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Gottfried Wilhelm Leibniz

Gottfried Wilhelm Leibniz

Gottfried Wilhelm von Leibniz (scritto anche Leibnitz) (Lipsia, 1 luglio 1646 - Hannover, 14 novembre 1716) è stato un filosofo, scienziato, matematico, diplomatico, bibliotecario e avvocato tedesco di origine serba. A lui si deve il termine funzione (coniato nel 1694) che egli usò per individuare una quantità la cui variazione è fornita da una curva e per individuare la pendenza di tale curva e un suo punto particolare. Leibniz viene generalmente accreditato, assieme a Isaac Newton, dei maggiori contributi allo sviluppo del calcolo infinitesimale moderno, con particolare accento sul calcolo integrale. Giovane e molto intelligente, entrò all'Università di Lipsia all'età di soli quindici anni. Conseguì una laurea in filosofia a diciassette anni ed un dottorato in legge a venti. Leibniz, portando avanti la realizzazione di Pascal, costruì la prima calcolatrice meccanica capace di eseguire moltiplicazioni e divisioni. Sviluppò inoltre la forma moderna del sistema di numerazione binaria utilizzato oggi nell'informatica per i computer. Molti studiosi si sono chiesti a cosa si sarebbe potuti giungere se Leibniz fosse riuscito a combinare le sue scoperte di aritmetica binaria con le sue realizzazioni nel calcolo meccanico. Anche se esistono alcune discussioni sulla paternità originale, Leibniz è accreditato assieme ad Isaac Newton dell'invenzione, intorno al 1670, del calcolo infinitesimale: in base ai suoi appunti, un importante punto di svolta nel suo lavoro lo si ebbe l'11 novembre 1675, quando utilizzò per la prima volta il calcolo integrale per trovare l'area dell'insieme di punti delimitato dalla funzione y=x. Egli introdusse diverse notazioni usate nel calcolo fino ai giorni nostri, ad esempio il segno dell'integrale ∫ che rappresenta una S allungata (dal latino summa) e la d usata per le derivate (dal latino differentia). Leibniz pensava che i simboli fossero molto importanti per la comprensione delle cose. Egli cercò di sviluppare un "alfabeto del pensiero umano", nel quale cercò di rappresentare tutti i concetti fondamentali usando simboli, e combinando questi simboli per rappresentare pensieri più complessi, senza però mai giungere ad una conclusione di questo ambizioso programma. Il suo contributo filosofico alla metafisica è basato sulla Monadologia, che introduce le Monadi come "forme sostanziali dell'essere". Le Monadi sono delle specie di atomi spirituali, eterne, non scomponibili, individuali, seguono delle leggi proprie, non interagiscono, ma ognuna di esse riflette l'intero universo in un'armonia prestabilita. Dio e l'uomo sono anche monade: le monadi differiscono tra loro per la diversa quantità di coscienza che ogni monade ha di sé e di Dio al suo interno. Nel modo abbozzato in precedenza, il concetto di monade risolve il problema dell'interazione tra mente e materia che sorge nel sistema di Cartesio, così come l'individuazione all'apparenza problematica nel sistema di Baruch Spinoza, che rappresenta le creature individuali come semplici modificazioni accidentali di un'unica sostanza. La Theodicee tenta di giustificare le imperfezioni apparenti del mondo sostenendo che esso è il migliore tra i mondi possibili. Il senso di precarietà della condizione umana è antico quanto il mondo, presente in molti testi antichi, anche con forti lamenti verso la divinità, compresi i Salmi della Bibbia; se nel Testo Sacro, la risposta è che al di là del male e delle sofferenze dei giusti, esiste un Deus Absconditus e che il valore della fede e il premio che merita è credevi nonostante questo, essa per leibniz quanto meno non è una risposta filosofica. Il mondo deve essere il migliore e più equilibrato dei mondi, perché è stato creato da un Dio perfetto. In questo modo, è risolto a priori il problema del male; non a posteriori con un premio ultraterreno per i giusti, che Kant userà per argomentare l'immortalità dell'anima. Le idee non sono incompatibili; l'affermazione "è il migliore dei mondi possibili" è un tipico giudizio sintetico a priori. Mentre la "soluzione a posteriori" è una verità di fatto, una ragion pratica (direbbe Kant); la soluzione "a priori" è una verità di ragione, una ragion pura (direbbe kant) cui è tenuto il filosofo. La critica di Voltaire rimane filosofica perché mossa non su un piano metafisico, ma sul lato pratico delle esperienze umane, l'unico in cui è debole (come notava lo stesso Leibniz). Leibniz in nome della metafisica sosteneva la prima verità. Leibniz ha inventato la matematica dei limiti ed il principio degli indiscernibili, utilizzato nelle scienze, secondo il quale due cose che appaiono uguali - e fra le quali quindi la ragione non trova differenze - sono uguali. Da questo principio deduce il principio di ragion sufficiente per il quale ogni cosa che è, ha una causa. Questo principio implica il primo, nel senso che per parlare di differenza deve esserci un motivo (vedere delle differenze, appunto), rendendo inutile operare "distinguo" a tutti i costi. Il principio di ragion sufficiente lo obbligava davanti ai mali del mondo a trovarvi una giustificazione, senza negarne l'esistenza a differenza della posizione di Sant'Agostino d'Ippona e di altri filosofi. La frase "Viviamo nel migliore dei mondi possibili" fu guardata con divertimento dai suoi contemporanei, soprattutto François Marie Arouet de Voltaire, che parodiò Leibniz nella sua novella Candide, dove Leibniz appare come un certo Dottor Pangloss. Questa parodia è l'origine del termine panglossismo che si riferisce a persone che sostengono di vivere nel miglior mondo possibile. Leibniz è ritenuto la prima persona ad aver suggerito che il concetto di retroazione fosse utile per spiegare molti fenomeni in diversi campi di studio.

Collegamenti esterni


- [http://www.hfac.uh.edu/gbrown/philosophers/leibniz/ Leibnitiana] (in inglese)
- [http://www-gap.dcs.st-and.ac.uk/~history/Mathematicians/Leibniz.html Biography] su MacTutor

Opere


- Monadologia (1714)
- Théodicée (1710)
- Nuovi saggi sull'intelletto umano (1705)
- Dynamica (1689)
- Discours de métaphysique (1686)
- Nova Methodus pro Maximis et Minimis, itemque Tangentibus ... (1684)
- Hypothesis Physica Nova (1671)
- De Casibus Perplexis (1667)
- Dissertazio de Arte Combinatoria (1666) Leibniz, Gottfried Wilhelm Leibniz, Gottfried Wilhelm Leibniz, Gottfried Wilhelm Leibniz, Gottfried Wilhelm Leibniz, Gottfried Wilhelm ja:ゴットフリート・ライプニッツ th:กอทท์ฟรีด วิลเฮล์ม ไลบ์นิซ

Lipsia

Lipsia (in tedesco Leipzig, in sorabo-lusaziano: Lipsk) è la più grande città della Sassonia, uno dei Länder della Germania. Il nome deriva dalla parola slava Lipsk (insediamento dove si trovano i tigli). La città è situata alla confluenza dei fiumi Pleiße, Elster Bianco e Parthe. Nel 1165 il duca Otto il Ricco di Meißen (in quel secolo città più importante della Sassonia) infonda a Lipsia il diritto municipale ed il diritto mercantile. Oggi la città è capoluogo del distretto di Lipsia. Grandi città vicine sono Berlino, all’incirca 145 km al nord-est; Praga, all’incirca 195 km al sud-est e Francoforte sul Meno, all’incirca 295 km al sud-ovest di Lipsia. Il numero di abitanti oltrepassava nel 1860 i centomila, prima della Seconda Guerra Mondiale si contavano 750 000 abitanti ed oggi la città conta un numero di abitanti di circa un mezzo millione (2002). Parthe La città è storicamente importante non solo come una delle città più forti nel settore economico dell'Europa dal XV secolo fino alla Seconda Guerra Mondiale (libri, costumi, pelliccia), ma anche perché ci fu la Battaglia delle Nazioni nel 1813, dopo laquale Napoleone I si doveva ritirare in Francia. Nell'autunno del 1989 la popolazione di Lipsia ha causato la caduta del muro di Berlino, manifestando pacificamente (300 000 persone) per la riunione della Germania ("Wir sind das Volk - Wir sind ein Volk!" ; "Noi siamo il popolo - Noi siamo un popolo!"). Oggi la città è di minore importanza politica ed economica, ma appartiene communque alle sei più grandi città tedesche. Parthe Parthe Categoria:Città della Sassonia ja:ライプツィヒ ko:라이프치히 simple:Leipzig

1646

Eventi

Nati


- 1 luglio - Gottfried Leibniz filosofo e matematico tedesco († 1716)

Morti

046 ko:1646년

Hannover

Hannover è una città tedesca situata nello stato federale della Bassa Sassonia.
Immagine:Hannover Skyline.jpg|Panorama di Hannover Image:New town hall Hannover.jpg|Il municipio Image:Hannover - Hauptbahnhof Eingangsportal 1.jpg|La stazione centrale Categoria:Città della Bassa Sassonia als:Hannover ja:ハノーファー ko:하노버

1716

Eventi

Nati

Morti


- 14 novembre - Gottfried Leibniz filosofo e matematico tedesco 016 ko:1716년

Filosofia

La definizione di filosofia rimane un problema filosofico di per se stesso, ed al solo scopo di introdurne il concetto (precisando che una visione più completa del variegato panorama offerto da questa parola e più fedele alla sua storia, che vanta origini antichissime, potrà scaturire soltanto dalla lettura di tutto quello che segue), possiamo dire che si tratta dello studio del significato e della giustificazione della conoscenza del più generale, od universale, aspetto delle cose, uno studio che viene compiuto formulando linguisticamente i problemi, offrendone la soluzione e giustificandola, ed usando procedure argomentative rigorose. Essa è inoltre lo studio dei principî primi e delle ragioni ultime. Per semplificare, potremmo dire che questa è la visione "attuale" della filosofia (o, meglio ancora, della parte dominante dell'attuale panorama filosofico, quello della filosofia analitica di matrice angloamericana). Ma, in origine, le cose stavano ben diversamente (si veda al riguardo la posizione di un filosofo come Raimon Panikkar o degli storici della filosofia Pierre Hadot, Christoph Horn e Giovanni Reale): la filosofia che, come riportato in seguito, nasce come "amore della saggezza", è tutt’altro che un'attività meramente intellettuale, ma è al contrario finalizzata espressamente al vivere bene (il concetto di saggezza non è mai stato qualcosa di soltanto intellettuale). La filosofia, che nasce (con la sola eccezione dei presocratici) in comunità di vita molto simili a quelli che saranno successivamente i monasteri cristiani, parte dall'accettazione e dalla condivisione di un certo modo di vivere (lettura e studio a una determinata ora, mangiare o dormire insieme al maestro, vestire in un certo modo) orientato ad un ben preciso fine, che quasi sempre ha a che fare con la giusta disposizione dell'animo (serenità, atarassia), pur se in modi apparentemente molto distanti tra loro (ad esempio, il piacere per gli epicurei, il dovere per gli stoici). Pur basata su un'attività genuinamente intellettuale (anche se l'antichità non conosceva la categorica distinzione tra intellettuale e razionale tipica della nostra epoca, per cui Platone poteva scrivere nella Lettera VII che non tutto ciò che è reale è esprimibile in parole e concetti), la filosofia aveva come scopo prioritario l'orientamento dell'esistenza. Chiaro al riguardo Aristotele quando afferma che non siamo sani fisicamente per il fatto che studiamo la medicina, ma per il fatto che la applichiamo al nostro corpo. Per contro, la filosofia non rinchiude l'uomo in un egotismo maniacale: essa, che parte dall'indagine della realtà nella quale l'uomo è immerso (l'antichità non conosce ancora neanche quella separazione tra soggetto e oggetto, tipica della modernità, che rende l'uomo estraneo al suo ambiente circostante), si pone come obiettivo l'indagine di "tutto ciò che è" (i Sette Savi avevano esortato, alle origini della filosofia, ad avere "cura del tutto"). Più che qualsiasi altra cosa, ciò che distingue la filosofia da ogni altra branca del sapere è questa pretesa di accedere al tutto, e non a questo o quell'ambito specifico; di indagare ciò che tiene insieme le cose nel loro "essere" comune. La progressiva specializzazione dei saperi (accelerata dalla nascita della scienza galileiana) ha infine condotto alla separazione degli ambiti, per cui oggi si può parlare di estetica, filosofia morale, gnoseologia: si è trattato quindi di un'evoluzione (quanto si tratti di una negazione del senso originario è attualmente oggetto di dibattito) della filosofia, spinta in buona parte (secondo l'analisi di Hadot) dal passaggio dell'insegnamento della filosofia alle istituzioni statali (passaggio che, facendo perdere l'importanza della vita in comune, ha ridotto la filosofia a dottrina intellettuale, qualcosa che può essere appreso tramite la mera lettura di alcuni libri). Al di là di queste considerazioni di ordine storico, ancora oggi la filosofia studia la formazione di concetti come quello dell'esistenza, del bene, della conoscenza, e della bellezza, e cerca di rispondere a domande come Cos'è il bene?, o Come è possibile conoscere?. Fra i più famosi filosofi troviamo Socrate, Platone, Aristotele, Plotino, Tommaso d'Aquino, Cartesio, Spinoza, John Locke, Immanuel Kant, Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Arthur Schopenhauer, Friedrich Nietzsche, Edmund Husserl, Martin Heidegger, Ludwig Wittgenstein, Voltaire. L'uso popolare della parola "filosofia" ha conservato questo aspetto originario: essa è infatti usata spesso per indicare la saggezza, o una prospettiva di vita (una "filosofia di vita"), o principi basilari dietro al metodo per raggiungere un obiettivo (come in "la mia filosofia di guida dell'auto..."). Si tratta di significati diversi da quello accademico odierno, che viene trattato nel seguito di questo articolo. Originariamente, "filosofia" significava "l'amore per la saggezza". "Philo-" deriva dalla parola greca philein, che significa amore, e "-sofia", dal greco sophia, o saggezza. Pare che l'introduzione del termine "filosofia" sia da attribuire al pensatore greco Pitagora, che avrebbe coniato questo termine per indicare la 'ricerca' del sapere da parte dell'uomo, dunque philo-sophos (mentre solo gli dei possederebbero pienamente la sofia)(vedi Diogene Laerzio: "De vita et moribus philosophorum", I, 12; Cicerone: "Tusculanae disputationes", V, 8-9). Questa attribuzione è certamente basata su un brano di un libro perduto di Eraclide Pontico, discepolo di Aristotele. È una delle note leggende pitagoriche di questo tempo. Di fatto il termine "filosofia" non venne usato molto prima di Platone. Il termine "filosofo" sostituisce il termine "sofista" (da sophoi), usato all'epoca di Socrate per descrivere gli insegnanti di retorica a pagamento, le cui tecniche oratorie erano molto richieste dalla classe politica rampante della democrazia ateniese, che ben sapeva quanto le parole possono convincere il popolo più delle azioni. Per il fatto che questi insegnanti accettassero denaro come compenso del loro insegnamento filosofico (cosa da cui tutti gli altri filosofi prendevano le distanze, accettando solo per sopravvivere offerte modestissime da parte degli allievi), oltre che per il metodo (basato spesso su sottigliezze linguistiche – cfr. eristica - finalizzate alla vittoria sull'interlocutore piuttosto che al genuino incontro filosofico), essi erano spesso mal visti (uno dei più famosi di essi Protagora, venne addirittura esiliato per le sue affermazioni "scandalose" intorno alla divinità).

Storia della filosofia

I filosofi dividono la lunga storia della filosofia occidentale in filosofia antica, filosofia medievale, filosofia moderna e filosofia contemporanea. La filosofia antica è dominata da tre filosofi: Socrate, Platone e Aristotele. La Filosofia medievale costituisce un imponente ripensamento dell'intera tradizione classica sotto la spinta delle domande poste dai tre grandi monoteismi. I nomi più importanti di questo periodo sono Avicenna e Averroè in ambito islamico, Moshe ben Maimonide in ambito ebraico, Abelardo, Tommaso d'Aquino e Duns Scoto in ambito cristiano. La Filosofia Moderna si estende dal 1600 fino al 1900 circa, e fra i Primi Filosofi Moderni i più importanti sono René Descartes, Baruch Spinoza, Thomas Hobbes, John Locke, David Hume, Immanuel Kant, e Soren Kierkegaard. La Filosofia del diciannovesimo secolo, che è spesso trattata come un periodo a se stante, è stata dominata dalla Filosofia post-kantiana tedesca e da filosofi idealisti come Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Karl Marx, e F. H. Bradley. Altri importanti pensatori del periodo sono stati John Stuart Mill, Friedrich Nietzsche e Søren Kierkegaard. Nella Filosofia del ventesimo secolo i filosofi europei e americani hanno preso strade diverse. La cosiddetta Filosofia analitica, con Bertrand Russell, G. E. Moore, e Ludwig Wittgenstein, si sviluppò soprattutto a Oxford e Cambridge, dove si riunirono anche gli empiristi logici emigrati dalla Germania e dall'Austria (ad esempio Rudolf Carnap) e altri studiosi americani (come W. V. Quine, Donald Davidson, e Saul Kripke, o comunque di lingua inglese (per esempio A. J. Ayer). In Europa (specialmente in Germania e Francia), il fenomenologo tedesco di origine ebraica Edmund Husserl e il suo allievo Martin Heidegger aprirono la strada, presto seguiti da Jean-Paul Sartre e altri esistenzialisti, ad una varietà di discipline filosofiche che portarono al postmodernismo; che domina le scuole di teoria critica e i dipartimenti di filosofia di Francia e Germania, che continuano i progetti perseguiti da questi filosofi. Per ulteriori informazioni si veda l'elenco di filosofi celebri e l'articolo Storia della filosofia.

Discipline filosofiche

Come ogni campo di studio accademico, la filosofia si suddivide in numerose sottodiscipline. La filosofia sembra avere un numero particolarmente alto di discipline, in larga parte a causa del fatto che esiste una tendenza a sviluppare una "filosofia di", per quasi tutto ciò che viene studiato. I neofiti di questa materia sono di norma invitati a prestare particolare attenzione a logica, metafisica, filosofia della mente, filosofia del linguaggio, epistemologia, filosofia della scienza, etica e filosofia politica, in quanto (certo, discutibilmente) "discipline centrali" della filosofia.
- Epistemologia: il concetto di epistemologia rimanda a due diversi significati. Da un lato, soprattutto nel mondo anglosassone, viene usato per riferirsi alla disciplina filosofica che si occupa della natura, dei limiti e della validità della conoscenza e in questo senso è sinonimo di gnoseologia o teoria della conoscenza. Dall'altro lato, in ambito italiano ed europeo, viene usato per riferirsi alla riflessione filosofica sulla scienza e in questo caso è sinonimo di filosofia della scienza.
- Estetica: lo studio delle questioni filosofiche basilari, riguardo l'arte e la bellezza. A volte si usa il termine filosofia dell'arte per descrivere solo le questioni legate all'arte, mentre "estetica" è un termine più generale.
- Etica: lo studio di ciò che rende un'azione giusta o sbagliata, e di come le teorie sull' azione giusta si applicamo a particolari problemi morali. Le sottodicipline includono, metaetica, teoria dei valori, teoria della condotta, ed etica applicata.
- Logica: lo studio delle convenzioni di corretta argomentazione. Include la logica formale, come i sillogismi aristotelici e la logica proposizionale.
- Filosofia del linguaggio: lo studio dei concetti di significato e verità.
- Filosofia della mente: lo studio filosofico della natura della mente, e la sua relazione con il resto del corpo e il resto del mondo.
- Filosofia della religione: lo studio del significato del concetto di Dio e la razionalità della credenza nell'esistenza di Dio.
- Filosofia della scienza: include, oltre alle "filosofie di" alcune scienze particolari (fisica, biologia, ecc.), le questioni circa l'induzione, il metodo scientifico, il progresso scientifico, ecc.
  - Filosofia della biologia: lo studio filosofico di alcuni concetti base della biologia, inclusa la nozione di specie e la discussione se i concetti biologici sono riducibili a concetti non biologici.
  - Filosofia della fisica: lo studio filosofico di alcuni concetti fondamentali della fisica, tra i quali: spazio, tempo e forza.
  - Filosofia della matematica: lo studio delle questioni filosofiche sollevate dalla matematica, come: cosa sono i numeri, e qual è la natura e le origini della nostra conoscenza matematica.
  - Filosofia della psicologia: lo studio di alcune questioni fondamentali circa i metodi e i concetti della psicologia e della psichiatria, come la completezza dei concetti Freudiani; questa disciplina viene a volte trattata come comprendente la filosofia della mente.
  - Filosofia delle scienze sociali: lo studio filosofico di alcuni concetti base, metodi e presupposti delle scienze sociali quali sociologia ed economia.
- Filosofia della storia: lo studio dei metodi con i quali la storia viene interpretata ed accettata.
- Filosofia politica: lo studio degli argomenti base riguardanti il governo, tra i quali, lo scopo dello stato, la giustizia politica, la libertà politica, la natura del diritto e la giustificazione della punizione.
- Gnoseologia: la riflessione filosofica sulla natura, sulla validità e sui limiti della conoscenza. Viene chiamata anche teoria della conoscenza.
- Metafisica (che comprende l'ontologia): lo studio delle fondamentali categorie delle cose, come l'esistenza, le proprietà degli oggetti, la causalità e così via. La metafisica spesso viene portata a includere problematiche ora studiate da altre sottodiscipline filosofiche, come il problema mente-corpo, il libero arbitrio e il determinismo.
- Storia della filosofia: lo studio degli scritti dei filosofi del passato, e la loro interpretazione. Sulle domande interpretative, si basa il nucleo della storia della filosofia.
- Teoria della conoscenza: vedi gnoseologia.

Come avvicinarsi alla filosofia

È una banalità (almeno per chi scrive introduzioni alla filosofia) dire che ognuno ha una filosofia, anche se non tutti sono in grado di realizzarla o di difenderla. Se si è già interessati allo studio della filosofia, può essere che si voglia migliorare il proprio modo di vivere o di pensare, o più semplicemente si desideri prendere confidenza con una delle più antiche aree del pensiero umano. D'altra parte, se non si comprende il perché di tutto ciò, può essere di aiuto scoprire cosa spinga molte persone a "filosofare ", e avere un introduzione al metodo filosofico, che è importante per comprendere come pensano i filosofi.

Filosofia applicata

La filosofia ha applicazioni pratiche. Le più ovvie sono l'etica e la filosofia politica. Le filosofie politiche di John Locke, Jean-Jacques Rousseau, Karl Marx, John Stuart Mill, e John Rawls hanno dato forma (o sono state usate per giustificare) ai governi e alle loro azioni. La filosofia dell'educazione merita anch'essa attenzione; l'educazione progressiva promossa da John Dewey ha avuto un impatto profondo sulle pratiche educative del XX secolo. Altre applicazioni importanti, ma meno immediate, si possono trovare in epistemologia, che aiuta a definire le nozioni di conoscenza, prova e credenza giustificata. La filosofia della scienza discute le fondamenta del metodo scientifico e altri argomenti utili agli scienziati. L'estetica può aiutare a interpretare l'arte. Anche l'ontologia, sicuramente la più astratta e apparentemente la meno pratica tra le branche della filosofia, ha avuto conseguenze importanti per la logica e l'informatica. In generale, le varie "filosofie di", come la filosofia del diritto, possono fornire agli specialisti dei rispettivi campi una conoscenza più profonda delle basi teoriche e concettuali della propria disciplina.

Filosofia e scienze naturali

Secondo la visione della tradizione filosofica anglo-americana e la tradizione del Circolo di Vienna, la filosofia deve emulare i metodi esatti della scienza e della matematica, ma, in senso stretto, la filosofia deve essere distinta dalla scienza. Non è compito della filosofia condurre esperimenti. Gli esperimenti giocano un ruolo irrilevante nella soluzione dei problemi filosofici. Qualcuno può obiettare a ciò, avendo conoscenza delle intersezioni tra filosofia e scienza. I filosofi fanno spesso riferimento ed interpretano il lavoro scientifico dei fisici che svolgono esperimenti sullo spazio-tempo e la meccanica quantistica (si veda: filosofia della scienza). Inoltre citano spesso il lavoro sperimentale svolto in psicologia quando discutono di filosofia della psicologia. In generale, molti filosofi che studiano filosofia della scienza hanno una formazione scientifica. Non c'è dubbio che i filosofi a volte interpretano e fanno riferimento al lavoro sperimentale svolto in vari campi, specialmente nelle filosofie delle così dette "scienze speciali". Ma ciò non è sorprendente: lo scopo di queste branche della filosofia, è di aiutare a interpretare gli aspetti filosofici del lavoro sperimentale, ma non sono i filosofi che svolgono gli esperimenti e formulano le teorie esplicative dei dati raccolti. Esiste una ragione storica fondamentale per cui la filosofia non è sperimentale. In origine, lo scopo della filosofia era quello di un'attività intellettuale completamente astratta. Fino ai tempi moderni le persone che noi oggi chiamiamo "scienziati" erano indicate come "filosofi naturali", ovvero filosofi che studiano la natura. Nel corso degli anni, il raggio d'azione della filosofia si è andato via via riducendo, mentre le diverse scienze divenivano discipline indipendenti a tutti gli effetti. Le prime scienze a distaccarsi furono la fisica e la chimica, seguite più recentemente dalla psicologia. Ci si può chiedere perché gli studiosi hanno iniziato a trattare queste scienze speciali come indipendenti dalla filosofia. La risposta, per ognuna di queste è che iniziarono ad essere studiate usando metodi di osservazione e sperimentazione rigorosi e ben definiti. La filosofia, nel suo senso più stretto, quello che resta valido ancora oggi, è essenzialmente qualcosa che chiunque deve essere in grado di fare seduto in poltrona, al limite circondato dai libri e dagli articoli scritti dagli scienziati (e da altri filosofi). Naturalmente la filosofia è lontana dall'essere totalmente non-osservativa e non-empirica. Certamente la filosofia fa un uso essenziale dell'osservazione del mondo. Ma queste osservazioni, va detto, sono molto generali, osservazioni come "Mi sembra che io possa fare delle libere scelte" e "Credo che uccidere una persona, se mai necessario, richieda un valido motivo". Osservazioni come queste devono richiedere una certa attenzione, ma nella maggior parte dei casi, non richiedono una conoscenza più specializzata di quella in possesso della persona con una normale educazione, ad eccezione della conoscenza specializzata riguardante la filosofia stessa. Alcuni principianti confondono filosofia e psicologia, che pure sono campi ben distinti. La filosofia, come la psicologia, studia la mente, ma studia anche altre cose che vanno oltre la mente, sulle quali la psicologia non ha niente da dire. I modi in cui filosofi e psicologi studiano la mente sono altresì differenti. Lo studio della mente effettuato dalla psicologia, comporta l'osservazione attenta e specifica di particolari fenomeni mentali, e anche la sperimentazione; per contro i filosofi pensano ad aspetti più generali della mente, domande come "Cos'è la coscienza?" e "Qual è la relazione tra mente e corpo?"

Filosofia e studi religiosi e classici

Cosa distingue la filosofia dagli studi religiosi, anch'essi non sperimentali? Parti della teologia, quelle che si chiedono cosa è Dio e come provarne l'esistenza, si sovrappongono chiaramente a quello che i filosofi chiamano "filosofia della religione". Questo non costituisce un problema. Similarmente, gli studi classici, si occupano dei filosofi greci, come Socrate e Platone, e quindi si sovrappongono a aree della filosofia quali la "storia della filosofia greca". Anche questo non è un problema. Nessuna di queste sovrapposizioni inquina il concetto di filosofia, o di studi religiosi o di studi classici. Ma consideriamo altre parti degli studi religiosi, la parte empirica, che spesso si concentra sullo studio comparativo delle differenti religioni mondiali. Questa parte di studi religiosi, può essere distinta dalla filosofia allo stesso modo in cui vengono distinte le altre scienze sociali. Più precisamente, vengono coinvolte osservazioni specifiche di particolari fenomeni, o particolari pratiche religiose, mentre la filosofia non se ne occupa.

Filosofia e matematica

La Matematica differisce dalla filosofia per altri motivi. Essa usa alcuni metodi di prova, molto rigorosi e specifici, che i filosofi cercano talvolta di emulare, ma raramente duplicano con lo stesso grado di rigore. Come conseguenza, i matematici difficilmente sono in disaccordo sui risultati, mentre i filosofi naturalmente discutono su di essi. A parte ciò, molti filosofi non cercano nemmeno di rendere il loro lavoro rigoroso in senso matematico. Contrariamente ai matematici, i filosofi sono in disaccordo anche sul metodo, e le differenze metodologiche possono spesso essere usate come motivazione delle differenti conclusioni. Un altro modo per distinguere la filosofia dalla matematica è il seguente. La matematica, oltre un certo livello di base, richiede una conoscenza estremamente specializzata, che può essere ottenuta solo tramite duro lavoro e concentrazione. Non è il tipo di disciplina che può essere perseguita con la conoscenza in possesso della persona di educazione media. La filosofia normalmente richiede tali sforzi, ma un filosofo può spesso spiegare i suoi argomenti, senza troppa difficoltà, ad un "nonfilosofo" intelligente in meno di dieci minuti.

Alcune generalizzazioni sperimentali su cosa è la filosofia

A quanto pare la filosofia è una disciplina che si basa sulla conoscenza in possesso della persona mediamente educata, e non fa uso della sperimentazione e dell'osservazione attenta, anche se può interpretare filosoficamente esperimenti e osservazioni. Più costruttivamente, si può dire che la filosofia è la disciplina che esamina il significato e la giustificazione di alcune delle nostre più fondamentali convinzioni, in base a un insieme di metodi generali. Ma cosa si intende con "convinzioni fondamentali"? Una convinzione è fondamentale se riguarda quegli aspetti dell'universo che si incontrano più comunemente, che si incontrano ovunque: l'aspetto universale delle cose. La filosofia studia, ad esempio, cos'è lesistenza stessa. Studia anche i valori - la giustezza delle cose - in generale. Sicuramente nella vita umana troviamo l'attinenza del valore o della giustezza ovunque, non solo la giustezza morale, anche se può essere molto importante, ma anche più in generale, la giustezza nel senso di qualsiasi cosa che sia auspicabile, il senso, ad esempio, in cui una mela, un dipinto o una persona possano essere tutte giuste. (Ovvero se esiste un unico senso in cui tutte quante possono dirsi "giuste"). Naturalmente, la fisica e le altre scienze studiano alcuni aspetti universali delle cose; ma lo fanno sperimentalmente. La filosofia studia quegli aspetti che possono essere analizzati senza sperimentazione. Quelli sono gli aspetti delle cose che sono veramente generali; per fare un altro esempio, i filosofi si chiedono cosa sono gli oggetti fisici in quanto tali, distinguendoli dalle loro proprietà e dalle relazioni tra di essi, e anche distinguendo tra corpo e mente. I fisici procedono come se la nozione di corpo fisico fosse abbastanza chiara ed elementare - e in fondo potrebbe anche essere così - ma comunque i fisici danno questo per assunto, e quindi si pongono domande su come tutti i corpi fisici si comportano, e fanno esperimenti per trovare la risposta.

Argomenti filosofici, teorie e movimenti


- Advaita Vedanta
- agnosticismo
- altruismo
- anti-realismo
- Aristotelismo
- coerentismo
- concettualismo
- Confucianesimo
- conoscenza
- consequenzialismo
- coscienza
- Cosmologia
- costruttivismo
- decostruzionismo
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- egoismo psicologico
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- etica applicata
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- filosofia dell'azione
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- idealismo tedesco
- Intuizionismo
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- materialismo francese
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- Tomismo analitico
- tradizionalismo
- Trascendentalismo
- utilitarianismo
- vitalismo

Voci correlate


- La Comunicazione
- Le Scienze
- I Sensi
- L'Universo
- Filosofia ebraica
- Advaita Vedanta
- Pseudofilosofia
- Storia della filosofia
- Teologia

Liste


- Filosofi celebri
- Opere filosofiche per autore
- Siti web di interesse filosofico

Bibliografia


- La filosofia italiana nelle sue relazioni con la filosofia europea (Bertrando Spaventa - 1908) ([http://www.liberliber.it/biblioteca/s/spaventa/index.htm ebook Liber Liber])
- Wikisource:Bibliothèque philosophique

Collegamenti esterni


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Scienza

Introduzione

Per scienza si intende sia un processo utile per ottenere conoscenza, sia il corpo organizzato di conoscenze ottenute attraverso questo processo. Il processo scientifico è la sistematica acquisizione di nuova conoscenza riguardo ad un determinato sistema, generalmente conosciuta come metodo scientifico. Alcune scoperte scientifiche sono in realtà intuitive, ma altre no. La Teoria Atomica, per esempio, implica che un pesante masso di granito, solido, duro, grigio, in realtà è formato da una combinazione di particelle subatomiche priva di proprietà intuitive, che si muovono molto rapidamente in una area consistente di uno spazio, quasi del tutto vuoto. Molti preconcetti sul funzionamento dell'universo sono stati messi in discussione da molte scoperte scientifiche, altri sono invece soprendentemente confermati. Per esempio l'ultimo di cui si è a conoscenza affermava che "Una mela al giorno toglie il medico di torno". Ebbene la scienza lo ha recentemente dimostrato con una ricerca individuando in questo frutto delle potentissime sostanze antiossidanti.

Etimologia

La parola "scienza" deriva dal latino "scientia", che significa conoscenza. Fin dall'Illuminismo questa parola (e la sua origine latina) avevano il significato di qualsiasi sistematica o esatta registrazione della conoscenza. Di conseguenza la "scienza", a quel tempo, aveva lo stesso tipo di significato dato alla filosofia, nel senso più ampio del termine. Per esempio si distingueva tra "scienze naturali" e "scienze morali"; in queste ultime si comprendeva anche la filosofia, e questo si rifletteva nella distizione tra "filosofia naturale" e "filosofia morale". Più recentemente la "scienza" si è limitata a ciò che chiamiamo scienze naturali. . I campi di studio spesso si distinguono in termini di "scienze pesanti" e "scienze leggere" e questi termini (talvolta considerati umilianti) sono spesso sinonimi, rispettivamente, di scienze naturali e scienze sociali. La Fisica, la Chimica, la Biologia e la Geologia sono tutte forme di "scienze pesanti". Gli studi di Antropologia, Storia, Psicologia e Sociologia qualche volta vengono considerate "scienze leggere". I fautori di questa suddivisione affermano che la "scienza leggera" non usa il metodo scientifico, ammette evidenze anedottiche, o non matematiche, e tollera persino una perdita del rigore del metodo scientifico. Gli avversari a questa suddivisione controbattono che le "scienze sociali" spesso fanno uso di sistematici studi statistici ambientali rigorosamente controllati, mentre nelle scienze naturali, per esempio nel campo della biologia comportamentale, o nell'Astronomia, quando l'ambiente è totalmente incontrollabile ci si deve limitare alla mera osservazione. Inoltre affermano che anche la "scienza pesante" all'inizio soffriva della stessa carenza di rigore nel metodo. Qualche volta il termine "scienza" è utilizzato al servizio di campi nuovi e interdisciplinari che fanno uso, almeno in parte, del metodo scientifico, e che in ogni caso aspirano a essere esploratori attenti e sistematici dei loro soggetti di studio, compresa la scienza dei computer, la scienza dell'informazione e la scienza ambientale.

Modelli scientifici, teorie e leggi

Al giorno d'oggi termini come "ipotesi", "modello", "teoria", e leggi fisiche", hanno significati differenti, tra gli scienziati e la gente comune. Gli scienziati utilizzano il termine "modello" per definire un mezzo utile per fare delle previsioni, che possono essere verificabili mediante esperimenti ed osservazioni. Un'"ipotesi" è un assunto non ancora definitivamente supportato da regole ed esperimenti. Una "legge fisica" o "legge di natura" è una generalizzazione scientifica basata su osservazioni empiriche. Molti però non sono consapevoli che gli scienziati chiamano "teorie", ciò che per la gente comune sono considerati spesso dei "fatti". Di solito si definisce la parola "teoria" quando si ha a che fare con idee che non possiedono solide prove; invece per gli scienziati il significato è opposto: utilizzano questa parola quando si riferiscono a idee che hanno ripetutamente superato diverse verifiche. Ed è così quando gli scienziati parlano di teorie dell'evoluzione, elettromagnetismo e relatività. Ma vi sono anche delle eccezioni, per esempio la teoria delle stringhe, che sembra essere un modello promettente, ma non è ancora sostenuto da evidenze empiriche che possano dargli una precedenza su analoghi modelli in competizione. Le teorie che superano nel tempo diverse verifiche sono considerate "dimostrate" nel senso scientifico; ossia, sono considerate modelli accettabili della realtà, teorie di cui ci si può fidare ma che possono essere smentite (falsificate nel gergo scientifico) da un'osservazione in contrasto con esse. Questo comprende anche le teorie universalmente accettate, come per esempio la teoria eliocentrica e la controversa teoria dell'evoluzione, che sono sostenute da molte osservazioni e dati sperimentali, ma che non sono escluse dal dover sottostare alle osservazioni. Le teorie scientifiche sono sempre aperte a revisioni, nel caso che nuove evidenze contraddicano le previsioni. Gli scienziati non pretendono di avere la conoscenza assoluta, e persino i fondamenti di una teoria possono essere considerati errati, se nuovi dati e osservazioni contraddicono le precedenti. La legge di gravitazione di Newton è un famoso esempio di legge che venne falsificata tramite esperimenti sui moti ad alta velocità in presenza di forti campi gravitazionali. Al di fuori di queste condizioni, essa resta un'eccellente descrizione del movimento e della gravitazione. Siccome la legge della relatività generale descrive anche i fenomeni compresi nella legge di Newton, essa è attualmente considerata una migliore approssimazione della legge sulla gravitazione.

Filosofia della scienza

L'utilità della scienza è oggetto di molte speculazioni filosofiche. La filosofia della scienza cerca di conoscere la natura, e le implicazioni etiche della ricerca scientifica.

La matematica e il metodo scientifico

La matematica è fondamentale per la scienza, infatti gioca un ruolo molto importante nella descrizione dei "modelli". L'osservazione e la raccolta di misurazioni, come la previsione e la formulazione di ipotesi, richiedono modelli matematici ed un uso estensivo della matematica. La scienza utilizza la matematica e i sui diversi settori attraverso calcoli e statistiche con aree di ricerca "pura" come la teoria dei numeri e la topologia. Alcuni pensatori vedono i matematici come degli scienziati impegnati in esperimenti fisici poco importanti, o dietro a verifiche matematiche che simulano sperimentazioni. Altri non vedono la matematica come una scienza, in quanto non richiede verifiche sperimentali, in relazione a specifiche ipotesi e teorie. In entrambi i casi, la matematica è e resta, uno utile strumento per descrivere l'universo ed è una questione centrale nella filosofica della matematica. Le definizione favorita di Bertrand Russell sulla matematica è : "un argomento del quale non sappiamo mai quello di cui stiamo parliamo né se quello che diciamo sia giusto."

Obiettivi della scienza

Nonostante vi sia su di essa una forte aspettativa, il suo obbiettivo non è rispondere a tutte le domande, ma solo a quelle pertinenti alla realtà fisica. Inoltre, non è possibile delegarle tutti i problemi, così diventa importante la scelta su quali interrogativi debba rispondere. La scienza non è in grado di dimostrare, né produrre, verità assolute e indiscusse. Piuttosto verifica coerentemente al meglio le ipotesi sui diversi aspetti del mondo fisico, e quando necessario si rimette in discussione, rivedendo le sue teorie alla luce di nuovi dati e osservazioni. Non ha la presunzione di descrivere in termini assoluti come la natura è in questo momento, può solo trarre delle conclusioni in base all'osservazione della natura. Per esempio, lo sviluppo della meccanica quantistica agli inizi del 20° secolo mostra che l'osservazione non è indipendente dagli eventi, e la scoperta della dualità onda-particella ha modificato l'idea tradizionale sull' "obbiettività" della scienza. La scienza, tuttavia, non è una sorgente di giudizi di valori soggettivi, e può avere senza dubbio un importante ruolo in materia di etica, indicando alla politica le probabili conseguenze di certe scelte.

Luoghi di scienza

Negli Stati Uniti, la scienza viene praticata non solo nelle università, ma in altri istituti scientifici e in diversi settori. Vi sono solide vocazioni accademiche, ma è anche praticata da amatori, che utilizzano soprattutto la parte osservazionale della scienza. Si pratica anche nelle aziende, dove alcuni ricercatori a volte divengono abbastanza rinomati nel loro campo da lavorare anche in accademia. Al contrario, alcuni ricercatori accademici divengono rinomati abbastanza per le ricadute tecnologiche delle loro ricerche.

Settori scentifici


- scienze matematiche, fisiche e naturali
- scienze sociali
- tecnologia e scienze applicate
- geografia

Argomenti correlati: in inglese


- Organizzazione e pratica della scienza : Concilio Internazionale della Scienza
- Per una comprensione di come questi campi potrebbero evolvere. : Storia della scienza e della tecnologia

Voci correlate


- Filosofia della scienza
- Grande Scienza
- Imprese Scientifiche
- Lista degli strafalcioni nella letteratura scientifica
- Lista di pubblicazioni scientifiche
- Materialismo scientifico
- Metodo scientifico
- National Science Foundation
- Patafisica
- Protoscienza
- Pseudoscienza
- Relazioni tra religione e scienza
- Rivoluzione scientifica
- Scienza dell'educazione
- Scienza Spazzatura
- Scienze Patologiche
- Teorie fondamentali della Scienza

Collegamenti esterni in inglese


- [http://etext.lib.virginia.edu/cgi-local/DHI/dhi.cgi?id=dv1-57 Dizionario di Storia delle Idee:] Classificazione della Scienza
- [http://textbook.wikipedia.org/wiki/General_Science Wikibooks - GSCE manuale della scienza]
- [http://www.wissen-news.de Wissenschaft News] (ger.)
- [http://www.csu.edu.au/learning/eis/hbauer-intro.html Etica nella Scienza]
- [http://www.newscientist.com Eventi attuali in Science Magazine]
- [http://www.science.gov United States Science Initiative]
- [http://www.iceion.com/philo/philo.php?page=science Simple Introduzione alla scienza]
- [http://unisci.com/science2.shtml UniSci: Perché Scienza?]
- [http://www.mit.edu/~bkrupa/whyscience.html Boris Krupa: Perché Scienza?]
- [http://www.people.virginia.edu/~rjh9u/studysci.html Perché Studiare la Scienza?]
- [http://www.scienceandyou.org/articles/ess_01.shtml Perché Scienza e Voi?]
- [http://www.epinions.com/content_2841616516 Perché la Scienza non può essere democratica]
- [http://physicsweb.org/article/world/13/5/2 Perché la scienza prospera con le critiche]
- [http://www.edge.org/documents/archive/edge53.html La Scienza sta uccidendo l'anima ? Una discussione tra Steven Pinker e Richard Dawkins]
- [http://www.thehumanist.org/humanist/articles/dawkins.html Saggio di Richard: La Scienza è una Religione?]
- [http://textbook.wikipedia.org/wiki/General_Science Wikibooks - GSCE manuale di scienza]
- [http://science.shumans.com Daily Science News]
- [http://www.neuroingegneria.com Neuroingegneria.com] Rivista online di Intelligenza Artificiale, Neuroscienze e Scienze Cognitive ja:科学 ko:과학 ms:Sains simple:Science th:วิทยาศาสตร์ zh-min-nan:Kho-ha̍k

Matematico

Un matematico è una persona che effettua studi, ricerche e attualmente, anche sperimentazioni riguardanti problemi della matematica.

Voci correlate


- Statistici celebri
- Medaglia Fields - Premio Nevanlinna
- Storia della matematica
- Filosofia della matematica
- Testi matematici
- Organismi associativi dei matematici
- Matematica su Internet
- Calcolatore mentale
- Fisico
- Informatico

Collegamenti esterni


- [http://www-history.mcs.st-and.ac.uk/history/index0.html The MacTutor History of Mathematics archive], collezione di oltre 1500 biografie in genere molto complete e accurate.
- [http://genealogy.math.ndsu.nodak.edu/ The Mathematics Genealogy Project], progetto che si propone di individuare il grafo (sostanzialmente una foresta) orientata che registra i collegamenti tra matematici, del passato e del presente, che si sono trovati nella relazione di laureando o dottorando e relatore della tesi.

Bibliografia


- La matematica nella cultura e nella società, periodico dell'Unione Matematica Italiana
- Mathematical intelligencer, periodico edito da Springer
- Notices of AMS, mensile della American Mathematical Society
- G. H. Hardy A Mathematician's Apology. Memoir, with foreword by C. P. Snow.
  - Riedizione, Cambridge University Press, 1992; ISBN 0521427061
  - Prima edizione, 1940
- Dunham, William (1994): The Mathematical Universe, J.Wiley Categoria:Matematica Categoria:Professioni ja:数学者

Diplomazia

La Diplomazia è la condotta di negoziazioni tra persone, gruppi o nazioni. In senso più generale, il significato del termine viene allargato alla diplomazia internazionale, cioè alla condotta di relazioni internazionali attraverso l'intercessione di diplomatici generalmente di professione. Un tempo impegnata principalmente in matrimoni di alleanza tra dinastie reali e questioni di guerra e pace, la diplomazia oggi si occupa di più di questioni legate al commercio e alla cultura. Un ambasciatore è il più alto in grado tra i diplomatici. (vedi Lista di ambasciatori italiani). In senso più informale o sociale, la diplomazia si riferisce spesso alla formulazione di frasi con tatto e in maniera non provocatoria, o a comportamenti nelle relazioni interpersonali tesi a smorzare eventuali punti di attrito.

Voci correlate


- Dottrina di politica estera
- Missione diplomatica
- Immunità diplomatica
- Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche

Collegamenti esterni

[http://www.ediplomat.com/ eDiplomat.com] Categoria:Diplomazia ja:外交

Diritto

Il diritto è l'insieme delle regole (p.es. contenute in leggi ordinarie) formulate secondo i caratteri della generalità ed astrattezza che disciplinano le relazioni di un gruppo organizzato di persone. La regola può dirsi generale se si rivolge a tutti i consociati ed astratta se suscettibile di essere applicata ad una serie indefinita di fattispecie concrete. La regola così descritta prende il nome tecnico di norma. Il diritto è quindi un ordinamento finalizzato alla regolazione dei rapporti sociali. Così inteso il diritto ricorre in una pluralità di organizzazioni: basti pensare ad esempio, all'ordinamento canonico o a quello di comunità spontanee infrastatuali (privi di sanzioni per l'osservanza delle norme). Quella sopra indicata è la definizione del termine 'diritto' in senso oggettivo (diritto come insieme di norme munite di sanzione). Secondo un'altra definizione più marcatamente giuspositivista il diritto è il complesso delle regole in vigore in una società organizzata in forma di stato, emanate dagli organi che secondo la sua costituzione hanno il compito di approvare le leggi, e fatte osservare obbligatoriamente ai cittadini, sotto pena di sanzioni in caso di mancato rispetto. La statalità del diritto è riassunta dal brocardo "Ubi civitas, ibi ius" ove per "civitas" si intende lo Stato. Il diritto costituisce quindi un principio di coesione per la società civile aggregata in forma di Stato che, in sua assenza, rischierebbe di dissolversi in una guerra per la preminenza. Il conflitto è endemico nella società; la norma sana e normalizza il conflitto, riconducendolo nell'ambito dell'ordinato svolgersi dei rapporti sociali. Per estensione si intende per Diritto anche la scienza che studia queste norme, in tutte le sue articolazioni.

Nozione

Diritto oggettivo e diritti soggettivi

Nel linguaggio quotidiano e in quello tecnico-giuridico noi spesso affermiamo: "Ho il diritto di..., ho il diritto a..., è stato leso un mio diritto..."; in tutte queste espressioni noi usiamo il termine 'diritto' non nel senso oggettivo (come insieme di norme), ma nel senso soggettivo, cioè come un "potere di agire per soddisfare un interesse tutelato dalle norme giuridiche". Molteplici sono i diritti soggettivi di cui sono titolari i soggetti del diritto (persone fisiche e persone giuridiche). Tutti i diritti soggettivi si possono classificare in due grandi categorie:
- diritti soggettivi assoluti
- diritti soggettivi relativi.

Diritti soggettivi assoluti

I diritti soggettivi assoluti si distinguono a loro volta in due sub-categorie: # diritti della personalità o diritti fondamentali dell'uomo, tutti di natura non patrimoniale (diritto alla vita, all'integrità fisica, alla salute, all'immagine, all'onore, alla privacy, diritti di libertà personale, di pensiero, di religione, di associazione, di riunione, etc... riconosciuti e garantiti dalla Costituzione e dai principali strumenti convenzionali internazionali) # diritti patrimoniali, i quali possono avere ad oggetto o beni reali (dal latino res che signica cosa), o beni immateriali (tale è il contenuto, ad esempio, del diritto patrimoniale d'autore); i diritti reali sono diritti sulle cose e il principale fra questi diritti è il diritto di proprietà che garantisce al soggetto il potere pieno ed esclusivo di godere delle utilità ricavabili da un bene entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dalla legge. Tali diritti si dicono assoluti perché la pretesa verso il bene si rivolge nei confronti di tutti ("erga omnes" secondo le fonti romane) e tutti hanno il dovere di rispettarli (tutti infatti debbono rispettare la mia vita, la mia immagine, il mio onore, le mie libertà, la mia proprietà).

Diritti soggettivi relativi

I diritti soggettivi relativi coincidono con la categoria dei diritti di credito. Il diritto di credito è la pretesa di un soggetto (creditore) nei confronti di un altro soggetto (debitore) a che quest'ultimo esegua una determinata prestazione (di dare- esempio: una somma di denaro-, o fare- esempio: un lavoro, o non fare-esempio: non innalzare un edificio o non commercializzare un prodotto in una determinata zona). I diritti di credito si dicono relativi, perché la pretesa si rivolge in via principale verso uno o più soggetti determinati (infatti, se ho un credito il mio interesse può essere soddisfatto solo dal mio debitore). La "relatività" dei diritti all'esame è però oggi attenuata dalla ormai riconosciuta cd. "tutela esterna del credito". Laddove un soggetto, con la sua condotta, precluda ad un creditore di soddisfare il suo interesse rendendo impossibile, in modo assoluto ed obiettivo, la prestazione cui il debitore era tenuto, sarà chiamato a risarcire il danno, non diversamente da come accade tutte le volte in cui viene leso, ad esempio, il diritto di proprietà. Se è vero, dunque, che nei diritti di credito il bene può essere fornito solo da un soggetto determinato, è altrettanto vero che tutti i consociati sono tenuti ad astenersi dal compimento di atti che possano pregiudicare il conseguimento del divisato bene. V'è da notare che, in modo simmetrico, i cd. diritti assoluti in senso improprio presentano dei caratteri comuni ai diritti di credito. Una servitù di passaggio è sì un diritto reale, ma la pretesa al transito sul fondo altrui si rivolge in via principale verso il proprietario del fondo servente (il fondo da attraversare). Sebbene, dunque, la struttura dinamica del diritto lo renda ben più simile ad un diritto di credito (il medesimo risultato pratico può essere assicurato da un diritto di credito), la assolutezza del diritto in questione rimane confermata dalla presenza di alcuni caratteri propri dei diritti assoluti: tra questi, ad esempio, la sua opponibilità a chiunque acquisti il fondo gravato (c.d. ius sequelae. L'opponibilità è però subordinata all'assolvimento di determinati oneri). Allo stato, dunque la distinzione tra diritti assoluti e diritti relativi non è più così netta e non sembra possibile attribuire alcun carattere proprio ed esclusivo ad ognuna delle categorie. La classificazione finisce così col fondarsi su criteri quantitativi più che qualitativi.

Principali discipline

Come per tutte le altre scienze sociali, sussistono anche all'interno del diritto una serie di discipline differenti, sebbene tali discipline, quando vengano considerate nel loro insieme, ovvero come somma di tutte le norme componenti il diritto di una data società, configurino l'ordinamento giuridico di tale organizzazione. In particolare l'ordinamento giuridico di uno stato viene definito come ordinamento statale. Nell'ordinamento statale possiamo poi distinguere una bipartizione generale del diritto, fra il diritto privato, che è quella parte del diritto che si occupa della regolamentazione dei rapporti tra soggetti privati o tra soggetti privati e soggetti pubblici, quando questi ultimi agiscono "iure privatorum", cioè come se fossero soggetti privati e dunque non facendo ricorso ai loro poteri pubblici per la tutela di un pubblico interesse, e il diritto pubblico, che si occupa dei rapporti tra Stato e soggetti, privati o pubblici, quando i soggetti pubblici o lo Stato agiscono "iure imperii" e dunque sulla base di poteri o potestà pubbliche e per la tutela di un interesse pubblico. Allo stato attuale dell'evoluzione delle scienze giuridiche, si sottilinea sempre più l'artificialità della distinzione/contrapposizione tra diritto pubblico e diritto privato, dato che, soprattutto a partire dagli anni novanta, si sono moltiplicati gli esempi di fenomeni di confine non agevolmente inquadrabili nell'una o nell'altra categoria (es. le società per azioni a capitale pubblico). Un ruolo peculiare è, senza dubbio da attribuire al diritto internazionale, ovvero a quella branca del diritto che regolamenta fenomeni giuridici relativi a soggetti di ordinamenti diversi, ciascuno dei quali si considera sovrano. Esso viene correttamente considerato, a sua volta, suddivisibile nelle discipline del diritto pubblico internazionale e del diritto privato internazionale, a seconda della natura dei fenomeni che vengano presi in considerazione. Infine, va aggiunto che, seguendo l'insegnamento dei giuristi romani "summum ius, summa iniuria" ovvero: il diritto è fatto dall'uomo per rispondere ad un bisogno dell'uomo e non viceversa. Dunque l'applicazione della regola di diritto, se fatta alla lettera e senza avere presenti gli scopi e le ragioni della regola stessa, rischia di produrre una grave ingiustizia. Le principali discipline del diritto sono:
- Diritto pubblico
  - Diritto aerospaziale o cosmico
  - Diritto dell'ambiente
  - Diritto amministrativo
  - Diritto canonico
  - Diritto costituzionale
  - Diritto comparato
  - Diritto comunitario
  - Diritto ecclesiastico
  - Diritto della navigazione
  - Diritto internazionale
  - Diritto parlamentare
  - Diritto penale
  - Diritto processuale penale
  - Diritto processuale civile
  - Diritto pubblico internazionale
  - Diritto regionale
  - Diritto tributario
  - Diritti umani
  - Legislazione dei beni culturali
- Diritto privato
  - Diritto civile
  - Diritto commerciale
    - Diritto industriale
  - Diritto del lavoro
  - Diritto privato internazionale
- Storia del diritto
  - Diritto sumero
  - Diritto babilonese
  - Diritto ittita
  - Diritto biblico
  - Diritto medioassiro
  - Diritto greco antico
  - Diritto romano
  - Diritto comune
- Filosofia del diritto

Voci correlate


- Costituzione della Repubblica Italiana
- Legge categoria:Diritto ja:法 (法学) simple:Law th:กฎหมาย

Serbia

La Repubblica di Serbia (Serbo: Република Србија, Republika Srbija) è una repubblica del sud-est dell'Europa che è unita con la Repubblica di Montenegro con il nome di Serbia e Montenegro. La sua capitale è Belgrado.

Geografia

La Serbia è attraversata da molti fiumi tra cui,Danubio, Sava, Tamis e Morava ed è ricca di piccoli bacini lacustri naturali e artificiali.

Economia

La sua economia fortemente provata dal conflitto con la Bosnia-Erzegovina(1992-1995), ha un carattere misto, agro-industriale, nel complesso non ancora ben definito dopo la disintegrazione della vecchia Jugoslavia. Agricoltura (cereali, frutta, tabacco, barbabietola), allevamenti bovini e suini. Giacimenti di petrolio e gas naturale, minerali metallici. Industria meccanica, chimica, tessile, alimentare. La rete di navigazione interna dispone di ca. 1500 km. ja:セルビア ko:세르비아 simple:Serbia

1694

Eventi

Nati

Morti


- 29 novembre- Marcello Malpighi, scienziato italiano (n. 1628) 094 ko:1694년

Isaac Newton

Sir Isaac Newton, (25 dicembre, 1642 - 20 marzo, 1727 del calendario giuliano, 4 gennaio 164331 marzo 1727 del calendario gregoriano) fu un alchimista, matematico, fisico, scienziato e filosofo inglese; pubblicò la Philosophiae Naturalis Principia Mathematica (1687), dove descrisse la legge di gravitazione universale e, attraverso le sue leggi del moto, creò i fondamenti per la meccanica classica. Newton inoltre condivise con Gottfried Wilhelm Leibniz la paternità dello sviluppo del calcolo differenziale. Fu Presidente della Royal Society.

Ulteriori risultati

Newton fu il primo a dimostrare che le leggi della natura governano il movimento della Terra e degli altri corpi celesti. Egli contribuì alla Rivoluzione scientifica e al progresso della teoria eliocentrica. A Newton si deve anche la sistematizzazione matematica delle leggi di Keplero del movimento dei pianeti. Egli generalizzò queste leggi intuendo che le orbite (come quelle delle comete) potevano essere non solo ellittiche ma anche iperboliche e paraboliche. Newton fu il primo a dimostrare che la luce bianca è composta da tutti gli altri colori. Egli, infine, avanzò l'ipotesi che la luce fosse composta da particelle; vedi: dualismo onda-corpuscolo.

Biografia

dualismo onda-corpuscolo Newton nacque a Woolsthorpe-by-Colsterworth, un paese nella contea del Lincolnshire. Suo padre morì tre mesi prima della sua nascita e, due anni dopo, sua madre andò a vivere col suo nuovo marito, lasciando suo figlio alle cure della nonna. Newton fu educato alla Grantham Grammar School. Nel 1661 si iscrisse al Trinity College di Cambridge dove aveva già studiato suo zio William Ayscough. All'epoca gli insegnamenti del college erano basati su quelli di Aristotele, ma Newton preferiva leggere le idee più avanzate di filosofi moderni come Cartesio, Galileo, Copernico e Keplero. Nel 1665 scoprì il teorema binomiale e cominciò a sviluppare una teoria matematica che sarebbe diventata il calcolo infinitesimale. Poco dopo che Newton ebbe conseguito la sua laurea nel 1665, l'università venne chiusa precauzionalmente contro la grande epidemia. Durante i due anni successivi Newton lavorò a casa sul calcolo infinitesimale, ottica e forza gravitazionale. La tradizione vuole che Newton fosse seduto sotto un albero di mele quando una mela cadde sulla sua testa e questo gli facesse capire che la forza gravitazionale terrestre e celeste fossero la stessa cosa. Questa in realtà è un'esagerazione di un episodio narrato da Newton stesso secondo il quale egli sedeva ad una finestra della sua casa (Woolsthorpe Manor) e vide una mela cadere dall'albero. In ogni modo si ritiene che anche questa storia è stata inventata dallo stesso Newton più avanti negli anni, per dimostrare quanto fosse abile a trarre ispirazione dagli eventi di tutti i giorni. Uno scrittore suo contemporaneo, William Stukeley, registrò nelle sue Memoirs of Sir Isaac Newton's Life una conversazione con Newton a Kensington il 5 aprile 1726, nella quale Newton ricordava "quando per la prima volta, la nozione di forza di gravità si formò nella sua mente. Fu causato dalla caduta di una mela, mentre sedeva in contemplazione. Perché la mela cade sempre perpendicolarmente al terreno, pensò tra se e se. Perché non potrebbe cadere a lato o verso l'alto ma sempre verso il centro della terra." Newton divenne un membro del Trinity College nel 1667. Nello stesso anno diffuse le sue scoperte nel De Analysi per Aequationes Numeri Terminorum Infinitas (Sull'Analisi delle Serie Infinite), ed in seguito in De methodis serierum et fluxionum (Sui Metodi di Serie e Flussioni), il cui titolo diede il nome al suo "metodo delle flussioni". Newton e Leibniz svilupparono la teoria del calcolo infinitesimale indipendentemente ed usando notazioni differenti. Anche se Newton lavorò al suo metodo precedentemente a Leibniz, la notazione e il "Metodo Differenziale" erano migliori e vennero generalmente adottati. Nonostante il fatto che Newton appartenesse al gruppo dei più brillanti scienziati della sua epoca, gli ultimi venticinque anni della sua vita furono amareggiati da una disputa con Leibniz, che lo accusava di plagio. Fu eletto professore Lucasiano di matematica nel 1669. Questa carica lo esentò dal diventare un ecclesiastico per rimanere membro del college e prevenì il conflitto che ci sarebbe stato tra le sue idee anti-Trinitarie e l'ortodossia della chiesa.

Newton e l'ottica

Trinitarie Dal 1670 al 1672 egli si occupò ottica. Durante questo periodo egli studiò la rifrazione della luce, dimostrando che un prisma può scomporre la luce bianca in uno spettro di colori, e quindi una lente ed un secondo prisma possono ricomporre uno spettro di molti colori in luce bianca. Da questo lavoro concluse che ogni telescopio rifrattore avrebbe sofferto della dispersione della luce in colori, ed inventò il telescopio riflettore per aggirare il problema (più avanti, quando divennero disponibili vetri con diverse proprietà rifrattive, divenne possibile costruire lenti acromatiche). Nel 1671 la Royal Society lo chiamò per una dimostrazione del suo telescopio riflettore. Il loro interesse lo incoraggiò a pubblicare le note On Colour (Sui colori), che più tardi arricchì nel suo lavoro Opticks (Ottica). Quando Robert Hooke criticò alcune delle idee di Newton, egli ne fu così offeso che si ritirò dal dibattito pubblico. A causa della paranoia di Newton, i due uomini rimasero nemici fino alla morte di Hooke. L'impegno di Newton per la scienza (o qualcosa di simile) è chiaramente dimostrato in un particolare esperimento sull'ottica. Avendo l'idea che il colore è provocato dalla pressione sull'occhio, egli premette un ago da cucito intorno al suo occhio fino a quando egli potè dare dei colpetti al retro dello stesso, notando spassionatamente "cerchi bianchi, scuri e colorati" fintanto che continuava ad agitarlo" Christianson non ha chiaro cosa Newton concluse da questo esperimento. Una volta disse, in una lettera a Hooke datata 5 febbraio 1676, "Se ho visto oltre, è stato levandomi sulle spalle dei Giganti" benché questa frase, coniata nel Medioevo dalla Scuola di Chartes, appaia come segno di modestia, in realtà fu pungente: Hooke era un uomo di bassa statura. Newton provò che la luce è composta di particelle. Fisici successivi preferirono una spiegazione basata sulle onde in base ai risultati di alcuni esperimenti. Oggi la meccanica quantistica parla di "dualismo onda-corpuscolo" anche se i fotoni hanno poche somiglianze con i corpuscoli di Newton (per esempio corpuscoli rifratti accelerando attraverso un mezzo più denso). Nel suo Hypothesis of Light (Ipotesi sulla Luce) del 1675, Newton contò sull'esistenza dell'etere per trasmettere le forze tra le particelle. Newton era in contatto con Henry More, il seguace di Platone a Cambridge nato a Grantham, sull'alchimia, ed ora il suo interesse su questa materia rinacque. Rimpiazzò l'etere con forze occulte basate sulle idee Ermetiche sull'attrazione e repulsione tra particelle. John Maynard Keynes, che acquisì molti degli scritti di Newton sull'alchimia, disse che "Newton non fu il primo dell'età della ragione: fu l'ultimo dei maghi." L'interesse di Newton nell'alchimia non può essere isolato dai suoi contributi alla scienza. Se non avesse creduto nell'idea occulta dell'azione a distanza, attraverso il vuoto, probabilmente non avrebbe sviluppato la sua teoria sulla gravità. Nel 1679, Newton ritornò al suo lavoro sulla gravitazione ed i suoi effetti sulle orbite dei pianeti, in riferimento alle leggi del movimento di Keplero, consultandosi con Hooke e Flamsteed sull'argomento. Pubblicò i suoi risultati in De Motu Corporum (1684) che avrebbe formato in seguito i Principia. 1684 Philosophiae Naturalis Principia Mathematica (ora conosciuto come Principia) fu pubblicato nel 1687 con l'incoraggiamento e l'aiuto finanziario di Edmond Halley. In questo lavoro Newton stabilì le tre leggi universali del movimento che non sono state migliorate per trecento anni. Egli usò la parola latina gravitas (peso) per la determinazione analitica della forza che sarebbe diventata conosciuta come gravità, e definì la legge della gravitazione universale. Nello stesso lavoro presentò la prima determinazione analitica, basata sulla legge di Boyle, sulla velocità del suono nell'aria. Con i Principia, Newton venne riconosciuto internazionalmente. Conquistò un circolo di ammiratori, incluso il matematico di origini svizzere Nicolas Fatio de Duillier, con il quale stabilì un'intensa relazione che durò fino al 1693. La fine di quest'amicizia portò Newton ad un esaurimento nervoso. Negli anni 1690 Newton scrisse numerosi opuscoli religiosi sulla interpretazione letterale della Bibbia. La fede di Henry More nell'infinitezza dell'universo ed il rifiuto del dualismo Cartesiano potrebbero aver influenzato le idee religiose di Newton. Un manoscritto che egli inviò a John Locke nel quale metteva in discussione l'esistenza della Trinità non fu mai pubblicato. I suoi lavori più tardi - The Chronology of Ancient Kingdoms Amended (1728) e Observations Upon the Prophecies of Daniel and the Apocalypse of St. John (1733) - furono pubblicati dopo la sua morte. Egli riteneva che le sue ricerche più impegnative le aveva dedicate agli studi delle cronologia antica. Egli dedicò molto tempo anche all'alchimia: in un'epoca in cui i principi della chimica non erano chiari egli cercava di indagare sulla natura delle sostanze rifacendosi a tradizioni ermetiche ed effettuando esperimenti successivamente relegati nella pseudoscienza dell'alchimia. Newton fu anche un membro del Parlamento dal 1689 al 1690 e nel 1701, ma il suo solo intervento registrato fu per lamentarsi di una corrente d'aria fredda e la richiesta che venisse chiusa la finestra. Newton si trasferì a Londra per prendere il posto di guardiano della Zecca Reale nel 1696, una posizione che ottenne con il patrocinio di Charles Montagu, primo conte di Halifax, poi fu Cancelliere dello Scacchiere. Si fece carico del grande programma di nuova coniazione delle monete inglesi, seguendo il cammino di Master Lucas (e favorendo la nomina di Edmond Halley a sovraintendente della zecca di Chester). Newton divenne direttore della Zecca alla morte di Lucas nel 1699. Questi incarichi erano intesi come sinecure, ma Newton li prese seriamente, esercitando il suo potere per riformare la moneta e punire i falsari. Egli si ritirò dai suoi incarichi a Cambridge nel 1701. Nel 1701 Newton pubblicò anonimamente una legge della termodinamica ora conosciuta come "legge di Newton del raffreddamento" nel Philosophical Transactions of the Royal Society. Nel 1703 Newton divenne presidente della Royal Society ed un associato della Académie des Sciences. Nella sua posizione alla Royal Society, Newton si fece nemico di John Flamsteed, l'Astronomo Reale, tentando di rubare il suo catalogo di osservazioni. Newton fu investito cavaliere dalla regina Anna nel 1705. Newton non si sposò mai, né ebbe figli riconosciuti. Morì a Londra e fu sepolto nella cattedrale di Westminster. Alexander Pope scrisse in un famoso poema su Isaac Newton: "La natura e le leggi della natura stanno nascoste nella notte; Dio disse Newton sia! e fu la luce."

Opere


- Method of Fluxions (1671)
- De Motu Corporum (1684)
- Opticks (1704)
- Arithmetica Universalis (1707)
- An Historical Account of Two Notable Corruptions of Scripture(1754) Short Chronicle, The System of the World, Optical Lectures, Universal Arithmetic, The Chronology of Ancient Kingdoms, Amended e De mundi systemate sono stati pubblicati postumi nel 1728.

Altre letture


- James Gleick, Isaac Newton, Knopf, 2003, hardcover, 288 pagine, ISBN 0375422331
- John Maynard Keynes, Essays in Biography, W W Norton & Co , 1963, paperback, ASIN 039300189X. Keynes si interessò molto a Newton e possedette diversi dei suoi scritti privati.
- Isaac Newton (1642-1727), The Principia: a new Translation, Guide by I. Bernard Cohen ISBN 0-520-08817-4 University of California 1999 Attenzione: svelati errori comuni di traduzione!
- Isaac Newton, Papers and Letters in Natural Philosophy, edito da I. Bernard Cohen ISBN 0-674-46853-8 Harvard 1958,1978
- Richard S. Westfall, Never at Rest, ISBN 0-521-27435-4 (paperback) Cambridge 1980..1998. Attenzione: dopo una vita di studi, Westfall scopre che è ancora più imperscrutabile.
- Stephen Hawking, ed. On the Shoulders of Giants, ISBN 0-7624-1348-5 Brani tratti dai Principia di Newton nel contesto di altri scritti selezionati di Copernico, Keplero, Galileo ed Einstein.
- Gale Christianson In the Presence of the Creator: Isaac Newton & his times (1984) ISBN 0-02-905190-8
- Francesco Algarotti - Il newtonianesimo per le dame

Collegamenti esterni


- [http://www.newtonproject.ic.ac.uk/ The Newton Project - Imperial College London]
- [http://www-gap.dcs.st-and.ac.uk/~history/Mathematicians/Newton.html Sir Isaac Newton - School of Mathematics and Statistics University of St Andrews, Scotland]
- [http://www.lucidcafe.com/library/95dec/newton.html Sir Isaac Newton Scientist and Mathematician by Lucidcafé]
- [http://www.wamu.org/programs/dr/03/06/13.php WAMU's The Diane Rehm Show audio recording of interview with James Gleick author of Isaac Newton from Friday, June 13, 2003 (RealAudio stream)]
- [http://images.google.com/images?q=Isaac+Newton immagini di Isaac Newton] Newton, Isaac Newton, Isaac Newton, Isaac Newton, Isaac ja:アイザック・ニュートン ko:아이작 뉴턴 ms:Isaac Newton simple:Isaac Newton th:ไอแซก นิวตัน

Calcolo infinitesimale

Il calcolo infinitesimale è un corpo di conoscenze matematiche che riguarda funzioni di variabili reali o complesse dotate di una certa regolarità, che si basa sulla nozione di limite e si collega a quelle di successione, serie, continuità, derivata e integrale; inoltre esso si avvale di nozioni riguardanti la geometria analitica, la trigonometria, i sistemi di equazioni lineari e i polinomi. I suoi confini non sono nettamente definiti; dal punto di vista del matematico si può considerare che esso mutui le sue nozioni e i suoi metodi da vari settori della matematica che si possono definire in modo più netto e soddisfacente. Tra questi vanno ricordati la teoria delle successioni e delle serie, la topologia degli spazi metrici, le funzioni di variabile reale, le funzioni analitiche, la teoria dell'integrazione e la teoria della misura, le funzioni speciali (a partire da esponenziale, logaritmo e funzioni trigonometriche, l'analisi armonica. Tuttavia questo corpo di conoscenze ha grande importanza e conviene sia messo in evidenza, in quanto fornisce la base concettuale e metodologica per la effettuazione di un'ampia varietà di calcoli all'interno della matematica (in geometria, in meccanica, in statistica, ...) e per lo sviluppo di modelli continui di fenomeni e processi fisici, astronomici, tecnologici, economici, ... . La conoscenza del calcolo infinitesimale quindi costituisce un bagaglio culturale di primaria importanza e sul piano storico lo sviluppo del calcolo infinitesimale può a buon diritto considerarsi un processo fondamentale per la storia del pensiero scientifico e, più in generale, per la storia delle idee. È significativo osservare che nella lingua inglese il calcolo infinitesimale viene chiamato :en:calculus per antonomasia.

Cenni storici

Il calcolo infinitesimale è stato inizialmente sviluppato nel mondo scientifico greco ed ellenistico del IV e del III secolo AC per opera di Eudosso di Cnido (metodo di esaustione) e di Euclide fino al raggiungimento di risultati di piena maturità con Archimede. Con il successivo progressivo decadimento della scienza nell'area mediterranea, occorre attendere l'opera dei matematici indiani Bhaskara (1114-1185), Madhava di Sangamagrama (1350-1425) e scuola del Kerala per avere innovazioni come il teorema noto come teorema di Rolle, il passaggio al limite per una variabile tendente all'infinito e la manipolazione di alcune serie. Purtroppo questi sviluppi sono stati del tutto ignorati nel mondo europeo. Similmente sono stati ignorati fino a tempi recenti i risultati del matematico giapponese Kowa Seki ([1642]] ca.-1708) che per primo ha sviluppato i metodi fondamentali del calcolo integrale. Per uno sviluppo sistematico del calcolo infinitesimale occorre attendere il periodo del recupero europeo dello spirito scientifico ellenistico nel secolo XVI (Tartaglia) e soprattutto nel secolo XVII. Dopo gli avanzamenti dovuti a Isaac Barrow, Cartesio, Pierre de Fermat, Christiaan Huygens e John Wallis, negli anni dal 1670 al 1710, ad opera principalmente di Newton e Leibniz vengono posti i fondamenti del calcolo infinitesimale moderno e viene raggiunta la piena consapevolezza della sua portata per lo sviluppo di metodi e modelli per lo studio quantitativo degli oggetti dell'indagine scientifica. Nel secolo XVIII si assiste all'ampliamento dei metodi e delle applicazioni, con i Bernoulli, Eulero, Giuseppe Luigi Lagrange, Pierre Simon Laplace, pur nella mancanza di fondamenti rigorosi. Una prima revisione critica dei fondamenti viene sviluppata da Cauchy intorno al 1821 sulla base della nozione di limite introdotta da D'Alembert nel 1765. Per opera dello stesso Cauchy e di matematici come Poisson, Liouville, Fourier gli obiettivi dell'analisi infinitesimale si ampliano a comprendere l'analisi complessa, le equazioni alle derivate parziali e l'analisi armonica. Intorno al 1850 Riemann introduce la teoria dell'integrale che porta il suo nome. Intorno al 1860 Dedekind viene precisata la nozione di numero reale (che occorre notare, costituisce un altro recupero di una nozione ellenistica, ben chiara negli Elementi di Euclide). Questa consente che, intorno al 1870, venga precisata la definizione delle basi del calcolo infinitesimale per opera di Karl Weierstrass e di vari altri matematici (Eduard Heine, George Cantor, Charles Meray,