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Guido Rossa

Guido Rossa

Guido Rossa (Cesiomaggiore (Belluno), 1 dicembre 1934 - Genova, 24 gennaio 1979) è stato un operaio metalmeccanico assassinato durante gli anni di piombo dalle Brigate Rosse. Operaio di origine veneta ma genovese d'adozione, iscritto al PCI e sindacalista della CGIL all'Italsider di Genova-Cornigliano, nell'ottobre del 1978 Rossa nota un uomo intento a nascondere volantini delle B.R. dietro a un distributore di bevande. L'operaio è Francesco Berardi, che cerca di fuggire ma viene fermato dalla vigilanza della fabbrica e subito si dichiara prigioniero politico. Viene consegnato ai carabinieri e arrestato. Guido Rossa denuncia Berardi e testimonia al processo, nel quale Berardi, poi suicida in carcere, viene condannato a quattro anni e mezzo di reclusione. Per alcuni mesi il sindacato offre a Rossa una scorta, temendo una vendetta dei brigatisti, che arriva il 24 gennaio 1979. Rossa esce di casa e sale in macchina. Un commando composto da Riccardo Dura, Vincenzo Gagliardo e Lorenzo Carpi lo attende e gli spara uccidendolo. È la prima volta che le Brigate Rosse uccidono un iscritto al PCI e un sindacalista. La rabbia e l'indignazione è enorme. Al funerale, cui partecipano 250.000 persone, presenzia il Presidente della Repubblica Sandro Pertini. L'omicidio di Rossa segna una svolta nella storia delle Brigate Rosse, che da quel momento non riusciranno più a trovare alcun sostegno nel proletariato.

Voci correlate


- Terrorismo
- Anni di piombo
- Brigate Rosse Rossa, Guido Rossa, Guido Rossa, Guido

Cesiomaggiore

Cesiomaggiore è un comune di 4.076 abitanti della provincia di Belluno. Categoria:Comuni della provincia di Belluno Categoria:Comuni del Veneto Categoria:Comuni italiani

Belluno

Belluno è un comune di 35.614 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia, e maggiore centro abitato della Valbelluna. Da una economia agricola e legata all'emigrazione è diventato uno delle zone più ricche d'Italia e d'Europa.+ È stata Città delle Alpi 1999, nel territorio della provicia di cui è capoluogo infatti si erge il 70% delle Dolomiti.

Frazioni

Antole, Baldenich, Bes, Bolzano Bellunese, Borgo Piave, Borgo Pra, Caleipo-Sossai, Cavarzano, Castion, Castoi, Cavessago, Cet, Chiesurazza, Cirvoi, Col di Piana, Col di Salce, Collungo, Cusighe, Faverga, Fiammoi, Giamosa, Giazzoi, Levego, Madeago, Miér, Nevegal, Orzes, Pascoli,Pedeserva, Pittanzella, Pra de Luni, Rivamaor, Safforze, Sala, Salce, San Pietro in Campo, Sopracroda, Sois, Sossai, Tassei, Tisoi, Val del Gat, Vignole, Visome Categoria:Comuni della provincia di Belluno Categoria:Comuni del Veneto Categoria:Comuni italiani ja:ベッルーノ

1934

Eventi


- 9 giugno - Stati Uniti: vede la luce Donald Duck (in Italia: Paperino), personaggio dei fumetti Disney
- 10 giugno - Italia: la nazionale di calcio italiana vince la coppa del mondo di calcio, nei campionati del mondo disputati a Roma
- 30 giugno - Germania: nella Notte dei lunghi coltelli, le SS eliminano Ernst Röhm e i principali esponenti delle squadre d'assalto
- 2 agosto - Germania: Adolf Hitler assume la carica di capo dello Stato (Führer)

Nati


- 8 gennaio
  - Bart Starr, football star americano
  - Jacques Anquetil, corridore ciclista francese
- 11 gennaio - Jean Chrétien, Primo ministro del Canada
- 22 gennaio - Bill Bixby, attore televisivo († 1993)
- 5 febbraio - Hank Aaron, Baseball Hall of Fame
- 11 febbraio
  - Francesco Pennisi, compositore († 2000)
  - John Surtees, corridore d'auto britannico
  - Patrick Holmes Sellors, oftalmologo
  - Mary Quant, stilista.
  - Tina Louise, attrice.
- 12 febbraio - Bill Russell, basketball star
- 13 febbraio - George Segal, attore
- 14 febbraio - Florence Henderson, attrice
- 15 febbraio - Niklaus Wirth, informatico svizzero
- 1 marzo - Jean-Michel Folon, illustratore belga († 2005)
- 4 marzo - Janez Strnad, fisico sloveno
- 9 marzo - Jurij Gagarin, cosmonauta
- 16 marzo - Ray Hnatyshyn, ex-Canadian Governor-General
- 31 marzo - Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica nel 1984
- 19 aprile - Jean Ziegler, sociologo svizzero
- 11 luglio - Giorgio Armani, stilista italiano
- 15 luglio - Harrison Birtwistle, compositore
- 10 agosto - Lionello Grifo, poeta italiano
- 15 agosto - Nino Ferrer, cantante italiano
- 18 agosto - Roberto Clemente, Baseball Hall of Fame
- 20 settembre - Sophia Loren, attrice italiana
- 23 settembre - Gino Paoli, cantante italiano
- 28 settembre
  - Brigitte Bardot, attrice francese
  - Piero Ciampi, cantautore italiano († 1980)
- 1 novembre - Umberto Agnelli, fratello di Gianni, industriale italiano
- 9 novembre - Carl E. Sagan, astrofisico e divulgatore scientifico, nonché scrittore statunitense († 1996)
- 27 dicembre - Larissa Latynina, ginnasta sovietico.
- Harlan Ellison, scrittore di fantascienza statunitense.

Morti


- 9 febbraio - Douglas William Freshfield (n. 1845), alpinista inglese
- 4 luglio - Marie Curie, fisica e chimica franco-polacca, due volte premio Nobel
- 2 agosto - Paul von Hindenburg
- 12 dicembre - Thorleif Haug, sciatore norvegese

Premi Nobel


- per la Pace: Arthur Henderson
- per la Letteratura: Luigi Pirandello
- per la Medicina: George Richards Minot, William Parry Murphy, George Hoyt Whipple
- per la Chimica: Harold Clayton Urey 034 ja:1934年 ko:1934년 simple:1934 th:พ.ศ. 2477

24 gennaio

Il 24 gennaio è il 24° giorno del Calendario Gregoriano, mancano 341 giorni alla fine dell'anno (342 negli anni bisestili).

Eventi


- 41 - Claudio viene nominato imperatore di Roma dopo l'assassinio di suo nipote Caligola.
- 1458 - Mattia I Corvino diventa Re d'Ungheria.
- 1679 - Re Carlo II d'Inghilterra scioglie il Parlamento inglese.
- 1742 - Carlo VII Alberto diventa Sacro Romano Imperatore.
- 1848 - Corsa all'oro della California: James W. Marshall trova l'oro a Sutter's Mill, nei pressi di Sacramento.
- 1859 - Valachia e Moldavia vengono unite sotto Alessandro Giovanni Cuza con il nome di Romania (si veda 1 dicembre 1918 per l'unificazione definitiva, all'epoca mancavano ancora la Transilvania e altre regioni).
- 1888 - Jacob L. Wortman brevetta il nastro della macchina da scrivere.
- 1897 - Freud lavora sul folklore.
- 1908 - Robert Baden-Powell da il via al movimento dei boy-scout.
- 1924 - San Pietroburgo, viene ribattezzata Leningrado.
- 1935 - Mussolini si prepara a invadre l'Etiopia.
- 1936 - Albert Sarraut diventa Primo Ministro di Francia.
- 1943 - Seconda guerra mondiale: Franklin D. Roosevelt e Winston Churchill concludono una conferenza a Casablanca.
- 1949 - La Francia riconosce lo stato di Israele.
- 1960 - Settimana delle barricate ad Algeri.
- 1962 - Brian Epstein firma il contratto per fare da manager ai The Beatles.
- 1966 - Un Boeing 707 dell'Air India si schianta sul Monte Bianco, al confine tra [

1979

Eventi


- Il Dr. Cesare Sirtori, analizzando un ferroviere di Milano con il colesterolo insolitamente elevato, scopre la apolipoproteina mutante A1 Milano, che garantisce una maggiore protezione dall'aterosclerosi.
- 1 gennaio: la Cina e gli Stati Uniti riallacciano ufficialmente le relazioni diplomatiche. È il punto di approdo della "diplomazia del ping-pong" avviata nel 1971.
- 24 gennaio - Italia - le Brigate Rosse uccidono a Genova l'operaio-sindacalista Guido Rossa
- Giugno: Europa - Nei 9 stati della CEE si svolgono le prime elezioni a suffragio universale diretto del Parlamento Europeo
- 18 giugno - Vienna: Stati Uniti e Unione Sovietica firmano il trattato Salt II. Viene stabilito un tetto massimo all'impiego di armi nucleari offensive, pari a 1.320 missili balistici intercontinentali e missili balistici sottomarini con testata multipla. Inoltre viene decisa la distruzione dei vettori in eccedenza
- 16 luglio - Irak: Saddam Hussein diventa presidente della repubblica
- 5 agosto - Sahara Occidentale - Trattato di pace tra Fronte Polisario e Mauritania per il ritiro delle truppe dal territorio occupato da quest'ultima.
- 27 agosto - Italia - rapiti in Sardegna Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi
- 9 settembre - Italia - Jody Scheckter vince a Monza il titolo mondiale piloti per la Ferrari, non ve ne saranno altri fino al 2000 con l'inizio dell'"era" di Michael Schumacher.
- 10 ottobre - Italia: Maurizio Costanzo fonda il suo primo e unico giornale, l'"Occhio", che durerà poco più di tre mesi.
- 24 dicembre: L'Unione Sovietica invade l'Afghanistan.

Nati


- 5 gennaio - Giuseppe Gibilisco, astista italiano
- 14 gennaio - Laura Bono, cantante
- 15 gennaio - Michael Neumayer, saltatore con gli sci tedesco
- 21 gennaio - Brian O'Driscoll, giocatore di rugby irlandese
- 16 febbraio
  - Simone Vanni, schermidore italiano
  - Valentino Rossi, campione di motociclismo
- 28 febbraio - Primož Peterka, saltatore con gli sci sloveno
- 14 marzo - Carina Raich, sciatrice austriaca
- 23 marzo - Pierre Nlend Wome, calciatore camerunense
- 14 aprile - Iain Balshaw, rugbysta inglese
- 29 aprile - Rubén Maldonado, calciatore paraguaiano
- 1 maggio - Mauro Bergamasco, giocatore di rugby italiano
- 7 maggio - Gareth Cooper, giocatore di rugby gallese
- 19 maggio - Andrea Pirlo, calciatore italiano
- 25 maggio - Jonny Wilkinson, giocatore di rugby inglese
- 12 giugno - Walter Pozzebon, giocatore di rugby italiano
- 13 giugno - Mauro Esposito, calciatore italiano
- 5 luglio - Amélie Mauresmo, tennista francese
- 13 luglio - Lucinda Ruh, pattinatrice svizzera
- 15 agosto - Catello Amarante, canottiere italiano
- 17 ottobre - Kimi Räikkönen, pilota di Formula 1 finlandese
- 10 ottobre - Corrado Bedini, scrittore emiliano
- 20 ottobre - Paul O'Connell, giocatore di rugby irlandese
- 23 novembre - Ivica Kostelić, sciatore croato
- 14 dicembre - Michael Owen, calciatore inglese

Morti


- 5 gennaio - Charles Mingus, musicista americano (n. 1922)
- 2 febbraio - Sid Vicious, figura di spicco del punk rock inglese come bassista dei Sex Pistols e cantante solista (n. 1957)
- 12 febbraio - Jean Renoir, regista francese (n. 1894)
- 7 marzo - Carlo Cattaneo, matematico italiano (n. 1911)
- 8 marzo - Gérard Blitz, nuotatore e pallanuotista belga (n. 1901)
- 2 maggio - Giulio Natta, Premio Nobel per la chimica (n. 1903)
- 3 giugno - Arno Schmidt, scrittore tedesco (n. 1914)
- 11 giugno - John Wayne, attore americano (n. 1907)
- 13 giugno - Demetrio Stratos, musicista e ricercatore musicale (n. 1945)
- 13 ottobre - Rebecca Clarke, compositrice e violinista inglese
- 24 ottobre - Karl Abarth, costruttore automobilistico austriaco (n. 1908)
- 27 ottobre - Giuseppe Meazza, calciatore italiano (n. 1910)
- 7 novembre - Amedeo Nazzari, attore italiano (n. 1907)
- 11 novembre - Dimitri Tiomkin, musicista (n. 1894)
- 5 dicembre - Sonia Terk Delaunay, pittrice ucraina (n. 1885)

Premi Nobel


- per la Pace: Madre Teresa di Calcutta
- per la Letteratura: Odysseus Elytis
- per la Medicina: Alan M. Cormack, Godfrey N. Hounsfield
- per la Fisica: Sheldon L. Glashow, Abdus Salam, Steven Weinberg
- per la Chimica: Herbert C. Brown, Georg Wittig
- per l'Economia: Arthur Lewis, Theodore W. Schultz 079 als:1979 ja:1979年 ko:1979년 simple:1979 th:พ.ศ. 2522

Anni di piombo

Con anni di piombo si intende in Italia quel periodo, coincidente grosso modo con gli anni '70, in cui a parecchie persone sembrò che la lotta armata fosse una scelta di vita praticabile. Più precisamente l'estensione del periodo si considera di solito dal finire degli anni '60 all'inizio degli anni '80. Nell'immaginario collettivo molti associano questo periodo alle imprese delle Brigate Rosse in Italia o della Rote Armee Fraktion (RAF) in Germania, ma non va dimenticato che in quel periodo operarono anche molti gruppi di estrema destra, che si contrapponevano a quelli di estrema sinistra. Se il termine anni di piombo è posteriore (deriva probabilmente dal titolo di un film di Margarethe Von Trotta) a quei tempi era più usato il termine "opposti estremismi". La lotta armata e le stragi erano certamente "contro". Ma contro chi o contro cosa? Questo dubbio, mai del tutto risolto, attraversa tutti gli anni di piombo. Quindi per alcuni questi sono anni di "terrorismo di sinistra", per altri anni di "stragismo di destra", mentre su tali fatti "esiste solo una verità giudiziaria parziale, confusa e spesso contraddittoria" (Sandro Provvisionato, Rif. 4).

Premesse

Gli anni di piombo seguono il periodo che fu definito "della contestazione" in Italia ed in Europa. In quel periodo si erano creati degli strati sociali portatori di novità, che non da tutti erano visti favorevolmente. L'economia italiana era cresciuta rapidamente ed il miglioramento del tenore di vita era percettibile. La mortalità infantile si era fortemente ridotta. La popolazione cresceva. L'analfabetismo era praticamente scomparso. Con circa un secolo di ritardo rispetto ai tempi ufficiali, l'Italia cominciava ad essere una nazione, con una lingua diffusamente parlata (o almeno capita) dalla Sicilia fino alle Alpi. La Rai TV era riuscita, oltre che a diffondere una lingua nazionale, a creare una certa attenzione verso i simboli nazionali, almeno in occasione di mondiali di calcio, olimpiadi e fenomeni analoghi. In quegli anni si stava anche formando una crescita culturale, molto spesso egemonizzata dalla sinistra, con effetti favorevoli in occasione delle consultazioni elettorali. La continua crescita del Partito Comunista Italiano sicuramente non era vista di buon occhio negli USA, che valutarono il passaggio a forme d'intervento più incisive, rispetto al precedente finanziamento della sinistra non comunista. (Vedi Saunders, Rif. 2) Il 1969 fu un anno ancora denso di contestazioni. Dopo le proteste studentesche arrivarono le lotte dei lavoratori per i rinnovi contrattuali, con forti contrasti nei posti di lavoro e nelle fabbriche. Era il cosiddetto "autunno caldo". Il 12 dicembre scoppiò la bomba della Banca Nazionale dell'Agricoltura di Piazza Fontana, a Milano, provocando sedici morti e ottantotto feriti. Cominciavano gli anni di piombo.

Le stragi


- 12 dicembre 1969 Strage di piazza Fontana a Milano
- 28 maggio 1974 Strage di Piazza della Loggia a Brescia
- 4 agosto 1974 Strage sull'espresso Roma-Brennero (Italicus)
- 2 agosto 1980 Strage della stazione di Bologna Stragi che appaiono insensate. Stragi senza colpevoli, visto che difficilmente si sono raggiunte sicurezze sugli esecutori ed i mandanti sono rimasti sempre nell'ombra. Sintomatica la strage di piazza Fontana a Milano, dove alle fine gli unici condannati sono stati i parenti delle vittime, ai quali a maggio 2005 sono state addebitate le spese processuali. Eppure già all'epoca dei fatti, Pier Paolo Pasolini dichiarava di sapere i responsabili delle stragi, pur non avendo prove (rif 7):
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato "golpe" (e che in realtà è una serie di "golpe" istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Poco tempo dopo la pubblicazione dell'articolo, Pasolini veniva ucciso in circostanze mai del tutto chiarite.

Gli opposti estremismi

Le stragi equivalgono a buttare benzina in un ambiente infuocato. Se già c'erano turbolenze, manifestazioni di piazza che degeneravano in guerriglia urbana, attentati di vario genere, il livello dello scontro si alza quando si vede che per le stragi vengono trovati dei capri espiatori senza alcuna colpa (esempio Valpreda). Si parla di strage di stato e negli ambienti più estremi si passa alla clandestinità. Nascono organizzazioni come i Nuclei Armati Proletari (o NAP) e Prima Linea. Il livello dello scontro si alza nel quadro di quella che verrà poi definita la strategia della tensione. Si genera un clima di insicurezza e pericolo. Ad ogni nuovo violento fatto di cronaca l'opinione pubblica, sempre più disorientata, si chiede: "a chi giova?" ("cui prodest?"). In questa logica una fetta crescente dei cittadini, non solo appartenente all'elettorato tradizionalmente "conservatore", si prepara, rassegnata, ad accettare una risposta di tipo "militare" da parte dello Stato, e a giustificare l'emanazione di leggi sempre più "speciali". La democrazia italiana, ancora fragile e immatura, fa un passo indietro ed il Paese si trova ad un passaggio cruciale della sua storia.

Le leggi speciali

La cosiddetta emergenza terrorismo provoca una involuzione in senso poliziesco dello stato italiano, con una diminuzione delle libertà costituzionali ed un ampliamento della discrezionalità delle forze di polizia. Emblematica è in questo senso la legge Reale (n. 152 del 22/5/1975), che in pratica autorizzava la polizia a sparare nei casi in cui ne ravvisasse la necessità. Nel 1978 seguirà l'istituzione di corpi speciali con finalità antiterrorismo: il GIS (Gruppo Intervento Speciale) dei Carabinieri ed il NOCS (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza) della Polizia. Nel 1980 viene emanata la cosiddetta "legge Cossiga" (legge n.15 del 6 febbraio) la quale prevede condanne sostanziali per chi venga giudicato colpevole di "terrorismo" ed estende ulteriormente i poteri della polizia.

Il 1977

L'anno di punta degli anni di piombo, quello che caratterizza il periodo, è probabilmente il 1977, così riassunto da Moroni e Balestrini (rif. 1): "nel '77, divampò la generalizzazione quotidiana di un conflitto politico e culturale che si ramificò in tutti i luoghi del sociale, esemplificando lo scontro che percorse tutti gli anni Settanta, uno scontro duro, forse il più duro, tra le classi e dentro la classe, che si sia mai verificato dall'unità d'Italia. Quarantamila denunciati, quindicimila arrestati, quattromila condannati a migliaia di anni di galera, e poi morti e feriti, a centinaia, da entrambe le parti".

Il sequestro Moro

Uno degli episodi più vistosi di quegli anni fu il sequestro e il successivo omicidio di Aldo Moro nel 1978, ad opera delle Brigate Rosse. Nelle narrazioni ufficiali degli avvenimenti sono rimasti molti punti oscuri, ma nel tempo è stato confermato che all'interno di esse vi erano infiltrati di servizi segreti occidentali. La morte di Moro poteva presumibilmente essere evitata. In seguito all'omicidio, il 10 maggio il Ministro dell'Interno Francesco Cossiga si dimise. Il generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa fu incaricato il 10 agosto (con decreto di Andreotti) di coordinare la lotta contro il terrorismo ed ottenne buoni risultati, fino a quando non fu inviato in Sicilia nel 1982.

La fine degli anni di piombo

Lentamente verso il finire del decennio gli episodi di violenza scemarono. In particolare crollò il sostegno alle Brigate Rosse dopo l'assassinio dell'operaio Guido Rossa nel 1979. Gli anni di piombo stavano terminando, anche se ci furono dei colpi di coda all'inizio degli anni '80. Furono comunque episodi isolati, l'idea che la lotta armata potesse essere un mezzo per risolvere i conflitti sociali aveva perso credito anche all'interno delle frange più estreme di entrambi gli schieramenti politici. Dice Bifo Berardi (rif.3): "Alla fine del decennio '70 ogni comportamento anti-lavorista venne colpevolizzato, criminalizzato e rimosso, [...] il realismo del capitale riprendeva il posto di comando, con il trionfo delle politiche neo-liberiste. Iniziava la controffensiva capitalistica, la vita sociale veniva nuovamente sottomessa alla produttività, la competizione economica veniva santificata come unico criterio di progresso".

Il sequestro Dozier

Per chiarire gli anni di piombo è forse più importante il sequestro Dozier di quello Moro, in parte perché esso segna il termine di una fase delle BR e può essere considerato conclusivo degli anni di piombo; d'altro canto esso sembra indicare l'incapacità delle Brigate Rosse di compiere atti dannosi agli USA. Il generale USA James Lee Dozier (all'epoca vice comandante della NATO nel sud Europa) viene sequestrato a Verona il 17 dicembre 1981 e viene liberato il 28 gennaio 1982 da un'incursione dei NOCS.

Altri avvenimenti

Per fortuna gli anni '70 non furono solo violenza. Tra una strage ed un attentato la gente mandava avanti la propria vita. Sono da citare in questo periodo la promulgazione dello statuto dei lavoratori (legge n. 300 del 20 maggio 1970), la legge Fortuna-Baslini (legge 898 del 1 dicembre 1970) che istituì il divorzio in Italia e il referendum del 1974, con il quale fallì il tentativo di abrogare tale legge. Un evento un po' passato sotto tono fu, il 15 agosto 1971, la decisione del presidente USA Richard Nixon di sospendere la convertibilità del dollaro in oro, abrogando di fatto il sistema Aureo raggiunto con gli accordi di Bretton Woods. Da quella data il denaro fu solo una convenzione. Nell'autunno del 1973 l'OPEC rincarò il prezzo del petrolio e provocò una prima crisi petrolifera (nel 1979 ne seguì un'altra). L'Italia intraprese una politica di risparmio energetico detta austerity. Nel 1975 ci fu la riforma del diritto di famiglia, con la quale venne sancita la parità tra i coniugi. Nello stesso anno venne abbassata la maggiore età da 21 a 18 anni. Verso la fine degli anni '70 si fermò la crescita della popolazione italiana, che si stabilizzò poco sotto i 60 milioni di abitanti.

Un'occasione mancata

Guardando il periodo storico degli anni '70 in Italia, essi furono anche un'occasione mancata. Dopo la crescita economica e culturale degli anni '60 i tempi avrebbero potuto essere maturi per dare un colpo in maniera incisiva ai problemi storici, tra cui quello squilibrio strutturale tra nord e sud del Paese che fu spesso chiamato questione meridionale e lo strapotere della criminalità organizzata, ma anche per cercare di avere un'economia industriale moderna e ben regolamentata. Forse per l'insipienza delle classi dirigenti, o più probabilmente perché non c'erano le condizioni oggettive, i problemi storici italiani rimasero irrisolti. Vinse insomma il realismo politico e tale vittoria preparava quel degrado politico e morale, preannunciato dalla scoperta della loggia massonica P2 nel 1981, che sfociò negli episodi di corruzione di Tangentopoli e nelle inchieste giudiziarie di Mani pulite.

Voci correlate


- Lista delle stragi avvenute in Italia
- Strategia della tensione
- La loggia massonica P2
- Autonomia Operaia

Bibliografia

#Primo Moroni e Nanni Balestrini, L'ORDA D'ORO, SugarCo 1988. Particolarmente interessante il capitolo [http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=1344 1977 - L'anno di frontiera] #Frances Stonor Saunders, La Guerra Fredda culturale. La Cia e il mondo delle lettere e delle arti, Fazi, Roma, 2004 #Franco "Bifo" Berardi, Il sapiente, il mercante, il guerriero, Derive Approdi, 2004 #Sandro Provvisionato, [http://www.misteriditalia.com/newsletter/97/numero97.html Anni di piombo: parte male il dibattito sul superamento] in Misteri d'Italia 97, 2005 #AA.VV., [http://www.uonna.it/libro.htm La Strage di Stato], Samonà e Savelli, Roma, 1970 #Camilla Cederna, Pinelli. Una finestra sulla strage, Feltrinelli, Milano, 1971 #Pier Paolo Pasolini, [http://www.nazioneindiana.com/2005/05/08/io-so/ Io so] articolo pubblicato sul Corriere della Sera 1975

Cinema e teatro


- Dario Fo, Morte accidentale di un anarchico
- Mario Monicelli, Un borghese piccolo piccolo (film), 1977
- Margarethe Von Trotta, Anni di piombo, 1981
- Silvio Bandinelli, Anni di piombo, 1999
- Guido Chiesa, Lavorare con lentezza - Radio Alice 100.6 MHz, 2004
- Film poliziottesco Categoria:Anni di piombo Categoria:Storia d'Italia Categoria:Storia contemporanea europea

Brigate Rosse

:"Colpirne uno per educarne cento" - (motto da Mao Tse Tung ripreso dalle Brigate Rosse) Le Brigate Rosse (spesso abbreviato in BR) sono una organizzazione sovversiva di estrema sinistra di ispirazione marxista-leninista, considerate il maggiore gruppo terroristico del secondo dopoguerra in Italia. Hanno operato in Italia a partire dagli anni '70, attraverso una struttura paramilitare compartimentata e organizzata per cellule, che hanno compiuto atti di terrorismo contro persone rappresentative - a parere dei terroristi stessi- dei poteri politici, economici e sociali (che, nella logica brigatista, formavano il cosiddetto Stato Imperialista delle Multinazionali ossia S.I.M.) che intendevano abbattere.

Ideologia

L'organizzazione terroristica doveva "indicare il cammino per il raggiungimento del potere e l'instaurazione della Dittatura del Proletariato", che avveniva con gli atti terroristici e con documenti di analisi politica dette "risoluzioni strategiche", che indicavano gli obiettivi primari e come raggiungerli. Durante il triennio iniziale, l'obiettivo da raggiungere era quello di svegliare la sopita coscienza di classe dei lavoratori contro i dirigenti e di crumiri: il come era presto detto ed esemplificato: atti di vandalismo contro le automobili dei "colpevoli". In seguito, l'orizzonte si allargò e si fece il salto di qualità: abbattere lo stato borghese, cacciare gli occupanti statunitensi e ritirarsi dalla NATO, creare "l'uomo nuovo". Il gruppo di comando dell'organizzazione, detta "direzione strategica", definiva la "linea politica" da seguire per un certo periodo. All'interno della linea decisa, ogni singola "colonna" definiva anche le azioni armate da compiere. Le azioni più importanti - come il sequestro del magistrato Mario Sossi, quello di Aldo Moro o del generale americano James Lee Dozier - venivano decise dal "Comitato esecutivo", composto da quei membri della "direzione strategica" che avevano la responsabilità di dirigere una "colonna".
- È da tenere presente che Le Brigate Rosse hanno sempre rifutato la definizione di "organizzazione terroristica", attribuendosi invece quella di "guerrigliera". La differenza - che proviene dalla storia delle rivoluzioni dell'Ottocento e del Novecento - è profonda: la "guerriglia" attacca soltanto i "nemici" (militari o civili con funzioni di responsabilità), mentre il "terrorismo" (di cui non esiste ancora, peraltro, una definizione univoca e condivisa a livello delle Nazioni Unite) colpisce indiscriminatamene la popolazione civile.

Storia

Non esiste un atto di fondazione delle Brigate Rosse. Molti ritengono che la nascita dell'organizzazione sia avvenuta nel 1969, nell'albergo Stella Maris di Chiavari, dove si tenne - secondo quanto racconta uno dei capi storici, Alberto Franceschini, nel suo libro - un convegno del neonato Collettivo politico metropolitano. Ma secondo lo stesso Franceschini in quell'occasione non si accennò alla lotta armata e alla clandestinità, che divennero in seguito tratti distinti dei militanti delle BR. I primi passi delle future Brigate Rosse si sono svolte, sempre secondo Franceschini, nell'agosto del 1970 a Pecorile, dove si riuniscono i militanti del Collettivo. L'ideologia brigatista si riconduceva - a loro dire - ad una "incompiuta lotta di liberazione partigiana dell'Italia": come i partigiani liberarono il popolo dalla dittatura nazifascista, così il nuovo movimento rivoluzionario avrebbe liberato una volta per tutte il popolo dalla servitù alle multinazionali statunitensi. Alla logica partigiana si ispiravano i soprannomi che i brigatisti utilizzavano per celare la vera identità, nonchè la struttura verticale dell'intera organizzazione: gruppi di fuoco inquadrati in cellule, a loro volta raggruppate in colonne sotto l'egida della direzione strategica. Nel mondo dell'ultrasinistra maoista, dei centri sociali, dei collettivi autonomi, si vedeva un nesso tra sindacalismo militante ed azione partigiana: era, a loro dire, la risposta da dare alla "Strategia della tensione" instaurata in quegli anni dai - si diceva - "servizi segreti deviati, complici della C.I.A.". "Alzare il tono dello scontro !" era lo slogan che condiva questa visione della realtà. Ed in effetti, Franceschini, uno dei fondatori del "Partito armato" apparteneva alle frange più estremiste del sindacato. Anche Mario Moretti proveniva dalle file del sindacato. L'altra anima delle Brigate Rosse fu quella della contestazione studentesca, nella fattispecie quella sorta alla Facoltà di Sociologia dell'Università di Trento, cui appartenevano sia Renato Curcio che la moglie, Margherita ("Mara") Cagol. I primi attentati incendiari ad opera delle BR vengono eseguiti poco tempo dopo, nel settembre del 1970; a farne le spese fu l'auto del dirigente dell'ufficio del personale della SIT SIEMENS di piazza Zavattari a Milano, tal Giuseppe Leoni. I giornali dell'epoca si riferivano ad una non meglio precisata "Formazione dell'estrema sinistra extraparlamentare". Il simbolo delle BR è una stella asimmetrica a 5 punte inscritta in un cerchio. I primi brigatisti scelgono la stella come simbolo dell'organizzazione perché tale simbolo era stato adottato da diversi movimenti rivoluzionari dell'epoca. Non riescono tuttavia a disegnare una stella perfettamente simmetrica e vogliono che il loro simbolo sia facilmente riproducibile. Per questo motivo prendono come punto di riferimento, nei diversi tentativi di disegnare una stella simmetrica, un cerchio che si può disegnare facilmente con l'ausilio di una moneta e una stella che si può disegnare senza staccare la matita dal foglio. Si rassegnano infine all'asimmetria della loro stella, che diventa un tratto distintivo del simbolo. La stella era di color bianco su sfondo rosso e compariva in mezzo, tra la lettera "B" e la lettera "R". A volte, sotto la stella campeggiava uno slogan, il più delle volte recitante: "La rivoluzione non si processa !".

Periodo 1970-1974: la propaganda armata

Tra il 1970 e il 1974 le BR agiscono prevalentemente in ambito operaio, con piccoli gruppi che operano all'interno delle fabbriche in modo spesso clandestino. Inizialmente agiscono solo nel milanese. Successivamente estendono il proprio operato in Piemonte, Liguria, Veneto ed Emilia Romagna. Vengono organizzati gruppi parasindacali, ognuno dei quali detto Brigata, che fa propaganda nelle fabbriche e in particolare nelle aziende soggette a piani di ristrutturazione o nelle quali il rapporto dei lavoratori con la dirigenza e la proprietà è conflittuale. I militanti delle BR, oltre a diffondere le proprie idee, prendono di mira quadri e dirigenti aziendali, incendiandone le auto o realizzando brevi rapimenti, di solito della durata di qualche ora, allo scopo di intimidire il rapito e la dirigenza dell'azienda e dimostrare la forza e la spregiudicatezza dell'organizzazione. Ne fanno le spese tra gli altri, l'ingegnere Michele Mincuzzi dell'Alfa Romeo sequestrato per alcune ore il 28 giugno 1973, Ettore Amerio, capo del personale FIAT e l'ingegner Idalgo Macchiarini della Siemens (il primo rapito dalle BR: nel dazibao accanto al quale fu fotografato si leggeva: "Mordi e fuggi. Nulla resterà impunito. Colpirne uno per educarne cento").

Periodo 1974-1980: l'attacco al cuore dello Stato

Il lavoro di propaganda e intimidazione nelle fabbriche produce risultati modesti e la strategia cambia. Le BR decidono di attaccare lo stato colpendo quelli che ritengono esserne i rappresentanti ("I servi dello stato"): politici, magistrati, forze dell'ordine. La prima azione in questo senso è il rapimento del sostituto procuratore Sossi, a Genova, nel 1974. Sossi, che sostiene l'accusa contro gruppi terroristici, viene rapito e sottoposto a processo dai brigatisti, che decidono di ucciderlo ("Sossi, fascista, sei il primo della lista !"). Si salva grazie all'offerta del Tribunale di Genova di rivedere la posizione dei detenuti dell'organizzazione XXII Ottobre sotto processo, sfruttando le possibilità offerte dalle norme. Sossi viene liberato a Milano, torna a Genova in treno e si consegna alla Guardia di Finanza. Il Procuratore della Repubblica Coco non manterrà però fede all'impegno. Verrà sucessivamente ucciso insieme a due uomini della scorta (Coco fu la prima vittima delle BR, nel 1976: da allora venne inaugurato il periodo de "Gli anni di piombo"). Il livello dello scontro a partire dal 1974 dunque si alza. La risposta dello stato è altrettanto forte. L'8 settembre 1974 vengono arrestati Renato Curcio e Alberto Franceschini, capi storici delle BR e membri, insieme a Mario Moretti, della direzione dell'organizzazione. Curcio e Franceschini vengono arrestati grazie alle informazioni di un frate confidente delle forze dell'ordine, soprannominato frate Mitra. Moretti si salva fortunosamente. Secondo alcuni si salva perché non lo si è voluto catturare. I brigatisti non si arrendono e il 18 febbraio 1975 riescono a fare evadere Curcio dal carcere di Casale Monferrato. Resta latitante per 11 mesi prima di essere ulteriormente arrestato. Pochi mesi più tardi mentre le forze dell'ordine intervengono per liberare l'industriale Gancia, rapito dai brigatisti, resta uccisa Mara Cagol, fondatrice dell'organizzazione e compagna di Renato Curcio. Alla sua memoria verrà dedicato il nome della colonna torinese delle BR. Particolare rilevanza riveste la seconda fase, il cui culmine è l'eccidio di via Fani, l'azione definita "Di geometrica potenza", il rapimento del Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro ed il suo successivo assassinio dopo un "processo popolare nella prigione del popolo". Moro resterà prigioniero per 55 giorni, dal 16 Marzo all'8 Maggio 1978: durante la sua prigionia invierà diverse lettere alla moglie ed ai compagni di partito. La politica si divise tra il Fronte della fermezza (Berlinguer, Andreotti) ed il Fronte della trattativa (Craxi, Cossiga). Anche papa Paolo VI intervenne verso "Gli uomini delle Brigate Rosse" al fine di salvare la vita di Moro, ma fu tutto inutile, dal momento che lo stato non accolse le richieste dei brigatisti: l'ultimo comunicato delle BR iniziava in modo molto cupo con un gerundio: "Concludendo...". Il corpo senza vita di Moro venne ritrovato nel bagagliaio di un'automobile parcheggiata in via Caetani, simbolicamente posta a metà strada tra via delle Botteghe Oscure (sede del PCI) e piazza Del Gesù (sede della DC). Molti misteri restano tuttora insoluti circa il caso Moro. Ad esempio, pare che Moro avesse accennato ai brigatisti l'esistenza della struttura parallela ed ultrasegreta "Gladio", molti anni prima che divenisse di pubblico dominio. Così come non si conosce ancora chi effettivamente sparò allo statista. Ed infine, pare che vennero ritrovati dei gettoni telefonici nelle tasche del vestito di Moro, circostanza assai strana, in quanto le BR erano solite fornire i gettoni telefonici soltanto ai rapiti che intendevano liberare. In quegli anni, molti si tennero egualmente distanti dai terroristi, che dai politici: una frase attribuita a Leonardo Sciascia recitava: "Né con lo Stato, né con le Brigate Rosse". In seguito all'uccisione di Moro vennero varate leggi di durezza eccezionale ed anche provvedimenti a favore di eventuali terroristi dissociati. E fu proprio grazie alle confessioni di un dissociato, Patrizio Peci, che, a partire dal periodo 1979 - 1980, iniziò lo smantellamento delle BR da parte dello Stato, ad opera del generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa (poi ucciso dalla mafia nel 1982). Per punire Peci della collaborazione con lo Stato, i suoi ex compagni gli rapirono ed uccisero il fratello Roberto, nell'estate 1981. Con la cattura di Moretti e di Fenzi (Aprile 1981), emersero altre figure di spicco nella galassia brigatista: il professor Giovanni Senzani ed Antonio Savasta. Fu proprio Savasta e la colonna veneta che rapirono il generale statunitense James Lee Dozier nel suo appartamento a Verona, il 17 Dicembre 1981. Dozier venne, poi, liberato a Padova (1982)dalle squadre speciali della polizia, i NOCS. Le confessioni di Savasta diedero il colpo di grazia a quanto restava dell'organizzazione, ormai priva di una guida centralizzata. Nel frattempo, nel periodo Giugno - Luglio 1980, a causa di divergenze ideologiche, venne espulsa dall'organizzazione terroristica la colonna milanese Walter Alasia (prendeva il nome da un ventenne terrorista milanese morto in un conflitto a fuoco coi carabinieri nel Dicembre 1976). Anche il mondo del sindacato aveva, nel frattempo, voltato le spalle alle BR: le BR avevano ucciso un sindacalista genovese, Guido Rossa, nel 1979, reo d'aver denunciato un membro delle BR sorpreso a consegnar volantini nella medesima azienda di Rossa.

Gli anni ottanta: la dissoluzione e gli ultimi colpi di coda

Dopo l'epurazione della colonna milanese, per evitare che il simbolo e la denominazione del movimento terrorista potesse esser usurpato dagli ex compagni, le BR assunsero una nuova denominazione: "Brigate Rosse per la costruzione del Partito Comunista Combattente" (BR- PCC, la cosiddetta "Ala militarista"). La guida del nuovo movimento fu presa da Senzani, da Savasta e da Barbara Balzerani, la cosiddetta primula rossa delle BR (venne catturata solo nel 1985, poichè di lei si conosceva un'unica foto segnaletica risalente a vent'anni prima!). Nel frattempo, la colonna milanese ed altri militanti espulsi dal movimento fondarono un nuovo gruppo terrorista, le "Brigate Rosse per l'Unione dei Comunisti Combattenti", o "BR - UCC", la cosiddetta "Ala movimentista". L'ultima risoluzione strategica, in cui si ammetteva il fallimento della lotta armata, è del 1984 e porta significativamente il titolo: "Come uscire dall'emergenza". Il movimeto, decimato negli anni ottanta dopo la cattura di Senzani, di Savasta, della Balzerani, di Antonino Fosso (detto "Il cobra"), fu testimone delle uccisioni di Roberto Peci, fratello del pentito Patrizio, dell'ingegner Taliercio (direttore del Petrolchimico di Marghera)- entrambi nel 1981 - , del generale statunitense Leamon Hunt (1984), dell'economista Ezio Tarantelli (1985), dell'ex - sindaco di Firenze Lando Conti (1986), del generale Licio Giorgieri (1987) e del senatore Roberto Ruffilli (1988). Da segnalare anche il tentativo di uccidere il consulente economico dell'allora presidente del consiglio Craxi, Gino Giugni (1984), prontamente difeso dalle guardie del corpo che uccisero una terrorista, Wilma Monaco.

Gli anni 2000

Alcuni capi brigatisti arrestati e condannati sono attualmente inseriti in programmi di reinserimento sociale; molti di essi tuttora rilasciano interviste giornalistiche, pur senza mai aggiungere granché alle verità processualmente accertate. Negli ultimi anni le Brigate Rosse sono tornate nella cronaca a causa della sparatoria sul treno tra due esponenti delle Nuove Brigate Rosse - Nuclei Comunisti Combattenti Mario Galesi e Nadia Desdemona Lioce e degli agenti di Polizia Ferroviaria. Galesi ed un agente, Emanuele Petri, moriranno per i colpi di arma da fuoco. Da qui prosegue un nuovo capitolo della storia di questa organizzazione terroristica, che negli ultimi anni ha ucciso due tecnici che lavoravano alle dipendenze di due Primi Ministri, Massimo D'Antona (sotto l'on. Massimo D'Alema) e Marco Biagi (sotto l'on. Silvio Berlusconi). In seguito ai file trovati nel notebook della Lioce, sono stati arrestati altri componenti del gruppo armato e dalla fine del 2004, una pentita sta collaborando con le forze dell'ordine. I brigatisti rossi, dalla fondazione dell'organizzazione a oggi, hanno ucciso (o giustiziato, secondo il linguaggio della loro logica ideologica) una settantina di persone, oltre ai numerosi casi di ferimento.

Voci correlate


- Anni di piombo

Collegamenti esterni


- [http://www.apolis.com/moro/br/risoluzione/indicef.htm Il testo completo della risoluzione strategica del febbraio 1978]
- [http://www.archivio900.it/it/documenti/finestre-900.aspx?c=1050 Il testo completo di tutti i comunicati delle Brigate Rosse]
- [http://www.brigaterosse.org Sito web sulle Brigate Rosse] Categoria:Organizzazioni terroristiche Categoria:Anni di piombo

Partito Comunista Italiano

Il Partito Comunista Italiano (PCI) è sorto il 21 gennaio 1921 a Livorno, con l'iniziale denominazione di Partito Comunista d'Italia (sezione dell'Internazionale Comunista), dalla scissione della corrente di estrema sinistra del Partito Socialista Italiano, guidata da Amadeo Bordiga e Antonio Gramsci, che abbandonò la sala del Teatro Goldoni, dove si svolgeva il XVII Congresso socialista, convocando un congresso costitutivo presso il Teatro San Marco. Alle sue prime elezioni nel 1921 elegge 16 deputati per la XXVI legislatura. Il P.C.I. ebbe termine il 3 febbraio 1991 al XX Congresso Nazionale del P.C.I., per rinascere come Partito Democratico della Sinistra (PDS).

Storia

La soppressione nel Ventennio fascista

Dopo la nascita nel 1921 il P.C.d'I. venne soppresso dal regime fascista il 5 novembre 1926. Il partito venne ricostituito clandestinamente, in parte rimanendo in Italia in parte emigrando all'estero verso Francia e URSS. In accordo con il PCUS partecipa alla guerra di liberazione con gli alleati e le altre forze politiche che fanno parte della resistenza. Il 15 maggio 1943, in seguito allo scioglimento dellInternazionale Comunista (Comintern), assunse la denominazione di Partito Comunista Italiano (PCI), e nel settembre dello stesso anno partecipò ai Comitati di Liberazione Nazionale per marcare la resistenza al fascismo e ai tedeschi, insieme agli altri partiti di centro e di sinistra.

Anni Quaranta: la Liberazione e l'Italia repubblicana

A seguito della Liberazione d'Italia, la guida del PCI viene assunta da Palmiro Togliatti, che sostiene la consegna del potere democratico nelle mani del proletariato e stringe legami con il PCUS. Con l'entrata in vigore della Costituzione Italiana, il PCI insegue gli obiettivi di organizzare movimenti di piazza ed egemonizzare la produzione culturale puntando sulla forza operaia, che all'interno del partito rappresenta il 40%.

I rapporti con l'Unione Sovietica

Nel 1956 il PCI appoggia l'URSS nella crisi d'Ungheria e, in seguito alla morte di Togliatti (1964), si apre un forte dibattito nel partito sulle discordanze fra il modello sovietico e quello maoista. I maoisti vengono espulsi dal partito. Nel 1972 diventa segretario Enrico Berlinguer, che, sulla suggestione della crisi cilena, propone un "compromesso storico" tra comunisti e cattolici, che sposti a sinistra l'asse governativo, trovando qualche sponda nella corrente democristiana vicina a Aldo Moro. I rapporti con l'Unione Sovietica si allentano, nasce la linea dell'eurocomunismo, indipendente da quello sovietico.

Solidarietà nazionale e ritorno all'opposizione

da scrivere...

La Caduta del Muro e del Comunismo

Il 12 novembre 1989, tre giorni dopo la caduta del muro di Berlino, il nuovo segretario Achille Occhetto, succeduto da poco più di un anno ad Alessandro Natta, annuncia a Bologna in una riunione di ex partigiani e militanti comunisti della sezione
Bolognina (da cui la cosiddetta "svolta della Bolognina") la volontà della nuova direzione di iniziare un processo di revisione che collocasse definitivamente il partito fuori dal legame comunista e nell'ambito della socialdemocrazia europea. Davanti alla crisi d'immagine di tutto il comunismo europeo, infatti, Occhetto ritiene opportuno convocare un congresso straordinario per dar vita a un nuovo partito. Scoppiano, però, delle polemiche tra i comunisti, dove i filosovietici di Armando Cossutta e molti altri (quasi un terzo) non demordono e prendono le distanze dal progetto del segretario che aveva già proposto un rinnovamento: anche questi vogliono una svolta radicale, ma non fino al punto di vergognarsi di usare il nome "comunista".

Lo scioglimento del PCI e la nascita del PDS

Il 3 febbraio 1991, a conclusione del XX Congresso nazionale, il PCI delibera il proprio scioglimento, promovendo la costituzione del Partito Democratico della Sinistra (PDS). La componente di sinistra non aderisce alla nuova formazione e dà vita al
Movimento per la Rifondazione Comunista, che poi assume la denominazione di Partito della Rifondazione Comunista (PRC). Più tardi, nel 1998, il PDS darà origine ai Democratici di Sinistra (DS), mentre da una scissione da Rifondazione Comunista, nello stesso anno, nascerà il Partito dei Comunisti Italiani (PdCI).

Risultati elettorali

Il Partito Comunista Italiano è un caso straordinario nella politica europea. Dagli anni cinquanta fino al 1992 ha ottenuto una percentuale di voti significativa, superiore al 20%, con il massimo storico del 1976 (34,4%). In diverse occasioni, in particolare nel periodo della collaborazione a sinistra tra PCI e PSI (1975-1985), varie importanti città, specie quelle a vocazione industriale, furono amministrate da sindaci del PCI (Roma, Firenze, Genova, Torino, Napoli), oltre a Bologna che ebbe ininterrottamente sindaci comunisti dal 1946 al 1991.

Segretari

Suoi segretari sono stati, in ordine cronologico:
- Amadeo Bordiga (gennaio 1921 - 1924)
- Antonio Gramsci (1924 - 1926)
- Palmiro Togliatti (1927 - agosto 1964)
- Luigi Longo (agosto 1964 - marzo 1972)
- Enrico Berlinguer (marzo 1972 - giugno 1984)
- Alessandro Natta (giugno 1984 - giugno 1988)
- Achille Occhetto (giugno 1988 - febbraio 1991)

Esponenti principali


- Mario Alicata
- Abdon Alinovi
- Gavino Angius
- Giorgio Amendola
- Giulio Carlo Argan
- Luciano Barca
- Antonio Bassolino
- Ambrogio Belloni
- Giovanni Berlinguer
- Arrigo Boldrini
- Nicola Bombacci
- Paolo Bufalini
- Guido Cappelloni
- Gian Mario Cazzaniga
- Gianni Cervetti
- Giuseppe Chiarante
- Gerardo Chiaromonte
- Giulietto Chiesa
- Napoleone Colajanni
- Armando Cossutta
- Eugenio Curiel
- Giuseppe D'Alema
- Massimo D'Alema
- Fernando Di Giulio
- Giuseppe Di Vittorio
- Maurizio Ferrara
- Sergio Garavini
- Ruggero Grieco
- Luciano Gruppi
- Fausto Gullo
- Pietro Ingrao
- Nilde Iotti
- Luciano Lama
- Pio La Torre
- Lucio Libertini
- Girolamo Li Causi
- Emanuele Macaluso
- Lucio Magri
- Adalberto Minucci
- Rita Montagnana
- Fabio Mussi
- Giorgio Napolitano
- Aldo Natoli
- Celeste Negarville
- Diego Novelli
- Giancarlo Pajetta
- Giovanni Papapietro
- Ugo Pecchioli
- Eugenio Peggio
- Luigi Petroselli
- Claudio Petruccioli
- Luigi Pintor
- Camilla Ravera
- Alfredo Reichlin
- Franco Rodano
- Stefano Rodotà
- Rossana Rossanda
- Pietro Secchia
- Mauro Scoccimarro
- Sergio Segre
- Emilio Sereni
- Rino Serri
- Altiero Spinelli
- Paolo Spriano
- Tonino Tatò
- Giglia Tedesco
- Umberto Terracini
- Aldo Tortorella
- Bruno Trentin
- Antonello Trombadori
- Lanfranco Turci
- Livia Turco
- Giuseppe Vacca
- Maurizio Valenzi
- Tullio Vecchietti
- Nichi Vendola
- Renato Zangheri

Iscritti illustri


- Giulio Carlo Argan
- Alberto Asor Rosa
- Ranuccio Bianchi Bandinelli
- Massimo Cacciari
- Italo Calvino
- Maurice Duverger
- Giuliano Ferrara
- Giuseppe Fiori
- Ludovico Geymonat
- Natalia Ginzburg
- Ugo Gregoretti
- Renato Guttuso
- Lucio Lombardo Radice
- Cesare Luporini
- Concetto Marchesi
- Citto Maselli
- Mario Melloni (Fortebraccio)
- Alberto Moravia
- Pier Paolo Pasolini
- Cesare Pavese
- Gillo Pontecorvo
- Edoardo Sanguineti
- Leonardo Sciascia
- Ettore Scola
- Leo Valiani
- Antonello Venditti
- Elio Vittorini
- Paolo Volponi

Congressi


- I Congresso - Livorno, 21 gennaio 1921
- II Congresso - Roma, 20-24 marzo 1922
- III Congresso - Lione, 20-26 gennaio 1926 [in esilio]
- IV Congresso - Colonia, 14-21 aprile 1931 [in esilio]
- V Congresso - Roma, 29 dicembre 1945 - 6 gennaio 1946
- VI Congresso - Milano, 4-10 gennaio 1948
- VII Congresso - Roma, 3-8 aprile 1951
- VIII Congresso - Roma, 8-14 dicembre 1956
- IX Congresso - Roma, 30 gennaio - 4 febbraio 1960
- X Congresso - Roma, 2-8 dicembre 1962
- XI Congresso - Roma, 25-31 gennaio 1966
- XII Congresso - Bologna, 8-15 febbraio 1969
- XIII Congresso - Milano, 13-17 marzo 1972
- XIV Congresso - Roma, 18-23 marzo 1975
- XV Congresso - Roma, 30 marzo - 3 aprile 1979
- XVI Congresso - Milano, 2-6 marzo 1983
- XVII Congresso - Firenze, 9-13 aprile 1986
- XVIII Congresso - Roma, 18-22 marzo 1989
- XIX Congresso - Bologna, 7-11 marzo 1990
- XX Congresso - Rimini, 31 gennaio - 3 febbraio 1991

Giornali e riviste


-
Critica Marxista
-
L' Ora
-
L'Unità
-
Paese Sera
-
Rinascita
-
Liberazione
-
Il Manifesto

Bibliografia


- Spriano, Paolo:
Storia del Partito Comunista Italiano - Einaudi, Torino, 1967-1975 - 5 volumi
- Agosti, Aldo:
Storia del Partito comunista italiano 1921-1991. Roma-Bari: Laterza, 1999

Voci correlate


- Manifesto del Partito Comunista
- Comunismo
- movimenti comunisti
- Eurocomunismo

Collegamenti esterni


- [http://www.dsonline.it/ Sito ufficiale dei DS]
- [http://www.rifondazione.it/ Sito ufficiale del PRC]
- [http://www.comunisti-italiani.it/ Sito ufficiale del PdCI] Categoria:Partiti politici italiani (passato) Categoria:Comunismo ja:イタリア共産党


Cornigliano

Cornigliano (in genovese Corniggen, pronuncia Curniggen) è un quartiere del ponente di Genova situato tra le delegazioni di Sampierdarena e Sestri Ponente. Il nome della località potrebbe derivare dalla Gens Cornelia che aveva proprietà in questa località, che anticamente e fino a non molti decenni fa era una splendida località rivierasca. Petrarca la cantò come splendido luogo di villeggiatura fuori le mura di Genova; secondo il Giustiniani - che nel XVI secolo redasse gli annali della città - vi erano almeno trenta ville principesche. La località era luogo di passaggio del cosiddetto Grand Tour e venne ammirata da molti visitatori. Nel XIX secolo prese la denominazione di Cornigliano Ligure; e sullo scoglio di Sant'andrea l'imprenditore e politico Edilio Raggio (ritenuto in un certo momento storico l'uomo più ricco d'Italia), fece costruire uno splendido castello in stile liberty assai ammirato e, dopo la sua morte, ambito da nobili e ricchi d'ogni dove. Nel secondo dopoguerra il castello Raggio venne raso al suolo e Cornigliano divenne un sobborgo industriale destinato ad ospitare la nuova industria siderurgica pesante, proprio da Raggio impiantata per primo nella località. Così l'amena località in riva al mare si è trasformata nel XX secolo in un insieme di capannoni ed immense opere industriali, nuovo simbolo cittadino - destinato a durare diversi decenni - della sua forza produttiva ma anche del suo degrado, contestuale al progressivo allontanamento dal mare a causa degli enormi riempimenti. Molte delle ville di un tempo oggi non esistono più e la località è tuttora soffocata da ciminiere ed impianti industriali. Oggi, terminata l'era delle grandi industrie a partecipazione statale, Cornigliano - dopo aver vissuto i difficili giorni dei licenziamenti e della cassa integrazione - sta pian piano rinascendo, forse in maniera un po' disordinata. Categoria:Quartieri di Genova

Brigate Rosse

:"Colpirne uno per educarne cento" - (motto da Mao Tse Tung ripreso dalle Brigate Rosse) Le Brigate Rosse (spesso abbreviato in BR) sono una organizzazione sovversiva di estrema sinistra di ispirazione marxista-leninista, considerate il maggiore gruppo terroristico del secondo dopoguerra in Italia. Hanno operato in Italia a partire dagli anni '70, attraverso una struttura paramilitare compartimentata e organizzata per cellule, che hanno compiuto atti di terrorismo contro persone rappresentative - a parere dei terroristi stessi- dei poteri politici, economici e sociali (che, nella logica brigatista, formavano il cosiddetto Stato Imperialista delle Multinazionali ossia S.I.M.) che intendevano abbattere.

Ideologia

L'organizzazione terroristica doveva "indicare il cammino per il raggiungimento del potere e l'instaurazione della Dittatura del Proletariato", che avveniva con gli atti terroristici e con documenti di analisi politica dette "risoluzioni strategiche", che indicavano gli obiettivi primari e come raggiungerli. Durante il triennio iniziale, l'obiettivo da raggiungere era quello di svegliare la sopita coscienza di classe dei lavoratori contro i dirigenti e di crumiri: il come era presto detto ed esemplificato: atti di vandalismo contro le automobili dei "colpevoli". In seguito, l'orizzonte si allargò e si fece il salto di qualità: abbattere lo stato borghese, cacciare gli occupanti statunitensi e ritirarsi dalla NATO, creare "l'uomo nuovo". Il gruppo di comando dell'organizzazione, detta "direzione strategica", definiva la "linea politica" da seguire per un certo periodo. All'interno della linea decisa, ogni singola "colonna" definiva anche le azioni armate da compiere. Le azioni più importanti - come il sequestro del magistrato Mario Sossi, quello di Aldo Moro o del generale americano James Lee Dozier - venivano decise dal "Comitato esecutivo", composto da quei membri della "direzione strategica" che avevano la responsabilità di dirigere una "colonna".
- È da tenere presente che Le Brigate Rosse hanno sempre rifutato la definizione di "organizzazione terroristica", attribuendosi invece quella di "guerrigliera". La differenza - che proviene dalla storia delle rivoluzioni dell'Ottocento e del Novecento - è profonda: la "guerriglia" attacca soltanto i "nemici" (militari o civili con funzioni di responsabilità), mentre il "terrorismo" (di cui non esiste ancora, peraltro, una definizione univoca e condivisa a livello delle Nazioni Unite) colpisce indiscriminatamene la popolazione civile.

Storia

Non esiste un atto di fondazione delle Brigate Rosse. Molti ritengono che la nascita dell'organizzazione sia avvenuta nel 1969, nell'albergo Stella Maris di Chiavari, dove si tenne - secondo quanto racconta uno dei capi storici, Alberto Franceschini, nel suo libro - un convegno del neonato Collettivo politico metropolitano. Ma secondo lo stesso Franceschini in quell'occasione non si accennò alla lotta armata e alla clandestinità, che divennero in seguito tratti distinti dei militanti delle BR. I primi passi delle future Brigate Rosse si sono svolte, sempre secondo Franceschini, nell'agosto del 1970 a Pecorile, dove si riuniscono i militanti del Collettivo. L'ideologia brigatista si riconduceva - a loro dire - ad una "incompiuta lotta di liberazione partigiana dell'Italia": come i partigiani liberarono il popolo dalla dittatura nazifascista, così il nuovo movimento rivoluzionario avrebbe liberato una volta per tutte il popolo dalla servitù alle multinazionali statunitensi. Alla logica partigiana si ispiravano i soprannomi che i brigatisti utilizzavano per celare la vera identità, nonchè la struttura verticale dell'intera organizzazione: gruppi di fuoco inquadrati in cellule, a loro volta raggruppate in colonne sotto l'egida della direzione strategica. Nel mondo dell'ultrasinistra maoista, dei centri sociali, dei collettivi autonomi, si vedeva un nesso tra sindacalismo militante ed azione partigiana: era, a loro dire, la risposta da dare alla "Strategia della tensione" instaurata in quegli anni dai - si diceva - "servizi segreti deviati, complici della C.I.A.". "Alzare il tono dello scontro !" era lo slogan che condiva questa visione della realtà. Ed in effetti, Franceschini, uno dei fondatori del "Partito armato" apparteneva alle frange più estremiste del sindacato. Anche Mario Moretti proveniva dalle file del sindacato. L'altra anima delle Brigate Rosse fu quella della contestazione studentesca, nella fattispecie quella sorta alla Facoltà di Sociologia dell'Università di Trento, cui appartenevano sia Renato Curcio che la moglie, Margherita ("Mara") Cagol. I primi attentati incendiari ad opera delle BR vengono eseguiti poco tempo dopo, nel settembre del 1970; a farne le spese fu l'auto del dirigente dell'ufficio del personale della SIT SIEMENS di piazza Zavattari a Milano, tal Giuseppe Leoni. I giornali dell'epoca si riferivano ad una non meglio precisata "Formazione dell'estrema sinistra extraparlamentare". Il simbolo delle BR è una stella asimmetrica a 5 punte inscritta in un cerchio. I primi brigatisti scelgono la stella come simbolo dell'organizzazione perché tale simbolo era stato adottato da diversi movimenti rivoluzionari dell'epoca. Non riescono tuttavia a disegnare una stella perfettamente simmetrica e vogliono che il loro simbolo sia facilmente riproducibile. Per questo motivo prendono come punto di riferimento, nei diversi tentativi di disegnare una stella simmetrica, un cerchio che si può disegnare facilmente con l'ausilio di una moneta e una stella che si può disegnare senza staccare la matita dal foglio. Si rassegnano infine all'asimmetria della loro stella, che diventa un tratto distintivo del simbolo. La stella era di color bianco su sfondo rosso e compariva in mezzo, tra la lettera "B" e la lettera "R". A volte, sotto la stella campeggiava uno slogan, il più delle volte recitante: "La rivoluzione non si processa !".

Periodo 1970-1974: la propaganda armata

Tra il 1970 e il 1974 le BR agiscono prevalentemente in ambito operaio, con piccoli gruppi che operano all'interno delle fabbriche in modo spesso clandestino. Inizialmente agiscono solo nel milanese. Successivamente estendono il proprio operato in Piemonte, Liguria, Veneto ed Emilia Romagna. Vengono organizzati gruppi parasindacali, ognuno dei quali detto Brigata, che fa propaganda nelle fabbriche e in particolare nelle aziende soggette a piani di ristrutturazione o nelle quali il rapporto dei lavoratori con la dirigenza e la proprietà è conflittuale. I militanti delle BR, oltre a diffondere le proprie idee, prendono di mira quadri e dirigenti aziendali, incendiandone le auto o realizzando brevi rapimenti, di solito della durata di qualche ora, allo scopo di intimidire il rapito e la dirigenza dell'azienda e dimostrare la forza e la spregiudicatezza dell'organizzazione. Ne fanno le spese tra gli altri, l'ingegnere Michele Mincuzzi dell'Alfa Romeo sequestrato per alcune ore il 28 giugno 1973, Ettore Amerio, capo del personale FIAT e l'ingegner Idalgo Macchiarini della Siemens (il primo rapito dalle BR: nel dazibao accanto al quale fu fotografato si leggeva: "Mordi e fuggi. Nulla resterà impunito. Colpirne uno per educarne cento").

Periodo 1974-1980: l'attacco al cuore dello Stato

Il lavoro di propaganda e intimidazione nelle fabbriche produce risultati modesti e la strategia cambia. Le BR decidono di attaccare lo stato colpendo quelli che ritengono esserne i rappresentanti ("I servi dello stato"): politici, magistrati, forze dell'ordine. La prima azione in questo senso è il rapimento del sostituto procuratore Sossi, a Genova, nel 1974. Sossi, che sostiene l'accusa contro gruppi terroristici, viene rapito e sottoposto a processo dai brigatisti, che decidono di ucciderlo ("Sossi, fascista, sei il primo della lista !"). Si salva grazie all'offerta del Tribunale di Genova di rivedere la posizione dei detenuti dell'organizzazione XXII Ottobre sotto processo, sfruttando le possibilità offerte dalle norme. Sossi viene liberato a Milano, torna a Genova in treno e si consegna alla Guardia di Finanza. Il Procuratore della Repubblica Coco non manterrà però fede all'impegno. Verrà sucessivamente ucciso insieme a due uomini della scorta (Coco fu la prima vittima delle BR, nel 1976: da allora venne inaugurato il periodo de "Gli anni di piombo"). Il livello dello scontro a partire dal 1974 dunque si alza. La risposta dello stato è altrettanto forte. L'8 settembre 1974 vengono arrestati Renato Curcio e Alberto Franceschini, capi storici delle BR e membri, insieme a Mario Moretti, della direzione dell'organizzazione. Curcio e Franceschini vengono arrestati grazie alle informazioni di un frate confidente delle forze dell'ordine, soprannominato frate Mitra. Moretti si salva fortunosamente. Secondo alcuni si salva perché non lo si è voluto catturare. I brigatisti non si arrendono e il 18 febbraio 1975 riescono a fare evadere Curcio dal carcere di Casale Monferrato. Resta latitante per 11 mesi prima di essere ulteriormente arrestato. Pochi mesi più tardi mentre le forze dell'ordine intervengono per liberare l'industriale Gancia, rapito dai brigatisti, resta uccisa Mara Cagol, fondatrice dell'organizzazione e compagna di Renato Curcio. Alla sua memoria verrà dedicato il nome della colonna torinese delle BR. Particolare rilevanza riveste la seconda fase, il cui culmine è l'eccidio di via Fani, l'azione definita "Di geometrica potenza", il rapimento del Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro ed il suo successivo assassinio dopo un "processo popolare nella prigione del popolo". Moro resterà prigioniero per 55 giorni, dal 16 Marzo all'8 Maggio 1978: durante la sua prigionia invierà diverse lettere alla moglie ed ai compagni di partito. La politica si divise tra il Fronte della fermezza (Berlinguer, Andreotti) ed il Fronte della trattativa (Craxi, Cossiga). Anche papa Paolo VI intervenne verso "Gli uomini delle Brigate Rosse" al fine di salvare la vita di Moro, ma fu tutto inutile, dal momento che lo stato non accolse le richieste dei brigatisti: l'ultimo comunicato delle BR iniziava in modo molto cupo con un gerundio: "Concludendo...". Il corpo senza vita di Moro venne ritrovato nel bagagliaio di un'automobile parcheggiata in via Caetani, simbolicamente posta a metà strada tra via delle Botteghe Oscure (sede del PCI) e piazza Del Gesù (sede della DC). Molti misteri restano tuttora insoluti circa il caso Moro. Ad esempio, pare che Moro avesse accennato ai brigatisti l'esistenza della struttura parallela ed ultrasegreta "Gladio", molti anni prima che divenisse di pubblico dominio. Così come non si conosce ancora chi effettivamente sparò allo statista. Ed infine, pare che vennero ritrovati dei gettoni telefonici nelle tasche del vestito di Moro, circostanza assai strana, in quanto le BR erano solite fornire i gettoni telefonici soltanto ai rapiti che intendevano liberare. In quegli anni, molti si tennero egualmente distanti dai terroristi, che dai politici: una frase attribuita a Leonardo Sciascia recitava: "Né con lo Stato, né con le Brigate Rosse". In seguito all'uccisione di Moro vennero varate leggi di durezza eccezionale ed anche provvedimenti a favore di eventuali terroristi dissociati. E fu proprio grazie alle confessioni di un dissociato, Patrizio Peci, che, a partire dal periodo 1979 - 1980, iniziò lo smantellamento delle BR da parte dello Stato, ad opera del generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa (poi ucciso dalla mafia nel 1982). Per punire Peci della collaborazione con lo Stato, i suoi ex compagni gli rapirono ed uccisero il fratello Roberto, nell'estate 1981. Con la cattura di Moretti e di Fenzi (Aprile 1981), emersero altre figure di spicco nella galassia brigatista: il professor Giovanni Senzani ed Antonio Savasta. Fu proprio Savasta e la colonna veneta che rapirono il generale statunitense James Lee Dozier nel suo appartamento a Verona, il 17 Dicembre 1981. Dozier venne, poi, liberato a Padova (1982)dalle squadre speciali della polizia, i NOCS. Le confessioni di Savasta diedero il colpo di grazia a quanto restava dell'organizzazione, ormai priva di una guida centralizzata. Nel frattempo, nel periodo Giugno - Luglio 1980, a causa di divergenze ideologiche, venne espulsa dall'organizzazione terroristica la colonna milanese Walter Alasia (prendeva il nome da un ventenne terrorista milanese morto in un conflitto a fuoco coi carabinieri nel Dicembre 1976). Anche il mondo del sindacato aveva, nel frattempo, voltato le spalle alle BR: le BR avevano ucciso un sindacalista genovese, Guido Rossa, nel 1979, reo d'aver denunciato un membro delle BR sorpreso a consegnar volantini nella medesima azienda di Rossa.

Gli anni ottanta: la dissoluzione e gli ultimi colpi di coda

Dopo l'epurazione della colonna milanese, per evitare che il simbolo e la denominazione del movimento terrorista potesse esser usurpato dagli ex compagni, le BR assunsero una nuova denominazione: "Brigate Rosse per la costruzione del Partito Comunista Combattente" (BR- PCC, la cosiddetta "Ala militarista"). La guida del nuovo movimento fu presa da Senzani, da Savasta e da Barbara Balzerani, la cosiddetta primula rossa delle BR (venne catturata solo nel 1985, poichè di lei si conosceva un'unica foto segnaletica risalente a vent'anni prima!). Nel frattempo, la colonna milanese ed altri militanti espulsi dal movimento fondarono un nuovo gruppo terrorista, le "Brigate Rosse per l'Unione dei Comunisti Combattenti", o "BR - UCC", la cosiddetta "Ala movimentista". L'ultima risoluzione strategica, in cui si ammetteva il fallimento della lotta armata, è del 1984 e porta significativamente il titolo: "Come uscire dall'emergenza". Il movimeto, decimato negli anni ottanta dopo la cattura di Senzani, di Savasta, della Balzerani, di Antonino Fosso (detto "Il cobra"), fu testimone delle uccisioni di Roberto Peci, fratello del pentito Patrizio, dell'ingegner Taliercio (direttore del Petrolchimico di Marghera)- entrambi nel 1981 - , del generale statunitense Leamon Hunt (1984), dell'economista Ezio Tarantelli (1985), dell'ex - sindaco di Firenze Lando Conti (1986), del generale Licio Giorgieri (1987) e del senatore Roberto Ruffilli (1988). Da segnalare anche il tentativo di uccidere il consulente economico dell'allora presidente del consiglio Craxi, Gino Giugni (1984), prontamente difeso dalle guardie del corpo che uccisero una terrorista, Wilma Monaco.

Gli anni 2000

Alcuni capi brigatisti arrestati e condannati sono attualmente inseriti in programmi di reinserimento sociale; molti di essi tuttora rilasciano interviste giornalistiche, pur senza mai aggiungere granché alle verità processualmente accertate. Negli ultimi anni le Brigate Rosse sono tornate nella cronaca a causa della sparatoria sul treno tra due esponenti delle Nuove Brigate Rosse - Nuclei Comunisti Combattenti Mario Galesi e Nadia Desdemona Lioce e degli agenti di Polizia Ferroviaria. Galesi ed un agente, Emanuele Petri, moriranno per i colpi di arma da fuoco. Da qui prosegue un nuovo capitolo della storia di questa organizzazione terroristica, che negli ultimi anni ha ucciso due tecnici che lavoravano alle dipendenze di due Primi Ministri, Massimo D'Antona (sotto l'on. Massimo D'Alema) e Marco Biagi (sotto l'on. Silvio Berlusconi). In seguito ai file trovati nel notebook della Lioce, sono stati arrestati altri componenti del gruppo armato e dalla fine del 2004, una pentita sta collaborando con le forze dell'ordine. I brigatisti rossi, dalla fondazione dell'organizzazione a oggi, hanno ucciso (o giustiziato, secondo il linguaggio della loro logica ideologica) una settantina di persone, oltre ai numerosi casi di ferimento.

Voci correlate


- Anni di piombo

Collegamenti esterni


- [http://www.apolis.com/moro/br/risoluzione/indicef.htm Il testo completo della risoluzione strategica del febbraio 1978]
- [http://www.archivio900.it/it/documenti/finestre-900.aspx?c=1050 Il testo completo di tutti i comunicati delle Brigate Rosse]
- [http://www.brigaterosse.org Sito web sulle Brigate Rosse] Categoria:Organizzazioni terroristiche Categoria:Anni di piombo

24 gennaio

Il 24 gennaio è il 24° giorno del Calendario Gregoriano, mancano 341 giorni alla fine dell'anno (342 negli anni bisestili).

Eventi


- 41 - Claudio viene nominato imperatore di Roma dopo l'assassinio di suo nipote Caligola.
- 1458 - Mattia I Corvino diventa Re d'Ungheria.
- 1679 - Re Carlo II d'Inghilterra scioglie il Parlamento inglese.
- 1742 - Carlo VII Alberto diventa Sacro Romano Imperatore.
- 1848 - Corsa all'oro della California: James W. Marshall trova l'oro a Sutter's Mill, nei pressi di Sacramento.
- 1859 - Valachia e Moldavia vengono unite sotto Alessandro Giovanni Cuza con il nome di Romania (si veda 1 dicembre 1918 per l'unificazione definitiva, all'epoca mancavano ancora la Transilvania e altre regioni).
- 1888 - Jacob L. Wortman brevetta il nastro della macchina da scrivere.
- 1897 - Freud lavora sul folklore.
- 1908 - Robert Baden-Powell da il via al movimento dei boy-scout.
- 1924 - San Pietroburgo, viene ribattezzata Leningrado.
- 1935 - Mussolini si prepara a invadre l'Etiopia.
- 1936 - Albert Sarraut diventa Primo Ministro di Francia.
- 1943 - Seconda guerra mondiale: Franklin D. Roosevelt e Winston Churchill concludono una conferenza a Casablanca.
- 1949 - La Francia riconosce lo stato di Israele.
- 1960 - Settimana delle barricate ad Algeri.
- 1962 - Brian Epstein firma il contratto per fare da manager ai The Beatles.
- 1966 - Un Boeing 707 dell'Air India si schianta sul Monte Bianco, al confine tra [

1979

Eventi


- Il Dr. Cesare Sirtori, analizzando un ferroviere di Milano con il colesterolo insolitamente elevato, scopre la apolipoproteina mutante A1 Milano, che garantisce una maggiore protezione dall'aterosclerosi.
- 1 gennaio: la Cina e gli Stati Uniti riallacciano ufficialmente le relazioni diplomatiche. È il punto di approdo della "diplomazia del ping-pong" avviata nel 1971.
- 24 gennaio - Italia - le Brigate Rosse uccidono a Genova l'operaio-sindacalista Guido Rossa
- Giugno: Europa - Nei 9 stati della CEE si svolgono le prime elezioni a suffragio universale diretto del Parlamento Europeo
- 18 giugno - Vienna: Stati Uniti e Unione Sovietica firmano il trattato Salt II. Viene stabilito un tetto massimo all'impiego di armi nucleari offensive, pari a 1.320 missili balistici intercontinentali e missili balistici sottomarini con testata multipla. Inoltre viene decisa la distruzione dei vettori in eccedenza
- 16 luglio - Irak: Saddam Hussein diventa presidente della repubblica
- 5 agosto - Sahara Occidentale - Trattato di pace tra Fronte Polisario e Mauritania per il ritiro delle truppe dal territorio occupato da quest'ultima.
- 27 agosto - Italia - rapiti in Sardegna Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi
- 9 settembre - Italia - Jody Scheckter vince a Monza il titolo mondiale piloti per la Ferrari, non ve ne saranno altri fino al 2000 con l'inizio dell'"era" di Michael Schumacher.
- 10 ottobre - Italia: Maurizio Costanzo fonda il suo primo e unico giornale, l'"Occhio", che durerà poco più di tre mesi.
- 24 dicembre: L'Unione Sovietica invade l'Afghanistan.

Nati


- 5 gennaio - Giuseppe Gibilisco, astista italiano
- 14 gennaio - Laura Bono, cantante
- 15 gennaio - Michael Neumayer, saltatore con gli sci tedesco
- 21 gennaio - Brian O'Driscoll, giocatore di rugby irlandese
- 16 febbraio
  - Simone Vanni, schermidore italiano
  - Valentino Rossi, campione di motociclismo
- 28 febbraio - Primož Peterka, saltatore con gli sci sloveno
- 14 marzo - Carina Raich, sciatrice austriaca
- 23 marzo - Pierre Nlend Wome, calciatore camerunense
- 14 aprile - Iain Balshaw, rugbysta inglese
- 29 aprile - Rubén Maldonado, calciatore paraguaiano
- 1 maggio - Mauro Bergamasco, giocatore di rugby italiano
- 7 maggio - Gareth Cooper, giocatore di rugby gallese
- 19 maggio - Andrea Pirlo, calciatore italiano
- 25 maggio - Jonny Wilkinson, giocatore di rugby inglese
- 12 giugno - Walter Pozzebon, giocatore di rugby italiano
- 13 giugno - Mauro Esposito, calciatore italiano
- 5 luglio - Amélie Mauresmo, tennista francese
- 13 luglio - Lucinda Ruh, pattinatrice svizzera
- 15 agosto - Catello Amarante, canottiere italiano
- 17 ottobre - Kimi Räikkönen, pilota di Formula 1 finlandese
- 10 ottobre - Corrado Bedini, scrittore emiliano
- 20 ottobre - Paul O'Connell, giocatore di rugby irlandese
- 23 novembre - Ivica Kostelić, sciatore croato
- 14 dicembre - Michael Owen, calciatore inglese

Morti


- 5 gennaio - Charles Mingus, musicista americano (n. 1922)
- 2 febbraio - Sid Vicious, figura di spicco del punk rock inglese come bassista dei Sex Pistols e cantante solista (n. 1957)
- 12 febbraio - Jean Renoir, regista francese (n. 1894)
- 7 marzo - Carlo Cattaneo, matematico italiano (n. 1911)
- 8 marzo - Gérard Blitz, nuotatore e pallanuotista belga (n. 1901)
- 2 maggio - Giulio Natta, Premio Nobel per la chimica (n. 1903)
- 3 giugno - Arno Schmidt, scrittore tedesco (n. 1914)
- 11 giugno - John Wayne, attore americano (n. 1907)
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