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Hockey

Hockey

Il termine Hockey fa riferimento a una famiglia di sport nei quali due squadre competono cercando di spingere un disco o una palla nella porta avversaria, usando un bastone da hockey. Le forme principali del gioco sono:
- Hockey su prato, giocato sull'erba con una palla.
- Hockey su ghiaccio, giocato sul ghiaccio con un piccolo disco di gomma.
- Hockey su pista (detto anche Hockey a rotelle), giocato al coperto con una palla. L'hockey su prato e l'hockey su ghiaccio si sono sviluppati indipendentemente da una forma ancestrale del gioco. In molte nazioni l'hockey su prato è quello che viene indicato semplicemente con la parola hockey. Dove l'hockey su ghiaccio è più diffuso (particolarmente in Canada, Stati Uniti, Scandinavia, Russia, Svizzera o in alcune regioni del nord Italia come l'Alto Adige), il termine hockey si riferisce all'hockey su ghiaccio. Nelle nazioni dell'Europa meridionale (come Italia, Spagna e Portogallo) e del Sud America (principalmente Brasile e Argentina) hockey fa riferimento all'hockey su pista. I bastoni da hockey su prato sono più piccoli di quelli da hockey su ghiaccio, ma la forma è simile. I bastoni da hockey su pista hanno una forma a "L" arrotondata e dimensioni simili a quelli da hockey su prato. Esistono anche una serie di giochi che derivano da questi:
- Bandy: giocato su ghiaccio con una palla, su un campo delle dimensioni di quello da calcio, tipicamente all'aperto.
- Unihockey o Floorball: viene giocato nei palazzetti dello sport.
- Hockey in-line: variante dell'hockey su ghiaccio giocata su cemento o asfalto con dei pattini in linea.
- Streethockey: altra variante dell'hockey su ghiaccio, giocata lontano dal ghiaccio
- Hockey subacqueo: giocato sul fondo di una piscina.
- Sledge hockey: specialiatà paralimpica giocata su slitte Categoria:Hockey ja:ホッケー

Sport

Lo Sport è l'insieme di quelle attività, fisiche e mentali, compiute al fine di migliorare e mantenere in buona condizione l'intero apparato psico-fisico umano e di intrattenere chi le pratica o chi ne è spettatore. Lo sport può essere praticato singolarmente o in gruppo (sport di squadra), senza fini competitivi oppure gareggiando contro altri sportivi. In quest'ultimo caso si parla di agonismo sportivo. Il termine sport deriva dall'inglese, ma risale a sua volta dall'antico termine francese desport: divertimento, svago. Il termine in italiano che più si avvicina all'etimo francese è "diporto".

Società e sport

La diffusione della pratica sportiva in quasi tutte le società del mondo contemporaneo è il segno evidente dell'importanza che lo sport ha assunto in quelle realtà da un punto di vista sociale, economico e politico. Lo sport è parte integrante della cultura di una società e si sviluppa in simbiosi con i cambiamenti che la contraddistinguono. Si pensi solamente al bagaglio di tradizioni che le discipline sportive tradizionali apportano alle culture delle nazioni in cui sono praticate o agli stretti legami che intercorrono tra lo sport e i mass media. Lasciando da parte per un attimo il fattore dell'educazione fisica, peraltro fondamentale, e considerando solamente la connotazione ludica dello sport, è evidente che la pratica sportiva è diffusa soprattutto presso quelle realtà sociali che, culturalmente ed economicamente, possono usufruire dei mezzi necessari a praticarla. Molti sport richiedono una particolare attrezzatura per poter essere praticati, costituita da veicoli meccanici (come per il ciclismo, l'automobilismo, il motociclismo, la vela) o da semplici attrezzi (come per la scherma, il salto con l'asta, il tiro con l'arco, il golf), oppure richiedono particolari strutture per la pratica (come ad esempio per il nuoto o il pattinaggio). L'equitazione e l'ippica sono esempi di sport praticati insieme con un animale, il cavallo così come gli sport cinofili che vedono impegnato il binomio cane-uomo. Altri sport invece, ad esempio la corsa, non richiedono attrezzature particolari e vengono praticati diffusamente anche nei paesi più poveri. In queste società lo sport è spesso visto dalle giovani generazioni come mezzo per un possibile riscatto economico e sociale, ne sono un chiaro esempio i grandi corridori africani che da molti anni ormai sono i dominatori del mezzofondo in atletica leggera. Una parallela attività di educazione culturale segue allo sviluppo dello sport in una società. Una concezione, largamente diffusa soprattutto nei paesi con maggiori tradizioni sportive, è che lo sport debba essere considerato come una scuola di vita che insegna a lottare per ottenere una giusta ricompensa e che aiuta alla socializzazione ed al rispetto tra compagni ed avversari. Per questo motivo l'educazione fisica ha una parte fondamentale nell'educazione dell'individuo già all'interno della scuola. Ma vi sono anche opposte posizioni che vedono nell'agonismo (magari accentuato dall'elemento economico), nella esasperata contrapposizione individuale, un pericoloso segnale che potrebbe tendere a far risaltare lo spirito competitivo come naturale parametro di rapporto fra gli esseri umani. Lo sviluppo crescente dell'importanza dello sport nella vita di tutti i giorni ha avuto, quale conseguenza accessoria, l'emergere di nuove branche del sapere dedicate esclusivamente allo studio dei singoli aspetti dell'attività sportiva. In particolare hanno avuto molto sviluppo:
- Medicina dello sport
- Economia dello sport
- Sociologia dello sport

Professionismo e dilettantismo

Oltre alla nascita di nuove discipline e specialità, nel corso del XX secolo si è sviluppata una fondamentale suddivisione all'interno del mondo dello sport, legata all'aspetto prettamente economico che ruota attorno agli avvenimenti sportivi, la divisione tra sport dilettantistico e professionistico. Gli atleti professionisti vengono pagati per svolgere la propria attività e possono essere considerati dei lavoratori dello sport a tutti gli effetti. Di solito, solamente i migliori sportivi di ogni disciplina riescono a diventare dei professionisti e ciò fa in modo che gli eventi sportivi a cui partecipano i professionisti possano vantare delle prestaziondi di livello più elevato rispetto allo standard dilettantistico. Nella realtà dei paesi occidentali, alcuni sport professionistici attraggono la gran parte dei praticanti, mentre le attività minori si scontrano sia con problemi di visibilità mass-mediologica, sia con l'insufficiente copertura finanziaria da parte dei potenziali sponsor. Ciò comporta notevoli costi da sostenere per l'amatorialità dilettantistica e spesso questo si traduce in difficoltà logistiche difficilmente superabili senza l'intervento delle autorità pubbliche. Secondo un'altra visione del problema, professionismo e dilettantismo operano, o dovrebbero operare, in sinergia. Il primo, mediante l'attenzione che i media e gli sponsor concentrano sui campioni sportivi, valorizza le caratteristiche spettacolari dello sport contribuendo a farlo conoscere maggiormente e ad attrarre, anche verso la pratica attiva, un numero maggiore di persone. Il secondo di riflesso beneficia, in termini di visibilità e possibilità economiche, dei risultati dell'altro, fornendo nuovi praticanti e possibili nuovi campioni. L'evento in cui il dualismo tra professionismo e dilettantismo ha avuto il maggior livello di contrasto è stata sicuramente l'Olimpiade, la più importante manifestazione sportiva a livello mondiale. Le olimpiadi hanno cadenza quadriennale e si dividono in olimpiadi estive e invernali. In tale occasione i migliori atleti provenienti da ogni parte del mondo, si cimentano nelle diverse discipline olimpiche. In occasione delle prime edizioni delle olimpiadi moderne, però, alle gare erano ammessi solo gli atleti dilettanti, nel corso degli anni, e sotto la spinta dell'opinione pubblica e degli sponsor, la regola subì varie deroghe e alla fine venne eliminata per permettere agli atleti professionisti, di solito i migliori delle varie discipline, di partecipare alle competizioni olimpiche. Nell'ideale olimpico, definito con la celebre massima dal barone Pierre De Coubertin "L'importante non è vincere ma partecipare", possono in ogni caso essere condensati quei principi di lealtà, impegno e rispetto che dovrebbero essere alla base della pratica sportiva ad ogni livello, sia che si tratti di atleti dilettanti che di professionisti.

Lo sport in Italia

Nella società italiana lo sport è molto diffuso soprattutto tra i giovani. A differenza di altri paesi però l'educazione sportiva in Italia non è affidata alle scuole, mancano infatti i club sportivi scolastici, anche se sono previste comunque delle lezioni di educazione fisica all'interno del programma didattico. La crescita sportiva dei ragazzi italiani è delegata quasi esclusivamente alle società ed associazioni sportive private. A livello agonistico le attività sportive in Italia sono coordinate dal CONI, verso il quale però si dirigono sempre crescenti critiche di politicizzazione e di asservimento ad interessi economici che privileggerebbero alcune discipline mentre altre attività, cosiddette minori, verrebbero osteggiate nel loro sviluppo. Il movimento sportivo italiano da sempre ha avuto nel calcio il catalizzatore dell'attenzione mediatica e dei mezzi finanziari che via via nel corso del Novecento sono aumentati in maniera esponenziale. D'altronde, fino agli anni '90, il grande finanziatore dello sport italiano è stato proprio il calcio che, grazie al concorso a pronostici Totocalcio, aveva permesso a molte federazioni minori di esistere e favorire la pratica dello sport. La crisi del Totocalcio, legata all'introduzione di nuovi giochi statali e della legalizzazione delle scommesse sportive, ha avuto come conseguenza una forte crisi finanziaria del Coni e di conseguenza di tutto il movimento sportivo italiano. In conseguenza a questa situazione si sono incominciate a levare le critiche nei confornti del settore dirigenziale dello sport italiano. Le critiche si concentrano sul fatto che il Coni, e le varie federazioni sportive, ormai privilegiano, per questioni di visibilità e sponsorizzazione, solo gli aspetti riguardanti il movimento di vertice delle varie discipline disinteressandosi del settore dilettantistico, che rappresenta circa il 90% degli sportivi in Italia, e degli effettivi problemi logistici e finanziari della base, la cui attività spesso e volentieri si fonda sul volontariato di gente comune.

Storia dello sport

Lo studio dello sviluppo dello sport nella storia umana può darci significative indicazioni sui cambiamenti sociali intervenuti nel corso dei secoli e su quelli riguardanti la concezione stessa dell'attività sportiva nelle varie culture. La concezione dello sport come attività che coinvolge le abilità umane di base (fisiche e mentali), con lo scopo di esercitarle costantemente e così di migliorarle, per utilizzarle successivamente in maniera più proficua, suggerisce che lo sport è probabilmente antico quanto lo sviluppo dell'intelligenza umana. Per l'uomo primitivo l'attività fisica, priva dell'agonismo dei nostri giorni, era solamente un modo molto utile per migliorare la propria conoscenza della natura e la padronanza dell'ambiente che lo circondava.

Preistoria

Nel corso del XIX secolo molte scoperte di esempi di arte rupestre sono state effettuate in Francia, per esempio a Lascaux, in Africa ed in Australia, che dimostrano come in tempi preistorici, venissero effettuate cerimonie rituali che comportavano un'attività fisica dei partecipanti. Alcuni di questi ritrovamenti sono stati fatti risalire ad almeno 30.000 anni fa. Illustrazioni dell'età della pietra che ritraggono uomini nuotare e tirare con l'arco sono state ritrovate nel deserto libico. I graffiti stessi sono una dimostrazione dell'interesse degli uomini delle caverne per attività che non fossero direttamente legate alla ricerca di cibo e alla sopravvivenza, ma che possiamo definire invece come svago. Di conseguenza, anche se non può essere individuata in queste fonti prova diretta dell'esistenza in età preistorica di alcun tipo di attività sportiva, è ragionevole ipotizzare che in quel periodo venissero praticate delle attività, legate a rituali mistici e propiziatori, che possono essere alla base dello sport praticato nelle antiche civiltà euro-asiatiche.

Antica Cina

I ritrovamenti di artefatti e edifici antichi suggeriscono che la civiltà cinese ha iniziato a praticare attività atletiche che possono essere assimilate alla moderna concezione di sport fin dal 4000 AC. Lo sviluppo delle antiche discipline sportive in Cina sembra sia da collegare sviluppo di altre attività dell'uomo: l'agricoltura, l'artigianato, la guerra e l'intrattenimento. L'attività sportiva maggiormente popolare nell'antica Cina sembra fosse la ginnastica. Dalla ginnastica può essere facilmente fatto risalire sia lo sviluppo in Cina delle arti marziali (il più famoso stile, sicuramente il Kung-Fu del tempio Shaolin), sia la tradizione acrobatica degli artisti del circo tradizionale cinese.

Antico Egitto

Le iscrizioni sugli antichi monumenti egiziani indicano che già al tempo dei faraoni venivano praticate molte attività sportive a scopo essenzialmente ludico: lotta, ginnastica, pugilato, nuoto, canottaggio, pesca, atletica e vari generi di giochi con la palla. I faraoni, nonché i dignitari e gli uomini di stato dell'antico Egitto assistevano a gare sportive con assiduità e ne favorivano lo svolgimento promuovendo la costruzione delle strutture necessarie. Dai geroglifici è stato possibile stabilire che già millenni prima dei greci, gli antichi egiziani avevano provveduto a stilare le regole di base per alcuni giochi, ad affidare il controllo della regolarità delle gare ad un arbitro neutro, a dotare i giocatori di uniformi, e ad ornare i vincitori assegnando loro collari di foggie particolari. Sia il vincitore che il perdente venivano omaggiati, il primo per la sua superiorità ed il secondo per il suo spirito sportivo.

Antica Grecia

Una vasta gamma di sport era già praticata ai tempi dell'antica Grecia: la corsa, il salto in lungo, la lotta, il pugilato, il lancio del giavellotto, il lancio del disco e la gara dei carri da guerra erono quelli prevalenti. Questa predilezione sta ad indicare l'influenza predominante che la coltura militare nell'antica Grecia ebbe sullo sviluppo degli sport ad essa più legati e viceversa. I Giochi Olimpici, istituiti nel 776 AC, si tenevano in onore di Zeus ogni quattro anni ad Olimpia, un piccolo villaggio del Peloponneso. Le olimpiadi non erano solamente un avvenimento sportivo, ma erano la celebrazione dell'eccellenza individuale, della varietà culturale ed artistica dell'intera cultura greca e, soprattutto, erano l'occasione per onorare la massima divinità religiosa. Poiché i giochi olimpici erano considerati sacri i greci consideravano come sacrilegio a Zeus lo scoppio di ostilità durante il loro svolgimento. Dall'inizio alla fine delle olimpiadi veniva proclamato una tregua su tutti i campi di battaglia greci. Anche le esecuzioni venivano sospese. La cosiddetta tregua olimpica permetteva ai cittadini greci di riunirsi pacificamente e di competere tra loro in un atmosfera di rispetto reciproco. Le gesta dei campioni di Olimpia sono state cantate dal poeta greco Pindaro.

Antica Roma

La cultura romana, come quella ellenistica, celebrava l'esaltazione della competizione fisica. L'attività sportiva non competitiva veniva praticata prevalentemente nell'ambito delle terme come parte fondamentale di quella cultura del benessere che era un pilastro della società romana. Già ai tempi della fondazione della città venivano celebrate feste religiose all'interno delle quali erano previste gare sportive. Il termine ludi, che indicava generalmente le competizioni sportive, deriva probabilmente dall'etrusco, come gran parte dell'attività sportiva romana. I ludi erano organizzati dai membri della classe sacerdotale ed alle gare partecipavano i giovani appartenenti alla nobiltà. La sacralità dell'evento sportivo, carattere comune all'attività dello sport in Grecia, a Roma venne però pian pian sostituito dall'aspetto spettacolare, dal desiderio di intrattenimento collettivo. Sin dai resoconti più antichi gli sport praticati giochi a Roma comprendevano anche le specialità olimpiche greche, ma tra queste il favore del pubblico era riservato ai giochi più violenti, come il pugilato, la lotta ed in particolare al pancrazio, una variante del pugilato molto violenta e dalle conseguenze a volte fatali. L'esasperazione della componente violenta della competizione nell'antica Roma è facilmente riscontrabile nel costante successo che riscontrarono tra la popolazione i combattimenti dei gladiatori, che vennero ben presto utilizzati come stabilizzatori sociali (panem et circenses) ed in questo senso va vista la costruzione in molte città dell'impero di grandi anfiteatri, come il Colosseo.

Le suddivisioni dello sport

Le varie discipline sportive che nel loro insieme compongono ciò che noi definiamo sport possiedono, nelle loro componenti più basilari, degli elementi che le accomunano tra di loro: lo spirtito di competizione, la voglia di divertimento, la ricerca del benessere o il tentivo di avvicinare i limiti psicofisici degli atleti. Se però le analizziamo dal punto di vista del tipo di regole, dalle modalità del gioco, dagli attrezzi usati, insomma dagli elementi esterni e maggiormente appariscenti, possiamo suddividerle in categorie. In base al numero di atleti che affrontano insieme il gesto sportivo possiamo individuare:
- Sport individuali
- Sport di squadra (vedi categorie di riferimento: Sport individuali · Sport di squadra) Un'altra suddivisione può essere fatta in base ai mezzi con cui viene disputata una competizione:
- Sport della racchetta: che prevedono come mezzo unico l'uso della racchetta.
- Sport equestri: che prevedeono l'uso nelle gare di un cavallo.
- Sport motoristici: in questi sport vengono effettuate gare tra mezzi spinti da motori come le automobili e le motociclette (ma anche la motonautica)
- Sport remieri: in cui le gare avvengono tra imbarcazioni a remi come, ad esempio, la canoa, il kayak ed il canottaggio
- Sport velici (o Sport nautici, o Nautica): in cui le gare avvengono tra imbarcazioni sospinte solo dalla forza del vento sul mare aperto oppure su un lago. (Vedi categorie di riferimento: Sport equestri · Sport motoristici · Sport remieri · Sport nautici) Esistono anche gli sport "della mente" come gli scacchi e il bridge. Ricordiamo che in particolare il bridge è una disciplina associata del CONI e sta per ottenere il riconoscimento di disciplina autonoma per partecipare alle Olimpiadi.

Voci correlate


- Wikipedia:Progetto Sport
- Sportivi italiani
- Sportivi stranieri
- Doping
- Giochi Olimpici Categoria:Spettacolo ja:スポーツ ko:스포츠 ms:Sukan simple:Sport th:กีฬา

Hockey su prato

L'hockey su prato è uno sport di squadra in cui due formazioni di 11 giocatori muniti di bastoni ricurvi si fronteggiano con l'obiettivo di mandare una palla di piccole dimensioni nella porta avversaria, difesa da un portiere.

Lo sport

È una disciplina sportiva che ha molte somiglianze con il calcio, nonostante si usi un attrezzo per colpire la palla. Il terreno di gioco è preferibilmente in materiale sintetico (malgrado il prato) ma di dimensioni simili a quello del calcio. Gli 11 giocatori possono essere sostituiti con panchina di 5 elementi — le sostituzioni sono continue e senza limitazioni. La partita, diretta da due arbitri, è composta da due tempi di 35 minuti con un intervallo di 10 minuti. Le regole principali sono semplici. Per esempio, è vietato giocare la palla con la parte tonda del bastone o alzare il bastone sopra l'altezza delle spalle nell'esecuzione di un tiro, oppure toccare la palla con qualsiasi parte del corpo — escluso il portiere all'interno delle propria area di tiro. Interessante notare che nell'hockey su prato non esiste la posizione di fuori gioco, in modo da favorire tattiche improntate alla velocità e ai ribaltamenti continui di fronte d'attacco. Il buon giocatore deve possedere tre qualità tecnico-tattico-fisiche basilari: destrezza, agilità e capacità di valutazione tattica del gioco. Ma una caratteristica di questo sport è da ricercare in ambito culturale. L'hockey è, infatti, un sport che si considera da veri gentiluomini, dove le doti morali e comportamentali sono messe al primo posto.

Origini

L'hockey su prato è un gioco che ha origini antichissime, diffuso in tutto il mondo, anche se poco noto in Italia. Tracce di giochi con bastone e palla sono attestate presso ogni civiltà. Dovunque (anche in Grecia) sono state rinvenute sculture, dipinti, manufatti decorati con scene raffiguranti giochi simili all'hockey. Ma è soprattutto in Europa, Isole Britanniche e Francia in primis, che l'hockey su prato ha trovato terreno fertile. E nell'Europa medioevale l'hockey era assai popolare. Tra il 1863 ed il 1875, in Inghilterra, l'hockey moderno, insieme al football e al rugby, predr forma definitiva, con la nascita della relativa federazione. Nel 1861 nacque il primo club di hockey e in pochissimo tempo, con l'ingresso di tante altre formazioni, viene tracciato il primo regolamento ufficiale di gioco. Sotto la spinta dell'imperialismo britannico, l'hockey su prato si diffuse in tutto il mondo e in special modo proprio nelle colonie. Infatti, è fra gli sport attualmente più popolari in India, Pakistan, Australia e Nuova Zelanda, nazioni che da sempre fanno parte, assieme alle europee Germania, Olanda, Inghilterra, del vertice dell'hockey mondiale.

In Italia

L'anno di nascita dell'hockey su prato italiano è da ricondurre al 1935: sotto la spinta delle imminenti Olimpiadi di Berlino, le autorità sportive dell'epoca decisero che era giunto il momento di introdurre definitivamente questo sport nel Bel Paese. Posero la nascente disciplina fra gli sport da praticare (Federazione Pattinaggio). Entrata a far parte della Federazione Italiana Pattinaggio a Rotelle nel 1936, questa disciplina raggiunse nell'ambito della Federpattinaggio la sua "autonomia tecnico-organizzativa" nell'Assemblea di Spoleto del febbraio 1957 con la costituzione di una apposita Commissione Nazionale per l'Hockey su Prato (che rimase in vita fino al 1960). La Commissione era presieduta da Giovanni Battista Brinchi Giusti. Negli anni Cinquanta, l'arrivo di tecnici stranieri, su iniziativa di Mario Zovato, favorirono una crescita del livello tecnico che portò la squadra nazionale a partecipare ai Giochi Olimpici del 1952 e del 1960. L'organismo assunse quindi dal 1967 al 1970 - sempre all'interno della Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio - la denominazione di Commissione per l'Hockey su Prato e dal 29 gennaio 1970 al 1973 quello di Commissione Italiana Hockey su Prato. Riconosciuta dal CONI quale "aderente" il 29 settembre 1973 come Federazione Italiana Hockey su Prato (FIHSP), divenne effettiva il 18 gennaio 1978. Dal 18 novembre 1984 ha preso la denominazione Federazione Italiana Hockey (FIH).

In Inghilterra

E il paese dove l'hockey su prato ha visto gli albori, che ha introdotto delle regole, la connotazione di sport "da gentiluomini" e che poi lo ha esportato in tutto il mondo come si comporta? Già dal 1895 le hockeiste, in Inghilterra, dopo aver "scandalosamente" stabilito di adottare le medesime regole di gioco (ma col gonnello) della già costituita Hockey Association (maschile), chiesero con forza di entrare a farne parte, ricevendo un netto rifiuto. Nacque la separatissima federazione femminile inglese (ancora oggi vige la norma che nessun uomo possa avere cariche direttive nelle società e nella federazione femminile inglese) e successivamente la federazione internazionale esclusivamente femminile (IFWHA), la quale solo nel 1982 accettò di fondersi con la Federazione Internazionale di Hockey.

Olimpiadi

L'hockey su prato è sport olimpico dalle Olimpiadi di Londra del 1908. L'Italia ha partecipato nel 1952 e nel 1960 (quale paese organizzatore). Categoria:Hockey Categoria:Sport olimpici Categoria:Sport di squadra

Hockey su ghiaccio

L'Hockey su ghiaccio è uno sport praticato su pattini da ghiaccio su una pista ghiacciata, che venne sviluppato a partire da diversi sport di squadra in Canada fra il 1840 e il 1875. Al riguardo, le truppe britanniche lì di stanza ricoprirono un grande ruolo: dal 1840 giocavano sulla neve o sul ghiaccio il tipico gioco scozzese Shinty, chiamandolo Shinney. Dal 1855 furono introdotte le stecche e la prima vera partita di hockey ebbe luogo il 3 marzo 1875 a Montreal, fra docenti e studenti della McGill University. Un altro precursore europeo dell'hockey è il Bandy, che ancora oggi viene praticato in alcuni paesi, soprattutto dell'Europa del Nord e dell'Est. La parola hockey deriva dal francese e significa "bastone ricurvo".

Nell'hockey su ghiaccio bisogna spingere con delle stecche nella porta avversaria il puck (o disco), un disco piatto di gomma dura. Si tratta di un gioco generalmente molto fisico: con i cosiddetti Bodycheck (cioè "cariche") è possibile spostare lateralmente l'avversario per conquistare il puck. Bodycheck

Dall'hockey su ghiaccio si sono sviluppati una serie di sport oggi indipendenti: fra tutti, lo sledge hockey, una versione che rende l'hockey su ghiaccio praticabile anche per i diversamente abili, e che oggi è presente nel programma delle Paraolimpiadi invernali. Ancora, esistono diverse specialità di "hockey estivo", come l'hockey in-line o lo streethockey. Entrambi hanno un loro campionato mondiale organizzato o patrocinato dall'IIHF, la International Ice Hockey Federation.

Diffusione

Poiché serve il ghiaccio, questo sport viene giocato perlopiù nei paesi freddi. Note sono soprattutto le squadre pluri-campioni del mondo come il Canada, la Russia e gli USA, della Repubblica Ceca, della Slovacchia, così come quelle dei paesi scandinavi (in particolare Svezia e Finlandia.

Un grande seguito lo ha in Svizzera, dov'è uno degli sport più amati: nel paese elvetico, la somma degli spettatori di hockey su ghiaccio di una stagione supera di gran lunga la cifra di spettatori di calcio nello stesso lasso di tempo.

Anche in Italia la diffusione segue un criterio geografico: sono le regioni del nord quelle dove questo sport è più diffuso: in particolare in Trentino-Alto Adige, Veneto, Lombardia e - in misura minore - Piemonte e Valle d'Aosta

Storia

La menzione più antica viene dalla Danimarca, nell'anno 1134. I pattini erano verosimilmente in osso. Nel XVI secolo venne sviluppato in Olanda uno sport che assomiglia molto all'odierno hockey, noto fino al XIX secolo col nome di Bandy.

Un significato storico ebbero spessole partite fra l'allora Unione Sovietica e gli USA o il Canada nel periodo della Guerra fredda, come espressione della guerra fra i due sistemi. Così anche la partita tra la nazionale statunitense e quella sovietica alle Olimpiadi invernali del 1980 divenne una sorta di show-down delle due potenze. Gli Stati Uniti riuscirono a superare l'Unione Sovietica - all'epoca considerata superiore: quella partità passerà alla storia sotto il nome di Miracle on Ice. In Unione Sovietica, dopo che fino agli anni '50 sul ghiaccio si era giocato soprattutto a Bandy, l'hockey su ghiaccio si sviluppò con grande velocità. Così al team sovietico riuscì fin dalla sua prima partecipazione ai mondiali nel 1954, così come alla prima partecipazione ai Giochi olimpici, a vincere la medaglia d'oro. L'URSS riuscì con la sua squadra a raggiungere una perfezione tale da rendere la vita difficile anche agli "scopritori" dell'hockey, il Canada.

In seguito ci furono match memorabili fra Urss e Cecoslovacchia. Anche qui - soprattutto dopo la Primavera di Praga del 1968 - fu portato nello sport un significato e una contrapposizione politici. Fra gli eccezionali giocatori sovietici dell'epoca, si ricordano fra gli altri Vladimir Krutov, Igor Larionov, Sergei Makarov (assieme noti come la linea KLM), Vjatscheslav Fetissov e Alexei Kassatonov.

Dopo la dissoluzione dell'URSS, alcuni dei migliori giocatori finirono nelle squadre statunitensi o canadesi della National Hockey League (NHL). L'NHL rappresenta il più illustre campionato, con molti dei migliori giocatori d'Europa e di altre parti del mondo. Nell'annuale All-star game NHL si può notare come molti giocatori europei oggi siano considerati fra i migliori della lega.

Regolamento

Il [http://www.iihf.com/hockey/rules/offrules_2006.htm regolamento ufficiale] viene preparato dalla Federazione internazionale IIHF, che organizza pure i tornei internazionali. La versione attuale sarà valida fino al 2006. Il regolamento è diviso in sei parti: Campo da gioco, Squadre, giocatori e loro equipaggiamento, Arbitri e loro obblighi, Regole del gioco, Penalità e Regole particolari.

In NHL si diverge parzialmente dal regolamento ufficiale IIHF. C'è un proprio [http://nhl.com/hockeyu/rulebook/index.html Regolamento], pure diviso in sei sezioni, che differiscono in parte per il contenuto.

Qui di seguito uno sguardo al regolamento IIHF:

Campo da gioco

NHL Il campo da gioco è una superficie ghiacciata rettangolare, con una lunghezza compresa fra 56 e 61 metri, ed una larghezza tra i 26 e i 30 m; gli angoli sono arrotondati con un raggio fra i 7 e gli 8,5 m (regola 101). Nei campionati ufficiali IIHF, la lunghezza dev'essere compresa fra i 60 e i 61 m e la larghezza fra 29 e 30 m. Tutt'attorno al campo una balaustra alta circa 1,2 m, sopra la quale - a protezione del pubblico - c'è una protezione in plexiglas; dietro le porte si trova una rete di protezione supplementare.
Le porte sono alte 122 cm e larghe 183 cm, i montanti sono colorati in rosso. Attorno alla porta è segnata un'area di porta semicircolare.
Il campo è attraversato nel senso della larghezza da 5 linee (regola 110); due linee blu larghe 30 cm lo dividono in 3 zone di uguale grandezza: zona d'attacco, zona neutrale e zona di difesa (regola 112). La zona neutrale è divisa a metà da una linea rossa larga 30 centimetri: la linea di metà campo. Al centro di questa - e del campo da gioco - il punto di ingaggio, al centro del cerchio di ingaggio. In totale ci sono cinque cerchi di ingaggio, tutti con un raggio di 4,5 m: oltre al già citato al centro del campo, due in ognuna delle zone difensive.
La quarta e la quinta linea sono le linee di porta (rosse, larghezza 5 centimetri) che attraversano tutto il campo. Fuori della balaustra, all'altezza della zona neutrale sul lato lungo del campo, si trovano sullo stesso lato del campo, le panchine; di fronte, i cronometristi e la panca puniti.
A differenza di molti altri sport, il campo prosegue anche dietro le porte.
In NHL il campo è largo solo 26 m e lungo 56 m ed ha una divisione delle zone legegrmente diversa. Così il gioco in nordamerica è normalmente più rapido e aggressivo.

Squadre, giocatori, equipaggiamento

Una squadra è composta di massimo 22 giocatori, 20 di movimento e 2 portieri. Durante una partita possono esserci sul ghiaccio 6 giocatori contemporaneamente (regola 201a). La regola prevede che siano 5 giocatori di movimento e un portiere, ma in situazioni particolari, il portiere può essere sostituito da un sesto giocatore di movimento.
squadra Specialmente nelle situazioni con l'uomo in più o in meno, ci si può allontanare da questo schema.
Normalmente si parla di linee - cioé attacanti e difensori giocano sempre con gli stessi partner. Una squadra ottimale ha due portieri, quattro linee difensive (4 x 2 = 8) e quattro offensive (4 x 3 = 12). A disposizione di norma ci sono anche un terzo portiere e due ulteriori difensori.

In una squadra ci devono essere un capitano e due assistenti. Come segno di riconoscimento portano sul petto rispettivamente una "C" o una "A" maiuscole. Fino agli anni '90 i giocatori dell'Unione Sovietica portavano in alternativa una "K" cirillica per il capitano. Ciò sarebbe possibile ancora oggi, ma questa possibilità viene utilizzata solo raramente.
Il capitano è l'unico a poter chiedere spiegazioni sulle decisioni degli arbitri.

I cambi dei giocatori di movimento sono possibili non soltanto durante le interruzioni di gioco, ma possono anche essere "volanti". Normalmente le squadre hanno bisogno di 45 - 120 secondi per effettuare i cambi.
Fino al 1930 circa c'era anche un sesto giocatore di movimento nella posizione "Rover"
Per evitare infortunii, è prescritta un equipaggiamento protettivo completo. Oltre a particolari pattini da hockey su ghiaccio (221) ed al bastone (Stock; 222), ne fanno parte un casco (223) con visiera (224), guanti, protezioni per nuca, laringe e bocca, e il paradenti. Inoltre protezioni sono previste per le spalle e la cassa toracica.
Poiché i portieri sono sottoposti a maggiori rischi, visto che hanno a che fare con i tiri, hanno uno speciale equipaggiamento: oltre a speciali pattini da portiere (231) ed un bastone diverso (232), portano un casco dotato non di una semplice visiera, ma di una maschera per il viso (234), gambali (235), un guanto - quello della mano che regge il bastone - dotato di scudo (233a) ed un guanto da presa (233b)

L'arbitro

1930 L'arbitro è uno degli ufficiali di gara. Si distingue tra ufficiali di gara ed ufficiali off-ice. Gli ufficiali di gara sono l'arbitro (Refree) e due guardalinee (Linesman). Indossano pantaloni neri ed una maglia a strisce verticali bianco-nera. Il primo arbitro porta come segno di riconoscimento una fascia rossa ad entrambe le braccia. L'arbitro ha il controllo generale sul gioco, sui giocatori e sugli ufficiali (312). I guardalinee hanno il controllo sui falli di linea (fuorigioco e liberazione vietata; vedi regole), sono incaricati degli ingaggi ed assistono l'arbitro (313).Arbitro e guardalinee hanno nell'hockey su ghiaccio un'importanza ragguardevole, maggiore che - ad esempio - nel calcio.
Fra gli ufficiali off-ice si contano - a fianco dello speaker e del cronometrista, un giudice per il punteggio (eventualmente con degli assistenti), un giudice addetto al video, che può essere chiamato in causa per consigliare in caso di decisioni contestate, due assistenti alla panca puniti e due giudici di porta, che siedono immediatamente dietro la portae segnalano l'avvenuta segnatura con l'azionamento di una lampada. Nel campionato tedesco DEL i giudici di porta sono utilizzati soltanto durante ile partite dei play-off.

Regole della partita

Un'incontro di hockey su ghiaccio dura normalmente 60 minuti (tre tempi - chiamati anche drittel - da 20 minuti). Poiché ogni interruzione di gioco comporta lo stop al cronometro (si parla di minuti effettivi di gioco), una partita dura in realtà molto più a lungo (un tempo dura solitamente tra i 30 e i 40 minuti). Gli intervalli fra un tempo e l'altro durano 15 minuti.

Si può portarsi avanti il puck con il pattino, ma non è consentito segnare in questo modo. Vietato è anche giocare il puck col bastone alto (ossia col bastone al di sopra della spalla) - ma è consentito bloccarlo con la mano. I passaggi con la mano e le reti segnate con la mano non sono consentite. Vedi anche:
- Fuorigioco (hockey su ghiaccio)
- Timeout (hockey su ghiaccio)
- Ingaggio (hockey su ghiaccio)
- Porta (hockey su ghiaccio)
- Liberazione vietata (hockey su ghiaccio)
- Puck (hockey su ghiaccio)

Concetti


- Ingaggio (o face-off): quando viene fischiato l'inizio del gioco all'inizio di un tempo o dopo un'interruzione di gioco, si ha un ingaggio. Due giocatori avversari stanno uno di fronte all'altro all'interno di un cerchio dell'ingaggio ed il puck viene fatto cadere da un guardalinee. I due giocatori cercano di entrare in possesso del puck.


- Fuorigioco: quando si attacca verso la porta avversaria, il puck deve entrare prima o contemporaneamente al primo giocatore attaccante all'interno della zona offensiva delimitata dalla linea blu. In altre parole, tra il giocatore che controlla il disco e la porta avversaria non dev'esserci nessun compagno di squadra al momento di varcare la linea blu d'attacco. Il fuorigioco viene annullato se tutti i giocatori attaccanti lasciano la zona d'attacco senza aver toccato il disco. Il fuorigioco viene segnalato dal guardalinee alzando un braccio.


- Liberazione vietata (o icing): si ha quando il puck supera - direttamente o dopo aver toccato la balaustra - la linea di centrocampo e la linea di porta avversaria dopo un rinvio dalla difesa. Viene fischiata l'interruzione del gioco e si ha un ingaggio. Questa regola non viene applicata se il disco attraversa l'area di porta oppure quando la squadra che effettua la liberazione sta giocando con l'uomo in meno.
- Gioco con l'uomo in più (o power play): quando viene comminata una sanzione disciplinare ad un giocatore, e questo finisce in panca puniti, la sua squadra resta con un uomo in meno sul ghiaccio. La squadra che non ha subito la penalità gode dunque di un vantaggio, giocando in 5 contro 4 (o 5 contro 3, se viene comminata una seconda penalità), e si dice - appunto - che gioca in power play.
- Gol in power-play: quando una squadra che gioca in power play segna, questa rete viene comunemente indicata così. Se il giocatore in panca puniti stava scontando una penalità piccola (2 minuti), il gol subito dalla sua squadra pone immediatamente termine alla penalità, e il giocatore può tornare sul ghiaccio.
- Gol con l'uomo in meno (o short-hander): qualora una squadra in inferiorità numerica riesca egualmente a segnare, quella rete viene comunemente indicata così.
- Gol a porta vuota (o empty net goal): una squadra in svantaggio può - negli ultimi minuti della partita - sostituire il portiere con un giocatore di movimento. Se la squadra avversaria riesce a segnare, si parla di empty net goal.
- Time-out: ogni squadra può usufruire di un'interruzione di gioco da 30 secondi a partita.
- Rigore: nell'hockey su ghiaccio, il rigore viene battuto partendo da centrocampo. Un attaccante avanza verso il portiere e cerca di segnare. All'attaccante non è cosentito muoversi all'indietro, ed ha un solo tiro a disposizione (la ribattuta non è consentita). Qualunque sia il risultato del rigore, il gioco riprende con un ingaggio. Durante l'esecuzione del rigore il tempo resta fermo.

Penalità

Le penalità sono decise dall'arbitro. Fra le altre ricordiamo:

Interferenza (interference); sgambetto (tripping); bastone alto (high-sticking); aggancio con bastone (hooking); perdita di tempo (delay of game); equipaggiamento irregolare; gioco senza casco; colpo col bastone (slashing); carica irregolare (charging); carica da dietro (checking from behind); gomitata (elbowing); troppi giocatori sul ghiaccio (too many man on ice); condotta antisportiva; eccessiva durezza; contatto irregolare; proteste; spostamento volontario della porta; trattenuta (holding).

Ogni penalità è indicata da un particolare gesto dell'arbitro. La durata della penalità è a discrezione dell'arbitro (ma all'interno di determinati limiti). Quando l'arbitro riscontra un'irregolarità da punire, alza un braccio. Fischierà poi nel momento in cui la squadra contro cui la penalità sarà comminata, entrerà in possesso del disco.

La durata della penalità minore è di 2 minuti.
La penalità maggiore ne dura 5. Solitamente viene comminata insieme alla penalità da 20 minuti.
La penalità disciplinare dura 10 minuti.
Quest'ultima può essere anche della durata di un tempo, 20 minuti.
La penalità massima è la penalità partita (di norma 5 minuti + 20 + espulsione definitiva).
Tra le penalità si conta anche il rigore.

Le penalità da 2, 5 e 10 minuti, vengono scontate dal giocatore in panca puniti. La sua squadra gioca in 4 contro 5. Per le penalità maggiori, la questione è un po' diversa: il giocatore si accomoda in panchina, e la sua squadra gioca con l'uomo in meno per un massimo di 5 minuti. Per il resto del tempo di penalità (o per il resto del match, in caso di penalità partita), il giocatore non può scendere sul ghiaccio, ma il suo posto viene preso da un compagno, e le squadre tornano in parità numerica.

L'unico giocatore che non siede mai in panca puniti è il portiere. In caso di una piccola penalità o della prima penalità disciplinare, lui resta in campo, e la penalità è scontata da un suo compagno di squadra che si trovava sul ghiaccio al momento della penalità, scelto dal capitano. In caso di una penalità maggiore o di una seconda penalità disciplinare, il portiere è immediatamente espulso ed escluso per il resto della partita.

Un giocatore che nel corso dello stesso campionato o torneo incorre in due penalità da 20 minuti, viene automaticamente squalificato per il turno successivo. Una penalità partita comporta anche una squalifica per la partita successiva, ma - a seconda di quanto accaduto - può essere aumentata di più giornate.

Se contro entrambe le squadre nello stesso momento viene comminato lo stesso numero di penalità, i giocatori di entrambe le squadre devono trascorrere il tempo sulla panca puniti, ma le due squadre giocano con lo stesso numero di giocatori in campo di quando la penalità è stata fischiata. Eccezione: se le due squadre erano entrambe con tutti e 5 i giocatori sul ghiaccio, continueranno la partita in 4 contro 4.

Sul ghiaccio non possono esserci meno di tre giocatori di movimento. Qualora una penalità costringa una squadra ad averne di meno sul ghiaccio, il giocatore che ha subito la penalità deve egualmente sedersi immediatamente in panca puniti, ma viene sostituito da un compagno. La sua penalità però comincia soltanto quando uno dei suoi compagni che stanno scontando una penalità da prima di lui può rientrare in campo.

I campionati della Mitteleuropa

Puck (hockey su ghiaccio) Il campionato maggiore in Germania prende dalla stagione 1994/95 il nome di Deutsche Eishockey-Liga (DEL), che porta comunque ancora il vecchio nome di 1. Bundesliga. In Austria il massimo campionato prende il nome di Österreichische Eishockey-Liga, mentre in Svizzera di Nationalliga A - Lega nazionale A. In Italia, a seconda degli anni si è chiamato Serie A1 o semplicemente Serie A.

A differenza che in altri sport, in buona parte dei campionati di hockey su ghiaccio (quello italiano è escluso) non esiste il pareggio, per evitare partite troppo tattiche. Se al termine di una partita il risultato è ancora di parità, viene giocato un tempo supplementare, che termina immediatamente con il gol di una delle due squadre (col meccanismo della sudden death). Nella DEL, il supplementare viene giocato soltanto ai play off. Se al termine del supplementare persiste la parità, la partita viene decisa ai rigori.
Di norma vengono assegnati 3 punti alla squadra vincitrice nel tempo regolamentare, 2 alla squadra vincitrice dopo il supplementare o i rigori, 1 alla squadra sconfitta ai supplementari o rigori e - dove possibile - alle squadre che pareggiano. Questa regola non viene seguita in Svizzera, dove alla squadra vincitrice vengono comunque assegnati due punti.
Dalla stagione 2005/06, anche in Italia la vittoria dà 2 punti.

I campionati vengono decisi quasi ovunque attraverso il meccanismo dei play-off, per il quale si qualificano le migliori del girone. Di norma, la migliore squadra della stagione regolare affronta al primo turno la peggiore delle qualificate, la seconda la penultima e così via. Le vincenti passano al turno successivo, fino alla finale.
Gli incontri avvengono su serie di partite, chi ne vince - a seconda del regolamento - per primo 4 (al meglio delle 7), 3 (al meglio delle 5) o più raramente 2 (al meglio delle 3), si aggiudica il passaggio del turno.

Campioni in carica (stagione 2004/05)


- Germania: Eisbären Berlin
- Austria: Vienna Capitals
- Svizzera: HC Davos
- Italia: HCJ Milano Vipers

Tornei internazionali

Per le squadre nazionali esistono tutta una serie di tornei internazionali. Secondo la graduatoria ufficiale della IIHF, il torneo per nazionali più importante è il torneo olimpico, che è nel programma dei Giochi Olimpici invenali dal 1924.

Dal 1920 hanno luogo i campionati mondiali ufficiali IIHF, che hanno una grande importanza soprattutto per le compagini europee.
Poiché la NHL nordamericana per i mondiali maschili normalmente non ferma la propria stagione, e finora soltanto due volte ha previsto una pausa per le olimpiadi (Nagano 1998 e Salt Lake City 2002), i risultati di Canada e Satati Uniti in questi tornei sono stati relativamente scarsi. Soprattutto ai campionati del mondo si rimprovera di non schierare i migliori giocatori del mondo e perciò di non poter eleggere un vero campione del mondo. Da ciò il fatto che fino al 1976 potevano prendere parte ai mondiali soltanto giocatori dilettanti, ed il Canada per lungo tempo inviava ai mondiali la squadra campione del campionato dilettantistico. Per questo per anni il campione NHL vantava il titolo di "World Champion".

Altro importante torneo è la World Cup of Hockey, organizzata congiuntamente da NHL e IIHF nel 1996 e nel 2004. Si gioca prima dell'inizio della stagione NHL, percui le nazionali possono schierare davvero i migliori giocatori, ed ha grande importanza per le nazioni nordamericane (che infatti si sono aggiudicate entrambe le edizioni: 1996 agli USA, 2004 al Canada).

Ci sono però anche tornei internazionali per società: il più noto e ricco di tradizione è senza dubbio la Spengler Cup, giocata ogni anno dal 1923 a Davos in Svizzera. La squadra più titolata sono i padroni di casa dell'HC Davos, che sono anche i campioni in carica.

Altro torneo europeo per squadre è la Coppa campioni IIHF. I campioni delle 6 squadre vincitrici dei campionati nei paesi meglio classificati nella classifica IIHF si sfidano. La prima edizione è del 2005. Si è giocata in Russia, a San Pietroburgo, ed hanno vinto i campioni di Russia dell'Avangard Omsk. La coppa campioni è l'erede della European Hockey League (EHL), che si giocò dal 1996 al 2000. A sua volta la EHL era l'erede della Coppa europea dei campioni nazionali (o semplicemente Coppa campioni) che si giocò dal 1965 al 1996.
Un altro torneo, che caratterizzò gli anni '90 (dal 1992 al 1999), fu l'Alpenliga, cui prendevano parte squadre di Italia, Austria e Slovenia.

Famosi giocatori di hockey

Slovenia Numerose giocatrici e giocatori hanno raggiunto una fama mondiale e sono stati inseriti nelle Hockey Hall of Fame nazionali ed internazionali. Tra i più famosi di loro si possono indicare i canadesi Wayne Gretzky ("The Great One"), Mario Lemieux e Patrick Roy come i cechi Jaromír Jágr e Dominik Hasek, lo svedese Peter Forsberg e i russi Valeri Kharlamov, Wladislaw Tretjak e Vjatscheslav Fetissov. Tra le giocatrici degne di nota sono le canadesi Manon Rheaume e Hayley Wickenheiser.

Voci correlate


- Campionato italiano di hockey su ghiaccio
- Campionato svizzero di hockey su ghiaccio

Collegamenti esterni


- [http://hockey.fisg.it Federazione Italiana Sport su Ghiaccio - Hockey]
- [http://www.hockeytime.net Hockeytime.net]
- [http://www.solohockey.com Solohockey.com] - Hockey svizzero
- [http://www.hockeyghiaccio.it Hockeyghiaccio.it]
- [http://www.tuttohockey.com Tuttohockey.com]
- [http://www.google.com/Top/World/Italiano/Sport/Mazze/Hockey/Su_Ghiaccio/ Siti sull'hockey su ghiaccio] - Google Directory italiana
- [http://www.google.com/Top/Sports/Hockey/Ice_Hockey/ Siti internazionali sull'hockey su ghiaccio] - Google Directory internazionale
- [http://www.iihf.com Federazione Internazionale Hockey su ghiaccio] (IIHF)
- [http://www.hockeydb.com Hockeydb.com] - Database mondiale dell'hockey su ghiaccio
- [http://www.nhl.com NHL.com] La lega professionistica NHL statunitense
- [http://www.fhr.ru La federazione russa di hockey]
- [http://www.phl.ru La lega professionistica RHL russa]

Bibliografia in tedesco


- Eckert, Horst : Eishockey-Guide / Copress, 2002 ISBN 3-76790-800-X
- Eckert, Horst : Eishockey Lexikon / Copress, 1993 ISBN 3-76790-407-1
- Eckert, Horst : Eishockey-Weltgeschichte / Copress, 1989 ISBN 3-76790-235-4
- Klein, Günter : Dreißig Jahre Eishockey-Bundesliga / Copress, 1988 ISBN 3-76790-289-3
- Klein, Günter : Die Droge Eishockey / Wero Press, 2002 ISBN 3-98059-918-3
- Müller, Stephan : Deutsche Eishockey Meisterschaften / BoD GmbH Norderstedt, 2000 ISBN 3-83110-997-4
- Reichelt, Patrick : Superliga DEL / Agon, 2004 ISBN 3-89784-247-5 Categoria:Hockey su ghiaccio Categoria:Sport di squadra Categoria:Sport invernali Categoria:Sport olimpici ja:アイスホッケー simple:Ice hockey

Hockey a rotelle

L'hockey su pista è uno sport di squadra, variante dell'hockey su ghiaccio e dell'hockey su prato.
In Italia ha una diffusione fortemente regionale. È praticato intensamente in provincia di Vicenza, in diverse località al confine fra Piemonte e Lombardia ed in Toscana. Attualmente le squadre iscritte al massimo campionato, la serie A1, sono 14, 13 in A2 e svariate decine in B, suddivise in gironi regionali. Sta ora riprendendo popolarità con trasmissioni su RaiSportSat e PlayTv, dopo un notevole calo di appassionati negli anni '90, successivi alla grandissima diffusione negli '80. L'hockey pista è stato anche oggetto di una rivista mensile, pubblicata per alcune stagioni.

Collegamenti esterni


- [http://www.federhockey.it/ FIH (Federazione Italiana Hockey)]
- [http://www.fihp.org/ FIHP (Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio)] categoria:Sport di squadra categoria:Hockey

Canada

Il Canada è un paese dell'America settentrionale, a nord degli Stati Uniti d'America, ed è il secondo più grande paese del mondo. In Canada sono riconosciute due lingue ufficiali, l'inglese ed il francese. Il Francese è parlato come prima lingua nella provincia del Quebec e anche in alcune parti delle province di New Brunswick, Terranova e Ontario. Tre quarti del popolo canadese parlano invece l'inglese come prima lingua. Alcune città, notabilmente la capitale, Ottawa, sono bilingui. Il 75% del popolo canadese abita a meno di 250 chilometri dalla frontiera con gli Usa, un confine non presidiato militarmente e probabilmente la più lunga tra le frontiere nel mondo, estesa per non meno di 10.000 km. Del resto, anche le dimensioni territoriali del Canada sono assai estese, 9.976.140 kmq. La differenza di fuso orario fra le coste orientale ed occidentale, è di 4,5 ore. Il Canada è una federazione costituita di dieci province e tre territori: Province:
- Columbia Britannica (British Columbia/Colombie-Britannique),
- Alberta,
- Saskatchewan,
- Manitoba,
- Ontario,
- Quebec,
- New Brunswick (Nouveau-Brunswick),
- Nuova Scozia (Nova Scotia/Nouvelle-Écosse),
- Isola del Principe Edoardo (Prince Edward Island/Île-du-Prince-Édouard), e
- Terranova e Labrador (Newfoundland and Labrador/Terre-Neuve-et-Labrador). Territori:
- Yukon,
- Territori del Nord-Ovest (Northwest Territories/Territoires du Nord-Ouest), e
- Nunavut. Il capo di stato del Canada, paese aderente al Commonwealth, è la regina Elisabetta II, ma la reale autorità politica è il Primo Ministro, attualmente Paul Martin Jr.. La capitale del Canada è Ottawa, nell'Ontario; le città più grandi sono Toronto (Ontario), Montréal (Quebec) e Vancouver (Columbia Britannica).

Storia

Intorno all'anno Mille i Vichinghi, i primi visitatori europei, avevano tentato di stabilirsi nella zona settentrionale del Newfoundland. Quando giunsero i successivi europei, le tribù indigene del Canada avevano già sviluppato una moltitudine di lingue, costumi, credenze religiose, modelli commerciali, arti e mestieri, leggi e forme di governo. A parte i vichinghi, i primi europei ad arrivare sulle coste canadesi, furono gli inglesi, con Giovanni Caboto che nel 1497 raggiunse l'isola di Terranova. Nel 1509 Sebastiano Caboto esplorò tutte le coste nordamericane, dall'isola di Baffin alla Florida. Il Canada divenne possedimento francese nel 1534, quando l'esploratore francese Jacques Cartier ne prese possesso in nome del re Francesco I nella zona circostante il fiume St. Lawrence. Per oltre cento anni il Canada è stata una colonia francese. Samuel de Champlain, nel 1604, stabilizzò la prima colonia permanente nel Nord America a Port Royal, Arcadia (attuale Annapolis Royal, Nova Scotia). 4 anni dopo fondò la colonia del Quebec. Sempre lui nel 1615 scoprì i laghi Huron e Ontario. Dal 1615 furono accolti i primi missionari che tentarono di convertire gli irochesi, nativi del luogo. Il progetto di un impero americano francese fece, inevitabilmente, scoppiare un conflitto tra Francia e Gran Bretagna. Nel 1713 l'impero Britannico acquisì Hudson Bay, Newfoundland e Nova Scotia. Dopo la guerra dei Sette Anni, tutto il resto della Nuova Francia venne ceduto nel 1763 dalla Francia alla Gran Bretagna dovuto, in maggior parte, dalla vittoria schiacciante di James Wolfe, vicino Quebec. Nel 1867 fu promulgato il British North American Act, che istituiva la Confederazione del Canada, la quale ottenne l'indipendenza definitiva nel 1931. Dalla fine dell'Ottocento, con l'espansione verso il Nord Ovest, ricco di risorse naturali, il paese ebbe un forte sviluppo economico. Attualmente il Canada è il settimo paese più industrializzato del mondo. 1931

Sport

Lo sport nazionale canadese è l'hockey su ghiaccio, che viene giocato su una pista rettangolare coperta di ghiaccio, usando stecche di legno e un disco di gomma vulcanizzata. Lo scopo di questo sport è di infilare questo disco in una porta alta circa 1,5 metri. Il Canada è il paese dominante in questo sport, avendo avuto grandi portieri come Max Mussner. Molti dicono che questo sport è molto violento. In realtà è solo molto duro.
Lo sport nazionale estivo invece è il lacrosse, praticato con mazze con all'estremità una rete solida e lo scopo è di tirare una pallina in porta. viene praticato su di un manto erboso.

Voci correlate


- Targhe automobilistiche canadesi
- Bandiere delle regioni e territori del Canada

Collegamenti esterni


- [http://www.canada.it un sito italiano sul Canada]
- [http://iicto-ca.org il sito dell'Istituto Italiano di Cultura di Toronto]
- [http://www.canadianbusinessdirectory.ca indice canadese di affari]
- [http://www.justlanded.com JustLanded] Informazioni per gli ospiti o espatria nel Canada als:Kanada ja:カナダ ko:캐나다 ms:Kanada simple:Canada th:ประเทศแคนาดา zh-min-nan:Canada

Scandinavia

La Scandinavia è la regione del nord Europa che comprende la Penisola Scandinava. È composta da Norvegia, Svezia e Danimarca. Questi tre paesi si riconoscono reciprocamente come paesi scandinavi, e il termine viene usato per identificare i forti legami storici, culturali, linguistici che li legano. Al di fuori di queste tre nazioni, il termine Scandinavia viene spesso usato impropriamente per riferirsi ad un insieme più ampio di paesi situati nel nord Europa:
- in alcuni casi vengono considerati paesi scandinavi anche la Finlandia, le isole Faroe e l'Islanda
- nei paesi di lingua tedesca, i paesi scandinavi comprendono la Finlandia, ma escludono la Danimarca (in questo caso il termine più appropriato sarebbe Fennoscandia)
- nel Regno Unito, la Scandinavia comprende anche la Finlandia, l'Islanda ed eventualmente la Groenlandia (in questo caso il termine più appropriato sarebbe Paesi nordici) Tali usi del termine "Scandinavia" sono considerati scorretti, e talvolta ritenuti persino offensivi, dai popoli scandinavi. Curiosità: La voce "Scandinavia" ha origine dal nome della Dea Nordica Skadi che era considerata la protettrice dell'Inverno,della Neve e della Caccia. Categoria:Europa als:Skandinavien ja:スカンディナヴィア ko:스칸디나비아 simple:Scandinavia zh-min-nan:Skandinavia

Svizzera

La Svizzera (ted. Schweiz, fr. Suisse, romancio Svizra) è uno stato dell'Europa centrale. Confina a nord con la Germania, a est con il Liechtenstein e l'Austria, a sud con l'Italia, a ovest con la Francia. Il nome ufficiale è Confederazione Svizzera, ted. Schweizerische Eidgenossenschaft, fr. Confédération Helvétique, romancio Confederaziun Svizra, lat. Confoederatio Helvetica, da cui la sigla CH. La capitale è Berna, che è anche capitale dell'omonimo cantone. La Svizzera è una repubblica federale. Le lingue ufficiali sono tedesco, francese e italiano. Inoltre il romancio ha lo status di quarta lingua nazionale.

Storia

La regione dell'attuale Svizzera fu occupata nell'antichità dalle genti celtiche degli Elvezi a nord delle Alpi e dei Rezi a sud. La Rezia fu intensamente romanizzata durante l'Impero (corrisponde grossomodo all'attuale cantone dei Grigioni). La storia della Svizzera ha inizio il primo agosto del 1291 quando i rappresentanti delle comunità montane di Uri, Nidvaldo e Svitto si riunirono sul prato del Rütli, sulle sponde del Lago dei Quattro Cantoni, e stipularono il giuramento di alleanza eterna che costituisce la nascita della Confederazione. Il patto del Rütli costituiva una lega difensiva volta ad estromettere dalle valli gli Asburgo. A Morgarten (1315), Sempach (1386) e Näfels (1388) la fanteria confederata inflisse tre clamorose sconfitte agli Austriaci. Nel contempo nuovi cantoni aderivano alla confederazione: Con l'adesione di Lucerna, Zurigo, Glarona, Zugo e Berna si costituisce la cosidetta Confederazione degli Otto Cantoni. Nel corso del XV secolo gli Svizzeri assoggettano i territori di Appenzello, Argovia e Turgovia e ottengono l'alleanza di Ginevra, Vallese, San Gallo e Grigioni. Nel XVI secolo Carlo il Temerario di Borgogna è sconfitto a Grandson e Morat. Adesione di Friburgo e Soletta. Nel 1501 aderisce Basilea. Intanto Uri, con l'aiuto di Untervaldo, passa a sud delle Alpi e conquista la valle settentrionale del fiume Ticino. Nel corso del secolo dilaga anche in Svizzera la Riforma Protestante introdotta da Ulrico Zwingli. Le guerre di religione che infuriano in tutta l'Europa non risparmiano il paese (lo stesso Zwingli muore sul campo di battaglia). Berna conquista il Vaud e vi diffonde il Protestantesimo. Nel 1648 con la Pace di Westfalia viene riconosciuta l'indipendenza della Svizzera nei confronti dell'Impero. Nel 1798 la Svizzera è invasa dalle truppe rivoluzionarie francesi e trasformata in una repubblica unitaria. Non ci sono più territori soggetti ma solo cantoni (nascita dei cantoni Argovia, Grigioni, San Gallo, canton Turgovia, Canton Ticino, Vaud). Nel 1847 i cantoni conservatori-cattolici costituiscono una propria lega (Sonderbund). La Guerra del Sonderbund è rapidamente vinta dai cantoni liberali. Nel 1848 entra in vigore una nuova costituzione. La Svizzera, da confederazione di stati, diventa uno stato federale sul modello degli Stati Uniti. Nel 1977 Il Canton Giura si stacca da Berna e diventa il 26.o cantone. Nel 1971 in un referendum gli elettori maschi decidono che anche le donne hanno diritto al voto. Elisabeth Kopp del Partio Radical-Democratico è la prima donna eletta ministro. Nel 1986 in un plebiscito gli elettori rifiutano di entrare nelle Nazioni Unite. Nel 1992 rifiutano di partecipare all'area economica europea. In questa occasione il paese si divide tra la Romandia (Svizzera Francese) favorevole a un'integrazione nell'Europa Unita e la Svizzera Tedesca e Italiana che vogliono mantenere la separazione culturale ed economica dagli "Europei". Si dice che la Svizzera Tedesca tema la Germania e la Svizzera Italiana tema l'Italia. Un accordo è invece raggiunto con le maggiori organizzazioni capitalistiche mondiali, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. In seguito ad accuse da parte di organizzazioni ebraiche americane, secondo le quali, beni depositati da cittadini ebrei in banche svizzere, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale non sarebbero stati restituiti ai legittimi proprietari, due delle maggiori banche del paese patteggiano nel 1998 il pagamento di $1,25 miliardi alle suddette organizzazioni per essere distribuiti alle famiglie delle vittime dell'Olocausto. Nel 1999 Ruth Dreifuss è la prima donna presidente. L'entrata ufficiale della Confederazione nelle Nazioni Unite è avvenuta il 10 settembre 2002.

Geografia

Geografia fisica

Morfologia

La Svizzera occupa tre regioni morfologichea: il Giura, l'altopiano centrale (Mittelland) e le Alpi. Le Alpi svizzere hanno il loro fulcro nel Massiccio del San Gottardo da cui originano il Reno e il Rodano. Sempre dal San Gottardo nascono gli altri principali fiumi svizzeri, il Ticino, la Reuss e l'Aar. Dal Maloja nasce l'Inn.

Religione

Le religioni prevalenti in Svizzera sono la cattolica (41,8%) e la protestante (35,3%). Vedi anche:
- Chiesa cattolica svizzera

Geografia politica

La Svizzera è la più antica democrazia del mondo. Politicamente è una confederazione di 26 cantoni. La maggioranza dei cantoni sono coestensivi con gli omonimi stati (p.es. Repubblica e Cantone del Ticino, République et Canton de Neuchâtel); sei di essi (Obvaldo e Nidvaldo, Basilea Città e Campagna, Appenzello Interno ed Esterno) sono considerati in pratica mezzi cantoni: uniti a due a due, dànno vita a uno stato e cantone (risp. Untervaldo, Basilea e Appenzello). (
- ) semicantone: i semicantoni Appenzello Esterno e Interno formano il Canton Appenzello, Basilea Città e Basilea Campagna formano il Canton Basilea, Nidvaldo e Obvaldo formano Untervaldo. A livello federale il potere legislativo è esercitato da due camere, il Consiglio Nazionale e il Consiglio degli Stati (elaborate sul modello del Congresso americano). I cantoni svizzeri mantengono gran parte della loro sovranità. In alcuni piccoli cantoni (Appenzello, Glarona e Untervaldo) è ancora in vigore la pratica della Landsgemeinde: l'assemblea dei cittadini si riunisce all'aperto e vota per alzata di mano. Le lingue ufficiali della Svizzera sono tre: il tedesco, nella pratica lo svizzero-tedesco (Schwyzertüetsch) (65% della popolazione), il francese (dialetti francoprovenzali) (18%) e l'l'italiano (dialetti lombardi) (12%). A queste si aggiunge il romancio (meno dell'1%) che è lingua nazionale, non ufficiale.

Geografia economica

Risorse

Trasporti

La rete di trasporti in Svizzera è molto ben sviluppata: le ferrovie coprono in modo capillare tutto il territorio. Il tariffario è unificato tra treni, bus, battelli, funivie, ecc. Da una biglietteria automatica delle Ferrovie Federali Svizzere è possibile selezionare qualsiasi destinazione, anche di un'altra compagnia di trasporti. Un sistema d'orario cadenzato fu istituito già negli anni '70-'80. Dal 2005 un sistema di nodi in corrispondenza dei principali centri ha migliorato la connettività tra le regioni. Tutti i treni, siano essi regionali o di lunga percorrenza, entrano in stazione nei 10 minuti che precedono l'ora in punto per poi ripartire nei 10 minuti successivi. Sulle linee principale circolano dei treni ogni mezz'ora.

Turismo

Esportazioni

Importazioni

Cultura

Istruzione

Sanità

Ambiente

Flora

La vegetazione è tipicamente alpina e segue le fascie di altitudine. Le foreste di latifoglie arrivano fino a circa 1500 metri.

Fauna

Arte

Architettura

Pittura e scultura

Letteratura

Poesia

Romanzo

Teatro

Musica

Politica

Politica interna

La base della Confederazione è nella Costituzione del 1848, la quale è stata modificata nel 1874 ed è rimasta inalterata fino alla votazione del 1999, quando il popolo adottò una magna charta totalmente rinnovata.

Politica estera

La Svizzera e l'Unione Europea

In generale la Svizzera affronta la politica europea, così come quella estera, con prudenza e pragmatismo. Dopo il fallimento di alcuni referendum su un eventuale adesione, la Svizzera ha scelto una via bilaterale (basata cioé su accordi bilaterali). Nel 2000 un importante pacchetto di accordi sulla libera circolazione delle persone ha avuto l'avallo popolare. Nel giugno del 2005 la Svizzera ha aderito a Schenghen, negoziandone l'attuazione pratica in modo di mantenere controlli saltuari alle frontiere, e reclamando un eventuale diritto di rescissione. Il 25 settembre 2005, un altro referendum ha esteso i precedenti accordi bilaterali ai 10 Paesi entrati nell'UE nel 2004.

Bibliografia

Voci correlate

Città


- Airolo
- Altdorf
- Ascona
- Baden
- Basilea
- Bellinzona
- Berna
- Biasca
- Bienna (Biel/Bienne)
- Bivio
- Bosco/Gurin
- Brienz
- Briga (Brig)
- Carouge
- Celerina/Schlarigna
- la Chaux-de-Fonds
- Chiasso
- Coira (Chur)
- Crans-sur-Sierre
- Davos
- Delémont
- Disentis/Mustér
- Einsiedeln
- Friburgo
- Ginevra
- Glarona
- Göschenen
- Gstaad
- Herisau
- Interlaken
- Kriens
- Landquart
- Leuk (Loèche)
- Liestal
- Losanna
- Locarno
- Lucerna
- Lugano
- Martigny
- Mendrisio
- Mesocco (Misox)
- Montana (Svizzera)
- Montreux
- Morat (Murten)
- Neuchâtel
- Nyon
- Olten
- Pontresina (Puntraschigna)
- Porrentruy
- Poschiavo
- Saas
- Samedan
- San Gallo
- Sankt Moritz (San Murezzan)
- Sciaffusa
- Sierre
- Silvaplana (Silvaplauna)
- Sion (Sitten)
- Scuol (Schuls)
- Spluga (Splügen)
- Stans
- Stein am Rhein
- Svitto
- Tarasp-Vulpera
- Thun
- Thusis
- Vevey
- Wiznau
- Yverdon-les-Bains
- Winterthur
- Zermatt
- Zugo
- Zurigo

Fiumi


- Aar
- Reno
- Rodano
- Ticino

Collegamenti esterni

Circoli Svizzeri in Italia


- [http://rivierasvizzera.duemetri.com Circolo Svizzero della Riviera di Ponente] als:Schweiz ja:スイス ko:스위스 ms:Switzerland simple:Switzerland th:ประเทศสวิตเซอร์แลนด์ zh-min-nan:Sūi-se

Alto Adige

/Südtirol La Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige (tedesco Autonome Provinz Bozen Südtirol - ladino Provinzia Autonòma de Balsan Südtirol), fa parte della Regione Trentino-Alto Adige. Assieme al Trentino, al Tirolo Settentrionale ed al Tirolo Orientale, l'Alto Adige costituisce la regione storica del Tirolo. Ha circa 470.000 abitanti, suddivisi in 116 comuni (vedi oltre), i principali dei quali sono: Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico, Laives, Vipiteno. I 116 comuni sono raggruppati in 8 comprensori.
Con 7.400 km2 è la provincia più estesa d'Italia. LAlto Adige è l'unica area italiana ufficialmente trilingue, infatti circa due terzi degli abitanti (69,15%) sono di madrelingua tedesca e il 4,37% di madrelingua ladina dolomitica. Gli italofoni (26,47%) sono concentrati soprattutto nel capoluogo, Bolzano (ted. Bozen) e nelle località di Merano (ted. Meran), Bressanone (ted. Brixen), Laives (ted. Leifers) e Bronzolo (ted. Branzoll). I ladinofoni soprattutto nella Val Gardena (lad. Gherdëina, ted. Grödnertal) e in Val Badia (lad. La Gran Ega, ted Gadertal).

Geografia

Il territorio è attraversato da diversi corsi d'acqua: Adige (
ted. Etsch), Isarco (ted. Eisack), Rienza (ted. Rienz), Passirio (ted. Passeier), Talvera (ted. Talfer) e altri. Ci sono anche alcuni laghi, in parte navigabili per imbarcazioni minori: laghi di Resia ((ted. Reschensee), lago di Caldaro (ted. Kalterer See), laghi di Monticolo (ted. Montiggler Seen), lago di Braies (ted. Pragser Wildsee), lago di Varna (ted. Vahrner See). Confina a nord e a est con l'Austria (Tirolo e Salisburghese), a ovest con la Svizzera (Canton Grigioni), a sud-est con il Veneto (provincia di Belluno), a sud con la provincia autonoma di Trento (Trentino) e a sud-ovest (presso il passo dello Stelvio) con la Lombardia (provincia di Sondrio).

Organizzazione territoriale

I 116 comuni di questo territorio si sono aggregati in 8 Comunità comprensoriali: # Val Venosta/Vinschgau: Silandro/Schlanders,... # Burgraviato/Burggrafenamt: Merano/Meran,... # Oltradige-Bassa Atesina/Überetsch-Unterland: Egna/Neumarkt, Bronzolo/Branzoll, Laives/Leifers, Ora/Auer, Terlano/Terlan, Appiano/Eppan, Caldaro/Kaltern ... # Bolzano: formato unicamente dall'omonimo comune # Salto-Sciliar/Salten-Schlern: Ortisei/Urtijëi, Ritten/Renon, S.Genesio/Jenesien, Sarentino/Sarnthein... # Valle Isarco/Eisacktal: Bressanone/Brixen,... # Alta Valle Isarco/Wipptal: Vipiteno/Sterzing,... # Val Pusteria/Pustertal: Brunico/Bruneck,...

Storia

Nel 1919, come previsto dal Trattato di Versailles il territorio dell'attuale provincia, che prima faceva parte del Tirolo, viene scorporato dall'Austria e annesso all'Italia.

Personaggi famosi


- Michael Gaismair
- Kanonikus Michael Gamper
- Lilli Gruber giornalista e deputata europea [http://www.telegiornaliste.com/gruber.htm], indipendente nel gruppo PSE
- Andreas Hofer, condottiero nelle guerre ottocentesche contro le truppe francesi e bavaresi
- Carolina Kostner, campionessa di pattinaggio artistico su ghiaccio
- Isolde Kostner, campionessa di sci
- Alexander Langer, giornalista e uomo politico
- Silvius Magnago presidente della giunta provinciale per molti anni
- Reinhold Messner arrampicatore estremo ed ex deputato europeo, Verdi
- Peter Mitterhofer
- Giorgio Moroder
- Gustavo Thoeni, già campione di sci alpino
- Luis Trenker regista e attore degli anni '40 famoso in Germania ed Austria, diventato padre ad ottant'anni
- Max Valier
- Walther von der Vogelweide
- Oswald von Wolkenstein

Voci correlate


- Elenco dei Presidenti della Provincia autonoma di Bolzano

Collegamenti esterni


- [http://www.provincia.bz.it/ La rete civica dell'Alto Adige]
- http://www.questotrentino.it/2000/17/18.htm
- http://www.astilibri.it/cultura/sud_tirol360.htm
- http://www.alpenverein.it/index2.html
- [http://de.wikipedia.org/wiki/Portal:Südtirol Portale e progetto Sudtirolo su de.wiki]
- [http://www.oew.org/it/suedtirolartikel.php?id=226 Gli stranieri in Alto Adige (articolo)] Fonte:OEW Categoria:Provincia di Bolzano als:Südtirol ja:ボルツァーノ自治県


Spagna

La Spagna (Reino de España) è una monarchia nel sudovest dell'Europa. Assieme al Portogallo forma la penisola iberica. Nel nordest confina, separata dai Pirenei, con la Francia e il ministato Andorra.
- La Spagna ha una superficie di 505.782 km² e conta circa 43.197.684 abitanti (2004).
- Fin dal 1591 la capitale è Madrid.
- Dal primo gennaio 1986 è membro dell'Unione Europea.
- Dal 1982 fa parte della NATO
- La lingua ufficiale del paese è lo spagnolo (ovvero il castigliano), si parla inoltre catalano, basco, galiziano e occitano che sono lingue ufficiali nelle rispettive regioni autonome.
- Le principali città sono (2003):
  - Madrid 3.092.759
  - Barcellona 1.582.738
  - Valencia 780.653
  - Siviglia 709.975
  - Saragozza 626.081
  - Malaga 547.105
  - Murcia 391.146
  - Las Palmas de Gran Canaria 377.600
  - Palma de Mallorca 367.277
  - Bilbao 353.567
  - Valladolid 321.143
  - Cordova 318.628
  - Alicante 305.911
- I principali fiumi sono: Ebro, Duero, Tago, Guadiana, Guadalquivir, Jucar, Segura, Turia, Miño.

Geografia

Regioni

La Spagna è suddivisa in 17 regioni autonome (comunidad autónoma, al plurale: comunidades autónomas) che sono ulteriormente suddivise in 50 province, più due città autonome (Ceuta e Melilla).
Le regioni autonome sono:
- Andalusia (Andalucia)
- Aragona (Aragon)
- Asturie (Principado de Asturias)
- Baleari (Illes Balears)
- Canarie (Islas Canarias)
- Cantabria
- Castiglia e Leon (Castilla y León)
- Castiglia-La Mancia (Castilla-La Mancha)
- Catalogna (Catalunya)
- Comunità Valenciana (Comunitat Valenciana)
- Estremadura (Extremadura)
- Galizia (Galicia)
- La Rioja
- Madrid (Comunidad de Madrid)
- Murcia (Región de Murcia)
- Navarra (Comunidad Foral de Navarra)
- Paesi baschi (Pais vasco - Euskadi) .

Storia

Turismo

Voci correlate


- Comunità autonome della Spagna
- Province spagnole
- Targhe automobilistiche spagnole fiu-vro:Hispaania ja:スペイン ko:에스파냐 ms:Sepanyol simple:Spain th:ประเทศสเปน zh-min-nan:Se-pan-gâ

Brasile

Il Brasile (República Federativa do Brasil) è una repubblica federale (8.511.966 km² 180.000.000 abitanti, capitale Brasilia) di tipo presidenziale dell'America meridionale. Confina a nord con Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Guyana Francese, a est con l'Oceano Atlantico, a sud con l'Uruguay, a ovest con Argentina, Paraguay, Bolivia e Perù. Comprende 26 stati e un distretto federale. Il suo nome deriva da quello del legno tintorio chiamato "pau brasil" (Caesalpinia echinata).

Storia

Popoli precolombiani

Prima dell'arrivo degli europei, le popolazioni erano alquanto primitive, vivevano raggruppate in villaggi e tribù localizzate sia lungo la costa che nell'interno.
Il Brasile fu scoperto dal navigatore Pedro Alvares Cabral nell'aprile del 1500, quando approdò a Porto Seguro, a sud dell'attuale Salvador (Bahia), la denominò come Isola di Vera Cruz.

Scoperta e colonizzazione

I portoghesi trovarono un popolo senza alcuna organizzazione militare che poterono assoggettare facilmente. Il loro interesse non era però legato alla costituzione di un impero coloniale, ma doveva servire come base per il loro commercio con le Indie, per cui l'interesse iniziale fu veramente scarso. I primi a comprendere l'importanza dei territori brasiliani, furono francesi e spagnoli, che fecero numerosi tentativi di occupazione.
In base al Trattato di Tordesillas (7 giugno 1494), precisato da quello successivo di Saragozza (1529), il nuovo territorio fu ufficialmente incluso nella zona d'espansione territoriale del Portogallo. Nel 1533 re Giovanni III adottò la prima struttura politica ed amministrativa per il Brasile basata sulle Capitanias: queste erano concessioni terriere di tipo feudale date dal sovrano ad un nobile, al quale venivano assegnati pieni poteri sulla terra, con l'obbligo di pagare un tributo al sovrano. Il sistema aveva però il difetto di creare comunità separate, prive di interessi comuni, che nuoceva al commercio e alla difesa del paese dagli interessi stranieri.

Governatorato portoghese

Andrea Barra III fu così costretto nel 1549 a costituire un potere centrale, nominò un governatore generale e stabilì la capitale della colonia a Bahia. I governatori si dimostrarono degni del loro compito, specialmente nel respingere i tentativi di infiltrazione dei francesi. Nel 1567 fu fondata la città di Rio de Janeiro.

Passaggio alla Spagna

Nel 1580 il Brasile finì, insieme con il Portogallo, sotto il dominio spagnolo fino al 1640; durante questo periodo dovette difendersi con le proprie forze dalle nuove insidie portate da inglesi, francesi e olandesi. Particolarmente dura fu la lotta con gli olandesi, che riuscirono a creare un dominio vasto ed organico, con una efficiente organizzazione politica e militare. Contro l'invasione olandese, i coloni di origine portoghese si armarono, questo indusse il governo olandese, a mandare in Brasile il principe Giovanni Maurizio di Nassau (1637), nel tentativo di rendere possibile la coabitazione tra olandesi, portoghesi e indigeni. Giovanni fece bene il suo lavoro, ma quando il Portogallo riacquistò la sua indipendenza, e quindi la supremazia sul Brasile, venne accusato di accordi con i portoghesi per staccare la Nuova Olanda dalla madrepatria, e fu costretto a dimettersi. Il dominio spagnolo non fu comunque del tutto inutile, in quanto portò ad una coscienza nazionale ed all'apertura di nuovi orizzonti. Da una parte i Gesuiti erano penetrati all'interno per convertire gli indigeni, dall'altra gli abitanti della zona di San Paolo si diedero alla ricerca di nuove terre e di mano d'opera per le loro piantagioni.

Ritorno al Portogallo

Un conflitto tra le due correnti fu inevitabile quando i paulisti arrivarono ai confini dell'attuale repubblica del Paraguay, dove i Gesuiti avevano fondato colonie autonome di Indios, per sottrarli alla schiavitù. I tentativi paulisti di asservirli fallirono e quindi si rivolsero verso il bacino del Paraná, che colonizzarono nella prima metà del XVI secolo. Nel frattempo le po