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ISTAT

ISTAT

L'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT, già Istituto centrale di statistica) fu istituito nel 1926 (legge 9 luglio 1926, n. 1162), durante il Fascismo, per raccogliere in forma organizzata alcuni dati essenziali riguardanti lo Stato. Le sue attività comprendono: i censimenti sulla popolazione, sull'industria e i servizi e sull'agricoltura e le indagini campionarie sulle famiglie (consumi, forze di Lavoro, aspetti della vita quotidiana, salute, sicurezza, tempo libero, famiglia e soggetti sociali, uso del tempo...). Fu in seguito riorganizzato, con il decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322 che ha istituito il Sistema statistico nazionale (SISTAN) e ha dettato norme sui compiti e l'organizzazione dell'ISTAT.

La polemica sull'inflazione

Con l'introduzione dell'euro, in Italia si è verificato un fenomeno particolare: molti indicatori economici segnalavano un aumento dell'inflazione, stimato intorno al 6% annuo, mentre le rilevazioni ufficiali certificate dell'Istat si attestavano intorno al 2-3% annuo. Da notare come il primo dato corrisponda all'inflazione percepita dai consumatori, e a quella rilevata da altri istituti, come l'Eurispes. Questo, secondo il parere di alcuni economisti, non tanto perché i dati siano falsificati, bensì in quanto il campione dell'Istat non è più rappresentativo dei consumi. Vediamo quali sono queste motivazioni. Il campione dell'Istat si basa su di un paniere di prodotti, tra i quali vengono monitorati esclusivamente i più venduti di ogni categoria. Ad esempio, per le auto, non si monitorano le auto di lusso, ma le più diffuse utilitarie, e non tutte, ma solo quella più venduta. Ora, mentre in un mercato con poche offerte il prodotto di punta facilmente raggiunge valori significativi, nei mercati attualmente vi sono decine, se non centinaia, di scelte per ogni prodotto: è dunque difficile che un singolo prodotto, anche se il più diffuso, sia un campione rappresentativo della categoria. Per fare un confronto, i dati dell'Eurispes monitorano, oltre al prodotto più venduto, anche il più caro ed il più economico di ogni categoria. Questo perché, anche se il prodotto più venduto non aumenta di prezzo, ma lo fanno tutti gli altri che possono facilmente essere più del 60% del mercato, l'inflazione misurata resta ferma, ma non quella percepita. Come effetto secondario, il tipo di rilevazione dell'Istat non misura il disagio delle classi medie, abituate a comprare prodotti di una certa qualità e dunque più costosi, i quali, non potendoseli più permettere per gli aumenti, tendono a comprimere i loro consumi. E infatti si nota un incremento del ricorso ai discount, precedentemente in calo, ed aumentato del 10% dall'introduzione dell'euro, un appiattimento dei consumi alimentari, un crollo della spesa media pro capite per le vacanze: tutti indicatori di un aumento dell'inflazione ben al di sopra dell'ufficiale 2-3 %.

Voci correlate


- Inflazione
- Eurispes
- Eurostat

Bibliografia


- Ricolfi, L., "Dossier Italia: A che punto è il contratto con gli italiani", ISBN 8815104763

Collegamenti esterni


- [http://www.istat.it/ Home page dell'Istat]
- [http://www.insee.fr Il sito dell'INSEE, l'omologo francese]
- [http://www.statbel.fgov.be L'omologo belga (francofono)]
- [http://www.statistik.admin.ch/findex.htm L'omologo svizzero (francofono)]
- [http://www.provincia.bz.it/astat Istituto Provinciale di Statistica Alto Adige] Categoria:Statistica Categoria:Enti pubblici ja:ISTAT

1926

Eventi


- Italia: viene ultimata la costruzione dell'Autostrada dei laghi, la prima autostrada del mondo.
- Gran Bretagna: a Londra entrano in funzione moderni semafori automatici
- Stati Uniti: Walt Disney crea il personaggio di Mickey Mouse(Topolino)
- 27 gennaio - Gran Bretagna: a Londra l'ingegnere John Baird presenta il primo prototipo di apparecchio televisivo
- 24 aprile - Germania: a Berlino, Unione Sovietica e Germania sottoscrivono un patto di neutralità e d'amicizia
- 9 maggio - Artico: gli statunitensi Floyd Bennet e Richard Byrd sorvolano per la prima volta il Polo Nord con un aeroplano
- 6 agosto - Gran Bretagna: la statunitense Gertrude Ederle è la prima donna ad attraversare a nuoto il Canale della Manica
- 27 agosto - New York: ticker-tape parade in onore di Gertrude Ederle, la prima donna ad attraversare la Manica a nuoto
- 18 novembre - Gran Bretagna: l'impero inglese si trasforma in Commonwealth

Nati


- 2 febbraio
  - Luigi Veronelli, enologo, gastronomo e intellettuale italiano († 2004)
  - Valéry Giscard d'Estaing, politico francese
- 26 febbraio - Flora Carabella, attrice italiana († 1999)
- 13 marzo - Lenny Montana, attore italo-americano († 1992)
- 16 marzo - Joseph Levitch, nome d'arte Jerry Lewis, attore comico statunitense
- 24 marzo - Dario Fo, scrittore italiano, premio Nobel per la letteratura del 1997
- 5 aprile - Roger Corman, regista e scrittore statunitense
- 21 aprile - Regina Elisabetta II del Regno Unito
- 26 maggio - Miles Davis musicista jazz († 1991)
- 23 giugno - Arnaldo Pomodoro, scultore italiano
- 10 luglio - Fred Gwynne, attore statunitense († 1993)
- 11 agosto - Nini Rosso, trombettista jazz italiano († 1994)
- 13 agosto - Fidel Castro, rivoluzionario e politico
- 23 settembre - John Coltrane, sassofonista e compositore († 1967)
- 15 ottobre
  - Ed McBain, scrittore statunitense di origine italiana († 2005)
  - Michel Foucault, sociologo, storico e filosofo († 1984)
- 20 ottobre - Ursula Happe, nuotatrice tedesca
- 23 novembre - Sathya Sai Baba, maestro spirituale indiano

Morti


- Antonio De Zolt, matematico italiano
- 15 febbraio - Piero Gobetti, giornalista e uomo politico italiano
- 12 giugno - Antoni Gaudí, architetto catalano
- 14 giugno Mary Cassatt, pittrice statunitense
- 31 ottobre Harry Houdini, illusionista statunitense
- 6 dicembre - Claude Monet, pittore francese

Premi Nobel


- per la Pace: Aristide Briand, Gustav Stresemann
- per la Letteratura: Grazia Deledda
- per la Medicina: Johannes Andreas Grib Fibiger
- per la Fisica: Jean Baptiste Perrin
- per la Chimica: The Svedberg 026 ja:1926年 ko:1926년 simple:1926

Fascismo

Il fascismo fu un movimento politico del XX secolo che sorse in Italia a partire dalla fine della prima guerra mondiale, in parte come reazione alla Rivoluzione Bolscevica del 1917 e alle prime lotte sindacali operaie, in parte in polemica con la società liberal-democratica uscita lacerata dall’esperienza della guerra. Il nome deriva dalla parola fascio (lat.: fascis) e fa riferimento ai fasci usati dagli antichi littori come simbolo di unione. L’ascia presente nel fascio simbolizzava il loro potere, in particolare il loro potere giurisdizionale. Fondatore ed ispiratore del movimento fascista fu Benito Mussolini, che il 23 marzo 1919 dette vita a Milano ad un piccolo gruppo denominato Fasci italiani di combattimento. Il fascismo fu uno dei grandi movimenti nazionalisti diffusisi rapidamente in Europa negli anni venti e trenta del secolo scorso in molti paesi europei, accomunati da una matrice comune di conservatorismo, nazionalismo, razzismo, autoritarismo e culto della personalità del capo: il nazismo in Germania, le guardie di ferro in Romania, il franchismo in Spagna. Il fascismo tendeva ad imporre una preminenza del partito fascista, identificato con lo Stato, in ogni aspetto della vita politica e sociale. Pur combattendo il comunismo e il socialismo come nemici della patria e della società (col diretto appoggio, in questo, della grande industria e dei capitalisti privati, spaventati dalle rivendicazioni sindacali, con cui il fascismo ebbe sempre un rapporto privilegiato) Mussolini mutuò dalla dottrina socialista molte idee, creando uno stato fortemente centralizzato ed efficiente e strutturando l’economia in un modello molto simile al socialismo corporativista. Le radici del fascismo, come degli altri regimi totalitari europei “cugini” del periodo, vanno individuate nella profonda crisi della società italiana del primo dopoguerra e nelle deboli radici della sua democrazia liberale. L’ideologia del fascismo fu elaborata negli anni '20 da Sergio Panunzio e successivamente stilata in un articolo scritto da Giovanni Gentile durante il suo incarico di ministro dell’Istruzione e poi siglato da Mussolini, ma non venne mai veramente applicata, restando un documento privo di seguito. Il fascismo visse soprattutto della volontà di Mussolini e si limitò a seguire alcuni principî di massima da lui indicati di volta in volta e ad alimentare il culto della personalità, adoperando i mezzi di comunicazione di massa per trasmettere un ideale di uomo forte, deciso e risoluto. Di certo il fascismo si riallaccia a correnti di pensiero ultraconservatrici, che risalgono al XIX secolo, in generale contraddistinte dalla critica contro il preteso materialismo e l’idea di progresso delle società capitaliste borghesi, ritenute distruttrici dei valori più profondi della civiltà europea. Tali scuole di pensiero tendono a rievocare un’idea romantica, e secondo molti storicamente inesatta, di una mitica società premoderna, armonica ed ordinata, in cui i diversi ceti della società, ciascuno nel suo ambito, collaborano per il bene comune. Da questo promana la critica alla democrazia liberale e alla società di massa che avvilisce l’uomo (il numero contro la qualità), fino a giungere a pensatori che sul finire del XIX secolo e l’inizio del XX secolo ritenevano esaurita la funzione della civiltà occidentale (Alfred Rosenberg Il mito del XX secolo, Oswald Spengler, Il tramonto dell’Occidente).

Storia del Fascismo

In Italia il fascismo trovò i suoi precursori, negli anni precedenti alla prima guerra mondiale, nel movimento artistico del futurismo (il cui ispiratore, Filippo Tommaso Marinetti, aderì successivamente al movimento di Mussolini), nel decadentismo e nell’arditismo di Gabriele D%27Annunzio e in numerosi altri pensatori ed azionisti politici nazionalisti che si ritrovarono nella rivista Il Regno (Giuseppe Prezzolini, Luigi Federzoni, Giovanni Papini), molti dei quali militarono in seguito nelle fila fasciste. Fu l’indiscutibile abilità di politico di Benito Mussolini, ex leader massimalista del Partito Socialista Italiano, convertito alla causa del nazionalismo e della Grande Guerra, a fondere la confusa congerie di idee, aspirazioni, frustrazioni degli ex combattenti reduci dalla dura esperienza della guerra di trincea, in un movimento politico che all’inizio ebbe una chiara ispirazione socialista e rivoluzionaria (vedi il programma dei fasci di combattimento del marzo 1919) e che si contraddistinse fin da subito per la violenza dei metodi impiegati contro gli oppositori. La crisi economica del dopoguerra, la disoccupazione e l’inflazione crescenti, la smobilitazione dell’esercito (che restituì alla vita civile migliaia di persone), i conflitti sociali e gli scioperi nelle fabbriche del nord, l’avanzata del partito socialista divenuto il primo partito alle elezioni del 1919, crearono, negli anni 1919-1922, le condizioni per un grave indebolimento delle strutture statali e per un crescente timore da parte dei ceti agrari e industriali di una rivoluzione comunista in Italia sul modello di quella in corso in Russia. In questa situazione fluida, Mussolini colse l’occasione e, abbandonando rapidamente il programma socialista e repubblicano, si pose al servizio della causa antisocialista; le milizie fasciste, appoggiate dai ceti possidenti e da buona parte dell’apparato statale che vedeva in lui il restauratore dell’ordine, lanciarono una violenta offensiva contro i sindacati e i partiti di ispirazione socialista (ma anche cattolici), in particolar modo nel nord d’Italia (Emilia Romagna, Toscana in particolar modo), causando numerose vittime nella sostanziale indifferenza delle forze dell’ordine. Le violenze furono nella gran parte dei casi provocate dagli squadristi fascisti, che sempre più apertamente furono appoggiati da Dino Grandi, l’unico reale competitore di Mussolini per la leadership all’interno del partito, che nel congresso di Roma del 1921 si fece da parte e diede via libera al futuro Duce. Dino Grandi i fascisti incendiarono la Narodni Dom (Casa Nazionale), centro culturale degli Sloveni]] La violenza crebbe considerevolmente negli anni 1920-22 fino alla Marcia su Roma (28 ottobre 1922). Di fronte all’avanzata di milizie fasciste mal armate e guidate su Roma, il Re Vittorio Emanuele III di Savoia, preferendo evitare ogni spargimento di sangue decise di affidare l’incarico di Presidente del Consiglio a Mussolini, che in quel momento aveva in Parlamento non più di 22 deputati. Vittorio Emanuele mantenne sempre il controllo dell’esercito: se avesse voluto, avrebbe potuto senza problemi cacciare da Roma Mussolini e le forze fasciste, inferiori in tutto alle guarnigioni di stanza nella capitale; quindi non si può parlare, a rigor di termini, di colpo di stato in quanto Mussolini ottenne il governo legalmente, con un incarico (quantunque oggetto di molte e profonde critiche) del sovrano. Da primo ministro, i primi anni di Mussolini (1922-1925) furono caratterizzati da un governo di coalizione, composto da nazionalisti, liberali e popolari, che non assunse fino al delitto Matteotti connotati dittatoriali. In politica interna Mussolini favorì la completa restaurazione dell’autorità statale, con l’inserimento dei fasci di combattimento nell’interno dell’esercito (fondazione nel gennaio 1923 della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale) e la progressiva identificazione del Partito in Stato. In politica economica e sociale vennero emanati provvedimenti che favorivano i ceti industriali e agrari (privatizzazioni, liberalizzazione degli affitti, smantellamento dei sindacati). Nel luglio 1923 venne approvata una nuova legge elettorale maggioritaria, che assegnava due terzi dei seggi alla coalizione che avesse ottenuto almeno il 25% dei suffragi, regola puntualmente applicata nelle elezioni del 6 aprile 1924, nelle quali il “listone fascista” ottenne uno straordinario successo, agevolato anche dai brogli, dalle violenze e dalle intimidazioni contro gli oppositori. L’assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti, che aveva chiesto l’annullamento delle elezioni per le irregolarità commesse, provocò una momentanea crisi del governo Mussolini. La debole risposta delle opposizioni (secessione dell’Aventino), incapaci di trasformare il loro gesto in un’azione antifascista di massa, non fu sufficiente ad allontanare le classi dirigenti e la Monarchia da Mussolini che, il 3 gennaio 1925, ruppe gli indugi e, con un noto discorso nel quale assumeva su di sé l’intera responsabilità del delitto Matteotti e delle altre violenze squadriste, di fatto proclamò la dittatura, sopprimendo ogni residua libertà e completando l’identificazione assoluta del Partito Nazionale Fascista con lo Stato. Dal 1925 fino alla metà degli anni trenta il fascismo non conobbe che pochi ed isolati oppositori, seppur memorabili (in buona parte comunisti come Antonio Gramsci, socialisti come Pietro Nenni, demo-liberali come Giovanni Amendola, liberali come Piero Gobetti), molti dei quali pagarono con la vita, l’esilio, pene detentive o il confino il loro rifiuto del fascismo. La stragrande maggioranza degli italiani, anche quella vicina al partito popolare, trovò un modus vivendi con la nuova situazione, vedendo forse in Mussolini un baluardo contro il materialismo e il socialismo e soprattutto contro il disordine economico successivo alla guerra '15-18: da parte sua, il fascismo italiano non esercitò mai una grande opera di indottrinamento della popolazione come quella intrapresa dal nazismo in Germania, ma piuttosto, come il franchismo spagnolo, si limitò nella maggior parte dei casi ad esigere solo una partecipazione di facciata. Tale situazione venne favorita dal riavvicinamento con la Chiesa Cattolica, che culminò nel Concordato dell’11 febbraio 1929, con cui si chiudeva l’annosa questione dei rapporti tra Stato e Chiesa aperta nel 1870 dalla breccia di Porta Pia e che restituiva al cattolicesimo il ruolo di religione di Stato. Inoltre è proprio a questo periodo che risalgono i notevoli risultati del regime nel campo dei lavori pubblici e delle politiche sociali, che giovarono al regime stesso altissimi consensi: sono gli anni, infatti, della bonifica delle paludi pontine e dell'appoderamento delle vaste aree del latifondo paludoso-malarico a favore delle famiglie degli strati più indigenti tra gli ex combattenti del primo conflitto mondiale, gli anni che danno inizio alla politica delle bonificazioni e delle fondazioni delle "città nuove" rurali che, oltre al consenso popolare, donarono un'ampia visibilità internazionale al regime. In politica estera Mussolini, dopo l’incidente di Corfù del 1923, per un lungo periodo non si discostò dall’obiettivo del mantenimento dello status quo in Europa con una politica prudente e scevra da avventure militari, nonostante la retorica nazionalista. L’Italia mantenne ottime relazioni con Francia e Inghilterra, collaborò al ritorno della Germania nel sistema delle potenze europee pur nei limiti del Trattato di Versailles, tentando altresì di estendere la sua influenza verso i Paesi sorti dallo sfacelo dell’Impero austro-ungarico (Austria e Ungheria) e nei Balcani (Albania, Grecia) in funzione anti-jugoslava. L’Italia fu inoltre uno dei primi paesi europei a stabilire nel 1929 relazioni diplomatiche con l’Unione Sovietica. Nel 1934 Mussolini si erse a difensore dell’indipendenza dell’Austria contro le mire annessionistiche della Germania hitleriana, sebbene l’avvicinamento italiano col Paese confinante, che il Duce portò sino alla personale amicizia col cancelliere Dolfuss (ucciso appunto dai tedeschi), non avesse secondo alcuni obiettivi tanto differenti. L’affermazione del nazismo in Germania ed il successo di Hitler negli anni 1934-36, di fronte alla sostanziale inazione delle democrazie occidentali, convinsero Mussolini che vi fosse per l’Italia l’opportunità di espandere ulteriormente il suo prestigio e le sue conquiste territoriali, pur con un apparato industriale gracile e provato dalla crisi economica del 1929 e con un esercito arretrato e mal equipaggiato. Nel 1935 l’Italia, con un pretesto l’invaseEtiopia, che venne rapidamente conquistata (maggio 1936: proclamazione dell’Impero) pur con atrocità quali l’impiego di gas e stragi indiscriminate contro l’opposizione della popolazione locale. Pochi mesi dopo l’Italia fascista si schierò coi franchisti nella guerra civile spagnola, inviando anche un corpo di spedizione di 20'000 uomini. Lungi dal rafforzare economicamente il paese, queste imprese indebolirono il consenso al regime gettando i primi semi del risentimento popolare, e in politica estera lo allontanarono da Francia e Inghilterra spingendolo ad allinearsi in maniera crescente con la Germania nazista (1936: Asse Roma-Berlino, 1937: Patto Anticomintern comprendente anche l'Impero giapponese; 1938: acquiescenza di Mussolini all’annessione dell’Austria; 1939: Patto d'Acciaio in funzione offensiva). Nel 1938 Mussolini fece promulgare dal Re le leggi razziali antisemite, che non avevano precedenti in Italia e che furono applicate senza entusiasmo. Nel marzo 1939, senza alcuna vera ragione, ordinò l’occupazione dell’Albania già saldamente nella sfera d’influenza italiana, ponendovi come governatore (viceré) il genero Galeazzo Ciano. Nonostante le clausole del Patto d’Acciaio (assistenza automatica in caso di guerra), nel settembre 1939 Mussolini si dichiarò non belligerante, ma nel giugno 1940, contro la volontà di gran parte delle gerarchie fasciste, entrò in guerra contro Francia ed Inghilterra, fidando nella rapida vittoria tedesca. L’impreparazione dell’esercito e l’incapacità dei suoi comandanti condussero a terribili sconfitte su tutti i fronti (Grecia 1940) e alla rapida perdita delle colonie dell’Africa Orientale (1941) e della Libia (1943), creando un indebolimento delle difese che aprì le porte all’invasione della Sicilia. Il 25 luglio 1943 una manovra ordita da parte di alcuni importanti gerarchi (Grandi, Bottai e Ciano) con l’appoggio del Re, si tradusse in un famoso Ordine del giorno presentato al Gran Consiglio del Fascismo col quale si chiedeva al Re di riprendere il potere, e portò all’arresto di Mussolini e all’improvviso crollo del fascismo, che si dissolse tra il giubilo della popolazione; ma la caduta di Mussolini non preludeva alla conclusione della guerra, che si protrasse per alcune settimane nella crescente ambiguità del nuovo governo Badoglio. Con l’8 settembre iniziò l’ultima fase del fascismo, che ritornò alle sue origini repubblicane e socialisteggianti con la fondazione della Repubblica Sociale Italiana (RSI, detta anche Repubblica di Salò dalla località in cui ebbe sede), con a capo uno sfiduciato e ormai spento Mussolini. La RSI, ultimo governo fascista in Italia che governò sui territori settentrionali non ancora occupati dalle forze alleate, vide anche la partecipazione di alcuni effettivi dell’esercito, ormai sbandato, ed altri elementi non appartenenti al fascismo. L’adesione alla RSI, soprattutto nell’ottica di questi ultimi, fu un tentativo di riscattare qualcosa dell’onore italiano perduto l’8 settembre con l’improvviso cambio di alleanza a favore degli Alleati, fatto ritenuto vergognoso anche per le modalità con cui avvenne e per il comportamento, ritenuto inqualificabile, tenuto dal maresciallo Badoglio, dal Re Vittorio Emanuele III e dallo stato maggiore dell’esercito italiano. Come la Repubblica di Vichy in Francia, anche quella di Salò fu sostanzialmente uno stato satellite della Germania Nazista, seppur con un minimo di autonomia in più dovuto alla stima che Hitler ancora nutriva per Mussolini, e le forze repubblichine furono soprattutto impegnate nel controllo del territorio e nella repressione dei movimenti partigiani. Il 25 aprile 1945 la liberazione del nord Italia e la fucilazione di Mussolini segnarono la fine della guerra e del fascismo in Italia, che almeno per nostalgia sopravvisse, nonostante il divieto della Costituzione Repubblicana, nei partitini monarchici e soprattutto nel Movimento Sociale Italiano di Arturo Michelini: molti ex-ministri fascisti e notabili del partito si riciclarono poi nella neonata Democrazia Cristiana, che vinse le elezioni del 1948 con una maggioranza schiacciante e governò l’Italia del dopoguerra per decenni. L’MSI ridusse nel 1994 i legami col movimento mussoliniano e si trasformò in Alleanza Nazionale.

Il Fascismo nel mondo

Voci correlate


- Fascismo giapponese
- Movimenti fascisti
- Neofascismo
- Repubblica Sociale Italiana

Collegamenti esterni


- [http://digilander.libero.it/storiafascismo/ Storia del fascismo 1]
- [http://www.fascismo.too.it/ Storia del fascismo 2] Categoria:Forme di governo Categoria:Dittature Categoria:Fascismo Categoria:Antisemitismo Categoria:Ideologie politiche ja:ファシズム

Stato

Nella legge e nelle relazioni internazionali, uno stato è un'entità politicamente dotata di sovranità, cioè non soggetta a nessun'altra autorità politica. Lo stato può essere definito come l'ente sociale che si forma quando, su un territorio determinato, un popolo si organizza giuridicamente e si sottopone ad una autorità centrale. La definizione di stato col significato di ulteriore suddivisione politica di una confederazione di stati, è in relazione al possesso di particolari poteri indipendenti dal governo federale. Spesso questi stati esistevano prima della creazione di un statuto federale.

Concezione cristiana dello Stato

Per la Dottrina sociale cristiana, lasciati ai cittadini la responsabilità ed il compito di determinare, a seconda delle mutevoli esigenze, l'organizzazione politica, tecnica ed istituzionale dello Stato, questo deve rispondere, sempre e comunque, ad alcuni requisiti: # favorire la convivenza civile # garantire la giustizia #perseguire il bene comunie, dell'intera comunità e non di un gruppo a detrimento delle legittime esigenze degli altri # garantire ed assicurare le giuste libertà individuali e sociali # rispettare la libertà religiosa ed i diritti della Chiesa. Oggi lo Stato che maggiormente si avvicina al concetto ideale di Stato della dottrina sociale cristiana è senza dubbio lo Stato democratico.

Concezione comunista dello Stato

Per la teoria marx-leninista lo Stato è destinato a scomparire, anche se non si sa quando. Intanto, lo Stato è un'organizzazione che non tanto degenera garantendo i privilegi di pochi, quanto che non può mai, per la sua natura, perseguire il bene comune. Lo Stato, cioé, é per il comunismo, sempre classista e si fonda, per sua natura, sulla costrizione e la violenza. Diceva Lenin: Lo Stato é il prodotto e la manifestazione dell'antagonismo inconciliabile delle classi...
Per Engels, inoltre: Lo Stato è, per principio, lo Stato della classe più potente, della classe economicamente e politicamente dominante... Da ciò deriva, secondo il comunismo, la inevitabilità di annientare e conquistare lo Stato borghese con la violenza (sempre Lenin affermava: Lo Stato borghese non muore, ma è annientato dal proletariato nel corso della rivoluzione...) e la necessità della dittatura del proletariato e di uno Stato ancora più forte per annientare la borghesia (...tra la Società capitalistica e la Società comunista, si pone il periodo rivoluzionario di trasformazione dalla prima nella seconda, cui corrisponde un periodo di transizione nel quale lo Stato non potrebbe essere altro se non la dittatura rivoluzionaria del proletariato di Karl Marx). Circa la natura del nuovo stato proletario, ecco cosa ha scritto Lenin: ...esso sarà al tempo stesso democratico e dittatoriale; è, anzi, lo Stato più tirannico che la storia abbia conosciuto. Quesa concezione spiega, al di là dei crimini commessi, quanto è accaduto nei paesi del comunismo reale per buona parte del XX secolo.

Voci correlate


- Nazione
- Paese
- Potere centrale
- Stati del mondo
- Governo
- Forme di stato e forme di governo (Approfondimento di Diritto Costituzionale)
- Stato federale Categoria:Diritto costituzionale ja:国家 simple:State th:รัฐ

Censimento

Nell'accezione comune un censimento indica acquisire informazioni sul numero di abitanti e su diverse caratteristiche della popolazione, come il numero di persone per nucleo familiare, eventuali beni posseduti e quant'altro.

Storia

Il termine viene dal latino censere e significa valutare. Le prime informazioni riguardo ad indagini sulla popolazione risalgono addirittura al 3800 a.C. dove i Sumeri affrontavano vere e proprie indagini per misurare la quantità di uomini e beni di cui si poteva disporre. Le informazioni acquisite erano utili soprattutto in caso di guerra o di carestie. Si sa di censimenti compiuti dalle civiltà mesopotamiche, dagli Egizi, così come dai Greci, dai Cinesi e dal popolo ebraico. Nell'antica Roma i censimenti venivano effettuati già dalla fine del VI secolo a.C. e servivano anche per valutare la classe sociale di appartenenza, il ruolo nell'organizzazione militare o politica e ovviamente la quantità di tasse dovute. Con l'espansione e in seguito l'avvento dell'impero i censimenti vennero estesi anche alle province conquistate, per conoscere meglio le risorse umane ed economiche di cui si era entrati in possesso. Gesù Cristo nacque proprio durante uno di questi censimenti ordinati dall imperatore Augusto tra il 28 a.C. e il 14 a.C. In tempi più recenti rilevazioni demografiche più precise e sistematiche si tenevano in città come Venezia, Napoli e Firenze nel XVI secolo.

I censimenti nell'era moderna

In Svezia tra il 1748 e il 1751 nasce il primo censimento di Stato mentre in Norvegia e in Spagna i primi censimenti iniziano dal 1769. Nel 1790 viene istituito negli USA il censimento della popolazione con cadenza quinquennale, mentre il Regno Unito inizia a censire la popolazione dal 1801. In Italia il primo censimento ufficiale risale solo al 1861, cioè subito dopo l'unità d'Italia. Da quel momento sono state eseguite 14 rilevazioni con cadenza decennale a parte alcune eccezioni, l'ultima risale al 2001 e da diversi decenni sono svolte dall'ISTAT.

Voci correlate


- Censimento della popolazione e delle abitazioni
- Censimento dell'industra e dei servizi
- Censimento generale dell'agricoltura

Collegamenti esterni


- [http://www.istat.it/ Home page dell'Istat] Categoria:Statistica ja:国勢調査 ko:인구 조사 simple:Census

Censimento dell'industra e dei servizi

Il Censimento dell'industra e dei servizi è un censimento economico svolto interpellando le imprese. Cronologia dei censimenti economici in Italia
- 1911: Censimento degli opifici e delle imprese industriali, svolto dal Ministero dell’agricoltura, dell’industria e del commercio
- 1927: viene incluso pure il commercio. Il censimento viene svolto (come pure i seguenti) dall'ISTAT
- 1937, 1951, 1961, 1971, 1981, 1991, 2001 Nel 1996 venne svolto il censimento intermedio. Categoria:Statistica

1989

Eventi


- 25 febbraio - Italia: Alla 39° edizione del Festival di Sanremo vincono Fausto Leali e Anna Oxa con Ti lascerò, seguiti da Toto Cutugno con Mamme, terzi Al Bano e Romina Power con Cara terra mia.
- 28 aprile - A quattro anni dalla strage dell'Heysel, arriva la sentenza di primo grado per 25 imputati: 14 sono condannati a 3 anni con la condizionale, assolti gli altri 11, l'UEFA e le autorità di Bruxelles.
- 28 maggio - Milano: L'Inter conquista il 13° scudetto battendo il Napoli per 2-1.
- settembre - Libano: a Taif (Arabia Saudita) viene siglato un accordo che mette fine alla guerra civile che insanguina il Paese dal 1975. Le principali conseguenze sono: il rapporto di potere tra cristiani e musulmani diventa di 1 a 1 (era di 6 a 5); i paesi arabi acconsentono all'ingresso delle truppe della Siria in Libano, che diventa di fatto un protettorato siriano.
- 3 settembre - Panamá: Intervento militare statunitense con l'obiettivo dichiarato di arrestare Antonio Noriega
- 9 novembre - Berlino: cade simbolicamente e fisicamente il muro che divideva la città dal 1961
- 20 novembre - Viene firmata la wikisource:Convenzione sui diritti dell'infanzia
- entra John Frusciante nei Red Hot Chili Peppers e insieme compongono "Mother's Milk"
- 17 dicembre - Usa: Esce la prima puntata de I Simpsons sul canale televisivo Fox, che verrà trasmessa per la prima volta in Italia il 24 dicembre 1991 con il titolo Un Natale da cani

Nati


- 23 luglio - Daniel Radcliffe, attore britannico

Morti


- 4 gennaio - Pino Calvi, pianista e compositore italiano (n. 1930)
- 6 gennaio - Imperatore Hirohito del Giappone o Showa,(n. 1901)
- 8 gennaio - Bruce Chatwin, scrittore inglese (n. 1940)
- 23 gennaio - Salvator Dalì, pittore spagnolo (n. 1904)
- 9 febbraio - Osamu Tezuka, artista giapponese, autore di manga (mangaka) ed animatore (n. 1928)
- 27 febbraio - Konrad Lorenz, premio Nobel (n. 1903)
- 12 aprile - Abbie Hoffman, attivista politico e sociale statunitense (n. 1936)
- 26 aprile - Lucille Ball, attrice americana (n. 1911)
- 30 aprile - Sergio Leone, regista cinematografico italiano (n. 1929)
- 11 luglio - Sir Laurence Olivier, attore e regista inglese (n. 1907)
- 16 luglio - Herbert von Karajan, direttore d'orchestra austriaco (n. 1908)
- 3 settembre - Gaetano Scirea, calciatore (n. 1953)
- 4 settembre - Georges Simenon, scrittore belga (n. 1903)
- 22 settembre - Irving Berlin, compositore statunitense (n. 1888)
- 6 ottobre - Bette Davis, attrice statunitense (n. 1908)
- 31 ottobre - Cesare Zavattini, sceneggiatore italiano (n. 1902)
- 16 dicembre - Silvana Mangano, attrice italiana (n. 1930)

Premi Nobel


- per la Pace: Dalai Lama
- per la Letteratura: Camilo José Cela
- per la Medicina: J. Michael Bishop, Harold E. Varmus
- per la Fisica: Hans G. Dehmelt, Wolfgang Paul, Norman F. Ramsey
- per la Chimica: Sidney Altman, Thomas R. Cech
- per l'Economia: Trygve Haavelmo 089 als:1989 ja:1989年 ko:1989년 simple:1989 th:พ.ศ. 2532 zh-min-nan:1989 nî

Inflazione

L'inflazione è in economia un incremento (nel tempo) del livello generale dei prezzi: per acquistare gli stessi beni e servizi è necessario pagare una somma di denaro maggiore. Ciò equivale ad una generale perdita di potere d'acquisto del denaro: con la stessa quantità di denaro si acquista una minore quantità di beni e servizi. In matematica essa è la derivata dei prezzi rispetto al tempo, ovvero la velocità con cui crescono. L'opposto dell'inflazione è il calo dei prezzi, che prende il nome di deflazione. L'incremento dei prezzi viene espresso in termini percentuali attraverso il tasso d'inflazione.

Il calcolo dell'inflazione

Il livello generale dei prezzi viene misurato in economia calcolando percentuali e usando numeri indice. Viene definito un insieme di beni detto paniere, rappresentativo dei beni e servizi di cui si vuol calcolare l'aumento dei prezzi. Si misura la somma di denaro necessaria per comperare tali beni e servizi. La misura viene ripetuta in un secondo tempo e quindi si procede al calcolo dell'aumento (o diminuzione) percentuale del valore del paniere. L'uso di numeri indice prevede l'uso di proporzioni: fatto pari a 100 il valore del paniere in un dato momento, si calcola il valore successivo dell'indice con questa proporzione: VP1 : 100 = VP2 : X2 dove VP1 e VP2 sono rispettivamente il Valore del Paniere al momento 1 e 2 ed X2 è il valore indice da calcolare. Al momento 3 si calcola X3 con la proporzione VP1 : 100 = VP3 : X3 e così via al momento 4, al momento 5, ecc. Calcolando X in occasione di ciascuna rilevazione dei prezzi si ottiene quindi una serie di valori che indicano l'aumento dei prezzi nel tempo. Così se il paniere vale 100 al momento della prima rilevazione, diventa, per esempio, 101,5 al momento della seconda rilevazione, 102 al momento della terza, eccetera. La serie di numeri che si ottiene ha il vantaggio di essere facile da leggere, elaborare e rappresentare graficamente. In Italia (nonché nella più parte dei Paesi) l'istituto centrale di statistica (ISTAT) calcola i livelli generali dei prezzi usando prevalentemente una media ponderata Laspeyres. Il tasso d'inflazione usato più frequentemente (ovvero quello dei prezzi al consumo) si basa su una ponderazione calcolata con un paniere appositamente determinato e aggiornato ogni 1-4 anni.

L'inflazione nella storia economica

L'inflazione nelle teorie economiche

La curva di Phillips: mercato dei prezzi e mercato del lavoro

Nel 1958 un economista inglese, Phillips, pubblicò i risultati di una ricerca compiuta sui dati relativi al Regno Unito per il periodo 1861-1957 , da cui risultava una correlazione inversa tra il tasso di disoccupazione e i tassi di variazione dei salari monetari. In parole povere ad una maggiore inflazione corrispondeva, secondo la ricerca, un minor tasso di disoccupazione e viceversa a una minore inflazione corrispondeva un maggior tasso di disoccupazione. La ricerca suggeriva che se si voleva far diminuire la disoccupazione occorreva sopportare una maggiore inflazione e viceversa se si voleva una minore inflazione occorreva accettare una maggiore disoccupazione. Studi successivi hanno analizzato la relazione tra variabili simili, mentre Milton Friedman ha affermato che una diminuzione del tasso di disoccupazione correlato ad un aumento dell'inflazione può essere solo temporaneo. Nel lungo periodo il tasso di disoccupazione raggiungerebbe un livello "naturale", mentre gli aumenti del tasso di inflazione provocano modifiche nelle aspettative dei consumatori, indotti a pensare che in futuro ci sarà una maggiore inflazione.

L'inflazione nella teoria monetaria

L'inflazione percepita

L'inflazione percepita si determina mediante sondaggi d'opinione e risulta in alcuni casi diversa da quella ufficiale. Se i prodotti del paniere non sono scelti adeguatamente, se i pesi del paniere non sono rappresentativi, se i singoli prodotti del paniere non rappresentano gli acquisti del consumatore, allora l'inflazione percepita e quella degli Istituti di Statistica sono diversi. A tal fine un aspetto importante per avere un calcolo corretto dell'inflazione è quello di considerare che all'interno di ogni singolo tipo di prodotto del paniere le marche hanno dinamiche inflattive diverse a seconda del prezzo. Attualmente in Italia le marche più economiche hanno una dinamica inflattiva bassa, le marche più costose hanno alta inflazione, questo all'interno di ogni tipo di prodotto. Per esempio l'Istituto di Statistica italiano, l'ISTAT, prende in considerazione solo il prodotto più venduto che coincide con un prodotto piuttosto economico, a bassa inflazione. Così facendo sottostima l'inflazione e si ha una discrepanza anche molto forte con l'inflazione percepita. Si faccia attenzione al fatto che il prodotto più venduto non è generalmente comprato dalla maggioranza dei cittadini. Come esempio numerico, negli anni immediatamente seguenti l'introduzione dell'euro in Italia si è avuta una inflazione percepita dell'8-9% annuo, dati ufficiali che si basano su un paniere contenente prodotti più venduti indicano invece un 2-3% annuo di inflazione. Se si rifanno i conti non usando solo i prodotti più venduti ma prodotti rappresentativi degli acquisti del consumatore, si arriva a un più realistico 6% annuo.

Argomenti correlati


- ISTAT
- Iperinflazione
- Statistica
- Statistica economica
- Tasso d'inflazione

Collegamenti esterni


- [http://www.istat.it/prezzi/precon/rivalutazioni/ coefficienti di rivalutazione secondo gli indici ISTAT]
- [http://www.rivaluta.it/ calcolo della rivalutazione di un bene sottoposto ad inflazione] categoria:Economia ja:インフレーション ko:인플레이션 ms:Inflasi simple:Inflation

Eurispes

L'Eurispes è un istituto di studi politici, economici e sociali.

Economia

L'economia è stata definita da alcuni come la scienza che studia le modalità di allocazione delle risorse scarse, tra usi alternativi, ai fini di massimizzare la propria soddisfazione ovvero la scienza che studia cosa si produce, come si distribuisce e si consuma. Nell'ambito delle teorie economiche la distinzione più nota è quella tra microeconomia e macroeconomia. Nella visione che interpreta l'economia come la scienza della soddisfazione del fabbisogno attraverso lo scambio, tale studio dovrebbe essere nato con l'uomo e con ogni altro essere capace di scelte consapevoli di scambio a seguito di ragionamento.

Origini e storia

È indubbio che le prime riflessioni economiche risalgono alla primordiale forma del baratto, così come nessuno dubita che, dai commerci dell'ossidiana al colonialismo del Seicento, tutto il progresso dell'uomo sia stato seguito da una parallela evoluzione degli studi economici; ma per narrare correttamente di quanto oggi comunemente si intende per scienza economica, si assumerà per questa quello stato evolutivo delle teorizzazioni che più direttamente conduce all'attualmente applicata disciplina. La scienza economica, in senso moderno, nacque dunque con la Rivoluzione Industriale. Il fondatore dell'economia moderna è considerato Adam Smith, che viene spesso erroneamente indicato come il padre del liberismo. Nei due secoli successivi molti economisti esposero le loro idee. Tra questi David Ricardo, J.S.Mill, Leon Walras, Karl Marx, e lo studio dell'economia ha riguardato settori sempre più specifici. Il pensiero economico del Novecento è stato influenzato in modo rilevante dalle opere di John Maynard Keynes e dei numerosi interpreti del suo pensiero, tra i quali l'italiano Franco Modigliani. Come reazione alle idee keynesiane si è assistito, a partire dagli anni settanta, alla ripresa di vigore di teorie liberiste, ispirate dalla scuola di Chicago guidata dall'americano Milton Friedman. Un filone di studio di moda negli ultimi anni si basa però sulla teoria dei giochi, sviluppata nel 1944 da John von Neumann e Oskar Morgenstern (giochi cooperativi a somma zero) e ampliata da John F. Nash (giochi non cooperativi e a somma non zero). Esponenti di rilievo in questa nuova concezione dell'economia sono Kenneth Arrow, e Amartya Sen, Premi Nobel per l'economia, ed Herbert Scarf, il quale nel 1962, con il saggio "An Analysis of Markets with a Large Number of Participants" (Analisi dei mercati con un vasto numero di partecipanti) ha dimostrato che il principio della Mano Invisibile di Adam Smith, alla base del libero mercato, non vale per i mercati reali. Uno dei successi maggiori di questa nuova interpretazione è stata l'assegnazione delle licenze di telecomunicazione tramite gara d'appalto negli USA: dopo anni di politiche di scarso successo, l'applicazione della teoria dei giochi ha permesso di incassare al governo oltre 10 miliardi di dollari, evitando al contempo le speculazioni delle precedenti assegnazioni. In Italia, dove per l'assegnazione delle licenze UMTS si è seguito il metodo classico della gara in busta chiusa, il governo ha incassato molto meno di quanto si attendeva, a causa del ritiro di uno dei contendenti (Blu), che poi è stato smembrato ed acquisito da tre degli altri (Wind, Telecom e Vodafone).

Branche dell'Economia

Occorre distinguere in particolare tra Economia politica, intesa come scienza economica (in inglese [http://en.wikipedia.org/wiki/Economics Economics]) e l'economia aziendale in inglese Business Administration, che mette al centro degli studi l'impresa. All'interno della scienza dell'Economia possiamo distinguere:
- Econometria
- Economia e politica agraria
- Economia aziendale
- Economia bancaria
- Economia della conoscenza
- Economia dell'informazione
- Economia finanziaria
- Economia dei media
- Economia dei settori
- Economia del lavoro
- Economia dello sviluppo
- Economia ecologia / economia ambientale
- Economia urbana / economia regionale / economia del territorio
- Economia industriale
- Economia internazionale
- Economia monetaria
- Economia politica
- Finanza
- Macroeconomia
- Microeconomia
- Scienza delle finanze
- Politica economica
- Storia economica
- Storia delle dottrine economiche All'interno dell'economia aziendale possiamo distinguere molteplici indirizzi di studio, ed in particolare:
- Corporate governance
- Finanza d'impresa
- Gestione delle risorse umane
- Management
- Marketing
- Organizzazione aziendale
- Supply Chain Management
- le Aziende All'interno del marketing possiamo distinguere ulteriori sottosistemi, in particolare:
- Marketing analitico
- Marketing strategico
- Marketing operativo
- Marketing territoriale
- Comarketing
- Marketing sociale
- Marketing etico
- Marketing interculturale
- Welcome marketing

Teorie economiche


- Capitalismo
- Comunismo
- Mercantilismo
- Liberismo
- Teoria dei giochi
- Supply side economics
- Hallesismo
- Bioeconomia
- keynesismo
- teoria dell'informazione asimmetrica

Voci correlate

Si veda la :Categoria:Economia.
- Premio Nobel per l'economia
- Commercio
  - Commercio equo-solidale
  - Commercio alternativo
- Contabilità Nazionale
- Inflazione
- Lavoro
- Innovazione tecnologica
- Libero mercato
- Popolazione attiva
- Signoraggio
- Statistica economica
- Training aziendale
- Valore aggiunto
- WTO, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale
- Sviluppo sostenibile

Bibliografia


- Arrow, K., Social Choice and Individual Values, 1951, ISBN 0300013647
  - Ed. Italiana: "Scelte sociali e valori individuali", Etas, 2003, ISBN 8845312224
- Enzo Mario Napolitano, "Il Marketing interculturale", Franco Angeli, 2002
- Enzo Mario Napolitano, "Il Welcome Marketing", www.etnica.biz, copyleft, 2005
- Sen, A. K. "The Impossibility of a Paretian Liberal", Journal of Political Economy, n. 78, 1970, pp 152-157.
- Scarf, H. E., [http://cowles.econ.yale.edu/~hes/pub/analysis.pdf An analysis of markets with a large number of participants], 1962, Princeton University Conference Paper. Presente in Recent Advances in Game Theory, Philadelphia, The Ivy Curtis Press, 1962. categoria:economia ja:経済学 ko:경제학 simple:Economics th:เศรษฐศาสตร์

Inflazione

L'inflazione è in economia un incremento (nel tempo) del livello generale dei prezzi: per acquistare gli stessi beni e servizi è necessario pagare una somma di denaro maggiore. Ciò equivale ad una generale perdita di potere d'acquisto del denaro: con la stessa quantità di denaro si acquista una minore quantità di beni e servizi. In matematica essa è la derivata dei prezzi rispetto al tempo, ovvero la velocità con cui crescono. L'opposto dell'inflazione è il calo dei prezzi, che prende il nome di deflazione. L'incremento dei prezzi viene espresso in termini percentuali attraverso il tasso d'inflazione.

Il calcolo dell'inflazione

Il livello generale dei prezzi viene misurato in economia calcolando percentuali e usando numeri indice. Viene definito un insieme di beni detto paniere, rappresentativo dei beni e servizi di cui si vuol calcolare l'aumento dei prezzi. Si misura la somma di denaro necessaria per comperare tali beni e servizi. La misura viene ripetuta in un secondo tempo e quindi si procede al calcolo dell'aumento (o diminuzione) percentuale del valore del paniere. L'uso di numeri indice prevede l'uso di proporzioni: fatto pari a 100 il valore del paniere in un dato momento, si calcola il valore successivo dell'indice con questa proporzione: VP1 : 100 = VP2 : X2 dove VP1 e VP2 sono rispettivamente il Valore del Paniere al momento 1 e 2 ed X2 è il valore indice da calcolare. Al momento 3 si calcola X3 con la proporzione VP1 : 100 = VP3 : X3 e così via al momento 4, al momento 5, ecc. Calcolando X in occasione di ciascuna rilevazione dei prezzi si ottiene quindi una serie di valori che indicano l'aumento dei prezzi nel tempo. Così se il paniere vale 100 al momento della prima rilevazione, diventa, per esempio, 101,5 al momento della seconda rilevazione, 102 al momento della terza, eccetera. La serie di numeri che si ottiene ha il vantaggio di essere facile da leggere, elaborare e rappresentare graficamente. In Italia (nonché nella più parte dei Paesi) l'istituto centrale di statistica (ISTAT) calcola i livelli generali dei prezzi usando prevalentemente una media ponderata Laspeyres. Il tasso d'inflazione usato più frequentemente (ovvero quello dei prezzi al consumo) si basa su una ponderazione calcolata con un paniere appositamente determinato e aggiornato ogni 1-4 anni.

L'inflazione nella storia economica

L'inflazione nelle teorie economiche

La curva di Phillips: mercato dei prezzi e mercato del lavoro

Nel 1958 un economista inglese, Phillips, pubblicò i risultati di una ricerca compiuta sui dati relativi al Regno Unito per il periodo 1861-1957 , da cui risultava una correlazione inversa tra il tasso di disoccupazione e i tassi di variazione dei salari monetari. In parole povere ad una maggiore inflazione corrispondeva, secondo la ricerca, un minor tasso di disoccupazione e viceversa a una minore inflazione corrispondeva un maggior tasso di disoccupazione. La ricerca suggeriva che se si voleva far diminuire la disoccupazione occorreva sopportare una maggiore inflazione e viceversa se si voleva una minore inflazione occorreva accettare una maggiore disoccupazione. Studi successivi hanno analizzato la relazione tra variabili simili, mentre Milton Friedman ha affermato che una diminuzione del tasso di disoccupazione correlato ad un aumento dell'inflazione può essere solo temporaneo. Nel lungo periodo il tasso di disoccupazione raggiungerebbe un livello "naturale", mentre gli aumenti del tasso di inflazione provocano modifiche nelle aspettative dei consumatori, indotti a pensare che in futuro ci sarà una maggiore inflazione.

L'inflazione nella teoria monetaria

L'inflazione percepita

L'inflazione percepita si determina mediante sondaggi d'opinione e risulta in alcuni casi diversa da quella ufficiale. Se i prodotti del paniere non sono scelti adeguatamente, se i pesi del paniere non sono rappresentativi, se i singoli prodotti del paniere non rappresentano gli acquisti del consumatore, allora l'inflazione percepita e quella degli Istituti di Statistica sono diversi. A tal fine un aspetto importante per avere un calcolo corretto dell'inflazione è quello di considerare che all'interno di ogni singolo tipo di prodotto del paniere le marche hanno dinamiche inflattive diverse a seconda del prezzo. Attualmente in Italia le marche più economiche hanno una dinamica inflattiva bassa, le marche più costose hanno alta inflazione, questo all'interno di ogni tipo di prodotto. Per esempio l'Istituto di Statistica italiano, l'ISTAT, prende in considerazione solo il prodotto più venduto che coincide con un prodotto piuttosto economico, a bassa inflazione. Così facendo sottostima l'inflazione e si ha una discrepanza anche molto forte con l'inflazione percepita. Si faccia attenzione al fatto che il prodotto più venduto non è generalmente comprato dalla maggioranza dei cittadini. Come esempio numerico, negli anni immediatamente seguenti l'introduzione dell'euro in Italia si è avuta una inflazione percepita dell'8-9% annuo, dati ufficiali che si basano su un paniere contenente prodotti più venduti indicano invece un 2-3% annuo di inflazione. Se si rifanno i conti non usando solo i prodotti più venduti ma prodotti rappresentativi degli acquisti del consumatore, si arriva a un più realistico 6% annuo.

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- Statistica economica
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Collegamenti esterni


- [http://www.istat.it/prezzi/precon/rivalutazioni/ coefficienti di rivalutazione secondo gli indici ISTAT]
- [http://www.rivaluta.it/ calcolo della rivalutazione di un bene sottoposto ad inflazione] categoria:Economia ja:インフレーション ko:인플레이션 ms:Inflasi simple:Inflation

Eurostat

L'Ufficio Statistico delle Comunità Europee (Eurostat) è il braccio statistico della Commissione Europea; raccoglie ed elabora dati dell'Unione Europea a fini statistici, promuovendo il processo di armonizzazzione dell'approccio statistico tra gli Stati membri. La sua missione è quella di fornire all'Unione Europea un servizio informativo statistico di elevata qualità. Tra le sue attività principali rientra la definizione di dati macroeconomici che supportano le decisioni realtive alla Banca Centrale Europea nella definizione delle politiche monetarie per l'euro e dati/classificazioni regionali come ad esempio la Nomenclatura delle Unità Territoriali Statistiche (o NUTS) che ha supportato la definizione delle politiche regionali europee e dei fondi strutturali. L'Istituto coopera con altre Organizzazioni Internazionali come le Nazioni Unite (ONU), l'OECD ed altri paesi che non appartengono all'UE. Importante è inoltre la sua attività di coordinamento per il miglioramento delle capacità di analisi statistica dei paesi candidati e di quelli in via di sviluppo del Mediterraneo e dell'Africa.

Storia


- 1953 Istituzione della divisione statistica per la Comunità del Carbone e dell'Acciaio (CECA)
- 1958 Creazione della Comunità Europea e di un primordiale ufficio per la statistica
- 1959 L'ufficio di statistica viene chiamato Eurostat e pubblica un primo report statistico sull'agricoltura
- 1960 Prima survey sulla forza lavoro della Comunità Europea
- 1970 Viene pubblicato il Sistema Europeo di Contabilità Integrata (ESA) e viene creata la classificazione generale delle attività economico/industriali (NACE)
- 1974 Istallazione del primo dominio nel database di Cronos
- 1988 La Commissione Europea adotta un documento che definisce le prime azioni di policy per le informative statistiche
- 1989 Viene fondato il Comitato Statistico per la Programmazione e viene adottato dal Consiglio Europeo il primo programma per l'implementazione statistica delle azioni di policy (1989-1992)
- 1990 Il Consiglio Europeo emana una direttiva sui dati riservati che liberando l'Eurostat da vincoli nell'esercizio delle attività statistiche
- 1991 Il ruolo dell'Eurostat si espande, come risultato dell'accordo sulla creazione dell'Unione Europea a seguito del Trattato di Maastricht
- 1992 Viene adottato il Programma Statistico per il periodo 1993-1997
- 1993 Il mercato comune fa ampliare le attività dell'Eurostat (per esempio con la creazione di Intrastat che cura le statistiche per il commercio intra-UE). L'Eurostat inizia a diffondere regolarmente le proprie news
- 1994 Primo studio sulle famiglie europee: vengono analizzati il reddito, il tasso di occupazione, la povertà, l'esclusione sociale, la salute, etc.
- 1997 Ulteriori funzioni statistiche vengono attribuite dal Trattato di Amsterdam e viene approvata una legge statistica dal Consiglio Europeo che suddivide i ruoli dell'Eurostat e degli istitui nazionali di statistica (come l'ISTAT). Vengono pubblicati per la prima volta degli indici di armonizzazione e indici sui prezzi al consumo, creati per studiare i criteri di convergenza per la moneta unica (EMU)
- 1998 Gli 11 Paesi annunciano di adottare la moneta unica e l'Eurostat emana specifici indicatori per l'area EMU. Viene adottato il programma statistico per il periodo 1998-2002
- 1999 Inizia il mercato comune europeo
- 2002 Viene adottato l'euro da 11 Paesi e l'Eurostat adotta il programma statistico per il periodo 2003-2007
- 2004 Scandalo in Eurostat: il direttore generale Michel Vanden Abeele (sostituito poi dall'attuale Günther Hanreich) dichiara che il Governo greco ha falsificato le statistiche economiche e finanziarie in modo che la Grecia potesse entrare nell'euro-zona. Attualmente il Commissario Europeo di riferimento è Joaquín Almunia (Affari economici e monetari). Il direttore generale è il capo della struttura ed è responsabile di sei Direzioni in cui l'Eurostat è suddiviso: # risorse umane # strumenti e metodologie statistiche # statistiche economiche e monetarie # mercato comune, occupazione e statistiche sociali # statistica per l'agricoltura, la pesca, i fondi strutturali e l'ambiente # statistiche per le relazioni esterne

Collegamenti esterni


- [http://europa.eu.int/comm/eurostat/ Eurostat] (in inglese) categoria:Unione Europea Categoria:Statistica

Categoria:Statistica

Categoria che raggruppa articoli riguardanti la statistica Categoria:Scienze matematiche, fisiche e naturali ja:Category:統計学 th:Category:สถิติศาสตร์

Helse, Miljø, Sikkerhet

Helse, miljø og sikkerhet (HMS) er en samlebetegnelse på arbeidsplassenes interne arbeid med miljøvern, helsevern, arbeidsmiljø og trygghet for ansatte. Tilrettelegging for HMS skal forebygge skader og miljøforstyrrelser, og sikre de ansatte et sunt arbeidsmiljø. Alle virksomheter skal arbeide systematisk med HMS i henhold til [http://www.arbeidstilsynet.no/info/internkontroll/index.html/ Internkontrollforskriften] eller [http://www.ptil.no/regelverk/r2002/Rammeforskriften_n.htm/ Rammeforskriften] (petroleumsvirksomheten).

Eksterne lenker


- [http://www.hmsetatene.no/ HMS-etatene i Norge]
- [http://www.ptil.no/regelverk/r2002/frame_n.htm/ HMS-regelverket i petroleumsvirksomheten innenfor Oljedirektoratets (OD)s og Petroleumstilsynets (Ptil)s myndighets­område] Kategori:Arbeidsliv Kategori:Sikkerhet

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Codex Calixtinus
Codex Calixtinus vel Liber Sancti Jacobi est collatio documentorum scripta a.D. 1140 circiter ad celebrandum sanctum Iacobum apostolum. Praecipuum monumentum est de peregrinatione ad Compostellam.

Historia

Ad dandam maiorem auctoritatem ei collationi, auctores libri introduxerunt litteras pseudepigraphas papae linguarum Anatolicarum habetur propiorque est linguae Luviae. Lycii ipsi linguam tr^mmili appellabant.
Nomina Lycia e quattuor declinationibus sunt (a - i - e - u), quae per quinque casus declinantur (nominativum, genetivum, dativum, accusativum, ablativum). Linguam Lyciam in abecedario proprio scriptam videmus, quod a litteris Graecis
Cetus (sidus)
Cetus (-i m) constellatio in caelo nocturno sita est.

Stellae


- τ Ceti (G8 Vp; 11,89 sla remota)
- κ1 Ceti (G5 V; 29,87 sla remota) ja:くじら座
Sanctus Matthaeus
Sanctus Matthaeus, apostolus et evangelista, discipulus Iesu Christi, et auctor humanus primi evangelii, publicanus fuit, Hebraeus cooperans cum auctoritate Romana, antequam a Iesu est vocatus in apostolum. Filius Alpheus, Sanctus Matthaeus natus est Galileae. Nominatus etiam Levi, pro
Formula:Usor ksh
ksh Däm Metmaacher sing Mottershprooch is Kölsch.



Belgium
Belgia sive Belgica sive Belgium (Hollandice Koninkrijk België, Francogallice Royaume de Belgique, Germanice Königreich Belgien) natio in Europa Occidentale est. Divisa est in Communitates tres: Communitas Flamingiens, (ubi lingua nederlandiensis est), Communitas Valloniensis (ubi lingua francogallice est), et Communitas
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