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Hurd
The HURD (in italiano si dovrebbe dire lo HURD) è un progetto GNU che ha l'obbiettivo di creare un rimpiazzo per un kernel UNIX. L'HURD è un insieme di server che interagiscono tra loro utilizzando un microkernel Mach. Sono proprio questi server che implementano il file system, i protocolli di rete, i permessi degli utenti, e tutti gli altri servizi che vengono offerti da un kernel classico.
HURD è un acronimo doppiamente ricorsivo che significa Hird of Unix-Replacing Daemons (Hird di demoni che sostituiscono Unix). E poi "Hird" sta per Hurd of Interfaces Representing Depth (Hurd di interfacce che rappresentano la profondità).
Attualmente lo stato dello HURD è altamente sperimentale, esiste solamente una distribuzione Debian basata su questo kernel.
Collegamenti esterni
- [http://www.gnu.org/software/hurd/hurd.it.html GNU Hurd]
- [http://www.debian.org/ports/hurd/index.it.html Debian HURD]
- [http://www.hurd.it Hurd-It]
Categoria:Sistemi POSIX
ja:Hurd
GNUGNU è un acronimo ricorsivo e significa GNU is Not Unix (ovvero "GNU non è Unix").
Unix
Il Progetto GNU, lanciato nel 1983 da Richard Stallman, si basa su una gestione particolare dei diritti d'autore sul software, secondo la definizione di software libero (contrapposta a software proprietario).
Scopo ultimo del Progetto GNU è la creazione di un sistema operativo completamente libero, chiamato Sistema GNU; per arrivare a questo risultato, all'interno del progetto vengono creati programmi per coprire ogni necessità informatica: compilatori, lettori multimediali, programmi di crittografia... Nel 2005 il sistema non è ancora stato sviluppato completamente (il kernel HURD non è ancora pronto per poter essere utilizzato), ma grazie al lavoro di Linus Torvalds è possibile usare il Sistema GNU con il kernel Linux, ovvero il sistema GNU Linux.
Attualmente esistono delle alternative al kernel Linux, fra cui Darwin che è anche alla base di Mac OS X, ma nessuna è diffusa come il kernel Linux.
Fulcro di tutta l'attività del Progetto GNU è la licenza chiamata GNU General Public License (GNU GPL), che sancisce e protegge le libertà fondamentali che, secondo Stallman, permettono l'uso e lo sviluppo collettivo e naturale del software. Un'altra licenza, la GNU Free Documentation License (GNU FDL), è stata scritta per coprire la documentazione, ed è usata anche dal progetto Wikipedia. Per poter gestire alcuni casi, ad esempio lo sviluppo di librerie, il Progetto GNU ha creato anche la GNU Lesser General Public License (GNU LGPL), che permette di integrare software libero all'interno di software proprietario, specialmente per ragioni di compatibilità e portabilità.
Software GNU più diffuso
- bash (bourne again shell): la riga di comando del sistema GNU. Il suo scopo è consentire l'esecuzione dei software.
- gcc (GNU Compiler Collection): è il compilatore software più diffuso; supporta numerosi linguaggi di programmazione (tra cui il C e il C++)
- gdb (GNU debugger): ottimo software per effettuare il controllo di flusso su un programma al fine di trovare bug o anomalie implementative
- emacs (editor macros): editor testuale estensibile tramite macro scritte in linguaggio lisp
- fileutils e coreutils: sono dei pacchetti che contengono i software per riga di comando più diffusi, atti a compiere operazioni basilari come copia di file, creazione e scrittura di file, creazione di collegamenti ecc.
- GNOME: desktop environment (ambiente grafico) dotato di un'interfaccia estremamente intuitiva e personalizzabile.
Voci correlate
- sistema GNU, GNU/Linux
- GNU General Public License
- GNU Free Documentation License
- GNU Lesser General Public License
- Richard Stallman, Free Software Foundation
- Linus Torvalds, Open source, kernel Linux
- Software Libero, Software proprietario
- copyright, copyleft
Collegamenti esterni
- [http://www.gnu.org/home.it.html Sito ufficiale GNU] al cui interno è possibile trovare [http://www.gnu.org/philosophy/philosophy.it.html molti articoli sul progetto] e un [http://www.gnu.org/directory/ archivio di programmi] che sono Software Libero
- [http://www.stallman.org/ Sito di Richard Stallman].
Categoria:Acronimi
categoria:Diritti d'autore
Categoria:Software libero
ja:GNU
ko:GNU
ms:GNU
simple:GNU
th:กนู
Unix
Lo UNIX® (o Unix) è un sistema operativo portabile per computer inizialmente sviluppato da un gruppo di ricerca dei laboratori AT&T e Bell Labs, fra i quali c'erano inizialmente anche Ken Thompson e Dennis Ritchie.
=Storia di Unix=
Unix è nato dall'intelligenza e la passione di alcune menti libere nei Bell Laboratories: dove molti vollero porre fine al progetto, altri lo portarono avanti, senza altro incentivo che quello della ricerca e della curiosità.
Dobbiamo a Unix il concetto di Informatica come scienza autonoma; prima di allora essa era considerata un aspetto pratico delle scienze matematiche, semplice applicazione di postulati teorici.
I Bell Laboratories (anni '60)
Molti credono che Unix sia stato sviluppato grazie a un'intuizione fortunata; l'affermazione non è esatta: il suo sviluppo si deve in parte a un progetto precedente, Multics, abbandonato ben presto dalla direzione dei Bell Labs perché ritenuto troppo complesso.
Multics nacque con presupposti molto avanzati per l'epoca: un sistema operativo in grado di supportare l'esecuzione di applicazioni in timesharing. Si scelse di svilupparlo internamente, dato lo scarso supporto che l'allora produttore di computer dava a questo aspetto. Si chiamava BESYS il sistema operativo che veniva montato di default sulle macchine, e si trattava più che altro di una semplice estensione dell'hardware. BESYS richiedeva un massiccio intervento manuale da parte degli operatori: ogni sequenza di operazioni doveva essere caricata dall'uomo, con grande spreco di tempo.
Fu con l'intento di automatizzare queste operazioni (timesharing), che nacque Multics (Multiplexed Information and Computing Service). Purtroppo il progetto si rivelò troppo complesso, specie per i ricercatori abituati ai sistemi operativi classici e perfettamente lineari. Fu ben presto abbandonato a favore di un altro sistema nettamente più semplice, ma anche molto più modesto: GECOS.
Alcuni ricercatori non ritennero corretta la decisione presa e decisero nonostante tutto di continuare lo sviluppo del progetto. Furono in particolare Ken Thompson e Dennis Ritchie a non arrendersi: fu grazie ai loro sforzi che, su una vecchissima macchina PDP-7, nacque la versione finale di Unics (in seguito Unix). Nome che stava a sottolineare la semplicità del progetto rispetto alla mal gestita complessità di Multics. In seguito al completamento del primo kernel, Thompson e altri ricercatori elaborarono una serie di principi di programmazione, tuttora ritenuti universalmente validi:
# fare in modo che ogni programma faccia una sola cosa e bene
# ci si aspetti che l'output di un programma diventi l'input di un altro
# si sviluppi software con l'idea che esso verrà provato subito: non si esiti a condividere il programma
# si usino degli strumenti appositi nella programmazione e non si cerchi di reinventare la ruota.
L'invenzione del linguaggio C
L'invenzione del linguaggio C costituisce una fase importantissima nella storia di Unix. Il C, sviluppato dallo stesso Thompson nell'arco 1969-1973, ha permesso di portare il kernel su piattaforme diverse dall'originario PDP-7, costituendo di fatto il primo software della storia ad essere in grado di funzionare in ambienti totalmente diversi. Assieme al kernel, che ricordiamo rappresenta il core (nucleo) del sistema operativo, il sistema Unix è stato corredato da una serie di comandi standard per la gestione dei file e degli utenti, comandi che ancora oggi vengono usati nei sistemi operativi moderni.
Le prime applicazioni in azienda (anni '70)
I Bell Laboratories erano di proprietà dell'AT&T (società che gestiva le comunicazioni telefoniche negli Stati Uniti), la quale di fatto quindi deteneva i diritti di Unix. Proprio in quel periodo, all'inizio degli anni settanta, il sistema telefonico statunitense stava subendo una piccola rivoluzione interna: l'utilizzo di mini-computer per la gestione del traffico voce e dati. Questi erano dotati di software di tipo minimale, che permetteva operazioni di manutenzione piuttosto limitate. Ben presto si scoprì come Unix, grazie alla sua concezione moderna e alla sua versatilità, permettesse di fare ai mini-computer operazioni molto più complesse. Per la prima volta, le operazioni di manutenzione potevano essere gestite a livello centrale, senza spedire i tecnici a investigare sul posto ad ogni singolo guasto.
Lo sviluppo di Unix ad opera del mondo universitario (anni '80 e '90)
AT&T non volle avere alcuna royalty sull'utilizzo e la modifica di Unix. Ciò non a fini di beneficenza, come si potrebbe erroneamente pensare, ma per un fatto “politico”. In quanto monopolista, AT&T aveva un range di servizi da offrire al mercato limitato per legge e Unix non costituiva un business direttamente collegato alle telecomunicazioni, anche se sotto certi aspetti lo era. Al centro di forti critiche per via della sua posizione dominante, AT&T permise che il codice sorgente di Unix venisse distribuito gratuitamente per fini di studio presso le Università di tutto il mondo.
Ottenere una copia del sistema operativo era piuttosto semplice e davvero poco costoso: bastava pagare le spese di spedizione del supporto. In breve si formò una comunità mondiale a livello universitario incentrata sullo sviluppo di nuove componenti e applicazioni di Unix. Tutto ciò ricorda in qualche modo l'Open Source moderno: tutto il materiale veniva condiviso ed era rigorosamente a codice aperto. Grazie a questo processo, nel corso degli anni settanta videro la luce le prime 7 versioni del sistema operativo.
Unix costituì un forte aggregatore per la nascente scienza dell'informazione. Di fatto, si può addirittura affermare che fu il suo sviluppo congiunto a definire per la prima volta l'idea di informatica come scienza. Unix ha prodotto inoltre una serie di conseguenze altamente desiderabili in ambito scientifico: la creazione di un ambiente comune all'interno del quale i ricercatori potevano verificare e controllare gli esperimenti; i lavori prodotti si potevano riutilizzare e migliorare; avvenne il passaggio definitivo dal laboratorio isolato a un ambiente di lavoro comunitario, dove tutti potevano contribuire.
Per risolvere i problemi di condivisione del codice, si introdusse per la prima volta la copia di file tra sistemi dislocati in parti diverse del mondo attraverso la linea telefonica. Il sistema venne chiamato UUCP (Unix to Unix Copy) e nonostante venne ben presto surclassato dalla nascente Arpanet (in seguito Internet), costituì un esempio dell'ambiente vivace e produttivo che si era costruito attorno a Unix.
La commercializzazione di Unix
Con lo smembramento di AT&T nel 1984 nelle famose 7 baby-bells, società più piccole che operavano a livello locale, la condivisione gratuita di Unix ebbe fine. Solamente alcune Università, come Berkeley in California, continuarono a sviluppare la loro versione derivata di Unix. AT&T aveva dimesso la propria posizione di operatore dominante ed era diventato un carrier per le chiamate tra i vari stati. La commercializzazione di Unix non conosceva più ostacoli e pertanto Unix System III (basato sulla settima versione) fu la prima release ad essere rilasciata dietro corrispettivo di un prezzo e senza codice sorgente. Seguì pochi anni dopo la versione Unix System V, che includeva il supporto ad altre architetture e l'inserimento dell'editor vi originariamente sviluppato dalla derivazione californiana di Unix, BSD.
Altre società cominciarono a offrire versioni commerciali di Unix. Alcune ottennero un'apposita licenza di utilizzo del codice da parte di AT&T, altre si affidarono al ramo di sviluppo creato dall'Università di Berkeley. Fu appunto da questa derivazione che Bill Joy creò SunOS (ora Solaris e OpenSolaris) e fondò Sun Microsystems nel 1982. Incredibile a dirsi, anche Microsoft creò la propria versione di Unix, che chiamò Xenix. Questa venne in seguito venduta a SCO (Santa Cruz Operation), la quale si adoperò per renderla compatibile con i sistemi Intel 386.
Nel 1984 nacque il primo vero standard di Unix, il SVR4 o System V Release 4, che racchiudeva tutte le innovazioni promosse dalle varie società che avevano commercializzato Unix finora come Sun, BSD, e SCO.
Nel 1993 AT&T decise di vendere tutti i diritti di Unix a Novell, con i quali creò UnixWare, un sistema che integrava la tecnologia alla base di Netware. Il neonato UnixWare si trovò a dover competere con Microsoft Windows NT, ma alla lunga perse la battaglia. Nel 1995 alcuni diritti sullo sviluppo vennero distribuiti a SCO. Non si conosce di preciso quali diritti siano stati ceduti, e la questione è attualmente alla base dell'odierna causa che contrappone le due società.
Unix: la causa di SCO a tutto campo contro Linux (anni 2000)
La nascita di Linux causò non pochi problemi a SCO, che venne schiacciata dalla forte crescita del pinguino da un lato e dalla forza commerciale di Microsoft dall'altro. Decise allora di ricorrere per vie legali contro IBM e altre società che utilizzavano fortemente Linux al centro del proprio business. Le accuse riguardano presunte violazioni di copyright nel kernel di Linux; ciò significa che alcune parti di Linux sarebbero state copiate dal kernel di Unix, di cui SCO afferma di detenere i diritti.
Non è tuttora chiaro né se SCO detenga effettivamente diritti su Unix, né se le accuse sul kernel di Linux siano effettivamente fondate. Tuttora SCO non è stata in grado di dimostrare che una sola linea di codice sia stata copiata da Unix; inoltre, alcuni studi interni alla stessa SCO, trapelati recentemente sotto forma di un'email spedita da un responsabile della società, forniscono l'evidenza che non esistono copiature di codice da un sistema all'altro.
=Unix e Free Software=
La rivoluzione più imponente nel mondo Unix è avvenuta nel 1991 ad opera di Linus Torvalds, che fece conoscere al mondo Unix una seconda giovinezza. Torvalds voleva realizzare un sistema operativo simile a Unix che funzionasse su computer Intel 80386 standard, ed iniziò quindi a sviluppare un kernel chiamato Kernel Linux, inizialmente ispirato a Minix di Andrew Tanenbaum. Il Kernel Linux fu poi unito al Sistema GNU creando GNU Linux.
Un'altra importante famiglia dei sistemi Unix è quella di BSD, di cui fanno parte FreeBSD, NetBSD, OpenBSD e DragonflyBSD.
C'è grande differenza tra le diciture UNIX®, UNIX e Unix:
- UNIX® indica un sistema operativo certificato da The Open Group, consorzio di aziende tra cui IBM, HP e Sun Microsystems. Per essere certificato, il sistema deve essere conforme a specifiche determinate da The Open Group stessa.
- UNIX indica prevalentemente i sistemi BSD, quali FreeBSD, che possono usare questa indicazione per motivi storici
- Con Unix vengono indicati generalmente tutti i sistemi derivati dallo UNIX della AT&T.
Un albero genealogico della famiglia UNIX molto completo e considerato quasi ufficiale, si trova all'indirizzo [http://www.levenez.com/unix/history.html http://www.levenez.com/unix/history.html].
Bibliografia
- Dennis M. Ritchie, Ken Thompson. 1978. "The UNIX Time-Sharing System". The Bell System Technical Journal, vol.57(6) [http://cm.bell-labs.com/cm/cs/who/dmr/cacm.pdf].
Collegamenti esterni
[http://www.e-socrates.org/course/view.php?id=12 Corso libero sui fondamenti di unix]
Categoria:Unix
ja:UNIX
ko:유닉스
ms:UNIX
simple:Unix
th:ยูนิกซ์
Kernel Mach
Mach è un kernel sviluppato dalla Carnegie Mellon University durante l'attività di ricerca sui sistemi operativi paralleli e distribuiti. È uno dei primi microkernel e attualmente è il più famoso tra i microkernel infatti spesso viene utilizzato come campione di paragone con altri microkernel.
Il progetto alla CMU si è sviluppato tra il 1985 e il 1994 e è terminato con il Mach 3.0. Molte aziende e università continuarono lo sviluppo del Mach, tra le quali si distinse l'Università dello Utah con il progetto Mach 4. Allo stato attuale l'attività di ricerca intorno al kernel Mach è sostanzialmente terminata anche se questo viene utilizzato da molti sviluppatori commerciali. Il maggior progetto basato su kernel Mach è il Mac OS X
Mach è il successore del kernel Accent sviluppato anch'esso dalla CMU. Il principale sviluppatore del kernel Mach Richard Rashid lavora presso la Microsoft fin dal 1991 ricoprendo posizioni dirigenziali nella divisione dedicata allo sviluppo di Microsoft. Un'altro degli sviluppatori originali di Mach Avie Tevanian ha continuato lo sviluppo di Mach prima per la società Next e in seguito come Chief Software Technology Officer in Apple Computer.
Collegamenti esterni
- [http://www-2.cs.cmu.edu/afs/cs/project/mach/public/www/mach.html Il Mach project al CMU] (In Inglese)
- [http://library.nocrew.org/lib/os/Mach.txt Il sistema Mach] Un eccellente introduzione al sistema Mach (In Inglese)
- [http://www.cdk3.net/oss/Ed2/Comparison.pdf Comparazione tra Mach, Amoeba e Chorus] (In Inglese)
- [http://rtsl.cs.ccu.edu.tw/upload/paper/(2002-12-05)%20Toward%20Real%20Microkernels.ppt Towards Real Microkernels] Contiene molte misurazioni legate alla prestazioni dei microkernel (In Inglese)
- [http://os.inf.tu-dresden.de/pubs/sosp97/ Le prestazioni dei sistemi basati su µ-Kernel] Confronto basato sulle prestazioni tra kernel linux, microkernel Mach 3 e L4 (In Inglese)
- [http://www.microsoft.com/presspass/exec/rick/default.asp Pagina di Rick Rashid alla Microsoft Research] (In Inglese)
- [http://www.apple.com/pr/bios/tevanian.html Pagina di Avie Tevanian sul sito Apple] (In Inglese)]
Categoria:Sistemi operativi
ja:Mach
File systemIn informatica, un file system è, informalmente, un meccanismo con il quale i file sono immagazzinati e organizzati su un dispositivo di archiviazione, come un hard disk o un CD-ROM. Più formalmente, un file system è l'insieme dei tipi di dati astratti necessari per la memorizzazione, l'organizzazione gerarchica, la manipolazione, la navigazione, l'accesso e la lettura dei dati. Di fatto, alcuni file system (come NFS) non interagiscono direttamente con dispositivi di archiviazione.
I file system possono essere rappresentati sia testualmente che graficamente tramite browser di file e shell. Nella rappresentazione grafica (GUI) è generalmente utilizzata la metafora delle cartelle che contengono documenti (i file) ed altre cartelle.
Caratteristiche e storia dei file system
Un file system è una parte integrante di qualsiasi sistema operativo moderno. L'unico vero compito dei sistemi operativi dei primi microcomputer era proprio la gestione dei file - un fatto che si riflette nei loro nomi (vedi DOS o QDOS).
I file system più comuni si appoggiano a dispositivi di archiviazione che offrono l'accesso ad un array di blocchi di dimensione fissa, generalmente chiamati settori, tipicamente di 512 byte l'uno. Il software di gestione del file system è responsabile dell'organizzazione di questi settori in file e cartelle, e di tenere traccia di quali settori appartengono a quali file, e quali invece non sono utilizzati. Ma i file system non hanno necessariamente bisogno di un dispositivo di archiviazione. Un file system può essere usato per organizzare e rappresentare qualsiasi tipo di dato, sia che sia memorizzato o generato dinamicamente (ad esempio, da una connessione di rete).
I file system tipicamente hanno tabelle che associano i nomi dei file con i file, usualmente collegando il nome del file ad un indice in una tabella di allocazione dei file (file allocation table) di qualche genere, come la FAT di un file system MS-DOS, o un inode in un file system di tipo Unix. Le strutture di cartelle possono essere ad un solo livello, oppure possono permettere una struttura gerarchica in cui delle cartelle possono contenere sottocartelle. In alcuni file system i nomi dei file sono strutturati con una speciale sintassi (per esempio estensioni o numeri di versione).
I file system tradizionali offrono degli strumenti per creare, muovere ed eliminare sia i file che le cartelle, ma non permettono di creare collegamenti addizionali alle cartelle (gli hard links di Unix ed NTFS), o di rinominare i collegamenti padre (".." nei sistemi Unix o DOS/Windows), e di creare collegamenti bidirezionali fra i files.
Questi file system tradizionali hanno anche dei metodi per creare, muovere, cancellare e troncare i file, e per sostituire o aggiungervi in coda alcuni dati. Invece non permettono di aggiungere dati o troncare in testa un file, impedendo l'inserzione o la cancellazione arbitraria di dati. Le operazioni possibili sono quindi molto asimmetriche e spesso risultano inefficienti in contesti particolari.
I criteri di sicurezza nell'accesso alle operazioni sui file system sono in genere basati su liste di controllo di accesso (access control list o ACL). Una ACL permette di definire per ciascun elemento del file system di quali permessi (lettura, scrittura, modifica ecc.) dispone ciascun utente che accede al sistema.
I tipi di file system possono essere classificati in file system per dischi, file system di rete e file system per compiti speciali.
I file system gerarchici sono stati uno dei primi interessi di ricerca di Dennis Ritchie, uno dei padri fondatori di Unix; le implementazioni precedenti erano ristrette a pochi livelli.
Principali file system
Nel corso della storia informatica, è stata ideata una miriade di file system. I sistemi operativi moderni sono spesso in grado di accedere a diversi file system, spesso semplicemente installando un apposito modulo o driver.
File system del disco
Un file system del disco è un file system progettato per memorizzare dei file su un'unità a disco, che può essere collegata direttamente o indirettamente al computer.
Esempi di file system del disco sono:
- Amiga FileSystems - OFS, FFS1 e 2, International, PFS, SFS usati su Amiga
- BFS - il Be File System usato su BeOS
- DFS , ADFS - file system della Acorn
- EFS (IRIX) - un vecchio file system a blocchi usato su IRIX
- Ext2 - Extended filesystem 2, diffuso su sistemi GNU Linux
- Ext3 - Extended filesystem 3, diffuso su sistemi GNU Linux (ext2+journaling)
- FAT - Usato su DOS, Microsoft Windows e su molti dispositivi dedicati, dispone di tabelle a 12 e 16 bit
- FAT32 - versione con tabelle a 32 bit di FAT
- FFS - Fast File System, usao in vecchi sistemi BSD
- HFS - Hierarchal Filesystem, usato su vecchie versioni di Mac OS
- HFS+ - Hierarchal Filesystem Plus, usato sulle versioni recenti di Mac OS e su Mac OS X
- HPFS - High Performance Filesystem, usato su OS/2
- ISO 9660 - Usato su dischi CD-ROM e DVD-ROM (anche con estensioni Rock Ridge e Joliet)
- JFS - Journaling Filesystem, disponibile su sistemi GNU Linux, OS/2, e AIX
- LFS - Log-structured filesystem
- Minix - Usato su sistemi Minix
- NTFS - Usato su sistemi basati su Windows NT
- ReiserFS - Filesystem journaling, diffuso su sistemi GNU Linux
- UDF - File system a pacchetti usato su supporti WORM/RW, CD-RW e DVD
- UFS - Unix Filesystem, usato su vecchi sistemi BSD
- UFS2 - Unix Filesystem, usato su nuovi sistemi BSD
- UMSDOS - file system FAT esteso con permessi e metadata, usato su GNU Linux
- XFS - Usato su sistemi IRIx
File system di rete
Un file system di rete permette di accedere ai file contenuti su un computer remoto tramite rete, potenzialmente in simultanea da diversi computer.
Esempi di file system di rete sono:
- AFS (Andrew File System)
- AppleShare
- CIFS (conosciuto anche come SMB o Samba)
- Coda
- GFS
- InterMezzo
- Lustre
- NFS
File system per compiti speciali
Alcuni file system vengono utlizzati per compiti speciali che non rientrano direttamente nelle prime due categorie. Molti non hanno alcuna relazione con un supporto di memorizzazione permanente dei dati, ma vengono utilizzati dal sistema operativo per dare accesso ad alcune funzionalità. Alcuni esempi sono:
- acme (Plan 9) (finestre di testo)
- archfs (archivi)
- cdfs (lettura e scrittura di CD)
- cfs (caching)
- DEVFS (solaris, GNU Linux, crea dinamicamente i file speciali per dare accesso alle periferiche effettivamente installate)
- ftpfs (accesso FTP)
- lnfs (nomi lunghi)
- nntpfs (netnews)
- plumber (Plan 9) (comunicazioni interprocesso - pipes)
- PROCFS (GNU Linux e altri, mostra dati sullo stato del sistema e dei processi)
- ROMFS
- TMPFS (file system temporaneo appoggiato sulla memoria di sistema)
- SYSFS (GNU Linux 2.6, sostituisce in parte PROCFS)
- wikifs (wiki wiki)
Categoria:File system
ja:ファイルシステム
Protocollo di reteNell'ambito delle telecomunicazioni, due o più macchine o host (computer, telefono, stampante, ecc...) possono comunicare tra loro rispettando norme che sono dette protocolli di rete. L'aderenza ai protocolli garantisce che due macchine possano comunicare correttamente, anche se sono state realizzate indipendentemente.
Servizio con e senza connessione
Quando un client e un server iniziano a comunicare si possono scambiare pacchetti di controllo prima di spedire i dati reali.
Queste procedure dette di handshaking preparano le due componenti alla comunicazione. Tali procedure sono alla base, ad esempio, del TCP.
Tuttavia possono anche esserci servizi che inviano direttamente i dati come nel caso dell'UDP.
La maggior parte delle applicazioni, tuttavia, hanno bisogno di inviare i loro dati in maniera sicura e affidabile per cui l'handshake serve proprio a questo compito. Si comprende come la connessione con TCP, ad esempio, sia più sicura ma anche più lenta perché scambia non solo dati reali, ma anche dati di servizio.
I Livelli
Ciascun protocollo regola normalmente solo una parte degli aspetti di una comunicazione. I diversi protocolli sono organizzati con un sistema detto "a livelli" : a ciascun livello viene usato uno specifico protocollo.
La divisione in livelli è fatta in modo che ciascun livello utilizzi i servizi offerti dal livello inferiore, e fornisca servizi più "ricchi" al livello superiore. I diversi livelli in un host comunicano tra loro tramite le interfacce (figura 2). Ogni livello parla solo con quello immediatamente superiore e con quello immediatamente inferiore. I protocolli regolano invece la comunicazione tra due entità dello stesso livello, che serve a fornire servizi al livello superiore.
I vari livelli sono organizzati in pile di protocolli (figura 3). Le pile di protocolli sono un modo flessibile per combinare componenti per realizzare un servizio.
Un esempio reale di una organizzazione a livelli protocollari, classico nelle trattazioni inerenti le reti di calcolatori, è quello del percorso di una valigia in un viaggio aereo partendo dalla casa di origine all'hotel di destinazione. Il primo livello che notiamo è quello della preparazione della valigia: il turista prende i vestiti e ve li ripone per poi chiuderla, come ciò viene fatto è definito dal protocollo del primo livello 1°. Il livello 2° è quello dell'addetta alla valigie all'aereoporto di partenza, il turista gli consegna la valigia (passaggio dal primo al secondo livello) e l'addetta attacca alla valigia le informazioni relative al volo e alla destinazione. Qui notiamo l'aspetto fondamentale dell'organizzazione a livelli protocollari, cioè che per l'addetta non è necessario conoscere come i vestiti sono stati riposti nella valigia, altresì non è necessario per il turista conoscere le operazioni che deve effettuare l'addetta, infatti il turista otterra cioè che vuole (avere i vestiti all'hotel d'arrivo) senza che ciò influisca affatto come gli altri protocolli debbano lavorare, a patto che lo facciano correttamente.
le struttura serve ad adempiere alcuni compiti:
- Controllo dell'errore;
- Controllo del flusso;
- frammentazione e riassemblaggio;
- multiplexing, in modo che sessioni dello strato più alto possano condividere una singola connessione dello strato più basso;
- instaurazione della connessione.
Tale architettura presenta vantaggi concettuali e strutturali anche se alcuni si sono opposti in maniera decisa in quanto uno strato spesso duplica le funzionalità di un altro strato in maniera ripetitiva.
Ad esempio, il servizio di ADSL viene fornito con diverse modalità, le più comuni sono chiamate PPP over ATM (ovvero il protocollo Point to Point usa i servizi forniti dal protocollo ATM) e PPP over Ethernet.
EthernetIl livello più basso (1) è detto "livello fisico" e si occupa di gestire la trasmissione dei segnali attraverso il mezzo di trasporto (cavo, fibra ottica, infrarossi, ecc...). Il livello più elevato è chiamato "livello applicativo", è quello che permette all'utente di creare il messaggio da comunicare.
La divisione in livelli è piuttosto rigida a livello di specifica dei protocolli, mentre nell'implementazione spesso diversi livelli vengono implementati insieme in uno stesso modulo software.
Non è detto che due macchine che comunicano usino la stessa pila di protocolli. Ad esempio, se vi connettete ad internet attraverso un modem voi appoggiate il livello di rete IP su una connessione ppp, mentre il server a cui vi collegate probabilmente appoggia la rete IP su una connessione ethernet.
In una rete a pacchetto ciascun livello della "pila protocollare" aggiunge ai pacchetti una intestazione, attraverso una operazione detta imbustamento. Il termine si applica anche ad alcune reti a commutazione di circuito, come SDH, dove l'imbustamento è un circuito dedicato a trasmettere informazioni di controllo.
L'OSI
L'International Standard Organization (ISO) nel 1979 ha stabilito il protocollo Open Systems Interconnection (OSI), con l'intenzione di creare uno standard per le telecomunicazioni da usare nelle reti di tutto il mondo. All'atto pratico però, lo standard de facto che viene comunemente usato nella maggior parte delle reti, è il TCP/IP, definito nella RFC [ftp://ftp.rfc-editor.org/in-notes/rfc1155.txt 1155]. Le differenze fondamentali dei due standard sono semplici; il primo è stato definito a tavolino da un'organizzazione super partes, mentre il secondo è opera di chi costruì materialmente le prime reti, sviluppandolo sul campo. Inoltre, lo standard ISO/OSI assegna un determinato compito ad ogni livello, mentre il TCP/IP è più "elastico" e permette di sviluppare protocolli che svolgono più di un compito-base.
Elenco di protocolli di rete secondo ISO/OSI
Nella seguente suddivisione, si segue lo standard ISO/OSI.
- Livello 1: fisico
- Bluetooth
- DSL Digital Subscriber Line
- FDDI
- RS-232
- Wi-Fi
- UWB Ultra Wide Band
- Livello 2: link
- Ethernet
- PPP Point to Point Protocol
- Token Ring
- Livello 3: rete
- ATM
- IP Internet Protocol
- X.25
- IPX
- Livello 4: trasporto
- TCP e UDP (usati su IP)
- SPX (usato su IPX)
- NetBIOS
- Livello 5: sessione
- Livello 6: presentazione
- Livello 7: applicazione
- protocolli di servizio:
- DHCP Dynamic Host Configuration Protocol
- DNS Domain Name Service
- Finger Servizio unix chefornisce informazioni sugli utenti
- NTP Network Time Protocol
- SNMP Simple Network Management Protocol
- LDAP Lightweight Directory Access Protocol
- protocolli di accesso a terminali remoti
- Telnet
- SSH Secure SHell
- protocolli usati per realizzare il servizio di posta elettronica e newsgroup
- SMTP Simple Mail Transfer Protocol
- POP Post Office Protocol
- IMAP Internet Message Access Protocol
- NNTP Network News Transfer Protocol
- protocolli di trasferimento file
- FTP File Transfer Protocol
- HTTP HyperText Transport Protocol
- IRC Internet Relay Chat
- Gnutella Condivisione file peer-to-peer
I livelli in maniera tangibile
I livelli visti precedentemente sono una suddivisione concettuale, ma la loro implementazione non è uniforme, infatti il livello fisico e quello di collegamento di solito sono presenti sulla scheda di interfaccia della rete, mentre il livello di rete ha un'implementazione mista hardware-software.
Voci correlate
- Rete informatica
Categoria:Internet
Categoria:Telecomunicazioni
Categoria:Protocolli di rete
ja:通信プロトコル
ms:Protokol komputer
th:เกณฑ์วิธีการสื่อสาร
Acronimo ricorsivoL'acronimo ricorsivo è un particolare tipo di acronimo nel quale una delle lettere che lo compongono (solitamente la prima) è l'iniziale della parola che costituisce l'acronimo stesso.
Tale tipo di acronimo è ampiamente diffuso nell'ambito degli hacker, molti cui programmi utilizzano nomi di questo tipo.
Alcuni acronimi ricorsivi possono essere individuati nei termini:
- GNU significa "Gnu's Not Unix"
- PHP significa "PHP: Hypertext Preprocessor"
- Wine significa "Wine is not an emulator"
Esistono anche acronimi mutualmente ricorsivi, come HURD: "HIRD of Unix-Replacing Daemons", dove HIRD significa "HURD of Interfaces Representing Depth".
Categoria:Linguistica
als:Rekursives Akronym
th:คำย่อแบบกล่าวซ้ำ
Categoria:Sistemi POSIXCategoria:Sistemi operativi Zaak-Nienke KleissDe Schiedamse parkmoord vond plaats op 22 juni 2000 in het Beatrixpark in Schiedam. De tienjarige Nienke Kleiss werd vermoord toen zij met een vriendje aan het spelen was. Haar vriendje Maikel werd neergestoken.
De man die in eerste instantie voor deze moord werd veroordeeld, de Vlaardinger Cees B., heeft na een aanvankelijke bekentenis steeds volgehouden onschuldig te zijn. Nadat deze vier jaar had vastgezeten en in hoger beroep opnieuw was veroordeeld, werd door de bekentenis van de Wik H. duidelijk dat het OM, de rechtbank en het gerechtshof hier hadden gedwaald. Door de feiten die vervolgens aan het licht zijn gekomen, bleek dat er sprake was van veel meer dan een gerechtelijke dwaling.
Het onderzoek
Het televisieprogramma Zembla gaf op 28 november 2005 een reconstructie van de gang van het onderzoek. Kort na het delict wezen verschillende verklaringen Wik H. aan als vermoedelijke dader. Een van de tipgevers was een toenmalige agente van het betreffende regiokorps Rotterdam-Rijnmond. Met deze aanwijzingen is niets gebeurd. In juli 2000 werd Maikel, zelf slachtoffer en toen 11 jaar, als verdachte gezien. Hij en zijn ouders werden door het rechercheteam geïntimideerd. Minister Donner heeft daar in september 2005 zijn excuses voor aangeboden. Korpsbeheerder Opstelten heeft 4 november 2005 na onderzoek afgezien van strafmaatregelen tegen de betrokken rechercheurs. De benadering van Maikel als verdachte leidde tot niets en het rechercheteam richtte zich vervolgens op getuige Cees B. die kort na het misdrijf bij de plaats van het delict was en de politie gebeld had. Cees B. is een onzeker persoon die vatbaar is voor manipulatie. Onder langdurige en zware druk van de ondervragende rechercheurs "bekende" hij feiten waar hij niets van af wist en "bekende" daarbij details, die de rechercheurs hem in de mond gelegd hadden en in strijd met bekende feiten waren: zo zou hij Maikel en Nienke in de bosjes hebben aangetroffen (verklaring Maikel: dader sleepte ons de bosjes in; deze verklaring hield hij vol na nader "verhoor" door de rechercheurs die zijn verklaring aangepast wilden zien aan het verzonnen verhaal van Cees), zou hij eerst Nienke hebben gedood en daarna Maikel hebben mishandeld (verklaring Maikel: volgorde andersom) en zou hij Nienke met een wit T-shirt hebben gedood (was de schoenveter van Maikel). Met de aldus in elkaar geknutselde getuigenverklaring hebben rechercheteam en Officier van Justitie Edelhauser een zaak gemaakt.
Cees leek totaal niet op het signalement dat Maikel gaf. Hij had geen fiets bij zich en was ook niet met een fiets in het park gesignaleerd, terwijl de dader volgens getuigen per fiets was ontsnapt. Op de plaats van het misdrijf werden ook verse fietssporen aangetroffen. De Rotterdamse rechtbank en in hoger beroep het gerechtshof in Den Haag veroordeelden hem tot 18 jaar gevangenisstraf en TBS.
De ontknoping
Op 6 augustus 2004 bekende Wik H., een verdachte van een zedenmisdrijf in Maassluis, spontaan de moord op Nienke. Hij verklaarde haar met een schoenveter te hebben gewurgd en door haar in zijn hand te zijn gekrabd. Zijn signalement voldeed aan de beschrijving die getuigen hadden gegeven. Het DNA profiel van het spoor onder de nagel van het slachtoffer en op de schoenveter kwamen overeen met het DNA profiel van Wik. Wik H. was in deze zaak geen verdachte. Wanneer hij niet uit zichzelf de moord zou hebben bekend, zou hij er nooit voor veroordeeld zijn. In de ogen van Justitie was die zaak nl. reeds opgelost en zat de moordenaar zijn straf uit.
Onthulling achteraf
Op 5 september 2005 maakte het televisieprogramma Netwerk bekend dat het Nederlands Forensisch Instituut tijdens het onderzoek bewijsmateriaal had aangetroffen dat de voor het misdrijf veroordeelde man vrijpleitte. Het programma Netwerk suggereerde dat het Openbaar Ministerie opzettelijk had nagelaten ontlastend bewijsmateriaal aan het gerechtshof voor te leggen. Minister van Justitie Donner kwam hierdoor in politieke moeilijkheden.
Donners eerste reactie was om de media de schuld te geven, door te zeggen dat het OM door de negatieve berichtgeving onder druk kwam te staan. Dit maakte veel reacties los in de trant van dat niet de boodschapper, maar de boodschap Donners probleem was.
Ook het OM was op de hoogte van het ontlastende bewijsmateriaal, zowel tijdens de eerste zitting als bij het hoger beroep, waarin de veroordeling werd bevestigd. Het ging om DNA-materiaal dat op het lichaam van Nienke en het moordwapen was aangetroffen. Dit profiel wees op een onbekende man en was zeker niet van Cees B.
Het NFI heeft tussen 2000 en 2005 lezingen gegeven aan meer dan honderd medewerkers van het Ministerie van Justitie, waarbij werd verteld dat de als dader aangemerkte man ten onrechte vastzat. Toch werd hierop geen actie ondernomen. Een politieagent, Harry Timmerman van het cold case team in Groningen, die de openbaarheid zocht, werd hiervoor ontslagen.
Bij nadere bestudering van het Rapport Posthumus, blijkt dat ook Maikel, het vriendje van Nienke, enige tijd door de recherche als verdachte is gezien. Dit toentertijd elfjarige jongetje werd op ongemeen harde wijze door de politie verhoord en hierbij zijn interne richtlijnen van de politie overschreden. Hiernaast heeft de begeleider van Maikel, Ruud Bullens, bijzonder hoogleraar forensische kinderpsychologie, vertrouwelijke gesprekken met Maikel opgenomen en doorgegeven aan de politie. Hiermee schond hij zijn beroepsgeheim.
De werkelijke dader van de Schiedamse parkmoord, van wie het DNA-profiel overeenkwam met de vijf DNA-sporen op het lichaam van het slachtoffer en de schoenveter die als moordwapen diende, heeft tussen 2000 en 2004 meerdere zedenmisdrijven gepleegd.
Netwerk maakte 31 oktober bekend dat na de gedetailleerde bekentenis van Wik H. Officier van Justitie mevrouw Stuyt dit in de doofpot heeft proberen te houden. Ze drong bij advocaat Jongsma van Wik aan om zijn bekentenis niet naar buiten te brengen. Wik had verklaard dat hij in het Beatrixpark een meisje had gewurgd en dat deze hem in zijn hand had gekrabd. Het DNA onder de vingernagel van het slachtoffer kwam overeen met het profiel van Wik. Het spoor onder de vingernagel was al onderzocht, maar terzijde gelegd omdat het niet overeen kwam met verdachte Cees B. Pas toen ruim een maand later de Telegraaf met het nieuws kwam ging het OM, gedwongen door deze publicatie, de verklaring van Wik onderzoeken.
Gevolgtrekking
Door bevooroordeelheid bij het OM en de politie is een verdachte vervolgd die in het geheel niet bij het feit betrokken was. Het OM was bekend met bewijsmateriaal dat de onschuld van de verdachte aantoonde, maar heeft het bestaan hiervan niet bekendgemaakt. De rechtbank heeft een volstrekt onschuldige tot een lange gevangenisstraf veroordeeld, een onjuiste veroordeling die het gerechtshof en de Hoge Raad hebben bevestigd. Tegelijkertijd heeft het NFI presentaties gegeven aan meer dan honderd medewerkers van Justitie waarin het onderzoeksresultaten presenteerde die de onschuld van de verdachte aantoonden. Dit leidde echter niet tot een herziening van de zaak. Slechts door een toevallige bekentenis van de dader kwam de waarheid aan het licht. Het hoofd van Openbaar Ministerie, H. Brouwer, erkent dat er door het OM fouten zijn gemaakt, maar blijft ontkennen dat er in de rechtszaak tegen de verdachte en in hoger beroep cruciaal bewijsmateriaal is achtergehouden.
Deze zaak vertoont op enkele punten gelijkenissen met de Puttense moordzaak. Een groot deel van de Tweede Kamer vermoedt dat er in Nederland veel meer zaken zoals deze zijn, waarin echter de waarheid niet aan het licht komt bij gebrek aan een onverwachte bekentenis zoals in deze zaak. Om aan deze twijfel tegemoet te komen is een commissie ingesteld die zelf zaken kan gaan onderzoeken.
Politieke verantwoordelijkheid
Naar aanleiding van de onthulling bij Netwerk werd het rapport Posthumus eerder gepubliceerd en vond er op 15 september een spoeddebat plaats tussen minister Donner en de Tweede Kamer. De minister bleef daarin ontkennen dat het Openbaar Ministerie ontlastend bewijsmateriaal achter heeft gehouden. De fracties van GroenLinks en de SP dienden een motie van wantrouwen in. Deze werd gesteund door de groep Wilders en de groep Nawijn. De minister, die al eerder onder vuur had gelegen vanwege het slecht functioneren van instanties die onder zijn verantwoording vallen, kon wederom aanblijven.
Cees B.
Op 10 december 2004 is de uitvoering van de gevangenisstraf van Cees B. geschorst. Er is opnieuw een herzieningsverzoek ingediend bij de Hoge Raad, die dit op 25 januari 2005 heeft toegewezen en de behandeling opgedragen aan het gerechtshof te Amsterdam. Dit proces is 11 november 2005 begonnen. De inhoudelijke behandeling zal vermoedelijk eind februari 2006 beginnen.
De advocaten van Cees B., Spong en Taekema, hebben aangifte gedaan tegen officier van justitie Edelhauser en advocaat-generaal Renckens wegens het achterhouden van ontlastend bewijsmateriaal respectievelijk in eerste instantie en in hoger beroep. De Hoge Raad heeft op 12 oktober 2005 het parket in Utrecht opgedragen deze aangiftes te behandelen. Het arrondissement Utrecht valt onder het ressort Amsterdam en de verdachte ambtenaren werken in het ressort Den Haag.
Op 28 november 2005 maakte Spong bekend dat de Staat Cees €600.850,= schadevergoeding toekent. Dit bedrag bestaat uit €100.000,= vergoeding voor materiële schade, €500.000,= voor immateriële schade en €850,= reiskosten voor zijn ouders.
Wik H.
Terwijl de veroordeling van Cees B. nog in stand was werd Wik H. reeds vervolgd. De rechtbank veroordeelde hem in eerste instantie tot twintig jaar en TBS. Het gerechtshof verminderde de straf op 22 november 2005 tot 18 jaar en TBS na een eis van levenslang en TBS. Het OM zag af van cassatie. Ten tijde van deze uitspraak was Wik H. 26 jaar.
Externe links
- [http://www.om.nl/pg/documents/rapport.pdf "Evaluatierapport Schiedammer parkmoord", door advocaat-generaal Posthumus (PDF)]
- [http://www.peterrdevries.nl/dossiers/nienkekleiss/dossierstot.htm Peter R. De Vries: Dossier Nienke Kleiss]
Nienke Kleiss
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