- Ferrovie Nord Milano
- Banca Intesa
- Unicredito
- Mediobanca

La Milano del futuro

Mediobanca Oggi la città sta vivendo un profondo rinnovamento dal punto di vista architettonico e urbano, con la realizzazione di numerosi progetti che puntano da un lato a riqualificare intere zone e grandi quartieri, e dall'altro a proiettare la sua immagine in Europa e nel mondo (nuova Fiera di Milano, Teatro alla Scala, fiera urbana e Progetto CityLife, Biblioteca Europea, quartiere S.Giulia, Garibaldi-Repubblica), grazie anche ad importanti concorsi internazionali cui partecipano architetti quali Renzo Piano, Norman Foster, Massimiliano Fuksas, Daniel Libeskind, Zaha Hadid e Ming Pei. Tutti questi progetti modificheranno e ridisegneranno nel corso degli anni lo skyline della metropoli milanese, che non sarà più dominato dalle guglie del Duomo e dal Grattacielo Pirelli, ma da nuovi e imponenti grattacieli. La città, inoltre, è candidata, insieme alla regione, ad ospitare i XXXI Giochi Olimpici (Milano-Lombardia 2016).

Trasporti e mobilità

Aeroporti

Milano è servita dall'Aeroporto internazionale Milano-Malpensa - MXP (grande hub intercontinentale), situato in provincia di Varese e collegato direttamente al centro città tramite la navetta ferroviaria Malpensa Express, che parte dalla stazione Cadorna (gestita dalle Ferrovie Nord), e con diverse linee di bus. Il vicino Aeroporto di Linate, invece, che ospita esclusivamente il traffico nazionale, europeo e low-cost, si trova nella zona est della città, alla quale è collegato dalla linea BUS 73 (da Piazza San Babila). A Bergamo poi si trova l'Aeroporto internazionale di Orio al Serio (BGY), che è utilizzato principalmente per voli charter, cargo ed alcune tratte low-cost. Complessivamente i tre aeroporti lombardi gestiscono ogni anno un traffico di circa 34 milioni di passeggeri e rappresentano il sistema aeroportuale più importante d'Italia (nella zona lombarda si concentra la maggior parte del traffico aereo italiano).

Ferrovie nazionali

Italia La città di Milano rappresenta il più grande ed importante nodo ferroviario del Nord Italia; come numero di passeggeri che transitano quotidianamente in tutte le sue stazioni è il polo ferroviario italiano più affollato. Essa è servita dalle seguenti stazioni:

Stazioni viaggiatori

- Milano Centrale (stazione viaggiatori di testa, la più importante del nodo ferroviario milanese)
- Milano P.ta Garibaldi (la seconda stazione viaggiatori della città, ha una parte sotterranea)
- Milano Lambrate (importante stazione viaggiatori di passaggio)
- Milano Rogoredo (importante stazione viaggiatori e scalo merci)
- Milano Greco (stazione viaggiatori)
- Milano P.ta Genova (stazione viaggiatori di testa)
- Milano Porta Romana (stazione viaggiatori e scalo merci)
- Milano San Cristoforo (stazione viaggiatori e scalo merci)
- Milano Certosa (stazione viaggiatori e scalo merci)
- Milano Bovisa (stazione viaggiatori e scalo merci)
- Milano Lancetti (stazione viaggiatori di passaggio)
- Milano Villapizzone (stazione viaggiatori di passaggio)
- Milano Repubblica (stazione viaggiatori, sotterranea)
- Milano P.ta Venezia (stazione viaggiatori, sotterranea)
- Milano Dateo (stazione viaggiatori di passaggio, sotterranea)
- Milano P.ta Vittoria (stazione viaggiatori di passaggio, sotterranea) Tre nuove stazioni viaggiatori sono attualmente in costruzione:
- Milano Romolo
- Milano Tibaldi
- Milano/Rho Fiera
Scali per il solo trasporto di merci

- Milano Smistamento (smistamento merci)
- Scalo Farini (scalo merci) Ogni giorno transitano per la Stazione Centrale circa 270.000 passeggeri, altri 100.000 per la Stazione Cadorna delle FNM e complessivamente altri 250.000 per le altre stazioni disseminate nella città, per un totale di circa 620.000 persone. La maggiorparte di essi sono pendolari, che si aggiungono al Milione di veicoli che quotidianamente entrano in città dall'Area Metropolitana.

Linee AV/AC

Nei prossimi tre-quattro anni verranno aperte le nuove linee AV/AC Milano-Roma-Napoli e Milano-Torino. Le stazioni per i TAV (Treni ad Alta Velocità) saranno:
- Milano Rogoredo (treni da sud)
- Milano/Rho Fiera (
treni da ovest) La linea Milano-Venezia (verso Trieste) è parzialamente in costruzione. La stazione AV/AC per i TAV provenienti da est sarà:
- Pioltello.

Ferrovie urbane, suburbane e regionali

TAV Il Servizio Ferroviario Suburbano (Linee "S"), composto complessivamente da 8 linee suburbane (10 dal 2008), collega gran parte dell'area metropolitana milanese (
Grande Milano), ed altre importanti città vicine (Saronno, Varese, Como, Novara, ecc.). Il servizio è gestito da Trenitalia e FNM. Le 8 linee S garantiscono un treno ogni mezz'ora dalle 6.00 alle 00.30, tutti i giorni dell'anno per un servizio simile alla metropolitana (corrisponde alla RER parigina ed alla tedesca S-Bahn). I treni transitano sempre allo stesso minuto di ogni ora (orario cadenzato) ed effettuano tutte le fermate lungo la tratta. A Milano si viaggia con biglietto a tariffa urbana. Il Servizio Ferroviario Regionale ("R"), invece, collega Milano al resto della Lombardia ed alla rete ferroviaria nazionale. Le tre diverse reti di trasporto sono ben distinte e sono riconoscibili all'esterno delle stazioni e delle varie fermate grazie a specifici cartelli luminosi che indicano M, S o R, facilitando così notevolmente l'interscambio fra i sistemi.

Metropolitane e Tramvie

Milano dispone di 3 linee di metropolitana (linea 1 - rossa inaugurata nel 1964 tra le stazioni Rho Fiera/Bisceglie e Sesto FS; linea 2 - verde tra le stazioni Abbiategrasso e Cologno Nord/Gessate; linea 3 - gialla, in funzione dal 1990, tra le stazioni Maciachini e S.Donato). La rete, gestita da ATM e indicata con il logo "M", si estende per più di 80 km. Dalla fermata di Cascina Gobba (M2), inoltre, parte una linea di metrò automatico che la collega al vicino ospedale universitario S. Raffaele ("
Metrò S. Raffaele"). La città dispone inoltre di una rete tranviaria molto estesa (287 km di binari) formata sia da tram di vecchio tipo sia dai nuovi tram che vanno diffondendosi nelle maggiori città europee.

Lavori in corso...

Attualmente sono in costruzione diversi prolungamenti delle 3 linee M, che aggiungeranno complessivamente alla rete altri 15 km e circa 10 nuove fermate. Inoltre è in avanzata fase di progettazione la nuova linea
M5, da Porta Garibaldi al confine con il comune di Cinisello Balsamo e successivamente fino a Monza. Le linee M4 (da Lorenteggio all'Aeroporto di Linate) e M6 sono invece in fase di studio. Infine, dopo la conclusione del Passante ferroviario, è già stata avviata la progettazione di un secondo Passante, che attraverserà la città ad ovest, partendo probabilmente dalla Stazione delle FS di Milano Certosa e arrivando alla attuale Stazione di Porta Genova passando molto probabilmente da Pagano M1.

Architetture e luoghi di interesse

Chiese


- Duomo
- Basilica di Sant'AmbrogioBasilica di Sant'Ambrogio
- Chiesa di San Babila
- Chiesa di San Bernardino alle Ossa
- Chiesa di San Cristoforo sul Naviglio
- Basilica di Sant'Eustorgio
- Basilica di San Lorenzo
- Chiesa di San Marco
- Basilica di San Nazaro Maggiore
- Basilica di San Simpliciano
- Chiesa di San Satiro
- Santuario di Santa Maria dei Miracoli
- Chiesa di Santa Maria delle Grazie con
- Cenacolo Vinciano ( L'ultima cena di Leonardo da Vinci)Leonardo da Vinci

Edifici e luoghi storici


- Acquario
- Castello Sforzesco
- Cimitero Monumentale
- Fiera Polo Urbano
- Galleria Vittorio Emanuele II
- Giardini della Guastalla
- Grattacielo Pirelli (sede Regione Lombardia)
- Navigli
- Palazzo Clerici
- Planetario
- Quartiere Bicocca e Teatro degli Arcimboldi
- Teatro alla Scala
- Torre Velasca
- Università degli Studi di Milano

Monumenti e sculture all'aperto


- Alessandro Manzoni in Piazza San Fedele
- Colonne di San Lorenzo (
in foto) Colonne di San Lorenzo
- Costantino imperatore
- Decimo Magno Ausonio in Piazza Mercanti
- Disco di Pomodoro
- Fontana del Piermarini in Piazza Fontana
- Grande Scultura di Miró
- Il Grande Toscano in Piazza del Carmine
- Monumento a Mazzini in Piazza della Repubblica
- Monumento Cinque Giornate Monumento Cinque Giornate
- Mura Spagnole
- Napoleone del Canova nel cortile di Brera
- Statua di Oldrado da Trasseno del Palazzo della Ragione
- San Carlo Borromeo in Piazza Borromeo
- San Francesco in Piazza Sant'Angelo
- Sant'Arderico in Piazza San Nazzaro in Brolo
- Statua Romana in Corso Vittorio Emanuele
- Statua di Leonardo in Piazza della Scala
- Rotonda di via Besana (
in foto)
- L'Ago e il Filo di Claes Oldenburg in Piazzale Cadorna
- Il Cavallo di Leonardo all'Ippodromo di San Siro

Nei dintorni


- Certosa di Chiaravalle
- Certosa di Garegnano
- Abbazia di Viboldone
- Abbazia di Mirasole
- Abbazia di Morimondo
- Polo esterno Fiera Milano di M. Fuksas (a Rho-Pero)

Divisione amministrativa

M. Fuksas Nel 1999 l'amministrazione Comunale ha deciso di ridurre il numero di Zone in cui la città era divisa ed amministrata. Dalle precedenti 20 zone si è scesi alle 9 attuali. La zona 1 occupa il centro storico, mentre le altre 8 zone partendo dai confini della zona 1 arrivano radialmente verso la periferia. Nel seguente elenco vengono riportati i quartieri storici e moderni che sono presenti in ciascuna zona:
- Zona 1 - tutto il centro storico, partendo dal centro geografico di Milano, Piazza Duomo, sino alla Cerchia dei Bastioni (o Mura Spagnole); quartieri di Porta Magenta, Porta Tenaglia, Porta Sempione o Arco della Pace, Giardini Pubblici, Repubblica, Crocetta, Guastalla, Il Ticinese, Basilica di Sant'Ambrogio, Papiniano/San Vittore, Parco delle Basiliche, Carrobbio.
- Zona 2 - quartieri di Porta Nuova, Centrale, Ponte Seveso, Loreto, Maggiolina, Villaggio dei Giornalisti, Greco, Gorla, Turro, Precotto, Padova, Crescenzago, Adriano, Breda, Cassina di Pom.
- Zona 3 - Porta Venezia, Porta Monforte, Città Studi, Lambrate, Parco Lambro, Ortica, Feltre, Casoretto, Corelli, Rottole, Cimiano, Carnia, Naviglio Martesana.
- Zona 4 - Porta Vittoria, Porta Romana, Libia, Cavriano, Calvairate, Monluè, Taliedo, La Treccia, Porto, Gamboloita, Nosedo, Rogoredo, Santa Giulia, Morsenchio, Forlanini, Omero, Mazzini, San Luigi.
- Zona 5 - Porta Vigentina, Porta Lodovica, Porta Ticinese, Conchetta, Ravizza, Ohm, Ripamonti, Vigentino, Ortles, Quaranta, Morivione, Spaventa, Stadera, Torretta, Meda, Conca Fallata, Vaiano Valle, Chiaravalle, Selvanesco, Gratosoglio, Casenuove, Macconago, Quintosole, Ronchetto delle Rane, Chiesa Rossa, Ferrari, Naviglio Pavese, Vettabbia, San Gottardo.
- Zona 6 - Porta Genova, Darsena, Magolfa, Solari, San Gimignano-Quartiere Ebraico, San Gimignano-Quartiere Giapponese, San Cristoforo, Moncucco, Lorenteggio, Dazio del Lorenteggio, Molinetto del Lorenteggio, Giambellino, Restocco Maroni, Ronchetto sul Naviglio, Boffalora, Sant'Ambrogio, Bisceglie, Inganni, Frattini, Naviglio Grande, Barona, Santa Rita, Legioni Romane, Foppa.
- Zona 7 - Porta Vercellina, Aquileia, Piemonte, Washington, Marghera, Brescia, Siena, Forze Armate, Baggio, Saint Bon, San Carlo, Valsesia, Quinto Romano, Quarto Cagnino, Selinunte, San Siro, Figino, Assiano, Muggiano, Novara, Marx, Bellaria, Ippodromi.
- Zona 8 - Sempione, Bullona, Fiera, Monumentale, Porta Comacina, Cenisio, Chinatown, Ghisolfa, Cagnola, Il Portello, Monte Stella, Boldinasco, Q.T.8, Gallaratese I°, Gallaratese II°, Bonola, Ghisallo, Trenno, Lampugnano, San Leonardo, Accursio, Musocco, Villapizzone, Garegnano, Vialba, Certosa, Quarto Oggiaro, Belgioioso.
- Zona 9 - Porta Volta, Centro Direzionale, Gioia, Isola, Zara, Lancetti/Dogana, Farini, Bovisa, Bovisasca, Dergano, Derganino, Montalbino, Prato Centenaro, Niguarda, Cà Granda, Affori, Comasina, Segnano, Bicocca, Sarca, Fermi, Astesani, Maciacchini, Bruzzano, Parco Nord, Seveso,

Cultura

Musei e Gallerie

Mura Spagnole
- Pinacoteca di Brera
- Pinacoteca Ambrosiana
- Biblioteca Ambrosiana
- Museo Poldi Pezzoli
- Civico Museo d'Arte Contemporanea
- Galleria d'Arte Moderna
- Triennale (Palazzo dell'Arte)
- Museo nazionale della scienza e della tecnologia "Leonardo da Vinci"
- Museo di Storia Naturale
- Castello Sforzesco
- Museo Egizio
- Museo della Preistoria e Protostoria
- Museo d'Arte Antica
- Palazzo Reale
- Museo Teatro alla Scala
- Padiglione di Arte Contemporanea
- Galleria Vinciana
- Museo Bagatti Valsecchi
- Museo degli Strumenti Musicali
- Museo delle Arti Decorative
- Museo Archeologico
- Museo di Milano
- Museo di Storia Contemporanea
- Museo del Risorgimento

Teatri

Padiglione di Arte Contemporanea A Milano le sale sono numerose e ogni anno vengono messi in scena circa 300 spettacoli. La città ha avuto la fortuna di ospitare due figure teatrali di livello internazionale: il regista Giorgio Strehler e l'attore-autore Dario Fo, premio nobel per la letteratura nel 1997. I teatri milanesi sono sparsi per tutta la città. Brera, il quartiere notturno per eccellenza, ne ospita tre, altre sale si trovano lungo corsi trafficati o vicoli nascosti, piazze note e strade decentrate. I teatri principali sono:
- Teatro alla Scala
- Teatro degli Arcimboldi
- Auditorium di Milano
- Piccolo teatro di Milano (nelle tre sedi Teatro Grassi, Teatro Strehler e Teatro Studio)
- Teatro Lirico
- Teatro Carcano
- CRT - Teatro dell'Arte
- Manzoni
- Ventaglio Nazionale
- Nuovo
- San Babila
- Smeraldo
- Ciak
- Della 14a
- Filodrammatici
- Litta
- Olmetto
- Out Off
- L'Elfo
- Porta Romana
- Franco Parenti
- Verdi

Le 9 Università

Milano ospita 5 Università statali:
- Politecnico di Milano
- Università degli Studi di Milano
- Università degli Studi di Milano-Bicocca
- Accademia di belle Arti di Brera
- Conservatorio di Musica "G. Verdi" di Milano Milano ospita 4 Università private:
- Università Cattolica del Sacro Cuore
- Università Commerciale Luigi Bocconi
- Università IULM
- Università Vita-Salute San Raffaele Un consorzio tra tali atenei (eccetto l'Accademia di Brera e il Conservatorio) ha dato luogo alla nascita di un collegio di eccellenza nel 2003: il Collegio di Milano.

Cucina e Gastronomia

A Milano le zone a più alta concentrazione di locali sono il centro storico, Brera e i Navigli. In generale, nel centro storico e a Brera si trovano i ristoranti più sofisticati ed eleganti, ai Navigli quelli più rustici, come trattorie e osterie. Inoltre numerosi sono i ristoranti con cucina etnica che rappresentano un'alternativa alla cucina tradizionale. Milano è considerata la città Italiana con i migliori ristoranti sia di carne che di pesce, ed i prezzi, mediamente elevati e su standard più Nord Europei che Italiani ne sono la dimostrazione. Ottimo anche il pesce; infatti il Mercato Generale del Pesce di Milano è il più grande del Sud Europa, e vi transitano ogni mattina la maggiorparte del pescato di tutta la nazione, che viene poi rivenduto in tutta Italia. Negli ultimi 20 anni sono stati aperte alcune centinaia di ristoranti di cucine straniere; quelli con maggior successo sono i ristoranti brasiliani, giapponesi, argentini, del Centro-Africa e del Sud Est Asiatico, oltre agli immabncabili ristoranti cinesi, presenti da ormai più di 60 anni. Oggi si contano circa 60 differenti cucine estere tra i vari ristoranti di Milano. Il primo 3 Stelle delle Michelin d'Italia è stato un ristorante di Milano, di Gualtiero Marchesi, così come il secondo 3 Stelle, Aimo e Nadia, e anche il 3°, l'Antica Osteria del Ponte di Cassinetta di Lugagnano. Ad oggi nella città di Milano vi è la più alta concentrazione di ristoranti di eccellenza così definiti dalle guide specializzate.
I piatti tipici della cucina milanese sono:
- Risotto alla Milanese
- Cotoletta alla Milanese
- Osso buco
- Busecca
-
Cassoeula
- Panettone
-
Michetta
- Fritto Misto di Interiora
- Minestrone alla Milanese
- Risotto al Prezzemolo
- Risotto ai Porcini
- Supa de Scigol
- Riso con le Rape alla Milanese
- Piccata di Vitello al Prezzemolo
- Asparagi alla Milanese
- Gorgonzola
- Taleggio
- Risotto al salto
- Risotto spumante e scamorza
- Risotto al Gorgonzola
- Risotto mantecato

Sport

Cassoeula Milano ha una tradizione sportiva che la colloca al vertice, oltre che in Italia, in tutta Europa. È l'unica città Europea ad avere 2 squadre di calcio, Milan ed Inter, che hanno vinto sia la Coppa dei Campioni d'Europa che la Coppa Intercontinentale. L'Olimpia Milano è una delle società di basket tra le più titolate a livello mondiale. In altri sport cosiddetti minori le squadre di Milano sono sovente ai vertici Nazionali, come nell'Hockey Ghiaccio e nel Rugby. In quasi tutti gli sport di squadra club meneghini hanno vinto almeno una volta un titolo di Campione d'Italia. Molti club dell'Area Metropolitana di Milano sono anch'essi ai vertici sportivi in molte discipline (Cantù e Varese nel Basket, Sesto San Giovanni e Bergamo nel Basket femminile, Cernusco nell'Hockey Prato, Monza nell'Hockey Pista, le Canottieri nella Pallanuoto), Bergamo e Legnano nel Football Americano. Grandissima tradizione anche nella scherma, nella ginnastica e nell'atletica leggera, soprattutto con la squadra di San Donato Milanese. Le squadre più titolate di Milano sono:
- Associazione Calcio Milan - calcio - 17 scudetti, 6 coppe dei campioni, 2 coppe delle coppe, 3 coppe intercontinentali
- Internazionale Football Club - calcio - 13 scudetti, 2 coppe dei campioni, 3 coppe Uefa, 2 coppe intercontinentali
- Olimpia Milano - basket - 25 scudetti, 3 coppe dei campioni, 3 coppe delle coppe/Saporta, 2 coppe Korac, 1 coppa intercontinentale
- H.C. Milano - hockey ghiaccio - 15 scudetti, 2 Spengler Cup
- H.C.J. Milano Vipers - hockey ghiaccio - 5 scudetti, 2 Coppe italia, 2 supercoppe italiane
- H.C. Diavoli Rossoneri Milano - hockey ghiaccio - 4 scudetti, 3 Spengler Cup
- H.C. Devils Milano - hockey ghiaccio - 3 scudetti, 1 Alpenliga
- Pallacanestro Milano - basket femminile - 6 scudetti, 1 coppa Cev
- Canottieri Milano - basket femminile - 4 scudetti
- Vipers - hockey ghiaccio - 5 scudetti, 2 coppe Italia, 2 supercoppe, 1 Alpenliga
- Amatori Rugby Milano - rugby - 18 scudetti
- Milano - baseball - 8 scudetti
- Assi Milano - basket - 6 scudetti
- Rhinos Milano - football americano - 4 scudetti
- Rari Nantes - pallanuoto - 2 scudetti
- Canottieri Olona - pallanuoto - 1 scudetto
- Pharaones Milano - football americano - 1 scudetto
- GUF Milano - hockey prato - 1 scudetto
- SEF Costanza Milano - basket - 1 scudetto
- Internazionale Milano - basket - 1 scudetto Milano è tradizionalmente sede dell'ultima tappa del Giro d'Italia:
- 1990 (11 giugno): 20a tappa, vinta da Mario Cipollini.
- 1991 (16 giugno): 21a tappa, vinta da Mario Cipollini.
- 1992 (14 giugno): 21a tappa, cronometro individuale, vinta dallo spagnolo Miguel Induráin.
- 1993 (13 giugno): 21a tappa, vinta da Fabio Baldato.
- 1994 (12 giugno): 22a tappa, vinta da Stefano Zanini.
- 1995 (4 giugno): 22a tappa, vinta da Giovanni Lombardi.
- 1996 (9 giugno): 22a tappa, vinta dall'ucraino Serguei Outschakov
- 1997 (8 giugno): 22a tappa, vinta da Mario Cipollini.
- 1998 (7 giugno): 22a tappa, vinta da Gian Matteo Fagnini.
- 1999 (6 giugno): 22a tappa, vinta da Fabrizio Guidi.
- 2000 (4 giugno): 21a tappa, vinta da Mariano Piccoli.
- 2001 (10 giugno): 21a tappa, vinta da Mario Cipollini.
- 2002 (2 giugno): 20a tappa, vinta da Mario Cipollini.
- 2003 (1 giugno): 21a tappa, cronometro individuale, vinta dall'ucraino Serhiy Honchar.
- 2004 (29 maggio): 20a tappa, vinta da Alessandro Petacchi.
- 2005 (29 maggio): 21a tappa, vinta da Alessandro Petacchi.

Eventi e Commemorazioni


- 7 dicembre: Sant'Ambrogio (patrono della città)
- 18 aprile: Commemorazione incidente Grattacielo Pirelli
- 8 ottobre: Commemorazione vittime incidente aereo di Linate

Città gemellate

Milano è gemellata con 14 città del mondo:
- 20px Betlemme, Israele
- 20pxBirmingham, Inghilterra
- 20pxChicago, USA
- 20pxCracovia, Polonia
- 20pxDakar, Senegal
- 20pxFrancoforte sul Meno, Germania
- 20pxLione, Francia
- 20pxMelbourne, Australia
- 20pxOsaka, Giappone
- 20pxSan Pietroburgo, Russia
- 20pxSan Paolo, Brasile
- 20pxShanghai, Cina
- 20pxTel Aviv, Israele
- 20pxToronto, Canada

Amministrazione comunale


- Sindaci di Milano

Bibliografia


- Bonvesin de la Riva:
De magnalibus urbi Mediolani (1274)
- Giorgio Giulini:
Memorie spettanti alla storia di Milano 12 volumi (1760-1761)
- Pietro Verri:
Storia di Milano (1771 - 1797)
- Giuseppe Rovani:
Cento anni (1859-1864)
- Storia di Milano in 16 volumi. Fondazione Treccani degli Alfieri (1953-1962)
-
Guida d'Italia - Milano Touring Club Italiano IX ed. (1985)

Voci correlate


- Fondazione di Milano
- Storia di Milano
- Ducato di Milano
- Elenco dei Signori di Milano
- Arcidiocesi di Milano
- Poesia dialettale milanese
- Politecnico di Milano
- Provincia di Milano
- Istituto Scientifico Universitario San Raffaele
- AC Milan
- F.C. Internazionale (Appiano Gentile)
- Aperitivo_Milanese

Collegamenti esterni

Informazioni


- [http://www.comune.milano.it/ Comune di Milano] - Sito ufficiale
- [http://www.vivimilano.it ViviMilano] - Informazioni sulle attività culturali di Milano e dintorni
- [http://www.milano-online.net Milano on-line]

Trasporti


- [http://www.atm-mi.it/ ATM - Azienda Trasporti Milanese]
- [http://www.metropolitanamilanese.it/ MM-Metropolitana milanese]
- [http://www.msrmilano.com/ MSR - Milano] (Sito amatoriale)
- [http://www.sottomilano.it/ Sottomilano.it] (Sito amatoriale)
- [http://www.metroetram.altervista.org/ Metro&Tram - Trasporti su rotaia di Milano] (Sito amatoriale)

Economia


- [http://www.mi.camcom.it Camera di Commercio di Milano]
- [http://www.fieramilano.com Fiera di Milano]

Università


- [http://www.polimi.it/ Politecnico di Milano]
- [http://www.unibocconi.it/ Università Commerciale Luigi Bocconi]
- [http://www.unicatt.it/ Università Cattolica del Sacro Cuore]
- [http://www.unimi.it/ Università degli Studi di Milano]
- [http://www.unimib.it/ Università degli Studi Milano Bicocca]
- [http://www.iulm.it/ Isituto Universitario di Lingue Moderne]
- [http://www.unihsr.it/ Università Vita-Salute San Raffaele]
- [http://www.consmilano.it/ Conservatorio di Musica "Giuseppe Verdi"]
- [http://www.teologiamilano.it/frameinfo1.html/ Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale]

Cultura


- [http://www.triennale.it Triennale di Milano]

Progetti urbanistici


- [http://www.nuovopolofieramilano.it/ Nuovo Polo Fiera Milano] (Sito ufficiale)
- [http://www.progettogaribaldi.com/ Progetto area Garibaldi/Repubblica] (Sito amatoriale)

Galleria fotografica

Immagine:Duomo143.jpg|Il Duomo Immagine:Duomolontano.JPG|Il Duomo visto da Piazza Mercanti Immagine:Madonnina54.JPG|La Madonnina in cima al Duomo Immagine:Pillarduomo.JPG|Alcuni pilastri del Duomo Image:218144.jpg|Il Naviglio Grande Image:Navigliograndenotte.jpg|Il Naviglio Grande di notte Image:Lavandai 1.jpg|Il Naviglio Grande, Vicolo Lavandai Image:Chiesa 2 borromeo.JPG|La chiesa di Sant'Alessandro Image:Chiesa via san vittore.JPG|La chiesa di San Vittore Image:Sanfedele.JPG|La chiesa di San Fedele Image:218178.jpg|La Porta Ticinese Image:218139.JPG|Il famedio del cimitero monumentale Image:La scala.JPG|Il Teatro alla Scala e la sua piazza Image:Cadorna.jpg|Piazza Cadorna: il monumento Ago & Filo Image:Repubblicamilano.jpg|Il quartiere finanziario Image:Galva.jpg|La torre Galfa Image:Certosagaregnano.JPG|La certosa di Garegnano Image:Garegnano44.JPG|Interno della certosa di Garegnano Image:Smaurizioinside.jpg|Interno della chiesa di San Maurizio Image:Velasca3.JPG|La torre Velasca Image:Svizzero777.jpg|Il centro svizzero Image:Pharmaciabn.JPG|Il Gemini Center Image:Turati2331.jpg|Via Turati Immagine:Castellosfo23.jpg|Castello Sforzesco Immagine:Laborsa1.jpg|Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano Immagine:Palasportmonte32.jpg|Palazzo dello Sport di Via Sant'Elia Immagine:Servteccom.jpg|Grattacielo dei Servizi Tecnici Comunali Immagine:Pirelloneegalfa.jpg|Grattacielo Pirelli e Torre Galfa Immagine:Repubblica104.jpg|Piazza della Repubblica Immagine:Geminicentersunset.jpg|Gemini Center al tramonto Immagine:Piccoloteatro65.jpg|Piccolo Teatro Giorgio Strehler Immagine:Lascala44.jpg|Teatro La Scala Immagine:Gallerianotte44.jpg|Galleria Vittorio Emanuele II° Immagine:Gallerianotte45.jpg|Galleria Vittorio Emanuele II° e Piazza Duomo Immagine:Tramontogenn05.jpg|Tramonto sul quartiere Lorenteggio Immagine:Idroscalo432.jpg|Vista dell'Idroscalo verso Sud Immagine:Piazzamercanti87.jpg|Piazza Mercanti Immagine:Cimiterotrenno.jpg|Cimitero Inglese di Trenno Immagine:Mercanti4.JPG|Piazza Mercanti Immagine:Duomo976.JPG|Vista laterale del Duomo Immagine:SanCristoforo.jpg|San Cristoforo Immagine:Darsena65.jpg|Nebbia sulla Darsena Immagine:LambroMilano.jpg|Parco Lambro

Mappa

. Milano Categoria:Comuni della provincia di Milano Categoria:Comuni della Lombardia Categoria:Comuni italiani ja:ミラノ ko:밀라노 simple:Milan


Limes

Il Limes era - al tempo dell'Impero romano - un insieme di barriere per lo più naturali (come fiumi e montagne) che venivano intervallate da strade ed erano presidiate da soldati; tali barriere correvano lungo le linee di frontiera. Il termine deriva infatti dal vocabolo latino che sta a significare linea di confine: in un certo senso l'equivalente della Grande muraglia cinese o della più recente Linea Maginot. Il limes non poteva considerarsi una vera e propria fortificazione stabile poiché veniva spostato in base alle esigenze logistico-militari e ricostruito di volta in volta. Oggi con questo termine gli storici si riferiscono soprattutto a quello che si estendeva in Germania, fra il Reno e il Danubio (e lungo 548 km) da Rheinbrohl, vicino Neuwied, a Kelheim an der Donau. Resti del limes romano ed un importante museo si trovano nella città di Aalen. Le opere di fortificazione del limes iniziarono con la dinastia Flavia ed ebbero termine con quella Antoniniana. Durante il regno dell'imperatore Domiziano, il limes consisteva in strade presidiate da truppe e da torri in legno con il compito di avvistamento e sorveglianza; alla metà del II secolo, Antonino Pio fece costruire - in sostituzione di quelle in legno - delle torri in pietra. Tra il II e il III secolo, sotto Caracalla, furono aggiunti come ulteriori sbarramenti fossati, palizzate e terrapieni; infine, nel IV secolo il limes venne ulteriormente rafforzato con campi militari. Di Antonino Pio è famoso il vallo che porta il suo nome e che fu fatto da lui costruire nel 142 tra i fiumi Forth e Clyde a difesa dalle invasioni scozzesi. Ancor più noto è il Vallo di Adriano, situato sempre nell'Inghilterra settentrionale, del quale molti resti sono ancor oggi visibili. Era stato fatto erigere da Adriano intorno al 122 a difesa della Britannia romana ed era arricchito di castelli, torri e fossati. Altri particolari tipi di limes si trovare nelle province africane oltre che in Dacia e in Mesia. Col passare del tempo però la strada si rivelò sempre l'elemento migliore per la struttura, il cui scopo principale rimaneva il controllo sul transito delle merci, delle persone e dei militari in movimento dalla periferia verso il centro dell'Impero. Raffigurazioni del limes romano si possono scorgere nei fregi della Colonna Traiana: una scena in particolare ben raffigura la riva destra del Danubio con posti di guardia difesi da palizzate, cataste di legna e covoni di paglia che, se incendiati, servivano come segnalazione. Il limes romano è incluso dal 1987 nella lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Collegamenti esterni


- [http://whc.unesco.org/en/list/430 Descrizione dell'UNESCO] Categoria:Patrimoni dell'umanità in Germania categoria:Roma antica

Diocleziano

Gaius Aurelius Valerius Diocletianus (Spalato 243 circa - ivi 313 circa), nato Diocle, fu un imperatore romano dal 20 novembre 284 al 1 maggio 305 Nato in Illiria figlio liberto di uno scriba del senatore Anullino, Diocle scalò velocemente i gradi dell'esercito romano. Campione dell'esercito, il 20 novembre 284 fu scelto per sostituire Numeriano assassinato da Ario Apro, suo prefetto del pretorio, e in seguito all'assassinio di Carino, nel luglio 285, divenne unico imperatore, cambiando il nome in Diocleziano. Salito sul trono, Diocleziano stimò che il sistema di governo dell'impero era inefficace per garantire un adeguato controllo di un territorio tanto vasto e militarmente minacciato su più fronti. Istituì quindi la tetrarchia, un sistema di governo quadricefalo che divideva l'impero in due metà, una occidentale e l'altra orientale. Due imperatori (col titolo di Augustus) erano a capo dei due territori ed erano coadiuvati da due successori (col titolo di Caesar) di loro scelta, i quali avevano un controllo quasi diretto sulla metà del territorio governato dal loro Augustus. La tetrarchia terminò nel 320, quando Costantino riuscì a riunificare il controllo imperiale nelle sue mani. Introducendo il nuovo sistema di governo, Diocleziano si dichiarò Augustus dell'Oriente, con capitale Nicomedia, e nominò Massimiano Augustus dell'Occidente, con capitale Milano. Per la prima volta nella storia dello stato romano, Roma, lontana dai luoghi di maggior pericolo militare, perdeva lo status di capitale. Nel 292, Diocleziano nominò Galerio suo Caesar, e Massimiano fece lol stesso con Costanzo Cloro.

L'attività militare

Ereditato un impero indebolito da un cinquantennio di disordini, Diocleziano si trovò impegnato a combattere ripetutamente sul fronte orientale, mentre Massimiano amministrava la parte occidentale. Diocleziano ricacciò al di là del Danubio i Sarmati, schiacciò una rivolta in Egitto nel 294, respinse il re persiano Narsete che aveva sconfinato in Armenia (297). Queste vittorie garantirono un periodo relativamente lungo di tranquillità, durante il quale Diocleziano potè attuare una drastica ma decisiva riforma dell'esercito che segnò tutto il basso impero romano.

Riforma dell'esercito

Diocleziano riformò ed organizzò l'esercito romano che era uscito dalla grande crisi del III secolo. Alcuni suoi atti erano già stati in parte preceduti dalle trasformazioni volute dei suoi predecessori, ma Diocleziano impostò una organica riorganizzazione. Le nuove necessità difensive imponevano di puntare più che come in passato sulla "qualità" (un esercito ridotto nel numero ma ben addestrato e armato), sulla "quantità": le truppe, quasi il doppio dei precedenti effettivi, furono suddivise tra limitanei, incaricati della difesa dei confini e contemporaneamente della coltivazione delle terre in prossimità di essi, più contadini che soldati, e in comitatenses, per le manovre rapide, e in palatini o guardie di palazzo. I limitanei avevano il compito di fermare gli invasori abbastanza a lungo da far intervenire la riserva strategica dall'interno, che per la suddivisione tetrarchica era suddivisa in quattro parti, ciascuna comandata da un comandante nominato dal tetrarca.

La politica interna

La crisi dell'mpero nel precedente mezzo secolo, aveva comportato pesanti conseguenze economiche e sociali. Diocleziano prese atto delle trasformazioni subite dalla società e impostò una radicale opera di riforma amministrativa e fiscale, che consentì di arrestare la crisi. Venne razionalizzato il sistema fiscale, eliminando antichi privilegi ed esenzioni. La quantità delle tasse veniva attentamente calcolata ogni anno sulla base delle necessità (redigendo per la prima volta un bilancio annuale) e sulla base delle risorse esistenti, determinate da un censimento. Furono unificate le tasse fondiarie (pagate dai proprietari di terre) e le tasse sulla persona (pagate dai contadini): l'unità fiscale della superficie di terreno (jugum) corrispondeva ad un lavoratore (caput): in base ai propri possedimenti e ai lavoratori che vi erano occupati i proprietari terrieri erano tenuti a fornire allo stato beni in natura per il mantenimento dell'esercito, soldati per l'esercito e manodopera per le opere pubbliche. I più ricchi potevano sostituire la tassazione in natura con monete d'oro. Per facilitare l'amministrazione e il controllo fu inoltre potenziata la burocrazia centrale e si moltiplicarono le suddivisioni amministrative: le quattro parti dell'impero (prefetture), governata ciascuna da uno dei tetrarchi, furono affidate per l'amministrazione a un "prefetto del pretorio". Le prefetture erano suddivise in 12 "diocesi" con a capo i "vicarii", a loro volta divise in "province" con a capo "correctores" o "presides", e queste in "municipia" e "curiae". La raccolta delle imposte fu affidata all'amministrazione civile, che venne completamente staccata da quella militare: la prima aveva a capo i quattro "prefetti del pretorio", mentre l'esercito veniva affidato a governatori o proconsoli. La raccolta delle imposte per le necessità della difesa fu considerata responsabilità delle classi dirigenti locali, che ne rispondevano di tasca propria. Per dare stabilità al sistema furono inquadrati in corporazioni ereditarie anche operai e artigiani. Diocleziano tentò anche di ridare valore alla moneta d'argento, aumentando la quantità di metallo prezioso nelle nuove emissioni, e per contenere l'inflazione i prezzi massimi furono fissati dall'Editto sui prezzi massimi (de pretiis rerum venalium) del 301. Questi provvedimenti tuttavia non ebbero successo: la nuova moneta scomparve rapidamente dal mercato in quanto si preferiva conservarla (tesaurizzazione), e i prezzi fissati fecero scomparire alcuni beni dal mercato ufficiale per essere venduti alla borsa nera. Infine, si perfezionò il processo di esautoramento del Senato romano come autorità decisionale: l'impero divenne una monarchia assoluta e assunse caratteristiche tipiche delle monarchie orientali, come l'origine divina del monarca e la sua adorazione.

Gli ultimi anni

Gli ultimi anni di Diocleziano al potere furono caratterizzati dall'ultima grande persecuzione dei Cristiani, iniziata nel 303 e condotta con ferocia soprattutto nell'Oriente, dove la religione cristiana era ormai notevolmente diffusa. Dopo avere festeggiato il ventennale del proprio governo, Diocleziano annunciò il 1 maggio 305, unitamente a Massimiano, la rinuncia al titolo di Augustus (unico imperatore romano nella storia ad avere rinunciato al proprio incarico), e si ritirò in un meraviglioso palazzo fatto costruire appositamente nella nativa Spalato (allora, Solona). Nel 308 accettò di partecipare al convegno di Carnunto, convocato per risolvere le tensioni causate dalla nomina di Massenzio ad Augustus, ma rifiutò la proposta di Massimiano e Galerio di ritornare a esercitare le funzioni di Augustus, ritirandosi definitivamente dalla vita politica.

Diocesi istituite da Diocleziano

Collegamenti esterni


- [http://www.st.carnet.hr/split/diokl.html Palazzo di Diocleziano a Spalato (in inglese)]

Saggi storici sul personaggio


- "Diocleziano,un autocrate riformatore", saggio storico di Stephen Williams edito dalla ECIG.

Romanzi


- "La sacerdotessa di Avalon (1999) di Marion Zimmer Bradley. Un fantasy con a sfondo la tetrarchia e la vita di Costantino
- "Numerius", romanzo-saggio dell'esordiente V.Martucci (2005) con a tema il periodo tetrarchico, edito da Schena Editore.
- Fabiola o la Chiesa delle catacombe (1852), romanzo storico cristiano del Cardinale Nicholas Wiseman con a tema l'era dei martiri e la fine tragica degli ultimi persecutori.

Fonti antiche


- Lattanzio, De mortibus persecutorum
- Aurelio Vittore,Epitome de Caesaribus
- Historia Augusta
- Eusebio di Cesarea, Historia Ecclesiae Categoria:Imperatori romani Categoria:Biografie ja:ディオクレティアヌス

Fanteria

La fanteria, anche definita Regina delle battaglie, è la componente fondamentale di ogni esercito, antico o moderno. I reparti di fanteria nascono come unità militari economiche, non impiegano equipaggiamento sofisticato e hanno bisogno di pochi rifornimenti: sono composte di soldati appiedati, muniti di armi individuali e di poche armi di reparto, e il loro pregio maggiore è quello di poter combattere in qualunque condizione e su ogni tipo di terreno. Nell'impiego sono destinate agli scontri di massa, al consolidamento delle posizioni e al controllo del territorio. Nel corso degli anni si sono naturalmente evolute, complici i progressi tecnologici e lo snellimento generalizzato delle forze armate di tutti i Paesi, in unità più piccole, dinamiche ed efficaci, con compiti altamente specializzati: il loro impiego può prevedere attività di acquisizione obiettivi, pattugliamento, rastrellamento, interdizione d'area, sabotaggio e antiguerriglia.

Storia della fanteria

Dalla nascita al Medio Evo

antiguerriglia Anticamente la fanteria costituiva il grosso dell'esercito, a fronte di reparti di cavalleria numericamente esigui che venivano usati in genere per azioni di disturbo, per incalzare nemici già in fuga o per attacchi secondari: l'urto principale era sempre quello delle due fanterie nemiche. Queste erano divise fra fanti leggeri, con solo spada e scudo o addirittura con armi rimediate, e fanti pesanti, che oltre alle armi avevano anche un'armatura completa. Molto spesso i fanti avevano, oltre la spada, anche una lancia o giavellotto che lanciavano contro gli avversari poco prima del contatto corpo a corpo; inoltre una parte consistente della fanteria leggera era costituita da arcieri e frombolieri. Gli eserciti più potenti dell'antichità basavano la loro forza su particolari schemi di combattimento della fanteria pesante, come la falange macedone e la testuggine romana.

La fanteria di linea

testuggine romana Caduto l'impero romano, durante il periodo feudale la fanteria regredisce. Chi prende le armi per difendere un territorio ne assume anche il controllo come feudatario, e combatte a cavallo, lui e pochi altri suoi pari, perché nel feudo è l'unico a poterselo permettere. In questo periodo la fanteria è costituita da mercenari o da servi della gleba arruolati a forza nelle terre del feudo: si può ben immaginare quanto poco fossero motivati a combattere e quanto scarso fosse il rendimento in battaglia di queste truppe. Con l'avvento delle armi da fuoco però, la fanteria compie un salto di qualità e nasce la figura del fuciliere (o moschettiere): i reparti di fanteria vengono riorganizzati per usare la nuova arma e lo schieramento delle unità cambia da rettangolare a lineare, cioè disposto su due linee di soldati, una in piedi e l'altra inginocchiata, che facevano fuoco alternativamente mentre l'altra linea ricaricava il fucile, che era ad avancarica. Da questo schieramento, mantenuto per tre secoli fino all'avvento delle armi da fuoco moderne (armi a retrocarica, armi automatiche e mitragliatrici) nasce la designazione fanteria di linea che si è mantenuta in uso fin quasi ai giorni nostri.

La fanteria oggi

mitragliatrici Dalla fine del secondo conflitto mondiale, la presenza del deterrente nucleare e la nascita di organismi di controllo internazionali come l'O.N.U. ha fatto sì che non si generassero più scontri su scala così ampia da richiedere l'impiego di grandi reparti di fanteria come succedeva in passato. Lo strumento militare è cambiato, e con esso le sue componenti fondamentali. Oggi la fanteria si articola in unità snelle, veloci, dinamiche ed altamente specializzate, destinate ad essere impiegate per compiti specifici in ambiti ben circostanziati e con armamento tecnologicamente avanzato. Se prima l'impiego della fanteria avveniva dislocando brigate o reggimenti, mediante l'articolazione di complesse manovre sul campo di battaglia, oggi si fa riferimento alla singola squadra, nella quale ogni individuo è di per sè un sistema d'arma completo in grado di ottenere il massimo effetto con il minimo sforzo. Anche per quanto riguarda gli spostamenti, dove prima grandi reparti marciavano verso l'obiettivo adesso piccole squadre si muovono per cielo (aerotrasportati), mare (anfibi) e terra (meccanizzati) a bordo di mezzi veloci e pesantemente armati in modo tale da poter essere impiegati durante tutto lo svolgimento dell'azione, e non solo per raggiungere la base di partenza della stessa.

Specialità della fanteria

Fucilieri

Inquadrati generalmente in unità meccanizzate o aerotrasportate, sono i componenti base della fanteria. Equipaggiati con armamento individuale e/o con armi di reparto (mitragliatrici pesanti, armi anticarro) sono destinati allo svolgimento di attività quali pattugliamento, sorveglianza, difesa stanziale.

Assaltatori, tiratori scelti, incursori e commando

O.N.U. Sono i reparti maggiormente specializzati. Inquadrati in unità aerotrasportate od anfibie, sono in grado di operare in qualunque teatro o condizione. Sono destinate ad azioni veloci e mirate di grande valenza tattica (incursioni, acquisizione obiettivi, sabotaggio, antiguerriglia) e dotate di armamento individuale specifico ed esplosivi.

Osservatori ed esploratori

Sono l'evoluzione delle unità di cavalleria: unità veloci, generalmente meccanizzate (o dotate di elicotteri), destinate all'esplorazione avanzata della zona di operazioni, allo scopo di acquisire informazioni sull'entità delle forze nemiche e sulle caratteristiche del territorio. Sono ampiamente in grado di ingaggiare il combattimento in caso di contatto, ma per loro natura non sono destinate allo scontro prolungato. Oltre all'armamento individuale sfruttano le armi a lungo raggio di cui sono dotati i mezzi che li trasportano.

Unità di fanteria nell'Esercito italiano

O.N.U. I più antichi reggimenti di fanteria italiana hanno origine nei reparti della fanteria sabauda, le cui prime unità organiche nascono nel 1619 sotto Carlo Emanuele I.
Nel 1664 sei reggimenti saranno ordinati e denominati come le provincie dello stato sabaudo, ad eccezione delle "Guardie".
Nel 1798, dopo l'occupazione francese, Carlo Emanuele IV scioglie le truppe dal giuramento. Le unità nazionali saranno ricostituite dopo il 1814, ed arriveranno ad essere 24 nel 1848. L'Arma di Fanteria, formata dai Granatieri e dalle unità di linea, si sviluppa progressivamente aprendosi a nuove specialità.
Nel 1836, da un'intuizione del Capitano Alessandro La Marmora, nascono i Bersaglieri da alcune unità dei Granatieri. Nel 1872 è la volta di Giuseppe Perrucchetti con gli Alpini.
Nell'estate del 1917, in piena Grande guerra, nacquero ufficialmente gli Arditi (vedi Reparti d'assalto), presso la 2.a armata, per iniziativa del Gen. Capello (com.te della 2.a armata), del Gen. Grazioli (com.te della brigata Lambro) e del ten. col. Bassi (com.te di un btg. f.). Il 12 giugno, in località Russiz, frazione di Capriva del Friuli, fu costituita una compagnia di formazione, agli ordini di Bassi, con 4 plotoni di fanteria, una sezione mitragliatrici e una artiglieria someggiata, con elementi provenienti dalla 2.a armata. Risultando poi, nel proseguire (il 5 luglio fu autorizzata la costituzione del I° Reparto d'assalto), insufficiente il campo di Russiz, venne creato un nuovo campo d'addestramento sulla riva destra del Natisone, in località Sdricca di Manzano, con tanto di collina "tipo" per le esercitazioni. Nel campo di Sdricca il I° Reparto d'assalto fu "consacrato" dalla visita del Re (effettuata il 29 luglio, che restò come data di nascita del corpo degli Arditi). Il battesimo del fuoco degli Arditi si ebbe con la battaglia della Bainsizza (18 e 19 agosto 1917), allorchè la 1.a e la 2.a compagnia del I° Reparto d'assalto aprirono la via alla 22.a divisione del XXVII CdA, passando l'Isonzo a Loga e Auzza e conquistando le alture del monte Fratta. Nelle stesse giornate la 3.a compagnia effettuò un attacco in località Belpoggio, sul monte S. Marco vicino a Gorizia.
Fra il 1938 ed il 1939 nascono le prime unità Paracadutisti.
Nel 1950 nascono i Lagunari, la specialità più giovane dell'Arma.
Negli anni settanta iniziarono ad essere usate anche in Italia le dizioni d'arresto, motorizzata e meccanizzata per qualificare l'uso e le capacità dei vari battaglioni, che ora si chiamano semplicemente di fanteria solo se addetti all'addestramento delle reclute.

Fanteria d'Arresto dell'Esercito italiano

La Fanteria d'Arresto dell'Esercito italiano nacque nel 1962, per trasformazione dei precedenti Battaglioni da posizione via via creati a partire dal 1951. La Fanteria d'Arresto aveva il compito, in caso di attacco proveniente dagli ex Paesi dell'Est (Patto di Varsavia), di bloccare o comunque ritardare l'avanzata nemica, permettendo all'Esercito italiano di organizzarsi per la successiva difesa. Lo scopo veniva raggiunto, in cooperazione con altri Reparti mobili, con l'ausilio di fortificazioni permanenti, dette "opere" composte, principalmente, da cannoni anticarro, mitragliatrici, posti di osservazione e posti di comando. Tali opere, costruite anche con fondi NATO, erano dislocate nel Friuli-Venezia Giulia e si estendevano dal confine con la ex Jugoslavia (ora Slovenia) sino al fiume Tagliamento, da est verso ovest e dal Passo di Tanamea alla zona compresa fra la foce del Timavo e quella dell'Isonzo, da nord a sud. Nella zona più a nord e seguendo il confine sino al Trentino-Alto Adige, operavano gli Alpini, con appositi Reparti di Alpini d'Arresto. La maggior parte delle fortificazioni era costruita attorno o in prossimità degli assi stradali più importanti e di importanti ponti stradali o ferroviari (ad esempio Ponte della Delizia e Dignano). Scopo principale della fortificazione permanente era di sostenere lo sforzo di contenimento e di contrasto contro un eventuale invasore da parte delle unità corazzate e meccanizzate. In sostanza, la fortificazione avrebbe dovuto servire a: contenere le forze avversarie e comunque a rallentarne il movimento; incanalarle lungo assi che avrebbero favorito l'intervento delle Forze Armate italiane; costituire perno di manovra per le unità mobili della difesa; difendere e tenere zone particolarmente importanti per la difesa o chiudere assi di penetrazione secondari, attraverso i quali potevano essere tentate manovre di aggiramento o di alleggerimento. La composizione delle opere era molto variabile a seconda della zona in cui si trovavano, del compito loro affidato, del tipo di avversario che avrebbero dovuto contrastare (corazzato o motorizzato) e della morfologia del terreno. Con la fine della Guerra Fredda, tutte queste postazioni furono progressivamente smantellate: nel 1993 ne venne completata la dismissione. Per quanto riguarda i Reparti che ne facevano parte, questa era la situazione subito dopo la ristrutturazione dell'Esercito italiano avvenuta nel 1975 - 1976:
- 33° btg. f.arr. "Ardenza" Brigata Gorizia (dal 1986: Brigata Vittorio Veneto) Decorato di Ordine Militare d'Italia, di due Medaglie d'Argento al Valor Militare e di una Medaglia di Bronzo al Valor Civile. Il battaglione festeggia la battaglia della Bainsizza (23/08/1917) dove si guadagna la Medaglia d'Argento al Valor Militare. Costituito il 5 maggio 1859, si scioglie il 30 novembre 1991 a Fogliano di Redipuglia (GO). Motto: "Col sacrificio la gloria".
- 52° btg. f.arr. "Alpi" Divisione Mantova (dal 1986: Brigata Mantova) Decorato di Ordine Militare d'Italia, Medaglia d'Oro, tre Medaglie d'Argento e tre di Bronzo al Valor Militare ed una al Valore dell'Esercito. Il battaglione festeggia la battaglia di Sidi Bilal in Libia (20/09/1912) dove si guadagna la Medaglia d'Oro al Valor Militare. In data 2 gennaio 1919 adotta la cravatta rossa, simbolo garibaldino, a ricordo dei Cacciatori delle Alpi dai quali discende. Costituito il 17 marzo 1859, viene sciolto il 31 marzo 1993 a Cividale del Friuli (Ud) e ricostituito con funzioni addestrative. Si scioglie definitivamente il 31 agosto 1996 a Portogruaro (Ve). Motto: "Obbedisco".
- 53° btg. f.arr. "Umbria" Divisione Folgore (dal 1986: Brigata Gorizia) Decorato di Ordine Militare d'Italia, Medaglia d'Oro e tre Medaglie d'Argento al Valor Militare. Il battaglione festeggia la battaglia del Don in Russia (18/12/1942) dove merita la Medaglia d'Oro al Valor Militare. Costituito il 16 aprile 1861, si scioglie il 31 marzo 1993 a Pavia di Udine (Ud). Motto: "Sento in cuor l'antica Patria". Il 53° btg. f.arr. "Umbria", costituitosi a Pavia di Udine il 1 ottobre 1976, deriva dal I° battaglione del 53° rgt. f.arr. "Umbria", che a sua volta era stato ricostituito a Jalmicco (Ud) il giorno 1 luglio 1963. In origine, il Reggimento fu costituito in Palermo il 16 aprile 1861. Nel 1866 partecipò alla guerra contro l'Austria e nello stesso anno intervenne nella repressione delle insurrezioni in Sicilia (allora fu concessa alla Bandiera la prima Medaglia d'Argento al Valor Militare). Negli anni successivi, fino al 1870, partecipò in Sicilia alla repressione del brigantaggio e al soccorso delle popolazioni colpite dal colera. Nella prima guerra mondiale il Reggimento fu impegnato nel Cadore e successivamente, nel 1917, il III° Battaglione nella zona tra il Monte Spinoncia e la val Calcino. Nella seconda guerra mondiale, nel giugno del 1940, il Reggimento, inquadrato nella Divisione "Sforzesca", si schierò sulla linea di confine con la Francia. Su tale fronte si distinsero particolarmente il caporale Noè ed il sergente Macrì, entrambi decorati di Medaglia d'Oro al Valor Militare. Nel gennaio 1941 il Reggimento raggiunse il fronte greco-albanese ove si coprì di gloria in numerosi combattimenti. Su tale fronte venne concessa la Medaglia d'Oro al Valor Militare al maggiore Campana, comandante del III° Battaglione e la seconda Medaglia d'Argento alla Bandiera. Nel 1942 venne inviato in Russia ove, a Jagodnij, ottenne la terza Medaglia d'Argento alla Bandiera e per l'eroico comportamento durante il ripiegamento, la Medaglia d'Oro alla Bandiera. Decimato e sciolto venne ricostituito il 13 maggio 1943. Sciolto nuovamente alla fine della guerra il Reggimento, come sopra detto, è stato ricostituito il 1 luglio 1963 e ha assunto la denominazione di 53° Reggimento Fanteria d'Arresto "Umbria", inquadrato nella divisione di fanteria "Folgore".
- 63° btg. f.arr. "Cagliari" Brigata Gorizia Decorato di due Croci dell'Ordine Militare d'Italia, due Medaglie d'Argento, una Medaglia di Bronzo ed una Croce di Guerra al Valor Militare. Il battaglione festeggia il combattimento di Polazzo (02/07/1915) dove si guadagna la Medaglia d'Argento al Valor Militare. Costituito il 1 agosto 1862 si scioglie il 30 novembre 1991 a S. Lorenzo Isontino (Go). Motto: "Procedere non recedere".
- 73° btg. f.arr. "Lombardia" Divisione Ariete (dal 1986: Brigata Garibaldi) Decorato di Ordine Militare d'Italia, Medaglia d'Oro, Medaglie d'Argento e una di Bronzo al Valor Militare, una Medaglia d'Argento al Valore dell'Esercito. Il battaglione festeggia il combattimento di Boschini, Rubbia e Nad Logen sul Carso (12/08/1916) dove si guadagna la Medaglia d'Oro al Valor Militare. Dal 19 febbraio 1920 adotta la cravatta azzurra, simbolo di fedeltà, onore e valore, a ricordo dei Granatieri di Lombardia dai quali discende. Costituito il 1 dicembre 1859 si scioglie il 10 ottobre 1986 ad Arzene (Pn). Motto: "Acerrimus hostibus".
- 74° btg. f.arr. "Pontida" (quadro)
- 120° btg. f.arr. "Fornovo" Brigata Isonzo (dal 1986: Brigata Garibaldi) Decorato di Ordine Militare d'Italia, due Medaglie d'Argento e una Medaglia di Bronzo al Valor Militare e di una Medaglia di Bronzo al Valor dell'Esercito. Il battaglione festeggia il combattimento di Porte di Salton (15/06/1918) dove si guadagna la Medaglia d'Argento al Valor Militare. Costituito nel marzo del 1915 si scioglie il 30 novembre 1991 a Ipplis, frazione di Premariacco (Ud). Motto: "Più forte del destino". Il 120° btg. f.arr. "Fornovo", costituitosi a Ipplis di Premariacco il 1 ottobre 1976, deriva dal III° battaglione del 52° rgt. f.arr. "Alpi", che a sua volta era stato ricostituito (come fanteria d'arresto) a Tarcento (Ud) il 1 luglio 1963. In origine, come 120° Reggimento Fanteria "Emilia" fu costituito in Ravenna nel marzo del 1915, per partecipare alla prima guerra mondiale. Fu impegnato nella zona di Plava (dove meritò la prima Medaglia di Bronzo al Valor Militare) e successivamente, sul monte Nero, sul monte Mrzli e dopo la rotta di Caporetto, nella zona del monte Grappa. Il 15 giugno 1918, alle Porte di Salton, meritò alla Bandiera la Medaglia d'Argento al Valor Militare, mentre il Cap. Rapino Pantaleone venne decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria. Sciolto alla fine della grande guerra, venne ricostituito nel 1941 per partecipare alla seconda guerra mondiale: inquadrato nella 155^ Divisione "Emilia", si schierò in Jugoslavia, con compiti di presidio. Il 14 e 15 settembre 1943, difende con grande tenacia la piazza marittima di Cattaro, in Dalmazia, dall'attacco di soverchianti forze tedesche. Il I° btg. si sacrifica al completo e permette al resto del 120° di imbarcarsi e di raggiungere le coste pugliesi. Per l'eroico comportamento viene decorato con una seconda Medaglia di Bronzo al Valor Militare e numerosi suoi militi vengono decorati con la Medaglia d'Oro al Valor Militare (Cap. cpl. Arnaud Edmondo Bruno, Cap. cpl. Maira Arturo, Ten col. spe Manzelli Giuseppe, STen cpl. Vannucci Paolo). Dopo varie trasformazioni, viene sciolto nuovamente nel 1945, alla fine della guerra. Come sopra detto, è stato ricostituito il 1 ottobre 1976 con nuova fisionomia organica e ha assunto la denominazione di 120° Battaglione Fanteria d'Arresto "Fornovo", inquadrato nella brigata meccanizzata "Isonzo". Tutti questi Reparti oggi non esistono più: la loro organizzazione consisteva fondamentalmente nei plotoni P.O. (Presidio Opere) e nei plotoni D.V. (Difesa Vicina). Il plotone P.O. aveva come compito essenziale quello di raggiungere il più velocemente possibile l'opera ad esso affidata, di entrarvici e di presidiare la zona assegnata fino al sopraggiungere (eventuale...) della Brigata di rincalzo e contrattacco. Il plotone D.V. composto da fucilieri assaltatori, aveva al contrario come compito quello di difendere l'opera esternamente dagli assalti dei guastatori nemici e, una volta contrastato il primo attacco, eventualmente rifugiarsi all'interno dell'opera. Da qui il soprannome alla Scuola di Fanteria di Cesano di Roma di "Fanti d'arrosto" ...

Collegamenti esterni


- [http://www.esercito.difesa.it/root/unita2_sez/arma_ftr_index.asp Esercito Italiano - L'Arma di Fanteria]
- [http://www.associazionenazionaledelfante.it Associazione Nazionale del Fante] Categoria:Esercito italiano categoria:Guerra ja:歩兵

Limes

Il Limes era - al tempo dell'Impero romano - un insieme di barriere per lo più naturali (come fiumi e montagne) che venivano intervallate da strade ed erano presidiate da soldati; tali barriere correvano lungo le linee di frontiera. Il termine deriva infatti dal vocabolo latino che sta a significare linea di confine: in un certo senso l'equivalente della Grande muraglia cinese o della più recente Linea Maginot. Il limes non poteva considerarsi una vera e propria fortificazione stabile poiché veniva spostato in base alle esigenze logistico-militari e ricostruito di volta in volta. Oggi con questo termine gli storici si riferiscono soprattutto a quello che si estendeva in Germania, fra il Reno e il Danubio (e lungo 548 km) da Rheinbrohl, vicino Neuwied, a Kelheim an der Donau. Resti del limes romano ed un importante museo si trovano nella città di Aalen. Le opere di fortificazione del limes iniziarono con la dinastia Flavia ed ebbero termine con quella Antoniniana. Durante il regno dell'imperatore Domiziano, il limes consisteva in strade presidiate da truppe e da torri in legno con il compito di avvistamento e sorveglianza; alla metà del II secolo, Antonino Pio fece costruire - in sostituzione di quelle in legno - delle torri in pietra. Tra il II e il III secolo, sotto Caracalla, furono aggiunti come ulteriori sbarramenti fossati, palizzate e terrapieni; infine, nel IV secolo il limes venne ulteriormente rafforzato con campi militari. Di Antonino Pio è famoso il vallo che porta il suo nome e che fu fatto da lui costruire nel 142 tra i fiumi Forth e Clyde a difesa dalle invasioni scozzesi. Ancor più noto è il Vallo di Adriano, situato sempre nell'Inghilterra settentrionale, del quale molti resti sono ancor oggi visibili. Era stato fatto erigere da Adriano intorno al 122 a difesa della Britannia romana ed era arricchito di castelli, torri e fossati. Altri particolari tipi di limes si trovare nelle province africane oltre che in Dacia e in Mesia. Col passare del tempo però la strada si rivelò sempre l'elemento migliore per la struttura, il cui scopo principale rimaneva il controllo sul transito delle merci, delle persone e dei militari in movimento dalla periferia verso il centro dell'Impero. Raffigurazioni del limes romano si possono scorgere nei fregi della Colonna Traiana: una scena in particolare ben raffigura la riva destra del Danubio con posti di guardia difesi da palizzate, cataste di legna e covoni di paglia che, se incendiati, servivano come segnalazione. Il limes romano è incluso dal 1987 nella lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Collegamenti esterni


- [http://whc.unesco.org/en/list/430 Descrizione dell'UNESCO] Categoria:Patrimoni dell'umanità in Germania categoria:Roma antica

Claudio II il Gotico

Claudio II il Gotico (Marcus Aurelius Claudius Augustus) è stato un Imperatore romano dal 268 al 270, il primo degli illirici che nel III d.C. cercarono di sistemare i gravi problemi dell'impero. Nacque probabilmente in Dalmazia o in Illiria il 10 maggio del 213 o del 214 d.C. da famiglia illustre. Durante il regno di Decio si distinse per le sue capacità militari, particolarmente nella difesa delle Termopili contro i Barbari nel 250. Sotto Valeriano fu governatore dell'Illiria che difese per 10 anni dalla pressione dei Goti. Eletto imperatore dopo la morte di Gallieno (nel luglio 268) per volontà dei soldati con l'approvazione del senato, cercò di risolvere la difficile situazione interna e contemporaneamente fronteggiò con energia le gravi invasioni barbariche, affrontando diverse popolazioni in grandiose battaglie:
- Sconfisse gli Alamanni nei pressi del lago di Garda
- Annientò un'orda di Goti, Eruli e Gepidi nella