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Guerra Del Sonderbund

Guerra del Sonderbund

Il Sonderbund (lega separata, in lingua tedesca) fu una lega separatista creata in Svizzera nel 1845 tra sette cantoni cattolici e conservatori per difendere i propri interessi contro i piani di centralizzazione del potere messi in atto dalla Confederazione elvetica e dai cantoni radicali e liberali. liberali

Motivazioni storiche

La Confederazione aveva molti problemi dovuti a forti particolarismi che non consentivano ad una politica liberale di potersi esprimere in modo completo. Esistevano barriere doganali tra i vari Cantoni, a volte unità di misura diverse, eserciti regionali e altri particolarismi. L'idea era quella di costituire una Confederazione con un potere centrale più forte. All'idea di rinunciare ai propri privilegi non parteggiavano con piacere alcuni Cantoni che aderirono, quindi, al Sonderbund. Si trattava dei cantoni storici: Lucerna, Uri, Svitto, Nidvaldo, Obvaldo, Zugo, a cui si aggiungevano Friburgo, Vallese. Erano tutti cantoni cattolici. Il Ticino, cattolico ma liberale, rimase invece fedele alla Confederazione.

Le vicende storiche

Ticino La conquista del potere da parte del Partito Radicale nella maggioranza dei cantoni aveva portato a misure anti-cattoliche e laiche, come la chiusura dei conventi in Argovia (1841). Quando Lucerna per rappresaglia richiamò i Gesuiti nel 1844, bande armate di radicali invasero il cantone. Fu l'occasione che fece esplodere la rivolta, anche se le cause reali vanno ricercate nel timore delle gerarchie reazionarie di cantoni rurali di perdere i propri antichi privilegi se la Svizzera avesse avuto un governo più centralizzato. Su queste premesse nacque il Sonderbund. La maggioranza radicale della Dieta Federale dichiarò disciolto il Sonderbund nel 1847, ciò portò alla guerra civile. L'esercito confederale, agli ordini del gen.Guillaume-Henri Dufour, fu inviato contro i ribelli. Il Sonderbund fu sconfitto in una campagna praticamente incruenta con la vittoria di Gislikon.

Conseguenze

Nel 1848 una nuova costituzione pose termine alla grande indipendenza di cui godevano i cantoni trasformando la Svizzera in uno stato federale (benché il nome di confederazione fosse mantenuto). La Società di Gesù fu bandita dalla Svizzera e fu proibito l'insediamento di nuovi ordini religiosi. Sulla pace stabilita nel 1848 venne emanata una Costituzione che divenne un ottimo punto di partenza per una maggiore integrazione dei cantoni, un rafforzamento del potere centrale e un periodo di forte crescita economica.

Analogie

Tantissime sono le analogie con la Guerra civile americana. # Guerra civile in una confederazione di stati # Contrapposizione tra stati liberali e stati conservatori # Stati conservatori gelosi dei propri privilegi e contrapposti ad una centralizzazione # Gli anni successivi portarono ad una ricostruzione e ad una forte crescita economica

Voci correlate


- Guerra civile americana

Collegamenti esterni


- [http://www.atlas-historique.net/1815-1914/cartes/Suisse1848.html Atlante storico]
- [http://www.geschichte-schweiz.ch/bundesstaat.html Storia della Svizzera]
- [http://www.mrkunz.ch/lexikon/beg/sonderbundskrieg.htm Guerra del Sonderbund 1847]

Bibliografia


- Nuova Storia della Svizzera e degli Svizzeri, ed.it., vol.III, Casagrande, Lugano 1983 Sonderbund Sonderbund

Lingua tedesca

Il tedesco è una lingua appartenente al gruppo nederlandese-germanico del ramo occidentale delle lingue germaniche della famiglia delle lingue indoeuropee.
È l'idioma con il maggior numero di parlanti nativi dell'Unione europea, lingua ufficiale in Germania, Austria, gran parte della Svizzera, Liechtenstein (alemanno), Alto Adige (Italia); correntemente parlato in Lussemburgo, nei cantoni orientali del Belgio e in parti della Romania, della Polonia, dell'Alsazia e della Lorena (Francia).

Storia

Per lo sviluppo storico della lingua tedesca vedere i seguenti articoli:
- Alto tedesco antico (750-1050)
- Alto tedesco medio (1050-1350)
- Alto tedesco nuovo (1350-1750)

I dialetti

(si veda l'articolo principale Dialetti della lingua tedesca) I dialetti parlati in Germania si dividono in due macrogruppi:
- alto-tedesco, (Hochdeutsch): le parlate derivate dall'antico alto-tedesco, che hanno subito la seconda rotazione consonantica agli inizi del VI secolo, comprendenti l'antico alto-tedesco, la lingua parlata fino al 1100 circa, e il moderno tedesco, con i dialetti facenti parte dei gruppi del "tedesco superiore" (Oberdeutsch) e del "tedesco medio" (Mitteldeutsch).
- basso-tedesco (Niederdeutsche): i dialetti della lingua basso-tedesca (Plattdeutsche), parlati soprattutto nella Germania settentrionale, comprendente i gruppi del basso sassone (Niedersächsisch) e del basso tedesco orientale (Ostniederdeutsch), e il gruppo del basso francone (Niederfränkisch), che comprende l'olandese dei Paesi Bassi e il fiammingo del Belgio.

Grammatica

Il tedesco è una delle lingue germaniche moderne con la grammatica più complessa, a causa della presenza dei casi e delle conseguente declinazione dei sostantivi. I casi in Tedesco sono quattro: nominativo, accusativo, dativo e genitivo. I sostantivi presentano 3 generi: maschile, femminile e neutro, con i rispettivi articoli determinativi: Der per il maschile, Die per il femminile e Das per il neutro ed indeterminativi: Ein per il maschile, Eine per il femminile ed Ein per il neutro. Il paradigma dei verbi tedeschi irregolari è costituito da tre voci come in Inglese: il Präsens (presente), il Präteritum (imperfetto/passato remoto) ed il Perfekt (passato prossimo) e ciò rende i verbi tedeschi relativamente semplici. È presente inoltre il Plusquamperfekt (trapassato prossimo/trapassato remoto), il Futur I (futuro semplice) ed il Konjunktiv II (condizionale). La lingua tedesca è una lingua flessivo-fusiva.

Pronuncia

Il tedesco è relativamente semplice dal punto di vista della pronuncia perché, come l'italiano, presenta poche differenze tra "lo scritto" ed "il parlato". Vede la forte presenza di dentali e sibilanti (ad esempio Straße si pronuncia Strasse - Zähne si pronuncia Tzene). Caratteristici sono i suoni "raddolciti" con l'Umlaut (dieresi) di alcune vocali: o, a e u che diventano ö (pron. come il francese dormeuse), ä (pron. e aperta) e ü (pron. come lu francese)

Parentela con la lingua inglese

Ci sono molte parole tedesche che sono imparentate con quelle inglesi (Ricordando che le due lingue fanno parte della stessa famiglia linguistica). Molte di esse sono facilmente identificabili ed hanno praticamente lo stesso significato. TEDESCO INGLESE TRADUZIONE :Winter Winter inverno :Sommer Summer estate :best Best migliore :grün green verde :haben (to)have avere :Finger Finger dito :Bett Bed letto :Haus House casa :lachen laugh ridere :Schiff ship nave :singen,sang,gesungen sing,sang,sung canto,cantai,cantato :gut good buono :Mann Man uomo :Buch Book libro :Schule School scuola :Kalt cold freddo :Fisch fish pesce Alcune parole hanno diverse consononanti e ciò è dovuto alla Rotazione Consonantica dell'Alto Tedesco. Per esempio in molte parole imparentate la consonante "b" del tedesco è resa dalla "v" dell'inglese. Tedesco: Liebe(amore) >> Inglese: Love Tedesco: geben(dare) >> Inglese: (to) give Questo avviene inoltre con la sibilante "ff" che nell'inglese è resa con "p" e nella "ss" che in inglese è resa con "t" Tedesco: Schiff(nave) >> Inglese: Ship Tedesco: Lassen(lasciare) >> Inglese: let Confrontando la Lingua Olandese rispetto a quella Tedesca ed a quella Inglese si può notare in essa un "grado" intermedio. Poniamo tre semplici esempi per osservare lo scambio consonantico: Tedesco: Vergessen(dimenticare) >> Olandese: Vergeten >> Inglese:(to)Forget Tedesco: Geben(dare) >> Olandese: Geven >> Inglese: (to)Give Tedesco: Helfen(aiutare) >> Olandese: Helpen >> Inglese: (to)Help

Alcuni esempi

:Ciao:
Hallo (in Baviera: Servus) :Buon giorno (dall'alba fino alle 10:00): Guten Morgen :Buon giorno (dalle 10:00 fino a sera): Guten Tag :Buona sera: Guten Abend :Buona notte: Gute Nacht :Buon viaggio: Gute Reise :Grazie: Danke, Vielen Dank, Danke schön, Tausend Dank :Ti ringrazio: Ich danke dir :La ringrazio: Ich danke Ihnen :Scusa, Scusi : Entschuldigung, Entschuldigen Sie :Come ti chiami?: Wie heißt du? :Come si chiama?: Wie heißen Sie? :Come stai?: Wie geht's dir? Bene, e tu?: Gut, und dir? :Come sta?: Wie geht es Ihnen? Bene, e Lei?: Gut, und Ihnen? :Da dove vieni?: Woher kommst du? Vengo dall'Italia: Ich komme aus Italien :Da dove viene?: Woher kommen Sie? Vengo dalla Svizzera: Ich komme aus der Schweiz :Quanti anni hai?: Wie alt bist du? :Quanti anni ha?: Wie alt sind Sie? :Che ore sono?: Wie spät ist es? Sono le undici: Es ist elf Uhr :Qual è la tua professione? Was bist du von Beruf? Sono un medico: Ich bin Arzt :Qual è la sua professione? Was sind Sie von Beruf? Sono un farmacista: Ich bin Apotheker :Parli italiano?: Sprichst du Italienisch? No, non parlo italiano: Nein, Ich spreche kein Italienisch :Parla spagnolo?: Sprechen Sie Spanisch? No, non parlo spagnolo: Nein, ich spreche kein Spanisch :Cosa fai oggi? Was machst du heute? Vado al cinema: Ich gehe ins Kino :Sai giocare a tennis?: Kannst du Tennis spielen? :Sai nuotare?: Kannst du schwimmen? :Hai un cane?: Hast du einen Hund? :Bevo volentieri caffè: Ich trinke gern Kaffee :Domani devo lavorare: Morgen muss ich arbeiten :Quest'estate vado in Italia: Diesen Sommer fahre ich nach Italien :Lasciami in pace!: Lass mich in Ruhe! :Non ho voglia di andare a scuola: Ich habe keine Lust, in die Schule zu gehen :Arrivederci: Auf Wiedersehen! :Ti amo: Ich liebe dich :Tedesco (lingua): Deutsch (abitante): Deutscher :Italiano (lingua): Italienisch (abitante): Italiener

Voci correlate


- Alto tedesco antico
- Alto tedesco medio
- Dialetti della lingua tedesca
- Lingua basso-tedesca
- Riforma ortografica tedesca

Collegamenti esterni


- [http://www.lasuperba.net/unige/depol/1998/index.htm Appunti di storia della lingua tedesca]
- [http://www.lrz-muenchen.de/~hr/lang/dt-hist.html Breve storia della lingua tedesca] (
in inglese)
- [http://www.italdict.de Dizionario Tedesco <-> Italiano] (
in tedesco)
- [http://www.goethe.de/ins/it/mai/deindex.htm Sito del Goethe Institut di Milano] (
in tedesco e italiano)
- [http://www.tedescoinrete.it Accurata grammatica tedesca] curata dall'università Ca' Foscari di Venezia
- http://www.vokabelheft.net Dizionario Tedesco Italiano Tedesco Tedesco als:Deutsche Sprache ja:ドイツ語 ko:독일어 ms:Bahasa Jerman simple:German language th:ภาษาเยอรมัน


1845

Eventi

Nati


- 2 gennaio - Rodolfo Lanciani, archeologo († 1929)
- 3 marzo - Georg Cantor, matematico tedesco
- 27 aprile - Douglas William Freshfield, alpinista inglese († 1934)
- 12 maggio - Henri Brocard, matematico francese († 1922)
- 24 dicembre - Giorgio I di Grecia, re di Grecia († 1913)
- Gerardo Bianchi, pittore italiano

Morti


- 8 maggio - Wilhelm August Schlegel, scrittore tedesco 045 ko:1845년 ms:1845 simple:1845

Cattolicesimo

La Chiesa cattolica è, tra le Chiese cristiane, quella che conta il maggior numero di aderenti.

Organizzazione ecclesiastica

La Chiesa cattolica è composta da tutti i suoi battezzati, e da un punto di vista territoriale è suddivisa in Chiese particolari, chiamate diocesi nella Chiesa latina ed eparchie nelle Chiese orientali, le quali sono affidate ad un vescovo, che è considerato il successore degli apostoli. A capo del collegio dei vescovi sta il vescovo di Roma, il papa, che è considerato il successore dell'apostolo Pietro. Le diocesi sono a loro volta suddivise in parrocchie, rette dai parroci. Col Concilio di Trento (XVI sec), venne data grande importanza amche alle parrocchie rurali, mentre più anticamente erano state le pievi, raggruppamenti di paesi intorno al centro più grande della zona, a segnare la divisione delle diocesi. Nel corso dei secoli si sono sviluppate esperienze comunitarie al di fuori della diocesi, soprattutto configurate in ordini monastici e ordini religiosi. I primi, a cui può segnare nascita in occidente la Regola di S. Benedetto, si svilupparono in un momento di crisi (sec VIII - XII dell'era Volgare) come oasi di pace al cui interno potesse continuare la vita Cristiana. I secondi, nati durante la riforma del XII sec. (da non confondere con quella Protestante) erano più immersi nel mondo e destinati ad un'epoca di maggiore apertura come era il Rinascimento (tra essi ricordiamo i Francescani e i Domenicani)

L'Ordine sacro

La struttura ecclesiastica cattolica è organizzata secondo una gerarchia di livelli dell'ordine sacro. In ordine decrescente essi sono:
- Vescovo, che è il successore dei dodici apostoli.
- Presbitero
- Diacono Questi ordini, insieme agli ordini religiosi e, in passato, agli ordini minori, costituiscono nel complesso il clero.

Il Papato

Il papato è l'istituzione più caratteristica della Chiesa cattolica, che la distingue dalle altre Chiese. Il suo ruolo è andato crescendo nel II millennio, fino a raggiungere il suo apice nel XIX secolo con la dichiarazione sull'infallibilità papale del Concilio Vaticano I. Secondo questa dottrina il papa può esercitare il diritto di dare insegnamenti riguardo alla fede ed alla morale da ritenere parte del deposito della fede o sviluppi con essa compatibili. Comunque, a partire dalla definizione dell'infallibilità del 1870, quest'ultima è stata chiamata in causa una sola volta da Papa Pio XII negli anni 1950 nella promulgazione del dogma dell'Assunzione di Maria. Ogni Papa continua il suo servizio fino alla morte (ciò valeva anche per gli altri vescovi fino a non molto tempo fa) o rinuncia (che è avvenuta due volte in tutta la storia del papato). Il papa è assistito nei suoi compiti dai cardinali. La procedura per l'elezione del papa e la nomina dei vescovi ha subito numerosi cambiamenti nel corso dei secoli: dai tempi moderni il papa viene eletto in conclave dai cardinali, i Principi della Chiesa; a lui compete invece nominare direttamente i membri del clero di gerarchia più elevata, a partire dai vescovi (normalmente dopo consultazione con gli altri prelati). Tutti i membri della gerarchia ecclesiastica rispondono a lui ed alla Curia Romana nel suo insieme. Il Papa risiede nella Città del Vaticano, stato indipendente situato nel centro di Roma e riconosciuto dalla diplomazia internazionale come Santa Sede. La Chiesa cattolica afferma come verità rivelata (dogma) che il Papa è infallibile quando parla ex cathedra, cioé quando esercita il "suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani" e "definisce una dottrina circa la fede e i costumi".

Storia della Chiesa

Per tutto il I millennio la chiesa cattolica condivide la sua storia con la gran maggioranza delle altre confessioni cristiane odierne. A partire dal II millennio si realizzano divisioni, per cui dal 1054 la storia della chiesa cattolica è distinta da quella delle chiese ortodosse. A partire poi dal XVI secolo, la storia della chiesa cattolica si sdoppia da quella delle chiese protestanti storiche europee.

Liturgia

La liturgia è il culto pubblico della Chiesa. Essa consiste nei sacramenti e nella preghiera pubblica. Le forme sono molto variate nel corso dei secoli e, fino agli anni '60 del XX secolo, nelle Chiese cattoliche di rito romano e ambrosiano essa era celebrata in latino, ragione per cui la Chiesa cattolica occidentale era anche detta Chiesa latina. La Chiesa cattolica celebra la Eucaristia (o Messa) in modo particolare la domenicale e gli altri giorni festivi come celebrazione solenne e festosa della resurrezione di Cristo, conseguenza diretta del suo sacrificio sul Calvario. Messe feriali sono celebrate tutti i giorni a parte il Venerdì e Sabato Santo). Altro pilastro della preghiera liturgica è la Liturgia delle ore (o ufficio divino), che consiste nella "consacrazione" del corso del giorno e della notte. Le principali ore sono Lodi e Vespri (Preghiera del mattino e della sera). Le preghiere consistono principalmente in salmi. Possono essere aggiunti da uno a tre periodi di preghiera intermedi (Terza, Sesta e Nona) e un'altra preghiera dopo il tramonto (Compieta), ed un altro periodo variabile dedicato principalmente a letture dalla Bibbia o a padri della Chiesa. Come per la messa, la liturgia delle ore ha ispirato importanti composizioni musicali dal canto gregoriano alla polifonia, fino alle complesse orchestrazioni dell'età barocca.

Dottrina

Rivelazione

La Chiesa cattolica considera come fonti della rivelazione la Sacra Scrittura e la Tradizione. Vengono considerati autorevoli i canoni di 21 Concili ecumenici, di cui i primi sette in comune con le Chiese orientali e gli scritti dei Padri della Chiesa. Nei riti occidentali cattolici viene professata una formula di fede (il Credo Niceno-Costantinopolitano) leggermente variata rispetto alla cristologia ortodossa per l'aggiunta del cosiddetto filioque, che costituì una delle cause di scisma con le Chiese ortodosse.

Riflessione della Chiesa Cattolica su se stessa

A partire dal Concilio Vaticano II, la Chiesa cattolica cerca di comprendere la propria natura e la propria missione secondo varie direttrici, che hanno il loro fondamento nella Bibbia, e in particolare nel Nuovo Testamento:
- la Chiesa è il popolo di Dio in cammino verso la patria celeste;
- la Chiesa è germe del Regno di Dio nella storia degli uomini;
- la Chiesa è il Corpo di Cristo, di cui lo stesso Gesù Cristo è il capo, e coloro che credono in Cristo sono le membra.

Catechismo

Una moderna sintesi di tutta la dottrina cattolica può essere trovata nel Catechismo della Chiesa Cattolica (la cui ultima versione è stata redatta nel 1992 sotto Papa Giovanni Paolo II da una commissione con a capo Joseph Ratzinger, futuro Papa Benedetto XVI, allora cardinale, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.

Chiese e riti cattolici

La Chiesa cattolica è formata da 24 Chiese sui iuris che sono in comunione con la Chiesa di Roma. Di seguito è l'elenco di tutte le chiese cattoliche suddivise per riti. I riti ambrosiano e romano sono gli unici rimasti dei vari riti occidentali, soppressi dopo il Concilio di Trento. Tutti gli altri sono riti orientali. Molte chiese di rito orientale sono dette "uniate" poiché derivate da chiese ortodosse o da Chiese orientali antiche e in seguito unitesi a Roma.
- Chiesa latina
  - rito romano
  - rito ambrosiano (praticato nell'arcidiocesi di Milano)
  - rito mozarabico (praticato nella diocesi di Toledo)
- rito Bizantino
  - Chiesa Cattolica Greco-Melkita
  - Chiesa greco-cattolica ucraina
  - Chiesa Cattolica Rumena
  - Chiesa Rutena
  - Diocesi di Krizevci
  - Chiesa Cattolica Macedone
  - Chiesa Cattolica Slovacca
  - Chiesa Cattolica Ungherese
  - Chiesa Cattolica Italo-Albanese
  - Chiesa Cattolica Greca
  - Chiesa Cattolica Bulgara
  - Chiesa Cattolica Albanese
  - Chiesa Cattolica Russa
  - Chiesa Cattolica Bielorussa
  - Chiesa Cattolica Georgiana
- rito Alessandrino
  - Chiesa Cattolica Copta
  - Chiesa Cattolica Etiope o Geez
- rito Antiocheno
  - Chiesa Maronita
  - Chiesa Cattolica Sira
  - Chiesa Cattolica Siro-Malankarese
- rito Caldeo
  - Chiesa Caldea
  - Chiesa Cattolica Siro-Malabarese
- rito Armeno
  - Chiesa Cattolica di rito Armeno

Cattolico e romano

Fino all'anno Mille, prima dello scisma d'Oriente (1054), con il termine Chiesa cattolica si identificava l'intera Chiesa orientale e occidentale, e prima della Riforma protestante il termine "cattolico" non aveva assunto anche il significato confessionale che ha avuto dal Concilio di Trento, che può essere considerato l'evento che ha formato la fisionomia moderna della Chiesa, anche in rapporto alle altre confessioni cristiane. Recentemente si è diffuso l' anglicismo Chiesa cattolica romana, derivato dall'inglese Roman Catholic Church. Questo ossimoro aveva originariamente un significato polemico, come limitazione geografica alla pretesa di universalità della Chiesa cattolica e in analogia con la denominazione geografica di alcune chiese di stato protestanti. In realtà il termine è improprio, poiché la Chiesa cattolica è formata dalla Chiesa di Roma più altre chiese orientali e occidentali.

Voci correlate


- Chiesa cattolica italiana
- Tradizione cattolica
- Elenco dei Papi
- Città del Vaticano
- Chiesa di Roma
- Religione
- Stato della Chiesa cattolica
- Gallicanesimo
- Codice di diritto canonico
- Concilio Vaticano II
- Eresia
- Comunità ed Ordini religiosi

Collegamenti esterni

Siti ufficiali


- [http://www.vatican.va/phome_it.htm Sito ufficiale della Santa sede in italiano]
- [http://www.chiesacattolica.it/ Sito ufficiale della Chiesa cattolica italiana]
- [http://www.vatican.va/archive/ccc/index_it.htm Catechismo della Chiesa Cattolica]

Punti di vista critici


- [http://www.we-are-church.org/it/ Associazione Noi Siamo Chiesa] Per la riforma della Chiesa Cattolica.
- [http://www.anticlericale.net/ Associazione anticlericale] Un giudizio alternativo.
- [http://www.adistaonline.it/ ADISTA] Fatti, notizie, avvenimenti su mondo cattolico e realtà religiose. categoria:Cattolicesimo ja:カトリック教会 simple:Roman Catholicism

Confederazione Elvetica

La Svizzera (ted. Schweiz, fr. Suisse, romancio Svizra) è uno stato dell'Europa centrale. Confina a nord con la Germania, a est con il Liechtenstein e l'Austria, a sud con l'Italia, a ovest con la Francia. Il nome ufficiale è Confederazione Svizzera, ted. Schweizerische Eidgenossenschaft, fr. Confédération Helvétique, romancio Confederaziun Svizra, lat. Confoederatio Helvetica, da cui la sigla CH. La capitale è Berna, che è anche capitale dell'omonimo cantone. La Svizzera è una repubblica federale. Le lingue ufficiali sono tedesco, francese e italiano. Inoltre il romancio ha lo status di quarta lingua nazionale.

Storia

La regione dell'attuale Svizzera fu occupata nell'antichità dalle genti celtiche degli Elvezi a nord delle Alpi e dei Rezi a sud. La Rezia fu intensamente romanizzata durante l'Impero (corrisponde grossomodo all'attuale cantone dei Grigioni). La storia della Svizzera ha inizio il primo agosto del 1291 quando i rappresentanti delle comunità montane di Uri, Nidvaldo e Svitto si riunirono sul prato del Rütli, sulle sponde del Lago dei Quattro Cantoni, e stipularono il giuramento di alleanza eterna che costituisce la nascita della Confederazione. Il patto del Rütli costituiva una lega difensiva volta ad estromettere dalle valli gli Asburgo. A Morgarten (1315), Sempach (1386) e Näfels (1388) la fanteria confederata inflisse tre clamorose sconfitte agli Austriaci. Nel contempo nuovi cantoni aderivano alla confederazione: Con l'adesione di Lucerna, Zurigo, Glarona, Zugo e Berna si costituisce la cosidetta Confederazione degli Otto Cantoni. Nel corso del XV secolo gli Svizzeri assoggettano i territori di Appenzello, Argovia e Turgovia e ottengono l'alleanza di Ginevra, Vallese, San Gallo e Grigioni. Nel XVI secolo Carlo il Temerario di Borgogna è sconfitto a Grandson e Morat. Adesione di Friburgo e Soletta. Nel 1501 aderisce Basilea. Intanto Uri, con l'aiuto di Untervaldo, passa a sud delle Alpi e conquista la valle settentrionale del fiume Ticino. Nel corso del secolo dilaga anche in Svizzera la Riforma Protestante introdotta da Ulrico Zwingli. Le guerre di religione che infuriano in tutta l'Europa non risparmiano il paese (lo stesso Zwingli muore sul campo di battaglia). Berna conquista il Vaud e vi diffonde il Protestantesimo. Nel 1648 con la Pace di Westfalia viene riconosciuta l'indipendenza della Svizzera nei confronti dell'Impero. Nel 1798 la Svizzera è invasa dalle truppe rivoluzionarie francesi e trasformata in una repubblica unitaria. Non ci sono più territori soggetti ma solo cantoni (nascita dei cantoni Argovia, Grigioni, San Gallo, canton Turgovia, Canton Ticino, Vaud). Nel 1847 i cantoni conservatori-cattolici costituiscono una propria lega (Sonderbund). La Guerra del Sonderbund è rapidamente vinta dai cantoni liberali. Nel 1848 entra in vigore una nuova costituzione. La Svizzera, da confederazione di stati, diventa uno stato federale sul modello degli Stati Uniti. Nel 1977 Il Canton Giura si stacca da Berna e diventa il 26.o cantone. Nel 1971 in un referendum gli elettori maschi decidono che anche le donne hanno diritto al voto. Elisabeth Kopp del Partio Radical-Democratico è la prima donna eletta ministro. Nel 1986 in un plebiscito gli elettori rifiutano di entrare nelle Nazioni Unite. Nel 1992 rifiutano di partecipare all'area economica europea. In questa occasione il paese si divide tra la Romandia (Svizzera Francese) favorevole a un'integrazione nell'Europa Unita e la Svizzera Tedesca e Italiana che vogliono mantenere la separazione culturale ed economica dagli "Europei". Si dice che la Svizzera Tedesca tema la Germania e la Svizzera Italiana tema l'Italia. Un accordo è invece raggiunto con le maggiori organizzazioni capitalistiche mondiali, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. In seguito ad accuse da parte di organizzazioni ebraiche americane, secondo le quali, beni depositati da cittadini ebrei in banche svizzere, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale non sarebbero stati restituiti ai legittimi proprietari, due delle maggiori banche del paese patteggiano nel 1998 il pagamento di $1,25 miliardi alle suddette organizzazioni per essere distribuiti alle famiglie delle vittime dell'Olocausto. Nel 1999 Ruth Dreifuss è la prima donna presidente. L'entrata ufficiale della Confederazione nelle Nazioni Unite è avvenuta il 10 settembre 2002.

Geografia

Geografia fisica

Morfologia

La Svizzera occupa tre regioni morfologichea: il Giura, l'altopiano centrale (Mittelland) e le Alpi. Le Alpi svizzere hanno il loro fulcro nel Massiccio del San Gottardo da cui originano il Reno e il Rodano. Sempre dal San Gottardo nascono gli altri principali fiumi svizzeri, il Ticino, la Reuss e l'Aar. Dal Maloja nasce l'Inn.

Religione

Le religioni prevalenti in Svizzera sono la cattolica (41,8%) e la protestante (35,3%). Vedi anche:
- Chiesa cattolica svizzera

Geografia politica

La Svizzera è la più antica democrazia del mondo. Politicamente è una confederazione di 26 cantoni. La maggioranza dei cantoni sono coestensivi con gli omonimi stati (p.es. Repubblica e Cantone del Ticino, République et Canton de Neuchâtel); sei di essi (Obvaldo e Nidvaldo, Basilea Città e Campagna, Appenzello Interno ed Esterno) sono considerati in pratica mezzi cantoni: uniti a due a due, dànno vita a uno stato e cantone (risp. Untervaldo, Basilea e Appenzello). (
- ) semicantone: i semicantoni Appenzello Esterno e Interno formano il Canton Appenzello, Basilea Città e Basilea Campagna formano il Canton Basilea, Nidvaldo e Obvaldo formano Untervaldo. A livello federale il potere legislativo è esercitato da due camere, il Consiglio Nazionale e il Consiglio degli Stati (elaborate sul modello del Congresso americano). I cantoni svizzeri mantengono gran parte della loro sovranità. In alcuni piccoli cantoni (Appenzello, Glarona e Untervaldo) è ancora in vigore la pratica della Landsgemeinde: l'assemblea dei cittadini si riunisce all'aperto e vota per alzata di mano. Le lingue ufficiali della Svizzera sono tre: il tedesco, nella pratica lo svizzero-tedesco (Schwyzertüetsch) (65% della popolazione), il francese (dialetti francoprovenzali) (18%) e l'l'italiano (dialetti lombardi) (12%). A queste si aggiunge il romancio (meno dell'1%) che è lingua nazionale, non ufficiale.

Geografia economica

Risorse

Trasporti

La rete di trasporti in Svizzera è molto ben sviluppata: le ferrovie coprono in modo capillare tutto il territorio. Il tariffario è unificato tra treni, bus, battelli, funivie, ecc. Da una biglietteria automatica delle Ferrovie Federali Svizzere è possibile selezionare qualsiasi destinazione, anche di un'altra compagnia di trasporti. Un sistema d'orario cadenzato fu istituito già negli anni '70-'80. Dal 2005 un sistema di nodi in corrispondenza dei principali centri ha migliorato la connettività tra le regioni. Tutti i treni, siano essi regionali o di lunga percorrenza, entrano in stazione nei 10 minuti che precedono l'ora in punto per poi ripartire nei 10 minuti successivi. Sulle linee principale circolano dei treni ogni mezz'ora.

Turismo

Esportazioni

Importazioni

Cultura

Istruzione

Sanità

Ambiente

Flora

La vegetazione è tipicamente alpina e segue le fascie di altitudine. Le foreste di latifoglie arrivano fino a circa 1500 metri.

Fauna

Arte

Architettura

Pittura e scultura

Letteratura

Poesia

Romanzo

Teatro

Musica

Politica

Politica interna

La base della Confederazione è nella Costituzione del 1848, la quale è stata modificata nel 1874 ed è rimasta inalterata fino alla votazione del 1999, quando il popolo adottò una magna charta totalmente rinnovata.

Politica estera

La Svizzera e l'Unione Europea

In generale la Svizzera affronta la politica europea, così come quella estera, con prudenza e pragmatismo. Dopo il fallimento di alcuni referendum su un eventuale adesione, la Svizzera ha scelto una via bilaterale (basata cioé su accordi bilaterali). Nel 2000 un importante pacchetto di accordi sulla libera circolazione delle persone ha avuto l'avallo popolare. Nel giugno del 2005 la Svizzera ha aderito a Schenghen, negoziandone l'attuazione pratica in modo di mantenere controlli saltuari alle frontiere, e reclamando un eventuale diritto di rescissione. Il 25 settembre 2005, un altro referendum ha esteso i precedenti accordi bilaterali ai 10 Paesi entrati nell'UE nel 2004.

Bibliografia

Voci correlate

Città


- Airolo
- Altdorf
- Ascona
- Baden
- Basilea
- Bellinzona
- Berna
- Biasca
- Bienna (Biel/Bienne)
- Bivio
- Bosco/Gurin
- Brienz
- Briga (Brig)
- Carouge
- Celerina/Schlarigna
- la Chaux-de-Fonds
- Chiasso
- Coira (Chur)
- Crans-sur-Sierre
- Davos
- Delémont
- Disentis/Mustér
- Einsiedeln
- Friburgo
- Ginevra
- Glarona
- Göschenen
- Gstaad
- Herisau
- Interlaken
- Kriens
- Landquart
- Leuk (Loèche)
- Liestal
- Losanna
- Locarno
- Lucerna
- Lugano
- Martigny
- Mendrisio
- Mesocco (Misox)
- Montana (Svizzera)
- Montreux
- Morat (Murten)
- Neuchâtel
- Nyon
- Olten
- Pontresina (Puntraschigna)
- Porrentruy
- Poschiavo
- Saas
- Samedan
- San Gallo
- Sankt Moritz (San Murezzan)
- Sciaffusa
- Sierre
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Liberalismo

I termini liberalismo e liberale vengono usati sia nel linguaggio comune che nella teoria politica con significati diversi. Qui ci occupiamo esclusivamente del liberalismo come dottrina politica. Nel linguaggio comune liberalismo può essere usato come sinonimo di magnanimità e larghezza di vedute. La parola viene dal francese libéral. A poco a poco verso l'inizio del XIX secolo liberale cominciò a divenire equivalente di "favorevole al riconoscimento delle libertà individuali e politiche". La prima citazione in lingua inglese con questo significato risale al 1801. In senso moderno si ritiene che il termine liberalismo sia stato usato per la prima volta nel 1812 in Spagna nel parlamento regionale (Cortes) di Cadice. Le radici del liberalismo sono tuttavia molto più antiche. Possono essere trovate nelle dottrine giusnaturalistiche di John Locke, nelle teorie dei filosofi scozzesi David Hume (Edimburgo, 1711-1776) e Adam Smith (17231790) e nell'Illuminismo francese. Storicamente il liberalismo nasce come ideologia della borghesia nel momento in cui essa lotta contro le monarchie assolute e i privilegi dell'aristocrazia a partire dalla fine del XVIII secolo. L'esito di questa lotta porta all'istaurazione dello Stato liberale. Il liberalismo è probabilmente, insieme alla democrazia e al socialismo, la dottrina che ha più influenzato la concezione moderna dello Stato e del suo rapporto con la società. Si può dire che abbia contaminato quasi tutte le altre dottrine socio-politiche: si parla infatti di liberaldemocrazia per indicare le democrazie moderne, ma anche di socialismo liberale (o liberalsocialismo), di cattolicesimo liberale e anche di comunismo liberale. Proprio per questo però, definire l'identità del liberalismo in quanto tale è difficile, anche se esistono pensatori che si definiscono liberali senza altre accezioni anche ai nostri giorni. A proposito del liberalismo come concepito dai suoi fondatori, che ha invece un'identità piuttosto chiara, parleremo di liberalismo classico o puro. Non si può dire ad ogni modo che ciò che contraddistingue il liberalismo politico in ogni epoca storica è la credenza nell' esistenza di diritti fondamentali e inviolabili facenti capo all'individuo e l'eguaglianza dei cittadini davanti alla legge (eguaglianza formale). Il punto di vista dell'individuo e il godimento della libertà individuale è considerato il parametro valido per giudicare la caccaå di un ordinamento politico/sociale. In quest'ottica i poteri dello Stato devono incontrare limiti ben precisi per non ledere i diritti e le libertà dei cittadini. Ne deriva il rifiuto di volta in volta dell'assolutismo monarchico, del clericalismo, del totalitarismo e in generale di ogni dottrina che proclama il sacrificio dell'individuo in nome di fini esterni a esso. Il risvolto del liberalismo in materia religiosa è il laicismo e la separazione tra Stato e Chiesa: nelle parole di Camillo Cavour "Libera Chiesa in libero Stato". Ma il liberalismo è laico anche perché chiede allo Stato di non interferire nelle scelte morali individuali: "Nessuno mi può costringere ad essere felice a suo modo (come cioè egli si immagina il benessere degli altri uomini), ma ognuno può ricercare la felicità per la via che a lui sembra buona, purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo." (Immanuel Kant). È necessario infine ricordare che negli Stati Uniti il termine liberal ha una sfumatura di significato diversa: potrebbe essere tradotto con progressista o socialdemocratico piuttosto che con liberale. Sembra che l'uso della parola liberal per definire sé stessi da parte degli ex-sostenitori del New Deal negli USA sia stato dovuto al fatto che il maccartismo aveva reso la parola socialista segno di sospette simpatie sovietiche.

Liberalismo/Liberismo

sovietiche La lingua italiana pone una distinzione tra liberalismo e liberismo: mentre il primo è un'ideologia politica, il secondo è una dottrina economica che teorizza il disimpegno dello Stato dall'economia: perciò un'economia liberista è un' economia di mercato non temperata da interventi esterni. La lingua francese parla di libéralisme politique e libéralisme économique (quest'ultimo chiamato anche laissez-faire, lett. lasciate fare), lo spagnolo di liberalismo social e liberalismo económico. La lingua inglese parla di free trade (libero commercio) ma usa il termine liberalism anche per riferirsi al liberismo economico. Neo-liberalism (in italiano neoliberismo) è il termine usato per indicare una dottrina iper-liberista di destra sostenuta tra gli altri da Margaret Thatcher e Ronald Reagan. Sebbene i neoliberisti si proclamino talvolta i veri eredi del liberalismo classico molti hanno contestato questa pretesa e ritengono che i neoliberisti possano piuttosto essere collocati tra i conservatori (al Partito Conservatore inglese apparteneva infatti la Thatcher). La formulazione della dottrina liberista si deve ad Adam Smith e al suo saggio La Ricchezza delle Nazioni. Le idee di Smith furono entusiasticamente accolte dai primi liberali. Il liberalismo classico era espressione di una elite borghese legata al mondo del commercio e degli affari che si opponeva al protezionismo e al mercantilismo imposti dalle monarchie dell'epoca. Secondo questi pensatori i compiti dello Stato sarebbero dovuti venire ridotti al minimo indispensabile (funzione giurisdizionale, difesa, ordine pubblico). Il filosofo ed economista inglese John Stuart Mill fu tra i primi a ritenere che esistesse una distinzione tra le due dottrine e considerò le proprie posizioni liberiste non il frutto di una posizione di principio ma della convinzione pragmatica che quel sistema economico fosse più efficiente e produttivo. Se tuttavia ciò fosse stato nell'interesse degli individui che compongono la società, lo Stato avrebbe avuto ogni diritto di intervenire nell'economia. A differenza di John Locke Mill non considerava la proprietà privata un diritto naturale ma, influenzato dai suoi contemporanei socialisti riteneva che essa fosse storicamente frutto di un "furto". Il punto di vista di Mill fu condiviso da economisti come John Maynard Keynes (che criticò il laissez-faire considerandolo un'eredità di tempi passati ma continuò a definirsi liberale) e da filosofi come Benedetto Croce.
La tesi della non-coincidenza tra liberalismo e liberismo trova un'ulteriore giustificazione nel fatto che nella prassi politica del XX secolo ci sono stati regimi liberisti da un punto di vista economico ma tutt'altro che liberali da un punto di vista politico (es. Cile di Augusto Pinochet) mentre alcuni movimenti (come l'eurocomunismo) hanno sostenuto una visione economica collettivistica pur schierandosi per la salvaguardia dei diritti liberali. Tuttavia anche nel XX secolo alcuni pensatori liberali hanno continuato a sostenere il liberismo come parte irrinunciabile della loro dottrina (possiamo citare gli economisti e filosofi Luigi Einaudi e Friedrich von Hayek tra gli altri). La frattura tra i liberali che continuano a rifiutare l'intervento dello Stato nell'economia e quelli che adottano una posizione neutrale o addirittura lo auspicano si collega alla differente reazione alla crisi del liberalismo e alla definizione che si sceglie di dare di libertà: se è intesa solo come non-interferenza di un potere esterno (libertà negativa) o se in senso più ampio è libertà di fare determinate cose (libertà positiva). Nonostante queste ambiguità residue, qui ci occupiamo soltanto di liberalismo in senso politico.

Liberalismo/Democrazia

Il liberalismo classico è essenzialmente una dottrina dei limiti del potere politico. Il problema di chi debba avere questo potere nelle proprie mani è invece l'oggetto della riflessione della democrazia: la democrazia nel suo spirito originario richiede che il potere politico sia fatto derivare dal popolo e che esso lo eserciti direttamente o attraverso rappresentanti eletti, ma non si preoccupa di evitare la concentrazione del potere né di tutelare le minoranze. Allo stesso modo, come vedremo, nello Stato Liberale un'ampia fetta della popolazione è esclusa dal potere politico e dal diritto di eleggere i suoi rappresentanti. Con la trasformazione degli Stati liberali in Stati democratici la distinzione è andata sfumando. Le democrazie moderne sono anche dette liberaldemocrazie perché combinano il principio della sovranità popolare con la tutela dei diritti liberali, la divisione dei poteri etc.

Le origini del pensiero liberale

John Locke e la Gloriosa Rivoluzione inglese

Anche se i principi del liberalismo e della libertà individuale hanno origini antichissime, il filosofo inglese John Locke può essere considerato a tutti gli effetti il precursore del liberalismo, così come la Seconda Rivoluzione inglese (Gloriosa Rivoluzione inglese) può essere vista come l'antecedente della Rivoluzione americana di fine Settecento. In Inghilterra l'imposizione di limiti al potere del sovrano avviene, a differenza che negli altri paesi europei, attraverso un processo storico graduale che viene fatto iniziare addirittura nel Medio Evo con la concessione della Magna Charta. Il passaggio dal feudalesimo alla società liberale avviene senza la mediazione dell'assolutismo monarchico, se si esclude il periodo di regno dei Tudor, caratterizzato da un notevole accentramento dei poteri nelle mani dei sovrani. Il tentativo della successiva dinastia degli Stuart di radicare il sistema assolutistico portò allo scoppio della Prima Rivoluzione inglese. Dopo numerosi sconvolgimenti politici e dopo una fase caratterizzata dalla dittatura del puritano Oliver Cromwell ed il ritorno degli stessi Stuart, nel 1689 il Parlamento inglese porta sul trono la dinastia degli Hannover, che si impegna a garantire al Parlamento stesso e ai cittadini inglesi una serie di diritti e libertà solennemente proclamati nel Bill of Rights. L'Inghilterra è così la prima società ad essere governato da una monarchia costituzionale, la tipica forma di governo del liberalismo classico tra Settecento e Ottocento. Nel 1690 Locke, che apparteneva al partito whig (che molto più tardi sarà chiamato liberale), pubblicò anonimo i Due Trattati sul Governo, che - benché scritti molti anni prima (come ha mostrato con i suoi studi Peter Laslett) - contenevano una piena legittimazione morale degli aspetti più liberali della Rivoluzione, e in primo luogo esaltavano il diritto di resistenza contro un governo ingiusto. Locke partiva dalla teoria del contrattualismo (già avanzata da Thomas Hobbes e ripresa poi nel celebre Contratto sociale di Jean-Jacques Rousseau). Nello Stato di natura tutti gli uomini sono uguali e godono di una libertà senza limiti, se non quelli fissati dalla proprietà. A differenza di Hobbes, però, Locke riteneva che gli uomini danbdo vita ad un governo cedano al corpo politico soltanto una parte della loro libertà, e solo perché esso tuteli il loro diritto alla proprietà. Lo Stato non può perciò ledere i diritti naturali, la famosa triade vita, libertà e proprietà, poiché in tal mnodo violerebbe il patto sociale.

Liberalismo e Illuminismo

Il liberalismo è di solito considerato, insieme alla democrazia moderna, una filiazione dell'Illuminismo. Infatti esso si ispira agli ideali di tolleranza, libertà ed eguaglianza propri del movimento illuminista, contesta i privilegi dell'aristocrazia e del clero e l'origine divina del potere del sovrano. Montesquieu (1689-1755) nella sua opera Lo Spirito delle Leggi fissa un altro punto fondamentale della dottrina politica liberale: la credenza nella separazione dei poteri (potere legislativo, potere esecutivo e potere giudiziario) come garanzia contro l'arbitrio del potere statale. Immanuel Kant esprime il suo credo liberale parlando di libertà, uguaglianza e indipendenza come dei principi che devono reggere uno Stato civile. Bisogna osservare comunque che non tutti gli illuministi sostennero concezioni politiche liberali. Voltaire e Jean-Jacques Rousseau, ad esempio, pur avendo influito sulla nascita del liberalismo non possono essere considerati liberali. Voltaire non è infatti interessato alla questione della rappresentanza politica e della divisione dei poteri: per lui l'ideale resta quello di un dispotismo illuminato retto da un re-filosofo saggio e tollerante. Rousseau, da parte sua, rifiuta la democrazia rappresentativa preferendo la democrazia diretta. La sua concezione della volontà generale alla quale i cittadini devono sottomettersi non sembra prevedere inoltre la tutela delle minoranze. Rousseau viene perciò considerato più il padre della democrazia che del liberalismo.

Il liberalismo classico

Diritti civili, Stato di diritto e Costituzionalismo

democrazia John Locke coniò, come abbiamo visto, l'espressione che riassume la concezione liberale classica dei diritti individuali: vita, libertà, proprietà. I diritti liberali per eccellenza sono quelli che oggi vengono chiamati diritti civili: tra essi ci sono la libertà di parola, di religione, l' habeas corpus, il diritto a un equo processo e a non subire punizioni crudeli o degradanti. La libertà di un individuo incontra un limite nella libertà di un altro individuo ma non può essere ristretta in nome di valori morali o religiosi in ciò che riguarda la sfera privata dell'individuo. A questi diritti si aggiungono le garanzie a tutela della proprietà privata, riassunte nel detto inglese no taxation without representation (solo le assemblee legislative hanno il diritto a tassare i sudditi). Un altro punto irrinunciabile del liberalismo è infatti lo Stato di diritto: la legge emanata dalle assemblee legislative è l'unica deputata a stabilire i limiti della libertà individuale. Per John Locke, David Hume, Adam Smith e Immanuel Kant le caratteristiche che le leggi dovevano avere per poter essere rispettose della libertà erano:
- L'essere norme generali applicabili a tutti, in un numero indefinito di circostanze future;
- L'essere norme atte a circoscrivere la sfera protetta dell'azione individuale, assumendo con ciò il carattere di divieti piuttosto che di prescrizioni;
- L'essere norme inseparabili dall'istituto della proprietà individuale. Si sviluppa la consuetudine di fissare in un documento solenne questi diritti, sull'esempio del Bill of Rights inglese: le Carte dei diritti dei nuovi Stati americani indipendenti e i primi emendamenti alla Costituzione degli Stati Uniti d'America sono gli antenati degli elenchi di diritti previsti dalle Costituzioni ottocentesche e da quelle attuali.

Le rivoluzioni liberali

Costituzioni La rivoluzione francese del 1789 e la maggioranza delle rivoluzioni della prima metà del XIX secolo sono dette rivoluzioni liberali: esse hanno infatti per scopo la concessione di una Costituzione che limiti i poteri del monarca e hanno di solito a capo la borghesia benestante (per questo sono anche dette rivoluzioni borghesi).
Le colonie che daranno origine agli Stati Uniti d'America si trovano invece in un differente contesto politico. Il potere contro il quale si lotta non è una monarchia nazionale ma la Corona inglese. Inoltre la popolazione bianca degli Stati Uniti non è stratificata socialmente come quella europea: non esiste un'aristocrazia contro cui lottare né un clero organizzato (i coloni americani sono protestanti), né esiste una classe di veri e propri nullatenenti (proletariato) a causa dell'abbondanza di terreni. Anche la guerra di secessione americana può essere vista come una rivoluzione liberale, ma facendo per queste ragioni le dovute distinzioni: essa non porta all'instaurazione di una monarchia costituzionale ma di una Repubblica.
Tra i documenti più celebri dell'epoca della rivoluzioni liberali dobbiamo citare la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino emanata durante la Rivoluzione francese e la Dichiarazione di Indipendenza Americana che altera la triade di Locke parlando di vita, libertà e ricerca della felicità.

Stato liberale e Stato Democratico

Voce principale: Stato liberale Lo Stato liberale classico che si istaura a seguito di queste rivoluzioni è lo Stato minimo, le cui funzioni sono limitate a compiti di difesa e ordine pubblico. Per lo più il diritto di voto è ristretto a coloro che hanno un certo livello di reddito (suffragio censitario) e che sanno leggere e scrivere.
La costituzione dello Stato liberale è tipicamente breve e flessibile. (La Costituzione degli Stati Uniti d'America ancora una volta si differenzia, perché prevede un'elaborata procedura di revisione.)
Lo Stato liberale si trasforma in alcuni paesi (Inghilterra) in Stato democratico attraverso un processo graduale. In altri paesi (Francia) la resistenza delle classi dominanti porta a scontri violenti (moti del '48, repressione della Comune di Parigi). Gli Stati Uniti costituiscono un caso a parte: i problemi che devono affrontare sono diversi da quelli dei paesi europei (più che una lotta tra classi sociali perché gli USA diventino una vera democrazia si pone la questione, che sarà risolta solo molto tempo dopo, di includere nel sistema politico gruppi discriminati come gli afroamericani e gli indiani d'America).

Il falso liberalismo

Da un grande filosofo liberale Giuseppe Mazzini sui "Doveri dell'uomo" leggiamo : "L'avvenire, della Patria è vostro, voi non lo fonderete se non liberandovi da due piaghe che oggi purtroppo, spero per breve tempo, contaminano le classi più agiate e minacciano di sviare il progresso Italiano : il Macchiavellismo e il Materialismo. Il primo, travestimento meschino della scienza d'un Grande infelice, v'allontana dall'amore e dall'adorazione schietta e lealmente audace della Verità : il secondo vi trascina inevitabilmente, con il culto degli interessi, all'egoismo ed all'anarchia." , dove Mazzini avverte che il liberalismo è minacciato da storture definite dai posteri Plutoliberismo, ovvero falso liberismo basato sul potere, questa degenerazione portò rapidamente alla crisi del liberalismo.

La crisi del liberalismo e l'avvento dei collettivismi

A partire dalla seconda metà del XIX secolo, proprio quando sembra aver trionfato, il liberalismo comincia ad essere oggetto di sferzanti critiche. Gli attacchi sono di segno diverso, ma in genere partono da due assunti: il liberalismo avrebbe una concezione parziale della libertà e dell'eguaglianza e una visione astratta e astorica dell'individuo. Un primo gruppo di critiche proviene dal nascente movimento socialista. Filosofi come Karl Marx osservano che i diritti dell'uomo sostenuti dai liberali non sono universali ma esprimono le esigenze di una determinata classe sociale (la borghesia) in un determinato momento storico (il passaggio dal feudalesimo al capitalismo). Perciò le classi dominanti non riconoscono a tutti i diritti politici e sono pronte anche a rifiutare la libertà di parola e di espressione a chi va contro i loro interessi. L'eguaglianza formale proclamata dai liberali non ha senso finché permangono enormi disuguaglianze economiche: "la libertà politica senza eguaglianza economica è un inganno, una frode, una bugia: e i lavoratori non vogliono bugie." nelle parole di un altro celebre rivoluzionario, l'anarchico Michail Bakunin. Marx nutre scarsa fiducia nella possibilità di strappare alla borghesia il potere utilizzando le istituzioni che essa stessa ha creato (i parlamenti, le elezioni) ma crede nella necessità di un rivolgimento rivoluzionario: da esso emergerà un sistema economico che renda possibile la piena emancipazione degli individui. Il romanticismo, con la sua reazione contro l'illuminismo, critica l'universalismo liberale e mette al centro della politica l'idea di nazione. Gli uomini non sono più "uguali" ma segnati dalle differenti identità culturali e dall'appartenenza al corpo nazionale. In alcune versioni la dottrina nazionalista non mette in crisi l'idea di un'uguaglianza di diritti fra gli esseri umani. Spesso però è presente l'idea della superiorità di un popolo sugli altri (es. nel nazionalismo tedesco) mentre le idee razziste, avanzate in Inghilterra da Joseph Arthur de Gobineau, vengono usate come giustificazione per l'espansione imperialista europea. La visione quasi sacrale dello Stato presente nella filosofia di Hegel, ripresa da numerosi filosofi storicisti, viene anch'essa a volte usata contro il liberalismo, per dare una nuova giustificazione alla subordinazione dell'individuo al potere politico. Questo nonostante Hegel fosse personalmente favorevole alla rivoluzione francese e ai principi di libertà. Continua poi a mantenere una certa ostilità verso il liberalismo, anche se in maniera via via più sfumata, la Chiesa Cattolica. Anche quando accettano le regole del sistema liberale i primi partiti cattolici, che nascono all'inizio del XX secolo, si fanno portatori di una visione del mondo molto differente. Essi contrappongono all'individualismo liberale la visione di una società articolata in "corpi intermedi" e rapporti solidaristici. Se in materia economica presentano programmi a volte socialmente avanzati, ripresi in parte da quelli socialisti, continuano a opporsi all'estenzione delle libertà individuali, specialmente nella sfera del diritto familiare.

Risposte ed evoluzioni del pensiero liberale

Alcuni filosofi rispondono alle accuse rivolte dai socialisti alla loro concezione cercando di accogliere una parte delle obiezioni e di arrivare a una mediazione tra le due dottrine. Riconoscono cioè la necessità di riforme in alcuni campi della società (specialmente per ridurre le disuguaglianze sociali) Una critica molto nota è quella portata dal Premio Nobel per l'economia Amartya Sen, il quale nel 1970 ha argomentato in merito all'impossibilità del rispetto contemporaneo del liberismo e dell'efficienza paretiana. Questa sua teoria, nota come paradosso di Sen, è stata seguita dallo sviluppo di una teoria sociale grazie alla quale Sen ha ricevuto il Nobel nel 1998. Ma anche dopo le critiche di Sen il liberalismo di mercato ha continuato a tropvare interpreti fedeli all'ispirazione originaria: basti pensare ad importanti filosofi come Robert Nozick, Anthony de Jasay e Douglas Rasmussen, oltre che da economisti come Murray N. Rothbard, Israel M. Kirzner, Hans-Hermann Hoppe, James M. Buchanan e Ronald Coase (gli ultimi due sono anche stati insigniti del premio Nobel per l'economia).

Liberalismo e mercato: un dibattito aperto

Per molti teorici ed uomini politici, in effetti, liberalismo e liberismo continuano ad essere inseparabili, e si oppongono nettamente al socialismo. Possiamo citare Luigi Einaudi che ne Il Buongoverno (pubblicato nel 1954, pag. 118) scrisse: "La libertà economica è la condizione necessaria delle credenze [= perché ciascuno possa abbracciare liberamente una fede]. La libertà economica è la condizione necessaria della libertà politica. O anche l'economista Friedrich von Hayek che definisce il socialismo "La via della Servitù". I liberali che teorizzano il liberismo economico come parte irrinunciabile della loro dottrine si situano al giorno d'oggi in genere a destra in tema di economia ma a sinistra in tema di diritti civili. In tempi più recenti alcuni pensatori si sono autodefiniti liberali senza sposare un approccio economico liberista: ad esempio l'economista John Maynard Keynes in Inghilterra criticò il laissez-faire ma continuò a sostenere il Partito liberale inglese, mentre Piero Gobetti, polemista antifascista italiano e direttore del giornale La Rivoluzione Liberale teorizzò per un certo periodo la compatibilità tra liberalismo e marxismo). A proposito dei militanti antifascisti di Giustizia e Libertà si è anche coniato il termine liberalsocialismo per indicare l'operazione di sintesi che questi pensatori tentavano di fare tra socialismo e liberalismo. La corrente del liberalismo che nega l'importanza del liberismo e dei diritti indivudali naturali si situa in genere politicamente al centro-sinistra ed è favorevole al Welfare State. Uno degli argomenti a favore di un liberalismo laissez-faire in economia è quello che il libero mercato (la mano invisibile di Adam Smith, "Wealth of Nations") permette il raggiungimento dello stato ottimale di ricchezza. Contemporaneamente si ritiene che il libero mercato sia fondato sui Diritti Inviduali e contemporanemente ne favorisca il fiorire (si veda il diritto alla pursuit of happiness della Dichiarazione di Indipendenza USA). Recentemente è stato dimostato dal Premio Nobel Amartya Sen che vi è un [http://it.wikipedia.org/wiki/Amartya_Sen#Il_paradosso_di_Sen Paradosso] che impedisce matematicamente alle Scelte Collettive di rispettare tutti i Diritti Individuali e al contempo garantire la Pareto-ottimalità di queste ultime e creando l'esigenza di scegliere di volta in volta quale dei due aspetti sacrificare.

Citazioni

"Il commercio è un atto sociale. Chi porta avanti la vendita di beni alla collettività va a toccare gli interessi di altre persone e della società in generale; e perciò nel suo operato, in linea di principio,è sottoposto alla giurisdizione della società; [...] Le restrizioni del commercio o della produzione destinata al commercio, sono in effetti restrizioni; e in sé una restrizione è un male: ma le restrizioni in questione riguardano solo la parte della condotta umana che la società è competente a limitare, e sono sbagliate solo perché non producono in realtà i risultati che era loro obiettivo ottenere" (John Stuart Mill). "Liberty for wolves is death to the lambs." - Isaiah Berlin “Per limitare la coercizione dello Stato bisogna separarne i poteri organizzati (legislativo, esecutivo e giudiziario). Inoltre, bisogna limitare le loro funzioni a quelle sole azioni che posseggano caratteri di ordine generale. Il liberalismo chiede che lo Stato, nel determinare le condizioni entro cui gli individui agiscono, fissi le medesime norme formali per tutti. In relazione a quest'ultima definizione sorge il problema del rapporto (e delle interferenze) tra la sfera della libertà e il settore del diritto. Le norme legislative tendono a limitare, nella loro rilevanza precettiva, il carattere di assolutezza della libertà. Esiste una categoria di norme, chiamata “minimo etico”, indispensabile per regolamentare gli interessi individuali e quelli di rango generale. Il diritto inoltre attribuisce allo Stato dei poteri per garantire a tutti la civile convivenza nella pace e nella sicurezza (“minimo del minimo etico”). D'altra parte il concetto di libertà non può essere identificato unicamente con quello di liceità giuridica, fissandone i confini con tutti i comportamenti umani che non siano contra legem. Sarebbe infatti troppo comodo limitarsi a rispettare le leggi per poi fare tutto quello che non è espressamente proibito" (Friedrich von Hayek). "Non bisogna dimenticare che il liberalismo disgiunto dalla democrazia inclina sensibilmente verso il conservatorismo, e che la democrazia, smarrendo la severità dell'idea liberale, trapassa nella demagogia e, di là, nella dittatura" Benedetto Croce. “La libertà è assenza di violenza commessa da un uomo sulla persona o la proprietà altrui” (Murray N. Rothbard). "The State, both in its genesis and by its primary intention, is purely anti-social. It is not based on the idea of natural rights, but on the idea that the individual has no rights except those that the State may provisionally grant him. It has always made justice costly and difficult of access, and has invariably held itself above justice and common morality whenever it could advantage itself by so doing" (Albert J. Nock). "Civilization is nothing else but the attempt to reduce force to being the last resort" (José Ortega y Gasset). "La mia difesa della libera iniziativa è basata sulla convinzione scientifica che l’economia di Stato non solo è antieconomica ma comprime la libertà e per giunta riesce meno utile, o più dannosa, secondo i casi, al benessere nazionale" (Luigi Sturzo). "Il liberalismo non è nella sua essenza un abbandono del cristianesimo, bensì il suo legittimo figlio spirituale" (Wilhelm Roepke).

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Canton Lucerna

Il Canton Lucerna (tedesco Luzern, francese Lucerne) è un cantone della Svizzera, e uno dei quattro Cantoni Boscosi (Vier Waldstätten), assieme a: Uri, Canton Untervaldo e Canton Svitto. È situato al centro della nazione. La popolazione è di 350.600 (al 2001). La capitale cantonale è Lucerna.

Geografia

Il Canton Lucerna si trova nella Svizzera centrale. È attraversato dal fiume Reuss e dal Kleine Emme. Parte del territorio si affaccia sul Lago di Lucerna (detto anche Lago dei Quattro Cantoni. Il territorio del cantone giace sulle colline pedemontane settentrionali delle Alpi svizzere. Il territorio del cantone confina con il Canton Argovia a nord, con il Canton Zugo e il Canton Svitto a est, con il Canton Nidvaldo e il Canton Obvaldo a sud e con il Canton Berna a ovest. La vetta più alta del Canton Lucerna è il Brienzer Rothorn con 2,350 m. La superficie del cantone è di 1.493 km².

Storia

Il Canton Lucerna era composto da territori acquisiti dalla sua capitale, Lucerna. Il cantone fu parte della Repubblica Elvetica dal 1798 al 1803. Dopo questo periodo il cantone riacquistò la sua indipendenza all'interno della Confederazione Svizzera. Il cantone in un primo tempo perseguì una politica di separazione, ma venne sconfitto dalle truppe della Confederazione. Il Canton Lucerna si riunì alla Confederazione nel 1848 come membro a pieno titolo.

Economia

Circa nove decimi della superficie totale sono composti da terre produttive. L'agricoltura è la più importante delle fonti di entrate, ma anche l'industria è sviluppata. I principali prodotti agricoli sono cereali, frutta e allevamento del bestiame. L'industria si concentra su tessile, meccanica, carta, legno, tabacco e metallurgia. Il turismo è di grande importanza. Il Canton Lucerna è un punto di passaggio per le località di villeggiatura delle vicine Alpi, e gran parte del traffico di passaggio tra Germania e Italia attraversa il cantone.

Demografia

La popolazione è principalmente di lingua tedesca e la vasta maggioranza è di religione cattolica romana.

Collegamenti esterni


- [http://www.lu.ch/ Sito ufficale] (in tedesco)
- [http://www.statistik.admin.ch/stat_ch/ber00/ekan_ne.htm Statistiche ufficiali] (in ingelse) als:Kanton Luzern

Canton Svitto

Il Canton Svitto (tedesco Schwyz, francese Schwytz, romancio Sviz) è un cantone della Svizzera centrale, e uno dei quattro Cantoni Boscosi (Vier Waldstätten), assieme a: Uri, Canton Nidvaldo e Canton Lucerna. Il Canton Svitto è posto tra il Lago di Lucerna (o Lago dei quattro cantoni) a sud e il Lago di Zurigo a nord. Nella capitale sono conservati gli Archivi Nazionali della Confederazione, nel Museo degli Statuti Svizzeri (Bundesbriefmuseum) è in mostra lo statuto del 1291. A nord-est della cittadina di Svitto si trova la celebre abbazia benedettina di Einsiedeln. Brunnen invece è situata sul Lago di Lucerna.

Geografia

Il Canton Svitto è situato nella Svizzera centrale. È attraversato dal fiume Sihl e dal più piccolo Muota. Circa tre quarti dell'area totale sono considerati terra produttiva. Gran parte del territorio è collinare piuttosto che montagnoso, rendendolo adatto all'Agricoltura. Della terra produttiva, circa 240 km² sono coperti da foresta. I laghi occupano 65 km². Quest'area è composta da parti del Lago di Lucerna e del Lago di Zurigo. Solo una piccola parte del Lago di Zug è all'interno del territorio cantonale. I laghi più piccoli di Lauerz (Lauerzersee) e Sihl (Sihlsee), sono completamente all'interno del cantone. Il territorio del cantone confina con il Canton Zugo, il Canton Zurigo e il Canton San Gallo a nord, con il Canton Glarona a est, con il Canton Uri e il Canton Nidvaldo a sud, e con il Canton Lucerna a ovest. La vetta più alta è lOrtstock con 2.716 m. Anche se non così alte, le cime del massiccio del Rigi (Kulm, 1.798 m, e Scheidegg, 1.665 m) sono probabilmente le montagne più famose presenti nel cantone. La superficie totale del cantone è di 908 km².

Storia

Ci sono ritrovamenti che mostrano che popolazioni abitarono nell'area del Canton Svitto migliaia di anni fa. Molti di questi ritrovamenti sono concentrati a nord, nell'area di Hurden e Freienbach sul Lago di Zurigo. Molti di questi reperti datano a 5000 anni fa. Attrezzi dell'età della Pietra e del Bronzo, sono stati recuperati da questi siti. Circa 1400 anni fa, gli Alemanni si insediarono nell'area del cantone. Questo influenzò l'agricoltura e lo stile di vita dei locali. La cristianità arrivò nell'area solo nel tardo VII secolo. Ci sono chiese a Tuggen e Svitto che risalgono a questo periodo. Nel X secolo l'abbazia di Einsiedeln divenne sempre più potente. Ben presto controllò molte delle terre circostanti, gran parte delle quali erano al di fuori dell'area attualmente coperta dal cantone. L'economia beneficiò dei transiti attraverso il Gottardo, ma questi profitti attirarono altre potenze, come gli Asburgo. Il 1 agosto 1291, il Canton Svitto fondò la Confederazione Elvetica, assieme a Canton Uri e Canton Untervaldo (Patto del Rütli). Il Canton Svitto prese da subito la guida della Confederazione. Già nel 1320 il nome del cantone era applicato a tutta la Confederazione. Fu solo nel 1803, comunque che il nome
Svizzera (Schweiz), derivato dal Canton Svitto (Schwyz), divenne il nome ufficiale della nazione. La bandiera svizzera è derivata dallo stendardo del Canton Svitto. I governanti di Svitto, poco alla volta, espansero la loro area di influenza. Questo incluse diverse piccole battaglie, come quella dellAlt Zürcherkrieg. Nel 1386 il Canton Svitto vinse la battaglia di Sempach e come risultato espanse notevolmente il suo territorio. La riforma protestante venne resistita nel cantone. Alla battaglia di Kappel del 1531, le truppe di Svitto sconfissero quelle del leader riformatore Huldrych Zwingli. Zwingli stesso fu il più noto tra i caduti della battaglia, che fece centinaia di vittime tra i soldati. Tra il 1798 e il 1803 il Canton Svitto fu parte della Repubblica Elvetica. In seguito riottenne l'indipendenza e molti dei cambiamenti introdotti da Napoleone vennero annullati. Questo portò ad attriti all'interno del cantone, che portarono a una secessione. Un "Canton Svitto contee esterne", venne creato nel 1830, solo per essere riunificato con l'altra metà nel 1833. Nel 1845 il cantone si unì alla Lega separatista Cattolica Romana (Sonderbund). L'avventura di questa lega fallì e il cantone si riunì alla Confederazione come membro ordinario. La costituzione del 1848 pose fine alle assemblee aperte (Landsgemeinde). La costituzione venne rivista nel 1876 e nel 1898.

Economia

Gran parte del cantone dipende dall'agricoltura. La razza locale di bovini è famosa. Il tessile fu di grande importanza nel cantone, ma ora ha quasi cessato di esistere. Le zone dove sopravvive sono concentrate attorno alla capitale, Svitto. Nella stessa area si trovano molti produttori di mobili di lusso. Ci sono poche grandi centrali idroelettriche. Il turismo è importante in diverse zone, sopratutto nel centro di pellegrinaggio di Einsiedeln. Einsiedeln è anche un centro per gli sport invernali. Le ferrovie montane sul Rigi sono note in tutta la nazione. Freienbach, nella parte nord del cantone, è conosciuta per avere le tasse più basse della Svizzera. Questo attrae un nutrito numero di ricchi.

Demografia

Il Canton Svitto ha circa 131.400 abitanti (2002). La lingua ufficiale è il tedesco, anche se la gente parla il dialetto svizzero-tedesco della Svizzera centrale. La religione principale è quella cattolica.

Municipalità

Le città più grandi sono Svitto e Einsiedeln. Il cantone è diviso in 6 distretti e 30 municipalità. I distretti sono Svitto, Einsiedeln, Gersau, Höfe, Küssnacht, March. Le municipalità sono: Alpthal, Altendorf, Arth, Einsiedeln, Feusisberg, Freienbach, Galgenen, Gersau, Illgau, Ingenbohl, Innerthal, Küssnacht am Rigi, Lachen, Lauerz, Morschach, Muotathal, Oberiberg, Reichenburg, Riemenstalden, Rothenthurm, Sattel, Schübelbach, Svitto, Steinen, Steinerberg, Tuggen, Unteriberg, Vorderthal, Wangen, Wollerau

Collegamenti esterni


- [http://www.sz.ch/kanton/kurzportraet/english/index.html Sito ufficiale] (in inglese)
- [http://www.statistik.admin.ch/stat_ch/ber00/ekan_sz.htm Statistiche ufficiali] (in inglese) als:Kanton Schwyz simple:Schwyz

Canton Nidvaldo

Il Canton Nidvaldo è un cantone della Svizzera. Si trova al centro della nazione. La popolazione è di 38.600 abitanti (nel 2001). La capitale è Stans.

Geografia

Il Canton Nidvaldo è situato nel centro della Svizzera. A nord è limitato dal Lago di Lucerna (Vierwaldstättersee), in tutte le altre direzioni da catene montuose. Il territorio del cantone confina con il Canton Lucerna (distretto di Lucerna) e il Canton Svitto (distretti di Gersau e di Svitto) a nord, con il Canton Uri a est, con il Canton Obvaldo a sud e a ovest e con il Canton Berna (distretto di Oberhasli) a sud.

Storia

Nel 1291 le genti del Canton Nidvaldo (assieme al Canton Obvaldo) si unirono al Canton Uri e al Canton Svitto per formare un'alleanza. A quell'epoca non esisteva uno stato, ma verso la fine del XIV secolo vennero stabilite le prime forme di governo. Queste comprendevano assemblee istituzionalizzate e corti. Nel XIV e XV secolo le genti del Nidvaldo si unirono a quelle dell'Obvaldo per discutere questioni importanti, ma i due cantoni non furono mai realmente una singola entità. Ad esempio, l'Obvaldo non partecipò all'annessione delle zone di Bellinzona, Riviera e Blenio (oggi situate nel Canton Ticino). Attorno al 1500 molte persone del Canton Obvaldo lavoravano come soldati mercenari. Molti di questi soldati in seguito emigrarono. Questo aiutò a diminuire la pressione di una popolazione crescente. Una destinazione popolare era l'Alsazia. Dopo aver rigettato la nuova costituzione di Napoleone - le idee della Rivoluzione Francese non erano popolari in un area agricola come quella -, il Canton Nidvaldo venne attacccato dalle truppe francesi il 9 settembre 1798. Ci furono delle distruzioni casuali e almeno 400 persone vennero uccise. Dopo la fine del dominio napoleonico, nel 1814