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Guyana

Guyana

(Nota: per la Guyana Francese vedi voce a parte - peraltro ancora in discussione) ---- La Guyana è una nazione (214.970 km², 697.181 abitanti, capitale Georgetown) dell'America meridionale. Confina a
- nord: Oceano Atlantico
- est: Suriname
- sud: Brasile
- ovest: Brasile, Venezuela La Guyana è una repubblica (letteralmente: Co-operative Republic of Guyana). La lingua ufficiale è quella inglese, ma sono molti parlati anche il creolo inglese, il tamil, lo hindi e altre lingue amerinde.

Storia

Colonizzazione olandese

Tra il XVII e il XVIII secolo gli olandesi fondarono in Guyana tre colonie: Essequibo, Demerara e Berbice.

Colonia inglese

Nel 1814 la regione passò sotto il controllo britannico. Nel 1955 si svolsero le prime elezioni che vennero vinte dal PPP di Cheddi Jagan; il Parlamento viene sospeso più tardi dal Regno Unito.

Indipendenza

Nel 1964 il partito PNC guida la coalizione di governo e, due anni dopo, la Guyana ottiene l'indipendenza (1966). Terminate le elezioni del 1973, il PPP boicottò il parlamento, accusando il PNC di brogli elettorali.

Storia contemporanea

Nel 1985 muore Forbes Burnham fondatore del PNC; le elezione del 1992 vengono vinte dal PPP-CIVIC, Jagan diviene presidente, che muore, ancora in carica, nel 1997. Le successive elezioni vedono vincitrice la vedova Janet, ma il PNC contesta la vittoria; una crisi politica sconvolge la nazione.
Nel 1999, con la mediazione del CARICOM, ritorna la pace, Janet si dimette dalla carica di presidente. Alla presidenza viene eletto Bharrat Jagdeo.

Geografia

Geografia fisica

La Guyana fa parte della regione fisica della Guayana.

Morfologia

Dalla costa atlantica verso l'interno, si succedono tre zone morfologiche, chiaramente definite:
- la pianura costiera settentrionale
- le colline centrali
- gli altipiani occidentali e meridionali. La Guyana si affaccia a nord-est sull'Oceano Atlantico con una costa bassa e spesso paludosa di circa 500 km di lunghezza.
La parte costiera è pianeggiante e ricoperta da depositi alluvionali. Le colline centrali si elevano su una piattaforma poco elevata (meno di 200 m), chiusa a ovest e a sud da un orlo di alteterre. Questi altipiani hanno anch'essi una conformazione tabulare, in cui spiccano la Sierra Pacaraima o Pakaraima, che arriva ai 2.875 m con il monte Roraima e la Sierra Acaraí o Acarí, rispettivamente al confine con il Venezuela e con il Brasile. Il paese ha una nota dominante e monotona di paesaggi aperti ed orizzontali, ma geologicamente ha un profilo molto più vario.
I rilievi del Massiccio della Guayana poggiano su uno zoccolo cristallino precambriano, ricoperto da strati sedimentari paleozoici, prima corrugati e quindi lungamente pleneplanati dall'erosione. Tra le stratificazioni, emergono talvolta i caratteristici rilievi cristallini a "pan di zucchero".
Nelle aree pianeggianti ritroviano sedimenti arenacei cenozoici, a cui si sovrappone nella cimosa costiera un più recente deposito alluvionale.

Idrografia

I fiumi scendono quasi tutti verso nord o nord-est, ricchi d'acqua, ma inutilizzabili per la navigazione, in quanto continuamente interrotti da rapide e cascate a causa della tabularità del territorio, che degrada a netti gradini.
Idrograficamente l'area guayanense corrisponde al bacino idrografico del suo fiume più importante, l'Essequibo: nasce nel rilievi meridionali e viene arricchito dai numerosi affluenti (Cuyuni, Rupununi), solcando la Guyana da sud a nord per tutta la sua lunghezza e sfociando nell'Atlantico con un vasto estuario. Tra i fiumi minori, tutti tributari dell'Oceano Atlantico: Demerara, Berbice, Counentyne.

Clima

Il clima è molto caldo e umido nella regione costiera; gli alisei che spirano costantemente da nord-est, intervengono a mitigare gli eccessi climatici.
La piovosità è notevole lungo la fascia costiera, diminuendo man mano che si procede verso l'interno. L'escursione termica sulla costa è debolissima.

Temperatura e precipitazioni

Geografia umana

Popolazione

Densità: 3,2 per km²
La popolazione è distribuita in modo irregolare: l'interno è pressoché disabitato, discretamente popolata invece la zona costiera dove si concentra la gran parte della popolazione.

Etnie

Indiani orientali 52%, neri africani 38%, amerindi 4%, europei e cinesi 2%, altri 4%.

Religione

Le religioni più diffuse sono la cristiana (protestante e cattolica), l'induista e la musulmana.

Geografia politica

Geografia economica

Prodotto Nazionale Lordo: 800$ pro capite (162° posto della classifica mondiale).
Bilancia dei pagamenti: -135 milioni di $.
Inflazione: 3,6%.
Disoccupazione: 12,00%. Punti di forza. Produzione di oro, riso, zucchero, diamanti, bauxite e legname. Potenziale ecoturistico. Esiste un piano per la riduzione del debito, concordato con le agenzie multilaterali. Punti di debolezza. Alto debito estero pro capite. Instabilità politica che intacca la fiducia degli investitori esteri. Valuta vulnerabile alle pressioni del tasso di cambio. Le principali esportazioni sono esposte alle fluttuazione dei prezzi internazionali delle materie prime. Debola base manifatturiera.

Risorse

Produzione di energia elettrica: 114.000 kw.
Pesca: 45.000 tonnellate.
Petrolio: non produttore.
Allevamento: pecore 130.000, capre 79.000, bovini 220.000.
Minerali: bauxite, oro, diamanti, gemme grezze, manganese, uranio. Agricoltura All'agricoltura si dedica il 22% della popolazione attiva, ma può contare su un'area coltivabile esigua, lungo la fascia costiera pianeggiante, soprattutto a est del fiume Essequibo. Tra le colture a fini commerciali troviamo la canna da zucchero. La Guyana sta raggiungendo l'autosufficienza alimentare per quasi tutti i prodotti, tra questi primeggia il riso, favorito dall'abbondanza d'acqua e dal clima, seguito per importanza da palma da cocco, agrumi, cacao, caffè, banane, batata, mais. Ricchissime le risorse forestali (Mora excelsa, Carapa guyanensis, Eperua falcata, ecc.). Allevamento L'allevamento non è molto sviluppato e si basa soprattutto sui bovini (praticato nelle savane dell'interno), quindi ovini e caprini. Pesca La pesca è largamente praticata sulla costa e consente un'esportazione redditizia di gamberi. Risorse minerarie La seconda principale ricchezza del paese è quella mineraria. La Guyana è tra i massimi produttori di bauxite. Altri minerali estratti sono: oro, manganese, diamanti e amianto. Industria Le attività industriale sono limitate alla trasformazione dei prodotti agricoli (zuccherifici, distillerie di rum e alcol, birrifici, oleifici, manifatture di tabacco) e minerari (metallurgica soprattuto per l'alluminio).

Trasporti

Guida a sinistra. Rete stradale: 4.830 km.
Rete autostradale: nessuna.
Rete ferroviaria: 133 km.
Rete navigabile: 6.000 km.
Aeroporto internazionale: Timehri Inti di Georgetown. Flotta di 63 navi (17.137 tsl).

Turismo

1 visitatore l'anno ogni 9,2 abitanti. Provenienza: USA 37%, Caraibi 20 %, America meridionale 19%, altri 24%.

Esportazioni

Canada 24%, Regno Unito 21 %, USA 20%, Antille Olandesi 9%, Germania 6%, altri 20%.

Importazioni

USA 28%, Trinidad e Tobago 19%, Antille Olandesi 13%, Regno Unito 8%, Giappone 6%, altri 26%.

Cultura

Alfabetizzazione

Tasso di alfabetizzazione: 98%.
Studenti universitari: 7.680.

Istruzione

Obbligo scolastico fino a 14 anni.
La guyana ha un'istruzione di modello britannico, l'accesso alle scuole superiori si basa su un sistema di esami (11 o più). L'università è finanziata dallo stato. Università di Guyana (1963).

Sanità

Sistema sanitario pubblico.

Ambiente

Lo 0,05% del territorio è protetto.

Flora

Date le condizioni climatiche, il paese è ricoperto per tre quarti da una fitta foresta pluviale.
Nelle aree più interne ed elevate, prevale una savana arborata.
Lungo la costa si possono incontrare con facilità foreste a mangrovia.

Politica

L'Assemblea nazionale è composta da 65 membri

Altre voci


- Aziende
- Città
- Montagne
- Vulcani
- Fiumi
- Laghi
- Mari
- Isole ja:ガイアナ ko:가이아나 ms:Guyana simple:Guyana th:ประเทศกายอานา zh-min-nan:Guyana

Guyana Francese

Sintesi

Il Dipartimento d'oltremare della Guyana Francese (o Guiana, o anche Guayana Francese, nome però più indicato per descriverne il massiccio vicino che per il paese, vedi anche Guyana ex britannica) (in francese: Guyane française) è un dipartimento (provincia) della Francia nell'America meridionale, con capoluogo Caienna (in francese: Cayenne). Confina a
- nord: Oceano Atlantico
- est: Brasile
- sud: Brasile
- ovest: Suriname

Storia

Suriname La colonizzazione venne avviata con poco successo dalla Compagnia della Francia Equinoziale (1644). Gli errori della colonizzazione spiegano lo sviluppo modesto di questo territorio (popolazione e ricchezze) se confrontato ai territori vicini.
Dal marzo 1946 la Guyana è un dipartimento francese d'oltremare ossia una provincia, con prefetto nominato dal Governo francese. Questo dipartimento è anche una regione, con una giunta eletta dal 1982.
La totale dipendenza dagli aiuti francesi, ha scoraggiato ogni intento indipendentista negli anni Ottanta.
La bandiera qui rappresentata non è quella ufficiale che rimane la bandiera tricolore francese. I membri della giunta regionale sono eletti per sei anni (legge n° 2003-327 del 11 aprile 2003). Nel 2004, ha ottenuto la maggioranza la lista « Un projet, des engagements, une équipe : la voie de l'avenir » con 17 consiglieri eletti (del Parti socialiste guyanais o PSG). Le altre due liste erano l' Union pour un Mouvement Populaire (UMP, destra) e l'alleanza Force Démocratique de Guyane-WALWARI (sinistra), con ognuna 7 consiglieri. Il 2 aprile 2004, Antoine Karam è stato rieletto, per la terza volta, presidente della Giunta regionale della Guyana.

Geografia

La Guyana francese si affaccia sull'Oceano Atlantico. La fascia costiera è orlata da mangrovie ed anche spiagge e ricoperta da savana e praterie.
La regione interna è formata da un altopiano relativamente basso ma scosceso, ricoperto da fitte foreste; verso il confine con il Brasile si eleva la Serra Tumucumaque che fa parte del massiccio della Guayana.
I fiumi principali sono il Maroni, l'Oyapock, il Mana e l'Approuague.
La Guyana ha un clima caldo-umido tipico delle zone equatoriali.

Natura

Economia

Le risorse economiche sono costituite dai prodotti agricoli (caffè, cacao, canna da zucchero, mais, manioca, tabacco, banane, batata) e dalle risorse forestali (legnami pregiati); dal sottosuolo si ricavano oro (ufficialmente 5t all'anno) e bauxite. A Kourou ha sede il principale poligono di lancio europeo per missili spaziali, denominato Centre Spatial Guyanais, usato per i vettori Ariane dell'ESA.

Etnie

La popolazione è una delle più variegate in Francia. Anche se è composta principalmente (circa 50 % ?) da meticci e neri di origine africane e da una forte minoranza di amerindi, europei ed asiatici (di cui i Hmong, popolo senza scrittura del Laos). Interessanti le diverse popolazioni che non parlano francese e non sono cristiane, conosciute come i noirs Marrons (neri Marron), lungo il fiume Maroni (di cui il nome) che parlano un pidgin a base d'inglese, olandese e portoghese (con anche parole ebraiche).

Politica

Viene rappresentata nel Parlamento da due deputati e da un senatore.

Cultura

Turismo

Amministrazioni

Una sola provincia (département) e una sola regione. Il progetto di fondere queste due amministrazioni in una sola sembra destinato a fallire.

Varie

Il bagno penale di Guyana è rimasto aperto fino a dopo la Seconda guerra mondiale, scandalizzando il resto del mondo per l'incuria in cui erano trattati i prigionieri. Non era a Caienna, ma il nome le è rimasto associato. (vedi il romanzo e il film Papillon). Il centro principale era a Saint-Jean-du-Maroni e uno stabilimento era sulle famose isole del Diavolo, di fronte a Kuru (in francese, Kourou).

Voci collegate

Città


- Caienna, capoluogo
- Apatou
- Bienvenue
- Cacao
- Camopi
- Carbet Maïs
- Citron
- Coulor
- Gare Tigre
- Grand-Santi
- Guisanbourg
- Iracoubo
- Kaw
- Kourou
- Mana
- Montsinéry
- Ouanary
- Ouaqui
- Patience
- Régina
- Remire
- Roura
- Saul
- Saint-Élie
- Saint-Georges
- Saint-Jean
- Saint-Laurent
- Saint-Louis
- Sinnamary
- Tonate

Fiumi


- Approuague
- Awa
- Camopi
- Comté
- Grand Inini
- Iracoubo
- Itany
- Kourou
- Mana
- Maroni
- Marouini
- Oyapock
- Sinnamary
- Tampoc

Isole


- Isola del diavolo

Collegamenti esterni

Categoria:Guyana Francese Categoria:America meridionale ja:フランス領ギアナ simple:French Guiana zh-min-nan:Guyane

America meridionale

L'America meridionale o America del Sud è un continente attraversato dall'equatore, con gran parte del suo territorio nell'emisfero sud. Il Sud America è situato tra l'Oceano Pacifico e l'Oceano Atlantico. Si connesse al Nord America solo in ere geologiche recenti, con la formazione dell'Istmo di Panama. Le Ande, una catena montuosa relativamente giovane, corre sul bordo occidentale del continente; il territorio ad est delle Ande è in larga parte foresta tropicale, il vasto bacino del Rio delle Amazzoni. Si pensa che sia stato inizialmente abitato da popolazioni che attraversarono lo Stretto di Bering, sebbene vi siano anche ipotesi di migrazioni dall'Oceano Pacifico meridionale. Verso il 1530, gli abitanti del Sud America furono sopraffatti dagli invasori Europei, prima dalla Spagna, poi dal Portogallo, con la creazione di colonie. Nel corso del XIX secolo, queste colonie divennero indipendenti. Oggi, il Sud America si compone dei seguenti dodici paesi:
- Argentina (Buenos Aires)
- Bolivia (La Paz)
- Brasile (Brasilia)
- Cile (Santiago del Cile)
- Colombia (Santa Fé de Bogotá)
- Ecuador (Quito)
- Guyana (Gergetown)
- Paraguay (Asuncion)
- Perù (Lima)
- Suriname (Paramaribo)
- Uruguay (Montevideo)
- Venezuela (Caracas) e dei seguenti tra territori non indipendenti:
- Isole Falkland (Regno Unito)
- Guayana Francese (Francia)
- Georgia del Sud e isole Sandwich meridionali (Regno Unito) ---- Vedi anche:
- Americhe
- Comunità delle Nazioni del Sud America Categoria:America meridionale Categoria:Geografia ja:南アメリカ ko:남아메리카 simple:South America th:ทวีปอเมริกาใต้ zh-min-nan:Lâm Bí-chiu

Suriname

La voce tratta unicamente la nazione Suriname, per altri significati vedi:
- Suriname - fiume dell'America meridionale ---- Il Suriname è una nazione (163.270 km², 433.998 abitanti, capitale Paramaribo) dell'America meridionale. Confina a
- nord: Oceano Atlantico
- est: Guyana Francese
- sud: Brasile
- ovest: Guyana. Il Suriname è una repubblica. La lingua ufficiale è quella olandese, diffuso anche il caribe. Altre lingue parlate: hindi, giavanese, saramacca.

Storia

Il primo insediamento occidentale fu degli inglesi nel 1650; la colonia britannica fu acquistata dagli olandesi nel 1667.
I primi rilevanti insediamenti olandesi furono del XVII secolo, presso la foce del fiume Suriname.
Dopo alterne vicende tra le due potenze, avvenne la separazione della regione della Guyana in due colonie (1816): la Guyana Britannica e la Guyana olandese. La Guyana olandese diviene autonomo amministrativamente nel 1954 e indipendente nel 1975, assumendo il nome di Suriname. Le vicende interne del paese furono caratterizzate da diversi conflitti: nel 1980 un colpo di stato portò ad un regime militare con Desi Bouterse, nel 1982 ripetute uccisioni degli oppositori fecero sospendere gli aiuti dei Paesi Bassi, tra il 1986 e il 1992 la guerra civile dei bush-negros insanguina la nazione; il ritorno alla democrazia avvenne con l'elezione a presidente di Runaldo Venetian nel 1991, Bouterse lascia la guida dell'esercito. Le elezioni del 2000 vengono vinte dal partito dell'opposizione, Fronte Nazionale per la democrazia e lo sviluppo.

Geografia

Geografia fisica

Morfologia

Il territorio è geologicamente costituito da un basamento di rocce dell'archeozoico, piegate e metamorfosate, con successive intrusioni granitiche che hanno dato origine ai rilievi odierni. Verso la costa si sostituiscono terreni sedimentari del cenozoico e depositi più recenti. Morfologicamente il territorio è montuoso nella parte meridionale, con rilievi che si distendono con lunghe dorsali tra le quali monti Eilerts de Haan (Eilerts de Haan Gebergte) e i Monti Wilhelmina (Wilhelmina Gebergte) fra i quali si trova anche il punto più altro del paese a 1.280 m s.l.m. All'estremo sud, al confine col Brasile, si trova la linea spartiacque tra l'Oceano Atlantico e il Bacino amazzonico. In prossimità della costa le aree pianeggianti si deprimono in aree paludose.

Idrografia

Numerosi sono i fiumi, ricchi d'acqua e quindi per la maggior parte navigabili, scendono dai rilievi meridionali verso l'Oceano Atlantico, con un andamento più o meno parallelo fra loro. Nella parte nord orientale del paese si trova il lago W.J. van Blommestein Meer, un ampio bacino artificiale creato da una diga costruita nel 1964 finalizzata allo sfruttamento dell'energia idroelettrica per l'industria della bauxite.

Clima

Poco più a nord dell'equatore, il paese ha un clima equatoriale, con temperature medie annue sempre superiori a 20°, con debolissime escursioni termiche. Le piogge sono generalmente superiori ai 2.000-2.500 mm annui. Il regime delle precipitazioni presenta due stagioni delle piogge ravvicinate fra loro, inframmezzate da due brevi stagioni secche.

Temperatura e precipitazioni

Demografia

La popolazione del Suriname (che stando al censimento del luglio 2005 ammonta a 438.144 abitanti) è composta da numerosi gruppi etnici. Il gruppo più numeroso (37% del totale) è costituito dai discendenti degli indiani che lasciarono l’India nel XIX secolo. Seguono i creoli (frutto dell’incrocio tra bianchi e neri) con il 31% e i giavanesi (giunti da quelle che erano le Indie Orientali Olandesi) con il 15%. I maroon, discendenti degli schiavi africani fuggiti dalle piantagioni e rifugiatisi nelle foreste, sono il 10% della popolazione e sono divisi in cinque tribù principali: aucani, kwinti, matawi, paramaccani e saramaccani. Gli amerindi formano solo il 3% della popolazione (secondo alcuni, non sarebbero neppure l’1%) e sono anch’essi divisi in tribù: akuriyo, arauachi, caribi, , tirío e wayana. Vi sono poi piccole comunità di cinesi (2%), europei (1%, a loro volta divisi fra "boeri" di antica origine e bakras giunti in tempi recenti) e lavoratori brasiliani immigrati recentemente. E’ infine presente una comunità di ebrei sefarditi i quali, prima di giungere in Suriname, avevano abbandonato la penisola iberica alla volta dei Paesi Bassi. In passato, essi risiedevano in una regione autonoma del paese nota come Jodensavanne. Questa estrema eterogeneità fa sì che nel paese non vi sia una religione dominante. La maggior parte degli indiani pratica l’induismo (31%del totale), sebbene alcuni di essi professino l’Islam e il cristianesimo. Quest’ultima religione predomina tra creoli e maroons (20% tra cattolici, protestanti e fratelli moravi), mentre i musulmani sono circa il 19% (si tratta di giavanesi e alcuni indiani). L’olandese è la lingua ufficiale del Suriname, sebbene ciascun gruppo etnico utilizzi una o più lingue proprie, fra cui il giavanese, le varie lingue amerindie, lo sranang tongo (noto anche come surinaams o takki takki e diffuso fra varie etnie) e vari idiomi usati fra i maroons (fra i quali il saramaccan e l’aucan o n'Djuga/Ndjukas). Molto usato è anche l’inglese, soprattutto per intrattenere rapporti con gli stranieri. La maggioranza della popolazione (90%) vive a Paramaribo o, comunque, sulla costa. Nei Paesi Bassi si trova una folta comunità surinamese.

Geografia politica

Il paese è suddiviso in 9 distretti rurali più il distretto urbano di Paramaribo (in olandese distrikten, al singolare - distrikt)

Geografia economica

Prodotto Nazionale Lordo: 1.320$ pro capite (164° posto della classifica mondiale).
Bilancia dei pagamenti: 73 milioni di $.
Inflazione: 7,1%.
Disoccupazione: 11,00%. Punti di forza. Bauxite e oro. Potenziale per legname e petrolio. Esportazioni agricole. Esportazione di gamberetti. Punti di debolezza. Iperdipendenza dalle riserve di bauxite che stanno diminuendo. Importatore netto di alimenti.

Risorse

Produzione di energia elettrica: 425.000 kw.
Pesca: 13.150 tonnellate.
Petrolio: 10.000 b/g.
Allevamento: pecore 7.400, bovini 89.000, suini 20.000.
Minerali: bauxite, ferro, manganese, rame, nichel, platino, oro. Agricoltura: l'agricoltura viene praticata in modo intensivo sull'esigua porzione di terreno coltivabile. Prevale la coltura del riso, seguita dalla palma da olio (introdotta nel 1976), quindi canna da zucchero, agrumi, banane, caffè. Le foreste determina una produzione di legname, anche se in quantità limitata. Allevamento: scarso l'allevamento a causa delle avverse condizioni climatiche. Pesca: più importante la pesca, che contribuisce ad integrare le risorse alimentari della popolazione. Risorse minerarie: l'economia del paese si basa soprattutto sulla bauxite e i suoi derivati (allumina e alluminio), che forma l'80% del valore complessivo delle esportazioni e partecipa ad un terzo del prodotto lordo nazionale. Altre risorse minerarie: manganese, rame, nichel, platino, oro. Industria

Trasporti

La guida è a sinistra.
Le vie di comunicazione sono scarse. Rete stradale: 942 km.
Rete autostradale: nessuna.
Rete ferroviaria: 157 km.
Rete navigabile: 1.500 km. La flotta nazionale è composta da 19 navi (7.824 tsl). Aeroporto internazionale: Johann Pengen Inti di Paramaribo (175.000 passeggeri l'anno).

Turismo

1 visitatore l'anno ogni 4,9 abitanti. Provenienza: Paesi Bassi 66%, USA 3%, Francia 2%, altri 29%.

Esportazioni

Importazioni

Cultura

Alfabetizzazione

Tasso di alfabetizzazione: 94%.
Studenti universitari: 4.319.

Istruzione

L'istruzione è obbligatoria e gratuita tra i 6 e i 12 anni. La scuola primaria dura 6 anni, seguita da due cicli di istruzione secondaria (biennale o triennale il primo, triennale il secondo). L'istruzione superiore è fornita dall'Università di Suriname (1968) di Paramaribo.

Sanità

Sistema sanitario pubblico.

Ambiente

Il 4,0% del territorio è parzialmente protetto.

Flora

La vegetazione è caratterizzata dalla foresta equatoriale, ricca di essenze pregiate (Lacuma mammosa, Copaifera bracteata, Bombax ceiba, ecc.).

Fauna

Arte

Architettura

Pittura e scultura

Letteratura

Poesia

Romanzo

Teatro

Musica

Politica

Il potere legislativo è affidato all'Assemblea Nazionale (51 membri), eletta ogni 5 anni. Il potere esecutivo è del presidente della repubblica, eletto dall'Assemblea Nazionale, con una maggioranza dei 2/3, se nessun candidato raggiunge la maggioranza, il presidente viene eletto dall'Assemblea Popolare (l'Assemblea Nazionale più i rappresentanti regionali), composta da 340 membri.

Politica interna

Politica estera

Bibliografia

Collegamenti esterni


- [http://www.suriname.nu ANDA Suriname] - Portale sul Suriname (in olandese)

Altri articoli sul Suriname

Città


- Afobaka
- Albina
- Bensdorp
- Brokopondo
- Brownsweg
- Charlottenburg
- Groningen
- Kwakoegron
- Maripasoula
- Moengo
- Nieuw Amsterdam
- Nieuw Nickerie
- Paramaribo - capitale
- Paranam
- Totness
- Wageningen
- Zanderij

Montagne


- Juliana Top 1.230 m
- Monti Wilhelmina
- Picco Rosevelt

Fiumi


- Coppename
- Courantyne
- Lawa
- Litani
- Maroni
- Nickerie
- Saramacca
- Suriname
- Tapanahoni

Laghi


- Blommestein ja:スリナム ko:수리남 ms:Suriname zh-min-nan:Suriname

Brasile

Il Brasile (República Federativa do Brasil) è una repubblica federale (8.511.966 km² 180.000.000 abitanti, capitale Brasilia) di tipo presidenziale dell'America meridionale. Confina a nord con Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Guyana Francese, a est con l'Oceano Atlantico, a sud con l'Uruguay, a ovest con Argentina, Paraguay, Bolivia e Perù. Comprende 26 stati e un distretto federale. Il suo nome deriva da quello del legno tintorio chiamato "pau brasil" (Caesalpinia echinata).

Storia

Popoli precolombiani

Prima dell'arrivo degli europei, le popolazioni erano alquanto primitive, vivevano raggruppate in villaggi e tribù localizzate sia lungo la costa che nell'interno.
Il Brasile fu scoperto dal navigatore Pedro Alvares Cabral nell'aprile del 1500, quando approdò a Porto Seguro, a sud dell'attuale Salvador (Bahia), la denominò come Isola di Vera Cruz.

Scoperta e colonizzazione

I portoghesi trovarono un popolo senza alcuna organizzazione militare che poterono assoggettare facilmente. Il loro interesse non era però legato alla costituzione di un impero coloniale, ma doveva servire come base per il loro commercio con le Indie, per cui l'interesse iniziale fu veramente scarso. I primi a comprendere l'importanza dei territori brasiliani, furono francesi e spagnoli, che fecero numerosi tentativi di occupazione.
In base al Trattato di Tordesillas (7 giugno 1494), precisato da quello successivo di Saragozza (1529), il nuovo territorio fu ufficialmente incluso nella zona d'espansione territoriale del Portogallo. Nel 1533 re Giovanni III adottò la prima struttura politica ed amministrativa per il Brasile basata sulle Capitanias: queste erano concessioni terriere di tipo feudale date dal sovrano ad un nobile, al quale venivano assegnati pieni poteri sulla terra, con l'obbligo di pagare un tributo al sovrano. Il sistema aveva però il difetto di creare comunità separate, prive di interessi comuni, che nuoceva al commercio e alla difesa del paese dagli interessi stranieri.

Governatorato portoghese

Andrea Barra III fu così costretto nel 1549 a costituire un potere centrale, nominò un governatore generale e stabilì la capitale della colonia a Bahia. I governatori si dimostrarono degni del loro compito, specialmente nel respingere i tentativi di infiltrazione dei francesi. Nel 1567 fu fondata la città di Rio de Janeiro.

Passaggio alla Spagna

Nel 1580 il Brasile finì, insieme con il Portogallo, sotto il dominio spagnolo fino al 1640; durante questo periodo dovette difendersi con le proprie forze dalle nuove insidie portate da inglesi, francesi e olandesi. Particolarmente dura fu la lotta con gli olandesi, che riuscirono a creare un dominio vasto ed organico, con una efficiente organizzazione politica e militare. Contro l'invasione olandese, i coloni di origine portoghese si armarono, questo indusse il governo olandese, a mandare in Brasile il principe Giovanni Maurizio di Nassau (1637), nel tentativo di rendere possibile la coabitazione tra olandesi, portoghesi e indigeni. Giovanni fece bene il suo lavoro, ma quando il Portogallo riacquistò la sua indipendenza, e quindi la supremazia sul Brasile, venne accusato di accordi con i portoghesi per staccare la Nuova Olanda dalla madrepatria, e fu costretto a dimettersi. Il dominio spagnolo non fu comunque del tutto inutile, in quanto portò ad una coscienza nazionale ed all'apertura di nuovi orizzonti. Da una parte i Gesuiti erano penetrati all'interno per convertire gli indigeni, dall'altra gli abitanti della zona di San Paolo si diedero alla ricerca di nuove terre e di mano d'opera per le loro piantagioni.

Ritorno al Portogallo

Un conflitto tra le due correnti fu inevitabile quando i paulisti arrivarono ai confini dell'attuale repubblica del Paraguay, dove i Gesuiti avevano fondato colonie autonome di Indios, per sottrarli alla schiavitù. I tentativi paulisti di asservirli fallirono e quindi si rivolsero verso il bacino del Paraná, che colonizzarono nella prima metà del XVI secolo. Nel frattempo le popolazioni di Rio de Janeiro e di Bahia penetrarono al centro e al nord, attirati dall'oro e dalle pietre preziose. Alla fine del XVII secolo i coloni portoghesi si riunirono per combattere la Repubblica di Palmares, formata da schiavi neri fuggiti dalle piantagioni, costituiti in comunità autonoma ed indipendente, che sconfissero solo nel 1695. Molte altre le imprese dei coloni portoghesi, che penetrarono nel Minas Gerais, nel Mato Grosso e nel Goias, aprendo queste terre alla civilizzazione occidentale e procurando al Portogallo grandi quantità d'oro e di gemme preziose. Nel periodo di regno di Giuseppe I (1750-1777), il governo fu nella mani del Marchese di Pombal, che introdusse riforme che riguardavano il Brasile. Diminuì i donatori locali, creò due corti di giustizia, portò la capitale a Rio de Janeiro (1763). Sul piano sociale abolì nel 1758 la schiavitù degli indios, ma il decreto venne praticamente annullato dall'espulsione dei Gesuiti, molti degli indios che vissero nelle loro comunità preferirono tornare alla vita della foresta piuttosto che sottostare alla dominazione bianca. I vantaggi delle riforme di Pombal, vennero annullati dopo la sua morte dalla politica dura e reazionaria della nuova regina Maria I, che sollevò le ostilità dei coloni. Nel 1789 un gruppo di patrioti di Minas Gerais provocò una rivolta per creare una repubblica democratica ed indipendente, ma fu duramente repressa.

Riparo dei reali portoghesi in Brasile

Nel 1807, quando Napoleone si accinse a conquistare il Portogallo, i regnanti rifugiarono in Brasile, a Rio de Janeiro. Qui il reggente Giovanni VI svincolò le industrie dai limiti e dai controlli di cui erano gravati ed aprì i porti al traffico con l'estero, facendo rifiorire il Brasile e calmando gli interessi indipendentistici. Nel 1816 conquistò anche l'attuale Uruguay, che divenne una provincia brasiliana.

Indipendenza

Caduto Napoleone, Giovanni tornò in Portogallo, lasciando la reggenza del Brasile al figlio Don Pedro, a cui venne imposto di ripristinare gli ordinamenti della vecchia colonia. Il giovane principe si oppose, sostenuto dall'intera popolazione, e il 7 settembre 1822 proclamò l'indipendenza del Brasile. Represse però le intenzioni liberali dei suoi sudditi e fece redigere una costituzione di tipo paternalistico, in base alla quale l'imperatore aveva il potere di opporsi a qualsiasi legge votata dall'organico legislativo, di sciogliere le camere (una di nomina imperiale e una popolare) del parlamento in qualsiasi momento. Nel 1831 scoppiò una conflitto con l'Argentina sulla provincia dell'Uruguay, che porto ad un accordo sull'indipendenza della regione. I brasiliani si rivoltarono (7 aprile 1831) e costrinsero Pedro I ad abdicare in favore del figlio Don Pedro de Alcantara (Pedro II), che allora aveva solo 5 anni e che quindi fu affiancato ad un consiglio di reggenza. Il periodo della reggenza fu caratterizzato da rivolte interne (Pará, Minas Gerais, Mato Grosso e Maranhao) che furono sedate concedendo poteri delegati alle singole province. Nel 1840 Don Pedro fu dichiarato maggiorenne con due anni di anticipo ed eletto imperatore col nome di Pedro II; egli fu sovrano colto e abile politico, seppe imporre una politica di grande espansione economica favorevole all'aristocrazia terriera che, dopo il 1860, intraprese su larga scala la coltivazione del caffè. Favorì l'immigrazione europea, aprendo ai principi di liberalismo. Curò molto la politica estera, cercando l'amicizia dei paesi esteri, ma non riuscì a guadagnarsi quella dell'Inghilterra, che giunse persino a bloccare i porti brasiliani (1860). Il Brasile entrò in conflitto con l'Argentina, per assicurare l'indipendenza all'Uruguay, indipendenza che venne riaffermata, con vantaggi territoriali per il Brasile.

Repubblica

Il contrasto tra il nord, retrogrado e sonnolento, e il sud, liberale e attivo, determinò forti problemi politici. Nel sud nacquero circoli politici liberali, che miravano ad ottenere nuove strutture statali, di cui Pedro II non comprese l'importanza e, dopo essersi inimicato esercito e clero, continuò ad appoggiarsi ai coltivatori del nord ed ai conservatori, finché nel 1871 la situazione precipitò. A San Paolo venne costituito il Partito Repubblicano e fu abolita la schiavitù. Il 15 novembre 1889 il capo dell'esercito impose all'imperatore di ritirarsi e, poiché egli non oppose resistenza, il Brasile si trasformò pacificamente in una repubblica. Il colpo di stato fu facilitato dalla circostanza che la classe dirigente e addirittura lo stesso sovrano non sembravano più credere ai valori e alla funzione della monarchia. Con la nuova costituzione repubblicana fu creato uno stato laico e federale con istituzioni analoghe e quelle degli USA. La nuova repubblica seppe resistere alle invadenze dell'esercito e della flotta (1893) e dal 1894 (elezione del presidente Barros) al 1930, dodici presidenti si succedettero nella più rigorosa legalità mentre il paese raggiungeva notevole prosperità economica soprattutto grazie all'esportazione del caffè e all'arrivo di immigranti europei sempre più numerosi (italiani, spagnoli, portoghesi, tedeschi, etc).

Prima guerra mondiale

Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale il Brasile era incontestabilmente la principale potenza dell'America latina, il governo brasiliano decise di restare neutrale, cambiando posizione solo all'ingresso nella guerra degli USA, schierandosi contro gli "Imperi centrali" (26 ottobre 1917) e dando un importante contributo alla vittoria delle forze alleate. Al termine della guerra, segui un breve periodo di prosperità economica a cui ne subentrò uno di crisi. La chiusura dei mercati europei, il crollo del prezzo del caucciù e soprattutto del caffè (1929), provocarono una profonda modifica nel sistema di governo e la nascita delle prime forze comuniste. Questa situazione porto il Brasile quasi alla rovina, finché, il capo dei liberali, Getúlio Vargas costituì un governo provvisorio e dittatoriale: il suo scopo era colpire i signori delle province e le loro clientele ed attuare una completa centralizzazione del potere stroncando le tendenze autonomistiche locali.

Seconda guerra mondiale

L'inizio della seconda guerra mondiale vide il Brasile combattere con gli alleati. ma al termine di questa (1945), Vargas venne deposto per iniziativa di un gruppo di generali, e nelle elezioni successive venne eletto presidente il generale Enrico Dutra, candidato del partito social-democratico. Nel 1946 fu adottata una nuova costituzione democratica e federalista. Tra il 1950 e il 1960 si affermò una fase di prosperità nell'ambito dei governi democratici. Nel 1950 fu rieletto Vargas, al quale venne però imposto un programma democratico, che, pur mantenendo gli impegni presi, diede alla sua politica un carattere chiusamente nazionalistico, che portarono ad una campagna di protesta degli avversari politici, che culminarono con il suo suicidio nel 1954. Gli succede alla presidenza J. Cafè Filho e quindi Juscelino Kubitschek. Egli dedicò ogni sforzo all'industrializzazione, fece costruire sull'altopiano di Goias la città di Brasilia (che diviene capitale il 21 aprile 1960). A Kubitschek succede Janio Quadros che adottò una politica interna austera, mentre sul piano internazionale affermò l'indipendenza della politica estera brasiliana. Il suo sistema di governo venne aspramente criticato, tanto da costringerlo alle dimissioni dopo solo sette mesi, sostituito da Joao Goulart nell'autunno del 1961, affiancato da un consiglio di ministri responsabile di fronte al governo. Il 3 gennaio 1963 venne ripristinato il precedente sistema e Goulart riebbe i pieni poteri.

Governi militari

Dopo un colpo di stato, il potere venne assunto dal generale Castelo Branco. Nell'ottobre 1966 il Congresso Federale brasiliano elesse presidente della repubblica il maresciallo Arthur Da Costa e Silva, che si insediò il 15 marzo 1967, rimanendo al potere fino al 1969. Il governo fu caratterizzato da una rilevante presenza di militari, che costrinsero il presidente a revocare le garanzie costituzionali. Viene sostituito alla presidenza da Emilio Garrastazu Medici (1969-1974). Una crisi petrolifera mondiale segna la fine, nel 1974, del boom economico brasiliano; nel frattempo viene eletto presidente della repubblica Ernesto Geisel (1974-1979).

Ritorno alla democrazia

Nel 1979 vengono ammessi più partiti alle competizioni elettorali, alla presidenza arriva João Baptista Figueiredo (1979-1985). Con l'elezione di Tancredo Neves (1985), il governo tornò ai civili; il ritorno alla democrazia fu funestato dalla morte improvvisa del neoeletto presidente, al quale succedette il vicepresidente José Sarney (1985-1989). Questi fece approvare un emendamento per l'elezione del presidente della repubblica a suffragio universale diretto (fino ad allora gli analfabeti erano esclusi dal voto). Il nuovo governo ha comunque cercato di fronteggiare la grave situazione socio-economica, deliberando il piano per la riforma agraria (ottobre 1985). Questa doveva, entro il 1989, portare alla distribuzione di 43 milioni di ettari di terreno appartenenti allo stato o a proprietari assenteisti, al fine di creare un vasto ceto di piccoli proprietari terrieri. La riforma ha però incontrato l'opposizione, anche armata, dei latifondisti. La nuova costituzione (1988), oltre alla riforma agraria, promette ingenti spese sociali; in quest'anno fu assassinato Chico Mendes, capo del sindacato dei lavoratori della gomma.

Storia recente

Nel 1989 nacque il primo programma di protezione ambientale, ma l'inflazione tocca il 1000%.
Fernando Collor de Mello (1989-1992) vince le prime elezioni completamente democratiche. Il governo vara programmi economici per ridurre l'inflazione e la povertà (1990); Nel 1992 si svolge a Rio de Janeiro il summit mondiale ambientale, il presidente Mello è costretto alle dimissioni in quanto accusato di corruzione, viene sostituito ad interim dal vicepresidente Itamar Franco (1992-1994) (attuale ambasciatore del Brasile in Italia, 2004). L'elezione a presidente di Fernando Henrique Cardoso (1995-2003) porta ad un piano di stabilizzazione monetaria che ferma l'iperinflazione del 1994-1995; il Congresso si oppone ad una modifica della Costituzione, ma approva la privatizzazione dei monopoli chiave. Una nuova crisi economica impone la svalutazione del real nel 1999. Nel gennaio del 2003, viene eletto a presidente della Repubblica Luiz Inácio da Silva, detto Lula. Luglio del 2005, gravi scandali coinvolgono il partito al governo (PT) e altri partiti dell´area del governo.

Geografia

Geografia fisica

La maggior parte del Brasile è costituito da uno zoccolo precambriano inegualmente ricoperto da rocce sedimentarie.
Il territorio ha i suoi fondamenti strutturali in tre elementi che sono la base della stessa America meridionale:
- il massiccio della Guyana
- l'altopiano del Brasile
- la depressione amazzonica. I due elementi orografici rappresentano le strutture arcaiche del subcontinente e affiorano per ampi tratti. Si possono distinguere cinque grandi regioni geografiche:
- il Nord o Amazzonia (Norte)
  - è la regione in cui confluiscono le acque ed è limitata a nord dal massiccio delle guyane (Serra Parima, Pacaraima, Uassari, Acarai, Tumucumaque). Il bacino del Rio delle Amazzoni è colmato da sedimenti nell'ampio imbuto che si apre a monte della città di Manaus.
- il Nord-Est (Nordeste)
  - in questa zona vi sono tavolati limitati da cuestas: chapadas, del Maranhão, del Plauí, del Ceará, con la Serra di Ibiapa e la Serra do Araripe. L'altitudine è inferiore ai 1.000 m. Alcuni grandi fiumi (Gurupi, Turiaç, Mearim, Itapecuru, Parnaiba) hanno formato larghe valli.
- il Sud-Est (Sudeste)
  - regione d'altitudine abbastanza elevata, con rilievi che si ergono a picco direttamente sull'Oceano Atlantico. La costa, con le baie di Guanabara, Angra dos Reis, Santos, Paranaguá, è dominata dalla scarpata della Serra do Mar.
  - Nel retroterra si estende la valle del Paraiba, dominata dalla scarpata che limita verso valle la Serra da Mantiqueida; in quest'ultima si trova il Pico da Bandeira (2.890 m), seconda cima nazionale. La maggior parte delle acque che scorrono in questa regione confluiscono verso ovest nel Río Grande, che forma il Paraná.
- il Sud (Sul)
  - è la regione delle dolci colline del Rio Grande do Sul. I terreni formano grandi cuestas sinuose, attraversate dai fiumi nati sul dorso della Serra do Mar.
- il Centro-Ovest (Centro-Oeste)
  - caratterizzato dall'estensione delle chapadas (Goiás e Mato Grosso) e vi scorre il Paraná da nord a sud.

Morfologia

Altopiani
Il massiccio della Guyana è costituito da un altopiano non elevato (500 m di media) sormontato da montagne granitiche che, al confine con il Venezuela, superano di poco i 3.000 m (Pico da Neblina 3.014 m), massima elevazione nazionale). Gli altopiani sono morfologicamente più vari. Essi si estendono dalla costa atlantica fino alle grandi depressioni continentali interne dell'Amazzonia e del Paraná, divise tra loro dall'altopiano del Mato Grosso che continua ad ovest dei penepiani che anticipano le Ande. In genere per questi altipiani si parla di planaltos, ma le loro forme sono diverse. Non mancano le strutture tabulari (chapadas) che terminano con tipiche scarpate a cuestas e sono costituite sia da formazioni sedimentarie sia da formazioni vulcaniche. In altri casi si hanno superfici pianeggianti od ondulate dominate da residui affioramenti cristallini. Considerati nel loro insieme gli altopiani presentano una caratteristica disimmetria, sono cioè inclinati verso l'interno, terminando ad est con un orlo rilevato; qui si succedono delle sierras ben marcate e di uguale orientamento come la Sierra do Mar, la Sierra da Mantiqueira, la Sierra do Paranapiacaba e la Sierra do Espinhaço, che toccano in media i 2.000 metri e che raggiungono le massime altezze con il Pico da Bandeira (2.890 m). Queste montagne, che rappresentano l'orlatura del subcontinente, sono prevalentemente formate da rocce granitiche e dominano da vicino il litorale. In taluni casi il rilievo termina direttamente sul mare, originando un contorno costiero roccioso e vario, con insenature come la baia di Guanabara. In altri casi la scarpata termina su brevi pianure costiere (restingas) tra le quali si aprono spesso delle lagune (lagoas) chiuse da cordoni sabbiosi: la più vasta è la Lagoa dos Patos (Laguna delle Anatre), lunga 300 km.
Depressione amazzonica
Le pianure costiere si fanno naturalmente ampie sul lato settentrionale, dove inizia la depressione amazzonica, morfologicamente rappresentata da un piatto territorio con substrato archeozoico, orlato dalle scarpate del massiccio della Guyana a nord e dalle chapadas dell'altopiani brasiliano e del Mato Grosso a sud. Tutta la parte centrale dove scorre il Rio delle Amazzoni è costituita da depositi alluvionali; per il resto predomino i terreni sedimentari cenozoici che lasciano il posto, intorno al massiccio guyanense ed all'altopiano del Brasile, al penepiano cristallino o alle formazioni paleozoiche. Nella parte più interna la depressione amazzonica è delimitata dal penepiano del Mato Grosso, regione archeozoica alta non più di 500 m, che continua verso ovest della Sierra do Parecis, bordo settentrionale del bacino del Paraguay-Paraná, solo in parte incluso in territorio brasiliano.

Idrografia

Il Brasile è inserito nella rete dei due maggiori fiumi sudamericani, il Rio delle Amazzoni e il Paraná. Il resto raggiunge l'Atlantico tramite i fiumi che dall'altopiani scendono direttamente verso la costa. Il corso d'acqua più importante è il Rio delle Amazzoni (6.280 km con l'Ucayali), che attraversa il territorio nazionale per oltre 3.000 km, offrendo un percorso sempre navigabile; il suo bacino idrografico copre più della metà dell'area del Brasile. L'enorme quantità d'acqua sfocia nell'Oceano Atlantico, in un esteso estuario. Principali affluenti sono: Madeira (3.350 km), Rio Negro (2.150 km), Xingù (2.000 km), Purus, Tapajós; il Tocantins ha in comune con il Rio delle Amazzoni, soltanto la foce. Un altro importante fiume è il San Francisco (2.900 km), che scorre tra gli altipiani. Il Paraná sviluppa la parte elevata del suo bacino sugli altopiani brasiliani; il suo spartiacque orientale corre sulle sierre marginali, non lontano dalle coste atlantiche, con importanti affluenti (Paranaiba, Río Grande, Uguaçu, Uruguay; fuori dal suo confini, viene raggiunto dal Paraguay, che però nasce nell'altopiano del Mato Grosso.

Clima

Il Brasile rientra per intero nell'area tropicale e questa tropicalità costituisce il carattere più marcato della sua geografia per le incidenze che essa ha sul paesaggio oltre che sugli uomini e le loro attività. Vi sono peraltro diversità notevoli tra una regione e l'altra; si può iniziare da una prima distinzione riconoscendo un clima equatoriale umido nella regione amazzonica, uno subequatoriale nella fascia immediatamente a sud e un clima tropicale a due stagioni, più o meno piovoso, nel resto del paese, il cui settore più meridionale fa presentire il clima temperato (clima subtropicale). In quanto ai meccanismo che determinano il clima occorre tenere conto della conformazione del territorio, che è aperto, privo di formazioni montuose elevate e quindi largamente esposto all'Atlantico, da cui provengono le masse d'aria che portano le precipitazioni. Nella regione amazzonica. situata nella fascia delle convergenze intertropicali, tale apporto è dovuto agli alisei di nord-est e di sud-est, i cui effetti si sommano dando luogo alle condizioni di equatorialità che fanno di questa regione una delle più umide e piovose della Terra con valori annui di precipitazione che si aggirano sui 2.030 mm e con temperature quasi costanti di 26° C. Anche in Amazzonia vie è tuttavia una attenuazione delle piogge che si verifica nei mesi dell'inverno australe, cioè in corrispondenza della massima zenitazione del sole nell'emisfero boreale. In questa stessa stagione le superfici continentali tropicali sono dominate da formazioni anticicloniche che mantengono condizioni stabili e che rientrano perciò come fattori responsabili del clima a due stagioni di gran parte del Brasile. La stagione secca, che in Amazzonia è molto effimera e relativa, a sud di essa diviene marcata e si prolunga fino a sei mesi. Le precipitazioni si verificano massimamente nell'estate australe (novembre-marzo) e apportano intorno ai 1.500 mm annui di pioggia. Anche le temperature, specie nella parte interna, variano molto, con escursioni termiche annue sino a 7-8° C e con escursioni termiche giornaliere che raggiungono i 15° C sugli altopiani interni più meridionali. Nella regione costiera è di nuovo elevata la piovosità, in quanto le scarpate continentali hanno un effetto di cattura nei confronti delle masse d'aria umide atlantiche; si ha un clima di tipo monsonico con precipitazioni complessive che superano i 2.000 mm sui rilievi (4.524 mm nella Serra do Mar); tra Salvador e il Capo São Roque, le piogge cadono da marzo a settembre, cioè durante la stagione più fresca. Nell'interno degli stati del Nord-Est regna un clima semiarido.

Temperatura e precipitazioni

marzo

Geografia umana

Popolazione

Gli indios rappresentano ormai una piccola percentuale, difficile da valutare. I gesuiti ne avevano iniziato l'evangelizzazione già nel XVI secolo. Ma i coloni portoghesi intrapresero contro di loro razzie. La lenta ma inesorabile penetrazione dei bianchi e le malattie che questi portarono contribuirono a decimare la massa degli indios. Tuttavia la civiltà brasiliana deve molto agli indios, e il contadino per eccellenza è il meticcio (caboclo), i cui metodi di coltura sono ancora quelli degli indios Tupí. Oggi metà della popolazione è di razza bianca, il resto è costituito da neri, mulatti, meticci, amerindi e asiatici (giapponesi, cinesi, coreani). Circa 20% della popolazione brasiliana è di origine italiana (25 milioni di persone). È la più numerosa popolazione di origine italiana nel mondo. Densità: 20 per km²

Etnie

La popolazione brasiliana cambia nelle differenti regioni:
- Nella regione Nordest, la maggioranza dei Brasiliani sono Meticci e Neri.
- Nella regione Norte, la maggioranza dei Brasiliani sono Meticci e Índios.
- Nella regione Sud, la maggioranza dei Brasiliani sono Bianchi, discendenti dei milioni di immigranti europei che sono arrivato nel Brasile alla fine del secolo XIX e inizio del secolo XX. La maggioranza della popolazione brasiliana è di razza Bianca (53%), discendenti degli immigranti Portoghesi e al secondo posto discendenti degli Italiani. Dopo vengono i discendenti di Tedeschi, Spagnoli, Polacchi e altre europei. I meticci sono inoltre un gruppo molto numeroso in Brasile. La maggior parte dei meticci brasiliani sono Mulatti (Nero+Bianco), Caboclo (Índio+Bianco) e Cafuzo (Nero+Índio). Circa il 38% dei brasiliani sono meticci. I brasiliani di razza Nera sono inoltre numerosi, discendenti degli schiavi africani. La popolazione di Índios del Brasile è composta da 700.000 persone. Circa il 10% del territorio del Brasile sono terre di índios, che vivono nelle foreste del paese. La popolazione brasiliana di origine Asiatica è inoltre importante. Circa 2 millioni di Giapponesi e discendenti vivono nel Brasile. È la più numerosa popolazione Giapponese all'estero. La popolazione di origine Araba del Brasile è molto importante. Circa 10 millioni di Libanesi, Siriani e discendenti vivono nel Brasile. La maggioranza di loro è cristiana.

Religione

La religione predominante è quella cattolica (89%); assai più modeste percentuali praticano confessioni e culti tradizionali dei paesi d'origine (protestantesimo 6%, ortodossia, buddhismo, ebraismo, islamismo, ecc.) e gli indios delle foreste seguono ancora culti animistici.

Geografia politica

Il Brasile è composto da 26 stati, più un distretto federale nel quale si trova la capitale. cristiana Da un punto di vista geografico il paese è inoltre diviso in 5 regioni (região, pl. regiões), queste sono usate talvolta anche per fini statistici non hanno però rilevanza da un punto di vista amministrativo, gli stati sono così distribuiti:
- (Região Norte): Acre, Amapá, Amazonas, Pará, Rondônia, Roraima, Tocantins
- (Região Nordeste): Alagoas, Bahia, Ceará, Maranhão, Paraíba, Pernambuco, Piauí, Rio Grande do Norte, Sergipe
- (Região Centro-Oeste): Goiás, Mato Grosso, Mato Grosso do Sul, Distrito Federal do Brasil, Brasília
- (Região Sudeste): Espírito Santo, Minas Gerais, Rio de Janeiro, São Paulo
- (Região Sul): Paraná, Santa Catarina, Rio Grande do Sul

Geografia economica


- Prodotto Nazionale Lordo: 4.790$ pro capite (8° posto della classifica mondiale).
- Bilancia dei pagamenti: -33,8 miliardi di $.
- Inflazione: 6,9%.
- Disoccupazione: 7%. Punti di forza. L'industria locale è ben sviluppata e assicura al paese una posizione dominante nella regione. Immense le risorse naturali. Ampi giacimenti d'oro, d'argento e di ferro. È uno dei più importanti produttori di acciaio. Punti di debolezza. Le dissestate finanze regionali rischiano di mettere a repentaglio la stabilità economica. Gli investimenti esteri sono frenati dalle imposte sulle attività economiche e dalla corruzione. La priorità è data alla privatizzazione di compagnie statali. La vulnerabilità dell'economia è causata dalle fluttuazione dei prezzi delle materie prime.

Risorse


- Produzione di energia elettrica: 59.000.000 kw.
- Pesca: 850.000 tonnellate.
- Petrolio: 630.732 b/g.
- Allevamento: pecore 18,3 milioni, capre 12,6 milioni, bovini 161 milioni, suini 31,4 milioni.
- Minerali: ferro, manganese, carbone, bauxite, nichel, petrolio, stagno, argento, diamanti, oro. La colonia portoghese, soggetta al regime del patto coloniale, fu aperta all'immigrazione degli stranieri solo all'inizio del XIX secolo. Il Brasile divenne per l'Europa, e in seguito per l'America Settentrionale, un fornitore di derrate tropicali ed un acquirente di manufatti. Dopo la prima guerra mondiale si verificò tuttavia un cambiamento dovuto al rapido progresso dell'industrializzazione e all'inizio degli anni settanta si è assistito al cosiddetto "miracolo economico brasiliano". Purtroppo si è anche trattato di un fenomeno più apparente che reale, cui ha fatto seguito una recessione economica che è andata sempre più aggravandosi con il passare degli anni.
Agricoltura
Solo una porzione relativamente modesta del territorio viene sfruttata in modo adeguato. In linea di massima, fatta eccezione per le grandi piantagioni di canna da zucchero e di una gran parte di quelle di cacao, soia (attualmente primo produttore mondiale) e caffè, le grandi proprietà sono dedicate all'allevamento, mentre le piccole praticano un'agricoltura abitudinaria di colture di uso alimentare. In testa alle produzioni agricole vengono la soia, il mais (terzo produttore mondiale), quindi frumento e fagioli neri (alimento base nazionale insieme al riso). La coltura del cacao è concentrata negli stati di Bahia e di Espirito Santo. Tipica è la coltura della manioca e della batata. Largamente diffusa la coltivazione di piante oleifere come le arachidi, la soia, il ricino, il cotone e il lino; le ultime due sono anche piante tessili che si uniscono alla coltivazione di sisal e iuta. La coltivazione del tabacco è concentrata nello stato di Bahia. Ovviamente importantissima la produzione forestale con il legname dell'Amazzonia; essenza tipica di quest'area è il caucciù. L'essenza più ricercata è il pino del Paraná. Nel nord-est la pianta tipica è la palma carnauba, coltivata per la produzione della cera. Altra coltivazione tipica è quella dell'erva-mate, della quale vengono utilizzate le foglie per ricavarne infusi. E´un grande produttore di frutta tropicale.
Allevamento
Nell'allevamento, prevalgono i bovini, quindi seguono suini, ovini e caprini. Il Brasile è il primo allevatore mondiale di cavalli. Dall'importante patrimonio zootecnico si ricavano lana, latte e uova. Nello stato di Sao Paulo è importante l'allevamento del baco da seta.
Pesca
I maggiori centri per la pesca si trovano negli stati di Maranhao, Ceará, Bahia, Rio de Janeiro, San Paolo e Amazonas. Diffusa specialmente nel Nordest la pescicoltura ( gamberi)
Risorse minerarie
Di antica tradizione è la produzione aurifera, con il centro più importante a Nova Lima. Anche la produzione diamantifera è di origine antica, concentrata nel Bahia e nel Minas Gerais. Più importanti economicamente i giacimenti ferrosi, cosi come quelli di magnetite e nichel. La produzione di uranio è concentrata nello stato di Pernambuco. Nel Minas Gerais sono presenti depositi di bauxite, mentre quelli di rame si trovano nel Rio Grande do Sul. La produzione di tungsteno non riveste più l'importanza di un tempo, mentre poco importante economicamente la produzione di carbone, petrolio. L'estrazione di gas naturale è localizzata nello stato di Bahia e di Rio de Janeiro (specialmente in acque profonde marine). Una produzione pressoché monopolistica è quella del quarzo ialino. Il Brasile è anche ai primi posti nella produzione di mica. Altri prodotti minerari: columbite, berillio, manganese, magnesite, cromite, zirconio, ecc.
Industria
Nel settore industriale il progresso fu più equilibrato grazie allo sviluppo delle industrie produttrici di beni strumentali; con la scoperta dei giacimenti amazzonici (bauxite e ferro) e con gli investimenti stranieri fiorirono a ritmo sostenuto. Si è andato generalizzando il sistema delle società a capitale misto, per cui le società straniere sostengono tutte le spese delle infrastrutture e si rivalgono poi su una parte della produzione senza mai controllare finanziariamente le società brasiliane. La siderurgia è ormai poderosa. Invece nel settore energetico che più si è manifestato il dinamismo brasiliano; alla trascurabile importanza del carbone, fa riscontro il poderoso potenziale idroelettrico. La gamma delle industrie di trasformazione è assai varia: prevalgono le industrie siderurgiche, quelle tessili ed automobilistiche e negli ultimi anni l ´industria aerea ( Embraer). L'industria cotoniera è concentrata in San Paolo, Rio de Janeiro e Porto Alegre, quella serica (quasi la totalità della produzione) e quella laniera (ben oltre la metà) sempre nello stato di San Paolo. Importante anche la produzione di fibre di iuta, sviluppata su tutto il territorio nazionale. Oltre alle fibre tessili naturali, si è sviluppata anche quella di fibre artificiali (soprattutto raion). Il settore alimentare è sviluppato negli zuccherifici, nell'industria molitoria, delle carni e dei latticini. Attiva l'industria della concia e del cuoio, unitamente alla connessa industria calzaturificia. L'industria della gomma è sviluppata grazie alla presenza della materia prima in loco; notevole la produzione di pneumatici (Rio de Janeiro, Guanabara). Ben sviluppata è anche l'industria che sfrutta le risorse forestali (legname, cellulosa, carta). Importante lo sviluppo del settore metallurgico, con produzione di ghisa, acciaio, piombo e alluminio.

Trasporti


- Reti autostradali: 5.000 km.
- Reti stradali: 224.397 km.
- Reti ferroviarie: 30.379km.
- Reti navigabili interne: 50.000 km.

Turismo

Un visitatore all'anno per ogni 55 abitanti. Paesi di provenienza: Argentina 43%, Uruguay 9%, USA 9%, Paraguay 5%, Germania 5%, altri 30% Principali poli turistici: Rio de Janeiro, Bahia, Foz do Iguaçu, Regione Amazzonica, Nordeste, Pantanal. Parchi nazionali: Foz de Iguacu, Lencois Maranhenses, Chapada Diamantina, Parco Marino Fernando de Noronha, Itatiaia, Jericoacoara, Monte Pascoal, Monte Roraima, Pau Brasil, Tijuca, Serra dos Orgãos, Sete Cidades, Serra da Canasta, Ubajara, Pico da Neblina.

Esportazioni

USA 17%, Argentina 14%, Olanda 7%, Giappone 6%, Germania 5%, altri 51%.

Importazioni

USA 23%, Argentina 13%, Germania 8%, Giappone 6%, Italia 6%, altri 44%.

Cultura

Alfabetizzazione


- Tasso di alfabetizzazione: 84%.
- Studenti universitari: 1.710.000.

Istruzione

L'istruzione di base è garantita a tutti ma la difficoltà nel censire gli abitanti nei grossi agglomerati urbani genera una grande difficoltà da parte del governo ad obbligare i piccoli a frequentare la scuola. Le università pubbliche sono di ottimo livello e per potervi accedere è necessario passare un esame di ammissione, normalmente sono frequentate dai ricchi in quanto hanno potuto frequentare scuole superiori a pagamento di ottimo livello, la classe povera che frequenta le scuole superiori pubbliche (di pessimo livello) difficilmente riesce ad accedere ai corsi universitari statali.

Sanità

Sistema sanitario pubblico.

Arte

Prima della colonizzazione, il patrimonio artistico era alquanto limitato e privo di grande originalità. Le produzione più notevole è costituita da urne funerarie rivenute nell'isola di Marajo, alle foci del Rio delle Amazzoni, con una decorazione estremamente varia. Nella parte meridionale, si trovano idoli, statue e sculture in pietra. Alcune pitture rupestri sono state ritrovate in Amazzonia e nel Ceará. L'arte coloniale si impernia soprattutto sull'architettura, spesso di stampo europeo. Pochi sono gli edifici rimasti dei primi 150 anni di colonizzazione: le prime chiese erano fatte in mattoni e rivestite di vegetazione, ben presto sostituite da quelle in pietra rivestite di calce, con la base divisa in due parti, una per i fedeli, l'altra per il presbiterio. L'arte del periodo coloniale si ricollega nell'insieme al barocco portoghese e il suo sviluppo, piuttosto tardivo, si colloca nel XVII e nel XVIII secolo. La grande architettura brasiliana risale però al XVIII secolo ed è in stile Rococò. Nella seconda metà del 1600, fu costruita la più importante chiesa di tutto il Brasile, la chiesa dei Gesuiti a Salvador: costituita da una sola navata, con cappelle laterali intercomunicanti, priva di cupola. Il maggior rappresentante dell'arte brasiliana è Antonio Francisco Lisboa, architetto e scultore, protagonista del filone detto mineiro. A lui sono attribuite chiese di notevole valore, soprattutto per le composizioni scultoree: "Il Calvario" e "I dodici profeti" del Santuario di Cngonhas, la facciata di San Francesco a Ouro Preto. I rapporti con il movimento artistico moderno si fanno risalire al 1816, quando venne chiamata in Brasile una commissione tecnica francese. La critica più autorevole pone l'inizio della architettura contemporanea nel 1930, anno in cui fu eretto il palazzo del Ministero dell'educazione e della sanità pubblica a Rio de Janeiro, sotto la direzione di Lucio Costa. La personalità più significativa dell'epoca è però Oscar Niemeyer, con la sinuosità delle piante e le audaci coperture paraboliche. Nonostante l'attività di artisti come il pittore Eliseu d'Angelo Visconti (1866-1944), che rivela influssi dell'impressionismo e dell'Art nouveau, bisogna arrivare al 1920-1930 per ritrovare un nuovo slancio nell'arte nazionale. La pittura e la scultura contemporanea, riflettono i caratteri delle correnti artistiche più moderne, si trovano quindi elementi cubisti, astrattisti e illustrativi. I pittori più noti sono Candido Portinari, Flavio de Carbalho, Emiliano di Cavalcanti. Il pittore attualmente più interessante è Lasar Segall, appartenente al gruppo degli espressionisti

Letteratura

L'attività letteraria nazionale vera e propria iniziò solo con l'arrivo dei Gesuiti, cui fece seguito una seconda ondata di missionari, tra i quali spiccò Padre José de Anchieta, autore della prima grammatica dei Tupí. Per tutto il 1600, i generi letterari maggiormente praticati furono la storiografia e l'oratoria sacra; lo stile generalmente usato fu il Barocco. Durante il 1700 lo stile fu influenzato dai modelli italiani e il Classicismo si sostituì al barocco, furono fondate accademie e circoli culturali; nel 1728 fu pubblicata a Lisbona la prima parte del primo romanzo brasiliano "Il compendio narrativo do peregrino da America" che fu uno dei libri più letti di tutto il secolo. Verso la fine del 1700 fiorì la "Escola mineria", di tendenze arcadiche, formata da scrittori originari del Minas Gerais, autori di poemi, sonetti, patetiche poesie, canzonette e leggiadre liriche amorose. Nei primi del 1800, la letteratura nazionale subì l'influsso delle dottrine filosofiche parigine e assorbì i principi del romanticismo europeo. Rappresentanti del nuovo indirizzo furono: Josè Domingos Gonçalves de Magalhaes, Manuel de Arujo Porto-Alegre, Antonio Gonçalves Dias. Verso il 1860 la letteratura brasiliana abbandonò i temi amorosi, i versi dolci e musicali, per affrontare i problemi sociali e nazionali, soprattutto quello dell'abolizione della schiavitù. Tale poesia si differenzia dalla precedente per l'impeto e il vigore da cui è pervasa. Esempio di questa letteratura è Antonio de Castro Alves, che si scaglia contro la schiavitù, descrivendo la profonda infelicità dei neri schiavizzati. In questo periodo ha un grande sviluppo anche il romanzo, il cui iniziatore è Antonio Gonçalves Teixeira, creatore del romanzo popolare di ambiente nazionale; altri romanzieri furono Joaquim Manuel de Macedo, che descrive la vita media durante il secondo periodo imperiale, Josè Martiniano de Alencar, che consacrò i suoi romanzi al periodo delle origini, Manoel Antonio de Almeida, precursore isolato del realismo. Verso il 1870 vi fu una reazione al romantiscimo da parte della corrente letteraria parnassiana, che proponeva come temi le nuove scoperte scientifiche e la realtà della vita urbana. A questa corrente aderì Joaquim Maria Machado de Assis, unico scrittore brasiliano di questo secolo, a godere di fama mondiale. La sua opere è varia e multiforme, si dedicò anche al teatro, ma la sua passione fu la narrativa impostata sul tema di misurato realismo, con una fine analisi psicologica. Ma la sua opera rimase isolata e, dopo di lui, la narrativa prese un indirizzo naturalistico sull'esempio di Emile Zola e di Eça de Queiroz. Contemporaneamente a parnassiani e naturalisti, operarono storiografi e critici, come Silvio Romero, che pubblicò due raccolte di letteratura popolare. Verso la fine del 1800 si sviluppò la corrente simbolista, la cui tematica non si accordava col temperamento brasiliano. Il primo poeta simbolista fu Joao da Cruz e Sousa. Accanto ai simbolisti, i narratori regionalisti, che svilupparono la corrente sertanista già delineatasi in epoca romantica, così chiamata in quanto si ispirava al sertao, l'interno montuoso e boscoso del Brasile, solo in parte civilizzato. Rappresentante di questa corrente fu Euclides de Cunha, autore del romanzo "Il retroterra", quadro di ambiente regionale, ma anche documento storico e sociologico di valore universale. Tra il 1913-1917 sorse la poesia modernista, che si ispira ai rappresentanti dell'Esprit Nouveau come [[Apollin

Lingua inglese

Storia della Lingua Inglese

Nel suo lungo sviluppo l'inglese si è notevolmente alterato. Convenzionalmente si divide l'evoluzione diacronica della lingua in tre fasi:
- Inglese Antico (AI) o Anglosassone (AS)
- Medio Inglese (MI)
- Inglese Moderno (IM) Possiamo estrapolare delle date approssimative tra le molte proposte, e dire che l'AI va dall'invasione della Britannia ad opera di Sassoni, Juti e Angli (V secolo d.C.) fino all'invasione normanna. Il MI si può far terminare intorno all'inizio del XVI secolo. L'IM copre un periodo di tempo molto lungo, che va da Shakespeare ai nostri giorni. Benché la lingua si sia evoluta in questi secoli (noi non leggiamo al giorno d'oggi le opere di Shakespeare seguendo la pronuncia dei suoi contemporanei), la sua struttura è rimasta sostanzialmente immutata.

Antico Inglese (Anglosassone)

Storia esterna

Secondo il resoconto del Venerabile Beda, le stirpi germaniche degli Angli, dei Sassoni e degli Juti, partite dallo Jutland e dalla Germania settentrionale, si insediarono in quella regione della Britannia che è oggi l'Inghilterra nel 499 d.C. Gli Juti si stabilirono nel Cantium (Kent), gli Angli nell'East Anglia, nelle Midlands e in Northumbria, i Sassoni nell'Essex, nel Middlesex e nel Wessex - cioè rispettivamente regno dei Sassoni orientali, di mezzo ed occidentali. Sotto la spinta dei nuovi venuti i Celti in parte si assimilarono, in parte si spostarono a ovest (North Walas, West Walas o Galles, Sûth Walas o Cornovaglia).

Fonetica

Il sistema vocalico dell'AI consta di sette vocali, che possono essere brevi o lunghe:
- a (aperta se breve, chiusa se lunga)

- æ ([æ] o [æ:])

- e (/ε/ se breve, /e:/ se lunga)

- i

- o (aperta se breve, chiusa se lunga)

- u ([υ] o [u:])

- y (come la ü del tedesco) La lunghezza delle vocali non veniva indicata graficamente. A partire dal X secolo le atone brevi a, e, o e u tendono a confluire nel suono indistinto schwa [ə] così frequente nell'inglese moderno. I dittonghi sono:
- ea ([æa] e [æ:a])
- eo ([εo] e [ε:o])
- ie ([iε] e [i:ε]) Tra le consonanti:
- c rende i suoni [k] (cynn, stirpe) e [t∫] (c di cena) (spræc [spræt∫], discorso).

- g può indicare i suoni [j] (gêar, anno) o [γ] (gh) (dagas, giorni).

- h rende i suoni [h], [x] (fricativa sorda velare) o [ç] (ted. ich).

- ð e þ possono rendere indifferentemente i suoni [ð] o [θ], esattamente come th nell'inglese moderno.

- sc si legge [∫] (sc di scena) (wascan ['wa∫an], lavare).

Sostantivi

L'AI, a differenza dell'IM, possiede una ricca flessione, sia nominale che verbale. I generi sono tre, maschile, femminile e neutro. Come in tedesco, il nome nell'AI presenta quattro casi: nominativo, genitivo, dativo, accusativo. Le classi di declinazione più frequenti sono tre:
- Nomi maschili e neutri in -a-. Questa classe corrisponde ai nomi indoeuropei in -o-s, germ. -a-z, lat. -u-s)
- Nomi femminili in -o- (corrispondenti all'IE -a-, germ -u, lat. -a)
- Nomi maschili, femminili e neutri in nasale (ted. Name, Friede). Altre declinazioni meno frequenti sono la atematica, quella in -r-, quella dei neutri con plur. in -ru. I sostantivi atematici, masch. e femm., cambiano al plurale la vocale tematica in conseguenza di un antico umlaut: fôt, masch. "piede", plur. fêt.

Gli aggettivi

Gli aggettivi, secondo una caratteristica delle lingue germaniche, seguono una declinazione forte, con le desinenze dei pronomi, e una debole, con le desinenze dei sostantivi in nasale. Un aggettivo segue la declinazione debole quando è preceduto da un articolo, un dimostrativo o un possessivo, la forte negli altri casi.

Pronomi personali

L'articolo definito

L'aricolo definito si presenta nella forma per il maschile, sêo per il femminile, ðæt per il neutro. Quest'ultima forma sopravvive nell'IM the e that.

L' articolo indefinito

L' articolo indetefinito ( o indeterminativo) a\an è invariabile. Lo si usa davanti ai sostantivi singolari numerabili. 1. Si usa an davanti ad una parola che inizia per vocale o "h" muta. 2.Si usa a davanti ad una parola che inizia per consonante o "h" aspirata.

Verbi

Come in genere nelle lingue germaniche i verbi si dividono in due categorie: forti e deboli. Nei forti la vocale tematica muta passando dal presente al preterito al participio passato e dal singolare al plurale. P.es. da singan (cantare) si ha pret. sang, pret. plur. sungon, part. pass. gesungen. I verbi deboli formano il preterito mediante le desinenze -ede, -ode, -de, -te. Esistono varie ipotesi sull'origine di questa desinenza in dentale tipicamente germanica. Secondo alcuni autori deriverebbe dall'agglutinazione del verbo germanico per "fare" (qualcosa del tipo "I did change", "I change-did", "I changed"), secondo altri dalla particella , "to".
I verbi forti, molto numerosi in AI, tenderanno, col passare dei secoli, in gran parte a scomparire o a confluire nella più "regolare" declinazione forte. Quelli che si sono mantenuti sono in effetti i verbi di uso più frequente, quindi meno propensi a venir "regolarizzati". Un esempio di AI: il Padre Nostro :Fæder ûre, :þû þe eart on heofonum, :sî þîn nama gehâlgod. :Tôbecume þîn rîce. :Gewurþe ðîn willa on eorðan swâ swâ on heofonum. :Ûrne gedæghwâmlîcan hlâf syle ûs tô dæg. :And forgyf ûs ûre gyltas, swâ swâ wê forgyfað ûrum gyltendum. :And ne gelæd þû ûs on costnunge, :ac âlys ûs of yfele. :Sôþlîce.

Medio Inglese (MI)

Storia esterna

Alla morte di Edoardo il Confessore (1066) si scatena la lotta per il trono d'Inghilterra tra Aroldo II, discendente designato dal re morente, e Guglielmo Duca di Normandia. Guglielmo sbaraglia le truppe di Aroldo a Hastings e viene incoronato a Westminster il giorno di Natale del 1066.
Con l'insediamento di una nuova classe governativa ed ecclesiastica normanna l'inglese regredisce dinanzi alla preponderanza del franco-normanno. Gli stessi re passavano spesso più tempo nei loro possedimenti francesi che sull'isola: le loro terre nel XII secolo comprendevano l'Angiò, il Maine, la Turenna, il Poitou e l'Aquitania oltre all'Inghilterra e alla Normandia. Con Giovanni Senzaterra pressoché tutti i possedimenti francesi vanno perduti (tranne le Isole del Canale, ultimo brandello del Ducato di Normandia). A partire dalla Guerra dei Cent'Anni i legami con la Francia si affievoliscono. Il vecchio proverbio "Jack wold be a gentilman if he cold speke Frensk" comincia a perdere molto del suo significato. In Inghilterra si delinea un nuovo standard, basato sul dialetto di Londra e delle Home Counties.

Fatti di pronuncia

Nel passaggio dall'AI al MI hanno luogo i seguenti mutamenti fonetici.
- /a/ lunga passa a /o/ lunga aperta (stân > ston).

- [æ:] > [e:] (tæcan > teche).

- [æ] resta immutata. Viene resa con a.

- [y] > [i].

- [eз] > [ε].

- [æз] > [a].

- [e:з] > [e:].

- [æ:з] > [ε:]

- Alcune vocali si allungano: climban > climbe ['kli:mbə], milde > milde ['mi:ldə], gatu > gate ['ga:tə].

- Cade la n finale, tranne nell'infinito e nel part. pass. dei verbi forti.

- hl-, hn-, hr- perdono la h (hnutu > nute).

- Cade la finale -ch (luflich > lovely).

Perdita della flessione

Fatti di fonetica e di analogia, in parte già attivi nel tardo AI, portarono alla quasi totale perdita della flessione. Tutte le finali -m diventarono -n. Contemporaneamente le vocali a, o, u, e in sillaba atona tesero verso il suono indistinto (schwa) e vennero generalmente scritte e (talvolta i).
La flessione dapprima si riduce a tre casi con la perdita dell'accusativo (ston, stones, stone), ma già in Sir Gawain And The Green Knight il dativo è scomparso (stan, stanes).
Per il plurale si estende la desinenza -es - -en per alcuni antichi sostantivi in nasale (oxen).
L'aggettivo si riduce a un singolare adesinenziale e a un plurale in -e (blind, blinde). Presto cadde anche questa marca del plurale (blind, blind)
Una delle conseguenze più rilevanti dei fatti fonetici descritti fu la perdita pressoché totale del genere grammaticale. AI stân, stânas, stâne, stân
MI ston, stones, ston(e) AI stânas, stâna, stânum, stânas
MI stones Inoltre, scompare il duale.

I pronomi

Con la perdita della flessione, i parlanti dipesero in misura sempre maggiore dai pronomi per avere indicazioni sul genere, sul caso e (quando gli aggettivi persero la desinenza -e del plurale) anche sul numero. Tra i dimostrativi delle forme AI , sêo e þæt solamente the e that, originariamente forme neutre, sopravvissero nel MI. Un plurale tho esisteva in età elisabettiana. Dei dimostrativi þês, þêos e þis solo quest'ultimo sopravvisse in MI.
Tra i pronomi personali le perdite furono meno gravi poiché qui c'era una maggior necessità di distinguere generi e casi. La prima persona ha nom., gen., dat.-acc. I, min, me, plur. we, our, us. La seconda þu (thou), þin, þe, plur. ye, your, you. La terza masch. he, his, him, femm. heo (sche), hir, hire (her), neutro (h)it, his, (h)it. Il plur. he (þei), here (þair), hem (þem).
Le nuove formazioni in sh- per il femm. e in th- per il plurale sono di origine settentrionale e sono quelle che si affermeranno.

Verbi

1)La caduta delle e e delle n finali in quasi tutte le forme condurrà a una notevole semplificazione della coniugazione verbale. Questo è il presente di drinken nei dialetti meridionali: drinke, drinkest, drinketh, plur. drinketh. Al preterito nel Nord c'è ormai solo una forma (drank) per tutte le persone. 2)I verbi inglesi hanno due forme principali: il simple present e il continuous present. Il primo indica azioni abituali; si forma togliendo "to" dall' infinito del verbo. Per tutte le persone si usa la forma base preceduta dal soggetto, con l' eccezione della terza persona singolare che aggiunge la desinenza -e oppure -es alla forma base. Il secondo si usa per idicare un' azione che si svolge in quel momento; si forma con il presente del verbo to be + il gerundio del verbo in questione. Il gerundio si forma a sua volta aggiungendo -ing all' infinito tematico (infinito senza "to").

Pronomi interrogativi e relativi

Esistono due pronomi interrogativi: who [hwo:] (masch. e femm.) e what [hwåt] (neutro). Derivano direttamente dall'AI hwâ e hwæt. Il genitivo è whos [hwo:s] per tutti i generi, il dativo-accusativo risp. whom [hwom] e what [hwat].
Who ha anche funzione di pronome interrogativo indefinito (mod. whoever). Le altre forme sono impiegate sia come pronomi interrogativi che relativi. In funzione di pronome relativo si inizia a fare ampio uso di what e di which, entrambi usati per tutti i generi e numeri.

Gli avverbi

Con la perdita di -ch finale la desinenza -lich diventa -ly e trova un vasto impiego come indicatore della funzione avverbiale (deep, deeply). Un esempio di MI, dalla "Ballad Of Our Lady" di Dunbar :Hale, sterne superne! Hale in eterne, :In Godis sicht to schyne! :Lucerne in derne [luce nelle tenebre], for to discerne, :Be glory and grace devyne; :Hodiern, modern, sempitern, :Angelicall regyne!

Inglese Moderno

L'introduzione della stampa in Inghilterra ad opera di William Caxton nel 1476 contribuì alla fissazione dell'ortografia ma, poiché ebbe luogo prima che si concludesse il Great Vowel Shift, determinò il primo grande divario tra scrittura e pronuncia.
Dopo la nascita della Chiesa d'Inghilterra nacque l'esigenza di una versione inglese della Bibbia. Nel 1611 fu data alle stampe lAuthorized Version. La stampa, la Riforma e l'affermazione del ceto medio ("middle class") ebbero come conseguenza della diffusione di quella che si andava affermando come lingua standard. L'espansione coloniale dell'Inghilterra diffuse la lingua in vasti territori dell'America del Nord, dell'Africa, dell'Asia, dell'Oceania.
L'indipendenza degli Stati Uniti corrispose alla formazione di una varietà d'inglese, diversa dallo standard britannico, che si sarebbe affermata a livello mondiale nel XX secolo.

Il Grande Spostamento Vocalico (Great Vowel Shift)

Il Great Vowel Shift (GVS) è la più importante alterazione fonetica della storia della lingua inglese. Si può affermare che esso portò l'inglese alla sua pronuncia attuale. Il GVS non ebbe luogo nella stessa epoca nelle diverse regioni (in alcune, particolarmente al Nord, è assente nelle parlate locali al giorno d'oggi); si può comunque porre il suo inizio al XV secolo e considerarlo compiuto alla fine del XVI. Il GVS riguarda le vocali lunghe:
- [i:] > [ai]---
side [si:də] > [said]

- [e:] > [i:]---
deed [de:d] > [di:d]

- [ε:] > [i:]---
heat [hε:t] > [hi:t]

- [u:] > [au]---
town [tu:n] > [taun]

- [o:] > [u:]---
roof [ro:f] > [ru:f]

Altri fatti fonetici

Tra i dittonghi [iu] e [εu] confluiscono in [ju:] (
mute). [ju:] tende a semplificarsi in [u:] dopo l, r, [t∫] e [dζ] (rude, chew, June pronunciati come rood, choo, joon).
[au] passa a [ò:] (
law). Le spiranti allungano il suono di una a che le preceda: mass [ma:s], bath [ba:θ], staff [sta:f]. La r, peraltro destinata a scomparire dopo vocale, impedisce il GVS introducendo uno schwa: door [doз], clear [kliз]. Scompaiono i suoni [χ] e [ç]. Il gh che li rappresentava perde ogni suono causando l'allungamento della vocale precedente (bright, night) ([briçt] > [brait], [niçt] > [nait]) oppure, specie in fine di parola, diventa [f] (cough). [hw] diventa [w] (tranne che al Nord) ma si mantiene la grafia wh. [j] tende a fondersi con la consonante precedente: ocean ['o:sjən] > ['o:∫ən], measure ['mεzjər] > ['mεζə], future ['fju:tjur] > ['fju:t∫ə], etc. Uno dei fatti più importanti è la scomparsa della r postvocalica. Questa è una caratteristica tipica del Sud, assente ancor oggi dai Midlands verso nord e in Scozia. È assente negli Stati Uniti tranne nel New England orientale e nel Sud.

Il sostantivo

Il plurale in
-s si afferma decisamente. Restano alcune forme con umlaut (foot, feet) e alcuni plurali in nasale (oxen).

Gli aggettivi

Gli aggettivi sono ormai invariabili.

I verbi

Diminuiscono notevolmente i verbi forti (ormai chiamati "irregolari"). All'interno di questa categoria scompare spesso la distinzione tra preterito e participio passato (
cling, clung, clung).
Il congiuntivo si riduce fin quasi a scomparire. Nei rari casi in cui è impiegato è indistinguibile dall'indicativo tranne nei casi in cui ha una forma diversa (terza pers. sing. adesinenziale [he do], forma
be del verbo essere). La desinenza della terza persona singolare oscilla fra -(e)th (meridionale) e (e)s (settentrionale). Sarà quest'ultima forma a prevalere. La forma progressiva (<