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| II Secolo |
II secolo
I millennio AC |
I millennio |
II millennio
II secolo AC |
I secolo AC |
I secolo |
II secolo |
III secolo |
IV secolo |
V secolo
Anni 100 | Anni 110 | Anni 120 | Anni 130 | Anni 140
Anni 150 | Anni 160 | Anni 170 | Anni 180 | Anni 190
Avvenimenti
- 116: L'Impero romano raggiunge la sua massima estensione con la presa della città persiana di Susa.
- 132-135: Rivolta degli ebrei seguaci di Bar Kokhba.
- Nascono le prime eresie: Montanisti e Saturnini ai primi posti.
- Con Traiano, nativo della Spagna, finisce l'era degli imperatori italiani.
- Principato elettivo.
- Marco Aurelio contro i Quadi e i Marcomanni.
- Assassinio di Commodo, seconda anarchia militare. Si succederanno i regni effimeri di Elvio Pertinace e Didio Giuliano
- Ultima stoà.
Personaggi significativi
- Traiano (53 - 117), imperatore romano, conquista la Dacia, allora retta dal re Decebalo (98 - 117).
- Adriano (76 - 138), imperatore romano (117 - 138).
- Antonino Pio (86 - 161), imperatore romano (138 - 161).
- Marco Aurelio (121 - 180), imperatore romano (161 - 180) e filosofo stoico.
- Apuleio (ca. 125 - ca. 180), scrittore de "La metamorfosi"
- Claudio Tolomeo (ca. 90 - 170), astronomo e matematico greco.
- Galeno (131 - Roma, 201), medico greco, anatomista e compilatore delle conoscenze medice del suo tempo.
- Plutarco (ca. 45 - ca. 125), storico greco.
- Svetonio (75 - 160), storico.
- Montano, eretico frigio, fondatore dell' eresia apocalittica detta montanismo.
- Tertulliano, letterato cristiano.
- Plinio il giovane, erudito e uomo pubblico.
- Antinoo, giovane greco famoso per la sua belezza, amato e divinizzato da Adriano
Invenzioni, scoperte, innovazioni
- Invenzione della carta in Cina
Categoria:II secolo
ja:2世紀
ko:2세기
th:คริสต์ศตวรรษที่ 2
I millennio ACIV mill. AC III mill. AC II mill. AC I millennio AC I mill. II mill. II mill.
Secoli e decenni
Il primo millennio AC inizia il 1 gennaio dell'anno 1000 AC e finisce il 31 dicembre dell'anno 1 AC. Quindi l'ultimo anno dell'ultimo decennio di ciascuna delle righe della tabella precedente appartiene al secolo successivo, mentre il numero 0 non è stato assegnato ad alcun anno.
Avvenimenti
Europa
- Antichità
Invenzioni, scoperte, innovazioni
-
009999
ja:紀元前1千年紀
I millennio
I millennio AC |
I millennio |
II millennio
I secolo |
II secolo |
III secolo |
IV secolo |
V secolo
VI secolo |
VII secolo |
VIII secolo |
IX secolo |
X secolo
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Il primo millennio comincia il 1 gennaio dell'anno 1 e finisce il 31 dicembre 1000.
Avvenimenti
Europa
- Antichità
- Basso Medioevo
Invenzioni, scoperte, innovazioni
-
01
ja:1千年紀
II secolo AC
II millennio AC |
I millennio AC |
I millennio
V secolo AC |
IV secolo AC |
III secolo AC |
II secolo AC |
I secolo AC |
I secolo |
II secolo
Anni 190 AC | Anni 180 AC | Anni 170 AC | Anni 160 AC | Anni 150 AC
Anni 140 AC | Anni 130 AC | Anni 120 AC | Anni 110 AC | Anni 100 AC
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Avvenimenti
- In Antico Egitto, Dinastia tolemaica
- I greci della Battriana costruiscono una città ellenistica pianificata, sull'antico dito di Begram, situata sulla via della seta, 80 km a nord dell'attuale Kabul.
Personaggi significativi
- Faraoni dell'Antico Egitto :
- Tolomeo V (204 AC~ 180 AC)
- Tolomeo VI (180 AC ~ 145 AC)
- Tolomeo VII (145 AC ~ 144 AC)
- Tolomeo VIII (145 AC ~ 116 AC)
- Tolomeo IX (116 AC ~ 107 AC)
- Tolomeo X (107 AC ~ 88 AC)
Invenzioni, scoperte, innovazioni
Categoria:II secolo AC
ja:紀元前2世紀
ko:기원전 2세기
I secolo AC
II millennio AC |
I millennio AC |
I millennio
IV secolo AC |
III secolo AC |
II secolo AC |
I secolo AC |
I secolo |
II secolo |
III secolo
Anni 90 AC | Anni 80 AC | Anni 70 AC | Anni 60 AC | Anni 50 AC
Anni 40 AC | Anni 30 AC | Anni 20 AC | Anni 10 AC | Anni 0 AC
Avvenimenti
- Antico Egitto
- Dinastia Tolemaica
- Antica Roma : passaggio dalla Repubblica all'Impero
Personaggi significativi
- Cicerone (106 AC - 43 AC)
- Giulio Cesare (Roma, ca. 101 AC - 44 AC).
- Catilina tenta la famosa congiura soffocata da Cicerone
- Ottaviano, principe machiavellico ante- litteram e nipote di Cesare, ottiene il potere come triumviro insieme a Marco Antonio e Lepido, poi come Consul Suffectus in sostituzione ai due consoli Irzio e Pansa caduti in battaglia
- Gaio Verre, pretore in Sicilia, dissangua la provincia. Processato da Cicerone
- Cleopatra
Invenzioni, scoperte, innovazioni
Categoria:I secolo AC
ja:紀元前1世紀
ko:기원전 1세기
III secolo
I millennio AC |
I millennio |
II millennio
I secolo AC |
I secolo |
II secolo |
III secolo |
IV secolo |
V secolo |
VI secolo
Anni 200 | Anni 210 | Anni 220 | Anni 230 | Anni 240
Anni 250 | Anni 260 | Anni 270 | Anni 280 | Anni 290
Avvenimenti
- Con l'uccisione di Alessandro Severo ha inizio l'Anarchia militare che si protrarrà per altri trent'anni circa.
- Persecuzioni anticristiane di Decio e Valeriano.
- Editto di Caracalla (213): i provinciali ottengono la cittadinanza romana, di conseguenza, tutto l'Impero paga le tasse.
- Roma apre il commercio con la Cina.
- Diocleziano acclamato Imperatore (284).
- A Roma vengono scavate le Catacombe di San Callisto.
- Anni 80/90: nascita dei governi separatisti: Carausio e Alletto al governo della Britannia, Lucio Domiziano in Egitto.
- Nascita della tetrarchia (293).
- Rivolta dei Bagaudi.
- Diffusione dei culti misterici e delle filosofie orientali.
- Sotto l'Impero di Filippo l'Arabo si festeggia il primo millennio dalla fondazione di Roma (248)
Personaggi significativi
- Caracalla (188 - 217), imperatore romano (211-217).
- Shapur, re di Persia, sconfigge l'Imperatore Valeriano (259).
- Papa Cornelio conciliante con gli apostati, gli si oppone Novaziano creando l'omonima eresia.
- Plotino, filosofo neoplatonico, crea la dottrina dell'Uno, principio del puro essere a cui ogni creatura è legata.
- Gallieno (260),Imperatore sregolato e protettore di arti e filosofia.
- Porfirio, allievo di Plotino e autore dell'opera Contro i cristiani.
- Mani, profeta babilonese, fondendo la filosofia zoroastrista, cristiana e buddista crea il Manicheismo.
- Settimio Severo, periodo di stabilità nell'Impero .
- L'Imperatore Caro (282) assegna il governo ai figli Carino e Numeriano.
- Ippolito,letterato cristiano avverso alla politica imperiale dell'epoca.
- L'Imperatore Aureliano cinge Roma di nuove mura, diffonde il culto del Sol Invictus e sconfigge la regina Zenobia.
Invenzioni, scoperte, innovazioni
-
Categoria:III secolo
ja:3世紀
ko:3세기
V secoloI millennio AC | I millennio | II millennio
II secolo |
III secolo |
IV secolo |
V secolo |
VI secolo |
VII secolo |
VIII secolo
Anni 400 | Anni 410 | Anni 420 | Anni 430 | Anni 440
Anni 450 | Anni 460 | Anni 470 | Anni 480 | Anni 490
Avvenimenti
Europa
- Fine dell'Impero Romano d'Occidente
- I Visigoti invadono la Gallia meridionale (410 - 415)
- Gli alchimisti cominciano a ricercare la pietra filosofale.
- Ravenna capitale d'occidente
Personaggi significativi
- Attila, capo degli Unni dal 434 al 453.
- Ezio,generale
- Papa Leone I Magno scaccia gli Unni
- Odoacre depone Romolo Augustolo e trasferisce le insegne a Costantinopoli.
- Galla Placidia abbellisce Ravenna.
- Romolo Augustolo ultimo Imperatore Romano
- Teodorico, re degli Ostrogoti sconfigge Odoacre.
- Basilisco usurpa per un anno il trono a Zenone, imperatore di Bisanzio (475)
Invenzioni, scoperte, innovazioni
-
Categoria:V secolo
ja:5世紀
ko:5세기
th:คริสต์ศตวรรษที่ 5
Anni 100
Eventi, invenzioni e scoperte
- ...
Personaggi
- ...
01
Anni 120
Eventi, invenzioni e scoperte
- ...
Personaggi
- ...
03
Anni 140
Eventi, invenzioni e scoperte
- ...
Personaggi
- ...
05
Anni 160
Eventi, invenzioni e scoperte
- ...
Personaggi
- ...
07
Anni 180
Eventi, invenzioni e scoperte
- ...
Personaggi
- ...
09
116
Eventi
Nati
Morti
016
ko:116년
Impero romano
L'Impero romano succedette alla Repubblica Romana, controllò il mondo Mediterraneo e gran parte del Nord Europa dopo il 31 AC; entrò in crisi nel III secolo DC e si riorganizzò su basi autocratiche, spostando il proprio baricentro in oriente, dove con l'imperatore Costantino ebbe una nuova capitale. In seguito l'impero venne diviso in un impero d'oriente e un impero d'occidente, ma Roma non fu più capitale, neanche dell'occidente. L'ultimo imperatore romano nella metà occidentale dell'Impero fu deposto nel 476. La parte orientale dell'Impero sopravvisse senza interruzioni, ma con graduale perdita di territori fino al 1453 quando Costantinopoli cadde sotto il dominio dei Turchi (si veda Impero Bizantino). Gli stati successori in occidente (Regno franco e Sacro romano impero) ed in oriente (la Russia degli Zar) continuarono ad usare i titoli adottati dall'Impero romano, fino all'epoca delle rivoluzioni.
Influenze dell'Impero romano sul modo di governare, la legge, l'architettura e molti altri aspetti della vita risultano inevitabili.
L'ascesa di Augusto e gli imperatori Giulio-Claudi
Quando la Repubblica Romana (509 AC - 31 AC) arrivò alla fine, Caio Giulio Cesare Ottaviano, pronipote di Giulio Cesare e da lui adottato, rafforzò la sua posizione con la sconfitta del suo unico rivale per il potere, Marco Antonio, nella battaglia di Azio. Anni di guerra civile avevano lasciato Roma quasi senza legge. Tuttavia Roma non era ancora preparata ad accettare il controllo di un despota.
Ottaviano agì astutamente. Per prima cosa sciolse il suo esercito ed indisse elezioni. Ottaviano fu eletto alla
prestigiosa carica di console. Nel 27 AC, ufficialmente restituì il potere al
Senato di Roma, e si offrì di rinunciare alla sua personale supremazia militare ed
egemonia sull'Egitto. Non solo il Senato respinse la proposta, ma gli fu anche dato il controllo della
Spagna, Gallia e Siria. Poco dopo Il Senato gli concesse anche l'appellativo di "Augusto".
Augusto sapeva che il potere necessario per un governo assoluto non sarebbe derivato dal consolato. Nel 23 AC, rinunciò a questa carica, ma si assicurò il controllo effettivo assumendo alcuni poteri legati alle antiche magistrature repubblicane.
- Gli fu garantita a vita la tribunicia potestas, legata in origine alla magistratura di tribuno della plebe, che gli permetteva di convocare il Senato e decidere e porre questioni avanti ad esso.
- Ricevette inoltre limperium, ossia il comando militare, che gli dava autorità suprema in tutte le questioni riguardanti il governo del territorio.
Il 27 AC e il 23 AC segnano le principali tappe di questa vera e propria riforma costituzionale, con la quale si considera che Augusto assumesse concretamente i poteri propri di imperatore di Roma. Egli tuttavia più tipicamente usò titoli come "Principe" o "Primo Cittadino".
Con i nuovi poteri che gli erano stati conferiti, Augusto organizzò l'amministrazione dell'Impero con molta padronanza. Stabilì moneta e tassazione standardizzata; creò una struttura di servizio civile formata da cavalieri ed uomini liberi (mentre in precedenza erano prevalentemente schiavi) e previde benefici per i soldati al momento del congedo.
Fu un maestro nell'arte della propaganda, favorendo il consenso dei cittadini alle sue riforme. La pacificazione delle guerre civili fu celebrata come una nuova età dell'oro dagli scrittori e poeti contemporanei, come Orazio, Livio e soprattutto Virgilio. La celebrazione di giochi ed eventi speciali rafforzavano la sua popolarità.
Augusto inoltre per primo creò un corpo di vigili del fuoco, ed una forza di polizia per la città di Roma, che fu suddivisa amministrativamente in 14 regioni.
Il controllo assoluto dello stato gli permise di indicare il suo successore, nonostante il formale rispetto della forma repubblicana. Inizialmente si rivolse al nipote Marco Claudio Marcello, figlio della sorella Ottavia, al quale diede in sposa la figlia Giulia. Marcello morì tuttavia nel 23 AC: alcuni degli storici successivi ventilarono l'ipotesi, probabilmente infondata, che fosse stato avvelenato da Livia.
Augusto maritò quindi la figlia alla sua "mano destra", Agrippa. Da questa unione nacquero tre figli Caio Cesare, Lucio Cesare e Postumo (così chiamato perché nato dopo la morte del padre) e i due maggiori furono adottati dal nonno con l'intento di farne i suoi successori, ma morirono anch'essi in giovane età. Augusto mostrò anche favore per i suoi figliastri (figli del primo matrimonio di Livia) Tiberio e Druso, che conquistarono a suo nome nuovi territori nel nord.
Dopo la morte di Agrippa nel 12 AC, il figlio di Livia, Tiberio, divorziò dalla prima moglie, figlia di Agrippa e ne sposò la vedova, Giulia. Tiberio fu chiamato a dividere con l'imperatore la tribunicia potestas, che era fondamento del potere imperiale, ma poco dopo si ritirò in esilio volontario a Rodi. Dopo la morte precoce di Caio e Lucio nel 4 AC e 2 AC rispettivamente, e la precedente morte del fratello Druso maggiore (9 AC), Tiberio fu richiamato a Roma, e venne adottato da Augusto, che lo designava in tal modo proprio erede.
Roma
Il 9 agosto 14, Augusto morì. Poco dopo il Senato decretò il suo inserimento fra gli dei di Roma. Postumo Agrippa e Tiberio erano stati nominati coeredi. Tuttavia Postumo era stato esiliato e venne ben presto ucciso. Si ignora chi ordinasse la sua morte, ma Tiberio ebbe la via libera per assumere lo stesso potere che aveva avuto il padre adottivo.
I primi anni del regno di Tiberio furono pacifici e relativamente tranquilli. Tiberio assicurò il potere di Roma e la sua ricchezza. Nel 19 fu accusato della morte del nipote, il popolare Germanico. Nel 23 morì suo figlio, Druso minore. Sempre più Tiberio si ritirava in se stesso e diede il via ad una serie di processi ed esecuzioni per tradimento. Lasciò il potere nelle mani del comandante della guardia pretoriana, Elio Seiano. Tiberio stesso si ritirò a vivere nella sua villa di Capri nel 26 lasciando Seiano al potere. Seiano proseguiva le persecuzioni. Anche lui cominciò a consolidare il proprio potere; nel 31 fu nominato console insieme a Tiberio e sposò Livilla, nipote dell'Imperatore. Ma la sua potenza divenne eccessiva e la paranoia dell'Imperatore che aveva sfruttato tanto abilmente per il suo interesse, colpì questa volta lui. Seiano fu messo a morte, insieme a molti dei suoi amici lo stesso anno. Le persecuzioni continuarono fino alla morte di Tiberio nel 37.
37
Al momento della morte di Tiberio, molti dei personaggi che avrebbero potuto succedergli erano stati brutalmente uccisi. Il successore più logico (scelto anche da Tiberio) era il suo pronipote e figlio di Germanico, Caio (meglio conosciuto col nome di Caligola). Caligola iniziò il regno ponendo fine alle persecuzioni e bruciando gli archivi dello zio. Ma sfortunatamente cadde presto malato e a partire dal tardo 37 gli storici successivi riportano una serie di suoi atti insensati, alterando probabilmente in parte le vicende storiche. Pare che avesse ordinato ai suoi soldati di invadere la Britannia, ma avesse cambiato parere all'ultimo minuto, mandandoli invece a raccogliere conchiglie sulla riva del mare. Vernivano inoltre riportati i rapporti incestuosi che avrebbe avuto con le sue sorelle. Il suo ordine di erigere una sua statua nel tempio di Gerusalemme, sebbene fosse di normale amministrazione nelle province orientali il culto riservato al sovrano, scatenanò l'opposizione degli Ebrei. Nel 41, Caligola cadde vittima di una congiura, assassinato dal comandante della guardia Cassio Cherea. L'unico membro rimasto della famiglia imperiale era un altro nipote di Tiberio: Tiberio Claudio Druso Nerone Germanico, meglio noto come Claudio.
Claudio era stato a lungo considerato un debole ed un pazzo dal resto della famiglia. E tale fama, alla quale contribuì anche lo scrittore Tacito, gli rimase per tradizione. Egli non fu tuttavia né paranoico come lo zio Tiberio, né pazzo come il nipote Caligola, e fu invece capace di amministrare con responsabile capacità. Riorganizzò la burocrazia e mise ordine nella cittadinanza e nei ruoli senatoriali. Proseguì la conquista e colonizzazione della Britannia, creando nel 43 la nuova provincia, ed aggiunse all'Impero molte provincie orientali. In Italia costruì un porto invernale ad Ostia, creando magazzini per accumulare granaglie e cereali provenienti da altre parti dell'Impero e da usare nella cattiva stagione.
Sul fronte familiare, Claudio ebbe meno successo. La moglie Messalina lo tradiva e fu quindi messa a morte; successivamente sposò la nipote Agrippina. Questa, insieme con molti dei suoi liberti aveva uno straordinario potere su di lui e probabilmente lo uccise nel 54. Claudio nello stesso anno fu inserito fra gli dei. La morte di Claudio spianò la strada al figlio di Agrippina, il sedicenne Lucio Domizio Enobarbo, che adottato da Claudio aveva preso il nome di Tiberio Claudio Nerone Domiziano, noto come Nerone.
Inizialmente, Nerone lasciò il governo di Roma a sua madre ed ai suoi tutori, in particolare a Seneca. Tuttavia divenendo adulto, il suo desiderio di potere aumentò; fece giustiziare la madre ed i tutori. Durante il regno di Nerone ci fu una serie di rivolte e ribellioni in tutto l'Impero: in Britannia, Armenia, Partia e Giudea. L'incapacità di Nerone di gestire le ribellioni e la sua sostanziale incompetenza divennero rapidamente evidenti e nel 68, cosicché perfino la guardia Imperiale lo abbandonò. Nerone si suicidò, e l'anno 69 (noto come l'anno dei quattro Imperatori) fu un anno di guerra civile, con gli Imperatori Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano al trono in rapida successione. Alla fine dell'anno, Vespasiano riuscì a consolidare il suo potere come Imperatore di Roma.
Si veda anche Albero genealogico Giulio-Claudio e [http://www.wikipedia.org/wiki/Roman_Emperors/JulioClaudian (l'albero genealogico degli Imperatori Giulio Claudi in inglese)]
Gli Imperatori Flavi
Vespasiano era stato un Generale Romano di notevole successo ed aveva amministrato molte
parti esterne dell'Impero.
Aveva sostenuto la candidatura imperiale di Galba; tuttavia alla sua morte, Vespasiano divenne il maggior aspirante al trono. Dopo il suicidio di Otone, Vespasiano riuscì a dirottare la
fornitura invernale del grano per Roma, mettendosi in ottima posizione per sconfiggere l'ultimo rivale, Vitellio. Il 20 dicembre 69, alcuni sostenitori di Vespasiano occuparono Roma. Vitellio fu ucciso dalle sue truppe, ed il giorno successivo il Senato confermò Imperatore Vespasiano.
Vespasiano fu praticamente un autocrate, ed ebbe molto meno appoggio dal Senato dei suoi predecessori
Giulio-Claudii. Questo è esemplificato dal fatto che lui stesso riferisce la sua salita al potere l'1 luglio quando
fu proclamato Imperatore dalle truppe, invece del 21 dicembre quando fu confermato dal Senato. Egli volle, negli anni successivi, espellere i Senatori a lui contrari.
Vespasiano riuscì a liberare Roma dai problemi finanziari creati dagli eccessi di Nerone e dalle guerre civili. Aumentando le tasse in modo drammatico (talvolta più che raddoppiate), egli riuscì a
raggiungere una eccedenza di bilancio ed a realizzare progetti di lavori pubblici. Egli fu il primo committente del Colosseo e costruì un Foro il cui centro era il Tempio della Pace.
Vespasiano fu inoltre effettivamente imperatore delle provincie. I suoi generali soffocarono ribellioni in Siria e Germania. Infatti in Germania riuscì ad allargare le frontiere dell'Impero, e gran parte della Bretagna fu portata sotto il dominio di Roma. Inoltre estese la Cittadinanza romana agli abitanti della Spagna.
Un altro esempio delle sue tendenze monarchiche fu la sua insistenza che gli succedessero i figli Tito e Domiziano; il potere imperiale non era visto allora come ereditario. Tito, che aveva avuto qualche successo militare all'inizio del regno di Vespasiano, fu visto come il supposto erede al trono; Domiziano era visto come meno disciplinato e responsabile. Tito affiancò il padre nei compiti di censore e console e lo aiutò nel riorganizzare i ruoli del Senato. Il 23 giugno 79, alla morte di Vespasiano, Tito fu immediatamente confermato imperatore.
Il breve regno di Tito fu marcato dai disastri: nel 79 l'eruzione del Vesuvio distrusse Pompei, e nell'80 un incendio distrusse gran parte di Roma. La sua generosità nella ricostruzione dopo le tragedie, lo rese molto popolare. Tito fu molto fiero dei suoi progressi nella costruzione del grande anfiteatro cominciato dal padre. Egli tenne la cerimonia inaugurale nell'edificio non ancora terminato durante gli anni 80, con un grandioso spettacolo in cui si esibirono 100 gladiatori e che durò 100 giorni. Tuttavia il Colosseo fu completato solo durante il regno di Domiziano. Tito morì nell'81 a 41 anni e ci furono voci che fosse stato assassinato dal fratello impaziente di succedergli.
Fu con Domiziano che i rapporti già tesi tra la dinastia flavia ed il senato si andarono sempre più logorando. Le cause di questo difficile sodalizio furono dapprima la divinizzazione del culto personale dell'imperatore secondo modalità tipicamente ellenistiche ed in seguito il divorzio dalla moglie Domizia, di estrazione senatoria. Anche sul fronte esterno le cose non andavano meglio; nonostante i successi della guerra britannica, finita nell'84, e la vittoria sui Catti, la guerra dacica (85-89) finì col pagamento dell'alleanza con Decebalo. Nell'89 Domiziano dovette reprimere la ribellione di Antonino Saturnino a Magonza. La parte finale del suo regno fu macchiata dalla condanna dei filosofi e, nel 95, dalla persecuzione contro i Cristiani. L'anno seguente Domiziano morì, vittima di una congiura.
Gli imperatori adottivi
Il periodo che va dalla fine del I alla fine del II secolo è caratterizzato da una successione non più dinastica, ma adottiva, basata sui meriti dei singoli scelti dagli imperatori come loro successori.
Nerva (96-98), un anziano senatore scelto come successore di Domiziano, adottò un eminente personaggio militare, Traiano. Durante l'impero di quest’ultimo (98-117), le conquiste derivanti dalle guerre daciche e dalle campagne contro i Parti, con la creazione di tre nuove provincie (Armenia, Mesopotamia e Assiria), consentirono all'impero di raggiungere la sua massima estensione.
A lui succedette Adriano (117-138), che accrebbe i poteri del principe rispetto a quelli del senato ed unificò la legislazione dell'impero. Negli anni del suo regno vi fu un periodo di pace, turbata esclusivamente dalla seconda rivolta giudaica (132-135), e l'imperatore si occupò della fortificazione dei confini settentrionali, con la realizzazione del Vallo di Adriano in Britannia ed il consolidamento del confine germanico.
Antonino Pio (138-161), capostipite della Dinastia degli Antonini, continuò la politica pacifica del predecessore, fu un saggio amministratore e riconfermò al senato le prerogative passate, tanto da meritarsi l'appellativo di pio.
Alla sua morte gli succedettero Marco Aurelio (161-180) e Lucio Vero, morto nel 169.
Il periodo del regno dell'imperatore filosofo non fu felice come i precedenti: dal 162 al 165 vi fu una guerra contro i Parti, nel 166 scoppiò una pestilenza, dal 167 al 175 le campagne contro Marcomanni e Quadi e la rivolta di Avidio Cassio in Oriente misero a dura prova le finanze dell'impero. I prodromi della crisi che investì l'impero romano nel III secolo si fecero maggiormente sentire con la successione al trono di Commodo (180-192).
Il figlio di Marco Aurelio incrinò l'equilibrio istituzionale raggiunto e con il suo atteggiamento dispotico favorì il malcontento delle province e dell'aristocrazia. Il suo assassinio diede il via ad un periodo di guerre civili.
L'ultimo periodo della pax romana può essere considerata l'età più felice dell'impero romano: tramite la politica di pace instaurata e la prosperità derivatane il governo imperiale attirò consensi unanimi, tanto che Nerva ed i suoi successori sono anche noti come i cinque buoni imperatori.
Lo sviluppo economico e la coesione politica ed ideale, raggiunta anche per l'adesione delle classi colte ellenistiche, che contraddistinsero il secondo secolo, non devono, comunque, trarre in inganno, in quanto da lì a poco l'impero comincerà a mostrare i primi sintomi della decadenza.
La tarda età imperiale
Durante il III secolo, le guerre civili, la crisi economica conseguente, l'indebolimento delle difese, la pressione dei barbari, i cambiamenti sociali e religiosi mettono in pericolo l'esistenza stessa dell'impero. Da tale crisi l'impero esce trasformato, ma saldo con Diocleziano, che ne modifica profondamente l'ordinamento.
Nei primi anni del secolo la dinastia dei Severi attua una politica accentratrice ed un processo di relativa democratizzazione. In tale programma si inserisce la Constitutio antoniniana promulgata da Caracalla (Marco Aurelio Antonino) nel 212 che, concedendo la cittadinanza romana a tutti gli uomini liberi residenti nell'impero, sana le disparità giuridiche, fiscali ed amministrative. Nel 235, l'assassinio di Alessandro Severo apre un periodo di anarchia militare, durante il quale si susseguono numerosissimi imperatori che restano in carica pochi mesi, o anche pochi giorni. In tale situazione prevalgono gli interessi particolari delle differenti parti dell'impero che cercano di risolvere con interventi pragmatici i problemi che il potere centrale non è in grado di risolvere. Le spinte eccentriche vengono in qualche modo frenate dall'imperatore Diocleziano istituendo la tetrarchia, un regime collegiale di due Augusti e due Cesari che amministrano raggruppamenti distinti di province dell'Impero, accresciute in numero e riunite in diocesi. In questa circostanza anche l'Italia viene suddivisa in province. Più in generale si verifica in questi anni una progressiva marginalizzazione delle aree più antiche dell'impero a vantaggio di un oriente, forte della tradizione ellenistica, assai più prospero quanto a politica amministrazione e cultura. Ciò crea i presupposti per il frazionamento dell'impero che avviene di fatto nel 395, alla morte di Teodosio I. La pressione dei barbari ai confini e l'enorme estensione degli stessi rende l'esercito garante della sopravvivenza dello Stato ed il comando delle truppe è affidato ad ufficiali di carriera, che sostituiscono nell'incarico i senatori, spezzando il già labile legame fra il potere costituzionale e quello militare ed aprendo agli ufficiali la possibilità di ottenere cariche di notevole importanza nell'amministrazione dello Stato. Inoltre la necessità di frequenti leve estende il reclutamento a cittadini di tutto l'impero e, poi, anche ai barbari. Lo spopolamento delle campagne, dovuto sia alla crisi militare, sia alla scarsità di manodopera servile, porta ad una crisi economica, aggravata dall'insicurezza delle vie di comunicazione che causa la riduzione dei commerci. La necessità di mantenere in efficienza gli eserciti comporta un inasprimento fiscale e la conseguente inflazione provoca un aumento dei prezzi che colpisce soprattutto le città. Pestilenze e catastrofi naturali aggravano la situazione con un imponente calo della popolazione.
Storici antichi dell'Impero
In latino
- Livio - la sua è una storia della Repubblica Romana, ma scritta durante il regno di Augusto [http://www.thelatinlibrary.com/florus2.html Si veda collegamento esterno sulle opere]
- Svetonio [http://www.biblio-net.com/lett_cla/svetonio.htm Si veda collegamento esterno sulle opere]
- Tacito [http://www.biblio-net.com/lett_cla/tacito.htm Si veda collegamento esterno sulle opere]
- Ammiano Marcellino
In greco
- Eusebio di Cesarea
- Sozomen
Letteratura latina del periodo imperiale
- Lucio Apuleio
- sant'Agostino d'Ippona
- Orazio
- Virgilio
Studi del XVIII secolo e XIX secolo
- The History of the Decline and Fall of the Roman Empire, Edward Gibbon (1776 - 1788)
Studi moderni sull'Impero romano
- Brown, P., Società romana e impero tardo-antico, Roma-Bari 1986.
- J.B. Bury, A History of the Roman Empire from its Foundation to the death of Marcus Aurelius, 1913
- Jacques, F. - Scheid, J., Roma e il suo impero. Istituzioni, economia, religione, Laterza, Roma-Bari 1992.
- Jones, A.H.M., Il tardo impero romano. 284-602 d.C., Milano 1973-1981.
- Luttwak, E.N., La grande strategia dell'impero romano, Milano 1991.
- Mazzarino, S., L'impero romano, Roma-Bari 1995.
- Rémondon, R., La crisi dell'impero romano, Milano 1975.
- Rostovzev, M., Storia economica e sociale dell'Impero romano, Firenze 1980.
- Wacher, J. (a cura di), Il mondo di Roma imperiale, Roma-Bari 1989.
- Wheeler, M., La civiltà romana oltre i confini dell'impero, Torino 1963.
Voci correlate
- Consoli Repubblicani Romani
- Imperatori romani
- Limes
- Costantinopoli
- Impero Bizantino
- Imperatori Bizantini
- Pax Romana
- Strade Romane
- Letteratura latina
Sulle battaglie:
- Lista battaglie romane
Collegamenti esterni
- [http://www.imperium-romanum.it/IR/impero/urbe_colonie.htm Le città romane]
- [http://www.imperium-romanum.it/IR/principale.htm Imperium-Romanum]
- [http://www.signainferre.it Signa Inferre]
Categoria:Roma antica
Categoria:Storia d'Italia
ja:ローマ帝国
ko:로마 제국
simple:Roman Empire
Susa
Susa è un comune della provincia di Torino distante 53 km dal capoluogo; situato alla confluenza del torrente Cenischia con la Dora Riparia, dove la val di Susa si biforca: verso nord la val Cenischia, verso ovest l'Alta Val di Susa.
Storia
Fondata dai Romani nel III secolo dopo Cristo sotto il dominio dell'Imperatore Augusto, era anticamente chiamata Segusium.
Piazza Savoia, la piazza principale, fu costruita sopra l'antica città tanto che si ritrovano reperti archeologici dell'epoca romana.
Del Medioevo rimane la casa De Bartolomei con un campanile di stile medievale.
Luoghi di interesse
- Anfiteatro romano ("Arena romana")
- Arco di Augusto
- Castello della marchesa Adelaide
Economia
Dal passato fino alla fine del secolo XX
L'economia della città si è sempre retta sulla presenza delle vie di transito: la via napoleonica prima, le statali poi, oggi l'autostrada ed in un prossimo futuro la linea ad alta velocità (TAV).
Questa sua posizione di "città di transito" ne ha condizionato di molto la natura, specialmente negli ultimi due secoli:da normale paese ai piedi dei monti, la sua economia si fondava su attività legate alla terra, come l'allevamento e l'agricoltura. Grandi cambiamenti avvennero solo però a partire dai primi dell'ottocento, quando fu completata la strada Napoleonica. La città divenne così luogo di transito molto frequentato e sosta obbligata sulla via della Francia. Si sviluppò l'attività alberghiera e quella commerciale: la presenza continua di militari, dovuta alla vicinanza dei confini, contribuì fino a non molto tempo fa all'economia della città.
Ma con lo sviluppo dei mezzi di comunicazione, e soprattutto con l'apertura della linea ferroviaria internazionale,si cercò di far sopravvivere la città aprendo una serie di fabbriche, tra cui spiccano il cotonificio Vallesusa e l'acciaieria ASSA.
La produzione industriale resse la città offrendo diverse centinaia di posti di lavoro per quasi un secolo. Conclusasi non senza problemi la prima metà del XX secolo, nel secondo dopoguerra l'attività industriale imboccò un lento declino, complici una serie di fattori, comuni al lento declino dell'industria in Piemonte e in Italia cominciato all'inizio deglia anni settanta e che continua tuttora.
L'economia oggi e le prospettive per il futuro
Con l'avvento dell'era post-industriale una dopo l'altra tutte le attività industriali di Susa morirono,e la città si trovò di nuovo a dover cercare una soluzione. Oggi gran parte degli abitanti di Susa lavorano in valle o a Torino, e tutti i giorni affollano i treni dei pendolari che li portano dove c'è lavoro.
Con l'apertura dell'autostrada la città si è liberata del traffico pesante ma anche di molti dei turisti occasionali (prevalentemente francesi) che si incontravano spesso per la città in tutte le stagioni. Oggi il turismo esiste ed è importante (complice anche lo svolgimento di alcune manifestazioni importanti, tra cui la Castagna d'oro),anche se si tratta prevalentemente di turismo "della domenica", cioè occasionale.
Un buon trampolino di lancio per la città potrebbe essere quello delle olimpiadi, così vicine e così buone portatrici di tanta pubblicità.
La vicenda dell'alta velocità ferroviaria,osteggiata da una parte della popolazione, che si è venuta a creare negli ultimi anni ha creato non pochi dubbi sulle ulteriori possibilità di sviluppo della città, che si troverebbe ad uccidersi con le proprie mani.
Sul TAV però non si è sicuri che sia molto di sviluppo, anzi sarebbe inutile, come scritto [http://www.bebbegrillo.it|in questo sito]. Invito anche i lettori a leggere questo link interno
Categoria:Comuni della provincia di Torino
Categoria:Comuni del Piemonte
Categoria:Comuni italiani
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Ebrei)]]
Il termine ebrei è un termine molto difficile da definire. Si rifà, infatti, ad una domanda la cui risposta è molto controversa: se cioè gli ebrei siano semplicemente un gruppo religioso, un popolo o semplicemente i seguaci di una cultura.
L'ebraismo è effettivamente una religione e l'identità ebraica è basata su questa fede, ma allo stesso tempo sarebbe sbagliato affermare che solo chi segue tale religione è un ebreo. In questi termini, sarebbe forse più corretto parlare di un incrocio tra un gruppo religioso e una stirpe, che traccia la sua origine leggendaria in Giacobbe, divenuto poi Israele.
Gli ebrei si sono sempre visti anche come un popolo a causa delle comuni leggi religiose anche fra la popolazione in diaspora. Anche se è possibile convertirsi all'ebraismo, bisogna dire che l'ebraismo deriva quasi sempre dalla discendenza.
Allo stesso tempo sarebbe sbagliato definire gli ebrei come etnia specifica. Nel mondo ci sono ebrei con tratti somatici e colori della pelle diversi, fino ad arrivare al caso degli ebrei etiopi con la pelle nera. Ciò nonostante, bisogna dire che alcune ricerche hanno scoperto che buona parte degli ebrei dell'Europa portano ancora tracce di un origine genetica comune.
Secondo le leggi religiose ebraiche, chi ha una madre ebrea è a sua volta un ebreo, indipendentemente dalle sue credenze. Questo perché la madre è incaricata, nella tradizione, di educare i figli secondo le tradizioni e consuetudini ebraiche.
Storia
Nei tempi biblici gli ebrei risiedevano soprattutto nel territorio che fu poi chiamato Palestina dall'imperatore romano Tito al tempo della seconda diaspora, nel tentativo di far dimenticare agli ebrei la loro terra d'origine (in maniera analoga cambiò Gerusalemme in Aelia Capitolina).
Le loro origini si perdono nella leggenda. La religione da loro creata è la più antica religione monoteistica del globo.
Quasi venti secoli or sono, i romani cacciarono la quasi totalità degli ebrei dalla Palestina, probabilmente per punire la loro insubordinazione costante al potere Romano.
Da quel momento in poi la maggior parte degli ebrei sono vissuti sparsi per il mondo, nella diaspora. Spesso perseguitati e cacciati da paese in paese, le loro peregrinazioni sono state molteplici.
In un primo periodo vi furono anche molti casi di conversioni all'ebraismo. Detto ciò, gli ebrei non sono mai stati interessati a fare proselitismo e a trovare convertiti. Con l'andare dei secoli, gli ebrei si sono sparsi soprattutto in Medio Oriente, in Nord Africa e in Europa, anche se alcune comunità raggiunsero l'India e la Cina.
In Europa la loro vita fu sempre molto difficile, per via dei pregiudizi e delle misure discriminatorie nei confronti dell'unica minoranza religiosa non-cristiana, mosse in parte dall'accusa che gli ebrei erano i responsabili dell'uccisione di Gesù Cristo.
Con il tempo si sono distinti due gruppi di ebrei: gli ashkenazi, cioè gli ebrei dell'Europa nord-orientale, ed i sefarditi, cioè i discendenti degli ebrei cacciati dalla Spagna dopo la riconquista cattolica, che si sono sparsi in tutto il bacino Mediterraneo.
Ci sono inoltre gli ebrei mizrachi, cioè "orientali", che vivevano soprattutto in Mesopotamia e nella Persia, ma a volte anche loro vengono chiamati erroneamente sefarditi.
La lingua usata originariamente dagli ebrei era l'ebraico, ma nella diaspora gli ebrei cessarono presto di parlare questa lingua, conservandone l'uso solo per i rituali religiosi. verso il 1400-1500 gli ebrei dell'Europa orientale svilupparono l'yiddish, una lingua con ampie acquisizioni lessicali tedesche ma scritta con l'alfabeto ebraico.
Nell'Africa del nord tra i sefarditi si sviluppò invece il ladino, una lingua ricca di lessemi spagnoli e arabi. In Italia si sviluppò, a Roma ma anche nelle comunità toscane (e in particolare a Livorno), il bagitto, molto simile ad un dialetto italiano.
Gli ebrei si sono spesso distinti per il loro grande rigore intellettuale e per il loro successo nelle arti, nelle scienze e nel commercio, soprattutto nell'Europa occidentale, nonostante le condizioni decisamente svantaggiate in cui erano costretti a vivere, interdetti quasi sempre dal poter procacciarsi titoli di proprietà immobiliare, e costretti quindi solo ai mestieri "liberali" e, a partire dall'esempio di Venezia e Roma, obbligati a vivere in ghetti chiusi anche per sfuggire ad atti d'intolleranza di molti concittadini cristiani.
Per tutto ciò le fortune degli ebrei sono spesso state altalenanti, e non tutte le comunità ebraiche della storia si sono potute distinguere nei campi della cultura, dell'artigianato, del commercio o delle professioni finanziarie cui erano sovente pressantemente esortati ad operare dai vari regimi cristiani e musulmani medievali vista l'interdizione religiosa (presente anche nell'Ebraismo) del cosiddetto "commercio del denaro" finalizzata alla concessione di prestiti pecuniari dietro interesse. In numerosi paesi infatti, specialmente dell'Est europeo, i casi di comunità ebraiche costrette a vivere al limite dell'indigenza e dedite quindi a forme artigianali sostanzialmente povere e a un'agricoltura e a un allevamento di sussistenza, sono stati tutt'altro che episodici.
Oggi
Al giorno d'oggi gli ebrei del mondo sono sempre più inseriti nelle società moderne di cui quasi tutti loro fanno parte, ed i matrimoni misti tra ebrei e non-ebrei sono in continuo aumento, come i casi di abbandono del proprio retaggio culturale.
Si calcola che attualmente vi siano dai 15 ai 20 milioni di ebrei nel mondo, anche se precise stime sono molto difficili. Di questi, 6 milioni vivono negli USA e 5 milioni in Israele. In Europa il paese con il maggior numero di ebrei è la Francia con 600.000 appartenenti.
In Italia la comunità ebraica conta circa 35.000 membri.
Collegamenti esterni
;Siti istituzionali:
In rete si trovano centinaia di siti sull'ebraismo che possono anche essere inattendibili, per completezza qui vengono riportati quelli istituzionali nazionali in ordine alfabetico:
- http://www.chabad.it/ (Ebraismo Lubavitch in Italia)
- http://www.cdec.it/ (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea)
- http://www.e-brei.net/ (Ebraismo in rete - Newsgroup it.cultura.ebraica)
- http://www.levchadash.it/ (Ebraismo Liberale in Italia)
- http://www.ucei.it/ (Unione delle Comunità ebraiche italiane)
- http://www.ugei.it/ (Unione Giovani Ebrei d'Italia)
Voci correlate
- Religione ebraica
- Antisemitismo
- Olocausto
Categoria:Ebraismo
categoria:popoli
ja:ユダヤ人
ko:유대인
Traiano
Marco Ulpio Nerva Traiano, più noto semplicemente come Traiano, (18 settembre 53 - 9 agosto 117) Imperatore romano (98 - 117), fu il secondo dei così detti "Cinque buoni imperatori" dell'Impero romano e tra i più grandi in assoluto. Sotto il suo regno l'Impero raggiunse la sua massima estensione territoriale.
Traiano era figlio di un altro Marco Ulpio Traiano, eminente senatore di una famosa famiglia romana stabilitasi nella provincia di Baetica (odierna Andalusia - Spagna) al tempo della seconda guerra punica, e Traiano stesso era solo uno dei ben noti Ulpii in una discendenza che durò a lungo anche dopo di lui.
Traiano nacque il 18 settembre 53 in una città di nome Italica. Fin da giovane aveva intrapreso la carriera militare nei ranghi dell'esercito romano, prestando servizio su alcune delle frontiere più turbolente dell'impero lungo le rive del Reno. Prese parte alle guerre dell'imperatore Domiziano contro i popoli della Germania, ed era conosciuto come uno dei migliori comandanti dell'impero quando, nel 96, Domiziano fu ucciso.
La sua notorietà gli sarebbe stata utile sotto il successore di Domiziano, Nerva, che era impopolare negli ambienti militari ed aveva bisogno di un intermediario per averne l'appoggio. Per questo, oltre che per l'eccellenza della persona, Nerva lo adottò come figlio e come successore nella primavera del 97. Fu il futuro imperatore Adriano a suggerire Traiano per l'adozione, e quindi ebbe il suo favore per il resto della vita. Quando Nerva morì, il 27 gennaio 98, Traiano che godeva di molto rispetto gli succedette senza incidenti, divenendo il primo Romano non-Italiano acclamato imperatore.
Italiano
Italiano
Il nuovo imperatore fu salutato dal popolo di Roma con grande entusiasmo, a cui egli corrispose governando bene e senza i bagni di sangue che avevano caratterizzato il regno di Domiziano.
Liberò molta gente che era stata ingiustamente imprigionata da Domiziano e restituì una gran quantità di proprietà private che Domiziano aveva confiscato; procedura già iniziata da Nerva prima della sua morte. La sua popolarità fu tale che il senato gli concesse il titolo onorifico di optimus, "il migliore".
Ma è come conquistatore che Traiano è più conosciuto nella storia. Nel 101, lanciò una spedizione punitiva verso il regno di Dacia, sulla riva settentrionale del Danubio, e, l'anno seguente, costrinse il re Decebalo a sottomettersi a lui dopo averne preso la capitale Sarmizegetusa. Traiano quindi tornò a Roma in trionfo e gli fu accordato il titolo di Dacicus maximus.
Tuttavia, Decebalo iniziò subito a tramare premendo ancora sulle frontiere e cercando di raggiungere i vicini regni sulla riva settentrionale del Danubio per unirsi a loro. Traiano scese di nuovo in campo, fece costruire un grande ponte di barche sul Danubio e conquistò completamente la Dacia nel 106. Sarmizegetusa fu distrutta, Decebalo si suicidò, e sul posto dell'antica capitale Traiano fondò una nuova città, Colonia Ulpia Traiana, popolò la Dacia con coloni romani e la annesse come provincia all'impero.
provincia
Nello stesso periodo, il regno di Nabatea finì con la morte del suo ultimo re. Egli lasciò in eredità il suo regno a Traiano, così, mentre la Dacia veniva conquistata, l'impero acquisiva quella che sarebbe divenuta la provincia di Arabia (per la geografia odierna si tratta della parte meridionale della Giordania e di una piccola parte dell'Arabia Saudita).
Per i successivi sette anni, Traiano non si occupò di imprese militari cogliendo però ugualmente molti successi. Durante questo tempo ebbe una corrispondenza con Plinio il Giovane sul problema di come comportarsi con i cristiani, e Plinio in sostanza gli suggeriva di lasciarli tranquilli, a meno che essi non praticassero in pubblico la loro religione. Costruì molti nuovi edifici, monumenti e strade in Italia e nella nativa Spagna, compreso lo stupendo Foro di Traiano ancora oggi visibile a Roma.
Nel 113, si imbarcò nella sua ultima campagna, provocata dalla decisione della Partia di porre un inaccettabile re sul trono di Armenia, un regno su cui fin dal tempo di Nerone, 50 anni prima, l'Impero romano tentava di stabilire la sua egemonia in conflitto con i Parti. Traiano per prima cosa marciò sull'Armenia, depose il re e l'annesse all'Impero romano. Poi si diresse a sud contro la Partia stessa, conquistando le città di Babilonia, Seleucia ed infine la capitale Ctesifon nel 116. Continuò poi verso sud fino al Golfo Persico, dove dichiarò la Mesopotamia nuova provincia dell'impero, lamentandosi di essere troppo vecchio per seguire le orme di Alessandro Magno.
Ma egli non si fermò qui. Più tardi, nel 116, traversò le montagne del Kuzestan in Persia e conquistò la grande città di Susa. Depose il re dei Parti Kosroe dal trono, e vi pose una sua marionetta Partamaspate. Mai più l'Impero romano sarebbe stato così esteso verso oriente.
Fu allora che la fortuna in guerra e la salute tradirono Traiano.
La città fortificata di Hatra, sul Tigri nelle sue retrovie continuava a resistere ai ripetuti assalti romani. Gli ebrei, sparsi ovunque nell'impero dopo la distruzione di Gerusalemme, si ribellavano come anche i popoli della Mesopotamia. Traiano fu costretto ad arretrare il suo esercito per sedare le rivolte. Lui vedeva tutto questo come una semplice battuta di arresto, ma era destinato a non comandare mai più un esercito in campo.
Più tardi, nel 116, mentre era in Cilicia preparando un'altra guerra contro la Partia, Traiano si ammalò. La sua salute declinò durante la primavera e l'estate del 117, finché il 9 agosto morì a Selinunte in Cilicia. Sul letto di morte, nominò Adriano suo successore. Adriano, all'inizio del suo regno, rinunciò in Mesopotamia al dominio sui Parti. Tuttavia furono conservati tutti gli altri territori conquistati da Traiano.
Per il resto della storia dell'Impero romano e per buona parte di quella dell'Impero Bizantino, ogni nuovo imperatore dopo Traiano veniva salutato dal senato con l'augurio: possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano (felicitor Augusto, melior Traiano). Diversamente da quanto avvenne per molti apprezzati governanti nella storia, la reputazione di Traiano è rimasta intatta per 1900 anni.
Mentre molti considerano Traiano come un esempio di come Roma accettasse ideali da tutto l'impero, per altri, la salita al potere a Roma di uno spagnolo, segna l'inizio della caduta della vera società romana.
Categoria:Imperatori romani
Categoria:Biografie
ja:トラヤヌス
ko:트라이아누스
Marco Aurelio
Cesare Marco Aurelio Antonino Augusto (26 aprile 121 - 17 marzo 180) (nato Marco Annio Catilio Severo al matrimonio prese il nome di Marco Annio Varo) fu chiamato Marco Aurelio Antonino divenendo erede della carica di Imperatore, ufficio che resse dal 161 alla sua morte nel 180. Il suo nome Aurelio vuol dire d'oro.
È ricordato come l'imperatore-filosofo, scrittore dei Dialoghi a sé stesso (in greco), che diede a Roma il periodo di pace più lungo della sua storia.
Lo zio Antonino Pio lo adottò come figlio e designò come successore il 25 febbraio 138, quando Marco aveva solo 17 anni, nominando però come successore anche
Lucio Vero. Quando Antonino morì, Marco accettò il trono a condizione che egli e Vero fossero nominati co-Imperatori, con Vero in posizione subordinata. Le ragioni di ciò non sono chiare.
La successione congiunta potrebbe essere stata motivata da esigenze militari come accadeva in età arcaica nella diarchia spartana. Durante il suo regno Marco Aurelio fu quasi costantemente in guerra con vari popoli al di fuori
dell'Impero. I Germani ed altri popoli lanciarono molti assalti contro le
lunghe frontiere europee, specialmente in Gallia (a loro volta questi, probabilmente si
trovavano sotto attacco da parte di altre popolazioni più ad Est di loro). Vedi spedizione germanica di Marco Aurelio. In Asia l'Impero Parto che aveva ripreso vita, rinnovava i suoi attacchi.
Occorreva una figura rappresentativa e carismatica al comando delle truppe. Neanche l'Imperatore in persona avrebbe potuto difendere entrambi i fronti allo stesso tempo, e nemmeno avrebbe potuto semplicemente incaricare un generale di condurre un assalto. Già in passato comandanti militari molto popolari come Giulio Cesare e Vespasiano avevano usato l'esercito per sovrapporsi ai governi esistenti ed installarsi al potere.
Marco Aurelio risolse il problema mandando Vero a comandare le legioni orientali. Egli aveva infatti abbastanza autorità da riscuotere la piena lealtà delle truppe, ma non era abbastanza potente da essere tentato di sopraffare Marco stesso. Il piano ebbe successo, Vero rimase leale fino alla sua morte sul campo nel 169.
Questa autorità compartita era molto simile al sistema politico della passata Repubblica che si basava sul principio della collegialità e non permetteva ad una singola persona di impadronirsi del potere supremo. Il governo congiunto sarebbe stato ripristinato dalla struttura del potere inaugurata da Diocleziano: la Tetrarchia nel tardo terzo secolo.
Marco Aurelio sposò nel 145 la cugina Faustina la giovane, figlia di Antonino Pio suo predecessore.
Marco Aurelio ha fama, probabilmente esagerata dalla storia, di filosofo
stoico. le sue Meditazioni, scritte in greco ancora
sopravvivono e sono studiate. Morì nel 180 durante una spedizione contro i Marcomanni nella città di Vienna, Vidobona. Egli riuscì ad assicurare la successione al figlio Commodo, anche se la scelta non fu felice. Commodo, infatti, si rivelò un cattivo politico ed un pessimo militare, oltre che un sovrano esageratamente dedito ai propri interessi.
Marco Aurelio appare come personaggio nel film del 1964 interpretato da Alec Guinness La caduta dell'Impero romano , nel film del 2000 Il gladiatore, dove il ruolo dell'imperatore fu ricoperto da Richard Harris, e nel romanzo Household Gods di Judith Tarr e Harry Turtledove.
Immagine:Marco-Aurelio2.jpg|Effige di Marco Aurelio su una moneta romana
Immagine:Marco-Aurelio3.jpg|Effige di Marco Aurelio su una moneta romana
Immagine:50ec ita.png|50 eurocent italiani
Voci correlate
- Impero romano
- Imperatori romani
- Albero genealogico degli Antonini
- Dinastia degli Antonini
Collegamenti esterni
- [http://manuali.lamoneta.it/marcoaurelio.html Attribuzioni di Marco Aurelio]
- [http://www.roman-emperors.org/marcaur.htm Marcus Aurelius] Voce "De Imperatoribus Romanis"
- [http://onlinebooks.library.upenn.edu/webbin/book/search?author=Marcus%20Aurelius Testo elettronico delle Meditazioni]
Categoria:Biografie
Categoria:Filosofi latini
Categoria:Imperatori romani
ja:マルクス・アウレリウス・アントニヌス
ko:마르쿠스 아우렐리우스
Didio Giuliano
Didio Giuliano (Marcus Didius Salvius Julianus)
Era un ricchissimo senatore e bisnipote di Salvio Giuliano giurusta dell' imperatore Adriano.
Comprò all'asta l'impero dai pretoriani che lo vendevano al migliore offerente. Fu riconosciuto dal senato e dai pretoriani ma non dalle legioni.
Bibliografia
- Eutropio, Breviarium ab Urbe condita lib. VIII,17
Categoria:Imperatori romani
Categoria:Biografie
ko:디디우스 율리아누스
53
Eventi
Nati
- 18 settembre - Andalusia(Spagna) Marco Ulpio Traiano Imperatore romano († 117)
Morti
053
ko:53년
117
Eventi
Nati
Morti
- 9 agosto - Selinunte (Cilicia) Marco Ulpio Traiano Imperatore romano
017
ko:117년
ImperatoreLa parola Imperatore discende dal latino imperator, che vuol dire comandante dell'esercito; era il titolo di Giulio Cesare, che poi passò al capo dello stato romano, con Augusto: inizialmente, l'Imperatore di Roma non era altro che il comandante in capo dell'esercito romano, titolare del comando o imperium militare. Dopo la fine dell'impero romano d'occidente questo titolo passò a designare il capo di un Impero, cioè di un dominio composto da più stati o popoli diversi.
Molti titoli simili, come Zar e Kaiser, non sono altro che la traduzione in altre lingue del latino Caesar, cioè Cesare, altro appellativo con cui i romani chiamavano gli imperatori, riferendosi alla loro discendenza da Giulio Cesare.
Voci correlate
Storia antica
- per l'Impero cinese vedi Storia della Cina con link alle diverse dinastie
- Impero persiano
- Impero romano
- Imperatori romani
- Impero delle Gallie o Impero Gallo-Romano
- Impero Romano d'Oriente o Impero bizantino
- Imperatori bizantini
- Imperatori del Giappone (vedi anche Storia del Giappone)
- Impero Ghana vedi Mali
- per l'Impero Bornu vedi Storia della Nigeria
Storia medioevale
- Sacro Romano Impero
- Imperatori del Sacro Romano Impero
- Lista degli stati del Sacro Romano Impero
- per l'Impero Mongolo vedi Gengis Khan
- Impero Mali vedi Mali
- Impero di Kanem-Bornu
- impero Songhai vedi Mali
- Impero bulgaro
- Impero Ottomano
- per l'Impero azteco vedi Aztechi
- Impero Inca
Storia moderna
- per l'Impero spagnolo vedi ...
- per l'Impero coloniale portoghese vedi Storia del Portogallo
- per l'Impero Fulani vedi Storia della Nigeria
- Russia imperiale o Impero russo
- Impero britannico
- per il Primo e per il Secondo impero francese vedi Storia della Francia
- per l'Impero coreano vedi Corea
- Impero austriaco
- Impero Germanico
- vedi anche Imperi Centrali
- per l'Impero dell'Africa Orientale Italiana vedi Vittorio Emanuele III di Savoia
Categoria:Storia
DecebaloDecebalo fu re della Dacia, si uccise per non cadere prigioniero nelle mani dei Romani, che avevano, sotto il comando dell'imperatore Traiano, iniziato a conquistare la regione. Bitínia
- Regió de Bitínia
- Regne helenistic de Bitínia
- Província romana de Bitínia
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