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Guayana Francese
Sintesi
Il Dipartimento d'oltremare della Guyana Francese (o Guiana, o anche Guayana Francese, nome però più indicato per descriverne il massiccio vicino che per il paese, vedi anche Guyana ex britannica) (in francese: Guyane française) è un dipartimento (provincia) della Francia nell'America meridionale, con capoluogo Caienna (in francese: Cayenne).
Confina a
- nord: Oceano Atlantico
- est: Brasile
- sud: Brasile
- ovest: Suriname
Storia
Suriname
La colonizzazione venne avviata con poco successo dalla Compagnia della Francia Equinoziale (1644). Gli errori della colonizzazione spiegano lo sviluppo modesto di questo territorio (popolazione e ricchezze) se confrontato ai territori vicini.
Dal marzo 1946 la Guyana è un dipartimento francese d'oltremare ossia una provincia, con prefetto nominato dal Governo francese. Questo dipartimento è anche una regione, con una giunta eletta dal 1982.
La totale dipendenza dagli aiuti francesi, ha scoraggiato ogni intento indipendentista negli anni Ottanta.
La bandiera qui rappresentata non è quella ufficiale che rimane la bandiera tricolore francese.
I membri della giunta regionale sono eletti per sei anni (legge n° 2003-327 del 11 aprile 2003). Nel 2004, ha ottenuto la maggioranza la lista « Un projet, des engagements, une équipe : la voie de l'avenir » con 17 consiglieri eletti (del Parti socialiste guyanais o PSG). Le altre due liste erano l' Union pour un Mouvement Populaire (UMP, destra) e l'alleanza Force Démocratique de Guyane-WALWARI (sinistra), con ognuna 7 consiglieri. Il 2 aprile 2004, Antoine Karam è stato rieletto, per la terza volta, presidente della Giunta regionale della Guyana.
Geografia
La Guyana francese si affaccia sull'Oceano Atlantico.
La fascia costiera è orlata da mangrovie ed anche spiagge e ricoperta da savana e praterie.
La regione interna è formata da un altopiano relativamente basso ma scosceso, ricoperto da fitte foreste; verso il confine con il Brasile si eleva la Serra Tumucumaque che fa parte del massiccio della Guayana.
I fiumi principali sono il Maroni, l'Oyapock, il Mana e l'Approuague.
La Guyana ha un clima caldo-umido tipico delle zone equatoriali.
Natura
Economia
Le risorse economiche sono costituite dai prodotti agricoli (caffè, cacao, canna da zucchero, mais, manioca, tabacco, banane, batata) e dalle risorse forestali (legnami pregiati); dal sottosuolo si ricavano oro (ufficialmente 5t all'anno) e bauxite.
A Kourou ha sede il principale poligono di lancio europeo per missili spaziali, denominato Centre Spatial Guyanais, usato per i vettori Ariane dell'ESA.
Etnie
La popolazione è una delle più variegate in Francia. Anche se è composta principalmente (circa 50 % ?) da meticci e neri di origine africane e da una forte minoranza di amerindi, europei ed asiatici (di cui i Hmong, popolo senza scrittura del Laos). Interessanti le diverse popolazioni che non parlano francese e non sono cristiane, conosciute come i noirs Marrons (neri Marron), lungo il fiume Maroni (di cui il nome) che parlano un pidgin a base d'inglese, olandese e portoghese (con anche parole ebraiche).
Politica
Viene rappresentata nel Parlamento da due deputati e da un senatore.
Cultura
Turismo
Amministrazioni
Una sola provincia (département) e una sola regione. Il progetto di fondere queste due amministrazioni in una sola sembra destinato a fallire.
Varie
Il bagno penale di Guyana è rimasto aperto fino a dopo la Seconda guerra mondiale, scandalizzando il resto del mondo per l'incuria in cui erano trattati i prigionieri. Non era a Caienna, ma il nome le è rimasto associato. (vedi il romanzo e il film Papillon).
Il centro principale era a Saint-Jean-du-Maroni e uno stabilimento era sulle famose isole del Diavolo, di fronte a Kuru (in francese, Kourou).
Voci collegate
Città
- Caienna, capoluogo
- Apatou
- Bienvenue
- Cacao
- Camopi
- Carbet Maïs
- Citron
- Coulor
- Gare Tigre
- Grand-Santi
- Guisanbourg
- Iracoubo
- Kaw
- Kourou
- Mana
- Montsinéry
- Ouanary
- Ouaqui
- Patience
- Régina
- Remire
- Roura
- Saul
- Saint-Élie
- Saint-Georges
- Saint-Jean
- Saint-Laurent
- Saint-Louis
- Sinnamary
- Tonate
Fiumi
- Approuague
- Awa
- Camopi
- Comté
- Grand Inini
- Iracoubo
- Itany
- Kourou
- Mana
- Maroni
- Marouini
- Oyapock
- Sinnamary
- Tampoc
Isole
- Isola del diavolo
Collegamenti esterni
Categoria:Guyana Francese
Categoria:America meridionale
ja:フランス領ギアナ
simple:French Guiana
zh-min-nan:Guyane
Guyana(Nota: per la Guyana Francese vedi voce a parte - peraltro ancora in discussione)
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La Guyana è una nazione (214.970 km², 697.181 abitanti, capitale Georgetown) dell'America meridionale.
Confina a
- nord: Oceano Atlantico
- est: Suriname
- sud: Brasile
- ovest: Brasile, Venezuela
La Guyana è una repubblica (letteralmente: Co-operative Republic of Guyana).
La lingua ufficiale è quella inglese, ma sono molti parlati anche il creolo inglese, il tamil, lo hindi e altre lingue amerinde.
Storia
Colonizzazione olandese
Tra il XVII e il XVIII secolo gli olandesi fondarono in Guyana tre colonie: Essequibo, Demerara e Berbice.
Colonia inglese
Nel 1814 la regione passò sotto il controllo britannico.
Nel 1955 si svolsero le prime elezioni che vennero vinte dal PPP di Cheddi Jagan; il Parlamento viene sospeso più tardi dal Regno Unito.
Indipendenza
Nel 1964 il partito PNC guida la coalizione di governo e, due anni dopo, la Guyana ottiene l'indipendenza (1966).
Terminate le elezioni del 1973, il PPP boicottò il parlamento, accusando il PNC di brogli elettorali.
Storia contemporanea
Nel 1985 muore Forbes Burnham fondatore del PNC; le elezione del 1992 vengono vinte dal PPP-CIVIC, Jagan diviene presidente, che muore, ancora in carica, nel 1997.
Le successive elezioni vedono vincitrice la vedova Janet, ma il PNC contesta la vittoria; una crisi politica sconvolge la nazione.
Nel 1999, con la mediazione del CARICOM, ritorna la pace, Janet si dimette dalla carica di presidente.
Alla presidenza viene eletto Bharrat Jagdeo.
Geografia
Geografia fisica
La Guyana fa parte della regione fisica della Guayana.
Morfologia
Dalla costa atlantica verso l'interno, si succedono tre zone morfologiche, chiaramente definite:
- la pianura costiera settentrionale
- le colline centrali
- gli altipiani occidentali e meridionali.
La Guyana si affaccia a nord-est sull'Oceano Atlantico con una costa bassa e spesso paludosa di circa 500 km di lunghezza.
La parte costiera è pianeggiante e ricoperta da depositi alluvionali.
Le colline centrali si elevano su una piattaforma poco elevata (meno di 200 m), chiusa a ovest e a sud da un orlo di alteterre.
Questi altipiani hanno anch'essi una conformazione tabulare, in cui spiccano la Sierra Pacaraima o Pakaraima, che arriva ai 2.875 m con il monte Roraima e la Sierra Acaraí o Acarí, rispettivamente al confine con il Venezuela e con il Brasile.
Il paese ha una nota dominante e monotona di paesaggi aperti ed orizzontali, ma geologicamente ha un profilo molto più vario.
I rilievi del Massiccio della Guayana poggiano su uno zoccolo cristallino precambriano, ricoperto da strati sedimentari paleozoici, prima corrugati e quindi lungamente pleneplanati dall'erosione. Tra le stratificazioni, emergono talvolta i caratteristici rilievi cristallini a "pan di zucchero".
Nelle aree pianeggianti ritroviano sedimenti arenacei cenozoici, a cui si sovrappone nella cimosa costiera un più recente deposito alluvionale.
Idrografia
I fiumi scendono quasi tutti verso nord o nord-est, ricchi d'acqua, ma inutilizzabili per la navigazione, in quanto continuamente interrotti da rapide e cascate a causa della tabularità del territorio, che degrada a netti gradini.
Idrograficamente l'area guayanense corrisponde al bacino idrografico del suo fiume più importante, l'Essequibo: nasce nel rilievi meridionali e viene arricchito dai numerosi affluenti (Cuyuni, Rupununi), solcando la Guyana da sud a nord per tutta la sua lunghezza e sfociando nell'Atlantico con un vasto estuario.
Tra i fiumi minori, tutti tributari dell'Oceano Atlantico: Demerara, Berbice, Counentyne.
Clima
Il clima è molto caldo e umido nella regione costiera; gli alisei che spirano costantemente da nord-est, intervengono a mitigare gli eccessi climatici.
La piovosità è notevole lungo la fascia costiera, diminuendo man mano che si procede verso l'interno.
L'escursione termica sulla costa è debolissima.
Temperatura e precipitazioni
Geografia umana
Popolazione
Densità: 3,2 per km²
La popolazione è distribuita in modo irregolare: l'interno è pressoché disabitato, discretamente popolata invece la zona costiera dove si concentra la gran parte della popolazione.
Etnie
Indiani orientali 52%, neri africani 38%, amerindi 4%, europei e cinesi 2%, altri 4%.
Religione
Le religioni più diffuse sono la cristiana (protestante e cattolica), l'induista e la musulmana.
Geografia politica
Geografia economica
Prodotto Nazionale Lordo: 800$ pro capite (162° posto della classifica mondiale).
Bilancia dei pagamenti: -135 milioni di $.
Inflazione: 3,6%.
Disoccupazione: 12,00%.
Punti di forza. Produzione di oro, riso, zucchero, diamanti, bauxite e legname. Potenziale ecoturistico. Esiste un piano per la riduzione del debito, concordato con le agenzie multilaterali.
Punti di debolezza. Alto debito estero pro capite. Instabilità politica che intacca la fiducia degli investitori esteri. Valuta vulnerabile alle pressioni del tasso di cambio. Le principali esportazioni sono esposte alle fluttuazione dei prezzi internazionali delle materie prime. Debola base manifatturiera.
Risorse
Produzione di energia elettrica: 114.000 kw.
Pesca: 45.000 tonnellate.
Petrolio: non produttore.
Allevamento: pecore 130.000, capre 79.000, bovini 220.000.
Minerali: bauxite, oro, diamanti, gemme grezze, manganese, uranio.
Agricoltura All'agricoltura si dedica il 22% della popolazione attiva, ma può contare su un'area coltivabile esigua, lungo la fascia costiera pianeggiante, soprattutto a est del fiume Essequibo. Tra le colture a fini commerciali troviamo la canna da zucchero. La Guyana sta raggiungendo l'autosufficienza alimentare per quasi tutti i prodotti, tra questi primeggia il riso, favorito dall'abbondanza d'acqua e dal clima, seguito per importanza da palma da cocco, agrumi, cacao, caffè, banane, batata, mais. Ricchissime le risorse forestali (Mora excelsa, Carapa guyanensis, Eperua falcata, ecc.).
Allevamento L'allevamento non è molto sviluppato e si basa soprattutto sui bovini (praticato nelle savane dell'interno), quindi ovini e caprini.
Pesca La pesca è largamente praticata sulla costa e consente un'esportazione redditizia di gamberi.
Risorse minerarie La seconda principale ricchezza del paese è quella mineraria. La Guyana è tra i massimi produttori di bauxite. Altri minerali estratti sono: oro, manganese, diamanti e amianto.
Industria Le attività industriale sono limitate alla trasformazione dei prodotti agricoli (zuccherifici, distillerie di rum e alcol, birrifici, oleifici, manifatture di tabacco) e minerari (metallurgica soprattuto per l'alluminio).
Trasporti
Guida a sinistra.
Rete stradale: 4.830 km.
Rete autostradale: nessuna.
Rete ferroviaria: 133 km.
Rete navigabile: 6.000 km.
Aeroporto internazionale: Timehri Inti di Georgetown.
Flotta di 63 navi (17.137 tsl).
Turismo
1 visitatore l'anno ogni 9,2 abitanti.
Provenienza: USA 37%, Caraibi 20 %, America meridionale 19%, altri 24%.
Esportazioni
Canada 24%, Regno Unito 21 %, USA 20%, Antille Olandesi 9%, Germania 6%, altri 20%.
Importazioni
USA 28%, Trinidad e Tobago 19%, Antille Olandesi 13%, Regno Unito 8%, Giappone 6%, altri 26%.
Cultura
Alfabetizzazione
Tasso di alfabetizzazione: 98%.
Studenti universitari: 7.680.
Istruzione
Obbligo scolastico fino a 14 anni.
La guyana ha un'istruzione di modello britannico, l'accesso alle scuole superiori si basa su un sistema di esami (11 o più). L'università è finanziata dallo stato.
Università di Guyana (1963).
Sanità
Sistema sanitario pubblico.
Ambiente
Lo 0,05% del territorio è protetto.
Flora
Date le condizioni climatiche, il paese è ricoperto per tre quarti da una fitta foresta pluviale.
Nelle aree più interne ed elevate, prevale una savana arborata.
Lungo la costa si possono incontrare con facilità foreste a mangrovia.
Politica
L'Assemblea nazionale è composta da 65 membri
Altre voci
- Aziende
- Città
- Montagne
- Vulcani
- Fiumi
- Laghi
- Mari
- Isole
ja:ガイアナ
ko:가이아나
ms:Guyana
simple:Guyana
th:ประเทศกายอานา
zh-min-nan:Guyana
Dipartimenti francesiLa Francia si divide in 100 dipartimenti: 96 dipartimenti metropolitani e 4 dipartimenti d'oltre mare, i DOM (Departements d'Outre Mer).
Ogni dipartimento è elemento principale della divisione amministrativa dello Stato ed anche una collettività territoriale.
Situazione attuale
Cartina
Immagine:France_départements.png
Dipartimenti e regioni francesi
Numerazione
I dipartimento sono numerati per ordine alfabetico del nome, tranne il Territorio di Belfort, i dipartimenti della regione parigina e i dipartimenti d'oltremare. I numeri dei dipartimenti fanno parte della vita quotidiana, poiché li ritroviamo sulle targhe dei veicoli, nei codici postali e nei numeri della sicurezza sociale.
I dipartimenti metropolitani erano numerati in origine in ordine alfabetico, fino ai cambiamenti di denominazione e alla suddivisione dell'Île-de-France nel 1964 (effettivi dal 1965).
In seguito alla suddivisione del dipartimento della Corsica (a cui era attribuito il numero 20) in due nuovi dipartimenti, avvenuta nel 1976, la Corsica meridionale (Corse-du-Sud) e l'Alta Corsica (Haute-Corse) hanno ricevuto nuovi codici, rispettivamente 2A e 2B. Questi nuovi codici compaiono sulle targhe automobilistiche e sui numeri della sicurezza sociale (solo per le persone nate dopo la suddivisione), mentre il vecchio codice continua ad essere utilizzato nel codice postale e nei numeri della sicurezza sociale delle persone nate prima del 1976.
Evoluzione storica dei dipartimenti
Prima del 1790 la Francia era suddivisa in Province, e si deve alla Rivoluzione francese l'introduzione dei dipartimenti, con una legge del 22 dicembre 1789. Il loro numero esatto (all'epoca 83) e i loro confini furono fissati il 26 febbraio 1790 e la loro esistenza divenne effettiva il successivo 4 marzo. All'epoca ogni dipartimento aveva una sua assemblea, costituita da 36 membri eletti, che a loro volta designavano un presidente e un direttorio esecutivo permanente. I dipartimenti erano suddivisi in distretti, cantoni e comuni (communes). Potevano esserci sino a nove distretti in ogni dipartimento e sino a nove cantoni in ogni distretto.
Questa organizzazione, proposta da Jean Dominique Cassini mirava a rendere uniforme la struttura organizzativa della Francia, mantenendo le amministrazioni locali, ma eliminando le specificità che provenivano essenzialmente dai privilegi dell'aristocrazia locale
Vedi l'elenco degli 83 dipartimenti del 1790.
La Rivoluzione e l'Impero
A partire dal 1792, durante la Prima Repubblica e poi durante l'impero di Napoleone I, quando la Francia, in guerra contro tutti gli stati europei estese progressivamente il proprio territorio, le regioni annesse furono ugualmente organizzate in dipartimenti. Questo riguardò i territori delle odierne nazioni del Belgio e dei Paesi Bassi, la riva sinistra del Reno e le coste del Mare del Nord in Germania, una parte della Svizzera, il nord e il centro Italia. All'apogeo delle conquiste francesi esistevano 130 dipartimenti e città come Bruxelles, Amsterdam, Amburgo, Ginevra, Torino e Roma furono sedi di prefetture dell'Impero napoleonico. Questi territori furono persi alla caduta di Napoleone nel 1814 (una parte della Savoia e altri territori solo nel 1815, dopo i cosiddetti Cento Giorni).
- il dipartimento del Mont-Terrible (creato nel 1793, e integrato all'Alto Reno (Haut-Rhin) nel 1800);
- i dipartimenti della Grecia (Corfù (Corcyre), Itaca (Ithaque) e del Mar Egeo (Mer-Égée), creati nel 1797, perduti nel 1798 e 1799 e ufficialmente soppressi nel 1802);
- il dipartimento del Tanaro (creato nel 1802, suddiviso nel 1805 tra i dipartimenti di Genova, Marengo, Montenotte e Stura);
- il dipartimento della Corsica (Corse), con capoluogo Bastia fu suddiviso nel 1793 nei due nuovi dipartimenti di Golo (Bastia) e di Liamone (Ajaccio);
- il dipartimento di Rodano e Loira (Rhône-et-Loire) fu suddiviso sempre nello stesso anno nei due nuovi dipartimenti del Rodano (Rhône) e della Loira (Loire);
- dopo l'annessione della Contea Venassina, del Principato di Orange e della città di Avignone, creazione ancora nel 1793 del dipartimento della Vaucluse
- il 17 marzo dello stesso anno il principato di Salm, assediato e i cui principi erano fuggiti in Westfalia, per sua richiesta è annesso al dipartimento dei Vosgi (Vosges);
- nel 1808 è creato il nuovo dipartimento di Tarn-et-Garonne, con territori distaccati dai dipartimenti dell'Aveyron, dell'Alta Garonna (Haute-Garonne), del Gers, del Lot e del Lot e Garonna (Lot-et-Garonne).
- nel 1811 i dipartimenti del Golo e del Liamone si fondono nuovamente nel dipartimento della Corsica (Corse), con capoluogo Ajaccio.
Le Province Illiriche, annesse alla Francia, furono suddivise in 10 "intendenze" anziché in dipartimenti.
Vedi l'elenco dei 130 dipartimenti del 1811.
Alla definitiva caduta dell'Impero (1815), la Francia è ridotta a 86 dipartimenti: agli 83 dipartimenti iniziali si erano infatti aggiunti la Vaucluse, il Lot e Garonna (Lot-et-Garonne) e la suddivisione di Rodano e Loira nei due dipartimenti di Rodano (Rhône) e della Loira (Loire).
I dipartimenti francesi di Spagna
I dipartimenti spagnoli, Foci dell'Ebro (Bouches-de-l'Èbre), Montserrat, Sègre e Ter, creati nel 1812 e raggruppati nel 1813 nei due dipartimenti di Foci dell'Ebro - Montserrat (Bouches-de-l'Èbre-Montserrat) e di Sègre-Ter, furono persi nel 1814: la loro annessione di fatto non era mai stata riconosciuta ufficialmente.
I dipartimenti francesi d'Algeria (1848-1962)
Nel 1848 l'Algeria, considerata all'epoca come parte integrante del territorio francese, fu organizzata nei tre dipartimenti di Algeri (Alger), Costantina (Constantine) e d'Oran. Tra il 1955 e il 1962 questa struttura cambiò diverse volte e vi furono sino a 17 dipartimenti algerini. Dopo la revisione del 20 maggio 1956 i tre dipartimenti originari erano stati suddivisi dando origine a 12 dipartimenti: Algeri (Alger), Médéa, Orléansville, Tizi-Ouzou, Costantina (Constantine), Batna, Bône, Setif, Oran, Mostaganem, Tiaret e Tlemcen.
L'Algeria indipendente a partire dal 1962 conservò la suddivisione amministrativa francesi fino al 1978.
- 1860: la cessione da parte del Regno di Sardegna della Savoia e di Nizza diede luogo alla creazione di:
- dipartimenti di Savoia (Savoie) e Alta Savoia (Haute-Savoie);
- dipartimento delle Alpi marittime (Alpes-Maritimes), costituito dalla contea di Nizza ceduta dall'Italia e dalla circoscrizione (arrondissement) di Grasse, distaccata dal dipartimento del Var
- In tal modo la Francia passa da 86 a 89 dipartimenti, senza contare quelli di Algeria
- 1871: dopo la perdita di Alsazia e Lorena (Alsace-Lorraine), le parti restanti dei dipartimenti della Meurthe e della Mosella (Moselle) formano il dipartimento di Meurthe e Mosella (Meurthe-et-Moselle), la parte restante dell'Alto Reno (Haut-Rhin) costituisce il Territorio di Belfort (Territoire de Belfort), mentre il Basso Reno (Bas-Rhin) era interamente perduto. Sempre senza contare i dipartimenti algerini, la Francia passa da 89 a 86 dipartimenti e 1 territorio.
Le conseguenze della Prima Guerra mondiale
- 1919: la Francia recupera i dipartimenti dell Basso Reno (Bas-Rhin) e della Mosella (Moselle), compresa una parte di quello che era stato il dipartimento della Meurthe. I vecchi dipartimenti di Alsazia e Lorena non sono ricostituiti, La Francia passa di nuovo da 86 a 89 dipartimenti.
- 1922: il Territorio di Belfort (Territoire de Belfort), diviene un dipartimento a pieno titolo. A partire dal 1871 aveva avuto lo statuto di una "circoscrizione rimante dell'Alto Reno" (arrondissement subsistant du Haut-Rhin), con alla testa un amministratore facente funzioni di prefetto e una "Commissione dipartimentale" con i poteri del Consiglio generale. La Francia passa da 89 a 90 dipartimenti.
Dopo la Liberazione (1946)
- 1946: la Guadalupa (Guadeloupe), la Guyana francese (Guyane française), la Martinica (Martinique) e la Riunione (Réunion) diventano Dipartimenti d'Oltre Mare. La Francia passa da 90 a 94 dipartimenti.
- 1962: con l'indipendenza dell'Algeria la Francia rimane costituita da 94 dipartimenti, di cui 4 d'oltremare.
- 1964: riorganizzazione dell'Île-de-France:
- il dipartimento della Senna (Seine) è suddiviso in quattro nuovi dipartimenti: di Parigi (Paris), ridotto alla sola città di Parigi, dell'Alta Senna (Haute-Seine), di Senna - Saint Denis (Seine-Saint-Denis) e della Valle della Marna (Val-de-Marne), questi tre integrati da alcuni comuni (communes) del dipartimento di Senna e Oise (Seine-et-Oise)
- il dipartimento di Senna e Oise (Seine-et-Oise) è suddiviso nei tre dipartimenti di Yvelines, Essonne e Val d'Oise (Val-d'Oise).
- La Francia passa in tal modo da 94 a 99 dipartimenti.
- 1975: il dipartimento della Corsica (Corse) si divide in due: Corsica meridionale (Corse-du-sud) con capoluogo Ajaccio e Alta Corsica (Haute-Corse) con capoluogo Bastia; la Francia passa da 99 a 100 dipartimenti.
- 1976: Saint-Pierre-et-Miquelon diventa un nuovo dipartimento d'oltremare; la Francia passa da 100 a 101 dipartimenti, di cui 5 d'Oltremare.
- 1985: Saint-Pierre-et-Miquelon cessa di essere un dipartimento d'oltremare; la Francia ritorna a 100 dipartimenti, di cui 4 d'Oltremare.
- 2000: un progetto di dividere la Réunion in due dipartimenti viene abbandonato.
Dipartimenti che hanno cambiato nome
- 1791 Il dipartimento di Mayenne e Loira (Mayenne-et-Loire) diventa il dipartimento di Maine e Loira (Maine-et-Loire).
- Tra il 1793 e il 1795 il dipartimento della Gironda (Gironde) prende il nome di Bec-d'Ambès (a causa dell'arresto dei Girondini).
- 1941 Il dipartimento della Charente Inferiore (Charente-Inférieure) diventa Charente Marittima (Charente-Maritime).
- 1955 Il dipartimento della Senna Inferiore (Seine-Inférieure) diventa Senna Marittima (Seine-Maritime).
- 1957 Il dipartimento della Loira Inferiore (Loire-Inférieure) diventa Loira Atlantica (Loire-Atlantique).
- 1969 Il dipartimento dei Bassi Pirenei (Basses-Pyrénées) diventa Pirenei Atlantici (Pyrénées-Atlantiques).
- 1970 Il dipartimento delle Basse Alpi (Basses-Alpes) diventa Alpi dell'Alta Provenza (Alpes-de-Haute-Provence).
- 1990 Il dipartimento delle Coste del Nord (Côtes-du-Nord) diventa delle Coste d'Armor (Côtes-d'Armor).
Evoluzione istituzionale dei dipartimenti
L'organizzazione originale del 1790 fu rimaneggiata già a partire dal 1795, con la soppressione dei distretti e la creazione dei comuni (municipalités) e dei cantoni. L'amministrazione si concentrava interamente nei capoluoghi dei cantoni, mentre i comuni (communes) perdono ogni autonomia.
Il 17 febbraio 1800 (legge del 28 Piovoso dell'anno VIII del calendario repubblicano), questa organizzazione fu ulteriormente modificata. I dipartimenti furono suddivisi in circoscrizioni (arrondissements, che sostituivano i distretti, ma erano rispetto a questi in numero minore e dunque con maggiore estensione), cantoni (ugualmente meno numerosi e più estesi che quelli del 1790) e comuni (communes). Comparvero anche le prefetture e sotto-prefetture, con i prefetti e il consiglio di prefettura, ed anche i Consigli generali. La monarchia di Luglio riconoscerà loro ugualmente personalità giuridica.
A parte la legge del 10 agosto del 1871, che creerà la Commissione dipartimentale e istituirà l'elezione del Consiglio generale a suffragio universale con i cantoni come circoscrizioni elettorali, l'organizzazione dei dipartimenti resterà inviariata fino al 1982, quando viene votata la legge sul decentramento, che precisa il campo di competenza dei dipartimenti e e assicura loro un maggior peso nella vita economica nazionale.
Infine la legge del 2 marzo 1985 trasferisce il potere esecutivo locale, fino a quel momento esercitato dal prefetto, al presidente del Consiglio Generale.
ja:フランスの地方行政区画
ko:데파르트망 (프랑스)
America meridionale
L'America meridionale o America del Sud è un continente attraversato dall'equatore, con gran parte del suo territorio nell'emisfero sud. Il Sud America è situato tra l'Oceano Pacifico e l'Oceano Atlantico. Si connesse al Nord America solo in ere geologiche recenti, con la formazione dell'Istmo di Panama. Le Ande, una catena montuosa relativamente giovane, corre sul bordo occidentale del continente; il territorio ad est delle Ande è in larga parte foresta tropicale, il vasto bacino del Rio delle Amazzoni.
Si pensa che sia stato inizialmente abitato da popolazioni che attraversarono lo Stretto di Bering, sebbene vi siano anche ipotesi di migrazioni dall'Oceano Pacifico meridionale.
Verso il 1530, gli abitanti del Sud America furono sopraffatti dagli invasori Europei, prima dalla Spagna, poi dal Portogallo, con la creazione di colonie. Nel corso del XIX secolo, queste colonie divennero indipendenti. Oggi, il Sud America si compone dei seguenti dodici paesi:
- Argentina (Buenos Aires)
- Bolivia (La Paz)
- Brasile (Brasilia)
- Cile (Santiago del Cile)
- Colombia (Santa Fé de Bogotá)
- Ecuador (Quito)
- Guyana (Gergetown)
- Paraguay (Asuncion)
- Perù (Lima)
- Suriname (Paramaribo)
- Uruguay (Montevideo)
- Venezuela (Caracas)
e dei seguenti tra territori non indipendenti:
- Isole Falkland (Regno Unito)
- Guayana Francese (Francia)
- Georgia del Sud e isole Sandwich meridionali (Regno Unito)
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Vedi anche:
- Americhe
- Comunità delle Nazioni del Sud America
Categoria:America meridionale
Categoria:Geografia
ja:南アメリカ
ko:남아메리카
simple:South America
th:ทวีปอเมริกาใต้
zh-min-nan:Lâm Bí-chiu
Oceano Atlantico
L'Oceano Atlantico è il secondo oceano della Terra, di cui ricopre circa il 20% della superficie. Il nome dell'oceano, derivato dalla mitologia greca, significa "Mare di Atlante".
Geografia
Questo oceano occupa un bacino a forma di "S", elongato nella direzione nord-sud. È diviso in due sezioni principali, l'Atlantico del Nord e l'Atlantico del Sud, da correnti equatoriali poste a circa 8° di latitudine nord. È delimitato ad ovest dal continente americano (sia dalla parte settentrionale che da quella meridionale) e ad est dall'Europa e dall'Africa (ma due dei suoi mari adiacenti, il Mediterraneo ed il Mar Nero bagnano anche l'Asia). Comunica con l'Oceano Pacifico attraverso il Mare Glaciale Artico a nord, e il Passaggio di Drake (nella Terra del Fuoco) e Capo Horn a sud. Inoltre esiste una connessione artificiale tra i due oceani, il Canale di Panamá, che si trova vicino all'equatore, nell'istmo che unisce le due Americhe. Ad est comunica con l'Oceano Indiano, attraverso il Capo di Buona Speranza (ma anche attraverso il Mediterraneo ed il canale artificiale di Suez). A nord, il confine con il Mare Glaciale Artico è segnato da una linea convenzionale che va dalla Groenlandia fino alla parte settentrionale della Norvegia.
L'Atlantico copre il 20% della superficie della Terra, ed è secondo solo al Pacifico come grandezza. L'oceano propriamente detto copre un'area di circa 82.362.000 chilometri quadrati (pari ad 8 volte quella dell'Europa), che raggiunge i 106.450.000 kmq se si considerano anche i suoi mari adiacenti. Le terre occupate dal bacino idrografico dell'Atlantico ammontano a quattro volte quelle del Pacifico o dell'Indiano. Il volume dell'Oceano Atlantico è di 323.600.000 chilometri cubi, e di 354.700.000 km cubi considerando anche i mari adiacenti.
La profondità media dell'Atlantico è di 3.926 metri, ridotta a 3.332 se si prendono in considerazione i mari adiacenti. La profondità maggiore è di 8.605, raggiunta nella Fossa di Milwaukee, vicino a Puerto Rico. La larghezza dell'Atlantico varia tra 2.848 km nel punto più stretto, tra il Brasile e la Liberia, fino a 4.830 km tra gli Stati Uniti e l'Africa settentrionale.
L'Oceano Atlantico, specie nella parte settentrionale, presenta coste irregolari con molte baie, golfi e mari. Tra questi ultimi si trovano ad ovest il Mar dei Caraibi, il Golfo del Messico, il Golfo di San Lorenzo, la Baia di Hudson e la Baia di Baffin, e ad est il Mar Mediterraneo, il Mar nero, il Mare del Nord, il Mar Baltico, il Mare di Barents, il Mare di Norvegia-Groenlandia, il Mar Bianco ed il Mare di Weddell. Le linee di costa dell'Atlantico raggiungono in totale i 111.000 km.
Le maggiori isole dell'Atlantico sono la Groenlandia, la Terra di Baffin, l'Islanda, Terranova, la Gran Bretagna, l'Irlanda, Cuba ed Hispaniola. Tra le minori si segnalano le Isole Canarie, le Azzorre, le isole del Capo Verde, le Bermuda, le Isole Madeira, le Isole Falkland, l'isola di Ascensione, Sant'Elena, Tristan da Cunha, e tutte le isole minori della regione caraibica (Bahamas, Martinica, Barbados ecc.) ed anche le isole del Mediterraneo (Sicilia, Sardegna, Corsica ecc.).
Storia dell'Oceano
L'Atlantico si è formato 150 milioni di anni fa, con lo spezzarsi del supercontinente Pangea. Da allora è andato espandendosi, un movimento che dura ancora oggi: le Americhe si separano da Europa e Africa ad un ritmo di alcuni centimetri all'anno.
La Dorsale Medio Atlantica alimenta questa espansione: attraversa tutto l'Atlantico da nord a sud, e da essa emergono nuove sezioni del fondo marino che spingono verso l'esterno quelle già esistenti. In prossimità dei continenti, il fondo marino viene spinto verso il basso, rientra nel mantello terrestre e favorisce la formazione di isole vulcaniche.
Una delle conseguenze di questo movimento è che il fondo marino dell'atlantico è una zona geologicamente giovane, con un età spesso inferiore al centinaio di milioni di anni.
Il fondo oceanico
La caratteristica principale della topografia del fondo oceanico dell'Atlantico è una grande catena di montagne sottomarine, chiamata la Dorsale Medio Atlantica. Si estende dall'estremità nord, accanto all'Islanda, fino all'estremo sud a 58° di latitudine, raggiungendo una larghezza massima di circa 1.600 km. Lungo la dorsale, nei pressi della sommità, si trova una grande fossa che scorre per la maggior parte della catena montuosa. La profondità delle acque sopra la dorsale è spesso inferiore a 2.700 m, e numerosi picchi si ergono fuori dall'acqua, formando delle isole. L'Atlantico del Sud presenta anche un'altra dorsale, la Catena di Walvis.
La Dorsale Medio Atlantica separa l'Oceano Atlantico in due grandi sezioni, che hanno una profondità compresa tra 3.000 e 5.500 metri. Dorsali trasversali, che uniscono i continenti alla Dorsale Medio Atlantica, dividono il fondo oceanico in numerosi bacini. Alcuni dei più grandi sono i bacini della Guiana, del Nord America, di Capo Verde e delle Canarie nell'Atlantico del Nord, mentre in quello del Sud si trovano i bacini dell'Angola, dell'Argentina e del Brasile.
Il fondo marino è considerato in genere abbastanza piatto, anche se non mancano montagne, fosse e altre caratteristiche. Due fosse superano gli 8.000 metri di profondità. Le piattaforme continentali, vicino alle terre emerse, costituiscono circa l'11% del fondo oceanico. Inoltre, molte formazioni simili a canali scavati tagliano queste piattaforme.
I sedimenti depositati sul fondo hanno origini disparate. I depositi terrigeni sono composti da particelle di sabbia, fango e roccia, formate dall'erosione dell'acqua, del vento e dall'attività vulcanica della terraferma, e poi trasportate da fiumi e piogge verso il mare. Questi materiali si trovano principalmente sulle piattaforme continentali, e sono più spessi presso la foce dei grandi fiumi, o al largo di coste desertiche. I deposti pelagici sono formati dai resti di organismi che vanno a fondo quando muoiono. Coprono la maggior parte del fondo marino, con spessori che vanno da 60 metri a più di 3.000, con lo spessore minimo in corrispondenza della Dorsale. I depositi autogenici sono assemblamenti spontanei di materiali, come i noduli di manganese. Sono comuni dove le altre sedimentazioni sono assenti, o dove le correnti le smuovono.
Caratteristiche dell'acqua
La salinità delle acque di superficie nell'oceano aperto va da 33 a 37 parti per mille, e varia con la latitudine e le stagioni. Anche se i valori minimi di salinità si trovano appena a nord dell'equatore, in genere i valori più bassi si trovano alle alte latitudini, e vicino alle foci di grandi fiumi che immettono le loro acque dolci nell'oceano. I massimi valori di salinità si trovano attorno alla latitudine 25° nord. I valori di salinità superficiale sono influenzati dall'evaporazione, dalle precipitazioni, dall'apporto di acqua dolce dei fiumi e, nelle zone più fredde, dallo sciogliemento dei ghiacci.
La temperatura delle acque superficiali varia con la latitudine, con le correnti, le stagioni e la distribuzione di energia solare. Lungo l'Oceano, varia da meno di 2 gradi nelle regioni polari fino a 29°C all'equatore. Nelle medie latitudini, la temperatura è intermedia, ma soggetta a grandi variazioni (fino a 7° o 8°C). A causa delle basse temperature, la superficie è normalmente coperta di ghiaccio nel Mare del Labrador, nello Stretto di Danimarca e nel Mar Baltico da ottobre a giugno.
L'Oceano Atlantico consiste di quattro principali masse d'acqua. Le acque centrali dell'Atlantico del Nord e del Sud costituiscon le acque superficiali. L'acqua intermedia sub-antartica si estende alle profondità di 1.000 metri. L'acqua profonda del Nord Atlantico raggiunge la profondità di 4.000 metri. L'acqua antartica di fondo occupa i bacini oceanici a profondità maggiori di 4.000 metri.
A causa della forza di Coriolis, l'acqua del Nord Atlantico circola in senso orario, mentre l'acqua del Sud Atlantico circola in senso antiorario. Le maree dell'oceano sono semidiurne, cioè comprendono due alte maree nell'arco delle 24 ore. Le maree sono un'onda che si muove da sud a nord. A latitudini superiori a 40°, è presente anche un'oscillazione est-ovest
Clima
Il clima dell'Oceano Atlantico e delle terre adiacenti è influenzato dalla temperatura delle acque superficiali, dalle correnti oceaniche e dai venti che soffiano sopra le acque. A causa della grande capacità dell'oceano di trattenere il calore, i climi marittimi sono temperati, e non presentano variazioni stagionali estreme. Le precipitazioni risentono enormemente dell'oceano, perché l'evaporazione dell'acqua oceanica è una delle fonti principali di vapore acqueo.
Le zone climatiche cambiano con la latitudine: le zone più calde attraversano l'Atlantico a nord dell'equatore. Le zone più fredde si trovano a grandi latitudini, e specialmente nelle zone coperte di ghiaccio. Le correnti oceaniche contribuiscono al clima, trasportando acqua calda e fredda in diverse regioni. I venti che soffiano su queste acque contribuiranno poi a riscaldare o raffreddare le terre adiacenti.
La Corrente del Golfo, per esempio, riscalda l'atmosfera delle Isole Britanniche e dell'Europa del Nord (che altrimenti sperimenterebbero temperature ben più basse), mentre le correnti fredde contribuiscono alla formazione di nebbia al largo delle coste nordest del Canada, e delle coste nordovest dell'Africa.
I cicloni tropicali (uragani) si sviluppano al largo della costa africana vicino a Capo Verde, e si muovono verso ovest nel Mare Caraibico. Gli uragani possono formarsi da maggio a dicembre, ma sono più frequenti tra agosto e novembre. Le tempeste sono comuni nell'Atlantico del Nord durante l'inverno, rendendo pericolosa la traversata.
Storia ed economia
L'Oceano Atlantico sembra essere il più giovane degli oceani. Gli studi geologici hanno mostrato come esso non esistesse prima di 100 milioni di anni fa, quando i continenti attuali si formarono dalla frattura del supercontinente Pangea.
L'Atlantico è stato esplorato estensivamente. I Vichighi, i Portoghesi e Cristoforo Colombo sono tra i più famosi primi esploratori. I Vichinghi colonizzarono la Groenlandia prima dell'anno Mille, ma la colonia fu spazzata via da un peggioramento del clima.
Dopo Colombo, l'esplorazione europea accelerò rapidamente, e furono stabilite molte nuove rotte commerciali. Il risultato è che l'Atlantico era e rimane la sede del maggior traffico commerciale tra Europa ed America. Sono state intraprese numerose esplorazioni scientifiche per studiare l'Oceano e il suo ambiente.
L'oceano ha anche contribuito significativamente allo sviluppo economico delle nazioni che si affacciano su di esso. Oltre ad ospitare le maggiori rotte commerciali, l'Atlantico offre abbondanti giaciementi di petrolio nelle rocce sedimentarie delle piattaforme continentali, e le maggiori riserve di pesca del mondo. Per preservare queste riserve e l'ambiente oceanico, esistono numerosi trattati che cercano di ridurre l'inquinamento causato da versamenti di petrolio e rifiuti plastici.
Dopo aver remato per 81 giorni e 4.766 km, il 3 dicembre 1999 Tori Murden divenne la prima donna ad aver attraversato l'Oceano Atlantico da sola, quando raggiunse Guadalupe dalle Isole Canarie.
Pericoli
Gli iceberg sono comuni nello Stretto di Davis, nello Stretto di Danimarca, e nell'Atlantico nordoccidentale da febbratio ad agosto. A volte sono stati visti anche molto a sud, vicino alle Bermuda e alle Isole Madeira. Le navi svilupperanno ghiaccio sulla loro struttura nell'Atlantico più a nord da ottobre a maggio. La nebbia persistente può essere un pericolo da maggio a settembre. Uragani da maggio a dicembre.
Ambiente - problemi correnti
Ci sono molte specie marine in pericolo, tra cui le mante, i leoni marini, le targarughe e le balena. Le reti a strascico hanno accelerato il declino delle riserve di pesca, e sono soggetto di aspre dispute internazionali. Inquinamento da fogne al largo degli Stati Uniti, del sud del Brasile e dell'Argentina. Inquinamento da petrolio nel Mare Caraibico, nel Golfo del Messico, nel Mar Mediterraneo e nel mare del Nord. Inquinamento da fogne e industrie nel Mar Baltico, Mare del Nord e Mar Mediterraneo.
Geografia - note
Punti critici sono i Dardanelli, lo Stretto di Gibilterra, l'accesso al Canale di Panamá e al Canale di Suez. Gli stretti strategici includono lo Stretto di Dover, lo Stretto della Florida, il Passaggo di Mona e il Passaggio Windward. Durante la guerra fredda, il cosiddetto passaggio di Groenlandia-Islanda-UK (GIUK) era un problema strategico di grande importanza, e il fondale fu riempito di idrofoni per rilevare il movimento dei sottomarini sovietici.
Porti
Alessandria (Egitto), Algeri (Algeria), Anversa (Belgio), Amburgo (Germania), Barcellona (Spagna), Buenos Aires (Argentina), Casablanca (Marocco), Colon (Panamá), Copenhagen (Danimarca), Cork (Irlanda), Dakar (Senegal), Danzica (Polonia), Genova (Italia), Halifax (Canada), Helsinki (Finlandia), Istanbul (Turchia), Las Palmas (Isole Canarie, Spagna), Le Havre (Francia), Lagos (Nigeria), Lisbona (Portogallo), Liverpool (UK), Londra (UK), Marsiglia (Francia), Montevideo (Uruguay), Montreal (Canada), Murmansk (Russia), Napoli (Italia), New Orleans (US), New York (US), Newport News (US), Odessa (Ucraina), Orano (Algeria), Oslo (Norvegia), Pireo (Grecia), Rio de Janeiro (Brasile), Rotterdam (Olanda), San Pietroburgo (Russia), Sebastopoli (Ucraina), Southampton (UK), Stoccolma (Svezia)
Trasporti - nota
Il Canale di Kiel e il fiume San Lorenzo sono due importanti vie di trasporto
Categoria:Oceani
Categoria:Ecosistemi
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ja:大西洋
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Brasile
Il Brasile (República Federativa do Brasil) è una repubblica federale (8.511.966 km² 180.000.000 abitanti, capitale Brasilia) di tipo presidenziale dell'America meridionale.
Confina a nord con Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Guyana Francese, a est con l'Oceano Atlantico, a sud con l'Uruguay, a ovest con Argentina, Paraguay, Bolivia e Perù.
Comprende 26 stati e un distretto federale.
Il suo nome deriva da quello del legno tintorio chiamato "pau brasil" (Caesalpinia echinata).
Storia
Popoli precolombiani
Prima dell'arrivo degli europei, le popolazioni erano alquanto primitive, vivevano raggruppate in villaggi e tribù localizzate sia lungo la costa che nell'interno.
Il Brasile fu scoperto dal navigatore Pedro Alvares Cabral nell'aprile del 1500, quando approdò a Porto Seguro, a sud dell'attuale Salvador (Bahia), la denominò come Isola di Vera Cruz.
Scoperta e colonizzazione
I portoghesi trovarono un popolo senza alcuna organizzazione militare che poterono assoggettare facilmente. Il loro interesse non era però legato alla costituzione di un impero coloniale, ma doveva servire come base per il loro commercio con le Indie, per cui l'interesse iniziale fu veramente scarso. I primi a comprendere l'importanza dei territori brasiliani, furono francesi e spagnoli, che fecero numerosi tentativi di occupazione.
In base al Trattato di Tordesillas (7 giugno 1494), precisato da quello successivo di Saragozza (1529), il nuovo territorio fu ufficialmente incluso nella zona d'espansione territoriale
del Portogallo.
Nel 1533 re Giovanni III adottò la prima struttura politica ed amministrativa per il Brasile basata sulle Capitanias: queste erano concessioni terriere di tipo feudale date dal sovrano ad un nobile, al
quale venivano assegnati pieni poteri sulla terra, con l'obbligo di pagare un tributo al sovrano. Il sistema aveva però il difetto di creare comunità separate, prive di interessi comuni, che nuoceva al commercio e alla difesa del paese dagli interessi stranieri.
Governatorato portoghese
Andrea Barra III fu così costretto nel 1549 a costituire un potere centrale, nominò un governatore generale e stabilì la capitale della colonia a Bahia. I governatori si dimostrarono degni del loro compito, specialmente nel respingere i tentativi di infiltrazione dei francesi. Nel 1567 fu fondata la città di Rio de Janeiro.
Passaggio alla Spagna
Nel 1580 il Brasile finì, insieme con il Portogallo, sotto il dominio spagnolo fino al 1640; durante questo periodo dovette difendersi con le proprie forze dalle nuove insidie portate da inglesi, francesi e olandesi. Particolarmente dura fu la lotta con gli olandesi, che riuscirono a creare un dominio vasto ed organico, con una efficiente organizzazione politica e militare.
Contro l'invasione olandese, i coloni di origine portoghese si armarono, questo indusse il governo olandese, a mandare in Brasile il principe Giovanni Maurizio di Nassau (1637), nel tentativo di rendere possibile la coabitazione tra olandesi, portoghesi e indigeni. Giovanni fece bene il suo lavoro, ma quando il Portogallo riacquistò la sua indipendenza, e quindi la supremazia sul Brasile, venne accusato di accordi con i portoghesi per staccare la Nuova Olanda dalla madrepatria, e fu costretto a dimettersi.
Il dominio spagnolo non fu comunque del tutto inutile, in quanto portò ad una coscienza nazionale ed all'apertura di nuovi orizzonti. Da una parte i Gesuiti erano penetrati all'interno per convertire gli indigeni, dall'altra gli abitanti della zona di San Paolo si diedero alla ricerca di nuove terre e di mano d'opera per le loro piantagioni.
Ritorno al Portogallo
Un conflitto tra le due correnti fu inevitabile quando i paulisti arrivarono ai confini dell'attuale repubblica del Paraguay, dove i Gesuiti avevano fondato colonie autonome di Indios, per sottrarli alla schiavitù. I tentativi paulisti di asservirli fallirono e quindi si rivolsero verso il bacino del Paraná, che colonizzarono nella prima metà del XVI secolo. Nel frattempo le popolazioni di Rio de Janeiro e di Bahia penetrarono al centro e al nord, attirati dall'oro e dalle pietre preziose.
Alla fine del XVII secolo i coloni portoghesi si riunirono per combattere la Repubblica di Palmares, formata da schiavi neri fuggiti dalle piantagioni, costituiti in comunità autonoma ed indipendente, che sconfissero solo nel
1695. Molte altre le imprese dei coloni portoghesi, che penetrarono nel Minas Gerais, nel Mato Grosso e nel Goias, aprendo queste terre alla civilizzazione occidentale e procurando al Portogallo grandi quantità d'oro e di gemme
preziose.
Nel periodo di regno di Giuseppe I (1750-1777), il governo fu nella mani del Marchese di Pombal, che introdusse riforme che riguardavano il Brasile. Diminuì i donatori locali, creò due corti di giustizia, portò la capitale a Rio de Janeiro (1763).
Sul piano sociale abolì nel 1758 la schiavitù degli indios, ma il decreto venne praticamente annullato dall'espulsione dei Gesuiti, molti degli indios che vissero nelle loro comunità preferirono tornare alla vita della foresta piuttosto che sottostare alla dominazione bianca. I vantaggi delle riforme di Pombal, vennero annullati dopo la sua morte dalla
politica dura e reazionaria della nuova regina Maria I, che sollevò le ostilità dei coloni. Nel 1789 un gruppo di patrioti di Minas Gerais provocò una rivolta per creare una repubblica democratica ed indipendente,
ma fu duramente repressa.
Riparo dei reali portoghesi in Brasile
Nel 1807, quando Napoleone si accinse a conquistare il Portogallo, i regnanti rifugiarono in Brasile, a Rio de Janeiro. Qui il reggente Giovanni VI svincolò le industrie dai limiti e dai controlli di cui erano gravati ed aprì i porti al traffico con l'estero, facendo rifiorire il Brasile e calmando gli interessi indipendentistici. Nel 1816 conquistò anche l'attuale Uruguay, che divenne una provincia brasiliana.
Indipendenza
Caduto Napoleone, Giovanni tornò in Portogallo, lasciando la reggenza del Brasile al figlio Don Pedro, a cui venne imposto di ripristinare gli ordinamenti della vecchia colonia. Il giovane principe si oppose, sostenuto
dall'intera popolazione, e il 7 settembre 1822 proclamò l'indipendenza del Brasile. Represse però le intenzioni liberali dei suoi sudditi e fece redigere una costituzione di tipo paternalistico, in base alla quale l'imperatore aveva il potere di opporsi a qualsiasi legge votata dall'organico legislativo, di sciogliere le camere (una di nomina imperiale e una popolare) del parlamento in qualsiasi momento.
Nel 1831 scoppiò una conflitto con l'Argentina sulla provincia dell'Uruguay, che porto ad un accordo sull'indipendenza della regione. I brasiliani si rivoltarono (7 aprile 1831) e costrinsero Pedro I ad abdicare in favore del figlio Don Pedro de Alcantara (Pedro II), che allora aveva solo 5 anni e che quindi fu affiancato ad un consiglio di reggenza.
Il periodo della reggenza fu caratterizzato da rivolte interne (Pará, Minas Gerais, Mato Grosso e Maranhao) che furono sedate concedendo poteri delegati alle singole province. Nel 1840 Don Pedro fu dichiarato maggiorenne con due anni di anticipo ed eletto imperatore col nome di Pedro II; egli fu sovrano colto e abile politico, seppe imporre una politica di grande espansione economica favorevole all'aristocrazia terriera che, dopo il 1860, intraprese su larga scala la coltivazione del caffè. Favorì l'immigrazione europea, aprendo ai principi di liberalismo. Curò molto la politica estera, cercando l'amicizia dei paesi esteri, ma non riuscì a guadagnarsi quella dell'Inghilterra, che giunse persino a bloccare i porti brasiliani (1860).
Il Brasile entrò in conflitto con l'Argentina, per assicurare l'indipendenza all'Uruguay, indipendenza che venne riaffermata, con vantaggi territoriali per il Brasile.
Repubblica
Il contrasto tra il nord, retrogrado e sonnolento, e il sud, liberale e attivo, determinò forti problemi politici. Nel sud nacquero circoli politici liberali, che miravano ad ottenere nuove strutture statali, di cui Pedro II non comprese l'importanza e, dopo essersi inimicato esercito e clero, continuò ad appoggiarsi ai coltivatori del nord ed ai conservatori,
finché nel 1871 la situazione precipitò. A San Paolo venne costituito il Partito Repubblicano e fu abolita la schiavitù. Il 15 novembre 1889 il capo dell'esercito impose all'imperatore di ritirarsi e, poiché egli non oppose resistenza, il Brasile si trasformò pacificamente in una repubblica.
Il colpo di stato fu facilitato dalla circostanza che la classe dirigente e addirittura lo stesso sovrano non sembravano più credere ai valori e alla funzione della monarchia.
Con la nuova costituzione repubblicana fu creato uno stato laico e federale con istituzioni analoghe e quelle degli USA. La nuova repubblica seppe resistere alle invadenze dell'esercito e della flotta (1893) e dal 1894 (elezione del presidente Barros) al 1930, dodici presidenti si succedettero nella più rigorosa legalità mentre il paese raggiungeva notevole prosperità economica soprattutto grazie all'esportazione del caffè e all'arrivo di immigranti europei sempre più numerosi (italiani, spagnoli, portoghesi, tedeschi, etc).
Prima guerra mondiale
Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale il Brasile era incontestabilmente la principale potenza dell'America latina, il governo brasiliano decise di restare neutrale, cambiando posizione solo all'ingresso nella guerra degli USA, schierandosi contro gli "Imperi centrali" (26 ottobre 1917) e dando un importante
contributo alla vittoria delle forze alleate. Al termine della guerra, segui un breve periodo di prosperità economica a cui
ne subentrò uno di crisi.
La chiusura dei mercati europei, il crollo del prezzo del caucciù e soprattutto del caffè (1929), provocarono una profonda modifica nel sistema di governo e la nascita delle prime forze comuniste. Questa situazione porto il Brasile quasi alla rovina, finché, il capo dei liberali, Getúlio Vargas costituì un governo provvisorio e dittatoriale: il suo scopo era colpire i signori delle province e le loro clientele ed attuare una completa centralizzazione del potere stroncando le tendenze autonomistiche locali.
Seconda guerra mondiale
L'inizio della seconda guerra mondiale vide il Brasile combattere con gli alleati. ma al termine di questa (1945), Vargas venne deposto per iniziativa di un gruppo di generali, e nelle elezioni successive venne eletto presidente il generale Enrico Dutra, candidato del partito social-democratico. Nel 1946 fu adottata una nuova costituzione democratica e federalista.
Tra il 1950 e il 1960 si affermò una fase di prosperità nell'ambito dei governi democratici. Nel 1950 fu rieletto Vargas, al quale venne però imposto un programma democratico, che, pur mantenendo gli impegni presi, diede alla sua politica un carattere chiusamente nazionalistico, che portarono ad una campagna di protesta degli avversari politici, che culminarono con il suo suicidio nel 1954.
Gli succede alla presidenza J. Cafè Filho e quindi Juscelino Kubitschek. Egli dedicò ogni sforzo all'industrializzazione, fece costruire sull'altopiano di Goias la città di Brasilia (che diviene capitale il
21 aprile 1960). A Kubitschek succede Janio Quadros che adottò una politica interna austera, mentre sul piano internazionale affermò l'indipendenza della politica estera brasiliana. Il suo sistema di governo venne aspramente criticato, tanto da costringerlo alle dimissioni dopo solo sette mesi, sostituito da Joao Goulart nell'autunno del 1961, affiancato da un consiglio di ministri responsabile di fronte al governo. Il 3 gennaio 1963 venne ripristinato il precedente sistema e Goulart riebbe i pieni poteri.
Governi militari
Dopo un colpo di stato, il potere venne assunto dal generale Castelo Branco.
Nell'ottobre 1966 il Congresso Federale brasiliano elesse presidente della repubblica il maresciallo Arthur Da Costa e Silva, che si insediò il 15 marzo 1967, rimanendo al potere fino al 1969. Il governo fu caratterizzato da una rilevante presenza di militari, che costrinsero il presidente a revocare le garanzie costituzionali.
Viene sostituito alla presidenza da Emilio Garrastazu Medici (1969-1974). Una crisi petrolifera mondiale segna la fine, nel 1974, del boom economico brasiliano; nel frattempo viene eletto presidente della repubblica Ernesto Geisel (1974-1979).
Ritorno alla democrazia
Nel 1979 vengono ammessi più partiti alle competizioni elettorali, alla presidenza arriva João Baptista Figueiredo (1979-1985).
Con l'elezione di Tancredo Neves (1985), il governo tornò ai civili; il ritorno alla democrazia fu funestato dalla morte improvvisa del neoeletto presidente, al quale succedette il vicepresidente José Sarney (1985-1989). Questi fece approvare un emendamento per l'elezione del presidente della repubblica a suffragio universale diretto (fino ad allora gli analfabeti erano esclusi dal voto). Il nuovo governo ha comunque cercato di fronteggiare la grave situazione socio-economica, deliberando il piano per la riforma agraria (ottobre 1985). Questa doveva, entro il 1989, portare alla distribuzione di 43 milioni di ettari di terreno appartenenti allo stato o a proprietari assenteisti, al fine di creare un vasto ceto di piccoli proprietari terrieri. La riforma ha però incontrato l'opposizione, anche armata, dei latifondisti.
La nuova costituzione (1988), oltre alla riforma agraria, promette ingenti spese sociali; in quest'anno fu assassinato Chico Mendes, capo del sindacato dei lavoratori della gomma.
Storia recente
Nel 1989 nacque il primo programma di protezione ambientale, ma l'inflazione tocca il 1000%.
Fernando Collor de Mello (1989-1992) vince le prime elezioni completamente democratiche. Il governo vara programmi economici per ridurre l'inflazione e la povertà (1990);
Nel 1992 si svolge a Rio de Janeiro il summit mondiale ambientale, il presidente Mello è costretto alle dimissioni in quanto accusato di corruzione, viene sostituito ad interim dal vicepresidente Itamar Franco (1992-1994) (attuale ambasciatore del Brasile in Italia, 2004).
L'elezione a presidente di Fernando Henrique Cardoso (1995-2003) porta ad un piano di stabilizzazione monetaria che ferma l'iperinflazione del 1994-1995; il Congresso si oppone ad una modifica della Costituzione, ma approva la privatizzazione dei monopoli chiave. Una nuova crisi economica impone la svalutazione del real nel 1999.
Nel gennaio del 2003, viene eletto a presidente della Repubblica Luiz Inácio da Silva, detto Lula.
Luglio del 2005, gravi scandali coinvolgono il partito al governo (PT) e altri partiti dell´area del governo.
Geografia
Geografia fisica
La maggior parte del Brasile è costituito da uno zoccolo precambriano inegualmente ricoperto da rocce sedimentarie.
Il territorio ha i suoi fondamenti strutturali in tre elementi che sono la base della stessa America meridionale:
- il massiccio della Guyana
- l'altopiano del Brasile
- la depressione amazzonica.
I due elementi orografici rappresentano le strutture arcaiche del subcontinente e affiorano per ampi tratti.
Si possono distinguere cinque grandi regioni geografiche:
- il Nord o Amazzonia (Norte)
- è la regione in cui confluiscono le acque ed è limitata a nord dal massiccio delle guyane (Serra Parima, Pacaraima, Uassari, Acarai, Tumucumaque). Il bacino del Rio delle Amazzoni è colmato da sedimenti nell'ampio imbuto che si apre a monte della città di Manaus.
- il Nord-Est (Nordeste)
- in questa zona vi sono tavolati limitati da cuestas: chapadas, del Maranhão, del Plauí, del Ceará, con la Serra di Ibiapa e la Serra do Araripe. L'altitudine è inferiore ai 1.000 m. Alcuni grandi fiumi (Gurupi, Turiaç, Mearim, Itapecuru, Parnaiba) hanno formato larghe valli.
- il Sud-Est (Sudeste)
- regione d'altitudine abbastanza elevata, con rilievi che si ergono a picco direttamente sull'Oceano Atlantico. La costa, con le baie di Guanabara, Angra dos Reis, Santos, Paranaguá, è dominata dalla scarpata della Serra do Mar.
- Nel retroterra si estende la valle del Paraiba, dominata dalla scarpata che limita verso valle la Serra da Mantiqueida; in quest'ultima si trova il Pico da Bandeira (2.890 m), seconda cima nazionale. La maggior parte delle acque che scorrono in questa regione confluiscono verso ovest nel Río Grande, che forma il Paraná.
- il Sud (Sul)
- è la regione delle dolci colline del Rio Grande do Sul. I terreni formano grandi cuestas sinuose, attraversate dai fiumi nati sul dorso della Serra do Mar.
- il Centro-Ovest (Centro-Oeste)
- caratterizzato dall'estensione delle chapadas (Goiás e Mato Grosso) e vi scorre il Paraná da nord a sud.
Morfologia
Altopiani
Il massiccio della Guyana è costituito da un altopiano non elevato (500 m di media) sormontato da montagne granitiche che, al confine con il Venezuela, superano di poco i 3.000 m (Pico da Neblina 3.014 m), massima elevazione nazionale). Gli altopiani sono morfologicamente più vari. Essi si estendono dalla costa atlantica fino alle grandi depressioni continentali interne dell'Amazzonia e del Paraná, divise tra loro dall'altopiano del Mato Grosso che continua ad ovest dei penepiani che anticipano le Ande. In genere per questi altipiani si parla di planaltos, ma le loro forme sono diverse. Non mancano le strutture tabulari (chapadas) che terminano con tipiche scarpate a cuestas e sono costituite sia da formazioni sedimentarie sia da formazioni vulcaniche. In altri casi si hanno superfici pianeggianti od ondulate dominate da residui affioramenti cristallini. Considerati nel loro insieme gli altopiani presentano una caratteristica disimmetria, sono cioè inclinati verso l'interno, terminando ad est con un orlo rilevato; qui si succedono delle sierras ben marcate e di uguale orientamento come la Sierra do Mar, la Sierra da Mantiqueira, la Sierra do Paranapiacaba e la Sierra do Espinhaço, che toccano in media i 2.000 metri e che raggiungono le massime altezze con il Pico da Bandeira (2.890 m). Queste montagne, che rappresentano l'orlatura del subcontinente, sono prevalentemente formate da rocce granitiche e dominano da vicino il litorale. In taluni casi il rilievo termina direttamente sul mare, originando un contorno costiero roccioso e vario, con insenature come la baia di Guanabara. In altri casi la scarpata termina su brevi pianure costiere (restingas) tra le quali si aprono spesso delle lagune (lagoas) chiuse da cordoni sabbiosi: la più vasta è la Lagoa dos Patos (Laguna delle Anatre), lunga 300 km.
Depressione amazzonica
Le pianure costiere si fanno naturalmente ampie sul lato settentrionale, dove inizia la depressione amazzonica, morfologicamente rappresentata da un piatto territorio con substrato archeozoico, orlato dalle scarpate del massiccio della Guyana a nord e dalle chapadas dell'altopiani brasiliano e del Mato Grosso a sud. Tutta la parte centrale dove scorre il Rio delle Amazzoni è costituita da depositi alluvionali; per il resto predomino i terreni sedimentari cenozoici che lasciano il posto, intorno al massiccio guyanense ed all'altopiano del Brasile, al penepiano cristallino o alle formazioni paleozoiche. Nella parte più interna la depressione amazzonica è delimitata dal penepiano del Mato Grosso, regione archeozoica alta non più di 500 m, che continua verso ovest della Sierra do Parecis, bordo settentrionale del bacino del Paraguay-Paraná, solo in parte incluso in territorio brasiliano.
Idrografia
Il Brasile è inserito nella rete dei due maggiori fiumi sudamericani, il Rio delle Amazzoni e il Paraná. Il resto raggiunge l'Atlantico tramite i fiumi che dall'altopiani scendono direttamente verso la costa.
Il corso d'acqua più importante è il Rio delle Amazzoni (6.280 km con l'Ucayali), che attraversa il territorio nazionale per oltre 3.000 km, offrendo un percorso sempre navigabile; il suo bacino idrografico copre più della metà dell'area del Brasile. L'enorme quantità d'acqua sfocia nell'Oceano Atlantico, in un esteso estuario. Principali affluenti sono: Madeira (3.350 km), Rio Negro (2.150 km), Xingù (2.000 km), Purus, Tapajós; il Tocantins ha in comune con il Rio delle Amazzoni, soltanto la foce.
Un altro importante fiume è il San Francisco (2.900 km), che scorre tra gli altipiani.
Il Paraná sviluppa la parte elevata del suo bacino sugli altopiani brasiliani; il suo spartiacque orientale corre sulle sierre marginali, non lontano dalle coste atlantiche, con importanti affluenti (Paranaiba,
Río Grande, Uguaçu, Uruguay; fuori dal suo confini, viene raggiunto dal Paraguay, che però nasce nell'altopiano del Mato Grosso.
Clima
Il Brasile rientra per intero nell'area tropicale e questa tropicalità costituisce il carattere più marcato della sua geografia per le incidenze che essa ha sul paesaggio oltre che sugli uomini e le loro attività. Vi sono peraltro diversità notevoli tra una regione e l'altra; si può iniziare da una prima distinzione riconoscendo un clima equatoriale umido nella regione amazzonica, uno subequatoriale nella fascia immediatamente a sud e un clima tropicale a due stagioni, più o meno piovoso, nel resto del paese, il cui settore più meridionale fa presentire il clima temperato (clima subtropicale).
In quanto ai meccanismo che determinano il clima occorre tenere conto della conformazione del territorio, che è aperto, privo di formazioni montuose elevate e quindi largamente esposto all'Atlantico, da cui provengono le masse d'aria che portano le precipitazioni.
Nella regione amazzonica. situata nella fascia delle convergenze intertropicali, tale apporto è dovuto agli alisei di nord-est e di sud-est, i cui effetti si sommano dando luogo alle condizioni di equatorialità che fanno di questa regione una delle più umide e piovose della Terra con valori annui di precipitazione che si aggirano sui 2.030 mm e con temperature quasi costanti di 26° C. Anche in Amazzonia vie è tuttavia una attenuazione delle piogge che si verifica nei mesi dell'inverno australe, cioè in corrispondenza della massima zenitazione del sole nell'emisfero
boreale. In questa stessa stagione le superfici continentali tropicali sono dominate da formazioni anticicloniche che mantengono condizioni stabili e che rientrano perciò come fattori responsabili del clima a due stagioni di gran parte del Brasile. La stagione secca, che in Amazzonia è molto effimera e relativa, a sud di essa diviene marcata e si prolunga fino a sei mesi. Le precipitazioni si verificano massimamente nell'estate australe (novembre-marzo) e apportano intorno ai 1.500 mm annui di pioggia. Anche le temperature, specie nella parte interna, variano molto, con escursioni termiche annue sino a 7-8° C e con escursioni termiche giornaliere che raggiungono i 15° C sugli altopiani interni più meridionali.
Nella regione costiera è di nuovo elevata la piovosità, in quanto le scarpate continentali hanno un effetto di cattura nei confronti delle masse d'aria umide atlantiche; si ha un clima di tipo monsonico con precipitazioni complessive che superano i 2.000 mm sui rilievi (4.524 mm nella Serra do Mar); tra Salvador e il Capo São Roque, le piogge cadono da marzo a settembre, cioè durante la stagione più fresca.
Nell'interno degli stati del Nord-Est regna un clima semiarido.
Temperatura e precipitazioni
marzo
Geografia umana
Popolazione
Gli indios rappresentano ormai una piccola percentuale, difficile da valutare. I gesuiti ne avevano iniziato l'evangelizzazione già nel XVI secolo. Ma i coloni portoghesi intrapresero contro di loro razzie. La lenta ma
inesorabile penetrazione dei bianchi e le malattie che questi portarono contribuirono a decimare la massa degli indios. Tuttavia la civiltà brasiliana deve molto agli indios, e il contadino per eccellenza è il meticcio (caboclo), i cui metodi di coltura sono ancora quelli degli indios Tupí.
Oggi metà della popolazione è di razza bianca, il resto è costituito da neri, mulatti, meticci, amerindi e asiatici (giapponesi, cinesi, coreani).
Circa 20% della popolazione brasiliana è di origine italiana (25 milioni di persone). È la più numerosa popolazione di origine italiana nel mondo.
Densità: 20 per km²
Etnie
La popolazione brasiliana cambia nelle differenti regioni:
- Nella regione Nordest, la maggioranza dei Brasiliani sono Meticci e Neri.
- Nella regione Norte, la maggioranza dei Brasiliani sono Meticci e Índios.
- Nella regione Sud, la maggioranza dei Brasiliani sono Bianchi, discendenti dei milioni di immigranti europei che sono arrivato nel Brasile alla fine del secolo XIX e inizio del secolo XX.
La maggioranza della popolazione brasiliana è di razza Bianca (53%), discendenti degli immigranti Portoghesi e al secondo posto discendenti degli Italiani. Dopo vengono i discendenti di Tedeschi, Spagnoli, Polacchi e altre europei.
I meticci sono inoltre un gruppo molto numeroso in Brasile. La maggior parte dei meticci brasiliani sono Mulatti (Nero+Bianco), Caboclo (Índio+Bianco) e Cafuzo (Nero+Índio). Circa il 38% dei brasiliani sono meticci.
I brasiliani di razza Nera sono inoltre numerosi, discendenti degli schiavi africani.
La popolazione di Índios del Brasile è composta da 700.000 persone. Circa il 10% del territorio del Brasile sono terre di índios, che vivono nelle foreste del paese.
La popolazione brasiliana di origine Asiatica è inoltre importante. Circa 2 millioni di Giapponesi e discendenti vivono nel Brasile. È la più numerosa popolazione Giapponese all'estero.
La popolazione di origine Araba del Brasile è molto importante. Circa 10 millioni di Libanesi, Siriani e discendenti vivono nel Brasile. La maggioranza di loro è cristiana.
Religione
La religione predominante è quella cattolica (89%); assai più modeste percentuali praticano confessioni e culti tradizionali dei paesi d'origine (protestantesimo 6%, ortodossia, buddhismo, ebraismo, islamismo, ecc.) e gli indios delle foreste seguono ancora culti animistici.
Geografia politica
Il Brasile è composto da 26 stati, più un distretto federale nel quale si trova la capitale.
cristiana
Da un punto di vista geografico il paese è inoltre diviso in 5 regioni (região, pl. regiões), queste sono usate talvolta anche per fini statistici non hanno però rilevanza da un punto di vista amministrativo, gli stati sono così distribuiti:
- (Região Norte): Acre, Amapá, Amazonas, Pará, Rondônia, Roraima, Tocantins
- (Região Nordeste): Alagoas, Bahia, Ceará, Maranhão, Paraíba, Pernambuco, Piauí, Rio Grande do Norte, Sergipe
- (Região Centro-Oeste): Goiás, Mato Grosso, Mato Grosso do Sul, Distrito Federal do Brasil, Brasília
- (Região Sudeste): Espírito Santo, Minas Gerais, Rio de Janeiro, São Paulo
- (Região Sul): Paraná, Santa Catarina, Rio Grande do Sul
Geografia economica
- Prodotto Nazionale Lordo: 4.790$ pro capite (8° posto della classifica mondiale).
- Bilancia dei pagamenti: -33,8 miliardi di $.
- Inflazione: 6,9%.
- Disoccupazione: 7%.
Punti di forza. L'industria locale è ben sviluppata e assicura al paese una posizione dominante nella regione. Immense le risorse naturali. Ampi giacimenti d'oro, d'argento e di ferro. È uno dei più importanti produttori di acciaio.
Punti di debolezza. Le dissestate finanze regionali rischiano di mettere a repentaglio la stabilità economica. Gli investimenti esteri sono frenati dalle imposte sulle attività economiche e dalla corruzione. La priorità è data alla privatizzazione di compagnie statali. La vulnerabilità dell'economia è causata dalle fluttuazione dei prezzi delle materie prime.
Risorse
- Produzione di energia elettrica: 59.000.000 kw.
- Pesca: 850.000 tonnellate.
- Petrolio: 630.732 b/g.
- Allevamento: pecore 18,3 milioni, capre 12,6 milioni, bovini 161 milioni, suini 31,4 milioni.
- Minerali: ferro, manganese, carbone, bauxite, nichel, petrolio, stagno, argento, diamanti, oro.
La colonia portoghese, soggetta al regime del patto coloniale, fu aperta all'immigrazione degli stranieri solo all'inizio del XIX secolo. Il Brasile divenne per l'Europa, e in seguito per l'America Settentrionale, un fornitore di derrate tropicali ed un acquirente di manufatti. Dopo la prima guerra mondiale si verificò tuttavia un cambiamento dovuto al rapido progresso dell'industrializzazione e all'inizio degli anni settanta si è assistito al cosiddetto "miracolo economico brasiliano". Purtroppo si è anche trattato di un fenomeno più apparente che reale, cui ha fatto seguito una recessione economica che è andata sempre più aggravandosi con il passare degli anni.
Agricoltura
Solo una porzione relativamente modesta del territorio viene sfruttata in modo adeguato. In linea di massima, fatta eccezione per le grandi piantagioni di canna da zucchero e di una gran parte di quelle di cacao, soia (attualmente primo produttore mondiale) e caffè, le grandi proprietà sono dedicate all'allevamento, mentre le piccole praticano un'agricoltura abitudinaria di colture di uso alimentare. In testa alle produzioni agricole vengono la soia, il mais (terzo produttore mondiale), quindi frumento e fagioli neri (alimento base nazionale insieme al riso). La coltura del cacao è concentrata negli stati di Bahia e di Espirito Santo. Tipica è la coltura della manioca e della batata. Largamente diffusa la coltivazione di piante oleifere come le arachidi, la soia, il ricino, il cotone e il lino; le ultime due sono anche piante tessili che si uniscono alla coltivazione di sisal e iuta. La coltivazione del tabacco è concentrata nello stato di Bahia. Ovviamente importantissima la produzione forestale con il legname dell'Amazzonia; essenza tipica di quest'area è il caucciù. L'essenza più ricercata è il pino del Paraná. Nel nord-est la pianta tipica è la palma carnauba, coltivata per la produzione della cera. Altra coltivazione tipica è quella dell'erva-mate, della quale vengono utilizzate le foglie per ricavarne infusi. E´un grande produttore di frutta tropicale.
Allevamento
Nell'allevamento, prevalgono i bovini, quindi seguono suini, ovini e caprini. Il Brasile è il primo allevatore mondiale di cavalli. Dall'importante patrimonio zootecnico si ricavano lana, latte e uova. Nello stato
di Sao Paulo è importante l'allevamento del baco da seta.
Pesca
I maggiori centri per la pesca si trovano negli stati di Maranhao, Ceará, Bahia, Rio de Janeiro, San Paolo e Amazonas. Diffusa specialmente nel Nordest la pescicoltura ( gamberi)
Risorse minerarie
Di antica tradizione è la produzione aurifera, con il centro più importante a Nova Lima. Anche la produzione diamantifera è di origine antica, concentrata nel Bahia e nel Minas Gerais. Più importanti economicamente i giacimenti ferrosi, cosi come quelli di magnetite e nichel. La produzione di uranio è concentrata nello stato di Pernambuco. Nel Minas Gerais sono presenti depositi di bauxite, mentre quelli di rame si trovano nel Rio Grande do Sul. La produzione di tungsteno non riveste più l'importanza di un tempo,
mentre poco importante economicamente la produzione di carbone, petrolio. L'estrazione di gas naturale è localizzata nello stato di Bahia e di Rio de Janeiro (specialmente in acque profonde marine). Una produzione pressoché monopolistica è quella del quarzo ialino.
Il Brasile è anche ai primi posti nella produzione di mica. Altri prodotti minerari: columbite, berillio, manganese, magnesite, cromite, zirconio, ecc.
Industria
Nel settore industriale il progresso fu più equilibrato grazie allo sviluppo delle industrie produttrici di beni strumentali; con la scoperta dei giacimenti amazzonici (bauxite e ferro) e con gli investimenti stranieri fiorirono a ritmo sostenuto. Si è andato generalizzando il sistema delle società a capitale misto, per cui le società straniere sostengono tutte le spese delle infrastrutture e si rivalgono poi su una parte della produzione senza mai controllare finanziariamente le società brasiliane. La siderurgia è ormai poderosa. Invece nel settore energetico che più si è manifestato il dinamismo brasiliano; alla trascurabile importanza del carbone, fa riscontro il poderoso potenziale idroelettrico. La gamma delle industrie di trasformazione è assai varia: prevalgono le industrie siderurgiche, quelle tessili ed automobilistiche e negli ultimi anni l ´industria aerea ( Embraer). L'industria cotoniera è concentrata in San Paolo, Rio de Janeiro e Porto Alegre, quella serica (quasi la totalità della produzione) e quella laniera (ben oltre la metà) sempre nello stato di San Paolo. Importante anche la produzione di fibre di iuta, sviluppata su tutto il territorio nazionale. Oltre alle fibre tessili naturali, si è sviluppata anche quella di fibre artificiali (soprattutto raion). Il settore alimentare è sviluppato negli zuccherifici, nell'industria molitoria, delle carni e dei latticini. Attiva l'industria della concia e del cuoio, unitamente alla connessa industria calzaturificia. L'industria della gomma è sviluppata grazie alla presenza della materia prima
in loco; notevole la produzione di pneumatici (Rio de Janeiro, Guanabara). Ben sviluppata è anche l'industria che
sfrutta le risorse forestali (legname, cellulosa, carta). Importante lo sviluppo del settore metallurgico, con produzione di ghisa, acciaio, piombo e alluminio.
Trasporti
- Reti autostradali: 5.000 km.
- Reti stradali: 224.397 km.
- Reti ferroviarie: 30.379km.
- Reti navigabili interne: 50.000 km.
Turismo
Un visitatore all'anno per ogni 55 abitanti.
Paesi di provenienza: Argentina 43%, Uruguay 9%, USA 9%, Paraguay 5%, Germania 5%, altri 30%
Principali poli turistici:
Rio de Janeiro, Bahia, Foz do Iguaçu, Regione Amazzonica, Nordeste, Pantanal.
Parchi nazionali:
Foz de Iguacu, Lencois Maranhenses, Chapada Diamantina, Parco Marino Fernando de Noronha, Itatiaia, Jericoacoara, Monte Pascoal, Monte Roraima, Pau Brasil, Tijuca, Serra dos Orgãos, Sete Cidades, Serra da Canasta, Ubajara, Pico da Neblina.
Esportazioni
USA 17%, Argentina 14%, Olanda 7%, Giappone 6%, Germania 5%, altri 51%.
Importazioni
USA 23%, Argentina 13%, Germania 8%, Giappone 6%, Italia 6%, altri 44%.
Cultura
Alfabetizzazione
- Tasso di alfabetizzazione: 84%.
- Studenti universitari: 1.710.000.
Istruzione
L'istruzione di base è garantita a tutti ma la difficoltà nel censire gli abitanti nei grossi agglomerati urbani genera una grande difficoltà da parte del governo ad obbligare i piccoli a frequentare la scuola.
Le università pubbliche sono di ottimo livello e per potervi accedere è necessario passare un esame di ammissione, normalmente sono frequentate dai ricchi in quanto hanno potuto frequentare scuole superiori a pagamento di ottimo livello, la classe povera che frequenta le scuole superiori pubbliche (di pessimo livello) difficilmente riesce ad accedere ai corsi universitari statali.
Sanità
Sistema sanitario pubblico.
Arte
Prima della colonizzazione, il patrimonio artistico era alquanto limitato e privo di grande originalità. Le produzione più notevole è costituita da urne funerarie rivenute nell'isola di Marajo, alle foci del Rio delle Amazzoni, con una decorazione estremamente varia. Nella parte meridionale, si trovano idoli, statue e sculture in pietra. Alcune pitture rupestri sono state ritrovate in Amazzonia e nel Ceará.
L'arte coloniale si impernia soprattutto sull'architettura, spesso di stampo europeo. Pochi sono gli edifici rimasti dei primi 150 anni di colonizzazione: le prime chiese erano fatte in mattoni e rivestite di vegetazione, ben presto sostituite da quelle in pietra rivestite di calce, con la base divisa in due parti, una per i fedeli, l'altra per il presbiterio. L'arte del periodo coloniale si ricollega nell'insieme al barocco portoghese e il suo sviluppo, piuttosto tardivo, si colloca nel XVII e nel XVIII secolo. La grande architettura brasiliana risale però al XVIII secolo ed è in stile Rococò. Nella seconda metà del 1600, fu costruita la più importante chiesa di tutto il Brasile, la chiesa dei Gesuiti a Salvador: costituita da una sola navata, con cappelle laterali intercomunicanti, priva di cupola. Il maggior rappresentante dell'arte brasiliana è Antonio Francisco Lisboa, architetto e scultore, protagonista del filone detto mineiro. A lui sono attribuite chiese di notevole valore, soprattutto per le composizioni scultoree: "Il Calvario" e "I dodici profeti" del Santuario di Cngonhas, la facciata di San Francesco a Ouro Preto. I rapporti con il movimento artistico moderno si fanno risalire al 1816, quando venne chiamata in Brasile una commissione tecnica francese. La critica più autorevole pone l'inizio della architettura contemporanea nel 1930, anno in cui fu eretto il palazzo del Ministero dell'educazione e della sanità pubblica a Rio de Janeiro, sotto la direzione di Lucio Costa. La personalità più significativa dell'epoca è però Oscar Niemeyer, con la sinuosità delle piante e le audaci coperture paraboliche.
Nonostante l'attività di artisti come il pittore Eliseu d'Angelo Visconti (1866-1944), che rivela influssi dell'impressionismo e dell'Art nouveau, bisogna arrivare al 1920-1930 per ritrovare un nuovo slancio nell'arte nazionale. La pittura e la scultura contemporanea, riflettono i caratteri delle correnti artistiche più moderne, si trovano quindi elementi cubist | | |