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Impero Romano D'Occidente

Impero Romano d'Occidente

L'Impero Romano d'Occidente fu la parte occidentale dell'Impero Romano, che ebbe breve vita dal 395 DC, quando con la morte di Teodosio I, questi diede la metà occidentale dell'Impero al figlio Onorio e quella orientale all'altro figlio Arcadio, fino al 476. Onorio stabilì la capitale Milano. Nel 476 Romolo Augustolo, ultimo imperatore d’Occidente, fu deposto da Odoacre, capo degli Eruli che, almeno formalmente, assunse il governo dell’Italia in nome dell’imperatore di Bisanzio. Convenzionalmente si è assunto il 476 come data della fine dell’impero d’Occidente, ma, in realtà, esso si era già disgregato già in precedenza. Le invasioni germaniche annullarono quasi totalmente il potere dell’impero d’Oriente in Occidente. Nonostante ciò in Occidente sopravvissero la struttura amministrativa, il diritto romano, e la cultura occidentale.

Le invasioni barbariche

invasioni barbariche Nel IV-V secolo d.C., nell’esercito romano, parte delle truppe e molti ufficiali erano barbari e non era insolito che i figli dei capi studiassero nelle scuole dell’Impero. Mentre in Oriente il potere dell’imperatore era ancora forte, in Occidente vacillava aprendo la via alle invasioni. Nel 408 lo stesso anno della morte di Stilicone, in Oriente salì al trono Teodosio II, figlio di Arcadio. Teodosio II aveva sette anni, quindi le redini del governo rimasero per alcuni anni in mano algi alti burocrati della corte. Divenuto adulto Teodosio II organizzò varie campagne militari, difendendo con successo i domini imperiali. La più importante fu quella contro gli Unni, nel 447; proprio in seguito alla resistenza incontrata a Oriente, gli Unni si volsero ad ovest e pochi anni dopo invasero l'Europa e l'Italia. Il re sassanide Varanes tentò poi a più riprese di cacciare i Romani d'Oriente dall'Armenia e dalla Mesopotamia, ma anche i suoi attacchia vennero respinti. Gli Unni, guidati da Attila, furono fermati nel 451 in Gallia dal generale Ezio, però nel 452 scesero in Italia dove presero Aquileia (i fuggiaschi fondarono Venezia). Papa Leone I ottenne che si ritirassero in cambio di un tributo annuo. Nel 453 Attila morì ed il suo popolo si disgregò. categoria:Roma antica

Impero romano

L'Impero romano succedette alla Repubblica Romana, controllò il mondo Mediterraneo e gran parte del Nord Europa dopo il 31 AC; entrò in crisi nel III secolo DC e si riorganizzò su basi autocratiche, spostando il proprio baricentro in oriente, dove con l'imperatore Costantino ebbe una nuova capitale. In seguito l'impero venne diviso in un impero d'oriente e un impero d'occidente, ma Roma non fu più capitale, neanche dell'occidente. L'ultimo imperatore romano nella metà occidentale dell'Impero fu deposto nel 476. La parte orientale dell'Impero sopravvisse senza interruzioni, ma con graduale perdita di territori fino al 1453 quando Costantinopoli cadde sotto il dominio dei Turchi (si veda Impero Bizantino). Gli stati successori in occidente (Regno franco e Sacro romano impero) ed in oriente (la Russia degli Zar) continuarono ad usare i titoli adottati dall'Impero romano, fino all'epoca delle rivoluzioni. Influenze dell'Impero romano sul modo di governare, la legge, l'architettura e molti altri aspetti della vita risultano inevitabili.

L'ascesa di Augusto e gli imperatori Giulio-Claudi

Quando la Repubblica Romana (509 AC - 31 AC) arrivò alla fine, Caio Giulio Cesare Ottaviano, pronipote di Giulio Cesare e da lui adottato, rafforzò la sua posizione con la sconfitta del suo unico rivale per il potere, Marco Antonio, nella battaglia di Azio. Anni di guerra civile avevano lasciato Roma quasi senza legge. Tuttavia Roma non era ancora preparata ad accettare il controllo di un despota. Ottaviano agì astutamente. Per prima cosa sciolse il suo esercito ed indisse elezioni. Ottaviano fu eletto alla prestigiosa carica di console. Nel 27 AC, ufficialmente restituì il potere al Senato di Roma, e si offrì di rinunciare alla sua personale supremazia militare ed egemonia sull'Egitto. Non solo il Senato respinse la proposta, ma gli fu anche dato il controllo della Spagna, Gallia e Siria. Poco dopo Il Senato gli concesse anche l'appellativo di "Augusto". Augusto sapeva che il potere necessario per un governo assoluto non sarebbe derivato dal consolato. Nel 23 AC, rinunciò a questa carica, ma si assicurò il controllo effettivo assumendo alcuni poteri legati alle antiche magistrature repubblicane.
- Gli fu garantita a vita la tribunicia potestas, legata in origine alla magistratura di tribuno della plebe, che gli permetteva di convocare il Senato e decidere e porre questioni avanti ad esso.
- Ricevette inoltre limperium, ossia il comando militare, che gli dava autorità suprema in tutte le questioni riguardanti il governo del territorio. Il 27 AC e il 23 AC segnano le principali tappe di questa vera e propria riforma costituzionale, con la quale si considera che Augusto assumesse concretamente i poteri propri di imperatore di Roma. Egli tuttavia più tipicamente usò titoli come "Principe" o "Primo Cittadino". Con i nuovi poteri che gli erano stati conferiti, Augusto organizzò l'amministrazione dell'Impero con molta padronanza. Stabilì moneta e tassazione standardizzata; creò una struttura di servizio civile formata da cavalieri ed uomini liberi (mentre in precedenza erano prevalentemente schiavi) e previde benefici per i soldati al momento del congedo. Fu un maestro nell'arte della propaganda, favorendo il consenso dei cittadini alle sue riforme. La pacificazione delle guerre civili fu celebrata come una nuova età dell'oro dagli scrittori e poeti contemporanei, come Orazio, Livio e soprattutto Virgilio. La celebrazione di giochi ed eventi speciali rafforzavano la sua popolarità. Augusto inoltre per primo creò un corpo di vigili del fuoco, ed una forza di polizia per la città di Roma, che fu suddivisa amministrativamente in 14 regioni. Il controllo assoluto dello stato gli permise di indicare il suo successore, nonostante il formale rispetto della forma repubblicana. Inizialmente si rivolse al nipote Marco Claudio Marcello, figlio della sorella Ottavia, al quale diede in sposa la figlia Giulia. Marcello morì tuttavia nel 23 AC: alcuni degli storici successivi ventilarono l'ipotesi, probabilmente infondata, che fosse stato avvelenato da Livia. Augusto maritò quindi la figlia alla sua "mano destra", Agrippa. Da questa unione nacquero tre figli Caio Cesare, Lucio Cesare e Postumo (così chiamato perché nato dopo la morte del padre) e i due maggiori furono adottati dal nonno con l'intento di farne i suoi successori, ma morirono anch'essi in giovane età. Augusto mostrò anche favore per i suoi figliastri (figli del primo matrimonio di Livia) Tiberio e Druso, che conquistarono a suo nome nuovi territori nel nord. Dopo la morte di Agrippa nel 12 AC, il figlio di Livia, Tiberio, divorziò dalla prima moglie, figlia di Agrippa e ne sposò la vedova, Giulia. Tiberio fu chiamato a dividere con l'imperatore la tribunicia potestas, che era fondamento del potere imperiale, ma poco dopo si ritirò in esilio volontario a Rodi. Dopo la morte precoce di Caio e Lucio nel 4 AC e 2 AC rispettivamente, e la precedente morte del fratello Druso maggiore (9 AC), Tiberio fu richiamato a Roma, e venne adottato da Augusto, che lo designava in tal modo proprio erede. Roma Il 9 agosto 14, Augusto morì. Poco dopo il Senato decretò il suo inserimento fra gli dei di Roma. Postumo Agrippa e Tiberio erano stati nominati coeredi. Tuttavia Postumo era stato esiliato e venne ben presto ucciso. Si ignora chi ordinasse la sua morte, ma Tiberio ebbe la via libera per assumere lo stesso potere che aveva avuto il padre adottivo. I primi anni del regno di Tiberio furono pacifici e relativamente tranquilli. Tiberio assicurò il potere di Roma e la sua ricchezza. Nel 19 fu accusato della morte del nipote, il popolare Germanico. Nel 23 morì suo figlio, Druso minore. Sempre più Tiberio si ritirava in se stesso e diede il via ad una serie di processi ed esecuzioni per tradimento. Lasciò il potere nelle mani del comandante della guardia pretoriana, Elio Seiano. Tiberio stesso si ritirò a vivere nella sua villa di Capri nel 26 lasciando Seiano al potere. Seiano proseguiva le persecuzioni. Anche lui cominciò a consolidare il proprio potere; nel 31 fu nominato console insieme a Tiberio e sposò Livilla, nipote dell'Imperatore. Ma la sua potenza divenne eccessiva e la paranoia dell'Imperatore che aveva sfruttato tanto abilmente per il suo interesse, colpì questa volta lui. Seiano fu messo a morte, insieme a molti dei suoi amici lo stesso anno. Le persecuzioni continuarono fino alla morte di Tiberio nel 37. 37 Al momento della morte di Tiberio, molti dei personaggi che avrebbero potuto succedergli erano stati brutalmente uccisi. Il successore più logico (scelto anche da Tiberio) era il suo pronipote e figlio di Germanico, Caio (meglio conosciuto col nome di Caligola). Caligola iniziò il regno ponendo fine alle persecuzioni e bruciando gli archivi dello zio. Ma sfortunatamente cadde presto malato e a partire dal tardo 37 gli storici successivi riportano una serie di suoi atti insensati, alterando probabilmente in parte le vicende storiche. Pare che avesse ordinato ai suoi soldati di invadere la Britannia, ma avesse cambiato parere all'ultimo minuto, mandandoli invece a raccogliere conchiglie sulla riva del mare. Vernivano inoltre riportati i rapporti incestuosi che avrebbe avuto con le sue sorelle. Il suo ordine di erigere una sua statua nel tempio di Gerusalemme, sebbene fosse di normale amministrazione nelle province orientali il culto riservato al sovrano, scatenanò l'opposizione degli Ebrei. Nel 41, Caligola cadde vittima di una congiura, assassinato dal comandante della guardia Cassio Cherea. L'unico membro rimasto della famiglia imperiale era un altro nipote di Tiberio: Tiberio Claudio Druso Nerone Germanico, meglio noto come Claudio. Claudio era stato a lungo considerato un debole ed un pazzo dal resto della famiglia. E tale fama, alla quale contribuì anche lo scrittore Tacito, gli rimase per tradizione. Egli non fu tuttavia né paranoico come lo zio Tiberio, né pazzo come il nipote Caligola, e fu invece capace di amministrare con responsabile capacità. Riorganizzò la burocrazia e mise ordine nella cittadinanza e nei ruoli senatoriali. Proseguì la conquista e colonizzazione della Britannia, creando nel 43 la nuova provincia, ed aggiunse all'Impero molte provincie orientali. In Italia costruì un porto invernale ad Ostia, creando magazzini per accumulare granaglie e cereali provenienti da altre parti dell'Impero e da usare nella cattiva stagione. Sul fronte familiare, Claudio ebbe meno successo. La moglie Messalina lo tradiva e fu quindi messa a morte; successivamente sposò la nipote Agrippina. Questa, insieme con molti dei suoi liberti aveva uno straordinario potere su di lui e probabilmente lo uccise nel 54. Claudio nello stesso anno fu inserito fra gli dei. La morte di Claudio spianò la strada al figlio di Agrippina, il sedicenne Lucio Domizio Enobarbo, che adottato da Claudio aveva preso il nome di Tiberio Claudio Nerone Domiziano, noto come Nerone. Inizialmente, Nerone lasciò il governo di Roma a sua madre ed ai suoi tutori, in particolare a Seneca. Tuttavia divenendo adulto, il suo desiderio di potere aumentò; fece giustiziare la madre ed i tutori. Durante il regno di Nerone ci fu una serie di rivolte e ribellioni in tutto l'Impero: in Britannia, Armenia, Partia e Giudea. L'incapacità di Nerone di gestire le ribellioni e la sua sostanziale incompetenza divennero rapidamente evidenti e nel 68, cosicché perfino la guardia Imperiale lo abbandonò. Nerone si suicidò, e l'anno 69 (noto come l'anno dei quattro Imperatori) fu un anno di guerra civile, con gli Imperatori Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano al trono in rapida successione. Alla fine dell'anno, Vespasiano riuscì a consolidare il suo potere come Imperatore di Roma.
Si veda anche Albero genealogico Giulio-Claudio e
[http://www.wikipedia.org/wiki/Roman_Emperors/JulioClaudian (l'albero genealogico degli Imperatori Giulio Claudi in inglese)]

Gli Imperatori Flavi

Vespasiano era stato un Generale Romano di notevole successo ed aveva amministrato molte parti esterne dell'Impero. Aveva sostenuto la candidatura imperiale di Galba; tuttavia alla sua morte, Vespasiano divenne il maggior aspirante al trono. Dopo il suicidio di Otone, Vespasiano riuscì a dirottare la fornitura invernale del grano per Roma, mettendosi in ottima posizione per sconfiggere l'ultimo rivale, Vitellio. Il 20 dicembre 69, alcuni sostenitori di Vespasiano occuparono Roma. Vitellio fu ucciso dalle sue truppe, ed il giorno successivo il Senato confermò Imperatore Vespasiano. Vespasiano fu praticamente un autocrate, ed ebbe molto meno appoggio dal Senato dei suoi predecessori Giulio-Claudii. Questo è esemplificato dal fatto che lui stesso riferisce la sua salita al potere l'1 luglio quando fu proclamato Imperatore dalle truppe, invece del 21 dicembre quando fu confermato dal Senato. Egli volle, negli anni successivi, espellere i Senatori a lui contrari. Vespasiano riuscì a liberare Roma dai problemi finanziari creati dagli eccessi di Nerone e dalle guerre civili. Aumentando le tasse in modo drammatico (talvolta più che raddoppiate), egli riuscì a raggiungere una eccedenza di bilancio ed a realizzare progetti di lavori pubblici. Egli fu il primo committente del Colosseo e costruì un Foro il cui centro era il Tempio della Pace. Vespasiano fu inoltre effettivamente imperatore delle provincie. I suoi generali soffocarono ribellioni in Siria e Germania. Infatti in Germania riuscì ad allargare le frontiere dell'Impero, e gran parte della Bretagna fu portata sotto il dominio di Roma. Inoltre estese la Cittadinanza romana agli abitanti della Spagna. Un altro esempio delle sue tendenze monarchiche fu la sua insistenza che gli succedessero i figli Tito e Domiziano; il potere imperiale non era visto allora come ereditario. Tito, che aveva avuto qualche successo militare all'inizio del regno di Vespasiano, fu visto come il supposto erede al trono; Domiziano era visto come meno disciplinato e responsabile. Tito affiancò il padre nei compiti di censore e console e lo aiutò nel riorganizzare i ruoli del Senato. Il 23 giugno 79, alla morte di Vespasiano, Tito fu immediatamente confermato imperatore. Il breve regno di Tito fu marcato dai disastri: nel 79 l'eruzione del Vesuvio distrusse Pompei, e nell'80 un incendio distrusse gran parte di Roma. La sua generosità nella ricostruzione dopo le tragedie, lo rese molto popolare. Tito fu molto fiero dei suoi progressi nella costruzione del grande anfiteatro cominciato dal padre. Egli tenne la cerimonia inaugurale nell'edificio non ancora terminato durante gli anni 80, con un grandioso spettacolo in cui si esibirono 100 gladiatori e che durò 100 giorni. Tuttavia il Colosseo fu completato solo durante il regno di Domiziano. Tito morì nell'81 a 41 anni e ci furono voci che fosse stato assassinato dal fratello impaziente di succedergli.
Fu con Domiziano che i rapporti già tesi tra la dinastia flavia ed il senato si andarono sempre più logorando. Le cause di questo difficile sodalizio furono dapprima la divinizzazione del culto personale dell'imperatore secondo modalità tipicamente ellenistiche ed in seguito il divorzio dalla moglie Domizia, di estrazione senatoria. Anche sul fronte esterno le cose non andavano meglio; nonostante i successi della guerra britannica, finita nell'84, e la vittoria sui Catti, la guerra dacica (85-89) finì col pagamento dell'alleanza con Decebalo. Nell'89 Domiziano dovette reprimere la ribellione di Antonino Saturnino a Magonza. La parte finale del suo regno fu macchiata dalla condanna dei filosofi e, nel 95, dalla persecuzione contro i Cristiani. L'anno seguente Domiziano morì, vittima di una congiura.

Gli imperatori adottivi

Il periodo che va dalla fine del I alla fine del II secolo è caratterizzato da una successione non più dinastica, ma adottiva, basata sui meriti dei singoli scelti dagli imperatori come loro successori. Nerva (96-98), un anziano senatore scelto come successore di Domiziano, adottò un eminente personaggio militare, Traiano. Durante l'impero di quest’ultimo (98-117), le conquiste derivanti dalle guerre daciche e dalle campagne contro i Parti, con la creazione di tre nuove provincie (Armenia, Mesopotamia e Assiria), consentirono all'impero di raggiungere la sua massima estensione. A lui succedette Adriano (117-138), che accrebbe i poteri del principe rispetto a quelli del senato ed unificò la legislazione dell'impero. Negli anni del suo regno vi fu un periodo di pace, turbata esclusivamente dalla seconda rivolta giudaica (132-135), e l'imperatore si occupò della fortificazione dei confini settentrionali, con la realizzazione del Vallo di Adriano in Britannia ed il consolidamento del confine germanico. Antonino Pio (138-161), capostipite della Dinastia degli Antonini, continuò la politica pacifica del predecessore, fu un saggio amministratore e riconfermò al senato le prerogative passate, tanto da meritarsi l'appellativo di
pio. Alla sua morte gli succedettero Marco Aurelio (161-180) e Lucio Vero, morto nel 169. Il periodo del regno dell'imperatore filosofo non fu felice come i precedenti: dal 162 al 165 vi fu una guerra contro i Parti, nel 166 scoppiò una pestilenza, dal 167 al 175 le campagne contro Marcomanni e Quadi e la rivolta di Avidio Cassio in Oriente misero a dura prova le finanze dell'impero. I prodromi della crisi che investì l'impero romano nel III secolo si fecero maggiormente sentire con la successione al trono di Commodo (180-192). Il figlio di Marco Aurelio incrinò l'equilibrio istituzionale raggiunto e con il suo atteggiamento dispotico favorì il malcontento delle province e dell'aristocrazia. Il suo assassinio diede il via ad un periodo di guerre civili. L'ultimo periodo della pax romana può essere considerata l'età più felice dell'impero romano: tramite la politica di pace instaurata e la prosperità derivatane il governo imperiale attirò consensi unanimi, tanto che Nerva ed i suoi successori sono anche noti come i cinque buoni imperatori. Lo sviluppo economico e la coesione politica ed ideale, raggiunta anche per l'adesione delle classi colte ellenistiche, che contraddistinsero il secondo secolo, non devono, comunque, trarre in inganno, in quanto da lì a poco l'impero comincerà a mostrare i primi sintomi della decadenza.

La tarda età imperiale

Durante il III secolo, le guerre civili, la crisi economica conseguente, l'indebolimento delle difese, la pressione dei barbari, i cambiamenti sociali e religiosi mettono in pericolo l'esistenza stessa dell'impero. Da tale crisi l'impero esce trasformato, ma saldo con Diocleziano, che ne modifica profondamente l'ordinamento. Nei primi anni del secolo la dinastia dei Severi attua una politica accentratrice ed un processo di relativa democratizzazione. In tale programma si inserisce la
Constitutio antoniniana promulgata da Caracalla (Marco Aurelio Antonino) nel 212 che, concedendo la cittadinanza romana a tutti gli uomini liberi residenti nell'impero, sana le disparità giuridiche, fiscali ed amministrative. Nel 235, l'assassinio di Alessandro Severo apre un periodo di anarchia militare, durante il quale si susseguono numerosissimi imperatori che restano in carica pochi mesi, o anche pochi giorni. In tale situazione prevalgono gli interessi particolari delle differenti parti dell'impero che cercano di risolvere con interventi pragmatici i problemi che il potere centrale non è in grado di risolvere. Le spinte eccentriche vengono in qualche modo frenate dall'imperatore Diocleziano istituendo la tetrarchia, un regime collegiale di due Augusti e due Cesari che amministrano raggruppamenti distinti di province dell'Impero, accresciute in numero e riunite in diocesi. In questa circostanza anche l'Italia viene suddivisa in province. Più in generale si verifica in questi anni una progressiva marginalizzazione delle aree più antiche dell'impero a vantaggio di un oriente, forte della tradizione ellenistica, assai più prospero quanto a politica amministrazione e cultura. Ciò crea i presupposti per il frazionamento dell'impero che avviene di fatto nel 395, alla morte di Teodosio I. La pressione dei barbari ai confini e l'enorme estensione degli stessi rende l'esercito garante della sopravvivenza dello Stato ed il comando delle truppe è affidato ad ufficiali di carriera, che sostituiscono nell'incarico i senatori, spezzando il già labile legame fra il potere costituzionale e quello militare ed aprendo agli ufficiali la possibilità di ottenere cariche di notevole importanza nell'amministrazione dello Stato. Inoltre la necessità di frequenti leve estende il reclutamento a cittadini di tutto l'impero e, poi, anche ai barbari. Lo spopolamento delle campagne, dovuto sia alla crisi militare, sia alla scarsità di manodopera servile, porta ad una crisi economica, aggravata dall'insicurezza delle vie di comunicazione che causa la riduzione dei commerci. La necessità di mantenere in efficienza gli eserciti comporta un inasprimento fiscale e la conseguente inflazione provoca un aumento dei prezzi che colpisce soprattutto le città. Pestilenze e catastrofi naturali aggravano la situazione con un imponente calo della popolazione.

Storici antichi dell'Impero

In latino


- Livio - la sua è una storia della Repubblica Romana, ma scritta durante il regno di Augusto [http://www.thelatinlibrary.com/florus2.html Si veda collegamento esterno sulle opere]
- Svetonio [http://www.biblio-net.com/lett_cla/svetonio.htm Si veda collegamento esterno sulle opere]
- Tacito [http://www.biblio-net.com/lett_cla/tacito.htm Si veda collegamento esterno sulle opere]
- Ammiano Marcellino

In greco


- Eusebio di Cesarea
- Sozomen

Letteratura latina del periodo imperiale


- Lucio Apuleio
- sant'Agostino d'Ippona
- Orazio
- Virgilio

Studi del XVIII secolo e XIX secolo


- The History of the Decline and Fall of the Roman Empire, Edward Gibbon (1776 - 1788)

Studi moderni sull'Impero romano


- Brown, P.,
Società romana e impero tardo-antico, Roma-Bari 1986.
- J.B. Bury,
A History of the Roman Empire from its Foundation to the death of Marcus Aurelius, 1913
- Jacques, F. - Scheid, J.,
Roma e il suo impero. Istituzioni, economia, religione, Laterza, Roma-Bari 1992.
- Jones, A.H.M.,
Il tardo impero romano. 284-602 d.C., Milano 1973-1981.
- Luttwak, E.N.,
La grande strategia dell'impero romano, Milano 1991.
- Mazzarino, S.,
L'impero romano, Roma-Bari 1995.
- Rémondon, R.,
La crisi dell'impero romano, Milano 1975.
- Rostovzev, M.,
Storia economica e sociale dell'Impero romano, Firenze 1980.
- Wacher, J. (a cura di),
Il mondo di Roma imperiale, Roma-Bari 1989.
- Wheeler, M.,
La civiltà romana oltre i confini dell'impero, Torino 1963.

Voci correlate


- Consoli Repubblicani Romani
- Imperatori romani
- Limes
- Costantinopoli
- Impero Bizantino
- Imperatori Bizantini
- Pax Romana
- Strade Romane
- Letteratura latina Sulle battaglie:
- Lista battaglie romane

Collegamenti esterni


- [http://www.imperium-romanum.it/IR/impero/urbe_colonie.htm Le città romane]
- [http://www.imperium-romanum.it/IR/principale.htm Imperium-Romanum]
- [http://www.signainferre.it Signa Inferre] Categoria:Roma antica Categoria:Storia d'Italia ja:ローマ帝国 ko:로마 제국 simple:Roman Empire


Teodosio I

Teodosio I il Grande - Di nome Flavio nacque l'11 gennaio 347, a Cauca (Segovia) nella Spagna nord occidentale e morì a Milano il 17 gennaio 395. Era figlio di Teodosio il Vecchio, funzionario imperiale di rango elevato. Teodosio fu l'ultimo imperatore romano a regnare su un impero unificato. Gli imperatori che ereditarono da lui si spartirono l'impero, che in seguito non fu mai più governato da un solo uomo. È passato alla storia anche per aver reso il Cristianesimo religione di ufficiale di stato dell'Impero Romano. Dopo che Teodosio era stato costretto a ritirarsi nella natia Spagna, probabilmente in seguito ad una sconfitta delle sue legioni da parte dei Sarmati in Mesia, sul finire dell'anno 374, e dopo la morte del padre, giustiziato l'anno successivo, nulla si sa di lui fino a quando, nel 378, in seguito alla morte dell'imperatore Valente nella Battaglia di Adrianopoli, l'imperatore Graziano lo nominò co-Augusto d'Oriente. Dopo il 392, a seguito della morte dell'imperatore Valentiniano II, da lui sostenuto contro tutta una serie di usurpatori, Teodosio governò come imperatore unico, sconfiggendo l'usurpatore Flavio Eugenio nella Battaglia del Frigido, del 6 settembre 394. Dalla prima moglie Elia Flacilla ebbe due figli, Arcadio e Onorio, ed una figlia, Pulcheria. Dalla seconda moglie, Galla, figlia dell'imperatore Valentiniano I, ebbe una figlia, la famosissima Galla Placidia, madre del futuro imperatore Valentiniano III.

Rapporti diplomatici con i Goti

Durante il regno di Teodosio le regioni orientali rimasero relativamente tranquille. I Goti, insieme ai loro alleati, si erano insediati stabilmente nei Balcani ed erano motivo di continuo allarme. La tensione crebbe a poco a poco, tanto che, a un certo punto, l'imperatore associato Graziano rinunciò a mantenere il controllo delle provincie illiriche e si ritirò a Treviri, che a quel tempo si trovava in Gallia. Questa manovra aveva lo scopo di consentire a Teodosio di portare avanti senza intralci le successive operazioni militari. Un motivo di grave debolezza degli eserciti romani del tempo era legato alla pratica di arruolare contingenti fra le popolazioni barbare e farli combattere contro altri barbari, loro fratelli. Teodosio fu costretto a mettere un freno a questa pericolosa abitudine, inviando le nuove reclute nel lontano Egitto, con la necessaria e costosa conseguenza di doverle rimpiazzare con leve di più affidabili romani nelle altre provincie dell'impero. Nonostante ciò si ha notizia di improvvise defezioni di contingenti barbari e dei frequenti rovesci militari che ne furono conseguenza. Graziano inviò alcuni generali per liberare l'Illiria dai Goti, consentendo a Teodosio di entrare finalmente a Costantinopoli il 24 novembre del 380, al termine di una campagna militare durata due anni. Il 3 ottobre 382 fu stipulato con i Goti stessi, o perlomeno con quelli che erano scampati alla guerra, un trattato che li autorizzava a stanziarsi lungo il corso del Danubio, che allora costituiva il confine dell'impero, e più precisamente nella diocesi di Tracia, e di godervi un'ampia autonomia. In seguito molti di loro avrebbero militato stabilmente nelle legioni romane, altri avrebbero partecipato a singole campagne militari in qualità di federati, altri ancora, riuniti in bande di mercenari, avrebbero continuato a cambiare alleanza, finendo col diventare un motivo di grande e perdurante instabilità politica per tutto l'impero. Negli ultimi anni del regno di Teodosio uno dei capi goti emergenti, Alarico I, partecipò alla campagna che Teodosio condusse nel 394 contro il rivale Eugenio, per poi rivoltarsi contro Arcadio, figlio di Teodosio e suo successore in oriente, subito dopo la morte dello stesso Teodosio.

Guerre civili nell'Impero

La guerra scatenata da Eugenio, i cui eserciti marciavano al grido di Ercole invincibile, rappresentò l'ultimo tentativo di restaurare, almeno in una parte dell'impero, gli antichi culti religiosi ormai messi in discussione dall'avanzata del Cristianesimo. Cristianesimo

Teodosio, mecenate delle arti

Nel 390 Teodosio fece trasportare dall'Egitto a Costantinopoli l'obelisco di Karnak. Questa immensa preda di guerra si erge tuttora nell'Ippodromo, la grande arena dotata di una lingua pista per le corse dei cavalli, che fu un tempo il centro pulsante della vita pubblica e politica di Costantinopoli, nonché il luogo in cui spesso scoppiarono tumulti popolari. L'erezione dell'enorme monolito costituì uno sforzo titanico per la tecnologia dell'epoca, che aveva fatto grandi progressi anche grazie alla produzione di apparati bellici per gli assedi delle città. L'obelisco, ornato dal simbolo della divinità solare Helios, fu in un primo tempo spostato da Karnak ad Alessandria, sulle ali dell'entusiasmo popolare per l'affermazione del cristianesimo verso la metà del secolo, e lì rimase per tutto il tempo di una generazione, immagazzinato nei depositi del porto, mentre si cercava affannosamente di trovare il modo di imbarcarlo per spedirlo a Costantinopoli. La soluzione trovata alla fine non fu soddisfacente, tanto è vero che l'obelisco si spezzò durante il trasporto. Il grande basamento di marmo bianco (vedere l'illustrazione) è interamente ricoperto di bassorilievi che raffigurano la corte imperiale riunita al gran completo per festeggiare il trionfo dell'ingegneria che consentì la realizzazione di questa opera ciclopica. Teodosio e la famiglia imperiale sono separati dal pubblico, composto interamente da nobili, e si trovano in un palco imperiale sormontato da un'ampia copertura, simbolo del loro rango reale. Il naturalismo, caratteristica tradizionale delle arti figurative romane, cede qui il passo ad un'arte di tipo più simbolico: il concetto di ordine, dignità e lignaggio, raffigurato mediante schiere serrate di volti umani, tende a soppiantare la prosaica rappresentazione della vita quotidiana, tipica della ritrattistica pagana.

La religione cristiana diventa Religione di Stato

A quanto pare Teodosio apparteneneva ad una famiglia che professava il Credo niceno che si contrapponeva all'Arianesimo. La circostanza è confermata dal fatto che, solo due giorni dopo essere giunto a Costantinopoli, Teodosio, con un atto che non mancò di produrre una violenta reazione, espulse dalla città il vescovo ariano Demofilo di Costantinopoli, affidando la conduzione delle chiese cittadine a Gregorio Nazianzo, il patriarca della piccola comunità locale che praticava il credo niceno. Teodosio era appena stato battezzato dal vescovo Acolio di Salonicco (allora chiamata Thessalonica), mentre era gravemente ammalato, come era usanza nei primi tempi del Cristianesimo. In febbraio, insieme a Graziano, pubblicò un editto che imponeva a tutti i sudditi dell'impero di professare la fede cristiana, secondo il rito dei vescovi di Roma ed Alessandria, editto che fu poi confermato dal successore Teodosio II con il cosiddetto Codice Teodosiano. La nuova legge riconosceva a quelle due sedi episcopali il primato in materia di Teologia. Va notata, tuttavia, l'influenza dei teologi di Costantinopoli, i quali, essendo sotto la diretta giurisdizione dell'imperatore, erano a volte destituiti e reintegrati in base al loro maggiore o minore grado di acquiscenza ai voleri imperiali. Nella prima parte del suo regno Teodosio sembra aver ignorato il ruolo semi-ufficiale che avevano ormai raggiunto il potere e l'influenza dei vescovi cristiani; infatti si era pronunciato per la conservazione dei templi e delle statue pagane, intesi come utili supporti alla religione di stato ufficiale. In seguito, tuttavia, con una serie di decreti imperiali, detti, appunto, decreti teodosiani, aveva gradualmente stabilito che tutte le feste pagane che non erano state trasformate in festività cristiane diventavano automaticamente giorni lavorativi (398). Nel 391 Teodosio dichiarò illegali i sacrifici cruenti ed emise un decreto secondo cui "nessuno doveva visitare i santuari pagani, entrare nei templi, alzare lo sguardo verso le statue degli dei". I templi furono chiusi e dichiarati ufficialmente "abbandonati", come sentenziò il vescovo Teofilo di Alessandria, a cui fu permesso di demolire un sito di culto pagano per erigervi sopra una chiesa cristiana, operazione questa che dovette essere autorizzata ed eseguita moltissime volte poiché gli archeologi hanno scoperto in tutto il territorio dell'impero un gran numero di chiese del V secolo le cui fondamenta poggiano sui resti di antichi templi e cripte dedicate al preesistente culto di Mitra. In più di un'occasione Teodosio si astenne dal reprimere gli atti violenti compiuti dai Cristiani contro i più importanti luoghi di culto pagani. La distruzione dell'enorme Serapeo di Alessandria e della sua famosa biblioteca ad opera di una setta di fanatici, avvenuta all'incirca nell'anno 392 e descritta trionfalmente nei minimi dettagli dagli esultanti cronisti cristiani dell'epoca, fu solo il più spettacolare di una lunga serie di episodi simili. Infatti la distruzione del più imponente tempio di Alessandria incoraggiò le più zelanti comunità Cristiane delle altre regioni dell'impero, spesso mobilitate dai vescovi del posto, come i primi agiografi del Cristianesimo orgogliosamente riferiscono. Con un decreto del 391 Teodosio abolì i sussidi che venivano ancora erogati con parsimonia a favore di quanto restava del culto tradizionale greco-romano. Il sacro fuoco eterno che le Vestali custodivano nel tempio di Vesta nel Foro Romano fu spento, e l'ordine stesso delle Vestali sciolto. Le pratiche del vaticinio e della stregoneria venivano severamente sanzionate. Inoltre Teodosio si rifiutò di accogliere la richiesta dei membri pagani del Senato di ricostruire l'Altare della Vittoria nell'aula del Senato. Teodosio cominciò a coniare monete in cui era raffigurato mentre portava il labaro. Secondo molti storici il deciso mutamento della politica religiosa di Teodosio, che ebbe la sua maggiore manifestazione nei cosiddetti "Decreti Teodosiani", fu in gran parte dovuta all'influenza di Ambrogio, vescovo di Milano. Se la religiosità di Teodosio fosse o meno genuina non è dato sapere. Vale la pena di ricordare che nel 390 Ambrogio aveva scomunicato Teodosio, reo di aver ordinato il massacro di molte migliaia di abitanti di Thessalonica (l'odierna Salonicco), per ritorsione contro l'uccisione del governatore militare della città, e che, a seguito della scomunica, Teodosio era stato costretto a una penitenza durata diversi mesi. In buona sostanza i decreti di Teodosio furono emanati in risposta alle molte petizioni indirizzategli da vari gruppi di Cristiani militanti di tutto l'impero. Si narra che il vescovo Ambrogio pronunciò l'orazione pubblica al funerale di Teodosio.

Voci correlate

Le donne di Teodosio


- Galla Placidia
- Justa Grata Honoria
- Serena
- Pulcheria

Collegamenti esterni


- [http://www.roman-emperors.org/theo1.htm De Imperatoribus Romanis website:] Theodosius I Categoria:Imperatori romani ja:テオドシウス

Flavio Augusto Onorio

Flavio Augusto Onorio (Costantinopoli, 384 - Ravenna, 423), imperatore romano. Figlio di Teodosio I, nel 393 riceve il titolo di augusto e nel 395 succede al padre nel governo dell'Occidente mentre il fratello maggiore, Arcadio, regge l'Oriente. Essendo Onorio ancora minore la reggenza viene affidata a Stilicone, generale vandalo che, nel 402 e 403, respinge le incursioni dei Visigoti di Alarico. Proprio a causa dell'invasione dei Visigoti Onorio sposta la capitale da Milano a Ravenna, considerata meglio difendibile in quanto circondata da paludi. La necessità di difendere l'Italia costringe Stilicone a sguarnire la Gallia dove in breve compaiono numerosi usurpatori della porpora imperiale tra cui Costantino III (usurpatore). Onorio, spesso in contrasto con l'imperatore d'Oriente, cerca l'alleanza con la Chiesa Cattolica eliminando le ultime vestigia del paganesimo come ad esempio i giochi gladiatorii. Debole e influenzabile subisce l'influenza dei cortigiani che nel 408 lo convincono a condannare a morte Stilicone, la cui influenza aumenta ad ogni vittoria, di cui, tra l'altro, ha sposato, in sequenza, le figlie. La scomparsa del miglior generale che difendeva l'occidente permette ad Alarico di riprendere l'offensiva e, nel 410, di prendere e saccheggiare Roma, dove insedia come imperatore Prisco Attalo. Anche Galla Placidia, sorella di Onorio, cade nelle mani di Alarico. Le sorti della romanità sembrano rialzarsi grazie al generale Flavio Costanzo che sconfigge, nel 411, l'usurpatore Costantino e poi nel 413 anche Eracliano. Costanzo scaccia anche i Visigoti, governati ora da Ataulfo dalla Gallia. Nel 421 Onorio, nomina Costanzo, che nel frattempo ha sposato Galla Placidia, rimasta vedova di Ataulfo, "augusto", associandolo al governo dell'impero. Questi, però, muore però lo stesso anno e Onorio, incapace di affrontare la grave crisi in atto, si rinchiude a Ravenna dove muore nel 423. Categoria:Biografie Categoria:Imperatori romani ja:ホノリウス

Arcadio

Con il nome Arcadio ci si può riferire a:
- Arcadio di Bisanzio, imperatore bizantino
- Arcadio, nome proprio di persona maschile

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Eventi


- Italia Europa: Fine dell'Impero Romano d'Occidente
- Italia Europa: Inizio del Medioevo

Nati

Morti

076 ko:476년

Milano

Milano (in dialetto milanese Milán) è la seconda città italiana, ma il più grosso agglomerato del paese, ed il capoluogo dell'omonima provincia e della Regione Lombardia, nonché la più popolosa città dell'Italia settentrionale, con quasi un milione e duecentomila abitanti.

Geografia

La città occupa una zona pianeggiante nella parte occidentale della regione Lombardia ed è bagnata da piccoli fiumi, il Lambro, l'Olona, il Seveso, e da vari canali: Naviglio Grande, Naviglio Pavese, Naviglio Martesana. Si trova a 25 km a est del fiume Ticino, a 25 km ad ovest dell'Adda, a 35 km a nord del Po ed a 50 km a sud del lago di Como e del confine svizzero. Il Comune di Milano ha una superficie estremamente piccola e quasi totalmente urbanizzata, con una densità abitativa di poco inferiore a quella di Napoli. La città vera e propria, il continuum urbano di edifici, piazze, residenze, fabbriche e servizi accessori travalica di molto i confini comunali, continuando soprattutto verso Nord ed Est per parecchi chilometri. Una prima fascia di Comuni, detta anche Prima Cintura, affianca per i 2/3 il Comune di Milano creando quindi un'unica città composta da alcune decine di municipalità, con una popolazione di circa 2,7 Milioni di abitanti. Questa è la città vera e propria, che ha una superficie comunque inferiore a quella di Roma, ma con gli stessi abitanti. Negli ultimi anni si è anche iniziato ad identificare l'Area Metropolitana che gravita intorno alla Grande Milano, di 2,7 milioni di abitanti. Questa entità (che dovrebbe già essere istituita da un decennio almeno, come previsto dalla Costituzione Italiana) vedrà difficilmente luce, dato che sarebbe sovraprovinciale, inglobando dentro di essa un'ampia fetta di Lombardia. Con le riprese satellitari notturne, e gli studi sul traffico pendolare si ottiene un'Area Metropolitana di Milano lunga circa 70 km da Ovest ad Est e alta oltre 65 km in direzione Nord Sud, partendo quindi da Novara in Piemonte e arrivando oltre Bergamo; nell'altra direzone partendo da Lugano in Svizzera (quindi anche transnazionale) scendendo a Sud sino a Pavia e Lodi. Questa Area Metropolitana ingloba anche le città di Varese, Como, Lecco, Bergamo e supera ampiamente i 6,5 milioni di abitanti, su una superficie relativamente modesta e di alta densità abitativa. Densità che aumenta enormemente scomputando al totale le centinaia di Kmq di Parchi Regionali presenti dentro questa area così come in molte città europee. Altri studi ampliano ancor di più questa enorme Area Metropolitana, usando come termini di definizione quelli utilizzati negli U.S.A. (paese ove nacquero le Aree Metropolitane e i loro organismi di gestione e guida) e in Francia per le Aree Industriali. Si otterrebbe quindi una megalopoli di oltre 8,5 milioni di abitanti che comprenderebbe anche le città di Brescia, Piacenza, Crema, Verbania e Vercelli oltre che a diverse Valli Alpine. Risulta quasi impossibile immaginare che tante città e province deleghino il loro potere ad una unica autorità, soprattutto in un Paese estremamente afflitto dalla pretesa di privilegi come l'Italia. A dimostrazione di ciò vi è la nascita continua di nuove province come Lodi e la futura Monza, forse create per ottenere dall'amministrazione centrale maggiori trasferimenti da parte dello stato. Risulta quindi che l'area metropolitana di Milano coincide con il territorio provinciale e ne ha gli stessi abitanti, nonostante che in realtà il territorio della Provincia di Milano sia la città di Milano e che la sua area metropolitana sia una dozzina di volte più vasta ed abbia quasi il quadruplo degli abitanti. A Milano confluiscono molte vie di comunicazione di importanza regionale, nazionale ed internazionale: essa è collegata con Torino, con Genova, con l'asse della Emilia-Romagna, l'asse Brescia-Veneto, Bergamo e le Valli Orobiche, le vie alpine della Valtellina (Val Venosta, Engadina e Alte valli del Reno), del Canton Ticino (San Bernardino, Lucomagno e San Gottardo) del Passo del Sempione. Questa sua collocazione strategica, insieme alla fertilità del suo territorio, ha influenzato notevolmente la storia della città ed il ruolo che ha avuto nei confronti della nazione italiana e dei paesi transalpini.

Storia

Milano fu fondata dalla popolazione celtica degli Insubri, una tribù probabilmente autoctona, che aveva fatto parte in epoca protostorica della cultura di Golasecca. La fondazione avvenne secondo la tradizione tramandata nel racconto di Tito Livio e ripresa in epoca medioevale da Bonvesin de la Riva nel De Magnalibus urbi Mediolani, attorno al 600 AC. Nel 222 AC venne conquistata dai romani, i quali le dettero il nome di Mediolanum (in mezzo alla pianura), dal probabile toponimo celtico di "Medhelan", col significato di "Terra di Mezzo" ed anche "Centro di perfezionamento", centro spirituale. Fu chiamata anche Mailand. La leggenda racconta che all'arrivo dei romani, gli Insubri prelevarono le insegne auree, poste nel tempio di Belisama (per Cesare, il tempio di Minerva, con la quale la divinità celtica veniva identificata), per portarle al sicuro, in montagna. Dal 293 al 402 d.C., ai tempi del Vescovo Ambrogio e dell'imperatore Teodosio I, la città fu capitale dell'Impero Romano d'Occidente. Impero Romano d'Occidente Dopo il periodo degli Ostrogoti e dei Longobardi, nell'XI secolo la città riacquistò una crescente importanza ed indipendenza dal Sacro Romano Impero. Distrutta nell'aprile del 1162 da Federico I Barbarossa, rinacque dopo la vittoria della Lega Lombarda nella battaglia di Legnano del 29 maggio 1176. Nel tardo medioevo e durante il rinascimento Milano fu governata dai duchi della famiglia dei Visconti e degli Sforza. In questo periodo si susseguono i seguenti arcivescovi, alcuni dei quali di significativa importanza per la città: Carlo I da Forlì (1457-1461); Stefano dei conti Nardini di Forlì (1461-1484); Giovanni IV Arcimboldi (1484-1488) e Guido Antonio Arcimboldi (1488-1497); Ottaviano Arcimboldi (1497); Ippolito I d'Este (1497-1519); Ippolito II d'Este (1519-1550). Dopo un periodo di espansione nell'Italia settentrionale nel XV secolo, all'inizio del XVI secolo Milano fu conquistata dalla Francia, per poi passare alla Spagna e nel XVIII secolo all'Austria. Dal 1796 al 1799 fu capitale della Repubblica Cisalpina, dal 1802 al 1805 capitale della Repubblica Italiana e dal 1805 al 1814 capitale del Regno Italico (Napoleonico). Regno Italico Tornata all'Austria dopo il periodo napoleonico con il Regno Lombardo-Veneto, nel 1859 in seguito alla seconda guerra d'indipendenza entrò a far parte del Regno di Sardegna e dal 1861 del Regno d'Italia. Il 18 aprile del 2002 la città è stata duramente colpita dall'incidente accorso al Grattacielo Pirelli, dove un piccolo aereo da turismo si è schiantato devastando un'intera area del palazzo regionale e uccidendo due impiegate che lavoravano al 26° piano. La voglia di riprendersi dal grande spavento (data la vicinanza all'11 settembre) ha contribuito a far rinascere il Pirellone (come viene affettuosamente chiamato da tutti i lombardi), grazie ad un restauro record, che ha permesso in un solo anno di farlo tornare agli antichi splendori.

Personalità celebri

Sono numerose e varie le personalità celebri che a Milano sono nate, hanno vissuto a lungo o comunque hanno operato significativamente ed hanno stabilito dei saldi rapporti con la città, il suo spirito ed i suoi ruoli. La consultazione dell'elenco delle Personalità legate a Milano può risultare molto utile per la comprensione dell'importanza e dei meriti di Milano.

Economia

Personalità legate a Milano Milano è la capitale economica e finanziaria del Paese, grazie anche alla presenza della Borsa (in Piazza Affari).
Milano dalla fine dell'800 agli anni intorno al 1970 è stata una città prevalentemente industriale, ma successivamente ha visto il prevalere sempre più marcato di un terziario sviluppato in diverse direzioni, dalle tradizionali alle innovative: finanza, commerci nazionali ed internazionali, direzioni aziendali, editoria, design industriale, pubblicità, intrattenimento, informatica, attività universitarie. Dagli anni 1980 è divenuta famosa come "Città della Moda". Ancora oggi, insieme a New York e Parigi, è una delle capitali mondiali della moda.

Società e Aziende celebri


- Giorgio Armani
- Dolce & Gabbana
- Prada
- Gianni Versace
- Pirelli
- Telecom Italia
- Fiera Milano
- Alemagna
- Campari
- Alfa Romeo
- Motta
- Mediaset
- RAI - Sede di Milano
- Bugatti
- Corriere della Sera/RCS
- Feltrinelli Editore
- Mondadori
- ENI
- Ferrovie Nord Milano
- Banca Intesa
- Unicredito
- Mediobanca

La Milano del futuro

Mediobanca Oggi la città sta vivendo un profondo rinnovamento dal punto di vista architettonico e urbano, con la realizzazione di numerosi progetti che puntano da un lato a riqualificare intere zone e grandi quartieri, e dall'altro a proiettare la sua immagine in Europa e nel mondo (nuova Fiera di Milano, Teatro alla Scala, fiera urbana e Progetto CityLife, Biblioteca Europea, quartiere S.Giulia, Garibaldi-Repubblica), grazie anche ad importanti concorsi internazionali cui partecipano architetti quali Renzo Piano, Norman Foster, Massimiliano Fuksas, Daniel Libeskind, Zaha Hadid e Ming Pei. Tutti questi progetti modificheranno e ridisegneranno nel corso degli anni lo skyline della metropoli milanese, che non sarà più dominato dalle guglie del Duomo e dal Grattacielo Pirelli, ma da nuovi e imponenti grattacieli. La città, inoltre, è candidata, insieme alla regione, ad ospitare i XXXI Giochi Olimpici (Milano-Lombardia 2016).

Trasporti e mobilità

Aeroporti

Milano è servita dall'Aeroporto internazionale Milano-Malpensa - MXP (grande hub intercontinentale), situato in provincia di Varese e collegato direttamente al centro città tramite la navetta ferroviaria Malpensa Express, che parte dalla stazione Cadorna (gestita dalle Ferrovie Nord), e con diverse linee di bus. Il vicino Aeroporto di Linate, invece, che ospita esclusivamente il traffico nazionale, europeo e low-cost, si trova nella zona est della città, alla quale è collegato dalla linea BUS 73 (da Piazza San Babila). A Bergamo poi si trova l'Aeroporto internazionale di Orio al Serio (BGY), che è utilizzato principalmente per voli charter, cargo ed alcune tratte low-cost. Complessivamente i tre aeroporti lombardi gestiscono ogni anno un traffico di circa 34 milioni di passeggeri e rappresentano il sistema aeroportuale più importante d'Italia (nella zona lombarda si concentra la maggior parte del traffico aereo italiano).

Ferrovie nazionali

Italia La città di Milano rappresenta il più grande ed importante nodo ferroviario del Nord Italia; come numero di passeggeri che transitano quotidianamente in tutte le sue stazioni è il polo ferroviario italiano più affollato. Essa è servita dalle seguenti stazioni:

Stazioni viaggiatori

- Milano Centrale (stazione viaggiatori di testa, la più importante del nodo ferroviario milanese)
- Milano P.ta Garibaldi (la seconda stazione viaggiatori della città, ha una parte sotterranea)
- Milano Lambrate (importante stazione viaggiatori di passaggio)
- Milano Rogoredo (importante stazione viaggiatori e scalo merci)
- Milano Greco (stazione viaggiatori)
- Milano P.ta Genova (stazione viaggiatori di testa)
- Milano Porta Romana (stazione viaggiatori e scalo merci)
- Milano San Cristoforo (stazione viaggiatori e scalo merci)
- Milano Certosa (stazione viaggiatori e scalo merci)
- Milano Bovisa (stazione viaggiatori e scalo merci)
- Milano Lancetti (stazione viaggiatori di passaggio)
- Milano Villapizzone (stazione viaggiatori di passaggio)
- Milano Repubblica (stazione viaggiatori, sotterranea)
- Milano P.ta Venezia (stazione viaggiatori, sotterranea)
- Milano Dateo (stazione viaggiatori di passaggio, sotterranea)
- Milano P.ta Vittoria (stazione viaggiatori di passaggio, sotterranea) Tre nuove stazioni viaggiatori sono attualmente in costruzione:
- Milano Romolo
- Milano Tibaldi
- Milano/Rho Fiera
Scali per il solo trasporto di merci

- Milano Smistamento (smistamento merci)
- Scalo Farini (scalo merci) Ogni giorno transitano per la Stazione Centrale circa 270.000 passeggeri, altri 100.000 per la Stazione Cadorna delle FNM e complessivamente altri 250.000 per le altre stazioni disseminate nella città, per un totale di circa 620.000 persone. La maggiorparte di essi sono pendolari, che si aggiungono al Milione di veicoli che quotidianamente entrano in città dall'Area Metropolitana.

Linee AV/AC

Nei prossimi tre-quattro anni verranno aperte le nuove linee AV/AC Milano-Roma-Napoli e Milano-Torino. Le stazioni per i TAV (Treni ad Alta Velocità) saranno:
- Milano Rogoredo (treni da sud)
- Milano/Rho Fiera (
treni da ovest) La linea Milano-Venezia (verso Trieste) è parzialamente in costruzione. La stazione AV/AC per i TAV provenienti da est sarà:
- Pioltello.

Ferrovie urbane, suburbane e regionali

TAV Il Servizio Ferroviario Suburbano (Linee "S"), composto complessivamente da 8 linee suburbane (10 dal 2008), collega gran parte dell'area metropolitana milanese (
Grande Milano), ed altre importanti città vicine (Saronno, Varese, Como, Novara, ecc.). Il servizio è gestito da Trenitalia e FNM. Le 8 linee S garantiscono un treno ogni mezz'ora dalle 6.00 alle 00.30, tutti i giorni dell'anno per un servizio simile alla metropolitana (corrisponde alla RER parigina ed alla tedesca S-Bahn). I treni transitano sempre allo stesso minuto di ogni ora (orario cadenzato) ed effettuano tutte le fermate lungo la tratta. A Milano si viaggia con biglietto a tariffa urbana. Il Servizio Ferroviario Regionale ("R"), invece, collega Milano al resto della Lombardia ed alla rete ferroviaria nazionale. Le tre diverse reti di trasporto sono ben distinte e sono riconoscibili all'esterno delle stazioni e delle varie fermate grazie a specifici cartelli luminosi che indicano M, S o R, facilitando così notevolmente l'interscambio fra i sistemi.

Metropolitane e Tramvie

Milano dispone di 3 linee di metropolitana (linea 1 - rossa inaugurata nel 1964 tra le stazioni Rho Fiera/Bisceglie e Sesto FS; linea 2 - verde tra le stazioni Abbiategrasso e Cologno Nord/Gessate; linea 3 - gialla, in funzione dal 1990, tra le stazioni Maciachini e S.Donato). La rete, gestita da ATM e indicata con il logo "M", si estende per più di 80 km. Dalla fermata di Cascina Gobba (M2), inoltre, parte una linea di metrò automatico che la collega al vicino ospedale universitario S. Raffaele ("
Metrò S. Raffaele"). La città dispone inoltre di una rete tranviaria molto estesa (287 km di binari) formata sia da tram di vecchio tipo sia dai nuovi tram che vanno diffondendosi nelle maggiori città europee.

Lavori in corso...

Attualmente sono in costruzione diversi prolungamenti delle 3 linee M, che aggiungeranno complessivamente alla rete altri 15 km e circa 10 nuove fermate. Inoltre è in avanzata fase di progettazione la nuova linea
M5, da Porta Garibaldi al confine con il comune di Cinisello Balsamo e successivamente fino a Monza. Le linee M4 (da Lorenteggio all'Aeroporto di Linate) e M6 sono invece in fase di studio. Infine, dopo la conclusione del Passante ferroviario, è già stata avviata la progettazione di un secondo Passante, che attraverserà la città ad ovest, partendo probabilmente dalla Stazione delle FS di Milano Certosa e arrivando alla attuale Stazione di Porta Genova passando molto probabilmente da Pagano M1.

Architetture e luoghi di interesse

Chiese


- Duomo
- Basilica di Sant'AmbrogioBasilica di Sant'Ambrogio
- Chiesa di San Babila
- Chiesa di San Bernardino alle Ossa
- Chiesa di San Cristoforo sul Naviglio
- Basilica di Sant'Eustorgio
- Basilica di San Lorenzo
- Chiesa di San Marco
- Basilica di San Nazaro Maggiore
- Basilica di San Simpliciano
- Chiesa di San Satiro
- Santuario di Santa Maria dei Miracoli
- Chiesa di Santa Maria delle Grazie con
- Cenacolo Vinciano ( L'ultima cena di Leonardo da Vinci)Leonardo da Vinci

Edifici e luoghi storici


- Acquario
- Castello Sforzesco
- Cimitero Monumentale
- Fiera Polo Urbano
- Galleria Vittorio Emanuele II
- Giardini della Guastalla
- Grattacielo Pirelli (sede Regione Lombardia)
- Navigli
- Palazzo Clerici
- Planetario
- Quartiere Bicocca e Teatro degli Arcimboldi
- Teatro alla Scala
- Torre Velasca
- Università degli Studi di Milano

Monumenti e sculture all'aperto


- Alessandro Manzoni in Piazza San Fedele
- Colonne di San Lorenzo (
in foto) Colonne di San Lorenzo
- Costantino imperatore
- Decimo Magno Ausonio in Piazza Mercanti
- Disco di Pomodoro
- Fontana del Piermarini in Piazza Fontana
- Grande Scultura di Miró
- Il Grande Toscano in Piazza del Carmine
- Monumento a Mazzini in Piazza della Repubblica
- Monumento Cinque Giornate Monumento Cinque Giornate
- Mura Spagnole
- Napoleone del Canova nel cortile di Brera
- Statua di Oldrado da Trasseno del Palazzo della Ragione
- San Carlo Borromeo in Piazza Borromeo
- San Francesco in Piazza Sant'Angelo
- Sant'Arderico in Piazza San Nazzaro in Brolo
- Statua Romana in Corso Vittorio Emanuele
- Statua di Leonardo in Piazza della Scala
- Rotonda di via Besana (
in foto)
- L'Ago e il Filo di Claes Oldenburg in Piazzale Cadorna
- Il Cavallo di Leonardo all'Ippodromo di San Siro

Nei dintorni


- Certosa di Chiaravalle
- Certosa di Garegnano
- Abbazia di Viboldone
- Abbazia di Mirasole
- Abbazia di Morimondo
- Polo esterno Fiera Milano di M. Fuksas (a Rho-Pero)

Divisione amministrativa

M. Fuksas Nel 1999 l'amministrazione Comunale ha deciso di ridurre il numero di Zone in cui la città era divisa ed amministrata. Dalle precedenti 20 zone si è scesi alle 9 attuali. La zona 1 occupa il centro storico, mentre le altre 8 zone partendo dai confini della zona 1 arrivano radialmente verso la periferia. Nel seguente elenco vengono riportati i quartieri storici e moderni che sono presenti in ciascuna zona:
- Zona 1 - tutto il centro storico, partendo dal centro geografico di Milano, Piazza Duomo, sino alla Cerchia dei Bastioni (o Mura Spagnole); quartieri di Porta Magenta, Porta Tenaglia, Porta Sempione o Arco della Pace, Giardini Pubblici, Repubblica, Crocetta, Guastalla, Il Ticinese, Basilica di Sant'Ambrogio, Papiniano/San Vittore, Parco delle Basiliche, Carrobbio.
- Zona 2 - quartieri di Porta Nuova, Centrale, Ponte Seveso, Loreto, Maggiolina, Villaggio dei Giornalisti, Greco, Gorla, Turro, Precotto, Padova, Crescenzago, Adriano, Breda, Cassina di Pom.
- Zona 3 - Porta Venezia, Porta Monforte, Città Studi, Lambrate, Parco Lambro, Ortica, Feltre, Casoretto, Corelli, Rottole, Cimiano, Carnia, Naviglio Martesana.
- Zona 4 - Porta Vittoria, Porta Romana, Libia, Cavriano, Calvairate, Monluè, Taliedo, La Treccia, Porto, Gamboloita, Nosedo, Rogoredo, Santa Giulia, Morsenchio, Forlanini, Omero, Mazzini, San Luigi.
- Zona 5 - Porta Vigentina, Porta Lodovica, Porta Ticinese, Conchetta, Ravizza, Ohm, Ripamonti, Vigentino, Ortles, Quaranta, Morivione, Spaventa, Stadera, Torretta, Meda, Conca Fallata, Vaiano Valle, Chiaravalle, Selvanesco, Gratosoglio, Casenuove, Macconago, Quintosole, Ronchetto delle Rane, Chiesa Rossa, Ferrari, Naviglio Pavese, Vettabbia, San Gottardo.
- Zona 6 - Porta Genova, Darsena, Magolfa, Solari, San Gimignano-Quartiere Ebraico, San Gimignano-Quartiere Giapponese, San Cristoforo, Moncucco, Lorenteggio, Dazio del Lorenteggio, Molinetto del Lorenteggio, Giambellino, Restocco Maroni, Ronchetto sul Naviglio, Boffalora, Sant'Ambrogio, Bisceglie, Inganni, Frattini, Naviglio Grande, Barona, Santa Rita, Legioni Romane, Foppa.
- Zona 7 - Porta Vercellina, Aquileia, Piemonte, Washington, Marghera, Brescia, Siena, Forze Armate, Baggio, Saint Bon, San Carlo, Valsesia, Quinto Romano, Quarto Cagnino, Selinunte, San Siro, Figino, Assiano, Muggiano, Novara, Marx, Bellaria, Ippodromi.
- Zona 8 - Sempione, Bullona, Fiera, Monumentale, Porta Comacina, Cenisio, Chinatown, Ghisolfa, Cagnola, Il Portello, Monte Stella, Boldinasco, Q.T.8, Gallaratese I°, Gallaratese II°, Bonola, Ghisallo, Trenno, Lampugnano, San Leonardo, Accursio, Musocco, Villapizzone, Garegnano, Vialba, Certosa, Quarto Oggiaro, Belgioioso.
- Zona 9 - Porta Volta, Centro Direzionale, Gioia, Isola, Zara, Lancetti/Dogana, Farini, Bovisa, Bovisasca, Dergano, Derganino, Montalbino, Prato Centenaro, Niguarda, Cà Granda, Affori, Comasina, Segnano, Bicocca, Sarca, Fermi, Astesani, Maciacchini, Bruzzano, Parco Nord, Seveso,

Cultura

Musei e Gallerie

Mura Spagnole
- Pinacoteca di Brera
- Pinacoteca Ambrosiana
- Biblioteca Ambrosiana
- Museo Poldi Pezzoli
- Civico Museo d'Arte Contemporanea
- Galleria d'Arte Moderna
- Triennale (Palazzo dell'Arte)
- Museo nazionale della scienza e della tecnologia "Leonardo da Vinci"
- Museo di Storia Naturale
- Castello Sforzesco
- Museo Egizio
- Museo della Preistoria e Protostoria
- Museo d'Arte Antica
- Palazzo Reale
- Museo Teatro alla Scala
- Padiglione di Arte Contemporanea
- Galleria Vinciana
- Museo Bagatti Valsecchi
- Museo degli Strumenti Musicali
- Museo delle Arti Decorative
- Museo Archeologico
- Museo di Milano
- Museo di Storia Contemporanea
- Museo del Risorgimento

Teatri

Padiglione di Arte Contemporanea A Milano le sale sono numerose e ogni anno vengono messi in scena circa 300 spettacoli. La città ha avuto la fortuna di ospitare due figure teatrali di livello internazionale: il regista Giorgio Strehler e l'attore-autore Dario Fo, premio nobel per la letteratura nel 1997. I teatri milanesi sono sparsi per tutta la città. Brera, il quartiere notturno per eccellenza, ne ospita tre, altre sale si trovano lungo corsi trafficati o vicoli nascosti, piazze note e strade decentrate. I teatri principali sono:
- Teatro alla Scala
- Teatro degli Arcimboldi
- Auditorium di Milano
- Piccolo teatro di Milano (nelle tre sedi Teatro Grassi, Teatro Strehler e Teatro Studio)
- Teatro Lirico
- Teatro Carcano
- CRT - Teatro dell'Arte
- Manzoni
- Ventaglio Nazionale
- Nuovo
- San Babila
- Smeraldo
- Ciak
- Della 14a
- Filodrammatici
- Litta
- Olmetto
- Out Off
- L'Elfo
- Porta Romana
- Franco Parenti
- Verdi

Le 9 Università

Milano ospita 5 Università statali:
- Politecnico di Milano
- Università degli Studi di Milano
- Università degli Studi di Milano-Bicocca
- Accademia di belle Arti di Brera
- Conservatorio di Musica "G. Verdi" di Milano Milano ospita 4 Università private:
- Università Cattolica del Sacro Cuore
- Università Commerciale Luigi Bocconi
- Università IULM
- Università Vita-Salute San Raffaele Un consorzio tra tali atenei (eccetto l'Accademia di Brera e il Conservatorio) ha dato luogo alla nascita di un collegio di eccellenza nel 2003: il Collegio di Milano.

Cucina e Gastronomia

A Milano le zone a più alta concentrazione di locali sono il centro storico, Brera e i Navigli. In generale, nel centro storico e a Brera si trovano i ristoranti più sofisticati ed eleganti, ai Navigli quelli più rustici, come trattorie e osterie. Inoltre numerosi sono i ristoranti con cucina etnica che rappresentano un'alternativa alla cucina tradizionale. Milano è considerata la città Italiana con i migliori ristoranti sia di carne che di pesce, ed i prezzi, mediamente elevati e su standard più Nord Europei che Italiani ne sono la dimostrazione. Ottimo anche il pesce; infatti il Mercato Generale del Pesce di Milano è il più grande del Sud Europa, e vi transitano ogni mattina la maggiorparte del pescato di tutta la nazione, che viene poi rivenduto in tutta Italia. Negli ultimi 20 anni sono stati aperte alcune centinaia di ristoranti di cucine straniere; quelli con maggior successo sono i ristoranti brasiliani, giapponesi, argentini, del Centro-Africa e del Sud Est Asiatico, oltre agli immabncabili ristoranti cinesi, presenti da ormai più di 60 anni. Oggi si contano circa 60 differenti cucine estere tra i vari ristoranti di Milano. Il primo 3 Stelle delle Michelin d'Italia è stato un ristorante di Milano, di Gualtiero Marchesi, così come il secondo 3 Stelle, Aimo e Nadia, e anche il 3°, l'Antica Osteria del Ponte di Cassinetta di Lugagnano. Ad oggi nella città di Milano vi è la più alta concentrazione di ristoranti di eccellenza così definiti dalle guide specializzate.
I piatti tipici della cucina milanese sono:
- Risotto alla Milanese
- Cotoletta alla Milanese
- Osso buco
- Busecca
-
Cassoeula
- Panettone
-
Michetta
- Fritto Misto di Interiora
- Minestrone alla Milanese
- Risotto al Prezzemolo
- Risotto ai Porcini
- Supa de Scigol
- Riso con le Rape alla Milanese
- Piccata di Vitello al Prezzemolo
- Asparagi alla Milanese
- Gorgonzola
- Taleggio
- Risotto al salto
- Risotto spumante e scamorza
- Risotto al Gorgonzola
- Risotto mantecato

Sport

Cassoeula Milano ha una tradizione sportiva che la colloca al vertice, oltre che in Italia, in tutta Europa. È l'unica città Europea ad avere 2 squadre di calcio, Milan ed Inter, che hanno vinto sia la Coppa dei Campioni d'Europa che la Coppa Intercontinentale. L'Olimpia Milano è una delle società di basket tra le più titolate a livello mondiale. In altri sport cosiddetti minori le squadre di Milano sono sovente ai vertici Nazionali, come nell'Hockey Ghiaccio e nel Rugby. In quasi tutti gli sport di squadra club meneghini hanno vinto almeno una volta un titolo di Campione d'Italia. Molti club dell'Area Metropolitana di Milano sono anch'essi ai vertici sportivi in molte discipline (Cantù e Varese nel Basket, Sesto San Giovanni e Bergamo nel Basket femminile, Cernusco nell'Hockey Prato, Monza nell'Hockey Pista, le Canottieri nella Pallanuoto), Bergamo e Legnano nel Football Americano. Grandissima tradizione anche nella scherma, nella ginnastica e nell'atletica leggera, soprattutto con la squadra di San Donato Milanese. Le squadre più titolate di Milano sono:
- Associazione Calcio Milan - calcio - 17 scudetti, 6 coppe dei campioni, 2 coppe delle coppe, 3 coppe intercontinentali
- Internazionale Football Club - calcio - 13 scudetti, 2 coppe dei campioni, 3 coppe Uefa, 2 coppe intercontinentali
- Olimpia Milano - basket - 25 scudetti, 3 coppe dei campioni, 3 coppe delle coppe/Saporta, 2 coppe Korac, 1 coppa intercontinentale
- H.C. Milano - hockey ghiaccio - 15 scudetti, 2 Spengler Cup
- H.C.J. Milano Vipers - hockey ghiaccio - 5 scudetti, 2 Coppe italia, 2 supercoppe italiane
- H.C. Diavoli Rossoneri Milano - hockey ghiaccio - 4 scudetti, 3 Spengler Cup
- H.C. Devils Milano - hockey ghiaccio - 3 scudetti, 1 Alpenliga
- Pallacanestro Milano - basket femminile - 6 scudetti, 1 coppa Cev
- Canottieri Milano - basket femminile - 4 scudetti
- Vipers - hockey ghiaccio - 5 scudetti, 2 coppe Italia, 2 supercoppe, 1 Alpenliga
- Amatori Rugby Milano - rugby - 18 scudetti
- Milano - baseball - 8 scudetti
- Assi Milano - basket - 6 scudetti
- Rhinos Milano - football americano - 4 scudetti
- Rari Nantes - pallanuoto - 2 scudetti
- Canottieri Olona - pallanuoto - 1 scudetto
- Pharaones Milano - football americano - 1 scudetto
- GUF Milano - hockey prato - 1 scudetto
- SEF Costanza Milano - basket - 1 scudetto
- Internazionale Milano - basket - 1 scudetto Milano è tradizionalmente sede dell'ultima tappa del Giro d'Italia:
- 1990 (11 giugno): 20a tappa, vinta da Mario Cipollini.
- 1991 (16 giugno): 21a tappa, vinta da Mario Cipollini.
- 1992 (14 giugno): 21a tappa, cronometro individuale, vinta dallo spagnolo Miguel Induráin.
- 1993 (13 giugno): 21a tappa, vinta da Fabio Baldato.
- 1994 (12 giugno): 22a tappa, vinta da Stefano Zanini.
- 1995 (4 giugno): 22a tappa, vinta da Giovanni Lombardi.
- 1996 (9 giugno): 22a tappa, vinta dall'ucraino Serguei Outschakov
- 1997 (8 giugno): 22a tappa, vinta da Mario Cipollini.
- 1998 (7 giugno): 22a tappa, vinta da Gian Matteo Fagnini.
- 1999 (6 giugno): 22a tappa, vinta da Fabrizio Guidi.
- 2000 (4 giugno): 21a tappa, vinta da Mariano Piccoli.
- 2001 (10 giugno): 21a tappa, vinta da Mario Cipollini.
- 2002 (2 giugno): 20a tappa, vinta da Mario Cipollini.
- 2003 (1 giugno): 21a tappa, cronometro individuale, vinta dall'ucraino Serhiy Honchar.
- 2004 (29 maggio): 20a tappa, vinta da Alessandro Petacchi.
- 2005 (29 maggio): 21a tappa, vinta da Alessandro Petacchi.

Eventi e Commemorazioni


- 7 dicembre: Sant'Ambrogio (patrono della città)
- 18 aprile: Commemorazione incidente Grattacielo Pirelli
- 8 ottobre: Commemorazione vittime incidente aereo di Linate

Città gemellate

Milano è gemellata con 14 città del mondo:
- 20px Betlemme, Israele
- 20pxBirmingham, Inghilterra
- 20pxChicago, USA
- 20pxCracovia, Polonia
- 20pxDakar, Senegal
- 20pxFrancoforte sul Meno, Germania
- 20pxLione, Francia
- 20pxMelbourne, Australia
- 20pxOsaka, Giappone
- 20pxSan Pietroburgo, Russia
- 20pxSan Paolo, Brasile
- 20pxShanghai, Cina
- 20pxTel Aviv, Israele
- 20pxToronto, Canada

Amministrazione comunale


- Sindaci di Milano

Bibliografia


- Bonvesin de la Riva:
De magnalibus urbi Mediolani (1274)
- Giorgio Giulini:
Memorie spettanti alla storia di Milano 12 volumi (1760-1761)
- Pietro Verri:
Storia di Milano (1771 - 1797)
- Giuseppe Rovani:
Cento anni (1859-1864)
- Storia di Milano in 16 volumi. Fondazione Treccani degli Alfieri (1953-1962)
-
Guida d'Italia - Milano Touring Club Italiano IX ed. (1985)

Voci correlate


- Fondazione di Milano
- Storia di Milano
- Ducato di Milano
- Elenco dei Signori di Milano
- Arcidiocesi di Milano
- Poesia dialettale milanese
- Politecnico di Milano
- Provincia di Milano
- Istituto Scientifico Universitario San Raffaele
- AC Milan
- F.C. Internazionale (Appiano Gentile)
- Aperitivo_Milanese

Collegamenti esterni

Informazioni


- [http://www.comune.milano.it/ Comune di Milano] - Sito ufficiale
- [http://www.vivimilano.it ViviMilano] - Informazioni sulle attività culturali di Milano e dintorni
- [http://www.milano-online.net Milano on-line]

Trasporti


- [http://www.atm-mi.it/ ATM - Azienda Trasporti Milanese]
- [http://www.metropolitanamilanese.it/ MM-Metropolitana milanese]
- [http://www.msrmilano.com/ MSR - Milano] (Sito amatoriale)
- [http://www.sottomilano.it/ Sottomilano.it] (Sito amatoriale)
- [http://www.metroetram.altervista.org/ Metro&Tram - Trasporti su rotaia di Milano] (Sito amatoriale)

Economia


- [http://www.mi.camcom.it Camera di Commercio di Milano]
- [http://www.fieramilano.com Fiera di Milano]

Università


- [http://www.polimi.it/ Politecnico di Milano]
- [http://www.unibocconi.it/ Università Commerciale Luigi Bocconi]
- [http://www.unicatt.it/ Università Cattolica del Sacro Cuore]
- [http://www.unimi.it/ Università degli Studi di Milano]
- [http://www.unimib.it/ Università degli Studi Milano Bicocca]
- [http://www.iulm.it/ Isituto Universitario di Lingue Moderne]
- [http://www.unihsr.it/ Università Vita-Salute San Raffaele]
- [http://www.consmilano.it/ Conservatorio di Musica "Giuseppe Verdi"]
- [http://www.teologiamilano.it/frameinfo1.html/ Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale]

Cultura


- [http://www.triennale.it Triennale di Milano]

Progetti urbanistici


- [http://www.nuovopolofieramilano.it/ Nuovo Polo Fiera Milano] (Sito ufficiale)
- [http://www.progettogaribaldi.com/ Progetto area Garibaldi/Repubblica] (Sito amatoriale)

Galleria fotografica

Immagine:Duomo143.jpg|Il Duomo Immagine:Duomolontano.JPG|Il Duomo visto da Piazza Mercanti Immagine:Madonnina54.JPG|La Madonnina in cima al Duomo Immagine:Pillarduomo.JPG|Alcuni pilastri del Duomo Image:218144.jpg|Il Naviglio Grande Image:Navigliograndenotte.jpg|Il Naviglio Grande di notte Image:Lavandai 1.jpg|Il Naviglio Grande, Vicolo Lavandai Image:Chiesa 2 borromeo.JPG|La chiesa di Sant'Alessandro Image:Chiesa via san vittore.JPG|La chiesa di San Vittore Image:Sanfedele.JPG|La chiesa di San Fedele Image:218178.jpg|La Porta Ticinese Image:218139.JPG|Il famedio del cimitero monumentale Image:La scala.JPG|Il Teatro alla Scala e la sua piazza Image:Cadorna.jpg|Piazza Cadorna: il monumento Ago & Filo Image:Repubblicamilano.jpg|Il quartiere finanziario Image:Galva.jpg|La torre Galfa Image:Certosagaregnano.JPG|La certosa di Garegnano Image:Garegnano44.JPG|Interno della certosa di Garegnano Image:Smaurizioinside.jpg|Interno della chiesa di San Maurizio Image:Velasca3.JPG|La torre Velasca Image:Svizzero777.jpg|Il centro svizzero Image:Pharmaciabn.JPG|Il Gemini Center Image:Turati2331.jpg|Via Turati Immagine:Castellosfo23.jpg|Castello Sforzesco Immagine:Laborsa1.jpg|Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano Immagine:Palasportmonte32.jpg|Palazzo dello Sport di Via Sant'Elia Immagine:Servteccom.jpg|Grattacielo dei Servizi Tecnici Comunali Immagine:Pirelloneegalfa.jpg|Grattacielo Pirelli e Torre Galfa Immagine:Repubblica104.jpg|Piazza della Repubblica Immagine:Geminicentersunset.jpg|Gemini Center al tramonto Immagine:Piccoloteatro65.jpg|Piccolo Teatro Giorgio Strehler Immagine:Lascala44.jpg|Teatro La Scala Immagine:Gallerianotte44.jpg|Galleria Vittorio Emanuele II° Immagine:Gallerianotte45.jpg|Galleria Vittorio Emanuele II° e Piazza Duomo Immagine:Tramontogenn05.jpg|Tramonto sul quartiere Lorenteggio Immagine:Idroscalo432.jpg|Vista dell'Idroscalo verso Sud Immagine:Piazzamercanti87.jpg|Piazza Mercanti Immagine:Cimiterotrenno.jpg|Cimitero Inglese di Trenno Immagine:Mercanti4.JPG|Piazza Mercanti Immagine:Duomo976.JPG|Vista laterale del Duomo Immagine:SanCristoforo.jpg|San Cristoforo Immagine:Darsena65.jpg|Nebbia sulla Darsena Immagine:LambroMilano.jpg|Parco Lambro

Mappa

. Milano Categoria:Comuni della provincia di Milano Categoria:Comuni della Lombardia Categoria:Comuni italiani ja:ミラノ ko:밀라노 simple:Milan


Odoacre

, cui Odoacre era ufficialmente sottomesso.]] Odoacre (circa 434 - 493), primo dei re barbari di Roma. Figlio di Edicone, principe sciro alla corte di Attila re degli Unni, nel 469 si mise al servizio dei romani come capo di un esercito di mercenari germanici di stirpe erula, fino a quando si pose a capo dei contingenti barbari ribelli. Ucciso il generale Oreste a Ticinum (Pavia) depose l'imperatore Romolo Augustolo.
Nominato rex gentium dalle sue truppe decise di non nominare un successore all'imperatore appena decaduto, ma inviò le insegne imperiali all'imperatore dell'Impero Romano d'Oriente Zenone, il quale, pur invitandolo a sottomettersi all'autorità dell'imperatore legittimo, Giulio Nepote, accettò di fatto la sua sovranità sulle terre d'Occidente, decretando così ufficialmente la fine dell'Impero Romano d'Occidente (476). L'amministrazione di Odoacre si basò su una politica saggiamente conservatrice, lasciando ai romani la possibilità di mantenere l'esercizio delle cariche minori e la professione libera del Cristianesimo, mantendendo così sostanzialmente intatta la struttura organizzativa precedente. In questo modo si assicurò la fedeltà della aristocrazia, del Senato e della Chiesa. Dopo una spietata campagna militare contro i Vandali (476 - 477) che occupavano la Sicilia e l'annessione della Dalmazia Zenone, preoccupato dei recenti successi del re germanico, mobilitò Teodorico, re degli Ostrogoti, il quale sconfisse Odoacre presso Verona (489) e dopo un lungo assedio a Ravenna lo costrinse a capitolare (493), per poi ucciderlo a tradimento. Categoria:Personaggi della storia romana ja:オドアケル ko:오도아케르

Invasioni barbariche

Per invasioni barbariche si intendono le irruzioni e migrazioni di popolazioni barbariche all'interno dei confini dell'Impero romano, tra il IV e il V secolo. L'evento si può definire concluso con la formazione dei regni romano-germanici.

Circostanze

Oltre i confini romani erano presenti popolazioni nomadi di etnie diverse, con culture e civiltà non eterogenee. A sud, nell'Africa settentrionale, trovano posto i Berberi e le tribù del Sudan, a nord, dalla penisola scandinava fino al Mar Nero, oltre il Reno e il Danubio, vivevano le popolazioni nomadi dei germani. Questi gruppi avevano già avuto contatti con la società romana, che aveva concesso ad alcuni gruppi di stanziarsi entro i confini come coloni, integrandoli all'interno dell'esercito, come truppe di difesa dei confini. Il fenomeno, iniziato alla fine del II secolo si ampliò dopo la crisi del III secolo. Il progressivo disfacimento dell'impero romano, l'incremento della corruzione e la scarsità di mezzi per controllare e fortificare i confini, portarono al verificarsi di molte invasioni, che arrivarono anche fino alla pianura padana. I romani tentarono di aumentare le difese delle città più interne, spesso creando nuove cinte murarie o fortifican