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IV Secolo AC

IV secolo AC

II millennio AC | I millennio AC | I millennio

VII secolo AC | VI secolo AC | V secolo AC | IV secolo AC | III secolo AC | II secolo AC | I secolo AC

Anni 390 AC | Anni 380 AC | Anni 370 AC | Anni 360 AC | Anni 350 AC
Anni 340 AC | Anni 330 AC | Anni 320 AC | Anni 310 AC | Anni 300 AC
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Avvenimenti


- Antico Egitto
  - Conquista dell'Egitto da parte di Alessandro Magno
  - Inizio della dinastia tolemaica

Personaggi significativi


- In Grecia:
  - Alessandro Magno
  - Platone (Atene, 427 AC - 347 AC)
  - Aristotele (384 AC - 322 AC)
- In Egitto:
  - Nefertiti (399 AC ~ 393 AC)

Invenzioni, scoperte, innovazioni


- In Cina :
  - Invenzione della balestra.
  - Numerosi stati del nord iniziano a costruire delle cinte murarie alle loro frontiere. Questa pratica troverà la sua massima espressione con la costruzione della Grande Muraglia edificata nel 221 AC su più di 1.600 km. Categoria:IV secolo AC ja:紀元前4世紀 ko:기원전 4세기

II millennio AC

V mill. AC   IV mill. AC   III mill. AC  II millennio AC  I mill. AC  I mill.  II mill.
Secoli e decenni
Il secondo millennio AC inizia il 1 gennaio dell'anno 2000 AC e finisce il 31 dicembre dell'anno 1001 AC. Quindi l'ultimo anno dell'ultimo decennio di ciascuna delle righe della tabella precedente appartiene al secolo successivo

Avvenimenti

1166 AC - Maledizione di Grigiaghigna e inizio del Calendario Discordiano
1160 AC - Morte del faraone Ramses V per vaiolo

Invenzioni, scoperte, innovazioni

2000 AC circa - Babilonia - Invenzione dei numeri naturali
1650 AC circa - Egitto - Lo scriba Ahmes trascrive un testo più antico nel Papiro di Rhind 009998 ja:紀元前2千年紀

I millennio

I millennio AC | I millennio | II millennio
I secolo | II secolo | III secolo | IV secolo | V secolo
VI secolo | VII secolo | VIII secolo | IX secolo | X secolo
---- Il primo millennio comincia il 1 gennaio dell'anno 1 e finisce il 31 dicembre 1000.

Avvenimenti

Europa


- Antichità
- Basso Medioevo

Invenzioni, scoperte, innovazioni


- 01 ja:1千年紀

VI secolo AC

II millennio AC | I millennio AC | I millennio

IX secolo AC | VIII secolo AC | VII secolo AC | VI secolo AC | V secolo AC | IV secolo AC | III secolo AC

Anni 590 AC | Anni 580 AC | Anni 570 AC | Anni 560 AC | Anni 550 AC
Anni 540 AC | Anni 530 AC | Anni 520 AC | Anni 510 AC | Anni 500 AC
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Avvenimenti

Europa

Asia

Personaggi significativi

Invenzioni, scoperte, innovazioni

Categoria:VI secolo AC ja:紀元前6世紀 ko:기원전 6세기

V secolo AC

II millennio AC | I millennio AC | I millennio

VIII secolo AC | VII secolo AC | VI secolo AC | V secolo AC | IV secolo AC | III secolo AC | II secolo AC

Anni 490 AC | Anni 480 AC | Anni 470 AC | Anni 460 AC | Anni 450 AC
Anni 440 AC | Anni 430 AC | Anni 420 AC | Anni 410 AC | Anni 400 AC
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Avvenimenti

Il V secolo AC è da molti ritenuto un secolo straordinario della storia dell'umanità: vissero a cavallo di questo periodo molti tra i maggiori pensatori della storia, si sviluppa la prima Repubblica, la Repubblica di Roma che svilupperà le leggi delle dodici tavole, nascono il buddhismo, il jainismo e il confucianesimo. In Cina vengono probabilmente scritti il più antico trattato di matematica conosciuto, il Chou Pei Suan Ching o Zhoubi suanjing (trad. Il libro classico dello gnomone e delle orbite circolari del cielo), e il Tao Te Ching di Lao Tzu. In India, il matematico indiano Aryabhatta scrive del bija-ganitam (tr. la seconda matematica): alcuni studiosi, intendendo il termine bija nel senso di seme, ipotizzano che l'algebra fu il primo e più antico sistema di calcolo indiano. In Palestina gli Ebrei ricostruiscono il Tempio di Salomone distrutto dai Babilonesi. Ad Atene si costruisce l'Acropoli con il suo Partenone.

Europa


- Ad Atene vivono all'incirca 500.000 persone, di queste, circa 300.000 sono schiavi

Asia


- In Cina, emergono 7 reami che si combatteranno per 180 anni anni (403 AC - 221 AC), fino alla vittoria finale di Ts'in (Qin) e all'unificazione della Cina nel 221 AC.

Personaggi significativi


- Nell'Antica Grecia:
  - Pericle (ca. 495 AC - 429 AC)
  - Zenone di Elea (ca. 495 AC - ca. 430 AC)
  - Socrate (470 AC - 399 AC)
  - Platone (427 AC - 347 AC)
- In India
  - Buddha (558 AC - 478 AC o 487 AC)
- In Cina
  - Confucio (551 AC - 479 AC)
  - Mo Tzu (ca. 490 AC - 403 AC)

Invenzioni, scoperte, innovazioni

Categoria:V secolo AC ja:紀元前5世紀 ko:기원전 5세기

II secolo AC

II millennio AC | I millennio AC | I millennio

V secolo AC | IV secolo AC | III secolo AC | II secolo AC | I secolo AC | I secolo | II secolo

Anni 190 AC | Anni 180 AC | Anni 170 AC | Anni 160 AC | Anni 150 AC
Anni 140 AC | Anni 130 AC | Anni 120 AC | Anni 110 AC | Anni 100 AC
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Avvenimenti


- In Antico Egitto, Dinastia tolemaica
- I greci della Battriana costruiscono una città ellenistica pianificata, sull'antico dito di Begram, situata sulla via della seta, 80 km a nord dell'attuale Kabul.

Personaggi significativi


- Faraoni dell'Antico Egitto :
  - Tolomeo V (204 AC~ 180 AC)
  - Tolomeo VI (180 AC ~ 145 AC)
  - Tolomeo VII (145 AC ~ 144 AC)
  - Tolomeo VIII (145 AC ~ 116 AC)
  - Tolomeo IX (116 AC ~ 107 AC)
  - Tolomeo X (107 AC ~ 88 AC)

Invenzioni, scoperte, innovazioni

Categoria:II secolo AC ja:紀元前2世紀 ko:기원전 2세기

I secolo AC

II millennio AC | I millennio AC | I millennio

IV secolo AC | III secolo AC | II secolo AC | I secolo AC | I secolo | II secolo | III secolo

Anni 90 AC | Anni 80 AC | Anni 70 AC | Anni 60 AC | Anni 50 AC
Anni 40 AC | Anni 30 AC | Anni 20 AC | Anni 10 AC | Anni 0 AC

Avvenimenti


- Antico Egitto
  - Dinastia Tolemaica
- Antica Roma : passaggio dalla Repubblica all'Impero

Personaggi significativi


- Cicerone (106 AC - 43 AC)
- Giulio Cesare (Roma, ca. 101 AC - 44 AC).
- Catilina tenta la famosa congiura soffocata da Cicerone
- Ottaviano, principe machiavellico ante- litteram e nipote di Cesare, ottiene il potere come triumviro insieme a Marco Antonio e Lepido, poi come Consul Suffectus in sostituzione ai due consoli Irzio e Pansa caduti in battaglia
- Gaio Verre, pretore in Sicilia, dissangua la provincia. Processato da Cicerone
- Cleopatra

Invenzioni, scoperte, innovazioni

Categoria:I secolo AC ja:紀元前1世紀 ko:기원전 1세기

Anni 390 AC

Eventi, invenzioni e scoperte


- ...

Personaggi


- ... 01

Anni 370 AC

Eventi, invenzioni e scoperte


- ...

Personaggi


- ... 03

Anni 360 AC

Eventi, invenzioni e scoperte


- ...

Personaggi


- ... 04

Anni 350 AC

Eventi, invenzioni e scoperte


- ...

Personaggi


- ... 05

Anni 330 AC

Eventi, invenzioni e scoperte


- ...

Personaggi


- ... 07

Anni 320 AC

Eventi, invenzioni e scoperte


- 326 AC - 304 AC: seconda Guerra Sannitica
- 330 AC - 325 AC: spedizione in Asia di Alessandro Magno

Personaggi


- ... 08

Anni 300 AC

Eventi, invenzioni e scoperte


- ...

Personaggi


- ... 10

Alessandro Magno

Alessandro Magno, in greco Μέγας Αλέξανδρος (Pella, Macedonia, 20 luglio 356 AC - Babilonia 10 giugno 323 AC) ufficialmente Alessandro III, re di Macedonia a partire dal 336 AC, fu uno dei più celebri conquistatori e strateghi del mondo antico. È conosciuto anche come Alessandro il Grande o Alessandro il Conquistatore. In soli dodici anni il celeberrimo condottiero - in greco Αλέξανδρος Γ' ο Μακεδών / Alexandros III o Makedôn (Alexandros, con il significato di protettore dell'uomo) - conquistò l'impero persiano, l'Egitto e altri territori spingendosi fino agli attuali Pakistan, Afghanistan e India settentrionale. Le sue vittorie sul campo di battaglia, accompagnate da una diffusione universale della cultura greca e dalla sua integrazione con elementi culturali dei popoli conquistati, diedero l'avvio al periodo ellenistico della storia greca. Il suo straordinario successo, già durante la sua vita, ma ancor più negli anni successivi alla sua morte, ispirò una tradizione letteraria nella quale egli appare come un eroe mitologico, assimilato ad Achille. Dopo la sua morte il suo regno fu suddiviso tra i generali che lo avevano accompagnato nella sua spedizione e si costituirono i regni ellenistici, tra cui quello tolemaico in Egitto, quello degli Antigonidi in Macedonia e quello dei Seleucidi in Siria, Asia Minore, e negli altri territori orientali. La vita e la figura di Alessandro Magno hanno presto assunto colorazioni mitiche. Storie a lui riferite si ritrovano non sono nelle letterature occidentali. Lo ritroviamo anche nel Corano con il nome di Dhu al-Qarnayn (il Bicorne o letteralmente Quello dalle due corna)

Educazione e famiglia

Dhu al-Qarnayn Alessandro era figlio del re Filippo II di Macedonia e della sua seconda o terza moglie, Olimpia, principessa di origine epirota. La famiglia di Filippo vantava una discendenza da Eracle e quella di Olimpia dall'eroe Achille. Secondo la leggenda, in parte da lui stesso alimentata dopo essere salito al trono, e riferita da Plutarco, il suo vero padre sarebbe stato tuttavia lo stesso dio Zeus. All'epoca della nascita di Alessandro sia la Macedonia che l'Epiro erano considerati stati semibarbari, alla periferia settentrionale del mondo greco. Filippo volle dare al figlio un'educazione greca e, dopo Leonida e Lisimaco di Acarnania, scelse come suo maestro nel 343 AC il filosofo Aristotele, che gli preparò appositamente un'edizione annotata dell'Iliade e gli restò legato, come amico e confidente, per tutta la vita. All'età di dodici o tredici anni si narra che il giovane Alessandro manifestasse la propria straordinaria natura riuscendo a domare da solo il cavallo Bucefalo: avendo infatti notato che era spaventato dalla propria ombra, lo mise col muso rivolto verso il sole prima di montargli in groppa. Nel 340 AC, a soli sedici anni, durante una spedizione del padre contro Bisanzio gli fu affidata la reggenza in Macedonia. L'anno successivo (339 AC), tuttavia, Filippo volle divorziare dalla madre di Alessandro, Olimpia, per sposare Euridice, nipote del suo generale Attalo, che prenderà quindi il nome di Cleopatra. Nel 338 AC Alessandro guidò la cavalleria macedone nella battaglia di Cheronea. Nel 336 AC Filippo venne assassinato durante le nozze della figlia Cleopatra con il re Alessandro I d'Epiro, da un ufficiale della sua guardia, di nome Pausania. Si riteneva tradizionalmente, seguendo il racconto di Plutarco che della congiura fossero almeno a conoscenza, se non direttamente coinvolti, sia Olimpia, che Alessandro, venuto a contrasto con il padre a causa del suo divorzio dalla madre, ma è invece possibile che l'assassinio sia stato istigato dal re di Persia Dario III, appena salito sul trono. Secondo Aristotele, che aveva vissuto a corte in qualità di precettore di Alessandro, Pausania, amante di Filippo, avrebbe ucciso il re macedone perché oltraggiato dai seguaci di Attalo, zio della nuova moglie Euridice. Il fatto che esistessero complici in attesa di Pausania in fuga, depone a favore dell'esistenza di un complotto organizzato e non semplicemente di un fatto privato. Dopo la morte di Filippo, Alessandro, all'età di 20 anni fu acclamato re dall'esercito e immediatamente si occupò di consolidare il suo trono, facendo sopprimere i possibili rivali. Perirono Aminta, il figlio di Perdicca III di cui Filippo era stato tutore, diversi fratellastri di Alessandro e Cleopatra, la giovane moglie di Filippo, il cui zio Attalo fu raggiunto da un sicario in Asia Minore. Costrinse poi rapidamente all'obbedienza le città greche già sottomesse dal padre e si fece riconoscere a capo della Lega di Corinto. Nel 335 AC consolidò i confini settentrionali combattendo contro gli Illiri. Durante la campagna si sparse la voce in Grecia che fosse rimasto ucciso in battaglia, provocando una nuova ribellione delle città greche. Con una marcia rapidissima Alessandro raggiunse Tebe e la rase al suolo risparmiando unicamente i templi degli dei e la casa del poeta Pindaro e ottenne la sottomissione delle altre città.

La disfatta dell'impero Persiano

La prima spedizione greco-macedone inviata da Filippo II in Asia Minore, al comando del generale Parmenione, era stata respinta sulla costa dall'esercito persiano, comandato dal generale rodio Memnone e teneva la città di Abido, dove sarebbe dovuto sbarcare l'esercito greco. Nel 334 AC Alessandro, lasciato come suo rappresentante in Macedonia e in Grecia Antipatro, sbarcò presso Abido con un esercito di circa 35.000 uomini. Il nucleo era formato dall'esercito macedone, rafforzato dagli scarsi contingenti provenienti dalle città greche. Anche la flotta di 180 o 160 navi era fornita dalle città della Lega.

La battaglia del Granico (334 AC) e la conquista dell'Asia Minore

Antipatro Memnone sosteneva la tattica della terra bruciata, davanti alle truppe macedoni appena sbarcate, ma i satrapi persiani non vollero abbandonare i propri territori al nemico e preferirono un attacco immediato. Presso il fiume Granico, maggio del 334, si svolse il primo contatto tra gli eserciti. La tattica di Alessandro era chiara: aprire dei varchi nella fanteria nemica, lasciando poi spazio alla cavalleria per spezzare l'esercito persiano (che era disposto lungo le ripide rive del fiume), permettendo alla falange macedone di caricare con le sarisse e porre fine alla battaglia. Alle prime luci dell'alba, l'armata macedone si scagliò sui Persiani. Durante l'avanzata, Alessandro fu ferito alla testa e molti degli uomini della sua guardia personale persero la vita, ma il giovane re risultò comunque vittorioso. La battaglia si era finalmente risolta in uno scontro tra cavallerie, nel quale quella macedone ebbe la meglio, mettendo in fuga la controparte nemica. Molti dei nobili e generali persiani persero la vita nello scontro, tra di essi Farnace, il cognato di Dario. Solo 2.000 dei 20.000 mercenari greci agli ordini di Memnone furono risparmiati e mandati ai lavori forzati nelle miniere del Pangeo. L'Asia Minore era aperta alla conquista macedone: Sardi fu consegnata senza opporre resistenza e anche Efeso fu facilmente conquistata. Mileto fu presa dopo un breve assedio per terra e per mare e infine anche Alicarnasso dove si era rifugiato Memnone. Il governo della Caria fu affidato ad Ada, ultima sorella di Mausolo, dinasta di quella regione, che aveva appoggiato Alessandro. Tutte le città greche della costa salutavano in Alessandro il restitutore della libertà, mentre i regimi oligarchici, fedeli alla corte persiana, erano rimpiazzati da istituzioni democratiche ed entravano nella Lega di Corinto. Mentre il grosso dell'esercito svernava in Lidia al comando di Parmenione, Alessandro passava in Licia, in Panfilia, in Pisidia e in Frigia. Qui, nell'antica capitale Gordio si svolse l'episodio del celebre nodo gordiano. Pare che esistesse un antico carro il cui giogo era assicurato da un nodo inestricabile e che un oracolo avesse promesso il dominio dell'Asia a chi fosse riuscito a scioglierlo. Alessandro dopo alcuni tentativi risolse il problema estraendo la spada e tagliando il nodo con un colpo netto.

La battaglia di Isso (333 AC) e la conquista della Siria e della Fenicia

Nella primavera del 333 AC, morto il generale Memnone, e riunitosi con il grosso dell'esercito, Alessandro si accinse ad entrare in Siria. Il re persiano Dario III aveva radunato un esercito numeroso, tre o quattro volte superiore a quello greco, che aveva preso posizione nella pianura all'uscita dei passi montani delle "porte siriache" e i due eserciti si fronteggiarono per qualche tempo. A novembre, infine, il re persiano, temendo che l'inverno lo costringesse a ritirarsi nei quartieri invernali senza aver fermato Alessandro, e fiducioso della superiorità numerica del suo esercito, si spostò alle spalle dell'esercito macedone, nella pianura costiera di Isso, l'odierna Dörtyo. La scelta strategica di Dario non fu ottimale poiché non più di 60.000 poterono essere schierati nella ristretta pianura chiusa tra i monti del Tauro e il mare. Tauro Appena Alessandro caricò con la cavalleria leggera sull'ala sinistra, dove si trovava Dario con la sua guardia personale, il re persiano si diede alla fuga, compromettendo irrimediabilmente l'esito della battaglia (che pure stava volgendo a favore dei Persiani in altri punti). La battaglia si concluse con una completa disfatta dell'esercito persiano e vennero presi oltre ad un immenso bottino anche la madre, la moglie, due figlie e un figlio di Dario. Il Grande Re perse le sue migliori truppe, quasi tutti i più validi ufficiali del suo esercito e soprattutto il proprio prestigio di condottiero, distrutto dalla sua precipitosa fuga davanti al nemico. Alessandro si dedicò quindi alle città costiere, per eliminare le ultime basi della flotta persiana. Si sottomisero senza combattere Arado, Biblo e Sidone con le loro squadre navali, mentre Tiro oppose un'accanita resistenza e fu vinta solo dopo un assedio di sette mesi nel 332 AC. Per conquistare Tiro Alessandro si è servito dei detriti dell’antica città continentale, distrutta anni prima da Nabucodonosor II, per costruire una strada rialzata lunga 800 m e raggiungere così la città insulare. Anche Gaza cedette dopo due mesi di assedio. Gerusalemme invece aprì le porte e si arrese, secondo Giuseppe Flavio (Antichità giudaiche, XI, 337 [viii, 5]), ad Alessandro fu mostrato il libro biblico di Daniele, si pensa l'ottavo capitolo, dov’è indicato che un potente re greco avrebbe assoggettato e conquistato l’impero persiano. Alessandro aveva rifiutato le proposte di pace di Dario, preferendo la via della conquista all'accontentarsi dei numerosi territori fino a quel momento assoggettati. Invece di proseguire immediatamente verso l'Asia, Alessandro preferì entrare in Egitto al fine di coprire le spalle al suo esercito prima della spedizione successiva.

L'Egitto

Tra il 332 e il 331 AC fu accolto come un liberatore in Egitto. Infatti, era in quel paese africano che il giogo persiano era maggiormente avvertito e il meno accettato. Alessandro ricompensò gli Egiziani riordinando l'amministrazione non sul modello del satrapo persiano fino ad allora da lui adottato, ma nominando due governatori indigeni, Petisi e Doloaspi. L'amministrazione delle finanze fu invece affidata a un greco residente in Egitto, Cleomene di Naucrati. Ai macedoni e ai greci al seguito di Alessandro e ai membri della sua corte furono assegnate solo cariche militari, ma non civili. Alessandro dimostrò inoltre grande rispetto per gli dei del paese. A Menfi fece un sacrificio al bue Api, ingraziandosi così i sacerdoti egiziani e si recò fino all'oasi di Siwa nel deserto libico, dove esisteva un celebre santuario oracolare del dio Ammone (assimilato dai Greci a Zeus). Il responso dell'oracolo lo dichiarò figlio del dio, offrendogli un punto di partenza per l'istituzione di un culto divino centrato sulla sua persona. Nella regione del Delta del Nilo, su una stretta lingua di terra tra la palude Mareotide e il mare, dove a un miglio dalla costa sorgeva l'isola di Faro, decise la fondazione di Alessandria d'Egitto, la prima delle molte città a cui diede il suo nome.

La battaglia di Gaugamela (331 AC) e la fine di Dario

Nella primavera del 331 AC Alessandro riprese la marcia verso oriente, dove Dario aveva raccolto un esercito nelle pianure dell'Assiria, nelle quali avrebbe meglio potuto sfruttare la propria superiorità numerica. L'esercito greco-macedone passò indisturbato prima l'Eufrate e quindi il Tigri. Il contatto con l'esercito di Dario avvenne il 20 settembre presso il villaggio di Gaugamela, non lontano dalle rovine di Ninive. La battaglia fu vinta da Alessandro, che per evitare di essere aggirato da un esercito tanto più numeroso del suo e disteso su un fronte lunghissimo, aveva schierato appositamente una seconda linea dietro il fronte di battaglia. La vittoria fu decisa dall'attacco della cavalleria all'ala destra, guidata dallo stesso re macedone, mentre il generale Parmenione teneva fronte sul lato opposto alla cavalleria nemica. Caddero nelle mani di Alessandro i magazzini e il tesoro dell'esercito e decine di migliaia di prigionieri. Il re Dario era fuggito nei territori montuosi della Media. Alla fine di ottobre Alessandro entrò in Babilonia dove ricevette la sottomissione del satrapo Mazeo, che fu lasciato al governo della provincia con accanto un comandante militare e un tesoriere greco. Si spostò quindi a Susa impadronendosi del tesoro che vi si conservava. Poté anche recuperare diverse opere d'arte che Serse aveva sottratto in Grecia nel 480 AC, tra cui il famoso gruppo statuario dei Tirannicidi Armodio e Aristogitone, che fece rispedire ad Atene. Dopo aver sconfitto un'ultima resistenza presso le porte persiane nelle attuali montagne dello Zagros entrò infine a Persepoli, la capitale del re, dove venne in possesso del tesoro reale e diede alla fiamme il palazzo di Serse, vendicando così la sua invasione della Grecia. Nel frattempo in Grecia, Antipatro aveva sconfitto nella battaglia di Megalopoli (autunno del 331 AC) il re spartano Agide, eliminando definitivamente l'ultima opposizione delle città greche al dominio macedone. Nel 330 AC Alessandro marciò su Ectabana, costringendo alla fuga il re Dario che vi aveva passato l'inverno. Questi, durante la fuga fu deposto dal satrapo della Bactriana, Besso, membro della famiglia reale achemenide che, poi, lo fece uccidere al sopraggiungere di Alessandro. Questi riportò indietro il cadavere del re persiano che fece seppellire con tutti gli onori nelle tombe reali. Ad Ectabana, Alessandro congedò i contingenti delle città greche. Il compito di vendicare l'invasione della Grecia da parte di Serse si era infatti ormai concluso.

La spedizione in India

Alessandro si considerava ora il continuatore della monarchia persiana, e come tale considerò suo dovere punire l'usurpatore Besso, che aveva tradito ed ucciso Dario per dichiararsi re con il nome di Artaserse V. Besso fu inseguito attraverso le regioni dell'Ircania, della Drangiana, oggi Afghanistan occidentale, e della stessa Bactriana, dove Besso fu infine sconfitto presso il fiume Osso (oggi Amu-darja). Una corte di giustizia persiana lo dichiarò colpevole di alto tradimento e venne quindi giustiziato ad Ectabana. In queste regioni fondò una serie di città con il nome di Alessandria, tra cui una presso l'odierna Herat e un'altra presso l'attuale Kandahar, in Afghanistan. Assoggettò la regione della Sogdiana e giunse quindi ai confini dell'odierno Turkestan cinese, dove fondò un'altra Alessandria che chiamò Eschate, o "Ultima" (odierna Chodjend). Soggiornò ancora a Samarcanda e nella Bactriana e sposò Rossane figlia di un comandante della regione, per rafforzarvi il suo potere.

Ostilità contro Alessandro

Il proposito di Alessandro di unificare in un solo popolo Macedoni e Persiani e soprattutto la sua idea del carattere divino della monarchia, gli cominciarono ad alienare le simpatie del suo seguito. L'opposizione si manifestò soprattutto quando decise di imporre il cerimoniale della proskynesis, proprio della corte persiana, anche ai suoi sudditi occidentali. La cerimonia prevedeva infatti che chiunque comparisse davanti al re si prosternasse davanti a lui per poi rialzarsi e riceverne il bacio, e dunque andava contro all'idea greca di omaggio accettabile da parte di un uomo libero ad un altro uomo. Nel 330 AC fu scoperta durante un soggiorno nella capitale della Drangiana una prima congiura contro Alessandro, nella quale fu coinvolto Filota, comandante della cavalleria e figlio di Parmenione, che quanto meno avendone avuta notizia non aveva avvisato il sovrano. Filota fu condannato per alto tradimento dal tribunale dell'esercito e Alessandro fece uccidere dai suoi sicari anche suo padre, il generale Parmenione, rimasto a Ectabana con una buona metà dell'esercito, per prevenirne una possibile ribellione. A Samarcanda nel 328 AC Alessandro inoltre uccise in stato di ebbrezza nel corso di un banchetto per una piccola disputa il suo amico d'infanzia Clito che gli aveva salvato la vita nella battaglia del Granico. Nel 327 AC fu inoltre scoperta una congiura tra i paggi del re, che furono tutti condannati a morte e giustiziati. Ne fece le spese anche Callistene, nipote di Aristotele e storiografo di corte, strenuo oppositore della cerimonia della proskynesis e maestro dei paggi, che venne tenuto per qualche tempo prigioniero e poi giustiziato, alienando ad Alessandro molte simpatie del mondo intellettuale e filosofico greco.

L'invasione dell'India

Come continuatore dell'impero achemenide, Alessandro vagheggiava un impero universale e si proponeva forse di arrivare con le sue conquiste fino al limite orientale delle terre emerse.
Gran parte dell'India settentrionale era stata sottomessa ai persiani al tempo di Dario I, che aveva fatto esplorare l'intera valle dell'Indo. In quel momento la regione era suddivisa in vari regni in lotta tra loro. Dopo aver preparato un nuovo esercito con truppe in gran parte asiatiche (solo gli ufficiali e i comandanti erano tutti greci o macedoni), nell'estate del 327 AC Alessandro varca i confini dello stato persiano e arriva all'Indo nel 326 AC presso l'odierna Kabul, accolto come alleato dal re di Tassila. Sconfisse quindi nella battaglia dell'Idaspe il re Poro (Purushotthama) che cadde suo prigioniero. Il re macedone fondò quindi le colonie di Nicea e di Bucefala. Alessandro aveva forse intenzione di arrivare fino alla vallata del Gange, ma l'esercito giunto sul fiume Ifasi (oggi Beas), stanco delle lunghe piogge tropicali, si rifiutò di seguirlo oltre verso est.

Il ritorno

Alessandro seguì quindi la valle dell'Indo fino alla sua foce, dove sorgeva la città di Pattala. Da qui spedì una parte dell'esercito, al comando di Cratero lungo la via dell'Afghanistan meridionale, mentre egli con un'altra parte seguiva la costa attraversando la regione desertica della Gedrosia (attuale Makran nel Pakistan meridionale). Inviò inoltre una flotta al comando del cretese Nearco per esplorare le coste del Golfo Persico sino alle foci del Tigri.

L'ultimo periodo di regno e la morte

Golfo Persico Nel 324 AC il re con l'esercito riunito fece ritorno a Susa. Qui scoprì la cattiva amministrazione di molti dei satrapi che aveva lasciato al potere e anche di parecchi comandanti greci o macedoni. Il re procedette energicamente contro i colpevoli e sostituì molti satrapi locali con governatori macedoni. Per perseguire il suo scopo di fare di Greci e Persiani un solo popolo spinse ottanta alti ufficiali macedoni alle nozze con nobili persiane e altri diecimila veterani si sposarono con donne della regione. Egli stesso impalmò Satira, figlia di Dario, mentre un'altra figlia del gran re persiano andava in sposa al suo amico Efestione. Passò per la prima volta in rassegna il nuovo corpo militare di 30,000 giovani persiani, accuratamente scelti ed addestrati a formare una falange macedone. Diecimila veterani furono congedati e rimandati in Macedonia con Cratero, destinato a sostituire Antipatro venuto a contrasto in patria con la madre di Alessandro, Olimpia. Questi doveva ora recarsi in Asia con nuove reclute. Durante l'inverno la corte si ritirò ad Ectabana, secondo il costume della corte persiana e qui morì Efestione, al quale il re fece erigere un grandioso mausoleo a Babilonia. Nella primavera del 323 AC Alessandro condusse una spedizione contro il popolo montanaro dei Cossei ed inviò una spedizione per esplorare le coste del Mar Caspio. Intanto preparava una spedizione che egli stesso avrebbe guidato per conquistare e circumnavigare l'Arabia. Una misteriosa malattia lo colse tuttavia durante i preparativi, portandolo alla morte il 13 giugno del 323 AC, al tramonto. Così morì Alessandro, a quasi trentatré anni, nel tredicesimo anno del suo regno. Sulle cause della sua morte sono state proposte varie teorie, che includono l'avvelenamento da parte dei figli di Antipatro o da parte della moglie Rossane, o più probabilmente una ricaduta della malaria che aveva contratto nel 336 AC. Ebbe due figli, uno Eracle di Macedonia nato nel 327 AC da Barsine, figlia del satrapo Artabazus di Frigia, e Alessandro IV di Macedonia figlio della moglie Rossane, nato nel 323 AC. Gli storici successivi gli attribuirono anche numerosi amanti, tra i quali l'amico Efestione e Bagoas.

La successione

Al morente Alessandro fu chiesto il nome di colui che aveva scelto come successore. Egli diede una indistinta risposta nella quale certuni compresero Eracle, il figlio di Barsine, e altri Kratisto, ossia "il migliore". Subito dopo la sua morte l'esercito proclamò re il figlio avuto dalla moglie Rossane, Alessandro e il fratellastro Filippo Arrideo. Poiché tuttavia il primo era ancora in fasce e il secondo era infermo di mente, i comandanti del suo esercito - i Diadochi - elessero tra loro un reggente, Perdicca, che fu formalmente accettato dall'assemblea dei soldati. Nel 322 AC tuttavia Perdicca venne a conflitto con Tolomeo, uno dei diadochi e satrapo d'Egitto e mosse contro questi, ma durante la spedizione rimase ucciso. Successivamente i diadochi elessero come reggente Antipatro che tuttavia non fu accettato da tutti. Ne nacque una guerra civile nel corso della quale trovarono via via la morte i familiari ancora in vita di Alessandro, tra cui i due figli, la moglie Rossane, la madre Olimpia, la sorella Cleopatra e la sorellastra Euridice e il fratellastro Filippo.

Le fonti storiche e la leggenda

Le fonti storiche su Alessandro sono piuttosto numerose. Conosciamo l'esistenza di resoconti del suo storico di corte Callistene, del suo generale Tolomeo e del suo architetto militare Aristobulo, oltre che, poco dopo, di Clitarco, che sono tuttavia andati perduti. I cinque principali storici che successivamente trattarono delle sue vicende sono:
- Arriano, storico di Nicomedia ("Anabasis Alexandri", ovvero "Le campagne di Alessandro", scritto in greco)
- Curzio Rufo, storico latino ("Historiae Alexandri Magni", biografia di Alessandro in dieci libri, di cui rimangono gli ultimi otto)
- Plutarco di Cheronea, storico greco ("Vita di Alessandro" e due orazioni "Sulla fortuna" e "Sulla virtù di Alessandro")
- Diodoro Siculo, storico greco (i libri dal XVII al XXI della sua "Bibliotecha Historia" coprono le conquiste di Alessandro e la successiva storia dei Diadochi)
- Giustino ci ha invece lasciato un'epitome (o "riassunto") con molti errori ("Epitome della Storia Filippica di Pompeo Trogo"). Ciascuno di questi ci offre una differente immagine del re macedone e, come dice Strabone, "tutti coloro che scrissero di Alessandro preferirono il meraviglioso al vero". Alessandro divenne una leggenda mentre era ancora in vita ed episodi meravigliosi furono narrati già dai contemporanei che avevano assistito alle sue imprese. Nel secolo successivo alla sua morte i racconti leggendari sulla sua vita furono raccolti ad Alessandria d'Egitto in un "Romanzo di Alessandro", falsamente attribuito a Callistene (l'autore è a volte citato come "pseudo Callistene"). Questo testo ebbe grande diffusione per tutta l'antichità e durante il Medioevo, con numerose versioni e revisioni. In epoca tardo-antica venne tradotto in latino e in siriaco e da qui tradotto in moltissime lingue, compreso l'arabo, il persiano e le lingue slave, e costituisce forse la fonte della citazione di Alessandro nel Corano.

Bibliografia

Fonti storiche


- Arriano, Anabasi di Alessandro, 2 vvol., BUR, 1994 (ISBN 8817169986).
- Diodoro Siculo, Biblioteca Storica, :ll. I-V a cura di G.F. Gianotti, A. Corcella, I. Labriola, D.P. Orsi, Introduzione di L. Canfora, Palermo Sellerio 1986 (ISBN 8838903840); :ll. XI-XV a cura di I. Labriola, P. Martino, D.P. Orsi, Palermo Sellerio 1988 (ISBN 8838905231); :ll. XIV-XVII, a cura di T. Alfieri Tonini, Sellerio, Palermo 1985 (ISBN 881816001X); :ll. XVI-XX a cura di Orsi D. P., Labriola I., Martino P.A., Sellerio, Palermo 1993 (ISBN 883890801X); :ll. XXI-XL, a cura di Martino P., Sellerio, Palermo 2000 (ISBN 8838916020).
- Plutarco, Vite parallele. Alessandro. Cesare., BUR, 2000 (ISBN 8817118818).
- Ruffo C., Storie di Alessandro Magno, Fondazione Lorenzo Valla, 1998-2000. :vol.1 (ISBN 8804434686) :vol.2 (ISBN 8804474084)

Saggi e biografie


- Bosworth A.B., Alessandro Magno. L'uomo e il suo impero, Rizzoli, 2004 (ISBN 8817000957).
- Citati P., Alessandro Magno, Adelphi, 2004 (ISBN 8845919137).
- Droysen J.G., Alessandro il Grande, TEA,(ISBN 978887819593).
- Faure P., La vie Quotidienne des armées d'Alexandre. Hachette, Paris, 1982 (ISBN 2010082214).
- Frediani A., Le grandi battaglie di Alessandro Magno. L'inarrestabile marcia del condottiero che non conobbe sconfitte, Newton Compton, 2004 (ISBN 8854101656).
- Fox R.L., Alessandro Magno, Einaudi, Torino 1981 (ISBN 8806172506).
- Frugoni C., La fortuna di Alessandro Magno dall'Antichità al Medioevo, La Nuova Italia, Firenze, 1978.
- Gehrke H-J., Alessandro Magno, Il Mulino, 2002 (ISBN 978881508462).
- Mossé C., Alessandro Magno. La realtà e il mito, Laterza, 2005 (ISBN 978884206829).

Narrativa


- Doherty P., trilogia edita da Newton Compton, : Alessandro Magno e la vittoria impossibile, 2002 (ISBN 88-8289-772-9), : Alessandro Magno e l'uomo senza Dio, 2003 (ISBN 88-8289-936-5), : Alessandro Magno e le porte degli Inferi, 2004 (ISBN 88-541-0095-1).
- Valerio Massimo Manfredi, trilogia Alexandros :Il figlio del sogno (ISBN 978880450968), :La sabbia di Ammon (ISBN 978880450969), :La fine del mondo (ISBN 978880450970).

Megalexandros nel cinema e nei media

In epoca contemporanea, la figura di Megalexandros è stata catturata e fatta propria anche dal cinema con il film distribuito nel novembre 2004 Alexander, diretto dal regista Oliver Stone ed interpretato dall'attore Colin Farrell, versione sufficientemente aderente alle biografie ufficiali. In realtà la figura del grande condottiero era stata già portata sul grande schermo nel 1956 nel film della MGM Alessandro il Grande di Robert Rossen (titolo originale Alexander the great), con l'interpretazione di Richard Burton, Fredric March e Claire Bloom.
- Sono state prodotte numerose serie televisive che hanno come argomento Alessandro.
- Dal 1969 al 1981, Mary Renault scrisse una sceneggiatura a basi storiche per una trilogia, avente come argomento la vita di Alessandro: Fuoco dal cielo (riguardante la sua adolescenza), Il ragazzo persiano (la sua conquista della Persia, la sua spedizione in India, e la sua morte, osservata dal punto di vista di un persiano eunuco di nome Bagoa), e Giochi funerari (sugli eventi che seguirono alla sua morte).
- Il gruppo metal Inglese Iron Maiden presenta una canzone intitolata "Alessandro il Grande" nel loro album Somewhere in Time (1986). La canzone descrive la vita di Alessandro, ma contiene una inesattezza: nella canzone si dice che la sua armata non l'avrebbe seguito in India.
- Una serie animata epica chiamata Reign: The Conquerer di Peter Chung di Aeon Flux ha debuttato su Cartoon Network nello show Adult Swim nel 2003.
- Baz Luhrmann aveva pianificato un film inconsueto su Alessandro Magno, con Leonardo Di Caprio, ma la realizzazione di Oliver Stone forse lo ha dissuaso [http://www.imdb.com/news/wenn/2004-11-01#2]
- Il musicista brasiliano Caetano Veloso ha incluso nel 1998 nel suo album Livro una canzone epica su Alessandro Magno chiamata "Alexandre".

Collegamenti esterni


- [http://www.pothos.org/ Alexander the Great's Home on the Web], portale su Alessandro
- [http://perso.wanadoo.fr/buddyop/alexandre/ Alexandre III Le Grand], portale con forum
- [http://www.3dsrc.com/alexandrelegrand/multimedia.php Materiale su Alessandro] conservato al Louvre
- [http://www.1stmuse.com/frames/ Alexander from history to eternity]
- [http://www.ancientlibrary.com/wcd/Category:Alexander_the_Great Documenti relativi ad Alessandro] su [http://www.ancientlibrary.com Ancient Library]
- [http://www.geocities.com/Athens/Oracle/4168/history/din_32.htm Dinastia macedone in Egitto]
- [http://www.american-pictures.com/genealogy/persons/per01162.htm#0 Una genealogia di Alessandro] Categoria:Alessandro Magno Categoria:Biografie Categoria:Condottieri Categoria:Sovrani macedoni ja:アレクサンドロス3世 ko:알렉산드로스 대왕

Dinastia tolemaica

La dinastia tolemaica (o lagide) governò l'Egitto dal 305 AC al 30 AC, cioè fino alla conquista romana. Tolomeo, figlio di Lago, ne fu il capostipite.
Era uno dei Diadochi di Alessandro Magno e fu nominato satrapo d'Egitto dopo la morte di Alessandro nel 323 AC. Nel 305 AC si autoproclamò re col nome di Tolomeo I. Gli Egiziani accettarono ben presto i Tolomei come successori dei faraoni dell'Egitto indipendente. La storia dinastica dell'Egitto tolemaico è molto intricata, a causa del fatto che tutti i sovrani della famiglia presero il nome di Tolomeo e che molti di loro sposarono le loro sorelle, che spesso ebbero il nome di Cleopatra.

Sovrani tolemaici e consorti

Le date indicate fra parentesi indicano gli anni del regno. I Tolomei regnarono spesso insieme alle loro mogli. Alcune regine esercitarono l'autorità regale, di queste la più famosa fu Cleopatra VII (51-30 AC), con i suoi due fratelli ed il figlio come successivi correggenti.
- Tolomeo I Sotere (305 AC-283 AC) sposò Euridice, poi Berenice I
- Tolomeo II Filadelfo (285 AC-246 AC) sposò Arsinoe I, poi Arsinoe II
- Tolomeo III Evergete I (246 AC-221 AC) sposò Berenice II
- Tolomeo IV Filopatore (221 AC-204 AC) sposò Arsinoe III
- Tolomeo V Epifane (204 AC-180 AC) sposò Cleopatra I
- Tolomeo VI Filometore (180 AC-164 AC, 163 AC-145 AC) sposò Cleopatra II
- Tolomeo VII Neo Filopatore (145 AC-144 AC)
- Tolomeo VIII Evergete II Fiscone (170 AC-163 AC, 144 AC-132 AC, 124 AC-116 AC) sposò Cleopatra II, poi Cleopatra III
- Cleopatra II (131 AC-127 AC) in opposizione a Tolomeo VIII
- Tolomeo IX Sotere II Latiro (116 AC-110 AC, 109 AC-107 AC, 88 AC-81 AC) sposò Cleopatra IV, poi Cleopatra Selene; regnò insieme a Cleopatra III nel suo primo regno
- Tolomeo X Alessandro I (107 AC-88 AC) sposò Cleopatra Selene, poi Berenice III; regnò insieme a Cleopatra III fino al 101 AC
- Berenice III (81 AC-80 AC)
- Tolomeo XI Alessandro II (80 AC) regnò insieme alla moglie Berenice III, dopo averla uccisa, da solo per 18/19 giorni
- Tolomeo XII Neo Dioniso (Aulete) (80 AC-58 AC, 55 AC-51 AC) sposò Cleopatra V
- Cleopatra V Trifena (58 AC-57 AC) regnò insieme a Berenice IV (58 AC-55 AC)
- Cleopatra VII Tea Filopatore (51 AC-30 AC)
- Tolomeo XIII (51 AC-47 AC) insieme a Cleopatra VII
- Arsinoe IV (48 AC-47 AC) in contrasto con Cleopatra VII
- Tolomeo XIV (47 AC-44 AC) insieme a Cleopatra VII
- Tolomeo XV Cesarione (44 AC-30 AC) insieme a Cleopatra VII

Albero genealogico

Cleopatra VII

Voci correlate


- Ellenismo
- Storia dell'antico Egitto
- Storia dell'Egitto greco e romano

Bibliografia essenziale


- Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, Bologna 2003 ISBN 884525531X
- Università di Cambridge - Storia Antica, 1,3 (parte seconda) Storia antica del Medio Oriente, Milano 1972

Collegamenti esterni

;In italiano
- [http://www.geocities.com/Athens/Oracle/4168/case.htm Egitto, l'antico sito] ;In inglese
- [http://www.tyndale.cam.ac.uk/Egypt/ptolemies/ptolemies.htm Dinastia tolemaica] categoria:Dinastie egizie ja:プトレマイオス朝

Alessandro Magno

Alessandro Magno, in greco Μέγας Αλέξανδρος (Pella, Macedonia, 20 luglio 356 AC - Babilonia 10 giugno 323 AC) ufficialmente Alessandro III, re di Macedonia a partire dal 336 AC, fu uno dei più celebri conquistatori e strateghi del mondo antico. È conosciuto anche come Alessandro il Grande o Alessandro il Conquistatore. In soli dodici anni il celeberrimo condottiero - in greco Αλέξανδρος Γ' ο Μακεδών / Alexandros III o Makedôn (Alexandros, con il significato di protettore dell'uomo) - conquistò l'impero persiano, l'Egitto e altri territori spingendosi fino agli attuali Pakistan, Afghanistan e India settentrionale. Le sue vittorie sul campo di battaglia, accompagnate da una diffusione universale della cultura greca e dalla sua integrazione con elementi culturali dei popoli conquistati, diedero l'avvio al periodo ellenistico della storia greca. Il suo straordinario successo, già durante la sua vita, ma ancor più negli anni successivi alla sua morte, ispirò una tradizione letteraria nella quale egli appare come un eroe mitologico, assimilato ad Achille. Dopo la sua morte il suo regno fu suddiviso tra i generali che lo avevano accompagnato nella sua spedizione e si costituirono i regni ellenistici, tra cui quello tolemaico in Egitto, quello degli Antigonidi in Macedonia e quello dei Seleucidi in Siria, Asia Minore, e negli altri territori orientali. La vita e la figura di Alessandro Magno hanno presto assunto colorazioni mitiche. Storie a lui riferite si ritrovano non sono nelle letterature occidentali. Lo ritroviamo anche nel Corano con il nome di Dhu al-Qarnayn (il Bicorne o letteralmente Quello dalle due corna)

Educazione e famiglia

Dhu al-Qarnayn Alessandro era figlio del re Filippo II di Macedonia e della sua seconda o terza moglie, Olimpia, principessa di origine epirota. La famiglia di Filippo vantava una discendenza da Eracle e quella di Olimpia dall'eroe Achille. Secondo la leggenda, in parte da lui stesso alimentata dopo essere salito al trono, e riferita da Plutarco, il suo vero padre sarebbe stato tuttavia lo stesso dio Zeus. All'epoca della nascita di Alessandro sia la Macedonia che l'Epiro erano considerati stati semibarbari, alla periferia settentrionale del mondo greco. Filippo volle dare al figlio un'educazione greca e, dopo Leonida e Lisimaco di Acarnania, scelse come suo maestro nel 343 AC il filosofo Aristotele, che gli preparò appositamente un'edizione annotata dell'Iliade e gli restò legato, come amico e confidente, per tutta la vita. All'età di dodici o tredici anni si narra che il giovane Alessandro manifestasse la propria straordinaria natura riuscendo a domare da solo il cavallo Bucefalo: avendo infatti notato che era spaventato dalla propria ombra, lo mise col muso rivolto verso il sole prima di montargli in groppa. Nel 340 AC, a soli sedici anni, durante una spedizione del padre contro Bisanzio gli fu affidata la reggenza in Macedonia. L'anno successivo (339 AC), tuttavia, Filippo volle divorziare dalla madre di Alessandro, Olimpia, per sposare Euridice, nipote del suo generale Attalo, che prenderà quindi il nome di Cleopatra. Nel 338 AC Alessandro guidò la cavalleria macedone nella battaglia di Cheronea. Nel 336 AC Filippo venne assassinato durante le nozze della figlia Cleopatra con il re Alessandro I d'Epiro, da un ufficiale della sua guardia, di nome Pausania. Si riteneva tradizionalmente, seguendo il racconto di Plutarco che della congiura fossero almeno a conoscenza, se non direttamente coinvolti, sia Olimpia, che Alessandro, venuto a contrasto con il padre a causa del suo divorzio dalla madre, ma è invece possibile che l'assassinio sia stato istigato dal re di Persia Dario III, appena salito sul trono. Secondo Aristotele, che aveva vissuto a corte in qualità di precettore di Alessandro, Pausania, amante di Filippo, avrebbe ucciso il re macedone perché oltraggiato dai seguaci di Attalo, zio della nuova moglie Euridice. Il fatto che esistessero complici in attesa di Pausania in fuga, depone a favore dell'esistenza di un complotto organizzato e non semplicemente di un fatto privato. Dopo la morte di Filippo, Alessandro, all'età di 20 anni fu acclamato re dall'esercito e immediatamente si occupò di consolidare il suo trono, facendo sopprimere i possibili rivali. Perirono Aminta, il figlio di Perdicca III di cui Filippo era stato tutore, diversi fratellastri di Alessandro e Cleopatra, la giovane moglie di Filippo, il cui zio Attalo fu raggiunto da un sicario in Asia Minore. Costrinse poi rapidamente all'obbedienza le città greche già sottomesse dal padre e si fece riconoscere a capo della Lega di Corinto. Nel 335 AC consolidò i confini settentrionali combattendo contro gli Illiri. Durante la campagna si sparse la voce in Grecia che fosse rimasto ucciso in battaglia, provocando una nuova ribellione delle città greche. Con una marcia rapidissima Alessandro raggiunse Tebe e la rase al suolo risparmiando unicamente i templi degli dei e la casa del poeta Pindaro e ottenne la sottomissione delle altre città.

La disfatta dell'impero Persiano

La prima spedizione greco-macedone inviata da Filippo II in Asia Minore, al comando del generale Parmenione, era stata respinta sulla costa dall'esercito persiano, comandato dal generale rodio Memnone e teneva la città di Abido, dove sarebbe dovuto sbarcare l'esercito greco. Nel 334 AC Alessandro, lasciato come suo rappresentante in Macedonia e in Grecia Antipatro, sbarcò presso Abido con un esercito di circa 35.000 uomini. Il nucleo era formato dall'esercito macedone, rafforzato dagli scarsi contingenti provenienti dalle città greche. Anche la flotta di 180 o 160 navi era fornita dalle città della Lega.

La battaglia del Granico (334 AC) e la conquista dell'Asia Minore

Antipatro Memnone sosteneva la tattica della terra bruciata, davanti alle truppe macedoni appena sbarcate, ma i satrapi persiani non vollero abbandonare i propri territori al nemico e preferirono un attacco immediato. Presso il fiume Granico, maggio del 334, si svolse il primo contatto tra gli eserciti. La tattica di Alessandro era chiara: aprire dei varchi nella fanteria nemica, lasciando poi spazio alla cavalleria per spezzare l'esercito persiano (che era disposto lungo le ripide rive del fiume), permettendo alla falange macedone di caricare con le sarisse e porre fine alla battaglia. Alle prime luci dell'alba, l'armata macedone si scagliò sui Persiani. Durante l'avanzata, Alessandro fu ferito alla testa e molti degli uomini della sua guardia personale persero la vita, ma il giovane re risultò comunque vittorioso. La battaglia si era finalmente risolta in uno scontro tra cavallerie, nel quale quella macedone ebbe la meglio, mettendo in fuga la controparte nemica. Molti dei nobili e generali persiani persero la vita nello scontro, tra di essi Farnace, il cognato di Dario. Solo 2.000 dei 20.000 mercenari greci agli ordini di Memnone furono risparmiati e mandati ai lavori forzati nelle miniere del Pangeo. L'Asia Minore era aperta alla conquista macedone: Sardi fu consegnata senza opporre resistenza e anche Efeso fu facilmente conquistata. Mileto fu presa dopo un breve assedio per terra e per mare e infine anche Alicarnasso dove si era rifugiato Memnone. Il governo della Caria fu affidato ad Ada, ultima sorella di Mausolo, dinasta di quella regione, che aveva appoggiato Alessandro. Tutte le città greche della costa salutavano in Alessandro il restitutore della libertà, mentre i regimi oligarchici, fedeli alla corte persiana, erano rimpiazzati da istituzioni democratiche ed entravano nella Lega di Corinto. Mentre il grosso dell'esercito svernava in Lidia al comando di Parmenione, Alessandro passava in Licia, in Panfilia, in Pisidia e in Frigia. Qui, nell'antica capitale Gordio si svolse l'episodio del celebre nodo gordiano. Pare che esistesse un antico carro il cui giogo era assicurato da un nodo inestricabile e che un oracolo avesse promesso il dominio dell'Asia a chi fosse riuscito a scioglierlo. Alessandro dopo alcuni tentativi risolse il problema estraendo la spada e tagliando il nodo con un colpo netto.

La battaglia di Isso (333 AC) e la conquista della Siria e della Fenicia

Nella primavera del 333 AC, morto il generale Memnone, e riunitosi con il grosso dell'esercito, Alessandro si accinse ad entrare in Siria. Il re persiano Dario III aveva radunato un esercito numeroso, tre o quattro volte superiore a quello greco, che aveva preso posizione nella pianura all'uscita dei passi montani delle "porte siriache" e i due eserciti si fronteggiarono per qualche tempo. A novembre, infine, il re persiano, temendo che l'inverno lo costringesse a ritirarsi nei quartieri invernali senza aver fermato Alessandro, e fiducioso della superiorità numerica del suo esercito, si spostò alle spalle dell'esercito macedone, nella pianura costiera di Isso, l'odierna Dörtyo. La scelta strategica di Dario non fu ottimale poiché non più di 60.000 poterono essere schierati nella ristretta pianura chiusa tra i monti del Tauro e il mare. Tauro Appena Alessandro caricò con la cavalleria leggera sull'ala sinistra, dove si trovava Dario con la sua guardia personale, il re persiano si diede alla fuga, compromettendo irrimediabilmente l'esito della battaglia (che pure stava volgendo a favore dei Persiani in altri punti). La battaglia si concluse con una completa disfatta dell'esercito persiano e vennero presi oltre ad un immenso bottino anche la madre, la moglie, due figlie e un figlio di Dario. Il Grande Re perse le sue migliori truppe, quasi tutti i più validi ufficiali del suo esercito e soprattutto il proprio prestigio di condottiero, distrutto dalla sua precipitosa fuga davanti al nemico. Alessandro si dedicò quindi alle città costiere, per eliminare le ultime basi della flotta persiana. Si sottomisero senza combattere Arado, Biblo e Sidone con le loro squadre navali, mentre Tiro oppose un'accanita resistenza e fu vinta solo dopo un assedio di sette mesi nel 332 AC. Per conquistare Tiro Alessandro si è servito dei detriti dell’antica città continentale, distrutta anni prima da Nabucodonosor II, per costruire una strada rialzata lunga 800 m e raggiungere così la città insulare. Anche Gaza cedette dopo due mesi di assedio. Gerusalemme invece aprì le porte e si arrese, secondo Giuseppe Flavio (Antichità giudaiche, XI, 337 [viii, 5]), ad Alessandro fu mostrato il libro biblico di Daniele, si pensa l'ottavo capitolo, dov’è indicato che un potente re greco avrebbe assoggettato e conquistato l’impero persiano. Alessandro aveva rifiutato le proposte di pace di Dario, preferendo la via della conquista all'accontentarsi dei numerosi territori fino a quel momento assoggettati. Invece di proseguire immediatamente verso l'Asia, Alessandro preferì entrare in Egitto al fine di coprire le spalle al suo esercito prima della spedizione successiva.

L'Egitto

Tra il 332 e il 331 AC fu accolto come un liberatore in Egitto. Infatti, era in quel paese africano che il giogo persiano era maggiormente avvertito e il meno accettato. Alessandro ricompensò gli Egiziani riordinando l'amministrazione non sul modello del satrapo persiano fino ad allora da lui adottato, ma nominando due governatori indigeni, Petisi e Doloaspi. L'amministrazione delle finanze fu invece affidata a un greco residente in Egitto, Cleomene di Naucrati. Ai macedoni e ai greci al seguito di Alessandro e ai membri della sua corte furono assegnate solo cariche militari, ma non civili. Alessandro dimostrò inoltre grande rispetto per gli dei del paese. A Menfi fece un sacrificio al bue Api, ingraziandosi così i sacerdoti egiziani e si recò fino all'oasi di Siwa nel deserto libico, dove esisteva un celebre santuario oracolare del dio Ammone (assimilato dai Greci a Zeus). Il responso dell'oracolo lo dichiarò figlio del dio, offrendogli un punto di partenza per l'istituzione di un culto divino centrato sulla sua persona. Nella regione del Delta del Nilo, su una stretta lingua di terra tra la palude Mareotide e il mare, dove a un miglio dalla costa sorgeva l'isola di Faro, decise la fondazione di Alessandria d'Egitto, la prima delle molte città a cui diede il suo nome.

La battaglia di Gaugamela (331 AC) e la fine di Dario

Nella primavera del 331 AC Alessandro riprese la marcia verso oriente, dove Dario aveva raccolto un esercito nelle pianure dell'Assiria, nelle quali avrebbe meglio potuto sfruttare la propria superiorità numerica. L'esercito greco-macedone passò indisturbato prima l'Eufrate e quindi il Tigri. Il contatto con l'esercito di Dario avvenne il 20 settembre presso il villaggio di Gaugamela, non lontano dalle rovine di Ninive. La battaglia fu vinta da Alessandro, che per evitare di essere aggirato da un esercito tanto più numeroso del suo e disteso su un fronte lunghissimo, aveva schierato appositamente una seconda linea dietro il fronte di battaglia. La vittoria fu decisa dall'attacco della cavalleria all'ala destra, guidata dallo stesso re macedone, mentre il generale Parmenione teneva fronte sul lato opposto alla cavalleria nemica. Caddero nelle mani di Alessandro i magazzini e il tesoro dell'esercito e decine di migliaia di prigionieri. Il re Dario era fuggito nei territori montuosi della Media. Alla fine di ottobre Alessandro entrò in Babilonia dove ricevette la sottomissione del satrapo Mazeo, che fu lasciato al governo della provincia con accanto un comandante militare e un tesoriere greco. Si spostò quindi a Susa impadronendosi del tesoro che vi si conservava. Poté anche recuperare diverse opere d'arte che Serse aveva sottratto in Grecia nel 480 AC, tra cui il famoso gruppo statuario dei Tirannicidi Armodio e Aristogitone, che fece rispedire ad Atene. Dopo aver sconfitto un'ultima resistenza presso le porte persiane nelle attuali montagne dello Zagros entrò infine a Persepoli, la capitale del re, dove venne in possesso del tesoro reale e diede alla fiamme il palazzo di Serse, vendicando così la sua invasione della Grecia. Nel frattempo in Grecia, Antipatro aveva sconfitto nella battaglia di Megalopoli (autunno del 331 AC) il re spartano Agide, eliminando definitivamente l'ultima opposizione delle città greche al dominio macedone. Nel 330 AC Alessandro marciò su Ectabana, costringendo alla fuga il re Dario che vi aveva passato l'inverno. Questi, durante la fuga fu deposto dal satrapo della Bactriana, Besso, membro della famiglia reale achemenide che, poi, lo fece uccidere al sopraggiungere di Alessandro. Questi riportò indietro il cadavere del re persiano che fece seppellire con tutti gli onori nelle tombe reali. Ad Ectabana, Alessandro congedò i contingenti delle città greche. Il compito di vendicare l'invasione della Grecia da parte di Serse si era infatti ormai concluso.

La spedizione in India

Alessandro si considerava ora il continuatore della monarchia persiana, e come tale considerò suo dovere punire l'usurpatore Besso, che aveva tradito ed ucciso Dario per dichiararsi re con il nome di Artaserse V. Besso fu inseguito attraverso le regioni dell'Ircania, della Drangiana, oggi Afghanistan occidentale, e della stessa Bactriana, dove Besso fu infine sconfitto presso il fiume Osso (oggi Amu-darja). Una corte di giustizia persiana lo dichiarò colpevole di alto tradimento e venne quindi giustiziato ad Ectabana. In queste regioni fondò una serie di città con il nome di Alessandria, tra cui una presso l'odierna Herat e un'altra presso l'attuale Kandahar, in Afghanistan. Assoggettò la regione della Sogdiana e giunse quindi ai confini dell'odierno Turkestan cinese, dove fondò un'altra Alessandria che chiamò Eschate, o "Ultima" (odierna Chodjend). Soggiornò ancora a Samarcanda e nella Bactriana e sposò Rossane figlia di un comandante della regione, per rafforzarvi il suo potere.

Ostilità contro Alessandro

Il proposito di Alessandro di unificare in un solo popolo Macedoni e Persiani e soprattutto la sua idea del carattere divino della monarchia, gli cominciarono ad alienare le simpatie del suo seguito. L'opposizione si manifestò soprattutto quando decise di imporre il cerimoniale della proskynesis, proprio della corte persiana, anche ai suoi sudditi occidentali. La cerimonia prevedeva infatti che chiunque comparisse davanti al re si prosternasse davanti a lui per poi rialzarsi e riceverne il bacio, e dunque andava contro all'idea greca di omaggio accettabile da parte di un uomo libero ad un altro uomo. Nel 330 AC fu scoperta durante un soggiorno nella capitale della Drangiana una prima congiura contro Alessandro, nella quale fu coinvolto Filota, comandante della cavalleria e figlio di Parmenione, che quanto meno avendone avuta notizia non aveva avvisato il sovrano. Filota fu condannato per alto tradimento dal tribunale dell'esercito e Alessandro fece uccidere dai suoi sicari anche suo padre, il generale Parmenione, rimasto a Ectabana con una buona metà dell'esercito, per prevenirne una possibile ribellione. A Samarcanda nel 328 AC Alessandro inoltre uccise in stato di ebbrezza nel corso di un banchetto per una piccola disputa il suo amico d'infanzia Clito che gli aveva salvato la vita nella battaglia del Granico. Nel 327 AC fu inoltre scoperta una congiura tra i paggi del re, che furono tutti condannati a morte e giustiziati. Ne fece le spese anche Callistene, nipote di Aristotele e storiografo di corte, strenuo oppositore della cerimonia della proskynesis e maestro dei paggi, che venne tenuto per qualche tempo prigioniero e poi giustiziato, alienando ad Alessandro molte simpatie del mondo intellettuale e filosofico greco.

L'invasione dell'India

Come continuatore dell'impero achemenide, Alessandro vagheggiava un impero universale e si proponeva forse di arrivare con le sue conquiste fino al limite orientale delle terre emerse.
Gran parte dell'India settentrionale era stata sottomessa ai persiani al tempo di Dario I, che aveva fatto esplorare l'intera valle dell'Indo. In quel momento la regione era suddivisa in vari regni in lotta tra loro. Dopo aver preparato un nuovo esercito con truppe in gran parte asiatiche (solo gli ufficiali e i comandanti erano tutti greci o macedoni), nell'estate del 327 AC Alessandro varca i confini dello stato persiano e arriva all'Indo nel 326 AC presso l'odierna Kabul, accolto come alleato dal re di Tassila. Sconfisse quindi nella battaglia dell'Idaspe il re Poro (Purushotthama) che cadde suo prigioniero. Il re macedone fondò quindi le colonie di Nicea e di Bucefala. Alessandro aveva forse intenzione di arrivare fino alla vallata del Gange, ma l'esercito giunto sul fiume Ifasi (oggi Beas), stanco delle lunghe piogge tropicali, si rifiutò di seguirlo oltre verso est.

Il ritorno

Alessandro seguì quindi la valle dell'Indo fino alla sua foce, dove sorgeva la città di Pattala. Da qui spedì una parte dell'esercito, al comando di Cratero lungo la via dell'Afghanistan meridionale, mentre egli con un'altra parte seguiva la costa attraversando la regione desertica della Gedrosia (attuale Makran nel Pakistan meridionale). Inviò inoltre una flotta al comando del cretese Nearco per esplorare le coste del Golfo Persico sino alle foci del Tigri.

L'ultimo periodo di regno e la morte

Golfo Persico Nel 324 AC il re con l'esercito riunito fece ritorno a Susa. Qui scoprì la cattiva amministrazione di molti dei satrapi che aveva lasciato al potere e anche di parecchi comandanti greci o macedoni. Il re procedette energicamente contro i colpevoli e sostituì molti satrapi locali con governatori macedoni. Per perseguire il suo scopo di fare di Greci e Persiani un solo popolo spinse ottanta alti ufficiali macedoni alle nozze con nobili persiane e altri diecimila veterani si sposarono con donne della regione. Egli stesso impalmò Satira, figlia di Dario, mentre un'altra figlia del gran re persiano andava in sposa al suo amico Efestione. Passò per la prima volta in rassegna il nuovo corpo militare di 30,000 giovani persiani, accuratamente scelti ed addestrati a formare una falange macedone. Diecimila veterani furono congedati e rimandati in Macedonia con Cratero, destinato a sostituire Antipatro venuto a contrasto in patria con la madre di Alessandro, Olimpia. Questi doveva ora recarsi in Asia con nuove reclute. Durante l'inverno la corte si ritirò ad Ectabana, secondo il costume della corte persiana e qui morì Efestione, al quale il re fece erigere un grandioso mausoleo a Babilonia. Nella primavera del 323 AC Alessandro condusse una spedizione contro il popolo montanaro dei Cossei ed inviò una spedizione per esplorare le coste del Mar Caspio. Intanto preparava una spedizione che egli stesso avrebbe guidato per conquistare e circumnavigare l'Arabia. Una misteriosa malattia lo colse tuttavia durante i preparativi, portandolo alla morte il 13 giugno del 323 AC, al tramonto. Così morì Alessandro, a quasi trentatré anni, nel tredicesimo anno del suo regno. Sulle cause della sua morte sono state proposte varie teorie, che includono l'avvelenamento da parte dei figli di Antipatro o da parte della moglie Rossane, o più probabilmente una ricaduta della malaria che aveva contratto nel 336 AC. Ebbe due figli, uno Eracle di Macedonia nato nel 327 AC da Barsine, figlia del satrapo Artabazus di Frigia, e Alessandro IV di Macedonia figlio della moglie Rossane, nato nel 323 AC. Gli storici successivi gli attribuirono anche numerosi amanti, tra i quali l'amico Efestione e Bagoas.

La successione

Al morente Alessandro fu chiesto il nome di colui che aveva scelto come successore. Egli diede una indistinta risposta nella quale certuni compresero Eracle, il figlio di Barsine, e altri Kratisto, ossia "il migliore". Subito dopo la sua morte l'esercito proclamò re il figlio avuto dalla moglie Rossane, Alessandro e il fratellastro Filippo Arrideo. Poiché tuttavia il primo era ancora in fasce e il secondo era infermo di mente, i comandanti del suo esercito - i Diadochi - elessero tra loro un reggente, Perdicca, che fu formalmente accettato dall'assemblea dei soldati. Nel 322 AC tuttavia Perdicca venne a conflitto con Tolomeo, uno dei diadochi e satrapo d'Egitto e mosse contro questi, ma durante la spedizione rimase ucciso. Successivamente i diadochi elessero come reggente Antipatro che tuttavia non fu accettato da tutti. Ne nacque una guerra civile nel corso della quale trovarono via via la morte i familiari ancora in vita di Alessandro, tra cui i due figli, la moglie Rossane, la madre Olimpia, la sorella Cleopatra e la sorellastra Euridice e il fratellastro Filippo.

Le fonti storiche e la leggenda

Le fonti storiche su Alessandro sono piuttosto numerose. Conosciamo l'esistenza di resoconti del suo storico di corte Callistene, del suo generale Tolomeo e del suo architetto militare Aristobulo, oltre che, poco dopo, di Clitarco, che sono tuttavia andati perduti. I cinque principali storici che successivamente trattarono delle sue vicende sono:
- Arriano, storico di Nicomedia ("Anabasis Alexandri", ovvero "Le campagne di Alessandro", scritto in greco)
- Curzio Rufo, storico latino ("Historiae Alexandri Magni", biografia di Alessandro in dieci libri, di cui rimangono gli ultimi otto)
- Plutarco di Cheronea, storico greco ("Vita di Alessandro" e due orazioni "Sulla fortuna" e "Sulla virtù di Alessandro")
- Diodoro Siculo, storico greco (i libri dal XVII al XXI della sua "Bibliotecha Historia" coprono le conquiste di Alessandro e la successiva storia dei Diadochi)
- Giustino ci ha invece lasciato un'epitome (o "riassunto") con molti errori ("Epitome della Storia Filippica di Pompeo Trogo"). Ciascuno di questi ci offre una differente immagine del re macedone e, come dice Strabone, "tutti coloro che scrissero di Alessandro preferirono il meraviglioso al vero". Alessandro divenne una leggenda mentre era ancora in vita ed episodi meravigliosi furono narrati già dai contemporanei che avevano assistito alle sue imprese. Nel secolo successivo alla sua morte i racconti leggendari sulla sua vita furono raccolti ad Alessandria d'Egitto in un "Romanzo di Alessandro", falsamente attribuito a Callistene (l'autore è a volte citato come "pseudo Callistene"). Questo testo ebbe grande diffusione per tutta l'antichità e durante il Medioevo, con numerose versioni e revisioni. In epoca tardo-antica venne tradotto in latino e in siriaco e da qui tradotto in moltissime lingue, compreso l'arabo, il persiano e le lingue slave, e costituisce forse la fonte della citazione di Alessandro nel Corano.

Bibliografia

Fonti storiche


- Arriano, Anabasi di Alessandro, 2 vvol., BUR, 1994 (ISBN 8817169986).
- Diodoro Siculo, Biblioteca Storica, :ll. I-V a cura di G.F. Gianotti, A. Corcella, I. Labriola, D.P. Orsi, Introduzione di L. Canfora, Palermo Sellerio 1986 (ISBN 8838903840); :ll. XI-XV a cura di I. Labriola, P. Martino, D.P. Orsi, Palermo Sellerio 1988 (ISBN 8838905231); :ll. XIV-XVII, a cura di T. Alfieri Tonini, Sellerio, Palermo 1985 (ISBN 881816001X); :ll. XVI-XX a cura di Orsi D. P., Labriola I., Martino P.A., Sellerio, Palermo 1993 (ISBN 883890801X); :ll. XXI-XL, a cura di Martino P., Sellerio, Palermo 2000 (ISBN 8838916020).
- Plutarco, Vite parallele. Alessandro. Cesare., BUR, 2000 (ISBN 8817118818).
- Ruffo C., Storie di Alessandro Magno, Fondazione Lorenzo Valla, 1998-2000. :vol.1 (ISBN 8804434686) :vol.2 (ISBN 8804474084)

Saggi e biografie


- Bosworth A.B., Alessandro Magno. L'uomo e il suo impero, Rizzoli, 2004 (ISBN 8817000957).
- Citati P., Alessandro Magno, Adelphi, 2004 (ISBN 8845919137).
- Droysen J.G., Alessandro il Grande, TEA,(ISBN 978887819593).
- Faure P., La vie Quotidienne des armées d'Alexandre. Hachette, Paris, 1982 (ISBN 2010082214).
- Frediani A., Le grandi battaglie di Alessandro Magno. L'inarrestabile marcia del condottiero che non conobbe sconfitte, Newton Compton, 2004 (ISBN 8854101656).
- Fox R.L., Alessandro Magno, Einaudi, Torino 1981 (ISBN 8806172506).
- Frugoni C., La fortuna di Alessandro Magno dall'Antichità al Medioevo, La Nuova Italia, Firenze, 1978.
- Gehrke H-J., Alessandro Magno, Il Mulino, 2002 (ISBN 978881508462).
- Mossé C., Alessandro Magno. La realtà e il mito, Laterza, 2005 (ISBN 978884206829).

Narrativa


- Doherty P., trilogia edita da Newton Compton, : Alessandro Magno e la vittoria impossibile, 2002 (ISBN 88-8289-772-9), : Alessandro Magno e l'uomo senza Dio, 2003 (ISBN 88-8289-936-5), : Alessandro Magno e le porte degli Inferi, 2004 (ISBN 88-541-0095-1).
- Valerio Massimo Manfredi, trilogia Alexandros :Il figlio del sogno (ISBN 978880450968), :La sabbia di Ammon (ISBN 978880450969), :La fine del mondo (ISBN 978880450970).

Megalexandros nel cinema e nei media

In epoca contemporanea, la figura di Megalexandros è stata catturata e fatta propria anche dal cinema con il film distribuito nel novembre 2004 Alexander, diretto dal regista Oliver Stone ed interpretato dall'attore Colin Farrell, versione sufficientemente aderente alle biografie ufficiali. In realtà la figura del grande condottiero era stata già portata sul grande schermo nel 1956 nel film della MGM Alessandro il Grande di Robert Rossen (titolo originale Alexander the great), con l'interpretazione di Richard Burton, Fredric March e Claire Bloom.
- Sono state prodotte numerose serie televisive che hanno come argomento Alessandro.
- Dal 1969 al 1981, Mary Renault scrisse una sceneggiatura a basi storiche per una trilogia, avente come argomento la vita di Alessandro: Fuoco dal cielo (riguardante la sua adolescenza), Il ragazzo persiano (la sua conquista della Persia, la sua spedizione in India, e la sua morte, osservata dal punto di vista di un persiano eunuco di nome Bagoa), e Giochi funerari (sugli eventi che seguirono alla sua morte).
- Il gruppo metal Inglese Iron Maiden presenta una canzone intitolata "Alessandro il Grande" nel loro album Somewhere in Time (1986). La canzone descrive la vita di Alessandro, ma contiene una inesattezza: nella canzone si dice che la sua armata non l'avrebbe seguito in India.
- Una serie animata epica chiamata Reign: The Conquerer di Peter Chung di Aeon Flux ha debuttato su Cartoon Network nello show Adult Swim nel 2003.
- Baz Luhrmann aveva pianificato un film inconsueto su Alessandro Magno, con Leonardo Di Caprio, ma la realizzazione di Oliver Stone forse lo ha dissuaso [http://www.imdb.com/news/wenn/2004-11-01#2]
- Il musicista brasiliano Caetano Veloso ha incluso nel 1998 nel suo album Livro una canzone epica su Alessandro Magno chiamata "Alexandre".

Collegamenti esterni


- [http://www.pothos.org/ Alexander the Great's Home on the Web], portale su Alessandro
- [http://perso.wanadoo.fr/buddyop/alexandre/ Alexandre III Le Grand], portale con forum
- [http://www.3dsrc.com/alexandrelegrand/multimedia.php Materiale su Alessandro] conservato al Louvre
- [http://www.1stmuse.com/frames/ Alexander from history to eternity]
- [http://www.ancientlibrary.com/wcd/Category:Alexander_the_Great Documenti relativi ad Alessandro] su [http://www.ancientlibrary.com Ancient Library]
- [http://www.geocities.com/Athens/Oracle/4168/history/din_32.htm Dinastia macedone in Egitto]
- [http://www.american-pictures.com/genealogy/persons/per01162.htm#0 Una genealogia di Alessandro] Categoria:Alessandro Magno Categoria:Biografie Categoria:Condottieri Categoria:Sovrani macedoni ja:アレクサンドロス3世 ko:알렉산드로스 대왕

Atene

Atene (in greco Αθήνα, traslitterato come Athína) è la capitale della Grecia e capoluogo dell'Attica. In antichità il nome della città era Ἀθῆναι, plurale di Ἀθήνη, nome greco della dea Atena. Il nome nella forma moderna di Αθήνα fu ufficialemente adottato nel 1970. Fu la prima città ad adottare la prima forma di governo democratica attestata storicamente. Attualmente la città ha una popolazione di circa 750.000 abitanti, con un area metropolitana estesa di circa 3,7 milioni abitanti.

Storia

1970 1970] La storia degli Ateniesi comincia con un mito. Gli abitanti di Atene, come per la maggioranza delle persone di tutto il mondo e di tutti i tempi, affidano le proprie origini storiche a situazioni molto simili alle favole; ma non si trattava del tutto di storie inventate: erano un riflesso di verità parziali, deformate e remote, di fatto irrecuperabili, trasmesse a voce da generazione a generazione per mezzo di canti e balli. In queste leggende l'origine di tutto era una dea, che in principio formava un tutt'uno con la città che creò, e dalla quale prende il nome: Atena. È un nome molto antico, non greco, come indicato dalla sillaba finale -na, un suffisso etrusco. Atena fu fondata dal leggendario Cecrope, che era un mezzo uomo e mezzo serpente. Viene considerato l'autentico primo re di Atene.

L'antica polis, città stato

Cecrope] Atene ebbe origine come roccaforte acheo-micenea. Della sua storia prima del 594 a.C. si sa solo che vi fu un periodo monarchico (che ricalca la leggenda dei sette re di Roma) durante il quale regnarono dieci re di cui il primo fu Teseo mentre l'ultimo fu Kodro, non più seguito da altri monarchi per la sua ottima condotta (considerata irripetibile in un altro regnante futuro). In realtà questa è una leggenda; molto probabilmente infatti la fine della monarchia avvenne perché il potere non fosse concentrato nelle mani di un'unica persona. Quindi si passò da un governo monarchico ad oligarchico dove governavano i nove arconti (dal greco coloro che governano) e il popolo (con sola funzione consultiva) mediante lekklesía. La situazione però non era ancora del tutto stabile infatti nel 636-632 a.C. si verifica un colpo di stato e cominciano i primi conflitti a livello politico tra aristocrazia e demos (il popolo). Quindi nel 594 AC fu designato Solone come arconte con pieni poteri per arrivare ad una conciliazione. Egli fu il primo di una serie di importanti legislatori che si successero ad Atene Clistene, Efialte e Pericle, che segnarono le tappe che portarono alla democrazia. Nonostante Atene nel corso della storia fosse riuscita ad ottenere l'egemonia su tutta quanta la Grecia con la formazione della Lega Delio-Attica (477 a.C.), divenuta col tempo impero ateniese, era destinata a perdere questa posizione a causa della rovinosa guerra del Peloponneso, vero e proprio conflitto tra la lega ateniese e quella peloponnesiaca. Questa guerra trentennale (431-404 a.C.) si concluse quindi col declino della famosa pólis, la quale non riuscì più a tornare la potenza di un tempo. Nonostante Atene avesse formato una nuova Lega nel 377 a.C., l'egemonia sulla Grecia passò, dopo un periodo di continue guerre intestine, alla Macedonia con l'avanzare di Filippo II il grande.

Età moderna

Economia

Sport

Il 18 maggio 1996 la 1^ tappa del Giro d'Italia 1996 si è conclusa ad Atene con la vittoria di Silvio Martinello. Nel 2004 ad Atene si è svolta la 28a edizione dei Giochi Olimpici.

Monumenti

Giochi Olimpici]
- Acropoli

Mitologia

Cecrope, figlio della Terra, fu il primo re mitico della regione di cui Atene era il centro, l'Attica.
Durante il suo regno si scontrarono fra loro due divinità, Atena e Poseidone. Entrambi volevano assicurare protezione alla città, che allora portava il nome di
Cecropia: Poseidone spaccò l'acropoli con un colpo di tridente offrendo alla città una fonte di acqua salata, mentre Atena piantò il primo olivo dalle foglie argentate.
La leggenda indica che fu il popolo a decidere la divinità "eponima" (che dà il suo nome) della città: le donne votarono Atena, gli uomini Poseidone. Cecrope fu eletto arbitro, che indicò nell'olivo il regalo più bello.
Poseidone, preso dall'ira, allagò la regione, ma Atena salvò la città. Il figlio di Cecrope, Cranao, ebbe una figlia che andò in sposa a Anfizione, figlio di Deucalione e Pirra. Questi detronizzò il suocero e consacrò la città ad Atena, dandole il nome di Atene.

Collegamenti esterni

Categoria:Capitali di stato Categoria:Città della Grecia Categoria:Luoghi della mitologia greca ja:アテネ ko:아테네 simple:Athens th:เอเธนส์ zh-min-nan:Athína


347 AC

Eventi


- Roma: consoli Plautius Vennox (o Venno) Hypsaeo, T. Manlio Imperioso Torquato

Nati

Morti


- Archita, filosofo pitagorico, politico, stratego, musicista, matematico, scienziato, astronomo, uomo di stato nonché un generale della Magna Grecia
- Platone, filosofo greco 054

Aristotele

Aristotele (384 - 3 AC - 7 marzo 322 AC) fu uno dei maggiori filosofi dell'antichità.
Assieme al suo maestro Platone è considerato uno dei più influenti pensatori della tradizione filosofica occidentale.

Introduzione

I tre maggiori filosofi greci dell'antichità furono Socrate, Platone e Aristotele. Questa triade di maestri ed allievi trasformò profondamente la tradizione filosofica precedente, tanto che essa viene ora chiamata pre-socratica. Giacché Socrate non lasciò scritti, le opere che costituiscono la base della tradizione occidentale seguente sono quelle del suo allievo Platone e quelle di Ari