Home About us Products Services Contact us Bookmark
:: wikimiki.org ::
Inter

Inter

L’FC Internazionale o, più propriamente, Internazionale Football Club di Milano (familiarmente Inter) è una delle due squadre di calcio di Milano. Venne fondata nel 1908, da una scissione con il Milan, che allora si rifiutava di far giocare calciatori stranieri. I suoi colori sociali sono il nero-azzurro. Attualmente milita nel campionato italiano di Serie A. La squadra si allena nei campi del centro sportivo "Angelo Moratti" (anche noto come "La Pinetina" ), ad Appiano Gentile, nei pressi di Como.

Storia

Gli inizi

La nascita di questa società calcistica ha delle somiglianze con la nascita biblica della donna: come Eva nacque da una costola di Adamo, così il "Football Club Internazionale di Milano" nacque da una costola del preesistente "Milan Cricket and Football Club" (l'attuale Milan). Era il 9 marzo 1908 quando alcuni dissidenti del fino ad allora unico club meneghino si riunirono presso il ristorante "L'orologio" per fondare la nuova squadra. Il nome voleva simboleggiare la volontà della società di dare la possibilità a giocatori non italiani di vestire questa maglia. Bastano due stagioni ai nerazzurri (denominazione dovuta a due dei tre colori sociali insieme al color oro) per aggiudicarsi il primo titolo nazionale battendo in finale la Pro Vercelli per 10-3. La prima guerra mondiale ed i conseguenti arruolamenti con relative perdite rendono difficile il periodo alla società, che però si rifà subito dopo vincendo il primo campionato del dopoguerra (nel 1920) battendo in finale il Livorno 3-2.

Tra le due guerre

L'arrivo del periodo fascista e la natura internazionale della squadra sono in netto contrasto: ciò costringe l'Inter a fondersi con l'Unione Sportiva Milanese ed a cambiare nome e maglia divenendo l'Ambrosiana con tenuta bianca rossocrociata. È sotto questa denominazione che giunge il terzo titolo nel 1930 in occasione del primo campionato a girone unico (senza cioè suddivisioni geografiche com'era avvenuto fino ad allora). Due anni dopo viene chiesto ed ottenuto di poter utilizzare il nome societario Ambrosiana-Inter.
Retrocessione sfiorata nel 1921-22 L'Inter sfiorò la retrocessione nel campionato 1921/1922 salvandosi grazie ad uno spareggio. Quella stagione calcistica fu caratterizzata dalla presenza di due federazioni distinte, il CCI (Confederazione Calcistica Italiana) e la FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio) che organizzarono due distinti campionati. L'Inter prese parte al campionato CCI, classificandosi ultima nel girone B della lega nord. Il campionato si concluse il 30 Marzo del ’22. Per quell’anno e per quel campionato, così come nei precedenti, non erano previsti spareggi ma la retroccessione diretta per le ultime due classificate. La classifica completa: Genoa 37, Alessandria 28, Pisa 27, Modena 26, Padova 23, Torino 20, Casale 20, Legnano 20, Savona 18, Brescia 17, Venezia 17, Internazionale 11. Ma la soluzione dei due campionati non era gradita, tanto che dopo aspre polemiche si decise la nuova composizione dei gironi per l'anno 1922/'23, il giorno 26 giugno 1922. Infatti 3 mesi dopo la fine del campionato, a Brusnengo si riunirono i dirigenti della FIGC e della CCI sotto l'arbitrato del comm. Emilio Colombo, allora direttore della Gazzetta dello Sport. Fu proprio lui a mettere d'accordo le due rivali. La CCI venne assorbita dalla Federazione Italiana Gioco Calcio [Fonte: Enotria Goliardo, La storia]. Dal 1922-23 le “Categorie” diventarono “Divisioni” (sul modello anglosassone); la 1.a e la 2.a Divisione sarebbero state a carattere nazionale, gestite da due nuovi organi: Lega Nord e Lega Sud. Le altre Divisioni (dalla 3.a alla 6.a) sarebbero state organizzate invece dai Comitati Regionali, il cui ruolo veniva così definitivamente ricondotto ad un ambito più locale. [Fonte : FIGC DILETTANTI - Il nuovo "Comitato Regionale" (1919 - 1926)]. Nella stessa sede venne quindi decisa la composizione del nuovo campionato decidendo quindi di effettuare degli spareggi per decidere quali squadre dovessero partecipare al campionato seguente. Gli spareggi si giocarono dopo la riunificazione delle due federazioni: l'Inter si trovò a disputare andata e ritorno contro la Libertas di Firenze. L'andata si giocò a Milano il 9/7/22. L'Inter vinse 3-0 con due gol di Aliatis e uno di Aebi, detto "signorina" per la mascolinità delle sue movenze... Il ritorno si giocò a Firenze il 16/7/22, e finì 1-1. L’Inter quindi evitò la retrocessione sul filo di lana.
In questi anni milita nella squadra milanese quello che risulterà essere il più grande giocatore italiano di tutti i tempi con 248 reti nella massima serie di cui 224 nell'Inter, Giuseppe Meazza, a cui, passati circa 50 anni, verrà dedicato l'impianto sportivo cittadino. Con Meazza in squadra arriva il quarto scudetto (1938) e la prima coppa Italia (1939) mentre nel 1940, con lo stesso Meazza fuori per infortunio tutta la stagione, arriva anche il quinto titolo. Nel frattempo il grande Peppino è protagonista nelle due vittorie dell'Italia al Mondiale, nel 1934 in Italia e nel 1938 in Francia. Passano tredici lunghi anni di astinenza durante i quali nel 1952 la squadra riottiene la sua denominazione originale e nel 1953 arriva il sesto sigillo: è l'epoca di "Veleno" Lorenzi, "Nacka" Skoglund e Nyers. Il lungo digiuno aumenta la fame di vittorie della squadra che l'anno dopo si ripete: e sono sette.

L'epoca Moratti

Il 1955 pur non essendo un anno vincente è determinante per la storia di questi colori: diviene infatti presidente Angelo Moratti. I primi anni della sua gestione non sono invidiabili in quanto a risultati, però vengono gettate quelle che saranno le basi del futuro: entrano a far parte del settore giovanile i vari Corso e Mazzola. Il 1960 è un'altra data importante si aggiungono due tasselli fondamentali per quella che sarà l'Inter Mondiale di metà anni sessanta: entra a far parte della società Italo Allodi che se ne occuperà fino ai primi anni '80 e diviene allenatore Helenio Herrera. Nel 1961 viene sfiorata la vittoria, ma lo scudetto va alla Juventus anche se un episodio increscioso ne macchia il successo. Durante Juve-Inter un'invasione di campo determina la fine anzitempo della partita che viene successivamente data vinta 0-2 a tavolino all'Inter, ma la federazione ci ripensa e fa ripetere la partita (nel mentre il presidente della FIGC è il Umberto Agnelli). L'Inter in risposta manda allo sbaraglio a Torino la formazione primavera che perde per 9-1 con sei reti di Sivori. Bisogna in particolare segnalare che la rete nerazzura è siglata su rigore da Sandro Mazzola. Due anni dopo alcuni dei componenti di quella formazione primavera contribuiscono in modo determinante al raggiungimento dell'ottavo scudetto. Nel 1964 l'Inter lotta su due fronti, in campionato è un testa a testa con il Bologna e in Coppa dei Campioni arriva in finale con il Real Madrid. L'epilogo del campionato è ancora una volta strano, il Bologna viene accusato di doping e penalizzato ma successivamente la squalifica viene tolta determinando un parimerito tra le due squadre, unico caso nella storia del Campionato Italiano di serie A. Nel frattempo l'Inter vince per 3-1 la finale di Coppa dei Campioni al Prater di Vienna con doppietta di Mazzola e un gol di Milani, ma non riesce a bissare il successo dell'anno prima in campionato perdendo lo spareggio contro il Bologna, giocato a Roma. A distanza di pochi mesi l'Inter si laurea Campione del Mondo di Club vincendo la "bella" contro l'Independiente per 1-0 sul campo neutro di Madrid dopo la sconfitta subita a Buenos Aires per 1-0 e la successiva vittoria a San Siro per 2-0, è Corso il giocatore decisivo! Nel 1965 è doppietta: nono titolo di Campione d'Italia e ancora trionfo in Coppa dei Campioni, stavolta contro il SL Benfica di Eusebio con un gol del brasiliano Jair nella finalissima disputata in casa davanti ai propri tifosi. Ancora pochi mesi, ancora l'Independiente e come l'anno prima l'Inter è ancora campione del mondo. Il 1966 porta la stella del decimo scudetto sulle maglie dei nerazzurri: è l'epilogo di un ciclo che in quattro stagioni ha portato a 3 scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali.

Il dopo Moratti

Il 1967 è un anno dove in meno di una settimana l'Inter passa dal Paradiso all'inferno. In pochi giorni l'Inter perde dapprima la finale di Coppa dei Campioni 2-1 contro il Celtic Glasgow. Meno di una settimana dopo sarà la volta della sconfitta a Mantova per 1-0 durante l'ultima giornata di campionato, che costerà anche sorpasso e scudetto in favore della Juventus. Tutto questo provocò il licenziamento di Helenio Herrera e pose le fondamenta per una decisione drastica da parte di Angelo Moratti. Infatti, nel 1968 il "Presidentissimo" passa la mano e diventa presidente Ivanoe Fraizzoli. Sotto la sua gestione arriva l'undicesimo scudetto nel 1971, la seconda Coppa Italia nel 1978 ed il dodicesimo scudetto nel 1980, gli ultimi due con allenatore Eugenio Bersellini. Poco dopo, nel 1984 tocca al nuovo presidente Ernesto Pellegrini riorganizzare la squadra per centrare nuovi successi e nella stagione 1988/1989 riesce ad allestire una squadra da record: è l'anno dei tedeschi Lothar Matthäus e Andreas Brehme e del record di punti, 58 (sarebbero 84 con i conteggi attualmente in vigore e che prevedono i tre punti per ogni vittoria, punteggio mai totalizzato da nessun'altra squadra in campionati a girone unico da 18 squadre) con 26 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte. La stagione successiva l'Inter si aggiudica la Supercoppa Italiana e nel 1991 a distanza di 26 anni dall'ultimo successo europeo arriva la Coppa Uefa battendo in finale un'altra squadra italiana, la Roma. Nel 1994 è ancora Coppa Uefa battendo il Casino Salisburgo nella doppia sfida. Nel febbraio del 1995 la squadra torna nelle mani della famiglia Moratti: è infatti Massimo Moratti figlio del "Presidentissimo" a prenderne le redini, ma i risultati faticano ad arrivare. C'è la terza Coppa Uefa vinta nel 1998 contro la Lazio al Parco dei Principi di Parigi ed in campo c'è Ronaldo, che però non basterà per vincere nello stesso anno il campionato: un finale molto discusso porta al titolo la Juventus. Clamoroso è l'esito finale della stagione 2001-02. Sembra finalmente arrivato per l'Inter il tanto agognato scudetto, invece è ancora la Juventus a far svanire i sogni tricolori dei milanesi. Quando mancano solo più 5 giornate al termine l'Inter ha 6 punti di vantaggio sulla Juventus, terza dietro la Roma. Nelle ultime 5 giornate succede di tutto. L'Inter perde 1-2 in casa con l'Atalanta e nella stessa giornata la Juventus vince a Perugia 4-0 e la Roma pareggia 2-2 a Venezia. A questo punto l'Inter si trova in testa con 3 punti di vantaggio su Roma e Juventus. Vengono disputate altre tre turni di campionato che permettono alla Juventus di scavalcare la Roma in classifica. L'ultima giornata si disputò il 5 maggio 2002 e la classifica era la seguente: Inter 69 Juventus 68 Roma 67. La partite da disputare erano Lazio-Inter Udinese-Juventus e Torino-Roma. A Roma già si respira l’aria della festa-scudetto e persino i tifosi laziali(“gemellati” con gli interisti) tifano per la squadra nero-azzurra. La Juventus vince facilmente a Udine per 2-0 (goal di Del Piero e Trezeguet) e l'Inter cade clamorsamente contro la Lazio. Dopo essere stata in vantaggio perderà la partita per 4-2. La Roma vince con il Torino 1-0 e così al termine dei novanta minuti la classifica sarà la seguente: Juventus 71 Roma 70 Inter 69. L’Inter in 90’ è passata dello scudetto al terzo posto. Ad oggi, dicembre 2005, l'Inter sta vivendo il più lungo digiuno di scudetti della sua storia: da 16 anni l'agognato trofeo si fa attendere ed è bizzarro notare come il fautore di questo record alla rovescia sia proprio il figlio del più grande presidente della storia nerazzurra. Un segnale positivo per il futuro, da non sopravvalutare ma nemmeno da ignorare, arriva, per fortuna, il 15 giugno 2005 quando l'Inter vince la sua quarta Coppa Italia, battendo in finale la Roma; i nerazzurri vincono 2-0 allo stadio Olimpico con doppietta di Adriano e 1-0 al Meazza, con goal di Sinisa Mihajlovic. Il 20 agosto 2005 l'Inter si aggiudica la seconda Supercoppa Italiana della sua storia grazie a una rete di Juan Sebastian Veron nei supplementari contro la Juventus.

Rosa 2005/2006

Allenatore: 20px Roberto Mancini

Voci correlate


- Calcio
- Albo d'oro Campionato di Serie A
- Elenco di squadre di calcio
- Calciatori celebri
- Appiano Gentile
- FIFA 100

Collegamenti esterni


- [http://www.inter.it/ Sito ufficiale]
- [http://www.tuttointer.com/ Tutto Inter .com] (Immagini, video, cori)
- [http://www.interfc.it/ Inter Emotional Site] (News, foto, storia e statistiche)
- [http://www.http://www.inter-chat.tk/ INTER CHAT] (La CHAT dell'inter)
- [http://www.intermania.it/ Intermania.it] (I video dei gol)
- [http://www.intermediolan.com/ sito non ufficiale]
- [http://www.fcitalia.com/inter/news/newsinter.htm FC Inter News] (FC Italia)
- [http://www.wn.too.it/ Webmaster Nerazzurri] (Associazione di siti sull'inter)
- [http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=814 Breve storia dell'Inter sottoforma di biografia]
- [http://www.interisti.org Interisti.org, Al Jazeera all'interista] Internazionale Football Club categoria:Milano
-
ja:インテルナツィオナーレ・ミラノ

Calcio (sport)

Il calcio è un gioco sportivo a squadre, in cui si fronteggiano due squadre composte ciascuna da undici giocatori. Di origine antica, probabilmente già abbozzato durante il Medioevo in Italia (vedi Calcio fiorentino), la sua affermazione moderna si ebbe in Inghilterra, a metà del XIX secolo. Il calcio si gioca su un campo d'erba (in futuro sarà possibile giocare su superfici di erba sintetica) delimitato ai lati da righe bianche fatte di gesso o vernice bianca. Lo scopo del gioco è di far entrare una palla di cuoio nella porta avversaria, delimitata da due pali verticali congiunti da una traversa superiore che li unisce. La palla può essere colpita con qualsiasi parte del corpo, braccia e mani escluse. Per lò più si usano i piedi. Il portiere è l'unico giocatore che può toccare il pallone con le mani, ma solamente all'interno della propria area di rigore. Le partite durano 90 minuti e sono suddivise in due "tempi" di 45 minuti l'uno, intervallati da un riposo di circa 15 minuti. Prima della fine dei due tempi, l'arbitro decide se concedere alcuni minuti di recupero a causa dei tempi morti (sostituzioni, pause per infortuni, perdite di tempo) che si verificano abitualmente ed in genere non sono mai più di 6. Il tempo effettivo di gioco è sempre inferiore a 45 minuti poiché il cronometro non viene mai fermato, nemmeno a gioco fermo. L'arbitro è anche il cronometrista ufficiale della partita. In competizioni che prevedono l'eliminazione diretta ed esigono un vincitore, si ricorre di solito a tempi supplementari (due di 15 minuti ciascuno con 5 minuti di intervallo) e, in caso di ulteriore parità, si passa ai calci di rigore per stabilire il vincitore. Alcune varianti nel meccanismo dei tempi supplementari, introdotte dalla seconda metà degli anni '90 prevedono il silver gol: cioè la squadra che riesce a terminare in vantaggio il primo tempo supplementare si aggiudica l'incontro senza bisogno di disputare il secondo tempo supplementare, ed il golden gol, ovvero la prima squadra che segna nei supplementari si aggiudica l'incontro e la partita finisce immediatamente. Queste modifiche regolamentari sono state abolite nei primi anni del nuovo secolo. Il calcio si gioca a livello professionistico in tutto il mondo. Milioni di persone vanno regolarmente allo stadio per seguire la propria squadra del cuore, ed altrettante persone guardano la partita in televisione. C'è anche un elevatissimo numero di persone che gioca al calcio a livello amatoriale. Non c'è dubbio che la popolarità di questo sport continui a crescere continuamente. In Africa, Asia e Stati Uniti l'interesse sta sbocciando negli ultimi anni. Non a caso, nel 2010 il Sudafrica ospiterà la manifestazione più grande e prestigiosa del calcio: i Mondiali di calcio.

Nascita del calcio moderno

La patria del calcio moderno è l'Inghilterra e in particolare, i College inglesi. Nasce come sport d'elite: erano i giovani delle scuole più ricche e delle università a giocare al football. Le classi erano sempre composte da dieci alunni, e a questi si aggiungeva il maestro che giocava sempre insieme a loro. Ecco spiegato perché si gioca in 11. Il capitano di una squadra di calcio è una sorta di discendente del maestro della public school. Inghilterra Nel 1848, all'Università di Cambridge, H. de Winton e J.C. Thring, proposero, e ottennero, di fare una riunione con altri 12 rappresentanti di Eton, Harrow, Rubgy, Winchester e Shrewsbury. L'incontro fiume (durò 8 ore) produsse un importante risultato: vennero stilate le prime basilari regole del calcio. Queste regole posero fine al dubbio che riguardava la parte del corpo con la quale colpire la palla: con le mani, con i piedi o entrambi indifferentemente? Le cosiddette regole di Cambridge favorivano chiaramente il gioco con i piedi e permettevano il gioco con le mani solo nel momento in cui era necessario catturare un pallone chiaramente indirizzato in porta, come un calcio di punizione. Queste regole furono adottate da tutti eccetto che dall'Università di Rugby, i cui rappresentanti erano chiaramente a favore di un gioco più fisico e che consentisse di toccare il pallone anche con le mani. Si produsse così lo scisma che portò alla nascita del rugby, sport che prende il nome dall'Università che l'ha sviluppato. Il calcio intanto si espandeva a macchia d'olio: in Inghilterra ben presto divenne lo sport per eccellenza della working class e non solo delle elite. Questo nuovo sport, divertente, semplice e stancante era l'ideale per sfogarsi dopo una settimana lavorativa. Dall'Inghilterra il calcio venne esportato in tutta Europa. Furono le città portuali per prime a conobbero il football, poiché dalle navi provenivano gli inglesi. Non a caso quindi la più antica società calcistica italiana è il Genoa, fondata a Genova nel 1893, che conquistò anche il primo scudetto in palio. In questo periodo pionieristico, gli inglesi erano considerati veri e propri maestri: avere un allenatore e dei giocatori inglesi in squadra significava avere un vantaggio grandissimo sugli altri. Anche il Milan fu fondato da inglesi. In Sudamerica, i marinai inglesi preferivano giocare a calcio tra di loro lasciando da parte la gente del posto. Ma rimanere fuori a guardare si rivelò decisivo: ben presto, brasiliani e uruguaiani diventarono ben più abili dei maestri nel praticare il calcio. Il fenomeno ormai era di dimensioni intercontinentali, era necessario adattare le istituzioni calcistiche e chiarire in maniera pià dettagliata le regole. In questi anni infatti, erano svariate le interpretazioni del gioco del calcio.

Nascita della FIFA e regole del calcio

Il campo di gioco

L'arbitro

Una partita viene diretta dall'arbitro, che ha l'autorità di far rispettare le regole del gioco e le cui decisioni all'interno di una partita sono irrevocabili. L'arbitro è coadiuvato da due assistenti di linea e un quarto uomo (per i campionati di più alto livello) che si trova nei pressi delle panchine e può sostituire l'arbitro in caso che questi non possa continuare la direzione di gara.

Pallone in gioco e non in gioco

Tutte le linee disegnate sul campo di gioco, sono parte dell'area che delimitano. Quindi un pallone che percorre una linea laterale è considerato in gioco, un pallone sulla linea dell'area di rigore è decretato essere all'interno l'area di rigore. In definitiva, il pallone deve superare totalmente la linea laterale o di fondo per essere considerato fuori dal gioco e deve superare totalmente la linea di porta per essere considerato in rete. Se anche una minima parte del pallone non ha oltrepassato la linea, è ancora in gioco. La figura dell' arbitro è cambiata parecchio negli ultimi anni, soprattutto dal punto di vista del look: si è passati infatti dal classico "uomo nero", vestito infatti da un paio di pantaloncini e da una giacca rigorosamente neri, a tenute adesso molto più sfavillanti che vanno dal bianco al verde, dal blu all' azzurro.

Falli e cattiva condotta

L'arbitro ha il potere di punire un calciatore ed anche un allenatore, o un qualsiasi dirigente presente in panchina, per cattiva condotta, gioco violento o proteste. Anche un giocatore in panchina può essere punito. Un arbitro può estrarre il cartellino giallo come ammonizione, e può estrarre il cartellino rosso che comporta l'espulsione del giocatore. Nel caso venga espulso un dirigente o un allenatore, questi viene allontanato senza l'esposizione del cartellino. L'espulsione può avvenire direttamente, in genere per falli molto gravi o per comportamenti violenti e antisportivi, o in seguito alla seconda ammonizione ad uno stesso giocatore (somma di ammonizioni): due cartellini gialli equivalgono ad un rosso. Ad esempio il fallo da ultimo uomo, cioè quando si atterra un attaccante quando ha davanti a sé solo il portiere, comporta l'espulsione (cartellino rosso).

Calci di rigore e calci di punizione

Calci di rigore Come già detto, se un giocatore subisce fallo che prevede la concessione di un calcio di punizione diretto all'interno dell'area avversaria, l'arbitro concede il calcio di rigore. Si tratta della massima punizione per una squadra, perché segnare un rigore è relativamente facile. L'attaccante deve tirare dal dischetto situato a 11 metri dalla porta, davanti a sé ha solo il portiere che non può muoversi dalla linea di porta se non lateralmente. Fin quando l'attaccante non ha toccato il pallone in avanti, nessuno può entrare all'interno dell'area ed il portiere non può muoversi in avanti. L'arbitro fischia un calcio di punizione a favore della squadra che subisce fallo in qualsiasi zona del campo che non sia l'area di rigore (eccetto che si tratti di un calcio di punizione indiretto in area). La squadra che difende può formare una barriera la cui posizione e composizione viene decisa dal portiere, mentre la distanza minima dev'essere di 9,15 metri dalla posizione di battuta, salvo casi particolari in cui la distanza tra il punto in cui si deve battere la punizione e la linea di porta compresa tra i pali è minore di 9,15 metri.

Le scuole calcistiche nel mondo

Il calcio, come detto prima, si è sparso a macchia d'olio su tutto il pianeta coinvolgendo mille popoli diversi. Ciascuno con la propria storia e la propria identità, e quindi anche il proprio modo di interpretare il gioco. Le scuole calcistiche sono proprio questo: diverse maniere di giocare a pallone, concezioni differenti del gioco. Le più tradizionali si trovano in Europa e Sud America, laddove il calcio si è sviluppato prima.

I maestri inglesi

La scuola inglese è stata a lungo quella dominante. Nei primi 50 anni del passato secolo, affrontare l'Inghilterra o una squadra di club inglese significava andare a lezione di calcio, prendere una enorme quantità di reti e segnarne pochissime, se non nessuna. La ragione è che gli inglesi adottarono prima di chiunque altro la tattica, si disponevano con ordine in campo, sapevano colpire il pallone in modi allora impensabili e, soprattutto, arrivarono prima di tutti gli altri al professionismo. Nella fase moderna del calcio, la scuola inglese predica un calcio basato molto sulla fisicità, una tecnica di base piuttosto povera e una tradizione di centravanti e di difensori centrali fortissimi di testa, nati per raccogliere o contrastare i lanci lunghi dal centrocampo o dalle fasce. Questa tradizione inglese sta tuttavia scomparendo sotto la spinta di divesi modi di concepire il calcio introdotti in Inghilterra da giocatori e allenatori stranieri, soprattutto francesi nel campionato di calcio inglese che ha elevato, e di molto, il tasso tecnico almeno delle squadre più prestigiose.

La fine del dominio britannico: la grande Ungheria

L'iniziale dominio incontrastato degli inventori del calcio finì il 25 novembre 1953 quando la nazionale di calcio ungherese sconfisse, o forse è meglio dire che umiliò i maestri per 6-3, per giunta nella cattedrale del calcio: lo stadio di Wembley a Londra. Gli inglesi fino a poco tempo prima si erano rifiutati di affrontare nazionali straniere e di partecipare alle competizioni internazionali, orgogliosi della propria superiorità. Quando le frontiere si riaprirono, gli ex maestri si resero conto di essere stati raggiunti ed abbondantemente superati dallo splendido gioco della scuola ungherese la cui nazionale nel 1938 aveva perso un campionato mondiale solo in finale contro l'Italia. Ma la nazionale che vinse a Wembley fu senza dubbio la più forte degli anni '50 e a detta di molti, una delle più belle della storia di questo sport. Un anno prima del 6-3 questa squadra si era aggiudicata l'oro olimpico di Helsinki senza molte difficoltà. Gli ungheresi hanno sempre brillato per la loro tecnica sopraffina e le giocate spettacolari, ma nessuna nazionale o squadra di club raggiunse la competitività di quell'Ungheria. Era una squadra basata sul blocco della Honved, la squadra dell'esercito magiaro. Una formazione composta da talenti come Ferenc Puskas (forse il migliore in assoluto, fece la fortuna del Real Madrid) e Sandor Kocsis in attacco insieme a Nandor Hidegkuti che giocava da centravanti mimetizzato da centrocampista. Da non dimenticare Laszlo Kubala che giocò a lungo nel F.C. Barcelona, considerato dai tifosi blaugrana il migliore della storia del loro club. La Grande Ungheria perse la finale del Mondiale 1954 contro la Germania Ovest per 3-2. Non sono molti ad avere dubbi che per qualità del gioco, avrebbero meritato senza dubbio gli ungheresi.

La scuola italiana: tra difensivismo e spettacolo

Negli anni '60 si è affermata la scuola italiana. I teorici del gioco all'italiana sono stati Gipo Viani, Nereo Rocco ed Helenio Herrera che pure era argentino. Si tratta di un modo di giocare che predilige e cura molto più attentamente la fase di difesa, per non subire gol. Le vittorie di Herrera con l'Inter e di Rocco col Milan hanno confermato nella pratica questa filosofia calcistica, anche se è pur vero che la scuola italiana aveva prodotto eccezionali giocatori di difesa come Giacinto Facchetti, Giovanni Trapattoni, Cesare Maldini, Tarcisio Burgnich e giocatori d'attacco dalla grande fantasia come Mario Corso, Gianni Rivera e Sandro Mazzola. Una scuola prevalentemente difensivista che ha sempre prodotto anche tanti grandi attaccanti e fantasisti. Alla base della filosofia italiana c'è un attento studio dell'avversario e la grande importanza data alla tattica, due misure oggi adottate quasi ovunque nel mondo del calcio. Pensando soprattutto a non subire reti, la scuola italiana ha modificato alla tattica introducendo la marcatura a uomo in ogni parte del campo e l'impiego sistematico del libero, un difensore d'emergenza senza obblighi di marcatura che giocava dietro la linea dei difensori. Adottare la marcatura a uomo con il libero significa in molti casi uccidere lo spettacolo e stroncare sul nascere ogni iniziativa avversaria. Il cosiddetto catenaccio. Un metodo considerato anche ai nostri giorni in termini negativi, quasi come qualcosa di antisportivo, benché non vietato. Tuttavia è pure vero che il calcio italiano ha saputo produrre anche esempi di calcio spettacolare, come nel caso del Milan allenato da Arrigo Sacchi negli anni '80. Si è trattato di una squadra votata all'attacco e al gioco corale, ispirandosi alla scuola olandese degli anni settanta, e che tuttavia non ha trascurato certo la fase difensiva.

Il "calcio totale" degli olandesi

Arrigo Sacchi Agli albori degli anni '70, in pieno clima di rivoluzione nella società, anche il calcio ebbe la sua. Si chiamava Olanda. La scuola olandese deve la sua affermazione soprattutto a due persone: l'allenatore dell'Ajax Rinus Michels e il calciatore Johan Cruyff, considerato uno dei migliori di sempre, senza il quale né la squadra di Amsterdam né la nazionale oranje avrebbero potuto tradurre sul campo, e con tanta efficienza, la propria forza innovativa. Quando si parla di "calcio totale" ci si riferisce al gioco che mostrarono prima il PSV Eindhoven e subito dopo l'Ajax e la selezione olandese: qualcosa di mai visto prima, almeno non in maniera tanto sistematica. Ogni giocatore doveva saper interpretare tutti i ruoli: il difensore saliva ad attaccare, il portiere avanzava per rilanciare immediatamente l'azione, un attaccante poteva e doveva tornare indietro ad aiutare i compagni in fase di non possesso palla. Perché questo potesse verificarsi erano necessarie continue rotazioni di ruolo, con movimenti a scalare e complicati meccanismi tattici. Ogni giocatore, anche un centrale difensivo o un portiere, doveva saper giocare benissimo il pallone e non buttarlo mai via; tutti e undici dovevano muoversi e correre costantemente per tutti i 90 minuti. Nei pochi momenti in cui i giocatori non correvano, era il pallone a farlo, con una rapida successione di passaggi, la cosiddetta melina, preludio di un'intensa accelerazione del gioco. Alcune di queste caratteristiche oggi appaiono piuttosto scontate per qualsiasi squadra professionista, ma fu l'Olanda a farle vedere per prima su un campo di calcio. La nazionale olandese, chiamata anche l'arancia meccanica, poteva contare su altri grandi talenti come le due ali Johnny Rep e Rob Rensenbrink, il difensore esterno Ruud Krol, Johan Neeskens, considerato il "gemello" di Cruyff e altri ancora: una generazione particolarmente dotata, capitanata da Johan Cruyff. Simbolo del giocatore in grado di interpretare ogni ruolo e sapersi adattare ad ogni situazione, velocissimo e dal gran senso tattico. Di base era un centravanti e ha segnato diversi gol ovunque abbia giocato. Con questi uomini, compreso l'allenatore Michels, l'Ajax vinse tre Coppe dei Campioni consecutive dal 1971 al 1973 e l'Olanda perse una finale Mondiale nel 1974 contro la Germania Ovest. Michels si prese la rivincita nel 1988 quando vinse il campionato europeo con un'altra grandissima generazione di calciatori. Oggi la scuola olandese percorre la stessa strada tracciata 35 anni fa e continuano a nascere ottimi giocatori praticamente a getto continuo. Le loro caratteristiche sono quelle classiche di un giocatore orange: duttilità, tecnica, sapienza tattica.

Scuola tedesca: concretezza e vittoria

C'è una frase molto famosa di Gary Lineker, attaccante inglese degli anni '80, che potrebbe servire ad introdurre la scuola tedesca, e recita: "Il calcio è un gioco molto semplice, 22 uomini inseguono un pallone e, alla fine, vincono i tedeschi". Il modello teutonico non riscuote grandi simpatie dai non tedeschi, un po' come succede agli italiani. Il motivo è molto simile: si tratta di un gioco basato sulla difensiva, che rinuncia all'iniziativa e non contempla lo spettacolo. Nel 1974, la finale mondiale Olanda - Germania Ovest rappresentò lo scontro tra due filosofie opposte di calcio. La Germania Ovest si preoccupò di difendersi dagli attacchi olandesi dando l'impressione di essere ben più debole della sua avversaria. Sotto di un gol, finì per rimontare e vincere la partita. Ma quella non fu l'unica rimonta "impossibile" dei tedeschi, ad esempio nel 1954 accadde qualcosa di molto simile all'Ungheria che pure giocava un calcio di gran lunga più bello ed arioso di quello tedesco, che tuttavia poteva contare sul grande temperamento e spirito di sacrificio dei suoi giocatori, e una compattezza in campo invidiabile. Negli anni '70 la Germania Ovest era formata dal blocco del Bayern Monaco, l'altra grande del decennio che, di fatto, prese il trono lasciato libero dall'Ajax. In quel Monaco giocavano Franz Beckenbauer e Gerd Müller. Il primo era un libero con una spiccata qualità tecnica, in grado di lanciare l'azione d'attacco e gestire i tempi del gioco. Il secondo, un centravanti non appariscente, né fisicamente né sul piano delle giocate, ma in grado di farsi trovare sempre pronto a mandare la palla in gol. Lo testimoniano le quantità immense di reti segnate. I caratteri della scuola tedesca sono rimasti invariati fino ad oggi

La "scuola iberica"

Si tratta di una concezione di calcio condivisa da spagnoli e portoghesi, con alcune differenze. La scuola iberica si basa sullo spettacolo, sul possesso palla, sul gioco d'attacco e un ritmo più cadenzato rispetto al calcio centro-europeo. Real Madrid e F.C. Barcelona hanno portato questa filosofia ai livelli più alti, anche se soprattutto per merito di stelle straniere. Il calcio portoghese condivide queste caratteristiche, con la differenza che adotta un gioco ancora più passeggiato e in attesa di una giocata di fino. In questo è molto più vicino al calcio brasiliano che europeo. La grande carenza della scuola portoghese è di non aver ma saputo produrre (ad eccezione del grandissimo Eusebio) centravanti prolifici. Questo handicap ha pesato moltissimo sulla carenza di vittorie a livello di nazionale.

La scuola francese

(sezione da sviluppare)

Il calcio allegro dei brasiliani

(sezione da sviluppare)

La scuola argentina a passo di tango

(sezione da sviluppare)

Uruguay: gli italiani del Sudamerica

(sezione da sviluppare)

Il calcio del secolo XXI: nuove scuole nascenti?

(sezione da sviluppare)

Campionati Nazionali AFC


- Campionato di calcio afgano
- Campionato di calcio arabo-saudita
- Campionato di calcio del Bahrain
- Campionato di calcio del Bangladesh
- Campionato di calcio bhutanese
- Campionato di calcio del Brunei
- Campionato di calcio cambogiano
- Campionato di calcio cinese
- Campionato di calcio della Corea del Nord
- Campionato di calcio della Corea del Sud
- Campionato di calcio degli Emirati Arabi Uniti
- Campionato di calcio filippino
- Campionato di calcio giapponese
- Campionato di calcio giordano
- Campionato di calcio del Guam
- Campionato di calcio di Hong Kong
- Campionato di calcio indiano
- Campionato di calcio indonesiano
- Campionato di calcio iracheno
- Campionato di calcio iraniano
- Campionato di calcio del Kuwait
- Campionato di calcio del Kyrgyzstan
- Campionato di calcio del Laos
- Campionato di calcio libanese
- Campionato di calcio di Macao
- Campionato di calcio delle Maldive
- Campionato di calcio malese
- Campionato di calcio del Myanmar
- Campionato di calcio della Mongolia
- Campionato di calcio nepalese
- Campionato di calcio dell'Oman
- Campionato di calcio pakistano
- Campionato di calcio palestinese
- Campionato di calcio del Quatar
- Campionato di calcio singaporegno
- Campionato di calcio siriano
- Campionato di calcio dello Sri Lanka
- Campionato di calcio del Tagikistan
- Campionato di calcio tailandese
- Campionato di calcio taiwanese
- Campionato di calcio di Timor Est
- Campionato di calcio del Turkmenistan
- Campionato di calcio dell'Uzbekistan
- Campionato di calcio vietnamita
- Campionato di calcio dello Yemen

Campionati Nazionali CAF


- Campionato di calcio algerino
- Campionato di calcio angolano
- Campionato di calcio beninense
- Campionato di calcio del Botswana
- Campionato di calcio del Burkina Faso
- Campionato di calcio del Burundi
- Campionato di calcio camerunense
- Campionato di calcio capoverdano
- Campionato di calcio centroafricano
- Campionato di calcio del Ciad
- Campionato di calcio congolese
- Campionato di calcio egiziano
- Campionato di calcio eritreo
- Campionato di calcio etiope
- Campionato di calcio gabonese
- Campionato di calcio del Gambia
- Campionato di calcio ghanese
- Campionato di calcio del Gibuti
- Campionato di calcio guineano
- Campionato di calcio della Guinea-Bissau
- Campionato di calcio della Guinea Equatoriale
- Campionato di calcio ivorano
- Campionato di calcio keniano
- Campionato di calcio del Lesotho
- Campionato di calcio liberiano
- Campionato di calcio libico
- Campionato di calcio del Madagascar
- Campionato di calcio del Malawi
- Campionato di calcio del Mali
- Campionato di calcio della Mauritania
- Campionato di calcio delle Mauritius
- Campionato di calcio marocchino
- Campionato di calcio del Mozambico
- Campionato di calcio della Namibia
- Campionato di calcio del Niger
- Campionato di calcio nigeriano
- Campionato di calcio della Repubblica del Congo
- Campionato di calcio ruandese
- Campionato di calcio di Sao Tomè e Principe
- Campionato di calcio senegalese
- Campionato di calcio delle Seychelles
- Campionato di calcio sierraleonese
- Campionato di calcio somalo
- Campionato di calcio sudafricano
- Campionato di calcio sudanese
- Campionato di calcio dello Swaziland
- Campionato di calcio della Tanzania
- Campionato di calcio togano
- Campionato di calcio ugandese
- Campionato di calcio dello Zambia
- Campionato di calcio di Zanzibar
- Campionato di calcio dello Zimbabwe

Campionati Nazionali CONCACAF


- Campionato di calcio di Anguilla
- Campionato di calcio di Antigua e Barbuda
- Campionato di calcio delle Antille Olandesi
- Campionato di calcio arubano
- Campionato di calcio delle Bahamas
- Campionato di calcio delle Barbados
- Campionato di calcio del Belize
- Campionato di calcio delle Bermuda
- Campionato di calcio canadese
- Campionato di calcio costaricano
- Campionato di calcio cubano
- Campionato di calcio della Dominica
- Campionato di calcio giamaicano
- Campionato di calcio di Grenada
- Campionato di calcio della Guadalupa
- Campionato di calcio guatemalteco
- Campionato di calcio della Guiana
- Campionato di calcio della Guiana Francese
- Campionato di calcio haitiano
- Campionato di calcio honduregno
- Campionato di calcio delle Isole Cayman
- Campionato di calcio delle Isole Turks e Caicos
- Campionato di calcio delle Isole Vergini Britanniche
- Campionato di calcio delle Isole Vergini Statunitensi
- Campionato di calcio della Martinica
- Campionato di calcio messicano
- Campionato di calcio del Montserrat
- Campionato di calcio del Nicaragua
- Campionato di calcio panamense
- Campionato di calcio portoricano
- Campionato di calcio della Repubblica Dominicana
- Campionato di calcio del Salvador
- Campionato di calcio di Santa Lucia
- Campionato di calcio di Saint-Martin
- Campionato di calcio di Sint-Maarten
- Campionato di calcio di St. Kitts e Nevis
- Campionato di calcio di St. Vincent e le Grenadine
- Campionato di calcio del Suriname
- Campionato di calcio di Trinidad e Tobago
- Campionato di calcio statunitense

Campionati Nazionali CSF


- Campionato di calcio argentino
- Campionato di calcio boliviano
- Campionato di calcio brasiliano
- Campionato di calcio cileno
- Campionato di calcio colombiano
- Campionato di calcio ecuadoregno
- Campionato di calcio paraguaiano
- Campionato di calcio peruviano
- Campionato di calcio uruguagio
- Campionato di calcio venezuelano

Campionati Nazionali OFC


- Campionato di calcio australiano
- Campionato di calcio figiano
- Campionato di calcio delle Isole Cook
- Campionato di calcio delle Isole Salomone
- Campionato di calcio neozelandese
- Campionato di calcio della Nuova Caledonia
- Campionato di calcio della Papua-Nuova Guinea
- Campionato di calcio samoano
- Campionato di calcio della Samoa Americana
- Campionato di calcio tahitiano
- Campionato di calcio tongano
- Campionato di calcio di Vanuatu

Campionati Nazionali UEFA


- Campionato di calcio albanese
- Campionato di calcio andorrano
- Campionato di calcio armeno
- Campionato di calcio austriaco
- Campionato di calcio azerbaigiano
- Campionato di calcio belga
- Campionato di calcio bielorusso
- Campionato di calcio bosniaco
- Campionato di calcio bulgaro
- Campionato di calcio ceco
- Campionato di calcio cipriota
- Campionato di calcio croato
- Campionato di calcio danese
- Campionato di calcio estone
- Campionato di calcio faroense
- Campionato di calcio finlandese
- Campionato di calcio francese
- Campionato di calcio gallese
- Campionato di calcio georgiano
- Campionato di calcio greco
- Campionato di calcio inglese
- Campionato di calcio irlandese
- Campionato di calcio islandese
- Campionato di calcio israeliano
- Campionato di calcio italiano
- Campionato di calcio kazako
- Campionato di calcio lettone
- Campionato di calcio del Liechtenstein
- Campionato di calcio lituano
- Campionato di calcio macedone
- Campionato di calcio maltese
- Campionato di calcio moldavo
- Campionato di calcio nordirlandese
- Campionato di calcio norvegese
- Campionato di calcio olandese
- Campionato di calcio polacco
- Campionato di calcio portoghese
- Campionato di calcio rumeno
- Campionato di calcio russo
- Campionato di calcio sanmarinese
- Campionato di calcio serbo-montenegrino
- Campionato di calcio scozzese
- Campionato di calcio slovacco
- Campionato di calcio sloveno
- Campionato di calcio spagnolo
- Campionato di calcio svedese
- Campionato di calcio svizzero
- Campionato di calcio tedesco
- Campionato di calcio turco
- Campionato di calcio ucraino
- Campionato di calcio ungherese

Squadre di calcio nazionali


- Nazionale di calcio italiana
- Nazionale di calcio argentina
- Nazionale di calcio brasiliana
- Nazionale di calcio camerunese
- Nazionale di calcio danese
- Nazionale di calcio francese
- Nazionale di calcio giapponese
- Nazionale di calcio greca
- Nazionale di calcio inglese
- Nazionale di calcio nigeriana
- Nazionale di calcio olandese
- Nazionale di calcio portoghese
- Nazionale di calcio russa
- Nazionale di calcio spagnola
- Nazionale di calcio svedese
- Nazionale di calcio svizzera
- Nazionale di calcio statunitense
- Nazionale di calcio tedesca
- Nazionale di calcio ungherese
- Nazionale di calcio congolese

Voci correlate


- Squadra di calcio
- Campo di calcio
- Campionato mondiale di calcio
- Campionato europeo di calcio
- Confederations Cup
- UEFA Champions League, già Coppa dei Campioni
- Albo d'oro: Campionato di Serie A
- Albo d'oro: Campionato di Serie B
- Albo d'oro: Campionato di Serie C
- Albo d'oro: Campionato di Serie D
- Coppa Italia
- Elenco di squadre di calcio italiane
- Elenco di squadre di calcio italiane (stagione 2004-2005)
- Elenco di squadre di calcio italiane (stagione 2003-2004)
- Calciatori celebri
- UEFA
- FIFA
- FIFA 100
- FIGC
- Lega Italiana Calcio
- Associazione Italiana Arbitri
- Campionato italiano di calcio Serie D
- Campionato italiano di calcio femminile

Competizioni Confederali

Le competizioni internazionali organizzate dalle confederazioni continentali:
- Europa: Campionato Europeo; UEFA Champions League; Coppa UEFA; Coppa Intertoto; Royal League Scandinava; Setanta Cup Irlandese
- Sud America: Copa América; Coppa Libertadores
- Africa: Coppa delle Nazioni Africane; CAF Champions League
- Asia: Coppa d'Asia; AFC Champions League; AFC Cup
- Nord/Centro America e Zona Caraibica: CONCACAF Gold Cup; CONCACAF Champions Cup
- Oceania: OFC Club Championship

Competizioni Nazionali


- Lista delle competizioni calcistiche in Europa
- Lista delle competizioni calcistiche in Sudamerica
- Lista delle competizioni calcistiche in Africa
- Lista delle competizioni calcistiche in Asia
- Lista delle competizioni calcistiche in Nordamerica
- Lista delle competizioni calcistiche in Oceania

Squadre Nazionali


- Lista delle squadre nazionali di calcio europee
- Lista delle squadre nazionali di calcio sudamericane
- Lista delle squadre nazionali di calcio africane
- Lista delle squadre nazionali di calcio asiatiche
- Lista delle squadre nazionali di calcio nordamericane
- Lista delle squadre nazionali di calcio oceaniche

Squadre di Club


- Lista delle squadre di club europee
- Lista delle squadre di club sudamericane
- Lista delle squadre di club africane
- Lista delle squadre di club asiatiche
- Lista delle squadre di club nordamericane
- Lista della squadre di club oceaniche

Collegamenti esterni


- [http://www.fifa.com FIFA]
- [http://www.footballasia.com AFC]
- [http://www.cafonline.com CAF]
- [http://www.concacaf.com CONCACAF]
- [http://www.conmebol.com CSF]
- [http://www.oceaniafootball.com OFC]
- [http://www.uefa.com UEFA]
- [http://www.figc.it FIGC] (Federazione Italiana Giuoco Calcio)
- [http://www.aia-figc.it AIA] (Associazione Italiana Arbitri)
- [http://www.lega-calcio.it/ Lega Nazionale Professionisti] (Lega Calcio)
- [http://www.realsoccer.it/ www.RealSoccer.it] (Sito di informazione in italiano sul calcio nazionale e mondiale) Categoria:Sport olimpici Categoria:Sport di squadra ja:サッカー ko:축구 simple:Soccer football

1908

Eventi


- Inghilterra: Charlotte Cooper vince il suo 5° titolo individuale a Wimbledon a 37 anni e 282 giorni, diventando la più anziana vincitrice del torneo.
- 11 aprile - Bari: nasce la società di calcio della città.
- 30 giugno - Tunguska (Russia): una enorme esplosione devasta 2150 chilometri quadrati di foresta.
- 24 luglio - Inghilterra: a Londra Dorando Pietri, stremato dalla fatica, taglia per primo il traguardo della maratona olimpica sorretto da due giudici di gara. Per questo aiuto verrà poi squalificato e perderà la medaglia d'oro.
- 28 dicembre - Reggio Calabria: lunedì, ore 5,21 del mattino; un terremoto che raggiunge il 10° grado della scala Mercalli, accompagnato da maremoto coinvolge anche la città di Messina; gravissimo il bilancio delle vittime: a Reggio Calabria circa 15.000 morti su di una popolazione di 45.000 abitanti, ed a Messina circa 80.000 morti su una popolazione di 130.000 abitanti. Numerose le scosse di assestamento che si ripeterono nei giorni seguenti la catastrofe, fino alla fine del mese di marzo del 1909. Verrà definito come uno dei due eventi sismici più catastrofici che la storia italiana ricordi.

Nati


- 9 gennaio - Simone de Beauvoir, scrittrice francese († 1986)
- 15 gennaio - Edward Teller, fisico nucleare († 2003)
- 22 gennaio - Lev Davidovich Landau, fisico russo († 1968)
- 6 febbraio - Amintore Fanfani, politico italiano († 1999)
- 7 marzo - Anna Magnani attrice italiana († 1973)
- 5 aprile - Bette Davis, attrice statunitense († 1989)
- 1 maggio - Giovanni Guareschi, scrittore italiano († 1968)
- 23 luglio - Elio Vittorini, scrittore italiano († 1966)
- 26 luglio - Salvador Allende, Presidente del Cile 1970-1973 († 1973)
- 22 agosto - Henri Cartier-Bresson, fotografo francese († 2004)
- 9 settembre - Cesare Pavese, scrittore († 1950)
- 15 novembre - Karl Abarth, costruttore automobilistico austriaco († 1979)
- 11 dicembre - Elliott Carter, compositore statunitense
- 16 dicembre - Remedios Varo, pittrice surrealista († 1963)
- 31 dicembre - Simon Wiesenthal, sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti († 2005)

Morti


- 19 gennaio - Roma, Roberto Bompiani, pittore italiano (n. 1821)
- 11 marzo - Edmondo de Amicis, scrittore italiano (n. 1846)
- 21 giugno - Nikolay Andreyevitch Rimsky-Korsakoff, compositore russo (n. 1844)
- 25 agosto - Antoine Henri Becquerel, fisico francese, premio Nobel per la fisica 1903 (n. 1852)
- 15 dicembre - Alessandro Cruto, inventore della lampada elettrica con filamento in carbonio (n. 1847)

Premi Nobel


- per la Pace: Klas Pontus Arnoldson, Fredrik Bajer
- per la Letteratura: Rudolf Christoph Eucken
- per la Medicina: Paul Ehrlich, Ilya Ilyich Mechnikov
- per la Fisica: Gabriel Lippmann
- per la Chimica: Ernest Rutherford 008 ja:1908年 ko:1908년 ms:1908 simple:1908 th:พ.ศ. 2451

Associazione Calcio Milan

L'Associazione Calcio Milan è una delle due squadre di calcio di Milano. È una delle più titolate del mondo: insieme alla squadra spagnola del Real Madrid e a quella argentina dell'Independiente, è la squadra ad aver vinto più titoli internazionali (15). Inoltre ha vinto 17 scudetti, 6 Coppe Italia e 5 Supercoppe Italiane.

Storia

I pionieri

Venne fondata il 16 dicembre 1899 da sir Alfred Edwards, inglese con la passione per il football importata direttamente dall'Inghilterra. Insieme alla passione, Edwards portò con sé una serie di mute (i completi di gioco) della squadra di cui era, oltremanica, acceso sostenitore. Da allora, il Milan, vestirà la classica maglia a strisce di colore rosso-nero. La squadra sale presto alla ribalta delle cronache calcistiche italiane conquistando il primo titolo nazionale nel 1901 interrompendo la serie di vittorie del Genoa, sconfitto in finale per 3-0. La squadra guidata dal leggendario capitano Kilpin sarà sconfitta nella finale dell’anno dopo, ad opera dei genoani, e nel 1906 riuscirà a bissare il titolo. In quell’occasione ci fu uno dei primi “casi” del calcio italiano: dopo il girone finale Milan e Juventus (campione d’Italia in carica) erano a pari punti, per cui fu necessaria una gara di finale. Si giocò a Torino sul campo dei bianconeri, in virtù della loro migliore differenza reti, ma terminò in parità dopo i tempi supplementari. A quei tempi non si tiravano i calci di rigore, ma si procedeva alla ripetizione della partita: la Federazione scelse il neutro dell’U.S. Milanese a Milano, ma i bianconeri in segnò di protesta rinunciarono alla partita. Il Milan poté tuttavia sancire la legittimità del suo successo ripetendo l’exploit l’anno dopo. Nel 1908, a seguito dei dissidi interni riguardo alla necessità o meno di tesserare giocatori stranieri, un'ala per certi versi "progressista" della dirigenza si separa dalla società fondandone una nuova denominata Internazionale Football Club. Nel 1916 vinse la Coppa Federale che in quell’anno andava a sostituire in qualche modo il campionato, sospeso a causa della Prima Guerra Mondiale; non si tratta tuttavia di un trofeo ufficialmente riconosciuto dalla FIGC come titolo italiano. Nel 1919 muta la denominazione originale di Milan Football and Cricket Club in Milan Football Club

Gli anni bui

Dopo i primi tre titoli seguì un lungo periodo “buio” in cui i rossoneri rimasero sempre in massima serie (prima in Prima Divisione, poi in Serie A dalla sua istituzione nel 1929-30), pur mantenendosi in zone di metà classifica e non andando mai oltre il terzo posto. Nel 1938 le autorità fasciste imposero l’italianizzazione del nome in Associazione Calcio Milano, abbandonato subito dopo la Seconda Guerra Mondiale per tornare alla vecchia denominazione, pur mantenendo la dizione A.C: nasce nel 1946 l’Associazione Calcio Milan.

I favolosi anni '50

Nell’immediato dopoguerra è sempre fra le migliori tre squadre italiane, tranne che per il quarto posto del 1946-47, sfiorando più volte il titolo che arriverà finalmente nel 1951, dopo 44 anni di attesa. Si tratta del Milan dei tre svedesi del Gre-No-Li, di Buffon e di Annovazzi. Gli anni ’50 sono anni d’oro per i rossoneri, che s’impongono vincendo due volte la prestigiosa Coppa Latina (una sorta di Coppa dei Campioni ante-litteram) nel 1951 e nel 1956, vincendo altri 3 campionati (1954-55, 1956-57 e 1958-59) grazie ai gol di Gunnar Nordhal, 5 volte capocannoniere, la guida tattica di Nils Liedholm, prima a metà campo e poi come libero, la difesa arcigna guidata da Cesare Maldini. Da sottolineare che nell’arco di un decennio, dal 1947-48 al 1956-57, il Milan ha sempre terminato il campionato fra i primi 3.

L'era Rocco

Dopo lo scudetto del 1958-59 sotto la guida di Gipo Viani, il Milan torna a vincere nel 1961-62 con Nereo Rocco in panchina e un giovane Gianni Rivera in campo, grazie ai gol di Josè Altafini che porteranno in Italia per la prima volta l’anno successivo la Coppa dei Campioni. Nonostante il predominio in campionato e in Europa dell’Inter di Helenio Herrera, il Milan di Rocco si dimostra una delle migliori squadre del tempo, costituendo un esempio cristallino del gioco all’italiana. Nel 1967-68 torna a conquistare lo scudetto, il primo a 16 squadre del dopoguerra, con Pierino Prati capocannoniere oltre alla Coppa delle Coppe. Anche l’anno successivo arriverà la Coppa dei Campioni nonché l’Intercontinentale, dopo quella persa nel 1962 col Santos di Pelè alla “bella”.

Lo scudetto della stella e la Serie B

Negli anni ’70 raccoglie ancora numerosi trofei, come 3 Coppe Italia, la seconda Coppa delle Coppe, mentre in campionato insegue a lungo lo “scudetto della stella”, perdendo nel 1972-73 un campionato che sembrava già vinto con una umiliante sconfitta a Verona. Il tanto atteso decimo scudetto arriva nel 1978-79, l’ultima stagione da calciatore per Gianni Rivera che potrà ritirarsi con la stella e il tricolore sulla maglia. Tuttavia, nella stagione 1979-80, a seguito di uno scandalo per il calcio-scommesse, venne retrocesso in Serie B. Nel 1981, una volta risalito nella massima serie, sotto la presidenza Morazzoni, il Milan retrocesse in Serie B nuovamente a seguito, questa volta, di una stagione fallimentare, anche se all’ultima giornata la vittoria sul Cesena sembrava aver momentaneamente risparmiato la nuova onta.

L'era Berlusconi e Sacchi

La rinascita del club rossonero, che deve superare anche difficoltà finanziarie, arriva a metà degli anni ’80 con l’acquisto della squadra da parte di Silvio Berlusconi, affidata presto al tecnico emergente Arrigo Sacchi. L’allenatore romagnolo impone un nuovo tipo di gioco impostato sulla difesa a zona che applica la tattica del fuorigioco in modo perfetto, un centrocampo solido e un attacco che ha in Marco van Basten e Ruud Gullit le sue stelle. Le fortune di quel Milan saranno legate infatti soprattutto ai tre olandesi (il terzo è Frankie Rijkaard), ma anche alla difesa guidata dal capitano Franco Baresi. Sacchi conquista il campionato del 1987-88 con un’incredibile rimonta sul Napoli di Maradona, quindi due Coppe dei Campioni consecutive. Nel 1990-91 tuttavia si rende protagonista di uno spiacevole episodio a Marsiglia: a pochi minuti dalla fine, mentre il Milan sta perdendo, si spengono i riflettori dello stadio. L’amministratore delegato Adriano Galliani fa uscire i giocatori dal campo in segno di protesta: la squadra è poi squalificata per un anno dalle coppe europee.

Il Milan di Capello

L’anno successivo la squadra è guidata da Fabio Capello che sorprendentemente conquisterà lo scudetto con un campionato da record: 56 punti e nessuna sconfitta! Van Basten è capocannoniere, ma, durante la stagione successiva in cui è nuovamente lanciato verso la conquista di tale titolo, risente di un gravissimo infortunio alla cartilagine della caviglia, che ne interromperà anzitempo la carriera. Nel 1992-93 l’Olympique Marsiglia si mette nuovamente sulla strada dei rossoneri strappando loro in finale la Coppa dei Campioni, che il Milan vincerà l’anno dopo (al terzo titolo italiano consecutivo!) con un sorprendente 4-0 al Barcellona. L’era Capello continua con prestazioni che portano il Milan ad essere considerato la più forte squadra del mondo del tempo: la finale di Coppa dei Campioni (la terza consecutiva) persa con l’Ajax e un altro titolo italiano.

Gli ultimi successi

Dopo che Capello lascia la squadra, il Milan conosce due anni difficili che sanciscono un cambiamento epocale, dopo che è stato al vertice per un decennio intero. Tuttavia Alberto Zaccheroni pone le basi per un nuovo ciclo vincente con lo scudetto del 1998-99, con cui viene festeggiato il centenario della squadra: emozionante la rimonta sulla Lazio avanti 7 punti a 7 gare dal termine. Dopo alterne fortune in Europa, il Milan con alla guida Carlo Ancelotti nel 2002-03 torna a vincere la Champions League (è la sesta affermazione europea) ai calci di rigore contro la Juventus, mentre nel 2003-2004 è campione d'Italia, vince lo scudetto battendo nettamente tutte le dirette concorrenti. Nel 2004-05, dopo una stagione giocata all'altezza della precedente il Milan si imbatte in un finale a dir poco traumatizzante: sconfitto dalla Juventus ormai ad un passo dallo scudetto viene sconfitto anche nella finale di Champions League. Il 25 Maggio a Instabul i rossoneri si portano avanti per 3-0 (grazie ad una rete di Paolo Maldini e alla doppietta di Hernan Crespo) sul Liverpool, ma sono raggiunti nel secondo tempo, per cui la gara vai ai supplementari e ai rigori. La squadra inglese vince la coppa ai rigori, con una delusione per i milanisti paragonabile a quella degli interisti che il 5 maggio 2002 persero uno scudetto per un soffio contro la Juventus e anche a quella dei tifosi juventini che avevano perso la Champions League ai rigori proprio contro il Milan .

Rosa 2005/2006

Allenatore: 2006 Carlo Ancelotti
- Tifosi: [http://acmilanfans.altervista.org/ Ac Milan]

Palmares


- 17 Campionati italiani (1901 - 1906 - 1907 - 1950/51 - 1954/55 - 1956/57 - 1958/59 - 1961/62 - 1967/68 - 1978/79 - 1987/88 - 1991/92 - 1992/93 - 1993/94 - 1995/96 - 1998/99 - 2003/04)
- 2 Campionati italiani di serie B (1980/81 - 1982/83)
- 5 Coppe Italia (1966/67 - 1971/72 - 1972/73 - 1976/77 - 2002/03)
- 5 Supercoppe Italiane (1989 - 1992 - 1993 - 1994 - 2004)
- 6 Coppe Campioni-UEFA Champions League (1962/63 - 1968/69 - 1988/89 - 1989/90 - 1993/94 - 2002/03)
- 2 Coppe delle Coppe (1967/68 - 1972/73)
- 4 Supercoppe Europee (1989 - 1990 - 1995 - 2003)
- 3 Coppe Intercontinentali (1969 - 1989 - 1990)
- 2 Coppe Latine (1951 - 1956)
- 1 Mundialito Clubs (1987)
- 1 Mitropa Cup (1982)

Goleador

(
- ) ancora in attività, i dati possono non essere aggiornati.

La prima formazione

Hood Cignaghi Torretta Lies Kilpin Valerio Dubini Formenti Davies Neville Allison

Campioni che hanno vestito la maglia del Milan


- Enrico Albertosi
- Josè Altafini
- Carlo Ancelotti
- Franco Baresi
- Oliver Bierhoff
- Fabio Cudicini
- Nelson Dida
- Roberto Donadoni
- Gunnar Gren
- Ruud Gullit
- Ricardo Izecsson Kakà
- Nils Liedholm
- Cesare Maldini
- Paolo Maldini
- Daniele Massaro
- Alessandro Nesta
- Gunnar Nordhal
- Franklin Rijkaard
- Gianni Rivera
- Dejan Savicevic
- Andry Shevchenko
- Juan Alberto Schiaffino
- Mauro Tassotti
- Giovanni Trapattoni
- Marco Van Basten
- George Weah

Grandi allenatori sulla panchina del Milan


- Carlo Ancelotti
- Fabio Capello
- Nils Liedholm
- Arrigo Sacchi
- Alberto Zaccheroni

Voci correlate


- Calcio
- Albo d'oro Campionato di Serie A
- Elenco di squadre di calcio
- Calciatori celebri
- FIFA 100

Collegamenti esterni


- [http://www.acmilan.com/ Sito ufficiale]
- [http://www.acmilan.net acmilan.net (Sito ufficioso)]
- [http://www.acmilanfans.altervista.org/ AC Milan Fans] (italiano, inglese)
- [http://www.milanfansberlin.de "Milan Fans Berlin"] (tedesco, inglese, italiano, francese)
- [http://www.fcitalia.com/milan/news/newsmilan.htm AC Milan News] (FC Italia)
- [http://www.calcionew.it/milan/storiamilan.php Sito sulla storia del milan]
- [http://www.milanfan.com/ AC Milan - Milanfan (Sito ufficioso)]
- [http://www.planetmilan.com/ Planet Milan (Sito ufficioso)] Milan Associazione Calcio categoria:Milano ja:ACミラン simple:A.C. Milan

Calcio (Albo d'oro Campionato Serie A)

Elenco degli scudetti assegnati nel campionato di calcio italiano dal 1898 ad oggi:
- 1898 Genoa
- 1899 Genoa
- 1900 Genoa
- 1901 Milan
- 1902 Genoa
- 1903 Genoa
- 1904 Genoa
- 1905 Juventus
- 1906 Milan
- 1907 Milan
- 1908 Pro Vercelli
- 1909 Pro Vercelli
- 1909 - 10 Internazionale
- 1910 - 11 Pro Vercelli
- 1911 - 12 Pro Vercelli
- 1912 - 13 Pro Vercelli
- 1913 - 14 Casale
- 1914 - 15 Genoa (deciso dalla FIGC)
- 1916 - 19 Sospeso. Nel 1915-16 è stato sostituito dalla Coppa Federale vinta dal Milan
- 1919 - 20 Internazionale
- 1920 - 21 Pro Vercelli
- 1921 - 22 (C.C.I.) Pro Vercelli
- 1921 - 22 (F.I.G.C.) Novese
- 1922 - 23 Genoa
- 1923 - 24 Genoa
- 1924 - 25 Bologna
- 1925 - 26 Juventus
- 1926 - 27 Torino (revocato per un caso di corruzione)
- 1927 - 28 Torino
- 1928 - 29 Bologna
- 1929 - 30 Ambrosiana - Inter
- 1930 - 31 Juventus
- 1931 - 32 Juventus
- 1932 - 33 Juventus
- 1933 - 34 Juventus
- 1934 - 35 Juventus
- 1935 - 36 Bologna
- 1936 - 37 Bologna
- 1937 - 38 Ambrosiana - Inter
- 1938 - 39 Bologna
- 1939 - 40 Ambrosiana - Inter
- 1940 - 41 Bologna
- 1941 - 42 Roma
- 1942 - 43 Torino
- 1943 - 45 Sospeso. Nel 1944 si è svolto il Campionato di guerra dell'Alta Italia vinto dai Vigili del Fuoco di La Spezia.
- 1945 - 46 Torino
- 1946 - 47 Torino
- 1947 - 48 Torino
- 1948 - 49 Torino
- 1949 - 50 Juventus
- 1950 - 51 Milan
- 1951 - 52 Juventus
- 1952 - 53 Internazionale
- 1953 - 54 Internazionale
- 1954 - 55 Milan
- 1955 - 56 Fiorentina
- 1956 - 57 Milan
- 1957 - 58 Juventus
- 1958 - 59 Milan
- 1959 - 60 Juventus
- 1960 - 61 Juventus
- 1961 - 62 Milan
- 1962 - 63 Internazionale
- 1963 - 64 Bologna
- 1964 - 65 Internazionale
- 1965 - 66 Internazionale
- 1966 - 67 Juventus
- 1967 - 68 Milan
- 1968 - 69 Fiorentina
- 1969 - 70 Cagliari
- 1970 - 71 Internazionale
- 1971 - 72 Juventus
- 1972 - 73 Juventus
- 1973 - 74 Lazio
- 1974 - 75 Juventus
- 1975 - 76 Torino
- 1976 - 77 Juventus
- 1977 - 78 Juventus
- 1978 - 79 Milan
- 1979 - 80 Internazionale
- 1980 - 81 Juventus
- 1981 - 82 Juventus
- 1982 - 83 Roma
- 1983 - 84 Juventus
- 1984 - 85 Hellas Verona
- 1985 - 86 Juventus
- 1986 - 87 Napoli
- 1987 - 88 Milan
- 1988 - 89 Internazionale
- 1989 - 90 Napoli
-