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Giorno

Giorno

Il giorno, come unità di misura del tempo, ha diverse accezioni. Il giorno siderale o giorno sidereo è il tempo che intercorre tra due passaggi consecutivi della medesima stella al meridiano di un determinato luogo. Esso è il periodo del moto diurno di rotazione della sfera celeste, nonché del moto di rotazione della terra rispetto alla posizione media delle stelle visibili. È quindi influenzato nella sua durata solo da due fattori:
- un lentissimo allungamento dovuto all'interazione mareale con la Luna;
- oscillazioni irregolari dovute a variazioni del momento d'inerzia della Terra, ad esempio per lo scioglimento stagionale di masse di ghiaccio alle alte latitudini. Un giorno siderale è pari a 23 ore 56 minuti e 4 secondi circa. Il giorno solare vero è il tempo che intercorre tra due culminazioni consecutive del sole su di un determinato meridiano. È leggermente più lungo di un giorno sidereo perché la Terra, mentre gira su se stessa, orbita attorno al Sole nello stesso senso della rotazione. Ne consegue che, dopo una rotazione "assoluta", il meridiano considerato non è più rivolto esattamente verso il Sole, ma lo sarà dopo che la Terra avrà ruotato su se stessa di un angolo uguale a quello percorso sull'orbita. Il giorno solare non è costante di durata perché la velocità (anche angolare) sull'orbita varia, in base alla seconda legge di Keplero: il giorno ha quindi durata massima al perielio, attualmente in gennaio, e minima all'afelio, in luglio. Il giorno solare medio, durata media dei giorni solari durante l'anno, è usato per fini civili. Il giorno solare è pari a 24 ore ovvero 86 400 secondi. Nel linguaggio comune spesso si chiama giorno il , ossia il periodo di illuminazione.

Voci correlate


- anno
- ora
- Calendario gregoriano Categoria:Unità di tempo ja:日 simple:Day

Unità di misura

Le unità di misura sono uno standard per la misurazione di quantità fisiche. In fisica e in metrologia, è necessaria una definizione chiara e univoca di tali quantità, al fine di garantire l'utilità e la riproducibilità dei risultati sperimentali, che è alla base del metodo scientifico. Allo scopo di facilitare le misurazioni è necessario definire dei sistemi di misure standard. I sistemi di misura scientifici, sono una formalizzazione del concetto di pesi e misure, che venne sviluppato in origine a fini commerciali, ovvero per creare una serie di strumenti con i quali venditori e acquirenti potessero concordare in maniera univoca la quantità delle merci trattate. Esistono diversi sistemi di misura, basati su differenti insiemi di unità di misura fondamentali. Il sistema di misura più ampiamente diffuso è il Sistema Internazionale di unità di misura, che è fondato su sette unità base (fondamentali), e in cui tutte le altre unità derivano da queste. Esistono altri sistemi, utilizzati per vari scopi, tra i quali:
- le unità di misura cgs (centimetro-grammo-secondo)
- le unità di misura MKS (metro-chilogrammo-secondo)
- le unità di misura di Planck
- il sistema consuetudinario USA
- il sistema imperiale britannico
- le unità di misura cinesi In Italia, pur vigendo il Sistema Internazionale, sono ancora di uso quotidiano alcune antiche unità di misura, diverse a livello locale in funzione dell'evoluzione storica di ciascun territorio.

Unità di misura e dimensioni

Ogni valore di una quantità fisica viene espresso come confronto rispetto alla unità di tale quantità. Ad esempio, il valore di una quantità fisica Q, viene espresso come prodotto di una unità [Q] per un fattore numerico: :Q = n
- [Q] = n [Q] Il segno di moltiplicazione viene generalmente tralasciato, così come accade nelle formule in notazione scientifica. Nelle formule l'unità [Q] può essere trattata come se fosse una specie di dimensione fisica. Una distinzione deve essere fatta tra le unità e i campioni standard. Una unità è fissata per definizione, ed è indipendente da condizioni fisiche come la temperatura. Un campione standard, al contrario, è la materializzazione fisica di una unità, ed è soggetta alle condizioni fisiche. Ad esempio, il metro è una unità, mentre una barra metallica usata come campione standard varia la sua lunghezza con la temperatura (anche se per frazioni infinitesime).

Unità di misura fondamentali e derivate

Per molte quantità una unità di misura è assolutamente necessaria se si vuole comunicarne il valore. È ad esempio impossibile descrivere una lunghezza senza usare un qualche tipo di unità. Ma non tutte le quantità richiedono una propria unità di misura. Tramite le leggi della fisica, l'unità di misura di una quantità può essere espressa come combinazione di unità di altre quantità. Quindi solo un piccolo insieme di unità di misura è necessario. Queste unità vengono definite come fondamentali, tutte le altre sono unità derivate. Le unità derivate sono usate solo per convenienza, in quanto possono essere espresse in termini di unità base. La scelta delle unità base è però arbitraria. Le unità fondamentali dell'SI non costituiscono un insieme minimo. Ad esempio esistono sistemi nei quali il campo elettrico e il campo magnetico hanno la stessa unità di misura, grazie al fatto che le leggi della fisica mostrano che questi due campi sono manifestazioni differenti dello stesso fenomeno.

Conversione delle unità di misura

La conversione delle unità di misura prevede la comparazione di valori standard differenti, per questo i fattori di conversione tra unità di misura hanno sempre un determinato livello di imprecisione.

Prefissi delle unità SI

Nel SI alcune lettere corrispondono a valori numerici scelti opportunamente e possono essere usate come prefissi per qualsiasi unità. Ad esempio, c = 0,01 (1/100), e quindi cm = 0,01
- m e cN = 0,01
- N L'unica eccezione, dovuta a ragioni storiche, è l'unita di misura della massa, kg, che già contiene un prefisso; in questo caso il prefisso deve essere aggiunto a g. L'uso dei prefissi non implica nessuna conversione, in quanto essi sono definiti come valori numerici. Ad esempio le espressioni 'cm' e '0,01 m' hanno lo stesso significato, ovvero sono equivalenti dal punto di vista matematico. Per un elenco dei prefissi in uso nel Sistema internazionale di unità di misura si vedano gli articoli nella categoria Prefissi SI.

Voci correlate


- Bocca categoria:unità di misura

Tempo

Tempo - È possibile dire che un evento avviene dopo un altro. È inoltre possibile misurare quanto un evento è avvenuto dopo un altro. La risposta alla domanda "quanto dopo" è la quantità di tempo che separa i due eventi. Uno dei modi di definire il concetto di dopo è basato sull'assunzione della causalità. Il lavoro compiuto dall'umanità per incrementare la comprensione della natura e della misurazione del tempo, con la creazione e il miglioramento dei calendari e degli orologi, è stato uno dei principali motori della scoperta scientifica.

La misura del tempo

L'unità di misura standard del Sistema Internazionale è il secondo. In base ad esso sono definite misure più ampie come il minuto, l'ora, il giorno, il mese, l'anno, il decennio, il secolo ed il millennio. Il tempo può essere misurato, esattamente come le altre dimensioni fisiche. Gli strumenti per la misurazione del tempo sono chiamati orologi. Orologi molto accurati, vengono detti cronometri. I migliori orologi disponibili sono gli orologi atomici. Esistono svariate scale temporali continue di utilizzo corrente: il tempo universale, il tempo atomico internazionale (TAI), che è la base per le altre scale, il tempo universale coordinato (UTC), che è lo standard per l'orario civile, il tempo terrestre (TT), ecc. L'umanità ha inventato i calendari per tenere traccia del passaggio di giorni, settimane, mesi e anni. A volte come tempo si intendono anche le condizioni metereologiche.

Il tempo nell'ingegneria e nella fisica applicata

In fisica, il tempo è definito come distanza tra gli eventi lungo il quarto asse dello spazio-tempo. La relatività speciale mostrò che il tempo non può essere compreso se non come una parte dello spazio-tempo, una combinazione di spazio e tempo. La distanza tra gli eventi dipende dalla velocità relativa dell'osservatore rispetto ad essi. La Relatività Generale modificò ulteriormente la nozione di tempo introducendo l'idea di uno spazio-tempo curvo. Un'importante unità di misura del tempo in fisica teorica è il tempo di Planck (si veda unità di Planck per i dettagli).

Concetto di tempo in geologia

Il concetto di tempo in geologia è un argomento complesso in quanto non è quasi mai possibile determinare l'età esatta di un corpo geologico o di un fossile. Molto spesso le età sono relative (prima di..., dopo la comparsa di...) o presentano un margine di incertezza, spesso superiore al milione di anni. Sin dagli albori della geologia e della paleontologia si è preferito organizzare il tempo in funzione degli organismi che hanno popolato la Terra durante la sua storia: il tempo geologico ha pertanto struttura gerarchica e la gerarchia rappresenta l'entità del cambiamento nel contenuto fossilifero tra un età e la successiva. Solo nella seconda metà del ventesimo secolo, con la comprensione dei meccanismi che regolano la radioattività si è iniziato a determinare l'età delle rocce fisicamente, associando cioè dei numeri ai limiti di età La precisione massima ottenibile non potrà mai scendere al di sotto di un certo limite in quanto i processi di decadimento atomico sono processi stocastici e legati al numero di atomi radioattivi presenti all'interno della roccia nel momento della sua formazione. Le migliori datazioni possibili si attestano sull'ordine delle centinaia di migliaia di anni per le rocce con le più antiche testimonianze di vita (nel Precambriano) mentre possono arrivare a precisioni dell'ordine di qualche mese per rocce molto recenti. Un'ulteriore complicazione è legata al fatto che molto spesso si confonde il tempo geologico con le rocce che lo rappresentano. Il tempo geologico è un'astrazione, mentre la successione degli eventi registrata nelle rocce ne rappresenta la reale manifestazione. Esistono pertanto due scale per rappresentare il tempo geologico, la prima è la scala geocronologica, la seconda è la scala cronostratigrafica. In prima approssimazione comunque, le due scale coincidono e sono intercambiabili.

Il tempo nella filosofia e nella fisica teorica

Importanti questioni filosofiche sul tempo comprendono:
- Il tempo è assoluto o meramente relazionale?
- Il tempo senza cambiamento è concettualmente impossibile?
- Il tempo scorre, oppure l'idea di passato, presente e futuro è completamente soggettiva, descrittiva solo di un inganno dei nostri sensi? Il paradosso di Zenone sfidò in modo sostanziale il concetto di tempo dell'antichità, e fu di aiuto nel motivare lo sviluppo del calcolo. Un motivo di contesa tra Newton e Leibniz riguardava la questione del tempo assoluto: il primo credeva che il tempo fosse, come lo spazio, un contenitore di eventi, mentre il secondo riteneva che il tempo, come lo spazio, fossero un apparato concettuale che descriveva le interrelazioni tra gli eventi. John Ellis McTaggart credeva, in modo abbastanza eccentrico e sulle basi di un'argomentazione debole, che il tempo e il cambiamento fossero illusioni. Parmenide (di cui Zenone era un seguace) aveva una convinzione simile, basata su argomenti altrettanto deboli ma più interessanti. La teoria della relatività di Einstein collegava il tempo e lo spazio nello spazio-tempo in una maniera che aveva anche conseguenze filosofiche, rendendo più credibile l'idea di tempo bloccato, e di conseguenza influenzando i concetti di libero arbitrio e causalità. L'ingegnere J. W. Dunne sviluppò una teoria del tempo dove considerava la nostra percezione del tempo similarmente alle note suonate su un piano. Avendo avuto un numero di sogni premonitori, decise di tenere traccia dei suoi sogni e trovò che contenevano eventi passati e futuri in quantità equivalenti. Da questo concluse che nei sogni riusciamo a sfuggire al tempo lineare. Pubblicò le sue idee in An Experiment with Time del 1927, cui fecero seguito altri libri. Il punto di partenza per una analisi profonda delle caratteristiche della fisica e della realta' oggettiva non e' affatto preciso ne' definibile ma d'altronde la speculazione filosofica qualora venisse applicata al concetto di tempo ( anche qualora non vi fosse il supporto della conoscenza della teoria della Relativita' Generale ) porta alla identificazione di diversi quesiti, molto importanti! Il problema nasce dal porsi le domande seguenti: "Cosa e' il tempo." "Come si definisce una unita' di misura per esso (il tempo) prescindendo dalle conoscenze late della comune opinione." E' nel tentativo di dare in maniera rigorosamente fisica risposta a queste domande che ci si accorge di come vengano a cadere innumerevoli preconcetti di varia natura. Sostanzialmente il tempo cosi' come viene interpretato non rende la possibilta' di adoperarlo quale grandezza fisica! Ci si rende conto di come esso sia strettamente legato al concetto di spazio e poi alle onde elettromagnetiche ( nel caso in cui ci si rifaccia alla luce come a quel portatore di informazioni che raggiunge la velocita' limite ) e poi, come conseguenza, ai campi generati dalle altre forze conosciute e immediatamente ne rimette in discussione tutte le convizioni fino ad ora ritenute pacificamente consolidate! A proposito della difficoltà di definizione del tempo in fisica è da menzionare il lavoro dell'ingegnere Henri Salles che nel suo libro Does time exist? - an energetic implementation of motion dimostra che è possibile fare a meno del concetto di tempo per spiegare il movimento. Salles implementa un modello fisico della realtà basato unicamente sui concetti di spazio e di energia e mette in luce la mancanza di coerenza della fisica tradizionale che cade secondo lui nella speculazione matematica laddove costruisce teorie partendo da concetti non fondamentali perché non tangibili come quello di tempo.

La percezione del tempo

A volte si percepisce il passare del tempo come più rapido ("il tempo vola"), significando che la durata appare inferiore a quanto è in realtà; al contrario accade anche di percepire il passare del tempo come più lento ("non finisce mai"). Il primo caso viene associato a situazioni piacevoli, o di grande occupazione, mentre il secondo si applica a situazioni meno interessanti o di attesa (noia). Inoltre sembra che il tempo passi più in fretta quando si dorme.

Voci correlate


- scale temporali:
  - calendario
  - tempo coordinato universale (UTC)
  - tempo atomico internazionale (TAI)
  - tempo terrestre (TT)
  - tempo universale (UT)
  - scala dei tempi geologici
  - ora solare
  - ora legale
  - ora di Greenwich
  - fuso orario
  - tempo effemerico
  - tempo siderale
- Strumenti di misura
  - cronometro
  - orologio
  - orologio atomico
  - orologio da polso
  - orologio al quarzo
  - pendolo
  - meridiana
  - clessidra
  - orologio ad acqua
- Unità di misura
  - secondo
  - minuto
  - ora
  - giorno
  - settimana
  - mese
  - anno
- Tecniche di datazione
  - datazione radiometrica
  - datazione al radiocarbonio
  - dendrocronologia
- Periodi di tempo
  - settimana
  - quadrimestre
  - secolo
  - millennio
  - periodo
  - era
  - epoca
  - stagione
  - tempo esponenziale
  - tempo di risposta
  - emivita
  - periodizzazione
  - eternità
  - decennio
- Varie
  - Sincronia
  - ISO 8601
  - varianza di Allan TempoCategoria:Geologia ja:時間 ko:시간 simple:Time

Sfera celeste

La sfera celeste è la sfera sulla quale sembrano essere collocati gli astri visti dalla Terra.
L'origine di tale illusione sta nel fatto che oltre una certa distanza non siamo più in grado di valutare visivamente la distanza dei corpi, per cui gli astri ci sembrano tutti alla stessa distanza. Durante l'apparente moto diurno degli astri due soli punti del cielo, tra loro antipodici, sembrano immobili: sono i poli celesti nord e sud. La sfera celeste sembra quindi ruotare su se stessa attorno ad un asse passante per i poli, l'asse celeste. Lequatore celeste è la circonferenza massima equidistante dai poli celesti (proiezione dell'eq. terrestre), che divide la s. c. nei due emisferi Nord e Sud. I cerchi orari sono le semicirconferenze massime congiungenti i poli celesti. Le cosiddette stelle fisse, la grande maggioranza degli astri, mantengono la loro posizione relativa (o meglio, vi sono variazioni ma lentissime), costituendo un riferimento sulla sfera celeste. Esse sono tradizionalmente raggruppate in costellazioni, che forniscono un riferimento approssimativo per i corpi celesti.
Posizioni più precise degli astri si invidivuano mediante le Coordinate celesti. Categoria:Coordinate celesti ja:天球 th:ทรงกลมฟ้า


Momento d'inerzia

Il momento di inerzia è una grandezza fisica utile per descrivere il comportamento dinamico dei corpi in rotazione attorno ad un asse. Tale grandezza tiene conto di come è distribuita la massa del corpo attorno all'asse di rotazione e dà una misura dell' inerzia del corpo rispetto alle variazioni del suo stato di moto rotatorio.

Corpo rotante attorno ad un asse fisso

Sistema di punti materiali

Sia "z" l'asse di rotazione fisso di un sistema di n punti materiali. Indichiamo con ri (i = 1,2,....n) le distanze di tali punti dall'asse di rotazione e con mi le loro masse.
In questo caso il momento di inerzia è definito come :I_z = \sum_^n m_i r_i^2; Possiamo notare che i punti materiali che si trovano più lontani dall'asse di rotazione danno un maggiore contributo al valore di I.
Utilizzando il momento di inerzia è possibile esprimere in modo semplice il momento angolare di un sistema di n particelle che si comporta come un corpo rigido (in cui cioè le distanze reciproche tra i punti materiali non variano). Indicando con vi le velocità tangenziali delle particelle e con ω la loro velocità angolare (uguale per tutti i punti se il corpo è rigido) :L_z = \sum_^n m_i r_i v_i = \sum_^n m_i r_i^2 \omega = \left ( \sum_^n m_i r_i^2 \right ) \omega = I_z \omega. In modo analogo l'energia cinetica del corpo rotante è :E_k = \frac\sum_^n m_i v_i^2 = \frac \sum_^n m_i r_i^2 \omega^2 =\frac \left (\sum_^n m_i r_i^2 \right )\omega^2 =\frac I_z \omega^2

Corpo rigido

È possibile estendere la definizione di momento di inerzia anche ad un corpo rigido di volume V, se si considera tale corpo come un sistema di punti materiali ciascuno caratterizzato da un volume Δ V ed una massa Δ m = ρ Δ V (dove ρ è la densità); in tale caso il contributo di momento di tale elemento di volume al momento di inerzia è dato da ΔIz= ρ Δ V r2 (essendo r la distanza dell'elemento dall'asse di rotazione). Il momento di inerzia si ottiene allora sommando tutti i contribuiti e passando al limite per Δ V → 0, per cui le sommatorie si trasformano in integrali: :I_z = \int_V^. \rho r^2 dV. Se il corpo è omogeneo (la sua densità è quindi una funzione costante) ed è caratterizzato da particolari simmetrie, allora il calcolo dell'integrale risulta particolarmente semplice.
right Consideriamo ad esempio un cilindro omogeneo di massa M, raggio R e altezza H (per cui M = ρ π R2 H). La misura del generico elemento di volume è data da H r dr d φ (vedi figura a destra) e il momento di inerzia rispetto all'asse del cilindro è dato da :I_z = \int_0^R \rho r^2 2 \pi r dr = 2 \pi \rho \int_0^R r^3 dr = \frac =\frac M R^2 Qui sotto sono riportati i momenti di inerzia di alcuni solidi omogenei con particolari simmetrie. Ognuno di essi ha massa M e le dimensioni indicate. raggio

Calcolo del momento di inerzia di alcuni solidi omogenei

Rispetto all'asse di simmetria passante per il centro di massa

Momento di inerzia del Cono
Cono Per calcolarlo consideriamo il momento finale come la somma dei momenti di inerzia dei dischi con altezza infinitesima dx (fissando l' origine del sistema di riferimento alla punta del cono orientato verso il basso). Il raggio del singolo disco varia linearmente al variare di x secondo il rapporto R su h (R = raggio di base, h = altezza cono). L' elemento infinitesimo di massa lo si calcola utilizzando ρ (densità volumetrica) moltiplicato per il volume del cilindro di altezza dx. Integrando il momento di inerzia del disco da 0 a h otteniamo il risultato finale. Formula matematica
Momento di inerzia della Sfera
Sfera Il momento finale sarà ottenuto sommando i momenti di inerzia dei dischi di spessore infinitesimo dx (fissando l' origine del sistema di riferimento al centro della sfera orientato verso l'alto) . Il raggio del singolo disco varia secondo la funzione che descrive un arco di circonferenza nel primo quadrante, da un minimo di 0 (con x = R, raggio della sfera) ad un massimo di R stesso. L'elemento infinitesimo di massa è ottenuto utilizzando ρ (densità volumetrica) moltiplicato per il volume del cilindro di altezza dx. Integrando il momento di inerzia del disco da -R a R otteniamo il risultato finale. Formula matematica
Momento di inerzia del parallelepipedo
Calcolato rispetto all'asse z passante per il baricentro del parallelepipedo. Si è tenuto conto solamente della definizione del momento di inerzia e della densità di massa: I=\int_V\rho r^2dV=\rho\int_^\int_^\int_^(x^2+y^2)dx dy dz= =c \rho\int_^\left[x^2y+\frac\right]_^dx=c \rho\int_^(x^2b+\frac)dx= =c \rho \left[\fracb+x\frac\right]_^=abc\rho(\frac+\frac)= =M(\frac+\frac)

Rispetto ad un asse parallelo all'asse di simmetria

Per questo calcolo vedi il Teorema di Huygens-Steiner

Momento di inerzia per figure geometriche piane

Il momento di inerzia delle figure piane rispetto a un asse è utilizzato frequentemente nell’ingegneria civile. Infatti esso è direttamente correlato alla resistenza della sezione di un elemento soggetto a flessione rispetto ai carichi ortogonali all’asse di riferimento. Il caso tipico è quello della trave. Se le forze sulla trave hanno direzione y, si calcola il momento di inerzia della sezione secondo l’asse x (ortogonale a y) passante per il baricentro della sezione della trave. In pratica, a parità di materiale, quanto più è elevato il momento di inerzia tanto più risulta resistente la trave. Inoltre, quanto più il materiale è lontano dall’asse passante per il suo baricentro, tanto più aumenta in maniera esponenziale il momento di inerzia. Per accorgersene è sufficiente constatare che nelle formule seguenti per il calcolo del momento di inerzia l’altezza h delle diverse figure è con esponente 3.

Valore del momento di inerzia per alcune figure geometriche piane

:Quadrato :J_x=\frac :Rettangolo :J_x=\frac :Anello rettangolare, sezione a I, sezione a C :J_x=\frac :Triangolo isoscele :J_x=\frac :Cerchio :J_x=\frac :Anello :J_x=\frac(d_e^4-d_i^4)

Variazione della giacitura e delle dimensioni di una figura geometrica piana

Vogliamo presentare alcuni esempi per far capire meglio come entrano in gioco nel calcolo del momento di inerzia la giacitura delle figure geometriche e le loro dimensioni. Prendiamo come esempio una delle figure geometriche più semplici, il rettangolo, con un’area di 8 centimetri quadrati, un lato di 2 cm e l’altro di 4 cm. Lo disponiamo prima con il lato di 4 cm secondo la direzione dell’asse per il quale vogliamo calcolare il momento di inerzia e poi con tale lato ortogonale allo stesso asse. Nel primo caso avremo b = 4 e h = 2, per cui J_x=\frac=\frac=2,67 Nel secondo caso avremo b = 2 e h = 4, per cui J_x=\frac=\frac=10,67, cioè un valore 4 volte maggiore! Seconda osservazione. Manteniamo l’area del rettangolo sempre uguale a 8 centimetri quadrati e il lato più lungo ortogonale all’asse, ma questa volta b = 1 e h = 8, in pratica abbiamo stirato il rettangolo. J_x=\frac=\frac=42,67, cioè un valore 4 volte maggiore del secondo caso e 16 volte maggiore del primo, sempre con un rettangolo di uguale area. Quanto appena detto si estende ovviamente anche ai corpi solidi. Momento angolare

Minuto

Il minuto (simbolo spesso usato min) è un'unità di misura del tempo corrispondente a 60 secondi, ovvero 1/60 di ora.

Voci correlate


- Minuto luce Categoria:unità di tempo ja:分 ko:분 simple:Minute

Secondo

Il secondo (simbolo: s) è l'unità di misura del tempo, ed una delle sette unità base del Sistema Internazionale. È definito come la durata di 9.192.631.770 periodi della radiazione corrispondente alla transizione tra due livelli iperfini dello stato fondamentale dell'atomo di cesio-133. Storicamente, il secondo venne definito in termini di rotazione terrestre, come 1/86.400 del giorno solare medio. Nel 1956 il Comitato internazionale dei pesi e delle misure, con l'autorità datagli dalla decima conferenza generale sui pesi e sulle misure del 1954, definì il secondo in termini di rivoluzione terrestre attorno al Sole in una particolare epoca, poiché si riconobbe che la rotazione terrestre non era sufficientemente uniforme da essere uno standard per il tempo. Il movimento della Terra venne descritto nelle Tabelle del sole di Newcomb, che fornivano una formula per il movimento del sole all'epoca 1900, basata sulle osservazioni astronomiche fatte durante il XVIII e XIX secolo. Il secondo effemerico così definito era : :la frazione di 1/31.556.925,9747 dell'anno tropico per il 1 gennaio 1900 alle ore 12 tempo effemerico. Questa definizione venne ratificata dall'undicesima Conferenza generale sui pesi e sulle misure del 1960. Il riferimento all'anno 1900 non significa che questa sia l'epoca del giorno solare medio di 86.400 secondi. Piuttosto, è l'epoca dell'anno tropico di 31.556.925,9747 secondi in tempo effemerico. Il tempo effemerico (ET) venne definito come la misura del tempo che porta la posizione osservata dei corpi celesti, in accordo con la teoria dinamica del movimento Newtoniano. A seguito di numerosi anni di lavoro, due astronomi del U.S. Naval Observatory (USNO) e due del National Physical Laboratory di Teddington (Inghilterra) determinarono la relazione tra la frequenza dell'atomo di cesio (lo standard del tempo) e il secondo effemerico. Essi determinarono il movimento orbitale della Luna rispetto alla Terra, dal quale il movimento apparente del Sole può essere inferito, in termini di tempo misurato da un orologio atomico. Come risultato, nel 1967 la tredicesima conferenza generale sui pesi e sulle misure adottò il secondo del Tempo atomico internazionale nel Sistema Internazionale come: :la durata di 9.192.631.770 periodi della radiazione corrispondente alla transizione tra due livelli iperfini, da (F=4, MF=0) a (F=3, MF=0), dello stato fondamentale dell'atomo di cesio-133 Lo stato fondamentale è definito a campo magnetico nullo. Il secondo così definito è equivalente al secondo effemerico. Categoria:Unità di misura SI di base Categoria:unità cgs Categoria:Unità di tempo ja:秒

Perielio

In Astronomia, il perielio (dal greco peri=intorno, elios=sole) è il punto di minima distanza di un pianeta dal Sole.
A seconda dell'eccentricità dell'orbita, può essere più o meno differente dalla distanza media pianeta-sole.
Per analogia, viene così chiamato anche l'analogo punto di minima distanza per un pianeta od una stella orbitanti attorno ad un'altra stella, anche se in tal caso si dovrebbe usare il termine periastro. Nel caso di un satellite terrestre si usa perigeo. La posizione angolare del perielio sull'orbita è praticamente fissa, escludendo il caso di effetti relativistici di precessione in presenza di grandi masse (p.es. orbita di Mercurio).

Voci correlate


- Afelio
- Orbita Categoria:Meccanica celeste

Ora (unità di misura)

L'ora è un'unità di misura del tempo pari a 3.600 secondi, ovvero a 60 minuti. Un giorno è composto da 24 ore. Definizioni storiche di ora:
- Un dodicesimo del tempo compreso tra l'alba ed il tramonto. Con questa definizione le ore dei giorni estivi risultano più lunghe di quelle dei giorni invernali.
- La ventiquattresima parte del giorno solare vero(il tempo che trascorre tra un mezzogiorno e l'altro). Con questa definizione le ore variano un poco durante l'anno a causa della piccola variazione annuale del giorno solare vero dovuta al fatto che l'orbita della Terra intorno al Sole è leggermente ellittica e la velocità angolare della sua rivoluzione varia.
- La ventiquattresima parte del giorno solare medio. Con questa definizione l'ora è sostanzialmente costante durante tutto l'anno. Minime variazioni sono dovute al fatto che la velocità di rotazione della Terra varia lentamente nel tempo.

Voci correlate


- Fuso orario
- Giorno siderale
- Tempo Coordinato Universale
- Tempo medio di Greenwich
- Meridiano di Greenwich Categoria:Unità di tempo ja:時間 (単位) ko:시간 (단위) simple:Hour

Calendario gregoriano

Il Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582, che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano. Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni. Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo. Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato. La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400. Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365
- (300 + 3) + 366
- (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ... È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21. Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria. In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753. In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane. A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica. Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste. Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001. il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala. Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.

Voci correlate


- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua

Collegamenti esterni

Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano] Gregoriano als:Gregorianischer Kalender ja:グレゴリオ暦 ko:그레고리력 ms:Kalendar Gregory simple:Gregorian calendar th:ปฏิทินเกรกอเรียน

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