Home About us Products Services Contact us Bookmark
:: wikimiki.org ::
Genova

Genova

Genova (GE) (inglese Genoa, francese Gênes, tedesco Genua, dialetto genovese Zena) è un comune di oltre 600.000 abitanti, capoluogo della provincia di Genova e della regione Liguria. La sua area metropolitana ha una popolazione di circa 800.000 abitanti. Città dal glorioso passato, forte di antiche tradizioni, è definita - per antonomasia - la "Superba". E come tale la considerava il poeta Petrarca che, riferendosi ad essa, la definì "una città regale, addossata a una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare". In anni remoti, Genova era conosciuta anche con il termine di "Dominante": repubblica marinara assieme ad Amalfi, Venezia e Pisa, fu tra le quattro, per diversi secoli, la più potente. Il 20 aprile 1814, a seguito della capitolazione di Parigi, Genova fu occupata dalla marina inglese che formò un Governo provvisorio; infine, fu annessa al Regno di Sardegna. (Per note storiche sulla città vedi l'articolo principale: Storia di Genova)

Origine e derivati del nome

L'origine del nome di Genova è assai complessa e controversa: la leggenda vuole Genova derivare dal dio Giano bifronte, in latino Janus, il dio del passaggio. Gli antichi lo consideravano come introduttore della moneta nella società, Giano era protettore tutti i passaggi e fra di essi anche la porta di casa, o della città. Ciò è molto importante nella storia di Genova ed in epoca medievale questa tesi venne presa in tale considerazione che la città assunse il nome di Ianua in vece del latino Genua. Ciò trova un solido riscontro nel fatto che tutt'oggi Genova è porta fra l'Europa ed il Mediterraneo. Nella cattedrale di San Lorenzo esiste una sua immagine con la scritta Ianus Primus Rex Italiae. La teoria della "Porta" la si ritrova nell'importanza data alla porta a Genova, ogni portale veniva decorato e sullo stipite posto un bassorilievo, spesso raffigurante San Giorgio che uccide il drago o altre scene di santi. Esempio eclatante è la così detta Porta Soprana (da Superana), la principale porta d'accesso alla città sulla quale è incisa una magnifica iscrizione medievale nella quale "la Porta stessa" si fa interprete di Genova con le parole: :† In nomine omnipotentis Dei, Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen. :Sum munita viris, muris circumdata miris, :et virtute mea pello procul hostica tela. :Si pacem portas licet has tibi tangere portas, :si bellum queres tristis victusque recedes. :Auster et Occasus, Septemptrio novit et Ortus :quantos bellorum superavi Ianua motus. :In consulatu comunis Wilielmi Porci, Oberti Cancellarii, Iohannis Malaucelli et Wilielmi Lusii :et placitorum Boiamundi de Odone, Bonivassalli de Castro, Wilielmi Stanconis, Wilielmi Cigale, :Nicole Roce et Oberti Recalcati. Giano :Marte mei populi fuit hactenus, Affrica mota :post Asie partes et ab hinc Yspania tota; :Almariam cepi Tortosamque subegi, :septimus annus ab hac et erat bis quartus ab illa. :Hoc ego munimen cum feci Ianua pridem :undecies centeno cum tociensque quino :anno post partum venerande Virginis almum. :In consulatu comunis Wilielmi Lusii, Iohannis Maliaucelli, Oberti Cancellarii, :Wilielmi Porci; de placitis Oberti Recalcati, Nicole Roce, Wilielmi :Cigale, Wilielmi Stangoni, Bonivassalli de Castro et Boiamundi de Odone L'immagine ambivalente di Giano Bifronte, che guarda al passato e vede il futuro Genova la renderà sempre, nei suoi simboli - il Grifone ha la fierezza del leone e la nobiltà dell'aquila, vicino a Dio e forte in terra -, nella sua politica, nelle sue istituzioni, nelle sue tradizioni. Secondo altre versioni il nome ha presumibilmente una radice indo-europea (genu = ginocchio), od omòfona (tale cioè da indicare il mento). In entrambi questi ultimi casi si tratterebbe di un riferimento della posizione della città rispetto alla costa del Mar Ligure, le attuali riviere liguri oppure della morfologia del promontorio sul quale oggi si trova il quartiere del molo. Ai genovesi piace pensare il nome della loro città avvolto nel mistero e preferiscono lasciarlo lì a testimonianza dell'antichità della comunità genovese. È accettato dalla maggioranza dei linguisti che Genua e Genaua (Ginevra) siano varianti dello stesso nome (la posizione geografica di Ginevra, posta all'estremità del Lemano, ricorda non a caso quella di Genova). Il nome della città in dialetto ha subito una contrizione, in epoca moderna la città veniva chiamata Zenoa pronunciato in genovese Zenua (con la zeta dolce) ed oggi, invece, semplicemente Zena. E, sempre riguardo al nome di Genova va, poi fatta notare una particolarità: i santi protettori di Genova sono San Giovanni Battista - patrono ufficiale della città - e San Giorgio. :Giano - Genova - Giovanni - Giorgio Italiano : Ianus - Ianua - Ioannes - Ieorgius Latino : ..... - Zena - Zane - Zòrzo (Zorzu) Genovese

Porta sull'Europa

Culla del calcio, "patria" dei blue-jeans

Conosciuta anche all'estero per il pesto (salsa per condimento a base di basilico locale, pinoli, aglio, formaggio pecorino e olio di oliva), la "Superba" inoltre conta su un originale primato: quello di essere stata la "culla del calcio italiano". Qui fu infatti tenuta a battesimo nel 1893 la prima società calcistica, il Genoa Cricket and Football Club, fondata dal medico inglese James Spensley. Può essere considerata quindi anche la culla del calcio italiano. James Spensley A partire dal secondo dopoguerra, al Genoa si è affiancata un'altra importante società calcistica, la Sampdoria , nata nel 1946 dalla fusione fra le Andrea Doria e la Sampierdarenese. La Sampdoria ha tenuto alto il blasone cittadino specialmente nelle decadi degli Ottanta e Novanta vincendo, oltre ad uno scudetto, una Coppa delle Coppe e disputando una finale di Coppa dei Campioni. Anche negli anni 2000 è stata presente nelle competizioni calcistiche europee.
Genova vanta anche un'altra importante primogenitura: quello di "patria" dei blue-jeans.
Attualmente Genova è una moderna metropoli cosmopolita al centro di un processo di profonda trasformazione - anche urbanistica - e alla ricerca di una identità tra i fasti del passato e le sfide del terzo millennio, aperte in maniera anche drammatica con la riunione dei G8 nel luglio del 2001 che ha portato nella città centinaia di migliaia di contestatori no global. Una radicale trasformazione nella forma di regime (con la definitiva fine della storica Repubblica) si ebbe il 19 gennaio 1798 quando, con una sollevazione popolare, venne costituita la Repubblica Ligure, riconosciuta dai francesi che avevano nel frattempo occupato la città; il 9 giugno 1805, poi, la nuova entità statuale venne annessa all'impero francese. Il nome di Genova è tutt'oggi legato a due settori in particolare: la nautica (incidentalmente va detto che il nome inglese della città corrisponde ad un tipo di vela, il Genoa appunto), e l'abbigliamento. La tela comunemente chiamata "jeans" proviene da un tipo di tessitura realizzata anticamente per confezionare le divise dei balestrieri genovesi che in epoca medievale erano l'unico corpo scelto organizzato d'Europa o per la copertura delle galee. Il tessuto blu, molto resistente ed economico veniva utilizzato dagli operai del porto, i così detti "camalli", come grembiule, un sorta di gonnello divenuto tipico della compagnia dei "Caravana". Il nome Jeans deriva dalla storpiatura inglese del termine francese Gênes, Genova appunto. Nel campo della moda Genova poi si distingue, seppur misconosciuta, come patria del "English stile" lo stile così chiamato, solo perché utilizza colori inglesi ma genovese; essa è considerata la città "più inglese" d'Italia, e ciò vale tanto nel'abbigliamento quanto nei modi degli abitanti.

Genova e la cultura

Capitale europea della cultura per il 2004 assieme alla città francese di Lille, Genova è sede di un'importante Università e dell'Accademia Ligustica di Belle Arti. Di notevole valore è il suo polo museale, articolato in diverse strutture e pinacoteche fra cui le gallerie di Palazzo Bianco, Palazzo Rosso e Palazzo Reale, il Palazzo del Principe, antica residenza di Andrea Doria, e il Palazzo Ducale. Il sistema museale è arricchito poi dal Museo del mare e della navigazione, al porto antico, e numerose altre realtà dislocate nelle varie delegazioni da Voltri a Nervi. Il Museo di Sant'Agostino e il Museo di Villa Croce ospitano antichi reperti medievali e qualificate mostre di pittura, mentre importanti manifestazioni culturali - fra cui esposizioni e concerti di musica - sono organizzate per buona parte dell'anno nelle ville Luxoro e Frugone, al Parco di Nervi. Parco di Nervi Un punto di riferimento per la cultura musicale cittadina è il Teatro Carlo Felice mentre nuovi spazi e nuove strutture sono stati recuperati o sono sorti recentemente per soddisfare la richiesta di musica pop da parte di un'utenza prettamente giovanile. Va ricordato che proprio a Genova naque uno fra i maggiori violinisti di tutti i tempi, Niccolò Paganini. La città di Genova è proprietaria, per lascito testamentario anche del suo famoso violino, un Guarnieri del Gesù, da lui stesso chiamato "Cannone".
È conservato presso il comune assieme ad un altro violino copia del "Cannone" fatto costruire da Paganini e regalato al suo unico allievo Camillo Sivori. Genova è sede del LUG [http://genova.linux.it Genuense Linux User Group] e del [http://www.linux.genova.it/ LUGGE] . In campo musicale, a Genova - città nella quale hanno mosso i primi passi i Matia Bazar, i New Trolls, i Ricchi e Poveri - sono attivi numerosi gruppi musicali e vocali la cui fama oltrepassa l'ambito locale. Fra gli altri sono da ricordare il gruppo dei Buio Pesto - per la musica moderna e dialettale- e il coro Monte Cauriol assieme al complesso vocale e strumentale de I Madrigalisti di Genova per la musica classica.
Numerose sono le rappresentazioni di musica sacra che si tengono in varie sedi, tra cui le principali chiese cittadine.

Metropoli "stretta" tra il mare ed i monti

Genova si estende per circa 42 km. di costa, da Nervi a Voltri, affacciandosi sul golfo di Genova e sul mar Ligure con, immediatamente alle spalle, alle spalle i ripidi contrafforti dell'Appennino. Durante il periodo fascista, Genova conobbe un notevole sviluppo urbanistico: infatti nel 1926 i suoi confini vennero ridisegnati ed ampliati inglobando diversi comuni (ad ovest sino a Voltri, ad est sino a Nervi, a nord sino a Pontedecimo), raggiungendo una notevole estensione con la creazione della Grande Genova. Le delegazioni che fanno oggi parte del comune di Genova conservano la struttura di piccole città, con propri centri e periferie, culture e tradizioni. Cosi è, oltre che per Voltri, per Pegli, Sestri Ponente, Sampierdarena, Quarto dei Mille (da cui nel 1860 partì la storica spedizione verso la Sicilia guidata da Giuseppe Garibaldi) e Quinto al mare, Bolzaneto, Nervi e i quartieri collinari di Biscione e di Sant'Eusebio. Non è raro che i genovesi parlino della loro delegazione come se si trattasse di una città, usando la locuzione Andare a Genova per indicare l'intenzione di recarsi al centro città. Tale insieme di cittadine diverse, fuse in un'unica realtà urbana, rende - per molti versi - l'attuale città affascinante e unica. "Grande" in una regione "piccola", Genova non possiede un vero e proprio hinterland. Il retroterra naturale è quello della pianura e delle colline piemontesi, da cui provengono i numerosissimi genovesi che portano il diffusissimo cognome Parodi. Importante polo industriale fino agli anni Settanta, ha uno dei maggiori porti commerciali del bacino mediterraneo. Conta su importanti terminal per la movimentazione dei container (nel porto nuovo del sobborgo di Voltri), moderni attracchi per navi da crociera e traghetti al porto antico, rinomati cantieri per le costruzioni e le riparazioni navali. Il porto di Genova è il secondo per importanza nel Mediterraneo, dopo Marsiglia. Il quartiere fieristico, situato al termine della strada sopraelevata (arteria realizzata negli anni Sessanta con una avveniristica progettazione lungo l'intero waterfront portuale), ospita annualmente, fra le molte altre rassegne, il Salone nautico internazionale.

Un faro verso il mare

Salone nautico Il centro storico di Genova è uno tra i più grandi d'Europa, e per molti aspetti anche uno fra i più decadenti a causa dell'incuria e del forte tasso di inquinamento, sebbene sia attualmente in corso una lenta ma importante opera di bonifica. La sua struttura urbanistica, nella parte più antica, articolata com'è in un dedalo di piazzette e stretti caruggi, unisce una dimensione medioevale a successivi interventi cinquecenteschi e barocchi (piazza San Matteo e la vecchia via Aurea, oggi via Garibaldi). Resti delle antiche mura secentesche sono visibili tuttora nei pressi della cattedrale di San Lorenzo, luogo di culto per eccellenza dei genovesi. Simboli della città sono la Lanterna (alta 117 m) antico e svettante faro visibile in distanza dal mare (oltre 30km), e la monumentale fontana - recentemente restaurata - di Piazza De Ferrari, cuore pulsante e vera e propria "agorà" cittadina. Meta turistica per eccellenza è anche l'antico borgo marinaro di Boccadasse, con le pittoresche barche multicolori, posto come a sigillo della elegante passeggiata che costeggia il Lido d'Albaro, e rinomato per i suoi famosi gelati. Genova è stata sede dei primi movimenti operai e sindacali del '900 e della cooperativa di lavoratori portuali dei camalli (o caravana). La sua economia e il suo mondo del lavoro hanno subito negli ultimi decenni notevoli mutamenti, passando da una connotazione prettamente industriale ad una più moderna basata sui servizi (terziario avanzato, turismo, commercio, ecc.). In questo senso vanno considerati i recenti recuperi di aree fortemente degradate nelle valli dei due principali torrenti cittadini, Bisagno e Polcevera.

Ritrovato orgoglio

La realizzazione dell'Acquario al porto antico, accanto alla "Marina" (il porticciolo turistico in grado di accogliere centinaia di imbarcazioni da diporto), insieme alla ristrutturazione dell"Area dell'Expo" - coincisa con le "Celebrazioni colombiane" del 1992 - hanno via via restituito alla città l'antico orgoglio di un tempo. L'acquario di Genova è il più grande d'Europa. Un orgoglio che viene dalla consapevolezza - che i genovesi avvertono sempre più - di avere il centro storico più vasto (e degradato, aggiungono i più critici) d'Europa. Un centro storico che si dipana in una miriade di caruggi su cui - dall'alto della collina di Carignano, visibile quasi da ogni parte della città - si erge la rinascimentale Basilica di S.Maria Assunta. Di eguale importanza si sono rivelati il recupero del Palazzo Ducale - un tempo sede di dogi e senatori e ora luogo di eventi culturali - e la riedificazione del Teatro Carlo Felice, praticamente distrutto dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale che risparmiarono solo il pronao neoclassico dell'architetto Carlo Barabino. Altro monumento di rilevante importanza è il Cimitero monumentale di Staglieno, nel quale riposano le spoglie di molti personaggi noti, fra i quali Giuseppe Mazzini. Molti ritengono che Genova possieda il più alto grattacielo d'Italia, quello detto "Torre Piacentini" (dal nome del progettista) alto 132 mt., ma tale dato si intende sul livello del mare e la reale altezza dell'edificio (il più alto d'Italia fra il 1940 e il 1954) è di 108 mt. Il Museo d'arte orientale Davide Chiossone Genova possiede una delle più vaste collezioni d'Europa.

Genova e l'architettura

Museo d'arte orientale Davide Chiossone Si può dire, da qualche decennio a questa parte, che Genova sia diventata la capitale dell'architettura moderna italiana, se non europea. Questo si deve all'architetto Renzo Piano che dalla fine degli anni '60 progetta e ristruttura nelle più belle città del mondo magnifici esempi di una architettura moderna e quanto mai delicata, usando tutti i materiali da costruzione (prediligendo il vetro) come se fossero versi poetici. Il pubblico ha imparato a conocere Renzo Piano dal 1992, quando Genova accolse per le Celebrazioni Colombiane i visitatori nel Porto Antico, con il bellissimo "Bigo" (simbolo dell'attività portuale genovese) e la risistemazione dell'area da parte dell'architetto, che negli ultimi anni ha progettato per la Superba anche le stazioni della metropolitana e arricchito il porto antico della bellissima sfera in metallo e vetro installata nelle acque del porto, non lontano dall'Acquario. Sempre nelle colline di Genova Renzo Piano progetta e costruisce Punta Nave, sede del Renzo Piano Building Workshop in collaborazione con l'UNESCO. Soprattutto per chi si reca a Genova solo per spostarsi in Sardegna, è visibile nelle vicinanze del porto Antico il "Matitone", controverso quanto singolare grattacielo a forma di
lapis, oggi sede anche di parte dell'amministrazione comunale e di numerose aziende.

Genti "diverse"

Per i poeti, un' "idea" come un'altra
Ricca di arte, fascino e di una sottile malia, Genova è stata
cantata, come si diceva, da illustri viaggiatori. Questo influsso non poteva risparmiare neanche i moderni cantautori che, al di qua e al di là dell'Appennino, hanno fondato una vera e propria scuola (con alcune punte di diamante come Fabrizio De André, Umberto Bindi, Bruno Lauzi, Gino Paoli, Ivano Fossati, ecc.); agli occhi di chi proviene da fuori città - stando alle parole dense di visionaria poeticità di Paolo Conte - Genova può essere considerata, semplicemente, "un'idea come un'altra ...".
Dante non fu certo benevolo verso questa città, pure tanto ammirata ed amata da molti illustri viaggiatori, tanto che finì per mandare i suoi abitanti all'Inferno. Qui, esattamente, al trentatreesimo canto del primo libro della sua Comedia, il sommo poeta lancia un'invettiva che sembra non lasciare scampo: :Ahi genovesi, uomini diversi d'ogne costume e pien d'ogne magagna, :perché non siete voi del mondo spersi? Eppure sono molti i personaggi storici ai quali la città vanta di aver dato i natali; fra essi sono da ricordare - oltre ai celebri dogi, ammiragli, esploratori e navigatori (su tutti Andrea Doria e Cristoforo Colombo) - i patrioti Goffredo Mameli, autore dell'inno nazionale italiano, Giuseppe Mazzini e Giovan Battista Perasso (il balilla icona dell'orgoglio cittadino); fra gli artisti, il violinista Nicolò Paganini e i pittori Bernardo Castello, Rubaldo Merello e Luca Cambiaso, iniziatore della scuola genovese. La città ha avuto anche un proprio cantore (o meglio, un cronista ante litteram) nella persona del Caffaro, con i suoi Annali diventati vera e propria memoria storica di una fase storica irripetibile che ha fatto di Genova una città unica. Sempre nell'ambito dello spettacolo, sono da ricordare l'attore teatrale Gilberto Govi, che ha portato il repertorio dialettale genovese in tutto il mondo, il pittore-scenografo Emanuele Luzzati ed il cantautore Fabrizio De Andrè.

Demografia

La popolazione è abbastanza omogeneamente di origine italiana; italiani settentrionali e meridionali si sono mischiati nell'ultimo secolo. Tuttavia è in netta crescita la presenza di immigrati, in particolare ecuadoriani, albanesi, marocchini, peruviani, senegalesi e cinesi.

Clima

Mediterraneo ma con influssi atlantici, il clima di Genova si caratterizza per la notevole piovosità annua, ovunque superiore ai 1000 mm ma con forti differenze a seconda dei quartieri, e per una differenza termica diurna assai limitata, che nei quartieri che si affacciano sul mare si attesta attorno ai 6°C in tutte le stagioni. Gli inverni sono caratterizzati da temperature generalmente miti lungo la fascia litoranea, comprese a gennaio tra i +5°C di media minima e i +11°C di media massima, eccetto i giorni in cui soffia la cosiddetta "tramontana scura", vento freddo che si incunea dalla Pianura Padana lungo i bassi valichi dei monti alle spalle della città, per catapultarsi a gran velocità verso le vallate genovesi. La zona dell'estremo levante cittadino, da Quarto a Nervi, è immune dall'effetto di tale vento. In estate prevalgono le brezze di mare, che mitigano fortemente la calura specialmente nella prima parte della stagione quando il mare è ancora relativamente freddo. Le temperature medie di luglio oscillano tra i +21°C della minima notturna e i +27.5°C della massima diurna. Le piogge sono presenti durante tutti i dodici mesi dell'anno, più rare e prevalentemente a carattere temporalesco durante i mesi estivi, raggiungono l'apice della frequenza e dell'intensità tra settembre e dicembre, quando scende di latitudine il flusso delle correnti perturbate atlantiche. La città a causa dell'esposizione ai venti umidi da sud che impattano contro i contrafforti montuosi alle sue spalle, è soggetta non di rado a violentissime precipitazioni concentrate in poche ore. Nel settembre del 1970 a Bolzaneto, quartiere della periferia di nord ovest in Val Polcevera, caddero ben 970 mm di pioggia in sole 24 ore, pari a circa l'80% della precipitazione media annua. Non sono rarissime le nevicate invernali. Si presentano con una discreta frequenza, di solito più di una volta l'anno, soprattutto nei quartieri collinari o in quelli più interni delle valli Polcevera e Bisagno, ma non mancano di imbiancare talvolta, anche solo per poche ore, la fascia litoranea ed il centro cittadino.

Sport

Genova è stata ed è sede di numerose manifestazioni sportive, in particolare in campo nautico, motoristico (al Palasport), di atletica indoor (sempre al Palasport).
È stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia di ciclismo:
- 1992 (24 maggio): cronoprologo, vinto dal francese Thierry Marie
- 2000 (31 maggio): 17^ tappa, vinta dallo spagnolo Alvaro Gonzalez de Galdeano
- 2004 (8 maggio): cronoprologo, vinto dall'australiano Bradley McGee Le squadre di calcio cittadine sono la U.C. Sampdoria e il Genoa CFC .
Il principale impianto sportivo della città è lo stadio di Marassi intitolato a Luigi Ferraris.
Situato in Via del Piano, è uno storico campo di calcio: edificato in riva al torrente Bisagno negli anni Trenta, è stato riedificato in occasione dei Campionati mondiali di calcio di Italia '90. Nella pallanuoto è rappresentata ai massimi livelli dal
Nervi Nel baseball la città è rappresentata dalla formazione dei Gryphons Genova Baseball.

Bibliografia


-
Storia di Genova (Federico Donaver, Renzo Tolozzi Editore, 1967)
-
Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità di Genova (Stefano Roffo/Elena Donato, Newton & Compton, 2000)

Amministrazione comunale

Genoa (citato più volte nel testo come versione inglese di Genova), è il nome di città statunitensi del:
- Nebraska ([http://www.ci.genoa.ne.us/ vedi])
- Michigan ([http://www.genoa.org/ vedi])
- Nevada ([http://www.nevadaweb.com/cnt/r-t/genoa.html vedi])
- Ohio ([http://www.genoaohio.org/ vedi]) Altri collegamenti esterni:
- [http://www.comune.genova.it/ Sito del Comune di Genova]
- [http://www.genova-2004.it/ Genova-2004 capitale della cultura]
- [http://www.giustiniani.info/genova.html Storia di Genova dalle origini fino alla fine della Repubblica Marinara]
- [http://www.centrostoricogenova.com/index_storia.php3#origine Approfondimento sul centro storico]
- [http://www.vicoli.com/ Tutte le attivita' del centro storico]
- [http://www.unige.it/ Università di Genova]
- [http://www.sampdoria.it/ U.C.Sampdoria]
- [http://www.genoacfc.it/ Genoa CFC]
- [http://www.sportivanervi.it/dev/ Nervi Pallanuoto]
- [http://www.genovabaseball.it/ Gryphons Genoa Baseball]
- [http://www.madrigalistidigenova.it/ I Madrigalisti di Genova]
- [http://digilander.libero.it/fotogian/genova.html Galleria di immagini]
- [http://www.amt.genova.it/ Trasporti pubblici urbani]
- [http://maps.google.com/maps?ll=44.412017,8.917894&spn=0.030618,0.044561&t=k&hl=en fotografia aerea da Google Maps] Categoria:Comuni della provincia di Genova Categoria:Comuni della Liguria Categoria:Comuni italiani Categoria:Repubbliche marinare Categoria:Regione Liguria ja:ジェノヴァ ko:제노바

Provincia di Genova

La Provincia di Genova confina a W con la Provincia di Savona, a N con il Piemonte (Provincia di Alessandria), e con l' Emilia Romagna (Provincia di Piacenza e Provincia di Parma), a E con la Provincia della Spezia, e a S con il Mar Ligure.

Comuni onorari

Oltre ai comuni ufficiali, la Provincia riconosce alcuni comuni onorari in virtù dei legami storici, economici e culturali con il capoluogo ligure:
- Carloforte (CI) dal 10 novembre 2004;
- Voltaggio (AL) dal 12 luglio 2005. Categoria:Provincia di Genova ja:ジェノヴァ県


Lingua francese

Il francese è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. È una delle lingue romanze piú diffuse, superata solo dallo spagnolo e dal portoghese. Il francese è l'undicesima lingua nel mondo, parlata da circa 77 milioni di persone (dette francofone) come madre lingua e da circa 128 milioni di persone come seconda lingua (1999). È la lingua ufficiale o di lavoro in svariati stati (Svizzera, Belgio, Québec), comunità e amministrazioni (come l'Unione Europea, il Comitato Internazionale Olimpico, le Nazioni Unite).

Alfabeto

Il francese si scrive con le 26 lettere dell'alfabeto latino:
a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z alle quali si aggiungono la vocale œ (una o seguita da una e) e alcuni segni diacritici (per lo piú accenti) come: à â ç è é ê ë î ï ô ù û ü. La pronuncia non è facile, con almeno 32 fonemi di cui certi non hanno corrispondenti in italiano.

Dialetti

alfabeto latino I dialetti propri del francese sono quasi spariti (fra i piú famosi, il picard, il gallo (parlato in Bretagna) o il vallone in Belgio). Però, in diverse regioni francesi, sono rimaste altre lingue romanze e non: il Corso, una lingua italica in Corsica, il bretone una lingua celtica, i dialetti tedeschi parlati in Alsazia o la Lingua basca. La piú estesa (ma in via di sparizione) è la Linguadoca (in francese Langue d'oc), nel meridione, parlata anche da Dante che sarebbe stato all'origine del termine stesso.

Storia

In genere si ritiene che il primo testo scritto in protofrancese (o romana lingua o ancora Lingua romanza) fu il Giuramento di Strasburgo dell'842. La prima menzione dell'esistenza d'una lingua romanza non risale che all'813, in occasione del synode de Tours. Bisogna però aspettare gli anni 880-881 per il primo testo letterario, la Séquence de sainte Eulalie, anche se la lingua di questo testo si può considerare piú simile al picard che al francese stesso. Occorre comunque riconoscere che la distinzione tra lingua e dialetto è un'attività sterile: non si può dunque decidere obiettivamente. È nel 1539 che l'ordonnance de Villers-Cotterêts impose il francese come lingua del diritto e dell'amministrazione.

Voci correlate


- Letteratura francese
- Letteratura francofona
- Fonologia del francese

Collegamenti esterni


- [http://www.academie-francaise.fr/ Académie Française]
- [http://atilf.atilf.fr/ Le Trésor de la Langue Française informatisé] Francese Francese als:Französische Sprache ja:フランス語 ko:프랑스어 simple:French language th:ภาษาฝรั่งเศส zh-min-nan:Hoat-gí

Dialetto genovese

A Lengua zeneize a l'è a Variante da Lengua ligüre che se parla a Zena ( Zena in ta parlâ locale ) A l'ha visto ün certo fiorî de letteratüa zeneize sorvia tütto in to XIX secolo, ma pürtroppo no in mezüa tale da scistematizzâne a grafia e e regole. Di fæto a g'ha variassioìn fonetica/fonetiche abbastansa pronünsiæ anche solo spostandose da o levante zeneize (Nervi, Quinto, Quarto Ao Mâ (quartë de Zena) ao ponente de Zena(Vötri, Prà, Pëgi, Sestri Ponente, o da-o centro ae valli do Porçéivia o do Besagno. 11 Il dialetto genovese è la variante del dialetto ligure che si parla a Genova (Zena nella parlata locale). Ha visto un certo fiorire di letteratura, soprattutto nel XIX secolo, ma purtroppo non in misura tale da sistematizzarne la grafia e le regole. Di fatto ha variazioni fonetiche abbastanza pronunciate anche solo spostandosi dal levante (Nervi, Quinto, Quarto) al ponente di Genova (Voltri, Prà, Pegli, Sestri), o dal centro alle valli del Polcevera o del Bisagno.

Scioglilingua


- So asæ se a sâ a l'e asæ pe saâ a säsissa = non so se il sale basta per salare la salciccia.
- Scia scie scignua, sciando scia xoa in sci scï = scii, signora, sciando vola sugli sci.
- In sciô mœ nœo ghe nœe nae nœe; a ciû nœa de nœe nae nœe a n'œ anâ = Sul molo nuovo ci sono nove navi nuove; la più nuova delle nove navi nuove non vuole andare.
- Giangiai ghan gioggi giuegge giunge cume giatri? = gli angeli hanno occhi orecchie ed unghie come gli altri? (variante dialettale do commüne de Cogorno) Moddi de dî

Scioglilingua


- So asæ se a sâ a l'e asæ pe saâ a säsissa = non so se il sale basta per salare la salciccia.
- Scia scie scignua, sciando scia xoa in sci scï = scii, signora, sciando vola sugli sci.
- In sciô mœ nœo ghe nœe nae nœe; a ciû nœa de nœe nae nœe a n'œ anâ = Sul molo nuovo ci sono nove navi nuove; la più nuova delle nove navi nuove non vuole andare.
- Giangiai ghan gioggi giuegge giunge cume giatri? = gli angeli hanno occhi orecchie ed unghie come gli altri? (variante dialettale del comune di Cogorno).

Modi di dire


- Sun zeneize, rizo rêo, strenzo i denti e parlo chêo = sono genovese, rido poco e stringendo i denti dico ciò che penso (parlo chiaro).
- Al bambino che si lamenta Ho famme, facilmente la mamma gli risponde: Grattite e zenugge e fatte e lasagne = grattati le ginocchia e fatti le lasagne.
- puscito ese alûghetôo = Possa tu essere portato via (?): è una imprecazione con cui si manda a quel paese qualcuno che l'ha fatta grossa.
- Chi veû vive da bôn cristian, da-i begghin u stagghe lôntan = Antico proverbio che mette in guardia da fanatici ed ipocriti: Chi vuole vivere da buon cristiano, dai beghini (i falsi devoti) stia lontano.

Collegamenti esterni

Grafia da lengua Zeneize

Grafia del dialetto genovese


- [http://www.geocities.com/ziardua/funulugiamp3/suoniitaNS.html Fonologia zeneize]
- [http://spazioinwind.libero.it/paolore/genovese2.html comme se scrive in zeneize]

Grafia del dialetto genovese


- [http://www.geocities.com/ziardua/funulugiamp3/suoniitaNS.html Fonologia genovese]
- [http://spazioinwind.libero.it/paolore/genovese2.html Come si scrive in genovese] Genovese categoria:regione Liguria categoria:Genova

Liguria

La Liguria è una regione italiana dell'Italia Nord-Occidentale di 1,7 milioni di abitanti, con capoluogo Genova. Confina a sud con il Mar Ligure a ovest con la Francia (regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra), a nord con il Piemonte e con l'Emilia-Romagna, e a est con la Toscana. Comprende anche le province di Imperia, Savona e La Spezia. È una regione di grande richiamo turistico per le sue bellezze naturali, fra cui - vicino alla Spezia - le notissime Cinque terre costituite dai cinque borghi marinari di Corniglia, Manarola, Monterosso al Mare, Riomaggiore, Vernazza od ancora la Riviera dei Fiori, intorno a Sanremo.

Storia

Gli antichi Liguri si sistemarono sul litorale mediterraneo dal Rodano all'Arno, ma successivamente le migrazioni celtiche, come pure le colonizzazioni di fenici, greci e cartaginesi, hanno rimpiazzato i liguri a partire dal IV secolo AC. La regione è stata sottomessa ufficialmente dai romani durante il II secolo AC. Durante il Medio Evo, Genova ha preso gradualmente il controllo della maggior parte della Liguria. Nel 1815 è stata annessa al Regno di Sardegna. Dal 1860 è parte dell'Italia.

Preistoria e epoca più antica

Vicino a Loano si sono trovate tracce dell'Uomo di Neandertal. Nella Grotta dei balzi rossi di Ventimiglia sono apparsi resti che ricordano l'Uomo di Cro-Magnon. A partire dal secondo millennio AC (neolitico) si hanno notizie della presenza dei liguri su un territorio molto vasto, corrispondente alla maggior parte dell'Italia settentrionale. Comunemente si pensa che gli antichi Liguri si sistemarono sul litorale mediterraneo dal Rodano all'Arno spingendo la propria presenza fino alla costa mediterranea spagnola ad occidente ed al Tevere verso sud Est, colonizzando le principali isole come la Corsica, la Sardegna e la Sicilia. Poteva essere una popolazione di circa 200.000 persone, suddivise in varie tribù. Di loro ci restano numerosi prodotti ceramici. Successivamente le migrazioni celtiche (che parlavano il leponzio o lepontico), come pure le colonizzazioni di fenici, greci e cartaginesi, hanno rimpiazzato i liguri a partire dal IV secolo AC.

Epoca romana

Con la prima guerra punica (II secolo AC) i liguri si sono divisi tra alleati di Cartagine e alleati di Roma. Fu quando i romani conquistarono questo territorio, con l'aiuto dei Genuates, loro federati, che lo si chiamò Liguria, e che corrispondeva alla IX Regio dell'Impero romano, che si estendeva dalla costa fino alle rive del Po. Nel 180 a. C. i Romani, per poter "disporre" della Liguria nella loro conquista della Gallia, devono deportare 47.000 Liguri Apuani, irriducibili ribelli, confinandoli nel Sannio (Avellino-Benevento).

Alto medio evo

L'Alto Medio Evo è un periodo importante per Genova e la sua regione. Infatti, fatta salva per la puntata dei Longobardi di Rotari, la parte di regione protetta dagli Appennini resta salva dalle invasioni e viene, per così dire, ristretta sulla fascia costiera, perdendo tutto l'oltregiogo e quindi "obbligata" al mare. In tal modo si delina il suo futuro. Ad un ormai formale governo bizantino, viene sostituita la diluizione nelle tre marche Aleramica, Arduinica ed Obertenga, che originano il primissimo ceto nobiliare viscontile, e la successiva assegnazione alla Marca Marittima, con compiti di contenimento e vigilanza sull'alto tirreno da quello che era nel frattempo diventato un grande problema per la cristianità postcarolingia: i mori islamici.

L'ascesa di Genova

Il contatto, più spesso lo scontro, con questo problema fu per la Liguria e per Genova, le cui storie da ora in poi sono identificate, un evento ricchissimo di conseguenze. Certo, prima di tutto significò sangue e lacrime per le popolazioni, vittime di ripetute e terribili scorrerie ed abbandonate in prima linea. Ma con gli arabi arrivò, e fu magistralmente acquisito dai genovesi, una nuova e straordinaria dimensione culturale, fatta di conoscenza, tecniche ed esperienze di navigazione e di commerci, contatti mercantili con il resto di un Mediterraneo che diventava improvvisamente piccolo, che proiettò in meno di un secolo la città dalla pigra e lontano periferia di un impero in crisi al centro delle vicende di una cristianità in espansione. Furono infatti le crociate che riconobbero di fatto a Genova il ruolo di protagonista marittima che la accompagnerà nei secoli successivi.

La Repubblica di San Giorgio

Questo evento porta i genovesi nel centro del mondo, dove sono decisivi nella conquista di Gerusalemme (Præpotens Genuensium præsidium), dove acquisiscono colonie e mercati, dove incassano ricchezze straordinarie. Dopo le vittorie della Meloria su Pisa e, successivamente, della Curzola su Venezia, il Mar Nero è un lago genovese, la Croce di San Giorgio domina sul Mediterraneo, ed il Banco di San Giorgio arriverà a gestire un patrimonio superiore a quello delle più importanti dinastie europee, che al Banco ricorreranno per avere credito ed appoggi. Saldamente attestata sui valichi montani alle sue spalle e lungo le due Riviere ai suoi lati, tra Monaco e Portovenere, Genova dà al suo dominio di terra la forma della Regione che conosciamo oggi. Le sue colonie, i suoi contatti cosmopoliti, le sue rotte mercantili le danno quelle ricchezze e quelle competenze che rimarranno nella sua storia fino ad oggi. Le vicende storiche internazionali e la ricerca di nuovi sbocchi commerciali portano i genovesi fuori dai limiti casalinghi del Mediterraneo. Sono in Cina alla corte mongola, sono alle Canarie ed a Capo Verde, costeggiano l'Africa verso Sud: soprattutto sono in Spagna, da dove il più famoso di loro partirà per cercare una nuova rotta per le Indie e tornerà con la rotta per un Mondo Nuovo.

Il secolo dei genovesi (El siglo de los genoveses)

I rapporti fra Genova e la Penisola Iberica hanno una tradizione consolidata, che inizia con la liberazione di Tortosa dai Mori da parte dei genovesi, passa attraverso i rapporti con il Portogallo di Enrico, in particolare con la famiglia genovese Pessagno, ed arriva a quello che viene definito "el siglo de los genoveses"; compreso il feroce conflitto che vide prevalere gli Aragonesi nel dominio del Mediterraneo Occidentale ed in Sardegna. Non è quindi un caso che Colombo fosse in Spagna. E non è un caso che i genovesi, più di un terzo dei quali aveva residenza in Spagna, da queste loro basi, da Siviglia in particolare, gestissero i ricchissimi traffici provenienti dai nuovi terrori che gli spagnoli andavano conquistando. Perduto il Mar Nero e le loro colonie nel Levante a causa dei Turchi, i genovesi capirono che era necessario spostare di 180° il loro asse commerciale, girare lo sguardo dall'oriente all'occidente come aveva fatto Colombo, sostituendo le ricchezze delle spezie con quelle dell'argento che, si diceva infatti, nascesse in America, splendesse a Siviglia ma venisse seppellito a Genova. Il simbolo di questo processo ha il nome di Andrea Doria, sorta di padre della patria genovese, uomo di fiducia di Carlo V, che giocando su questo ingente flusso economico, seppe dare alla Repubblica risorse economiche e strutture politiche che durarono fino a Napoleone.

Il declino fino a Napoleone

La Liguria, inadeguata a giocare una propria politica estera, vive inserita nell'orbita spagnola, gestendone di fatto le finanze per un lungo periodo: sostanzialmente finchè c’e qualcosa da amministrare. Ma le ricchezze spagnole, come la sua potenza, vanno in esaurimento, e per l'impero iberico, sotto attacco l'inglese ed olandese, Genova diventa sempre più marginale. La tutela si allenta, la Repubblica Oligarchica si ritrova isolata, asfittica ed esclusa dai traffici importanti; tenterà una spedizione in Indonesia alla ricerca del proprio futuro, ma l'iniziativa verrà annientata dagli olandesi. Nel Mediterraneo la presenza dei Barbareschi e l'incapacità di contrapporvisi efficacemente, la bassa redditività dei traffici rispetto a quelli oceanici, la povertà dei mercati partecipano ad un quadro dove la presenza genovese è l'ombra del protagonismo di un tempo. In più, la Liguria deve fare i conti con gli appetiti dei francesi, ai quali è costretta a cedere la Corsica, e dei piemontesi, per i quali la Regione diventa sempre di più un irrinunciabile sbocco al mare. La Repubblica di San Giorgio, incapace di rinnovarsi, trascorre malinconicamente gli ultimi tempi della propria storia a difendere la propria indipendenza dai Savoia, combattendo per brandelli della propria terra dai nomi altisonanti di marchesati e principati ma poveri e piccoli come fazzoletti. Poco significano gli scatti d'orgoglio che si consumano in episodi come quello di Balilla. Finchè Napoleone ne formalizza la cancellazione, trasformandola prima in Repubblica Ligure, di fatto satellite francese, per poi annetterla tout court. Ironia della storia, a cancellare l'ultima delle Repubbliche Marinare Italiane fu un suo figlio mancato; infatti la Corsica fu presa ai genovesi dai francesi pochi anni prima che il Bonaparte vi nascesse francese anziché genovese.

Con i Savoia verso l'unita’ d'Italia

Quella che uscì dalle grandi bufere napoleoniche era un'Europa diversa, con nuovi protagonisti e senza spazi per stati piccoli, deboli e non finalizzati agli interessi dei Grandi. Nonostante gli impegni presi ed i disperati tentativi operati a Vienna dai pochi genovesi ammessi, la Repubblica inerme viene regalata ai Savoia, che la trasformano in Ducato aggregandolo al loro Regno di Sardegna. Curiosamente la Liguria, insieme alla Sardegna ed a differenza di tutte le altre regioni italiane, non hai mai approvato l'annessione ai Savoia con plebisciti o altre forme di democrazia. Chi volesse visitare i forti costruiti dai Savoia a "difesa" di Genova, potrà notare le cannoniere rivolte non verso l'esterno delle mura ma verso l'interno, verso la città. Comunque, dopo un primo periodo di profonde incomprensioni fra gli ex nemici, culminato con gravi scontri urbani e la calata dei bersaglieri a Genova, le complementarietà territoriali, sociali ed economiche danno i loro frutti, e le reciproche convenienze emergono evidenti a fondere liguri e piemontesi nella nascente prospettiva risorgimentale ed in seguito nella visione unitaria. Notevole ed articolato il contributo della Liguria alla causa unitaria: solo i nomi più noti sono Mazzini, Mameli, Garibaldi, Bixio, e più avanti, il Partito Socialista Italiano nascerà a Genova. Notevoli sono i vantaggi che la Liguria acquisisce nel processo, e solo il sogno della singola Genova città-stato sotto l'egida inglese, vagheggiato nella Superba a Vienna, li può mettere in discussione rispetto al pigro e decadente periodo di indipendenza repubblicana precedente. La realtà regala alla città il ruolo di "Manchester Italiana", la sua Borsa è una delle più importanti d'Europa ed il suo porto rinasce, specialmente dopo l'apertura di Suez.

In Italia e la Grande Guerra

Il passaggio da Regno di Sardegna a Regno d'Italia si rivela un percorso molto difficile e complesso, al quale molte strutture neo-nazionali si rivelano inadeguate. Nelle mille problematiche amministrative ed istituzionali qualcuno trova il tempo per sottrarre gli ultimi lembi di terreno alla Liguria per assegnarli al Piemonte, come se si fosse ancora nel settecento. Comunque la regione, Genova, in particolare, gode di una consistente presenza di imprenditori e di capitali esteri, inglesi prima (che qui fonderanno nel 1893 il Genoa, prima squadra di calcio italiana) e tedeschi poi, che, combinata con le notevoli risorse proprie che la città si era costruita nel tempo, in qualche misura le danno una marcia in più rispetto ad altre zone del Paese. Questo non la salva dal pagare un alto tributo ai problemi del paese con l'emigrazione, rivolta principalmente verso il Plata; ed oggi nel Boca si parla ancora zeneize e si mangia un ottimo pesto. La Prima Guerra Mondiale porta alla Liguria, a Genova e Spezia dove avevano sede le grandi industrie belliche pesanti, una opportunità economica molto consistente. Il dopoguerra e la profonda crisi che porta alla gestazione del fascismo non risparmia il capoluogo, che vede il suo patrimonio industriale cooptato dall'IRI, che sbarca pesantemente in città con il più grande progetto siderurgico nazionale, realizzato poi dopo la guerra. La struttura territoriale ed amministrativa della città è ormai inadeguata al peso della sua dimensione economica, e Genova si allarga inglobando nei propri confini amministrativi alcuni paesi limitrofi: il litorale urbano è ora lungo 35 km e la città cresce all'ombra delle Partecipazioni Statali.

La seconda guerra mondiale ed il dopoguerra

Dall'illusione tutta italiana di una guerra breve e "conveniente" Genova si risveglia bruscamente una mattinata di febbraio: la flotta inglese colpisce indisturbata per ore, ed i micidiali pezzi da marina squarciano il suo centro antico con ferite irrimediabili. Pesanti e ripetuti sono i bombardamenti aerei che tutta la città e la regione subiscono durante il conflitto, pagando un prezzo tra i più alti in Italia di sangue e rovine. Nelle montagne dell'Appennino alle sue spalle si organizzano i Resistenti, che insieme ai piemontesi da una parte ed agli emiliani dall'altra, combattono per un'Italia diversa. Il 25 aprile la storia si ripete e la memoria di Balilla guida Genova all'insurrezione. La città ottiene, unica fra le città italiane, la resa degli occupanti alle forze della Resistenza, liberandosi da sola. Terminata la guerra, la regione ripara rapidamente i danni e si inserisce a pieno regime nella ripresa economica che vedrà nascere il "Miracolo Italiano" degli anni sessanta. La regione diventa la capitale nazionale delle PP.SS. Genova uno dei poli del "Triangolo Industriale" e meta di una consistente immigrazione dall'Italia meridionale. Genova rimane anche uno dei poli della Resistenza e quando i neofascisti tenteranno di radunarsi provocatoriamente in città per il loro congresso, ancora una volta Genova insorgerà liberandosi. Durante gli "anni di piombo" la città è vittima di numerosi episodi di terrorismo, che vede Genova come una sorta di laboratorio e vi mantiene una forte attività.

Oggi – problemi e risorse

La Liguria attraversa un periodo di difficoltà.. Sono entrati in crisi i modelli economici che la avevano sostenuta fino a ieri, lasciando però le loro scorie su un territorio ristretto e orograficamente tormentato e delicato. Il turismo di massa, insostenibile per questo territorio, ha lasciato una interminabile traccia di cemento sulle coste. L'industria pesante ha lasciato produzioni altamente inquinanti nel mezzo delle città. Le portualità cercano spazi indispensabili che è difficile reperire. E’ una regione piccola, che non riesce più a trovare una sua dimensione nemmeno nel contesto nazionale, data anche l'assenza di rappresentanze adeguate, quando sarebbe invece necessario avere un orizzonte europeo. Ha pochi abitanti, quanti una città media europea, per lo più anziani ed appagati e senza stimoli. Ben dotata di capitali, sono raramente posti sul mercato e per la gran parte investiti in rendite o addirittura sono conferiti nel vicino Principato di Monaco. Il quadro è critico, di una regione un po’ smarrita che si rannicchia ed aspetta invece di cercare le sue risorse proprie per valorizzarle. Come ogni crisi, anche questa porterà dei cambiamenti; e, se ben gestiti, saranno utili e terapeutici a svegliare una Liguria orfana delle PP.SS , che forse, come ai tempi di Colombo, ha bisogno di nuovo di spostare di 180° lo sguardo per trovare un futuro diverso, che è dalla parte opposta a quella a cui era abituata. Forse il futuro potrebbe nascere dal suo clima e dal suo territorio, ancora di straordinaria bellezza e capace di produzioni prelibate, e dalle sue città, scrigni ancora sconosciuti di ricchezze monumentali, per un'ospitalità di qualità. Forse i suoi storici istinti mercantili e la sua ragguardevole esperienza commerciale, insieme alla notevole disponibilità di capitali, possono riaccostarla alla ribalta di un'economia globalizzata ed accessibile. Forse le vestigia industriali possono essere selezionate e, raccolte quelle eccellenze ad alta tecnologia ed oriente alla ricerca, possono essere proposte redditivamente su un mercato remunerativo su tali argomenti. Forse si può provare, bisogna crederci e rischiare. In mancanza di ricette miracolose e di bacchette magiche, il primo passo è dimenticare mugugni (brontolii) e maniman (paura di rischiare) che, insieme al presumin (orgoglio, spocchia) sono sempre stati il primo dei problemi sotto la Croce di San Giorgio.

Economia

(sezione da scrivere)

Cultura


- Dialetto ligure
- Festival teatrale di Borgio Verezzi
- San Remo musica italiana

Amministrazioni


- Comuni della provincia di Genova (67)
- Comuni della provincia di Imperia (67)
- Comuni della provincia della Spezia (32)
- Comuni della provincia di Savona (69)

Voci correlate


- Elenco dei Presidenti della Liguria Categoria:Regione Liguria ja:リグーリア州 ko:리구리아 주

Scrittori e poeti italiani

Personalità italiane - in ordine alfabetico - della letteratura (narrativa, poesia, saggistica, critica):

A


- Antonio Abati (fine XVI secolo - 1667)
- Giuseppe Cesare Abba (1838 - 1910)
- Francesco Adorno
- Giulio Albanese (1959)
- Leon Battista Alberti (1404 - 1472)
- Ettore Albini (1869 - 1954)
- Taddeo Alderotti (seconda metà XIII secolo)
- Aleardo Aleardi (1812 - 1878)
- Sibilla Aleramo (1876 - 1960)
- Vittorio Alfieri (1749 - 1803)
- Dante Alighieri (1265 - 1321)
- Niccolò Ammaniti (1966)
- Cecco Angiolieri (1260 - 1312)
- Cesare Arici (1782 - 1836)
- Ludovico Ariosto (1474 - 1533)
- Giovanni Arpino (1927 - 1987)
- Cletto Arrighi (1830 - 1906)
- Graziadio Isaia Ascoli (1829 - 1927)
- Gianpiero Asara (1978)
- Alberto Asor Rosa (1933)
- Sergio Atzeni (1952 - 1995)
- Corrado Augias (1935)
- Gaetano Avena (1938)
- Tullio Avoledo (1957)

B


- Pierdomenico Baccalario (1974)
- Vittorio Baccelli (1941)
- Riccardo Bacchelli (1891 - 1985)
- Nanni Balestrini (1935)
- Matteo Bandello (1485 - 1561)
- Teresa Bandettini (1763 - 1837)
- Fernando Bandini (?? - 2005)
- Giuseppe Baretti (1719 - 1789)
- Alessandro Baricco (1958)
- Daniello Bartoli (1608 - 1685)
- Luigi Bartolini (1892 - 1963)
- Giambattista Basile (1575 - 1632)
- Giorgio Bassani (1916 - 2000)
- Cesare Battisti (1954)
- Cesare Beccaria (1738 - 1794)
- Giuseppe Gioacchino Belli (1791 - 1863)
- Pietro Bembo (1470 - 1547)
- Zucchero Bencivenni (fine XIII secolo - inizio XIV secolo)
- Stefano Benni (1947)
- Alfonso Berardinelli (1943)
- Giovanni Berchet (1783 - 1851)
- Francesco Berni (ca 1497 - 1535)
- Vittorio Bersezio (1828 - 1900)
- Luigi Bertelli (psdnm Vamba) (1858 - 1920)
- Giuseppe Berto (1914 - 1978)
- Carlo Bertolazzi (1870 - 1916)
- Attilio Bertolucci (1911 - 2000)
- Carlo Betocchi (1899 - 1986)
- Vittorio Betteloni (1840 - 1910)
- Ugo Betti (1892 - 1953)
- Saverio Bettinelli (1718 - 1808)
- Pompeo Bettini (1862 - 1896)
- Alberto Bevilacqua (1934)
- Enzo Biagi (1920)
- Piero Bigongiari (1914)
- Giorgio Bocca (1922)
- Giovanni Boccaccio (1313 - 1375)
- Matteo Maria Boiardo (1441 - 1494)
- Giovanni Boine (1887 - 1817)
- Arrigo Boito (1842 - 1918)
- Camillo Boito (1836 - 1914)
- Massimo Bontempelli (1878 - 1960)
- Giuseppe Antonio Borgese (1882 - 1952)
- Pietro Borsieri (1788 - 1852)
- Carlo Botta (1766 - 1837)
- Vitaliano Brancati (1907 - 1954)
- Giordano Bruno (1548 - 1600)
- Gesualdo Bufalino (1920 - 1996)
- Michelangelo Buonarroti (1475 - 1564)
- Aldo Busi (1948)
- Dino Buzzati (1906 - 1972)

C


- Roberto Calasso ( 1941)
- Italo Calvino (1923 - 1985)
- Giovanni Camerana (1845 - 1905)
- Andrea Camilleri (1925)
- Dino Campana (1885 -1932)
- Tommaso Campanella (1568 - 1639)
- Cesare Cantù (1804 - 1895)
- Giorgio Caproni (1912 - 1990)
- Luigi Capuana (1839 - 1915)
- Giulio Carcano (1818 - 1884) ? (1812 - 1882)
- Giosue Carducci (1835 - 1907)
- Massimo Carlotto (1956)
- Luigi Carrer (1801 - 1850)
- Alessandro Carrera (1954)
- Giacomo Casanova (1725 - 1798)
- Carlo Cassola (1917 - 1987)
- Baldassare Castiglione (1478 - 1529)
- Carlo Cattaneo (1801 - 1869)
- Guido Cavalcanti (ca 1255 - 1300)
- Antonio Cesari (1760 - 1828)
- Giuseppe Chiarini (1833 - 1908)
- Dario Chioli (1956)
- Carlo Coccioli (1920 - 2003)
- Carlo Collodi (orig. Carlo Lorenzini) (1826 - 1890)
- Vittoria Colonna (1490 - 1547)
- Danila Comastri Montanari (1948)
- Domenico Comparetti (1835 - 1927)
- Compiuta Donzella (XIII secolo)
- Vincenzo Consolo (1933)
- Sergio Corazzini (1886 - 1907)
- Maria Corti (1915 - 2002)
- Pietro Cossa (1830 - 1881)
- Carmen Covito (1948)
- Giuseppe Culicchia (1965)
- Vincenzo Cuoco (1770 - 1823)

D


- Alessandro D'Ancona (1835 - 1914)
- Gabriele D'Annunzio (1863 - 1938)
- Guittone d'Arezzo (ca 1235 - 1294)
- Massimo D'Azeglio (1798 - 1866)
- Valerio da Pos (1740 - 1822)
- Jacopone da Todi (1236 - 1306)
- Leonardo da Vinci (1452 - 1519)
- Gian Dauli (orig. Giuseppe Ugo Nalato) (1884 - 1945)
- Chiaro Davanzati (XIII_secolo)
- Edmondo De Amicis (1846 - 1908)
- Andrea De Carlo (1952)
- Giovanni De Caro (1971)
- Alba de Céspedes (1911 - 1997)
- Luciano De Crescenzo (1935)
- Eduardo De Filippo (1900 - 1984)
- Carlo del Balzo (1853-1908)
- Eldo Del Papa (1926 - 1995)
- Emilio De Marchi (1851 - 1901)
- Gianni De Martino (1947)
- Federico De Roberto (1861 - 1927)
- Francesco De Sanctis (1817 - 1883)
- Grazia Deledda (1871 - 1936)
- Giuseppe Dessì (1909 - 1977)
- Ludovico Di Breme (1780 - 1820)
- Salvatore Di Giacomo (1860 - 1934)
- Alessio Di Giovanni (1872 - 1934)
- Silvia Di Natale (1951)
- Antonietta Donatiello (1950)
- Tiziano Thomas Dossena (1952)
- Carlo Dossi (1849 - 1910)

E


- Umberto Eco (1932)
- Paolo Emiliani Giudici (1812 - 1872)
- Luciano Erba (1922)

F


- Luigi Fallacara (1890 - 1963)
- Giovanni Faldella (1846 - 1928)
- Giorgio Faletti (1950)
- Oriana Fallaci (1929)
- Giovanni Fantoni (1755 - 1807)
- Gianni Farinetti (1953)
- Beppe Fenoglio (1922 - 1963)
- Giuseppe Ferrari (1811 - 1876)
- Severino Ferrari (1856 - 1905)
- Marsilio Ficino (1433 - 1499)
- Dario Fo (1926)
- Marcello Fois (1960)
- Franco Fortini (orig. Franco Lattes) (1917 - 1994)
- Antonio Fogazzaro (1842 - 1911)
- (Jacopo) Folgòre da San Gimignano (o Folgòre da San Giminiano) (ca 1270 - ca 1332)
- Ugo Foscolo (orig. Nicolò) (1778 - 1827)
- Salvatore Fulgheri (1950)
- Sergio Fumich (1947)
- Francesco Fuschini (1914)
- Arnaldo Fusinato (1817 - 1889)

G


- Giacomo da Lentini (XIII secolo)
- Carlo Emilio Gadda (1893 - 1973)
- Silvio Gallio (1949)
- Barbara Garlaschelli (1965)
- Alfonso Gatto(1909 - 1976)
- Paolo Giacometti (1816 - 1882)
- Giuseppe Giacosa (1847 - 1906)
- Bono Giamboni (ca 1240 - 1292?)
- Natalia Ginzburg (1916 - 1991)
- Vincenzo Gioberti (1801 - 1852)
- Ivano Giordani (1947)
- Pietro Giordani (1774 - 1848)
- Giovanni Giudici (1924)
- Giuseppe Giusti (1809 - 1850)
- Domenico Gnoli (1838 - 1915)
- Piero Gobetti (1901 - 1926)
- Carlo Goldoni (1707 - 1793)
- Alessandro Golinelli (1963)
- Guido Gozzano (1883 - 1916)
- Antonio Gramsci (1891 - 1937)
- Lionello Grifo (1934)
- Tommaso Grossi (1790 - 1853)
- Giovanni Guareschi (1908 - 1968)
- Serafino Amabile Guastella (1819 - 1899)
- Francesco Guccini (1940)
- Francesco Domenico Guerrazzi (1804 - 1873)
- Francesco Guicciardini (1483 - 1540)
- Guido Guinizelli (ca 1230 - ca 1276)

H

I


- Carlo Imbonati (1753 - 1805)
- Vittorio Imbriani (1840 - 1886)
- Carolina Invernizio (1858 - 1916)

J


- Piero Jahier (1884 - 1966)

K

L


- Tommaso Landolfi (1908 - 1979)
- Brunetto Latini (1212 - 1294)
- Francesco Leonetti (1924)
- Giacomo Leopardi (1798 - 1837)
- Carlo Levi (1902 - 1975)
- Primo Levi (1919 - 1987)
- Liala (1897 - 1995)
- Cesare Lombroso (1835 - 1909) (criminologo)
- Carlo Giuseppe Londonio (1780 - 1845)
- Chiara Lubich (1920)
- Carlo Lucarelli (1960)
- Gian Pietro Lucini (1867 - 1914)
- Emilio Lussu (1890 - 1975)
- Joyce Lussu (1912 - 1998)
- Daniele Luttazzi (1961)
- Mario Luzi (1914 - 2005)

M


- Loriano Macchiavelli (1934)
- Niccolò Machiavelli (1469 - 1527)
- Andrea Maffei (1798 - 1885)
- Maurizio Maggiani (1951)
- Curzio Malaparte (1898 - 1957)
- Goffredo Mameli (1827 - 1849)
- Giorgio Mandrino (1966)
- Giorgio Manganelli (1922 - 1990)
- Fabio Maniscalco
- Alessandro Manzoni (1785 - 1873)
- Dacia Maraini (1936)
- Filippo Tommaso Marinetti (1876 - 1944)
- Giambattista Marino (1569 - 1625)
- Agostino Mascardi (1590 - 1640)
- Francesco Mastriani (1819 - 1891)
- Paolo Maurensig (1943)
- Giuseppe Mazzini (1805 - 1872)
- Ugo Mazzotta (1956)
- Luigi Meneghello (1922)
- Luigi Mercantini (1821 - 1872)
- Grazyna Miller (1957)
- Franco Mimmi (1942)
- Ernesto Monaci (1844 - 1918)
- Eugenio Montale (1896 - 1981)
- Telesio Montesello (1902 - 2004)
- Vincenzo Monti (1754 - 1828)
- Elsa Morante (1912 - 1985)
- Alberto Moravia (1907 - 1990)

N


- Anton Maria Narducci (fine XVI secolo)
- Enrico Nencioni (1837 - 1896)
- Giambattista Niccolini (1782 - 1861)
- Costantino Nigra (1828 - 1907)
- Ippolito Nievo (1831 - 1861)
- Mario Novaro (1868 - 1944)
- Giacomo Noventa (1898 - 1960)

O


- Arturo Onofri (1855 - 1928)
- Alfredo Ormando (1958 - 1998)
- Anna Maria Ortese (1914 - 1998)
- Ugo Ojetti (1871 - 1946)
- Ottiero Ottieri (1924 - 2002)

P


- Vincenzo Padula (1819 - 1893)
- Elio Pagliarani (1927)
- Aldo Palazzeschi (1885 - 1974)
- Marco Paolini (1956)
- Giuseppe Parini (1729 - 1799)
- Alessandro Parronchi (1914)
- Giovanni Pascoli (1855 - 1912)
- Pier Paolo Pasolini (1922 - 1975)
- Cesare Pavese (1908 - 1950)
- Silvio Pellico (1789 - 1854)
- Sandro Penna (1906 - 1977)
- Caterina Percoto (1812 - 1887)
- Francesco Petrarca (1304 - 1374)
- Lucio Piccolo (1901 - 1969)
- Antonio Pigafetta (ca. 1491 - dopo 1534)
- Ippolito Pindemonte (1753 - 1828)
- Luigi Pirandello (1867 - 1936)
- Carlo Pisacane (1818 - 1857)
- Carlo Alberto Pisani Dossi (1849 - 1910)
- Giuseppe Pitrè (1841 - 1916)
- Domenico Girolamo Pittarini (1829 - 1901)
- Marco Polo (1254 - 1324)
- Giuseppe Pontiggia (1934)
- Antonio Porta (1935 - 1989)
- Carlo Porta (1775 - 1821)
- Antonia Pozzi (1912 - 1938)
- Emilio Praga (1839 - 1875)
- Giovanni Prati (1814 - 1884)
- Vasco Pratolini (1913 - 1991)
- Hugo Pratt (1927 - 1995)
- Basilio Puoti (1782 - 1847)

Q


- Salvatore Quasimodo (1901 - 1968)

R


- Pio Rajna (1847 - 1930)
- Ermanno Rea (1927)
- Clemente Rebora (1885 - 1957)
- Manuel Righele (1974)
- Angelo Maria Ripellino (1923 - 1978)
- Nero Risi
- Gianni Rodari (1920 - 1980)
- Gian Domenico Romagnosi (1761 - 1835)
- Alfredo Romano
- Giuseppe Rovani (1818 - 1874)
- Roberto Roversi (1923)
- Gerolamo Rovetta (1851 - 1910) <