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IV Secolo

IV secolo

I millennio AC | I millennio | II millennio

I secolo | II secolo | III secolo | IV secolo | V secolo | VI secolo | VII secolo

Anni 300 | Anni 310 | Anni 320 | Anni 330 | Anni 340
Anni 350 | Anni 360 | Anni 370 | Anni 380 | Anni 390

Avvenimenti


- Conversione dell'Imperatore romano Costantino I al cristianesimo (312)
- Giuliano l'Apostata tenta disperatamente di ripristinare il paganesimo.

Personaggi significativi


- Costantino I (280 - 337), Imperatore romano (306-337)
- Sant'Agostino, teologo e Padre della chiesa (354-430)
- Papa San Silvestro inaugura la Basilica di San Pietro in Vaticano (326)
- Costantino I convoca il concilio di Nicea (326)
- Mensorio, vescovo di Cartagine apostata durante la persecuzione Dioclezianea, Donato gli si oppone creando il famoso scisma (304)
- Diocleziano (245-313) riformatore dell'Impero che arresta per un po' la decadenza (284-305)
- Filosofi neoplatonici creano la dottrina del "Summus Deus"
- Diffusione del Manicheismo
- Sant'Antonio Abate crea l'ordine anacoreta (300)
- San Leucio primo vescovo di Brindisi
- Teodosio definitiva divisione dell'Impero tra oriente e occidente (395)
- Santa Fabiola fondatrice del primo ospedale per i poveri in seguito ad una crisi mistica (390-399 ca.)
- Costantino I l'11 maggio del 330 sposta la capitale a Bisanzio creando l'Impero Bizantino
- Firmico Materno letterato siciliano
- Lattanzio letterato cristiano

Invenzioni, scoperte, innovazioni


- Categoria:IV secolo ja:4世紀 ko:4세기 simple:4th century th:คริสต์ศตวรรษที่ 4

I millennio AC

IV mill. AC   III mill. AC   II mill. AC  I millennio AC  I mill.  II mill.  II mill.
Secoli e decenni
Il primo millennio AC inizia il 1 gennaio dell'anno 1000 AC e finisce il 31 dicembre dell'anno 1 AC. Quindi l'ultimo anno dell'ultimo decennio di ciascuna delle righe della tabella precedente appartiene al secolo successivo, mentre il numero 0 non è stato assegnato ad alcun anno.

Avvenimenti

Europa


- Antichità

Invenzioni, scoperte, innovazioni


- 009999 ja:紀元前1千年紀

I millennio

I millennio AC | I millennio | II millennio
I secolo | II secolo | III secolo | IV secolo | V secolo
VI secolo | VII secolo | VIII secolo | IX secolo | X secolo
---- Il primo millennio comincia il 1 gennaio dell'anno 1 e finisce il 31 dicembre 1000.

Avvenimenti

Europa


- Antichità
- Basso Medioevo

Invenzioni, scoperte, innovazioni


- 01 ja:1千年紀

I secolo

I millennio AC | I millennio | II millennio

III secolo AC | II secolo AC | I secolo AC | I secolo | II secolo | III secolo | IV secolo

Anni 0 | Anni 10 | Anni 20 | Anni 30 | Anni 40
Anni 50 | Anni 60 | Anni 70 | Anni 80 | Anni 90

Avvenimenti


- Nascita del Cristianesimo in Medioriente.
- Eruzione del vesuvio nell'anno 79: distruzione di Pompei, Ercolano e Stabia.
- A Roma viene inaugurato il Colosseo, iniziato da Vespasiano e finito da Domiziano
- Nerone (64) e Domiziano (80 ca.) perseguitano il cristianesimo.
- Costruzione della Domus Aurea.
- Pax Augustea. Prima età aurea dell'Impero.
- Morte di Nerone, prima crisi dell'Impero, in un solo anno (69) si succedono Imperatori Galba, Otone,Vitellio e Vespasiano
- Dinastia Giulio-Claudia: sperperi, intrighi e stravaganze.
- Caligola crea un governo di tendenza orientale.
- San Pietro primo papa di Roma
- Stoicismo, scetticismo ed epicureismo all'apogeo
- Con l'assassinio di Domiziano e la nomina di Nerva il "Principato elettivo" si sostituisce a quello ereditario.Inizia la seconda età aurea dell'Impero che si concluderà nel secolo successivo con la morte di Marco Aurelio
- A Roma sono scavate le Catacombe di Domitilla
- Roma è abbellita per volere di Augusto
- Conquista di Gerusalemme da parte dei romani

Personaggi significativi


- Gesù (Nazareth, ca. 4 AC - Gerusalemme, ca. 28)
- Nerone (Anzio, 37 - Roma, 68), imperatore romano (54 - 68).
- Augusto, grande Imperatore e protettore di tutte le arti.
- Mecenate, ministro di Augusto e grande incoraggiatore della cultura.
- Orazio, Virgilio, Ovidio, Tibullo, Sallustio poeti e letterati dell'era Augustea.
- Petronio Arbitro, proconsole in Bitinia, abile cortigiano di Nerone e filosofo, autore del Satyricon.
- Seneca, filosofo stoico.
- Pisoni, membri dell'omonima famiglia, ideatori di una congiura contro Nerone in cui saranno coinvolti anche Seneca e Lucano.
- Vespasiano, grazie all'invenzione delle latrine a pagamento, risolleva la crisi economica seguita alla morte di Nerone.
- Plinio il vecchio e Plinio il giovane, eruditi.
- Nerva, ex senatore, una volta all'Impero inaugura un nuovo periodo di tranquillità.
- Tito espugna Gerusalemme e in seguito, presta aiuti alle vittime di Pompei ed Ercolano
- Giovenale, poeta satirico dell'era dei Flavii.
- Marziale, idem.
- Valerio Massimo e Tacito, storici.

Invenzioni, scoperte, innovazioni

Categoria:I secolo ja:1世紀 ko:1세기

III secolo

I millennio AC | I millennio | II millennio
I secolo AC | I secolo | II secolo | III secolo | IV secolo | V secolo | VI secolo
Anni 200 | Anni 210 | Anni 220 | Anni 230 | Anni 240
Anni 250 | Anni 260 | Anni 270 | Anni 280 | Anni 290

Avvenimenti


- Con l'uccisione di Alessandro Severo ha inizio l'Anarchia militare che si protrarrà per altri trent'anni circa.
- Persecuzioni anticristiane di Decio e Valeriano.
- Editto di Caracalla (213): i provinciali ottengono la cittadinanza romana, di conseguenza, tutto l'Impero paga le tasse.
- Roma apre il commercio con la Cina.
- Diocleziano acclamato Imperatore (284).
- A Roma vengono scavate le Catacombe di San Callisto.
- Anni 80/90: nascita dei governi separatisti: Carausio e Alletto al governo della Britannia, Lucio Domiziano in Egitto.
- Nascita della tetrarchia (293).
- Rivolta dei Bagaudi.
- Diffusione dei culti misterici e delle filosofie orientali.
- Sotto l'Impero di Filippo l'Arabo si festeggia il primo millennio dalla fondazione di Roma (248)

Personaggi significativi


- Caracalla (188 - 217), imperatore romano (211-217).
- Shapur, re di Persia, sconfigge l'Imperatore Valeriano (259).
- Papa Cornelio conciliante con gli apostati, gli si oppone Novaziano creando l'omonima eresia.
- Plotino, filosofo neoplatonico, crea la dottrina dell'Uno, principio del puro essere a cui ogni creatura è legata.
- Gallieno (260),Imperatore sregolato e protettore di arti e filosofia.
- Porfirio, allievo di Plotino e autore dell'opera Contro i cristiani.
- Mani, profeta babilonese, fondendo la filosofia zoroastrista, cristiana e buddista crea il Manicheismo.
- Settimio Severo, periodo di stabilità nell'Impero .
- L'Imperatore Caro (282) assegna il governo ai figli Carino e Numeriano.
- Ippolito,letterato cristiano avverso alla politica imperiale dell'epoca.
- L'Imperatore Aureliano cinge Roma di nuove mura, diffonde il culto del Sol Invictus e sconfigge la regina Zenobia.

Invenzioni, scoperte, innovazioni


- Categoria:III secolo ja:3世紀 ko:3세기

V secolo

I millennio AC | I millennio | II millennio

II secolo | III secolo | IV secolo | V secolo | VI secolo | VII secolo | VIII secolo

Anni 400 | Anni 410 | Anni 420 | Anni 430 | Anni 440
Anni 450 | Anni 460 | Anni 470 | Anni 480 | Anni 490

Avvenimenti

Europa


- Fine dell'Impero Romano d'Occidente
- I Visigoti invadono la Gallia meridionale (410 - 415)
- Gli alchimisti cominciano a ricercare la pietra filosofale.
- Ravenna capitale d'occidente

Personaggi significativi


- Attila, capo degli Unni dal 434 al 453.
- Ezio,generale
- Papa Leone I Magno scaccia gli Unni
- Odoacre depone Romolo Augustolo e trasferisce le insegne a Costantinopoli.
- Galla Placidia abbellisce Ravenna.
- Romolo Augustolo ultimo Imperatore Romano
- Teodorico, re degli Ostrogoti sconfigge Odoacre.
- Basilisco usurpa per un anno il trono a Zenone, imperatore di Bisanzio (475)

Invenzioni, scoperte, innovazioni


- Categoria:V secolo ja:5世紀 ko:5세기 th:คริสต์ศตวรรษที่ 5

VI secolo

I millennio AC | I millennio | II millennio

III secolo | IV secolo | V secolo | VI secolo | VII secolo | VIII secolo | IX secolo

Anni 500 | Anni 510 | Anni 520 | Anni 530 | Anni 540
Anni 550 | Anni 560 | Anni 570 | Anni 580 | Anni 590

Avvenimenti


- Teodorico inaugura un periodo di relativa serenità per l'Italia.
- L'Arianesimo diventa la religione "ufficiale", perché culto dei Goti di Teodorico
- Dionisio il piccolo, monaco, inizia a calcolare gli anni a partire dalla nascita di Cristo.
- Rivolte di Nika all'Ippodromo di Costantinopoli
- Giustiniano, Imperatore d'Oriente, crea il codice di leggi chiamato Corpus Iuris Civilis
- Costantinopoli all'apogeo, primi territori bizantini nell'Italia meridionale.
- Affermazione della Scolastica
- Guerra Gotico-Bizantina in seguito alla morte di Teodorico e l'esilio della figlia Amalasunta, l'Italia è ridotta alla fame, Ravenna diviene territorio bizantino. Fine dell' arianesimo come religione ufficiale.
- Massimiano, vescovo di Ravenna converte in cattoliche le basiliche ariane e inaugura la chiesa di San Vitale
- L'Europa apprende la tecnica segreta cinese della seta
- Nella guerra Gotico-Bizantina vengono per la prima volta arruolati soldati Longobardi

Personaggi significativi


- Teodorico, re degli Ostrogoti, dopo aver sconfitto Odoacre diviene padrone dell'Italia.
- Severino Boezio, console, cortigiano di Teodorico e filosofo. Simmaco, consigliere alla corte teodoriciana.
- Giustiniano e Teodora portano l'Impero d'Oriente al massimo splendore.
- Procopio di Cesarea, storico.
- Belisario e Narsete, abili generali di Giustiniano, si distinsero nella guerra gotico-bizantina.
- Massimiano, vescovo di Ravenna
- Cosma l'Idocopleuste, geografo e viaggiatore bizantino inaugura la concezione della "Terra a forma di tabernacolo".
- Dionisio il piccolo e il nuovo metodo di datazione dalla nascita di Cristo.

Invenzioni, scoperte, innovazioni


- L'Europa scopre la tecnica della seta.
- Fuoco greco Categoria:VI secolo ja:6世紀 ko:6세기 th:คริสต์ศตวรรษที่ 6

Anni 300

Eventi, invenzioni e scoperte


- ...

Personaggi


- ... 01

Anni 310

Eventi, invenzioni e scoperte


- ...

Personaggi


- ... 02

Anni 330

Eventi, invenzioni e scoperte


- ...

Personaggi


- ... 04

Anni 350

Eventi, invenzioni e scoperte


- ...

Personaggi


- ... 06 ko:350년대

Anni 360

Eventi, invenzioni e scoperte


- ...

Personaggi


- ... 07

Anni 380

Eventi, invenzioni e scoperte


- ...

Personaggi


- ... 09

Imperatori romani

Quello che segue è l'elenco degli imperatori romani. Per ciascuno si riportano il nome con cui sono più comunemente conosciuti, il nome ufficiale, la data di nascita, le date di regno (in cui ricevono il titolo di augusto). Accanto sono citati gli usurpatori (a volte la distinzione è dubbia, e in generale si segue la tradizione storica consolidata), gli imperatori che regnano insieme, le date di eventuale associazioni al trono con il titolo di cesare. Malgrado molti lo credano, Giulio Cesare non fu mai imperatore: tuttavia fu nominato dittatore a vita nel 45 AC (ma non era il primo romano a godere di quel titolo) e fu ritenuto tale dagli storici romani.

Augusto e i Giulio-Claudi

I Flavi

Gli imperatori adottivi e gli Antonini

I Severi

Gli imperatori della crisi del III secolo

Gli imperatori della Tetrarchia

I secondi Flavi

I Valentiniani

Gli imperatori d'Occidente

La fine dell'mpero romano di occidente si fa coincidere tradizionalmente con la riconsegna delle insegne imperiali da parte di Odoacre all'imperatore d'Oriente Zenone, nel 476. Tuttavia va considerato che l'imperatore Giulio Nepote continua dalla Dalmazia a considerarsi il legittimo imperatore d'Occidente fino alla sua morte nel 480, e secondo alcuni questa è la vera data della fine dell'impero. a continuazione si veda: Re barbari di Roma, Imperatori Bizantini

Voci correlate


- [http://www.wikipedia.org/wiki/Julio-Claudian_family_tree Genealogia Giulio-Claudia (in inglese)]
- Impero delle Gallie
- Albero genealogico Giulio-Claudio
- Dinastia Giulio-Claudia
- Albero genealogico degli Antonini
- Dinastia degli Antonini
- Albero genealogico dei Severi
- Dinastia dei Severi

Collegamenti esterni


- Si possono trovare buone biografie (in inglese) di molti imperatori romani in: [http://www.roman-emperors.org/impindex.htm De Imperatoribus Romanis]. V. anche [http://www.gruppoarcheologico.it/imperatori/introduzione.htm Lista con brevi biografie di imperatori e usurpatori] categoria:liste di persone Categoria:Dinastie ja:ローマ皇帝一覧 ko:로마 황제 연대표

Costantino I

Flavio Valerio Costantino, conosciuto come Costantino I il Grande (Naisso, oggi Nis, Serbia, 274 ca. - Ancyrona, presso Nicomedia 337) fu imperatore di Roma dal 306 al 337. Era figlio illegittimo di Costanzo Cloro, che divenne in seguito imperatore romano nel sistema tetrarchico voluto da Diocleziano, e di Elena Flavia Augusta (Sant'Elena Imperatrice). Venne educato a Nicomedia presso la corte di Diocleziano. Fu con Diocleziano in Egitto nel 296 e quindi combattè sotto Galerio contro i Persiani e i Sarmati. Raggiunse il padre quando questi passò dal rango di cesare a quello di augusto nel 305 e lo seguì in una campagna militare in Britannia. Alla morte del padre nel 306 a Eboracum (York), Costantino fu proclamato augusto (imperatore di rango maggiore) dall'esercito, seguendo un principio dinastico, invece del sistema di successione che aveva cercato di instaurare Diocleziano. La crisi del sistema tetrarchico portò ad una lunga serie di guerre civili. Si ebbero inizialmente quattro augusti (Galerio e Massimino Daia in oriente, Licinio in Illirico e Costantino in Gallia, Spagna e Francia, mentre Massenzio, il figlio dell'antico collega di Diocleziano, Massimiano restava, come usurpatore a Roma, in Italia e in Africa). Inizialmente Costantino si era alleato con Massimiano, in rotta con il figlio e ansioso di recuperare un ruolo nella politica imperiale, e ne aveva sposato la figlia Fausta. Massimiano era quindi morto nel 310. Alla morte di Galerio nel 311, i tre augusti rimasti si coalizzarono contro Massenzio, che Costantino sconfisse l 28 ottobre 312 nella battaglia al Ponte Milvio, presso i Saxa Rubra sulla via Flaminia, alle porte di Roma. A proposito della battaglia è famosa la leggenda secondo la quale la notte precedente Costantino sognò Gesù, il quale gli chiese di far scrivere sugli scudi dei suoi soldati le lettere XP (che rappresentano in greco il nome di Cristo). Prima dei combattimenti inoltre si narra che l'imperatore avrebbe visto apparire in cielo una croce e la scritta: "In hoc signo vinces". L'anno seguente, nel 313, moriva Massimino Daia. Nello stesso anno i due augusti rimasti, ma probabilmente sotto la spinta soprattutto di Costantino, emanarono l'editto di Milano del 313, con cui veniva riconosciuta la libertà di culto per tutte le religioni, ponendo fine ufficialmente alle persecuzioni contro i cristiani, l'ultima delle quali si era svolta sotto Diocleziano tra il 303 e il 304. Il testo del decreto recita: :Noi, dunque Costantino Augusto e Licinio Augusto abbiamo risolto di accordare ai Cristiani e a tutti gli altri la libertà di seguire la religione che ciascuno crede, affinché la divinità che sta in cielo, qualunque essa sia, a noi e a tutti i nostri sudditi dia pace e prosperità.. Costantino e Licinio, che ne aveva sposato la sorella Costanza, entrarono una prima volta in conflitto nel 314, (in seguito alla riappacificazione l'Illirico passò a Costantino) e di nuovo nel 323. In seguito alla sconfitta di Licinio, che si arrese e venne ucciso poi nel 324, Costantino rimase l'unico augusto al potere. Nel 326 fece uccidere a Pola il figlio primogenito Crispo, figlio di Minervina, e inoltre Liciniano, figlio della sorella Costanza e di Licinio. Quindi venne affogata nel bagno la moglie Fausta. La leggenda vuole che Crispo sia stato eliminato in seguito ad un'accusa di Fausta di averla insidiata, e quindi anche l'imperatrice, venne giustiziata quando Costantino riconobbe l'innocenza del figlio. Più probabilmente Crispo si opponeva alla politica filo-cristiana del padre e dal canto suo Fausta volle assicurarsi l'eliminazione dei rivali dei propri figli come successori di Costantino. Sempre nel 326 erano iniziati i lavori per la costruzione della "Nuova Roma", sul sito dell'antica città di Bisanzio, che sarebbe dovuta divenire la nuova capitale, più vicina ai minacciati confini orientali e danubiani. La città venne inaugurata nel 330 e prese presto il nome di Costantinopoli. La città (oggi Istanbul) resterà poi fino al 1453 capitale dell'Impero Bizantino. Affidò ai figli la difesa dell'Occidente contro Franchi ed Alamanni mentre lui stesso combatteva sul confine danubiano i Goti (332) e i Sarmati (335). Divise l'impero tra i figli assegnando a Costantino II Gallia, Spagna e Britannia, a Costanzo le province asiatiche e l'Egitto e a Costante l'Italia, l'Illirico e le province africane. Alla sua morte nel 337 si preparava ad affrontare in Oriente i Persiani. Costantino trasferì a Bisanzio (rifondata come "Nova Roma", ma ben presto fu denominata dallo stesso imperatore Costantinopoli,

Costantino e il cristianesimo

Costantino fu certamente il primo a comprendere l'importanza della nuova religione cristiana per l'impero romano, ma non si convertì al cristianesimo, se non forse in punto di morte: il suo consigliere e biografo, il vescovo Eusebio di Cesarea, ariano, racconta infatti di averlo battezzato egli stesso, forse per motivi politici e propagandistici. Nel III secolo la religione pagana si era fortemente trasformata: sulla spinta della insicurezza dei tempi e dell'influsso dei culti di origine orientale, le sue caratterische pubbliche e ritualistiche avevano sempre più perso di significato di fronte ad una più intensa e personale spiritualità. Si era andato diffondendo un sincretismo venato di monoteismo e si tendeva a vedere nelle immagini degli dei tradizionali l'espressione di un unico essere divino. Una prima forma politica fu data dall'imperatore Aureliano (270-275), con l'istituzione del culto ufficiale del Sol Invictus ("Sole Invitto") (con elementi del mitraismo e di altri culti solari di origine orientale. Il culto era diffuso nell'esercito e ad esso aderiva Costanzo Cloro, il padre di Costantino, e Costantino stesso. Sia l'editto di Milano, sia l'iscrizione sull'Arco di Costantino, citano una generica "divinità", che poteva dunque essere identificata sia con il Dio cristiano, sia con il dio solare. Tuttavia i busti di divinità presenti sullo stesso arco, le raffigurazioni sulle monete, il mantenimento della carica di pontefice massimo, non lasciano dubbi sul culto ufficialmente praticato dall'imperatore. Che sia stato per convinzione personale o per calcolo politico, Costantino appoggiò comunque la religione cristiana, costruendo basiliche a Roma, Gerusalemme e nella stessa Costantinopoli; conferì alle chiese il diritto di ricevere beni in eredità e quelle maggiori vfurono dotate di vaste proprietà; diede ai vescovi privilegi e poteri giudiziari. Costantino perseguiva probabilmente il proposito di unificare i culti presenti e forse considerava il Cristo come una manifestazione del Sol Invictus. Le festività religiose più importanti del cristianesimo e della religione solare furono fatte coinciderei: la domenica ("giorno del Sole" o "giorno del Signore"). Il giorno natale del Sole e del dio Mitra, il 25 dicembre, divenne anche quello della nascita di Gesù. Le statue del dio Sole erano spesso adornate del simbolo della Croce, ma a Costantinopoli furono eretti anche dei templi pagani. La politica di Costantino mirava a creare una base salda per il potere imperiale nella stessa religione cristiana, di cui era dunque importantissima l'unità: per questo motivo, pur non essendo battezzato, indisse diversi concili, come "vescovo di quanti sono fuori della chiesa".
- Il primo fu quello convocato ad Arles, in Francia nel 314, che confermò una sentenza emessa da una commissione di vescovi a Roma, che aveva condannato l'eresia donatista, intransigente nei confronti di tutti i cristiani che si erano piegati alla persecuzione dioclezianea: in particolare si trattava del rifiuto di riconoscere come vescovo di Cartagine Cipriano, il quale era stato consacrato da un vescovo che aveva consegnato i libri sacri.
- Ancora nel 325, convocò a Nicea il primo concilio ecumenico, che lui stesso inaugurò, per risolvere la questione dell'eresia ariana: Ario, un prete alessandrino sosteneva che il Figlio non era della stessa "sostanza" del padre, ma il concilio ne condannò le tesi, proclamando lomousia, ossia la medesima natura del Padre e del Figlio.
- Nel 335 un nuovo concilio a Tiro condannerà tuttavia Anastasio, vescovo di Alessandria, il più accanito oppositore di Ario, soprattutto a causa delle accuse politiche che gli vennero rivolte. È considerato santo dalla chiesa cristiana ortodossa ma non da quella cattolica, infatti non è riportato nel Martirologio Romano. Come santo è commemorato dalle Chiese Orientali e riportato nel Sinassario Costantinopolitano dove è celebrato il 21 maggio assieme alla madre Sant'Elena Imperatrice, diversamente dal rito romano che la celebra il 18 agosto.

Collegamenti esterni


- [http://www.artimeholiday.com/sito/index.htm], sito della mostra del 2005 di Rimini. Categoria:Imperatori romani Categoria:Biografie Categoria:Santi ja:コンスタンティヌス1世


312

Eventi


- Presunta visione di Costantino
- Vittoria di Costantino su Massenzio a ponte Milvio

Nati

Morti


- Massenzio, sconfitto da Costantino, annega nel Tevere mentre tenta la fuga. 012 ko:312년

Giuliano l'Apostata

Flavio Claudio Giuliano fu imperatore romano negli anni 360 - 363 e precedentemente, dal 355 cesare per la Gallia sotto Costanzo II . Nella tradizione storiografica cristiana è conosciuto come "Giuliano l'Apostata", a causa del suo tentativo di restaurazione del paganesimo. Viene anche chiamato "Giuliano il Filosofo" oppure "Giuliano II" (essendo il primo di questo nome l'imperatore Didio Giuliano).

La vita

Nato nel 331, era nipote di Costantino I, figlio del fratellastro di costui, Giulio Costanzo, nato dal matrimonio di Costanzo Cloro e Teodora. Suo padre e i fratelli di costui, Dalmazio e Nepoziano, erano stati uccisi dai figli di Costantino I dopo la sua morte nel 337: della sua famiglia si erano salvati solo lui e il fratello Costanzo Gallo. Fu allevato al di fuori della corte nella religione cristiana, come seguace dell'arianesimo praticato nelle province orientali, sotto la tutela dei vescovi Eusebio di Nicomedia e Giorgio di Cappadocia. Segretamente tuttavia si convertì all'antica religione pagana e si diede agli studi letterari e filosofici. Tra il 351 e il 354 l'imperatore Costanzo II designò come cesare il fratello di Giuliano, Costanzo Gallo, che venne poi giustiziato dallo stesso imperatore. Mentre aveva cominciato ad Atene ad approfondire i suoi studi di filosofia fu richiamato a corte nel 355 e gli fu data in moglie la sorella di Costanzo II. Fu poi insignito del titolo di cesare, diventando erede designato, e fu inviato in Gallia. Accettò malvontieri titolo e incarico: in una sua lettera agli Ateniesi leggiamo infatti: :"Non devo omettere di narrare qui come mai abbia consentito e accettato di vivere sotto lo stesso tetto con coloro stessi che avevano trucidato tutta la mia famiglia e di cui sospettavo che non avrebbero avuto bisogno di molto tempo per iniziare a complottare contro di me. Ho versato torrenti di lacrime e ho alzato gemiti. Ho teso le mani verso la vostra Acropoli, quando ho ricevuto il richiamo, e ho pregato Atena di salvare il suo supplice, di non abbandonarlo. Molti tra di voi mi hanno visto e mi sono testimoni. La dea stessa, meglio di chiunque altro, sa che le ho chiesto di farmi morire ad Atene piuttosto che affrontare questo viaggio. La dea non ha né tradito, né abbandonato il suo supplicante; l'ha dimostrato con i fatti. Infatti ovunque mi ha guidato e mi ha circondato da ogni lato di angeli guardiani che il Sole e la Luna le avevano accordato". :"Sei pronto a lusingare e ad adulare per timore di morire! Ma ti è possibile di lasciar andare tutto e di lasciare che gli dei agiscano come vogliono, affidando loro la cura di occuparsi di te, come Socrate ad esempio giudicava di fare a questo proposito. Puoi fare, nella misura del possibile, ciò che dipende da te, ma puoi far dipendere dagli dei l'intera faccenda. Non cercare di acquisire o ottenere una qualsiasi cosa, ma ricevi, in tutta sicurezza ciò che ti viene dato".
("Lettera agli Ateniesi", 274d-275b, 276c-277a). Giuliano fece di Lutezia Parisorum (Parigi) la sua capitale, e si rivelò buon amministratore e buon soldato, respingendo le invasioni degli Alemanni nel 357 e nel 360 e dei Franchi nel 358. Nel 360 le sue truppe lo proclamarono imperatore. Costanzo II rifiutò di accettare il fatto compiuto e marciò contro di lui, ma non si arrivò al combattimento perché Costanzo morì nel 361. Divenuto signore di tutto l'impero, Giuliano promulgò un editto di tolleranza, autorizzando tutte le religioni, a abrogò le misure prese non solo contro il paganesimo, ma anche contro gli ebrei e contro i cristiani che non seguissero il credo ariano favorito da Costanzo II. Tuttavia le sue preferenze per il paganesimo e la sua ostilità al cristianesimo si rivelarono ben presto (legge che proibiva ai cristiani l'insegnamento della poesia classica, che aveva come argomento degli dei che essi rifiutavano, favori alle città che restauravano i templi, indifferenza verso i casi di vessazione contro i cristiani). Non prese tuttavia alcuna misura persecutoria, dichiarando di auspicare che i cristiani stessi riconoscessero da soli il loro errore e che non aveva intenzione di costringerli a farlo. Parallelamente intraprese un'opera di riforma della religione pagana (moralità dei sacerdoti, creazione di istituzioni di carità). Manifestò l'intenzione di tornare ad un impero di forma meno autocratica e più conforme all'antica tradizione repubblicana, ma fu costretto a governare in modo autoritario. Dopo aver riorganizzato ed alleggerito l'amministrazione, riducendo in particolare il personale di palazzo e quello che era utilizzato per opere di delazione e spionaggio, si stabilì ad Antiochia per preparare una spedizione contro la Persia. Entrò preso in conflitto con la popolazione della città, sia a causa del suo paganesimo, sia a causa del fatto che il suo rigore morale si opponeva alle abitudini di vita di quella metropoli. Nella primavera del 363 Giuliano si lanciò in una vasta spedizione militare, che lo portò vittoriosamente fino a Ctesifonte, capitale dei Persiani. Dovette tuttavia ritirarsi e in quel frangente fu mortalmente ferito in combattimento il 26 giugno di quell'anno. Non designò alcun successore, contravvenendo al principio di continuazione dinastica seguito dai Costantinidi, quasi lasciando al fato questo arduo dovere. Più di tutto lo colpì probabilmente l'esempio di Marco Aurelio, sua ideale guida politica e filosofica, che in punto di morte commise tuttavia l'errore di lasciare l'Impero al figlio Commodo. L'attenzione della tradizione storiografica cristiana e anticristiana si è concentrata sulla politica religiosa di Giuliano, che tuttavia non fu che una parte della sua politca, senza prevalere sulle altre. Per esempio sembra che non facesse discriminazioni religiose quando di trattava di prendere qualcuno al suo servizio.

L'opera letteraria e filosofica

Giuliano è uno dei principali autori greci del IV secolo. Scrisse lettere, discorsi, e un'opera di critica al cristianesimo ("Contro i Galilei"). Quest'ultimo scritto, giudicato "demoniaco" nelle epoche successive, non ci è stato tramandato. Se ne conosce tuttavia una buona parte grazie all'opera "Contro Giuliano", composta da Cirillo di Alessandria nel V secolo (questa confutazione prova che lo scritto di Giuliano era ancora considerato pericoloso 50 anni dopo la sua morte). Adepto della filosofia neoplatonica, Giuliano tenne sempre tuttavia a precisare che non era arrivato a diventare un vero filosofo e che in quest'ambito si considerava ancora uno studente. Questo è il motivo per cui non scrisse mai un'opera propriamente filosofica, anche se la maggior parte dei suoi scritti si ispirano esplicitamente alle posizioni filosofiche. Oltre alla citata opera contro i cristiani, possiamo elencare tra i suoi scritti:
- lettere ad amici o a personaggi del suo tempo;
- scritti satirici o polemici ("I Cesari", il "Misopogon", "Contro Eraclio cinico", "Contro i Cinici ignoranti");
- scritti filosofico-religiosi ("Sulla Madre degli Dei", "Su Helios Re");
- scritti politici o filosofico-politici ("Lettera a Temistio", "Lettera agli Ateniesi");
- scritti retorici (elogio dell'imperatore Costanzo II, suo cugino, e di Eusebia, moglie di Costanzo, una Consolazione a se stesso). Nella sua lettera al filosofo Temistio scrive: :"Che nessuno venga a dividere la filosofia in più parti, a ritagliarla in tanti frammenti, o piuttosto a crearne molteplici da una sola! La verità è unica e allo stesso modo la filosofia è una, e tuttavia non c'è motivo di stupirsi se seguiamo strade completamente diverse per raggiungerla. Immaginiamo uno straniero, o, per Zeus, un cittadino dei tempi passati che desideri ritornare ad Atene. Poteva recarvisi per nave, oppure a piedi. Se viaggiava via terra poteva servirsi, a mio parere, delle grandi vie pubbliche, di sentieri, o di scorciatoie. Navigando poteva costeggiare la costa, oppure fare come il vegliardo di Pilo e traversare il mare aperto. Che non mi si venga ad obiettare che alcuni di questi viaggiatori hanno deviato e che arrivati da qualche altra parte, adescati da Circe o dai Lotofagi, cioè dai piaceri, dall'opinione o da altre cose, hanno trascurato di proseguire il cammino e di raggiungere il loro obiettivo. Che si esaminino piuttosto i protagonisti di ogni setta e si scoprirà che tutto si accorda".
("Discorsi", VI, 184c-185a).

Dopo la morte di Giuliano

Giuliano è divenuto presto un mito. Alcuni pagani, in particolare Ammiano Marcellino e Libanio ne hanno fatto un eroe di tolleranza, di virtù e di energia, un uomo troppo grande per il suo tempo, che soccombette sotto i colpi della meschineria e della malvagità (cristiana, ma non solo) che lo circondavano. Al contrario gli autori cristiani lo hanno presentato come un imbecille frenetico (Gregorio di Nazianzo, che l'aveva conosciuto come studente ad Atene) o come un mostro (gli storici ecclesiastici, che gli attribuiscono diverse profanazioni e sacrifici umani), un apostata perverso (tutte le misure che aveva preso, compreso il suo editto di tolleranza, sarebbero state volte a lottare ipocritamente contro il cristianesimo`. Questa immagine ha prevalso per tutto il Medioevo e il Rinascimento, sebbene il personaggio abbia affascinato occasionalmente gli spiriti più originali (come Montaigne). Nel XVIII secolo i nuovi filosofi (in particolare Voltaire`hanno voluto riabilitarlo, come campione dei "lumi" contro l'oscurantismo cristiano e come campione della libertà contro l'assolutismo del Basso Impero. Anche durante il Romanticismo ci si è appassionati per il personaggio, vedendovi un romantico ante litteram, spirito lucido e disperato, incompreso nel suo tempo, e la cui morte in giovane età dava il segno del trionfo dei mediocri. Nel XX secolo queste tre immagini, Giuliano l'apostata, Giuliano il filosofo e Giuliano eroe di una causa ormai perduta, si prolungano non solo nella narrativa, ma anche nei tentativi di riflessione storica (con, a volte, delle varianti: un Giuliano filosofo ateo che si nascondeva dietro un paganesimo di facciata secondo Alexandre Kojève). Anche per questo motivo è oggi così difficile distinguere chi fu il vero Giuliano.

Un contemporaneo racconta

Lo storico Eutropio, che partecipò alla spedizione contro la Persia del marzo del 363 in compagnia di Giuliano, dice di lui nel suo "Breviario di Storia Romana": :"VII - Costanzo diede presto all'Oriente un Cesare, Gallo, figlio del suo zio paterno, e Magnenzio, vinto in diversi combattimenti, si suicidò a Lugdunum dopo un regno di tre anni e sette mesi; suo fratello, che aveva inviato come Cesare per difendere le Gallie, si uccise anche lui a Sens. Nella stessa epoca Costanzo fece perire anche il Cesare Gallo, che aveva commesso diversi eccessi di potere: era un uomo di natura feroce e che sarebbe stato abbastanza incline alla tirannide, se avesse potuto comandare come padrone a suo gradimento. Silvano che aveva fomentato una rivolta in Gallia, perì allo stesso modo in meno di trenta giorni e a quest'epoca Costanzo rimase solo come principe e Augusto nell'impero romano. Presto inviò nelle Gallie, con il titolo di Cesare, suo cugino Giuliano, fratello di Gallo, dopo avergli dato la propria sorella in sposa". :"I barbari avevano preso d'assalto diversi fortini e altri ne assediavano, ovunque c'era un'orribile devastazione e l'impero romano pendeva già senza dubbio verso la rovina, quando Giuliano, con forze modeste, annientò presso Argentoratum, città della Gallia, le immense forze degli Alemanni, fece prigioniero il più famoso dei loro re, e riconquistò le Gallie. Più tardi Giuliano compì ancora altre imprese notevoli contro i barbari, respinse i Germani ben oltre il Reno, e rese all'impero romano le sue frontiere. Poco dopo, l'esercito che aveva combattuto i Germani, vedendosi togliere il compito di difendere le Gallie, fece Giuliano Augusto, con accordo comune dei soldati; un anno più tardi, partì per impadronirsi dell'Illiria, mentre Costanzo era impegnato nella guerra contro i Parti. Tornando sui suoi passi per fare una guerra civile, a questa notizia, Costanzo morì per strada tra la Cilicia e la Cappadocia dopo trentotto anni di regno e all'età di quarantacinque anni. Meritò di essere innalzato al rango degli dei. Era un uomo di notevole dolcezza, placido, che si fidava troppo dei suoi amici e dei suoi familiari; ben presto anche troppo affezionato alle sue mogli; tuttavia, nei suoi primi anni del suo regno, si comportò con una grande moderazione; arricchì anche i suoi familiari, e non lasciò senza onori quelli di cui aveva apprezzato i servigi in momenti difficili; troppo incline forse alla severità se sospettava qualcuno di aspirare all'impero, era per il resto clemente, ed ebbe più a lodare la propria fortuna nelle guerre civili che in quelle contro i nemici." :"VIII - Giuliano divenne allora padrone del potere, e, dopo immensi preparativi, portò la guerra presso i Parti, spedizione a cui io stesso presi parte. Ricevette la sottomissione di numerosi luoghi e piazzeforti dei Persiani, o le prese d'assalto; dopo aver devastato l'Assiria, si accampò per qualche tempo presso Ctesifonte, e ritornava da vincitore, quando, esponendosi troppo imprudentemente nei combattimenti, fu ucciso dalla mano di un nemico, il sesto giorno delle calende di luglio, nel suo settimo anno di regno e nel suo trentunesimo anno di età; fu messo nel numero degli dei. Uomo eminente e che avrebbe amministrato lo stato in modo notevole se il destino glielo avesse permesso; molto versato nelle discipline liberali, sapiente soprattutto in greco, e al punto che la sua erudizione latina non poteva bilanciare la sua scienza del greco, aveva un'eloquenza brillante e pronta, una memoria molto sicura. Da certi punti di vista era più simile ad un filosofo che ad un principe; era liberale nei confronti dei suoi amici, ma meno scrupoloso di quello che conveniva ad un così grande principe: in tal modo certi invidiosi attentarono alla sua gloria. Molto giusto nei confronti dei provinciali, diminuì le imposte per quello che si poté fare; affabile con tutti, avendo mediocre preoccupazione per il tesoro, avido di gloria, e, tuttavia, di un ardore spesso immoderato, perseguitò troppo vivamente la religione cristiana, senza tuttavia spargere il sangue; ricordava molto Marco Antonino, che d'altronde si studiava di prendere a modello".

Bibliografia


- Gaetano Negri, L'imperatore Giuliano l'Apostata, Fratelli Melita, La Spezia 1990 ristampa anastatica della prima edizione Hoepli, 1902
- Luis De Wohl, Cosi' tramonto' il sole (sull'imperatore Giuliano L' Apostata), BUR - collana "I libri dello spirito Cristiano" categoria:biografie Giuliano ja:ユリアヌス

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Eventi

Nati

Morti

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Eventi


- Impero Romano: Costantino I diventa imperatore
- Massenzio viene nominato Princeps a Roma da senato e pretoriani

Nati


- Crispo, figlio di Costantino e Minervina, la prima moglie

Morti


- Costanzo Cloro 006 ko:306년



354

Eventi

Nati


- 13 novembre - Sant'Agostino d'Ippona, filosofo, vescovo e teologo († 430)

Morti

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Basilica di San Pietro

La Basilica di San Pietro in Vaticano è una basilica cattolica che si trova a Roma, nella Città del Vaticano, all'interno dello Stato Pontificio, a coronamento della monumentale Piazza San Pietro. L'immenso edificio è spesso descritto come la più grande chiesa mai costruita e uno dei luoghi più sacri della cristianità.

Storia

cristianità La costruzione di San Pietro fu iniziata sotto Papa Giulio II, nel 1506, e si concluse nel 1612, regnante Papa Paolo V. Si tratta in realtà di una ricostruzione, dato che nello stesso sito, prima dell'attuale basilica, ne sorgeva un'altra risalente al IV secolo, fatta costruire dall'imperatore Costantino nel luogo in cui sorgeva il circo di Nerone e dove la tradizione vuole che San Pietro, uno degli apostoli di Gesù Cristo e primo Papa del Cristianesimo, fosse stato crocifisso e sepolto. La basilica originaria era stata ripetutamente abbellita nel corso dei secoli, anche con opere di Giotto, fin quando, a metà del XV secolo, Nicolò V decise di avviarne una sostanziale ristrutturazione dopo un furioso incendio che (casualmente o no) distrusse buona parte della costruzione. Con la morte di quest'ultimo i lavori si interruppero e vennero ripresi da Giulio II che ne affidò la direzione al Bramante, il quale demolì completamente la vecchia basilica, progettandone una nuova a pianta centrale. All'insieme delle opere necessarie per la sua realizzazione edile ed artistica, fu preposto un ente, la Reverenda "Fabrica Sancti Petri", del quale recentemente il Vaticano ha aperto gli archivi agli studiosi: fra i preziosi documenti catalogati vi sono migliaia di note, progetti, contratti, ricevute, corrispondenze (ad esempio fra Michelangelo e la Curia), che costituiscono una documentazione del tutto sui generis sulla quotidianità pratica degli artisti coinvolti. L'ente è [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_constitutions/documents/hf_jp-ii_apc_19880628_pastor-bonus-other-institutes_lt.html tuttora operante] per la gestione del complesso. La campagna per la raccolta di fondi per la costruzione della basilica, effettuata in Germania con la vendita di indulgenze dal frate domenicano Johann Tetzel, fu una delle cause della riforma guidata da Martin Lutero. La Basilica ha una lunghezza di 186 metri, la cima della cupola è alta 119 e la superficie totale supera i 15.000 metri quadrati. L’edificio può contenere, si calcola, 80.000 persone. La basilica ospita quella che secondo la tradizione è la tomba di San Pietro, posta sotto l'altare principale, che è coperto da un baldacchino sorretto da quattro immensi pilastri, tutti disegnati dal Bernini. Anche altri Papi sono sepolti nella basilica.

La Basilica sotto Clemente VIII

Con la morte di Giacomo della Porta, nel 1602, assunse la direzione della fabbrica Carlo Maderno, nel 1603 il papa Clemente VIII affidò la decorazione a mosaico della cupola al Cavalier d'Arpino, in essa erano rappresentati: Cristo, gli apostoli e busti di papi e santi, il tutto concluso entro il 1612, per la realizzazione delle pale d'altare, riportate successivamente a mosaico, il papa si valse di Pomarancio, Cesare Nebbia, Francesco Vanni, Bernardo Castello, Giovanni Baglione, del Cigoli e del Passignano.

La Basilica sotto Paolo V

Sotto papa Paolo V, il Maderno iniziò nel 1607 la facciata e nel 1609 la navata, entrambe concluse nel 1612, mentre tra il 1615 e il 1616, costruì la confessione a ferro di cavallo aperta davanti l'altrare maggiore. Per la decorazione scultore il papa si servì maggiormente dell'opera di Ambrogio Bonvicino: suo è il rilievo con La consegna delle chiavi posto sotto l'entrata principale, mentre per la decorazione ad affresco si servì di Giovan Battista Ricci di Novara, che lavorò agli affreschi della confessione e alla decorazione in stucco. Tra il 1616 e il 1617, Martino Ferrabosco innalzò la torre dell'orologio, abbattuta successivamente per far posto al colonnato del Bernini. Quando nel 1626 fu infine dedicata da Urbano VIII, la basilica aveva la forma di una croce latina. Image:St. Peter's Basilica Facade, Rome, June 2004.jpg|Basilica di San Pietro in Vaticano (facciata esterna) Image:StPetersDome.jpg|Il Cupolone michelangiolesco Image:Lightmatter stpeterscathedral vatican 2.jpg|L'interno della basilica Immagine:basilica-san-pietro-interno.jpg|L'interno della basilica Immagine:bas-san-pietro-dipinto.jpg|Dipinto di Giovanni Paolo Pannini

L'arte

La basilica è in sé un'opera d'arte, ma è anche composta da diversi elementi artistici di autonomo valore. Molti famosi artisti lavorarono alla "Fabbrica di San Pietro". Dopo la morte del Bramante iniziò a lavorarvi Raffaello Sanzio, che modificò l'originaria pianta a croce greca in una a croce latina. Michelangelo, che servì come capo architetto per un certo periodo dopo Raffaello, riportò la pianta a croce greca ed eseguì il disegnò della cupola. L'opera fu completata da Carlo Maderno, che tornò di nuovo alla pianta a croce latina (stavolta su espresso ordine del Papa). All'interno trovano posto centinaia di statue in marmo, travertino, stucco e bronzo. Tra i monumenti funebri ne troviamo uno del Bernini e uno di Antonio Canova. Celebre è la scultura di Michelangelo "La Pietà". Artisticamente San Pietro rappresenta il trionfo del barocco romano, in auge proprio nel momento in cui la Chiesa, stato politicamente centrale nella storia europea, avvertiva il crescere del prestigio e della potenza degli stati nazionali di Francia e Spagna. La sontuosità architettonica e la ridondanza decorativa, già proprie dei canoni del barocco, ben rispondevano all'esigenza della Curia di rappresentarsi con una sperabilmente inarrivabile magnificenza. La basilica venne finalmente consacrata nel 1626 da Urbano VIII. La sistemazione della piazza (1656 - 67) è dovuta a Gian Lorenzo Bernini (1598 - 1680), che realizza qui la sua opera più importante. Lo spazio è suddiviso in due parti: la prima a forma di trapezio rovescio con il lato maggiore lungo la facciata, la seconda di forma ellittica con l'imponente colonnato dorico sormontato da una robusta architrave. Nel progetto berniniano compariva uno spicchio centrale in prosecuzione del colonnato, che, se realizzato, avrebbe nascosto la piazza e la basilica rispetto alla veduta frontale. In questo modo, provenendo da Ponte Sant'Angelo, il visitatore, dopo aver percorso le vie anguste del Borgo, si sarebbe trovato all'improvviso in uno spazio vasto e solenne e avrebbe provato di stupore e meraviglia. Va considerato a questo proposito che l'attuale Via della Conciliazione è il risultato della sciagurata opera di demolizione di un isolato lungo e stretto (Spina dei Borghi), concepita nel periodo fascista.

Varie

Va annotato che San Pietro non è una cattedrale, ovvero il soglio di un vescovo; il Papa è anche il Vescovo di Roma, ma la Cattedrale di Roma è la basilica di San Giovanni in Laterano. La basilica è la sede delle principali manifestazioni del culto cattolico ed è perciò in solenne funzione in occasione delle celebrazioni per il Natale, la Pasqua ed i riti della Settimana Santa, la proclamazione dei nuovi papi e le esequie di quelli defunti, l'apertura e la chiusura dei Giubilei. Sotto Giovanni Vigesimo Terzo ospitò le cerimonie del Concilio Vaticano II. Curiosamente a Roma si trovano tre chiese dedicate a San Pietro. Oltre alla basilica esiste la chiesa di San Pietro in vincoli (nota per ospitare il celebre "Mosè" di Michelangelo), posta sull'altra riva del fiume Tevere, fra il Colle Oppio e la via Cavour, all'Esquilino, ed esiste anche la chiesa di San Pietro in Montorio. A queste tre va aggiunta la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo all'EUR. Una tradizione probabilmente spontanea dei pellegrini in visita, vuole che la statua bronzea di San Pietro benedicente, sulla destra della navata centrale, sia toccata con la mano destra che poi svolgerà il segno della croce. La parte della statua più prossima agli astanti è il piede, oggi sensibilmente consunto. La basilica di San Pietro, per secoli è stata la più grande chiesa cattolica. Questo primato le è stato tolto nel 1989 quando è stata completata la basilica di Yamoussoukro, nella Costa d’Avorio.

Bibliografia


- Horst Bredekamp, La fabbrica di San Pietro : Einaudi, 2005, ISBN 8806161091.

Voci correlate


- Piazza San Pietro
- Grotte vaticane

Collegamenti esterni


- [http://www.activitaly.it/monument/san_pietro_roma.htm San Pietro scheda di approfondimento] categoria:Vaticano Pietro ja:サン・ピエトロ大聖堂

326

Eventi


- A Roma viene inaugurata la Basilica di San Pietro in Vaticano.
- Sant'Elena Imperatrice rinviene le reliquie della croce in Terrasanta.

Nati

Morti

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Costantino I

Flavio Valerio Costantino, conosciuto come Costantino I il Grande (Naisso, oggi Nis, Serbia, 274 ca. - Ancyrona, presso Nicomedia 337) fu imperatore di Roma dal 306 al 337. Era figlio illegittimo di Costanzo Cloro, che divenne in seguito imperatore romano nel sistema tetrarchico voluto da Diocleziano, e di Elena Flavia Augusta (Sant'Elena Imperatrice). Venne educato a Nicomedia presso la corte di Diocleziano. Fu con Diocleziano in Egitto nel 296 e quindi combattè sotto Galerio contro i Persiani e i Sarmati. Raggiunse il padre quando questi passò dal rango di cesare a quello di augusto nel 305 e lo seguì in una campagna militare in Britannia. Alla morte del padre nel 306 a Eboracum (York), Costantino fu proclamato augusto (imperatore di rango maggiore) dall'esercito, seguendo un principio dinastico, invece del sistema di successione che aveva cercato di instaurare Diocleziano. La crisi del sistema tetrarchico portò ad una lunga serie di guerre civili. Si ebbero inizialmente quattro augusti (Galerio e Massimino Daia in oriente, Licinio in Illirico e Costantino in Gallia, Spagna e Francia, mentre Massenzio, il figlio dell'antico collega di Diocleziano, Massimiano restava, come usurpatore a Roma, in Italia e in Africa). Inizialmente Costantino si era alleato con Massimiano, in rotta con il figlio e ansioso di recuperare un ruolo nella politica imperiale, e ne aveva sposato la figlia Fausta. Massimiano era quindi morto nel 310. Alla morte di Galerio nel 311, i tre augusti rimasti si coalizzarono contro Massenzio, che Costantino sconfisse l 28 ottobre 312 nella battaglia al Ponte Milvio, presso i Saxa Rubra sulla via Flaminia, alle porte di Roma. A proposito della battaglia è famosa la leggenda secondo la quale la notte precedente Costantino sognò Gesù, il quale gli chiese di far scrivere sugli scudi dei suoi soldati le lettere XP (che rappresentano in greco il nome di Cristo). Prima dei combattimenti inoltre si narra che l'imperatore avrebbe visto apparire in cielo una croce e la scritta: "In hoc signo vinces". L'anno seguente, nel 313, moriva Massimino Daia. Nello stesso anno i due augusti rimasti, ma probabilmente sotto la spinta soprattutto di Costantino, emanarono l'editto di Milano del 313, con cui veniva riconosciuta la libertà di culto per tutte le religioni, ponendo fine ufficialmente alle persecuzioni contro i cristiani, l'ultima delle quali si era svolta sotto Diocleziano tra il 303 e il 304. Il testo del decreto recita: :Noi, dunque Costantino Augusto e Licinio Augusto abbiamo risolto di accordare ai Cristiani e a tutti gli altri la libertà di seguire la religione che ciascuno crede, affinché la divinità che sta in cielo, qualunque essa sia, a noi e a tutti i nostri sudditi dia pace e prosperità.. Costantino e Licinio, che ne aveva sposato la sorella Costanza, entrarono una prima volta in conflitto nel 314, (in seguito alla riappacificazione l'Illirico passò a Costantino) e di nuovo nel 323. In seguito alla sconfitta di Licinio, che si arrese e venne ucciso poi nel 324, Costantino rimase l'unico augusto al potere. Nel 326 fece uccidere a Pola il figlio primogenito Crispo, figlio di Minervina, e inoltre Liciniano, figlio della sorella Costanza e di Licinio. Quindi venne affogata nel bagno la moglie Fausta. La leggenda vuole che Crispo sia stato eliminato in seguito ad un'accusa di Fausta di averla insidiata, e quindi anche l'imperatrice, venne giustiziata quando Costantino riconobbe l'innocenza del figlio. Più probabilmente Crispo si opponeva alla politica filo-cristiana del padre e dal canto suo Fausta volle assicurarsi l'eliminazione dei rivali dei propri figli come successori di Costantino. Sempre nel 326 erano iniziati i lavori per la costruzione della "Nuova Roma", sul sito dell'antica città di Bisanzio, che sarebbe dovuta divenire la nuova capitale, più vicina ai minacciati confini orientali e danubiani. La città venne inaugurata nel 330 e prese presto il nome di Costantinopoli. La città (oggi Istanbul) resterà poi fino al 1453 capitale dell'Impero Bizantino. Affidò ai figli la difesa dell'Occidente contro Franchi ed Alamanni mentre lui stesso combatteva sul confine danubiano i Goti (332) e i Sarmati (335). Divise l'impero tra i figli assegnando a Costantino II Gallia, Spagna e Britannia, a Costanzo le province asiatiche e l'Egitto e a Costante l'Italia, l'Illirico e le province africane. Alla sua morte nel 337 si preparava ad affrontare in Oriente i Persiani. Costantino trasferì a Bisanzio (rifondata come "Nova Roma", ma ben presto fu denominata dallo stesso imperatore Costantinopoli,

Costantino e il cristianesimo

Costantino fu certamente il primo a comprendere l'importanza della nuova religione cristiana per l'impero romano, ma non si convertì al cristianesimo, se non forse in punto di morte: il suo consigliere e biografo, il vescovo Eusebio di Cesarea, ariano, racconta infatti di averlo battezzato egli stesso, forse per motivi politici e propagandistici. Nel III secolo la religione pagana si era fortemente trasformata: sulla spinta della insicurezza dei tempi e dell'influsso dei culti di origine orientale, le sue caratterische pubbliche e ritualistiche avevano sempre più perso di significato di fronte ad una più intensa e personale spiritualità. Si era andato diffondendo un sincretismo venato di monoteismo e si tendeva a vedere nelle immagini degli dei tradizionali l'espressione di un unico essere divino. Una prima forma politica fu data dall'imperatore Aureliano (270-275), con l'istituzione del culto ufficiale del Sol Invictus ("Sole Invitto") (con elementi del mitraismo e di altri culti solari di origine orientale. Il culto era diffuso nell'esercito e ad esso aderiva Costanzo Cloro, il padre di Costantino, e Costantino stesso. Sia l'editto di Milano, sia l'iscrizione sull'Arco di Costantino, citano una generica "divinità", che poteva dunque essere identificata sia con il Dio cristiano, sia con il dio solare. Tuttavia i busti di divinità presenti sullo stesso arco, le raffigurazioni sulle monete, il mantenimento della carica di pontefice massimo, non lasciano dubbi sul culto ufficialmente praticato dall'imperatore. Che sia stato per convinzione personale o per calcolo politico, Costantino appoggiò comunque la religione cristiana, costruendo basiliche a Roma, Gerusalemme e nella stessa Costantinopoli; conferì alle chiese il diritto di ricevere beni in eredità e quelle maggiori vfurono dotate di vaste proprietà; diede ai vescovi privilegi e poteri giudiziari. Costantino perseguiva probabilmente il proposito di unificare i culti presenti e forse considerava il Cristo come una manifestazione del Sol Invictus. Le festività religiose più importanti del cristianesimo e della religione solare furono fatte coinciderei: la domenica ("giorno del Sole" o "giorno del Signore"). Il giorno natale del Sole e del dio Mitra, il 25 dicembre, divenne anche quello della nascita di Gesù. Le statue del dio Sole erano spesso adornate del simbolo della Croce, ma a Costantinopoli furono eretti anche dei templi pagani. La politica di Costantino mirava a creare una base salda per il potere imperiale nella stessa religione cristiana, di cui era dunque importantissima l'unità: per questo motivo, pur non essendo battezzato, indisse diversi concili, come "vescovo di quanti sono fuori della chiesa".
- Il primo fu quello convocato ad Arles, in Francia nel 314, che confermò una sentenza emessa da una commissione di vescovi a Roma, che aveva condannato l'eresia donatista, intransigente nei confronti di tutti i cristiani che si erano piegati alla persecuzione dioclezianea: in particolare si trattava del rifiuto di riconoscere come vescovo di Cartagine Cipriano, il quale era stato consacrato da un vescovo che aveva consegnato i libri sacri.
- Ancora nel 325, convocò a Nicea il primo concilio ecumenico, che lui stesso inaugurò, per risolvere la questione dell'eresia ariana: Ario, un prete alessandrino sosteneva che il Figlio non era della stessa "sostanza" del padre, ma il concilio ne condannò le tesi, proclamando lomousia, ossia la medesima natura del Padre e del Figlio.
- Nel 335 un nuovo concilio a Tiro condannerà tuttavia Anastasio, vescovo di Alessandria, il più accanito oppositore di Ario, soprattutto a causa delle accuse politiche che gli vennero rivolte. È considerato santo dalla chiesa cristiana ortodossa ma non da quella cattolica, infatti non è riportato nel Martirologio Romano. Come santo è commemorato dalle Chiese Orientali e riportato nel Sinassario Costantinopolitano dove è celebrato il 21 maggio assieme alla madre Sant'Elena Imperatrice, diversamente dal rito romano che la celebra il 18 agosto.

Collegamenti esterni


- [http://www.artimeholiday.com/sito/index.htm], sito della mostra del 2005 di Rimini. Categoria:Imperatori romani Categoria:Biografie Categoria:Santi ja:コンスタンティヌス1世


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Eventi


- A Roma viene inaugurata la Basilica di San Pietro in Vaticano.
- Sant'Elena Imperatrice rinviene le reliquie della croce in Terrasanta.

Nati

Morti

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Institut de la Francophonie pour l'Informatique

IFI stands for Institut de la Francophonie pour l'Informatique [http://www.ifi.auf.org] A Southeast-Asian partner of Information Technology industries in northern French-speaking countries. A university synergy in education and research among the French-speaking Northern and Southeast Asian countries IFI is a graduate school which recruits by contest the Engineers (5 years)/Bachelors (4 years) in Computer Science. The course work at IFI is divided into three six-month semesters and a normally six-month internship abroad. This graduate work at IFI leads to a Master in Computer Science, which is recognized by both French and Vietnamese governments. IFI recruits qualified engineers mainly in Vietnam, but also in other French-speaking countries. All courses here are delivered in French, which provide students with diverge aspects of advanced Computer Science. Our graduate students automatically have a professional opening towards the world of the companies in industrialized French-speaking countries and they also have contacts privileged to any French-speaking company (Industrial Corporation, Service Company, and Software Producer) which would like to install a branch in Vietnam or to develop a commercial activity there. The internship then takes place either in Industries, in Universities or in Research laboratories. These internships are especially done in Europe, in Canada and, much less often, in Vietnam. The internships by research are often used as a bridge towards a PhD. The industrial internships are taken by those which seek the profile of a project leader in software development. In 2004, IFI counts nine promotions with 231 students. The former graduates of IFI became Lecturers, Researchers, Project Managers or Software Developers working in all the fields of Computer Science, in countries like Canada, France, Belgium, Switzerland, Vietnam and others. In 2003, since the creation of IFI in 1995, 162 students left the school, 63 continued their PhD studies and 14 have their PhD. 84 (ex-) students are living or working abroad.

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